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Lucia Coco Decárolis

Appunti di fonetica italiana

DEFINIZIONE
Nella maggior parte delle lingue le lettere dell’alfabeto non sono sufficienti a
rappresentare tutti i suoni del parlato: generalmente infatti i suoni del sistema
fonetico di una lingua (FONI) sono in numero maggiore rispetto ai grafemi
(LETTERE); da qui l’esigenza di creare dei simboli grafici che traducano i suoni
così come vengono effettivamente pronunciati o percepiti.
Per alfabeto fonetico si intende l’insieme dei simboli impiegati per la
rappresentazione grafica dei suoni (FONEMI)di una lingua. La sua
prerogativa essenziale è quella di associare in modo univoco un solo segno
grafico a ogni suono fisico (FONO), o realizzazione concreta del fonema, di una
lingua.
Il sistema di trascrizione fonetica più diffuso è l’Alfabeto fonetico
internazionale, comunemente indicato con la sigla IPA (International Phonetic
Alphabet). È un sistema convenzionale di carattere universale, poiché consente
la codifica articolatoria dei suoni di tutte le lingue del mondo. Viene
periodicamente aggiornato.
CENNI STORICI
La prima versione dell’alfabeto fonetico, riconducibile all’odierno IPA,
nacque nel 1888 a Parigi nell’ambito dell’Association Phonétique
Internationale (API) ad opera di undici insegnanti francesi e inglesi. L’intento
era soprattutto didattico: la trascrizione fonetica si proponeva quale strumento
grafico per facilitare l’apprendimento della pronuncia delle lingue straniere. Tra
i promotori dell’associazione occorre ricordare Paul Passy, Henry Sweet,
Wilhelm Viëtor e Otto Jespersen.

I SIMBOLI
L’IPA si compone di una serie di simboli che corrispondono ai suoni di varie
lingue del mondo. É essenzialmente basato sui simboli dell’alfabeto latino (per
es., b d g s l m); non mancano tuttavia simboli di altri alfabeti, come quello
greco (per es., βδʎ) e altri di nuova creazione (per es., ɰɞ).
La trascrizione fonetica segue regole proprie, diverse da quelle in uso nella
pratica ortografica; la sequenza fonetica è racchiusa tra parentesi quadre, non si
usano le maiuscole, non si pongono spazi tra le parole; la posizione dell’accento
di parola è sempre indicata anteponendo il diacritico [ˈ] alla sillaba accentata

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(per es., [ˈpasta]), mentre la lunghezza di un fono, vocalico o consonantico, è


indicata con il diacritico [ː]: matita > [maˈtiːta], pacco > [ˈpakːo].

LA STRUTTURA
I simboli dell’IPA sono raggruppati sotto forma di tavole; le sezioni che lo
compongono sono le seguenti: Vocali, Consonanti polmonari, Consonanti non
polmonari, Diacritici, Altri simboli,Soprasegmentali, Toni e accenti di parola.

Le vocali sono presentate in uno spazio trapezoidale che riproduce le dinamiche


articolatorie implicate nella loro produzione, in primis gli spostamenti della lingua.

Convenzionalmente, le consonanti sono classificate per modo di articolazione (cioè, il


modo in cui il parlante espelle il flusso d’aria che, a seconda degli ostacoli che incontra, fuoriesce
più o meno liberamente dalla cavità orale o nasale) lungo l’asse verticale; e per luogo di
articolazione(il luogo esatto dove nasce il suono) su quello orizzontale. Tra le coppie di simboli
consonantici, quello posto a destra denota sempre un segmento sonoro (maggior vibrazione delle
corde vocali); quando è presente un solo simbolo esso è da intendersi come sonoro.

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È presente anche uno schema dei simboli diacritici, segni speciali aventi la funzione di
modificare l’articolazione del simbolo base, sia esso vocalico che consonantico.

Tra i diacritici più importanti segnaliamo:

[ ]̥ indica desonorizzazione, totale o parziale, di un fono sonoro, es. [b̥]


[ ̬]̬ indica sonorizzazione, totale o parziale, di un fono sordo, es. [s̬]
[h] indica aspirazione, es. [ph]
[w] indica labializzazione, es. [pw]
[j] indica palatalizzazione, es. [tj]
[y] indica velarizzazione, es. [ty]
[˜] indica nasalizzazione di un suono orale, es. [ã].

Tra i simboli soprasegmentali, occorre menzionare almeno:


[ˈ] segnala l’accento lessicale di parola
[ː] indica la lunghezza di un fono.

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L’ALFABETO ITALIANO E I SIMBOLI FONETICI DELL’ITALIANO.

I grafemi, o lettere, che formano la lingua scritta italiana sono ventuno


(5 vocali e 16 consonanti) a cui aggiungiamo 5 lettere straniere (j, k, w, x, y)
presenti in alcune parole. L’insieme viene denominato alfabeto.

(CD Universitalia, traccia 1)

I suoni dell’italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=YlM2jLJ0bKg )
http://www.fonetiks.org/indexit.html
http://www.francobampi.it/zena/lengoa/prononsie/ipa1.htm

Simboli fonetici:
http://ipa.typeit.org/full/

(mp3, Appunti di dizione dell’Accademia di Attori)

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I fonemi dell’alfabeto fonetico della lingua italiana:

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I suoni dello spagnolo:


http://www.uiowa.edu/~acadtech/phonetics/spanish/spanish.html

I suoni dell’italiano:
http://www.4stepstofluency.com/italian-pronunciation/

Trascrizione fonetica: https://www.mulino.it/aulaweb/risorse/09579/stud/

Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronuncia:


http://www.dizionario.rai.it/index.aspx?treeID=1

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Per pronunciare correttamente le parole in lingua italiana è necessario


distinguere tra accento tonico e accento fonico.

 Accento tonico è la forza che viene data ad una sillaba in particolare


tra quelle che compongono la parola (Esempi: tàvolo, perché, tastièra).

 Accento fonico indica le distinzioni tra suoni aperti e chiusi per le


vocali "e" ed "o".

In conseguenza di questa distinzione per indicare quali vocali vadano


pronunciate aperte e quali chiuse, si usano due tipi di accento fonico:

 Accento grave: “ò”, “è” per indicare le vocali da pronunciare aperte


(Esempi: pòdio, sèdia)

 Accento acuto: “ó”, “é” per indicare le vocali da pronunciare chiuse


(Esempi: bórsa, perché).

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SUONI A CONFRONTO:

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ASCOLTA:

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DISCRIMINAZIONE DI SUONI SIMILI:

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PARAGONE TRA ALFABETO FONETICO SPAGNOLO E ITALIANO

Alfabeto fonetico spagnolo:

Alfabeto fonetico italiano:

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Suoni simili.

 Il fonema /b/ e i suoi allofoni [b] y [β]

In italiano, il fonema /b/ è sempre occlusivo [b], mentre in spagnolo


dipende dal contesto: l’occlusiva bilabiale sonora [b] in spagnolo appare in
posizione iniziale, dopo una pausa o dopo una consonante nasale. Negli altri
casi si usa l’allofono fricativo bilabiale sonoro [β].
Inoltre, in italiano esiste il fonema fricativo labiodentale sonoro /v/,
mentre in spagnolo si usa l’occlusiva bilabiale [b] o la fricativa bilabiale sonora
[β].

 Il fonema /d/ e i suoi allofoni [d] y [ð]

Sia in italiano che in spagnolo esiste il suono occlusivo dentale sonoro


[d], però, mentre in italiano si usa sempre, in spagnolo appare in posizione
iniziale, dopo una pausa o dopo una consonante nasale o laterale.Negli altri casi
si utilizza l’allofono fricativo [ð].

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Inoltre, in spagnolo il fonema /d/ in posizione finale di parola presenta


diversi tipi di realizzazione, anche se nessuna occlusiva.In Andalusia e nelle
Canarie, per esempio, non si pronuncia, mentre nel centro en nel nord appare
come fricativa interdentale sorda

. .

Suoni spagnoli diversi da quelli italiani.

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