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PUMS – PIANO URBANO MOBILITÀ SOSTENIBILE – DOCUMENTO DI PIANO

Flessibilità di piano e ordine di priorità degli interventi


Il PUMS, anche in coerenza con la naturale evoluzione del territorio e la flessibilità
decisionale che questa richiede, indica quali sono le priorità di azione ed i principi
generali a cui esse fanno riferimento, ma ammette i dovuti margini di flessibilità alle
scelte, in relazione al cambiamento degli scenari di mobilità, agli spostamenti
demografici previsti, all’auspicato aggiornamento della normativa.
La priorità degli interventi dipenderà essenzialmente dal peso che ciascuno dei seguenti
punti assumerà di volta in volta nelle decisioni:

 priorità dell’itinerario nel piano;


 sicurezza delle strade;
 disponibilità ed economia delle risorse;
 occasioni di intervento fornite da altri finanziamenti o obiettivi;
 forte domanda esistente e potenziale di traffico ciclistico.

Priorità e innovazione
La crescita desiderata della ciclabilità si realizza se la città si adatta progressivamente
all’uso della bicicletta per tutti gli spostamenti, da quelli casa-lavoro a quelli casa-scuola,
dallo shopping al tempo libero, dall’attività sportiva al cicloturismo.
In termini pratici, i risultati si vedranno se il numero dei ciclisti aumenterà, se ciascun
ciclista percorrerà ogni anno più strada, se aumenterà la frequenza di utilizzo della
bicicletta.
La ciclabilità al primo posto dell’agenda significa che gli indirizzi generali devono sempre
considerare, tra le altre, le esigenze di chi si muove su due ruote al fine di facilitare chi
ha già scelto questo mezzo e incentivare chi invece non lo ha ancora fatto. Priorità
significa che le azioni per facilitare la mobilità ciclistica devono essere affrontate tra le
prime.
Ciò vale nel campo della pianificazione come in quello della progettazione: nel primo
caso è necessario che il tema recuperi spazio nell’agenda amministrativa in modo che
dal piano all’intervento locale sia riservata attenzione alle esigenze particolari di chi si
muove in bicicletta, che sono diverse da quelle dei pedoni e di chi si muove con veicoli a
motore; nel secondo caso la progettazione deve farsi carico, nei limiti reali del contesto,
di adottare soluzioni tecniche che rispondano agli obiettivi dati e ai principi essenziali
della normativa.
Innovazione significa che la pianificazione e la progettazione devono interpretare in
modo costantemente nuovo le istanze del territorio, esplorando tutte le opportunità che
la norma presenta e offrendo risposte sempre più adeguate e complete alle esigenze
dell’utenza, dalla rete al parcheggio, dai servizi alla comunicazione.
Innovazione vuole dire anche l’auspicata introduzione di nuove regole: il Comune di
Milano ha fatto e farà la sua parte, in tal senso, ma è soprattutto dalle modifiche del
Codice della Strada e di alcuni aspetti del DM 557/1999 che sono attesi i rinnovamenti
necessari a fornire soluzioni moderne e in linea con i progressi europei in materia.
Si è convinti che la mobilità ciclistica dia un contributo essenziale, nell’ambito delle
politiche dei trasporti, alla qualità ambientale di una città. Ciò è quanto si percepisce
osservando diversi contesti urbani, europei o extraeuropei, laddove le politiche locali e di
governo nazionale abbiano orientato nel senso della sostenibilità lo sviluppo del
territorio, l’organizzazione dei trasporti, la qualità del vivere dei cittadini.

Vivibilità e qualità urbana


Il ciclista è una presenza urbana, silenziosa e visibile, vicina e palpabile: esso entra in
contatto con il territorio che attraversa, lo conosce. Quanto più l’esperienza dello
spostamento si fa positiva, quanto più breve e agile sembrerà ogni tragitto, e ciò
aumenterà l’attrattività del sistema. La presenza dei ciclisti in strada, alle varie ore del
giorno, può contribuire a rendere le strade più vive e sicure, più gradevoli per tutti.

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