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Ingegneria del turismo, Ossimoro o

opportunità per il futuro?

Come si gestisce il turismo con una logica ingegneristica?

La domanda è complessa perché riguarda due ambiti, ingegneria e turismo , che sembrano
apparentemente antitetici, ma che in realtà si integrano.

Il turismo è un un universo di per sé complicato e in continuo divenire in virtù dell’evoluzione della nostra
società, basti pensare a Internet, alla tecnologia digitale e allo sviluppo dei collegamenti mondiali tramite i
voli aerei. Tutto questo ha fatto si che il turismo si sia trasformato da un turismo della destinazione a un
turismo della motivazione.[ approfondire]

Il turismo è un settore multi attore, multi livello, multi competenze e multi finanza… un insieme vastissimo e
variegato di ambiti che non è certamente semplice coordinare e gestire in un’ottica vincente.

Di fronte a tale complessità la figura dell’ingegnere può essere che più si addice alla gestione sia perché, è
dotato della capacità di applicare nuove tecnologie a progetti specifici, e sia perché, è in grado di gestire
processi complessi da linearizzare per la natura intrinseca del suo ruolo.

Il turismo è un’attività estremamente articolata e complicata da sviluppare e gestire, richiede il


coordinamento tra tanti attori, pubblici e privati, richiede la capacità di attivare numerose risorse finanziarie di
diversa provenienza richiede la capacità di attivare un partenariato che si basa sulla finanza di progetto, di
gestire anche il territorio dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista della pianificazione territoriale,
dell’adattamento ai cambiamenti climatici. [ approfondire]

L’ingegnere ha sviluppato la capacità coordinamento, gestione nonché di porsi come interlocutore con le
autorità politiche, quindi il candidato ideale a tale ruolo

Il turismo si può, e si deve, gestire con una logica ingegneristica.

Assodate le capacità di gestione del fenomeno turistico dell’ingegnere, bisogna sottolineare che il settore
turistico se sfruttato in maniera adeguata può portare a incrementi del prodotto interno lordo, ritorni
economici al sistema paese e anche importanti risvolti in campo occupazionale.
Il turismo per l’Italia è un punto focale e vitale.

Ormai esistono diversi tipi di turismo:

Turismo ambientale-paesaggistico

Turismo religioso

Turismo culturale

Turismo tecnologico

Turismo del Lavoro

[ allungare l’elenco]
Questi sono solo egli esempi e il nostro paese è un paese che ha la fortuna di possederli tutti

Che il turismo sia un settore strategico per l’Italia, il fatto che esistono diversi enti che orbitano intorno a
tale mondo.

Per esempio, Il Ministero per i beni e le attività culturali, noto anche con l'acronimo MiBAC, è il dicastero
del Governo della Repubblica Italiana preposto alla tutela della cultura, dello spettacolo, e alla
conservazione del patrimonio artistico e culturale e del paesaggio

La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La
struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a
livello centrale, nonché di uffici periferici. È in corso la riorganizzazione del Ministero.

Premessa[

La struttura organizzativa e amministrativa del Ministero è stata determinata a seguito dell’entrata in


vigore del DPR n. 233 del 26 novembre 2007[8], come modificato dal DPR n. 91 del 2 luglio 2009[9].
L'organizzazione dell'amministrazione è stata inoltre interessata dalla Legge n. 71 del 24 giugno 2013 che
ha affidato le competenze del turismo al Ministero, con l'istituzione della Direzione generale per le politiche
del turismo[10]. Questa struttura fu oggetto di revisione ad opera del DPCM n. 171 del 29 agosto 2014[11].

[ approfondire]

Tra le tante attività c’è anche la redazione di un documento programmatico triennale, denominato Piano
della performance da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di
bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli
obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della
performance dell'amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi
indicatori.
Il Piano è redatto con il coordinamento ed il supporto metodologico dell'Organismo indipendente di
valutazione della performance (OIV), in collaborazione con i vertici dell'Amministrazione, ai sensi dell'art.
15, comma 2, lett. b) del D. Lgs. 150/2009, sulla base delle linee guida emanate dalla Commissione per la
valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT), con delibera n.112 del
28/10/2010 (“Struttura e modalità di redazione del Piano della Performance) e 1 del 5/1/2012.
Esso contiene:
- gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi stabiliti con la Direttiva generale per l'azione
amministrativa e sulla gestione;
- gli obiettivi, gli indicatori e i target per la misurazione e la valutazione della performance
dell'Amministrazione e della performance individuale, di cui alle strutture di primo e secondo livello
dell'Amministrazione centrale e periferica, individuati con le modalità previste dal Sistema di misurazione e
valutazione della performance, adottato dall'On. Ministro con D.M. del 9 dicembre 2010 e registrato alla
Corte dei conti il 12 gennaio 2011 [ fonte : https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-
MiBAC/MenuServizio/OIV/Attivita/index.html#Il%20Piano%20della%20performance]
Vediamone in dettaglio alcuni contenuti.

Analizzando piano strategico per il turismo 2017-2023 si riscontra la volontà di scommettere su una delle
nostre “industrie” che anche una delle più sottovalutate considerando che il turismo incoming del 2015 ha
fatturato decine di miliardi di ricavi

Si vuole sfruttare al meglio l’onda lunga del turismo, l’unico comparto che risente poco della crisi - poiché ci
sono stime di crescita cita tra +3,5 e +4,5% -.

Ovviamente questo si otterrebbe come cita PST valorizzando al meglio tutto il territorio nazionale per 365
giorni all’anno

Occorre una trasformazione dei poli più attrattivi e famosi quali Venezia, Firenze e Roma o le
«infrastrutture culturali» più importanti (musei, parchi archeologici, teatri, ecc.) in «porte di accesso» per
gli altri territori e per forme di turismo diverse da quello tradizionale come il turismo sostenibile (ciclovie,
cammini, parchi e aree protette) e quello che privilegia i luoghi minori (borghi, aree rurali, piccoli centri).

Le parole d’ordine per raggiungere questo obiettivo sono integrazione, riqualificazione, valorizzazione,
mentre lo strumento principe per antonomasia da utilizzare è quello della digitalizzazione (due terzi⅔ dei
viaggiatori utilizza ormai il web per prenotarsi il viaggio) confermando e potenziando tra le altre cose il
credito d’imposta (oggi al 30%) riconosciuto alle imprese turistiche che investono sull’on line.
Il piano individua quattro obiettivi principali: innovare l’offerta turistica nazionale, accrescere la
competitività, sviluppare il marketing e realizzare una governance delle politiche di settore. Un libro dei
sogni? Per trasformare le strategie in misure concrete ci sarà un appuntamento fisso: l’approvazione del
programma di attuazione annuale con la definizione delle misure e delle risorse a disposizione. «Ogni anno
individueremo progetti concreti e i fondi necessari, abbiamo già cominciato a farlo con le ciclovie e i
cammini», avverte Bianchi.

Altro esempio di turismo slow è quello della riqualificazione dei principali cammini storici e religiosi che
attraversano l’Italia. In questo senso vanno anche le iniziative appena avviate per lo sfruttamento ai fini
turistici di fari, case cantoniere e stazioni ferroviarie dismesse. «Ma c’è un altro turismo alternativo e tra i
più ricchi che vogliamo rilanciare tutto l’anno: quello congressuale»,

Da quanto individuato dal piano si capisce ancor più che la figura dell’ingegnere è una figura atta al
coordinamento e alla realizzazione degli obiettivi che si pone.

A ribadire l’importanza del turismo nel nostro paese non solo a livello nazionale ma anche a livello
regionale è l’esistenza di agenzie regionali per il turismo.

Nel nostro caso , la regione Lazio essendo una regione ricca di attrattive turistiche è sensibile al mondo del
turismo

Nel http://www.regione.lazio.it/prl_turismo/ si può vedere la struttura dell’agenzia Regionale per il


turismo del Lazio.

Si possono consultare:

 La Normative
 Gli atti amministrativi
 I bandi e gli avvisi
 Le circolari e i comunicati
 La modulistica
 Le pubblicazioni e i rapporti

Argomenti:

 Carta del Turista


 Studi, Innovazione e Statistica
 Programmazione Turistica
 Contributi
 Strutture Ricettive Turistiche
 Formazione, Professioni turistiche e tutela del turista
 Manifestazioni Tradizionali
 Rievocazioni Storiche
 Agenzie di Viaggio e Turismo
Nella normative il documenti principali sono i regolamenti regionali che disciplinano tra le atre cose:

le strutture ricettive extra alberghiere, attività ricettiva di albergo diffuso, disciplina della agenzie di viaggio
e turismo, disciplina delle strutture ricettive all’aperto, disciplina delle strutture ricettive alberghiere ,
disciplina delle strutture ricettive extralberghiere.

[approfondire]

Cosa si può fare per migliorare il turismo nel Lazio sfruttando le capacità ingegneristiche?

Si potrebbe puntare a al miglioramento delle entrate dei visitatori internazionali attraverso la captazione di
turisti

Diversificazione è la parola d’ordine geografica (la nostra delocalizzazione), temporale (quella che
chiamiamo destagionalizzazione), motivazionale per diminuire la dipendenza dal prodotto sole e spiaggia

Con l’aiuto delle nuove tecnologie, e la messa in opera della conoscenza tecnica sia a livello infrastrutturale
che telematica si potrebbe pensare a un cambio radicale di strategia che ponga il cliente, soprattutto
quello di qualità, al proprio centro.

Ma qual è il “turista di qualità”?

È un turista comsmopolita,

Un turista che vuole un mix di prodotti: il mare associato a cultura e scoperta, ma anche altre componenti
edonistiche e di “desfrute” come gastronomia, shopping e “”nightlife.

Non si tratta necessariamente di un turista di lusso, ma di un viaggiatore caratterizzato da una maggiore


frequenza e distribuzione nel tempo dei viaggi (anche se più corti), da una maggiore propensione alla spesa
(+20% rispetto alla media), da rispetto dell’ambiente locale e preferenza per uso dei prodotti locali.

Un viaggiatore che è “trend setter”, e quindi porta con sé un elevato effetto moltiplicatore.

Un ingegnere potrebbe contribuire a una campagna marketing on line ed un nuovi siti dedicati a questo
segmento

Le principali azioni per questi mercati sono quindi fare lobby con vettori ed aeroporti e collaborare con il
Ministero degli Affari esteri per facilitare sempre di più il rilascio dei visti quando necessario.

Si può valorizzare il ruolo ancora fondamentale che agenzie di viaggi e tour operator rivestono per il
successo di una destinazione, anche perché parte dal discutibile presupposto che solo un turista su dieci
visiti il paese con un viaggio organizzato.

In collaborazione con tutti gli attori che orbitano l’universo Turismo, un ingegnere potrebbe sviluppare in
concreto una soluzione di e-learning per formare il trade e c anche a una costante ed uniforme attività di
comunicazione via e-mailing per agenzie di viaggi e tour operator.
Potrebbe contribuire con studi settoriali che messi on-line danno dati chiari e facilmente fruibili.

Conclusione:

Da quanto si evince che la professionalità dell’ingegnere ben si addice alla gestione, al coordinamento e
alla risoluzione di problematiche tecniche che formano il complesso mondo del turismo.

Il binomio ingegneria-turismo è un binomio vincente per il futuro.