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La vera storia delle Crociate

di Thomas F. Madden, tratto da: Crisis Magazine, vol. 20 n. 4 - aprile 2002

Le crociate sono ormai un prototipo di orrore della storia


Gli equivoci sulle Crociate sono fin troppo comuni. Vengono ritratte come una serie
di guerre sante contro l'Islam, generalmente lanciate da papi assetati di potere e
condotte da fanatici religiosi. Si pensa che siano state il culmine dell'ipocrisia
e dell'intolleranza, una macchia nera sulla storia della Chiesa cattolica in
particolare e della civilt� occidentale in generale. Razza di proto-imperialisti, i
crociati aggredirono un Medio Oriente pacato e deformarono una cultura musulmana
illuminata, lasciando solo rovine. Per trovare variazioni su questo tema non c'�
bisogno di guardare troppo lontano. Si veda, per esempio, il famoso poema epico in
tre volumi di Steven Runciman, Storia delle Crociate, o il documentario Bbc/A&E, Le
Crociate, commentato da Terry Jones. Sono prototipi di storia terribile, e
intrattengono tuttora a meraviglia.

Furono guerre difensive


Insomma qual � la verit� sulle Crociate? Gli studiosi ci stanno ancora lavorando
su. Ma molto pu� gi� esser detto con certezza. Intanto, le Crociate contro
l'Oriente furono in ogni caso guerre difensive. Rappresentavano una risposta
diretta alle aggressioni musulmane, un tentativo di arginare e controbattere la
conquista musulmana di terre cristiane.

I cristiani dell'undicesimo secolo non erano fanatici paranoici. Dai musulmani


bisognava realmente difendersi. Sebbene gli arabi sappiano essere pacifici, l'Islam
nacque in guerra e crebbe nello stesso modo. Dal tempo di Maometto, la politica di
espansione musulmana consistette sempre nella spada. Il pensiero musulmano divide
il mondo in due sfere, la Dimora dell'Islam e la Dimora della Guerra. La
Cristianit� - e, se � per questo, ogni religione non musulmana - non ha dimora
alcuna. Cristiani ed ebrei possono essere tollerati all'interno di un stato
musulmano, sotto la legge musulmana. Ma, nell'Islam tradizionale, cristiani ed
ebrei devono essere distrutti, e le loro terre conquistate. Quando Maometto stava
per intraprendere la guerra contro La Mecca, nel settimo secolo, il Cristianesimo
era la religione dominante. In quanto fede dell'Impero romano, attraversava il
Mediterraneo intero, incluso il Medio Oriente dove nacque. Il mondo cristiano,
perci�, era il primo obiettivo dei primi califfi, e tale sarebbe rimasto per i
condottieri musulmani dei successivi mille anni.

L�espansione militare dell�Islam e la richiesta di aiuto da Costantinopoli


Con formidabile energia, i guerrieri dell'Islam si avventarono contro i cristiani
subito dopo la morte di Maometto. Ebbero successo. Palestina, Siria ed Egitto � un
tempo le aree pi� fervidamente cristiane del mondo � soccombettero rapidamente.
Nell'ottavo secolo, gli eserciti musulmani avevano conquistato tutto il nord
cristiano dell'Africa e la Spagna. Nell'undicesimo secolo, i turchi selgiucidi
conquistarono l'Asia Minore (la Turchia moderna), cristiana fin dal tempo di san
Paolo. Il vecchio Impero romano, noto ai moderni come Impero bizantino, fu ridotto
ad uno spazio geografico inferiore a quello dell'attuale Grecia. Disperato,
l'imperatore di Costantinopoli sped� missive ai cristiani dell'Europa occidentale,
chiedendo aiuto per i loro fratelli e le loro sorelle dell'Est.

Questo � quanto fece nascere le Crociate. Non il progetto di un papa ambizioso o i


sogni di cavalieri rapaci, ma una risposta a pi� di quattro secoli di conquiste,
con le quali i musulmani avevano gi� fatti propri i due terzi del vecchio mondo
cristiano. A quel punto, il Cristianesimo come fede e cultura doveva o difendersi o
lasciarsi soggiogare dall'Islam. Le Crociate non furono altro che questa difesa.

Mobilitazione cristiana
Papa Urbano II fece appello ai cavalieri della Cristianit�, per respingere gli
attacchi dell'Islam, al Concilio di Clermont del 1095. La risposta fu sbalorditiva.
Molta migliaia di guerrieri fecero il voto della croce e si prepararono alla
guerra. Perch� lo fecero ? La risposta a questa domanda � stata malamente
fraintesa. Sulla scia dell'Illuminismo, era d'uso asserire che i crociati non
fossero altro che fannulloni e ladri di galline, pronti a trarre profitto
dall'opportunit� di razziare e saccheggiare terre lontane. I sentimenti,
testimoniati dai crociati stessi, di piet�, di abnegazione e d'amore per Dio, non
erano evidentemente da tenere in considerazione. Furono reputati mera facciata, a
nascondere oscuri disegni.

Le motivazioni dei crociati


Durante le due decadi passate accurati studi, condotti anche con l'ausilio del
computer, hanno demolito questa invenzione. Gli studiosi hanno scoperto che i
cavalieri crociati era nobiluomini, per lo pi� ricchi, e provvisti di larghe
propriet� terriere in Europa. Ciononostante, abbandonarono tutto per intraprendere
una missione santa. Fare una crociata non era cosa da quattro soldi. Anche i ricchi
avrebbero potuto facilmente impoverire, rovinando loro stessi e le loro famiglie,
nell'unirsi ad una Crociata. Non facevano cos� perch� si aspettassero ricchezze
materiali (che molti di loro gi� avevano), ma perch� contavano su tesori che il
tarlo non sbriciola e che la tignola non corrode. Erano acutamente consapevoli dei
loro peccati ed ansiosi di intraprendere le fatiche della Crociata come un atto
penitenziale di carit� e d'amore. L'Europa � letteralmente stipata di carteggi
medievali che attestano questi sentimenti, carteggi nei quali questi uomini ancor
oggi ci parlerebbero, se noi ascoltassimo. Chiaramente, non si sarebbero rifiutati
di accettare un bottino, potendolo avere. Ma la verit� � che le Crociate si
rivelarono scarse, quanto all'entit� dei saccheggi. Alcuni si arricchirono, � vero,
ma la stragrande maggioranza dei crociati torn� a casa con nulla in tasca.

I due obiettivi della Prima Crociata, concepita come �pellegrinaggio�


Urbano II diede ai crociati due mete che sarebbero rimaste prioritarie per secoli,
nelle Crociate orientali. La prima era liberare i cristiani dell'Est. Cos� ebbe a
scrivere il suo successore, Papa Innocenzo III:
�Come pu� l'uomo che ama, secondo il precetto divino, il suo prossimo come se
stesso, sapendo che i suoi fratelli di fede e di nome sono tenuti al confino pi�
stretto dai perfidi musulmani e gravati della servit� pi� pesante, non dedicarsi al
compito di liberarli? [...] Forse non sapete che molte migliaia di cristiani sono
avvinte in ceppi ed imprigionate dai musulmani, torturate con tormenti
innumerabili?�

"Fare una crociata � il professor Jonathan Riley-Smith ha detto magistralmente �


era vissuto come un atto di amore". In questo caso, l'amore del proprio prossimo.
La Crociata fu considerata uno strumento della misericordia per raddrizzare un male
terribile. Come Papa Innocenzo III scrisse ai Templari, "Voi traducete in atti le
parole del Vangelo, secondo cui non c'� amore pi� grande di quello dell'uomo che
offre la sua vita in cambio di quella dei suoi cari".

La seconda meta fu la liberazione di Gerusalemme e degli altri luoghi resi santi


dalla vita di Cristo. Il termine "crociata" � moderno. I crociati medievali si
consideravano pellegrini, nel loro eseguire atti di rettitudine lungo la via che
mena al Santo Sepolcro. L'indulgenza ricevuta per la partecipazione alle Crociate
fu equiparata canonicamente all'indulgenza per il pellegrinaggio. Tale meta era
spesso descritta in termini feudali. Nell'indire la quinta Crociata, nel 1215,
Innocenzo III scrisse:
�Considerate, carissimi figli, considerate attentamente come, se qualche re
temporale venisse deposto e magari catturato, qualora venga restituito alla sua
libert� originaria e giunga il tempo di far calare l'occhio della giustizia sui
suoi vassalli, non li guarder� come infedeli e traditori [...] a meno che non si
tratti di coloro che hanno rischiato non solo le loro propriet�, ma le loro stesse
persone, nel votarsi al compito di liberarlo? [...] E similmente Ges� Cristo, il re
dei re e il signore dei signori, il cui servitore nessuno di voi pu� negare di
essere, colui che congiunse la vostra anima al vostro corpo, colui che vi riscatt�
col Prezioso Sangue [...] non vi condanner� per il vizio dell'ingratitudine ed il
crimine dell'infedelt�, se voi rifiutate di aiutarLo?�

Nessuna mira colonialista�


La riconquista di Gerusalemme, perci�, non fu colonialismo ma un atto di
restaurazione ed un'aperta dichiarazione d'amor di Dio. Gli uomini del Medio Evo
sapevano, evidentemente, che Dio aveva il potere di ricondurre Gerusalemme alla
situazione precedente, che aveva il potere di far tornare il mondo intero alla Sua
Legge. Eppure, come san Bernardo di Chiaravalle era solito predicare, il Suo
rifiuto di far cos� non era che una benedizione alla Sua gente:
�Di nuovo, io dico, pensate alla bont� dell'Altissimo e ponete attenzione ai Suoi
misericordiosi progetti. Egli si pone in obbligo nei vostri confronti, o piuttosto
finge di fare cos�, per aiutarvi a soddisfare i vostri obblighi verso di Lui [...].
Io chiamo benedetta la generazione che pu� cogliere un'occasione di indulgenza cos�
ricca come questa�.

� e neanche di conversione forzata di musulmani


Spesso si ritiene che l'obiettivo centrale delle Crociate fosse la conversione
forzata del mondo musulmano. Nulla potrebbe essere pi� lontano dalla verit�. Nella
prospettiva cristiana medievale, i musulmani erano i nemici e di Cristo e della Sua
Chiesa. Compito dei crociati era sconfiggerli e difendere la Chiesa contro di loro.
Questo era tutto. Ai musulmani dimoranti nei territori conquistati dai crociati
generalmente fu concesso di conservare le loro propriet�, il loro sostentamento, e
perfino la loro religione. In tutta la storia del Regno crociato di Gerusalemme, il
numero degli abitanti musulmani super� abbondantemente quello dei cattolici. Fu
solo nel 13� secolo che i francescani intrapresero qualche tentativo di conversione
dei musulmani. Tentativi senza successo, infine abbandonati. In ogni caso, si
tratt� di persuasione pacifica, non di minacce o addirittura di violenza.

La guerra e i suoi tristi �effetti collaterali�


Tuttavia le Crociate erano guerre, sicch� sarebbe un errore pensarle solo piet� e
buone intenzioni. Come in ogni guerra, la violenza era brutale (anche se non
brutale come nelle guerre moderne). Ci furono sventure, errori gravi e crimini.
Cose ben ricordate oggi, di solito. All'inizio della prima Crociata, nel 1095, un
gruppo di crociati, condotti dal conte Emicho di Leiningen, si apr� la strada lungo
il Reno derubando e assassinando tutti gli ebrei incontrati. Senza successo, i
vescovi locali tentarono di fermare questa strage. Agli occhi di questi guerrieri,
gli ebrei, come i musulmani, erano i nemici di Cristo. Depredarli ed ucciderli,
pertanto, non era peccato. Effettivamente, credevano trattarsi di un atto retto,
potendo i soldi degli ebrei essere usati per finanziare la Crociata verso
Gerusalemme. Ma avevano torto, e la Chiesa condann� fermamente le ostilit� contro
gli ebrei.

San Bernardo a difesa degli ebrei


Cinquant'anni dopo, quando la Seconda Crociata stava gi� per muoversi, san Bernardo
proclamava che gli ebrei non sarebbero stati perseguitati:
�Chiedete a chiunque conosca le Sacre Scritture cosa si auspica, per gli ebrei, nel
Salmo. "Non per la loro distruzione io prego" sta scritto. Gli ebrei sono per noi
le parole viventi della Scrittura, ci ricordano ci� di cui sempre soffr� il nostro
Dio [...]. Sotto i pr�ncipi cristiani sopportano una prigionia dura, ma "aspettano
solamente il tempo della loro liberazione.�.

Ciononostante un certo Radulf, un monaco cistercense, aizz� parecchia gente contro


gli ebrei di Rhineland, nonostante le numerose lettere inviategli da Bernardo, per
fermarlo. Infine Bernardo fu costretto a recarsi personalmente in Germania, dove
prese Radulf, lo sped� di nuovo nel suo convento, e fece finire i massacri.

Nessun intento persecutorio contro gli ebrei


Spesso si dice che le radici dell'Olocausto possono essere rintracciate in questi
pogrom medievali. Pu� essere. Tuttavia queste radici affondano molto pi� indietro
nel tempo, sono pi� profonde e pi� estese dei tempi delle Crociate. Ebrei perirono,
durante le Crociate, ma lo scopo delle Crociate non era quello di uccidere ebrei.
E' vero esattamente il contrario: papi, vescovi e predicatori assicurarono che gli
ebrei d'Europa non sarebbero stati molestati. Nella guerra moderna chiamiamo le
tragiche morti come queste "danno collaterale". Gli Stati Uniti hanno ucciso, con
le tecnologie intelligenti, molti pi� innocenti di quanti i crociati avrebbero mai
potuto uccidere. Ma nessuno oserebbe dire seriamente che lo scopo delle guerre
americane � uccidere donne e bambini.

Prima Crociata: una disorganizzazione di successo


Da qualsiasi punto di vista la si osservi, la prima Crociata fu un gran colpo. Non
c'era nessun leader, nessuna catena di comando, nessuna linea di
approvvigionamento, nessuna strategia particolareggiata. Fu semplicemente
l'avanzata di migliaia di guerrieri in territorio nemico, impegnati in una causa
comune. Molti di loro morirono, o in battaglia o per malattia o di fame. Fu una
campagna improvvisata, sempre sull'orlo del disastro. Eppure ebbe successo. Nel
1098 i crociati avevano ripristinato in Nicea ed Antiochia la legge cristiana. Nel
luglio 1099 conquistarono Gerusalemme e gettarono le fondamenta di uno stato
cristiano in Palestina. La gioia in Europa non conobbe freni. Sembr� che la marea
della storia, che aveva alzato i musulmani a tali altezze, ora stesse girando.

Rapida ripresa dell�Islam


Ma cos� non fu. Quando pensiamo al Medio Evo ci � facile vedere l'Europa alla luce
di quello che � divenuta, anzich� di quello che era. Il colosso del mondo medievale
era l'Islam, non la Cristianit�. Le Crociate sono particolarmente attraenti perch�
rappresentano un tentativo di contrastare quel colosso. Ma, in cinque secoli di
Crociate, solamente la prima arrest� significativamente l'avanzata islamica. Poi
torn� la bassa marea.

Disastrosa Seconda Crociata


Quando la Contea crociata di Edessa cadde in mano a turchi e curdi, nel 1144, si
manifest� un vasto consenso per una nuova Crociata, in Europa. Lo promossero due
re, Luigi VII di Francia e Corrado III di Germania, e lo sostenne nelle sue
predicazioni san Bernardo stesso. Fall� miseramente. La maggior parte dei crociati
fu uccisa lungo la strada. Quelli che arrivarono a Gerusalemme fecero la peggior
cosa possibile, attaccando la Damasco musulmana, gi� forte alleata dei cristiani.
In seguito a tale disastro i cristiani europei furono costretti ad accettare non
solo la rinnovata espansione del potere musulmano, ma la certezza che Dio stesse
castigando l'Occidente per i suoi peccati. Movimenti pietistici laici germogliarono
in tutta Europa, radicati nel desiderio di purificare la societ� cristiana, per
renderla degna della vittoria sull'Oriente.

Saladino riconquista Gerusalemme


Lanciare una crociata nel tardo dodicesimo secolo, perci�, signific� organizzare
una guerra senza quartiere. Ognuno, anche debole o povero, fu invitato a
prodigarsi. Ai guerrieri si chiese di sacrificare le loro ricchezze e, in caso, le
loro vite, per la difesa dei cristiani d'Oriente. Tutti i cristiani furono chiamati
a sostenere le Crociate tramite preghiere, digiuni ed elemosine. Nel frattempo i
musulmani si accrescevano. Il Saladino, il grande unificatore, aveva inglobato il
musulmano Medio Oriente in una sola entit�, incitando alla guerra santa contro i
cristiani. Nel 1187, nella Battaglia di Hattin, le sue forze annientarono gli
eserciti alleati del Regno cristiano di Gerusalemme e trafugarono la preziosa
reliquia della Vera Croce. Indifese, le citt� cristiane cominciarono a cedere una
alla volta, fino alla resa di Gerusalemme, il 2 ottobre. Si salv� solo, lungo il
litorale, qualche porto.

Terza Crociata tutta sulle spalle di Riccardo �Cuordileone�


La risposta fu la terza Crociata, condotta dall'imperatore Federico I "Barbarossa"
di Germania, re Filippo II Augusto di Francia e re Riccardo I "Cuordileone"
d'Inghilterra. In qualche misura era una grande cosa, pur non grande come i
cristiani avevano sperato. L'anziano Federico anneg� nell'attraversare un fiume a
cavallo, dimodoch� il suo esercito torn� a casa prima ancora d'aver raggiunto la
Terra Santa. Filippo e Riccardo arrivarono in nave, ma i loro incessanti alterchi
aggiunsero ulteriori contrasti alla gi� critica situazione della terra di
Palestina. Dopo avere riconquistato Acre (Akka), Filippo torn� a casa, dove si
dedic� alla confisca dei possedimenti inglesi in Francia. Cos� il peso della
Crociata grav� sulle sole spalle di re Riccardo. Guerriero esperto, capo
carismatico e superbo stratega, Riccardo condusse le forze cristiane di vittoria in
vittoria, appropriandosi dell'intera costa. Ma Gerusalemme non � sulla costa; dopo
due tentativi falliti di aprirsi un varco verso la Citt� Santa, Riccardo
desistette. Promettendo di ritornare, stipul� una tregua col Saladino, tregua che
prometteva pace nella regione ed ingresso gratuito in Gerusalemme per i pellegrini
disarmati. Ma rest� una pillola amara da ingoiare. Il desiderio di ricondurre
Gerusalemme alla legge cristiana e di riottenere la Vera Croce rimase intenso in
tutta Europa.

La Quarta Crociata provoc� una grave frattura tra cattolici e ortodossi


Le Crociate del 13� secolo furono pi� grandi, meglio predisposte e meglio
organizzate. Ma fallirono egualmente. La quarta Crociata (1201-1204) si insabbi�
nelle secche della politica bizantina, sempre incomprensibile agli occidentali.
Dopo una deviazione fino a Costantinopoli per sostenere il legittimo pretendente al
trono imperiale, che aveva promesso grandi ricompense e un sostegno per la Terra
Santa, i crociati scoprirono che il loro benefattore, bench� erede del trono dei
Cesari, non poteva mantenere le sue promesse. Sentitisi traditi dai loro amici
greci, nel 1204 i crociati attaccarono, fecero cadere e brutalmente saccheggiarono
Costantinopoli, la pi� grande citt� cristiana nel mondo. Papa Innocenzo III, che
gi� aveva scomunicato l'intera crociata, denunci� fermamente tale azione. Ma c'era
ben poco da fare. I tragici eventi del 1204 eressero una porta di ferro tra il
credo cattolico romano e quello greco ortodosso, una porta che lo stesso papa
attuale, Giovanni Paolo II, � stato incapace di riaprire. Per un'ironia terribile
le Crociate, nate dal desiderio cattolico di riunirsi agli ortodossi, divisero -
forse irrevocabilmente - gli uni dagli altri.

Con la fine del 13� secolo i cristiani scomparvero dalla Terrasanta


Nel resto del 13� secolo le Crociate fecero poco di pi�. La quinta Crociata (1217-
1221) riusc� a liberare Damietta, in Egitto, ma i musulmani di l� a poco
sconfissero l'esercito cristiano e rioccuparono la citt�. San Luigi IX di Francia,
nell'arco della sua vita, condusse due Crociate. La prima fece capitolare Damietta,
ma Luigi, ben presto raggirato dalla sottile diplomazia egiziana, si trov�
costretto ad abbandonare la citt�. Del resto Luigi, sebbene fosse rimasto in Terra
Santa per molti anni, spendendo a profusione in lavori difensivi, non realizz� mai
il suo desiderio: liberare Gerusalemme. Era molto pi� vecchio nel 1270, quando
capitan� un'altra Crociata a Tunisi, dove mor� a causa di un'epidemia. Dopo la
morte di san Luigi, due spietati condottieri musulmani, Baybars e Kalavun,
lanciarono una brutale rappresaglia contro i cristiani in Palestina. Nel 1291, le
forze islamiche erano riuscite ad uccidere o ad espellere dalla regione anche
l'ultimo dei crociati, cancellando cos� il Regno cristiano dalle carte geografiche.

Ad onta dei numerosi tentativi e degli ancor pi� numerosi progetti, le forze
cristiane non furono pi� in grado di assicurarsi una posizione sicura, nella
regione, fino al 19� secolo.

In Europa paura dei musulmani


� probabile che qualcuno pensi che tre secoli di sconfitte cristiane avrebbero
intiepidito gli europei, nei confronti dell'idea di Crociata. Tutt'altro. Nel senso
che non c'erano alternative. I regni musulmani divennero ancora pi� potenti nel
14�, 15� e 16� secolo. I turchi ottomani sottomisero, in una sorta di annessione, i
loro vicini musulmani, unificando cos� ulteriormente l'Islam, continuarono le loro
incursioni verso occidente, presero Costantinopoli e penetrarono nella stessa
Europa. Dal 15� secolo in avanti le Crociate non furono strumenti di misericordia
per fratelli distanti, ma tentativi disperati di qualche ultimo resto di
cristianit� di sopravvivere. Gli europei cominciarono a prospettarsi la possibilit�
che l'Islam realizzasse il suo obiettivo di conquistare tutto il mondo cristiano.
Uno dei grandi successi del tempo, La Nave dei Pazzi, di Sebastian Brant, diede
voce a questo sentimento in un brano intitolato "Il Declino della Fede":
La nostra fede era forte in Oriente,/ dominava tutta l'Asia, / le terre moresche e
l'Africa. / Ma ora per noi queste terre sono perdute / e ci� farebbe piangere la
pietra pi� dura [...]. / Potevi trovare quattro sorelle della nostra Chiesa, /
sorelle patriarcali, / Costantinopoli, Alessandria, / Gerusalemme e Antiochia. / Ma
sono state prese e saccheggiate / e presto anche la testa sar� attaccata.

L�Europa respinse le invasioni


Naturalmente questo non � successo. Ma c'� mancato poco. Nel 1480, il sultano
Mehmed (Maometto) II cattur� Otranto, a mo' di testa di ponte per l'invasione
dell'Italia. Roma fu evacuata. Ma il sultano mor� poco dopo e, con lui, il suo
piano. Nel 1529, Suleiman (Solimano) il Magnifico strinse d'assedio Vienna. Se non
fosse stato per i capricci del tempo meteorologico, che bloccarono la sua avanzata
e lo costrinsero a tornare indietro, abbandonando buona parte della sua
artiglieria, i turchi avrebbero preso la citt�. E la Germania, allora, sarebbe
stata facile preda.

Inoltre, mentre questi frangenti si succedevano, qualcosa d'altro stava fermentando


in Europa, qualcosa senza precedenti nella storia umana. Il Rinascimento, originato
da una equivoca mistura di valori romani, di piet� medievale e di inedito rispetto
verso il commercio e la libera imprenditoria, gener� altri movimenti come
l'umanesimo, la rivoluzione scientifica e l'et� delle esplorazioni. Pur lottando
per la sua stessa sopravvivenza, l'Europa stava per espandersi su scala globale. La
Riforma protestante, che rifiut� il papato e la dottrina dell'indulgenza, rese
impensabili le Crociate a molti europei, lasciando cos� l'onere della difesa
dell'Occidente ai soli cattolici. Nel 1571 una Santa Lega, che di fatto non era che
una Crociata, sgomin� la flotta ottomana a Lepanto.

Riscossa occidentale con l�economia


Tuttavia vittorie militari del genere restarono un'eccezione. La minaccia musulmana
fu neutralizzata economicamente. Quando l'Europa crebbe in ricchezza ed in potenza,
i primi terrificanti e raffinati turchi cominciarono a sembrare patetici ed
arretrati, al punto da rendere inutile una Crociata. "L'ammalato Uomo d'Europa"
and� avanti zoppicando fino al 20� secolo, quando spir�, lasciando dietro di s�
l'attuale disastro del Medio Oriente moderno.

Ingiusti giudizi dei contemporanei


Dalla sicura distanza di molti secoli, � abbastanza facile aggrottare le ciglia,
disgustati dalle Crociate. La religione, in fondo, � nulla, se si basa sulla
guerra. Eppure dovremmo pensare che i nostri antenati medievali sarebbero stati a
loro volta disgustati dalle nostre guerre, molto pi� distruttive, combattute in
nome di ideologie politiche. Ed ancora, dovremmo pensare che sia il guerriero
medievale che il soldato moderno infine combattono per il proprio mondo e per ci�
che lo costituisce. Entrambi sono disposti a sopportare enormi sacrifici, purch�
ci� sia al servizio di qualcosa di caro, di prezioso, di pi� grande di loro. Che
noi ammiriamo i crociati o no, � un fatto che il mondo cos� come noi lo conosciamo
oggi non esisterebbe, senza i loro sforzi. La fede antica del Cristianesimo, col
suo rispetto per le donne ed il suo rifiuto della schiavit�, non solo sopravvisse,
ma fior�. Senza le Crociate, avrebbe ben potuto seguire lo zoroastrismo, un altro
rivale dell'Islam, nell'estinzione.