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Trama

Una satira dissacrante e ricca di humour che mette a nudo


gli effetti della modernizzazione di stampo francese sulla
nuova borghesia di Hanoi negli anni Trenta.
Giocando audacemente con le contraddizioni, Xuan Capelli
Rossi, semianalfabeta figlio del popolo ma dotato di grande
ascendente sulle donne, realizza una folgorante scalata
sociale: da umile raccattapalle nei circoli del tennis ad
autorità indiscussa nel campo della moda, della medicina,
della poesia, dello sport fino a essere proclamato eroe
nazionale. Una sarabanda di vicende equivoche che
smaschera le ipocrisie dello stile di vita acquisito e sbeffeggia
i vietnamiti che si atteggiano a europei. Il libro rappresenta
un raro esempio di critica all'occidentalizzazione vista con gli
occhi di un "colonizzato".

Vu Trong Phung, (1912-1939) Scrittore, autore di teatro e
giornalista, fu al centro di aspri dibattiti letterari e politici ai
tempi del Protettorato francese. Le sue opere furono definite
"decadenti" e venne accusato di "oltraggio alla morale". In
realtà i suoi scritti esprimevano tutto il suo amore per il paese
e la speranza di preservarne i valori della tradizione. Nel
2010, l'Associazione degli scrittori vietnamiti e quella degli
scrittori di Hanoi hanno inaugurato una sede in sua memoria.
Il gioco indiscreto di Xuan è adottato nei programmi delle
scuole vietnamite.




1

LA FORTUNA IN AMORE DI XUAN CAPELLI ROSSI -
VAN E MINH, OSSIA LA COPPIA CIVILIZZAZIONE1 -
LA COMPASSIONE DELLA VEDOVA DEL
VICEDOGANIERE

Giovedì, tre del pomeriggio circa.
Al circolo del tennis, circondato da fitti alberi di Strobus,
due francesi giocavano nel campo di sinistra. Due ragazzini
raccattavano svogliatamente le palle per poi rilanciarle ai
tennisti. Persino i giocatori muovevano le racchette
pigramente. Le loro magliette erano madide di sudore.
"Xanh ca!"2
"Xanh xit!"3
Il battito delle palle da tennis, unito agli annunci del
segnapunti, risuonava seguendo il ritmo del canto di migliaia
di cicale.
Per strada, sul marciapiede, un venditore di limonate si
accovacciò sulla sua bancarella, chiacchierando con un
collega.
"Caspita! Come mai c'è così poca gente di giovedì?"
"Stanno per arrivare. Sono solo le tre. Da oggi in poi
dovranno allenarsi fino a sputar sangue. È probabile che
giochino tutti i giorni, non solo di giovedì, sabato o
domenica."
"Ah, sì? E come fai a saperlo?"
"Lo so! Fra tre o quattro mesi ci sarà il re in persona e
consegnerà anche una prestigiosa coppa al vincitore... I
giocatori dovranno allenarsi sino allo sfinimento."
A poca distanza da loro, all'ombra dell'albero di Bombax
ceiba, era seduto un vecchio indovino. Contemplava la
propria valigetta, il calamaio, l'astuccio e alcune tabelle di
oroscopi. Di tanto in tanto, sbadigliava come un vero e
proprio filosofo. Poco più in là, Xuan Capelli Rossi stava
discutendo con una venditrice di canne da zucchero.
Contrattavano? Per niente! Era una vera e propria storia
d'amore! E non una semplice storia d'amore ma, come
direbbero oggi i giornali, una storia d'amore del Popolo (con
la P maiuscola). Di fatto, Xuan Capelli Rossi, a gesti, stava
chiedendo un po' d'amore...
"Smettila!"
"Dai, ancora un po'! Solo un poco..."
"Cretino!"
"Anche se mi lasci fare, non perdi niente!"
"Hai ragione. Tenere alla propria virtù non significa
venerarla. Solo che... ascoltami bene! Non tocca a te farmi
scoprire l'amore, né darmi illusioni. Oggi non ho venduto un
bel niente. E tu, non solo non hai comprato niente ma, peggio
ancora, mi hai portato sfortuna."
Xuan Capelli Rossi si alzò bruscamente e con voce a metà
tra l'eroico e imbronciato ribatté: "Me ne infischio!".
La venditrice lo guardò storto. "Ah, sì? Se non vuoi niente,
perché non ti levi di torno?"
Xuan Capelli Rossi scoppiò in una grande risata, come un
cavallo che nitrisce, e si sedette di nuovo. "Ma dai!
Scherzavo... Se non avessi bisogno di te, di chi altri dovrei
aver bisogno? Su, non fare storie! Dammi un po' di canna da
zucchero!"
"I soldi, prima!"
Xuan estrasse dalla tasca posteriore un fazzoletto annodato
come l'orecchio di un maiale. Lo spiegò, prese un soldino e lo
posò altezzosamente sul pavimento di cemento. Mentre la
venditrice scortecciava un bastoncino di canna da zucchero,
Xuan borbottò: "Cinque soldi, vediamo... me ne rimangono
due. Ieri sera ne ho spesi tre per offrirli a un amico... due per i
biglietti del locale e uno per due scodelle di zuppa. So
godermi la vita o no? Neppure i figli dei padroni possono
permettersi di essere più spendaccioni... mah! Comunque,
non è bello avere le mani bucate. Ti ho già detto di venire a
vivere con me, così potresti frenarmi un po'. Ma tu non mi
ascolti mai, vero?".
La venditrice non rispose. Xuan masticò rumorosamente il
suo bastoncino di canna. Ne succhiò il liquido dolce, buttò i
resti verso il pilone elettrico, sfregò le mani sui pantaloni, si
alzò e si stiracchiò. La venditrice gli diede il resto, ma Xuan
incrociò le braccia. "Puoi metterlo nella mia tasca... infilaci le
dita!"
Rabbiosa, la venditrice posò le monete per terra e Xuan fu
costretto a chinarsi per prenderle. "Accipicchia! Non ci sta
proprio!" E, rammentandosi alcune parole del Cai luong,4
Xuan cantò: "Ahimè, il silenzio della notte d'autunno /
infrange il mio triste cuore!".
Poi si diresse lentamente verso l'indovino e rimase a
osservarlo a lungo come un campagnolo che scopre la gabbia
delle scimmie della signora Be Ty5 per la prima volta.
"Leggimi l'oroscopo!"
Il vecchio si svegliò di soprassalto e afferrò il pennello di
piuma da dietro l'orecchio con la velocità di un poliziotto che
scriva una multa. "Due soldini per un oroscopo! Se sei
d'accordo, te lo leggerò."
"Uno solo. Meglio poco che niente."
"E va bene. Mettilo lì!"
"Eccolo! Non ne avrò bisogno."
Si sedette sulla stuoia e posò la moneta sulla valigetta. Il
vecchio indovino spiegò un foglio e iniziò a macinare un po'
di polvere d'inchiostro dentro la cartuccia in cui aveva sputato
per un paio di volte. Levò il pennello e chiese: "La tua data di
nascita?".
"Ho venticinque anni, vecchio! Sono nato nella
quindicesima giornata del decimo mese, nell'ora in cui i polli
vanno a dormire."
L'indovino si chinò sulla stuoia, borbottò e calcolò qualcosa
con le dita prima di scrivere sul foglio. Xuan Capelli Rossi
appoggiò le braccia sulle ginocchia e il mento sui palmi delle
mani. L'indovino scarabocchiò dapprima alcune note e infine
sentenziò: "Le stelle Tuan e Triet affrontano le case Than
Menh.6 Lo Yin e lo Yang si scontrano davanti al vostro
destino. I genitori son partiti presto per l'altra parte del
mondo. Se l'ora e la data di nascita che mi hai fornito sono
corrette, devi essere orfano sin da bambino".
"Sì, sì! Esatto!"
"Devi aver avuto un'infanzia difficile."
"Sì, lo è stata."
"Ma la tua sorte non è del tutto negativa. Le stelle Khoc e
Hu girano intorno a Quan.7 Il tuo nome apparirà
improvvisamente sulla linea dell'orizzonte. In futuro otterrai
una certa fama."
"Bene! Ma quando?"
"Da quest'anno, per te, l'orizzonte si schiarirà sempre più."
"Non vedo ancora alcun segno."
"A fine anno, lo vedrai."
Xuan chiese dubbioso: "E quest'anno, sinora, com'è stata la
mia sorte?".
"Sino a oggi, si è manifestato solo l'aspetto della
"seduzione"."
"Cosa intendi?"
"Intendo le storie amorose. Ne hai avuti di successi!"
Xuan Capelli Rossi applaudì fragorosamente, come se
avesse assistito a un bel colpo di tennis. Poi, parlò del suo
dono di seduzione: "È tutto vero! Ieri, dopo lo spettacolo,
passavo per la via Sam Cong8 e un gruppo di donne che
gironzolava là intorno mi ha letteralmente assalito: mi hanno
tirato per le braccia e strattonato per la camicia! Dovevo
essere molto seducente! Sei proprio un gran chiaroveggente!"
Xuan si rivolse allora alla venditrice di canne da zucchero:
"Visto?". E bisbigliò confidenzialmente all'indovino: "Anche
quella piccola venditrice sta per perdere la testa per me. Le
tue rivelazioni ben valgono il denaro speso!".
Proprio in quel momento, un'auto lussuosa si arrestò davanti
all'impianto del tennis. La portiera si aprì e apparve una
donna di una quarantina d'anni, vestita da giovane seduttrice.
Il suo viso era incrostato di cipria e rossetto e i suoi capelli
erano crespi. Doveva pesare almeno settanta chili. Portava un
piccolo turbante alla moda. In una mano serrava un
ombrellino minuscolo e un'enorme borsa, mentre nell'altra
teneva un cagnolino dalla criniera leonina. Faticosamente, i
suoi piedi toccarono terra. Dopo di lei, uscì un giovane alto,
magrissimo, dal grosso pomo di Adamo, gli occhi grandi e
sporgenti, i capelli ondulati e vestito come un turista
occidentale. L'uomo, una volta sceso, porse la mano a una
giovane donna che si trovava ancora all'interno: indossava
pantaloncini bianchi e scarpe da tennis, i suoi capelli erano
raccolti in uno chignon e teneva due racchette sottobraccio.
Le tre persone si diressero a passi lenti verso lo stadio.
Assorto nelle rivelazioni dell'indovino, Xuan Capelli Rossi
non fece caso al loro arrivo. Era tutto impegnato a cercare di
capire cosa fosse il suo "dono di seduzione". Interrogò di
nuovo il veggente: "E i soldi? Potrò diventare ricco?".
"Non proprio ricco, ma conoscerai una certa agiatezza."
Queste parole lo resero perplesso e pensieroso. All'età di
nove anni, Xuan era andato a vivere da un lontano zio
paterno. Costui era stato lodato dall'intera famiglia per aver
accolto l'orfano, ma in realtà lo aveva trattato come un
domestico e, poco tempo dopo, lo aveva picchiato
brutalmente e sbattuto fuori di casa. Pare che il ragazzo
avesse forato il muro del bagno per spiare la moglie dello zio
mentre faceva la doccia.
Da quel giorno, Xuan dormì per strada, si nutrì della frutta
degli alberi di Dracontomelon e dei pesciolini che poteva
catturare nel lago della Spada Restituita.9 Esercitò diversi
lavori: vendette noccioline abbrustolite e giornali, fece il
fattorino per una compagnia teatrale e spacciò prodotti
farmaceutici sui treni per conto di ciarlatani. Praticò anche
mestieri più o meno loschi. Costretto a lavorare a lungo sotto
il sole rovente, i capelli di Xuan divennero rossi, talmente
rossi da sembrare quelli di un occidentale. Era un giovane
senza educazione né istruzione, ma non privo di furbizia,
anzi, la sapeva lunga! Da circa un anno era stato assunto
come raccattapalle al circolo del tennis. Là, era stato trattato
bene e la sua naturale dimestichezza con la racchetta lo
poneva fra i favoriti dei soci francesi e vietnamiti. Il suo
grande sogno era di diventare famoso come i due campioni
Chim e Giao.10 Se solo il destino gli avesse dato un buon
manager... Per ora, doveva accontentarsi di essere un
semplice raccattapalle. Anche se era un mestiere umile,
poteva intravedere un barlume di speranza nel futuro.
Vendere noccioline, arrampicarsi sugli alberi per raccogliere
frutti di Dracontomelon, pescare nel lago, fare il fattorino per
gli attori... erano lavori senza avvenire, ma la
democratizzazione dello sport e i movimenti popolari appena
nati gli infondevano una sensazione d'inconcepibile fierezza e
autosufficienza.
"Dimmi un po': sai scorgere i segni del successo nella mia
fisionomia?"
L'indovino osservò i capelli rossi, la fronte piatta, la
mascella larga, la lunghezza del labbro superiore, le orecchie
grosse e disse: "Ebbene, sì! Avrai un bell'avvenire! Peccato
che i tuoi capelli non siano neri!".
"Cacchio! Sono così rossi solo perché non ho mai avuto un
cappello in vita mia!"
All'improvviso, un ragazzino uscì correndo dal club e lo
chiamò: "Ehi! Xuan! Vieni! C'è la signora! Ha bisogno di un
avversario. Vieni! Svelto!".
Xuan Capelli Rossi chiese: "Quale signora?".
"La giovane Civilizzazione con il marito, detto la Grande
Pertica! Anche la donnaccia è con loro, la Vedova del
Vicedoganiere. Vuole giocare anche lei!"
Xuan si alzò, senza dimenticare di raccomandare
all'indovino: "Continua pure a scrivere il mio oroscopo!
Verrò a prenderlo stasera oppure domani. Non dimenticare
che ti ho già pagato! Coraggio! Io, ora, vado a fare ken co
ban11 con le belle dame per non contraddire le tue
divinazioni!".
Passando davanti alla venditrice di canne da zucchero, le
fece l'occhiolino e un sorriso civettuolo: "O voa!12 A
domani!". Poi corse allo stadio, vi entrò e si diresse verso il
campo di destra, dove le tre persone lo stavano aspettando.
"Onorato di inchinarmi dinanzi a voi, rispettabile nonna,
onorato di inchinarmi dinanzi a voi, signore, onorato di
inchinarmi dinanzi a voi, signora."
Il signore e la signora Civilizzazione risposero con un cenno
del capo, mentre la Vedova del Vicedoganiere girò il viso con
una smorfia di disapprovazione. La donna più giovane rivolse
un sorriso sardonico a suo marito, il quale disse a Xuan: "Mia
zia non apprezza un linguaggio così formale!".
La Vedova del Vicedoganiere, arrabbiata, apostrofò Xuan:
"Come siete stupido! A chi vi rivolgete quando dite "nonna"?
Non sono più vecchia di vostra madre. Sarei forse così
vecchia d'aver potuto partorire vostra madre? E poi vostra
madre...".
"M'inchino a voi, signora. Mi sono espresso male. Chiedo
venia, mia grande signora. Perdonatemi!"
Poiché la collera della vera e propria me tay13 stava
sbollendo, Xuan afferrò una racchetta e si diresse verso l'altra
parte del campo.
Boing! Boing! Boing! La pallina volò di qua e di là.
Distratto dalle cosce bianche della signora Civilizzazione,
Xuan sbagliò i primi tiri, dando l'impressione che lei avesse
fatto dei progressi.
Ancora arrabbiata, la Vedova del Vicedoganiere strinse i
denti.
"Sono veramente stupidi, quelli del popolo di Annam!14" Il
signor Civilizzazione rispose: "Zia, non prestate troppa
attenzione a certa gente!".
"Dovrei praticare anch'io dello sport, altrimenti invecchierò
prematuramente."
"Oh! Sono d'accordo con voi, zia. Avete veramente deciso
di fare dello sport? Che vittoria per lo sport! Che progresso
per il Vietnam! Che segno di prosperità per la nostra razza!"
Proferì queste parole con lo stesso entusiasmo degli uomini
smilzi e malati che non praticano mai attività sportive, ma
che esortano gli altri a farlo.
Il signor Civilizzazione, dopo sei o sette anni di studi in
Francia, era ritornato in Vietnam senza aver ottenuto alcun
diploma. Si mormorava che in Francia avesse frequentato
numerosi scrittori, politici e viceministri così famosi da
essere spesso nominati nei giornali vietnamiti. Dopo il suo
rientro, la Securité ordinò a due agenti di pedinarlo. Dopo
ben tre mesi di sorveglianza, giunsero alla conclusione che
l'unica sua attività segreta fosse quella di fumare sigarette
Camel. Si sposò in seguito con una donna ricca e adottò lo
pseudonimo di Van Minh, cioè Civilizzazione. Allora, la
Securité si preoccupò di nuovo. Le indagini rivelarono,
tuttavia, che egli aveva semplicemente unito il suo cognome
Minh (luce) a quello della moglie Van (letteratura),
anteponendo quest'ultimo al suo in onore della ricca famiglia
della sposa. Tutto qui! Quell'uomo non protestava né
approvava alcun tipo di riforma nazionale o internazionale.
Infatti, non fu mai nessuno e non fece mai niente.
Da quando la gente iniziò a chiamarlo signor Civilizzazione,
egli si sentì in dovere di sostenere la campagna di
occidentalizzazione, conferendo in questo modo maggior
valore al suo nuovo nome. Mens sana in corpore sano: dopo
aver appreso questa verità universale, diventò un grande
sostenitore dello sport, incoraggiando dapprima sua moglie e,
in seguito, molti altri a praticarlo. Purtroppo, la sua
partecipazione al processo dell'Occidentalizzazione lo
immerse in meditazioni così profonde da non avere il tempo
di esercitare né sport né ginnastica.
La storia della Vedova del Vicedoganiere è altrettanto
istruttiva. Da giovane era stata violentata da un soldato
francese mentre usciva dal suo villaggio per partecipare alla
celebrazione dell'armistizio. Alla violenza illegale fece
seguito quella legale: in altre parole, lei sposò lo stesso
soldato, che sarebbe divenuto in seguito Vicedoganiere. Dopo
circa dieci anni di matrimonio, lui morì. La sua morte non
solo dimostrò la sua fedeltà verso lo Stato, ma anche quella
verso la moglie: morì nel compimento del suo dovere
coniugale. La vedova si risposò con un giovane segretario.
Ma ahimè! Il secondo marito, un indigeno, se ne andò, come
il primo, dopo circa due anni di vita di coppia. Dato che lei
non aveva amanti, le male lingue misero in circolazione la
diceria che anche questo suo povero consorte fosse morto di
sfinimento mentre si dava da fare per soddisfare la fiamma
erotica della moglie. Ah! Quella fiamma che ardeva sempre
in lei, incessantemente alimentata dai suoi ammiratori e che
solo il suo sposo doveva appagare! In altre parole, fu la
fedeltà coniugale della dama a condurre il povero marito alla
morte.
Due giovani francesi e un vietnamita entrarono nello stadio.
Xuan cedette loro la racchetta e, quando una delle ragazze
francesi si recò nello spogliatoio, sparì misteriosamente. Il
campo risuonò del brusio dei saluti, dei pettegolezzi e delle
risate. Le palle svolazzavano di qua e di là come pipistrelli
che inseguono zanzare.
Dopo un po', apparve un francese che teneva Xuan per i
capelli, lo insultava e lo pestava in faccia. Tutti si radunarono
intorno a loro. Sembrava che Xuan avesse spiato la ragazza
francese mentre si toglieva la gonna per infilarsi i
pantaloncini. L'associazione lo cacciò immediatamente, senza
nemmeno pagargli il salario di quel mese.
La Vedova del Vicedoganiere, testimone della scena,
dedusse che gli Annamiti non solo erano stupidi, ma anche
patetici. Sospirò e, rivolgendosi al nipote disse: "Chi non
commette errori in gioventù? Si dovrebbe perdonare la
puerilità dei giovani! Poveraccio! Come si può trattare una
persona in modo così spietato?".

1. I due cognomi Van e Minh, uniti, significano
"Civilizzazione". Con l'intento di mantenere l'ironia
dell'autore, d'ora in poi questa coppia sarà chiamata
"Civilizzazione".
2. Cinq-quattre (Cinque-quattro).
3. Cinq-six (Cinque-sei).
4. Una forma di teatro tradizionale del Vietnam del Sud.
5. Un famoso personaggio della Hanoi degli anni Trenta,
vedova dell'ufficiale francese M. Betty, che si fece costruire
una grande villa con un piccolo zoo sulla strada di Hang Bac.
6. Secondo l'astronomia tradizionale Tuan e Triet sono
cattive stelle.
7. Piccole stelle di buon auspicio.
8. La via si trovava nel quartiere a luci rosse.
9. Nel centro di Hanoi.
10. Due campioni di tennis del Vietnam di quell'epoca.
11. Quelques balles (Qualche scambio).
12. Au revoir (Arrivederci).
13. Termine per indicare le donne vietnamite che si sposano
con i francesi.
14. Il Vietnam centrale.



2

LA CONGIUNZIONE FRA LE STELLE QUAN PHU E
THAI TUE - AHIMÈ! QUANTE SCIAGURE PER IL
NOSTRO POPOLO! - LA CIVILIZZAZIONE AVRÀ
GRAVI CONSEGUENZE! - I GENDARMI E LE MULTE

Attraverso un cortile deserto, un gendarme scortò Xuan e
l'indovino sino a una cella. Aprì la serratura e disse con
sarcasmo: "Prego signori!".
All'interno, c'erano un mendicante, sua moglie, suo figlio,
un vagabondo e una venditrice con due cestini ancora pieni di
tagliatelle e carne grigliata. La venditrice era seduta contro il
muro, le braccia incrociate sulle ginocchia e aveva un'aria
smarrita. Il vagabondo dormiva sul pavimento e russava
come una sega circolare. I famigliari del mendicante si
spidocchiavano l'un l'altro con cura. La porta fu richiusa
brutalmente; si udirono il clic della serratura e i passi del
gendarme che si allontanava.
Una lampada diffondeva una luce flebile. Il vecchio
indovino stese per terra la stuoia, la valigetta e l'ombrellino.
Si sedette infine sulla valigetta, ansimando pesantemente.
Solo Xuan rimase in piedi, si grattò l'anca, osservò
altezzosamente la stanza e i suoi occupanti, fece una smorfia
e sbottò: "Che cazzo di caserma è questa? Una gattabuia! Che
vergogna!". L'indovino spalancò gli occhi. "Vergogna? In
culo!"
"Ma che ignoranza!" ribatté Xuan. "Mica ho parlato di te,
vecchietto! Sto parlando del governo!"
Xuan provava un forte disprezzo per quella misera prigione.
Era un reparto della diciottesima circoscrizione della città,
creato recentemente dal governo e composto da sette persone:
un commissario francese, un interprete vietnamita, un
sergente e quattro gendarmi. Questo reparto era responsabile
di sedici belle strade abitate quasi esclusivamente dai
francesi, alcune lunghe anche cinque chilometri, tanto calme
e sicure che, quelle volte in cui potevano infliggere una
multa, i gendarmi della caserma erano felici e contenti come
se avessero vinto alla lotteria! A turno, i quattro agenti
dovevano fare il giro di tutte le strade in bicicletta, spesso
senza potersi fermare, tanto che, dopo soli sei mesi, erano
diventati dei campioni di ciclismo. Uno aveva vinto il giro
Hanoi-Hai Phong, un altro si era classificato terzo nell'Hanoi-
Son Tay e gli ultimi due avevano ottenuto dei buoni
piazzamenti nella gara Hanoi-Bac Ninh e in quella di Hanoi.
Nei rari casi in cui si verificavano delle infrazioni alle leggi
in queste sedici strade, i gendarmi non erano mai presenti:
venditori ambulanti, cuochi, domestici, risciò, mendicanti
ecc., aspettavano di vederli sparire dietro l'angolo prima di
pisciare contro il muro, bisticciare o picchiarsi. Su quattro,
due dovevano sempre rimanere di picchetto alla caserma,
mentre gli altri due dovevano sorvegliare la zona. Sedici
strade per due gendarmi! Ecco perché pattugliare diventò un
vero e proprio allenamento per le gare ciclistiche.
Quell'anno, per risolvere il problema di bilancio causato
dalla crisi economica, il Congresso economico e finanziario
dell'Indocina adottò una risoluzione secondo la quale la
polizia della città avrebbe dovuto obbligatoriamente
riscuotere quarantamila piastre di multa. Questa caserma era
tenuta a intascarne cinquemila, un ottavo della somma totale.
Il commissario francese, per la disperazione, si strappò i
capelli e si arrotolò i baffi. Impossibile far pagare multe ai
residenti francesi! Solo i domestici, i cuochi, i risciò e i
venditori ambulanti annamiti erano passibili di multe nella
sua circoscrizione. Come cavare cinquemila piastre da quel
misero gruppo? Alla fine, il commissario riunì in gran segreto
il personale della caserma e propose una miracolosa
soluzione che gli valse la stima di tutti: le famiglie dei
dipendenti si sarebbero trasferite nelle sedici strade, e poi...
tanto per cominciare, al commissario stesso sarebbe stata
inflitta una multa per aver lasciato vagare il proprio cane e
sua moglie ne avrebbe ricevuta un'altra per non aver ordinato
alla domestica di spazzare la casa secondo le norme
igieniche. Dopo di che, a ognuno sarebbe toccato metter
mano al portafoglio: all'interprete, al sergente, ai quattro
gendarmi, al piantone e al giardiniere. I motivi non
mancavano: pisciare per strada, provocare risse, girare in
bicicletta senza luce, trascurare la pulizia della casa... fu così
che tutti gli impiegati della caserma s'inflissero ammende
senza tregua, come mossi da implacabili odi reciproci.
Il giorno dell'arresto di Xuan e dell'indovino, il commissario
francese era impegnato a battere a macchina un importante
verbale, quando un gendarme entrò bruscamente per
segnalare un furto nella residenza di un francese. Il fatto era
accaduto la notte precedente, ma la vittima ne era venuta a
conoscenza solo da poco. Il commissario bofonchiò in
francese, con voce annoiata: "I furti sono di competenza del
tribunale. Mica si può far pagare la multa alla vittima!".
Tuttavia, egli affidò al sergente il compito di occuparsi degli
affari correnti e uscì con l'interprete.
Rimasto solo in ufficio, il sergente sbadigliò come un
commerciante in tempo di recessione. Vide poi passare un
gendarme e gli chiese: "Ehi, ufficiale Minh do!1 È dura, eh?".
Il gendarme annuì faticosamente, come uno scolaro
confuciano ubriaco e scoraggiato. "Eh, sì, è dura! Da
crepare!"
Il sergente sospirò: "Con tutte quelle multe!".
"Troppe!" ripeté tristemente il gendarme.
"È vero che il bilancio pubblico ha bisogno di soldi, ma..."
"E le nostre sedici strade avrebbero bisogno di più
Annamiti..."
"Non provate nostalgia per i bei vecchi tempi, diciamo, una
decina d'anni fa?"
"Oh! Che nostalgia, signore! Dieci anni fa il nostro popolo
era ancora così ignorante!"
"Ahimè! Ora son tutti civilizzati! Che catastrofe! Vi
ricordate com'erano piene di cafoni le strade? Uomini e
donne grossolani che sputavano e pisciavano dove volevano e
si pestavano per nulla! A quell'epoca, quattro persone
salivano insieme sullo stesso risciò! Litigavano per ore, si
davano pugni in faccia... le loro case erano piene di
spazzatura, non sturavano mai i tubi degli scoli e i loro cani
vagavano liberamente per le strade... giravano sempre in
bicicletta con qualcuno sul portabagagli o senza luce di notte.
Ora tutto è cambiato. Ahimè! L'epoca aurea dei nostri
antenati è ormai così lontana! Che disastro!"
"Eh, sì! Pensate un po': ora, anche il più misero coolie2
conosce la legge! La sera, non dimentica mai di accendere la
torcia della bicicletta e non si ferma più in mezzo alla strada!
Se impreca, non insulta più gli antenati altrui! Ah! Le nostre
belle tradizioni sono sparite per sempre! Nemmeno i
ragazzini sono maleducati come una volta! Vestono bene,
non si arrampicano più sugli alberi e non giocano a calcio per
strada! È tutto finito!"
"E la colpa è dei giornali!"
"Esatto! Si leggono i giornali e s'impara a comportarsi bene.
E, improvvisamente, non si possono più distribuire tutte
quelle multe come ai bei vecchi tempi!"
"E, alla fine, siamo costretti a multarci fra noi!"
"È incredibile, inaccettabile! Proprio fra noi... noi che siamo
dei gendarmi!"
"E io, poi... io che sono il sergente! Sapristi!3 Se non ci
fossero ogni tanto delle gare di ciclismo per consolarsi un po',
sarebbe proprio la fine."
"Sì! E i giornali che non menzionano mai i nostri nomi e
non pubblicano le nostre foto in prima pagina? Anche questo
è inammissibile!"
"A proposito, domenica prossima parteciperete al giro
Hanoi-Ha Dong?"
"Sicuramente! Capirete, ogni giorno si fanno quattro giri
attorno alle sedici strade, senza doversi mai fermare a dare
una sola multa... è come andare ad allenarsi! Sarebbe un vero
peccato non partecipare alle gare! Tuttavia, caro signore, non
è perché il nostro popolo è diventato più civile che ci si deve
infliggere multe l'un l'altro all'infinito. Cinque piastre! Non è
giusto! Io... io protesto!"
Inorridito, il sergente si alzò gesticolando concitatamente.
"Zitto! Zitto! Non ribellatevi! Provate a chiedere alla moglie
del commissario: mi ha detto che il mese scorso ha pagato
ben venti piastre d'argento, senza lamentarsi minimamente."
Ma il gendarme non era ancora convinto. "Io, se continua
così, dovrò chiedere il divorzio!"
"Ma no! E come mai?"
"Ho raccomandato a mia moglie di dire ai bambini di
arrampicarsi sugli alberi, di trascurare la casa, di non sturare i
tubi degli scoli... così che il mio collega Minh toa4 possa
multarci; io avrei poi fatto lo stesso con lui... I miei bambini,
invece, si comportano come piccoli buddhisti e la casa è
sempre impeccabile. Che carogne!"
Di fronte a una tale situazione, il sergente non seppe più
cosa dire. Per sviare il discorso, ordinò al gendarme di
convocare gli imputati per l'interrogatorio.
Quando il gendarme 1002 aprì la porta, Xuan e l'indovino
stavano discutendo animatamente.
"Hai visto? Testardo come sei, meriti proprio di stare in
prigione! Per me è indifferente, conosco il mio oroscopo del
mese: le stelle Quan Phu e Thai Tue sono entrate nel mio
segno; è normale che io abbia guai con la legge. Per me,
dunque, questa detenzione è un'inezia. Mi rilasceranno
presto."
"Io, me ne infischio! Non sono un fanfarone, ma posso dire
di essere già stato arrestato almeno quindici volte dacché
sono venuto al mondo."
"Ma dare botte a un vecchio come me è una grave violenza!
Finirai in prigione!"
Senza prestare attenzione alle parole dell'indovino, Xuan
continuò con impeto: "Nei miei precedenti arresti, fui
detenuto nella caserma centrale della polizia. Impressionante!
Da far rizzare i capelli! C'erano sette o otto ufficiali francesi
con le pistole, lunghi baffi e il petto pieno di men day.5 E poi
c'erano centinaia di gendarmi con manganelli bianchi e
pesanti catene! Anche le stanze dei de bo6 avevano sbarre di
ferro robuste come quelle delle gabbie per tigri. Erano piene
di zanzare e cimici e vi si sarebbero potuti imprigionare
centinaia di detenuti! Questo misero carcere, invece, è un
buco e può contenere solo poche persone... insomma, come la
mettiamo?".
"Via! Via! All'interrogatorio!" urlò il gendarme. "Zitti!
Smettetela di litigare!"
Si alzarono tutti, tranne il vagabondo che continuò a russare
sonoramente. Il gendarme gli assestò un calcio.
"Lasciami dormire!"
"Ti vuoi svegliare o devo prenderti per il collo?"
Il vagabondo si destò, gli occhi stralunati. "Che c'è?"
"Fuori!"
L'uomo si alzò, brontolando: "Dormivo tranquillamente per
strada e sono stato svegliato per essere condotto qui. Dormo
tranquillamente in prigione e mi svegliano per farmi uscire...
ma che storia è mai questa?".
Uscirono tutti, attraversarono il cortile ed entrarono
nell'ufficio. Il sergente, dopo aver notato che Xuan era vestito
meglio degli altri (camicia, scarpe e pantaloncini sportivi
all'occidentale), lo interrogò per primo: "Voi... là! Cos'avete
fatto?".
L'indovino intervenne subito: "Mi ha picchiato, mio
rispettabile signore!".
"Non gli ho mica dato botte!" ribatté Xuan. "Lo stavo solo
strangolando!"
"Mi ha dato anche due colpi prima di tentare di
strangolarmi..."
"Non l'ho pestato! Non ho nemmeno avuto il tempo di
strangolarlo: si è messo a urlare come un indemoniato!"
Il sergente batté un pugno sul tavolo. "Silenzio! Lasciatemi
procedere nell'interrogatorio! Chi ha torto o ragione, sarò io a
deciderlo! Cos'è successo?". E rivolto a Xuan: "Perché l'avete
picchiato? Rispondete!".
"Grande signore, questo vecchio mi ha fregato: gli avevo
dato una piastra per un oroscopo che si è poi rivelato
completamente falso. Egli ha tuttavia rifiutato di ridarmela!
Volevo solo riavere il mio soldo, non avevo certo intenzione
di strangolarlo."
"Avete fatto il suo oroscopo? Avete ricevuto una piastra?"
"Rispettabile signore, a quest'uomo avevo fatto un buon
prezzo: solo una piastra. Le mie predizioni erano esatte, ma
lui voleva riprendersi lo stesso il soldino."
"Ma, grande signore, tutte le sue predizioni erano
assolutamente false! Aveva visto nel mio oroscopo un
brillante futuro, ma, quasi subito, ho perso il lavoro!"
Il sergente guardò storto l'indovino. "Predire cose simili e
voler anche cavare soldi alla gente!"
"Signore, il futuro è lungo... non tutto è immediato. Ho
studiato per dieci anni l'arte divinatoria. Prevedo le cose
come un oracolo e non sbaglio mai! Per favore, onorabile
signore mio, non giudichi le mie capacità finché non mi avrà
concesso l'onore di farle l'oroscopo."
Il sergente, a questo punto, guardò storto Xuan. "Ciò che ha
detto mi sembra molto ragionevole."
L'indovino non si lasciò sfuggire l'occasione. "Ad esempio,
mi basta osservare le vostre linee facciali per capire la vostra
fortuna: la carriera è eccellente, voi fate fuoco e fiamme! Le
spesse sopracciglia dicono che avete molti fratelli e i lunghi
lobi delle orecchie svelano che nella terza parte della vostra
vita avrete grandi ricchezze!"
Il sergente guardò di nuovo storto Xuan. "Questo indovino
ha talento! A le!7 Voi siete nel torto! Avete pestato una
persona e, per di più, un vecchio! È un delitto! Siete multato
con diciotto piastre! Gendarmi! Liberate immediatamente
l'indovino! E voi mostratemi i vostri documenti!"
In quel mentre, si udì un'auto frenare. Poco dopo, apparve la
Vedova del Vicedoganiere che salutò con un sorriso
malizioso i due rappresentanti della legge, i quali la
ossequiarono cerimoniosamente come piccoli commercianti
di fronte a una ricca cliente. La Vedova del Vicedoganiere
era stata, a dirla tutta, colei che, nelle sedici strade della
circoscrizione, aveva pagato il maggior numero di multe per
aver spesso lasciato vagare il proprio cane, e tutta la caserma
le era perciò riconoscente al pari di un negoziante nei
confronti di un'affezionata cliente in tempi grami.
Il sergente le chiese: "Cosa desiderate, signora? Siamo a
vostra disposizione".
"Sono qui per pagare la multa di un mio conoscente.
Eccolo! Rilasciatelo, per favore!"
Il sergente si sfregò le mani e il gendarme 1002 disse:
"Bene, signora. Potete pagarla subito?".
"Quant'è?"
"Diciotto piastre."
Il gendarme 1002 si sedette alla scrivania per riempire il
formulario. Xuan, stupito, chiese riverente: "Rispettabile
signora, come mai siete così pietosa con me?".
"Lo vedrete presto. Abbiamo bisogno di voi. Venite a casa
mia e lo capirete. Abbiamo un lavoro da darvi."
L'indovino esultò: "Visto? Erano forse false le mie
predizioni?".
"Erano proprio vere!" esclamò Xuan girandosi. "Siete un
gran santo! Devo scusarmi con voi!"
La Vedova del Vicedoganiere chiese a Xuan: "Cos'avete
detto?".
"Rispettabile signora, quest'indovino è molto potente."
"Ah sì? Allora venite anche voi a casa mia e mi leggerete
l'oroscopo."
Il formulario fu riempito. La Vedova del Vicedoganiere
pagò. L'indovino ritornò nella cella a prendere le proprie cose
e poi seguì Xuan e la donna fino all'auto. Il sergente li
accompagnò al cancello. "Grazie mille! Arrivederci! Alla
prossima!"
Come ebbe pronunciato questa frase, il sergente realizzò di
aver preso una cantonata, rammentandosi improvvisamente di
essere in una caserma e non nella pasticceria francese della
moglie.

1. Mille deux (1002), numero di matricola del gendarme.
2. In inglese nel testo.
3. (Caspita!). In francese nel testo.
4. Mille trois (1003).
5. Medailles (Medaglie).
6. Depôts (Prigioni).
7. Allez! (Andiamo!).



3

IL FIGLIO DEL CIELO, IL FIGLIO DEL BUDDHA - LA
REINCARNAZIONE DELL'INDOVINO QUY COC TU1 -
LA VIRTÙ È RICOMPENSATA

L'auto strombazzò con grugniti da cinghiale selvaggio.
Dopo tre minuti, un domestico si precipitò ad aprire i battenti
della porta di ferro per far entrare l'auto che percorse
lentamente il cortile.
Salici piangenti, ibischi, cactus, zafferani, insolite varietà di
fiori e vasi di terracotta del giardino della villa in stile
francese apparvero sotto la luce proiettata dalle lampade in
strada. Tutto ciò colpì fortemente Xuan. Sentì che per lui
stava per iniziare una nuova era. Di tanto in tanto, l'indovino
lo guardava con aria trionfante e gli assestò perfino una
grande gomitata nello stomaco per rammentargli le sue
predizioni. Xuan, intimidito, seduto accanto all'autista, non
osò replicare.
L'auto si arrestò davanti a dodici scalini di cemento.
L'autista aprì la porta e la Vedova del Vicedoganiere uscì,
portando con sé l'ombrellino giapponese, la borsa di pelle e il
cane. Anche l'indovino scese con la sua valigetta, l'ombrello e
la stuoia. Xuan smontò per ultimo e la macchina proseguì
verso l'autorimessa.
Una donna, vestita da domestica, scese gli scalini per
prendere le cose della padrona, che le chiese: "Dov'è il
signorino? Cosa fa?".
"Sta facendo il bagnetto, signora."
"Sta facendo il bagnetto? Ha pranzato?"
Senza aspettare risposta, si girò e disse: "Signorina Ba! Ma
perché fa il bagnetto lì? Mamma mia! È tutto nudo!".
"Signora, l'ha voluto lui. Come ben sa, il signorino piange se
non può avere tutto ciò che vuole."
In una grande vasca d'ottone, era seduto un bambino obeso,
dall'espressione un po' sciocca e attonita. Doveva essere alto
almeno un metro, ma sguazzava nell'acqua come un bimbo di
tre anni. Intorno alla vasca erano sparsi molti giocattoli: un
cane di peluche, una bambola, una macchinina, un aeroplano,
una trombetta... La Vedova del Vicedoganiere posò il cane a
terra e gli chiese: "Il mio tesorino fa il bagnetto? Ma che
bravo bambino! Qualcuno ha forse maltrattato il mio
piccolino quando la mamma non c'era? Lulù... Pss! Pss!".
La Vedova del Vicedoganiere fischiò due volte. Il cane si
drizzò sulle zampe posteriori, tenendo ben dritte quelle
anteriori, e agitò la sua lunga lingua verso il bambino in
segno di saluto. Ma il ragazzino, che stava spandendo acqua
dappertutto, scosse la testa e protestò: "Non voglio!".
"Su, su! Mamma chiede scusa... Mamma può dare un bacio
al suo tesorino?"
"Non voglio!"
La Vedova del Vicedoganiere esitò, poi chiese di nuovo:
"Allora il mio tesoro resta nel bagnetto, ma poi viene a
mangiare con la mamma, vero?".
"Non voglio!"
"Va bene, come vuoi tu, mio caro. Ma se il tesorino ama la
sua mamma, non dovrebbe darle un bacio?"
Allora lui si alzò... Caspita! Era ancora un ragazzino, ma
non era per niente piccolo. Era alto e nudo! E baciò sua
madre! Quella bizzarra scena pareva una foto pornografica!
A sentire le chiacchiere maliziose dei volgari domestici, il
figlio della Vedova del Vicedoganiere aveva "tutti gli
attributi" al loro posto.
Per dissipare ogni malinteso dalle facce sorprese di Xuan e
dell'indovino, la signora spiegò altezzosa: "È un figlio inviato
dal Cielo e dal Buddha!".
L'indovino capì subito che il bambino era nato dopo un
pellegrinaggio della madre in diverse pagode, ma Xuan,
sempre attonito, non ne colse il significato. Non appena la
Vedova del Vicedoganiere fu entrata in casa, il ragazzino
cominciò a strillare e singhiozzare. La padrona urlò:
"Signorina Ba!". Il ragazzino continuava a strillare: "Voglio
entrare in casa! In casa! In casa!".
"Signorina Ba! Presto! Asciugate il signorino e portatelo
dentro!"
Il gigantesco ragazzino salì cavalcioni sulla schiena della
domestica e si dondolò come se cavalcasse un cavallo.
"Avanti! Iiiiii ... su, su, su!"
Davanti a quella scena disgustosa, Xuan non poté fare a
meno di mormorare: "Merda! Che monellaccio!".
Entrata nel salotto, la padrona ordinò ai due uomini:
"Sedetevi lì e aspettatemi!". Poi se ne andò in un'altra stanza.
Nell'attesa notarono che il ragazzino indossava solo una
camicia e non aveva i pantaloni. Giocava a nascondino e
sorrideva loro stupidamente. La camicia di seta giallastra
aveva stampati sui lati due grandi simboli rossi.2 Al collo,
portava uno spesso collare d'oro al quale erano appesi un
ciondolo e una medaglia dello stesso metallo. Si udì la voce
supplichevole della domestica Ba: "Signorino Phuoc,
mettetevi i pantaloni!".
"Non voglio!"
"Mettetevi i pantaloni, altrimenti quei signori vi
derideranno! Su!"
"Fateli giocare con me!"
"D'accordo, ma prima mettetevi i pantaloni!"
"Non voglio!"
L'indovino diede un colpetto al piede di Xuan e mormorò:
"È veramente un figlio inviato dal Cielo e dal Buddha!".
"Sì, infatti..." annuì Xuan che cominciava a capire.
"Strano, però! La padrona sembra la moglie di un francese."
Xuan posò un dito sulla bocca e sussurrò: "Proprio così...".
L'indovino abbassò la voce. "Come mai il figlio inviato dal
Cielo è annamita?"
Prima che Xuan potesse rispondere, giunse la voce della
Vedova del Vicedoganiere: "Oh! Il mio tesorino! Il tesorino
della mamma ora s'infila i pantaloni. Fa' il bravo!".
Poi entrò nel salotto. Si era tolta la tunica e il turbante,
indossava solo una camicia di seta trasparente e non aveva il
reggiseno. I pantaloni erano anch'essi di seta velata.
Sembrava una seguace del nudismo e Xuan si sentì uno
sporcaccione. L'indovino si alzò con rispetto. La padrona gli
chiese: "Leggete l'avvenire con l'oroscopo oppure attraverso
la fisionomia?".
"Con entrambi, signora."
"Qual è il più affidabile?"
"L'oroscopo."
"Allora fatemelo!"
"Potreste dirmi la vostra data di nascita e l'ora, signora?"
"Non saprei, non mi ricordo bene..."
"Mi baserò allora sulla vostra fisionomia, ma temo di non
poter essere così preciso come con un oroscopo."
"Va bene. Fate pure!"
"La vostra fisionomia è ottima. Fra le dodici zone della
faccia, solo una non è molto favorevole: quella delle relazioni
coniugali, vale a dire la zona del matrimonio. I vostri zigomi
sono un po' troppo alti."
La Vedova del Vicedoganiere aggrottò le sopracciglia:
"Cosa c'è che non va? Il mio primo marito, il Vicedoganiere,
fu molto buono con me. Lo fu anche il secondo, il Segretario.
Prima di morire, disse di amarmi ancora. Quante donne su
questa terra hanno avuto due mariti così perfetti?".
"Sì, signora, ma secondo la nostra tradizione sposarsi due
volte è biasimevole."
"Sì... ma secondo il costume odierno non è cattivo segno
sposarsi più volte, basta che i mariti siano buoni. Comunque,
avete visto giusto."
"Signora, voi avete un'anima caritatevole e provate molta
compassione per gli altri."
"Le vostre capacità divinatorie sono ottime!"
"La zona delle finanze è buona, quella dei beni immobili è
migliore, quella degli antenati è eccellente... Signora, i vostri
antenati vi benedissero... devono avervi lasciato delle terre in
eredità..."
"E la zona riguardante i figli?"
"Buona anche quella, ma ne avete avuti pochi."
Ancora una volta, la Vedova del Vicedoganiere non fu
d'accordo: "Come no? Ho due figli. Mia figlia Jannette studia
e si laureerà presto. Mio figlio Phuoc cresce in fretta. Fra tre
mesi compirà undici anni. Due figli... perché dite "pochi"?".
"Signora, "un figlio conta, ma dieci figlie no". È
l'insegnamento degli antenati. Le figlie, anche se tante, non
valgono. Quindi, un solo figlio è poco."
"Ah, ho capito! Un solo figlio maschio è poco."
"Grande signora, avete intenzione di fare il terzo passo?"
"No, ho già deciso! Ho giurato sull'anima del mio primo
marito, il Vicedoganiere, e su quella del mio secondo marito,
il Segretario, di restare loro fedele. Benché io sia molto
giovanile, ho già una certa età. Preferisco sacrificarmi e
dedicarmi ai figli."
"Perciò, come le avevo detto, grande signora, la zona
riguardante i figli non è ricca."
"Avete una grande abilità nell'interpretare la fisionomia. E
com'è il destino di mio figlio Phuoc? Il Buddha della pagoda
del Profumo me l'ha mandato da più di dieci anni. Temo
che..."
"Il suo destino è ottimo, signora. Il signorino avrà una lunga
vita oziosa, non dovrà mai lavorare... godrà di grandi
ricchezze, prosperità, sicurezza e buona salute."
La Vedova del Vicedoganiere chinò umilmente il capo:
"Io... ho sempre paura, essendo un semplice essere umano, di
non saperlo accudire in modo adeguato, temo sempre che lui
decida di ritornare al Cielo dal quale è venuto".
"Non v'inquietate!" ribatté immediatamente l'indovino."La
sua fisionomia ci rivela tutto! Vivrà a lungo e la sua presenza
in questa casa vi assicurerà sempre prosperità!"
"Bene, molto bene! Voi siete il miglior indovino che ci sia!"
"Venerabile signora, se mi saprete dire l'ora esatta, il giorno
e il mese della nascita di vostro figlio, io potrò preparare il
suo oroscopo in modo dettagliato, così da poter predire cosa
gli accadrà ogni anno, ogni mese e ogni giorno."
"Davvero?"
"Sì, mia grande signora. Una carta astrale è molto più
precisa della fisionomia."
"Bene! Ora, però, si è fatto tardi, potete rincasare. Ritornate
pure nei prossimi giorni per fare la sua carta astrale!
Signorina Ba! Date dieci piastre a questo signore! Non
dimenticatevi di ripresentarvi per la lettura dell'avvenire!"
"Sì, sì, grande signora! Ritornerò sicuramente presto!"
Il vecchio prese il suo ombrello, la valigia, la stuoia e se ne
andò. La Vedova del Vicedoganiere chiese a Xuan: "E voi,
sapete cos'ho fatto per voi?".
Xuan rimase un attimo perplesso e intimorito, poi rispose:
"Onorevole signora, senza il vostro aiuto, sarei ancora in
carcere".
"Sì, vedo che sapete essere grato."
"Onorevole signora, il vostro umile figlio non dimenticherà
mai questo favore."
"Non usate la parola "figlio" con me! Sono una persona
civilizzata, non discrimino le classi, né faccio distinzione fra
ricchi e poveri."
"Sì, signora."
"I vostri genitori sono ancora vivi?"
"Signora, sono orfano fin da piccolo."
"Oh! Poverino! Avete moglie e figli?"
"Non ancora, signora."
"Molto bene! Volevo dire... di questi tempi, non ci si deve
sposare presto. Sapete perché vi ho condotto con me?"
"Non ancora, signora. Attendo i vostri ordini."
"Sono una donna pietosa, provo molta compassione per il
mio prossimo. E voi meritate il mio aiuto. Deve essere stato
terribile perdere il lavoro in modo così repentino! Perché
avete commesso quella sciocchezza nello spogliatoio? So che
i giovani sono incoscienti, ma dovevate assicurarvi prima che
la ragazza fosse d'accordo... e solo dopo... inteso?"
Xuan, perplesso, rispose: "Signora, improvvisamente, senza
che avessi il tempo di capire, sono stato picchiato, sbattuto
fuori, umiliato...".
"Basta! Non raccontatemi simili bugie!"
"Ma, signora, non sono bugie!"
"Allora, perché vi hanno cacciato?"
"Non ne ho la più pallida idea. Stavo sistemando gli
asciugamani di cotone e le vasche da bagno per i membri del
club e, mentre ero così preso dal mio lavoro, quel francese mi
ha afferrato e mi ha dato un sacco di botte..."
"Non è che stavate..."
"Stavo solo tappando un foro dello spogliatoio del club!"
continuò a raccontare Xuan con l'aria più innocente del
mondo.
"Oh! Ma perché non vi siete difeso quando il francese vi ha
accusato di quella colpa?"
Xuan arrossì e balbettò: "È che... signora... è che... non so
nemmeno di cosa mi abbia accusato, io non capisco il
francese...".
La Vedova del Vicedoganiere, sconcertata e delusa,
inghiottì amaro. Si ricordò dei turbamenti e degli errori del
passato: dal giorno in cui fu violentata, strane ossessioni la
seguivano come ombre fino a impossessarsi di lei.
Desiderava ardentemente altre violenze sessuali, ma non ce
ne furono più. Fu lei a "violentare" i suoi mariti mentre - Dio
ne è testimone - non fu mai "violentata" da loro.
Lesse un giorno il romanzo La storia lacrimosa di Kim
Anh3 e apprese dell'esistenza di un monaco che diceva di
essere l'incarnazione del Buddha e di poter concedere figli
alle donne che andavano a pregare nella sua pagoda. Vi si
recò subito, ma scoprì che erano solo menzogne del libro e,
piena di vergogna, fece ritorno a casa. Fu il secondo marito, il
Segretario, a darle un figlio. E anche questa volta...
Di fronte all'aria sincera del viso di Xuan, concluse
tristemente che, con ogni probabilità, egli era stato accusato
per sbaglio. La sua tristezza stava tramutandosi in collera,
quando le venne un'idea.
"Salite al piano di sopra e aspettatemi. Farò una doccia e vi
spiegherò in seguito come mai vi ho fatto venire qui."
Xuan ubbidì. I due salirono e giunsero in un altro salone. La
Vedova del Vicedoganiere disse: "Accomodatevi! Mentre mi
aspettate, sfogliate questo an bum!4".
Entrò nel bagno, poco distante da dove era seduto Xuan. Si
spogliò, si mise la cuffia di caucciù per proteggere i capelli e
aprì il rubinetto. L'acqua sgorgò abbondante dalla doccia di
zinco. La donna si strofinò forte la pancia e le cosce. E poi -
che paradosso! - lei spiò Xuan attraverso il foro della
serratura. Ma, ahimè! Xuan guardava tranquillamente l'an
bum fotografico, sempre seduto allo stesso posto, come se
nulla fosse!
Finita la doccia, uscì dal bagno e disse senza entusiasmo:
"Insomma, potete andarvene. Penso di assumervi da domani.
Andrete al negozio Occidentalizzazione e chiederete del
signor Civilizzazione. Vi darò una mano: non rimarrete senza
lavoro".
"Venerabile signora..."
"Basta così! Non siete tanto sveglio! Andatevene! Domani
vedrete. Ricordate: l'Occidentalizzazione, il negozio
d'abbigliamento per donne."
Xuan se ne andò con il cuore pieno di speranza, senza
rendersi conto che quella sera egli era stato disprezzato per la
sua eccessiva virtù, come, del resto, spesso capita a chi è
troppo ligio alla morale.

1. Filosofo cinese del periodo dei Regni Combattenti (453-
221 a.C.).
2. Questi simboli rossi sono amuleti che contraddistinguono
i bambini inviati dal Cielo e dal Buddha, conferiscono loro
protezione dagli spiriti maligni e fanno sì che il Buddha non
se li riprenda.
3. Probabilmente si tratta di un'invenzione dell'autore.
4. Album.



4

LA RABBIA DI HOAN THU1 - L'ARTE AL SERVIZIO
DEL POPOLO - I PRODOTTI
DELL'OCCIDENTALIZZAZIONE

Xuan seguì le indicazioni della Vedova del Vicedoganiere
e, il giorno dopo, alle otto precise, si ritrovò a gironzolare
davanti a un negozio d'abbigliamento femminile. Incerto se
fosse o meno il negozio Occidentalizzazione della signora
Civilizzazione, Xuan non osò entrare. L'istruzione limitata di
Xuan gli consentiva di scrivere alcune note nel registro della
lavanderia, ma non di decifrare i complicati caratteri
moderni. Sembrava fossero stati inventati proprio per non
essere letti! In quel momento, stavano preparando una nuova
insegna per il negozio. Cinque pezzi di legno dalle forme
strane, verniciati leggermente di rosso, giacevano sul
marciapiede. Un operaio appoggiò una scala contro il muro
mentre un giovane dall'aria altezzosa si rimboccò le maniche
lentamente e gli impartì ordini precisi e secchi, sgridandolo
talvolta con tono severo.
Questo negozio d'abbigliamento era davvero
impressionante. Nella vetrina erano esposte tre statue di legno
inviate direttamente dall'Europa: rappresentavano la bellezza
occidentale, ma, per far sì che assomigliassero un po' alle
donne vietnamite, le loro teste erano state agghindate con
turbanti e parrucche nere. Ogni ma no canh2 indossava un
capo d'abbigliamento di diverso stile. Il primo aveva una
camicetta scollata a coda di rondine, che si usava per le
passeggiate, il secondo esibiva un costume da bagno, adatto a
far risaltare la bellezza del corpo femminile sulle spiagge e il
terzo indossava biancheria intima, fatta apposta per ricordare
ai mariti o agli amanti il loro più sacro dovere.
Xuan si avvicinò timidamente alle cinque lettere e tentò
invano di capire cosa significassero. C'erano un pezzo di
legno con un buco, un altro quadrato con due fori in mezzo e
altri tre pezzi a forma triangolare con altrettanti fori
all'interno. La rozza mente di Xuan aveva capito, a soli sei
anni, che un triangolo con un punto in centro poteva indicare
qualcosa di volgare. Solo questo! Sorrideva dunque fra sé,
quando udì il giovane urlare all'operaio: "Questo pezzo va
prima! No! No! Metti quello triangolare! Merda!".
L'operaio, confuso, chiese: "Signore, cos'è il triangolo?".
Il giovane gridò: "Scemo! Il triangolo è... un theo!3 E un
theo rappresenta la lettera A!".
L'operaio protestò: "Ma signore, poco fa mi avete detto che
un theo rappresenta la lettera U!".
"Zitto, stupido! Un theo al rovescio è la lettera U. Che razza
di artigiano sei? Non capisci niente d'estetica! Ascoltami
bene: prima sistemi il pezzo con la punta in su, poi quello con
la punta in giù! Allora, avremo A e U, cioè AU che significa
Occidente. Dopo di che, metti il pezzo quadrato con due
buchi, la H; poi quello rotondo con un buco in mezzo, la O, e
alla fine, un altro pezzo con la punta in su, cioè la A, per
avere HOA. AU HOA: Occidentalizzazione. È il nome del
negozio. È così semplice, eppure te l'ho già dovuto ripetere
decine di volte! Siete più stupidi dei maiali!"
Xuan, da un lato, era contento di aver trovato il luogo esatto,
ma, dall'altro, era arrabbiato per esser stato insultato
indirettamente. Mormorò fra sé: "Merda! Sarebbero queste le
lettere?". In quel preciso istante, l'attenzione di Xuan fu
distolta dall'arrivo di un altro giovane vestito all'europea, in
tenuta da escursionista, che si avvicinò al primo. I due si
strinsero la mano e si salutarono ad alta voce in francese.
"Santo cielo! Il popolo vietnamita non ha alcun senso
estetico! Che disgrazia!"
"È davvero inutile discutere di estetica con loro!"
"No, no! Voi siete giornalista ed è vostro dovere migliorare
il livello culturale della gente affinché possa capire la
bellezza. Io, invece, sono un artista e ho già consacrato tutta
la mia vita all'arte!"
"Sì, ma io sono del parere che la vostra influenza sul popolo
sia già stata forte!"
"Non basta. C'è ancora tanto lavoro da svolgere. Il nostro è
un popolo ozioso, non vuole riflettere e non ha nessuna
voglia di impegnarsi in cose complicate come i temi estetici,
perciò l'impatto della mia arte resta ancora limitato. Eppure,
quanto essa è più difficile da capire, tanto più alto è il suo
valore estetico! Prendiamo ad esempio l'Italia o la Germania:
i loro artisti sono considerati divinità solo grazie a
scarabocchi incomprensibili, a quadri che, francamente, il
popolo non riesce a capire, ma che considera ugualmente
capolavori. Mussolini e Hitler ne furono così gelosi che, una
volta raggiunto il potere, la prima cosa che fecero fu
incarcerare quei creatori; e li liberarono solo quando
finalmente ne compresero il valore artistico. Ecco, pensate un
po'! Quando mai il nostro popolo raggiungerà certi livelli?
Quando noi artisti potremo finire in carcere?"
L'altro annuì: "Avete ragione!".
"È proprio a causa del basso livello culturale della nostra
società che siamo costretti a rivoluzionare dapprima
l'abbigliamento femminile, che è la forma estetica più
facilmente accessibile. Solo nel momento in cui la massa
saprà apprezzare la bellezza delle cosce delle donne, si
riuscirà a comprendere il valore dei dipinti di nudi e si
raggiungeranno livelli artistici sublimi."
"Ah! Giusto!"
"Cosa ne pensate di questi nuovi caratteri? Sono le creazioni
più recenti! Non vi sembrano speciali? Il fatto che le persone
comuni non riescano a decifrarli conferma la loro superiorità.
Il giorno in cui avrò inventato una tipologia incomprensibile
perfino agli intellettuali, l'arte trionferà!"
In quel momento, Xuan vide di sfuggita la signora
Civilizzazione all'interno del negozio e vi entrò con fare
timido, seguito dai due giovani che continuavano a discutere
animatamente.
"M'inchino a voi, signora."
La signora Civilizzazione rispose al saluto di Xuan con un
cenno del capo e strinse la mano ai due giovani. "Prego!
Accomodatevi! In che cosa posso esservi utile? E come va il
vostro giornale?"
"Sono venuto a proporvi un affare importante. Le vendite
sono aumentate e hanno raggiunto le cinquanta copie..."
Lei si girò improvvisamente verso Xuan. "E voi, cosa
volete?"
Xuan, imbarazzato, si stropicciò le mani. "Sì... sì... ieri... la
Vedova del Vicedoganiere..."
La signora Civilizzazione lo interruppe subito: "Zitto!
Dovete chiamarla signora Segretaria, altrimenti si offenderà".
"Sì, signora. La signora Segretaria... ieri... mi ha detto di
venire qui da voi..."
"Bene. Allora, aspettate qui!"
Fece accomodare il giornalista nel locale in fondo al
negozio. Xuan si sedette su una sedia di ferro coperta da un
panno, vicino alla porta. Benché impaziente, ne approfittò per
lustrarsi gli occhi e ammirare le parti segrete delle donne che
solo il movimento dell'Occidentalizzazione osava mostrare:
seni provocanti ricoperti da reggiseni di seta e pizzo, cosce
infilate in calze setose, magliette intime, mutandine...
insomma, tutto ciò che può destare desideri persino in spiriti
settantenni. I rotoli di sete e di stoffe multicolori conferivano
un'aria molto vivace al negozio. I tre lati dello spogliatoio
avevano tende di velluto e, nel retrobottega, i sarti lavoravano
con le macchine per cucire e ronzavano di qua e di là come
api.
Una donna di mezza età, mal truccata, si fermò davanti alla
vetrina e la fissò per alcuni minuti prima di entrare. La
padrona le andò incontro. "Buongiorno, signora. Desiderate
comprare abiti già confezionati oppure su misura?"
La cliente rifletté un istante, poi rispose timidamente:
"Vorrei... vorrei un vestito all'ultima moda".
La signora Civilizzazione approvò subito: "Sì, è naturale!
Oggi dobbiamo riformare radicalmente i nostri costumi per
adattarci alle nuove tendenze della moda. Lo stile tradizionale
ci fa apparire più vecchie di quello che siamo. Dobbiamo
mutarlo! Signora, se le donne non adottano i mezzi moderni
per conservare la loro bellezza, avranno ben poche speranze
di preservare la felicità famigliare. Le giovani seguono
fedelmente la nuova moda: la concorrenza si fa sempre più
feroce".
Gli occhi della cliente brillarono di gioia: era proprio questa
la sua preoccupazione. Esitò ancora, prima di continuare: "È
vero, verissimo! Avete ragione! Le giovani d'oggi si vestono
in modo ancor più provocante delle mogli annamite degli
occidentali di una volta! Troppo moderne! Sono donnacce!
Ahimè! Sono più belle di me e mio marito ne è ossessionato!
Mi rubano la felicità! Dio mio! Cosa dovrei fare?".
La sua voce aumentò ancora di volume e la signora
Civilizzazione dovette calmarla: "Su, su! Non vi arrabbiate!".
"Ma mio marito esce ogni sera con quelle donne "moderne"!
Mio Dio! Cosa dovrei fare?"
"Signora, la risposta è semplice! Dovreste vestirvi come
loro."
"Sì, sì! Dovrei vestirmi in quel modo. Chi se ne infischia se
la gente mi chiamerà vecchia sgualdrina! È anche colpa
vostra! Voi, i negozi di moda, siete i primi a dare il cattivo
esempio!" La signora Civilizzazione scrollò le spalle.
"Signora, noi seguiamo semplicemente l'evoluzione della
società. In quest'era riformista, tutto ciò che è conservatore
sarà eliminato. Non potete immaginare quante donne si sono
"salvate" da quando abbiamo aperto questo negozio
d'abbigliamento. Grazie a noi, esse hanno ritrovato l'amore
dei mariti e riconquistato la felicità coniugale."
"Se è così, vorrei farmi cucire subito un vestito il più
moderno possibile! Ma che non sia troppo caro!"
"Sì, certamente! Prego, signora, vi mostro alcuni modelli."
E la padrona l'accompagnò a visionare i manichini: "Ecco!
Abbiamo diverse proposte create dai nostri bravi studenti
d'arte. Se leggete i cartellini posti sotto i manichini, capirete il
significato di ogni modello. Questo, ad esempio, si chiama
Promessa e la ragazza che lo indosserà desidererà
appuntamenti. Quest'altro si chiama Tranello amoroso e, con
esso, le donne avranno in pugno i loro uomini. Questi,
Innocenza e Pubertà, sono ideati per le ragazzine. A partire
da questi altri, entriamo nel territorio dei "comandanti degli
affari interni", cioè delle mogli. Signora, ecco a voi Potere
femminile, adatto alle donne che vogliono intimorire i mariti,
poi, Assoluta fedeltà per le vedove determinate a rimanere
fedeli al marito defunto ed Esitazione per quelle titubanti.
Questo è l'abito più recente e non abbiamo ancora esposto il
cartellino, ma il nome è già stato scelto: Conquista. Con esso
potrete conquistare il mondo intero, vostro marito incluso".
Le due donne si fermarono davanti a un abito molto
provocante: una maglietta intima e un paio di pantaloni di
stoffa nera così trasparenti da lasciar intravedere un coc xe4 e
una mutandina anch'essa nera. La bella dama di legno
mostrava il decollete, le braccia, le cosce e le gambe.
Mentre la signora Civilizzazione la osservava con fierezza,
la cliente sembrava molto meno convinta. Fece una smorfia e
disse: "Indossare questo vestito è, insomma...
sconveniente...". L'artista e il giornalista erano tutt'orecchi. Il
giornalista intervenne immediatamente: "No, anzi! È molto
adatto, signora. Se lo portaste, nessun uomo potrebbe
resistere alla tentazione di seguirvi, così come si seguono le
fanciulle!".
L'artista soggiunse: "Conquista! L'ho chiamato Conquista!".
La cliente si preoccupò: "Ma, con esso... non si copre quasi
niente!".
"Signora, i dettami della moda sono già cambiati
radicalmente" ribadì l'artista. "Per queste creazioni, ci siamo
basati sui concetti estetici dei più grandi stilisti europei: gli
indumenti devono decorare, sottolineare la bellezza
femminile e non nasconderla. Quando si raggiungerà il punto
più eccelso, più estremo dell'arte, i vestiti non dovranno più
coprire nulla." Notata l'espressione dubbiosa della cliente, la
padrona la rassicurò: "Al momento, esso vi potrà sembrare
troppo audace, ma aspettate quando vostro marito starà per
uscire... indosserete questo vestito e vi guarderete allo
specchio: vedrete, sarà bruciato dalla passione e non penserà
più a nessun'altra!".
"Sì, avete ragione!" annuì la cliente. "Dovrei fare una
prova." La padrona del negozio continuò: "Signora, l'armonia
famigliare non dipende forse dalla felicità coniugale? Cosa
dovremmo fare quando la passione amorosa comincia a
smorzarsi?".
"Avete ragione!"
"Allo scopo, abbiamo creato nuovi modelli di biancheria
intima. Insomma, non curiamo solo l'aspetto esteriore come
ci rimproverano i retrogradi moralisti! Se voi indossate anche
gli intimi della nostra collezione, potete essere certa dei loro
effetti miracolosi."
"Dove sono? Me li potreste mostrare? Li ordinerò tutti in
una volta!"
La signora Civilizzazione accompagnò la cliente verso una
vetrina retrostante e, lì, tirò fuori un ammasso di mutande,
reggiseni, lingerie, magliette intime, giarrettiere...
"Ecco Indecisione, poi le mutandine Aspetta un secondo!, la
maglietta Felicità e il reggiseno Giù le mani!. Prego, signora!
Solo il nostro negozio Occidentalizzazione ha così a cuore la
felicità del gentil sesso."
La cliente annuì più volte. "Sì, ne sono convinta. Anch'io mi
occidentalizzerò e seguirò il movimento della civilizzazione!
Mi vestirò in modo moderno! Volete chiamare il sarto e dirmi
dove si trova lo spogliatoio?"
La signora Civilizzazione indicò l'artista: "Sì, ecco il sarto,
signora! Questo grande artista è stato studente alla scuola
delle Belle Arti d'Indocina ed è sempre pronto a dedicarsi alla
bellezza femminile".
L'artista chinò la testa. "Vogliate seguirmi, signora. Sarò
onorato di esservi utile." Poi i due entrarono nello spogliatoio
circondato dalle tende di velluto.
Xuan, ancora seduto sulla sedia, sbadigliava di tanto in
tanto, mentre la signora Civilizzazione discuteva con il
giornalista: "Signore, non è ragionevole che il vostro giornale
chieda un aumento delle tasse per la pubblicità".
"Signora, avete torto. Il numero dei lettori del nostro
giornale sale sempre più. I conservatori ci attaccano. E questo
è buon segno anche per voi: ci sono sempre più persone che
seguono le nuove tendenze..."
"Ma signore, è il progresso! E, certamente, ne traete molti
più profitti di noi."
"No, no, siete voi e i vostri colleghi a ottenere i maggiori
benefici!"
"Voi stessi incoraggiate le innovazioni e, se il pubblico vi
segue, siete voi ad approfittarne."
"No, ve lo ripeto: a guadagnarci siete voi!"
"V'illudete! Non credo che il vostro giornale sia così
influente!"
Il giornalista, nell'udire queste parole, s'incollerì: "Ma
come? Che dite? Non avete notato i progressi sociali? Non
leggete i quotidiani? Quanti divorzi! Quanti tradimenti!
Quante ragazze scappano di casa per seguire gli uomini!
Quanti mariti si annoiano con le proprie mogli! A proposito,
avete saputo di quel mandarino che si è licenziato per essere
libero di seguire una ragazza moderna? Quasi ogni giorno si
apre una nuova sala da ballo! Ecco, io ritengo che sia il
nostro giornale a esercitare quest'enorme influenza sui
cambiamenti sociali!".
In quel preciso istante, la Vedova del Vicedoganiere entrò.
Xuan si alzò subito e la signora Civilizzazione lasciò il
giornalista ai suoi discorsi sul potere dei giornali.
"Oh! Nipote mia! Nipote mia!"
"Zia! Venite, vorrei chiedervi una cosa!"
Zia e nipote si appartarono in un angolo. Il giornalista
afferrò il proprio cappello e uscì furioso dal negozio, ormai
rassegnato a una triste realtà: il giornalismo è un lavoro
ingrato.
Xuan, nell'attesa, camminava avanti e indietro.
"Perché mi avete mandato quel tizio, zia?"
"Ma sì! Te l'avevo detto: voglio che tu lo assuma! Quando il
mio campo da tennis sarà terminato, mi servirà una persona
che ci aiuti negli allenamenti."
"Sì, zia, ma la costruzione durerà ancora un bel po'.
Assumerlo ora, sarebbe uno spreco di denaro."
La Vedova del Vicedoganiere parve risvegliarsi: "Ah, sì! È
vero! Ma se ora lo abbandoniamo, morirà di fame!".
Rifletté un momento, poi, rallegrata, bisbigliò all'orecchio
della nipote: "Facciamo così... prima che il campo sia
completato, possiamo... e non sprechiamo soldi. Che ne
pensi?". E fu così che Xuan iniziò ad aderire alle riforme
sociali.

1. Personaggio femminile, famoso per la sua crudeltà, del
poema La storia di Kieu di Nguyen Du.
2. Mannequin (Manichino).
3. Forma triangolare nell'ebanisteria tradizionale.
4. Reggiseno.



5

LEZIONI DI PROGRESSO PER XUAN - OPPOSTE
CONCEZIONI SU FAMIGLIA E SOCIETÀ - UN MARITO
CORNUTO

La coppia Civilizzazione, insieme a donne emancipate e
uomini che avevano l'aria di essere stati studenti all'estero,
salì su un'auto per recarsi a pranzo in un ristorante.
Lasciarono il negozio anche i sarti e le cucitrici. L'orologio
suonò le dodici. Per le strade, sugli alberi di Blighia, le cicale
frinivano come a voler disturbare la siesta dei borghesi.
Xuan, rimasto solo nel negozio, mormorò: "Che scalogna!
Qui non si vede un soldo!". E, andando su e giù, si ricordò
delle parole del padrone: "Prima di praticare sport, dovreste
fare del vostro meglio per integrarvi nel movimento
dell'Occidentalizzazione. Da questo momento, se la società
sarà più civile o degenererà in barbarie, la responsabilità sarà
anche vostra. Dovrete dunque impegnarvi a fondo, lavorare
bene, controllare tutto e capire l'importanza del vostro
compito".
Il padrone pronunciò queste frasi con enfasi e la padrona,
mettendogli in mano un piumino, aggiunse: "Prendete questo
per spolverare i rotoli di seta e gli abiti dei manichini! Dovete
imparare a pulire! Tutto dovrà essere impeccabile! Voi ne
sarete responsabile!".
"Sì, signora."
L'artista continuò: "Per voi, sarà indispensabile conoscere i
nomi degli abiti e dei diversi stili, poiché dovrete consigliare
le clienti secondo un certo gu1".
"Sì, signore, ma che cos'è il gu?"
L'artista, confuso, si diede dei colpetti in fronte, prima di
trovare le parole giuste: "Indica... indica... cioè, volevo dire...
insomma... ciò che piace di più...il senso dell'estetica".
"Perdonatemi signore, non capisco..."
"Non riuscite a capire? Fate uno sforzo! Per compiacere le
clienti, dovrete ricordare tutti i nomi dei vestiti. Questo è il
dovere di un vang do,2 di colui che vende! E, vedrete, ogni
volta che una persona accetterà di farsi confezionare un
vestito moderno, il nostro paese avrà un progressista in più!"
"Sì, signore. Dovrò saper distinguere anche i diversi stili per
poi decidere quale sia il più adatto a questa o a quell'altra
dama?"
L'artista spalancò gli occhi, alzò le spalle e puntò un dito in
faccia a Xuan. "Chi vi credete di essere? Questo è di mia
competenza! Di me solo, di un tay o3 come me! Seguitemi!"
Xuan fu trascinato davanti a un manichino. L'artista spiegò:
"Braccia e collo nudi significano Pubertà. Ripetetelo!".
Xuan ripeté come un pappagallo: "Braccia e collo nudi
significano Pubertà. Braccia e collo nudi significano
Pubertà". L'artista annuì soddisfatto e condusse Xuan verso
un altro manichino. "Non ha spalline e mostra metà seno:
questo si chiama Innocenza! Ripetetelo!".
"Non ha spalline e mostra metà seno: questo si chiama
Innocenza! Non ha spalline e mostra metà seno: questo si
chiama Innocenza!"
"Molto bene! Continuate così e saprete riconoscere pure i
caratteri moderni... Ah! Intendevo dire: saprete riconoscere le
nuove creazioni dell'arte moderna. D'ora in poi, il processo
dell'Occidentalizzazione dipenderà anche dalla vostra
intelligenza, quindi, fate attenzione! Qui, avete Fedeltà, per le
vedove determinate a non risposarsi. Questo vestito
conferisce un'aria austera: il colletto a foglie di loto scende e
copre le curve dei seni, mentre quello di Esitazione nasconde
un seno e ne rivela l'altro. A proposito, sapete leggere le
lettere dei cartellini?"
"Sì, signore! Sono caratteri antichi, quindi li posso leggere."
"Bene. Allora vi lascio. Continuate a lavorare da solo."
Prima di uscire, la signora Civilizzazione aggiunse:
"Prendete il cartellino "Chiuso a mezzogiorno" e sistematelo
davanti alla vetrina. Restate di guardia al negozio. Se viene
qualcuno, cercate di ricordarvi cosa desidera per sapermelo
riferire al mio ritorno".
Tutti se ne andarono.
Xuan poté così rendersi conto che il suo ruolo nel
movimento dell'Occidentalizzazione e delle riforme sociali
altro non era che quello di guardiano. Non se la prese per
questo, ma piuttosto perché tutti si erano scordati che anche
un guardiano ha bisogno di pranzare e di fare una siesta.
Aveva una fame da lupo. Sperò di rivedere la Vedova del
Vicedoganiere, ma anche lei era già salita sull'auto con il suo
amato cane.
Camminò avanti e indietro nel negozio deserto e silenzioso,
e ripeté: "Che scalogna! Qui non si vede un soldo!". Prese il
piumino e spolverò i manichini. Come i bambini che studiano
i caratteri cinesi a memoria, Xuan leggeva e rileggeva ad alta
voce i cartellini, ma apprese la lezione a modo suo.
"Merda! Ma che razza di vestiti sono? Che cos'è questo?
Ah! Sì... Promessa! Vita stretta, petto e sedere larghi! Sì, sì!
Vita stretta, petto e sedere larghi significano Promessa. E
quest'altro? Petto, braccia e cosce tutti in mostra... è
Conquista! Petto e cosce nudi sono Conquista! Senza spalline
e metà seno esibito, è Innocenza!"
A Xuan cadde il piumino di mano e, continuando a leggere,
si chinò a riprenderlo. "Innocenza non ha spalline e mostra
metà seno. Innocenza!"
In quel mentre, una giovane donna spinse la porta ed entrò
nel negozio. I due, sorpresi, si osservarono per un po'. Infine,
quella gli chiese perentoria: "Chi siete?".
Xuan si rialzò, nascose il piumino dietro la schiena e rispose
solennemente: "Io? Io... io sono un membro del movimento
dell'Occidentalizzazione".
"Ah, sì?"
"Sono un riformatore. È mia responsabilità se la società
diventerà più civile o degenererà in barbarie."
"Ah! Molto bene!"
"E voi, signorina. Che cosa desiderate? Forse l'intimo
Aspetta un secondo!?"
"Sono già sposata. Non posso aspettare nemmeno un
secondo."
"E allora, cosa desiderate signora?"
"Voglio mio marito, la riforma e l'Occidentalizzazione!
Dov'è mio marito?"
"Ma signora, chi è vostro marito?"
"Il signor ALD!"
"Chi?"
"Il signor ALD!"
Xuan, sbalordito, s'irrigidì come un manichino di legno,
prima di chiederle di nuovo: "Signor... Signor ALD?".
"Sì, esatto! Dov'è?"
"Ma qui non c'è nessun signor ALD!"
"Sì, che c'è! È il sarto, il signore delle Belle Arti indocinesi.
Nella rubrica dedicata alle donne, si firma sempre con lo
pseudonimo ALD, vale a dire "Amo le donne". Voi che vi
presentate come un riformatore, come mai non lo conoscete?
Da quando avete iniziato a riformare?"
"Ah! Sì, certo! Era qui, ma poi è uscito, non so per dove..."
"Lo aspetterò."
"Come desiderate, signora."
"Potete dirmi cosa pensate del mio vestito, signore? Vi
sembra moderno?"
Xuan esaminò la tunica: il colletto non era a foglie di loto, i
pantaloni bianchi erano sobri e le scarpe di velluto nero erano
classiche. Poiché la recente lezione di moda gli aveva fatto
credere che gli abiti più moderni fossero quelli più
stravaganti e assurdi, questo capo non gli sembrava per niente
alla moda.
"Signora, io la vedo molto decorosa e inappuntabile, ma
poco moderna."
"Vero?"
Xuan annuì ripetutamente: "Sì, sì! Troppo tradizionale, per
nulla occidentalizzata! Un simile modello appare addirittura
fuori moda per la moglie del signor ALD. Non sapete che
vostro marito ha ideato diversi stili moderni? Innocenza,
Conquista, Esitazione, Aspetta un secondo!... molte, ma
proprio molte, elegantissime innovazioni, signora!".
La donna digrignò i denti. "Mio marito mi opprime! Non ne
posso più!"
"Signora, questo ostacola l'evoluzione dei costumi! Se
desiderate protestare, l'unica cosa da fare è ordinare subito
l'abito Diritti delle donne. Ogni moglie che lo indosserà,
intimidirà il marito. Me l'ha detto proprio il signor
Civilizzazione."
"Voi siete una persona molto istruita. E come vi esprimete
bene in quello stile così francese! Accettereste di guidarmi
verso questo movimento dell'Occidentalizzazione?"
Xuan s'inchinò ossequioso. "Onorato di potervi servire!"
La signora sorrise radiosa. "Come siete gentile!"
"Signora, l'armonia famigliare non dipende forse dalla
felicità coniugale? Se la fiamma amorosa inizia a indebolirsi,
cosa si deve fare per ravvivarla?"
"Sì, appunto! Se il signor ALD continuerà a impormi
restrizioni, non potrò amarlo come nei primi giorni del nostro
matrimonio."
"Signora, noi non curiamo solo l'aspetto esteriore come ci
rimproverano i retrogradi moralisti. Inoltre, secondo le leggi
progressiste, in quest'epoca riformatrice, tutto ciò che è
conservatore sarà eliminato. Gli indumenti, ad esempio,
dovranno esaltare la bellezza, non nasconderla."
Xuan stava ripetendo la lezione come un grammofono,
quando la porta si aprì bruscamente e l'artista fece irruzione,
seguito dal giornalista. Il primo alzò le mani verso il cielo e
gemette: "Ahimè! I nostri costumi, i nostri valori morali! Che
depravazione!".
Egli si volse verso il giornalista per ottenere la sua
compassione. Quest'ultimo pensò si trattasse di una scenata di
gelosia (in genere gli artisti sono gelosi) e mormorò: "Avete
ragione! È intollerabile!".
L'artista colse il senso della risposta così come la intendeva
lui e s'impuntò: "Siete d'accordo con me? Mia moglie,
proprio mia moglie veste secondo i dettami della moda!
Santo cielo! I pantaloni bianchi? Santo cielo! Si è pettinata
con la riga di lato? Si è truccata le labbra a forma di cuore?
Che donnaccia! Che sgualdrina! Che...".
Xuan Capelli Rossi alzò una mano per interromperlo.
"Signore, mi permetto di difendere il sesso debole nel
movimento dell'Occidentalizzazione!"
La moglie dell'artista, a sua volta, andò su tutte le furie,
proprio come sanno farlo le mogli degli artisti: "Basta! Sei
uno stupido! Tu stesso sostieni la campagna per le riforme
dell'Occidentalizzazione e incoraggi le donne a indossare i
vestiti che crei e a truccarsi secondo il tuo stile! E io? Sì,
sono tua moglie, ma sono una donna anch'io! Sono una
donna! Tutti possono vedere che sono una donna! Chi
oserebbe affermare il contrario? Chi di voi potrebbe dire che
non sono una donna?".
L'artista fece un cenno con la mano. "Lo sappiamo! Lo
sappiamo! Sta' zitta! Sei ridicola!"
"E se non sto zitta?"
"Smettila, idiota! Ci sono donne e donne. Per "donne"
s'intende le mogli, le figlie e le sorelle degli altri, mica le
nostre! Hai capito? Le mie teorie vanno bene per le altre, ma
tu, tu sei mia moglie! Non ti permetto di seguire le mode!"
La moglie del signor ALD ribatté: "Non riesco a capire
questo ragionamento! È illogico!".
L'artista si volse di nuovo al giornalista, quasi a chiedergli
aiuto, e quest'ultimo spiegò: "Signora, occorre distinguere la
famiglia dalla società".
"Perché, allora, nel vostro giornale sostenete anche voi le
riforme?"
"Perché la penso come vostro marito. Noi diciamo "le
donne" nel senso di mogli, figlie e sorelle altrui, non di quelle
della nostra stessa famiglia. Anche la mia segue la tradizione.
Alle nostre donne non è permesso vestirsi "alla moda", né
andare nelle sale da ballo o nelle fiere quando vogliono. A
casa non devono mai contestare le suocere con tutte quelle
teorie sull'uguaglianza e l'emancipazione!"
Il giornalista parlò con la fermezza dei grandi scrittori
progressisti e l'artista fu incoraggiato a continuare: "Per me,
le donne della mia famiglia non dovrebbero nemmeno uscire
di casa. Capito?".
"Dio mio! È incredibile! Come si può ragionare in questo
modo!" strillò la moglie dell'artista.
Il giornalista, impaziente, alzò le mani al cielo. "Santo cielo!
Ma come si fa a non capire una cosa così semplice?"
L'artista, sempre corrucciato, urlò: "Che donnaccia! Oggi
vuoi un certo abito in voga, domani ne chiederai un altro. Per
che cosa? Per buttare il denaro dalla finestra? Non solo sei
una parassita, ma vuoi anche rovinarmi con tutte quelle
spese! Se un giorno non avrò più un soldo per soddisfarti,
cosa farai? Ti venderai? Non azzardarti a imitare certe donne
"romantiche"!". Poi puntò il dito verso il viso di Xuan. "Vi ho
colto in flagrante! Stavate ipnotizzando mia moglie con tutte
quelle belle parole! Volevate traviarla e rovinare la nostra
famiglia! Badate bene a quel che fate!"
Afferrò brutalmente la mano della moglie e la trascinò verso
la porta gridando: "Presto! A casa! E levati subito questi
pantaloni bianchi, altrimenti non saremo più marito e
moglie!". Il giornalista afferrò la propria cartella e seguì la
coppia.
Xuan, completamente confuso e perplesso, rimase solo nel
negozio. Si prese la testa fra le mani e cercò di capire il senso
dei ragionamenti dell'artista: non c'era nessun nesso logico fra
la sua reazione e le sue teorie riformiste. Lo assalì anche la
paura che l'ira dell'artista gli avrebbe fatto di nuovo perdere il
lavoro e, mentre era immerso in questi cupi pensieri, scorse
un uomo di mezza età, vestito da impiegato e dall'aria gentile,
aprire la porta con timidezza. Egli entrò e disse sottovoce,
come se stesse rivelando un segreto: "Buongiorno signore!
Signore, io ho le corna in testa!".
Xuan si strofinò gli occhi per verificare se stesse sognando.
L'altro ripeté confidenzialmente: "Sì, proprio così! Sono un
marito con le corna".
Xuan si spaventò: "Avete le corna?".
"Esatto, signore!"
Xuan toccò la testa dell'uomo e, sempre più perplesso, gli
rispose: "Ma state scherzando? Voi non avete nessun corno!".
L'estraneo accostò un dito alla bocca e bisbigliò: "È un modo
di dire figurativo. Significa che mia moglie ha dormito con
un altro uomo".
"Veramente?"
"È così! Per indicare i mariti traditi, i francesi dicono che
portano le corna, che sono cornuti! Signore, mia moglie è
un'immorale! Dovrei suicidarmi!"
"Oh no!"
"Sì, ma prima di porre fine alla mia vita, dovrei compiere un
gesto glorioso! Ho dunque bisogno del vostro aiuto."
"Ma... signore, io non vi conosco nemmeno."
"Sono un impiegato delle poste. Sono anche un parente del
signor Civilizzazione. È tutto ciò che dovete sapere. La
signora Vedova del Vicedoganiere mi ha detto che siete un
uomo intelligente, istruito e generoso. È per questo che,
mentre mi stavo recando al lavoro, mi sono fermato qui per
chiedere il vostro aiuto."
"Cosa potrei fare?"
"È semplice. La prossima volta che mi vedrete - e sarà
presto, ve l'assicuro - punterete un dito verso di me e direte:
"Signore, siete un cornuto". Tutto qui!"
"Oh, non oserei mai farlo! È proprio necessario far sapere a
tutti e in modo così clamoroso che siete un cornuto?"
"Ve ne supplico! Fatemi questo favore e riceverete dieci
piastre. Eccovene cinque in anticipo." E, così dicendo, mise
in una mano di Xuan una banconota da cinque piastre su cui
era stampato un pavone. L'impiegato delle poste si eclissò poi
furtivamente, così come farebbero tutti i cornuti, lasciando
Xuan pieno di stupore.

1. Goût (Gusto).
2. Vendeur (Venditore).
3. Tailleur (Sarto).



6

SI COSTRUISCE IL NUOVO CAMPO DA TENNIS -
UNA FAMIGLIA CIVILIZZATA - L'ENTRATA DI XUAN
NEL MONDO SCIENTIFICO

I nostri tre personaggi, affacciati alla finestra, guardavano
giù, verso il cortile. La Vedova del Vicedoganiere puntò
l'indice: "Vedete? Sono tre giorni che lavorano, ma non
hanno combinato quasi nulla. Dio solo sa quanto tempo ci
vorrà ancora per terminare il campo da tennis!".
Il signor Civilizzazione rispose: "Pazienza, zia! Un campo
da tennis non si costruisce da un giorno all'altro".
"Non c'è alcuna fretta!" aggiunse la signora Civilizzazione.
"Inizieremo ad allenarci quando sarà ultimato. Tutto qui!"
Il campo era appena abbozzato. Si era solo alle fondamenta:
ghiaia mescolata a cocci di mattoni e alcuni strati di bich
toong.1 Attorno, l'erba, i cespugli di rose e gli alberi di limoni
sradicati parevano vittime di un cataclisma. La Vedova del
Vicedoganiere aveva distrutto il suo lussureggiante giardino
per far posto al campo da tennis. In nome della sua nuova
passione per lo sport? Per qualche altro segreto motivo? Lo
sapeva solo Iddio... Qualunque esso fosse, la Vedova del
Vicedoganiere si lamentò: "Questo campo da tennis mi
costerà più o meno ottocento piastre. Mi chiedo se sia un
buon prezzo oppure no".
Sua nipote si affrettò a risponderle: "No, zia, non è caro. Vi
ricordate quante manifestazioni e serate teatrali avevano
dovuto organizzare i club sportivi per raccogliere i fondi
necessari prima di poter iniziare a costruire i loro campi da
tennis? E non sono ancora terminati! Ottocento piastre mi
sembrano un prezzo decente".
Poiché il signor Civilizzazione pensava che la Vedova del
Vicedoganiere volesse costruire il campo solo per amore
dello sport e per il suo affetto nei confronti della nipote, si
sentì in dovere di esserle grato; si morse la lingua per ben
sette volte prima di proferire: "Anche se fosse un po' caro,
non dovreste lamentarvi. Chissà che questo campo da tennis
non cambi radicalmente la vostra vita! Questa casa diventerà
una sorta di club, un luogo d'incontro in cui intellettuali e
personaggi illustri discuteranno su come migliorare la società
e civilizzarla sempre più. Il vostro prestigio aumenterà, cara
zia, e ne trarrà beneficio anche l'avvenire di Phuoc.
All'attuale gioventù, dev'essere impartita una nuova
educazione: a quella morale occorre affiancare l'esercizio
fisico. In passato, i nostri antenati si erano dedicati solo alla
cultura spirituale e questo è stato un grave errore!".
Egli parlò con grande veemenza. Il suo discorso scorreva
fluido come acqua corrente, ma le parole suonavano ambigue
come quelle di una persona insincera. La Vedova del
Vicedoganiere non capì granché, ma ne fu ugualmente felice,
perché queste argomentazioni riecheggiavano piacevolmente
alle sue orecchie. Ognuno aveva intenti diversi, ma chi li
avesse uditi parlare in quel modo, avrebbe di certo creduto
che i loro cuori fossero accomunati dagli stessi ideali. Ma che
importava? La nascita di questo campo da tennis sarebbe
stata un contributo alla civilizzazione. Questo era
l'essenziale!
I tre, felici e appagati, se ne ritornarono in salotto. La
Vedova del Vicedoganiere chiese: "A proposito, pare che
quello Xuan sia piuttosto in gamba, vero?".
La nipote rispose: "Sì, è molto sveglio! È arrivato da poco,
eppure tutte le clienti gli si sono già affezionate!".
La Vedova del Vicedoganiere ne fu molto soddisfatta. "Il
suo oroscopo è molto favorevole! Egli porta gioia e
prosperità ovunque vada!"
E la nipote concordò: "Ah, sì? Forse è vero, da quando
lavora per noi le richieste sono aumentate".
"Quel ragazzo ha la lingua tagliente" aggiunse il nipote.
La Vedova del Vicedoganiere rincarò: "C'è chi porta iella.
Lui, al contrario, irradia buon umore. È nel suo destino.
Peccato sia rimasto orfano in tenera età. Se fosse potuto
andare a scuola, oggi sarebbe una persona ben istruita".
Il signor Civilizzazione protestò: "Ma come? Che dite? Di
che dovrebbe lamentarsi? Anche un raccattapalle e un
commesso possono contribuire al progresso sociale! È
naturale che il figlio di un ricco mandarino ottenga fama e
onori, ma se Xuan sarà capace di elevarsi di rango, il fatto di
essere orfano gli attribuirà maggiore gloria. Egli dovrebbe
essere fiero delle proprie origini! Oggi, parlare di borghesi o
di aristocratici è completamente superato! Nel mondo intero,
è la massa che conta! Evviva la massa!".
Nell'udire quelle belle parole, la Vedova del Vicedoganiere
convenne che il nipote era molto civile e progredito, merito
del suo statuto di studente estero, anche se non aveva mai
ottenuto alcun diploma. Emise un lungo sbadiglio, abbracciò
con passione il suo cagnolino Lulù come fosse un amante e
disse: "Ma gli altri dove sono? Avevano detto che sarebbero
venuti". Il signor Civilizzazione posò la testa sullo schienale
della sedia, s'infilò in bocca la diciottesima sigaretta Angle2
della giornata e accese un fiammifero strofinandolo sulla
superficie ruvida della scatola di cerini con fare deciso. Sua
moglie posò i piedi sul basso tavolino con l'affettazione tipica
delle donne progredite e chiese: "Sì, è strano! Perché nessuno
viene a farci visita di pomeriggio?".
"Probabilmente, alcuni miei amici arriveranno più tardi."
"Ma chi sono, mio caro?"
Anche la signora Vedova del Vice del Doganiere chiese:
"Fanno parte del nuovo o del vecchio gruppo?".
"Sono il Dottor Truc Ngon, il signor Joseph Thiet e forse
alcuni altri amici..."
"Bene!"
"Ve li avevo già presentati e verranno a farvi una visita di
cortesia."
"Perfetto!" Felicissima, fece tintinnare una campanella e
subito apparve la cuoca. "Va' a comperare del ghiaccio e
prepara le bevande! Spalanca il portone! Lega i cani alla
catena! Presto!" Il ventilatore da soffitto frusciò a grande
velocità, facendo ondeggiare graziosamente la seta leggera
come cartina di sigarette sulla bianca pelle delle due donne,
entrambe "progressiste", nonostante la divergenza dei loro
obiettivi. Il ticchettio dell'orologio diede un tocco di serenità
al locale. Con il suo cane francese fra le braccia e lo sguardo
trasognato verso il ventilatore da soffitto, la Vedova del
Vicedoganiere pareva incarnare l'anima stessa del Vietnam
sulla strada della rivoluzione e della liberazione. La coppia
Civilizzazione, invece, aveva l'aria oziosa di chi non aveva
mai dovuto lavorare e poteva dedicarsi, in modo molto civile,
unicamente ai quattro piaceri della vita: mangiare, dormire,
fare l'amore e defecare. E propagandare il populismo...
Il suono prolungato del campanello accanto alla siepe di
Telosma cordata3 risvegliò la padrona di casa. Poco dopo, un
vecchio dal passo pesante, entrò nel salone. La coppia
Civilizzazione si alzò e la Vedova del Vicedoganiere lo
salutò calorosamente: "Venerabile patriarca Hong! Ricevere
la vostra visita è per noi una grande sorpresa e un vero
onore!".
Prima di rispondere, il patriarca Hong si posò una mano sul
petto e tossì come se il tabacco lo stesse soffocando. Anche
se si era in piena estate, egli indossava una giacca di panno e
un paio di scarpe di cuoio. Un forte sentore di olio di menta
inondò la stanza al suo arrivo. Sul petto aveva appuntate delle
medaglie.
Si trattava del padre del signor Civilizzazione e,
quest'ultimo, lanciò alla moglie uno sguardo pieno di noia e
fastidio. Era stato un alto funzionario e, giunto all'età della
pensione, gli era stata assegnata la medaglia del Lavoro e del
Merito sociale per i suoi trent'anni al servizio del re e del suo
paese. Era stato un impiegato esemplare, un cittadino leale al
Protettorato e un padre affettuoso, servile, indulgente e
timoroso nei confronti dei figli viziati. Da perfetto vietnamita
era schiavo dell'oppio, ed essere un patriarca era la sua unica
ambizione. Per realizzare questo sogno, benché non avesse
ancora cinquant'anni, escogitò di comportarsi come un
vecchio giunto ormai alla fine della propria vita. Ovunque
andasse, indossava sempre quella sua giacca di panno e
l'enorme ba do xuy4 ancor prima che arrivasse l'inverno. Per
esibire la proprio senilità, al momento di pagare una corsa in
risciò, tossiva pesantemente per almeno cinque minuti e si
sbagliava sempre, dando qualche spicciolo in meno. A casa,
rimaneva steso tutto il giorno accanto agli strumenti
dell'oppio e ogni volta che qualcuno gli rivolgeva la parola,
chiudeva gli occhi, aggrottava le sopracciglia e grugniva: "Lo
so! Lo so! Che noia! Basta!", anche se, in realtà, non sapeva
un bel nulla, malgrado se ne stesse tutt'orecchi!
Così come usavano fare molti ricchi scialacquatori, aveva
inviato anch'egli il proprio rampollo a "studiare" in Francia.
Venerava quel figlio e, ai suoi ospiti, dopo il pasto, offriva
come det xe5 degli aneddoti su di lui. Fu piuttosto deluso
quando il giovane - il signor Civilizzazione - ritornò dalla
Francia senza alcun diploma. Le sue perplessità furono poi
dissipate dalle giustificazioni del figlio: "La cultura non
dipende dai titoli! Se così fosse, Pham Quynh o Nguyen Van
Vinh6 sarebbero forse degli incolti?". Nutrì dunque un
profondo rispetto per il figlio che aveva saputo diventare un
rivoluzionario, sempre restando nella legalità. Questo rispetto
delle leggi, permise al signor Civilizzazione di perorare la
riforma della società in modo radicale ed efficiente, senza
rischiare di essere imprigionato o di venir giustiziato come
altri rivoluzionari del passato che si erano sacrificati per la
felicità del popolo, senza tuttavia impegnarsi a insegnare la
danza moderna o a divulgare la moda. Questo gli bastò per
fidarsi ciecamente del figlio ritornato dalla Francia e della
Grande Francia stessa e, come tutti gli altri vecchi imbecilli,
ripose la propria fede nella Civilizzazione senza aver la più
pallida idea di cosa fosse. Dimostrò questa fiducia,
approvando incondizionatamente i numerosi comportamenti
stranieri del figlio, come l'uso dei pronomi toa e moa.7 La
Vedova del Vicedoganiere offrì il braccio al venerabile Hong,
che vi si appoggiò con tutto il peso. Si sedette poi cautamente
come un vero e proprio patriarca (vero o falso che fosse) e
chiese: "Allora toa, da quando sei qui, toa?".
Suo figlio rispose bruscamente: "Da un po'".
"Moa, volevo vedere toa per una cosa importante: il nostro
via8 sta per... lasciarci. Forse è tempo di trovare un medico
affinché il nostro via, prima di morire, possa godere un po'
dei benefici della scienza occidentale..."
"Ma signore, è molto malato il nostro bisnonno?" chiese,
sorpresa, la Vedova del Vicedoganiere.
Il venerabile Hong tossì a lungo e rispose lentamente: "È
molto grave! Pensate un po': ha ormai più di ottant'anni,
eppure si aggrappa ancora alla vita!".
La signora Civilizzazione fece una smorfia. "Vivere così a
lungo è contro le leggi della natura!"
Il venerabile Hong spiegò: "Spero che ci lasci presto. Prima
è, meglio è! Perché aggrapparsi alla vita se non si riesce quasi
più a mangiare e dormire, e tutto quello che si può fare è
piagnucolare e bagnare il letto? Se io morissi prima di lui, per
questa casa sarebbe segno di disgrazia. Se, invece, morisse
lui prima di me, potrei fargli un funerale solenne, grandioso e
molte persone onorerebbero il mio nome".
La Vedova del Vicedoganiere ridacchiò: "Allora, per quale
ragione far venire un medico?".
"Dobbiamo chiamarne uno! Meglio che il vecchio muoia
nelle mani di un medico che per mancanza di cure. State
tranquilli: ne cercheremo uno che lo uccida invece di
curarlo!"
Il signor Civilizzazione esclamò solennemente: "In questo
caso, non occorre cercare un medico affermato".
"Esatto! Qualsiasi ciarlatano andrà bene. Toa, fra i tuoi
amici, ne conosci forse uno buono a nulla e con pochi
clienti?"
Il figlio si sedette, si prese la testa fra le mani e s'immerse in
profonde riflessioni: si trattava di organizzare
scientificamente un vero e proprio assassinio. "Moa, ho un
amico che ha aperto un ambulatorio da circa due anni.
Eravamo rientrati dalla Francia sulla stessa nave. Ho saputo
che, con le sue cure, diverse persone sono morte. Un paziente
si recò da lui con la bava sul mento e morì dopo esser stato
curato con la medicina tradizionale. Ha fama di essere un
gran ciarlatano."
"È forse quello che ha tentato di violentare una delle sue
pazienti?" chiese la signora Civilizzazione.
"Sì, proprio lui!"
La Vedova del Vicedoganiere spalancò gli occhi e, con vivo
interesse, domandò: "Chi è? Di chi si tratta?".
Ma il venerabile Hong li interruppe: "No, non va bene!
Abbiamo bisogno di un medico senza scrupoli che non si curi
troppo dei pazienti e sappia prescrivere medicine inutili e in
dosi eccessive così da eliminare il via".
La Vedova del Vicedoganiere s'intromise di nuovo nella
discussione: "Il via ha ormai più di ottant'anni. L'ideale
sarebbe chiamare un pediatra! O... se ha mal di stomaco,
affidarlo a un oculista... se ha l'asma, consultiamo uno
specialista in malattie veneree...". Fece una breve pausa e
continuò: "Per curare un vecchio ottantenne non ci occorre un
medico che violenti le pazienti...".
Il venerabile Hong fece una smorfia. "Il vero problema è
che mio padre non soffre di nessuna malattia!"
"Padre, dovremo essere molto cauti" suggerì gentilmente la
suocera. "Sarebbe imprudente rivolgersi a un cardiologo se il
vecchio avesse reali problemi di cuore o a un
gastroenterologo se soffrisse veramente di ulcera!"
In quel preciso istante, Xuan entrò timidamente nel salone.
Salutò i presenti, ma fu accolto con scarsa attenzione. Tutti
erano assorti nell'animata discussione. Si sedette impacciato
sul bordo di una sedia, accanto a uno specchio nel quale
poteva ammirare il suo nuovo abito di foggia occidentale
acquistato con le cinque piastre che aveva ricevuto
dall'impiegato delle poste. Una vera manna dal cielo! E pensò
con piacere: "Evviva i mariti cornuti! Magari fossero tutti
cornuti!".
La Vedova del Vicedoganiere s'informò: "Ha almeno degli
acciacchi?".
"Ah, sì, tanti!" rispose il venerabile Hong. "Tossisce, sputa,
piagnucola... giorno e notte! E se qualcuno gli domanda che
cos'ha, egli si lamenta di soffrire di mal di stomaco! Non è
strano?"
"Venerabile signore, il paziente fa forse fatica a respirare?
Sputa catarro?" chiese Xuan.
"Sì, talvolta."
"Venerabile signore, sarà l'asma. Le medicine a base di
ambra grigia lo cureranno."
"Ma si lamenta di avere mal di stomaco!"
Xuan si mise a sciorinare diagnosi come un vero e proprio
erborista: "Probabilmente, il paziente è affetto da entrambe le
malattie. Dev'essere anziano! Il dolore allo stomaco è
senz'altro causato da scarsa irrorazione sanguigna che gli
impedisce di digerire il cibo. Il suo malessere potrebbe anche
derivare dai troppo frequenti rapporti sessuali. In alcuni casi,
si prova un dolore molto acuto, in altri, invece, il male si
manifesta saltuariamente, come se fosse psicosomatico.
Talvolta, la fitta si propaga dallo stomaco alla spina dorsale.
Venerabile signore, mi sapreste dire se soffre di più prima o
dopo i pasti?".
"Dopo i pasti, mi sembra..."
"In questo caso, i suoi succhi gastrici mancano di acidità.
Un'insufficiente secrezione gastrica causa dolori durante la
digestione, mentre una secrezione troppo abbondante provoca
spasimi quando il paziente è a digiuno."
La Vedova del Vicedoganiere e la coppia Civilizzazione,
nell'udir parlare Xuan in modo così specialistico, come un
vero e proprio apparecchio diagnostico, rimasero sbalorditi.
Incredibile! Da dove gli era mai venuta tutta quella scienza?
Che strano! Impensabile!
Il venerabile Hong gli si rivolse con gran rispetto: "Signore,
dove avete sviluppato una così approfondita conoscenza della
medicina?".
Prima che Xuan avesse il tempo di aprir bocca, il signor
Civilizzazione tagliò corto: "È uno studente della scuola di
medicina, un mio amico... ho dimenticato di presentartelo,
padre...".
Incredibile! Xuan non avrebbe mai immaginato che, nei
tempi lontani in cui girava per le strade della città, seduto sul
cofano di un'auto, vestito da Charlot, a pubblicizzare, urlando
in un altoparlante, le proprietà delle medicine di un tizio
autoproclamatosi re dei rimedi nel campo delle malattie
veneree della Cocincina, stesse compiendo il primo passo
sulla strada della scienza, della promozione sociale e della
prosperità.

1. Beton (Cemento).
2. Anglaise (Inglese).
3. Pianta rampicante con fiori gialli dall'intenso profumo che
aumenta col calare della notte. I suoi fiori sono spesso
utilizzati nella cucina vietnamita per preparare piatti gustosi e
ricchi di carboidrati, proteine e vitamine.
4. Pardessus (Soprabito).
5. Dessert.
6. Pham Quynh (1892-1945) e Nguyen Van Vinh (1882-
1936) grandi letterati francofoni.
7. Toi et moi (tu e io).
8. Vieux (vecchio).



7

IL TESTAMENTO DI UNA PERSONA ANCORA IN
VITA - IL DIBATTITO FRA ALCUNI SCIENZIATI -
L'AMORE: COSA STAI ANCORA ASPETTANDO?

Steso su un canape d'ebano intarsiato di madreperla, il
vassoio con l'attrezzatura dell'oppio in mezzo, il venerabile
Hong chiuse gli occhi. Sua moglie, la venerabile Hong, si
sedette per terra. Il servitore d'oppio aveva già lavato i piedi e
stava per assumersi l'importante compito di preparare e
servire l'oppio.
La venerabile Hong disse: "Farò chiamare un erborista...". Il
venerabile Hong fece una smorfia e ripeté seccamente per la
decima volta alla moglie: "Lo so! Lo so! Che barba! Basta!".
Assuefatta a quelle parole, lei continuò come se non l'avesse
udito: "Nel frattempo, cominceremo a preparare il funerale".
"Lo so! Lo so! Che barba! Basta!"
"Penso che potremo seguire i riti tradizionali e moderni, con
stendardi, ex voto a forma di casa, musiche funebri, la
portantina e tanti striscioni con versi paralleli. Volendo, i
ragazzi potranno invitare un'orchestra bu rich1 occidentale.
Non dovremo, tuttavia, tralasciare le nostre usanze."
"Lo so! Lo so! Che barba! Basta!"
La moglie tacque. Dopo un po', il venerabile Hong non
sopportò più il suo silenzio: "E allora?".
Il servitore d'oppio, già abituato a quel tipo di
conversazione, non si divertì più. La venerabile Hong
continuò a elencare i riti complessi che potevano allietare una
famiglia allorché quella famiglia avesse "l'onore" di essere in
lutto.
Lontano da quel canape, nel salotto, c'erano tanti ospiti,
parenti e amici della coppia Civilizzazione. Tutti erano già
saliti nella camera del piano di sopra, dove era disteso il
malato, avevano sollevato la zanzariera e avevano dato una
sbirciata. Dopodiché, con la coscienza tranquilla per aver
compiuto il loro dovere, erano scesi a bere il tè, fumare e
chiacchierare allegramente, perché la morte del malato
sarebbe stata per loro una vera e propria gioia. Discutevano
dunque di problemi riguardanti un morto e non un malato.
Il signor ALD fu invitato a disegnare alcuni modelli di abiti
da lutto. Il giornalista fu pregato di preparare l'annuncio
mortuario, un articolo sulla vita del defunto e le foto da
pubblicare sul giornale.
La signora Civilizzazione immaginava come sarebbe
apparsa nel vestito bianco da lutto, un'occasione sognata da
tempo! Il signor Civilizzazione era seduto, fumava una
sigaretta ang le2 e pensava alla proprietà che avrebbe
ereditato dal nonno.
Da più di un anno, quel perfido vecchio aveva convocato un
notaio per autenticare le ultime volontà: la spartizione dei
suoi beni - una decina di case ad Hanoi - fra figli e nipoti
avrebbe avuto luogo solo dopo la sua morte.
Beatamente, non si era reso conto che quel testamento aveva
più che mai accresciuto nei suoi famigliari il desiderio della
sua morte. Essi non potevano attendere quel momento
nemmeno un giorno, anzi, nemmeno un'ora di più! Molto
tempo fa, quell'uomo aveva creato quell'immensa fortuna dal
nulla. Aveva lavorato tutta la vita per la sua famiglia e ora
stava per adempiere al suo ultimo dovere paterno.
L'eterno studente Tan era impegnato a scegliere fra diversi
apparecchi fotografici il migliore per le foto del funerale.
Tutti lo chiamavano l'eterno studente Tan perché era stato
bocciato per ben tre volte all'esame di maturità. La Vedova
del Vicedoganiere, da perfetta madre, teneva fra le braccia il
figlio mandato dal Cielo e dal Buddha.
Il signor Joseph Thiet, amico intimo del signor
Civilizzazione, accarezzava l'idea di fondare un giornale
monarchico, non per la corte imperiale di Hue, ma per il
signor Leon Daudet e la nobile famiglia francese degli
Orleans. Approfittò dunque dell'occasione offerta
dall'imminente funerale per vantarsi del proprio vissuto:
"Quando il signor Bainville morì, parve che la metà dei
parigini partecipasse alle sue esequie. Ci furono anche i
partiti di destra. Ero membro della Croce di Fuoco3...".
Ma nessuno gli prestò attenzione. Tutti ascoltavano il signor
ALD: "L'abito da lutto dovrà essere in seta bianca di
Shanghai, orlato di nero. I colletti avranno la forma di un
fiore di diospiro e saranno orlati anch'essi di nero. Si adotterà
lo stesso stile anche per i cappelli da lutto. Il bianco orlato di
nero è più elegante e appariscente del nero orlato di bianco".
"Meraviglioso! Allora tutti vorranno essere in lutto!"
approvò la Vedova del Vicedoganiere.
Il suo tesorino Phuoc scosse la testa e protestò: "Non
voglio!".
La signora Civilizzazione applaudì con le sue mani eleganti.
"Molto bene! Dernieres creations!"4 Solo l'impiegato delle
poste, il marito cornuto, rimaneva in silenzio. I suoi occhi
lanciavano lampi: era arrabbiato per non avervi trovato la
moglie. Si guardò attorno: non c'era nemmeno Xuan. Chiese
infine al signor Civilizzazione: "A proposito, sapete dov'è il
signor Xuan?".
"È andato a cercare medicine. Tornerà presto."
La discussione si spostò sulla questione di quale professione
e posizione sociale avrebbero dovuto figurare nell'annuncio
mortuario. Proprio nel momento più acceso del dibattito,
entrò nel salotto la signorina Tuyet, la figlia minore del
venerabile Hong. Era una bella ragazza diciottenne e
possedeva tutte le qualità romantiche e frivole di una
femmina progressista, molto di moda a quei tempi. "Sono
andata a casa dei due erboristi, ma non c'era nessuno. Allora,
ho lasciato a entrambi un messaggio per invitarli a venire da
noi."
"Dio mio! Come sei sciocca, figlia mia! Non ci
perdoneranno di averli invitati contemporaneamente!" urlò
dall'altra camera la venerabile Hong.
Anche il signor Civilizzazione si arrabbiò. "Come? Far
venire due erboristi? Vi avevo detto di aspettare il signor
Xuan che è andato a chiedere medicine sacre al tempio Bia..."
Il suo amico, Joseph Thiet, intervenne subito: "Oh! Toa,
credi nelle medicine del tempio Bia? Se è così, toa, sei
proprio fuori!".
"Ma toa, proprio non capisci! Per il paziente nulla è più
importante della sua fiducia nella medicina. Toa, conosci
l'effetto placebo? La fede è la vera cura! E mio nonno ha
molta fiducia nella medicina del tempio Bia".
"Pensavo che il malato fosse curato da un certo Xuan,
studente della scuola di medicina."
Il signor Civilizzazione spiegò: "Appunto! Mio nonno ha
parlato a lungo con il signor Xuan e sembra avere un grande
rispetto nei suoi confronti. Ha fiducia in lui. E poi anche il
signor Xuan riconosce gli effetti delle medicine del tempio
Bia. Allora, dimmi moa, com'è possibile che il vecchio non
guarisca? Queste due fedi bastano a conferire potere a
qualsiasi ciarlatano".
Il signor Joseph Thiet, all'oscuro dei veri intenti dell'amico,
acconsentì: "Sembra ragionevole".
Il signor Civilizzazione continuò a criticare la sorella: "Ma
chi ti ha chiesto di convocare due erboristi? Dimmi un po',
scemetta?".
"È stata la mamma a chiedermelo. Che ne so io?"
Il signor Civilizzazione corse nell'altra camera per cercare la
madre. "Oh! Che fastidio! Che fastidio! Si muore di
medicine! "Molti maghi, molti fantasmi",5 non conosci
questo proverbio?"
Sua madre, per giustificarsi, offrì una soluzione: "Forse,
potremmo lasciar prescrivere loro qualche fortificante".
Il venerabile Hong chiuse gli occhi e disse seccamente: "Lo
so! Lo so! Che barba! Basta!".
"Altrimenti si offenderanno" continuò la venerabile Hong "e
quando qualcuno di noi si ammalerà per davvero, rifiuteranno
di venire."
Proprio in quel momento caotico, Xuan entrò con una
bottiglia piena di un liquido sporco sotto il braccio e un
mazzo di strane foglie in mano.
Vide l'impiegato delle poste, pensò subito al suo nuovo
vestito all'europea, e si ricordò dell'importanza di adempiere
ai propri obblighi. Si schiarì la gola e disse non senza
solennità: "Signore, voi siete un...".
Ma prima che potesse finire la frase, l'impiegato delle poste
gli fece cenno di tacere. Tutti gli ospiti accolsero Xuan come
un principe. Lo attorniarono per chiedergli com'era stato il
viaggio al tempio Bia. La signorina Tuyet, dopo aver udito il
fratello dire che Xuan era studente alla scuola di medicina,
rimase ad ammirarlo con sguardo ingenuo.
Il signor Civilizzazione, gli occhi e il pomo d'Adamo
sporgenti, passò una mano sui suoi capelli ondulati e disse:
"Vorrei invitarvi a salire al piano di sopra per assistere alla
guarigione del malato grazie alle medicine sacre".
Tutti si alzarono per seguire il signor Civilizzazione sino al
letto dell'infermo. In quel mentre, entrarono i due erboristi Ty
e Phe quasi simultaneamente, seguiti da due guidatori di
risciò che cercavano di farsi dare i soldi per i loro servigi. La
signorina Tuyet emerse dalla folla per uscire a pagarli. In
quei momenti critici, anche il venerabile Hong fu costretto ad
alzarsi per invitare gli ospiti a salire.
Al piano di sopra, c'erano solo due persone a prendersi cura
del malato: il signor Hai e sua figlia Luna. Il signor Hai era il
fratello del venerabile Hong ma, siccome viveva in
campagna, era poco rispettato dagli altri. Per lui, ogni gesto
del fratello e dei nipoti era fonte di sorpresa, come se fosse
caduto da un altro pianeta. Ammetteva di essere un
campagnolo retrogrado e, davanti a tutte le loro stravaganze,
non si azzardava a esprimere i propri pensieri. Tutte le volte
che sua figlia Luna tornava da una visita in città, egli non
osava criticarne i discorsi e i comportamenti affettati,
assorbiti dai movimenti progressisti, che diffondeva per tutto
il villaggio. Nell'udire la notizia che il padre era gravemente
malato, si affrettò a recarsi in città e rimase giorni e notti al
suo capezzale. Lo aiutò ad alzarsi, a sdraiarsi, gli pulì la
sputacchiera, lo imboccò... Non invidiò il fratello, il
venerabile Hong, che trascorreva tutto il suo tempo a fumare
oppio o i suoi nipoti che ignoravano il malato. Aveva in testa
il solo pensiero che la loro indifferenza verso il patriarca gli
creasse maggiori occasioni di compiere il suo dovere filiale.
Salirono in silenzio. Ognuno si accomodò attorno al letto. Il
signor Civilizzazione fece posto ai dottori Ty e Phe e mostrò
infine il mazzo di foglie e la bottiglia. "Questa è l'acqua sacra
del tempio Bia. Onorabili dottori, la scienza umana,
indubbiamente, ha compiuto progressi impressionanti, ma
non sarà mai degna di essere comparata alla potenza
miracolosa dei santi."
Il dottor Ty esaminò le foglie e disse: "Gramigna e
portulaca! Tutto qui?".
Il dottor Phe prese la bottiglia e la osservò alla luce della
lampada elettrica: "Ma che diavolo è mai quest'acqua? È
acqua di stagno?".
Il signor Civilizzazione fissò Xuan, il quale si affrettò:
"Esatto! Ma, in questo caso, si tratta di una medicina sacra!
Ho consultato le monete yin e yang e mi hanno suggerito
questo rimedio. Ho visto guarire migliaia di persone con
questo metodo!". Il dottor Ty parve offeso. "È assurdo! Gli
avevo prescritto e somministrato tre dosi e la sua guarigione
era in corso..."
"Caro collega, non sono venuto qui per mettere in
discussione le vostre competenze," si insinuò il dottor Phe
"ma se le vostre prescrizioni avessero funzionato, non ci
sarebbe stato bisogno di ricorrere alle medicine del tempio
Bia."
Il dottor Ty strappò la bottiglia dalla mano del dottor Phe.
"Fatemi vedere! Questa non è acqua di stagno! È acqua di
risaia ed è più dannosa della malattia! Se la beve, per lui non
ci saranno più speranze!"
"Con chi credete di parlare?" protestò il dottor Phe. "Perché
mi avete strappato la bottiglia di mano? Sono stato forse io a
prescrivere tutte queste ridicole ricette?".
Ma il dottor Ty ignorò la propria scorrettezza. "Non sono le
vostre ricette, e allora? L'avete scambiata per acqua di stagno
mentre si tratta chiaramente di acqua di risaia! Un bravo
medico tradizionale dovrebbe saperle distinguere!"
Il dottor Phe si alzò di scatto. "Bene! Non ho più parole!
Suppongo che ciò farà di voi l'unico erborista del paese che
conosca la medicina tradizionale!"
"Che la conosca o meno, questo non è affar vostro!"
I due famosi erboristi erano in piedi, faccia a faccia. La loro
collera era tale che nessuno osò intervenire.
"Come potete essere così arrogante? Avete forse già
dimenticato il funerale del signor Tan Vi di due giorni fa?"
"Ah! Per favore! Il signor Tan Vi aveva più di settant'anni!
Non potete scaricare la responsabilità della sua morte sulle
mie spalle! Perché non menzionate il caso della piccola...
Chat... figlia del signor Vinh? È morta improvvisamente dopo
aver assunto solo due dosi della vostra prescrizione!" Il dottor
Phe fece un gesto con le mani come per difendersi.
"Chi l'ha detto? Chi ha detto che lei ha assunto due dosi? Ha
mangiato prugne mentre aveva la febbre, altrimenti non
sarebbe finita così. Due dosi? Chi è stato quel deficiente che
aveva prescritto due dosi sbagliate di medicine per il mal di
pancia del signor Dai? È mancato poco che ne morisse!
Avrebbero dovuto incarcerarvi! Che razza di erborista siete?
Un ciarlatano! Ecco!"
Il dottor Ty non si incollerì affatto. Si sedette di nuovo e
aggiunse con calma: "Ciarlatano? Io, almeno, non ho mai
causato aborti!".
Gli occhi del dottor Phe schizzarono fuori dalle orbite "Ah!
Come osate? Avanti! Continuate! Fatevi sentire!"
"Non ho paura! Posso parlarne anche nella caserma di
polizia, se voglio!"
"Non dovete minacciarmi! Racconterò loro di quella volta
che avete fatto scoppiare il bulbo oculare a un paziente per
via di una congiuntivite! Ne siete responsabile! Dov'è quel
pover'uomo? Eccolo!"
"Era il suo destino essere cieco! Che potevo farci? Vi
rammentate del tempo in cui avete cercato di curare l'asma di
un ragazzino con i funghi di auricularia per settimane?"
"E di quando la Vedova del Vicedoganiere è entrata in
menopausa e voi pensavate che fosse incinta?"
La Vedova del Vicedoganiere cessò di ridacchiare e fuggì
via vergognosa.
"Come siete rozzo!"
"E di quando la signorina Luna aveva problemi per le sue
ascelle puzzolenti e le avete prescritto l'olio di menta per più
di sei mesi senza successo alcuno?"
"Sei mesi? E voi? È da tre anni che cercate di eliminare i
fastidiosi pruriti della signorina Tuyet!"
Le signorine Luna e Tuyet, in preda a una crisi di risatine,
arrossirono di colpo e sparirono improvvisamente.
Il signor Civilizzazione trascinò il dottor Ty al piano di sotto
e il signor Hai spinse via il dottor Phe. Il venerabile Hong
riprese la sua nenia lamentosa: "Lo so! Lo so! Che barba!
Basta!".
Gli invitati ora ridevano istericamente, ora commiseravano
la venerabile Hong, che stava per scoppiare in singhiozzi a
causa delle rivelazioni del dottor Ty sui fastidiosi e
imbarazzanti pruriti di sua figlia minore.
Il forte battibecco fra i due famosi erboristi svegliò
l'ottuagenario. Si risvegliò in piena forma, sano e senza più
dolori. "Oh! Come mai tutte queste risate? Sogno o son
desto?"
Il signor Civilizzazione, dopo aver congedato i due famosi
erboristi, ritornò e si sedette accanto al letto. "Nonno, tutta la
famiglia è allegra perché tu sei guarito!"
"Sono guarito? Non sono morto? Santo cielo!"
"Nonno, grazie al dottor Xuan ora stai bene."
"Cosa? Dove sono le medicine del tempio Bia?"
"Nonno, ne hai già prese metà ed è per questo che ora sei
lucido."
"Davvero?"
"Sì, nonno."
Il signor Civilizzazione strizzò l'occhio a Xuan, che iniziò:
"Venerabile signore, ho consultato le monete yin e yang e mi
hanno predetto che il Cielo avrebbe concesso il suo aiuto solo
al medico che si fosse rivolto alla Forza Sacra. Il Cielo ignora
gli erboristi...".
L'anziano chiese allegramente: "Dov'è il resto delle
medicine?".
Xuan gli diede la bottiglia con l'acqua di risaia e alcune
foglie di gramigna.
"Dicono che le medicine sacre provengano dallo stagno.
Sono efficaci solo quando l'acqua è molto sporca e
maleodorante. Non cercate di ingannare questo vecchio!"
Sorbì alcune tazze di quell'acqua di risaia e inghiottì parte di
quelle foglie selvatiche. Erano veramente rimedi sacri! Dopo
meno di mezz'ora, il malato si riprese completamente. Si mise
seduto e mangiò metà scodella di zuppa.
Quella notte, tutti ritornarono alle proprie case e andarono a
dormire. Nella camera del malato, rimasero solo Xuan e la
signorina Tuyet. Anche il signor Hai si addormentò felice sul
canape, rasserenato dal fatto che il padre era sulla via della
guarigione.
La signorina Tuyet approfittò della scusa di compiere il
proprio dovere di nipote per restare accanto a Xuan. I due
non si scambiarono nemmeno una parola, ma si lanciarono
sguardi molto eloquenti. Il malato dormì tranquillamente,
senza tossire né sputare o mugugnare. Si agitò solo di tanto in
tanto. La luna splendeva attraverso la finestra di vetro...
Dopo un lungo silenzio, la signorina Tuyet ruppe il
ghiaccio: "Signore, quell'erborista ha mentito. Io... io sono
guarita da quei fastidiosi pruriti già da molto".
Xuan era così perplesso e imbarazzato da non saper cosa
rispondere. Ma la giovane Tuyet pensò: "È così superbo
perché è studente alla scuola di medicina!" e, afflitta e
amareggiata, si ritirò in camera sua.

1. Musique (Musica).
2. Anglaise (Inglese).
3. Croix de Feu, partito di destra, fondato nel 1920.
4. (Ultime creazioni). In francese nel testo.
5. Tradotto letteralmente, significa che troppi pareri
generano confusione.



8

IL TRIONFO DEL POPOLO NEL NEGOZIO
"OCCIDENTALIZZAZIONE" - UN COMPLOTTO
FINANZIARIO - UN COMPLOTTO AMOROSO

In sole due settimane, il movimento popolare ottenne una
vittoria sbalorditiva: un destino favoloso aveva inserito Xuan
nella famiglia borghese del signor Civilizzazione e il suo
prestigio e la sua influenza aumentavano di giorno in giorno.
Xuan, senza rendersene veramente conto e con minimi sforzi,
si trovò coinvolto nei più importanti avvenimenti della
società. La sua ignoranza fu scambiata per cortesia e
modestia e questo contribuì ad aumentare la sua fama. Non
gli restava che attendere... solo attendere... e il destino lo
avrebbe portato alle stelle.
L'indovino, ogni volta che si recava dalla Vedova del
Vicedoganiere per elogiare la sua fedeltà verso i defunti
mariti e per riaffermare che suo figlio ("Non voglio!") era
davvero inviato dal Cielo e dal Buddha, non dimenticava di
predire un futuro prospero e radioso a Xuan. La Vedova del
Vicedoganiere decantò allora l'ottima educazione di Xuan
con il cornuto impiegato delle poste. Questi, a sua volta, lo
lodò per la sua raffinatezza e serietà, malgrado l'ancor
giovane età, al cospetto del venerabile Hong ("Lo so! Lo so!
Che barba! Basta!") che, parlandone poi con sua moglie e il
proprio padre, lo glorificò come il miglior studente della
scuola di medicina. E così via... Per raccogliere tutti quei
frutti insperati, Xuan doveva solo magnificare le doti
dell'indovino e dire che si trattava proprio del Quy Coc Tu
reincarnato!
Solo la coppia Civilizzazione sapeva la verità e viveva
perciò un gran dilemma: come osare rivelare che Xuan
apparteneva alla classe più infima della società, che aveva
lavorato come raccattapalle al circolo del tennis e ne era stato
infine cacciato per via della sua condotta immorale? Sarebbe
stata la fine per il buon nome del negozio
Occidentalizzazione e sarebbero sparite anche le numerose
clienti che tanto apprezzavano le parole lusinghiere, la
sveltezza e il buon umore di Xuan! Questi pensieri
preoccupavano soprattutto la signora Civilizzazione, mentre
suo marito aveva anche un motivo in più: l'aver mentito al
proprio padre, appassionato di titoli ampollosi come quello di
studente della scuola di medicina di cui si fregiava Xuan.
Perciò, anche se era risentito con lui per avergli salvato il
nonno con le medicine del tempio Bia - un peccato
imperdonabile! - doveva far finta di nulla e tacere. Per quanto
riguardava invece il venerabile Hong ("Lo so! Basta!"),
malgrado il dispiacere che suo padre non fosse morto a causa
di quella bottiglia d'acqua di risaia e delle foglie selvatiche,
non poteva certo mostrare il proprio malcontento verso Xuan.
Dopotutto, suo figlio continuava a ricordargli che Xuan era
laureato in medicina e suo cognato - il cornuto impiegato
delle poste - gli ripeteva che era un uomo da rispettare per via
della sua educazione e del suo comportamento moderato.
La fortuna di Xuan continuò dunque a crescere. E quando fu
chiamato "Dottore" dalla venerabile Hong, dal signor Hai,
dalle signorine Nga e Tuyet e dal signor Joseph Thiet, Xuan,
semplicemente, sorrise e se ne restò in silenzio. E se la
Vedova del Vicedoganiere gli lanciava furtivi sguardi
vogliosi, rimaneva stoico e indifferente.
Per esprimere la propria gratitudine al medico che aveva
rimesso in perfetta salute il malato, la venerabile Hong invitò
Xuan a un banchetto sontuoso e abbondante. Quell'invito fu il
primo di una lunga serie. Da allora, con spirito di libertà e
uguaglianza, Xuan partecipò alle feste in compagnia della
Vedova del Vicedoganiere e della coppia Civilizzazione. Alla
fine, fu considerato un vero onore avere Xuan come ospite.
Molti lo rispettavano e lo ammiravano, altri, al contrario, lo
invidiavano e odiavano. Ma che importava? C'era chi lo
amava e lo desiderava e solo questo contava.
A lungo andare, a furia di vivere in quell'ambiente bizzarro,
fatto di rispetto, paura e adulazione, Xuan adottò un
atteggiamento altezzoso. Giacché spesso la modestia è
disprezzata, Xuan s'insuperbì sempre più e, di conseguenza,
la stima nei suoi confronti aumentò. I suoi silenzi furono
interpretati da sarti e cucitrici come segno di autorevolezza.
La signorina Tuyet lo idolatro proprio perché la sua stessa
madre lo idolatrava. Tutti, dal signor ALD al signor Joseph
Thiet, dal dottor Truc Ngon all'eterno studente Tan, fratello
del signor Civilizzazione, lo adulavano in continuazione
perché credevano che il venerabile Hong ("Lo so! Che
barba!") stesse segretamente tramando per far sposare a Me
su1 Xuan la sua preziosa figlia Tuyet. Ognuno ingannava gli
altri e ne era a sua volta ingannato, così che tutti si videro
costretti a temere oppure onorare Xuan. Che vittoria! Che
gloria per la gente comune!
Quel giorno, alle due pomeridiane, la Vedova del
Vicedoganiere giunse in auto al negozio d'abbigliamento. Era
sua intenzione indurre Xuan ad accompagnarla alla festa "La
journee des danseuses Hanoïennes"2 presso il Lago
dell'Ovest. Si trattava di un grande evento, presieduto dalle
più importanti personalità politiche. La Vedova del
Vicedoganiere fu sorpresa di trovare Xuan solo in negozio.
"Signor Xuan, non chiudete il negozio?"
"Perché chiudere il negozio? Se ne sono andati tutti, ma io
resto a sorvegliare" rispose Xuan con disinvoltura.
La Vedova del Vicedoganiere rifletté un istante e poi,
allegra, disse: "Ah! Signor Xuan, sapete l'ultima?".
"Cosa?"
La brusca risposta di Xuan sconcertò la donna, che gli
annunciò: "Signor Xuan... Signor Xuan... il campo da tennis è
quasi terminato!".
"Bene!"
I modi sbrigativi di Xuan stupirono di nuovo la Vedova del
Vicedoganiere. Immaginò che dietro a quello strano
atteggiamento dovesse esserci un motivo a lei sconosciuto.
Come avrebbe potuto, altrimenti, Xuan, adottare quel tono
così insolente con lei? Non se la sentì di troncare il discorso
e, un po' impacciata, insisté: "Allora, non potete venire alla
festa?".
"Il movimento dell'Occidentalizzazione non può fare a
meno della mia presenza, nemmeno per un sol giorno."
"Dove sono i sarti e le cucitrici, signore?"
"Le cucitrici hanno indossato gli abiti da lutto che il signor
ALD aveva creato per la cerimonia funebre e si sono recate
alla festa. Quegli abiti non erano serviti perché io stesso
avevo salvato la vita all'avo e ora le cucitrici, come manichini
viventi, li esibiranno in pubblico. Capite? Dobbiamo lang xe3
le ultime creazioni. Anche i sarti sono andati, per distribuire i
volantini del nostro negozio."
"Intendo parteciparvi con la coppia Civilizzazione, anche
voi sarete il benvenuto."
"Signora, sono già partiti."
Xuan continuò a rispondere con tono disinvolto e altezzoso.
Mentre parlava, accarezzò con noncuranza un paio di seni di
caucciù inviati direttamente dalla Francia, quale contribuito
al movimento dell'Occidentalizzazione di questo Grande
Regno di Viet.4 Erano avvolti in abbondante e luccicante
carta trasparente e riposti in una bellissima scatola. La
Vedova del Vicedoganiere osservò con concupiscenza quegli
scandalosi indumenti e, poiché erano soli nel vasto negozio,
non volle lasciarsi sfuggire quella rara opportunità. Stava
cercando di dire qualcosa a proposito di quei seni di caucciù,
allorché il signorino Phuoc, che attendeva in auto, scoppiò a
urlare con la sua consueta, isterica cacofonia: "Non voglio!
Non voglio!". La signora, il cuore infranto, porse la mano a
Xuan e abbandonò il negozio.
Xuan sorrise fra sé. Sapeva che la Vedova del
Vicedoganiere, malgrado la sua non più giovane età, era più
disponibile delle giovinette. Gli sarebbe bastato un sol gesto
per farla cadere fra le sue braccia. Ma era troppo vecchia... e
poi, a che scopo? Forse in cambio di un po' di denaro... Si
ricordò allora che l'indovino gli aveva predetto per l'anno in
corso molta fortuna in amore. Iniziò a riflettere su come
cavare soldi alla Vedova del Vicedoganiere e decise di
attendere il momento più propizio. Involontariamente, Xuan
stava traducendo in realtà una teoria che molti filosofi
comprendono solo quando i loro capelli sono tutti bianchi:
nulla è più efficace di una finta indifferenza per riuscire a
conquistare qualcuno.
Questi suoi gioiosi propositi furono interrotti dall'arrivo del
cornuto impiegato delle poste. Quest'ultimo, la faccia tesa,
barcollò e, senza dire una parola, strinse la mano a Xuan che
gonfiò il petto e proclamò ad alta voce: "Signore, voi siete un
marito cornuto!".
"Bene! Grazie... grazie mille!"
Il cornuto ringraziò calorosamente come se ricevesse per la
prima volta la devastante notizia del tradimento della moglie.
Si comportò con l'abituale cortesia, senza tuttavia provare
emozione alcuna. Afferrò la sedia e si sedette davanti a Xuan:
"È esattamente quello che dovrete fare la prossima volta.
Volevo dire, la prossima volta che mi vedrete con mia
moglie. E, se dovessero esserci anche il venerabile Hong e
l'avo, tanto meglio!".
"Ma come potrei dire una cosa simile in presenza di vostra
moglie, del venerabile Hong e dell'avo?"
"Sì, è assolutamente indispensabile! Altrimenti, perché mai
vi avrei già dato dieci piastre?"
Xuan chiese ansiosamente: "Dovrei forse ridarvi quei
soldi?".
"Santo cielo!" sobbalzò l'impiegato delle poste. "In tal caso,
non mi resterebbe che il suicidio!"
Xuan s›impietosì: "Ma perché mai volete che io vi dia del
cornuto davanti a tutti?".
L'impiegato delle poste non intendeva perdersi in
spiegazioni. "No! Non potete farmi questo! Era nei patti! Le
promesse vanno mantenute! E, in più, sappiate che la vostra
posizione in questa famiglia è alquanto vacillante!"
"Vacillante?" chiese Xuan con timore.
"Esatto! Vi faccio un favore ad avvisarvi! Il signor ALD è
geloso di voi per svariati motivi. Primo: vi accusa di aver
viziato troppo sua moglie; secondo: siete più bravo di lui nel
servire le clienti; terzo: siete più esperto nel prendere le
misure alle dame. Egli ha paura che gli usurpiate il potere. Si
direbbe, inoltre, che la Vedova del Vicedoganiere sia irritata
con voi, anche se il motivo mi sfugge. E, per finire, la coppia
Civilizzazione non solo vi odia segretamente, ma vi considera
persino un acerrimo nemico. E sapete perché? Innanzitutto,
voi avete salvato la vita all'avo e, per causa vostra, la
signorina Tuyet ha addirittura annullato un matrimonio
combinato. Quindi, badate bene! È mio dovere avvertirvi, lo
faccio da amico... Vedete come vi tratto bene? Eppure, voi
volete rifiutarmi quel piccolo favore!"
"Cosa dovrei fare adesso?"
"Dovete fare esattamente come vi ho detto. E prenderete due
piccioni con una fava."
"Cosa intendete dire?"
"Fate come vi ho detto! In questo modo adempirete alla
vostra promessa e riavrete l'amore di coloro che ora vi
odiano."
"Mi odiano? Come possono odiarmi per aver salvato la vita
del loro avo?"
"Per l'appunto! Solo la venerabile Hong vi apprezza per quel
che avete fatto, ma lei non ha alcun potere. Dovete
compiacere, invece, il venerabile Hong e la coppia
Civilizzazione."
"Dunque, se ho ben capito, devo insultarvi per le vostre
corna proprio davanti a vostra moglie e all'avo?"
"Esatto! Questa notizia sarà un gran colpo per l'avo, che ne
morirà immediatamente... dopodiché, tutti diventeranno
ricchi e lo sarò anch'io..."
"Davvero?"
"Vedrete! E se sarò ricco io, ne trarrete vantaggio anche
voi!" Xuan esitò un attimo, poi scosse la testa. "Non posso! È
un omicidio! Non sono un assassino! È un crimine! Non
posso farlo!"
"Dovete pensare a questo: se aiuterete a uccidere una
persona, farete la felicità di molti. Ne vale la pena. In più, se
non accettate, prima o poi sarete licenziato!"
Xuan porse la mano all'impiegato delle poste. "Vi do la mia
promessa... parola d'onore!"
L'impiegato delle poste, esultante, strinse con vigore la
mano di Xuan. "Bene, ora devo recarmi al lavoro. Ve ne sarò
grato!" Appena uscito l'impiegato delle poste, una bella
ragazza entrò correndo come una saetta. Xuan credette
dapprima che si trattasse di una giovane progressista in cerca
di un abito alla moda, ma era solo la signorina Tuyet, che gli
chiese affannosamente: "L'impiegato delle poste... mio
cognato... pensate mi abbia visto?".
"Credo di no."
"Bene! Sono partiti tutti?"
"Sì. Ma perché non siete andata alla festa al lago
dell'Ovest?" "Non ne ho voglia! Ci saranno le cantatrici e le
danzatrici. Saranno vestite all'ultima moda come me, persino
più di me. Sono la figlia di una famiglia importante. Non
voglio che la gente mi confonda con una danzatrice."
"Avete ragione."
"Ma non crediate che io non sappia danzare! Ne sono
capace!"
"Sì, certamente!"
"E voi, sapete danzare? Facciamo qualche passo di tango?"
Xuan, imbarazzato, scosse la testa. "Un'altra volta, magari.
Per danzare, ci vorrebbe la musica. Se lo desiderate, una sera
potremmo andare in una sala da ballo."
"Davvero? Me lo promettete, signor dottore dalle mille
arie?"
"Mia cara signorina, vi siete sbagliata! Se parlo poco, questo
non significa che io mi dia delle arie. Come potrei mancare di
rispetto a una bella ragazza come voi? Posso solo ringraziare
il cielo che non mi disprezziate!"
Era la prima volta che Xuan osava corteggiare la giovinetta:
l'occasione era troppo ghiotta! Tuyet ne fu molto colpita e,
per dissimulare l'emozione, indicò il mucchio di seni di
gomma.
"Cosa sono, signor Xuan?"
"Sono seni di gomma... per donne progredite, civilizzate e
occidentalizzate."
"Ah sì! Devo dirlo alle mie amiche. Ne ho tante di
modernizzate. Il numero delle clienti del negozio
Occidentalizzazione aumenterà!"
Xuan le chiese ambiguamente: "E voi, non ne avete
bisogno?". Tuyet fece una smorfia e drizzò i seni. "Che ne
dite? Non sono forse abbastanza grossi? Molte ragazze non
hanno seni belli come i miei! Sono veri, mica di gomma!" Per
mostrare di essere moderna e civilizzata, la signorina Tuyet
continuò: "Vi concedo il permesso di esaminarli!".
Prudentemente e non senza malizia, Xuan nascose le mani
dietro la schiena. "Come si fa a dire se una cosa è vera oppure
no? Oggigiorno tutto è artificiale! L'amore è artificiale! La
modernità è artificiale! Persino il conservatorismo è
artificiale!"
La signorina Tuyet, irata, rispose: "Esaminateli e vedrete se
sono artificiali!".
Xuan scrutò il negozio deserto e lanciò uno sguardo furtivo
all'esterno. Non c'era nessuno. Si avvicinò a Tuyet, le posò le
mani sui seni e ne verificò l'autenticità. Si tolse così tutti i
dubbi e la ringraziò con un baciamano. "Mia bella signorina,
sono proprio naturali: una vera rarità in questo mondo
artificiale!"
Tuyet sospirò emozionata e sussurrò dolcemente: "Voi...
insomma... tu... vorrei un favore... te ne sarò sempre grata".
"Sarà un vero onore!"
"Non voglio sposare quell'uomo! So che, se lo sposassi,
finirei per tradirlo. Egli non è per niente come voi... come te!
Lui è un provinciale, non saprà mai amare la propria moglie
come un uomo civile. Che tristezza!"
"Che cosa dovrei fare?"
"Dovresti fingere di corteggiarmi... dovremmo fingere di
amarci... così il mio fidanzato sarà costretto a lasciarmi... hai
capito? Sarà solo una recita! La gente dovrà credere che io sia
una ragazza disonorata."
"E poi?"
"Anche tu, per il fatto di avermi tolto la verginità, perderai il
tuo onore!"
"Se mi prometti di non farmi diventare un cornuto, sono
disposto a disonorarti sul serio."
"Oh! Dottore! Dici davvero?"
"Sarà per me un grande onore poter essere la causa del tuo
disonore!"
"Oh, grazie! Come sei caro! Che amore! Ah! Ma devi
chiedere alcuni giorni di ferie! Per disonorare una ragazza di
buona famiglia, quanti giorni occorrono?"
La conversazione fra Xuan, l'uomo del popolo, e Tuyet, la
donna moderna, si protrasse per tutto il resto del pomeriggio.

1. Monsieur (Signor).
2. La giornata delle danzatrici di Hanoi. In francese nel
testo.
3. Lancer (Lanciare).
4. Il Vietnam.



9

IL PARADISO IN TERRA - LA FILOSOFIA
DELL'ADULTERA - UN ESEMPIO DI
"SEMIVERGINITÀ"

A ovest di Hanoi c'era un grande lago, diviso in seguito da
una strada. Da un lato si formò il Lago dell'Ovest e, dell'altro,
il Lago del bambù bianco.
Quella strada, denominata poi "Strada del vecchio pesce",
era famosa in tutto il paese. Tutti i venti milioni di
connazionali la conoscevano perché le fanciulle di buona
famiglia (o meno) vi si recavano con gli studenti dei vari
atenei, delle università di Legge o anche con studenti privi di
affiliazioni istituzionali. Giungevano in questo luogo per
amoreggiare e trasgredire così le regole imposte dalle
famiglie.
All'inizio, si tuffavano soprattutto nel Lago dell'Ovest, ma,
poiché era molto profondo, pochi sopravvivevano. Si
spostarono perciò al Lago del bambù bianco, meno profondo
e pericoloso. Altro motivo che accrebbe la popolarità del
Lago del bambù bianco fu la saggia decisione dello Stato di
collocare un cartello con la scritta "Vietato gettare rifiuti!".
Notte dopo notte, guidatori di risciò, sfaccendati e abili
nuotatori gironzolavano intorno al lago e attendevano
speranzosi un'invocazione di aiuto per tuffarsi a salvare una
bella ragazza. Dopodiché, si recavano alla stazione di polizia
Hang Dau per ricevere un premio in denaro e si mettevano in
posa per farsi scattare fotografie da pubblicare sui giornali,
con relativa eclatante intervista. Fu per questi motivi che la
fama del Lago del bambù bianco si diffuse e divenne il teatro
privilegiato in cui diaboliche famiglie vietnamite mettevano
in scena le proprie tragedie... Il Lago del bambù bianco
sarebbe sempre stato il barometro dei tragici conflitti fra il
Vecchio e il Nuovo, Individuo e Famiglia, Sacrificio e
Risveglio politico, Oppressione e Libertà, se un patriota non
avesse deciso di far costruire un fantastico albergo in stile
occidentale, l'Hotel Terra incantata, sulle sue sponde.
Il giorno dell'inaugurazione, il Protettorato volle purificare
ed esorcizzare l'atmosfera del lago e invitò le studentesse a
eseguire una particolare danza in cui avrebbero incarnato fate
discese dal Cielo a liberare le anime dei morti "suicidi".
Da allora, l'Hotel Terra incantata divenne famoso quanto la
Strada del vecchio pesce e il Lago del bambù bianco. Tutti i
Vietnamiti distinti si sentivano in obbligo di soggiornare in
quell'albergo almeno una volta nella vita affinché gli
intellettuali progressisti non potessero rimproverare loro di
dimenticare le proprie origini o di abbandonare il paese in
mani straniere.
Vista l'ideologia liberista della signorina Tuyet, non parve
strano che ella scegliesse quell'albergo come luogo ideale per
essere disonorata; e a Xuan andava benissimo compiere lì
(come in qualunque altro posto) il solenne dovere di far
perdere la verginità a una fanciulla di casta elevata.
Varcarono dunque l'entrata principale in stile giapponese
dell'albergo e Tuyet disse: "Affitteremo una camera doppia.
Mangeremo insieme e insieme berremo e balleremo!
Giocheremo a ping pong e andremo in barca. Tutti dovranno
vedere che sono in tua compagnia, mio caro!".
Xuan si scervellò per risponderle in modo poetico, ma si
ricordò solo della frase che il signor ALD usava solitamente
con le clienti del negozio: "Onorato di servirvi!".
L'inespressività del viso di Xuan fece sì che la signorina
Tuyet credesse che le stesse facendo uno scherzo raffinato e
scoppiò in una sonora risata, tipica delle donne progressiste.
"Mio Dio! Possiedi veramente un forte senso dell'umorismo!"
A passi lenti, attraversarono il giardino fiorito con l'aria
serena di una coppia innamorata durante un incontro segreto.
Improvvisamente, Tuyet disse a Xuan: "Prima di prendere
una camera, facciamo un giro in questa Terra incantata".
L'Hotel Terra incantata era, effettivamente, un magnifico
castello e possedeva tutte le qualità che potevano condurre
alla felicità chi avesse soldi da sperperare. Un gruppo di
architetti aveva dispiegato tutta l'energia creativa per erigere
un palazzo straordinario, per metà sulla terra e per metà sul
lago, con tanti balconi e terrazze in modo che gli ospiti
potessero guardare la gente che andava in barca e nuotava.
Nel vasto giardino si trovavano il campo da tennis, i tavoli
da ping pong, una piscina e una sala da ballo con la radio. Nel
ristorante si servivano le migliori specialità francesi, cinesi e
vietnamite. A chi aveva il portafoglio pieno, una notte
all'hotel poteva offrire tutti i piaceri della vita moderna
immersi nella raffinatissima atmosfera della vecchia capitale
imperiale.
Se non fosse esistito l'Hotel Terra incantata, che onta
sarebbe stata, per la nazione vietnamita, agli occhi dei
visitatori stranieri! Gli oziosi borghesi vi si recavano per
sconfiggere la monotonia della loro vita. L'hotel possedeva
sessanta camere e una decina di giovani donne che
vendevano l'amore (le cosiddette "galline d'alto bordo"), in
ossequio ai sistemi innovativi dei paesi civilizzati.
Alle otto del mattino della domenica in cui i due innamorati
vi giunsero, l'hotel era ancora piuttosto vuoto. Solo alcuni
giocavano a tennis o a ping pong e cinque o sei giovani
abbigliati elegantemente erano seduti su una terrazza
affacciata sullo specchio d'acqua a bere qualcosa di fresco.
Tre affascinanti "galline", in abiti signorili, tentavano di farsi
accompagnare in piscina dagli uomini.
Quando la signorina Tuyet e Xuan salirono i gradini, gli
eleganti ragazzi stavano chiacchierando allegramente. Una
giovane della compagnia li vide, si alzò, si diresse verso i due
innamorati, strinse loro le mani e disse agli amici: "Mi
permetto di presentarvi il signor Xuan, direttore del negozio
Occidentalizzazione, un vero e proprio artista, ideatore di
bellissimi abiti alla moda. Noi donne dobbiamo molto al suo
talento!".
Un giovane gli chiese con rispetto: "Signore, siete forse
collega del signor ALD?".
Improvvisamente, apparve un uomo in abito da cerimonia.
Xuan sbiancò in viso e si guardò attorno in cerca di un posto
dove nascondersi. Tuyet gli andò incontro dicendo: "Ecco il
mio fidanzato, il dottor Xuan...". E rivolta a Xuan: "Il signor
Victor Ban, proprietario dell'Hotel Terra incantata".
Victor Ban, sconcertato, porse la mano a Xuan e rimase di
ghiaccio. Anche lui aveva subito una straordinaria
trasformazione: da re dei rimedi contro le malattie veneree
era diventato proprietario dell'Hotel Terra incantata! Ma la
metamorfosi di Xuan in dottore aveva veramente
dell'incredibile!
Dopo i suoi insuccessi nell'ippica, il signor Victor Ban intuì
che la marea della civilizzazione che si stava abbattendo sul
suo paese sarebbe stata seguita da ondate di malattie veneree.
Decise dunque di cambiare mestiere. Con il balsamo di tigre,
l'olio di eucalipto e l'argilla, inventò una terapia piuttosto
efficace contro la sifilide ma, al pari di tutti gli altri re dei
rimedi nel campo delle malattie veneree e in netto contrasto
con quanto pubblicizzato, i risultati non furono mai all'altezza
delle promesse. Tuttavia, in meno di due anni, diventò
milionario. Era talmente pieno di soldi che fece costruire un
grande bordello in una provincia di Hanoi e assunse una
decina di prostitute. I giovani sani che lo frequentavano
sarebbero finiti prima o poi nella clinica di Victor Ban.
Apparentemente guariti, ritornavano al bordello, facendo di
continuo la spola tra casa di piacere e clinica. Victor Ban si
arricchì sempre più. Aprì filiali in tutte e tre le regioni del
paese: Cocincina, Annam e Tonchino. Le sue auto
percorrevano le strade e gli altoparlanti urlavano avvertimenti
sulla dilagante diffusione di malattie quali l'eiaculazione
precoce, l'impotenza, la sifilide, la gonorrea... Si occupò
anche di polmoni forati, di malattie intestinali, di cardiopatie,
di problemi oculari e di disturbi auricolari. I suoi slogan
ossessivi riecheggiavano in modo così persuasivo che anche i
sani, colti da timori per le loro vite, acquistavano le sue
medicine ed esaltavano Victor Ban come un grande umanista
e patriota. Fu così che ben venti milioni di connazionali lo
glorificarono. Poco dopo, spinto dal desiderio di donare un
rifugio, un vero e proprio regno fatato, a questa terra infestata
dai germi delle malattie veneree, affinché la gente potesse
dimenticare dolori e piaghe irritate, Victor Ban fece edificare
l'Hotel Terra incantata.
Anni addietro, aveva pagato venti piastre al giorno a un
vagabondo bastardo di nome Xuan per girare, seduto sul tetto
di un'auto, urlando nell'altoparlante i benefici dei suoi rimedi.
Proprio questo Xuan, ora eminente medico e fidanzato con la
nipote del venerabile Hong! Tutto oltrepassava ogni
immaginazione!
Xuan e Victor Ban si fissarono a vicenda. Fortunatamente
per Xuan, una delle ragazze moderne chiese di nuovo: "Come
vanno gli affari del vostro negozio?".
Tuyet rispose per Xuan: "È il più frequentato di Hanoi! È
stato un bene che abbia abbandonato la scuola di medicina!
In questo paese non si insegna nulla di valido! Sarebbe stata
solo una perdita di tempo! Così, ora, ha più tempo per il ten-
nit1". Durante la conversazione, un giovane che aveva
osservato a lungo i capelli rossi di Xuan, gli chiese
gentilmente: "Signore, che tipo di tintura avete usato per i
vostri capelli? Sono molto belli e in voga! Vogliamo tingerli
anche noi, ma non sappiamo che marca usare. Sapreste
indicarcela? E con la messa in piega, saranno perfetti!".
"Se passerete al negozio dell'Occidentalizzazione, vi
suggerirò ogni cosa" rispose Xuan.
La ragazza fece un sottile rimprovero al giovane e lusingò al
contempo la signorina Tuyet: "Il signor Xuan sa promuovere
le ultime tendenze e gli stili più eleganti! Lo sanno tutti!".
Victor Ban chiese a Tuyet: "Cara signorina, intendete
rimanere tutta la giornata o solo per poco?".
Tuyet diede una gomitata a Xuan. "Che ne pensi, mio caro?
Solo oggi o più giorni?"
Xuan non sapeva quanto tempo occorresse per disonorare
una fanciulla di casta elevata e rispose: "Decideremo dopo
pranzo". Victor Ban se ne andò. Un ragazzo si alzò e si fece
avanti.
"Sarò onorato se vorrete giocare alcuni sec2 con me."
Xuan accettò e tutti si diressero verso il campo da tennis. In
un'oretta, Xuan sconfisse l'avversario. Gli entusiastici
applausi accrebbero il suo prestigio agli occhi di Tuyet. Il suo
modo di tenere la racchetta e il suo stile di gioco gli
conferivano un'aura nobile, da figlio di papà o, perlomeno, da
rampollo di un governatore di provincia.
Quando Victor Ban ritornò, l'ovazione che il pubblico
tributò a Xuan lo convinse di essersi sbagliato: il dottor Xuan
non poteva avere a che fare con quel vagabondo che aveva
lavorato per lui.
A fine gioco, il perdente si congratulò con Xuan ed espresse
il desiderio di una rivincita. Colma d'orgoglio, la signorina
Tuyet si persuase che Xuan non solo meritasse di fidanzarsi
con lei, ma anche di rovinarle per davvero la reputazione.
Una volta nella loro camera, rimase però delusa nel vedere
che Xuan, esausto, era crollato pesantemente sul letto. Si
sedette sul bracciolo di una poltrona e stette a contemplare
tristemente il suo imperdonabile, irreprensibile
comportamento. All'improvviso, udì una voce femminile
provenire dalla camera accanto: "Ze do za mua...! Mong pe y
e Pari...".3 Tuyet ascoltava stupefatta e Xuan la chiamò: "Oh
cara! Signorina Tuyet!".
"Zitto! Mi sembra... non è forse... Oddio! È mia sorella
Hoang Hon!"
Xuan si alzò di scatto. "Porca miseria! Chi? La signora
Civilizzazione?".
"No! Abbassa la voce! È mia sorella, la moglie
dell'impiegato delle poste!"
"Davvero? Ed è in compagnia del marito cornuto?"
"Come fai a saperlo?" gli chiese Tuyet stupita. "Come hai
scoperto che Hoang Hon ha un amante?"
"Perché non dovrei saperlo?"
Infatti, in quel preciso istante, la signora Hoang Hon, moglie
dell'impiegato delle poste, e il suo amante, ignari che Xuan e
Tuyet stavano origliando nella camera accanto, parlavano con
intimità. L'amante tubò: "Amore mio, non possiamo
continuare così! La situazione è troppo pericolosa!".
"Che cosa intendi?" gli chiese la signora Hoang Hon con
rabbia.
"Voglio che tu... voglio che ci sposiamo!"
"Cioè... vuoi che chieda il divorzio a mio marito?"
"Cos'altro potrei desiderare?"
"Nossignore! Ti voglio come amante, non come marito! Se
tu diventassi mio marito, un giorno o l'altro tradirei anche te!"
"Caspita! Che idee bizzarre hai! Ma che razza di donna sei?"
"Che c'è di bizzarro? Gli uomini non possono capire, ma le
donne moderne ragionano così! Una moglie senza amanti è
vile, priva di virtù ed è talmente brutta e stupida da non avere
nessuno che le faccia la corte. Se non avessi un amante, le
mie amiche mi disprezzerebbero! Come potrei presentarmi in
pubblico? Un bufalo è un vero bufalo solo se mangia e lotta.
Dovresti essere felice che ti sono fedele e non ho un secondo
amante!"
"Allora, perché non sei fedele a tuo marito?"
"Lo sono a entrambi! Marito e amante! In caso contrario,
non sarei una vera donna!"
"Mah! Temo che prima o poi lo scoprirà!"
"Mai! È nato con le corna in testa! Se un gufo sapesse di
essere puzzolente, non puzzerebbe più! Ze do za mua...!
Mong a mang, mong ma rrrit..."4
E l'adultera cantò allegramente sino alla fine J'ai deux
amours. Nella camera accanto, Xuan sussurrò all'orecchio di
Tuyet: "Che donna virtuosa e veramente emancipata!".
Tuyet si ingelosì per gli elogi che Xuan aveva riservato alla
sorella. "E io? Pensi che io sia..."
Xuan la baciò e le mormorò: "Anche tu hai tutte le qualità
per...".
Ma Tuyet, insuperbitasi improvvisamente, rispose: "La mia
è una ricca famiglia borghese e civilizzata. Mia sorella e io
dobbiamo mostrarci sempre virtuose, altrimenti non
potremmo conservare il nostro prestigio!".
Xuan posò velocemente la mano sul petto della signorina
Tuyet, ma ne fu respinto. "Una volta basta! Lo sai già che
non sono di gomma!"
Ma Xuan seppe incantarla con tali affascinanti parole, che la
signorina Tuyet allentò la resistenza. Rimase in silenzio,
sancendo così i misteri del cuore femminile. Si divertivano a
prendersi un po' in giro e si scambiavano sincere lusinghe: "Il
nostro amore è nobile...".
"Il nostro amore è puro..."
Infine, Xuan le chiese il fatidico "favore". Tuyet si alzò
indignata. "Zitto! Lasciami in pace! Non te lo concederò mai!
Non sei un gentiluomo! Non sono di certo una ragazza
sciocca e sprovveduta! Vedi, mi mantengo demi-vierge!5"
Xuan non capì cosa intendesse. Tuyet gli spiegò: "Significa
semi-vergine! Conservo metà della mia verginità!".
"Mezza verginità? Una semi-vergine?"
"Certamente! Non posso perderla del tutto! Non voglio che i
miei ricevano la testa del maiale con le orecchie tagliate il
giorno successivo al mio matrimonio!"6 Da quel momento,
Xuan fece il bravo. Egli aveva perfettamente compreso che
Tuyet non era per niente volgare, bensì una semi-vergine
degna di incarnare la donna vietnamita all'alba del ventesimo
secolo.

1. Tennis.
2. Set.
3. "J'ai deux amours, mon pays et Paris..." popolare canzone
di Josephine Baker degli anni Trenta.
4. "J'ai deux amours, mon amant, mon mari" ("Ho due
amori: il mio amante, mio marito...").
5. In francese, nel testo.
6. Secondo la tradizione, nel giorno del matrimonio, i
genitori della sposa offrono una testa di maiale alla famiglia
dello sposo. Se poi la verginità della sposa è dubbia, il giorno
successivo la famiglia dello sposo restituisce la testa di
maiale con le orecchie tagliate.



10

IL POETA XUAN - LOTTE DI CORNA - IL
CONSERVATORISMO DELLA VEDOVA DEL
VICEDOGANIERE

Dopo essersi saziati con un raffinato pasto francese in
compagnia degli altri borghesi vietnamiti, la signorina Tuyet
gli suggerì una passeggiata nel giardino dell'albergo per
facilitare la digestione. Temendo di incontrare di nuovo il
signor Victor Ban, Xuan rifiutò, dicendo di essere troppo
stanco. Tuyet s'imbronciò: "Ma che dici? Non ci si reca
all'Hotel Terra incantata per riposarsi! Ci si va per divertirsi!
È l'era della scienza, dell'efficienza fisica e dello sport! Un
uomo giovane e forte come te non dovrebbe sentirsi esausto!
E sei persino un medico! Mi stai raccontando balle? Perché
dicevi di amare le donne quanto i francesi? Cosa sarebbe
successo se ti avessi permesso di disonorarmi?".
Di fronte a queste argomentazioni, Xuan si alzò
immediatamente: "Sarà onor mio servirti!".
Fece per uscire, ma la signorina Tuyet lo fermò: "Aspetta un
momento!". Poi lei iniziò a contare con le dita. "Un'amica,
due amici, il signor Victor Ban: quattro persone in tutto!"
Quindi rivolgendosi a Xuan, disse con candore: "Sono
almeno quattro persone, caro mio, a sospettare che io sia
disonorata! Non è magnifico? È solo questione di giorni e
questo pettegolezzo arriverà alle orecchie di mio padre o,
almeno, a quelle del mio bastardo di fidanzato! È la mia
vendetta!".
Xuan rispose come uno stolto: "Allora non è solo la vita di
un marito cornuto a essere piena di miserie, anche quella di
un fidanzato cornuto non è per niente gioiosa!".
Tuyet rise. "Come sei profondo! Il tuo linguaggio è
veramente da ventesimo secolo! Ma non aver paura: non ti
tradirò mai!" Fece una breve pausa e poi gli chiese: "Tuo via1
e tua madre, come stanno?".
Prima che Xuan capisse la domanda, ci fu un attimo di
silenzio. Disse infine tristemente: "Sono orfano sin da
piccolo".
"Oh! Hai perso il padre o la madre?"
"Tutti e due..."
Tuyet batté le ciglia. I suoi occhi brillarono di gioia. "Fosse
anche solo per questo, saresti degno di diventare mio marito!
Se ti sposerò, non avrò nessuna suocera! Che bello! Come sei
fortunato a essere orfano sin da piccolo!"
Xuan non seppe rispondere. Tuyet continuò: "Non
preoccuparti, mio caro dottore! Non sono imprudente come la
maggior parte delle ragazze! So proteggere bene il mio
tesoro!". Xuan sorrise maligno: "Prima o poi verrà il
momento...".
Ma la signorina Tuyet rispose con fermezza: "Scordatelo!
Vuoi che vengano tagliate le orecchie del maiale la notte del
matrimonio?".
Queste decise parole resero molto felice il nostro Xuan,
perché pensò che se avesse sposato Tuyet, non avrebbe mai
dovuto temere le corna.
Mano nella mano, uscirono e andarono a passeggiare in un
giardino lussureggiante e variopinto, da vera terra incantata!
Le aiuole erano fiorite di gigli, di bocche di leone e orchidee.
Petali appassiti cadevano lungo i sentieri. Dopo un po',
notarono di essere pedinati da un giovane magro, il volto
emaciato, tipico dei poeti, e gli occhi vitrei. Indossava un
abito di foggia occidentale, con i pantaloni a zampa
d'elefante. Egli fissò ansiosamente Tuyet, che bisbigliò a
Xuan: "Ecco l'uomo che sogna di conquistare il mio cuore!".
A queste sole parole, Xuan si fece rosso di gelosia. Si girò.
Rapito dal suo oggetto di desiderio, il giovane non gli fece
caso e continuò a camminare verso la signorina Tuyet, nei
suoi pantaloni a zampa d'elefante. Tuyet sussurrò a Xuan:
"Lascia perdere, mio caro! È solo un poeta. Non fa male a
nessuno!".
Estasiata, come possono esserlo le giovani quando sono
inseguite dai corteggiatori, la signorina Tuyet saltellava sui
petali sfioriti del vialetto. Il poeta la raggiunse proprio nel
momento in cui Xuan stava pensando di dargli una lezione. Il
giovane si arrestò e recitò ad alta voce:
"La fata sul viale di ghiaia,
Vergognosi, i fiori cadono ovunque.
La bellezza spesso invidia la bellezza rivale.
La bella calpesta i fiori appassiti - Ahimè!".
La signorina Tuyet rise gioiosamente mentre l'ostilità di
Xuan stava per tramutarsi in rispetto. Al pari di tutti i poeti
che affrontano coraggiosamente le amarezze della vita, il
giovane continuò a recitare con espressione impassibile:
"Non posso esser fiore sotto i suoi piedi, il mio infranto
cuore è colmo di dolore.
Raccolgo un fiore calpestato dalla bella, da premere sul mio
appassionato cuore!".
Il poeta si fermò e si chinò. Colse un fiore e lo premette
appassionatamente contro il cuore, come se stesse
abbracciando un'amante immaginaria.
Non udendo più il calpestio dei suoi passi sul vialetto di
ghiaia, Tuyet volse lo sguardo e scorse il poeta che stringeva
il fiore. "Com'è commovente! Quel ragazzo mi sta seguendo
da mesi! Mi ama perdutamente, ma io non provo affetto per
lui."
Xuan strinse i denti: "Ti ama davvero?".
"Come si potrebbe chiamare altrimenti un tale sentimento?"
Un flusso di ispirazioni poetiche percorse la testa di Xuan,
che si vergognò di non essere capace di recitare versi come il
suo rivale. In fin dei conti, però, dov'era la difficoltà? Si
ricordò dei numerosi e squillanti proclami che aveva appreso
a memoria in passato, ai tempi in cui urlava slogan per conto
dei ciarlatani e propose a Tuyet: "Vuoi che improvvisi una
poesia per quel tizio?".
La signorina Tuyet batté le mani con gioia: "Ottimo!".
Xuan, le mani incrociate dietro la schiena, si avvicinò al
poeta e iniziò:
"Che siate giovani o vecchi,
evitate nebbia, freddo, sole e vento.
Le intemperie potrebbero causare raffreddori, febbri o
emicranie.
Pelle secca e corpi accaldati
vi tolgono forze e gioia.
Notti e giorni voi inveite,
persino le membra sembrano così pesanti da non poterle
muovere.
A voi rivolgo solo due parole:
acquistate subito i nostri balsami contro le febbri!".
Xuan avrebbe voluto continuare, ma il giovane si arrese.
"Perdonatemi, signore! Il vostro umile studente ha appreso la
lezione... Come vi ammiro! Dovrò esercitarmi nella poesia
satirica prima di poter competere con voi!" Detto ciò, il poeta
gli fece un profondo inchino e se ne andò, rosso di vergogna.
Xuan ritornò dalla signorina Tuyet, che lo elogiò a sua volta:
"Dio mio! Sei un gran talento! Sai comporre bellissimi versi
in un attimo! La tua poesia satirica è agli stessi livelli di
quella del grande poeta Tu Mo! Ma come mai è piena di
termini medici?".
Sconcertato dalla domanda, Xuan seppe tuttavia rispondere
furbamente: "Indovina un po'!".
Tuyet mormorò fra sé: "Ma certo! Eri studente alla scuola di
medicina! Ecco perché la tua poesia è così scientifica. È
proprio così! È letteratura medica!".
Felicissimi, i due giovani si diressero lentamente verso la
piscina. Improvvisamente, la signorina Tuyet impallidì.
"Porca miseria! C'è l'impiegato delle poste! Ci vediamo
dopo!" Poi si nasconde dietro un albero e sparì.
Xuan si trovò davanti all'impiegato delle poste che stava
camminando in compagnia di una donna. La sua barba era
perfettamente rasata ed era vestito in modo insolitamente
elegante. Sembrava un marito cornuto appagato dalla bella
vita. La donna indossava abiti in parte moderni e in parte
tradizionali. Aveva l'aria di una che aspirava a emanciparsi,
ma che al contempo provava nostalgia delle antiche virtù.
Ah! Quant'è difficile decidere da che parte stare!
Xuan non sapeva se fosse la moglie dell'impiegato delle
poste o meno. Se non lo era, allora la vita era più complicata
di quanto credesse! Ma, in ogni caso, egli era tenuto a
compiere il dovere assegnatogli dallo stesso impiegato. Dopo
essersi inchinato per salutarli, si rialzò ed esclamò: "Signore,
voi siete un marito cornuto!".
L'impiegato delle poste impallidì e balbettò: "Lei è... è solo
la mia amante".
"Veramente?" rispose Xuan stupito. "Ma che coincidenza! È
probabile che, proprio in questo momento, anche vostra
moglie vi stia tradendo!"
L'impiegato delle poste sbiancò del tutto e urlò con voce
strozzata: "Come? Proprio qui? All'Hotel Terra incantata?".
"E in quale altro posto potrebbe mai accadere una cosa
simile?" disse Xuan annoiato.
"Porca miseria! Portatemi da lei, per favore! Andiamo!"
Xuan, ansioso di assistere a una scenata di gelosia, li
condusse immediatamente alla camera della moglie. Si fermò
infine davanti a una porta e lanciò un'occhiata all'impiegato
delle poste. Quest'ultimo fece un profondo respiro e bussò.
Quindici minuti dopo, la porta si aprì appena e si udì l'urlo
acuto della donna: "Santo cielo! Mio marito!".
Anche l'impiegato delle poste urlò: "Puttana! Cagna!".
Xuan e l'altra donna rimasero in disparte. I clienti
dell'albergo erano impegnati a nuotare in piscina, a fare il
bagno o immersioni nel lago e ignorarono così la tragica sorte
dell'impiegato delle poste.
L'amante della moglie, che nel frattempo aveva avuto il
tempo di rivestirsi, disse all'impiegato delle poste:
"Buongiorno, signore! Siete il marito di questa signora?".
L'impiegato era completamente fuori di sé. "Se non lo fossi,
chi dovrei mai essere? Un cane?"
L'amante si inchinò con rispetto. Il suo piano era quello di
affrontarlo strategicamente, usando la diplomazia. "Sono
onorato di fare la vostra conoscenza. Signore, mi rivolgerò a
voi con cortesia, visto che siete un gentiluomo."
Questa mossa parve sortire l'effetto desiderato.
"Sì, anche se sono cornuto, sono un gentiluomo e faccio
parte dell'intellighenzia."
E l'amante di rimando: "Sono felice di sapervi così sensibile
e credo che vorrete mantenere sempre il vostro garbo. In fin
dei conti, non è la prima volta che subite un tradimento. Non
c'è dunque motivo che vi arrabbiate ora: saremmo solo derisi
da tutti. Signore, sappiate che, nonostante quel che è successo
oggi, rispetto profondamente vostra moglie".
Fra i due intercorsero conversazioni piene di convenevoli
proprio come tra veri gentiluomini. Ma, dopo un po',
l'impiegato delle poste crollò: "Signore, malgrado mia moglie
si sia rivestita, sono ancora sconcertato. Dovreste conoscere il
vecchio detto: "Quando un uomo entra nella camera di una
donna, è distratto. Quando una donna entra nella camera di
un uomo, è una puttana"".
Di fronte a simili argomentazioni, l'amante della moglie era
cosciente di non potersi opporre al reato di adulterio. Scelse
allora un'altra tattica. "Signore, essere cornuti non è una
colpa! È solo una sfortuna, un incidente casuale. Prendiamo
ad esempio Napoleone: non è stato solo un eroe che ha
riportato innumerevoli vittorie in tutta Europa, era anche un
bell'uomo, eppure, era cornuto anche lui!"
Il paragone con Napoleone calmò un pochino l'impiegato
delle poste che, tuttavia, continuò a protestare: "Colpa o
sfortuna che sia, non ci guadagno niente a essere un cornuto!
Come intendete risarcire i danni che mi avete causato? O
devo chiedere l'intervento della legge?".
L'idea della polizia e dei media spaventò l'amante. Si
scervellò e contrattaccò: "Signore, sono io a essere cornuto!".
"Oh! Com'è possibile?"
"Sì! Vostra moglie mi aveva detto di essere nubile e di
considerarmi un marito. È la prima volta che so della vostra
esistenza! E mi avete accusato del delitto di adulterio! In
realtà, vostra moglie ha due mariti! Anch'io, dunque, sono un
marito cornuto! Anch'io ho subito dei danni ed esigo un
indennizzo!"
L'impiegato delle poste scosse la testa. "Non lo so! Non so
di cosa stiate parlando! Signor Xuan, potreste testimoniare
che io sono un marito cornuto?"
Xuan abbassò la testa: "Sarà un vero onore per me!".
L'amante aggiunse minaccioso: "Non è chiaro chi stia
causando danni a chi. Probabilmente, dovrei consultare il mio
avvocato. Signore, essendo voi un impiegato delle poste,
dovreste avere familiarità con la legge. E la legge va
rispettata!". Nell'udire la parola "avvocato", l'impiegato delle
poste iniziò a preoccuparsi della liceità della sua presenza
all'Hotel Terra incantata. Temeva che la sua reputazione di
impiegato modello ne uscisse macchiata. Forse era stato lui
stesso a esser preso con le mani nel sacco nel tentativo di
cogliere sua moglie e il suo amante in flagrante adulterio!
Con questo pensiero, fece l'occhiolino alla propria amante e
porse la mano a quello della moglie: "Addio, signore! Spero
di rivedervi un giorno...".
Fuggì infine come un evaso dall'Hotel Terra incantata,
seguito dalla sua amante. Anche Xuan, impaurito dal
riferimento agli avvocati, temette di finire nei guai e si defilò,
senza nemmeno girare la testa. Trovò la signorina Tuyet e le
disse con aria sconvolta: "Dobbiamo andarcene
immediatamente, altrimenti potrebbe finire male!".
Tuyet non era al corrente della vicenda, ma ne fu lo stesso
spaventata. Oltrepassando il portone in stile giapponese,
videro l'auto della Vedova del Vicedoganiere, la quale,
balzando fuori, chiamò la signorina Tuyet: "Voi siete già
fidanzata! La vostra presenza qui mette in dubbio gli alti
valori morali della vostra famiglia!".
Tuyet indicò Xuan. "Noi siamo solo amici! Niente di più,
niente di meno!"
E salì su un risciò, lasciandosi dietro Xuan e la Vedova del
Vicedoganiere. Quest'ultima disse a Xuan: "Le ragazze
odierne sono tutte maleducate. Non fanno altro che mangiare
e divertirsi. Ogni donna deve mantenersi fedele al suo uomo e
rispettare i tre Insegnamenti e le quattro Virtù!2 La verginità
e il pudore sono d'obbligo!".
Xuan rimase zitto. La Vedova del Vicedoganiere azzardò:
"E voi, signor Xuan, dovete comportarvi bene! Non rovinate
la vita di una giovane donna! È già fidanzata! È la promessa
sposa di un altro! Ricordatevi del detto: "Si corteggiano solo i
celibi e le vedove, non i mariti e le mogli altrui!"".
Questa breve lezione rammentò al nostro Xuan i passati guai
e il fatto che la Vedova del Vicedoganiere rientrasse nella
categoria delle corteggiabili. Balbettò: "Signora, vi prego di
perdonarmi! Se non foste così fedele ai vostri due defunti
mariti, vi farei subito la corte!".
La Vedova del Vicedoganiere sorrise amabilmente e
rispose: "Ma come siete provocante!". Salì sull'auto e ordinò
all'autista di accelerare: fu una vera fuga dall'amore!
Xuan uscì dalla Terra incantata e ritornò a piedi al negozio
dell'Occidentalizzazione.

1. Ton vieux (Il tuo vecchio).
2. I principi del confucianesimo: la figlia deve ubbidienza al
padre, la moglie deve ubbidienza al marito e la vedova deve
ubbidienza al figlio. Le quattro Virtù: avere cura della casa,
del proprio corpo, delle parole da usare e della morale.



11

L'APERTURA DEL CAMPO DA TENNIS - L'ORATORE
XUAN - I PREPARATIVI PER IL MATRIMONIO

L'apertura del campo da tennis privato, costruito nel
giardino della Vedova del Vicedoganiere, fu un vero e
proprio evento nella storia sportiva del Vietnam. Come nella
maggior parte delle cerimonie d'apertura, ci fu un ricevimento
con champagne e discorsi formali.
Fra i partecipanti alla festa c'erano il signor ALD e sua
moglie, la signorina Tuyet e i suoi fratelli: l'eterno studente
Tan e la moglie del cornuto impiegato delle poste, la signora
Hoang Hon e il rappresentante della monarchia Joseph Thiet.
Seduto in mezzo agli astanti, Joseph Thiet si sentì come un
grande leader politico circondato dalla folla. Da vero
capopopolo, si preoccupava solamente del bene del paese e,
simultaneamente, disprezzava i gusti e le aspirazioni delle
masse popolari.
Indifferente al chiasso gioioso della gente, il signor Joseph
Thiet sfogliò un giornale francese e lesse un articolo che lo
rese particolarmente allegro: un discepolo di Charles Maurras
aveva fatto sanguinare la faccia al leader socialista Leon
Blum. Si estranio allora completamente e, per tutta risposta,
anche gli altri lo ignorarono.
Tutti i membri dell'aristocrazia, a parte il signorino Phuoc
("Non voglio!"), erano radunati per l'evento. La massa
divenne sempre più brilla e la classe più elevata scivolò
sempre più verso il basso. Il signor Civilizzazione, fiacco e
per niente atletico, si alzò e levò il calice: "Signore, signorine,
signori...". Il signor Civilizzazione tenne il suo discorso per
quasi un'ora. Parlò della storia dello sport nella Grecia antica,
del movimento sportivo del Vietnam, dell'importanza cruciale
dello sport per il futuro della sua razza. Narrò la vita della
signora Segretaria (la Vedova del Vicedoganiere, per
intenderci). Lodò la sua visione progressista e la scelta
esemplare nel voler costruire un campo da tennis privato per
favorire lo sport all'interno della sua famiglia. Descrisse poi il
movimento sportivo femminile, iniziando dalla "Marcia delle
ragazze". Criticò allora i vecchi che usavano i loro soldi per
costruire templi, pagode, statue buddhiste e fondere campane.
Sostenne che quell'arte di acquisire fama fosse ormai
superata.
Intanto, il giornalista, fervido sostenitore delle riforme
sociali nel paese e della conservazione dei costumi
tradizionali all'interno della propria famiglia, si annotava le
preziose idee emesse dalla bocca di quell'uomo illustre.
L'oratore elencò poi le virtù della donna ideale affinché la
Vedova del Vicedoganiere vi si potesse riconoscere.
Concluse presentando Xuan: un giovane esemplare, maestro
di tennis, che era stato capace di ottenere i massimi
riconoscimenti in questi campi.
In breve, quel discorso aveva in sé ogni requisito che
intelletti letterari o politici avrebbero potuto esprimere:
abbellimento, invenzione, esagerazione, menzogne e fantasie,
mascherate dal linguaggio disonesto della letteratura. La
massa applaudì con entusiasmo.
Alla fine della dissertazione, il signor Civilizzazione si
sedette in modo dignitoso e falsamente modesto (così fanno
quasi tutti gli oratori). Sua zia si alzò e prese la parola. La
Vedova del Vicedoganiere ringraziò il relatore e le signorine,
le signore e i signori per la loro presenza alla cerimonia
d'apertura del suo campo da tennis. Espresse il suo augurio
nel vedere il suo campo sempre affollato.
Tutti applaudirono di nuovo.
Avendo poca familiarità con i rituali delle cerimonie
d'inaugurazione, Xuan ignorò l'onore che lo attendeva: non
comprese che toccava a lui rivolgersi al pubblico. Applaudì
come tutti e bevve champagne nel modo più naturale del
mondo, senza rendersi conto degli sguardi fissi su di sé.
Incrociò le mani e rimase in silenzio. Il comportamento
ingrato di Xuan provocò bisbigli di disapprovazione. Infine,
la moglie del cornuto impiegato delle poste si alzò e disse
malignamente: "Credo tocchi ora al signor Xuan, maestro di
tennis, parlare".
Il signor ALD, eccitato all'idea di poter punzecchiare Xuan,
colse l'occasione per incoraggiarlo: "Giusto! Nel giorno
dell'inaugurazione di un campo da tennis, tutti gli onori
devono essere per l'insegnante!". E rivolto a Xuan: "Vi
preghiamo di non essere modesto e di illuminarci con le
vostre sagge parole!".
Seduta accanto a Xuan, la signorina Tuyet s'intromise: "Su,
dottore! Di' qualcosa d'intelligente! Fa' vedere al mondo chi
sei!".
Come un pupazzo meccanico manipolato da un gruppo di
esperti, Xuan si alzò, il bicchiere ancora in mano. Fare un
discorso? Non si sentiva mai imbarazzato nel parlare ad alta
voce in pubblico e non perdeva mai la voce: due qualità,
queste, basilari per un buon oratore!
In passato, era sempre stato molto abile nell'usare la voce
per sedurre, persuadere e commuovere le masse, sia quando
vendeva noccioline arrostite, sia quando faceva la comparsa
nei teatri, sia quando urlava gli slogan dei re dei rimedi delle
malattie veneree. Per lui, parlare non era mai stato mai un
problema. Il vero problema era: "Cosa dire?".
Rifletté per alcuni secondi. Si ricordò delle parole e dei gesti
che la coppia Civilizzazione e il signor ALD usavano
normalmente. Era abituato a quel linguaggio dal giorno in cui
si era assunto la responsabilità di occidentalizzare la società.
Iniziò dunque a parlare mentre il suo cervello si affrettava a
cercare qualcosa da dire in seguito: "Care amiche, cari
amici...".
Usò le stesse parole che echeggiavano ancora nella sua
mente dal famoso giorno in cui si era recato all'Hotel Terra
incantata con il nobile intento di disonorare una fanciulla di
rango elevato. Il risultato fu sorprendentemente
incoraggiante: mai appartenente a quella massa fu coinvolto
in modo così caloroso da un oratore pubblico! Tutti ne furono
rapiti!
"Io faccio parte di questo movimento riformista... dovrò
ancora impegnarmi con tutte le mie forze per capire
esattamente ciò che va fatto... non siamo ancora abbastanza
occidentalizzati! Questo è un ostacolo verso la rivoluzione!
Lo sport... la razza... come sarebbe possibile la felicità
famigliare senza la salute dei coniugi? Dobbiamo impegnarci
al massimo per praticare lo sport! Noi non curiamo solo
l'aspetto esteriore, come ci rimproverano i retrogradi
moralisti! In quest'era riformista, tutto ciò che è conservatore
sarà eliminato! Siamo onorati di servirvi!"
Xuan si ricordò del tipico slogan usato in occasione dei
campionati sportivi al momento dell'assegnazione dei trofei
da parte di ministri o governatori di province e terminò il
discorso con un "Lip, lip, lo... Hua rra!".1 Nel mentre, il
signor Joseph Thiet finì l'articolo in cui c'era scritto che i
giornali monarchici chiedevano la testa del socialista Leon
Blum. Joseph Thiet, ex membro del partito della Croce di
Fuoco, si batté la coscia e approvò urlando: "Bravo! Bravo!".
Allora tutti applaudirono seguendo il suo esempio e la
Vedova del Vicedoganiere urlò "Lip, lip, lo!" con frenesia.
Anche i più scettici applaudirono perché Xuan aveva
pronunciato un discorso estemporaneo anziché leggerne uno
preparato prima e, per un atleta, questo era più che
sufficiente.
Seguì un brindisi con champagne, durante il quale gli uni
lusingarono gli altri così come fanno i primi ministri durante
gli incontri di Stato. Poi tutti si recarono al campo di tennis.
Una scena emozionante li attendeva. Che buon segno per lo
sport e l'avvenire delle donne di questo paese! Sulla rete del
campo da tennis, nuovo di zecca come una vergine, la gente
vide uno... due... tre... quattro capi di biancheria intima di
seta: un pigiama, un paio di mutandine e due pantaloncini,
alcuni ricamati e altri adorni di pizzi!
La biancheria intima della Vedova del Vicedoganiere era
così audace che persino i vecchi furono turbati nel profondo
delle loro anime.
La Vedova del Vicedoganiere, furiosa, rimproverò la serva.
La vecchia, ligia alle tradizioni si lamentò: "Chi poteva
saperlo? Sembrava un posto adatto a stendere i panni!".
Gli indumenti furono tolti e il campo da tennis riprese la sua
funzione. Nella prima partita, Xuan giocò contro la signora
Civilizzazione, poi si batté contro il dottor Truc Ngon. Si
coalizzò infine con il dottor Truc Ngon per gareggiare contro
la signora Civilizzazione e una vecchia amica della Vedova
del Vicedoganiere, sposata a un francese.
Nel frattempo, a casa della venerabile Hong, si erano sparse
le voci che la signorina Tuyet era stata vista con il signor
Xuan. Nell'udire la notizia, la venerabile Hong strinse i denti
come le madri tradizionaliste: "Visto? Vuoi continuare a
viziare tua figlia in questo modo? Quando la sua pancia sarà
gonfia come un barile, allora capirai il vero senso delle
parole: diritti delle donne, civilizzazione, modernità e libertà!
La saggezza popolare dice: "I figli sono rovinati dalle madri e
i nipoti dalle nonne". Tu l'hai viziata! Tu l'hai rovinata! Ma
sarò io a essere criticata e insultata da tutti!".
Di fronte ad argomentazioni così conservatrici, veri e propri
ostacoli ai movimenti di emancipazione femminile di questo
paese, il venerabile Hong chiuse gli occhi. "Lo so! Lo so!
Basta, che barba!"
La venerabile Hong ignorò la protesta del marito e cacciò in
cucina il servitore d'oppio. Essendo un uomo civilizzato e un
sostenitore dei diritti delle donne, il venerabile Hong non osò
protestare per quello sgarbo al suo servitore e si sdraiò
sbadigliando accanto all'apparecchiatura dell'oppio. La
venerabile Hong continuò a borbottare: "Sai cos'hanno fatto?
Lei e Xuan hanno preso in affitto una camera in un o-ten.2
Chi poteva immaginare che...".
"Lo so! Lo so! Basta! Che barba!"
"Chi avrebbe potuto sospettare un simile comportamento da
parte del signor Xuan? Sembrava un uomo per bene, eppure
si è rivelato un mascalzone!"
"Lo so! Lo so! Basta! Che barba!"
La venerabile Hong immaginò cosa potesse fare una coppia
in una camera d'albergo e scoppiò a piangere come una
madre antiquata. Il venerabile Hong, non udendo più la
moglie parlare, aprì i suoi piccoli occhi e le chiese: "E poi?".
La venerabile Hong pianse ancor più forte: "E poi? Cosa
vuoi che sia successo?".
Il marito protestò: "Tu sei troppo antiquata. È impossibile
parlare con te!".
"Cosa vuol dire antiquata? Rispondimi! Dimmelo! Cosa
vuol dire antiquata?"
Il venerabile Hong le spiegò: "A differenza dei tempi dei
nostri genitori, oggi, i giovani possono incontrarsi da soli!
Sono liberi di fare amicizia e di uscire insieme come i
francesi! Le donne possono avere amici così come hanno
amiche. Non c'è nulla di strano!".
"E chi te l'ha detto?"
"Mio figlio!"
"Sei sicuro che sia una cosa giusta?"
"Luy3 mi ha assicurato che lo è. E se anche non lo fosse,
che differenza ci sarebbe?"
"Ah! Tuo figlio! Che spaccone! Da quando ha aperto quel
maledetto negozio, fa solo cose sconvenienti. È disgustoso!
Non lo sopporto più! Il fatto che io non abbia detto nulla
sinora, non significa che lo approvi."
"E chi se ne frega se è disgustoso o meno? So solo che quel
negozio Occidentalizzazione gli rende centinaia di piastre al
mese!"
"Ascoltami bene! Tua nuora si presenta in pantaloncini
persino davanti a me, la madre di suo marito! È forse un
bene? E se tua figlia fosse incinta, che guadagno ci sarebbe?"
"Perché dici che sarebbe incinta? Non è poi così facile!"
"Sai cosa hanno fatto insieme? Hanno nuotato e sono andati
a ballare! E poi hanno anche affittato una camera per tutta la
giornata!"
Era già trascorsa mezz'ora da quando il servitore era stato
cacciato, e il venerabile Hong, da vero schiavo dell'oppio, si
abbandonava a lunghi sbadigli e aveva gli occhi che
lacrimavano. Li richiuse borbottando: "Lo so! Lo so! Basta!
Che barba!".
"Tutti sanno che loro due hanno chiuso la porta e hanno
fatto la siesta insieme. Ne eri al corrente?"
"E allora? Cos'altro hanno fatto?"
Un doloroso sorriso percorse il viso della venerabile Hong.
"Cosa vuoi che sia?"
"Chi ti ha detto tutto questo?"
"Me l'ha raccontato proprio sua sorella!"
"Hoang Hon? Perché? Era anche lei all'Hotel Terra
incantata?"
"Era là con suo marito."
"Ora basta! Chiama il servitore a prepararmi l'oppio! Basta
con questa storia! Troppo rumore per nulla!"
Ma la venerabile Hong non chiamò il servitore. Ignorò il
sacro diritto di uno schiavo dell'oppio e continuò a
rimproverare il marito: "Vuoi aspettare che la sua pancia si
gonfi come un barile? Non pensi alla famiglia del fidanzato
di Tuyet? Quel bastardo di Xuan è un mascalzone, un cane,
un imbroglione! Non è un uomo! Vedrai! Costringerò mio
figlio Civilizzazione e sua moglie a licenziarlo! Parlerò anche
con la Vedova del Vicedoganiere. Che vergognosa puttana!
Un campo da tennis? Troia! Proibirò a quel bastardo di Xuan
di entrare ancora in questa casa!".
"Lo so! Lo so! Basta! Che barba!"
"Parola mia! Picchierò Tuyet a morte! A quella puttana della
Vedova del Vicedoganiere dirò in faccia quello che penso!
Vedrai! Rimanderò la moglie di Civilizzazione da sua madre!
Ah! Aspetta e vedrai! La civilizzazione! Farò vedere io come
si civilizza!"
Il venerabile Hong batté i piedi sul canape. "Che barba! Lo
so! Basta! Chiama il servitore a prepararmi l'oppio! Basta con
tutte queste sciocchezze!"
La venerabile Hong batté un colpo sul tavolo. "Non lo
chiamo! Aspetta un secondo! Dopo aver fumato, sei capace
solo di bofonchiare: "Lo so! Lo so!"...".
"Come osi?" protestò il venerabile Hong alzandosi. "Aspetta
e vedrai! Darò in sposa Tuyet a Xuan. Lo prometto! È stato
studente alla scuola di medicina e ora tutti lo chiamano doc
to!4 Chissà, forse un giorno vincerà anche il campionato di
tennis! Ascoltami bene: se Tuyet fosse incinta di Xuan, la
nostra famiglia sarebbe benedetta per settanta generazioni!
Ora sta' zitta! Che idiota che sei!"
Come tutti gli schiavi dell'oppio, il venerabile Hong
s'incolleriva quando aveva bisogno di un tiro.

1. Hip, hip, Hurrà!
2. Hotel.
3. Lui.
4. Docteur (dottore).



12

LA SAGGEZZA POPOLARE - UNA REGINA PUNTA
DA UNA SPINA - L'IRONIA DEL DESTINO

La sveglia suonò alle otto del mattino. Il signor
Civilizzazione sollevò le coperte e si sedette sul letto. Guardò
a destra, ma la sua amabile moglie non c'era. Diede
un'occhiata al calendario sul muro e si ricordò che era
giovedì, il giorno della sua lezione di tennis.
Dopo essersi lavato la faccia e cambiato i vestiti, suonò il
campanello per chiamare il servo, che apparve con un vassoio
su cui erano posati pane al latte, burro, caffè e cioccolata: la
colazione degli intellettuali delle classi superiori. Si
accomodò davanti alla toletta della moglie.
Dopo aver ingoiato alcuni bocconi, il signor Civilizzazione
si pettinò i capelli e iniziò a truccarsi. Si limo le unghie e le
dipinse di rosso. Si mise il fondotinta sul viso e lo coprì con
uno strato di cipria. Dopo essersi lavato il viso con una
salvietta struccante, s'incipriò di nuovo. Con i capelli neri,
ricci e lunghi sino al collo, il pomo d'Adamo prominente, gli
occhi sporgenti e il viso biancastro, pareva un effeminato.
D'un tratto, udì un passo avvicinarsi alla camera. La porta si
aprì di scatto. Prima che potesse imprecare contro la cattiva
abitudine del popolo annamita di entrare in una camera senza
bussare alla porta, il signor Civilizzazione riconobbe nel
trasgressore la propria madre. Si sforzò di sorridere,
lisciandosi il viso imbellettato all'ultima moda: "Come mai
questa visita mattiniera, madre?".
Senza rispondere al figlio, la venerabile Hong mise le mani
dietro la schiena e si guardò attorno. Una sigaretta rollata
pendeva da un lato della sua bocca. Si sedette e chiese:
"Dov'è lei?".
"Mia moglie è al campo di tennis."
Scosse la testa con disapprovazione. "Quand'è che se n'è
andata?"
"Probabilmente, verso le sette."
"Bene! Vedo che ultimamente avete adottato parecchie
abitudini piuttosto civilizzate."
Egli intuì ciò che sarebbe accaduto: un'altra diatriba
nell'infinito conflitto che stava sconvolgendo ogni famiglia,
uno scontro fra modernità e antichità! Il signor Civilizzazione
replicò: "Se lo dici tu, madre".
L'anziana era furiosa, ma cercò di non perdere
l'autocontrollo e chiese: "Perché non sei ancora al negozio? È
tardi! Andrai in fallimento se continui a essere così pigro!
Mentre il marito dorme e la moglie se ne va via, gli impiegati
rubano i soldi!".
Il signor Civilizzazione continuò a incipriarsi la faccia: "Il
signor ALD si occupa dei nostri affari, madre".
La venerabile Hong non capì bene la risposta, ma non
richiese nessuna spiegazione. Il motivo della sua visita era
Xuan. "E il dottor Xuan, dov'è?"
"Intendi il maestro di tennis Xuan? Sarà certamente al
campo di tennis!"
Il signor Civilizzazione ignorava che se si travisano a lungo
i fatti, si finisce prima o poi per scambiarli per veri. In sole
poche settimane, egli era riuscito a trasformare Xuan da
raccattapalle in maestro di tennis. Dopo aver fatto credere che
Xuan fosse uno studente dell'avanguardistica scuola di
medicina, egli non poteva ormai più ammettere che quel
vagabondo era stato solo un semplice raccattapalle del tennis
club. La venerabile Hong gli chiese: "Ho sentito dire che l'hai
incaricato di dare lezioni di tennis a Tuyet. È vero?".
La domanda lo sorprese: "Non so se Tuyet accetterà. Io
approverei di sicuro. Giocare a tennis fa bene alla salute. Non
c'è niente di male".
"Sembra che il signor Xuan sia un uomo corretto e serio..."
Il signor Civilizzazione non si accorse delle macchinazioni
della madre e rispose: "È ovvio. È stato lui a salvare la vita
del nonno. Dobbiamo essergliene grati. In più, grazie a lui, il
negozio Occidentalizzazione è sempre più prosperoso".
"Ma credi davvero che sia un uomo corretto e serio?"
"Non c'è dubbio. È chiaro come due più due fa quattro."
Fece una breve pausa e chiese poi a bassa voce: "Se
facessimo sposare Tuyet a Xuan, cosa ne penseresti? Credi
che lui accetterebbe?".
La domanda infastidì il signor Civilizzazione. Aggrottò la
fronte e domandò con cautela: "Come t'è venuta in mente
quest'idea?".
"Con una figlia in età da marito, è naturale pensare a un
genero. È dovere dei genitori trovare sposi per i propri figli.
Perché sei così sorpreso?"
Il signor Civilizzazione scosse la testa. "Non credo sia
possibile."
"Caspita! Perché mai?"
Sorpreso dall'agitazione della madre, egli replicò come un
moralista ligio alle tradizioni: "Non provengono da famiglie
dello stesso rango. In più, non sappiamo se il signor Xuan
accetterà di sposare Tuyet".
"Temo che, se rifiutasse, sarebbe per noi un'onta. In ogni
caso, credevo che le differenze di rango non t'importassero...
non sei forse tu a parlare sempre di uguaglianza sociale?"
Il figlio aggrottò le sopracciglia e rispose duramente: "Oh,
madre! Ma perché, proprio ora, insisti così tanto su questa
questione? Dev'esserci qualcos'altro!".
Allora la madre si alzò, si avvicinò al figlio e gli puntò il
dito in faccia. "Sì, c'è dell'altro! Il signor Xuan ha dormito
con tua sorella! Lo sai, bastardo?"
La vecchia fu assalita da vertigini e si appoggiò allo
schienale di una sedia. Si alzò anche il signor Civilizzazione,
mezzo morto. "È tutta colpa tua!" si lamentò la madre. "Tu
hai allevato una serpe in seno! Hai inventato tutte quelle
stupidaggini! Hai rovinato la vita di tua sorella! Hai
disonorato la tua famiglia! Sta' attento anche a tua moglie!
Girano voci di tradimenti!"
Le parole della madre colpirono il signor Civilizzazione
come una folgore. Malgrado fosse un gran progressista,
provò l'urgente desiderio di essere un conservatore. Il
riferimento alla moglie lo fece bruciare di gelosia. Essere
cornuto, lo spaventava più di ogni altra cosa, sebbene le
corna fossero segno di progresso. Le donne moderne virtuose
non rappresentavano nessun problema. Nemmeno le donne
moderne senza virtù rappresentavano un problema per gli
uomini che le usavano come giocattoli. Il problema si poneva
soltanto quando quei giocattoli erano le proprie sorelle e
mogli. No! Era impossibile, intollerabile!
"Ne sei sicura? Ci sono testimoni?"
"Sua sorella, la moglie dell'impiegato delle poste, li ha visti
prendere una camera all'Hotel Terra incantata. Abbiamo forse
bisogno di altre prove?"
"Che strano! Perché non ha cercato di fermare sua sorella?
Perché non mi ha avvisato?"
"Dice di aver provato una tale vergogna da non riuscire a
fare o dire nulla!"
"Ma quale vergogna? Figuriamoci!"
"Teme che Tuyet la odi. Non vuole dissidi con lei.
Nemmeno tu dovresti dirle che è stata Hoang Hon a riferire
l'accaduto." Il signor Civilizzazione rifletté a lungo, poi disse:
"Lascia che indaghi a fondo. Dobbiamo sapere esattamente
ciò che è successo, poi vedremo cosa fare. Sta' tranquilla! Sia
quel che sia, ormai è accaduto. Non dobbiamo lasciarci
prendere dal panico!". Si spruzzò il profumo sui capelli, si
mise il copricapo di velluto e scese le scale. Andò a cercare
Xuan.
Nel campo da tennis c'erano solo la signora Civilizzazione e
Xuan. Dato che era giovedì, la signorina Jeannette era già
ritornata da scuola. Si era seduta su una panchina, un libro
aperto sulle ginocchia. Di tanto in tanto, alzava lo sguardo
per seguire la partita. Due ragazzini di circa dieci anni, mal
vestiti, correvano di qua e di là a raccattare palle per Xuan,
divenuto ormai un elegante maestro di tennis con un paio di
pantaloncini all'occidentale, la camicia a maniche corte e le
scarpe bianche.
La Vedova del Vicedoganiere, invece di correre a destra e a
manca in pantaloncini per il campo da tennis come alcune
settimane prima, era rimasta in casa, al piano di sopra. La sua
missione sportiva era stata interrotta da un'altra missione
assai sacra: quella di madre.
Per motivi sconosciuti, negli ultimi due giorni, il signorino
Phuoc mangiava una ciotola di riso in meno rispetto al solito.
Si sedeva tranquillo e silenzioso come un filosofo, senza
disturbare la badante. Smise perfino di dire "Non voglio!".
Che strano! Cos'è successo al figlio mandato dal Cielo e dal
Buddha? Il pomeriggio del giorno prima il signorino Phuoc
aveva starnutito tre volte. La sera stessa, dopo aver bevuto,
singhiozzò a lungo. La notte fece pipì una sola volta invece di
due, com'era sua abitudine, e il mattino seguente tossì tre
volte. Che cattivo presagio! Benché non rivelasse i suoi
timori a nessuno, la Vedova del Vicedoganiere ne fu molto
preoccupata.
Non è che il signorino Phuoc stava per ritornare al Buddha?
Forse il Buddha dalla Pagoda dei Profumi amava
profondamente i propri figli. Ma il Buddha avrà veramente
dei figli? Desiderava forse salvare il suo diletto dalle miserie
dell'esistenza terrena?
L'indovino aveva predetto che il signorino Phuoc sarebbe
vissuto a lungo. Poteva essersi sbagliato?
Tali quesiti angosciarono il cuore della madre del signorino
Phuoc e la resero nervosa. Se tutti i genitori sono assillati dal
benessere dei propri figli, immaginate l'ansia della madre di
un figlio inviato direttamente dal Cielo! La Vedova del
Vicedoganiere era una genitrice esemplare: aveva sempre
rispettato i sacri precetti, evitato di compiere azioni infauste e
si era adoperata in tutti i modi per proteggere il suo tesoro
dalla sfortuna. Essa aveva seguito tutti i riti, offerto doni e
giurato di dedicare il proprio figlio al Cielo. Aveva portato un
turibolo d'incenso sul capo, recitando preghiere in lingua
antica. Non aveva tralasciato nulla, eppure, quanto a lungo
temuto stava forse per avverarsi. Chiese a se stessa se fosse
meglio convocare il famoso bonzo Tang Phu oppure
consultare il dottor Truc Ngon. Osservava disperata il
signorino Phuoc, seduto su una tavola in mezzo alla camera,
quando il suo sguardo vagò oltre la finestra.
Nel vedere i giocatori di tennis, si arrabbiò per l'insensibilità
di quelle persone da lei tanto amate e rispettate. Ma la sua ira
svanì velocemente, poiché si rammentò di non averli
informati dello stato di suo figlio. Non lo aveva detto
nemmeno ai servi! Aveva temuto, in un certo senso, di
stuzzicare la sfortuna... Che confusione!
In quel preciso istante, il signor Civilizzazione spinse il
cancelletto ed entrò nel campo da tennis. Si levò il cappello
per salutare la signorina Jeannette e si fermò un po' a
chiacchierare con lei. Osservò sua moglie e fu colpito dai
suoi pantaloncini troppo corti che mostravano
eccessivamente le sue gambe formose e bianche. Di colpo, gli
ideali delle riforme sociali gli apparvero repellenti. Gli passò
la voglia di essere un progressista. Pensò che sarebbe stato
meglio se i pantaloncini della moglie fossero adeguati al
conservatorismo. Il poter constatare che Xuan era
febbrilmente concentrato sulla partita alleggerì un po' i suoi
pensieri. Gridò: "Basta! Fate una pausa!".
Si avvicinò poi alla moglie. "Cara! Voglio parlarti in
privato." La signora Civilizzazione batté tre colpi di racchetta
per terra per segnalare la sospensione della partita e si diresse
verso il marito, il quale si rivolse cortesemente a Xuan:
"Voglia scusarci...".
"Prego, nessun problema" replicò Xuan, ansante.
La coppia si diresse lentamente verso il cancelletto dove non
c'era nessuno. Il marito le chiese: "Sai cos'è successo?".
Il suo tono spaventò la moglie. Lei sgranò gli occhi. "Cosa?"
Il marito scosse la testa. "Non dobbiamo più permettere a
Xuan di entrare in questa casa! Oh! Quel bastardo! Mai più!"
"Come mai? Gli affari stanno andando molto bene e luy ha
ottimi rapporti con i clienti. E, inoltre, con chi mi eserciterò?
Devo allenarmi per la visita dell'imperatore. Ma, per quale
motivo ce l'hai con luy?"
"Lui e la nostra Tuyet hanno forse avuto rapporti intimi!"
"Veramente? Allora hai ragione, avevo anch'io dei dubbi!"
"Da quello che ho appena sentito, hanno probabilmente
dormito insieme."
"Porca miseria! È mai possibile? Ne sei sicuro?"
"Da parte mia, vorrei solo spaccare la faccia a quel cane
bastardo! Sai, saremo biasimati per il comportamento di mia
sorella! Mia madre ci ha già incolpato per le nostre idee
progressiste e occidentalizzate. Ci rimprovera di aver
rovinato Tuyet! Ci credi? Che guaio!"
"La madre ne è al corrente? Cos'ha detto?"
"Mio padre e mia madre vogliono addirittura far sposare
Tuyet a quel bastardo. Che vergogna!"
"Oh, no! Perché affrettarsi? Dobbiamo prima sapere cos'è
successo esattamente."
"Come possiamo scoprirlo? Non possiamo forzarla ad
andare da un doc to! E anche se fosse vero, lei non oserebbe
mai confessarlo."
"Hai ragione. Probabilmente si amano e desiderano sposarsi.
Sanno che se accadesse il peggio, i nostri genitori sarebbero
costretti a organizzare il loro matrimonio. È anzi probabile
che facciano credere di aver già dormito insieme, così da
accelerare i tempi."
"Sì. Forse non l'hanno ancora fatto, ma poiché vogliono
sposarsi, si affretteranno a fare una sveltina! Chissà!"
"Allora, vuoi ancora spaccare la faccia a Xuan?"
"Ero troppo arrabbiato per essere ragionevole. Aspetta...
forse c'è una soluzione! Prima di tutto, dovremo separarli. Poi
cercheremo di scoprire se quel bastardo abbia o no rovinato
Tuyet. Una volta sicuri dell'accaduto, potremo decidere come
agire: o dargli in sposa mia sorella, o tenerla al laccio."
"Il primo passo sarà quello di scacciare quel bastardo di
Xuan dal nostro negozio e proibirgli di ritornare. Significherà
sacrificare un impiegato valido, ma pazienza!"
"Sacrificheremo così anche un grande riformatore, ma sarà
per il bene delle nostre tradizioni famigliari!"
"È vero! Ma ricordati: è il nostro sacrificio che conta!"
"Forse potrei dire a mia zia di tenerlo a casa sua."
"Ottima idea! Ma non essere troppo esplicito con lei!"
Mentre la coppia se ne ritornava soddisfatta al centro del
campo da tennis, la Vedova del Vicedoganiere agitò
disperatamente la mano dalla finestra del secondo piano.
Spaventati, tutti si affrettarono a salire le scale, ma la
catastrofe consisteva solo nel fatto che il signorino Phuoc
aveva starnutito ben quattro volte di fila! Il signor
Civilizzazione consolò sua zia con spiegazioni mediche
molto vaghe sugli starnuti. La Vedova del Vicedoganiere si
calmò. Egli si sedette e rifletté su come risolvere i problemi
causati dallo sciagurato Xuan. Fu così che gli sforzi di Xuan
per rovinare la reputazione della signorina Tuyet ottennero
ottimi risultati. Gli restava ora un'ultima sfida: rovinare anche
la reputazione di una vedova rimasta fedele ai suoi due
defunti mariti.



13

UN'INDAGINE PSICOLOGICA - IL LINGUAGGIO DI
UN VERO MONACO - XUAN RIFORMA IL
BUDDHISMO

Mentre al primo piano il dottor Truc Ngon esaminava il
signorino Phuoc, al pianterreno Xuan chiacchierava con i
domestici che spettegolavano su questo "figlio inviato dal
Cielo e dal Buddha". L'origine misteriosa di Xuan lasciava
perplessi i domestici, ma essi lo riverivano dal momento che
la padrona lo trattava benissimo. D'altronde, per la servitù,
egli era un uomo alla mano, senza pretese e dalla parlata
popolare, poiché nei suoi discorsi inseriva spesso parole
come "merda!" o "puttanata!".
Come tutti i domestici del mondo, essi impiegavano il loro
tempo libero per sparlare dei padroni. Cominciò l'autista: "I
ricchi sono stranissimi! Fanno tante storie per nulla! Lei è
agitata come se il ragazzino stesse per morire! In realtà, il
signorino non è affatto ammalato! La madre drammatizza
sempre! Figurarsi se non chiamava un dottore! Chissà che ne
sarà di quel ragazzino da grande!".
Anche la nutrice del signorino partecipò alla lotta di classe:
"E i bambini dei poveri? Non hanno di che nutrirsi, eppure
non sono così delicati come quel monello! E, se si ammalano,
guariscono da soli".
Il cuoco si spinse oltre e sostenne con forza la teoria che il
ragazzino, in realtà, non fosse un figlio inviato dal Cielo e dal
Buddha, bensì, semplicemente, un essere umano qualsiasi. A
suo dire, l'inizio della pubertà e l'alimentazione troppo ricca
stavano facendo ribollire nel suo sangue e nel suo corpo
precoci istinti sessuali. A favore di questa tesi, egli
argomentò: "Osservatelo! Quando grida "Non voglio! Non
voglio!" e finge di voler poppare, lo fa solo per toccare il
seno della balia. E guardate come la cavalca ogni volta che la
costringe a giocare a cavalluccio! Sta diventando lussurioso
come sua madre. Ma per carità! Tale madre, tale figlio!".
Xuan, le mani nelle tasche dei pantaloni e un piede sul
primo gradino della scala, concluse con severità: "Oh!
Merda! Che maledetto regalo del Cielo!".
La nutrice, per cercare di salvare la faccia, trovò una scusa:
"Ma non dite stupidaggini! È ancora un ragazzino! Non si
rende conto di quello che fa!".
"So bene com'è!" s'intromise l'autista. "In vita mia, ho visto
crescere parecchi ragazzini, ma al giorno d'oggi sono molto
più precoci di una volta. Alcuni hanno perfino delle amanti o
vanno al bordello! Il nostro signorino non sa granché, però è
ora di trovargli moglie. Con una madre così lussuriosa, come
potrebbe non esserlo anche lui? Quando se ne sta fermo, con
lo sguardo fisso e senza aprir bocca, chissà quali torbidi
pensieri gli passano per la testa. E lì, i santi non c'entrano
affatto!"
Nell'udire quei commenti, Xuan dedusse che avessero
ragione e salì per vedere se il dottor Truc Ngon fosse riuscito
a scovare la causa dei mali del figlio del Cielo.
L'illustre medico stava ancora osservando con perplessità il
ragazzino nudo che rifiutava di rivestirsi e la sua gentile
madre con la fronte aggrottata dalla preoccupazione. Non
sapeva che dire. Per lui, il ragazzino non soffriva di alcuna
malattia, ma, poiché sua madre era convinta che fosse malato,
doveva per forza dare un nome a quel malessere
immaginario.
Anche il signor Civilizzazione affermò: "A mio avviso, il
signorino sta bene".
La Vedova del Vicedoganiere non ebbe il tempo di
indignarsi per questa frase che suonava come un insulto alle
antiche credenze, che il dottor Truc Ngon concluse: "Molto
probabilmente, è solo l'inizio della pubertà. Dovreste
trovargli una moglie...".
Xuan intervenne immediatamente: "Signore, avete
perfettamente ragione! In vita mia, ho potuto osservare molti
ragazzini e, soprattutto, conosco bene quelli di oggi".
Il dottor Truc Ngon strinse la mano a Xuan con orgoglio,
come se fosse un suo eminente collega e iniziò a parlargli con
ostentazione di vari argomenti scientifici: "Certamente!
Esimio collega, siete anche voi un discepolo di Freud? I
problemi psichici sono causati dai reni e dai testicoli, non è
così? I sintomi sono vari e sovente strani".
Il dottor Truc Ngon si espresse veramente bene, ma la cosa
più strana fu che Xuan, inorgoglito, accettò di essere trattato
dal luminare come un suo pari e continuò: "Ci siamo capiti.
Non abbiamo bisogno di dilungarci in ulteriori spiegazioni!".
La Vedova del Vicedoganiere non poté capire la diagnosi del
dottor Truc Ngon e si adirò soprattutto perché suo figlio non
era un ragazzino come gli altri: era stato inviato dal Cielo e
dal Buddha! Ma, di fronte al consenso generale, dovette per
forza starsene zitta. Xuan diede un colpetto sulla spalla del
dottor Truc Ngon in segno di amicizia e, con un'occhiata, lo
attirò verso la finestra. "Al contrario di voi, io non sono stato
chiamato per visitare il ragazzino, ma lo conosco bene e,
come collega, posso affermare che si trova in piena pubertà.
Egli impone sovente alla nutrice di fargli succhiare il seno
come se fosse un bambino di tre anni. In realtà, è solo
lussuria."
Il dottor Truc Ngon si portò un dito alle labbra e mormorò:
"Vi sono molto grato, signore. Avete colto l'essenza della
scienza psicologica. Non dobbiamo negare l'evidenza. Freud,
il nostro maestro, ci fornisce anche in questo caso la
soluzione. Il ragazzino mostra i sintomi di una pubertà
indotta precocemente da cibi troppo ricchi, abiti lussuosi e
troppe soddisfazioni materiali. La concomitanza di questi
fattori ha favorito la sua lussuria, acuita altresì dal particolare
contesto. Siete d'accordo con me?".
Lo sguardo di Xuan vagava oltre la finestra. Le sue
orecchie, annoiate da quelle parole incomprensibili, non
prestavano più attenzione al dottore. Proprio in quel
momento, in giardino, alcuni animali erano dediti alle gioie
della procreazione: sul tetto, due piccioni si stavano
accoppiando, due cani giapponesi si rincorrevano
festosamente nel cortile e, fra l'erba, un gallo era sopra una
gallina. Per pura coincidenza, tutti quegli animali stavano
ubbidendo simultaneamente alla miracolosa legge dell'unione
yin e yang. Distratto da quelle scene erotiche, Xuan ignorò la
domanda del dottore. Quest'ultimo chiese di nuovo: "Secondo
voi, dovremmo anche tener conto dell'influenza
dell'ambiente?".
Xuan si risvegliò dal suo torpore. "L'ambiente? Quale
ambiente?"
Il dottor Truc Ngon si girò per vedere cosa stesse
osservando Xuan e, visti gli animali in amore, gli serrò di
nuovo vigorosamente la mano. "Ah! Caro amico! Avete
appena potuto osservare fatti ancora oscuri, ma di cruciale
importanza per i comportamenti umani. Disponiamo ora di
una prova inconfutabile per avallare la nostra teoria. Per gli
adolescenti, è molto pericoloso assistere a simili scene."
Xuan replicò immediatamente: "Si dovrebbe cambiare
ambiente al ragazzino!".
Il dottor Truc Ngon, rientrò nella stanza ed emise la propria
diagnosi con fare solenne, franco e dignitoso, onorando così
il suo nome:1 "È esattamente ciò che si deve fare! Non c'è
altro da aggiungere! Il mio caro amico mi ha aiutato a
impostare la necessaria terapia! Il punto più debole dell'essere
umano è da sempre la lussuria! Non appena un neonato tocca
il seno della madre per succhiarlo, ecco nascere la sua libido!
Che dire, allora, di un ragazzino di dieci anni che, in piena
pubertà...". Xuan lo interruppe: "Benché il signorino sia stato
inviato dal Cielo e dal Buddha, egli non può sfuggire alle
leggi di natura! Potrebbe anzi essere più lussurioso degli altri
ragazzi!".
"Il signorino non necessita di terapie, perché non soffre di
alcuna malattia!" continuò il dottore. "Ha solo bisogno di
sposarsi! Se temete che sia troppo presto, impartitegli almeno
l'educazione sessuale! È un compito estremamente delicato:
occorrono molte cure e pazienza, ma avete a disposizione
questo mio eminente collega che saprà assumersi questa
grande responsabilità."
La signora Civilizzazione si affrettò a dire: "Cara zia, perché
non chiedete al signor Xuan di rimanere qui a educare il
piccolo Phuoc? Egli farà in modo di evitare che compia gravi
errori".
"Sarà fatto tutto ciò che il dottore ha ordinato" rispose la
Vedova del Vicedoganiere. "Farò sistemare una camera
privata per il signor Xuan."
Dopo di che, la coppia Civilizzazione e il dottor Truc Ngon
si congedarono. E, naturalmente, il nostro dottor Xuan
rimase. Libera da preoccupazioni, la Vedova del
Vicedoganiere ritornò in camera sua, impartì ordini ai
domestici e si riposò. In salotto, Xuan camminava avanti e
indietro, l'aria pensierosa. Improvvisamente, udì una voce
dietro di lui: "C'è qualcuno in casa? Amitabha! Ah!
Buongiorno, signore!".
Giratosi, Xuan vide davanti a sé un monaco moderno,
civilizzato e sorprendentemente abbigliato alla moda
occidentale. Aveva tre denti d'oro, indossava una tunica di
seta di Shanghai, tinta di marrone, e un paio di sandali dalla
suola di gomma. Era particolarmente bello e aveva un'aria
galante. Xuan lo accolse. "Desiderate? Prego, accomodatevi!"
"Con il vostro permesso... Signore, sono un povero monaco
che vive da asceta. In più, sono editore di un giornale, il Rulli
di tamburello. Amitabha!"
Xuan si sedette e chiese divertito: "Rulli di tamburello? Il
vostro giornale si occupa anche di indurre i lettori ad
ascoltare il canto delle cantanti co dau?2".
Il monaco arrossì. "Signore, ascoltare quei canti può essere
un vero nutrimento per lo spirito, così com'è scritto nel libro
confuciano della musica. Noi monaci ci rechiamo dalle
cantanti unicamente per udire le loro arie, senza per questo
infrangere il voto di castità. Non ci abbandoniamo ai peccati
della carne e mai trascorriamo le notti nei luoghi di piacere.
Persino la legge del Protettorato è con noi: non sapete che ho
intentato causa all'editore di un giornale che aveva osato
attaccare i monaci che frequentavano le cantatrici? Ed è stato
condannato per diffamazione! L'ho fatto a pezzi!"
"Ah, sì? Davvero? Terrificante!"
"Come potete constatare, sono un povero monaco, ma le
conoscenze non mi mancano. Il giornale Rulli di tamburello è
tenuto in grande considerazione da mandarini di alto rango,
da governatori generali, da governatori di regioni e da
ufficiali militari. Essi sono i nostri protettori e i loro ritratti
campeggiano sui muri dei nostri uffici. Ah! Il buddhismo è
veramente troppo misterioso: così profondo e, al contempo,
così superbo!"
Xuan gli pose allora una nuova domanda che evidenziava le
contraddizioni del buddhismo: "Come mai un gruppo di
mistici dirige un giornale così commerciale e competitivo?".
"Oh! Abbiamo ottimi motivi! Un'associazione buddhista
recente ha fondato un proprio giornale e temevamo che
potesse oscurare la popolarità della nostra pagoda. Siamo
stati così costretti a pubblicare Rulli di tamburello per
difenderci dalla concorrenza."
Chiarito questo arcano del buddhismo, Xuan espresse un
giudizio piuttosto critico: "In fondo, voi monaci vi
autopromuovete e siete in piena competizione al pari dei re
delle cure delle malattie veneree!".
Il venerabile monaco precisò: "Amitabha! Uno dei re delle
cure delle malattie veneree fa proprio parte della redazione
dei Rulli di tamburello! Grazie alla sua strategia pubblicitaria,
il nostro giornale ha conosciuto una notevole diffusione.
Signore, non creda che i monaci non sappiano nulla del
mestiere di giornalista o dell'arte della polemica! I giornalisti
laici si accusano l'un l'altro di stupidità, di maleducazione o
d'incapacità, ma noi monaci-giornalisti non esitiamo a
rivelare che i nostri avversari sono affetti da scabbia, herpes,
lebbra o sono privi di arti! Visto?".
"Oh! Ciò contribuisce certamente a far aumentare la
tiratura!"
"Esatto! Da quando questo povero monaco pubblica I rulli
di tamburello, il numero dei nostri seguaci è notevolmente
cresciuto. Per non dire delle richieste di cerimonie funebri,
delle offerte alle nostre pagode, delle preghiere per il riposo
dei morti, dei bambini consacrati... ecco cosa deve fare un
vero monaco, un fedele servitore del Buddha per compiere la
propria missione! Oso sperare che il Buddha Shakyamuni
benedica le mie opere, per cui, io tang phu3 del malcontento
e dell'ostilità dell'associazione buddhista avversaria!"
A quel punto, Xuan si alzò e domandò umilmente: "Bene!
Ma perché siete venuto? Cosa volete da noi? Se è per
l'abbonamento al giornale I rulli di tamburello, vi dico subito
di no! Preferisco battere il tamburo con le cantatrici co dau.
Dovesse presentarsene l'occasione, ci andrei ben volentieri
con voi rispettabili monaci!".
Il monaco lanciò un'occhiata d'intesa a Xuan. "Perché no?
Se siete disposto a darci una mano a promuovere il Rulli di
tamburello, cioè, volevo dire, a divulgare il buddhismo... Ma,
la vera ragione della mia visita riguarda il signorino Phuoc, il
figlio inviato dal Buddha della Pagoda del Profumo."
"Cosa intendete fare per lui?"
"Questo povero monaco si prenderà cura della sua anima.
Amitabha!"
"Io, invece, mi prenderò cura del suo corpo e anche di
quello di sua madre" proclamò Xuan con enfasi.
Il bonzo osservò furtivamente Xuan, si grattò un orecchio e
pronunciò, da monaco evoluto: "Scusatemi, signore, posso
conoscere il vostro nome e la vostra professione?".
Xuan dichiarò con aria di superiorità: "Me su Xuan, ex-
studente della scuola di medicina, ora maestro di tennis e
direttore del negozio d'abbigliamento per donne progredite,
Occidentalizzazione".
"Dovete avere parecchie conoscenze!"
"Ovvio!"
"Signore, vi supplico di soccorrere questo povero monaco...
Se ci aiuterete ad aumentare il numero dei clienti della nostra
pagoda, vi offriremo il trenta per cento degli introiti. I nostri
affari sono seri: non usiamo trabocchetti disonesti come
quelli dei nostri concorrenti dell'associazione buddhista. Se
accettate di pubblicizzare il nostro giornale o di attirare fedeli
alla nostra pagoda..."
Xuan rifletté a lungo prima di affermare: "Mi sembra che la
vita spirituale della vostra pagoda soffra di gravi carenze. I
riti religiosi dovranno essere riformati. Se non cambierete,
sarete presto sopraffatti dall'evoluzione sociale e, nel
frattempo, tutto ciò che non risulterà compatibile con il
progresso, sarà eliminato. Nell'era moderna, persino il
Buddha perirà se non si incamminerà verso la strada della
civilizzazione".
"Avete perfettamente ragione! Siete un uomo di vasta
cultura e di grande esperienza. Dovrete assisterci in questi
cambiamenti epocali. Vi chiedo di usare tutta la vostra
discrezione per mettermi in buona luce agli occhi della
padrona e del signorino Phuoc, così che la mia autorevolezza
e il mio prestigio nei loro confronti aumentino."
"Certamente! Ma i vostri monaci non sono efficienti.
Osservate come agisce l'associazione buddhista: a ogni
funerale, essa invia cinque o sei monaci insieme ai propri
membri. È così che si fanno gli affari! Se accetterete,
riformerò i vostri usi retrogradi!"
"Signore, l'avvenire del buddhismo è nelle vostre mani!
Amitabha!"
"E sia! Ma esigerò il cinquanta per cento degli introiti."
"Oh, signore! Non lucrate così tanto sul Buddha! È un grave
peccato!"
Xuan picchiò un pugno sul tavolo. "Userò la testata dei
Rulli di tamburello, investirò il mio denaro in queste
operazioni, mi occuperò di tutto e vi darò il venti per cento
dei profitti." Il monaco si torse le mani. "Oh! Per favore, non
siate così avaro con la nostra pagoda! Anche l'avarizia è un
grave peccato!"
I due stavano ancora mercanteggiando, quando entrò in
salotto la Vedova del Vicedoganiere. Aveva indossato una
tunica tradizionale per ricevere il bonzo. "Amitabha!
Rispettabile monaco!" e rivolta al figlio: "Signorino Phuoc,
incrociate le braccia per salutare il rispettabile monaco!
Mostrateci come siete ben educato!".
Xuan rimase in silenzio mentre il monaco prospettava alla
Vedova cerimonie complicate e costose per pregare a favore
del signorino Phuoc con argomentazioni convincenti, degne
di un monaco al passo con i tempi, rispettabile e onorato.

1. Truc Ngon significa "parlare con franchezza".
2. Cantanti di arie tradizionali, talvolta coinvolte nella
prostituzione.
3. Je m'en fous! (Me ne fotto!).



14

OH! COSÌ VA IL MONDO! - UN'AMICA FEDELE -
CASPITA! IL DOTTOR XUAN SI ARRABBIA

Nei giorni seguenti, al negozio Occidentalizzazione e in
casa del venerabile Hong, si svolsero intense discussioni su
Xuan. Si formarono due cricche rivali: una era a favore di
Xuan e l'altra gli si opponeva. L'opposizione era capeggiata
dal signor ALD e includeva l'eterno studente Tan e la moglie
dell'impiegato delle poste. Fra i sostenitori di Xuan c'erano
l'impiegato delle poste, la signorina Tuyet, la moglie del
signor ALD, alcune cucitrici e praticamente tutti i sarti. La
maggioranza, dunque, parteggiava per Xuan. I venerabili
Hong e la coppia Civilizzazione rifiutarono di schierarsi
definitivamente e attesero di vedere chi avrebbe avuto la
meglio: strategia prudente e necessaria, vista la complicata
situazione.
I membri dell'opposizione, guidata dal signor ALD, erano
felici che Xuan rimanesse presso la casa della Vedova del
Vicedoganiere. A loro parere, in questo modo, Xuan non
avrebbe potuto rovinare la reputazione del negozio
Occidentalizzazione. I suoi sostenitori, invece, erano
preoccupati che la sua assenza dal negozio danneggiasse gli
affari.
Nel frattempo, non si sa come, si sparsero voci di un
possibile matrimonio fra Tuyet e Xuan. Si pensò che fosse
proprio il venerabile Hong a diffondere quelle dicerie,
metodo usato dai governatori stessi per ottenere i consensi
dell'opinione pubblica prima di prendere decisioni.
Vero o no, tuttavia, la mossa fallì perché i pareri erano assai
diversi. Alcuni derisero le umili origini di Xuan, altri le
magnificarono come espressione delle virtù popolari. Viste le
sottigliezze nel distinguere i due gruppi (la classe inferiore e
la gente del popolo), ne scaturì un acceso dibattito.
Ci fu chi si lamentò della scarsa istruzione di Xuan e chi, al
contrario, affermò che la sua cultura fosse allo stesso livello
di molti altri. Un suo detrattore dichiarò: "Victor Ban mi ha
detto che Xuan era un vagabondo!".
Un sostenitore ribatté: "Sapete, il dottor Truc Ngon stima
molto il signor Xuan. Mi sa che sono amici intimi".
Confuso da pareri così diversi, il venerabile Hong non fece
che borbottare: "Lo so! Lo so! Basta! Che barba!".
La venerabile Hong sospirò: "Non dobbiamo affrettarci a
prendere decisioni. Dobbiamo dapprima scoprire se la nostra
figliola si è davvero comportata male".
"Per me, il signor Xuan è solo un amico" insisté la signorina
Tuyet, adottando un tono distaccato, da donna libera ed
emancipata.
Il signor Civilizzazione fallì nel trarre deduzioni dai
commenti ambigui della signorina Tuyet sulla sua relazione
con Xuan. Inoltre, egli aveva a lungo sostenuto che le
relazioni libere fra maschi e femmine fossero espressione di
progresso, di Occidentalizzazione... Se avesse avversato la
condotta di Tuyet, la sua reputazione di progressista ne
sarebbe stata macchiata e, dunque, anche se non approvava
Tuyet, non osava biasimarla apertamente. Si lamentò fra sé:
"Spargere i semi della civilizzazione! Oh! Che pesante
fardello!".
Nel frattempo, Xuan fu incaricato simultaneamente di
diversi lavori: maestro di tennis, precettore del signorino
Phuoc e consulente speciale del bonzo Tang Phu nel processo
di riforma del buddhismo. Ogni tanto nel tempo libero faceva
brevi visite al negozio Occidentalizzazione, ove esibiva la sua
sapienza: criticava il modo di giocare a tennis della vecchia
padrona, ostentando termini tecnici (lop, si mat, do ray ecc.)1
e commentava le ultime proposte della moda alla presenza di
clienti e impiegati.
Gli occhi del signor ALD s'iniettavano di sangue per la
collera ogni volta che Xuan gli faceva notare qualche pecca
nei suoi disegni, rimproverava il lavoro di un sarto o
corteggiava, fra le clienti, qualche donna moderna. A volte,
Xuan gli poneva domande del tipo: "È arrivato il dottor Truc
Ngon?" oppure "Joshep Thiet ha forse bisogno di me? Mi ha
detto di venire qui!". Verso Tuyet era freddo e formale. Ciò
le dispiacque molto, ma servì a far credere agli altri che erano
innamorati e che stavano progettando il matrimonio.
Più tempo s'impiega ad affrontare i problemi, più difficile
sarà raggiungere un accordo e, più a lungo se ne discute, più
ci si allontana dalla verità. Così va il mondo! Alla fine, ogni
parte cominciò a dubitare della veracità delle proprie
argomentazioni e, di pari passo, l'odio aumentò.
Fra i sostenitori di Xuan, c'era una persona che gli era
particolarmente grata per il conforto datole in passato. Era la
signora ALD.
Quel pomeriggio, dopo aver consumato un abbondante
pasto di carne di cane in compagnia di alcuni bonzi devoti,
Xuan, la faccia rossa da ubriaco, uscì dall'ufficio del giornale
I rulli di tamburello per tornarsene a casa. Incontrò per caso
la moglie del signor ALD mentre passeggiava da sola.
Indossava un abito tradizionale. Il suo viso aveva
un'espressione triste: era la sfortunata moglie di un uomo
totalmente dedito alle riforme sociali e, contemporaneamente,
alla conservazione delle antiche tradizioni all'interno della
propria famiglia.
Ebbro, Xuan la salutò: "Oh! Mon amie! Mia cara, dove vai
così sola?".
La signora ALD fu particolarmente felice di sentirsi salutare
in modo così affettuoso e in voga. Era la prima volta che le
accadeva. Si guardò attorno per essere sicura che la via fosse
deserta. Solo allora trovò il coraggio di porgere la mano a
Xuan, come una donna moderna. "Che fortuna! Vi stavo
cercando ed eccovi qui! Ultimamente, non vi si vede più al
negozio Occidentalizzazione."
Xuan replicò con fare arrogante: "Sono molto impegnato.
Dedico la maggior parte del mio tempo allo sviluppo dello
sport e alle lezioni di tennis. Sto anche aiutando quell'inutile
dottor Truc Ngon a educare il figlio della Vedova del
Vicedoganiere. In più, il capo dei bonzi della pagoda della
divina Banh insiste che io gli dia una mano al giornale I rulli
di tamburello. Come rifiutare? Non voglio che la gente mi
consideri distaccato e arrogante! Devo perciò lasciare al
signor ALD l'importante responsabilità della riforma sociale
attraverso i vestiti. Amica mia, mi capisci?".
La signora ALD gli rispose arditamente con tono
confidenziale: "Come ti capisco, mio caro!".
Iniziarono a camminare l'uno accanto all'altra, da buoni
amici. La signora ALD gli chiese: "Ma non sono questi i soli
motivi per cui non passi più al negozio Occidentalizzazione,
non è vero? Credo che fra noi si possa essere sinceri. Ti prego
di non offenderti se ti pongo una domanda indiscreta: è per
via della signorina Tuyet?".
"È solo un pettegolezzo infondato!" negò Xuan. "Fra me e la
signorina Tuyet c'è solo simpatia. Come fra noi! Niente di
più!"
"Allora, perché si dice che..."
"Che cosa?"
"Girano voci che il venerabile Hong voglia farti sposare
Tuyet!"
Era la prima volta che Xuan udiva quella notizia e ne fu
particolarmente felice. Cercò, tuttavia, di mantenere un'aria
distaccata. "Se fosse vero, mi sentirei veramente a disagio!
Non saprei come rifiutare senza offendere nessuno!"
La reazione di Xuan stupì la signora ALD. "Oh! Come
potresti rifiutare? Una ragazza come Tuyet? Bella, ricca e
moderna! Se tu la sposassi, tutti i giovani perbene del nostro
paese ti loderebbero! E, in più, voi due sareste una coppia
perfetta!"
Le parole della signora ALD lo lusingarono.
Improvvisamente ricordò le teorie di Tuyet sulla
semiverginità all'Hotel Terra incantata. Sapeva che la
signorina Tuyet non avrebbe mai rinunciato del tutto alla sua
purezza, ma l'idea della sua incompleta illibatezza lo afflisse.
Sospirò: "Troppi amori! Ahimè!".
"Come sei attento nella scelta della donna della tua vita!"
osservò la signora ALD.
Xuan la interruppe: "Il mio più grande timore è la
prospettiva di diventare un cornuto. Se sposassi Tuyet, le
corna spunterebbero sulla mia testa talmente alte e robuste da
poter essere polverizzate e vendute come medicine
tradizionali!".
La signora ALD sorrise per l'ironia di Xuan. Pensava che si
trattasse di gelosia, la gelosia insensata di tutti gli uomini.
Ricordò come Xuan l'aveva sostenuta la volta in cui aveva
desiderato vestirsi all'ultima moda. Provò un senso di
gratitudine. "Sembra che il matrimonio, il cosiddetto "affare
dei cent'anni", non sia fra le tue priorità, amico mio... Mi
chiedo come mai tanta gente stia spargendo simili malignità
sul tuo conto..."
"Di chi stai parlando?"
"Non te lo posso dire. Ciò creerebbe solo odio e io passerei
per pettegola. L'importante è che tu stia attento a certa gente."
Xuan insisté, ma la signora ALD rifiutò di fare nomi. Era una
persona corretta e odiava l'idea di mostrarsi pettegola.
"È mio dovere avvisarti che la gente sparla di te. Dicono che
provieni da una famiglia umile, sei senza istruzione, hai
lavorato come raccattapalle e, da ragazzino, eri un banditore
di medicine contro le malattie veneree. E non è tutto!"
Xuan rifletté un istante, poi disse con un sorrisetto: "È
terribile! Se osano parlare male di me in questo modo, chissà
cosa diranno degli altri! Chi sono io? Molti conoscono la mia
istruzione: il signor Civilizzazione, la Vedova del
Vicedoganiere, l'impiegato delle poste, il dottor Truc Ngon e
anche tu, mia cara amica. Quelle volgari dicerie sono state
certamente diffuse da quel bastardo di Victor Ban. Per
fortuna, la signorina Tuyet mi conosce bene".
La signora ALD gli chiese immediatamente: "Come fai a
sapere che è Victor Ban? Infatti, è stato proprio lui a
raccontare quelle storie al fidanzato della signorina Tuyet, e
quest'ultimo si è affrettato a scrivere un'umiliante lettera al
venerabile Hong!".
"Sai perché Victor Ban mi odia? Quando ero alla scuola di
medicina, l'avevo aiutato ad aprire una farmacia, ma, dopo
aver scoperto che preparava i farmaci contro le malattie
veneree con l'argilla, avevo smesso di collaborare con lui. È
per questo che nutre rancore nei miei confronti, ma non temo
le sue odiose bugie."
Rassicurata sullo stato sociale e l'educazione di Xuan, la
signora ALD pensò che fosse giunto il momento di avvertirlo
di un altro problema riguardante il suo onore. "Mio caro
amico, ho una cosa importante da dirti, ma promettimi di
tenere il segreto. La venerabile Hong ha detto che, non
appena ti vedrà, ti prenderà a botte o ti sputerà in faccia."
Xuan ne fu sconvolto. "Sputarmi in faccia? Prendermi a
botte? A me? A me che ho salvato la vita dell'uomo più
illustre della loro famiglia e ho fatto prosperare il negozio
Occidentalizzazione? È così che hanno deciso di ripagarmi il
favore? Oh! Che vita! Ti chiedo scusa, ma... che vita di
merda!"
La signora ALD s'inquietò: "Oh no! Non essere così
impulsivo!".
"Andrò subito a casa sua, così potrà sputarmi in faccia senza
indugio!"
La donna lo supplicò inorridita: "No! Ti prego! Non dir loro
che sono stata io a rivelartelo!".
Ma Xuan uscì di senno. Affranto e, da uomo rozzo e
sconsiderato qual era, non poté tollerare quell'umiliazione. Fu
uno di quei momenti terribili in cui si può diventare assassini
anche solo a causa di uno scherzo innocuo. Il terrore
crescente della signora ALD lo fece infuriare ancora di più.
Chiamò due risciò: "Risciò! Risciò! Venite qui tutti e due!".
La signora ALD lo implorò ancora, ma lui la ignorò. I
guidatori di risciò erano già davanti a loro.
"Vieni con me! Vedrai, non rivelerò a nessuno che sei stata
tu a dirmelo! Non preoccuparti! Forse non oserà nemmeno
sputarmi in faccia!"
Terrorizzata, la signora ALD salì su un risciò. Mezz'ora più
tardi, i due risciò si arrestarono davanti alla casa del
venerabile Hong. Xuan e la signora ALD vi entrarono.
Tutti i membri della famiglia erano presenti. L'avo
mangiava una ciotola di minestra di nidi di rondine, il
venerabile Hong era perso nei fumi dell'oppio, assistito dal
suo servitore, la venerabile Hong, la coppia Civilizzazione, la
signorina Tuyet e l'eterno studente Tan erano seduti nel
salotto. Xuan salutò tutti, ma la sua faccia era nera di rabbia.
Si avvicinò al letto dell'avo e gli chiese ad alta voce: "Come
vi sentite, signore? State bene da quando vi ho curato? Avete
forse dovuto chiamare un altro medico?".
Il vecchio smise di cibarsi e rispose lentamente: "Da quando
mi avete curato, mi sento in forma, dottore. Non so come
ringraziarvi!".
"Va bene così, non dovete ringraziarmi!"
A passo deciso, Xuan si diresse verso il salotto e domandò
al signor Civilizzazione: "Da quando non ho più tanto tempo
per passare al negozio Occidentalizzazione, gli affari vanno
ancora bene?".
"Sì, sì, ma molte clienti hanno chiesto di voi" rispose la
signora Civilizzazione al posto del marito.
Xuan s'infilò le mani nelle tasche dei pantaloni e, con finta
indifferenza, disse: "Perché mai dovrebbero chiedere di me?
Io non sono nessuno! Sono un povero vagabondo, un
raccattapalle, un buono a nulla! Merito solo sputi in faccia!".
La venerabile Hong lo guardò inquieta e chiese timorosa:
"Oh! Ma chi oserebbe mai parlare così? Perché dite queste
cose, dottore? Perché siete scontento? Qualcuno di questa
famiglia vi ha forse fatto del male?".
La signorina Tuyet era molto felice nel vedere sua madre
così conciliante e mormorò al signor ALD che dovevano
essere stati il suo ex fidanzato e Victor Ban a calunniare
Xuan.
Rabbioso, Xuan camminò avanti e indietro. "Sto aspettando
che mi si prenda a botte o mi si sputi in faccia!"
La coppia Civilizzazione era furiosa. Essi desideravano
smascherare Xuan, ma temevano di rovinare la reputazione
della sorella davanti alla moglie del signor ALD e al servitore
d'oppio. Si guardarono stizziti.
La venerabile Hong era confusa da così tanti conflitti: la
rabbia di Xuan, il fatto che aveva salvato la vita dell'avo, sua
figlia ormai innamorata di lui, la lettera del fidanzato di
Tuyet... Tutto ciò la disorientava; non sapeva più distinguere
la verità dalla menzogna, il bene dal male. Non sapeva più
che fare. Disse infine: "Prego, accomodatevi, dottore!
Qualcuno vi ha denigrato?".
Xuan rimase in piedi, furente. "Se dovessi arrabbiarmi,
qualcuno la pagherebbe cara! Se io non fossi buono, allora
nessuno lo sarebbe!"
Nessuno osò aprire bocca. Nella stanza calò un silenzio
mortale. Xuan camminò su e giù ancora per una decina di
minuti. Solo il picchiettio delle sue scarpe rompeva il
silenzio. La sua rabbia stava per diminuire quando
l'impiegato delle poste e sua moglie entrarono nella camera,
mano nella mano. Xuan pensò alle cinque piastre che doveva
al bonzo Tang Phuper per quel pasto "vegetariano". Drizzò la
schiena e annunciò ad alta voce: "Signore, voi siete un marito
cornuto!".
Sembrò che tutti fossero improvvisamente colpiti da una
scossa elettrica. L'impiegato delle poste si mise una mano sul
petto e cadde per terra, gemendo: "Oh, Dio mio! Che
vergogna! Ora tutti sanno dell'adulterio di mia moglie! Lo sa
il mondo intero! Che vergogna! Che miseria!".
Prima che Xuan si rendesse conto dell'effetto devastante
delle sue parole, un singhiozzo doloroso filtrò dalla
zanzariera del letto dell'avo. Il vecchio si accasciò nel letto.
In tutta fretta, la famiglia si divise in due gruppi: gli uni
sollevarono l'avo, gli altri l'impiegato delle poste. La
venerabile Hong implorò Xuan: "Dottor Xuan, abbiate pietà!
Vi preghiamo di occuparvi subito del nostro avo!".
Il vecchio gemette come se stesse morendo: "Non voglio!
Lasciatemi morire! Il disonore è troppo grande per poter
continuare a vivere! Che ignominia! Se volete salvare
qualcosa, allora salvate l'onore della famiglia che voi stessi
avete infangato!".
Singhiozzò disperatamente. Amare lacrime scivolarono
dagli occhi della venerabile Hong. Supplicò di nuovo Xuan di
aiutarlo. L'intera famiglia attendeva che egli curasse il
malato, ma, di fronte a una tale tragedia, Xuan confessò
candidamente: "Sì, è vero, venerabile signora. Sono privo
d'istruzione. Appartenevo alla classe umile, facevo il
raccattapalle. Non so nulla di medicina!". E, veloce come un
ladro, fuggì via.
La venerabile Hong, piena di rimpianti, si disperava. Gli
altri criticarono Xuan: per rancori personali verso la famiglia,
aveva tradito il suo dovere professionale. Non meritava di
essere considerato un vero dottore...
1. Lob, smash, coup droit (pallonetto, schiacciata, diritto).



15

LA FELICITÀ DI UNA FAMIGLIA IN LUTTO - IL
PARERE DEL SIGNOR CIVILIZZAZIONE SULLE
NOZZE - UN FUNERALE ESEMPLARE

Tre giorni dopo, il vecchio morì.
Fedele al detto "molti maghi, molti fantasmi", la famiglia
aveva chiesto aiuto a parecchi ciarlatani della medicina
moderna e della medicina tradizionale, giovani e anziani.
In quei tre giorni, Xuan sparì. La morte dell'avo e la
misteriosa scomparsa di Xuan fecero sì che il suo prestigio
salisse alle stelle. Invano, la venerabile Hong aveva
incaricato molte persone di cercarlo. Senza il dottor Xuan,
ogni speranza svanì: nessun vero medico avrebbe osato
aiutare il malato.
Il dottor Truc Ngon, nell'apprendere che il collega Xuan
evitava di curare il paziente, rifiutò di occuparsi del caso,
credendolo estremamente grave. Fu una vera e propria
lezione per chi aveva osato dire che Xuan proveniva da una
famiglia di basso rango, che non fosse istruito, che si trattasse
di un vagabondo o di un semplice raccattapalle. Furono
chiamati persino il dottor Ty e il dottor Phe, ma entrambi,
ancor offesi dal diverbio della precedente visita, rifiutarono di
presentarsi, al pari di tutti gli altri eminenti dottori. Si
propose allora di usare le medicine sacre del tempio Bia: un
impiastro di fango e di escrementi di bufalo. Tali rimedi
erano stati recentemente prescritti a due pazienti affetti da
tubercolosi e tifo, che ne morirono all'istante. Una successiva
inchiesta rivelò che le ingannevoli medicine miracolose erano
state astutamente propagandate da una banda di tiranni del
villaggio: gli stessi che avevano già sottratto denaro alle casse
pubbliche. Queste medicine persero così la loro sacralità.
L'insieme di questi fattori lasciò morire in pace
l'ottuagenario. In quei giorni caotici, il servitore d'oppio del
venerabile Hong calcolò che egli ripeté "Lo so! Lo so! Che
barba! Basta!" per ben milleottocentosettantadue volte.
Quella morte inondò di felicità molti cuori. Il venerabile
Hong confidò all'impiegato delle poste che lui e sua moglie
avrebbero ricevuto una somma di almeno alcune migliaia di
piastre. L'impiegato delle poste non avrebbe mai immaginato
che le corna della sua testa potessero essere così redditizie.
Egli credeva ormai nel carisma di Xuan, nel suo talento di
imporre le proprie idee. In una parola: nelle sue capacità
affaristiche e promozionali. Le parole di Xuan valevano oro e
l'impiegato delle poste progettò dunque di fare affari con lui.
Se Xuan poteva generare migliaia di piastre, dicendo
soltanto: "Signore, voi siete un marito cornuto!", chissà
quanto avrebbe potuto cavare da una frase del tipo: "Signore,
questo prodotto è il migliore! È stato importato
dall'Occidente!". Egli voleva incontrarlo immediatamente per
dargli le restanti cinque piastre: prima di entrare in affari con
qualcuno, occorre mantenere la parola data.
Il venerabile Hong chiuse gli occhi e s'immaginò vestito a
lutto, piegato sul bastone intento a tossire, sputare e piangere
in pubblico. Tutti avrebbero dovuto guardarlo, dicendosi l'un
l'altro: "Oh! Guarda com'è vecchio il figlio maggiore!". Il
venerabile Hong era certo che le esequie e il suo bastone
funebre avrebbero impressionato il pubblico.
Ciò che invece angustiava suo figlio, il signor
Civilizzazione, era soprattutto il gravoso compito di chiamare
un legale che certificasse la morte del nonno paterno e la fine
del periodo d'attesa stabilito prima di impossessarsi dei suoi
beni. E un'ultima domanda lo affliggeva: come comportarsi
con Xuan? Egli aveva sì commesso due errori: sedurre una
delle sue due sorelle e denunciare la dissolutezza dell'altra,
ma, in fondo, egli aveva pur sempre causato, fors'anche
involontariamente, la morte di un vecchio che non meritava
di meglio. Due piccoli errori e un grande favore. Che fare?
Pieno di angoscia e tormento, il viso stravolto del signor
Civilizzazione sembrava veramente quello di un uomo
addolorato per la morte di un membro del proprio casato. E
che angoscia e confusione regnavano in quella famiglia!
Dopo un frettoloso esame del corpo da parte delle autorità, il
vecchio fu avvolto in un sudario e giacque così per un giorno
intero.
La cerimonia funebre era già programmata, ma il venerabile
Hong non si decideva a decretarne l'inizio. La giovane
generazione - i figli del venerabile Hong e i loro consorti -
iniziò a lamentarsi per la lentezza della vecchia generazione.
L'eterno studente Tan non ne poteva più: era impaziente di
usare gli apparecchi fotografici scelti proprio per questa
circostanza. La Vedova del Vicedoganiere non vedeva l'ora di
indossare il moderno abito da lutto con tanto di cappello
bianco ornato di nero, Les dernieres creations! Questo
modello, una volta lang xe1 dal negozio Occidentalizzazione,
sarebbe stato un vero balsamo per molte famiglie in lutto. Il
rinvio del funerale innervosì anche il signor ALD, perché
desiderava esibire al più presto le sue ultime creazioni e
coglierne gli echi della stampa. Il signor Civilizzazione fu
biasimato per non esser stato in grado di impedirne la
posticipazione. Il venerabile Hong fu criticato per essere solo
capace di chiudere gli occhi e di lamentarsi continuamente
con i suoi "Lo so! Lo so! Basta! Che barba!" e sua moglie fu
accusata di essere troppo ligia ai riti tradizionali
esageratamente complicati. In verità, tutti ignoravano che il
ritardo del rito funebre era da imputare alla signorina Tuyet, o
meglio, a quello che Xuan aveva fatto alla signorina Tuyet.
La venerabile Hong ritornò dalla casa del fidanzato della
signorina Tuyet e, davanti agli occhi innocenti di figli e nipoti
che attendevano ansiosamente di seppellire l'avo, invitò con
un cenno del capo il signor Civilizzazione a seguirla al piano
superiore, nella camera del venerabile Hong. Il venerabile
Hong aveva appena finito di fumare la sua sessantesima pipa
della giornata, abbandonato ai dolci effluvi dell'oppio. Nel
veder la moglie, si alzò di scatto. "Allora? Cos'hanno detto?
Hanno rinunciato al matrimonio?"
La venerabile Hong si accovacciò silenziosamente accanto a
lui; il signor Civilizzazione afferrò una sedia e si sedette
accanto al canape.
"Non so cosa pensare. Non hanno ancora rinunciato al
matrimonio. Non hanno detto niente. Anzi, la loro famiglia
verrà a porgere le condoglianze. Che strano!"
"Perché non hai suggerito loro di organizzare il matrimonio
prima del funerale?"2
"Non hanno fretta. Cosa posso fare?"
"Oh! Ma hanno deciso di persistere o di rinunciare? Ci
tengono ancora alle nozze con Tuyet, oppure la considerano
una ragazza disonorata? Potrebbero essere più chiari, no?"
La venerabile Hong gli rispose con una domanda: "Cosa
pensi stiano tramando?".
Il venerabile Hong arricciò il naso. "Ti sei recata tu da loro,
perché mai lo chiedi a me?"
E continuarono a litigare come vecchi sposi, ligi ai costumi
delle famiglie rispettabili in cui non si può mai discutere
tranquillamente di nulla.
La venerabile Hong espresse il suo pensiero: "Secondo me,
non pensano che Tuyet sia stata disonorata".
E il venerabile Hong, di rimando: "Ma non è vero! Io sono
convinto che vogliono rinunciare al matrimonio. Non credere
a tua figlia!".
"Allora, secondo te, perché vogliono venire a esprimerci il
loro cordoglio? Non essere così stupido!"
"Forse è una trappola! Al momento, non vogliono annullare
il matrimonio, ma non hanno nemmeno intenzione di portarlo
a termine. Così, nel frattempo, nessuno oserà chiedere la
mano di Tuyet. Morirà zitella!"
"Non ne sono sicura. Forse sono confusi quanto noi.
Nemmeno noi siamo certi che nostra figlia sia stata
disonorata. Quando ho proposto loro di organizzare il
matrimonio prima delle esequie, invece di attendere tre anni,
così da poter risparmiare denaro, mi hanno risposto che il
loro figlio è ancora un giovane studente e non è il caso di
avere fretta. Possono pazientare altri tre, persino cinque
anni!"
"Che fare? Penso che dovremmo chiedere al dottor Xuan di
sposare Tuyet prima del funerale. Così tutto si sistemerà!"
La venerabile Hong si morse le labbra al ricordo della frase
di Xuan: "Se dovessi arrabbiarmi, qualcuno la pagherebbe
cara!". Senza contare poi che, in sua presenza, aveva osato
dare del cornuto a suo genero - l'impiegato delle poste -
svergognando così sua figlia. Il temperamento focoso di
Xuan era temibile. La sua sola presenza la terrorizzava.
Avere un genero così nobile sarebbe stato un onore, ma che
angoscia!
Si rivolse al figlio: "C'è un detto: "I figli sono rovinati dalle
madri e i nipoti dalle nonne". In questo caso, però, anche tu
sei colpevole dell'errore di Tuyet. Abbiamo perso la faccia
per colpa tua! Ora devi darci un consiglio!".
Il venerabile Hong annuì. "Sì, cosa ne pensi, toa? "Una
giovane figlia in casa è come una bomba a orologeria."
Dovresti trovare marito a tua sorella. Solo così potremmo
stare tranquilli!"
Il signor Civilizzazione si scervellò a lungo. "Non saprei! La
gente pensa che sia innamorata di Xuan. Ora, se prepariamo
le loro nozze prima del funerale, sarà come confessare
pubblicamente il suo disonore. Direi che, al momento,
dovremmo ignorare tutto questo casino e pensare solo al
funerale. Dopo di che, se vorranno ancora chiedere la mano
di Tuyet per il figlio, accetteremo, altrimenti le faremo
sposare Xuan. Che fretta c'è?"
"È così semplice?" ribatté sua madre. "Perché mai l'altro
giorno mi avevi detto di non essere sicuro che Xuan volesse
Tuyet?"
Il signor Civilizzazione aggiunse: "Se gli parlerò
personalmente, accetterà".
Al venerabile Hong piaceva l'idea di avere un genero come
Xuan. Egli avrebbe preferito approntare immediatamente le
due cerimonie, ma si limitò ad accondiscendere al piano del
figlio.
Il signor Civilizzazione, davanti a quella situazione critica,
aggrottò la fronte e cercò di scovare degli stratagemmi per
poter lavare il passato di Xuan. Era l'unico modo di salvare la
faccia nel caso in cui sua sorella avesse dovuto sposare uno
come lui. Se prima era arrabbiato perché i più non capivano
chi fosse veramente Xuan, ora ne era sollevato. Al pari di
parecchi altri uomini moderni, egli preferì porre rimedio alla
bell'e meglio, piuttosto che provare l'imbarazzo di confessare
i propri errori. Si alzò e disse con fermezza: "Madre, padre,
tranquillizzatevi! Sistemerò tutto io, così da poter predisporre
un onorabile matrimonio per Tuyet. Ora, dovremmo iniziare
al più presto la cerimonia funebre, prima che sia troppo
tardi".
I tre scesero le scale e impartirono ordini per le esequie.
Nell'udirli, figli e nipoti della grande famiglia se ne
rallegrarono. Febbrilmente, si distribuirono gli annunci di
morte, si chiamò la banda della marcia funebre, si noleggiò il
carro mortuario... Quella sera, in segno di rispetto, giunsero
molti ospiti, per compiere le offerte rituali e porgere le
proprie condoglianze.
Il funerale ebbe inizio la mattina seguente, alle sette in
punto. Due gendarmi della diciottesima circoscrizione,
matricole 1002 e 1003, furono assunti per garantire la
sicurezza della cerimonia. Negli ultimi tempi, c'erano poche
occasioni per infliggere multe e le forze dell'ordine
assomigliavano sempre più a uomini d'affari sull'orlo della
bancarotta. Essi erano dunque soddisfatti di poter svolgere
quel compito. Il loro zelo era tale da assicurare una perfetta
sorveglianza.
Tutta la famiglia in lutto era radiosa, tranne la signorina
Tuyet: perché mai Xuan non era venuto per le offerte rituali?
Perché non era presente al funerale? Non la rispettava forse
più? Queste domande tormentavano Tuyet e l'addoloravano
talmente tanto da farle venir voglia di suicidarsi. Il suo cuore
si spezzò quando lo cercò invano fra la folla.
Tuyet indossava l'abito Innocenza, lungo, trasparente, orlato
di nero, che lasciava intravedere il reggiseno, le braccia e la
metà superiore dei seni. Portava anche un cappellino da lutto.
Siccome correva voce del suo disonore, la signorina Tuyet
aveva deciso di scegliere Innocenza per mostrare a tutti di
non aver ancora perso la verginità. Fra gli ospiti, Tuyet
gironzolava con un vassoio per offrire noci di areca, di betel e
sigarette. Il suo volto era vagamente triste e romantico e si
addiceva a una fanciulla in lutto. Gli amici del venerabile
Hong si raggrupparono attorno alla bara. Essi avevano barbe
e baffi di diverse lunghezze, neri o bianchi, radi o folti e
persino ondulati. I loro petti erano carichi di medaglie: la
"Legion d'Onore", la "Medaglia Dragone imperiale", la
"Medaglia di Cambogia", la "Medaglia Milioni di Elefanti del
Laos"... ed erano molto più commossi per la bianca pelle
delle braccia e del seno della signorina Tuyet che per la
lamentosa musica funebre.
Data la mescolanza di tradizioni funebri vietnamite, cinesi e
francesi, la cerimonia sembrò una grande festa. C'erano una
portantina, un maiale arrosto sotto un ombrellone, il baccano
dei clarinetti, corone di fiori e almeno trecento orifiamme con
frasi di condoglianze. Sotto il comando dell'eterno studente
Tan, un gruppetto di fotografi dilettanti scattava foto in
continuazione. Un così grandioso funerale avrebbe fatto
sorridere persino il morto nella sua bara o, almeno, l'avrebbe
indotto ad annuire per la contentezza.
Durante il corteo funebre, il signor ALD, sua moglie, la
Vedova del Vicedoganiere e il signor Joseph Thiet
criticarono l'assenza di Xuan. Al quarto incrocio, il corteo
s'interruppe bruscamente come se fosse accaduto un incidente
stradale. Da una strada laterale, sei risciò, con gruppi di
monaci della pagoda della divina Banh, ricoperti ognuno da
due parasoli, si unirono al corteo subito dopo i cinque
portatori di bandiere nere. Fecero la loro apparizione anche
due enormi corone di fiori, una del giornale I rulli di
tamburello e una del dottor Xuan. L'eterno studente Tan si
affrettò a scattare alcune foto prima di correre a informare
sua madre. La venerabile Hong si precipitò anch'essa verso le
prime file, profondamente commossa dalle corone offerte da
Xuan, il famoso dottore, e dal consulente del giornale I rulli
di tamburello. Questi omaggi accrebbero notevolmente la
sontuosità delle esequie e la venerabile Hong esclamò: "Mio
Dio! Per fortuna che il signor Xuan ha pensato a queste cose,
altrimenti la nostra cerimonia sarebbe stata misera e
inadeguata!". Il monaco Tang Phu, visibilmente lieto, si
pavoneggiò sul suo risciò. Era certo che la sua partecipazione
a questa cerimonia significava una prima vittoria del suo
giornale I rulli di tamburello e una sconfitta per
l'Associazione buddhista. Xuan, dopo essersi assicurato che
tutti i suoi ordini fossero eseguiti correttamente, si unì al
corteo. La signorina Tuyet, in segno di gratitudine, gli lanciò
uno sguardo languido. Come sempre, Xuan fu oggetto di
elogi, ma anche di amara gelosia.
Il corteo suscitò grande impressione ovunque passasse.
Sembrava che la città intera avesse recepito la magnificenza
di quel rito funebre, così come lo aveva desiderato il
venerabile Hong. Anche gli abiti da lutto del negozio
d'abbigliamento Occidentalizzazione suscitarono
l'ammirazione del pubblico, proprio come avevano sperato il
signor ALD e la signora Civilizzazione. La venerabile Hong
ne fu sollevata: il dottor Xuan non nutriva dunque alcun
rancore, al contrario, egli aveva contribuito a rendere il
funerale uno dei più imponenti e onorati degli ultimi tempi.
Il corteo proseguì...
I suoni dei clarinetti vietnamiti, cinesi e francesi si
susseguivano incessantemente. Tutti avevano espressioni
cupe mentre si bisbigliavano l'un l'altro storie di mogli, di
figli, di case, di armadi appena acquistati o di abiti nuovi.
Delle centinaia di persone presenti al funerale, quasi la metà
erano donne giovani e progressiste, amiche della signorina
Tuyet, della signora Civilizzazione, della signora Hoang Hon,
della Vedova del Vicedoganiere... Uomini e donne, eleganti e
all'ultima moda, civettavano fra di loro, si scambiavano
sorrisi amorosi, spettegolavano, commentavano, si davano
appuntamenti e s'ingelosivano, pur mantenendo sempre il
contegno che si addice ai partecipanti a un rito funebre.
Sparse qua e là, e intercalate dagli immancabili singhiozzi,
si udivano frasi del tipo: "Chi è quella bonazza?", "Ma quella
accanto è più bella!", "Sì, sì, quel tizio è proprio un
bastardo!", "È stata la moglie a lasciarlo?", "Si è già sposata
due volte!", "Ma è ancora giovane!", "Quei seni sono
veramente francesi!", "Me la presenti?", "Come? È una
miniera d'oro o di piombo?", "No, niente appuntamento!",
"Con una moglie così cicciona, quel marito magro, prima o
poi, diventerà un cornuto!"... E tante, tante altre frasi
altrettanto galanti e profonde, molto consone a una cerimonia
funebre.
Il corteo proseguì...
L'eterno studente Tan, nel suo lungo abito bianco da lutto,
costrinse ogni persona ad atteggiarsi in questo o in quell'altro
modo, ad appoggiarsi ai bastoni funebri, a chinare la testa, a
piegarsi, ad asciugarsi gli occhi... affinché potesse fissare i
loro gesti nel solenne momento in cui la bara veniva calata
nella fossa. I suoi amici rimbalzavano da una tomba all'altra
per poter scattare foto da diversi angoli.
Il cappello in mano, Xuan se ne stava in piedi accanto
all'impiegato delle poste. Allorché il venerabile Hong tossì,
sputò, pianse e quasi svenne, anche l'impiegato si mise a
piagnucolare: "Ih! Ih! Ih!".
L'ottimo contegno di quel caro genero incantò tutti.
Il cornuto strillò così tanto che rischiò di svenire e Xuan
dovette sorreggerlo, ma, nonostante tutti i suoi sforzi, egli
continuava a ciondolare di qua e di là. Nel suo ampio e
bianco abito da lutto, sotto il grosso turbante, il funzionario
piangeva senza posa: "Ih! Ih! Ih!".
Xuan stava per mollare la presa, ma, in quel preciso istante,
sentì la mano dell'impiegato infilare nella sua una banconota
di cinque piastre ripiegata. La prese e chiuse il pugno
affinché nessuno potesse vederla, poi se ne andò a cercare il
monaco superiore Tang Phu, smarrito fra i trecento
partecipanti al funerale che stavano esprimendo le proprie
condoglianze o lamentandosi delle lacune della cerimonia.

1. Lance (lanciato).
2. Nella cultura tradizionale vietnamita, dopo un lutto, si
devono aspettare tre anni, dal giorno del funerale, prima di
poter organizzare un matrimonio.



16

UN MALINTESO GLORIOSO E FELICE! - XUAN
CONQUISTA LA POLIZIA

Il signor Civilizzazione diede un'occhiata a Xuan e pensò
fra sé: "Quel bastardo assomiglia sempre meno a un
vagabondo! Bei vestiti e buon cibo fanno davvero miracoli!
Ora, come devo affrontare l'argomento? Come faccio a
registrare il suo nome presso il Dipartimento generale senza
creare casini? Come spiegargli che, visto il mio piano di
fargli sposare mia sorella, devo elevarlo dallo stato di umile
raccattapalle a quello di tennista dilettante? Sarebbe meglio
essere più diretto con lui?".
Mentre stava ancora rimuginando, Xuan aprì il portone e gli
diede la mano: "Come va? La Vedova del Vicedoganiere ha
accompagnato il signorino Phuoc alla pagoda della divina
Banh per chiedere che le si scriva una preghiera di buon
auspicio".
"Siete libero?"
"Libero come un uccello! Tra l'altro, vostra moglie compie
progressi di giorno in giorno."
Il signor Civilizzazione ignorò il complimento. "Dovreste
andare di sopra per indossare un vestito decente. Dobbiamo
recarci in un posto a fare qualcosa d'importante."
"Di cosa si tratta, signore?"
"Non chiedete! Andate a cambiarvi!"
Dopo una decina di minuti, Xuan scese vestito
elegantemente. Non aveva la più pallida idea di dove dovesse
andare. Il suo vecchio padrone chiamò due risciò e gli disse:
"Eh! Come spiegate la diceria che avete rovinato mia sorella?
Ora andiamo a sistemare tutti questi casini!".
Xuan si spaventò. Immaginò di essere condotto al posto di
polizia, al controspionaggio, oppure al Palazzo di giustizia,
dove sarebbe stato arrestato e avrebbe subito torture per il
reato di aver rovinato una ragazza di ottima famiglia. Rifletté
ed esitò a salire sul risciò.
Il signor Civilizzazione pensò: "Forse questo bastardo non
vuole sposare mia sorella, oppure non hanno ancora fatto
nulla e quella diceria è senza senso".
Xuan interruppe i suoi pensieri: "Signore, ho commesso un
terribile errore. Vi chiedo perdono. Tuyet mi ama e io amo
Tuyet. Separarci significherebbe condannarci a morte. Siamo
stati insieme".
Il signor Civilizzazione ne fu sconvolto e rimase impietrito.
Non c'erano più dubbi! Sua sorella era rovinata! Se Tuyet non
avesse sposato Xuan, nessun altro l'avrebbe voluta! Si doveva
fare tutto il possibile per salvare la faccia! "Nessun
problema!" disse deciso. "Ho già la soluzione! Prima di tutto
devo elevare il vostro rango! Vi chiedo di registrarvi presso il
Dipartimento generale di atletica come tennista dilettante.
Potrete così partecipare al campionato di tennis e battervi
contro i più prestigiosi tennisti del Tonchino. Voglio che mia
sorella sposi un atleta, non un raccattapalle!"
"Andiamo allora al Dipartimento generale di atletica?"
"Sì! Sono un progressista. Non faccio distinzioni tra classi
sociali, ma, giacché sono un appassionato sostenitore dello
sport di questo paese, ho intuito subito le vostre potenzialità
atletiche. Vi ho aiutato il giorno in cui siete stato licenziato.
Non è così? Da quando lavorate per noi, il vostro stato
sociale si è gradualmente elevato. Oggi siete un'altra persona.
Non è un caso che vi siate innamorato di mia sorella!
Probabilmente, era un amore predestinato. In ogni caso,
intendo farvi sposare Tuyet. È solo grazie ai miei sforzi se
siete quello che siete!"
Quelle parole ebbero un forte impatto su Xuan. Il
Dipartimento generale di atletica era ovviamente tutt'altra
cosa rispetto al posto di polizia, al controspionaggio o al
Palazzo di giustizia. Si rammentò improvvisamente del suo
passato inglorioso e si sentì indegno di sposare Tuyet. Pensò
fosse meglio rifiutare la proposta del signor Civilizzazione.
Disse tristemente: "Signore, è dal giorno in cui avevate fatto
credere per scherzo che io fossi un ex studente della scuola di
medicina che Tuyet ha iniziato ad amarmi. Per lei sarebbe un
terribile errore sposarmi! Ingannerei una ragazza virtuosa!".
Le parole di Xuan imbarazzarono il signor Civilizzazione. Si
rese conto del suo errore: mai avrebbe immaginato che una
bugia pietosa potesse causare un simile danno a sua sorella!
Cercò di alleviare la propria colpa: "Nessun problema!
Veramente, di medicina un po' ve ne intendete. Dato che in
questa società conservatrice, i diplomi contano ancora, ho
dovuto sviare la verità. È irrilevante essere o meno studente
di medicina. Voglio che sposiate mia sorella!".
"Signore," continuò Xuan con tristezza "siete troppo buono
con me. Vi prego di riconsiderare la vostra decisione. Tuyet è
bella, è di famiglia ricca, nobile e moderna. Come sapete,
sono orfano da piccolo. Ho lavorato come raccattapalle e
venditore di noccioline abbrustolite per strada. Ho fatto tanti
mestieri umili. Non sono degno di Tuyet."
Il signor Civilizzazione aggrottò le sopracciglia e pensò:
"Sporco bastardo! Perché vuole provocarmi? Sposare una
come mia sorella è già una grande fortuna! Che voglia
denaro, quest'avido bastardo?".
"Ma che importa? Non ci sono lavori umili, solo persone
umili. Io sto dalla parte della gente comune e, in fondo al mio
cuore, desidero avere per cognato un uomo del popolo come
voi. In più, Tuyet possiede già la sua ricchezza. Se la
sposerete, non dovrete più affrontare lavori pesanti. Potrete
dedicare le vostre energie allo sviluppo dello sport nel nostro
paese per il resto della vostra vita."
Xuan non ne fu del tutto convinto: "No, non oso accettare!
Vi prego di riflettere bene".
Il signor Civilizzazione si arrabbiò e replicò minaccioso:
"Signore, è una questione di coscienza! Avete rovinato la
reputazione di una fanciulla rispettabile. Ora occorre
rimediare! Se rifiutate la mia proposta, attendetevi il
peggio!".
Questa minaccia ottenne subito l'effetto sperato: "Sì, sì,
signore! Farò quello che riterrete più opportuno!".
Il signor Civilizzazione tirò un sospiro di sollievo. Si sentì
felice e leggero, sensazione comune a chi riesce a forzare gli
altri a sposarsi contro la propria volontà. Soddisfatto per il
prospettato matrimonio e di non dover deludere i genitori, il
signor Civilizzazione indicò a Xuan un risciò.
Una volta giunto al Dipartimento generale di atletica, Xuan
provò l'inebriante sensazione di essere finalmente sulla strada
della fama e del successo. Oh! Le belle automobili! Le
moderne dame vietnamite e francesi accompagnate da
gentiluomini ben vestiti! Come tutto era intriso di lusso e
piaceri delle classi superiori! Oh, lo sport! Il glorioso sport
che apre tutte le porte! Lip, lip, lo... Hua rra!
Mentre nella sua testa ronzavano innumerevoli e grandiose
idee sul futuro della razza, il signor Civilizzazione lo
condusse in un vasto e impressionante ufficio pieno di dipinti
di partite di tennis, pugilato, scherma, gare di nuoto, salti con
l'asta, corse di biciclette, gare di auto, partite di calcio, rugby
ecc. Molti si avvicinarono al signor Civilizzazione e quindi
anche a Xuan per stringere loro le mani. Mentre le
conversazioni procedevano chiassosamente in francese,
un'aria annoiata e sprezzante percorse la faccia di Xuan. La
sua espressione suggeriva rispetto per la lingua madre e
risentimento verso chi usava il francese anche quando non era
il caso. I conversatori in francese parevano assai seccati
dall'atteggiamento di Xuan.
Il signor Civilizzazione pensò fosse meglio non ritardare le
presentazioni: "Signori... il mio amico Xuan, maestro di
tennis. È qui per iscriversi nella lista dei tennisti dilettanti. È
la nuova speranza del Tonchino".
Uno degli intellettuali si girò verso Xuan e disse qualcosa in
francese. Xuan fece una smorfia di disapprovazione:
"Signore, la nostra lingua non vi basta?".
L'uomo, conscio del disprezzo mostrato per la propria lingua
madre, rispose impacciato: "Oh, certo! È solo una mia
abitudine! Perdonatemi! Da tempo vi sento nominare e oggi
sono molto onorato d'incontrarvi".
Xuan chinò la testa: "L'onore è tutto mio!".
"Grazie, signore! Vi ho visto giocare più volte e vi stimo
molto. Avrete un brillante futuro. Eravamo preoccupati che il
Tonchino non avesse nessuno in grado di battersi contro
l'Annam e la Cocincina, ma, grazie al cielo, eccovi qui!
Anche Sua Maestà sarà felice se sconfiggerete i campioni
dell'Annam e della Cocincina e rappresenterete l'Indocina in
Siam."
"Non desidero altro."
Si strinsero le mani e si salutarono solennemente. Poiché il
direttore del Dipartimento generale di atletica non era ancora
arrivato, ognuno cercò di fare conoscenza con gli altri per
passare il tempo. Xuan ebbe l'opportunità di incontrare
diversi tennisti dilettanti, fra cui alcuni figli di mandarini e di
governatori di Province. Ognuno dichiarò di "sperare di avere
l'onore" di giocare contro Xuan nel prossimo campionato. Fu
inondato di lodi. I giocatori sicuri di poter sconfiggere Xuan
si sforzarono di palesare una falsa modestia, mentre quelli
consci di perdere, fecero attenzione a non offenderlo. I
giornalisti di tre giornali diversi intervennero a loro volta. Il
fatto che un maestro di tennis - un tennista professionista, in
altre parole - volesse registrarsi nella lista dei tennisti
dilettanti avrebbe certamente suscitato discussioni nel mondo
sportivo.
Occorre dire che, dietro, c'era l'opera del signor
Civilizzazione: egli sapeva che il modo migliore di presentare
Xuan al mondo era di nominarlo sui giornali. Rimase sempre
accanto a Xuan come un cane fedele al padrone. Temeva di
perdere la faccia se Xuan avesse commesso qualche gaffe
imbarazzante. Ma Xuan era cauto, si comportava bene e
manteneva sempre il contegno altezzoso di un membro dei
ceti privilegiati. Davanti a una domanda difficile, fece
semplicemente una smorfia con le labbra e indicò il signor
Civilizzazione. "Il mio manager risponderà alla vostra
domanda."
Il signor Civilizzazione ne trasse dei benefici. Ogni volta
che i giornalisti scattarono foto di Xuan come "la speranza
del Tonchino", gli diedero l'occasione di farsi ritrarre accanto
a lui. Xuan, sicuro di sé, assumeva pose in cui esprimeva
tutto il proprio talento e, di tanto in tanto, dava affettuosi
colpetti sulle spalle del signor Civilizzazione, bisbigliandogli:
"Così come hanno fatto i grandi campioni Chim e Giao con il
loro manager Yen, anch'io vi porterò fama e successo".
Il signor Civilizzazione si sentì felice al pensiero che quanto
affermava Xuan sarebbe diventato realtà, malgrado fosse
stato lui stesso a creargli quest'aura.
Dopo aver scritto il proprio nome nel registro, alla presenza
di molti francesi e del presidente del consiglio di atletica,
Xuan e il signor Civilizzazione porsero la mano a tutti e se ne
andarono. Svoltato l'angolo, i due s'imbatterono in due
gendarmi. Xuan riconobbe subito i due ufficiali Min do e Min
toa1 della diciottesima zona. Uno dei due aprì un libretto e
prese una matita per scrivere una multa. "Noi siamo entrati
dalla parte destra mentre voi due signori siete usciti da quella
sinistra. I vostri nomi, per favore!"
Il signor Civilizzazione protestò: "È assurdo! Non esiste
nessuna legge del genere! Siamo nel palazzo, non per strada.
Non siete autorizzati a darci multe!".
"Bene! Voi vi opponete a degli ufficiali e li ostacolate nel
loro lavoro!"
Xuan spinse il petto all'infuori: "Sono me su Xuan, maestro
di tennis, la speranza del Tonchino!".
I due gendarmi si guardarono perplessi. Dopodiché, anche
uno di loro gonfiò il petto: "Me su Min do! Gendarme di
quarta classe, medaglia al merito! Vincitore del primo premio
del tour Hanoi-Ha Dong e del secondo premio del tour
Hanoi-Do Son. Rappresento il futuro della polizia!".
L'altro imitò il suo amico: "Me su Min toa! Gendarme di
quinta classe. Vincitore del primo premio del tour Hanoi-
Nam Dinh, della coppa "Boy Landry" e del trofeo "Melia
Jaune". Rappresento la gloria della polizia di Hanoi e la
speranza di tutta l'Indocina!".
Incantati dai propri meriti, i due gendarmi rimasero in piedi
in silenzio, dimenticando così di assegnare le multe. Il signor
Civilizzazione ne approfittò per lusingarli: "Ecco due
gendarmi esemplari!".
Un gendarme approvò: "Non abbiamo bisogno di molti
allenamenti! Tutti i giorni, dobbiamo pedalare lungo ben
diciotto strade! Le nostre esercitazioni sono persino più dure
di quelle dei grandi ciclisti Bong e Cong! Noi sang phu!2".
L'altro soggiunse: "Le nostre biciclette sono normali veicoli.
Ci alleniamo ru-lip3 nelle strade affollate. Ci prepariamo per
le gare di lunga distanza. Dato che raramente riusciamo ad
affibbiare multe, gli allenamenti in bicicletta ci aiutano a
superare la noia. Viva lo sport! Viva la polizia!".
Xuan annuì: "Sembriamo colleghi!".
I due gendarmi risposero all'unisono: "Vero! Giusto! Ma
dobbiamo comunque darvi una multa!".
Xuan riprese: "Noi tutti ci stiamo impegnando per il futuro
dello sport e per la gloria della nostra razza!".
"Esatto! Ma ciò non cambia nulla!"
"Al contrario! Il nostro recente scontro è simile a un
incidente sportivo. Come fate ad appioppare multe per
incidenti sportivi?" I due gendarmi esitarono. Si guardarono
l'un l'altro, incerti se i commenti di Xuan fossero pertinenti.
Xuan aggiunse: "Allora? Un giorno sederemo insieme al
banchetto dell'imperatore per i campionati sportivi. Come
potete multarci? Sarebbe crudele!".
Il signor Civilizzazione perse la pazienza: "È assurdo!
Sarebbe illegale darci multe! Non abbiamo violato nessuna
legge!".
Il gendarme fece un cenno di disapprovazione con la mano.
"Noi siamo gendarmi! Il nostro compito è assegnare multe,
non assecondare la legge! Solo il popolino si preoccupa di
non trasgredirle, non gli ufficiali dello Stato! Se osate
affermare che le stiamo violando, allora significa che state
interferendo nei doveri statali!"
Xuan cercò di calmare tutti. "Avete perfettamente ragione!
Basta così! Siete qui per iscrivervi?"
"Sì, per la coppa "Sa Majesté" Hanoi-Tourane!"
"Allora siamo tutti di questo villaggio sportivo! Stiamo
glorificando la nostra razza! Se ci darete multe, diventeremo
nemici. È meglio essere amici. Dovremmo invece
promuoverci l'un l'altro!"
"Cosa intendete?"
"Ad esempio, potreste dire in giro che sono un vero talento
del tennis, una vera speranza per l'Indocina."
I due gendarmi chiesero: "E noi?".
"Diremo a tutti che siete i più grandi ufficiali ciclisti della
zona, che fate sempre il vostro dovere con diligenza, che
assicurate l'ordine in città e che sicuramente vincerete il tour
Hanoi-Saigon. E insisteremo nel dire che siete degni di una
promozione... Allora, che ve ne pare?"
I gendarmi annuirono e strinsero le mani agli altri due. Non
inflissero le multe, ligi così al loro dovere di tutori
dell'ordine.

1. Mille deux, mille trois (1002, 1003).
2. On s'en fout! (Ce ne infischiamo!).
3. Roue libre (Stile libero).



17

UN FIDANZATO! - UNA RAPITA! - UN'INDAGINE
UFFICIALE

La signorina Tuyet, emozionatissima, disse in tono
romantico: "Oh caro! Sono al settimo cielo! Chi avrebbe
potuto immaginare che il sogno del nostro matrimonio si
sarebbe avverato così facilmente? Potrei anche morire di
felicità! Desidero suicidarmi!".
Indifferente a questi discorsi melodrammatici, Xuan
aggrottò le sopracciglia. "Suicidarti? Stiamo per sposarci e tu
vuoi suicidarti?"
Tuyet indicò il Lago del bambù bianco e gli propose: "Se ci
gettassimo per morire fra quelle onde argentate, tutto il paese
parlerebbe della nostra passione d'amore. Ma, non
preoccuparti! Stavo solo scherzando! La tua espressione
sgomenta mi fa molto piacere: significa che mi ami
davvero!".
"Che faccia tosta!" la rimproverò Xuan con gentilezza. "Chi,
più di me, potrebbe essere così indulgente con te?"
I due passeggiavano tranquillamente. Erano le otto di
mattina. Il sole non sorgeva ancora fra gli strati di nuvole
bianche. Forse non voleva disturbare i giovani innamorati.
Il vento li accarezzava dolcemente. Xuan e Tuyet si erano
dati appuntamento nel tipico luogo per innamorati: la strada
Co Ngu. Xuan raccontò a Tuyet quanto il signor
Civilizzazione avesse insistito per celebrare il loro
matrimonio.
La sua autostima ne era ferita, ma lei si sentiva ugualmente
felice. Dal momento che Xuan era costretto a sposarla,
l'impulso suicida della signorina Tuyet appariva
comprensibile. In realtà, sia Xuan sia Tuyet ne erano molto
lieti. Xuan le chiese con aria trasognata: "Cara Tuyet! Sai
perché ti amo?".
"Perché sono molto onesta?"
"Perché sei una sciocchina! Mi avevi chiesto di rovinare la
tua reputazione di fanciulla di ottima famiglia. Come potevi
credere che io l'avrei fatto?"
Tuyet fece spallucce. "Proprio perché sono onesta! Ricordi
quella volta in cui ti avevo concesso di controllare che io non
portassi seni finti?"
"È vero! Grazie a quel paio di seni di caucciù eravamo
riusciti a mettere alla prova la nostra onestà. La nostra felicità
è il risultato di quei seni di caucciù, i seni della riforma
sociale!"
Tuyet gridò di gioia: "Evviva l'Occidentalizzazione! Evviva
i seni di caucciù!".
Improvvisamente, Tuyet scorse qualcosa in lontananza che
le fece aggrottare i bei lineamenti. Un giovane correva verso
di loro, vestito in modo tradizionale: una lunga tunica di seta
nera, le scarpe in stile tradizionale e un turbante in testa.
Tuyet, infastidita, si arrestò: "È il mio ex fidanzato! L'avevo
respinto per te! Sicuramente, vuole litigare con me! Non
voglio vederlo! Pensaci tu! Va' avanti a dargli una lezione! Ti
aspetto in casa della Vedova del Vicedoganiere. Lì, potremo
parlarci in privato".
Si girò e chiamò un risciò. Xuan le fece un cenno di saluto.
Incrociò le braccia sul petto e restò in attesa, pronto ad
affrontarlo.
Il giovane gli si avvicinò e lo salutò incrociando le mani,
secondo la tradizione della scuola di Confucio. Xuan
protestò: "Siete troppo ligio alle tradizioni! Non siete per
niente civilizzato! Siamo nell'era dello sport e delle riforme
sociali!".
Il giovane era adirato e atterrito. "Signore... permettetemi di
presentarmi: sono il fidanzato della signorina Tuyet, colei che
è appena fuggita."
Xuan chinò la testa. "Molto onorato!"
Poi drizzò il petto. "Me su Xuan, maestro di tennis, la
speranza del Tonchino!"
Il giovane capì di non essere all'altezza di Xuan. "L'onore è
mio! Perdonatemi se vi disturbo, ma, signore, anche se avete
del talento, non potete permettervi di far soffrire gli altri. Se
non erro, state cercando di rubarmi la fidanzata. Vi prego,
signore, non sono famoso, non ho talenti. Sconfiggermi, che
vittoria sarebbe?" Xuan decise che era arrivato il momento
giusto per dargli una bella lezione, e ripeté il solito ritornello:
"Voi non siete moderno! Siete un conservatore! Siete
insensato! Io, invece, sono membro del movimento
Occidentalizzazione. Se la società sarà più civile o
degenererà in barbarie, la responsabilità sarà anche mia. Non
badate a quello che i moralisti legati alla tradizione dicono!
La nostra riforma non è solo esteriore! La nostra società
progredirà seguendo le leggi rivoluzionarie. In quest'era
riformista, tutto ciò che è conservatore sarà eliminato. Voi
non siete occidentalizzato! Siete un ostacolo sulla via
dell'evoluzione! Lo sport! La razza! La salute! L'armonia
famigliare non dipende forse dalla felicità coniugale?".
L'altro, dopo aver riflettuto un po', replicò: "Ma...
appartengo a un'ottima famiglia! Possiedo il diploma di una
buona scuola superiore e, riguardo alle mie origini, sono
figlio di un segretario e nipote di un capo mandarino di una
Provincia. Sono all'altezza di Tuyet. Perché mi ha respinto?".
Xuan s'innervosì: "Siete forse di ceto umile? Siete un uomo
del popolo? Come siete strano! Non siete al passo con i
tempi. Non conoscete ciò che è in voga?".
Il giovane sembrava turbato. Non solo i suoi vestiti, ma
neppure le sue origini erano di moda. Aveva perso su tutti i
fronti! Prima che potesse replicare, Xuan alzò la mano e
continuò: "Io sono di famiglia umile! In passato ho venduto
noccioline abbrustolite per strada e il balsamo di tigre sui
treni. Ho perfino lavorato come tuttofare nei teatri! Eppure,
sto per sposare la figlia del venerabile Hong! Che ne dite?".
Le esternazioni di Xuan scoraggiarono il giovane. Egli
credette che ironizzasse sulla diceria senza fondamento
diffusa da Victor Ban. Immaginò che, in realtà, Xuan
provenisse da una famiglia estremamente prestigiosa.
Il giovane si sentì come un verme sotto il tacco di una
scarpa: "Signore, fate come vi pare. Ma, da uomo onesto, vi
avverto sin d'ora che saremo nemici mortali. Non
scordatevelo!". Il giovane si chinò signorilmente e se ne
andò. Xuan rimase fermo a riflettere un po' su questa
minaccia, poi salì su un risciò e rincasò.
Xuan si compiacque per aver dato a quel giovane una bella
lezione. Non si preoccupò tuttavia più di tanto per le
minacce, perché, in questa vita, ammazzare qualcuno non era
poi così semplice.
Arrivò a casa alle dieci del mattino. La signorina Tuyet,
nell'attesa, stava sfogliando un album fotografico. La Vedova
del Vicedoganiere e il signorino Phuoc non erano ancora
svegli. Xuan era contento di poter avere un momento
d'intimità con Tuyet, anche solo per mezz'oretta. Avrebbe
potuto parlare tranquillamente con la sua ragazza senza esser
disturbato.
"Oh caro! Gli hai dato una lezione?"
"Certo. Ho usato la logica per dimostrargli che non ha
speranze con te. Gli ho spiegato che sarebbe folle tentare di
competere con me. E, comunque, quell'uomo ha buon senso:
dopo aver ascoltato le mie spiegazioni, ha accettato la nostra
decisione e ci ha fatto i suoi migliori auguri di felicità e
longevità."
"Ci ha augurato felicità?"
"Sì! Ha detto: "È meglio per Tuyet unirsi a voi che sposare
me... Amo Tuyet e desidero vederla felice"."
Per la gioia, Tuyet saltellò e abbracciò Xuan: "Meriti mille
baci!".
Xuan ricevette quei meritati baci e mormorò alle orecchie di
Tuyet: "Ora voglio disonorarti per davvero!".
Tuyet fece una smorfia: la sua moralità era diventata
impeccabile. "Ehi, ehi! Scordartelo! Adesso dovrai rispettare
una ragazza seria e onesta come me! Lo sai che sono molto
romantica!" Di scatto, spinse via Xuan e mormorò: "Attento!
Altrimenti qualcuno ci becca con le mani nel sacco!".
Xuan scosse la testa: "La Vedova del Vicedoganiere e suo
figlio stanno ancora dormendo".
"E i domestici?"
"Sono tutti nella parte posteriore della casa. Sta' ferma.
Lasciati amare! Dovresti essere più ubbidiente!"
Temendo di apparire disubbidiente, Tuyet iniziò a cedere. I
due si distesero sul di vang.1 Lei chiuse gli occhi. Pareva una
fanciulla romantica persa nei suoi sogni: l'insperata rottura
con il precedente fidanzato e la vittoriosa recente rivoluzione
avvenuta nella sua famiglia meschina e antiquata. Si
attendeva una grande dose di felicità personale. In quei
preziosi istanti, avrebbe voluto scrivere un romanzo sulla sua
vita per dare un esempio di libertà alle altre donne.
Improvvisamente, la porta si aprì e la Vedova del
Vicedoganiere entrò, la faccia furiosa. I due amanti
trasalirono e si staccarono di scatto. Da quando era sveglia?
Era ancora in vestaglia. Come una moglie gelosa, puntò un
dito verso la signorina Tuyet. "La mia casa è forse un
bordello? Sapete che me la state infangando? Vi rendete
conto che il vostro comportamento è dissoluto e immorale?
Andatevene subito! Vergognatevi!"
Imbarazzatissima, Tuyet si alzò e uscì.
La Vedova del Vicedoganiere si girò verso Xuan: "Come
potete essere così sconsiderato? Non sapete quant'è
sconveniente il vostro comportamento? Come osate rovinare
la vita di una ragazza onesta?".
Xuan scrollò le spalle: "Stavo facendo solo il suo bene!".
"Il suo bene?"
"Sì, Tuyet è la mia futura moglie. Ieri, il signor
Civilizzazione mi ha costretto ad accettare di sposarla! Siete
stata voi a rovinare il nostro onore!"
La Vedova del Vicedoganiere rimase stupita, immobile
come una statua di legno. La sua vestaglia da camera svelava
il suo corpo ancor più che se fosse stata nuda. Questa
seducente visione eccitò moltissimo Xuan, il quale, già
furente e infiammato, nella foga afferrò la fedele vedova e
l'avvinghiò fortemente a sé!
Nel timido tentativo di non tradire la memoria dei due
defunti mariti, la Vedova del Vicedoganiere emise flebili
lamenti, prima di lasciarsi andare sul divano: "Oh! Oh! Che
fate? Oh!".
Ma a Xuan, in quel momento, nulla importava di moralità e
ragionevolezza. Era deciso a sfogare la propria frustrazione e
fece finta di essere sordo. La Vedova del Vicedoganiere
geme a bassa voce, come una vedova fedele: "Oddio! Mi sta
ammazzando! Mi sta violentando!".
Oltre la porta si udì urlare: "Non voglio! Non voglio!".
Il signorino Phuoc scese di corsa le scale. La Vedova del
Vicedoganiere smise di gemere: "Non preoccuparti! Sta solo
cercando la badante!".
Poi riprese a lamentarsi dolcemente: "Mi sta ammazzando!
Oh! Come sono disgraziata! Qualcuno mi aiuti!".
I cinque minuti che seguirono ebbero la brevità di un
secondo! Improvvisamente, si udì bussare alla porta. I due si
riassettarono in fretta i vestiti e volarono su due sedie situate
in angoli opposti. La Vedova del Vicedoganiere disse ad alta
voce: "Avanti!".
Erano i gendarmi Min do e Min toa! Con loro c'erano anche
la badante del signorino Phuoc e il cuoco. Un gendarme
disse: "Signora, siamo stati chiamati per salvarvi!".
"Cosa? Chi ha chiamato la polizia? Perché dovrei essere
salvata? È stato il cuoco o la badante a chiamarvi? Oh! Voi
due siete così insolenti!"
Il cuoco impallidì. "Ma, signora, quando il signorino Phuoc
mi ha detto di salire, ho sentito dei gemiti. Mi sono così
spaventato!"
Il gendarme Min toa spiegò: "Eravamo in strada quando ci
hanno chiamato".
"Gemere?" replicò astutamente la Vedova del
Vicedoganiere.
"Ah sì! Stavo leggendo ad alta voce una romanzo poliziesco
al professor Xuan... tutto qui!"
Il gendarme Min do rise di gusto. "Che strano! Ci avevano
parlato di violenze!"
La padrona sgridò il servitore: "Se commetti ancora un
errore del genere, ti taglio la gola! Stupido porco!".
E Xuan aggiunse: "Porca miseria! Che insolente!".
Tutti si guardarono sbigottiti. Per sciogliere la pesante
atmosfera, Xuan presentò i due gendarmi alla distinta
padrona.
"Permettetemi di presentarvi Me su Min do, gendarme di
quarta classe, vincitore della medaglia al merito, del primo
premio del tour Hanoi-Do Son e del secondo premio del tour
Hanoi-Ha Dong. Egli rappresenta il futuro della polizia! E
con noi c'è anche Me su Min toa, vincitore della coppa "Boy
Landry", della coppa "Melia Jaune", gloria della polizia di
Hanoi e speranza dell'Indocina!"
Ligi al dovere, i due ufficiali elogiarono a loro volta Xuan
alla padrona di casa: "Ah! Il signor Xuan, maestro di tennis e
speranza del Tonchino!".
Xuan temette di essere scortese se non avesse presentato la
Vedova del Vicedoganiere: "Permettetemi di farvi conoscere
la signora Segretaria, donna fedele ai suoi due defunti mariti,
dolce madre e grande sostenitrice del mondo sportivo".
Tutti erano contenti. I due ufficiali, tuttavia, erano un po'
delusi per non aver potuto adempiere il loro dovere
professionale. Uno spiegò: "Siamo stati chiamati per salvare
qualcuno dalla violenza, ma, a quanto pare, non è successo
nulla. Non si deve scherzare con i rappresentanti dello Stato!
Non siamo dunque qui per niente!".
L'altro soggiunse sorridendo: "Signora, dovreste conoscere
l'importanza delle nostre responsabilità. Anche se il nostro
motto è "Vivi e lascia vivere", noi abbiamo speso tempo
prezioso ed energie per correre da voi. Siamo perciò costretti
a redigere un verbale. Non è permesso disturbare i pubblici
ufficiali. Se non c'è nessun violentatore da punire,
permetteteci almeno di multarvi per aver lasciato correre il
cane per strada senza guinzaglio".
Impaziente di chiudere quella faccenda, la Vedova del
Vicedoganiere acconsentì: "Fate come vi pare!".
Fu una soluzione gradita da tutti. La Vedova del
Vicedoganiere poté continuare a essere perfettamente fedele
ai due defunti mariti, Xuan scansò la pena detentiva e il posto
di polizia del diciottesimo distretto evitò di sprecare tempo in
indagini complesse.
1. Divan (Divano).



18

UN COMPLOTTO! - XUAN SPIA I
CONTROSPIONAGGI - LA PROMESSA DI UN MEDICO

Xuan uscì dal campo di tennis. Fra una settimana,
l'Imperatore avrebbe iniziato il suo viaggio verso Nord e,
siccome la signora Civilizzazione sperava di vincere la coppa
femminile, Xuan dovette giocare con lei a ritmo serrato.
Erano quasi le sette di sera e fuori si faceva buio. Xuan
rifiutò l'invito a cena del suo manager, sì proprio così, del suo
manager il signor Civilizzazione! Aveva ben altro per la
testa.
Che pena! Quel pomeriggio la Vedova del Vicedoganiere si
era lamentata, nel suo fare molto poetico, che Xuan avrebbe
dovuto salvare la sua reputazione di vedova fedele.
Per motivi ignoti, il loro amore segreto, se così si può
chiamare, fu rivelato. Si sparsero voci e pettegolezzi
ovunque. La Vedova del Vicedoganiere aveva sussurrato a
Xuan con voce spezzata: "Mio caro, sai cos'hai causato al
mio onore?".
Sempre premuroso nei confronti degli altri, Xuan fu subito
consapevole di aver rovinato una donna virtuosa. Era pieno di
rimpianti e non sapeva come soffocare quello scandalo. È
proprio vero che non si può mai nascondere qualcosa per
sempre: anche le mura hanno orecchie e le foreste vene!
Xuan stava camminando per strada, le mani in tasca e le
racchette sottobraccio, quando vide l'indovino. Quest'ultimo
aveva un ombrello in spalla e un paio di vecchie scarpe in
mano. Salutò Xuan, ma non osò fargli domande.
Xuan non aveva dimenticato che una parte della sua fama e
del suo successo erano dipesi da lui. Pensò dunque di
esprimergli la propria gratitudine, invitandolo a cena.
Anche se aveva guadagnato alcune piastre nel leggere
l'oroscopo della ricca Vedova del Vicedoganiere, il vecchio
indovino era rimasto povero come prima.
"Allora, il vostro lavoro non è andato molto bene?"
"No, signore, per niente."
"Vorrei invitarvi per un bicchiere. Potremo parlare del più e
del meno."
L'indovino accettò volentieri. Xuan chiamò un risciò e, dopo
mezz'ora, i due erano già seduti al banco del ristorante cinese
Trieu Chau, nella via Hang Buom.
Quel giorno il ristorante era pieno zeppo. Sembrava che
tutta la città di Hanoi si stesse preparando febbrilmente per
dare il benvenuto all'imperatore. Il Protettorato aveva
progettato di organizzare cinque giorni di feste, durante le
quali si sarebbero svolti molti giochi e spettacoli.
Circolarono voci che, non solo il nostro imperatore avrebbe
visitato il Nord, ma che sarebbe giunto anche il re di un paese
vicino. E non semplicemente il re della Cambogia o del Laos,
ma addirittura quello del Siam!
I motivi della sua visita erano soprattutto politici: la
Germania e il Giappone avevano di recente persuaso il
governo del Siam a rivendicare i suoi antichi territori,
ridisegnando una mappa geografica in cui il suo territorio si
estendeva oltre la catena montagnosa Hoang.
Per mantenere la pace in Estremo Oriente, il governo
indocinese ideò un'abile strategia diplomatica. I giornali di
tutte e tre le regioni accusarono i Siamesi di essere dei barbari
e osannarono i Vietnamiti come discendenti del Dragone e
della Fenice, depositari di una cultura millenaria.
Di conseguenza, i giornalisti scrissero che i Vietnamiti non
dovevano temere i Siamesi e, se fosse stato necessario, li
avrebbero affrontati. Al fine di migliorare le relazioni fra i
due paesi e mostrare la raffinatezza della civiltà dei
discendenti del Dragone e della Fenice all'arrogante re del
Siam, il Protettorato lo invitò a visitare il Vietnam. L'intera
città di Hanoi era quindi impegnata nei preparativi per
accogliere degnamente i due grandi sovrani.
Quel giorno, il ristorante Trieu Chau era colmo di persone
che avrebbero tratto benefici dai festeggiamenti o contribuito
alle preparazioni: appaltatori, spie, uomini d'affari, danzatrici,
artisti e atleti.
Dopo aver ordinato una gran varietà di piatti da
accompagnare ad alcolici, Xuan stava per farsi predire
dall'indovino (il grande indovino Quy Coc Tu reincarnato e
lo Zhuge Liang moderno) l'avvenire, i suoi grattacapi con la
Vedova del Vicedoganiere, il suo matrimonio, i suoi figli, la
gloria e l'onore... quando udì improvvisamente provenire
dall'altra parte del pannello di legno voci di persone che
stavano parlando di lui. Ammiccò all'indovino e gli fece
segno di ascoltare.
Due uomini stavano discutendo: "Avete detto che il suo
nome è Xuan? Com'è?".
"Domani pomeriggio vi accompagnerò al campo da tennis.
Dovrete saper riconoscere la sua faccia in modo da poter
agire il giorno dell'arrivo del re..."
Ci furono attimi di silenzio. Xuan aggrottò le sopracciglia e
vide l'indovino iniziare a bere prima che arrivasse il cibo. Le
voci riecheggiarono: "Potremmo dargli subito una lezione!".
"No! Lo voglio in carcere! Mi ha rovinato la vita. Devo
vendicarmi da uomo raffinato! Non sarò soddisfatto se non
avrà almeno cinque anni di carcere o dieci di esilio. Ho già in
mente un piano. Dovete solo darmi una mano."
"Prometto! Ma qual è il piano? Dovrà essere perfetto!"
"Certamente! Il mio rivale non solo finirà in prigione, ma
sarà anche escluso dal torneo di tennis! Non appena
decideremo di agire, dovremo farlo per bene, altrimenti non
avrà senso. Farò stampare alcuni volantini con la scritta
"Abbasso il re del Siam!". Al momento dell'arrivo del re, io
mi piazzerò dietro Xuan e voi sarete accanto a lui!"
"Cosa devo fare?"
"Infilerete dei volantini nelle tasche dei suoi pantaloni o
della sua camicia."
"E voi?"
"Io? Il mio ruolo sarà perfino più eroico del vostro. Urlerò:
"Viva il fronte popolare! Viva la Francia democratica!".
Naturalmente, i poliziotti, i gendarmi e gli agenti segreti ci
arresteranno..."
"Oh no!"
"Ma solo chi sarà trovato con i volantini in tasca sarà
portato via. Noi due diremo che è stato Xuan a urlare quegli
slogan. Saremo subito rilasciati."
"Ottimo! Ma perché dovrebbero arrestare qualcuno che urla:
"Viva il fronte popolare! Viva la Francia democratica!"?"
"È semplice! Anche se la Francia che ci governa è una
democrazia, noi siamo pur sempre una monarchia con un re.
E anche il Siam è una monarchia! Dare il benvenuto ai due re
con slogan a favore della democrazia implica il desiderio di
abbattere la monarchia! Il governo del Protettorato è molto
cauto su questa questione. Se urliamo "Viva la Repubblica
Francese!" qualcuno sarà certamente arrestato!"
"Perfetto! Che piano geniale! Ma, per favore, abbassate un
po' la voce!"
"Anche voi! Non parlate così forte!"
"D'accordo! Metterò tutto il mio cuore in questa storia!
Volete ordinare un'altra bottiglia?"
Xuan si alzò e sbirciò attraverso una fessura del pannello di
legno. Vide l'ex fidanzato della signorina Tuyet mangiare e
bere con un uomo che indossava un paio di pantaloncini,
scarpe cinesi, un cappellino e aveva i capelli avvolti in uno
chignon. Quell'uomo aveva l'aspetto di un malavitoso. Dopo
aver ben studiato la sua faccia, Xuan se ne ritornò
tranquillamente al proprio tavolo a bere vino con l'indovino.
Il cameriere servì pietanze deliziose. L'indovino, la bocca
piena, parlò: "La stella Phuc Binh, la stella dell'agguato,
questo mese entrerà nella vostra casa".
"Cosa significa?"
"C'è qualcuno che vi odia e vuole farvi del male. Dovrete
essere molto cauto! Ma ci sono anche indizi che rivelano la
protezione delle stelle Thien Phuc e Quy Nhan, vere
benedizioni inviate dal Cielo!"
L'indovino sottolineò la sua profezia, riempiendosi la bocca
con un intero passero arrosto. Xuan non ebbe il tempo di
chiedere a quel moderno Zhuge Liang ulteriori spiegazioni,
che vide entrare due uomini.
Avevano tutta l'aria di essere della polizia segreta. La parte
bassa dei loro pantaloni fermata con mollette da ciclista
indicava che volevano essere riconosciuti anche se erano in
incognito. I due si sedettero per caso accanto al tavolo di
Xuan. Di scatto, Xuan spostò la sua sedia il più vicino
possibile ai due uomini per poter udire le loro parole. Stava
spiando delle spie. Essi bisbigliarono: "Sergente! Abbiamo
ricevuto gli ordini! Il destino della società è nelle nostre
mani! La nostra missione è segretissima. Non rivelatela ad
anima viva!".
"Attendo i vostri ordini, signore!"
"L'attuale strategia statale è molto chiara. Sino all'arrivo del
re, il vostro lavoro consisterà nel tenere sotto stretta
osservazione i falsi ideali dell'amicizia franco-vietnamita e
dell'ipotesi di un governo diretto dalla Francia. Dovrete
sorvegliare chi osa dire "Viva la Francia democratica!"
oppure "Abbasso il fascismo!" e chi imita il modo francese di
salutare allungando la mano come se volesse combattere chi
gli sta di fronte."
"Signore... ma perché dovremmo temere la politica di
amicizia franco-vietnamita e del governo diretto dalla
Francia?"
"Sono una minaccia per l'ordine e la sicurezza!
Normalmente, essi non rappresentano un pericolo, ma quando
il re arriverà, dovremo essere molto cauti con chi sosterrà la
politica del governo diretto dalla Francia. Essi vogliono
abolire il potere assegnato al re direttamente dal Cielo!"
"E i comunisti?"
"Mah! I comunisti non oseranno fare niente perché tutti
sanno che sono criminali! Ma i democratici sono ben altra
cosa! Con loro il governo è molto tollerante. Li ignora e ogni
tanto li lascia anche agire liberamente. Temiamo che ne
approfittino... La democrazia è il principale nemico della
monarchia. Se qualcuno osasse urlare "Abbasso il fascismo!"
sarebbe ancora peggio, perché si tratterebbe di una grave
offesa al re del Siam, nostro vicino."
"E i nazionalisti?"
"Non sono un serio problema, perché non contrastano i
monarchici."
"In altre parole, dovremmo arrestare tutti, tranne i comunisti
e i nazionalisti!"
"Sì, arrestiamoli tutti! Prestiamo particolare attenzione a chi
dice "Viva la Francia democratica!" oppure "Viva il fronte
popolare!": sono tutti slogan contro il re del Siam."
"E se qualcuno urlasse "Viva la monarchia!" oppure "Viva il
Siam!" dovremo arrestarlo?"
"Ottima domanda! Dovrò chiedere al capo... oppure... un
momento, a pensarci bene... arresteremo tutti! "Viva la
monarchia!" è contro la Francia democratica; "Viva il
Fascismo siamese!" è un pericolo per il fronte popolare
francese."
"Signore, per semplificare, faremo così: chi darà il
benvenuto ai re restando immobile come una statua di legno,
lo lasceremo in pace, chi invece urlerà "Viva la Francia!" o
"Viva il re!" sarà immediatamente arrestato!"
"Uhm, non so che dire..."
"In fin dei conti, saranno pur colpevoli di qualcosa!"
"Avete ragione. Ciò contribuirà al mantenimento della
sicurezza. Ma ora, basta così! Dobbiamo essere cauti e
abbassare la voce quando discutiamo di questioni governative
segretissime!"
Dopo questa decisione dei due agenti di nascondere i segreti
già rivelati, a Xuan giunsero solo i rumori delle bacchette
contro le ciotole. Ma non aveva bisogno di udire altro. Si girò
e vide l'indovino tutto intento a mangiare e bere,
completamente ignaro delle parole delle spie. Osservò i piatti
quasi vuoti, incrociò le braccia e fissò il vecchio.
Non appena l'indovino ebbe terminato, Xuan si alzò. Non se
la prese per il suo comportamento, perché era felice di poter
battere il perfido rivale in amore. Con fare sprezzante, tipico
delle classi superiori, Xuan gli fece cenno di seguirlo.
Accanto al banco, mentre stava per pagare il conto, incontrò
il dottor Truc Ngon in compagnia di due eleganti giovani
vestiti alla francese. Il medico strinse calorosamente la mano
di Xuan e fece le presentazioni: "Il signor Xuan, maestro di
tennis. E questi sono i signori Hai, tennista di grande talento e
vincitore del campionato del Tonchino nel 1936 e Thu,
campione del Tonchino e dell'Annam nel 1935!".
Xuan s'inchinò: "Molto onorato!".
Il dottor Truc Ngon aggiunse allegramente: "Questa, per
eroi rivali, è un'ottima occasione per conoscersi! Vi batterete
sicuramente sui campi da tennis in occasione dell'arrivo dei
re". Xuan era dispiaciuto per le affrettate presentazioni del
dottor Truc Ngon, ma, fortunatamente, vide i due gendarmi
1002 e 1003. L'assenza di cinture di pelle e dei loro bastoni
bianchi significava che quel giorno erano in ferie. Stava per
salutarli, quando i due gendarmi alzarono le braccia nel
saluto militare, esclamando in coro: "Bong dua me su Xuan,1
tennista talentuosissimo e speranza dell'Indocina!".
Xuan sorrise e afferrò le loro mani. "Signori, vi presento il
signor Min do, gendarme di quarta classe, vincitore della
medaglia al merito, primo al tour Hanoi-Ha Dong e secondo
al tour Hanoi-Do Son. Rappresenta il futuro della polizia... E
con noi c'è anche il signor Min toa, vincitore delle coppe
"Boy Landry" e "Melia Jaune", vera gloria della polizia di
Hanoi e speranza dell'Indocina!"
Tutti si strinsero le mani. Dopodiché, i due ufficiali si
misero gac da vu2 per salutare solennemente Xuan, prima di
sedersi a un tavolo. Visto che Xuan era così famoso da essere
persino noto alla polizia, i campioni del Tonchino del 1935 e
del 1936 erano estremamente preoccupati. Un'espressione
intimorita lampeggiò nei loro occhi. Xuan, al contrario, era
molto soddisfatto. Aveva in testa un piano ben preciso per
contrastare il complotto del suo rivale in amore. Chiese
dunque un appuntamento ai due giocatori per poter discutere
con loro di una faccenda privata. I due ne furono molto
onorati e accettarono all'istante. Xuan domandò infine di
poter parlare da solo con il dottor Truc Ngon. Si scusò con gli
atleti e si appartò con il luminare.
"Dottore, voi siete un uomo di ampie conoscenze e valore.
Vi prego di usare il vostro acume per salvare una persona
molto addolorata per la perdita del suo onore."
"La mia scienza può curare il dolore fisico," rispose il dottor
Truc Ngon "ma sono impotente di fronte ai tormenti
dell'anima."
Xuan insisté: "Vi imploro di salvare la reputazione di una
vedova, altrimenti la gente la deriderà senza pietà!".
Il dottore volle ulteriori ragguagli su questa strana richiesta
e Xuan gli confessò la sua storia segreta con la Vedova del
Vicedoganiere. Il dottor Truc Ngon fu molto lusingato per la
fiducia dimostratagli dal giovane collega e, dopo aver
riflettuto un po', promise con la modestia dei grandi saggi:
"D'accordo, amico mio! Applicherò una terapia psicologica a
quel male spirituale".
Xuan salutò i tre uomini e pagò volentieri il conto. Quanto
all'indovino, era ormai già lontano.

1. Bonjour Monsieur (Buongiorno, signore).
2. Garde-à-vous! (Sull'attenti!).



19

IL VIAGGIO IMPERIALE A NORD E A OVEST - IL
REATO DI URLARE: "VIVA...!" - L'ANTIDOTO ALLA
PERDITA DI MORALITÀ

Quel giorno, alle due di pomeriggio, il popolo di Hanoi e
del Tonchino si radunò lungo i due marciapiedi delle strade
che, dalla stazione centrale, conducevano sino alla residenza
del governatore generale, percorso previsto per gli illustri
ospiti. Le guardie reali marciarono solennemente. La diceria
era vera... Il re del Siam stava compiendo un viaggio ufficiale
nel regno del Vietnam. Il giovane volto del sovrano straniero
era familiare al popolo vietnamita, perché la sua foto era già
stata diffusa da tempo sulla stampa locale.
Nelle prime pagine dei quotidiani si leggevano titoli cubitali
di sette colonne, che annunciavano l'evento: "Il rinnovamento
del Vietnam", "Una svolta nella storia del paese: l'amicizia
vietnamita-siamese", "Due re in un paese" e "I viaggi reali a
Nord e a Ovest" (scrivendo: "a Nord" si riferivano
all'itinerario del nostro re dall'Annam al Tonchino e "a Ovest"
a quello del re del Siam).
Ma il fatto più rimarchevole fu che tutti gli articoli
parlarono dell'arrivo del re siamese come di "una svolta
storica". I giornali monarchici esaltarono: "Un grande onore
per il popolo vietnamita: il re del Siam compie una visita di
amicizia nel nostro paese!", "Il Siam e il Vietnam insieme
sulla strada del progresso!". Solo uno manifestò la propria
opposizione: "Si fanno risaltare i lati positivi, ma si
nascondono quelli negativi! Non lasciamoci beffare!".
Gli spettatori scelsero gli abiti migliori per dare il benvenuto
al re... Molti uomini si truccarono. Il negozio
Occidentalizzazione ne approfittò per ideare una speciale
creazione, denominata Benvenuto al re. In quel giorno
festoso, la signorina Tuyet e la signora Civilizzazione
esibirono quel modello per lang xe la nuova moda fra le
classi superiori di Hanoi.
Xuan era in piedi accanto ai due atleti, in un angolo della
strada Hang Co. Dopo aver spiato le spie al ristorante, il
giorno prima, Xuan intendeva vanificare il complotto del suo
rivale in amore e volgere la situazione a proprio vantaggio.
Escogitò un piano. Persuase i due campioni del 1935 e del
1936 (temeva di perdere se avesse rivaleggiato con loro) a
vestirsi come lui. Tutti e tre erano dunque vestiti di bianco,
con pantaloni, camicie a maniche corte e berretti. Xuan aveva
spiegato loro: "Noi tre siamo unici e dobbiamo distinguerci
dagli altri anche nell'abbigliamento: gli atleti sono ben diversi
dai soliti figli di papà!".
I due ingenui campioni caddero nella furba trappola di
Xuan. Non sapevano che Xuan complottava non solo di
ingannare il suo rivale in amore, ma anche di usare le
informazioni delle spie per eliminarli dalle gare! I
festeggiamenti sportivi sarebbero iniziati il giorno seguente
all'arrivo dei re. Conscio della propria notevole inferiorità nei
confronti dei due campioni, Xuan capì che sarebbe stato
inutile contare solo sul proprio talento.
Le automobili reali ritardavano e la folla iniziò a
spazientirsi. Hai e Thu, sempre ritti in piedi, le braccia
incrociate, mostravano i muscoli. Impassibili come uomini di
alto lignaggio, gli sguardi alteri, fingevano di non notare le
belle ragazze che li stavano ammirando dall'altra parte della
strada. Xuan, con la scusa di farsi prestare dei fazzoletti,
s'intromise tra loro, infilò le mani nelle tasche posteriori dei
loro pantaloni, e chiese candido: "Allora, come tifiamo? "Che
il Cielo doni lunga vita alla monarchia"?".
I due campioni sorrisero condiscendenti senza replicare.
Xuan si guardò alle spalle e vide avvicinarsi lo scagnozzo del
rivale (l'uomo con il cappellino, i capelli raccolti in uno
chignon e le scarpe cinesi). Incrociò le braccia e finse di non
notarlo. Il malvivente infilò qualcosa nella sua tasca
posteriore e fuggì via. Con movimenti lenti per non attirare
l'attenzione, Xuan si tolse quei foglietti, li divise in due parti
e, senza nemmeno darvi un'occhiata, li infilò nelle tasche dei
suoi due amici, come se restituisse loro i fazzoletti.
Completamente catturati dai bei fiori parlanti dall'altra parte
della strada, Hai e Thu non notarono né sospettarono niente.
Xuan cercò nella folla l'ex fidanzato di Tuyet. Benché ci
fossero solo cinque o sei persone che si frapponevano fra
loro, Xuan lo scorse con fatica, perché era vestito all'europea
e portava occhiali da sole! Era lampante che aveva in mente
qualcosa di brutto!
La folla iniziò a ronzare per l'eccitazione. Il corteo reale si
stava avvicinando. Si udiva lo scalpiccio dei cavalli delle
guardie. Xuan si guardò attorno e notò, poco distante,
l'affranto fidanzato di Tuyet da una parte e il malvivente
dall'altra. Erano pronti a compiere il loro piano diabolico.
Xuan chiese di nuovo ai due atleti: "Allora, cosa gridiamo?
"Che il Cielo doni lunga vita alla monarchia", oppure "Che il
re viva per l'eternità!"?".
Alle idee reazionarie di Xuan, Hai e Thu replicarono
sarcastici: "Toa devi solamente imitare moa!".
Le vetture con i due re erano a pochi passi da loro. La folla
oscillava avanti e indietro, gesticolava per indicare
l'imminente arrivo e parlava animatamente. Veloce come una
gallinella d'acqua, Xuan si girò e sfrecciò nella direzione
opposta al corteo. Dopo una ventina di metri, Xuan udì urlare
uno dei due campioni: "Vive la France!".
Questo slogan fu seguito immediatamente da un'altra voce:
"Vive le Front populaire! Vive la Republique française!".
Gli spettatori in prima fila notarono subito l'espressione
stupita sui volti del Governatore generale, del Residente
generale, del re del Vietnam e del re del Siam.
Il corteo passò, ma i soldati reali vietarono ai presenti di
disperdersi per strada. Poliziotti, gendarmi e agenti dei
Servizi segreti si precipitarono nel punto da cui erano
provenute quelle urla. Si seguirono le normali procedure di
sicurezza. Vennero ispezionate le tasche di alcune persone
alla ricerca di eventuali bombe o pistole. Nelle tasche dei due
campioni, furono trovati e poi confiscati i volantini di
denuncia contro il regno del Siam. I due uomini vennero
immediatamente accompagnati in auto alla sede della
Securité.
I quotidiani dell'Indocina erano già andati in stampa la
mattina di quel giorno e le notizie attendibili su quell'episodio
erano dunque scarse. Fra la gente di Hanoi circolavano voci
secondo le quali il governo aveva arrestato due estremisti
pericolosi appartenenti al partito "Camicia bianca". Persino il
Dipartimento generale di atletica era all'oscuro che i
sospettati erano i due campioni di tennis attesi alle gare del
mattino seguente in onore dei re.
La folla si disperse e Xuan se ne ritornò a casa. Incontrò per
caso la signorina Tuyet in compagnia della coppia
Civilizzazione e le confidò che il campionato indocinese di
tennis sarebbe stato suo.
Da vero manager, il signor Civilizzazione gli raccomandò:
"Anche il re del Siam è un grande tifoso. Sembra che abbia
condotto con sé il migliore campione di tennis,
determinatissimo a mostrare il proprio talento agli spettatori
francesi e vietnamiti! Siate fiducioso nella vostra vittoria, ma
preparatevi alla sfida contro il tennista siamese! Se
sconfiggerete il campione del Siam, che grande gloria sarà
per il Tonchino, il Vietnam, e l'Indocina!".
Xuan replicò enigmatico: "Talvolta, si deve lasciar decidere
al fato...".
Mentre camminavano, il dottor Truc Ngon venne loro
incontro. "La Vedova del Vicedoganiere ha convocato amici
e parenti a cena a casa sua per festeggiare la guarigione del
figlio: il signorino ha smesso di starnutire. Mi ha chiesto di
invitarvi."
La signorina Tuyet rispose: "Potete andarci se lo desiderate.
Io non vengo!".
"Ma perché? Qualcosa non va?" le chiese il dottor Truc
Ngon.
Xuan afferrò la mano del dottore e mormorò: "Vi prego di
non farle domande! Tuyet è la mia fidanzata...".
Il dottor Truc Ngon, stupito, si congratulò: "Oh! Amico
mio! Siete davvero fortunato! Auguri!". Ci fu uno scambio di
saluti e si diedero appuntamento in serata.
Apparve strano che la Vedova del Vicedoganiere non fosse
andata a dare il benvenuto ai re e che non avesse nemmeno
osservato la folla da lontano. Anche Xuan ne fu sorpreso.
Rincasato, chiese il perché della sua assenza al signorino
Phuoc, che rispose saggiamente: "Non voglio! Non voglio!".
Soddisfatto dei progressi delle capacità mentali del suo
allievo, Xuan andò a cercare sua madre. Trovò la Vedova del
Vicedoganiere molto turbata che, nascosto il viso tra le mani,
scoppiò in singhiozzi.
Xuan la rimproverò: "Non piangere! Sii ragionevole! Chi
potrebbe sopportare tutti questi lamenti? Avere una storia
d'amore con te è davvero una vera disgrazia! Dio solo sa cosa
sarebbe accaduto se ci fossimo sposati!".
Per giustificare il suo stato d'animo, la Vedova del
Vicedoganiere gli diede subito due numeri recenti della
rivista Le Perroquet dicendo: "Tieni! Leggi le due brevi
novelle pubblicate in queste maledette edizioni e capirai!
Voglio fare causa a quei bastardi...".
Xuan diede un'occhiata ai titoli: La padrona e Il delitto dello
zio Phac-to. Erano le traduzioni di La patronne e di Le crime
du pere Boniface di Guy de Maupassant. Con indifferenza,
buttò i due giornali sul tavolo. La donna chiese al suo
amante: "Eh! Perché non le leggi? Sono state pubblicate per
prenderci in giro!".
"Non essere sciocca! Sono solo traduzioni di racconti
francesi. Non m'interessa leggerle!"
La Vedova del Vicedoganiere non era del tutto convinta:
"Sembrano pubblicate proprio per noi! Che vergogna! Non
puoi ignorarle!".
Con riluttanza, Xuan si sedette e iniziò a leggere le storie
sospettate di esser state stampate apposta per prenderli in
giro. La sua interpretazione, tuttavia, si differenziò da quella
della Vedova del Vicedoganiere. "Occorre essere qualcuno
per essere oggetto di calunnie da parte della stampa.
Tranquillizzati! In questa vita, più si è famosi e onorati, più la
gente sparla! Solo chi è ignorato da tutti può vivere in pace."
Le argomentazioni di Xuan persuasero la donna, che iniziò a
calmarsi. "Sì, hai ragione!" E gli regalò dei baci. "Come sei
buono con me!"
Ma Xuan, stufo di quelle dimostrazioni di affetto da parte di
una donna di mezz'età, respinse la sua faccia pesantemente
truccata ed esclamò: "Che orrore!".
Un simile rifiuto mandò su tutte le furie la fedele vedova.
Chi non si arrabbia quando la propria autostima viene ferita?
"Ah! Bastardo! Ingannatore! Traditore! Mi hai rovinato la
vita e ora vuoi lavartene le mani? Non credere che con me sia
così facile! Sta' attento! Te lo dico io!"
Xuan si alzò di scatto e fece un gesto di noia. "Basta,
signora! Siete sempre stata buona con me! Voi avete buon
cuore. Vi ho forse rovinato la vita? Probabilmente sì... Allora
cercherò di rimediare. Ho chiesto a un illustre medico, non a
un ciarlatano, di occuparsi di voi."
"Oh no!"
"Oh sì, signora! Un dottore verrà questa sera per ridarvi la
castità perduta."
La Vedova del Vicedoganiere si spaventò. "Non so di che
cosa stiate parlando! Scordatevelo! Non ho bisogno di
medici!"
"Non siate infantile! Non scherzo! Mi avete accusato di aver
macchiato la vostra virtù! Dovrete permettermi di rimediare!"
"No! Non voglio! Io non c'entro! Non potete farmi questo!"
Xuan alzò la mano destra e giurò solennemente: "Se vi
prendessi in giro, il Cielo punirebbe tutta la mia famiglia! Vi
garantisco che il dottor Truc Ngon vi aiuterà. Arriverà fra due
minuti!".
La Vedova del Vicedoganiere gridò: "Il dottor Truc Ngon?
Oddio! Ne morirò! Voglio morire!".
La scenata fu interrotta dal suono del clacson di un'auto.
Guardò l'orologio. Erano le sette di sera e gli ospiti sarebbero
presto giunti a festeggiare la guarigione del signorino Phuoc.
Tranne Tuyet, alla festa partecipava l'intera classe dominante
di Hanoi. Erano presenti anche esponenti del popolo,
conoscenti della Vedova del Vicedoganiere o in affari con il
negozio Occidentalizzazione. Il signorino Phuoc,
naturalmente, troneggiava sulla sedia d'onore.
Dopo circa un'ora, mentre si chiacchierava amabilmente e si
mangiava senza troppi complimenti, il dottor Truc Ngon si
alzò all'improvviso e prese la parola: "Signore, signorine e
signori, vorrei approfittare di questa rara opportunità che ci
vede tutti qui riuniti per parlarvi brevemente di una questione
morale di estrema importanza, ma spesso sottovalutata. Prima
di fare una dissertazione ufficiale davanti a un pubblico
qualificato, desidero sentire i vostri pareri".
Alcuni applaudirono. "Bene! Viva il dottor Truc Ngon!"
Xuan tifo: "Lip, lip, lo!".
Qualcuno chiese: "Qual è l'argomento, dottore?".
"Vorrei parlare delle donne di mezz'età! Perché le donne
ultraquarantenni provano spesso un intenso desiderio
d'amore? La società deve criticarle? Dovremmo invece
sforzarci di capire questo problema!"
Gli ospiti applaudirono vivacemente. Gli amici intimi della
Vedova del Vicedoganiere erano certi che il dottore l'avrebbe
dileggiata. La Vedova stessa lo pensò e fu assalita dall'ansia.
Il dottor Truc Ngon prese dei fogli e iniziò: "Cari ascoltatori,
stasera condividerò con voi le mie poche conoscenze sul
cosiddetto "autunno dell'amore", ossia sull'aumento della
concupiscenza fra persone di una certa età, che si presume
non debba più esistere.
"La nostra collettività ha mantenuto sinora un atteggiamento
piuttosto limitato e prevenuto su questo fenomeno, forse
perché la scienza non è ancora riuscita a spiegarlo a fondo.
Ad esempio, se un cinquantenne dovesse scegliersi una
giovane domestica o una concubina, ne sarebbe criticato...
(applausi). E per una donna cinquantenne, coinvolta in una
storia d'amore, risulterebbe ancor più disdicevole. La gente
non esiterebbe a insultarla e schernirla con parole crudeli.
"Dobbiamo tuttavia chiederci: tali attacchi sono legittimi? È
giusto che quando si è vecchi, o si sta per diventarlo, non si
abbia più diritto alle soddisfazioni sessuali? Spetta al
Creatore deciderlo, non agli uomini! (applausi).
"Nel corso della vita, esistono due periodi caratterizzati da
crisi sessuali: la pubertà e l'avvicinarsi della vecchiaia. Dato
che il Creatore ha stabilito queste tappe, pochi riescono a
evitare tali risvegli.
Gli adolescenti vivono profonde crisi spirituali durante il
loro sviluppo e, allo stesso modo, "l'autunno dell'amore"
rende confusi coloro che dovrebbero ormai conoscere "la
pace dei sensi".
"Se uomini anziani sposano le proprie concubine (applausi),
sono insultati e ridicolizzati. Capita anche che donne anziane
vivano passioni amorose e abbiano incontri civettuoli
(applausi). Non è mia intenzione elencare ora tutti questi
fenomeni, bensì spiegare perché ciò accada...
"Riguardo alla crisi sessuale delle donne di mezz'età (la
Vedova del Vicedoganiere starnutì), il dottor Vachet ha
pubblicato interessanti studi. Citerò il suo lavoro per
dimostrare che la scienza può illuminare questi problemi
descritti sinora con parole e frasi oscure, quali depravazione,
desideri insani, lussuria...
"Sempre secondo il dottor Vachet, durante queste crisi
sessuali, le donne mostrano sintomi strani e inaspettati.
L'interruzione delle mestruazioni corrisponde all'aumento
dell'irascibilità e genera notevoli cambiamenti fisici e
spirituali che possono scatenare intensi desideri sessuali.
Sfortunatamente per certe donne, ormai facilmente eccitabili,
queste alterazioni appaiono spesso in concomitanza con la
vecchiaia e l'impotenza sessuale dei loro mariti.
"Cosa possono fare? Esse sono ormai vecchie e rugose ed è
loro difficile trovare un giovane gigolò che le ami veramente
(applausi).
"Inoltre, poche donne osano sfidare le convenzioni e
cancellare le virtù coltivate per tutta la vita... Ma, ahimè! Il
sesso continua a ossessionarle, ne arrossa i visi e fa battere i
loro cuori all'impazzata.
"Ah! Quelle donne cercano di dominarsi, ma i loro istinti
sono irrefrenabili! Esse sono spesso irascibili, irritate, la vita
le annoia e rimproverano ai loro mariti vecchie storie. Alcune
trovano improvvisamente rifugio nella religione o nelle
superstizioni...
"Se il marito è ancora potente, sarà per lui una vera fortuna
avere una simile moglie. Ma, ahimè! Spesso egli non è più in
grado di soddisfarla e le sue energie sono troppo assorbite dal
mantenimento della famiglia (applausi). In molti casi, i mariti
sono già defunti e le vedove devono affrontare queste
inquietudini da sole (applausi). Se la donna non si risposa, è
naturale che abbia degli amanti (applausi).
"Potrei citarvi parecchi altri esempi bizzarri, ma ciò che
conta è ricordarvi che tutto dipende dai cambiamenti fisici.
Questi eccessi sessuali sono inevitabili, ma, fortunatamente,
la loro durata è limitata.
"Per concludere, tengo ad affermare che la causa è insita
negli stessi organi sessuali: la scarsa irrorazione sanguigna
degli ovuli e l'atrofia dell'utero. Di conseguenza, gli
scompensi emotivi e ormonali delle donne, definite sovente
"donne finite", aumenteranno. Passata tale difficile stagione
della vita femminile, i turbamenti svaniranno ed esse
ritroveranno la "purezza delle loro anime"".
Il pubblico approvò, rumoreggiando entusiasta.
La Vedova del Vicedoganiere, nel preciso momento in cui il
dottor Truc Ngon smise di parlare, tirò un sospiro di sollievo.
Le minacciose terapie di Xuan risultavano così totalmente
inoffensive al suo stato di vedova virtuosa e anche le maligne
insinuazioni erano destinate a cessare. Le cause della sua
civetteria ebbero una legittima collocazione nel Sacro libro
dei Santi e dei Saggi. Si sentì sollevata: aveva sì sbagliato,
ma in modo scientifico!



20

XUAN SALVA LA PATRIA - XUAN DIVENTA UNA
CELEBRITÀ - IL DISPIACERE DI UN SUOCERO CHE
NON RICEVE SCHIAFFI

Quella mattina, malgrado il biglietto d'ultima classe
costasse ben tre piastre, più di tremila spettatori si
accalcarono allo stadio in attesa del torneo. Lo stadio
Rollandes Varreau1 di Hanoi stava per incidere una data
memorabile nella storia dello sport. Si sparsero persino voci
che molti appassionati di tennis, giunti in ritardo e
impossibilitati ad acquistare i biglietti, si disperarono a tal
punto che scelsero di morire nella maniera più sportiva
possibile: suicidarsi lentamente, inalando direttamente nei
polmoni oppio puro.
Le speranze del venerabile Hong, della Vedova del
Vicedoganiere, del signor ALD e di molti altri svanirono
presto, allorché la signora Civilizzazione subì una devastante
sconfitta nel torneo femminile nazionale. La signorina Tuyet
cercò di risollevare il morale del padre, rammentandogli che
l'onore della famiglia avrebbe potuto ancora essere salvato da
Xuan. In quel mentre, due giocatrici francesi stavano
disputando il campionato francese femminile e l'attenzione
dei tifosi del negozio Occidentalizzazione era dunque scarsa.
Fra gli ufficiali civili e militari di alto rango, si potevano
ammirare, da sinistra a destra, il Governatore generale, il
Residente generale, il re di Annam e Sua Maestà Prajadhipok,
re del Siam. Questi, benché indossasse un abito di foggia
occidentale, portava una corona di perle e smeraldi,
somigliante a una torre di nove piani decrescente verso l'alto,
emblema della terra di milioni di elefanti. Dietro il re, c'erano
un consigliere tedesco e uno giapponese, simboli viventi del
rapido processo del Siam verso l'autonomia. La presenza del
campione di tennis siamese, Luang Prabahol, accanto al re,
stava a significare che il sovrano della terra di milioni di
elefanti era anch'egli un grande tifoso sportivo. Un attento
osservatore avrebbe potuto notare l'ansia e la rabbia dei
membri del Dipartimento generale dello sport del Tonchino:
si stava infatti avvicinando l'ora della finale, ma dei due
campioni Hai e Thu non c'era traccia. Che fare?
Il Dipartimento generale aveva sguinzagliato i propri addetti
in ogni angolo della città nella vana speranza di scovare i due
atleti scomparsi. Nemmeno i membri delle loro famiglie
sapevano dove fossero finiti sin dalla notte precedente. Il
mondo dello sport era in subbuglio: la gente era attonita,
stupita, ansiosa o spaventata. Nessuno poteva immaginare
che i due signori se ne stessero sdraiati sul pavimento del
locale pieno di cimici del de-bo2 della Securité. Perfino il
Dipartimento del controspionaggio ignorava la loro identità e,
dal momento che tutti gli agenti erano impegnati ad
assicurare l'incolumità dei re, nessuno era disponibile per
procedere all'interrogazione dei sospetti. Il Dipartimento
generale si convinse infine che si trattava di due imbroglioni
e traditori: un simile comportamento, da parte di famosi
sportivi, non era infatti raro. Per rimediare alla loro
defezione, il Dipartimento di atletica, dinanzi al pubblico
impaziente, invitò il campione del Siam a giocare contro
Xuan.
Non appena l'altoparlante ne dette notizia, il pubblico
applaudì con grande entusiasmo. In fin dei conti, Hai, Thu e
Xuan erano molto noti, ma nessuno aveva mai visto giocare
Luang Prabahol, campione del Siam. Gli spettatori francesi e
vietnamiti ne furono molto soddisfatti, dal momento che
erano convinti che il Dipartimento generale avesse
organizzato quest'incontro fra il campione del Siam e un
perfetto sconosciuto come Xuan, che non aveva mai disputato
un campionato, proprio per umiliare il Siam. Per non parlare
poi dell'euforia del signor Civilizzazione, manager di Xuan,
quando seppe che egli avrebbe rappresentato la città di Hanoi
nel difendere l'onore della patria contro il campione del Siam!
Il pubblico tifo per Xuan e lo applaudì, mentre sul viso del re
del Siam si dipinse un'espressione furiosa, mai vista prima in
quel figlio del Cielo che governava la terra di milioni di
elefanti. L'evidente debolezza del giocatore di Bangkok lo
colpì come un fulmine. Xuan di Hanoi vinse il primo set per
sei a uno. Il re di Annam, il Governatore generale e il
Residente generale iniziarono tuttavia a mostrare i primi
segni di inquietudine: una vittoria schiacciante per l'Indocina
nell'arena sportiva avrebbe potuto scatenare una crisi
diplomatica! Ahimè! Era questo il rovescio della medaglia!
Durante il secondo set, il pubblico notò che Xuan giocava
con una certa noncuranza, come se non considerasse
l'avversario alla propria altezza. Il signor Civilizzazione si
agitò particolarmente nel momento in cui Xuan perse il
secondo set per cinque a sette. I tifosi più esperti ritennero
tuttavia che egli volesse conservare le proprie energie per
l'ultimo set.
Durante il primo gioco del terzo set, entrambi gli avversari
si contrastarono febbrilmente. Luang Prabahol si impegnò al
massimo, ma fu incapace di battere Xuan. All'annuncio
dell'arbitro: "15 a 30", il re del Siam, ormai rassegnato
all'imminente sconfitta del suo campione, sfilò di tasca una
cartina dell'Indocina, ridisegnata dal suo governo, in cui il
territorio del Siam si estendeva oltre la catena montuosa
Hoang Son. Egli la osservò attentamente, senza più mostrare
interesse per la partita, e i suoi consiglieri gli bisbigliarono:
"La guerre! La guerre!". Nello stadio, gli spettatori francesi e
vietnamiti, ignari di quello che stava accadendo,
continuarono ad applaudire fragorosamente Xuan. L'arbitro
urlò: "Ca rang! Ca rang ta! A vang ta se vit! A vang ta do
o!".3
L'aria era carica di tensione. Il pubblico in delirio non si rese
conto che in quel preciso istante il re di Annam, il
Governatore generale e il Residente generale si stavano
scambiando sguardi inquieti. Infine, il Commissario degli
Affari politici d'Indocina ricevette l'ordine dal Governatore
generale di cercare il manager di Xuan. Il signor
Civilizzazione, naturalmente, fu molto lusingato che un
ufficiale di alto rango del governo volesse parlargli in
privato. I due s'incontrarono in un angolo deserto dello
stadio.
Iniziò il Commissario: "Il Governatore generale e il governo
reale desiderano chiedervi un grande favore. È in ballo il
destino della patria! Dovete imporre subito al vostro
giocatore di perdere la partita contro il campione del Siam!
Non otterrete la gloria della vittoria di una sfida, ma sarete
ricompensati generosamente dal governo".
Il signor Civilizzazione, sbalordito, restò a bocca aperta.
L'ufficiale di alto rango continuò: "Fate come vi dico! È
molto urgente! Il tempo stringe! Se l'Annam sconfigge il
Siam nel tennis, scoppierà la guerra! Dobbiamo seguire le
direttive di pace del governo francese, altrimenti le montagne
si copriranno di cadaveri e i fiumi si tingeranno di rosso
sangue! Presto! Vi spiegherò poi nei dettagli!".
I boati della folla che tifava per Xuan rimbombavano nello
stadio e l'arbitro proclamò: "Ca rang! Ca rang ta! Do o se
vit!".4 In quel momento, Xuan si diresse verso il raccattapalle
e il signor Civilizzazione ne approfittò per bisbigliargli in
tutta fretta: "Dovete assolutamente perdere! Lasciatevi
sconfiggere! La vittoria significherebbe guerra e morte!".
Infatti, poco dopo, gli spettatori iniziarono a trattenere il
respiro: sette a sette... sette a otto... Per Hanoi c'erano ancora
speranze, ma accadde un fatto inaspettato: Xuan fece un tiro
assurdo, la palla rimbalzò troppo in alto e sbatté contro la
ringhiera dello stadio... sette a nove! La folla fischiò di
delusione. Le trombe suonarono La Marseillaise in onore del
campione del Siam, decretando così la fine della partita. I re e
gli ufficiali di alto rango dei tre governi fecero ritorno alla
residenza del Governatore generale.
Il corteo di auto con bandierine del corpo diplomatico lasciò
lo stadio, ma la maggior parte dei tifosi rimase per vedere
Xuan: alcuni per esprimergli simpatia, altri per contestarlo.
Risuonò persino l'urlo: "Abbasso Xuan!". Il venerabile Hong,
la signorina Tuyet, la Vedova del Vicedoganiere e la signora
Civilizzazione erano estremamente delusi. I fotografi
circondarono Xuan e i giornalisti iniziarono a esprimere
dubbi sulla sua strana prestazione, specialmente nell'ultimo
tiro: "Aveva forse sbagliato intenzionalmente?", "Com'era
possibile che un giocatore del suo calibro, un grande maestro
di tennis, avesse potuto infliggere una tale onta alla propria
patria?"
Da tutto lo stadio provenivano urla del tipo: "Che scandalo!
Che vergogna per la Patria! Va' al diavolo!".
Alcuni francesi urlarono: "A bas Xuan! A bas Xuan! Des
explications!".5 La situazione stava degenerando. Il signor
Civilizzazione e Xuan si arrampicarono sul tetto dell'auto
della Vedova del Vicedoganiere. Xuan, seguendo il
suggerimento del suo manager, si stava preparando a tenere
un discorso alle migliaia di persone inferocite, ma il signor
Civilizzazione, colpito dalla gravità della situazione, si alzò e
parlò per primo: "Xuan non è stato sconfitto per mancanza di
talento! Lo potete testimoniare voi stessi! Per favore,
ascoltatemi un minuto e capirete perché il mio giocatore ha
dovuto perdere!".
La solennità delle proprie parole inorgoglì il signor
Civilizzazione. Perfettamente in linea, Xuan si espresse poi
con tono superbo, da eroe: "Popolo! Sei ignaro
dell'importante motivo che mi ha spinto a cedere la vittoria al
campione del Siam! Oh, popolo frivolo! Non sai l'enorme
sacrificio che ho compiuto (si colpì il petto). Non capisci che
ho rinunciato alla fama e alla fortuna per assicurare pace e
ordine alla Madre Terra! In tempi difficili, un patriota deve
saper sacrificare la gloria personale - anche se ciò significa
perdere una partita di tennis - pur di mantenere l'amicizia con
un paese vicino (alzò un pugno per aria). Il governo e il
popolo francese hanno lottato per mantenere la pace
universale. Non possiamo immaginare ora quale sarebbe il
risultato di uno scontro tra Vietnam e Siam! Un conflitto del
genere trascinerebbe il mondo intero in guerra! Oggi non mi
sono battuto per ottenere un alto punteggio in una partita di
tennis! Ho giocato per favorire gli interessi diplomatici del
nostro governo! Io (alzò una mano), non voglio che decine di
milioni di persone siano vittime della guerra o cadano nella
trappola dei mercanti di armi! (abbassò la mano). Oh!
Popolo! Non capisci nulla! Serbi rancore a me! Anche se non
sai leggere a fondo nel mio cuore, ti amo e ti stimo pur
sempre! Ritorna al tuo lavoro! Ritorna alla tua confortevole
vita! Goditi la pace e la sicurezza! Non mi ritengo un
salvatore della patria! Ma, popolo, oggi ti ho salvato dal
flagello della guerra! Viva la pace! Viva la Lega delle
Nazioni!"".
Grazie al suo talento d'oratore, sviluppato ai tempi in cui
pubblicizzava le medicine contro le malattie veneree, alla sua
disinvoltura di tuttofare nei teatri e ai suggerimenti del signor
Civilizzazione, Xuan conquistò il pubblico al pari di un abile
politico francese. Le migliaia di persone alle quali Xuan si
rivolse dando loro del "tu" non espressero nessun
risentimento, ma, al contrario, ammirarono il suo coraggio:
doveva veramente trattarsi di un gran personaggio se poteva
adottare un tono tanto confidenziale! Così, non appena ebbe
terminato il discorso, un nuovo applauso scrosciò come
pioggia di temporale. L'armata dei fotografi si precipitò
nuovamente verso Xuan. La folla urlò: "Viva Xuan! Viva la
sua eroica disfatta!". Con gesto modesto, da persona
autorevole, Xuan alzò il pugno per ringraziare il popolo, poi
saltò a terra ed entrò in macchina. Se ne andò via in un corteo
di auto, lasciandosi alle spalle una folla di migliaia di persone
euforiche.
Il venerabile Hong, una volta a casa, vista la moglie intenta
a tagliare noci d'areca come un'idiota, ignara di un tale evento
storico, dimenticò di schiarirsi la gola e di sputare per terra.
"La sai l'ultima?" disse alla retrograda consorte. "Hai saputo
del mio futuro genero? Ah! Ora, temo solo che non abbia
disonorato sufficientemente la nostra Tuyet."
La moglie gli chiese con innocenza: "E tua nuora, ha vinto o
perso? E il tuo futuro genero, ha trionfato?".
Il venerabile Hong fece una smorfia. "Ha perso! Ma c'è
modo e modo di perdere! Egli è stato sconfitto
gloriosamente! Donna, hai intenzione di continuare a
rimproverarmi? Il tuo futuro genero ormai è un eroe, un
salvatore della patria!"
La venerabile Hong non fece più domande, perché i membri
della famiglia stavano rientrando. La signorina Tuyet iniziò a
darsi arie, la Vedova del Vicedoganiere andava di qua e di là
come una nepomorpha,6 il signor ALD si sedette servilmente
a cambiare le scarpe di Xuan e il signorino Phuoc smise di
strillare "Non lo voglio! Non lo voglio!".
Il dottor Truc Ngon si congratulò con la venerabile Hong:
"Venerabile signora, desidero esprimervi i miei auguri per la
giovane coppia".
Il manager Civilizzazione rispose all'istante: "Oh, sì!
Abbiamo progettato questo matrimonio già da tempo!".
Il venerabile Hong si sdraiò sul canape e chiese al suo
domestico di servirgli dell'oppio. Sembrava ancor tutto
pervaso dal ricordo entusiasmante della partita, ma, in realtà,
stava pensando al vecchio detto: "Il padre della sposa va
schiaffeggiato!". Il senso e l'origine di quell'espressione erano
oscuri persino alla vecchia generazione, ma il suo importante
ruolo esigeva un viso gonfio e superbo per essere all'altezza
della situazione e al passo con i tempi. Con più schiaffi, la
sua faccia sarebbe diventata ancor più gonfia, ma chi avrebbe
potuto schiaffeggiarlo? Annotò nella propria mente questi
pensieri con tre punti interrogativi. Solo il futuro avrebbe
potuto dargli adeguate risposte. Innervosito, chiuse gli occhi
e cercò di dimenticare le sue frustrazioni.
Il rumore di un'auto che si arrestò davanti a casa e lo
scalpiccio di passi verso il salotto lo costrinsero a riaprirli ben
presto. Un ufficiale francese in uniforme, con una cintura
dorata e una sciabola al fianco, entrò fra lo stupore generale.
Egli salutò tutti cortesemente e parlò in vietnamita con
accento francese: "Signore e signori, desidererei parlare con il
grande giocatore di tennis Xuan e il suo manager...".
Il signor Civilizzazione si precipitò al suo cospetto, chinò il
capo in segno di saluto e fece cenno a Xuan di alzarsi. Il
francese continuò ad alta voce: "Signori, sono un ufficiale
d'ordinanza del Governatore generale. Sono qui per
annunciare a entrambi che, visto il vostro nobile sacrificio nel
cedere la vittoria al campione del Siam, il governo ha deciso
di assegnarvi la Legion d'Onore di quinta classe!".
Il venerabile Hong si alzò di scatto e ordinò: "Domestici!
Preparate immediatamente l'altare!".
L'ufficiale fece un cenno con la mano: "Chiedo scusa! Vi ho
solo comunicato una decisione del governo, non ancora
formalizzata per iscritto. Perciò, è forse prematuro celebrare
un rito con l'altare. Vi prego di attendere altri due giorni. Ho
inoltre il dovere di informarvi che il nostro governo non è il
solo ad avere l'intenzione di omaggiarvi. Anche le Corti reali
di Hue e di Bangkok vogliono conferirvi due onorificenze
affinché possiate distribuirle ai vostri parenti. Sono la
Medaglia Dragone imperiale e il premio della Virtù del Siam.
Il Commissario degli Affari politici d'Indocina desidera
invitarvi a cena questa sera stessa nella sua residenza: sarà
molto felice di conversare con voi".
Xuan s'inchinò. "Ne siamo molto onorati!"
Il signor Civilizzazione s'inchinò a sua volta. "Siamo molto
grati al governo!"
L'ufficiale d'ordinanza raccomandò loro: "Vi chiedo dunque
di onorare stasera il Commissario degli Affari politici
d'Indocina con la vostra presenza. Saranno distribuite
medaglie a voi e ai vostri parenti. Preparatevi subito! Il
governo francese informerà le Corti reali di Hue e Bangkok
delle vostre scelte. Vi presento le mie congratulazioni e vi
porgo i miei saluti. Ora devo ritornare alla Residenza
generale".
Il manager e il grande giocatore di tennis accompagnarono
l'ufficiale di alto rango fino all'auto e, quando essa corse via
con la bandierina tricolore, ritornarono in casa così felici da
non riuscire a spiccicar parola.
Il venerabile Hong, in piedi sul suo canape, proclamò:
"Signore e signori, oggi è un giorno di giubilo! Ho l'onore di
annunciarvi che mia moglie e io abbiamo accettato di dare in
sposa Tuyet, la nostra figlia più piccola, a Xuan".
Tutti, tranne la Vedova del Vicedoganiere, applaudirono
calorosamente. Il signor Civilizzazione andò a stringere la
mano del padre: "Toa, sei molto buono. Stasera, durante la
cena del commissario politico, moa chiederò la medaglia del
Dragone per toa".
Il venerabile Hong abbracciò e baciò il figlio. "Ti ringrazio
tanto! Ne sono molto onorato! Toa, come sei buono a trattare
moa così!"
Scorto il viso imbronciato della Vedova del Vicedoganiere
(aveva l'aria di una vedova fedele abbandonata dall'amante),
Xuan sentenziò: "Quanto a me, vista la stima che nutro per la
nostra cara e virtuosa amica, che ha fatto costruire il campo
da tennis per sostenere lo sport, è stata particolarmente
premurosa con me e rimane ammirevolmente fedele ai suoi
due defunti mariti, vi comunico che chiederò al governo del
Siam di onorarla con il premio della Virtù del Siam". Poi
rivolto al novello suocero: "Padre, cosa pensate della mia
scelta?". Il venerabile Hong e tutti gli altri applaudirono ed
esclamarono: "È giusto! Se lo merita!".
La Vedova del Vicedoganiere arrossì per l'emozione.
Desiderava solo gettarsi fra le braccia dell'adorato e segreto
amante, ma, poiché le era appena stato assegnato il premio
della Virtù del Siam, dovette trattenersi. Avrebbe dovuto,
d'ora in poi, essere un buon esempio per le altre donne.
La signorina Tuyet dovette fingere timidezza per
l'imminente matrimonio e si nascose dietro un paravento. La
venerabile Hong si sedette ai piedi del marito e, in cuor suo,
si pentì amaramente dei propri errori: l'aver criticato il figlio,
sgridato la figlia e disprezzato il signor Xuan. Il venerabile
Hong si sdraiò di nuovo, inalò la sua novantesima boccata
d'oppio e immaginò la soddisfazione che avrebbe provato se
qualcuno l'avesse schiaffeggiato nel bel mezzo della faccia.
I famigliari non ebbero il tempo di finire le reciproche
congratulazioni, che una moltitudine di ospiti irruppe
allegramente nel salone. Erano i due gendarmi 1002 e 1003,
il signor Victor Ban, il monaco Tang Phu della pagoda della
divina Banh, l'indovino, l'eterno studente Tan, il cornuto
impiegato delle poste e la signora ALD.
Uno scoppiettio di congratulazioni grossolane e
ditirambiche echeggiò per tutta la casa. "Desidero esprimere
le nostre felicitazioni a nome del direttore dell'albergo..."
"A nome della polizia, vorrei presentare le nostre
congratulazioni..."
"In onore del Buddha, vi auguro felicità e longevità..."
"A nome delle donne..."
Solo il cornuto impiegato delle poste fece un augurio
particolare all'orecchio di Xuan: "A nome dei mariti cornuti,
vi auguro una moglie fedele!".
Gradualmente, gli auguri iniziarono a stancare. Persino il
venerabile Hong, sdraiato oziosamente, si sentì annoiato e
irrequieto. Egli, ormai, non bramava più lodi ed elogi.
Desiderava invece ardentemente essere schiaffeggiato in
modo tale da poter esibire un viso gonfio per davvero!
Ma non era ancora finita! Ecco arrivare un altro illustre
ospite! Portava un abito tradizionale e il suo petto era pieno
di medaglie e decorazioni. Chi era mai? Una volta in casa, si
presentò: "Signore e signori, sono un membro
dell'Associazione per lo Sviluppo dello Spirito e dell'Etica.7
Sono venuto a incontrare il signor Xuan, il grande talento del
tennis, l'eroe nazionale...".
Xuan aggrottò la fronte e si alzò. "Sono io. In cosa posso
servirvi?"
L'altro unì le mani in pugno in segno di saluto. "Mi inchino
davanti a voi, signore!"
"Non siate troppo cerimonioso! Cosa volete da me?" rispose
Xuan bruscamente.
"Onorevole signore, la nostra Associazione vi porge le più
vive congratulazioni per la Legion d'Onore. È un vero
privilegio per gli intellettuali e le classi nobili! Signore, sono
qui per invitarvi a unirvi alla nostra Associazione. La vostra
presenza contribuirà senza dubbio allo sviluppo dello spirito
e dell'etica del nostro paese. Voi siete veramente un uomo
nobile!"
Xuan lo interruppe seccamente: "Non sono un nobile! Sono
un popolano!".
"Grande signore," continuò l'uomo "anche se in passato la
nostra Associazione aveva attribuito un ruolo di primo piano
alla nobiltà, la nostra attuale politica è invece orientata verso
il ceto più umile. Abbiamo introdotto nel nostro ambiente
persino il to tom, gioco di carte molto popolare."
Xuan rispose a questa scandalosa affermazione: "Che
puttanata di merda! Di che cosa state parlando?".
L'altro, sempre infinitamente paziente, rispose: "Vi
ringrazio, grande signore. Sono anche a capo di un comitato
che sta curando l'edizione di un nuovo dizionario in lingua
vietnamita. Abbiamo saputo che voi usate spesso espressioni
volgari, quali: "merda!, puttanata di merda!" e, oltre a
invitarvi a partecipare all'Associazione, desideriamo avere il
vostro permesso di aggiungere questi vostri termini nel nostro
dizionario".
Xuan annuì. "Certo! Avete la mia autorizzazione e aderirò
pure alla vostra Associazione, se ciò vi farà piacere."
"Grande signore, grazie infinite! È proprio una vera fortuna
per gli intellettuali e i membri delle classi alte della società
vietnamita. Onorevole signore, mi permetto ora di
congedarmi da voi." Si inchinò rispettosamente per salutare
Xuan e si accomiatò dagli altri con un leggero cenno del
capo.
Toccò ora all'indovino. Egli si sentiva frustrato perché aveva
dovuto attendere a lungo senza poter dire nemmeno una
parola. Decise di avvicinarsi al venerabile Hong, si grattò un
orecchio e balbettò: "Venerabile signore, a nome degli
indovini, vi auguro prosperità e longevità. Che i futuri sposi
possano vivere cent'anni di felicità! Signore, sono un ottimo
profeta! La predizione fatta al signor Xuan cinque mesi fa si è
rivelata esatta. È un uomo ricco di talento e dal cuore buono.
La sua fama si diffonderà ovunque...".
Il venerabile Hong tagliò corto: "Quante banalità! Non si
devono elogiare pregi già noti!".
Xuan provò allora pietà per il povero indovino. "Padre, è
vero! Le sue divinazioni sono sempre esatte."
Ma il venerabile Hong ormai non prestava più attenzione
all'indovino. Come a tutti gli esseri umani, la felicità del
presente gli aveva fatto dimenticare l'avvenire. Era solo
imbronciato perché nessuno l'aveva schiaffeggiato.
L'indovino insisté: "Grande signore, che vostro genero, il
signor Xuan, fosse destinato a diventare un eroe e un
importante personaggio, era scritto nelle stelle! Egli sarà
annoverato fra gli illustri e otterrà potere e ricchezza. Avrà
una bella moglie e tanti figli. Si può ritenere che il signor
Xuan...".
Annoiato dal discorso monotono e senza fine dell'indovino,
e dispiaciuto di non essere stato schiaffeggiato, il venerabile
Hong avrebbe voluto dargli una bella sberla. Si limitò a
socchiudere gli occhi e a tossire nella sua famosa maniera. Si
posò una mano sul petto e si lagnò: "Lo so! Lo so! Che
barba! Basta!".

1. Roland Garros.
2. Depôt (Carcere).
3. Quarante! Quarante...! Avantage service! Avantage
dehors!... (Quaranta! Quaranta! Vantaggio servizio!
Vantaggio esterno!).
4. Quarante! Quarante a! Dehors! Service!... (Quaranta!
Quaranta pari! Fuori! Servizio!).
5. (Abbasso Xuan! Abbasso Xuan! Vogliamo spiegazioni!)
In francese nel testo.
6. Cimice d'acqua.
7. Associazione fondata da mandarini e intellettuali
vietnamiti negli anni Venti.

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