Sei sulla pagina 1di 74

A

Abbòzzo (lat. ab = da + orsus = principio). Termine che indica una formazione da cui si
sviluppa successivamente un organo durante l'organogenesi. Es: abbozzo polmonare, abbozzo
epatico, abbozzo dentale.
Abbozzo cartilagineo Stato cartilagineo di un osso che precede la ossificazione, la quale in
questo caso dicesi del tipo encondrale.
Abducente (lat. ab = da + ducere condurre, portare. E’ il VI paio dei nervi encefalici che
innerva il m. retto laterale dell’occhio. La contrazione di tale muscolo ruota lateralmente il
globo oculare.
Abduttore (lat. ab = da + ducere = portare). Dicesi del muscolo che ha per azione principale il
movimento di abduzione. Ad es. sono abduttori il muscolo deltoide, per l’arto superiore e i
muscoli medio e piccolo gluteo, per l’arto inferiore.
Abduzione (lat. abducere = allontanare). Movimento che fa allontanare un arto
dalla linea mediana del corpo. Nella mano tale movimento allontana le dita fra di loro.
Movimento simile si ha pure nelle pliche vocali quando si divaricano tra loro.
Abènula (lat. dimin. di habena = frenulo, briglia, piccola striscia). Le abenule sono appendici, a
mò di briglie, delle strie midollari che si uniscono alla base dell'epifisi o ghiandola pineale.
Aberrànte (lat. aberrare = allontanarsi dal normale). Termine che indica la condizione di una
formazione che si discosta dalla regola comune. Ad es. un'arteria è aberrante quando è
caratterizzata da inspiegabile stranezza del suo decorso. Dicesi anche di parte di organo che
trovasi lontano dalla sua sede abituale: tiroidi aberranti, milze aberranti o accessorie etc.
Abòrto (lat. aborior, abortus = perito nel nascere). Interruzione spontanea o provocata della
gravidanza nelle prime 28 settimane.
Acardia (gr. a priv. = non +cardia = cuore). Assenza congenita del cuore in feti mostruosi.
Accessòrio (lat. accedere = accostare). È l’ XI paio dei nervi encefalici. Prende tale
denominazione perché la sua componente bulbare, nervo accessorio del vago, procede
accostata al nervo vago.
Accomodaziòne (lat. accomodare = aggiustare, adattare). Facoltà di adeguare il fuoco
dell'occhio alla distanza o alla luminosità. Tale effetto si realizza mediante un aumento del
potere convergente del cristallino.
Acefalia (gr. a priv. = non + cephalé = capo). Mancanza congenita del capo in feti mostruosi.
Acérvulus (lat. dimin. di acervus = mucchio, cumulo). Piccolo ammasso di concrezioni
calcaree nella epifisi (ghiandola pineale).
Acetabolo (lat. acceptabulum = coppa). Cavità a forma di coppa scolpita nell'osso dell'anca
per accogliere la testa del femore.
Acetilcolina Mediatore chimico delle sinapsi colinergiche; alcaloide ad azione parasimpatico-
mimetica e colinergico-mimetica derivato dalla colina mediante esterificazione con ac.
acetico.
Acheirìa (gr. a priv. = non + cbeìr = mano). Mancanza congenita di una o ambedue le mani.
Achelìa (gr. a priv. = non + cbeilos = labbro). Assenza congenita, parziale o totale, delle
labbra.
Achianoblepsìa (gr. a priv. = non + cyanos = blu + blepo = io vedo). Cecità per il colore blu.
Achilìa (gr. a priv. = non + cbylos = succo). Assenza di formazione dei normali componenti del
succo gastrico.
Acidofilia (gr. pbiléo = io amo). È la proprietà di organuli cellulari ad assumere i colori acidi di
anilina.
Achille, tendine di Robusto tendine che si inserisce alla faccia posteriore del calcagno e
formato dalla fusione dei tendini dei muscoli gemelli e sòleo. Così denominato perché verso
questo tendine il valoroso capitano greco ricevé la ferita mortale.
Acino (lat. acìnus = granello, chicco). Formazione rotondeggiante d'ordine di grandezza
microscopica racchiudente una cavità che comunica con un dotto escretore; es. acini delle
ghiandole salivari; acini pancreatici etc.
Acistìa (gr. a priv. = non + cystis = vescica). Assenza congenita della vescica urinaria.
Acquedotto (lat. aquae ductus = conduttura di acqua). Termine con quale si indicano
formazioni canalicolari contenenti liquido.
• del vestibolo Canale angusto dello spazio endolinfatico dell'orecchio interno scavato
nella parete posteriore della rupe del temporale.
- della chiocciola Piccolo canale osseo sul margine posteriore della rupe del temporale che
va dalla fossetta petrosa alla chiocciola dell’orecchio interno.
Acrocefalìa (gr. acra= estremità + cephalé = testa). Cranio molto elevato nella regione
parietale con fronte inclinata all'indietro.
Acromasìa (gr. a priv. = non + chròma = colore). Assenza o diminuzione della normale
pigmentazione della cute, come si verifica nell'albinismo.
Acromegalìa (gr. àcra = estremità + mègas = grande). Ingrossamento delle estremità, mani
piedi e faccia, dovuto ad adenoma dell'ipofisi instauratosi nell'età adulta.
Acromìa v. Acromasìa
Acròmion (gr. Àcra = estremità + òmos = spalla). Estremità libera della spina della scapola
sporgente sulla testa dell'omero.
Acrosòma (gr. àcra = estremità + soma = corpo). Il corpo apicale o perforatorium dello
spermatozoo.
Acùstico, nervo... (gr. acuo = udire). VIII paio dei nervi encefalici. E’ un nervo esclusivamente
sensoriale e consta di due distinte componenti: quella cocleare e quella vestibolare.
Acùstico, tubercolo... È una lieve salienza della superficie ventricolare del ponte (pavimento
del IV ventricolo) che continua verso l'alto l'ala bianca esterna. In profondità corrisponde al
nucleo cocleare dorsale.
Adamantoblasto (gr. adàmas = diamante + blastòs = gemma). Cellula dello strato epiteliale
dell'organo dello smalto (membrana adamantina) deputata alla formazione dello smalto del
dente.
Adamkievicz, grande arteria spinale di... E’ l'arteria radicolare più voluminosa che
accompagna l'ultimo paio dei nervi spinali.
- Adamkievicz Albert (1850-1921). Professore di Anatomia a Bonn vissuto nella seconda
metà dell'800. Si occupo' molto della vascolarizzazione degli organi nervosi.
Adamo, pomo di... Prominenza dovuta alla cartilagine tiroide e che occupa la parte anteriore
e mediana del collo dell'Uomo. v. Pomo.
Addòme (lat. abdomen dal verbo abdere = sottrarre allo sguardo). Parte del corpo tra il torace
e la piccola pelvi, contenente la maggior parte degli apparati digerente e urinario.
Adduttòre (lat. adducere = condurre a). Dicesi di muscolo che ha per azione principale il
movimento di adduzione: es. muscoli adduttori della coscia, muscoli adduttori del pollice e del
mignolo.
Adduziòne (lat. adducere = condurre a). Movimento che avvicina un arto alla linea mediana
del corpo.
Adelomòrfe, cellule... (gr. a priv. = non + délos = evidente + morphè= forma). E’ così
denominato un tipo di cellule costituente la parete delle ghiandole gastriche. Sono dette anche
cellule principali o zimogeniche. Nei preparati comuni appaiono poco colorate e percio' non
bene evidenti.
Adenòide (gr. adén = ghiandola). Tonsilla a forma di piccola ghiandola che occupa la volta del
rinofaringe, in prossimità delle coane. Si usa comunemente il plurale «adenoidi» per indicare la
sua iperplasia.
Adenoipofisi (gr. adén = ghiandola + hypophysis escrescenza). E’ così denominato il lobo
anteriore, di origine epiteliale, della ghiandola ipofisaria.
Adipe (lat. adeps = grasso). L'insieme dei depositi di sostanze grasse esistenti nell'organismo.
E’ soprattutto di origine alimentare e costituisce una riserva di materiale nutritivo ed
energetico.
Adito (lat ad = a, verso + ire = andare). Termine che indica l'ingresso verso una cavità. Es.:
adito dell'orbita, apertura anteriore della cavità orbitaria; adito della laringe, apertura che fa
comunicare la faringe con la laringe.
Aditus v. Adito
Adminìculum (lat. adminiculum = sostegno). E’ così denominata la base di attacco al pube
della linea alba dell'addome (adminiculum lineae albae).
Adrenalìna (lat. ad = presso + ren = rene). E’ l'ormone della sostanza midollare della
ghiandola surrenale, la quale è in rapporto mediato con il polo superiore del rene.
Adrenérgiche (lat. adren = presso il rene + gr. érgon = lavoro). Dicesi delle fibre del sistema
nervoso simpatico la cui attività è mediata da una sostanza adrenalinosimile.
Adrenocorticotròpo (lat. ad = presso + ren = rene + cortex = corteccia gr. trepo =
volgere). Ormone del lobo anteriore dell'ipofisi che influisce sullo sviluppo e sulla attività della
corteccia surrenale. E indicato con la sigla ACTH.
Adùnco (lat. aduncus = piegato ad uncino). Dicesi di struttura anatomica piegata ad uncino.
Es.: naso adunco.
Aerìfero (lat. aer = aria + fero = portare). Dicesi di organo cavo che adempie all'attività
respiratoria. Sono vie aerifere: le cavità nasali, la laringe, la trachea e i bronchi.
Afasia (gr. a priv. = non + phàsis = parola). Incapacità di esprimere il pensiero mediante la
parola o la scrittura (a. motoria), o di comprendere le parole dette o scritte da altri (a.
sensoria).
Affluènte (lat. ad = verso + fluere = scorrere). Termine che indica un vaso venoso oppure
linfatico che affluisce verso un altro di calibro maggiore.
Afflusso (lat. ad = verso +fluere = scorrere). L'affluire del sangue in una determinata
direzione o verso un organo.
Agarofobìa (gr. agorà = piazza + phòbos = paura). Timore ossessivo di attraversare una
piazza, un vasto luogo aperto o una strada.
Agenesia (gr. a priv. = non + genesis = generazione). Termine che indica la mancanza o
arresto di sviluppo di un organo o di una parte del corpo. Es.: agenesia del diaframma.
Agger (lat. agger = argine). Rilievo della mucosa nasale che, dalla estremità superiore della
conca media, si dirige in direzione del vestibolo e delimita l'atrio dalla mucosa olfattiva.
Agnatìa (gr. a priv. = non + gnàthos= mascella). Assenza congenita del mascellare inferiore.
Agnosìa (gr. a priv. = non + gnosis = conoscenza). Disturbo della identificazione primaria
degli oggetti attraverso le loro qualità sensoriali: a. tattile o stereoagnosia, incapacità di
riconoscere mediante il tatto e ad occhi chiusi un oggetto anche il più comune e familiare; a.
olfattiva, incapacità di riconoscere le varie sostanze attraverso l'olfatto.
Ala (lat. ala = ala). Nome che si dà a diverse parti del corpo per qualche somiglianza con le ali
degli uccelli: ala del sacro; ali dello sfenoide; ala iliaca dell'osso dell'anca; ali del naso etc.
Albini, noduli di... Piccoli noduletti fibrosi dei margini liberi delle valvole atrioventricolari del
cuore.
Albini Giuseppe, (1827-1911). Allievo dei Panizza a Pavia e del Brucke a Vienna. Tenne
Cattedra di Fisiologia a Cracovia. Nel 1860 fu nominato professore di Fisiologia a Parma e di qui
passò a Napoli alla medesima Cattedra.
Albugìnea (lat. radice albus = bianco). Involucro di connettivo fibroso di alcuni organi:
albuginea del testicolo; albuginea dell'ovario.
Alcock, canale di... Duplicazione della fascia otturatoria nella parete laterale della fossa
ischio-rettale. Dà passaggio ai vasi e al nervo pudendi interni.
Alcock Thomas (n. a Rothsbury nel 1784). Chirurgo inglese che ebbe fama di
valentissimo pratico. Tra le molte opere pubblicò (Londra, 183O) le «Lectures on pratical and
medical surgery».
Alessìa (gr. a priv. = non + lécsis = parola). Incapacità di comprendere la parola scritta, e
quindi di poter leggere.
Algesìa (gr. àlgos = dolore). Termine che indica la sensibilità al dolore.
Allan Burns, plica falciforme di... E’ l'ispessimento, a mò di semiluna, della fascia
cribriforme nel punto di sbocco della grande safena nella vena femorale.
Allan Burns (n. a Glasgow, 1781-1813). Valente anatomista scozzese che nel 1811
pubblicò la «Surgical Anatomy of the head and the neck».
Allantòide (gr. allantoeidés = a forma di salsiccia). Annesso embrionale dei mammiferi, dei
rettili e degli uccelli che sopperisce alla respirazione e ad altre funzioni vitali e di sviluppo
dell'embrione. Nell'uomo rimane rudimentale.
Allocòrtex (gr. àllos = altro + lat. còrtex = corteccia). Termine che indica la corteccia
cerebrale filogeneticamente più antica, nella quale non sono riconoscibili i sei strati
citoarchitettonici della maggior parte della corteccia (isocortex). Nell'Uomo è poco estesa ed
appare connessa con il gusto e con l'olfatto.
Alveolàre (lat. dimin. di alveus = cavità). Si indica con tale termine ciò che è attinente agli
alveoli. Es.: vasi e nervi alveolari che si portano agli alveoli dentali.
Alvéolo (lat. dimin. di alveus = cavità). Ciascuna delle piccole cavità scavate nel margine
superiore del corpo della mandibola per accogliere le radici dentarie. Anche alveoli polmonari,
dilatazioni dei dotti alveolari del parenchima polmonare ove avvengono gli scambi gassosi tra
l'aria inspirata e il sangue che circola nei capillari perialveolari.
Amàcrino (gr. a priv. = non + màcros = lungo + is-inòs = fibra). Elemento nervoso unipolare
(cellula amacrina) di associazione, situato nello strato dei granuli interni della retina, fornito di
ricca e breve arborizzazione che si congiunge con i dendriti delle cellule gangliari.
Amartìa (gr. amarìa = errore). Termine che indica la persistenza di cellule embrionali nei
tessuti durante lo sviluppo.
Amastìa (gr. a priv. = non + mastòs = mammella). Assenza congenita, unilaterale o bilaterale,
della mammella.
Ambìguo (lat. ambiguus = che inclina da due parti). E’ così denominato un nucleo del bulbo
dal quale prendono comune origine fibre branchiomotrici dei nervi accessorio, vago e
glossofaringeo.
Ameboidismo (gr. amoibaìos = trasformazione). Proprietà di cui godono alcune cellule
dell'organismo (leucociti, cellule migranti) di emettere pseudopodi e di spostarsi come amebe.
Amelìa (gr. a priv. = non + mélos = arto). Anomalia consistente nel mancato sviluppo degli
arti.
Ameloblàsto v. Adamantoblasto
Amenorréa (gr. a priv. = non + men = mese + rein = fluire). Mancanza del flusso mensile
(mestruazioni) durante il periodo della vita fertile.
Amfiartrosi (gr. amphì = attorno + àrthron = articolazione). È una varietà di articolazione
poco mobile. In particolare, quella che si stabilisce tra vertebra e vertebra.
Amici, stria di... Linea scura, denominata generalmente stria zeta, che percorre
trasversalmente la banda I della miofibrilla e che segna il limite di un sarcomero.
Amici Gian Battista (1786-ì863). Fisico dell'Università di Modena, perfezionatore delle
lenti del microscopio ed inventore del sistema di immersione.
Amielencefalìa (gr. a priv. = non, myelòs = midollo + encephalé = encefalo). Mostruosità
consistente nel mancato sviluppo del midollo spinale e dell'encefalo.
Amielìa (gr. a priv. non + myelòs = midollo). Mancato sviluppo del midollo spinale.
Amìgdala (gr. amygdàle = mandorla). Termine con il quale si indica una struttura anatomica a
forma di mandorla. Es.: amigdala palatina o tonsilla palatina; amigdala o tonsilla del
cervelletto, un lobulo pari della faccia inferiore del cervelletto, ai lati dell'uvula del verme.
Amigdaloidèo, nucleo... (gr. amygdàle = mandorla + eidòs = a forma di). Ammasso di
sostanza grigia della forma e del volume di una piccola mandorla, situato nel polo anteriore del
lobo temporale e unito alla coda n~ nucleo caudato.
Amilàcei, corpi... (gr. àmylos = non macinato). Concrezioni prostatiche dovute a
desquamazione epiteliale spesso infiltrate di sali calcarei.
Amitòsi (gr. a priv. = non + mìtos = filamento). Divisione diretta delle cellule, senza cioè i
fenomeni della cariocinesi o mitosi.
Ammòne, corno di... (gr. Ammon = Giove Egizio con la testa di ariete). Voluminoso rilievo
dell'ippocampo ventrale, che sporge nella cavità del corno temporale del ventricolo laterale.
Così denominato perché il suo profilo, in sezione trasversa, ricorda le corna di un ariete.
Amnios (gr. amnìon = vaso, in uso nei riti sacerdotali). Involucro embrionale e fetale dei
vertebrati superiori che contiene il liquido amniotico.
Amniòtico Che attiene all'amnios: membrana amniotica, cavità amniotica, liquido amniotico.
Amòrfo (gr. a priv. = non + morphé= forma). Termine che indica ciò che è privo di una
configurazione o di caratteristica ben definita.
Ampòlla (lat. ampulla = anforetta, boccetta). Termine che indica la parte espansa di un
condotto escretore. Es.: ampolla epato-pancreatica, dilatazione della papilla duodenale
maggiore alla confluenza del dotto pancreatico principale e del coledoco; ampolla rettale,
dilatazione del retto al di sopra del canale anale; ampolle membranose, dilatazioni dei canali
semicircolari nell'orecchio interno.
Anale, canale... Ultimo tratto dell'intestino retto. Incomincia con le colonne anali.
Anàlogo (gr. anàlogos = che ha rapporto). Termine con il quale si indicano strutture diverse
morfologicamente ma di eguali funzioni; così le branchie dei pesci sono analoghe ai polmoni
dei vertebrati superìori.
Anàplasia (gr. anà priv. = non + plasso = formo). Regressione del processo di differenziazione
cellulare con ritorno alle cellule di tipo primitivo.
Anastomòsi (gr. anastòmosis = sbocco). È il termine che indica una congiunzione tra vasi
sanguiferi: tra due arterie; tra due vene; tra un arteria e una vena (anastomosi artero-venosa).
Angolo (gr. gonìa = angolo). In Anatomia, punto inclinato dove si incontrano due parti o due
margini di un organo. Es.: a. sternale (del Louis); a. della mandibola; a infrasternale, tra le due
arcate costali; a. ponto-cerebellare tra il ponte, il bulbo e il cervelletto.
Anisomastia (gr. ànisos = ineguale + mastòs = mammella). Differenza di volume tra le due
mammelle.
Anisto (gr. an priv. = non + istos = tessuto), Termine che si riferisce a ciò che non ha struttura
determinata.
Annéssi (lat. adnexa da adnectere = congiungere, unire). Formazioni in stretto rapporto con
l'organo principale di un sistema: annessi cutanei, sono le produzioni cutanee quali i peli, le
unghie, le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee e la ghiandola mammaria; annessi
dell'utero, trattasi dell'ovario, della tuba e di alcuni legamenti; annessi embrionali, il complesso
di organi in connessione anatomica con l'embrione: amnios, allantoide, sacco vitellino.
Ano (lat. anus = cerchio). Estremità inferiore del canale anale; orifizio terminale dell'intestino
circondato dal muscolo sfintere esterno dell’ano.
Anoftalmìa (gr. an priv. = non + ophtalmòs = occhio). Assenza congenita di un occhio.
Anomalìa (gr. an priv. = non + homalòs = uguale) Modificazione della forma di un organo che
comporta incapacità a svolgere determinate funzioni. Es. labbro leporino; comunicazione
interatriale etc.
Anònima-o (gr. an priv. non + onòma = nome). Termine usato dagli antichi anatomisti per
indicare strutture a cui non era attribuita denominazione specifica.
- arteria Ramo dell'arco aortico che dà origine, per biforcazione, alle arterie carotide comune
e succlavia di destra.
• vena Origina dalle vene giugulare interna e succlavia e confluisce con la v. anonima
eterolaterale a formare la vena cava superiore.
Anorchidìa (gr. an priv. = non + orchis = testicolo). Assenza congenita di uno o di ambedue i
testicoli.
Ansa (lat. ansa = manico, maniglia). Termine che si dà a strutture anatomiche che si
presentano ricurve. Es.: anse intestinali; ansa lenticolare; ansa dell'ipoglosso.
Antélice (gr. anti = contro + elix = giro). Rilievo curvilineo della faccia esterna del padiglione
dell'orecchia, situato di contro all'elice.
Antìmeri (or. anti = contro + méros = parte). Dicesi dei piani paralleli di contro al piano
mediano.
Antimùro v. Plaustro
Antitràgo (gr. anti = contro + tràgos = becco). Una delle salienze del padiglione dell'orecchia
che è posta di contro al trago. v. Trago.
Antiversiòne (lat. ante = avanti + vertere = volgere). Spostamento in avanti del corpo
dell'utero: l'asse del corpo dell'utero è normalmente spostato in avanti nei confronti dell'asse
dello scavo pelvico che si trova sulla direttrice ombelico-coccigea.
Antracòsi (gr. àntracs = carbone). Termine che indica l'accumulo nei polmoni di carbone e di
detriti di scarichi industriali.
Antro (gr. àntron = caverna). In Anatomia vengono così denominate alcune cavità. Es.: a.
mascellare, a. mastoideo, a. timpanico, a. pilorico.
Annulus fibrosus (Anello libroso). Anello esterno di fibrocartilagine del disco intervertebrale.
Anulàre (lat. anularis = dito dell'anello). E’ così denominato il quarto dito della mano al quale
si suole, più comunemente, portare l'anello.
Aòrta (gr. aortè = aorta deriv. da aeìro sollevo). La grande arteria che sì solleva dal ventricolo
sinistro del cuore e dalla quale partono successivamente le arterie della circolazione generale.
Apathy, rete neurofibrillare di... Un intreccio neurofibrillare endocellulare delle cellule
nervose. Questo trovato trasse l'Autore a generalizzare e ad elaborare, in antitesi alla teoria del
neurone, la teoria della continuità neurofibrillare.
Apathy Istvàn (1863 - 1922). Ungherese, tenne Cattedra di Anatomia comparata a
Kolozsvar e a Szeged. Studiò lungamente a Napoli alla Stazione Zoologica, istituì con Angelo
Ruffini la dottrina nervosa del circuito chiuso.
Apice (lat. apex = sommità). Dicesi della punta o della sommità di una struttura anatomica:
apice del processo odontoide della II vertebra cervicale; apice del cuore; apice del polmone;
apice del sacro etc.
Apofisi (gr. apophysis = escrescenza). Termine che si riferisce a un rilievo osseo prominente.
Tali rilievi prendono nomi diversi a seconda del sito e della forma: a. stiloide; a. coracoide etc.
Aponéurosi (gr. aponéurosis = tendine dell'estremità dei muscoli). Termine con il quale
Galeno indicava un tendine piatto, laminato a mò di membrana. Es. a. del muscolo obliquo
esterno; a. piantare etc. E’ lo stesso che aponeurosi.
Anastomòtico (gr. anastòmosis = sbocco). Dicesi di rami vascolari e nervosi che collegano
altri vasi e nervi.
Anatomia (gr. anatomé = dissezione). E’ la branca delle Scienze morfologiche che studia la
conformazione interna ed esterna del corpo, i reciproci rapporti e la minima struttura degli
organi che lo compongono, allo scopo sia di intendere la funzione alla quale sono destinati, sia
di fornire conoscenze indispensabili allo studio delle discipline cliniche. Nello studio morfologico
dell'Uomo, si distinguono diverse Anatomie: quella Descrittiva, quella Topografica, quella
Applicata, quella Radiologica, quella Costituzionalistica etc. Il termine Anatomia vuole indicare
il primo metodo usato per studiare il corpo umano. Oggi, per l'allargarsi dei campi e
l'approfondirsi dei metodi, conviene parlare di Morfologia dell'Uomo.
Anatòmico Aggettivo, pertinente all'Anatomia: pezzo anatomico, sala anatomica, studi
anatomici.
Anatomìsta Colui che esercita l'Anatomia.
Anca (dal lombardo hanka). Regione anatomica che comprende la radice della coscia,
costituita dall'osso dell'anca e dalle parti molli che lo circondano.
- osso dell'... Osso piatto che concorre a formare il bacino. Risulta dalla fusione di tre ossa:
ileo, ischio e pube. Si articola con la testa del femore.
Anconéo (gr. ancon = gomito). Piccolo muscolo della regione posteriore del gomito che
dall'epicondilo laterale dell'omero si porta al margine laterale dell'olecrano e all'ulna.
Andersch, ganglio di... È il ganglio petroso o inferiore del nervo glossofaringeo, situato
immediatamente sotto il foro giugulare.
Andersch Carol Samuel (1732-1777). Anatomista del XVIII secolo; descrisse nel suo
Trattato «De nervis humani corporis aliquibus» il ganglio inferiore del glossofaringeo.
Andrògeno (gr. anér-andròs = uomo + géno = genero). Ormone ad azione mascolinizzante,
prodotto dal testicolo e dalla corteccia surrenale.
Anèllo (lat. doppio dimin. di anus = cerchio). Formazione ossea o fibrosa di forma circolare: a.
timpanico della porzione timpanica del temporale di neonato; a. inguinale, orifizio del tragitto
inguinale.
Anficìta-o (gr. ampbì = da ogni parte + cytos cellula). Piccoli elementi gliali che si stringono
attorno ai corpi delle cellule a T dei gangli cerebro-spinali.
Angiologìa (gr. angeìon = vaso + lògos = studio). Parte dell'Anatomia che si occupa dello
studio dei vasi sanguiferi e linfatici.
Apparato (lat. part. di apparare = mettere insieme). Insieme di organi concorrenti ad una
determinata funzione: a. digerente, a. uro-genitale etc.
Appendìce (lat. appendix = aggiunta). Termine introdotto nel linguaggio anatomico per
indicare una parte qualitativamente simile e connessa ad un'altra considerata come principale:
a. vermiforme; a. del testicolo; a. dell'epididimo; a. epiploica, etc.
Aracnòide (gr. aràchnion = ragnatela + eidos = a forma di). Meninge sottile, avascolare simile
a tela di ragno, connessa alla dura e alla pia madre mediante tralci connettivali.
Aranzio, dotto venoso di... Condotto che nella vita fetale mette in comunicazione la vena
ombelicale alla vena cava inferiore.
- noduli di... Piccoli noduli fibrosi,in numero di tre, situati ognuno sul punto medio del
margine libero delle valvole semilunari dell'aorta.
- ventricolo di... La parte inferiore allargata del solco mediano d~ IV ventricolo.
Aranzio Giulio Cesare (1530-1589). Professore di Anatomia in Bologna. Scrisse un
trattato di Embriologia «De bumano foetu opusculum» edito in Roma nel 1564. Le sue
«Observationes Anatomicae» furono stampate a Basilea nel 1579.
Arbor vitae (Albero della vita). Così denominate due particolarità anatomiche che si
descrivono nella sostanza bianca del cervelletto e nella mucosa del collo dell'utero.
Arcàta (lat. med. arcata). Termine usato per indicare strutture conformate ad arco: a. costale;
a. zigomatica. a. piantare; a. sopracciliare; a arteriosa palmare.
Archicerebéllo (gr. arché = inizio + lat. cerebellum = piccolo cervello). Parte
filogeneticamente più antica di cervelletto, costituita dalla lingula e del lobulo flocculo-
nodulare.
Archipàllio (gr. arché= inizio + lat. pallium = mantello). Regione della corteccia cerebrale di
più antica formazione. Dicesi anche archi-corteccia, localizzata principalmente nell'ippocampo
e nella circonvoluzione dentata del lobo temporale.
Arco (lat. arcus = volta). Termine che indica qualunque parte del corpo la cui figura si avvicina
a quella di segmento di cerchio: a. aortico; a. dell'azygos; a. tendineo del m. elevatore dell'ano;
a. vertebrale etc.
Arcuàto (lat. arcuare = piegare ad arco). Dicesi di formazione anatomica piegata in forma
d'arco. Arterie e vene arcuate, tra corticale e midollare del rene; trabecola arcuata, nel
ventricolo destro del cuore.
Area (lat. area = superficie). Termine che indica una superficie piana e circoscritta di un
organo: a. cribrosa della lamina orizzontale dell'osso etmoide; a. intercondiloidea anteriore e
posteriore della superficie articolare della tibia; a. nuda del fegato, etc.
Aréola Dimin. di area: termine che viene riferito ad una piccola superficie circoscritta: a.
mammaria; a. gastriche etc.
Areolare, tessuto... Prima terminologia con la quale fu indicato il tessuto connettivo lasso.
Arnold, nervo auricolare di... E’il ramo auricolare del vago che, nato dal ganglio giugulare,
si immette in un apposito canalino dell'osso temporale.
Arnold Friedric (1803-1890). Professore di Anatomia ad Heidelberg. Studiò
particolarmente il sistema nervoso, descrivendo i nervi ricorrenti durali posteriori che originano
dalla branca oftalmica del trigemino, il ganglio otico annesso alla branca mandibolare del
trigemino e la sostanza reticolare bianca sulla superficie della circonvoluzione dell'ippocampo.
Artéria (gr. aér = aria + térein = portare). Termine improprio dato a questi vasi dagli Antichi,
perché ritenuti vuoti di sangue, ma pieni d'aria. In senso proprio, sono i vasi mediante i quali il
sangue, espulso dal cuore, viene convogliato alla periferia.
Articolaziòne (lat. articulus = giuntura, articolazione). Il complesso di strutture che mantiene
in reciproca contiguità due o più superfici ossee. A seconda della mobilità o meno, le
articolazioni si distinguono in fisse o sinartrosi, in mobili o diartrosi, in semimobili o sinfisi o
anfiartrosi.
Artrodìa (gr. àrthron = giuntura). Tipo di articolazione mobile tra due superfici piane. Ad es.
quella tra i processi articolari delle vertebre.
Artrologìa (gr. àrthron = giuntura + logòs = studio). Parte dell'Anatomia che studia i capi
ossei, le capsule e i legamenti che compongono un'articolazione.
Ascèlla (lat. axilla = ascella). Regione anatomica in corrispondenza della radice dell'arto
superiore.
Ascellàre Dicesi di formazioni relative all'ascella: arteria e vene ascellari; nervo ascellare;
linfonodi ascellari.
Aschoff, istiociti di... Cellule mobili del connettivo.
Aschoff K.A. Ludwig (n.a Berlino, 1866-1942). Insegnò Patologia generale all'Università
di Marpurgo prima e di Friburgo poi. Particolarmente notevole è il suo contributo allo studio del
sistema reticolo-istiocitario e del fascio di conduzione del cuore.
Aselli Gaspare (n. a Cremona, 1581-1626). Professore di Anatomia a Pavia. Nel 1622 dimostrò
la presenza dei vasi linfatici nell'addome del Cane (vasi aselliani). La sua opera principale «De
lactibus, sive lacteis venis» fu pubblicata, un anno dopo la sua morte, da Ludovico Settala e
Alessandro Tadino, conservatori della pubblica salute presso il Tribunale di Milano.
Asse (lat. axis = perno, asse). Si dà questo nome alla II vertebra cervicale, a motivo della sua
apofisi odontoide intorno alla quale la I vertebra cervicale gira come su un perno. L'asse è più
comunemente denominato epistrofeo.
Assone (lat. axis = stelo, asse). E’ così denominato il prolungamento che si diparte dal corpo
della cellula nervosa. Tale prolungamento è detto anche cilindrasse o neurite.
Astérion (gr. astér = stella). Punto craniometrico situato in sopra alla mastoide, ove si
incontrano l'osso temporale, l'osso parietale e quello occipitale.
Astràgalo (gr. astràgalos = vertebra). È l'osso del piede di forma irregolarmente cuboidea
situato tra tibia, calcagno e osso navicolare. Deve la sua denominazione per somiglianza al
corpo di una vertebra. Gli astragali di capre venivano usati dagli antichi come dadi per il gioco.
Astrocìta (gr. àstron-stella + cytos = cellula). Un tipo di cellule della glia o nevroglia di forma
stellata con un piccolo corpo cellulare dal quale si sollevano numerosi prolungamenti che si
pongono in contatto con i capillari sanguiferi.
Atassìa (gr. a priv. = non + tacsìs = ordine). Perdita della capacità di coordinare le azioni
muscolari con conservazione tuttavia, della forza muscolare.
Atelìa (gr. a priv. = non + telé = capezzolo). Assenza congenita del capezzolo.
Atetòsi (gr. àthetos = incostante, senza posizione o luogo). Movimenti involontari lenti e
incoordinati, molto ampi, che si manifestano soprattutto alla estremità degli arti.
Atonìa (gr. a priv. = non + tònos = elasticità). Diminuzione del tono normale di un organo
contrattile. Es.: a. muscolare, a. gastrica, a. intestinale.
Atlànte E’la I vertebra cervicale che si articola con i condili dell'occipitale. Vertebra che
sorregge il capo a similitudine del mitico Atlante che sorreggeva il mondo.
Atresìa (gr. a priv. = non + tresìs = orifizio). Occlusione congenita di un canale o di un orifizio
Organico. Es.: a. dell'esofago, a. anale,
Atrichìa (gr. a priv. = non + trics = pelo). Assenza completa dei peli, molto spesso congenita.
Atrio (lat. atrium = ingresso). Camera del cuore in cui giunge il sangue refluo dalle vene prima
di defluire nel ventricolo corrispondente.
Atrofìa (gr. a priv. = non + trophé = nutrimento). Difetto di nutrizione dei tessuti e degli
organi. Termine comunemente usato per indicare la diminuzione di volume di un organo: a.
cerebellare; a. muscolare etc.
Auerbach, plesso mienterico di... E il ricco plesso contenente cellule gangliari situato tra la
muscolatura longitudinale e quella circolare della parete dell'intestino
Auerbach Leopold (1826-1897). Medico in Breslau vissuto nella seconda metà dell'800.
Pubblicò, nel 1864, i suoi trovati nell'Archivio del Virchow.
Aurìcola (lat. dimin. di auris = orecchia). Propaggine anteriore dell'atrio del cuore, somigliante
a una piccola orecchia.
Auricolàre (lat. auricularis = a mò d'orecchia). Dicesi di strutture in rapporto con l'orecchia:
nervo auricolare posteriore; muscoli auricolàri; arteria auricolare. Anche di parte anatomica
configurata in modo paragonabile al padiglione dell'orecchia: faccette auricolari del sacro.
Ancora, punto craniometrico che indica il centro dell'orifizio del condotto uditivo esterno.
Austri (lat. haustrum = catino). Gibbosità, separate da solchi, che si susseguono lungo il colon.
Termine usato per similitudine con le antiche macchine che, con serie di catini, attingevano
l'acqua.
Avambraccio (franc. avant-bras). Il segmento dell'arto superiore compreso fra il braccio e la
mano.
Avòrio (modif. dal lat. ebur = avorio). Varietà di tessuto osseo compatto che forma
l'impalcatura del dente. V. anche Dentina.
Avventizia (lat. adventicius = che sta al di fuori). E’la tonaca esterna della parete di un vaso
formata da connettivo collagene con scarse fibre elastiche. In essa sono contenuti i vasi
nutritizi (vasa vasorum).
Azygos (gr. a priv. = non + zygòn = pari) Tronco venoso impari che, originato nella regione
lombare, risale nel torace sul lato destro della colonna vertebrale ed estua nella vena cava
superiore.
B
Bacinètto (dim. di bacino del gallo – romanzo baccinum = catino). Formazione imbutiforme
del seno renale cui mettono capo i calici maggiori e che si continua inferiormente con l’uretere.
Bacìno (dal gallo-romanzo baccinum = catino). Ampia cavità ossea formata dalle due ossa
dell'anca e posteriormente dal sacro e dal coccige.
Balli, sfintere di... Strozzamento tra colon discendente e sigma che si mette in rilievo
all'esame radiologico del grosso intestino.
Balli Ruggiero, Professore di Radiologia nella Università di Modena. Fondatore della
Società di Radiologia. Iniziò la sua carriera nell 'Istituto anatomico dello Sperino.
Bandèlla (dimin. dal franc. bande = striscia). Denominazione data ai nastri fibrosi di
ispessimento di una fascia e di una aponeurosi muscolare: b. ileo-pettinea; b. ileo-pubica; b.
ileo-tibiale.
Bardinet, legamento di... Fascio secondario posteriore del legamento collaterale ulnare
dell'articolazione del gomito
. Bardinet Barthélémy Alphonse (1814-1874)
Barocettore (gr. bàros = peso + lat. recéptor = ricevitore). Corpuscolo nervoso terminale che
è stimolato da mutamenti di pressione cui è sottoposto.
Barrièra (dal franc. barriere). Ostacolo opposto da alcune formazioni anatomiche al passaggio
di sostanze da un mezzo ad un altro: b. eniato-encefalica; b. alveolo-capillare.
Bartolino, condotto sottolinguale del... E’ il condotto maggiore della
ghiandola salivare sottolinguale che si apre in corrispondenza della caruncola sottolinguale.
ghiandole di... Sono le ghiandole vestibolari maggiori indovate, una per lato, nella parte
posteriore della vulva. Il loro condotto sbocca nel solco tra le piccole labbra e l'iméne.
Bartholin Caspar (1655-1738). Professore di Medicina in Copenhagen, fratello
dall'anatomista Thomas e discendente da famiglia di anatomisti.
Base (Bàsis = sostegno). Si indica con tale denominazione generalmente la parte più larga di
un organo in opposizione all'apice: b. (del polmone; b. del cranio; b. della vescica; b. del cuore
etc.
Basilare (lat. scolastico basilàris). Termine che si dà a strutture anatomiche che hanno
rapporto con una base: arteriaBasilare, situata nell’interno del cranio sul clivus e al di sotto del
ponte di Varolio.
Basilica, vena... (gr. Basilicòs = regale). Termine dato dagli antichi anatomisti alla vena
superficiale che decorre medialmente nell'avambraccio. Ritenuta la vena regale, cioè la
principale per cavare il sangue.
Basion (gr. bàsis = base). Punto craniometrico situato alla base cranica, alivello del punto di
mezzo del margine anteriore del grande foro occipitale.
Bastoncélli, cellule dei... Sono le cellule visive o fotorecettori, di torma allungata che
occupano lo strato superficiale della retina. Se ne contano circa 75 milioni.
Batraciàno (gr. bàtrachos = rana). Dicesi di addome voluminoso e svasato ai fianchi e quindi
di aspetto simile a quello della rana.
Beccari, centro tegmentale di... E l'insieme delle cellule raggruppate nella sostanza
reticolare dei bulbo.
piega fronto-olfatto-limbica di... E’ la piega della faccia mediale dell’emisfero cerebrale che
unisce la circonvoluzione frontale superiore alla circonvoluzione del cingolo e a quella
olfattoria.
Beccari Nello (n. a Bagni a Ripoli, 1885-1957). Assistente del Chiarugi nell'Istituto
anatomico di Firenze. Frequentò l'Jstituto neurologico di Francoforte diretto da Edinger. Nel
1922 fu chiamato alla Cattedra di Anatomia umana all'Università di Catania. Nel 1926 passò
alla Cattedra di Anatomia comparata a Firenze. Accademico dei Lincei, dal 1945 tenne la
direzione dell'Archivio italiano di Anatomia e di Embriologia. Profuse la sua grande cuitura in
ricerche di neurologia comparata.
Bechterew, nucleo di... E’ il nucleo vestibolare superiore situato nel tronco encefalico e a cui
giungono fibre afferenti del nervo vestibolare.
Bechterew Wladimir Michailovich von (n. a Vjatka, 1857-1927).
Professore di Psichiatria a Kazan e a Pietroburgo. Nel campo anatomico è particolarmente
interessante il suo Trattato sulle vie di conduzione del cervello e del midollo spinale.
Béclard, triangolo di... Triangolo osteo-muscolare della regione sopraioidea che si stabilisce
tra grande corno dell'osso ioide, ventre posteriore del m. digastrico e margine anteriore del m.
sternocleidomastoideo. In questo spazio si ricerca l'arteria linguale prima che da essa si
stacchino i rami collaterali.
Béclard Pietro Augusto (n. ad Angers, 1785-1825). Professore di Anatomia a Parigi: la sua
opera eccelle nel campo dell'Anatomia chirurgica.
Bell, nervo respiratorio esterno di... E’ il nervo toracico lungo che innerva il muscolo
grande dentato.
Bell Charles (1774-1842). Fisiologo e neurologo inglese, insegnò dapprima a Edinburgo e
poi a Londra.
Bellini, dotti papillari del... Sono i condotti terminali, in numero di 15-20 per ciascuna
papilla renale, che raccolgono i canali collettori o si aprono in corrispondenza dei forami
papillari dell'area cribrosa delle papille renali.
Bellini Lorenzo (n. a Firenze 1645-1704). Nell'Ateneo di Pisa ebbe maestri il Borelli e il
Redi. A soli 18 anni publicava la sua celebre “Esercitazione anatomica intorno alla struttura dei
reni”. A 20 anni saliva la cattedra di Medicina teorica prima e di Anatomia poi nell’U1niversìtà
di Pisa. Con il Borelli fu tra i fondatori dell'Accademia del Cimento.
Bertelli, fascio diaframmatico di... È un fascetto muscolare che, a livello della VII
cartilagine costale, si spicca dall'aponeurosi del muscolo trasverso dell'addome.
Bertelli, rima sopraglottica di... Cavità ovoidale situata al di sopra della glottide,
impropriamente chiamata «vestibolo della laringe». Bertelli Dante (n. a Caldana, 1858-1946).
Allievo del Romiti, fu professore di Anatomia all'Università di Padova, succedendo al Vlacovich.
Ebbe come allievi Sterzi, Favaro, Rossi Ferdinando e Ottaviani.
Bértin, colonne renali del... E’ la sostanza corticale che si affaccia tra le piramidi renali.
cornetto del... E’ il cornetto dello sfenoide, rappresentato da una laminetta ossea pari
che chiude in avanti il seno sfenoidale.
legamento del... Appartiene ai legamenti dell'articolazione dell'anca e, più
precisamente, costituisce il legamento ileo-femorale.
Bértin Exupère Joseph (n. a Tremblay in Bretagna, 1712-1781). Fu medico a Reims e a
Parigi. Corrispondente dell'Académie des Sciences, ebbe grande fama di anatomista per i suoi
studi sulle ossa e sui vasi linfatici.
Betz, cellule di... Sono le grandi cellule piramidali situate nel quinto strato della corteccia
cerebrale motrice primaria.
Betz Vladimir Aleksandrovic 1834-1894). Anatomista, pubblicò nel 1881 una memoria
sui centri nervosi ove descrisse le cellule piramidali giganti.
Bichat, corpo adiposo di... Massa di tessuto adiposo situata tra il margine anteriore del m.
massetere e il m. buccinatore. È questo batuffolo di adipe che rende le guance dei bambini
particolarmente paffute.
Bichat Marie Francois Xavier (n. a Thoirette en Bresse, 1771-1802). Professore di
Anatomia a Parigi. Morì di tubercolosi a 31 anni lasciando il suo classico Trattato di Anatomia
generale pubblicato a Parigi nel 1801. Fu l'iniziatore delle nozioni dei tessuti e fu di lui l'idea,
fondamentalmente giusta, che tutte le manifestazioni della vita siano riportabili a tessuti
diversi. Idea che lo consegnò alla storia della Biologia come organicista tra i vitalisti del tempo.
Bicipite (lat. biceps, cipitis = a due teste). Si riferisce a quei muscoli che originano con due
capi carnosi i quali poi si fondono in una massa comune: b. brachiale; b. femorale.
Bicùspide (lat. bis = due + cuspis = punta). Dicesi di strutture anatomiche che terminano a
due punte. E il caso dei denti premolari bicuspidali e della valvola atrio-ventricolare di sinistra
del cuore, costituita da due lembi appuntiti.
Bifido (lat. Bifidus = diviso in due parti). Strutture anatomiche che terminano divise in due
parti: processo spinoso delle vertebre cervicali; spina bifida o rachischisi.
Biforcaziòne E’ il punto di divisione, a mò di forca, di una arteria o di un nervo. Ne è un
esempio la biforcazione dell'arteria carotide comune in carotide esterna e carotide interna.
Bigèmino (lat. bigeminus = doppio). Dicesi di elementi che formano una coppia, appartenenti
alla medesima regione e affini per forma, disposizione e struttura. Es.: tubercoli bigemini del
tetto del mesencefalo.
Bilaterale (lat. bis = due +latus = lato). Dicesi della simmetria, cioè della ordinata
corrispondenza di forma e di posizione tra le parti di una metà del corpo rispetto all'altra.
Bile (lat. bilis = fiele, bile). Prodotto di secrezione degli epatociti. E’ un liquido vischioso, giallo-
verdastro, di sapore amaro.
Biliare (lat. bilis = fiele). Relativo alla bile: acidi biliari, pigmenti biliari etc.
Bilifere (lat. bilis = bile, fiele + fero = porto). Sono le vie bilifere, un sistema di canali e dotti
che convogliano la bile dal fegato al duodeno.
Billroth, cordoni di... Sono gli elementi cellulari che riempiono gli spazi compresi tra i seni
venosi della milza.
• strato cambiale di... E’ lo strato interno del periostio cui aderiscono numerosi
osteoblasti.
Billroth Christian Albert Theodore (n. a Bergen, 1829-1894). Fu professore di Chirurgia
a Zurigo e poi a Vienna. Oltre che di ricerche istologiche si occupò di chirurgia addominale, di
cui resta come un precursore dei più arditi interventi sull'addome.
Biparietale (lat. bis = due + parietale). Diametro della testa che passa per le due bozze
parietali.
Bipennàto (lat. bis = due volte + pinnatus = pennato) Termine che indica quei muscoli le cui
fibre si attaccano al tendine in ambedue i suoi lati. Ne è esempio il muscolo retto femorale.
Bipolare, neurone... Tipo di neurone dal corpo fusato, dai poli del quale si spiccano
rispettivamente un prolungamento dendritico e un prolungamento cilindrassiale. Se ne
riscontrano nella retina, nell'epitelio olfattivo e nei gangli cocleare e vestibolare.
Bivéntre, muscolo... Dicesi di muscolo che presenta un tendine nella sua metà, il quale
divide il corpo muscolare in due porzioni o ventri. Tali sono i muscoli digastrico e omoioideo del
collo.
Blumenbach, clivus di... Situato nella fossa cranica posteriore, è costituito dalla parte
posteriore della lamina quadrilatera dello sfenoide e dalla faccia superiore del processo
basilare dell'occipitale. V. Clivus.
Blumenbach Jolian Friedrich (n. a Gotha, 1752-1840). Fu professore di Anatomia a
Gottinga. Raggiunse larga fama per le sue fondate ricerche di craniolgia e per le sue dotte
lezioni.
Bòcca (lat. bucca = guancia e anche bocca) Cavità corrispondente all'inizio del canale
alimentare. Vi si distingue un vestibolo della bocca ed una cavità buccale.
Bochdaleck, canale di... E’ la porzione superiore, rimasta pervia, del dotto tireo-glosso che
nella vita embrionale congiunge la base della lingua alla parte mediana della tiroide.
Bochdaleck Vincenz Alexander (1801 - 1883).
Boll, canali di... I canali intercalati del pancreas, che collegano i canali intralobulari con gli
acini ghiandolari.
Boll, cellule di... Elementi caratteristici, appiattiti e fittamente ramificati, che trovansi
attorno agli alveoli di numerose ghiandole esocrine acino-tubulari (salivari e lacrimali).
Boll Franz Christian (n. a Neubrandenburg, 1849-1879). Studiò medicina a Bonn e a
Berlino. Fu allievo di Schultze e professore nell'Istituto di Fisiologia «Du Bois Reimond».
Bolla v. Bulla
Borelli Giovanni Alfonso (n. a Napoli, 1608-1679). Fu allievo a Napoli dell'anatomista Marco
Aurelio Severino e del filosofo Tommaso Campanella e, a Roma, del matematico Benedetto
Castelli. Ebbe Cattedra di Matematica a Pisa, ove fu tra i fondatori, nel 1657, dell'Accademia
del Cimento. Per il desiderio di applicare le matematiche alla meccanica animale, Borelli si
occupò di Anatomia e Fisiologia, eseguendo continue dissezioni di cadaveri e riunendo intorno
a sé eletti studiosi e allievi tra i quali il Malpighi e il Bellini. Descrisse per primo e in modo
stupefacente l'architettura delle fibre miocardiche, si occupò della struttura del rene e della
composizione del sangue. Ma l'opera nella quale profuse tutta la sua dottrina e il suo ingegno
fu il «De Motu Animalium, in cui indagò le forze e i principi rigorosamente matematici che
governano la contrazione muscolare. Negli anni pisani, Borelli fu il vessillifero di un galileismo
non soltanto inteso come metodo sperimentale e meccanicistico, ma anche di una filosofia
sottesa da una concezione atomistica del mondo.
Bòrsa (gr. byrsa = recipiente di pelle, lat. tardo Aursa). E’termine riferito più propriamente alla
borsa scrotale ma, anche, usato per indicare le borse sierose annesse ai muscoli e ai tendini.
- omentale Spazio, rivestito di peritoneo, situato per gran parte posteriormente allo
stomaco. E’ anche denominata retrocavità degli epiploon ed è un recesso della cavità
peritoneale che il foro epiploico mette in comunicazione con la restante parte della cavità
peritoneale.
Botallo, foro di... E’ il foro ovale descritto nel setto interatriale del cuore fetale che fa
comunicare il sangue tra i due atri.
Botallo Leonardo (n. ad Asti nel 1530). Studiòa Pavia e si recò a Parigi ove esercitò
chirurgia. Fu protomedico di Enrico III di Francia.
Bottcher, ganglio di... Piccolo ammasso gangliare annesso al ramo vestibolare del nervo
cocleare, nel fondo del meato acustico interno.
Bottcher Arthur (1831-1899). Professore di Patologia e Anatomia patologica
all'Università di Dorpart. Notevole la sua opera sullo sviluppo dell’ orecchio interno.
Bottòne (franc. bouton = gemma, bottone). Termine usato in Anatomia per indicare la gemma
epiteliale dei denti, i bottoni dentari. Anche, le piccole dilatazioni terminali della telodendria, i
bottoni terminali o bulbi sinaptici.
Bottonièra (franc. boutonnière = occhiello). È lo spazio ovale delimitato tra i legamenti gleno-
omerali superiore e medio, in cui la capsula dell'articolazione è scontinua e al davanti di essa
passa il tendine del muscolo sottoscapolare (bottoniera del muscolo sottoscapolare o foro
ovale del Weitbrecbt).
Bovero Alfonso (n. a Pacetto Torinese, 1871-1937). Fu aiuto settore nell'Istituto di Anatomia
di Torino diretto dal Giacomini. Dal 1909 al 1910 resse, per incarico, la Cattedra di Anatomia
all'Università di Cagliari. Nel 1914 fu chiamato a San Paulo ad organizzare l'Istituto anatomico
della Facoltà di medicina allora fondata. Ebbe allievi il Bruni in Italia e il Locchi in Brasile.
Bowmann, capsula di... Detta anche capsula glomerulare, è l'involucro epiteliale del
glomerulo renale.
- ghiandole di... Sono le ghiandole tubulari proprie della mucosa oltattoria.
- lamina elastica anteriore di... E’ una sottile lamina anista che viene subito sotto lo
strato epiteliale della cornea.
Bowmann William (1816-1892). Anatomista inglese che fu anche insigne oculista e
primo Presidente della Società di Oftalmologia del Regno Unito.
Boyer, borsa sierosa di... E’ la borsa sinoviale che trovasi tra la faccia posteriore del corpo
dell'osso ioide e la membrana tiro-ioidea.
Boyer Alexis (n. a Uzerche, 1757-1833). Fu dapprima chirurgo all'Hotel-Dieu. Più tardi
ebbe Cattedra di Clinica chirurgica a l'École de Santé di Parigi.
Bòzza (ar. bazan = gobba, poi franc. bosse). Dicesi di protuberanze arrotondate della
superficie esterna del cranio: b. frontale, b. parietale, b. occipitale.
Brachia pontis (Braccia del ponte). Sono i cospicui fasci di fibre che compongono i peduncoli
cerebellari medi che dal ponte si portano al cervelletto.
Brachiàle (gr. bracbion e lat. brachium = braccio). Dicesi di formazioni che si referiscono al
braccio: muscolo bracbiale, plesso bracbiale, arteria brachiale etc.
Brachicefalìa (gr. brachys = breve, corto + cephalé = capo). Conformazione del cranio in cui
il diametro antero-posteriore supera di poco quello trasversale.
Brachidactilìa (gr. brachys = breve, corto + dàctylos = dito). Malformazione ereditaria delle
mani e dei piedi consistente in una abnorme brevità delle falangi e delle ossa metatarsali e
metacarpali.
Brégma (deriv. dal gr. brecho = inumidisco). Punto di incontro sulla volta cranica delle suture
coronale e sagittale. Così denominato perché supponevasi che questa parte fosse sempre
umida nei fanciulli.
Breschet, seno sfeno.cavernoso del... E’ il seno venoso della dura madre che decorre
lungo la piccola ala dello sfenoide e si apre nel seno cavernoso.
vene diploiche del... Sono le vene indovate nella diploe della calotta cranica, collegate
ai seni venosi e alle vene superficiali del capo.
Breschet Gilbert (1784-1846). Chef di Anatomia a Parigi; studiò ìn modo approfondito la
circolazione venosa intracranica.
Broca, centro motore del linguaggio articolato di... E‘ situato in corrispondenza della
parte posteriore della circonvoluzione frontale inferiore, nell'emisfero dominante che,
generalmente, è quello di sinistra.
circonvoluzione del... E’ la circonvoluzione frontale inferiore.
Broca Pierre-Paul (1824-1880). Celebre chirurgo e antropologo francese; fondatore della
Societé d'Anthropologie. Universalmente noto per le sue ricerche sulle localizzazioni cerebrali.
Brodman, aree corticali di... Sono le aree della corteccia cerebrale distinte ciacuna con un
numero; costituiscono la mappa citoarchitettonìca ancora in uso nel riferirsi a regioni specifiche
della corteccia.
Brodman von Korbinian (1868-1918). Professore al Neurobiologischen Laboratorium
dell'Università di Berlino. Il suo importante studio sulle aree cerebrali fu pubblicato a Lipsia nel
1909.
Brònchi (gr. bròncbie = canali cartilaginosi). Condotti aeriferi che originano dalla biforcazione
della trachea e si suddividono progressivamente in rami più piccoli a formare l'albero
bronchiale. Il termine fu usato da Ippocrate.
Brucke, muscolo di... E’ quella parte del muscolo ciliare le cui fibre corrono nella direzione di
meridiane.
Brucke Ernst Wilhelm Ritter von (n. a Berlino, 1819-1892). Fu professore di Fisiologia e
Anatomia microscopica all'Università di Konisberg prima e poi a quella di Vienna. Ebbe tra i
suoi allievi il nostro Giuseppe Albini.
Brunner, ghiandole di... Sono le ghiandole tubulo-alveolari ramificate del duodeno che
scendono con il loro corpo nella sottomucosa. Brunner Konrad Johann (1653-1727). Professore
in Heidelberg e protomedico dei Principi Elettori del Palatinato.
Bubbonocéle (gr. bubon = inguine + chelè = tumefazione). Ernia che si affaccia all'anello
inguinale esterno o sottocutaneo.
Buccinatòre (lat. bucina = tromba). Piccolo muscolo nella regione della guancia che,
contraendosi, ne determina il rigonfiamento come nell'atto di suonare una tromba.
Budge, centro cilio - spinale di... È il centro dell'innervazione ortosimpatica per il muscolo
dilatatore della pupilla. È situato all'estremità superiore della colonnetta grigia laterale del
midollo spinale. Eccitato, provoca dilatazione pupillare (midriasi).
Budge Julius Ludwig (n.a Wetzlar, 1811-1888). Professore di Anatomia a Greifswald.
Bulla (lat. bulla). Dicesi anche bolla; termine che indica formazioni ripiene d'aria: bulla
etmoidale, rilievo del meato medio dove sboccano le cellette etmoidali medie; bolla gastrica,
spazio chiaro occupato da gas che si osserva nella parte del fondo dello stomaco, all'esame
radiologico.
Bulbo (gr. bolbòs e lat. bulbus). Termine dato a diverse formazioni che, per la loro forma,
richiamano l'aspetto di un bulbo vegetale. Es.: b. aortico, dilatazione a bulbo all'origine
dell'aorta; bulbo, o midollo allungato; b. del pelo, rigonfiamento bulboso della radice del pelo;
b. dell'uretra, il rigonfiamento posteriore del corpo cavernoso dell'uretra; b. oculare; b.
duodenale etc.
Burdach, fascicolo cuneato di... Parte del cordone posteriore del midollo spinale le cui fibre
conducono la sensibilità tattile epicritica e quella propriocettiva cosciente.
Burdach Carl Priedrich (n. a Leipzig, 1776-1847). Professore di Anatomia a Dorpat e a
Konisberg. All'inizio del secolo scorso, 1826, pubblicava in tre volumi il notevole trattato
sull'anatomia del cervello.
Burow, vena di... Ramo venoso che, dalle vene epigastriche inferiori, attraverso il legamento
rotondo del fegato, si getta nel ramo sinistro di biforcazione della vena porta.
Burow Karl August von (1809-1874).
Busi, sfintere di... Gruppo di fibre circolari della parete dell'intestino crasso che segnano il
punto di passaggio dal cieco al colon ascendente.
Busi Aristide (1874-1931). Professore di Radiologia nell'Ateneo bolognese prima e poi
all'Università di Roma.
C
Cajal, cellule fusiformi e triangolari di... Le cellule a prolungamenti cilindrassiali con
arborizzazioni multiple, caratteristiche dello strato molecolare della corteccia cerebrale
- nucleo interstiziale di... Catene cellulari interposte sul cammino delle fibre del fascicolo
longitudinale mediale, situate nella parte rostrale del mesencefalo, nel grigio centrale
sottostante all'acquedotto di Silvio.
- strato molecolare di... Zona del bulbo olfattorio intermedia tra i glomeruli e le cellule
mitrali.
Cajal Ramon Santiago (1852-1934). Professore di Anatomia a Valencia (1883), poi
chiamato alla Cattedra di Istologia di Barcellona (1887) e, infine, a Madrid sulla stessa
Cattedra. Ha segnato il solco più profondo del suo lavoro nel campo della Istologia del sistema
nervoso per la quale divise, nel 1906, con il Golgi il Nobel per la Medicina. Il suo nome è legato
indelebilmente alla storia delle conoscenze sul sistema nervoso.
Càlamo (gr. càlamos, lat. calamus = canna, penna). Cannuccia appuntita di cui anticamente ci
si serviva per scrivere e alla quale Eròfilo paragonò la forma del triangolo bulbare del IV
ventricolo, denominandolo calamus scriptorius.
Calcagno (lat. calx, calcaneum = tallone). Il maggior osso del tarso, così denominato perché è
quello che calca il suolo nel sopportare il peso del corpo.
Calcar avis (Sperone d'uccello). Sporgenza visibile sulla faccia mediale del corno occipitale del
ventricolo laterale, determinata dal solco calcarino.
Calcarina, scissura... Solco profondo del lobo occipitale situato sotto il cuneo, nella zona
della percezione visiva primaria, sulla faccia mediale di ciascun emisfero cerebrale. Così
denominata perché in rapporto con il calcar avis.
Calice (lat. calix). In Anatomia dicesi di struttura macroscopica o microscopica avente forma di
calice: c. renali; c. gustativi etc.
Calori, canale ipofisario di... Sottile canale che, attraversando la sella turcica, rappresenta il
vestigio della tasca di Ratke, la quale si solleva dallo stomodeo verso la base del telencefalo
per formare la parte epiteliale della ipofisi.
Calori Luigi (1807-1896). Professore di Anatomia a Bologna dal 1844 sino alla sua morte.
Si è particolarmente occupato di craniologia e antropologia.
Callòso (lat. callosus). Termine con il quale presso i latini si indicava la carne indurita
bianchiccia. Per similitudine, in anatomia è stato denominato corpo calloso, una robusta lamina
quadrilatera di sostanza bianca che unisce tra di loro i due emisferi cerebrali.
Cambiale (lat. tardo di origine gallica cambiare = avvicendare operando una sostituzione). E’
così denominato lo strato interno del periostio cui aderiscono numerosi osteoblasti.
Camera (gr. càmara = volta, poi stanza). E’ quello spazio, denominato camera anteriore,
compreso tra la cornea e il cristallino e che contiene l'umore acqueo dell'occhio.
Camper, angolo di... o angolo facciale. E’ l'angolo che si forma tra una linea orizzontale
passante per il foro uditivo esterno e la spina nasale inferiore e un'altra verticale passante per
la parte più sporgente della fronte e dei denti incisivi. Segna il rapporto di sviluppo tra la faccia
e la parte anteriore del cranio.
- chiasma di... E l'incrocio delle fibre delle bendelle tendinee del muscolo flessore
superficiale delle dita, a livello della seconda falange.
Camper Pieter (1722-1789).
Canale (lat. canalis deriv. da canna = canna). Dicesi di formazione anatomica a forma tubulare
per cui passano o liquidi, o nervi, o vasi od altro. Es.: c. centrale del midollo spinale; c.
dell'ipoglosso; c. del faciale; c. mandibolare; c. carotideo; c. femorale; c. degli adduttori; c.
cervicale dell'utero etc.
Canalicoli (lat. dim. di canalis). Termine che indica piccoli canali quali: i canalicoli biliferi che si
stabiliscono nel mezzo della superficie di contatto tra due epatociti; i canalicoli dentinali che
percorrono la dentina e accolgono i prolungamenti degli odontoblasti; i canalicoli della corda
del timpano, tra il canale faciale e la cavità timpanica; i canalicoli carotico – timpanici, scavati
nella parete del canale carotideo.
Canino (lat. caninus = di cane). Termine che si riferisce ai denti canini, due superiori e due
inferiori, ai lati degli incisivi con estremità conica ed acuminata. Tipici dei Canidi, nei quali sono
particolarmente sviluppati e possenti.
Capéllo (lat. capitis pilus = pelo della testa). Ciascuno dei peli del capo umano.
Capézzolo (lat. dimin. di capitium = nel significato di rilievo). Sporgenza cilindrica o conica,
all'apice della mammella, in cui sboccano i dotti galattofori.
Capillàre (lat. capillaris = sottilissimo). Esili vasi sanguiferi, dell'ordine microscopico, interposti
tra le più piccole arterie e le più piccole vene.
Capitato (lat.; caput = testa da cui deriv. capitatus). Dicesi di formazione che termina in un
rigonfiamento a forma di testa. Tale forma ha un osso della fila distale del carpo: osso capitàto
o grande osso.
Capsula (lat. dimin. di capsa = cassetta, scatola). Manicotto o involucro fibroso che avvolge un
organo: c. del cristallino; c. del rene; c. del fegato. Inoltre, manicotto che congiunge i capi ossei
di un'articolazione mobile (capsula articolare).
Capsulare (deriv. da lat. capsa = cassetta, scatola). Termine che indica strutture legamentose
o vascolari che hanno rapporto con la capsula: legamenti capsulari, arterie capsulari etc.
Carcassonne, aponevrosi di... o membrana perineale. E’ la fascia inferiore del diaframma
uro-genitale applicata anteriormente, sotto il muscolo trasverso profondo del perineo. Essa si
estende dall'arcata sottopubica sino alla linea bi-ischiatica.
Carcassonne Maurice (1821-?).
Cardia (gr. cardia = cuore). Orifizio superiore dello stomaco che segna il passaggio tra esofago
e stomaco. Dicesi anche cardias ove la desinenza «s» ne assicura il genere maschile. Il termine
deriva dalla posizione in rapporto col cuore di tale orifizio.
Caròtide (gr. carotis deriv. da càros = sonno profondo). Cospicua arteria che decorre nella
parte laterale del collo, principalmente destinata ad offrire la vascolarizzazione della testa. Così
denominata dagli antichi anatomisti perché la si riteneva responsabile di tutte le forme di
sopore, ossia di perdita della coscienza. Fu chiamata da Celso «arteria soporifera».
Carpale (gr. carpòs = giuntura). Dicesi di strutture vascolari e legamentose attinenti al carpo:
arteria trasversa anteriore del carpo: legamento raggiato del carpo, etc.
Carpo (gr. carpòs = giuntura). È l'insieme delle otto piccole ossa che si articolano da una parte
con lo scheletro dell'avambraccio e dall'altra con le ossa metacarpali. Formano la giuntura della
mano o polso.
Cartilagine (ar. chartilago e gr. chòndros). Tessuto connettivale di consistenza duro-elastica,
abbastanza diffuso nell'organismo. Riveste la superficie articolare delle ossa (c. articolare);
costituisce l'impalcatura di alcuni organi, quali la laringe, la trachea, il naso esterno e 'orecchia.
Carùncola (e) (lat. caruncola deriv. da caro = carne). Piccola escrescenza in forma di papilla.
- imenali Residui accartocciati dell'imene nella donna non più vergine.
- lacrimale Piccola salienza all'angolo mediale dell'occhio dovuta a un cuscinetto adiposo il
cui rivestimento è di transizione tra la mucosa congiuntivale e la cute palpebrale.
Caruncola, sottolinguale Piega di mucosa, a ciascun lato del frenulo della lingua, a mo' di
piccolo tubercolo, perforato al centro dallo sbocco del condotto della ghiandola sottolinguale.
Cassa (lat. capsa = scatola). Termine riferito a una struttura ossea che custodisce altri organi:
c. toracica; c. del timpano.
Casserio, nervo perforante di... E’ il nervo muscolo-cutaneo del plesso brachiale che
attraversa, quasi costantemente, il muscolo coraco-brachiale.
Casserio Giulio (n. a Piacenza, 1552-1616). Allievo di Frabrizio da Acquapendente,
insegnò privatamente l'Anatomia a Padova, rifiutando la Cattedra di Anatomia a Parma e a
Torino. Interessanti le sue tavole anatomiche e due opere sulla laringe e sugli organi di senso.
Haller lo qualifica «felix chirurgus, insignis anatomicus».
Cauda equina (Coda di cavallo). Parte terminale del midollo spinale con il fascio di radici
lombari e sacrali contenute nella cisterna lombo-sacrale.
Caudale (lat. cauda = coda). Termine che indica la posizione di un organo o di parti del corpo
situate in posizione opposta o inferiore a quella della testa.
Caudato, nucleo... Il nucleo telencefalico facente parte del corpo striato e modellato in modo
da presentare una testa, un corpo e una coda.
Càva (gr. cheya del verbo cheo = versare). Ciascuna delle due grosse vene che convogliano
all'atrio di destra del cuore il sangue refluo dalla circolazione generale. Termine dato dagli
antichi a questo vaso perché nel cadavere si presenta repleto di sangue e pertanto il vaso che
versa sangue nel cuore.
Cavernòso (lat. cavernosus = pieno di cavità). Dicesi di organo o di sua parte a conformazione
spugnosa, ripieno di sangue. Corpo cavernoso, seno cavernoso etc.
Cavità (lat. cavitas). Spazio cavo nel corpo o in uno dei suoi organi: c. addominale; c. cardiaca;
c. cranica; c. nasale; c. orbitaria; c. toracica; c. glenoidea etc.
Cavo (lat. cavus). Dicesi di struttura che presenta un aspetto infossato: cavo vescico-rettale;
cavo retto-uterino.
Cefalica (ar. kefal, gr. cephalé = testa). E la vena superficiale laterale dell'arto superiore. Fu
così denominata dagli antichi anatomisti perché creduta procedere dalla testa.
Cefalico (ar. kefal, gr. cephalé = testa). Termine che indica la posizione di un organo o di una
parte del corpo situati in prossimità o dalla parte della testa. Contrapposto a caudale.
Celiaco (gr. coilìa = intestino). Che si riferisce agli intestini: arteria celiaca; plesso celiaco etc.
Cèllula (gr. cytos, lat. cellula dimin. di cella = celletta). La minuta unità morfologica e
funzionale di tutti gli esseri viventi, la cui forma varia in rapporto con le funzioni che svolge.
Ruffini: «la forma è l'immagine plastica della funzione».
Celòma (gr. coilòma = cavità). Cavità tra i due foglietti nel mesoderma dell'embrione.
Cemènto (lat. caementum = pietra). Il tessuto che forma l'involucro attorno alla dentina in
corrispondenza della radice del dente. Il termine, per similitudine, sta ad indicare la durezza di
pietra del tessuto.
Centripete (lat. centrum petens = che tende al centro). Dicesi di fibre nervose che conducono
gli stimoli dalla periferia al nevrasse.
Céntro (gr. céntron = punto centrale, lat. centrum). Dicesi di parte di un organo nella quale si
esegue in gran parte, o anche in totalità, una funzione alla quale altri contribuiscono. Tali sono i
centri nervosi: complessi di cellule che sovraintendono a una determinata funzione. Es.: c.
cardio-acceleratore; centri corticali del linguaggio etc.
Cerebellare (lat. cerebellum dimin. di cerebrum = piccolo cervello, cervelletto). Dicesi di
formazioni attinenti al cervelletto: emisferi cerebellari; peduncoli cerebellari; vie cerebellari etc.
Cerebrale (lat. cerebrum = cervello). Che costituisce o interessa il cervello: circonvoluzioni
cerebrali; emisferi cerebrali; solchi cerebrali etc.
Cerùleo (lat. caeruleus = color del cielo). Pigmento azzurro (celina) che trovasi in alcune
cellule nervose. Locus caeruleus: striscia di cellule azzurrognole della parte laterale del IV
ventricolo, dove termina una parte delle fibre del nervo trigemino.
Cerùme (lat. cera aurium = cera delle orecchie). Sostanza simile a cera vergine prodotta dalle
ghiandole sebacee del condotto uditivo esterno.
Ceruminòso v. Cerume.
Cervéllo (lat. cerebrum = cervello). Secondo la moderna nomenclatura, il cervello è
rappresentato dagli emisferi cerebrali con le loro commessure.
Cervicale (lat. cervix-icis = collo). Che si riferisce alla regione del collo: arteria cervicale;
plesso cervicale, costa cervicale etc. Termine esteso anche a parti di organo che presentano un
«collo»: canale cervicale del collo dell'utero.
Cervice (lat. cervix-icis = collo) Termine che indica il collo: cervice o collo dell'utero; cervice o
collo della vescica.
Cesalpino Andrea (n. ad Arezzo, 1519-1603). Allievo di Realdo Colombo, sviluppò nelle linee
fondamentali il concetto della grande circolazione, correggendo l'errore della concezione
galenica che poneva il fegato come centro del circolo. Fu professore a Pisa e quindi a Roma per
chiamata del papa Clemente VIII.
Charcot, arteria dell'emorragia cerebrale di... E’ il ramo più voluminoso delle arterie
lenticolo-striate, emesso dall'arteria cerebrale media.
Charcot, sezione di... E’ la sezione frontale del cervello che mette in rilievo i nuclei della
base, il talamo e il braccio posteriore della capsula interna.
Charcot Giovanni Martino (n. a Parigi, 1825-1893). Fu medico prima della Salpétrière e
poi professore di Anatomia patologica alla Sorbona e quindi delle Malattie nervose alla
Salpètrière. Con le sue geniali osservazioni diede un impulso assolutamente nuovo agli studi di
neurologia. Ebbe tra gli allievi Freud.
Chassaignac, tubercolo carotico di... È il tubercolo anteriore del processo trasverso della VI
vertebra cervicale. Costituisce un punto 05-seo di riferimento per la ricerca delle arterie
carotide comune, vertebrale e tiroidea inferiore.
Chassaignac Carlo Maria Edoardo (n. a Nantes, 1805-1879). Anatomista e chirurgo di
chiara fama; noti i suoi «Etudes d'Anatomie» )Paris, 1851). Ideò uno schiacciatore che seziona i
tessuti in un sol colpo producendone contemporaneamente l'emostasi.
Chiasma (gr. cbiasmòs = incrociamento). Termine che indica il punto in cui avviene un
incrociamento di fibre nervose o tendinee. Chiasma ottico; chiasma di Camper (vedi Camper).
Chiasmo v. Chiasma.
Chiarugi, dolicocefalo e brachicefalo di... Termini che indicano un cranio ad indice,
rispettivamente inferiore e superiore a 79.
Chiarugi Giulio (n. a Siena, 1859-1944). Ebbe giovanissimo la Cattedra di Anatomia in
Siena, succedendo al Romiti. Nel 1887 si trasferì in Anatomia a Firenze. Valentissimo
embriologo ed anatomista lascia tin classico testo di Anatomia e una completa opera di
Embriologia. Nel 1890, in collaborazione con Ficalbi, fondò il Monitore zoologico italiano e nel
1901 l'Archivio italiano di Anatomia e di Embriologia. Fu maestro e caposcuola ed ebbe allievi:
Beccari, Bianchi Lorenzo, Castaldi, Ciardi-Dupré, Livini, Rossi Umberto, Staderini e Terni.
Chilo (gr. chylòs = succo). Linfa proveniente dall'intestino e contenente materiali nutritizi
assorbiti durante la digestione.
Chimo (gr. cbymois = sugo). Massa viscosa, omogenea in cui si convertono gli alimenti
elaborati nello stomaco.
Chiòcciola v. Coclea
Chopart, linea articolare di... E’ la linea articolare, articolazione trasversa del tarso, situata
anteriormente all'astragalo e al calcagno e posteriormente al cuboide e al navicolare.
Chopart Francesco (1743 - 1795). Valentissimo fisiologo e chirurgo in Parigi. A lui si
deve l'indicazione di un metodo tecnico per l'amputazione del piede.
Cièco gr. (typhlòs, lat. caecum). Primo tratto dell'intestino crasso, in cui si apre il tenue, e che
si continua con il colon ascendente. Così denominato perché ad una estremità è a fondo cieco.
Cifòsi (gr. cyphòs = curvo). Accentuazione della curva dorsale della colonna vertebrale.
Ciglia (lat. cilium = orlo, ciglio). Peli setolosi e ricurvi che si impiantano sul bordo libero delle
palpebre; hanno funzione protettiva per gli occhi.
- vibratili In Citologia, filamenti contrattili di alcune cellule: ciglia vibratili delle cellule cigliate
della mucosa respiratòria e delle cellule cigliate della mucosa delle tube uterine.
Cilindrasse v. Assone
Cinéreo (lat. cinereus = color di cenere, da cinis = cenere). Struttura nervosa che appare di
colore cinereo. Tubercolo cinereo: prominenza anteriore e sottile posta sopra il tratto spinale
del trigemino. Tuber cinereum: la masserella di sostanza grigia sulla parete posteriore
dell'infundibolo ipofisario. Ala cinerea: trigono vagale sul pavimento del IV ventricolo.
Cingolo (lat. cingulum = cintura). Complesso di segmenti ossei a disposizione anulare su cui si
impiantano gli arti superiori e quelli inferiori: cingolo o cintura scapolare; cingolo o cintura
pelvica. Anche, giro del cingolo: la circonvoluzione del corpo calloso sulla faccia mediale
dell'emisfero cerebrale.
Circolaziòne (lat. circulatio-onis). È il termine che sta a indicare il moto circolare del sangue
dal cuore alle arterie, dalle arterie alle vene, e dalle vene al cuore.
Circadiano (lat. circa = circa + dies = giorno). Ritmo circadiano: è il ritmo biologico di
fenomeni vitali il cui periodo è di circa 24 ore. Es.: ritmo veglia-sonno.
Circonflesso (lat. circum + intorno + flectere = girare). Dicesi di nervi e di vasi che hanno un
decorso circolare: arterie e vene circonflesse dell’omero; arterie e vene circonflesse del
femore; nervo circonflesso o ascellare.
Circonvoluziòne (lat. circumvolvere = avvolgere intorno). Piega della corteccia cerebrale
circoscritta da due solchi. Es.: a. frontale superiore, a. precentrale; a. post-centrale etc.
Circumduziòne (circumducere = portare intorno). Movimento con cui si fa descrivere ad un
arto un cono con vertice all'articolazione prossimale. E uno dei movimenti delle grandi
enartrosi (articolazione scapolo-omerale, articolazione coxo -femorale).
Circumvallate (lat. circum = intorno + vallus = cavità). Sono le grosse papille gustative
situate alla radice della lingua le quali si presentano a mò di rilievi cilindrici circondati da una
cavità e da un cercine di mucosa.
Cistérna (gr. cbiste = cavità, lat. cisterna). Dicesi di ogni cavità o piccolo serbatoio in cui
confluiscono liquidi circolanti. Es. cisterna del chilo, dilatazione situata all'inizio del dotto
toracico, nella quale confluisce la linfa dei tronchi linfatici lombari e intestinali; cisterna
cerebello-midollare, situata tra il cervelletto e il bulbo in cui si raccoglie liquido cerebro-spinale,
etc.
Cistiféllea (gr. cystis = vescica, lat. felleus = fiele, bile). Vescichetta piriforme od ovoidale,
posta sulla superficie inferiore del fegato, nella quale si raccoglie e si concentra la bile.
Citoarchitettònica (gr. cytos = cellula + architettonica). Termine usato per indicare
l'ordinamento dei vari tipi di cellule in un determinato tessuto od organo. Più specificamente,
indica l'ordinamento delle cellule del grigio spinale e di quello encefalico.
Civinini, legamento pterigo-spinoso del... È il legamento teso tra la spina angolare dello
sfenoide e la lamina laterale del processo pterigoideo dello sfenoide
Civinini Filippo (n. a Pistoia, 1805-1844). Anatomista studioso di osteologia. Il suo nome
è legato al canale della corda del timpano, alla spina dell'ala laterale del processo pterigoideo e
al legamento descritto.
Clara, cellule del... Sono le cellule non ciliate dell'epitelio semplice di rivestimento nei
bronchioli terminali.
Clara Max (n. a Schlern-Sùdtirol, 1899-1966). Libero docente dì Istologia ed Embriologia
generale, andò professore di Anatomia all'Università di Leipzig. Notevole è il suo volume sul
sistema nervoso.
Clarke, nucleo dorsale o colonna del... E’ la colonna nucleare somatosensitiva posta
medialmente tra base e collo del corno posteriore. Vi pervengono stimoli propriocettivi dal
tronco che poi percorrono il fascio spino-cerebellare posteriore o dorsale.
Clarke Giacobbe Augusto (1817-1880). Anatomista e Neurologo in Pimlico e Londra.
Fine microscopista, lega il suo nome ad argomenti di neurologia.
Claudius, cellule del... Elementi epiteliali di sostegno disposti sulla parte più interna e su
quella più esterna dell'organo del Corti. Claudius Friedrich Mathias (1822-1869). Anatomista di
Kiel. Lega il suo nome agli studi sull'orecchio interno pubblicati in una memoria nel 1855.
Claustro (lat. claustrum = barriera). V. Antimuro.
Clava (lat. clava = bastone ad estremità ingrossata). Termine che si dà ad alcune formazioni
microscopiche somiglianti ad una clava. Es.: clave di Krause, corpuscoli terminali nervosi
sensitivi del derma
Clavicola (gr. cleìo = chiudo, lat. clavicula = piccola chiave). Osso anteriore della cintura
scapolare incurvato ad «S» che si articola con lo sterno e con la scapola. Chiude il torace
superiormente.
Cléido (gr. cleìs - cleidòs = chiave, clavicola). Elemento di nomi composti con il significato di
clavicola. Es.: m. cleido-occipitale, m. sterno-cleido-mastoideo.
Clinoidéi (gr. cline = letto + eidòs = a forma di). Termine che si dà a quattro tubercoli situati
al davanti e indietro alla sella turcica dello sfenoide. Così denominati perché s'assomigliano ai
piedi di un letto.
Clitòride (gr. clitorìs-clitoridòs). Termine di significato incerto. Piccolo organo rudimentale
erettile dei genitali esterni femminili.
Clìvus (lat. clivus = pendio). Doccia inclinata sulla faccia endocranica dell'osso occipitale, sulla
quale poggia il ponte di Varolio.
Cloquet, linfoghiandola di... Appartiene ai linfonodi inguinali profondi ed è situata al davanti
dell'anello crurale, medialmente alla vena femorale.
Cloquet Giulio Germano (1773-1843). Professore di Anatomia e Chirurgia alla Facoltà di
medicina di Parigi. Fu consulente dell'Imperatore di Francia. Lascia importanti studi sulle ernie.
Coana (gr. choane = imbuto). Apertura di ciascuna delle fosse nasali nella rinofaringe
Còccige (gr. còccycs = becco del cuculo, lat. còccix-coccygis). Osso terminale della colonna
vertebrale a forma di becco, costituito da tre o quattro elementi rudimentali. Vestigio della
coda dei mammiferi, situato inferiormente al sacro.
Còclea (gr. cochlìas = chiocciola, lat. coclea). Parte dell'orecchio interno scavata nella rupe
dell'osso temporale, foggiata a mò di chiocciola. Contiene l'organo dell'udito.
Cocleàre (gr. cochlìas = chiocciola, lat. coclea). Che ha rapporto con la coclea. Es.: ganglio
cocleare, radice cocleare del nervo stato-acustico (VIII paio).
Coda (lat. cauda). Parte di un organo più sottile e affusolata delle altre. Es.: coda dell'elica;
coda dell'epididimo; coda del nucleo caudato; coda del pancreas.
Colecisti v. Cistifellea.
Colédoco (gr. cholè = bile + décbomai = ricevo). Condotto bilifero formato dalla confluenza
dei dotti epatico comune e cistico. Riceve la bile dalla colecisti e la versa nel duodeno.
Colles, legamento riflesso di... E’ il pilastro profondo, o posteriore, che delimita
medialmente l'anello inguinale sottocutaneo o esterno.
Colles Abramo (1773-1843). Professore di Anatomia e Chirurgia in Dublino. Descrisse la
classica frattura dell'estremità inferiore del radio (frattura di Colles).
Collétto (dimin. di collo). Parte intermedia tra la radice e la corona del dente, corrispondente
al confine smalto-cemento (colletto del dente).
Collettòre (lat. collector-collectoris = raccoglitore). Secondo la classificazione dettata da
Ottaviani, si dà tale termine ai vasi linfatici propriamente detti che fanno seguito ai vasi
capillari linfatici tramite brevi e sottili condotti detti precollettori linfatici. Si distinguono in
collettori prelinfonodali e collettori postlinfonodali. Ancora, sono denominati collettori i tubuli
renali che ricevono l'urina elaborata dal nefrone (tubuli collettori).
Collculus o Collicolo o (lat. dimin. di collis = collina, da cui piccolo rilievo). Termine che indica
formazioni sporgenti e pressocché arrotondate. Es.: Collicolo del faciale, piccolo rilievo
arrotondato del pavimento del IV ventricolo; collicoli superiore ed inferiore della lamina
quadrigemina mesencefalica; collicolo seminale, sulla faccia posteriore dell'uretra prostatica.
Colon (gr. colon = budello, intestino, deriv. dal verbo colùo = arresto). È la parte intermedia di
intestino tra il cieco e il retto, dove il materiale fecale soggiorna prima di essere espulso.
Colonna (lat. columna). Termine assegnato a strutture di forma cilindrica o allungata. Es.:
colonne carnose del cuore; colonne nucleari del nevrasse; colonna vertebrale, etc.
Colostro (lat. colostrum). Il primo latte secreto dalla ghiandola mammaria dopo il parto.
Colpocéle (gr. còlpos = vagina + céle = ernia). Ernia della vagina.
Colpoptosi (gr. còlpos = vagina + ptòsis = caduta). Prolasso della vagina.
Columélla (lat dimin. di columna = colonna). V. Modiolo.
Comitans (lat. comitare = accompagnare). Dicesi di arteria che accompagna il decorso di un
nervo: arteria comitans è il ramo della arteria glutea inferiore che accompagna il tronco del
nervo ischiatico.
Commessùra (lat. commissura = che congiunge). Termine che indica nel sistema nervoso
centrale qualsiasi formazione di sostanza bianca o di sostanza grigia che, attraversando la linea
mediana, associa due zone. Es.: c. interemisferica; c. bianca e grigia nel midollo spinale.
Ancora, commessura labiale.
Conca (gr. còncbe = concavità). Incavo del padiglione auricolare delimitato da antelice,
antitrago e trago, il cui fondo si continua con l'orifizio del condotto uditivo esterno.
Condilo (gr. condylé= prominenza). Prominenza ossea liscia e di forma ellissoidale che entra a
far parte di una articolazione. Es.: condili del femore, condili dell'occipitale, condilo omerale
etc.
Condotto o dotto (lat. part. di (con)ducere). Formazione tubulare a pareti proprie (differente
dal canale che invece si scava nella trama di un organo) in cui possono decorrere o secrezioni
ghiandolari, o sangue o linfa. Es.: condotto arterioso (del Botallo); condotto cistico; condotto
deferente; condotto naso- lacrima le; condotto parotideo etc.
Conduzione (lat. conducere = condurre). Termine che indica la trasmissione di stimoli. Es.:
sistema di conduzione del cuore, che collega tra di loro la muscolatura degli atri con quella dei
ventricoli mediante la trasmissione degli stimoli di contrazione.
Confluénte (lat. cum = insieme + fluere = scorrere). Punto di confluenza di seni venosi.
Confluente dei seni o torculare di Eròfilo, ove si incontrano i seni sagittale superiore, retto,
occipitale e trasverso, all'altezza della protuberanza occipitale interna.
Congiuntiva (lat. conjungere = unire). Mucosa che riveste la parte anteriore del globo oculare
e la superficie interna delle palpebre. Così denominata perché congiunge il globo oculare con le
palpebre.
Congiuntivo (lat. conjunctivum = che congiunge, riunisce). Braccio congiuntivo (brachium
conjunctivum): fibre efferenti contenute nel peduncolo cerebellare superiore che originano dai
nuclei intracerebellari. Anche, il braccio congiuntivo tra tubercolo bigemino superiore della
lamina quadrigemina e corpo genicolato laterale e quello tra tubercolo bigemino inferiore e
corpo genicolato mediale.
Coniocortéccia (gr. chònis = polvere + lat. cortex = corteccia). Aree sensitive della corteccia
cerebrale contenente un gran numero di piccoli neuroni.
Coniugata (lat. coniugare = congiungere). È il diametro sagittale dello stretto superiore del
bacino che congiunge il promontorio al pube. Si distingue una coniugata vera od ostetrica che
rappresenta la minima distanza tra promontorio e faccia posteriore al pube (10,5 cm); una
coniugata anatomica tesa tra promontorio e contorno superiore della sinfisi pubica (11 cm);
una coniugata diagonale tra promontorio e ogiva sottopubica (12 cm)
Cono (gr. cònos, lat. conus,). Dicesi di varie formazioni e strutture a forma conica: cono durale,
estremità terminale della dura madre spinale che corrisponde alla seconda vertebra sacrale;
cono elastico della laringe, membrana fibro-elastica tesa fra il legamento vocale e la cartilagine
cricoide; cono o lobulo dell'epididimo, lobuli conici, situati nella testa dell'epididimo, ciascuno
formato da uno o due condottini efferenti; cono midollare, estremità affusolata del midollo
spinale che termina all'altezza della seconda vertebra lombare.
Cooper, fascia del... E’ la parte della fascia trasversale che offre la guaina posteriore al
muscolo retto dell'addome, al di sotto dell'arcata semilunare.
Cooper Astley Paston (1768-1841). Medico di Re Giorgio IV e della Regina Vittoria di
Inghilterra. Fu nominato dimostratore anatomico all'Ospedale di 5. Tommaso di Londra e nel
1791 coadiuvò Cime nei suoi corsi di Anatomia, pubblicando i classici lavori sulle ernie crurali e
ombelicali. Nel 1813 accettò il posto di professore di Anatomia al Collegio dei Chirurgi.
Coracoidéo (gr. còracs = corvo + eidos = a forma di). Processo osseo, a forma di uncino o
becco, sporgente in avanti e lateralmente all'incisura del margine superiore della scapola.
corda (gr. chorde = corda). Termine con il quale si indicano, per similitudine, alcune formazioni
anatomiche: corda dorsale o notocorda, formazione embrionale assile, cilindrica, caratteristica
dei Cordati; corda tendinea del cuore, sottile tendinetto tra i muscoli papillari e le cuspidi delle
valvole atrio-ventricolari; corda del timpano, ramo collaterale intrapetroso nel n. faciale che,
attraversata la cassa del timpano, ne esce per raggiungere il nervo linguale; corda o plica
vocale, tesa tra l'angolo tiroideo e il processo vocale della cartilagine aritenoide; corda o plica
vestibolare, tesa, superiormente alla plica vocale, tra l'aritenoide la cartilagine tiroide.
Corion (gr. cbòrion = membrana). Termine con il quale si denomina lo strato di tessuto
connettivo che forma la tunica propria delle mucose e il derma della cute. Anche, la parte
fetale della placenta, chòrion frondosum.
Cornea (lat. cornea). È la parte convessa anteriore, trasparente, che si incastra nella sclera
dell'occhio.
Corneo (lat. corneus = di natura cornea). Lo strato più superficiale, corneificato,
dell'epidermide.
Cornetti nasali o turbinati o conche. Processi ossei ricurvi, impiantati sulla faccia interna
delle masse laterali dell'etmoide.
Cornétto (dimin. di corno). Dicesi di formazione anatomica che ha somiglianza di piccolo
corno: cornetto sfenoidale di Bertin (v. Bertin).
Corno (lat. cornu-us). Dicesi del prolungamento di un organo a mo di corno. Es.: c. di Ammone;
corni grande e piccolo dell'osso ioide; corni del ventricolo laterale; corni della cartilagine tiroide
etc.
Coroide (gr. choroidés = tunica, membrana). Tunica vascolosa del bulbo oculare, situata tra
sclera e retina.
Corona (gr. choròne = corona). Termine con il quale si indica qualunque parte che circonda o
circoscrive altre. Es.: c. ciliare, anello del corpo ciliare costituito dall'insieme dei processi ciliari
della tonaca vascolare dell'occhio; c. dentaria, parte del dente ricoperta dallo smalto e
sporgente oltre la gengiva; c. glandis, orlo quasi circolare che circonda la base del glande; c.
raggiata, l'insieme delle fibre raggiate che dalla capsula interna si espandono nel centro
semiovale dell'emisfero cerebrale.
Coronale (lat. coronalis = a forma di corona). Termine che indica il piano frontale ed anche la
sutura tra l'osso frontale e le due ossa parietali (sutura coronale).
Coronàrio (lat. coronarius = che fa corona). Termine per indicare qualsiasi formazione
disposta a corona intorno a un organo: solco coronario tra gli atri e i ventricoli; arterie
coronarie; seno coronano che raccoglie il sangue refluo dalla circolazione cardiaca.
Coronoidéo (gr. coròne = cornacchia + eidos = a forma di). Processo osseo che ha
somiglianza col becco di cornacchia. Tale è il processo coronoideo dell'ulna e il processo
coronoideo della mandibola.
Corpo calloso, v. Calloso.
Corpo trapezoide, v. Trapezoide.
Corpo striato, v. Striato
Corpùscoli (lat. corpusculum dimin. di corpus = corpo). Dicesi di formazioni microscopiche, o
ai limiti della visibilità ad occhio nudo, che hanno forma di corpicciuoli: c. renali; c. nervosi
terminali; c.amilacei. (vedi Amilacei).
Corrugatore (lat. cum = con + ruga = grinza). È il muscolo mimico situato profondamente al
m. orbicolare dell'occhio. Quando si contrae provoca rughe verticali sulla cute del sopracciglio.
Corteccia (lat. cortex = scorza). E il mantello grigio che riveste in superficie il cervello e il
cervelletto con i relativi solchi, circonvoluzioni, lamine e lamelle.
Corti, ganglio spirale del... Cumulo di cellule gangliari bipolari situato nel canale spirale del
modiolo della chiocciola.
organo spirale del.. Organo sensoriale dell'udito, situato sulla lamina basale della
chiocciola.
Corti Alfonso (1822-1876). Della Scuola anatomica di Pavia, fu prosettore di Anatomia di Hyrtl
a Vienna nel 1848, di poi svolse attività scientifica a Wùrzburg e Utrecht. Nel 1851 pubblicò la
sua opera sull’orecchio interno. Si ritirò presto dalla vita accademica per una grave forma di
reumatismo.
Corticale (lat. cortex = scorza). Termine che si riferisce alla corteccia cerebrale: aree corticali;
centri corticali etc.
Còscia (lat. coxa). La parte dell'arto inferiore che prossimalmente è delimitata dall'inguine
anteriormente e dalla piega glutea posteriormente e, distalmente, dal ginocchio.
Còsta (lat. costa = lato). Ciascuna delle ossa piatte a forma di arco che con le vertebre
toraciche e lo sterno formano la gabbia toracica. Dicesi anche costola.
Cotile (gr. cotyle = ciotola). V. Acetabolo.
Cotugno, endolinfa di... Il liquido contenuto nella cavità del labirinto membranoso
dell'orecchio interno.
liquido cerebro-spinale di... Liquido ipoproteico elaborato dai plessi corioidei dei
ventricoli cerebrali. Attraverso i forami del IV ventri-colo fluisce nello spazio subaracnoideo.
Cotugno Domenico (n. a Ruvo di Puglia, 1736-1822). Insigne Anatomista dell'Università
di Napoli. Nel 1808 fu nominato Archiatra del Re di Napoli. La sua attività di medico e
anatomista è stata una vigorosa testimonianza scientifica.
Cowper, fascia cremasterica di... E’ la continuazione sul funicolo spermatico della fascia
propria del muscolo obliquo interno dell'addome e copre il muscolo cremastere.
ghiandola bulbo-uretrale di... Ghiandola mucosa pari, grande quanto un pisello, situata
nel diaframma uro-genitale maschile. Il suo condottino sbocca nell'uretra peniena.
Cowper William (n. a Alresford, 1666-1709). Anatomista e chirurgo in Londra, fu membro
della Società reale. Scrisse un trattato di miologia e nel 1702 dimostrò le ghiandole che portano
il suo nome.
Craniale (gr. crànos = elmo). Relativo al cranio ed indica la posizione di un organo o di parte di
esso rispetto all'estremità superiore del corpo. Opposto a caudale.
Cranio (gr. crànos = elmo). E’ lo scheletro della testa che viene suddiviso in neurocranio e
splancnocranio. Così denominato perché, a mo' di elmo, serve a proteggere l'encefalo.
Crasso (lat. crassus = grosso). È l'intestino crasso (o grosso), il tratto terminale del tubo
digerente che comprende il cieco, il colon e il retto.
Cremastére (gr. cremào = sollevo, lat. cremaster = sospensore). Muscolo costituito da fibre
provenienti dal muscolo obliquo interno dell'addome e che si portano alla tonaca vaginale del
testicolo. La loro contrazione provoca sollevamento del testicolo.
Crésta (lat. crista). Termine usato per indicare un rilievo allungato più o meno tagliente sulla
superficie di alcune ossa: c. etmoidale; c. iliaca; c. intertrocanterica;c. otturatoria; c. pettinea
etc.
Cribrosa (lat. cribrum = staccio, crivello). Formazione anatomica che si presenta pertugiata a
mò di crivello: lamina cribrosa dell'etmoide, lamina orizzontale che forma la volta delle fosse
nasali.
Crìbrum (lat. cribrum = staccio, crivello). E il termine col quale in passato veniva denominato
l'apice delle papille renali, pertugiato dagli sbocchi dei dotti papillari che nell'insieme
costituiscono l'area cribrosa (cribrum benedictum).
Cricoide (gr. cricoeidés = a forma di anello). Cartilagine anulare della laringe, situata
all'estremità superiore della trachea ed articolata con le cartilagini tiroide e aritenoidi.
Cripta (gr. crtiptos = nascosto). Piccola tasca di tonaca mucosa le cui cellule versano in
superficie il loro prodotto. Es.: cripte intestinali o ghiandole del Galeazzi; cripte tonsillari.
Criptorchide (gr. cryptos = nascosto + orchìs = testicolo). Mancanza congenita di uno o di
entrambi i testicoli nella cavità dello scroto, perché ritenuti nell'addome.
Cristalli (gr. crystallos = ghiaccio). Formazioni cristalline che si rinvengono nel citoplasma
delle cellule di sostegno del Sertoli (aristalloidi di Charcot-Bòttcher) e delle cellule interstiziali di
Leydig (cristalli di Reinke).
Cristallino (gr. crystallos = ghiaccio, cosa congelata). Mezzo trasparente dell'occhio, in forma
di lente biconvessa, sospeso alla zonula ciliare tra pupilla e corpo vitreo.
Cromatolisi (gr. chròma = colore +lysis = dissoluzione). Dispersione della sostanza tigroide
di Nissì conseguente la resezione del cilindrasse o una infezione virale del nevrasse.
Crotafite (gr. crotàphos = tempia o anche da croteo = pulsare). Termine antico usato per
indicare il muscolo temporale. Così denominato sia per la posizione, sia a causa del rapporto
con l'arteria temporale che pulsa in questa regione.
Crurale (lat. crus-cruris = gamba e, in modo estensivo, anche coscia). Che attiene alla coscia.
Termine in disuso con il quale si indicava l'arco inguinale (arco crurale) e il canale femorale
(canale crurale).
Crus(lat. crus = gamba). termine che indica qualsiasi formazione anatomica che mostra un
prolungamento a mò di branca o di gamba: crus incudis (processo breve dell'incudine); arus
fornicis (gamba del fornice); crus helicis (branca dell'elice) etc.
Cùbito (lat. cubitus = gomito). Termine raramente usato e che indica una delle due ossa
dell'avambraccio, l'ulna, ed anche l'angolo posteriore tra braccio e avambraccio.
Cuboide (gr. cybos= cubo + eidos = a forma di). È l'osso del tarso che si articola col calcagno.
Così denominato per la sua forma che ricorda queUa di un cubo.
Cucullare (lat. cucullus = cappuccio). Veniva così indicato il muscolo trapezio per la posizione
e somiglianza con il capuccio adottato dai monaci cristiani.
Cùneo (lat. cuneus = cuneo). Circonvoluzione sita nella faccia mediale dell'emisfero cerebrale.
Anche, fascicolo cuneato del cordone posteriore del midollo spinale; nucleo cuneato del bulbo.
Cupola (lat. dimin. di cupa = botte, tina). Termine che indica la forma arrotondata e convessa
di un organo: c. diaframmatica; c. pleurica.
Cùspide (lat. cuspis-idis = punta della lancia). Ciascuna delle lamine appuntite delle valvole
atrio-ventricolari del cuore: bicuspide quella tra atrio e ventricolo di sinistra; tricuspide quella
tra atrio e ventri-colo di destra. Ancora, i tubercoli della superficie masticatoria dei denti, ad
eccezione degli incisivi.
Custodes verginitatis (Custodi della verginità). Così denominati anticamente i tre muscoli
adduttori che, contraendosi dai due lati, serrano fortemente le cosce.
Cuticola (lat. cuticula = pellicina sottile). Strato interno della guaina della radice del pelo.
D
Dàcryon (gr. dàcryon = lacrima). Punto craniometrico situato sull'angolo mediale dell'orbita,
ove ha sede il sacco lacrimale.
Darkschewitsch, nucleo della commessura posteriore di... E’ un nucleo proprio del
mesencefalo, disposto nel grigio periacqueduttale e da cui partono fibre che si immettono nel
fascicolo longitudinale mediale.
Darkschewitsch Liverij Osipovich (1858-1925). Anatomista russo della seconda metà
dell'8()O, cui si devono approfonditi studi sull'anatomia del sistema nervoso centrale.
Dàrtos (gr. dartòs dal verbo dartéon = scorticare). Sottile lamina di fibrocellule muscolari lisce
intimamente legate alla pelle dello scroto. Il termine sta a significare una parte così fortemente
attaccata che si toglie scorticando.
Deciduo (lat. deciduus = caduco). Organo destinato a cadere una volta esaurita la propria
funzione. Denti decidui, sono i denti del latte la cui caduta inizia intorno al settimo anno.
Declive (lat. declivis = pendio). Lobulo del verme cerebellare che dall'apice declina indietro.
Decussaziòne (lat. decussatio = incrociamento). Incrocio di fibre nervose in corrispondenza
del quale due fasci scambiano in parte o in tutto le loro fibre, in modo che quelle di destra si
portano a sinistra e viceversa. Es.: decussazione dei peduncoli cerel'ellari; decussazione delle
vie piramidali; decussazione delle vie spino-talamiche.
Deferénte (lat. deferre = trasportare). È il condotto, lungo circa 45 cm., che reca gli
spermatozoi dall'epididimo al dotto eiaculatore, e con questo all'uretra prostatica.
Deiters, cellule di... Appartengono alle cellule epiteliali di sostegno dell'organo del Corti.
- nucleo di... E il nucleo vestibolare laterale situato al di sotto dell'angolo laterale del IV
ventricolo.
Deiters Otto Friedrich Karl (n. a Bonn, 1834-1863). Allievo di Virchow. Morì
giovanissimo e le sue ricerche furono pubblicate nel 1866 da Giovanni Schultze, anatomista di
Halle.
Déjerine, fascio semilunare di... E’ il fascio spino-talamico che conduce stimoli
esterocettivi.
Déjerine Joseph (1849-1917). Fu successore di Charchot alla Salpétrière. Notevole la sua
«Anatomie des centres nerveux» (Parigi1901).
Deltoide (gr. deltoeidés = a forma di delta) È il voluminoso muscolo della spalla di forma
triangolare a base superiore.
Dendrite (gr. dendrites = ramo d'albero). Uno dei numerosi e ramificati prolungamenti
citoplasmatici della cellula nervosa; conduce gli stimoli dalla periferia verso il corpo cellulare.
Denonvilliers, fascia prostato-peritoneale di... È la lamina connettivale tesa frontalmente
tra l'intestino retto e il fondo della vescica urinaria con la prostata. E anche denominata fascia
sottovescicale. Denonvilliers Charles Pierre (n. a Parigi, 1808-1872). Anatomista e Chirurgo,
ottenne la Cattedra di Anatomia a Parigi nel 1849. Il suo nome è legato alla descrizione della
fascia prostato-peritoneale.
Dentato (lat. dentatus = munito di denti). Dicesi di organo che ha prolungamenti a mo' di
denti o di digitazioni. Es.: m. dentato anteriore; nucleo dentato od oliva cerebellare;
circonvoluzione dentata del lobo temporale.
Dentina (lat. dens-dentis). Massa principale del dente costituita da una matrice glicoproteica
calcificata ricca in fibre collagene. E rivestita dallo smalto nella parte della corona e dal
cemento nella parte della radice.
Dentiziòne Termine che indica la comparsa dei denti. Si distingue una dentizione caduca
costituita dai denti del latte e una dentizione permanente.
Denucé, legamento di... È una lamina fibrosa quadrilatera tesa trasversalmente tra l'ulna e il
radio, nell'articolazione radio-ulnare prossimale.
Denucé Jean-Louis Paul (1824-1889). Anatomista e Chirurgo pari~ino della seconda metà
del secolo scorso. Pubblicò il suo trovato in uno studio intitolato «Mémoire sur les luxations du
coude», thèse d’agregation, Paris, 1852.
Depressore (lat. depressor-oris = che deprime). È il nervo del Cyon costituito dai rami
collaterali del n. vago, destinati alla parte protonda del plesso cardiaco.
Dérma (gr. dérma = pelle). Sottile strato di tessuto connettivo fibrillare lasso, ricco in fibre
elastiche, sottostante all'epidermide; riccamente vascolarizzato e innervato e privo di adipe.
Dermatàmero (gr. dérma = pelle + méros = parte). Viene così indicata una zona cutanea di
sensibilità in rapporto a un determinato mielomero e corrispondenti radici spinali.
Descemet, lamina elastica di... E’ la lamina limitante posteriore della cornea che costituisce
la membrana basale dell'epitelio posteriore. Lungo il suo margine laterale risolve in fibre che in
parte irradiano nella sclera e in parte nell'iride. Attraverso gli spazi delimitati da queste fibre
l'umor acqueo perviene nel seno venoso della sclera.
Descemet Jean (1732-1810). Anatomista e medico in Parigi, noto per i suoi studi
sull'occhio.
Desmodònto (gr. désmion = legamento + òdys - òntos = dente). È il termine con il quale si
indicano tutti i tessuti connettivi fibrosi fissati al cemento della radice del dente che terminano
in parte nella gen~i~a, in parte nella parete alveolare.
Diafisi (gr. dia = tra + physis = formazione, produzione). Termine che indica la parte di un
osso lungo che sta tra le due estremità epifisarie.
Diamare, cellule pancreatiche di... Sono i due tipi di cellule delle isole pancreatiche, in
seguito definite come cellule alfa e beta.
Diamare Vincenzo (1871-1966). Tenne giovanissimo la Cattedra di Anatomia comparata
all'Università di Perugia, indi a Siena nel 1907 e poi a Pisa nel 1924. Nel 1926 fu chiamato a
Napoli alla Cattedra di Istologia, Fisiologia generale ed Embriologia, succedendo al Paladino.
Notevoli sono le sue ricerche sulla struttura delle ghiandole surrenali, sulle fibre muscolari
striate, sulla istochimica delle mieline e sui lipidi nei vari tessuti. Il Diamare va considerato il
precursore di tutte le moderne ricerche sull'insulina.
Diartròsi (gr. dia = tra + àrtron = giuntura). Termine con il quale si indica l'articolazione
mobile tra due capi ossei.
Diastàsi (gr. diàstasis = separazione). Allontanamento permanente di superfici muscolari od
ossee normalmente contigue. Es.: d. dei muscoli retti dell'addome.
Diastéma (gr. dia = tra + stéma = intervallo). Voce che indica uno spazio vuoto tra i denti.
Diencéfalo (gr. dia = tra + encéphalos = cervello). Quella parte dell'encefalo posta tra i due
emisferi cerebrali e costituita dall'epitalamo, dal metatalamo, dal talamo, dal subtalamo e
dall'ipotalamo.
Difiodònte (gr. dìphios = duplice + odys-òntos = dente). Dicesi di mammifero che ha due
dentizioni: decidua e permanente.
Digàstrico (gr. dis = doppio + gastér = ventre). Dicesi di muscolo che ha due ventri muscolari
con un tendine intermedio.
Digitaziòne (lat. digitus = dito). Termine usato per indicare il prolungamento a forma digitata
di un organo, specialmente di muscoli. V.Dentato
Digitale (lat. digitalis). Relativo alle dita e, comunemente, nella locuzione impronte digitali.
Anche, arterie e nervi digitali.
Digitate (lat. digitus = dito). Impronte delle circonvoluzioni cerebrali sulla faccia endocranica
delle ossa del neurocranio.
Digiùno (lat. ieiunus = vuoto). Parte dell'intestino tenue interposto tra il duodeno e l'ileo. Così
denominato dagli antichi anatomisti perché trovato sempre vuoto alla dissezione.
Dìploe (gr. diploos = doppio). Strato osseo spugnoso situato tra le due lamine delle ossa piatte
del neurocranio.
Dislessia (gr. dys = male + lécsis dal verbo légo = parlo). Disturbo della lettura.
Disse, spazio di... Minutissimi spazi interposti tra le cellule epatiche e i sinusoidi. A tale
spazio si attribuisce grande importanza perché rappresenta la zona di mediazione tra epatociti
e plasma sanguigno. Disse Joseph (n. a Marpurg, 1852-1912). Lavorò con Valdeyer e divenne
professore ad Halle nel 1894.
Distàle (lat. distare = star lontano). Termine usato per indicare una parte o una estremità di
un segmento dell'arto lontana dall'attacco al tronco, in contrapposizione a prossimale.
Distocia (gr. dys = difficile + tòcos = parto). Termine che indica il parto difficile per cause
materna o fetale.
Dittel, plica falciforme di... È l'espansione falcata della fascia colli media sulla vena
succlavia, nel punto ove questa raccoglie lo sbocco della giugulare esterna.
Dittel Leopold Ritter (n. a Fulneck, 1815-1898). Studiò a Vienna ove si laureò in
Medicina e Chirurgia.
Diverticolo (lat. deverticulum = via traversa, laterale). Estroflessione a cul di sacco della
parete di organi cavi: d. del colon; d. dell'esofago; d. di Meckel, in corrispondenza dell'intestino
tenue.
Dòccia (lat. volgare ducium dal verbo ducere = condurre, far scorrere) Termine usato per
indicare una depressione ricurva sulla superficie di un osso: d. del nervo ulnare; d. del muscolo
succlavio etc.
Dogiel, corpuscoli sensitivi terminali di... Sono i corpuscoli sensitivi che si annidano nel
derma della cute del prepuzio rivolta verso il glande.
Dogiel Alexander Stanislavovitch (1852-1922). All'inizio del secolo fu Direttore
dell'Istituto di Istologia a Pietroburgo. Insigne studioso delle strutture nervose periferiche.
Donaggio, reticolo neurofibrillare del... E’ il reticolo fibrillare endocellulare formato da
numerosissime neurofibrille anastomizzate fra di loro.
Donaggio Arturo (n. a Falconara Marittima, 1869-1942). Titolare di Neuropsichiatria a
Modena nel 1901, poi a Cagliari nel 1907 e un anno dopo a Messina. Nel 1935 passò
all'Università di Bologna. Fu lungamente Presidente della Società italiana di Neurologia.
Dòtti V. Condotti.
Douglas, arcata di... E’ il margine, a concavità rivolta inferiormente, con cui si termina la
guaina posteriore del muscolo retto dell'addome.
- cavo retto-uterino di... È il punto più profondo della cavità addominale, formato dalla
riflessione del peritoneo dall'utero al retto. Douglas James (1675-1742). Celebre anatomista
londinese; studiò particolarmente il peritoneo. Fu medico della Regina d'Inghilterra.
Duodéno (lat. duodecim = dodici). Primo tratto dell'intestino tenue che va dal piloro alla
flessura duodeno-digiunale. Così denominato perché la sua lunghezza corrisponde a circa
dodici dita trasverse.
Dura madre Il più superficiale e più spesso degli involucri meningei, la cui natura fibrosa
costituisce una capsula protettiva per l'encefalo e il midollo spinale.
E
Eberth, tratti scalariformi o strie intercalari di... Sono dispositivi di giunzione tra le fibre
miocardiche, che si stabiliscono all'estremità di due sarcomeri.
Ebert Carl Joseph (n. a Wùrzburg, 1835-1926). Studiò con Kòlliker, Virchow, Leydig. Nel 1865
divenne professore di Anatomia patologica a Zurigo.
Ebner, ghiandole di... Sono le piccole ghiandole salivari della lingua i cui condotti si aprono
negli interstizi delle papille foliate o nel solco circolare delle papille circumvallate.
Ebner von Rosenstein Vittorio (n. a Bregenz, 1842-1925). Studiò medicina a Innsbruck
e a Vienna. Fu professore di Istologia prima a Graz e poi a Vienna.
Economo, campi corticali di... Sono i distinti campi di citoarchitettonica della corteccia
cerebrale.
Economo von Costantino (1876-1931). Clinico viennese si distinse negli studi di
anatomia comparata della corteccia cerebrale. Ricerche clic pubblicò nel 1925 col titolo «Die
Citoarchitectonik der Hirnrinde des erwachsenen Menschen».
Ectasìa (gr. écteino = distendo). Distensione della parete di organi cavi e di vasi. Es.: e.
dell'aorta; e. venose; e. della vescica etc.
Ectopia (gr. ecto'pos = fuori luogo). Termine che indica l'origine di un organo fuori della sua
sede abituale: e. renale; e. testicolare; e. cordis etc.
Edinger, nucleo di... Costituisce la porzione parasimpatica del nucleo dell'oculomotore (n. di
Fdinger-Westphal).
Edinger Ludwig (1855 - 1918). Neuroanatomista tedesco, pioniere della neuroanatomia
comparata.
Efferènte (lat. ex = da + fero = porto). Termine con il quale si indicano quelle vie nervose che
conducono gli impulsi dai centri nervosi alla periferia.
Efferénti, condotti... 10-20 condottini disposti tra la rete testicolare e il dotto dell'epididimo.
Eiaculatòre, dotto... (lat. eiaculor = getto fuori). È il dotto che risulta dall'unione dell'ultima
parte del dotto deferente con il dotto della vescichetta seminale.
Elevatòre (lat. elevator = che solleva). Termine riferito a muscoli che, contraendosi, operano il
sollevamento di un determinato organo o formazione: muscolo elevatore della palpebra;
muscolo elevatore dell'ano; muscolo elevatore della scapola, etc.
Elice (gr. hélics = spirale, giro). È la piega curvilinea che circonda il margine esterno del
padiglione dell'orecchia.
Elicotréma (gr. hélics = spirale, giro + trema = apertura) È l'apertura situata all'apice della
chiocciola dell'orecchio interno e che fa comunicare la scala vestibolare con la scala timpanica.
Ematòsi (gr. haima-haimatos = sangue). È il processo di ossigenazione del sangue a livello
alveolo-capillare, per opera della respirazione.
Emazia (gr. haimàtion, deriv. da haìma-atos = sangue). È sinonimo di eritrocito, globulo rosso
del sangue.
Embolifòrme (gr. émbolos = tappo + lat. forma = forma). È il nucleo del cervelletto che
insieme a quello globoso formano i nuclei del palcocerebello.
Emiagenesia (gr. émi = metà + a priv = non + génesis = formazione). E’ l'assenza congenita
della metà di un organo. Es.: e. del diaframma.
Emiazygos (gr. emi = metà + a priv. = non + zygon = pari). Sono le due vene toraciche di
sinistra che estuano nell'azygos. Il termine vuole indicare che a sinistra, in contrapposizione
all'intera azygos di destra, esistono due mezze azygos.
Eminénza (lat. eminentia = prominenza). Termine che indica una sporgenza, una
protuberanza alla superficie di qualsiasi struttura del corpo. Così, le eminenze ténare e
ipoténare della palma della mano; l'eminenza arcuata sulla faccia anterior-superiore della rupe
del temporale; l'eminenza crociata della faccia endocranica della squama dell'occipitale;
l'eminenza ileo-pettinea sulla branca orizzontale del pube; l'eminenza intercondiloidea tra le
superfici articolari dei condili tibiali; l'eminenza mediale, rilievo oblungo che si solleva ai lati
della linea mediana del pavimento del IV ventricolo; l’eminenza piramidale, piccolo cono osseo
che si solleva nel cavo del timpano.
Emisféro (gr. emi = metà + sphaìra = sfera). Termine con il quale si indica ciascuna metà
delle grosse masse di sostanza nervosa che compongono il cervello (emisfero cerebrale) e il
cervelletto (emisfero cerebellare).
Emissarie (lat. emissum partic. di emittere = mandar fuori). Nome dato alle esili vene che
fanno comunicare i seni venosi della dura madre con le vene extracraniche.
Enartròsi (gr. enàrthrosis, deriv. da enarthròo = io articolo). Articolazione mobile che si attua
tra la cavità di un osso e la testa sferica di un altro osso (articolazione a sfera). Tipiche
enartrosi sono la gleno-omerale e la coxo-femorale.
Encéfalo (gr. en = in + cephalé = testa). È l'insieme delle parti del sistema nervoso centrale
comprendenti il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico accolte nella cavità del
neurocranio.
Endocardio (gr. éndon = dentro + cardia = cuore). È il rivestimento endoteliale delle pareti
interne delle cavità cardiache.
Endolinfa (gr. éndon = dentro + linfa). Liquido che sta dentro il labirinto membranoso
dell'orecchio interno, scoperto dal Cotugno.
Endométrio (gr. éndon = dentro + métra = utero). La mucosa che riveste la superficie interna
dell'utero.
Endomisio (gr. éndon = dentro + mys = muscolo). Involucro di tessuto connettivo che
circonda una singola fibra muscolare.
Endonévrio (gr. éndon = dentro + lat. nervus = nervo). Fine trama di tessuto connettivo che
circonda una singola fibra nervosa di un nervo periferico.
Endostio (gr. éndon = dentro + ostéon = osso). Sottile strato di tessuto connettivo che riveste
tutte le cavità interne dell'osso contenenti midollo osseo.
Ensifòrme (lat. énsis = spada). Appendice inferiore dello sterno, così denominata perché a
forma di piccola spada.
Entorinàle (gr. éntos = entro + rhìs - rhinòs = naso). È la porzione della circonvoluzione
paraippocampica del lobo temporale (area entorinale), posta in vicinanza dell'uncus; funge da
corteccia olfattiva associativa.
Epactàle (gr. epactés = intercalato). Varietà ossea costituita da un osso intercalato tra le due
ossa parietali e l'osso occipitale. V. Incas.
Epatico (gr. épar-epàtos = fegato). Attinente al fegato: arteria epatica; vena epatica etc.
Epéndima (gr. epéndyma = rivestimento). E lo strato singolo e continuo di una varietà di
cellule gliali che riveste le cavità interne del sistema nervoso centrale.
Epicanto (gr. epì = sopra + canthòs = angolo dell'occhio). Piega cutanea che copre l'angolo
interno dell'occhio.
Epicardio (gr. epi = sopra + cardia = cuore). È la lamina viscerale del pericardo sieroso che
riveste la superficie cardiaca.
Epicòndilo (gr. epi= sopra + còndylos = prominenza). Piccola prominenza ossea posta al di
sopra del condilo dell'omero. Si distingue un epicondilo mediale e uno laterale.
Epicrànio (gr. epi= sopra + cranion = cranio). È la cute che copre il cranio ed è tesa tra i
muscoli pellicciai frontale ed occipitale.
Epididimo (gr. epì= sopra + didymoi = gemelli, testicoli). Formazione allungata, a mò di
cappuccio, che sormonta postero-superiormente il testicolo.
Epifisi (gr. epi= sopra + physo = nasco). La parte di un osso lungo posta alle estremità del
corpo (o diafisi).
Epifisi, o ghiandola pineàle (gr. epiphysis = escrescenza, appendice). È la ghiandola
endocrina adagiata sulla lamina quadrigemina del mesencefalo che, mediante le abenule, si
connette al diencefalo, a mò di appendice.
Epigastrio (gr. epì= sopra + gastér = stomaco). Regione dell'addome situata tra l'ipocondrio
di destra e quello di sinistra e che, in profondità, corrisponde, per gran parte, al corpo dello
stomaco.
Epiglottide (gr. ep"= sopra + glòttis-idos = imboccatura). Cartilagine impari della laringe, a
forma di una piccola foglia, che serve a coprire l’apertura della laringe all'atto della
deglutizione. Più propriamente il termine greco epiglottis sta a significare la linguetta di uno
strumento a fiato.
Epimisio (gr. epi= sopra + mys = muscolo). Lamina sottile trasparente ricca in fibre elastiche
che avvolge il muscolo.
Epinévrio (gr. epi= sopra + nevron = nervo). Guaina di tessuto connettivo che avvolge un
nervo.
Epinéurio V. Epinervio.
Epiploon (gr. epì= sopra + pléo = fluttuo). Lamina di peritoneo tesa tra due visceri o che li
ricopre. V. anche Omento.
Epiplòiche, appendici... Piccole estroflessioni di peritoneo ripiene di adipe sottoperitoneale
che pendono lungo le tenie del colon.
Episcléra (gr. epi sopra + sclerés = duro). Lamina di delicato tessuto connettivo disposta tra
la superficie esterna della sdera e la capsula di Tenone. Consente lo scorrimento tra il bulbo
oculare e la capsula.
Epistroféo (gr. epistrophein = volgere, girare). È la seconda vertebra cervicale che con il suo
dente fa perno all'atlante nei movimenti di rotazione della testa.
Epitalamo (gr. epì= sopra + thalamòs = letto). Parte del diencefalo, sovrastante il talamo
costituita dalla epifisi e dalle abenule.
Epitélio (gr. epi= sopra + télé= capezzolo). Tessuto composto da cellule fortemente stipate
ed a mutuo contatto che riveste le superfici esterne dell'organismo e la parete interna di visceri
cavi. Il termine fu introdotto dall'anatomista olandese Ruysch (1715) il quale indicò con questo
nome la fine pellicola che ricopre il capezzolo. Successivamente, il termine fu esteso a tutti i
rivestimenti di superficie delle mucose.
Epitròclea (gr. epì= sopra + lat. trochlea = carrucola). Sporgenza ossea posta sopra la troclea
omerale.
Eponichio (gr. epì= sopra + ònycs = unghia). Epitelio situato sulla radice dell'unghia e che
sporge per un tratto sul vallo ungueale.
Epoòforo (gr. epì'= sopra + oiòn = uovo + pbéro = porto). Residuo del mesonefro situato
nefla mesosalpinge, in prossimità dell'ovario.
Eptagono (gr. epla = sette + goinia = angolo). Figura anatomica che ha sette lati. Tale
termine è riservato all'eptagono arterioso del Willis (vedi Willis).
Eritrocito (grerythròs= rosso + cytos = cellula). V. Emazia
Eròfilo, turculare di... È il confluente dei seni, punto di incontro del seno sagittale superiore,
del seno retto, dei seni laterali e del seno occipitale all'altezza della protuberanza occipitale
interna. Erofilo lo nominò «turculare» quasi che il sangue, in quel punto, subisse un movimento
vorticoso.
Erofilo Anatomista della Scuola alessandrina (IV sec. a.C.). Con Erasistrato intraprese studi
di Anatomia umana, rivedendo e accordando gli scritti ippocratici alla luce delle dirette
osservazioni sul cadavere.
Esòfago (gr. oiso = io porto + phagéin = mangiare). Lungo tratto dell'apparato digerente
(circa 25 cm.) che trasporta il cibo dalla faringe allo stomaco.
Estensòre (lat. tardo extensor = estensore). Termine riferito a muscoli che hanno per azione
principale il movimento di estensione: e. proprio dell'indice; e. ulnare del carpo; e. proprio
dell'alluce etc.
Estérno (lat. externus = esterno). Nella terminologia anatomica è voce adoperata nella
descrizione della parete dei visceri cavi. Inoltre, anche quando ci si riferisce ad organi situati
all'esterno di una cavità del corpo: la mammella è un organo esterno nei confronti del cuore.
Esterocettòre (lat. externus esterno + recéptor = recettore). Termine per indicare quel tipo
di recettore nervoso sensitivo cutaneo che raccoglie le sensazioni del tatto, termiche,
dolorifiche e pressorie.
Etmòide (gr. ethmòs = crivello + eidos = simile). Osso impari del neurocranio incastrato
nell'incisura etmoidale dell'osso frontale e che partecipa alla formazione delle fosse nasali e
della cavità orbitaria.
Eurion (gr. eur,"s = largo). Punto craniometrico che indica la parte più sporgente della regione
parietale e, pertanto, il diametro trasverso più ampio della testa.
Eustachio, tromba di... E’ la tuba uditiva, il canale in parte osseo (scavato nella rupe del
temporale) e in parte cartilagineo e fibroso che mette in comunicazione il cavo del timpano con
il rino-faringe.
valvola di... E’ la valvola incompleta che si osserva allo sbocco della vena cava inferiore
nell'atrio di destra.
Eustachio Bartolomeo (n. a 5. Severino, 1520-1574). Fu professore di Anatomia alla
«Sapienza» di Roma. Famose le sue tavole anatomiche rimaste inedite per un secolo e mezzo,
finché non furono riportate alla luce dal Lancisi nel 1774.
Evaginaziòne (lat. tardo evaginare = trar fuori). Estroflessione, a guisa di un dito di guanto,
della parete di un organo cavo.
Eversiòne (lat. evertere = portar fuori). È il movimento che porta la pianta del piede a
guardare in fuori, lateralmente.
Exner, corpi di... Corpicciuoli sferoidali che compaiono in seno al liquor folliculi durante
l'accrescimento del follicolo ooforo.
Exner Sigmund (n. a Vienna, 1846-1926). Studiò a Vienna e ad Heidelberg. Ebbe maestri
il Brucke e l'Helmotz. Fu professore di Fisiologia nella Università di Vienna.
F
Fabrizio, borsa di... È rappresentata da una tasca, circondata da numerosi follicoli linfatici,
presente nella porzione proctodeale della cloaca degli Uccelli.
Fabrizi Geronimo d'Acquapendente (1533-1619). Allievo di Falloppia, fu il creatore del
Teatro Anatomico di Padova. Studioso di grandissimo valore, con il suo trattato «De formato
fetu» pose le basi dell'Embriologia umana descrittiva. Descrisse accuratamente, e per primo, le
valvole venose. Ebbe tra i suoi allievi William Harvey.
Faccétta (lat. facies = faccia). Piccola faccia pianeggiante tra le superfici articolari di alcune
ossa: f. articolari superiore e inferiore della massa laterale dell'atlante; f. articolare trasversaria
tra processo trasverso delle vertebre toraciche e tubercolo costale etc.
Faccia (lat. facies = faccia). Termine largamente usato per indicare ciascun lato o parte di
superficie piana di un organo. Risponde più propriamente al latino latus (lato).
Falànge (gr. phàalncs= disposto in linea). Ciascuna delle ossicine, disposte in colonna, dello
scheletro delle dita delle mani e dei piedi: f. prossimale, f. media, f. distale.
Falcato (lat. falx-falcis = falce). Formazione legamentosa, curvata a guisa di falce: legamento
falcato di Gimbernat che costituisce il limite mediale della lacuna dei vasi (lacuna vasorum) alla
radice della coscia.
Falce (lat. falx-falcis = falce). Lamina di meninge durale che, a guisa di falce, scende nella
scissura interemisferica del cervello (falce cerebrale), o si insinua tra gli emisferi cerebellari
(falce cerebellare).
Fallòppia, acquedotto di... E’ il canale del nervo faciale scavato nello spessore della rupe
del temporale.
arcata di... E‘ sinonimo del legamento inguinale (o arcata inguinale) teso tra la spina
iliaca anteriore - superiore e il tubercolo del pube.
Fallòppia, tuba uterina di... Condotto che mette in relazione la regione ovarica con la
cavità uterina.
Falloppia Gabriele (n. a Modena, 1523-1562). Tenne Cattedra prima a Padova,
succedendo a Vesalio, poi a Ferrara. Haller lo definì «l’indefessus et magnus inventor». Ebbe
suo allievo Fabrizi d'Acquapendente. Morì prematuramente all'età di trentanove anni.
Farabeuf, triangolo di... Triangolo del collo che ha per lati la vena giugulare interna, la vena
faciale e il nervo ipoglosso. Ha importanza per l'allacciatura dell'arteria carotide esterna.
Farabeuf Louis Hebert (n. a Bannost, 1841-1910). Fu professore di Anatomia
all'Università di Parigi dal 1886. E considerato il capo della Scuola chirurgica francese del suo
tempo.
Faringe (gr. phàrincs = gola, deriv. dal verbo pharo = spingo). Cavità muscolo-membranosa
situata posteriormente alle coane, all'istmo delle fauci e alla laringe, continuantesi con
l'esofago. Ha il compito di spingere il cibo dalla bocca all'esofago e l'aria verso la laringe.
Fascia (lat. fascia). Termine con il quale si indicano lamine connettivali di variabile spessore
che formano: a) involucri a ciascun muscolo, f. propria del muscolo; b) dei veri e propri
manicotti a più muscoli di una regione, f. comune o f. profonda; c) una lamina continua
fibroareolare lassa nel sottocutaneo, f. superficiale.
Fascicolo (lat. fasciculus = fascetto). Aggregazione di prolungamenti cilindrassiali delle cellule
nervose concorrenti ad una medesima funzione: f. gracile, parte mediale del cordone
posteriore che conduce impulsi per la sensibilità tattile e propriocettiva; f. cuneato, analogo al
precedente; f. longitudinale mediale, fascetto di fibre che mette in connessione i nuclei
oculomotori, accessorio e vestibolari etc.
Fascio (lat. volgare fascium = insieme di elementi uguali). Cospicua aggregazione di fihre
nervose concorrenti ad una medesima funzione: f. cortico-spinale (o piramidale) che conduce
gli impulsi per i movimenti volontari; f. spino-cerebellare, che trasmette al cervelletto tutte le
informazioni sul tono e sulla tensione muscolari per la coordinazione del movimento, etc.
Fastigio (lat. fastigium = sommità, tetto). È la denomianzione data da Stilling ad uno dei
nuclei del cervelletto, nucleo del fastigio (o del tetto), perché ove si conduca una sezione
trasversa del cervelletto che passi per il terzo posteriore del ponte, tale nucleo appare al di-
sopra del tetto del IV ventricolo.
Fauci (lat. faux-faucis = adito angusto). È l'adito, creato dal velo pala-tino e dalla base della
lingua, che mette in comunicazione la cavità boccale con la faringe.
Fégato (gr. épar, lat. jécur). La più voluminosa ghiandola annessa al tubo digerente situata
nella cavità addominale e che occupa la regione dell'ipocondrio destro e parte delle regioni
epigastrica e dell'ipocondrio di sinistra. Termine di dubbia origine: chi vuole che derivi dal
latino foex-cis = feccia: poiché veniva reputato un depuratore del sangue e la bile quasi feccia
del sangue medesimo; chi, invece, dall'uso che se ne faceva in cucina iecur ficatum (fegato
infarcito di fichi). In seguito rimase nell'uso solo il termine «ficatum», da cui fegato.
Fémore (lat. femur = coscia, femore). Osso lungo che costituisce lo scheletro della coscia.
Ferréin, processi del... Sono i raggi della midollare del rene che si spingono nella corticale.
Contengono tubuli collettori.
Ferrein Antoine (1692-1769). Studiò a Montpellier e nel 1758 fu nominato Professore di
Anatomia a Parigi, succedendo alla Cattedra prima tenuta da Winslow. Fu considerato uno dei
maggiori anatomisti del suo secolo.
Fessùra (lat. fissura = fenditura). Termine con il quale si indica qualunque apertura lunga e
stretta che attraversa lo spessore di un osso o che separa due porzioni di parti molli: f.
mediana anteriore, la fenditura longitudinale che decorre nel mezzo della superficie anteriore
del midollo spinale; f. orbitale superiore, la fenditura irregolare tra la grande e la piccola ala
dello sfenoide etc.
Fibra (lat. fibra = filamento). Termine con il quale si indicano strutture che pur
morfologicamente differenti, hanno in comune il carattere di essere allungate o filamentose: f.
muscolare striata; f. nervosa.
Fibròso, tessuto... Connettivo ricco di fibre collagene orientate nel senso delle forze che
esercitano su di esso una pressione.
Fibula (gr. perone = fibbia, spillone lat. fibula). Osso lungo, sottile e laterale che, insieme alla
tibia forma lo scheletro della gamba. È denominato anche perone.
Filtro (gr. philtron deriv. da pherein = recare). Solco scavato nel mezzo del labbro superiore
che decorre dal setto nasale al prolahio, con la funzione di guidare l'entrata dell'aria verso le
narici.
Fimbria (lat. fimbriae = frange). Termine che indica l'orlo frastagliato di un organo o una
formazione paragonabile a una frangia: fimbria dell'ippocampo, rilievo irregolare costituito da
un fascio di fibre posto medialmente in alto sull'ippocampo, continuantesi nella gamba del
fornice; fimbrie tubaricbe, appendici frangiate dell'infundibolo della tuba uterina.
Finéstra (lat. fenestra). In modo traslato, dicesi di aperture o orifizi che fanno comunicare una
cavità con un'altra: f. ovale, apertura della parete mediale della cavità del timpano che
comunica con il vestibolo dell'orecchio interno ed è chiusa dalla base della staffa; f. rotonda
della chiocciola, immette nella scala timpanica del canale spirale della chiocciola ed è chiusa
della membrana secondaria del timpano (dello Scarpa).
Flechsig, fascio spino-cerebellare posteriore di... Via ascendente del cordone laterale del
midollo spinale che trasmette al cervelletto tutte le informazioni sul tono e sulla tensione
muscolari necessarie aUa coordinazione dei movimenti.
Flechsig, sezione o taglio di... È la sezione orizzontale del cervello che, passando per il
ginocchio del corpo calloso, mette in evidenza il talamo, i nuclei della base e la capsula interna.
Flechsig Paul Emil (1847-1929). Professore di Psichiatria nella Università di Lipsia. Fermò
la sua attenzione sull'anatomia del cervello e del midollo spinale. Nota la sua opera «Gebirn
und Seele»
Flessòre (lat. flectere = piegare). Dicesi di quei muscoli che, contraendosi, provocano un
movimento angolare sul piano sagittale tra due segmenti di arto o del tronco
Flessùra (lat. flexura = curvatura). Indica il punto di curvatura di un organo: flessura destra
del colon; flessura sinistra del colon; flessura duodeno-digiunale etc.
Flòcculo (lat. dimin. di floccus = fiocco). E il termine con il quale si indica un piccolo lobulo
della faccia inferiore dell'emisfero cerebellare e che, insieme al nodulo del verme, compone
l'archicerebellum.
Focomelia (gr. phoke = foca + mélos = arto). Malformazione congenita per cui gli arti
presentano una aspetto rudimentale, simile a quello delle estremità delle foche.
Fòlium (lat. folium = foglia). È il nome che si dà a un lobulo del verme, folium vermis, che
riunisce i lobuli semilunari superiori destro e sinistro del cervelletto.
Follicolo (lat. folliculus = sacchetto). Formazione anatomica dell'ordine microscopico a forma
di sacchetto cavo oppure solido: follicolo ovarico;cavitario; follicolo tiroideo; follicolo linfatico;
follicolo pilifero, etc.
Fontana, spazi del... Fessure delimitate dai fasci del trabecolato sclerocorneale per le quali
l'umor acqueo confluisce nel seno venoso. Fontana Felice (n. a Pomarolo, 1730-1805). Fu
professore di Filosofia razionale a Pisa e poi fisico di Camera del Granduca Leopoldo in Firenze,
ove creò il Museo di Fisica e Storia naturale. Ingegno eclettico, fu anche un insigne istologo e
anatomista, oltre che zoologo, parassitologo e tossicologo. A Firenze preparò una mirabile
collezione di cere che illustrano l'anatomia dell'Uomo. Le sue ossa furono composte in Santa
Croce vicino a quelle del sommo Galileo.
Fontanélle (lat. fons-fontis = punto fondamentale). Lacune membranose situate tra le ossa
craniche in via di sviluppo: fontanella anteriore (o bregmatica) lacuna romboidale tra gli
abbozzi del frontale e dei due parietali; fontanella posteriore (o lamboidea) tra i due parietali e
l'occipitale) etc.
Forame v. Foro
Fòrceps (lat. forceps = tenaglia). Termine per indicare l'andamento a U delle fibre che
costituiscono le porzioni anteriore e posteriore del corpo calloso (forceps minor e forceps
maior).
Forel, decussazione del... E’ l'incrociamento delle fibre rubro-spinali, originate dalla parte
magnocellùlare del nucleo rosso.
Forel Augusto (1848-1931). Psichiatra svizzero, compì i suoi studi a Zurigo, a Vienna e a
Losanna. Fu professore di Psichiatria a Zurigo. Lascia un notevole contributo nel campo
dell'Anatomia cerebrale.
Fòrnice (lat. fornix-cis = volta, arcata). Dicesi di formazioni anatomiche che nel loro
dispiegarsi formano una volta o arco. Così è del tratto efferente dell'ippocampo che decorre
inarcandosi al di sopra del talamo e termina in buona parte sul corpo mammillare
de~'ipotalamo.
- cerebrale Denominato anche trigono cerebrale, è la lamina triangolare arcuata, posta sotto il
corpo calloso e sopra la tela corioidea del III ventricolo.
Fòrnice, congiuntivale Piega di riflessione della congiuntiva bulbare in quella palpebrale.
- vaginale Vallo a convessità superiore che intercorre tra la porzione del collo uterino e la
parete vaginale.
Fòro (lat. foramen). Apertura delimitata da parti molli elo ossee, attraverso la quale transitano
vasi, nervi od altre formazioni: fori della base cranica; foro ischiatico; foro acustico interno; foro
acustico esterno etc.
Fòssa (lat. fossa e fovea). Termine che indica le numerose concavità o depressioni che si
descrivono nel corpo umano. Es.: f. cranicbe; f. iliache; f. sopra-clavicolare maggiore e minore
etc.
Fotorecettòre (gr. pbòs-pbotòs = luce + recettore). Cellula sensoriale della retina visiva. Si
distinguono due tipi: cellule dei bastoncelli e cellule dei coni.
Fòvea (lat. fovea = fossa, depressione). Leggera depressione che si 05-serva sulla superficie di
un organo: f. centrale, nella macula lutea, determinata dalla riduzione degli strati retinici; f
radiale, leggera depressione al disopra del condilo omerale che accoglie la testa del radio,
durante l'iperflessione dell'avambraccio sul braccio.
Fovéola (lat. dimin. di fovea = fossa). La parte più sottile della fovea centrale della macula
lutea della retina, costituita solo dalle cellule dei coni.
Frénulo (lat. medioev. frenulum deriv. da frenum = briglia). Plica mucosa o cutanea che
congiunge o ritiene due organi o due parti dello stesso organo: frenulo del clitoride, la doppia
plica che dalle piccole labbra si porta in basso sul clitoride; frenulo del prepuzio, plica di
riflessione tra prepuzio e superficie inferiore del glande; frenulo della valvola ileo-cecale, plica
bilaterale delle labbra che delimitano l'ostio ileo-cecale; frenulo delle labbra, plica mucosa tra
gengiva e faccia interna di ciascun labbro; frenulo linguale, plica mucosa tra il pavimento della
bocca e la faccia inferiore della lingua.
Funicolo (lat. funiculus dimin. di funis = fune, corda). Dicesi di ogni formazione a mo' di corda:
funicolo ombelicale, cordone che stabilisce le connessioni vascolari tra il feto e la placenta;
funicolo spermatico, cordone formato dal dotto deferente con i vasi satelliti, nervi e tessuto
connettivo unitamente agli involucri. Anche, un'area di sostanza bianca che può essere
costituita da svariati fascicoli, funzionalmente diversi l'uno dall'altro: funicoli o cordoni del
midollo spinale
G
Galea (lat. galea = elmo di pelle). Lamina tendinea larga e piatta che, a mo' di elmo, riveste la
calotta cranica e rilega insieme i tre fasci, occipitale, frontale e temporo-parietale, del muscolo
epicranico.
Galeazzi, ghiandole di.... Sono le ghiandole intestinali sparse uniformemente nella mucosa
dell'intestino tenue e crasso. Sboccano alla superficie, nell'intervallo tra i villi.
Galeazzi Domenico Maria Gusmano (n. a Bologna, 1716-1775). Fu professore
nell'Università di Bologna, prima di Fisica e Filosofia e poi anatomista stimatissimo. Il suo
nome, per latinizzazione, è pure noto come Galeati.
Galeno, grande vena cerebrale di... Breve tronco venoso che, formatosi dalla anastomosi
delle vene cerebrali interne con le vene basali, si apre nel seno retto.
nervo ricorrente di... È il ramo che si stacca dal vago e ad ansa passa sotto l'arteria
succlavia a destra, e sotto l'arco dell'aorta a sinistra; per poi risalire in modo ricorrente nel
collo, tra trachea ed esofago. Termina come nervo laringeo inferiore.
Galeno Claudius (n. a Pergamo, 131-201 d.C.). Studiò anatomia ad Alessandria e poco più che
trentenne si trasferì a Roma ove acquistò grande fama di anatomista e di clinico. L'Opera
Omnia di Galeno è stata un riferimento indiscutibile fino al Medio Evo, costituendo il
fondamento della medicina europea.
Gamba (gr. campé = piegatura del ginocchio). Segmento dell'arto inferiore dal ginocchio alla
caviglia. Il termine greco, per tropo, è stato preso a significare il segmento dell'arto inferiore
sottostante al ginocchio. Dicesi anche di elemento allungato di una formazione anatomica:
gamba del Fornice (v. Fornice).
Ganglio (gr. ganglion = nodosità). Termine che indica una formazione anatomica di forma
tondeggiante od ovalare, costituita da tessuto nervoso ganglio nervoso) o linfatico ganglio
linfatico o linfonodo).
Gartner, dotti di... Sono la continuazione del canale longitudinale dell'organo di Rosenmùller,
o epoophoron, che nella vita embrionale sboccano nella cervice uterina. Dopo la nascita
atrofizzano.
Gartner Benjamin (1790-1834). Medico in St. Thomas e Kopenhagen. Si occupò
particolarmente della organogenesi dell'apparato genitale.
Gastrico (gr. gastér = ventre, stomaco). Termine che indica strutture attinenti allo stomaco:
parete gastrica; arterie gastricbe etc.
Gastrocnémio (gr. gastér = ventre + cnémé = gamba). È il muscolo che, assieme al soleo,
forma la voluminosa massa carnosa del polpaccio (tricipite surale). Il gastrocnemio è formato
due muscoli accoppiati, gemello mediale e gemello laterale.
Gasser, ganglio di... È il ganglio del trigemino situato sull'impressio trigemini della rupe del
temporale.
Gasser Johann Laurenz (1723-1765). Anatomista della metà del XVIII secolo. Fu
professore di Anatomia a Vienna.
Gengiva (lat. gingiva deriv. da gigno = genero). Mucosa di rivestimento dei processi dentali,
saldamente unita ai denti e alle ossa mascellari. Gli antichi anatomisti credevano che
generasse i denti.
Genicolato (lat. geniculatus = inginocchiato). Dicesi di formazioni anatomiche incurvate a mo'
di ginocchio: ganglio genicolato, piccolo ganglio situato a livello della prima inflessione del
nervo facciale quando percorre il canale del facciale nella rupe del temporale; corpi genicolati,
due caratteristiche formazioni del metatalamo.
Geniéno (gr. genion = mento). Relativo al mento. Sono denominate apofisi geni, o spine del
mento, due piccole rilevatezze della faccia posteriore del corpo della mandibola rivolte verso la
lingua, sulle quali prendono inserzione i muscoli genio-glosso e genio-ioideo.
Gennari, stria di... Lo stesso che stria di Baillarger o stria di Vicq d'Azir. È la stria bianca che
divide in due parti lo strato granulare interno della corteccia visiva.
Gennari Francesco (1750-1796?). Autore italiano della seconda metà del Settecento.
Mentre era ancora studente di medicina, pubblicò in Parma nel 1772 la Memoria sulla stria che
porta il suo nome.
Gerdy, legamento di... E’ il legamento sospensore dell'ascella, porzione più laterale della
fascia clavi-coraco-ascellare.
tubercolo di... È la piccola prominenza sulla epifisi prossimale della tibia, lateralmente
alla tuberosità anteriore, che dà attacco al muscolo tibiale anteriore.
Gerdy Pierre Nicolas (n. a Loches, 1797-1856). Membro dell'Accademia di Medicina di
Parigi, ebbe una carriera molto travagliata e solo nel 1833 approdò alla Cattedra. Lascia alcune
opere degne di rilievo: «Anatomie des formes extérieures» e «Anatomie comparée des formes
du corps humain»
Gerlac, tonsilla tubarica di... E’ la tonsilla posta nello spessore della mucosa faringea, allo
sbocco della tuba uditiva.
Gerlac Joseph von (n. a Magonza, 1820-1896). Insegnò Anatomia a Erlangen. Anche suo
figlio Leo fu un valente anatomista a Erlangen.
Gerota, fascia prerenale di... E la fascia anteriore della loggia renale.
Gerota Dumitru (1867-1939). Professore di Anatomia alla Università di Berlino sul finire del
secolo scorso. Si occupò di tecnica di iniezione di vasi linfatici.
Ghiandola (gr. adén; lat. glandula dimin. di glans-dis = ghianda). Viene così denominato ogni
organo di origine epiteliale con funzione secretiva. Si distinguono ghiandole a secrezione
interna se versano il loro prodotto direttamente nel sangue, e ghiandole a secrezione esterna
se il loro elaborato viene versato all'esterno o in una cavità che comunica con l'esterno.
Giacomini, bandella di... E’ la porzione della fasciola dentata che si adagia trasversalmente
sulla estremità dell'uncus dell'ippocampo.
vertebre cardiache di... Sono le vertebre dorsali, dalla quarta alla settima, cui
corrisponde topograficamente il cuore.
Giacomini Carlo (n. a Sale, 1840-1898). Celebre anatomista in Torino. Ideò un metodo per
l'indurimento durevole del cervello e i suoi preparati si possono ancora oggi osservare nei
Museo anatomico di Torino. Fu uomo di singolari virtù didattiche e fervido ricercatore.
Giacomini, interrenale anteriore di... Cordoni cellulari vascolarizzati in corrispondenza del
rene cefalico nei Teleostei adulti. Rappresenterebbero la sostanza corticale del surrene.
Giacomini Ercole (n. a Foligno, 1864-1946). Accademico dei Lincei, professore di
Anatomia comparata a Perugia e poi a Bologna. furono suoi allievi il Corti e il Remotti.
Giannuzzi, semilune sierose di... Una particolare varietà di adenomeri sierosi delle
ghiandole salivari miste, di forma semilunare, applicati alle estremità dei condotti preterminali
mucosi.
Giannuzzi Giuseppe (n. a Altamura, 1838-1876). Dopo la laurea conseguita a Pisa, gli
furono maestri Brown Séquard, Mùller e Virchow. Fu professore di Fisiologia a Siena.
Gimbernat, legamento riflesso lacunare di... E’ il tratto riflesso della porzione mediale del
legamento inguinale. Forma la parete mediale dell'anello crurale.
Gimbernat Manuel, Louise, Anton (1734-1816). Anatomista in Barcellona e poi a
Madrid nella fine del XVIII secolo. Nel suo lavoro «Nuevo metodo d'operar en l'hernia crural»,
rilevò l'importanza del legamento riflesso.
Ginglimo (gr. ginglymos = cardine). È un tipo di articolazione mobile in cui i capi ossei si
muovono in un sol piano e intorno al solo asse orizzontale, come avviene nelle articolazioni del
gomito e del ginocchio (ginglimo angolare o troclea); oppure, intorno ad un asse verticale come
accade nelle articolazioni tra atlante ed epistrofeo e radio-uluare prossimale ginglimo laterale o
trocoide).
Glabélla (lat. glabellus dimin. di glaber-bris = liscio, privo di peli). Spazio tra le due arcate
sopracciliari, generalmente sprovvisto di peli.
Glande (gr. bàlanos; Tat. glans-dis = ghianda). È così denominata, per la sua forma,
l'estremità del pene (glande del pene) e del clitoride glande del clitoride).
Glaser, scissura di... E la sutura petro-timpanica nella fossa dell'articolazione temporo-
mandibolare; essa si stabilisce tra la parte timpanica e la parte visibile della rocca petrosa.
Glaser Johann Heinrich (1629-1675). Professore di Anatomia a Basilea, si occupò
particolarmente dello studio del cranio.
Glenoidéa (gr. glene = incavo + eidos = a forma di). È la cavità della scapola che accoglie la
testa dell'omero nell'articolazione gleno-omerale.
Glia (gr. glia = colla). Una categoria di cellule del sistema nervoso che hanno funzione diversa
da quella di condurre gli stimoli. Occupano tutto lo spazio lasciato libero dai neuroni, in stretta
aderenza con i vasi; adempiono prevalentemente alla funzione trofica e di sostegno. E’ lo
stesso che nevroglia.
Gliosòma (gr. glia = colla + soma = corpo). Granuli presenti nelle cellule neurogliali, specie
negli astrociti.
Glisson, capsula di... E’ quella porzione della capsula fibrosa del fegato che, in
corrispondenza dell'ilo epatico, si addensa ed entra nel parenchima, formando le guaine ai vasi
e ai condotti.
Glisson Francis (1597-1677). Professore di Anatomia a Cambridge e poi medico a Londra.
Fu allievo di Harvey. Notevole la sua «Anatomia hepatis».
Glomérulo (lat. dimin. di glomus = gomitolo). Gomitolo capillare in seno ad un corpuscolo
renale. È la rete capillare tra l'arteriola afferente e quella efferente.
Glomo (lat. glomus = gomitolo). Termine riferito ad una formazione anatomica che comprende
un gomitolo vascolare. Tale è il glomo o anastomosi artero-venosa di secondo tipo, formata da
un groviglio di vasellini avvolto da una capsula connettivale.
Glòmo, carotidéo... Chemorecettore della biforcazione carotidea. Contiene glomeruli capillari,
cellule epiteliodi e un gran numero di terminazioni nervose.
Glòttide (gr. glottis-idos = tromba). Parte fonatoria della laringe, formata dalle due pliche
vocali le quali delimitano la rima della glottide, una fessura allungata in senso antero-
posteriore.
Glùtei (gr. glytia = protuberanza, da cui glytos = natica). Sono i muscoli che formano la
protuberanza della natica.
Gnation (gr. gnàthos = mascella). Punto craniometrico posto alla parte inferiore più sporgente
della sinfisi del mento.
Golgi, apparato reticolare interno del... Descritto nelle cellule nervose, oggi viene indicato
con la denominazione di complesso (o apparato) del Golgi che, in tutte le cellule, è
rappresentato da membrane ripiegate a formare cisterne impilate una sull'altra, da vescicole e
vacuoli secernenti che funzionano cooperando strettamente tra di loro.
- cellule mitrali del... Sono le cellule del bulbo olfattorio con le quali entrano in sinapsi le
cellule olfattive della mucosa nasale.
- organi muscolo-tendinei del... Espansioni nervose al confine tra fibre muscolari e
fibre tendinee.
Golgi Camillo (n. a Corteno, 1844-1926). Allievo di Bizzozzero, fu professore di Istologia e
poi di Patologia generale nella Università di Pavia. Divise con Ramon y Cajal l'onore del premio
Nobel nel 1906. Appena laureato, per esigenze di vita, fu costretto a prendere il posto di
medico nell'Ospedale di Abbiategrasso, dove scoprì quel metodo cromo-argentico così
fondamentale per lo studio delle strutture cellulari nervose. Il nome del Golgi resta tra i più alti
nella gloriosa tradizione della Istologia italiana. Furono suoi allievi: Fusari, Gemelli, Pensa e
Sala.
Goll, fascicolo gracile di... È il nastro di fibre che decorre nella parte mediale del cordone
posteriore del midollo spinale. Conduce impulsi per la sensibilità tattile epicritica e
propriocettiva cosciente.
Goll Friedrich (n. a Zofingen, 1829-1903). Fu medico e professore a Zurigo. Rimane classica la
sua memoria: « Uber die feinere Anatomie des Ruckenmarkes».
Gònadi (gr. gònos = sesso). Termine con il quale si indicano le ghiandole sessuali maschili e
femminili.
Gonfòsi (gr gonphòs = chiodo). Particolare tipo di articolazione per cui un osso si conficca
come un chiodo in un altro. Tale è l'articolazione dei denti con le cavità alveolari.
Gònion (gr. gonia = angolo). Apice dell'angolo tra corpo e ramo della mandibola. E anche un
punto craniometrico.
Gowers, fascio spino-cerebellare anteriore di... Un fascio di fibre del cordone laterale del
midollo spinale che trasmette al cervelletto stimoli del tono e della tensione muscolare
necessari alla coordinazione dei movimenti.
Gowers William Richard (1845-1915). Fu neurologo e professore a Londra. Per i suoi
meriti scientifici fu nominato membro della Royal Society e poi baronetto.
Graaf, follicoli ovarici vescicolosi (o cavitari) del... Sono i follicoli maturi che presentano
una grande cavità follicolare piena di liquor folliculi.
Graaf Reinier (n. a Schoonhaven, 1641-1673). Compì i suoi studi di medicina a Lovanio e poi a
Utrecht e a Leida. Fu medico e professore a Parigi e a Delft. Introdusse, per primo, il termine
ovario e scoprì il follicolo ooforo nei mammiferi.
Gracile (lat. gracilis = sottile). Viene così denominata qualsiasi formazione anatomica di forma
sottile e allungata. Ne è esempio: il muscolo gracile, che dalla branca inferiore del pube si porta
al tubercolo del condilo mediale della tibia e, insieme al tendine del sarto-rio e del
semitendinoso, concorre a formare la cosiddetta zampa d'oca; il fascicolo gracile che decorre
nella parte mediale del cordone posteriore del midollo spinale (vedi Goll).
Grande (lat. grandis). Termine usato per indicare varie formazioni anatomiche che hanno
caratteristiche morfologiche contrastanti. Ad es.: grande ala dello sfenoide; grande corno
dell'osso ioide; grande forame iscbiatico; grande labbro del pudendo muliebre; grande omento
peritoneale; grande trocantere del femore etc.
Granulaziòni (lat. tardo granulum = granello). Di aspetto granulare sono le granulazioni
aracnoidee, diverticoli avascolari, villosi dello spazio subaracnoideo nel seno sagittale della
dura madre encefalica.
Granulo (lat. granulum, dimin. di granum = grano). Termine con il quale si indica un neurone
di piccole dimensioni, come le cellule dei granuli della corteccia cerebellare e le cellule stellate
della corteccia cerebrale (strati granulari). Anche, granulazioni specifiche in seno al citoplasma.
Granulocito (lat. granulum = granello + gr. cytos = cellula). Leucocito, il cui citoplasma è
fornito di granulazioni specifiche: neutrofile, basofile, eosinofile.
Gratiolet, radiazione ottica del... E un fascetto di fibre della via ottica che dal corpo
genicolato laterale del talamo si proietta alla corteccia dell'area visiva primaria, corrispondente
ai labbri della scissura calcarina del lobo occipitale.
Gratiolet Louis Pierre (n. a S. Foy nella Gironde, 1815-1865). Fu professore incaricato di
Anatomia e Fisiologia comparata alla Sorbona. Salì alla Cattedra succedendo a Isidore Joffré
Saint-Ilaire.
Grùber, fossetta di... È la fossetta duodeno-digiunale posteriore e corrisponde alla radice del
mesentere (recesso duodenale inferiore).
Grùber Wenzel (n. a Krukanitz in Boemia, 1814-1890). Fu professore alla Accademia
medica di Pietroburgo e poi Direttore dell'Istituto di Anatomia pratica. Notevoli sono le sue
descrizioni di muscoli soprannumerari.
Guaina (lat. vagina = fodero, custodia). Nome dato a tutte quelle formazioni che rivestono
alcuni organi a mò di fodero. Es.: g. dei tendini; g. sinoviale; g. dei fasci vascolo-nervosi etc.
Gubernaculum (lat. gubernaculum = timone). È il gubernaculum testis o plica gonadica, una
colonna di mesenchima che durante la vita fetale collega il polo inferiore del testicolo intra-
addominale al pavimento dello scroto, facendo da guida alla discesa del testicolo nella borsa
scrotale.
Gudden, commessura inferiore di... È un sistema di fibre commissurali lungo il margine
posteriore del chiasma ottico e il margine mediale del tratto ottico.
Gudden Johannes Bernhard Aloys von (1824-1866). Professore di Psichiatria a Zurigo e
a Monaco. Per primo introdusse il metodo per lo studio della degenerazione dei fasci nervosi.
Guérin, valvola di... E’ una piccola plica della mucosa dell'uretra cavernosa in corrispondenza
del glande.
Guérin Alphonse, Francois Marie (n. a Boussu, 1816-1895). Si occupò di chirurgia, di
ortopedia e di medicina interna, approfondendo molti argomenti dei vari campi da lui
investigati.
Guthrie, muscolo di... E il muscolo trasverso profondo del perineo che, nell'Uomo, serve a
comprimere la porzione membranosa dell'uretra e le ghiandole del Cowper.
Guthrie George James (1785-1856). Professore di Anatomia e Chirurgia a Londra. Nel 1827 fu
nominato Chirurgo del Westminster Hospital. Membro del Royale College of Surgeons, ne fu più
volte il presidente.
H
Haller, arcate centinate o legamenti arcuati mediale e laterale di... Sono archi tendinei
per i muscoli quadrato dei lombi e psoas, tesi tra il corpo e il processo trasverso della I vertebra
lombare e tra il processo trasverso della I vertebra lombare e la XII costa.
- grande diverticolo o seno obliquo di... Nicchia del cavo pericardico sieroso che si fa
sulla faccia posteriore del cuore tra le vene polmonari di destra e la vena cava inferiore, da un
lato e le vene polmonari di sinistra, dall'altro.
- tripode o tronco celiaco di... È il tronco di origine comune dall'aorta addominale delle
arterie gastrica di sinistra, epatica comune e lienale.
Haller Albrecht von (n. a Berna, 1708-1777). Studiò a Tùbingen e si laureò all'Università
di Leida. Fu professore dì Anatomia a Gòttingen ove fondò il Teatro anatomico. Il suo nome di
studioso di eccezionale cultura figura tra quelli più insigni del XVIII secolo.
Hamulus (lat. dimin. di hamus = unctno). È l'apofisi uncinata che prolunga l'estremità della
lamina mediale del processo pterigoideo dell'osso sfenoide (uncino pterigoideo).
Hamm Giovanni (1650-1723). Giovane medico di Leida che nel 1677 fece la fondamentale
scoperta degli spermatozoi, comunicandola al celebre Leeuwenhoeck.
Harrison, coltivazioni in vitro di ... Per primo ottenne la sopravvivenza e lo sviluppo di
frammenti di tessuto isolato dall'organismo.
Harrison Ross Granville (1870-1959). Fu professore di Anatomia comparata a Yale. È
stato il fondatore del Journal Experimental Zoology e del Journal of Morphology.
Harvey William (n. a Folkestone (Kent), 1578-1657). Frequentò a Padova i corsi di medicina
dove ebbe la laurea nel 1602. Fu allievo di Fabrizio d'Acquapendente e di Giulio Casserio.
Trasferitosi a Londra, divenne Medico dell'Ospedale di 5. Bartolomeo e nel 1615 ebbe l'incarico
di tenere lezioni di Anatomia e di Fisiologia al College of Physicians. Nel 1628 puhhlicò la ben
nota «Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus», opera fondamentale
alla quale egli deve la sua fama universale per aver ordinatamente e lucidamente tracciato il
quadro anatomo-fisiologico sulla circolazione del sangue, forzando il blocco della fisiologia
galenica. L'uso che Harvey fa del Calcolo nella dimostrazione del moto del sangue in un circolo
chiuso, fa di lui uno scienziato di stampo galileano.
Hasner, plica lacrimale di... E’ la plica mucosa situata in corrispondenza dello sbocco del
canale naso-lacrimale nel meato nasale inferiore.
Hasner Joseph Ritter von Artha (1819-1892). Professore di Oculistica in Praga.
Hassall, corpuscoli di... Caratteristiche formazioni della sostanza midollare dei lobuli timici,
dovute a raggruppamenti di cellule epiteliali disposte concentricamente ad una masserella
ialina o granulosa
Hassal Arthur Hill (n. a Teddington, 1817-1894). Medico a Londra e poi nell'isola di
Wight; negli ultimi anni della sua vita prese dimora in Italia a San Remo dove si spense.
Havers, canali di... Sono i canali, che accolgono i vasi sanguiferi, determinati da lamelle
ossee concentriche (osteoni) del tessuto osseo compatto delle ossa lunghe.
Havers Clopton (1650-1702). Anatomista di Londra, si occupò particolarmente della
struttura delle ossa.
Heister, valvola spirale di... E’una ripiegatura di mucosa ad andamento spirale nel condotto
cistico.
Heister Lorenz (1683-1758). Professore di Anatomia e Chirurgia ad Aldorf e poi a
Helmstadt. Ebbe maestri Boerhaave, Ruysch e Albinus.
Heller, stelle di... Sono i ciuffi di arteriole che dalla sottomucosa si portano alla mucosa
dell'intestino e che, viste di sopra, disegnano una immagine a stella.
Heller Arnold Ludwig (n. a Kiel, 1840-1913). Fu professore di Anatomia patologica in Kiel.
Ebbe maestri Virchow, Zenckel e Ludwig.
Helmont van, specchio di... È il centro tendineo a trifoglio del diaframma. L'Autore lo
denominò così per il suo aspetto lucente.
Helmont Johannes Baptista van (1577-1644). Fu medico a Bruxelles.
Henle, guaina di... È la sottile guaina connettivale che circonda le singole fibre di un nervo
periferico.
legamento di... È l'ispessimento più mediale della fascia trasversale; anche denominato
falce inguinale.
seno trasverso di... E’ il ristretto seno del pericardio viscerale in corrispondenza della faccia
sterno-costale del cuore, circoscritto in avanti dalla guaina pericardica che avvolge l'aorta e
l'arteria polmonare e in dietro dal pericardio viscerale che riveste la parete anteriore degli atri.
spina di... E’ la spina soprameatale sulla parete postero-mediale del meato acustico
esterno.
strato di... E’ lo strato esterno della guaina epiteliale che riveste la radice del pelo.
Henle Friedrich Gustav Jacob (n. a Fùrth, 1809-1885). Allievo di Muller, tenne Cattedra a
Zurigo poi ad Heidelberg e quindi a Gòttingen. La sua facondissima attività ha spaziato in più
campi dell'Anatomia macro e microscopica.
Hensen, cellule di... Appartengono, insieme a quelle di Deiters e di Claudius, alle cellule
epiteliali di sostegno dell’organo uditivo spirale del Corti.
dotto reuniente di ... E‘il sottile condotto tra il sacculo e il dotto cocleare.
Hensen Victor (n. a Schleswig, 1835-1924). Tenne la Cattedra di Fisiologia alla Università
di Kiel.
Heschl, giri di... Sono le circonvoluzioni temporali trasverse, sede dell'area acustica della
corteccia cerebrale.
Heschl Richard (1824-1881). Anatomista e patologo austriaco.
Hesselbach, legamento interfoveolare di... E’ l'ispessimento laterale della fascia
trasversale, posteriormente al canale inguinale.
Hesselbacb Adam Kaspar (1788-1856). Professore di Chirurgia a Bamberg. Fratello dell'
anatomista Franz Kaspar Hesselbach.
Higmore, antro di... È il grosso seno scavato nell'osso mascellare e che si apre nel meato
medio della cavità nasale.
mediastino testicolare di... Massa connettivale penetrante all'interno del testicolo dal
margine postero-superiore della tunica albuginea (corpo di Higm ore).
Higmore Natbaniel (n. a Fordingbridge, 1613-1685). Studiò a Oxford ove si laureò in
medicina. Nella sua opera «Corporis bumani disquisitio anatomica» descrive, con felice
denominazione, i suoi trovati.
His, fascicolo atrio-ventricolare di... È il tessuto specifico di conduzione del cuore che dal
nodo atrio-ventricolare si porta ai muscoli papillari.
solco terminale di... E’ il solco a direzione longitudinale che si disegna sulla parete
posteriore dell'atrio di destra, lateralmente allo sbocco delle due vene cave.
His Wilhelm (n. a Leipzig, 1831-1904). Fu professore di Anatomia e di Fisiologia a Basilea,
indi si trasferì come ordinario di Anatomia a Leipzig. Fondatore delle Riviste «Anatomische
Gesellschaft» e «Zeitschrift fùr Anatomie und Entwickelungsgeschichte». Il suo nome rifulge tra
i più grandi dell'Anatomia e dell'Embriologia del secolo scorso. Propose la teoria del neurone
sulla base dei suoi studi embriologici sullo sviluppo delle cellule nervose.
Horner, muscolo di... E’ la porzione lacrimale del muscolo orbicolare delle palpebre.
Horner William Edmonds (1793-1853). Professore di Anatomia in Filadelfia.
Houston, ansa di... Porzione del muscolo ischio-cavernoso che si porta verso la regione
dorsale del pene; la sua contrazione vale a comprimere la vena dorsale profonda.
valvole di... Sono pliche trasversali, a mo' di valvole sporgenti, nel~~interno del lume
rettale.
Houston John (1802-1845). Medico irlandese; fu nominato prosettore al Museo del
College of Surgeons, poi Chirurgo dell'Ospedale di Dublino. Fu Anatomista e operatore di chiara
fama.
Howship, lacune di... Sinuosità della superficie ossea ove si annidano gli osteoclasti.
Howship John (1781-1841). Anatomista inglese della prima metà del secolo scorso. Si
occupò della struttura delle ossa in una memoria: «On the natural and diseased state of
bones».
Hunter, canale di... Canale degli adduttori, situato nel terzo inferomediale della coscia; si
costituisce tra il muscolo grande adduttore medialmente, il muscolo vasto mediale
lateralmente e la fascia vasto-adduttoria. Dà passaggio ai vasi femorali e al nervo safeno.
Hunter John (1728-1793). Anatomista inglese di grande statura e chirurgo pioniere del
XVIII secolo. Direttore dell'Ospedale di 5. Giorgio in Londra, fondò il Museo di Anatomia che è
conservato come Hunterian Museum del Royal College of Surgeons.
Hyrtl, processi alari di... Piccole ali del margine anteriore della apofisi cristagalli dell'osso
etmoide che delimitano il foramen coecum con la parte inferiore della cresta frontale.
Hyrtl Joseph (1811-1894). Professore di Anatomia a Praga, poi all'Università di Vienna.
Ospitò nel suo Istituto di Vienna i nostri Corti e Albini. Pregevoli sono i suoi trattati di Anatomia
descrittiva, di Anatomia topografica e l'Onomatologia anatomica. Pubblicò perfino un testo sui
vocaboli arabi ed ebraici nell'Anatomia. Fu Anatomista insigne, di vasta e profonda cultura.
I
Ictus ischemico - Occlusione di un'arteria che provoca a valle un'interruzione del flusso
ematico.
Idrocefalo - Aumento della quantità di liquido cerebrospinale nelle cavità encefaliche.
Idrofilo - Che attrae l'acqua; si contrappone ad idrofobo, cioè che respinge l'acqua.
Immunocitochimica - Metodica che evidenzia le molecole presenti nei tessuti per mezzo di
anticorpi diretti contro le molecole stesse.
Impulso nervoso - Messaggio che viaggia sotto forma di potenziale d'azione nelle fibre
nervose
Incisura cerebellare posteriore - Solco poco profondo localizzato nel lobo posteriore del
cervelletto.
Incisura preoccipitale - Struttura superficiale di riferimento che forma parte del confine tra i
lobi temporale e occipitale, sulle loro superfici laterali.
Incudine - Uno dei tre ossicini contenuti nella cavità timpanica che trasmettono gli
spostamenti della membrana del timpano verso la finestra ovale; interposto tra gli altri due
ossicini.
Indusium - L'indusium rappresenta un esile strato di sostanza grigia posta sulla porzione
superficiale del corpo calloso.
Induzione neurale - Processo mediante il quale una parte dell'ectoderma dorsale
dell'embrione formerà il sistema nervoso.
Infarto - Morte tissutale dovuta a interruzione del flusso sanguigno.
Infarto della zona di confine - Perdita della vascolarizzazione arteriosa in corrispondenza
delle regioni periferiche dei territori vascolarizzati dai principali vasi cerebrali.
Influenze trofìche - Sostanze chimiche elaborate da una parte di cellula e che esercitano la
loro azione su un'altra parte della stessa cellula oppure su un'altra cellula. Tali sostanze
condizionano la crescita, il mantenimento e il metabolismo cellulare, specialmente nei tessuti
nervoso e muscolare.
Infundibulum - Tratto di fibre nervose che connette l'ipotalamo con il lobo nervoso dell'ipofisi
(neuroipofisi).
Inibizione presinaptica - E' l'inibizione che deriva dalla depolarizzazione di fibre nervose
presinaptiche, e dalla conseguente diminuzione della quantità di mediatore chimico.
Inibizione sinaptica - È l'azione sinaptica che iperpolarizza la membrana postsinaptica e
quindi impedisce la generazione di impulsi nervosi.
Insula - Lobo della corteccia cerebrale. Sinonimo: isola di Reil.
Insulina - Ormone prodotto da cellule degli isolotti pancreatici; ha azione ipoglicemizzante e
può inibire l'assunzione di cibo attraverso circuiti ipotalamici.
Integrazione corticale - Capacità della corteccia cerebrale di integrare (cioè di comprendere
e memorizzare) le informazioni ricevute.
Intercostali, nervi - Sono i nervi misti (motori e sensitivi), che hanno origine dai nervi spinali
e percorrono lo spazio intercostale decorrendo con le arterie intercostali nel solco sottocostale.
Interocettori - Sono i recettori sensoriali che raccolgono gli stimoli provenienti dall'interno
dell'organismo.
Interneurone - È ogni cellula eccitatoria o inibitoria del S.N.C., che associa due o più neuroni.
Iperpolarizzazione - È l'aumento di potenziale che avviene tra i due lati di una membrana
biologica.
Ipertonia muscolare - Consiste nell'aumento esagerato del tono muscolare.
Ipofisi o ghiandola pituitaria - E' la ghiandola endocrina di forma ovalare, situata nel cranio
sulla faccia inferiore dell'ipotalamo e accolta nella sella turcica dello sfenoide. È costituita da
due lobi separati fra loro: il lobo anteriore o ghiandolare (adenoipofisi) e il lobo posteriore o
nervoso (neuroipofisi). Gli ormoni ipofisari regolano l'attività delle altre ghiandole endocrine ed
hanno il loro effetto su numerose funzioni organiche.
Ipoglosso, nervo - È il XII paio dei nervi cranici, esclusivamente motore. La sua origine
apparente è nel solco laterale del bulbo; si distribuisce ad alcuni muscoli della regione
sopraioidea (tiroioideo,stiloglosso, ioglosso e genioioideo) e ai muscoli della lingua.
Ipotalamo - Regione del diencefalo che regola le principali attività della vita vegetativa.
L'ipotalamo è anche detto cervello della vita vegetativa.
Ipotonia - Consiste nella diminuzione del tono muscolare, si manifesta nella fase iniziale delle
emiplegie, nella tabe e in alcune malattie del sistema nervoso; può essere provocata dalla
somministrazione di curaro nel corso di anestesie per interventi chirurgici.
Ipotrofia - Consiste nella diminuzione del volume di un organo per scarso trofismo delle cellule
a livello locale, con conseguente riduzione della funzionalità.
Ippocampo - Giro encefalico che costituisce una parte importante del sistema limbico.
L'ippocampo causa un innalzamento del pavimento del corno inferiore (corno temporale) del
ventricolo laterale cerebrale.
Ischiatico, nervo, o nervo sciatico - E' il nervo più voluminoso del nostro organismo. È il
ramo terminale misto del plesso sacrale, innerva i numerosi muscoli della regione posteriore
della coscia e della gamba; termina dividendosi in nervo peroneo comune e in nervo tibiale.
Isocorteccia - Porzione della corteccia cerebrale costituita da sei strati (neocorteccia).
Istamina - È una sostanza chimica ad azione vasodilatatrice sui capillari e vasocostrittrice sulle
arteriole.
Istmo dell'encefalo - È la porzione dell'encefalo che unisce tra loro cervello, cervelletto e
midollo allungato. È costituito dalla protuberanza anulare o ponte di Varolio, con i peduncoli
cerebellari medi, dalla lamina quadrigemina con i peduncoli cerebellari superiori, dal bulbo con
i peduncoli cerebellari inferiori, dall'acquedotto di Silvio e dai peduncoli cerebrali. Iato lat.
"iatus = apertura). Termine che indica aperture od orifizi che danno passaggio a vari organi,
oppure che immettono in canali o cavita: 'ato aortico, forame diaframmatico per il passaggio
dell'aorta dal torace all'addome; iato del canale per il nervo grande petroso, foro della parete
anteriore della rupe del temporale per il passaggio del nervo omonimo emesso dal faciale; iato
esofageo, forame diatrammatico per il passaggio dell'esofago dal torace all'addome; iato
mascellare, grande apertura nella parete ossea mediale del seno mascellare etc.
Idatidi (gr. ydatis-idos = goccia). Piccoli corpiccioli o vescichette a forma di goccia: idatide o
appendice del testicolo, residuo del dotto di Mùller situato sopra il testicolo; idatide o
appendice dell'epididimo, vescichetta peduncolata, residuo del dotto di Wolff, legata alla testa
dell' epididimo.
Idrocefalia (gr. ydor = acqua e cephalé = testa). Aumento congenito del liquido
cefalorachidiano nei ventricoli encefalici con deformazione della scatola cranica.
Idrocéle (gr. ydor = acqua + céle = gonfiezza, tumefazione). Forma congenita di presenza di
liquido nella cavità della vaginale del testi-colo, per la persistenza del canale peritoneo-
vaginale.
Ileo (gr. eiléo = avvolgo, torco). Con tale termine si indica un organo torto sul proprio asse,
oppure un organo che si avvolge su se stesso:
osso ileo; intestino ileo.
Iliaco ;agg. deriv. dal verbo eilèo = avvolgo, torco). Attributo di formazioni anatomiche che
hanno rapporto con l'osso ileo: muscolo iliaco; arteria iliaca comune; fossa iliaca etc.
Ilo (etimologia incerta). Termine usato dal Malpighi per indicare l'attacco del funicolo alla
placenta. E il punto di un organo per il quale entrano o escono vasi, nervi od altro e che
formano, in alcuni di essi, un infossamento, in altri una prominenza: ilo del fegato; ilo della
milza; ilo ovarico; ilo polmonare; ilo renale etc.
Iméne (gr. ymén = membrana). Plica cutanea che chiude, in parte, l'orifizio vaginale
Impressiòni (lat. imprimere = premere contro). Termine che indica l'impronta che un organo
riceve dal rapporto con un altro. Così, ad esempio, la faccia inferiore del fegato presenta
impressioni per il contatto con il colon (impronta colica), con il rene (impronta renale), con lo
stomaco (impronta gastrica). Altrettanto dicesi per le ossa che sulla loro superficie possono
presentare impronte corrispondenti all'attacco di un tendine, al passaggio di un nervo, di un
vaso od altro; ad es.: le impressioni digitate della superficie endocranica corrispondenti al
rapporto con le circonvoluzioni cerebrali; l'impressio trigemini, sulla rupe del temporale.
Imprònte v. Impressioni.
Incas, osso degli... E’ una variazione ossea segnalata come costante nelle razze primitive del
Perù e perciò descritta come osso degli Incas. E anche denominato osso interparietale od osso
epactale (v. Epactale).
Incisùra (lat. incisus = incisione, taglio). Termine che si usa per indicare una depressione o
fessura a limiti netti di un osso, di una cartilagine o di un viscere: incisure costali, le depressioni
sui lati dello sterno per le cartilagini costali; incisura etmoidale, tra le parti orbitali dell'osso
frontale nella quale si incastra l'etmoide; incisura tiroidea, situata in alto e sulla linea mediana
tra le lamine laterali della cartilagine tiroide; incisura pancreatica tra il processo uncinato e la
restante parte della testa del pancreas etc.
Incréto (lat. incretum part. di incernere = separare). È il prodotto della secrezione di una
ghiandola endocrina (sinonimo di ormone).
Incùdine (lat. incus-dis). Ossicino dell'orecchio medio posto tra la testa del martello e la staffa.
La sua forma ha somiglianza con l'arnese sopra il quale i fabbri battono il ferro.
Indicatòre (lat. indicare = mostrare). È il muscolo estensore proprio dell'indice che Riolano
chiamò indicatore, perche' la sua contrazione estende l'indice nell'atto di indicare.
Indice (lat. index-indicis = colui che indica). È il secondo dito della mano, tra il pollice e il
medio, che generalmente si usa per l'atto di indicare.
Indùseum grìseum (lat. induseum = tunica + griseum = grigio). È lo strato sottile di
sostanza grigia che riveste la superficie dorsale del corpo calloso.
Infundibolo (lat. infundibulum = imbuto). Termine usato per indicare la parte imbutiforme di
un organo. I.etmoidale, stretto passaggio imbutiforme per mezzo del quale il seno frontale e il
seno etmoidale anteriore si aprono nel meato medio della cavità nasale; i. ipofisario, peduncolo
ipofisario a forma di piccolo imbuto; i. della tuba uterina, tratto imbutiforme della tuba situato
in prossimità dell'ovario.
Ingrassia, processi di... Sono le piccole ali dell'osso sfenoide.
Ingrassia Giovanni Filippo (n. a Regalbuto, 1510-1580). Fu professore di Anatomia e
Medicina pratica a Napoli e poi a Palermo. Furono pubblicati a Palermo nel 1603 i suoi
Commentari «In Galeni librum de ossibus». Fu allievo del Vesalio ed ebbe a condiscepoli Realdo
Colombo e Gabriele Falloppio. Cuvier lo definì «anatomista di prim'ordine» e per la sua
rinomanza, a Napoli gli innalzarono una statua
Inion (gr. inion = occipite). Punto craniometrico corrispondente alla protuberanza occipitale
esterna.
Insula (lat. insula = isola). Piccolo lobo del cervello situato nella profondità della scissura
laterale del Silvio.
Intocettòre (lat. intus = dentro + receptor = recettore). Termine riferito ai recettori nervosi
sensitivi posti nell'ambito dei visceri.
Intersecaziòne (lat. tardo intersecare = tagliare attraverso). V. Intersezione tendinea.
Interseziòne tendinea. E’ uno dei tre-quattro tendini trasversali interposti lungo le carni del
muscolo retto dell'addome.
Intestino (gr. éntera, lat. intestinum = interno). La parte del tubo dicerente che va dallo
stomaco allo sfintere anale. Nell'Uomo la sua lunghezza eguaglia sei od Otto volte quella del
corpo.
Intima (lat. intimus = più interno). È la tonaca interna dei vasi sanguiferi, quella che limita il
lume con uno strato continuo di endotelio.
Inversiòne (lat. invertere = portar dentro). Movimento di torsione del piede che ha come
risultato di portare la pianta del piede a guardare medialmente.
Ioide (gr. y + eidòs = a forma di). È l'osso dello splancnocranio a forma di «o» greca, od anche
a ferro di cavallo, situato nella parte anteriore e mediana del collo, unito mediante legamenti e
muscoli alla mandibola, al temporale, al torace, alla faringe e alla laringe.
Ipermastia (gr. ypér, pref. accrescitivo + mastòs = mammella). Termine che indica la
presenza di mammelle in soprannumero.
Iperplasia (gr. ypér, pref. accrescitivo + plàsis = formazione). Formazione anatomica
accresciuta di volume per aumento del numero delle cellule. Es.: iperplasia tonsillare in corso di
tonsillite; iperplasia dell’utero in corso di gravidanza, etc.
Ipertelia (gr. yper, pref. accrescitivo + telé= capezzolo). Termine che indica la presenza di
capezzoli sovrannumerari sulla mammella, sulla cute del torace, dell'addome e dell'ascella per
persistenza di abbozzi mammari lungo la linea o cresta mammaria.
Ipertrofìa (gr. ypér, pref. accrescitivo + trophè= nutrizione). Aumento del volume di un
organo per aumento del volume delle cellule. Es.: i. muscolare.
Ipocòndrio (gr. ypo' = sotto + chondros = cartilagine). Regione superiore e laterale
dell'addome il cui limite inferiore è dato dalla linea che segue l'arco cartilagineo costale.
Ipodérma (gr. ypo' = sotto + dérma = pelle). E’ la tela sottocutanea che si estende al di sotto
del derma, tra questo e la fascia comune del corpo; consente la spostabilità della cute sui piani
sottostanti.
Ipofisì (gr. ypòphysis = escrescenza). Ghiandola endocrina, impari e mediana, appesa
all'infundibolo ipotalamico e accolta nella sella turcica dell'osso sfenoide.
Ipogàstrio (gr. ypo; = sotto + gastér = ventre). Regione mediana inferiore dell'addome,
situata superiormente al pube.
Iponichio (gr. ypo; = sotto + ònics = unghia). È il margine anteriore del letto dell'unghia che
forma l'epitelio sottoungueale.
Ipotalamo (gr. ypo; = sotto + talamo). La parte basale del diencefalo situata sotto il talamo, in
cui hanno sede nuclei legati alle funzioni vegetative ed endocrine.
Ippocampo (gr. hippocampos = cavalluccio marino). Per similitudine, ècosì denominata una
circonvoluzione che costituisce una parte importante del sistema limbico e che produce un
rilievo sul pavimento del corno temporale del ventricolo laterale.
Irci (lat. hircus = capro). Sono così denominati i peli dell'ascella, erroneamente ritenuti
responsabili dell'odore sgradevole (caprino) che in tale regione può manifestarsi.
Iride (gr. iris = arcobaleno, iride). Disco pigmentato con apertura centrale (pupilla), di colore
variabile dall'azzurro al bruno, che costituisce la parte anteriore dell'uvea. E situato dietro la
cornea e davanti al cristallino.
Ischio (gr. ischion = in senso lato, anca). Una delle tre ossa, primitivamente distinte, che
concorrono a formare l'osso dell'anca. Circonda inferiormente il foro otturatorio.
Isocòrtex (gr. isos = uguale + lat. cortex = corteccia). Corteccia cerebrale a sei strati
(neocortex).
Istmo (gr. isthmòs = stretto passaggio). Termine con il quale si indica la parte ristretta di un
organo, interposta tra altre di maggior volume:i. aortico, i. delle fauci, i.della ghiandola tiroide,
i.della tuba uterina, i. dell’utero.
Jacobson, canale di... È il canale timpanico che attraversa la rupe del temporale e dà
passaggio al ramo timpanico del nervo glosso-faringeo.
cartilagine vomero-nasale di... Cartilagine situata sotto quella del setto e sopra la
spina nasale anterior-inferiore.
Jacobson Ludwig Lewin (1783-1843). Medico-chirurgo in Copenaghen. Fu medico
militare nelle Armate francesi e inglesi. Si occupò, oltre che di Anatomia, particolarmente di
Urologia e costruì uno strumento per frammentare i calcoli vescicali.
Jensen, solco intermediario di... E’ il solco che separa, nella circonvoluzione parietale
inferiore, il giro sopramarginale che circonda l'estremità della scissura silviana dal giro
angolare.
Jensen Julius (1841-1891). Iniziò la sua carriera a Kiel. Fu nominato Direttore del Manicomio di
Berlino. Si occupò particolarmente dell'anatomia del cervello.
K
Keith, nodo senoatriale di... E’ una masserella di tessuto muscolare specifico situata nella
parete atriale davanti allo sbocco della vena cava superiore; costituisce il pacemaker di
formazione degli stimoli, determinando il ritmo cardiaco. Fu descritto da Keith (1906) e da
Flack (l907), pertanto viene denominato come nodo di Keith e Flack.
Keith Artur sir (n. a Old Machar (Scozia), 1866-1955). Studiò medicina nelle Università di
Aberdeen, Londra e Leipzig. Nel 1927 fu nominato Presidente dell'Associazione inglese del
progresso delle Scienze.
Kerckring, pliche circolari di... Sono le pieghe semilunari, alte sino a 8 mm, della mucosa e
della sottomucosa dell'intestino tenue.
Kerckring Theodor (1640-1693). Medico in Amsterdam e anche protomedico dei Duchi
di Toscana. Nel 1670 pubblicò l'opera «Antropogeniae ichonographia, sive conformatio foetus
ob ovo usque ad ossificationis principia».
Kiernan, spazi di…Sono gli spazi portali che si stabiliscono al punto di contatto di tre lobuli
epatici.
Kiernan Francis (1800-1874). Anatomista della seconda metà del secolo scorso. Nel 1873
pubblicò un classico lavoro sull'anatomia e la fisiologia del fegato: «The Anatomy and
physiology of the liver».
Kohnstamm, nucleo salivatorio superiore di... E’ un nucleo pontino della col'onna vìscero-
motoriiì parasimpatica; appartiene ai nucleo dei VII bis o intermedio e le sue fibre efferenti,
mediante il ramo della corda del timpano, innervano le ghiandole salivari sottomandibolare e
sottolinguale.
Kòlliker, cellule muscolari lisce di... Sono lc cellule muscolari visceralì descritte per la
prima volta da questo Autore.
centro germinativo di... E’ la porzione centrale più chiara del follicolo linfatico, formata
prevalentemente da linfoblasti in attiva riproduzione.
corpi lutei atresici di... Sono i residui dei follicoli oofori primordiali che vanno in
regressione.
Kòlliker Rudolf Albert von (n. a Zurigo, 1817-1905). Si laureò in Filosofia a Zurigo e in
Medicina ad Heidelberg. Fu allievo e poi aiuto di Henle; nel 1845 ottenne la Cattedra di
Fisiologia e Anatomia comparata a Zurigo. Successivamente fu professore di Anatomia
microscopica e di Embriologia a Wùrzburg. Il nome di Kòlliker è tra i più celebri della seconda
metà del secolo scorso.
Krause, corpuscoli nervosi terminali di... Sono corpuscoli capsulati bulboidei con una
espansione cilindrassiale a gomitolo, particolarmente numerosi nella periferia genitale.
Krause Wilhelm (n. ad Hannover, 1833-1910). Nel 1860 fu professore di Anatomia a
Gòttingen e nel 1892 passò a dirigere l'Istituto anatomico di Berlino. Figlio dell'anatomista
Karl Friedrich Theodor.
Kupffer, fibre a graticciata di... È il delicato e fine intreccio di connettivo reticolare che si
tesse tra epatociti e capillari sanguiferi; è dotato di particolari istiociti che costituiscono le
cellule stellate di Kupffer.
Kupffer Karl Wilhelm von (n. a Lesten in Kurland, 1829-1902). Fu allievo di Bidder a
Dorpat, ove fu anche prosettore dal 1858 al 1866, quando divenne professore ordinario a Kiel
prima, a Kònisberg dopo e, da ultimo, a Mùnchen.
L
Labbé, piccola vena anastomotica di... E’ la vena encefalica, ramo della cerebrale media
che, dal lobo temporale, scende a gettarsi nel seno trasverso.
triangolo di... E’ l'area nuda dello stomaco in immediato contatto con la parete
addominale; viene delimitata tra il margine anteriore del fegato, l'arcata costale di sinistra e, in
basso, da una linea orizzontale che passa per il punto medio della distanza xifo-ombelicale.
Labbé Léon (n. a Merlerant, 1832-1916). Fu professore aggregato all'Istituto di Anatomia di
Parigi e successivamente Chirurgo degli ospedali di Parigi.
Labbra (lat. labium e labrum = labbro). E’ usato al plurale per indicare le pieghe cutanee che
delimitano l'apertura vulvare.
Labbro (lat. labium e labrum = labbro) Termine che usato al singolare èriferito a ciascuna
delle pieghe cutanee che delimitano l'apertura orale.
Labirinto (gr. labyrinthos = contorto, complicato). Complicato sistema di canalicoli e
dilatazioni scavato nella rupe del temporale e nel quale hanno sede l'organo dell'udito e
dell'equilibrio. Si distingue un labirinto osseo ed un labirinto membranoso.
Lacero (lat. lacer = sfrangiato). E’ così denominato il foro, a contorni irregolari, della base
cranica situato tra l'apice della rocca petrosa del temporale e l'occipitale, nella fossa cranica
posteriore. Dà passaggio alla vena giugulare interna e ai nervi encefalici XI, X e IX.
Lacérto (lat. lacertus = massa muscolo-tendinea del braccio). Termine trasferito per tropo a
quella parte aponeurotica del tendine del muscolo bicipite brachiale (lacerto fibroso).
Lacuna (lat. lacuna = interruzione, vuoto). E’ il termine con il quale si indica il vuoto di una
parete attraverso il quale transitano muscoli, vasi e nervi. Lacuna dei muscoli (lacuna
musculorum), spazio tra il margine anteriore dell'osso dell'anca e il legamento inguinale per il
passaggio del muscolo ileo-psoas e del nervo femorale; lacuna dei vasi (lacuna vasorum),
spazio situato tra il pube, il legamento ingui nale e la bandella ileo-pettinea attraverso il quale
transitano i vasi femorali.
Lacùne (lat. lacuna = insenatura, cavità). Piccole insenature della mucosa: lacune uretrali,
insenature della mucosa uretrale con lo sbocco delle ghiandole uretrali. Anche, piccole lacune
anfrattuose che i canalicoli della dentina formano a limite con lo smalto (lacune di Howship)
Làgo (gr. làccos; lat. lacus = lago). Termine riferito ad una cavità ove si aduna una certa
quantità di liquido: 1. lacrimale, cavità virtuale del sacco congiuntivale in corrispondenza
dell'angolo mediale dell'occhio, che diventa reale per accumulo del secreto delle ghiandole
lacrimali.
Làmbda (Undicesima lettera dell'alfabeto greco). Viene indicato con tale termine il punto
craniometrico che si trova all'incontro tra la sutura sagittale e le suture occipito-parietali, che,
nel loro insieme, disegnano la forma della lettera greca .
Lamina (lat. lamina = piastra sottile, lamina). Termine con il quale si designa una struttura
anatomica più o meno sottile ed appiattita: lamina fixa, pavimento del ventricolo laterale tra
stria terminale e tenia conoidea; lamina basilare, lamina connettivale che si estende tra la
lamina spirale ossea e la parete laterale del condotto cocleare; lamina cribrosa dell'etmoide,
nel tetto della cavità nasale per il passaggio dei filuzzi olfattivi; lamina cricoidea, il castone
della cartilagine cricoidea della laringe; lamina episclerale, delicata lamina di tessuto
connettivo tra la sdera e la capsula di Tenone; lamina fusca, straterello di connettivo lasso ricco
in cellule pigmentate tra la sclera e la sottostante coroide; lamina vertebrale, lamina ossea che
chiude indietro l'arco di una vertebra, etc.
Lancisi, nervi di... Sono le strie longitudinali mediale e laterale che decorrono sul corpo
calloso e fanno parte del rinencefalo.
Lancisi Giovanni Maria (1654-1720). Professore di Anatomia del Collegio della Sapienza
in Roma e Archiatra dei Papi Innocenzo XI e Clemente XI. Tra i suoi meriti v'è quello di aver
portato in luce le tavole anatomiche di Eustachio, rimaste inedite per un secolo e mezzo.
Langer, arco ascellare di... Variazione muscolare che, a mo' di nastro, si tende, nel cavo
dell'ascella, tra i muscoli grande dorsale e grande pettorale.
Langer Karl (1819-1887). Fu professore di Anatomia all'Università di Vienna. Scrisse un
pregevole trattato di Anatomia e si interessò particolarmente ad argomenti di osteologia e
miologia.
Langerhans, cellule di... Sono le cellule dendritiche dello strato germi-nativo della
epidermide che, al pari dei melanociti, originano dalle creste neurali, ma, a differenza di questi,
sono incapaci di sintetizzare melanina che invece assumono solo per fagocitosi.
- isole di... Costituiscono la parte endocrina in seno al parenchima acinotubulare del
pancreas esocrino.
Langerhans Paul Wilhelm Heinrich (n. a Berlino, 1847-1888). Fu allievo di Virchow,
prosettore e professore di Anatomia alla Università di Freiburg. Nel 1869, ancora studente,
descrisse le isole del pancreas.
Lanùgine (lat. lanugo-ginis). Peli fitti, sottili, brevi e morbidi che ricoprono uniformemente la
superficie cutanea del feto. Verso il termine della vita fetale la lanugine del capo si differenzia
nei capelli.
Laringe (gr. laryngìdo = emettere un suono). Organo impari e mediano del collo che adempie
alla duplice funzione della respirazione e della fonazione. Manca in tutti gli invertebrati e, tra i
vertebrati, manca nei pesci. La specializzazione fonetica è dovuta alla presenza al suo interno
di due pliche, le pliche vocali.
Lauth, tonaca di... Sottile lamina connettivale che copre i fasci carnosi del muscolo obliquo
esterno dell'addome e la sua vasta aponeurosi.
- seno venoso della sclera di... Vaso anulare adiacente al legamento pettinato
nell'angolo irido-corneale che raccoglie l'umor acqueo proveniente dalla camera anteriore
dell'occhio. E’ anche noto come canale di Schlemm.
Lauth Ernest Alexandre (1803-1837). Professore di Anatomia e Fisiologia a Strasburg.
Legaménti (lat. ligamentum deriv. dal verbo ligare = congiungere, unire). Termine
largamente usato e riferito a tutte quelle formazioni a mò di fascicoli connettivali o di pieghe
peritoneali che servono a tenere uniti due capi ossei o cartilaginei e a mantenere in sito un
organo. Es.: legamenti crociati del ginocchio; legamento sospensore della mammella;
legamento falciforme del fegato etc.
Lémbo (lat. limbus = margine, orlo). Termine riferito all'estrema parte di una formazione
anatomica: 1. della lamina spirale ossea, che sporge nel canale spirale della chiocciola; lembi
palpebrali anteriore e posteriore; lembi delle valvole semluunari aortiche e polmonari etc.
Lemnìsco (gr. lémniscos, lat. lemniscus = nastro). Nella Grecia e Roma antiche il lemnisco era
il nastro che pendeva dalle corone con le quali si premiavano atleti e gladiatori. Per
similitudine, vengono denominati lemnischi quei nastri (o fasci) di fibre nervose che da vari
livelli del nevrasse risalgono verso centri superiori: 1. laterale, fascio della via acustica che
ascende nel tronco encefalico per termìnare al tubercolo bigemino inferiore; 1. mediale,
formato dai deutoneuroni della via bulbo-talamica che dai nuclei gracile e cuneato d~ bulbo si
portano al talamo; 1. spinale, tratto del fascio spino-talamico che decorre nel tronco encefalico
e si termina al talamo; 1. trigeminale, nastro di fibre che dai nuclei sensitivi del trigemino va al
talamo.
Lenticolare (lat. lenticularis = a forma di lenticchia o di lente). Nucleo del telencefalo
costituito dal putamen e dal globus pallidus.
Leonardo, trabecola arcuata di... E’ la trabecola muscolare setto-marginale del ventricolo
di destra che dal setto interventricolare si porta alla radice del muscolo papillare anteriore.
Leonardo da Vinci (n. a Vinci, 1452-1519). Grande genio della Rinascenza che, per dare
alla sua arte una salda base scientifica, si fece anche anatomista e con il fedele amico
Marc'Antonio della Torre eseguì numerose dissezioni. I suoi meravigliosi cartoni anatomici,
conservati nella reale biblioteca di Londra, dimostrano la precisione delle sue lunghe e pazienti
osservazioni.
Leptomeninge (gr. lepto's = sottile + meninge). È l'insieme della pia madre e dell'aracnoide,
involucri meningei del nevrasse.
Leucocito (gr. leuchòs bianco + cytos = cellula). Elemento cellulare del sangue appartenente
alla serie bianca.
Levi, legge sull'accrescimento di grandezza dei neuroni di.... L'Autore ha dimostrato
che l'aumento di grandezza dei neuroni è tanto più cospicuo quanto più elevata è la mole
definitiva che il soma raggiunge.
Levi Giuseppe (n. a Trieste, 1872-1965). Fu professore di Anatomia a Sassari e poi a
Torino. Accademico dei Lincei e socio di numerose Società scientifiche straniere. Fu insignito
dottore «honoris causa» dell'Università di Liegi. Il suo trattato di Istologia ha avuto enorme
diffusione ed è stato tradotto nelle principali lingue straniere. Fu un grande caposcuola e ai
suoi insegnamenti si formò una schiera di eccezionali allievi: Amprino, Bairati, Bucciante,
Busacca, Filogamo, Levi-Montalcini, Olivo e Terni.
Lewis, pinocitosi di... E’ la possibilità che hanno nelle colture in vitro alcune cellule di
fagocitare sostanze liquide e di introdurle sotto forma di vacuoli nel corpo cellulare.
Lewis Warenne Harmon Nato a Suffield nel Connecticut nel 1870. Professore di
Anatomia alla John's ljopkins University. E stato considerato tra i maggiori studiosi della
moderna citologia ed embriologia.
Leydig, cellule di... Sono le cellule endocrine dello stroma interstiziale tra i tubuli seminiferi
del testicolo.
Leydig Franz von (n. a Rothenburg, 1821-1908). Allievo di Kòlliker, fu professore di
Zoologia e Anatomia comparata a Tùbingen, a N~urzburg e a Bonn.
Lienale (lat. lienis = milza). Dicesi di ciò che attiene alla milza: legamento liena le; vasi lienali
etc.
Lieutaud, trigono vescicale di... E’ la porzione triangolare liscia della superficie interna del
fondo della vescica, circoscritta dagli sbocchi dei due ureteri, in alto e dall'orifizio interno
dell'uretra, in basso. Lieutaud Joseph (n. a Aix-en-Provence, 1703-1780). Professore di
Anatomia ad Aix. Fu protomedico di Luigi XV e Luigi XVI a Parigi. Spaziò in diversi campi
dell'Anatomia e pubblicò nel 1753 una memoria sulla struttura della vescica.
Limbico (lat. limbus = confine, margine). È la porzione di corteccia (lobo limbico) configurata a
«C» e posta sulla faccia mediale dell'emisfero cerebrale, costituita dalla circonvoluzione
cingolata e dall'ippocampo.
Limen nasi (lat. limen = confine, soglia). Rilievo arcuato che delimita posteriormente il
vestibolo del naso. Anche, limen insulae, la porzione ventrale dell'insula di Reil compresa
nell'area olfattoria laterale.
Linea (lat. linea). Termine ampiamente usato per indicare la intersezione di due superfici,
oppure un rilievo osseo lungo e poco sbalzato: l. alba dell'addome; 1. aspra del femore; 1.
nucale etc.
Linfa (lat. lympha = acqua limpida). Liquido incolore o leggermente giallognolo in cui sono
reperibili linfociti, monociti e rari globuli rossi, che imbeve i tessuti e circola nei vasi linfatici.
Linfatici (lat. lympha). Sono i vasi che raccolgono la linfa in eccesso dei tessuti e la
convogliano nel sistema venoso. Si distinguono in: capillari, pre-collettori, collettori pre-
linfonodali, collettori post-linfonodali,. tronchi linfatici principali.
Linfocéntro Termine che indica la presenza, in una determinata regione, di linfonodi riuniti in
gruppi: L ascellare, 1. in guinale etc.
Linfoghiandola v. Linfonodo.
Linfonòdo E’ un corpicciolo linfatico delle dimensioni di 1-20 mm. intercalato, singolarmente o
a gruppi, sul decorso dei collettori linfatìcì.
Linfonodulo o follicolo linfatico. È l'espressione più semplice degli organi linfoidi ed è
costituito da un aggregato di tessuto linfoide che forma l'unità costitutiva del parenchima del
linfonodo. Linfonoduli si ritrovano anche nelle tonache mucose di molti organi dell'apparato
digerente e respiratorio.
Lingua (gr. glossa, lat. lingua). Voluminoso organo muscolare della bocca dotato di altissima
mobilità per la prensione degli alimenti, la masticazione, la deglutizione, l'articolazione dei
suoni ed è rivestito da una mucosa contenente i corpuscoli della sensibilità gustativa.
Linguale Termine con il quale si indicano formazioni pertinenti alla lingua: papille linguali,
nervi linguali, vasi linguali etc.
Lingula (lat. dimin. di lingua). Nome dato a varie formazioni strette ed allungate simili ad una
linguetta: 1. del cervelletto; l.mandibolare;l. sfenoidale etc.
Liquor (lat. liquor = sostanza liquida). È il termine con il quale si suole indicare il liquido
cerebro-spinale. v. Liquido cerebro-spinale.
Lisfranc, interlinea articolare di... E’ la linea articolare tra le ossa della fila distale del tarso
e le ossa metatarsali.
tubercolo di... E il rilievo della faccia superiore della I costa che dà attacco al muscolo
scaleno anteriore.
Lisfranc Jacques (n. a Saint Paul, 1790-1847). Allievo di Dupuytren, fu chirurgo degli
Ospedali e professore di Anatomia all'Università di Parigi.
Lissauer, zona marginale di... Sottile strato di sostanza bianca tra la zona spongiosa del
corno posteriore e la superficie del midollo spinale, sede del fascicolo dorsolaterale.
Lissauer Heinrich (1861-1891). Neurologo tedesco che si occupò particolarmente della
struttura del midollo spinale.
Littre, ghiandole di... Piccole ghiandole mucose i cui condotti sboccano nelle lacune uretrali.
Littre Alexis (n. a Cordesin Albigeois, 1658-1726). Anatomista e Chirurgo in Parigi. Fu
Reggente della Facoltà medica di Parigi dal 1691.
Lòbo (gr. lobòs = guscio). Porzione arrotondata e prominente del parenchima di un organo,
anatomicamente ben definita e separata da solchi, scissure o setti connettivali da lobi contigui:
lobi cerebrali, lobi epatici, lobi polmonari etc.
Lòbulo (dimin. di lobo). Specificamente indica l'estremità inferiore del padiglione auricolare,
privo di cartilagine. In generale, è il termine attribuito ad una piccola porzione del parenchima
di un organo, di cui può rappresentare l'unità anatomica elementare: lobulo del cervelletto;
lobulo del timo; lobulo dell'epididimo; lobulo della ghiandola mammaria; lobulo epatico etc.
Lòcus (lat. locus = sito). Termine che indica il sito ove sono ubicate alcune formazioni
caratteristiche: locus coerulus, striscia di cellule pigmentate di tinta grigio-azzurra, situata nella
parte laterale del pavimento del IV ventricolo e in rapporto con il nucleo mesencefalico del
trigemino; locus niger, è il nucleo pigmentato situato tra il piede e la callotta del peduncolo
cerebrale mesencefalico; locus valsavae, è la zona del setto nasale laddove la cute del
vestibolo tra-passa nella mucosa respiratoria: è una zona elettiva delle epistassi.
Lòggia (deriv. dal fr. loge) Termine con il quale in anatomia viene indicato il vano ove è
accolto un organo: 1. parotidea; 1. prostatica; 1. renale; 1. vescicale etc.
Lombàre (lat. lumbaris). Che ha attinenza con i lombi: arterie lombari; plesso lombare;
regione lombare etc.
Lòmbo (lat. lumbus). Regione posteriore del tronco, compresa tra il dorso e l'anca, a ciascun
lato della colonna vertebrale.
Lombricali (lat. lumbricalis = che assomiglia al lombrico). Per similitudine, sono i piccoli
muscoli distesi nella palma della mano e nella pianta d~ piede; in numero di quattro, si
allungano dai tendini del muscolo flessore profondo delle dita alle prime falangi delle quattro
ultime dita. Dagli antichi anatomisti detti anche vermiculares e per il loro impegno nell'uso
degli strumenti a corda detti anche fidicini ~muscoli dei suonatori di cetra o di lira).
Louis, angolo del... È l'angolo sternale che si stabilisce tra manubrio e corpo. E palpabile
attraverso la cute e, come tale, in clinica, è un importante punto di riferimento nella semeiotica
del torace.
Louis Pierre Charles Alexandre (n. a Ay, 1787-1872). Fu medico della Pitié, poi
dell'Hotel Dieu in Parigi. Come anatomista ha legato il suo nome all'angolo descritto.
Lower, tubercolo intervenoso del... È la piccola cresta smussa, determinata dalla presenza
di un fascio muscolare, che si osserva nell'atrio di destra, fra gli sbocchi delle vene cave.
Lower Richard (n. a Londra, 1631-1691). Allievo e amico del Willis, fu medico e
anatomista a Londra.
Luna, capsula vascolare dell'oliva di... E’ una fitta rete di arteriole, disposta
perifericamente all'oliva bulbare
scleroreticolo di... Varietà di tessuto reticolare a fibre grossolane che si colorano come il
collagene, pur serbando costituzione reti-colare.
Luna Emerico (n. a Palermo, 1882-1963). Professore di Anatomia alla Università di
Palermo. Fu, sin dalla fondazione, Segretario della Società Italiana di Anatomia. Di particolare
rilievo sono le sue ricerche di embriologia e morfologia del sistema nervoso e quelle sulla
circolazione dell'encefalo. Ha avuto allievi il Fazzari, il Monroy e il Pasqualino.
Lùnula (lat. lunula = spicchio di luna). Per similitudine, è così indicata la zona semilunare
biancastra che si osserva alla base dell'unghia. Anche, le sottili strie semilunari situate su
ambedue i lati del nodulo delle valvole aortiche e polmonari (lunule delle valvole semilunari)
Luschka, fori di... Corrispondono agli angoli laterali del IV ventricolo e mettono in rapporto il
liquido cerebro-spinale interno con quello esterno.
- legamenti sterno-pericardici di... Sono i due legamenti mediani, superiore e inferiore,
del pericardio.
- lingula cardiaca di... Porzione del margine anteriore del lobo polmonare inferiore di
sinistra che si protende, a forma di linguetta, a coprire l'apice del cuore.
Luschka Hubert (n. a Costanza, 1820-1875). Fu professore di Anatomìa a Tùbingen. Lega
il suo nome anche alla tasca faringea e al glomo coccigeo.
Luys, nucleo ipotalamico di... E’ un piccolo nucleo, a forma di lente biconvessa, situato
nell'area inferiore della regione ipotalamica. Riceve fibre dal globus pallidus. La sua
degenerazione causa l'emiballismo.
Luys Jules-Bernard (n. a Parigi, 1828-1895). Medico della Salpètrière, si dedicò alla
anatomia e alla istologia dei centri nervosi. Fondò, nel 1881, la rivista «L'Encéphale, Journal des
Maladies mentales et nerveuses».
M
Macroglia
(gr. machròs = grande + lat. glia = colla). Termine con il quale si indicano le cellule neurogliali
di maggiori dimensioni e di origine ectodermica (astrociti, oligodendrociti, cellule ependimali).
Macrosmàtico (gr. machròs = grande + osmé= olfatto). Animale con il senso dell'olfatto
molto sviluppato.
Macula (lat. macula = macchia). Termine usato nel linguaggio anatomico per indicare una
piccola area differenziata per speciali funzioni: macula cribrosa, area ossea cribrata della
parete mediale del vestibolo, che corrisponde al fondo del meato acustico interno, per il
passaggio dei filamenti nervosi del nervo vestibolo-cocleare; macula dell’utricolo e del sacculo,
aree sensoriali del labirinto membranoso vestibolare; macula densa, piccola area del tubulo
contorto distale, in prossimità del polo vascolare del corpuscolo renale, costituita da cellule
isoprismatiche separate da ampie fessure; macula lutea, piccola area sensoriale della retina
visiva, adiacente al polo posteriore dell'occhio, di forma ovale, e del diametro di circa 3 mm.
Magendie, foro di... Foro mediano della membrana tectoria del IV ventricolo che permette il
passaggio del liquido cerebro-spinale interno a quello esterno.
Magendie Francois (n. a Bordeaux, 1783-1855). Prosettore alla Facoltà medica di Parigi,
poi professore di Fisiologia al College de France. Fu uno dei pionieri della fisiologia
sperimentale.
Malàre (lat. mala = mascella, guancia) v. Zigomatico.
Malléolo (lat. dimin. di malleus = martello). La prominenza ossea al limite fra gamba e piede,
dovuta, medialmente alla tibia (malleolo mediale o tibiale), e lateralmente al perone (malleolo
laterale o peroneale).
Malpighi, corpuscoli di... Sono i follicoli o noduli linfatici del parenchima lienale, attraversati
da un'arteriola.
• glomeruli di... Sono le reti capillari interposte tra un'arteriola afferente e un'arteriola
efferente dei glomeruli renali.
Malpighi, piramidi di... Sono le piramidi renali, costituenti la parte midollare del rene.
- strato reticolare di... E’ la parte germinativa dell'epidermide formata dagli strati
basale e spinoso.
Malpighi Marcello (n. a Crevalcore, 1628-1694). Professore di medicina teorica a Pisa, a
Bologna e a Messina, poi chiamato a Roma come Archiatra di Papa Innocenzo XII. Formatosi
alla Filosofia peripatetica allo Studio di Bologna, passò alla Filosofia libera e democritea, grazie
alla stretta collaborazione che ebbe col Borelli in Pisa, nel triennio 1656-59. La vastità e la
genialità dell'opera di Malpighi segnarono profondamente la Biologia del 600 e gli meritarono,
da parte del Goelike, l'appellativo di «Occhio d'Italia». Le due lettere, stampate a Bologna nel
1661, col titolo «De Pulmonibus et de viscerum structura», rappresentano l'atto di nascita
dell'Anatomia microscopica. Col «De formatione pulli in ovo» l'Embriologia acquista un fine
contenuto strutturistico e diviene ausilio prezioso per illuminare la morfologia dell'adulto.
Spirito aderente ai fatti, ligio al microscopio, immune da divagazioni teoriche, si acquistò in vita
la piena ammirazione di grandi scienziati.
Mammillàre (lat. mamilla dimin. di mamma = mammella). Dicesi di formazioni che
assomigliano, per forma, a una piccola mammella o anche al suo capezzolo: corpo mammillare,
piccola protuberanza pari sulla superficie ventrale dell'ipotalamo; tubercolo mammillare etc.
Mandibola (lat. tardo mandibula deriv. da mando = io mastico). È l'osso mascellare inferiore,
costituito da un corpo e un ramo o branca montante.
Marchand, zona scollabile di... È la porzione di dura madre encefalica che, per le sue scarse
aderenze alla faccia endocranica temporo-parietale, è facilmente scollabile.
Marchand Felix (n. a Halle, 1846-1928). Fu professore di Anatomia patologica nelle
Università di Giessen, Marpurgo e Lipsia. Approfondì numerosi argomenti di anatomia.
Marchi, metodo osmio-cromico di... Metodo istologico che serve ad identificare il decorso
delle fibre mieliniche in degenerazione, quando queste abbiano perso il loro rapporto con la
cellula dì origine.
Marchi Vittorio (n. a Novellara, 1851-1908). Istologo e Medico, diresse il laboratorio di
Istologia del manicomio di Reggio Emilia e poi fu Primario dell'ospedale di Jesi. Nel 1887
ottenne la libera docenza in Istologia. Il metodo che porta il suo nome ha costituito una tecnica
neuroanatomica di grande utilità nello studio delle vie nervose.
Marie, quadrilatero di... Sono i centri corticali, motori e sensoriali, del linguaggio che
l'Autore ha inscritti in un quadrilatero i cui vertici toccano i lobi frontale parietale e temporale.
Marie Pierre (1853 - 1940). Neurologo francese che descrisse il fascicolo solco-marginale
del cordone bianco anteriore del midollo spinale e l'afasia cerebellare ereditaria.
Marshall, vena di... E’ la vena obliqua dell'atrio di sinistra che nasce dalla sua parete
posteriore ed estua nel seno coronano. Marshall John (1818-1891). Professore di Anatomia e
Chirurgia a Londra. Si occupò largamente e comparativamente del sistema venoso fetale.
Martinotti, cellule di... Sono le cellule a secondo tipo del Golgi con pirenoforo nel II e III
strato della isocorteccia cerebrale e con neurite che si porta nell strato, ove ramifica
fittamente.
Martinotti Giovanni (n. a Villanova Monferrato, 1857-1928). Fu professore di Anatomia
patologica a Torino, a Modena, a Siena e a Bologna. Si occupò largamente della struttura del
sistema nervoso.
Mascagni Paolo (n. a Pomerance (Pisa), 1755-1815). Professore di Anatomia a Siena e a Pisa.
Il suo nome rimane legato indissolubilmente allo studio dei vasi linfatici, pubblicato nel 1787
nella memoria «Vasorum lymphaticorum corporis humani historia et iconographia».
Mascellàre (lat. maxillaris deriv. da mala = mascella). Che ha rapporto o che appartiene alla
mascella. Tali sono le arterie mascellari interna ed esterna. Anche, il voluminoso osso
pneumatico dello splancnocranio.
Massetére (gr. masetér = masticatore). Muscolo scheletrico che ricopre la faccia laterale del
ramo della mandibola. La sua denominazione deriva dal fatto che, unitamente ai muscoli
temporale e pterigoidei, ha azione nella funzione masticatoria.
Mastòide (gr. mastòs = mammella + eìdos = a forma di). È così denominata l'apofisi dell'osso
temporale, per la sua somiglianza a una piccola mammella.
Meato (lat. meo = io passo da cui meatus = passaggio). Termine che indica aperture ed orifizi
che immettono in un condotto o cavita: m. acustico esterno ed interno; m. uretrale etc.
Meckel, cartilagine di... E’ la cartilagine del primo arco branchiale.
- cavo di... E’ lo sdoppiamnto della dura madre che inguama il ganglio di Gasser sulla
rupe del temporale.
- diverticolo di... E’ il diverticolo del tenue che generalmente trovasi nell'ultimo tratto
dell'ileo. Rappresenta un residuo del canale onfalo-mesenterico.
Meckel Johann Friedrich (n. a Halle, 1781-1833). Anatomista tedesco di chiara fama,
che insegnò ad Halle e al Collegio medico-chirurgico di Berlino.
Mediàle (lat. tardo medialis). Termine che indica quella di due parti che è più vicina al piano
mediano del corpo. In contrapposizione a laterale.
Mediàno (lat. tardo medianus = centrale). È il piano sagittale diretto in senso antero-
posteriore che divide il corpo in due metà specularmente simmetriche. Anche, uno dei nervi del
plesso brachiale che decorre nel fascio vascolo-nervoso del braccio.
Mediàstino (lat. medievale mediastinus, sintesi di «in medio stat» = che sta in mezzo)
Regione della cavità toracica che sta tra le due logge pleuropolmonari e che accoglie quel
complesso di organi che sta tra la colonna vertebrale e lo sterno (cuore, grossi vasi, trachea,
bronchi esofago etc.).
Megacòlon (gr. megàs = grande + colon), Dilatazione congenita o acquisita del colon.
Meibòmio, ghiandole di... Sono le ghiandole tarsali, deputate alla secrezione del sebo
palpebrale. Sono note anche come ghiandole di Zeiss.
Meibom Heinrich (n. a Lubecca, 1638-1700). Fu professore di Medicina all'Università di
Helmstadt.
Meissner, corpuscoli di... Sono i corpuscoli nervosi terminali tattili indovati nelle papille
connettivali della cute palmare e pIantare.
- plesso sottomucoso di... È il plesso nervoso, costituito da fibre amieliniche e dalle
cellule gangliari metasimpatiche nella tonaca sottomucosa della parete gastrica e intestinale.
Meissner Georg (n. a Hannover, 1829-1905). Professore di Anatomia e Fisiologia a
Basilea, di Fisiologia e Zoologia a Friburgo e di Fisiologia a Gottinga.
Meningi (gr. méniscòs = membrana). Involucri dell'encefalo e del midollo spinale costituiti
dalla dura madre, aracnoide e pia madre.
Menisco (gr. mèniscòs = lunetta). Dicesi di dischi cartilaginei interarticolari di forma
semilunare.
Ménto (lat. mentum dalla radice men e quindi eminere = sporgere). È la sporgenza antero-
inferiore della faccia, caratteristica della specie umana, situata al di sotto del labbro inferiore.
Merckel, menischi tattili di... Sono i cosiddetti dischi tattili dell'epiteho, costituiti da gruppi
di cellule con reti nervose intracellulari.
Merckel Friedrich Sigmund (1845-1919).
Mesencéfalo (gr. mésos = mediano + encefalo). È la parte più rostrale del tronco encefalico
che si distende nella parte mediana dell'encefalo, tra i due emisferi cerebrali.
Méso (gr. méson = mezzo di unione). Termine che indica una piga di peritoneo che sottende
un viscere. Es.: mesentere, mesocolon, mesovario etc.
Mesogastrio (gr. mésos = mediano + gastér = ventre). Regione mediana dell'addome, tra
l'epigastrio in sopra e l'ipogastrio in sotto.
Mesométrio (gr. mésos = mezzo di unione + métra = utero). E’ la parte del legamento largo
in rapporto con l'utero.
Metacarpo (gr. meti = dopo + carpo). Lo scheletro della mano, compreso tra il carpo e le
falangi prossimali.
Metafisi (gr. metà = dopo + physis = formazione). Zona di un osso lungo che si è formata tra
l'epifisi e la diafisi e che confina immediatamente con la cartilagine di coniugazione.
Metameria (gr. metà = dopo, nel senso di successione evolutiva + méros = parte). Termine
con cui si indica la costituzione segmentale del corpo, sul piano trasversale.
Metàmero (gr. metà = dopo, nel senso di successione evolutiva + méros = parte). Ciascuno
dei segmenti seriali di un animale metamerico.
Metatalamo (gr. metà = dopo + talamo). Parte del diencefalo situata postero-inferiormente al
talamo e che comprende i corpi genicolati medi e e laterale.
Metatarso (gr. metà = dopo + tarso). Lo scheletro del piede, compreso tra il tarso e le falangi
prossimali.
Metòpion (gr. metòpon = fronte). Punto craniometrico situato sulla linea mediana fra le due
bozze frontali.
Meyer, vena cutanea posteriore di... E’ la vena cutanea discendente sulla parte posteriore
della coscia, che sbocca nella piccola safena, prima che questa estui nella poplitea.
Meyer Georg Hermann von (n. a Francoforte, 1815-1892). Allievo di Tiedemann e di
Mùller, fu professore di Anatomia a Zurigo
Meynert, commessura superiore di... Fascio, situato al di sopra del chiasma e della
bandella ottica, le cui fibre vanno dal corpo del Luys di un lato al nucleo lenticolare del lato
opposto.
- fascio retroflesso di... Fascio di fibre nervose che dal nucleo dell'abenula si porta al
ganglio interpeduncolare.
Meynert Theodor (n. a Dresden, 1833-1892). Professore di Neuropsichiatria a Vienna,
scrisse memorie di fondamentale importanza per l'anatomia del sistema nervoso.
Microcefalia (gr. micros = piccolo + cephalé= testa). Arresto generale di sviluppo del cranio e
dell'encefalo, in contrasto con lo sviluppo normale della faccia.
Microglia (gr. micros = piccolo + lat. glia = colla). Particolari cellule della glia, di origine
mesodermale, le quali hanno la proprietà, in alcune condizioni, di acquisire caratteri fagocitari.
Microsmatico (gr. michròs = piccolo + osmé = olfatto). Animale con il senso dell'olfatto poco
sviluppato.
Midòllo (lat. medulla deriv. da medius = parte centrale, intima). Termine che indica una
formazione molle, racchiusa e protetta da tessuto osseo: m. allungato; m. spinale; m. osseo
Midriasi (gr. mydriasis = dilatazione della pupilla). Termine introdotto da Galeno per indicare
la dilatazione della pupilla che, transitoria-mente, si verifica in ambiente poco illuminato.
Mielòmero (gr. myelòs = midollo + méros = parte). Ciascuno dei segmenti seriali del midollo
spinale, comprendente una coppia di radici, anteriore e posteriore.
Mignolo (lat. da un tema «migno» = piccolo, deriv. da minus). E il quinto dito, il più piccolo,
della mano e del piede.
Milza (gr. splen, lat. lien, tedesco milz). Organo dell'addome, posto nell'ipocondrio di sinistra
che, fondamentalmente, provvede alla distruzione dei globuli rossi, quando questi hanno
espletato il loro ciclo vitale.
Miocardio (gr. mys = muscolo + cardia = cuore). Il tessuto muscolare che forma la massa
carnosa del cuore.
Miométrio (gr. mys = muscolo + métra = utero). La tunica muscolare dell'utero costituita da
una complessa architettura di fasci di cellule muscolari lisce.
Miòsi (gr. meìosis = diminuzione). Restringimento della pupilla che transitoriamente si verifica
in ambiente di luce intensa. E’ la condizione opposta della midriasi.
Mirtifòrme Dicesi di strutture a forma della foglia o della bacca di mirto: fossetta mirtiforme,
incisura del mascellare superiore, su cui si inserisce il piccolo muscolo omonimo.
Modiolo (lat. modiolus = mozzo della ruota). Porzione centrale conica della chiocciola. E
scavata per accogliere il nervo cocleare e forma la parete mediale del canale della chiocciola.
Molàre (deriv. dal lat. mola = pietra da macina). Ciascuno dei denti masticatori, così
denominati perché hanno la funzione di tritare, macinare il cibo.
Moll, ghiandole di... Sono le ghiandole ciliari sudoripare apocrine che sboccano sia nei
follicoli delle ciglia, sia sul margine palpebrale.
Moll Jacob Anton (n. a Rotterdam, 1832-1914). Medico di Utrecht. Studiò
particolarmente l'anatomia e la fisiologia delle palpebre.
Monro, fori interventricolari di... Sono le aperture che si formano tra le estremità anteriori
di ciascun talamo e le colonne del fornice, mettendo in comunicazione il terzo ventricolo con i
ventricoli laterali.
- solco ipotalamico di... E’ il solco, inciso sulla parete laterale del III ventricolo, che si
estende dallo sbocco dell'acquedotto mesencefalico ai fori interventricolari.
Monro Alexander (n. a Edinburgo, 1732-1817). Figlio di anatomista, tenne Cattedra
all'Università di Edinburgo, facendo di quella Università uno dei più celebri centri didattici del
XIX secolo.
Montgomery, ghiandole areolari di... Sono le ghiandole apocrine che si osservano
nell'areola mammaria; insinuano il loro corpo in profondità tra il muscolo areolare ed il
parenchima della mammella. Possono raggiungere il volume di un chicco d'uva durante la
gravidanza.
Montgomery William (n. a Fetenton, 1797-1859). Ostetrico in Dublino, pubblicò a Londra
(1837) il suo lavoro sulle modificazioni della mammella in gravidanza.
Morgagni, colonne rettali di... Pliche longitudinali della mucosa rettale, ricche di plessi
venosi e unite inferiormente dalle valvole semilunari.
- noduli di... Sono nodulini fibrosi situati nel mezzo del margine libero di ciascun
lembo delle valvole semilunari del tronco polmonare.
ventricolo laringeo di... E’ l'insenatura laterale situata, da ciascun lato, tra la plica
vestibolare e quella vocale della laringe.
Morgagni Giovan Battista (n. a Forli, 1682-1771). Nel 1707 fu nominato Rettore del
Teatro anatomico di Bologna e successivamente insegnò Medicina teorica a Padova. Creatore
della moderna Anatomia patologica, fu acclamato, ancor vivente, «Anatomicorum totius
Europae princeps». Spirito umanistico, di grande erudizione, nelle «Lettere Emiliane» trattò dei
monumenti antichi di Forlì e di Ravenna.
Mucròne (lat. mucro-onis = punta). Antico termine dato dagli anatomisti alla punta del cuore.
Muller, muscolo ciliare di... È la parte del muscolo ciliare le cui fibre sono disposte in senso
circolare, determinando un bordo anulare al margine anteriore e interno del muscolo.
Mùller Heinrich (n. a Castelì, 1820-1864). Fu professore di Anatomia a Wùrzburg. Nel
1856 pubblicava a Leipzig un ben noto studio sulla struttura della retina.
Mùller, dotti di... Sono due condotti longitudinali che si formano sulla faccia laterale del
mesonefro, paralleli a quelli di Wolff e che nel maschio atrofizzano, mentre nella donna danno
origine all'utero, alla vagina e alle tube uterine.
Muller Johannes (n. a Coblenz, 1801-1858). Professore di Anatomia e Fisiologia a Berlino,
studiò particolarmente l'organogenesi dell'apparato genitale.
Multifido (lat. multus = molto + findo = divido). Dicesi di formazioni che si presentano divise
in più parti. Tale è il muscolo multifido che fa parte del sistema trasverso spinale. Con una serie
di sottili fascetti muscolari si estende dalla faccia posteriore del sacro all'epistrofeo.
Mùscolo (lat. musculus dimin. di mus = topolino). Bizzarra denominazione data dagli antichi
per la somiglianza che trovarono tra il muscolo e un topolino scorticato. I muscoli sono gli
organi attivi del movimento e, a seconda che siano in rapporto con lo scheletro, o entrino nella
compagine di organi cavi sono, rispettivamente, distinti in scheletrici o striati e viscerali o lisci.
Nel loro insieme costituiscono una massa di circa 30 kg. in un soggetto di 70 kg. Hanno forma
variabilissima e prendono una denominazione che varia a seconda: della loro forma speciale
(triangolare, romboide, deltoide etc.); della loro forma generale (lungo, dentato, vasto etc.); del
numero dei loro capi o ventri (bicipite, tricipite, digastrico etc.); della loro struttura
(semitendinoso, semimembranoso etc.); della loro localizzazione (sopraspinato, tibiale
anteriore etc.); della loro inserzione (brachio-radiale, sternocleidomastoideo etc.); della loro
azione (flessore, estensore, abduttore, adduttore, tensore etc.); della loro direzione (retto,
obliquo, trasverso etc.), e, infine, di loro caratteristiche morfologiche contrastanti (grande e
piccolo).
Mùso di tinca Porzione vaginale del collo dell'utero. Termine entrato nell'uso a partire dal XIX
secolo per la somiglianza al muso della tinca.
N
Nageotte, nervo radicolare di... E’ il breve tragitto che le due radici spinali, anteriore e
posteriore, percorrono nel diverticolo durale prima di fondersi a formare il nervo spinale.
Nageotte J. Istologo e medico dell'Ospedale di Bisètre. Direttore del Laboratorio di
Istologia a l'École des Hautes Etudes del Collegio di Francia. Ha svolto interessanti studi sul
sistema nervoso periferico.
Narice (gr. nàrycs, lat. naris). Ciascuna delle aperture anteriori delle fosse nasali, delimitata
dall'ala del naso e dal setto nasale.
Nasion Punto craniometrico impari e mediano, situato alla radice del naso, sulla sutura naso-
frontale.
Nàso (ebr. nasaq = che sporge). Rilievo impari e mediano a forma di piramide triangolare che
si staglia al di sotto della fronte e al di sopra del labbro superiore.
Navicolàre (lat. navicula dimin. di navis = navicella). Termine che indica depressioni a mò di
navicella: fossa navicolare dell'uretra; osso navicolare (o scafoide) del carpo e del tarso.
Nefròne (gr. nephròs = rene + suff.-one). Unità elementare del parenchima renale ove si
elabora l'urina.
Nélaton, sfintere di... E’ un ispessimento dello strato muscolare circolare del retto, detto
anche terzo sfintere del retto.
- tubercolo malare di... E’ un rilievo del lato mediale del margine Pnstero-inferiore
dell'osso zigomatico.
Nelaton Auguste (n. a Parigi, 1807-1873). Fu professore ordinario di Anatomia e di
Chirurgia a Parigi. Storicamente è ben noto per aver visitato Garibaldi ferito ad Aspromonte.
Neocerebéllo (gr. neos = nuovo + lat. cerebellum = cervelletto). È la parte filogeneticamente
più recente e più estesa del cervelletto; il suo maggior sviluppo è correlato alla evoluzione della
corteccia cerebrale.
Nérvo (gr. nèuron, lat. nervus = corda, tendine). Voce che gli antichi anatomisti usavano per
indicare legamenti e tendini. Più tardi èstata riferita ai cordoni bianchi e cilindrici costituiti da
fasci di fibre nervose che collegano il nevrasse alla periferia e viceversa. I nervi prendono
denominazione a seconda della loro destinazione: auricolare, cardiaci, faciale, frenici,
intercostali, linguale, glutei, etc.
Neubauer, arteria di... E’ l'arteria tiroidea ima o profonda, incostante, che può nascere
dall'arco dell'aorta o dal tronco brachio-cefalico.
Neubauer Johann Ernst (n. a Giessen, 1741-1777). Professore di Anatomia e Chirurgia a
Iena.
Neurite (gr. néuron). v. Assone, Cilindrasse.
Neurocranio (gr. néuron + crdnos elmo). Scatola ovoidale, parte dello scheletro della testa,
che racchiude la massa encefalica e le meningi.
Neuròne (gr. néuron = nervo + suff.-one). Termine non appropriato, meglio sarebbe usare
quello di neurocito. È l'unità anatomica del sistema nervoso, costituita dal corpo della cellula
nervosa e dai suoi prolungamenti.
Neuropilo (gr. néuron = nervo + pilos = feltro). Rete complessa di processi neuronali che,
nella sostanza grigia, occupa gli spazi tra i pirenofori.
Nevrasse Termine che indica, nel loro insieme, l'encefalo e il midollo spinale.
Neurilémma (gr. neuron = nervo + lemma = involucro). Involucro, di variabile spessore, che
avvolge il cilindrasse. E formato da particolari cellule satelliti, denominate cellule neurilemmali
(dello Schwann).
Nevroglia v. Glia
Nissl, zolle tigroidi di... Particolari zolle cromofile del citoplasma delle cellule nervose, messe
in evidenza con coloranti basici. La microscopia elettronica ha dimostrato che si tratta di
aggregati di cisterne appiattite e di tubuli del reticolo endoplasmatico granulare.
Nissl Franz (n. a Frankenthal, 1860-1919). Allievo deT Gudden, divenne nel 1904
Direttore della Clinica psichiatrica di Heidelberg. Nel 1918 fu chiamato a dirigere l'Istituto per le
ricerche sul sistema nervoso di Monaco.
Nòdo (lat. nodus da nectere = allacciare). Termine che indica una formazione circoscritta di
struttura diversa da quella circostante: n. senoabiale e n. atrio-ventricolare del sistema di
conduzione del cuore.
Nòduli (lat. nodulus = piccolo nodo). Formazioni rotondeggianti di varia natura e significato: n.
linfatici; n. delle valvole semilunari e atrio-ventricolari.
Nòdulo Lobulo dell'archicerebello connesso al flocculo e collegato con i nuclei del tetto.
Nuca (ar. nucha, gr. inion, lat. occiput). La parte posteriore del collo che rimane al di dietro di
un piano frontale che passa per i margini anteriori del muscolo trapezio.
Nùcleo (lat. nucleus deriv. da nux-cis = nòcciolo). E’ il costituente essenziale della cellula.
Termine adoperato anche per indicare una parte circoscritta e distinta da peculiarità strutturali
nella compagine di un organo.
Nuck, canale di... Diverticolo del peritoneo che scende nel canale inguinale e che, nella
donna, termina al grande labbro e, nell'uomo, nello scroto. Si oblitera nella vita intrauterina.
Nuck Antonius (n. a Handerwyk, 1650-1692). Professore di Medicina e Anatomia a Leida.
Nel 1691 pubblicò la memoria dal titolo «Adenographia curiosa et uteri foeminei anatoma
nova».
Nuhn, ghiandola di... È il gruppo antero-inferiore delle ghiandole salivari della lingua in
prossimità della punta, a ciascun lato della linea mediana.
Nuhn Anton (n. a Heidelberg, 1814-1889). Allievo di Tiedemann, fu professore di
Anatomia all'Università di Heidelberg.
O
Obélion (gr. obelaion = sagittale). Punto craniometrico, situato sulla linea sagittale, tra i due
fori parietali.
Obex v. Obice.
Obice (lat. obex = sbarra). Piccola connessione trasversale di sostanza grigia all'estremità
inferiore della volta del IV ventricolo, tesa tra i due peduncoli cerebellari inferiori.
Occipitale (lat. occipitium = nuca). È l'osso impari posteriore del neurocranio. Dagli antichi
anatomisti era anche chiamato «osso della memoria» perché, riflettendo, ci si soffrega sopra.
Ancora, ciò che ha relazione con l'osso occipitale: arteria occipitale, nervo occipitale, foro
occipitale etc.
Occipite (lat. occipitium = nuca). È la parte posteriore della testa, confinante con la nuca.
Oddi, sfintere di... Ispessimento della muscolatura circolare del condotto coledoco, in
corrispondenza del suo sbocco nella mucosa duodenale.
Oddi Ruggero Anatomista e chirurgo del XIX secolo. Descrisse nel 1887 lo sfintere del
coledoco nella pubblicazione «D'une disposition à sphincter spéciale de l'ouverture du canal
choledoque».
Ogiva (fr. ogive). E l'arco a sesto acuto (ogiva sottopubica) formato dalle due branche ischio-
pubiche.
Olécrano (gr. oléne = gomito + càrenon = sommità). Voluminosa apofisi della estremità
prossimale dell'ulna.
Oligodendrocito (gr. oligos= poco + déndron = albero + cytos = cellula). Cellula della glia
caratterizzata da un soma piccolo e pochi prolungamenti che non possiedono pedicelli
vascolari.
Oliva (lat. oliva). Termine che si attribuisce a strutture anatomiche che per la forma si
assomigliano ad una oliva: o bulbare; o. pontina;. o. cerebellare (o nucleo dentato).
Ombelico (lat. umbelicus, gr. omphalòs = punto centrale). Formazione cicatriziale che rimane,
dopo la nascita, nel centro della parete anteriore dell'addome. Ancora, il punto della membrana
timpanica in rapporto con l'apice del manico del martello (ombelico della membrana
timpanica).
Omero (lat. humerus, gr. òmos = spalla). Termine che per traslato sta ad indicare l'osso lungo,
pari, dello scheletro del braccio collegato alla spalla.
Omolateràle (gr. homòs = uguale + lat. latus-lateris). Termine che indica parti allo stesso lato
del corpo.
Omologia (gr. homòs = uguale + lògos = parola). Termine che indica la corrispondenza di
organi di uguale origine ma di differente funzione. Ad. es. gli arti toracici dei mammiferi sono
omologhi alle ali degli uccelli.
Omoplàta (gr. omoplàte = paletta della spalla). v. Scapola.
Omotipia (gr. homòs = uguale + typos = modello). Dicesi di organi equivalenti situati nelle
due metà del corpo: l'occhio destro è omotipico all'occhio di sinistra; l'orecchia destra è
omotipica all'orecchia di sinistra etc.
Opércolo (lat. operculum = coperchio). Dicesi di struttura che ricopre una apertura o una
cavità; oppure di una parte di organo che ricopre un'altra. Esempio del primo caso è l'opercolo
fibroso, setto fibroso che colma il foro di coniugazione o intervertebrale; del secondo caso è
l'opercolo fronto-parietale, la parte del cervello che ricopre l'insùla.
Opistion (gr. opistion = che sta dietro, posteriore). Punto craniometrico nel mezzo del margine
posteriore del foro occipitale.
Opponénte (lat. opponere = contrapporre). E il termine con il quale si denomina un muscolo
in base alla sua funzione. Es.: muscolo opponente del pollice, muscolo che quando si contrae
contrappone il polpastrello del pollice a quello delle altre dita.
Ora serrata (lat. ora = orlo + serratus = dentellato). È il limite festonato anteriore, a mò di
orlo dentellato, della parte ottica della retina.
Orbicolàre (lat. orbicularis = di forma circolare). Denominazione di un muscolo in base alla
forma: muscolo orbicolare delle palpebre, disposto in cerchio intorno alle due palpebre di
ciascun occhio.
Orbicolo (lat. orbiculus = piccolo cerchio). Termine con il quale si indica l'orbicolo ciliare, area
circolare situata tra la corona ciliare e l'ora serrata. La zona, cioè, periferica del corpo ciliare
della tunica vascolare dell'occhio.
Orbita (lat. orbita deriv. da orbis = cerchio). Ciascuna delle due cavità dello scheletro della
testa che contiene l'occhio.
Ordeifòrme (lat. hordeum = chicco d'orzo). V. Triticea.
Orécchia (lat. auricola = orecchia). È una vistosa piega della cute rinforzata da uno scheletro
cartilagineo. Ha forma di imbuto svasato e circonda il foro uditivo esterno.
Orecchiètta (lat. dimin. di auricola = orecchia). Evaginazione, a mò di piccola orecchia,
dell'atrio di destra e di sinistra del cuore.
Orécchio (gr.oys - otòs; lat. auris per ausis da ausculto = io ascolto).
Complesso di strutture che costituiscono l'organo dell'udito e che partecipano anche alla
regolazione dell'equilibrio statico e cinetico. Si distingue un orecchio esterno, un orecchio
medio ed un orecchio interno.
Organo (gr. organon = strumento, organo del corpo). È il termine con il quale si indica
l'associazione di tessuti diversi che si dispongono in complessi morfologicamente individuabili
in grado di fornire lo strumento per una o più funzioni specializzate.
Orifizio (lat. orificium composto da os-oris = bocca e ficium = «che fa da»). Apertura che serve
di sbocco o di comunicazione a un determinato canale o cavità. Di largo uso in anatomia come,
ad es.: o. esofageo; o. anale; o. uretrale interno; o. vaginale etc.
Orlo (lat. orula, dimin. di ora = estremità, margine). Termine con il quale si indica la zona
marginale di una superficie; in genere, nel senso di limite, di contorno: o. sclero-corneale; o.
della fossa ovale nel setto interatriale etc.
Ormòne (gr. ormào = io stimolo). Termine suggerito per la prima volta da Starling, che lo
introdusse in letteratura con il significato di sostanza che, immessa in circolo dalle ghiandole
endocrine, era in grado di stimolare l'attività di organi situati a distanza (organi bersaglio).
Ortosimpàtico v. Simpatico.
Osteoblasto (gr. ostéon = osso + blastés = germe). Elemento cellulare dotato della capacità
di produrre i materiali necessari alla organizzazione della sostanza fondamentale del tessuto
osseo.
Osteocito (gr. ostéon = osso + cytos = cellula). Cellula specifica del tessuto osseo, di aspetto
aracniforme, ricca cioè di prolungamenti che si insinuano nei canalicoli ossei per
anastomizzarsi con i prolungamenti delle cellule circostanti.
Osteòne (gr. ostéon = osso + suff.-one). Unità istofunzionale del tessuto osseo, composta dai
giri di lamelle ossee concentriche intorno a ciascuno dei canali di Havers.
Ostio (lat. ostium = apertura). V. Orifizio.
Otolite (gr. oys-otòs = orecchio + lìtos = pietra). Ciascuna delle concrezioni calcaree
contenute nell'endolinfa dell'orecchio interno.
Otricolo (lat. utriculus dimin. di uter = piccolo otre). V. Utricolo
Ovàia (lat. ovarium deriv. da ovum = uovo). Termine introdotto nel Vocabolario della Crusca
(XVII sec.) per indicare l'organo dell'apparato sessuale femminile.
P
Pacchioni, fossette di... Piccole depressioni, lungo la linea mediana, della faccia endocranica
dell'osso frontale e dell'osso parietale, che danno ricetto alle granulazioni aracnoidee.
- granulazioni aracnoidee di... Diverticoli avascolari, villosi, dello spazio subaracnoideo
del seno sagittale. Possono, attraverso la dura, raggiungere la teca cranica scavandovi
caratteristiche fossette.
Pacchioni Antonio (n. a Reggio Emilia, 1665-1726). Anatomista in Roma, fu amico e
allievo di Marcello Malpighi. Collaborò nella pubblicazione delle Tavole anatomiche di
Eustachio.
Pace - maker Termine anglosassone con il quale si nomina il nodo seno-atriale del sistema di
conduzione del cuore.
Pacini, corpuscoli di ... Sono corpuscoli terminali nervosi lamellari, lunghi 2-3 mm, costituiti
da una serie di lamelle concentriche attorno alla espansione nervosa. Sono pressocettori
indovati nel sottocutaneo della palma della mano e della pianta dei piedi, nei tendini, nel
periostio, nel perimisio, nelle capsule articolari, nelle pareti dei corpi cavernosi e nella dura
madre.
Pacini Filippo (n. a Pistoia, 1812-1883). Fu professore di Anatomia in Firenze. Ancora
studente, scopri i corpuscoli che portano il suo nome. Insigne docente e ricercatore, diede alla
Anatomia un largo respiro funzionale. Spetta a Filippo Pacini di aver rivendicato l'opera
istologica di Felice Fontana.
Padigliòne (dal celt. pavilhon = imbuto). Dicesi di parte di organi che ha forma di imbuto
svasato: p. dell'orecchia; p. della tuba uterina etc.
Paladino, sistema di... E’ il sistema di fibre muscolari atrio-ventricolan e di fibre ventricolo-
valvolari, che non vanno confuse con il fascio di His. che, impropriamente, viene designato
come fascio di Paladino-His.
Paladino Giovanni (n. a Potenza, 1842-1917). Professore di Fisiologia e Istologia
all'Università di Napoli. Notevole fu il suo trattato di Istologia speciale.
Palatino (lat. dimin. di palatum = volta). È l'osso pari situato posteriormente al mascellare e
prende parte alla costituzione delle fosse nasali e del palato duro. Anche, ciò che attiene al
palato: arterie palatine; canali palatini; rafe palatino; pliche palatine etc
Palato (lat. palatum = volta). È la parte superiore, o volta, della cavità orale che fa da
diaframma tra la cavità orale e le cavità nasali.
Palatoschisi (lat. palatum = volta + gr. schizo = fendo). Fenditura congenita del palato,
comunemente detta «gola di lupo».
Paleocerebéllo (gr. paleòs = antico + lat. cerebellum = cervelletto). Parte del cervelletto di
antica formazione filogenetica, presente in tutti i vertebrati. E rappresentato da gran parte del
verme e dalla parte anteriore del lobulo quadrangolare.
Palma (gr. palàme, lat. palma = palma della mano). È la parte concava della mano (vola
manus) compresa tra il carpo e le prime falangi delle dita. Non va confusa con palmo che è una
unità di misura.
Palmare (lat. palmaris). Dicesi di ciò che è situato in corrispondenza o che attiene alla palma
della mano: arcate arteriose palmari; aponeurosi palmare; legamenti palmari etc.
Palpebra (gr. blépharon, lat. palpébra). Piega mobile cutaneo-mucosa. SI distingue una
palpebra superiore, più estesa, e una palpebra inferiore che, ravvicinandosi, coprono l'occhio. Il
termine potrebbe derivare sia dal verbo palpare nel senso che palpa l'occhio, sia dal verbo
palpitare nel senso che ammicca.
Palpebrale (lat. palpebralis). Che appartiene o che è relativo alla palpebra: arteria palpebrale;
legamento palpebrale; muscolo palpebrale; ptosi palpebrale etc.
Pampinifòrme (lat. pampiniformis = a forma di pàmpino). È il plesso che formano le vene
spermatiche interne quando risalgono il funicello spermatico all'innanzi del condotto deferente.
Pancreas (gr. pan = tutto + créas = carne). Ghiandola annessa all'apparato digerente, con
funzione esocrina ed endocrina. Il suo aspetto suggerì agli antichi anatomisti tale
denominazione; la sua struttura lo fece considerare come una grande ghiandola salivare
dell'addome.
Paneth, cellule di... Sono elementi alquanto voluminosi di forma cilindrica o piramidale che
occupano i fondi delle ghiandole intestinali. Il citoplasma apicale ditali cellule è stipato di
granuli di enzimi ad azione antibatterica (lisozima) e di enzimi ad azione proteolitica
(peptidasi).
Paneth Joseph (n. a Vienna, 1857-1890). Anatomista austriaco che nel 1887 pubblicò il
suo trovato sulla rivista Zbl. Physiol. con il titolo: «Fin beitrag zur Kenntnis der Lieberkuhnschen
Kripten».
Panizza, forame del... E’ il foro interventricolare che normalmente esiste nel cuore del
coccodrillo.
- nervo gustativo del... E’ il nono paio dei nervi encefalici di cui per primo il Panizza
dimostrò la funzione gustativa.
Panizza Bartolomeo (n. a Vicenza, 1785-1867). Fu allievo di G. Atti a Bologna, del
Mascagni a Pisa e poi dello Scarpa a Pavia. Nel 1812 seguì Napoleone, come chirurgo militare,
nella Campagna di Russia. Nel 1817 ebbe la Cattedra in Pavia, ove prodigò il suo sapere per 40
anni. Nel 1860 fu nominato Senatore. Docente di grande efficacia, seguì sempre l'indirizzo
morfologico-comparativo. Una statua in marmo, eretta nell'Ateneo pavese, ricorda la gloriosa
attività di questo insigne anatomista.
Pannicolo (lat. dimin. di pannus = panno, stoffa). Termine che si riferisce generalmente al
pannicolo adiposo, cioè al tessuto adiposo della tela sottocutanea.
Papilla (Tat. papilla = bollicina, capezzolo). Termine che indica una piccola formazione,
dell'ordine microscopico e macroscopico, circoscritta e rilevata: p. dermica; p. linguale; p.
renale; p. ottica; p. duodenale etc.
Paracervice (gr. parà = presso + lat. cervix = collo). È il proseguimento del parametrio nella
zona del collo dell'utero.
Paradénzio (gr. para = presso + lat. dens-dentis = dente). È così denominato il complesso dei
tessuti che fissano il dente nella sua sede.
Paradidimo (gr. parà = presso + dydimos = testicolo). Canalicolo a fondo cieco situato sopra
la testa dell'epididimo, residuo della porzione ditale del mesonefro.
Paramétrio (gr. parà = presso + métra = utero). E il connettivo interposto tra i due foglietti
peritoneali del legamento largo, ai lati dell'utero.
Parasimpatico (gr. parà = nel senso di opposto + simpatico). V. Simpatico.
Paratiròide (gr. parà = presso + tiroide). Ciascuna delle quattro (o più) ghiandole endocrine,
della grandezza di una lenticchia, situate presso la superficie posteriore di ciascun lobo laterale
della tiroide.
Parénchima (gr. parà = tra + énchyma = afflusso, ciò che si spande). Termine improprio
derivato da un antico concetto sulla formazione dei tessuti dal sangue stravasato dalle vene. In
Galeno è riferito: «parenchyma vocant, propter-ea quod ex venis effusus sanguinis, circa vasa
omnia concrescat». Rimasto nell'uso per indicare il tessuto specifico di un organo: p. epatico; p.
renale; p. polmonare etc.
Parietale (lat. tardo parietalis deriv. da paries = parete). Aggettivo con il quale si indica una
formazione situata in prossimità o in corrispondenza della parete di una cavità: es. osso
parietale; lobo parietale del cervello etc.
Parotide (gr. parà = vicino + oys-otòs = orecchio). La maggiore delle ghiandole salivari,
situata tra il meato acustico esterno e il ramo della mandibola.
Patélla (lat. dimin. di patera = scodella, forse anche dal verbo patere = essere esposto). È
l'osso a forma grossolanamente triangolare che modella il caratteristico rilievo del ginocchio,
esponendosi sotto la cute.
Patético (gr. pathetics = appassionato). È il quarto paio dei nervi encefalici, detto anche
trocleare, che innerva il muscolo obliquo superiore dell'occhio. La contrazione di questo
muscolo muove gli occhi nell'atto di dimostrare passione.
Pawlick, trigono vaginale di... E’ uno spazio triangolare della parete anteriore della vagina,
formato dal divaricamento della colonna vaginale anteriore. Esso è in diretta corrispondeza con
il triangolo di Lieutaud del bassofondo vescicale.
Pawlick Karl (1849-1914). Anatomista tedesco che nel 1886 descrisse il noto triangolo
nella memoria «Ùber die Hernleitersondierung beim Weibe».
Pécten anàlis (lat. pecten = pettine + analis = dell'ano). E’ la zona chiara che si estende tra
le valvole anali e la linea ano-cutanea. Nel suo insieme ricorda la figura dei dentelli di un
pettine.
Pequet, cisterna di... E’ la cisterna del chilo, dilatazione dalla quale origina il dotto toracico e
nella quale sboccano i tronchi linfatici lombari e intestinali.
Pequet Jean (n. a Dieppe, 1622-1684). Professore di Anatomia a Montpellier; ancora
studente, descrisse la cisterna che porta il suo nome.
Pedicéllo (lat. doppio dimin. di pes-pedis = piccolo piede). Piccolo prolungamento
citoplasmatico di particolari cellule (podociti, astrociti) che si mette in rapporto con la
membrana basale dei capillan sanguiferi (pedice 1li vascolari).
Pedidio (lat. pes-pedis = piede). Termine con il quale si indicano strutture in rapporto col
piede: arteria pedidia; muscolo pedidio etc.
Peduncolo (lat. pediculus dimin. di pes-pedis, piccolo piede, peduncolo). Termine variamente
usato ma, in generale, nel senso di una formazione allungata, di sostegno, o risultante dal
raggruppamento e dal prolungamento di elementi o di organi. Es.: peduncoli cerebellari;
peduncoli cerebrali; peduncolo ipofisario; peduncolo del polmone; peduncolo vascolare;
peduncolo della vertebra, etc.
Pélo (gr. trìcs, lat. pilus e villis). Annesso cutaneo a forma di filamento sottile, cilindrico,
corneo, elastico e insensibile. I peli sono distribuiti su tutta la cute, tranne su quella delle palme
delle mani e delle piante dei piedi, della superficie dorsale dell'ultima falange delle dita, del
prolabio, del foglietto interno del prepuzio, del glande del pene e del clitoride, della superficie
interna delle grandi labbra e delle superfici estensorie del gomito e del ginocchio.
Pélvi (gr. péllis, lat. pelvis = catino). Il termine pelvis deriva da pelluvium, il catino per lavare i
piedi. In Vesalio è detto: «oh lavacri similitudinem pelvis dicenda». V. Bacino.
Péne (gr. péos, lat. pénis = coda e trasl. pene). Organo esterno dell'apparato genito-urinario
maschile, proprio della copula. Sinonimi: asta, fallo, mentula, verga etc.
Pensa, tessuto linfoide di... E’ il connettivo reticolare della milza e delle linfoghiandole.
Pensa Antonio (n. a Milano, 1874-1975). Allievo di Golgi e di Luigi Sala, fu prima
professore di Anatomia a Sassari, poi a Parma, indi a Pavia. Ha portato larghi contributi nel
campo della Istologia e della Citogia. Anatomista pregevole, ha lasciato un importante trattato
di Anatomia, uno di Istologia e uno di Embriologia, ammirevoli per la chiarezza dell'esposizione
e l'originalità del contenuto. Vanta allievi di notevole prestigio quali: Borghese, Loreti, Palumbi
e Rossi.
Pericardio (gr. perì intorno + cardìa = cuore). Ampio sacco membranoso che avvolge il cuore.
Consta di una parte fibrosa (pericardio fibroso) e di una parte sierosa (pericardio sieroso).
Perication (gr. perì= intorno + càrion = nucleo). Termine con il quale si indica, talvolta, il
corpo o soma della cellula nervosa.
Pericito (gr. perì= intorno + cytos = cellula). Cellula avventiziale che, in alcune sedi, si trova
attorno al capillare. Sono elementi di forma irregolare e dotati di lunghi prolungamenti per
mezzo dei quali con-traggono rapporti con le cellule endoteliali.
Pericranio (gr. perì= intorno + crànos = cranio). La parte del periostio delle ossa craniche che
avvolge la superficie esterna della volta.
Perilinfa (gr. perì = intorno + linfa). Il liquido chiaro che riempie lo spazio tra il labirinto osseo
e quello membranoso dell'orecchio interno. è anche detto «aquula Cotunnii» perché scoperto
dall'anatomista napoletano Domenico Cotugno.
Perimisio (gr. perì= intorno + mys = muscolo). È la sottile lamina di connettivo lasso che
avvolge fasci di fibre muscolari.
Perinéo (gr. perì intorno + inèo = evacuo). Il complesso di muscoli striati scheletrici e delle
fasce che chiudono inferiormente il bacino. E’ una regione di forma losangica, caratterizzata
dalla presenza, nei due sessi, dell'orifizio anale. Dagli antichi era anche nominato
«interfemineum», cioè la regione tra le cosce (in latino femen è la forma antica di femur =
coscia).
Perinèrvio (gr. peri intorno + neu~on = nervo). È la guaina di connettivo denso che riveste
singoli fascetti di fibre nervose che costituiscono il nervo.
Periodònto (gr. perì = intorno + odys-odòntos = dente). Sistema di fibre connettivali che
avvolge la radice del dente fissandola in parte alla gengiva e in parte alla parete alveolare.
Perionichio (gr. perì= intorno + onics = unghia). Margine sporgente dell'eponichio che ricopre
la parte prossimale della lunula dell'unghia.
Periòtbita (gr. peri= intorno + orbita). È il nome dato al periostio dell'orbita. Si continua nel
canale ottico nella parte profonda (endostio) della dura madre.
Periòstio (gr. perì= intorno + ostéon = osso). Membrana fibro-elastica che avvolge T'osso, ad
eccezione delle superfici articolari.
Peristafilino (gr. perì = intorno + staphyle = ugola). È il termine con il quale si indicano i
muscoli tensore del velo palatino (p. esterno) ed elevatore del velo palatino (p. interno).
Peritonéo (gr. periteìno = volgo intorno). È la membrana sierosa che tappezza sia le pareti
della cavità addomino-pelvica, sia la superficie esterna di gran parte degli organi in essa
contenuti. Cornelio Celso lo definiva «quod omnia viscera continet atque contegit».
Perlia, nucleo di... E’ il subnucleo impari del nucleo somato-motore del terzo paio dei nervi
encefalici che innerva il muscolo elevatore della palpebra.
Perlia Richard Anatomista del XIX secolo che nel 1889 pubblicò il suo trovato col titolo
«Die Anatomie des Oculomotoriuskernes beim Menschen».
Peròne (gr. peròne = fermaglio). V. Fibula.
Peronèo (gr. peròne = fermaglio). Dicesi di ciò che è relativo al perone: muscolo peroneo;
nervo peroneo etc.
Petit, triangolo lombare di... E’ il triangolo osteo-muscolare che si delimita tra la cresta
iliaca, il margine posteriore del muscolo obliquo esterno e il margine laterale del muscolo
grande dorsale. È un punto debole della parete dell'addome che può dar luogo alle ernie
lombari.
Petit Jean.Louis (n. a Parigi, 1664-1750). Allievo di Littre, fu dapprima chirurgo militare,
poi tenne scuola privata di Anatomia e Chirurgia a Parigi.
Pettinea (lat. pecten-inis = pettine). È la cresta ossea (cresta pettinea) lineare e rugosa che
continua la linea innominata sulla branca ileo-pubica. E così denominata anche la linea rugosa
sulla faccia posteriore della epifisi prossimale del femore (linea pettinea).
Pettineo (lat. pecten-inis = pettine). Muscolo della regione supero-mediale della coscia che
origina dalla cresta pettinea dell'osso del-l'anca e si inserisce alla linea pettinea del femore.
Dagli antichi anatomisti veniva denominato «musculus lividus» per il colorito che prende nel
cadavere, imbevendosi del sangue che trasuda dalla vena femorale che si adagia sopra di
esso.
Pétto (gr. stéthos, lat. pectus). È la regione anteriore del torace, opposta al dorso. Si vuole che
pectus derivi da pecten, pettine, atteso che in forma di pettine si presenta il torace nello
scheletro; e da altri dal persiano petck= amplesso.
Pettorale (lat. pectoralis = del petto). Dicesi di ciò che è relativo al petto: muscolo pettorale
grande e piccolo; fascia pettorale; etc.
Peyer, placche di... Sono i follicoli linfatici agminati che si rinvengono in vari tratti
dell'intestino ileo.
Peyer Johann Conrad (n. a Schaffousen, 1653-1712). Studiò a Parigi seguendo le lezioni
di Duverney. Fu professore nella sua città e membro dell'Accademia dei Curiosi. Descrisse il
suo trovato nella «Exercitatio anatomico-medica de glandulis intestinorum».
Piano (lat. planus). Termine usato in anatomia per indicare una superficie piana ideale,
corrispondente ad una funzionalità di ordine astratto: p. di simmetria; p. frontale; etc.
Piéde (lat. pes-pedis). Massimamente è l'ultimo segmento dell'arto inferiore, ma è termine
usato per indicare anche la parte inferiore o posteriore di una formazione anatomica: piede del
peduncolo cerebrale; piede della seconda e terza circonvoluzione frontale; piede
dell'ippocampo etc.
Piéga V. Plica.
Pilastro (gr. parastàs = pilastro, colonna). Voce con la quale si indicano formazioni mucose,
muscolari e fibrose a forma di pilastro: p. palatino dell'ugola; p. del diaframma; p.
dell'aponevrosi del muscolo grande obliquo etc.
Pilòro (gr. pyloròs = portiere). È l'orifizio per cui lo stomaco comunica con il duodeno, munito
di una robusta muscolatura anulare (sfintere pilorico).
Pineale (lat. agg. di pinea = pigna). Ghiandola endocrina, impari e mediana, a forma di piccola
pigna, lunga circa 1 cm., che appartiene al diencefalo. V. anche Epifisi.
Pinealocito (lat. pinea = pigna + gr. cytos = cellula). È la cellula descritta come tipica della
ghiandola pineale.
Piramidàle (lat. tardo pyramidalis). Voce con la quale si indicano varie strutture, dell'ordine
macro e microscopico, che richiamano la figura di una piramide: cellule piramidali della
corteccia cerebrale; muscolo piramidale; osso piramidale della fila prossimale del carpo, etc.
Piràmide (gr. pyramìs-pyramidos). Dicesi di strutture che hanno forma di piramide: p. del
Ferrein del rene; p. del Lalouette della tiroide; p. del midollo allungato; p. del temporale etc.
Pirenoforo (gr. pyrén = nocciolo + phéro = porto). Termine con il quale si indica il soma (o
corpo) della cellula nervosa; cioè, la parte della cellula che contiene il nucleo.
Pirifòrme (gr. pyr – pyròs = fiamma). Dicesi di strutture che mostrano la forma a mò di
fiamma: muscolo piriforme; apertura piriforme delle cavità nasali; lobo piriforme della corteccia
olfattiva etc.
Pirogoff, triangolo di... È il triangolo ipoglosso-ioideo, delimitato tra il tendine intermedio del
muscolo digastrico, il nervo ipoglosso e il margine posteriore del muscolo miloioideo. E’ punto
di ritrovamento per l'arteria linguale.
Pirogoff Nicolais Ivanovic (n. a Mosca, 1810-1881). Laureatosi a Mosca, si specializzò in
chirurgia a Berlino e a Gottinga. Fu cattedratico di Chirurgia a Dorpat e nel 1841 fu chiamato
come professore all'Accademia medico-chirurgica di Pietroburgo.
Plantàre (lat. plantaris). Di ciò che è relativo alla pianta dei piedi: arterie plantari; aponevrosi
plantare; legamenti plantari, etc.
Platisma (gr. platys largo). Muscolo cutaneo largo e sottile che si estende dalla regione
inferiore del viso sino a quella superiore del torace. Sono sinonimi: m. latissimo del collo, m.
pellicciaio del collo; m. sottocutaneo del collo.
Plésso (lat. tardo plexus intrecciatura). Termine che indica il varto modo di unione o di
intreccio tra i vasi e tra i nervi. Es. plesso nervoso cervicale; plesso nervoso cardiaco; plessi
venosi rettali; plessi corioidei; plesso linfatico ascellare etc.
Pléura (gr. pleyrà - lato costa). Ciascuna delle membrane sierose, destra e sinistra, che
avvolge il polmone. E detto in Mondino: «Membrana costas succingens, vulgo pleura dicta».
Plica (lat. plica = piega). Termine largamente usato per indicare qualsiasi ripiegatura,
ispessimento o sollevamento di una mucosa, di una sierosa, di una fascia, di una aponeursi e
della cute; es. p. ileo-cecale; p. interureterica; p. falci fornie; p. retto-uterina; p. vocale; pliche
gastriche; p. semilunari del colon; p. di Allan-Burns etc.
Pneumocìto (gr. pneumon = polmone + cytos = cellula). È l'elemento epiteliale dell'alveolo
polmonare. Si distinguono pneumociti di primo e di secondo tipo.
Podocito (gr. p;s-podo;s = piede + cytos = cellula). È l'elemento cellulare del foglietto
viscerale del corpuscolo renale; si mette in intimo rapporto con i capillari del glomerulo
mediante prolungamenti (pedicelli).
Polimastia (gr. polys = più + mastòs = mammella). È il termine con il quale si indica la
presenza congenita di mammelle sovrannumerane.
Politelia (gr. polys = più + thele = capezzolo). V. Ipertelia.
Pòllice (lat. pollex-pollicis). ~ primo, il più grosso e il più forte dito della mano. Il termine pollex
deriva dal verbo polleo che significa «io vaglio, io ho molta forza».
Polmòne (gr. pneymon da pneo = respiro). Organo essenziale della respirazione di tutti i
vertebrati, ad eccezione dei pesci ove è sostituito dalle branchie.
Pòlo (gr. pòlos - asse pernio). Termine che indica la parte di un organo posta agli estremi del
suo asse maggiore o principale: es.: p. del rene; p. frontale; p. occipitale; p. del cristallino etc.
Polpa (lat. pulpa). Termine usato in pochi casi e sta ad indicare la parte parenchimatosa di un
organo: p. dentaria; p. rossa e p. bianca della milza. In latino il termine pulpa significa
propriamente «carne senza osso e senza grasso».
Polpaccio (lat. pulpa ed anche sura). La massa carnosa e prominente che forma la scultura
posteriore della gamba.
Pomo di Adamo Caratteristica prominenza nella regione mediana, anteriore del collo,
particolarmente rilevata nel maschio. Nei testi in lingua latina veniva indicato: «Nodus
gutturis» e «Pomum viri» da vir uomo, che in arabo dicesi adam.
Pònte di Varòlio (lat. pons-pontis). Un robusto nastro di sostanza bianca e di cellule sparse,
disposto trasversalmente tra il bulbo inferiormente e il peduncolo cerebrale del mesencefalo
che gli sta in sopra. V. Varolio.
Pòrion (gr. pòros = passaggio, apertura). Punto craniometrico posto sul margine superiore del
foro (o meato) uditivo esterno.
Pòro (gr. pòros = apertura). Termine con il quale si indica una apertura o un foro di dimensioni
variabili, ma per lo più microscopiche, che si apre sulla superficie di un organo: p. gustativo; p.
sudoriparo etc.
Porziòne (lat. portio-portionis). Parte di un organo caratterizzata da una specifica struttura o
da determinati rapporti topografici: es.: p. addominale dell'uretere; p. cervicale della trachea;
p. vaginale del collo dell'utero (portio intermedia) etc.
Poupart, legamento di... È il legamento teso tra la spina iliaca anterior-superiore e il
tubercolo del pube. E anche detto legamento inguinale, arcata inguinale di Falloppia.
Poupart Francois (n. a Mans, 1661-1709). Si laureù a Parigi dopo aver seguito i corsi di
Storia naturale al «(ardin du Roi». Si applicù con passione agli studi di Anatomia comparata che
avevano avuto un precursore nel napoletano Marco Aurelio Severino.
Prepuzio (gr. pro = innanzi + posthion = membro virile, lat. praeputium). Riflessione della
pelle del pene che avviluppa il glande senza aderirvì.
Pròcero (lat. procerus = allungato). Piccolo muscolo allungato che si porta dallo scheletro della
radice del naso alla cute della regione inter-sopraciliare. E probabile che il termine derivi dal
greco pro avanti e ceràs corno, per indicare la sua posizione sulla fronte.
Procésso (lat. processus = sporgenza). Rilievo, assai sbalzato, che si solleva da una superficie
ossea: p. acromiale; p. coracoideo; p. palatino; p. stiloide etc.
Prognatìsmo (gr. prò = avanti + gnàtos = mandibola). Termine con il quale si indica quella
condizione di accentuata prominenza della mandibola.
Promontòrio (lat. promuntorium dal verbo prominere = sporgere). E’ l'angolo sacrovertebrale
che sporge anteriormente sul versante posteriore dello stretto superiore del bacino. E così
denominato anche il rilievo della parete mediale del cavo del timpano.
Pronatòre (lat. pronator deriv. da pronus = chino). Termine con il quale sì denomina un
muscolo che produce il movimento di pronazione: p. rotondo e p. quadrato dell'antibraccio.
Pronaziòne (lat. pronus = chino). Movimento di rotazione del radio sull'ulua, con il risultato
che il pollice da laterale diventa mediale.
Propriocettiva (inglese proprioceptive). Varietà di sensibilità che insorge all'interno di un
organo (come muscoli, fasce, articolazioni etc.) mediante la quale i centri superiori del
nevrasse vengono informati della posizione del corpo e delle sue parti.
Protopatica (gr. protos = primo + pathicòs = sofferenza). Forma primitiva di sensibilità che
permette cli apprezzare stimoli nocicettivi (dolore, temperatura) senza consentire, tuttavia, la
localizzazione dei punti cli applicazione.
Prossimale (lat. proximo = sono vicino). Termine con il quale si indica una parte di un arto più
prossima al suo attacco al tronco. Ad es., l'omero è un osso prossimale rispetto all'ulua e l'uma,
a sua volta è prossimale nei confronti del corpo.
Prostata (terminologia incerta). Voce che non compare in alcun testo greco ne in Galeno.
Vesalio la definisce «corpus glandosum quocì prostat» nel senso che sta innanzi al retto).
organo ghiandolare impari e mediano, della grandezza di una castagna, annesso all'uretra
maschile. Abbraccia il tratto iniziale dell'uretra, sotto la vescica e al davanti del retto.
Pseudo (gr. pseydòs = falso). Prefisso di alcune voci di cui modifica il significato, nel senso di
cosa che simula un'altra. Es. epitelio pseudostratificato etc.
Psoas (gr. psòa = lombo). È il termine con il quale si indica il complesso muscolare della
regione posteriore dell'addome che Origina dai corpi e dai processi trasversi delle vertebre
lombari e si inserisce ai piccolo trocantere del femore.
Ptòsi (gr. ptòsis = caduta). Termine che indica la perdita dei normali rapporti di un organo con
quelli circostanti. In genere, sposta-mento verso il basso di un organo: p. renale; p. del colon;
p. dello stomaco etc.
Pùbe (lat. pubes). Voce di etimologia incerta che indica la regione ipogastrica la cui cute si
ricopre di peli alla pubertà.
Pudéndo (lat. pudendus = di cui ci si vergogna). Relativo alla regione dei genitali (organi del
pudore). Es. vasi pudendi; nervo pudendo etc.
Pulvinar (lat. pulvinar = guanciale). Nucleo posteriore, sporgente del talamo. La
denominazione gli deriva dal fatto che si pone a mo' di cuscino sul talamo.
Pupilla (lat. pupilla dimin. di pupa = bambina). Forame circolare, aperto quasi nel mezzo
dell'iride, per il quale penetrano nell'occhio i raggi luminosi. Bauhin la denominava «fenestra
oculi». Il termine pupilla, alquanto bizzarro, potrebbe derivare dal fatto che l'immagine per tale
foro giunge impicciolita sulla retina. Anche in napoletano è detta nennella, fanciulla.
Purkinje, cellule di... Sono le grandi cellule allineate nello strato medio della corteccia
cerebellare.
- rete di... E’ la rete di fibre miocardiche specifiche che si distende nello strato
sottoendocardico dei ventricoli.
Purkinje Johannes Evangeliste (n. a Libochovitz, 1787-1869). Fu professore di
Fisiologia e Patologia a Breslan e di Fisiologia a Praga.
Putàmen (lat. putamen = guscio). Parte laterale del nucleo lenticolare che, a mo' di guscio,
avvolge il globo pallido.
Q
Quadràto (lat. quadratum). Voce adoperata per indicare muscoli che per forma ricordano la
figura piana di quattro lati uguali: muscolo quadrato dei lombi; muscolo quadrato del femore;
muscolo quadrato del labbro inferiore etc.
Quadricipite (lat. quatuor = quattro + caput-capitis = capo). E’ così denominato il robusto
muscolo anteriore della coscia per i suoi quattro capi di origine: muscolo quadricipite femorale.
Quadrilatero (lat. tardo quadrilaterus). Dicesi di figura anatomica riferita o circoscritta da
quattro lati: q. di Bazy, proiezione della pelvi renale sulla parete posteriore dell'addome,
compresa tra una linea verticale laterale distante 5 cm. dalla linea delle apofisi spinose,
medialmente dalla linea latero-vertebrale, in sopra e in sotto da due linee orizzontali passanti
per il centro del corpo della I e Il vertebra lombare; q. di Grynfeltt, delimitato in sopra dal
margine inferiore del muscolo dentato posteriore inferiore, medialmente dal margine laterale
del quadrato dei lombi, lateralmente e in alto dal margine inferiore della XII costa, lateralmente
e in basso dal margine posteriore dell'obliquo esterno; q. omero-tricipitale di Velpeau,
delimitato dall'omero lateralmente, dal muscolo grande e piccolo rotondo in sotto e in sopra,
medialmente dal capo lungo del muscolo tricipite: in tale spazio transitano il nervo ascellare e
l'arteria circonflessa posteriore dell'omero; q. retromeatale (area di MacEven), piccola area
posta dietro il meato acustico esterno che copre l'antro mastoideo; q. di Pierre-Marie, è il
quadrilatero disegnato dai quattro centri corticali motori e sensoriali del linguaggio.
Quàrto (lat. quartus. Numerale ordinale di quattro). E uno degli ordinali con i quali si indica la
successione di formazioni anatomiche: quarto paio dei nervi encefalici; quarto ventricolo;
quarta costa; quarto nervo intercostale ete.
R
Rachischisi (gr. ràchis = rachide, colonna vertebrale + schizo = fendo). Malformazione
congenita della colonna vertebrale caratterizzata da una fenditura dell'arco per mancata
fusione delle lamine (spina bifida).
Radiale (lat. radius = raggio). Dicesi di formazioni pertinenti all'osso radio o che trovansi
nell'avambraccio o nella mano dal lato di quest'osso: arteria radiale; nervo radiale etc.
Radiaziòne (iat. radiatio-onis). Dicesi di fasci di fibre che da un nucleo si irradiano verso la
corteccia cerebrale. r. acustica, dal corpo genicolato mediale alla corteccia temporale
trasversa; r. del corpo calloso, dal corpo calloso alla corteccia cerebrale. r. ottica, dal corpo
genicolato laterale alla corteccia occipitale prossima alla scissura calcarina; r. talamiche, dai
nuclei del talamo alla corteccia cerebrale etc.
Radice (lat. radix). Termine ampiamente usato in anatomia per indicare ogni parte considerata
come origine di un'altra: r. del dente; r. nervosa; r. della vena porta; r. del mesentere; r. del
naso; r. del pelo; r. della lingua; r. dell'unghia etc.
Radio (lat. radius = raggio, bastoncino). Osso itingo, pari, che, insieme all'ulua, forma lo
scheletro dell'avambraccio.
Rafe (gr. raphé = cucitura). Termine con il quale si indica una linea sporgente, simile ad una
cucitura, che si trova sulla linea mediana del corpo o che si produce dalla riunione di due metà
laterali dì un organo: r. del pene;r,. dello scroto; r. faringeo; r. palatino etc.
Ramo (lat, ramus). Termine ampiamente usato in anatomia per indicare un elemento
secondario che si diparte da uno principale: r. bronchiale; r. dell’ischio: r. della mandibola; r. di
un'arteria; r. di un nervo etc.
Ranina Nome che prende sia l'arteria linguale quando si dirige verso la punta della lingua, sia
la vena che nasce dalla punta della lingua e scende sulla sua faccia inferiore. La
denominazione di «ranina» fu data da Berengario a questa vena per il suo colorito verde-
giallastro, somigliante a quello della cute della rana: «venae insignes sub lingua, raninae dictae
sunt ob colorem (venae virides)»; denominazione che fu estesa pure all'arteria: «ramum
arteriae lingualis, possis raninum dicere a venae sociae nomine».
Ranvier, arterie di tipo muscolare di... Sono le arterie di medio calibro nella cui tonaca
media prevalgono le fibrocellule muscolari lisce.
strozzamenti anulari di... Sono gli avvallamenti sequenziali tra cellula e cellula di
Schwann lungo la fibra nervosa (nodi di Ranvier).
Ranvier Luigi, (n. a Lione, 1855-1922). Direttore del Laboratorio istologico del Collegio di
Francia a Parigi e successivamente Direttore della Cattedra di Anatomia.
Rathke, tasca di... Diverticolo della porzione superiore dello stomodeo che costituisce
l'abbozzo della parte epiteliale dell'ipofisi.
Rathke Martin (n. a Danzica, 1795-1860). Studiè a Gòttingen e a Berlino. Fu professore
di Fisiologia a Dorpart e poi di Anatomia a Kònigsberg.
Realdo Colombo (n. a Cremona, 1510-1559). Successore di Vesalio alla Cattedra di Anatomia
di Padova, insegnà alla Sapienza in Roma per circa un decennio. Eseguì dissezioni pubbliche a
Pisa e alla fine del 1545 diventè il primo professore di Anatomia a tempo pieno dell'Università
di Pisa. Fu grande amico e medico di Michelangelo che avrebbe dovuto illustrare un suo testo
di anatomia, cosa che sfortunatamente non fu realizzata. Infatti il «De re anatomica» èsenza
illustrazioni. Insieme allo spagnolo Miguel Serveto, Colombo è considerato uno degli scopritori
«della piccola circolazione».
Recésso (lat. recessus = rientranza, cavità, seno). Voce variamente usata per indicare cavità
ossee, tasche o nicchie connettivalì e sierose: r. epitimpanico; r. duodenale; r. faringeo; r.
pineale; r. subepatico etc.
Regiòne (lat. regio-onis). Ciascuna delle aree di superficie in rapporto con importanti organi o
visceri, a limiti convenzionalmente stabiliti, in cui si suddivide la topografia del corpo umano: r.
ascellare; r. epigastrica; r. inguinale; r. lombare; r. mammaria etc.
Reil, insula di... È il piccolo lobo cerebrale situato nel fondo della scissura di Silvio.
nastro di... È il nastro di fibre della via sensitiva bulbo-talamica, che ascende nel tronco
encefalico, dopo l'incrociamento a livello bulbare.
Reil Johann Christian (n. a Greifswald, 1780-1829). Allievo di Rosenthal a Berlino, fu
professore di Clinica medica ad Halle. Profondo studioso della anatomia del sistema nervoso.
Reinke, cristalli di... Caratteristici cristalli di sostanza proteica, inclusi nel citoplasma delle
cellule interstiziali del testicolo.
Reinke Friedrich Berthold (n. a Ratzeburg, 1862-1917). Prosettore e poi professore di
Anatomia a Wiesbaden. Pubbìicù nel 1896 su A. Mikr. Anat. il suo studio «Uber
Kristlaloidbildungen in den interstitiellen Zellen des Menschlichen Hodens».
Reisseisen, muscolo di... E’ lo strato muscolare dell'albero tracheobronchiale che si segue
sin nei bronchi intralobulari. Reisseisen Francois Daniel (1775 - 1828). Anatomista tedesco
degli inizi del XIX secolo che si occupè particolarmente della struttura dell'albero respiratorio.
Reissner, membrana vestibolare di... E’ la membrana sottile, trasparente, che costituisce
la parete anteriore del canale cocleare ed èvolta verso la scala vestibolare della chiocciola.
Reissner Ernst (1824-1878) Professore di Anatomia a Dorpart. Studiù particolarmente
l'orecchio interno. Descrisse la membrana che porta il suo nome nella dissertazione «De auris
internae formatione».
Réne (gr. nephròs, lat. ren-renis dal verbo greco rhin= scorrere). Ciascuno dei due organi
principali dell'apparato urinario, situati nella regione posteriore, alta dell'addome, deputati alla
produzione dell'urina. Secondo i più, il ren-renis dei latini non è che una modificazione del
celtico-gallico airnean (rene).
Renshaw, cellule inibitorie di... Sono particolari interneuroni che stabiliscono una inibizione
a feed-back.
Renshaw Birdsey (1911-1948). Eminente neurobiologo americano, morto di poliomielite
quando era ancora molto giovane. Scoprì le cellule inibitorie cui Eccles diede il nome.
Restifòrme (lat. restis = corda + forma). E’ ciascuno dei cordoni che si snilevano dalle pareti
laterali del triangolo bulbare del IV ventricolo.
Retzius, area piumiforme di... E’ la porzione laterale dell'ala bianca interna del pavimento
del IV ventricolo.
- strie dello smalto di... Strie brune, regolarmente parallele, che corrono sullo smalto
dentale.
Retzius Gustaf Magnus (n. a Stoccolma, 1842-1919). Si laureò a Lund e, giovanissimo,
fu nominato professore di Istologia nell'«Istituto Carolina». Passò poi alla Cattedra di Anatomia.
Retzius, legamento frondiforme di... Antica denominazione del retina-colo inferiore dei
muscoli estensori del piede.
- spazio di... E’ lo spazio retropubico, sottoperitoneale, tra pube e vescica.
Retzius Andreas Adolf (1796-1860).
Réte (lat. rete-is). Intreccio di vasi o di nervi che, anastomizzandosi tra di loro, formano maglie
più o meno larghe ed irregolari: r. arteriosa del gomito; arteùosa del ginocchio; r. capillare
linfatica; r. venosa dorsale della mano; r. sottoendocardica del Purkinje etc.
Reticolare (lat. reticularis = simile a rete). Formazione reticolare del tronco encefalico.
Reticolo (lat. reticulum dimin. di rete). Rete sottilissima di fibrille che costiutisce la trama del
tessuto connettivo.
Rétina (lat. mediev. retina). Tunica interna dell'occhio di natura nervosa. Il termine fu adottato
dagli antichi anatomisti perché, quasi a foggia di rete, circonda l'umor vitreo dell'occhio.
«Extremitas nervi concavi comprehendit vitreum, sicut rete comprehendit venationem (preda),
quapropter nominatur Retina».
Retinàcolo (lat. retinaculum = mezzo per trattenere). Ispessimento della fascia profonda che,
in corrispondenza dei polsi e delle caviglie, forma dei legamenti che trattengono in situ i tendini
dei muscoli: r. degli estensori e r. dei flessori del carpo; r. laterale della rotula etc.
Retto (lat. rectus). Termine che indica qualunque formazione anatomica posta dall'alto in
basso od in Tinea retta, o, ancora, che non presenta, nella sua lunghezza, né curvatura, né
flessione. Es.: muscolo retto dell'addome; muscolo retto del femore; muscoli retti posteriori del
capo etc.
intestino... Ultimo tratto dell'intestino crasso, lungo circa 15 cm., situato tra il colon
sigmoide e l'ano. Per vero, questo tratto dell'intestino non è rettilineo ma, la denominazione
assegnatagli da Galeno, e riportata da Mondino, si deve al fatto che il primo lo descrisse negli
animali.
Richet, fascia di... E’ una formazione fibrosa ad andamento trasversale, denominata anche
fascia umbelicalis, situata nella regione ombelicale, dietro la linea alba, con la quale forma un
breve tragitto, detto anche canale ombelicale.
Richet Louis Dominique Alfred (n. a Dijon, 1816-1891). Fu aiuto di Anatomia a Parigi e
poi professore di Clinica chirurgica. Si deve a lui anche la descrizione della fascia clavi-coraco-
ascellare.
Rima (lat. rima = fessura). Dicesi della fenditura che si stabilisce tra due formazioni
anatomiche adiacenti: r. labiale; r. glottidea; r. palpebrale, r. pudenda.
Rinencéfalo (gr. rhis-rhinòs = naso + encephalòs = cervello). È l'organo olfattivo del
telencefalo posto nella faccia inferiore del lobo frontale ed è costituito dal lobo olfattivo e dalla
regione paraolfattiva.
Rinofaringe (gr. rhìs – rhinòs = naso + faringe). È la parte superiore del canale faringeo, in
rapporto con le coane, che si estende dalla base del cranio al margine posteriore del palato
molle.
Rinolalia (gr. rhìs - rhynòs = naso + laleo = io parlo). Alterazione della voce che assume un
timbro nasale. Si verifica, in genere, quando il palato è più breve che di norma.
Riolano, indicatore di... E’ il muscolo estensore proprio dell'indice, che, quando si contrae,
estende l'indice nell'atto di indicare.
mazzetto di... E il mazzetto di muscoli e di legamenti che si spiccano dal processo
stiloideo dell'osso temporale.
Riolan Jean (n. a Parigi, 1577-1657). Studiù a Parigi e in quella Università fu professore di
Botanica e Anatomia. Medico di fiducia di Maria de' Medici, accompagnè la principessa nel suo
esilio.
Rivino, condotti di... Antica denominazione dei condotti delle ghiandole sottolinguali minori.
- incisura di... E’ l'incisura timpanica, delimitata tra la grande e la piccola spina
timpanica. Nel neonato, vi corrisponde l'apertura, in alto, dell'anello timpanico.
Rivino Johann August (1652-1723). Nome latinizzato di Bachmann. Fu medico in Leipzig,
e si dedicè ampiamente alle dissezioni anatomiche. Nella sua dissertazione «De auditus vitiis»,
descrisse l'incisura che porta il suo nome.
Rocca (ar. ruhn, lat. volgare rocca = fortezza). E la rocca petrosa (o rupe) del temporale, la
porzione dura, prominente a mo' di grossa piramide, dell'osso temporale. E parola
mediterranea data per similitudine a questa parte del temporale perché custodisce importanti
formazioni, tra le quali l'orecchio interno.
Rolando, scissura di... E’ il solco primario che separa il lobo frontale del cervello da quello
parietale.
- sostanza gelatinosa di... Straterello chiaro che inguama la testa del corno
posteriore del grigio spinale.
Rolando, tubercolo cinereo di... Piccola prominenza grigiastra che sporge sulla faccia
laterale del bulbo nella parte inferiore del solco retro-olivare. Corrisponde alla testa del corno
posteriore ed appartiene alla porzione inferiore del nucleo sensitivo del trigemino. Rolando
Luigi (n. a Torino, 1773-1851). Compì gli studi di medicina a Torino e si perfezionà a Firenze
sotto la guida di Mascagni. NcT 1809 fu nominato professore di Anatomia a Sassari e nel 1814
fu chiamato alla Cattedra di Anatomia della Università di Torino. Fu medico di Vittorio
Emanuele I.
Romboide (gr. rombos = losanga + eìdos = a forma di). Nome dato a due muscoli, tenendo
conto della loro figura geometrica: muscoli grande e piccolo romboide, situati tra scapola e
colonna vertebrale.
Romiti, linea del... E’ la linea, al limite inferiore dell'ovario, che segna il confine tra epitelio
ovarico e sierosa peritoneale.
muscolo episternale posteriore di... E’ una varietà del muscolo triangolare dello
sterno.
Romiti Guglielmo (n. a Pisa, 1850-1956). Studiù medicina e Pisa e a Firenze.
Giovanissimo vinse contemporaneamente la Cattedra di Ostetricia e quella di Anatomia. Optò
per quest'ultima ed ebbe Cattedra a Siena e poi all'Università di Pisa. Nei cinquant'anni di
attività scientifica non vi fu campo delle discipline anatomiche al quale non portà il fervido
impegno del suo sapere. Fu giustamente detto il padre spirituale degli anatomisti italiani. Ebbe
significativi riconoscimenti in campo europeo: fu proclamato dottore in Medicina «honoris
causa» dalle Università di Aberdeen (Scozia) e di Ginevra. Ebbe tra i suoi allievi: Dante Bertelli,
Chiarugi, Salvi, Sterzi e Valenti.
Rosenmùller, organo di... È l'epoophoron posto nello spessore del legamento largo (v.
Epooforo).
recesso faringeo di... È la depressione che sta dietro alla plica saipingo-faringea della
parete laterale della faringe.
Rosenmùller Johann Christian (1771-1820). Prosettore del Teatro anatomico e poi
professore di Anatomia nella Università di Leipzig. Pubblicè nel 1802 la memoria «De ovariis
embr,'onum et foetuum bumanorun'».
Rosenthal, canale spirale di... Canale continuo ad andamento spirale, situato nella parte
periferica del modiolo della chiocciola; contiene il ganglio spirale del Corti.
Rosenthal Friedrich Christian (1780-1829). Professore di Anatomia e Fisiologia a
Greifswald. Nel 1823 descrisse il canale che porta il suo nome nella memoria «Ueber den Bau
der Spindel».
Rostrale (lat. rostrum = becco, rostro). Termine impiegato per indicare la posizione di parti
dell'organismo in rapporto con la estremità superiore (o cefalica) del corpo, in opposizione a
caudale.
Ròstro (lat. rostrum = becco, rostro). Prolungamento ricurvo, a forma di becco, di un organo:
r. del corpo calloso; r. dello sfenoide etc.
Ròtula (lat. rotula dimin. di rota = piccola ruota). V. Patella.
Ruffini, anse avviticciate... Sono terminazioni nervose libere costituite da numerosi
avvolgimenti nelle papille del derma.
- corpuscoli del... Sono i corpuscoli nervosi terminali, fusiformi, dello strato profondo del
derma, del sottocutaneo e del connettivo perimisiale, dotati di una sottile capsula che avvolge
un cilindrasse ramificato in folte espansioni a mo' di varici e di spine.
- fibrille ultraespansionali di... Sono le fibrille che si dipartono dall'apice dei corpuscoli
nervosi terminali, per formare o nuovi corpuscoli o espansioni libere.
Ruffini Angelo (n. a Pretare, 1864-1929). Compì gli studi di medicina a Bologna. Nel 1901
fu nominato settore capo dell'Istituto di Anatomia a Siena e due anni più tardi professore
incaricato di Embriologia. Nel 1912 fu chiamato a coprire la Cattedra di Istologia e Fisiologia
generale nella Università di Bologna. Applicando il metodo al cloruro d'oro ottenne risultati di
sorprendente finezza nello studio di terminazioni nervose, tra le quali i corpuscoli che portano il
suo nome. Profondo studioso delle questioni dell'origine della forma, raccolse tutto il suo lavoro
nella originalissima opera Fisiogenìa. Studioso entusiasta e di vasta cultura, ha lasciato un
vibrante ricordo nei suoi allievi: Della Volta, Lambertini, Lanzi, Marchetti, Palmieri e Rondinini.
Rùga (lat. ruga dal celt. gallico rug = solco, grinza). Ciascuno dei solchi che si disegnano sulla
cute del volto e specialmente della fronte Ancora, le pieghe trasverse della mucosa vaginale,
rughe vaginali.
Rupe (lat. rupes = roccia). V. Rocca.
Ruysch, epitelio di... La voce «epitelio» (gr. epi sopra + télos = capezzolo), fu introdotta nel
1715 da questo Autore per indicare l'epidermide che ricopre il capezzolo e che egli riuscì a
separare, mediante bollitura, dallo strato papillare del derma. Successivamente, il concetto di
epitelio si estese a tutti i rivestimenti di superficie delle mucose.
Ruysch Frederic (1658-1751)). Laureatosi a Leida, fu professore di Anatomia e di
Chirurgia ad Amsterdam. Fu socio dell'Accademia Reale delle Scienze di Parigi, della Società
Reale di Londra e dell'Accademia dei Curiosi della Natura. Il suo laboratorio di Anatomia fu
frequentato da Scienziati, uomini politici, Principi e persino dallo Zar Pietro I per la curiosità di
vedere le sue meravigliose preparazioni.
S
Sacculo (lat. dimin. di saccus = piccolo sacco). Termine riferito alla piccola vescichetta del
labirinto membranoso dell'orecchio interno, posta nel vestibolo, al di sotto dell'otricolo. E sede
di un'area sensoriale.
Sacro (lat. tardo sacrum). E’ l'osso che completa inferiormente la colonna vertebrale ed è
formato dalla fusione delle cinque vertebre sacrali. Trae la sua bizzarra denominazione dal
fatto che nei sacrifici pagani, quella parte dell'animale che conteneva tale osso veniva riservata
per il sacerdote. Gli antichi lo chiamavano anche «vertebra magna».
Saféna (ar. alssafi, gr. saphenés = evidente). Nome dato a ciascuna delle due vene superficiali
dell'arto inferiore, distinte in grande e piccola safena. La denominazione deriva dal fatto che il
decorso si evidenzia attraverso la cute.
Sala, cellule di... Sono piccole cellule nervose vegetative indovate tra le maglie del plesso
periacinoso del pancreas esocrino.
Sala Luigi (1865-1950). Allievo del Golgi e maestro di Antonio Pensa. Fu professore di
Anatomia nell'Università di Pavia.
Salvatélla (lat. salvatella dimin. di salvus = sano). Antica denominazione della vena
superficiale che serpeggia sulla faccia dorsale della mano in corrispondenza del IV metacarpale
e che concorre alla formazione della vena basilica. Così detta perché si credeva che il salasso
praticato su di essa fosse valevole a guarire dalla melanconia (vena salutis).
Salpinge (gr. sàlpincs-salpingos = tromba). Denominazione con la quale si indicano due
condotti di conformazione simile a quella di una tromba: s. uditiva, che mette in comunicazione
l'orecchio medio con la faringe; s. uterina, che mette in comunicazione la regione ovarica con
la cavità uterina. V. anche Tuba.
Salvi, arteria anastomotica tarsica di... È un breve ramo che, spiccandosi dalla arteria
dorsale del tarso, trafigge il seno del tarso per anastomizzarsi con un ramo della tibiale
posteriore.
Salvi Giunio (1869-1945). Allievo del Romiti, fu professore di Anatomia a Sassari, di poi a
Parma, indi a Napoli ove insegnà fino al 1959, epoca nella quale gli successe Lambertini. Fu,
per molti anni, magnifico Rettore e Presidente dell'Accademia Reale.
Santorini, cartilagine corniculata di... Piccola cartilagine elastica situata sull'apice della
cartilagine aritenoide, che forma il tubercolo corniculato.
- cornetto di... Piccolo processo osseo ricurvo, situato nelle fosse nasali, al di sopra della
conca superiore. E’ anche descritto come turbinato supremo.
- muscolo risono di... E’ un muscolo mimico che, dall'aponeurosi del massetere, si porta
alla commessura delle labbra, confondendosi con l'orbicolare delle labbra.
- papilla duodenale di... E’ la papilla minore, che si solleva nel duodeno, al di sopra di
quella maggiore, per lo sbocco del dotto pancreatico accessorio.
- plesso venoso di... E’ il plesso venoso situato al davanti della prostata.
Santorini Giandomenico (n. a Venezia, 1681-1757). Fu professore di Anatomia nella
Università di Padova. Anatomista di grande valore, trasse risultati fruttuosi in molti campi
dell'Anatomia.
Sappey, rete venosa durale superficiale di... Sono le vene durali che allacciano il seno
longitudinale superiore con il plesso venoso pterigoideo.
- vene paraombelicali di... Sono le due piccole vene che costeggiano il legamento
rotondo del fegato.
Sappey Marie-Philibert Costant (n. a Cernon, 1810-1896). Fu professore di Anatomia
nella Università di Parigi e membro dell'Accademia di Medicina. Autore di un importante «Traité
d'Anatomie descriptive»
Sarcolémma (gr. sarcs = carne + lemma = involucro). È la delicata membrana che involge la
fibra muscolare striata.
Sarcoplasma (gr. sàrcs-sarcis = carne + plasma = formazione). È la matrice citoplasmatica
della fibra muscolare striata.
Sartòrio (lat. sartor-toris = sarto). Lungo muscolo della regione anteriore e laterale della
coscia che, contraendosi, concorre a portare la gamba sulla coscia dell'arto controlaterale,
posizione questa abituale dei sarti.
Scafòide (gr. scaphe = navicella + eulos = simile). È il nome che si dà a due ossa, uno del
piede e l'altro della mano per la loro caratteristica forma navicolare.
Scaléno (gr. scalenòs = disuguale). Nome dato a tre muscoli della regione laterale del collo
(scaleni anteriore, medio e posteriore) per la loro forma triangolare a lati disuguali.
Scapola (gr. omoplàte, lat. tardo scapula = spatola, paletta della spalla). Osso pari, piatto, di
forma triangolare, che forma la parte posteriore del cingolo scapolare.
Scarpa, ganglio vestibolare di... E’ il ganglio di origine del nervo vestibolare, posto nel
fondo del meato acustico interno.
- nervo naso-palatino di... Appartiene ai rami nasali posterior-supenon della Il branca
del trigemino. Fu anche descritto dal Cotugno con il nome di nervo parabolico.
di timpano secondario... E’ la membrana timpanica secondaria che chiude la finestra
rotonda, separando la scala timpanica dalla cavità del timpano.
triangolo femorale di... E’ il triangolo femorale formato dai muscoli sartorio e lungo
adduttore e dal legamento inguinale.
Scarpa Antonio (n. a Motta di Livenza, 1752-1852). Fu allievo del Morgagni a Padova e a
soli 20 anni fu chiamato alla Cattedra di Anatomia nell'Ateneo di Modena. Fu nominato Chirurgo
Primario negli Ospedali Militari da Francesco III di Modena. Nel 1785 ottenne la Cattedra di
Anatomia nell'Università di Pavia. Rimane, ancora oggi, uno degli Autori più familiari agli
studenti per il triangolo che porta CI suo nome.
Schèletro (gr. scheletòs = corpo disseccato, lat. sceletus = scheletro). Insieme di ossa e
giunture che costituiscono l'impalcatura solida del corpo umano
Schindèlesi (gr. schindylesis = scanalatura). Articolazione tra due capi ossei di cui uno ha
forma di cresta e l'altro di scanalatura. Ne è esempio l'articolazione tra il rostro dello sfenoide e
il vomere.
Schlemm, canale di... E’ il seno venoso della sciera che decorre circolarmente ai confini con
la cornea.
Schlemm Friedrich (n. a Salzgitter, 1795-1858). Professore di Anatomia a Berlino. Rilevò
la presenza di questo caratteristico canale, osservando la minuta struttura dell'occhio di un
impiccato.
Schneider, mucosa olfattoria di... E’ la mucosa che riveste la regione nìfattoria e si estende
al di sotto della lamina cribrosa sul setto nasale e sulla parete laterale della cavità nasale. È
dotata di cellule olfattorie. Schneider Konrad Victor (n. a Bitterfeld, 1614-1680). Ebbe Cattedra
di Medicina pratica a Wittemberg. Fu medico di fiducia del Principe Elettore di Sassonia e del
Principe di Anhalt. Studiò particolarmente le cavità nasali di cui dimostrò, per primo,
l'importanza delle vie linfatiche.
Schwalbe, recesso epitimpanico di... È la retrocavità della parete tegmentale del cavo del
timpano in cui si accoglie la testa del martello e il corpo dell'incudine.
recesso triangolare di... E la caratteristica fossetta che si insolca sulla parete
anteriore del III ventricolo, tra le colonne del fornice e la commessura anteriore.
Schwalbe Gustav Albert (n. a Quedlimburg, 1844-1916). Allievo a Bonn di Schultze, nel
1871 fu chiamato a Lipsia per coprire la Cattedra di Istologia, nell'Istituto diretto da Ludwig. Più
tardi passò a Iena, per succedere a Gegenbaur alla Cattedra di Anatomia. Indi fu professore a
Kònigsberg e a Strasburgo.
Schwann, cellule di... Sono le cellule gliali che, attorno ai cilindrassi delle fibre nervose
periferiche, formano la guaina di Schwann-mielina.
Schwann Theodor (n. a Neuss, 1810-1882). Fu coadiutore di Mùller e professore di
Anatomia a Lovanio e a Liegi.
Schultze, fascio a virgola di... È il fascio spino-spinale discendente del cordone posteriore
del midollo spinale, che si osserva nel segmento cervicale e nel tratto iniziale del segmento
toracico.
Schultze Maximilian Jolian Sigismund (n. a Halle, 1825-1874). Pro-settore sotto
Meckel ad Halle, fu allievo del Mùller, del Brucke e dello Schlemm. Nel 1855 passò a dirigere
l'Istituto anatomico di Bonn.
Schultz, fascicolo longitudinale dorsale di... E’ il fascicolo che origina dai nujei posteriori
dell'ipotalamo e si porta nel tronco encefjico per raggiungere i nuclei vegetativi del X, del IX e
dell'intermedio del VII.
Schùltz Hugo, Anatomista tedesco che nel 1891 descrisse il fascicolo che porta il suo
nome.
Scissùra (lat. scissura = fenditura). Termine usato per indicare una fendidura o un solco che
divide un organo in parti dette lobi: s. cerebrale; s. polmonare; s. epatica. Anche, la fenditura
che si osserva tra le parti di un osso: s. petro-timpanica (di Glaser) e s. petrosquammosa
dell'osso temporale.
Scléra (gr. scleròs = duro). È una resistente lamina di colore bianco, a forma di segmento di
sfera cava, che costituisce circa i 4/5 postenori della tonaca fibrosa dell'occhio.
Scoliòsi (gr. scoliòs= obliquo). Deviazione laterale della colonna vertebrale.
Scròto (lat. scrotun' per metatesi da scortum = pelle). È l'inviluppo cutaneo che, in forma di
borsa, contiene i testicoli.
Sedillot, triangolo di... E’ lo spazio tra i due capi del muscolo sternocleidomastoideo e la
calvicola. E anche noto come «fossetta sopraclavicolare minore», utilizzata per l'allacciatura
dell'arteria carotide comune.
Sedillot Charles Emmanuel (n. a Parigi, 1804-1885). Fu Direttore della Scuola di Sanità
militare di Strasburgo, indi fu chiamato alla Cattedra di Clinica Chirurgica in questa città.
Segménto (lat. segmentum = tratto). Termine equivalente a porzione, parte, tratto. Più
particolarmente, usato per indicare una porzione di parenchima di un organo dotata di
autonomia morfo-funzionale: s. polmonare; s. epatico etc.
Severino, ghiandole intestinali di... Sono le ghiandole tubulari semplici dell'intestino tenue,
più note con il nome di «ghiandole del Galeazzi».
Severino Marco Aurelio (n. a Tarsia, 1580-1656). Insegnò Anatomia all'Università di Napoli
dal 1611 al 1655. Fu profondo conoscitore dell'anatomia umana e abilissimo zootomo. La sua
«Zootomia democritea» viene giustamente considerata come il primo trattato generale di
Anatomia comparata. Ebbe tra i suoi allievi Giovanni Alfonso Borelli.
Sfenòide (gr. sphén = cuneo + eìdos = simile). È l'osso raggiato, impari e mediano, incuneato
nella base cranica. Si articola con tutte le altre ossa del neurocranio e con alcune dello
splancnocranio.
Sfintére (gr. sphincter dal verbo sphingein = stringere, serrare). Termine generico per indicare
un muscolo le cui fibre, disposte circolarmente, hanno per compito di aprire o chiudere un
orifizio: s. dell'ano; s. dell'uretra etc.
Sharpey, fibre di... Sono fascetti di fibre collagene che provengono dal periostio e si
affondano tra le lamelle ossee.
Sharpey William (n. ad Arbroath nel Forfashire, 1802-1880). Si laureò in medicina a
ECImburgo e nel 1856 fu chiamato a succedere al Quain sulla Cattedra di Anatomia e Fisiologia
nel New Universitv College di Londra.
Sherrington, unità motoria di... E’ costituita da un neurone e da tutte le fibre muscolari da
esso innervate.
Sherrington sir Charles Scott (n. a Londra, 1856-1952). Neurofisiologo a Oxford, ha
svolto classiche ricerche sulla fine anatomia del sistema nervoso. Tra i suoi studi si annoverano
quelli sui riflessi, sulla rigidità da decerebrazione, sulla innervazione reciproca, sulle sinapsi e
sul concetto di azione integratrice del sistema nervoso. Il Ruffini, incoraggiato da lui nei suoi
primi lavori sulla periferia nervosa, gli dedicò la sua memoria sui corpuscoli nervosi papillari.
Sélla (lat. sella da sella deriv. da sedeo, posto per sedere). Dicesi, in modo figurato, di un
avvallamento o di una escavazione con funzione di sostegno e appoggio: s. turcica; s. del naso
etc.
Semilùna V. Giannuzzi.
Semilunàre (lat. semi = metà + luna). Termine riferito a ciò che ha figura di mezza luna:
ganglio semilunare dell'ortosimpatico addominale; menisco o anello semilunare
nell'articolazione del ginocchio; osso semilunare della fila prossimale del carpo; valvole
semilunari aurtiche e polmonari etc.
Semimembranòso (lat. semi = metà + membranoso). Muscolo posteromediale della coscia, il
cui terzo prossimale è costituito da un ampio tendine laminato.
Semitendinòso (lat. semi = metà + tendinoso). Muscolo postero-mediale della coscia, grosso
e fusato che, al suo terzo distale, si continua in un lungo tendine cilindrico.
Séno (lat. sinus). Termine ampiamente usato nei diversi significati di solco, recesso,
infossamento, ripiegatura, dilatazione, cavità, grembo: s. mammario, il solco mediano
verticale corrispondente alla regione sternale; s. costo-diaframmatico e costo-mediastinico,
rispettivamente le ripiegature (o riflessioni) della pleura costale su quella diaframmatica e
mediastinica; s. dell'aorta, dilatazione della radice dell'aorta sopra ciascun lembo aortico; s.
galattoforo, dilatazione fusiforme del dotto galattoforo; i. della dura madre, cavità venose
incompressibili, situate nello spessore della dura madre; s. paranasali, cavità scavate nello
spessore delle ossa frontale, etmoide, mascellare, sfenoide, tutte comunicanti con le cavità
nasali etc.
Sertoli, cellule di... Sono le grandi cellule dei tubuli seminiferi, alte quanto tutto lo spessore
dell'epitelio germinativo. La loro superficie laterale e la estremità sono irregolari con insenature
cui si adattano le cellule seminali.
Sertoli Enrico (n. a Sondrio, 1842-1910). Fu professore di Fisiologia nella Scuola
Superiore di Medicina veterinaria di Milano. Il suo trovato sulle cellule dei tubuli seminiferi è
universalmente conosciuto con il suo nome.
Sétto (lat. saeptùm = barriera). Dicesi di qualsiasi lamina, membrana o parete che separa due
cavità o formazioni: s. del glande; s. interatriale; s. interventricolare; s. linguale; s. nasale; s.
pellucido, s. scrotale etc.
Silvio, acquedotto di... È l'acquedotto mesencefalico, esiguo canale che fa comunicare il IV
con il III ventricolo.
carne quadrata di... E’ il muscolo quadrato della pianta del piede che dal calcagno si
porta al margine laterale del tendine del flessore lungo delle dita.
Sylvius Jacobus (Jacques Dubois) (1478-1555). Anatomista francese che legò il suo nome alla
scoperta dell'acquedotto mesencefalico. Primo maestro a Parigi di Vesalio e che, irritato dalla
rivoluzionaria prassi anatomica dell'allievo, gli cambierà il nome in Vesanus, il pazzo.
Silvio, scissura laterale del cervello di... È la profonda scissura che, sulla faccia laterale
del cervello, divide i lobi frontale e parietale dal lobo temporale.
Sylvius Franciscus (1614-1672). Anatomista francese, professore alla Università di
Leyden che, per primo, descrisse la scissura laterale dell'emisfero cerebrale.
Simmetria (gr. symmetria = corrispondenza). È la legge che regola tra loro l'ordine e la
proporzione delle due metà corrispondenti del corpo in rapporto al piano mediano (s.
bilaterale); anche la regolare successione dei segmenti del corpo secondo piani trasversi (s.
metamerica).
Simpàtico (gr. sympathicòs = che sente all'unisono, consensuale). Una delle due parti del
sistema nervoso che regola, coordina, integra tra loro, le funzioni vegetative, in antagonismo
con il parasimpatico. Ha i suoi centri effettori nella lunga colonna nucleare del corno laterale
del midollo spinale.
Sinàpsi (gr. synàpto = congiungo). Così Sherrington denomino i siti di giunzione di un
terminale assonico neuronale con la membrana cellulare di un neurone successivo o adiacente.
Sinartròsi (gr. syn = assieme + arthron = giuntura). È il modello di articolazione immobile che
si stabilisce tra due ossa contigue mediante l'interposizione di uno strato di connettivo fibroso
(sinfibrosi), oppure di tessuto cartilagineo (sincondrosi). Le sinfibrosi sono suddivise in suture,
schindelesi e gonfosi
Sincondròsi (gr. syn = assieme + chondrés = cartilagine). V. Sinartrosi.
Sinfibròsi (gr. syn = assieme + fibroso). V. Sinartrosi.
Sindattilia (gr. syn = assieme + dàctylos = dito). Malformazione congenita che consiste nella
saldatura tra loro di alcune dita.
Sindesmòsi (gr. syn = assieme + desmòs = legamento). È l'unione a distanza di due ossa
mediante legamenti: articolazioni stilo-ioidea e stilo-mandibolare e tra due lamine vertebrali
mediante i legamenti gialli.
Sinfisi (gr. symphisis = unione, coesione). È la varietà di amfiartrosi che si caratterizza perché
la fibro-cartilagine interposta fra i due capi ossei articolari presenta al suo interno una cavità.
Tipica è la sinfisi pubica.
Sinostòsi (gr. syn = assieme + ostéon = osso). E una varietà di sincondrosi in cui il tessuto
cartilagineo interposto tra i capi articolari va incontro ad ossificazione.
Sinòvia (gr. syn = nel senso di eguale + oòn= uovo, lat. synovia = liquido lubrificante le
articolazioni). Termine introdotto da Paracelso per indicare il fluido trasparente, mucoso,
contenuto nelle cavità articolari, per la somiglianza con l'albume d'uovo. Primitivamente era
denominato «smegma articulorum».
Sinoviàle Sottile membrana connettivale che tappezza internamente la capsula delle
articolazioni mobili. V. Sinovia.
Sinusòidi (lat. sinus = seno + suff. oide, che indica somiglianza). Sono vasi che appartengono,
dal punto di vista funzionale, al distretto dei capillari dai quali si distinguono per avere il lume
generalmente più ampio e irregolare.
Sistéma (gr. synìstemi = metto insieme). Complesso di organi cospiranti ad una comune
funzione. Talvolta sinonimo di apparato
Skene, ghiandole vestibolari minori di... Sono le ghiandole tubulo-acinose, a secrezione
mucosa, situate in prossimità dello sbocco dell'uretra nel vestibolo della vagina.
Skene Alexander Johnston Chalmers (1858-1900). Anatomista inglese che nel 1880
pubblicò la memoria «The Anatomy of two important glands of the female urethra».
Smàlto (franc. smalt = vernice vetrosa). È un derivato epiteliale adamantino e fortemente
mineralizzato che riveste la dentina, in corrispondenza della corona del dente.
Smégma (gr. smégma = unguento). Materiale di secrezione e di desquamazione delle cellule
epiteliali che si deposita nel solco balano-prepuziale e fra le piccole labbra e il clitoride.
Soemmering, sostanza nera di... È il grosso nucleo pignientato tra i piedi e la callotta del
mesencefalo. E’ legato alla via nigro-striata ed è da considerarsi un centro motore del sistema
extrapiramidale con funzione di stabilizzazione dei movimenti volontari.
Soemmering Samuel Thomas von (n. a Thorn, 1775-1850). Fu professore di Anatomia
a Cassel e poi ad Heidelberg. Nei suoi studi ebbe costante l'intendimento morfo-funzionale e
deve considerarsi tra i maggiori studiosi del sistema nervoso del suo tempo.
Sòlco (lat. sulcus). Fenditura stretta e allungata che si incide sulla superficie di un osso o di un
viscere: s. bicipitale dell'omero; s. del nervo radiale; s. interventricolare del cuore etc.
Sòleo (lat. solea = specie di pesce). Muscolo largo e appiattito della regione posteriore della
gamba, situato al di sotto dei muscoli gastrocnemi. Il suo nome non deriva, come
comunemente credesi, dal latino solea (suola), ma dalla somiglianza con il pesce Solea
vulgaris, come leggesi in Vesalio: «soleus, a figura piscis denominatus».
Sòma (gr. sòma = corpo). Termine usato per indicare sia l'insieme dell'organismo, sia la parte
fondamentale di un organo, come nel caso del corpo (o soma) di una vertebra.
Somàtico (gr. sòma = corpo). Dicesi di ciò che concerne il corpo o gli appartiene.
Somite (gr. soma = corpo). Ciascuno dei segmenti della parte dorsale (esoderma parassiale)
dell'embrione dei vertebrati.
Sostànza (lat. substantia). Termine che di riferisce a strutture anatomiche di aspetto
omogeneo e ben definito: s. grigia e. s. bianca del tessuto nervoso; s. nera del mesencefalo,
etc.
Spazio (lat. spatium). Termine che indica parti del corpo ove esistono interstizi o intervalli tra
un organo e un altro: s. epidurale; s. intercostale; s. latero- faringeo; s. retroperitoneale; s.
retropubico etc.
Spalteholtz, arterie capillari di... Con questo termine l'Autore intese le arteriole quando la
loro parete sia costituita da endotelio e cellule muscolari sparse.
Spalteholz Karl Werner (n. a Dresda, 1861-1940). Assistente del Braune a Leipzig, poi
professore aggiunto e primo prosettore nella stessa Università. Nel 1885 pubblicò il primo
volume dell'Atlante di Anatomia, notissimo e diffuso in tutte le Scuole di Europa.
Sperino Giuseppe (n. a Torino, 1850-1926). Iniziò la sua attività di anatomista con il
Giacomini a Torino, indi ottenne la Cattedra di anatomia a Modena. Il suo nome si lega alla
traduzione dell'Anatomia del Testut. Fine settore, ha arricchito il Museo anatomico di Modena di
preziosi preparati.
Spèrma (gr. sperma da speiro = io semino). Prodotto della secrezione del testicolo mescolato
con i liquidi secreti dalle vescicole seminali, dalle ghiandole prostatiche, dalla ghiandole del
Cooper e da tutte le altre minori ghiandole distribuite lungo il decorso delle vie spermatiche.
Spermàtico (gr. spermaticés = del seme). Relativo alle vie seminali: vasi spermatici; funicolo
spermatico etc.
Spermatozòo (gr. pref. spermaticòs + zoìon = animalculo del seme). Cellula germinale
maschile.
Spigelio, linea semilunare di... E’ la linea, a concavità mediale, che si disegna ai lati dei
muscoli retti dell'addome, determinata dal limite tra le fibre muscolari e l'aponeurosi del
muscolo trasverso dell'addome.
- lobo caudato di... E’ uno dei lobi del fegato che si osserva sulla sua faccia inferiore,
situato posteriormente al solco trasverso e al lobo quadrato.
Spieghel (Spigelius) Andrien van der (n. a Bruxelles, 1578-1625). Studiò dapprima a
Lovanio e quindi si laureò a Padova, dove fu allievo di Fabrizio d'Acquapendente e di Casserio.
Alla morte di Casserio, la Repubblica di Venezia lo chiamò alla Cattedra di Anatomia e di
Chirurgia e, in segno di stima, lo pareggiò ai Cavalieri di s. Marco.
Spina (lat. spina = stecco aguzzo). Termine con il quale si indica un rilievo osseo, puntuto ed
esile: s. dello sfenoide; s. nasale; s. della mandibola etc.
Spix, spina di... È il rilievo appuntito della faccia mediale del ramo montante della mandibola,
all'imbocco del canale alveolare. Spix Johannes Baptist von (n. a Hochstadt, 1781-1826).
Anatomista tedesco che studiò particolarmente lo splacnocranio.
Splàncnico (gr. splànchnon viscere). Che è relativo agli apparati viscerali: cavità splancniche;
nervi splancnici etc.
Splancnocrànio (gr. splànchnon = viscere + cranio). È la parte della testa che è costituita
dalle ossa che modellano lo scheletro della faccia e che formano il sostegno dei primi tratti
degli apparati digerente e respiratorio.
Spancnologìa (gr. splànchnon = viscere + logos studio). È quella parte della Anatomia che
studia gli apparati respiratorio, digerente e urogenitale.
Splénico (gr. splen = milza). Che è relativo alla milza: vasi splenici; nervi splenici etc.
Splénio (gr. splenion = sorta di bendaggio). È il muscolo appiattito che fascia posteriormente il
collo al di sotto dei muscoli trapezio e romboide. Dicesi anche splenio l'estremità posteriore
libera, ispessita, del corpo calloso. Per questa formazione l'etimologia non soddisfa: è probabile
che, per il corpo calloso, il termine splenio è stato usato nel senso di ingrossamento.
Spòndilo (gr. spòndylos = vertebra). Termine in disuso, usato in passato per denominare le
vertebre.
Staderini, lobulo premammillare di... E’ il lobuletto dipendente dalla lamina peri-
infundibolare che, in molti mammiferi, si organizza al davanti dei corpi mammillari.
- nucleo intercalato di... Nucleo situato nella porzione laterale del trigono dell'ipoglosso,
nel pavimento del IV ventricolo.
Staderini Rutilio (n. a Siena, 1861-1942). Assistente e aiuto di Chiarugi alla Cattedra di
Anatomia di Firenze. Fu chiamato in Cattedra a Catania, Cattedra che mantenne per venti anni,
prima di passare a Siena ove rimase fino al 1954. Fu un appassionato studioso del sistema
nervoso e di molti campi dell'Anatomia. Ebbe come allievi il Brugi e il Vitali.
Stàffa (lat. mediev. stapes da cui il longobardo staffa). È così denominato uno degli ossicini del
cavo del timpano per la somiglianza alla staffa.
Stapédio (lat. mediev. stapes = staffa). Relativo alla staffa: muscolo stapedio, nervo stapedio.
Stefànion (gr. stéphanos = corona). Punto craniometrico pari, corrispondente al punto in cui la
sutura coronale taglia la linea temporale superiore.
Stélo (lat. stilus = stelo, gambo). Termine riferito ad una formazione allungata e sottile che
adempie alla funzione di collegamento con un organo posto alla sua estremità: stelo ipofisario.
Stenone, canale di... E’ il canale naso-palatino, ben visibile nei ruminanti, ma obliterato
nell'Uomo.
condotto di... E’ il condotto della ghiandola parotide che si apre nel vestibolo della
bocca, a livello del secondo molare superiore.
Stenone Nicolò (Niels Stenses) (1658-1686). Medico danese che visse lungamente in
Italia ove alla Corte di Toscana fu protomedico del Granduca Cosimo III. Viaggiò molto e si
fermò a Copenaghen, Hannover, Monaco, Amburgo e Svizzera. Convertitosi ai cattolicesimo,
abbandonò gli studi dandosi alla vita religiosa e divenne vescovo di Titiopoli.
Stérno (gr. stérnon = osso del petto). È l'osso mediano, impari, piatto ed allungato della
gabbia toracica, su cui si impiantano la clavicola e le coste. In Galeno: «quia hoc os
cartilaginibus costarum, insternitur».
Stérnobre (gr. stérnon = osso del petto + suff. bre). Formazioni indipendenti, assomigliate
alle vertebre, costituenti primitivamente lo sterno.
Sterzi, fibre perforanti ipotalamiche di... Fascetti di fibre che dal corpo striato si
immergono nel grigio del subtalamo.
lobulo apicale di... E’ costiutito dalle due parti del lobulo quadrangolare del cervelletto e
dal verme interposto.
Sterzi Giuseppe (n. a Cittadella, 1876-1919). Allievo del Romiti a Pisa, si trasferì appena
laureato a Padova presso il Bertelli. Nel 1906 fu incaricato di Anatomia topografica. Notevoli le
sue ricerche anatomo-comparate sul sistema nervoso centrale. Pubblicò un trattato sul sistema
nervoso centrale dell'Uomo. Fu stroncato da una malattia acuta mentre stava per raggiungere
il giusto riconoscimento della Cattedra.
Stilling, nucleo dorsale di... E’ il nucleo della base del corno posteriore del midollo spinale,
noto anche con il nome di nucleo del Clarke.
nucleo rosso di... E’ uno dei nuclei propri della calotta mesencefalica, situati uno per
lato alla linea mediana. E uno dei nuclei extrapiramidali sul percorso delle vie cerebrali e
cerebellari.
Stilling Benedict (n. a Kirchain, 1810-1879). Anatomista e Chirurgo a Cassel e a Vienna.
Fu scienziato di grande valore, senza tuttavia ricoprire cariche accademiche.
Stilòide (gr. stylòs = colonna + eidos = a forma di). Termine che indica un rilievo osseo
allungato: processo stiloide dell'osso temporale; processo stiloide dell'ulna etc.
Stòmaco (gr. gastér e stòmachos da stoma = bocca + echo = porto, conduco). Organo cavo
dell'addome posto tra esofago e duodeno, a cui giunge il cibo dalla bocca.
Strato (lat. stratum part. di sterno = io stendo). Termine che indica ogni piano individuato in
base a uno spessore o in quanto componente differenziato di una sovrapposizione: s.
superficiale; s. profondo; s. basale; s. germinativo etc.
Strétto (lat. stringere, part. strictus = strettezza). E il termine con il quale si indicano ciascuna
delle zone ristrette del bacino: stretto superiore, tra grande e piccolo bacino; stretto inferiore,
contorno inferiore del piccolo bacino.
Striato (Tat. striatum = solcato, a strie). Così si denomina la massa di sostanza grigia, situata
alla base dell'emisfero cerebraTe (corpo striato). Anche, le fibre muscolari scheletriche
(muscolatura striata).
Stroma (gr. stroma = ciò che si stende). È la trama connettivale che si stende a formare
l'impalcatura di un organo.
Subicolo (lat. subiculum dal verbo subicere = stare presso, a lato). È la sottile cresta ossea
situata dietro il promontorio della parete mediale del cavo del timpano (subicolo del
promontorio). Ancora, la corteccia di transizione tra la circonvoluzione paraippocampica e
l'ippocampo.
Succlavia (lat. mediev. subclavius = posto sotto la clavicola). Sono le cospicue arteria e vena
che, passando sotto la calvicola e sopra la prima costa, si dirigono verso l'arto superiore.
Succlavio (lat. mediev. subclavius = posto sotto la clavicola). È li piccolo muscolo che si tende
dalla prima costa alla faccia inferiore della clavicola (muscolo succlavio).
Sùra (lat. sura = polpaccio). È la regione posteriore della gamba il cui rilievo è scolpito dai
muscoli gastrocnemi.
Surale (lat. sura = polpaccio). Dicesi di ciò che è relativo alla regione del polpaccio.
Sutùra (lat. sutura = cucitura). Riunione di due margini ossei a formare una articolazione
immobile. A seconda del carattere dei margini che si affrontano, si distinguono suture dentate,
squamose e armoniche.
T
Tabacchiéra anatomica È la depressione nella regione laterale e posteriore del polso che si
disegna quando si abduce ed estende il pollice. Così denominata perché nel fondo di questa
depressione si usava mettere il tabacco per fiutarlo.
Talamo (gr. tbàlamos = Tetto nuziale). Ciascuno dei due voluminosi nuclei ovoidali del
diencefalo che, con le loro facce mediali, formano il letto (o pareti) del terzo ventricolo. Forse
da ciò deriva la sua bizzarra denominazione.
Tàlo (gr. talao io sostengo; lat. talus = caviglia). È il primo, e in posizione più alta, osso del
tarso posto come sostegno e base alle ossa della gamba. V. Astragalo.
Tanicito (gr. tàny = lungo + cytos = cellula). Un tipo cellulare non neuronale che entra nella
costituzione del rivestimento epiteliale della cavità del III ventricolo. E’ la stretch cell degli
Autori anglosassoni.
Tapétum (1at. tapetum = tappeto). Lamina di sostanza bianca del corpo calloso, costituita dal
fascio di associazione occipito-frontale superiore e che formano la parete supero-laterale del
corno temporale.
Tarin, valvole di... Laminette bianche tese dall'uvula al flocculo del cervelletto. Il loro
margine libero dà attacco al velo midollare inferiore della volta del IV ventricolo.
Tarin Pierre (n. a Courtenay, 1725-1761). Anatomista parigino, circondato da gran stima.
Scrisse per l'Enciclopedia Diderot sulla Fisiologia e Anatomia. Fu un attento studioso del
sistema nervoso centrale.
Tàrso (gr. tàrsos = intreccio, graticcio). È l'insieme delle sette ossa corte che forma la parte
posteriore dello scheletro del piede. Anche, l'impalcatura fibrosa delle palpebre (tarso
palpebrale).
Tasca (ted. antico tasha). Piccola cavità formata da recessi mucosi, seni valvolari o,
comunque, estroflessioni a forma di tasca: t. del colon; t. faringea; t. ipofisaria; t. rettale etc.
Tawara, nodo di... E’ il nodo atrio-ventricolare del fascio di conduzione del cuore, posto nello
spessore della parte inferiore del setto interatriale presso lo sbocco del seno coronano. E anche
noto come nodo di Aschoff-Tawara.
Tawara K. Sunao (1875-1952).
Téca (gr. théche = custodia, astuccio). Termine usato per indicare una custodia destinata ad
accogliere strutture di notevole importanza: t. cranica; t. del follicolo ovarico etc.
Tégmen (Tat. tegmen copertura). Termine con il quale si indica la parete superiore di un
organo cavo: tegmen timpani, la parte superiore della cassa del timpano.
Teguménto (lat. tegumentum = rivestimento). È il rivestimento esterno del corpo,
rappresentato dalla cute con i suoi annessi (peli, unghie, ghiandole sudoripare, sebacee e
mammarie).
Téla (ar. tell= panno; lat. tela). Termine con il quale si indica una formazione anatomica
distesa a mò di tela: t. corioidea del III e IV ventricolo; t. sottocutanea; t. sottosierosa etc.
Telodéndro o Telodendria (gr. telé = lontano, a distanza + déndron = albero). È la
ramificazione del neurite (o cilindras se) a livello della sua terminazione, a distanza dal cono di
emergenza.
Témpia (Tat. tempus = tempia). Regione laterale della testa che si estende, per ciascun lato,
dalla fronte sino all'orecchia. Probabilmente così denomianta perché quivi imbianchiscono i
capelli più presto che altrove ed indicano così, per approssimazione, l'età dell'individuo,
rammentando la «fuga temporis».
Temporàle (lat. tardo temporalis deriv. da tempora = le tempie). È l'osso pari del neurocranio
la cui porzione squamosa occupa la regione della tempia. Dicesi anche di ciò che è relativo alla
tempia: arteria temporale, fossa temporale, muscolo temporale. etc.
Ténar o Ténare (gr. thénar = palma della mano). Prominenza della palma della mano con
apice alla base del pollice.
Téndine (gr. ténon, lat. mediev. tendo-inis = ciò che tende). È così denominata la parte
fibrosa, compatta, non contrattile con la quale un muscolo si attacca alle ossa.
Ténia (gr. tainia, lat. taenia = nastro). Termine con il quale si indica una formazione lineare,
nastriforme e sottile: t. del colon; t. del fornice; t. del talamo etc.
Tenone, capsula di... E’ la membrana connettivale che ricopre tutta la porzione sclerale
del bulbo oculare.
Tenon Jacques René (n. a Scepeaux, 1724-1816). Allievo di Winslow a Parigi; nel 1759 fu
chiamato a far parte dell'Accademia delle Scienze. La sua maggiore attività di anatomista e di
chirurgo fu rivolta all'organo della vista.
Tensòre (lat. tensor deriv. dal verbo tendere). È uno dei termini con i quali si denomina un
muscolo in base alla sua funzione: muscolo tensore della fascia lata; muscolo tensore del
palato; muscolo tensore del timpano etc.
Tentòrio (lat. tentorium = tenda). È la lamina di dura madre tesa al di sopra del cervelletto tra
rocca petrosa, seno trasverso e processi clinoidei dello sfenoide. Delimita in sopra la loggia
cerebellare.
Ténue (lat. tenuis deriv. dal celtico gallico taina = minuto, sottile). Èil termine con il quale si
indica il tratto intestinale compreso tra lo stomaco e il cieco.
Téres (lat. teres-etis = rotondo e liscio). Termine con il quale si indicano formazioni
anatomiche arrotondate: legamento teres della testa del femore; eminentiae teretes, rilievi
longitudinali e arrotondati (eminenze mediali) che si scolpiscono sul pavimento del IV
ventricolo, ai lati del solco mediano etc.
Terni, tessuti a grandi cellule vescicolari di... È la varietà di tessuti a cellule vescicolose
non contenenti adipe, ma glicogeno e che il Terni raggruppa sotto questa denominazione.
Terni Tullio (n. a Livorno, 1888-1946). Allievo di Chiarugi a Firenze e poi di Levi a Sassari.
Valoroso anatomista e istologo, fu professore di Istologia ed Embriologia generale a Padova,
ove nel 1951 ottenne anche l'incarico dell' Anatomia. Apprezzatissimo all'estero oltre che in
patria, ebbe allievi Cavezzana, Muratori ed Ottaviani.
Tésta (gr. cephalé, lat. caput). Voce di origine dubbia, probabilmente acquisita dall'arabo
«test», vaso, tazza. È il termine con il quale si indica la parte più elevata del corpo, costituita
dal cranio e dalle parti molli che lo rivestono. Inoltre, è riferito anche alle estremità prossimali
delle ossa lunghe: testa dell'omero; testa del radio etc., e alla parte principale, più voluminosa,
di alcuni organi: testa del pancreas; testa dell'epididimo etc.
Testicolo (gr. òrchis, lat. testiculus dimin. di testis = testimone). È la gonade maschile accolta
nella borsa scrotale. Così detto perché è l'organo che attesta la virilità.
Testut, lobo azygos di... Varietà anatomica del polmone di destra, costituita da un lobo
sovrannumerario il cui limite è segnato dall'arco della vena azygos. E normale nei mammiferi,
raro nell'Uomo.
muscolo scaleno intermedio di... E’ un muscolo incostante che, quando esiste, separa
l'arteria succlavia dal plesso brachiale. Testut Jean Leo (n. a Beaumont, 1849-1925). Fu
prosettore anatomico a Bordeaux e poi professore aggregato. Nel 1884 si trasferì a Lilla come
professore di Anatomia e nel 1886 passò alla Facoltà di Lione. Il suo nome è universalmente
noto per il suo «Traité d'Anatomie bumaine». In collaborazione con Jacob pubblicò il trattato di
Anatomia topografica. Suo successore a Lione fu Latarlet.
Thebesio, foraminula di... Sono gli sbocchi nella parete mediale dell'atrio di destra delle
piccolissime vene del cuore.
valvola di... E’ la piccola valvola posta allo sbocco del seno coronano, nell'atrio di destra
del cuore.
Thebesio Adam Christian (n. a Sanden Walde, 1686-1752). Studiò a Lipsia e a Leida e fu
medico a IIirschberg in Slesia. Deditissimo alle ricerche anatomiche annunciò i suoi trovati nel
suo «De circulo sanguinis in corde».
Tibia (1at. tibia = stinco). È l'osso maggiore, mediale, della gamba. Probabilmente così
denominato per la somiglianza di figura con il flauto, o tibia, originariamente d'osso. Per alcuni
la voce deriverebbe dall'arabo «teboe», lo stinco del quadrupede.
Tibiàle (1at. tibialis = pertinente alla tibia). Termine che indica formazioni che hanno
riferimento con la tibia: arteria tibiale; nervo tibiale; muscoli tibiali etc.
Timo (gr. thymos = escrescenza carnosa a forma di foglia di timo, o thymo's = anima). Organo
linfoepiteliale situato dietro lo sterno, che regredisce dopo la pubertà. Termine di origine
incerta e, comunque, improprio. Galeno così lo denominò perché «a thymi folii similitudine».
Riolano, invece, facendolo derivare da thymés (anima), così lo descrive: «corpus glandosum,
molle, quod in perturbationis animi, sanguis et spiritus, ad eum locum, supra glandem illani,
tamquam in scatebra ebulliant ac effervescant».
Timpano (gr. tympanon = tamburo, timpano). Cavità dell'orecchio medio sulla quale è tesa
una membrana (la membrana del timpano). Da qui la similitudine con lo strumento musicale.
Tiròide (gr. tyreòs = scudo + eìdos = a forma di). Ghiandola endocrina impari, situata nel
collo, al davanti del dotto laringo-tracheale.
cartilagine... La maggior cartilagine della laringe a figura scutiforme, che produce
nell'Uomo la prominenza del pomo di Adamo.
Todaro, tendine del... E’ un sottile nastro bianco-grigiastro che dall'estremità anteriore della
valvola di Eustachio raggiunge la parte membranosa del setto interventricolare. Costituisce il
limite di un'area triangolare nel cui spessore è indovato il nodo di Tawara-Aschoff.
Todaro Francesco (n. a Turi, 1859-1918). Giovanissimo fu nominato professore a Messina
e, nel 1870, fu chiamato all'Ateneo di Roma. Ebbe allievo Primo Dorello.
Toldt, fascia di... E’ la fascia di accollamento tra peritoneo parietale e la faccia posteriore del
pancreas.
Toldt Karl, (n. a Brunico, 1840-1920). Fu professore straordinario di Anatomia a Vienna.
Nel 1876 fu chiamato a Praga, di poi ritornò a Vienna succedendo al Langer sulla cattedra di
Anatomia.
Tonsilla (lat. tonsillae deriv. da tollens = che si solleva). Termine con CI quale si indica una
formazione che si solleva a figura di mandorla e perciò detta anche «amigdala» (v. Amigdala);
tonsilla cerebellare; tonsilla faringea: tonsilla linguale; tonsilla palatina; tonsilla tubarica.
Torcolàre (lat. torcular = torchio). Erofilo (III sec. a.C.) così denominò il confluente dei seni
venosi longitudinale superiore e trasverso all'innanzi della protuberanza occipitale interna
dell'osso occipitale, quasi che il sangue in quel punto subisse un movimento vorticoso. Realdo
Colombo lo nominò linon facendolo derivare dal greco linòs, torchio.
Tòrulo (lat. dimin. di torus = rigonfiamento, sporgenza). È così denominata la cresta che si
solleva sulla parete vescicale tra i due orifizi ureterali, torulo interureterico. Anche, i cuscinetti
adiposi dei polpastrelli delle dita, toruli tattili.
Trabécola (lat. doppio dimin. di trabs = trave). Termine con il quale sì indicano strutture a
fibre riunite in un fascetto: t. dei corpi cavernosi, sepimenti connettivali ricchi di fibrocellule
muscolari; trabecole inbadurali, rete connettivale che suddivide la cavità subaracnoidea;
trabecole lienali, sepimenti che dalla capsula della milza si addentrano nel parenchima per
formarne lo stroma; trabecole ossee, travate ossee costituenti l'osso spugnoso; trabecola
setto-marginale, fascetto muscolare della cavità del ventricolo destro del cuore che dal setto
interventricolare si porta alla radice del muscolo papillare anteriore.
Trachéa (gr. tracbeia = ruvida, aspra). È il condotto che conduce l'aria dalla laringe ai bronchi.
La denominazione greca di questo organo era arteria tracheia e quella latina aspera arteria.
Ambedue i termini indicavano il tubo aerifero ruvido, per differenziano da quello liscio delle
arterie. NeT tempo è caduta la parola principale arteria ed è rimasta solo tracheia e quindi
trachea.
Tragi (gr. tràgos = becco, caprone). Sono i peli che ricoprono il trago del padiglione auricolare.
Trago (gr. tràgos = becco, caprone). Rilievo triangolare del padiglione auricolare situato
anteriormente al meato acustico esterno. Così denominato perché d'ordinario nell'uomo adulto
è ricoperto di peli.
Trapézio (gr. trapézion). E il muscolo della nuca e del dorso che, con quello controlaterale,
forma la figura geometrica del trapezio. Anche, il primo osso della fda distale del carpo (osso
trapezio).
Trapezoide (gr. trapezoidés = a forma di trapezio). È così denominato, per la sua forma, il
secondo osso della fila distale del carpo. Anche corpo trapezoide, le fibre a decorso trasversale
della via acustica a livello pontino. Ancora, legamento trapezoide, teso dal processo coracoide
alla clavicola.
Traube, spazio semilunare di... E’ l'area, a forma semilunare a convessità superiore, sulla
parete toracica anteriore di sinistra, in rapporto con lo stomaco.
Traube Ludwig (n. a Ratibor, 1818-1876). Allievo di Mùller, nel 1857 fu nominato
professore all'Università di Berlino.
Treitz, fascia retropancreatica di... È la lamina peritoneale di accollamento dietro il
pancreas e il duodeno.
- muscolo sospensore di... E’ il muscolo sospensore del duodeno che va dal pilastro di
sinistra del diaframma all'angolo duodeno-digiunale.
Treitz Wenzel (1819-1872). Anatomista tedesco che nel 1855 descrisse nel Prager
Wierteljahr il muscolo che porta il suo nome.
Trigono (gr. trigònos = triangolare). Termine usato per indicare una configurazione anatomica
delimitabile da tre lati. E sinonimo di triangolo. Es. trigono abenulare, piccola area triangolare
tra l'abenula, il talamo ottico e i bigemelli superiori; trigono di Lieutaud, zona triangolare liscia
della mucosa della base della vescica, delimitata tra i due orifizi ureterali e l'orifizio uretrale;
trigono vaginale di Pawlick, l'area formata tra le due branche in cui si apre la colonna vaginale
anteriore e la plica di mucosa che le riunisce in alto etc.
Triticea (lat. triticum = frumento). Nodulo cartilagineo accessorio della laringe, a figura di
chicco di frumento, indovato nello spessore del legamento tiroioideo laterale (cartilagine del
Wrisberg).
Trocantére (gr. trochantér da trochòs = ruota). È la protuberanza dell'epifisi prossimale del
femore. Si distingue un tracantere maggiore ed un trocantere minore sui quali si inseriscono
robusti muscoli. Il termine indica l'azione dei muscoli che, inserendosi su di essi, fanno ruotare
la coscia.
Trochine (gr. trochào = io ruoto). Antica denominazione del piccolo tubercolo dell'epifisi
prossimale dell'omero.
Trochite (gr. trochào = io ruoto). Antica denominazione del grande tubercolo dell'epifisi
prossimale dell'omero.
Tròclea (gr. trochalìa, lat. trochlea carrucola). Termine con il quale si indicano estremità ossee
che richiamano la figura di una carrucola: coclea omerale; troclea femorale.
Trocòide (gr. trochòs = ruota + eìdos = simile). È il tipo di diartrosi in cui i capi ossei che si
affrontano compiono un movimento di rotazione secondo l'asse longitudinale ~inglimo
laterale). Es.: articolazione radiolnare prossimale; articolazione atlante-epistrofeo.
Trolard, grande vena anastomotica di... E’ una cospicua vena che collega il seno
longitudinale superiore con la vena di Silvio, sulla superficie laterale dell'emisfero cerebrale.
Trolard Paulin (1842-1910). Anatomista francese che si interessò con profitto a vari
campi dell'Anatomia
Tùba (1at. tuba tromba). Termine attribuito a formazioni anatomiche che richiamano la figura
di una tromba: tuba uditiva di Fustachio; tuba uterina di Falloppia.
Tùber cinereum (lat. tuber = escrescenza + cinereus = di color cenere). E la piccola massa di
sostanza grigia situata sulla parete posteriore dell’infundibolo ipofisario.
Tubércolo (lat. dimin. di tuber = escrescenza). Termine ampiamente usato per indicare ogni
piccolo rilievo che si scolpisce sulla superficie di un osso o di altro organo: t. bicipitale del
radio; t. costale; t. gracile e cuneato del midollo allungato etc.
Tuberosità (lat. deriv. da tùber = escrescenza). Termine che si riferisce a ogni rilievo, per lo
più voluminoso e, talvolta, a superficie rugosa: del calcagno; t. ischiatica; t. della tibia etc.
Tùbulo (lat. dimin. di tubus = tubo). Piccolo condotto caratteristico di ore an i ghiandolari: t.
contorti del rene; t. retti del rene; t. seminiferi del testicolo etc.
Tùnica (lat. tunica per trasl. = guscio). Termine con il quale si indicano le pareti di organi cavi
e anche il rivestimento di alcuni organi pieni. Es.: tunica muscolare dello stomaco, tunica
muscolare delle arterie; tunica albuginea del testicolo; tunica albuginea dell'ovario etc. Dicesi
anche tonaca.
Tùrck, fascio di... È l'insieme delle fibre temporo-pontine che si raccolgono nel quinto laterale
del piede del peduncolo cerebrale e si arrestano nei nuclei del ponte. Costituiscono il
contingente corticale della via neo-cerebellare (cortico-ponto-cerebellare).
Tùrck Ludwig von (1810-1868). Medico viennese che fu un attento studioso delle vie
motrici corticali.
Turbinato (lat. turbo-onis = vortice). Piccola lamina ossea ravvolta in se stessa a foggia di
corno che appartiene alle cavità nasali, due per lato.
Turrispondilia (lat. turris = torre + gr. spòndylos = vertebra). È il termine che indica i corpi
delle vertebre cervicali a sviluppo verticale accentuato nei soggetti longitipi a collo lungo.
U
Ugola (gr. staphylè lat. tardo uvula = chicco d'uva). Formazione conoide pendente verso il
basso dal margine posteriore del palato molle. Ri-corda molto la figura del chicco d'uva.
Ulna (gr. bolene, lat. ulna = gomito). E l'osso lungo, mediale, dello scheletro dell'avambraccio
che, con la sua epifisi prossimale, forma il rilievo del gomito. Anticamente detto anche osso del
gomito o cubito.
Ulnàre Ciò che è riferito all'uma: arteria ulnare; nervo ulnare etc.
Umòre acqueo (gr. chymòs, lat. humor = specie di liquido). È il liquido trasparente secreto
dall'epitelio che riveste i processi ciliari della parte ciliare della retina. Occupa la camera
anteriore e posteriore e funge da mezzo di rifrazione dell'occhio.
Uncinàto (lat. uncinatus = a forma di uncino). È l'osso mediale della fila distale del carpo. Così
denominato perché dalla sua faccia anteriore si solleva un processo incurvato ad uncino.
Uncino (gr. òncos, lat. uncus = uncino). Termine usato per indicare formazioni che, per la
figura, ricordano un uncino: u. della lamina spirale della chiocciola; u. lacrimale; u. pterigoideo
etc.
Ùncus (lat. uncus = uncino). Porzione rivolta ad uncino dell'estremità rostrale della
circonvoluzione paraippocampica del lobo temporale, sede dell'area olfattiva laterale.
Ùnghia (gr. Oncycs, lat. unguis deriv. dal celtico-gallico ionga). Annesso cutaneo a forma di
lamina dura, elastica, cornea, che ricopre l'estremità distale di ciascun dito della mano e del
piede.
Unna, strato granuloso di... È lo strato di cellule appiattite che si trova al di sopra della
parte germinativa dell'epidermide. Nel loro citoplasma si cumulano granuli di cheratoialina che
stanno a significare l'iniziale trasformazione cornea.
Unna Paul Gerson (n. ad Amburgo, 1850-1929). Studiò ad Heidelberg, a Leipzig e a
Strasburgo. Si occupò particolarmente della istologia della pelle e introdusse metodi nuovi di
tecnica assai utili per le ricerche istologiche sugli epiteli e sui connettivi.
Uraco (gr. urachòs = apice, punta). È il legamento vescicale medio che tiene l'apice della
vescica collegato all'ombelico. Residuo del dotto che durante la vita fetale collega la cloaca
all'allantoide.
Uretére (gr. uron = urina + terein = portare). È il condotto muscolo-membranoso che,
bilateralmente, conduce l'urina dalla pelvi renale alla vescica.
Uretra (gr. urethra dal verbo uréo = io orino). Condotto membranoso che conduce l'urina dalla
vescica all'esterno.
Uretrale (gr. urèthra = condotto dell'urina). Che appartiene all'uretra: cresta uretrale; meato
uretrale; lacune uretrali; ghiandole uretrali etc.
Utero (gr. ystéra e métra, lat. uterus = utero). Organo muscolare cavo, impari e mediano della
piccola pelvi. E destinato ad accogliere l'uovo fecondato e poi ad espellerlo quando, al termine
della gravidanza, esso giunge a maturazione. L'etimo del termine «utero» èdubbio: secondo
Plinio deriva da uter, otre; per altri dal greco etron, basso ventre; per altri ancora dall'ebraico
atar, chiudere ed aprire, poiché l'utero chiude il feto e si apre per cacciarlo.
Utricolo (Jat. dimin. di uter = piccolo otre). Termine con il quale si indicano strutture in forma
di piccolo sacco, a fondo cieco e ristretto l'orifizio: u. del labirinto membranoso vestibolo-
cocleare; u. prostatico della cresta uretrale etc.
Uvea (lat. uva = uva). E la tonaca vascolare dell'occhio. Per la sua ricchezza in cellule
pigmentate assume il colore dell'uva bruna, da cui ha tratto il nome.
Uvula (lat. tardo uvula = piccola uva). È la denominazione di un lobulo del verme del
cervelletto la cui forma ricorda un chicco d'uva. Anche, uvola della vescica, rilievo sagittale
situato dietro l'orifizio uretrale interno e prodotto, sulla parete della vescica, dalla prostata.
V
Vagina (lat. vagina dal celtico gallico faigean = fodero, guaina). E l'organo muscolo-
membranoso, impari, mediano, di figura tubulare appiattita, che forma l'ultimo tratto delle vie
genitali femminili.
Vàgo (lat. vagus = errante). È il decimo paio dei nervi encefalici così detto per la sua vagante
distribuzione (per omnia viscera vagatur). Nominato anche pneumogastrico.
Valenti, fossette laterali del frenulo di... Sono le due piccole fossette, a fondo cieco, una
per lato del frenulo del prepuzio.
Valenti Giulio (n. a Siena, 1860-1955). Allievo del Romiti, tenne Cattedra di Anatomia a
Camerino, a Perugia, a Catania e, infine, a Bologna, ove successe al Calori. Nel 1929 ospitò nel
suo Istituto, in Bologna, il primo convegno della nascente Società italiana di Anatomia. Ebbe
come allievi Ruggero Bertelli, Chigi e Perna.
Vallécula (1at. dimin. di vallis = valle). Depressione sulla linea mediana della faccia inferiore
del cervelletto. Anche, la vallecula epiglottica, depressione pari tra la radice della lingua e
l'epiglottide.
Valsalva, seni di... Sono gli spazi che le valvole semilunari dell'aorta e della polmonare
formano con la parete arteriosa la quale, in quel tratto, presenta una dilatazione circoscritta.
Valsalva Antonio Maria (n. a Imola, 1666-1725). Allievo di Malpighi a Bologna, fu poi
maestro di Morgagni. Nel 1705 ebbe la Cattedra di Anatomia in Bologna. Il Morgagni pubblicò
nel 1740 l'opera postuma del suo Maestro.
Valvola (lat. dimin. di valvae = piccola porta). È il termine con il quale si indica una piccola
piega membranosa o mucosa che, nell'interno di organi cavi, regola la direzione del contenuto,
permettendone il passaggio in un determinato senso: valvole atrio-ventricolari del cuore;
valvole semilunari aortiche e polmonari; valvola ileo-cecale etc.
Varieta' (lat. varietas = variazione, diversità). Termine con il quale si indicano modificazioni
della forma di un organo, compatibili con la funzione. Ne sono esempi diffusi le variazioni
muscolari. Da non confondersi con l'anomalia che è una modificazione della forma che ne
compromette la funzione.
Varolio, ponte di... È un robusto rilievo della faccia ventrale del tronco encefalico, disposto
tra il bulbo inferiormente e il peduncolo cerebrale del mesencefalo superiormente. E costituito
prevalentemente da sostanza bianca e da cellule sparse formanti la stazione intermedia della
via cortico-ponto-cerebellare.
Varolio Costanzo (n. a Bologna, 1545-1575). Tenne Cattedra a Bologna e a Roma, ove fu
protomedico del Papa Gregorio XIII. Stimatissimo anatomista e operatore di gran fama. Si
spense a soli 52 anni quando aveva già composto una Anatomia in quattro libri che non vide la
luce e andò dispersa.
Vastarini Cresi, papilla vallata intracecale di... E la papilla vallata doppia sporgente dal
declivio del foramen caecum della lingua.
Vastarini Cresi Giovanni (1870-1925). Allievo, nell'Istituto anatomico di Napoli,
dell'Antonelli prima e poi del Versari e del Salvi. Fu professore di Anatomia microscopica dal
1905. Indagatore scrupolosissimo, ha lasciato quell'importante metodo tecnico per la
colorazione del glicogene.
Vàsto (lat. vastus nel senso di ampio, esteso). Termine attribuito ad alcuni muscoli in base alla
loro forma generale: vasto mediale e vasto laterale del muscolo quadricipite femorale.
Vater, ampolla duodenale di... È la papilla duodenale maggiore, rilievo situato nella
seconda porzione del duodeno e accoglie lo sbocco del coledoco e del dotto pancreatico
principale.
- corpuscoli lamellari di... Sono i corpuscoli nervosi terminali delimitati da una serie di
lamelle concentriche con al centro una dava interna. il Vater ne intravide la capsula lamellare e
successivamente il Pacini li descrisse minimamente. Pertanto, vengono denominati «corpuscoli
di Vater-Pacini».
Vater Abraham (1684-1751). Dopo essersi laureato in Filosofia, fu professore di Anatomia
all'Università di Wittenberg.
Velpeau, cono iliaco di... È la fascia che riveste completamente l'ultimo tratto del muscolo
ileo-psoas, al di sotto del legamento inguinale. L'apice del cono corrisponde alla inserzione del
muscolo sul piccolo trocantere. quadrilatero omero-tricipitale di... V. Quadrilatero.
Velpeau Alfred Armand Louis Marie (n. a Bréche, 1795-1867). Iniziò gli studi di
medicina a Tours e poi a Parigi. Nel 1822 ottenne il posto di aiuto all'Istituto di Anatomia e,
poco più tardi, fu nominato chirurgo dell'Hòpital Saint Antoine e della Pitié. Ardito operatore e
ricercatore infaticabile, si dice che, moribondo, nel delirio della febbre esclamasse: «Il ne faut
pas ètre paresseux; travaillons toujours».
Véna (gr. phléps, lat. vena). È il termine con il quale si indica un vaso che conduce il sangue
dalla periferia verso il cuore. Voce di origine in-certa: per alcuni verrebbe da via quasi vi-e-na;
per altri, e più probabilmente, da venio, perché il sangue viene per essa al cuore. In arabo era
vehm, via.
Venere (ebr. ven = germoglio, lat. Venus = dea della fecondità).
collare di... Solco cutaneo del collo che si può osservare, unico o duplice, nelle donne.
monte di... Cuscinetto adiposo, ricoperto di peli, al di sopra del pube nel sesso femminile.
Ventrale (1at. tardo ventralis). Termine usato genericamente per indicare ciò che è situato
nella parte anteriore del corpo, in contrapposizione a dorsale.
Ventricolo (lat. ventriculus = piccolo ventre). Dicesi di cavità all'interno di un organo: v.
cardiaco; v. cerebrale; v. laringeo etc.
Verheyen, stelle di... Sono i vasi vorticosi, o vene stellate, che si ritrovano sulla superficie
del rene, al di sotto della capsula propria.
Verheyen Philippe (n. a Verbroech, 1648-1710). Seguì a Leida le lezioni di Ruysch e di
Swammerdam. Tenne Cattedra di Anatomia a Lovanio.
Vérme (lat. vermis). È la parte impari, mediana, del cervelletto, così denominata per
similitudine alla figura, allungata e segnata da rughe trasversali, di un verme.
Versari, fascio muscolare ad ansa di... E’ un nastro di muscolatura che circonda ad ansa il
punto in cui l'uretere si apre nella vescica.
- valvola ureterica di... Piccola ripiegatura della mucosa vescicale corrispondente al
contorno supero-laterale dell'orifizio di sbocco dell'uretere.
Versari Riccardo (1878-1945). Professore di Anatomia a Napoli e poi a Roma, ove ebbe
come allievi Andreassi, Palumbi e Virno.
Vértebra (gr. spòndylos, lat. vertebra dal verbo vertere = volgere). Ciascuna delle ossa corte
e raggiate che, disposte in serie, l'una al di sopra dell'altra, formano il lungo stelo flessibile per
mezzo del quale il corpo si flette e si volge. I Greci usavano anche il termine stropheùs
derivante da stréphein che, come vertere, significa volgere.
Vesalio, foro di... È il foro soprannumerario della fossa cranica media che si può ritrovare al
davanti del foro ovale; dà passaggio ad una vena emissaria.
- ghiandole di... Antica denominazione dei linfonodi bronchiali.
- legamento di... Antica denominazione del legamento inguinale.
- osso di... Piccolo osso sovrannumerario del tarso (osso vesaliano).
Vesalio André (n. a Bruxelles, 1514-1564). Studiò a Lovanio, a Montpellier e a Parigi, dove
ebbe maestro Sylvius. La sua fama indusse la Repubblica di Venezia a invitarlo come
professore all'Università di Padova, ove per sette anni insegnò Anatomia e Medicina. Fu
protomedico di Carlo V e di Filippo Il. Restauratore dell'Anatomia, levò alta la sua autorità
contro gli errori di Galeno. Fra tutti gli studi predilesse l'Anatomia e, dissettore inimitabile, fece
dimostrazioni nelle Università di Pisa, di Bologna e di Basilea. Sono del 1559 le sue Tavole di
anatomia che destarono universalmente ammirazione perché affidate alla mano del Calcàr,
allievo delTiziano. Questo genialissimo anatomista aveva appena 25 anni quando pubblicò il
«De bumani corporis fabrica libri septem» ove, in ogni capitolo, impresse l'orma potente della
sua deditissima operosità. Costretto a un viaggio di penitenza in Terra Santa, per aver
sezionato un gentiluomo spagnolo che presentava una morte apparente, nel viaggio di ritorno
trovò la morte a causa di un fortunale che infranse l'imbarcazione contro le coste dell'isola di
Zante, ove tu sepolto.
Vescica (gr. cystis, lat. vesica, contrazione di vas aquae). È il termine con il quale si nomina la
vescica urinaria, organo cavo, impari e me-diano, posto nella parte anteriore della cavità
pelvica, destinato a raccogliere l'urina, prima di essere emessa con la minzione.
Vescichétta (lat. dimin. di vesica = piccola vescica). Termine con il quale si indica un piccolo
organo cavitario, contenente liquidi organici: vescichetta biliare (v. Cistifellea).
Vescicola (lat. vesicula piccola vescica). Termine erroneo con il quale si indica la vescicola
seminale, ghiandola accessoria dell'apparato genitale maschile, posta dietro la base della
vescica urinaria e che collabora alla composizione del liquido seminale. Più adeguata sarebbe
l'espressione «ghiandola vescicolare».
Vestibolo (lat. vestibulum = ingresso, entrata). Termine usato per indicare una cavità o uno
spazio che serve di passaggio ad altra cavità: v. della bocca; v. della laringe; v. del naso; v.
della vagina etc. Presso i romani il vestibulum era l'ingresso della casa, dedicato aUa dea
Vesta.
Vestibolare (lat. vestibulum = ingresso, entrata). Relativo al vestibolo: apparato vestibolare;
nervo vestibolare; arteria vestibolare etc.
Via (lat. via = percorso, sentiero). Termine con il quale si designano fasci dì fibre nervose,
deputati alla conduzione di stimoli: vie motone; vie sensitive. Anche, sistemi di condotti per i
quali defluiscono liquidi organici: vie bilifere; vie lacrimali; vie urinarie etc.
Vibrissa (lat. tardo vibrissa). Ciascuno dei peli annessi alla cute del vestibolo delle fosse
nasali. Voce che presso i greci non esisteva. È probabile la sua origine dal latino vibrare perché
«quod bis avulsis, caput vibretur».
Vicq d'Azyr, fascio mammillo-talamico di... È il fascio di fibre che col-lega i corpi
mammillari al nucleo ventrale del talamo.
- foro cieco di... È il piccolo foro, a fondo cieco, che si approfondisce J limite superiore del
solco mediano anteriore del bulbo.
- solco circonferenziale di... E’ il solco che divide la faccia superiore da quella inferiore
del cervelletto.
Vicq d'Azyr Felix (n. a Valogne, 1748-1794). Studiò a Parigi Scienze naturali e Anatomia
comparata. Nel 1775 fu professore di Anatomia comparata. Fu membro dell'Académie des
Sciences e segretario della Societé Royale de Médecine. Nel 1779 fu nominato medico
consulente del Re.
Vidi, canale vidiano... E’ il canalino che si ritrova alla base dei processi pterigoidei dell'osso
sfenoide, per il passaggio del nervo e dell'arteria omonimi.
Vidi Guido (Vidius Vidus), 1500-1569). Illustre anatomista fiorentino che insegnò a Parigi
ove ebbe come discepolo Vesalio. Fu medico di Corte di Francesco I. In Italia insegnò a Pisa
Filosofia e Medicina.
Vieussens, anello di... E’ il lembo rilevato della fossa ovale del setto interatriale del cuore.
- ansa di... E’ un occhiello del cordone del simpatico cervicale attraverso il quale transita
l'arteria succlavia.
- valvola di... È la minuta plica che si trova nel seno coronano quando questo riceve lo
sbocco della vena cardiaca magna.
- velo midollare superiore di... E’ la lamina di sostanza bianca tesa tra ipeduncoli
cerebellari superiori.
Vieussens Raymond de (1641-1715). Studiò a Montpellier, ove fu anche anatomista. Fu
medico di Luigi XIV e medico capo dell'Hopital Saint Ebi in Montpellier. Fu un eminente studioso
del cuore e del cervello.
villo (lat. villas = pelo, filamento). Termine usato fino al XVI secolo con il significato proprio di
pelo, da cui ancora oggi «villoso» per indicare una foltezza di peli. Successivamente tale voce è
stata riferita alle finissime estroflessioni della mucosa intestinale, villi intestinali; alle
estroflessioni ramificate del corion, villi coriali e alle estro-flessioni della sinoviale, villi sinoviali.
Virchow, nevroglia di... Con tale denominazione Virchow indicò la sostanza fondamentale, il
cemento nervoso, del tipo non neuronale del nevrasse.
- parametrio di... È il ressuto connettivo sottoperitoneale che si addensa ai margini
laterali dell'utero, tra i due foglietti peritoneali del legamento largo.
Virchow Rudolf (n. a Schivelbein, 1821-1902). Allievo dell'anatomista Mùller, nel 1849 fu
nominato professore a Wùrzburg e, poco più tardi, alla Cattedra di Anatomia patologica di
Berlino. Il suo nome e la sua opera segnano una svolta nel cammino della Medicina per avere
egli instaurato l'indirizzo della Patologia cellulare.
Vitali, ganglietti della fessura orbitale inferiore di... Sono piccoli gangli di natura
vegetativa annessi ai rami del ganglio sfeno-palatino.
- ghiandole ungueali a gomitolo di... Sono le ghiandole sudoripare che si ritrovano
nell'Uomo nel quarto anteriore del letto ungueale.
- muscolo ali-sfeno-mascellare di... Muscoletto rudimentale in corrispondenza della
fessura orbitale inferiore.
Vitali Giovanni (n. a Pozzo, 1876-1965). Fu aiuto all'Istituto anatomico di Siena, diretto da
Stanislao Bianchi prima e da Rutilio Staderini dopo. Professore di Anatomia umana a Cagliari e
poi a Pisa, ove successe al Romiti. Ricercatore brillante e completo, investigò molti campi della
morfologia umana e comparata. Maestro esemplare, ha avuto tra gli allievi il Massart, che ha
occupato nel 1948, la Cattedra lasciata dal suo Maestro per limiti di età.
Volàre (lat. vola = palma della mano). Termine con il quale si indica, rivolta, la faccia palmare
della mano.
Vòmere (lat. vomer). È il piccolo osso, impari, mediano, piatto e irregolarmente quadrangolare
che costituisce la parte posteriore del setto nasale. Così denominato perché ricorda la foggia
del vomere dell'aratro.
Vùlva (lat. volva e vulva). È il pudendo femminile formato dalle grandi labbra, dalle piccole
labbra, dagli organi erettili e dalle ghiandole annesse. Termine di origine incerta: per alcuni
verrebbe dalla azione ab involvendo foetu; per altri da valvae, porta.
W
Waldeyer, anello linfatico di... E’ l'insieme di formazioni linfatiche che si trovano all'istmo delle
fauci.
- strato zonale di... E’ la sottile cuffia di cellule e fibre che riveste la sostanza gelatinosa
all'apice delle corna grigia posteriori.
Waldeyer Heinrich Wilhelm (n. a Dorfe Hehlen, 1856-1921). Allievo di Henle e di Heidenhain,
fu professore di Anatomia a Berlino e a Strasburgo. Infaticabile ricercatore, investigò moltissimi
campi della morfologia e rese popolare la teoria del neurone fondata sugli studi di Cajal, Forel, His ed
altri.
Waller Augustus Volney (1816-1870). Medico e fisiologo inglese. Descrisse le alterazioni
degenerative che si manifestano nella porzione distale di un nervo periferico sezionato
(degenerazione walleriana).
Weber, ghiandole di... Sono le ghiandole mucose situate nella parte posteriore del margine laterale
della lingua.
Weber Heinrich Ernst (n. a Wittenberg, 1795-1878). Professore di Anatomia a Leipzig. Ebbe
come prosettore suo fratello Eduard con il quale pubblicò le classiche esperienze sulla meccanica
dell'articolazione coxo-femorale.
Weber, zona orbicolare di... È la porzione ispessita della capsula dell'articolazione coxo-femorale.
Weber Moritz Ignatz (1795-1875). Anatomista tedesco che si occupò particolarmente
dell'apparato legamentoso dello scheletro.
Weitbrecht, bottoniera di... È il foro ovale che si stabilisce tra i legamenti gleno-omerali
superiore e medio, al davanti del quale passa il tendine del muscolo sottoscapolare.
- corda obliqua di... Fascetto fibroso che dalla faccia anteriore del radio, al disotto della
tuberosità bicipitale, si porta obliquamente alla base del processo coronoideo dell'ulna.
Weitbrecbt Josias (1702-1747).
Wharton, dotto di... È il dotto della ghiandola sottomandibolare che si apre a lato del frenulo della
lingua.
Wharton, gelatina di... E’ il tessuto di tipo mesenchimale mucoso che riempie il funic~o ombelicale.
Wharton Thomas (1610-1675). Medico del Collegio di Londra. Notevole rimane la descrizione di
tutte le ghiandole del corpo «Adenographia sive glandularum totius corporis descriptio».
Willis, circolo arterioso di... È il poligono arterioso che si costituisce alla base dell'encefalo tra i
rami del tronco basilare e della carotide interna.
- corpo striato di... E’ costituito dai nuclei caudato e putamen del telencefalo.
- nervo accessorio spinale di... E’ la radice spinale dell'XI paio dei nervi encefalici,
destinata ai muscoli sternocleidomastoideo e trapezio.
Willis Thomas (n. a Great Bewin, 1621-1675). Professore di Fisiologia naturale a Oxford e poi
medico a Londra. Fu una delle figure più eminenti della medicina inglese del XVII secolo ed uno dei
fondatori della Royal Society.
Winslow, forame epiploico di... E’ l'orifizio che immette nella borsa omentale o retrocavità degli
epiploon.
- processo uncinato di... E’ il processo uncinato della testa del pancreas che abbraccia da
dietro i vasi mesenterici.
Winslow Jacob Benignus (n. a Odense, 1669-1760). Iniziò gli studi di medicina in Olanda e si
laureò a Parigi nel 1705. Qui, a soli due anni dalla laurea, divenne professore di Anatomia.
Wirsung, dotto pancreatico di... E’ il dotto principale del pancreas che, insieme al coledoco, si
apre nella seconda porzione del duodeno. Wirsung Johann Georg (1600-1645). Fu prosettore di
Anatomia alla Università di Padova.
Wrisberg, cartilagini di... Sono le cartilagini cuneiformi della laringe, accolte nello spessore del
legamento ari-epiglottico.
Wrisberg, nervo intermediario di... E’ la componente parasimpatica e sensitiva del nervo faciale.
Fornisce l'innervazione sensitiva del meato acustico esterno, l'innervazione gustativa dei 2/5 anteriori
della lingua e l'innervazione secretoria delle ghiandole sottomandibolare, sottolinguale, palatine, nasali
e lacrimale.
Wrisberg Heinrich August (n. a St. Andreasberg, 1759-1808). Fu professore di Anatomia a
Còttingen.
Wolff, corpo di... E’ il rene primitivo, o mesonefro.
- dotto di... E’ il condotto escretore del mesonefro che nella sua parte caudale forma gran parte
delle vie spermatiche e dalla parte prossima alla cloaca forma il diverticolo ureterico e il bacinetto.
Wolff Kaspar Friedricli (n. a Berlino, 1755-1794). Fu professore di Anatomia e Fisiologia a Pietroburgo,
chiamatovi da Caterina di Russia.
X
Xifòide (gr. csìphos = spada + eidos = a forma di; lat. ensis = spada). È il pezzo inferiore dello
sterno(appendice o processo xifoidco).
Xifoidéo (gr. csiphos = spada + eidos = a forma di). Relativo al processo xifoideo: legamento costo
- xyloidèo o costo-ensiforme etc.
Z
Zighion (gr. zygòn = coppia, paio). È il punto dell'arcata zigomatica che più sporge lateralmente. E
anche un punto craniometrico.
Zigomatico (gr. zygòn = coppia, paio). È l'osso pari, di forma grossolanamente quadrangolare,
collocato nella parte supero-laterale dello splancnocranio. E detto anche osso malare (lat. mala =
guancia). Anche, ciò che è relativo all'osso zigomatico: arcata zigomatica, nervo zigomatico etc.
Zigomo (Gr. zygòn = coppia, paio). Zona rilevata della faccia, al di sotto del contorno dell'orbita.
Dicesi anche pomello.
Zinn, anello fibroso comune di... E’ l'anello tendineo che si attacca lateralmente al forame ottico
nella parte più larga della fessura orbitale superiore, sul quale si inserisce il tendine comune dei muscoli
retti dell'occhio.
- zonula ciliare di... È l'apparato sospensore del cristallino che dalla regione ciliare si reca
all'equatore del cristallino. E costituito da un gel circolare con fibre trasversali e lacune interposte.
Zinn Johann Gottfried (n. ad Ansbach, 1727-1795). Allievo di Haller, fu professore di Medicina
e Direttore del Giardino botanico a Gòttingen.
Zòna (gr. zòne, lat. zona = cintura, fascia). Termine con il quale si indica una figura a mo' di striscia,
più o meno estesa, e talora circolare: zona incerta, laminetta grigia sottotalamica che costituisce una
estensione in direzione rostrale della formazione reticolare del tronco encefalico; zona orbicolare,
legamento anulare circondante il collo del femore. etc.
Zòna incérta V. Zona.
Zònula (lat. dimin. di zona = piccola cintura). V. Zinn.
Zuckerkandl, fascia retrorenale di... E’ la fascia che limita posteriormente la loggia renale.
- organi parasimpatici di... Sono due piccoli paragangli situati a livello dell'origine
dell'arteria mesenterica inferiore.
Zuckerkandl Emil (n. a Gyòr, 1849-1910). Allievo di Hyrtl, fu professore di Anatomia a Graz e a
Vienna.