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L'arte della serenita
ll potere
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Lu s c rc tti ti t, r' ht' pri r.rt' s s tr< ,tl t,l i ttttu l u
c l ti ttte c l t tttl tu dtl i l os l rr.rl tc rrt' s .s t,rt'
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bl L' tna i s tuto (l i b(tttLttoc l ui s uggi tl i tut-
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clal I t I o ro cotlsi(l( rLr:i o t1i, Cl u u d i o
Lompart'lli s*tlgt' tntct scrie dl rifk'r^sio-
nt - ri guardonti l t s i tuo:i ot1i prati t' hL'
clt'llu n<;slra e'.sr.stt n:cr - r'ht' tttirutt<t u
ut1 dltplicc s<'opo:idL'rttiliccrt' /r' ccu.st'
ltrolortclt' t'ht' nt<'ttrnut in crl.sl la st'rL,-
rt i t it t' r t' o I i : : u rt', <'o n I e tn etl i t u : t o tt i
c l u' trc c l t' ri tan(), ut1u porti c ol urt' .l or-
ma di tt' rapi tt, tl utl l a t' he un ttnl po s i
t' h i a tn u va <cu ra cleI I' un i nt u >.
Introduzione

Scopo di questaopera d indicare una serie di rifles-


sioni con cui si possatrovaree nrantenerequello sta-
to di equilibrioche d la condizioneprima dcl nostro
bc-ncssere. <Tut1ivogliono esscrefelici,, scriveSene-
ca in una sua operetta(ma poi sono conlusiquando
devonodeciderecio che rende lelice la loro vita.>
In el'fetti,qucstab una lacunaanchedel nostrosi-
stemileclucittivo: mancauna ntateria,una disciplina,
che sappizt suggerircila via della sagge7,zlr,lavizrdel-
l'armoniae della misura. Esistonoicleologie, filoso-
l-ie,r'eligioni,scuolccli psicologiae rami dellzrscien-
za che si disputernola scenae che ci propongono
soluzioni a questoo qr,relproblema. Noi perd abbia-
mo bisognodi qualcosadi piu semplicee di piir pra-
tico, e anchedi men<tspecialistico: un insiemecoor-
dinato di conclsccnzechc'ci dica contc comportarci
nella vita di tutti i giorni, come cavru'celanelle diflfi-
colti, come gestirei nostri stati cl'aninrcl, la nostra
"econonriaintc'riore",e come ordinare la scaladei
nostri valori. Poncndoall'inizio di qr"resta scarlapro-
prio la sereniti\,abbiamo scclto il bene su cui pog-
gianotutti gli altri, la chiavedi volta dcll'interosiste-
ma psicologico.E inutile propagandirreideali di
amore,di l'ratellanz.a e di pacese ci si climenticadel-
l'esigenzafondamentaledegli esseriumani: vivere
con tranquilliti.

-
Nessun insegnamento,nessun messaggiod vera- giunto qualche esponentedi quella psicologia con-
menteutile sc non assicural'armoniadi basedell'in- temporaneache non pud ovviamentemancare in
dividuo, nci conlrrrntidi se stesso,degli altri e dcl- un'oper:rdedicataall'artedel vivcre bene.
l'ambientc. E cla clui che parte ogni possibilitd di Su questi argomcnti csistc come un Filocontinuo,
screnita e di convivenza,il sensopositivo dell'esi- un dialogo costante,fra Oriente e Occidente,fr"aan-
stcnza. tichitA e modernitir,tanto che il libro.assumeun sor-
Screnitdsignifica non esserein ansia,non sentirsi prendente carattere di omogeneitd.Talora, in questo
in colpa, non provare disagio, non vivere n6 troppcr scambio di battute attraversoi secoli e le culture, si
tesi n6 troppo fiacchi, non indulgeren6 all'attivism<.r scopreuna perf'ettaconcordanzadi vedutetra autori
n6 all'abulia,non cederen6 all'esaltazioneni al pes- tanto diversi.
simismo, non credersi n6 superiori n6 inferiori agli Le "meditazioni" sono state scelte privilegizrndo
altri; serenit) d seguireuna f'lessibileviardi mezzn,d, certi temi comuni e seguendoun criterio preciso:of-
goderesaggiamentedei beni dell'c'sistenza. Sereniti frire suggerimentipratici, metodi psicologicie rifles-
d conoscerese stessi,cercando di capire anche il sioni che siano utili a slrperarei momenti dil'ficili e a
prossimo. ritrovare la serenit2r.Qtrestob infatti il potere clella
Troppi sono perd gli ostacoliche si f'r-appongono a saggezz.a: precostituire una rete di tecniche,di ragio-
questacondizione,che dovrebbeesserenaturale. namenti e di processimentali che siano in grado di
La societi e l'educazionefanno di tutto per con- parare i colpi peggiorie di ridimensionarele illusio-
vincere i giovani che la vita sia una speciedi gara a ni, in modo da mantenereun buon rapporto con la
premi, dove l'arltro0 inevitabilmenteun concorrente realtd,un livello ottimale di equilibrio.
da battere.Da simili idealicompetitivinasc<-rno tutti Il fine d quello di costruire un individuo responsa-
i nostri problemi. E nascel'esigenzadi un'operadi bile e.autonomo,capacedi esserepadronedi se stes-
decondizionamento,di un "lavoro interiore". s-o,i(Sonopochi coloro che dispongonosaggiamente
Due sono le tr:rdizionispirituali che si sono occu- di se stessie delle proprie cose) scriveSeneca.uTutti '
pate di questo tipo di lavoro: da una parte qr"rella gli altri, a somiglianzadegli oggetti che galleggiano
orientalc che {a carpoad almeno sci sistemi culturali nei fiumi, non vanno clasd, ma sono trasporlati.>
(Vedanta,Yoga,Taoismo,Buddhismo,Tantrismoe
Zen) e dall'altrapzrr-tequella occidentaleche, paflen-
do dalla corrente orfico-pitagorica,giunge fino allo
Stoicismoe al Neoplatonismo,nonch6 a tanti autori
successivi(alcunidei quali sonocitati in questolibro).
Nel nostro tcntativo di o['frireal lcttore odierno
una sorta di guida alla serenild,ci d sembrato natu-
rale ['areril'c'rimentoprincipalmL'ntEa quc'stidue
grandi filoni della meditaz.ione di tutti i tempi,con i
loro vari addentellatimoderni. In piir, abbiamo ag-

6
1. Rinascere

Nellavita il compitoprincipaledell'uon,o
d dareallaluce
sestesso.
EnrcrrFaol,rtr,t

Quando nasciamosiamo eredi di un complessopa-


tlimonio genetico,non solo per quanto riguarda i
caratteri fisici, ma anche per quanto riguarda le ten-
denz.epsicologiche.Se per esenrpiosiamo portati
per-la musica o per la matematica,questaprcdispo-
sizioneci viene tramandatada qualcheprogenitore.
All'iniziosiamosoltantoun "mosaico"di caratteri,
di tendenze,di potenzialitA.La nostravera nascita,
la "nascitaspirituale",non d ancoraavvenuta:siamr-r
stati scelti,ma non ci siamo scelti.
Il nostro compito - diventarenoi stessi,diventare
cid che siamopotenzialmente - non d dei pitr facili,e
rappresentail lavoro e il scnsodi tutta una vita. Co-
me dice un proverbio talmudico: oSeio non sard me
stesso,chi Io sard per me? E, se non ora, quando?".
Non bastanascere:occorredare un sensoalla pro-
pria vita, occorre"scegliersi".E, per realizzarequesto
compito,bisognaprenderele distanzeda cid che ci d
stato tramandato,dai valori e dai comportamentiche
abbiamoereditatodal passato.Checosafa partedella
nostraveranatura?Checosaci vieneimposto?
Per risponderea questedomande,per avere un

ll
criterio direttivo, dobbiamo riuscire a distinguerc Ecco perch6il consigliodi Seneca,se ottemperato
cid che ci fa sentire sereni e rcalizzati da cit) clrc'ci sistenraticanrente, si tras{brmain una speciedi auto-
opprinre:ecco la regolaprima. tcrapiamcntatle. oQuandola mented immobilc',leg-
Anchese saclifici c adattamentisono ne-cessar"i, il gianrc;nel testo taoista del Wen-tztrolo spirito si tro-
criterio della feliciti, o almeno della screniti, t-tot-t verir in uno stilto di attenzione.Se ritorni al vuoto,
pud esserea lungo disattc'so."Dare alla luce sc stcs- ciir estinguerdle azioni compulsivee pr.rrri la mente
so" significainnernzitutto ritrovarela propria natllrel in quiete.Questad la liberti dei saggi.,
e stabilire con essaun rapporto di piacevolcz.'t.a,, d,i Non c'd via dclla screnitdche non passi,inconsa-
bencssere;signilica stirrebene con se stessi. pcvolmenteo de'liberatamente, per questaopc-ruzio-
nChe cosa dice la tua coscienza?nsct'iveNietz- ne di decondizionamento.
sche."Devi diventareouclloche sei.o Affen-naBacchilide:nUna i la rcgola, una c\la via
della felicitd:conserv:ire la mente libcra da preoccu-
pzrz.ioni,cr-r-rcci
e angosceinutili,.
2. "Guardarsi"

bcnea certcpcrsonesc potcssct'<l


Oh, quantofirrcbbc' itl- 3. Lascolto
clasestesse
lontanarsi !
SuNrlc,r Il principiofondamentaleclcll'asc<llt<t
b srruotarela mente
in mod<lchesiarchiarae calma:nrettida parteognisensa-
Per riuscirenel compito di "diventar-e ciir che sii.rmr)", zione,ognipensiercl,
ognirillcssione.
dobbiamoimparare l'irr1c
di osselvarenoi stcssi,dob- Wen-t ztt,classicotaoista
biamo an-ivarea guardarci come farebbeun cstraneo.
Questaoperaz-ione di auto-osselaz.ioneE essenziale "Ascoltare"in questo contestosignifica non tanto
per lerreil punto dcllarnostracondizioneintcriorc. cercaredi comprendereparole e concetti,quanto si-
La "presadi distanz.a"nrcditittivad qualcosadi di- tuarzioni,eventi e stati d'animo, nostri e altrui. Si
verso dal classico"conosci te stesso":si tratterdi un tratta sempredi decifrareun linguaggio,ma non pii
guardarsi,di uno stare attenti, di un "esserepresen- qucllclverbalee convenzionale.
ti" a se stessi.Non d un gir-rdicarsi,pelchi qualunclue Se vogliamo comprenclerea che punto sia la nostra
giudiz.iosarebbecondiz.ionatoda altri vakrri. esistenza,secerchiamodi deciharecomesi evolverdun
La meditazioned inve'ceun tentativ<,1 di uscita dal evento,seintendiamocapirel'atteggiamentodi una per-
mondo dci valori mentali,uno sforzodi allontanamcn- sona,seci sforziamodi interpretarei sentimentidi qual-
to dal vecchioego,un eserciziodi clistacccl e di pacifica- cuno, non d Ia parolacio checi aiuterd.Lo strumentoin-
zione.Prcndendolc distanzedalleattiviti\mentaliquo- dispensarbile sari l'ascolto,ched proprio un " mettereda
tidiane,con tutto il loro stress,si lasciaspazioa quel pal-te"la solitaattivitdmentalecondizionata,con tutti i
centrodell'esscre checon'ispondeallanostraveranatu- valori, i concettie i pe'nsieriche da essaderivano.
ra: Llnanatllla che€pernreatadi carlmae di benesserc. Dobbiamo quindi cercaredi fare un po'di silenzio
12 IJ
mentale, dobbiamo interrompere il continuo chiac- Cosi facendo,ci autolimitiamo in una dimensione
chiericcio interiore. Solo quando la mente si fa cal- scnza aperture; d la nostra stessaoperazionedi ri-
ma e silenziosa,tutto ci apparepii-rchiaro. nuncia che ci impediscedi accedereall'inatteso. Di-
Questa trasparenzad anche un principio di igiene ccr''uConfucio: nSe l'arciere non coglie il bersaglio,
psicologicae di sereniti. nDiventeraisaggio"scriveSe- non sc la prenda n6 con l'arco n6 con la freccia n6
neca (solo quando diventeraisordoai rumori del mon- con il bersaglio,ma con se stesso>.
do." Ma i "rumori del mondo" penetrano nell'interio- La realizz,azionedi un uomo non d mai finita.
{ ritd attraversoi pensieri.E la nostra mente che, anche Continuarea sperared un nrodo per lasciareaperta
nell'ambientepiir ovattato,continua a fare chiasso. una fessuraall'inusitato,alle possibilitAdi perfezio-
Lascolto meditativo d dunque un metodo per far nan-lcnto.Niente ci inrpediscedi diventarecid che
tacerei pensierie le sensazioniabituali, e per affina- sianro:dc'ntrodi noi possiamogid esserlo.
re la sensibilitd,al di ld delle parole.A questo punto Solo se restiamo in attesa,vigili e sensibili,ci si
potremo percepire,"vedere",coseche ci erano rima- prcsenterdl'insperatoo, comunque,saremoin grado
ste nascoste. di non fhrcelosfuggire.
nQuandol'orecchiosi affina, sostieneil mistico
"Se sei saggio, scr"iveSenecaumescolala speran-
islamico Rumi ndiventaun occhio.' za alla disperazione:non speraresenzadisperazione
e non disperaresenzasperanza.>

4. La speranza
5. Il piacere
Senon si spera,non si trnveri I'insperato.
ERaclrro Il piaccredel divenireportacon sdil piaceredell'annienta-
mcnto.
Bench6 la speranza- come dice Plauto - abbia nin- FnteunrcHNterzscHe
gannato molti che speravano>,nessunod pii triste
di chi non ha piir nd progetti n6 iniziative.Si dovreb- Questopensieroci fa capire una veritd che di solito
be naturalmente saper distinguere tra speranzee il- ci sl'uggeperchd d paradossale:il piacere del diveni-
lusioni, ma, se vogliamo raggiungeredegli obiettivi, re, del vivere,si fonda sulla disgregazione,sulla dis-
dobbiamo comunquerischiareuno scacco. soh-rz.ione,
in una parola sulla mor1e.
Tutto d oggettodi speranza:anche la fine delle il- Cid che noi consideriamo il male peggiorets in
lusioni. realtd cid che ci permette di assaporarel'esistenza.
Uno dei motivi per cui la nostravita pud diventare "Bello b ogni tanto smetteree cambiare,>canta Pin-
asfittica e deprimented la caduta delle speranze.Ci daro uperfinodel dolce miele viene fastidio.o
muriamo allora in una realti rigida e stereotipata Questameditazionesulla morte d fondamentale
che viene erroneamentescambiataper una "visione per ccrgliereil sensoserenodella vita. La fine delle
matura" dell'esistenza. cose - e il tempo cr-rid collegata- non d l'aspetto

l4 lf,
sgradevoledeli'esistere,ma ne d, al contrario, la con- na - la fisica quantistica - ci dice che in alcuni casi I
dizione prima. uno stessofenomeno pud esseree non esserecon- I
Chi sceglieil piacere di vivere sceglieil "piacere temporaneametTte. I
dell'annientamento": di questcldobbiamoesserecon- Sembra una noviti assoluta,ma non b cosi. Gid il l
tinuamente consapevoli,soprattuttoquando pe'nsia- Buddha, 2500 anni fa, faceva il seguenteesempio: il l

mo che la morte sia qualcosadi assolutamentenega- burro che d stato ricavato dal latte b in un ceno senso
tivo, "l'ultimo nemico da sconfiggere"come direbbe ancoraquellatte,eppurein un altro s"nro non lo d piir.
Possiamodire tanto che sia quanto che non sia
san Paolo.
quel latte.
Luomo lavora per allungarela vita e pe'rrenderla
piir felice, ma non pud pensaredi elinrinarela di- Lo stessoragionamento pud essereripetuto per
ogni cosache sia "nata" o prodotta da altre, e quindi
sgregazionee la morte: se ci riuscisse,cancellerebbe
ancheper noi. Eccoperch6si pud dire cheogni indivi-
l'esistenzastessa.nSeil produrre i la cosamigliore,,
cluod e non 0 nellostessotemposestesso(e un altro).
scrive per esempioGoethe (anche il distruggereha
Tutte le cose,tutti gli esseri,sono interdipendenti
conseguenze positive.o
e si condizionano a vicenda,e percid non possono
Non pud esserciaccrescimentodi qualcosasenza
esserein maniera assolutase stessi.Per questo mo-
diminuzione di qualcos'altro;questa veritd va sem-
tivo E necessarioche la persclna"si scelga",si auto-
pre tenuta a mente: i contrari sono collegatidialetti-
determini.
camente.
Il primo requisito per un approccioserenoalla vi-
Mentre in Occidenteun Nietzschearriva a parlare
ta b vederele cose il piir possibilecosi come sono e
di "piaceredell'annientamento",in Orie'ntesi de'fini-
non come vorremmo che fossero.E per questo che
sce la mone il "grande orgasmo". Dice l'antico sag-
dobbiamo abbandonareil pensieroche contrappone
gio cineseChuang-Tzu:nCid che rende la vita un be-
nettamentele cose.Se partiamo dal presuppostoche
ne E cio che rende la morte un bene,.
esistanoentitd isolate e autonome, nonche< processi
indipendenti,non capiremopir) il corso degli aweni-
menti; non potremo cotnprendere,per esempio,co-
6. Lindeterrninazione
me mai una persona o un evento negativo possano
comportareancheelementipositivi, e viceversa.
Nellostessofiumescendiamo
e non scendiamo,
siamoe
non siamo. Una concezionesaggiasi fonda sempresu una vi-
ERaclrro sione d'insieme,e una visioned'insiemecogliel'in-
terdipendenzadei lenomenie una certa loro indeter-
Siamo abituati a vederele cose in maniera dualisti- minazione.
uOgni cosa finisce e non tinisce,,
ca: o sono biancheo sono nere,o sono buone o sono
(ogni cosaesistee non esiste.,
cattive, o sono vive o sono nrorte. Ma la realtd E piir
indeterminatae sfurnata,e i grandi contrasti rivela-
no profonde complicitir.Proprio la fisica pii moder-

t6
7. La scelta di s6 8. I bilanciamenti

La grandezza questoo quello,ma


non consistenell'essere Per raggiungerela sereniti interiore, d bene non trascura-
nell'essere e questociascuno
sestesso, lo pud selo vuole. re quel che c'E di favorevolee di buono negli awenimenti
SOneruKtenrcr,cerrno che ci capitano contro la nostra volontd, oscurando e bi-
lanciando il peggio con il meglio.
nQuandotutto d silenzio intorno a noi,DscriveKierke-
gaardin Aut aut (tutto d solennecomeuna nottepiena i nostriocchisonoabbagliati.;ritff::
Quando
di stelle,quandol'animasi trovasolain mezzoal mon- troppo luminoso - scrive Plutarco - noi li distoglia-
do, di fi onte a essaapparenon un uomo ragguardevole, mo e li riposiamo guardando il verde dell'erba o i co-
ma I'eternapotenzastessa,il cielo quasisi spalanca,e lori dei fiori. Lo stessodovremmo fare con i paesaggi
l'io scegliesestesso,o piuttostoricevesestesso.In quel- della mente; anzichd concentrarci sulle considera-
l'istanteI'anima ha visto l'all.ez.za
suprema,cid che nes- zioni tormentose,sugli aspettidegli awenimenti che
sun occhio moftale pud vederee cid che non sard mai ci sembrano piir negativi- accrescendonequindi la
dimenticato,la personaliti ricc'velo stendardoda cava- dolorositi -, dovremmo adottare un atteggiamento
liere,che la nobilita per I'eternitir.Luomo non divcnta positivo:dovremmo cercaredi scoprirein essianche
diversoda quello che era prima, diventa solo se stesso; (quel che c'd di favorevolee di buono.o
la coscienzasi raccoglie,ed eglid sestesso., Non si tratta beninteso di un tentativo di fuga dal-
Qui il filosofodanesedescrivel'effettodel raccogli- la realtir sgradevole,ma di una forma di bilancia-
mento, nel silenz-ioe nella solitudine.La personasi mento, di riequilibratura,basatasulla constatazione
sviluppaa contattocon gli altri, ma si autodetermina, che non esistononegli eventi nd un bene n6 un male
si "autoconsacra",quando si trova di frclntea se stes- assoluti e che anche nella situazione peggiore si tro-
sa.Questomonrentod essenz.iale per ritrovareed esse- va qualcosa di positivo. Il potere della saggezzasta
re sestessi,per isolareil nucleodi cid che siamo. proprio in questa visione d'insieme, che presuppone
Lzrbasedi ogni realizzazioneserenaparteda qui; non un minimo di distacco da sd e dalle circostanze.
dobbiamo slbrzarci di adeguarcia questoo a quel mo- Bilanciare gli aspetti negativi con quelli positivi
dello impostocidall'esterno,non dobbiamoesserequal- aiuta anche a trovare il proprio centro psicologico,
cun altro: selo faremo,saremofinti, saremoar'tillciali,e che d quel punto immaginario in cui si d ugualmente
pagheremocon l'inl'elicitiril nostrostessosforzo. lontani dalle esaltazionie dalle depressioni.Qui s'in-
Il compitodell'uomo- che coincidecon la via del- comincia a comprendere l'imporlanza del nostro at-
la serenitd- d di esserese stesso,ossiadi realizzarsi, teggiamento mentale, ossia del modo in cui ci predi-
"e questociascunolo pud se lo vuole." sponiamo ad affrontare gli awenimenti.
Dice Schopenhauer: oCid che uno d in sd e ha in Se per esempio siamo immersi nello scoraggia-
s6, in breve la personalita e il suo valore, d l'unico mento e nel pessimismo, ci sembrerd che le cose ci
agentediretto della sua fclicitd e del suo benessere. vadano sempre peggio, e questo parrd confermare la
Tutto il restoopera indirettamenteo. giustezzadelle nostre fosche previsioni.

t8 l9
Ma E possibile il percorso contrario: non tanto ab- .l rurl csi a i l no st r o cont r ibut o all'or igine o all'am plif i-
bandonarsi a un altrettanto inconsulto ottimismo, t:rzi or.l ccl e.ld olor e che ci colpisce. Se per diam o una
quanto tenere sempre d'occhio gli aspetti positivi l )r' l ' s()nacara, n( ) n possiar no lar e a nr eno di sof Tr ir c;
delle circostanze sfavorevoli. Scrive a questo propo- rrur c1r-ral d la nostra partc di rcsponsabiliti nella sof-
sito Montaigne: nC'dda fare per goderela vita: io la It' r' cnz.a chc ci invest e quando veniet m o pr ivat i di co-
godo il doppio degli altri, perch6 la misura del godi- \r' n()n ncccssar ie?
mento dipendedalla maggioreo minore applicazio- La di sti nzionc f t "a i due t ipi di dolor e pud non es-
ne che vi mettiamo>. scrc chi ara i n par t enz. ae, quindi, deve esser esot t o-
I)()stui l Ll n' () pcr adi nr edit azione, a un e- sam edi cct -
sctcnza.
9. La sofferenza D obbi amc l donr andar ci in ogni occasione f ino a
che punto co nt l'ibuiam cl noi st essi - con le nost r e
Nel dolorec'dtantasaggezza
quantanelpiacere. prctese, con i nostri bisogni superllui, c<tn le nostre
FntgonrcH
NretzsctE, rrcvnl si - a i n cr enr cnt at 'ee a m ant cnel'e uno st at o di
sol'f'e lcnza.
nChi non ha mai sofferto, dicevaFdnelon(non cono- N cl l a nost r a socict d, csist ono bis<lgnidel t ut t o ar -
sceniente:non conoscen6 il benen6 il male,nd cono- ti f i ci al i , i ndo t t i dalla pubblicit i e dal conf or m ism o
scesestesso.,Perdfilosotie psicologihannoancheaf- cl i nr:rssi l ;epp ur e anche quest i bisogni inut ili, qllan-
fermato il contrario: E il piacere,d il desiderio che cl<lnon vengono soclclislatti, provoczrno l'rustratzione
determina la fbrmazione dell'io. Che cosa pensare? c cl ol orc. E a quest o punt o che dovr ebbe int er yenir e
Quale delle due tesi sposare?In realti, noi tutti sap- l ' opera del l a saggcz. za;dobbiam o saper discr im inar e
piamo benedi esserecontinuamenteammaestratisia i bi sogni e i desicler i nat ur ali darquelli che possono
dal doloresia dal piacere;anzi ci accorgiamoche l'uno L'sseretranqui I lanren te soppressi.
esisteperch6esistel'altro, e quindi ha ragione Nictz- U na scmpliI iczr zionedci nost r i obiet t ivi, una r icer -
schea vederelasaggezz.ain entrambi. ca di maggi or e cssenz. ialit i:ecco che coslt dobbiam o
Afferrna Eraclito: "La malattia rende piacevolela cct'call.e.
salute,la fame la saziet),e la fatica il riposo,. R i cl urre l ' a r ea dei bisogni signil'ica r idur r e I 'ar ea
Esiste perd una solferenzanaturale,utile a matu- della sol'f'crenza.ull saggio ce'r'cadi raggiungere I'as-
rare, ed esisteuna s<tff'erenza inutile, che ottunde lo senza di dol o r e, non il piacer c, diceva Ar ist ot ele.
spirito; esisteuna soflerenzaprodotta dalle circo- Ma chc cosa dobbiamo fare quando un dolore non
stanzee ineliminabile,ed esisteuna sofferenzache 1-ru<'r c'ssere'elinrinato? Dobbiamo al'frontarlo con la
provochiamonoi stessi.E su quest'ultimache pos- consapcvol ezzache' ha com unqlr e una sua "saggez-
siamo agire, perchd- come b scritto nel Dhamrnapa- za" , che c\collcgat o indissolubilm ent e al nost r o desi-
da - "ciit che dalla mente d fatto, dalla mente pud es- dcri o dcl pi acer e.
seredisfattoo. < A vete' ma idet t o s) a un piacer e?" dom anda Niet z-
Dobbiamo dunque chiederci in ogni circostanza schc. " A l l or-adit e s) anche a t ut t o il dolor e. n

20 2l
10. La via Una simile ricerca d una forma di riequilibratura psi-
cologica.Ritrovare se stessi,ritrovare la propria via, d
Ogni uonro pu<)conoscct-elit prrlpria via' Ma solo se la cerca. approdarea una sensazione di sereniti,d sentirsial po-
Dctto t.l()ista sto giusto nel momento giusto,B mettersinella condi-
zionedi risolverefinalmentei propri problemi.
La via di ciascunodi noi non d qualcosache sia stato nQuando un uomo trova la sua strada,) sostiene
deciso dall'alto, dal cielo, da Dio. E piuttosto l'e- ancdrala saggezzataoista .il Cielo lo aiuta.>
sprcssionedel nostro i<-lpiir prolclndo,d esaltan'lente
cio che siarrro.
Pcro i un percorsoda compiere,Lln cammino da I l. La maturith
srotolare,qualcosache esistesolo in potenza.Non si
rivela se non la vogliamo. Pcrsonamaturad quellached arrivataal puntodi esscrela
rradree il padredi serstessa.
Se non cerchiamo la nostra via, percorreremoun
EnrcuFnoulr
canrrrtinocasuale,secondclscopi e mete che non sa-
ranno i "nostri", che noi non avremo scelto' Saremo
Finchdrimaniamo "figli", linch6 ci aspettiamoche i
cclsiuomini alienati,uomini che sentonodentro di
genitori o altre I'igureautorevoligiunganoad aiutar-
s6 cclninsoddisfaz.ione di non aver voluto quasi nien-
ci nei momenti dif icili, ci trovianroin uno stato di
tc'di cio chc hanno.
nDestinoper ognuno d il suo carattere)dice Eracli- sottomissione. Non abbiamclassuntola vita nelleno-
stre mani; in un certo sensosiamo ancora dei bam-
to. Ma non tutti i caratterisono "facili" e non tutti so-
bini. E questo ci predisponea dipenderescmpre da
no accettati:c'dchi impegnabuonapartedelleproprie
qualcuno:il prolcssore,il capulficio, il padrone,il
encrgiea lottarecontro di si, a combattersi.E invecee
un atto di accettazione e di scelta,che ci plete,il coniuge,lo statoe cosi via.
necessario
permL'ttadi impiegaretutte le nostreforze- E veroche ognuno di noi dipendeper la suasoprav-
Il prinro compito d dunque quello di arrivare a ca- vivcnz.a daglialtri,ma un contod viverein un rappotlo
"allapari" e un altro d trovarsiin un rapportodi subor-
pire chi siamo e come siamo fatti: ecco che cosa si-
gnifica "conoscerelir propria via." dinazione.Chi vive in un simile statod un individuo
Per giungerea questorisultato,€ necessariosaper chc giir in paftenzarinuncia a essereseste.sso.
ritrovare il tbndo di sd,quella zona della nostra inte- Questa rinuncia impedisce la realiz,'zaz1one del
rioriti che rimane dopo aver sospesotutte le attivitil compitodellavita: il dispiegamento dellepropriepo-
mentali rivolte all'esterno.Non si tratta di un tentati- tcnzialitd.
vo di conoscenzadiscorsiva,ma di un atto di identi- Lc l'ilosofiee le rt'ligioniclclpas.sato (checclntinuano
ficazionee di rcintegrazione. a csercilareil loro influssonel presente)partclnoda un
Sapertrovat'ela propria via significasapertrovarese principio opposto:che lo scopodell'esistenza non sia
stessi,e sapertrovare sestessisignificasapelsi togliere tirnto la realiz.zazione di s6,qltanto l'obbedienzaa una
gli stratisovrappostidallasocieti e dallacultura' l)r-esunta "volonti divina".Nclla tradiz.ione giudaico-

22 z3
cristiana,per esempio,il prinro comandamentostabili- nua azione,che da una pafte ci permettedi rappor-
sceI'autoriti\del "caposupremo"c il conscguente prin- tarci alle cosee dall'altrai una fbnte di costantcin-
cipio dellasottomissione: qui l'uomodcverirnancrcun socldisl-azione. Ambiguo come tutto, d l'cmblemae
eterno"liglio" di un altrettantoeterno"padr-e". l'cssenza dellavita.
Se esistesse una religionedella liberri (e della feli- Un maestrocome il Buddha, quando cerca l'origi-
cit)), i suoi primi comandamcntidovrebberoessere ne della solrferenz-a, la trova proprio nel.desiderio;c
piir o meno:uSiite stesso... Vivi Ia tua vita lino in l-on- quandovuol liberaregli uomini clalciclo dellavita e
do...Siiautononlo...Combattila soffcrenzar, ccc.>. della morte, dicc loro cli eliminare ogni :lttaccamen-
La definizione di Fronrm delinea una via della to, sia all'esseresia al non esserc.
completa reallz.z.az)ctne psicologica:Finch6inf'atti Questosignil-icache, se voglianrodistruggeregran
non diventeremomadri e padri di noi stcssi,l'inch6 parte de'llasoffercnza,dobbiamo ['arei conti con il
non divcnteremopersoneautonor-r1e e mature, vivrc- desiderio,con la sua insaziabilitar. Seconclol'anticit
mo in unercondiz.ionedi dipcndenzir.Continuando saggezzadcll'ebraismo,nl'uonromuore scnzaaver
ad aspettarcitutto dagli altri, non s:lt'emomai noi soddisfattonemmenola mctirdei suoi desideri,.
stessi,non vivremo mai in prinra personae, s()prat- Ma quanti di questi desideri meritavano davvero
tutto, non porremole condizionipcr esserefelici. uno sprecodi tempo e di energie?uQuantecoseci
Ma non d megliorinrancrebarrrbini?Non d meglio sono>dicevaSocrateudi cui non sentoil bisogncl."
afifidarela responsabilitn del nostrosviluppoa qual- (e anchedi una veraeco-
Agli elletti della serenit2r
cun altro? La rispostaci vieneclaun macstroindizr- logia della mente),d dunquc'inrportantesape'rridur-
no reccnter-ncnte scor-r-rparso,
Ra.jneesh : re i desideri,distinguendocid chc i utile ed essenzia-
uSeun uomo ha voluto la dipcndcnza,pud vcnir le da cid che d superfluo.Per poter compicl'equcsta
distn"rttoin un attinro.> opc'razione, occorre rendersiconto di quali siano i
beni londamentalidella viter:ecco il prinro compito
di un'aute'nticasaggezza.
12. Il desiderio Fra i due estrcmi dell'edonismopiir sfrenatoe del-
la rinuncia ascetica,{brsela posizioneepicr,rrea d la
Il nostro desideriodisprc-zzae trascura cit) chc ha fra le pii equilibrata: (Non dobbiarno rovinare il bene at-
mani per con'L'l-c'
dictro a cid che non ha. tualeodice il lilosofo greco (con il desideriodi cid
Mrcrtr.r-
uE Morur,trcNn che non abbiamo, ma non dobbiamo dimenticarci
che anchecio che abbianrolo abbiamodesiderato.n
nLuomo non conosce la vc.ragioiau scrivc Bacchilide Il problema B quello di un'adeguataeducazione
uper-ch6desidera senrpre cid che non ha., Qui pcrd del desiderio:da una parte non bis<tgnainseguire
bisogna intendersi: non si pud desiderare se non cid ogni minimo impulso dellamente,ma dall'altranon
che non si ha o che non si clede di avere. b neppuresaggiorinunciare ai piaceri essenziali.
Il desiderio ha proprio la funzione di cercare sem- Per senLirci realizzzrti,non abbiamo bisogno di
p re q u a l c o s a d i n uovo; d come un mot()re i n c< l nti - grandi rnete.La gioia i latta di piccole cose,ovvcro
1A
25
del soddisfacimentodi bisogni che sembrano piccoli di noi, ma li cerchiamolontani; anzi, proprio perch6
alla voracitddel nostro desiderioma che in realtd so- li cer-chiamo lontani, li perdiamocontinuamente.E
no I'essenzadel vivere. un po'come inseguirela propriaombra: non setvea
nSe non desidereraitante cose) scrive Platone rrr-rlla
mctter-sia con-ere.
(anche le piccolecoseti sembrerannclgrandi.o Il problema non d tanto quello di reprimere con
uno sforzo della volonti i desideri,quanto quello di
stabilireuna realescaladi valori e di prioritd. Scrive
13. I limiti Schopenhauer:nIl nrodo nrigliore per evitare una
grandc'infeliciti d di ridurre le propric pretesecom-
sonoquelliche,senon soddisfatti,
I desiderinon necessari uristrlrtndolcai propr-imczz.irr.
non provocanodolore. Spcsscr noi non siamo capacidi individuareil rea-
Eplcuno Ic og-srctto del desiderio e continuiamo a spostare
l'inrpulsoda una cosa all'altra.Per esempio,un'in-
Ecco un criterio per distinguereun desiderioneces- s<lddisfazi<lne affettiva pud portare a trasferile il de-
sario da uno superfluoe, percid,per eliminare inuti- siderir-rsul cibo, sulla caricra o sul possessodi beni.
li sofferenze.Quantevolte ci sembrache una cosaci Per capire qr-rindiche cosavogliamo vcramente,do-
sia assolutamenteindispensabile,salvopoi accorger- vrcmmo seguireil consiglio di Epicuro, provando a
ci, quando d passatal"'ondata" del desiderio,che rinunciarea qualcosae osservandose non possiamo
possiamo farne benissimo a meno. Allora ci accor- davrrerof'arnea meno. Imparare a conoscere,a sele-
giamo che sianrostati vittime consenzientidi un at- zionarc e a ridurre i desideri d cerlo la via maestra
taccodi cupidigia.Ma, poco dopo, eccoche l'attacco pc-rla saggezr.a. E, comunque, la via per la serenitd.
si ripete per qualchealtra cosa. uPoniun limite ai tuoi desideri:,dice Oraziclna chi d
In Oriente si dice che la mente umana d semprein troppo avido manca se-mprequalcosa.,
balia di Maya, la dea dell'illusione,la quale ci fa E il testo taoista del Wen-tzltafferma: uI saggi ri-
scambiareper importante cid che d inutile, e vicever- ducono i desideriper coglierel'essenzadella vita.o
sa. Sprechiamo cosi tempo ed energie nell'insegui-
mento di mete fasulle,di sogni inconsistenti,di desi-
deri privi di sostanza.E, soprattutto,perdiamo di 14. Il raccoglimento
vista i beni pr"eziosiche abbiamo a poftata di mano.
Spcssogli uomini cercanolontanocid chehannogid Quandogli avvc'nirne-nti
ti turbanonel prolbndo,rientra
a lorcrdisposizione.A questoproposito,le Upanisad,le in te stesso.
sr-rbito
grandiose scritture indiane, paragonano la ricerca MancoAunE,llo
umana a quella di un uomo che passae ripassasopra il
luclgodoved nascostoun tesoro,senzamai vederlo. Questad una regola basilareper riuscire a recuperal'e
Cid d parricolarmentevero per certi "tesori" come l'equilibrioche le circostanzepossonosconvolgere.In
la serenitd,la calma, la pace. Li possediamodentro realti non esisteavvenimentoesterioreche non zrbbia

26 27
un riflessointerno,ed d da questoriflessointerno che 15. I viaggi
noi giudichianrola suarilevanza.E dunquenroltoim-
portanteregistraresubito le risonanzedi ogni evento. I-'importante
d strpere
in chcstatod'animoan-ivi,nondove
Il "r'itolno a s6" e l'osser-vaz.ione
dello stato nrenta- lurrivi.
le costituisconogiir una prima forma di recupero SeNrcn
dell'armonia.Non a caso, quando qualcuno d scon-
volto,si dice'ched "fuori di s6". Il viaggiopud essereun motivo di arricchimentoe di
Purtroppo sono molti coloro che - come dicc' Se- conosccnza,opplrre una semplicefuga; spessoen-
neca- (pl'elerisconostarecon chiunquealtr'<.1 piutto- trambe le cose.
sto che con se stessi".Questoatteggianrentotl'asfor- In realti cid che si cercaall'esternod sempreun'e-
nra gli uomini in alienati,in individui cioi che non spcrienzaintcriorc:si "utilizza"il viaggioper allon-
conosconose stessi,chc'non sono abituati a stare tanarsi da un'esistenzadivenuta troppo monotona e
con se stessi. pcr trovare qr-ralchenuova emozione.Ma questari-
Perch6 raccogliersi spesso?Perch€- risponde Se- cercavicne delusaquando ci portiamo dietro i nostri
neca- nil rapporlo con lc-personedi differentemen- pr-egiudizi, le nostreillusioni,le nostrcpaure,insom-
taliti turba l'armoniainteriore,. Labitudine al rac- rural'intcrob:rgagliodclla nostm mentc.
cclglirnentoe un mctockr per ritrovare il proplio "Pcrch6ti stupisciche i tuoi viagginon ti giovino?o
centro che le ondateemotivespostanodi continuo. scrivcSeneca."Viri in giro con te stcsso:ti por.tidietro
Lo scopo i quello di recuperareun punto fcrmo in il motivo che ti ha firttofuggire.oDunque,la condizio-
mezzoalle tenrpeste. nc prima per compiereun viaggioproficuo sari\quella
ull sag-uiodivieneun'isolache il diluviclnon pud clilasciarea casilil pcs:rntcfarrdello dclleopinioni.
sommergef'e,dice il Dlrurttntapada,l'importante Anchela nostraesistcnzaD un viaggioper cui vale
scritturabuddhista. la stcssarcgolzr:i. nreglioconrpiereun brevegiro in-
Quando si sia rioccupataquestaposizionedi equi- torno alla nostra casa con la mente frescache un
librio, ci si potrir di nuovo volgere all'esterno,com- lungo periplo intorno al mondo con tutto il pesodei
piendo quelle azioni che le circostanzeci inrpongo- nostri pregiudizi.
no. Scrive'Seneca:nll bene dell'animo deve essere uPii lontano si v:rudichiara il Tactte c/ringnrngnosi
ritrovato dall'animo:se gli daremo un momcnto di conosce:percid i saggiconosconoscnzamuoversi.,
respiro,una sola occasionedi raccoglie'rsisu se stes- Naturalmentecluisi parlardclla conoscenza di s6 e
so, sara in grado, distaccandosida s6, di scoprire la dcllc leggi Ionclanrcntali della vita. Ma non bisogna
via giusta>. sottovaIutilrcI'int por1anzacleiviaggi.
Ecco il primo passopcr ritrovare la serenitdper- Qucstotipo di esperienz:rsari tanto pii fruttuoso
duta. nNon uscir di misura pin di quanto sia neces- qLlernto piit rir"rscircnro
a libcral'ciclellc
ideericcvute,dei
sario,u suggerisceMarco Aurelio nperch6tornando nostri valori,dci nostrizrbitu:rlipunti di r.iferirncnto,
in
continuiln-lente all'armt-rnia ne diverrai sempre piir blevedi tutta la noslralmentc.Solocosipotremoentra-
padrone." r-cveramenlc'aconl.att() con il nuovo,con il diverso.
28
nTutti fuggono se stessi,, scrive Seneca(ma
non Non pud esserciveracomprensione
riesconoa farlo, perch6I'io tallona e inseguese stes- senon sjamo ca-
paciprinm di a.scoltare.E, pc:rascoltarebene f""j",
so, con'tc'un amic<_rinsopportabilc..o occofremettereda parte,alnrenoper
Pcr compicrecon profitto qualunqueviaggio,e in un po,,it".o*pt"r_
"
so dellenostreconvinzioni
partico.lareilviaggiodellanosrravira,ll requisitoindi- nuri.ifregiudizi. Dob-
biamo riuscire a ottenerecid",f"1
spensabiled la capaciti di .,metterefoa parentesi,,la che nel linguaggiomedi_
tativosidefinisce,,silenzio o \,,uoton
nostraabitualeattiviti.nrentale.Che,sedir una par.tc0 .
Pitr riusciamo a Fa1tacerei nortn"ni"t",,.
utilissimapcr farciorientarcnel monclo,dall,alirapud
stri "merri di giudizio,,,piD possia_of"nsieri e i no_
diventareuna.specic cliarnraturao di camiciacli fbrza, iugli"." il nuo_
vo e il diverso,ossia-la fonte clel
c<-rstruita
piir pcr conselvareche per apprenclere. no.i,o autenticoar-
ricchirnento. I verbi .,cogliere,; ;Jo.p."ndere,,
tlgle di viaggiareconsistep.opritr nella capacitir esprimonochiaramentel,idea "
. della necessitadi un
di abbandonaretc.nlporaneamente l,io abituale. A preventivo raccoglimento.
qucsto scopo, non c'd bisogno di compiere lunghi
La comprensionepresuppone
viaggi in terre lontane.Il cambiamento,l,apcrtu-ra, un atteggiarrrento di
vuoto ricettivo,in mancanza
dcve awenire a livello mentale. del quale ci limitiamo
semplicemente
Afferma Orazio: nChi corre di continuo da un luo-
go all'altrocambiacielo,ma non statocl,aninro,.
n"L;o;;;;;dJli"i',jt3tJi::1
a ir
:-;#'X.ffi:fr
mai qualcosadi veramentenuovo.
nAbituatiad ascoltareattentamente
cid
tri dicono" scriveMarco Au."li; ;;';.r..o che gli al_
16. II silenzio mentale re il piir possibilenell'animo al penerra-
ai .nitif,o.to.,,
Non si pud ascoltarese non si fa
Sc ti d caro ascoltare, imparer.ai; sc porgerzri I'orecchi<t, . un po,di silenzio
di- dentro di s6,se non si e ."p,*i
ventcrai saggio. Ji ,^."* Cd genrein-
veceche d talment,
Srnacroe parrare,.h";;;;i""'ilff
511':,ff.'J"",'"t:i,Tll'j;l,i]
cono gli interlocutori. Si cacle
Ogni forma di apprendimentod basatasull,ascolto. .orl n"t ,,dialogofra
sordi" in cui nessunoascoltau".orn"ni".he
Ma non tutte le forme di atscoltosi equivalgorro. cosal,al_
<Fateattenzionea conrc ascoltate,> tro abbiada comunicare.
dice per esem_ Per poter parlare, per riuscire
pio Gesir , a dire coseautenti-
"perch6a chi ha fla capacitidi compr.ensio_ che, p.ersvolgereun.clialogo
ne] sar:\dato, ma a chi non ha sarirtolto ancheqtrello i" monolo-
go o l'inutite chiacchie,"a)] "*-iir.firo
chc crededi avere.,In elI'etti,quanclonon si sa asccll_ impo"i;;;;l ogni tanto
un po'di silenzio mentale,..r.t
tarc',ci si imprigiona nel prclprioorticcllo e a poco a iurno alascoltare gli
altri nel vuoto dei nostri pregiudizi.
poco ci .siimpovcrisce.nlncaperci di ascoltaree cli par- .Dobbiamo disporci all,alcolto
lare" 1p6ylnmoscritto in uno dei frammenti di Eracli_ con animo dispo_
njbile e pacato,>ujl'"r-u plutarco ,,.orn"
to, con evidente.riferimento a ncoloroche ascoltano fbssimo in-
vitati a un banchettosacroo
nta non conrprendonoD e che <presenti, alle cerimonie prelimi_
sonoasscnti.u nari di un sacrificio.,
30
3t
re a rimuginare un problema di lavoro, o si puir man-
17. Limmaginazione negativa
rtiare e continuare a rivivere un incontro precedente.
fine di S nrarri to l ' ancora ggio alla r ealt d, si ingigant isco-
Quantil gcute igtrot'a qualc vantaggio comporti, al
I'cscrcititt'sia guardare in faccia il dcstino rro le onrbrc mentali. Limmi.rginazione pud l'arci pre-
cvitarc iiclol,rrc,
a occhi apcrli e a non crearsi fantasie dclicatc e nrolli' ci pi tare di vol ta i n volt a nella disper azione o nell'e-
PLurrrnco sal taz-i onc'i ndi
, pendcnt ent ent e da cir ) che viviam o,
E neccssari a,a qllest o punt o, una lbr m a di i- eiene
Niente i'pcggio che sfuggire la rcaltir - clice Plutirrco rr-rental echc si a i n gr ado di r idar ci l'e- quilibr io e il
- c o s tru en c l o s i fa n ta s i e e s o gni a occhi apel l i ' In ef- scnso dclle cose pr-esenti,Se non lo laremo, non sa-
fctti si tratta di un attcggi;tmento nevrrltico che, an- r-emo noi a dirigere la nostra mente, nra sari la no-
z .i c h 6c c l n tri b u i rc a fa r d i m i nui re I' ansi ar,l a fa accu- stra mente a essere padrclna di noi.
m u l a trc e p o i l a fa e s p l o c l c re i n cri si dranrmati che' S i potrebbe crecler eche t ut t o cid non abbia nient e
Pc-rtrcrnntoclefinirlo una malattia o unzl disfunzione a chc f'are con la spiritLralit) e con la ricerc;r religio-
mentalc. Fot'sc si tratta clcl vizitl piil comune, legato sa. Invcce i l probl cma dcll'at t enzione e della pr esen-
a l l a s tru ttu ri l s tc :i s a d c l l z r nl cntc chc d portata, ncl za mental e d stato pclst oin pr im o piano da palecclr ie
b e n c e n c l n ra l c , a i n rrl a g inl tt' c l a real ti e a l ' i co- rcl i gi oni .
stmirla cosi comc prefct'iscc. E si ste pcr esempio una t r adizione - quella dcllo
E c l i { i i c i l e Irra n tc n e rs i a d ercnti al l a nostra espe- Zen - che pone come scopo ult im o della vit a "la vi-
rienz:t, s()pratttltto quando cssa d noiosa o dcllclrclsa' si onc de l l c cose c< -rsi
com e sono". I n et lct t i, com c ne-
gerrc'che da questa capacita.tderivino tutte' le altre e
In q u c s ti c a s i c i s i d i l ' e n c l einrmagi nando qtrcl l o che
anche i l succe.ssoo m eno delle nost r e iniziat ive? E
ci scmbra piu 1'liaccvolc.Se da un latt-rqLlcstzl[-unzio-
come pretendere di par lar e di Dio, di anim a, di bene
n c p (j l ' m c ttc a l l a m c n te L l n l ana di concepi r" cgrandi
v i s i o n i a rti s ti c h c , fi l o s o fi c h c e sci enti i i che, dal l ' al trr.r c-di mal e se non sa ppiam o dist ingue'r euna lant asia
dal l a rearl t)?
l a to D u n a n ti n a c c i a a l s u o c qui l i bri o'
Dobbiamo dunquc esercitarci nell'essere presenti
Con'iantcl il pcricolo di vivcrc in ttn mclnd<lvitlua-
nrentalnrentc in cir) che fercciamoe vivi:.rmo,dobbia-
l c , i n u n a s p c c i e d i s o g n o a occhi etpcrti , scnza pi i -r
mo i mparare a farrtacer e le m ille deviir zioni dell'im -
n e s s u n l ' i l p p o l l o c o n i i .l a tidi I' atto' A nzi , pi i r ci al l on-
magi naz-i one.
tanianro ciarllarealti, piu qucsta si riprese'nta in fol-
E si ste una tecni c a buddhist a - la m cdit az. ione vi-
mal spilvcntosil.
pessana - che i nseg na a esscr e consir pevoli di ogni
U u o m o n ro d c rn o , i n p a rti col i rrc, vi vcndo i n attn-
mi ni ma azi one quot idiana: se cam m iniant o concen-
b i c n ti s c m p re p i i r a fi i l ' i c i a l i e dovcndo svi l upparc so-
trianrclci solo nel camminare, se mangiamo scllo nel
p ra ttu tto l c l a c o l td i n tc l l c ttual i , pcrde i l contatto con
mangiare, se lavoriamo solo nel lavorare e cosi via.
i l m tl n c l .-,c l c l l i t n a tu ra , c o n i sutl i si tpi cnti eqr-ri l i bri '
Questo nretodo ha c'ffetti rigeneranti se viene appli-
Qttc s t< tp tto p o t' ta l ' c ia u n:r sorta di al i cnaz' i oncdi
cato per esempio alla respirazione:d un modo per ritro-
ma s s a ;s i [a u n a c o s a ,ma n on si d pi i r prescnti i n cssi t'
vare il contatto con il nostro colpo e quindi con la natu-
P c r c s c mp i < ls i p u d c a n l m i narc pcr stral dae conti nua-
J5
32
ll

ra in genere. Ma non b solo questo: b anche un mezzo Cosi abbiamo uomini che sanno tante cose della
per usciredal mondo dei sognie dellefantasienegative, fisica o dell'economia,mentre conosconopochissi-
dal donriniodi Maya,la potentedeadell'illusione. rno di sd e degli altri.
Chi riescea ril-rovarelarvizrdella realtz\pud recu- Le conseguenzesono sotto i nostri occhi: tecnolo-
pererrela serenitit: l'unico vero accessoalla pienezza gie sofisticatissimee talora distruttive in mano a
di questomondo e di cid che lo segue. personeche hanno una psicologia da bambini; op-
nPer imbrigliare la fzrntasiao scriveSchopenhauer pure potenti mezzi d'informazionee incarichi di re-
negti A/bnsnti sulla seggezza del vivereunon dobbia- sponsabilitirgestiti da individui squilibrati.
mo conscntirlccli ripresentarcialla memoria le im- Nelle nostre societd manca la scienzapii impor-
magini dci torti sr,rbiti,dei danni, delleperdite,delle tante: quella dell'autoconoscenza e dello sviluppo
delle umiliazioni, delle mortificazioni e via
o['l'ese, mentale.Proprio il punto fondamentaledel processo
dicendo, perch6in tal nrodo ridestiamoin noi risen- educativod affidato al caso o a ideologiee religioni
tin-rentida poco sopiti, l'ira e le altre passionipetver- nate secolio millenni fa.
se che contaminanoil nostroanimo., E per questomotivn che corriamo continuamente
il rischio di autodistruggerci.Lidea della fine del
mondo, dell'apocalisse, nascedalla nostra consape-
18. La cura di s6 volez.zadi essereprofondamenteignoranti e quindi
cli averela capaciti di fare il male quasi senzaaccor-
Conosccnclo potrcmosapere
noi stessi, comeprendercicu- gercene,quasi senzavolerlo. Solo menti oscurate
non potre-
ra di noi stessi,mentrc,sL'n()nci conosciarno, possonocontinuarea illudersi,per esempio,che l'at-
mo farlo. luale sfruttamentodelle risorsenaturali o l'aumento
PLaroNe indiscriminatodella popolazioneterrestrenon porti-
no prima o poi a un disastro.
C'd gente che si cura con la massima attenzione di nIl massimodei peccatidl'ignoranzan diceilDham-
ogni altro bene - delle proprieti, della carriera, dei mapada,che si riferiscein particolareall"'ignoranza
soldi, della iamiglia, dclla reputazione,dei passa- di s6",allamancanzadi autoconoscenza. EilWen-tzu
tempi, ccc.-, ma non ha la minima considerazione conferma: oCercarenegli altri non d cos) utile come
di cio che d la basedi tutto, del beneche permettedi cercarein s6n.
avereogni altro bene:il proprio s6. In efl'ettiogni conoscenz.a che non sia stata assi-
Si impieganoventi e piir anni per conquistareun milata nel protondo restaper cosi dire letteramorta:
titolo di studio o comllnque per accumularele cono- non aiuta la crescitadell'individuo.E una nozione
scenzenecessariea svolgereuna prolessione,mentre che non dh nessuncontributo all'esperienza, n6 tan-
non si compie nessunosforzo per cercare di cono- to meno alla saggezza.
scere lo strumento di ogni conoscenza.Anche i no- Sarebbedunque importante colmare tale lacuna:
stri curricoli scolasticiprevedonotante materie, ma introdurre un processodi autoconoscenza, basato
non Io studio della mente umana, non tanto su un'analisi della nersonalitir(chc sarcb-

34 35
be difficile compiere da soli), quanto su uno svilup- stono i nfatti var i m odi di am ar c, e alcuni sono in-
po della consapevolezza. c<-rnsapcvolntente clistruttirui pc.t'la pe rsona iurata.
nSe c'd oscuriti interiore,, al'fermaRajneesh"la La madrc, p cr csenr pio, che am a il pr opr io f iglio
luce esternanon sari di nessunautiliti." Ii no al punto c la dcsider ar c chc non si st acclr i piir da
Prenderele distanzedal proprio io empirico, os- l ei , non sta fa cendo il bene del f iglio; eppur e sar i.
servarela propria attivitd ment:rle,riuscire a crcare convi nta di anrar lo piu di chiunclue : llt r o.
un cefto silenzioo vuoto interiore, in breve la "cura In realti quest:.rnrodalita sbagli:.rtacli zrmerrenasce
di s6", tutto cid costituiscela base di partcnz.adi un dalla pr-e'tcsachc' I'zrntorecolnri trna lacunar,la qr,rale
processopsicologicoche d <tt'maiindispensabile' non clc'rivzrinvr'ce da un cattivo rapporto con se stcssi.
solo per sapere quale sia il nostro bene personale, E vero che questo certtivr,r rappoll() nitscc a sui,rvolta
ma anche quello generatle. da unarr-el azi onc anonr alacon ige nit or i clcon alt r i indi-
nNon si pud viverefelicie non si pud nemmeuovi- rti duiche hanrr ilavut o una gr anclcir lpor t anz. anclla no-
vere in modo tollerabile,,scriveSencca(se non si stra prinrarinlanz.ia,ma i arnchcvcro che.cluesteperso-
coltiva la saggez.za.n nc non possono comprenderc il nostro problcma, n€
possono pir) air,rtarci.Sc vogliamo risolverkr, dobbiamcr
ri correl c a l i sur c sost it ut ive( psicot cr ; r pcut i,psicoana-
19. Lautonomia l i sti , ecc.)chc ci aiut ino a "conosccr - ci", :"veclerr - ci".
O p-
purc dobbiarrro l:.rrcda soli. Forlunatamente il primo
Paradossalmente la capacitir di stare soli e la cclndizione tcrallellt.r d dentrrt di noi: e\qucl s6 profbndo che resta,
prinra della capacitir d'amare. nonostantc. tutti gli strati s<tvrappostidalla societi e
Entctt Fnovv dal l a cul tura, i l nost r ctcent r o di eqr r ilil; r ioe di ser enit it .
Il prrrbl erl a d di r ir r scir e,a dissc, ppcllir lo.E pcr quest o
Chi non ha un buon rappono con se stL'ssonon pud che uno psicoanalista come Frorlm l'inisce per risco-
avereun buon rapportocon gli altri: e\illusorio pcnsa- prire' le virtir dclla nreditazione e.giunge a scrivcre ne
re che la volontd o la socialiti possanoovviarea que- L'arte d'unnre: uSarebbe utile praticarc pochi semplici
sto difetto d'origine.Sono piuttosto ne'cessari un nri- esercizi, come, ad esempio, sedere in una posizione di
nimo di distaccoda s6 e la capacitd di osservarsi, di relax (nd molle n6 rigida), chi.rderegli occhi e cercatredi
"conoscersi". vc'dere'unoschernro bianct-rdervantia s6 r'espingendo ['i-
Senz.aquestaoperazionepreliminarc, non si arri- gLrree pensicri che'pussano<-lscurarlo; qLrindiccrcare di
verirneppurea diagnosticareil disturbocheci al'fligge scguire il proprio respiro; non pensarci nd sf'orzarsicli
e, di conseguenza, si continuerirad attribuire agli altri Ibrlo, nta seguirlo, c.cosi lircendo, sentirlo; inoltre cer-
o alla sfortunala t-esponsabilitd dei propri fallin-renti. cale di avere un senso dell"'io"; io, nte stesso,conre il
Non serve a niente invitare gcnericamentead centro dei miei poteri, conte il creatore dcl mio mondo.
"amare" il prossimoquando esisteproprio un cattivo Si dovrebbe, perlomeno, fare ur.rsimile esercizio di con-
rapporto con se stessi;occorre lar comprendere co- centrirzione ogni mattina per ve'nti ntinuti (se possibile
nle si debbaamare,prima se stessic poi glialtri. Esi- di piir) e ogni sera, prima di coricarsi.,

50 5l
20. Il controllo Seosserveremoperun po'il nostro complessopsico-
fisico, ci accorgeremoche essod attraversatodi conti-
Agitatae ondeggiantc d la mente,difficiledapr"oteggere,
diffi- nuo da pensierie da stati d'animosu cui non abbiarno
ciJedacontrollare:il saggiola dirigecomeI'arciercla freccia' nessuncontr<tllo, ma chehannosu di noi r-rnainlluenza
DhammaPada determinante:in simili condizioni B facile scanrbiare
per oggettivocid che d una nostraopinioneo una no-
Ecco il primo dei problemi umani: se riuscissimoa stra sc'nsazione.Perdendodi vista la realtir, vedrcmo
controllarela mente, la nostra evoluzionecompireb- fallire ogni nostro sforzo per dare un indirizzoall'esi-
be un balz-ogigantesco;non dovremmo spl'ecare slcnzae, soprattutto,per ruggiungereun minimo di se-
gran parte delle nostre energie a correggeredeviazio- rcnitl. Se ci af idiamo al casoe agli eventiestemi per
ni, diitrazloni, confusioni, illusioni ed errori di ogni ottenereI'equilibrio,non potremo raggiungerenessu-
tipo. Ma naturalmentequestonon d possibilein mo- na stabilitir:saremocomelirgliein baliadclleventate.
do assoluto,perch6 il nostro processodi apprendi- Dobbianro invece imparare a porre una certa di-
mento si basaproprio sull'esistenza dell'en'ore' stanzafra noi e la nostra nrentc:dobbiamo an'ivarea
Restail fatto,conrunque,chela chiavedi volta della osscrvarlacomeseci trovassimozrlsu<tesl.erno. Gid la
nostra telicitd d la possibiliti, prima, di osservarela dccisionee l'attod'attcnz.ioue ci impong<lnoun primo
nostra attivitd mentale (percezioni,pensieri, sensa- distaccoe ci pernrettonodi introdurr-eun elemento
zioni, sentimenti,emoT-ioni, ecc.)e, poi, di
desider-i, d'ordinc'nella suaattivitalcaoticae incontrollata.
intervenirea con-eggerla. La menteinfatti non si Iimi- Diventandocoscientidi cio checi succede, mettere-
ta a registraregli influssi della realtd esterna,ma, a mo in azioneuna facoltdsuperiore- quelladclla con-
sua volta, d) un'interpretazionepreventivadi questi sapc'volezza - che vive in una dimensionedi calmae di
infl ussi,fornendocidati gid condizionati' chiarez,za. E un nuovocentrocon cui non avevamo[a-
Dunque,b importantissimoil suo statodi partenza, miliariti e che 0 in gradodi darci una serenitire una
la "visic-rnedellecose"che precedela registrazionedei saggezzanuove. Allora comprenderemo il senso
dati. Niente d veramenteoggettivo:tutto d gid inter- profondodi uno degli albrismi di Schopenhauer:uC'd
pretato, "colorato", condi zionato, personalizz-ato' in noi qualcosadi piir saviodella rnenteo.
Il problemadel controllodellamented innanzitutto
il problema della distinzionefra soggettivoe oggetti-
vo, almeno nei limiti del possibile'La prima cosada 21, La tempestivite
imparare d l'osservazione della condizionepsicologi-
.u,-lo.toto di benessere malessere,
o di di acc<lglienza U i mportantein t ut t e le f accended sapcr coglier eil m o-
o di ostiiiti, di desiderio o di awersione; poi occotr-e mento opponuno.
notare gli stati d'animo di fondo (calma, ira, odio, Prrraco
amore,ecc.);infine i singoli sentimenti, i singoli pen-
sieri e cos)via.Tutte queste condizioneran-
sensaz.ioni Ogni evento ha un suo corso: ha un inizio, uno svol-
no in mododecisivoi cosiddettidati oggettivi. gimento e una conclusione; cosi succede per un fe-

38 39
nomeno naturale o per un awenimento storico e co- no periodi di preparazione e altri di azione e di rac-
s) succedeper la vita unrana. colto.
Inoltre ogni evento d collc-gatodialetticamenteal "In tutte le occasioninscriveEsiodo ola cosa e.s-
suo contrario: dopo un periodo di piogge non pud senzialcd la sceltagiustadel momento.DQuantevol-
che venire il bel tempo, dopo un periodo di guerrela te abbiamo perso un'opportunitd perchd abbiamo
pace e dopo un periodo di slbrtuna un colpo di for- esitato,quante volte abbiamo rovinato tutto perch6
tuna. Niente pud esserelisso e immutabile. abbiamoanticipatoi tempi!
Un campioneo una squadradi calcio hanno un Pcr al'finarequestointuito, non basta il comune
periodo in cui si formano e crescono,poi un altro in scnsopratico: occorrepiuttosto starsenein silcnzio e
cui sono all'apogeoe vincono, e infine uno di deca- l'crmi e osservare.E dall:rchiarezz.amentaleche na-
denza. Ma nessunopLrosempre vincere o scmpre scela sensibilitd,ed d dallasensibilitiche si sviluppa
perdere. la capacite\di muoversiin armoniacon il corsodelle
Naturalmentele varie f'asinon son<tsempreordi- cosc.
nate e graduali,e talvolta l'ir-rterocorso pud aboftire uCclmesi Faad averesLlccesso,dice il testotaoista
all'improvviso.Non d nemmeno facile prevederei clelWen-lz.u(senzaesseretempcstivi?,
tempi e le durate.
Proprio per questi motivi E necessarioaffinare la
sensibilitir,la capacitirdi avvertirein anticipo come 22. Linterioriti
si evolveraun ceno fenomeno.Limpofl:rnte d essere
preparati,d stare all'erta,d avereuna chiara visione L a f o n t c p r i n ci p a l c cl cl l a fcl i ci ti \ u m a n a r sca tu r i scc cl a l l a
dei movimenti, della leggedell'alternanzae del pro- prol.rr-iairrterioriti.
cessodei corsi e riccllsi, sia nella vita personalesia An'rtttrn ScttopuNrlntren
nella storia de'ipopoli.
uNientedura, e solo il mutamento d la leggeco- Una dellc massimefondamentaliclellasaggezzadi
stante:Dscrive a questo proposito Schopenhauer tutti i tcmpi e di tutte le cultured chc, per esserefcli-
nsaggioE colui che non si lascia ingannaredalla sta- ci, bisognabastat'e a se stcssi.
bilitir apparente,e che prevedein quale direzionean- Il motivo i intuibile:sc si :rffidail proprio benes-
dri il prclssimomutamento.> sere- che d sempreun fatto intcrirlre- a condizioni
Occorre quindi svilupparettn'arte dell'ascoltoe esterne,larnostrerI'eliciti 0 incerla e ci pud csscretol-
dell'osser-verzione che permetteradi s{ruttare al me- ta in ogni momento.Ma qui bis<tgna distingueretra
glio ogni occasione.Bisogna per cosi dire tastareil feliciti, intesarcome l'e{'fettodi eventiestcriori,e la
polso della situazionee rendersiconto del punto del- serenitd,I'equilibrio,l'armonia...tutti stati d'aninro
la parabolain cui ci si trova. Solo in tal modo si puo che dipcndonodal nostl'oitsscttointerioree quindi
esseretempestivi. dalla nostravolonti.
Ci sono momenti in cui e opportuno muoversive- Mentt'ele condizioni esternepossonovariare e
locementee altri in cui d opportuno attendere;ci so- non sono quasi matisotto il nostrocontrollo,la scre-

40
,-'
|l

nitd dipende in gran parte da noi, anche se pud esse-


re messa a dura prova dalle circostanze.
S e l a l r-rc eci vi enc dal l ' cstcrno, anzi cl -r6cl al l ' i ntc-
23. Limpermanenza

Nello stcsso moclo in cui sv:rniscc la gioia, svaniscc anche


II
I
ri o ri ti r, c i p o tri sernpre vcni re oscuratu, c ncl i , i n i l d o l o r c.
quel buio improwiso, ci troveremo senza punti di ri- SOntlr KTEnTEcAARD
ferimento e di appoggio. Come scrive Schopenhauer
negli Albri.strtisulla seggezzatlel vivere, ututte lc fonti Quandodiciamo che tutto passae svanisce,sembria-
e s te rn e c l e l l a fel i ci ti r e del godi mcnto son< tpcr l ot' tt rno indicare qualcosadi negattivo. Ma la natura ha
n a tu fa e s trc mamente precari e, di f' l i ci l i , carduchee una selggezza che dobbiamo imparare ad apprezzer-
soggettc al caso, e possono quindi, anche nelle circo- re, anchequando si volgea nostro slavore.
stanz-epiir favorevol i, i naridirsi lac il mente,. Il latto che i sentimentinon sianopermanentid una
Tuttavizrquesto non vuol essereun consiglio a chiu- forma di protezione,che rivela la sua utiliti in casocli
clersi in r-rnamunitzt lotlezza e a dilendersi dagli altri; perditee di lutti: se infatti non esistesse un meccani-
non vucll esscre urr'esortaz.ionea non espt.rrsi,non sr-noautomaticodi evoluzione,non potremmo mai
amare, non rischiare e a murarsi in un gclidtl control- uscireda uno statodi sconlbrlo e di disperazione.
lo di s6. Vuol rapprcsentare pitrttosto un invito a colti- Quindi I'impermanenzadella gioia e della ft:liciti d
vare contemporaneamcnte nella prclpria intericlritir compensatadall'inrpermanenza dellasofferenza.Ecco
u n a z o n a i n c o ntanri nata e cal ma, dove potersi ri ti rare una meditazioneutile a chi attraversiun oerioclodi do-
nel corso de lle pcggiori tcmpeste della vita. lore.QuandoPlutarco,per esempio,scrivcche nil tem-
Il Buddha parla a questo proposito di r-rn"'isola"e po d il piir saggiodei consiglieri,,si ril'eri"cea questoti-
Marco Aurelio di una "rocca" capace di resistere alla po di saggezza. Sela natura(o cid chechianriamoDio)
violenza delle ondate . avesseresopermanentile cose,avrebberesoeternoan-
D a u n a p a r te abbi amo qui ndi un ri fugi o, ma dal - che il dolore.Il divenire,invece,cisalvadall'irreparabi-
l ' a l tra a n c h e qual cosa di pi i r: una l onte di sercni t] le,ci salvadaldefinitivo,ched l'unicaveramolle.
che non potrd esserci portata via dalle circostanze. Coloroche si immaginanoparadisieterni,non pos-
Si tratt:.rinfatti di uno strato cosi prolondo che non sono fare a meno di concepireanche inferni eterni: i
pud essere toccato dai marosi dclla superficie. due estremi,che in apparenzasembranoinconciliabi-
Il p ro b l e m a d semmai qucl l o di i ncl i vi duarl o nei li, si dimostranoinseparrabili. Perfbrttrna,l'unicacosa
momcnti di calma, in modo da potcrlo age'volmcnte eternad il divenire,checi olTreinfinitepossibiliti.
ri tro v a re n e i peri odi di cri si . C ome s< l sti eneS cho- La rezrlti ci presentaun continuo trascorrere,un
p e n h a u e r, n l 'uomo dotato di una ri cca i nteri ori ti r i mutare senza posa, una dialettica fra opposti che
simile alla chiarra,calda, allegra stanz.apreparatil per non dd mai la vittoriadefinitivaa nessunodei due.
il Natale in mezzo alla neve e al sclo clella notte di di- Nuf la ci autorizza a pensareche, dopo la morte, le
c e mb re o . cosecambino. Per il Buddhismo, per esempio,e an-
che per certi fisici moderni, pud esistereun nuntero
altissimo(o addirittura inl'inito) di altri universi.

^1
La constatazionedell'imperrnanenza di tutte le cose, sicurez.ze,di verit) assolutc'.Se questa esigenza si fa
che all'iniz.io ci sembr-avauna tristc scoperta, si rivcla l ratol ogi ca,ecco che nasce I 'individuo r igido, aut or i-
una granclcspcrzlnzll,c pud darc cclnlorto a chi sollre o l uri o, c< ' rrr scr l, it t or c,
l"'r - r or t r o
di pr incipi". Egli si op-
a chi harconrlesso cr-xrr-iclre setnbrano irlcparabili. pon-i al n Lr ( ) voc al canr t t ilr nt cnt o, pcr . cheli sent ir t \
M a c i p o l ta a n che a un' al tra consi dererzi one:che c()l nc nti na cce alla sua st cssaesist enza.
tutto d fatto per csscfe supcrato e trasceso. Tuttavi a chi si opp<t ncal lluir c dclla vit a d dest ina-
La natura sembra invitarci a cercare una compo- to r.l ()nsol r t a csscl'c sconl- it t o,nt a anche a viver e in
s i z i o n c s r:p e ri o t' ecl c-idi ssi di , et scopl i l e l " ' armcl ni a rrrrosl ato cli sol'lcr cnz. ac<t ntinua: ogni cam biam ent o,
n a .s c ()s ti l c" h c s ti t al di In tanto cl c:lbcne quanto cl cl osni novi ti gli clar i lasl. iclioccl cgli f 'inir i per -nt ur ar -
ma l c , ta n t< -lc l c l p izrcercquanto cl cl dokl ' c. E ci i r che si i rr rrnu c <'la'/ . 't .cliL\ r igiclit ir .E, sicconr c st ar . irm ale,
n o i c h i a rn i a mo scrcni td o i mpcrturbabi l i td, ossi a l i ni r-a pcr cr eclcr cchc l'csist cnzast cssasia una so{Te-
u n o s ta to d i l i n rp icl a ccl nsapevol czz.a. renzlr, unit I'ornrercli cspiazione di qualche lirntoma-
u Se s a rd s c h i i rv o dcl pi accre,, cl i chi ara S eneca nl o ti co 1-rcccattoir iginulc.
salr'rirnchc dcl la sol-li'r'cnza.) A qucl p llnt o div'cnt o'a ut - tsost cnit or c.cli r cligioni
c cl i i deol o sic chc giust il'icano larcoer ciz. ionc,la r e-
p| cssi < l ncc , in s<lst anza,il m alcsscr c gener - alc.
24. La flessibilitir Il vcxl saggio hi-runa concez.ionediver.sadclla vita;
c<lrncclice Con['uci<.1, nc pr-rrr n]a n()n puritano, d r-ctto
Quand<lgli uonrini rlirsc()n() sono tcncri c cluanckrnrtroiono nl l l non ri gido". E sopt 'ir t t Lt t t io a cont at t o con la lbnt e
s o n ori g i c l iQrra
, n crkgl i al bcrinascon() s()n()l l cssi bi l ci qu.l n- cl cl l ' arntol r ia,chc gli per nt et t cdi lr dat t ar siir i nr ut am en-
c l on ru o i o l -ros o n od rrri .La ri gi di tl \i ' rl ui ncl i corl pagnacl cl l a
t l senza l)cr quest()r"inlr ncia|c a csscresc stcsso,ad zrve-
n r()r-tec l l fl c s s i b i l itii r' con.rpaurta
dcl l ar" i ta.
re ci oi ' un cost anlepLt nt odi r . il'er - inr cntinl. o cr icll'e,
Tircta c'ltitru
uLi t nri glior c dcllc r . r . r ict cndcnze nat ur . ali, scr iveva
Montai gne oi cli esscr c llcssibile e poco ost init l. o. ,
P o i c h c l n i c n te i s t abi l c e i nrmutabi l c, l a cl ual i ti fon-
c l a n re n ta l c d c l l a v i ta i l a cl r.rtti l i ti r,l a l ' l cssi bi l i td, l a
lluiclitir. Chi prctcnde cli r-cstnrc l'u-nro e f'isso vcrri\
25. La calma
s p e z z .a to ,o c ()n runquc cl ovri r arssi stcrccon di spcra-
z i o n c :rl l < >s l z rc c l odi si ' c cl cl nrt> ncl oci rcostanl c, C l i s c a t t i d 'i r a c i d i sg r i a ccr ich c n c sc'su ( ) n ( )p r .<xl u co n oi n
N c l T a o i s m o c i s i ponc i l segucntei ntcrnl -eati vo:chi r . t o ic l u n n i d i g r l n l tr n g a p i i r g r - l vi d cl l c sl csse c( ) sc p cr cu i
rcsiste nrcglio itllil tcnrpcsta,il tronco rigido o il flcssuo- c i a c l i l i i t n r o c ci a l l l i g u i a n to .
so giunco? Cid clre senrbrava dcbole e fragilc, alla {'ine' M AR C OAr r n n l to
pud rivclarrsipiir rcsistcnte; 1'lloprioconre l'arcqua,che d
nrollc e ccclcr'olccppurc scavarlc roccc e abbattc i pclnti. Lu calnra i il prinro dci rcquisiti nccessetri a rc'alizzare
Tutto scorrc e'si tlastirnl.ra; r-nr.l qLlcsto a molti ur,l- s c s l c s s i , a csse l 'c se ste ssi . .C h i d i n p r cd a a l l 'i r a i co -
n ri n i l a p i l u ra . Essi l rann< lbi sogno di prrnti f' crrl i , di r r c L r n p l r t , '/.( r >scl 'i vc Scn cca , e , i n e fl 'e tti , a n ch e n cl l i n -

.15
piit dei nemici, significa acquisire notevoli benefici sul
guaggio comune, si dice che d "fuori di s6"' Non b
dalle piano della salutefisicae su quello della salutepsico-
lui che agiscc, rna un altro individuo che emerge
logica,due condizionistrettamcnte colIegate.
p ro l o n d i ta c l cl l nprci stori a.
almeno Una lbrte ira sfocianel furore, il quale provocasia
Lira e itrsontt-tlaunit lorma di rcgressi<-lne'
una tempestaormonale che danneggiail corpo, sia
quonJu si configura come una perdita di controllo'
uno squilibrio psicologicoche'per un certo tempo
nNessun'altripassione d cost:rta cosi cara all'uma-
evi dente- oscurail nostro stato di benessere.
n i td ' d i c e a r l cora S eneca, che si ri feri sce
mente agli sllrt>ptlsiti, alle liti, alte gllcrre e ai disastri "Chi non frena l'ira" dice Oraz.ioupoi vorri non
nc sotro ve nttti ' aver fatto cid che il risentimentoo la passionel'han-
d i o g n i g en eI ' c chc
plr di caclere nella sua trappola' sono stati
no costrettoa fare.,
"iitnr" per esem- Lo scopodella meditazionenon E tanto quello di
e s c o g i ta ti c l i vcrsi stratagemmi ' C onsi gl i a
uQuirndo sei in preda all'ira' non lare e reprimere un sentimentoche pud anche esseregiu-
pio ii,og,,ra:
stificato(per esempioquandosi reagiscea un'ingiu-
n o n d i rc n i e nte,.
stizia),quanto qucllo cli evitarnei danni e cli utiliz.-
Le tccniche cli meditaz.i<lneinsegnano a ossclvar-
i nnesca: zarne nello stessotempo la carica emcltiva.
n e l a rn a s c i t a nel motnento stcsso i n cui si
bisogna notarc lir cttusa chc la scatena e la reaz-ione Il saggionon d un uonto chc non prcr,asentimcnti(e
consape- risentimenti),bensiun individuochenon si f'atravolge-
inteina. Qttanclo ci si abitr.raa esercitare la
qucsto impulso - e sugli analoghi moti in- rc e guidaredalle<lpposteemoz-ioni, riconoscendoche
volez.zltsLr
ecc' ) -, si crea gi d una il compofiamentogitrstonon pud che scaturir-e datuna
te rn i (o c l i o , rabbi a, col l cra,
I'awi<l a un processo di tra- mentecalmae limpida. Qualegiudiccpotre.bbe- csscre
frimn clistanza e si cl2r
s l ' o rma ri c rne. S i pud anche marcarc mental mente: equosesi l'acesse ispiraredall'odioo dall'amore?
"Questa D ila, questa i rabbia, qLtestod odio""" Dichiara Seneca:oLa ntaggiol'provadi saggezzaB
L<tsseruazionedistaccata <1iqueste potenti
ondate non cedereall'ira,.
il fondamen-
er-trotive,negative e positive, costituisce
to clella "colloscenzu ai te"' Chi arriva a contemplar-
ne il sorgere, la crcscil,a,la diminuzione e lo svanire' 26. IJequilibrio
scorrete
si trova Ii fronte allo stesso spettacolo dello
Il saggio non si csalti't per i succcssi c ncln si dcprirnc pcr
cli una giornata, con la sua alba, il suo mezzogitlrno'
g l i i n su cccssi .
il suo pomeriggio e il suo trarnonto'
segue Blruguvad-gita
Ogni fenomeno naturale, esterno o interno'
qLlestaevoluzione.
vera Ecco un principio che trovianto espressoin tr-rttala
Una sinrile conte mplaz-ionepud diventare Llna
scrive Se- saggezza antic:I,oricntalec occidentale,e che d tut-
e propria "cura cli s6". Lira va evitata - come
ma an- tora valido pcr chir-rnquevoglia gcstirc il pr'<lprict
n"ao - (noll solo pel'ottenel'c la modcraz'ione'
a con- equiIibriointcriore.
che per acquisire la salutcu' lnf'atti, giungere
In realti non sonosolo le grandi cmoz.irininegative
tro l | a re c i tl cheP ubl i l i oS i rocl efi ni sce* i l pi i rgrande

46
Quest'opera di riassetto, che potrebbe dare l'im-
(i ra .o d i o ,i n v i d i a,ri val i ti r,ecc.)quel l echemi ni l nol ,ar- pressione di smorzare i sentimenti c di rendcrc opil-
tutta la nostra s"rlutc'nra an-
nti..rlogica, Ilasc cli ca la vit a em ot iva, r iesce al cont r ar io a conf er ilc alla
l'csaltazitlnc' la girriit
c'lrc le' I'orti cnrtlz.ioni ptlsitivc:
-cii" mente una particolare linrpidezza. E la chiarezza e lar
i I clcsiclcrio' I'iclolatriat'l'cb-
s{l'cnata, l'itttaccirnletrto, l uc idit i sono le condizioni m iglior i per godcr si I e
il Ictvorc.c ctlsi via'
brez.z.a, l'entttsiasnro,la ll-enesia' emoz-ioni dell'esistenza.
sol<l i d<lltl'i siantl rc-
Siamo abitr-ratia pcnsarc che oNon deprimerti e non eccitar.ti troppo, consiglia
c di nrortc' nra i nrccl i ci
s n o n s a b i l i d i s tt' css,di nl al :rtti c Mar co Aur elio ue lasciat iclelt em pcl libcxl nclla vit a. ,
poss()rro avc'c gli stcs-
;;;;i.,;;'tll''" l" g'uncli gi.ic La conclusione puir esser€alf idata a Schopenhauer,
put) cssct'c c<llpito cla
si e fletti: pcr cscnlpir' t'n t"'*t' che riassume l'inteta questione'nei suoi A/i.l-i.szlti:
il sr-ropatr-inrouio sia " Nes-
i.i,t:,., siacluan<Iopcl'clctLltto sun awenimento dclvrebbeindurci a metnil'cstar-e'gran-
ttnir
"n
il;;;; .r.,,pr,-1 cli esserc il [irrtunat, r,'irrcitot'ecli de esultanza o grande dolor-e,siarper la ntutcvolgz.zet di
clal lc g.avi mul.t t i c'
iiui",iu. prcsci nclenclocom u trqLre tutte. le cose che potrebbero da un momcnto all'altro
c.hc vicnc Iut'-
Ji""iuif ifrtitI psicologico dclI'irrdivicir-to modilic:rrlo, sia per la fallacia del nostro giudiz.io ri-
clalI'csalt az'ionc'
t i,,n t,, di.ill" .l"pi"ssi tlnc quLlrlt o gr"rardoa quanto pud esserci di vantaggio o di danno:
ne i tlo-
^t,,'
nBistlgnir conscl-vL\l'clat mcntc sct'cna ancltc pressochda ognuno d capitato di lanrentarsi per qr-ral-
di cc Ot' az.i oue tcnerl l t l ontrtni t cl a uni l
* fn ti a i tti .i l i u cosa che in seguito si d rivclertoquarlto cli n-rcglioerir
l ortuna' ' E Taci tcr
g i " i " ," ,n n . s l l ' enati t nel l a buoni t possibile per lui, e di aver esultartoper Llnacosa chc poi
dol crsi pi i r cl i chi si
c o n l e rn ra : n A nessuno tocchct' ) cl i d divenuta per lui fonte di gravissime soll'et'enz-eo.
ra l l c g ra i n m o do ccccssi vo' '
I' a tri tsci narc cl al l c o1' 11-rtl stc ccl
l l s a g g i tl n,,n
'i clte ncssLln
c.l,'en-'ri-"n-tozionipcrcli6 i consapcv<lle 27. La paura
n6 ctlsi tcrribilc nd cosi csaltirntc'
evento pt-titcsscrc
che quitnclo le cosc gli vann<r
;;;;il isi r.'nde conto i piaccridella vitapcr pau-
a perderc'
E da stolticontinuare
e.chc qr-randogli
male c'b atnclrc qr-ralcosac.libr-rclno ra dellamorte.
di nral c'
o n n" ., b c n c c ' ! anchc cl ual c< l sa
u -;S Di.sti<'i
di Cutone
ttrc c a ti cl al l a gi oi a o cl al dol ol e' " di cc i l tcst< r
nisirggi non si csaltantt nd
buclclhista dcl Dhanrtlrupadrt Tutte le paure si riducono alla paura della sol'lerenza
itggiunge: "Pr<tpritr
]f.1.'prin"t,,no.uE in ttn itltro plrnto e alla paura dclla nrone. La prima prrodiventarecos)
n<ln si nru<lvccon il l'ctr-
a.,n-t.'unblocco cli solida "'ttit't insopportabileda farci preferire la morte stessae la
non s()no scossii sittlqi"'
i", ..ti darllal<rleo dal biasinro secondaci accompagnasenrpre,ora in modo latente
senll'rt'it I'argli cco Sc-
Darll'altra parte clcl monclo' ora in modo cosciente.
nc'lla pr-osperitir' rrd si
neca' ull saggi<-rnon si csitltir La paura di cui stiamo parlando non d necessaria-
"abbatte
"e nell'avvct'sitir'' mente le.gataa dati di fatto reali: I molto spessoun'i-
di chi puntl al l a
t.i n v e dcre, l a parol a d' < ' rrdi nc dea,una nrinaccia,un'anticipazione, una lantasia.
ri eqtl i l i b| at' c i scn-
s e r:e n i ti ri " r' i di r-ncnsi < l nl tment< 1" ; Luomo in clletti e I'unicoaninraleclresa di dover
ecccssi vc'
ti n rc n ti e s tt' emi e l c i nrpt' cssi oni

48
morire, e quindi ognuno di noi, se vuole combattere ca, perch6 E da questa che nasceil nostro benessere
efficacementeI'infelicitir, deve fare i conti con questa o la nostra sofferenza.
previsione.Come dice Pallacla,nquelloche fa soff ire Dobbiamo ir-npararca identificaregli atracchidel-
non d morire, ma saperedi dover morireo' I'immaginazionenegativa,con le sue foschefantasie,
Per afFrontarequestapaura, d importantissimo an- con le sue previsionipessimistiche,con le sue paure
cora una volta il modo in cui si gestiscela coscienza' immotivate.A ogni suo impulso gontrapponiamoun
Nella nostra mente si trovano i piu spaventosiincu- ragionamentoo un'immagine riequilibrante,in mo-
bi e le fantasiepitr piacevoli,e in tal sensoinfernoe pa- do da recuperareil sensodella realtd. Esercitiamoci
radiso sono condizioni psicologiche,sempreattuali' a limanere nel presente,senzaingigantirele possibi-
Qui la funzione della consapevolezza diventa decisi- lita sfavorc'voli,e cerchianrodi ritrovare quotidiana-
va: chi non la sa guidare, pud finire in un pericoloso mentequel nostrocentro interioreche d permeatodi
bamtro e pagare unprezzo altissimo per uscirne' tranquilliti e di chiarezzamentale.
i
Mille sono motivi per cui la mente umana pud "Non bisognarendersi infelici prima del tempo:o
prccipitarein uno di questi "buchi neri". Proprio per sclivcScnecani mali che hai temutocome imminen-
Lvitaie un simile pericolo, b necessaria un'opera di ti forse non verranno mai e, in ogni caso,non sono
prevenzione,affidata alla saggez.za. ancorarrenuti.> lti
Atte'nzionee consapevolezza sono le armi decisive' Immersi nelle fantasiepaurose,in questi prodotti
uTutteIe cosenon sonoaltro se non cid chenoi pensia- oscuri dellamente,perdiamoilcontatto con i benidel jtli
mo chesianouscrive per esempio Marco Aurelio' presente.Dice Marco Aurelio: <Smettidi dare un si-
Ci sono personeche solTrono pene enormi non per
nrente che
gnil'icatoalle cosein basea cid che pensi,sopprimi le l
fatti reali,n'tup". put'r."su <1ueifatti: d la loro opinioni che ti fai inrorno allecose,e comechi ha dop-
produce quelle sofferenze.Anzi, nel momento in cui piato un promontorio,troveraiun mare calmo. un'as- iL
queifatti si verificano,Ia pauradiminuisce' solutatranquillitde un'insenaturariparatadai flutti,.
Limmaginazione negativad il nostro peggior ne-
mis6. uChi ha paura vedeanche i pericoli che non ci
sono>scrivePublilio Siro' 28. Il conformismo
Ma tutto cib d la conseguenzadi una mancanzadi
conoscenzae di cura di s€:non esistonosolo i tumori La maggiorparredellagentenon si rendenemmenoconto
fisici, esistonoanche le proliferazioni abnormi della del propriobisognodi conf<rrmismo. Vivenell'illusione
di
psiche.Dunque,le nostreanticipazioni,le n<'rstre fan- seguirc'le proprieideee inclinazioni,
di essere
individuali-
possonocrearci sta,di averraggiunto da s6le proprieconvinzioni.
tasie,i percorsidellanostracoscienz-a
serenitiro infelicitir.Occorreuna sona di igienemen- EnrcuFaor'rnr
tale,cid che noi chiamiamomeditazione'
Una vera cultura della serenitd deve agire sulla Crediamo di essereindividui unici e irripetibili, e for-
menle,sull'immaginazionee sulle opinioni; deveim- sesul piano fisicolo siamo; tuttavia,sul piano menta-
parrarea osservarce a controllare l'attivitzl psicologi- le, non solo tutti i nostri sentimentisonoprogramma-

50 5t
ti dalla specie,ma anche i nostri pensieri ci vengono del senso critico. Ma, per poterli utilizzare,
confezionatie tramandatida chi ci ha preceduto. c,d biso_
gno i nnanzi t ut t o di pr ender e lc
di. st anzecla . sd:oc_
Quelleche riteniamo opinioni personalisono spesso cor.c impara'c a guerrdarsi dall'esterno
e osscfvirre
le ideedi qualcunaltro cheabbiamofatto nostre.Perge- la pl'oprta mcntc- cosi comc si osserva
Lln oggetto.
nerazionicontinuiamo a ripeteregli stessiconcettie gli Tutti si amo in par r c, nzaf iglidiqualcun
alt ir r . t vt at ut -
stessicompoftamenti,proprio comedischi o registrato- ti possiamo c dobbiamo dare alla luce
noi stessi. Dice
ri. Cambiano i volti, i nomi e le persone,ma i nostri Platone:
istinti sono ancoraquelli dei nostri antenati,e le nostre "E difficile sostenere opinioni contrarie a
qucllc chc sono sulla br_rcca dclla maggioranza,. Ed d
ideerisalgonocertamentea qualchesecoloo millennio farsi dclle opinioni personali."p-lrucluesto
dif'l'i.cile
fa. Checosapud essercidi originale,per esempio,nelle c\an_
chc I' uni co me t oclopcr divent ar e indivich- r i
nostresceltepolitichequandole alternativepossibiliso- aut onom i.
P ri ma cl i tu t t o dobbiam o f 'ar . ci cont i
no solo due o tre?E che cosapud essercidi personzrle in con cid chc ci
d stato trzrnrandat oclal passat o, osscr vando
religioni che sononate molti secolifa e che ci chiedono con di_
stacco l a nost r a st essam ent e, che di qr . r cl
pat r im onio
soloo di accettarleo di rifiutarle? d I' ercdc di r. c. t t a.E, solo in un secondo
nr r : m ent o,
Quando siamo giovani,quasi nessunadelle nostre quancl o l a nost r a coscic, nza. sisar . i
lir t t a calm a c linr _
ideeE veramentenostra.Si tratta di opinioni, di con- pi da, potrcmo concepir e qualcosa cli
nuovo.
vinzioni e di principi che ci vengonotramandati dal- Scnza una meditazione personarlenon c,Opossibiliti
la f'amiglia,dalla scuola,dalla cultura, dalla religione di un' evol uzi o neindivicluaic,cli una cr escit a
e cosi via. Ma lo stessoawiene per i comportamenti, spir . it ualc,
di una liberazione clal conf<lmismo gcnerale.
per i desideri,per le reazioni e per i sentimenti. Non c,d
bisogno di concepire grancli e originriil
Il nostro modo di amare, per esempio,d profonda- lnnsier.i, di di_
vcntal c un K zrnlo un Einst cin: lt aslatsent pliccm cnt t :
mente influenzatodai rapporti awti con i genitori, dal cs_
sct'c s_estcssi. E qucsto ()bicttivo pur)
modo in cui ci hanno amato o non amato: noi non ab- csscre raggirrnto
prencle.ndole dist;rnz.edalle opinioni
comuni.
biamo potuto sceglierenulla. Anchei modellie i valori la che dobbiamo ossell.ale piu l,edclnrcnteD "Li rego_
di riferimento sono largamenteprecostituiti: forse un dichiara
Scncca ui'quclla di non scguirc ilgr.c.gge
giorno ci ribelleremoe li cambieremo,ma d comunque c()nrcpecole.)
da essiche dobbiamo partire.All'inizio niente d vera-
mentenostro:n6 opinioni, nd pensieri,nd sentimenti. 29. I doni naturali
Siamo i prodotti di tutto cio che ci ha preceduto. Ci
sembradi pensarecon la nostra testa,ma in realta an-
chela nostramented un prodottodel passato. La natura ha fatto in modo che non ci vole.s.sero
gr-andi
Come fare a realizzareil compito di diventare noi mczzi per viverebene;ognunod in grado
di csserefelice.
stessi?Ovviamentenon esisteuna bacchettamagica
e il risultato non puo essereottenuto in un colpo so- SnNEce
lo. La nostra cultura ha messoa disposizionevari Se l'esistenza non fossc fondamcntalmc.nte
una con_
metodi, tutti basatisullo sviluppodella conoscenzae dizione piacevole, il mondo ncln si sar.ebbe
conscrva_
52
53
to per milioni di anni. Se la vita fossesofferenza, idee? Bisogna cercare di mettere fra parentesi
i vari
nessunosceglierebbedi esistere:non ci sarebbenes- condizionamenti sociali r".up".ore I'originaria
sun vantaggio. condizionenaturale,quella " che garantisce
a ogni es_
Le piante,gli animali,tutti gli esserivivcnti hanrro serevivcnte un sentinrcntodi bcncssere.
un istinto sapienteche li prrrtaa ritenere- piir o nte- Bisognauscire per un po, dalla societi o, comun_
no consapevolmente- che questo vantaggio esista; que, evadereda quella parte clellamente
che d il pro-
intuiscono che, nonostantelotte e solferenze,ne val- dotto della cultura sociale.Cio d possibilese si piaca
ga comunqucla pena. per un po' l'attivitamc,ntale,se si crca un po'cli
vuoto
Ma negliuomini questoistintopud esser-e soflirca- intcri<.ire,
magarriconcc.ntrandosi su un oggettopia_
to: molti sonoc<-rnvinti che la lelicitnsia qualcosadi cevole.
impossibile,che tutti siano condannatia .starepiir o Dobbiamo decondizionarci, r.allentandoo sospen_
nrenomale. dendoi giudizi e le opinioni.
uQuandoho csaminatopiir da vicino e dopo aver Eliminate le barrierementali,dobbiamo recupe-
trovato la causadi tuttc Ie nostredisgraziehclvolut<r rare quel rapporto originalecon la natura o con
scoprirnelc ragioni," scrivc-Pascalnho scopertoche la
parte piir naturale'di noi stessiche ! in grado
ce n'd una ben el'l'c.ttiva clrc consistenel['ir-rlclicitd di re_
stituirci un sentimentogeneraledi piacevolez.z.a,
della nost.racondizionedebolee m()rtalec cosi ntise- la
sensazionedi esserea nostro agio, e non cli vivere
rabilc chc niente ci puo consolareqtrandola c<tnsi- per qr"ralche perversofine espiator.io. I
deriamo da presso.u stai.bene
, "Se cli pancia,di polmoni e di piecli,di_
Ecco uno scam,polodi quella ideologiache ci ha chi:rra realisticamenteOrazio (tutte le ricchezze
pc'r sccoli asl'i.ssiatclcon la sua tetl-a concezione del
mondo non potrebberoaggiungerenientealla tua
dell'esistenza.Come dice Nietzsche,nsi i spinta feli-
citd.n
questa {bllia l'ino a l'ar sentire la vita come un casr"i-
go: d come se l'educazionedell'umaniti fossestata
al'fidatafino a oggi alla fblle l'antasiadi carcer-ierie
30. La fonte della vita
carnefici.,
Il problcma d che proprio qucsteidee hanno dato Quandole coseesternenon ti distur.bano
interiormente,
il loro contributo allo stato di male.s.sere gcnerale. allora la tua natura trova cid che lc,d aclatto.
Chi inf'attisposaquesteconvinzioniha una conce-
Wen-tzu
zione cosi negativadella "natur:.rle malvagitdumar-
na" chc'fa di tutto perch6il sistcn-ra eclucativoe le va- Il piacere dell'essere d un'esperienza originale:
d la
rie istituzionisocialisianocoercitivee repressivc.. condizione di partenza che va attentamcnte preser_
Allora l'esistenzadiventa davverounarsofie.rcnza, vata.
un dovereprivo di gioia.Le vittimesi fannocorlplici I suoi nem ici sono num er osi e incom inciano
ad
cleiclistruttoridcll'armonia. attaccare I'in dai primi mesi di vita.
Come uscire da questo stato d'animo e da queste Poi il sistema educativo e l,inquadramento
sociale
54
e c u l tu ra l e compl etano I' opera. U n ragazzo vi ene 31. Il rispetto
c o n s i d c rato " maturo" quando d convi nto che l a vi ta
sia sof'felenz.a,quanclo si prcclispone ornrai a lcndere Risl-rctt'significa dcsiclc.a'c chc |art.a
r)crs()rl.rcr.cscae si
p a n p c r l i lcacci a al sut-rprossi mo. svi l tr p p i p cl q u .j l l ( ) cl l .,c.
U n a m o l ti tudi ne di esi genze non autenti che, di Enr cr rFnouu
obblighi, di doveri, di prove d'iniz.iazione e di precet-
ti e ti c i c rel i gi osi si sovrapponc al l ' ori gi nal e stato d' a- Non bast a par lar . e.d'anr ur ", non bast a clir . e-con
n i rn o e a p oco a poco Io somnrcrge. A Il ora si ecl i ssa . sunt 'Ago. st in<l: oAnr a c lir ' qLr clchc vuoilu, non bast a
q u c l s c n s o magi co del l ' csi stct-tzati pi co del l ' i nl ' anz-i a, ncppur c scguir e I 'i. r ppcllocli Conf 'ucio, di Hillel e di
e s u b e n tra l a convi nzi onc che l a real ti r si a qual cosa Gcsil ad arnul'c il llr.ossinto.
di grigio e cli sgradevole, qualcosa piu da subire che Bisogna invece chiur ir e che esist ono var i m odi d, ar _
da godele-. llzu'e e chc alct r ni sono dislr ut t i, r , icom e e pit r dc. ll'o_
L c s i s tc nza ri entra nci canoni del l a " nornral i ti " , di<1.Sc ull'i. r nr or -non
c siuccont pilgnlril r ispet t o, abbia_
d i v e n ta s empre pi i r l ontana dal l a sorgcnte cl el l ' esse- r no in r calt ir i. rchc lar . c con un nr ot r _rdi acquisizione
re , s c n rp re pi i r arti f i ci al c c asf i tti ca. E l ' i ndi vi cl uo che lient r a ncl clcsidclio di af 'll, r , nr azione,nclla vo_
g i u n g c a l l :l ccl ncl usi oncchc vi vo-c si a soffri rc. lont ir di pot enzir .
R i to l n a l e al l a l i > ntc dcl l a vi ta, costi qucl che costi , Il rispctto i' l'amor-c che non vuole sol'focare, pos_
d c r" c s s c rc i l conrpi to di chi si trovi i n questa condi - sct lu'c, convir lccr c, dont ini. r r . ;e c\ I a gioia di vccler e
z i o n c d i a li cnaz.i one. E ci r) i possi bi l c sc si ri nnovari l ncll'i. r lt r r run diver . so- da- si';
D il sent inr cnt o di chi os_
rapport() con la nirtul'il o con qucl suo rapprcscntan- set va c anr a l'alt r - oper qucllo chc i, , di clr i non int en_
te i n tc ri < l r c chc i ' i l nostro sd pi u prcl l i rncl o. cle invadcr gli lo slt azio.
Pc ' r'r' i trtrvarl o, occorrc l i bcrarl o dci vari ri vesti - "Rispcttare" Du rt vcrb<tchc dcriva
darllat ino rz.s1tic.ere
n rc n ti s o v rapposti dal l a soci ct2re dal l a cul tura, to- ( guar dar e) ,e indic: .quindi
r un at t o cont cm plat ivo.
g l i c n d o l i uno dopo l ' al tro comc gl i strati di una ci - M olt i al cont r ar . ioconf ondono l'ilm or . cccln I a lor o
p o l l a . D o b bi anro cl i mi narc i di versi rr" rol icon cui ci vol<xt a\di inllucnzar e c di dom inar - e:vedono in ouc_
i d c n ti fi c h iamo, al l a l i ccrca dcl nucl co ul ti mo: questo s- t oscnt int cnt o la possibilit a di sot t om et t cr . . I 'alir o,
d z rp p u n tol " ' i ndi vi dr" ro" ,i l non di vi so. di I ar nr c'un ar lt nr sc st csso, di picgar . lo allc; pr opr ie
Si tra tta di un prrrccssodi spol i azi one progrcssi va c<. r nvinzioni.
c u i c c l rri s poncl cun' i rnmcrsi cl nc i n sd. R i trovare que- Q u: . r nt ipadr i e quanle nr adr i, pcr . esem pit ) ,ant elno
s to c c n tro i nteri orc si gni f i ca rccuperare i l scnso dcl - nr al non r ispet t ar . t <_r ; i m issionar i r eligi<t siam a_
quant
I' e s s e ree , con esso, l a vi a verso l a sereni td. S cri ve n<l il pr r lssinr o pcr -conv'cr t ir . loalla lor o I 'cclel
S c h t> p e nl rauer:nOsnuno sl a dentro l a propl i a co- ll caso dei genit or - ie\t ipico: r lolt i vogliono che i f . i_
s c i e n z a c c l me dentro l a propri a pel l e e sol o i n essa vi - gli sii-rn. la ratrlit.'t.zrzJr'e clr'i l.ru clcsidJc'ie |anno cli
v e c o n i mmedi atezza,. t ut t o llel'conf br r nar li a un lor o nr <t dello,senza nr . p_
1-rtrr-c lrclrsi il probleura di chi ver.amenteessi siancl.e
c li chc c<lsavogliir no.

56
57
D i c e a q u e s to p r oposi to I' anti co saggi o ci nese non pud nuocere neppure alla nostra vita; invece,
ci6
C h u a n g -T z .u :.F i g l i e ni poti non vi appartengono: so- che turba, altera o sconvolgeil nostro io piir profon_
n o v i te c h c v i s o n o s tatc scrl pl i cenrc' rrteal l ' i cl atcdal do, ci procura sicuramenteun clanno.
c i c l o e c l a l l a te rra n . Dobbiamo teneresotto controllo qr,resto nostro ri-
Per riuscire ad amare con rispetto occorre dunque velatore o "senso interno,,,che ci cctmunica
imme-
luscire dal proprio piccolo mondo egoico, spogli:rrsi diatamenteil valore di cid che stiamo facenclo.
Se ci
d e l l e p ro p ri e a m b i z i oni , del l e propr-i eopi ni oni e ccrca- sentiamooppressi,angosciatio infclici, stiamo
re di "veclcre"l'altro, cli capirlo; occol'r'elelmarsi a con-
in
realtirfacendoqualcosache va contro nclistessi:
stia-
siclcrare la clivcrsit;rconrt: stlunre nto di ztrricchimento, nro accumulandoqualcosadi ncgatirro, conrei nuvo_
non come anomalia da riporlarc alla propria re'gola. lclnidi un tL.mporale. Ma anchei" ci sentiamoesal-
Anche l'amore ha bisogno di educaz,ionee di n-redita- tati, euforici o frenetici,stiamo preparancloqr-ralche
zionc: bisclgnaesserccapaci, prirna, di prendere le di- esperienzaspiacevole,almeno come contraccolpo.
stanz.cdal pnrprio io e rnpirico, darisrroi dcsiclerie clalla Lo stato da conservaree pr.otcggere d qucllo jcll,e_
sua vokrnti di applopriazionc, e poi di osservarL.con quilibrio,qr-rello in cui la nrentce;iimpidae consape_
qlresto occhiclpr-rrifici.rtola varictl\ di frrlme, di car':ltteri vole:cid che vcrri compiutoin qucstacondizione
cli
e di destini che si manif'estanonegli altri esseriviventi. spirito ci sarAcomunqueutile, ci far-ircrescer_e
bene_ r],
S < -rl oc o s ) s i p o trh fare dcl l ' amore non una del l e ficamente.
ta n te fc l rme c [i c o n d i zi onamcnto e di uni fbrrnazi one, Ricordiamociquel chc scrive Scneca:
di_
n ra u n a v e ra fo rz rl d i armoni a. A fferrl a N i etzsche: sgtaziaci costa quel prczzoche abbiamo"Ogni ncli stessi
uII nrodo piil siclrro per con'ompL-r'eun giovane d in- fissato,.
segnargli a stimare piir chi la pensa comc lui di chi la
p c n s a d i v e rs a m e n tc r.
33. La durata della vita

32. Il criterio interno Pelch6 0 limitata la mia con<-lscenza, la mia statura, la nria
d u r a t a a c e n to a n n i p i u tto sto ch e a m i l l e ?
e r .r a l c r a g i o n e
Cid che non rendepeggioreI'uornoncllasua interioritir,non ha avuto la natura et darmela cos) e a
scegli..r.cqucsta mi-
peggioraneppurela sua vita, ncrgli reca danno estL'r'iore
o s u r e tl l i u t t o s l o ch e u n 'a l tm n cl I'i n f i n i ti r ?
inl"eriore.
Blntsr: plscrrl
Menco Aunelro
Molti pensano, con-le pa.scal, che se pote.ssimo
vivcre
Questo d un criterio molto utile per sterbilirel'inciden- mille anni piutt<tsto che cento, our"n-rrrr,,
la possibi-
za degli awenimenti e delle nostre stesse azioni sul l i tl di accum ular e un'enor m e quant it i
di esper . ienze,
nostro proccsso di sviltrppo: abbianro dcntro di noi un di conoscenze.e (si spera) di .saggczza.
rivelatore, un metro di giudizio, che non sba-elia. In efl'ctti, oggi un terzo clella vita d cledicato
all,ap_
C i o c h e n o n d a n n eggi a i l nostro stato d' ani mo, prcndi mcnt o, un t cr zo all'invecchiant cnt o
e s<t lt ant o
58
sia- Per quanto a lungo si viva ci sentbrerir scmpre che
un terzo all'esistenz.itpicna e mattlra' E quando
mo a l mi rs s i n to d c l l e n o s tl ' c ptl ssi bi l i t), ccco chc i n- ci manchi qua lcosa. uLa vit a um ana> scr ivc Scho-
cot-t.t it-tcia nrt I a decitclct'c' penhatrct' " ttot- lsi puir dclini; c pt r t pliir nt ent c nc bl'e-
S e v i v c s s i n ro n l i l l c a n ni , qul rtrtc occLi si onip()tl ' cl l l - vc nd l unga, pc r chi'e in lit ndo l'r - r nit i di nr ist r la con
m o s l h :tti tt' c , q u i tn ti l i b ri potl cnrnro l cggcrc' ql tetnti cr"rivalutianro ogl.rialtxl 1-lcri<lclo di tcnrl-lcl.u
p a e s i , q u a n te p c l ' s o n e p otrcmnl () conosccl ' c c' so- E P l auto scnr bla concluder c: uLu saggczznnon si
p ra ttu tto , c l tta n tis b a g l i potrcmmo cvi ti tt' c! conqui sta c< tnl'c. t ir nt
, a con l'int clligcnza, .
Dalla bri'vi t i clcll'csistcrlz.ilntlscc cc 11arncn tc I' i tlca
d i u n a v i ta u l tra tc r.r.c n a, cl cl l a r.ci uci t| nuzi rl ne , cl i l l l t| i
mondi p o s s i b i l i . N < trr ci basta qr' tcsti l mi tnci l l ti l di 34. Giudicare
te m p o , c ' i ri b c l l i a mo a l l ' ingi trsti z-i adcl l a nntut-i tc l ot-
l a n < l s tt' l sci
t cnz' i t per al l r-rngarc gl i P er gi ucl i carebc nc r r n uollt ( ) ,bisoenacont l'ollal- pr c inci-
ti a m o c < l n tu i ta
i a c l ttt' i tta cl cl l ' csi ste nza' palnrcnlclc suc nziorriorclirrlrice osscr",'arlti ncl sLroprrr-
anni disponibili,
ccdcreouni giorno.
N o n c i s tttto a l c ttl ti a l beri che vi vtl no nri gl i ai a cl i
M r ct t t , rnt
- M <t Nt , t t r ; NE
anni?
C o n te a l s tl l i to , v c c l i i .tmtlsol tl nl cti t dcl prubl cnra:
Que' stopri nci p io e\valido lt cl giuclic: r r csia gli alt r i sia
a l l trn g a rc l a c l u r.i rtac l c l l a vi ta si gni l i ca Irol ti l l l i cat' c
noi stcssi . S c r,oglianr ocvilar c dclusioni e sollu'cnze
n o n s i rl < ,l e c o s e p o s i ri v e, l l cnsi i l ncl tc qrrcl l c ncgati -
(l c nrl rl atti e dovutc a gi udi zi sbagliat i, cl<ibbianr oar - r 'ivalca cupir c
v e . Gi i < l g g i c o rn p i i i < l no rl ol te rl ral atti c
d c l l a v c c c l h i i ti i r)c l rc tl n t cnl p() cratl o pi u rarc' Mal ' sc chi abltii.rrlo di h'ontc',qu:llc sia il srrclvcrrl cilrattcre. l,i
mol ti pl i cl tct-cnr- Cit) e ancora pii imporl.antc quando li.rpcrsona si
a l l u n g a s s i n ros l i l tn n i d cl l ' csi stcnza,
m< l a n c h c g l i c rrrl ri c l c sol ' l crcnz' c'
F o rs e , d < l p o m i l l c i rn ni cl i vi ti t, nl ol ' i l ' cnl t.l " l () vcl ' i l -
pt' esent:.r conte una guida, un nt aest r o,un consiglier e,
un c' cl ucatore, u n polit ico e cosi viar .Plir - nacli allidar e a I
I'
a qr' rcl ptrnt< l 'i tspi - qualclrr-todcl potere , dobbiamo s:.rpcrcsc non abbia- j'
m c n tc a p p a g a ti ; o l i rt' s cno. Fot' sc, 't
o (;rcr-ch(' nto i r c[re'Iare cor r un ipocr it a o con un inr br ogli<>ne. t li
rc rc | n n ro a v i l ' c t' c c l u c nl i l a anrl i , cl i cci nri l a
Bisogna arlloraprcscindcre cla qr,rclloche'dice, per-
n o ? ) l ' c tc rn i ta . N o n c l i c esan P aol o chc l ' r-rl ti rnoncnl i -
chd l o strl l ment o pr incipale dell'ar t e della t lr . l'l'aD la
co a esscl'esconlitto sitrd la rrrclrtc?
parol a. N el l a nost r a civilt a clci m ass- m edia,s<t nost a-
In rc a l ti \, ttrtti q r-rc stiri l gi orri tmcnti ri vcl l tno una
te messe a punt o t c. cnichc sol'ist icat e per sedr - r r lee
l o n d i tn re n ta l e ml l n c a n z .adi saggczzi t'l ' i ncal l aci ti r di
convirrcere, pL'r-cl'r:at'c.nriti chc non corrisgrondoncr
d i rrc u tr' i n tc n s i ta , u n O s pcssol ' c,unl t pt' ol orrcl i taal l a
rni ni rnarrente alla r ealt i.
n o s tra v i ti t: c i i l l u d i a m o chc l ' al l unganl ento dcl l a dtr-
Gl i uomi ni c he aspir ano al pot clc possono inr por -
Ia ti l c i d i a u n a q tra l i ti che, l ot' se, n< l tt < l ttct' t' cnl nt(l
i n n ri l l c l tn rri . rc una l oro i mm er ginealt iliciit le, del t ut t o inlondat a,
n e'pDpi tl
c ct' c
Ep i c u t' c l : u U n tr:nl po l i nri tato ctl ml l rcndc l n e spe'ssodcl tutto opposta a ciir che veramente sono:
s tc s s i l q u a n ti ta d i ;l i a cerc di trn tcr-r-l po i l l i nri tato' sc uti l i z-zanosentpliccnr L'nt ei nt et ocli con cui i pubbli-
s i s a n n o a m n ri n i s tri tt' ei pi i tcct' i col l sl l ggcT' 7' a> ' ci tari r,,enclonoi proclcltti corn l-r.rcl'ciali.

60 6l
Dobbiamo dunque diffidare non solo dei bei di- nostra personaliti, qualche elemento che
ci era pro-
scolsi,ma anchedclle belle immagini. "ln un uomo bal ti l menl e r est at o oscur o. Conr e diceva
La Ro_
osservala maniera di agire,o consiglia Confucio cl rcfoucar r ld, onel giudicar ci, i nost r i nenr ici
vanno
(esan-)inale sue motivazioni, guarda dove trova ap- pri trvi ci ni a lla r ealt d di noi st cssi. ,
pagan-lento. Questod un mezzosicuro per conoscere Naturalmente dovremo fare una tara di cluesti giu-
il suo carattere.> dizi e soprattutto dovremo ten.r conto creri'int"niro-
Per giudicareuna persona,dobbianroosservare ne con cui sono st at i lor m ulat i. Spesso inl'at t i
sono
conrc.si conrporlanellavita di tutti i giorni;e, benin- c' oncepi ti pr . opr io pcr . colpir . ci e quindi
esilgct - anoo
teso,questovale ancheper noi s1c'ssi. di storccl noun diI 'et t o.
Spessonoi non ci conoscian"ro affatto,non sappia- La stessaoperazione, per.d,va compiuta anche
nc.i
mo chi sianro,abbiamo immagini sbagliatedi noi conlkrnti dci giudizi ltositivi, dclle locji e <iegli
incensa_
stessi.Anchein questocaso,valeil mcdesimoprinci- mcnti: anchc qucsti possono nascere da aclulator.i
giudicarenon in basealle parole o alle dichiara- op_
1-rio: ptrre da pcrsone che ci amano troppn o che
non ci c<lno_
z.ionid'intento, ma in basea cid che si I'a e al nrodcr scono bene. Catone diceva che nspcssoclci nenrici
aspri
in cui ci si conrportanellarcalti cli tutti i gir-rrni. e accani ti ci sono piu ut ili di cer t i am ici gcnt ili
e com -
Dice un provcrbio arabo: nLa prinra volta che un pi accnti : qucllidicon( ) spessola ver it i, que, st i
nt air .
uorlro ti ingannala colpa d sua, ma la secondalir col- B i sogna inl'ine consiclcr ar e che un conf r onlo
pa e\tuau. fra
< -rpi ni onico nlr ast ant i ci por lerpiir vicino
alla r calt i di
qllanto possa l'arlo un unico punt.o di vista.
E per qucst o che un pr over bio cinese consiglia:
35. I nemici uC onscryat iun nem ico per la vc- cchiaiau.

Il saggiclimpara nroltc c<lsedai suoi nenrici.


AnrstoraNE,
36. Mezzi e fini
Ci dobbianro abituale a con.sidcrarc'gli aspetti posi-
c.mpr-onrettcn()n p()cora n.stra serenitirinteriorc
ti v i d i c i d c h e i n u n pri mo momcnto ci sembra del non sa-
pcr-nreln()v|ilfe, cornc fosse|o vcle,lc nostrcinclinazi<lniin
tutto ncgativo. Anche la presenza di nemici - di per- rapp()r' toul l c nost r . clt ossibilit d,e aspir . ar cinvcce
s o n e c i o d c h e c i c o m bal tono e ci contraddi cono - con I a
spcri l nzau mele lr 1) pl) (ur ) andi,salvo pO i,di ll. O nt eall, in-
p u o c s s c rc i d i v a n ta g gi o. success(), pr.encler-cclacon la sor1.e e con la slortuna,ir_tvece
In plinro luogo ci conferma che contiamo qualco- cl tt. con l l t rro s l r.l r s l ol l c z z a.
sa o che tocchiamo punti dolenti; in secondo luogo, Plutnnco
u n n e m i c o p u d e s s c rci pi i r uti l e di un ami co, o pcg-
gio di un adulatore, nel {'arci conoscere noi stessi. N<tn saper valutare le nostre capacitd e proporci
nre_
Il giudizio esprcsso da un nostro critico, anche il te supcriori alle nostrc fbrze, o comunque
contrarie
p i i r ma l e v o l o , i l l u m i na comunque un aspc' tto del l a al l a nostra n at Lr r a,signif ica andar e incont r o
a un si_
62
valore sacro:certi miti raccontanoche uin principio
curo fallimento. Anche qui la conoscenza di noi stes-
era il Verbooo che Dio diedealla luce le cosesempli-
si rc'stirl'ondamentale.
cementenominandole.
Mcllti sognano grandi cose, n'ra,appena vicne ditta
Per un filosofo come Heidegger,l'esserestessosi
loro una possibilita, si rivelancl in['el'i<lrio irracllttti al
presentacome un linguaggio.Ma c'd una netta di[fe-
compito: avevano creduto di esset'equel che non era-
renza tra il parlare per esprimerequalchc mgto del-
no, avcvano di s6 un'idea sbagliata. Anz-ich6prender-
l'animo e il parlarecome semplicechizrcchiera: il pri-
scla con gli altri o con la slbrtuna, dovrebbero accet-
mo contraddistinguela vita autentica,il secondolo
tare la lez.ionce ridimensionare i loro progetti.
sprecoe l'inautenticitd.Le parole dovrcbberoquindi
nPotersi sentire soddisfatti della propria vita d co-
esserepensatee misurate. Parlaretroppo e in conti-
me vivere due volte" scrive Marziale. Ma questo n<tn
nuazioneci [a perderedi vista il loro valore e in ge-
e p o s s i b i l e s e s i h a d i s d un' i mmagi ne l al sa o se non
nereil valoredclla comunicazione stessa.Se la paro-
ci si accetta per quel che si e.
la b sacra,lo d per lo stessomotivo I'ascolto.
D c l b b i a n rod i v e n ta re c onsapevol i cl i ci o che si anto,
Infatti, senzal'ascoltoe senzail silenziocon cui
i n d i p e n d e n te m e ntL 'd a l l e anrbi zi on i e dai desi de' riche
essosi esprime,non ci sarebbela possibilitirdi dire
p o s s o n o e s s e rc is ta ti i n s til l ati dagl i al tri , pcr c' scntpi o
coscsenszrte. Tutti impariamoascoltando.
c l a ig e n i to ri o d a q u a l c h e educatore.Il nostro compi to
A scol tare
( b m eglii o che parlarc troppon dichiara-
(<ASUL,'I IiII
E realizzare noi stessi,non conlbrmarci a qualche mo-
va Cleobr-rlo.
d e l l o p l e c o s ti tu i to . Se n o n si amo adatti a l are qual co-
Una parola che nascadalla riflessionee dal silen-
sa, sarenro cc'rtamente portati a [are qualcos'altt'o.
zio ha ccrlo piir valore,piir peso,di un discorsotenu-
Corroscere se stessi d la condizione prima pcr non
to pcr motivi convcnzionali.E com'd possibileespri-
andare incontto a delusioni, che pclssonoamareggia- mere qualcosadi autcntico, qualcosa di sd, sc si
re tu tta l a v i ta . C ttn te d i c e Montai gne, ul a gt' andezza utiiizzanoespressioni di comodo?
c l ' a n i n ro n o n c o n s i s te tanto nel l ' andare i n al tcl o i n Ecco perch6in quasi tutte le tradizioni spirituali
avanti, ma nc'l saper stare al proprio posto t,' nel sa- esistel'eserciziodel silenzio:d da essoche la parola
persi circosct'ivere,. pud l.rarrepiir autoritir. Bisognaperd tener presente
che il linguaggionon d solo quello pronunciatover-
bzrlmente, ma anchequellopcnsato.
37. Il valore della parola
Non seruea nulla restarein silcnziosedentrodi noi
continuaun incess:rntc dialogoo monologclinteriore.
ParlareE un nrezzoperesprinreresestessiagli altri, ascttlta-
Leserciziodell'ascoltosilcnzioso,sc accompagna-
pcraccoglieregli altri in sc stessi.
re d un nlez-z()
Wen-lztt to anche da un ellettivo rallentamentodell'attiviti
mentalediscorsiva,sarirdunque la migliore prepara-
zione ad "accoglieregli altri in noi stessi".Nietzsche
Ecco ben distinte e valoriz-zate le due fondamentali
sostenevache nse si tace per un anno si impara a
lunzioni del parlare e clell'ascoltare.
parlare,ma si disimparaa chiacchierare". ll che non
ln alcune re'ligioni, alla parola viene attribuito un

64
sarebbe una gran perdita. (Bisogna imparare a co- fare grandi cose:ognuno d importante perquello che d,
gliere il momento giusto per parlareosostienePlato- ognuno d determinante con la sua stessa presenza.
ne ne il momentogiustoper tacere.) Nessunod inutile, nessunod ininfluente.In un certo
sensosiamo tutti parenti.E per questoche un Empe-
docle arriva a scrivere:nSono stato ragazzo,ragazza,
38. La totalitel albero,uccelloe muto pesceche.sorgedal maren.
Dunque,anchele nostrepiccoleo grandi sceltein-
Vi d una sola saggez.za:ctlmprendere come tutto sia g()vcr- fluenzerannocoloro che ci stanno intorno, i posteri
nato attra\,'el'so ttltto. e il corso della storia.
ERACLITO nCooperiamotutti a un unico scopo,Ddice Marco
Aureiio nalcuni in modo consapevolee intc'lligente,
Ecco una meditazioneche d in grado di elevarelo spi- altri senzarenderseneconto.) E aggiunge:nIl mon-
rito al di sopra delle continge'nzee delle meschinitir do d come un'unica creatura vivente,costituito di
umane:d quindi di per se stessain graldodi riporlarci un'unicasostanzae di un'unicaanimao.
un po'di serenitirtutte le volteche siamo incalzatida- Gid Aristotele sostenevache "la natura non fa
gliavvenimenti.Vedereinf'atticome tutto siagovc'rna- niente di inutileo. Ma la meditazioneci fa capire
io da tutto significa accederea una visionc'secondo qualcosadi pin importante: che ognuno di noi d un
cui tutti i fenonrenisirivelanointerdipcndenti e quin- vero e proprio microcosmo, di cui dovrebbe essereil
di nientesi presenta isolato e sc'parato' signoreincontrastato.
Seci lbsseun'intelligenza - dicevail matematicoLa- nCon l'esperienza,con il sapere,con l'esercizioe
place- checonoscesse tutte le lbrzeda cui i'animata la con la rif'lessione,scrive Schopenhauernviene po-
n"tut, e la situaziclne degli esset'i,potrebbeabbraccia- tenziatala percezionedella realtd, il giudizio si fa
re i movimenticleipiil grandi corpi dell'universoe del piir acuto e la visioned'insiemediventa chiara: si ac-
piir piccoloatomo,e aver presente sia il passatosia il fu- quisiscecosi in tutte le coseun dominio sempre piir
luro. In altri termini, riuscirebbe a vedere conrc ogni comprensivodella totaliti. o
cosainfluenzaed d influenzataclallealtre.
Ouestosignificacapire conre ogni cosa esistain
funz-ionedelle altre. 39. La via di mezzo
.Siamo le membradi un imrnensoorganismo' dice
Seneca,e, per quantouna palle possascmbrarepicco- Una vit;r retta non devend cercarei piacerin€cercaredi
la o insignificante,essab comunque fondamentale, evitareassolutamente i dolori,ma devescegliere
una via di
perch6,," il tutto sarebbediverso'Quando mezzo,quellacheho chiamato"sereniti".
Lno di noi -o.t.ur.",
dir un calcio a una sedia,in qualctreparte Plarorup
dell'universo potrcbbe f-ar cadere una stella' Qltesta
constatazione ci attribuisce da un lato una grancierc- uC'Euna misura in ogni cosae tutto sta nel capirloo
sponsabilitire dall'altro ci assicura che non dobbiamo cantava Pindaro.

66 67
Una "via di mezzo", ugualmente lontana dagli
II In tal sensola serenitdcontraddistinguela virti,
estremi dell'edonismoe della moftificazione asceti- che - sec<lndoOrazio - (sta ncl mczzo fl"acluevizi
ca, viene enunciataanche dal Buddha, vissutclnel- opposti,bcn l<lrrtana
clacntranrbi.,
l'altra parte dcl mondo quasi nella stessaepocadi
Platone,a dimostrazione che la saggezzadi ogni
tempo e di ogni paesefinisce per giungerealle stesse 40. Il denaro
conclusioni.Tuttavia,cid che il Buddhismo definisce
"via di mezzs"per noi sarebbeancora una vita di ri- Noi rron canrlticrcrno la nostr.a vir.ti con lc krro r.icche-zze:
nunce.Perchddivcntaremonaci?Noi siamoconvinti q u c l l a i 'sta b i l c, i l cl cn n r o i n vccc 1 - l a ssa
cl au n u o r .n oa l l 'a l tr <1 .
che, per realizz,arci, dobbiamo vivere pienamentela So l o w E
nostra esistenza e fare tutte le esperienzeche un uo-
mo deve [are. Il pr' o blcm a non c\ nat ur - alm ent cclucllo di dispr ezza-
Che cosa rimane allora di questi antichi insegna- re i l clcnar o, nr a quclkr di ncln clover . r inunciar . ealla
menti? Che cosa d utilizz.abileancora oggi?Ovvizt- prrl l tria "vir t ir " - et lpr opr io cqr _r ilibr . io
- pcl- accunt u-
mentel'inrritoall'equilibrio,all'ilrnroniaintcriore,al- lal'l<lo 1-rcrconsen'ar'lo.
la moderazione;il principio secondocui dobbiamo Lolt iet t ivo, ir r l'at t i, non dovr ebbc esscr - et anr o
evitare.sistemidi vita che, pur nella loro contrappo- cl ucl lo di divcnt ar e r icchi, quit nt o qr _r ello cli vivc- r ese-
sizione, conducono ugualmente alla so{'ferenz-a. In- t' eni l m r : nt c. m olt o non d sinclnim o di viver e
"Aver c
fatti d infelicesia chi rinuncia alle gioie naturalidel- lrcnc, scrivc Erich Fr-onrnt in At,ere<) e.s-ser"2. Nella
l'esistenza, chiudendosiper l'appuntonella rinuncia s< l ci et aum ilna, invecc, si linisce pcr iclent if ic: r r cil vi-
e nella morlificaz.ione, sia chi inscgucogni piacct'e, vcre bene c<.rnl'csserer.icchi.
costi quel che costi. Qu ando si punt a all: . rser - enit i\ ci , si accor ge che il
"serenitd" d la parola chiave:lo avevacapito Pla- dcn:.rr oD un m czzo ut ile, m ar non nccesszt r ianr ent il e
tone, Questostato d'animo ci dice chiaramentese nri gl i ol'e.I l I 'ine c un alt r o: d l'it m t onia int cr . ior e.
stiamoseguendola via giusta,la via equilibrata,che uE sscr e liber i i nr cglio chc csser er icchi, dice Ne-
devepur semprecorrcre fra due precipiz.i. vi o. E Plat one conler r na che unon sl'uggeall'inl'elicit i
oNegli al'f'aridel mondo,, afl'ermaConfucio nil chi di v cnt a r icco, nr a chi divcnt a t em per ant e, . I nf at t i
saggioevita sia l'attcggiamentodi rigido rifiuto sia uchi aspir a alla f 'elicit r non \ deve ccr . car eil guadagno a
quello di accettazioneincclndizir-rnata: la sua regol:rd ogni c ost o, be'ns)con giust izia e con nr ocler - az. ioner .
la via di n1ez7.o.>> Il punt o cli r il'er im ent o r est it dunquc lo st at o d'ani-
Si tratta insomma di barcamcnarsil'ra i due estre- nr< 1,ch c d l'unica ver a c( ) sil in nost r . opot er e. Da esso,
mi, tenendocome rotta, come punto di ril'erimento, nor-rdal denar'<-r, cleriva il nostro benessere-
lo stato interiore: le scelteche ci conservanola sere- uLa l'or t una pt r d t oglier e'al saggio le r icchezze, o
nita ci cclnfcrmanoche sono giuste; le scelteinvece cl i ce Scnccar( m il non la lbr za d'anim o. , Ed d que-
che ci fanno sentirea disagioo in conflitto con noi st' ul ti nr a che la la diif 'cr . enzilt r a la r iuscit a o no di
stessici dicono che stiamo sbagliandostrada. trna vit a.

68
Scrive a questo proposito Schopenhauer:nE,piir realistica. Pitr si dilata la visione delle cose, piir si ve-
saggioprocligarsipcr consL.lvarcla salute e pcr pcr- de la realti come un gigantesco processo di interre-
lezi<lrralclc proprielhcolti)pirrttostochc pcr I'acclui- l azi one, i n cui ognuno ir r f 'llr enzagli alt r i ed t da lor o
sto di ricchczze>>. i n{l uenzato.
Forse la parolir conclusivasull'inte'raquestioneb Cid non significa, perd, che la responsabiliti indi-
quella di Fedro: .Il sarggioha semprecon s€ le pro- viduale scompaia: se infatti b vero che la nostl'a vo-
prie ricchezz.er. l onti d condizionat a da m ille f at t or i est cr ni. d anche
vero che osn i nost r a dc'cisiclnc,ogni nost t 'a er zione,
corttribuiri a conFerire un col'so diverso erlmondo.
41. La responsabilitir Il risultato ultinro di questo pel'cofso di c<lnsapevo-
lezza non d dunque n6 il sensodi colpa masochistico n€
Si apparticr.rcal volgo firrchetsi attribtrisce la colpa sempl'e la deresponsabiliz.zaz,ionetotale, ma una via di nrezzo,
arrli altri; si i'strlla via della saggczz.nquando si cor.rsiclcra da cui emerge la necessiti\di allargarc la comprcnsione
r es pons abilc s olo s e s t L 's s ( ) ;m a i l v e r o s a g g i o n o n t r o v a
e di restare vigili, anche nc'i pr-opri conll-onti. Solo una
c'lpev,lc rri' gli alt'i ntl sc"
cosci enz.acon t inuam ent e in az. ioned in gr ado di lar ci
Eprr.r,r:to
capi re I' csatt am isur a delle nost r e r - esponsal: ilit i.
. sar i ca-
La mancanza di una riflessione pcrsonatle porta a con- " Quando n r ai I 'uonr o, si chiede Coniucio
pace di vedere i propri errori e di giudicarsi da solo?o
siderareresponsabiledel nrale che ci capita sempre
qualcun altro: una persona,Dio, il clestino,ecc. Si
proiettasr"rglialtri la colpadellc nostresventur-e,e que- 42. La feliciti
sto tipo di opelazioneci prtxura un sensodi sollievo.
In tal modo, non facciamomai i conti con la nostra Il modo piir sicuro di dive-ntareinfclici c\desidcraredi cs-
coscienza,e quindi non progrediamo:r'estiamodegli serepiir felici.
eterni bambini incapacidi diventareautonomi.Come ARTnuR Scr r opEnnnunn
dice Giovenale,nla penapiu granded portare sul cuo-
re,giornoe notte,il testinrone dellepropriecolpeo. Qui si delinea la differenza tra fe'licitd e serenitd. La
Ltromo che riflette capiscequestomeccanismoele- pri ma d nn' e m ozione est r em a che non pud m ant e-
tncnt.aree inconrinciaa considcrarele propric rcspon- nersi a Iung<-er che, pel'una r caz. ionc dialct t ica, di
sabilita. Naturalmente,per I'ar questo,ha bisognodi vi ta al suo cont r ar ^io;la scconda d una via di nr ezzo
guarclarsidall'csterno,di esaminarese stessocotrrese che non ha n essun oppost o nat ur alc: essendo il pun-
osseryasse un estraneo;e, a questopunto,rischi:rdi at- to cenl ral c, i l cent r o d'equilibr io, d in r ealt ir m inac-
tribrrirsituttele colpecheprima addossava agli altri. ci ata dal l e'oscillazioni delI 'er lot ivit ir .
Ora gli sembradi esserela causadi ogni sua di- E l ogi co p cnsar e chc la r - icer cn di una scr - npr e
sgrazia. maggi ore fel icit a, elinr inando il cc. nt r o d'equilibr io,
Ma anche questad una posizioneestrema e poco finisca per gencral-e il suo esatt() opposto.

70
Dice Platone: uE evidente chc dolore e piacere si mente. Qui n<ln par liar no t ant o dclle vcr c e lr r r r pr ic
generano a viccnda, secondo nattura>.E il tcst<ttaoi- mal atti e psicokr giclr c,qLr ant oclc- qlist at i di ur aI cssu'c,
s ta d c l We rt-t? .u c o nf' crma: uS e di ri gi i tuoi sl < -rrzi vcl ' cl i pcssi n r isnr o,cli unr or ncr 'oc clci lor o cor r t lar i: sor t r r
so una scmprc n-raggi<lrcfclicitir, allora sarai colpit<t qucstc Ic cor - r diz- ioni r r r cr - r t ali
chc de I iuiscono il n<lst r o
d a c i o c h e d s p i a c evol ce dol ot' osrt,. bencsse r eo la nost r a soll'cr cnz- di a t ut t i i gior ni.
Non si tratta di senrplici paul!, di pessimisnto, r-nil Dicc Tcrenz.io:
"La vcl'it silggezza consiste non so-
dclla constatarzionc che gli opposti sot-tocomplcmcnleit'i. l o nel ved er e ci<)che ci st a clavant i al naso, nr a anchc
Pel sluggire il qucsta dinlcttica clci corrl.ritri,il sistc- nel prevedere cir) chc accadrl\,.
m a m i g l i o re c \q u c l l o di attcncrsi i l pi u possi bi l cal ccn- P el ' i nrpedile il passaugioe l'invasione di st at i d'ar -
tro , a q u c l l o s ta to d' ani nro equi l i brato che noi dcfi ni a- nimo ncgartivi,occorle osscrvi.ll'cil solgere di qucsti
mo sercnita\.Questo scntintcnto ci i clitto in patlenz.it senti nren t i ncl r lr <t nt ent ost css<.in r cui nit scono; lt iso-
dalla natura e ptrd csse't'entantcnuto inclelinitar]teltle gna prcncler c<lscienzaclci nr eccanisnr i clr c li innc-
s e v i e n e c L l ra toc o n attcnzi < )l tc, se ci < l dsi i ntctvi crrcl r ri - scano e di qr,rclliclrc possor-r<t scitcciarli.
pristinarrloogni voltir cltc lc circ<lstatnz.e tcttclrlnoil spo- conr c nella casa m al r icopcr t a ; lcnct la la
" P ropr io
starlo vcrso gli estrcuri dcll'csaltazione clclla ctcpres-
o pi oggi a,' t lclvianr o scr it t o nel t est o lt Lr clclhist adcl
s i o n e . Ow i a me n tc gl i aw eni mcnti cstcl ' ni non s< .rno in D hatrtrnapur ln
"cosi nella nr cnt c non cont r ollat a si
nostro poterc, mit lc lotrr t'ei.tzioni
interiori dipcndontr B cncl i l l o sc; t r iIibr io. , .
dal mrxlo in cui gcstiitnro lit ntcnte. Esiste un'az.ionc Il " con t lollo" in quest o caso cor r - ispondca cir ) chc
prevcntivzr,che c<lnsistcnclla c<lsttuzirlncdi unit visio- gl i anti ch i clcl'inivanola "cur a cle. ll'anint a": si t r at t i. rdi
ne filosol'icae saggindella realtir;cd csistc un'az-ionctc- un' abi tudi ne : r llir sser var z. i<lnc i nt elior c, al l'in Lr uspe-
rapeutica, che consiste ncll'intct'venit'econ cot't'et'tivi zi one, ac cor 'r - lpagnatda a sapicnt i int cr vcnt i per con-
p e r ri c q u i l i b r a re ' g listati d' arni rnool rposti . scrrau' ek r st at o d'ar nt onia c di equilibr io.
i l saggi o ci nese C huang-Tzu
" L a v i rti n a [{ ' c rma N el l e malat t ie lisiche cont e in quelle m ent er li, sc
(c o n s i s te n c l rrra n tcni nrcntodel l ' armoni a.n l ' ol gani sm o c debilit iit o e indileso, non pot r i\ oppor :
re un' el l ' icacer esist enzae gli at t acchi pot r anno aver e
pericolosc consegucnze.
43. La prevenzione C cl n un po'di osse. r r , r azione e di allcnant ent o, t ut t i
possi anr o cogliele l'awiciner r si di pensieli ner i e di
Conrechi i: in buone condizioni l'isicheresisteal caldo e'arl stati di deprcssione e di scon[brto; e lo stcsso put) av-
puir
fl'cdckr,cosi chi manticnc l'itninrain butlnc cotrclizior.ti vc'nire per l'esaltazione, pcr l'eulitria e per tutt.e qucl-
rc'sistcrcall'ira,al dokrrc,ulla contnrozioncc it qtralsiasial-
l e enrozioni chc sono anch'esse per t ur bat r ici dell'e-
tra a l l ez -i o n c .
qui l i bri o int er no,
Epllrt,ro
Lo sviluppo della consapevolezza pud por t ar ci a
Tutti cclnoscono I'inrpclrtanza della prevcnzionc nellc scoprire e a linruovere. le cause estel'ne.E, se cid non
m e rl a tti e fi s i c h e , n ra pocl ti si rcrrcl ono conto chc l a e\possi bile, i in gr ado di din- r inuir ne o di annullar ne
s tc s s al i n e a d i c l i f' esa' u'adotti
a tta contt' o i di sturbi del l a gli cfl'ctti sulla nostrir ntcnte.

72 73
Dichiara a questoproposito Seneca:nLanimo pud diventa doloroso perch6 ci culliamo nell'illusione
resistereai mali che si d preparatoa Fronteggiare>. clrcle nostreopinioni rispecchinola realth.Ci siamo
clirlcnticatichc, comc diccvaEraclito,ule opini<lni
rrnranesonogiochidi lanciulli,.
44.Le illusioni La fine delleillusioni,delleideologiee delleutopie
non va vista percid come una tragedia,come un nau-
Ci sonouominicui le illusionisullecosecheritengonoim- f ragio nel pessimismo,ma corneuna nuova possibi-
pollantisollonecessaric comela vitastc-ssa.
liti cli ritrovare l'c-sse.r-rza
dellecosee, con ess:1,
la nr>
NrcolasnECrremronr stra ft)ndanrentalesercnitd;t un l-nezzodunque pcr
crcscerL., pcr diventareadulti.
Le illusioni possonoesserecome una droga: impedi- AfJ'ermaSchopenhauer:uIl caratterefondanrenta-
scono di guardarein faccia la realtd. euando poi le lc dell'etamatura d il disincanto,.
cosesi rivelanodiverseda come le avevamosognale,
eccoche subentralrola delusionee l'atnarezz.a.
nIl genere unlano non pud sopportal.etroppa
45. Le rappresentazioni
realtd, dice Eliot rif'erendosiproprio a questo pro-
blenra. Non c'c\tcnlpesta piir forrc di quella scatenata dalle rap;lrc-
Leducazionealla sereniti d innanzituttoun'eclu- scntazioni mcntali negative.
cazionealla realtd.Per una profonda tradizione spi- Eprrrero
rituale corne quella dello Zen,la realizzazionedel-
l'uomo consistepropr-ioin questo:amivarea "vedere Fra le tempestedella vita, le piil insidiosesono quel-
il mondo cos)com'd''. lc provocatedalla nostra stessamente; e su di esse
Cosa non facile,in veriti, perch6la nostra cultura p<-rssiamo e dobbiamo estendereil nostro controllo.
fa di tutto per instillar-cifin dalla prima infanzia ogni Per le grandi prove dcll'esistenzarsiamo piir pr.epa-
generedi illusioni, spacciateper ideali e valori. E, rati di quantot'lonsi creda,abbiamoper cosidir-ede-
cosi facendo,ci manda incontro a sicuredelusioni. gli anticorpi naturali. Invece,per quelle provocare
uLe veritirsono illusioni di cui si d dimenticatala dalle nostre fantasienegative,dalle immagini mor-
natura illusoria" sostieneNietzsche;e il nrotivo d bosee dai pcnsieridistorti, non disponiamodi ncs-
che queste"veritd"sono semplici prodotti della men- sunalineadi dilesa:ci aspettavanto un nemicoester
te, senzanessunacorrispondenzacon la realtd. no, non uno inlerrno.
Noi soffriamo meno per i colpi naturali della vita Ouasisenzaaccorgercene, cadiamo in pr.edaa im-
che per il crollo delle nostre illusioni. Cid avviene pulsi di ira, di odio, di paura,di frenesia,di sconfor-
pcrch6viviamoin un mondo di sognie di utopie,vi- to e cosi via: all'esternonon d successonulla, ma
viamo in un mondo immaginario. dentrodi noi siamo in pienacrisi.
Le fantasiecompensatorienasconodalla sensa- Basta un'ombra, un sospetto,un momento di
zione chc la realtirsia insufFiciente; perd il mondo stanchezza o un scmplicepensierotetro,ed eccoche
74
penetrian.ro in una specie di incubo a occhi apcrti: ci 46.La tranquilliti
s e n ti a m o o p p re s s i , i n l ' el i ci , demol al i zzati , si amo i n
b a l i a d e l l ' i mma g i n a z .i o n c mcntal c ncgati va, uu vcro In una cosaril saggi<)supera Dio: questi non tcmc nulla per
e propr-io cancro della psiche. propr-ia naturzr, il saggio pcr propri;r virrir. Che grerndeco-
Come lare a uscirne ? sa csscrc debolc c()mc un uomo e tranqlrilkt contc un Dio!
Epitteto, nelle sue Diclribe, sostieneche nil ve'r'oatlc'- bF-NECA
tao d colui che combatte'tali rapprese'ntazioni.E la po-
sta in gioco D molto impoflantc': d la capacitir di csser-c Luonro che, pur conoscc-ndoi propri limiti e la pro-
padroni di noi stessie quindi di esserelibeli c sereni. pri a I' r' agi l i ti \,an 'iva a dom inar c la paur a dei m ali e
Pe r p ri m a c o s a b i s o g na di vcntarnc cosci enti , ccl - cl cl l a nrorte, d gia\sim ile a un Dio: nessuno pot r d im -
gliere la negativitir al suo apparire'. E poi bisogna inr- pcdi rgl i di esser ecit ) che 0.
pedirle di avanzarrc',ponendo a contrastarlaruner rap- La cal nra d gii il segno del divino in noi. uI saggi
p re s e n ta z i o n e m e n ta l e p osi ti va, ube' l l ae nobi l c" . anti chi n di ce C huang- Tz. u ( nut r ivalt o il lor o spir it o
La vcra saggezza,aff'ernra Epitteto, consiste nella con l ertranqui l l it i. u E er egiunge:( La concent r azione
s o c ra ti c a u c u ra d e l l ' a n i m a,, i n ci d che oggi potretn- rcndc si nri l e a un dior .
mo chianrare meditazione'. Se ci preoccupianro con Il I' atto t che, m ent t 'c gli avveninr cnt i cst er ni non
tanta attenz.iclnedei nostri beni, dobbiilnro cLrrat'cil sor-rclin nostro potcre, la nostrarrezrzionc a tali awe-
ma g g i o r ra g i o n e l a n o s tra ani ma, i l nostro s6, chc ci ni mcnti cl i pe' nd eda noi, e, se noi r eagiam o con cal-
permctte di gode'redi ogni altra cosa. ma, di vcnti amo in ogni caso i padr oni del m icr oco-
E p i i r c h e s a g g i o i mp i egare un po' di tempo del l a smo che abi ti amo: nessuno pot r i t r - r r bar lo.
n o s tra g i o rn a ta i n q u e sto control l o peri odi co del l cl In un ccrto senso, t occhiam o l'ass<llt r t o,e lo sia-
s ta to d e l l a n re n te , e s a m i nando i n pzrrti col are se l a nro. E per questo chc la Clnndogt:u-upanisud al'fer-
c a u s a p e r c u i c i to rm e n ti amo d un l atto esterno o mer: ul-a calnra profonclerchc nasce dal corpo e che
u n a n o s tra ra p p re s c ' n taz.i onenegati va, oppure cn- raggiunge per suit propria natura la luce suprema d
trambe le cose. I' i mmortal i ti u.
In a l c u n i c a s i , i n fa tti , l a moti vazi one esteri < -rre d C hi ri escc zrc ser cit ar e il dist acco e la calm a ha in
aggravata dall'intervento della mentL' che' la ingigan- ml l no l a chi ave del pr opr io dest ino. ln un t est o t aoi-
tisce, che la fa apparire piir grave di quanto non sia. sta, 1/ l i bro del l'equilibr i<t c dcll'ar nt nr zin, t r oviam r - r
La meditazione d senrpre una "cura di realtir", un scri tto: uLasci a che l'azione pl'ovengadalla t r anquil-
tentativo ciod di eliminare la componente soggettiva l i tdu perchd (quando sei quielo, l"er m o e picno di at -
dcgli stati di soll'erenza e di crisi. E con tale opera- tcnzi one, i l di se gn<tcelest e d sent pr e chiar o, la con-
z i o n e d i " i g i e n e n re n ta l e" che ri prendi amo contatto sapcvolezz.aD senza veli, e tu sei zrutonclmo nell'agire
con le cose e recuperiamcl la nostra serenitd. e pucl i af' fj ' ontarcqu: llsiasi cosa si pr esent i, .
C o m e d i c e N i e tz s c h e, unon l e ccl se,bensi l e opi - S pesso cerch iar m o nclle em ozioni piu lr lr t i, nella
nioni sulle cose che non esistono. hanno conl'uso sli l otta e ncl l a con cit azione. ,un'cspcr ienza che ci dia il
u o mi n i r. senso vi v< l del l 'esist cnz. arM . a dovr e nr m o m eclit ar e

76
sulla seguentesentenzadi Lao-tzu: .La piir grande 48. La fioritura
rivelazioned la qr-rictc".

Quandosi vcrificaun'abbondante
Iirtritr,rr-a,
scguonoinevi-
47. La ruota tabilmcnte
tristezzae decadenza.
. Wen-tzu
Quandola ru()tagira, clrasta sopra unil partc tlrzrl'altra.
PLrrr,tnc<r Ecco il rovesciodella situazioneprececlente: ld ave-
vamo il culmine della crisi e della clevastazione, e
Fa parle dclla norrnale dialettica dei contrari che le due non potevamoche aspeil.arciun miglioramento;qua
p a rl i d i u n c i c l o s i a l te rn i ncldi conti nucl :ni cnte l ' i manc abbiamo il massimo della fioritura. Si contempla
a lungo nel punto piir alto, niente dmane a lungo ncl qlrestameravigliae.si d pieni di gioia, ma gid si av-
punto piir basso. Mcnrore di questa lc-gge,Kierkcgaard verteil segnodella flessione. Dentrodi noi sappiamo
scrive: nQuando tutto tisembra pcrduto, d all<lrache in- benissimoche il ciclo ha raggiuntol'acmee che ha
cominci a viveren.Una volta tocceltoil fondo, se non ci ormai imboccatola china discendentc.
si disintegra, non si pud che risalire a galla. Se abbi;rmo realiz.zalouna grancleopera, non po-
Ecco dunque una meditazione che dcve essere te- tremo piir f'arneun'altra allo stessolivello;se un'epo-
n u ta p rc s c n te c l a c h i a ttraversa una cri si , da chi ha ca storica ha raggiunto il suo vertice, non potri che
l ' i m p re s s i o n e d i n o n p o terccl a pi i r fare. S i tratta di decadere;se oggi siamo molto felici, domani non po-
tencr duro il tempo sul'{'icientea Iar si che la ruota tremo esserloaltrettanto.Come dif'enderciin questa
c o m p i a i l s u o g i ro . [ase?Come prepararciper il futuro?
Spesso non possiamo l'ar nulla, non siamtl noi che Se ci si pensabene,questad la situ:rz.ione della se-
a b b i a m o i n m a n o i l b a ndol o dcl l a matzrssa:al l ora conda parte della vita, quando si incomincianoad
dobbizrmo risparmiare Ie encrgie e aspettare che la awertire i segnidella vecchiaia.
c ri s i p a s s i . Si tra tta d i u na prova di resi stenz.a,i n cui Scrive Mont:rigne: uLa morte si mescola e si
v i n c e c h i s a m a l n te n e rsi pi i r cal mo, chi ha pi u pa- confbndedappertuttonella nostravita: il declino an-
z,ienz;t.Dobbiarno solo aspettare che il "corso delle ticipa il momento della morte e s'insinuanel corso
c o s e " c a mb i d i re z i o n e . del nostrostessofiorire,.
E come trovarsi in mezz-oa una tempesta: pttd es- Bisognadunque per prima cosa costruirsi una vi-
sere terlibile, pui-l anche distruggerci; ma, sc' rinsci- sione filosolicadella vita, conoscerequali sono i suoi
remo a tener duro, la tempesta passerd da sclla. Sia- ritmi: la consapevolezzadella realti ci d?runa capa-
mo spesso piir lbrti di quanto crediamo. citi di accettazioneche la negaz.ione o l'ignoranzaci
Dice Sc-ncczr: nChi non ha pii nulla in cui spe'r'are, neganoostinatamente,gettzrndocinella c<tnl'usione e
non deve nemnteno disperare di nullao. nella soflerenza.
uNiente giunge inaspettato:, afferma Euripide
obisognaaspettarsitutto.>
49.La vecchiaia La paura di invecchiared la conseguenza di una
conccz.i<lnc.
intmarturadellavita.
nLavccchiaiai un<tsterto di riposoe di lihr-ti:u so-
Dav ant i alla v c c c hiaia t a l v o l t a e \ il corpo a capitolarc per
lr r int o, nr a lalv r > lt ai' I ' ir n i n r a . stiencplatone(spentala violcnzadcllc passioni,si d
M r c r r u L D EM o N T I G N E I'inalnrcnte
liberida una folladi lorsennatitiranni.,

L a n i ma c a p i to l a p e r pri ma quando i ncomi nci a ad


a v e r p a u ra d c l l c n o vi ti , dci cambi amcnti e del l e 50. Il dovere della felicitd
c n l o z .i o n i ,q u a n c l o s i f ossi l i zz.ancl l c abi tudi ni , quan-
Non c'e\clovr'repil tri.lscurato
cleldover-cclclla[e'licit).
d o s i s c l c ro ti z z a n c l l e opi ni oni . La vccchi ai a ! i nvccc
qualcosa da sperinrcntare f'ino in lbnclo, non una re- Rounnr Lou rs Slr.:vr-:r.tsox
s a a l l a v i ta .
L a c rc s c i ta d c l l o s p i ri to non si attcsta certo nel l a D i ccva Ma lcbr anche: nLa nost r a volont i\ non pud
ta r-d ac ti r: d c v e a n z i c cl mpi crc al tri passi deci si vi . Le- n< l n desi cl cr ar cla lclicit ir , .
s i s tc n z a i ' c o n l ri .rs s c gnati tdatf' asin< l n pcr i l capri cci rr Tcndi anro nat ur alnt ent e il uno st : r t <lcli benesser - e
di qualchc Dio, nra pcr Lrnalsilggt-z-zel chc ha ptol'on- pl r-rpri t.rcon r c : r spir iam o all'ar ia e alla luce. Ed D la
d c ra g i o n i . S c u n a g i ornata l bsse costi tt-ti tasol tanto l l ' ustrazi r> ncdi qucst o legit t im o dcsider io che r cncle
d e l ma tti n o , c n o n a n che del pomcri ggi o e del tra- catti v< ;l ' rrom o.
mo n to , n o n c i s a re b b e possi bi l i ti r di un al tro gi orno; Fi no a oggi ci d st at o insegnat o il cont r : lr io: chc
s c i l te m p o l o s s c c o s ti ttti to sol tanttl dcl passato e del l'uonto e\ nralvitgio per natul'il, nragari in conscguen-
p rc s c u tc , n ri rt c i s a re bbe posto pcl ' i l l utul ' o. za di qui .rl che"pccc: . r t oor iginale", e che quest : l m ali-
n An ' i v i a n rc l s c n rp l ' c i nrprepat' i tti al l e di verse etd gni ti r ! l a ca us: l della sua sof 'ler enza.
d c l l a v i ta , c c i ma n c a spcsso I' cspcri c' nzi nonostantet Invccc' ,I'uom o divcnt a cat t ivr - pcr
r ch6 D inl'clice.
g l i a n n i u s c ri v c i ro n i cantcntc La R ochcfoucatul d, c Bisogna perir distirrguel-etl'it l'clicitd L-stilto nirtu-
nrolti la pensano cos'i. Mat, se pcltessimo essere pcr- ral c di bcncsser e,quello che noi chiam iam <l ser cnit i.
fcttamcnte prepat'ati, il "fare e'sperienzat"- cioi latvi- La pri nra i una ve t t a o un picco che n<ln pur ) esser e
ta s tc s s a- s u t' e b b ei n trti l e. manl .cnuto a lungo e chc dipcnde in gr an par t e dalle
In rcilltir chi ragionit cosi solll'e gii cli scnilitit, os- ci rcostanze est er ne; la sec<t ndainvcce d uncl st at o
l l a m a l i ttti i t dcl l < t spi ri to chc non ha eti r. d' ani nro originale che vicnc oscul'it t o non scllo dit lle
s i a c l i c l L re
u C ' e \g c n tc c h c s m c ttc di vi vcrc el ncot' l tri mi l di i rrctl - cspcr-i cnze ncgat ive, m a anchc' L' sopr it t t ut t o dalle
cor-ro' cz.i oni sociali c cult ur - ali,dalle icleologiedist or -
m i nci zrrc" diceverSenccz.t.
tc e da tutti quegli insegnanr e'ntche i pr . esent anol'uo-
L a ttc g g i a n -re n top o si ti vo consi ste ncl pensi rre che
mo conte un pecczr t or cinvet er at o e il m ondo com e
tu ttc l c e s p e ri c n z el b ndamcnti tl i , tuttc l e l i rsi dcl l ' esi -
un l uogo d' c spiazione,una "var lle'dilacr im e".
s (c n z i .r,r,a d a n o s p c t' i nrcntate fi no i n [oncl o c si i l no
Sc ct-rsifosse, non ci sarcbbe nessun vnntaggio a
u ti l i . S c s i h a l a l i rrtu na cl i vi vcl e a l ung< -r, c' i ' senl pre
csi stcl e.
l a p o s s i b i l i ta d i i n rp a rare qui tl cosa,di perl l ' zi oni tt' si .

80
(La cosa piir importante) dice Platone nnon d vi- venire e dell'alternanza, che in un primo momento
vere, mil vivere bcne., A questo scopo, il nostro pri- pud apparire crudele: se pretendiamo che il tempo
m o c o rrp i to ! l i l l c ra rc l e nrt' ntc del l e cl i stol si oni rcl i - risani ogni dolore, dobbiamo accettareche, per lo
g i o s c , l ' i l o s o l i c h e ' e i d c o l ogi cl te che ci presentarrr'lra stcrsso principio, sgretoliogni felicitA
natura umana diversa da quella che d' Scrive a questo proposito Montaigne: nLa nostrd
La nostra natura d esattamente quella che ci serve vita d composta,come l'armonia del mondo.,di cose
p c r s o p ra v v i v c ' r' e , n 6 b l tona n6 catti va. N essuno, contrastanti,come di diversi toni dolci e aspri, acuti
q u a n d o v c c l ettn l e o n e c he sbt' anal a gazz-el l a,gi ucl i ca e bassi,molli e gravi". Bisognadunque esserepl€pa-
c a tti l ' c l i l l e o n e : l o l a p cr necessi t), e l a neccssi td d rati al fluire delle cosee degli stati d'aninro.
u n e rc o n d i z i o n e c l i s o l ' l e renz:lchc non ha deci so l ui . <Tutto accadesecondocontesaDricorda Eraclito:
An a l o g a m e n tc , i c o nrportamenti che ri tcni amo dobbiamo sempre tener presentequesta legge.Pos-
" m a l v i rg i ;' s o n o i l fru tto di un< l stato di bi sogno. E siamo perd mettere in azione una strategiaper ri-
questo stertoche, a t'igore, clovrebbe esse'regiudicarto durre il piir possibilele oscillazioniinteriori.
cattivo, e pcrcib dovrenlmo prenclerccla non con chi Pcr conscrvarela serenitd,owero lclstato d'aninro
n c D Ia v i tti u ra t,b e n s i c o n chi l o ha crci l to, e i n parti - mediarno,dobbiamo identificar-e dentro di noi quel
colare con coloro che vedono il male in ogni piacere.
nuclco profondo,quel "centro dcll'essere",che non d
n N e s s u n p i a c e t' e d d i per sd un mal e;, conferma toccato n6 dalle gioie n6 dai dolori estremi: un cen-
Epicuro nin realtd sono i ntezzi impiegati che porta-
tro di calma e di consapevolezzache non si fa travol-
gele dagli sbandamentiemotivi e che tende a ridi-
n o p i i r d o l o ri c l tc g i o i e .,
mensionaregli eccessi,in un sensoo nell'altrcl.
Come dice Eraclito, ngli elementicontrastantisi
51. Larmonia accordanoe da cid deriva la pii bella armoniao.

Larmoniadell'universo, comequelladi unalira o di un ar-


di tensionicontrastanti.
co,d I'ell'etto 52. Il potere della mente
plurnnco
I doloripiirgrandisonoquellidi cuinoistessi
siamolacausa.
Questad una leggeche d valida non solo per i fenomeni SonoclE
fisici ma anchepergli statid'irnimo:eccoperchdi saggi
consiglianodi mantenersiin equilibrio [r'ale tensioni Questafraseafferma che noi possiamoessere,in ul-
contrastanti.Chi viveper esempioin uno statodi esal- tima istanza,i veri artefici della nostra peggioreinfe-
tazioneo di euforia,non potra che precipitareprima o licitd. E quindi del nostro benessere.
poi nel suoesattocontrario:nelladepressione. Dice a questoproposito Menandro: oNulla di gra-
Nessunsentimentoestrenlod stabile e la sua esi- ve ti d successo,se non lo immagini tale,. E lo stesso
stenzaE collegataa quella del suo opposto. principio espressodal Buddhismo e da altre filosotie
C'E r.rnaprofonda s^ggezzain questa legge del di- orientali.

82 83
Tutte queste tradizioni hanno messo l'accento sul- s1licga che, per trov.rre un po' di trcgua agli af'ianni
l a n e c e s s i ti d e l c o n tro l l o cl el l :r mente. P cr escrrrpi o,i l cl ucl ti di ani , no n dobbianr o alkr nt anar ci dalla scnlc,
D l tu mn ta p u d a s o s ti e n c c he (una mentc ccl ntrol l attar canrbiilrc lrrogo, viaggiarc o rir-rcorrerc nrille !r\rvcn-
dd la l'eliciti". E precisar:uCome i {'alegnami lavot'a- tul'c, nra ccr-carecli guardare in noi, cli conosccl'ci, cli
n o i l l e g n o , c o s ) i s a g g i d omi nano i l propri o s6" . arscol tarcic di ut iliz. z. ar cquclla lolza e quclla r , olclnt d
Es i s to n o fa tti d o l o ro s i e perdi te ai l i mi ti del l ' i n- che cl i s< l l i tos pr e'chianr oall'cst er no.
s o p p o rta b i l e . M a o g n i s enti nrcnto vi cnc l i l trato e i n- A nche uno psicoanalist i. rcclr r r e Er ich Fr 'onr nr ler
terpretato dalla nrcnte: ecco pcrche<e\ utile, i' strggio, pcnsir all<rstcsso nrodo, c nc L'utrtorcper la vitu sct'ivc':
mettcrsi a osservare il modo in cui cssit irccoglic o t'c- uP er rcsi stcrc bisogna clispor r ccli un nocciolo solido,
s p i n g e , a mp l i fi c a o n ri n imi z.za i dati o-rrgctti vi . di una conv' i nziclne,pot er aver e liducia in sc slessi,cs-
d ' i n te ru c n to d mol to pi i r arrrpi o di quan-
L o s p a z i c -r sct' c i n gl ado cli llcr r sar c c'r 'it icur r r cnt c, csser c ir t sot t t -

I
to n o n s i c re d a . n Il m o n cl o i n cui ci ascuno vi veu di - nra i ndi vi dui ; . r ut ononr i- uom ini t : n( ) n pccol'c>.
c h i a l a S c h o p e n h a u c r o di pcnde i n pri nro l uogo dal C i o nou si g nilica iscllal'sidi. r lnr oncloc r inchiuclcr si
p ro p ri o mo d o d i c o n c c p i rl o.n i n un gusci o, n r a colt ivar e dent r o cli si un"'isola", che
E da questa "osscrr,razionccli sd" che I'uorlo impara ci l i rra da ri l i rg io e cla sost eunonc'i r nor lcnt i piu dil'l'i-
ad attutire icolpi peggiori, scnz.al-arsenetravt-rlgcrc. ci l i . A nche sr' t ut t o cr r r llc'r 'aint or no, r - t r . pot
li r - cnr or i-
u C i a s c u n o e ta n to i n l ' c l i cc" scri ve Lc-opat' di< quan- manere " l i rrl i c salcli".Scr ivc Schopenhaucr : uCiirchc
to e s s o c re d e ., N o n c ' d n i cnte di cosi tragi c< .r sc non pi i t conta i ' cl u ello clt e ognuno ha clent r r r d i si', pcr chc< d
s i a m o n o i s te s s i a ri tc ncrl o tal e. D unquc abbi amo qr-rcl l ochc pi i r di ogni illt r a cosa avr ir dur at a, .
grandi possibilit) di corleggcle e nrodil'icare. Ti rl e ri l ' ugi o c\il cent r o dcll'anim a, un "luogo" chc c\
< T u tto d o p i n i o n e , a l l l ' r' rna Marco A urcl i o ue l ' opi - contrasscgnato da cirlnra e da serenitir. Non lo si pr"r<)
nione d in tuo pott:re.) raggiungere se si e\in preda ad ansii.rcl acl agit:.rzionc,
ma sol o se si l'a acqt r iet ar elo spir it o.
(La mente liber a da passiclni ! una r occa: , dice
53. Il rifugio Marco A r.rre. lio ul'uont o non ha nient e di piir lolt e do-
ve ri l ' ugi arsi ed esser c inespugnabile'. "
I pitr saggi possonocostr-uirsiun rifugio tutto spiritrralee
avereun'anima lirrtc e salda.
MIctrtt- rlri M<lxt,ttcrue' 54. La sensibilitir

Il c o n s i g l i o d i c o s tru i rs i un l uogo del l o spi ri to i n cui I ber-rie i nrali che ci arlivano non ci loccanosecondola lo-
ripararsi e ritemprarsi viene dato sia dagli stoici sia ro grandez-za, nrersecondrrla n()slrascrrsibilita.
d a l l e tra d i z i o n i o ri e n ta l i . Il B uddha, pcr escmpi o, Fnerqorsut. Ln RooruroucAuLD
a mmo n i s c e : < F a te d i v o i stessi un' i sol a, fate di voi
s te s s iu n ri fu g i o o . E cco un al tr' <lpensier o che m L't t e in eviclenza l'inr -
Montaigne, che segue da vicino la sitggczz.ititntica, por-tl rnzadi co lt ivit r c-la pr opr ier int er i<lr it i. Noi pcn-

84 85

--4FIT
siamo che beni e mali, eventi positivi ed eventi nega- 55. La complementarita
tivi, siano dati di fatto, realti oggettive.E in parte lo
sono; ma il loro riflessodentro di noi dipende anche Trrtti couoscono il vanlaggio dcl ltc-nc e l<; svantassi() (lcl
dalla nostra sensibiliti. nrnlc: soltanto i saggi sanno conre il male possa csscrt bc-
Per esempio,una notizia sfavorevoleo un inciden- ncfico e il berre nralel'ico.
te che in tempi normali rappresentanosolo un fasti- Wut-Izu
dio, possonoscatenare,quando siamo esacerbatio
nervosi,una crisi o un crollo psicologico.Lo stesso Abituati corne.siamo a cliviclere o .unrld"rare con-
awiene per le esperienzepositive:se abbiamo uno " male, non rcn-
tral'lpostii princ)pi del bene e del ci
stato d'animo disteso,possiamoappreT-z,are molto di dianro cont.odella l<lt-ocomplementaritd.Non aven-
piu un awenimento che, in altri momenti, sarebbe do una visione obiettiva della realti, rreniamo
passatodel tutto inosservato. pcriodicamenteturbati e sconvoltidall'apparentein-
nlunica vera quieted quella prodottadalla men- congruite\dellc c<.rse.
te, afferma Seneca.Egli ci rivela una grande veriti: Bcnchdcertc veriti sianogii presentiin noi, trop-
d illusorio attenderci pace e quiete dall'esterno, po spcsso prel'criamo darc ascolto piir alle idee
quando dcntro di noi ci sono irequietez-zae confu- astratteche alla nostfasensibiliti.Comc dice Epicu-
sione. r o, (talvoltascopriamoche il bcnee\per noi un maie
Viceversa,se siamo calmi e ben disposti, avrerno e il nraleun beneo.
c()meuna barrier-adi difesa contro ogni generedi Non si tratta perd di un caso:si tratta di una legge
dilficoltd. Per vivereserenamente,il primo requisito fondamentaleche certe antiche cultur-e- come quel-
d quello di allenarsia placare il corpo e la mente. la del Taoismo- avevanoben chiara.
uQuandoil corpo si calma,odice il Buddha unasceil P;rradossalmente il principio di complementaritd
benesseree, quando nasceil benessere, il pensierosi senrbraesserestatoriscopertodalla scienza,mentre il
assorbe., mondo etico e filosolico continua a esseredominatcl
Esistonotecnichenaturali per acquietar"e l'attivitd da un ingenuodualismo:il benc'controil male,il male
psicofisicae ritrovare uno stato di tranquillitd: Ia piir conre principio assolutantente negativ<t,l'inevitabile
diffusa d quella di concentrarsisul ritmo della respi- vittoriadellapositivitdsullanegativitir... tutteideeche
razione. Ma si pud anche contemplar"eun punto ci sono state tramandateda una pane da platone e
idcalc posto fra le sopracciglia,l'intmensitddel cielo, dall'altra dallatradizionegiudaico-cristiana.
il mare, un albero maestoso,una montagna,una sor- Eppure, (quante voltc, scrive Sc-necancid che
gcnte,una grotta o qualunquealtra cosache ci ispiri consideravantouna disgraziad stata causae princi-
un sensodi pacee di grandezza. pio di felicitir,e quantevolte un awenintento accolto
Comc scrive La Rochetoucauld,(quando non si con gioia ha aperlo la stradaalla sventura!,.
trova la quiete in se stessi,d inutile cercarlaaltrover. Per riuscirea coglierequeslimovinrentidialettici,
d necessariosviluppareuna certa sensibiliti. Fortu-
na e slbrtuna, vantaggioe svantaggio,guadagnoe
86 a/
perdita, progresso e regresso, si devono necessaria- cora molto scarsa e che passiamo il nostro tempo a
nlente nrescolare e altcrnare, e nessuno dei due pur) roderci , a consum ar ci, a t ender ci com e cor dc, a
vincere in modo dcl'initivo: sareblre comc'pretcndere competcre, a invicliare, a odiare, erdisprczzare, a de_
c h e fra i d u e p o l i d i u n a cal ami ta l ' uno debba aver siderarc, a sentirci infer.iori o superiol'i c cosi via.
r-agionesull'altro; se cid awenisse, la calamita scom- In real ti r l a saegezza dovr ebbe sen, ir . e pr opr io a
parirc'bbe. questo: a vivere nreglio, a essere sereni, non.certo a
Cosi d per la presunta lotta fra bcne e male, che in scrivere libri di filosofia. Come _eii aveva capito Me-
a p p a re n z a s e mb ra u o e s c ludersi a vi cenda, ma che nandro, nl a ntaggior pzr r t edelle nt alat t ie nasce da un
nel prolondo si sostengono e si giustificzrno a vicen- di spi ttcerc, o d allc t ensioni dell'aninr a, e pcr ciir una
da: se I'uno trionf'asse,perirebbero entrambi. vcra cura dovr ebbc par . t ir c cla una r iconsidcr . azione
T u tto c i d s e rv e a d a rc i una di versa vi si one cl el l e del nostro startospir . it uale.
cose, a farci capire clre i principi contrapposti sono Ma come fare a uscirc darlnostro mondo di imma-
i n rc a l ti c o m p l e n te n l a ri e re' l ati vi , e a pl ' ol eggL' rci gi ni mental i che si liper cuot ono incessant enr cnt est r l
d a l l c p c ri o c l i c h e d e l u s i o n i cui appl ' oda l a concczi onc' c0r'po?
d u a l i s ti c a . a "nr ollar e-la pr cszr ",a m eclit ar e,a
A cl cl cstri zrnt oci
Se adottassimo questo lipo di sagge7.7.a, non da- litruvare il nostrrt rappol"to con la ni.ltLlrlt,u r.esgrir-arc
remmo r,ita a guctre in cui ognuno dei cclntende'ntid i n armoni a col t ut t o c a espanclcr elercoscienza.
l
F
c o n v i n to i n rma n c a b i l m e n t e di esseredal l a parte del nLa saggezzai per l'anim a ciir che la salut e i, per il
" g i u s to " e d e l " b e n e " . corpo> di ceva La Rochef oucauld. M a in cf , f et t i clo_
nla fine clel bene E un male,o fa osselate tledda- vrcnrnto di re: la saggezzzli la salut e sia dcll'aninr a
mcnte La Rochelbucauld "e la line del malc b un bene.o si a dcl corpo.
S osti ene a quest o p|oposit 0 Ant if 'O nt c:nE la m cn-
te che dirigc il cclrpo verso la szrlutco vct-sol:r malat-
56. La salute ti a, come verso t ut t <t ".

Laume'ntodella saggc'zz.a puo esscremisurato con Preci-


s i o n ed a l l ad i n ri n u z i o n ed e l l abi l e. 57. Il tempo
FntelntctrNletzscttt
Luomo nroclt-rnocr.cclccli pcrclercqualcosa- il tcrlpo _
Pii-r modernan'lente potremo dire che I'acquisizione quando non lir le'coseirr ll.etta;cpplll.cn()n sa chc coserla_
d e l l a s a g g e z z :rd d i mo s tra ta, pi u che dal l ' esi bi zi one rt dcl tempo chc guadagria,tr..rnne chc :rnrrrri.rzzurlo.
d i q u a l c h e d o te m i ra b o l a nte, dal l a scomparsa dei Enr r . rFnouu
r
n-ralipsicosonlatici.
Ep a to p a ti e , u l c e re , c o l i ti , di sturbi di gesti vi , al ta S c un i ndi vi duo non D paclr one cli alr r r cno due t cr zi
pressione, attacchi cardiaci e innumcrevoli altre ma- del suo temp() non puir essel-cconsiclcrartoun uonto
lattie ci possono rivclat'e che la nostra saggezzad an- l i bero.

88
La schiavitir si perpetua anche nelle nostre societd, rio essereliberi mentalmente,interrompereil dialo-
c h c h a n n o s o s ti tu i to a l l a c h -rracoerci zi otl e cl i un tem- go continuo chc, anche in solitr-rcline,
intrattenianro
p o u n a c < l n c l i z i o n ep i i r s o tti l c ma n()n meno vi ncol an- con gli altri.
te: quella dell'uomo che non ha piit nessun l'apporto "Lunica cosaveramentenostrache la natura ci ha
con se stL'sso,che non ha nessuna interioritir e che, se dato E il tempo:, scrive Senecauun bene somma-
non ha qualcosa da f'are,si sente pcrdutcl. mente lLggevoleche noi ci lasciamotoglieredal pri-
Scrive Schopenhauc'I';ull tempo libero d il I'iore o mo venllto.>E conclude;oNoni vero che non abbia-
p i u tto s to i l l i -u ttt-rd c l l ' c .s i s t enzadi ognuno, i n quanl cr n'lotenrpo:Ia veritdd che ne sprechianromoltou.
esso solo lo irrsedia ne'l pclsscssct dcl propt'itl i<t".
M a p ro p ri o q u e s to E i l punto debol e, perch6,
quando I'indivicltrclha pet'sclil rapporto con se stcs- 58. I- attiviti
s o , s i ri tro v a , n e i ra ri m o m L -nti l i beri , con Ll n pcr' fettcr
estranco. Pud darsi che sia proprietario cli palaz.z.i<-r Tutta l'in[eliciti de-eliuomini viene cl;rrrna sola cosa:clal
di inch-rstlie,perd non i pacltune di serstcsstl. n()nsapcrstal ' ci n r ipos<lin r r nast anzll.
c h c trc l v a troi n sc stcssi anche' qual - Br-ersr,P,rscel
" F e l i c i c o l o ro
cosardi buono,, aff'crnra Schopenharlel' (lltcntrc nel-
l a m a g g i o l a n z a d e i c a s i i l tempo l i bcro ncl n rende Il concetto espresso da Pascal E lo stesso espost<tcla
c h e u n b u o n o a rn u l l a , u n o che si annoi i l morti l l mcn- S chopenhauer quando scr ive: oG li uonr ini hanno bi-
te e che d cli peso alse stesso.D sogno di atti vi ta est er ne, per chd sono iner t t ivi int e-
Qu e s to s u c c e d e p e rc h d p e r tutta l a vi ta si sttno svi - ritll'ntente>.
luppate attivitir e relaziclni estcrne scnzal pc'nsare di Bench6 I'impegno attivo fiaccia parre della natura
c o l ti v a re s e s te s s i ,d i a l ' r-i c : chi l 'iel pi opri o patri moni o umana, d vero che spesso ci si muove pe.r una sorta
i n te -r' i o re U . n b e l g i o rn < t, i n segtri tcla qual che c:rm- di agi tazi one com pulsiva, per l'incapacit i\ appt r nt o di
b i a me n to e s te ri o l ' e (p e r e s e mpi tl i l pensi onamenl o), starsene in pacc con se stessi. Laz.ione non d mirzrtzr
c i s i ri tro v a p ri v i d i i mp c g n i , e tutto i l vuoto o, pcg- a un f ine, ma ! motivata da un malessere-
gio, il tormento del cattivo rappoflo coll se stessi, ci Scrive Erich Fromm ne L'ctntoreper la vita:
"Ci si
ricade addosso. Allora b lzr crisi, e la vita appltrc' pri- riempie di cosc'per scacciare il vuot<t inteliol.e,.
va cli senso. Molti non sono capaci di stare un po'di tempo da
In re a l ti , q u e s to s ta to e ra sl ato preparal o a poc() a soli senza entrare in uno stato di sol'l'et.enza.Ma que-
p o c o n e l c o rs o d c g l i a n n i , evi tando o ri mandancl o a sto comportamen t o d pat ologico. Lindividuo che
u n fu tu ro i n d e te rm i n a to l ' i ncontro con noi stessi : non sta bene nei pr opr i panni d volubile e incost ant e
avevamo rinunciato per pigriziaro pcr paturaad avere anche nei rapporti con gli altri.
u n p c l ' d i te m p o v e ra me n te l i bero, un po' di tempo lnfatti, mentre cerca negli altri quello che non tro-
veramente nostfo. va in s6, non pud trovare negli altri quello che non
N o n b a s ta i n e ffe tti tro varsi sol i : non d propri a- cerca in s6.
d i te n rpo. E pi uttosto nercessa-
me n te u n a q u e s ti < > n e Bisogna dunque guarire da questo stato di ncvro-

90 9l
si, da questa continua fuga da se stessi; o costruire- S copri rcrn o allor a che la conclizione clell, csser e
mo u n a s c l c i e ti d o v e tutti si agi tano e nessuno sa unti l n() non c sent a ncssuno da m aler t t ie,
da sol. lcr e. n_
p c rc h i , l a s o c i c ti )d c l l a perl ' cttaal i enazi one. zc c cl a cnrrr i. Conr c dice pLr blilio Sixl, ( a
clr iunque
Bisclgna ricr,lrclarsiche lzrcond i zione li:ndarrrenter- l tri l i tccacl u-eciil chc capit a a t ult i>.
l e d c l l ' u o mo c \ l a " p i a c evol ezza del l ' esserc" , c\ i l be- P l utarcclc it a il car socli un t ale che, t ir at o
un sasso
nessel'c. al l a cagna, . sbagliir il colpo e colpi la
nr at r . igna.
Se provianro insof'ferenzaa starcenc un po'da soli uN eernchcc<t sii nr alc! o egli csclar m r ) j
e il car socli Dio_
i n u n a s ta n z .a ls, i g n i fi ca chc qual cosa c\ penetl atcl i n gcne, i l c.;tra lc, bar - r dit odalla pat r . ia,clisscle st csscpa_
n o i u o s c u t' a rc i ta l c l ' a ppol ' l o pi acevol e,cl i storccndo- rol c: uN eanchecosj i nr alcln c si declic<)
alla I 'ilo. soi. ia.
l o c tra s f' o rrrra n c l o l oi n trn tcl rnrcnto. S ol ' l ' ri anro di E ran< t pcrsone chc sapc, u, an(t r) t lr r e il m cglio
da si_
u n a n ra l i .rtti ac h c c i d e vasta fi n nel l ' i nteri ori ti ), chc ci l uazi orri ncga t ive.
impcdiscc una vcra rcal iz.z-az.ione. C osi , a chi si lanr cnt i pcr ch6 non ha l. igli,pe. r chd
d
Ha ragione Pascal a sostcnerc' che ttttta I'ittf.elicitit po\,'cr'oo 1-rcr.chel t tr.adit<lclallanroglic, lo scrittore.gr.e_
d c g l i u o n ri rri c l c l i v a d a qtrcsta i ncapaci l i . S i tl att:r di c' r' i crr-cl .i casi di ur nr ini f chc subir 'nc, le st cs-
se cl i sgraz.i e, ma chc cont inult ^mr'si
un( ) a esser . e
r-rn afo ' i ta c h c c h c l i s pi nge a l cni rc ncl l ' agi ti tzi onc i l sc- r e, ni.
d o l < l rc i n tc l n o . E s.sct-e uont ini si{nilica non pot cr . . sf uggir . ca una
A | l ' c rma S c h o p c n h a ucr' :uE pl i nci pal mcnte' dzrtal e celta dosc di sol'll'r-cnzit,colre d;altrondc
a una cena
v u o to i n te ri o re c h e s c aturi scc l a ri ccrca di trattc' ni - dosc di f' cl i cit ir . E la dialct t ica st essa clegli
event i e
m c n ti , c l i d i s tra z i o n i , d i svaghi e di ogni soda di l u.ssi dc-trl stati
i d' aninr o che por . laa que. st : alt . r cr nanza.
c h c c o n c l r:c cn ro l ti a l l a rdi ssi pazi onc c poi al l a mi scri a. l l probl ema n<ln consist e dunque nel r . iuscir c.
a
U n a rn i s c ri a c l rc n i c n tc scongi ura pi u si curanrcntc cvi tarc l e c< l sc negar t ive,nr a nell, cisscr epl. epllr at i
a
d c l l a r-i c c h c z z ai rrtc ri o r c, Ia ri cchcz.z,acl cl klspi ri ton. qucste vi ci ssi t udini e ncl r iuscir e ad
assor bir le con
strsgez.z.a, scnz.il {itr.ci distr.ugget.e,scnza creclere
di
esscregl i uni c i a pal. ir 1c.
59. Confronti .E di grand c conf - cir t o, scr ive Sene- ca( pcnsar e
chc i l nral c chc solli. i, t ut t i I 'hanno soll. er r opr im a
di
Pcr l'aruirrngelc la scrcnitir intcriorc c\ ir-n1-u'rllnnte- anclrc tc e tutti l o sol'll- ir annodopcrdi t e. ,
( ) s s c r ' \ ' ar cs c gli ur lm ini g r a n d i a b b i a n o s o l l c r t o p t 'r 'g l i
s t c s s i no. s t t ' inr : r li.
Pr.rrrlaco 60. Gli opposti

E ut ile s t abilil' c quc s t o c o n l l 'o n t o pcr vederc come Senz:rvanitired cgoismochc ct_rs:.r
sarcbbero le virtir umanc?
a n c h c g l i r-ro rn i n ig re r ndi e l amosi , gl i i rrdi vi dui che FRtLDRlcr
I Ntr:tzsctre
c o n s i d c r-i a n rob a c i a ti c l al l a [i rrtuna, ubbi arro sof' fer1o
c l i ta n ti n ra l i , s c n o n c lci rl ostri . Ma i l confronto pui l E cco un' al tl .a conlc'r m a clclla cont plem cnt ar it i
degli
c s s c rc l h tt< lc o n tu tte l c l )crs()ncchc ct.rrtcl sci arnro. opl l osti . S enz:r il nr alc non esist er . cbbeil t r cne,
senza
92
93
la morte non esisterebbela vita, senzala malattia ogni impulso di acquisizionee di awersione e osser-
non csistercbbela salute,senzal'odio non esistercb- viamo le cosecon distacco.
be l'amorc, senzail dolore non csisterebbela gioia e Lo scopo della natura non d Ia prevalenzadi un
cosivia. polo sul suo opposto, ma un equilibr-iofra i due.
nConlrarittsunt crttt4tletnenta>dice un antico mot- Questod valido anche per la vita interiore.
to latino. <Siietemonellaveritd,uconsigliaKrishna ndlaBha-
Se non comprendiamo qllesta legge tcrndamenta- gavad-gita*al di li delle contrapposizioniterrene.D
le, non capit'emoperch€a ogni passoavirnticorri-
sponclaLrnpassoindietro e ci stupircmo dolorosa-
mente del motivo per cui quello che pe'r noi d 51. Le awersiti
"buono" e "positivt-r"non riesca ad avere dc'l'initiva-
mcnte larmeglio. Che cosa c'd di pcggi<tnellc disgrazie e nelle awersitd? Il ce-
In realt?rla natura, anche quando crea Llno scon- dimento, l'indcbolimento c la sconfitta dcll'animo.
volgimento, assicurasemprc un certo equilibrio tra SnNnca
gli opposti. Il velo obiettivo non 0 nrai la vittoria di
In ogni momento si abbattono su di noi disgraziee
una parte sola,ma la compresenzadei due poli op-
posti. colpi di fortuna,dolori e gioie,perdite e acquisizio-
d pii.rapparenteche reale:si ni. Se si tratta di eventiesternisu cui non abbiamo
Quindi il dualisn-ro
tratta di un unico processoche ora si presentasotto alcunainlluenza,le nostrepossibiliti di difesastan-
un aspettoe ora sotto un altro. no tutte nel nrodo in cui accoglianrodentro di noi le
Accluisireuna simile consapevolezza significapor- conseguenze di questi avvenimenti,ciod nel modo in
si dal punto di vistadella trascendenza, che b al di li cui controlliamolermcltte.
oA
e al di sopra della logicaclualistica. ogni azione Dunque,la cosapeggioreche possacapitarcid il ce-
corrispclncle una t'eazioneuguale e contraria>...tan- dimentodcl noslrostcssoanimo.
to nel campo fisico quanto in quello psicologicoed ln mezz.oalla tempcstail pilota deve teneresalda-
etico. Ma nessunadelle due polaritir d destinataa mc'ntela barra dcl tinrone,in modo che l'imbarca-
prevalere. zione non sia travolta dallc ondate.Ma se perde il
Per comprendereil sensoultimo delle cose, dob- controllo dei propri nerui, il naufragio d sicuro. In
biamo mctterci al di luori del dualismoe della con- realtiregli non ha nessunpotere sulle condizioni at-
tingenza,cogliendoil processounitario che sta alla nr<lsferiche ed d costrettoa subirle:il suo unico pote-
barsedel tempo e del clivenire.Senzavanit2red egoi- re riguarda le condizioni del suo spir-it<t.Se riescea
smo, per esempio,le virtii umane non avrebbero mantenerlocarlmo,ha piir probabilitddisalvarsi.
nessunsenso,e viceversa, Dicc a qLlestoproposito Plauto:uNelleawersitd,
Al di ln clellalotta e della contrapposizionevi 0 un animo serenoriduce il malea mctz\r.
dunclueun"'arnronianatscosta", che d esattamente
quella che al'l'erriamoquando mettiamo da parte

94
,l'il

cabi l e atti vit i m ent alc'( che ce ne allont ana scm pr c- )e


62. Il corpo
mctterci in un attteggiilnrentodi ascoltcl.Allora enrcr-
gcri cl ri ara nr cnt cqu: llc sia la via nr iglior c; lcr il n<lst r o
C'i piir ragionctlel ttto c<xp<tclrenclllr ttra urigliot'csltggczzil'
bencsscree pcr l:r n()strlrscrcniti.
t N tt.'tzsct tt':
FHttrlrntct
Dice il testo taoista dal Wett-lztt: uOnr-rri,potcre c
ri cchcz.zes ono le cose cui anclano gli uor nini, m a,
Il corpo sa quatnclodevc rnttovcrsi o riposare, qtlan-
pal ' agonatcal cor po, sono insignilicant i, .
d o d c v c n ra n g i a l ' etl d s i .tzi < qtrand< 1, lsta l l cne () qLl an-
d<l s<ll'll'e.Mit la nrcntc non sclllprc gli cla l'ctta: spes-
s < lv u o l c i rn p tl rg l i e s i g enz.cche ' non hantr< lni cntc i l
63. I- intelligenza
c h e l ' a l e c o n l a s i tg g c z-z.i e lcol l l ' equi l i bri o dcl l a natu-
ra. Ecco perchd i' bcne f'e'r'nrat'ci rlgni titnto itcl asctll-
La granclcintelligcnzacorn;lrcnde, l;-rpicr^olair.rtclligcrrza
ta r-e c h c c o s i t c i d i c e i l col -po' discrinrina;i granclicliscorsisono concisi,i piccoli cliscolsi
Qu a n d o n o n s a p p i anl o che cosi l ci fi tcci a bcnc c sono prol i ssi.
c h e c o s z tc i l a tc c i a n l a l c, ri col ' t' i i tnl o a qtl cst() c()l -l si - Crr rinnc- Tzu
g l i e re c h e h i t u n ' c s 1 -r ct' i enza di nri l i oni d' anni .
Ricol'cliantoci che tuttc lc cs1'lct'icnz.c nirscontl tlal Bench6 le fasi della discrinrinazione e dell'analisi siarr<r
corpo, clrc ntln i soltl il "tenl1-litl dcll'arrrinlir" sccclndcl indispensabili, d solo quando si abbracciano tr-rttii dati
l ' c s p rc s s i o trc p a o l i n a , ma :,l nchc qLl i l l cosi ldi pi i r' S i
i n un uni co sguar do che si giungc allir cor r r l'lr ensione.
c o n s i d c ri p c r e s c mp i o l ' anrmi razi cl tl e c< l n cui nc' pat'
Fermarsi ai particolari impedisce di arrivarc a una vi-
l a i l B r.rc l c l h a :u P rc l l l rio i n qucsto corpo, chc ctl nti cnc
sionc complcssiva. Ecco perchella "grande intclligcn-
l a m e n te e l e s u c p c rc c z.i oni ,hcl potuto crtnosce re I' u-
za" r! sintetica, conrprensiva ed essenzialc,nrcntre la
n i v e rs < 1l,i t s u a o ri g i n e e l a su:l I' i nc" . N rl n dunque ttn "piccola intelligenza" E pignola e pnrlissa.
s e m p l i c e i n v o l u c ro o un' appcl l di cc del l o spi ri to, nra
l l verbo "com pr ender e" ha due si- enif icar t iche
u n v c r' o e p r' < l p ri omi c rocosm(l chc ri l l cttc l ' i n[i ni to. espri mono alla pc'r 'l'ezioneqLlcst a at t ivit ir int elligen-
E nccessario nrcttct'si pcl'iodicamc'ntc ad ilscoltitrc te: da una parte vuol dire "contenere" e dall'altra "ca-
il corpo, che pal'la con t'itt'ie vclci. Una di esse i il rc- pire". Ma ha anche un terzo signil'icirt<l:gr.ri.rrdare le
spiro. E non d un cilso chc una forma cli nrcdititzione cose con una certa benevolenza.
c o n s i s ti t p ro p ri o n e l s cgl ti t' ei l l ' i tm< lde l l arrcspi t' i tzi cr- Non c'd comprensione senza Llna cc'rta contempla-
n e : s L l c -g i u , d e n trtl c Il tori , espi tnsi onec c()ntrtl zi o- zi one. N on si cont cm pla solo la nat ur a, nr a anche
n e ... i l ri tmo d i tu ttc l e cose, cl el l ' i ntet' cl uni vcrso.
una person a, un'oper a d'ar t e, un avveninr ent o o il
N o n c ' t e s p c ri e n z.a pi i r ri gc' ncrantc di questa: propri o s6. Q uando per esem pio cont em pliam o un
querndcllet mente r! obcl'atit di pensieri e di stlcss, ri-
bel paesaggio, non ci stanchian-rodi guarclare, di am-
trovi:.rnrclccln title metodtl il rapporlo pcrcluto ctln la
mirare e, nello slesso tempo, ci sentiamo pervasi da
natLlra e con le slte esigcnz.c.
un senso di pace e di benessere.
l l c o rp o c i d i c e s e mpre ci d cl i cui i l bbi amo bi sogno'
In quel momento scompare ogni altro pensiero e noi
Ma, pct'citpirlo, occol-l-ef'ilr titcct'epcr un po' l'it.lstitrr-

96
siamo concentrati solo su cid che guardiamo. Forse perch6,come dice Euripide, ua loro non impor.tir
non abbiamo analizzatoil paesaggio,ma cefto Io ab- nulla di noi,.
biamo conlpresoianzi, ci siamo "compresi", ci siamo Cid che Plutarco sottolinead I'importanzadellc
assorbitiin esso. "disposizionid'animo", della preparazionepsicologi_
Questopud awenire per tutte le cosebellee piacevo- ca e spirituale,del modo ciod in cui ci siamo eserci_
li, ma anche per certe esperienzeterribili. Ci si assorbe tati ad accoglierela buona o la cattiva sorte. Non d la
e ci si comprende,senzaaverlodeciso. vita a essc-repiir o meno bella, ma d la nostra ,,filos<_l_
In tali casi la contemplazioned spontanea.Esiste fia", la nostr? saggezz, a renderla tale.
perd anche la possibilitddi praticaredeliberatamen- Stando cosi le cose,diventa fondamentaleil lavo_
te la meditazione,in modo da otteneregli stessibe- ro interiore, che viene comunque svolto, inconscia_
nefici di allargamentodella comprensionee di svi- mente o consapevolmente.
luppo della serenitd. Scrive a questo proposito un maestro di saggezza
.
Questapratica ci aiuterd ad avereuna visione ge- dei nclstriternpi, Osho Rajneesh:nUn uomo diventa
nerale dellc'cose,senzaperderci nei particolari. Ne il suo pensiero:quello che pensa Io crea. Uuomo d
guadagnerdil nostro equilibrio interiore, ma anche l'architettodel suo stessofat<1. La costanteripetizio_
il benesseredella collettivith, ne di qualchepensieroo idea si consolideri alla fine
Dichiara Confucio:"Luomo saggiomira all'uni- in una situazionereale;quindi, ricorda, qualsiasico_
versaleed d imparziale,mentre l'uomo da poco igno- sa sei d quello che hai voluto essereD.
ra I'universaleed d parzialen.

65. La natura
64. Il lavoro interiore
La stessa
cosad viverefelicie viveresecondonatura.
Comela scarpaprendela formadelpiedee nonviceversa, co-
Se*ca
si ledisposiz-ioni
d'animofoggianola vitaa loroimmagine.
Plurnnco Vivere secondo natura non significa soltanro curare
la salute del corpo, ma anche cercare di vivere in ar_
Questo significa, secondo Plutarco, che la vita pud monia con le nostreesigenzeprofonde,con il nostro
diventare piir piacevolee piir bella se noi predispo- sd piu inrimo, che a sua volta d il prodotro pii sofisti_
niamo l'animo a considerarlatale, se ciod sviluppia- cato di una lunga evoluzione.Non basta preoccupar_
mo la saggezza."Cerchiamo di ourificare la sorgente si del mangiare,del bere,del dormire e della."rrru_
della screnitAche d dentro di ndi,o proseguelo scrit- litd; occorre anche esercitareuna forma di ..igiene
tore greco oin modo che anche le cose esterne,una mentale":ossiaridurre ed eliminare tutte quelleatti_
volta consideratefamiliari, amiche e trattate senza vitd mentali che ci pongonoin conflitto con lu nostra
asprez.za,possanoaccordarsi con noi., natut'ainteriore.
D'altronde,d inutile prenderselacon gli eventi, <La natura non fa niente di inutileo dicevaAristo_

98
99
tele; ma la mente umana d capacedi fal'emolte cose 66. II dualismo
superflue,quando non completamentedannose.Ad
esempio,per pura aviditir d capacedi distrugge're P l atonccre det t e,com e t ut t i gli ant ichi, al bene e al nr alc
l'ambientenaturale,per qrteslioniidcologichee reli- comc al bi a ncoe al ncr o, ossiaa una diI f e. r . cnza r adicalc
giose d capacedi scatenat'eguerre, per combattet'e fra tronrinibuoni e tromini c;rttir,i,fr.aqu:rlitabuonec qua-
altri uomini b capace di costruire artni nucleari, e l i ti catti ve.
cosi via. FnreonrchNrerzscHe
Gli esempisono infiniti: c'd solo l'imbarrazz-odella E cco un< l deigr andienor i della m ent e Lr m . r na:pensar c
scelta.Ma, al l'ondodi tutti questi comportamenti che esista una netta contrapp<tsizionefra lrene e male,
aggressivi,c'El'uscitadall'ambitonaturale,c'd la per- averc cir-ri'unavisi<lnedualistica dcllc cosc.Tuttc le r eli-
dita dell'equilibriointeriore. gioni nronoteistichere la filosofia platonica sono con-
nIl sommo benee l'arntonia interiore, dice ancorir vinte che esistano due principi o due forz.e- l'una tutta
Seneca,esprimendo forse l'essenzadella saggezzadi positiva e l'altra tutta ncgativa - che si combattono su
tutti i tempi e di tutti i paesi. qucsta terra e che si escludono a vicend:r;e si aspettano
Epicuro sostieneche nnon bisognafar violenzaal- or,"r,iarncnte che la prima trionf-i.
la natura, ma persuaderlan.Noi, invcce,ci siamo Ma l :r rcalt i ci dicc che bcnc e m alc sono slr et t a-
messisulla stradadella violenza:abbianrotrascurato mente i ntre cciat i in ogni cosa e ir r ogni per sona; so-
i valori dell'equilibrioe della sereniti, e abbiamo co- no due pri ncipi com ple'm ent ar - che, i m ent r e si com -
struito un mondo semprepiir aflificiale'. battono, si giust if icano a vicenda.
Luscita dal mondo naturale,fuori e dentro di noi, S i tratta in ef f 'et t i di un "gioco delle par t i", in cui
va di pari passocon la perdita dell'armonia e con nessuno pud aver e la m cglio, in qt r ant <_l l'int cr esscdi
l'aumento della sofferenza.Luomo che ha perso il entl i l mbi i chc la par t it a cont inui indcf init am cnt e.
contatto con la natura e un individuo dilacerato,tor- Le due' torze che si spartiscono il nrondo son<l l'una
mentato, che cerca di lenire la tensioneinterna con rcl ati ' u' aal l 'alt r a; e il lor o vcr . o ner r ico i la visione
altri comportamenti aggressivi,i quali producono a uni tari a, al di li del dualism o.
loro volta nuova sofferenza...e cosi di seguito in un A nche i l nost r o anim o d un cam po di bat t aglia di
circolo viziososenzafine. questi due pr incipi, e non sL'm pt e noi ci r encliam o
Non servonole religioni, non servetutta la nostra conto cla cluale parrtestii.rrno.Tuttavia non i' una no-
scienza,non servela ricchezza,se non c'd un rappor- stl a col pa, p cr chd - com e' diceva san Paolo - appc, na
to armonico con la natul? esternae con le nostreesi- crcdi amo di f ar r il benc',ecco che ci t r ovianr o a l- ian-
genzenaturali. c<-ril male, e viceversa.
piir grande d esseresaggio," sostiene
"La virttr E d d i nevit abile, clat o che le dr , r epolar it d sono t r a
Eraclito ne la piir grande saggezzab dire e fare cose l ol o i n un ra ppor t o cliale. t t icoe, quindi, sono r . r alor o
vere operandosecondonatura.> s()ttcrranci lm cnt ccon'clat e, conr pl ici, soIiclali.
D i o c- D i a volo, sant o e pcccilt or e, par adiso e inf er -
no, virlir e viz-i<t,rederrz-ionet: peccnto, bonta:te catti-

100
veria... sono queste le ingenue contrapposizioni cui dio, il lavoro e la vita affettiva comportiuto succcssit.
clecle un'ttmanitir di bambini che anra i forti contra- insuccessi, conquistee perdite,promozioniecadtrtc.
sti scnzit mai riuscirc a ttscit'ne. La tlclstra lnente si Capitadi rzrclo di percorereuna via pianae sc()t.r.c\r()-
s p o s ta d a u n e s tre mo al l ' al tro, i l l udendoci ogni vol ta le, una via senzasalitee disce-se: quandonon c'i tla lot-
di trovare la soluz.ionedefinitiva, assoluta. Ma ilgio- tareall'esterno,eccochesubentranoi conflitti interiori.
co riprende sempre uguale a se stesso. Il problema non d dunque quello di non cadere
Scrive Mclntaigne: "Il nostro c-sseren<ln pud esi- mai: d piuttosto quello di nrantenersielasticie flessi-
s t e r €s e n z a q u e s to mi scugl i o, e una panc d non me- bili, per riuscire a risollevarsidopo ogni crollo. C'd
no necessaria dell'al tr-ar. gente cos) rigida che, appenasi trova davanti a un
Che cosa farebbero i tutori della legge senza i fuclri- cambiamentoimprer,,i-sto, va in pez.z.i:
si era l'attadel-
legge?Ed esistere'bberodei fuorilegge senza la legge ? la vita un'ideasbagliata,si aspettavache le cosean-
u Qu a n c l o l a Gra n de V i a decade,, cl i ce l ' i narri vabi - dasserosol<lin un certo modo.
le Lao-tzu uccco che compaiono la bontir c la giusti- E ora non riescea riprendersidal trauma della rive-
z.ia. Quanclo la mente si imponc', ecco chc- nascc' la lazione:tutto cid in cui avevar credlrtoer.asbagliato,
g ra n d e i m p o s tu t-a .nE , ccl n essa, I' i nternri nabi l c l otta "Il saggio, dice Lao-tzu (sa quulndor.itirarsi.,E lo
tra b u o n i e c a tti v i e t utti i val ori dr-ral i sti ci . fa per meditare, per trarrc un insegnamentoda cio
La via d'uscita e\ trascendere le polaritd contrap- che gli i successo.
poste e mantcnersi al ccntro. Le cadute,le crisi, hanno questo aspettopositivo:
* Pu n ta a l l ' e s s c n z a,nconsi gl i a i l saggi o ci ncse uab- ci fanno conrprenderen-regliole cose; dobbiiimo
braccia cid che non i artetirt{.o,diminuisci l'egocen- quindi sfruttarle come fonti di e.sperienza. Il fatto
tri s mo , ri d u c i i d c s i d eri .n ste.sso di utilizzarle in tal modo ci evita di csserne
travolti. .Dobbiamo amlrree curare l'er.rore,,scrive
Nietzsche"perchi d Ia sorgentedclla conosccnza.>
67. Le cadute

La grandezza dell'uomo n()n sta ne'l non caclcrc nlai, ma 68. Uarte di governare
nc l r is ollc v ar s i dopo og n i c i r d u t a .
coNt:tlcto Coltivate stesso,
c soloallorapotri.ri
gover.nar.e
gli altri.
We,t-tzu
Si pud vedcre la vita come il passaggi<l continuo da
una traslcrrmazione all'zrltra,da una crisi erll'altra,da Chi non d in grado di governarese stessonon pud es-
una carduta al['altra. serecapacedi governaregli altri: ecco un principio
Dall'inf'anziaall'adolescenz.a, dall'adolesccnza alla che dovrebberotenerea mentecoloro che intendono
maturitd e d:rllamaturitir alla vecchiaia, il nostro cor- guidaregli uomini.
po e la nostfa psichesono sottopostia una costante E anche un criterio con cui i "governati"possono
metamor{osi,non senrprepiacevolc.Ma anche,lo stu- giudicare dei loro capi: nc'ssunaazione veramente

t02 r03
disinteressatapotrir esserecompiuta da chi non col- chi ci troviamo di fronte, spesso senza mai averlo in-
tiva se stesso,da chi non d abituato a fare i conti con contrato pri nr a. A qucst o scopo d bcne ut ilizzi. r r e il
la propria coscienza. rnctoclo del l'zrscolto mcdi tativo.
In fondo gran perrtedelle difficoltd dei popoli nasce S i tratta di sospendcr e il piir possibile giudizi e
dal non sapersiscegliere igovernantigiusti.Uomini ag- opinioni preconcette, per cercilre di assorbire la per-
gressir.i,an-ivisti,parligiani, egocentrici,uomini che sonerl i ti rdcl l ' i nt cr locut or e. Se inl'at t i consqr vianr o
non sono capacidi distaccoe di obiettivitd,una volta trna bi trri cra di c<t nvinz- ioniper - sor r ali, m agar i dcsun-
giunti al potcrenon saprannofarcgli intcressigenerali, tc' da suggeri mc. nt ie da idee di alt r - eper sone, l'inir e-
nra solo i propri e quclli dcll:rpropria "pal-te".Uomini nr() pel ' s()vl ' i lpp( ) l'l'c
un'ir t r n. ur gincpr ecost it uit a: [ ini-
che non hannoequiliblioe saggcz.za, uomini che non renro ci oc pcr non uscir c dallc nost r e convinzi<lni.
hanno unarpropria armonia interiore,dif{bnderanno Lo stessodiscorso vale per la c<ln<tscenza cli s6: nel-
anchefuori di s6il conllitto e l'ingiustizia. I' anrbi tontedi tat ivo,non si t r at t a t it nt o di un'analisidel-
Scrive a questoproposito Platone:"Ho capito che la pcrsonaliti\, quanto di un'osser-r'azionc il piir possibi-
l'umanitir non si sarebbc'mai potuta libelare dalle lc li[rcr':"rda 1'lreconcetti, uno "stare insie.me" che
suc clisgrazic,l'inche< non l'osserogiunti al potcre i sospencl ei n un pr inr o nt ont ent o igiucliz. i,un'at t cnzione
vcri f ilosol'io f'inchcli govct'nantinon lossercldiven- che cercit di cosliere la nuclacssenz.ade ll'oggctt<t.
tati veri filosofiu. In rei rl ti , an che nella conoscenzlldi s6, si ha sem -
pre a che fare con un "alt r '<_rc. ", la dil'f 'icolt i r isiccle
scmpre nel l a r nolt it udine di opinioni chc.gid posse-
69, La conoscenza cliarmoin palte.nz-a.
D i chi ara C h uang- Tzu: nSe-nor r I ossc per l'alt r o
Non t c nr c r e c li les lar c s c on o s c i u t o a g l i u o m i n i , m a d i n c l n non ci sarcbbe ncssun s6, e se non losse per il sd non
c onos c c r li. si apprencl crcblt cnulla, .
Ct,lNrucro
E Lao-tzr-rconclude; uChi conosce gli alt r i E sag-
gi o, ma chi con <t scesr . st essod illr - r nr inat o".
Cercaredi conosceregli uomini d ovviamenteuno
dei mezz.ibersilerriper liuscire arorientarsi nel mon-
do. Ma non si pu<)conosceregli altri senzar con()sce- 7O. La memoria
re sc stessi.
Ncllo stessotc'mpola c<-rnoscenz.zldcglialtli aiuta a Col<lroche non conserl,itnoe non richianran<til pzlssitto
conosccrcsestessi. Dice Chuang-Tzu:"Non c'dnessu- mediantelzrrtrcnroria,nra kt lasci:'rn<tsr,.anire:.r
p()c()a po-
no chc non sia "altro"e nessLlno chenon sia"s6"r. co, di lirtto si rcnclonogi<lrn<t
dop<lgiorno p()vcriL.vuoti.
Tuttavia,una conoscenzaarpprolbnditadi se stcssi Pt.urnnco
e degli altri D un'operaz.ionclunga e complessa,e
non scrrpre abbiamoa clispclsiz.ione tanto tempo. E
"Una cosernon la pud t'arene.ppureDio:, al'fcrma
necessarrio lerrsivcloccn]cntcun'idcarctlmplessivadi Agatonendislureil passato.>

104 t 05
Chi cerca di dimenticare o di censurareil passato, sene del tutto condizionare;non vanno-perdmai ri-
volontariamenteo inconsciamente,ha qualcosadi mossi,perch6sono la sostanzadi cui siamo fatti.
sgradevoleda cancellare:d come in fuga da sc stesso. Scrive Schopenhauer:"Quello chc si d imparatr,r
Il risultato non d mai piacevole:si crea un vuoto o va esercitatoe il passatova rimeditato,se nclnsi vuo-
uno stato di nevrosi.Lindividuo d mutilato e soffe- le che a poco a poco l'uno e I'altro sprofondinclnel-
rente:devereprimereuna parte di s6. l'abissodell'oblio'.
Fatti, avvenimentied esperienzesono indelebil-
menteregistratidentrodi noi, e continuanoad agire,
anche se non ce ne rendiamoconto. Cid che siamo 71. I giudizi
stati, cid che abbiamo pensato,cid che abbiamo vo-
luto o negato,goduto o sofferto,d in realtd il fonda- NclnI'azione,
ma il nostrogiudiziosull'azione
(magarisba-
gliato)fomrala nostracoscicnza,la nostrastoriaprivata.
mento di cio che siamo oggi, e niente e nessunopo-
trd togliercelo,se non eliminando la nostra stessa FnttunrcnNtprzscge
iclentitir.
nChi non ricorda il bene passato>af'fermaEpicuro In effetti noi non possiamofare a mcno di valutare,
nd gid vecchiooggi.n di giudicaree di dareun significatoa tutto cid che ci
ll passatod dunque una ricchezza,anche quando succedc.Si tratta di un'attivitir in gran patrteincon-
non d piacevole;e va attentamenteripensatoe riva- scia che tendea inquadrare,a incasellare, a dare un
lutato, in modo che possaservireda ammaestramen- sensoalle cose.Tali giudizi st-rno dcl tutto pcrsonali:
to per il futuro. dipendonodalle esperienzevissr-rte c clallascaladi
valori che abbianroadclttatonel passato.
"Duplice d la virttr della memoria:))scriveQuinti-
liano ncapireprontamentee fedelmenteconserva- Ma, proprio per quc.sto,d inrportantcriportare al-
re.o Questosigr-rifica che il ricordo non 0 qualcosadi la rnemoria i ricordi, cercandodi scpararlidai giudi-
morto, ma d la base di ogni nostra attivitir di com- zi che li hanno accompagnati.Ci dobbianrorcnder
prensione. conto dei nostri sistcmi di riferinrcnto,perch€sono
Dobbiamo in sostanzasviluppare una grande at- essiche ci portano a vederele cosein un modo piut-
tenzione verso la memoria ed esaminareanche il tosto che nell'altro.
nrctlo in cui essaregistra.Non semprecid che ricor- La nostracoscienzad un antmassodi giudizi e di
diamo d esattamentequel che d awenuto. Ma cid che pregir-rdizi,
che ci condizionanoogr-rialtra esperien-
ricordiamo condizionaimmancabilmentequel che za. Non sen-lpred possibileanaliz-z.arli tutti, ma d
conosciamo. comunquepossibileprendereda loro una certa di-
Se perd ci trinceriamo nella memoria, se ci faccia- stanza,almeno per il periodo di una scdlrtadi me-
mo dominare solo da cib che d passato,ci precludia- ditazione.
mo espcrienze autc'nt icamentcnuove. Se si osserval'attivitd mentale,si nota comc certe
I ricordi vanno quindi riesaminatiin questadupli- sensazionisi accompagninoa reazionidi approvzrzio-
ce prospettiva:utilizzarli come esperienzee non far- nc o di condannar, invcce"neuLre".
e come altre siar-ro

106 107
Al l e n a n d o c i a i d e n ti fi c a re tal e atti vi ti r " gi udi can- Ma non d nc'mmc.nogiusto cercare di
tc " , p o s s i a m o a rri v a rc r .t sepal ' are i l pi u p< tssi bi l c i inrmaginare
Ir ogni nt()n-l entol c possil; ili clisgr azie.. Chi
fa tti d a l l e n o s trc o p i r-ti < l r-eri ,quri ncl ierval uti .rrccl ucsti ha- paur . a
di .sol ' {i .i rc,sol l l .c g ii\ pcr . chi,hulr uur a,
osscr va M on_
s tc s s i l ' a tti i n n ra n i c r-ad i v e r-sa. tai gnc.
Si tra tta d i u n ' o p c ra d i cl econdi z.i onzrmento nrcn- E bene i l verc una visione f iloso{ica
delle cose, t e-
ta l e c h c ' c i a p rc Ia v i a d e l l a saggczz.i lIl. saggi o i rrl i rtti nel ' L'pl ' csente i l qLr adr r i. gcnc, r ale, per assor bir . c.piu
d c o l u i c h e n ra rrrti c n cu n c cr-to di st:.rcc<anchc l cl nl l c agevol nrcnte i colpi dclla sor . t e e pcr
un ut ile r . idi_
p n .rp ri c c < l n v i u z i o n i : 1 -rro pri ocontc un gi Lrcl i ceol ti et- ntcr.rsi orramcntoclcllc pr r r pr ie viccnclc.
ti v < 1 ,h a c l c l l c o Sl i n i o n i p c r sonnl i , nra non se f a i n- Marcr_rA ur.el i clc i c<_r nsiglia cli cor r t cr lplar . euclall, al_
l l u c n z -i rrcn e l n r< l rrrc n (oi rr cui cntcttc rrn vel cl ctto. to Io spettacokr di schier . . linl'init e, di
celr - ir r r onie
inl, i_
l l g i L rc l i z i oI' in a l c s :rra u l l ora l ;en pi i r rcal i sti cti cd ti tc, cl i vi aggi pe' ' ir r c con t cm pest a
c c'lr , ar , di t ut -
e q u i l i b ra to c l c l l a p ri n ra re azi onc i sti nti r,' a.E a poco a te l c.vari c' ti di esscr . clr i c nascono, st ann( ) insier . ne
p o c < l c i s c n ti rc n ro .s emp t' c l ti i r 1:adrrrnicl el l a nrcnte e
sc nc vi l nnor; l c.cose. chcvcdii. t nr cl ( pcr ir . ann( )pr est o,
c c l n c u i g r-ra rd i u rrro l c c < l .s c , qui ncl i , cl cl l a rcal ti i stcs- e anchc. col or.o chc . le hanr r o vist c pcr . it . e
pcr ir . anno
s a . S o s ti e rrcS c h rl p e n h a u c r' :ul l nroncl o i n cui ci Lrscu- be.n prc.stoa lor.t_l voltar.
n o v i l ,c d i p c rrc l c i n 1 tr-i rrro l u oqo dal l trrrpri o nrodo di QLre.sta.col -l tr. llt plilzione ci di) il . sc. nsodelle cose,
c o n c c n i rl O" . perchi uchi i ,rtnoral'csi. st cnzaclcll, univer so,
ignor a
anche.dove si a egli st esso; chi ienor a pcr
qu: r le I . ine
esista I'unive.rso,ignora anche.cl*r;e.gli
.stessosizr,cr>
72. Limprevisto nre pLl re che.cosa i l m onclo siau.
P cr l ' i ntpel atorc I 'ilosolb,e pct . t ut t i
noi, d r usser e_
Vi v c r-ce \u n ' i tr1 cc h e a s s o n ti gl i api i r al l a l otta che al l a cl an- nantc si tpel .eche o qualunqut : cosa
t i capit i, d st at a
z .a ,p c rc h ('b i s o q n us c l l l )t' c tc ncl si pxrnti e sal di c< > ntrrr i prestabi l i ta pc.r tt: f, in dall, clt er . nit ir ,
c o l p i c l rt'i .rrri v i tnI ri rrrp l c ri s ti . c t r n lit t o int r ec_
ci o cl i cal rse l ra cl a sent pr . c legat o la
M,ri rcU
A t,H t,t.l o t uet esist enza at
cl ucl l ' evcntoo.
S chopenhauer, quasi pr osc. guendo il
D i c c i l s a g g i < li n rp c ru l .< .u 'se
c ; anche ttrtti si ntcttcsse- m edesim o
ragl onetntL' nto,scrive: <Tut t o cid che
ro a u r' l a re c ()n tro c l i tc , .s ci .rnchcl c bcl vc ti sbranas- accacle, cli lla
c<.rs.piu g.arnde alla piu picc,la, acc.cle
s e l o Ie mc n tb l a , u c h e .c r)s a puO i rrpe.cl i rc al l a tui r necc.ssarria-
mente> .
m e n tc d i n ra n te .n c rs si c rc n a , ci tpacc di gi ucl i careret-
l a m e n te c i d c l rc l a c i rc o n c l a,scmpl -cpl ' onta u serrl i rsi 'si aggiunga inrrt.e o p'osegue ir [iros.{b tcdesco
(che per uni t cl i sgrazia
clonsiJcr . at ain anlicipo noi
d i tu tto c i d i n c r" ris ' i m b a tte ?,. abbi anro pen.satr)anchc agli cvent uali
N o n e s i s to n o a v v c n i rn e nti veramcnte i ntpre.vi sti , nr <lt ividi con_
s,l azi rne' .e ai pos.sibili r inr ecr i, o
pcrch6 tutto cid che ci pur) erccadereD gii\ itccitduto. uln- r "n, , ci sier nr o
abi ttrati al l ' i dea.u
In tal senso Scneca ar['fcrnra:uAl saggio non 1'ludac-
c a d e l e n u l l a d i i n rp l e v i s to > .

108
109
73.Le pnove re, ma l'accoglieresenzarecriminazionicid che la sor-
te ci assegnae dare a ogni eventoun posto in cui cid
Nelledisgrazicd meglioconservare il pii possibilela cal- chc d propiz-iopossagiovarcidi pin, e cid chc d contra-
ma, e non ribellatsi,perch6non d chial'ochecosaci siadi ricl alle nostre aspcttative,se capita, danneggiarcidi
benee di malein similiawenimenti. meno,questosi d afl'arnostro,sesiamoassennati>.
PleroNe

Platone paragona nella Repubblicala vita a un gioco 74. Il destino


di dadi, in cui la prima cosada fare d cercaredi lan-
ciarli bene e la secondae cercare di fare buon uso Gli tromini, qualche volta, sono padroni cle.lloro destino.
del risultato,qualunqueessosia. Soprattuttonon bi- Wlr_r_rRnr
Srrnxespeane'
sogna arrabbiarsi n6 indignarsi, perch6 l'ira e i la-
menti ci impedisconodi mettere in azione cid che d Ci sr-rnomomenti in cui una parola detta o non de.tta,
piir utile: la riflessione. un' azi one com piut a o non com piut a, una clecisione
Invecedi perder tempo a gridare e ad autocomnri- presa o non prcsa, danno un nuovo indirizzo alla no-
serarci, dobbiamo nabituarel'anima a intervenire stra esistenza. Non sc.ntpre sappiamo perchd siamo
imnrediatamente,in modo da guarire cid che d mala- arri vati a quel punt o e per ch6 abbiam o deciso in
to e rimetterein piedi cid che d caduto.oLa calmae quel modo: t ut t o d awenut o cosi im pr owisant ent e e
la riflessioneci permcttonodi non sprecareenergiee rapi dame nt e che non ci siam o r esi cont o di nulla.
di riuscire a vedere,anche nella peggioredelle sven- Il problcnra 0 pr-oprio questo: render-ciconsapevo-
ture, qualcosadi positivcl. Ii de'llc cose chc ci succedono, renderci padroni della
In ogni casoquestoatteggiamentodi autocontrol- si tuazi one, non esser e sem plici l'uscelli in balia del
lo ci permetterddi ridimensionareI'accadutoe quin- vent().
di di limitare i danni aggiuntividella depressione e C i d ts p ossibile se ci si abit ua a eser cit ar e l'at t en-
della disperazione. zione, a tencre sott'occhio il corso clclla nostra vita.
oln generalechi conservala calma di fronte a ogni N on dol tb iam o conr pier e sf or zi dclla volont ir : dob-
possibiledisgrazia, scriveSchripenhauercontinuan- biamo solo allenar-ci a essere spettatori di noi stessi,
do idealmenteil discorsodi Platone(mostra di cono- a mantencr ci consapevoli e at t ent i, dappr im ar nelle
scerequanto enorni e innumerevolisiano i mali che si tuazi oni cir coscr it t e di una sedut a di m edit er zionee
minacciano l'esistenz.a: percid egli considera quello poi i n tutt e le cir cost anze-dcll'esist enza.
subito una piccolissimaparte di quanto potrebbeac- Pe.rprendere in mano il nostr<l dcstino, dobbiamo
cadcre., Qui il pessimismodel filosol'otedescosi di- di vcntare pit r se'nsibili,piir r icet t ivi, dobbiam o sost i-
nrostraun utile strumentodi conscllazione. tui re al l ' a ut om at ism o delle nost r e.azioni e r cazioni
Piir positivainveced la visionedi Plutarco,il quale, una r.;uieta consapc.volezza.
cor-nmentando la Fraseiniziale di Platone,qcrive:"Di Non si trattat drrnque, coffle si potrebbc creclere,di
qucstedue az.ioni,il gettarei dadi non d in nostropote- i mporre alla nost r arvit a una cam icia cli [ 'or za. una

il0 lil
ferreadeterminaz.ione, ma di capire che cosasia me- Non dobbiamo trascuraree disprezzarequesti beni
glio per noi e versoche cosarci stiamo gii\ dirigendo. solo perch6sono naturali e comuni a tutti. oBisogna,
Non dobbianrocercafc'qualcunoche ci clicache al contrario,servirseneper trarne piaceree godirien_
cosa dobbiamo l-arc:clobbiarr-ro scnrplicenrentert:el- to, in modo da poternesopponarepiir clolcemcntean_
lizzare noi ste-ssi. che l'eventualeperdita.,
Dichiara il Dhamntapcda:"Soltanto il s6 d signore Questaopinione di plutarco d confermata da Mon-
di se stesso:chi altri potr-ebbeesserrleil signore?,. taigne,il qualescrive:<Lanaturad una dolceguida,ma
non piir dolcecheprudentee giusta:io seguosempreIa
suatraccia;I'abbiamoconfilsacon traccearlificiali,.
75. I beni

Non dobbiamo tlascurare' i beni che sono conluni a tLltti, 76.La malinconia
ma tenerli in una ce'rta considerazione: dobbianro esscrc
riconoscenti per-il latto chc' viviamo, godian'ro buona salu- La personalitA
r,uok'diventare
coscicntedi s6nclsu.reterno
te, vediamo la luce del sole; non ci sot-r<>
uc3guc-r'r'e
nrl rivol- valore.Sequestononaccadc,seil movimento si fcrmae vie_
te, ma la ten? si lascia coltivare e il mare navi{are senza nerepresso,
subentrala malincclnia.
pericoli da chi vuole; ci d consentito di parlare e cli agire, SOnrNKranxEcAARD
di tacere e di stare'in ozio.
Pr.trrapco Qui Kierkegaardci dice che un bisogno spirirualed
altrettanto imporlante delle necessit2Lnaturali. In ef-
Ecco invece i beni che tendiamo tlrtti a trascurare. fetti ci siamo abituati a pensareche i bisogniessen-
Perdendodi vista le coseessc'nziali, ci mettiamo a in- ziali siano il mangiare,il bere,la sessualitd,
l,aifetti_
seguirela can-ie'ra,i soldi, gli anrori, le awenture, il vit) e il lavoro, ma tendiamo sempre a trascurare
successo, la fama e tanti altri desidcri. un'altra esigenzache, se non vienesoddisfatta,pud
Eppr-rre,dice ancora Plut;rrco,basta considerare dar origine a un senl.imentodi profonda tristez.za.
quanto sia importantela salute'per chi sia malartoo Potremmodefinire questanecessitiun bisognodi
la p:rceper chi sia in guerra pcr renderci conto di conferma,un bisognod'esserese stcssiin nraniera
quali sianoi veri valori. sicura.
Naturarlmenlenon d un male sviluppareintc're'ssi e Per sentirsi appagati,non basta avere una buona
attivita di ogni gcnele,nra dovrenrnrodedicarc.pe- vita aff'c.ttivae un buon lavoro, contc,af,fermava
riodicamenteun po'di tenrpoa ricordarequali sian<r Freud, ma occorre anche avereil sensostabile clella
i beni essenziali. propria identitd. Il "bisogno d'essere',,che coincide
Si pud dire con sicurezzache gran parte'dei mali negli altri animali con l'istintoriproduttivo,nell,uo_
dell'uomoderivi dal suo perderedi vista cluestascal:r mo diventaun bisognodi riconoscimcnto.
di valori, dal consiclerare importanti coseche sono Le religioni hanno utilizzato questanecessiti isti_
in realtirsecondarie. tuendo app<tsiti"riti di passaggio";per esempioil

l12 I I3
r-
cristianesimo ha dato vita al sacramento della Cresi- lezza, si sente lo spirito di tutte le cose. Da nucleo
ma, chiamato anche,non a caso,"confermazione". della soggettivitirdiventa centro dell'universaliti.
Ma la conf'errnadi cui sentonobisognogli uomini "Ogni cosad animata da un'essenzasottile;, affer-
non d solo un rituale:d un'esigenzareale,comequella ma la Chandogya-upanisad.essa d l'unica realte,d il
della fame e della sete.Se questo bisognonon viene s€. E tu stessolo sei.,
soddisfatto,l'individuosi senteprivo di fondamentoe
soffredi una forma particolaredi malinconia.
La malinconiad il sentimentoche nascedalla con- 77. Il prossimo
statazioneche tutto muore, che tutto si dissolve,che
tutto d destinatoa disgregarsi,e che ncli non siamo Dobbiamotemerechi odia se stesso,perchdsaremovitti-
me del suo rancoree dclla sua venclc-tta.
Cerchiamodun-
capaci di trattenere nulla, di stringerevel'amente quedi sedurloall'amoredi s€.
nulla. E il sentimentodella vecchiaia;ma d anche
FnrronrcHNrErzscne
quellodi chi non si sentea proprio agio ncl mondo,
di chi non trova una propria collocazione,dei giova- Chi non ha un buon rapporto con se stesso,chi non
ni che non sanno bcne che cosa fare. ama se stesso(perchd a sua volta non d stato amato
Tutte questepersonesi sentonospaesatee, quel o d stato amato in modo sbagliato),si trova in uno
che d peggio,stranierea se stesse. stato di sollerenza.E chi si senteinf'elice,finisceper
Osseruandola propria personaal cospettodell'u-
niverso,il problema d quello di percepireil proprio

mandano comunque la "cclnfernla"


che si chiama Dio -, l'uomo ha bisogno
a un
- che de-
valore assoluto.Al di la dclle fedi religi<,rse
altro,
di
a cid
sentire
questa cerLezzadentro di s6, come parte di s6. Non
rendereinfelici anche gli altri, volutamenteo incon-
sapevolmente:la catenadel rancoree della vendetta
si allunga all'infinito e ammorba il mondo.
oIl mio prossimosono io stesso!D dicevaTerenzio,
enunciandoil principio per cui non si pud amare gli
altri se non si ama se stessi.
t
cerca n€ un signilicato razionale n6 una fede, ma Quindi la prima cosa da fare per esserein grado di
un'esperienzache gli confermi di esserequalcosadi amare chi ci sta intorno,! ritrovare l'amclredi s€. nLa
piir del corpo, qualcosadi pin della mente. religioneinizia dentro di te,oscriveRajneesh(quan-
Cid B possibilese identifichiamo il centro dell'es- do diventi amico di te stesso.,
sere,il centro che d consapevolesia del corpo sia del- Lascetismoantico invitava al "disprezzodi s6".
Ia mente.Questainterioriti, che 0 cid per cui siamcr Ma si dava la zappa sui piedi: perch6 chi disprezza
coscienti,riescea percepire- nel momento in cui se stesso,non ama I'uomo, e percid non pud amare
ogni altra attivita corporeae mentale d sospesa- di neppure gli altri. Per interromperela catenadelle
avereun valore eterno:qualcosadi unico che, ccln la solTerenz.e,non ci resta allora che seguirel'invito di
sua sola prese'nza, cambia indelebilmenteil volto del Nietzschea "sedurreall'amoredi sd" quelle persone,
tutto. cosi numerose,che hanno con gli altri l'esatto rap-
Il nostro s€, quando riescea liberarsi da ogni in- porto che hanno con se stessi:di contlitto, di prevari-
terferenz.amentalee a considerarsipura consapevo- cazione,di aggressivitd,di odio.

ll4 l15
Purtroppo "sedurre all'amore di s€" B molto diffi- che mette t em por aneam ent e f r a par ent esi gli
ele_
cile: piir difficile che sedure e basta. nrcnti o1-11-rosti.
Non B sufficientea quL.stoscopoamare una perso- P er cse- m pio,una nr alat t ia, che c cer t ant ent e
un
na: occorre in piir rispettarla,inflonderlefiducia e evcnto cl:lnnoso, pu<'rdotarrci di anticorpi pr.e.ziosi,
e
portarla ad amare se stessa. un ci bo p r clibat o, chc d cer t ant cnt c qualcosa cli
be_
Come si vede esisteun rapporto stretto fi'a amore ncf-ico, pr.rt'rprovocar.ci -, atLt.avcrso va,;.ipas.szrggi,
. ed equilibrio, fra amore e armonia, fra amore e sere- unerrtralattia ;rl fl'gato o al cuore..
a nitd. Solo quando si possiedonoe si infondono que- A nraggior l. l. r gionequest ( ) succccle per gli event i
t sle tre virtir - equilibrio, arnronia e serenitA- si pud conrpl ess i,per -i lir t t i clcllanost r a vit a.
' ricostituire un tessutodilacerato,dentro di noi e nel In al cuni casi ci r cndiam o colt t o clellacom pr esen_
prossimo. z.aclclle dr"rcptilarriti, tirnto i, verrt chc siatmclinclecisi
Rajneeshdd il seguenteconsiglio: nPraticafedel- e' r,al uti an r c)con at lcnzione ipr o e icont r . c>;m : 1,
in
mente la meditaz-ione, in modo che la tua vita possa nrol ti al tl i casi, ci sl'ugge,conr plet am ent e l, aspet t o
colmarsi della luce della saggezz-a. E quando ci sard c< l ntrar-i oe sii. r m <lconvint i di f ir r . csolr t dcl bcne
o so_
luce dentro di te, l'amole llr"riri da te e si spargeri Io dcl marlc.
dapperlutton. " Ogni m ale quaggiil e\conr pcnsnt o cla un bene ,
scri r cl a a cluest opr r _r posit Claucle
o Tillie r . ( e ogni be_
nc che f' z r cciam ost l. a di si i, at t cnuat o d; r un nr ale
78. Lambivalenza che non si vcde. ,
E una cr-rnstatazionechc t stata [:rtta da tanti
altri
Le cose che sono bcncfiche posson() essereanche dannose, scliilori c l'ilo.sol'i, c che eril bc.nprcscnte al Taoismo an_
mentrc qtrclle chc sono dannosc possono essere anche be- ti c< l ;ma ch c d sfuggit a,un pd'pcr com odit e\e un po, per
nefiche. superlicialiti\, alle nostre conccz-i<tnietico_r.eligiose,
Wan-tztt
Iut tc ri si d: r m ent edual ist ichc.
P er quzr nt i sccoli gli uonr ini s<t nost at i t or m ent at i
Questoprincipio ci dice che bene e male non posso- _
da clucste nctte contrilpp<tsiz.ionitra bene e male,
no esseredel'initi in anticipo, in basea regoleastrat- tra
sall'ezza c perdizionc, tra viflir t:
te, ma che b necessariovederela compresenzadelle llccc:.llo,tra pr ogres-
so e rel l rcsso,t r . aDio e Sat ana, t r arpar adiso e inle, r . no,
due polaritd e deciderecaso per caso quali siano gli tra veritit ed e rtrrr.e,tra viti.Ie ntolle tr:l luce e tenebre,
elementipositivie quali quelli negativi. ,
e c<.r.si via: contl-apllosizioni che hanno pr.ovocittodo_
Non abbiamomai, in sostanza, un beneo un male l orrrsiconl lit t i int cr . ior ie sangr r inosegLlelt - 1. est cr ne.
assoluto,una contrapposizionenetta, per cui un Ancora <tggiscntianro par'lar.edi qucsta ,,eterna lot_
estremoe-scluda dcl tutto l'altro; abbiamo soltanto ta" lm le folze clcl bene e le lbrze clcl rnalc; mai ne.ssu_
una prevalenz.a di elcmc'ntiche ci fa definire qualco- no chc ci par li dclla lor o sot t en. er nc.cont t plicit i.
sa pru un beneche un male, e viceversa. Eppure questa complicita deve r.nt"rar.e nelle coscien_
Si tratta di una speciedi valutazionccomples.siva ze di tr-rttisc lr or rr 'r lqlianr oc, nt inu^r 'e eresscr . e b. nr bini
I I6
tl 7
chegiocanocon le loro idee,facendonestrumenti di di- spone una malattia; si crede di inseguirela felicitd e
struzione.Ignoratndocome tutte le nostl'ecrociatein invecesi va incontro alla sofferenz.a.
nclmeclclbcne c del progressocontenganoanchecle- Il motivo di questierrori d semprelo stcss<t: l'igno-
menti n-ralignie regressivi,continucrcmoa componar- ranza, la non conoscenzadi che cosa sia verantente
ci con una distmttivitirdi cui non ci renderemoconto. il nostro e l'altrui bene.
La convinzionedi aver sposato una volta per tutte La consapevolezzadi cui parliamo non e tanto un
la causadcl bene d una delle maggiori ilh-rsioni,una insiemedi nozioni che si possanoimparare a scuola,
ftrrma di presunzione. quanto qualcosadi molto simile alla saggezza: d in
oCosiora hariabbanclonato il malc?" chic'deironica- primo luogo un essereattenti alla complessit:\dci fe-
menteOshoal solitoconvertito,pienodi entusiasmoc nomeni, alla loro interdipendenzae alla loro ambi-
di zel<1.nBene.Ma adessorinuncia ancheal bene.La guitd,e in secondoluogo d una flessibilecapaciti di
vanitdrimarri con te finchi tieni strettouno dei due', adattarsialle circostanze.
Sarebbebe'll<;poter abbracciare de[initivamente E intuizionee sensibilitd.In ogni casopresuppone
tutto cid che b positivo.Ma d la natura delle coseche una continuaosservazione e curadi s6,non perconcen-
ce lo impedisce:appena credianro di esseredalla trarsi ossessivamente sul proprio piccolo ego, ma per
parte giusta,eccoche incominciamo a ['aredel male. avL'reun punto costantedi dferirrento e di controllo.
Non ci restaall<lrache meditare attentamente,caso Da una parte si devesvilupparcla consapcvolezza
per caso,checosavi siadi benee checosavi siadi male. dellevarie attivitdmentalie de-lloro modo di reagire
Dobbiamosviluppareun'agilecapaciti di valuta- agli awenimentie di inlluenzarli,e dall'altrapartesi
zione, un centfo di consapevolezza e di autocontrol- fa perno sul centro piir profrl-rdoclelnostro ego, che
lo, una facoltdmobile e vigile che sia in grado di far- rappresenta il "testimone"e il giudicedi tali attivite:d
ci muoverecon responsabilitde maturitir. questol'assetto psicologico cheperntettedi districarsi
uNon d possibileche il male scompaiadel tutto,o nrc.glionel grovigliodegli eventie degli in-rpulsi.
scrive Platone(che d uno dei carlpioni del pensiero E inutile illudersi che possanoesistcrercgole e
dualistico)npelch6-dnecessarioche al benesia sem- principi validi una volta per tutte:anclrequestacon-
quitlcosa.,
pre cont rappt.rsto vinzioneI'apartedella menteottusa,dclla sua prere-
sa di sapcrein pallenza querlesia il cclmportamento
piu giusto.
79. La conoscenza Alf idarsi alla conoscenza/saggezza significaman-
tenersi desti e consapevoli,cercandodi volt;t in vol-
Il massimodci pcccatiE l'ignoranz-a. ta, cor-lun'attentaverifica interiore,la via clellachia-
Dhantnrupada rezzanrentalee dell'equilibrio.
*Linfelicitd>sostieneRaineesh.non d che isno-
Quando non c'e consapevol ezza, si crede di aiutare ranza di sd.u
qualcuno e invecelo si danneggiairreparabilmente;
si crededi favorire la nostra salute e invecesi predi-

! 18 l19
80. La ricettivitir 81. Le passioni

Conccntrarsinci rapl'lrx1icrln il ptrrssinlosignificas()prllt- Lc granclianirlc non soltoquclle che hanr-rri ntcno passioni
tu tto e s s c rt:c a p a ci di ascol tarc.La n" raggi orp:rrtc dcl l c e pi tr v ir lir clellcaninr ecor nuni,nr u solo qr - r cllc
che hunn<r
pers()ncasc<lltagli altri - oppLrl'ccli\corrsigli- senzititscol- pi L grandi pnr posit i.
tare vcramcnle Fnalgclrsnu I.n RooreFoucAtrLD
EntcttFn.uu
N on d possibilc sf uggir e alle passioni. oUn uont o
L i n c a p a c i t2 r d i comprendcre gl i al tri dcri va dal l ' i m- senzi .lpassioni e scnz. aclesider i, cliceva d'Holbach
p o s s i b i l i ti r d i u s ci re cl a se stcssi ,derl l cpttpri e opi ni o- (cesserebbe di esscre un uonto.)
n i , d a i p ro p ri i n t et' cssi .S i " ascol ta" l ' al tro, nl i i si cott- A nche il dcsider io cli equilibr io e di ser enit i d una
ti n u a a s v o l g e reuna spcci e di monol ogo i ntcri tl rc' S i passione; itnche chi dcsidcra la sarlvezza,la liberarz_icl-
p e n s a a c h e c tl s a di rc, si t-i nrugi ni tn<lle ptrl pri c' con- ' ne o l a vcr it a t in plecla a Lr nagr anclc passione; an-
v i n z .i o n i , m a n o n si i ' vcri tmcntc atttcnti a ci d che i l chc' I' a scct a che cr edc di conr bat t er e i dcsidcr i dclla
p rc rs s i n tod i c e . carne si la dor - ninar e dar un clcsider io. Lindividuo
C o s i l a p a ro l i t c i l pcnsi cro, anz.i ch6conl ul ti ci tt' c, scnza passioni e\in realti un depresso che non trova
ma n te n g o n o u n a di stanza l l ' :" rs6 e l ' al tro. S pcsso l c pi i r trn nr ot ivo pcr vivcr - c.
i d e o l o g i e s v o l g t l no questa [unz.i one:un cscnl pi tl ti pi - ll pnrblenri.r,allora, e\di saper sceglie-t.e trarpiccole c
c o c \ q u c l l o d e i mi ssi onatri chc si rcci tvl tno prcsso i grandi passioni, t r arclesiclcrchc i ar licchiscono la vit ar
p o p o l i " p ri n ti ti vi " con l ' i ntcnzi tl nc di convct' ti tl i . e clesideriche.la impovcriscono. La saggez.zilsta tutta
U n s i n ti l c i tttcggi atmetrto i scnrprc possi bi l enci rap- i n quest a capacit d cli dist i ngLr er egli obie. t t ivinr eschi ni
p o rl i u n ta n i ; q u anti sono vel ' i l nl entc i ntcressati a co- dalle mete vr-ramente nteritevoli de.inostri slbrzi.
n o s c e re l ' i n te l l tl cutt)l ' ce n()n sono i nvecc pnrtcsi s< ' i l - Ma n on bisogna illuder si di pot er st abilir e in ant ici-
ta n to a i mp o rg l i qui tl c< .rsiota convi ncel l < l ?Il ri sul tato po ci o per cui valgarla pena di lot t ar e: anzi, di solit o, i
d c h c n o n c ' d u n di al ogo baszl tttsr-rl l ireci t pxrci ti t' grandi idealisono t r avest im ent i di piccoli dcsidcr i.
N o n a v e n d o un' cducazi one al l ' asctl l to l ' i spettoso B i sognarcluindi guar clar si dagli im bonit or . i di ut o-
ri cetti l ' i . La ri ce' tti vi t)
d e l l ' a l tro , s i a m c l scatl -si l l l l cnte pi e e d i var lor i m or ali; e bisogna piut t ost o t encr e
d la catpaciti di accoglict'c i nlessitggi cstct'ni pcr tra- senrpre cl'oc,-^hioil proprio stato interiore, la propria
s fo rn ra rrl ii n s tm menti di conosccnz.a;c' per l l tt' c1uc- condi zione psicologica, che d il ver o par adigm a, in
sto, bisogna cL'rci'tt'ecli svu<ltatrsitenrporitnellnlcntc dcl i ni t iva, clclla I 'clicit i.
del pnrprio ego e dellc pr'<-rpric idec. E si s t e un'anr bivale. nzildi lbndo t r a <t bict t ivicont r a-
Quatnd<lc'i trol-11-r<t lr-lmot'c, non si t'iescc acl ascolta- stanti , al punt o che, nr cnl. r ese ne insegueuno r it cnut o
re; qtrando si d troppo pieni, non si ricscc ild accoglierc. positivo, b facile ricaclerenel suo opposto. Quanti san-
sentc portilto irlla contenlplitz-i<lne e non al- ti perescm pio si sono t r aslbr r nat i in lc'r ocioppr essor i,
"Chi si
la f'ede,, scrivc Nictz.sche (tro\'!l tutti i credcnti trop- e quant i peccat or i si sono t r aslor m at i in sant i!
p o ru mo r' ()s ie f-asti di osi e: si di l cnde da l tl ro.' La via dclla "r ealizzaz. ionedi sd" ncln pud esscl. e

120
riassuntain un decalogo,non d un insiemedi dogmi; Molti predicano la pace, ma dentro di loro sono
si fonda piuttosto su una mobile e duttile sensibilitd, picni di aggressivitd
e di sentimentidi dominio;e, al_
che si evolve'esi adattaincessantc.mente. la fine, sal'annoproprio que.sti.statid,aninroche e.ssi
Contrariamentea quanto si pensa,non B la passio- corn unicheranno.
ne cid che pud distruggerel'anima; d semmai la me- Non c'd modo di dare pace al monclo se non la
schinitd del desiderio. provianroprima dentro noi stessi.
Afferma Nietzsche:nl-a volonti di vincere le pas- ull tuo primo dovered di far felicete stesso>scrive

i
sioni non d in fondo che la vol<lntddi un'altra o di al- Feuet'bach. nQuandosarai felice,farai felici anche
tre passionir. gli altri.,

82, La sereniti 83. Peccati e virti

Chi d serenodAserenitd
a sestL-sso
e aelialtri Qu:rlcu.'si clcvacon il pcccat.,qualcunocaclecon la virtir.
Eprcuno
Wrlr_r,rn,t
Srrartspenn
n
Qucstopensierovuol metterein evidenzaun proces- Ecco un altro esempio dell'interdipendenza dei valo-
so psicologicoche spessoci sfugge:la comunicazio- ri e clcllc ftrnzioni. Il peccat<_r, l'errore, non d una fzrlla
ne inconsapevoledei nostri stati d'animo. Se per cl el l ' essere;ne c \piut t ost o un elem ent clcost it ut ivo,
esempioci tt'oviamoin un ambientein cui tutti sono Non si pr-rt)concepire la realtd senza il male, c<lsi
ncruosi,sari difficile per noi mantenercicalmi; sc ci come von'c,bbcr"t-l certi idealisti; n6 si pud concepire
troviamo in mezzo a personeche ispirano serenitd, una vi ttori a {' inalc del bene: in ent r am bi i casi. il
anchenoi ne sala-mogradatamenteperuasi. nrondo cesserebbedi esistere.
Si delineaquindi una nostraresponsabilitd indivi- Irr t:ll senso, anche il rnale i un bcne: se non ci fos-
dualeneglistatid'animocollettivi.Esisrein tal senso se il peccato, non ci sarebbe la virtir; se non ci fosse
una speciedi "doveredella serenitd":il dovereciod di la cadutit, nc-ssunopotrebbe rialzami n6 alzarsi; tut_
dil'fondereintorno a noi sentimenti,senon di benevo- to sarebbe pi att o e im m obile.
lenza (come vorrebbeil Buddhismo) o di amore (co- Il motore d dat o pr opr io dalla dialet t ica, dal con_
nrevorrebbeilCristianesimo), almenodi equilibrio. fi i tto, e dunque l'er r or e d gii pr evist o dalla cost ir u_
Il problemad che questi scntinrentinon possono zi one del di venir e. nNessuno sbaglia volclnt ar iam cn_
esscfc-il fiutto di una linzione, perch6 noi in realti tc" di ceva S en<lf onle.
ncln possiamo fare a meno di cornunicareil nostro Propric.rper questo, non c\ possibile dcfinire in an_
pitr autenticostato d'animo. E percio il "doveredella ti ci po c i n modo r igido quali siano, in una r ealt d che
serenitd"D innanzitutto il doveredi una nostra per- muta di conl i nuo, i peccar t ie le vir t ir ; pu<) capit ar . e
srlnaleigiene mentale, che consistenel cercare e che uno stessoc om por t am ent o sia in una sit uazione
ntantenerel'armclniainteriore. un pcccato e i n u n'alt r a una vir 1u.

122
t23
Non solo: pub anche succedere che un comporta- z-ail suo processo di progressiva emancipazione, clrt,
mento virtuoso, se non viene rapidilmcnte adattato, ckrvrcbbeesscr cun m odello per t ut t i. M a nat ur . ; r lm cr r _
d c -q e ' n e rii n u n v i z i tl e chc, vi ccvct' sa Ll l l cl ' l ' ()l ' c,un tc, in quc..stocampo, nctnc.sistcrriente di pr.efiss:rtc_r.
peccato, una caduta, facciano cornplcndcre piit ctlse N on e raro, ar uzi,chc con l'et i si abbia una t . c- sl. es_
e, quindi, stinrolino ull proccsso di elevirz-ione' si one dcl l a capacit i di appr - endim ent o:c, d gent e: che
Ad u n a s i n ri l e d i a l etti ca dei contrari si i spi ru, pt' r i mol to pi i r ac ut a a vcnt 'ar r niche a cinquant a.
e s e mp i o , q rte l b ra n o del Manzoni i n cui si di ce che Lidea chc il trascon-er.edcgli anni arricchisca la per_
d o n n a Pra s s e ' c leera (una vccchi a genti l d< l nna nrtl l tcr sonarlit2r ll-ovaLlnaconler-mane.llarealti solo a una ion-
i n c l i n a ta a fa r d e l b c ne: mcsti erc ct:rt:.l l l l cnte i l pi i r cl i zi onc:che ci sia uno slor zo consapcvoleclcll'indivi-
elevirto che l'uttmo possa escrcitare; nralclrt' put'tl'op- duo. [n caso co nlr ilr - io,linit a la spint a clcllargiovinezza,
p o p u o a n c h e g u a s ta t ' e,conl c tutti gl i al tri " . anche lo spirito si richiude , e la pcrsona, piir che cer.ca_
Liclea di tbndo d sempre l:.rstess:l: ncln si p()ssono rt nuovc cspcricnze, va alla r-iccrcadcl sictrro,dcl noto,
s ta b i l i re i n n l o d o a s s ol uto peccati e vi l ti l , c l a l i nea clelripctitivr-r.Ogni fasc clcll'csistcnzet sr..iluppaun parti-
c h e l i d i v i d e D n ro b i l e e ci rngi antc. C e' l ' ti tnte' trte chi ct)lureaspctto del percorso corroscitivo;c anche cjui vi_
ti e n e u n c o m p o rta n l cnto l i gi do i n notrl c di qrral che gc la leg-eesccorrdocui a un nriglior.arnrento di qualcfre
virtir t gid, senza accol'gerscne, sr-rlla di cadere' IacoltircrlrrisponclciI pcggior.arntcnto cli altr.e.
','ia
So s ti e n e M o l i b re : uC i vuol c ncl ntc' ncl ottna vi ni r S cri vc P l arrt o: nLlr su: r gezz: .non
I si conquist a con
ma l l e a b i l e o . I' cti r, ma con l 'int clliscnzit D.

84. IJaPPrendimento 85. La sessualitA


('- \
A quindiciar.rnidecisidi apprenderL', a tttnta er<llermo sulla ouancl . si el ' fe' t t Lr l.
. pcnet '. zi'ne il cicl. e-I a
pin dubbi, i
a cinquatltitc()nlpl't'si tol't'ilsi itrntottizzitno. 'ccip. 'c. ,
via, a quarantanorl avcvo
ci.'kr,
dc'cretidu'l aIscssilnta a\L'vounil buona cirPacitndi di- I Cltittg
a s!'ttalltilagivoirrcompletitliber'ta'
scc'rnintc'nto,
C (l N l -ttcto La via dclla ser.cnitar si basa sul principio clell,armonia.
ln particolale i inrpoflerrrlc che lc coppie di oppo.sti,
L a p p re n d i mc ' u to d u n pl ' ocessoche dura tutta l a vi - dL.lrl.roc ltrori cli noi, tr.or,'inoil lor.opuniir <Jicquilibrio.
ta. Lungo il perc<lrsopossono esset'ci{alsidi stasi o di uGl i u< l mi ni c lc donnc sono ( ) pp( ) st i, ,dlcc l, ant ico
acceler':.tzi<tlte, ttlale cet'to che il nostro -se't-lso de'll'esi- tcst<r cinc.scI Cltittu nra il loro dcsiclcri<lt d i csscreuni_
"
s te n z a c \ d a t< ;d a l l a s onrtna del l e espet' i c
enze puo cs- ti : ogrricosa ha u n'inclividr _r aliteait clcnr pieil suo c<lm pi_
s e re c o m p l c ' to s o l ta n to i n tarda e' ta' to qtrarrdosi ri u ni. scein er r - nr onia cor r il suo cont r ar io. >
A l ' fe rm a v a Se n e c a : uE con l a vi ta chc cl obbi anro )'urtgc .t'irtsono lc duc polaritr) t;loistc dcl maschilc e
i mp a ra t' e I' a rte 'd i v i veren. clcl l emnt in i lc, clcll'atti', c dcl p,ssiv.,, c,lclposit ivo e clel
Conl'ucio, il saggi<-r per ecccllenza, nlr:tte in c'r'iclen- ncgal i rro,cl clci c kr c dclla t cr r a, c, linchi, r - inr ansonosc-

124 t25
norme dell'attivitdimmaginativa,da una continuu
parate non adempiono la loro tunzione: non giungono
uin arm<lniacotr l'arnronizruniverszrleu' tensionepsicologica.E com.'sc la menteprenclcss,.'
o
"ar"r" la il sr-rprawento sulla vcllonti e l'indivicluofirssesonr-
D u n c l r:cv i c n c ri c o nosci uto fi n dal l ' anti chi ti r che
lunzi<lne di riprucluzio- nrersoda una rlassa lbrraginosadi pcnsicri, di lirrr-
l;"rrrralita, n<lt-lswllge solo lzr
tasie,di stati d'arnimo, di fantasnrie di allucinazioni.
nc, ma anche qr-relladi arnronizzaz'ione' Essa e stata
Da una parte egli si muove nel mond<ldi tutti i
preclisposta claila natura proprio per l'arci trascende-
giorni, ma dall'altra vive in una dimensionetutta
i " e l e p o l a ri ti o p p o ste, per tarci usci re dal l a pri gi one
sua. In tirl sensonon c\nrai cronccntratoin qucllo che
d e ' l l ' i n c l i v i d u a l i ti .l l sessovi enc cost prescntl l l o col ' l l c
c di armcl ni a, conl t' l ' Ltn- f-a.Vive come una personaclre non si sia del tutt<r
p ri n c i p i o d i trz rs c e ndcnT-a
svegliata,che continui ad avere la tcsta pienardi so-
z .i o n ei -o n d a m e n ta l eper i l manteni nl ento cl el l ' eqr-ri l i -
e gni e di incubi. N<lnd interamentepresente' nd agli
b ri o i n te ri o re . E q u i ncl i i mportante avcre regol ari
sessuitli, fino a titrda eth' altri nd a se stc'sso.
socldislhccnti rapporti
Questasindrome d nrolto pir) conrunecli qr-rant<r
Non ! un cz\soche la vecchi:ria abl;ia iniz'i<lc<ln la
non si pensi:d un po'un "viz-iod'origine",un difetto
c l i mi trtrz i o n cd' c l d e si dcri o sesstral c'
costitutivo dell'essereumano che d portato, proprio
Gl i a n ti c h i ti to i sti cercel vzl nodi consel vare l ' atti -
es- per lo sviluppo della sua attivita mentalc,a vivL'r'c
v i ti s e s s u a l ei l p i i r a l ungo ptl ssi bi l e,sapcncl <che l
al l ' i rrdi vi di
dLrrl sempredi piu in un mondo virttrale.
s a p ro l u n g a l ' c i i s tenza, pcrmettencl o
Mat questcl e anche il Sc entro certi lirniti una sinrile sftrsaturard norma-
n o n i s rl l a rs i e d i ccl mttni czl re'
c dal l a psi col o- le, puo diventarecclnlaciliti pat<llogica, staccando
c o n s i g l i o c h c c i v i cnc dal l a mcdi ci nar la pcrsonadalla realtd. Allola le ansie,i pensie'ri,le
sia nrirclcrnc. N<ln pr-r<) esserci serenita scnza nn'ade-
preoccupazioni,le esaltazionie gli stati d'animo pii-r
luata gestione clella vita sessuale'
" vari si amplificanoa dismisurae minaccianocli tra-
clel sesso, chc si manil'csta in tanti modi
"La-gioia (c ci d che volgerel'eqr-ril ibrio psichico.
p i z rc e v ti l i ,, d i c e u n anti co testo tantri c() In tutti questicasi,occorrecompiercun'operazione
>
i'.'nclevel'amente benedetta la cond i z'iclnc Ltlrlana' di vera e propria igicne mentale,interrompendoper
un po'Ie attiviti\ psichichee recup!'r'andocosi il rap-
porto con la sana realtir.oStarsenesilenziosipensan-
86. IJigiene mentale
do poco, d ilprimo indispensabile rimedio:si trattadi
sospenderela dannosaproliferazionedi pensierie di
piL econo- sensazioni, di ottenerecio chenelletecnichemeditati-
Starscnc sile'nziosipcnsalndtlpoco e\la nrcclicina
po'di l-lltonavo- vesichiama"silenzio"o "vuotomentale".
micerpcr ogni malattia dcll'anima e' c()n un
re Loperazioneviene fiicilitata sc'ci si concentrasu
lonti, prttcur-a scnlprc piir be ncsse '
Fatr:nntcu N lt':rzsctlE qualcheele'mentonattrlale.La natura, inlatti, ci in-
via tutta una scrie di messaggiche a poco a poco ci
traggonofuori dal nostro mondo di fantasie,e ci ri-
Certe "mallrttieclell'anima"nasconoin realta dall'in-
ab- portano a contatto con le cose.
capacitircli controllarc la mente,deluno svilupp<-r
127
126
lI lw
,,,i1
Tradizionalnlentesi utilizza la concentrazionesul- dono affatto a vicenda: al cont r ar - io, l'uno dipendc
la rcspiraz.ionc, in quanto ritmo cotporeonaturale. dal l ' al tro, l ' uno r iequilibr a l'alt r o. Pcr esem pio, l'e-
goi sta non sol o non sa am ar e gli alt r i , m a non sa
Con qucstatecnicasi pur) ripulire la mentc e ritr()va-
re il rapporto con il mondo e con le personechc ci neppurc' amare se stesso: si ama ciod in modo spro-
I
posi tato. Lo stessoaccade all'alt r uist : rche si vant a di
t cilcondano.
II oE piacevolcstarein compagniadi se stessiil piir
a lungo possibile,,dichiarraSencca(sc, owiilmente,
non esscrei mpor lant e, che vuolc annullar . ese $t esso:
cgl i D i n ei fetti inlclice sia nei r appor t i con gli alt r i
ci si d rcsi dcgni di godcrcdi talecompagnia.n si a nei rapport i C( ) n sc' st L'sso:qr . r alche.c- spcr ienza
I precoce gli ha insegnarloche norr deve amerrsi.
uMa come pu<)anr ar - egli alt r i chi oclia se st esso?>
II-l 87. Lamore si donritnda Er:rsnro da Rotterdam.

II -IrI
E grur-rcle c gittstochi, antattclosc stcss(),arnritin r-rgualnti-
Pct' poter amilre in mod<l equilibr.ato d dunque. ne-
cessarrioposse.clcreo ripristinar-e un buon rapporto
sttt'ail pt-ossinro. con se stcssi ,sl 'iluppando innanzit ut t o lit consapcvo-
!' Mt,ls'mnEcxg'rnr lezza dcl proprio nrodo d'anrare. Bisogna guar-derrsi
da chi prctcnde di ant ar r esenza la m ininr a coscienzit
: u E o p i n i < rn c c o n ru n c D s cri vc E t-i ch Fr' < l n-rm nc L' url e di s6, senza sot t opor si m ai al gioco r iequilibr ant e
tl ' tttrru rc u c h c s i a v i rtu r- rsoami l rc gl i al tri e peccato cl cl l ' i ntrospczi o ne.

ll i l n ra l -es c s tc s s i .>M a c h i non amel sc stesso,ci < l i ' chi


ru o n h z l u n b u o n ra p p o l ' to con se stcsso, non pui l
avcrlri nerpl)urcccln il ptossinro.
Qr-ra n c l o Ge s i r c l i c e : n Anra i l prossi trro tl l o conl e tc
Scrivc Nictzschc: uBisogna impar.are acl anrare se
stessi cli un llmore sano e salutare: per rimaner-e con
se stessie non a r ndat 'cvagando int or nor .
I'

T s tc s s o D p
tc c srtrlo un tillc "ant()rc
si a gi ) pl ' cscn-
, l ' c s u p p o n cc h c ncl l ' i rrdi vi cl r-ro
pct'sd". Tt-tttitviit,quancltl que-
sto ri.lpporto intcriot'c t dctcriorato, l'uclnto non sitri)
88. La consapevolezza

i n g l a d o d i a rn ra rec q tri l i b ratamente ni ' si nd l ' al tro. Mol ti uomi ni no n si r endon<tcont o di cid che-f anno da
Tirlc squilibrio puo essctc plov()certoclit un c-ccc.ssct sv'celi,co.sic()nten()n sono cr_rscicnti
di cit) che lirnno drlr-
di "amore pe rsd" (uognut.l<.r ilmel sc stcssopiir dcl pros- nlcnu().
s i r-r-roc,l i c c Eu l ' i p i d e ) o cl a un di fetto. N cl pri ttro caso Eneclrro
a b l ' ri a m <al c l tc I' a rec c l n il narci si snro,con l ' i pcrtrol ' i a
c l c l l ' c g o ,p c r c u i I' i n d i v i duo non vc' cl cche sc stcsso c i Luomo si di sti nguc clagli alt r i anim ali pr opr ir _rper il
prrrpli intcrcssi. Nel secclnck)caso lat persona non ha suo rrraggi<lrgraclo di consapevrlez.z.a, che d non solo
ncssunrr l-idr-rcia in sc stcssa,sol{l'c di un complesso di l a cosci enza dclle cose che lo cir condano m a anche
i n f' c ri o ri ti re s c n ti ra a suo ,l gi o sol o qui rncl op< l tt' isa-
s i t la coscienza di sc stess<-l in rapporto a quelle cose.
c ri l ' i c a rs i1 -l cqr u a l c u n o o pcr qual cosa. C hi c\ domi nalo solo dagli isr int i e dalle pulsioni
L i trr.ro rcp c r s i e l ' a n rot' c pcr gl i atl tl i non si escl u- del l a prnpri a ment e t conr c sc vivcsse'in un sogno a

128 129
l ' l'll I

occhi aperti:si muove senzarendersiconto del come sparente,ci sentiremo perfettamenteequiliirrati lra
e del pclch6, agiscecome Llnautonla. il "dentro" e il "fuori", e usciremodall'annebbiamclr-
Pelr) non tr-rttigli esset'iumernihanno la stcssa to in cui viviamo di solito.
consapevolez.'2.a. Ched oltletutto variabileda ttn mo- Capiremocosi perch6I'Orienteparli di "risveglio"
mento all'altro. per simili condizionidi chiarificazioneo di "illurni-
Quante volte ci diciamo: uNon so perch€ho fatt<l nazione". Non si tratta di stati mistici, ma di espc-
quella cosa>,quante volte ci accorgiamodi agire co- rienzeche sono alla portata di tutti.
me sonnarrnbuli! Dichiara Chuang-Tzu:nUn giorno ci sveglierenro c
Per quantctsi possaessereconsal'levoli, c'i scmpre scopriremochc tutto non d statoche un sognoD.
qualcosache ci sfugge,c'b se'nrprequalcosadi cui
non sianrocoscicnti.
Per esseredavverointelligenti,dovremmo cono- 89. Il presente
scerenon solo tutte le nostre motivazioni,ma anche
qr,rcllcdi tutti gli altri. E chiarirmentenoi non ci tro- Ric<lrdati chel'uonrononvivealtrotempochequcll'istirn-
viamo a qucstolivello:il nostrolivellod appenaal di te chei il presente.
sopra di c1-rello degli animali, d appenaal di sopra di MancoAunElro
quello clelsonno e del sogno.
Al'ferrrrail libro biblico del Siracide:nSeparli con Limperatore filosoFovuole ricordarci di utilizzarc
uno stolto,parli con uno che clornten. nel miglioredei modi I'attimopresentee ci invita a
Le IJpurtisnrl indianedistinguonoquattro livelli di non pcrder tempo in recriminazionisul passatoo in
consapevolezza: quello del sonno con sogni,quello preoccupazionisul futuro; l'uonro uo ha gii vissutclil
del sonno senzasogni, quello della veglia e il cosid- resto del tempo o non sa nemmenose lo vivrd.,
detto "quafio stato",dove dovremmoessereperfetta- La frase pud anche essereconsiderataun consi-
mente"svegli". glio a vivereogni situazionecon presenz-a mentale,
Esistecomunquela possibiliti di esserepiir pre- con grande immediatez.za, senz.adisperderciin inu-
senti in cio che faccianro. tili fantasiee immaginazioni.
Il punto di partenzad ovviamentequello di ren- Scrive su questo tema Schopenhauer:oQuando
derci conto del nostro stato di sonnambulismo:que- intraprendiamouna cosa,dobbiamo prescindereda
sto d il primo passoper schiarirela mente. tutte le altre e sbrigarla,si da curare, goderee sop-
Il secondopassoconsistenell'isolaredi volta in poflare ogni cosa a suo tempo, senza preoccuparci
volta l'az.ionepiir importante che stiamo compiendo del resto:dobbiamo dunque,per c<-rsi dire, avereper
e nel concentrarciesclusivamentesu di essa.Il terzo i nostri pensieridei cassetti,e aprirne uno mentrc
passo consisteinfine nel liberare la mente da tutte tutti gli altri restanochiusi.Con cib otten'emoche
quelle f'antasiee quegli stati d'animo che rappresen- una grave preoccupazionenon ci fard intristire ogni
tano deviazionirispetto al centro di attenzione. piccola gioia del presente,togliendocicompletanren-
Ci accorgeremoallora che la mente si fard piir tra- te la tranquilliti; che un ordine di pcnsieri non nc

130 t.3I
ll ' '

scacci un altro; che l'apprensione per una faccenda a clistrazioni, nra di farci conccntl'arc su qualcosa di
impoflante non ce ne l'accia trascul'are tante l-ninori' attual e e' di vi vo: uscianr r >cosi dagli uppcst ant i lunr i
e cosi via". dc:l l a nrcrrtc c r it or nianr <l alla lealt l\ c<ir . r cr ct a,
chc i
Vivere il momento prcsente, vivere un'espericnza sr-mp| e nren() spi- r vcnt osacli quant ( ) possa : . r ppr . r |ir c
alla volta, non farsi sopraflare dalle ansie pcr il {'utu- al I'ir-nrnaginazi one.
ro, d il consiglio che cli.rnnoi saggi di tutti i tempi e di E bene ri co r dar ci di una ll'asecli M ar ziale: oNon d
tutti i Pacsi. da saggi o di rc "r 'ivr 'o". Vi'u'clcclonr ani d gia t xr pp<t
Dice per esempio Gcsil: uNon affanr-ratcviper il clo- tardi : vi v' i r> rr. si, .
A
m a n i , p l rc h 6 i l d o m a n i avri \ gi i r l e suc i nqui ctudi ni '
l a sua pcna> ' E S cncci t: uLe bc-
c i a s c u n g i o rn o b a s ti
li 90. Il godimento
stie fugg6no i pcricoli chc veclrno, mA, Lrnilvolta chc
h a n n c l e v i ta ti , s o n o tranqui l l e. N oi , i nvece, ci pt' cocct' t-
piamo sia per il futuro che pcr il passato"' C l rigodee nel n r onr cnt oc, pcl quant ( )nr olt eplicc
sia qucslo
gt>tlirnr:nto,
cglir-\scrtrplcinrnediato,pclchi'i'ncl nrorttento.
Ma, per poter viverc con una sinrile inlnrc'cliatcz'-
z a , o c c o rre u n a c e rta di sci pl i na mcnti rl c: ce nc i l c- S ottt,l K tt H x ti (;1,\R t)
da
c o rg i a m o q u a n d o s i amo presi da trtl ppi i nrpcgni '
tro i p i p e n s i e ri , d a tl o ppe i nrrnagi ni ' S enti anr< >al l ot' a B ench6 K i erke gaar d dia a qLlest alr ase un signil'icat o
i l b i s o g n o d i s ta c c are l a spi na e di i nrmcrgcrci i n negati \ro(c< tnclann: r nckl clt i ( scor gL'ne I g<lclir t r ent o
il
q u a l c o s a d i v i v i l ' i c a ntec' di pi acevol e' scnso e' l cl sco po clclla vit a, ) , noi clobbianr o dir c chc,
D i s o l i to ri c o tl i a n r o a qual che di strazi one' che' ha ;rcr la pienezllr dcll'esistenza, il piacere t essctrz-inle,
i l p o te re d i fa r:c i d i n renti care pcr un po' ci t) chc ci al rncno ti l nto quant o la sof f l'r 'enz. a.Fla quest i due
prfo..upo. Poi, perir, alla prima occasione' tutto ri- estrc-mi si edil'ica la personaliti.
io.no prima; oppure lit distraz'iclnepud nlitnca- Ma con una dillerenza: che d piir facile replimere
".r4" i l godi mc.ntoche il dolor e.
re o non essct'esut'l'icicnte.
E meglio dunquc disporre di ur-rmctodtl che ci con- S e i sbargl iat opon'e a londam ent o dclla vit a il solo
senta di afll-ontare un sokr ploblcma alla volta' Quan- gocl i rrrcnto,i ' alt r et t ant o er r at o pensllle che, senzit di
so- uua nr ussicciadose di
do ci accorgiirm<lche la me nte inctlnrinciit il essel'c ess()- e, specif 'ichiam o,sc'nz. ir
pra{I^tta dille ansie, c6bbiirn-r<lopcrilrc un' slbt'ztl di pi acere -, possilno cl'escer eindi"'icluisani. La cult ur a
pet' dcre repressiva per f-ortuna ha I'atto il suo tenrpo, lrra, i.r
to n c e n tra z i o n e s u un uni co punto e l tl sci ar
tutti gli altri; dobbiam<l ditrc rcquic al petrsict'o' ogni cri si socialc, ecco che si r il'anno vive le ideolo-
Se non ci riuscianro, possiitnlo aiutarci con certe gi e' e l c rel i gi oni chc vcdono nclla c<lelcizione ogni
te c n i c h e Y Og a : p c r escmpi rl , l ' i ssando I' attcnz-i one sol uzi one ai pr oblcr ni dell'uor no.
s u l l ' a ri a c h e e n tra e d esce dal l c-ni tri ci , ol )pul ' c l acen- U n al tr< len 'or e i sot t olincar c la dil'{'cr cnzat r a pia-
do convel'gere gli occhi in un punto mcdiano' 1-rosto cel i " materi ali" e piacer i "spir it r : ali": in ef f et t i in r r r r
idealntente tra le sopracciglia' rupp()l ' tosess uale,godut o I 'inclin lbnclcl,puo esscr ci
Qucsti sistemi hirnno il vilntttggicl di non t'ic<lt't'ere pi i r spi ri trral i ti chc in cent o nlessccilnt at e.

t32
Forsesi pensadi piD alla religionee a Dio quando insegnanti,i politici, i religiosi,i pubblicitari e via di_
si d infelici, ma si e certamente piir vicini al senso cendo fanno a gara per offr-ircibell'e fatta la nostra
della vita quando si gode.Il piacere,come il dolore, fclicitd: bastaadcguarsialle loro regole.
struttura il s€,lo solidificac lo spiritualizza.Semmai Nessunoci fa una violenzaesplicita.
l'unica distinzionepossibiled fra un piacere(e un Per'<)siamo noi che dobbiamo vivercin prima perso-
dolore) che dilata i confini dell'io e lo arricchisce,e na,siamonoi chedobbiamopensarecon la nostratesla.
un piacere(e un dolore) che li restringe. Ed d proprio questoche ci vieneimpedito,talora con le
Ma non si pud stabilirea priori un elencodei pia- rligliori intenzioni,talaltracon unavolonti di donrinio.
ceri che abbrutiscono.Lasciamo che ognuno laccia Maturare, crescere,diventareuomini, significa
le proprie esperienz-e e decida da solo. Il compito prenderein man<-l le redini dclla propria vita e cerca-
della cultura d di informare, non di vietare. re di esserese stessi.Ma, per riuscirea farlo, dobbia-
Il grande insegnamentodel godimento d I'imme- mo prima esaminarecriticamenteil complessodi
diatezz.a, b la capacitddi far vivere nell'attimo pre- valori e di conoscenzeche ci d stato dato. In questo
sente,unificando pensiero,volontd ed esperienza. percorsodi libc'razione,le difficoltd e gli ostacoliso_
Ed e il miglior-eantidoto alla tendenzapcricolosa no innumcrevoli:oltre a quc-lliscontatidi chi non la
della mente a costruire mondi immaginari. In tal pensacome noi o di chi vuole influenzarci,ci sono
sensod il metodo piir eflicace di "igiene mentale" quelli che ormai abbiamointroiettato.
messocia disposizionedalla natura. Nel processodi enrancipazione,gli awersari piir pe-
ScriveD'Annunzio:ull piacered il piD ccio mezzo ric<tlosisono i nostli stessicondiz.ionanrenti, sono Ie
di conoscimento...Colui il quale molto ha sofferto d idce e le convinzioniche abbiamoadottatosenzaren-
men sapientedi colui il qualemolto ha gioito.o dcrceneconto.Occore quindi una buonadosedi auto-
critica:la capacitAdi prenderele distanzcda noi stessi.
SostieneEpitteto: nNessunod libero se non d pa-
9l.La liberth dr-onedi se stessor.
d in catene.
Luomoi natolibenr,e dappertutto
JEeru-JaceuesRoussaeu 92.Le ambizioni

Le catenenon sonosoloquelledell'indigenza e dei regi- Chi c\privodi un'educazione


spiritualeprctende
sempredi
mi totalitari,ma anchequelleche ci t-abbrichiamo con Iinccre, a oqni c<tsto.
le nostrestessemani. Non bast:ressereprivi di vincoli. Purorur
ComedicePersio,"bisognasaperessere liberi,.

r
Dalla societirci vengonotanti condiz-ionamenti, "Educaz.ionespirituale"significaessc'nzialmenteau-
non sempresotto forma di divieti o di costriz-ioni, tocoscienz.a
e autocontrclllcl.
ma anche sotto forma di messaggisuadentidi chi Chi non riflette e non medita neancheun po,, chi i.
sembravolerc'soltantclil nostro bcne. I genitori, gli non d capacedi autocritica,chi aderiscecompleta- ll
134 t 35
r
mente ai propri sentimenti di amore e di odio, chi Occorre dunque un cambiamentodi cultura, che
obbedisceal primo impulso che gli passaper la meu- ponga in primo piano non la meta o la conquista,ma
te, non d in glado di donrinarequella carica cli ag- la quarlitd deglistatid'animo.Va infatti dettocon chia-
gressivitdchc tutti abbiamo in partenza. rezzachenessunuofflo potr) maritrovare la vera sere-
Laggressivit2r non d in s6 qualcosadi negativo:i un nitd se sar2rdominato dall'ambizionedi averesempre
istintochecondividiamocon glialtri animalie checi d di piir e di esseresempreil primo. Ma soprattuttonon
utile pe'rsoprawivere.Se'non avessirrro questacarica, ci potri esserepace sulla terra finchd i suoi abitanti
non avremnronen-lmenola forza di esplorare,di di- non adotter-anno idealidiequilibrioe diarmonia.
fenderci,di conoscere,di amare,di reagire,ecc. DicevaSeneca:nE instabilenon solo l'ambiz-ione
Ma il problema dell'uomo d che questaforza, non ma anche ogni forma di cupidigia,perchdper essa
pii regolatadalla natura, pud essererivolta contl'o non esistenessunpunto di arrivon.
tutto e tutti, compl'esose stesso.Puo quindi diventa-
re distruttiva.Al di lir della violenzavera c propria,
l'aggressivitisi esprin-re in mille modi diversi:d l'anr- 93. La salute dell'anima
bizione di vincere,di divcntaresentprepiir potentee
ricco, di essereil primo, in qualunquesettore. Cid chc soller,'aI'anima, giova anche al corpo.
Ecco un altro esenrpiodc'll'ambivalenz-a fondamen- SnNecn
tale degliistinti,del latto che per essiil benc'eil male
sono divisi soloda un capello.Bastapoco perch6que- Quanto piil restringiamoi nostri interessizrllepicco-
sta spintapositivadia originea lottee a conllitti. le beghedellavita, allechiercchicre , aglispettacoliin-
Linlpulso aggressivoe competitivod talnrenteradi- sulsi,alle lctturc d'cvasionce allc pure nccessiticlel-
cato in noi da esprimersianchenel campo dellacultu- la soprarruivenz.a, telntopitr si impoverisceil nostro
ra e della religione.Per esempio,i discepolidi Gestrsi spirito;e quanto piir si irnpoverisce il nostrospirito,
misero un giorno a discuteresu chi tra loro fosse"il tanto pii-rci troviamoprivi di difesein casodi crisi.
piir grande",dimostrandodi non aver dimenticatole Dovremnrotutti abituarciad allargarei nostri oriz-
loro anrbizioni.Il macstrorispose:"Chi vuol essereil zonti, a rialzareperiodicamenteil capo dalla mangia-
primo, si lacciaultimo e il servodi tutti,. toia,non sololeggendoe meditandole operedeigrandi
Dobbiar-no pc'rdnotare che la rispostadi Gesirnon saggi,ma anchecontemplandola macsti dellanaturae
d priva di ambiz-ioni: inlatti,anchechi vuol essereul- del cosmo,oppuresemplicementcdcconclizionando Ia
tinro aspiraa un primato.Lambiz.ione e la volontddi nrente.E in tal modo che,secondoun'espressione del
predonrinio,pur essendostate finora il nt<ttot'e' stes- Taoismo,si giungea "nutrirclo spirito".
so della storia,possonoanchesegnarnela fine: sono Decondizir-lnare la mentesignifica svuotarlaper un
questefrlrzeche ci hanno portato a costmire armi di po'dalledottrine,dalleintcrpretazioni,dalleopinioni
una distruttiviti senz-aprecedentie a devastarescri- e dalle idee ricevute.Per comprenclereil Tao, la Via,
teriatarnrente gli arlbicnti naturali. E, in ogni caso, dobbiamo far tacereil chiacchicriccioclei pensierie
sono le causedi gran pirrtedelle sol'lerenzeuntane. sollevarcI'animat al di sopr:ldcllequestionimc'schine.

136 137
t-
(Non si pud parlare del mare a una rana chiusa tutti, perchd d limpida armonia, E assenzadi turba-
nel suo pozlo> dice Chuang-Tz-u. mento. Ma l'educazionee i condizionamentisociali
Il n o s tro s p i ri to si al i rtcnta esattamentc' ccl me i l la oscuranoprecocemente. <Sarrailelice,, ci dicc la
nostro corpo, ed i giusto trovare per errtrambi il cibo societd"non perchegodrai del piacerecli esistere,
migliore. Mentre perd compiamo tanti slblzi pc'r cer- ma solo se sarai abbastanzaambizioso da farti una
care cibi prelibati, ben poct-rfacciamo per alimcntare buona posizionesociale.oIn tal modo-lo stato di
I' a n i ma , c h e d p ro p ri o I' essenzadi ci o che si amo. tranquillitdnon viene piu percepitocome qualcosa
F i n d a rl l ' a n ti c h i ti si d ri c< l nosci utal ' i nterrcl az.i one di dato, come qualcoszrdi nitturule,ma comc una
fra psiche e soma. Scriveva per escmpio Sencca: uSc meta da raggiungerecon grandi slrlrzi.
v u o i s ta r b e n e , c ura i nnanzi tutto l a sal ute del l ' ani - Il percorsodella saggezzaconsisteallora, prima di
m o , e p o i q u e l l a d el corpo, che non ti coster) mol to,. tutto, in un processodi spoliazioneo di deconcliziona-
B e n c h d i l d u a l i s mo di certo pensi ero txci dental e mento, che riporti all'essenza della rrostraconclizione
abbia finito pe'r itrvcntarsi una neLtil scparaz.ionefra esistenziale:e,poi, in un'attivitirdi mantenimento,basa-
s p i ri to e m a te l i a , ai saggi non d mai sfuggi to che tut- ta su unerdifesadclla narturalepiacevolezz"a clell'essere.
to c i d c h e s o l l e v a l ' ani nra gi ova anche al corpo. La sereniti non si presentapiir conreuna meta da
Forse la posizione piir equilibrata c\ quella esprcs- conquistare a pr"ezzodi duri sfbrzi,n1acomclo statod'a-
s a d a Mo n ta i g n e , i l qual e scri ve' ;uC he l o spi ri to ri - nimo checonsisteproprio nell'assenza di ognisfbrzo.
s v e g l i e v i v i f i c h i l a pesantczza del corpo, e i l corpo Scrive Seneca:nll risultato della saggczzad una
freni la leggcr"ez-z.a dello spirito e la rcnda stabilc,' gioia stabile:l'animo del saggiod come il cielo luna-
re, semprelimpido. Hai dunque una buona rugione
per voler esseresaggior.
)4. La gioia

Il segnclpiircarattcristictl i una gioiacttstante.


dcllasaggczza 95. Il distacco
Mtctttt- D B MoN IAIGN E
I saggidcll'antichithnon provavano per
nd attacc.rmento
Questopensieroci dice che acquisirela saggezz.a non la vitanc3
omoreper la morte'
d accumulareun insiemedi nozioni,e neppure sposa- cruANc-Tzu
re una [ilosofiaouna religiclne,ma utilizzareuna "tec-
nologia dellacoscienza"mirata a ottcncrc e a conser- Nella nostra civilti si senteperiodicamenteesaltare
vare uno statod'animo contrassegnato dalla sereniti. l"'amoreper la vita" comesefbsseun valoreda calcleg-
Scrivea questoproposit<-r Schopcnhauer:<Tratut- giareoppure un prodotto da vendere,come se l'c-ssere
ti i beni, quello che ci renclepiir immediatamentefe- non bastasse a giustificaresestesso.Sesi sc'ntequesto
lici d la serenitddell'animo, perch6 questa buona bisogno,evidentementeabbiamo talmenteimpoveri-
qualitdgratificasimultaneamente se stessa)' to e soflocatola vita da dover poi ricorrerea campa-
La serenitdd all'inizio una condiziclnecomune a gne pubblicitarieper sostenerla.Nelle civilti in cui

t38 139
t-
(quella attacca nro r bosam ent e zr ll'esist cnza,cost i quel che
esiste un rapporto equilibrato con la natura
esternzr q.,"ilo interna), nessuno si chicde se valga o costi , e si vede.la nr or t e com e una per dit a di t ut t i
" Esattarmente quel qr,rcibcni ch c abbiar lo accunr ulat o con t ant a f 'at ica.
no la pena di vivere: si vi'u'e.ebasta'
c h e d i c c v a C h u a n g -Tzu dcgl i anti chi saggi ci ncsi ' A nchc I' i o v icne consiclcr at oun possesso,alla st essa
An c h e i l ra p p o rto con l a mortc d cornpl etamente stregua di u na c: . r sao cli un'aut om obile.
c a n rb i a to . M e n tre una vol ta era un fcnomeno natu- Non potcvanro non I'inilc cos) dopo che.per millen-
rale, da vivcre c dit contcmlllarc', ora scmbra qualco- ni abbi anr<tesalt at o ogni t ipo di at t ar cczr m enteo di ap-
s a d i i n n a tu t' a l c e di vergognoso, uno sczl cco'un Ll - parl cncnza. Abbian- r onci conl'r ont i dclla vit erlo st esso
n-riliaz.ioncclit nitsconclcre. I due attcggiamenti sclno ti po cl i rapp or t o che l'avar o usur it io ha nei conf r ont i
c o rre l a ti : p e rs o i l senso spontaneo del l a vi ta, si smar- cl eI suo cl cn ar o:dobbiam o sf iut t ar lar ,dobbiar no t csau-
risce anche il scnso clellir mcllc'' riz.'larla irl massimo. E, cli ll'ontc a qucst<l attcggia-
T u tto c i d d l a c r-rnscgucnz-a di una ci vi l td chc ha so- nl cnto, l a nrof le c cclnr cun ladr r - dil per t r inr oni.
vi ve piir cquilibr i- r t aclcvc csalt ar e il valor e
s ti ttri to i ri v a l o ri n a tul al i i val ori soci al i ' N on si U na ci vi lt i
piil pcr il piacc't'edi vivere' nlil pcr lerggiungcre degli dcl di stacco , non solo dai beni e dallc am biz. ioni, m a
obicittivi: si tl'attlr cli l'arsi unal p,sizit.rnc di prcstigitl' anchc cl i rl l avit a c dalla m or t e.
c 1 i p ro c u ra rs i u n tl tton pcl stt.rsi a i n qucsti .l vi ta si al I saggiclcll'antichitir,scriveChr"rang-Tzu, "non si rarlle-
(c rrc n tl tarn l e ntc ) n cl I' alt ra. gravrrn()pcr la krro csistcnz.ite non si acldoloravano per
I c t' c c l c n tis i p l c di sp< l ng()noccl n i tzi t.rt-ti vi rtuose e la l<lruscompirrsa;r''cnil,anonatutalmcnte e se ne anda-
mc ri to ri c a c s s c l ' el l cn ri pagati ncl l " ' al tro moncl o" : pi i t vano natul ' alnr cnt e.Non clinr cnt icavanoil kr r o inizio e
o mcno lzl stcssil ct-lsit chc litnntl in qltcstit vitl"t con i non ccrcavano li.rloru I'inc.Acccttavano sercnzlmenteil
c o n ti i n l ta tn c i t e c o n l c pct-tsi oni D
' ' al trrl ncl e, I' i dea chc dcstino c poi restituivano la vil.ascnza prcoccupalsi,.
D i o s i a rr.tn ist p c c i e c l i banchi ere che t' i nl r' rnera i l capi ta-
l e i n v c s ti to Vi c n e c l i t' cttamcnl c cl al l e parabtl l c cvangc-
l i c h c a b a s ec l i ti .rl cntida l :rr l ' rutt:trce di i nte | cssi cl ari - 96.La diversith
s c u o te rc :i i l p o rta to del l c rcl i gi oni l evanti nc'
Chccos'i l'amorcsc'non capirce gioire dcl fattoche un altro
C h i i n v c c e n o n credc i n nul l a, spcra i n qual che
vive,agisccc scntc in nrodoclivcrsoc oppost<lal nostro?
s c o p e rtti s c i c n ti [ica che vi nca del i ni ti vanrente l zt
si [a imllarlsirnllrrc() conselv.Il'e in .^cl- Ft<tuuntct
t N lt,r'zsctte
morte e qr_rincli
le fi'igoril'cre.
Tuiti s1-rct'ano in qualchc t'csLttlcz'itlnc:chi ncll'al- Quando si pretcnde clre l'irltro sposi [c nostre idee e i
d i l i r c c h i , p i i r p ro sai canl cnte, i n qtl csto stcsso mon- nostri conr pollam cnt i, quando ciod si vuole che di-
fi - vcnti ugualc ir n<li, non lo si anr ir a[ 'l'at t o:in r ealt ir
c l o . E l a t" ,,l ,,g i a garanti sce ai fcdcl i un rccupctrr
natlc arnchcclcl crl4ltl. non si ri csc c'a uscir c dal pxr pr io egocent r ism o.
D a q ttc s to ti p o cl i spi ri tual i ti r, cl rc osci l l a trarpcrdi - Alli.rlrascdi un similc attcggianrcnto c'Dla convinzio-
ta c l e l s c n s o g c n tti no cl el l a vi tar c ncgazi onc del l a ne cli esseredegli insupcrabili nroclclli di ril'erimento, e
nrol'te, ntln puil clct'ivat'encssun tipo di scl'cr-ritir: ci si quincli ur.rirgriruclcplcsunz.ionc.C'd gcnte chc non atri-

I Al

140 Itl
I_

va ncppure a porsi il problema se il proprio sistema di


pevolmente,automaticamente,siamo come addor-
vita siit clawct'o il miglior"e:appena entra in contatto mentati; quando invece d al massimo,ci sentianro
con il memblo di un'altra civilti\, ['adi tutto per
"conver- svegli,lucidi e presenti.
tirlo". ll motivtl E sempre lo stesso: la nlancanza di sen- Istintivamentesiamo tutti alla ricercadi momenti
so critico, l'incapaciti\ di vedere la propria aggressivitd' di attenzionc'appassionata:nell'amore,nell'arte,nello
In questeconcliz.ionil'amrlre d solo un'espressionedella
spettacolo,nel viaggio,nel rischio,nellascoperta,nel-
posscssiviti\,e finisce per essereautolesionista' Poich€
la noviti, ecc.Ci dimentichiamoallora dellepiccole
beghequotidiane,ci litreriamoper un po'del nostro
inlbtti csso nascedalla diversiti, I'ornologazionedell'al-
ego ingonrbrantee scntiamodi fare esperienzevitali.
tro clitlina a poco a poco ogni interesse.
Poi ricadiamonell'abitudine, ncllanoia,nellaripetiti-
Bcn diverso d il sentirnent<lche non vuole n€ con-
viti, nellaquotidianita,nelladistrazione.
q u i s ta re n 6 c < l n v e rti re n €, tanto mcno, ctl nl ormat' e'
Loperazionemediantela quale l'anima si risveglia
d u " rt,, a ttc g g i a m e n to , p ur nascendo come i l pri mo
e si rivitalizzad un atto di attenzione.Un quartod'o-
d a l l a c o n tl a p p o s i z i o n e , non i ntendc nd negarl a n€
ra di vera attenzione- dicevaper csempioSimone
e l i m i n a rl a , n ta n e ri c o n osce l ' i mportanza l bndamen-
Weil - distruggeun po'di male in noi stessie vale
ta l c p l o p ri o p c r l a s u a s tcssa sopt' aw i venza' P erfi no
quanttlmolte operebuone.
l'anrirre ili sd - fa notare Nietz.sche - nllsce da una
Si trattadi sospendcreil pensiero,di lasciarlovuoto,
dualitir che ntln pud e non dcve essere cancellata'
disponibilce penncabileall'<lggctto; tutte le conoscen-
Per nrolti, inve'ce,l'amrlre tende irresistibilmente a
zeacquisitesonomcsscfra parentcsi,in prossinritddcl-
sopprit-nere la dilformitl, a ridurre tLltto a un unico
la coscienza, ma it un livelloinfeliorc;la mcntecontem-
u n l n l u rr,, i n c l i s ti n to ; u n ri sul tat< l che non d mol to
pla come dall'alto,in attcsa.Questad la posizionedi
d i s s i mi l e c l a q u e l l o d e l l 'odi o e del l a guerra: di strug-
nrassimariccttivitdc climassimaattenz-ione.
g c rc I' a l tro , o a n n i e n ta rt' nel ' ani ma.
Ncli non siamo abituati a escrcitarel'attenzione:
Cclntepossiamo capite se qualcuno ci ama? La risptl-
lasciamoche sianogli oggettiad agirc su di noi. Ma
sta ci ,u'icne da Platone,che ci ofli"eil seguentecriterio cli
se la rivolgianrodcliberatanrente sul nostlo sd e sui
verilica: uTi anra soltetntochi anra la tua anitrta"'
nostri stati d'aninro,ecco che diventaautoconsapc'-
volezz,a.
Svilupparequestatorma di coscicrrzarendela men-
97. La beatitudine
te chiara e ricettivar,potenziandole nostre facolta.
sono al tro che momenti di Nello stessotempo,proprio la trasparenzanrcntaleci
I mo me n ti d i b e a ti tu c { i n non
e
di attenzionecoscientcal mas- riportaa sentimentidi sercnitie di equilibrio.
mcditaz.ionecristalliz-z.ata,
sinro clcllasua esPressit>ne.
Non si pud fare dcll'autcnticobenc - sclivevaan-
OsHoRa.lnresn cora SimoncWeil - sc non si d attcnti e consapcvoli.
Aggiungiamochc non puir esscrcigioia nclla disat-
La nostra attenzione varia da un minimo a un massi- tenzione,nella nreccarnicitir dei cou'lponantenti, nel-
nr<l:qr:ando si trova al minimo, noi agiatmo inconsa- la noia.

142 t . 13
Ogni momento di felicitir non d che un momento club privato. Ma forse quel giorno qualcuno o la sua
d i i n te n s a a ttc n z i o n e . stessacosci e nz: rgli chieder d scnr plicem cnt e:<Lascia
N e l D l ttn ttttu p u tl a trovi anto sct' i tto: nLattenzi onc perdere i tuoi t it oli, it uoi r uoli c lc. t ue car iche, c
b l a v i a c h e c o n d u c c a ll ' i nrmot' tal i ti t,l a di setttcnzi onc dimnri che cosa hai fatto clclla tua vita. FIai rezrlizz.a-
ts l a v i a c h e c o n d u c e al l a mortc: gl i atter-rti non to te stesso?Sei divcnt at o un uor no?o.
n ru o i o n o , i d i s a ttc n ti sono come gi i t nrot' ti u. uIl nostro gr ande e glor i<t so capolavor : g, scr . ive
Montai gne o0 viver e convelient em ent e; t ul. t ele alt r e
cose, regnare , : . ur m assar t esor i, labbr ici. r r . c,non ne
98. La realizzazione sono che appendici e am m ennicoli in pit r . ,
E Gest chiar isce:
"A clt e giova all'uom o aver glr a-
Quandoci scntianrodirc claqullcuno chc lit nostrirconcli- dagnato il mondo intero, se poi harperduto o rovina-
z .i o n cE mc s c l ri rra pcl t()sa,
c tc r-r' i l ti l nrcnte pcrcl ri ' nonsi i tnttr to se stcsso?>.
nd consoli n(' govcrnatot-i, possiamtl rcpli car-gl i : . Sltlcndicla
i l a n o s truc o n d i z i o n ce i nvi cl i abi l lci t nostt' avi ti t:rtottsi r.tl ttt-r
n(' mcndicanti, ni' schi a'"'i,n(' serviI i aclttlutot'i,. 99. Gli eccessi
rt
Pt.trr,rn(
Nessunmaggiorsegnod'esserep()col'il<lsofo e saggio,chc
Il n o s tro c o n rp i to n o t.t d qucl l o di cl i ventar-cpcrso- volcrc.saviae'lilosof'icattrna la r,'ita.
n a g g i i rn p o rta n ti , ma d i di vcntat' e noi stcssi . GrncouoLtopnnor
Non d il tipo di lar"<'u'o o il conrpenso modcsto che'ci
inrpcclisconodi ct'csccre,ma il scrvilisnto, il conlirrrr-ri- In e{[etti, voler esse'resaggi tutta Ia vita signil'ica non
smo, la dipcnclenza psicologica. Sianro t-toistcssi clte, aver capito la dialettica degli eventi e dcgli srati d'a-
in qucsti casi, restt'ingiamo lzrcirconf'ercnz.adella ncl- nimo, il continuo alternarsi delle coppie di opposti.
s tra a n i n ra c c i l i n ri ti a n ro a vi vct' ci n l tno spazi ttnteschi - La saggezza d un tentativo di tenersi nel mezzo, di
n o , ri n u n c i a n c l oa s v i l upparel e nostl e ;l otcnzi al i ti . riportare verso il centro una ban'a che sbarndaora da
Qu e s to v a l e a rn c h cp et' mol tc al trc fol ' me di sr" rb< l r- una parte ora dzrll'altra. Ma non sarebbe intelligente
d i n a z .i c l n e :i l n o s tro compi to non i cl i vc' ntat' c,pcr credere che, senza quegli sbandamenti, scnz:r qtrelle
e s e mp i o , c ri s ti a n i o b uddhi sti ; non i di venti tt-c se- cadute, possa esist er e ugualnt ent e un equilibr io.
g u a c i o i m i ta to ri d i q ual che nti .l estropi L o nteno i l l u- Larmoni a es ist e per ch6 esist ono quelle t enclenze
mi n a t(); n o n d l h r p a r rtedi qLl estel< -lcl i qucl l a chi csi t, contrastanti, que'gli sbalzi.
di questa cl di qucllarcongt-cgitzit-rne ; cli esscre l)attez- Paraliasando Pascal,potremmo dile che negli squi-
z :a l i < t c i rc o n c i s i . l l n ostl o compi to d t' eal i zzi tt' cnoi libri, negli eccessi,nelle passioni e negli errori c'd una
stessi, D diventare n-rattrri,d ct'cscct'c. saggezzache la ragione dualistica non ric<tnosce.Nes-
Qu a l c u n o s i i mn ta gi na un D i < -rchc un gi ot' no, pcr suno d piir folle di chi vuol essere semprc saggio: in
fa rl o e n tl a r-e i n p a ra d i so, gl i chi cdcri r l er tcsscra di realti si tratta di una persona clevitalizz.ata,
di un uomo
a p p a l tc n e n z a ... p i u o ntcno conre i l tni tni tget-di un che crede di esserevivo mentre d cia nrorto.

144 145
Non dobbiamo quindi reprimere le emozioni (rab- mozzo della mota, I'occhio del ciclone, il nucleo del
bia, indignazione, amore, gioia, dolore e cosi via), nclstros6.
ma mantenerci consapevolidi cid che proviamo e Il diverrired resopossibiledall'esistenza di un cen-
riuscire sempre a ritrovare il centro di equilibrio; ri- tro fisso, nei confronti del quale le cosepossanomo-
conosceregli errori, come anche saperli superare; tare. Esiste sempre un punto di riferimento in rap-
accettarei propri limiti e guardarsi con distacco; vi- pofto al quale si definisceil muqmento.
vere comunque in prima persona. Se abbiamo un animo conservatore,se temiamo il
Dobbiamo tenere presenteche ci muoviamo in un cambiamento,ci abbarbicheremoalla tradizione, a
mare continuamentemosso dai venti, nel quale, ol- cid che rassicuranella sua apparentecontinuitd. Se
tretutto, i periodi di bonaccia non sono quasi mai i siamo degli innovatori, se vogliamo superareil pas-
pii memorabili, i piir istmttivi. Non dobbiamo illu- sato,punteremoinvecesulle possibilitedi mutamen-
derci che esista una rotta predefinita e un metodo to, che possonoofl'rirci qualcosadi inusitato.
per seguirla senza deviazioni. Tutto d mutevole e af- La realt?rcomunque d una mescolanzadei due
fidato a facoltd anch'essemobili: ecco perch6la dote processi,un'alternanz.adialettica che d anche com-
della flessibilitdd la piil impotlante. plementaritd,perch6cid che permanenon devebloc-
Diceva Solone: nl-a cosa piir difficile d cogliere care fino in fondo i cambiamenti,e cid che muta non
I'invisibilemisura della saggezza,che sola reca in s6 devedistruggereogni punto di ril'erimento.
i Iimiti di tutte le coseo. Anche di questo rapporto dobbiamo tener conto
ogni volta che sposiamouna posizioneo I'altra: sia-
mo a nostra volta agenti e strumenti di un gigante-
10O. Cambiamento e permanenza sco processodi interrelazione,di una danla cosmi-
ca, in cui ci troviamo ora da una parte e ora dalla
ci dice cheabbiamobiso-
Il sapereche finora possediamo parte opposta. Nessunod soltanto conseruatoreo in-
gnodi cosechecambiano,ma abbiamoanchebisognodi novatore: i ruoli si alternano di continuo. nella so-
cosecherestano. cietire dentrodi noi.
Gloxcto ASRAHaN4 Se non avessimonella nostra interioritd un cen-
tro, un perno fisso cui aggrapparciquando tutto mu-
Proprio perch€tutto cambia intorno a noi e in noi, b ta vorticosamente,finiremmo per non riconoscerci
necessarioche qualcosarimanga fisso. pii, come certi alienati che non si ricordano chi so-
Le personeinvecchianoe muoiono, il corpo si mo- no. Questo b il porto sicuro, il rifugio, I'isola nella
difica, le idee si evolvono,I'ambientemuta aspetto, corrente su cui ci ripariamo ogni volta per riprende-
la storia inanellaun awenimento dietro l'altro, i sen- re fiato, per osservareil cambiamento e per fare il
timenti si modificano, le cellule si differenziano,il punto della situazione.
cosmo stessosi espandee si contrae,il tempo non ci Prima o poi dovremoriprendereil viaggioe rimetter-
dd tregua, tutto scorre, tutto si trasforma... e noi sen- ci in acqua;ma sappiamoornai che possiamofar affi-
tiamo il bisogno di un centro in cui riconoscerci:il damento nei momenti di crisi su questa oasi di tran-

146 147
quillita e di riposo,dove possiamoapprodareogni sera mento d impossibile, perch6, entro cefti limiti, esso
per ritrovare noi stessi,per ricrearci lo spirito. fa parte el e l nor m ale pr ocesso di appr cndim cnt o.
Scrive su questo tema Schopenhauer:uL;t natura Ma, dal mon r L- nt oin cui la per sonzldivent a ct . lscient c
dell'uomo,risultantedi una parte assolutamcnteim- di se stcssa, deve inconrinciare a l'arsi le proprie idee
mutabile e di una parte che muta regolarmente,in e a rendersi autonoma. [l processo non finisce mai,
due modi opposti,spiegala diversitirdei suoi aspetti perchd anche quclle chc r it eniant o nost r c opinioni
e della sua validitir nelle dil'felentifasi della vita,' sono spesso lc opinioni di qualcun er lt r oche abbia-
EilWentzu specifica:uGli uonrini che si attengo- mo adottartoscrrza rendcrccne c()nto.
no alla Via cambianoesternamente,nla non interna- Da un certo punto in poi, perr), non abbiamo piir
mente.Il cambiarnentoesternod il mezzocon cui in- scLl se:si amo noi st essii r esponsi. r bilidi cir ) che siam o,
teragiscono con gli altri uomini; l'immutabilitd di vcnti anro n oi st essigli agcnt i clcllanost r arliber azio-
interna d il mezzocon cui conservanose stessi.Dun- ne o dcl nostt 'ost at o di subor dinazione. Cclm edice Ni-
que, se hai un controllo interno stabilee sei in grado col as dc C hzr m f or t ,ci guast iam o cln sclliil nost r o spir i-
di contrarti e di espandertiesternamentemuovendo- to, i l ccctti l ncloo r il'iut anclover klr ic sist em i di vit a.
ti con le cose,allora puoi evitarel'insuccessoin tutte D a una ce r t a et ir ir r avant i, ognuno i I 'iglio cli se
le tue iniziativeo. stcsso e nci n pud pit ) invocar c - conlc alibi - i condi-
zi < l namcnti s r - r bit iin pr cccclcnza.
L:' r nostra civilt i m ct t e a disp<- r sizionedi t ut t i
101. Coltivare lo spirito un' zrmpi argam m a di r , alor i e di pr odot t i cr - r lt ur ali,e
ol ' l ' r' canchc m oclclli clilicr enziat i di conr por - t am ent i:
Si falsail propriospirito,la propriacoscienza e la propria i n tal scnst-rsiar no nr olt o piir f br t r "r nat idcgli abit ant i
ragionecomeci si guasta lo stomaco. di al trc arec del globo, che r iccvono un inclot t r ina-
Nrcot-lsre Cnauronr nrcnto a senso unico. Q ucst a i la glor ia dcll'Er , r r clpa
chc, nonostant c pcr iodici ccdir - nent ial t ot zr lit ar ism o,
Diventarese stessiB un processolungo e difficile, ma ha semprc s apLr t oche il pr im o dci valor i D la liber r i
d anche l'unico grande compito dell'esistenza.Si di cclscicnz.a.
tratta di un vero e proprio lavoro, in parle di decon- Tutt:tvia tale liberti va difesa e conseruata non so-
dizionamentoe in parte di reintL-grazione. l o nei conl i unt i degli elt t acchiest er ni, m a anche nei
Molti sono coloro che congiuranocontro l'identiti conl l ' onti dei pr opr i er lor i, dclla pr opr ia pigr izia e di
del giovaneindividuo. Genitori, educatori,sacerdoti, tuttc l e prop r ic f alsc idcnt il'ic: . r zioni.Al'l'cr nr aLa Ro-
insegnanti,ecc.hanno in testa idee personaiisu che chcl oucaul d: uSiir m o cos) abit uat i a m ascher ar ci di
cosa dovrd diventare il bambino e quindi agiscono I' rontc agl i a lt r i che ar llal'ine ci m ascher iam o di f r on-
per instillargli principi, valori, nozioni; raranrentelo te a noi stcssir .
amano e lo rispettanoal punto di permetterglidi es- U no cl ci m t t di di gr - r ast ar silcl spir it o consist e - se-
seIe...se stesso. condo l e parole di Senc'ca- ncl ndar c gr anclc im por -
Nei primi anni di vita, sfuggirea tale condiziona- tetnzaal l c co sc chc dovr cbbcr o cont ar e poco O nulla, .

148 t49
I
E, tra queste cose, ci sono innanzitutto i ruoli sociali, za a spostarsi da un luogo all'altro, da una persona
c h e p e r n o i d i v e n ta n o una speci edi secondanatura. all'altra, da un interesse all'altro, senza mai so[f'er-
F i r-ri a n rop c r i d c nti l i c:tt' cicon l ' i rnnragi nechc di n< l i marsi a l un go su nulla, t el'ident cm cnt e il sint <t nr odi
d i a m o a g l i a l tri , c o t r l e vari e ftrtrz-i < tni chc sv< l l gi amoi u un' i nstabi l it d del car at t er c, di unlr m ancanza di cen-
fa mi g l i a e i n s o c i e th:di venti amo per cosi di re schi avi tro. In simili casi, l'individuo si muove senza cosrrur-
d i q u e s te e ti c h e tte ,che ci aderi sconocome una secon- to, senza una meta definita; come dice Seneca, non d
d a p c l l e. C i d i m e n tichi amo chi si amo veramente, che lui che ha deciso qualcosa, non d lui che vuole anda-
c o s a c i s i a a l d i s o tto di qtrcsti t' i vcsti nrcnti . re vc'ranrenteda qr,ralchepal'te: d il tornrentcl intcri<t-
M a r.rn am a rl a tti a,una perdi ta, uni r cri si cl l a t' i nc' re chc l o spinge acl agir e scnza sost a.
s te s s a d e l l a v i ta p ()ssono un gi orno farci ri cordare Oggi si tratta di una situazione gcneralizzata:i piir si
c h e n o i n o n c i c s a u ri amo i n si mi l i ruol i e che ci dob- muovono non perchi vogliono raggiungcre una certa
b i a mo a n c o l ' a c ()n It' ontarec< -rnntti stessi , con i l nu- rneta,ma perchi non liesconoa.starr l'er-rni. II movimen-
c l e o p i i r p ro l b n d o dcl nostr' oesscrc,qucl l o che si nl i - tcldella societi i comc qrrcllo cli u n'erutostr;.rda,d<n,en<)n
s u ra s u i v a l o ri e s scnzi al i cl cl l a vi ta e de l l a mot' tL-, 1-lrcline rallentare nc ler-rnarlisenza eol-r'e l c il rischio di
d e l l ' a u te n ti c i ti r e d e l l e'l al si ti r, dcl l a gi oi a e dcl l ' i nl ' cl i - esseretravolto, dove c'e\quasi il dovcr-edi concr c.
c i td . Qu i i ri v e s ti n rcnti e i travcsti menti non conterno Questa d la difl'erenza che intercorre ernchetra un
p i i n u l l a e v i c n e al l a l uce sentpl i cerncnte ql l cl che vcro viaggio, dove si gr,rarda,si conte ntpla e si impa-
siirmo e qtte'lche valiat-no. rer,e uno spostamcnto, dove la struda e il piiesaggio
Sc o p ri re mo a l l ora qui l nto abbi amo i ndcbol i to o sono del tr,rttoindill'erenti, dove l'inrportante e\corre-
l o rti l ' i c a to l a n o s tt' aani nra. re e atrivare; e questa d anche la dillcrcnza l-r'auna
Scrstieneil l,l/stl-tttt: "Lo spirito clell'uomo, in nro- vita spesa a conoscet-ee a crescere e una vita spcsa
d o s i n ri l e a u n s e c c hi o d' l tcqua, i i aci l c da i ntorbi da- ad agitarsi e a nruclversi.
re e d i l fi c i l e d a re ncl ere l i mpi do,. U n' esi stenzadcl secondo t ipo d quclla in cui non
si trova mai il t ent po per I 'er m ar si e r if 'let t cr e: le
esperienze non vengono approIonclite e non vel]gono
102. Il movimento assi mi l ate; r est ilno alla super f icie e non lasciano
tracce. Lindividuo non an"iva a crescere: d come un
I fre q u c n tis p ()s ta mcnti l l ' al trosono si ntomi
da un l uog<al eterno inf'ante che ripete scmpre le stessecose, senza
d i u n a n i n roi n s ta b i le. mai i mparar e nienLe,senza m ai m at ur ar e.
SnNt.cn nE proprio da tale ottusitir mentaleo scrive Scho-
penhauer oche deriva quel vuoto intcriore impresso
n N o n i l u i c h e v u o l e andare,) scri ve S c' necadcscri - su i nnumer evoli f acce, e che si r ivela con la cost ant e,
v c n d o u n i n d i v i d u o i tgi tato chc c\sc' nrprcstato mol to ecci tata att enz- ionea t ut t i i f at t i, anche insignif icant i,
c o n rl l n e i n tu tti i tc mpi e i n tutte l e soci eti \ (nl a non del mondo est er no. D
p u d s ta r f' e rm o .o Per non cadcre anche noi in questa vuota zrgitazio-
Qu e s ta i n c a p a c i ta a restarc fct' nri , qLl estatcnden- ne, dobbi amo ogni t ant o nt ct t er ci in una pclsiz. ione

t5 0
'tI
di non azione,osservandocon distaccoe in silenzio do A ri stotelc, consist e pr opr io *nel p<lt cr . eser cit lr . c
noi stcssie il mondo. E da qr:estotipo di mcditazio- scnza i nrpcclir - nentla i lacolt ir in cui si ecccllc,qualun-
perioclicodclle nostreattiviti
nc c di rallcntauretrto cluc cssil siau. La scclta dcl lavrlr<tnon i cosn cl;.rpoco.
che possiamotrovare il scnsodella nostra az-ione. nUn buon nresticre dur-:lperscr-npl'e>dicc Petronitt.
Dicc Chuang-Tzu:nMentre il popolo si agita, il E si stono t cndenzc e disposizioni nar t ur aliche de-
saggiosiedcimnrobilenclla sua stanzaD. vono csscl'casseconc'latc., costi qr"rclclre ctrsti. Nessu-
no i pi i r sc ont cnt o cli chi f a un nt est icr e cont r ovo-
gl i a, di chi ha una dot e e non la inr piega. nChi d nat o
103. Il mestiere con un tal e nt o c pcr un t alcnt o, sost iene C<_r et he
(trova i n es so la suarpiir bella esist enza. ,
Beato c<llui che h:r trovllto il suo lavoro: n<tn chieda altra Mol te cose dclla nost r il vit a subir ar nn<tcam bia-
fclicitir. mcnti e' mut az. ioni. Scnt im cnt i, r appor t i alf c- t t ivi,
Tnoltas Cnnlyle
sccl te rel i giosc, im pegni polit ici, convinzioni, ecc.
potl ' i l nn() su bil'c not er , oli var iar z. ioni,conr par ir - c pe. r
Il lavoro pud esscre {irnte di realizzaz.ione,ma anche un po' e po i all- ievolir si e m zr gar i clilcslr ar si. M a un
c a u s a d i a l i c n a z i o n e : sc' e i mpt-tstoe sgradi to di venta tal cnto, un n r est ier c ci acconr pagner at ut t a la vit a.
una fatica scnz.ascns(),s()pp()rtiltasolo pct- stlprarvi- N on c' c\possibilit a di r ealizziu'sispir it r - r alnt ent ese
verc, in cui il n<lstt'<-l tcntpo e lc nostt'e energie vc-ngo- ncl n si csel c it ano lc pr r r pr ic lacolt i\ nt iglior - i,lc pr cl-
n o l e tte ra l n rc n te s p l ' ccattc;sc D statc-rscel to e cotl i - pri c di sposizioni piu aut cnt iche. Tut t o st a nella scel-
sponcle alla nostra vocirzione natur:tle, si trasfornra ta gi usta, e quindi nclla cor r osccnzit di se st cssi, e
in un mczz.o pcr tt'tlvitt'csc stessi. ncl l a gi usta nr isur it .
A l ' fi n c h d d i v e n ti Ll no strLl mcnto di cresci ta, i ne- S cri l e a q Llcst opr r r posit <tDcnr ocr it o: nChi vucll vi-
c e s s a ri o c h e a ttti v ic sostengi ti l mcccani smo cl i matu- vcrc screno non dcve lavorale tl'oppo ni' pcr questio-
razionc interiore: si clovrellbc lavorzit'enon scmplice- ni ;l ri vatc ni' per quest ioni pubblichc e non deve sce-
mcntc- per sbarcat'c il lunarrio, lt-lalper realizz-are la gl i crc < l ccupazionichc siano super ior i alle sue f br ze
p ro p ri a v i ta . l l n ro ndo, preso da tutt' al tri probl emi , c al stro cl l ra t t cr e) .
s e n rb ra c o n ti n u a n re ntc di rnenti carsi di questa fon-
dzrnrentaleveritit; nrit, quatndo si perde di vista la di-
m e n s i o n e i n te ri o rc , l a di mcnsi onc spi ri tual e dcl l e 104. Giudicarsi
cose, ogr-riattivitir (contc irnchc ogni oz.io) si pu<)tra-
s l o rm a rrei n u n a l ' o r rtcdi dcgt' adazi onc. E trn grave crrorc siu cledcrsi p i L cl i ci d ch e si e \,si a sti -
Poichi il rnestierc che cscrcitiitmo occupa gran par- r.rtal-si
nrcno di qLrclchc si vale.
te dclla nostfa vita, non dovt'cbbe cssr:re atl'idato al ca- Jorr,rxNWor.rc,rNc Gourtrr
s c lo a l l a rv o l < l n ti a l tr rri : cl obbi amo i mpegnarci i n ogni
modo pcr trovare qtrcllo che lh per n<li,qr-relloper cui In el ' l l ' tti ,se p<t t cssim ovcdcr ci pc'r quel che siam o, se
s i a mo ta g l i a ti . N e v a dcl l a nostra I' el i ci ti r.C he, secon' potcssi mo c onoscer ci obie u. ivanr ent e , con le nost r e

152
I
I czrpacitAe i nostri limiti, eviteremmouna gran quan-
titi di errori. Quanti sbagli sono clovuti pr"<-rprio
a
105. La solitudlne

Llna s()prrl\ /allttitzione o a ttna s()tt()villutaz-ionc'. Lindividuo pur) esscreintcramentesc slessosolo nclla sr.r-
C ' i c h i s i s e n te al cc' ntro dcl mondo, perno di tut- l i tudi ne,e c hi non am a la solit udinenon ant a ncm nt enola
to , i n d i s p e n s a b i l e, predesti nato, " unto dal S i gnore" ; Iibeni, perch€si d liberi solo quando si i soli.
e c'b chi si sente sempre infe'ri<tre,serupre in colpa, Antuun ScrropeNrreuen
vera e propria "spazzarturildella terrer".
S p e s s oq u e s ti d u e attcggi i tmenti si al tcrnano nel l a Qual cuno pot r ebbe sost ener e,al cont r ar io, chc sia-
stesserpersona, chc ot'a vivc in Lln()stato di eulttria e mo verament e noi st essi solo cluando siar no in so-
o ra p re c i p i ta n e l l a pi i r nct' a dcl tt' essi orre.Il moti vo i ci etd, i n ra ppor lo con gli alt r i. M m si t r - at t adi duc li-
s e n rp re ' l o s te s s o : l ' i ncapi tci ta di gi r-rdi carsi ,l a non vel l i di ver si dcl nost r o cg<l:la par t c sociale d quclla
conoscenz.adi s6. che deve a ver e le possibilit i cli int cr acir - ee di adat -
B i s o g n i t c l u i n d i sottol i neare l ' i mportanz.a del l ' esa- tarsi ; l a par t e piir pr of onda, qr r clla chc nr >idef inian- r o
n re c l i c c l s c i e n z a ,l ' abi tudi ne' a guardarsi con cl i stac- il "s6", dc.v'essc're il piu 1-rossibilcsrabile, poich6 svol-
co, c()nre se si ossetvasseqttalcrln altro. Questi escr- ge l a stessaf unzione dcl m ozz<lcli una nt or a.
c i z i fa n n o p a rte d i ci d che chi anri amo medi tazi one, E i nuti l e por si il pr oblent a di qt r ale delle due par t i
u n a p ra ti c a c h e n o n ha sol o generi ci scopi spi ri tual i , si a l a pi i r aut ent ica: t ut t 'e duc sono ilut ent iche, sono
n ra c h e s i ri v e l a c oncretamente uti l e per ri sol vere i parli diverse di noi stessi. E chiaro pr.r-irche, nei rap-
n o s tri p ro b l e mi , p e r acqLti si rcuno sti tto di sereni ti r. porti con g li alt r i, d inevit abile una ccr la dose di [ in-
E, vero che - come cliccva Tlrgr-cau- (guat-dzrrese zi < tnc.N ella vit a sociale sono ncccssar .l'ar i _r t <lcont r cll-
stcssi a ditlicile come guardarc inclietro senza voltar- l o, i l tatto , la diplom azia e Lln'alt cr r zionecont inua
s i ,, n ra d a n c h e v e ro che d l otrdantental e osservarsi al l e possibili r eazioni alt r r r i. Q t r cst o l'a si che una
s i a n e l l ' a z i o n e s i a nel l a qui cte per cvi tare i dol orosi parte di noi resti scmpfe nascosla.
e l ro ri d i v a l u ta z i one. In tal s enso, in societ d non siar no r nt t i cont plet a-
Se i n fa tti n o n a cqui si amo Ll netvi si one equi l i brata nrcnle noi stessi. E pel questo chc clru,tnclo, d<lpo una
d i c i < )c h e s i a n ro , dei pregi e dci cl i [' ctti ,ogni mi ni mo gi ornata di lavor o in m ezzo agli alt r . i, ci r it ir iam o in
sbaglio ci getteri nella clisperazionc'e ogni sLrccL'sso cersanostra, ci scntianro sollevati, conte se ci toglies-
ci fard credcre di essere piir di cid che valiamo; inol- simo un peso o una maschera di dosso.
tre , n ()n d i s p o n e n do di un gi udi zi o nostro, fi ni remo In famiglia o con le persone chc arrri:.rmo1.lr>ssia-
per dipendere dal giudizio altrui, e qttesto accrescerd mo essere pit - rspont anei e r ilassat i, nr a non siar m c. r
a n c o ra d i p i i r l a n ostra i nstabi l i ti r c i l nostro stato cl i ancora i nt er anr ent e noi st essi. E solo quando ci
dipendenza. chi udi anr<lda soli nella nost r a st an/ . achc non abbia-
D i c c v a P i e rre d e R onsard: uS ol o chi si conosce d mo pi i t bi sogno n6 di m ascher e nd cli slbr zi di aclat -
padt'one di se stessor. tamento.
Tuttavia non d finita: quando ci Lrovianro a tu per
tLl con noi stessi, c'd ancora un c<lnfronto che dclb-

r54 1.55

-
b i a mo a ffro n tat' e: quel l o con l a nostra ntente, chc 106. Lumorismo
n o n e \a l ' l ' a ttoun' enti ti ttni ca c ori gi nal c.
L a mc n tc , i ri fatti , b a su;r vol ta i l portato cl cl l ' atti - Vivcrcncl nrondoconlcn()nlirsscil nrondo,rispettalcla leg-
v i ti r s o c i a l c e c()ntprendc nuntet' osc c()l .t.l p()ne trti c gc c st.rretuttaviai,rlclisopradclla L.ggc,1-rosscclcre c()nlesc
centri di coscienz.a,spesso in contrasto {'ratl<ltrr. non si posscdcsse, r'intrnciarcconrc st: n()n lirsselinrrncia:
tLl ttL 'qucstcsigcnze
e di un'alt as. r sgczza
cli vit u si p{) ssono
I Pe r c s e m p i < ),ognuno di noi ha un cgo ntaschi l c cl i
dcrivaz.ionepatclner c Lln cgo l'en-rnrinilc cli clet'ivazio-
realizzare unicarncntccon l'rrntolisnto.

fl n e n -l a te rn a ,nta anchc ti tuti arl tt' icentt' i , pi i t o ntcrr< r


s ta b i l i e ra c l i ci tti ,chc rappt' cscnti .l no tutte l c [' i gurechc
h a n n o a v u to uni r certa i nl l uenz.a(anri ci , anranti , i nsc-
HlxmirNNI-Il:ssr

Qui l'unrorisrno c\ in realt) la capaciti di vedere con


di sta cco il n'r t indo e sc st cssi, c l- appt 'escnt a una
gnarnti, saccrdoti, personitggi c:.rrisnraticic cosi viit): grand c r isor sa nei nt <t nr ent ipii clr anr nr at ici.
q u c s te p e rs () ncsono pl -cscntinel l a n()stl ' i tctl sci enzl tc N on i un caso che il t cr - r linc "spir it o" abbia il du-
c o n ti n u a n o a pi trl arci o a scontri tl ' sidcntro di n< l i . pl i ce signil'icat o di unt or isnr o e di spir it ualit i\ : pud
Il n o s trrl cgo d cl unque costi tui to dl t ttna ti rl l a di esser ci piir spir it o in una bat t ut a um or ist icit che in
p e rs o n a g g i c he conti nuano a esscre atti vi anche uni l sacr - ascr it t ur "a.I nlut t i ur r a bat t ut a, un m ot t cl di
, si tl -
q u a n c l o s i a n rclsol i ; pcrl ' i n< lqui rndo stl sni at-ntit-tc spi ri to, pud in un ist ant e lar ci t , cdcr e,puo nt ct t cle in
ta Iu o ri c l u i .rl cuno,magari di mcnti cato cl a atrtri . l uce un aspet t o inusit ut o de lla r calt a. Si t r at t a di
L a v c ra s o l i tucl i nc non d dunquc l aci l c da I' i tggi r-rn- u tt" ' i| |u r t ri nir zionc" i r npr t - r vvisa.
g e re . Il n u c l eo pri i r prof' ondo di ci i r chc si anto I' csti t l l p r c. r blcnr ae\che noi conlondiam o la spir it ualit ir
s c m p rc b c n nascosto sotto mcl l ti ri vcsti nrcnti . con la r cligione, due lenonr cni che possono non
P c r e s s e t' escnrpl i ccnrcntc noi stcssi , pcr cssct' cl i - coincidcre. La religione D in sostarrz.aI'ardrtraz-ionc di
b e ri d a o g n i sl orz.odi appari re e di ral tportarci , dol t- un D io che e gia dar t o in pilr t cnza c'che esist c indi-
b i a mo ri u s c irc a l ar-taccre qLl cstuc< l trtpl essict ctrnti - pendent em ent e da noi e'clallanost r a nt L. nt c.La spir i-
n u a a tti v i ti r n rcnti tl c, tual i ti\ e\ invecc r icer ca di un'es; lcr icnza, qualcosa
L o s c o p c ln on i ' scl l o quel l o con< l sci ti vo.R i trtl ' uare che sta arnoi trovare.
se stessi signil'ica recuperarc chial'cz.zitc scrcnitit, si- Ora , una sim ilc condizione si r ealizza c<ln piir la-
g n i f' i c a p o te r fare i l pr-rntodcl l tt si ttraz.i oncc ctl m- ci l i ti al cli l'uor i dclle nor m ali abit udini e de- llecon-
p re n d c rc i l senscidi quel l o chc sti arrrtol hccncl o. venzioni sociali c r eligi<lse : e un'inr pr r . lwisaaper t ur a
u s c a v a d c n tro di tc,, sct' i vcMi trco A urcl i o " cl cntrct di se'nso.
e \ l i rn tc d c l bcne, e pud zampi l l i tt' e i ncsatrri bi l c, sc
l a Cosi clpc'raanche l'unrorisnro: la situazione ci ap-
contintrclai a scilval'e.> pare d i colpo sot t o una luce divcr sa e, in qucll'ist an-
E i l B r-rc l cl hacl i chi arra:nS c ti dccl i chcrai nl l a sol i tu- te, no i capiant o una ver it a o un lat o della r ealt i che
d i n e e e rld i statcco,ti svi l upperi ti Ii rrti i t raggi urngcrc ci era |inrasto nascosto.
l ' i l l r-rrn i n a z ionec l a I i berazi oncu. S o no poche le r eligioni chc r icor r ono all'um or i-
sr.r-ro. ln gcncl'e si crcde che il rapp<tr1ocon il sacro
ri entr i nel canr lt <tdellc cose ser ie, e cosi si at t r ibui-

156 157
[ttt

sceall'esistenza
gez,za
un caratteredrammatico.Ma la sag-
d anchc capaciti di demitiz.zare,di spiazz-are,
Qua ndo le cose ci vanno bene, vor r em m o che
nicnte camtri; poi, qr,randclci vanno male, non aspet-
ti arno chc il m ut am cnt o. E, allor a, bisogna cr sser e
il
di scanrbiarei ruoli.
uSesei saggio,ridi, consigliaMarziale. saggi, vcdere contcmporaneanrente le duc facce del-
Questacapacitd ci d utile proprio nelle occasioni l a mcd aglia e accet t ar e la leg- eedel divenir e zr nche
pin dif{icili, quando l'esistenzaminaccia di diventare quando non ci fa comodo.
troppo "seria".Chi si gualda e guarda il mondo con uS i dovr ebbc' ser - npr eaver pr esent e l'azione del
un sorris<-l distaccatoi in grado di ridimensionare tcn-)poe' la nrlrtevolczza dclle cose) scri\/c per-csem-
anchei pr-oblcmipiir gravi. pi < l S c lr openhauer .
Sclive Nietzsclrc:uNon d una vcritd pcr noi quclla E Malc<-rAurclic-r:oTutte le cose che ora vcdi nrute-
che non sia stata accon-lpagnata da un sorrisou. ranno in m cn che non si dica e non esist er anno piir .
E Leopardi:"Chi ha il coraggiodi ridere, d padro- Di quante trasfrlrnrzrz.ionisei gia stato testinrone an-
ne clel nronclo,pclcoaltrimenti di chi d preparato a chc tu! Pensacicont inuam ent c".
mclrit'c'o. D ob l>ianr o r il'lct t cr c sll qucst o punt o per csscr e
prrl nti alla t laslor nr azione' e all'evoluzione, pcr non
ri nraner e lcgat i, cour e pat ct ici m dcr i, alle f onne del
107. Il mutamento passat o.
D i cc lo psichiat r a G ior gio Abr ahan- r :uNon possia-
Il grandeam()rcpot.tacon s6 il malvagiopcusierocli ucci- nr() nrilntenere pcr scn-lpre Ie stcsse idee o le stesse
dcrc I'oggctt<) atnat(),cosi da s<lttrarlopel'scmprcal sacri- ccllule . Non possiirrrroclunque cssere, esistcre, scnz-a
lcgo giocodcl nrutamcnlo,perchdl'anrol'eha pii paruradel cl i vcnir - c,nr ut ar e gior no dopo gior no. M a non possia-
n ru ta m c n toc h e del l adi stmzi one. nro divcnire, cvolverc, scnz-aesserc quclli che siamo
Nlurzscue
Fntr:ontcH
i n o-sn igior - nodclla nost r a vit a, .

Anche in questo caso si evidenz-iaI'incapacitd di ve-


derc e di accettare la realti del divenire, si dimostra 108. II transfert
il dcsidcrio di fermare una volta per tutte I'inesora-
bile orcllogio cosmico. Nel transfertnoi vedianrclil nrondocon gli rrcchialidci n<l-
Ma l a n a tu r a ha st:rbi l i to che nessun senti mel tto stri clcsideric.clcllen()strcpilure, c scanrbiamol'illusione
s i a i n rm o b i l e , per i l sempl i ce moti vo che non ptrd per' l a r calt i.
lcndere stabili sc'ntimenti come la disperaz-ione,I'o- EnrcrrFnonivr
dio e la paura.
Ecco un altro esempio dell'anrbivalenza del reale. In senso lat o, il t lansf c'r t d il f enom eno in base al
fa m a n te d c l u so di ri : nTutto muta, sfortunatamen- qual e noi t r asl- er iam o o pr oiet t ianr cl l'im n- r agine di
te >. lnvccc' chi ha subito una gl'ave pet'dita penscri\: una pe r s( ) na che ha avut o una gr andc im por t anza
n ru ta , fotl unatamente> . nel nclstro sviluppo su un'altra.
" T u tto
l -58 159
l il'
I
t4
1
Il c a s o ti p i c o E q uel l o del l ' amore' un senti mento
c h e s c a tta q u a n d o i c opri amo i n qual cuno
g l i a n z -a c c l n l a l ' i g u r a
icrn Iu l'igura paterna
mi
(se
l terna
siamo
(se si amo
donnc)'
utra somi -
uomi
Cotrre
ni ) o
scrivc
Ma, cosi facendo,restiamo degli eterni bambini
che non sono capacidi crescere,che si attendono
sempreaiuto e protezioneda qualcun altro: non riu-
sciamo a emanciparcie siamo disposti a scguire
lll='
l'uomo ve- chiunque esercitiun'autorit2r.Lo sanno bene certi
Ni"tr.ah-", ul'amore D la condizione in cui capi politici e religiosi,che fanno le-vasu.questono-
rlor! sono: qui il potere del-
d" p", lo piir le cose come stro bisognoper assumereil poteree comandare.
l ' i l l u s i o n e d a l m a s si mo' ' Se vogliamo diventareindividui autonomi e rc-
Il guaio t che , con questa proicziclne e so'v'rappclsi- sponsabili,se non intendiamolasciarela nostravita
persona rcale
zionJ dl imnragini, noi n<tnvc'diamo la nelle mani altmi, dobbiamoper prima cosaricono-
c h e c i s ta d i fl l o n te, ma una nostfa el aborl tzi one; e
adegui al l e ntl stre scereche questomeccanismodel transfertha un du-
,f" .t,' l p re re n d i a n ro che essa si
I'ase dcll'anl<l- plice effetto negativo:fa di noi dei succubi,dei gre-
u.rp"ttuilu". Qttcsta i dr-rnque la prima
gari, e ci impcdiscedi riconoscerele persone.
re: l'inl'atui.rzi<lne, l'illusione'
i l vcro Torniamocosi al primo obiettivodi un sano svi-
D o b b i i .rn " roe s s e l ' l l e consapevcl l i ' perch6 luppo psicologico,di un"'educazionementale":di-
quando incomitr-
amore' nasce in una seconda l'ase, stinguerein ogni momentole fantasie,le opinioni,le
e' da
c i a a s v a n i t' e l ' i n rmagi ne cl el l a nostt' a l ' antasi a identificaz.ioni,le rappresentaz-ioni,le proie'zionie le
un'altra pL'rsonache pr"ro appirrirci an-
,u,ru, interpretazionisoggettivedalla realti. QLrestoe il
",-r,"t'ge metltillc'
cola piir all:ascinanteclella nostra crcazi<lne
ranea' compito {bndamentaledella meditazione,che e\es-
opprli" setllpre pi ir insopptlrtab^ilmenteest
' t'eligione senzialmenteuna tecnicadi auto-osservaz-ione e di
Lo st"rso-fenomeno puo verificarsi nella '
qttei nrovi- sviluppodella consapevolcz.za.
nella politica, nell'insegl'lamento e in tutti
un leadcr Scrive Patan.jali,l'antico autore degli Yogasutra:
menti e qttei gruppi sociali in cui si tt'ova nLeserciz.io
spel ' anze' ininterrottodeIIaconsapevdez.zade| re.a-
c a ri s n ra ti c o : s u d i l ui vengono proi ettate
e i mnragi ni che poco o ni cn- lc'elo strumentoper la dispersione dell'ignorilnzaD.
a tte s e ,d e s i d e ri , l a n tasi e
te hanuo a che fare con la persona l-e'ale'
Nascono cclsi i miti.
grande fortu- 109. La noia
Nou si pub negare,pcr esempio, chc la
che iranno prescntato Dio come "pa-
no-,t"ll" ."t;giuni d in qualchemodoil pii sublimccleisentirne.nti
La n<-ria
Scrive
Jrc eterno" Jia legata a proiez-ionidi questo tipo' umani.
Sigmuncl Ft'eud: nLil psicoanalisi ci
o qu"ttu proposit*c-, GrncouoLeoea,Ror
I'intinla connessione tt'a il
ha inseguatu o .onoi."re
fede irr ci
Di<-r, ha mostrato c^he il
compleisc, paterno e la Qui Leopardi si rilelisce a un sentimentoprofondo,
psicologicamente' che un pa-
Dio personalenon e altro, all'insoddisfazioneche talora proviamoversotutte le
argliocchi
dre innerlzato,e ci pone ogni giorno davirnti cose,verso la vita stessasulla Terra,verso I'insuffi-
perdono-la f'cde non ap-
rcligi<-rsa
esempi digiovani che cienzadel mondo. Tr-oviamoche tutto d (DOcoc Dic-
pena Lr-ollain lonr l'autorit'r del padrc''

160
lrq

cino) e che le nostre azioni e le nostrepossibilitdso- se stessa,di fronte agli awenimenti spiacevoli, pud
no limitate. ingigantiree rimuginare talmentela negativitdda fi-
Vengonoin nrente le parole del Qoilet, il libro bi- nire in un gorgo di disperazione.
blico che denuncia I'illusionedella feliciti sulla Ter- Ecco perch6 occorre correggereil nostro stato d'a-
ra: (Non rimarri mai nessunricordo nd del saggio nimo quando inclina versola noia soffocante.E, so-
n6 dello stolto, perch€con il trascorreredegli anni prattutto, bisogna coltivare quotidianamentela no-
ogni cosa sari dinrenticata;e come muore il saggio stra interioritir,esattamentecome si cura una pianta
cosi nruore lo stolto...Tutto d vanitd e un pascersidi che amiamo: la osseliamo spesso,la innaffiamo, la
Vent O ) . potiamo, le togliamo i parassiti.
Da un lato questo stato d'animo b un nsegnodi Scrive Schopenhauer:(Quanto piir la ricchezza
grandezzae di nobilti", perch€rivela la capacitir di interiore si awicina all'eccellenza,tanto meno spa-
considerarel'insieme delle cose, oil numero dei zio concedealla noia".
mondi infinito', e, nellostessotempo,la nostraaspi-
raz-ionea esseresempre di pii-r,alla trascendenza.
nPercidla noia D poco nota agli uomini di nessun 110. Lesame di coscienza
momento,e pochissimoo nulla agli altri animzrli.o
Ma, dall'altrolato,d vicino a cid che oggi chiamia- Checosac'ddi pir) bellodi esaminarela giornatapassata?
mo clcpressione. Bisognaquindi stareattenti a come Comesari serenoe lieveil sonnoche seguirdquestoesa-
si elaboraquestosentimento. medi coscienza!
La meditazionesull'infinitoe sui nostri limiti por- SeNrecn
ta taluni versouna gioiosa,quasiestatica,coscienza
cosmica, e talaltri verso un taetlium vitae che a poco Labitudine a fare un esamedella giornata trascorsa
a poco sconfinanellamalattia. risale alla scuolapitagorica,ma d una regoladi "igie-
Anche in quest<-r caso la sccltad nelle nostre mani, ne mentale"consigliatadai saggidi tutto il mondo e
anzi nella nostra mente,e occorreesercitareunzrpe- di tutti i tempi. Senecacita il caso di Sestioche, a
riodica ossenvazione degli stati d'anim<l.I scntimenti giornata finita, si ritirava in camera e si chiedeva:
cli fondo, di accettazioneo di negazione,dipendono nQualedifetto ho guarito oggi?A qualevizio mi sono
piir da noi che dagli eventi esteriori' opposto?In che cosasono diventatomigliore?o.
Ci sono personeche riesconoa nlantenersiserene La consuetudinedi riesaminareil proprio com-
in mezzoa guerre e a rivoluzioni, e altre che si suici- portamento,quando rient.ranelle tecnichedi medi-
dano per un insuccessoscolasticoo lavorativs."La- taziclne,diventa un mezzo per controllare il proprio
nima d come un catino pienod'acqua,"dice Epitteto stato d'animo, passatoe presente;e diventaancheun
.e il raggiodi luce che vi cadesopra sono le idce del- met"odoper sviluppare la consapevolezza,momento
Ia nostramente.D per momento.
E dunque questala chiavedi volta della nostra fe- E quest'ultimaoperazioneche schiariscela mente
licitir o della nostra sol'lerenza.Una mente lasciataa e la riequilibra, prevenendoi mali peggiori.

162 163
Come dice Seneca,l'esamedi coscienzaaiuta a es- Il guaio d che l'albero, una volta impostato artifi-
serepiir sereni,perchdpermettedi utilizzare I'errore cialrrrcntc, dovri fare unergran fatica pcr recuperare
non per aumentareil sensodi colpa, ma per n'riglio- l a pr' opr 'ia lor nt a. Dovla csscl'c lasciat o cr esccr e
rare se stessi. spontanc- am ent cpcr m olt o t elxpo c. ,quar lchcvolt a, i
La "presadi coscienza"consentedi visualizzarein scgni dell'int er vcnt o cst r aneo r est el'anno pel' sem -
tempo realegli impulsi,i desiderie gli stati d'animo, pre. Lo st csso accade per la nat ur a ! i cizr scuno di
apponandovi una correzionecontinua; attraversoil noi : ci s( ) no pcr sonc che dovr 'anno lot t al'e t ut t a la vi-
distacco, realizzagi) in partenza una decantazione ti l contr o il m oclello che i st at o lor o iur p<. r stquanclct
o
che permetteil rccuperodcll'armonia. crar-rocosi piccole chc-n<tn potevilno dilenclersi.
Questi metodi possonoesscredefiniti tecnichedi P er c<lnoscer si, lt isogna elim inar c plr opr io quei
sviluppomentale,tecnichedi autoappl-endimento, in mrxl cl l i clr e ci sono st ut i int post i. Sc inlat t i ut iliz. t . c-
quantoci mettonoin gradodi utilizzaretutte Ie espe- rcmo quclle ir lpost azit , lni, ci giudichcr em o in nr a-
rienze,anchequellenegative,per una crescitadella ni era dist or la c.quasi scm pl'c negat iva. Non r est a al-
personalitir,per Llnaumentodell'autonomia. Le pause l orar chc pr endcr e lc dist anze da qucl sist em a di
di riflcssione,rcse sistematiche, ci permettrtno di val ol i (e di at t ivit ) m cnt ali connessc) chc.ci im pedi-
evolvercilungouna lineaascendcnte, anz-ichd ripctcre scc una visione obict t iva e scl'cnadi n<li st cssi.
in un circclloviziososempregli stessicomportamenti. Qucs t o in m cdit azionesi ot t icne con la quiet e,con la
uLa propria coscienzavale mille testint<;nin al-fer- sol i tudine, con il silenzi<te con lo sr , uot er nr cnrm o cnt a-
ma Quintiliano. lc: si tratta in rcalttr cli un ;lnrcesso di decondiz-iona-
E Senecadichiara: uChi non inrpara nulla d per- nrento, volto it I'are ntcrgcre il nuclcclsottostantedel sd.
ch6 non vuole impal'arc>. A qnc st o punt o pud com par ir e quillche aspet t o del
carattcrc che n<ln scm br a esscr c in ar nt onia ccln i
nostr-i st cssi valor i e m odclli int er ni: quet lcosarche
I I l. Accettarsi si amo tcnt at i di r if iLr t ar e.
l l pr<lblcnr aD che'siant o est r anei anche a noi st es-
Accettateviper quello che siete. si : non ci conosciant o e adot t iam o, per gir - r dicar ci,
DL'ttotantrico ancoril criteri st-rciali.Pr-enre'ssc1 che lc grandi perycr-
si oni - cont r ar r ie alla vit a - appar t cngono piir alla
Il nostro compito non d quello di adcguarci a modcl- nrcnte clr e alla nat Llr a, possiam o scopr ir e in noi di-
l i p re c o s ti tu i ti , di " di ventare qual cuno" , nta di di ven- l ' ctti conr e l'avidit ir , largr et t ezza, I 'invidia, l'odi<t , I a
ta re c i d c h e s i a mo, ci oi ' di esseresempl i ccmente noi malc'"'olcnz.a,l'cgoisnro e cos) via. Forsc'ci scanclarliz.-
stessi. Anche se sembra una mL'ta a portata di mano, z.cr-cnrosul nosl. r 'ocont o, f il'st : cclncludcr em o che i
non d cosi l'acile, perch6 noi siamo come alberi che gcni tori e gli alt r i c. clucat orer i vevanor agione a pt r nir -
uncl stuolo di giardinieri vuole far crescere secrtnd<t ci e a cclcar e di r addr izz- ar ci.
u n p ro p ri o d i s egno; e rari l mente qucsto di se' gncl Ma i n r ealt i cid che abbiam o scopcl't . onon d che
coincide con la nostra natura. uni r nelt ul'aunt anetcom une a t ut t i, con lat i negat ivi

164 165
presentipiir o meno in ogni uomo. Ancora una volta completae adeguatao.E aggiunge:nLa vecchiaiaha
siamo vittime di una cultura dualisticache vorrebbe la serenitirdi chi si d affrancatoda una catenaporta-
lc medaglicclotatccli un'unicalaccia. ta a lungo,e ora si muovelibcramenter.
allora dell:r ll'usedi Terenzio:"Sono
Ric<,1'diantoci Ma questosuccedesoloquandosi d armtoil tempodi
un uomo,e nientedi cid ched umanomi d cstraneon. riflettere,quandosi d fatto tesorodelleesperienze.Seci
Dobbiarnoaccettarcicon tutti questi dif'etti,che si limita ad atti ripetitivi,nclnsi accumulanessunasag-
sono esattetmente l"'altramet)" di cid che noi siamo. gezzaie neppuresi cresce.Insommaancheinvecchiare
E dobbianrocercuredi mettele in atto il consigliodi pud essercun'ar1e,da apprenderee da sviluppare.
Persio:ultrrpat'aa vivc-recon te stcssoD. Afferma La Rochetoucauld:
"Pochi sanno esscre
vecchi,. E il Dhammapadaricorda: uLuomo di corte
vedutediviene vecchiocome un bove: le sue car-ni
| 12. t etd della saggezza aumentano,ma la sua saggezzanon cresce)).
ln eFfetti,se vogliantofare della nostra vita uno
Non scmprc invccchiare ccl essere in','ccchierticoincickrno. strumento di crescitae di maturazionc,dobbiarrro
Gtonctcl ABRi\tlnr4 abbracciareil consigliodi Seneca:uAncheda vecchi
si deveimparare".
Non se'mprcesisteuna corrispondc-nza fra eti esteriore Quasi le stesseparole che troviamo nei Distici di
ed etirinteriot'e.Si puo esserevecchianchea vent'anni, Catone:<Non smetteremai di imparare e I'a'in moclo
quando si abbracciano- come scriveAbraham- idee di accresceresempre cid che sai: raramente la sag-
(troppo pcssimistiche e retrcgrade),qLlandoci si attac- gez.za E fnrtto solo della vecchiaian.
ca ad uanticaglieideologicheo sentinlentali,,opput'e
quando si perdono interessi,entusiasmi, curi<lsitit,
emozioni,quandosi cedeall'inerziae al totpore,quan- f 13. La distanza
do ci si chir"rdein abitudini di vita senrpl'epiir ristrette,
quandonon si b piir capacidi progettzrre;e questoptto Il de'sideriotl'oppo intenso verso osni c<lsasuscita la pii in-
succedere a qualunqtte etir. tcnsa paura di rimanc-rne privi, e in tal modo la n<tstragiciiar
diviene dcbole e malsicura, comc f izrnrmaespostaral vcnto.
Ma esisteanche il fenomenocontrario: gente che
a cinquatnt'etnniragiona ancora come se ne avesse Pr-rrranco
quindici, individui che - secondol'espressione di Se-
neca - (quando li
la vecchiaia coglie, hanno ancora Anche nelle passionipiir foni, anche nei vincoli piir
una menteinfarrtile,. stretti,d necessario mantenereuna cefla distanza,Pud
La vecchiaiadovrebbeessereil coronamentodella darsi che non si verilichi mai una bruscaintenuzione,
vita, il periodo che concludee da un sensoall'intera pud darsi che si assistasolo a un le-ntoafficvolimcnto.
esistenza.Dovrebbeanche esserel'etd della saggezza. Ma l'uomoassennato-scrive Plutarco-si aspettaanche
Dice a questoproposito Schopenhauer:nSolochi il contrario:devemetterein conto un'eventualeperdita.
diventa vecchio consegue,della vita, una visione Non si tratta di guastarsiin anticipo ogni gioia,

166 to/
contemplandone la possibile fine; si tratta piuttosto i n ogni stat o d'anim o, di im pulsi posit ivie di im pulsi
d i ma n te n e re u n m i ni mo di di starcco,una vera e pro- ncgati vi : s pesso da un at t o r it cnut o bcnef 'ico si pr o-
p l i a " d i s ta n z a d i s i curczz.a" . ducono eflct t i nt ar lcl'ici,e viccver sada un at t o ci. r t t ivo
l l m o ti v o d i n tu i t i vo: quanto pi i l ci i denti f i chi amo si sprigionano conscgue-nz.c bcnef ichc.
c o n q u a l c o s a o c o n qual cuno, tanto pi i l abbi anro Luomo non pud quasi ntai pre.veder.ein anticip<.r
paura di rc'starne privi. qual i ri sult at i avr anno le sr , r cdecisioni e lc sue azioni:
E giusto dcsidcrare beni, piaceri e rapporti af'fcttivi; esi stono troppe var iabili chc non dipcndor - r ocla lui.
s e p e ri r l i c o n s i d e r i amo i nel i nri nabi l i e i nsosti tui bi l i , E i mpo r - t ant enon lim it ar si a vcder c il singolo at t o
la cortditio sirtetltta nott dclla nostra csistenz.zt, potrc- e la particolare motivazione, nta ossr'l'r!/itre l'insieme
m o e s s e retra v o l ti dal l a l < l roperdi ta o comunque sen- degl i even t i in giocct : bisogna aver e il cor aggio cli
ti rc i i n o g n i mo n re ntr-rnti nacci ati da una si nri l e even- mcttere i n luce anche lc.pulsioni pcr sonali nt eno no-
tu a l i ti r. Il n o s tro a ttaccanrcntoal l e cosc c al l e pet' s< l ne bi l i . C ome dicc La Rr 2chelbucauld,uspc- ssosi 1a clc. l
n o n d e v e g i u n g c re a l punto di adcri rc compl etamente benc pcr pot er iur puncnt cnt c l'ar clc-nr l alc. ,
a esse,quasi lirssimo un tutt'uno. Se cclsi lbsse, le con- Awienc' pcm anche il contlarit_r.Clre coszrc'c\ per
diz.ioni della nostra soprawivcnza sarebbet'o in nrant.l esc'nrpiodi piit spictato clcllaselezionenaturale, d<tve'd
a circostanze estcrnc c a clgni nlolllento p()trcmmo es- proprio il piu debole e indil'eso a esserr clistrutto? Ep-
sere distrutti da un colpo avverso della sot'te. pllrc, a lungclanclare, quell'atto crudcle-rivcl;r la sulr po-
Ci dobb iamcl allenal'e'a q u csl () csL'r'c i zi o: preveclia- si ti vi ti nc ll'int er essegener ale. Bisogna quindi t c. ner -
mc l o g n i ta n to l a p ossi bi l i ti r di perdi ta dcl l e cosc e sentpre pl'escntela relativita clei nostri valor-i.
"La vita d
delle persone piil care, e dontandianroci se salcntnlo tale negoziou sclivc.vaArturo Gral'nche n<tn si [a ntai
in grado di soprawiverc lrguarlmente'.Questo ci itiu- guadagno che non sia acconrpagnatoda pcrdita.,
teri a cavarcela arnchesc csse ci vcrranncl sottritttc. Questo pr incipio d ve. r osia nclle esist e- nzeindivi-
Se g u i a n ro i n q u esto l ' escmpi o cl i S eneca, i l qtral e dual i si a n ella t ot alit i dclle cose. nNon vi put _resser e
scriveva: .Ho conservato una grandc distanza ll-a le guadagno di qualcuno, al'f 'er m ava Publilio Sir o
c o s e e me : p e r q u e s to, quando l a fi rl una nre l e ha ru- (sc' nzapel'dit a di qr - r alcunalt r o. ,
b a te , n o n mi h a e tn ni enti tto,. P er E ur ipide, quest a "m cscolanza" va cont uncluea
buon fine, e ci<t d probarbilmcnte vero se si considera
i l cosrno n ella sua int er ezza. M a il singolo non pot r i
ll4. La relativitir aspL' ttars unai net t a giust izia r et r ibut iva in quest a vi-
ta finch6 non uscirii clalla propria soggettiviti\ e non
Beni e mali non posson() esscrc disgitrnti, ntit csistc unit lo- adottera una visione int per sonale delle cose.
ro mcsc<llanz-aclte va a buon Iinc. Solo l'ecluilibrio che realiz.zerirdentro di sd gli per-
Errnrprog metteri di avere firuda ora cio che.gli spctta...se non al-
tro in termini di sentintenti e di esperienz.e.Quanto al
Alla mente del poeta e dcl saggionon pud sfuggire resto, (la tela dclla nostra vita e: intessuta, c<tmedicc
questacontinua nrcscolanz.a, in ogni avvenimento, S hakespc: . ue ncliun lilo nr ist o,buonoecat t ivo insier ne. ,

168 169
115. I valori Dobbiamo imparare a riconoscere che la realtd d
nel fondo ambivalente o, se si preferisce, E al di 1ddclle
Gli uomini creano le distinziclni nella loro mcnte e pcli le nostl e catcgo r ie cont r "appost e.E, f inch6 noi ut ilizze-
credono vere. re-nroquesti criteri, non potl'emo capire come vanno
BuopHn le cose: continuererno a commettere errori di valuta-
zione. Ci sembrerd di far del bene mentre compiamo
Noi ci creiamo distinzioni, categorie,aspettativee dcl male e viceversa; ci sembrerd di essere sulla via
giuclizi di valore cl-tenon hanno nessunacorrispon- giusta mcntl'e stiauro sbagliando e vice.versa.
denzacon la realtd,e poi ci sentiamoprofondanrente Di frontc etll'arnltigr-riticlel reale, l'err'orc pii gratn-
delusi e amareggiatiquando constatiamoche le cose de d quel l o di st abilir e cr it er i r igidi, elenchi di cose
si svolgono in modcl diverso da come le avevamo im- " buone" e " cat t ive".
maginate.Viviamo in un mondo mentaleche abbia- La saggezzaci consiglia un continuo esercizio del
mo fabbricatonoi stessie che, al momento della pro- d istacco, dcll'iit ten zi<tncc delIa consapevolezza: dob-
va, si rivela spessoun vero e proprio castellodi carte. bi anro tener c ont inllant cnt e pr cscnt e la possibilit d
Siamodominatidaivaloridi "buono",di "bello",di che i nostri va lor i siano solo pr ocl<) t t convenzionali,
i
"bene",di "morale",di giusto",di "sacro",ecc.,e sia- e che non corr ispondano a nicnt e di essenziale, a
mo dispostia combatteredelleguerreper essi,siamo niente di necessario.
pronti anchca morire per vederlitrionfare...salvopoi E cco perch 6 dobbiam o cer car c cli r ecuper ar e il
accorgerciche si dileguanocome neveal solee che gli rapporto con cid che st a al di sot t o e al di ld della
avrrenirnenti vannoper la loro strada,indifferenti. mentc, con quel "cent r o dell'esser c" che D anche il
Il fatto d che la realti non ha niente a che fare con centro dc'l mclndo e che reca imprcssc lc rcg<tlc non
le nostre rappresentazionie, in particolare,con i no' scri tte del l a vit a.
stri valori dualistici,che contrappongononettamen- uNon lcgatc.vialla vostra mente> dicc Chuang-Tzu
te una cosa all'altr-a.Cid che ritenevamocosi diver- ne Ie cose appariranno cosi conre sono.>
gente,i due estremi clre credevamoinconciliabili, si
rivelano alla prova dei fatti profondamente e nasco-
stamentesolidali,anzi complici. I16. Il senso della vita
Il benenon trionfa mai, perch6ha tutto l'intet'esse a
mantenerein vita il suo contrerrio, non a distn-rggerlo. Clri insegnzrsseargliuomini a morire inscsne.t'cbbekrro an-
Nell'eternalotta fla guardiee ladri, le prin-renon trar- clre a vivere.
rebbcr"onessunvantaggiodalla scomparsadegli awer- Mrcncl oE MoNtarcruE
sari: non saprebberopiir che cosa f-ate.La societd,nel
suc-lcomplesso,ha interessea conseruareun certo equi- Questafrasevuol dire che il sensodella vita d inestri-
librio tra Ie due parti contc'ndenti,e lo stessoawiene cabilmente connessoal sensoclellamorte, alla con-
per la presuntalotta cosmicatra benee male, tra vita e sapevolezzadi dover morire. Ogni evento,ogni atti-
morte, tra forzecostruttrici e lbrze distruttr-ici. mo, assume Ltna sua prcziositd, un suo valore,

170 l7l
llYqstiq:iil -:"-:"-! proprio perch6 d irripetibile e non torneri pin. Se il ll7. La scelta
tempo Iossecircolare,se ogni cosapotesseritornare,
Non si puir dire finchi si E in vita: nQuestonon mi capi-
iI
se lc'scadenze,le perdite e la mortc non l'osscrodcfi-
nitive, l'esistereavrebbeun sensodivcrso. teritn,ma si puddire:"QucstononIo fardlo.
La morte vienedunque meditatain ogni momento Pluteeco
ed d cio che penlette alle esperienzedi aver'eun cer- I
to saporedi fondo. Consapc'volmente o incrtnsape- I
I
Ecco la granclezz.adell'uomo, che non pud, oltre cer-
ti limiti, impedire il verificarsidcgli eventi dolorosi,
volnrented il pensierodominante.
Lnparare a morire signilica innanzituttoportare
alla coscienzaquesto pensiero,senz.ilavcrne paura;
i ma chc pud, in ogni caso,esserese stessoed eserci-
tare la plopria libertAdi scelta.
significa considcrarela nrofie non come un evento
traunratico,ma conre un eventoquotidiano, norma-
le; signil'ica il valore e la funzione della
I Pud anche,vole.ndo, mantenersiserenoed equili-
brirto in mezzoalle tempestedella vita. Dice a quc-sto
propositcril Dlnrnmal;arlri:uNon trascurare il mzrle
morte. ^pprezzL\re dicendo:"Qucstoa me non vetr2r".La gclccia,caden-
Confucio,a chi gli chiedevache'cosafossela mor- do, riempieanchela broccau.
te, rispose:nSe non sai che cos',bla vita, come puoi Il malc siabbartteridunqueinevitabilmcnte su tut-
sapereche cos'c\la nrorte?r. ti. Ma non su tutti ar.rarlo stcssocfletto. La sorte puit
Ma conre si l'a a sapereche cos',ila vita sc non si farci ammerlare- scrivePlutarco-, pud privar.cidegli
tienecontinuanlenteprescnteche tutto E destinatoa avcri,pud calunnialciagli occhidel popoloo dei po-
morire? Le'due coscienze- quc'lladella vita e qr,rc'lla tenti, ma (non pud far si che un uomo buono,corag-
della morte - vanno di pari passoe, contc abbiarmo gioso e magnanimodiventi malvagio,vile, abietto,
visto per tutte le c<-rppie di opposti,si sostengonoa volgarce invidioso,non pud privarlodi quelladisposi-
vicenda. zioneintc.riore, la cui costantepresenzad pir) utile di
Platone sostcnevache lo scopo della l'ilosol'iad fronteallavitadi quclladi un pilotadi llrrnteal mare.n
proprio quello di insc'gnareagli uomini a nrorire con Qucsta"disposizione interiore"d appuntola capa-
serenita. citi, da una parte, di contemplarecon distaccogli
Ecco il punto: per riuscire a morire con serenitd, awenimenti che ci capitano,buoni o cattivi che sia-
occorre riuscire a vivc'recon sereniti. E vivere con ncl,e, dall'altraparte, di non rinunciarealla nostra
serenitavuol dire contemplareL'accettarela grande scclta morale, alla dccisionedi e.sscre scmpre coe- I
saggez-z-a della rnorte.uClrite'nrela morte, dicevaSe- rcnti con noi stcssi. I
neca (non si cornportamai da vivo, e, inl'atti,la sua Scrive Marco Aurelio: uBisognasempre tener pre- t'
vitalitir sari sempreoscuratadall'inevitabilesforzo scntequulesia la naturaclcll'universo, e qualela tua; !t
f.'
di rimoz-ionee di nascondimento. in chc.rclazionesia l'una con l'arltrar; quale speciedi 3'
I
uCi vtrole'tutta la vita per imparare a vivere',con- parte sia di quale specic'di tutto; e come nessuno
clucleSeneca(e, quel che sembrerirfbrse piir strano, possaimpedirtidi lare c di dire sempr.eci<)che d se- I
ci vuole tr"rttala vita per ir-npararea mot'ire., concklqLlestanatura,dellaqualesei parte>.

t72 173
'nt=
118. Lunione estatica Tutto cid, perd, ha poco a che fare con la sessua_
liti ripetitivae abitudinaria.Ci vuoleamore,ci vuole
Quando faril'amorc, entr:r in qucsto amore come nella vita prolbndit), ci vuole l'incontro;e ci vuolesoprartllrto
ctefna.
fa consapevolezzn di stareentrandonella vita cterna,
Blnirava Tiuttrtt
di stare per avereun assaggiode,lclivino.
Solo a questecondizioni l'unione sessualepud di-
Lamore sc-ssuale pud essereuna grande espericnza
ventarecid che Platone,nel Sinlprlsio,definisce.un
di liberazione.,Lrnafondamentaleesperienzadi tret-
parto nella bellezz;r,sia nel corpo sia nell,anima,.
scendenza.
Ncl rapporto erotico, infatti, le polaritir opposte
del maschilee del femminile- espressioni a loro vol-
I19. La facoltir della mente
ta del dualismogenerale- hanno la possibilit)di in-
contrarsi e di fondersi,realiz-z-ando quell'rrnitirche La sofferenz-a
e\un maleo peril corpo,nelqualcasosiailcor-
rappresentiril supcranrentodell'individualitd, la ca- po a dir lo, o per l'aninra. Ma qucsta puir serbare la quicte
e la
dLrtadcllc consuetebarriere egoiche,di qr-rcglistec- screniti che lc sono pr.oprie,e non giudicarlo un male; giac_
cati che ci isolanoe ci dividonogli uni dagli altri. chd ogni giudizio, impulso, desiderio o awersionc nascedcn_
Per un istantc,i due individui separatie contrap- tro di noi, cktve nessun male puil peltetrare.
posti- divisiancheal proprio interno- diventanoun Manco Aunr,lro
tutt'uno beato,dimenticodi ogni altra c<tsa.
Si tmtta di una condizioneche pud avercdirnensioni Poichclogni eventodevecomunquepassareeclessere,
spiritualie religiose,in quantociawicina allc fonti del- interpretatodalla mente,d questache stabiliscese i
la vita,a cluellaoriginein cui non si d ancoranranifesta- piacevole,doloroso o neutro. Essa viene quindi a
ta la contrapposiz.ione. Nella Brarlaranvaku-uputtixtd, possedereun potere enorme:in pr.aticar, la nostr.ase_
ad escmpio,per riferirsialla vcttaclcllameditazione,si renitir o la nostra inleliciti sono al'liclate,piir che ai
la il paragonc. con lo stato ra_Egiunt<>da nun uorno av- t'atti in se stessi,al modo in cui reagiscequesta no_
vinto alla donnaamataD,il quale .non d piir coscicnte stra "f acoltd sovrana".
nd della realtdesterioren6 di quellainteriore., Ma an- Vi b un sostanziale accordo fra Stoicismo e
che in altre traclizionireligi<tse, parlandodci rapp<.rrti Buddhismo nell'alfidarealla mente un compito tbn_
un "linguaggiosponsaler"
tra l'aninra e Dio, si utiliz.z.a e damentaleper la nostra feliciti: quello di controllare
si impieganotermi n i come"l'idanzamento"," nratrinro- e di valutarcsccondoil nosl.rointL,resse tutti i dati
nio","uni<tnc" e cosivia. che le giungono dall'esterno.
Nel rapprtrtosessuitleabbiamo dunque una vera e nCancellale false impressioni,oscrive Marco Au_
propria espcrienzadi superamentodei limiti indivi- relio <ripetendoticontinuantente:dipendeda me far
duali: un'unificazioneinteriore ed esteriore,un arre- si che in questamia anima non vi sianessunamalva_
sto dell'abitualeattiviti mentalee un'aperturaverso git), nessunabrama, insomnranessunturbamento,
la beatitr-rclinecosmica. ma che, vedendochiaramentecom,d ogni cosa,cli
174
175
identificzrrequel centro profondo dentro di noi che re-
ognuna mi awalga secondo il suo valore. Ricordati
sta cqr - r ilibr at oe non si f a t ur bar - edalle o. scillazioni
s e rn p red i q uesto potcl ' e che l a natura ti ha dato.>
dc lla m cnt c.
L i rn p e ra tore fi l osofo sottol i nca come si dcbba
Tenianro presente in ogni momento questo grande
sempre distinguere tra sofferenza del cotpo e so[-l'e-
potcre dc.llarnostra volonta\, legato all'ossenu,azionee
re n z -a c l e l l' ani ma; nl entre d gi usto che i l corpo si
al cont r ollo della m ent e; pcr ch6 - cont e dicc M ar co
e s p ri m a c o me vuol e, l c mani l estazi oni del l ' ani ma di -
A u r elio - ucolui chc n3n svr yer t ci nr 11tclclla
i pr opr - ia
penclono in gt'an parre dalla nostra volontit. Sta a noi
anim a, d incvit abile chc'sia inlelice. ".
a d e ri t' e c o m pl etamente ai fatti o di staccarcene, ab-
batterci o riprcndct'c lena, cogliere solo gli elenrenti
ncgertivio anche quelli positivi; d in nostro pcltcre in-
120. Lidentitir
terpretale i fatti.
D r-rn q u cva posta l a nrassi ma attcnzi one propri o al Conrccotp<'logni uont<tc\un<),colrc aninra ntiti.
s o rg c re d c l l c scns:l z.i oni a, quel preci sctatti nro i n cui
s i m a n i fe sta ncl nostro ani mo una cena rearzi oneai HcnunruNHr.:ssr
fatti estcmi: rcazione che pu<)esserc di accettaz.ione
Dobbiamo comprcrrde.rL- conte ognuno sia se stc,ssoe
( p c r c h € s ono gi udi cati pi acevol i ), di ri fi uto (perch6
gl i alt r i, cont e l'io sia un insicm c di pelsonar lit ir( er e-
s o n o g i trc l i cati.spi acevol i )o di i ncl i l l c' r' cnza.
di tat c ciir t ut t i color '<tche.ci hanno pr ecedut o) , com e
I n o s tri gi udi zi , c< l nrcsi vcdc, ni tscono cl arl l enostl ' e
l ' i d ent it i sia qualco. szr di necessar iom a anchc di su-
s c n s ;rz i o ni .
pe r abile. uNci pacsi dell'lldia ant ica> scr iye He r .
u L a p c r[cz" i onedcl l a vi rti , scri ve C huang-Tz.und
mirnn Hc-ssene // lupo della steppe (questo concctto
p re n d c rc i cura del l a nostl a mentc i n modo che l e
c\ a ssolut anr ent c ignot o, gli cr oi dcll'epopea indiana
e m o z i o n i non possi l no turbarci qttancl osi sa che non
no n sono pcr sone, nt a congl<t nt er at di i per s<lne,ser ie
s i p u r) p i u fare nul l a, cd esserci n pace con ci i r che d,
di incat 'n: . r z. ioni. ,
c o n i d c c t' cti del dcsti no.,
Forsc l'idca di reincarnazione nerscc'propr-io dalla
Ma , n c l l a maggi or partc dei casi , possi anl o i ntcr-
const at az. ioneche ogni uclm o d un insiem e di ant e_
v c n i re a tti vamentc e, perci d, dobbi amo pc' r pri ma
nat i, che r ivivoncl per cosi dir e in lui. I n ognuno di
cosa osscrr/at'equc'l clre awicne in noi come rcaz.ione
noi conl'lui. sccunzl pzr r t e dcl padr e, una par . t e della
a i l a tti c s t crni . Tante sensazi oni di i ra, di odi tt o di
nra clr e,Lt nil pit ne dei nonni, una p: lne dei bisnonni e
at tacci.lnrento poss()noessereacciln tollate pcr lascia-
cosi via. . . I 'ino a un num er o incalcolabile di pr ede-
re il posto i.tpiir costmttivi stati d'aninro di chialez.z.a
cessor i.Q uincli B ar nchepossibile che qualcuno abbia
c d i c a l rn a , c< l ncui possi amo dar vi ta a i ni zi ati ve ben
ricclr"didi vite passilte..
piir cfl'icaci.
I n t ar lscnscrt ut t i sianr o gii vissut i par ecchie alt r e
Per scconderc<lsadobbianr() a poco a poc() cttsttuil-
volt e. M a ci<)non t oglie che I a nost r : l ident it a\at t ua-
ci unn visionc di saggezz.a, clre siit in grado nellc varie
le, propri<-rperchelE una combinaz_ioneparticolare di
occasiot-ticli olflirci un scnso piit positiv<t- nla sc'm-
crcdit a passi- r t c, sia unica e ir . r . ipct ibilc.
pr"crcalistico - clcllc-cose. E, per tcl'za cosa, cltll>biamo

t7 6 t7 7
Il problema non d dunque quello di conoscere caso, siamo sempre intenti a pensare o a immagina-
ogni comp()nentedella nostra personaliti, quanto re qualcosa;siamo immersi in una speciedi monolo-
qr-rcllocli conreattcggialci nci ctlnl'rontidi qtresto go o di dialogo interno che non cessamai, e spesso,
coaccn'odi io. mentre compiamo una determinata azione,ne stia-
D:rtoche - come dice Eraclito- (neppul'ecammi- mo pensandoun'altra.
nando un'intera vita, potresti trovare i confini dell'a- Tutto cid va bene finch6 il pensieronon gi [a osses-
ninrau,la cosapii imporrantee identificareil nucleo sivo e negativo:allora siamo come prigionieri di un
piir prolirndo,quelloche non appalticnea nessuno"' incubo.
o lirrsc apparticnea tr-rtti. La nostra mente non smetteun attimo di parlare,
Si tratta di mcttersiun po' tranquillie di c:rlmare di dialogare,di riflettere,di fantasticare,di ricorda-
le attivitd mcntali, contemplatndoqr-ralcosa cli piace- re, di prevedere,di immaginare,di sognaree cosi
vole: a poco a poco cetdrannotutte le domande e ci via, e porta dentro di noi, nel "tempio del nostro spi-
o..,,.g",'".o che il lbndo dell'esserenon ha proble- rito", tutto il chiassoe la con[usioneesteriori.Ecco
midi identiti. perch€non bastarecarsi in un posto silenz-ioso, non
Noi non ci arrovelliamo,in realtd,pelch6 non sap- bastastarsenesoli: d dentro di noi che risuona il ru-
piamo lispondereall'interrogativo:nChi sollo io?), more del mondo.
ma pcrchd non riusciamoa trovareun po'di pace' Perdistenderciveramente,per poter riposaree ritro-
Conoscersinon significa soltantoconoscerei pregi e vareil nostroequilibrio,per fareun po'di silcnziointe-
i di[etti del proprio carattere,bensianchereintegrar- riore, dobbiamo impararea far tacerequestochiacchie-
si con il proprio s€cssenz-iale, quel centro dell'essere riccio nrentale,dobbiamo recuperareuna condizione
che D pcrmcatodi benessere quiete.
e di di spiritoched anterioreallaparolae al pensiero.
Come dice Nie'tzsche, .comunque tu sia, utilizza il Lassenzadi pensieri imporluni ci permettedi es-
tuo esserecome fonte di esperienza.Elirnina il mal- sc'recompletamentepresenti in cid che l'acciamo,
contento su di te e perdonati il tuo io, perchdhai co- nell'attimoche viviamo, ed d una grande fonte di se-
munque in te una scala con cento gradini, che puoi renitd, una vera e propria forma di igienementale.
salire per raggiun-uere la conoscenza.u Facendoil silenziodentro di noi, concentrandoci
unicamentesul nostro respiro o sul calore corporeo
o sulla posizionefisica o su qualche oggettonatura-
l2l,Iiarte di tacere le, ritroviamo il sensoperduto del nostro essere,che
d cid che sta prima delle attivitd mentali.
A checosaserveil silenzio,sele passioni
rumoreggiano? In un certo sensod la nostra condizione'naturale,
SeNEcl ma in un altro sensod la trascendenza(della mente,
del Iinguaggio):d la trascendenzache tutti possiamo
Il silenzio interiore,quello di una mente che, come il raggiungereall'internodella nostraesperienz-a.
cuore, d fatta per funzionare in continuitir (anche La civiltd della parola non potevache concepireIa
quando si dorme), non b facile da trovare' Se ci si fa trasccndenzacome Verbo. Ma cid che d.trascendente

178 179
d appunto al di ld del nostro linguaggio e non pud C hi i nemi co d ei piacer i e\in ef l'ct t inem ico della vi-
cerlo essereespressodai nostri poveri vocabolari. ta; perd, anche chi ccccclel'iniscepcrdistluggcre il fr.ir-
Per awicinarsi a esso il nrodo nrigliore d il siler-r- gi l c cqui l i l l ri o sr- rcui si basa l'csist cnza.uDove c'c cc-
zio. Riscc-rprendoil nostro essereprima clclleparolee cesso,c' e nral c, ul l ent r u icasticanr cnt cQ r ,irn t i I iano.
lottl courl-
dei pensieri,ritroviamo in realtirl'e-sserc' La natul ' a, c( ) llc una nr adr c saggia, ha st abilit cr
ll Thote ching arcivaa dire: uChi sa non parla, chi che al cune azi oni sii. r n<luccont pilguat c clal lt iaccr c,
parla non sa,. E un filoscifbdei nostri tcnlpi, Witt- ma ha ar-rchcsta [ r ilit <lclr e r r on si poss: .supcl'arr c una
genstein,afferma: uSu citr di cui non si lluir pat'lat'c certa mi sur' :.r: cl uancklla si olt r clt assa,i la st cssitpos-
si devetacere". si bi l i ta di gocl i nt cnt o chc vicnc clist nr t t a.
Piir poeticanlenteArturo Gra[ scrive:"Fa' silenzicr N on 1' rossi an ts( o ) st enel'cche il ; t iaccr c abbia cclr r r e
intorno a tc, sevuoi udir cantal'cI'atnimatuitn. scopo l a sopravvivcnzu, pcr chc quesla lunzionc i
svol ta anchc cl al clolor e. Si t r at t a in r ealt i\ di cluc'st a-
ti cl ' ani nro chc. s cgnalano il nost r o pcr - col's( )c( , ) nt e
l22.La temPeranza pal ctti op1' rostic li uno slal<t nr :cluanckrci si avvicinir
troppo r,' cl < rcisi, r ischia di I 'inile luor i gar a.
La temperanzai nloderatricc,non nemic:l,dei piaccri. La naturi r ha I 'issat <t qucst i palet t i per indicar . cilir
M tcttt'.r-trt'.MoNlrrtcur. cl i rcz.i one,nra ha anchc volut o clr c ci si I cnsa sl'osso
mocl o su uni l l i nea sinusr >idalc nr ccliiina. Q uando
Lasaggezza nrln pu<) esscre nemica dci piaccri, per- conservi anto l ' e.clLr ilibr io, pur t r a una sbandat a e l'al-
ch6 troverebbe assurdo sostenere - come lantro ccrtc' tra, sti i rnro segu cnclola via giust a.
re l i g i o n i - c h e l a n a tu l -a si a corrotta o decaduta i n D i chi ara C onlucio: . E clill'icilesbagliar c quando si
s e g u i to a q u a l c h e fa n ta sti ctl " peccato ori gi nal e" . usir lil modcritzi<lr.rc r.
Queste concez.ioni nasconclono in rcalti\ un'av"uet'sio-
n e v e rs o c i d c h e n o n s i acl cgua al l a vol onta\ e agl i
schemi umani. Ma l'ctlore d proprio l): ncllc pl'etcse 123. I-esperienza
d e l l a me n te . n C ' D u n a mi sul ' a i n ogni cosa) canta
P i n d a ro (e tu tto s ta n c l c al ri t' l o." L a f c d c c h e r i p o n uo i n n r e sl e sso , i n u n a l tn r , n cl l 'u m a n i ti i ,
Sc ri v e Mo n ta i g n e : u L i ntenl pcranza a\ pcste cl cl l a n e l l a n o s t r a c : r p : r ci ti rd i a ssu r u cr e a p i e n a tr n r a n i ta , i n r p l i -
voluttit, e-Ia ternperanza non d il suo ['lagello:i il suo ca clcl pari ccl'tL'z-z-a, nra unu co'lczzil che si lirncla sr-rlla
c o n d i m e n to ,. E s b a g l i a to qui ndi (ancl are contl ' o i n r i a p n r p r i a e s p c r i e n za , r - r o nsr r l l a so tto n r i ssi o n ca u n '.l u to -
piaceri naturali, cclme pt'enclelli tropptl a cuol'c'. Bi- r i t a c h e i m p o n c u n a ce t'ta cr e d cn z- a .
s o g n a s e g u i re u n a v i a d i ntetzn, non per qucsti oni rrFnoun
Errrc
mclralistiche, nta per assicut'are la continuitil c la se-
renitir del nostro godimento. In passato,chi cle.tenel'a
il p<ltcrcha senrpr.e
latto di
u U n a v o l ta s u p L ' l ' a tal a mi suran di ce E pi ttc' to (non tutto perchegli uonrini losserosottoutessi,perch€
c ' b p i i r a l c u n l i m i te ." non pensilssero con la loro testa,perchesi con['or-

180
masseroai modelli che venivano loro imposti. E le Ma soprattutto, affidando ad altri la propria fa-
grandi religioni nronoteistiche,con la loro esaltazio- coltd di giudizio, possonoesseretrascinatein awen-
nc della fede e dell'ubbidienza,sono state- e sono ture chc distruggonoproprio quclla loro trarrquilliti
tuttora - le grandi ispiratrici di questo modo di in- e spessoanche le loro vite: d questoil casodci nrem-
tendere i rapporti fra sudditi e autoritir. bri di setteche hanno l'inito per suicidarsio dei regi-
nsiate sottomessialle autorit2rcostituite,n scrive mi totalitari della recentestoria europea.
per esempio san Paolo nella l,etteraai Ronrurti "per- Chi rinuncia alla propria autonomia,chi preferi-
chd l'autoritd vieneda Dio e quelleche esistonosono sce la comoda delcsponsabiliz"z.azione, commette
stabiliteda Dio." scmpre quello che potrenrmodel'inireun "suicidio
In realtd- come dice Euripids - ul'esperienza per i bianco".
mortali d maestradi tutto,: chi dunque la vuole ne- Nella storia delle religioni, solo nel Buddhismo
gare ai propri sudditi o ai propri seguaci, svolge troviantol'zrppelloa non fidarsi n6 dei "tc.stisacri" n€
un'azioneoscurantista,vuole ciod mantenerencll'i- delle "autoriti costituite".E quindi qLlestomessag-
gnoranzail prossimo,in modo da poterlo meglio do- gio, al di ld del contestospecil'ico,pud cssereconsi-
minare. dc'r-atoil "manilbsto"di ogni ideologiadi liberazione.
In una civiltdevolutaquestotipo di divisionee di "Non basatevisul sentito dir-e,uraccomanda il
rapporto gerarchicoandrebbesuperato,e ognuno Br-rddha(su quanto d stato t.ranrandato dagli altri, su
dovrebberendcrsi responsabiledi se stesso.Quando qLlantola gc.ntedice, su quanto la tradizione vi pro-
infatti si delegal'autoritd e la conoscenzaad altri, si pone. Soltanto quando arriverete a sperimentaredi
pcrde larpropria autonomia di giudizio e si accettalo personache una dottrinad valida,che una dottrina-
startodi dipendenz.a: si entra a far patle del greggc-, una volta messain pratica- conducealla finc.della
che ha cxvianrentebisognodi un "buon pastore"per sofierenzae alla pacc.,sclltantoalloraaccoelietela.,
esscreguidato.
Affidandosia un maestro,a una guida o a un lea-
der,ci si toglie di dossoun grandepeso:quello di do- 124. La mortalitir
ver decidereda soli, quello dell'incertez.za, quello
dell'ansiadi sbagliale;si godequindi di una forma di Per chi crcda che non ci sia nulla di temibile nel non vive-
tranquillitd che ci riporta all'anticorapporto con i re non c'Dnulla da temerenel vivcre.
genitori, i quali erano responsabilial posto nostro. Eprcuno
Molti provanoquestosensodi sollievoquando entra-
no a far parredi una setta,di una Chiesa,di un parri- Esistono due strategie pcr af frontarc la paura della
to o conrunquedi un gruppo dotato di un capo che morte: la prima c\quc'lla abituale di credcre in un "al-
stabilisceregoleobbligatorieper tutti. dil)". Questa fede dovrebbe darci la forza di aflron-
E inutile dire che questepersonerinunciano a cl'e- tare non solo le difl'icoltd clcl morire ma anche quelle
scerce che quindi fallisconoil compitoprimo dell'e- del vivere.
sistenza:svilupparetutte le proprie potenzialitd. Tuttavi a una sim ilc linea di dif esa non dispone di

182 183
nessunaprova, non pud essereadottata da chi non L"aldild" d innanzitutto un superamentodella
credeed E quasi semprecollcgataall'ideadi unp pos- mente,una capacitAdi usciredai pensierie dai sen-
sibile punizi one,nlagari eterna.Cosi, alla f in line, tin-rcntiduzrlistici.E da questo tipo di trasce.ndcnza,
cio chc dove,u'a servirea proteggeredalla paura t lon- realizzabilefin d'ora,che svanisconole domandee le
te di una minaccia costztnte; ed e anche per questo pauresulla vita e sulla mone.
che nelle nostre societasi d l'inito per rimuovereil nQuelloche fa veramentesofFrireudiceva Pallada
problenra,alnleno a livello superlicialc' (non d morire, ma saperedi dovcr morire.>
La secondapossibilitad quc'llacspressada Epicr-rro:
.La morte ntln c\nr'tllaper n<li,perch6quandoci siamo
nclinon c'dla nlorte e quitndrlc'dla nrotle nou ci siamo 125. La saggezza
noir. Per il l'ilosotbgl'eco,l:'tconsape'volez't:r chc la
morte non c\nullz.r per noi ci rende piacevole la nrorta- Ti ricordo che bisognalcggcrcc ascoltarci fikrsofi con il
propositcldi raggiungcrcla tl'licitl.
litir dellavita, in quantoci toglieirncheil turbirmento
onon Snrunca
del clesiderio di imn-rortr111;1."ll saggioneglidice
rifiuta di vive'r'e, telnc di non vit'c're.'
ne1
Questo d in origine lo scopo dclla conoscenzafilosofica
Il dil-ettodi questetlinea di difesad che si basaan-
e, i n r calt i, di ogni scienz. il:
ch'essasu ttn atto cli tcdc'.Proprio conle lir prinla (di
csser eut ilc alla vit a di t ut t i i
giorni, pcrrnetterci un maggicrbcnessere, trovare re-
cui d l'esattocontrario),non puo essel'csupportata
Nesstrnopuo esse't'e ccllo n6 golc di saggcz.z.a. Cerle astrusc disserlazioni, invcce,
da nessunaesperienz-a'
di un nulla assoluto' non solo ci confondono lc iclce,ma ci f'annoanche cre-
di un'altravita n6 clell'esistcnz.a
dc-rcche la compre'nsiorrcsia qualcoszrdi cclmplicato.
Esistepet'ouna tcl'zilstrategia,che ritrovianropiir
n ll linguaggio della vcr it i e\scm plice, af lf er m ava
frequenterncntein Oriente,per esempione'lBuddhi-
e di andarcal di lit tanto cleldesi- Euripicle. Se da una filosol'ia non riusciamo a trarrc
snro.Qui il problen-ra
vivere qttanto cliquello di non vivere,tant<ldel nenr m eno una r egola di condnt t a, nem m eno un
derio di
imnroflalitir quantodi quellodi annienta- pri n cipio per m iglior ar e la nost r a esist enza,vuol di-
desiderio di
per il Brlddha, d proprio il desiderioin rc che d pr opr io inut ile. A bcn veder e, t ut t e le var ie
mento.Inl'atti,
l'origi nc'della sol['erc ul-
n t tt.La condi z-ione' di scipline ( lilosof iche, scient if iche, r eligiose, t ecni-
s6 che E al
non i n6 vita n6 morte, ma qualcosa che, psicologiche,m ediche, ecc. ) , hanno un unico in-
tima, il nirvana,
dualistiche' tcnto: giovare al nostro benc.sserc.
chestaal di la dellc nostrecatc'gorie
concez.i<lne ha un merito: riporta di Se pcr sone di cult r - r r asono incapaci di r - r nm ininr o
Quest'trltin-ra
e ci di saggezza,di un m ininr o di equilibr io, quest o signi-
nuovo il proble'nla allo
dice che, t'inch6contitrucrcmo
stato della
a
nostra
pensare
mente;
in questi ['icache le Ioro conoscenz.csono rimaste al semplice li- ll
termini alla vita e alla molte, all"'aldiquir"e all"'al- vcl l o cpider m ico, int er cssandosolt ant o la m ent e.
dilA", alla n-rortalitir e all'immortalitir,non potremo Uua dclle grandi degcnc'rirz.ioniclella vita nroderna
evitaren6 desiclerind paure, non potrenlo uscire dal i chc la cult ur a insegn: l ardiscut er e, a sot t iliz. zar c,a
ciclo dci cotrelizionanrclrti. c()nir app( ) r 'sie a odiar e, nr a n( ) n a vivcr c in ar nr onia.

1ti4 185
In una civilti matura, questa dovrebbe esserela creta nelle situazioni della vita quotidiana uniFicano
vettadclla conoscenza' e sviluppanoentrambi gli approcci:condividcrela
*Tra le altrc coseleggeraii filosoli e
Sclive Ot'az.icl: fe'licitircon i nostricompagnidi viaggi<l e coltivarela
chieclerailoro con quale criterio tu possacclndltrre nostracapacitddi felicita,.
una vita tranquilla; perch6 non ti argitie ti tormenti In altri termini, dobbianroprima realizzarela no-
l'aviclitirsempreinsaz.iata,nd la paura, n6 la speran- stra libertd e la nostrasereniti,se vogliarmofar si che
za di coseinutili". anchegli altri sianoliberi e sereni.
Nelleparabolebuddhistesi ripetespe.sso il concet-
che un cieco non prrdgtridirreun altrtt cicco:ca-
t<-r
126. La benevolenza drebber'o, inIatti, tutt'educ in un lbsso.
Cosi d per la sereniti e per la saggezza: se Llnonor-r
le ha in s6,non d in gradodi comunicarleagli altri.
Meglio vanno le cose allle persone chc mi stalnno intorno' nll mondo d un'unica creatLlravivente,uscrive
mcglio andt'zrnnrlanchc a mc' Marco Aurelio (costitllitadi un'unicasostirnzae cli
M tttx<lFttl tra un'unicaarrnronia., E proscuue:sc vogliocorttlibuir-e'
a salvarlo,devo inconrinciareproprio da nre,devcl
e
Qucsto d il motiv<-r "egoistico" per cui c\ bene amare incominciarea produnr'ein nre la calma e la pace.
aiutare il prossimo. Siamo in realtir un tlltt'uno, sianro <Tuttocid che'din armoniacon I'universo,dicean-
come I'cquipaggio di un'unica nave: se siamo in disac- cora l'inrperaltore filoso[b "d in armonia anche con
cordo, se lottiamo fra di noi pcr deciclerechi avri il co- me., La fraseperd pud essercrovesciata:tutto cid che
nrando, la navc avt-atutto il tcmprl percolarc a picco' Se d in armoniacon me e in nrc d in arnroniucon l'uni-
invece siamo uniti, p<ltremo andlrl'c dove von"cm<;' verso.Un detto taoista- che anclrebbemeditato- ci
*Dove c't concordia, c'c vittoria, allcrnra Publilio Siro' pone il segLlente inten'<tgativo: (Siamo convinti cli do-
nUarle di vivere tc'lici, scrive lo psicoltlgo Mirko ver coml:atteree sconliggeregli altri: ma d ntegliovin-
Frvba (che d stato mtlnac<l br-rddhista)uconsistc nel- cereo essereanrati?r.
l'esserelibc'ri di permetterc la fcliciti a noi c agli iiltri''
In elletti, la rcaliz;zaz.ionedi ciirscuno di noi t le-
gata alla realizzazi<>ne di ttrtti, e nc'ssLlnopud essere 127. La meditazione
verarnente ll'lice in un ambie'nte dovc ttttti sol'[rono'
N e l mi to b u c l d h i sta,i l B odhi sattva [a voto di non cn- Qualsiasi cosa ti riconduca a te stesso d nrc'ditazione.Ed i
trare nel nitvilna dcf initivtl e di ritornitre sulla Tcrla importantissimo trovare la propria nteditazione, perchejin
I'inch6 tutti gli uomini non si saranno salvati. quella scoperta sarai felice.
Ma p e r s a l v a re, oppure (pi i r sempl i cemcnte) per Osuo Ra:nrrsH
fa r fe l i c i g l i a l tri , bi sogna pri ma di tutto l i berare se
s te s s i . C o me d i c e Fryba, ul e stratc-gi u' di sol i dari eti r Non pud essercivera felicita se non si d in arnronia
c o n u n a p ra ti c i t si stcmati ca e trn' zrppl i caz' i onecon- con se ste'ssi;e, se si b in armonia con se stessi,non

186 187

,:-=:-::--:
..._
solo si possono affrontare con successo le varie diffi- altre attiviti, per inseguit'eambizioni e sogni.Non E
c o l ti r d e l l a v i ta , ma si d anche i n grado di amare ve- forscqr.rcsto il scnsodcl mito biblicoclclla"caduta"?
ra n rc n te q u a l c u n a l tro. *Mi chiedi chc cosa lurt per nrL,ditale> dicc Raj-
E c c o p c rc h 6 i i mportanti ssi mo curare quel l ' i n- nccsh.uTi dico di non l'arc:tssolut.rmcntc nulla. Os-
contro periodico con se stessi che chiamiamo nredi- scr'rr'a
consnpcvolntcnte iI tu<trespiro.,
taziclne.
Og n i v c l l ta c h e ri t orni anro a noi stessi , i n un mo-
m e n to d i ra c c o g l i n r cnto, ri scopri arno una gi oi a nar- 128. II ritiro
tu ra l c c h c l c v i c c n de cl el l ' csi stcnzatendono a ol l ' u-
s c a re . Qu c s ta l ' o n te di bcnesscre e di equi l i bri o d N on e\faci l cot lclt cl'cla lt 'licit ir :i dillicilissint ot r ( ) var lain
scmprc a nostra dispr-lsiziclnee, per recuperarla, ba- noi , i nr1-l ossibile
scopr - illlralt r r r ve.
s ta d i v c n ta l c p c r u n po' osservatori di noi stcssi , ral - Nrcor.lsor Crrnuronr
l c n ta n c l o i l p i u p o s si bi l e ogni al tra atti vi ti r mcntal e.
D i c c i l Bu c l c l h a .Si
: cdi ti cor-rl c garnbc i ncroci atc c i l La f'clicitir cui erllr-rdcNicolas clc Chanrfort non e\na-
busto crctto, c poni la tuarconsapevolcz.za davanti a tcr. tur' :.rl nrcnt qt e r cllo st at o cpidcr m ico di culbr ia chc si
C i s i p L rd c o n c c n tfar" c sul respi l ' o (mcntre passa pu< ) pl ovarc ( ) _r I nit ar . r t oin c( ) nscqllenza di qualche
d a rl l cn a ri c i o n ' rc n trc nruovc i pol moni , i l toracc e i l ar,' r' cni nrcnt olir r t unat o, nt il Llno st at o di bcncsser ee
v c n trc ), s r,rlc a l rl rc c orp()r' c(),sul l arpxl pri a mcntc, sui di screni ti r c hc si pr r r lunga nel t cnr lr o c che dipende
p c n s i c ri c h e v a n n o e chc vcngono (cornc nuvol c i n i n gran part c clalla nost r a v<t lont ir .
u n c i e l o tc rs o ), s u L rn()g-qcttonaturarl eo su uni r prce- E dill'icilissil-notr'ovarc in n<tila l'elicitnpxtprio pc'r-
s i s tc n tc s c n s a z i < ;r-di rc qLri cte. ch6:.rncliarno a cercarla in ogni arltt'oluog<t.C'c\gente che
Qu e s ta p ra ti c a p u d rcsti tr-ri rciqucl rapporto con si al l i rti catut t a la vit a pcr accunt ulare soldi con cuicom -
n o i s te s s ie q u e l l ' c q tri l i bri o chc l a l r-equcntazi onccon pt' ursiuna villa r l un panf ikr ,e qui t r '<- r var
c linir lnt ent eun
g l i a l tri e Ic c s i g e n z ecl el l avi ta quoti cl i zrnar te' ndonoa po'di pacc. Ma qr-rcllapace avrcbbe potuto trovarla in
farrci pcrclu'c. Non abbian-ro bis<lgno di rccerrci clgni oqni rlclrlcntcl clcntn-rdi sd se s<lltarnto avesseinten'otto,
v o l ta i n u n a mb i e n te naturerl ee ri l assantc: possi amc.r per qual che nr ot r cnt o, qucil'at tivit a lbr sennat a.
ri tro v a rc i n o g n i i s ta ntc qucl l a partc cl cl l a narturache uA l cr.rniv ilnno alla r icer ca di luoghi in cui r it ir ar -
d d e n tro d i n o i , q u cl ccntro dcl l ' esse' r'che e D scmpre si , i n carnpngna, al nr i. llco sui nr ont i, c anche t u hai
c a l n ro . I' abi tLrcl i nec li desider ar c ar dcnt cnr cnt c t ut t o quest o)
u P o i c h 6 tu tto q u cl chc d c aw i cnc per I' u< l nroi i rn- sct' i vc Mat' c o Aur clio. uPer '<)D quant o r nai sci<- r cc<t ,
nreclii.rtanrcntcsolo nella sua coscienza e pcl essa av- duto che pu oi, il. r qr r alunqr . r em ont ent o t u lo voglia,
v i e n e ,, s c ri v c S c h o pcnhaucr ui cvi dentc cl rc l a qua- ri ti rarti i n tc st csso. Pcr chc in ncssun lu<lgopiir t r an-
l i ti r d e l l a c o s c i c n z u i csscnzi ul e." qLri l l oc cal mc1clclla pxlpr iu aninr a ci si puir r it ir ar e;
N o i c i d i n rc n ti c h i amo scn.rpr-e di qtrcsta scmpl i cc soprattutto se si hanno clent r o cli se pr incipi t ali che,
veritir c trarscurianrola "clualita" clclla nostra consape- :.rlsol o contenr plall'li,si uccluist u Lr na lr cr 'lct t n ser c-
vrllc't.z.tt'. perdizrnrolu cosa csscnzialc per dcdicarrci ad n i ta.

I ri8 IU 9
(E per serenitdnon intendo altro che ordine inte- parte della nostra esistenzae si ripercuotonoinevitl-
riore. Conccclitiquindi costanterrenteqllcsto ritiro e bilmente sul corpo.
in essorinnovatir. Esiste pertr una via di uscita: qtrelloclre l:.rnlcntr
crea,la mente pud disfare.
Se sviluppiamouna consapevolezza d.einostri slati
129. Paradiso e inferno d'animo, ci accorgiamoche spessonon esistecorr-i-
spondenzafra eventiesteriorie riflessiinterni:un latto
I n r c alt a c luc i t or nr e n t i c h e a t t r i b u i a m o a l p i i o s c u r o i n - di scaruafilevanzapud scatcnareuna tempestainterio-
fcrn. s.lt' ttrtti otri nella vit^' re, e un fattocl-reper un altro o in un altro momentosa-
Lucnezro
rebbe imporlante ci lasciaindifferenti.Tutto dipende
dalla nostraadesioneo meno a quell'awenimento,dal
Paracliso e inferno sono condizioni spirituali sc'mpre significatoe dzrlvalorecheassumeper noi.
p rc s c n ti e c l i v i s es o l tanto da un sotti l e cetpel l o.C crti
Lavoraresrrll'intcrior-iti significacomprenderela
to rn re n ti c l c l l ' a r-rinra sono gi i r l ' i rrIerno e certe gi oi e
centraliti clcllanrcnte,tencrla sott()()sscl-vazionc e
sono gii il g ra ra d i so.
interueniretempestivamentcper r-cgolarla.
N o n c i v tro l e mol ta fantasi at a carpi re che noi , In un printo momento dobbiamo riconoscereai
q u a n d o p a rl i a rl o c l i un" ' al tra vi ti t" , ci ri feri amo sem-
tatti f imporlanza reale che hanno, nd'piii n6 meno.
ple c soltanto a qLlesta esistcnza: non abbianro ncs-
In un secondonromentodobbiamo cliventarenoi i
s u n a l tl o te t' m i n c di perragone. veri controllori dclla coscienza,inrparandoa sposta-
Quanclo ci innanrot'iamo o vinciamo alla lotteria ci re l'attcnzi<-rnc.
c'lovepiir ci erggrada.
sentiarro ccrlilnrcnte "al settimo cielo"; ma, quando la
Come dice il Dhamrrtaparlc, nprccor-si clallamente
llcrs()naanri.lti'r sceglie'unitltro <,1 qr-ralcunoci deruba del
sono gli elentcnti,originaticlallamcnte,creati dalla
n()sll'opatr'inronit,ro r-rnnrcdico ci clicc'chc'abbiamoun mcnte: chi par'lao agiscecon n'lclttesercna,la feli-
c a n c ro , c c c o c h e p rcci pi ti anro nel l a di spet' azi one.
citi lo accontpzlgltera aderentecontc un'ombrao.
Qr-rc s tis c n ti m c nti di pendono da l attori esterni .
E,s i s to n o p e rd p a r ti col ari condi zi oni psi col ogi che,
vere e propric malattie dcllet mcnte, che ci f'anno pro- 130. Il morire
vare angosce c soll'crenze lbrse non inlcriori a quelle
c l c l l ' i n [' e ru o .I to rn renti del l ' ani nta sono i nfatti i nnu- Moriamo ogrrieiorno un po': ogni gi<trnoinfatti vicne'nte-
n re l e v o l i , p ro fo n c l i e spcsso rendcl n< li nsopportabi l e no ulrit ltartedclla nostrat,ita e, :rnchcmcntre noi crcscia-
l a v i ta . N c l n c i s o n o sol o l e ncvt' < tsie l e psi cosi , che m<1,la vita clco'csce.
alrrrcr-ropossono essere diagnosticate; ci sono anche Serurcn
s ta ti d i a n s i a , d i depressi one, di mal i nconi a, di
s c o n l o rto , d i p a u ra, di i nvi di a, di rancore, di avi di ti r, Scneca vuol dirc chc la morte d cpralcosadi familia-
ecc., che si trach,tconoin un malessere continuo. re, qual cosa che sper im ent ianr o gior no dopo gior . no.
Qu e s te c o n c l i z i ci ni di sol ' l ' crenza bruci ano gran Ci sbagliamo quando ucrediamo clre ci segua, men-

t9 0 l 9l
tre esselci ha preceduto e ci seguiri,. Dopo di noi - spie- 131. La conoscenzadcll'aninra
ga kr scrittorc latino - ci sitr') quell<lche c'era prima: il
C h i l r a u n a q u a l ch e co n o sccu zl cl cl l l r r u tr r l l r tl t.l l '.r n i n r ,rr .
pur'o c senrplicc non csistcrc. E, poich6 pt'inrrtnrrt ab-
c o n s i de l 'a ch e co n l i t n r o r tc cssi .tl ta tssl l u n l r ( .o n ( l i l r .n r .
bianrcls<llIe'r'1o, non so['ll-ircnlonemntcno dopo.
n r i g l i o r e , o a r l r n e n on o n p e g g i o r e , l r l r l a r n u r r cu r r zitlr i p r r u r .r
A n z .i , u p ri ma e dopo c' d uni t trr' o(' crndatl anqui l l i ti ,.
d i l j 'o ntc a l l a n i o t'te co n tc vi u l i co n o n p i cco l o !'t.r sol ;r r r ,tr ,.
T u tta v i a S e n e ca non ri l cvi t chc csi ste una di l -l cren- n i t i i l r te l i o r e
za tra il "non esistet'cplima" e il "t-tot-t csistcrc d<i1-rt.l": Pt.t tttr r r r
c'd stato un nrLltilnrento trel tcssLlt()clellc cosc. E ct-l-
me " p t' i ma " e t'a i mpossi bi l c che ci l osse un nostl ' o Q u i P l u ta r co so tto l i n e a I'i m p o r ta n za ch c r .i vcstc, l x.t.
" n o n e s i s te re "a ssol uto (dat< lchc csi stevi tnclal trc co- l a s e r e n i td i n te r i o r e , l 'i d e a ch e n o i ci f a cci a r r r o cl t,l l a
m o r t e e d cl r n o r i r e . E l a co l l e g a si u sta m e n tc a l l a co -
s e e d a to c h e dal nul l a non 1tu< ni ) tscct' equal c< l sa),
c o s i " d o 1 ro " s i tri t i mpossi bi l e cl tc seguaturt nostl ' o n o s c e n za d e l l 'a n i m a , ci o D a u n 'e sp e r i e n za ch c 1 'r o s-
" n o u c s i s te rc " a ssol utrl ,dat< lche ci sari t un " non-esi - sianrolirre fin da ora.
s tc rc -p ii r-q u c l l a-dctcnl i nnta-c< tsi t" . ConoscercI'anima non significa in questo caso
Qu a l c < l s ai i ndcl cbi l mcrrtc carrtbi atr.r,qual cosa c\ antli'zzare,esaminarc,appre'nclc.r'e plegi e dil-ctti,nra
s ta to rc g i s tra to per st:rttprc, c, I' i nchclcsi stet' annol e avereuna dimestichezz.a, Lrrlcontinuclrappot.to,c()n
cose, r'csterirla suit tl'uccia. il proprio essere;significasottopor'loal l'uococlcllar
In rcaltir, pr'o1-rriopcrchd' la nrot'tc ci accontpitenii consapevolezzit, lino a installarsisaldantentcin esso,
[i n c l a l p ri n ro i stantc di vi ta, pt' t-i pri opcrchi ' ntttt' i a- fino a essereconvinti - come clirebbeKicrkcgaar.cl -
mo <lgni giot'n<lLln po', il vivct'c/nr<tt'it'c rrit visto ctltrrc del suo "eternovalore".
u n p l ' ()c c s s os i n rul ti .tneoi rr cui utti t ptl l ari ti t cl i rrti rtr" ri - Non servea nienteaccettaredall'esterno una lede
s c e n rc rl tl -cI' a l tra aunrcnta: un pt' ()ccssocl te hi t cl ttc o una credenzasull"'immortaliti clc'll'anima": biso-
p u n ti c s trc tri - i l nasccr-ee i l mori re - ntl t chc, non gna in realta percepirla,sentirla.Una sempliceopi-
p e r q u c s to , d e vc ncccssat' i amcntci ni zi are c l i ni l ' c i n nione'non da ncssunasicurezza.
q u e s ti d u e n to nrenti . Coglierequesto"centfo di se" non d scnrplice,per-
N o i v c d i a mo scnrpl i ccnrcnte l ' i tp1-xtt' i re c l o sconl - ch6 d un po' come cercaredi al'll'rlarela pxrpria om-
p a ri rc d i u n a l ase cl i qtrcst()l )l ' ()ecss(); tttLtcotttc pt' i - bra. Essod cio che le Upanisadchiamanoil "testimo-
l n a c ' e ra n o n l tr e l i tsi che l o hl tnntl p< l sto i n csscl c, ne" o l"'osselatore".
c o s i d o p < ln c s c gt-ti ri tnnoi tl tt' c,ora n()n r,' i si bi l i . Essendocid che conosce,non pud a sua volta di-
D a I l ' e s e rc i z . i odcl Ia nrccli ti tzi one c dcl l ' cqtri I i bri < -r ventareoggettodi conoscenz.a... di una conoscenza
n rc n t:rl c ,n a s c c Ll na vi si orre non pi u drarrtnrati cacl cl - discorsivanormale. Pud solo cssereintuito: si pud
lir nror'te. solo esselo.
.Og n i g i o rn o i una pi ccol a vi ti t,u sct' i ve S cho- A questoservela n-reditazione, che non pone l'abi-
p e n h a u e r (o g n i ri svegl i o e l evata uni l l ti ccol i t ni tsci - tuale contrapposizionesoggetto/og_qetto, ma una for-
ma di identificazione o di reintegrazione. Nc.lmomen-
ta , o g n i n u o v o matti no una 1' l i cc< l lgi a < l vi trczza,ogt.l i
cclricat'sic adclormcntitrsi ttntt piccola mot1c.D to in cui, lasciandoda parteogni altraattivitententale

192 193
e ogni altra identificazione con questo o quel ruolo, stessoindividuo prima a essereun gaudentee poi a es-
con questoo quell'io,si punta direttamenteal centro sereun asceta,o viceversa; hannocomunquein comu-
del proprio essere,(nascostoproprio qui nel cavo del ne la stessavcllontddi emozioniestreme.
cuore), lo si diventa:si diventail proprio s6,la propria Quando ci troviamo di fronte a una personalitl
anima, l"'interioritd universale". che oscilla vistosamenteda un oppostoall'altro,ab-
E, a questo punto che scompaiono le paure, i dub- biamo a che fare con l'individuo infantile che popola
bi e le divisioni, e si riscoprel'armonia. il nostro mondo: egli non d capace di rcstare fermo
Scrive Raineesh: oScoprire l'osselatore nella sua cinque minuti, n6 fisicamenten€ mentalmente;d as-
purez-zad la pii alta realizzazione nella sfera della setatodi esperienze,che perd continua a ripetere
spiritualitd,perch6 l'osservatoreche esistedentro di serrpre uguali, compulsivamente,spostandosida un
te d la tua stessaanima, I'osservatore che esisteden- estren-lo all'altro.
tro di te d la tua immorlalitdr. Ed d convinto - disprezzandosi- che la via della
religionee della santitirsia quella della rinuncia, l'e-
satto oppostodella sua.
132. I-ego Ma si tratta di luoghi comuni di una stessamente,
che prinra cerca la realizzazionein un eccessoe poi
Vivere intensamente si pud soltanto a scapito dcll'io. nell'eccesso opposto.E come non d autenticanell'e-
Henn,tnNNHessE donismo,cosi d falsanell'ascetismo.
ll problema d che la serenitdsi trova in una via di
Di solito a questafrase viene dato un significatone- mezzo mobile tra i due stili di vita: d la via dell'equi-
gativo:chi insegueemozioni,passionie piaceri,Io librio, d la via di una mente che si d fatta calma e
pud fare solo se rinuncia al controllo del proprio io. limpida, non perch6ha rinunciato a una parte di s6,
Invecechi si installa in una <zonatemperatae sana, ma perch6 riescea conciliaree a vivere pienamente
senza burrasche e temporali, deve rinunciare a le esperienzeche sembravanocontraddittorie.In tal
nquell'intensitadi vita e di sentimentoche offre un'e- sensoessaha raggiunto la piena maturitd, la piena
sistenzarivolta all'assolutoe all'estremo,. armonia.
Cosi si esprime Hermann Hessene Il lupo della A questopunto l'individuo reintegrail proprio "io
steppa,dove delinea la contrapposizionefra due tipi diviso" e realizzala propria umanitd, lasciandosialle
di esistenza:nLuomo ha la possibilitAdi darsi tutto spallele ambizioni di diventareun Casanovao un
allo spirito, al tentativodi avvicinarsialla diviniti, santoeremita. Non d piir al selvizio di pezzi separati
all'idealedella santitaD,oppure "pud darsi tutto alla dcl proprio ego, ma si d inst:rllatonel s6.
vita istintiva,al desideriodei sensie rivolgeretutte le nAll'inferno brucia soltanto la volont?regoicaod
sue aspirazioniall'acquistodi piaceri fugacio. scritto nell'antico libretto della Teologiagermanica.
In realtdquestidue sistemidi vita sonocompresen- La saggezz.a non rinuncia n6 ai piaceri n6 alla spi-
ti in tutti e sono solo apparentementeantagonisti:so- ritualiti, e non vede un contrasto fra le due dimen-
.t
no le due polaritd di un unico processoche porta lo tI sioni. Questo conflitto d una creazionedella mente.
I
194 T t 95
che ama dividere e contrapporre, che non d capace tra uomini: quando va bene, porta alla competizio-
di coglierel'unit2rdei fenomeni,che crea l'ideadi e'go ne, alle stmtture gerarchichee alle divisioni sociali
e vi si identifica. e, quando va male, porla alla guerra.Il problemaE
La frase di Herrnann Hessepud essereallora inter- che il tempcramentoegoico-aggressivo tende a con-
pretata in modo diverso:vive intensamente,vive vera- cretizzarenella realtd la propria volont2rdi dominio,
mentechi si d sottrattoallatiranniadellamente,la qua- elaborandosistemisociali,idealic comporlamentali
le d dominatadalle ideedualistiche,dallaconvinzione di tipo autoritario;e quindi d inevitabileche susciti
chevi sia una lotta moftale fra principi contrapposti. la reazionedi chi non vuole sottomettersi.
Luomo imnraturo crede di dover diventare"gran- I conllitti tra uomini nasconoin realti dai dissidi
de", di dover conquistare e acquisire ogni cosa. In interiori di ciascunindividuo,dall'inieliciti di alcu-
realtd soffre di un'iperlrol'ia dell'ego. ne persone,che, non essendocapaci di sviluppare
nTi sei sottratto a tanti mali, scriveSenecanma una propria armonia, scaricanoall'esternol'aggres-
non ancoraa te SteSSO.D siviti. I grandi leadersoltospessoindividuidi questa
E Chuang-Tzuafferma:"Il saggiod senzaioo. specie.Chi c\in pacccon se stesso,non senteil bisct-
gno di conquistaree di sottometteregli altri: ecco
una vcriti su cui non si rillctte mai abbastanza.
133. cli ideali E, durnqr,re, piir che i prograntmi in se stessi,biso-
gnztesaminerre la psicologiadi chi li propone.Anche
Tuttii veri idealihannoun elementoin comune:esprimo- le grandi personalitdrcligiosesol'll'onodi questi li-
di qualcosa
no il desidc'rio chenon d ancorarealizzato, ma miti, che taloraslocianoin idealian-rbiziosi di "con-
ched desidcrabile ai fini dc'llosviluppoe dellafelicitddel- versione"del mondo e talaltra in ideali erltrettanto
I'individuo. morbosidi sacrifici, di rinuncee di martiri.
ErrcnFxolau Per avereun'umanitirequilibrata,che ponga final-
nlente fine ai conflitti e alle guen'e,ci von'ebberrna
La differenzatra un idealesano e un'ambizionesba- sorta di psicoterapiuuniversale.Poich6 cid non b
gliata e che il primo promuovela liberti e la serenitd possibile,non ci rimarneche alf idarci alle risorsedcl-
della personatenendo conto anche degli altri, men- la cultura c dell'autoanalisi.
tre la secondad guidata dalla volontir di dominio Purtroppol'appelloalla meclitazione non pud es-
egoico.In altri termini, il primo tende alla realizza- sele accolto proprio da chi ne avrebbepiir bisogno.
zione delle potenzialitirproprie nel contestodi quelle BisognaquincliIar capile a tutti quali siano gli au-
altrui, mL'ntrela secondavedenelle libertirdegli altri tentici valori da dil'fondere:non qr"rellidella supre-
una minacciaalla propria, nrerziae della con-rpetitivitd, merquclli della quietee
Tutti cerchianro di realizzare la nostra personale dcll'equilibrio.
via alla f'elicitd,ma c'Bqualcunoche intendefarlo di- Dc-gliidc'alibisogna infatti dirc.cir) che Herbert
struggendola libe'rtiraltn-ri. Spencerscrivevadell'opinionc:uE dcte.t'mrinata in ul-
E questaaggressivitdche d responsabiledella lotta t ima analisidai sentinrenti,e non dall'intelletto".
196 197
134.l-a, co€renza 135. Le scoperte

Libr'ro i l'uonro per cui ogni ar'venimcnto si vt.rilica in ar- Sembra clre la nalura abbia nascosto nel fonclo dcl nostro
m onia c on la s c e l t a m o r a l e f o n c l i t m e n t a l e , c h c l l c s s u n ( ) spirito tale nti e :rbilit) che non conoscianro; solo lc p:lssi<_r-
Pud cancellare' ni riescono a scoprirli.
Eprttr.to Fnarqors os Le RocHrFoucAULD

Qui Epitteto ci dice che l'uomo libero d colui che sce- Dunque non d vero che le passioni- tanto aborrite
g l i e u n a v i ta eti ca e che, da quel momcnto, agi sce dalla saggezzaantica- siano soltantosconvolgimen-
sempre con c()erenza rispetto el qucsta sua scclta; e\ ti dell'anirnochc mettonoin crisi la nostr-atranouil-
l ' i n d i v i d u o c l re non si t-a i nti mi di re dai prepotenti , liti. In realtirsono anch'esselonti di una prolbnda
c h e re s i s te a g l i ambi z.i osi e ai vi ol enti , e che denun- saggezza: sono esperienzeche possonomeLter-e in lu-
cia la falsificazione della veritd. ce doti e aspetti del nosl.rocaratterechL.non crede-
A lui si contrzrppone non tanto qucllo che Kierke- vamo di possedere, e anche difetti da cui pensavamo
g a a rd d e fi n i r cbbc l " ' uomo esteti co" (l a pcrs< l nache di essereesc'nti.
v i v e s o l o p e r i l prcl pri o pi acere), qLranto I' opporl uni - Magari crcdevamodi non potcr supcrare certe
s ta , c o l u i c h e non her nessun pri nci pi o, col ui che i prove,e poi scopriamoche possiamofarlo; magari
pronto a cambiare qualsiasi bandiera, qualsiasi iclea- pensavamodi esseresuperiori all'invidia e alla gelo-
l e , q u e rl s i a s ipadronc-, pur di restare a gal l a, pur di sia, e poi scopriamoche ne soflriamo come tutti gli
godere dei propri beni c dei propri privilegi. altri. "Finch6si vive,c'dda imparareDdicevaSolone.
Questo individuo d convinto che il valorc di un lronrc.r In tal senso,le passionivannovistc'conte cartinedi
sia dato dal ruolo o dalla posiz.ioncche occupa. Non tornasole,come potenti strumenti di conoscenza:ci
conclividerebbe mzri cid chc scdve Schopcnhaucr: nll spalancano all'improvviso nuovicampidellarealta,ci
nostro valorc, mclrale come intellettualc, ncln ci per-vic'- ofl'rononuovi spuntidi rillessionce di cr.escittr.
Talvol-
ne dall'esterno, ma scaturisce dal profondo dcl n<lstro ta ci illuminanoe ci riscaldano,talaltraci devastano;
essere>.Pcr lui, tale "essereprofondo" non esiste:esiste ma sonocomunquefbnti di arricchimento.
soltanto cio che gli altri riconoscono. Quando usciamo da esperienzedi questo genere,
Quest'uomcl, che crede di essere libero, b in realtd sappiamomolte piir cose,su di noi e sul mondo. Ab-
I'ultimo degli schiavi, perch6 ha mille padroni. Non biamo capito, senzabisogno di libri e di insegnanti.
a v e n d o u n a g ui da i nteri ore, si fa di ri gere dal l e opi - La nostra consapevolezza si d allargata.Dopo essere
n i o n i a l tru i e derll eader di turno. E come una bande- discesidal cielo o risaliti dall'inferno,possiamotor-
ru o l a a l v e n t o, che l i ni sce per gi rare i n tutte l e di re- nare alla realtirdi tutti i giorni, con una diversavi-
z i o n i , s e n z a mai capi re se vc' ne si a una gi usta, senza sione delle cose.
ma i te n c re i n mernoi l bandol o del l a propri a vi ta. nLaveriti d chetutte le passioniumane,sia "buone"
nE l'animo che d) vitlore a ogni cosaDdice Seneca. sia "cattive",DscriveErich Fromnt in Anatonia clella
E Ora z i o di chi ara: " Li bero d sol o i l saggi o, perch€ distruttivitti unnna (possono essereintese soltanto
s o l o i l s a g g i o d padrone di s6o. come il tentertivodi un individuo di dare un sensoalla

198 t99
propria vita, di trascenderele pure e sempliciesigenze tare questi piccoli o grandi orti della nostra anima cu-
di sussistenza. Un canrbiamentodi personalitird pos- rancloli e inr-rerlfiandolicon dosi di cclnsatrlcvolezzlr.
sibilesoltantoseeglid in gradodi "convertirsi": di tro- N cssuno , olt r c a noi, i in gr ar clodi im pcdir ci que'st a
vare cioi un modo nuovo di darc un sensoall'esisten- operazi o r . r c, chc ci m ant ier r eapcf li e sensibili.
za mobilitando le passioni-che-incoraggietno-la-vita, uLa dif-lerenz.:d tra il sernplice esistere e il vivere la
sperimentando cosiun sensodi vitaliti e integrazione vi ta, al ler nr a Ra. jr - r cesh od t ant o gr ande quant o la
superiorea quello che avevaprima., di fl i ' r' cn zu t r a m or ilc c vivcr e. ,

136. La completezza 137. Il non fare

amlrL'ttcle chc, pcr vivcre felici nel mondo, dob-


Bis<.rgnar Il sarggion<lrrsi slblza di agirc, c.ppurenon c'i niente che
bianro com;lletanrcnte parerlizzat'calcuni lati della nostr.l egli non faccia.
aninr a. Cr r ueNc- Tzu
Nrcor.nspe CHnuront
N on si trat t a di un invit o a non f ar nicnt e, a st ar senein
Sc cid avvicnc, saremo forse "felici nel moudo", ma oz.i o.uE inr - r t ilcagir e in colt t r - ast ocon le pr upr ic incli-
n o n c l e n tro d i n o i . nC ol ui cl re tu dcfi ni sci meno I' el i - nazi oni nat ulali" dice Seneca, enunciando la pr im a
ce, dicc Scneca unon d al'fattcl l'clice: quc'sta parola rcgol a. Ma non bisogna neppur c slbr - zar sidi agir e nei
n o n a mn rc ttc 'd i rn inuzi ol r i . u morrrcr- t tin<ti ppor t uni:quest ad la scconda r egola.
E v e ro c h e n c l n possi amo cari ci l rci dcl l e pene e D obbiam o cel'cur edi agir e in accor do con la nat u-
d e l l e s o ffe re n z c d i tutti gl i uomi ni , d vero chc dob- l ' a c con il cor so dclle cose, dolr bianr o ir npar ar e a
b i a mo ri v c s ti rc i di una " scorzardura" e mantcnere " nrccl i tar e"le n<t st r einizi: . r t ive.
u n c e rto d i s ta c c o dal l e cose, ma non dobbi amo per " Medit ar e" lc pr upr ic iniziat ive signil'ica t at st ar eil
q u e s to i n -i g i d i re l a nostra ani ma. pol so dc lla sit uazior r e,signil'ica divent ar e piir sensi-
Se " p a ra l i z -z .e remo"al cuni l ati del nostro essere, bi l i : capir e c1r - r ando d il nr om cnt o di m uovcr . sie quan-
a v re n ro u n i o ri d otto a comparti menti stagni . S i l r) do d i l mont cnt o di ar t t cnder e.
come possedeie unarFcrrari di cui potremo usare so- E i nutilc illLr clcr siche ci siano cr . it er i f issi.
"Chi
lo un paio di nrarce. E ccisi fztllilcnro il nostro compi- tendc a ripclsare tropp() dcve esscr-epii operoso, di-
to : q u e l l o d i d i s p i egare tutte Ie nostre possi bi l i td, cc ancora Senecit. oChi lavoret tr()ppo deve trovare il
q u e l l o d i v i v e re c o n compl etezza. tcrl po pel r iposar e. Tu cor np<lr lat i sccondo nat ur a
Sc.le esigenzedclla vita sociarleci portano a queste che, conte bcn sai, ha I 'at t osi: l il gior - nosia la not t e. >
c o n rp a rti m e n ta z .i oni ,dobbi amo l are i n modo che non D unqu c bisogna esscr e I 'lessibili e at t ent i: esist e
s i a n o d e fi n i ti v e : d obbi amo ci o| conti nuare a mante- un ri rppor t o t r a lar e e non f ar e, t r a m ovim ent o e im -
nerc vivc dentro di noi quelle z.once quclle facolt) che mobi l i ti , t r il i. t t t ivit e\e passivit i\ ; un r appor t o che d
sianro stati costretLi a parali't.t.are'. Possiamo alimen- ,t vari al ti l c e c] r e va cont inuam ent c osscr vat oe seguit o.

200 il 201
Il problernanon €solo quello del ritmo tra azionee rebbe che il mondo rispondessea certe ristrettc rc-
non azione,bensi anche quello della tempestivitie gole morali. La realtd d inveceal di fuori clellcn<_rstr.c
clell'el'l'icacia
di cio cl-reandiamo I'arcendo. Il s:rggio contrapposizioni di benee di male,di giustoe cii irr_
non e colui chestringei denti e s'impegnafino a scop- giusto, di buono e di cattivo,e quindi noi continui;r-
piare;d invececolui che conrpiecid che devefareserz- mo a operarecon semplici convenzioni.
zaslbrzrs,con naturale7.za:eccoil vero obiettivo. Le nostrecategorieetichehanno lo stesso.valore e
nIl Tarod sempre privo di sfclrzo, dice Lao-tzu, la stessafunzione dc.gliarticoli del codice stradale:
esprimendoproprio qLlestoconcetto(e-ppur"e com- sono utili, ma relative;servonoa regolanrentare la
pie ogni cosa.) circolazionenel forrnicaio umano, nu., possono
Qucstoc\I'esempioda imilare:I'abileazioneche va pretenderedi avereun valoreassoluto. -u
diritta alla meta senza dover violare o costringere: Questaconstatazionemette in crisi, in particolare,
un'azioneagilee paziente,cui in realti nientepud op- coloro che credono che Ie nostreleggi mor.aliabbia_
porsi.Scoprireun simile r-nododj f'aree di non fare si- no un'originedivina. In effetti d la no.stramenteclua_
gnif'icatl'ovarel'intirna ragionedelle cosc,il loro rit- listicache proiettanel mondo i propri limiti e i pro_
mo interno,e muoversiall'unisono. pri conflitti. Perch6se d vero che i nostri principi ci
Cio d possibilese si prende periodicamentela di- permettono di dare un ordine alla societi umana, €
stanzada tutto quel che si muove e agisce,se si cal- anchevero che sono all'originedella lotta senzafine
mano le proprie attiviti esternee interne e se ci si che la contraddistingue.
mctte semplicementea osservare,a ct-rntemplare. Proprio I'anrore,che d il fondamento della vita, si
Trovando il proprio ccntro,ci si pone in armonia con rivela una forza refrattaria alle nostre convenzioni:
gli eventi.E claquestacalma scaturiscela giusta ispira- pud costruire Ie famiglie ordinate,rna pud anchecli_
zionead agire,a intraprendcrcqtrelleiniz.iative che sa- stmugerle.E un sentimentoistintivo, ,.'barbaro,,, na_
rannoa lcir<.rvolta in accordocon i movimenti circostanti. turale, che non rispetta nessuncoclice.Con-redice
uPraticail non agire, slbrzati di non sfbrzarti, di- Menandro, unon d f'acilebadarealle conve,nienze so_
ce ancora paradossalmente Lao-tzu. *Chi forza di- ciali quandosi d innamor-ati>.
strugge,chi aflerra perde., Certo,spettaa noi la sceltamorale,ma spessoque-
sta sceltad tanto piir eticaquanto meno d moralistica.
Domandiamoci:d piir morale mantenerein piecli
138. Al di lh del bene e del male un nratrimoniosenzaamoreo manclareall,ariatutto e
vivere la propria vita autenticamente?E piir morale
Cidchesi l'aper anroresi porresemprcal di In del benee un rappono formalmenteapprovatodalla.societi,nra
delmale. privo di vera gioia, o un rappono che, pur essen<Jo al
Fargoptcs Nterzscue di luori delleconvenzioni,fa la feliciti ie ll,individuo?
Non si puir risponderecon sicurezza,non si pud
E un dato di fatto, non un giudizicletico. Ma, pro- stabilireun criterio ri_eido: bisognavalutarei pro e i
prio per questo,di enormementefastidio a chi vor- conlro dc.llavarie situazioni.Ma qucstoci dice che
202 )n 2
amore ed etica possono non avere niente in comune, I simulacri, Ie mascher-e,non possono essere lcli-
possono essL-r'c' divcrgcnti; ovvcr'()chc I'amcllc ha uner ci , pcr ch6 non hanno nessuna int er ior - it i. Le lor . o
sua trasccndcnz.a,che ha poco a chc l'at'econ lc no- gi oie, com e i lor o ckr loli, salanno volubili e passeg-
s tre i d c e d i benc e di marl c. geli. Fi,u-ilnnobaldoria quernclole cose arrdranno lclr.o
Bisogna rillettere su questi problemi se non voglia- bcne, e cadr anno nella depr essione appena andr an-
mo fi n i re a l di l uori di un' eti ca i tutenti ci tc t' i nrl rncrcpri - no nr ale. Non avendo Lln ce- nl. t 'tstr abilc, sar r annclin
g i o n i c ri d i un " nroral i snro i rrrrnoral e" .l l rni to bi bl i co balia di un'alt cr nanza vcr t igir - r <t sa di er - noz. ioni.
della "caduta" dal paradiso ten'cstre ci dicc cs.rttamen- Al cont r ar io, I 'uom o chc ha sviluppit t o e consoli-
l e l a s tc s s acosa: l arpri ma coppi a i nl range l a l cggecl i vi - da t o un: . rpr r lpr ia int er ior it i\ , r iuscendo ad agir e in
n a u n i tu ri a neI nromento i rr cui mangi a i l l i l tto cl cl l " ' al - arnr onia con le pr r . r pr ic'disp<t siz. ir .nat r niur ali e cou le
b e ro d e l l a c on()sccnz.a (dual i sti ca)dcl l renee dcl nral c" . propr ie scclt e, clislr or li cii una scr er r it irche ncssuncr
An a l o g o c()ncetto d cs1' rrcssodar Lao-tzu quandcr po t r a t oglicr - uli.
s c ri v e : n Qu ando tutti ri conoscono i l bel l o conre bcl -
"Cclnsidct 'at ileliccu scr ivc Scneca usolt ant o qLliln-
l o , q u e s to d brutto. Qu:rndo tutti ri conoscono i l bcnc cl o ogni gioia nasccr a clal t uo ir r t ir lo. o
come bcne',qucsto d n-rale.Quanckr la Granclc Via cle'-
c a d e , n a s c ono i l ' al ori dcl l a bonta c dcl l a gi usti zi a" .
140. Il rinnovamento

39. Iiautenticitir ll gi<lvancdc'"'clirrc lc sue provc, il vecclri<> gocler.nei r.isul-


tati, dicono i saggi.E il piir sr nncledile. t t ochc nol. anonclla
Il p i a c c rc p u i r basarsisul l ' i l l usi onc'nra, l a l cl i ci ti r ri posu nostra nillLlritr\ chc i nostli dcsitlcr.ir.ingiovanisct)lt()scnza
s u l l a v c l i ti \. S ol o l a vcri ta prti rcl arcici i r cl i ctri l a nal uri r prs.. N.i r-icrr.irrci'm()scnrpl.c, ,,rni,,l.;,,,'-
unlana i' c:.r1'li.rce . Dr.:MoN'^r(;NL,
N t( ot-irsDt,Ctl.tut,ttttl
La dil'ler enza [ ir nclam cnt at let r . a saggczza ant ica e
Questcl succccle pe-rch6Ia f'clicitl nascc solo dall'au- saggezzelntodcr-nastarproprio in questa diversa valu-
te n ti c i ti r, o ssi a da uni r corri sp< l ncl cnzar{' r' aci i r chc taz ione dei desiclcr i. M cnt r . e r r ell'ant ichit i si vecleva
s i a m o e l c nostl e azi oni . S e non si anto i i t-ttctrti ci se , ncl desider io la lonle di ogni schiavit ir , oggi si r - ivalu-
n o n s i a n tcl noi stessi , anchc l c' gi oi c ri qual cl cu.rnno ta la sua lunziclne,. s( ) llr alt Lllt (nella
) t er - zaet it ; e sem -
non il nostr'o csscre, ma un:-rs1-rccicdi sinrr.rlitcrclche ma i si dist ingt r c t r a clcsider i nat r . r r : . r e
li aut ent ici, e
ci portiamcl ardclosscl. dcsider i l- ilLi7. i,
cr cat i dalle esigenze com nt cr - ciali e
ll piacere puir essere owiitnrcnte prcscnte in clgni dal cclnsunr isnr o.
s ta to , a n c h e ncl pi i r l al so; pcri .rnon i i n gracl o i n qttc- In rcalta, Lln rlon-l()senza clesic'ler.i non cliventa r'pso
s to c a s o d i superi l rc l a supcr' l ' i ci ce cl i pcnetl i tl c ncl lacto vn saggio; rrrolto pii spessodiventarun depresso.
fo n d o d e l l ' ani nro, l i dovc si i rracl i a corrc una l trcc l l "r ingiovanim ent o dei clesidcr . i"non erclt r nquequal-
c a l c l ae c o n l ortcvol c. cosa di ncgirtivo, nta i al contr:.tr.ioil segnr.lche - come

204

t
scrive Montaigne - (noi ricominciamo sempre a vive- Oltretutto, nessuno pub veramente tornare indie-
ren. Letir dovrebbesemntai potlare all'operazionede- tro: tutto cid che abbiamo vissuto, le conoscenz.eac-
scrittada Plutarco:nComenci buoi e nei cavallisi cer- cumulate, non pud essel'ecancellato se non annic-n-
ca di eliminare gli scarti e i morsi, ma non i tando il nostro stesso essere.
movimenti e le energie,cosi la ragione utilizza le pas- ll problema non d qucllo di spogliarci, di dcpaupe-
sioni don-ratee resemansueteD. rarci: le esperic.nze,anche quelle negative, sono sem-
Il problema nasceperch6,quando si parla di desi- pre una ricchez.za.Il problema d quello di approfon-
deri, si pensa subito al sesso,al denaro e al potere. dire, di assimili,rree di proseguire oltre.
Ma esisleancheil desideriodi apprendcree cli cono- C i d che p iu r it ar da la nost r a evoluz. ioned la r ipet i-
scere,qr-rellodi esprimersie di comunicare,quello di ti vi ti i : i i nz- ichi andar e avant i, gir iam o in t ondo, sen-
essereutili a qualcuno o, ancora piir semplicemente, za mai lare ur-rp:lsso llvanti. E penoso vedere perso-
quello di assisterealla crescitadi altri individui o di ne di una ccr t it et i chc cont inuano a com pier e gli
altre forme di vita. stcssi en'or-i (per cscnrltio sposare piil volte Io stesso
Non b vcro che, ritrunciandoalle passioni,si possa tipo di d<lnna o di nouro, c poi dir'ot'z.i;rr-e): c:lardir-no-
strazi one clr e ncln conoscono se st cssi, che non han-
viveredi pin; d piuttostovero il contrario,dato che
no capito che cosa e chi I'acciapcr krro.
vivcre d anch'essouna grandepassione.
uEcctlla mia sto- La di l ' fi colt i a nr at ur ar ", o in''p"''ar e, dcr iva dal-
Dice Rousseaune lz conlbssirtrti'.
hanno fattclviverc,c le rnie l ' i ncapaci ti di r illet t er e; : . r llor asi com piono espcr icn-
ria: le nrie passioni nri
zc che non vengono assim ilat e, she non giungono a
passionirni hitnnoucciso,.
costi tui re u na visione saggia dell'esist enza.
E qui ndi r r ecessar ioler m ar si ogni t ant o a r iesam i-
nare cid che si sta facendo, a ossen/are se non si ri-
l4l.I-innocenza
pctono compulsivam ent e sem pt 'e le st esseazioni. I n
questi casi c'i bisogno di un salt o di qualit ir .
La rria vet'so l'it-ttrocenza, vc'rs<ll'increato, vers() Dio tron d
un ritorncl, ma un proscguire, non porta verscl il lupo r-l La nostra vit a c\cont r addist int a pr opr io dalla r ipe-
verscl il f'anciullo, nra sicntpre avanti nclla colpa, scmpre ti ti vi ti ci cl ica di cer lc espcr ienzebasilar i, che r im an-
piir addcntro ncl diverrirc dcll'uonro. gono pcr lungo ternpo sernpre le stesse.Ma, a un cer-
HexneNN Hrsse to pLl nto, incom inciar - no a desider ar e qualcosa di
diverso, qualcosa di pii: siamo con-reI'arfalle in pro-
Quando Gesirdice che per entrare nel regno dei cieli ci nto di sub it 'e Lr nam et ant or losi.
dr>bbiamodiventarecome bambini, quando il Taoi- P cr un po'cr edizr m o di dover t or nar e indiet r o, di
smo ci raccomandadi tornare allo stato di "legno dover recu per ar e un'esper ienza per dut a. I n r calt d
gre7.zo"o quando lo Zen ci invita a riscoprire il no- sti anro sol o assint ilando il passat o.
strcl"volto ot'iginario",non intendclnolarci regledire Se non vogliamo regredire a stadi vegetativi, non
a una condiz-ione infantile,non ci impongonodi ri- ci resta che andare ancora piir arranti, lasciandoci al-
nunciare alla nostraesperienz-a di adulti. l e spal l e sen za t ant i r im piant i cid clr e siam o st at i. I n-

206
traprendiamo allora una nuova fase della vita, che d la noia, le inutili preoccupazioni,le strettoie della vi-
appunto un ninoltrarsi sempre piir addentro nel di- ta materiale.nTu sei Dio, ma non lo saindichiara Ni-
veniredcll'uonton. sargadatta,un maestro moderno del Vedanta. E il
Scrive Kierkegaard: nLinnocenza non d una perl'e- Buddhismo,di fronte alla domanda: nChedifferenza
zione di cui si debbadesiderareil ritorno; inlatti de- c'd tra un illuminato e un uomo comune?, risponde:
oNessuna,ma l'illuminato sa di esserloo.
siderarlasignif'icache la si d giir perduta, ed d un
nLlovopeccatoperder tempo a desiderarlan. Non si tratta di megalomania:l'uomo non si sente
divino quando compie cosestraordinarieo miracoli,
ma quando si coglie nella propria essenzialitd,nella
142. Lessere propria nuditd.
Rendersi conto di questo puro esseresignifica
Renditi conto d'averdentr'odi te qualcosadi piir f<lrtcc di- prender coscienzaanche della propria trascendenza,
vino di ciir che generale passi<-rr-ri
e'ti muovc conre un bu- ossia di una condizione che d al di ld delle opinioni
ra tti n o . della mente, delle oscillazioni del desiderio,della
Manco Aunelro paura e delle contingenzetemporali. nNon il nostro
esserein s6,oscriveSchopenhauerubensisolo la sua
Il percorso verso la "realizzazione di s6" deve passa- par\enza fenomenicad situatanel tempo.o
re necessariamente per questo punto che si trova al Da una certa etir in poi, d bene prender coscienza
c e n tro d e l l ' e s s e re .E n e l l a cal ma e nel si l enzi o che di questo nostro centro spirituale,che d in grado di
possiamo trcrvarlo. dare all'esistenzauna nuova dimensione..Piir il pos-
nl-a sl'era dell'anima resta fedele alla sua forrra, sessodclla vita si fa breve,, dice Montaigne npii mi
scrive Marcc.rAurelio (quando non si protende vers<r occorrerenderloprofondo e pieno.n
un oggetto esterno n6 si muove verso un oggetto in-
te rn o , q u a n d o n o n s i di sperde n6 si dc' pri me, ma
brilla della luce grazie a cui vede la veritir di tutte le l43.La storia
c o s e e q u e l l a c h e ra c c h i ude i n s6."
Quando nella meditazione si riesce a identificare e
E leggedi naturzrchetutto muti,si trasformie perisca,cosi
chealtrecosepossano a lorovoltagenerarsidalleantiche.
a sperimentare questa condizione, si scopre che ncln
siamo soltanto un coacervo di forze e di impulsi con- MnncoAunEr_ro
trastanti, specie di burattini manovrati da I'ili ester-
n i , n a c h e a b b i a m o u n a di gni ti r, una nobi l td, qual - Nella nostra esperienza,tutto si trasforma continua-
c o s a c h e d e l i n i a mo s p i ri tual c-o di vi no. E per questo mente da uno stato all'altro,tutto d in divenire.<Os-
che san Giovanni della Croce arriva ad allerrnare: "Il servail ritorno delle cose"scriveper esempioSeneca
(e guarda come nulla si estingua,ma come ogni cosa
c e n tro d e l l ' a n i m a i D i o ,.
Ma non d vero che siano le passioni a oscurarlo. ora declini e ora risorga.,
Cid che lo opprime e la quotidianitir, il disinteresse, Questiritmi ciclici sono presentiin tutti i fenome-

208 209
ni, da quelli esterni (il giorno e la notte, il caldo e il Si pud pensareall'esistenzacome a una fortuna, a
freddo, la pioggia e la siccitd,ecc.) a quelli interiori un dovere, a un caso, a un intermezzo, a una puni-
(la calma e I'agitaz.ione, I'attivitd e il riposo, l'attra- zione,a un gioco,oppure all'una e alle altre cose in-
zione e la repulsione,ecc.).Ogni cosa,ogni stato d'a- sieme. Ma forse la maniera pii serenaper concepirla
nimo d un processoche si evolve: compare e scom- e per affrontarla d quella dell'awentura: un'awentu-
pare, sorge e tramonta. ra il cui scopo d la conoscenza.
Datoche tutto d in continuo divenire,anchela nostra Questa idea ci aiuta non solo i gioire dei piaceri,
morte non pud essereun ingressonel nulla, ma il pas- ma anche a far tesoro delle solferenze. Se il nostro
saggioa un altro stadio.nNullasi creae nullasi distrug- animo b rivolto a fare esperienzee a trarre conoscen-
ge: tutto si trasfbrrna, dice una leggebasilaredella fisi- ze, nessunavicenda potrd essereconsideratavera-
ca.BisognadunqLleessereapeni al divenire:dobbiamo mente negativa:tutto sari utile, tutto ci fornird inse-
accettarecon animo trepidante ma serenoogni nuova gnamenti e lezioni.
awentura, compresaquellaultima del morire. Tenenclocif'ermi nel nostro centro di osservazione,
E la miglior preparazioneconsistenel prendersi nella nostra consapevolezza, ogni awenimento ci ap-
cura dell'unicacosache ci rimarrd e che ci servird:la pariri come un interessantespettacolo,di cui pos-
nostra anima, il centro del nostro essere.Tutto cid siamo esserenello stessotempo testimoni, attori e
che abbiamo accumulato in vita - le esperienze,le coautori. E questa piir ampia coscienzaci permet-
conoscenze ,la saggezza- costituiscecid che siamo, terd di cresceree di procedere lungo la strada di un
e non pud che rappresentarela base di partenzadi infinito autoperfezionamentoverso mete che sono
cid che saremo, per ora inimmaginabili.
nsoltanto la qualitir della coscienzaDscrive Scho- oLa natura umana))scrive Epitteto osi realizza
penhauernd cid che dura e peruiste.) nella contemplazione,nella comprensionee in una
condottadi vita in armonia con la natura.>
E aggiunge:nSevuoi, sei libero,.
| 4 4. t autoperfezionamento

La vita come mez-zo di conoscenza: con questo principio


nel cuore si pud non solo vivere varlorosamente, ma anche
vivere gioiosamente e gioiosamente ridcle.
Fnn:onrcn NtnrzscHE

Ci sono molti modi di intenderela vita, e non d indif-


ferente quale modo si scelga,perch6 - come afferma
Schopenhauer- (a renderci felici o infelici non d cid
che le coseobiettivamentee realmentesono, ma cid
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che sono per noi, nella nostra intetpretazione". 1!

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