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Corso di Laurea in Matematica Applicata

Analisi Matematica I: foglio di esercizi n. 1


17 ottobre 2018

Risolvere i seguenti problemi. Da consegnare entro il 26/10.

Pb 1. Trovare l’estremo superiore e l’estremo inferiore dell’insieme

A = {x ∈ R : x3 − 3x2 + 2x ≥ 0},

specificando se si tratta di massimo e/o di minimo.

Pb 2. Siano f, g : R → R due funzioni. Mostrare che

sup{|f (x)| · |g(x)| : x ∈ R} ≤ (sup{|f (x)| : x ∈ R}) · (sup{|g(x)| : x ∈ R})

Vale sempre l’uguaglianza? In caso affermativo lo si dimostri, altrimenti si fornisca un


controesempio.

Pb 3. Calcolare, se esistono, i seguenti limiti:

log(1 + sin x)
lim ,
x→0 sin x
log(ex + x3 )
lim ,
x→+∞ x
ex − e3
lim .
x→3 x − 3

Pb 4. Si consideri la funzione

x2 se x ∈ Q,
f (x) =
x3 se x ∈ R \ Q.

Trovare tutti gli eventuali punti di continuità e di derivabilità di f .


Soluzioni:

Pb 1. Risolvendo la disequazione si vede subito che

A = {x ∈ R : 0 ≤ x ≤ 1} ∪ {x ∈ R : x ≥ 2} = [0, 1] ∪ [2, +∞[.

Dunque sup A = +∞, inf A = min A = 0 (e evidentemente non c’è massimo).

Pb 2. Sia M = sup{|f (x)| : x ∈ R}, N = sup{|g(x)| : x ∈ R}. Siccome il sup è un


maggiorante (e il modulo di un numero è non negativo), abbiamo evidentemente, per
ogni x ∈ R,
|f (x)| · |g(x)| ≤ M |g(x)| ≤ M · N
per cui M · N è un maggiorante dell’insieme di sinistra. Siccome il sup è il minimo dei
maggioranti, l’asserto risulta provato.
In generale l’uguaglianza non vale: basta scegliere ad esempio due funzioni che
assumano il loro valore massimo in punti diversi. Come caso concreto, possiamo scegliere
f (x) = sin x e g(x) = cos x: per entrambe, il sup del modulo coincide col massimo e
vale 1. Invece, |f (x) · g(x)| = 12| sin(2x)| ha massimo 1/2.
0 x ≤ 0, 1 x ≤ 0,
Oppure, si prenda f (x) = , g(x) = . Ciascuna delle due
1 x > 0. 0 x > 0.
funzioni (non negative) ha massimo 1, mentre il prodotto è identicamente 0.

Pb 3. I limiti si calcolano molto facilmente con la regola di l’Hôpital, ma è possibile


ottenere il risultato anche soltanto a partire dai limiti fondamentali. Per calcolare il
primo limite, facciamo il cambio di variabili y = sin x: il limite diventa

log(1 + y)
lim = 1.
y→0 y
La funzione nel secondo limite può essere riscritta come segue:
x3 x3 x3
log(ex (1 + ex
)) x + log(1 + ex
) log(1 + ex
)
= =1+ ,
x x x
e l’ultima espressione tende a 1 per x → +∞.
Per calcolare il terzo limite poniamo h = x − 3: il limite diventa

e3+h − e3
lim ,
h→0 h
che per definizione è la derivata di ex nel punto x = 3 (che vale e3 ).

Pb 4. Il grafico della funzione data è più o meno come in figura:


Si intuisce quindi che f è continua in x = 0, x = 1 e discontinua in tutti gli altri punti.
Sia infatti x0 ∈ R: abbiamo

lim f (x) = x20 ,


x→x0
lim f (x) = x30 .
x→x0
x∈Q x∈R\Q

Se x20 6= x30 i due limiti sui razionali e sugli irrazionali sono diversi, per cui non esiste
il limite e la funzione è discontinua. Se invece sono uguali (cioè se x0 = 0 o x0 = 1), il
limite esiste ed è uguale al valore della funzione nel punto (che quindi è continua).
Per quanto riguarda la derivabilità nei due punti di continuità, si intuisce che f è
derivabile in 0 ma non in 1. Il rapporto incrementale in 0 è

f (h) − f (0) h se h ∈ Q,
g(h) = =
h h2 se h ∈ R \ Q.

Dunque
lim g(h) = 0 = lim g(h)
h→0 h→0
h∈Q h∈R\Q

e f 0 (0) = 0. Il rapporto incrementale in 1 è


(
(1+h)2 −1
f (1 + h) − f (1) h
se h ∈ Q,
g(h) = = (1+h)3 −1
h h
se h ∈ R \ Q,

e in questo caso abbiamo

lim g(h) = 2 6= lim g(h) = 3,


h→0 h→0
h∈Q h∈R\Q

per cui f non è derivabile in x = 1.