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Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010

ARTICOLO N°2

DARE FORMA ALLE IDEE

Questo articolo fa parte della collana sulla scrittura creativa “Dalla parte dello scrittore”. Il testo è libero e può essere citato, riprodotto e distribuito liberamente. Chiedo solo la cortesia di citare la fonte in caso di citazione in un altro testo. Grazie

L’articolo tratta del passaggio dall’idea astratta alla creazione e stesura di un testo che le ruoti intornooppure che ne prenda spunto per evolversi in maniera indipendente.

Tra il dire e il fare…

Nell'articolo precedente ho parlato di come si debba far partire la stesura di un testo da una semplice idea, senza preoccuparsi troppo di porsi obbiettivi di lunghezza o efficacia. In questo articolo cercheremo di approfondire questo tema.

Mettiamo il caso che si sia trovata l'idea vincente, ci si abbia riflettuto un po' sopra e ora ci si sia decisi a scrivere qualcosa. Come passare dalla teoria alla pratica?

Per spiegare meglio e farvi vivere direttamente questo processo creativo vi proporrò tre esercizi da eseguire insieme a me, dei quali poi confronteremo i risultati. Si tratta di tre banalissime idee che propongo, sulle quale vi sfido a scrivere una decina di righe in un foglio di Word (dimensione carattere 11). Dopo aver scritto potrete leggere quello che ho creato io e da lì valutare se siate stati più bravi, più brillanti oppure abbiate peccato in qualche punto. Annotate a fine esercizio le impressioni vissute durante la scrittura e le conclusioni che avete tratto.

Prima di passare al primo esercizio vorrei indicarvi alcune "regole" da seguire durante lo svolgimento:

Rilassatevi e concentratevi sull'idea che viene proposta;

Siate liberi di scrivere ciò che vi pare;

Non pensate troppo a quello che dovete scrivere, lasciate che le parole fluiscano in libertà;

Non soffermatevi troppo a dare una struttura a quello che state scrivendo. Non serve, questo esercizio è finalizzato a instaurare il processo mentale;

Siate fantasiosi, fate volare la mente, divertitevi;

Scrivete ciò che vi viene in mente in quel momento, non riflettete, l'importante è seguire il flusso di coscienza;

Prima idea

Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010

Ora, mentre sto scrivendo quest'articolo mi trovo a casa, seduto al tavolo in soggiorno. Di fronte a me c'è una libreria. La prima idea è questa: scrivete un testo di 10 righe che abbia come punto di partenza o come perno centrale una libreria.

Andiamo? Vai!

partenza o come perno centrale una libreria. Andiamo? Vai! Fatto? Bene. Questo è quello che ho

Fatto? Bene. Questo è quello che ho creato:

Luca passò una mano sul ripiena della libreria del soggiorno. “C'è troppa polvere”, pensò, e si ritrovò a rimuginare sul fatto che i ricordi subiscono la stessa sorte dei libri. Vengono impilati tutti su una specie di libreria, ognuno al proprio posto, e finiscono per riempirsi di polvere e venir dimenticati. Passo l’indice sul dorso di alcuni testi. Il contatto a volte era liscio oppure ruvido, sapeva di plastica o di cartone, in alcuni casi le parole erano state impresse in rilievo e gli solleticavano i polpastrelli. Pensò che ogni libro che aveva acquistato nel corso della propria vita aveva un significato e alle sue spalle viveva una storia tutta da raccontare. Ogni titolo lo rimandava indietro nel tempo, a un’epoca differente, a un’età differente, intrisa di emozioni e ricordi lontani e sbiaditi, oppure ancora così vivi da far sorridere o, in certi casi, anche soffrire. Si fermò di fronte a una raccolta di poesie di Pablo Neruda. Sorrise. Quel libro era legato in maniera così forte a storia che per raccontarla si sarebbe dovuto scriverne un altro. Tutto era cominciato quando…

Come vedete da una semplice e banale idea come quella di una libreria si può dare il “la” a una storia che narra la vicenda del protagonista e dell'acquisto dell'antologia. Magari Luca andrà a comprare quel libro in una libreria dove la lavora una commessa di nome Greta e della quale s'innamora e così possiamo riempire le prossime cento pagine parlando della loro storia d'amore. Il tutto partendo dalla libreria di casa mia.

Seconda idea

Sul tavolo del soggiorno mia mamma ha dimenticato un blocchetto di Postit. Li conoscete tutti no? Sono quei foglietti gialli adesivi che si usano per ricordarsi delle cose da fare o segnare delle note.

Questa è l'idea: un Postit.

Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010

Ora tocca a voi.

scrittore Interferenze letterarie 2010 Ora tocca a voi. Fatto? bene. Questo è quello che ho creato

Fatto? bene. Questo è quello che ho creato io.

“Ciao Marco. Io e Papà siamo fuori a camminare. Ci vediamo dopo. Bacio. Mamma.” Questo è quello che ho trovato appoggiato sulla tastiera nel mio computer: un Postit di mia madre. Chissà quando torneranno. Da quando papà è andato in pensione si sono entrambi appassionati al nordic walking e non riescono a stare più in casa a guardare la televisione. Ogni pomeriggio vanno a farsi un giro di due ore su e giù per il paese. Mi hanno addirittura chiesto di mettere un annuncio in rete “Cercasi compagni per nordic walding in zona Monza

e Vedano al Lambro”. Non che mi dispiaccia che i miei due vecchietti se la spassino con lo sport, tutt’altro. Non

li ho mai visti così affiatati, così in sintonia. Forse stanno tornando a innamorarsi l’uno dell’altro. Ieri sera li ho sentiti prendersi in giro a vicenda sulle reciproche prestazioni sportive. Sembravano due ragazzini. Eppure quando gli ho proposto di darsi al nordic walking mi sono sembrati un po’ restii. Tutto è cominciato quando…

Qui ho utilizzato la scusa del Postit per immaginare che i genitori di questo ipotetico Marco siano diventati fanatici del nordic walking, la disciplina che prevede di camminare accompagnandosi con dei bastoni da trekking. Lo spunto quindi serve per continuare nella vicenda raccontando le caratteristiche di questa disciplina, inventare una presunta gara in Finlandia cui i genitori di Marco decidono di partecipare oppure essere più tragici e narrare del fatto che un ubriaco in auto abbia travolto il padre e trattare un tema così delicato. Come vedete le opzioni e le scelte sono infinite e ogni scelta che farete escluderà le altre. E' questo il bello: scoprire la storia che volete narrare nel momento stesso in cui la state scrivendo.

Terza idea

Sul tavolo, oltre ai Postit, c'è anche una penna biro blu, di una marca comunissima. Bene, l'idea di partenza è questa: una penna biro.

E' il vostro turno.

biro blu, di una marca comunissima. Bene, l'idea di partenza è questa: una penna biro. E'

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Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010 Eccomi qua. Fatto? Io sì: Carlo prese posto sul

Eccomi qua. Fatto? Io sì:

Carlo prese posto sul suo banco. L’aula era piena di studenti, dato che si trattava di una lezione importante prima dell’esame di Matematica II. Nel banco a fianco prese posto una ragazza carina. Bionda e magra, vestita in maniera sbarazzina. Il professore prese a disegnare alcune formule alla lavagna e gli studenti a ricopiarle sui taccuini. Poco dopo Carlo si accorse che la sua biro non funzionava più: era finito l’inchiostro. Provò a soffiare sopra la punta, a scaldarla, a muoverla per far colare l’inchiostro residuo ma niente. Aprì l’astuccio ma vide che non ne aveva un’altra. Intanto il professore proseguiva imperterrito e lui si stava perdendo tutta la spiegazione. La ragazza a fianco sembrò accorgersene e gli toccò la spalla. “Te ne presto una io” disse e gli porse una penna trasparente con il tappino blu. Carlo trasalì. Odiava quel tipo di penna. Gli ricordava lo scherzo che gli aveva fatto Mattia Ametrano in quarta elementare. Era finito addirittura all’ospedale mentre Mattia era stato sospeso (alle elementari!) e suo padre l’aveva gonfiato di botte fino a farlo svenire. Come dire a quella ragazza che da allora aveva la fobia delle biro di quella marca? Tutto era cominciato quando…

Anche qui ho fatto volare la fantasia. In un'aula universitaria un ragazzo segue la lezione e d'improvviso gli finisce l'inchiostro. Capita, no? La ragazza gli presta una penna, anche questo è molto banale. Eppure quella marca ricorda a Carlo uno scherzo pesante fattogli da un compagno ai tempi delle elementari. Uno scherzo che l'ha segnato per tutta la vita. Che tipo di scherzo? cos'è successo? Riuscirà la ragazza con il suo amore a far passare la fobia delle biro a Carlo? (Beh, direi che ho lasciato correre troppo la fantasia).

Le vostre conclusioni

Cos’ho provato mentre scrivevo?

Il testo è nato spontaneamente oppure ho dovuto pensarci sopra?

I testi che ho scritto mi sembrano pertinenti all’idea?

Gli agganci con altre idee che ho inserito mi sembrano validi o banali?

Sono riuscito a stupirmi oppure ho scritto cose che mi sanno di già sentito?

Ho fatto fatica a completare le dieci righe oppure ho avrei continuato senza problemi?

Mi sono divertito mentre scrivevo?

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Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010 In sintesi Bene. Come avete potuto vedere, anche una

In sintesi

Bene. Come avete potuto vedere, anche una semplicissima idea e all'apparenza banale, come una libreria, un Postit o una penna biro, può dar vita a un progetto e a una storia incredibile.

L’ho

messo apposta per sottolineare il fatto che si può collegare un’idea ad un’altra magari completamente slegata, mescolandole insieme e creando un testo degno di essere pubblicato. Tutto quello che bisogna fare è dedicarvi il giusto tempo. Dal niente non si ottiene niente. Per battere un record mondiale un ciclista si allena tutti i giorni, quindi, per scrivere il romanzo rivelazione del prossimo anno, uno scrittore deve scrivere almeno dieci righe al giorno. Costanza e allenamento sono molto importanti, forse più della creatività e del talento. Mozart non studiava mai la musica, beveva, andava a donne e si divertiva, poi si sedeva al tavolo e componeva opere destinate all'immortalità. Ma di Mozart ne nasce uno ogni sette secoli. Noi comuni mortali dobbiamo fare pratica, sudare e allenarci alla scrittura. Come ha detto il disc-jockey e musicista Claudio Cecchetto:

Se avete notato ho concluso gli esercizi con la medesima formula: “Tutto è cominciato quando

”.

"Il talento è un dono, il successo è un lavoro."

Dalla parte dello scrittore Interferenze letterarie 2010

Senza impegno non s'arriva da nessuna parte!

Quindi fate pratica con le vostre idee, anche le più stupide. Una nuvola, uno starnuto, un cartello stradale, un episodio curioso e provate a buttar giù due righe. Poi fermatevi e osservate il processo che avete scaturito.

Se morite dalla voglia di proseguire e le parole vi sommergono la mente e s'accavallano una sull'altra spingendo per uscire, beh, perché non accontentarle?

Grazie per avermi letto, spero di ritrovarvi per il prossimo articolo.

Omar Gatti

Mariano Comense (CO) Ottobre 2010

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