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CT'^rrlo/

PUBBLICAZIONI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


per la ricerca dei Papiri greci e latini in Egitto

PAPIRI GRECI E LATIM

VOLUME SESTO
n. 551-730

(CON UNA TAVOLA B^OTOOOLLOORAPICA)

%y

FIRENZE
Stabilimento Tipografico E. Ariani
Via S. Gallo N. 33

1920
JJ/0
f5P3
SOCIETÀ ITALIANA
PER LA KIGEKCA DEI PAPIRI GRECI E LATINI IN EGITTO (1)

S. M. LA Regina Madre

t Allcitini comra. Carlo, Roma Croce senatore Benedetto, Roma


Anau avv. Flaminio, Firenze Davidsohn dott. Roberto, Firenze
Arnaboldi conte B., Milano De Francisci avv. P., Roma
Bagatti-Yalsecehi barone G., Milano Del Vecchio prof. Alberto, Firenze
f Balzani conte Ugo, Roma De Marchi dott. Marco, Milano
Barbèra comm. Piero, Firenze f Doria Francesco, ducad'Ebcli, Napoli
f Bastogi conte Giovacchino, Firenze t Fogazzaro senatore Antonio, Vicenza
f Bastogi conte Giovannangelo, Firenze Fortunato senatore Giustino, Napoli
Bemporad comm. Enrico, Firenze f Franchetti senatore Leopoldo, Roma
Biblioteca Laurenziana, Firenze Frova dott. Arturo, Milano
f Boito senatore Arrigo, Milano Gallavresi dott. Giuseppe, Milano
Bonaiuti prof. Ernesto, Roma Gigliucci Notarbartolo contessa Beatrice,
Budini-Gattai signore Maria, Zelinda e Firenze
Giulia, Firenze Gigliucci contessa Carlotta, Firenze
f
Gagnola nob. Guido, Milano Hoepli comm. Ulrico, Milano
t Cantoni cav. Achille, Milano Klein dott. G. B,, Firenze
f Cantoni signora Giulia, Pomponesco Lattes comm. Elia, Milano
(Mantova) f Levi cav. dott. Giacomo, Firenze
f Cantoni cav. ing. Luigi, Pomponesco f Loria dott. Lamberto, Firenze
(Mantova) Lumbroso prof. Giacomo, Roma
Casati conte Alessandro, Milano Molmenti senatore Pompeo, Venezia
Cini cav. Giovanni Cosimo, Firenze Morpurgo dott. Salomone, Firenze
Comparetti senatore Domenico, Firenze Municipio di Firenze
f Corsini principe Tommaso, Firenze Municipio di Milano

(1) La Società fu costituita nel 1908 per iniziativa di Angiolo Orvieto (v. '
Marzocco '

del 19 Gennaio di quell'anno). Nella primavera dell'anno stesso furono fatti scavi ad Asch-
munòn (Hermupolis Magna) per conto della Società, sotto la direzione di Ernesto Schiapa-
relli e delcompianto Francesco Ballerini. In seguito, hanno scavato a Behnesa (Oxyrhynchos) il
prof. Pistelli nell'inverno del 1910, 1912, 1913 e 1914; il dott. Farina nell'inverno del 1911.
Così lo Schiaparelli come il Pistelli acquistarono anche papiri ed ostraka da negozianti e
da contadini di vari luoghi dell'Egitto. Nuovi acquisti furono fatti negli anni 1915 e 1916
dal compianto prof. Guido Gentilli.
17 PAPIEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL. VI

Mjlius cav. uff. Giorgio, Milano Sehiff prof. Roberto, Firenze


Orvieto signora Amalia, Firenze Scuola i)apirologica, Milano (presso la

Orvieto dott. Angiolo, Firenze R. Accademia Scientifico-letteraria)


Orvieto signora Laura, Firenze f Sessa cav. Rodolfo, Milano
Pareti prof. Luigi, Firenze Sezione Palermitana dell' Atene e
'

Patrono prof. C. M., Palermo Roma '


rappresentata da Zuretti
Paulucci di Calboli march. Ranieri, Tokio prof. Carlo Oreste, Milano
Peratoner capitano Alberto, Firenze Sforni Gustavo, Firenze
Pestalozza prof. Uberto, Milano Soarez cav. Leone, Cairo
f Pinto cav. Emanuele, Firenze Società 'Atene e Roma', Firenze
Pisa Luigi, Milano Società Reale di Napoli
Pistelli prof. Ermenegildo, Firenze Sennino barone Sidney, Roma
Placai signorina Adelaide K., Firenze Sorraani Carlo Gabrio, Urlo (Lago di

Placci Carlo, Firenze Como)


Quintieri Luigi, Napoli Stromboli signora Berta, Firenze
Quintieri Angelo, Roma Stromboli prof. Pietro, Firenze
Quintieri Antonio, Napoli f Tommasini senatore Oreste, Roma
Rosadi avv. Giovanni, Firenze f Villari senatore Pasquale, Firenze
Samama avv. Nissim, Parigi Vitelli prof, Girolamo, Firenze
Sangiorgi avv. Francesco, Firenze f Volpicelli cav, Vincenzo, Napoli
Sanguinetti coram. Vittorio, Bologna f Zumbini senatore Bonaventura, Portici,

N. B. Cou geaeroso offerto contribuirono auclie la signora marchesa Adele Alfieri di


Sostegno, il signor Edward BuUaugb, il dott. Alberto Geisser, il signor Aldo Weill-Scbott,
la signora Eleonora Duse.
Questo volume comprende, iu tutto, 180 tosti, dei quali soltanto 48
(n* 683-730) sono dell'età romana e bizantina; e fra essi 2 documenti la-
tini (n' 729-730) di molto interesse e unici finora del loro genere, e 9 fram-

menti letterari greci (n' 720-728). Gli altri 132 (n' 551-682) sono tutto o
quasi tutto quello che noi ancora si aveva di papiri tolemaici del III se-
colo avanti Cristo, provenienti dall'Archivio di Zenon. I frammenti e fram-

mentini che rimangono, per la massima parte saranno mandati al Museo


del Cairo, affinchè, messi a riscontro con quelli ivi conservati, possano con
maggiore utilità esser pubblicati da C. C. Edgar, a cui dobbiamo già finora
la pubblicazione di 48 importanti documenti della medesima provenienza.
Lo stesso Edgar ci ha comunicato una serie cospicua di osservazioni e cor-
rezioni ai testi Zenoniani pubblicati da noi cosi nei volumi IV e V come
nel volume presente : basterà dare una occhiata Addenda ai nostri et corri-

genda e alle nostre annotazioni, per intendere quanto dobbiamo essergli


grati. Più d'uno dei nostri frammenti è stato da lui integrato con altri del
Museo del Cairo ; Museo ci ha gentilmente
e la Direzione di quel favorito
quei preziosi supplementi. Altrettanto abbiamo fatto e faremo noi alla no-
stra volta per quei frammenti che valessero ad integrare documenti perve-
nuti alla collezione del Cairo.
Moltissimo dobbiamo anche al Wilcken, che, col solito acume e con
mirabile dottrina, nel sesto volume dell' Archiv ha riferito sui nostri volumi
IV e V, né ci ha negato il suo prezioso aiuto per quella parte del VI della
quale egli ha potuto vedere prima della pubblicazione i fogli di stampa.
Avremmo dovuto riportare tutte le interessanti pagine che egli ha dedicate
alle nostre pubblicazioni (compreso il volume III dei Papiri Fiorentini '), *

ma il lettore vorrà perdonarci se di regola ne abbiamo estratto solo ciò che


specialmente riguardava la critica verbale dei papiri Zenoniani.
Anche Hunt, Jouguet, M. Gelzer, Vincenzo Arangio-Ruiz,
Grenfell,
Luigi Cantarelli, non ci hanno mai negato il sussidio della loro dottrina ;

e anche ad essi dobbiamo se la nostra pubblicazione è notevolmente meno


errata di quanto sarebbe se il loro aiuto ci fosse mancato.
VI PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL VI

Hanno poi collaborato al presente volume Raffaello Bianchì, Aristide


Calderini, Teresa Lodi, Medea Norsa, Alessandro Olivieri, Enrico Rostagno,
Luigi Schiaparelli ; al solito, la collaborazione di M. Norsa è stata di gran
lunga maggiore che non di tutti gli altri insieme, poiché le difficoltà pa-
leografiche di tutti o quasi tutti questi 180 testi sono state in massima
parte superate appunto da lei. Parecchi altri testi, e fra essi alcuni prepa-
rati già da Matilde Sansoni, avevamo destinati a questo volume, e abbiamo
poi riservati ad un volume futuro, per non aumentar di troppo le spese e
per non ritardar di troppo la pubblicazione.
Negli indici (meno ampli del solito, per la medesima ragione) abbiamo
inserito correzioni ed aggiunte riguardanti anche i volumi precedenti (ai nu-
meri, in tal caso, è preposto un asterisco) lo abbiamo fatto sporadicamente,
:

e speriamo non abbia a venirci biasimo per questo. Fra non molto, del re-
sto, provvederà a tutto il Preisigke con la continuazione della sua Berich-

tigungsUste : qualcosa di analogo ha già cominciato anche il Calderini in


Aegyptus (I 2 p. 232 sqq.).
Ci auguriamo che la Società italiana per la ricerca dei Papiri
'
non '

creda di avere assolto il suo compito coi sei volumi finora e non inutil- —
mente — pubblicati.

Firenze, Giagno 1920.

G. Vitelli.
ELENCO DEI TESTI EDITI NEL VOL

551-682. Dall' ARCFiivio di Zhnon in Philadelpheia (s. HI").


683. Rapporto di komogkammatris per t/ annona militari^ (». Arsi-
noites, a. 199?).
684. Reclamo per nomina illegale di exagtores etc. {HermupoUs Ma-
gna, s. IV-VP).
685. Frammento di petizione al Prepetto {Oxyrhjncho^, s. IV i').

686. Frammento di petizione all'ekdikos {Oxijrhynchos, s. VP'?)-


687. Frammento di registro di contratti {Oxijrhyncìws, s. I/IIP?).

688. Conti varii (?, s. 11?).

689. Obbligazioni e malleverie per operai della Tgaiavi) òlùqv^


{Oxtjrht/nchos, s. V?).
690. OlKOGENElA (w. Arainoites, s. I/Il?).
691. Notificazione di morte (?, a. 176?).
692. Concessione di vendita di commestibili {Oxyrhynchos, a. 52/3??).
693. Ricevuta di tasse {Philadelpheia, a. 183?).
694. Ricevuta di tasse (?, s. V??).
695. Frammento di ricevuta (?, s. V?).
696. Frammento di testamento (w. Arsinoites?, s. ITI?).

697. Divisione di proprietà {Theadelpheia, s. II?).

698. Divisione di proprietà {Oxyrhynchos, a. 392?).


699. Deposito (Oxyrhynchos, s. HI?).
700. Frammento di mutuo di danaro {Oxyrhynchos, s. in ?).

701. Mutuo di danaro {Aphrodites polis, s. III?).


702. Mutuo di grano {Oxyrhynchos, s. III?).
703. Prestito d'orzo sto. {HermupoUs Magna, a. 480?).
704. Vendita (cessione) di terreno (?, s. II?).
705. Vendita di una sesta parte di stalla {Oxyrhynchos, s. III?).
706. Frammento di contratto d'affitto (Oxyrhynchos, a. 335 Pj.
707. Affitto di una metà di casa (Oxyrhynchos, a. 351 ?j.
708. Affitto di stabili {Oxyrhynchos, a. 436?).
709. Affitto di una casa {Oxyrhynchos, a. 566?).
710. Affitto di uno schiavo {Oxyrhynchos?, s. II?).
711. Somministrazione di foraggio {Oxyrhynchos, a. 360?).
rap. Hoc. Hai. VI. 6
vili PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL. VI

712. Ordine di pagamento {Oxyrhynchos, a. 295 P).


713. Lista di persone (con poste di artabe?) {Oxyrhynclw^, s. IllP).

714. Quietanza di danaro mutuato (n. Arsinoites, a. 161 p).


715. Quietanza diagrafaria (?, a. 92 p).
716. Reclamo? {Oxijrhynchos, a. 306P?).
717. Frammento di lettera (n. Arsinoites, s. II p).

718. Ricetta medica etc. (?, s. IV/Vp).


719. Amuleto cristiano {Oxyrhynchos?, s. IV/Vp?).

Documenti latini.

729. Vendita di un cavallo (?, a. 77p).


730. Contratto di matrimonio (?, s. P?).

Testi letterarii greci.

720. AristOPH. Pac. 721-827 {Oxijrhyìichos ?, s. IIIp).

721. Demosth. 51, 7-10 (?, s. II?).

722. Frammento epico (?, s. IIIp).


723. Frammenti di versi (commedia) {Oxyrhynchos, s. IV/VP).
724. Scolii ad un testo poetico ignoto (?, s. IIIp?).
725. Frammento di romanzo (?, s. III/IVp).
726. Frammento di romanzo (?, s. 11/IIIp).
727. Frammento astrologico {Oxyrhynchos, s. IV??).
728. Frammenti di un libro di palmomanzia (?, s. IV p?).
ADDENDA ET CORRIGENDA (1)

1). Nel quarto volume.

821 Un frammento (tino a xai [tòJv x\óxov r. 11) di duplicato di questo Mutuo di danaro
è fra 1 papiri del Museo del Cairo, pubblicato dall'Edgar, Sei. pap. n° 1, donde
risulta che i nostri supplementi (giusti por la datazione, il nome del padre del-
l' tegevs e del padre di Aiovvoiog) erano invece falsi per la localizzazione di Uirog,
per l' interpretazione di (iaaihxov nel r. 8 etc. Nei rr. 4 sqq. si deve dunque
leggere :

\_M£[A,<paov vofiov. 'Ejddvsiosv Aiovvaiog 'Ajio-

5 [Ikcoviov e. 6-7 11. tJcòv tieqI Asivwva, 'laidcó-

Iqwi 0Qaixl rsaaaQa]xovraQovga>i xòiv Avho-


[c. 5-6 11. àgyvQi'ov Slgaxfiàg rgiaxorraréa-
[aagas' tovzo ò' èoilv] rj zifiì] xov ^aaihxov
ZOXOV C05 » ». » « dQa;^fi(ov xrji fjivai sxaaxrji.
aixov, àjioòóxcù òe 'I _ aìdcoQog Aiovvaicoi etc.

Nel papiro del Cairo abbiamo 7ai8u)gcoi 0^a^x[^]|[ra3v ylv^co »»* >•«» xsaaa^QaxovxaQovQcoi
àQyv\lQiov etc, e (in corrispondenza dei nostri rr. 7 sqq.) ;

xQiaxovx']axéoaaQag, xovxo
[(5' èarlv ri xi/ui] xov ^aaikiao^v alxov, xóxov wg
[*»»,. dgaxficòv xfji fivài élxdoxrji xò/^ f^fjva

l^É'xaaxov. ànoòóxoì Ò]e 'laidcogog etc.

Poiché lo spazio innanzi a dQaxficóv è segnato dall'Edgar come di cinque lettere


(sarà XQicòv piuttosto che jtévxs'ì), l'ipotesi più probabile è che lo scriba del docu-
mento nostro avesse omesso dopo quando que-
atxov le parole xóxov-ixdaxrji, e però,
ste parole egli ebbe aggiunte, xóxov nell'interlinea fosse situato non proprio a prin-
ma dopo aixov altrimenti rimarrebbe innanzi a dgaxficóv uno spazio
cipio del rigo, ;

notevolmente maggiore. In ogni caso, nel documento nostro non c'è posto per xòfi
(ifjva é'xaaxov. Nel r. 5 del nostro sarà per es. Maxeòcov x'\(òv tieqì Aeivcova ; ma v.
Edgar.
25 adn. Ma v. ora W(ilcken), Archiv 6 p. 385.
322 W. p. 386 crede che a destra manchi molto più di quanto ho supposto io. E avrà
ragione.

(1) Parecchie aggiunte e correzioni ai papiri dell' età romana e bizantina contenuti nei
volumi IV e V furono pubblicate nel voi. Ili degli '
Studi della Scuola papirologica '

(p. 149 sqq.), e non le ripeterò qui dove mi occuperò quasi esclusivamente dei documenti
zenoniani, rimandando ad altra occasiono anche ì supplementi di Errata-corrige ai precedenti
volumi (intanto per il voi. Ili si veggano le recensioni del Wessely e del Wilcken).
X PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

322 1 adn. Quale che sia l'anno della lettera (fra l'a. 20» e il 29° di Tolomeo Filadelfo),

non c'è ragione di dubitare che ApoUonios non sia il dioixrjzìjg PGreuf II 14 (&) 2, .

dove abbiamo Xqvoctijtov [tov àQxiocoixaxó]cpvXaxog y.al dioixrjtov per un anno «/?, cer-
tamente non è del tempo del Filadelfo. Cfr. Add. ad 383 12 (voi. V p. X), e 632
Introd. (p. 70 n. 1).
2 adu. La congettura zi]v ']\ijiiazoh']v, èti. è inutile, dunque falsa.

823 1. 6 Invece di L.y.a l. Ljcj? (=257/6''). Messo sull'avviso dall'Edgar ' as ali the other
recejpts of this nature are dated \-x&', pregai l'amico Rostaguo di riscontrare i

due luoghi. Ed egli mi scrisse che nel r. 1 non si può dire che lettera sia quella
dopo che nel r. 6 essa ha suppergiù la
il X, e stessa forma dell' o in Xoi'ax e òd-
vBiov. non parrebbe probabile 0, ma così sarà nonostante.
A lui Un 'Egievc <Pa- —
QVTov TQcoirrjg, come mi fu detto dall' Edgar stesso, ricorre in un papiro del Cairo ;

e sarà precisamente la persona qui indicata (dello scambio di UaQ- con ^ag- non
ò da far caso cfr. per es. P. M. Meyor, Griech. Texie aus Aeg. p. 83 n. H). L'et-
;

nico TQCoiTìjg è from Tgoia opposite Memphis, the modem Toura


* (Edgar cfr. '
;

Sei. pap. n° 30, 5 e Introd.). Steph. Byz. s. v. Tgoìa p. 639 Mein. Forse non è

ingiustificato il sospetto che anche i Tlojixà (axàgda) 438 6 sieno un labdacismo per
TQcol'xd ; che in Egitto avessero rejìutazione gli agli della Pisidia (v. Steph. Byz.
p. 627, 13 Mein.), non mi sembra probabile. Cfr. ad ogni modo Wilcken, Archiv 6, 391.
826 1 e 16 i. ' 2.57/6 •" e 'LxO' : l'ho visto dietro suggerimento dell'Edgar.
8 [nEQis]ivat Grenfell.
328 1 I sacerdoti di Aphrodite = I sacerdoti di Isis ? Cfr. PO 1380. P. Collart in Bev. Égyptol. I
(1919) 93 sqq. Sammelbuch 5863, 2. Senza dubbio anche sono addetti al tempio della
Dea in Memphis (v. Hor. Carni. 3, 26, 9 sq. G. Pasquali, '
Orazio lirico' p. 498 sqq.
Reitzenstein, Poimandres p. 179 etc). Ma v. Add. a r. 5.

4 ^[« rà Ha'&rixo]vxa bene Grenfell. ^


5 La interpretazione evidentemente giusta di %ìjv saiv nel r. 4 ' die Geprieseue (die Er-
trunkene) '
ci. egiz. hsy. = '
der Gepriesene ', è data dal Wilcken, Jahrb. des deiit-
schen Archaeol. Instituts XXXII (1917) p. 202. Wilcken (p. 203 n. 1) aggiunge: ' Auf
die grossen Schwierigkeiten, die der Text auch bei dieser Deutung noch bietet,
behalte ich mich vor, an anderer Stelle eiuzugehen. Hier sei nur bemerkt, dass
dieser kolossale Aufwand, der auf Befehl des Koenigs gemacht wird, vermuten Ijisst,

dass die Ertrunkene eine ganz besondere Stellung einnahm. Etwa eine Favoritin
des Philadelphos ? ' Muove dalla interpretazione del Wilcken l'Edgar, il quale (in
lettera del 20. 5. '920) intende però, e mi sembra preferibile, ' that the easig was
in this case not a wonian, but the sacred cow of Hathor (= Aphrodite). We know
that the sacred animals were solemnly drowned after a certain number of years,
80 the term eaeig would he quite appropriate. This theory would explain why the
priests of Aphrodite were interested in the burlai and why the State provided myrrh
for the purpose '. Naturalmente poi nel r. 2, ammessa l'interpretazione del W.,
si aspetta ri]v xa(p[rjv xfjg Eaiog ?J, e non e' è spazio come anche innanzi ad "A^itog ;

si aspetterebbe l'articolo (v. W


p. 386). Forse xacplrjv rifùv] ì [Ma v. p. XIX]. —
6 £jia(pQoòialav ktX. cfr. 531 2 adn.
329 2 u)at{_B elg x^Qraafi]a zoTg i. à7to8é5Qax[ev W.
3 sq. Forse èxE[T aza&fiòv s"i\xovaiv.
5 l. slvlai i^va wg av oi (così anche Edgar).
6 avvavziXaiipàvcùvzai z\_b tov H]azaaza'&fjvai W.
.

ADDENDA ET CORRIGENDA xr

332 t) Non so bone che cosa sia (luesto i(>/iir]vevs in tale contesto. Oltre ciò che è indicato
nella nota v. PO 1517, 6 éQuijvsvg Uaiov. Sclmbart, Einfiihrun<i p. 312. 326. —
Non mi ò del tatto chiara neppure la spiegazione proposta chil W. p. 387. Forse
sQfirjvevg lui anche il significato generico di '
mediatore ', conio lo ha il latino in-
terpres, (juale che ne sia l'etimologia (cfr. Klingmiiller iu Pauly Wissowa IX 1708 sq.).
9 adn. Cfr. PO 1197, 4 adn.
10. 16 C'siUix. ap. Ath. 5 p. 204 D xaxeaxEvaaev 8' S ^PdoTiàxwQ xal Jiotcifiiov iiXoTov, xìjv

&aXaiiit]yòv xaXoviiévìp' (cfr. Perdrizet iu BkU. de la Soc. archéol. d' Aìc'xandric


u" 12 p. 82), donde, come vedesi, non bisogna trarre la consegnenza che allora per
la prima volta tal nome fosse adoperato. Cfr. àjiiiiiì]yòv nloTov, xonqriyóv, ohnjyóv
(5{)8 2) etc, e rfjg hOì^yov Sei. pap. n" 30, 6 con la nota dell'Edgar.
10 PPetrie II 64, 14 Xt/,i^ov — àyyuQsvdévtog vjiò oov hxI. (Croenerb in Stud. Falacotjr.
4, 91 ?). In generale per dyyagsia
Zucker, Beri. Sitzungsber. 1911 p. 804. v.

14 L' annotazione sulla grafia TQcoyo8vxr]L o doveva essere completa o poteva essere omessa.
Ad ogni modo, aggiungo qui le indicazioni che casnalmouto ho notate : Sammelbnch
4033. 4049. 4050. Dittenberger Or. gr. 70, 4. PO 1102, 25 adn. Mayser p. 183.
32 Iv TlaXei-i. '
owed by Polemarchos ' Grenfell, come del resto avevo indicato io stesso
nella nota a 417 25.
333 Cfr, gli Addenda a 480.
3 dvaXain^dveiv : v. W. Rhys Kobert, Do aublivi. p. 195. Reitzeusteiu, Der Avfatig des
Lex. des Phot. p. 115.
4 'HQaxXsiòei : per questa ed analoghe forme (427 18 434 7 etc. etc.) v. adn. 636 16.
8 adn. balaustium emblema dei Eodii v. P. Becker iu Mèi. gr.-rom. 1, 451 etc. Per le
:

corone di fiori di Qoid v. Hellanic. fr. 150 (FHG 1, 66) ap. Atlie:i. 15 p. 679 F.
335 1 Cfr. adn. 489 1. Ila confrontando per es. Witkowski' 4, 2 sq. jioXXdmg (xsv yéyQafpà
001 — xal vvv Oh xxX. non vedo come si possa assolutamente escludere per 335 1

eygayja fiév ooi jcqóxsqov — xal vvv de xxX. E similmente rimango iu dubbio per
luoghi come Sei. pap. 47, 1 iyydrf>a/.iév aoi (così Edgar) xai jtqóxeqov — ah òé fiat

dvisygaymg xxX.
340 9 sq. Cfr. Addenda a 533.
341 10 Moidòfag, del Memphites (Ostr. 1092 Wilck.), uon dell' Arsinoites v. ora adn. 587 4. ;

Vale lo stesso por Sùxp&ig 372 6. 440 6. 14 (v. Edgar, Sei. pap. n° 24, 5 sqq.).
12 adu. Cfr. 575 7 adn.
347 5. 11 Cfr. Jouguet, Bev. Égyptol. 1 (1919) p. 124.
349 Cfr. 566. Edgar In one of our papyri (of yuar 32 or 33) meutiou is niade of Qeì-
: '

y.léovg (sic) xov oÌKOvof.it]aavxog xòv ^AcpQoòixonoXmjv vo/nóv. It seems very probable
that this is the same person as the writer of the lettei's ; and if this is so, it adds

considerably to their interest '.

3 Va letto £9?' fhi [xò avj.ifìoXov'] xo^iiovixev, come ci ha suggerito Edgar, il quale in ciò
che precede leggerebbe xov[g ys yjfiia]sig X [/Lie{xQt]xàg) cSa]a[t;]rct>?
8. 11 Per èyòoxrj, iyòs/sa&ai, eySoxog v. ora adn. 584 14.
333 7 *
'ExQt]f^axia&i] vjiófxvrjfia bedeutet, dass der vorstehende Bricf (dessen Petitum auf ein
XQ7]/j.axìaai hihauslief) durch ein vjióf.iv>]fia erledigt worden ist. Schou wegen des
Fehleus des Artikels to' kanu vnóixvr]i.ia jedoufalls nicht auf das vorhergehende
Schreiben bezogeu werden, das ja aneli cine èmaxoXì) ist' (W p. 391, al n° 372).
362 3 La lineetta dopo Inavòg vuol dire ò^oXòg {' nn obolo'), e c'è da vergognarsi di non
averlo visto subito. Si caucelli, di grazia, la nota.

xn PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


7 sq. f}oi'^\{}i-jaón [xoi : nella nota aggiungi Croeiiert, Mcm. Herc. p. 121. Scliweizer,
Gr. d. Perg. Insclir. p. 82 n. 1.

353 13 adu. Cfr. 435 11. 441 21. 614 14. Schweizer o. e. p. 117 sq.
356 7 Qui jTQÒg àgyvQiov è opposto a nqòg oìrov, non è generico come nel proverbio jiitiqÓ.-

axBi 8' o xaxòg Tiàvxa ngòg àgyvQiov (Callim. fr. 419).


365 8 sq. 22. Pliryn. Praep. sophist. j). 81, 13 Do Borriea : KvijìéXr] — àyysìov slg ànóùsaiv nvQÒSv.
361 4 adii. Cfr. 612 5 dgxiEQEia. — W. p. 390 ha ragione di preferire ojg sì olov ov^Jiagóvrog'].
11 W p. 390 èàv òk t[jji?] Tov ^aaikscog xal AnoXXcavlov xvxrjg ^ovXo/j.évì]g ( fisvov p) ^él-
TLÓv ooi, (paivrjxai xxX. Non intendo sostenere ciò che avevo proposto io, ma anche
questa emendazione non mi soddisfa: l'espressione xfjg — ^ovXofiévijg (' auf gut
Deutsch : « weun der Konig und Apollonios wiinschen, dass du dort bleibst»'), mi
sembrerebbe a suo posto in un documento del basso impero, non egualmente in un
documento di questa età.
3S2 15 adn. Cfr. 515 12 adn. Ruth 2, 19.
363 5 sq. >clofxc'oa}\ad'ai Sé e 13 sq. (^jxQÒy \
rov èxeìvov xo/iii[aao&ac] Jouguet, Eev. Égypiol.,
I (1919) p. 124.
25 l. Ì-Xe, Xolaiyo a. Cfr. 572 Introd.
364 3 adn. "c'fr. Edgar, ^e^. pap. n» 18 Introd. e W. p. 390.
5 àòsXcpòg Edgar, il quale giustamente poi nel r. 7 sq. vuole [xà>i jia\Q' AnoXXo3viov
\[_elg <[>i,Xaò'\sX(f>eiav (cfr. W p. 392 a n" 391> : ' a note by the sender and uot by
the recipient'. Anzi, io credo, sarà stato [^Zrjvcovi xu>i na\Q' etc.
366 1 sq. Mi pare si debba intendere : IIex. xal 0. v(psX6[j,evoi /?. xòjv ix IIx. yecoQyùiv xxX.

(Kiihuer-Gerth I p. 328^4nm. 10 e, y).


368 18 adu. Cfr. snii^ieXrj&i Witkowski^ ad episfc. 72, 6. Per sgicpog v. 696 6 adn.
369 V. 608 (Introd.) che è però di mano diversa.
1 sq. {jioxrfWQiòia e 13 MoxrjQidicav (così ha il papiro) ci. 608 3, donde anche Edgar aveva
congetturato queste correzioni. Così anche W. p. 390.
2 Da interpungere con W. xoo/uaQca. èaxlv xxX.
3 rà E(TE')Qaì W., che alla tìue del r. 4 scrive [ \- 5^], mentre noi senza motivo avevamo
lasciata incerta la cifra.
6 ag [exeì] Edgar.
372 6 Per l'ubicazione di Zcocp&ig v. sopra Add. 341 10.
24 A giudizio del W. '
vjxeygdfp?} Aéovxt wird heissen, der vorstehonde Brief wurde durch
Rubskriptiou an Leon erledigt, d. h. das Originai war mit einer vjioyga^rj an Leon
weitergeschickt '. Questa spiegazione mi i)ar meno soddisfacente di quella che
avevo data.
374 8 yjixéxEQÓv èaxiv (ovv. saxat) W ; ma il jiapiro sombra abbia saxco e non altro.
376 4 Probabilmente da intendere ^d^ioì. Così ora auche W p. 391.
377 2 TioEì (non txóei) W.
7 XX1J p : non è possibile xaxà fA.fj{va), come propone Edgar.
11 eI ò'e firj, ànócpaaiv projìone Groufell.
389 9 È possibile anche djxoig àv Èxaodfj{ty. Cfr. adn. 598 21.
381 11 sq. È possibile (Edgar) Xoiviovg \[^òcpEÌ'\XEig òéxa (se. òéXrpaxag).
383 5 aq. adn. Cfr. Gerhard, Philologus 63, 518 n. 53. 549 (cit. da Jouguet, Alélanges Nicole
p. 281 n.).

385 4 l. 'Idaovi KEQx'\ìcavog etc. v. Add. voi. IV p. XIV. 626 5 sq. Cfr. Edgar, Stl. pap.
n' 1-10 Introd. p. 160.
ADDENDA ET CORFIGENDA xiii

387 4 adii, xtgia? : ciV. ora 616 33 adii.

388 41. 49 etc. (cfr. voi. IV p. XIV). Edgar : ' 41 L ai n ^. The ineanino; is xalxov {.ÒQax-

fiàg) ai (yivovzat) 'A ^, the usuai price of aii artaba of wlieat at thia period being- one
drachma. In 1. 53 also a'ì n <^così anclie W.) t Perhaps a't in l. 49 also, but (cfr.
Greufell in voi. V p. X) I not understaud the numerai »; '. Cfr. anche T/te&an 08ir.
p. 90 sq., e principalmente ora W. p. 391 sq. Per quel che riguarda il r. 53 anche
a me sembra ora ai n. Difficile invece affermare che nel r. 49 rj (e questa pare an-
che ora la lettura più probabile) possa essere /a, come W. e il contesto richiedono.
Rostagno lo esclnderebbe.
889 3 l. 'Eòàve[^LGE Zì'jvcov ' AyQsoq^còvtog Kavviog'\ jiaQE:rìdt]fiog, e cancella gli ultimi tre righi
della nota. Cfr. Edgar, Sei. pap. n° 3 p. 16.^) e 166.
10 adn. Ma v. ora W. p. 392.
391 6 sq. St) f^é\?.t : l. Ar]f^£\ai (Wilcken), e l'emendazione è così evidente die non credo ne-
cessario riscontrare l'originale. Si corregga dunque ciò che è dotto nella Introd.
24 Probabilmente [ovv Jtoi7)aeig o sim. — ]v awridijiai xzX.
26 Per yeyQdcprjxa v. 566 5.

27 II luogo citato voi. V p. X è nel no 689 15-19.


29 Naturalmente elg ^d^iaSélcpeiav (W. p. 392).
392 2 Nell'indice (voi. IV p. 214) ho considerato émg /liÈv z£0}g fisv, ma mi mancano esempii =
non poetici (cfr. Kiihner-Gerth II p. 228). Che sia da scrivere é'cog [.lév (rivog) o sim. ?
Cfr. per es. Parthen. Erot. 9 p. 9, 27. 18 p. 15, 18 Hirschig ctc.
6 adn. Chiedo venia al Wilcken di avergli attribuito una opinione non sna.
10 diJzMaiov. l. dcnkdaiov
393 25 sqq. Edgar ha riconosciuto, in un frammento di papiro del Museo del Cairo, rr. 27-30 i

che nel nostro mancavano, e la Direzione del Museo ci ha favorito questo frammento :

26 [0£OJ)ro/<7rco< twi (pvXaxkrji jra-]


qóvxwv xal aXXcùv èv xòji KeXerjaiog
àfiJiBXòJvi. nfA,a)fis^a {sic) ovv ròv
(.ivQtov x.O'Xxov |- i8, Sor' sivai
30 (xaXxov [- TeaoagaxovTadvo)

Nel r. 30 i segni di parentesi sono del papiro.


394 5 adn. Mi era già accorto che, come dice ora il W. p. 393, Begsnxéa era il demotikon
di lollas (di Ptolemais nell'Alto Egitto) : Perdrizet in Bull, de la Soc. ardi. d'Alex.
no 12 p. 61 sq. (cfr. Breccia ih. n" 10 p. 173 sq.).
PHib 124 (v. voi. IV p. XIV) cfr. PPetrie III 61 g 18 sqq. (p. 179).
7-10 Oltre
395 3 Cfr. BvC^dvtioi, KXa^Cof^énoi etc. anche in inscrizioni attiche (Meisterhans' p. 92).
397 20 La lettura ITegiriov ^acòcpi è sicura. A giudicare anche dai papiri del Musco del —
Cairo, i documenti dell'Archivio Zenoniano non vengono oltre l'anno 7" di To-
lomeo III.
400 2 niarov : il abbiamo visto dietro suggerimento dell'Edgar).
papiro a jiqò tov (lo

12 l. come ci ha indicato l'Edgar (cfr. Studi della scuola


dé{of.iag) ^[xv (cioè òi^vaiovg), '

papirol. III 150), e cancella la nota. Le lettere ^iv sono in nesso, come per solito
'

in (xv{a) etc. Che sia Sifxvaiovg òsa/xag anche PRyl 183, 7 ?


16 adn. Cfr. 512 26.
406 12 sqq. Per i nomi geografici v. ora W. p. 393.
407 7 adn. in una lettera di Dionysios
' etc, cioè 577 6. '
XIV PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA
409 21 sq. KaQixóv: v. Paiily-Wissowa X 1947.
416 1 adn. Si vegga ora il no 632.
416 7 sqq. Cfr. Gen. 42, 15. 16 r?) trjv vyieiuv ^agacó.

418 23 dovv&ercóv : cfr. Holbing, Gramm. der Septuag. p. 123.


420 6 laióvxog (f^rjvògy 1, intende giustamente Edgar.
422 38 Se è da intendere ^ovvcóv, v. Croenert in ' Stnd. Palaoogr. '
4, 91.
428 Introd. v. ora W. p. 394.
25 e altrove. Già per es. in Xeuoph. Auab. 1, 9, 25 ^ixovg ol'vov {//.iiSEsTg. Ma che i

^txot fossero di vetro, lo trovo soltanto io un lessico gr.-lat. del s. XIII (ne dà
M, E. James in Mélanges Cliatelain p. 396 sq.)
notizia Bikos vas vitreum quod :
'

romani carrafa dicunt'.


56 II papiro ha « (Edgar), non X e ère^akófisda per -&a è errore di stampa.
;

429 1 sqq. Il Wilckeu osserva che l'interpunzione è falsa, perchè anche 'Jfisiviov etc. di-
pende da nv&éo'&ai. Naturalmente V ho creduto sempre anche io, ma trattandosi
di appun'./i telegrafici, o bisogna rinunciare ad interpungere, oppure si va incontro
ad apparenti incoerenze. In seguito (r. 5) W. ed Edgar suppongono che si sia falsa
lettura per sn{ioxoXrjv) In fatti non è ei, né escludo che sia sn in nesso, quantunque
.

al Eostagno non sembri così.

22 sq. Mi era venuto in mente (grazie a Virgilio, Georg. 2, 101 sq. tumidis, iumaate, :

racemis) ^ov^iàaxov (ovv. -a-&ov)\ à^nélov, e lo stesso mi suggeriva l'Edgar; ma il


Eostagno mi afferma che nonostante la somiglianza delle due lettere ji e
'
^ovji /li,

è sicuro, e quasi sicuro un a seguente, dopo del quale la scrittura è interamente


svanita'. Eppure non so ohe cosa possa essere se non è ^ovfidarov.
431 4 Anche Edgar e W. (come già Grenfell v. voi. V p. X) vorrebbero 'Equa potrebbe ; :

forse 'Egià equivalere ad 'Egtéa ?

432 4 èm xaiQov (v. adn.) : che sia ellissi di un semplice ^t ? Cfr. Eadermacher ad Demetr,
de eloc. p. 86 sq.
433 6 Tkcùixd: v. sopra Add. ad 323 1. 6.
9 adn. Il papiro ha xaxeyevog, ma jiageyovof^evog (Edgar).
12 l. axógScov (Edgar).
434 13 l. slg rà 'lauTa (Edgar). Per 'laisTa v. Schubart, Einfulirung p. 369.
436 È nuovamente pubblicato di su l'originale dall'Edgar, che ha letto notevolmente pifi

di quanto aveva letto il Geutilli. Eimando dunque all'Edgar {Sei. pap. n° 7), e qui
annoto soltanto che nel r. 3 dove egli scrive hsqI t^s afjg vyieiag xal £v[r]']/nsQiag

rijg xxX., sospetto invece vyisiag xal [èna(pQ0ÒLai(x\g xfjg ngòg xbii ^aoiXéa xxX. adn. 631 2.
Le nuove letture dell'Edgar sono riportate del resto anche dal W. p. 395 n.
'436 Nuovamente ripubblicato dall'Edgar {On the dating of earhj Ptolemaic papyri p. 216 sq.),
quando egli non conosceva ancora la nostra pubblicazione. Nel r. 2, dove il Geutilli
dava ***ta, l'Edgar dà /j.Exà, e nei rr. 7 e 9 supplisce èx^og xal fj.i'ì'jva e /.Dj&Eig [^^<à?
xcóv]. Altre piccole differenze non occorre notare. Anche a proposito di questo do-

cumento, e piìi specialmente delle parole o òiòoxai ^fiìv òyjcóviov, roTg slg Kdvconov
dnoòr]fi,ovot; sono da vedere le acute induzioni e deduzioni del Wilcken p. 395 sq.

Segnerò qui soltanto Wenn nach diesem Texte und 347 der Geburtstag des Phi-
:
'

ladelphos in den Mai tìel, so ist er 308 und nicht 309 geboren (Marm. Par. 309/8).
Auf die Konsequenzen fiir die Geschichte dieser Jahre kann hier nicht eingegangen
werden '. Il papiro citato nella Introd. è pubblicato nel voi. V n" 514.
437 2 Edgar segna xa negi. \a\xa axta. Sembra dunque che nello note del Geutilli il a er-
. .

ADDENDA ET CORRIGENDA xv

iato fo88e attribuito al primo anziché al secoudo za. Diiuqiio, anche l' Edgar legge
axsu (v. voi. IV Jdd. p. XIV).
6 IIsróìQiìatots Edgar.
438 7 t)S[_v]rua&i]v Edgar, ohe ha corretto anche la falsa lettura 8 eXaia yeyovev del r. se-
guente in nafjayéyovEV. Inoltre egli esita nel r. 14 se intendere XaigcDv oppure xnt-
Qcov, ed esitiamo anche noi. Nel r. 23 il papiro pare abbia XavSavei.
439 24 c5? : ' perhaps j^i;a«] Edgar. '

26 \-xg: ' l. \- g '


Edgar, che nel r. seguente indica piuttosto «««t*»»/.
31 «? : ' probably ly '
Edgar.
440 1 sq. Senza dubbio sarà Bov^àazio?. Lo stesso mi ha scritto l'Edgar: Bovpàatiog not '

Bov^aoTiov. The last lettor might he mistaken for v, but is certainly ? '.
6 sq. Per questo Asovriaxo? v, Edgar Sei. pap. u° 25 Introd., dove compare come ùqxi-
(pvXaxkrjg
441 8 |r»;vj : l' Edgar segna [rj;,«|

442 6 slaaaco /nv g, ciò che equivale ad èXdaacov (cfr. Sei. pap. 9, 35. 39, 6 etc.) fiv{ùg) g
(Edgar). Si cancelli dunque la nota a r. 5 sq.
11 sq. a>ozs uri.: cfr. Prov. 7, 16 asiQiaig <v. Ada. 387 4 adn.) zizaxa Ttjv xXivrjv ^ov,
àfiqjizaTzoig 8e soxQ(Oxa roTg àn' Alyvnzov.
448 25 lò fxfjvag : /. con Edgar iSfi^vov cioè zeaaaQsaxaidsxafi^vov (cfr. per es. 421 2 di/n^vov
Syjuìviov ovx i'yoviag).

27 l. òovvai ijMOtj.

31 Cancella la nota e
l. con Edgar doy.ia e tPM cioè {ènza)m]{xrf).
444 Ce ne ha favorita una copia 1' Edgar, e le correzioni che le sue nuove letture appor-
tarlo sono molte e gravi. Vorrei pregare l'Edgar stesso di pubblicarle, poiché egli

ha a disposizione l'originale per nuovi riscontri.


446 3 II papiro ha ^efiéXcov (Edgar), non ^éfisvov ; e nel 25 Szdxiog (Editar), non Svlviog.

2). Nel quinto volume.

482 4 II composto èxzafiisvsiv occorreva finora solo in Agatarchido {Geogr. gr. Minor, p. 189,
27 ap. Leopoldi, De Agatharchide Gnidio p. 81). Per i rr. 2 sq. Edgar propone ^Ava-
^ayÓQov 7iQ{ea^£vzov) (oppure jZQ{eo^Evaaì'zog)y nagà ak xov ixz. xzX. ' There is a si-
milar use of av in a docket on one of our fragmeuts, and jiagà is the usuai pre-
The meaniug would be that Anaxagoras had been sent
position after TZQsa^svstv.
with a message to Apollonios and now writes abont the corn which had to be pro-
vided for the xzr'jvrj Ma non mi sembra probabile siifatta abbreviazione.
'
.

484 3 sqq. Sono completati da un frammento favoritoci dal Museo del Cairo 3 ^vdyxaaev :

ovv tjf^àg 4 avrxaxajzXl_s'}Vaai vfXìv 5 zov otxslov xov avaziqau\yzog^ 6 èoófis&u aui-
'&év[zeg'\ 7 io/Asv yÙQ tzqso^vzsqoi 8 sq. eiw? uv ovv aoi (paiv7]xai xrjv \
zaxìozr]V WEg-
Qcoao. L xì], Tv^i « *

487 4 adn. Cfr. Edgar., Sei. pap. n° 7 Introd. (p. 174 sq.). Ma v. ciò che dell' Edgar stesso
riporterò negli Addenda al n. 489.
488 5 y.uì W., facendomi notare che
zù lotJià. yé[yQa(pa Sè^AjtoXXa)vicoi']\vJZÓfivt]fia con ragione
i chomata Erodoto non sono questi immediatamente intorno alla città di Memphis.
di
Fa seguire il W. (p. 398) interessanti considerazioni sue e del Borchardt sull'al-
tezza dell'acqua del Nilo etc.
489 Questa lettera non è atfatto di Promethion, come sull'analogia del n" 333 avevo sup-
Pap. Soc, ital. VI. e
.

XVI PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


posto. Fra i papiri del Museo del Cairo Edgar ha trovato ciò che manca nel no-
tìtro, e la Direzione di quel Museo ci ha favorito il frammento. Si legga dunque :

1 'Jf^f^cóvio; Zrjvwvi — 2 xovg v arecpàvovg — 3 xaTaanevàaai &ott — 4 otico? tò xa-

Xog Jiagal. — 5 rov 'AnoXXcoviov — 6 rjyoQaafiévov — 7 iva ovv slòfjis yéyqatpà —


8 rò ràxog òicoixì]fiévov — 9 ai Xoinal sjiiotoXal — 10 àvTiygacprji fjfAXv jiqoi;. — E nel
verso: 'A[à,ucoviov
azecpdvcov. ì-xt], Avòvaiov xrj
. h rcùt BeQevixrjg og/ucoi Edgar:
\
. \
.

As in year 28 Audnaios 28 correspouded to Tybi 9, the letter wae received a


'

day or two after being written and as it was apparently written somewhere in
;

Egypt, it foUows that Berenikes Hormos cannot, as I formerly thought, bo the port
of Berenike on the Ked Sea'. Cfr. Add. 487 4.
490 8 ygacpìjzco (passivo) non è da mutare, e similmente con Edgar vanno intesi come pas-

sivi r. 3 ygacprji e r. 4 àvxiyQacpfji (cfr. Add. 489 10).


14 XQf&i]v'] xì]v yEvo/iiév}]v Grenfell.
491 18 adn. Cfr. Edgar, Sei. pap. nos. 1-10 p. 161.
496 Edgar (ci. 500 3. 7) congettura con molta probabilità che la lettera sia di Diodoros.
Egli supplisce dunque r. 1 sqq. lAiódcogo']? 'An. %. 'Ajisaz[aXxd aoi x^v'\\ldiayQa<pt]v
Tcò]v — oTicog eldlfjig. xà jnfjv ovv'\\Xid-iva — rà S[s ^vXiva'Jli^/nàg — ov[x£ xà]\miarvXia.

497 '
Forse a Panakestor '
Edgar, il quale emenda poi egregiamente r. 4 sq. ^ocòvag \

oxey[vovg
601 Da un frammento comunicatomi dall'Edgar risulta ohe la lettera di Maron a Zenon
era datata L xO^, IJaxcovg id ; e cominciava con ^ Anearalkxafiév aoi x]ov àvrjXwfiévov
àgyvglov ròv Xóyov xxX.
605 4 e 8 Aévana e Aóvaxog con molta probabilità propone il W. (p. 399).
509 18 sq. Giustamente, credo, supplisce invece il Wilcken lITavaxéaxcoQ ^ 'Hyr]oijijicoi] ^iXeo-
vcog èjtiys\lxMQ^x(»- xaxà xrjv avv]xa^i.v xavxrjv.

511 Introd. Pare che in questa ScoQsd di Apollouios in Memphis vi fossero naiòioxai addette
alla lavorazione della lana. Cfr. Edgar, Sei. pap. n" 24 Introd.
616 5 slxQrjoàfj.ed'a, perchè non è probabile che fosse un verbo composto.
620 Cfr. Edgar, Sei. pap. nos. 22-36 Introd. p. 13 sq.
522 4 viòg ^QQ{pg (Edgar) è ijossibile e probabile.
524 6 Edgar ànooxeilo3(ai)v. :

527 2 A proposito dell'aggettivo òvixóg si vegga quello che annota il Deissmanu, Licht v.

Osten^ p. 52 sq.
528 Un'altra simile lettera di Klcon a suo padre Zenon è fra i papiri del Cairo (Edgar,
Sei. pap. no8. 1-10 p. 160).
15 ' It appears from one of the Cairo papyri that Demetrios and Hippokrates were
farmers of apomoira '
(Edgar).
631 Introd. Di parole formate come ^otvixaiyvjirioi aggiungi Aga^aiyvjixiot (cfr. Pape-Beuse-
ler), IIsQaaQixévioi. Procop. b. goth. 4, 2, 20. ZvQocpoivixiaaa Marc. 7, 26 etc. Per la
identi£cazione di Astarte con Aphrodite (Schol. Lucian. p. 187, 1 Rabe Xéysiai 8è
jiag' Alyvnxloig 'AaxótQxt] t] ^À^Qoèixrj) molte notizie ap. L. F. Benedetto in Le ' origini di
Salammbó' (Firenze, 1920)p. 153 sqq. e in 'Riv.Indo-greco-italica' III(1919)p. 2778qq.
3 ijTiaroXayQdq?ov sarà da rispettare anche in Polibio (ap. Athen. 5 p. 195 B), dove cor-
reggono £7iiaxoXoyQd(pov ovvero èKiaxoXtayQdcpov.
633 Edgar : ' The writer is no doubt Amyntas, and the date is about the beginning of year
29. We have in Cairo an earlier letter from him on the same subject. Zenon was
in Memphis at this timo and was about to sail down to Alexandria, while Amyntas
.

ADDENDA ET CORRIGENDA xvii

was getting ready so make a voyage abroad (cfr. the pbrase è'^co axrjvoìivxa in 340 10,
written a few montba later) '. In fatti nel r. 20 sarà nnQa '//[/twroy] ; cfr. r. 1.

637 15 l. nncpàvov^? x, yloyyvh'Sag T.


539 2 ijtioì]/iov [legov — |, 3 £jnTsX](ò, 4 .T^oo[o(5a)v ? Wiloken.
541 Wilckeu inclina a riferire a Tolomeo III questa snpplica
(' oin kloines Kabinettstiick ')•

' Daniit will ich aber nioht sagen, dass ein solcher Briof nicht anch schon iinter
Philadelphos mòglich gewesen wiire', e cita opportunamente Callim. h. 4, 166-70.
643 8 adn. La Libia è dovtita ad un mio lapsus di memoria, per cui lio con-
KaXa(.uvri di
fuso 'Libia' e 'Lidia'. Cfr. Biirchner in Pauly-Wissowa X 1532. Interessanti —
sono poi le considerazioni topografiche del Wilcken a proposito di questo documento :

egli nega, per es., l' identificazione generalmente ammessa di Davianhur con 'E[>-

ixov jióXig

644 6 (TaxvQig) :
' possibly the modem Qotari '
Edgar, Sei. pop. n° 39, 1 adn.
9 ' In dieser memiihitischen Dorfliste tìnde ich einen alten Bekannten in TayeverfQìjc,
woriiber ich im Archiv 1, 161 gesprochen habe '
Wilcken.

3). Nel sesto volume.

561 II Wilcken, non senza ragione, vuole che sia tolto il nome di hypomnema a questa e a
lettere come questa. Io avevo lasciato il titolo di '
lettera '
a quelle con la formula
6 Selva zcòi òeìva x'^iqsip e in fine "EQQwao ; mentre davo il titolo di hypomnema non
solo ai documenti con la formula vjiófivrj/ia toh dsTva Jiagà rov Seìva, ma anche a
tutti quelli che, come le èvrev^eig al re, cominciavano con ràii òsìva ;^at'^£«v ó òelva
e finivano con Eìtì^si. Non mi pare senza ragione neppur questo che ho fatto io :

4S8 6 Harmais comunica a Zenon un suo hypomnema ad Apollonios, e questo ' '

hypomnema ha appunto la formula (r. 9-19) "Anollcovlcai dioixì^rfji /a/jpet»' 'Agfidig —


Evzvxei e mi sembra troppo semplice concludeie con Wilcken (Archiv 6, 398) dass
',

in der vorlìegenden Abschrift die beiden Frciscripte venvechselt sind. Ma non per questo
mi ostinerò in una pratica che certamente porterebbe confusione, visto che per gli
hypomnemata generalmente si considera come caratteristico il jiaod. Il Wilcken (p, 389)
dice felicemente ErgebenheUsformel questo zàt Seìva xaiQeiv ó SeTva, e sarà bene tro-
vare anche in italiano una espressione analoga.
Nel n° 551 al r. 3 è ricordato l'a. 13°. È probabile, domanda il Wilcken, che
Zenone abbia ricevuto questa lettera già nel 272/1 (così avevo datata io la lettera),
mentre egli compare in ufficio suppergiù dall' a. 25° (= 261/2) in poi? È verosimile
perciò si debba supporre con lui ohe l'a. 13", indichi semplicemente l'anno della
avyygafp^, ma che la faccenda di cui la lettera tratta vada attribuita a tempo note-
volmente più recente.
Nella nota al r. 1, nella congettura riportata dell'Edgar, l. xovzcozov zov lenzoìi.

Nel verso poi (r. 17) invece di o l. o (non essendo probabile che Nixcov sia stato
già ricordato innanzi, come l'articolo ó farebbe supporre).

654 31 adn. l, è^ Àlyvnzov.


665 8 Dal nqòg Z^vcova induce naturalmente il Wilcken che non è scrittura di Zenon : ciò si

adatta, egli soggiunge, alla osservazione dell'Edgar, che prima dell' a. 27° Zenon
non adopera il calendario Egiziano'.
661 13 Forse [ — Uegizcov i/.ifioXi/.w'jy a etc. Cfr. adn. (>71 6.
. .

XVIII PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


569 4 Si cancelli a dopo /uéXairlav}. In seguito sembra scritto oqvi^.
13 sq. l. [LAy, ri5/?0 «. (Pdìvog.

[ jr^pt c5]>' à:!r£ora2xev

570 3 sq. Bene, mi sembra, Wiloken òjio\[éSQaxs 8è avzov nati;. Cfr. Edgar nella adn. :

673 1 adn. armnvovgyós (non axmnovQyóg) occorre, secondo l'Edgar, in papiri Zenoniani.
583 2 adn. Edgar The year by which tliis account is reckoued seems certaiuly, as yon
: '

bave pointed ont, to bave begiin in Mocbeir. It must tberofore be the financial
year, distinot on the one band from the canonica! Egyptian year -which began in
Thot and on the other band from the officiai Macedonian year which probably be-
gan on the anniversary of the king's acoession according to the Macedonian ca-
lender '. Si vegga ora anche la nota dell'Edgar a Sei. pap. ii** 42 Introd. (p. 93).
684 12 Per la stranezza del composto òieyXa^slv (v. adn. r. 8) Edgar e Wilcken si doman-
dano se non sia da scrivere piuttosto 'Agaivoidt èyXa^sTv (nel papiro non c'è indizio
di sorta ne per divider così, uè per dividere altrimenti) ma la forma 'Agaivoig non ;

è alt/imenti nota, mentre 'Àgaivór] è notissimo dagli altri documenti (v. Introd.).
585 1 Naturalmente bisognava supplire xfjg jiagà Zraziov, come mi avverte il Wilcken.
687 3 '
Dieses elliptische c6? àV Csobald') i^ 'O. x. M. ist eine hiibsche Parallele zu dem
WS av els MéfKpiv in Loud. 20 (= U(rkundeu) P^tolcni.) Z(eit) 22) ; nochraais citiert
in Par. 25 (= UPZ 21), Randnotiz 1' Wilcken.
691 5 sq. Èm^élov òs]\Kal tov ocófiaxo? ojio}[g vyiaivrjig Wilcken.
698 21 adn. Si cancelli 'Cfr. 588 10?'.
599 16 sq. Edgar This must uiean the daily Avage '.
: '

601 8 WS fx\a\haxa èòvvdftle&a, come propone il Wilcken,


10 xQvasoiv sarà ;i;^i'0£t(«v (' miniere d'oro ') così Wilcken che pensa alle miniere della :

Tebaide ap. Fitzler (p. 7). Das xaxa^aiveiv ist dann das herabsteigen vom Gebirge '.
'

607 8 adn. '


xQVÌ' ^- '
XQvV
614 2 yaiQsiv per ;^^a«'|0£<v è errore di stampa.
625 1 Dietro suggerimento del Wilcken vedo che è possibile [a £]yX6yov
628 14 'J/nf^tcóviog per A^f.iwvLog è errore di stampa. '

627 1 ToTg nQEa^v[xéQoig xwv yscogywv ?


632 Ora è da confrontare Sei. pap. n° 38, che è una petizione di Neoptolenios Maxsówv xwv
Sì' ^dadsX(peiai xh-joovxwv, figlio del nostro Stratippos, a Diotimos dioiketos (= hypo-
dioiketes : Edgar), dell' a. 32" o 33°. Or poiché àeW àf-ijisldov nell' Aphroditopolites
è detto in quella petizione ijòrj olvojzoirjxafiev <8ic> è^ avxov sxt] xéaaaga ;
il nostro
documento sarà uno o piìi anni anteriore. di
4 8sxa.[xr]v xò Xoi}7iòv bene Edgar.
634 2 Forse piuttosto £-{^eganEvaa][i.ev ci. 436 8 (= Select. pap. n" 7, 3).
640 Edgar: We bave in Cairo a lettor from Apollonios to Panakestor about ^vXa in year 29 '.
'

6i6 Edgar Perhaps from Hierokles, the author of Sei. pap. n» 11. Ono of bis letter does
:
'

in fact begin si xwi xe ow/naxi eggw[aai xal èv xoìg Xoinolg ànaXXàaaeig x']axà vovv, xa-
'
AcS? av s'^oi.
660 Edgar The other parts of this letter, are in Cairo '.
: '

657 6 Perhaps the writer meant s^éaxw Edgar, che pel r. sq. propone waavxwg xal totg.
' '

669 Agenor and Hermaphilos are probably the well-knovp^n strategos and oikonomos. A ngàx-
'

xwg called Kgàxwv is mentioned in one of our papyri Edgar. '

671 6 adn. Nel Museo del Cairo è un frammento di lettera di Melas a Zenou con la data :

L xd^, Uegixìov sf^^oXifiovl — . Un altro frammento ci è così trascritto dall' Edgar :


.

ADDENDA ET CORRIGENDA xix

1 fQQOO^^- I
L A nf(>iiiov I
èfi/ioXii^iov Mex'iQ xy \
(pfQfi ^f xal Udrgoxog 0Q\vii^ag

àygiovg òvo \
wia ;f^v«a e .

672 6 Edgar ^aXaveì ?, o così ha il papiro.


:

678 7 sq. Edgar The arithmetik soenis to by wrong '.


: '

677 3 Edgar Perhaps the artiklcs moutioned afc the end were
:
' heiiig smnggled, under the
preteaces that they bclonged to the lady's xóofiog, and liad l)een seized hy the te-
lonai. Il that is the meaniug, in 1. 3/4 we niiglit read s:iieilt]fi\[/ih'o'\i elaì and in

1. 6 xal s](p)] '.

682 Introd. Cfr. Wilcken AìxMv 6, 384.


689 14 Cancella le parole 'o seguente'.
692 10 sq. Zagàncdog |
[^ògó/iirp Wilcken, che per 13 sq. propone [aìiv x]ai }ià[a]i roìg ri]

:xavxo:ico\[Xi><ìj àvi'jxovai siiu.] : giustamente. Egli ha anche ragione di voler l'arti-

colo rov 0]iVQvyxàov noi r. 3, e ))(m-cìò preferirebbe 1' s^j'ao/av proposto nella nota ;

anche essere scritto a" ojyàg zov 0]f


raa potò
694 2 adn. La forma IJivovtws anche Sammelhuch 1226.
p. 193 (nell'indico VIIj aggiungi : etaaycoysvg 688 68. 73 (cfr. A. Stein, Uniersuchungen etc.
p. 187 sqq.).
p. 196 (nell'indice X a) aggiungi ayoiviov per cui v. ind. XII.
p. 202 (8. V. elvai) aggiungi: èaófis&a oco&évreg *484 6.

p. 207 (8. V. xiQia) invece di ' 39 '


/. ' 33 '.

Aggiunta al n° 328 (cfr. sopra p. X).

In realtà, come osserva M. Norsa che ha riesaminato l'originale, essendo i due fram-
menti del tutto staccati, nulla obbliga a collocarli alla distanza a cui li abbiamo posti. Sic-
ché scrivendo, per es., uel r. 1 'AjioXXcovicol [xwi Stoixtjijfjc (non avevo nggiunto l'articolo per
occupare meno spazio che fosse possibile, valendomi di luoghi come Dittcnborger Or. gr. 53,
6 sq. p. 83), torna bene uel r. 2 za(pri\y rfjg Eaiogi e uel r. 6 ^^[ò? ròv (ìaai^léa. Similmente
nel r. 3, dove il frammento di lettera innanzi ad àyvoeig sembra di tin q, M. Norsa legge-
rebbe ovvzà^ag lòo&ijvar ov ya]Q ; e uel r. 4, poiché la lettera dopo é'roi/^a piuttosto che r)

era e, a, o (a giudicare almeno dalla impressione rimasta nel margine, per la piegatura),

è'^X^o/iEv àjia'lvza invece dell' ^[t za xa&i^xojvza del Grcnfell.


PAPIRI GRECI E LATINI
n.' SSl-^SO
551 sqq. Dall'Archivio di Zenox in Philadelpheia.
(Sec. IH'' ; cfr. voi. IV n* 321-445, voi. V n' 482-548j

Le da papiri del Museo del Cairo e tanto accuratamente


notizie tratte
comunicate da C. C. Edgar, delle quali ci varremo riconoscenti negli Ad-
denda et Corrigenda ai volumi IV e V e nelle seguenti annotazioni, hanno
già risolto alcuni problemi e tolto di mezzo alcune difficoltà che i nostri
testi presentavano. Basti accennar qui che in uno dei testi del Museo del
Cairo compare Z/jrcov 6 oly.ovó/iog (v. voi. V p. 64), e da un altro appren-
diamo che il medesimo Zip'oìv era figlio di 'AyQeocpcor e nativo di Kaunos ;

sicché, per es., nel nostro n 389 3 non più crederemo si tratti, come ave-
'

A*amo supposto (voi. IV p. 181), di un altro Zenon, ma suppliremo 'E(Mve[ioe


Zì'jviov 'AyQEoqpàìvxog Kavviog] 7iaQemò)]jiiog xtX. Ad evitare, quindi, malintesi
diciamo ora '
Archivio di Zenon in Philadelpheia ', perchè in ogni caso Phi-
ladelpheia fu come il centro della sua attività, anche come funzionario.
Le pubblicazioni Zenoniane dell'Edgar sono tre finora: On the dating

of early Ptolemaic papi/ri, A further note on earìy Ptolemaic chronology, Selected


papyri from the archives of Zenon, tutte e tre negli Annales du service des
Antiqnités de V Egypte. Ma molto altro dobbiamo a comunicazioni private
dello stesso dotto uomo, e ci sia permesso già qui di ringraziarlo viva-
mente.
P. S. Ci giunge, appena in tempo per poterla qui registrare, una quarta
comunicazione dell'Edgar, la continuazione cioè dei Selected ptapyri, e com-
prende altri undici testi, dal n" 11 al n" 21, tutti, come ben si comprende,
di grande interesse, sia per la qualità dei testi medesimi, sia per le dotte
introduzioni ed annotazioni dell' editore. Cercheremo di giovarcene anche
per i nostri testi già sotto stampa, ma non sempre potremo farlo nella mi-
sura che desidereremmo. Intanto per l'accenno che abbiamo fatto a Zenon
oixovóiiiog V. n" 16 Introd. p. 238.

551. HvpoMNEMA di Horos a Zenox. a. 272/P'?

(rt. cm. 11,5 X U; h. 15 X H)

Nel r. 3 è ricordato l'a. 13° (v. adn.), cioè 273 '2a, posto che sia anno
del Fìladelfo. Non crediamo di riferire il documento al regno di Tolomeo III
(cfr. 552 Introd.) ; bisognerà dunque crederlo posteriore di poco a quel-
l'anno 13°, e però abbiamo indicato il 14" (= 272/1*). Cfr. la nota ai rr. 1

l'ap. i^oc. Hai. VI. 1


2 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

e 3. — Non abbiamo indizi! sufficienti per stabilire quanto manchi fra i due
frammenti verosimilmente non meno
;
di una trentina di lettere, a giudicare

da quello che potrebbe aspettarsi nel r. 11. — La scrittura dei verso sem-
bra di mano di Zenon.

Zt]va)vi ya'iQEiv 'Qoog. KovKor^» [*]£>^[ —


yVQOTlOOljilVCOl

TMi fjixioUcoi, Eig o <ó> ^aodevg àvu(jaiv£[t — y.axal'ioì]\oavTog òé jLtov Tcot

(iaoiXel 7i£QL Tov IjLiov à(ju)jie-

Àoìvog, y.auojg ovveyQayjarro ex x\ — J


re fie xvoieveiv tov xT:]jiiaxog ly L.

7iaoeh)kv&Ev ovv 6 y.aioòg toh \


— ] tov jue xouioaodai tò xT^jiia. xara-

jjOì'jGavTog ÒÉ jiiov tcoi [iaoilEÌ e[ — 7iQÓ\oTay j^ia xal èxo^uiodjuì]v tÒju àjn-

TiE^cóva

xal rag ovyyoacfug. èv òk tmi \


— lOjilOV xaTE[iÓì]OEV 'AXxElÒEl XQi&fjvai

/(£ TiQÒg aìnóv xgiOÉvTCOV ó[£ — T\^f]vT(ov èv "AcpQoòmig tióXei èvixmv


Tpji xoiOEi xal oc xgaal yvòìotv [ — I
* èòódì] f.ioi' ovvEygdìfaTO òé fioi

6 àvxiòixog

ovyyQaq)r]v ajiooTaoiov xaTa tov[ ^oyvQioag Sé xiva'^g) èòódr) fj ovy-

yQaqJì] xal

10 f] yvòjoig /LiEoiSiov 0a.o(aì]i ov à7iag[ — èyò où ?]v ool yÉyQa(pa jieqI tov-

TOJv, iva EÌòr]ig otl

1. In PHib 39, 4 sq<i. troviamo eig y.ov- notevole in tempo così antico Voi per v
Diod. 19, 12) paoùiKÒv £<p'
TO)\[zo]v ^cfr. (v. Mayser p. 111).
ov vavxXì^Qog xal xv^egvi'jTijg av\TÒg'QQog
\
2. ài'aj]atv£[i o anche àva§aive[iv, per es.

xzl. Il documento è dell'a. 21^ (= 265/4^), rjfMsXlEv o 8im.


cioè di sette anni posteriore alla presunta 3. ftadòig: aveva cominciato xa&a. — Nella
data del nostro. Riteuiaino probabile sia data (;'L il y è. corretto (da 8, a quanto
lo stesso Horos. Le lettere dopo hoptcot sembra).
sembrano ico oppure To, donde non sap- 6. xòfi : /. xòv.

piamo ricavar nulla di ragionevole. Può 6. 'A/.xsióei : ct'r. adn. 427 18 etc.
darsi che sia da interpungere ^Qqo? xovz. 9. av/yqacprjv àjioaxaoiov : evidentemente
y.T?.. Iejitou (cfr. per es. 341 1 sq.), e il nel senso medesimo che occorre PHib 96, 3
testo dell' hypomnema cominci con "Hfirjv (cfr. Wilcken, Archiv 4, 183). Molte in-
èv xòii xxX. Edgar propone xovx<axlx\ì]g'\ dicazioni ap. Moulton-Milligau s. v. àjio-
<^questo non sembra possibile) Ix zov ^a- axuoLov. In seguito probabilmente àjiagyv-
(ìiXinou Hovxcùxov ?.e:txov. "H/u^v xxl. Qioag (cfr. 10 uTtaQlyvQi-']^., se non è piut--
1 sq. Dunque un r)iiió/.iov (se. :t/.oTov, v. tosto à;ra«[-) ; nominativo assoluto ?

Lexica) dQyvQÓ:igv/A,vov, ma è certo molto 10. fieaidiov : ' in consegna '.


e

552. DA LI/ ARCHIVIO DI ZKXOX 3

dei fie y.oniaaoOat Trjv oi'yynaq)\)jì' xaì tÌjv yròxiiv — ]ui <?>.

Nel verso (del fr. a) : Conti (di Zenon).

01 TiQOOOcpei ."7 /? yiì) i.j>

àvurpéoEL lÀQievg

^
15 Ka/Juy.Qcixrjv eyeiv

yógrov hfo—
xal 6 Niy.MV uracpsQei KaJMy.oaTOv

iTTiareUavrog noyv{Qiov) o^ji

Uaga/iércov ay.

20 Mvl roìi naoà 'AQTFfuòojQov qti.

^Tscpavog Wg
Zìjvcori Xevy.of.iExd>7io)v

TljidjV \-ì]

j àgyvigiov} oìl'Q (sic) —e


25 ^ àgyviQiov) hrjiy aiy\ \-Q^af
xal ^récpavog àvacpégst

Uagauévcov (pógov (l)v ^.,ya[^\>,g

13. Intendi '/.ot[:Tah (cit. r. 25> 7tQoao<f>ei).{ov- 22. ?.svy.o/(era).-TOJv : cfr. PGreufell II 14 i 3.

T«<)? Se abbiiirao letto bene ij^, intendi '/la-


2'>-
««J'ì • cioè la sbarra del y (F) è tagliata
14. Non è possibile 'Egtev;. da una linea ondulata. Non sembra pos-
17. KaXhxoàxov : Mayser p. 278. sibile leggere ò.Qy\. Edgar, osservando che
19 e 27. Abbiamo inteso Jlaga/nércov conio Q^o-C (™* sembra piuttosto f) è la metà
nome proprio; ma la lettura (specialmente di r^-rj', propone ai {rn-uasiai), ma non pare
r e) è incerta. che il segno possa essere yiiiaeiai.

20. iMvl : cfr. 640 2. 7. 57(J 1 ? 648 4?

552. Frammenti di lettere. A. 269 8-'? 231/0»?


(cm. S X 21,5)

I frammenti ci provengono insieme agli 'altri Zenoniani. L'anno 17°


(v. 34) sarà piuttosto di Tolomeo II che di Tolomeo III ne fra nostri ;
i

papiri,né fra quelli del Museo del Cairo della medesima provenienza, oc-
corrono documenti posteriori all'anno 7° di Tolomeo III (cfr. adn. 398 20);
eccetto uno solo dell' a. 8*, recentemente acquistato dal Museo del Cairo, e
.

4 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

del quale ho ora notizia dall' Edgar. E vero però anche che della stessa
provenienza l'unico documento sicuramente anteriore all'anno 20° (? cfr. adn.
322 1) di Tolomeo li era il nostro n° 321 (= Edgar, Sei. pap. n" 1); ma
cfr. 551 e anche Edgar o. e. p. 161.

La scrittura del verso, verosimilmente della stessa mano, è in senso op-


posto a quella del recto ne pare che i rr. 26 e sqq. continuino il testo del
;

recto, poiché la lettera del recto è diretta ad una sola persona, mentre l'altra

parrebbe diretta a più persone, in quanto almeno finisce con "Egocoode (ma
cfr. 581 6). Probabile è invece che il testo del recto continui nei rr. 35 sqq.

(cfr. 4 e 85 Kohvzì).

Recto. y.al o àv òvvì'jrai i[y]

Giv l'xo)[ Toóxov Xa^eTv eig

(tracce) 15 ròv y.ajàTiXoìiv

cai noi ^
[
Pyovnat> òè 'Qgov Ke-

y.al KokccTL ruoc /j]oiog crgóoeXde loTg

5 Toy y.arà òéov t[ó\- 7igoyEygo.j.i[.iÉvoig


'

y.ov d)? èXóyevev èàv /lèv Jioicboiv tjòéojg

tÌ]v egìjfiov, o.-zog 20 avrà, [iéXxioxa' et òè

o (ìv òvvìjrai rrooo- juì'] ye, y.arànXxvoov

toavloai fiOL d^ tÌjv OV' ti òè fXì), ijllOTO/Jjì'

10 njTaycoyì'jì'. yéyga- fioi (móoTetXov o-Tfog


fpa òè y.al ''Anolloovuot TV^oioiv rcov if * s ^ i, »

TOH Soi[^»!ti.\, orrros 25 \ErTV/Ei\

5. Non par possibile leggere altrimenti che è'xovou in che senso ? — Ci sembra non si

xaià òéov (quantunque non sia cliiaro) il 6 : possa leggere altro che i2go)' (ose mai òoovl).
cfr. 409 32 ? Ciò posto, s'impone il sup- IG sq. Forse K£l(èyì'joiog.
itleniento T[d]|>«oi', uè veilianio come si 19. Cfr. 52(> 15 noirjaofiev l'jSéwg. PO 1218,
unisca con wg è/.óysvsv zìjv rntjuop, die 8 sq. 1480, 23 sq. PFlor 348, 4. adn. 568 5.
ilei resto non sappiamo come interpretare. 20 sq. el 8è fii'i ye: 392 11. 444 ó. PO 11.59, 6.
8 sq. JiQoaeoaviaai sarà infinito fatto di- 1490, 7 etc.
pendere da o.-icog ; e cosi /.a ^f Tv nel r. 14. 24. Le lettere dopo rcòv sono ijuasi intera-
Da intendere :
'
perchè contribuisca ad mente svanite non escludiamo ósóvicoy.
;

evitarmi la prigione ', o jiiutrosto '


a soc- 25. Eviv^ei è cancellato ;
probabilmente lo
corrermi durante la prigionia "
? scriba, ingannato dalla formula ó'.tco? tv-
16. I^KOJ.'oal»']] ? Allora la lettera (v. adn. /(oaiv y.x?.,, aveva creduto di scrivere un
r. 25) sarebbe diretta ad una donna : ma hypomnema piuttosto che tuia lettera.
553. DALL ARCHIVIO DT ZKXOX
OO :ngóoeÀì)e Ko/^evzi
Veì'so.
xal WTiokXoìvion'

t'À.[a.]fjOì' òk .Taoà 'Jh^^rig yéyQacpa òs xal av-

TTjg WEvo()doTiog h (;. TÓÌg oTcayg jtiera-

ovvé^onat ó' èvTrxvOa ó(~)oiv 001 dg HfÓÒlOV


l'iOs ToD alodéodai tà 40 o uì> òr vorrai, o.-t\ok\

30 y.aià T/yj' HoMTng- liy^couev tA nvay-

yov t7(irnoXì\v, 'i]v \x\rùrx^\

yr/ga(pev im xorg ró- (tracce)

"Eoooìode. L<s> ^hoooì] y.fì.


45 -,,,.,.oi'[

"26. Dopo Ta uua o due lettere oscure, ma 27. H'fvoiìàoiiog : cl'r, 4*22 '2. 25.
nessuno dei nomi di donna a noi noti si 29. cdo&éodm : v. IV p. 196 (s. v. aladd-
può leggere (f. BGU 1001, 2 etc.)-
Ta&ùìrig; vouai). Mayser p. 3*i2 (aìadavéo^a) Ostr.

Del resto si aspetta il genitivo Tanog o : di Berlino s. Ill^ ; Archiv G, 220).


piuttosto Tw^^rfOT//? f Ma cfr. noi r. 12. •i'i s<]. Forse 'AoTeyiuòcóowi.

553. Lista di commestibili etc. A. 260,'59a.

(cm. 8 X Ifi.o)

Di Zenon, o per suo conto {h' 'Aooivóìjr, r. 15) ; cfr. 581 Introd.

[Ilaoà ?] fpaoi'dy.ovg

Touiag a
yoìooi (i

oovidf-g ò

nÉoòixeg 7
XTov a
ué?uxog ìliuxdòia ò

\è\?Miov y.hO'iLua E

\ÌÀ\aion' xf-oduca 7
10 \à\i.cì'yói Uoìv ne[TgijTuì) f*

6. Xìoy : cfr. -"iSó Iiiirod. 10. Ite in nesso : clV. 349 2. d. 544 4 adu.
.

6 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

y.oy/Jojr àyyeTa ^
ÒTicòoa, )jxyava

TiavToòanó.,

y.oXoxvvTag

15 \^Ev 'A]oaivóìji . Lpì-, Aio'iov xìj.

12. sq. M/_. JTavToò. PHib 54, 26 sq. li.Pvoh.dny.o}.óy.vrTaicfr.Vp.XAdd.iMo}.

554. Frammento di rapporto ix forma di lettera, a. 259/8%

(«. cm. 44,8X1^; ^- cin- 31X13.5)

Per qual ragione si sia preferito scrivere a colonne, mentre pur sono
frequenti lettere di righi molto lunghi, non sappiamo dire. Certamente questa
lettera d'informazioni, di ignoto ad ignoto (non escludiamo fosse diretta a
Zenon, più probabilmente però era diretta ad un funzionario superiore, forse
addirittura al dioiketes), era molto lunga. Ma non c'è mezzo di stabilire
ne quante colonne essa comprendesse, ne di quanti righi fosse ciascuna co-
lonna. Il fr. a non attacca col fr. b rimane perciò dubbia l'ampiezza della
;

lacuna nei rr. 30 e 31 di quella che abbiamo considerata come col. IV. Ad
ogni modo la fine del r. 30 (èy. rov yEvo^uéyov) si adatta molto bene al prin-
cipio del r. seguente {y.agjzov) e però diciamo di possedere frammenti di
;

cinque sole colonne, innanzi alle quali possono esservene state delle altre.
Nella attuale prima colonna rimangono le estremità degli ultimi sette righi;
nelle colonne nelle quali si è conservato di più, si contano almeno nove
righi (col. II rr. 8-16; col. Ili rr. 17-25): sicché se pure le colonne non
erano più di cinque, e non più di dieci i righi d' ciascuna, l'estensione della
lettera risulterebbe sempre notevole.
Ben poco intendiamo del contenuto. La lettera fu scritta ad istanza di
un Melas, che aveva avuto contrasti e contestazioni con persone di cui non
è specificata la qualità, ma che probabilmente erano paodiy.oì yecooyoi. Dai
rr. 9 sq. risulterebbe, se non c'inganniamo, che si pretendeva da essi opera

personale, alla quale, data l'età loro, non erano obbligati. Si lagnavano
inoltre di essere stati defraudati del loro, cioè (crediamo) della parte stessa
dei frutti che ad essi era stata attribuita. Melas d'altra parte sosteneva
che le prestazioni da essi sostenute erano quelle stabilite (?) dal y.co^uo^uioi'^co-

Tì'jg: sicché, anche a giudizio dello scrivente (? ì)jn7r r. 16), essi ci avevano
554. DALL'ARCHIVIO DI ZEXON 7

guadagnato un tanto. Nella col. Ili similmente si accenna a lagnanze contro


Melas rre\ol (\(feiQt]\j.ih(Oì> oiaii vkwv o meglio oxeiKpvXcov], e anche qui Melas
si giustifica con particolari per noi poco chiari. Di un'altra lagnanza, se-
condo la quale egli indebitamente avrebbe riscosso da essi una tassa /'.-rèo
GVHMv, la giustificazione seguiva nella col. IV. Finalmente nella col. V lo
scrivente riferiva di aver convocati postulanti (essi avevano presentata
i

una petizione in proposito: r. 4. 11), di averli esortati a tenere contegno


corretto, nel qual caso otterrebbero 'da te' ogni agevolazione, e di averli
con tali esortazioni rimandati. Quest'ultima parte della lettera va confron-
tata coi rr. 17 sqq. del ii^ 502, che è appunto un rapporto al dioiketes
Apollonios, dell'a. 29". Anche per questo rapporto dell'a. 21", se era diretto
allo stesso funzionario Apollonios (che era già in carica almeno dall' a. 25**

in poi ; V. adn. 383 12), si può ripetere quello che annotammo a p. 65 del
voi. V (cfr. ora Edgar, Sei. pap. p. 161) intorno alla presenza di siffatti

documenti nell'archivio di Zenon. Senza dire poi che tutto il nostro rap-
porto può essere anche un antigraphon allegato ad un biglietto a Zenon,
precisamente come il n" 502. m. n.

Col. I.

\iaxriv

\èvrev^ewg

5 [ -/La\(j£iv ^ * * *,

Col. II.

'/A
j\wi lòUoL ocólfian]

2. èéi^aiovv f
9. Dopo y.a?.ù}g sono egualmente possibili
^\X^h ^[/.^'^) eli/jy etc.
PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

10 v:xì]oeT)]xévac jutjòkv T}]hxovTo[vg

t(paoav Ò£ olà rì]g ivxev^eog xal j\(b\v [

avTÒjr TzaQeioìjodai, MéXag ò' ex tòóv [*]»#!

jioìv £7ié[i\ÒBi,'^ev rov >ca>iuojuiodon[o]v [

fiévov y.ÓQO)v y. y.al fi elg tÒ ovvayaym' M\g]

15 èy. rov yerojuéi'ov ànoreìaai avrovg i:y. y.óo(cov) ifi.

ècpalvovro ovv yjiùr Tfooooìcpe'/Spd ai èy. rov ovxwg

Col. HI.

[ ]^ [*;^.,]VC0[« 7lEl]Qia(pElQì]{,,^\^. \ C. 10 11.

\Mel\ag de [ój\nol6y£i /.ih' elh][rp\£vai, òià ò\e\ roio

[
]oig fiìj \vji]dQyeiv vÒojq y.aTa\(p]'deiQEn' aìnovg

10. T)jhxovio[vg òVra?] ? : per quel che ri- 13 sq. Per es. [Tiiioy'W/Liévov, se. tÒv y.aoTióv.
guarda la lacuna iu fine di rigo, conviene Così Edgar, a cui dobbiamo anche il sup-
tener presente clie lo scriba a volte non plemento t5[?].

occupa tutto lo spazio che pur sarebbe 14 sq. xóqcov y. xal ^ ti ex xóo(cùv) i^ : non
disponibile, e a volte continua anche oc- intendiamo. Se, come sembra, è la misura
cupando parte dell'intercolunnio. xóoo; (v. Hultsch, Scr. Meirol. II p. 186),
non e' era altro alla fine del
12. avrcòr, se conviene annotare che non ne conosciamo
r. precedente. — TtaoEigrpdai = naorjiQfj- altra menzione in papiri greco-egizi finora
a&ai. Cfr. 17. Mayser p. 127. PLille S, 7. noti. ' Perhaps the letter refers to Pale-
adn. 340 22. In 444 2 sappiamo ora dal- stine ; cfr. 1. 31 (ma v. adn.) Ttaoayeró-
l'Edgar che nel papiro c'è K'^ìpoìjadai fisvog è^ AìyvJtTOv '
(Edgar).
(cfr. 546 8). 17. Jts'joi ^(petQfjlfié^vlcov aTSfi<pv/.cov'] ? Cfr.
12 8q. EX rcòv [i]i'a[j'-] I
Tt'wj', come forse si Introd.
aspetterebbe, non risponde alle tracce su- 18 sq. ^[è] tò fCJJQ »]o<? Edgar. Ma cfr. adn.
perstiti. Ben si adatterebbe [A'in/[vJt']\ricor, 685 7. Possibile forse è anche dia (V [iv] loT;

ma non riusciamo a trarne un senso. Nep- |[ró.T]o;g-. Ma non abbiamo una idea chiara
pure [y]Qalnfiot.'}\Ticov sembra possibile. di questo bisogno di acqua per la mani-
13. iicofiofiiaécoilolv : funzionario di cui Isolazione degli aiéfi(pv?.a : probabilmente
era menzione finora solo in PTebt 183 si deve intendere della preparazione del
{' probably the officiai in charge of fit- vinello (cfr. fra il resto Geop. 6, 13, 1).

adcoasig of ^aailixì] yi]' annotano Gren- Per aréfi(pv/.a v. Lobeck ad Phryn. p.


fell-Hunt). Cfr. Preisigke, Fachn-orter s. 405 sq. Qui evidentemente equivale a
V. e Wenger, Archiv 2, 508 sq. Zacker vinacia : v. Corp. Gloss. 3, 417. — Uno
in Philologus, Supphmeniband XII p. Stì orsiiKpv/.ovQysTor è ricordato BGU 531 II
sqq. 11 sq. (v. Add. BGi; voi. II p. 357).
. .

554. DA IJ/ ARCHIVIO DI ZENON

20 Irà] oTéinq^[v?.]a' arròr òt: yotiai' t'/eiy tóì^ oo)juaoiì'

[. ^ ^.\:; a/i jio?.[.. ,. t-'\Ti oh y.al vjiugyeiì' toT^ nokkoìs lòiovg

\àjii]7iE?.covag, odsv eiyov aréf.iq)v/M' uooig ós //»;

v7iT]oyov àjUJie?-còve<;, avrò? ecpìj òiòórni tÒ i-

y.avóv. h'ey.àXovv (Ve v:ièo ovy.cov \o\n FJ07r£7iQa[yaé-\

25 VOI ìiaav vn' avrov tmv \y\ivoiueva>v tu rota

Col. lY.

\rog (Jiòiy.ì]a\

]a/J.a TOiavra « « ^ « [ 4-5 11.


]

[
7i\e7ioiì]y.h'ai avxovg tv tcoi xl^L.

30 tÙ ovy.u y.ai\ — \Te\i'ì]reiy.évai èy tov yevojLièyov

y.aoTioù Txoos \
— 1 Tiaoayevóiievog t| Alyvnrov

Col. Y.

]4 10-12 11. \cpovaiv .....


[ e. 11 11. \irai y\aì £vra\y.xeìv y.al ori èàv

[ravT\a ttouooiv, t a ^ev dovrai Tiagà aov ndvrojv

35 \ròj\v (pilav&Qomcov . y.al Tavxa TtaQay.aXéoav-

[t]c? àjieoTEi/Mjiisv avxovg. ìjgiayoev ovv f]udig

MàXag yoàtpai noóg oe jisqì xovxcov Tiàvxatv

y\E\yoà(paaev ovv ooi OTcatg eidìjig.

"Eooooo. \-y.'^, Avòvaiov ìj .

21. \_Toi]g èfi -To7.[ff t']r< Ss y.i?.. ? 31. Scriveudo da Alessandria, '| AìyvuTov
24 sq. Per il passivo eìa:Todaasadai v, per es. poteva equivalere a fa rij; yo)oag
Dikaiom. 53 sqq. PHib 29, 36. 65, 23 etc. 32. sq. yoà'\(povaiv e 7iaQs]ìvad
30. Forse -]r£i9£t;<£Va< ? Edgar : ànoIrExeiyAvai. 3t sq. Cfr. 502 18 rà rraoà aov q'i?.di'&o(o:ia.

Pap. Soc. ital. TI. 2


^

10 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

555. Artemidoros kureys a Zenon (?). A. 259/8^

(cm, 12X6,5)

'AQTefuòooQog y.ovgehg Z'\)]vcovi? yalgeiv.

òcòooìi voH ZwxaQovg y.ai [


— ^Q^'A' I

;^/(àg èvvéa. iva ovv €iò[rjig

|«j,]Ta tòv Jiàìda èvTeù[

5 \l'\va (iVTdajiil^àvì]TO.i ìj\jìiÒ)v?

Nel verso : Ly.C, Xon/^ xa.


Trago. 'AorejuiòcÓQOv

y.ovQÉcùQ jzgòg Zrjvojva.

[ex '^ovoiv otòrjgov h^.

I . La postilla (r. 6 sqq.) sembra di mano di Edgar, On the dating etc. p. 216). Mayser
Zenon, e ilframmento di lettera dopo p. 112 sq. non aveva esempi.
X0VQEV5 si adatta ad un Z ma ; è strano 2. Non essendo altrimenti noto questo ^co-
che nella postilla ci sia jiqò? Zrjvmva (e X^QV? nella corrispondenza di Zenon, igno-
non jigòg if.ié). Per xovqsvg v. Reil, Beìtriige riamo anche se suo tiglio si chiamasse
zur Kenntniss dea Geiverbes etc. i>.
174 Qeóócùqo? {0evd(OQog), Aióòcogog, 'AgtEfil-
n. 7. ScoQos etc. o anche Acògog (580 7),
'2. vcòi (non viùi) : cfr. 436 8 (anche presso 9. Lettura molto incerta. [Tc]fÀt]v (Edgar)
non sembra possibile.

556. A Zenon? a. 258/7

(cm. 7,5 X 13)

abbiamo anche un altro piccolo frammento di tre soli righi,


Dell' a. 28"
largamente spazieggiati: r. 1 P.olyiorrjgimi èàjn jli[; del r. 2 solo la fine del
testo della lettera ]?; r. 3 L]yt], Aòòvaiov y. La cifra yi] è certamente del-
;

l'anno, perchè, secondo l'uso, nelle equazioni di mesi il nome macedone pre-
cede il nome egiziano.

Ei AjxoXX\cóvLÓg T£ y,al ah \E\gg(X)[o&e''ì ovv. iggco/névot yxX. ?

Xagieì ]oùfi /xoi d T:£ooagayovr\a

1. Naturalmente il supplemento 'A-toAA]tó- la lettera fosse diretta a Zenon, e 'A.-iok-

vióg è incerto, ma veramente da sup-


se è /.cónog sia il dioiketes (cfr. voi. V p. 65).
plire così, è anche molto probabile che 2. ;^apta: suppl. Edgar.
.

557 558. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 11

I
allo (][)vla.rTa>[

J
òeyóì^ae&a [

5 'E'^j^woo. V.y.ì], <I*afi£vòj\i)

557. Frammento di lettera o di hyi'Omnema. A. 257/6*.


(cm. ti,r> X 0,5)

imo ?\Téll(ov

jia\Qay.ofuQì]rai

àvì] l\l(x>fJLa tÒ

4 Lx]ì'), 'ATtellaiov ly, 'AdvQ ly.

S. Il frammento di lettera innanzi ad o> 4. Cfr. voi. IV p. 57 e 331 Introd. Edgar,


difficilmente potrà ese<ere attribuito ad 0» the datinti of earhj Ptolemaic papyri
altro che ad un ).. \k 214.

558. Hikesios ad Apollonios ? A. 257/6*.


(cui. 6,5 X 13)

\^I\y,èoio;: lA:i\ollcovia)i '^ yaioeLV.

sju /ukv x[

Tjyg 'Poòialxrjg ?

à>cdriov >[ — òéòwxer ?\

5 'EQuayÓQa\i ?

y.al 7ioQ(pv[Q

Nel verso: IlaQÙ 'Ixsoiov. orpóyycov. cooaiov xeo[àniov)

£v òéòojxev 'EQfiayóoai

\-yd, Aaioiov xy, èv ''Aor)ivóii{t\.

1. Il .-r dopo A è molto incerto. Se è dav- Hikesios was writing from abroad ; cfr.

raro 'A:i\ol).(ovio)i, converrà intendere il 325 and 533'. Ma può anche essere (cfr.

dioiketea Apollonios, né fa difficoltà che r. 7 sq.) i^fi. /ih- y.[£Qàtiiov.

la postilla del verso sia di mano di Zeuon 3. Cfr. 'Poòiaxòv xsQ{dficov) xr).. 535 10 ?
(v. voi. V p. 65). Sarà poi V'IyJaio; del 7. arpóyyayv: v. Lobeck i*/(n/w. p. 113. Her-
u° 325. Averdeu^ p. 1413, Invece a.ióyyoi 535 20.
2. Forse i/c /l'ev K[soy.ì]f — . Cfr. 537 i adn. — y.sg in nesso (cfr. adn. 428 3).
Edgar : ' I think it is more probalile that J>. Cfr. 554 15 adn. 32() 2 e voi. V p. 64.
n PAPIÉ I DELLA SOCIETÀ ITALLINA

559. Panakestor a Zenon. A. 257/6' <?>

(cm. 11 X 5)

La data non è sicurissima, ma v. Edgar Sei. pap. n° 19 Introd. p. 240 sq.


— La scrittura è sicuramente la stessa del n° 502, sebbene a tratti molto
più fini.

IJavay.éorcoQ Zì]vcovl

XaiOEiv. 'AneX'&óvxog oov

elg ^ilaòélcpeiav ovvéra-

^ev ìjjLieXv 'A7io?Ji.d)viog ròv '/^óo-

5 Tov TimkeTv. òujyyeda ovv

'laiyycoi re y.al Aiovvolcoi t[Òv]

[iovXójJLevoì' :Taoa[

vov uyo()aQeLv av\


|ot4

10 Nel verso : Zrj\\']o}Vi

Ly.& (?), Meoolgì]] id.

Ilavay.éorcjùo.

4. 'ATiokXóìviog (il dioiketes) il primo o


: in Pauly-Wissova s. v. arra [4]), che iu
corretto (forse aveva cominciato un ji), (juesto caso andrà a beneticio del veu-
(». 'loiyywi. : v. 5(>1 1. 15. ditore, quando l'altro nou manterrà la
7 sq. Forse 7iagd[^o?.ov ovv. jiaga[^óhov promessa di comprare ma dubito basti
;

{cfr. adn. 324 2) dévra iy.a\\vòv xrk. Con lo spazio per il supplemento proposto. Vi-
jraga/?oV.{o>' s'intenderebbe qui e nel 1. e. ciò oeversa 3iaoa.\yevóiJ,e]\vov come propone
,

che diciamo ' caparra '


(cfr. Leonliard Edgar, occuperebbe troppo poco spazio.

560. Ricevuta di salario, a. 257/6' <?>

(cm. 11X9)

Poche tracce rimangono dei righi finali della parte superiore del do-
cumento che, come le altre ricevute simili, sarà stato scrittodue volte
{ovfifìoAa òiTilù htX.; cfr. adn. 337 1), ed anche la seconda parte è frammen-
taria. Par quasi certo che il documento sia dell'anno 29° (v. Edgar cit.

\
561. DALL'ARCHIVIO DI ZKXON 13

neiriutrod. al n" 559), sebbene le tracce del x r. 4) s.ieno tenuissime: dello


stesso anno possediamo altre sei ricevute (n' 3'.{G-339. 506-507j, rilasciate
tutte a IlavayJoTcoo agente del dioiketes Apollonios. m. n.

[ra of? <h{à) /;? /]h -Td

\Baoilevovjo(;\ IJxoXejuaiov tov nr\oXefial-\

\ov JEaìxPjoog Lly.d', Meoootj A. 'Otiokoyolvoiv]

5 \è'//iv -Taoà IJavaxéJGTOQo^ xov nao' WnoXhoviov


\() òeìva y.ul\ Eì'òtog 'Ayardorro/ÙTiai ?|

elg 0(óaara xy dg ^vloxomav y.a\l l{.i7iv-]

oho\l.WV TYJg 7lE0V0lVÌ~ls lyMOTCOI, [H^l

i-(ig, yal Xeoograuog UuoiTog ey^\ ,,.,f ^^»]


10 ng cxÓKaTa ig (h'(à) fi /.S, \y.al 'Qgog\

\N\Fy^d(OCTog i.^\

8. T/jg risuvoit'rjg scil. '^vlo/ioniag. E allora 10. i: <lovrel»l)e essere it, o piuttosto lo ò
bisognerà pure intendere F.fiJivoiauóg sup- errato per //? (per iufllnenza di (ì iniziale
pergiù nel senso <li àvdoaxFia.. Cfr. Introd. di òvo).
338 e 506. 10 sq. ^Qgog NeyOoìvxog : efr. 337 H. 10.
9. Corretto da Xeaogzauot : 1. — rùog. — In 11. y(\_ oppure ìy.[^.

seguito forse ^7 i?[ nome di luogo ì

561. ISINGOS A ZeXOX. a. 256;5\


(a. cm. 7,5 X^ ; h. era. 7 X l'^j^)

"lotyyog Z>]v[(ovi yaioeiv. — \^i èv <Pi?.aòe/.qeiai

y.al ly òevréoag Si,[ — àlvriyQacpéwg, ira, làv ufiv

[jovh]xa(, a\ — ]* xòx xs Tildm

xal x(òi èM[ooa) — | xod evxay.xì'joeiv

5 noòg xò èoy{ — ] òyjcoviov

y.al xTjg oao\f.iExoiag — à\vxiyQa(pef èyco

1. Probabilmente ]cot iv 0. (per es. 'Evé- 114, 5 Cru6. sx SevTégrjg (= Aesop. 285
Tv^ov tùii òeìva iy ^d. etc). Halra kh òevtÉoov).
i. ly òevTioag : 440 11 '7 ó. .iduv. Babr. (J. àvTr/Qufpei ovv. àvriyoaqrel (cfr. r. 2).
. — .

14 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

ov ómoco ovdè\v — ] tcòv òipcovuov

còl ovre jr#[ — ]Tai

y.a?ià)g àv ov\r Tioiìjomg — tìj\v xayioxì]v

10 y.aì yQaii'aq [
— ] Tcooeveodai

ijil Tovg ^, [
— ] * *-»' l'yeiu jlie rovg

nao' ifiov v^i,[ — ]

["Eqomoo. la, neQmo2]v a, MeyeÌQ ò.

Nel verso : L l, Llegniov ly.

15 "loiyyog. Zì}[ì'OJì't]

11. Ov\. i.-Ti Tov a*[ — . La lettera dopo roi's era y ovvero r. Forse è.-rl rovg rlónovg —

562. A Zenox. a. 256/5".

(cm. 14,5 X 7)

Zi'jvcovi y^a.]ÌQeiv. Uegl rcóv yaaì)\X(ov\ h'eróyo/nev Ai^dv[oH

]ai

] "EoQOJOo. LA, 'AoTEf.uoiov xy.

Nel verso : Z])'jì'(ovi

1. Ai^àv[o)i : il verbo ivezvxo/nEv {jisqì to>v un uome di persona. Forse lo stesso Ai-
y.rX.) pare richieda immediatamente dopo ^avog (ó Ttagà TeXéarov) 570 11.

563. A Zbnon. a. 255/4^


(cui. 8 X "J^jOj

Zì'jvmvL ya\ÌQei\v *,[ — Tf-|

yvijv è'Qyàì^[£o\dai e\

1. Il Niy.ì'joarog della postilla (r. 10) fa- tera A^ dopo yaiqsiv . Ma come spiegare
rebbe pensare che Nikeratos sia l'autore allora il Nixì]oàTov del r. 3? Non è nep-
dell' hypomnema a Zenou, essendo fre- pure un nome molto frequente in questa
quente nelle postille il nominativo del corrispondenza. — Peres. [ eìg yeodiay.tjv

nome del mittente ; ed è possibile la let- lé'Wx'fìjv sgyd^.


. .

564565. DALL'ARCHIVIO DI ZENON 15

NixrjQQTOv Se àjTo[

MOTE za u * o\

(lìv of/j]TO l'ywv f

a. yiy(ooy.ì] òè [

7TaQaxara&ì]x\

étd oov y.al t[

Nel verso : L ?m, Q(ov& &.

10 Nixìjoazog.

3. Per es. à.-zo[ò)]ui]oavto; 396 11) o nel r. seguente yìvowxe ; cfr.


5. Da intendere wi/eto t'/coy (cfr. 393 19. adn. 421 4. 488 6 etc.

564. Artemidoros a Zenon. A. 255/4"


(cm. 5 X 9)

\ÌQTe/biida>Qog

[Z>]v](ovi \xai]ge[iv.]

<il resto della lettera manca)

Nel verso : lAgrejaiòcogog 7i^:ol zwv av\

TiaiÒioxaig etg rì]v éoQ[rr]v

5 xai^^aiavegaxcovl

legeiov. L^a, 0acò(p[t ^]

5. Forse àvdgaxiovì In seguito troveremo lo(poQovaa kuÌ àÀi[evovoa'\. Ma il papiro


l'hypomnema di una paidiske adibita al ha proprio p, non &.
trasporto di legname (e alla pesca?) : $1»- 6. Non par possibile <PauF[v(h&.

565. Charmylos a Zexon? a. 255/4".


(cm. 7X10,5)

Xaof.tvA.og [ Zì'jViOVL ? yaioeiv.] 5 Nel verso : L la, Ilayòvg d


Kahog 7ioi[rjoeig Xagjuidog Jiegl

òióodwoov [
fxexQijoscog xoó-
avròv Tof roivog Ad/Àcovi.

8. Il dativo Adficovi si riferisce al :isol jjie- la lettera era diretta (prob. Zenon, che
xQrjoewg, sicché non indica la persona cui l'ha postillata).
. —

16 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

566. Theokles a Zexon. A. 254,3».


(cm. 27 X 14)

Della stessa mano del n" 349, che è anche esso una lettera di Theo-
kles a Zenon, di argomento analogo. Ma tutte e due le lettere rimangono
per noi ancora oscure in molte parti. E facile stabilire quanto manchi, in
questa che pubblichiamo ora, a principio di ciascun rigo ; è difficile invece
stabilirlo per la lacuna in fine. Fra i rr. 1 e 2 può sembrare non manchi
nulla oltre le tre lettere à lov (cfr. 349 1 sq.), ma negli altri righi la lacuna
parrebbe senza confronto più ampia. Ne c'è da fidarsi del come abbiamo
supplito (secondo 349 6 sq.) alla fine del r. 4 e a principio del 5.

{SeoxX\ìj;; Zì)vù)vl y^aigeiv. 'ExojLuoàjuìjv tìjv mioxolì]v èv yi xal tijv 7taQ[à rov —
[reld)]vov Zì]vo)vog vjiÉygaipag . ènei ovv òvoxókojg ovxmg ì)juìv ovvavrcóoiv \

[«.»*^]eai?a( rag ìjjuéQag, rov TZQayfxarog ovx è(p^ ìjjlùv òvrog, à)X ènì rcbi rov

òioiy.rjr[ov

[ye]yodq)ajuey yÙQ Tigòg avròv èmaro?.à[g] 7i[ ì e. 20 11. ] T[o]y? re h'[o]-

(pedo[/uévovg ^

b [fxe{TQì]ràg)] ahovvreg xal :^ àXlovg TiQooairovvreg. yeyQacprjxafxev yào xcà


, _ AioriLimi Ttegll
'
avzcov
[ju\évo)v. jiéjieioixai oh Jiag' iróg rivog ì][ C. 18 11. j/y/^éoav*.* ^ * [ y.a-

kibg ovv]

\710V\ijoe1g el'g ye ràrayy.alov rò roTg hvexpoìg òlòó/^ievov, onxog eyjo^ev ecog rov

7iaQaye[véodai jiag' avroJt']

l sq. Per quello che abbiamo (Ietto neir Iti- 3. òioiy.rjxlov /iovf.o/nércoi (adn. 361 11?) ovv.
troduzioue, conviene supporre ci fosse qui ^QoaxàyuaTi — o sim.].

Tragica rov òeTva jtsqÌ toì»] |


[ze/.a)]vov xxX 4. Non è possibile leggere ^[_QÒg Alegav-
E se ró òeìva era, poniamo, ApoUouios òoEiav — 1 ovv. come sug-
n\ó.).ai tco. \A)..'\

(cfr. 349 6) e di ApoUonios era aggiunto gerirebbe il confronto con 349 6. Possi-

anche il titolo (^ AnolXioviov xov dioixìjtov), bile è che nella lacuna seguente fietQi]xàg

il numero di lettere perdute alla fine di fosse scritto per intero e fosse aggiunto
ciascun rigo aumenta notevolmente. Ma il nome della derrata {y.ixiog, ' di olio di

non neppure molto probabile che Theo-


è ricino ').

kles adoperasse una asU; di papiro molto 5. ysygaipriy.a/ieì' : cfr. adu. 391 26. La di-

più larga di quella adoperata nel n" 349 stinzione dunque che fa il Mayser p. 373
scritto sette giorni prima di questo. non è confermata. Per Aióxt/iog v. adn.
2 sq. Forse [o« Xivsxpoi, à^ia> (così Edgar) 587 2.

hyiljiEo&lÉadai %àg xf}..* 6 sq. e 7 (.Tao' avxwr) suppl. Edgar.


.

567. DALL'ARCHIVIO DI ZENON 17

[T]àg ÈJiioxoXàg, èyòe^djLievog é'cog fPaòJcpi XQiaxdòog jiQÓorayfia yofxielv fjjuàg

^r>ì[ — ]

10 "Eqqcooo. LA/?, ^aòxpi y.

Nel verso: [Lift, fPa]co(pi e. Oeoxlfjg

[jieQi h]veymv ?

Zrjvcovc

8. Per eyòh/ea&ai (=ài'a5.) v. adn. 349 8. 8 sq. t] rt)\t' Tifiì]v']\{xa\^eod^ai Edgar, bene
584 14. per il senso, ma forse nou per lo spazio.

567. Frammento di lettera a Zenon. a. 254,'3a.

(cm. 7X26)

]^g Zr'jvojvi [ovv& ?\o)jued^a avxoìg'

yaiQEiv.] "EyQatpég [y.axaj.il]Évovoi yào xov-

fÀOt jUEJxQrjoai àkcóv /:> i [xov ;fa]^«v èv KeQxfji .

...j/g / c^ 15 [oh de ? o\xa(p£iov òòg '^Aovo')-

* i,,,*]*v Jiaoà ròv e [xyp'\ XQSiav yàg eyojuev

,f « j(.]*j(.o£( TZQÒg rìjv [eìg xò]y àfinelcóva.

rcjuYjV ovvéftalov yào "Eqqcùoo. Lift,

juoi ? ol\ ala E'xovteg xoin- ^aouov&i xa


;<a? X 7ia\Q{à\ rò òidcpooov f.

10 àjx6ox\eilov ovv tijuìjv

amàiv ?] 'Aova)Tì]i, iva 20 Nel verso :


] Zì'jvcovt

2. syQaipeg : adn. 457 4. Sammelbuch 4755, G. xriv : aveva cominciato xo.

30. Non mi sono noti esempi antichi di 9. Posto che .^a]o[à] (è possibile :^]o[ò?])
siffatta confusione. Cfr. Mayser p. 321 sia letto bene, non intendiamo in che
(per forme analoghe nel perfetto) e Ra- senso.
dermacher, Netitestamentliche Gramm. p. 14. KeQHrjc : v. adn. 537 4.

75 sq. (v. anche Nachmanson, Beri. phil. 16. syojfiev prima della correzione.
Wochenschr. 1911 p. 1187).

Pap. Soc. ital. VI.


18 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

568. A' A Zenon. a. 253/2^?


(cm. 19 X 15)
] Zì'p'covi yiaiQeiv. 'jEvTETaljue'&a jt*[

]oat elg rò olvì]yòv JiXóìov xal à7ioor€ìXa[i ?

]Ta)v Tiag* vjulv cpvrà navrodanà xa[


]ovv xfji yrji. xalcóg ovv Jioiìjoeig ovvrd[^ag

5 ]oreQov rodio cTOifjoai. y.al ov òè Jiegl ójv av ^ov[Xr]i ygàyjov sim.

7ioiìjooue]v yàg (pdorifuog.


"Eggcooo. L?i.y[

Nel verso : ZìjvcùVi

5. £mfiE?A']aTtQov ? Cfr. 405 20. Esdr. I 7, 2. abbiamo trovato sviedat ovv (ptXoTi'fKog^ \

5 sq. Cfr. 526 13 sqq., devo :jotì']oofiev yàg in G21 7troveremo nàv yàg zò Swaròv aai
fjòéoog (v. sopra 552 19 adu.). In 412 9 jigoS'ificog xal àóxvoìg Tiou'jaofÀev.

569. Philtnos a Zenon A. 253/2 ^ ''

(«. cm. 8 X 16 ; /'. cm. 15 X 16)


Il frammento a, del quale la doppia lineetta ([[) indica in ciascun riga
la fine, ci è stato favorito dal Museo del Cairo ; ne avevamo già avuta una
esatta trascrizione di C. U. Edgar,

*7'""'''*'
[0dl\vog Zìjvcori \\
y^aigeiv. Kalcóg àv 'é'/pi ti EQQOioav |^
-^ (5^j

[xaì] avxóg. 'A7iéor\\a?.y.d ooi xahàg, ag Toy^^qA^^x [e. 8 11.]

\Ha?]l xcóvovg |, ^oj|às ></^> ?<oit ogvi^a àgoeva (poivixa 7iv[qco7zÓv,]

\xal] àòek(p}]v avrov \\ tzvqoojiìjv /.iéXaiv[av\ a, (iXXog OQVig cpoTvL[^ 4-5 11.]

5 [T](bv NavGivixeitì)r\\, xul àòeXcpìi avrov jj,éXatva alywjirj [e. 6 IL]

1. \_^iXl']vog : suppl. Edgar (ci. r. lo). a.^óòl05 (o.iodtóg), zecpgós v. specialmente


3. nwvovg : quidì Potrebbero essere >caLa«' l'indice Aristotelico del Bonitz.
{cioè ÒQvideioLolxioy.oi)com<ihe,{Thes. Paris. 5. Un Navaivixog allevatore per es. di co-
'
xMvog dicitur quidquid tali est lignra '
lombi (o polli ?) può aver dato nome ad
etc.) ; ma come poi in siifatto contesto nua varietà Navaivineioi Meno probabile- .

Qoàg x^ ? sembra di quelli appartenenti a Nau-


: '

3 sqq. Per :zvQio.ióg v. Lexica, per aìy(o.^óg, siuikos'.

%
.

570. DALL'ARCHIVIO I)T ZEXOX 19

[\f*|<,*ta ì], rovr\\(ov ojióòiov a, àV.o^ àgoìji' reqyoò^ ò^v[o)jiì'j';,\

[x]al Tovxov àòeXcpì] ||


kevyJ] tivqoìtiì], àllog àgoìp' xecpQÒg x[al dì]-]

[A]eiai jué?,aivai (ì v\\7io71vqm:ioi, ì}ì'j?.eia fulaiva a rijv x\éqxovÌ\

[y.\areayvTa, àXkog \\
yalxónxEQog /uéyac; Tieoilevxov tÒv ò(p[&aXuòv\

10 h'xcov, d)']Xeiai juéXa\\ivai d xal gavTrj a. xa?Mg ò' àv [jionjoaig]

TÙg juèv òiTilouòag òo\\vg Móo/joi joìl nacf ifiov, tÙ òk Jiogela Ai.^àvo)\t TO>t|

Tiaoà TeXéojov \\
"Eqqcooo.L?.-}', T[v^i „]

Nel verso: ]e (Pdlvog Zij\

U ànéoxalxEv. \

6. Nell'interlinea, in caratteri minuti, oQvig 11. Z. òi:i}.otòag. — :iOQEÌa : v. adu. PTebt


àXkog f — ò^v[com]g,'] : suppl. Edgar. 5, 196. — Ai^dvcolt y.r).. : la stessa per-

9. yakxómeQog : da riferire al colore ? sona 562 1 ?

10. óaì'Xì] : Tioiy.D.fì (cfr. Gen. 30, 32). 12. Tfléarov : v. adn. 502 15.

570. X A Zenox. a. 252/1\

(cm. 14,5 X 12)

['O òeìva Zt]va)vi yaigsiv . E]i eoQCOoai xal h roTg loiTcóig àjiaXXdooeig xaià.

Xóyov,

[eh] fìv tÒ òéov vylaivov òè xal\ avxóg. Mévavògog, 6 (pégcov ooi xà yQa.iiuo.xa,

[èoxìv ìjiMv iv yvóoei' oxQaxe]v£xai òè iv xóìg 'A?.xi7z(ji)ov ìtctievolv arco

[
]oxi èv xiji Aifivrji. xa[Xoj]g ovv Jioiìjoeig

[àjiooxeiXag xovg vnó oe cpvX]axLxag elg yr àv xcó/urjv rji ò naig, oiicog

[xvyj]i x)jg 7iooor}xovoì]g ào(p]aXEÌag. exi òe xal TiQOTiE/xxpàxooav avxòv

1 sqq. Nessuno dei supplementi, a sinistra, 3 sq. Forse d.-to\[8t]fisT òs f.h tioIIov Cv^r']-

essendo interamente sicuro, l'ampiezza aa]g ti xr).., oppure uTtò \\òs — «]ort xxl.

stessa della lacuna riraan dubbia. supponendo (ma forse con ragione ne du-
1. à:ia).}.aaaBig : T. adn. 502 1. bita l'Edgar) che 6 :iaìg del r. 5 sia lo
2. Etri av zò òéov 302 1. : per es. stesso MévavÒoog
3. èv yvo'josi o sim. v. adn. 359 5. 436 7. 4. èv tT/i Aifivì-i : V. adn. 484 4.

520 5. —
aigarsvEzat v. adn. PTebt : 5, 5. Anche altrove Zenon dispone di (fv?.a-
168. xìxai V. voi. IV p. 58 sq.
:
20 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

[ ]o onovòrjv noieìa'&ai rdJv Jiokixixcòv

[ \a)v.

"Eqocooo. LIO, Eavòixov ì^.

10 Nel verso : Z^vìùvi

7. Impossibile t/)]j' ovvero .-ràaajj' ojiov8r]v genitivo di no/ujixol detto di funzionarii


(adn.58427);po8sibile èperes.Tjòo.TOf^^/r. dello Stato: per es. [xcòv h rfji ;i;cógat

7 sq. jioliTix&v \[rói.iojvì O piuttosto è il àoy_oXr]&ÉvT~\(!OV.

571. Pyron a Zenon. a. 252/r? 251/0^?


(cm. 16,5X29)

Sotto il no 418 abbiamo già pubblicato un hyporanema di Pyron a


Zenon, senza data. Questo che pubblichiamo ora sembra della stessa per-
sona cfr. per es. r. 12 òncoi; Svvcójue'da òievox'y]juov£Tv con 418 12 Iva Jiavao)-
:

fxed'a àoxi]juovovvreg ] r. 10 àjzó ye xtX. con 418 9 avrò ye tò àvayxàìov etc.


Sennonché il Pyron del n° 418 si presenta in condizione di molto più umile
dipendente da Zenon. — Nel documento è menzione dell' a. 34° (v. r. 6); in
ogni caso sarà di non troppo posteriore.
L' hypomnema è distinto con paragraphoi (rr. 9 e 20) in tre parti, in cia-
scuna delle quali la struttura grammaticale ò xalwg noirjoeig con participio
(v. adn. r. 21):
a. '
Quanto al grano del quale abbiamo in conto per Fa. 32° le 500
artabe d'orzo, in compenso degli aoilia da noi lavorati, farai bene a man-
darmi il non compaia debitore di ciò che ho già sal-
discarico, perchè io
dato ; 40 artabe di grano e 100 d'orzo, che mio fratello
e similmente delle
Menodoros mi riferì essermi state da te per sua intercessione rilasciate, (in-
tendi farai bene) a spedirmi il documento legale, perchè non mi sieno al-
:

trimenti messe a carico. Nel r. 2 abbiamo trascritto okov secondo tracce


'

incertissime, ma non sapremmo come altrimenti leggere. Piuttosto che in-


tendere oTrog genericamente cereali ', converrà interpretare che le 500 ar-
'

tabe d'orzo erano da calcolare equivalenti ad x artabe di grano. Nel r. 4


iju/ìaXòjv àvTiòiayQacprjv è detto, sembra, per estensione dell'uso è/npdXXeiv ev-
rev^iv (v. Herwerden^ p. 479. PPetrie voi. Ili 20, 2, 4 e voi. II p. 32, dove
va letto iiu^[é^Xr]xa con Wilcken invece di èju Blov^doxcoi); per il senso non
farebbe caso se si traducesse '
mandami
quietanza ', purché si tenga conto
la
che è una quietanza di compensazione di opera. Non sappiamo poi se òià
Uexexcòvcog vada riferito ad ànrjQya^ófie&a oppure ad èfi^a^.cóv.
571. DALL'ARCHIVIO DI ZENON 21

E per l'avvenire, ad evitare che io debba molestarti per il grano,


h. '

farai bene che addirittura da questo anno in poi mi sia assegnato per mezzo
tuo un yijiòiov, per il quale mi fornirai tu la prima semenza, afTlnchè così
io possa cavarmela decorosamente. Giacché delle 2000 <? il papiro ha /S •=> 2,

ma ci par sicuro che sia voluto /S = 2000> artabe che io ricevo, non mi ri-
man <E qui segue l'enumerazione delle spese di personale e di
nulla'....
altro genere alle quali egli deve far fronte).
e. 'E quanto al viaggio <dal sud dell'Egitto verso nord), affinchè io

possa farlo in condizioni non troppo indecorose, farai bene (qui evidente-
mente va inserito e sottinteso un nuovo xal(J5g 7ioiì]oeig cfr. rr. 1 e 10), se ;

credi, ad esser generoso con me e ad anteciparmi per il owayogao/xóg (di onogì)


artabe 150 di juìjxcov, la qual [xrjxoìv tu venderai per conto mio (?) insieme con
la tua propria; e per la provvista di grano dramme 100, che ritrarrai dal
prezzo della jìiì]h(ov '. Qui, pur troppo, non ci è chiaro come l'antecipazione
delle 150 artabe di fjnqxoìv debba servire al owayogao/Lcóg, se anche qui si do-
vrà riferire il a. al così detto frumentum emptum. Ma è chiara in complesso la
composizione del periodo. Per evxaQLoxrioag (suppergiù nel senso di eveQyexrj-
oag) V. Dittenberger, Or. gr. 9, 5 n. 20 e 731, 11 n. 7; per avrov ~ oavzov
Mayser p. 303 sqq. per le desinenze della seconda persona del medio in
;

òta'&ìjoei e ho/uisì Mayser p. 129. m. n.

Zrjron'i yaigeiv Uvqcov. KaXcog noirjoeig


TisQC Tov oixov óv è'^o/uev iv TMi 1/5L xàg

rp /:> rfjg XQi'&ijg àvì}' cbv à7iì]QydCjii£&ot àdbiXia

Sta
olà IIsrexcóvTog èfi^aXàiv àvxLyQacprjv, 'iva ///)

5 òq)EÌla}fi£v ànoòeòcoHÓTeg, xaì negl tCov èv róji

À.ÓL 71v{qov) A> fi xaì xQ[id'fjg) /r> qv, tieqI wv Mì]vóòcooog 6 àòeXcpòg

ngeo^evoag àvì]yys ìXìkehìv rijxiv àq)€ix£vai oe fj/iiàg,

3. Preferiamo con Edgar à:iì]QyciLfieda (Cfr. abbiamo trovato 538 1. — àvzidcayQa-


per es. PGrenf II 14, 17 àf/teVco?) ad (prjv : V. Preisigke, Fackworter s. v. -<p^

(l7i}]oyaC(^ó)/j-s&a: Mayser p. 332 (adn. 408 4). e -yga.rpco.


Helbing p. 76 sq. PP'lor. 322, 155 etc. — {». Può essere lo stesso Mijvóòwoog 380 1.
à(óiXia {l. àoìiUoìv) : adu. 423 6. 18 (a. 24 9/8^)?
4. Un soyoXàfìog di nome ITetexcòv (proba- 7. àvr)yyEi'/.ev : avrjyyekXsiv (sic) prima della
bilmente identico a questo, come annota correzione. Per jigea^sveiv nel senso di
l'Edgar) occorre in un papiro del Museo '
pregare ', ' intercedere ', v. Sophokles e
del Cairo dell' a. 30". Un altro /7£re;fcòv, Herwerden^ p. 1221. Ma non è indispen-
dekadarches degli Arabi di Philadelpheia, sabile intendere così.
\

PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

coy.avTO); oinovojuiav TiQooayaycov, iva fuj oq^eUcouer.

xal Big tò Àomòv òé, iva jui) èroyXmaév oe Jiegl oiragiov,

10 xa?Mg jioiTJoeig cpQovxioag ojicog ànò ye rovrov tov

è'iovg Xrjcpd'fjiì) f]fMv yrjtòiov òià oov eig o yoQìjy/joeig

fj/Liìv tÒv jiQcorov ojiógov, ojicog òvvójus'&a disvoyj]-

/uoveTv àjzò fxèy yàg xcbv ^ /o cor lafi^àvo), ovdév /iwi

TZEQiXe'iTierai . ycoglg yàg rcóv nagà oov fxoi òeÒo-

i5 jLiévcov ygaufxaréoiv uXXov èva nagargécpco

xal òiòcojUL :^v{gov) A> a^ yolxov hy ilalov xo[rvXag) (i ì^uariofiòv hi'

xal 'EofioMoji Tigooòlòcojui xarà iu)~jva èXaiov xo[rvXag) [i

xai eig ijiiaTiojuov ìoìoavloe ou avrog ayvoeig, ycogig

Tcóv xad'' yfiégaì' àvi]Xa>jLidTOJV.

20 xal Big ròv xaxa.7ilovv òé, ojicog juì] TB?Jojg aloygcog

xaiajiXBoyjUBV, Mv ooi òoxfj(i), evyagiOTìjoag rifui'

xal Ttgoòovg Big ovvayogaofiòv /jnqxwvog A> gv yg oh


òia'&}]oei fjfxiv jLiBxà xrjg avxov, xal eìg oixa-

giov nagd'deoiv \-g àg xofueT èz xfjg xifujg

25 xi]g jiiì]xa>vog.

Evxvyei.

12. Pei- il composto Òisvayj^fxoveìv (PLoiid 1() e IS. Forse {£<?) l/iar., e Eig i/iana/.iòv

23, 14 [I p. 38]) i lessici indicano Plut. <(- a;). Ma non è impossibile che l'inciso
Agesil. 29. Del resto, cfr. adn. 541 5. u — àyvosìg vada riferito al solo tfiariafióg
13. Edgar vorrebbe intendere P /o come di Hermolaos (' e per l' i/zaziofióg quanto
quota mensile, ma v. Introd. sai bene anche tu '), non a tutte le spese
15. aU.ov Eva : cfr. Dan. 7, 8 Ccit. Passow- precedentemente enumerate.
Croenert s. v. àXkog p. 296, 67) nella ver- 17. Sembra diverso dall' 'Eofiólaog che ab-
sione dei LXX (cod. Cliigiano) allo sr biamo trovato nei voli. IV (p. 180) e V
xéQag, dove la versione di Theodotion ha (n« 544 2).
y.ÉQag ezeqov. 21. Scil. {xalcòg noiy']OEig^, Èàv xxl.

572. Pataikion a Zknon. A. 251/0


(cm. 10,5X15,5)

Della stessa data (anno, mese e giorno ; cfr. Introd. 485. 500) e della
abbiamo già pubblicata sotto il n" 363 un'altra lettera di
stessa scrittura
Pataikion a Zenon ci avvediamo ora che anche in quell'altra lettera
;
. . .

573. DALL' ARCHIVIO 1)1 ZEXON 23

occorre, come qui nel r. 11, la strana forma Xolar/^o (r. 25 LXe, Xoiaiyo à ;

il prof. Rostagno ci assicura che sulle lettere lyo non v'è dubbio).

\lIajaiy.i\(ov \Zì'ir(o\rt \)(^\ai'o€iv.

'A[ji]éoTa[X]xd ooi 'Ao^uvoiv q)éoov-

7\a\ Toù[?] xàQ\T\ag e \-Ff\

y.al .Ttot rov òè {aariov

5 t'Sei^ÉV f.lOl IIoQCpVQCCOV,

xaì (iloL^ òè eóei^a èv-

jieiooig. rpaolv à^iov elvai

FI, rooovxov y.al IIoQcpv-

QÌ(ov fxfaxo zioAfÀodai.

10 yéyoaya oi'i' coi, "va elòyjLi;

"'Eqqcdgo . Xoiar/o a .

ì^eì verso: LÀe, Xoia/^ a. IJaLxaiximv Zrjvcovi

4. La collocazioue del òr. e auoruiaie ; si fi. l. à/.kotg

aspetterebbe xal jt. òè zov o anche y.. .t. 12. Uaczaiy.uop qui, ma 363 1 (e in tutti gli
I. Ifi. Ss. Né vale confrontare ciò che iu- alti'i luoghi dove il nome occorre) cor-
dichiamo adu. 585 7. rettamente nazaiximv.

573. Lettera a Zexox. A. 251/0 a.


(cm. 32 X 14)
Le condizioni del papiro non ci permettono di intendere.

A[ e. 8 11. ] Zri[vaì\vi '/ai\gsi\v. [^^ «*.,.,,« \v Jióoovg tcov orijieovgycòv

àjTé[o]T[a]Xxa Tigòg £* * » « ^òeò[o)x]ev [*. , * «Jv è'ylQajifàg /uoi noiav noòg iwi elei

1. .>. axi:i:iovQyóg era noto finora solo da tardi ([ualche indebita influenza analogica {yQe-
papiri bizantini (Reil p. 123); so ora dal- ovoyóg, veovoyóg etc). Per es. poiché ae-
l'Edgar che occorre in papiri Zenoniani. canto ad eqiov occorre, anche in papiri
La forma 0Ti:x:iE0VQy6g inel r. 1 non c'è di questo tempo (PHib 115, 20), è^t'a, con-
spazio per un doppio ;r) si può spiegare de- verrà supporre accanto ad igiovQyóg un
rivandola da oiijijieov (== gtititieiov ; cfr. ÈQEovgyóg, su cui potè esser modellato'
adn. 21)2 13 etc.) piuttosto che da ar<.7.-T/y aii:i:jeovgyóg
(otv.-Tt] etc), ma probabilmente è in giuoco 2. O forse :toiÙi' = :ióav i (Edgar).
. .

M PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

etolv Cìykaju^àvovteg Èqyàì^eod^aL. el oh è[K\ rfjg àvàyxrjg XQeia èorlv rovrcoi

5 ànoXé^avTeg àXXovg rgeìg ovv[Xa^ér]a>oav fjfuv ol oxinneovQyoi,

T[ovro]vg de nagala^ératoav [ 9-10 11. ]

"Eqqcooo. LXe, Tv^i lò.

Nel verso : Zyvovi

574. Frammento di lettera. A. 251/0 a.


(cm. 11 X 11)
]ai òcòóvxeg avroì

o]xQaxia>xaig xal ovvexa-

l^a — ]^£^a* avxòg yàg ecpaxo


\eXov'' iA,r]7i(X) xexojui-

5 ]i,v?uov' olà xal vjisjusiva

] "'Eqqcooo . \-Xe, 3Ieooqì) x ^

4. x£>co/ui\lx:évai o meglio xexofiì\[ad-ai dunque, ÈTtcoJtvUov. — In seguito vjié/.ieiva

5. La prima lettera era forse t : possibile, ovv. v7ie/^eiva\[fiEv — ].

575, Frammento di lettera. A. 251/0 ».


(cm. 00X00)

]7io/.ec vjiEQ 'Egjuoyévovg xivòg xcòv

]ju noiiqoaig, &g àv ooi àjioòdji

]va oov xQecav l'xrjt

]ai yàg yjimv vnò (pUcov xivcòv

5 ]fxrj òoiv xexayjuévoi èv róìg


]v èxét ovxa, iva òià oè juì) òIuoqcòv-
[xai. — "EQQa>o]o. LAe, rognieiov xe.

2. xaXòJg a]/Li ovvero (per es. 384 7) y.a^.tòg 7. Fogmeìov : v. adn. 341 12. Edgar, Sei.
àv ov]fi. pap. 11° 17, 4; e il papiro di Dublino pub-
3. Difficilmente i\ya oov. Forse Tl'\va'ì Plaumann in Archiv 6, 276. In
blicato dal
4. -ÙJio (piXcov (così Edgar) piuttosto che una inscrizione del s. Ili'' (Sammeìbuch
vn ò(piXùiv. n" 462) occorre Fogniéov (cioè il solito
6 sq. òhcoQùJv \ltac]: cfr. Mayser p. 163 sq. Fogmacov).
576-577. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 25

576. Frammento di lettera. A. 249,8<'.

(cui. 8,5 X 7,"»)

Mv ?\l xcùi Jiagà "AQjEfulòÓQOv

]tj;v ìtciotoXìjv y.al \

Ira e]lò)'ji^

4 "Eqqcojoo. LkC, 'AìJvQ xy.

577. DiONYSios A Zenon. A. 248/7 ».

(cm. 24 Xl^'',^)

Dionysios 6 yewgyóg e probabilmente quello stesso a cui si accenna nel


n" 432 (cfr. 559 6), e certamente Dionysios e lason di questa lettera sono
nominate negli appunti di Zenon 429 13 sq. lason
identificabili colle persone
sarà stato un fiduciario di Zenon, un sovrastante ai lavori agricoli, alle cui
dipendenze erano Dionysios ed altri. Cfr. 360 4. 443 12. 26, e per il con-
tenuto anche 422. Calcoliamo l'ampiezza delle lacune in fine di ciascun
rigo regolandoci sui supplementi probabili dei rr. 1. 3 sq. etc. ma v- la :

nota al r. 5.

Nel r. 10 abbiamo scritto aoy[r]/[io]v e l'intendiamo come accusativo ma-


schile ; ci sarà stato forse èfxé nella lacuna. Non è inutile aggiungere qualche
parola su questa forma di aggettivo, della quale nei libri a nostra disposi-
zione non si hanno indicazioni esatte. L'esempio sicuro più antico finora
noto è aoxr]jua PRyl 144, 18 dell'a. 38^; a meno che da Diog. La. 2,8, 88
(placito di Aristippo) ehm òk ttjv ì)Òovì]v àyadóv, xàv ano rcòv àoyrjixordrcov ?],

y.ad^à cprjoiv 'IjuiófioTog y.xX. non si creda di potere indurre che àoiì]fxoxàx<x>v

sia proprio la parola di Hippcbotos (età incerta) o magari di Aristippo stesso.


W. Schmid 156. IV 695), evidentemente per distrazione, dà
{Atticismus 1

aox'ì](xog come attestato in Dion. Chrys. 4 § 89 (= I p. 80, 12 Dind. I p. 70,

10 Arnim) ma in Dione è ovòev àoyj]/uov E allora con egual diritto si po-


; !

trebbe citare Philem. Adelph. fr. 5, 4 (II 480 Kock) ovdkv nomv ó' àoyjjjuov,
ovxog xóojuiog o anche Gen. 34, 7 àoyì^fxov èjzoirjoev (Sychem che aveva vio-
lato Dina). Altri lessicografi, dal Thesaurus di Parigi al Moulton-Milligan,
credono di trovare attestato aoyi-jfwg almeno nel II secolo di Cr., citando i

Plujsiognomica di Polemon : ma in realtà àoytifjLa è del Pseudo-Polemon


{Script. Phì/s. I 316, 11 Foerster), cioè di un tardo parafrasta-epitomatore
bizantino, la cui fonte è un epitoraatore bizantino più antico, e questo pa-
Pap. Soe. ital. VI. 4
.

26 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

rafrasava ed abbreviava Adamantios (s. IV''), il quale aveva fatto altret-


tanto col testo di Polemon (cfr, Foerster p. Cli. CHI. CVII etc). Ora Ada-
mantios (p, 316, 1 Poerst.) ha ed è probabile che àxoojua avesse
ày.oopia,

anche Polemon. Piuttosto ci si può fondare sulla analogia di euoxì],uog, an-


che se (come crediamo anche noi) in Eur. Hec. 569 la lezione genuina è
eòo'pjjuoov (non -jiioog), perchè almeno in Plauto (Mil. 213. Trin. 625) abbiamo

euschemè, che presuppone eòoy/jjucog. Comunque, nel nostro papiro ào;/[?y/tco]r


sarebbe grammaticalmente scorretto; né c'è una vera e propria ragione per
dichiarare novicia et barbara l'altra forma (cfr. àvafficov ed àvaijiiog etc), e
tanto meno per escluderla dal greco del nostro Dionysios, che è un mo-
desto yecogyóg. m. n.

Aiovvoiog Zì'ivfovi i^ìqeiv. KaXcbg 7ioieì{g), et eqqojom y.al rà loinu G[ot xaxà

yvù)fiì]v ? èoTiv]

tQQOìfiai óè y.al avxóg. syQaipd ooi èjiioroh'jv, yv Tijua[ — J,

jiegl T(bv Q A> TÒ')v 7zv(ocòv) cbv Eyqaipag 'luoori dovrai fioi slg 07T\éQjiia. yt-

VCOOXE ovv]

OTi ov òiócoocv 'Idowv, cpdfXEVog jliì] VTzaQ'/^eiv o&sv òcbi. oh ò\È y.akcóg noti']-

oeig ygd-]

5 y-'ag od-ev òvvaróv èoTiv Àa^EÌv. 'Idoovi òè eyqaxpag iv rji jivqI — - ìjiioto-]

Irji' 6 ÒÈ àvayvovg rìjv èjzioroXijv ovò' cbg ecprj òcóoeiv o[ti ovk èmoTaxai o^ev]
òcòi. èyco juèv ovv rà y.ar' i/iavròv TieTcoirjya rtjv te yrjv è[y.d'&aQa vjidgyov-

oav ?J

vXrjg jueoTVjv xal TTegiywoag ijiórioa' fjv yàg [e]ì[g] gx K \à^g6'/ov' rcov óè

koincòv ?]

ovdkv ènoiovv . rà òè ojiégjLiaTd /noi ovdeìg òiò[cooi più di 20 11.]

2. Per es. fjv Tiiia\QyJòì]? ànéòwxév aoi\ ;


f:yitaidiisvog o&sì'^. — Per ovò' log v. adn,
ma se era un nome più breve, per es. 407 7.

Tifia[iog i]fi£?.Xs coi cpégecr]. Il nome 77- 7. È[>id&aga Mayser p. 360. In un altro-
:

fiuiog 420 7. documento che sarà pubblicato fra quelli


3. ek ojilég/ia per es. PLille
: 5, 7. del Museo del Cairo rag è^ayojyovg Sei :

.">. Poiché £.TiOTo]|2//< s'impone, il senso do- àvanadùoM


veva essere '
in cni tu scrivevi di semi- 8. fjv —
à^QÓxov cfr. 422 26. :

nare a grano' o sim., ma non ci riesce 9. Con ciò che exempli causa abbiamo sup-
di trovare un supijlemeuto così l^reve che plito (Edgar preferirebbe oi òè Xoi,-ioi) nel
si adatti allo spazio disponibile supposto r. precedente, si potrebbe qui aspettare
(forse jii'Qloqoóoov ì'j&tXEg £jTiaTo']\?,rji ci. rà yào c:i^ÉQ^iaxa xzk.', ma il frequente '
òé '

432 4 ?;. ùvzi roH '


ydg ' non è mica una specialità
6. Naturalmente ò probabile anche o[Ì'h del "reco letterario.

n
.

577. DALL' ARCHIVIO DI ZENOK 27

10 xal vvy àrxiXalió[.uvoi rov juij àayJì]juo\v yevé\oOac

«#,j£tv tò ojiéojua' ev&v[ y\do aoi à[^^t,^f\eda/ur][

*»*««: jv, vvrl òt- xaì ty. tov v7tdoyovT{óg\ fioi OTcéglfiazog è'o7tei()a?, xal è7ioc-\

ì]oduì]\v xd&agoiv y,al neoiymoiv tcov qx K y.Qu')(o\v? — ovvra^ov ovv?\


è\v rdyei jiioi òod^rp'ai rò ojiéQjua' el òè ju/i, ov nagléorai /à,oi? ènì xaiqov xara-\

15 \o7ia]otjvai t>]v yfjv. l-yQaipag òè xal ^ovg dovrai fxoi [x ooag oe tv èmaToXiji^l
)jiT?\)]y.a. àya7Zì]ròv ovv iyévero 'Jdaovi 7ioocpaoi[Ceo&ai, y.cà ecpaoxEv ori

ohi ^-\

7idQyo\voi 001 (ióeg &ì)Xeiai xg/joi/uai e^co ev ì^ev\

,. «JTcov èQydCsodai, TavQixà òk v[ — yM.)M)g ovv]

7ioiì)\oEig yodyiag òovvai juoi C£v[yì]

20 U** * ,; i,. „ J
ò, oìox Eivat C£vy)] e ,, «. „ ^, [ « ] ,. » ,, \

* « ÈxQ]riyfxaxog yevojuévov iv j^jt jueyd^jji òi[a>Qvyi

*«.**] eoxarov òoi^rivai òtà tò ndviag èxél èy^o\àv?


^To]vg }.aovg. ovv ovv (pgóvnoov tov èv rdy/i fi[oi

**. *t'Jra /<)) xaxayelaodco vnò xo5v àvxix\


25 \,^n^^]oi 'Idoova olà xò i/ié ooi fìovg ^^[,f^]ai[ — t.?\
cpa-

vepóv, mv jLiov dvxdau/jdvìjxlai

"Eqqo)o[o .

10 sq. Per es. f.TtiiielyaieQor ovi'ra^ov ;ifo-]j si potrebbe anche continuare a supplire :

[Qrjy]£lv (4ìJ2 4 sq.) z'o gtt. Tojr /.oiTicòv Tiàvroig oiaojv à\[òvv<x]TO)v f'o-

11. Data la diversa tlensità di scrittura, ci yaCeodai xtI Edgar é'^co .vV Csv[yog
. :

è difficile decidere se era fì'i9('[? ;']("<o ov- 18 e 19. La lacuua finale in questi due ri-

vero EvOv [/]«o : per evOv v. adii. 502 13. ghi sarà di 30,35 lettere.
W. Schmid, ' Atticiamm II 113. — Della 18. v[:TdQxovoiv ^ — . Spesso lavoiì^óv e rav-
lettera dopo ooi rimane iiu frammentino Qiy.à nella corrispondenza di Heroninos
che può essere di un a, l, fi etc. anche ; (V. PFlor II p. 296).
SI in seguito è molto incerto. Forse poi 19. dovrai : òovvav prima della correzione.
— /.uur][v f 21. Sarà stato scritto anche qui ì/gyy/iarog ;

15 e 17. ^ovg e ^óeg: Mayser p. 268. cfr. adn. 488 5 e PTebt 121, 81.
IG. àya:tr}TÒv y.rl. :
' si contentò di... '
(i;<a- 23. Per il plurale ?.aoùg v. per es. PPetrie II

vù); ea/ev avtip, l^rfoxeaev avzqt ; cfr. Plat. 4, 11, 4 (p. 14). 15, 1 b (p. 52). — In se-
Rep. 4 p. 435 D), cioè ' gli piacque di...'. guito sarà preferibile av^rj ovv all'am-
17. Si pensa facilmente ad un è'^co ir tfC- mettere l'uso avverbiale di avv. Qui il v
[yog, ma non abbiamo altro esempio che sembra una antecipazione inconsapevole
per analogia di :T?.ì'/r si sia usato s^m co- del seguente ovr.
.>»trnito a codesto modo. Se fosse possibile, 24. (h'Tiy.[adeaTcóro)v 1
. . . . .

28 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

Nel verso : L Xrj, ^aàxpi


Atovvoiov

30 ye[a)Q]yov

578. Frammento di lettera, a. 248, 7».

(cm, 8,5X11,5)

v]jio/iivìj fiata òi[ ] avTov a/dov)[aiQOv[

]dr] xaxà àjióvTo[g èdv^neg //-r/ ècpioxfji h\


]^cùv OS, edv ooi q)aivr]T[ai ^Qioaeva^g vjiag^el

] xal cpavEQÒv jiofr][ '"Eqo]cooo. L Ajy, 0ajuevò^ [»J.

5 iJi\exeXevoofxai zòv a[

(>. Piuttosto «AA' ot'x cuQov\_ — ohe àW ov xaiQov[ —

579. Frammento di lettera ad Herakleides. a. 246; 5 a.

(cm. 9X11)

\ai

\ovv\zà^a\g naQaò]EÌ^ai

KakUnTiooi {to\v nqòg rcot

èjzoi>cia)t àgànov A> e,

5 Tijufjg 'i]g y.al Toìg XoiJioìg

jiwXétg' xal zi]v yogio-

cpÓQOv yì]v Ttagadei^ag

'laoovi

"Eqqcooo . L ^, (PacTxpi y.e .

10 Nel verso: 'HQanÀelòfji

1 sq, Per es. IxaXcòg noirjoei?, el' aoi cpaivs- potuto dire anche qui ÌQaxorpÓQOv yv^
T]ai, I
[ovv]xà^a[? xzX {doovgag ) e.

4. agaxog e x'^Q^'^^ calcolati ad arare per 7. Per il significato di jiaga(5£<?a? (cfr. r. 2)

la vendita (cfr, per es. 368 14 sq. xÓQ^ov v. adn. PTebt 79, 16. Il participio è pa-
^/ÀiaQovQiov ov èjiQid/Lirjv xrX.). Ma avrebbe rallelo al ovvrd^ag del r. 2.
. .

580-581. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 29

580. Conti. A. 246/5^.


(CUI. 11,5X9)5)

Il segno b (presso a poco nella forma che ha il segno della frazione '/,)

vale, come ha visto l'Edgar, V4 di artaba, cioè 10 choinikes. Allora, poi-


ché nel r. 6 il conto è :
*
per 8 (persone) a choin. 1 ^/^ ciascuna, totale 12
choinikes ', le persone nei rr. 4-6 debbono essere B, la prima delle quali
sarà -Caicoc (meno probabilmente -^aicot; Edgar per es. [rayìì A]oiaicoi). In
seguito nei rr. 7 sq. :
'
1 choin. a Syra, 1 a Doros, 1 a Kritos e al naiòà-
Qiov di Demetrios, totale 3 choinikes ', che aggiunte alle 12 precedenti danno
come ^stimma summarum choinikes 15'. Queste vanno dedotte {ó) da t»
/,
cioè dalle 15 choinikes del r. 3 ; e cosi si ha il pareggio.
nagà luaovog
L ^, 0aQjuov§i la, ly^oìtivqov /:> y

]a^ag A> e

I
y.al otuiòdleoùg ^évia h y\ \C

5 ["JQfJocot Novjiir]vicoi 'EqjjleI Tégjicoi

^xerpàvoH / ?y àv{a) a^ j ii
x
Zvqai a Aoìqcoi a Kqìtcoi xal tedi

ArjfxYiTQLOv Tiaiòagicoi a j x ! l>


X

2. ]«/.«,- ovv. /J.ac; forse Ixal u]/.lag. .). 'Eg/^eì : Mayser p. 252.

581. Fkammbnto di lettera a Zbnon. A. 245/4 «.


(cm. 11,5X8,5)

àjiooreXovjLiev 001 avrà


ab ovv, et vjidgxsi, àòg
rcot cpéoovxi 001 r\-)]v\ ìtzio-

5 TO?.ì]V.

"EgQ[coo]-&e

L y, ii[r]v\òg 'Etieiti

^
Nel cerso : Zì]V(ùvi

7. 'E:pcEÌ-i : adn. 522 8.


.

30 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

582. Frammento di lettera. A- 244/3^


(cm. 6. .5 X 7)

]v. tÒ juh' ovv [ s

yjgdifag im rìjv \

X]oiTiòv Tov yevt'jljuaTog

]vai avToIg [eav^l

5 ] "EoQOJOO. \-ò, 'AduQi

583. Conti di spese per pecore. Dall'A. 251.0^ al 244 3".

(cm. 10X14)

Probabilmente spese di manutenzione, poiché del primo anno (= 35° di


Tolomeo II) si calcolano solo undici mesi il che mal si spiegherebbe se
;

si trattasse di pagamenti fiscali. Al solito, poi, l'a. 39" di Tolomeo II è in-


sieme a. 1" di Tolomeo III; v. per es. 388 11. 35 etc. m. n.

Hoòg Ilaovv Ajuevì'jcog. è'yei Jigó^ara oa tov

le L <Pa^uErà)d èy.àojov tov hnavTÒv [-f}f

I T^^ia ]uju h^ 1/5/^7-


y.aì TOV Xg L /tu i^ \-QO^f

5 xal TOV XC L Jiiu i\^ \-QoC]P


y.al TOV ?ii] L jUju ifi hqoì^f
y.al TOV kd^ L Jiji i^ \~Q0^p

y.al TOV (i L Jiji ijì \-Qo'Cf

y.al TOV y L jifl i^ \-q{o\(^P

10 y.al TOV Ò L /ì/7 i^ \-QoCf


elg tÒ avTÒ h ave — ~-

eig TovTo o TÉTay.Tai èmòi^àToo

GVfx^ola cbg TÉTay.Tai.

1. l. JÌ[xsvé(og ne nei righi seguenti, firj{vcòv), come ci do-


2. Poiché per l'a. 35" il conto comincia dal manda l'Edgar).
Phamenoth e comprende soli 11 mesi cioè 3 e 11. réragrov (''4) qui e altrove è rap-
dr. 162 ob. 4 ^4 sulla quota annuale di dr. presentato da tf in nesso.

177 ob. 3), sarà da indurre che, in quel- 11. La somma totafe {sìg ro avrò) dr. 1405
l'anno, Phamenoth era il secondo mese. ob. V4 resulta da 7 poste ciascuna di
1

3. Si aspetterebbe Tcòr la Jili (in nesso = dr. 177 ob. S, piìi dr. 162 ob. 4 ^^ del-
fitjvcòv; non par possibile leggere, né qui l'anno 35° (v. r. 3).
.

584. BALL ARCHIVIO DI ZKXON 31

584. AuKsiLAOS A Zkxox.


cm. 5»
X3ò)

Come risulta dai rr. 10 sqc]., Zenon possedeva uno stabilimento di ba-
gni in Arsinoe ; un altro, secondo 395 4, ne possedeva in Kohai (Fajùm ;

V. PTebt II p. 385 sq.)- Mancano indicazioni di luogo per i (ìaXaveta a lui

appartenenti, dei quali è menzione 445 10 sq. (cfr. 21 sqq.) e 547; suppo-
sto, come è probabile, che anche il n" 547 sia diretto a Zenon. Edgar {Sei.

pap. lì" 15 Introd.) crede che l'Arsinoe dove Zenon riceveva lettere nell'a. 29*
(dei documenti nostri v. 326 16. 505 10. 558 9) fosse fuori dell'Egitto; ma
mi sembra difficile distinguere l'Arsinoe dei palaveìa dall'Arsìnoe degli altri

documenti (cfr. 553 16 [a. 26 "j. 360 9 [a. 34"J), e non è probabile che Zenon
ne possedesse fuori dell'Egitto. Profitto dell'occasione per correggere —
l'errore incorso 326 16, dove va letto LxO, e non Lx£. Ce ne siamo ac-
corti, dietro ammotiimento dell'Edgar,

Irlyr/oiXaog Ztp'covi h]ffev ^aXavelov,

yaigeiv . 'Aju/iicóviog IO dtXei oh. xal tÒ vTido-

6 ànoòiòovg ooi rrjv yov 001 ^aXavEÌov èv


èjiioro/J]^ rvy/u- 'Agoivó(ì])t òieyX.a^dv

5 rei òjv Biaiov ovvroo- avvyga(pt]X' òé ooi ovy-

(pog. f'oTiv de ex yévovg ygdii'erm xal è(y/òó'/ovg

^aXavehg ajxa re 15 rOoi xaxaoTijoei ròìv

xal tÒ Jiao' f]aùg i^n- (fóoo)ì'. vTràoyovoL òé

5. avvToo<po? '
fratello di latte '
o sempli- Xeuoph. Hell. 1,7,35 èyyvtjzàg xazaai^-
cemeuto comjiag'ao di faucinllezza ': Biai-
' aai), come abbiamo iySé/eadai e èySo/rj
og era evidentemente persona nota e ben- per «)•«(?.; v. adn. 349 8 (cfr. 566 8 sq.),
volnta da Zenon. PO
7. PRyl 106, 1034, 2 dove avremmo dovuto aggiungere che
2 etc. avvTQoqpia adn.PTebt 407, 6. Del neppure in Schol. Soph. El. 942 {qpSQsy-
resto, ovvioofo? non ha altro significato yvog kéyezai 6 èxSs^dfievóg xi xaX Svvdfievog
neppure nella formula ovvTQorpog xov /?«- vuiorìaai xzX .)va mutato col Papageorgios
ai/.écog : v. Dittenberger, Or. gr. nelle an- ìy.ò. in àvaò., pur essendo vero che un
notazioni a 247, 1. .372, 1. Cfr. anche altro scolio allo stesso verso abbia invece
Syll.- 365, 6. Svva,uh'tj (Crysotherais) ùvadé^aadac . An-
8. Intendi .Tao' t'/tiìv. Per t^si/.rjcfev v. adn. che in Edgar, Sei. pai). n° 5, 11 Fydo/eT[g]

393 3. Il composto òiea/.ufi^dretv (r. 12) = àvaSo/sìg (Lobeck, Phryn. p. 315) ? Né


non sembra occorra altrove. questo sembra inconciliabile col significato
14. F.(y'}òóyovg (tmv (pÓQMv; il secondo <o che giustamente dà alla parola il Ditten-
corretto) = àvuòó/ovg, iyyvovg (cfr. per es. berger nelle note ad Or. Gr. 140,9. 591, 4.
.

32 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

juoi iv TàvEt y.Q{i'&i]g) >ó qv 25 Xoig, Iva /ni] ovvjié-


y.aì
y.al 71v{qov) qv. d òvvr]{i) ocooi . JiEQi
^

rrjg xvvog
^

ovv jLioi avtàg olxo- nàoav ojiovòrjv noi-

20 vofXfjoao'&ai l'v[a\ av- Tjoai' ov ydg aoxiv èfxrj.

xàg àjievévxcojuai' yQdxpov ovv juoi jieqI

et òè juì] ye, èr tòji 30 Tovrcov avTiyga-

TiaQÓvTi XQ[i'&rjg) A> x cpa.

£ig TQOcfìp' TOig nó)- "Eqqojoo .

Nel vers,o Zì'p'CàVi

18. òvvì](C) indicativo : cfr. 400 9. E per 26. ^eqì :


1' £ è corretto da «
l'ellissi dell' apodosi ih. 12 adn. In se- 27. nàoav ojt. xt).. : 340 19. Invece con l'ar-

guito, olxovoixrjoaa^^ai iva etc. (da sottin- ticolo PHib 71, 9 tÌ]v jiàoav otz. 7toii]aai

tendere poi anche nel r. 23 olxovó/iujaai ojicog HxX. 44, 7 sq. ov yàg òg è'rvysv tieqI

oppure qualcosa di simile) vuol dire di- :


'
rovTCOV xrjv OTiovòrjv \
noieìrai 6 diocHì]trjg.
sporne in modo clie io le abbia ', facendo 30 sq. àvTiygaqpa : nel significato di dvri-

un contratto per il trasporto o sim. yQacprjv.

585. Amyntas a Zenon.


(cm. 12X14)
\^A]iJLVVTag Ztjvcùvi i'^ìqeiv. 'Y7io[yéyQaq)ó. ooi Tìjg Zzariov ? JiQÒg r/fiàg]

[ejTTtOToArJs ràvriygacpov . xalcòg [ovv jioi^oEig òovg ròv Xóyov ? xìbi ànEoxaX- ?]

\fA\Évu>i vnò NixdvoQog ènì xcov ^v^U[o)v

[È\v xà^Ei.

[2^x]axiog lAjuvvxai y^a'iQEiv. Tòv ?,óy[ov? — Jiagà Ztjvù)vog xojuiod-?]

\jLi]£vog xal àjTooxEilag ì)juìv xi]v xalyjoxì]}'

tjjulv ioxiv. olà tÒ òè rovg 71qÓxeqo[v?

[yJQafijudxojv noXXà xmv yQajLijua[x

Nel verso : 'A/uvv ?\xov

10 Zì]VCùVL

3. Se Nikanor è un vnoòioixrjxrjg (v. 632 11), 5. Il supplemento \_Zi']àxiog è naturalmente


tanto più sembrerà probabile che si dica molto dubbio. Il nome occorre, di per-
qui di una persona da lui mandata '
a sona dell' entourage di Zenon, 445 25 (il

prendere '
i libri dell' amministrazione : Geutilli aveva letto SvXviog ; dobbiamo
km xùjv ^v^Xl\o3v xof,uòrjv ? xaxaKOixiÒijv all'Edgar la corretta lettura Ziàxiag).
(PFlor 358, 1) ? Cfr. 439 2 sqq. à7iéoxa}.xà 7. olà xò Se : v. adn. 410 26.
COI I
rÀavxiav >co/.u^ovra \
xovg kóyovg xwv 8. Forse xcòv yQafifialxécov — ?

ysv\r]^àxo3v xxX.

i
.

586 587. DALL' ARCHIVIO /)/ ZKNON 33

586. Anik'etos (?) A Zkxon.


(cm. 11 X 1^'

ZijvMvi yaioei[v 'Aì''^\ty.ijT[og? Toì'^ èQydrag àyai\


i/iHì' Ixavòv ot[ » « » I
» « # [
y.aì TfT)ì' àvayy.aioìv \

oi re èoydrai tmrj *,, \ve}.a[ 10 l'oya OF. 7rooaòeyóue\ror ?

òiòóì'ai y.o/.ay.evovTei;
rotei

,
fOTìjy.ÓTd))' Tióoovg \
— ov2\
[

yno ìoyvofiey io(pég\i-'iy ?


5 Tieoì fjUMv orrog (ir x[
Ol'V GvvTa^ag rotg s *,j

TiouTrnoy fièr €ve^\


eìg TOC y K rà a\
òtòó)'a\i TJor^ Tov^ èoyldrag ?

J}. è.Tt t[c5v] è}.a{_ióv(oy piuttosto che f/.a[iovo- S. È possibile anche àvayl
ysioìvì Nel r. 14 si accemia infatti ad 11. Verosiniiluiente un comi>osto come xa-
arure di terreno. TL^f:ar>iy.ÓTo>i' o sim.

587. Etearchos a Zenon.


(cm. 12 X Ifi)

'Exéaoyog Zip'Oìyi yaigeiy. Ilfjooé-

xa^év ixoi àióxifÀog ygdìpai ooi mi


TxagéoTcxi eìg (PiXaòÉk(peiay d)g uv

s$ 'Oyvéovg y.al Moiedvfuog, yen


Iva, tàv jó(| slg 'AXs^dvòoeiav (iovhji

ovvxaxaTiXevoai avroji, ttooo-

eroiuao)]i .

"Eqoo){oo. L *=*! 0acoq^c yg.

Nel verso : Zì'jvgjvi

1 ^ExÉanyo:; : v. 417 Introd. 51S 3. 598 2 ero. lek) ad 'ira (r. 5) ? Ma può essere il solito

2. Atóiifiog: fra i impiri del Museo del Cairo ó>g av temporale. Nell'uu caso e nell'al-
compare uu A tÓTiuo; vnoòtoixì]Xìjg, e però tro manca un verbo come àvÉldrji o sim.

l'Edgar, che ce ne dà notizia, crede che 4. 'Ovviovg, i>iù tardi (BGU 1202, 1; a. 16*)
qui e 566 591 6 sqq. (anche 361 5.
;">.
nell' Herakleopolites. L'altra località cora-
4001". 425 n) Diotimos sia appunto 1' v.to- I)are nei nostri papiri Zenoniani sempre
hioiy.rjTt):;, non V àvTr'oarfev; che ahbianio nella forma Moidving (v. adn. 341 10), ec-
trovato 509 1' cetto 629 l>. Por la ubicazione v. Edgar,
3. TiagioTai eì; 'I>. cfr. 374 13. :ing nv — »S'f/. paP' p. 160 sq.
in significato finale (adn. 521 9), jiaral- 6 sq. TTooosT.: 'tu ti faccia pronto'-

Fap. Soc. ital. VI.


. .

24 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

588. Heraklbides a Zenon.


(cm. 10,5 X !J)

E da sperare non sia andato perduto il pezzo ora mancante a destra.


La lettera, sotto più rispetti interessante, è diretta a Zenon, mentre il verso
hsi 'Ayìjvooi nell'indirizzo: appunto nel verso. Un
crediamo che l'errore sia

"Ay/p'coQ oTQaxYjyóg è nel n° 393 8. 24 (delPa. 6° di Tolomeo III), un altro (?) "Ayrj-

rcoQ insieme ad un Kqóltmv (cfr. 020 25. 622 2) troveremo in seguito, m. n.

'HgaxXeidìjg Zrjvcovi yai[Q€iv.

GiHiag vnò rcov [*^^^^]cov #[ — ?lOi-]

novg y.al xàg ;f^a[ag ool ? 7i\aQexojn[

avhjr. ólòev òe xal 'OvvàxpQig [

5 ty Òe ^v^^^x^ ^e<p[ — (5/óco- ?]

ói /ioi èmOToXì]v TiQÒq xovg (piXa[

èjiiyóvmv /ned'' otiXcov è^e^a[

TijuoxXéovg xal jwv y£iT6v\oiv

^OvvdxpQi, ojtcog av fu] xoùXvcùoiI

10 dwjiev èm Ilexvoiog xal Aio(pdvT[ov

Nel verso: 'Ayì)vooi 'HgaKÀelòrjg

5. èy 8è av- ovvero 8v-. documeuto. Intanto v. Lumbroso, L'Egitto


6 sq. Forse <l>«Aa[, un nome in genitivo (<?«- dei Greci e dei Romani (Torino-Roma 1882)
kaòe^cpeiag '^) ; e inseguito; — rwv h x] |
p. 77 sciq. e principalmente Lesquier. Les
ijiiyóvcov {sTiiyovóiv sembra da escludere) : inst. milit., p. 52 sqq. Le parole fisd'' o^ikcov

cfr. PLond 23, 70 (I p. 40) rovg èv rfji confe.-mano che si tratta qui di soldati in
Mi^ifpei EJiiyóvovs. Soprattutto per questi servizio attivo, ciò che non ha nulla a ve-
inìyovoi importerebbe aver completo il dere con quelli che son detti r^? èi^iiyovfjg.

589. Hypomnema di Hermias a Zenon.


fcm. 7X21)

Non è certamente 1' Hermias del n° 380. m. n.

ZrjvcovL laioeiv Jioiìjoaig, et xal ool

'Egfiiag. Kahog av òoxeT, negl tov òxpa)-

I
. . .

Ò90. DALL' ARCHIVIO DI ZKSON 35

viov ni'rra^az 15 fie 2.(ónoH, o7i(ng àv


ojico^ àv ?Mfico- nao' èxeivov Xafi-
jjeì', Iva xai sìg Kqo- ^dvo)uer xal
xoòiXcov nóXtv (xì'j oe ivoxXùJjuev

àn.oòì]jxy]o(o, o.-iiog TiQÒg jioXkoXg arra

10 àr y.ai toT^ txe7 à- 20 [of xal TTQÒg ànoÒY]-

Tioòcójiiev. TTQOOa- fuai, iva xal amòg


$uo Sé OS xal aV ròv TiQÒg ràn P'gywi yi-

koiTiòv yoóvor, el xal vojjLiac

Gol òoxeì, ovot)]gÓju Evxvx^i' •

a sqq. La povera sintassi di Hermias ri- autorizzato a pagare i salari! di altri


duce tutto ad ó'.Tcoì «V e iva agenti.
1.5. Sosos evidentemente un sottoposto di 18. Cfr. 571 9.
Zenon, che in luogo di Zenou può essere 15). Cfr. 35)1 27 tzqÒs jtoXXoìg avihv elvai

590. Hermolaos a Zbnon.


(cni. 28X11,5)

'EoixóXaog Zìjvtovi, [xaiQsi]v. El avtóg Te eggaynai xal ov[g avròg ^ovXsi,]


tÒ òéor nv shjf vyiaiv\ov òk] xal èycó. xaXcóg Ttonqoeig [

mG>,[^**»]To;ror [ e. 8 11. eyJQaipa /7j;^<*,[*,] xal €io[

/ì:io[/ieué]TOì]oai a[ C. 8 li. ]. tisqI ù)v òè d7ieoraXx[

-0 ovX2a/.rjoai ooi, ;fa[o<£r?]/*[ot (p\Q0vxiaag ijiijueXòjg x\

i]IMv d)v àv 710» «. [10/11 11. ]xai.

"Eqqoìoo. L [

Nel verso: Z)jvùj[vi

1. y.ai — /fovXet : 610 1. Edgar, Sei. paj). 4 sq. Per es., con 1' Edgar, tisqI wv Ss àjcé-
n" 18, 1. aTaXx\_a zbv òstva &are]\avXXaXflaai aoi, /a-
2. SII]! : Mayser p. 126. [gieì'} fi[oi xzX.
36 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

591. Hypomxema di Massichos a Zenon.


(cm. 13 X 22)
Zìjvcovi yatoeiv Mdoor/^OQ. 'Evé-

rv/,óy GOL Uycùv Ini j10q[ev-\

oofiai JiQog 'Ajio/dcóviov

negl rou àgyvgiov ov EÌoé:x-

5 ga^év uè fPùioy.og, xal l'À[€-\

yég /loi on y.al (Ai}ÓTijiiog

Gov eloay.ovoì]Tai . eì ovv ooi


òoxH, ZÌiOTiiiov còde òvxug,

flody.ovoai fiou y.al ^^i,Xioy.\ov]

10 OTf eloénga^év f.ie ùdily.wg]

h^tcf. y.a?.(og àv off'v ;to«/-]

oai(g / ovvavxdafìójuevólg jiiov ?,j

iva jiù] Tov ?Mi:n:ov rov[To yi-\

vt]rai' t'iòr]iLii]òet^if[» ^ :^ oò-]

lo ò^ àv k\uì]v (hòe, dAA' ^[j'ì^A-]

dov àv dg xà lòid ,aov |

'
fEl.

6 sqq. Aivzitxog cfr. adu. 587 2.


: con Edgar, non soddisfa). Possibile sembra
9. Il medio slody.ovoai per iufluenza del pre- sì òé jm' eòei Sov[ì'ai etc.
ced. EÌoaxovaezai f Oppure l, eiaaxovoai IG. Dopo ibiov e' era spazio iier 3 o 4 lettere
(dipendente dal parentetico Soxeì). (per es. s'gyai In altro contesto PO 1457, 13);
I4r. Intendiamo ti Sé come nel r. seguente ma potè non esserci nulla. Allora con «V
efit]V = ìjfi7]v ; cfr. r. 7 doaxoòatjTm = el- rà tòiu iioii =
al mio paese
• cfr. Anal. '

oaxovoezai e v. per es. adu. 421 4 etc. Bolland. 32 p. 127, 10. 29 sìg zù Idia.
Ma in qualsivoglia ipotesi {et òè /.lìj òsi, eì Frequente è eìs zfjv ìòiav (per es. Polyb.
Sé fj.£
Ssì, sì òÉ /.le /t' sdst etc), ci vorrebbe 3, 99, 4) ;
fieivavzeg ev zoTg ìòiotg Ditteub.
forse maggiore spazio {sì òè jutjò' sJ.Tal? SylP. 41S, 90.

592. MoscHOs A Zenon.


(cm. 8X9,5)

Móoy^og Zi]v(ovi /a[ig£iv. El eggcooai, y.al rà à7/.a ooi xrX. o siili.]

tv àv E'/oc vyiaivov ò[k y.al èycó oppure avxóg.

1-2. Non è probabile la formula più breve Eì ì'fjQioaai,'] ev av xzk. 2 sq. àSe/Si\q;òvì eyQd]\qoyf

1
593 594. DALL' MiCIIlVIO lìl ZKNON 37

(fov TeooaQaxovja av ovr \

xul SoV'; (xrzòy Koijvìvl -^j

5 os ov àv xazaaTÌji y.a\

Hai Tov oóiiazog o:ico[g

3. fxv: tìa intendere fwàg ! Allora sarà da 4. Koiron cfr. (Jl-t Introd.
:

iuterpungere innanzi a TFonan. 5. Ancbe ó'aoìi ay.

593. Hyì'omnkma di Xikandi.os a Zexon.


^cni 12 XU)

'Ynójiivrjfia Z^vcovi jÌjv òt: Ti/iip', ws fì\v

Jiaoà Nixdvòoov. Kaza- fjfielg 7iuQayevdj\iJie-\

oxevaoóv /lot oroójuaru [^a, à:;Toò\o')oo) ooi.

Toia àvà jnv{ng) ir ^mutilo)


5 xai ì^uXoraTiièa:: y.

Nel ver&o : Zt'jVon'L

Tiagà NiuàvÒQo[v\.

'1. Probabilmente il Nikandros di 3S<> 7. 8. Può darsi che in seguito nel pezzo di
•>. Cfr. Becker-Goell, Charilìe>< III 77. papiro mancante non ci fosse altro che
Edgar, Sei. Pap. n" IG, 2. Èmv/ji.

594. NiKANOR A ZrNOxV B Kriton.


(cui. ó4,5 X li'vJ)

La lettera, scritta in tre colonne, è mutila nel margine inferiore, di


modo che le due prime colonne sono incomplete (e non si può congettu-
rare quanto manchi); la terza sembra completa. Nikanor (= Xlx. vjioòioixrj-
tyiq'ì V. adn. 033 11) avverte Zenon e Kriton (per Kq. v. Edgar SeL pap.
n' 14. 16 Introd.) di aver mandato Leonides con una nave a portare ad
Apollonios vino ed altre cose, con l'ordine di scaricarle a Memfi. Se poi
egli dovesse navigare fino ad Alessandria [ng Tióhv r. 7; cfr. 525 6. 533 7.
38 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

14. Edgar o. e. n° 8, 12 sqq. n° 13 Introd. etc.).... <il resto manca). Segue una
nota dei vari generi mandati, a quanto risulta dalla postilla sul verso, quali

^éna ;
cfr. 537 3. 514 2 adn.
per cui m. n.
Comunicazione dell'Edgar: Bmiavaia <r. 18> is Bethanath in Pa-
P.S. ^

lestine (transliterated B)]&avaéa also). The mention of MéXag in connection


with Bethanath is another indication that n° 554 (and probablv also n» 444)
was written from abroad. The writer of the present letter may possibly be
the Nikanor spoken of in n" 495 12 and our n° 14 as a man of authority
in the province of Syria .'

Col. I.

Nixdvcog Zrjvcovc Kq'uwvi xc-iQeiv.

'Anéoraly.a Aecoviòìp' àyovra

èv Tcòi xv^aiòicoi, mots AnoXXiovUm,


oh'óv T£ xal tÒ ?.oijzà ooa vTifjoxav,

5 xal ovvréraxa. avrcòi elg Méjuq)iv

nlevaavTO. è^sléodai' el dh

xaranXevoai avròv dei sig nóhv,

Col. IL

TVQOV Xiov OTa/Livog a


10 èXmvcóv oxdjuvog a
è)M(òv xsQd/uia i

cògamv xeQàjuia ^
oq^ì]vécov ^
vjioyaoTQicov a
15 HQSMv èla(p.Éaìv xeQ{dpuov) a

[
] XBQ{dfXl-) *

3. xv^aiòlcai è il diminutivo di xv^ala, per di '


cacio di Chios ' (per es. Becker-Goell,

cui V. Edgar Sei. Pap. n" 2 Introd. p. 163 ;


Oharikles II 332 ;
Pauly-Wissova III 2291).
senonchè indica qui un battello fluviale 10. èXaivùJr: cfr. 428 59. 535 22.
(cfr. Edgar o. e. n° 12 Introd. p. 230). 13 sq. Cfr. 428 67. 84.
i>. Non troviamo altrove speciale menzione 15. è?.aq>s(ov (= sXacpsicav) : cfr. adn. 392 13.
.

595. BALI/ ARCHIVIO DI ZENON 39

Col. III.

y.al là Tiaoà MéXavog ex roù

ir Bairavaioig y.xìjjiiaiog

oivov ^vQiaxov jSavijózia

20 xal xì]QÓxlvoTa

xaì fiaXaxov

Nel verbo Tiaga


Zt^vcùv[ì\
NixdvoQog
Kq'ltcùì'ì
revKtìv

19. paroma : v. adn. 428 12. 53.> 23. 21. fxaXaxoìi se. oìvov
20. Da intendere xìjqcò xexlvo^iéva (v. gl'in- 22 sqq. Tiagà Hil. La postilla uou è di mano
terpreti a Theocr. 1, 27) ? di Zenon.

595. Hypomnema di Nikon a Zenox.


(cm. 10 X ^)

"Yjiójuvìjjua Zt'p'covi ^ojiiat. yivovxai ók xal

jragà Nixcùvog. Elg tÌjv rdqpQot TQeìg èm oyoivi-

juev oxa(prjv xal ya- a réooaoa dydo/jjLio-

QaxMOiv, cooTiEQ xal oov, chg Tov oyotviov ='


oh èyòéòwxag, noooòé- 10 / t- ó. oi'òrjQov de eig rrjv

2. Ni'xcovog-.ch-. Introd.4f>2. Sei. pap. 28, 1. coo.Tfo yal ah h/S.). — JioooSé^oiiai (se. ooiì
5. èyòéòcoxag: '
hai disposto ', 'hai coman- cfr. adn. 372 9. 614 23 f PO 1169. 20) :

dato ' ? A questo significato si arriva mo- forse vorrà dire '
porrò a tao credito, ti

vendo dal solito uso di èy.òiòóvai 'edere) accrediterò (la somma ricevuta e qui nou
per la pubblicazione di leggi, decreti etc. indicata) slg oy.a<pìjV y.i)..'. — Ma giusta-
Per es. rà nsQi xòjv xaroincov èy.dsSofiéra mente Edgar confronta Sei. pap. n^ 30,
jiQooTayaaTa PTebt 61 b 224. 72, 154. 32 e annota :
' Ma:iE(j y.al ah 1-/8. perhaps
Forse è lecito anche confrontare il sem- Oli the sanie tcrms as iho.e on which yoti
plice òiòóvai 442 2. Ma è possibile anche ìjourself hiive (jiccn oitt sudi worh io con-
che Nikon abbia lasciata nella penna l'in- traetors '.

dicazione di strumenti o altri oggetti elg 10. Il conto dovrebbe dare dr. 4 e ob. '/^ t

ay.arpìiv y.al yaQdxooaiv (allora però non è trascurato così 1' òy8oi'iiA,ooov del r. 8.

s' intende facilmente il y.ià nell' inciso — olòr]oov : cfr. (J29 1.


40 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

oyM(fyì]v oh òco^ eìg oxa- Emvyei .

(pìja TQta.

lì. 1. òò^-. 14. Le lettere che nou iutendiamo {àròoòìvì


11 sq. oxatpfia : cfr. PPetrie II i>. 33, 5 (III "Avòqcov ?), sono (li altra mano. Forse ci
!>. 202 e . Mayser i». 74. saranno stati altri righi di scrittura.

-596. HVPOMNEMA DI PETRMINLS A ZENON.


(cni. 12 X ^)

'Y7iójLivì]jiia Zì'p'wvi Txa-

gà IleTEfiiviog . 'Aq)^ ov re ye-

yóva/uev èfi ^HÌMÒekcpÉai

oh fjjiiàg xÉTQEfpag, xai

5 tÒc alyag D.g elyov jraQi]-

océjurioà ooi xal toi(povg o^,

I
# j,. 'Hq^ai\oriàòog x'Q

[«*#««* jaoid^jiii'joag (p^[ 2-3 11.?]

10 I..*... ìcovlcoi J 8-9 IL I

2. flersiiinog : cfr. 3()S 1. ólJ) 1. — Inse- 15, 29. PThead. 8, 11 etc. L'uso comune
guito il TÉ è da porre in relazione col y.ai della paiola è anche presupposto dal nome
del r. 4. jiroprio fptlÉQicpog, o, se la testimonianza

3. ^OMÒe).(pmi : Mayser p. 67. delle epistole rustiche di Eliano può e


4. Yeitch {Greeh Ferl).s^ p. 647) rejiistra una deve lasciar dubbiosi, ^ilrjOKfOQ Corp.
V. 1. un frammento di comici.
zsTOEqjs in Inscr. Att. II 1208, 14.
6. t-QKpog vieu considerata come vox poe- '
S. Forse sj o anche ò.tÒ 'H<pai]oTiàòog (cfr.

tica (Witkowski% Epist. priv. 21, 18);


' adn. 388 26).
probabilmente solo perchè le testimonianze t). Forse 7iaQ]aoid'(iì'iaag (ci. r. 5 sq.).
più antiche sono di poeti. Cfr. 368 14 sqq. 10. Se il nome era 'AnolXmvlwi, nella prima
PHib 54, 18. Esdr. 11,7 etc. èolcptov Lne. lacuna forse non c'era altro.

597. Python <?> a Zbnon.


(cni. 2.",5X12,5)

II[tfi,K:\v Zrjvcovi yatoeir. Ka/.cTjg Tcou'joetg, >ia&[djieg

ìj^uol/io.] y.aì nleovdy.tg yéyoarpa, i.iera7iei.upàfievo[g

Tjfùr y.aì oiy.ovonì]oàuevog ttf.qÌ xìjg eioóòov rì]g elg t)j[v?

"EoQO)o[o

1. Forse 77[vi9a)])' piuttosto che 77[i'om)'] 3. oly.ovourjoàiievog : cfr. 584 19.

(418 1. 571 Introd.).


.

V--

598. DAIJV ARCJiIVrO DI ZKNON 41

598. SosTaA''v;B a Zenon.


(firn, .
.-a«)

Questo Sostratos non 6arà il franilo di Zenon (cfr. adn. 431 2), ma quel
S. che è detto fratello di Damis ? di Ktearchos (500 6 ma v. adn.). ;

2.'a)OTù(tTo^ Zì)v(ovt. iciorAy.

'Axovoa^ tù .-Tao' 'Erecoxov y.aì

T)/)' naoà oor 'hay-voÌK ì^ttxgto^/jIvI,


uh-
a y.aì t xoidò»' èjue,u.cr^rì'/y.fn'

5 ìjòì}- o/f-òòy yriQ eK o ìyr,yQdq)eig

.T^tj]i9os iyyiCer rò ài-: '\.oi,7tÒv ovv-


ayogaCù) y.aì ecqìoxu.ì . n.qnoxaQxé-

grjoor oh- eco: àv ^SzilairioQ Jiaga-

yévì]rar ìj^ei- Oh ti/i. ,".

10 ""EqqwIgIo.

yoàq)eig /loi, mv rà(; r ììavrj; fie-

TorjOì]i, è'n ?.omàg ò(psucm9ai Jivo[(bv)

/3 cpTT [iooT eiy\ 8ÙK OH rov e^ei fioi,

Tuc re UT y.ali iJTicatoÀip' àX-

15 lv)y /o y.q^idvn') q koa uì'iHOCtvog fjg e^ovoi

rò ovrfìo/Mv 7TVQ\oyv] '>t,, cóor' eirat

elg sivQMt' /.óyov /j oj ^C

y.aralFinofTe^v:yoQi'juvio. cImi al.

4. {yjh'n;) li't-v y.aì jginy.oaia::) : iutendi ào •


ju q. Infatti, come lia visto Kdgar, la
rufin? fìomma delle artabe nei rr. 14-16 è di ar-
l:^. é'oic-Toì' : ' finora'. Non conosoiamo tabe 1400 di orzo e 57 grano sicché di :

altro esempio (cfr. PFlor (il, S9 «.tò roti tenuto conto che nn'avtabadi orzo equi-
f.TÌ o/jiiegov), e l'inserzione del tV (in- vale a 3/- di una di grano, è giusto il

vece jTQOToì- Sé etc. : v. adn. 343 ?) piM totale 897 eh m'OMv /.óyor.
far pensare ad un fok- òè lor (rùv >> sim Jii, oXai ai" abbiamo riconosciuto dietro sug-

Ma FOK è lettura affatto incerta. gerimento dell'Edgar. Il resto rimano


U. La cifra dopo w può essere o corretto oscuro (xaTa/.ft.-rovTf^, non -vrai, è chiaro).

Pap. iSoc. ital. Vr. g


m PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

èvay.óaiai. neoì ó)v yQaijtco 'Eoj.iacpiX(Oi

2() xaì 'JtijKovl y.al 'HQaxÀsirof òuonolo-


yi'jìhj yào èm tovtcov .

21. ijil TOVTwv : si coaveune così a tempo


' ìJSO 9 onoyg dvEiaoO^c (se. o aìn.ókoQ pos-
;

ìoro' (cioè quando essi avevano l'inca- sibile è anche ojicog uv et., giacche il sem-
rico di ((ueste faccende) ; ma preferirei plice ètdCeiv non è raro nei LXX, e del
intendere in loro presenza (Schmid, Atti- resto, oltre i lessici, v. Gomperz, Helle-
chmus IV 451), come èjil ^uagrvQcov, f. na- ìiilca li 250) ì-.tI rov oIhovóuov xtI. Forse
QÓvT(,)v (per es. 153 8 etc ). Cfr. 588 10 i anche 5SS 10 f

599. I TESSITORI A ZbNON.


(cm. 9 X32)

È da confrontare il n° SII (dell'a. 28"), che è un liypomnema di te^-


rìiai ite. recatisi a lavorare (da Moithymis) a Philadelpiieia. Porse è sup-
pergiù dello stesso tempo questo hypomnenia di tessitori, e con V mòe del
r. 3 sarà anche qui da intendere Philadelpheia. Questi mpàvrai di tela di
lino (rr. 9 e 12 òdoviov e òdovUot indicano una pezza di siffatta tela) esigono
una drachma per ciascun talento (di lino) da ^/.ùvcxi y.al òieleTv, che in ogni
caso sono manipolazioni precedenti la tessitura (per la lana occorrono espres-
sioni analoghe : nlùvuv, txjiXvveiv, elxeiv etc, forse anche òiay.olveiv ; cfr. Blùm-
ner, TechnoL P p. 107 sqq.); e tre drachme di tessitura per ciascun ò^óviov.
Quindi aggiungono, se intendiamo bene: 'e questo (To.vza per zovro) non
ci basta (vogliono dire : non solo non è troppo, ma è persino troppo poco) :

per ciascun òdóviov occorrono tre operai, una donna, e sei giorni perchè sia
finito (ìy.TÉiivEodai tolto di telaio; Blùraner p. 164). Che se non ti piace così
(cioè il lavoro a cottimo), allora dà a ciascuno di noi (per sei giorni ?>
ob. 1 ^/g, alla donna ^\^ ob., dandoci un v:iì]oéTt]g idoneo per gli igyaXela,
cioè in tutto dr. 5 ob. 2 Or siccome per sei giornate di tre operai ad
'.

ob. 1 '/o una donna a ^/^ ob. si ha la somma di 5 drachme, i 2 oboli


6 di
in più rappresentano la mercede dell' hyperetes ? E neppure delle seguenti
parole ravia (ovvero rauzì]) yfiTv vjioloyovoLv ci soccorre una spiegazione sod-
disfacente. Vorranno forse dire che i due oboli saranno detratti ', per com- *

pensare r hyperetes? Edgar vorrebbe intendere (rr. 18-21) providing us '

with an assistant at 5 dr. 2 ob. (per month), deducting this sum from our
wages (at the end of the month) ma, come egli stesso aggiunge, si aspet- '
;

terebbe vTioÀoywv.
. . . .

600-601, DALLARCT/IVIO DI ZKNOiV 43

Z/jvcori yaiQeiv òlhn'loi au'ynaru

01 ixpdvTac. "Hxauty vìj fila, y.ai ev ìjiieoaig

u)()e (omf ÌQydCfoi)ai. e^ èyTì'ifivì]oi)ai

oTKog (ir T() òiy.aior /jijìo)- lo si jiu] ooi TavTa òoxeì,


fiev, ÒeT {j/AÌv òodìjrni òlòov yuìv 8xdoroji -r- e
TOC ra^.dì'Tov, mote yi'vaiy.ì e
Jilvvai y.cà òieXelv, òovg fj/ùy v7ii]0)'jTìjv

h a y.al vq^avxQov Ixavòv elg rà ^oyaXìa.

rov h'òg ò&oriov •/al{xov) h ;


20 H £ = Taìnq fjjiiìy vico-

10 y.al raT'xa y/iitv ovy^ ixa- koyovoiv.

vóv èmjìà/./.Fi éyàarcoi EvTvyei

2. f/y.uiiFr: Mayser p. 'A12. Helbingii. 103 sq. 14 18. /. ty.Ttin'Eodm e v:iì]Qéxì)v.


3. <hòf ili ssjnf. locale 501 8. 15. \\). foya/.m : cfr. adu. Iì\ì2 13. ."iM 15.

600. Philixos a Zenok.


(cni. 7X1")

'Ih/Jyog Zi'j\va)vi.\ vijTov /iooyJo-\

yaioeiv. Ka\X(bg\ roófpoH, l'j'ja àni-\

TTOiyjOFig d\ovg\ vkg yiùv ji\o.oa-\

TU iiiooydg\iov\ XOjUCOlh'jl .

5 T(~)i rraoà .il[fo;'-| 10 "Eoocooo.

o. Atoyvì'/zov : 375 4. S. Il primo )' è molto incerto ; forse è mal


6. Un altro fioa/oigóffo; (alla dipendenza, corretto.
pare) di Artemidoros 40?) 2. 8 9(1. O anche :<laTa]y.Ofn(jì'}yi

601. Philokrates a Zenok.


(cm. 44 X lJ',i^)

Probabilmente lo stesso Philokrates del n» 357 (dell' a. 253/2*j; ma forse


diverso da quello del n° 15 dei Sei. Pap. dell'Edgar, che nell'a. 29" (=-257/6*)
scriveva a Zenon Treni mpov ov ànéoraly.ev m. n.

0ùoy.odT)]g Zt]y(oy\i yaioei\y. \Kal(7)g Ttoieìg, et vyt\aiv\eig'\ iggcóf-ieda òk xal

avToi. yivcooxe ìjfxàg vnò 'AnoXXcoviov


. A

44 PAPIRI DELLA >i')?lETÀ ITALIAN

ng àióonoXiv trjv jiieyàXr/v ^^,,,,\,!.^,^.^,<,^.^,.\co)vra\^,,^^\,iuor)rcov 7idv[ra\ rà

ika^iora. èy.éXtvoev yào

AnoXXwvioQ ,avaye\i ÒiéXvoev[ ,., .. . \o„ ngòc òì< fj/uà^ \


->..
^ ,, , ^ \oove^[y * » ,. « « ^ ., * «

*. »]« J<[ó]o[.t]o/<v, ó'-tojs òiadà)am


xal Tctt,- Tiimàg 7iaoaòt\ ^ >,] ^ |c. 12 I -v ovv£cp\,,^^..,,\ieT^ [c. 11 11. à\jiooréìXai

fiera linoXdojviov
]y*[-»]fn' l'jfiàg ovvavròivra
5 ojTcoc Mi> f.m'&ecoQTn jiit] [e. 16 IJ.i toix à\7io\oTe.(X\c,. 15 l].|€(jy 70?^ jneyéd'eoi

xal róìg

nàieoiv ^ev rwi av* xal Q,. 18 Ij. ) ì':-a\ , ,, ^]g Avy.covi t(7)i. .^\ ,.,,,.:, ,.\ ^ |,v**;f*]»

I
, .; 1^ hi LiàXioxa xal etg

navQa xal dg àofiaXiàv xi/iàg jf. ^'-


1L| * a.-::. »-g\* x--k-x-]v xqi&ì'jv *»£|*jf*jf«l

ruìv Tiagà ^roàrcovog ror oìxomjuov.

ijzf.jUFÀó fletta òl avrd)v ojc /^/' »,..:, v « *«<5i'ya/i[«*, i. , |


xal iyérs[ro»^„^\of

«>?[»««.] olà oov eo)g Kqìkùv Jiage-

yf.vfto xeXeiHov àvàyeiv *[c. 10 11. \it,o\'oc 7i\aQ' f]\fur 'AnoXX(òv\iog ò.n'T\avTì]oag

ìjuìv ovvÉxa^ev ex xwv

10 xQvoeon' xaxa^aivo)\ e. 16 II. |


tar); ^„^\aì%odai (
C. 15 li. ]£f,a« òitcog rò

ràyog òia-

Mjiievog Jiaoayévo)uai. ng[ e. } I'


l^.' yà^ fjioi, /<^|^ * **|cot' hxiv [e. 8 11.].

Elixvyei.

à^uj) Sé oe xal xò nixàgiov t^\i: li Jl j** xaxà |T/'|«;//<a .Taoa| , ^^ .» # » ,Jai9'a<

TÌji Tiaiòioxìji, OTicog eyj]i xà òéovxa.

ìiy^o\)oi òk xal 0/ vavxai f:\x'?]x(K j


'. 13 11. lo7ra| ., .;, >] ,,/tOi;.

Ne'i ':ersij : 0iAO>t,Qdtrjg

2. Non è poeeibile èoi[ai^évovg, ma uatu- 7 àQf.iaXcdi". cfr. adu. PTebt 121, 78 T

falmente è possibile jcfoXi <ov. 1©. xQ^'oeoH' qnidl


Sv Avrà Toluto cancellare 1' intera parola 111. Evrvxei : si sarebbe aspettato "Eggotoo.
nvaysi, e per errore è rimasto intatto 1' '. ì 2 :7iaoa[;<o/<«',>]o^«< i
.

602603. DAI. L'ARCHIVIO DI ZV.XON 45

602. Phh.otas a Zh:NON.


(oiu. 16 X U^)
'hiloìia-; Zi'jrnìyi /uìofh'. H^\i

owitarifov tiov d.-Tox(OOt]odvxo}y ex ro\v'l

afV(K l'^ó ry \4:7oÀÀoq)dyov^ y.aì arroù [

nrvoiy.ovo^u'jmo xal rò rdy^o^ a7xo»^^^a\


"^
-Toòc 'Hofóióip- tÒ»' TtÀojvtjv xarekaii^lav

.Toòc amor TfV.or^ h n de: rò 'An^^oÀ?M\cpayon^ ?

ntjf nÀÀijy di' TiotoTnim fig rò \4.-io^Xo\(pàvovs ?

Tf7.o*'c àrpElXoi' h u y.aì oi'yy.aTfOTì]o\

r<i OMjuaxa Jioòg 'HQay.keiòìiv y.aì :mgFÒ(o\x

10 fjijiàg di ovx età .-igdyuaxa è'yjii'. (ìovX\

omo? av elòrjig. yaoiì^eio ò' àt.i j^ioi Tieol ójv oo\i ?

yai oh oh. yodcpE .loòg fj/iàg :regl wv àv lìovXr][i

Nel verso : 'Pilunov Znvovt

1. Probabilmente 'H^lUontr o sira.. ma è 5. 'Hod'uòijv : Mayser p. 131.


aiìcbe possibile "Hclfi o sim. 11. Per es. :xi'ol «>r ao[i ?yompa tfoovTioag
-ì. <{ sq. Probabilmente lo stesso 'A.yo/do- p<r/..].

ifm-tji 507 3. 13 (cfr. r. 2 oiofiarifn' ròjv 12. Dopo ^ovh)[i uou ci sarà «tato altro,
ànoyojoqaàvrojv xt^.) oltre il solito "Eoqmoo <e la tlata).

603. Un CHEIRI8TBS A Zenon.


!cm. 11 X -2)
Un TlavTjoig yngior/jg occorre 356 4 (a. 253/2'^).

rO Selva ;f|«^<oTr/s Ztjvcoyi yai-

\oeiv. IlvctìO?\xe rov Saìì'ì) x


yoei'ny è-/^\ó\yrcoy xvn> :iaod oov

2. lnteucli/Y»'(/(o];i*:<c<i«), se pure non aveva ciò rimano escluso il supplemento ('^''ror?^


j)iuttosto in mente di continuare (v. 7) '\y.e, a cui da prima avevamo pensato,
t)ìio)yJvai (se. avrov;) ne HtX. La lettera senza dire che con esso non sarebbe tol-
non avrebbe senso se non si sujtpoue lerabile l'articolo innanzi al nome d«l
scritta subito dopo avvenuto il fatto per- : mese.
. . .

46 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

tÒ onéQ/iiara /iSTQfìv to?^

5 Tcaoà 'Hoay.keiòov y.al ov Tiagóv-


rCOV làìV TIEQÌ ZjOTOÌjTlV TOC

yeiQ[iG]jov ovdevóg, fj^ioìoàv i^ie

eloeWdóvja fiSTQfùv tÙ onéo-

jiara, iva fiìj jiQoqpdosig Xéyoìoiv

10 ol Tiaoù "Ugayleièov y.al fj yTj jnìj

òiaywyrji, ool òè jieQi tovtwv


yQacpeiv . eljul oì'v jrgòg rfji fie-

TQi]oei. y.a?.cóg ovv av rion'joaig,

£1 ooi òoxtl, yQaymg roìg naoà


15 oov, ó'ìg Tioié. 001 òoxeì, è'ojg àv

vyiaivcor 7iaoo.yévr]f

Tiàrra ydo ooi rà òixaia

JlOì'jOCO .

EvTvy^si

20 y.ai èv jàyei ajióoTeùov

ròv xà yQdfA.j[iarà ooi

àTioòidóyTa, iva jui] xaif:-

TieiyrjTai toh icpodioi

Nel verso: Zì]vcùvi

5 sqq. Da intendere come se fosse scritto voglia che si faccia fiuo alla tua venuta
01) nagóvrog tmv tt. ^. xsio. ovd., senza qua'. Cfr. 484 2 a>? Tioie avtcòi èòóxei.
il Tov 500 9 (v. adn.) wg àv vyiaìrcov jraQayéyìjc.
11. V. indice s. v. Starpvy^sir. 22.. zàii sq^oòicot : cioè per la mancanza del-

lo sq. "(Scrivi ai tuoi agenti) ' comunque tu V fq^óò/ov.

604. X A Zenon.
(cm. 12X23,.">)

Zip'wvi] yaiQSir. 'Eyoaij'dg fio\i] neQÌ yÓQXov ot\i

]oi> Tiojauov . è'onv ovv /.afìeiv òiÒQay\fi

2. Forse òiògdxif^ov :
'
al prezzo di due tratti della òiÒQayjila {tov Zovxov) ; cfr.

drachme '
: cfr. 608 7. Non è probabile si Otto, Tempel u. Priester I 356. II 334.
5

605. TìALLARCiriVIO DI ZENON 47

(h'T\axi'^>'loeTai y.(à y.azaydì]oexat. Im to[

]ai tÌ]v aoovQav hy a eorai q^0Qxi[

5 \òk xal jiXeiova eoeo&ai xal tò (fogriov ,.[

]vì]. fùv ovy YQdipìyg ttÓoov Set Aa(ÌEÌv \

[axeiiiTaf d òk fii], y^ui^'or noi ojr.(og a^y\

\i xov xaiQod jiiì] è'xeiv /óqtov «/lAà 7^[

]*v Torrcov JiQÓieoov sì' rig ooi à7iéòco\xE

10 \i tòì' fióo/^ov xòv ànò rov Elaieiou xrji [

iv?]^vufjc [xóvog u)v, xal ioxìv xs(pa?^[

xé?\xoo<pa xovg mnovg òvoviievog ex t\

]ig juoc àjtoòéòcoxev ovòè xòv iuaxiq/x\òv

ydìg (pì]on' ovx elòévai o òsi òo&Pjrai' iàv f,i\

1 ]( Jiaoà rijv i^avtjXcooiv xov yjóoxov ?

\òè rxFiodoouru àvéyxXìpog elvai [

J
"EIqqcooo.

Nel verso : Zi/i'covi

7. Forse fìi'}a>iett]zui scritto invece di <5c]a- 15. y^av)'/À(ooiv : cfr. Mayser p. 345 sq.

xirjTctiì Nel r. seguente forse ijrjt rov. Itì. ùvéyy.hjTOs : adu. 443 19. 541 6.

605. Frammento di lettera.


(cm, 16 X "7)

\cot yaigeiv. Veivoìooxe òk fj xavvdxrj xa^€tgrjxai[

o\xax^Qag [y\ xoeTg ovv ugjxeòóvatg. cpgóvxioov ò[è

1. Poiché è certo mi, e d'altra x)arte l'in- Introd.ì è senza confronto più probabile
dirizzo nel verso è Zrjvwvi, parrebbe che anche ijui [o òelva Ztjvojvt zà)i mizQ](ot yai-
la. lettera fosse indirizzata a Zenon e ad gstv. — 1. ylvoìG/iE. — xavvaxtj : cfr. adu.
altri insieme : per es. [ó òelra Z^vcovi 340 22. — }tad£ÌQì]zai (= xadr]tQ)jzai) : v.
'E<paofióoT']o)i yaineiv (cfr. 417 1. 524 1 etc). Mayser p. 127. à(peÌQì}zai PLille 8, 7. In
Ma allora si aspetterebbe in seguito (fQov- 444 2 avevamo dato è^eioìiodai secondo
zioate, sì ovv vfiìy do^teì etc. Possibile, dun- la copia del Geutilli, ma dà f^t}ig)]adai.

que, [ó (ÌeÌvu ZrjViovi zojt oìy.ovófijcoi /aigeiv^ l'Edgar.


cfr.Edgar, Selected papyri p. 160. Ma in 2. Forse ozi]fiovog Xentov i a]zar>]oa; y.zl.

un frammento, conservato al Museo del come PPetrie 32 (1) 22 sq. (ÌI p. 108)
Cairo, troviamo Z'\rjV(ovi zioi jtazQwi. -/^^ai- cfr. PGrenf I 43, 11 sq. ^OQ{rfvqag]\{a\za-
Qsiv (lo scrivente è, dunque, un nipote di TfjQag dvo. Ma
che cosa propriamente sa-
Zenon) ; e dato il contenuto e la qualità rebbe da intendere per gzi'/ikov aìy uosn-
di scrittura del nostro frammento (cfr. 540 dóvaig, non ci è chiaro.
.

48 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

] d/J(iofiai }'«-. el oì'r ooi òoxtì, tò ìJuvov el'gia òo'dì]\

j T/]c rtaiòloyjjg ì] òii'cvrior òodìjì'ai Tj eì'oia' yvjurij y\do ioriv

5 Jf^' ov yào e^io :n[a>c èjTneuiì]o(o avrìjO . tr ràn uh' y\

T]rjg Tfaiòloxì]';

Nel verso: Zrp'Cùvi

3. ì'jivoì' : Mayser p. 100. ì». a> .-Tar]f£> f ([uantunque si tratti di un


3 e, 4. sì'oia per enia, ionismi» f .tÓtowc.

606. Frammento di lettera a Zenon.


(cm. 17,5 X li)
Zt]v\o)vi yaioew. Ei avzóg te eoQcooai xaì rd/Aa ooi x\axà xtk .

eh] à)>\ tò òéov vyiairov de \xaì\ avróg. xa/uog nv 7i0)jo[a(g

iva ]iuì] xai ravrd fi[oi] :iaoa7[óh]Tai . xaì yàg \

? \rcdr JVQO^óloìv b òel /ne à7ioxmanrì]oai [ ^ [ a\

5 \v yoórov rà oij'ojvta [àTr\ododrjì'ai xaì f/" n/t]

UTTOOTei \^ag noi Tiàrra xaì rvodoioy. jaj xaì yào ! Taona\ j

\eiòi. "Eq[qo)oo.

Nel verso : ZÌjvoì'i

2. sirj àv TÒ òéov: adii. 570 2. C'fr. .590 2. (». Meuo probabile fh-ii^aTSt]Àdg fiot.

ó. O anche òi/'wrtcé [fio^i òodìjrat. E in fine 7. nlXeiòiì


del rigo forse eì' n //[- ?

607. Frammento di lettera a Zenon.


(cui. ir.
X 1^'
Ztjì'coyt yai]oeir. Et avróg re eQ\Qo>Ga.i\ xaì \jà\ alla ooi x[ar<à xil.

vyiai\ror óè xaì avróg. y\ir\o)oxe tovc e^\

j Ti^uuQ/ov 7Ta/<[**:^* ^ sjra ''Aoiioòiov |

] Tot> :7aQd oov f[s**^J*' zrdvxag v7reo\

5 ]iog ooi Tìjv èmnTo[lì]y], yao\i\Coio àv fiat \

ó. qpéooi'iToc; ovvero à.-xof^iòórlro^ aoi .


.

608. l)ALr/Ah'CiriVI() DI ZKXOX 49

J* oh qìoorrioa^ 0.-110; [t\Ò tu/o; to iyjpóolior


]v ira jHìj yMdvor8Ql<,^^,^] tTj; tooryg [

ìj'ì\u(ov ovx (VJ.ÓToto; [«|«< èì'xavda xQhI


y?\juàg TiaQayevéaiiw..

10 Nel verso : Zi'jvcùvi

(> sq. Probiibilhieute rò txq^óol^iny — àrto-X (piuttosto che ;;{?«'[«> etc. Ma tutto ri-
[òodfji »;/««])', tra 111/ ;<f/il/('rìrfn[w(ff)'] y.r?. mane iucerto, non essendo possibile cal-
Cfr. 514 6. colare l'ampiezza delle lacune così a de-
S. Possibile [ìIt<] (= Lisi) ivrarOa yoìj] stra come a sinistra.

608. Fkammkxto di lettera a Zexox.


(chi. 15 X 14)
Lo scrivente potrebbe essere il AojQuor del n" 309 (r. 1 sq. 7iox}]]\oiòia'!
cfr. r. 13).

ZWjnori ycuoeiv. Aeòo)y.ajLier KoÓt\ù)i ?

\Vi, >f,,^T^^rVOVTOV 7i\Q\ÓTeQpr €[

\to Jioòg rà 7tOTì]\o\ia rà y.eif.i£va\

\\- 7iErTì)y.ovTU y.ai jóy.ov eio]'\

5 I
yalyjH' \- /.ij ovx ovoì]g all' ì) 7i[

\ì)jiEÌv oh deXva i ? -. , ., ^ ]
* a[ « « ^„ ^ J
V7ieya}\

J»T£? òiÒQayjLiov EiOTtejiQdyaotv \

Ì7ti?\oy.eii'ai yv yQÓq^si èmoTolJjv Kall\

] Kqórog 001 ùjiay/Eleì.

10 'EoQOìoo . L )J\

Nel verso: Zì'jvcon

1. Il frammento di lettera dopo Kno può 4. Dopo róy.ov il grosso punto in alto è
essere il principio di un t ; il confronto nel papiro, se pure non è una macchia
con r. 9 induce a congetturare qui Kttó- casuale.
z\toi. — Un agente (di Zeuon e del dioi- 8. Forse Ku)J.\_oiv ci. 305) 7 ? Altri nomi pos-
ketes ApoUonios) chiamato Koóiog occorre persone che compaiono iu papiri
sibili, di

nei papiri del Museo del Cairo; nell'a. Zenoniani, sono Ka/.hava'§, Ka/lm:Tog etc.
29" egli era èv Edgar, Sei. pap. u"
'I6.-tìj. J). àuayyElsT 500 8. àvayyùsl 484 8.
:

14,7 e Introd. al n" 14. In im altro i)a- 10. Il frammento di lettera dopo L sembra
piro zenoniano, secondo ci comunica l'Ed- di un siamo così riportati ad un anno
). :

gar, KoÓTo; '


is meutioned in connection fra il 290 e il 40'. Il n" SG9, a cui ab-
Avith jiozrjoia xsiiisva svÉyyna in Philadel- biamo accennato sopra, è dell'anno 8G«
phia and Memiihis '.
J= 250/49^}.
l'ap. Soc. ital. VI. 7
50 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

609. A Zbnox.
(cm. 7Xl-^,-">)

Phanias se non e' inganiiiarao, deve essere un funzionario fiscale.


(r. 5),

Potrebbe essere medesimo Phanias che ha ahneno un agente (Demetrios)


il

a sua disposizione PPetrie II 5. Ili 2 (voi. IH p. 39j, non certo il Phanias


di PHib 110, 63 etc, per cui v. Preisigke, Klio VII 246 sq.

7TQ\ 10 tycpóoiov xal rò ^vv

rì'v o\vv à\vayy,dx\6v\ hoiudoag y.al ygd-

èoTlV àjlOflETQI]- ipag i^wi nÓT[E 7i\a-

drjvai. £(V tÒv àyogao- oayevó[fi\EVog àjio-


lOór <I>nvt
/iierQt]'&à) èv xà-
Tov, y.u/iOK ovv Jioi-
15 yei È/i (p\i]Xa\ÓEl](pEiat
ilOEiq [^^xpag £711 ^a

(mutilo)

tó te jiaoel^ov N»-"! verso Z^rjvcùvi

4. àyogaaióv SG. oìtov : Wilcken, GrundzìUje l' intransitivo JtaoéXy.ov vorrebbe dir qui
p. 357 sq. EÌg xòv ày. cfr. PPetrie II 30, ' arretrato ', ' non pagato sinora '
; jiags?.-

12 etc. 48, 7. 16. Ili 113, 5 etc. &ÓV nel senso di tov jraoEX&óvzog siovg ?

6. Difficilmente e' è spazio per yguymg e 10. tÒ vvv nel senso di tÒ tovxov tov exovg
tanto meno per jit^apag. In tìue del rigo iy^fpÓQiov (per eycp. e (>14 5 iy&eQajievaag

il o non è cancellato. V. Mayser p. 228 e adn. 514 4).

9. naoeXdóv sembra piuttosto clie nagélnov :

610. .Y AD Apollonios (di<:)I1vetes).

(cm. 30X8,5)

]a)v 'AtioIXcovìcol yaiQEiv. Et ahxóg te EQQcjooai y.al ovg avrò? ^ovXei,

Eli] àv (hg avxòg

OéXco' vyia]irov òk y.al «^róg. xalùìg TioujOEig jHExaTiEuyjdjuEvog 'AtcoXXóÒoxov xòv

Tiaod

1. Per lo spazio si adatterebbero [Ugo/ii]- 2. l4jio?.XóSo'Tog : da identificare con l'Ap.


éì^mv, lllaiaixijwv etc. Del resto V co non del n° 324 1.

è sicuro: c'è solo l'attaccatura col v.


. 1

611-612. DA I. L A RCHI VIO D I ZENOX 5

\oov ? eli 11.


I/'''!.'
'"7"" ^^' '^f>'V avT(~)i. tÒ tntaróhor . yonyor òé fwi
y.aì TTEol

[
C. 18 11. ì.Ttl//t'/.or òt y.aì navrov omog vyiai'njtg.

"fùjocooo.

5 Nel verso: "ATtoÀÀcoì'icM

4. l.-ri]fiFXov: Mayser p. :S47 sq. Witkowski* 3, 8. Ofr. «01 « e :i<lu. 495 '20 sq.

611. SrNOI^ASTIS Al) EUKIiES.


(cui. Il X 10)
Una lettera di un Eukles ad un Agathokles abbiamo data sotto il

lì" 537. Un EvxìSjQ compare G22 4.

Evy.Aeì yalgeiv 2Levoj^dong.

Tà Tivoiòiu à ovvÉia^ag
Tc7)i Tiaiòl ojtcog àv dòn,
ovx àTioòéòoxé juoi.

5 et o{v)v COI òoy.eì, ovvraoor


òovvai noi OTicog àv e'y/o.

Evtv/i
[Evy.lei I

Nel verino : EvxXd

4 e 5. J. ànoòéòoìiiÉ e ovìta^or. lavata, sicché non sono visibili che let-

6. Exoì : Ve sembra corretto (da xì), tere insignificanti (eccetto jjer es. in un
0. Nel verno, oltre EvyJ.sT in parte sbiadito, rigo forse 'Aftvrtag e in nn altro w;
vi sono tracce di altri righi di scrittura àiicb).

612. Frammento di lettera a Kritox.


(cm. 13 X 10)
]Tag Kqìxoìvi y^aigeiv. Karéorrjosv \

\f]iu:gmc òf.y.a xal lìjv ncwav TiQodviilav \

1. Forse \^Afivv']tng *, Cfr. Edgar, Selected (infatti 533 20 quello che a noi era sem-
papijri p. 176 sqq., che giustauiente crede brato piuttostoA, può essere benissi-
di Arayntas anche l'hypomuema n" 533 ino A). —
Per Koìtmv v. 614 Introd.
m PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

y.\vPeQvi]Trji, rrji oh h'òey.àxvji à7XEor£\

Seó\jioiJLjio<; elg Tlzole i^iaiòa lafìéiv àvdgl

5 \roQ yeyoa<fh'ai avròn Ztjrmi'a ysyQcx\

"EoOCOGO. L /[

Nel vevfio : Kqìto)ì'(

5. Naturalmente è possibile, come propone (>. Il frammento di lettera dopo L i^on


l'Edgar, Zt'jvojvu. yéyQa[(pa ovv ooi ira pare possa essere altro che di un A : siamo
eìdt/is così in uno degli anni dal 30° al 39".

613. .Y A Panakbstor.
(cm. 16 X 1^)
Se è giusta l'osservazione dell'ICdgar, Sei. pap. n° 19 Introd. (p. 240 sq.),

questo documento dovrebbe essere dell' a. 29» (= 257/Ga). Ma Edgar stesso


ricorda qualche menzione di Panakestor in anni posteriori ; cfr. 509 7. Se
•poi, come non è impossibile, un frammento del Museo del Cairo appartiene
a questa lettera, la lacuna in principio dei rr. 1-4 sarebbe in parte colmata:
Sgànoìv TIava\y.é] |
orooi — j
riy? Tiaqà tmv [,»,.* mv avxcbv — j
nólecog, smo[xéXl ?] 1
£-

— ovv
j | | | 1

oi^at oh TaT'Ta .Tfo? [**»,.]|ja«. oì\u^oXa oh y.il. Il nome 0oao(ov occorre


369 9 (dell' a. 36°). Ma s^nza autopsia dei due frammenti, non si può nulla
afft'rmare.

T[avayJ:\GTOQi ^aiQEiv. 'Eteuqxoìi y.al 2(oorQuxco\i

\o)v ahxGìv jxQoxQijoai \-Q?iCf- xò jnh[v ?

]€odai Sh x[àg] \-^Cf >'Mt- ÉXy.eiv avxobi; a\

\ai ovfx^ola oh iyQd(pì'j Iv Kooy.oòiXcov TióXeXt

5 ]^eX')]xog f,iexQYjoai tivocóv A>y «[

\v alla à^iwoai xovg vavxag dodip'ai av[

Js xà oh ovfxfioXa ìj/iàg Xafiélv xal xojiuoao\dm?

J
ovve§i]yajiiEv avxà Muoaìvi woxs à7iod\

J
àvxiyQacpei y.ai <pì]oiv ovoxadrprxi Jàiuv \

10 \xo)ì' y.al hi xal vv7' ov y.£y.oj.dodai è.-Tt/i\

5. Della prima lettera rimane un tenuis- S. Verosimilmente il medesimo Mdgwv dei


Simo frammento ;
potè essere un r (per es. n' 500 e 501.
']Té?.i]Tog) ; non un ii (per es. fìrejii'ifiéhjTo?). 10. xal sn y.rX. : ^'r< ovv xal vvv 492 3. 502 9.
o .

614. DMJ/ ARCIflVrO DT ZFXON 53

nQy?\voiov ?^i](pi%~jf. -Tao* avnov ì) tiiiÌ/v tT/s \

\TeÀ<wfi€v ìj/iùv avTÓlc;. xal to\

f}aoi?\?uy.or. à:rtrndl-/iaun' ò^ aot y.aì t'/.m'

15 "E\QQ(000.

Nel verso IfavanéoTOQi

Vi. Forse t:jit]rE}.ovuev, Sin]TF/.oriu:t' sim. Nello tara, sebbene vi compaiano macchie tl'in-

spazio dopo avToTg uon pare ci fosse scrit- «Iiiostro.

614. SOSIKRATES A SOSTRATOS. -

(cm. 6,5X^1)

Per Krilon, lo aT0À.dgxì^s, v. Ed^ar, Sei. pap. n° 16 introd. (p. 237). La


lettera, essendovi menzione di lui nel r. 3, dovrel)be essere anteriore all' a.

29" (257/6'"). Si veda la nota a r. 6 s(]. m. w.


15 /tf/o^s" àtl yàg
OTQÓioìi yaigeiv. Jivv^àverai ei ri

'
Ejieiòr] Koiuov y.ara- qy-u yodiiua jzagd

oov . cxTióoTeùor òk

5 Jioir/oeig tv/^d^manev- avTO)i xal TÒjv da-


aag amòv y.aì Al- 20 XaooUor, làv àva-

yujzzov, ira :j£oI vrr TiXérji Tig rò)v

x«r«.-7£T/f ijyM'; xeoxovQixàìV


nvvxiizt?^EOuéro(;
Vertio
10 tò rdx^og àvarclEv-

nt]ig. ygaqye de xal jTQooòéxezai yàg na-


'HQayóoai, Mv n ooi gd oov .

7iQ007iljtiì]i rcòr 25 '"Eooojco


y.aiT amor, f7r.i-

5. ty^OeQanfvoag : cfr. ailu. tìOO 10. Per (yi>u<f£'\ ì:iiui:hog cfr. 533 11 sq. Pro-
6 sq. Se questo Aì'yvjixo? h identico a «juello babilmente anche 53H 6 Liineliòg sarà da
di 541 2 (e 412 8 f Cfr. 3S8 53), vuol dire unire con ovvta^ov.
clic il nostro documento (v. Introd.) è note- i'I. xfQKovoaiòv : della cinrma di un xéq-
volmente anteriore alla 'ù'Xfv^ig del n" 541. y.ov(}og (Reil p. 89).
J). ovvTtTF/.éourì'og in sgnf. medio. 23. :ioooò. : cfr. adn. 595 5.
1*2. 'HgayÓQai : cfr. 430 3. '25. Di pili, in fondo alla pagina del verso:
14. Intendi y.uj^ nhóv : cfr. adn. 441 21. TÙJi jiag -- ^ * , sempre della stessa mano.
.

54 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

615. DlOXYSIOS AD Ophelion".


(cm. 11,5X11)

Aiovvoio? 'Qcpelimvi yaiosiv . Kal\cò;? Jioi^oeig?


si vyiaivcov fjxeig £t(g} ^A?:.E^[d\vò[oeiav

ovx vnófwjv OE xoiovxov a * [

£/.(« STI. y.al vvr òk v^s[ — «Trtoró- ?|

5 ha f]fi£7v. yQdq)e òè o)v à[v ? xQeiav Eyj]ig'ì

ànò Mévcpecog, ygàq?E óÈ rà tceqi ^, \

xal òiòov BalUcùvi wv av )ro£[iav Eyrji

ov yàg /uìj a7iorvy7]{i?}g. àojia^[

vijuovcog Tcag èfiov y.al Z7t[^.,\^^\

10 juàyEiQov \ allE ^^^^^\ — |

jT c. 12 11. i;.
ì

"Eqqcooo .

Nel verso : ] ^, ^ .. * *, 'Ecpijr .

2. vyiaivoiv : 603 15 sq. adii. 8 sq. Per es. nome sif-


Mó]\ri/t*ov (o altro
4. Forse sarà da preferire con Edgar è/^é. fatto) wg, meno probabilmente
ojipure
eri xal vv^' óì xt).. -]|''< (cioè un nome come FIvqqoj'Wvi o
7. Può essere il medesimo Ba/J.icov che ab- sira.) /iióvcog

biamo trovato (371 6) in una lettera di 13. Parrebbe iiaiov ovvero laiov, cioè ààji-
Zenon dell' a. 250/49^ {BaXXicov :;iaìg in un alov CAQrsfi]iaiov) ovvero Hsg'ìitiov . Tutta
altro documento senza data 427 20). : questa postilla del verso è di altra mano.

616. Frammento di lettera.


(cm. 10X31)

Il papiro, rotto e sfrangiato a destra, non sembra mancante né in prin-


cipio ne in fine; e poiché non ci sono formule di saluto, bisogna pensare
che sia il una lettera stesa a più colonne (e la rottura a sini-
poscritto di
stra fa supporre appunto che il papiro fosse più ampio). Lo stesso risulta
anche per il verso, dove pochi righi di scrittura (in senso opposto a quella
i

del recto) suppongono anche essi una o più colonne precedenti. Non è detto
il nome del bricconcello volgare, incaricato, pare, di acquisti e vendite o di

i
. .

615 616. DA Li: ARCHIVIO DI ZENON 55

trasporto di merce attraverso l'Asia minore e la Palestina, contro cui l'autore


della lettera sta enumerando i capi d'accusa, ne si sa a chi sia diretto il

documento; ma è probabile fosse diretto a Zenon, come l'analogo hypo-


mnema n" -1:06. Per gli accenni che in questo e in altri documenti (per es.
nel lì" -tOiì ora citato) occorrono a città dell'oriente v. Edgar, Seleded pa-
pi/ri etc. p. IGl. 165 sqq. 233 sq. etc. m. n.

dvTi'j'/Ji^f-v òk y.ai xò

lì' Kavvioi TXQooy.eq^dlaiov T/yc y.'/dì'ìjQ èvt'jXaxov

tv y.aivòv àvxl Tiakaiov àvxi xrjg avxoù,

o vvv e/ei fj yvvì]


»»»[*»» \(oi ic~H jiagà

Niy.avoQog xai àXka


20 arrov iv 'AXe^avògeiai.
.-rioinzooì/ta

òro TOH Toojilcot naiòl y.ai (iXXo Iv rdC)]i, o ecpaxo

àrr) y.nivòìv rraÀrad. àrtoXayJrai

y.ai aXXo EvxeXijg àyogdoag


xai ó)v ygdq^Fi 'Egfio-
rraoà ^xdyvLog he;
\yevt]vì tyovra Tifqiaxqcù-
25 ànéòoTo xcòv jioXv-
10 fia y.ai :noooxe<pàkaiov a.
xeXìj oxoxofxdxcov
radia òl: rméora-
Iv 'Pafì^axa/iudvoig.
Xev èxeìvog èy MiÀrjTov
y.ai (VlXo o eqparo djioXiMXJvai
elg 'Ahxagvaooóv , ore
iv "AXixaovaooàìi, ov-
tÙ y./dvdoia njiému-
30 y ànóX.foXev, dXdà av-
15 Xev y.ai tò Ta.-Tiòiov.

1 e 16. ì. (s' appropriava roba


uyzì'jA/.aiev S. Da iuteudere : y.al k'ysi rifiìjv lov yQucpet
nuova cambio di vecchia, o vendeva
iu ort r/ei 'Eofwx/.i]? (per l'accus. -xAiiv v.
roba vecchia per nuova, o vendeva per per es. Croenert, Mem. herc. p. 162 n° 3)
conto proprio la merce a lui affidata).
2. t)i Kavvos in Caria era appunto Zenon 12. èy MdrjTov; cfr. Kock ad.Aristoph. Rau.
(v. sopra p. 1): Edgar, Sei. pap. u» 3, .">42 (Edgar. Sei. pap. n" 24 lutrod.).
4. 15. 18. avrov corr. da avtrjg.
4. Natnr;ilmeuto e' era un nome iper es. 23 e 24. 1. tvTF/.'sg e —rujivog (uno ^lu/vg
'Egfii'rtncùi o altro nome suppergiù dello anche 39S 12 In seguito, sarà da in-
.

stesso numero di lettere) in dativo (sicché tendere (àvii i ci. r. 18> riov jio?.vze/.ciiv
all'aggiunta xai eì7.ì}cpEv tifirjv va sottinteso aigco/AUTcoy ?

na()' avzov o sim.). Uu altro agente di 27. La grafia con doppio fi in Steph. Byz.
Nikauor, di nome Uaai'cov, conosciamo (p. 542, 1 Mein.) : Ta^^azufifiava, nóhg
da 356 5. Nikanor sarà, mi figuro, l'hypo- it'/g óoeivr/g Aoa/ìiag . /.éyezai òi ovSezéQcog.
dioiketes, per cui v. 632 11. TÒ idvixòv 'Pu^^azùfiiiartjvóg
.

56 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

y.al L-raydyy.aoov avxòv

xaì ttsqI rfjg y.ioiag òfióoai

E nel verso :

aii,\o).ero èfi IJTo?.efia.iói,

35 eI' ooi (pai'mai.

tÙ de koiTià àrayyekeT tò

Timòàgior toon'ó)) uevog virò ae.


Pi

y.aì ijv "HgayJ.eiòìjg tvjavthi,

ixeh'og uv ooi àvì]yyedev

40 Tieol Tiov creoioTQMjudTOJv

33. xinia-; : cfr. 387 4 adii. Beeker-Goell, getto che, come egli a.sseriva', à.Tcó/.£7:o *;rA.

Charikles III 75 (*7). 73 sq. per Pvì'iÌmtov 3(i e 39. àvayye/.eì e àvr)yysilev : cfr. adu.
r. 17). ProT. 7, IG y.eigiaig zhay.a xìjv yJ.i- 410 4 e gì' indici dei voli. lY e V.
rtjr (xov {v. l. y.r]QÌaig). IJlass-Debruuner 37. oe corretto, sembra, da ov ; non, come
§ 24. si potrebbe pensare, da oov. Per la costruz.
34. Forse è possibile à[;r]o7fT0 (= (Ì.-twXeto). ad sensiim {-fin-o;) v. Stallb. a PI. Lach.
Vuol dire allora che precedeva qualcosa p. 180 J] etc.
come 'interrogalo anche intorno all'og- 38. 'Huay.leiòiig 6 ovrojQiortjg del n° 406 2?

617. Frammento di lettera.


(a. cm. 1.")X10; b. cm. 11.5X15)

Non ci è possibile congetturare il contenuto della lettera, che appare


ad ogni modo interessante. Quanto grande sia la lacuna fra a e b, non ri-

sulta da nessun indizio.

a.

]ovxa XQ*i,i,[

\e^ <,v Jiavròg 7ioe7i\

5 è]v'dv^/j'di]Tt ovv Tieoì riov \_^^^^^, è-\

|a)'--7Ìort' 001 q)airi]Tat (ìé/.noTa eyeiv { 4-5 11.


j
618. DALL' AECHIVIO DI ZKNON 57

I
* » J
òì']Xo)aor, l'ra /àj etg nkeiova dvtjlu)-

fliarja ffXTTlTno). ovvha^ev ò' 6 j^aa\ihvg]

[ *# \vi tì> 'AXe^avÒQeiai tÒ Kvqov xaxa\ 4-5 li.


|

10 [ ** \ì'at fioi y.aì ¥la^ov amò o\ 10-11 li.)

^vì'jaov òià 2:aoar[io)rùg ,]

le I y.y rà òs 7ià.vTa\

\/JuuQyù)i TO)i TxaQ \A:nio).k\mviov

I
TÒìv TiQoysyQa/iijLi évoìv \

15 A\ke^àvòoov vì'jO(jo[i

|*/<j) nEQieTvai ?;[

\(pì]oavrog y/ùv \

\etv tÙ loiTià xò)v [

\(h]v tÒv àoyiqwP.ay.mp'

20 \v rùv ro7iaQyì)oavrq\

]i xy Tov MeyeÌQ >c^\

9. Forse un nume come [0i'a)]r(. ógov vì~j<ìoi, ricordato nel r. 15. era nella
10. Non è possibile congetturare quale verbo Ihemistu meris dell' Arsiuoites (v. PTebt
sia quida supplire finche ignoriamo che II p. 366).
cosa sia nel rigo precedente rò Kvqov 13. Forse K^a/.hdoxMi ?

xaTa\^ — ; forse y.axà[}.v^a\ \


\òov]vai fioc ? 19. Un nome come 'A0)jvd]5rjv, 'Aay.hjmdl-
11. Innanzi a v>]aoy (ma è possibile avr] aoi ) Òìjv, 'HQuy.lfi'\òìjì' etc. Probabilmente an-
e' era ima o al più dne lettere, né e pos- che innanzi a toc to.t. nel r. seguente
sibile {'A?.e^dvÒQ)\ov . Il villaggio A?.s^dv- c'era un nome in accusativo.

618. P'kammento di lettera.


(cm. 12X1T)

\v TMi TioiuÉvi rvQovg noivjGai ,, t( ^ ^ ^ ^

, y.aì Tcòv ^AtioIawvìov «^^I c. 11. ]

yàg ahxon ovvxExàypai s*..[ e. 8 11.


]

(*f.iev. ijirjoedCojv ovv ótare^^f* *,


?J

|»< tneroÉxjjafxev oiy.ovojLm'y ? e. 7 li.]

5. A quanto sembra, q)i : dunque avr^ioi o altro dativo di uome di persona.

Pap. Soc. ital. VI.


.

58 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

]i!g jiir]dèv Jigòg ì]juàg elvai avx&i

]v£0&ai àg'/r]v juèv yàg ^ri rovrcm ovxal

av]véza^ev yaQ fjiMV "AnoXlwviog

]xi àxoTiov ijjLiàg ógSi noiovvxag

10 èàv ]ovv ooi (pamixai, imoxeipm xai jiegi

JTiQÒg àv&QÓJtov ovfx^aivvjt ì]/uàg tieqie-

]xa Tigàyiiaxa r/ fjfxìv àjieoxalxa

1 "Eoocooo.

7 sq. Se abbiamo letto bene, da dividere 9. el"\Ti ? o]t< ? mv']zi ?

ov'fi àX\\_ — ,
per es. ovh àXXcoi. 12 sq. àTiearàXxaWaiv ì

619. Frammento di lettera.


(cm. 17,5 X 16,5)
^ÉTiXevoa Iv xMi Jiloicot y.al éVo;fAot'^a„ *a, » »

]^xr]v ócoòexaògax/iuav xal ovjico ovdèv jiii]

]ayojiiEv eig Mé/nrpiv Ji /y cp

à]vì]X(jooa eig xò tzAóìov. ol òè vavxai ov jcgoo

5 ]^i x(bt fjtégei. Jivd^ov òe Jiagd ooi nibg nXe-

]iov Evgìjoeig óè TiXéovxag Ècp' ijfuoéai

]*'>'[*,,<f ,f]*j;oa[*] xò JiXoìov E^E^x^tjy yàg

]oxoXdCovGiv, E[o\xai òk ETiEgyov. vvvl yàg

]7igooJiog£VExai \xa]l èàv ^ovXyjl ly/xco^cóosig

10 ]£9?' aji yga<f>rjOExai Eig fiovoTióXua xd^o/iat

JEv ,[**,,», ]v Iva jur] xgixog ójv y.ad^còjLiai

X]aiu^dvovxEg [o]vx e^o/àev xàvayxaìa.

"EggoDoo

1. Possibile forse - ykovfieva-, Tion -ylov- 3. Se ayo[j,ei' è letto beue, vuol dire che
iis^a-. /ne è iu nesso, altrimenti mancherebbe
2. ScoÒExaÒQayjua sarà una tassa (cfr. f5a>- una gamba del fi.

SexayaXxia PHib 112, 4; v. la nota degli (>. i'ijiiiasai = ^fiiaeiai.

editori a r. 8). 11. xa9wi.iai : da xd§t]jiiai orx. d» y.aOt'tj/at

I
.

620 621. DALL' AECJfIVIO DI ZKXOX 59

620. Frammento di lettera.


(cm. 16 X 18)
Col. 1. sfÀOv àvoi^ag rò

ra/xieìov ov è'xei-
o[
70 6 Uaraixicovog
X[
ólvog y.al àjioòófiF-
^[
20 vog àvà h e xal g
f.i[

5 «[ ]
yMi jua-
Col. II.

/:> g èv àvysioig (i <rr. 21-24 mancano)


(paxcòv A> y yjù- 25 o[ ].. òè'Ay/j-
XOV f- 71 iQEJiiv'&ovg vcoQ èfiè xal Aì]-

IO òè ù)g EVQCojusv. fXYjTQiov ovvéra-


Bvl^avriov XQV~ ^ev y.a'dekeìv

aróv, dìoavTOjg rò èyyaor/jQiov'

òk y.al là òdória 3C) xo^uQei òÉ oot

yivoìoxs òè y.al xal jLivxag.

15 ' InjioxQàrìp' àvev "Eqqoìoo .

1 sq. Probabilmente ^[- Zi'jvcovi f] | -/Jai- 16 e 19. /. àroi^avTu e àjToòó^n'or.


QSir. -] 17. ra/iietov : Mayser p. 92.
5 sq. Per lo spazio si adatterebbe bene 31. Erano attestate finora le forrnje fii»n]v e
iua\vlc5v oTv^gdxcùv ovvero àfia\Qày.cov (cfr. (ivxaig, eabbiamo qui l'accusativo plu-
adn. «2S 10). rale fivxa? (nel senso di
' funghi ',
mi fi-
10. c&? <«v) svQCOfiev i guro). Tali forme, del resto, dovevano
11. BvCdvTiov: se. Tagixorì Cfr. adn. 413 24. essere comuni fivxag ?Jye, àV.à. fivy.i]-
: /iiì/

15 sq. urev\è(iov : cfr. adn. 330 5. Tu; Phryn. p. 274 sq. Rutberford.

621. Frammento di lettera.


(cm. 26X14)

V7iàg'/ì]i rijg jÌe/.TÌOTì]g' et òk firj,

h' tTji Sefuarov /uegiòi Tòe òè ttsqI tovtow

8. Fv&éco; ò. y.. o. da collocare innanzi ad tSe ?


. . .

m PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xai Aóy^aoiv xal JleTÓaigiv ròv

5 ^aodix[ò]v yQajujuaréa. xal oh òk y,aXù)<;

7iou]0€ig juì] òxvwv yQacfsiv Jigòg -^juàg'

nàv yàg tò òvvaxòv xal Tigo-dv/Licog

xal àóxvcog Tioirjoofxev.

"EoQ(oao

4. Potrebbe essere il medesimo funzionario lomeo IH" in PPetrie li 9, 2, 5 (p. 22);


Aóy^aoig che occorre per Pa. 7" di To- cfr. Ili p. 129.
7 sq. Cfr. adn. 568 5 sq.

622. Frammento di lettera (a Zenon?).


(cni. 20X16)

e. 8-9 11. Zrjvcovi ? '/\aioEiv . El l'oQcoaai, ev av k'yof vyiaivov òè

xal avróg. 'H^icooev f/ljuàg Kgdrcoì' ygdipai ooi jieqI avxov

C. 15 11. x\a&óri xal jiqÓxsqov jcoIvcoqmv avxov

C. 10-12 11. ov ov]v (pQÓv[TL00v\ iva yQacprji xoh EvxXrji


òjiojg? C. 18 li. iÌe?\xao^iìi. [tiIeoI de xwv q /o
c. 27 11. |*o^[***]£Vat xax avxòg

C. 18 11. ] xal tò o/lOv óè Tiàv noiei xal xaxev

0. 17 11. ]xXr}d^i]vai fjLrjòe òó^ai xoiovxoig

10 ^EOQOÌGO

Nel verso : K^àxaìvog.

3. Forse [xa^.wg ovv jtoii^nttg >t]aOóTi xxX. 4. EvxìSji: Mayser p. 2<S1. — Perii nome
Cfr. adn. 415 9. In seguito sarà iireferi- v. (ìli lutrod.
bile iva ygtt<pfji ad iva yQd<prji 7. Forse xaz Ev^xX- ; cfr. r. 4.

623. Frammento di hypomnema.


(cm. 6,'} X 26)

Benché manchino i primi righi e il nome di Zenon non occorra nel


verso,che è bianco, è probabile che l' hypomnema fosse diretto a lui, da uno
dei tanti che appunto a lui ricorrevano per aiuti materiali o morali. Lo seri-
.

624. n.\LT/ARClfIVIO T)T ZEXOX 61

vente, che ha già ottenuto degli aiuti da Harmodios e da Antipatros, vor-


rebbe che anche Zenon gli desse di che proseguire il suo viaggio nella
Tebaide. m. n.

Tog ovy, £X7ie\7io-\ TiFsioiixaoi

rjxsv Jioog o\e\ 15 jLioi. xal ab xakwg


TXQooekd'elv, jTOì]oeig dovg

'iva jLiìj ovufiì~]i Tilt JiaiSioxrji

5 jiioi TiQÓg OE Tra- o ri àv 001 òó^Yji,

oayeyovÓTi do- oTicog àvanXev-


yjrjfioveiv. y.a- 20 oo) dg rijv Orj^a-

Teùt]/U]us- iòa . n (V hi fìov-

voi xal vTiò yn- Àr](ù rialv yodipai

10 jii(7)vog r/^io)- ri, tJiideg' (XjtoSo-

y.afiev xal I4i>- ti^ìjoerat ydg.

TiTiargov xal 25 Evrvyt.1.

'Ao/iióòiov, xal

1 . Per es. f 1.101 fie ÈjiI rou .Taoo'r]lto? ovtt xz?. 15) sq, «)YwT/£r; |
aia : il o è corretto.
— £>i7ieljtó]\rjXEv: adii. 533 2. Ostrac. Berol. 21. Può darsi che abbia voluto qui el Sé ti,

P9276,1.5 (Arch. tì, 221). e lo abbia poi dimenticato «luando ha


4 sqq. Cfr. 340 1 aviijiaivfi «l'rwt àoyt/nopeìv. ripetuto il TI nel r. 23. Quanto alla forma
14 sq. * si son dati da fare per me' ?). ^ovhji V. Mayser p. .328.Helbing p. 61.

624. ISTRUZIOOT DI VITICULTURA ?

(cm. y X 19,5-

Il documento, mutilo in principio e ridotto in condizioni deplorevoli,


sembra di mano di Zenon. Le nostre letture sono spesso molto dubbie.

\ e. 12 11. ]roi.id)reoov

[ e. lo 11.
J£ rojuìjv

\ c. 9 11. jif.oj' xal rìjv

\àfÀ,neAov ? èg 'ìjyaodfievot h rou


ìn^azov
5 [ e. 8-U 11. ]^^ovatì' [axQi xov\

3. Forse lòv ^/.ajoròv nal etc.


. —

m PAPIRI DF.LLA SOCIETÀ ITALIANA

[ e. 8 11. ì*£ fiXaozoXoylttr tioi-

\ovt>rai ? àxoìlovdovvreg àeì

[
l^kaoTÒn qmveoov-

oéai 7iaQa^[c.^\\. \^^ èy^dXhi

10 ^*s^*? xovg ^aoeìg tcóv

[*]*s[*«*]^' IVO. fd] vjt' àvéfiov

€X7i\ « ^]o)oi l'cog Tov ójgav yevèo-

"dai xaràyeiv tov (ìXaoxóv


— yanoyiónovni òk Tor &).aoTÒv
ooai àv òvvaraì o)oi tòjv àjii-

15 TiéXcov #[*-.]* à.Tiavi'^eTv rag

re X.oi7iàg Tiuoag cbg àv àg^wv-


rai OQLÌ^eiv <,"?), y.cà ovìts/Joov-

aiv n'jì' TS yaQay.oìoiv tov

Pmot\ov\ \ovrreXeoovaiv
'

y.al

20 [tÒj' 67>i:£j'jT^tayUÒv (?) rcòv àjLi-

7iéXo)y l'wg tov ^agjiiov^i

fjTO^fA/.sl ,, « * JM' óè ooag

àv yotjoi/nov tji èy toh

IIayo')vg.

12. Possibile sntéhhf yy.7t[^^a]o)oi *. 22. Con molta biioua volontà si potrebbe
13. ì. yaQay.ojoovoi vedervi v.-zo(pvXd^[ot)oJiiv, ma ne con que-
17. Non par possibile òqvSeiv, senza dire ' sto nò con un egualmente possibile vnò
che si aspetterebbe un infinito presente <pv}J.a***iv ri esciamo a restituire un senso
intransitivo, di cui potesse esser soggetto tollerabile. La lettera dopo II certamente
rag ài.t7(É).ovg.YAgiiv:<ooÌL.Eiv{=MQi[w.L.eiv)'ì non ò «; potè essere, fra il resto, oì.

625. Conti di danaro.


(cm. 3, .5 X 20)

Dal totale di dr. 60 ob. 4 eh. 1 (r. 5), che risulta dalla somma del residuo
attivo [èyXóyov r. 1) con le prime quattro poste, detratto il totale delle spese
dr. 47 ob. 37* (r. 20), rimangono dr. 13 eh. 7 (r. 21 ; n= XoinoX). Nel r. 4 si era
già fatto il totale, ora cancellato, delle prime tre poste più il residuo ; e
626. DALL ARCHIVIO DI ZENON 63

così anche nel r. 17 c'è l'atta la somma delle spese precedenti dal r. 7 in
poi. I numeri con la lineetta soprascritta {(),y etc.) indicano, sembra, giorni i

del mese o in ogni caso giornate. N"e! r. 2 converrà sottintendere ]ì (cfr, r. 7).

\' E\yXóyov h r/; — ^ yaÀy.ia \- a —e


xai TiQooeyévfTO \- - xdjlÀvì'Toa G
ì]
^
y \- i =^ Tf(Taoroj') "QoMi v7iag/i.Tf:y.T0vi

^ I- («3 -J I
/ h m - ^
I
lo (ooTf. nhv&ovXxolg
FÌg rag v ^ f \- X

\- À^ = G ré{TaoToi')

^ hòc ò To7g avroTg h ò Té[r agrov)

y \- S T£(T«OTOJ') f Tolg at'ToTg \- ó Tf[raoTOv)

xai OeoTióiÀJiwi 20 / F /( t f ré(TaQror)

10 MOTE elg ^vka '^ ^ '7 Z


elg tÙ ycovvvfiefo.

3. S. etc. 11 solito uesso Tf per rézctoTor, 14. VJcaQ/ixéxTovi : Herwerden^ p. 1503. Per
cioè ^\ di obolo. 1' àQxitsy.T(0v V. Reil p. 31 e 181.
11. Avrà voluto scrivere j^wj^ro'/ifm ? lo. jiÀiv&ov/.xoìg : cfr. 440 13. 365 11 adu.

626. COXTI DI DANARO E DI PECORE,


(cm. 17 X 11)
Nel verso (rr. 18 sqq.) alla uTToyQacpì) xwv l/i <PdaÒFÀcpEÌai Tigo^àxcov fa
riscontro pagamenti corrispondenti a tale àitoyqacpYi
una lista di ; nel recto
poi, di altra mano, un'altra lista di nomi e corrispondenti poste di somme
di danaro, non sappiamo se a debito o a credito.

Col. I.

òoov Adxoùv h 0£ =
SeóòoTog AéovTog 'Idocov KeoxUovog
I!oXevg h |a = KaXvvòevg \- oe =
4 I
'Aoioroxkrjg Xiy.uv- "A/Àùìg IleTìjoiog A(pQo-

1-17. È notevole che due .soli individui, 6. lófìcov Keoxuovoc; KaXvvòtvt; cfr. 385 4
dei «ette superstiti nella lista, sieno Egi- {Add. voi. IV p. XIV).
ziani (r. 8 e 16).
5

64 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

òtTonoUn^g h Ae = AiovvaóòoìQog xov avTOv

SI» 'EgjLioyérijg AvxiXóyov h ve =


10 Zixelóg h o£ =

Col. IL

'Afxixióviog Oéon'og Kvqì]-

1 vàìog h VE f
Uereg/uovdìjg Neydàìrog

'Yy^ì] 2.0X0) juiTìjg |- ve — rÉiiagTOv)

l'erso (in senso opposto) :

Col. I. Col. IL

'ATToygafpìj tòìv ea ^ilaòelq)eiai Eig xovxo JXEJircoxEì'

noo^àxMv TTaoà 2eaQi.i(I)oiog \-


^
20 IJeTÉoixog ^ 30 Tiagà ndoi\Xog} IJaovxog /x^f

Jlàoig Tlaov irj Tiaoà BoxoÉovg x


xal Zì]vo)rog Xe Tiaoà 2!ioivov ly

[#^],f ZEaQjucòoig e Tiagà Uexéoixog ti]

xal Zìjvcovog Q Iléxeoig xò Tiao 'Qqov


25 Seóòoxog ^'fZr'jvcorog fi 35 ògayjuàg ^f
BoxQìjg t nagà ^xErpdvov /?

[xa\l Zmoxonxov ?
nagò. 'Idoovog e;

17. 'Yi^>rjko>i(o/(iT>js: cfr. Edgar, iSel. pap. (cfr. 33 e 34' non sappiamo se è scritto
11° 36, 8. correttamente : potrebbe essere il solito
21. Sarà da intendere IJaov 'ro?) : cfr. 30. riezfjaii;.

22. xal : da intendere forse che Pasis aveva 23. Forse [;<a]ì ^fagtiMOig.
di sno 18 nQÓfìaia, e 35 di Zenou. Cfr. 37. 'Idacov pastore, da distinguere dall' '/a-
24. 25. 27. Ma perchè iu genitivo anche acov del r. 6, che è piuttosto un agente
Ileréairog r. 20 ? Del resto, il nome stesso di Zenon.
627 628. DALL' ARCHIVIO ni ZKNON m
627. Conti d'orzo.
(cui. S X 2ft)

Tvìs .Toeo^v[réQoig AlvécxL HOiiìfig I

(ittÒ Méu(f£(o\g 10 Avolai xgtdrjg \

JIoXi'/a.gfi[oH Hm'xo^èvMi xot&ijg |

y.(À Arjf.iriTOÌ(jù( xgvd'fjg \

5 Aì'juìjtoi'mi y.g(.[d^^g J^auoy.^fù xgiOìjg \

'Hyrjfiovi y.gidrj[g AgrejuiòcógMi xgi&iilg

ZcoiMot y.oidrjg \
15 '

(foS

[AiEvyjji y.Qi&rjg \

(8. Un 'Hy/jUMv, probabilmente diverso <la ò così nel papiro ;


probabilmente si sarà
questo, 340 18 ; nu altro, con la j;ratìa Toluto cancellare l'intero rigo.
'Hyéfxcùv, 548 1. lo. Dopo (piesto rigo e' ò spazio vuoto per
8. Il seguo di parentesi innanzi a Aievxt]!^ ancora una diecina di risili.

628. Conti di derrate etc.


(cm. 10 X 13)
Recto.

H ]«

Cjuvgvr]g { \
|a
Tiagà Aioòwgov tov Im Tfj\g\

h^avcùrtxfjg

h^àvov Miv(aiag) av{aì) i,

Cf.ivgvr]g juv{àì) e

vdgóov ^r]gàg fiv{a7) fi

[ivgov yivvaf.ifó/.wv n/Mfìao{Tgog) a

2. 6. ^(xvQvrjg : 328 3. adn. 571 3. Cfr. an- yovv )Jycov Xi^uvov rsi^u/ttVo»' (ma cod. Veu.
che 678 9. Cronert p. 95 sqq. 490 ò ovv ?.. X. sjine&vxévai ùeoTg) àxvgo-
5. Frinico tollera nei poeti Ufìavog per /.<- Àoyeì. Cfr. PRyl 242, 6. h^avo&riy.rj PO
^avcoTÓg (v. Lobeck p. 187. Rutherford 978. In PHib 121, 61 può essere così h-
p. 273) ; Ps.-Herodian. Dt impropria die- (jitlvanóg come h'(ia]rog. — Miviuiag) suppl.
iione [Nauck, Ltx. Vindohl p. 316, 11 ó Edgar ci. Strab. 16, 4, 1 (p. 768).
Pap. Soc. Hai. VI.
66 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

x(Wiag y

T'arso.

\y€\o)oytai x\aT\a\ ., ^ >,


\

yofdi'Oig (?) ,, ^\ \

àfiTisXóvQyóìc:

'EQfÀoyévEi n\>, K ^\<>

15 à/x7ie2(ori \„ ^^^\
MsooQìj Hog r\ov\

Tomov MsooQìi fPaM(p( fnp>(7)\r y ?|

*Ptt(^qH la s'a>g i(i

********* h^" /.- Xaì TOX'TOV v\7ièQ\

MeooQìj ovot[
20 \^^,^ 7ra\( òagioig

\ov\

IO. Piuttosto aaivoì' che Ihivov : della let- II. ;i[a7:]a[ J : il secondo « ora è scomparso
tera precedente non e' è che uu frammen- per una frattura del papùo. Non inten-
tino, forse di un (j. Per à/iaQaxivov (so. diamo uè questo né ciò che segue nei rr.
ftvgov), se è così (o forse [ozv^Qaxivov ì 14 sqq. Nella noterella marginale (r. 17 sqq.)
cfr. adu. G20 6), v. Wagfler in Pauly-Wis- non escludiamo errori di lettura dopo :

sowa I 1726 sqq. ^>acò(fH la e' era sembrato di vedere òq*^,

11 sqq. La scrittura del verso è in dire- (he sarebbe òga/j/at . A destra del testo
zione opposta a quella del recto. non pare ci fosse spazio maggiore.

629. Conti di zappe, hcuri etc.


(cm. 13,.'5X:«,f5)

Una lista simile, secondo mi comunica l'Edgar, è fra i papiri del Museo
del Cairo, e potrebbe essere la yQatprj indicata qui nel r. 19. Ma i partico-
lari non tornano esattamente. Ivi il totale è : axacpeìa va \
neUneig àhsvxixoi
ò I
à^vai x'C.
630. f)AIJ/ARCHlVl(} Dì ZENON 67

xal ó'ìory IlvQOWt yHnoyÒH

oi Tiagà ZijvfOì'Oi;. adirai; «

XdXoìvi oxacpda A/-- 15 / nxaqina va


«»(«) /c^
n^vai IO
I? ùv{à) ò ^ TTfléy.ng rJ

O 2jcoGr.Q(nOti ('óoj^ n<; y.al jie.gl tovtojv PòoryA ooi.

Moieddfuv nxa(pda e y.ii <PiXaòek(pEim yowpriv.

xal (l^ Pdor/iH' 'Eguoyh'iji 20 y.a) òiyJlXag

Aly.if^idH òi 'Ao-/^(xyfiihv ò

'"Avòooyvi ay.arpda t "AvÒooivi avrÒH y

K) xal Ttelèxei:; oD? e(pato ''Ajio/.loìvidrji a

IJaTatxiari'd l'ynv Ò Tijbiox?i.i]i (i II

8 sq. Nella noterella marginale, forse di (5. Moif&rìfuf : adii. 5S7 1.

altra mano, non siamo sicuri di aver letto 7 e 24. "FJgi.ioyh'iji, e Tifioy./.T)!, : Ma.yser p. 279
bene «»'(à) ; nò su questa lettura è da fare e 281. Invece abbiamo trovato 'Euf.ioyt:vei

assegnamento alcuno. Infatti, e lo osserva 028 14.


anche 1' Edgar, se le cifre sono per esem- 13. TIvoQog ysMfjyóg anche 427 L'i ; i)roba-
pio di mine, jisXfxeic: di 36 'y^ mine sono bilmente identico al IJvQQog di 417 e 443.
impossibili. Si aggiunga clie sicuramente V.K yoaqpìjv : cfr. Introd.
tutta la nota va riferita ad una colonna 22. nìmoi : ' a lui in persona '
(non i^iu n-
perduta, a destra. vog come r. 21).

630. Conti m vanghe, zappe etc.

Alkiinos 629 21) può essere colui che è detto à/imlovQyòg mjoe-
(cfr.

oxfjxcog Kjìv 371 1<). XK —


Un conto analogo di basti, cinghie, etc. rende
Glaukias a Zenon 527. Cfr. anche 629.

IIoÒq ^AÀyiiioy. l^ivm ny.a</ yìa ìì à(p (ov

"ft'/eig rpjt Xgman'igtoi nrryyójT)] y y.al tyerrjì%]aav fi

2 sq. Cioè, come mi osserva l' Edgar, le van- cJk' (jucsta indicazione si sarebbe asjiet-

ghe etc. sono calcolate secondo l'unità di tata nel r. !) doijo ó/.^T/g, non qui.
peso di una mina yy.xaaoiaaovTuoTàiiijQog 4. Non nel senso di jigooEysvìpStjauv (625 2):
(non della mina solita di -jO state res ovv. '
dei tre oxacpela spezzati se ne fecero due
lOOdrachme) ma ;
1' IMgar stesso aggiunge (nuovi) '. Similmente r. 7 h/ivovro.
68 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

5 MOT elvai, axacpeia ij rréna oy.acpeJa xal òixélXag

òix€?Ji.a~: Tri mp' ibr ovyxoTreìoai vii 4


ò iyéì'ovTo ji (ooT F.ivai

òiyJlkag é Veì'so (in direzione opposta)


óÀxijg xà ì] oyMq>Ha
10 y.nì rag »^ òixélXaq
15
àcpaioovuévov yerofiévov TljV rifiìp' x\ »^^ \VEl * [ ^. *..
« I

nnovalag nagà rà ovyxo- fira hj' i~y.ò

11. Iiitendi Wj'iuQovuivijg [-fièvov come for- Meteor. A G p. 38S'' 2 sq. (Alexaud. Aphr.
mula irrigidita di sottrazioue aritmetica, iu Meteor. p. 178, 8 sq. 207, 24 Haydixck).
[à(paìoeoig'\ = ' meno '). Ma può essere au- Cfr. anche Moultoii-Milligau s. v. Diod.
che dimenticauza del correttore, e così 3, 14, 4 (daAgatharchides ap. Phot. cod.
preferisce supporre 1' Edgar. 250 p. 448'' 29 Bekker) ròr oh ygvaòv na-
12. àjTOvai'ag : la perdita verificatasi uel peso tìaoòr Àa/i^dvovatr (')Uyi]g àn:ova!ag yeyevr}-
per <'ftetto (iraoù) degli nxarpsTa rotti etc,
cioè '
il calo '. Così del resto già Aristot. 17 . Forse fivà{i} ì

631. Frammenti di un copialettere.


(f(. cm. 9,5X21,5: h. cm. 10,5X21,5)

Due frammenti di un '


copialettere ', a quanto sembra. Se nel r. 47 il

supplemento è giusto, comincia ivi la copia di una lettera del dioiketes


Apollonios. Verosimilmente tutte le lettere erano dirette alla stessa persona,
nell'interesse di cui il copialettere era composto. Perciò il praescriptum è
costituito dal semplice nome del mittente in nominativo (cfr. per es. l'ài'-

Tiygacpov mentre altrettanto naturalmente e' è il semplice nome del


502 8) ;

destinatario in dativo, quando colui che allega 1' àvTtygacpov è lo stesso mit-
tente della copia allegata, ad es. 502 11. PLille 3, 40. 49. 64. 4, 8 etc. Ne
sostanzialmente diverso è il caso di 361 20, dove si tratta di una lettera
mandata da Zenon ad Aristandros, della quale lo scrivente ha conservata
per se una copia {'AgioTàvògun). Quanto alla data, nella copia della lettera
di Theopompos (r. 4) si accenna all' a, 25° (=261/60*). Non siamo in grado
di dire se il fr. a preceda il fr. b o viceversa.
, .

6S1 DA U: ARCHIVIO Df ZEXOX 69

a.

Se\6 l-To/t.Toc . XaQft\ 10 Tilav à7ronrfl\ — f oc j

yéyoacpa^ AtoTÌfi{oH TtOTÉ noi cpnivFiaU — 7ra.(n.-\

rò òipcóviov tò 7fo\ yn'ìphjjnsv (V ar[

EX Tov xfL ovy.\ yjtmc y.areiyev r\

xvQioc: nrw t'^aJTo |t|o>j' ?:qÌuìv olm à'xo\juev'^

n:: rorc rTregàvo)] 15 ^'Eqoo)oo. L


exvQievev motf \
\a()xog. 'Evh v\yo r ?

^QCtyy fi Xomóv \
— )'Qà.-\ \oso{)ai av\r

yfavrsg ovr t| — (piXavd qo)- ?| ro'ì\vQ 7idi\òag r*

h.

Col. I.

25 7i\aQà aov Hyj\ »-.


|

20 I
tÒ rélog

1
\v 6 'Aii/iojriog

\a) ifiay/-

\vatji Zì'jì'oì'

80 t?]onr

'Eofioòórov Imi h <>

1. Il confronto con r. lt> fa escludere qni II s(iq. Per es. .T«op]|j'£)'>/)9?y/<f)' fV «e, [«//,»)

&e[ó]:;TOf.t7iog Xu<j^i[o)i (ovvero Xuoii[r/.o)iy èvxavda] \ ìjfià? y.arFjyiv x\j. y.rX.

XaÌQsir. Secondo è detto nelF Introduzione, 10. 'ErF]ao~/og f AnìoT^agyog ? KÀthlan/o; ?

le lettere sono indicate, in queste copie, TIo?Jfi]aQ/os f etc.

col solo nome del mittente, come spesso 17. Non sappiamo leggere al tri nienti che
nelle postille di Zenon. Dunque, ad es.. a meno che noìi
]oeaj?a<, sia QFndai con
Xdoii{^oc; yodcpfi iiot, (oa.-rfo y.aì oc] yf'/oaq>n-; un Q la cui coda fosse anormalmente obli-
xtX. qua e però ora scoTnparsa nella lacuna.
2 sqq. Per es. lUoTt'/i[^coi à.-roóoòrai fje'jlTÒ 25. Dopo eyt lacuna di una lettera non ;

òy'córiov tÒ 7iQ[o(ioq)F.ikónevov avTÒu~\\ sx rov esclixdiamo ì/f['J, ma potè anche essere


y.e\_. ov>i[éri yàg avrò? oì'FTai\\ y.vQiog sìvai.

l'(pa[ro ò'e y.xX . Anche Edgar ha pensato a 27. Ma per es. anche Èy.n^ro ^AfiftMvto;

Trgoaorpsùó/ievor . 28. Se f/iaxEadfiip' ovvero F/iayJoaro etc,


6. vTTFoavM [yoóvm'ci Dittenh. Syìì.''' :i29, .'J^. non è possibile attermare.
70 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Col. II.

y-^v ^v/ì\Ttiì' — <^y-'-\ 40


yvovc; « * I
ovv\ * I
^ I

oi xal T##| TOiq « , * * I

35 ìjX(n[ h(oì òì: HO.} [

or fi Ji[ xara Tn.>^\

noa K I
45 fifùv 00.(pé[0T€Q0V

(Ì(0Ol\ 'à>a firj y.a[

ov\
''AnloXXlo'ylvio^ ??

S2. iv'/ùnv supi»!. Edgar. Cfr. adn. .502 28. et). Per es. y.alTacpOFiQco/iat (cfr. 377 11 sq.),

35 S(]. Forse xai.iòg'W ovii ./[ou/ofi?. xalzayf/Madàì, y.alraioxi'vàiò e sim.

632. Petizione al rh:.

(a. CHI. 11 X !•• ;


b. ciu. 12 X l'^ ; ^J'i " "^ ^ Diaucano circa :^ era.)

Questa evrev^ig, come al solito elg rò oroua xov jjaoùévDg (W. Chrestom.
n* 387, 3), Apol-
è in realtà indirizzata, siccome risulta dal verso, al òioixrjrrjg
lonios ; menzione (r. 5) deW àjiófioioa devoluta al culto di
e poiché vi è
Arsinoe Philadelphos, il documento non può essere anteriore all' a. 264/3*
(W. Chrestom. n" 249). D'altra parte non è noto che Apollonios (per cui v.
adn. 383 12) tenesse l' uffizio di dioiketes a lungo dopo la morte di Tolo-
meo Il (1) sicché verosimilmente converrà riferire questo documento ad
;

un anno fra il 264/3 e il 247/6. Autore della istanza è un soldato di ca-


valleria, Stratippos Ma>t€Ò\à)v rcóv vtcò 'A\vTiyovov Innémv (cfr. Lesquier, Les
instit. milit. p. 78 e passim
ampiezza della lacuna si determina con suf-
; l'

iìcente sicurezza confrontando rr. 9 e 10), che per i suoi vigneti domanda,
a quanto sembra, l' applicazione della ànó/uoiga nella proporzione privilegiata
dell' */jo, e non deU"/g del ricolto (W. Grundz. p. 283 sq.), e inoltre la di-

stribuzione in rate mensili della èmygaq)}], della soprattassa cioè che pare si

esigesse xarà xaioóv (Lesquier p. 221 ; cfr. adn. 510 11).

(1) Già per Va. 5° di Tolomeo III (= 243/2*) conosciamo uu altro dioiketes, Theogenes
(v. .Jous>net, PLille p. 26 sq.) ; ed è probabile che
il nuovo re abbia presto mutato il suo

ministro delle tìuanze, il quale era in


da tanti anni sotto il re precedente (cfr. Wil-
uffizio
ckeu, Art-kiv 6, 277). —
Finché il i)roblema delle doppie date non sia risoluto soddisfacen-
teraent«, sar.à forse lecito supporre che anclie PLille 4 non sia dell' a. 5 di Tolomeo Philo-
pator, bensì di Euergetes I, e Theogenes sia il dioiketes.
632. DALL' AECHIVW DI ZKNON lì

Sarebbe difficile intendere come Stratippos, solo perchè soldato, potesse


chiedere lo stesso trattamento di favore dei y.h]Qovyoi. Era dunc^ue un xlrj-

Qovxoc: anche lui, e xh^Qovyoq di vigneti {vnaQxóvxoiv /lot r. 2 non esclude


questa interpretazione : W. Grundz. p. 282), confinanti con altri mTny.o) xlrj-

Qoi {\)dove c'erano anche vigneti (cfr. Lescjuier p. 206 n. 8). Ma disgra-
ziatamente non riesciamo ad intendere e supplire in maniera verosimile tutto
il documento, ne qui sapremmo aggiungere altro che non fosse troppo iiì-

certo. Qualche congettura introdurremo nelle annotazioni ai singoli righi.


Nel i;«rso, oltre l'indirizzo \inoXlù)viwi e la registrazione datata (r. 16-18),
ci saremmo rimando a Nikanor (cfr. r. 11); invece è
aspettato, se mai, il

ripetuta (rr. 19-21) la stessa registrazione con la medesima data, a quel che
sembra, e col medesimo indirizzo {Ano [e. 10 11. o forse è da intendere |
;

'A7i6{òos) [Niy.àvoQi]!) e per giunta nel r. 22 daccapo \''A7ToX\ki)viùH. La se-


]

conda registrazione potrebbe essere di mano di Zenon. wi.??.

(l) ìn:riy.oì yJSjooi parrebbe dovessero essere fre<[uei]temente menzionati uei papiri, e di
tal frequenza si ha come nn vago ricordo. In realtà, sappiamo per ora indicare soltant»
PO .^06, 24 (dell' a. USi>!).

\ Baoùn J fTO?^e\/ialoji yuiotiv -IVoar^T.Toc May.fò\òìv 7(7»' rnò 'A\vTlyovor Ijt-

néctìv Tov 'Hoaxho-

\7ioXirov. «»« v\7iaQYÓvTVW /toi àfinelaìvorv È\r *,,,= *»,,,, «^ |rj;( rad 'AcpQOÓuo-

Tio/JTOv, ol:: roy-

lydyornir /-tJjT/xo/ yJSjOot ynvKnvreg tv o\ig xaì ? àfA.\7ie/Mveg, ovx òXiya.

.T|^|of,. |'v',*.|
4-5 11. I

1. 2TQÓ.xi7i7iog y.x).. '.


cfr. S21 4 adn. rò)v — t]ojv à:ror£?.ovvreg ?) . Sicché il senso potrebbe
vjtò xr).. V. lutrod. e cfr. P.M. Meyer adn. essere (rr. 3-5) :
'
hanno non pochi van-
PHamb 26. 13. taggi, mentre io pago '
etc. (r. .5 [s/wè §'

2. È possibile Tihv v'\jiuo-/óviu)v, e così an- djTOTe/.o^ì'VTa xz/^.).

clie 'E$ ovvero 'Aq^' v]na(j/óìT(or. Ma così 3. oiy. òUya : cfr. Edgar tid. puj). n '
.5,

ci 8emì)revebbe axuneutata la diliticoltà di 35 sqq. (p. 170) rà; xov (iaai\kà(og ^(>o<ió-

supplire la fine del r. 3 e il principio del fiovg pkajiTOfjiÉvag ov\y. òkiya, e poco innanzi
r. 4. Piuttosto, in genitivo assoluto, 'Fj^ra^- fiXàmeodai ovx òUya y.zX. Anche nel se-
XÓìTOùr, anche perchè alla fine del prae- condo frammento papiraceo di Dublino
sci-iptum si sarà lasciato vuoto un po' di r. 33 sq. (Plaumann in Archir. H, 276)

spazio. Allora forse sarà possibile supplire sarà come vuole il Wilckeu («7». 278) [fj/-
in modo che ànors/.orrTfg si riferisca non (iia]\ov!< (V/.iyrj. PRein 18, 15. 19, 11 ovy

a Stratippos, che parlando di se usa co- ò}.i[ya] fioi ^/.dlir] xr/.. In seguito potrebbe
stantemente il aingoiare, ma ai possessori essere -"T[tì]p[f](/'<^-[w(? <;>']•

di quegli altri y.).ì]ooi (forse o! òs vnso av-


72 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

\0)v aTTOTi-kovvxeg tÌjv (%y.u\7t]u ^^^^.^jjiov òiaru'ìtrTai e^eka-

\vrTU tò yeii'ójuevor r^i <PiÀaÒ\élrf(Ot, rì'jv\ ^'y.rì]v y.aì zò Xoinòv

j
i7nyoa(/rjg a.-ror/rar /fc roi'U «* * » àfi7ie\Xcovo:;, f:y. Tgion> àgax-
/uov y.aì

\tov imgì]TÌ]v ek rò jjaniPuy.ói'. { 7-8 11. o\vv juoi vjiò tcov ol-

y.ovó/XMv Jiegi

jileol rrjg Tijirjg avroùg TicoÀdv [ 8-9 li. \v èXàrrovog y.aì elg xa-
'/j^iav jue

y.ui'hoTaué ?\voì' /itj òcrandat y.aT£oydC,y\oda.i rohg dju\jTelc7)vag y.arapXan-

XOfXÉvOìl

10 òélouai ovv oov, fìaoiAav, à:TOOTaXr/v\ai uoì' rr]v 8v\rev$iv Tioòg

'Ajto/.XcÓviov ròv

ÒKxy.ijTìjv o\:i(og yodì/')]i, NiryArooi toh r7roòio\iyt]xfji ^.^^^\ai. jiioi xad"^

Pyaojov |«]#[*|«.. *»*«oi;

4. òey.à[j.t]v ov zqó]ji(>v ì Per xal tu /mi^jzÒv ^re/wre?; di ::icokeh' ì — In seguito : [xa


(cfr. r. 5) non c'è spazio sufficiente. — ì-'tì to\v sÀàztOVog ì

òuaidsvtai, nonostante il aa>?,sìv del r. S, 9. y.uzu^ÀajiTOf^évwc riprende, con i)oco ri-

non sarà nel senso di ' vendono '


(per. es. spetto della grammatica, il /àoi del r. 7,
PLille 3, 58 etc.), ma equivarrà a Scd- senza riguardo al /ite del r. 8. Forse xa-
xnvxai. In seguito forse f$ è)Mz\x<x>\au\[TogÌ zaji).a7izoaévcoi\[àòix<x)g . òé]ojiiai etc.

(>. Forse lov [ai'iov ovvero xov\tov tov àfi- 10. ÙTioazukPjvai 3S3 12.
y.zl. : cfr.

jis'j/.còvog, quantunque nel r. 2 si abbia in 11. NelP interlinea, dunque, c'era un'ag-
plurale dfiJislojvMv. giunta che tìuiva con ^s, né sappiamo
7. [»** y.aO' s'y.aalTov °ì — Probabilmente cosa potesse essere. — NixàvoQi xzl. : v.
il verbo donde dipende 1' vjiò twv oixovó- adu. -Ilo 1 (cfr. 594 lutrod.). Alla fine
ficùv era nella lacuna precedente (dove, del rigo le tracce superstiti si accordereb-
per quel clie riguarda lo spazio, forse è bero con la lettura ol'yov, ma né per lo
possibile [fìviipuivsi o]m>) ; ma che cosa spazio né i)er le tracce é possibile sup-
voglia dire in seguito neQi li]^ Tinpjg non plire y.ad'' f'y.aazov [^^f.zQiizìf\v . Precedente-
sappiamo dire. mente sarebbe possibile àtpetvai, scritto
7 sq. 7ieQi\[fGnàodaiÌ à<ph'\(u fj.01 non certo £.T:iyQdij>ai, come
;

5. avTovg sarebbe forse il soggetto (gli oì- senza aver sott' occhio il documento si era
XOVÓ1.101) piuttosto che l' oggetto (gli «,m- proposto uella nota a 41.> 1.

I
.

633. DA LI/ ARCHIVIO DI ZKNON 73

[ TJj)r' ók èmygaqìjv ijiiòiaioeiìrivali xarà \iti)ya :to()<; /.UQog tÌ]v

I
jii\t]V()g Qayvr, otkoq àvoyJir Xdf}\(o e. 18 11. |*« ,| e. 13 li.
|

\
\v y.al Ttìy/ov T^g rpikav>ìo(X)JTia\s aov d('v\o)/ifu xaTeQyàCeod\ai
TOVQ <\\fi7T.I---

15 [kòjvac. I [ ) Kvivyei.

Nel verso: \L>,.,, ()-7 li. joc xu.

\^TQdTC7r^o\g. ^teol
'AjtOÀÀCOvlOJl [

I
Tw >' àjLiJieX (jóvojì
I

Più giù d'altra mano: | L^^», 6-7 11. \(tv y.a

20 I
^xqàxinnog. \
jieol

[tWV àjLljlF]/M)V(OV yl7rO[ j

e più giù ancora: \\47T.o/,\Moruoi

12. Ttjv ù[(}y^rjv ò da iateudere avverbial- l:J. PO 1068 (a. Ili''), 14 sq. d/dà rijxsiiójv \

mente. Forse in seguito \x']ov\tov xov |_ àvoyjjv £-/(o {' 1 have a delay of some
/:/.]t]yòg1 days '
Edd.).

633-682.

Sotto la maggior parte di questi


numeri occorrono testi non più nò
meno frammentarii di parecchi compresi sotto
numeri precedenti e in i ;

realtà non e' è ragione di pubblicar questi in forma tipografica diversa da


quelli. Facciamo così soltanto per occupare qualche pagina di meno. Ci
rimangono nonostante altri frammenti, i più dei quali con pochissime pa-
role o sillabe li porremo a disposizione del Museo del Cairo, perchè non è
;

da escludere che alcuno di essi possa far comodo agli editori di quell'altra
parte dell'Archivio di Zenon.

633 (cm. 14X9,5)

\M\r]toóòcog()g'A7io/Movkoi /aÌQ\£ii'. \,,iv àjzoy.ojiuCei noi. 'IHqIocooo.

\vovT£g rtugù ZmnvQov eior][

\n~H véoH he.i y.aédjieo ^yQa\ ò Nel verso : 'A7ioÀÀo)ria)i

2-4. Iti principio «li rigo m;iiicaiio 1-2 lettere.

l'ap. .Soc. itaL VI. 10


. .

74 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

634 lem. 15X5)

'A7To\/.^a>vioM yaiQeir. IlagayeróftEvot ng tov\

\/.ifr T(~H ^A7TÓk/M)ì'i i'TiÈQ tfjg ofjg vyiei[a;

3 lS!el verso : 'Att.oXXìovìoch

1. Certamente è Apollonios il dioikotes. 2. sf/raal/isr o sim.

635 (cm. 7X16)

(
'H()uxketòi]i 10 j
TOÌ'To xaì ÌMfiòjv

lyaiof^^tv. — I
i #(5f: /hftcì |s ""AQTepiÒOÌQOV

el\jLr](pÓTa d(à rò I
èxsivov fioi ano
\Ai]jUì]T()ior xal I
ToÒTo Tioi/joag mei

5 \g naQEorrj i-:vefjy\ejìjXMg . ^'Eqqcùoo.

T\é§eixev \y\ 15 MeooQsì in

l^-dìp' rvTTMoai

\iag OTTfvòfig
Nel verso : 'H^anÀslÒEi
(sjfOn y.a/ kj^aiyor

3. oppure f'|f<A]i;q';oT«
i;i}.\ij(fÓTu oppure 10. 'HoayJ.ndfi (ma cfr. r. 1): adu. 427 18.
qualche altro composto. 521 6 etc. Radermacher ad Demetr. De eloc.
14. [fis oppure yftà; eveoy'\fTij}idjg p. 105.

636 (cm. 7,5X^,5)

Col. I. Tcòr 7iaQav\

Aox/irjTndòi]g

Zyvon'i yai- Col. II.

geiv. Tà)v jjocor

r(~)v fiat àjTta-

5 TsiXag fJg av- 10 ^l

1. Forse V'AoxXì^jTtàòìjg yeoìQyóg (427 18). 5 sq. 8Ìs uvTMv : per l' aj'rwi' v. Kiihner-
4. (= o>v) Mayser p. 310 sq. Cfr.
Tcòr : Gerth ^\ 469, 4. Kriiger § 51, 5. 1. — ira-
502 7. oa;'[f/]|i'fr«[j1f O forse TraQaTsi'rsiai {e. d&t, jì

I
. .

687-6S9. DALl/ ARCHIVIO DI ZKNON Ih

637 ^c". n,òx !•'-'>)

KaklioTOOTOc; Z\riv(Ovi'ì\ yoàfXfuaa. xa\AGK ovv 7ioi-\

'laionv. "Eyga\ìfd aoi?\ t'jOEiQ n >c£y.ón\ioai 'Hqax-]

jTsoì àvaxeyjolorjxÓTog] hirnr ,, «| — ygdyac; fi(H,\

jimóòg olà t\ oTioK elò(o. I

5 Imfielwc: \H7xoor¥ÌXa(; rà ?J 10 "KoQMOO .

o piuttosto '/'[- iì. Dopo yìò(7j noji ci sarà stato altro.


4. Forse òin T\pv *'$fà(«l, !)i<\

638 {cm. 8X»)

Nixoìv Zrjvcù\vi xaiQEiv. Nel rerso :

tÒ èipmvtov Tov \
5 f
L J", /l 1
vorgov la

d òk /Ài], ''cfaoav a7i\ ] ..

y.rjTiovQOìv.
7lfOlGXa7T,T\

1. NiHior: <;fr. 551 17. adn. 595 2.

639 (cai- '^Xl'^

"Ovvòjq.gig Zi'ir(i)\y( y/ugt:iì'.\ rovtcùv Yj Òiàox\

EiTiàg fioi, ye(OjLi\etQ^Gw] 10 xkrjQWi.

1
JwIr/'oUok
yrjv. èyea}juh\oì]oa ovv av-\

5 T)]v y.oì evoov è\v avtiìi ? aA-J


Nel verso : L\y, Omvi') k).
IXVQlÒOQ àq^ÓQOX) s\

Tiagà 'Ovvv'ìcpoioc:
jiiàj^ov Vi, ÌC, ei»\

ZrjVCo[vi]
dljiWQiSog n(pÓQov f

1. 'OvvÙKpoig : V. adu. 422 2. 5 sqq. akfj.vfjiìioi; «</,oj>o?' : cfr. PPetrie II

2 sqq. Forse :
'
giusta i tuoi ordiui di mi- 30 b 8 etc.
surare i terreni x, misurai dunque e vi » f:l>c TOV \4vTi- i] iJ.ó.)iOV (se. y.h'jQOv) 1
8«i. I

trovai X arure di d/.ftvQÌg àfpoqog '


etc. — 13. La datazione rimane incerta : tanto può

TJQfJ^- sarà nome di luogo ? essere •


anno 8" '
,
quanto ' 23» ', ' 83 '.
76 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

640 (cm. 6,5X8,-,)

rio.vay.éojoìQ \Zìjron'i'l yaiof'iy. jregi rovrcnv \

Txuqà Mvòg in j
t /'/«
'
Nel verso : \ *

\y.a]}L(bg ovv no|n/of/c II]avaxéoTcoQ.

fidhora fìg t[ 7i\aQà Mvòg ^vXojv.

*
1. IJnraxFOTMo : la lettera sarà dell' a. 29" 2. 7. ATvóg : cfr. 551 20 dove Mr^ compare
Cfr. 013 lutrod. Non sono databili nep- come agente di Arteniidoros.
pure ()52 e 681. fi sqq. Di mano di Zenou.

641 (cm. 8,.5X7)

llaiaiyMor Zì'jvcn- Tiargov Evivy/iv

VI. yaiQFir. "Eyga-


ij'dg fiat ntoi ^Avti-

8. Antipatros sarà il padre di Panakestor (509 8)? Cfr. 657 1.

642 (cm. 8X«)

IIarQoyjS]g Zì'jvoìvi 5 tÒì' àgyiEQeia yo/ui-

yaiQfiv . IlaQfyevi]- C[co\v \rr]v\ Tzaod oov è-

-i)t]v dg 'A(pQoòm]g \niOTokr] v

Tióhr JTQÒg rifiróniotv

5. dgyjfQFi'a = -gm : Mavser p. 71.

643 (cm. 9,3X6)

0[?l(ov Zìjvinri (ìavev rovg fiovg «fV^^jt

yaiqeiv. 'Anrjh'ìsr Aio- 5 ^„ro)^^\

vvoiog y.aì xare/Aju-


644646. DALL' ARCHIVIO DI ZENON Ti

644 («<". 9,5 x»,"»)

;'f j'ó|/.t£)'0 ?J? ^|/à ? ii'v).-\ or ;Tooa[,:,f|[ \ypvro)v oh

avTÒJv (h'ìjyayey nólir

ov xarnXafimy of \eì fW-


òov TOÌg (pvXaxircag àr

5 noy.aTaorrjaai Jioóc; gf, Nel rg>'«o : Zrjvcùvi

4 sq. (V.yoxaraaTfjaai parrebbe. a. (|uaiito sembra ;


poi mi buco del papiro.
(>. Dopo .TOGO c'è ((ualcosa di cancellato, Forse TTOoaxvyórTMv i

645 ^cui. 6,5 X 5;

\Xi]Q Zì'jì'cn'i \yaigeir. Et EQQ(oaai. xaì èr ToTg\

\koi,7io\Tq ànalXàooFig [xmà kóyov xtI.

\va7iXevovre£t\

\ra xai nf-ot]

b Nel verso ''YTiegfie |


geraiov

I
xal àji((f>(T\d\7ror.

1 sqq. Anche se il nome del mittente era i mittenti erano più d'uno (v. la nota al
di molte sillabe (per es. ^Aya&ox']hJg etc.j, r. 3), e allora anche nel r. 1 sq, la for-
sarà difficile nei rr. 2 aq. trovare 8))azio mula era piìi lun<;a di quella che abbiamo
per la formnla solita dopo à.-raXkdr,0Ei; ; supplito.
probabilmente la formala usata qui era 8. Piuttosto à]ya7rXeva(^ròvTs(^;) sl[g che
più breve. C'fr. adn. 571 1 s(|q. Oppure à])v<.T/^('fi(o^i' re «'[?•

646 (cm. 17X7,5

I
Zì'jvMvi yaigeiy. Kal\(7)g \ar jT<n\i'inaig òov\g

\oxa(p£Ìa fi, xal mv yoeiav ey^ii) yakxòn> «|c?

v\ò(tìQ Xàpoìtiey. Eni noi yào JiFnoii%)g 'Aouóòi\<)g'^

I "Eggojoo.'l

Nel verso: Z)]vom


.

78 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

647 <•'». 9X10,5)

Zrjvcopi '/^aignr |
À(o (xvxò TTCxgà ro x.\

5 Tiaofjoav óè xal Ta)\ — ^AoxAr]-

ìegé\(o?\v o a^iov )]ì\ Tiiàòrjg, Aioy.Xrjg, 'Ao\

2. Svf.i,^uxoi n. pets. (per es. PPetriel. trebbe anche essere per es. To}[fiìag i (cfr.

.5 sqq. Cfr. Mó 2S sqq. Noi r. ò r<^.)[ po- Edgar, Sei. pap. p. 165).

648 (cm. 8,5X^,5)

Zìir<o\ri, /aigeiv. KaÀ<7)s àr .-Toijoa\ic;

Irai TU o(OjndTia àm) ^vgiag «.


|

\gaffì]xa òfxu tùh i(vi.o\

Nel verso: ZrjVCùvt

— Mvl cfr. adu. ('.40 2> o[ ? Altrimenti


4. yà'\Q à(pfj>ea ovv. :!ià]Qa(pijxa, o forse he/ei- i^v^t]p[&i'}Qai o sim. ? Cfr. voi. IV p. 57
i)oy']Qà<fì]xa . Possibile anche yrylQCKpìjxa n. 2 e 434 17. PLond 125, 44 (I p. 193;
{iidn. 56() 5). s. IV). PO 299, 2 (s. !'')•

649 {^m. 9X9)


\Srjg Zìjviovi yuignv. \
\òk oTi ovdÉv Of u\

o\oi rìjv tJnoTOÀìp' mT\iv 5 Js( oh i)jinv TI ai' aot[* jf|»|

'X\aQÌQo(,o nv oh' noi '/^g(ójii\8ì'og


Zij)'(ùvt
Nel verso :

1 sqq. Verosimilmente ['O (hlva, ó y.oiuioìv 571 3 adn.). ;^]ap«to«o àv orv fioi xga>^[K-

c\oi TTjv fjnoToXt]v, èorìv fjfùv h' ffi/uai •(o rog avTÓii etc.

sim. ; V. adn. 359 5 ; cfr. anche (ìOS 2. 5. Non sembra ygÓKps Sk a'ial or

650 (cm. 15,5 X 5^)

xal 7i(xgaònoov Arroòóodai ecog xov ooi

fixÓGryjg ^ hy.

^iiowajiuì' orv

nrròv èjitoyeìv

5 xaì tÒv oìvov iiìj Nel verso : Zrj ?]ycovi

7. 11 frammento di lettera innanzi ad con dubbio se il documento fosse indirizzato


mal si adatta ad nn r : rimane quindi a Zenon.
, .

651653. DALl/ARCHIVK) 1)1 ZENON 79

651 (cni. X,5Xt')

AV l:\()oa)0(a y.ui tÙ ?.oiJid oov xarà T\()(moy ODvarrài'f


Kahog à\r jroióìg fiv)]fj,ov€V(ov ìj/ìkov xa\

{tìjv noi tniaroXìiy yEyoacpey\

\v h' 'AleèavÒQeiw *,7'7;j;|

\viov (segue spazio vuoto;

Verso : /^>/v ?](àV(.

1. y.arà loó.Toy : ^Ui 1. .'». Foi'se \4jTO?J.co]rtov.


2. y.a}.(7}g av ttoioÌ? firrj^iovFi'Oìr t/fioty; 502 2 4. yìvì](iy rjl — ?, ma ci sono più di due
(per -To/or? V. uda.). lettere innanzi al r.

3. Forse y.alùì? h'yeiv vjtéka^ov ravjrrjv «. «. 6. Cfr. adn. fióO 7.

ygyQ(X(pn'lai, ma aspetteremmo ygayni

652 (CHI. 9XH,">)

\()/.i^ TlavaxéoroQi ;fa/^f<i'. #^..^1

È\xn¥7TÓì]y.É fioi olà ràq ào^oXiag »|

à\?doTf)ioH y/tiìv y^gel^a/, àlhì neol (hv t„\

Nel verso :

Mfn\oQì] y.fi.

IlavaìièOTOQi

1. Uu nome come ^foai:T^o?.i^ sim. — /7a- 2. Probabilmente ovy. Pj^y.Kf.Tióì^yJ- fioi : cfr.
vaxèoioQi : v. atlii. (»40 l. .ulu. 5S3 2. <i28 1.

653 (cm. óx^.'r)

I
'AjLioQToIg

|»<>' TOl'g f)^£,f \ovvTm


|oj'g «/( Mé/i- {ànoòiòoj

\q)fi \ì] HÒMy.ev 10


\^lA.e.Lvovy.e.\ ÌtÒ òly.mov

\fllV XMV

1. Cioè [t<m< Hsìvu yatQgirl 'A/iooraT-: 5. La lettera innanzi a fi non era >; ; l'at-

2. Forse ]fn'. taccatnra è di un u.


10. tzooItfofTv 1 Impi'obabile ts ^sTr.
. ,

80 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

654 (CU). 6X'7)

'AQTefuò[(OQog tcoi òelva\ (oore cig [

XWQEIV. 4 5 xahog ovv 7i\oirjoeig

ìqimv agi

655 (CHI. 5X17)

JtjjurjTQilog T(oi òeh'a] 10 y.al (h'ì'iA(o[ — ^'-|

^atoeiv. di.H\ Ti'/ev è'x^Jr \

f(ì]&h' Tavr\ — ov-\

5 à/jA ròv 7i\

amòv y.ax\ 15 [xcegl avTOv\

èjieveyv ^^^\ {òoxfji) a*!

Tog (% Nixai a avròg .^ * |

Tiì'd)}' rpiXco\v TU' Fig oe\

S. Froljaliiluieute per es. y:iEXdóì''\\xog òè 12. Forse è possibile fycoeiorovl —


NiHulì'ÒQov (ovv. Nixdrogoc, Ninaiov etc.) 15 sq. Le parentesi sono così nel papiro ;

/neru] TivMv etc. Ma è possibile anche per indicano cancellatura ; forse dopo amov
es. «t'];ròc (i' h'iya[ o sini. e' era [far ooi] o sini.

656 (cni. 15 X 1«,5)


\t(ìh òeìra yaio\eiv Oor/tr^oig. |

J
<I>da\d\é/iq)eiav òióaoxe\

\ovg legór. si ovv 30i òoxeì, |^| |

I
>cai jUì] \r>xo?]7irji tÒ legòv r\

\ tvéfiaXov ^»^ov èxéì juer[

] èòióooav Tiàoiv èfiov éoTrjx[ÓTog ?J

lev. òéoiiai ovv oov, si' ooi òoxéì, £7iior[elXai

]*a rag yotiag TilalQéyeod^ox

EvTi'lyei.

1. Poiché è uu liyponinciiia {v. r. f) Ev- 7. Per es. fjiiorlfìkai avitòi fiì/ òXiycoQflv
Tvyeì), è probabile si debba interpungere l'jiuTjì', (V.y.à rag ;f^fta? etc.

dopo QoTt.ifioig (non è OoTfiijrig).

I
.

657-659. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 81.

657 («--m. 12 XH)

t[«»,„ì Zonhm y.al '


'\4vT\i]jia.TQcoi

,[»#*]era|£v Ziolloq ' njimoeig

rà yevrjfiaia ix roò vo/nov '.

099' ov '^qÓvov èvexd/<.fOFv Z(oiÀog

xaì èiexòj ZwiXmi iy^aXeìv èh

rTig olxiag Tainrjq mq avrà) y.aizoi <?>

7Ta()à ZmÌXoxj .

1. 'AvrijràtQioi : adn. 641 3. (ì. g^ETù) :Isocr. Enag. 84. adn. 88*2 3. Del
3. (p[s oi'v]ézaiev'Ì n^sto, nou intendiamo né qncsto ne l'*óg
xzk. del r. 7.

658 (CUI. J<,">X '>,=">)

[ c. 8 II.
Ji>^..[.,J 5 \r y.y — Àouiòv H i]f'.

ovvha^ag òjioòovvm ovvraiov ovv nQooano-


xólg òvrjMxaii;, ovi^èv òovvai

EÒcùxav avToìc; àXÌL ì]

659 (era. sxi),ry

'Ay/jvoot xaì Kodroìvi d7ia\ \

00 V. Ènvv&dvexo òé fxov 'EQ{iuià'\

(piloQ iv tTji óòòh à7iavrrjoa{g]

Tiegt oov xaì tifoì tÒ)v '/aXx\G)v, d1\


òiayeyQdq)afJLev. h/ù) òk e77z{a]

2. Forse e' era spazio per l;^.^a [.Tf<)'']> op- 'i s((. ' Eo[/id'\](fdo? : V. specialmente 38<> 18.
pure [,-iaoaJ supponendo, a<l os., che nel 417 1:^.

r. precedente ci fosse a èyò) |


'Jytjvogi xtl. .>. Più difficilmente ci sarà stato spazio per
o sim. ; in questo caso meglio \Ta]\aod, Xfdx[d}v ol'g ovvero anche mv].
anche per lo .spazio. 6. Possibile è anche eijilov], ma cfr, r. 2 e 10.

Fap. Hoc. ital. VI.


.

8^2 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

aììTÒìi rò òiayeyQaiujné[vov\

7r?Sjdog. ó òè jtsqI tov àoitiiov]

ìjQcóra jus Jióie òiaygd[yjù).\

IO sJjia ovv avTÒn '


(bg ày v\yiai-]

vrj\i}g oh xal JiaQayévr}{i). '


(b[oav-

rcog ÒÈ xal NixdvoQi.

"Eqqcooo .

7 sq. 'La somma pagata'. uou sieno riferite letteralmente. La ri-

9. È possibile egualmente òiayQà[:ii)eig'\, e sposta era stata non 'Appena tu' etc,
si può auche iuteudere ì'jQcòza /is ' jtóxe ma '
Appena NN. {cioè la persona a cui
òiayoa[tfjeig ;
']. la lettera è diretta), rimesso in salute,
10. d>g av - :^aQaysvt]i : cfr. adu. 603 15 sq. venga qua '.

Abbiamo virgolato queste parole, sebbene 12. NixàvoQi (415 1 adu. ?; se. ema.

660 (cni. 15 X 10)

jxaXùjg àv e^oi' yAyò) ò' vylaivov

\xi xaiQcòi. y.aXcòg ó' àv Jioujoaig xal oh


]€i[i,] OTZwg juìj ^[ e. 8 11. Jijvvdavw/Md^a

["EJQQCOOO.

2. èv xòjv òiov]Tt, ovv. (no.QÓvIxi sim.) xuqwi.

661 (cm, 8X14,5)

Xoiax, tò eloengà-

xax nmò\ ^
X&riv \- ò I bì]p= G

xal Gcó/iiaTog òexa[ el ovv ooi òoxei [##»


òè jiQÒg rò vòcoQ ^[ 10 xpao&ai 7zeQ[l

xal àQOxoicóv T»[ evòoxcò 7i[

1 sq. etVf.Tgajjyi??;»' :-adu. 554 24 sq. 9 sq. [pvyyQà]ìj>ao^ai. ? mQ\l xovicov].


662-665. BALL ARCHIVIO DI ZEXON 83

662 cm. 8X9,5)

I
xat qaaxovra ì][ \7iioteva). oQù) yuQ avyx

\y£ òi ijv xrxl fO)\(;

f]jl€l àxaÌQ(oc OOV £[

5. Forse :iQÒg av^roìg. A quanto sembra, dapprima aveva scritto ]iois.

663 tei»- 7,5X9)

Ka2.\òjg TToelg et vyialveig' v\yiaivov

'l'Tjv (fi/.og èoxlv fifx\h' ?

lavoETiagl

JT€]ol cor (Iv dé[hfjtg

5 "E]QQCoao. Tv/ji xó.

l. sq. {'[yiaivov xat avróg. O Seìra ó ìc^odiòovg <^OVV. (ftQcot'} aoi xrjv ijiiOToklrjv (pikoq xrk.

664 cm. fiXl2)

\v Gixov Tov ior}vtyjiu{vov 5 eò\(x>xa 'Avóciri iva\

\óikf]g fxóyig t7iavoav[ro ? \oafiev yguy^'ai ooi yQa[

]
, keióov ^ovvTTavì] \ M\eoogr] x.
lJt,rj\xun'og ovx f.-7mT,[

1. l. (e)lo(et')rjvfyiuf[voi'']. 3. Forse Hf)<i]xlelòov


' . lì ovv IIavfj[^oii xik,

2. Intendi t^?] ò^K^llr}? avverbialmente? 5. Aróoni : adn. 484 11.

665 («"«• 10,5X1^)

<pdiaòae[n\:,*<^*[ e. 8 11. yi-'^

vofxévwv, Jiagrjxo^t.ovdì'jxi] óè

xal ó TiarrjQ oov. àvax?,i/]dnQ (Vf-

2. Tiagtjxo/iov^i^Hrj : cfr. Mayser \). 322. Non è probabile che sia da intendere jioQrjxoXovdrjxs,
1

84 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


'JEQ[/iic?\ag, èjuov ì/li Méficpei òvrog,

5 ov[x fj\òvvaTo ìdoaadai avr/jv,

e(jo[g\ |a>?J èycb Jiagayeróuevog VY[i\aoa.

xal yecogyovg de ovg ov ovvì)]jìu

(segue spazio vuoto)

4. 'Eguiag un medico, a quanto sembra ; e 6. ì)]òvvaio : 403 4. 484 4 etc. (cfr. May-
medico era anche chi scriveva. Ma, in- ser p. 393, che non aveva esempi del-
vece di xaXetv e xaXéaaodai (per es. Hip- l' imperfetto in papiri tolemaici). Nel no-
pocr. Prognosi, init. ), usava anche àvn- stro luogo il frammento di lettera innanzi
y.alsh' per il medico ? al ^ è piuttosto di >; che non di s.

666 (ciu- 14,5 X l'irsi

rcàv ?

I
^ . Kakmg noirjoeig (pQOvr[ioag tcsqì tov ?

I
ojKog iyòioixrjdPji tiqò tov [

eì xal?\ ool (paivsxai, Ji^ ^[i,\yQ.a(prjoaiavx\

\rioei xal fj/ueìg òvvrjoóf^ieda òià r\

el xal ? oo]l òoxeT, ovjw diad^r]oójiie&a juèv 7]ju[

à7io?]kéxTOv xal ovrco jiQooTrjoó/iie^a To^fj

w\qte /Liìjì^év ooi òiaqjcovrjoai icbv olraqUov e\

7i\aQà oov JiQÒg rìji h'jio}S]L. à^iw òè ««. *[

E\jii€ixèg sivai, èàv ovrco òioixìjrai (ìodrjvai «[


àtoyov
10 \ai elg TiQo^oXrjv Y-Z a Jicok^oei i) yvvij 2^[

iva àjzò xovxov òia[


Xì-jv òe 7ZIOXCV ooi òdooo/JLev xovxov de ye[vojuévov ?

ovxE òidjirojfÀU OOL àvoio'&ijoExai ovdkv \

2. sy8ioixr]&fji : TTebt 89, 4 '


syòitoixrjfiÉvoùv 7. 17. Per (iia(/Hoveh' v. adn. 527 15. PRein
'
coUected, of revenue-receipts '. Ma mi 17, 14 con la nota a p. 95 etc.
sembra preferibile l' interpretazione sh- 10. 13. In che senso qui jtqo/^oI)] ? Ofr. adn.
òioiy.ETr ;= '
veriiussern ' (Wilcken, Chresi. PTebt 5, 225 ? — Alla fine del r. 13 oig asili

331, 37). Nel nostro documento manca il l"i. '


né te ne verrà alcun danno ' (cfr. r. 7

contesto, e non si può decidere con piena e 16 sq.), secondo l'uso di òiamjixeiv (510
sicurezza. 5. 494 17. PRein 18, 35 etc). Che cosa
6 sq. jiQoaiì^aóiis^a rov [- ovis — ov]xe fi)]- vuol dire òidjrTOj/ia in PTebt 121, 87
&h' aoi xtI. ' Perdita '
t
. .

667-668. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 85

oaa òi éfiov

^ì]T€i àjt^ avxijg yàg tj)^ TiQofiokYJg oioae[

et] òcóoco. xaXcóg òk Ttoujaeig XUoovi xa\


15 ovpzd^ag neid^aQx^^^' W*<^'' ^QÒg xrjv exK\

^^hOv yivofién]v òim%aiv, "va uì]§év ooi »| — r(7)v]

otvaoioyv òia(p(Ovijar]i . yivoooxe Ss ori .,


« [ — rj- ?]

òìj rà oìvnoia vjieor'jxfiaxer. jjcog orv ovvr[a.aaeig ?

Evr\v)rei

15. JiEidao/sìv tjUMv : adn. 53S 7.

667 (cm. 11 X 13)


Frararaento di hypomneraa di una paidiske, addetta al trasporto della
legna e, si Bis placet, anche alla pesca (noi almeno non sappiamo supplire

altrimenti nel r. 3). L' hypomneraa sarà stato indirizzato a Zenon.

T\ovx\é\oTiv

oy\ « # t:- \ojv xEx[jU)]HvT ?\a ^vXo(po-

Qovoa Hai ah[8vovaa, xa\l où d'éXovoa


àvay^oiQrjoai \ànò\ oov, cóaneq al

5 Ao<[7r|aì Traiòlox\ai à\òixe{^ìaai àva-


yeoQOvoEtv iyòj Sé y£ elòvTa rovg

oov TQÓnovg [oJt< juiooTtóvsQog et,

ov noiò) avrò.

Evxvy^ei.

2. Per Io spazio si adatterebbe per es. 4. avaxmgeaai prima dèlia correzione; iu


òxlf.t]Q'\wv seguito r. àStfCìjd^eìaai, [.ii<JOJtórr]Qog etc.

668 (cm. 6X15)


]^[ ]ov o^ev ooi xòv

]vov xQÓnov juìì J


7ieQuòr](i)g rifmg

àolydìoi. vvvl oh \7iQÒg àvanXì]-

|, KsQxìp' 10 [qoìolv'Ì — \i è^aqi^fiei

5 ]dAA' VTIEQ 1

nQOo7\YixEi èjitoi xe Ejvxvxei.

4. KsQXTjv : 587 4 adu.


.

PAPIRI DELLA SOCETA IITALIANA

669 (cm. 8,5X16)

V, olxoòójuovg a. £ig XO VO(pOQ~

y. eìg rrjv oìm- ^i[o]v a' elg rò

av oov o\i\xoòófÀog oraficpvXovQyiov

WOT£ Exxótpai V) 43-4 11.] 'ÀQxefiiòa)-

5 rag &VQag \\-] a' Qov a


elg rò juayi^lov

9. Avrà voluto cTejn^vkovQyiìov ; cfr. adn. 554 18 sq.

670 (cm. 8X7)

^^òvo' xal d fxév ooi

òoxel? — JTfjg locovtag, ygdyjov

MoJTiEQ oe fj^icùoa

]v ^juìv naQaòod^fji

5 I
] «. ,f , Ó£ KsQXlCOV **«.*, ]

2. Non pare sia il caso di scrivere t^s iaco- neppnre immaginare un contesto per ds
vlag (Arist. Pac. 1227) ; luà non è facile àtvlag

671 (cm. 6X11)

Nel i^erso :

] Zijv(ov[i ? tfÀ,^o\Xif.iov i^ MexeÌQ «[»]

]ra òocov av l[ ]a nana òcóaei elg rà

]o)vòe7iX£ioo[ èjXatòjv xal Èlaiov

],Ta èv Mé/Li[(pei? ]ai nwXrji, on avròg


6 ] rama 7tqoo[ 10 ]^vrai ,«,^if,***«

8. Forse [L.^» Jlegniov lju^o']U/uov ti? Me- piaios con Thoyth e di Hyperberetaios
XtiQ <[»?1, cioè nell' a. 256/5*, nel quale con Phaophi (v. 341 e 342). Ma v. Ed-
anno abbiamo anche, almeno in postille gar, Or the dating etc. p. 210 eq. 221.
di mano di Zenon, le equazioni di Gor- Further noie etc. p. 1 sq.

J
672-674. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 87

672 (cm. 13X10,5)

KXéojvi àj.i7XElovQycoi 1-3' =


'IlQaxleiòtji àu.ieXovQycòi h ^
^gyàraig xól^ axd:rTOvoir

ir rrji àuuon y \- a
5 àXXcoL —e \arpojv ^fì j=| nXiv^oq^ÓQon —e
'Hcpaioj'wìvi f (iaXavelg (?)

':^ èQydraig y \~ a oitov fxéxQov ha —e

673 (cm. 9X13,5)

J
Tc5t Ihole/xaiov y.Xr]Q[^] 5 jr^t? àv{a) —e »»

/» ?]A àg òsi ÒQOo^rjvai xóìg àX\Xai K oì] ù òqó^ùm T

] » àv{à) —e l~ t /*
l
'^ ^ '?*/ àv{à) —C t<?

Si 'ì\^Q(X)vog K /il xal xavrag ] / ^ gXt] àv(a) — e l'Xyf


1. Non e' è spazio per xh'jQ[oii] ; sarà dun- che dal metro. Ad ogui modo, per forme
qua xAj;o[o] [roMwt ? analoghe v. per es. Rutherford Phryn.
2. dQoa&ijvat : cfr. ùgoo/^óg PTebt 49, 10. p. 97 sqq.
In Soph. OT 1485 fjoódip' è garentifo an- 5. Sarà bene xqlg (= tqsìs).

674 (era. 6X19,5)

ji]a IIoXvxXì~jt

]7ioiì]orjig

E]vxvy^coi

Z\d)xov

5 V7lYlQ\éxOV

E dopo circa 8 cm. di spazio vuoto, di nuovo :

]jia UoXvHXfji

] 7ioiì]Oì]ig

] Evxvxcoi

] 2.'a)xov

10 V711]]qÉxOU

1-6. TTo^.vy.Xiji : cfr. adu. 629 7 e 24. La lettera innanzi all' a era Jt oppure fi.
PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

675 (cm. i6XiJ>)

Uoxàg òexaxaQxog lI[co ?]t- y^oQ EywacpQt] ì^evyrj y


xov Csvyì] ^, 'Egiehg Ilelcòg ÒExarao^og i-

dexdraQXO? t'I 'Yyjìj?i.rj[g] X JJevxaoò) ì^e.vyrj


y
t.evyr] y Zevcb'/^ig òexà- 10 Te(bg òexàraQxog 'A<p[QOÒi-]

5 raQxog l'i Oéf^ivag ì^evyrj TOJwXkrjg C^vyìj [ « |

y ITerooovxog òexarag- In fondo alla pagina : ka

1* eqq. Al nome di ciascuu StfcdraQxos a. l. JJeteoovxog ? Ma l' o sarà dovuto a


(adu. B37 4 ; ósxaSagxai 538 1) segue il falsa analogia con Ueróoigig. Neppure 2^t-

nome del luogo donde provengono e il vwxi? (r. 4) ci è nome altrimenti noto
numero di C^v}'>ì consegnatigli o da con- (= Zevv/is '?)•

segnargli. 7. Non inteudiamo. Da dividere forse è(xy


1. noxàg: cfr. adu. 337 4. WoacpQ}] i

2. Probabilmente due cifre numeriche, non 0. Ilevraoió : cfr. PTebt II p. 419.


una sola come nelle poste seguenti {y). 12. Aa parrebbe la somma dei Cfvyrj, ma non
5. ex : cfr. adn. 514 4. 609 10 etc. è possibile controllarla (v. r. 2 e 11).

676 (cm. 5,.oX10)

5 y\iva}oxE ovv o[ri

è\àv òdi /.loi i" Qf] #[ ] àvtdoyia 7ie[

\vr]v àjieòì ]

]vwv Tomo TO o\ J*, ^ajuevà)^ i[

1. Possibile -^Scógov. t' altro che sicuro ì' sàv (dubitiamo spe-
2. Sei: cfr. Mayser p. 325. Ma qui è tnt- cialmente dell' a).

677 (cm. 9X17)

Lo prima mano è rappresentato dai rr. 5 e 8-12, molto di-


scritto di
stanti fra loro e in grandi caratteri la minuta di prosangelma nei rr. 1-4 ;

e 6-7 è di altra mano, in scrittura più piccola e più densa, e con piccola
spazio fra rigo e rigo. Questa seconda mano ha cancellato il r. 5.

JjQOOu\yyek/.ia Tiagà K^arégov


'jvicovi

'E\7iixQàjti 7WV crQQOixovvnov


678 679. DA Ijy ARCHIVIO DI ZKNON 89

\or(f.i/<oi y.nKL/A' < t^tn mn /^>i/i-

I
^ KOI <>ì jTiàny^ ?y.ipeQÓi.iEVO,

j
\<,r,rìj focpgayioì

\q)» 'E:m>cgdT)]<; xoofiov

yv\vaix(K eIvui a y.amy/^i'jyanev.

jua\QOC7i7io<;

1 èo\<pQayfnfuro^

OTQ(0 'ìjjLldTlOV TEJgd-

\y\<ovov a.

Nel verso (mano di Zenon) :

[ I
JI(xvyi ty. MOTI ^ [ , , ^ ^ I

v'ìoxa 'Ag/ioóiMi ;f [ * , ^ , |

3. Dopo xaxaXv presso a poco oO . ciie non (». ]<y5t? i ovv. ]</,»; 'i

intendiamo. 7. l. xaxFayé'iy.aiifv.

678 (cin. 5,5X19)

xdf.ir]koi I

10 fyavvax[
loxvTOJi\a)k jiaoòak[

(àoQxai [
I
mé(pavov\
X£TQaÒE[
JlEQl OOV [

oayfiax[
naQayevYjl
(rQixEai [

15 àqyvQiov
hf)Cxvio[

7. Tfìix^tti ?

679 (eiu. 10X1'))

Ai\ovvotov flou y.ateÀiJio/iev

x£Q'?\/iidTiov et? l<fó(%a. md ovv

\ioai rà fj\»\Tidxia naga


x\of.iir,dfiEVO(; òÉ, Mv tiq

I
"EgQ(ooo.

Pap. Hoc. ital. VI. 12


.

90 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

680 (COI. 5X15)

\og rovtov juaxa- ìa/uev xaiQov avrog

]ag Tiagd oov rvy- \^g OTtcog àv naga


ji'ta 'iva
fÀÌ]
ngeo-
E\Qy(Jùv d/uéjUTircog 10 o\v'&éva xaracpv-

5 ]òiòóju€va iàju ] * ouora^évTog

]og n èfxov Tikéov ooi

11. Prima della correzione avo&a&ei'Ti

681 (cm. 4X10)


[ IIavaxéo\rù)Q KksL-

\ TaQxcoi ? "A]vÒQù)vi yal- J *, corog

{qsiv . *.**** ^]^aaT£ oro-

]vQlOg 071SQ- 10 ]/, y

[jlA, ]ì]V ìjV s'x^l ]


xQi^òjv A> y

]^ xal òavei-

1. \IIavaxéo\xoìQ : v. 613 latrod.

682 (cm. 13,5X10,5)

Questo frammento, che senza dubbio è anche esso del secolo III av.
Cr. ed è verosimile provenga, come i precedenti, dall'archivio di Zenon,
fu acquistato in Egitto dal prof. Pistelli nel 1914. Alcuni altri pochi; e
mal conservati, della medesima provenienza pubblicheremo nel volume se-
guente. Il grosso di questi papiri Zenoniani sembra sia stato trovato negli
anni 1914 e 1915, secondo quello che fu detto al Gentilli e pare sappia
il Grenfell ma certamente qualche documento era stato trovato parecchi
;

anni prima (cfr. voi. IV p. 54 n. 1 e Edgar nella Introd. alla prima puntata
dei suoi Sei. jpap).

róg 001 àjujieXòjvog jue[rQì]rcòv) rwv eÌQìjjué-

voov TÒJV xexovrpsiGjuévcov xal

é
680 682. DALL' ARCHIVIO DI ZENON 9l

5 T</</)c xti)<ifiov UTiò fieTgrjròn'

H^ jìu{tqì]i ) ìxooif-vvéa' / fie(TorjTal) >cì9. <hv

Tìjv Tifir])' òtayéygafpag

[«#»»**] twi Tiagà Arjfxrjxoiov

]»»»*»*! *'-tt òcoQ&u èv Tào-


10 [xQv'ì *,#, J,a òio'/^iUag è^axooiag

{è^\rixovxaf7xtà rouó^okov

[ 1.4,.,, I
fnmyQ{ )

sq. Lettura incerta: per TàoxQv del Memphites v. adii. 374 14.
m PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

sqq. Documenti dell'età romana e bizantina.

683. Rapporto di komogrammateis per l'annona militare.

Nomos Apsinoites i^^- 15X:J6,5) AA99^.

Essendo sicuro Tiagà xcofwyQS nel r. 2, la persona a cui rhypomnema


è diretto deve essere un funzionario superiore. E poiché a)la fine del r. 1
vediamo distintamente W- jlisq', codesto funzionario sarà o lo orQaxijyòg Aq-
oi{voirov) 0e.(.i[ioTov) xal IJok{Éjuu)vog) fisQ^iòcov) —
da prima della metà del II
secolo di Cr, i due distretti sono governati da un solo strategos cfr, V. ;

Martin, Archiv. 6, 148 sqq. —


oppure il ^aod{iy.òg) ygaijujuaTSvg) 'Aqoi{voìxov)
noX{éfia)voQ) iiieg{iòog). Ci siamo attenuti alla prima alternativa, perchè altri-
menti avremmo dovuto rinunziare ad intendere V à/i{qìOTéQCDv) jneoiÒMv del
rigo seguente. Non esitiamo però a riconoscere il dubbio che rimane. Innanzi
tutto, posto che la lettura /legiòcov sia giusta, si aspetterebbe piuttosto àfi-
(porégaìv tòìv /«., senza dire che l'abbreviazione solita di àfKpórsQoi è ajbKp".

Inoltre, non è altrimenti noto un AvovjSicov come strategos dei due distretti (1).
Ma il documento è della fine del li secolo o del principio del III, 'e vedremo
in seguito che esso è da attribuire con probabilità all'a. 199^; ora per quel-
l'anno, anzi per nessuno degli anni dal 196 al 202, conoscevamo finora nomi
di tali funzionari! (Martin p. 169 sq.). E si potrebbe aggiungere che un
'Avovftion' compare (PGrenfell II 61) tra il 194 e il 198 come òiaòeyófjiEvog
xì]v oTQQTìjyiav del distretto di Herakleides, mentre lo strategos titolare ne

era Hierax alias Nemesion codesto Avov^loìv può esser diventato strategos
:

o facente funzione di strategos degli altri due distretti negli anni a cui il
nostro documento appartiene. Meglio però che continuare in tali ipotesi sa-
rebbe leggere con sicurezza almeno qualche sillaba di ciò che nel r. 1 è
scritto fra Avovfìlowi e Uà jLieg^ ma; ogni nostro tentativo è stato finora vano.
L'hypomnema dei komogrammateis è in adempimento di un ordine
dell' epistrategos : Ilgòg èmorolìp' yga{(peioav) vnh xov xga{Ttoxov) imoxga{xì]yov)
xxX. Precisamente come, ad esempio, un hypomnema del jxgdxxcog oixixon'
allo strategos comincia anche esso (PTebt 336, a. 190'') con IJgòg èrnoxoUp-
ygaq)e7r>àv noi imo rov XajUTxgoxdxoi^ yye/ióvog xxX. jxegl xov òì^XoìOTjvai avxcb ovv-

(1) Non neppure wn'Avov^ioìv fiaoiliKÒ^ yQa/i/naTsvg del distretto della


è noto, del resto,
noXéficovog /isQig, almeno per quanto resulta dalle tabelle del Biedermanu (p. 115) e dai pa-
piri più receuteraeute pubblicati.
688. RAPPORTO DI KOMOGRAMMATKIS ETC. 93

ygaqyrjv T(T)y inpfilóvrtoi' òijXiì) v)^ vTTÓxtuai (segue il rappòrto). I*] anche nel
nostro documento intenderemo yQwpeìadi' {aoi), non certamente yq. (yuìr).
Se, quindi, non fossimo in Egitto, potremmo esser sorpresi che di una or-
dinanza dell' epistrategos, certamente comunicata per via gerarchica dallo
strategos ai komogrammateis, questi, nel riferire allo strategos in merito a
quella ordinanza, gli rimandino una copia dell'ordinanza medesima: Tjg èouv
mTtyQaicpov) è detto nel r. 4, e segue infatti la copia. Ne si creda che fos-
sero komogrammateis troppo da eccedere in codesta inutile scru-
scrupolosi,
polosità : non c'inganniamo nel poco che abbiamo
l'epistrategos stesso, se
letto dei rr. 25 sq., ordina che una copia della sua ordinanza accompagni
le liste di contribuzione xaTÙ xM/ap' che egli richiede. Nella burocrazia egi-

ziana, come dicevajno, ciò non deve sorprendere. Ricordiamo, ad esempio,


PF 26 (dell' a. 150^). E un rapporto a Diogenes strategos dei distretti di
Themistes e di Polemon da parte di due grammateis della metropolis e dei
komogrammateis dei due distretti, rapporto formalmente molto analogo a
questo nostro. Comincia anche esso con Ugòg [tò| ìmoraUv innàv vjiò oov
ènioralfia, or ionv àvziyQacpov Aioyévr]g otQa{rr]yòg) xrl. yQafijuarevoi jUì]\r]Q07ió-
?^ecog y.aì y.(ouoyQauuare\vai ya(Qeiv.\ y,xl. Diogenes ordi-
Toj 8\ve\orù)ri ly [è'rei)

nava grammateis etc. di àvaòihóvm le persone che avessero i debiti re-


ai

quisiti per una liturgia, e il suo èmoxalfxa finisce al r. 1(^ sq. con ... àvaÒMie
£vnÓQOv[g dg] XiT[ovQyìay]i[T(p l'usréofp] y.ivòvvcp (v. Wilcken, Arcìiiv 1, 552).
Dopo di che, cioè dopo la copia di un cosi lungo documento, ad essi man-
dato da quello stesso funzionario a cui ora lo trascrivono, grammateis e i

i komogrammateis non aggiungono di proprio se non un "Emozellai.iEv e la


data. Probabilmente, con l'obbligo di allegare una copia delle ordinanze si
credeva di garantir meglio l'adempimento delle singole disposizioni nell'or-
dinanza contenute. Quanto poi alla mancanza, nel nostro documento, di un
inciso che anche grammaticalmente corrisponda al TlQÒg tmmoh)v xrl. ini-
ziale (per es. un òì^Xovuev cog vnóxenai in correlazione col òì]hóoara(. (cioè
òrjXcóaare/ del r. 13 ; cfr. il PTebt citato), non è da farne meraviglia ; anche
,per questo ci soccorre l'esempio dell'or ora ricordato rapporto allo strategos
Diogenes.
L'epistrategos Arrius Victor (r. 4 sq.) era noto da una iscrizione già
pubblicata dal Letronne e ripubblicata nel CIGr III 4701'' (v. V, Martin,
Les epistratèges p. 184), che ne attesta (= 199/200)
la epistrategia per l'a. 8"
di Settimio Severo (1). E mutila nel nostro papiro la data della sua èmarokrj

(1) è:;iiaxQarr])'oùvxog |
àqqìov Ovty.Togoc. Nella lacuna si potrà forse supplire C»^
(cfr. PO magari anche {'f'JjtTa)vo(jua;). K vero che la denomi-
1302), cioè {'K^nà) voijiàtv) o
nazione 'ETnavofua comparisce, per quello che sappiamo finora, la prima volta nel PFlor 382
94 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

(r. 28), ne è possibile stabilire con sicurezza se la cifra dell'anno fosse di una
o di due lettere. Dopo il simbolo L (=r l'rovg) si vede un'asta che sarà forse
la prima asta di un H (dunque L r]', 'Adho >;', cioè lo stesso anno della
iscrizione citata : 5 Novembre 199) ; ma può essere anche un i, e in questo
caso parrebbe necessario ammettere una seconda lettera. Intanto il ci fosse

supplemento è impossibile perchè, già il 26 Thoth dell' a. 12° (==24 Set-


t^l

tembre 203) c'era un epistrategos diverso, un Alexandros (PPlor 278 IV 22).


E vero che il Comparetti vorrebbe considerare tuttora incerta la data di
quel documento fiorentino, ma
hanno questa sola ragione che
i suoi dubbii
la datazione giusta è diversa da quella che una volta era sembrata a lui
(v. Stein, Archiv 4, 165 sqq. 6, 214 sqq. Martin ih. p. 169 n. 7). Quell' Alexan-

dros non è il Aojw^xiog 'Aké^avògog òi[é7ioù\v tyjv èjiioxQaxrjyiav del papiro del
Wessely (cfr. Martin, Archiv 6, 217), ma è da identificare col KXavòiog 'AXé-
^avÒQog, evidentemente epistrategos, del nostro n° 199 (v. voi. Ili p. 55), che
era già in carica il 24 Tybi (= 20 Gennaio) 203, anzi forse già il 19 Gen-
naio del 202 (v. adn. 199 16). Cosicché in questo nostro documento anche
la datazione L ta' (cioè 4 Novembre 202) non sarebbe soddisfacente, perchè
ci obbligherebbe a supporre che l' epistrategos Arrius Victor uscisse di ca-
rica proprio tra la fine del 202 e il 26 Febbraio 203 ; e la datazione L t'

ci obbligherebbe a trascurare la condizione materiale del papiro, che, come


osservammo, mal si adatta a leggervi un semplice i'. In conclusione, l'ipo-
tesi più probabile è che la data sia Lrj' 'Ad'vg rj' {= 5 Novembre 199).
Il nostro documento riguarda rifornimenti di soldati, né ci sovviene che
in altri documenti l' epistrategos abbia in siffatto servizio una ingerenza
quale ora ci risulta (cfr. Lesquier, Uarmée romaine p. 349 sqq.; d'altro ge-
nere è l'accenno in PO 1415, 8 sq.). La èmoxoh] è diretta oTQaTì]yoTg "Agoi-
{vonov) : o questa volta per un determinato contributo venivano in conto
solo le comunità dell' Arsinoites, o la circolare era stata mandata anche ai
funzionarli degli altri sette noraoi.
Il documento è scritto attraverso le fibre del papiro ; nel rovescio vi
sono frammenti di quattro righi di scrittura, che non riesciamo a leggere.
(= 57), 51 verso l'a. 220 (Martin o. e. p. 98), ma nou si può escludere che fosse in usa
qualche decennio prima. Del resto, la stessa incertezza rimane per il citato PO 1302, se
davvero è di Settimio il 16° anno con cui quel documento è datato {fTrioiQazrjyov ì^vo,
Severo
ig è'rovg Meoogr) la [=
Agosto 208]). Ad ogni modo, come 'Ejiravouia seuz' altro comprende
4
anche l'Arsinoites, così abbiamo anche PO 486, 21 (a. 131'') èmaTQXTrjyov zwv 'Enza voficòy
senza menzione dell' Arsinoites che pure vi è da supporre compreso (Martin p. 88 sq. n. 1
e p. 99). Per quel che riguarda, finalmente, l'abbreviazione C^, oltre la citata p. 88 sq.
del Martin, v. Dittenberger, Or. gr. 210 n. 5 ; cfr. i papiri dell'Apollouopolites ^xca/niag cioè
{'E7ira)HMfitag e similmente altrove il villaggio 'y>i(Ofj.ia cioè {TQi)x(Of.iia etc.
. .

683. RAPPORTO DI KOMOGRAMMATEIS ETC. 95

'Avov^mvi [a\TQa{xi]ycp) ['A\qoi{voìtov) [Sefi{ioTOv) xal] riol{éjuojvog) imq{Iòo)v)

Tiaoà xa)jiioyQa{iHjuaré(tìv) aju jueQtòcov.

Uqò^ ijTioToXrp' yQa{(peToav) imo xoù xQairioxov) tmaTQa{trjyov)


'AoQiov OmxroQog, ijg ionv nvuyQa{q)ov)'
5 "Aggiog Oviy.zMo axQarriyóìg Aooi{vokov) yjaiQeiv).

Tlóoog xad^ H[yAo\xì]v xmjhìjv

jueQ[io/.iòg ? \e^.[ ]
(ìocTn' xf. xal jlióoxmv

xal aìyój[v] #„*[ ]g xal yógxov


xal cor (iklov qjéQs[i ì) ?Jj'>7
Tiao avxoìg'

10 exi òè i^, ,;*,= « i, *, «m xal nóoog óivog Jióoog

È3iEjjLeQÌodri \x\al 7ióoo\g\ juvQiaòOìv ovvtjyj})]

£Ìg ^^^^^^^^^ag £l[g xì]v?\ àvvcbvav xoXg

^i,^oi,otg fifiòìv TTaQayQfjiUd fioi òt^lcóaaxat

TXQOo&évxeg xóìg ygdjuuaoi xal xò è^coòiao&kv

Io agyvQiov e^ jigoyQeiq sx xov leQcoxaxou

ra/ueiov eig Jióoa xal xiva eiòì) èyd)Qì]0£v

coojiEQ yag oifiai ji[g\oroiav Jioiiov/uai^oavxo

[ol è\vyo)gioi xov rà è7iiò)'j[d]Eia Ttageoyìjxévai

[x\ói[g\ yevveoxdxoig oxgaxioìòoig, ovxco xal

20 aì'xcov [ijii]/ue?.ì'jdìi\vat à]vayxa7óv èoxiv


cog *l ]« ei^^g a\ ]ig y*»*»

àl(ov .xgeag xo)y

5 sqq. Nou ci è possibile indicare l' am- 12. È veramente deplorevole nou aver po-
piezza delle lacune, perchè la scrittura è tuto leggere questi righi : ad ogni modo
di densità molto ineguale, e per di più^ pare risulti che àvvcòva sia nel senso di
a volte, fra sillabe e sillabe sono lasciati danaro raccolto per spese militari. Cfr.
notevoli spuzii vuoti. Occorrerebbe un fac- Lesquier 1. e.

simile, e ci duole di non poterlo dare, 13. }in*Qi'ot; quasi sicuramente.


anche perchè iu ogni cawo, per le condi- 14. è^coòiaa&èv : frequentemente anche al-

zioni disastrose del paiiiro, si avrebbe un trove w pei- o nelle forme del verbo èfo-
cattivo facsimile. òià'Ceiv.

10. Il òs forse cancellato : e in seguito ci 17. Jioiovfiai corretto in èjToitjaavio.


era parso di poter leggere jigoari^évai 18. Scritto sniòr)òeia ovv. sjiidrjTsia per int-
11. Tióaog ftvoiaouòg {== fivQiaòiauó; f) fÀV- tì]8Eia ; cfr. OToariojòotg (per azoaxiojiaig)
Qiàòon' vorrà dire semplicemeute '
quante nel rigo seguente.
miriadi (di drachme) '. 21. Pare *eiovg^
96 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xa? rati I
# if , [x ?]al naqeiva'i

[.loi tilf-i 'ì\r}\

25 ei „ , * [

[ ]>, ravri]\ U|*|»/?[ tJò (xvTiyQa{(pov)

a/ia T(p xarà y.o)ii.\rjv ^JXl \/l£QlOjU(p\ ^ * jlTjTQO&ElVail * ]


^ ,» * « *<

o X eqpt] àjia[v]T£g ^f [^ * o>o( Hai fi' Tig iiffiì/'aodai P'/^ai

L ì]f, 'Ai%Q rf. 'EoTi ófi rò y.axà xa){jiitp')' 5 Nov. lOO"^


30 j"^ (pv yoQ^ dm n'^ ri XOÌQOi vy

f !

35 at}'oj7' y.ai aiycov

26. Forse ravTtjg r/)? èjiiatokfjg. 38. Per l'jiiiHOTia v. .specialmente Sammelbuch
28. Forse da intendere 6 ò' ì;<pry cijiavTtg xtX. 4630, 16.
•25). Per la data v. Introd.

684. Reclamo per .nomina illegale di exactores etc.

Hepmupolis Magna (*'"• ^'^ x '^^)


Sec. IV-Vp.

11 documento ci proviene da scavi in Aschmunèn ; e a giudicare così


dai caratteri paleografici (la scrittura ha qualche analogia con quella di

PFlor 384) come dal contenuto, sarà non più antico della seconda metà del
s. IV''. L'interlinea fra r. 7 e 8 è un po' più larga del solito, e evidente-

mente col r. 8 comincia un nuovo alinea, indicato dalla P'y.deoig così come
nel r. 1. Un terzo alinea comincia qui col r. 15; ma l'interlinea è normale.
Si vegga anche la nota al r. 18. Del resto, sembra si tratti di un ab-
bozzo già nel r. 1 tre parole sono aggiunte sopra la linea, e il r. 17 spe-
:

cialmente da yevofxévi] in poi fu scritto più serratamente perchè non man-


casse lo spazio. Interessante sarebbe potere intendere che cosa è scritto
sopra nhfjo(o/i£v nel r. 8, ma ogni nostro sforzo è stato vano. Nella lettura
ci ha efficacemente aiutati il Dott. P. Ao;eno.
684. RECLAMO PER NOMINA DI EXACTORES ETC. 97

Difficile è stabilire la qualità del documento, nò ci sovviene di testi analo-


ghi. Il coniuncfivHS adhortativus ahrjacDjuev (r. 1. 8. 15. 21 e 18 adn. ; in questo
greco, del resto, può equivalere ad un semplice futuro) c'induce a supporre
che abbiamo qui l'abbozzo di una mozione di un gruppo dì ^ovhvrai {noXi-
revójuevot, deciiriones) perchè sia accertata la condizione legale di un TavgTvog

deputato alla i^axjoQta] ma disgraziatamente non intendiamo il resto del


r. 18 in poi. Non possiamo, ad ogni modo, recisamente escludere che non
curiales, ma altre persone, in qualche maniera danneggiate dal non essersi
osservate nella nomina degli exactores le prescrizioni della legge vigente,
vogliano presentare il loro reclamo o alla curia stessa o ad altra magistra-
tura competente.
A mente di un rescritto imperiale dell' a. 386 (Cod. Theod. XII 6, 20
ovvero Cod. lust. X
72, 8) exactores vel susceptores in celeberrimo coetu curiae
consensu et iiidicio omnium sub actorum testificatione fìrmentur p'ovinciarumque
rectoribus eorum nomina qui ad publici munus officii editi atque obligati fuerint,
innotescant. Et animadvertant quicumque nominaverint, ad discrimen suum imi-
versa quae iìli gesserint redundare. Già nel III secolo la ^ovXr} rispondeva
delle riscossioni non eseguite (v. Grenfell a PO XII p. 70 sq. Jouguet, Vie
Munic. p. 387 sqq.). Cfr. Kiibler in Pauly-Wissowa IV 2374. Ma natural-
mente primi responsabili erano gli stessi exactores con poche parole, ma
i :

esattamente, questa loro responsabilità è formulata dal Preisigke, oltreché


nel suo Girowesen, anche in Bank-Archiv n" 22 {Die SteUung der Banken im
Wirtschaftsleben des alien Aegyptens p. 4 dell'Estratto). Questi exactores (mi-
nori di grado dell'unico exactor, per es. ZcóorgaTog Aìhavw (= -vov) oxQaxrj-
yòg ijxm i^dxrcoo PCairo 10507 (n** 4 Preisigke ; a. 820>. 10472 <n° 8; a. 323> ;

ma cfr.285 Introd. (quel documento è dell' a. 317, non 294>. adn. PO 1428, 2
e la letteratura ivi citata) erano nominati dalla curia ed erano essi stessi
curiales (M. Gelzer, Stud. z. bijz. Verw. p. 52. 0. Seeck in Pauly-Wissowa
VI 1545 sq. Wilcken, Grundz. 229).
Nel caso nostro c'era stato un jurjvvjua, cioè la denunzia di nomina ir-

regolare di Taurinos. Ora gli autori del documento dichiarano di volere esi-

gere la lettura della denunzia e della costituzione imperiale che vuole no-
minati gli è^dxxoQEg dalla ^ovXrj, e inoltre la lettura dei due editti, dei quali

uno ordina che a nessuna funzione curiale si acceda senza nomina della
curia, e l'altro che i curiales in proporzione ciascuno della propria sostanza
compiano <?> le liturgie. In secondo luogo, vogliono, non sappiamo a che ti-
tolo, sia citato a comparire un funzionario <?> di nome Esaias, e inoltre si
deliberi {xvnov do^fjvai) o che Taurinos sia destituito dalla esattoria perchè
immesso in ufficio senza il parere del ^ovhvx/jQiov come le disposizioni vi-

Pap. Soc. Hai. VI. 13


98 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

genti vorrebbero, o che in proporzione della sostanza di ciascuno si faccia


la ratizzazione (della somma da pagare), quando
nominatoegli risultasse

xaxà yvé/jiYiv xrjg ^ovXfjg. Dunque, se non c'inganniamo, Taurinos aveva


mancato al suo dovere di exactor ; ma la solidarietà dei colleghi curiales
doveva aver luogo solo quando la sua nomina resultasse legale.
In ciò che segue abbiamo già detto che non intendiamo; il che non

vuol dire che non possa riescire ad altri di intendere. Ed è anzi probabile
che altri sappia anche indicarci gli edicta ai quali si accenna nei rr. 3 e 12,

A. Calderini.

P. S. Ci siamo rivolti a M. Gelzer, perchè volesse esaminare questo


testo a noi per molti rispetti oscuro ; ed egli cortesemente ci ha trasmesse
molte dotte osservazioni, delle quali ci varremo anche nelle note. Intanto
egli dubita che il papiro sia del IV secolo, e lo crede piuttosto del VI. A
ciò lo induce il segno di segno avevamo posto per
croce iniziale (un tal

comodo tipografico nella bozza mandatagli) e l'accordo frequente col hn-


guaggio della legislazione Giustinianea. Ora non è propriamente un segno-
di croce, ma piuttosto (qui come in tanti altri documenti bizantini) un co tra-
versato perpendicolarmente da un ^ suppergiù la nota stessa che nei codici
:

medievali vuol dire égaìov. Del resto non mancano esempii e di questo e del
segno di croce neppure in papiri del secolo V. Certamente però ha molta
peso l'altra osservazione, sulla qualità del linguaggio giuridico. Ma d'altra
parte continua a sembrarci paleograficamente impossibile scendere fino al
secolo VI, per quanto non si possa recisamente escludere il secolo V.
Gelzer avanza poi l'ipotesi molto probabile che si abbiano qui ap-
Il

punti di un avvocato (oxokaozixóg) incaricato dalla ^ovh] di Hermupolis di


far valere le sue ragioni rispetto ad un firjwjua presentato contro di essa :
appunti o da servire all'avvocato stesso, o da essere comunicati ai suoi
clienti. All'uno e all'altro caso si adatta amjocojuev inteso come ah/joojuev^

Laéeia òidxa^cg (r. 1) può essere, a giudizio del Gelzer, appunto il re-
scritto che abbiamo riportato per esteso (Cod. Theod. XII 6, 20). Neben '

der Constitutio ', egli aggiunge, werden zwei Edikte angefiihrt. Das istkor-
*

rekt. Denn die Untertanen erhalten von den kaiserlichen Gesetzen Kennt-
niss durch Edikte des praefectus pruetorio Nov. Theod. XVI 9. Nov, lust. :

127 epil. et imsmn '.

Disgraziatamente poi neppure al Gelzer riesce di veder chiaro nella


seconda parte del documento. E detto intanto nel r. 15 che dopo avvenuta.
684. RECLAMO PER NOMINA DI EXACTORES ETC. 99

la deliberazione (cfr. r. 9) si vuol rimandata tutta la 'pratica' all'autorità


superiore, cioè agli è^oxcÓTaxoi LtaQ/ot e ad un altro magistrato che era in-
dicato nella lacuna del r. 17, ójoie juij owaQjzayìjv yevéo&ai y.rX., cioè in ma-
niera che *
der Verhandhmgsgegner auf Grund der xardcpo^og fitjvvoig nichts
*
erschleichen koiine ', poiché owaojiayt) è termintis technicus per *
surreptio
(Nov. lust. 152, 1. Cod. Just. 1, 14, 2. Partsch in Gotting. Nachr. 1911 p. 211).
'
Der Pluralis {zovg è^oxcozdrovg ijiàQyovg) ist auffiillig, da ja Aegypten nur
dera praef. praet. Orientis untersteht, aber ebenso W. Chrest. 281, 11 rcòv
XaixTiQOTdT^ov è:ndiQycor. Gemeint sind eben nicht Personlichkeiten, sondern die
Instanz, die in den Gesetzen auch etwa so bezeichnet wird z. B. Nov. lust. :

17, 8. Cod. Just. I 26'.


Dopo la parte riguardante Taurinos Vexactor, da r. 18 in poi si tratta
della rottura di un xw^xa, per il quale sono responsabili quattro liturgi {yw-
juaxeTiéÌHxai ?).

In fine, osserva il Gelzer che il nostro papiro è molto interessante per


quel che riguarda l'obbligazione solidale della ^ovh): '
Ich glaube nicht dass
solch praecise Formulierungen wie Z. 5 und 12 schon bekannt sind '.

Q rò ft^rv/Àa Hai

(Jj {ix,l\n^oiofXEV rrjv éelilav òidza^iv àvayvcoa^ijvai xrjv diayoQe[vovoav]

Tovg È^dxxoqag i$ ò[vo]juaoiag xfjg ^ovlrjg òeiv x[a\xaox[fivai\,

exi iA.r]v «ai xà òvo iA,e[ya\Xo(pvrj ijdixxa d>v rò juèv

TiQooxdxx^i fÀ,ì]òéva ^ovXevnxòv (pQÓvno/x[a] v7ieioe?,.[d^éiv]

5 àvev òv[o]/uaoiag rrjg ^ovXrjg, xò òe àXXo xax' àvaXoyi[av]

xfjg éxdaxov vjiooxdoecog rovg noXi.xevofxévovg rag

[•,•,• »»«Jxà? XeixovQyiag £«[h«]A««[

alxrjooifiev ''Hoatav ròv «[«]^[* « « « ,J» *t>; t>; 7y»[»^]v [»]«*[

7iaQ[a]ox^vai, eri /birjv rvnov òo^r\vai Ini [t]>;« [da 5 a 10 11.]

10 &axE ^ TavQivov è^co^éìa^ai xijg è^axxoo[iag àvev]

[x]ov ^ovXevxrjoiov xax[a]orad'évxa xarà xi][v d-jetlav òidxaiiv]

7. [-TOylm>àf (per es. PO 1204, 14 dell' a. sia èH[jslXéa[ai. Cfr. PFlor 91, 7. BGU
299P ; Wilcken, Archiv. 6, 291) piuttosto 747' 5 (=. W. Chrest. 35 "5). 194, 12 {=W.
che [dr]H0Ti]Hàg (PLips 65, 12 ; cfr. Mit- Chr. 84, 12). PO 71 I 15 sq. 140, 12 sq.
teis, Zeitschr. d. Sav -Stift. XXXII 343) ? etc. etc.
Ma il ^ovXevxixbv tpoórrcafia del r. 4 può 9. 22. :iag[a]aTfjvai : 'cfr. -Tapaarno<j Wil-
suggerire qui [^ovhvTt]xà;. oken, Chi-est. 476, 8. lust. Nov. 151, 1'
— L'ultima parola del rigo supponiamo (Gelzer).
.

100 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xaì tà jusYd^oqjvfj ^òinra, rj àvajuegiajuòv yevéo['&ai]

[«Jot' à[va]Xoyiav rijg ixdorov v7iooxào[s]cog et e[v]Q€éeir]

[xajtà yvó)iLir]v xrjg ^ovXfjg òvo/nao'&eig

15 [ahrjo]o)juEv /nera ròv tvtiov anavxa àvevex^^vai


[7iq]òs rovs i^oxcoTaxovs Ì7idQxo[v]g xaì ròv èvòo^{óxaxov)

[#,,«,««]v, Saxe ^t] ovv[a]Q7iayr]v yevéo^ai èm xfj xaxa(p6^co yevo-

juév^ jutjvvoei vneQ Tavgivov.


[^^^nnnjev eig xò jiQàyjua xov XajU7i[Q{oxdxov)] *Av[ò]Qéov xò Tiagà xfjg

[«*««*,] ànooxaXÈv /Li^vvjua tieqI xijg x,voecog ro[v] ;^có^aTO?

20 [àva]yvwoi^fivai, exi jurjv xal xà jie7iQ[a]y/iiéva 7iQu>t]v

[.••«•#«]co xal ovxcog ah^[a](Ojuev xovg [x]éooaQag xovg

[««„««»»]« Jiagà 'Avògéov a[l]xia'&é[v]xag 7i[a]Qaoxfjvai

[,»,»,„,,,»^]v Hai TavQÌvov xòv [.,##»]#g[] è[n]l reo avxcp

[*f «»#»##»#*]aT( à7ioXoyi^oao[^ai ?

25 [ 12-15 li. ] »«,[»]To[»,]«[,»»,]a[«,,,«;^?]cò/ta

16. PFlor 33, 18 tcòv i^oxoiatwv èndgxcov. richieda il supplemento Aa//, e la lettera
Cfr. Zehetmayer, De appellationibus ho- innanzi al ^ è molto incerta. È impossi-
norifìcis p. 12 (Hirschfeld, Beri. Sitzungs- bile lèv [^^a«r]og[a], ed è possibile invece
ler. 1901, 587). Si vegga Introd. ròv IjZQoysIyQKaufisvov)]. È detto, è vero,
18. Sospettiamo qui un nuovo alinea con XafiJiQÓiarog anche Andreas nel r. 18, ma
exdeoig (cfr. Introd.), cioè [atrjjaco/ijev xxX. non sappiamo che funzionario egli fosse
19. \MovXrìi[ì e potè esser tale da aver diritto a codesto
23. Nella copia mandata al Gelzer avevamo titolo secondo l'abitudine del secolo IV-V ;

supplito TavQìvov ròv l?.a/i']jTQ(ózarov), ed mentre sarebbe veramente strano, prima


era questo un terzo grave motivo che lo del secolo VI, un Xa/njiQÓzarog per l'exactor
induceva a ritenere del secolo VI il no- Taurinos.
stro documento. Ma in realtà lo spazio 24. l>(aT}]yoQ^f^]aii ?

disponibile è molto piti ampio che non

685. Frammento di petizione al Prepetto.

Oxyrhynchos (cm. i2xi5) Sec. IV?.

Aurelios Silbanos per ragioni di età e di salute domanda, a quanto ci

par d'intendere, l'esenzione da munera corporalia, e forse anche dalla capi-


tatio. Il prefetto Aurelios Apion non è altrimenti noto ; un altro prefetto

I
. J ]

685. FRAMMENTO DI PETIZIONE AL PREFETTO 101

con nome egiziano, Aur. Ammonios, occorre in PFlor 36, 1 per l'a. 312p,
anche il nostro documento può essere della prima metà
e per la scrittura
del secolo IV.

^]i'^[/] ^Ajiìmvi T(p diaoì]juoTaTCp èjilàgxoy Alyvjirov]

Tzagà] AvQrjXiov ZiX^arov Qécovog ànò rfjg ?Mfi7TQàg xai XafiJXQ[oTUTr]g O^v-
Qvyxi'T:iòv]

Tiókecog.] Oìof^ag, ItkIqxcov òiaoìjjuóraTe, d)g ori jiQOOTÉzaxxat v[7iò e. 15 11.]

7 11. ]cov òeoTiOTCÒv fjfx&v avTOXQazÓQCùv (iaoiXéctìv Jiegl tov 7idvT[ag? 5-6 11.]

c. 18 11. ]ad^ai ocojLiaxixcbv hxovgyiiòv xal naQoyJ] è7iixe(p[al^i^y^ —


e. 17 11. jrjxóvrcov. xal avxòg xoivvv vTteQJiàg xà £»»;[ 8-9 11.]

Iv x(p rfjg veóx?]ì]xóg juov XQ'^^'V ""^h^ ^^^ Xivovq)cov [xéxvì]v? e. 15 11.]

c. 10 11. r]fj avxfj xéxvr). vvv yovv èv yi]Qi xal /?[ e. 18 11.]

6 11. ] è(pt]jueQov xQocpYjv £cpEVQÌGxa)v, òx^ovuevog [e. 13 11.]

10 8 11. ]cov mixecpaXeioìv t] xal érégcov ocojLianxMv hxlovgyiwv „»]

]n»ai èeójuevog xal naqaxaXwv JiQÒg xàg a[,] ##[«#»* **]

\v xòv TiQoxipevov 2^^n*v]v ànò '0|^i>[ e. 6 11.

],[,»] xat tcp' t]/Licòv xcóv yeyrjQaxó[xcov 3-4 11.]

]^>,^^vxcov xfj XV xl

3. wg ori : v. adn. 3S0 6. A. Sonuy, Ad forme (cfr. 1C3 1. 302 2. 462 1) non sem-
Dion. Chì-ysost. analecta p. 228. brano equivalenti (v. Grenfell a PO 1438,
3 sq. Forse i'[:tÒ tcòv deìcov 8iu]'\Tà^e(ùv 14) e i^oichè Aur. Silbanos dice di es-
;

t]c5i' 8ea:iOTÌòv y.rX sere un hvóvcfog, si può sospettare che la


5. Forse (l.T0/.f/.i']oi9a< o sira. Nou so che tassa liiixe(p{ ) sia qui un y^eigcovà^iov (cioè
altrove in papiri occorra l'espressione ao- in questo caso tÒ hvovfpixóv) piuttosto clie
^atinal XeiiovQyiai {= muncra corporalia): la Àaoygatpi'a (cfr. Milne, Theban Ostraca
cfr. PF 21, 10 sq. ocofxaxixaìg ÈQyaoiaig. In p. 153 sq.). — In ogni caso è notevole
seguito non si piiò leggere .-laQoxijg. Con- qui jiago/ì'j non nel solito significato tec-

verrà quindi supporre che il dativo jra- nico (Preisigke, Fachw. p. 139).
Qo/f/ dipenda da un verbo come èré/Eodai 6. È probabile che la penultima lettera sia
o sim. Per esempio (4 sqq.): :rfol xov jzdv- I (della stessa forma abbiamo supposto
T[as Tot'?]! [vJisgeTeTe à.T0/.e/t'Jai9a< xtX. xal un g nel r. 12) : dunque vjteg^àg xà s^rj-

naQOxfj snixt(p[a.).{ ) h'éysodai ?] [y:jEy avicjv [^xovia è'ir]]. Cfr. Wilckeu, JrcArv 3, 232 sq.
xal TÙ>v :^Qoa]r]xóvt(ov etc. E probabile del 7. Probabilmente era detto: esercitai l'arte
resto che, so la parola non era abbre- del hvóvcpog e pagai regolarmente le tasse
viata, fosse scritto anche qui i:jixe(fa?.£Ìcov, stabilite per questa medesima arte.

come nel r. 10. Ad ogni modo non com- 8. Forse ev yrjgi xal ^[agriff vóaco xaxei}.r)f.i-

pletiamo la parola, anche perchè le due /urog e sim. — ].


.

10-2 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

686. Frammento di petizione all'ekdikos.

Oxyrhynchos (cm. 26x12,5) sec. VP?

La petizione al Defensor civitatis {exòixog ; v. Mitteis, Grundzilge p, 31)


è di Isac figlio di Ammonios, maltrattato da un altro Isac figlio di Aramo-
nios '
soprannominato .r ',

^Xaovicp Evae^icp reo loyKùTàxop èy.òixo) xìjg 'O^vQv^yyyiiTWv


TZQQa AvQi'jXiov 'loàx 'Ajujucovlov ànò ycójuìjg ^^evoxcójueùìg rov avxov
VOflOV

'loàx 'A^ujucoviov £7r/>«A?;v[^« ^ **^* ÓQJjucójuevog ex xrjoòe xrjg xd)jur]g

5 Qixpoxivòvvcp yvcójuì] 99[»* ^„«; ^ » «]£ jiiàXXov òè xvQavviàxai àvxiJiQaxxcov,

cog vó^uojv jut] ovx[(jL>v ^ » ^ ^ *, * *, ,]a)v fxov vjiev'&vvov amò)


[,]**[,,*]r; juìj X'^qI Ì^"^ àvxXt]Oig Jioiei

1. xjiiy : cfr. 703 1. Alle indicazioni date layicózaio; xal Xaf.iJtQÓzaTo; nel sesto secolo
in PFlor III p. 157 e nella Introd. al PCairo 67087" D 80 (Masp. I p. 151).

n° 78 PSI 301 1. 307 1. 479 1 ? etc.)


(cfr. 3. Isroxcófisco; : nella h^òg zonaQyJa (PO
si aggiungano quelle che dà il Bell a 1285, 73).
PLond 1310, 1. 994, 1 (III p. 250 e 259). 5. Per es. cp{avXil^ei /«]« innanzi a (xàkkov
!

1668, (Y p. 36). Byz. Zeitschr. 20,


1 rimane solo un frammento di una lunga
516. Viereck nei Jahresherichte del Bur- asta obliqua ma è quasi sicuro che ap-
;

sian etc. partenga ad un s.

2. ?.oyia>rdrq) : cfr. per es. PO 902, 1. 18. 6. vjtev&vvcov prima della correzione.

687. Frammento di registro di contratti?

Oxyrhynchos (cm. 27x7) Sec. I/IP.

Il frammento superstite non è sufficiente per determinare la natura del


documento vi si : tratta nei rr. 2-4 di un appezzamento di terreno catecico
passato al creditore di un mutuo non soddisfatto all'epoca fissata; e nei due
righi seguenti di altro oggetto non determinabile. La brevità del testo e
ilnumero y preposto in cima alla pagina c'inducono a pensare che ab-
biamo qui un frammento di àvayQa(pai ovfi^oXamv (ofr. Preisigke s. v. n** 3).
687. FRAMMENTO DI REGISTRO DI CONTRATTI 103

La scrittura sembra piuttosto del primo secolo che del secondo


ci ; in ogni
caso non sarà posteriore al tempo di Traiano.

Nel margine destro occorrono alcune lettere e segni per noi oscuri ;

probabilmente si riferivano ad un'altra colonna.

1 7
."7a]^ù Me^MvovTog t>/s 'Q[Qi]covog rov '
&é(jovo{g) fit]{tQÒg) Z(oiòog ri^g Tvqo{v)
à.TÒ rov TQV(pco{yog) ""loii^eiov)

]v Jiafjà Tcoi jnerrjk}.axÓT[c\ avxrjg naxQÌ 'Qqìoìvi òjiÒ txjiQod^éc[.i(pv) òaveio{v)

tisqI TaXaòi
S]ev'&ov [yaTOtxixrjg yrjg) ìj ò rt"^ rov a. ;j;oó(i'Ob) 6 a{vróg). T£*[»,*jcot L,

'E:iei(p X.

5 ]Xvq:>évviog MdxsQ, orgar^icórrjg) k€y{iòJvog) xfì xe{vrv\QÌag Kkavò\iov Kjvvria-


vov, olà (pQovrioro{v)

]vrov n'Aovrov rov JrjjurjrQio{v) Jia^af »,*,,*],[,,, ,^,,] ,,f Aievxo{v) /.ii][rQÒg)

EvreQTcrig

2. TQV<p<ovog 'loutov PO 1124 10. 989 etc. 380). —


Il seguo dopo y ò vorrà dire V3 j

e 3. TaXaiói {Vi è qui parasitico : cfr.688 87 e Tov ù sarà tov a{vTov), cioè della stessa
riTjt, 697 2 6fi.o/.o~, à>i etc. etc.) della xàim persona ? —
Dopo /£io(ro?) ó a(vTÓg) (PO
xojiaQxia PO 514, 2. 5. 1285, 131 etc. 714, 38. 728. 35 etc.) si può forse leggere
3. ànò èxnQ. òav. : PO 636, 17 (ap. Wes- T£Td{QT)coi (hei), 'E.ieìqp S.

Bely, Stud. Pai. 4, 114). Cfr. PO 1547, 12 sq. 5, Forse Ky.vqpévnog (cfr. Clufennius ap.
4. Zsv^s era probabilmente l'eponimo di Schultze, Zur Gesch. der lai. Eigennamen
un xkijQog. —
{xaToixixfjg yfjs} un x con
'•
p. 281 etc. ; v. auche l' onomastico del
una sbarra orizzontale tagliata vertical- Thesaurus s. v.), ma può essere anche
mente da un'asta uncinata alle due estre- ']Av(pévrio;. — Le vicende della '
legio
mità. Si noti che il nostro papiro è di XXII ' sono narrate dal Lesquier, L'armée
Oxyrhynchos : cfr. Wilcken, Archiv 5, romaiiie etc. p. 40 sqq. — (pQovnozov
184 sq. (il papiro dei Mélange» Js'icole '
agente ' '
rappresentante' di Macer : cfr.

p. 193 ivi citato è ristampato come PFlor Mitteis, Grundz. p. 249.

688. Conti varii.


(cm. 27X25) Sec. IIP.

La scrittura del redo e del verso sembra della stessa mano. Del recto

sono conservate per intero due colonne coi numeri 4G e 47, più le finali

di un certo numero di righi della colonna precedente (che avrà avuto il nu-
mero 45) e un frammentino più esteso da riferire agli ultimi righi.
104 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Nel verso i conti riguardano l' amministrazione di un ^alaveìov; nel recto


invece riguardano, in parte, spese che noi diremmo giudiziarie. Sennonché
nei rr. 83-95 occorre, a quanto pare, la notizia imperfetta e sommaria di
un contratto di mutuo ipotecario, di 4500 drachme, con scadenza dopo tre
anni al 3 Payni del 19° anno di Traiano (24 Giugno 116^). Non è impos-
sibile che il conto dei rr. 71-82 riguardi il medesimo mutuo, non soddisfatto
alla scadenza, ecausa perciò delle spese ivi elencate. Certamente ad altra
analoga operazione vanno riferiti i conti dei rr. 66-70, dove e' è menzione
di un anno 15° (di Traiano, crediamo), data inconciliabile col mutuo delle
4500 drachme, stipulato tre anni prima della scadenza, vale a dire nell'a.
16°. Di questo anno è menzione nel r. 54 sqq., cioè in un' altra notizia riguar-

dante un ?.óyog vjiodi]Kì]g rfjg jiaoà Oaipiog y.jX. xecfo.^- S y (=3000) jÓxov /lu]-
vcóv fir[ etc.

I numeri jug e juC in cima alle colonne II e III del recto e la qualità
del contenuto ci avevano fatto supporre che in uno o più rotoli di papiro
si tenesse, non sappiamo dire in quale bureau, un registro-repertorio di spese
siffatte. Ma non ci nascondiamo che alcune di queste spese sembrano di
carattere interamente privato (per es. rr. 36. 48 sqq.), il che vien confer-
mato anche dal jliov nel r. 39. Privato, dunque, o pubblico che fosse questo
così ampio documento, esso fu continuato ben presto anche nel verso. Men-
tre, infatti, la data più recente del recto (r. 88) è l'a. 19° di Traiano, abbiamo

nel verso una data di poco più recente (2° anno di Adriano).
Comunque sia, i conti del recto riescono di molto interesse, perchè vi
troviamo una enumerazione di spese giudiziarie per inadempienza di condi-
zioni fissate in contratti di mutuo ipotecario. Tali spese sono sommariamente
indicate nelle clausole dei contratti e nei documenti che ne conseguono,
per es. PPlor 86, 21 : ... ojzmg àjioòoT jlioi rd re nQoxeifieva y.ecpàXaia nàvra xal
Tovg Tcov vTieQXQovicòr {-ovicov stampa in Schwarz, Hijpothek u.
è errore di
Hypallagina p. 60, e Herwerden) ^^é[xQi v^vv róxovg xal rà
nel Lexicon dell'

réXì] xal òaTiàvag ójuouog ohv xóxoig xxl. Il male è che non tutto, troppo poco

anzi ci riesce di leggere ed intendere quello che ci è parso di dover se- ;

gnalare, lo indichiamo nelle note.

Uecto.

Col. 1, (rr. 1-32).

Di questa colonna rimangono le ultime lettere e cifre di parecchi righi,


nulla quando i righi non avevano poste di cifre oppure avevano una lun-
ghezza minore della normale. Supponendo che, compreso il rigo contenente

R
.

688. COXTI VARH 105

la cifra della pagina (dovrebbe essere /he), i righi fossero 32 quanti sono
quelli della col. II (ma quelli della III sono 31), diremo che del r. 3 rimane
]Sa/', del 6 a f cf etc. Non importa davvero trascriver tutto, eccezion
r. ]

fatta del 26 dove rimane ày{à) d' 1 fk, cioè |— 12J a '/^ obolo, totale 6 oboli
r. ]
' '
;

e lo notiamo perchè vi occorre il segno per G oboli (non sappiamo se è al-


trimenti noto), trattandosi, come risulta dalla colonna seguente, di drachme
di 7 oboli.
Un
frammento, un po' più ampio, di questa stessa colonna va collocato
certamente verso gli ultimi righi, ma non possiamo dire con precisione
dove congetturalmente lo riferiamo ai rr. 28-32, e trascriviamo quello che
;

abbiamo potuto leggervi :

Te eoyarai^^ « ,|

30 yai a £^ie^^\

[i, ^]^cov ouo' f [

Col li.

Tg o^uo'^ eqX Xix" Ir Xe nv{a) f


35 lì] eg^' y.ooxirevo^, p
cpÓQexoov òvojv I f, ,f **,,[*«], i'

d)'(à) f Ò/5Ó /i Se/"


'y èm T>)b <C EiQ}]rdov Tiargòg

^/ òi{à) Eioì]ydov viov /lov òa^ S /?

34. Qui e altrove oiio^ da inteuilcre óuoio); eimbolo speciale (v. sopra al r. 26 J. Per
In seguito ègy{dzaig) hxu ojai) oppure io- conseguenza nei rr. 68 sqq, dovremo sup-
y^axcóv) /uxfi{ojvTcov) ; cfr. 35, dove forse pliro : dr. 5 + dr. 2 ob. 3 + dr. 4 + dr. 4
è da leggere y.oay.ivsvóv (x) m{v) .
[+ dr. 1 ob. 5] = <120 ob.> = dr. 17 ob. 1.
36 sq. Asini 10 a 4 oboli = 40 oboli = dr. 38. 39. 62. Non sappiamo leggere altri-

5 ob. 5. Similmente nel r. 48 : asiui 8 a menti che Eìgtjrdov ; invece 125 sembra
4 oboli {^ 32 oboli) = dr. 4 ob. 4. Ki- scritto correttamente Eìotjvai'ov.

sulta dunque la dracbme di 7 oboli, e 39. Qui è altrove òa:i{urtjg), 8a:T{ar(òr) etc.
però 6 oboli sono frazione di drachmcì con Qualclio volta h- òa:T[uvaig ?).

Pap. Scc. ital. VI. 14


.

106 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

40 ^/ iC vjiì-jQÉxì'ji èjiox^? ifi^ad[ei]ag S t]

</ xal rijui]g '/(xqtov slg ;^^?y/iaT[f]o-

^/ /iiovg VTTod'ìjxtjg S a f (^
</ yQd7iT{Q)(ov ^^^ixaigai?) Sa —
V xal óa"^ ójuo' S a e/
45 i& 7iQ° QewS Aoxh'jTiaxov S ò

Ui^ìjxeoyg àjiò xifx^ '/,)mq

,[,], €**t ajro EVO*' So


jLiiod^ov òvcov Yj àv[a) f S ò f
l'òioi (i xal a ójuo"^ a
50 xijui^g ol'vov xeQajLu" àjiò Tiufjg

àgyvQiov S g Si;

^/ X EÌQìp'dov vlov '/Q^i S ì]

</ X evxrrjoaizai (?) EJicoxdPi.juaT" S i]

xa Xóyog vjxod'^xrjg xrjg

55 nagà Qaì]oiog "AjiokXoìviov

jTQÒg 'HQax?,eiòr)v livòga av-

Tfjg (XXpElXovS ijll X}]IV^[^ »]*

àjiò y A €Jii agovQai Ix i àoyvQt[ov\

xe<j:a b y roxov jUìp'cav fa]

60 »*»»«# igL Tpaiavov a. 112,3^.

xaioagog xov xvQiov 3 avfi [y\L-

vovxai èm xò avxd^ xe(pa [ ]

xal xóxov S ò(p xal a óa"^ iiv

ajiaix *»,,,» òei^ nevico ^ai^^ ^

41. 72. ;^aproD : cfr. PTebt 337, 22. PFlor }.cov, -/dcóg, -}.hóviog etc), sarà anche Ev-
321, 33. 322, 109 etc. Qrjfiovog (ovvero EvQ.) il nome del padre
43. 73. yQà7ix(^Q)mv : v. Wilckeu, Archiv 4, in genitivo.
484 sq. 560, PO 895, 12. 14. 62. XQ Don sappiamo come intendere.
45. 7iQo(5) (?) 0éa)(va) 'AaxXì]7i{i.)uòov ov- 53. Non intendiamo né qui né nel r. 73 sq.
Tero Aoxlfjnàrog (la forma 'Aaxh]7tàg da 57. Forse è(psilov{za) ed sjil riji vljiojdi^xtji) f
-ìjjztog, come 'Ayicoràg da -córiog, Aovy.ùg Ma in questa scrittura è difficile distin-
da Aovxiog etc). guere 1' V dal simbolo delle arure.
46. rififj^g) x^-o}QÒi{v). Cfr. r. 105. 108 etc. (>2. Sembra da intendere ìtiì tò avrò {jiày).
47. Se avrò, come sembra, è un nome (Ajió'k- G4. Non si lino leggere ciTicutijoai

I
.

688. COXTT VARTI 107

Col. in.

65 luC

v:teQXQoricxg S vì] xÓhov «[„»#*]

m' o^C *«•- 111 /2P


S lòC S
f [* « . .] a.

òtaoTohy.ov S £ róxov S fi f loa.\yco)'EÌ^

S (^ v.Tì]oérì]i S (5 tÓ;ìoi' » |
« S a /'
|

70 — S f t —

èjiiaTolfjg S ó èju^adeia S < /^ tÓ/<[oi;]

Sa/" Te7os è/i^aòeiag Svi] yaQxo[v]

S 5 yQd7zr(Q)(ov S y loaycoyeì S j; £)'

xrr]n^<,Taig Sa v7iì]Qérì]i So xu>fi[o-\

75 yQajufiajel S (5 S W ?9 /"

J £.tì i>^ S ^./ii9 — mg TiQooay" al ànò


Tov tÓkov y.a\\\ y\E\cpa'S àcp J Ini xo a{vTÒ)

al h èji[o)(\ìi àjiò ^E7i[e\1[ji S òx\nd—

66. v:^eQy_oovia? : cfr. PFlor 86, 21. PAmh. l'emolumento dovutogli ò uguale a quello
126, 20. PO 507, 18. Croenert in Wessely seconda è il doppio.
dell' hyperetes, nella

Stud. Pai. 4, 94. — Non escludiamo si tratti dell' slaayco-

67. Se abbiamo letto bene nel r. 78, anche ysvg dello strategos (cfr. PF 23^ 3;, ma
qui intenderemo al è{v èjroxf/), di somme ad ogni modo l' ingerenza sua era ante-
' arretrate '
riore alla gft^adsc'a che seguiva per ordi-
68. òiaarokty.ov : v. Schwarz p. 116 (cfr. nanza dello strategos (282 1. e). Per
PO 1118. Mitteis, Zeitachr. Sav.-Stift. 1911 V slaaymysvg del bureau del Prefetto v. P.
p. 344). Dunque, il contratto non aveva M. Meyer a PHamb 18 p. 78 sq. Mitteis
la clausola fit) jiQoadeoiiiì'cp àvavecóasco; tj o. e. p. 342.
òiaaxohxov etc. Neppure questi conti, del 72. TS?.oì ifi^adEi'ag, distinto qui da è/n^aSsia

reato, mettono in luce il significato di (r. 71), non pare occorra altrove. Cfr.
àvavécoais, sTiixaia^o?./] etc. Schwarz p. 119 n. 1.

68. 73. (eyiaaycoyEÌ: cfr. 282 15 ,v. lutrod.), 74 sq. Posto si sia letto bene, è naturale
donde si vede che V elaaycoyEVi aveva una che il xcofioyQa/iftatsvs avesse ingerenza
funzione nei procedimenti di èjn^aSet'a ;
in operazioni riguardanti passaggio di
forse era riserbato a lui di iniziarli (eì- proprietà di terreni.
adyetv),immediatamente dopo che il de- 76. Dunque : [ylvovrai) s:il vn{o^r]}tr]) (ògay^-

bitore era stato ammonito con un òiaaro- fiai) QJI&- (189 pili ob. 1) ac5 :rgoodyo'v-
hxóv (se. vnóuvTf^a). Nella prima posta rai) etc.
108 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

80 [x]o2.ov'&[o]voa S ó xit, cbv vnoloyeì-

[rjm v'^ juìjv" a [SJ A Àót àgyvQiov

[S] J^t
}ta juerà

xvQiov rov vlov Aiòv/nov

85 èm v(7ioyd'ì]X7] yrjg xaroixiHfj[g ìj]iy

Ik tov 'ETiixQaxiòov >iXriQo[v] ex [t]ov

£» # ^a/io[t'] a" ferivi 'Etisìti fiet ETrji

y elg àjióòoaiv Ilavvi A rov t^ •- 24 Giugno 116^


Tgaiavov xaioagog rov xvqi[ov], ècp' (bi

90 ì] 'AnóXXoìvog Tiagé^Ei xax' è'xog lovg

TÓxovg f.ir]vw{v) iji tÒ nàv QÒt


Imitivi T^? a òóoeoùg * * « » [

àgyvQiov xecpa S òcp

xóxov [7i\avxòg S ^ji

95 xa QaTjOi 'AtcoXIwviov yvvai[xi]

Col. IV.

Di questa colonna rimangono solo le tracce delle prime lettere di due


righi, in linea coi rr. 77 e 78 della colonna III.

79. Non è possibile dividere -]<poaì]y.aTi]\ che aveva ipotecato le arure di terreno
[a>i']olovd[o\vaa, perchè lo spazio in prin- catecico, non fa meraviglia in un som-
cipio delr. 80 non ammette che una sola mario così imperfetto e poco accurato.
lettera:dunque ;<ar»;|«oA. è scritto erro- Per es. incliniamo a credere che ^ AnóX-
neamente per Haxa\xoX. Possibile per lo Xcovos nel r. 90, Oafjois'Anokkwviov nel r. 55
spazio è 'HQaxXeiòo[v XQo](po? i) xari]\[_^'\ok. e similmente nel r. 95, sieno la stessa
Per es. BGU'34'" ìli 19 una posta è òi[à) donna moglie di Herakleides (r. 56).
&aiQfJTog TQoqpov Btjao'yòcÒQov . 87. Avevamo creduto di poter leggere dxa-
80 sqq. Intendi dr. 4617, donde si detraggono o/ioV ao'v), e riferendolo al numero delle
dr. 30 per mesi 1 {v:i{èo) fU]vo(g) [svóg)), arme (r. 85 1 volevano intendere :
'
se-

rimangono {Xoi7i{ai)) dr. 4587, condo la stima fattane da te (analoga- '

85. >(a giorno del mese (cfr. r. 52). La let- mente f| elxaaiag spesso nel I voi. di
tura /iieià è molto incerta. Perchè si sia PTebt). Ma ora preferiamo non affermar
lasciato in bianco il nome della donna nulla. — exììi : 1. etì]. Cfr. adn. 687 2 etc.
.

688. CONTI VARII 109

Verso.

Col. 1.

In un frammento, staccato dal resto, nel verso dunque dei rr. 28-32 :

96 ](ov aTiai 97 ]og 98 ] /5L AÒQiavov\[xaLoaQog etc.

Seguono, attaccati col resto della colonna, quattro righi (cioè 99-102)
frammentarii con cifre di drachme etc. due volte vi si legge ocpEi. Nel :

quarto di questi righi (cioè 102): ] ^.-róf.,»^] So/;/*.


Dopo uno spazio bianco di circa 3 centimetri, altri due righi frammen-
tarii (103-104) : verso la fine del 103 xal a \k\oyov, nel 104 -]d ^ ^oy S

E dopo un altro spazio di 4 centimetri, altri 3 righi frammentarii :

105 ] Egfiiug |<,**| rijurjg yXwQcov So


106 ] xai a [,,,\: Sfi^frf J ^^oy goe

107 ] .,...,.

Ancora dopo 2 centimetri di spazio:

108 ] siqS eOi,[uu]Vit* Tijurjg x^^Q" ^ ><£ =


109 ] xai a loy \^\alavti° % ^a- d ^' Xoy"

110 ] 01.10 oq)e[ò] a* S KC —— tov a *f,], /*(/

IH J
^^-^ Hat a[A" ocpei'-
ft
lo' S ItC *4»]*a^*
112 ] S l^d

Col. IL

115 4**]/^'" AÒQiavov xaioagog rov xvQiov 24 Giugno 118''

ElQOflEVOV HO ?JjjUjUaTOg [,,,],*#

agyvQiHov hjjiijuaTog S v^e

Hai fi Xoy" 01.10' a7ianr]0£0)g /?a S rr]

108. eÌQfofiévov) ci. r. IKi? Fvr f:ÌQÓ/(£vov v. 113 e 118. /?a : cfr. r. 109.
Preisigke, Fachivòncr s. v. PFlor 3.57, 9 114. C'era parso jiegl ivyQaqro/x —
adn. . 116. ?<o ^^ Ho'/JJ-rjfiaxog).
110 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

]0fX0V «,»^»»#»» 4.»].


120 òT EQjuegcoTog tov^h'^ S (pX&

' em ro^ [*»]7<v## i^fcf

(spazio vuoto di cm. 10>

— òà'^ jiagaxvTìji ouov utto Qon


MsaOQt] _ co"
'—
ecog ÌEtieijtÌ A jhì]v i(ì roxov S otiì]

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125 yMi a Xoy" ofA° òi EiQrjvaiov a^^^^^ojg

EQ/uegcotog ev da" Xoy ? ev S Jie cov * *

XQOiCDv naqà S vq Aoì òa" cog enei ^ (?) S x&


P Xoyov Oj-io' ev òa"^ *#/*» S naf o)v Eh-
o
xQovcoi TiaQaxvT S jliì] Xo\ òa"^ cog exei {?) S Xyf
130 -—-'^ jiagà S QÓ xai a^l^^^ *^ f

121. {ycvsrai) èm zò n(àv). un appellativo. Per TiaQayitrìg v. PMagd


125. 0/4.° qui ed altrove sarà ó/nov. 33^ 3 etc.
126 sq. ^^\xQoi(oc e 128 sq. Ey.\f<Qov(oi sa- 127. 129. Intendi Ao {= Ioitióv 8im.). Cfr.
ranno lo stesso nome per noi enigmatico. PLond 255, 7 (II p. 117). 1419, 129 (IV
Nel r. 129 si deve intendere jiaQayvxo{v), p. 183) etc. Si potrebbe pensare che T
e però non diversamente jiaQay_{vxov) nel fosse legatura di t 'r n ma il semplice ji
',

r. 127. Questo genitivo farebbe pensare ha la stessa forma anche in da r. 122 eto.
che precedesse non un nome proprio, ma

689. Obbligazioni e malleverie per operai della


Tgaiavì] òiwqv^.
Oxyphynchos S. Vp.

Sono quattro frammenti un quinto riusciamo a leggere troppo poco


(in

percliè ne sia utile la trascrizione) riguardanti operai addetti alla manuten-


zione della Tgaiavì) òicòqv^. Il primo (A) è dello stesso anno 423 p ed è di-
retto al medesimo èmjueXrjxtjg che conosciamo dal n" 87 5 (1). Per verità,

(1) Profittiamo dell'occasione per correggere un grave errore di lettura: 87 7 si legga


xfjs avzfjg (probabilmente C') tvòixxiovog »[»]»?»[^»], con che scomparo
TQaiavlrjlg Sicógvxog *

quello strano ed enigmatico "Ovov che avevamo supposto fosse un nome di luogo (voi. IV
p. 195, dove erroneamente abbiamo anche indicata la Tgaiavr] òiòjqv^ fra località dell'Oxy-
rhynchites ; v. adn. PO 1426, 10 e Bell adn. PLond. 1346, 10 [IV p. 19]. A. Calderini in
Aegyptus, 1, 43 sq.).
689. OBBLIGAZIONI E MALLEVERIE PER OPERAI ETC. Ili

nel r. 2 di questo nuovo testo, pur essendo abbastanza sicuro Oeoòooico, le

tracce delle lettere seguenti mal si identificano con Kagl- ; ma sarebbe


molto strano che comparisse qui nell'identico ufficio e nel medesimo anno
un AvQ)j?uog Oeoòóoiog diverso dall'^-lr^. Oeoò. Kaga/idUov dell'altro docu-
mento. Così non vogliamo dar per indubitabile la lettura T[Qa]ia[v^g duÓQvx]og
nel r. 3 ma poiché il r. 9 sq. {stg tÌjv avxì]v hxX.) presuppone nominata in-
;

nanzi la Tg. duogv^, e nel n" 87 Avq. Oeoòóoiog KaQajud?dov è qualificato


ijiijH€kt]TÌ]g rPjg àvaxad^aQoeoyg xfjg - Tgaiavr/g òicógvxog, non par possibile leg-
gere e supplire diversamente da quello che abbiamo fatto.
Il plurale ó/nokoyov/nev nel r. 6 indurrebbe a credere che due persone
si obblighino come operai ad una àyyaqda mesi per lavori alla pre- di tre

detta òuoov^, e che un terzo presti loro malleveria ma il singolare Avgtj- ;

kiov (non può essere -llcov) nel r. 5 e V ÙTiavxovvTa anch'esso singolare nel
r. 4, portano invece a supporre che le persone sieno due in tutto. Nel r. 4
sicure sono le lettere eyyvcojue, e abbiamo avventurato èyyvcojuévov principal-
mente perchè in posizione analoga occorre questa parola in questa forma
nel fr. B r. 17; ma in realtà non sappiamo immaginare in questo fr. A un
contesto soddisfacente.
Un secondo documento (certamente una malleveria) è rappresentato dai
frammenti B e C, un terzo dal frammento D.

A (cm. 27,5 X 1»)


[ToTg ju]€xà xìjv v:Ta[xeiav xàJv òeojrorcdv fj]iiic7)v 'Ovcogiov xò ly [xal] Qeoòo-
oi'ov xò L xùjv alcovicov avy[ovo]xa)v

[Av]grjXi(p Oeoòooiw Kag[a/ndX2.ov djjrò xfjg XajUTigàg xal XaiJi{7ig\oxdxr}g 'Ofu-


gvyxitòJv 7ió).[e](jog

[£7iijLi]€Xr]xj] T[Q]a.ia[vì]g ? òicógvxog x]iig e^dójnr]g tvòixxi[ovog jxjagà Avgì^kiov

.«4..,.]g 423/4P

[,,#], ^tou ,,***** a[,»,,f **,*^**l£o;s ,,aof[**»] èyyvcojuévov *#*ft>

[à7i]avxovvxa

5 xal Tih-jOtìvvxa xri[v] **,-f*,^,v xgiuv jrjg xgiui'jrov Avgì]U[ov ?] ^^[^»]giov

Ilekayiov

1. [Toig /n'ierà ht). . cfr. 87 1. questo, come supplire dopo iy/i'co/tfrot; (v.

4. Forse a]jiò Tfjg avi^g }iók]sw?, come per lutrod.) ? In principio del r. non sembra
lo spazio sarebbe possibile ; ma sarà un [Maxlagi'ov, in fine l. ùn:avTà)vra e cfr. r. 9.

nome in genitivo (avevamo pensato a ó. XQt'av : lettere tutte frammentarle, ma


Uaoóilro;']) ciò elio segue ? E ammesso non dubitiamo della parola.
. .

m PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

ànò rrjg avxfjg 7i[óXea)g ^,,^,^^ ^^^^]^^ ^TiovQyov. 'Ojuokoyovjuev òjLivvvreg

'&eòv ròv

jiavroxQàroQa xal [rì]v EvaÉ^\eiav ròóv xà nàvxa vixcóvxcov òeojioxòjv ìj/ucóv

'OvcoQiov {xal) Seodooiov xcòv alcovmy avyovoxon> sxovoiq xal avdaiQÉxco

yvójui] ovr-

rexelodai n[Q\óg oe ovvanavxrjoai a/ua xaT[g] àlXaig igydxaig elg xì]v avxìjv

10 Tgaiavr^v ÒLd}Qvx{a, £99' a>?] igydoao&ai èm xqóvov jurjvag xgTg àQi&jiiov-

[jii]Év[ovg ano C. 20 11. ]s[*«#]«£<f [* <*] xov è'gyov xal èv x[e]&évxi Xóyco

[ 25-30 11. ]odai n[^^]^[,,u^ xo'^]vg ovjuqxxtvrjd'évxag xal àgé-

[oavxag 20-25 11.] *«a[,f,,,f ex?] jikiJQovg xal v[t,^t,t,^^] Ao/^*»*

B icm. 7X13)

Mexà xì]v vjiaxiav [ consoji di un anno precedente seguente il 423^?].

15 AvQYjXicù ©eoò[ooiq) KaQafidXXov djrò xr]g XajujiQàg xxk.]

[è\7iijueXì]Xì] x[i]g TQaiavrjg diojQvxog xfjg x ivòixxiovog Jiagà AvQf]liov]

ZohXov ©eoyv[d)oxov
èyyvcojuévov A[
[ » * ^ ] èQya^ójuevo[v ?

20 igyàxov o!xov[vxog èxeToe ?

'0^uoX[o]yovjuE[v ójtivvvxeg xxX. (cfr. r. 6 sq. 39 sq.)


\S\eoò{ooi\ov xcòv [aicoviùìv xxX. — ovvxe&eTod'ai]

TiQÓg o[e

e (era. 16X16)

14.^ C. 25 il.

25
]»TO(5f[*]«*oa4 e. 18 11. ]ojU^^[^^]v elg [x]ì)v avxì]v

\71avojuEvov [ e. 18 11. ] éavàxM negiTtéoì], è/uè

6. Forse anjiovQyov (per attJi.^ovgyov). 20. Cfr. 87 4.


8 sq. l. avv\rs&eìodai (cfr. per es. PO 1280, 27. Probabilmente ànollXi/LiTiavófiErov
4 sqq. PFlor 47, 16 etc). 27 sq. Per es. sàv ds avxòg vóow r/ ] {ì'avdzq)

y. l. roìs aD.oig igydraig nsQiTiéa}], èfis\ [avròv rì/v ÌjiÈq] avrov y/óoav
11. Si può pausare a. f^é/ot isÀecóasoog rov o sìm. XlX,
.

689. OBBLIGAZIONI E MALLEVERIE PER OPERAI EIC. 113

] avxov xcÓQav à[7iOTiXr]Q(boai èv Jiùoc rjoìg icgòg avxòv Cyrovjuévoig


(bjjuoXóyrjoa. <m*> Au?[Qì]Xio]g ZcoUog Oeoyvcòorov
30 ]ì]v xovg f.uo[&]o[hg t>}s] tqijuìjvov xal xeXéou)

]«»[•»]##«#»#[#»»» ]«Aog Evosfiiov £#«,##»

]
» [ ] c6b nQÓxi[xai.] 'loiòcogog

(sottoscrizione tachigrafica)

D (cm. 10X10)

35 ]» xòjì' XajU7iQ{oxàxa)v), [<Pa]jnevàj{} C-

è7iifj.Ekr}x]fj òioìQvyog t)}[?] rexQaxtjg 420/1^?


[Ivòixxiovog — 'Oj^vQvyxiitòjv] JióXecog, naqà
— nó]Xe[(M]g
]noXixòc)[v vjirjQÉxov

'OljuoXoyòj òjuvv[g xò]v oe^àoju[i-\

40 [ov ooy.ov — Tcòv \òe\o7io\xò)v rjfx&v

ò]eòéxdai xaì eyjv

] èjuol èv xà) avxcp è'gyo)

], èoyaCoiLisv[o]vg [*J*»

H '

29. Naturalmente xal è.-rsocoiyj&elg} w/xo/.ó- vitazeiav ^kavicov Mova^i'ov xal W.ivd'Ja
yrjaa. ziòv XajiQ{oxàxcov). — zsTQarrjg : non ricor-
30. Forse èòe^din]>jv. diamo che occorra altrove nella lingua
35 sq. Il documento è diretto all' è.-iiusÀ?]- comune questa forma epico-lirica v. per ;

xì]g della quarta indizione (probabilmente es. Bruginann, Gr. Oramm.* p. 49 (per

420/1'') ; se la data <^afi£vù>& C (3 Marzo) zérgaai v. Croenert, Mem. Mere. p. 199).


è anteriore al principio dell' indizione egi- 3S. Nome locale, come per es. Kvvo]jrohz(I>v
ziana, nel r. 35 ci sarà stato Metà rìjv

690. OlKOGBNEIA.
Arsinoites nomos (cm. 9xi6) S. I/II^?

Il documento, mutilo in principio e illeggibile nei rr. 17-19, è quali-


ficato nel r. 14 sq.come una olKoyévEia, specie didocumenti di cui, che io
sappia, non si hanno altri esempii. Ma di essi è menzione fra i ÒLxaichfxaxa
soliti ad esser presentati nelle epikriseis di schiavi (BGU 1033, 25. PO 1451,
26; cfr. 447 22 Introd.) parrebbe quindi che dovessero avere un carattere
;

Pap. Soc. ital. VI. 15


114 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

Invece nel nostro la formula »} olxoyheia rjde y.vQia eorco xzk., in-
ufficiale.

durrebbe a pensare che il documento fosse in forma di contratto fra pri-


vati. Ma una autenticazione ufficiale poteva essere nei rr. 17 sqq. per noi
illeggibili.

La giovane schiava, di cui è parola nel r. 10, Flavius Longiis l'aveva


avuta da una schiava lasciatagli per testamento da Flavia Titantas era di ;

sette anni quando il documento fu redatto, e FI. Longus l'aveva regolar-


mente denunziata (verosimilmente ai ^i^)doq)vlaxEg iyxzìjoecov v. Wessely^ ;

Stud. Pai. XIII 1 sqq. Mitteis, Grndz. p. 192 sq. etc), perchè ne fosse ri-
conosciuta la olxoyéveia, vale a dire la qualità di olxoyevrjg non riusciamo^ :

almeno, ad intendere diversamente l'espressione àneyQàxpaTo è7i\ji] (forse si


può leggere el[Q\, e sarebbe preferibile) jrjv olxoyéviav. Cfr. PO 73 (che col
documento nostro ha qualche analogia) e le osservazioni del Wilcken, Griecìi.
Ostr. 1, 467 sq.
Oltre la denunzia, FI. Longus aveva pagato TÌjg vjieQ^éofxov i^òojualag^
rjjuégag '&£[à]g BcQvlxrjg EvegyÉTiSog zrjv xa^^xovoav àna^y/iv Qualcosa di ana- .

logo si legge nel documento ricomposto e pubblicato da G. A. Gerhard nei


Sitzimgsber. der Heidelb. Akad. 1911, 8* Ahhandl. (= Sammelbuch n° 4638),
r. 11 sqq.: èviqXixoi òe\ yEvójxevm xaxà tÒ àvayxaìov {\) xXt^Qovofiiqoaoai xa^ajue-
vai rà xa&ijxovra réXr] &eài BeQEvixì]i xvQi\Evojuev. Grenfell (PGrenf I p. 38)
aveva già supposto si dovesse intendere Berenice moglie di Tolomeo III ;

questo è oramai fuori dubbio, poiché troviamo nel nostro papiro BEQvixrjg
EvEQyÉxiòog. Il Gerhard alla sua volta (p. 22) osservava (cfr. Naber, Archiv
8, 6 sqq. W. Otto, Tempel u. Priester I p. 358) Die Stelle lehrt uns, dass :
'

die àjiagx^ genannte Erbsteuer ebenso der Koenigin Berenike II geweiht


war wie die ànófioiqa der Arsinoe Philadelphos '. Ciò è molto probabile an-
che per il documento nostro. Ma non la piccola Julia, bensì la madre di
lei era pervenuta a FI. Longus per successione testamentaria ; basta questo
perchè anche qui ànaQxrj possa significare tassa di successione (Wilcken,
Ostr. 1, 345 sq. per la àjiójLioiQa v. ib. p. 157 sqq.)?
;
diremo che hdiaio
(r. 11) si riferisce a ciò che FI. Longus aveva pagato per entrare in pos-
sesso della madre luliana Philotera ereditata per testamento ? Qualche dub-
bio rimane, almeno finché non si riesca ad intendere V vjieq^eojliov e^óojh.
xil. (v. la nota al r. 12); e per il vario uso di ànaQxrj v. adn. 461 7. PTebt
316, 10 etc.
Comunque sia, questa tassa attribuita a favore del culto di Berenike
V (1) ' Noterben ' traduce Gerhard, ' ZwaTJgserbiunen '
Gi'A(ii&nvfitz {Ein Eì-ystreit aus dem
ptol. Aeg. von O. Gradenwitz, Fi: Prclsiglie, W. Spìegelherg [Schriften der iviss. Ges. in Strass-
hurg, 13 HeftJ) p. 3 n. In somma erano heredes neoessarii (lustin. Inst. 2, 19).
690. OIKOGENEIA 115

Euergetis e attestata finora per il II secolo av. Cr. (v. Gerhard p. 7 sqq.),
la troviamo in vigore anche al tempo romano : precisamente come è avve-
nuto per Vànóuoioa, per la òiÒQa/jua Zovyov etc. Cfr. Wilcken, Grndz. p. 191.
Ma di che tempo dell'età romana sia il nostro documento non è pos-
sibile precisare. La Vv nella forma 1,
scrittura è chiara e regolare (notevole
che però non giova per la datazione) nel verso (dove è il frammento di ;

lettera (l) che pubblicheremo in seguito), essa è ancora più chiara e più
regolare, e difficilmente meno antica del II secolo.

Per la provenienza del papiro v. la nota a r. 8.

(1) Le prime parole leggibili di essa sono aoì ojieo fitjSevi xaXcòg [»,>»]| y.ar' èfiov etc.

rcov i^ijxovra ovXi] yaorQoxv[ì]-]

jLiia Tzoòòg òe^iov àjieyQaxpaxo è7i[l\

rijv ol[}c]oyéviav, àxokovd^cog x[cb]

5 T£ ìprjq^iojuan xal 7iQoordyjuar[i],

ìjv e<pt] yeyovévai avrco 0?.avtq)

Aóvyo), ex jrjg xaiakei(pd^eior]i; av-

TÒ) xaxà dia^t]xr]v 0Xavt'ag Tixa-


vidòog òovXr][g] 'lovXiavrjg 0iX[oj-]

10 xéga'g), òovXi]v fj
òvo/ua 'lovXia

ixàjv ETixà uoì-jiiiog' xal £xà^ax[o]

xrjg v7iEQ&éoj.iov i/iòojuaiag rj/ué-

1. La persona, di cui seguono i connotati bra, come èxjTQo&éafiov, v7i£Q7]fiÉQOv e sim.


e di cui si dice à::i£yQàipaxo nel r. 3, è Non credo si possa dividere vjzsq dea^iov

Flaiius Lotigus (cfr. 6 aiicò). (se mai, dovrebbe essere allora piuttosto
3. Tioòóg : cfr. PFlor 42, 9 Add. (I p. XII). vjiEQ tòv deofióv}. Ma che cosa proprio si

8. Una <p}.avla IIetou)vi).).a i) xal Tiiaviag indichi con questo * vTisQ&ea^iog settimo
era proprietaria di un palmeto nel terri- giorno della dea B. Euerg. ', non saprei
torio di Hephaistias (PRylands 172 del- dire. Se si potesse credere errato il ge-
l' a. 208'') ; e nel frammento di lettera nitivo invece di dsò Bsqvi'xì] EvsQyéxiòi,
nel verso di questo nostro documento, oc- si iiotrebbe forse spiegare così : Flavius
corre il nome dello stesso villaggio (r. Longus ereditando la schiava luliana Phi-

18 sq.). Ciò posto, e data la rarità del lotera avrebbe dovuto pagare la àjtaqx^
nome Taavidg, è probabile si tratti di etc. nel termine di 7 giorni, ma non lo
persone della stessa famiglia. — Nomi aveva fatto ; e però quando vuole la ol-
forse meno infrequenti sono Tttaviavós xoyÉvsia della piccola Julia, egli si pone
(PGen 1, 4) e Tnartavt} (PThead 1, 2). in regola e paga la tassa con l'ammenda
12. v.isodéafiov : da intendere, a quanto sem- della v.-reQdea/.iia del settimo giorno.
116 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

gag &e[à]g Begvixrjg EveQyéuòog


TTjv xa&rjKOvoav ànaQir\v' rj òe ol-

15 Hoyévia ìjòe xvgia eorco Ttavxa-

10V l(p' olg Tieoiéyet.

(circa 3 cm. di spazio ;

quindi di altra mano :


>

17 ...,4 ].,.,,

13. i9£[à]? : è tutt' altro che sicuro, ma è 15 sq. Cfr. per es. PF 96, 19 sq. (Theti-
quello che necessariamente si aspetta. — delpheia nell'Arsin.) fisvovorjs xvgiag zfjg

Begvlxrjg : per la forma, probabilmente iJ.ia{^coa£(og è(p^ oTg tieqiÉxsi :tàaEi.'RG\] \^\,
volgare, cfr. Bsgvixig, BsQvixiavóg, lat. 10 (anche esso dell' Arsin.) ^e^atov oviog,
Bernice etc. xad^cog Jiegiéxei etc. etc.

691. Notificazione di morte.


? (cm. 7,5 X?) A. 176 P.

Alla copiosa lista di siffatte Biedermann, Ber ^ao.


notificazioni, presso
ygajujuarevg p. 42 sq., e L. Spohr, da aggiungere
Plandanae 31 Introd., sono
PO 826 {IV p. 258) 1550. PRyl 105. 106 etc, e ora questo nostro documento,
che non sappiamo da quale regione provenga ne a quale funzionario fosse di-
retto {(ìaodixòg yoauiuarevg ovvero xcofioygajiijLiarevg). Dichiarante era il cugino
del defunto. Quanto alla data della morte (' nel mese Hadrianos-Choiak del
17° anno di Marco Aurelio'), va ricordato che proprio col 27 Nov. 176
Oomraodo ma
anche se la dichiarazione fu fatta qual-
è assunto all'impero ;

che mese più tardi, non


da maravigliarsi che l'accessione di
ci sarebbe
Commodo fosse ignorata, come è ancora ignorata nel mese Tybi per es.
PArah 170 p. 193. Del resto, queste dichiarazioni sono, di regola, fatte poco
tempo dopo la morte (per es. tw òie^.rjXvdón /ir]vl PRyl 106, 12). Quanto
alla ragione fiscale di esse v. Wilcken, Grundz. p. 196 (e la nostra nota
a r. 14 sq.).

t[,,] àjiò x(ójuì][g *]*»#**[ 'O]


àvexpióg juov Neixcov Ua-

2. Forse t[cDv] à.TÒ come PO 1198, 4. BGU 17, 6. PStrassb 70, 4 etc.
691. NOTIFICAZIONE DI MORTE 117

jiovTcórog rov 'HgaxXà-


5 rog /n]TQÒg OaTQììrog àjiò

Tìjg avzìjg ;<a)//);? èreXev-

xì]oev Tip f.iì]vi 'AÒQiavo) 27 Nov,-26 Die. 176''

Toù lv£orà)zo[g] é7izax{ai)òe-

y.drov exovg AvgtjUov


10 'AvTOOveivov y.[ai)oaoog toù xvqiov
òiò à$icò rovrov tXao-

G(o{d']fjvai, olà rcòv vjiò oov

y.axa2a)Qil^oi.i[év\o)v òrjfw-

oicov {Xóy 1\o:)v, oj\y l\xà^aTO è-

1 5 [jiixEcpaXaiùìv ?

14 sq. kóy ì'](ov : v, PO 1198, 17 adu. Non ci 497 etc. E se dà nel segno 1' acuta ipo-
par possibile ^i^).i]cov ci. PO 826 (voi. IV tesi del Wilcken, che chi era morto nella
p. 258). È chiaro poi che si domanda qui prima metà dell' anno, pagava solo fino
una riduzione (r. 11 sq. èXaa\a(o[&]f]vac) al Meclieir, potremo supporre che ap-
di tassa : cfr. per es. PO 918 XI 3 cov punto a questo sgravio si alluda. Natu-
rà èxcpó(Qia) rrò S {stei) rjkaaa[a)d(ì])'\ dia ralmente non garentiamo che per la ca-
rò xa&' vò{axog) [yeyo{vÉvaì) ; e principal- pitatìo fosse qui adoperata proprio la
mente iXdoaco/iia ed t']?.aaacofiéfcov nelle Ar- parola s\\_:Ti>{£(paXalcov (v. adn. 685 5),
sili. Verwaltungsurkunden ricostruite dal anche perchè 1' e può essere il principio
Wessely, SUul. Pai. I p. 70, 407. 72, di £|[co? MsxsÌq'I etc.].

692. Concessione di vendita di commestibili.


Oxyrhynchos (cm. 8,5xii,5) A. 52/3 p?

I funzionari e appaltatori delle tasse di esercizio e rivendita di com-


mestibili per Ta. 52/3? (v. r, 4 adn.), concedono ad un tale, che è qualifi-

cato come néQOì]g xtjg èmyovfjg (in questa categoria, per cui vedi le indica-
zioni in *
Studi della Scuola papirol. '
ITI p. 30 sqq,, abbiamo contadini,
piccoli commercianti etc), di tenere per tutto l'anno, presso il tempio di

Sarapis (v. adn. r. 11), la bottega di commestibili che vi aveva tenuto


l'anno precedente. Il papiro è mutilo, e ignoriamo perciò le condizioni della
concessione.
Abbiamo su papiro parecchie '
domande '
di concessioni analoghe (v.
459 Introd.), ma nessun documento, che io sappia, simile al nostro, con cui
la concessione viene accordata dai funzionari a ciò preposti.
. .

118 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[ 'O déìva xa]l ot juéroxoi ol ào^okov-

[
juevoi rì]v Jiavto]7iojhxì]v xal xaQiyiQàv

[ y.al àXXaq d)vàgVO\^vQVYXviov xò èveoròg

[ TQio ?xai]òÉ}{ar[o]v è'rog Ti^eqìov K),avòiov a. 52/3 P?

[ xaioaQog\ oe^aorov reg/uavixov avjoxQdroQog

[^******,]t yljr/covo? négoì] zìjg 8myovf][g]

[)(^aÌQEiv. 'E]7ii[xexo)]Qrj[x]ajU€v ooi à7i[ò] jurjvòg

[
5-6 11. ecog /iii]vò]g Kaioageiov sjtayojuévcov

[ 7i8[À7ixrjg xov avx]ov exovg è'^eiv [o]e Jiagà nav-

10 ica xòv èviavx]òv im xcò rov SaQamòog


[ isQcp? ]Qa?Juov o xal xm òieXrjlv-

\dóxi exei el^eg? 7ia]vxojicohxòv EQyaoriJQiov

[
]ai JTa[»]if xoTg xf] navxono)-

[Xixfl ]

1. Per l'uso di àoy^oXeìadai eim. v. adn. morì il ma la morte di lui


13 Ottobre ;

PO 1429 1. e l'accessione Nerone all'impero fu-


di
2. ^ navxoTicoXiTtT] xal zaQiyrjQa (notevole in rono annunziate in Oxyrhynchos non pri-
tempo così antico l' itacismo xagixiQav : ma del 17 di Novembre: cfr. PO 1021).
cfr. Mayser p. 82 sq.), indica confezione 6. La prima dopo la lacuna potè
lettera
e spaccio di commestibili in genere, e più essere i, come abbiamo trascritto (per es.
specialmente di * conserve '
e * composte '
[_SaQajiìa)v']i ^i-t/co vo,) , ma potè essere an-
di ogni specie : il mestiere dunque del che Q (per es. lAidifico SalgaTiccovog)
navTOJicóXìjg {= salgamar'ms Corp. Gloss. 8. ^aùxpi colmerebbe abbastanza bene la
II 393, 48) e del xaQi/jvrtig lacuna.
3. Ho supplito xal alla? wvàg (cfr. 459 3), 9. jTé/j.:zx>]g : ma se, come non credo, era
intendendo ' altre tasse analoghe di eser- l:!zsrxexai']òsxax[o']v nel r. 4, si dovrà sup-
cizio e rivendita'. Non altrettanto bene plire qui sxxìjg : certamente si sarà vo-
si adatterebbe allo spazio [sQyaaiav xov luta indicare la fine dell'anno, e l'a. 54/55
'O^^vQ. ci. PF 93, 6 sq. W. Chrest. 318, aveva sei epagomenai. Cfr. 458 12 sq.
5 sq. : ma cfr. PF 36, 9 sq. xfjg JiXiv&o- 459 7 sq.
jiouag xal jiXivdojicoXiHfig. 11. La prima lettera dopo la lacuna forse
4. \xQiaHaì]òéxax[o]v è il supplemento che può essere anche cp [ Bovxs'jcpal^XJh'ov
: —
meglio si adatta allo spazio (sono da esclu- ci. (PO 644j ? Senza dubbio, del resto, nei

dere svòéxaxov, òoìòéxaxov , xsaaaQsaxaiòé- rr. 10 sq. erano indicazioni locali. Cfr.
xaxov), ma non sarebbe addirittura im- PO 1457, 10 sq. {olxia) sm xov Tigòg O^v-
possibile l3xevxsxat']8éxaxlo]v. Allora il do- Qvyytov nólsi SaoanLr'jov. Così di una xqo.-

cumento, che verosimilmente è dei primi Tis^a 1473, 7 etc.


mesi dell' anno egiziano, sarebbe da rife- 13. nà\_o\i xoTg parrebbe piuttosto che jialQ'jà

rire all'autunno dell' a. 54 p. (Claudio xoTg.


693. RICEVUTA DI TASSE 119

693. Ricevuta di tasse.


Philadelpheia (Arsin) (cm. i^X») A. 183??

Presbyteroi di villaggi (Oertel, Die Liturgie p. 146 sqq. e passim) come


esattori della tassa juovoòeoiiuag xxX. compaiono PLond 847, 8 sqq. (Ili p. 54).
BGU 711, 3.

Ala TiQBG^ivTÉQCjov) xd)/a]g ^daòeX[(pe(ag) xov èveGz[cóxog xy?]


sTOvg Al'Qì]Uov KojlijlióÒov 'Avt(joviv[ov]

o[e]^aorov, [T]v^[i] ig. Aiéygaxpe IIXovucov ['AtioX-] 12 Genn. 188??


X[cù]vtov [vjie]Q jiiovoòeojiuag àoyvQiH\cóv]

5 xa[l] àXX(ov elòòjv èm lóy{pv) dga^juàg Téo[oaoag]

S ( (5 0auev<h& x àXlag {òga^j^iùg xéaoaQag]

S < (3 [^aqlfiov&i « àXXag ÒQayJi-iàg


\xEGaaQ[

2 sq. I titoli di Commodo come PF 39, 28, PF 229, 1 (Wessely, Stud. Pai. IV p. 118)
che è un documento dell'a. 23° (= 182/3 P). non sappiamo clie cosa ci fosse dopo //o-

Forse anche il nostro è di quell'anno. vodeafitas che il Wessely non ha ricono-


4. Conosceramo fiovoSeafua xÓQ^ov e egycov, scinto (cfr. adn. PTeht 1. e). Neppure
si aggiunge PTebt 373, 12 (v. adn.) /.i. l'analogia di fiovagra^ia. (adn. PRylands
/^aXxov slxoaiSgdxf^ov e ora, fi. àgyvQi.>{lcóv^, 202, 3 p. 271 sq.) sembra che possa gio-
e la parola rimane oscura lo stesso v. ; vare alla interpretazione.
Preisigke, Pac/u'óXer s. V. PFlor 18, 21etc. 5. eTzi Xóyov : 181 4. 6. 214 4.

694. Ricevuta di tassa.

? (cm. iix^s) Sec. VP?

Poiché Pinutios è un olvonQaxrjg, verosimilmente la tassa pagata in suo


nome è tassa di esercizio. E al solito non deve spaventare l'altezza delle
cifre (cfr. PPlor 14 Introd. n. 1). r. b.

Uaoéoyiev Màgiog
vTièo IIivovxiov olvojiodxov

àgyvQiov òrjvaoicjov /LivQiddag

2. È frequente, più che altrove nell'Her- vovng PO 1531, 5), ma non ricordiamo
mopolites, il nome Jltroviicov (anche Ui- di aver trovato Jlivovnog.
no PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xdiag òiay.ooiag jnóva[g]' yi{vorTai) X *[

5 *)f***s? oeorj/uicojuai [

xdiag òiaxooiag i.i[óvag

4. Naturalmente deve essere ^ (= dtjva- èaccompagnata da un v, a quanto sembra.


Qicov) O {= fivQiddsg) a c:^7~(= 1200) ; ma 5. Pare che il nome termini in fit];, ma
qui e in altri papiri il simbolo dei denaria non è per es. 'EQ/.iì]g.

695. Frammento di ricevuta.

? . (cm. 15X9,5) SeC. VP?

'Eòód{ )
{vTcèo) Tov EvXa(ÌEOxàxov reù)Q[yiov

{yneQ) tòìv ojietgojuévov (sic) nagà zov *aóf*[

yol *^,«. «* vofuojudxia òvo Jiagà y.(eQdn-) [

vojuiojuariov sv[òg] Ji[a]Qà x{eQàTiov) €v ijjuiovl

5 ay.oXovdag <?> yevajuévì] Ttagà oov £#*[

-f òt' èjuov Movoaiov oeoì]iii{eia>juai) \

3. >c{eQària) ovv. x^sgariov). 5. àxoXovùcog (rfj') ysva/névt] ?

698. Frammento di testamento.

Apsinoites nomos ? (e™. 17,5 x 7,5) sec. IIP.

Provenienza del papiro ignota. Ma poiché nel r. 9 c'è menzione di


Evegyéng (certamente il villaggio, non la città IlTolejuaig Evegy. cfr. PTebt ;

II p. 376 sq.), è probabile che esso sia dell' Arsinoites. Per la qualità del
documento, con formule modellate sul latino, cfr. BGU 326 (Mitteis, Chre-
stom. no 316 traduz. dal latino) e PO 907 (che è originale in greco e cosi
; ;

'
sarà anche questo nostro). Cfr. Arangio-Ruiz, '
La successione testamentaria
p. 222 sqq. e passim. All' Arangio-Ruiz dobbiamo inoltre parecchi utili sug-
gerimenti.
. .

696. FRAMMENTO DI TESTAMENTO 121

;f[o]^t[a]t \à]v&QU)7iivóv ri Jiddo), /(7;[**«

'EXévì] xal AìjKoeig G ófwyv)]\ *#»»#»# àd]EX[(p

ij ÒÈ Aì]r(osig ó^uojn}]TQia, yJ,ì]o[orójuoi) fiov è'oxMoav /^e[

5 jTOOoeoyéo&coadv re xfj xXr]Q[ovojuia] juov, cóg t'q^rjv, just è/id TerehvTt][xóra

1. Arangio-Ruiz : 'Forse c'era la solita era aggiunto in principio al nome del te-
riserva (PO 105, 3. 494, 4 sq.)'- Ma hs- statore), ma non è verosimile ;
perciò ri-

QOts xaT']aleÌ7Tls'\tv T{à v]jia.[(ìxovTa, come tengo probabile ci fossero iiiù nomi.
egli exempU causa propone, xiou è possi- 4. Forse èormaav /lèly avrai, ol òk 1«ijtoI
bile. La lettera innanzi a Xei, per quanto jzdvreg djioxhjQÓvofioi fiov eorcooav, llngoa-

frammentaria, è certamente un e ; e la egy. xxl. Certamente, ad ogni modo, c'era


lettera dopo l'ultimo ti non sembra a. un inciso riguardante gli àjtoxhjQÓvofioi
1 sq. Le tracce in principio- del r. 2 sono 5. -(oùcooav parrebbe (invece di -odwaav).
molto incerte ; se sono quali le ho indi- — TE : Ta prima della correzione. wì —
cate, si dovrà supplire èjtàv òé, ò'jieq àjisv-\ e<pt]v : cioè r. 1 sq., dove era già detto

[/^M,"[a]' ^tA. Naturalmente ojisq djisvyo- che si trattava di successione mortia causa.
/.lai va inteso con discrezione. In seguito forse zEreXeviìjlxÓTa, èy.daxì]

2. Forse /nrjlòèv èjiizeXéalas [^car' aviòiv — ;


(ovvero ÈxaxsQa, se erano due sorelle

cioè xaià xwv lòi'cov ovvero xaxà zwv vicag- sole) v:iEQ TOV lòlov (.lÉQoi'g, xoj iiaQxv-'\\

XÓrrcùv fiov o sim. Cfr. PO 492, 4. 495, gaodai xxX . Cfr. BGU 326 I 6-9. PO 907, 5.

3 etc. Ma non intendiamo gareutire la Nel nostro papiro è fuori di ogni dubbio
lettura ag Qao{^ai, e non c'è più motivo di dubitare
2 sq. AvQr]Xlai]\ 'EUvrj oppure AvgrjXi'ai r) per il iiapiro di Berlino. Non intendo come
òelvai (ancbe più d' una : rj òeìva xal i) si sia proposto /(era tò 6-']\oàadai, che mi
òeTva) xal]\ 'EXévì], sembra inconciliabile col seguente iavxdg.

3. Per qual ragione lo spazio, occupato da Intendo adcant hereditatem.... contestatae

una lineetta, dopo Aì]T(oeig (iutendi Arj- se esse heredes etc. Giustamente, credo,
rcoig) ? In seguito, se le sorelle erano due mi consiglia l' Arangio-Ruiz piuttosto ovfi-

sole, ófioyvì]laia fièv àò']ek[<pì'i /tov ovaa »/ fiaQxv}\Qao&at, ricordandomi BGU 600, 6
EXsvt]-']\ ?; òs Ai]T(OEÌs y.zX. ', se invece avf^fiagxvg (così Deissmann BGU voi. II

erano più di due, ónoyvrjlaiai /lisv àò^s?.- p. 357) e rimandandomi alla sua Success.

i(pai fiov ovaai rj òelva xal rj òeìva xal fj testam. p. 258 sqq. Se la formula in que-
'EXévrfW i) às xtX. a giiulicare dal r. 6, sto nostro documento era la medesima di

dove l'ampiezza della lacuna in fine di BGU 326, si aspetterebbe ójióxaì' òó^ij (se.

rigo si può con probabilità calcolare di avraìg) oppure ó.ióxav délcoai avtuiaQiv'\\oa-

30-35 lettere, qui la lacuna finale dopo adai. Ma non mi pare sidebbano escludere
le lettere superstiti e), si dovrà calcolare altre formule, per es. anche (lExh xò oppure
di circa 45-50 lettere. Ora non si i)uò cer- £7x1 zcò oppure ancora iq}' m te avfifiaQxv-2

tamente escludere che al nome di 'Elévri \Qaa§ai hxI. Quello che più importa, del
fosse aggiunta qualche indicazione acces- resto, è il verbo /lUQxvQaaOai o ovfiiiao-
soria (per quanto io non sia in grado di rvQaa&at ; e all' Araugio Ruiz sembra che
indovinarla ; il patronimico, per es., non tale integrazione venga ' confortata dalle

sarà stato ripetuto qui, poiché cortamente creiiones Serapiadis edite dal De Ricci in

Pap. Soe. ital. VI. \ 10


.

122 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Qaoi&ai èavjàg èjuov xXrjQ[ov6fxovq) ehm, amai re vjiev'&vvai, emoooav ò[iòó-


vai Jtoifjoai Tiagao^éo^ai rama ndvxa]
rà £v romeo jliov reo ^ovkrjfiari ivyeyQajujuéva, xarà juh iiaiQsrov [

coQiv rà) juèv òoxtv ó^uoyvijoiov àÒEkfpóv, rfj òè jiìqo, jurjòè jicónore [

Yj xal £v raTg xarala^ovoaig jue vóooig èv rfj aùrfj Evegyérióc iv rólg v[

10 [**** rò] aÌQOvv xal èjii^àXXov [xoi juégog rónov xojiQióòovg o'iag rv[yxàveL

òia^éoecog ?

]ifVJivrrjg xaXovjuev[

Nouv. rev. hist. 30, 479 sq. Bruus Gra- mio avviso, supponendo una disposizione
denwitz, Fontes' p. 319 sqq., ad vv. te- modale come quella di PO 492, dove la
stata est se hered'datem,... adisse crevisseque' testatrice Thatres, lasciando la sua casa
6. 1. v:j£v&vvoi. In seguito potrebbe invece ai nipoti Ptollion e Theon, vieta di dar
essere xavra 7iàv-']\xa iv zovtco xtX. ricetto nella casa medesima, al padre loro
7 sqq. Arangio-Ruiz '
Qui cominciano,
: Theon'.
secondo lo stesso procedimento seguito in 8. mgiv può appartenere ad un nome come
PO 907, le clausole destinate a dividere il IIovY^MQiv, il nome cioè di quel tale che in
patrimonio fra le eredi istituite, in forma apparenza era fratello germano, ma nel
di disposizioni a titolo particolare {Hinein- fatto {èv rfj jceIqu) non si era mai e poi mai
rennachtnisse, secondo la terminologia del curato di lui (o come altrimenti si vorrà
Mitteis, Zeitschr. d. Sav.-Stift. 30, 402. immaginare un supplemento), durante le
Chrest. II p. 367). Come in questo ordine malattie del testatore in Euergetis. Ma si
d' idee, nettamente suggerito dal xazà ixev può pensare anche ad òXiy']\coQTv, con spez-
ècaiqezov del r. 7 (cfr. PO 907, lOj e dai re- zatura non impossibile della parola. E
sti dei rr. 10-11, s' incastri il pensiero che forse sarà così cfr. òoyùv e niga nel me-
:

sembra espresso nei rr. 8 9, si spiega, a desimo rigo.

697. Divisione di proprietà.


Theadelpheia (Arsin.) (cm. 22X12,5) Sec. ir

Copia mutila di un chirografo, che attesta la divisione avvenuta di un


vigneto (arure l Va ''l^ì ® ^i ^^ giardino (arure 2 ? '/i Vie)»
^''^ Herakleides e
Seuthes che ne avevano la proprietà comune indivisa. Il chirografo (cfr.
Preisigke a PStrassb 29 Introd. p. 108 n. 2) ha però questo di notevole che
è unilaterale, mentre avremmo aspettato : 'HQaxhiòrjg "AcpQ. xal Hev&rjg IT.

àXlrjkoig xaiQEiv. 'OjuoXoyov^uev òieiQrjo&ai JTQÒg éavrovg a xrX. 1 nomi 'HQaxXeiòrjg


'AcpQoòioLov e ^iXiTtJiog in Theadelpheia nel secondo secolo di Cr. fanno pen-
sare che si tratti di uno dei 6475 avòoeg "EXXrjveg dell'Arsinoites (v. P. M.
Meyer, GriecJi. Texte p. 28 sqq. cfr. Aegtjptus I 101 sq.). Manca però ogni
;

argomento per stabilire a quali decenni! del secolo sia da attribuire questo
nostro documento.
697. DIVISIONE DI PROPRIETÀ 123

^AniyQacpov XSio{o]yQà(po{v).

'Hgaxketò)]? 'A(pQoòio[c]ov Zev^i^ Uajtov xai{Qeiv). 'Ofioloyù)t

òieio)~jadai a è'xojnev xoivà xal àòia[tQ]era tisqI xm/ojv


OeaòéXqeiav Trjg Sei.uo\x\ov /ueglòog àfinelibra àraòev-

5 ògaòiy.òv Tiagà ^iXìtitiov rov ^iXìjitiov L- a L b y.cù

TiaQaòdoov Ir ^ big a ^Aay.Xì]7iiov Aiòvfiov 7iàvxo)v oh.

èav (hai

fjooóvcùv TÌYnXeiovcov] XeXovyévai è/uè ròv 'HQax}..EÌò[ì]v)

tÒ fjiuov Tov àjUJisXwvog tÒ è^ àntiXióxov òiaxeìvov

vórov èm ^oggà, y.[a]l iv ron xì'jjioj[i] tÒ rjjuiav juÉQog

10 TÒ ex Xi^òg jLiégog òiaT[e7\vov v[ó\xov ini ^oggà,

oXov xov y.[ì)\7xóv ov\v\ xo7g (pvxotg (p[v]ojuéyoig nàoi ev

éxdoxlij] jue[o]idi f)'[»#,],, <, ;K<a(5*[#»*]i;<3[*] àfineXwvog

[##]»# [**»] v[ót ?Jco« *|#*^] ènl ^OQQÙ 6òò[g] ^aoiXixi] àm][?u]^

3. dieiOTJa&ai (cfr. PFlor I ludici s. v. 6. a : intendi croóisnov.


àvaiosTv, òiaiQslv, i.-iaraiosìv etc.) anche 7. Avrebbe dovuto correggere, se mai, t)

PO 1278, 10. BGU 241, 7. òeisiQÌjadai mv (se. Ùqovqcjv) èàv (Lai.


PTebt 382 2 (ma òiiìq. 319, 13. 383 7). S. 10. òiaxerrov: cfr. PO 503, 9 sqq.
In Hermupoli; invece pare sia costante 9. 10. 13 f vórov èm ^oggà : spesso in casi
la solita forma con tj (PEylauds 157, 3. analoghi gli editori correggono PoQQàivy
PStrassb 29, 4 etc.) e sarà òi]rjQì~ja&ai
; (cfr. il già citato PO 503, 9 sqq.). Anche
anche in PLond 978, 5 (III p. 233), dove 466 13 èm ^oqqS, ma 14 èjii vórov. Cfr.
danno dis'iioija&ac (cfr. òi/jotjiiai nelle sot- per es. PO 986 col. IV (voi. VI p. 323) etc.
toscrizioni rr. 18 sqq. p. 234) f 12. Alle, tracce risponderebbe bene é)'[*»
4 sq. àfi.-t£?.(òi'a àraÒEvdgaòiHÓv : lat. arhu- vlnoSo/Ja e poi <5[«'] à^iJiskiòvog , ma non
«<Mm(v. OIckin Pauly-Wissowa II 241 sqq. ci riesce trarne senso possibile.
G. Cartel, La vigne et le vin chez Ics Eo- 13. Solitamente yi'/o; (ìaoihxi], mentre qui
mains [Paris, 1903] p. 56 sqq."!. le lettere oòo sono sicure.

698. Divisione di proprietà.


Oxyrhynchos (cm. 30x27 air incirca) A. 392P.

Essendo il documento del 29 Tybi, è probabile sia da riferire al post


consulatum piuttosto che al consolato di Taziano e Simmaco ; e per quanto
l'ampiezza delle lacune, cosi a sinistra come a destra, non si possa stabi-
lirecon sicurezza, pure è indispensabile che a sinistra si supponga uno spa-
zio di almeno una ventina di lettere (v. r. 2, dove sarebbe anche possibile
Avo. ^loj. ex :iaroòg xov ófà-a), e d'altra parte non è neppur da ammettere che
il primo rigo cominciasse troppo più a destra del principio degli altri : Mexà
. ^

124 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xì]v vnaxEiav si adatta, dunque, meglio di 'Ynaxuaq. Notevole è poi ^lav\i(X)v,


mentre è Flavius soltanto Taziano, e il nome intero del noto Simmaco è
Q. Aiireliìis Symmachus.
Non abbondano fra i papiri di Oxyrhynchos questi contratti di divi-
sione (per es. PO 503. PRyl 156 etc), ne ci sovviene che alcuno ve ne sia
suppergiù del tempo del nostro, nel quale occorre la formula \6i.ioXoyovi.iEv

ex] ovvxajadéoEwg (cfr. BGU 194, 11. 19. PGen 42, 21), rispondente all'e^
evdoHovvzmv di analoghi documenti (cfr. per es. PTebt 382, 4. 383, 8). Per-
ciò, nonostante la condizione deplorevole in cui il papiro ci è giunto, ab-
biamo creduto utile trascrivere quanto ci è stato possibile.
In che relazione (di parentela? v. adn. r. 2) sia Ioannes con gli altri tre,

non sappiamo nel r. 4 sq. doveva esser detto a che titolo essi si divide-
;

vano gli immobili elencati nei rr. seguenti.


Non aggiungere che in molti luoghi la lettura è in-
è poi necessario
certa. Nel due colonne di conti con serie di nomi e cifre di vo{juiofxaTa)
verso ;

per es. verso la fine della prima colonna òt' "Aju^ucovog ZegaTicijiicovog voS a.

1 [ il/età r))v VTiaieiav fp?.av]icov Tariavov xal ^vju/ndxov rcóv Xa/JLJiQorÓKtìv,

Tv^i xé'i. 24 Genn. 392


2 [AvQì]?uot 'Icoàvvì]g ^^ov^og] jurjrgòg Aioyeviòog xal IlavXog xal Xaig^jucov

xal 0eoò[a)]Qa xal &eóviXka, \ol Téjooageg ex nargòg AXeidvÒQov

fU]TQÒg [Tfjg òeTva,

3 Ijnerà ovveoTOJTCOv rfj jiièv 0Eo]óa)Qa AvqyjXìov 0iXov/.iévov ©eoyvÓGxov, jfj

òè ©eoviXXq AùgrjXiov 2^iX^[av]ov Aeoviòov, ol Jidvreg ano Tfjg Xafi-

{ngùg) xal \}iafi{nQoxdxì]g) '0^vQvyxi-{T:còv) 7ióX{cayg)

4 [ójLwX.oyov/uev? àXXrjXoig ix jovvxaxadéoecog òitjQrjodai Jigòg éavxovg xaxà xrjv

x^^» xQLxrjv xX}]QO)Giv xvQievxixcbg ànò xov vvv eìg xòv àn^avxa iQÒvov

5 \x(ov ixdoxcov [o]ìxeicov àxoXov&ojg xólg xal etg av-

xovg xaxavxfjfxaoi xal òtxaicóftaoi nàot èv xf]

aùxfj '0^vQvyxt{T:òJf JióXsi

1. 2. ©EOJvdXa, 14. OecoviDM : cfr. PFlor fiera^v ^ficóv ysvo/zév)]v xXriQcoaiv o sim.
78, 12 con 64, 18. 5. xaxavxrj^aai è quasi sicuro (le tracce
2. nrjTQÒg [t^? avTvjg Jioysvidog ? della lettera dopo xara sono di un v, e
3. 1. AeioviSov della lettera seguente non scorgiamo quasi
i.fyaTajTQiTi]vì : l'ultimo t ha una curva- nulla): 'in conformità di ciò che ci è
tura iniziale (o) ; che abbia intese ipmo^v? toccato (in eredità, in questo caso) e di
Forse la stessa espressione c'era nel r. 13. tutti 1 nostri titoli di proprietà)'. Ma
11 senso parrebbe richiedere yazà xrjv mentre espressioni come za xazrjvzrjxóxa
698. DIVISIONE DI PROPRIETÀ 125

6 ]avXPjc: xal (fQÉaiog y.al tcov XodcTn- OL'vxQt]orì]oi(Ov

xal àrrjHÓì'Tiov y.al gvvxvoovvxoìv 7iuv[to)v

7 v6xo\v òrjfiooia gviu], àn.ìf/d(X)jov "Avvno? iioraxfj?, ^'*"

^òg yJ.}]oovófia)v'Am(ovog imo 7iQini7ii[)MQmv


8 ^diov{**J[^ov fiov /da /.leolg ì]v iyM]Qa)^ì](vy èyò
*Iodvvì]g ^^oiuog eìg tÒ xar' è/iè fj/biiov jué[Qog

9 jxa^fn^ **oi im rov yvjuvooiov xal ròv èvròg q:a-

»«#»#*#*» cova y.al xò yvjuvóoiov «[»;,»*,]«-

xìjg [

10 20, 25 11. ] *«/ot navxòg [*«#»,, ^ 6ló ?1-

y.Xì]Qov XYjv àipiòa xì]v èv

rfj voxc[vf] jLiegiòi

11 „ ]* aXkr]^^^^[ e. 12 11. ] xì^g

àxpìòog rì]v aTiihojxixrjv

xaju[uoav?

12 „ ]xog à7zo[ e. 20 11. ]i, ^aodeiov


vxpog àxQt Jiavxòg jn[éQovg

13 C. 50 11.
]**['^v]^ xXrjQcóaecog èyò) 6

'Ia)dvv[ì]g

14 ,,
]0£a)viVM elg xò xad^" ì] /làg

fjlUl[GV flÉQOg

15 „ ] à'/Qi navxòg jnégovg xal

16 „ ] àjiò xov ày.Qov xov ò^o-

Xiaxov » [

17 ,, / ?]à^ èiaioovjuévrjg xal àno-


òixvvovoìjg €i[

£ts ijiié (per es. ò.tÒ xXrjoovo^lag, àyogaoia; 7. "Avvito;: femminile, in genitivo. Il nome
etc.)> xar^vtrjosv elg ifA.s aixixà èdà<pt] o altri non c'è altrimenti noto.
immobili etc, sono frequentissime ; non 8. l, 'Icodvvijg.

sapremmo indicare altro luogo, oltre 705 6, 9. 1. yv/iivaaiov e yv^ivùoiov.

dove sia adoperato in tal modo y.aiàvrrjiia. 11. l. àjiì]}u(ùrixi]v.

6. Il avv di ovv/g»jarrjoicov probabilmente 16. l. ò^eUoxov : cfr. PLond 391, 2 (voi. II


è dovuto ad antecipazione mentale di p. 329) ^ihaxov, m un contesto analogo
aVVHVQOVVTCOV. (contratto di divisione).
,

126 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

18 ]»##»[ e. 50 11. ] ójuokoyovjuev òè àjiedr]-

cpévai Jiagà zov tiqoei-

Q[i]juévov

19 èxkt]]Qd)'&ì] ^ i,v elg x*. «#^[ e. 45 11. ]«^(ov òì]?.orón rvyxà-

vovxog rov 'Icodvvov

19. Dopo questo rigo, all'estrema destra, tracce di scrittura di altra mano e in direzione opposta.

699. Deposito.

Oxyrhynchos («m. i3,5xi4,5) Sec. IIF.

Naturalmente, come nella maggior parte dei documenti analoghi, non


si può escludere che sotto il nome di deposito si tratti in realtà di un pre-
stito, che era cosa vantaggiosa per il creditore stipulare in questa forma,

essendo così applicabili le disposizioni di legge riguardanti i depositi (v.

r. 11 sq.). m. n.

] AvQì-jXicp Hkov-
[*»# ''A]Qioralov Tov 'ArQfjrog rov xal
[^(t,»-*^]*iajvog juì^TQÒg UxoXkovTog ànò
['0^vQv]yxo)v nóXecog i^^ìqeìv.

5 YOiJioX\oycó ext'V nagd oov òià X'-Q^^ ^^ oì-

xov oov èv Tiaoad^éoi àQyvqiov

oe^aorov vojuio/uarog ÒQaxfiàg re-

TQaxooiag a? oni^vixa iàv algi]

àjioxaraozìjoco ooi avev Tid-

10 orjg vneQdéoemg xal evQi]odo-


yiag. el de jlu], exxigco ooi [p^arà]

ròv x(hv naQa'&r]xcóv [vó-]

juov, yeivojiiévfjg ooi xri\g ngà-]

1 sq. Possibile è nXov\[_xov], Ilkov \\ia\ G. JiaQaMa(e)i, = JiaQa&rjxr). Cfr. r. 12.


mou|[oà] etc. 16 sq. e adn. PO 1039, 7. 1199, 23.
699. DEPOSITO 127

|f(0? rraoa te ifiov xal ex x\mv\

15 vTiagyóvTCOv fioc [jiavroi- ?]

cov Jidvrcov. xvQia T[à Tfjg Tra-]

Qa&)']xi]g ygdiiifiaTa ò[iooà yga-]

(pévra TiavTaxìi èjn(p[eQÓ/ueva

700. Frammento di mutuo di danaro.

Oxyphynchos (e™- n^^xs) Sec. IIP.

AvQ)]hog KoXlov&ói; 'Ajuótxog /^[ì]]TQ[òg] Qaxó-


Qiog ànò ejioixiov Ilérvr] a[,]#[»,f »#]#o[,];^<j'

[Av]Qf}liq) Aiovvokp TÒ) xal 0iko[oa]Qd7iidi xal

[,*^^,^,*,,i,#,»] ÒTi' 'O^vQvyxcov nóXecog.


5 ['OjxoXoyà) 7iaoeiXì]cpévaì\ xal òeòaveTo&ai

[jiao' v/uàjv olà XEiQog è^ ol'xov ?] àgyvQiov


[oE^aoxov vo/iuo/iiarog óga^jujàg ixaxóv

xóxov dQ]axjuiaiov

] róxcov

2. néxvrj, nella néori xonag/ia (cfr. per es. stessa toparcliia PO 1285, 124, ma non
PO 72, 12. 88, 4. 595. 1285, 107 etc). intendiamo ciò che precede).
In seguito si può leggere a[#])f[# Ke- 6. I mutuanti erano due, come parrebbe
o]iJ.o\y]-/_iv {Keofiovxts è villaggio della indicare il xal alla fine del r. 3.

701. Mutuo di danaro.

Aphrodites polis (cm. 5,5xi5,5) Sec. IH??

La Aphrodites polis (r. 3. 12) è certamente la metropoli dell' Aphrodi-


topolites, non uno dei villaggi del Pajùm ; lo provano Vvtièq Méjxcpiv e la
qualità di ex-exegetes {xfjg avxi^g jióhcog) di Isidoros (r. 10 sq.). Nei righi
precedenti la parte conservata deve esserci stato "Exovg x avxoxgdxoQog xai-
oaoog xov òeTva xxk. oe^aoxov (o piuttosto avxoxgaxÓQCov xaiodomv xcov Sélva xxX.
oefjaoxiòv '^
cfr. adn. r. 17) Icp^ Uqécov xcòv ovxcov èv ^A?..eÌavÒQ£ia \
xal xcòv a?.-
128 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

X[cjov etc. Cfr. CPR 6. 7. 8. Wessely in Mittlieilungen 5, 95 sq. Preisigke,


Sammelbuch 5154. 5274. m. n.

y.aì TcTjv àl/.[(ov tcóv yQa(pofJ.{svmv)]

y.oivòjv, fiì]v[òg 10-12 11.]

èv ^Aq)QOÒix[ì]g nóXei tPj yTièg]

Méjiiq)iv. 'Oju[oXoyeT AvQijhog]

5 IlexóoiQiq 77#[ ,.#***# rov\

WevrevTWQiog /^?^t[^Ò?]

TaaQjuód^iog ano Aq)QO-

òixìjg TióXecog d>{g èrcov) jiie

àoì]iÀog elXì](pÉvai

10 TiaQa AvQy]Uov loidcóoov

Uauq^iXov è^rjyiixevoav-
xog rfjg avxrjg nóXecog

d)[g èxcóv] àoì'jfiov XQ^joiv

evxoxov xóxcov égay/ui-

15 aioov ÉyMoxrjg fxvàg xaxà


jurjva dia yjoòc è^ oìxov

[àolyvQiov oe^aoxmv vojuio-

[f.iaxo]g ÒQaxfxàg òiaxooi-


[a]? elg 7iXì]Q'>]g xal àjiò

20 xecpaXaiov alg ovòev

reo xaéóXov nQooeyQaq^yy


àg xal ènàvayxov àjioòoj-
oiv èv jiap'ì ^Eneìcp xov

èveoxcòxog erovg àvvTiEQ-

3 sq. PFlor 86, 1 'E0/.10V jióXscog Trj? vneQ auni in cui non regnava un solo impera-
Mé/A(piv. Spesso v. M. dell' Herakleopo- tore. Cfr. Wilcken, Os<r. 1, 728. Mommsen.
lites, ma è utile anche per distinguere Archiv 1, 275.
le '^990 :TÓlecs. Cfr. Strab. 17, 35 p. 809 19 sqq. PO 1273, 19 Jiarta y.etpolalov olg

Metà Sk Mé^Kpiv y.zX. ovòhv jiQoasyQaqprj . 269, 5 ccff ovòkv r^ xa-


13. Il numero degli anni fu lasciato iti dóXov nQoafjyzai. Cfr. 506, 12. 507, 9. La
bianco. formula occorreva finora, se non e' in-
17. Dal plurale ae^aaxcòv si può forse in- ganniamo, solo in documenti dell' Oxy-
durre che il documento sia da riferire ad rhynchites.
701. MTTI'O ni I)AXA/i'(} 129

\ov\gì]? tcò AvQìjXixp loi- \yóynny ctr.


\Òv)q\(o Py. Tf jov Ilfxo-

702. Mutuo di cìijano.

Oxyrhynchos ^«'"- io,r.xi-^) Sec. IIP.

11 foruii'lario attesta la provenienza da Oxyrhynclios.

UJ.4 à,u-\

7iEhy.o\ |«[

y.ai)agòr à òokor à(iay\Xi>y \àxgn')ov\

yjuy.ooy.iyev néroì' w.; \fig ót]fÀ.6-]

ó ocoy iieigoófieyoy fiérgco (.sic) \tcov\

a(~)y favxoìg fiEioovvxoìv, à[vev\

Ttdoìjg imeodéaeoK ?<«< £VQì]o\iXoyi-\

ag' d òk fi/j, èxieioo) ooi. xìjv èm\ xov\


xóx£ xeoov monh'ìp' xeifùi(y) di7t\hp'\,

10 T)/s Tign^f.d'ìg aor yf-iyo/i£y[ìis\ 7i[ag(i\

\x£ è\jiiov y.uì ex x<~)y vjTag)(óyx[(o\y

/loi 7idyx(joy, fié.vovxÓQ oo\i\ rov lóyov

jxeol chy àXXmy òq^ikoì \x\ad-'' l'xega

ygufA.juaxu. xvgiov \xò nagòy yj'i-lgóy'.ga-]

15 cpov òioaòv ygaq)tv \nayra.yfi èTiiq)]^-

guiieyoy \y.a\l Tcavx[ì xm t'.TÌo oov L-xi-\

(p[égo\vxi. [:ne\gl óe xov xa[vxa ògtkTK y.aì xa-]

[hog yeiveo9'\ai iJieg(jo[xi]^€ig d)fio?u>yijou.\

(dì ancora cinque righi due lettere,

sposso inrertf, in ciascun rigo)

1 3(1. Noji ci è possibile iiuloviuarf- ii die ti- 5. Lo scriba lia dinieiiticato, pare, l' iudi-

tolo fosse indicato qui mi ùn.-ts/jxòv ^Tr/nn cuzione della misura.


o 8Ìm. ; lo spazio non si adatta alla sup- 5 sq. ra>>' omv : PO 1474, 1(3. Cfr. PTebt
posizione che esso fosse dato iu gareuzia 377, 25. PO 1040, 19 sq. éuvroìi fieinovv-
del mutuo contratto (cfr. PO 56, 9 sq.'. t<»v anche 4G8 27.
4. xaiy.oay. . : lo stesso errore grafico PO 10. oov : PO 1474, 18.
1040, 16. 15 SII- Cfr. PO 1039, 17 sq(|.

Pap. Hoc. Hai. VI. IT


.

130 FAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

703. Prestito di orzo eto.

Hepmupolis Magna (e™- itxi2,5) a. 480^

Pur essendo non chiarissima, per una correzione, la cifra del postconsu-
latiim diZenon, va escluso l'a. 470 perchè -Z. non era ancora imperatore,
e va escluso l'a. 476 perchè non tornerebbe il numero della indizione. La
data dunque, va riferita al 3° consolato (a. 479).

[ xl'n~ <?>

j- J/|£|Tà Tijì' vTxaxeiav xov òeoTiójov ìjjliòjì' (Z>/1./ Zip'coro^ tov ahorlov av-

yovoxov tÒ y, Mey^iQ ft, y tvòix{riovog). 27 Geni). 480^.


A\vQ]t'j?uoi 14>'o(i')[«*^ ^ «,,« ,iiì]{rQÒg)] Zo(pia{q) y.rà "HUag A[av\iì]?Jo{v) /tì]-

[TQÒg) Màgda's)
y.al 'AxQyjT.og n\^^^^^^] ,">ìÌTQÒg) OeQfio^' xol 'Avo[v)dig 'Hoa.io{v) /iì]{xQÒg)

'Arra^^g) àfKpóxegoi

5 à.TÒ y.(ijfiì]g 2^irayìj[Qf(X)g) xo[v) ''Eot.io[v)noXiJo[v) voiio{v) (PXav'kù

'Afpovxi alòiolfup jTQ\o\y.o(v}QdxoQi ÙttÒ xijg ^Eof(o{u).-To?uxo))'

'0\fi\ol\oyo]viii£t' t-^ à}JdXevyvoiì]g xal \

y.afiev [
». # « *],99?ja(?a« Ttagà xTjg (oìjg davfi\oioióxì]xog dg M/ar]

(y/ycòj' y.ai .àvayy.{ai)\ar\ '/gelar òià y^sioòg è^ oTy.o\i'

10 y.oidwv àoxà\(ì\ag òv{o

1. yuy'^: v. (ì8() 1 adii. 5. -Lì'ay)]']p: Hiruyrjoig è villaggio del-


4. 'ATQi'jTog : l. 'Atqììs. La iiiatlie era (-)fo- 1' Ht-rmopolites (v. per esempio PFlor ITI).
fioddig, 0eQfiovd^ior, Oeg/iovOdgiov etc. Iii- <>. l. alÒFoi/ico e nel r. 7 àV.ijXsyyvij; .

vece di àfirpóregoi, avrebbe dovuto seri- :Tg[o]yo'^v)Qdro)Qi : v. adii. 477 2. — Dopo
vere oi xiaauQF?. -rmv tracce [non sembia ;^(a«'«s"')]-

704. Vendita (cessione) di terreno.

9 (cm. i7x'^0) sec 11".

11 documento, mutilo in fine, ci è giunto in due pezzi lacunosi e mal


conservati; poco giova che l'un frammento attacchi con l'altro nel cen-
tro (rr. 10-13), tante sono le lacune e le parole svanite proprio nei luoghi
caratteristici per stabilire la natura del contratto. Possiamo intanto dire che
abbiamo qui un nuovo esempio di contratti di ogni specie stipulati, se è
704. VI:M)LTA {t'KS.SlO\Kj DI ll.h'h'F.SO 131

lecito servirsi di questa parola notarile, dinanzi i\\V (loyiòiy.aoji):: in Alessan-


dria, per cui V. Wilcken, Arcliiv 2, 389. Koscliakcr, Zeitschr. Sav.-Stift. 28,
270 sqq. Schubart, Archiv 5, 54 sq. Introd. PO 1471 etc. Il nostro è una
vendita di terreno, non sappiamo se privato o catecico (il TKwayjDoijTiyu)? ùoy.
r. 21 sq. non basta a provare che si tratti di terreno catecico; v. per es.
Eger, Zum Aegypt. Grundbuchwesen p. 104 sq.), in forma indubbiamente di ovy-
X(ÓQ)]0{^, (juale che sia il verbo da riconoscere nel r. 5. Una ragione poi ci
deve essere —
e a noi sfugge —
perchè fra contraenti di simili contratti i

innanzi all'archidikastes tanto spesso compaiano soldati.


Non troviamo un àQyjòiy.anj)]:; di nome Anohràoioc;, figlio di 'AjtoXivàoio:;,
né nella già ricca lista dell'Otto {Tempel u. Priester 1, 197 sq. 415. 2, 326)
né nei supplementi del Koschaker (o. e. p. 258 n. 5) né fra i molti àg/iòi-
y.aoTcu rivelatici dalle più recenti pubblicazioni di papiri (PLond III. PO
VI-XII. PRyl 287. Plaumann, Archiv 6, 177. P.M. Meyer, Griech. Texte aus
Aeg. u° 6, 1. 7 etc. etc). Essendo solo approssimativa la data del contratto
(avremmo attribuita la scrittura al tempo di Marco Aurelio, né ci obbliga
a rinunziare a questa impressione il dato cronologico di cui trattiamo nella
nota al r. 4), non possiamo indicare un anno in cui certamente Apollinarios
fu in carica; é noto poi che la durata in carica AeìV àg-/iòiy.aoTi'jg varia molto
notevolmente (v. Koschaker o. e. p. 262).
Il terreno oggetto del contratto era nell'Arsinoites, ma, per quello che
sappiamo della provenienza dei nostri papiri, questi frammenti ci vengono
da scavi in Behnesa (Oxyrhynchos). Né, del resto, c'è difficoltà che innanzi
all'archidikastes in Alessandria compaiano contraenti della yéoa. Il com-
pratore, nativo dell' Oxyrhynchites oppure ivi stabilitosi (forse dopo il con-
gedo militare ?), portò seco nel suo domicilio la copia rilasciatagli dal bu-
reau àQ\y àQyiòtyaoxì'i^ (Koschaker p. 275); poiché una tal copia é il nostro
papiro, non l'originale. In che relazione di parentela il compratore Marcius
luliiis Sempronius e il suo fratello uterino Marcius lulius Marianus fossero

con la venditrice Sempronia Thermutharioìi non sappiamo.

'A7io?uvaQiM AjiokivaQiov \i\tQ7 aoyióiyaoTÌj y.aì .toÒ>- t// èraiitlia. jòìv yoì]-

tiaxiOTÒn' y.aì x(bv aXXoiv xairt^oiov

Tiaoà Maoy.lov ^I\ov\Xi\ov\ ^eun\n(orlox^ aTo]o.rt(hr()i' leyiò)yo^

1. Spesso altrov»' h<jyl y.aì àoy^.; ma v. segni di abbreviazione ora spariti per la
Koschaker p. 261 ii. 8. PO 719, 1. 727, 2. rottura dei niargiiie.
1474, 8 etc. — la alto a principior del 2. Lo spazio do])o y.onijqlojr iu biauco.
papiro c'è un gran A', forse seguito «la ìj. /f;'/wroc: adii. 4i{ó 7. <S<»m)«e/<», 4.597, 2 etc.
132 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

óevrégag Tgatarlfjg] 'I[oxvQ\cig éxaxovTaQiiag Aijiidiov 'A/li/uo)-

viov ^oa* I
if Iota, rat rrjvòe tì]v ovvxd)Qrjoiv 6 ójiiojìiìJtqc-

og avToò àòeXcpòg Màgxiog ^ovXiog Maqiavóg, y.al Tiagà Ze^i-

[7rQa>via\g SeQ/À.lovdagiov] xtoglg xvglov xgì^i^iaji'Qovoì'jg

\xaTà rà 'Poj/iaicov etìt] rÉHvco\v òixaicp, xaì Màgxov 'Av&eoriox)

e. 12 11. \Tog avTr]^ e. 8 li. j^«^*^,t r/ Hcjujrgcovl-

10 e. 10 11. \ tracce di e. 12 11. [

I
scrittura quasi tutta svanita |

[ 6-7 li.

« * ^''Qi' >i(ojLa]v X Tìjg -


[ j V [

[ *, # » fi£gi]òog Tov "Agoivoeirloii vojjiov ugov-\

15 gag rgTg fjjiuov ì) ooai è(à)v òoi, ;f , <, *


— fj' ,r

ocpgayi[

Aipi érégcov oirixà èddcpr], fì\o]g\gà — , vÓtco — ,|

àjirjXidìTti Ilavioxov aixixà èòd(pr]' [xal Jiegl x(I)ii(ì]v) x xì~]g a{i)xrjgyì f.iegl.-\

òog àgovgì]g /uàg f]ju[oe(og sv r\Ó7iù) x Xe-]

20 yofiérov' yixoveg vÓxm xal ànrjhcóxi] [ — ,]

poggà vdgaycoyóg, ?upi Ilavioxov oi,xix\à èòmprj' xtuìjg xal 7iaga-\

4. Aemilius Ammonitis ci è uoto (Lesquier, \). [ — Gvveazio^zog avrìj ? In seguito non


L' armée romaine etc. p. 138), come cen- escludiamo o'\vyy_coQ£t rj E.
tiirioue nella seconda coorte della legio II 15 sq. èv /.lufWaqìQayZlòi — oppure
, sv a;
] | o^^pa-
Traiana Fortis (cfr. 447 4. 465 Introd), yl[ai. In seguito ci sarà stato yeizovs? y.a-

dalla inscrizione Alessandrina (C. I. L. éàìg vmjyÓQSvoav o altra formula simile.


•3580 I 11) dei congedati nell'a. Idi^ 17. szégcov : i^er es. anche BGU 233, 7 l'in-
' qui militare coeperuut Aproniano et dicazione dei confinanti comincia con wr
Paulo [consnlibus] '
(a. 168^). ylzovog (ì. -ve?') vózov hégcov xrX.
5. Non riusciamo a leggere. Il senso par- 17 sq. Natiiralmente può essere stato anche
rebbe dovesse essere :
'
e per mandato di P\_o]Q\_Qà — , vóz(i) xai\\ àjiì-jlimzrj (cfr. r. 20).
lui stipula la presente ovyxfÓQììoig suo fra- 19. Si aspetterebbe àgovgav fiiav fjjuiav ; ma
tello ' etc. È escluso che dopo -viov ci sia per quanto incerte sieno alcune lettere,
y.nt, e innanzi a ztp'ÒF ci sia xcaa oppure quello che abbiamo scritto è ciò che me-
()F. Naturalmente si jiuò leggere {s)iau- glio si adatta.
zimiulTai., ma allora si deve supporre una 19 sq. Ai] j
yo/z-éroi' : cioè iv xójicp x leyof.iévo)
omissione dopo questa parola (per es. (òs o sim. Per es. BGU 282 (suppergiù dello
fI?}). Si può ricordare PO 727, 11 sq. oìi stesso tempo del nostro : 175'^....) più
òvv[(x]f^evoi xazà zò ,-rugòv zòv le Aiyvjizov d'una volta (rr. 20 sq. e 25) occorre l'er-
(invece 'AXs^dvSgsiuv, nel caso nostro) rore XsyofiÉvov per -vfo, che è poi scritto
.T/.ovv j[oi\i]aaa&[a]i awEazayJvai zòv jtooys- correttamente nei rr. 10. 16. Cfr. adn.
ynniinh'ov 'Q(fFJ.ùv xt).. 708 9.
704. V/:XDITA (CESSrOXF) DI TEimKXO \\V.\

y\()l(0()tixix(w àQyvQiov ÒQaxjiicòv òxi<iy.\(>oi(or, Ik (ihóDi ànyn-\


Xer )) I!£ji(jTQ(ovia (r)eQaovi%ioior mio\à MaQxiov 'lorhov Magia-]
ì'ov rov àÒ£?.(pov toP 'lovktov 2!e/ijrQU>vi\ov òià ^'^ oì'xov. ii£-\
x^'V^'^
25 )'/)' ovy :r£ol ròv 'lovhov ZfujtoìÓviov \>iaì rovc; jiao' amor]
mìoctì' TÌjì' xodrijoir xaì xvgi'av (h'aq)a\iQeT^ „ una toT> rrr Hs ròy\
àti XQÓvov, òtoixovvra tteqÌ nvnov \ó)g tàv aiQrJTai ?
«a OCX èjTekevoerai i) ZcfiJtooyvia f)enno\v§àQiov

[ C. 10 11.
I
xaì T^^l ,f ,,.,,; s ;, \^[ierov a7r\

30 [ /i\£paio)oi è^a\xolovi}

[ \f} Pe.fiauo-

\oig

26. àva(paÌ0Fiov ovv. arar/ aigho}? {yer es. Sammelbncli 5673, 18). 2S. la iiriiicipio forse rv..

705. Vendita di una sesta parte m stalla.


Oxyphynchos (cm- «,5X1^) Sec. III".

11 numero xò~ in cima alla pagina del frammento induce a supporre


che si abbia qui un pezzo di volnmen di registri di contratti {(ìrayoafpal) o
meglio di copie dei contratti stessi. Nonostante VÀvQì]?uog dei r. 3 e la for-
mula [^^„ F7T£g(0Tì]ddg\ o)aoXóy)]oa del r. 12 (cfr. adn. PO 905, 19), crediamo
di non ingannarci supponendo che il documento sia da attribuire al prin-
cipio del secolo III (beninteso dopo il 202 p; r. 8 [ìoidFVTfj. Wilcken, Gnmdz.
p. 41).

xò~
Ifì'deriagxi'ioag t^ì]yì]xevoag j^g lafiTzgoràTìjg ttÓ-

X\e\(og Tcov 'A?Jf^avòg£0)v

*0\ÌiygvyxiT(ov Jiólecog Avgì]Xiq> ^ATioXhovuo to> xaì

AiovvaL\(p

j(ov \A.le.^\avògèon' yì^/rraa/dgxqì 7rgì<TavevaavTi ftoì'lFrTf} TTjlg

2 sq. Mauca ogni indizio ikt stabilire la 3 s(\. Dopo Jiovi'ot'[<i> forse il nome del pa-
estensione delle lacune, tanto a destra dre, qualche titolo onoritico {è^ijytjreijaavTi
quanto a sinistra. Qui tra 'Alf.E^uvòof.oy o sira.), e poi di nuovo T)]g ?.. .To/.tw? toiv

e '0]^vQvy/iTcòv sarà forse da supplire òià 'A?.s^]avdgéu>v . Invece fra il 4 e il .">


r.

Tov dfìra etc. i'')? at'i')? 'O^vovy/iKov .-in?.£(og.


134 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

5 Xaigeiv. 'OfioX\oy(o JiSTCQaxévm ooi à{ji\ò tov vvv elg zòv àiravra yjjó-

vov tÒ vnàQ[yov fioi

ày.o?,o\i'dcos lóìg eig èfd: \y.aTayT\>'ji(aoi iv rfj amf] \7i]ó?u

èn àiiicpóòov « * |

exro\v jiiégog iJiTicovog ìjioi. yMjiit]kcòvog y.aì x(hv Iv avxcb *[

] mnjyóvxcov xal owHVQovrTMv Jiàvroiv xon'ù)vixcb\v

J» "AnoXXmviag j^jg xal 'Hhoòcógag, fioggà xal Xi-

fìòg hégcor òì'Ojii[dTOJv

10 riiirjg xTjg ovfi7ie(]^(tìVìjnév)]g\ Tioòg à/JJflovg tov sxtov fiÉ[g]ovg rov Injiàtvog

ijroi x[afirj?^còvog

ngyvQiov Geftaox»^ vo\fiiojiiaxog dga/jicor xQioyiUcov, àoTTSQ ànéoxov ^ ^{

xal èjieQa)X}]deig\ òfwXóyijou. òiò ano xov vdv x\Qa\xeiv oe

xal xv[Qieveiv
(tracce)

0. ly.ararryjfiaai : cfr. (598 5 ailn. 11. Forse ae/^aorcòv piuttosto che -azoì', sup-
7 sq. [ — fisTÙ XQ>ìori]oi(ov xal eiaódon- y.x'/.. l)oiiendo che il documento vada riferito
iiai\ àvYinóvTOìv y.il. o si tu. al temiìo di Settimio Seveio e Caracalia.
8 sq. xoiv(ùvixù)[}' TiQÒg ròr Seìru (cfr. PO Cfr. adu. 701 17.
249, 18. 274, 27 etc). yshoreg — ] etc. 12. òiò y.xl. Cfr. adn. 300 19.

706. Pfòammrnto di contratto d'affitti).


Oxyrhynchos (cm. io x ifi)
A. 335^

'(YTiaxdag\ ^lovllov Kcovoraì'xiov jiaT\Qi]xiov

[àòe?.\<pov xov òeojióxov 'ì]}iG)v Ka)voTavTivo{v)

avyovaxov xal 'Povcpiov "AX^ivov x(7)v Xat,i{nooxdx<or),

0aco(f>i X1]''. 26 Ottobre 335?


3 "EjLuo&Moer AvQi]kia "Agioxovg Jiovvoio{v)

allò xrjg Xafji[7iQd.g) xal XafÀ{7iQoxàxì]g) '0^vgvyy_ix(~)r 7ióXeo:,{g)

AvQì]Xiù) Aa/uàyo) Kaoiarov àjiò xfjg \av-\

\xfjg ^OivovyyixMv 7ió\Xeojg Xn\

1. 'YTiaxEiai;, uon Mexa tÌjv rjiaxeiar (PO inOxyrhynchos nel mese Pharmuthi ^P0
1265, 1), oltreché j)er ragioni di spazio, 1206, 18). —
naxoixiov cfr. adn. 469 1. :

anche perchè in Oxyrhynchos già 77a/wv 1 sqq. Cfr. Seeck in Pauly-Wissowa III
? (=- 1" Maggio) 336 erano noti i consoli p. 1860 u' 21. IV p. 1043 n" 3.
dell'anno (PO 901, 2) ; e del resto i con- 6. Il nome 'Agiaxoc; per es. PO 1271, 1.

soli dell' a. 335 erano anche essi già noti (J. jioÀt^To p. Cfr. adn. 707 3.
.

707. AFFITTO 1)1 U\.\ MF/rA DI CASA 135

707. Ain^IT'l'O DI UNA META 1)1 CASA.


Oxyrhynchos ^cm. iix-^") A. 351''.

Documenti analoghi ap. Berger (708 Introd.) p. 350. Nel r. 2 è sicuro


ed è COSI assicurata la data consolare. Nel r. 8 /uL (quasi in-
Xr/oiriro-or,
teramente sicuro) indica l'era di Costantino (a. T 306/7"); che cosa in- =
dichi )jL non sappiamo. Si veda l'annotazione del Grenfell a PO 1632,
9,
dove si tien conto anche di questo documento.

MeTÙ TÌj[v vjiareim' (pÀ.{aovi(ov) 2!tQyioii\

xaì NiyQiriurov {ron' ?.a/.i{7TooTdTO)v), (panfrìod\] Pebhr-Marzo 351?.


'EiL(io&oja[i-:\r ArQi'i?u{os) "A\7rQog tov detrai

(ÌTiò Tìjg /a/t(.-roàsi y-(d Xcxi^i[{7TQ0Taxì'jq) 'O^vQvyxiròJv]


5 i^óXFxog Aì'QrjMù) 'A/i.-Tf?ucp xaì, ok
XQ)]jiiaTioov èm yoóvor eri] duo
ànò rov òvrog lop'òg 0afievòjd
TOV h'eorònog /«fL y.al »;L ó/ó-

y.h]oov ìjtiiov iiFQog oly.lag ahv

10 XQ^l^'^'lQ'']^ rràoì] y.al rìjv XQÌ]oi[r\

TOC cpoéaTog y.al Tijg avlrig

ahv XQìì<yTì]ofi]g nàoì] èyoixiov

y.aT è'zog àgyvoio{v) TaÀdvTcov éxaTÒv

rce)'Ti']xovTa' yi{ì'erai) X, ov Ivoixiou xut l:To{g).

15 lie(ìai(Ofiérì]g tf t^/^ /uni')<i'joeo)g

F.udvayxFg (ÌTioòióòo) 6 fiFuio-

d^cojuévog tÙ) xut erog èroixuov

*5t' éiauì'jvov T() "juiov yoóiievog i.-il

T<hi' yqóvov àxoìlvxcog xal «erri tov

1. Possediamo un piccolo frauimento di un (}. l. /o>]/iaziCsi.

altro documento, con la sola intestazioue 10 e 1*2. l. xQ*)o^V9^'^^^ '^"°' ("^^ ^- ^^ "'V'
Mera tÌjv vjtaxelav |
'PXaovuov ^ìeoyiov xui ò corretto in -toig}.
NtyQiviavov \
ro>i' Xafi{:TOOTUTOJv). \
Avoi'j?uo; 15 sqq. l. fiefìaiovfiéfi]; Se, ù.toÒótco, tÒ xut'
Ocòvig \
Oecorìov d.-iò xiig \
?.af.i{.-TQÙg) y.al ?.ati- ero? évoi'xior, y^QÓìnevog ÌtzI |
ròr, .laoaòÓTO),

(.Toorar»/?) 'O^vovyyjlljMV .To]/.fwc[ e non ?io:;iQÌ\(or, 5eiai]g

altro. 11>. ày.cokvKog : aveva cominciato a scriverò


3. 10. 14. ^»'0)//.r, ;^o>/o(,frò. Cfr. adti. 70(> *). «r (cioò àvv:ieodiriog).
. .

136 PAPIEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

20 yjjóì'ov Tiagadajòùi xaSagàv ano y.onqi-

or y.ul òioYjg 7iàoi]g cbg [xal nagéla^ev]

xvQia y fuadojocg JileQi tjg èjisQonrj'&ér- ?|

I
Teg cbixoXo)>ìjo{ufiev).

(iii^> AvQì'jXiog "AjiQOjg pe\fuod(j}xa rò\

25 vfivoov fiì'jQog vxi\ug y.aì ar/Sjg]

xal àjToòw svt\

T(0 èorit' rò) èrr[xiov

àgyvgiov TàXaì>\Ta <)r. xal e-]

TTe^OM/Tì] Oeìg d)jLi\o?My\ tjoa


\

23. È scritto o/iF/.oy. òctìosi ovv. àjioòóico (se. Avg. 'AftTiéXiog),

24 S(]q. /. "AjiQog, tifiiov uéoo.; otx\_lu; etc. Il ma si tenga conto che la lettura delle
segno o aopra V v rappresenta i due punti seguenti lettere è tutt' altro che sicura.
legati. 28. Dopo ov forse anche oS? nQÓy.{Eiro.ì). In
2(5. à.-Toòiì) probabilmente nel senso di utto- àoyvQiov il primo o è corretto da y.

708. Affitto di stappili.

Oxyphynchos (^cm. llXl-tjO) A. 436P.

L'affìtto è per la durata di cinque anni. Cfr. Berger, Woìmungsmiete u.


Vencandtes etc. p. 369 sq. r. h.

[Mera rìjv ujiaieiuv] tu»' òeojTOTc7)v fj^iicòr Geoòoaiov tÒ le

\xal OvaXevxiv]iuvov tò ò xmv aiojnojy avyovGzcor, 'Advo ?. 2 Nov. 436^

[
\l(o Ovtxxooog vavàgycp rfjg Àa/XTrgàg

\xai ?M/i7TQ0T[àTij;) "O^vQvlyxilTJcTjv jióXecog Jiaq' Avqì]?Jov «««,fOt' OeocpiXov

O [xov — xTjlg u\v\T}]g TióXeojg xaioeiv. 'Exovokog


[eTnòéyofiai iuod(óoao]dai im nevxaexrj yQÓvor ano xov òrxog

1. le corretto, a <|uanto sembra, da il). nauai'chos '. Ma un nauarchos di Oxyrh.


3^ Probabilmente [AvqìjUco (piuttosto che non ci è altrimenti noto, e più probabil-
^laóvìu)) e poi nn nome come Aiopvoyw meute col nome di vavag^og sarà qui in-
o sim. Questo figlio di Oviutcdo è detto dicato il padrone di una o jiiìi navi.
ravuQxOs rfjg ?M/iJt(}ùg y.i?.., e parrebbe si 5. Sarà [rov òetva (Ito z>/]?, perchè non è
potesse intendere '
nauarchos della citt.à probabile ci sia qui un titolo come il

di Oxyrh. ', m)n ' x. di Oxyrhynchos, vuvag/og del r. 3.


708. AFFÌTTO DI STA li! LI 137

IfUjrò^ 'Advo Tov trfOT\i7)ro^ hocg Qtf nf] tTj^ Tranoroij:; TjÉn.-ntj::

Ih'òiXTiorog ano twj' v\:TaoxórT(i)r oo\(\ t'r ri] aì'TJ] nóXei ì'.t' àii-

\q^óòov llauinrovg .iao]aòiaor èr ^vfiij WvkXov xa?j)V(urov


10 I
\ya iì' o> xélÌMi rtoaageg y.al ymoi'jftara

t'I.Tto tvo\iyJov tyiavo]uoi

7. L'auuo 113^82 di Oxyrhyuclios (v. PO PO 43'''


A' 11 (il tÓjto^ 'I'i'à/.ov or ora ci-

125 Introd.) coincide nel mese Hatliyr tato pare fosse nel villaggio MF.QiitQda).

con la 5^ indizione egiziana (dalla prima- 10. Forse una parola come y.auì]Xio\ru o sim.

vera del 13t> alla primavera del 437,i. La {jT:7nova, ÒQviOcòra, .-TeoioTtgecòra e sim.:
spiegazione di queste due ère di Oxyrli., in 4U7 4 sq. l. ^ocóvag areylrorg con Edgar).

calcolate rispettivamente dal 324 e dal Cfr. 15erger o. e. p. 343. 361 ctc. —
355, si avrà dal Grenfell a PO 1(532, 9. '
Uebcr hbXXu cella vgl. Hahu, Eom w.

9. 7. y.akovuìv)] (frequente errore; cfr. adn. Romoiiismuiì (1906), 234^0', Weuger in

704 151 sq. 316 5 h TÓmn U'vllov '/.fyoui- Zcitscltr. fiir die Sar. StiJ't., Roem. Ahi.
vov). Notissimo è V a.iif/ oòor II. .tuo. in XXXII 333 11. 2. Lnckhard, Dos Privaf-
Oxyrh. (v. PFlor. 4 lutrod. PO 1452, 22 ctc. hauH 1». 64 s(iq. — y<oo)'iiiaTa v. PITeidelb

249, 15 sq. èr tw na(.i/.i£rove ).eyoiiÉr(;t .t«- 311^ 12 ap. von Drntl'el, l'apurol. Sliid.

QaSeioov (sic)) ; la ni'io} WrV.ov h nota da p. 7 e 47. CCr. 170 Introd. .'

709. Affitto di una casa.

Oxyphynchos (cm. 12,.-. x:5o,5) A. 566'

Un documento molto simile è PO 1038 dell'a. 568^: può darsi, anzi,


che i 27 sqq. del nostro siano del loannes dei rr. 36 sqq. del testo del-
rr.

l'a. 568. Si vedano, del resto, le indicazioni contenute nella Introd. al


n" 46G. — Nel verso tracce di due righi di scrittura. r. h.

[}- BaoiXeia]g y.al vrraTia^ tov deiOTàxo^v) y.al

ei'OE^{eoTdrov) ìjikoì' òeojiÓTo[v) (I>k{aoriov) 'lovor'ivov ro[v) (i.t(»v!o[v)

avyovoxo{r) y.al avxoy.Q{oàxooog) l'xovg a, Adug yy, yyò{iy.Ttoro;) <f. 19 Nov. otì6''

Tfj eì'yereoxdxìj 'Ilgatòi Ovyaxgl xo{v) /iay.aoio{r)

3. L'anno 1' (à) di Giustino li va dal 14 Wissowa 9, 1330 sq. Poiché, dunque, il

Nov. 565 al 13 Nov. 566 (Mommseu, Chran. nostro testo è del 19 Novembre, lo scriba
min. p. 548). Ma l' indizione 15"^ comincia, errò scrivendo è'iovg u invece di ìVocs fi'

in Egitto, con la primavera del 566, e errore scusabile nei primi giorni di cia-
non diversamente a Costantinopoli col soun nuovo anno. Per il calcolo delle in-
!«• Settembre 566. Cfr. Seoclv in Pauly- dizioni in questi anni v. adn. PO 1038, 1.

Pap. -SVc. ital. VI.


^

138 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

5 Géoìvog àjiò jrjg ?,afi7igòis 'Oivgvy/ncoi'

7T.ÓÀ{e(x>s) 'Hoaìg :iaiÒLOXì] ro{v) èvòó^o[v) oìxo{v) 7o{v)

i'jieQg)veorarov ano vjiajcov ogoivagiMr

Ji:^io)yog y.al 7iaTgixio{i}) dvyàryg 'laxivdov

fiì]T.gòg K(ovoxavTÌvas (i^ò T)~jg q,vTr]g

10 7TÓ?^[fa)g) xaigeiv. 'Exovoiayg ejnóéxoiuat fiio&còoaodai.

àjiò veojuì]viag fPajiievàyd jn)][ì'òg) xì^g Tiagovoiìjg) 25 Febbr. 566


:tsrTFy.aiòexdT)]g 'n'ò[ixriovog) ttjv òia(pègovom^

rfi riuov Evyeviq 6XóxXì]gov olxlav vevovoar

At' (XJTì]?d(òrì]v òiaxeifiévijg im T'fj(o}òe rfjg

15 7ró/i(F.(og) è7t' à/i(póòov rT/g kargag rov ^evoòoyio{v)


KoXXo fiErà 7iàt'T0)v ro)r èr acrfj lójicov

ÈrriTieò ovtvìv xal àrayaicov xal av}j~jg xaì

(pgéaiog xal jidoì]g t/)s xa'&6?M{v) àrTjg

7iegi0'/j]g Goyjua-nxov re xal ào(Ojiiàro[ì^), xal

20 teXéoo) aìnfj vTieg èvoixiov ravri]g èviavoàog

'/gvoo{v) voiuoudna òóo' yi{verai) ygivGov) voduoudna) fi idi{coTtxcò) ^vy[cp)

vo/i{iT€vó/iera)' o.t£o hoixiov (moòo)00) xar hog òi è^aurj[vov)

tÒ ijfi\to\v, xal onorar (iovXìjdeirjg oiioXoyò)

jìjv r\o\/irjV TÌjg avrfjg olxlag àrgcorov

25 àfiXalì)~] Tiagaòovvai cog xal 7iageih](p(a). xvg[ia)

fj /iiod{o)oig) (mk^Fi) yga(p{sìoa) '


xal È7ie.g[(oxr]deToa) coiioXóy[ìjoa).

(nvyHgaì'g 7iaiòiox{)]) dvydxi]g laxivdoiv)

oxoixeì fioi èv jià[o]i (?) fj /uo'do)o(ig)

ìm roì jTgoxf-:[ifi\évfp h'OtxiCù

S. \A:^i<x)vog : cioè Flavius Apion il vecchio. IS. y.dOó/.ov : cfr. PCairo (Ì7097'' 7 (Masp.
Cfr. Introduzioni ai n* 58-63. 179. 18S. I p. 141). 67151, 119 (II p. 93). — ànjf :

14. l. òtay.Eifitnìv. cfr. amov PCairo 67170, 22 (p. 139) etc.

15. Non ci è altrimenti nota questa Àavoa, Nel nostro doc. a molto incerto,
e la lettura KoXlo (= KoXlovdov ?) è sog- 19. Forse ocouazty.ìjg ?

getta a cauzióne.' '_'t. Cfr. voi. V Add. a 406 21. PLond 483 81
17. tnì7Tt:6co{v)ì — àrayaioìv (cfr. Blass-De- (il ]>. 328). Siimmelhtirh .")113, 2r>.

l)rnnner ^^{i 2.5 e 3.5, 2) : Lucldiard p. 39,


709. Ah' FITTO 1)1 UXA CASA 139

30 coi :noó>c[eiTai). „«„«»[* eyQ\aii'a v:rè\(j\

arriyg àyQafifidzolv ovatjs-

-f- Al £f(ov 7[^*«s» tTe?.euó\dij .


[-f-|

IJO e u"2. 'I(')uvyl>ig ? e '/[wudoc f Ct'r. Introd.

710. Affitto di lino schiavo.


Oxyrhynchos? (e»- i:^X^') Sec. !!•'.

Pekysis con (sua moglie ?) Tapekysis danno in servizio a Dioskorcs,


non sappiamo per quanto tempo (ma v. r. il giovane schiavo 14 adn.), loro
{à(pfjh^) nato in casa dalla schiava Thatres. Si possono confrontare, nono-

stante le condizioni degli stipulanti, PO 1122. Sammelbuch 4490. PPlor 44.


PStrassb 40. Vanno anche confrontate le òiòaoxuhxai, suppergiù analoghe
nelle formule, PGrenf II 59. PO 275. 724. 725. 1647. PTebt 384. 385 e no- i

stri 241. 287. Non possiamo recisamente escludere che anche il docu-
mento che pubblichiamo ora sia una òiòcxoyjdiy.t], perchè il '
servire '
(jiaou-
nérrir rr. 9 e 14) non implica non anche di imparare un'arte si tratti —
e di ciò poteva esser menzione nella parte che manca e nelle lacune in
fine .di rigo —
ad ogni modo nello stato attuale del papiro non risulta, e
;

non risulta neppure in PHii) 148, che però gli editori considerano come
òtdaay.aÀiy.)]. Mediante xólhpiq a sinistra dei rr. 4-9 è attaccato un fram-

mento di papiro con le parole e lettere che abbiamo trascritte. Vien fatto
di pensare che il nostro papiro sia un frammento di un complesso di con-
tratti interessanti una stessa famiglia. Ad àrayQucpaì aviifioXaiayv non par

possibile pensare, poiché vi sono le sottoscrizioni originali. Anche se si trat-


tasse di contratti innanzi 2i\V àoyiòiy.aoTì)? o sim. (cfr. n" 704), non sarebbe
probabile trovare in Oxyrhynchos frammenti di registri che dovevano es-
sere in Alessandria.

y.ai,\

xai\

f\
7iaQ\a\f(tvei utrà ròy -/olóyalr, rov (Ve ànooTiaio , i) Tirai noo

Jwi-if* Tor XQÓì'or t7ihifiov\

4 sq. Precedeva ovy. y^éorui uvto, (cioè allo l'ò :n[. 725, '.ii) sqq. 1(U7, o9 «([(j.)- In se-
sohiavo) o sim. ; ma immediatamente in- seguito ho supplito tniTiiior da PO 275,
nunzi a jraoaHcrgr si accennava agli oven- 29. — l'oyov : cioè Pekysis e Tapekysis
tuali giorni o mesi di ànyia (cfr. Pf) 72 1, (cfr. r. 6 xùn- óiio/jr/ovyToìv}.
140 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITAI/IAXA

]nTOL'òi'.iog 5 o Poyov vTieo fuoi%7)v (igyv\Q]iov ohv i'ifuo?Ja, yeiyoixév)]? rqj

Aiooy.óglq}

]^,»' agyvQi" rfj'; Tioà^ecog l'x le tòjv ófiokoyovvxcov xaì tx ri~)v V7iaoyóvr[oiv

\Aojiaì]oei njg avxoTg tkÌvtow, xa^ÓTteg ex dixijg. ògaojuòg òè ì] ì^àvarog èmyl

](0v vTiaQyov^ TcJ) naiòl ov&èv (iXà^og è^axoXovihjoei tw (XQyvgico òià rov [

]o agy\rg(Oì'\ :i[ag]a/iérì] . ÒMoei òè ó Aióoxogog rw naiòì nhjgcóoavri t[

10 yiTÒjva (i^ior ògayjiion' òéxa xal ògay/iùg òexaòv\o

(m* TTexì'Oig Toroéog rov TlExvoiog ènàvavxov [vuoride- ?J

firn ahi' rfj TaTrexvoi reo Aiooxógfo r\ò\v (x(pì]Xixa\

olxoyerfjv òovlov Tororiv ex òovX\ì]g\ 0argrJT\og

rra] oìàuévovra avrw ènl è\vLavxòv èva ?

6 sq. Non s.ippiaiuo che cosa ci potesse S. Incerto se ì^uy.o/.ovdfjaui ovv. -tjosi.

essere fra vjiaQ/órTÌ[(or e o.viotg : forse àfi- S sq. olà rov[TO, iàv firj^\ji[ao'\u/nÉv)ì ?

(foréooig ì Per la ilne del r. 5 si può pau- 9. 14. Per .-raga/iéveiv (cfr. anche r. 4) v.
sare a JiooxÓQ[<n t} ToTg rtao' airov]. adn. PFlor 44, li). Cfr. jiagapiovri, naoano-
7. i.-n[yivófterog'] ? Né farà difficoltà il no- ruoiog etc. (Herwerden^ p. 1108. Krall,
minativo assoluto. In PO 485, 24 sqq. CPR II p. 132 sq.).
si accenna a Siuoro/.ut contenute in un 9. JihjocóouvTi t[Òv xQÓror] <

contratto di mutuo, dove il creditore, in 12. àrprihxa [ì)ià.<ov] i

caso di iuadempiuto pagamento così del 14. Ci sembra probabile che si tratti di un
capitalecome dei frutti, diveniva padrone solo anno, visto che nel r. 10 si parla di
assoluto di una schiava etc. ai iv avKÒ : un solo ynwv ; v. PO 725, 28 sqq. dove
éyysyga}! f levai ..Tfot' re òoaofiov y.al davuiov al giovane apprendista è assicurato un
TTJs Soi'/.t]5 — òiaoToXai xt/. . Xncóv per anno.

711. Somministrazione dt foraggio.

Oxyrhynchos (cm- ^ X <',-'>)


A. 360P.

n[agà) \4gze/uòcógov 'Hgax/Mòìj fiadioxì]X{dri]).

Aòg xTì]ol y uveXdovoi ànò Te-


^el ^lijm Aevxoyev <?> Ig rì/y olxo-

1. tmoax'/.uLÒi] prima della correzione. To:iaoyJu PO 1285, 118 (nella forma 7>-
2. y.xiìoi: V, adn. PFlor 321, 47. ifEi PO 997).
2 e 4. Te^ei: deirOxyrhynchites nella //fa>; 8. Probabilmente }.£vy.óys(i6)v.
.

711. SOMMINISTRAZIONE DI FORAGGIO 141

òofiìiy &i]oavQov Te^el

5 óéojiiag òéxa.

L /.q y.aì f , 0ajH£và)& iq 12 Marzo 360".

5'. òéofia; : di fieiit) (yòurov). due solito i^rcdi Oxyrliyncho«, per le quali

tì. '
A. 36 e 5 '
ò la datazione più antica sarà da vedere la nota del Grenfell a
tinora nota (v. adu. PO 1431, 5) delle PO 1032 9.

712. Ordine di pagamento.


Oxyphynchos (cm. 10X7,0) A. 295I'.

At]jiiì]TQiog Ila/JM :7gp„n[

'E^oòlaoov Kiauah] y.aì B[ — \

àu(po{xéooig) yeaìoyóìg àjiò TaaiiTuzeVi y.aì ?J

Tvyjv Ney.córectìg eig jiuo&òv \Tfjg]

rr'/Aoecog nTCTrjg ttXìvìJov i.i\vo{iàòoìv)\

Ttoodocov aoy{vQÌov) ralavrov Ha\i\

òga/juàg ócoyihiag' yi{v€rai) X, a S ft. *-[

Lfa'' {y.al) L <" (yaì) yS, TJay/ov yJl. 16 Aprile 295?.

1. Se sapessimo in che qualità Demetrios 280, 8) seguente, e allora si potrebbe


è autorizzato a dare P ordine che dà, po- supplire -TEgt invece di naì. Ad ogni modo,
tremmo forse avventurare un supplemento sitìatta ipotesi non è necessaria per la
alla line del rigo. forma Tv/jv, che può sembrare di accu-

2. Incerto se Kiauahj oppure Kiafieb] (sono sativo, ma è invece indeclinabile, si scriva


noti nomi come Kia/iiov?., Kia/.i]g etc). o non si scriva attaccata alla parola se-
3 sq. Taau:in£Ì : v. adn. PO 1659, 70. guente. Cfr. Tv/jvffuycov adn. 286 24 e
Può darsi che due yscogyoi fossero della
i ora adn. PO 1529, 3.
medesima località Taai.i:iii£Ì nel territorio 8. Anni di Diocleziano, Massimiano, Co-
del villaggio Ti'xiv Ney.córscoc (v. adu. PO stanzo e Galerio.

713. Lista di persone (con poste di artabe?).


Oxyrhynchos (e™- ii,5X2o,5) Sec. IIIp.

La provenienza da Oxyrhynchos è anche assicurata dal r. 14, con la

menzione di un aju(podov o lacga Ilotjiieny.fjg (v. PO 258, 5 etc). Le poste


parrebbero di artabe (Wilcken, Gnindz. p. LXIX sq.) ma è lecito ;
dubi-
14^2 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

tarne, come ne dubita l'Hunt (al quale non invano ci siamo rivolti per con-
siglio), finche non si sappia che cosa sia non sembrail j'o«( ) preposto, che
ne a noi né all'Hunt possa esser letto diversamente. Naturalmente rimane
anche incerto se con l'abbreviazione xhjol si debba intendere xbjooró/ioi
ovv^ero xhjoorófioig. r. h.

xh]Q(oì'ój.ioi) Jì]uaiov j3u(pé(oc: VOS e xò M?


y.h]o[ovójiioi) Zevì'jQov l'egécog ygS y M Ms-

y.Àì]g{oró,iioi) ^é^'Tiiavov Xaioéov y M


)] Wc
xhjQ(oru^uoi) 'IlgaHÀeiag Aioyérovg jiuj{TQÒg) Qovrog ygS ^ xò flì] Hq
5 y.Xì]o{pvófioi) "Ati Tiiarou Oécorog réxioyog

ohv òróiilar]! \iXe^' ygS fi /? V M H?


yjL)]Q[ovóf.ioì) Zaoa?Mov ygS d y.ò f.iìj

KXavòiu TlroXéna ygS y'if^y


yJiì]o[ovófxoi) TegevTog yvvaiy.òg 'Aju^ucovlov ygS ifi"

10 y.h]Q[ovófioi) "loizog yv{_yaiKÒg) 'Aiificoviarov lov y.al

KxioXOV foS ^ ì] Jil)]

*'xXì]q[ovó/ioi) IJavixìjTog di eìot naiaìjg xal

• Z^Qrj\vo\g yhS y y.ò M:r

yJ^ì]Q{ovófioi) riavoariov ir zi] IIoijLieì'ixi] ygS g xò lu]

15 xhjQ{ovójuoi) 'Ocf'EkUov XTEì'iorov olà Tatòog di

xh']Q[ovó/ioi) KoQVì])uov ^(iQiorov TlexQOìviag ygS a ^ ifì

xh]g[ovóuoi) Amcovog xov xaì AoyJjjjriuòov

òi{à) &aniov ygS y in] W^


x/^rjg[ovójiioi) Te^MOiog yv{)>aixòg) ^xerpàvov ygS q xò jUì]

20 xÀì]g[ovójnoi) Avfouxog òi{à) yvraixòg A/ifuorìof ygS y xò 4c

Kongla yevojnéry yv{vì]) 'HgaxXeiavov

àjTÒ (txaxovzugyoyr) ygS l'i yi] jit)]

1. Jijiiai'ov : 1. J>ii(Fov. 4. ©orro; : ^ altrimenti noto questo nome!


714. UlJUriANZA 1)1 DAXAh'O MirnjATO 14:5

714. Quietanza di danaro mutuato.


Arsinoites nomos (^™- ^,-">xi-^) A. 161'

11 testo, del (^uale rimano solo la fine di ciascun rigo, è anche mutilo in
l'ondo: i supplementi vogliono soltanto nìostrare la natura del documento.
L'ampiezza della lacuna a sinistra è determinata con sicurezza nel r. 4 ; ma,
per la varia densità di scrittura, supplementi più ampii di cinque o sei let-

tere non sono da escludere. Specialmente nella registrazione (r. 1-2), che è
di altra mano, il calcolo rimane molto incerto. Per la data v. adn. r. 3.
<m'> [ L xfi ? avToy.qdrooo;: xaioagog Tirov AìXiov 'A\ÒQittrov 'Av\toì \-

Aprile H)l V)
h'Ti ) ?

\oirjiaoTor svosjiorg, mese e giorno, àyayi )? Òiù to? x ;'oS|

<mV r^^TOi's Jtrnoxov y.al dxooTov ? (xrroxouTogcK yJUoaoos\ Tirov AìXiov

Aòoiarov 'Arrcoreirov ntlìaorov iroF/ioì'l^;, tu]r(>i; lam/or; Marzo-Aprile 161''


I

(Paofiovtìt X h — I
rov AQoii'oyhoì'

vouov. 'OaoloyeX — \ti:ì'<i)ì' ? "Egfiàq ìi-

òvfiov ?
ooxÓqov ? eie. xov òeìra, o)^ hò)r -y.o\rTaEvóg, uo)]fiO';,

^aOUTlliOVl TOl òm'U Tor òfìya tiioy .r ()v\/àj lurdìJTCp ufcofo,

(ìrcF/eiv rrag (iviol ')in Ttl^ òeìra 7Tlìjolo\r T/ys Adìjyàc;

1 sq. Cfr. Preisigke, diron-tacii p. 423 sq. rosi lui 1 mente allo stesso giorno o in ogni

2. fyi(ha}<Tni) oppure àvay{fyoa:TTat) Siù rov caso a qualche giorno più tardi. È vero
fv... (iioine del villaggio >
yoa(q:eioi') ; e se che Antonino era già morto l'il Pliame-
il contratto fu stipulato in Arsinoe (v. uotli ( 7 ^larzo) ; Tiia cfr. Wilcken,
adn. r. 9) fiin rnv rì]s in)Too:T[<V.eo}g) yoa- Ostr. I SOO s(iq.

5. Dopo tv i)oteva esserci il nome di un


3. Il mutuo (non grazioso ; r. 21 tóxcov) villaggio e della jiBQig (H(>ay.hiòov etc),
rimontava ^11' a. 22' (158/9''), come ri- ma potè esserci anche soltanto IJio/.e/iiatòi

sulta dal r. 14 ; la nstituzione, che è EvFQyhiòi (cfr. PTebt II p. 389) roì: '.fon.

oggetto di questo docuraento, poiché è y.T/.., come è i)er es. in PLoiid 318, 3 sq.

fatta regnante ancora Antonino Pio, va (II p. 21.",) dell' a. 20r,.

riferita agii anni 23" ovv. 24", meno pro- 9. Nella metropoli dell' Arsinoites ci è nota
babilmente allo stesso anno 22'. Ora nel una TQa:isCu 'AOijràs e io. atoàg 'Ad)]vàs;
r. 14 (specialmente se ror urrov va sosti- questa n'/.ijr,iov (cfr. PFlor 44, 5) r/y; 'Adì]-

tuito con un Fi' [nome della città o vil- và? sarà la stessa ? Non escludiamo che
laggio]) non pare ci sia spazio ])er ifò il nostro documento possa essere stato
h-fOTÒni ovv. Sif/.ij/.vOÓTt SevT'IéQfo y.t). . ; la redatto in un villaggio, ma la banca è
quietanza sarà perciò da riferire al mese verosimilmente della metropoli (Arsinoe
Dai.-ios-Pharmuthi (27 Marzo-25 Ai)rile) = Ptoleniais Euergetis). Cfr. Preisigke

dell' a. 24 , e la registrazione (r. 1) ve- o. e. p. 33 3S.


144 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

10 roané'Qì]^ àoyvoiov xecfa/Miov òga/fiàg — xo]oiag òyòorjxovxa

X ]juéQog àgyvQiov
xeqmlcklov òga/jucor x rig iòvavet ?]oaTo 6 ZaQamcov
— nagà xov 'EQ]jud. ? xarà òàveiov
TeÀeioy&èv òià tov avTOÙ ?yQa(peiov tm òevTJégq) xal slxoorcòi

15 trei TiTov Aikiov "Aògiavov 'Avrcoveiro]v xaioagog tov [y.v-


òiaygaq^ijv ?

gioì' fiì])'! X, y.aì òiey^olìp'ì rfjg avz)~jg ? rga]7iéCr]g **/^£g[«*]

]ì]g rcoa^^oig

tjrfl\£voaodai fir]r[£ av-

tÒv 'EgijLàv ? fo'jre rovg Tiag' avT\ov im tov 2!a\ga-

20 jiUora ? y.al Tovg nag avTov i^iryiE mg\ tov ànÉyu, tog\ 7igóxix\o.i, àg-

yvgiov dga/ficòv -y.oolov òyòoìjy.ovTa fi)'jT£ jregl T]óy.cov ai'Tw|^r

a ?]7i?M[g

11. Le dracbiue iudicate uel r. 10 costitui- 10. disy/^oÀÌjv f ÒiayQa(pi]VÌ v. Preisiglve o. e.


vano una quota parte {xqIxov, Tsiaoror p. 234 sqq. Dopo rQa]MéCt]g le tracce si
HSQog), o meglio la residua parte (rò loi- adatterebbero bene a Ne/isoI — . Ma non
:;tòv f-iéoos) del mutuo contratto nell'a. 22°. è altrimenti noto un banchiere Ne/ntaiog
13 sq. Forse piìi frequente è y.aià daretoì' o sim. (cfr. adn. r. 9).

avyyQa<pìjv Te^.scojOeTaav y.x?^ . ; ma v. per es. 18. tJieXevaaa&ai (= sTiElevosadai) '.


cfr. BGU
PRyl 174, 11 sq. 514, 18. PRyl 179, 28 etc.

14. TOV at'TOv Tìjg firjTQ07ió?.sco; yQatpeioi' è 21 sq. Le lettere o«wr e tzXco si legge-
nel documento di Londra (v. adn. r. 5), vano chiaramente, ma ora sono perdute
stipulato h' IJT0?.F/Liat8i Eveoyériòi . per una sfaldatura del papiro.

715. Quietanza diagraparia.

(cm. 7X1") •
A. 92P.

Data l'esattezza del supplemento ànéym' nel r. 9, abbiamo qui una quie-
tanza bancaria, come è indicato dalla solita formula 6 òeìva t?) òeTva àniyuv
Tì]v òeìva Tiagà tov òelvo. xtI. (v^ per es. PFlor 24 Introd.). Difficile è dire a
che titolo fossero dovute le somme e le derrate di cui si fa quietanza, fin-
ché non si riesca a leggere e a supplire con sicurezza i rr. 10 e 13 sq. Se
nel r. 13 sta bene è\x rrj\g i)(i]io?Jag, parrebbe che Sarapion, padre del ISa-
rapion che salda il debito, avesse contratta una obbligazione, diagrafaria
anche essa (r. 15), con la donna indicata nel r. 7, obbligazione condizionata
115. OUIKTAXZA DlAGIiAFAUlA 145

alla solita clausola utì)' fifuokiaq ovvero ohv fjfiioXuj., in caso di inadempienza
di aTTÓòooig. Il lìglio Sarapion avrebbe con l'originale di questo documento
saldato appunto il debito derivante da quella tal clausola.
Abbiamo così anche detto che questo documento nostro è copia {(h'xi-
ygacpor), e anche per documenti diagrafarii non sono rare tali copie (d. òia-
yQafprjg, òiey[io)J]g, n^clofccos etc). Qui però abbiamo (r. 1) un avjiyo{aq^ov) àn

àvxtyQiacpov), come per es. Sammelbuch 5275, 1. 11. 20 etc; ne natural-


mente siamo in grado d'indovinare per quali ragioni la seconda copia fu
tratta non dall'originale ma dalla prima copia. Questa era, a quanto sem-
bra, un àvriyQaqjov òiaoro2.(ì~jg) ovvero òi(xoTo/.{ò)y) e allora vengono in mente ;

le formule che accompagnano spesso ogni specie di obbligazioni e contratti

diagrafarii o meno: per es. PFlor 48 (= PGiess 38), 7 rij^ a((V<])s òiayQaifni^
y.aì T(oy di' avrrj^ òiaoToXùìr. BGU 1072 II L4 (-/QeconTtxri àoipùleiu) ì]y xal ày.[v]Qor
elrai [ov\v raìg ói' avrìig h'yeyQa\fii.iév\aig òtaoToXaìg etc. etc. Sennonché la pa-
rola òiaoro^ è qui molto incerta, perchè la sillaba òi è interamente svanita
(e però l'abbiamo segnata come addirittura in lacuna), perchè la lettera in

vedetta non sappiamo se è veramente un 2, e finalmente perchè in ogni


caso bisogna supporre erroneamente omessa la lettera a. Ignoriamo inoltre
se esista altro documento, più o meno analogo, di saldo di tali òiaoTolai.

Un àvTiyQafpov òiaoxoXì]g pare che si trovi PTebt 395, 20 (v. Introd.), cioè
in calce ad una quietanza diagrafaria, ma vi è aggiunto in genitivo il nome
del creditore (rov Jfajimcovog).
Ignota ci è altresì la banca, per mezzo della quale si fa la quietanza e
che aveva anche rilasciata la obbligazione diagrafaria primitiva (r. 14 sq.) :

cfr. Preisigke, Giroivesen pp. 8-38. Il Agó^uov dopo rQa7i{ÉCì]g) farebbe pensare

ad un amphodon di Oxyrhynchos, ma non sembra si abbia notizia finora


di un Aqó/liov 'leoa^^.* o sim. h\ Arsinoe c'era, nell'a. 124 p, una Aiowolov rov

xal XaiQì'jfiovog xoajiE'Qu "hnàg jii'?j]g (cfr. Wessely, Die Stadi Arsinoe p, 28),
come è attestato da PLond 298, 9 (II p. 206), ma evidentemente non può

essere identificata con questa del nostro documento.

A]yTiyQ djr' àyTijg \di]a(o)TO^: òià

[rfjg rov òeh'a\^ rga' [A\QÓf.iov 7f{)a««*

\"Erovg é]vòsy.drov avxoxQozoQog

\y.aioaQ]og [ào\i.uri[a\vov oe^ao[ro\v

26 Apr.-25 Maggio 92
1'

5 [reQfiav]iKov, fujvùg reQ/iavixe{lov)

[x. ZaQ]amcov Zagamcovog rov Aio(pdvro{v)


[rfj òeJya] 'A[ox]h]7ndòov jiierà hvqio{v)

Pap. Soc. ital. VI. "


. .

146 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

TOC o]vyyevovg Jiooxógov ro[v yAfi/.t"'

ànéy^eiv amì]\v Jiagà rov 2aoa7iicorog

10 ]a.^£mg oixixrjq te xal

àgyvQiy.yg ? x]al olvixfjg \x]al tkaixì~]g

\v 6 rov HaQamojvog Jiaxì]Q

òcpEikiy/ier ?J at'tfvy è\y. xfj[g ì]ju\ioUag vf ?

]vrj f,ie[^ ^ * ^ ^ ];^£j; [«],,« ^ , a xaxà


15 òiay\Qaq)ì][v xlfjg avxìjg xQaTiéCtjg doa^juàg

7i€vx]t]xovxa xaì òià xiQÒg d^a'/Jf-iàg) e^ xal

\e^ xal óivov xeodfua òexaòvq

xal slai]ov xoxvk{ag) xeooaQaxo{)>xa)oxxcbi xàg XoiJi[oyQaq:ì]deioag)

xov òieXeXv\'&óxog ÒExdxov [hovg) ào)' \oE(ìaoxov'ì\ On^li'.

20 ògaxiJ-àg e]ixooié^' {ylrovxaì) {dgaxjual) x^

10. [àjiò rfjg ovvT']a^Eiog i là olriHld]. — 425 12 rag olvinàg or;


11. L'aggettivo oivixóg nei papiri occorre ygaqffd;

unito per es. con yévtjf^a PTebt 5, 184. 14r. Innanzi a xarà forse è fifuolla.
BGU 1123, 9 etc. PGen 72, 2 Ira là]muzi] 18 8f[. Cfr. PO 501, 20 sq. {}.òi^oyQa<riav -

ro? .THOF/iDórrog novg).

716. RPXLAMO
Oxyrhynchos (cm. 8X22) A. 306 J?

Cantarelli (Il p. 16 =
324) ha avanzata l'ipotesi che Clodins Culcianns
prima di essere ejiagxog Alyvjixov fosse stato praeses (fjyefxdùv) della Tebaide.
Potrebbe il nostro documento confermare l'ipotesi, quando si ammettesse
che V ETiaoyog del r. 7 fosse diverso dall' ^yj'f/tcój' del r. 5. Ad ogni modo,
sarà prudenza contenere la datazione nel r. 1 (cfr. r. 27) fra gli anni di
prefettura di Culcianus: termini finora noti (v. adn. PO 1416, 29) sono il
i

28 Febbraio 303 e il 29 Maggio 306, e fra questi termini vengono in conto


i consolati di Costanzo e Massimiano (Galerio) del 305 e del 306. Certo,
ignorando noi quanto tempo rimase in carica Aelius Publiiis (1) dopo il 19
Agosto 299 (PO 1204, 7 sq.) e se dopo di lui e prima di Culcianus vi fu

(1) In PAmh 82, 1 sarebbe -^Pqrcoi reo òtaoi]fiotdr(x>i sjzdgxMi AìyvTtrov, e gli editori as-
segnano il documento alla fine del III o al principio del IV secolo. Probabilmente sarà da
leggere [ADJmt ITovl^fu'cot . Th. Reinacli da un èjiI Silfìavov del suo papiro n** 56, 19 sq.

propose ^iX]Pai'ù)i, ma quel papiro è a mio giudizio non anteriore alla metà del secolo \\
716. RECLAMO? 147

altro prefetto, potrebbero entrare in conto anche i consolati degli anni 300
e 302. Così anche, non essendo databili con sicnrezza le prefetture dei suc-
cessori di Cnlcianus (Cantarelli II p. 17 sq. = 325 s(|.), si potrebbe pensare ad
un [Mera rì)v vjiareiav tiov hvqìcjov ijl/uor KoìvoiarTiov xjk. e scendere all' a. 307,
se in PThead 4, 12 fosse realmente indicato un imd consulafiim di Costanzo
e Massimiano (Jouo^uet p. 63 sq.). Ma ivi troviamo il/frà tÌjv vjrariar Kor-
oiavxiov xal Ma^uiov CI. Ma^ifiiavor Jouguet e altri ancora, se ben ri- '
;

cordo' T<~))' /MKJTooTaTojy dovrebbe essere il 22 Gen-


tmloy/or, Tvfii xg' ; e
naio 307. Ora è mai possibile che, sia pure per arbitrio di Massenzio (v. la
nota del Jouguet), s'intitoli a questo modo il post-consulatum di due impe-
ratori? Diciamo piuttosto (1) che è il post-consìdatiim di Constantius q Maxi-
nms, cioè '22 Gennaio 328', quando non erano ancora noti i nuovi consoli
lauuarinus e lustus (PPlor 14 Introd.). E si noti che abbiamo anche la prova
che nell'a. 307 a Theadelpheia non si datava diversamente dall'uso nor-
male (2) PThead 10 è del 3 Aprile 307 ed è datato normalmente imareiag
:

t[còv\ x\v\QÌaìv yjiuov ^\eovi]q]ov offtumov [xal Ma^iii\lvov xaioaoog. Escluso così
l'anno 307, forse non meno giustificata è l'esclusione dei oon«oli anteriori
al 305. Ci soccorre per questo dove il o dopo Muginiarov non può
il r. 27,
essere se non l'iniziale di o[£[ìaaiCov mentre Costanzo e Massimiano diven-
;

tarono ae/^aoToi il 1° Maggio 305. E si dirà da escludere lo stesso anno 305,


per cui abbiamo ad es. PO 895, 1 èm vjiareiag tmv xvQuoy fjfic7)v Kcovox. x.
Ma^ijLi. rcòv èmq?areoTdxo)r xaiodgcov rò € (a. 305 P, dopo Pachon). Ma la data-

zione generica consolare in testa al documento poteva essere appunto in


(luesta forma; mentre al r. 27 poteva esserci la datazione con anni degli
imperatori, mese e giorno del documento (cfr. per es. PO 102, 1 e 21). E
allora se il documento fu composto quando si sapeva già che Costanzo e
Massimiano erano diventati imperatori, nulla di più naturale che si datasse,
poniamo, ('EVor^) kY xal {hovg) ft jvjv xvoiov y. K(ovaxav\xiov xal Ma^iiuarov o[e-
^aoxwv xal 2'eovi'joov xal Magiiió'ou xior èjiupuveaxàxoìv xaiodocor. Nonostante
ciò, secondo ogni verosimiglianza il nostro documento è del 306, e nel r. 1

sarà da supplire è:i:l <ovv. £9:^*) L'.-xdxror xcor X. fijimv K. xal Ma^tiaavo\v oe(ìa-

oxo)v rò g', dove non deve far maraviglia la mancanza di avxoxgaxÓQujv dopo
fj^on' (PO 102, 1. 1104, 1 etc); manca per es. anche in BGU 286, 1. PLips.
6 li 1 etc. etc.

PFlor 53, 1 'F;Taif<ai 'Pkui'iov Ktororurti'ov y.ul Ovaleolov (vedo ora che va letto
(1)
CO8X ; mi duole di aver indotto in en-ore il Preisigke, Summeìhiick ."iSóH, HO adn.) Mu^ifiov
e
ròìv '/.uu.:iQOTàT(ov èjTàg/cov y.iX. papiro di cui non mi ricordai quando pubblicammo PSI 309,
dove perciò si corregga la nota al r. 17. Del resto, v. auLhc PThead 36, 10. 30.
(2) Ma V. P Introd. del Jouguet a PThead 32.
.

148 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Non so dire che specie di documento sia questo, di cui abbiamo troppo
insignificanti frammenti. Può sembrare un reclamo per torti fatti al recla-

mante da queW'IIgcor xoo((ìjTÌ]g (ìovhvxì'jq che compare nel r. 4; può sem-


brare piuttosto una nota informativa, a giudicare da quellTr' elòfig del r. 24.
Ma a chi era diretto reclamo o l'informazione? Nel r. 3, nella lacuna a
il

sinistra, difficilmente c'era tanto spazio da comprendere, oltre il nome del


reclamante (per es. Avoì]hog x rov x -covog è probabilmente il nome del ;

padre anche quello del funzionario a cui il reclamo era di-


in genitivo),
retto ma se fosse possibile, si dovrebbe supplire in seguito Àaju7TQ[oTdrì]g
;

'OivQvyxiTcdr :7ÓÀeo)g yaÌQEiv e quindi una forma verbale passiva o intransi-


tiva donde dipendesse V vttò "HQoyrog xxX. Si confronti, ad esempio, PO 1104
(dello stesso anno 306?) che è, in forma di lettera, una domanda al Xoyioxrjg.
Nel documento nostro, però, sembra che lo scrivente dica di essere stato
rimandato dall' jy/t/tcór al koyioTijg (r. 6?); cfr. PFlor 36, 32 sq. etc. Ma nei
rr. 7 e 10 si accenna a parole dell' eparchos, suppergiù nella forma che oc-

corre in resoconti di udienze giudiziarie (cfr. "r. 11).

i'j\/io)ì' KcovoTuvriov y.al Ma^ijuia7>o[v 306??

]o)vog ano riìg Xa^tTioàg y.al XaiiJiQlordrqg

] VTiò "Hgoìvog xoojLirjrov (iovkevT[oò

Ijiioràxcp fjyef.ióvi KXcaòkp Kov\kyuav(7)


jxev jigoaxà$ag k'xegov dia xov Xoyi\oxov ?

\xog e'jiagxog Alyvnxov eil xioiv e7T£^^[

!,£*,« fiovXeveiv àygàf^i.fiaxov \

|« «Trota v fiexe^^eivl

10 l^ti eO ){Àr]drjxa)[

|*A?; sùig 6 a)'x\iSix()g?

1. Per la data cousolare t. lutrod. 5. Per es. jtqooì'i/.&ov tcò diaaij/iotdrfo y.x).

2. Abbiamo segnate le parentesi a sinistra 7. n.7i{f)- Ttoif'i Enel r. 10 elji{e)' kAj/i?. xt/..
e a destra ; ma probabilmente non c'era 8. È difficile non supporre che si tratti di
scrittura ne dall'una parte nò dall'altra. incompatibilità di analfabeti all'ufficio di
È il solito interlinea lasciato fra la data- (iovlsvi/jg . Eppure uell' a. 307 iu Thca-
zione e il testo del documento etc. delpheia troviamo un (ìovkEvrt]g e un àyo-
3 e 5. Suppl. 'O^VQvyytKov Tiòlecog e kò òia- garofii'joag tutti e due àyQdjUjuazoi (PTliead
o»y],woraToj. Anche nel r. 7 sarà ()taa>}iió- 32, 1-12). Cfr. adn. PFlor 63, 1 e E.
za]ro?. Majer-Leonliard, Aygdfifiaroi p. 23 sqq.
4. Per es. à<h^>]Otìs r.iò xtI. 11. O anche ]jf5>;.
716. RECLAMO ? 149

)<9a< T// Éavzov yt:v\

|,f totr ol tv no [

JtÒ Ti 0(07 ti (1 u.i[

lo J
KovXxluvÌk n òi\(io)]f(('naiog

\ftov rrtrijTog [

17 òiaoij/nó\rarog e:iaQyio\g

(semplici tracce nei rr. 18-20>


21 \t:mònH*^[

\^Q0r,a7l07lX^ # #Ò| # jT<« I

y.\ai y.aià ^"TioooTaydtvxa vn()\

ov l\vÉxa^a iV' dòfig iorl (h]\

, 25 y.oo\jia]rov ^Ificog è^ co là 7t[

]v>,iòr]Qa[^\^a y.aì o\

KcoroTav\r(ov y.aì Ma^ifXLavov G\ejjaoTOJì>

•25. 'Pijjtoc: : può sembrare auclic (Pijióg (ma uabile). — lu seguito e^ov soinbra cor-
ri »' noto il nome <Pt/i solo come iudccli- retto da ([ualcosa come coiov.
•27. Cfr. Tiitrod.

717. Frammento di LF/rTEKA.

Arsinoites nomos (""• 9Xi6) Sec. II p.

È nel verso del n" G90, dove vedi Introduzione.

ooi oTieo jH}]Ò€vì y.alwg, [t'àr?!

xuT èjuov xaraìpr](pioì]Tai \ri


'/J

outtqÓv. y.aì oh òè ovv i.xvrjo\'dì'j-\

5 71 7iò)<; 0£ vco'&QEvodfÀ.evov \v-\

rrì]ghì]aa y.al ovx ojxvì]\o]a e\ì'g?\

of. T0V70 Ót: drxooòi èiiiav7Co\

5 e 9. Cfr. PO 929, 4 sqif. y.al \


rvy t'v rovró 7. È incerto se P ultima lettera è co : forse
/te {gli editori vogliono correggere iioC) hiavrò[y Su'], o forse meglio èfiavxo\y ozi]
v:rr)\Q£Ti'ia€i;. Ma tollerano ora l'accusa- ;<t/..

tivo PO 1676, 37.


,

150 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

ovdk iòi\ó\g oov àòe/i.rfò; ov[rco? ?j

oe vjTijQSTijoei. òiò ovv, y.v\Qi£\,

10 nri]odfìg tovtcov avrò j.ióvo\y\

jiivrjo&ìjTi avjfj Tiegl ijuov, i-

va olà TÌjg orjg òe^iàg fj f.io\i] a[vo-\

raaeig y.aì ,aj) \ò\i hégov *


e[v dè\

jiióvov ^ovko^um eìg rì]v o/'|x<'-?j

15 av doeXdeìr y.aì ì^uavTM |oi'0-J

raoiv 7ioioi\aai à7Todsi^ei\g]

dovg. xQEtav Axav&WTol


q^Qovxiòog ovy. è'xco, ^k i^\t' 'II-]

(paioxi\à I
òa fiejìaXezco ,,
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déXì-jg oì'Séy ioriv 7iaoao\

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fie aìò[so\df]g y.a[r\à 7ToóacojTo\v

25 |<3|<' ov TxoiEig y.av òià j'^a/i/(d|Ta))'?|

\i aTtozà^ai. èàv òè a^^\

\g avTì] ,:iOT^xafiv^\

18 scj. ['H]q:)aiori\_d~\8a: nella, 'HQay.L^iÒan /(f- «ely» Topogr. des Faijihn p. 68. PTebt II
Qi'g dell' Arsinoites. Cfr. adii. 1614. Wes- p. 378. — //' f/?MÀs ?

718. Ricetta medica etc.


? (cm. 5,5X7,7) SGC. IV/VP.

Piccolo pezzo di pergamena, di provenienza ignota (probabilmente Oxy-


rhynchos). Alessandro Olivieri.

OJisQi^iajog Xà[ie (ògayjiàg ?) |

Evovpovxa jravoai

1. Forse il numero della colonna (C' ). In fatti, secondo Aetios {Mcd. I 16 ed.
2 e 12. {ògax/^àg) : il seguo è S. Aid.), le radici di xv.^eoo; ovga y.al y.nra-

3. l. èvovQOVì'xa, nel senso di OTQayyovQuovju. /u'/fia y.trovai


718. h'ICKTTA MEDICA ETC. 151

o?')'fi> (5òc -Tty SS ^

lioa[y}yu7)yTa :Taì'aa\i\

y.vla' y.Àei/ie àfivHT'n-]

/« niy.gà X\e)uóoas nr\(t.-\

XujLi^avf t/Ju) y.al

10 òò:: ^y.Àiij'ftv y.al rò

.-jeeiTsai) covo^ u\a-\

Xayòìv {òoayuàz) e. nanonv o|?-

vov 7X(nì\n¥ y.u/.ov

5. Siirà jiiysif (uotevolo è l' uso così antico iiianduta specialmente per le lividure e
della abbreviazione tachigratìca). callosità, proporrei (V«a(?) cpXoióg (nella
a sq. Si deve trattare di iutìaiuniazioiie pergamena è, del resto, cliiavissinio iteu-
delle guance {xvla) per un eriteuui af- (fcorog !).

fine alle g<pt]/.ets, per lo quali sono rac- 12. (Ju.-iQÓv : il che non impedisce che nei
comandate àfwyòaXa :ny.oà /.s?.e;zia/iii;ra. E comici Philyllios e Alexis sia detto aajigò;
il seguente xleye sarà ^J)xh:xi>£ {^= sx).s- on-og in senso non addirittura cattivo (v.

ipor) o forse anche (èyyJ.itpE (= e.xkiijtut). Lexica).


0. l. iXaicp. — ava/., f.).. '
stempera in olio'. 13. 7T0it]0£ e certamente notrjoui (cfr. 3. 6
10. Non intendo exXiipeiv, per cui si aspet- .Taraci), non .Toi'>]oe {= :TOÌi]aor ; cfr. 6 sq.
terel)be invece tmdeUfsiv sim. adu.). Si passa,come vedesi, da ricette
11. In .-ree forse si nasconde Jié.-regi che nei mediche ad altre quali si potrebbero tro-
uiss. i)iìi tardivi è abbreviato ti^ti^'. Sic- vare per es. nei Geoponica (per es. 7,
come poi la corteccia di salice è racco- 20. 21 etc).

719. A&JULBTO CRISTIANO,


Oxyphynchos ? (em. 2.5X5, .5) Sec. IV/V'?

Cfr. BerUner lÙassikertexte VI 129 sq. Wilcken, Archiv ì, 429 sqq.


Filhrer durch die Ausdelliing etc. n° 52(S. Si vedano anche le indicazioni
comunicate nelle Introduzioni a PJandanae 6 (p. 18 sqq.). a PO 924. 1151 etc.
BGU 954 sqq. Lumbroso, Archiv 4, 329. Deissmann, Licht vom Osten^ p. 34.

-f/^fo 'Eì' àoyJi ì/y ó Àóyo^ y.o.ì ó /o;'oc ijv .Toòg ròy dt-óy y.al deòg rjv 6

Àóyo.;. Bl(ìXoc; yeyéaedìg 'Iì]ooÌ' Xoiaxor

1. X\f) qfo {Xoiaiì: oòìxeo) i Ma il g ha — 7:V ào/f/ — l'Jfòg >}»' 6 /.óyog Ioli. 1, 1.

la gamba tagliata.- cioè è indicata i;iia 1 sq. Bip'/.og — l«('fT rtov l4(ÌQaati Matth.
abbreviazione per sospensione. 1, 1.
152 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

vìov Aavh ijiov 'Afìgadii. /va(9cb[s e\iJTev 'Hoaiag 6 7iQ0(pr}rì]g. ['AQyJj rov

£va\yyeUov ^rjoov Xqiotov

i'iov i%ov ì'tov 'AfÌQadjii. 'Ert£\iò\ì]jJ€2 noD^ol è7ir/eiQì]aav àvlàTa^alod-ai d[i]ì]-

}'\i]]oiv TX eoi xòy

7iejiXriQO(pOQi]fxÉvov h i)fCi\v 7t\oay fiuicov . "O y.atoixcóv \h> (ìoi]d£'i\a jov vipi-

OTOv xal rà

5 é^fjs- Ilàrìjo ì)i((ov 6 èv roìg ov\Qav\o7g, àyiaodì'jro rò orofiu oov y.a[l rà éifj<;.\

Aó^a Jiargi y.ol vlq>

xal àyicù 7tr£i\uan rì'\r x\aì cm xaì eig tov; uìòn'ag twv [al\a)vo)ì'. àjiiì']r

Z« + + +

2. KaO(h; Ei.-rev 'Hoa'iag o jrooqì'jT)]; Ioli. 4. 1. :Tf::T/.)iQor/OOi]iuvcoy. — 'O y.azoiy.cov y.rk.

1, 24.