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ICONE vita gesu_COP 26-09-2012 11:48 Pagina 1

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PAOLA E DAVID LA FEDE, marito e mo- Sulle icone esistono già innumerevoli
glie, sono titolari dal 1984 di una ditta di Paola e David La Fede - Gianfranco Lazzaroni libri riguardanti la loro storia, la teologia,
decorazioni e restauro che opera sul terri- l’interpretazione delle immagini ecc. Per-
torio nazionale. Vantano una pluriennale ché, allora, un nuovo libro?
esperienza nel settore dell’iconografia con
ricerche particolari sui pigmenti antichi
(purificazione e utilizzo) e sulla mineralo-
gia nel settore pittorico. Insegnano tecno-
ICONE SULLA VITA Semplicemente perché questo ciclo
iconografico dipinto dai coniugi Paola e
David La Fede per la chiesa parrocchiale
di Sant’Antonio Abate in Corti di Costa
logia e tecnica della decorazione presso
l’Accademia di Belle Arti San Giulia a
Brescia. Hanno lasciato frutto della loro
arte in Italia e all’estero. A Brescia hanno
DI GESÙ CRISTO Volpino (provincia di Bergamo e diocesi
di Brescia) è « nuovo » e a servizio della
nuova evangelizzazione.
Si tratta praticamente di sette icone
« Queste icone, qui spiegate con dovizia di riferi-
impreziosito la chiesa della SS. Trinità per la nuova evangelizzazione (Natività, Battesimo, Crocifissione, Pan-
con tre icone absidali e le quattordici sta- menti biblici e patristici, vengono in soccorso a noi tocratore, Risurrezione, Apparizione sul
zioni della Via Crucis racchiuse in una lago di Tiberiade, Pentecoste) che costi-
iconostasi che abbraccia la rotonda dell’e- distratti consumatori di realtà caduche, per cogliere il tuiscono la corona misterica sull’architra-
dificio. I coniugi La Fede esprimono la lo- ve del presbiterio della suddetta chiesa.
ro arte in assoluta fedeltà alla tradizione “santo” che si annuncia e si celebra nella liturgia e Queste sette icone, presentate in que-
iconografica (hanno consultato diretta- sto libro, sono completamente libere da
mente centinaia di icone dei monasteri per immergici, quasi percettibilmente, nel mondo de- ogni forma di archeologismo, non vengo-
russi); non solo fedeltà esecutiva, anche
se ripensata per il nostro tempo, ma so-
finitivo che viene offerto “nei riti e nelle preci” della no da alcuna « moda iconografica », non
copiano schemi che poi devono essere

ICONE SULLA VITA DI GESÙ CRISTO


prattutto fedeltà di spirito e di fede in un santa Chiesa, Sposa di Cristo, risvegliando in tal mo- spiegati, ma nascono dal basso, cioè dal
contesto fondamentale dello scrutare la cammino di fede, dalla lettura attenta del-
Scrittura in costante preghiera. do la nostalgia dell’homo aeternus e mostrando lo la Scrittura e dalla celebrazione comuni-
taria della stessa, dalla gioia di essere cri-
GIANFRANCO LAZZARONI, parroco del- splendore dell’uomo nuovo. Si aprono all’accoglienza stiani oggi.
la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio dell’annuncio cristiano, che intende trasformare ogni Sono icone « nuove », nate dalla Chie-
Abate in Corti di Costa Volpino (Berga- sa che cammina sulla via indicata dal
mo), ha commissionato ai coniugi La Fede uomo che viene a questo mondo in icona vivente del Concilio Vaticano II. Sono icone per la
il ciclo iconografico absidale presentato in nuova evangelizzazione, adatte per la ca-
questo volume. Figlio dell’Altissimo e dell’umile Vergine Maria ». techesi e soprattutto capaci di unire i « mi-
steri » della salvezza con la vita, per aiu-
tarci a cogliere il passaggio del Signore,
(Dalla Prefazione di Pier Giordano Cabra) affinché la sua gloria trasfiguri il nostro
cuore, la nostra mente e le nostre forze. È
importante, infatti, per la nuova evange-
lizzazione, che la comunità cristiana sia
visibile, sappia manifestare in ogni ambi-
to dell’esistenza la bellezza e lo splendore
della vita in Cristo.

Ogni icona viene descritta dagli auto-


ri (preludio e lettura dell’icona), soffer-
mandosi soprattutto sui particolari, ap-
profondita nel suo significato (commento
catechetico) e « celebrata » con una litur-
gia comunitaria della Parola o con la pre-
ghiera personale grazie ai numerosi e ric-
chi testi dei Padri della Chiesa.

In copertina: Pantocratore, di Paola e David La Fede


(chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Corti di
Costa Volpino).

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Immagini e parole

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Paola e David La Fede - Gianfranco Lazzaroni

Icone sulla vita


di gesù Cristo
per la nuova evangelizzazione

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A cura di Paola e David La Fede:
L’icona e la bellezza
Parola - Liturgia - Comunità in relazione all’icona
Preludio, commento degli artisti e analisi dei particolari
Relazione tecnica

A cura di Gianfranco Lazzaroni:


Le icone della chiesa parrocchiale di S. Antonio abate in Corti di Costa Volpino
Icone per la nuova evangelizzazione
Lettura delle icone
Catechesi sulle singole icone
Traccia per la Liturgia

A cura di Ferdinando Capra:


Pregare con la Scrittura

Si ringraziano:
Studio fotografico Rizzieri Abelardo
Laboratorio di falegnameria « Alto arredo » (BS)
La Fede Elisebath e Misaele per l’aiuto della stesura al computer
Castelli Giulia per la trascrizione al computer
Mazzesi Carla per la revisione del manoscritto
Comunità parrocchiale di Corti S. Antonio per il sostegno al « progetto icone »

PAOLINE Editoriale Libri


© FIGLIE DI SAN PAOLO, 2006
Via Francesco Albani, 21 - 20149 Milano
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edlibri.mi@paoline.it
Distribuzione: Diffusione San Paolo s.r.l.
Corso Regina Margherita, 2 - 10153 Torino

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Le iconedidella chiesa parrocchiale
S. Antonio Abate
in Corti di costa volpino
Le sette icone che vengono presenta- bosco e roccia) con i suoi colori cangianti a

icone sulla vita di gesù


te in questo libro si trovano nella nuova seconda delle stagioni.
chiesa parrocchiale di S. Antonio abate in Le vetrate policrome dell’artista Franca
Costa Volpino (frazione Corti), provincia Ghitti ornano la parte alta delle pareti laterali,
di Bergamo, diocesi di Brescia. raffigurando i sette giorni della creazione (lato
Costa Volpino è un centro formato da sinistro) e le sette piaghe (le coppe dell’ira di
sette frazioni esteso sul versante bergamasco Dio) dell’Apocalisse (lato destro).
all’inizio della Valcamonica e toccato dalle Il presbiterio, definito da tre arcate, vede
acque del Sebino, dove il fiume Oglio inter- al centro la mensa eucaristica con l’ambone
rompe la sua corsa. (mensa della Parola), a sinistra il battistero
Corti S. Antonio prende il nome dalla e a destra il Tabernacolo caratterizzato dai
« Curtis » medievale e, nella parte antica, è segni del pane e del pesce.
composto da un complesso di edifici situati Le icone sono state aggiunte dopo
prevalentemente sullo sperone del monte trent’anni e sono state dipinte da Paola e
chiamato « La Costa ». David La Fede.
In questo primo nucleo abitativo era
posta anche l’antica chiesa parrocchiale eret- L’esecuzione delle sette opere, che costi-
ta nel 1507 e ricostruita nel 1848. tuiscono la corona misterica sull’architrave
Negli anni Sessanta e Settanta del secolo del presbiterio (tre metri per quindici), è
scorso, per il forte sviluppo edilizio della iniziata nel 2002 e si è conclusa nella pri-
parte bassa del paese adiacente alla Statale mavera del 2006.
n. 42 del Tonale e della Mendola, diven- Per quale motivo sono state aggiunte
ne necessaria la costruzione di una nuova queste immagini?
chiesa parrocchiale con la casa canonica e La scelta non è stata « decorativa » o
l’oratorio. semplicemente « riempitiva », ma liturgica.
Il parroco don Giovanni Lazzaroni nel Anzitutto la grande vetrata di fondo,
1971 affidò la progettazione dell’opera al- nel presbiterio, portava lo sguardo in modo
l’architetto Luigi Cottinelli di Lovere, e le obbligato sulla natura, stupenda nei con-
vetrate alla dottoressa Franca Ghitti. trasti tra la vegetazione e la roccia chiara,
Nella Pasqua di Risurrezione del 1973 ma esagerata nella sua centralità, tanto da
venne celebrata, per la prima volta, l’Eucari- catturare sempre l’occhio durante la litur-
stia nella grande aula della nuova parrocchia- gia. La mensa con il celebrante, il luogo
le, che sarà consacrata il 12 febbraio 1984. della proclamazione della Parola, ma anche
L’edificio, a pianta rettangolare, è co- il battistero e il Tabernacolo, risultavano
struito con materiali poveri, in gran parte inevitabilmente secondari.
prefabbricati di produzione industriale. Le icone, con al centro il grande
La parte absidale di fondo, costituita da Pantocratore, non tolgono nulla alla vi-
una vetrata di 18 metri di lunghezza per 5 di sibilità della vetrata e lasciano spazio alla
altezza, si affaccia sulla natura (prato, olivi, natura di fondo, ma riportano lo sguardo 9

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dell’assemblea sul luogo della celebrazione, Gesù Cristo non è una vaga idea, una
impedendo la fuga sull’esterno. evanescente presenza, ma è « scandalosamen-
Non è la natura che salva, ma il Signore te » dentro la storia: incarnato nel grembo di
Risorto che si fa presente nell’assemblea riu- una vergine per opera dello Spirito, immerso
nita e si comunica al cuore e alla vita delle nelle acque del battesimo e nella dura realtà
persone attraverso la Parola proclamata, il dei nostri peccati, rifiutato e crocifisso, in-
icone sulla vita di gesù

celebrante, i segni sacramentali, il canto e i speratamente risorto e fonte di vita nuova


vari momenti liturgici. per coloro che credono in lui e accolgono il
Oltre all’eccessivo peso della vetrata di suo santo Spirito per la missione.
fondo, la nuova chiesa parrocchiale risultava Le sette icone, disegnate e dipinte dai
mancante di immagini che potessero aiutare coniugi La Fede, sono opera di credenti
la preghiera, l’accoglienza della parola di che sono « realmente », non « formalmente »,
Dio e la celebrazione. nel cammino della fede; sono frutto di una
Le vetrate colorate laterali sono mol- esperienza segnata dall’ascolto della Parola,
to interessanti nell’effetto cromatico, ma dalla liturgia, dalla comunione ecclesiale,
poco leggibili (soprattutto le raffigurazioni dalla preghiera.
dell’Apocalisse) e inadatte a favorire l’incon- Non sono « copie » delle forme bizantine
tro con la « Parola fatta carne », con Gesù oppure orientali, ma opere nuove: lo stile ico-
Cristo, che ha manifestato in modo visibile, nografico è attualizzato da una originale tec-
nella storia, il mistero di Dio. nica nella stesura dei colori, da una compo-
Le vetrate policrome rimandano al « re- sitività dell’immagine che potremmo definire
ligioso »; le icone manifestano l’incarnazione maggiormente « battesimale », postconciliare,
del Figlio di Dio e la sua opera, e liberano centrata sulla storia della salvezza che ha il suo
dalla sensazione di essere in una cappella compimento nel mistero pasquale.
New Age, oppure in una indefinita aula per Sono icone per la nuova evangelizzazio-
congressi umanistico-religiosi. ne, adatte per la catechesi e soprattutto capaci
L’annuncio del mistero pasquale viene di unire i « misteri » della salvezza con la vita,
confermato dalle immagini iconografiche e per aiutarci a cogliere il passaggio del Signore,
in modo chiaro e diretto interpella la vita affinché la sua gloria trasfiguri il nostro cuore,
dei fedeli. la nostra mente e le nostre forze.

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Icone nuove
per la nuova evangelizzazione

Abbiamo già innumerevoli libri sul- Le sette icone che vengono presentate

icone nuove
le icone riguardanti la storia, la teologia, in questo libro sono completamente libere
l’interpretazione delle immagini; libri sulle da ogni forma di archeologismo, non ven-
icone di Cristo, di Maria, delle feste più gono da alcuna « moda iconografica », non
importanti ecc… copiano schemi che poi devono essere spie-
Perché un nuovo libro? gati, perché incomprensibili, ma nascono
Semplicemente perché questo ciclo ico- dal basso, cioè dal cammino di fede, dalla
nografico dipinto dai coniugi David e Paola lettura attenta della Scrittura e dalla celebra-
La Fede per la parrocchia di S. Antonio aba- zione comunitaria della stessa, dalla gioia di
te a Costa Volpino (provincia di Bergamo e essere cristiani oggi, chiamati alla verità, alla
diocesi di Brescia) è « nuovo », per la nuova comunione e alla missione.
evangelizzazione. Icone nuove, nate dalla Chiesa che cam-
Ci è sembrato importante far cono- mina sulla via indicata dal Concilio Vaticano
scere icone « nuove » che non riproducono II, icone per la nuova evangelizzazione.
pedissequamente forme antiche e legate al Ogni singola icona nasce da una
gusto orientale ma, pur tenendo presen- « Parola », e intende mostrarne il compi-
te i canoni tipici dell’iconografia, partono mento oggi: annuncia una speranza, apre al
dall’esperienza di fede della Chiesa in Italia futuro, all’azione fedele di Dio che non si
che, in questo preciso momento storico, dimentica mai del suo popolo, ma provvede
nell’ascolto della Parola, nella liturgia e nella in ogni tempo.
vita della comunità, incontra il Signore della Ogni icona fa riferimento al Battesimo
vita, Cristo Risorto, che apre all’amore di che urgentemente i nostri fedeli sono chia-
Dio e del prossimo mediante il dono dello mati a riscoprire, come dono prezioso i cui
Spirito Santo. frutti sono la vita in Cristo e la possibilità
Il maggior numero di icone e di ripro- di amare come lui ci ha amati.
duzioni delle stesse che troviamo nelle case Ogni icona rinsalda la gioia di essere
dei cristiani e nelle cappelle per la preghiera parte della comunità cristiana che non è
derivano da modelli della Chiesa ortodossa. frutto di sforzi umani, ma dell’azione dello
Fino al Trecento, l’Italia ha avuto una Spirito Santo che rinnova il nostro cuore e
sua tradizione dell’icona che rielaborava in ci apre alla comunione.
modo autonomo i precetti della pittura sa- Queste icone inoltre sono una testimo-
cra, che poi sono stati come dimenticati. nianza dell’attualità della fede. Non sono ri-
È importante ritrovare una nuova e piegate sul passato e sulle sue forme (per altro
originale via occidentale all’icona, perché, stupende e artisticamente eccelse), ma, appog-
in realtà, ogni comunità cristiana locale, giate sulla salda roccia della tradizione della
in ogni tempo della sua storia, esprime se Chiesa, esprimono la forza « attuale » della fede
stessa, la sua esperienza di fede nelle im- nella vita delle persone di questo nostro tempo.
magini che poi usa per la liturgia e per la Un periodo storico di crisi dell’imma-
preghiera. gine sacra, un tempo di fastidio, anche mo- 11

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tivato, verso certe forme sentimentali, ha tra verità e bellezza e tra bontà e bellezza, in
portato a preferire la figura astratta, il sem- un tempo dove conta l’utile e si rifiuta qual-
plice colore, l’allusione al soprannaturale… siasi riferimento etico a quanto la tecnica
Con modalità diverse abbiamo rinnovato può produrre.
verso l’immagine sacra un atteggiamento Notiamo freddezza verso l’immagine
tipico dei secoli iconoclasti, quando i Padri sacra anche in coloro che vivono la fede
icone nuove

della Chiesa notavano, sottostante a questa come un volontarismo, come se l’arte icono-
tendenza, il rifiuto stesso dell’incarnazione. grafica fosse alternativa alle opere di carità.
Anche nel nostro tempo molti prefe- Non è così.
riscono ridurre Cristo a un’idea non raffi- Solo chi è cambiato nel cuore da Cristo
gurabile. Redentore può dare se stesso, senza riserve,
È bene ricordare che, difendendo l’im- per l’amore al prossimo, nella giustizia e
magine del Dio fatto uomo, il Concilio di nella pace.
Nicea II (787) ha voluto salvare anche l’im- La bellezza dell’arte è l’unguento ver-
magine divina presente nell’uomo. sato dalla donna sui piedi di Cristo, l’atto
C’è una strana consonanza tra coloro gratuito che risana le ferite della bruttezza,
che propugnano una cultura di morte (abor- offrendo il viatico della bellezza, « ciò a mag-
to, uso degli embrioni, eutanasia) e il rifiuto gior ragione nella civiltà dell’immagine così
dell’immagine umana nell’arte. bisognosa – secondo un’espressione di papa
È importante, per la nuova evangelizza- Wojtyla – di riscoprire l’icona cristiana che
zione, che la comunità cristiana sia visibile, sappia purificare i nostri occhi ».
sappia manifestare in ogni ambito della vita Ecco allora un libro che presenta icone
la sua originalità, che è la vita in Cristo. « nuove » per la nuova evangelizzazione.
Incarnazione nella realtà concreta, visibilità Ogni icona viene descritta dagli autori
e rispetto della vita umana, come prezioso (preludio e lettura dell’icona), approfondita
dono di Dio, vanno insieme e si accordano nel suo significato (commento catechetico).
perfettamente con l’icona, che si appoggia Dopo la presentazione di ogni singola
sull’incarnazione del Figlio di Dio e sulla sua icona, vengono proposte diverse piste di
testimonianza. preghiera: l’approfondimento biblico, la ri-
Con la loro bellezza le icone sono an- flessione personale con testi dei Padri della
nuncio della verità in un tempo nel quale Chiesa, una celebrazione comunitaria della
non si accetta che esista una « verità », e si Parola.
assiste al dominio della « dittatura del rela- Il Signore, anche attraverso questo sem-
tivismo ». plice strumento, accompagni la Chiesa nel
Le immagini esprimono lo splendore suo cammino e la renda capace di generare
della verità, mostrando la suprema armonia nuovi figli alla fede.

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L’icona e la bellezza
Quale uomo non ha sentito nella sua dall’io e ha nell’io il fulcro, è la verità; apper-

l’icona e la bellezza
vita il desiderio di pienezza? cepita come azione immediata dell’altro è il
Chi non si è ritrovato nei fatti della vita bene; contemplata oggettivamente dal terzo
a cercare quale fosse la verità? come irradiazione all’esterno è la bellezza.
Chi, ancora, non ha cercato a fatica La verità manifestata è l’amore. L’amore
nel quotidiano di discriminare il buono dal realizzato è la bellezza ».
cattivo per scegliere la parte migliore? « Ciò che rallegra si chiama bellezza;
E quale uomo, infine, in ogni avve- l’amore come oggetto di contemplazione è
nimento, sogno o scelta non ha rincorso bellezza. La mia vita spirituale, la mia vita
spasmodicamente la felicità? nello spirito, il mio divenire “simile a Dio” è
Alcuni si sono soffermati con insisten- bellezza, quale bellezza della creatura origina-
za, altri addirittura hanno vissuto la loro ria di cui è detto “e Dio vide tutto quello che
vita in funzione di questo, altri ancora sono aveva fatto, ed ecco, era molto buono” ».
riusciti solo qua e là, obbligati dai fatti della Qui Florenskij parla anche dell’amo-
vita a pensare al senso profondo dell’esistere; re per la bellezza: « la conoscenza teorica
ma queste acque che si agitano nel nostro è l’amore per la sapienza; la conoscenza
intimo si acquietano solo in presenza di una contemplativa data dall’ascetica è invece
realtà che sintetizza tutti gli atteggiamenti amore per la bellezza. Le antologie ascetiche
sopra elencati: la bellezza. portano il nome di filocalie, ma non si tratta
Biblicamente, bontà - verità - pienezza tanto di perfezione morale quanto di amore
- perfezione sono un tutt’uno traducibile per la bellezza ».
con il termine « bellezza ». Anche Dostoevskij entra profonda-
« Tardi t’amai, bellezza tanto antica e mente nell’argomento e ci lancia una pro-
tanto nuova, tardi t’amai » grida dal pro- vocazione, attraverso un suo personaggio,
fondo sant’Agostino; e san Basilio così si con una affermazione che diviene poi una
esprime: « per natura gli uomini desiderano domanda: « La bellezza salverà il mondo ».
il bello ». Quale bellezza salverà il mondo?
Lo Pseudo Dionigi Areopagita afferma: Come mai l’uomo è così attratto dalla
« l’uomo è creato secondo il modello eterno, bellezza? Perché la bellezza lo incanta a tal
l’Archetipo della bellezza ». punto che per essa è disposto a dare tutti i
San Gregorio Palamas chiarisce l’origine suoi beni, a giocarsi per essa tutta la vita?
della bellezza: « la bellezza perfetta viene Perché la bellezza è l’unica cosa che lo cat-
dall’alto, dall’unione con la luce più che tura a tal punto da fermarlo anche quando
risplendente e che è l’unica origine di una il vortice della vita lo ha già immerso nel-
teologia sicura ». l’alienazione del « non senso »? Penso che la
Per Nikolaj Berdjaev: « la bellezza è la bellezza già ci appartenga, perché qualcosa
caratteristica suprema dell’esistenza ». di essa è già dentro di noi. Noi siamo unici,
Per Pavel Florenskij, cantore della bel- e questa unicità è la radice della mia e tua
lezza: « la vita spirituale, in quanto procede bellezza. 13

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La massificazione distrugge l’uomo e L’uomo è considerato da Dio « molto
abbiamo osservato questo in tante espe- buono », « molto bello », di lui Dio si è inna-
rienze recenti della storia. Se l’uomo perde morato. Subito emerge un progetto, un per-
la propria identità, perde la sua unicità, si corso che Dio realizza per incontrarsi con la
allontana anche dalla sua felicità. Noi siamo creatura, per unirla a sé, alla sua bellezza.
un « pezzo unico », un’opera d’arte, e per Già si sente annunciare la « bella noti-
L’icona e la bellezza

questa nostra bellezza possiamo essere ama- zia »: Dio lo ama, ama te come unico.
ti… anzi siamo sempre stati amati. « La bellezza » si è manifestata all’uomo
Il libro della Genesi inizia con un inno e l’uomo, specchiandosi in essa, vede la sua
alla bellezza: Dio crea e vede che ciò che ha bellezza e ha la possibilità di creare cose belle.
fatto è buono (kalos), ma in realtà questo ter- Il libro della Genesi, parlando della
mine greco significa anche bello. Possiamo creazione dell’uomo, proclama: « E Dio dis-
rileggere tutto il racconto della creazione. se, facciamo l’uomo a nostra immagine, a
« Dio vide che la luce era cosa buona- nostra somiglianza… Dio creò l’uomo a sua
bella… immagine a immagine di Dio lo creò, ma-
Dio chiamò l’asciutto terra e la massa schio e femmina li creò » (Gen 1,26-27).
delle acque mare. E Dio vide che era cosa La Scrittura mostra l’uomo creato con
buona-bella… impresso questi due sigilli, l’immagine e la
E così avvenne: la terra produsse ger- somiglianza, che ne definiscono la sua uni-
mogli, erbe che producono seme, ciascuna cità e la sua identità.
secondo la propria specie e alberi che fanno Florenskij afferma: « Nella Bibbia si di-
ciascuno frutto con il seme, secondo la pro- stingue l’immagine di Dio dalla somiglianza
pria specie. Dio vide che era cosa buona- a Dio; e la tradizione ecclesiastica spiegò che
bella… la prima si doveva intendere come qualcosa
Dio fece le due luci grandi… Dio le di attuale – un dono ontologico di Dio –
pose nel firmamento del cielo per illuminare mentre la seconda come potenza, possibilità
la terra e per regolare giorno e notte e per di perfezione spirituale, cioè la possibilità
separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che che l’immagine di Dio s’incarni nella vita,
era cosa buona-bella… nella personalità e in tal modo si mostri in
Dio creò i grandi mostri marini e tutti volto » (Le porte regali).
gli esseri viventi che guizzano e brulicano In questo inno della bellezza, che è il
nelle acque, secondo la loro specie, e tutti racconto della creazione, per la prima volta
gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio nella Scrittura si incontra la parola immagi-
vide che era cosa buona-bella… ne (eikon) che equivale a icona.
Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro L’uomo è icona di Dio e l’impronta
specie e il bestiame secondo la propria specie e che Dio ha lasciato in lui lo rende « il più
tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E bello ».
Dio vide che era cosa buona-bella… Questo però ancora non basta perché
Dio creò l’uomo a sua immagine; a im- l’uomo possa essere familiare di Dio e avere
magine di Dio lo creò; maschio e femmina la sua stessa natura, c’è bisogno di un’altra
li creò… « somiglianza », di un’altra capacità che è
E così avvenne. Dio vide quanto aveva unicamente dono di Dio: « non solo siamo
fatto, ed ecco, era cosa molto buona-bella » stati fatti belli, ma capaci di produrre la
14 (Gen 1). bellezza » (Florenskij).

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Nel Vangelo di Matteo Gesù dice: « Siate attirati da quella vera? Perché l’uomo con
perfetti come è perfetto il vostro Padre ce- fatica deve discernere? Perché molte volte
leste » che equivale a « siate belli com’è bel- le « due vie » appaiono entrambe vere, belle,
lo il Padre vostro celeste ». San Gregorio buone? Chi ci inganna? Quale nemico ci
Nazianzeno afferma: « Dio ha fatto l’uomo rende incapaci di scegliere ciò che, come
cantore del suo irradiamento ». abbiamo visto, già ci appartiene?

L’icona e la bellezza
Vivere della bellezza diventa per ogni Nel Medioevo il nemico dell’uomo ve-
uomo fonte di realizzazione e di felicità: niva chiamato « scimmia di Dio », cioè colui
questo desiderio per l’uomo è « ontologico », che adesca l’uomo « scimmiottando » Dio,
impresso nelle profondità del proprio essere, rivestendosi delle caratteristiche di Dio. Il
radice delle sue azioni, dei suoi impulsi, dei profeta Ezechiele dice: « Tu eri un modello
suoi pensieri e dei suoi sogni. di perfezione, pieno di sapienza, perfetto
in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu
A questo punto s’impone con forza una eri coperto di ogni pietra preziosa… il tuo
domanda: ma che cosa è la bellezza? cuore si era inorgoglito per la tua bellezza,
Molti hanno affermato l’ambiguità del- la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo
la tensione verso la bellezza: la tendenza ad splendore… » (28,12-13.17).
amare più le creature del Creatore, a rima- Ecco che il nemico si riveste di luce
nere affascinati dalla produzione artistica per far sembrare buono ciò che non lo è; si
dell’uomo fino a spostarne il punto di riferi- riveste di giudizio per accusare, anziché cor-
mento dalla natura all’uomo stesso: l’uomo reggere e indirizzare, si riveste di falso amore
si innamora della sua bellezza e si esalta per adulare, anziché avere misericordia; si
come un « dio » nel notare la sua capacità riveste infine di bellezza per « sedurre », an-
di ricrearla. ziché fare innamorare.
La bellezza come fenomeno cosmico Questa imitazione, questa « recita » del
(Kant) o come trasposizione artistica del fe- ruolo di Padre ben si addice a lui che ha fat-
nomeno (Hegel) trova nell’uomo moderno to esperienza delle cose del cielo, ma di esse
motivo di discussione, anche se poi la bellez- poi ne ha fatto un’autentica perversione.
za, come trasposizione, si banalizza e si mo- Giustamente sottolinea Dostoevskij:
difica maggiormente in relazione alla moda. « la cosa paurosa è che la bellezza non solo
La ricerca di stereotipi che assumano è terribile, ma è anche un mistero, è qui
valore assoluto di bellezza si sussegue, si che Satana lotta con Dio e il loro campo di
modifica in continuazione, anche in tempi battaglia è il cuore dell’uomo ».
brevi, assoggettata oggi più a un aspetto Per confondere l’uomo basta chiudere in
commerciale che filosofico o ideologico, e lui l’occhio: « La lucerna del corpo è l’occhio;
il cuore dell’uomo si confà a nuove forme, se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo
a nuovi amori. corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è
Come allora comprendere quale sia la malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se
vera bellezza? dunque la luce che è in te è tenebra, quanto
La bellezza è unica come lo è la bontà e grande sarà la tenebra! » (Mt 6,22).
la verità, e possederla, come dice il Vangelo, Ecco perché nel ciclo iconografico, al
ci rende liberi, senza condizionamenti. centro della fronte di Cristo, della Vergine
Come non riconoscerla con facilità, se e dei santi viene posto un segno, il terzo
per lei siamo stati fatti? Come non essere occhio centro della sapienza, l’occhio del- 15

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la fede. Chiudere all’uomo questo occhio In questo percorso la bellezza appare
significa deformare completamente in lui sulla terra: il Padre sacrifica il Figlio, e il
l’immagine della vita. Figlio obbediente si dona…
Quando il nemico riesce a chiudere Vivere adagiati nelle braccia di Dio si-
in noi questo occhio, non vediamo più la gnifica recuperare la pienezza della dimen-
bellezza o forse ne leggiamo solo una sua sione umana e ritrovare l’ambito per cui
l’icona e la bellezza

interpretazione, un suo « recitativo ». siamo stati creati. Veniamo così sospinti


La confusione diviene totale, non di- alla contemplazione totale della bellezza,
stinguiamo più la via del bello e la via del rimaniamo sbalorditi dall’immenso splen-
« brutto », le due vie ci appaiono uguali, dore di una luce, che illumina il nostro
entrambe buone. essere e tutta la storia della nostra vita. La
Quale bellezza dunque salverà il mondo? bellezza per cui siamo stati creati viene fatta
Pilato chiede a Cristo: « Che cosa è la vibrare all’unisono dalla bellezza che con-
verità? » e Cristo non parla, non discute, non templiamo fatta carne nella nostra vita, so-
recita, ma mostra quale sia la bellezza. spesi nell’estasi della vita nuova in cui il
Egli, « il più bello dei figli dell’uomo », Creatore ci ha rigenerato. Allora tutto ci
rende bello ciò che Isaia aveva definito senza appare desiderabile per acquistare saggezza;
bellezza: « Non ha apparenza né bellezza per recuperiamo la dimensione totale e profon-
attirare i nostri sguardi ». da della bellezza, dove godiamo appieno
Egli inganna « l’ingannatore » sceglien- di ciò che abbiamo detestato, desideriamo
do una via che questi non conosce, una via ciò che abbiamo fuggito: si apre una nuova
di bellezza sconosciuta anche agli angeli: strada nella contemplazione della croce che
perdersi totalmente, senza riserve, senza ri- ci introduce nelle viscere della misericordia,
torno, esercitando il potere di dare la vita dove riposiamo come bimbi divezzati in
per l’uomo e poi riprenderla di nuovo. braccio alla madre.
Questo diventa possibile anche per Ma in quale ambito cresce e si consoli-
l’uomo, perché Gesù Cristo gli ha aperto da questa bellezza? Qual è il luogo in cui la
la strada: l’uomo si fa uno con « l’amato » e bellezza viene comunicata, perché l’uomo
riceve in dono questo cambio di natura, si possa poi ricrearla nella sua vita? Non si può
apre a una nuova cosmologia avviandosi con parlare di bellezza cristiana senza parlare del
l’universo alla « pienezza ». giardino.
Tommaso d’Aquino così esprime la via
della nuova bellezza:
« Exitus a Deo »: Dio esce da sé e s’in- Il giardino, luogo della bellezza
carna.
« Exitus a se »: il Figlio esce da sé fino Quando Dio crea l’uomo, lo immerge
alla morte di croce. nella bellezza: « Il Signore Dio prese l’uomo
« Reditum ad Deum »: nella risurrezione e lo pose nel giardino di Eden, perché lo
di Cristo, attraverso lo Spirito Santo, l’uomo coltivasse e lo custodisse » (Gen 2,15).
ritorna a Dio. Sant’Ireneo di Lione afferma: « E questo
La bellezza diviene « extasis »: come giardino era tanto bello e tanto buono, che
Cristo per amore è uscito da se stesso per il Verbo di Dio vi passeggiava costantemente
« entrare » nell’uomo, così l’uomo per amore e si intratteneva con l’uomo, prefigurando
16 esce da sé per entrare in Dio. gli eventi futuri: cioè affermando che con

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l’uomo avrebbe abitato, avrebbe conversa- effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto
to, con lui sarebbe rimasto a insegnargli la nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti »
giustizia ». (Ct 4,16).
Nelle abitudini del popolo d’Israele i Giardino è quella stanza in cui ci riti-
giardini sono zone interne della casa molto riamo nel segreto (come dice il Vangelo) e
riservate, normalmente circondati da alti possiamo aprirne e chiuderne la porta.

l’icona e la bellezza
muri che non solo non ne consentono l’in- Giardino è il recinto dove la porta è
gresso, ma ne custodiscono l’intimità. Sono Cristo stesso, e dove il pastore ci conduce ai
luoghi per eccellenza dove gli amici si confi- pascoli rigogliosi (Sal 22) per nutrirci della
dano e dove l’amato si ritrova con l’amata. vita eterna.
Normalmente sono coltivati con cura e Ancora nel Cantico dei Cantici si procla-
custodiscono frutti e fiori che nella Scrittura ma: « Il mio diletto era sceso nel suo giardino
hanno assunto innumerevoli significati e fra le aiuole del balsamo a pascolare il gregge
sono caratterizzati da un’infinità di aromi nei giardini e a cogliere gigli » (Ct 6,2).
e di profumi, che aiutano a conservarne il Questo è il giardino che ogni uomo è
ricordo degli incontri. chiamato a coltivare e a custodire.
Questa immagine del giardino è stret- Nessuna bellezza nella vita passa dall’ef-
tamente legata alla bellezza, non solo per la fimero all’eterno se non trova nel dialogo,
relazione diretta con la meraviglia suscitata nella quiete del giardino il suo significato
dalle forme e dai colori o dallo stupore che profondo, e il suo dispiegarsi in un progetto
si vive nel seguire la crescita di fiori e piante, di un nuovo cammino.
ma soprattutto per l’esperienza profonda che Il giardino però non si realizza esclu-
si vive all’interno del giardino: l’incontro. sivamente nella luce taborica o nella risur-
Tutto il cammino della fede inizia, si evol- rezione, come nell’icona dell’apparizione a
ve e ha il suo epilogo nell’« appuntamento »: Maria Maddalena, ma anche nel segreto, e
la vita cristiana è una storia di appuntamenti silenziosamente, nella scena della crocifissio-
concreti, esistenziali, storici, attraverso i quali ne: il significato più profondo della bellezza
Dio s’incontra nella vita con l’uomo. Questi si svela nella croce. Nella apparente assenza
memoriali hanno con l’immagine del giardino totale di bellezza, nel non senso della morte,
una profonda relazione. nella completa sconfitta per la fede in Cristo
Il giardino è il luogo dell’intimità con può aprirsi la porta del giardino, e si ritrovano
Dio, il luogo dove Dio spiega all’uomo il i frutti migliori, ma è soprattutto lì che gli
significato dei fatti incomprensibili della sua aromi e i profumi divengono indimenticabili.
esistenza, dove si intessono patti, alleanze, Si realizza l’incontro senza riserve.
legami, segreti. È nel giardino del Getsemani che Cristo
Il Cantico dei Cantici, che esalta la bel- entra nella sua passione, ed è crocifisso di-
lezza nelle varie sue forme e trova nell’incon- nanzi a un giardino dove ritrova l’intimità
tro sponsale la sua più bella realizzazione, con il Padre, infine la sua tomba è posta
parla in continuazione del giardino. L’amato in un giardino, dove dalla morte passa alla
dice: « Giardino chiuso tu sei, sorella mia, risurrezione.
sposa, giardino chiuso, fontana sigillata » Il giardino è quindi il luogo profetico
(Ct 4,12). che prepara l’uomo al passaggio finale.
L’amata risponde: « Levati, aquilone, e È in questa esperienza che si riceve il
tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino, si bacio santo (« che mi baci coi baci della 17

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sua bocca »: Ct 1), quel bacio che, come unificato può scoprire un volto; è lì che la
dice san Bernardo, « lo conosce solo chi lo Chiesa costruisce le sue immagini interiori:
riceve ». le « belle » icone.
Il libro del Siracide lancia un invito: In questo colloquio, che poi diventa co-
« Ho detto: “Innaffierò il mio giardino e ir- stante, l’uomo diviene un « vero adoratore »
righerò la mia aiuola”. Ed ecco il mio canale (Gv 4) e inizia a trasformarsi e a incarnare
l’icona e la bellezza

è diventato fiume, il mio fiume è diventato una liturgia continua di lode: « Offrite i vo-
un mare » (Sir 24,29). stri corpi come sacrificio a Dio: è questo il
Nel giardino s’incontra lo sguardo del- vostro culto spirituale » (Rm 12,1).
l’amato, del più bello: è in questo luogo che Nasce l’uomo liturgico, e nasce nel giar-
i « puri di cuore vedranno Dio », che il cuore dino.

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Parola - Liturgia - Comunità
in relazione all’icona

La frase famosa dei Padri della Chiesa La risposta dell’uomo, che con stupore

Parola - liturgia - Comunità


« quello che la parola dice l’icona lo espri- assiste a questo intervento di Dio, è il canto,
me silenziosamente » non è certo da inten- l’esultanza, la « gioia incontenibile ».
dersi semplicemente come traduzione in Israele oltrepassa il mare all’asciutto,
immagini di ciò che si è ascoltato, quasi vede i suoi nemici affogare, dalla paura passa
fosse una sequenza cinematografica per alla meraviglia, dallo stupore al canto, alla
rendere in qualche modo maggiormente benedizione, alla lode. Questo « passaggio »
memorizzabile ciò che può risultare sfug- introduce l’uomo nella liturgia, dall’espe-
gente all’ascolto. È quel « silenziosamente » rienza del « passaggio » alla nuova vita, l’uo-
che esprime il passaggio dalla parola all’im- mo articola un « contesto » per dialogare e
magine. « Silenziosamente » è uno spazio ascoltare, per benedire ed essere benedetto,
di tempo nel quale la Parola ascoltata è… amare ed essere amato; un luogo dove rice-
ingerita, ruminata, e si fa carne in colui lebrare all’infinito questo incontro storico,
che l’accoglie. per poterlo rivivere (sacramentalmente) per
Il silenzio è il tempo dell’incarnazione, sempre.
il tempo in cui il potere di Dio crea. La liturgia è il luogo dove la bellezza si
Quando si dice « Parola di Dio » si fa dà, si riceve e si ricrea.
riferimento a ciò che Dio ha attuato e attua In questo contesto la bellezza si molti-
nella storia dell’uomo. plica, si confronta e si arricchisce, si sviluppa
Dio dice: « sia la luce »… e la luce fu. e si canonizza divenendo estetica; nasce e
Dio dice a Mosè: « stendi la mano » e il prende forma un’immagine.
mare si aprì. Una comunità ecclesiale traduce in li-
Dio dice: « colui che nascerà da te sarà turgia ciò che ha sperimentato e traduce in
santo » e il santo prende forma umana. immagini ciò che ha « visto » e interiorizzato.
Dio si manifesta all’uomo con una « pa- L’icona diviene l’espressione di una co-
rola » scegliendo il canale dell’udito per esse- munità che, dopo aver ascoltato la Parola di
re compreso; senz’altro il mezzo più debole, Dio, dopo averla ascoltata e resa « fatto », la
che però lascia all’uomo la libertà di ascolta- traduce anche in immagine. Questa imma-
re-ricordare o non ascoltare e dimenticare. gine, che l’artista ha il carisma di « fissare » o
La Scrittura segue la parola che si rea- « ritrascrivere », è resa « canonica » dalla corri-
lizza e si concretizza nella storia. spondenza con immagini che già risiedono
Sapiente è la proclamazione liturgica nell’esperienza dell’assemblea e che il vesco-
della Scrittura in assemblea che si conclu- vo, come colui che gestisce beni comuni (ca-
de dicendo « Parola di Dio » come se fosse rismi), le rende credibili e le conferma.
un’esortazione, un augurio, nella speranza Prima di addentrarci maggiormente
che la Scrittura proclamata diventi per qual- nella relazione esistente fra icona e litur-
cuno « Parola di Dio », si concretizzi nella gia è bene ricordare come si sia sviluppata
vita. Accogliere la Parola è far sì che questa nell’ambito cristiano la rappresentazione
diventi parte della vita e si compia in noi. iconografica. Poche pennellate ci aiutano a 19

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comprendere il passaggio dal simbolo all’im- segno tangibile dell’incarnazione nella storia
magine e quindi l’utilizzo dell’immagine in dello spirito di Cristo e quindi dell’inabita-
sede liturgica. zione di Dio nell’uomo, fece sì che si aprisse
un varco per la rappresentazione umana di
Dio, attraverso l’immagine di Cristo Gesù.
Dal simbolo all’immagine Iniziarono in seguito ricerche sul vero
Parola - liturgia - Comunità

volto di Cristo, sulle sembianze reali di


Molto importante è la relazione esi- Maria e sulla ritrattistica dei santi.
stente fra esperienza concreta di Cristo, cioè Timidamente, alle soglie del quarto se-
incarnazione della dottrina cristiana e icona, colo, nasce l’iconografia.
immagine dell’incarnazione. L’intenzione non è tanto di rappre-
Sappiamo tutti che nei primi secoli, sentare la « fotografia » di Cristo, quanto
per l’influsso della tradizione ebraica, il cul- l’immagine trasfigurata dell’uomo nuovo.
to delle immagini e la rappresentazione di Nasce la teologia della presenza e l’utilizzo
Dio erano praticamente proibiti e visti con dell’immagine in ambito liturgico.
grande preoccupazione, per timore di una
contaminazione con i culti pagani molto
ricchi di raffigurazioni soprattutto statuarie. Immagine e liturgia
Successivamente la riflessione teologica sul-
l’incarnazione di Cristo ha aperto possibilità Joseph Ratzinger nel suo testo Introduzione
nuove di fissare un’immagine visibile di ciò allo spirito della liturgia ricorda che nonostante
che i discepoli avevano toccato e visto. il divieto contenuto nella Scrittura di realizzare
Il passaggio in realtà non fu così sempli- qualsiasi immagine sacra, si siano manifestate
ce e automatico, tanto che le prime rappre- già in ambito giudaico alcune rappresentazio-
sentazioni cristiane presenti nelle catacombe ni, presenti nelle più antiche Sinagoghe (vedi
furono sempre simboliche: pani, pesci, buon ad esempio Edessa).
pastore ecc… Queste raffigurazioni di scene bibliche
Le sembianze reali umane di Cristo e non avevano la funzione di semplici foto-
della Vergine sono ancora lontane, e so- grammi storici, ma, come afferma Ratzinger:
prattutto lontana è l’immagine come evo- « una forma di racconto che, facendo memo-
cazione dell’archetipo; e la teologia della ria, attualizza una presenza (Haggadah) ».
presenza non è ancora stata approfondita. Le grandi narrazioni (Haggadah di
Molto interessante è vedere il percorso devo- Pasqua) rappresentano per Israele un pas-
zionale-liturgico che parte da queste prime saggio fondamentale per la trasmissione
rappresentazioni, unicamente simboliche, e della fede ai figli, poiché hanno una rela-
arriva a quelle iconografiche vere e proprie. zione con il rendere nuovamente presente
L’adorazione della croce fu il primo segno la forza redentrice dell’intervento divino
nella direzione simbolica, essendo, appunto, la (memoriali).
croce l’elemento costitutivo della fede cristia- Esiste paradossalmente una continuità,
na. Successivamente ci vollero testimonianze sottolinea Ratzinger, fra le immagini nella
di fede forti come il martirio, perché iniziasse Sinagoga e le immagini nella Chiesa dove
un percorso verso la rappresentazione. ciò che è più importante non è l’aspetto
È interessante notare il fatto che la na- didattico o narrativo (insegnamento della
20 scita del culto per le reliquie dei martiri, storia attraverso le immagini): « Nelle feste

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ICONE vita gesu_COP 26-09-2012 11:48 Pagina 1

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PAOLA E DAVID LA FEDE, marito e mo- Sulle icone esistono già innumerevoli
glie, sono titolari dal 1984 di una ditta di Paola e David La Fede - Gianfranco Lazzaroni libri riguardanti la loro storia, la teologia,
decorazioni e restauro che opera sul terri- l’interpretazione delle immagini ecc. Per-
torio nazionale. Vantano una pluriennale ché, allora, un nuovo libro?
esperienza nel settore dell’iconografia con
ricerche particolari sui pigmenti antichi
(purificazione e utilizzo) e sulla mineralo-
gia nel settore pittorico. Insegnano tecno-
ICONE SULLA VITA Semplicemente perché questo ciclo
iconografico dipinto dai coniugi Paola e
David La Fede per la chiesa parrocchiale
di Sant’Antonio Abate in Corti di Costa
logia e tecnica della decorazione presso
l’Accademia di Belle Arti San Giulia a
Brescia. Hanno lasciato frutto della loro
arte in Italia e all’estero. A Brescia hanno
DI GESÙ CRISTO Volpino (provincia di Bergamo e diocesi
di Brescia) è « nuovo » e a servizio della
nuova evangelizzazione.
Si tratta praticamente di sette icone
« Queste icone, qui spiegate con dovizia di riferi-
impreziosito la chiesa della SS. Trinità per la nuova evangelizzazione (Natività, Battesimo, Crocifissione, Pan-
con tre icone absidali e le quattordici sta- menti biblici e patristici, vengono in soccorso a noi tocratore, Risurrezione, Apparizione sul
zioni della Via Crucis racchiuse in una lago di Tiberiade, Pentecoste) che costi-
iconostasi che abbraccia la rotonda dell’e- distratti consumatori di realtà caduche, per cogliere il tuiscono la corona misterica sull’architra-
dificio. I coniugi La Fede esprimono la lo- ve del presbiterio della suddetta chiesa.
ro arte in assoluta fedeltà alla tradizione “santo” che si annuncia e si celebra nella liturgia e Queste sette icone, presentate in que-
iconografica (hanno consultato diretta- sto libro, sono completamente libere da
mente centinaia di icone dei monasteri per immergici, quasi percettibilmente, nel mondo de- ogni forma di archeologismo, non vengo-
russi); non solo fedeltà esecutiva, anche
se ripensata per il nostro tempo, ma so-
finitivo che viene offerto “nei riti e nelle preci” della no da alcuna « moda iconografica », non
copiano schemi che poi devono essere

ICONE SULLA VITA DI GESÙ CRISTO


prattutto fedeltà di spirito e di fede in un santa Chiesa, Sposa di Cristo, risvegliando in tal mo- spiegati, ma nascono dal basso, cioè dal
contesto fondamentale dello scrutare la cammino di fede, dalla lettura attenta del-
Scrittura in costante preghiera. do la nostalgia dell’homo aeternus e mostrando lo la Scrittura e dalla celebrazione comuni-
taria della stessa, dalla gioia di essere cri-
GIANFRANCO LAZZARONI, parroco del- splendore dell’uomo nuovo. Si aprono all’accoglienza stiani oggi.
la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio dell’annuncio cristiano, che intende trasformare ogni Sono icone « nuove », nate dalla Chie-
Abate in Corti di Costa Volpino (Berga- sa che cammina sulla via indicata dal
mo), ha commissionato ai coniugi La Fede uomo che viene a questo mondo in icona vivente del Concilio Vaticano II. Sono icone per la
il ciclo iconografico absidale presentato in nuova evangelizzazione, adatte per la ca-
questo volume. Figlio dell’Altissimo e dell’umile Vergine Maria ». techesi e soprattutto capaci di unire i « mi-
steri » della salvezza con la vita, per aiu-
tarci a cogliere il passaggio del Signore,
(Dalla Prefazione di Pier Giordano Cabra) affinché la sua gloria trasfiguri il nostro
cuore, la nostra mente e le nostre forze. È
importante, infatti, per la nuova evange-
lizzazione, che la comunità cristiana sia
visibile, sappia manifestare in ogni ambi-
to dell’esistenza la bellezza e lo splendore
della vita in Cristo.

Ogni icona viene descritta dagli auto-


ri (preludio e lettura dell’icona), soffer-
mandosi soprattutto sui particolari, ap-
profondita nel suo significato (commento
catechetico) e « celebrata » con una litur-
gia comunitaria della Parola o con la pre-
ghiera personale grazie ai numerosi e ric-
chi testi dei Padri della Chiesa.

In copertina: Pantocratore, di Paola e David La Fede


(chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Corti di
Costa Volpino).

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