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ARCHITETTURA SEMINATA

per una comunità urbana del buon vivere

CHI SIAMO

Spiazzi è un gruppo indipendente ed eterogeneo, nato nel 2003 con competenze che
comprendono: arti visive, design, fotografia, urbanistica, scienze ambientali, permacultura
e facilitazione di progettazione partecipata di comunità.
Nella sede dell’Arsenale ha ospitato quasi cento esposizioni tra cui padiglioni ed eventi
collaterali delle Biennali dal 2005 al 2009 (Estonia, Georgia, Asia Centrale, Royal College
of Art…) e corsi e laboratori sulle tematiche sopra citate.
Spiazzi si sviluppa in due sedi, quella operativa ed espositiva all’Arsenale (250 mq) e
quella laboratoriale di Forte Marghera (300 mq).
Negli anni abbiamo promosso 12 rassegne di design autoprodotto (Manos Design) con la
collaborazione dell’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Venezia e
sviluppato un programma di residenze internazionali che ha portato a lavorare a Venezia
una decina di artisti stranieri.
Al suo interno SpiazziVerdi è un luogo-non luogo, esperimento di orto-giardino collettivo,
ma non solo: un gruppo eterogeneo di persone (adulti e bambini insieme) che partono
dalla produzione di verdure con le modalità dell’agricoltura sinergica spaziando nella più
vasta creazione di benessere comune.
SpiazziVerdi è... un progetto itinerante di impegno cittadino, in evoluzione costante nei
numeri e nei tempi; ha lo scopo di radicarsi negli spazi verdi della città per coltivare una
comunità conviviale capace di relazionarsi con la terra, con le persone e con la città in
maniera buona, pulita, bella e giusta. Spiazzi Verdi è libera e aperta alla partecipazione di
tutti.
SpiazziVerdi è nata...dai desideri e dalla volontà di diversi cittadini veneziani, uniti nella
convinzione dell'importanza di ricostruire relazioni dirette con il verde nel contesto urbano,
per contribuire alla riqualificazione dello spazio naturale e sociale vivente.
E' una ricerca sulla ricucitura delle scissioni sempre più accentuate della vita urbana, della
frattura fra città e natura, fra produttori e consumatori, fra individui e società... Ci siamo
mossi con l'idea che la cura del bene comune è la strada più efficace e piacevole per
creare le condizioni di un benessere allo stesso tempo personale e collettivo. Un
approccio che ritiene essenziale il riconoscimento, la salvaguardia e la promozione della
biodiversità sia naturale che sociale. Crediamo che questo sia possibile soltanto se si
recupera un patrimonio di conoscenze storiche e tradizionali rendendole attive e positive
nel contemporaneo.
SpiazziVerdi coltiva...territori materiali e immateriali attraverso il restauro di un
collegamento attivo e diretto fra la persona e la terra. Noi siamo impegnati a creare
situazioni dove questa relazione fondamentale può manifestarsi ed essere sperimentata.
Dal nostro primo tentativo è nato un orto collettivo – legato anche al restauro di una vigna
antica - nello spazio verde di una residenza per gli anziani alla Giudecca. Coltiviamo con
la stessa passione... un rosmarino, una chiacchierata di mezzo pomeriggio, un albero, una
memoria, l'odore della terra, una pianta di melanzane, il vangare, un lampone selvatico, le
relazioni umane...
SpiazziVerdi cresce...in maniera flessibile, imprevedibile ed allegra. Cresce la
convivialità. Cresce la comunità. Cresce pomodori. Cresce tante cose
contemporaneamente. La coltivazione si basa sulla sperimentazione di metodi e tecniche
che sono in armonia con la terra e con l'uomo: pacifici e piacevoli, responsabili e ricchi di
storia e di vita.
SpiazziVerdi raccoglie...le potenzialità e le capacità delle persone e dei luoghi urbani
attorno ad uno spazio verde per poter entrare in una dimensione ciclica naturale, capace
di rigenerazione e diversificazione, consolidando basi di autogestione e autosufficienza in
microscala. Stiamo discutendo e provando prassi di vita sostenibile che sono in equilibrio
fertile: nel rapporto con la terra e le varie forme di vita che la condividono come habitat;
nel rapporto con la storia e le specificità ambientali del luogo; nel rapporto fra le persone
che condividono insieme questi contesti.
SpiazziVerdi semina... la possibilità di sperimentare forme alternative di economia basate
sulle relazioni, l’autoproduzione, la condivisione, per la creazione di circuiti di scambio,
che non passano necessariamente da un supermercato.
SpiazziVerdi recupera e rivitalizza aree verdi pubbbliche, da piccoli parchi a semplici
aiuole, ricollegando i cittadini al proprio quartiere, attraverso la presa in cura di beni che
sono, e devono restare, comuni e comunitari.
SpiazziVerdi ricompone... comunità conviviali a Venezia e non solo. Spiazzi Verdi è nato
con il desiderio di riprodursi altrove con altri. Miriamo ad avere una capacità moltiplicativa
attraverso un radicamento locale e autonomo inserito in una rete di iniziative simili. Dalle
esperienze e dalle pratiche ancora molto giovani di Spiazzi Verdi, e del nostro primo orto
alla Giudecca, sono già nate relazioni e attività a Venezia e anche in altre regioni d'Italia
(Veneto, Friuli, Sicilia, Lazio, Trentino...) che speriamo continuino a seminarsi lungo il
nostro percorso.

L'IDEA

Esiste un’attitudine creativa positiva negli abitanti della città di Venezia. I veneziani
tendono a rendere malleabile, dilatandola, la soglia tra l’interno delle case e la strada.
Questa linea di confine acquista tridimensionalità e invade i campi, i campielli e le calli.
Si mescola l’uso privato e pubblico degli spazi urbani, così come la facilità alla
socializzazione, in uno spazio liberato dalle auto, con risultati alle volte sorprendenti.
Un’attitudine che va coltivata. Abbiamo scelto di usare questa predisposizione come una
risorsa prima, convinti che la sperimentazione di nuove forme di progettazione partecipata
possa innescare dinamiche positive.
Rimettere al centro la natura, a Venezia, significa essere consapevoli che la città è parte
fondante di uno straordinario parco naturale, la laguna e le sue isole.
E allora anche tra campi e campielli, nella città di pietra, si possono individuare e
recuperare aree verdi e corti e giardini e antichi orti e aiuole e balconi, che possono
diventare straordinari serbatoi di biodiversità. Così come quelle aree abbandonate e
marginalizzate ai bordi della laguna, dove l'acqua si incontra con la terra e con la
tangenziale e l'area industriale di Porto Marghera.
La finalità è la riprogettazione di aree in disuso, abbandonate, marginalizzate o
semplicemente trascurate, per trasformarle in luoghi collettivi di socializzazione o in luoghi
di ri-conquista del verde, attraverso la promozione e la pratica di una cultura alternativa
del vivere nella comunità e nel territorio. Uno sforzo che si concentra soprattutto nella
ricostruzione di relazioni perdute e nella colonizzazione di quei luoghi che Gilles Clement
definirebbe come “terzo paesaggio”, nicchie di biodiversità che nel nostro caso includono
l’essere umano, ma che coinvolgono anche i singoli cittadini e i loro spazi privati.
L'obiettivo del progetto andrà via via definendosi e sviluppandosi assieme al crescere dei
nostri ortaggi: dalla realizzazione di corsi di formazione sulla permacoltura e agricoltura
sinergica, alla sperimentazione di forme di autoproduzione e condivisione, al recupero di
colture abbandonate e riscoperta di varietà antiche o dimenticate, alla costruzione di una
rete di persone interessate ad acquisire un rapporto diretto con la terra, all’attivazione di
collaborazioni e sinergie con soggetti istituzionali e no (scuole, municipalità, carcere, Ire,
gruppi di acquisto solidale, associazioni, etc) che permetta, tramite la coltivazione e la
cura diretta da parte dei cittadini di appezzamenti di terreno, la riqualificazione di spazi
verdi (giardini abbandonati, terreni di risulta, spazi pubblici trascurati, parchi urbani
maltrattati…) e il recupero della biodiversità e delle tradizioni locali.
Con Architettura Seminata, a partire dai numerosi progetti e attività dell'associazione
realizzati o in corso, si intende coinvolgere attivamente i veneziani e i visitatori ospiti della
città per la costruzione di quella che abbiamo chiamato "comunità urbana del buon
vivere", che si estende, attraverso la rete, anche oltre i confini della laguna.
Il progetto sarà dunque un laboratorio permanente, di ricerca e sperimentazione,
partecipato e coinvolgente, in cui socializzare le competenze e le esperienze, elaborare
idee e progetti su e per quella città che vive e lavora tra calli e campi e case di pietra e
giardini nascosti, al di là dei circuiti turistici e oltre la commercializzazione degli spazi fisici
e culturali.

IL PROGETTO

Architettura seminata è un progetto fatto di spazi, eventi, laboratori e incontri, dove lo


strumento di lavoro principale sarà la natura. L’intento è quello di dare la possibilità a
chiunque di attivare pratiche di trasformazione degli spazi attraverso esperienze di
convivenza creativa.
Venezia come un laboratorio di attività che potranno essere trasferite in qualsiasi altro
luogo. Un work-in-progress che non si esaurisce con questa iniziativa ma proseguirà nel
tempo allargandosi ad altri spazi della città.
Si intende sviluppare un programma di iniziative che si articolano nell'arco dell'anno 2010,
e anche oltre, con l'intenzione di promuovere e radicare i propri contenuti, “seminando”in
città una serie di buone pratiche per la vivibilità dei luoghi e l'uso produttivo del tempo
libero.
Un progetto-processo, dunque, che unisce pratiche diverse, di trasformazione urbana dei
luoghi con metodi partecipativi e inclusivi e di iniziative, laboratori, incontri che
promuovono la sperimentazione di pratiche alternative di cura del bene comune quale
strada più efficace e piacevole per creare le condizioni di un benessere allo stesso tempo
personale e collettivo. Un approccio che ritiene essenziale il riconoscimento, la
salvaguardia e la promozione della biodiversità sia naturale che sociale. Crediamo che
questo sia possibile soltanto se si recupera un patrimonio di conoscenze storiche e
tradizionali rendendole attive e positive nel contemporaneo.
Vanno in questa direzione le “Prove Tecniche di Comunità Urbana del Buon Vivere”, il
ciclo di incontri pratici e teorici appena conclusi a Spiazzi, così come la Scuola estiva della
decrescita, entrambi sostenuti dal Comune di Venezia.

GLI SPIAZZI DELLA SEMINA E DEL RACCOLTO

Il progetto, o meglio dire i progetti, si svolgeranno all'interno di alcuni luoghi preferenziali,


di seguito descritti. Questi saranno tuttavia solo il cuore di un albero che speriamo che si
ramifichi e fruttifichi coinvolgendo altri spazi, anche privati, in un processo di
contaminazione che possa finalmente sfuggire al nostro controllo.

Spiazzi 1 è un centro artistico e sociale indipendente, la cui caratteristica è quella di


vedere uniti una galleria, laboratori per artisti e progetti di “arte del verde”.
La sede si trova a cinque minuti dall’Arsenale. Dopo 7 anni di attività continua la sua
sperimentazione artistica di produzione (design, ceramica e fotografia) e formazione;
dispone di uno spazio di 200 metri quadri in due sale completamente rinnovate e di una
tipica corte veneziana interna.
Costituirà il centro informativo e progettuale dell'intero progetto, oltre ad ospitare laboratori
e incontri pubblici.
In una grande mappa della Laguna di Venezia saranno indicati i luoghi attuali e futuri della
sperimentazione. Le due sale espositive si trasformeranno in laboratorio per workshop
coordinati da creativi, fotografi, architetti, botanici e naturalisti, dove si studieranno micro-
interventi sugli spazi pubblici cittadini ed ai quali chiunque potrà partecipare.
Installazioni multimediali accompagneranno i visitatori in un viaggio alla scoperta dei
luoghi in trasformazione.

Fortespiazzi a Forte Marghera, attivo da inizio 2009, è un laboratorio e sala polifunzionale


di 300 metri quadri, a metà strada fra la Venezia insulare e la Terraferma. Un immobile dei
primi del Novecento inserito nell’Isola “verde” di Forte Marghera di cinquanta ettari. Forte
Marghera è una struttura fortificata ottocentesca oggi a disposizione della città, per
iniziative ricreative e culturali.
Sarà il luogo dei laboratori sui materiali (carpenteria, falegnameria, ceramica e altro)
nonché della sperimentazione di coltivazioni in campo aperto (cereali).

Le Zitelle è il luogo originario di SpiazziVerdi, mille metri quadri di hortus conclusus in un


ex convento della Giudecca che diventano un incrociarsi di antichi saperi (la creazione di
un orto antico) e di nuove tecniche (l’agricoltura sinergica di Emilia Hazelip).
Nell’orto sinergico della Giudecca, SpiazziVerdi continuerà nella sua opera di pratiche
agricole accompagnata dalla sperimentazione sulle forme della natura (è in atto una
ridefinizione degli spazi in base alle nuove esigenze del gruppo di ortolani); continuerà e
verrà sviluppata la relazione con gli anziani residenti.

Area Verde del Lavander, a Cannaregio, è uno spazio aperto tra le case, prezioso ma
abbandonato da molti anni. E’ richiesto dal Comune di Venezia un intervento di
riattivazione dello spazio, coinvolgendo nella progettazione anche gli abitanti.
Qui ci sperimentiamo per la prima volta come facilitatori per una progettazione dal basso
dagli esiti ancora incerti.

LE PRATICHE

Svilupperemo alcune attività già in essere e ne proporremo di nuove.


L'obiettivo è da una parte di trasformare alcune aree della città con l'intenzione di
coinvolgere i cittadini, con i quali progettare e realizzare orti, giardini e luoghi di
benessere, dove lavorare, produrre prodotti alimentari e trascorrere il tempo libero.
Dall'altra costruire relazioni tra le persone coinvolte, veneziani e visitatori.

1 - La mappa bioregionale

Si tratta di un progetto articolato che implica il coinvolgimento di cittadini, ragazzi, anziani


e si può sviluppare per fasi, anche parallele.
La costruzione di una grande mappa, esposta a Spiazzi1, sarà la sintesi delle varie attività
svolte sul territorio.
I serbatoi di biodiversità
Grazie alla collaborazione con un’agenzia ricerche storico-archeologiche, si
individueranno i luoghi di Venezia, anticamente dedicati alla produzione agricola e orticola.
Si procederà quindi alla mappatura degli spazi e al recupero delle sementi di cui si ha
testimonianza.

Il percorso della memoria


Verranno coinvolti gli anziani della Residenza Ire delle Zitelle e in generale gli anziani della
Giudecca per la ricostruzione, attraverso uno stimolo al racconto e al viaggio nella
memoria, dell'identità dei luoghi e delle tradizioni.

Il recupero delle tradizioni agricole lagunari


Saranno i ragazzi di Sant'Erasmo ad iniziare un percorso di coinvolgimento di agricoltori e
pescatori dell'isola attraverso video-interviste e disegni, per arrivare alla ricostruzione e
riscoperta di tecniche colturali, di attrezzi, di sementi tipiche, di ricette, storie e filastrocche
legate alla tradizione agricola e di pesca della laguna.

I salva-semi
Le relazioni tra le persone possono instaurarsi a livello fisico attraverso la condivisione
delle esperienze, ma anche attraverso lo scambio di semi.
Verrà quindi lanciato un appello cittadino a chi voglia diventare un “salva-semi”.
Saranno distribuiti alcuni dei semi raccolti da SpiazziVerdi, ma principalmente si
inviteranno le persone ad accudire i propri semi, a seminarli e riprodurli.
L'intento è quello di creare anche una rete di persone dedicate al mantenimento delle
varietà recuperate.
La rete dei “salva-semi” verrà visualizzata in una grande mappa, che andrà via via ad
arricchirsi durante l'evento stesso.

2 - Tecniche di comunità urbana del buon vivere

laboratori di autoproduzione
cucinare con le erbe di Venezia e dintorni
vasi e vasetti di ceramica
bokhashi e compostiere da balcone
falegnameria per bambini
forno ed essiccatore solari
…....

laboratori di progettazione condivisa


L'orto delle Zitelle
I cereali a Forte Marghera
Orto dei frati di San Michele
….....

Incontri di formazione e informazione


Presentazione di Venice is not Sinking “Green”
Scuola estiva della decrescita
Corso di agricoltura sinergica
Corso di potatura di alberi da frutto
…...
Artigiani per il verde
Edizione di Manos-green
…....

Spiazzi bimbi
Serate di “sferruzzamento” (knit café)
Laboratori casette pipistrelli
Laboratorio spaventapasseri artistici
…...

3 - SpiazziVerdi r-esistenti
Facciamo vedere scorci verdi
Preludio alla Biennale d’Arte 2011 “spiazzi, arte raccolta”, andremo a caccia di spiazzi verdi; verranno fotografati giardini e aree verdi nascoste, in una sorta di percorso segreto, scorci verdi visti da un buco dentro un muro. Per restituire a tutti almeno il godimento visivo di un albero o di un arbusto.

Azioni di guerrilla gardening


Vorremmo che ciascuno dei partecipanti e simpatizzanti del nostro progetto portasse in
tasca con sé dei semi, noccioli di ciliegia o semi di zucca, a piacere e ogni tanto, come per
liberazione dallo stress, ne gettasse uno in un giardino, in un aiuola, lungo il bordo di una
strada. Piccoli gesti di resistenza alla cementificazione dilagante.

I NOSTRI PARTNER

Comune di Venezia, Assessorato Momos


all’Ambiente Ortodicarta
IRE Istituzioni di Ricovero e di Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate
Educazione, VeneziaMarcopoloSystem Coop Adriatica
Studio Camuffo Scuola Internazionale di Grafica
Rete Italiana della Decrescita Tank Boys
ARCOMAI Studio Scibilia
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