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Nuova Umanità

XXXV (2013/2) 206, pp. 265-267

GIDDENS, OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA: VERSO


NUOVE NARRAZIONI

Silvio Minnetti

Il contributo di Anthony Giddens1 al dibattito su destra e sini-


stra, visto alla luce delle grandi trasformazioni sociali in corso con
la globalizzazione è da ritenersi fondamentale.
Alla sinistra viene richiesta una riformulazione strategica sin-
tetizzabile in: realismo utopico, riflessività, conservatorismo filo-
sofico, politica della vita e politica generativa. La sinistra, secondo
Giddens, deve tornare ad essere “radicale”, nel senso di audace,
capace di soluzioni nuove, come radicale è stato il neoliberismo
negli ultimi 30 anni mettendo in moto le forze del mercato che
hanno favorito la globalizzazione. Ciò è avvenuto mentre in crisi
erano la destra tradizionale di Dio, Patria e famiglia, e la sinistra
con l’illusione del modello cibernetico della pianificazione e del
controllo dall’alto dell’economia. È finito il modello sovietico ed è
in discussione lo Stato sociale socialdemocratico.
La crisi del Welfare State vede la sinistra sulla difensiva. Nella
società complessa si rivela inadeguato il suo approccio ciberneti-
co. A quale santo votarsi? Giddens suggerisce il “conservatorismo
filosofico”, una filosofia della protezione, della riparazione, della
ricostruzione delle solidarietà spezzate dalla modernità e dalla glo-
balizzazione. Si tratta, in sintesi, di una proposta “radicalconserva-
trice” alla sinistra che, sulla base del realismo dell’analisi delle for-
ze economiche e sociali in campo, potrebbe tornare ad intercettare
le aspirazioni ed il consenso degli uomini e delle donne alle quali
si rivolge. Quattro sono le priorità: combattere la povertà, il potere
arbitrario, il degrado ambientale e la violenza.

1 
A. Giddens, Oltre la destra e la sinistra, il Mulino, Bologna 2011.
266 Silvio Minnetti

L’espressione principale del cambiamento è la “democratizza-


zione della democrazia” a partire dai rapporti interpersonali nella
famiglia fino alle relazioni nello Stato e nel mondo globalizzato. La
stessa autorità deve essere fondata su relazioni negoziate. In questa
direzione vanno gli esperimenti di democrazia deliberativa, i movi-
menti sociali, di self-help, i movimenti transnazionali.
Proposta innovativa è quella della “politica della vita” capace
di andare oltre la tradizionale politica emancipatrice della sinistra
per definire una politica dell’identità e della scelta in grado di in-
tercettare le preoccupazioni e le speranze dei cittadini, nella ricer-
ca di senso in un mondo affrancato dalle tradizioni. Qualcosa deve
essere detto sugli stili di vita che le persone stanno sperimentando,
come sobrietà e rispetto dell’ambiente.
Altro suggerimento innovativo è quello di una “politica gene-
rativa” fondata sull’iniziativa e sulla responsabilità individuale me-
diante un processo dal basso, dalle comunità locali alle istituzioni,
alimentato da fiducia attiva.
Lo scenario prevede quattro rischi globali: polarizzazione
economica con diseguaglianze crescenti, industrialismo, controllo
dall’alto dei sistemi politici e amministrativi, violenza.
La risposta può essere rappresentata da una economia della
post-scarsità contro processi di accumulazione esasperati, una
“natura umanizzata” contro la distruzione degli ecosistemi, una
democrazia dialogica contro gli arbitri del potere politico-ammi-
nistrativo.

La proposta di Giddens va presa sul serio. Una sinistra smarri-


ta, caduta nell’individualismo di matrice illuministica, ha finito per
dimenticare la categoria politica della fraternità, pur scritta nella
bandiera della Rivoluzione francese, per concentrarsi su eguaglian-
za e libertà, non accorgendosi, in tal modo, dei conflitti identitari
provocati dalla globalizzazione. In questo senso, nella definizione
di nuove priorità e nella ricerca di soluzioni innovative, alla luce di
tali conflitti si tratta di andare oltre destra e sinistra. Si può ipotiz-
zare una convergenza degli schieramenti nel tentativo di dare una
risposta prudente ai problemi di nuovo tipo posti dalla società. Si
può auspicare un’attenuazione dei conflitti tra destra e sinistra nel
Giddens, oltre la destra e la sinistra: verso nuove narrazioni 267

tentativo di risolvere questioni che hanno il mondo globale come


scenario.
L’analisi di Giddens è insufficiente circa la natura del processo
di globalizzazione. Questo ha assunto le caratteristiche delineate
nel neoliberismo vincente negli anni Ottanta di Ronald Reagan e di
Margaret Thatcher. Diseguaglianze, povertà e squilibri ambientali e
finanziari nascono prevalentemente dal cosiddetto pensiero unico,
che a tali posizioni si riferisce. La causa principale sta nella man-
canza di limiti posti ad un capitalismo scatenato attraverso la dere-
gulation. Giddens ha individuato forme “generative” di politica ma
fa riferimento all’urgenza di meccanismi di controllo contro il ca-
pitalismo finanziario, strumenti introdotti nei trent’anni successivi
alla seconda guerra mondiale e smantellati dal pensiero neoliberista
teorizzato da Freedman e dalla sua scuola.
Manca infine un confronto approfondito dei temi della libertà
e dell’eguaglianza così come sono stati sollevati, ad esempio, dalla
riflessioni di Rawls e di Sen: senza questa analisi è difficile orienta-
re l’azione di una forza politica.
Nonostante questi limiti, rimane originale il contributo di Gid-
dens, soprattutto per risvegliare una sinistra chiaramente in crisi
dopo il crollo del socialismo reale e la crisi del Welfare State.