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Densità di Q e di R \ Q in R

La proprietà indicata nel titolo consiste nel fatto che ogni intervallo di R contiene infiniti numeri
razionali ed infiniti numeri irrazionali. In simboli:

∀x, y ∈ R : x < y =⇒ gli insiemi ]x, y[ ∩ Q e ]x, y] ∩ (R \ Q) sono infiniti.

Dimostrazione. Distinguiamo tre casi.


1) I numeri x e y sono entrambi decimali finiti, non negativi e si ha:

1
x = +M, C1 . . . Cn , y =x+ .
10n
In questo caso per dimostrare che vi sono infiniti numeri razionali appartenenti all’intervallo ]x, y[ basta
considerare, ad esempio, i numeri (decimali finiti):

x = +M, C1 . . . Cn 1 , x = +M, C1 . . . Cn 11 , x = +M, C1 . . . Cn 111 , x = +M, C1 . . . Cn 1111 , . . . .

Per fare vedere che vi sono infiniti numeri irrazionali appartenenti a ]x, y[ possiamo considerare, ad esempio,
i numeri:

+M, C1 . . . Cn 01001000100001 . . . ,
+M, C1 . . . Cn 101001000100001 . . . ,
+M, C1 . . . Cn 1101001000100001 . . . ,
+M, C1 . . . Cn 11101001000100001 . . . ,
+M, C1 . . . Cn 111101001000100001 . . . ,
............... .

2) I numeri x e y sono entrambi positivi.


Siano
x = +M, C1 C2 . . . Cn . . . , y = +N, D1 D2 . . . Dn . . . .
Supponiamo, per fissare le idee, che sia M = N (1 ) e indichiamo con n il minimo degli indici n per cui risulta
Cn < Dn ; si ha quindi:

x = +M, C1 . . . Cn−1 Cn Cn+1 . . . , y = +M, C1 . . . Cn−1 Dn Dn+1 . . . .

Tenuto conto del caso 1) è sufficiente provare l’esistenza di due decimali finiti positivi x e y, verificanti le
ipotesi del caso 1), tali che x ≤ x, y ≤ y (e quindi ]x, y[ ⊆ ]x, y[). Distinguiamo due sottocasi.
2B ) Risulta Dn − Cn ≥ 2.
Posto En = Dn − 1, si ha Cn < En e quindi

x = +M, C1 . . . Cn−1 Cn Cn+1 . . . ≤ +M, C1 . . . Cn−1 En <

< +M, C1 . . . Cn−1 Dn ≤ +M, C1 . . . Cn−1 Dn Dn+1 . . . = y ,

pertanto per ottenere la tesi basta prendere:

1
x = +M, C1 . . . Cn−1 En , y = x+ = +M, C1 . . . Cn−1 Dn .
10n
1
2A ) Risulta Dn = Cn + 1.
Distinguiamo ulteriormente due sottocasi.
2B 0 ) Qualcuna delle cifre Dn , n > n, è diversa da zero.
Denotata con Dn∗ la prima di tali cifre (cioè n∗ è il minimo indice n > n per cui si ha Dn 6= 0) e posto
En∗ = Dn∗ − 1, si ha:
x = +M, C1 . . . Cn−1 Cn Cn+1 . . . ≤ +M, C1 . . . Cn−1 Dn ≤

≤ +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 En∗ < +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 Dn∗ ≤

≤ +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 Dn∗ Dn∗ +1 . . . = y ,


quindi la tesi si ottiene prendendo:
1
x = +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 En∗ , y =x+ = +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 Dn∗ .
10n∗
2B 00 ) Tutte le cifre Dn , n > n, sono uguali da zero, cioè y = +M, C1 . . . Cn−1 Dn .
Poiché x < y e Cn = Dn − 1, qualcuna delle cifre Cn , n > n, è diversa da nove. Sia Cn∗ la prima di tali
cifre. Si ha allora:
x = +M, C1 . . . Cn−1 Cn Cn+1 . . . = +M, C1 . . . Cn−1 Cn 9 . . . 9 Cn∗ Cn∗ +1 . . . ≤

≤ +M, C1 . . . Cn−1 Cn 9 . . . 9 9 <

(dove il precedente numero decimale finito ha esattamente n∗ cifre decimali)

< +M, C1 . . . Cn−1 Dn 0 . . . 0 0 = y ,


quindi per ottenere la tesi basta prendere
1
x = +M, C1 . . . Cn−1 Cn 9 . . . 9 (numero decimale finito con n∗ cifre decimali) , y = x+ = y .
10n∗
3) Il numero x è negativo.
Poniamo x = −M, C1 C2 . . . Cn . . . e n = M + 1, cosicché risultax + n ≥ 0, e consideriamo l’intervallo
]x + n, y + n[ ; per quanto già dimostrato (caso 2)) gli insiemi ]x + n, y + n[ ∩ Q e ]x + n, y + n[ ∩ (R \ Q)
sono entrambi infiniti. Consideriamo inoltre la funzione g : R → R definita ponendo g(t) = t − n ∀t ∈ R. La
funzione g ha, come facilmente si verifica, le seguenti proprietà:
i) g è una bigezione tra R e R;
ii) g manda numeri razionali in numeri razionali e numeri irrazionali in numeri irrazionali, dunque si ha:
g(Q) = Q , g(R \ Q) = R \ Q ;

iii) l’insieme immagine dell’intervallo ]x + n, y + n[ è l’intervallo ]x, y[ :


g( ]x + n, y + n[ ) = ]x, y[ .
Ne segue che gli insiemi immagine g( ]x + n, y + n[ ∩ Q) e g( ]x + n, y + n[ ∩ R \ Q), i quali sono infiniti
dato che g è iniettiva, sono uguali rispettivamente a ]x, y[ ∩ Q e ]x, y] ∩ (R \ Q):
g( ]x + n, y + n[ ∩ Q) = ]x, y[ ∩ Q , g( ]x + n, y + n[ ∩ R \ Q) = ]x, y] ∩ (R \ Q) .
Ciò completa la dimostrazione.

(1 ) Il ragionamento si modifica in modo ovvio se è M < N .