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Come detenere

armi in Italia

Cosa fare per avere (e usare) armi nel


nostro Paese in modo legale e sicuro.

Alex Lombardi

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INDICE

- pag.3: Prefazione

- pag.4: CAPITOLO 1: LE LEGGI IN MATERIA DI ARMI


- pag.4: I vari tipi di porto d’armi e come ottenerli
- pag.5: Cosa si può acquistare con la licenza di porto di fucile
- pag.8: Portare un’arma, trasportare un’arma
- pag.8: Le denunce in materia di armi e munizioni
- pag.10: Le armi di libera vendita

- pag. 10: CAPITOLO 2: I TIPI DI ARMA DA FUOCO


- pag. 10: Canne liscie, canne rigate
- pag. 11: Armi automatiche, armi semiautomatiche
- pag.11: I fucili da caccia
- pag.13: Le carabine
- pag.14: Pistole e revolver

- pag.15: CAPITOLO 3: LE MUNIZIONI


- pag.15: Le misure
- pag.16: I tipi di proiettili
- pag.17: Diverse armi, diversi calibri, diverse potenze

- pag.21: CAPITOLO 4: LA SICUREZZA


- pag.21: La custodia delle armi
- pag.22: Armi cariche in casa
- pag.22: Sparare e tenere le armi in mano
- pag.22: La difesa

- pag.23: CAPITOLO 5: UN PO’DI STORIA DELLE MUNIZIONI

- pag.29: NOTE

- pag.33: RINGRAZIAMENTI

- pag.34: ALLEGATO 1: fac-simile domanda porto di fucile uso tiro a volo

- pag.37: ALLEGATO 2: fac-simile denuncia di acquisto arma comune

- pag.38: ALLEGATO 3: fac-simile denuncia di detenzione armi bianche

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PREFAZIONE

Ho scritto questo testo perché sono appassionato di armi da oltre dieci anni, però
viviamo in Italia: seppure siamo tra i maggiori produttori di armi, l’opinione pubblica
è diffidente ed ha pregiudizi, spesso a causa dell’ignoranza in materia.
Senza entrare in merito al discorso “caccia”, le armi da fuoco si possono avere anche
per la difesa, lo sport, o semplicemente per collezionarle. E sì, possono essere amate
come si ama la propria moto o la propria auto sportiva, o come una donna può amare
i propri gioielli. E’ vero, sono solo oggetti: ma possono essere anche un regalo di una
persona a cui si vuole bene, o vere opere d’arte, strumenti di precisione o ricordi.
Non sono cattive: un’arma da sola non ha mai ucciso nessuno, definirle diaboliche
sarebbe come attribuire un’anima a una motosega, a un coltello, ad un cacciavite o ad
un femacarte: anche questi oggetti possono uccidere, dipende però dall’intenzione di
chi li ha in mano.
Ritornando a noi: ho scritto questo libro per aiutare a capire le armi; e a chi è
interessato, voglio essere d’aiuto per come muoversi nel labirinto legale e burocratico
che circonda quest’argomento, in modo che agiate sempre nella piena legalità.
Poi, è triste vedere che spesso chi lavora con le armi non è informato sulle leggi e a
volte, cosa ancor più pericolosa, non ne conosce nemmeno bene il funzionamento.
Anche a queste persone spero il mio testo possa essere un valido aiuto.
Comunque, auguro a tutti voi una piacevole lettura, e spero sinceramente che quando
avrete finito di leggere possiate dire di esservi tolti molti dubbi.
Che decidiate o meno di avere armi in casa, o che ne possediate già.
Ricordate solo una cosa: l’arma da fuoco solitamente è pericolosa solo per chi sta
dalla parte del mirino, ma a differenza delle armi da taglio non ha bisogno del
contatto fisico per uccidere. Si deve pensare sempre che si possiede un oggetto che,
premendo il grilletto, può uccidere. Come premere un tasto. Per questo troppo spesso
non si ha il tempo di pensare a quello che si sta facendo, e così accadono le disgrazie.
E nessun dottore, nessuna perizia psichiatrica, potrà mai stabilire se una persona non
commetterà mai una leggerezza che, in questo campo, risulterebbe fatale.
Come chi decide di comprare una moto che viaggia a 300 all’ora, anche chi compra
un’arma dovrebbe farsi un’analisi di coscienza: domandatevi –“sinceramente, sono in
grado di gestire me stesso?”-
Se la risposta è no, vi sconsiglio di proseguire la lettura. Anche se un porto d’armi
molto probabilmente riuscireste ugualmente ad ottenerlo.
Pensateci fino a quando avrete capito cosa potrebbe accadere a voi, o peggio, ai vostri
famigliari. Dipende solo da voi, non dalle armi o dai dottori.
E dal momento in cui deciderete di avere armi, dovrete pensarci tutti i giorni.

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CAPITOLO 1: LE LEGGI IN MATERIA DI ARMI

I vari tipi di porto d’armi e come ottenerli

Mi rivolgo qui solo ai privati cittadini comuni, non tratterò di “porto d’armi per difesa
personale” perché questo in Italia è rilasciato solo alle Guardie Particolari Giurate
dalla Prefettura, ed altri porti d’arma interessano solo settori che, certamente, sono
già ben organizzati per districarsi nella nostra burocrazia.
Come comuni cittadini, potremo ottenere solo:
- il nullaosta per l’acquisto di un’arma
- la “licenza di porto di fucile per l’esercizio dello sport del tiro a volo”
- la “licenza di porto di fucile ad uso venatorio” (la licenza di caccia).
Ora, questi documenti sono rilasciati dagli uffici di Polizia Amministrativa: nelle città
si occupano di questo Questure e Commissariati, nei comuni dove non ci sono uffici
di Polizia le pratiche vengono inviate alla Questura dalla Stazione Carabinieri
competente: proprio qui dovrete effettuare la domanda, dai Carabinieri del comune
dove risiedete (se invece nel vostro comune c’è la Polizia, vi recherete da loro).
Andiamo nello specifico: il nullaosta, che cos’è? E’ un documento che vi permette
ad esempio di intestarvi un’arma ricevuta in eredità. Burocraticamente è simile al
porto d’armi uso sportivo (ovvero, ciò che dovrete fare per ottenerlo) e comunque
dovrete tenere quest’arma sempre in casa e non ne potrete mai possedere le
munizioni. Un nullaosta poi consente un solo acquisto (anche di più armi).
Poi c’è la licenza di caccia: se vorrete intraprendere questo sport, vi consiglio di
recarvi ad una associazione di cacciatori (ANLC, FIDC ecc). Questi vi seguiranno
nelle pratiche e vi faranno partecipare ai loro corsi per prepararvi agli esami, verrete
informati sulle leggi e sulle regole… insomma vi spiegheranno tutto loro.
Mi soffermerò quindi sull’altra licenza: la “licenza di porto di fucile per l’esercizio
dello sport del tiro a volo”. Questo è quanto più si avvicina ad un porto d’armi vero
e proprio, ma non esistono corsi in questo caso (invece per la licenza di caccia si),
insomma le leggi non ve le spiegherà nessuno. Ricordate che “la legge non ammette
ignoranza”? Attenti quindi, siete responsabili delle vostre azioni anche se, a volte,
provando a informarsi si ricevono nozioni diverse e a volte contrastanti. E non fatevi
ingannare dal nome: con questa licenza (o con quella di caccia) potrete comprare
anche carabine e pistole, ma di questo ne parleremo in futuro.
Volete quindi questa licenza? Prima dovete avere la risposta affermativa a queste
domande, per non sprecare tempo e denaro: siete cittadini italiani, incensurati e senza
carichi pendenti, non siete stati obiettori di coscienza (per quelli che avrebbero
dovuto fare servizio di leva), non assumete droghe o psicofarmaci né siete alcolizzati.
Non cercate di barare: è controproducente dichiarare il falso alla Polizia o ai
Carabinieri. Anche se vi avessero fatto l’etilometro e siete risultati positivi, rischiate
di presentare documentazioni mendaci. Se qualcosa non vi quadra, consultate
un’avvocato: non è comunque detto vi sia data la licenza, ma lui vi consiglierebbe al
meglio e vi farebbe agire nella piena legalità. Per il servizio di leva (che oggi
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nemmeno esiste più, quindi vale solo per noi un po’ “vecchi”) svolto come obiettori,
potrebbero chiarirvi le idee i Carabinieri, e comunque non dovrebbero esserci più
problemi, dopo tanti anni.
Tolti questi dubbi, andate dal vostro medico curante e richiedete il “certificato
anamnestico per il rilascio del porto d’armi uso sportivo”: dovrete certificare,
sotto la vostra responsabilità, che non vi drogate, non assumete alcool e non avete
malattie psichiche. Ovviamente anche lui vi conosce, ma siete voi che dichiarate.
Fatene una fotocopia, che potrebbe servirvi in futuro, e con l’originale andate alla
vostra ASL all’ufficio d’igiene (dove si fanno anche le visite per le patenti di guida) e
richiedete il “certificato medico per porto d’armi uso sportivo”: la visita consiste
in constatare vostre eventuali patologie all’udito e alla vista, proprio come per la
patente di guida. Questo certificato va in marca da bollo, comunque i documenti
necessari, le marche da bollo e il loro valore, i versamenti ecc si trovano anche sul
modulo di domanda che vi possono fornire Polizia e Carabinieri, e che alla fine
presenterete a loro con tutta la documentazione allegata (1).
Andiamo avanti: ora se avete fatto il militare, spolverate il vostro congedo, fatene una
fotocopia e “autocertificatela”: scrivete che corrisponde all’originale, allegate
fotocopia della vostra carta d’identità e firmate. Per i pubblici uffici infatti non esiste
più l’autenticazione dei documenti.
Se invece non avete svolto il servizio di leva, vi occorre un “certificato di idoneità
al maneggio delle armi”: andate ad un poligono di tiro (solitamente per l’iscrizione è
richiesta copia del certificato anamnestico o del certificato medico dell’ASL) e fate
questo corso: vi insegneranno i rudimenti di base, come imbracciare un’arma, come
caricarla, e farete una prova di tiro con una piccola carabina.
Anche se personalmente lo trovo ingiusto, se non avete il congedo militare dovrete
fare questa prova ogni sei anni, ai rinnovi futuri del porto d’armi, anche se siete
campioni di tiro o usate le armi da decenni.
Una volta che avete questo certificato, mettete una marca da bollo ed unitelo agli altri
documenti.
Ora vi aspetta solo la fila all’ufficio postale, per versare alla Tesoreria Provinciale
dello Stato l’esorbitante cifra di quasi 2 euro. La cifra esatta e il numero di conto
corrente, li trovate come al solito sul modulo fornito dalla Polizia.
Ora che avete tutto, potete fare le fototessere e portare il tutto alla Polizia o ai
Carabinieri (come già detto, dipende dal vostro comune di residenza).
Aspettate la risposta: dovrebbe arrivare entro qualche settimana.

Cosa si può acquistare con la licenza di porto di fucile

Vi è arrivata la licenza: ora potete, se volete, acquistare armi. Quanto trattato in


questo punto vale per tutti i tipi di porto d’armi: quello ad uso sportivo (o tiro a volo,
è la stessa cosa), per la licenza di caccia e anche per quello da difesa personale.
La legge dice:
-fino a tre armi comuni da difesa
-fino a sei armi sportive
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-numero illimitato di armi da caccia
-fino a mille cartucce, oppure fino a 1500 denunciandole tutte.
Per una persona non pratica; o che ha sì il porto d’armi, ma non ha capito bene il
discorso (e chi dovrebbe averglielo spiegato?) non è per niente chiaro.
Allora, cos’è un’arma comune (2)? Parleremo qui di “armi comuni da difesa”.
Come faccio a riconoscerle? Innanzi tutto le armi sportive e comuni sono iscritte ad
un catalogo nazionale, e sull’arma stessa questo suo numero di catalogo è riportato.

Immagine 1:
Particolare di una pistola. A
sinistra, e in parte coperto, il
numero di matricola; a destra
il numero di catalogo.
La dicitura “cat.5802” indica
marca e modello (Beretta 84
Cheetah calibro .380 acp):
come potrete controllare su
Internet, cercando il “catalogo
nazionale armi (3)”, risulterà
che è un’arma comune da
difesa.

Alcune pistole o rivoltelle di vecchia produzione sono prive di catalogo: sono quindi
considerate armi comuni da difesa. Parlando di armi da difesa, apro una parentesi: chi
le usa per lavoro dovrebbe sapere che può utilizzare solo munizioni blindate in
servizio, ovvero non espansive (approfondiremo il discorso in seguito) ma dovrebbe
sapere anche che può utilizzare solo armi comuni. Se un’arma è catalogata sportiva,
si usa solo al poligono di tiro! Anche i cacciatori dovrebbero saperlo, i fucili e le
carabine da caccia hanno catalogazione diversa; utilizzare armi sportive per la caccia
è un reato. Anche se l’arma è di calibro consentito per la caccia.
Ora che abbiamo capito la catalogazione (che ripeto, non dipende dal calibro, ma
da come è stata catalogata e si può controllare con certezza solo sul Catalogo
Nazionale) sappiamo quante ne possiamo comperare. Se possediamo tre armi
comuni, ad esempio, e vogliamo comperare una pistola, dovremo informarci se è
catalogata sportiva. Altrimenti, dovremo vendere un’arma che già possediamo. C’è
una alternativa: richiedere il permesso per l’acquisto come “arma da collezione” e
non ne potremo possedere le munizioni, a meno che non abbiamo già un’arma dello
stesso calibro. Non potremo nemmeno possedere due armi uguali da collezione.
Le armi ad aria compressa possono essere catalogate come armi sportive. Se l’arma
ad aria compressa non è di “libera vendita” (e lo impariamo al momento
dell’acquisto, dalla denuncia di vendita e dalla marchiatura del numero di catalogo

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sull’arma) è un’arma sportiva, e fa parte delle sei che possiamo detenere. E’quindi
considerata dalla legge un’arma a tutti gli effetti, con tutto quello che ne deriva.
Nelle pistole e nei revolver, almeno, abbiamo validi indizi su come capire subito se
sono sportive: solitamente sono così catalogate quelle che hanno tacche di mira
regolabili e/o la canna è di lunghezza superiore a quattro pollici (più di undici
centimetri circa); ma ripeto che la certezza sta solo nel Catalogo Nazionale.
Le carabine sportive, invece, hanno la canna molto più grossa (per via della
precisione, ma sono anche più pesanti e scomode per la caccia) oppure sono di
calibro troppo ridotto e quindi non consentito per la caccia (come le carabine in
calibro .22). Comunque vi ricordo che il numero di catalogo c’è sempre nelle armi
sportive; se non lo si trova si deduce che un fucile è da caccia, e una pistola (o un
revolver) è comune. Le armi rigate da caccia prodotte dopo il 1975 hanno tutte la
catalogazione: controllate quindi che questa sia “da caccia”. Ripeto comunque che
una risposta certa si ha solo consultando il Catalogo Nazionale.
Parliamo ora di munizioni, e qui il discorso è complicato quanto la nostra legge.
Possiamo detenere fino a 1500 cartucce, come abbiamo detto, ma denunciandole.
Però, le “munizioni spezzate” non necessitano di denuncia fino a 1000.
Dimenticavo: le munizioni spezzate sono le cartucce a pallini, di tutte le misure, per
intenderci. Dalle cartucce a pallettoni a quelle per i passerotti, o per i piattelli. Le
classiche cartucce di plastica insomma, escluso quelle con la palla “da cinghiale”.
Di queste cartucce possiamo comprarne quante vogliamo, e tenerne in casa fino a
1000 senza bisogno di denunciare nessun acquisto.
Poi ci sono le cartucce a palla: rientrano sempre nelle 1000 cartucce che possiamo
detenere, ma quando le comperiamo l’armeria fa una “dichiarazione di vendita”.
Noi porteremo questa dichiarazione dalla Polizia (o dai Carabinieri, dipende sempre
dove abitiamo, il discorso è sempre uguale e non lo ripeterò più) e verrà quindi
“denunciato” l’acquisto, proprio allo stesso modo di come quando comperiamo
un’arma. Abbiamo quindi denunciato “di detenere” questo numero di cartucce di
questo calibro, ad esempio 50. Una volta sparate, torneremo in armeria, le
ricompreremo, ma non dovremo più denunciarle. Perché? Perché noi abbiamo
denunciato la detenzione, e se le altre cartucce erano finite, in casa saranno sempre
50. Possiamo averne meno, o ricomperarle; l’importante è non averne mai in più. Se
avessimo portato la dichiarazione dell’armeria ai Carabinieri, ad esempio, avremmo
potuto dire –“ho comperato altre 50 cartucce, ma le prime 50 le ho ancora”- loro
faranno una nuova denuncia su cui è scritto che ne ho 100. Se ne avessi 90 a casa non
sarebbe un problema; se non denunciassi un’acquisto che eccede il numero da me
denunciato, invece, e ne avessi anche solo 101; rischierei ad un eventuale controllo
una denuncia penale. Non si possono detenere più munizioni di quante ne sono
dichiarate in denuncia! Poi, di munizioni per pistola, posso detenerne al limite
200. Faccio un esempio: ho 200 cartucce da pistola e 100 a palla da fucile (o per
carabina), regolarmente denunciate, più altre 700 a pallini. Sono al limite, e se ne
avessi una in più non sarei più in regola. Se ne avessi 800, a pallini, dovrei
denunciare “la detenzione di 800 cartucce a pallini” perché nell’insieme eccedono le
1000 totali. Il limite massimo è fissato a 1500 cartucce totali.
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Vorrei parlare della ricarica e della detenzione di polvere da sparo, ma la confusione
aumenterebbe ulteriormente: consiglio comunque tutti quelli alle prime armi di non
eccedere le 1000 cartucce totali, e di acquistare la prima volta almeno due scatole di
cartucce: così in futuro, comprandone una nuova quando la vecchia scatola è finita, si
è sicuri di non eccedere nel numero e si risparmia l’iter di una nuova denuncia.
Riassumendo, possiamo stabilire questi limiti:
- detenzione massima di 200 cartucce da pistola, tutte regolarmente
denunciate;
- 1000 cartucce totali, quelle a palla rigorosamente tutte denunciate;
- controllate la denuncia come fosse un’inventario: mai averne di più del numero
riportato in denuncia. Sconsiglio di oltrepassare il limite di 1000 munizioni.
Quando si sarà più esperti, e soprattutto se si spara spesso, si potrà vantaggiosamente
entrare nel mondo della ricarica: ma necessita di conoscenza e precisione, può essere
estremamente pericoloso ai non esperti.

Portare un’arma, trasportare un’arma

Questa è la differenza principale dei diversi porti d’arma. Un porto d’arma per
difesa personale permette di “portare la rivoltella o pistola di calibro consentito
(fino al .44 magnum) per la difesa personale”. Portare l’arma, significa averla
addosso carica. E quindi, chi ha la licenza di caccia può portare il fucile carico
solo ove sia consentito l’esercizio venatorio. Con un porto d’arma per uso
sportivo, l’arma si ha in mano solo nei campi di tiro e nei poligoni, o in casa
propria. E’fondamentale per la sicurezza e la legalità: fuori da questi luoghi,
l’arma deve essere scarica e in custodia; le munizioni devono essere divise da
essa. In questo caso si sta trasportando (4) l’arma, non la si sta portando. Anche il
trasporto non è comunque libero: alcune aree prevedono il divieto di immettere armi
(come in molti parchi, dove non possiamo entrare nemmeno se l’arma è nel
bagagliaio scarica) e in ogni caso, ad un eventuale controllo deve essere giustificato
in modo valido il trasporto, anche se in forma non scritta.
Ricordo infine che quando si porta l’arma, deve avere un caricatore appropriato
all’uso: anche se l’attuale legge prevede che i caricatori non siano più considerati
“parte di arma” (D.Lgs. 204/2010) si rischia che, montando un caricatore maggiorato
o non omologato per quest’arma, venga considerato in fase di giudizio “parte d’arma
da guerra”. Inoltre molte carabine da caccia hanno caricatori da 10 colpi e sono
regolarmente omologati, tuttavia fa testo la legge venatoria della provincia dove ci si
trova (e non è uguale in tutta Italia): potrebbe essere necessario un caricatore ridotto o
provvisto di limitatore (o fermo) che impedisce l’immissione di più cartucce di
quante la legge consente; e dovranno essere usati questi caricatori quando si va a
caccia in queste zone. Consiglio quindi l’uso di caricatori originali (5), tuttavia la
detenzione è libera. Chi invece ha un porto d’armi per difesa personale, può portare la
pistola (o il revolver) teoricamente dove vuole. Ma deve prestare molta attenzione,
sull’argomento esistono molte limitazioni e un po’ particolari, ne cito alcune: il
divieto di portare l’arma in manifestazioni, nei seggi elettorali o dove sia una
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“adunanza di persone”. Ulteriore nota sulle baionette: possiamo acquistarle e
detenerle, tuttavia (come per i caricatori) inastarle sull’arma è illegale in quanto
l’arma diverrebbe in quel momento “da guerra”.

Le denunce di detenzione armi e munizioni

Come già detto, quando si acquista un’arma in armeria questa rilascia una
“dichiarazione di vendita”. Qui è riportato marca, modello, calibro, i nostri dati
personali di acquirente, il numero di matricola (e, se c’è, il numero di matricola della
canna), e l’eventuale numero di catalogo. Abbiamo l’obbligo di denunciare l’acquisto
ai Carabinieri entro 3 giorni dalla data di acquisto, e questi sono tenuti a farne la
denuncia. Se un’arma invece era di proprietà di un privato, questi ci fornirà con
l’arma la sua denuncia originale, e noi scriveremo in un foglio:
io sottoscritto… nato a… il…e residente a… in possesso di licenza di porto di fucile
per tiro a volo (o licenza di caccia) numero… rilasciata da… il…
dichiara
in ottemperanza all’art.38 del TULPS
di aver ricevuto dal signor… nato a… il… e residente a…
la sottonotata arma:
marca… modello…calibro…matricola… matricola canna… cat…
in data…
in fede (firma)
Chi ha ceduto l’arma, avrà lo stesso modulo però scriverà “di aver ceduto la
sottonotata arma”…
Tra privati, c’è da stare bene attenti. Controllate bene la matricola e i numeri che
scrivete, ma ricordate anche:
- L’arma è vostra responsabilità dal momento della data di acquisto, meglio
se c’è anche l’ora. Conoscete bene chi ve l’ha venduta?
- Non si parla di acquisto e vendita, si parlerà di cessione e ricevuta. In Italia è
consentito lo scambio tra privati di armi, ma ne è vietato il commercio.
- Se cedete un’arma ad un privato, esigete sempre una fotocopia del suo porto
d’armi (di qualsiasi tipo esso sia) e una fotocopia della carta d’identità.
Le denuncie di acquisto armi e munizioni, comunque, consiglio di effettuarle
nella stessa giornata che acquistate l’arma o le cartucce.
Parliamo ora di coltelli da caccia e spade: se la lama supera 10 cm e sono affilate
devono essere denunciate. Eh si, se non si tratta di attrezzi agricoli o di coltelli da
cucina (che sono armi improprie), dovete denunciare la detenzione. Altrimenti, state
detenendo abusivamente un’arma propria. C’è chi dice che una spada può essere un
oggetto d’arredo: se è affilata diffidate da costui, se vi controllassero le armi che
avete (e le forze dell’ordine ovviamente possono farlo) e avete una spada senza
relativa denuncia, è a discrezione di chi sta eseguendo il controllo se denunciarvi e
quindi mandarvi ad un processo. Scrivere due righe non costa niente e siete
tranquillamente in regola. Una denuncia di detenzione armi da taglio deve essere
impostata come una denucia di un’arma da fuoco, ma riguardo l’arma deve riportare
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solo la lunghezza della lama e la lunghezza totale; le baionette invece in genere
hanno la matricola e si scriverà per quale arma è stata concepita. Sul sito della Polizia
di Stato (6), comunque, troverete facilmente i fac-simile dei moduli necessari,
comunque facili da scrivere, sia per le armi che per quanto riguarda le munizioni
(anche queste necessitano sempre di denuncia in caso di cessione o acquisto).
Poi esistono le “dichiarazioni per cessione in comodato d’uso” e la “cessione
temporanea per riparazione”. La prima si può fare solo nel caso in cui si tratti di
armi da caccia: redigeremo un foglio in sostanza uguale ad una dichiarazione di
cessione, ma specificheremo che è una cessione temporanea e di comodato d’uso.
Dovremo fare una denuncia quando cediamo l’arma, ed una nuova quando ne
rientreremo in possesso. La cessione per riparazione invece è redatta dall’armiere e
certifica dove si trova la nostra arma al momento; questa dichiarazione non necessita
di denuncia alle forze dell’ordine da parte nostra: mi raccomando invece, per il
comodato d’uso e/o per cambi di residenza dovete farla!

Le armi di libera vendita

Da alcuni anni la legislazione italiana ha consentito, per alcuni tipi di arma, la libera
vendita. Queste sono archi, balestre e armi ad aria compressa depotenziate. Per
acquistare queste armi è sufficiente la maggiore età. Si deve essere in possesso (per le
armi ad aria compressa) della certificazione che indica il fatto “che non siano armi”,
ovvero che tali armi ad aria compressa non superino i Joule di potenza limite prevista
dalla legge.
Anche le armi antiche ad avancarica sono in molti modelli di libera vendita: ma la
detenzione deve comunque essere denunciata, e permessa senza licenza da
collezione fino ad un limite di 8 armi.
Attenzione su questo punto: la licenza di caccia permette il porto d’arma da taglio
per uso venatorio. Ma se non si è cacciatori, come si può giustificare il trasporto di
una lama? Non è possibile, è più grave che trasportare un fucile con la licenza ma
senza motivo. Stesso discorso, anzi ancor più grave, qualora si trasportino arco e
frecce: se non si è iscritti a un campo di tiro con l’arco e vi ci si sta recando,
giustificare questo trasporto in altri casi è come arrampicarsi sugli specchi.
Il discorso è logico se si pensa al fatto che si stanno trasportando armi proprie senza
la relativa licenza.

CAPITOLO 2: I TIPI DI ARMA DA FUOCO

Canne liscie, canne rigate

E’ importante capire la differenza tra fucile e carabina. In seguito parleremo di fucili


da caccia, cioè di “armi lunghe a canna liscia”. Sono questi i classici fucili che
sparano le “cartucce di plastica”. Una cosa molto importante è capire cos’è veramente
“la canna liscia”: per motivi balistici, e per leggi dettate dalla fisica, un proiettile
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durante il suo tragitto compie anche un movimento rotatorio (gira su sé stesso, per
intenderci). Questo principalmente determina maggiore precisione, aerodinamica e
velocità. Così si può capire perché una cartuccia da fucile da caccia a palla ha una
forma elicoidale, o comunque si intuisce dalla forma che durante il suo moto ruota
su sé stessa: la canna è liscia e quindi deve essere il proiettile a prendere
autonomamente la rotazione. Le armi a canna liscia, poi, sono state concepite
principalmente per sparare “munizioni spezzate”, cioè a pallini. Questi uscendo
tutti insieme da una canna liscia creano una “rosata” durante il loro tragitto, e si
capisce facilmente perché la canna è nettamente migliore se è liscia: la rosata sarà più
uniforme e più compatta. Sempre per lo stesso motivo le carabine, le pistole ed i
revolver hanno la canna rigata: il diametro del proiettile è leggermente superiore al
diametro della canna, cosicchè la rigatura traccia dei “solchi” sul proiettile che, in
pratica, corre ruotando nelle rigature come un treno sui binari.
Le armi a canna rigata, però, imprimono al proiettile una velocità più elevata,
determinando una forza potenziale superiore: una rosata di pallini o una palla da
cinghiale, ad esempio, viaggiano in genere a circa 350 metri al secondo; un proiettile
da carabina arriva in alcuni calibri ad oltrepassare i 1000 m/sec.
Non esiste migliore o peggiore: sono due tipi di arma completamente diversi,
come è completamente differente il loro scopo. A livello di potenza comunque
parleremo di energia (kilogrammetri/forza) e il loro calcolo è dato dalla famosa
formula massa/2 moltiplicato per il quadrato della velocità (1 kgm = 9.8 Joule).

Armi automatiche, armi semiautomatiche

Il termine “automatico” per definire un fucile è spesso usato, ma è tecnicamente


scorretto: noi li chiameremo “semiautomatici”, le armi automatiche sono invece solo
quelle che sparano a raffica, cioè premendo il grilletto sparano in continuazione
finchè lo si tiene premuto; in Italia questo tipo di armi è considerato da guerra e non
esiste alcun modello in commercio. A volte le armi nascono “automatiche” in
fabbrica: per essere omologate per il mercato civile vengono irreversibilmente
trasformate in semiautomatiche, tale modifica deve essere certificata
esclusivamente da un banco di prova. Premendo il grilletto con una di queste armi,
quindi, faremo partire un solo colpo e dovremo nuovamente premere il grilletto per
sparare.

I fucili da caccia

Parliamo ora di questo gruppo di armi: ne fanno parte le doppiette (giustapposte,


cioè a due canne parallele orizzontali; o sovrapposte, a due canne parallele verticali);
i fucili monocanna (a un colpo, come i Flobert); i fucili a ricarica manuale (a
pompa) e i fucili semiautomatici. Le doppiette hanno due camere di scoppio: ovvero
ospitano simultaneamente due cartucce e sparano due colpi.
I fucili monocanna a un colpo e i semiautomatici hanno una camera di scoppio, i
fucili semiautomatici hanno inoltre un meccanismo (carrello, molla o pistone a
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recupero di gas) per il quale dopo il colpo sparato ricaricano automaticamente in
canna la cartuccia successiva, prelevandola dal caricatore o serbatoio, e possono
sparare nuovamente. Premendo il grilletto più volte, quindi, spareremo tante volte per
quante sono le cartucce nel serbatoio.
Vediamo ora i calibri:
-6 mm, 8 mm e 9 mm (Flobert): sono piccoli calibri per la caccia a piccoli uccelli;
-dal calibro 36 al calibro 12 sono invece i principali modelli di fucili da caccia.

Immagine 2: diametro del fondello delle cartucce da


caccia: stranamente più il numero è elevato, più la
cartuccia è piccola.
Questo è dovuto al fatto che l’origine della
classificazione di questi calibri è antica e
anglosassone.
Infatti, il numero indicava in passato “quante cartucce
si possono caricare con un’oncia di polvere”.
Ormai questa classificazione è priva di senso, tuttavia
centinaia di anni di tradizione hanno fatto sì che sia
universalmente riconosciuto questo sistema per i fucili
da caccia. Il calibro 12, comunque, è ormai l’arma più
usata per tutti i tipi di caccia.

Parliamo ora dei pallini: il sistema italiano parte da 12 (i pallini più piccoli) ed
arrivano fino a 11/0 (9 pallettoni in una cartuccia, di 9mm di diametro).

Immagine 3: Le misure dei pallini secondo il sistema


principalmente adottato in Italia.
Come si può vedere nella scala, oltre lo zero si usa “moltiplicare”
questo numero: si chiameranno “triplo zero”, “sette zeri” e così
via, fino ad arrivare agli “undici zeri”.
La presente scala (indicativa) arriva a 5/0.
Il sistema americano è completamente diverso: arriva al
“000” che sarebbero 8 pallettoni da 9,4 mm; fino al “9”
ovvero la loro misura di pallini più ridotta.
Nota: la misura è indicativa e tra marche diverse la misura dei
pallini può differire di alcuni decimi.

Oltre a questa suddivisione dei tipi di pallini nelle cartucce, ci sono altri due
fondamentali fattori che determinano l’uso delle giuste cartucce per le armi a canna
liscia. La prima è data dalla “strozzatura” della canna. Le canne dei fucili non sono
tutte uguali, alcune sono perfettamente cilindriche, altre invece sono leggermente

12
coniche allo scopo di “stringere” la rosata di pallini e far sì che questi vadano più
lontano in modo compatto.
Le sovrapposte da tiro al piattello, e le doppiette in genere, sono concepite per questo:
la prima canna è meno strozzata della seconda, proprio perché sparano allo stesso
bersaglio ma che si trova a distanza diversa, muovendosi velocemente.
La scala universalmente riconosciuta è quella “delle stelle”: da 5 stelle (canna
cilindrica) a 1 stella (la più strozzata). Smontando un fucile vedremo infatti
impresse nella canna un numero di stelline (o asterischi) che indicano proprio
questo. Attenzione nella scelta delle cartucce: sulla scatola, o sulla cartuccia stessa;
trovando queste stelle dovremmo capire che potremo spararle solo su armi che
hanno questo numero di stelle (o di più). In genere sconsiglio di sparare cartucce
con pallini di misura superiore al 2 nei fucili a 1 o 2 stelle, a meno che non sia
espressamente scritto su di esse che è possibile farlo.
Le cartucce a palla, invece, dovrebbero essere sparate in canna “slug” ovvero
cilindrica o a 5 stelle (tuttavia molte cartucce a palla possono essere sparate anche
nei fucili con canna a 3 stelle, ma deve essere specificato).
Esistendo poi anche la possibilità di montare “strozzatori esterni” ovvero aggiunti
alla canna, ci si deve ricordare che a questo punto fa fede la strozzatura dello
strozzatore esterno. In ogni caso, poi, anche quando è possibile sparare munizioni
molto “grosse” in fucili strozzati, si deve tenere presente che la sollecitazione
sull’arma è maggiore e, nel lungo periodo, l’arma non ne gode.
Infine esiste la palla “magnum”: questa non deve essere confusa con la “cartuccia
magnum”: la palla magnum è in una cartuccia normale ma che può essere sparata
solo nei fucili con canna cilindrica. Parliamo dell’ultima differenza presente tra i
calibri 12: la lunghezza della camera di scoppio. Anche questa è impressa sulla
canna stessa, troveremo infatti la dicitura 12/67, 12/70 o 12/76 (in questo caso
potrebbe anche esserci scritto “12 mag”)
Tradotto in misura americana, il tipico 12/70 è indicato come 23/4” (due pollici e
tre quarti, cioè 70 mm); il 12/76 ha stampato sulla canna il numero 3” (tre pollici).
I fucili con camera di scoppio da 3” sono anche detti magnum, e possono caricare
le cartucce con la medesima dicitura.
E’ estremamente importante conoscere queste differenze: un fucile con camera di
scoppio 12/70 (23/4”) può caricare cartucce magnum da 3”, tuttavia l’eccessiva
pressione e l’apertura della cartuccia durante lo sparo possono determinare incidenti
anche molto gravi, non solo per l’arma ma anche per l’incolumità di chi sta
sparando.

Le carabine

Le carabine sono “armi lunghe a canna rigata”. Possono essere Express


(sovrapposte o giustapposte a più canne diverse di calibro o uguali tra loro); carabine
monocanna a un colpo; carabine a otturatore girevole-scorrevole (dotate di
caricatore ma vengono ricaricate a mano ad ogni colpo sparato attraverso il
movimento dell’otturatore); carabine a leva (come i Winchester del far-west, sempre
13
a ricarica manuale); oppure carabine semiautomatiche. Molti modelli, anche da
caccia, vengono definiti “ex ordinanza”: sono quelle armi usate un tempo dai militari
poi convertite in armi civili (catalogate da caccia, sportive o comuni: dipende). Il
Kalashnikov, il Mauser, il Mosin-Nagant, il Garand e il Fal sono esempi di armi ex
ordinanza, come lo sono le pistole Makarov, Luger ecc.
I calibri sono molto vari: variano dal cal .22 (20 kilogrammetri/forza) ed arrivano al
.458 Lott (820 kilogrammetri/forza). Per rendere l’idea, basta pensare che il calibro
12 ha circa 300 kgm/f di spinta nelle palle da cinghiale più potenti.
Ovviamente questa diversità è data dal diverso uso: il cal .22 è usato in america per la
caccia ai roditori e il .458 è un calibro da elefante, in mezzo passa tutta la varietà di
munizioni esistenti. Anche qui il tipo di arma dipende dallo scopo: le carabine ad
otturatore girevole/scorrevole sono usate per la caccia di selezione, con ottica
(cannocchiale con mirino) e in Italia si usano per la caccia al cervo, al capriolo ecc.
Vengono usate anche per le gare di tiro su lunghissime distanze: .338 Lapua e .300
Winchester magnum sono calibri usati per tiri oltre i 1000 metri (il calibro 12 ha
pochissime possibilità dopo i 100 metri, anche a palla).
Le carabine semiautomatiche invece vengono preferite per la caccia “a tiro istintivo”
come ad esempio al cinghiale in corsa, nelle battute ecc.
Anche in queste armi, data la grande diversità dei tipi di munizioni, si deve stare
attenti ad utilizzare solo le cartucce del medesimo calibro dell’arma.
I particolari sui tipi di munizioni e sui diversi calibri verranno trattati in seguito nel
capitolo riguardante le munizioni.

Pistole e revolver

Anche questi tipi di arma possono essere di calibri molto diversi, e l’argomento verrà
trattato in seguito. Queste sono tutte armi corte a canna rigata.
La differenza principale tra pistola e revolver è che la prima è munita di
caricatore ed è semiautomatica, il revolver invece è dotato di un “tamburo”, ovvero
un cilindro dove alloggiano più munizioni contemporaneamente (in genere da 5 a 7) e
ogni postazione è una camera di scoppio. Premendo il grilletto infatti il tamburo
ruoterà in contemporanea al cane e, quando il grilletto arriva in fondo, il colpo viene
sparato (abbattendosi il cane sul percussore). Quindi se il cane è disarmato (è giù)
quando si spara è la munizione a lato a spostarsi ed esplodere, e non quella che
principalmente si trovava in canna. Difficile da spiegarsi se non si ha mai visto una
rivoltella: fatto sta che per questo motivo comunque i revolver non necessitano di
sicura. La pistola, dal canto suo, ha il vantaggio di poter ospitare anche 15 colpi, e il
caricatore è sostituibile in pochi secondi mentre cambiare le munizioni in un tamburo
necessita di più tempo: per questo Esercito e Polizia utilizzano questo tipo di arma.
Negli Stati Uniti, però, hanno dimostrato che alcune forze di Polizia sono
avvantaggiate nell’uso del revolver; così come quest’arma è preferibile per la difesa
personale: oltre il 90% degli scontri a fuoco termina prima dei 4 colpi sparati,
determinando che è preferibile un’arma più potente e precisa piuttosto che avere
maggiore volume di fuoco. E un revolver non si inceppa mai. Tenendo poi un’arma
14
sempre carica, cioè con il caricatore pieno per lungo tempo, è intuibile che la molla di
questo si sforzi e potrebbe non lavorare come dovrebbe nel momento del pericolo.
Facendo un esempio riguardo la potenza, un revolver in .357 magnum ha 80 kgmf
contro i 60 kgmf del classico 9x21. Questa differenza si esprime come “maggiore
potere di arresto”.

Immagini 4,5,6,7: in alto a sinistra un fucile sovrapposto, a destra una carabina


semiautomatica. In basso a sinistra un revolver, a destra una pistola.

CAPITOLO 3: LE MUNIZIONI

Le misure

Parleremo qui di tutti i tipi di munizioni per armi a canna rigata, avendo già
affrontato il discorso riguardante le cartucce per fucili ad anima liscia.
Ci sono infiniti nomi e infinite classificazioni, davvero difficili da comprendere e
capire. Finchè si parla del sistema europeo, tutto va bene: il primo numero è il
calibro, ovvero il diametro del proiettile in millimetri, il secondo numero indica
la lunghezza del bossolo in millimetri. Quindi 9x21 indica un calibro 9mm con
bossolo di lunghezza 21mm, così un 7,62x39 indica un proiettile da 7,62mm e il suo
bossolo è chiaramente di 39mm. Ma molti calibri sono americani. Cos’è un .30-06?
E’una munizione di calibro (del proiettile) da 0,3 pollici (7,62mm)… inventata nel
1906. Ma se il .38 special è secondo le nostre misure un 9x29, perché un .380 ACP è
un 9x17? In realtà, negli Stati Uniti il numero indica il calibro in decimi o
centesimi di pollice, però la munizione ha il nome di chi l’ha inventata; e
munizioni di calibro (inteso come diametro) uguale potrebbero essere diverse e
incompatibili. Il .308 Winchester ad esempio non è sparato dai fucili di quella
marca, ma da tutte le armi camerate per quel calibro. Ripeto che un’arma spara
solo le munizioni del proprio calibro, ovvero dobbiamo usare quelle munizioni

15
che riportano il nome per intero del calibro che troviamo nella denuncia e
sull’arma. Il .338 Lapua non è uguale al .338 WinMag, e ci sono molti esempi!
Può capitare che non sia così: i revolver in .357 magnum sparano anche il .38 special,
ma sconsiglio di farlo perché deteriora maggiormente l’arma, essendo una munizione
più corta della camera di scoppio i proiettili incrostano molto di più la parte iniziale
della canna e a lungo termine può risultare pericoloso.

Immagini 8 e 9: a sinistra munizioni per carabine, a destra munizioni per pistola. Per
le dimensioni reali, rapportarle con la cartuccia cal.12 a destra nelle foto.
Per ogni tipo di munizione, l’esemplare a sinistra è “espansivo”ovvero con punta in
piombo o cava; l’esemplare a destra è blindato o detto “full metal jacket”.

I tipi di proiettili

Ogni azienda che produce munizioni studia in continuazione proiettili sempre


migliori, soprattutto per la caccia. Come abbiamo detto la grande potenza delle armi a
canna rigata dipende dalla velocità del proiettile e dalla sua massa. Quando poi il
proiettile colpisce il bersaglio entrano in gioco molti fattori: il principale è la
penetrazione. Quando un proiettile “trapassa” un animale, una parte di energia se ne
va con lui, e quindi viene sprecata. Per questo esistono proiettili “hollow point”, “soft
point” eccetera; proprio per far sì che la palla si apra “a fungo” e freni la sua corsa in
contemporanea alla penetrazione. Così abbiamo munizioni specifiche per ogni stazza
e tipo di animale. Questi proiettili provocano poi all’eventuale uscita forti emorragie
e gravi lacerazioni, quindi hanno un maggiore potere di arresto.
La convenzioni di Ginevra e di Le Hague nonché la legge italiana hanno posto il
divieto di usare questo tipo di munizioni sia in guerra, sia per le forze di Polizia,
sia per chi fa uso professionale di armi per la difesa personale.
Come vedete nell’immagine 9, ricordo che i proiettili in calibro .22 non sono blindati
ma ramati. Questo tipo di proiettili praticamente è solo stato “verniciato” con rame
(coppered) e questo tipo di munizioni (esistenti anche in molti altri calibri) non può
definirsi blindato. Esistono anche i proiettili “wad cutter” a testa piatta, o con palla in
piombo. Capita che le marche americane apportino sulla scatola di munizioni con
palla in piombo la scritta “personal defence”: in Italia non potrebbero però essere
usate queste munizioni per la difesa personale.

16
La forma del proiettile nelle munizioni blindate è indifferente dal punto di vista legale
per quanto riguarda le munizioni da difesa: l’importante è che il proiettile sia
completamente blindato (full metal jacket, full metal case ecc).

Immagini 10 e 11: Esempi di proiettili sparati. A sinistra, un .458 Winchester


Magnum; a destra, un 6,5x55 Swedish. Notare la deformazione dei proiettili dovuta
all’impatto.

Diverse armi, diversi calibri, diverse potenze

Riporterò qui in seguito le tabelle riguardanti le munizioni principalmente in uso in


Italia, la velocità dei proiettili e il loro peso.
Questi dati sono indicativi e ricavati dai dati indicati nelle munizioni in commercio
delle seguenti marche: Barnaul, Diamant AX, Federal, Fiocchi, Hornady, Nosler
Partition, Remington, Sellier & Bellot e Winchester. Come potrete vedere tra
munizioni dello stesso calibro c’è una linea verde ed una rossa. Infatti, una
munizione del medesimo calibro può avere un peso diverso (espresso in grani nei
paesi anglosassoni o in grammi in Europa: comunque 123 grani sono 8 grammi, un
grammo corrisponde circa a 15,375 grani). Anche la carica di polvere può essere
diversa, così velocità e potenza sono variabili e stanno tra un massimo e un minimo
che ho riportato nei due diversi colori. C’è da dire che influisce sulla potenza e sulla
precisione anche la lunghezza della canna e il tipo di arma: le carabine a otturatore
girevole-scorrevole, per esempio, i revolver e tutte le armi che non hanno parti in
movimento al momento dello sparo (e quindi tutte le armi non semiautomatiche) sono
in genere leggermente più precise ed hanno un rinculo esattamente parallelo alla
direzione del proiettile.
I tipi di rinculo sono infatti diversi tra arma e arma: state bene attenti a come
impugnate l’arma, soprattutto nei primi tempi. Consiglio, prima di passare a grossi
calibri, di provare armi di potenza ridotta. Consiglio anche vivamente a chi non ha
mai impugnato armi di grosso calibro di avvalersi della consulenza di una persona
esperta, almeno prima di sparare la prima volta. In ultimo, a tutti coloro che vogliono
intraprendere l’esperienza di “tiro con carabina con ottica” di essere molto prudenti,
17
sempre ma specialmente nei primi tempi: a volte un rinculo inaspettatamente potente
può causarci lesioni gravi agli occhi, agli zigomi o alle sopracciglia. L’ottica non ha
la messa a fuoco come un binocolo, per intenderci: dovremo essere impostati a
diversi centimetri da essa, quando ci approntiamo a sparare.

18
ENERGIA DEI PROIETTILI, ARMI CORTE

.500 S&W
.500 S&W
.50 Beowu
.50 Beowu
.454 Casu
.454 Casu
.44 Mag
.44 Mag
.45 ACP
.45 ACP
.40 S&W
.40 S&W
.357 Mag
.357 Mag
9x21
9x21
.38 SPL
.38 SPL
9x17
9x17
7,65 ACP
7,65 ACP
.25 ACP
.25 ACP
.22 LR
.22 LR

0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500


Kgmf

ENERGIA DEI PROIETTILI, ARMI LUNGHE

cal.12
cal.12
.458WMag .458WMag
.45-70 .45-70
.444 Marli
.444 Marli
.408 CT
.408 CT
.375.375
H&HH&H
.338WMag
.338WMag
7,92x57
7,92x57
.300WMag
.300WMag
.30-06
.30-06
.303.303
Brit Brit
7,62x54
7,62x54
.308Win
.308 Win
.30-30 .30-30
7,62x39
7,62x39
.30 Carbin
.30 Carbin
7,5x55
7,5x55
7 RemMag
7 RemMag
.270Win
.270 Win
6,5x55
6,5x55
6,5x52
6,5x52
.243Win
.243 Win
6mm
6mm Rem
Rem
.22-250
.22-250
.223
.223 Rem Rem

0 200 400 600 800 1000 1200 1400


Kgmf

Immagini 12 e 13: Energia dei proiettili nei diversi calibri, espressa in kgmf. La linea rossa indica
l’energia della munizione più potente, in verde la più moderata.

19
peso massimo dei proiettili

cal.12
.458WMag
.45-70
.444 Marli
.408 CT
.375 H&H
.338WMag
7,92x57
.300WMag
.30-06
.303 Brit
7,62x54
.308 Win
.30-30
7,62x39
.30 Carbin
7,5x55
7 RemMag
.270 Win
6,5x55
6,5x52
.243 Win
6mm Rem
.22-250
.223 Rem
.500 S&W
.50 Beowu
.454 Casu
.44 Mag
.45 ACP
.40 S&W
.357 Mag
9x21
.38 SPL
9x17
7,65 ACP
.25 ACP
.22 LR

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45
grammi

velocità massima dei proiettili

cal.12
.458WMag
.45-70
.444 Marli
.408 CT
.375 H&H
.338WMag
7,92x57
.300WMag
.30-06
.303 Brit
7,62x54
.308 Win
.30-30
7,62x39
.30 Carbin
7,5x55
7 RemMag
.270 Win
6,5x55
6,5x52
.243 Win
6mm Rem
.22-250
.223 Rem
.500 S&W
.50 Beowu
.454 Casu
.44 Mag
.45 ACP
.40 S&W
.357 Mag
9x21
.38 SPL
9x17
7,65 ACP
.25 ACP
.22 LR

0 200 400 600 800 1000 1200 1400


metri/sec

Immagini 14 e 15: peso e velocità massime nelle munizioni di diversi calibri. Spesso però i dati di
una munizione più veloce hanno in sé una palla più leggera, e le tabelle non sono correlabili tra
loro.

20
La tabella che riporto qui sotto, invece, indica la classificazione “CXP”.
Quella che ho riportato è della Winchester, ma vedrete che molte aziende americane
usano questa stessa scala (ad esempio quella della Federal, che ha solo stilizzato le
immagini in modo diverso).
Guardateci, quando vi capita di avere tra le mani una scatola di cartucce americane:
io propongo comunque la traduzione per chi avesse problemi con l’inglese.

Controlled EXpansion Performance - CXP


(proprietà dei proiettili durante la perforazione)

Immagine 16: tabella di classificazione Winchester ®, East Alton, IL 62024 Marca Reg.

CXP 1, RODITORI: Rapida espansione o frammentazione all’impatto. Ideale per


volpi, coyote, marmotte e altri piccoli roditori. Esempio: il .223 Rem.

CXP 2, CACCIA LEGGERA: Espansione rapida e controllata. Penetrazione di pelle


sottile, muscoli leggeri e ossa. Ideale per caccia all’antilope, al capriolo, al daino, (al
cinghiale n.d.a.) e all’orso nero. Esempio: il .30-06.

CXP 3, CACCIA GROSSA: Espansione ritardata e controllata. Penetrazione


profonda attraverso pelle grossa e dura, tessuti muscolari pesanti e ossa. Ideale per
caccia all’alce, al cervo e all’orso bruno. Esempio: il .338 Win.Mag.

CXP 4, CACCIA PERICOLOSA AFRICANA: Creato per penetrare pelli molto


grosse, ossa pesanti e tessuti muscolari poderosi. Ideale per la caccia al bufalo cafro,
al rinoceronte e all’elefante. Esempio: il .458 Win Mag.

21
CAPITOLO 4: LA SICUREZZA

La custodia delle armi

Come detenere le armi, ovvero “la diligente custodia delle armi” (7), è
meticolosamente definita dalla legge 110 del 18/04/1975, dagli articoli 20 e 20/bis,
norme queste integrative alla disciplina vigente per il controllo delle armi, munizioni
ed esplosivi. Alcune integrazioni specificano poi che si dovrebbe possedere “un
armadio blindato o in alternativa le armi devono essere fissate al muro con
tondello in metallo di almeno 5 mm di diametro”. Da un’analisi della disposizione
legislativa è risultato però che non esiste specificamente una condotta penalmente
rilevante e sanzionabile. Ovvero: primo, non esistendo un’omologazione che
definisca detti armadi come blindati, qualsiasi contenitore munito di serratura è
adatto a contenere armi; secondo, non è prevista una pena qualora dette armi siano
al nostro domicilio ma non siano chiuse a chiave quando noi siamo presenti.
Però è anche importante ricordare che qualsiasi atto venga compiuto con le nostre
armi, noi ne saremo direttamente responsabili. Quindi, se ad esempio in nostra
assenza l’arma fosse sottratta senza scasso, o un nostro famigliare o comunque
una persona “non adatta a maneggiare armi” ne entrasse in possesso anche
momentaneamente, noi saremmo rei di omissione di custodia di armi.
In nostra presenza il discorso sarebbe diverso: mentre dormiamo chiunque potrebbe
rubarci le chiavi e aprire qualsiasi cassaforte, ma in questo caso non saremmo
colpevoli. In assenza di armadio blindato, quindi, sarebbe meglio chiudere a
chiave l’arma privandola di una parte e occultandola separatamente. Questa
sarebbe una condotta sicuramente diligente, tuttavia consiglio un buon armadio
blindato perché prima di tutto è di nostro interesse. L’arma ha un suo valore ed è una
grande responsabilità, non credo sia piacevole per nessuno subire un furto.
Non consiglio quegli armadi blindati che recitano “conforme alle prescrizioni art.20
legge 110 ecc.” perché tale norma non prevede proprio niente, come abbiamo detto.
Anzi, dette fabbriche in questo modo esercitano una “pubblicità ingannevole”: spesso
infatti prodotti più validi non recitano questa formula nel certificato di fabbricazione.
Se cerchiamo prodotti economici, li troviamo dappertutto. Ma se vogliamo un
prodotto valido, preferiremo armadi prodotti da aziende serie e con specifiche
tecniche valide a norma DD NV 1300 (8). Consiglio poi di fissare l’armadio al muro,
soprattutto se si vive al piano terra. Parliamo ora delle chiavi: consiglio di tenerle
sempre con voi, e le chiavi di scorta diligentemente occultate (un posto perfetto è
all’interno di una presa elettrica o telefonica, smontando la scatola dovrebbe esserci
sufficiente spazio e sapete solo voi che si trovano lì; anche in un garage o nella casa
di campagna, se l’avete: ancora meglio). Non si tratta di obblighi in questi casi, ma di
buonsenso. Infatti come già detto nessuno vi potrà obbligare ad acquistare armadi
blindati o casseforti, semplicemente ritengo sia il modo più sicuro di detenere armi in
casa. Anche le munizioni andrebbero “occultate a parte”: consiglio anche qui di
chiuderle a chiave, è sufficiente anche un cassetto con serratura.

22
Armi cariche in casa

Se quando siete in casa dovete proprio tenere un’arma carica, o se lavorate con
l’arma, consiglio di non tenere mai il colpo in canna. E’ molto meglio tenere
un’arma senza sicura e senza colpo in canna, piuttosto che un’arma con la sicura ma
pronta a sparare. Non si tratta comunque di un’azione sana: se lo si deve fare ripeto
che sarebbe meglio che lo facciate quando siete soli in casa.
Se lavorate con l’arma e questa rimane sempre carica, smontate il caricatore di tanto
in tanto e controllate e pulite la molla. Se l’arma ha due caricatori, sostituiteli
periodicamente a rotazione.

Sparare e tenere le armi in mano

Le armi andrebbero tenute tutte scariche, per il loro e per il nostro bene. Controllatele
sempre prima di riporle. Quando scaricate o dovete pulire un’arma, abituatevi a
“scarrellare” cioè a simulare la ricarica, senza caricatore o con il caricatore vuoto, più
volte. Poi, quando premete il grilletto per abbattere il cane, puntatela sempre in
direzione sicura anche quando siete sicuri che è scarica, prendetelo per abitudine. Se
vi abituate ad abbattere il cane puntando l’arma in direzione di un luogo sicuro non
sparerete mai a nessuno involontariamente. Allo stesso modo vi dovete comportare
quando sparate e il colpo non parte: attendete cinque secondi puntando l’arma verso
un luogo sicuro; potrebbe partire in ritardo! Poi potete scaricare l’arma, senza
violenza e puntandola sempre verso un luogo sicuro. Non infilate le dita nel carrello
se è un’arma semiautomatica: se si chiude di scatto vi farà molto male. Riguardo i
poligoni di tiro, rispettate sempre gli ordini del commissario di tiro: “armi giù” e
“armi scariche” sono formalità essenziali per la sicurezza, così come è importante
cambiare pedana al tiro al piattello con la sovrapposta aperta (o il fucile
semiautomatico scarico).
Riguardo la pulizia dell’arma, affidatevi al manuale d’uso e al vostro armiere: non
tentate mai soluzioni artigianali con questi attrezzi, dentro di loro la pressione può
superare i 2000 bar, tenetelo a mente se pensate di usare lime, martelli ecc.
Ricordo poi che alterare la lunghezza e le caratteristiche di un’arma è reato.

La difesa

Se avete preso un’arma per sentirvi più sicuri, non è detto che abbiate ragione.
La maggior parte degli omicidi compiuti con armi legalmente detenute hanno
per vittima un familiare, l’amante o la fidanzata. E a volte uccidere un ladro per
difendere la proprietà risulta una soddisfazione da poco: anzi, potreste rischiare di
fare qualche anno di galera proprio in mezzo ai ladri. Come deterrente, l’arma è
valida: ma ricordate che potreste commettere un reato anche sparando in aria
davanti a casa. Ricordate che aprire il fuoco per “legittima difesa” è legittimo
solo ove sussista un reale pericolo di vita, e la difesa deve essere proporzionata
all’offesa (9), vi invito a studiare l’art.52 C.P. allegato. Allora, solo in questi casi, è
23
consentito sparare. Ma per intenderci stiamo parlando di un malintenzionato
aggressivo davanti a voi, e che costituisca minaccia. Ricordate quindi che non potete
sparare ad uno che scappa, neppure se è armato! Vi raccomando inoltre di chiamare
subito il 112 o il 113, qualunque cosa sia accaduta. Onde evitare questo tipo di
problemi, e per evitare anche a noi stessi di compiere un omicidio, se capitasse mai di
essere aggrediti ed avere il tempo di prendere l’arma è meglio essere in possesso di
un calibro 12. Avremmo così modo di caricare l’arma con almeno una cartuccia
“antisommossa” ovvero a pallettoni in gomma, difficilmente letali ma che provocano
molto dolore: avremo più probabilità di impedire a noi stessi di compiere un
omicidio, ed avremmo l’arma nuovamente carica in caso di ritorsioni ostili. Anche in
questo caso però ripeto: è consentito sparare solo ove esistano le condizioni
previste per la legittima difesa. Riguardo questo tipo di munizioni infine ricordo
che non hanno energia sufficiente per la ricarica dei fucili semiautomatici (ovvero li
inceppano dopo il primo colpo): usate queste cartucce in doppiette o fucili a pompa.

CAPITOLO 5: UN PO’ DI STORIA DELLE MUNIZIONI

Questa ricerca fa parte di una tesi (10), a cui ho collaborato nella parte tecnica e
fotografica. Può essere utile per capire meglio le armi in genere e le munizioni, e di
come la loro evoluzione sia legata alla storia: si tratta di alcuni paragrafi di
“L’evoluzione delle munizioni tra le due guerre mondiali”.

MECCANISMO A RETROCARICA, A PERCUSSIONE CENTRALE

Immagine 17: Otturatore girevole –


scorrevole del GEW 88, con serbatoio
Mannlicher.
Notare la munizione con proiettile a
punta arrotondata tipico della Prima
Guerra Mondiale.

Sistema a retrocarica : la cartuccia comprende il bossolo, la carica (polvere), il proiettile, e


l’innesco contenente il fulminante.

24
Al momento dello sparo il percussore colpisce l’innesco che, eccitando la carica, provoca
pressioni elevatissime nella camera di scoppio, proiettando la pallottola oltre la bocca di
fuoco a velocità elevate.

Questo sistema è usato in tutte le armi leggere moderne e nelle artiglierie di tutti i tipi.

Munizioni a carica separata o semi-fisse (senza bossolo) vengono utilizzate in artiglieria e


nelle armi ad avancarica.

Munizioni per pistole e mitragliette

Le munizioni per armi corte sono sempre munizioni semplici e cioè il proiettile ha una
parte esterna (blindatura) in genere in lega di rame e una parte interna costituita da
piombo.
All’inizio del secolo, con l’avvento delle pistole semiautomatiche, si cominciarono a usare i
calibri ancora oggi prodotti:
 La P08 (1908) è camerata per il 9x19 (9 parabellum o 9 Luger) ancora oggi
utilizzato nelle pistole militari e mitragliette di tutto il mondo (compresi Polizia e
Carabinieri italiani)
 La Colt 1911 in calibro .45 ACP, rimasta in servizio in USA fino al 1985 (oggi usano
la Beretta cal. 9 Para)

Alla fine degli anni ’20 poi gli stessi calibri vengono adottati nelle mitragliette :
 il Thompson nel 1928 (USA) cal. 45
ACP
 L’ MP 38 (1938 Germania) cal. 9
Parabellum
Allo scoppio della guerra verranno messi in
evidenza i pregi e i difetti dei due calibri: il cal
.45 ha un proiettile che pesa quasi il doppio
rispetto al 9 Para, ma è più lento, e quindi
l’energia alla bocca è simile (circa 500J).
Immagine 18: cal .45 ACP e 9 x 19.

Questo faceva sì che l’ MP fosse più preciso e più maneggevole (il Thompson aveva un
rinculo molto più forte dato dalla palla più pesante), oltre ad avere un caricatore che,
nonostante contenesse più munizioni, era più leggero.

Un altro fattore importante era il trasporto delle munizioni: una scatola di .45 è più grande
e più pesante di una di cartucce da 9mm, e le armi automatiche, sparando a raffica, ne
necessitavano di una grande quantità.

Per questi motivi, quando nel 1941 gli Inglesi produssero il mitra Sten, usarono il calibro
9x19, e gli Americani stessi lentamente abbandonarono il cal .45 .

L’errore nella progettazione forse fu il pensiero di come sarebbe stata la guerra: un calibro
grosso e lento sarebbe stato adatto ad assaltare una trincea, a un tiro ravvicinato, ma
nella Seconda Guerra Mondiale non vi furono molti episodi come questo.

25
Munizioni per fucili e carabine

Fucili e carabine militari di tutto il mondo, nate alla fine dell’ 800 con sistema a otturatore
girevole- scorrevole, erano ancora ampiamente prodotte e utilizzate allo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale.
Le loro munizioni tuttavia subirono alcune modifiche col passare del tempo: molte (come il
Mauser) , nate in calibri compresi tra i 10mm e i 12mm, passarono ai 7-8mm, spesso
aumentando anche di potenza poiché le nuove munizioni erano più veloci.

Vi era poi il solito problema del trasporto: 100 cartucce Martini-Henry pesavano 4,8kg, lo
stesso peso è dato da 155 cartucce cal. 7,62.

Un’altra modifica che si apportò alla munizione da carabina fu la palla Spitzer (appuntita):
quelle della Prima Guerra Mondiale avevano la punta arrotondata, mentre nella Seconda
Guerra Mondiale tutti gli eserciti avevano adottato questo tipo di palla. Questo
cambiamento è legato alla nascita dei proiettili perforanti.

Italiani e Giapponesi utilizzavano un calibro ancora più ridotto: il 6,5mm.


La cartuccia italiana da 6,5x52mm era per l’epoca molto avanzata e forniva buone
prestazioni; la sua messa a punto fu però laboriosa e per ottenere da essa un
funzionamento corretto si dovette escogitare un sistema di rigatura progressiva delle
canne, che complicava la fabbricazione e che, dopo lo scoppio della guerra e con la fretta
di produrre nuove armi, fece sì che i fucili di produzione bellica fossero di scarsa qualità e
pessima precisione.
(Nota: con un Mannlicher – Carcano hanno assassinato Kennedy).

I giapponesi invece non furono soddisfatti della cartuccia da 6,5mm delle loro carabine e,
durante la guerra con la Cina,
vollero adottare il cal. 7,7mm già in
uso nelle loro mitragliatrici, ma ne
venne una munizione troppo
potente, e con un rinculo difficile da
gestire dal soldato medio
giapponese, e quindi dovettero
nuovamente modificare le armi.

Immagine 19: da sinistra a destra: 8x 57,


303 British, 7,62 x 54R, 30-06, 7,62 x 33,
e a destra 7,62 x 39(munizione da fucile
d’assalto).

Fucili e carabine semiautomatici,


poi, erano in fase sperimentale in molti Paesi, anche se lo scoppio della guerra impose di
dedicare ogni energia alla fabbricazione di modelli più tradizionali e sperimentati. Per
questo molti entrarono in produzione , e spesso limitata, dopo il ’41.

I soli che avevano già un’arma semiautomatica come dotazione più diffusa nell’esercito,
erano gli Americani con la carabina M1: questa però aveva una munizione troppo debole
(7,62x33) e che non reggeva il confronto con le carabine europee, che avevano un
bossolo di lunghezza superiore a 50.

26
Per esempio, una fucilata di M1 non perfora un elmetto tedesco, mentre una fucilata da
Mauser perfora anche le blindature dei mezzi leggeri.
Per questo gli Americani adotteranno nel Garand una munizione molto potente (il 30-06,
inventato nel 1906 e che veniva già usato nella carabina Springfield), anche se
manterranno l’M1 perché una munizione così piccola poteva essere comoda ai fini
logistici.

Molti Paesi, anche occidentali, usavano nelle


loro carabine un otturatore di tipo Mauser o
derivato, quindi le armi prodotte prima dello
scoppio della guerra utilizzavano munizioni con
bossoli simili; un’eccezione degna di nota è il
Mosin-Nagant prodotto in URSS: paese che,
commerciando limitatamente coi Paesi
capitalisti, produsse munizioni del tutto originali.

Questo si nota dal tipo di bossolo, poiché


l’estrattore del Nagant ha un attacco particolare e obsoleto (il bossolo è ancora rimmato).
Questo non implicò comunque differenze sostanziali di potenza e gittata, anche se si può
considerare migliore come calibro l’ 8x57 tedesco in quanto è più potente ed ha un tiro più
teso.

Immagini 20 e 21: Nagant e Mauser a confronto: l’alzo è


posizionato in entrambi a 1800m, ma l’angolo di mira è di
gran lunga inferiore; il proiettile del Mauser infatti ha un tiro
più rettilineo.

Conclusioni: tutti i Paesi, ad esclusione della


Germania che si preparava alla guerra, non si dedicarono più di tanto allo sviluppo di armi
da fanteria.

Inoltre i Tedeschi ebbero un altro notevole vantaggio. Malgrado le loro armate si siano
sempre dibattute in rilevanti ristrettezze di materiali, essi riuscirono ad organizzarsi in
modo tale che tutte le unità di prima linea fossero equipaggiate con armi che utilizzassero
munizionamento unificato (avevano solo due calibri: il 9x19 e l’8x57, solo in seguito l’8
Kurtz) e fecero in modo che la produzione fosse razionalizzata, dando la priorità al
materiale di tipo standard. Le armi di calibro diverso furono destinate alle forze di polizia o
comunque ai reparti non di prima linea.
La razionalizzazione delle risorse portò poi i tedeschi ad un altro tipo di studio. Avevano
notato che la munizione da 8x57 era troppo potente per il normale impiego bellico, e
l’analisi delle normali distanze di combattimento e delle qualità di tiratore del soldato
medio, tenendo anche conto della tensione tipica dello scontro, li condusse alla
conclusione che un munizionamento di potenza e gittata più limitate sarebbe risultato
altrettanto efficace ed avrebbe consentito di impiegare armi più compatte e leggere dando
ad ogni singolo soldato la possibilità di trasportare con sé un maggiore quantitativo di

27
cartucce; vantaggi non trascurabili sarebbero derivati anche dal rinculo più contenuto e,
soprattutto, dal notevole risparmio costruttivo.
Questi studi, iniziati nel 1934, portarono allo sviluppo della munizione 7,92x33 (7,92 Kurz):
il bossolo era lungo come quello dell’M1 americano, ma la potenza era notevolmente
maggiore e le prestazioni erano più simili a quelle di una carabina.

Nella primavera del 1943 Schmeisser rielaborò l’MKb 42 facendone derivare i nuovi fucili
d’assalto della serie MP 43. Si trattò di un evento di importanza storica perché per la
prima volta veniva introdotto il concetto di fucile d’assalto a tiro selettivo e camerato per
una cartuccia intermedia : nasce lo SturmGewehr (fucile d’assalto).

A guerra finita, nel 1947, da questa munizione e dal disegno dell’arma, i Russi ne
ricaveranno l’Avtomat Kalashnikova (AK47).

Immagine 22 : Prove di perforazione in


piastra di ferro (Fe37) di 5mm da 15 metri.
La palla del Mauser si deforma meno di
tutte, anche se il 30-06 è più potente.
Il 7,62x39 trapassa e devia, il 7,62x33 non
perfora la lamina. Notare come nei calibri da
arma corta il .357 mag (a sinistra del 30-06)
è l’unico a deformare sensibilmente la
lamina. Probabilmente il .44 mag è in grado
di perforarla (ma la prova non è stata
eseguita). In seguito una prova del calibro
.223 Rem ha dimostrato che anche questa
munizione non è in grado di perforare la
lamina, pur essendo questo un calibro
NATO: la corsa alla riduzione dei calibri ha
infatti trovato a quel punto il suo limite.
Nota: per tutte le armi testate è stato usato
munizionamento con proiettili FMJ di peso
medio per il relativo calibro.

Munizioni per mitragliatrici

Le mitragliatrici di fanteria, e le mitragliatrici leggere antiaeree, usano munizioni simili, o


molto spesso le stesse, delle carabine.
Le mitragliatrici antiaeree poi svilupperanno calibri sempre maggiori in risposta a velivoli
sempre più grandi e potenti; queste saranno l’arma principale di difesa antiaerea da parte
di navi e città fino allo sviluppo dell’artiglieria antiaerea.
Vengono sviluppate le munizioni perforanti , e cioè contenti al loro interno un’anima in
acciaio o ferro, e che sono in grado di perforare le corazze dei blindati leggeri, per
esempio nel 1918 gli Inglesi adottano la mitragliatrice Browning da ½ pollice come arma
anticarro (ancora oggi il .50 BMG è diffuso in tutti gli eserciti occidentali).

28
Queste però furono a loro volta rese obsolete dai movimenti sempre più rapidi dei carri,
che usavano motori sempre più potenti e che potevano dotarsi di corazze sempre più
grosse, cosicché i proiettili (che si basavano

Immagine 23: Cassette per munizioni da MG, attuale e tedesca del


’43.
In quella odierna si nota l’indicazione del munizionamento: 4
ordinari + 1 tracciante (in successione nel nastro).

unicamente sull’energia cinetica per penetrare tali


corazze) sarebbero dovuti essere estremamente pesanti
,così come le armi necessarie a spararli: verrà introdotta così la testata esplosiva, allo
stesso tempo nascono le “APFSDS” ovvero le munizioni sottocalibrate perforanti nominate
“sabot”, con anima in tungsteno (oggi in uranio impoverito).

Un’altra innovazione riguardante le mitragliatrici è la munizione tracciante : è un tipo di


proiettile contenente fosforo che si incendia dopo sparato e permette al tiratore di seguirne
la traiettoria. Nei nastri per mitragliatrici vi è solitamente una munizione tracciante ogni 4/5
ordinarie o perforanti.

I tedeschi, anche per le mitragliatrici, furono innovativi: nel 1934 realizzarono la MG, la
prima moderna mitragliatrice multiruolo prodotta in
massa.

Immagine 24: Nastro da MG 8x57

A parte le molte innovazioni dell’arma (tra l’atro gli


Americani ne trassero spunto per fabbricare l’M60
più di 20 anni dopo), era innovativo anche il
munizionamento: il nastro è formato da una serie di
maglie metalliche unite insieme da una spirale di filo d’acciaio; le maglie hanno
un’appendice dotata di una sorta di piccolo gancio che va a inserirsi nella scanalatura del
fondello della cartuccia. Ciascuna cartuccia deve essere semplicemente inserita nella
maglia del nastro sino a che non rimane agganciata per il fondello.
Questo tipo di nastro si dimostrò esente dai difetti dei modelli più vecchi, soprattutto quelli
non metallici, ed è ancora ampiamente impiegato ed apprezzato in tutto il mondo.
Il nastro poteva essere contenuto in cassetta, caricatore a sella o a tamburo porta nastri, a
seconda dell’uso dell’arma (per fanteria, antiaerea, per paracadutisti ecc.).

Un munizionamento di questo tipo si rivelò di gran lunga migliore rispetto alle mitragliatrici
che funzionavano con nastri non metallici o con caricatori;
Inoltre era pratico perché i soldati potevano “sgranare” le cartucce dal nastro se si
rompeva l’MG e utilizzarle per le carabine (aveva lo stesso calibro del Mauser ), oppure
potevano riempire i nastri vuoti se necessitavano della mitragliatrice e avevano solo
cartucce per i Mauser.

29
NOTE

(1) Nel caso risiedete in un comune ove si trova un ufficio di Polizia,


richiedete qui il modulo. Diversamente, richiedetelo alla Stazione
Carabinieri del vostro comune di residenza.

(2) La legge definisce le “armi comuni” come tutte le armi da sparo che non
facciano parte delle armi catalogate “da guerra”. Le “armi comuni”,
ovvero quelle armi che un comune cittadino può acquistare e detenere, si
suddividono in “armi sportive”, “armi da caccia” e “armi comuni vere e
proprie”: nel testo prenderemo in esame solo quest’ultima catalogazione,
essendo questa quella che interessa voi lettori come acquirenti di armi. In
caso di dubbi consiglio di consultare:
http://www.armietiro.it/come-si-classificano-le-armi

(3) Catalogo Nazionale Armi Comuni: http://www.berettaweb.com/dl1.htm


Catalogo Nazionale Armi Sportive: http://www.earmi.it/armi/database/sport.htm

(4) Testo integrale della circolare 559/C-3159-10100(1) del 14 febbraio 1998


(pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 1998), emanata
dal ministero degli Interni e riguardante le norme per il trasporto delle
armi:
Premesso che il trasporto di un'arma ne concretizza il trasferimento da un luogo ad un altro "come
oggetto inerte e non suscettibile d'uso", in assenza quindi della pronta disponibilità che caratterizza il
porto, al fine di definire un indirizzo univoco su di un argomento che riveste interesse generale, si
forniscono i seguenti chiarimenti.
a) I titolari di licenza di porto d'armi di cui all'art. 42 TULPS (porto di arma corta per difesa personale,
porto di bastone animato e porto d'armi lunghe da fuoco, ivi comprese quelle a canna rigata) possono:
- portare il tipo o i tipi d'armi indicati nell'autorizzazione,
- trasportare e acquistare tutte le armi comuni da sparo.
Si rammenta che i titolari di porto di pistola o rivoltella per difesa personale sono legittimati al porto
anche contemporaneo delle armi corte detenute in forza della sola denuncia, sino al numero massimo
(tre) previsto dal 6° comma dell'art. 10 della L. 110/1975, così come modificato dall'art. 4 L. 21 febbraio
1990 n. 36.
b) I titolari di licenza di porto d'armi lunghe da fuoco con canna ed anima liscia di cui alla legge 323/69
(tiro a volo), possono:
- portare il tipo d'arma oggetto dell'autorizzazione,
- trasportare e acquisire tutte le armi comuni da sparo.
c) I titolari di licenza di trasporto delle armi di cui all'art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 (armi per uso
sportivo), possono trasportare esclusivamente le armi da sparo lunghe e corte classificate sportive ed
inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.
d) I titolari della carta di riconoscimento di cui all'art. 70 del Regolamento di esecuzione al TULPS (c. d.
carta verde), possono trasportare dal luogo di detenzione alla sezione (o sezioni) del tiro a segno
nazionale cui sono iscritti, tutte le armi comuni da sparo utilizzabili nella o nelle sezioni di appartenenza.
e) I titolari della licenza di collezione di cui al terzo comma dell'art. 32 del TULPS possono trasportare,
acquistare e vendere le armi di cui all'art. 1 del DM 14 aprile 1982 (antiche, artistiche o rare d'importanza
storica).
f) I titolari di Nulla Osta all'acquisto ex art. 35 TULPS possono trasportare dall'armeria al luogo di
detenzione l'arma o le armi comuni oggetto del N.O. o, nel caso di cessione tra privati, trasportare le
stesse tra i rispettivi luoghi di detenzione. Di ciò i sigg. Questori faranno apposita menzione nel N.O. che
consegneranno al richiedente in duplice copia, una delle quali destinata ad accompagnare le armi
durante il trasporto.
g) I titolari di Carta europea d'arma da fuoco residenti in altro stato della CEE possono:

30
1. Qualora interessati all'esercizio dell'attività venatoria in Italia ed autorizzati al medesimo esercizio nel
paese di provenienza:
- introdurre ("trasferire"), trasportare sul territorio nazionale e riesportare ("ritrasferire"), entro un anno, le
anni lunghe da fuoco iscritte nella Carta, considerate mezzi di caccia a mente dell'art. 13 della L.157/92,
nel numero massimo consentito (tre armi e mille cartucce per dette);
- portare, nei periodi e nei luoghi in cui la caccia è permessa sul territorio nazionale, le armi suddette --
osservato il disposto dell'art. 12/8° L. 157/92 (polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi) e
dell'art. 12/12° (tesserino rilasciato dalla Regione prescelta per l'esercizio dell'attività venatoria) - e gli
strumenti di cui al 6° comma dell'art. 16 della legge citata (utensili da punta e da taglio atti alle esigenze
venatorie);
2. Qualora interessati all'esercizio di attività sportiva:
- trasferire, trasportare sul territorio nazionale e ritrasferire entro un armo le armi da sparo lunghe e
corte, iscritte nella Carta, classificate sportive ed inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo
nazionale delle armi comuni da sparo, nel numero massimo consentito (tre armi e mille cartucce per
dette), osservato il disposto dell'art. 4 del D.M. 5 Giugno 1978 (dichiarazione rilasciata dall'Unione
Italiana Tiro a Segno o della Federazione Italiana Tiro a Volo in merito alle gare, alle armi ed alle
munizioni prescritte), cosi come modificato dal D.M. 635/96, art. 6, punto 1, lettera b).
- portare le armi suddette esclusivamente nell'ambito dell'attività sportiva, osservato il disposto dell'art. 4
del D.M. 5 giugno 1978 e citata modificazione.
3. Qualora interessati al porto o al trasporto per motivi diversi da quelli sopra indicati:
- trasferire, trasportare nel territorio nazionale e ritrasferire entro un anno, le armi comuni da sparo
lunghe e corte nel numero massimo consentito (sei armi, duecento cartucce a palla per armi corte e
millecinquecento cartucce da caccia), osservato il disposto di cui all'art. 5 del D.L. 30 dicembre 1992. n.
527 (concessione dell'accordo preventivo da parte del Questore e trascrizione sulla Carta degli estremi
dell'autorizzazione emessa dal Capo della Polizia direttore generale della pubblica sicurezza);
- portare le armi consentite, ottenuta l'autorizzazione del Capo della Polizia di cui sopra, in esito alle
indicazioni fornite dal richiedente a' sensi del D.M. 30 ottobre 1996 n. 635 (contenuto della domanda e
requisiti).
h) I titolari dell'autorizzazione all'importazione temporanea di armi comuni da sparo e relative munizioni
per l'esercizio dell'attività venatoria o sportiva, ai sensi del D.M. 5 giugno 1978, possono:
- importare, trasportare e riesportare entro 90 giorni, armi lunghe da fuoco considerate mezzi di caccia a
mente dell'art. 13 della L. 157/92, nel numero massimo consentito (due armi e duecento cartucce per
dette) dal confine al luogo o ai luoghi ove intendono svolgere l'attività venatoria;
- importare, trasportare e riesportare entro 90 giorni armi da sparo lunghe e corte classificate sportive ed
inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo nel numero
massimo consentito (tre armi e mille cartucce per dette);
- portare l'arma o le armi suddette esclusivamente nell'ambito dell'attività sportiva o nei periodi e nei
luoghi in cui la caccia è permessa sul territorio nazionale.
Al di fuori dei casi anzi elencati, il trasporto deve essere effettuato previo avviso al Questore, a mente
del 2° comma dell'art. 34 del TULPS, osservate le modalità di cui all'art. 18 L. 110/75 e le condizioni
eventualmente imposte ex art. 53 del Reg. al TULPS.
Qualunque sia il titolo abilitativo il numero di armi comuni trasportabili per singola movimentazione non
può essere superiore a 6 (sei).

(5) Ecco le nuove normative che entreranno in vigore a Luglio 2011:


http://www.earmi.it/diritto/leggi/Decreto%20legislativo%202010.htm
Comunque possiamo dire già da oggi che i caricatori non sono parte essenziale di
arma, quindi la detenzione è del tutto libera. Attenzione però: montarli nell’arma
cambia totalmente il discorso. Per questo ogni affermazione potrebbe essere
“azzardata”: montate caricatori originali e, ove richiesto, provvedete
all’inserimento del relativo “fermo”. Altra nota importante: un caricatore
maggiorato potrebbe essere considerato in fase di giudizio “parte di arma da
guerra”. Riguardo i caricatori non originali e omologati per l’arma in questione,
quindi, informatevi bene e consultate l’armiere.

31
(6) http://www.poliziadistato.it/articolo/307-
Denuncia_di_detenzione_e_di_cessione_di_armi_e_munizioni/

(7) http://www.provincia.grosseto.it/territorio/polizia/caccialex/legislazione/L110_95_armi.pdf

(8) Norma DD NV 1300: La legislazione italiana non ha norme in merito agli


armadi blindati. Tale norma (tedesca) titola quanto segue:
“”Secure storage units. Classification for high security locks according to their resistance to unauthorized
opening. Locks, Crime prevention devices, Ironmongery (buildings), Anti-burglar measures, Security
systems in buildings, Safety devices, Safes, Classification systems, Grades (quality), Reliability,
Electronic equipment and components, Electrical equipment, Electromagnetic fields, Wear tests, Drop
tests, Electrical resistance, Radiofrequencies, Instructions for use, Testing conditions, Test specimens,
Specimen preparation, Test equipment, Performance testing, Cyclic loading, Marking, Installation,
Design, Storage furniture Immunity tests””
Comunque un armadio blindato valido deve avere i seguenti requisiti: “lamiere in
acciaio da 3 mm, porta di spessore 5 mm, serratura protetta da piastra in
acciaio/manganese, chiavi a doppia mappa bicifrata (o combinazione), chiusura a
5 o 7 pistoni cromati”. Questo armadio risulterà classe “B” norma NV 1300.
Riporto qui sotto un certificato di conformità valido per la norma citata **
CERTIFICATO DI CONFORMITA’
ARMADI DI SICUREZZA PER ARMI E MUNIZIONI
by Pierrebi ®
Caratteristiche tecniche:
Serratura di alta sicurezza, certificata a norme ENV 1300 classe B
antimanipolazione formata da sei gorges,con funzionamento
antifrizione per facilitarne lo scorrimento.
Chiavi: a doppia mappa bicifrate in ottone cromato.
dotazione due chiavi per armadietto
Combinazione: di blocco a tre dischi certificata a norme ENV 1300 classe B
antimanipolazione, 1.440.000 combinazioni possibili.
Pistoni: diam. 22 cromati, girevoli, antisega.
Porta: formata da una piastra in acciaio dello spessore di mm. 5
protezione serratura e combinazione. con piastra acciaio
manganese spessore 2 mm.
Involucro e schienale con lamiera in acciaio mm.3.
Ancoraggio a parete e pavimento con tasselli diam.14 bullone M 8
VERSIONE CON VETRO ANTISFONDAMENTO E ANTIPROIETTILE
Cristallo stratificato Blindovis della Saint Gobain tipo 18/19R dello spessore di
18/19 mm.
Con caratteristiche di antisfondamento, anticrimine e antiproiettile calibro 9 mm.
parabellum.
Classe JOULE A500 – UNI 9187

32
(9) Art. 52 Codice Penale - Legittima difesa
”1. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi costretto dalla necessità di difendere un
diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
proporzionata all'offesa.
2. Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di
cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi
indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
3. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto
all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o
imprenditoriale.”
Codice Penale, libro II, titolo XII “dei delitti contro la persona”:
http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Penale/Libro_II/Titolo_XII#Art._610_Violenza_privata
TULPS, testo unico leggi di pubblica sicurezza
http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/I%20Codici/TULPS/TULPS.htm

(10) Testo di Biagi Laura, università di Bologna, Facoltà di Scienze


Internazionali e Diplomatiche “Ruffilli”, Forlì

NOTA AGGIUNTIVA: A Luglio 2011 entrerà in vigore una nuova legge, che
stabilirà alcune nuove regole. Consiglio a tutti di leggere la nuova normativa:
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/10204dl.htm

33
RINGRAZIAMENTI
……………………………………………………

Ringrazio per la consulenza tecnica e la disponibilità:

ARMERIA RAGAZZINI S.r.l. - via Granarolo 117/C, FAENZA (RA)


PIERREBI Sistemi di Sicurezza, via Parini 5, MARIANO COMENSE (CO)
Sig. POZZI EUGENIO, PIERREBI Sistemi di Sicurezza
UANAGANA Team, RIOLO TERME (RA)
LOVAČKO DRUŠTVO FAZAN, Ive Lole Ribara 30, APATIN -SRB-

Il testo è tuttora sottoposto a consulenza legale: alla stesura definitiva verranno citati i
collaboratori che, già da oggi, ringrazio.

………………………………………………

Autore: Lombardi Alex,


via Fiume 5/B
48025 Riolo Terme (RA)

Copyright Common Creative, Calamèo © 2011, download non consentito.


Tutte le immagini* sono proprietà di Lombardi Alex: è vietata la copia non
autorizzata e la diffusione attraverso qualsiasi mezzo. Ogni utilizzo improprio è
contrario ai principi del D.lgs 196/03 e alla legislazione europea (Direttiva
2002/58/CE) e sarà perseguito a termini di legge.
* Immagine 16 di proprietà della Winchester ®, East Alton, IL 62024 – USA.
Trademarks Reg. U.S. Pat. Off. Marca Reg. Made in USA Olin Corporation.
** Certificato di conformità di proprietà by Pierrebi®,
22066 Mariano Comense (CO).

LE INFORMAZIONI QUI CONTENUTE SONO DIRETTE AL PUBBLICO


ESCLUSIVAMENTE A SCOPO INFORMATIVO. SI DECLINA OGNI
RESPONSABILITA’ PER QUALSIASI ATTO ILLECITO COMPIUTO DA
TERZI DERIVANTE DA UN’ERRATA INTERPRETAZIONE DEL TESTO.

SEGUE ALLEGATO: FAC-SIMILE DI DOMANDA PER IL RILASCIO DI


LICENZA DI PORTO DI FUCILE PER TIRO A VOLO, DA PRESENTARE
AL COMMISSARIATO DI P.S. OVVERO ALLA STAZIONE CARABINIERI
DI COMPETENZA.

34
ALLEGATO 1 -FAC SIMILE-
Richiesta di autorizzazione per licenza di porto di fucile

Fotografia
(da applicare a ALLA QUESTURA DI ……………………..….................……………
cura AL COMMISSARIATO DI P.S.
dell’ Ufficio DI………………………………………………………
accettante)

ISTANZA PER IL RILASCIO DI: LICENZA DI PORTO DI FUCILE PER IL TIRO A VOLO

Il sottoscritto/La sottoscritta
Cognome_________________________Nome_______________________________
data di nascita____________/_________________/______________
comune di nascita_________________________________________
provincia o nazione________________________________________
comune di residenza_______________________________________
via/piazza____________________________________n°______________________
recapito telefonico________________________________
cod. fiscale: __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __
domiciliato in:
____________________________________________________________________

chiede l’autorizzazione di Polizia sopra indicata per la seguente motivazione:


PER L’ESERCIZIO DELLO SPORT DEL TIRO A VOLO

Ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28.12.2000 n. 445, dichiara:


1. di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dagli artt. 11, 12 e 43 del Testo
Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773
(cfr. testo norme in calce al presente modulo),
2. di avere come persone conviventi (indicare le generalità):

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____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
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____________________________________________________________________

3. di non aver prestato servizio civile per obiezione di coscienza l. 230/98 .

Dichiara inoltre di essere consapevole delle sanzioni penali richiamate dall’art. 76


del D.P.R. 28/12/2000 n. 445 in caso di dichiarazioni mendaci e di formazione o uso
di atti falsi.
35
A B C D E F
Allega la documentazione richiesta ai successivi punti
(1):
(1) barrare le caselle interessate

Data________________ Il dichiarante __________________________________

A: Certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’A.S.L. di residenza ovvero


dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato, così come
previsto dall’art. 3, comma 1, D.M. Sanità. 28.4.1998, in bollo da Euro 14,62 ;
B: Attestazione relativa al conseguimento della capacità tecnica prevista all’art. 8, 4° comma della
legge 18 aprile 1975, n. 110; ovvero “certificato di idoneità al maneggio delle armi” rilasciato da
una sede del TSN, in bollo da Euro 14,62 ;
C: Congedo militare, ovvero certificazione relativa al servizio prestato nelle Forze Armate o nelle
Forze di Polizia, sostitutivo all’attestazione a cui al punto “B”, autenticato;
D: ricevuta di versamento al Conto Corrente Postale Numero:__________________ intestato alla
Tesoreria Provinciale dello Stato di_______________________ di Euro___________________
Per modalità e tempi di pagamento delle tasse e degli stampati a rigoroso rendiconto succitati
occorre rivolgersi agli Uffici territoriali competenti;
E: Due foto recenti, formato tessera e a capo scoperto;
F: due marche da bollo da Euro 14,62, da applicare sulla richiesta e sulla carta.

SPAZIO RISERVATO ALL’UFFICIO ACCETTANTE


OVE IL PRESENTE MODULO VENGA CONSEGNATO DALL'INTERESSATO NELLE MANI
DEL DIPENDENTE ADDETTO**
IL SOTTOSCRITTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ., AI SENSI DELL’ART. 38,
D.P.R. 445/2000, ATTESTA CHE L’ISTANZA È STATA SOTTOSCRITTA DAL
SUNNOMINATO /A IN SUA PRESENZA, PREVIO ACCERTAMENTO DELLA IDENTITÀ
PERSONALE RISULTANTE DALLA ESIBIZIONE DEL DOCUMENTO.
................................................................................
..................................................................
................................................................................
..................................................................
DATA. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

_____________________________________________
IL DIPENDENTE ADDETTO

AVVERTENZE: ALL'ATTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA VIENE


RILASCIATA ALL'INTERESSATO UNA RICEVUTA; SI APPLICANO, AL
RIGUARDO, LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELL’ART. 3 DEL D.M. 2.2.93, N. 284. PER
LE DOMANDE O ISTANZE INVIATE A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE,
MEDIANTE RACCOMANDATA CON AVVISO DI RICEVIMENTO, LA RICEVUTA È
COSTITUITA DALL'AVVISO STESSO. AI SENSI DELL’ART. 14 DEL D.P.R. N. 445 DEL
28.12.2000, LA TRASMISSIONE DEL DOCUMENTO PER VIA TELEMATICA, CON
MODALITÀ CHE ASSICURINO L’AVVENUTA CONSEGNA, EQUIVALE ALLA
NOTIFICAZIONE PER MEZZO POSTA.

36
AI SENSI DELL’ART. 9 T.U.L.P.S. L’AUTORITA’ DI PUBBLICA SICUREZZA PUÒ
IMPORRE LE PRESCRIZIONI RITENUTE NECESSARIE NEL PUBBLICO
INTERESSE. N.B. OGNI ISTANZA TENDENTE AD OTTENERE L’EMANAZIONE DI
UN PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO È SOTTOPOSTA AD IMPOSTA DI BOLLO.

** SI RICHIAMA LA POSSIBILITÀ DI AVVALERSI DELLE ULTERIORI MODALITÀ DI


PRESENTAZIONE INDICATE NELL'ART. 38 DELD.P.R. 445/2000.

TESTO NORME: PER CONSENTIRE LA CONSULTAZIONE IMMEDIATA DELLE NORME,


SI RIPORTA IL TESTO LETTERALE DEGLI ARTICOLI CONCERNENTI I REQUISITI
SOGGETTIVI PREVISTI DAL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA
(R.D. 18.6.1931, N.773) AI FINI DEL RILASCIO DELLA PRESENTE AUTORIZZAZIONE.
ART.11: Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere
negate:
1. a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non
ha ottenuto la riabilitazione;
2. a chi è sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale,
professionale o per tendenza.
Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello
Stato o contro l'ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina,
estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all'autorità (e a chi non può
provare la sua buona condotta). *
Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le
condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare
circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione.
ART.12: Le persone che hanno l'obbligo di provvedere all'istruzione elementare dei fanciulli ai termini delle leggi
vigenti, non possono ottenere autorizzazioni di polizia se non dimostrano di avere ottemperato all'obbligo predetto.
Per le persone che sono nate posteriormente al 1885, quando la legge non disponga altrimenti, il rilascio delle
autorizzazioni di polizia è sottoposto alla condizione che il richiedente stenda domanda e apponga di suo pugno, in
calce alla domanda, la propria firma e le indicazioni del proprio stato e domicilio. Di ciò il pubblico ufficiale farà
attestazione.
ART. 43: Oltre a quanto è stabilito dall'art. 11, non può essere conceduta la licenza di portare armi:
a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero
per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;
b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all'autorità o per delitti
contro la personalità dello Stato o contro l'ordine pubblico;
c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.
La licenza può essere ricusata ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati (e a chi non può provare la
sua buona condotta)*
o non dà affidamento di non abusare delle armi.
---------------------------------------------------------------------------------------------
* La Corte Costituzionale, con sentenza 2-16 dicembre 1993, n. 440 (Gazz. Uff. 22 dic. 1993, n.52 - Serie speciale), ha
dichiarato l'illegittimità dell'art.
11, secondo comma, ultima parte, nella parte in cui pone a carico dell'interessato l'onere di provare la sua buona
condotta. La stessa sentenza, in
applicazione dell'art. 27, L. 11 marzo 1953, n. 87, ha dichiarato l'illegittimità anche dell'art. 43, secondo comma, dello
stesso T.U., nella parte in cui
pone il medesimo onere a carico dell'interessato.

37
ALLEGATO 2: -FAC SIMILE-
Denuncia di acquisto arma comune

38
ALLEGATO 3 -FAC SIMILE-
Denuncia di detenzione armi bianche

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