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L ’i m m a g i n e d i T r a i a n o

NEL FOLKLORE SUD-EST EUROPEO*

Alexandru Madgearu
Istituto di Storia M ilitare,
Bucarest

T r a ia n o è diventato un eroe leggendario nella m itologia m edioevale, in


O ccidente com e n ell’Oriente. Q uest’evoluzione è com inciata con la propaganda
im periale, che ha assim ilato l’im peratore con gli eroi storici e mitici A lessandro il
Grande, Ercole e Dionigi. Traiano è diventato così un ipostasi dell’eroe
civilizzatore1. Il carattere civilizzatore dell’eroe rom ano è fondato sugli attributi del
m odello ideale d ell’im peratore concepito da Dione Chrysostomo: 1‘eroe
conquistatore (philostratiotes) e l’eroe fondatore (philopolis)2. La funzione
principale del m onarca ellenistico e rom ano fu quella di ktistes / conditor, dunque
di costruttore3. L a m itologia dell’attività costruttiva di Traiano deriva proprio dalla
sua condizione di ipostasi dell’eroe civilizzatore.
Il ciclo di leggende creato nel tem po nell’Occidente latino ha rilevato
specialm ente lo spirito di giustizia di Traiano (una fu inserita anche nel Purgatorio
di Dante). D urante i secoli VIII e IX fu diffusa la leggenda secondo la quale il Papa
Gregorio il Grande avrebbe pregato Dio per la redenzione dell’anima di Traiano,
l’unico pagano che avrebbe ricevuto un tal favore. Secondo Procopio di Caesarea
(De A edificiis, IV. 11), una fortificazione dei M onti Rhodopi era chiam ata nel VI0
secolo toù hagiou Traianoù. Non è sicuro se il nom e si riferisca all’im peratore o ad

Questo studio riassume una parte del libro “Daci e romani nella memoria popolare
romena”.
1 A. N. ClZEK, Eroi politici ai Antichităţii. Modele ideologice şi literare, B u c a re s t, 1976:
2 2 6 , 2 4 7 ; G . C . PICARD, Les Trophées romains. Contribution à l ’histoire de la religion et de l ’art
triomphal de Rome, P a rig i, 1957: 3 7 6 -3 7 7 , 4 0 8 -4 0 9 ; ClZEK, Epoca lui Traian. împrejurări istorice şi
probleme ideologice. B u c a re st, 1980: 3 5 2 -3 5 3 , 362.
2 ClZEK, Eroi politici, cit.: 2 4 6 .
3 Ibidem : 2 2 7 .
29

un vero santo che sarebbe vissuto in M acedonia nel quarto secolo (anche in Francia
esiste un villaggio Saint-Trojcin-les Bains)4. La letteratura bizantina ha consegnato
altre leggende che parlano della giustizia di Traiano5.
N elle tradizioni dell’Europa di Sud-Est, l ’im m agine di Traiano ha
acquistato una dim ensione diversa, fondata sul fatto reale che l’im peratore fu anche
un grande costruttore. M olte città, vie ed il fam oso ponte di D robeta sul Danubio
furono erette durante il suo regno nelle province sud-est europee. Le città
portavano il suo nom e (Tropaeum Traiani, Augusta Traiana, Ulpiana), il nome
della sorella (M arcianopolis), o d ell’im peratrice (Plotinopolis)6. È noto il fatto che
le tradizioni popolari sopravvivono m eglio quando sono associate alle rovine di
costruzioni antiche. La m em oria di Traiano fu preservata grazie a tali vestigia, che
tuttavia non gli appartengono tutte. L ’archeologo rom eno R adu Vulpe osservava
che Traiano è diventato nelle tradizioni sud-est europee un sim bolo per ogni
costruzione m onum entale considerata rom ana7. L a form a predom inante di cultura
fu orale nei paesi balcanici e questo fatto ha perm esso una m igliore trasm issione
della m em oria di Traiano. Anche la m em oria di D iocleziano è sopravvissuta nella
sua patria, Dalm azia, specialm ente grazie al suo gigantesco palazzo di Salona8.
V arie vie antiche della Penisola B alcanica ed anche della R om ania portano
il nome di Traiano. L a via O escus-Philippopole è ricordata con questo nom e alla
fine del sesto secolo9. A ncora oggi, un passo ed una città sulla stessa via si
chiamano Trojan10. L a più im portante via rom ana che fu usata anche nel M edio
Evo e che collegava Singidunum (B elgrad) e Costantinopoli è nom inata Trojanov
p u t (Trojanski put) dai bulgari e Trajan jo l dai turchi. Il viaggiatore Anton

4 Le leggende occidentali su Traiano sono presentate da: A. G ra f, Roma nella memoria e


nelle immaginazioni del Medio Evo, II, Torino, 1883: 1-45; R. P arib en i, Optimus Princeps. Saggio
sulla storia e sui tempi d e ll’imperatore Traiano, II, Messina, 1927: 313; G. W h a t l e y , “The Uses of
Hagiography: The Legend of Pope Gregory and the Emperor Trajan in the Middle Ages”, Viator.
Medieval and Renaissance Studies 15 (1984): 25-63.
5 L e o G r a m m a t i c u s , Chronographia, Bonn, 1842: 67-68; N ik e p h o r X a n t h o p o u l o s ,
Historia ecclesiastica, III. 23 (Migne, PG,145: 941 D).
6 C. J ir e Öe k , Die Heerstrasse von Belgrad nach Constantinopel und die Balkanpässe. Eine
historisch-geographisch Studie, P ra g a , 1877: 6; C iz e k , op. cit.: 325.
7 R. V u l p e , “Les Valla de la Valachie, de la Basse-Moldavie et de Boudjak”, in Actes du
DC Congrès international d ’études sur les frontières romaines, Bucarest-Cologna, 1974: 267.
8 G. M a r c o c c h ia , “Leggende dalmate su Diocleziano”, Il folklore italiano 1 (1925): 8-21.
9 T h e o p h y l a c t S im o c a t t a , VIII. 4 ; T h e o p h a n e s C o n f e s s o r , a. 6 0 9 3 .
10 L. F. M a r s il i , Danubius Pannonico-M ysicus..., II, Amstelodami, 1726, p. 52; J ir e c e k ,
op. cit.: 156-157; I. P e t k a n o v , “Les éléments romans dans les langues balkaniques”, in Actes du X e
Congrès international de linguistique et philologie romanes, III, Parigi, 1965: 1163; H. M ih ă ESCU,
La langue latine dans le Sud-Est de l'Europe, Bucarest-Parigi, 1978: 35.
30

V erancsics scriveva nel 1553 che m iratus sum tanti im peratorìs m em oria adhuc
apud tarnen rudes barbaros superesse. La via passava per una gola presso Ihtim an,
dove esisteva la fortificazione rom ana Trojanova Vratsa (“la porta di T raiano”). Il
nom e ha continuato ad essere usato anche dopo la distruzione della fortificazione.
Sulla stessa via, accanto Tatar-Pazargik, il ponte che attraversa il rivo di T opolnica
è chiam ato Trojanov m ost (“ il ponte di Traiano”). Le rovine di H issar (al nord di
Plovdiv) portano il nom e di Trojanov-grad. A ltre rovine e vie chiam ate col nom e
di Trojan esistono a Lom ec, R azgrad e vicino a S ofia11. Due città Trojanov grad e
Trojanski-grad sono conosciute anche in Serbia. A M ostar, in B osnia, un ponte è
considerato opera di Traiano. A nche in Croazia, le rovine della città rom ana di
B um um (Ivosevci) sono chiam ate Trojanski-grad12.
Il nom e di Traiano è portato da m olte vie antiche e vari vestigia in
Rom ania. Le più im portanti sono la via di Olt (Lim es Alutanus), il fossato che
attraversa la parte ovest di V alacchia (Lim es Transalutanus), la via Sarm izegetusa-
N apoca, i fossati della M oldavia di sud. La trasm issione della m em oria di Traiano
è provata anche dalle testim onianze ricordate nel M edio Evo, quando l ’influenza
libresca era praticam ente im possibile.
Il nom e Troian deriva dal latino volgare Troianus, attestato da molte
iscrizioni antiche. L ’evoluzione fonetica a > o è dunque successa nell’antichità,
prim a d ell’invasione slava13. L e form e popolare rom ene del nom e sono Troian e
Trăian, m entre Traian arriva dalla cultura scritta.
Traiano fu anche un nom e di persona nei Balcani. Un principe bulgaro
(figlio d ell’ultim o zar Ivan V ladislav che ha regnato nel 1015-1018) si chiam ava
Traian14. Il nom e Troian è ugualm ente attestato dai m acedo-rom eni durante il X V I0
secolo15.
La toponim ia derivata dal nom e di Traiano ha perm esso la trasm issione di
varie leggende su questo personaggio. U na leggenda di B osnia diceva che nella
cittadella di Trojanovgrad, vicino al fium e di Sava, regnava nei tem pi passati lo zar

11 JiRECEK, op. cit.: 6, 3 1 -3 3 , 3 6; L. L e g e r , Etudes de mythologie slave. III. L ’empereur


Trojan dans la mythologie slave, Parigi, 1897: 7 -8 ; P e t k a n o v , op. cit.'. 1163; M i h ă e s c u , op. cit.: 35.
12 J ir e Ce k , op. cit.: 6, L e g e r , op. cit.: 8-9.
13 C. C . P e t o l e s c u , “Troianus în epigrafia latină”, Thraco-Dacica 4 (1 9 8 3 ): 143; I d e m ,
“Troianus dans l ’épigraphie latine. Onomastique romaine et évolution étym ologique”, in L ’Afrique, la
Gaule, la religion à l ’époque romaine. Mélanges à la mémoire de M arcel Le Glay (Collection
Latomus, 2 2 6 ), Bruxelles, 1994: 7 2 3 -7 2 9 .
14 I o a n n e s S c y l i t z e s , Synopsis historiarum (recensuit I. T h u r n ) , Berlino-Nuova York,
1973: 3 6 0 .
15 I. C a r a g ia n i , Studii istorice asupra românilor din Peninsula Balcanică (a cura di P.
P a p a h a g i ), Bucarest, 1929: 81.
31

Trojan, un m ostro con tre teste (questa è un’etim ologia popolare, perché troje
significa “tre” nella lingua serba). Trojan andava ogni notte dalla sua am ante a
M itrovica (Sirm ium). Egli era m aledetto e non potendo sopportare la luce del sole
fu per questa ragione sciolto quando ritornò troppo tardi a casa16. La narrazione
assom iglia a qualche leggenda di O ltenia sul cosiddetto “Dom nul de Rouă”.
Secondo altre leggende bulgare, serbe e greche, Troian aveva orecchie di becco o
di asino. Il m otivo è lo stesso della fam osa leggenda del Re M idas17, trasposto su
Traiano, cosi com e risulta anche dall’opera dello scrittore bizantino Ioannes
Tzetzes (X II0 secolo): “si dice che Traiano avesse avuto un orecchio di becco - un
fatto che io non ho trovato nei libri” 18. Il viaggiatore B ertrandon de la Broquière
ricorda nel 1433 la leggenda secondo la quale la città di Traianopolis fu fondata da
un im peratore “che aveva, come dicono i greci, un orecchio di ariete” (avait, ce
disaient les Grecs, une oreille ainsi que ung m outon)19. U na leggenda sim ile era
raccontata in D alm azia su D iocleziano20. E possible che la leggenda fosse stata
creata perché il nom e Traiano assom iglia alla parola greca tràgos = “becco”21. Le
varianti locali di questa leggenda contengono il nome del più popolare Re di
ciascun paese 2. Q uesta leggenda del tipo di M idas fu attestata anche dai m acedo-
romeni, ma il Re non è nom inato23. I rom eni della regione serba di Tim oc ne
conoscono una variante di possibile origine serba o bulgara, dove Traian è
nom inato “im peratore latino (“îm părat letinesc")2A. La parola letin non si riferisce
all’antichità rom ana, perché nel folklore sud-est europeo essa significa “di
confessione cattolica”25. I Rom eni nord-danubiani non conoscono tale tradizione.
Q ueste leggende slave m ostrano un’im m agine negativa oppure dem onica

16 L e g e r , op. cit.: 9; I d e m , La mythologie slave, Parigi, 1901: 128-130; B. P. H a s d e u ,


"Românii bănăţeni din punctul de vedere al conservatismului dialectal şi teritorial”, in I d e m , Scrieri
istorice (a cura di A. S a c e r d o ţ e a n u ), II, Bucarest, 1973: 185.
17 LEGER, Études, cit.: 11-12; O. BÎRLEA, Folclorul românesc, vol. I, B u c a re st, 1981: 133.
18 I o a n n e s T z e t z e s , Historiae (recensuit P. A. M. L e o n e ), Napoli, 1968: II. 34, 98-105.
19 L e g e r , op.cit.: 12.
20 M a r c o c c h ia , op. cit.: 8-9.
21 L e g e r , op. cit.: 12; V . B o g r e a , “Studii de semantică. Observaţii asupra “Irodotului” de
laC oşula”, Dacoromania 3 (1923): 421.
22 M a r c o c c h ia , op. cit.: 11.
23 T. P a p a h a g i . M ic dicţionarfolkloric, Bucarest, 1979: 484-485.
24 C. S a n d u T im o c , Poveşti populare româneşti, Bucarest, 1988: 199-201 (raccolta in 1933
zel vilaggio Zlocutea di Craina).
25 Si veda: L. ŞĂINEANU, încercare asupra semasiologiei limbei române. Studie istorice
despre transiţiunea sensurilor, Bucarest, 1887: 237; C. T a g l ia v in i , “Divagazioni semantiche romene
Dal nome proprio al nome comune)”, Archivimi Romanicum 12 (1928), 1-2: 202; I. I o r d a n ,
Toponimia românească, Bucarest, 1963: 253; M. B à l à n ic à , “Consideraţii cu privire la numele
localităţii Latinu, judeţul Brăila”, Istros 6 (1992): 289-291.
32

di Traiano. Louis L eger ha fatto la supposizione che le rovine attribuite a Traiano


siano state “popolate” da dem oni e lem uri,26 ma B ogdan Petriceicu H asdeu opinava
che gli Slavi avessero trasform ato YO ptim us Princeps della popolazione rom ana
conquistata da loro in un personaggio cattivo27. Q ualunque sia la spiegazione, si
può osservare una differenza fondam entale tra le leggende slave balcaniche e il
ciclo di leggende occidentali e bizantine, dove Traiano è un eroe esem plare per la
sua virtù. Poi, in Occidente la m em oria di Traiano fu preservata soltanto nella
tradizione libresca.
La m em oria di Traiano nel folklore bulgaro e serbo fu ricevuta dalla
popolazione rom anizzata balcano-danubiana. La stessa m em oria è presente anche
nel folklore rom eno nord-danubiano. La docum entazione è vastissima. Questo
breve studio cerca di m ostrare soltanto qualche aspetto dell’im m agine di Traiano
cosi com e risultano dalle leggende popolare rom ene. La m aggior parte delle
relazioni sono raccolte nel Q uestionario di N icolae Densuşianu, che si trova nella
B iblioteca d ell’A ccadem ia Rom ena. N elle leggende analizzate qui, Traiano non è
un personaggio storico, ma mitico.
N el prim o corpus di leggende, Troian è un im peratore che ha riportato una
grande vittoria sui giganti. Si possono citare specialm ente le tradizioni raccolte a
B ordeiul V erde (regione di Brăila), V ultureni (regione di G alaţi), M ănăstirea
B istriţa (regione di Neam ţ), G oleşti (regione di A rgeş)28. Com e in ogni m itologia,
anche nel folklore rom eno esistono delle leggende sui giganti che sono vissuti
prim a della presente civiltà umana. M olto interessante è la leggenda di D um asca
(regione di Vaslui): i giganti furono creati da Padre Dio, ma furono uccisi dopo
l’incarnazione di Cristo, quando Dio ha creato noi29. Q uesto significa che i giganti
sono stati pagani, dunque la loro im m agine è negativa. Il carattere m alefico dei
giganti risulta da tradizioni com e questa: “i giganti furono uom ini m olto grandi, alti
e cattivi” (Pecineaga, regione di Tulcea)30. Dunque, nella m em oria popolare,
T raiano è un eroe che ha vinto il popolo m itico negativo ed ha iniziato una nuova
era storica.
A ltre leggende ricordano che Traiano ha vinto i Tartari, i cinocefali o
alcuni pagani non nom inati. Per esempio: “Gli anziani sanno che qui abitavano i
cinocefali, i tartari e i giganti e che l ’im peratore Trăian li ha vinti e li ha cacciati
via” (M ănăstirea Bistriţa, regione di Neam ţ); Troian “ha cacciato via gli uomini

26 L e g e r , op. cit.: 13.


27 H a s d e u , op. cit.: 1 8 7 -1 8 8 .
28 BAR, mss. rom. 4545: 27r, 4551: 344r, 4558: 167v, 4546: 68r.
29 BAR, mss. rom. 4551: 418r.
30 BAR, mss. rom. 4553: 351 r.
33

cattivi da tutto il paese ed anche i tartari” (Pietrarii de Jos, regione di V âlcea)31.


M olto interessante è la testim onianza di B uşteni (regione di Prahova), che dice che
Traian ha lottato contro i tartari: “I soldati di Traiano avevano cavalli con ferri
messi al contrario per ingannare i nem ici sulla loro direzione”32. Q uesto m otivo dei
ferri m essi al contrario è specifico delle leggende su Negru V odă (il fondatore
mitico della V alacchia), che parlano anche esse delle lotte contro i tartari. Questo
significa che le im m agini di Traiano e N egru V odă furono m escolate. La ragione è
che am bedue sono eroi fondatori del paese, nella m itologia popolare.
D alle leggende su Traiano com e vincitore dei giganti o dei tartari risulta
rim m ag in e di un eroe m itico Troian, che ha riportato la vittoria contro il popolo
mitico che abitava il paese prim a della presente civiltà um ana. Q uesto popolo
m itico è u n ’incarnazione del m ale (tartari, cinocefali, pagani). Secondo
l’im magologia, c ’è un conflitto con l’Altro.
Altre leggende rom ene palesano aspetti particolari dell’im m agine di
Traiano. Per esem pio, quella raccolta da C. Rădulescu-Codin all’inizio del X X 0
secolo a V lădaia (regione di M ehedinţi): Traian ha lottato con un drago che ha
'lasciato nella terra una grande traccia, chiam ata Brazda lui Traian. Traiano è
riuscito a m ozzare la testa del drago, ma dalla testa sono uscite fuori le m osche
dette “colum bace” che uccidono il bestiam e33. Q uesta leggenda appartiene al ciclo
di tradizioni specifiche per O ltenia e Banat, che parlano delle lotte degli eroi Novac
e Iovan Iorgovan contro un drago. L ’im m agine di Traiano fu dunque assim ilata a
quelle di questi personaggi mitici. La ragione fu in questo caso la tradizione che
pretende che Traiano avesse costruito il grande fossato chiam ato “B razda lui
Novac de N ord” . L ’analisi delle tradizioni ci ha m ostrato che Traiano fu associato a
questo fossato soltanto dopo la m età del XIX secolo (la dim ostrazione fatta nel
nostro libro citato nella nota 1). È invece im portante osservare che N ovac e Iovan
Iorgovan, eroi del tipo di D rachentöter, sono eroi civilizzatori, sim ili ad Ercole,
Apollo o San Giorgio. L ’uccisione del m ostro è un attributo dell’eroe
civilizzatore34. Il fossato sim bolizza l’invenzione dell’agricoltura, che è un altro
attributo d ell’eroe civilizzatore. Secondo le tradizioni, i rom eni hanno im parato
l’agricoltura quando Novac ha fatto il grande fossato” (G aliciuica, regione di
Dolj)35. Nel folklore rom eno l ’invenzione dell’agricoltura è prim a di tutto l’opera

31 BAR, mss. rom. 4558: 167v; 4547: 430r.


32 BAR, mss. rom. 4546: 270v.
33 C. RÀDULESCU-CODIN, Legende, tradiţii şi am intiri istorice adunate din Oltenia şi din
Muscel, Bucarest, 1910: 14.
34 A . F o c h i, “Iovan Iorgovan, personaj mitic sau plăsmuire artistică”, Revista de etnografie
ţi folclor 21 { m 2 ) , 1: 60-65.
35 BAR, mss. rom. 4555: 52r.
34

di N ovac. B enché Troian fosse considerato l’autore di vari fossati in tutta la


Rom ania, lui ha ricevuto questa dim ensione di prim o agricoltore soltanto nel
cantico di “Pluguşor” - una creazione dove il cosiddetto Bădica Troian fu inserito
nella seconda m età del XIX secolo sotto l’influenza della scuola.
M ircea Eliade ha m ostrato che i serpenti e i dragoni sim bolizzano la
popolazione autoctona36. Dunque, la vittoria d ’un eroe del tipo di D rachentöter
significherebbe la vittoria contro il popolo m itico anteriore. Traiano è un eroe
civilizzatore in am bedue casi. Secondo altre leggende, N ovac è il vincitore dei
giganti (Aninişu, regione di Gorj) o dei tartari (Vutcani, regione di V aslui)37.
L a condizione di eroe civilizzatore di Traiano fu preservata nella m em oria
popolare rom ena nella form a del vincitore del popolo mitico. L ’evento reale della
conquista fu in questo m odo trasfigurato. L ’essenza dell’im m agine di Traiano nel
folklore rom eno è proprio questa: la sconfitta del popolo m itico significa l ’inizio di
un nuovo ciclo storico. E ’ anzitutto per questa ragione che Traiano è un eroe
civilizzatore.
Ogni eroe è un personaggio a-norm ale. Cosi si spiega l ’esistenza di alcune
leggende secondo le quali Traiano si fa colpevole d ’incesto. Secondo la tradizione
raccolta a R oşia (regione di Gorj), Traiano ha sposato sua figlia. Q uesto ha
prem esso la condizione di costruire un ponte attraverso il Danubio. D opo la
costruzione, la figlia si è gettata nel fiume. La stessa leggenda è attestata a Gârla
M are, V lădaia, Alm ăjel (regione di M ehedinţi) e Slătioara (regione di V âlcea)38.
L ’im m agine di T raiano nella m em oria popolare rom ena è m olto più
com plessa, m a le testim onianze presentate qui m ostrano che l ’im peratore è
diventato un personaggio puram ente mitico, un eroe civilizzatore. M a questa
evoluzione dalla realtà verso la m itologia è com inciata nell’antichità, quando Plinio
Secondo e D ione C hrysostom o paragonavano l ’im peratore a Ercole e quando
l ’iconografia rappresentava Traiano com e un nuovo Dionigi. Traiano ha com piuto
in som m o grado la m issione d ell’eroe civilizzatore: la conquista della Dacia, cioè il
superam ento del limite naturale dell’ Oikum ene39.
C ’è una differenza fondam entale tra l’im m agine di Traiano nel folklore
rom eno e la sua im m agine nel folklore sud-danubiano, dove fu preservata soltanto
la dim ensione d ell’eroe costruttore.
Certam ente, esistono anche tradizioni rom ene dove Traiano è un

36 M. E l i a d e , The myth o f the eternal return , P rin c e to n , 1965: 4 0.


37 BAR, m ss. ro m . 2 2 6 : 8 3 v ; m ss. ro m . 4 5 5 2 : 5 2 lr.
38 BAR, m ss. ro m . 4 5 4 7 : 197r; 4 5 5 5 : 2 5 7 v ; R ä d u l e s c u - C o d i n , op cit.: 14; BAR, m ss. ro m .
4 5 4 7 : 4 3 8 r.
39 C iz e k , op. cit. : 2 1 6 .
35

personaggio dem onico. In certi casi si può am m ettere un’influenza bulgara, nelle
regioni vicine al D anubio, com e nella leggenda di Slobozia M ândra (regione di
Teleorman): “Troian fu un uomo cosi cattivo che dai sui talloni usciva fumo. Egli
ha fatto una via lastricata con m attoni e le donne incinte portavano anche loro tre
mattoni per il loro feto. Q uesta via si chiam a ancora oggi D rum ul lui Troian”40. (Si
tratta di Lim es Transalutanus).
U n ’altra differenza esiste tra l’im magine sud-est europea e quella
occidentale di Traiano. L a seconda fu sviluppata soltanto per la cultura libresca.
Per questa ragione, la m assim a m itizzazione di Traiano in O ccidente - la sua
eccezionale redenzione - si inserisce nel folklore sotto l’influenza della Chiesa. In
quanto sono di origine libresca, le leggende occidentali non sono troppo mitizzate,
cioè contengono elem enti storici reali. La trasm issione orale ha cam biato invece
rim m ag in e di Traiano nel folklore sud-est europeo. L ’im peratore è diventato un
eroe mitico, tanto negativo, quanto positivo.
L e tradizioni popolare non trasm ettono la realtà storica, m a un m iraggio
della realtà. Gli elem enti storici sono spesse volte com pletam ente spariti. Una
leggenda di B ăileşti (regione di Dolj) m ostra questo stadio finale della m itizzazione
dell’im m agine di Traiano: Trăiau “fu un grande eroe che aveva un cavallo con gli
zoccoli grandi com e la testa e con ferri di cavallo fatti d ’argento; quando egli venne
qui. fece un salto oltre il Danubio. Gli zoccoli del cavallo si vedono anche oggi
intagliati sulle rive del D anubio”41.

40 BAR, mss. rom. 4548: 289r.


41 BAR, mss. rom. 4547: 13.