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Collège Sismondi - Corso di italiano - Classi di terzo anno - Alberto Cairoli / Ivan Laetsch

Fonti :
Maria SERAFINI, Come si fa una dissertazione, Edizione Strumenti Bompiani, Milano, 1987 (libera sintesi del testo) –
parte A.
R.J. PRATELLI, Chiaro, Aix-en-Provence, Ed. Martorana, 1985 (libera rielaborazione del testo) – parti B e C.
S. FORNASIERO, S. TAMIOZZO GOLDMANN, Scrivere l'italiano, il Mulino, Bologna, 1999 – parte D.

Redigere in italiano : parliamone un attimo ...

A - Alcune regole elementari per chi deve fare una


composizione scritta (tema, dissertazione)

1. Leggere attentamente i temi proposti e riflettere prima di sceglierne uno.

2. La scaletta
Una scaletta è costituita da una lista di elementi organizzati gerarchicamente; i suoi
componenti possono essere parole chiave, frasi o periodi che traducono le idee principali
che saranno sviluppate e le argomentazioni di ciascuna idea. La scaletta ha una struttura
di questo tipo:

Introduzione
A
a.
1.
2.
b.
c.
B
a.
b.
Conclusione

N.B.: Può sembrare un lavoro lungo e faticoso, ma se si lavora ordinatamente e con


diligenza a questo livello, il lavoro di redazione diventa davvero molto più facile !

3. La redazione
3.1 Il paragrafo

Il paragrafo è una porzione di testo racchiusa tra due punti e a capo; può contenere vari
periodi individuati da punti o punti e virgola.
L'ipotesi di lavoro è che a ciascun paragrafo deve corrispondere un'unica idea della
scaletta (metodo consigliabile agli studenti che incontrano le maggiori difficoltà nello
scrivere), che deve però essere verificata via via che si procede nella scrittura; è possibile,
ad esempio, raggruppare più idee presenti nella scaletta in un unico paragrafo, oppure
associare alla stessa idea più paragrafi, quando queste scelte permettono una migliore
organizzazione del testo.

3.1.1 Struttura dei paragrafi

Si possono riconoscere varie strutture con le quali si sviluppa un paragrafo; tra di esse
consideriamone tre.

a. Sviluppo per esempi: l'idea o tesi viene mostrata con esempi.

b. Sviluppo per confronto e contrasto: il paragrafo sottolinea le similarità o/e le differenze


fra oggetti, termini, idee. Due strutturazioni del paragrafo sono possibili:
- per frasi separate: le due descrizioni sono separate;
- per coppie: si passa successivamente da una descrizione all'altra.

c. Sviluppo per riquadri: in questo caso il paragrafo ha una struttura chiara che viene
indicata sin dall'inizio. Esempio: Ci sono tre ragioni da mettere in evidenza: la prima
è ..., la seconda è ..., ...

3.1.2 Gli elementi fondamentali del paragrafo

a. L'asserzione: presenta l'idea principale del paragrafo.

b. L'informazione: contiene i dati di supporto all'asserzione.

c. La garanzia: costituisce il legame tra l'asserzione e l'informazione e mostra l'importanza


della seconda nel sostenere la prima (se il legame tra le due è chiaro può essere
sottintesa).

3.1.3 Tre tipi principali di paragrafo

Questa classificazione rappresenta una semplificazione rispetto alla realtà; infatti l'analisi
di un testo dimostra che generalmente ciascun paragrafo presenta caratteristiche miste.

a. Il paragrafo narrativo o cronologico: è costituito da una sequenza di asserzioni-


informazioni che non richiedono una garanzia; è tipico di un diario, di un racconto in cui si
espongono fatti in ordine cronologico (con inclusione possibile di proiezioni all'indietro o
anticipazioni), di una procedura.

b. Il paragrafo descrittivo o spaziale: permette di descrivere personaggi, ambienti e


oggetti, possibilmente presentati con ricchezza di dettagli. L'asserzione e l'informazione
sono importanti mentre la garanzia non è necessaria.

c. Il paragrafo espositivo-argomentativo: bisogna convincere il lettore (proponendo dati e


osservazioni) della validità della tesi che si vuole difendere. L'asserzione, l'informazione e
la garanzia sono importanti e la garanzia in genere precede l'asserzione: la scelta è di
tipo strategico per convincere il lettore della validità della tesi. In questi paragrafi è
necessario costruire ragionamenti corretti e persuasivi che coinvolgano il lettore:
- essere, per quanto possibile, concreti;
- evidenziare immediatamente gli aspetti importanti della tesi;
- usare pochi argomenti, forti, piuttosto che fare un elenco.

3.2 Meglio mostrare che dichiarare

Evitare di essere generici, cioè di dichiarare soltanto ... e quindi passare ad altro.
Bisogna spiegare, cioè dimostrare , portare esempi, dare dettagli che coinvolgano il
lettore. Questo si ottiene associando alle idee immagini concrete
3.3 I connettivi

In uno scritto , le varie parti (paragrafi, proposizioni) devono essere collegate fra loro, in
modo di aiutare il lettore a seguire il filo del discorso. I legami possono essere espressi
linguisticamente in vari modi:

a. usando un pronome che si riferisce a un elemento precedente del testo;


b. ripetendo una parola chiave che si riferisce all'elemento centrale del discorso;
c. usando un'espressione che sintetizza l'idea espressa nella frase o nel paragrafo
precedente, da cui si riparte;
d. usando espressioni di transizione che traducono legami logici, come ad esempio:
1. Conseguenza, causa e effetto: quindi, perciò, segue che, ne risulta che,...
2. Esemplificazione: per esempio, cioè, come,...
3. Contrasto e concessione: ma, ciononostante, tuttavia, al contrario, invece, sebbene,
d'altra parte,...
4. Riaffermazione o riassunto: in altri termini, in breve, infatti,...
5. Legame temporale: non appena, in seguito, finché,
quando, alla fine, poi,...
6. Legame spaziale: accanto, sopra, sotto, alla sinistra, in
mezzo, sullo sfondo,...
7. Somiglianza ed enfatizzazione: allo stesso modo, slmilmente, del pari,...
8. Aggiunta: e, poi, inoltre, anche, in aggiunta,...
9. Conclusione: infine, per riassumere, concludendo,...

3.4 Le introduzioni e le conclusioni

Si tratta di due paragrafi particolari che devono essere coerenti col corpo centrale del
lavoro. È perciò conveniente realizzarli alla fine, quando le idee sono state ormai
sviluppate.

3.4.1 Le introduzioni.

Esistono due tipi di introduzioni:

a. Introduzione inquadramento:
Si inquadra il problema, se ne dichiara l'importanza e l'attualità.
Si può anche contestualizzare il problema proposto nel titolo in una prospettiva più ampia
tra altri problemi. Si possono inoltre porre le domande a cui lo svolgimento risponderà o
presentare sinteticamente la tesi che verrà sviluppata dallo scritto.

b. Introduzione per catturare l'attenzione:


Con questo tipo di introduzione si cerca di attirare immediatamente l'interesse del lettore,
utilizzando frasi a effetto che lo coinvolgano. Si possono ad esempio:
- utilizzare citazioni o informazioni curiose;
- presentare esempi concreti che anticipano problematiche poi sviluppate nel testo;
- presentare personali esperienze concrete (raccontate usando la prima persona).

3.4.2 Le conclusioni.

Esistono tre tipologie di conclusioni:

a. La conclusione-riassunto, che presenta in modo riassuntivo tutti i principali problemi


trattati nello scritto.

b. La conclusione-proposito in cui si indicano altri argomenti che non sono stati affrontati o
che non sono stati approfonditi (per esempio a causa della mancanza di tempo o di
informazioni), ma che meriterebbero di essere trattati (ad esempio in uno scritto
successivo).

c. La conclusione a effetto, che propone un fatto curioso, un paradosso o una battuta in


relazione a quanto trattato e che permettano al lettore di accomiatarsi dallo scritto con un
ricordo positivo e divertito.

B - Parole per redigere un testo

Introdurre
Anzitutto, in primo luogo (avant tout, en premier lieu). al principio (au debut), prima
(d'abord), a prima vista (de prime d'abord)
Prendendo le mosse da..., iniziando da (en prenant comme point de depart ... en
commençant par...).
Di che ci tratta (de quoi s'agit-il ? de quoi est-il question ?).
Senza uscire dall'argomento (sans sortir de la question) ... questo è il problema (c'est la
la queslion).
Sviluppare
Quindi, poi (puis. ensuite), in seguito (par la suite), da una parte... dall'altra (d'une part...
d'autre part...), anche, pure (aussi), neanche, neppure (non plus), in qualche modo (en
quelque sorte).
Approfondire
Non solo... ma anche (ma pure)... (non seulement... mais aussi...).
Inoltre (en outre), per di più, per giunta (de surcroìt).
Magari (voire, peut-être même), a maggior ragione (à plus forte raison...).
Eccessivamente (excessivement), spropositatamente (démesurément), infinitamente
(infiniment).
Opporre
Però = tuttavia = ciò nonostante = nondimeno (cependant. toutefois, néanmoins). In
compenso (en revanche). Per contro (par contre). Invece, anzi (au contraire). A dispetto
di (en dépit de...). Sebbene (+ subj.). benché (+ subj.) (bien que...).
Esprimere il tempo
Quando (quand, lorsque). Durante, per (pendant...). Mentre (pendant que...).
Ogni volta che = Ogni qualvolta... (chaque fois que...).
Man mano (che).... via via (che) (au fur et à mesure que...).
(Non) appena... (dès que...).
Prima che (+ subì ). (avant que...). dopo che ( + ind.)... (après que...).
Finché, fintantoché (jusqu'à ce que...).
In quel mentre (sur ces entrefaites), nel frattempo (en attendant. entre temps).
In attesa che (+ subj.)... (en attendant que...).
Esprimere la conseguenza
Allora (alors), quindi (donc, par consequent), perciò (c'est pourquoi).
E così (ainsi donc, c'est ainsi que...). Tanto... che (tellement... que...) In (di) modo che (+
ind.) (en sorte que...).
Concludere
Riassumendo, in poche parole (en résumé, bref).
Forse (+ ind. ou cond.), chissà che non (+ subj.)... (peut-être + Ind. ou Cond.).
Infine, alla fine, da ultimo, insomma, per concludere, in conclusione...

C - Parole per parlare di un testo

II testo s'intitola...
La pagina, il cui titolo è... (La page dont le titre est ...).
Questo brano consta di... (Ce passage se compose de...) ... paragrafi, parti.
Il tema, l'argomento svolto dall'autore (le thème, le sujet, que développe l'auleur).
In questo racconto (in questa novella), in questo aneddoto, si tratta di... (dans ce récit
dans cene nouvelle -, dans cette anecdote. il s'agit de...).
L'interesse del brani scelti consiste (sta) nel... (L'intérêt des morceaux choisis réside
dans...).

II testo suggerisce idee... pensieri... desta (éveille) l'attenzione... Dobbiamo riflettere...


(réfléchir)... Bisogna sottolineare (souligner)... La progressione, le peripezie, le vicende...
si svolgono secondo... (se déroulent selon). Le diverse fasi, le circostanze...

C'era una volta... (Il était une fois). Succede che... (Il arrive que).
Notiamo che... (Nous remarquons que...) L'autore allude a... (l'auteur fait allusion à...).
Gli avvenimenti (eventi) narrati... (les événements exposés...).
II personaggio che svolge una parte importante... (... qui joue un grand rôle).
una parte secondaria, una parte modesta...
Gli aspetti più (les plus...) originali..., più pittoreschi...
L'autore ha dipinto a larghi tratti... (...a brossé à grands traits) ... ha descritto in ogni
particolare... (... a décrit d'une façon trés détaillée...)...

Si prova un senso di... (nous ressentons. nous éprouvons un sentiment de...).


Peccato che (+ subj.) (il est dommage que...).
A quanto mi consta (d'aprés ce que j'en sais, d'aprés ce que je constate).
A quanto risulta (à ce qu'il semble).
Senza dubbio (sans aucun doute). Senza possibilità di dubbio (à n'en pas douter).
Probabilmente, molto probabilmente, certamente, sicuramente.
Sarà un... (C'est peut-être un...). Sarà stato un... (Ce qui peut-étre un...).
Se è il caso... (Si cela se trouve...) . C'è di peggio (il y a pire).
Alla peggio (tant bien que mal). Per fortuna, meno male (heureusement).
Sfortunatamente, disgraziatamente, purtroppo (malheureusement).

Il dialogo, il monologo, la conversazione, l'esposizione (la relazione) (l'exposé).


la precisione di ogni termine (la justesse de chaque terme)...
le utili precisazioni apportate dall'autore (les utiles précisions - éclaircissements).
L'immagine, il simbolo...
Personifica (il personifie). paragona (il compare), simboleggia (il symbollse)...
Paragoni, metàfore...
Somiglianze sorprendenti (stupefacenti) (des ressemblances frappantes).
Imprevisti (Improvvisi) raffronti (des rapprochements inattendus).
Batte e ribatte su... (il insiste sur...).
Le vivaci battute del dialogo (les alertes répliques du dialogue).
Le battute di spirito (les boutades) , le arguzie (les mots d'esprit).
I motti pungenti, i frizzi, i lazzi (les traìts. les flèches. les pointes, les railleries).
Un bisticcio (di parole) (un calembour, un jeu de mots). una verità lapalissiana (une
lapalissade).
L'umorismo nero (l'humour noir). Il senso dell'umorismo (l'humour).
In fin dei conti (en fin de compie, bref).
Finisco col pensare che... (... par...). Arrivo alla conclusione (J'en arrive...).

D - Per una scrittura efficace

Partiamo dunque subito dal tempo, che non va sottovalutato.


Se lo studioso per scrivere un saggio dispone di un tempo che può, almeno in parte, adattare
ai suoi ritmi di lavoro, lo studente medio o universitario che affronta un esame scritto deve
invece rapportare sforzi ed energie a un orario ben circoscritto, non suscettibile di
accomodamenti ad personam.
È dunque indispensabile fare un po' d'ordine dentro di sé e ripartire subito con
attenzione il tempo di cui si dispone, da quello che si pensa di impiegare per la
lettura e per l'analisi del titolo proposto a quello che si vuole riservare alla
rilettura della prova. Va da sé che per trovare una organizzazione adatta alle esigenze
della situazione bisogna liberarsi dall'habitus mentale di presumere che, ad esempio, lo
svolgimento di un tema si compia giustapponendo una serie di frasi più o meno pertinenti al
titolo proposto, senza un disegno o un ordine, improvvisando un discorso "di getto", con al
massimo il proposito di ricopiarlo in migliore grafia (cosa che di solito peggiora il testo di
partenza).
In questo modo il rischio più grande è quello di andare fuori tema, di fare affermazioni
scoordinate, di consegnare un campione di "spontaneità" privo di coerenza interna.
Fermo restando che sulla falsariga dei primi tre momenti indicati dalla retorica antica (inventio,
dispositio, elocutio, che faremo corrispondere alla ricerca degli argomenti, alla loro disposizione
e alla loro esposizione) ognuno organizzerà il suo schema come più gli è congeniale, proviamo
ora a indicare un percorso a grandi linee adattabile a diverse situazioni.
Cominciamo col dire che per la prova scritta di italiano è bene avere a
disposizione due diversi gruppi di fogli, che corrisponderanno a due ideali tavoli
di lavoro: nel primo si costruirà, con la massima precisione, l'impalcatura del
discorso; il secondo accoglierà invece il lavoro finito, ripulito e "montato".
Nel primo "tavolo" rientreranno le operazioni che per comodità possiamo
definire degli appunti, della scaletta, del discorso con nessi logici esplicitati. Sul
primo gruppo di fogli, cioè, si prepara l'elaborato senza paura di pasticciare e
di cancellare, come in un'officina ben funzionante, dove è inevitabile sporcarsi
e fare disordine.
È bene essere larghi di tempo nell'analisi dell'argomento proposto. Un
buon suggerimento è quello di considerare l'argomento alla stessa stregua di
un problema da risolvere, senza precipitazione.
(...)
Sia ben chiaro che qui non stiamo proponendo uno svolgimento, ma una metodologia di
svolgimento, suscettibile di adattamento ai ritmi, alle esigenze e alle conoscenze di ciascuno.
Non è da escludersi, tra l'altro, il caso di chi preferisca compiere mentalmente tutte le
operazioni preliminari alla stesura e poi scrivere un discorso già ben organizzato.
Quello che ci preme è far riflettere sul fatto che un discorso scritto attraversa, in ogni caso,
una serie di passaggi preparatori.
Non bisogna temere, si diceva, di pasticciare il foglio dove si costruisce il discorso. Se alle
diverse letture della traccia proposta verranno in mente idee, frammenti di citazioni, spunti
ancora confusi, è bene scriverli e catalogarli tra gli appunti. È da questa sorta di canovaccio
iniziale che può evolvere uno svolgimento corretto. È dall'organizzazione di queste prime idee
che si costruisce, eliminando e integrando, lo schema che reggerà il discorso completo. Anzi, a
volte, l'acutezza delle prime annotazioni è la garanzia della buona riuscita di uno scritto.
(...)
Nel corso di una prova scritta di italiano non c'è tuttavia molto tempo e
bisogna dunque imparare a organizzarsi. Da una rilettura attenta delle prime
impressioni annotate è già possibile decidere, in base alle proprie conoscenze,
cosa è utile mantenere, cosa invece è superfluo e disturbante, cosa manca e va
in un modo o nell'altro inserito (...).
Il tempo da dedicare a questa operazione può variare, anche a seconda della
"facilità" o della "difficoltà" della prova.
La seconda fase da affrontare è la più delicata, perché riguarda la
costruzione, l'impalcatura del testo.
In primo luogo bisogna decidere quale ragionamento privilegiare. Nel caso si
tratti di un tema relativo al dibattito corrente, per esempio la progressiva informatizzazione
della scuola media inferiore e il ruolo svolto dai computer come strumenti di apprendimento, se
si ha già pronta una serie di appunti che sembrano sensati, si deve stabilire un percorso logico:
è utile la diffusione dei computer proprio a questo punto della scuola dell'obbligo? Se sì, in
quali aree disciplinari? È il computer uno strumento in grado di migliorare il livello medio di
istruzione, o invece isterizza gli alunni i quali, a furia di confondere giochi e impegno scolastico,
finiscono per disabituarsi alla concentrazione e alla riflessione? Cosa si sa dei meccanismi di
apprendimento della prima adolescenza? E così via.
In secondo luogo vanno classificati gli esempi, i ragionamenti, le citazioni,
i riferimenti critici che si è in grado di esibire. Per restare al computer, si possono
elencare e commentare alcune esperienze note, in cui studenti della scuola dell'obbligo hanno
ottenuto ottimi risultati nell'apprendimento, dall'ortografia alla matematica (o pessimi, se
invece è questo l'indirizzo del ragionamento). È possibile far riferimento al dibattito in corso
(giornali, saggistica, pareri di esperti nel settore o di pedagogisti, ecc.), ed eventualmente
indicare modelli e programmi più adatti.
Infine va esplicitata la tesi scelta, legando con nessi logici le diverse parti
della mappa preliminare, facendo sì che non appaiano giustapposte senza
criterio, ma collegate in modo omogeneo; gli argomenti che non servono
vanno eliminati drasticamente e invece approfonditi e sviluppati quelli
principali.
Il discorso con nessi logici esplicitati deve, in altre parole, perfezionare lo
schema. Se quest'ultimo sarà stato costruito con precisione non ci saranno
difficoltà o intoppi.
Possiamo pensare allora a un percorso in quattro tempi che, per quanto
riguarda il tema, si innesta sulla seguente scaletta:
• Stendere una bozza delle parti fondamentali del tema (ed è bene scrivere fin
da subito le frasi essenziali, anche dei passaggi intermedi).
• Scrivere la parte centrale, con i nessi logici ben esplicitati, seguendo
attentamente lo schema.
• Scrivere la conclusione.
• Scrivere (o, in ogni caso, completare) l'introduzione, che
ora può annunciare qualcosa che effettivamente sarà trattato nel corso dello
svolgimento e non conterrà, come talvolta accade, una lunga serie di propositi
pomposi destinati a rimanere disattesi. Il vantaggio di scrivere l'introduzione
alla fine sta proprio nel poter esporre, con cognizione di causa, la strategia
scelta e nel poter entrare in argomento con sicurezza.
Le diverse sezioni ormai pronte si trasferiscono adesso, per l'accurato
montaggio finale, sul secondo tavolo: qui, come nell'officina di cui si parlava
prima, i pezzi costruiti per formare un oggetto dovranno essere incastrati al
posto giusto e poi lucidati; vale a dire che dovremo stendere compiutamente il
compito e rileggerlo con calma per correggere eventuali errori o per
eliminare eventuali ripetizioni.
(...)
Una scaletta ben fatta, come si è visto, rappresenta a tutti gli effetti l'ossatura
del discorso; basterà svilupparne ordinatamente i singoli punti per costruire
con relativa facilità il testo completo. È quel che fanno molti bravi docenti,
conferenzieri, oratori, quando li sentiamo parlare a lungo, apparentemente "a
braccio", senza per questo rinunciare al rigore e alla linearità della loro
esposizione: hanno davanti una scaletta ben organizzata e sono allenati a
"mettere in parole" con disinvoltura i concetti sinteticamente indicati nei punti
di quella traccia.
Quando si deve scrivere, il passaggio dalla scaletta al testo (...) è ovviamente
più lento e meditato, può permettersi dei ripensamenti, soprattutto deve
dedicare maggiore attenzione alla qualità dei nessi che collegano fra loro i vari
blocchi del discorso. (...)
Il lettore, insomma, si aspetta (anzi pretende) di sapere come valutare
l'importanza di ogni nuova informazione e come disporla cronologicamente
rispetto alle altre: solo a queste condizioni riesce a percorrere il testo per
intero e a seguirne i ragionamenti.
Dunque chi scrive deve esplicitare anche per mezzo di formule causali
(«perciò, di conseguenza, perché, poiché») il rapporto di causa-effetto
esistente, secondo lui, fra due fatti; se invece espone un argomento
contrastante con la tesi da dimostrare, le formule concessive («malgrado ciò,
tuttavia, benché, anche se») lo aiuteranno a circoscriverne l'importanza; se,
fra molti argomenti, uno gli sembra più forte e probante di altri, è giusto che lo
segnali con formule che istituiscono una gerar-chia («soprattutto, in primo
luogo»); se pensa di articolare in tre blocchi principali il suo ragionamento, è
utile che ne informi il lettore (« esaminerò tre aspetti fondamentali del
problema »), e così via.

S. FORNASIERO, S. TAMIOZZO GOLDMANN, Scrivere l'italiano, il


Mulino, Bologna, 1999, pp. 34-38.