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Problematiche attuali

della giurisdizione di sorveglianza

Il ruolo dei Garanti e della magistratura


di sorveglianza nella tutela dei diritti dei
detenuti

prof. Laura Cesaris


Scandicci 8 febbraio 2017
Il ruolo dei Garanti e della magistratura di sorveglianza nella tutela dei diritti dei detenuti
Prof. Laura Cesaris
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L’esecuzione penale prima della legge 354/1975 era considerata


appendice del processo penale e fase esclusivamente amministrativa

Il giudice di sorveglianza vigilava sulla esecuzione delle pene e delle


misure di sicurezza

Competenze

ispettive (controllo sulla esecuzione della pena)


consultive (formulazione di pareri sulle domande di grazia e liberazione
condizionale)
deliberative (ordini di servizio relativi a trasferimenti in sezioni speciali o
in casa di cura e custodia, ammissione al lavoro all’aperto,
applicazione, modifica e revoca misure sicurezza
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Il garante
dei diritti delle persone detenute
o private della libertà personale

nazionale
Territoriali
Istituito con art.7 d.l. 23.12.2013,
istituiti precedentemente a livello
n. 146, conv. l. 21.2. 2014, n.10
locale e riconosciuti con d.l.
e successivamente modificato
da l. 28.12. 2015, n. 208 30.12.2008,n.207 conv.
l. 27.2.2009, n. 14
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• Sono stati istituiti garanti

• regionali (Campania, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Lombardia,


Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto),

• provinciali (Avellino, Enna, Ferrara, Gorizia, Lodi, Massa Carrara,


Milano, Monza Brianza, Padova, Pavia, Trapani, Trento)

• e comunali ( es. Alessandria, Asti, Bergamo, Bologna, Bolzano,


Brescia, Busto Arsizio, Enna, Ferrara, Firenze, Fossano, Ivrea,
Lecco, Livorno, Lucca, Milano, Nuoro, Parma, Pescara, Piacenza,
Pisa, Pistoia, Porto Azzurro, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Roma,
Rovigo, San Gimignano, San Severo, Sassari, Sondrio, Sulmona,
Tempio Pausania,Torino Trieste, Udine, Venezia, Verbania, Vercelli,
Verona, Vicenza).
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Fonti sovranazionali

• Conv. eur. prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti


inumani o degradanti

• Protocollo opzionale Convenzione ONU contro la tortura (art 3)

• Direttiva dell’Unione europea 2008/115/CE (art. 8 co. 6 prevede


l’istituzione di un organismo indipendente per il monitoraggio dei
rimpatri forzati)

• Regole penit europee (art.9)


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Fonti interne

• Art.7 d.l. n. 146/ 2013, conv. l. n.10/2014,


modificato l. n. 208/ 2015
• Art.67 co.1 ord.penit.
• Art.18 co.1 ord.penit.
• Art.35 ord. penit
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Il garante nazionale:

• organo collegiale,
• carica quinquennale non prorogabile
• Indennità forfetaria annua (determinata in misura pari al
40 per cento dell'indennità parlamentare annua per il Presidente e
pari al 30 per cento per i membri del collegio, modifica ex l. n. 208/
2015 )
• Nomina, previa delibera del CdM, con dPR,
sentite le competenti commissioni parlamentari.
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Profili strutturali
Indipendenza ed incompatibilità

• Organo di nomina politica collocato presso Min. giust.


• Analogie con il procedimento di nomina Capo DAP (art.
30 L 395/1990).
• Incompatibilità: “ricoprire” a) cariche istituzionali, anche
elettive; b) incarichi in partiti politici.
• Sostituzione membri «in caso di dimissioni, morte,
incompatibilità sopravvenuta, accertato impedimento
fisico o psichico, grave violazione dei doveri inerenti
all'incarico affidato, ovvero nel caso in cui riportino
condanna penale definitiva per delitto non colposo».
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Funzioni

• vigilanza sulla esecuzione della custodia delle


persone private della libertà
• verifica circa il rispetto dei diritti
• formulazione di specifiche raccomandazioni
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Poteri

• visita, senza necessità di previa autorizzazione (eccetto le


camere di sicurezza delle forze di polizia) tutti i luoghi detentivi,
comprese le sezioni “41bis” ord.penit.
• prende visione, previo consenso dell'interessato, degli
atti contenuti nel fascicolo della persona privata della
libertà
• richiede alle amministrazioni responsabili le informazioni
e i documenti necessari
• valuta fondatezza dei reclami ex art. 35 ord. penit.
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(segue) Potere di risoluzione di conflitti davvero


efficace ?

Il garante formula specifiche raccomandazioni sia in caso


di accertata «violazione alle norme dell’ordinamento
ovvero la fondatezza delle istanze e dei reclami»
proposti ai sensi dell'art 35 ord.penit.
Tuttavia l’amministrazione interessata, in caso di diniego,
comunica il dissenso motivato nel termine di 30 giorni.
La previsione rischia di perdere di efficacia dato che al
Garante non sono riconosciuti poteri autoritativi in caso
di diniego.
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Buone Prassi

• Protocolli di intesa tra garante e Prap per una


collaborazione trasparente ed efficace (Piemonte, Lazio,
Toscana ad es)
• Protocolli di intesa tra garante, Prap, ordini professionali
(con gli psicologi nel Lazio)
• Protocolli di intesa tra garante, Prap, Università per
favorire l’accesso agli studi universitari e il reinserimento
dei detenuti (Piemonte)
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Garante e Magistratura di sorveglianza

Il d.l. 146/2013 conv. l.10/2014 mira ad una


presenza assidua del Garante all’interno delle
strutture carcerarie, finalizzata alla proficua e
rapida risoluzione dei conflitti tra detenuti ed
amministrazione penitenziaria, sopperendo alla
diradata presenza del magistrato di sorveglianza
in una prospettiva alternativa rispetto alla
funzione giurisdizionale