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Annamaria De Simone

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Testo e traduzione del papiro di Cornelio Gallo

Un’immagine del papiro è disponibile qui.

Col. I Col. II

1 tristia nequit[ia . . .]a, Lycori, tua. [ 1

[ 2
..[ 3
2 Fata mihi, Caesar, tum erunt mea dulcia, quom tu [ 4
3 maxima Romanae pars eris historiae
4 postque tuum reditum multorum templa deorum
5 fixa legam spolieis deivitiora tueis. Qui . [ 5
[ 6

6 . . . . .] . . . i . tandem fecerunt c[ar]mina Musae


7 quae possem domina deicere digna mea.
8 . . . . . . . . . . . .] . atur idem tibi, non ego, Visce
9 . . . . . . .]m plakato iudice te vereor.

10 ]...[ ].
11 ]...[ ] . Syria
12 ].
–––

(a) . . . tristi a causa della tua riprovevole condotta, o Licoride.

(b) . . . i miei destini, o Cesare, mi diventeranno dolci nel momento in cui tu la parte più grande
della storia di Roma sarai ed io leggerò che i santuari di innumerevoli divinità dopo il tuo ritorno sono
divenuti più ricchi, perché ricoperti dei tuoi trofei.

(c) . . . finalmente le Muse hanno composto poesie che io possa declamare perché degne della mia
signora. . . . lo stesso a te, non io, o Visco, . . . ho da temere, una volta che tu, giudice, ti sia mitigato.

(d) . . . Siria . . .