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ACTING NATIONALLY,

FOCUSING REGIONALLY,
ENVISIONING GLOBALLY
LA VISIONE STRATEGICA
DEL CAPO DI STATO MAGGIORE
DELLA MARINA MILITARE

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La visione strategica della Marina delinea l’evoluzione concettuale dello strumento
marittimo, in relazione al mutamento degli scenari geopolitici ed in linea con le
funzioni di prevenzione ed intervento derivanti dagli indirizzi strategici della Difesa.
Il significativo spostamento del centro di gravità geopolitico ed economico
mondiale verso l’ambiente marittimo impone alla Marina l’elaborazione di opportune
strategie, a difesa e sostegno degli interessi nazionali, focalizzate nell’area mediterranea
in cooperazione con Paesi ed organizzazioni operanti nella regione, ed in grado di
proiettare la Forza Armata nella dimensione globale in funzione delle ambizioni del
Paese e delle interconnessioni esistenti con la comunità marittima internazionale.
La formula “acting nationally, focusing regionally, envisioning globally” discende
dalla considerazione che, nell’ottica evolutiva dei moderni scenari, l’impegno
focalizzato a livello regionale, rispondendo a sensibilità comuni ed obiettivi condivisi,
costituisce l’elemento cruciale per proiettare “l’azione nazionale” in “prospettiva
globale”.
Questo documento evidenzia pertanto il fondamentale contributo della Marina
all’integrazione interforze e l’importanza dell’approccio proattivo e cooperativo per
l’attuazione della policy di difesa e sicurezza nel dinamico e complesso contesto
internazionale.
La visione strategica indirizza quindi la Forza Armata ad evolvere in
un’organizzazione sempre più aperta, coesa e semplice, stimolando la cultura del
miglioramento costante e il coraggio di cambiare nella continuità, conferendo nuovo
vigore ai tradizionali valori della Marina.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina

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INDICE

1. Introduzione________________________________________________________________ 4

2. Sviluppo della visione strategica della Marina____________________________________ 5

3. Dalle funzioni strategiche all’elaborazione di concetti operativi______________________ 7

a. Sorveglianza integrata degli spazi marittimi: l’implementazione di strategie


cooperative per la sicurezza marittima________________________________________ 8

b. “Proiezione di capacità sul mare e dal mare”: concetto strategico per sea-basing, dual
use, early entry ed enabling function__________________________________________ 9

4. “Dialogo & Cooperazione”: binomio strategico per gli scenari marittimi del XXI
secolo______________________________________________________________________ 11

5. La gestione del cambiamento: valore organizzativo ed elemento di innovazione culturale 13

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ACTING NATIONALLY, FOCUSING REGIONALLY, ENVISIONING
GLOBALLY:
LA VISIONE STRATEGICA DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA
MARINA MILITARE

Nell’ottica evolutiva dei moderni scenari, l’impegno focalizzato a livello regionale, rispondendo a
sensibilità comuni ed obiettivi condivisi, emerge come elemento cruciale per proiettare “l’azione
nazionale” in “prospettiva globale” e definisce così la visione strategica della Marina Militare
espressa dalla formula “acting nationally, focusing regionally, envisioning globally”.

1. Introduzione
I primi decenni di questo secolo saranno caratterizzati da una continua crescita
demografica, concentrata in Asia e in Africa, che richiederà un massivo incremento
della produzione economica mondiale, cui faranno seguito competizioni per le risorse
energetiche e naturali, cambiamenti dei processi naturali, degradazione ambientale,
migrazioni e possibili situazioni di conflitto tra popoli.
A tale scenario è associato lo spostamento del centro di gravità geopolitico ed
economico del 21° secolo verso l’ambiente marittimo, come evidenziato da diversi
fattori, tra i quali:
• la concentrazione della crescita demografica mondiale presso le aree costiere;
• l’irreversibile dipendenza dell’economia globale dal trasporto marittimo e dal
libero accesso alle linee di comunicazione via mare; Il centro di gravità
geopolitico ed
• il sempre maggiore sfruttamento dei fondali, del sottosuolo marino e di fonti economico mondiale
energetiche alternative legate al mare (maree, correnti marine, moto ondoso); si sposta sempre più
significativamente
• il crescente utilizzo dei mari per influenzare gli eventi sui continenti e per la verso l’ambiente
conduzione di operazioni militari e di supporto alle popolazioni civili; marittimo

• altri elementi, quali la carenza idrica, lo sfruttamento delle risorse marine


naturali e la tendenza alla territorializzazione dei domini marittimi.
Tali fattori richiedono quindi che nazioni ed organizzazioni elaborino pro-
attivamente strategie alla luce della crescente importanza dell’ambiente marittimo.
Ciò si rivela necessario in particolare per la regione mediterranea, le cui peculiarità
geopolitiche, insieme alle culture ed agli sviluppi socio-economici dei paesi costieri,
sono sempre più strettamente connesse con la sicurezza dell’intera regione, storico
crocevia di costumi, religioni, traffici commerciali e flussi di popolazioni tra Africa,
Asia ed Europa.
L’Italia, al centro di un bacino così critico, necessita quindi di promuovere una
strategia marittima focalizzata sulla regione mediterranea, per cogliere le opportunità
offerte dai nuovi scenari d’apertura e contribuire alla sicurezza, alla stabilizzazione e
allo sviluppo pacifico e sostenibile nell’area, nel rispetto delle molteplici culture,
sensibilità nazionali e visioni politiche.
Inoltre, stabilità e sicurezza della regione euro-mediterranea sono sempre più
connesse al contesto mondiale nel cui ambito l’Italia è chiamata ad assolvere
importanti impegni verso la Comunità Internazionale, richiedendo quindi alla Marina
un contributo esprimibile anche nella dimensione globale.

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Come media potenza marittima regionale con aspirazioni globali – con 8.000
km di costa, un contributo del cluster marittimo del 2.7% al PIL nazionale, la 14^
flotta mercantile mondiale, una cruciale dipendenza dal trasporto via mare ed un
importante ruolo svolto nella Comunità Internazionale – l’Italia ha bisogno di contare
su una Marina in grado di difendere e sostenere concretamente gli interessi nazionali
(azione nazionale) focalizzandosi nell’area mediterranea in cooperazione con i Paesi e
le organizzazioni operanti nella regione (focus regionale) con prospettiva globale in
funzione delle ambizioni del Paese e delle interconnessioni esistenti con la comunità …acting nationally,
marittima internazionale (visione globale). focusing regionally,
envisioning globally
Il “focus regionale”, riflettendo sensibilità comuni ed obiettivi condivisi, si
evidenzia quindi quale elemento decisivo per proiettare l’“azione nazionale” in
“prospettiva globale”; da tale concetto scaturisce la formula dell’attuale visione
evolutiva della Marina Militare Italiana: “acting nationally, focusing regionally,
envisioning globally”.

2. Sviluppo della visione strategica della Marina


Le funzioni fondamentali correlate alle missioni delle Forze Armate1 e
derivanti dagli indirizzi strategici della Difesa si configurano come:
• funzione preventiva, focalizzata sulla Difesa e la Sicurezza Nazionale, che
prevede attività di protezione locale e avanzata delle aree di interesse
nazionale e delle relative linee di comunicazione;
• funzione di intervento, attinente all’impegno dell’Italia in campo
internazionale, nell’ambito di alleanze e coalizioni, e al suo ruolo nella
Comunità Internazionale.
Dallo sviluppo in campo marittimo di tali funzioni e dalla necessità di
adempiere agli specifici compiti attribuiti alla Marina da apposite leggi, derivano i
due concetti strategici di “Sorveglianza integrata degli spazi marittimi” e “Proiezione
di capacità sul mare e dal mare”, sintesi dei tradizionali e moderni ruoli delle Marine:
• il primo concetto si esplica attraverso le attività di sorveglianza e di La vision della
monitoraggio delle aree di interesse, con il concorso di tutti i pertinenti enti Marina è fondata sui
concetti strategici di
nazionali, nonché attraverso l’attività di presenza e le operazioni di sicurezza “Sorveglianza
marittima condotte prevalentemente in alto mare e in cooperazione con altre integrata degli spazi
Marine ed organizzazioni internazionali; marittimi” e
“Proiezione di
• il secondo concetto è volto ad assicurare al Paese una pronta ed efficace capacità sul mare e
dal mare”
capacità di intervento in un ampio spettro di operazioni, proiettabile dove e
quando necessario, con un appropriato focus regionale ed una credibile
“portata globale”.
La natura non dicotomica di questa bipartizione lega strategicamente e
operativamente i due concetti, dando origine a rilevanti convergenze: la “Sorveglianza
avanzata” richiede di fatto una “Proiezione di capacità” (sul mare) che a sua volta
necessita e genera una parallela e contemporanea “azione di sorveglianza”. Ciò si
sostanzia nella constatazione che tutti i mezzi della Marina siano concepiti ed orientati

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Le 4 missioni fondamentali delle F.A, derivanti dalle leggi vigenti e dalle Direttive Ministeriali:
difesa degli interessi vitali del Paese contro ogni possibile aggressione (territorio, SLOC, aree di
interresse, cittadini italiani all’estero); salvaguardia degli spazi euro-atlantici, nel quadro degli interessi
strategici e/o vitali del Paese, attraverso il contributo alla difesa collettiva della NATO; gestione delle
crisi internazionali; concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e allo svolgimento di compiti
specifici in circostanze di calamità ed in casi di straordinaria necessità e urgenza.
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ad assolvere compiti sia di Sorveglianza sia di Proiezione: dalle portaerei ai
pattugliatori, dalle unità contromisure mine a quelle subacquee, dalle forze da sbarco
e speciali alle componenti dell’aviazione di Marina, ad ala fissa e rotante. Ne deriva la
constatazione che tutti i mezzi ed il personale della Marina contribuiscano a modulare
pacchetti di capacità polivalenti per supportare attività di Sorveglianza, Proiezione e
Cooperazione al fine di contribuire ad una credibile politica di difesa e di sicurezza e
supportare efficacemente la politica estera del Paese.
Risulta così evidente come i due concetti strategici continuino ad essere
sostenuti dalle attività di “Dialogo & Cooperazione” e dall’influenza trasversale che il
fattore di “Gestione del cambiamento” esercita sull’intera struttura e
sull’organizzazione della Forza Armata.
In particolare, il binomio “Dialogo & Cooperazione” produce un effetto
catalizzante sulle attività nazionali ed internazionali della Marina, portando a:
• un’efficace interoperabilità a livello nazionale, sviluppata con un approccio
olistico, che contribuisce a rendere lo strumento marittimo “aperto” ad Il binomio “Dialogo
interazioni esterne in contesti interagenzia ed integrato in uno strumento &Cooperazione”
“coeso” nel contesto interforze; agisce come
catalizzatore delle
• una crescente interazione e collaborazione internazionale, capitalizzando la attività della Marina
fiducia reciproca e i legami costruiti con i Paesi della regione in decenni di
attività di confidence-building nonché incentivando collaborazioni sempre più
produttive con tutti gli attori presenti nei più ampi scenari di interesse.
Nel contesto delineato, i sistemi C4I e l’applicazione di concetti net-centrici
costituiscono la piattaforma di base in grado di assicurare un coordinamento verticale
ed orizzontale all’organizzazione e dare origine al necessario allineamento strategico
dell’intera struttura. La conseguente adozione di un processo innovativo fondato sulla
filosofia net-centrica e l’impiego di nuove formule concettuali e tecnologiche sono
volti ad ottenere efficienza attraverso:
• un effettivo “sfruttamento” dei modelli e delle tecnologie esistenti, a seguito di
una accurata selezione ed implementazione degli stessi;
• un’accurata “esplorazione” di nuovi modelli concettuali e di tecnologie
militari e commerciali, da identificare, sviluppare e sperimentare
adeguatamente.
Il continuo processo innovativo della Marina – basato su un opportuno
equilibrio tra le fasi di “sfruttamento” e di “esplorazione” e sull’adozione di
meccanismi di allineamento strategico, coordinamento tecnologico ed organizzativo –
condurrà, inoltre, alla good governance sul piano operativo, logistico e
amministrativo e ad una corretta gestione e ristrutturazione interna.
Tale processo bilanciato di riorganizzazione e la cogente necessità di Il processo evolutivo
della Marina è
assicurare l’attività della Forza Armata senza soluzione di continuità si sintetizzano ispirato al principio
nel principio del “cambiamento nella continuità” che completa l’intera struttura di “cambiamento
dell’approccio evolutivo della vision e trova solide basi nella valorizzazione di nella continuità”
leadership e teamwork.
La giusta e riuscita combinazione di questi fattori genera una cultura
collaborativa che incoraggia “coesione organizzativa” ed “empowerment” dei livelli
esecutivi, consentendo ai livelli dirigenziali di gestire efficacemente le organizzazioni
attraverso concrete e tempestive azioni di ridefinizione delle strutture e dei processi.

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L’evoluzione continua degli scenari di riferimento richiede, inoltre, la
concezione di meccanismi di adattamento come parte strutturale di un’organizzazione
proattiva ed aperta all’innovazione. La modalità di gestione del cambiamento della
Marina partendo dalle tradizionali metodologie – developmental, transitional,
transformational – converge verso un modello di cambiamento definito di tipo
“transdevelopmental” in sintonia con le peculiari esigenze dell’ambiente militare.

3. L’implementazione: dalla concezione delle funzioni strategiche allo


sviluppo dei concetti operativi
L’importanza dei mari per la stabilità mondiale ed il notevole impatto della
sicurezza marittima sull’economia ed il commercio sono ampiamente riconosciuti
nell’attuale contesto mondiale globalizzato: il 90% dei traffici commerciali viaggia
via mare, una cifra destinata ad aumentare con il crescente fenomeno della de-
localizzazione dei processi produttivi.
Il bacino mediterraneo, pur rappresentando solo l’1% della superficie marina
Il mare, ed in
del pianeta, gioca un ruolo di particolare importanza nelle dinamiche dell’economia e particolare il mar
del commercio mondiale. Con 25 paesi costieri in tre diversi continenti e più di 80 Mediterraneo, ha
porti di rilevanza internazionale, la regione mediterranea si caratterizza per il un’importanza
fondamentale per la
passaggio, per mezzo di navi ed oleodotti, di una quantità di petrolio e gas pari al 65% sicurezza, la stabilità
del fabbisogno annuale dell’Unione Europea e del 20% del traffico petrolifero su e lo sviluppo pacifico
scala mondiale. A ciò va aggiunto il traffico di container destinato ad aumentare del delle popolazioni
50% entro il 2015 ed il crescente traffico di navi passeggeri.
Geograficamente, nel complesso e dinamico scenario d’impiego, trova
particolare centralità il concetto di Mediterraneo Allargato, quale insieme delle aree
geografiche correlate agli interessi vitali del nostro Paese, che alla luce degli sviluppi
del contesto geopolitico internazionale tende ad estendersi ad oriente attraverso
l’Oceano Indiano ed a Sud-Ovest dagli approcci atlantici di Gibilterra verso il Golfo
di Guinea. In tale ambito, la protezione del complesso sistema produttivo e di
trasporto marittimo – centri nodali di smistamento, interporti, porti, vie di
comunicazione marittima, navi, piattaforme petrolifere, oleodotti e gasdotti
sottomarini – riveste quindi un’importanza vitale per la sicurezza, lo sviluppo e la
stabilità internazionale.
Questi elementi, insieme ai complessi scenari in evoluzione a livello regionale
e mondiale, impongono alle Marine un adeguamento delle proprie strategie per far
fronte alle attuali minacce ed alle sfide future. Per garantire l’ordine nei mari, in
attuazione del constabulary role, le Marine devono infatti fronteggiare un’ampia
gamma di minacce ed attività illecite – tra cui pirateria, terrorismo, flussi immigratori
illegali, traffici di esseri umani e stupefacenti, contrabbando e trasporto di armi di
distruzione di massa – cui si aggiungono minacce convenzionali che potrebbero
provenire da stati belligeranti ed unità militari o ribelli originati nei cosiddetti failed
states.
Tutte queste minacce possono beneficiare dell’effetto “sorpresa”, soprattutto
nel campo del terrorismo, nonché ricorrere a tecniche di guerriglia e tecnologie “off
the shelf”, in particolare nelle telecomunicazioni, informatica e comando & controllo.
Sussistono inoltre i rischi per la safety dei trasporti marittimi, l’inquinamento
ambientale marittimo, le conseguenze del riscaldamento globale e le maggiori L’efficace contrasto
calamità naturali. delle minacce è
garantito dal
Tali fattori di rischio, convenzionali ed asimmetrici, influiscono sugli interessi continuum tra
sicurezza esterna ed
vitali nazionali per la cui salvaguardia le istituzioni del Paese operano in un interna
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continuum di sicurezza esterna ed interna. La Marina – con le sue forze di superficie,
sottomarine, aeree, anfibie e speciali – in sinergia con il Corpo delle Capitanerie di
Porto, rafforza le sue capacità per fornire all’intero strumento militare un complesso
di forze marittime interoperabili ed integrate per contribuire efficacemente alla difesa,
alla sicurezza e al ruolo internazionale del Paese.

a. Sorveglianza integrata degli spazi marittimi: l’implementazione di


strategie cooperative per la sicurezza marittima
La “Sorveglianza integrata degli spazi marittimi” si sostanzia nelle attività di
pattugliamento, monitoraggio e presenza nelle acque di interesse, anche
congiuntamente alle altre Forze operanti sul mare ed implica lo sviluppo di nuove L’information
strategie per conseguire l’information dominance in ambito marittimo. In tal senso, dominance e
constatato che: l’approccio
cooperativo sono alla
• il mare, per la sua vastità ed in considerazione del “principio di libertà dei base del concetto di
“Sorveglianza
mari”, non è controllabile da parte di una sola Marina, integrata degli spazi
marittimi”
• la complessità degli odierni scenari richiede un ampio e concreto
coinvolgimento di nazioni ed organizzazioni e responsabilità condivise tra
diversi enti interessati alla sicurezza marittima,
• molte delle minacce individuate sono per loro natura trans-nazionali,
• nell’attuale mondo interconnesso, ogni singola azione o iniziativa è
destinata ad avere influenze o ripercussioni a diversi livelli,
si rende necessario un approccio cooperativo alle problematiche legate alla sicurezza
marittima.

…acting nationally
L’information dominance e l’approccio cooperativo sono alla base del
concetto di “Sorveglianza integrata degli spazi marittimi” che, a livello nazionale,
implica l’attuazione coordinata, su base continuativa, di un complesso di attività
operative costituito dal pattugliamento di unità navali, subacquee ed aeree, dal
monitoraggio effettuato con la rete radar costiera, dall’attività svolta dal Corpo delle
Capitanerie di Porto e dall’utilizzo di fonti informative ed intelligence fornite da
organismi nazionali ed internazionali.
Il crescente bisogno di integrare la mole di dati così acquisiti richiede una Il DIISM assicura
sinergia degli impegni onde ottenere una comune, puntuale ed accurata conoscenza l’integrazione di tutte
le informazioni
dei traffici marittimi. A tale scopo la Marina guida l’iter di sviluppo del Dispositivo relative alla
Interministeriale Integrato di Sorveglianza Marittima (DIISM), la cui architettura sorveglianza
consente di mettere a sistema le reti informative di tutti gli attori coinvolti. Il DIISM marittima
permetterà di raccogliere, assiemare e analizzare presso la Centrale Nazionale di
Sorveglianza Marittima tutti i dati informativi ottenuti, fornendo agli enti interessati
una rappresentazione condivisa degli scenari marittimi in tempo reale.
Tale innovativo programma unitamente all’ampliamento della rete radar
costiera e all’evoluzione delle forze di pattugliamento, consentirà alla Marina di
accrescere le capacità di sorveglianza e di incrementare il contributo alla homeland
security.

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…focusing regionally
Nell’ambito della regione mediterranea, la sicurezza marittima è altresì
strettamente legata alla capacità di Paesi e istituzioni di coordinare le proprie strategie
per imporre il rispetto della legge in alto mare e nelle zone costiere.
La Marina e la Guardia Costiera collaborano in tal senso con l’Unione
Europea, l’Allenza Atlantica e tutte le forze marittime cooperanti anche attraverso la
disponibilità dei propri mezzi in attuazione di politiche di sicurezza comuni quali la
realizzazione dell’European Patrol Network, il contributo fornito all’Agenzia
Europea per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione (FRONTEX) e l’impegno
sotto egida NATO nella sorveglianza marittima e nella lotta al terrorismo
internazionale. Lo strumento
Inoltre, lo strumento marittimo nazionale opera attraverso una “presenza marittimo assicura la
sorveglianza in
avanzata” a protezione degli interessi del Paese nel più ampio contesto del cooperazione con
Mediterraneo Allargato, soprattutto in quelle aree particolarmente critiche in termini Paesi ed istituzioni
d’instabilità e cruciali per gli elevati flussi di beni e risorse energetiche. operanti nel
Mediterraneo
A livello regionale l’implementazione del concetto di Sorveglianza integrata si Allargato
avvale anche dell’allargamento della comunità del Virtual Regional Maritime Traffic
Centre (V-RMTC). Tale iniziativa consegue il duplice obiettivo di incentivare i
processi di confidence building tra le nazioni e accrescere la situational awareness nel
dominio marittimo, in virtù della comune volontà delle Marine operanti nel
Mediterraneo Allargato di utilizzare una rete condivisa per lo scambio di dati sul
traffico marittimo.

…envisioning globally
Grazie alle caratteristiche intrinseche di trasparenza, costi contenuti e
flessibilità, il V-RMTC rappresenta un valido esempio di “sistema aperto per una
comunità aperta” e viene offerto dalla Marina come modello per la condivisione
informativa trans-regionale, in linea con il principio di “acting nationally, focusing
regionally, envisioning globally” e con il concetto di “global maritime partnership”.
In tal senso, la “regionalizzazione” di reti di informative locali attraverso
Il V–RMTC è un
l’adozione di sistemi aperti e compatibili, basati su applicazioni del modello V-RMTC sistema aperto
o similari, è considerata dalla Marina quale formula ottimale per garantire una più all’integrazione
vasta ed efficace divulgazione informativa, nell’ottica della confluenza delle “famiglie extra-regionale, in
linea con il concetto
di reti regionali” in un unico “global maritime trusted information network”. di “global maritime
Tale iniziativa affianca l’incremento delle capacità dei futuri mezzi di partnership”
pattugliamento della Marina, in aderenza alle esigenze di proiezione del Paese negli
scenari globali e al suo ruolo nella comunità marittima internazionale.

b. “Proiezione di capacità sul mare e dal mare”: concetto strategico per


sea-basing, dual use, early entry ed enabling function
Le capacità strategiche delle Forze marittime – in termini di versatilità
strategica, autonomia logistica, flessibilità operativa ed intrinseca interoperatività –
associata alla crescente concentrazione delle popolazioni e delle attività produttive in
regioni costiere, conferisce alle Marine una notevole potenzialità d’intervento,
indipendentemente o in contesti interforze e multinazionali, “proiettando capacità sul
mare e dal mare” in un ampio spettro di operazioni, da quelle a carattere umanitario a
quelle in contesti di crisi a più alta intensità.
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La Marina consolida l’implementazione di questo concetto rendendo le proprie
forze capaci di proiettare “sul mare” la loro presenza e sorveglianza avanzata e “dal
mare” capacità militari e non militari, in linea con i concetti di sea basing e dual use.
La possibilità delle forze marittime di poter graduare i propri interventi,
fornisce inoltre al Paese la capacità strategica di svolgere missioni di diplomazia
navale e di sostenere dunque un ruolo attivo nella politica estera nell’ambito della
Comunità Internazionale.
Grazie all’entrata in servizio della nuova portaerei, la capacità di intervento del
Paese viene ulteriormente integrata con un moltiplicatore di forze in grado di operare
come Quartier Generale “sul mare” a supporto di operazioni interforze (enabling
function) e di conferire maggiore efficacia alla Marina nello svolgimento del proprio
ruolo di Early Entry Force.

….acting nationally
La Marina è in grado di fornire al Paese forze di proiezione atte a svolgere una
vasta gamma di missioni e compiti, grazie all’impiego delle proprie componenti di
superficie, subacquee, aeree, anfibie e delle forze speciali.
Con questa capacità la Marina contribuisce al Comando Operativo di vertice
Interforze, alla Joint Rapid Reaction Force nazionale, al Comando per le Operazioni
di Forze Speciali (COFS) ed alla Forza di Proiezione nazionale dal mare.
Grazie ai connotati
In linea con l’approccio interagenzia e grazie ai connotati di dual use e di intrinseci dello
seabasing, che contraddistinguono le moderne forze marittime, la Marina assicura alla strumento marittimo
la Marina assicura
Protezione Civile la disponibilità di uno strumento flessibile e interoperabile, in grado l’assolvimento di
di intervenire anche in casi di calamità naturali o di emergenza pubblica. un’ampia gamma di
compiti militari e non
Lo strumento marittimo è in grado infatti di contribuire alle attività di lotta
all’inquinamento marino, di antincendio boschivo, di rifornimento idrico alle isole
minori, di recupero relitti, di evacuazione di civili dal mare, di prima assistenza
medica nonché di mettere a disposizione Unità per il comando e controllo delle
operazioni su mare e su terra.

….focusing regionally
L’Unione Europea e la NATO rappresentano i principali riferimenti per la
politica di difesa e sicurezza nazionale.
In conformità con la European Security Strategy e la dottrina NATO la Marina
assicura la prontezza e l’interoperabilità dei propri mezzi per prevenire o risolvere
crisi, sostenere i processi di stabilizzazione e mantenere la pace e la sicurezza
internazionale.
Capacità certificate NRF (NATO Response Forces) e personale altamente
qualificato in operazioni interforze multinazionali garantiscono l’interoperabilità e la
capacità di assumere il comando di missioni in ogni contesto. La marina assicura
capacità di proiezione
La Marina fornisce inoltre unità altamente specializzate – quali componenti sul mare e dal mare
anche per gli
aeree, forze speciali ed elementi della forza da sbarco – da impiegare a livello tattico interventi della NATO
“deep in land”. Tale impiego include sia la partecipazione di componenti anfibie e di e dell’UE
mezzi da sbarco della Marina al programma dell’European Union Amphibious Battle
Group sia l’offerta di piattaforme navali quali Quartier Generale seabased per gli
European Union Battle Groups a connotazione “land”.

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Il supporto alle NATO Responce Forces ed alle Forze di Reazione Rapida
dell’Unione Europea viene massimizzato con l’entrata in servizio delle nuove unità di
prima linea che consentono alla Forze Armate di operare simultaneamente su più
fronti.

….envisioning globally
Scenari geopolitici instabili e ricorrenti calamità naturali richiedono alle
Nazioni di esser pronte a dare il proprio contributo nell’ambito dell’intero spettro
delle Operazioni di Supporto alla Pace e a fronteggiare emergenze ambientali e di
carattere umanitario
In tale contesto, la Marina, oltre a garantire permanentemente all’ONU la
disponibilità di una fregata ed un’unità anfibia in prontezza operativa di 5 giorni per
operazioni autorizzate dal Consiglio di Sicurezza, assicura l’interoperatività e le
capacità C4I per integrare le proprie forze in coalizioni multinazionali. Le capacità
expeditionary dello
I programmi per le unità in corso di realizzazione e i progetti delle future unità strumento marittimo
della Marina sono concepiti anche in considerazione di possibili impegni prolungati e consentono l’impiego
a grandi distanze, secondo criteri di modularità e nell’ottica d’impiego dual use prolungato e su scala
globale
conferendo allo strumento marittimo la versatilità strategica e la flessibilità operativa
necessarie ad interventi ad ampio spettro e su scala globale.
L’incremento delle intrinseche capacità expeditionary consentirà inoltre alla
Marina di espletare efficacemente la funzione di naval diplomacy, garantendo al
Paese un’importante strumento per la politica estera e di difesa in tutte le aree
d’interesse nazionale.

4. “Dialogo & Cooperazione”: un binomio strategico per gli scenari


marittimi del XXI secolo
Il mare rappresenta da sempre un ponte di comunicazione e di scambio tra i
popoli. Tale funzione di avvicinamento culturale, politico, economico e sociale è
vieppiù evidente per il mar Mediterraneo ove l’Italia, anche in virtù della sua
collocazione baricentrica, si impegna a promuovere l’integrazione tra tutti i paesi
della regione.
In tale contesto la Marina contribuisce alimentando la dimensione marittima
delle iniziative in atto in ambito NATO ed Unione Europea – come il processo di
Barcellona, il Dialogo Mediterraneo, la Istanbul Cooperation Initiative, e la
Partnership for Peace – nonché promuovendo e sviluppando iniziative di
cooperazione al di là delle alleanze precostituite.
Il binomio “Dialogo & Cooperazione” agisce sia come catalizzatore delle
iniziative ed attività nazionali ed internazionali connesse con la Sorveglianza integrata
e con la Proiezione di capacità sia come canale di confidence building e di mutual
trust funzionali all’interoperabilità tra le Marine e quindi all’avvicinamento dei Dialogo e
cooperazione sono
rispettivi Paesi a livello regionale e globale. funzionali
all’interoperabilità
L’impegno della Marina sul duplice binario, bilaterale e multilaterale, tra le marine e
supporta il Paese nel sostenere sia i diversificati interessi economici con i singoli all’avvicinamento dei
Paesi sia il proprio ruolo politico-diplomatico regionale ispirato ai principi di rispettivi Paesi
“equivicinanza” e “multilateralismo”.

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…acting nationally
La Marina supporta l’azione diplomatica ed economica del Paese mediante la
“presenza avanzata” e l’attivazione e l’implementazione di iniziative volte al Dialogo
e alla Cooperazione, in linea con la politica estera nazionale e le discendenti direttive
della Difesa, mantenendo un approccio proattivo per la costruzione e il rafforzamento
dei legami e delle relazioni internazionali.
In tale prospettiva la Marina organizza esercitazioni bilaterali e multilaterali e
offre percorsi formativi, addestrativi e professionali a favore di personale di Marine
estere, anche in settori di nicchia dove si richiede un’alta specializzazione quali
l’idrografia, il segnalamento marittimo, il soccorso subacqueo, le contromisure mine e
l’attività delle forze anfibie.
L’attuazione delle policy di “presenza avanzata” e di “Dialogo &
Cooperazione” non può prescindere da una stretta sinergia con il sistema industriale
italiano nell’ottica di un suo progressivo sviluppo e rafforzamento sul piano
internazionale, alimentando così un ciclo virtuoso di cui potranno beneficiare anche i
Paesi parte delle attività di cooperazione.
L’approccio sinergico e trasversale si estende anche ad altri Enti ed Istituzioni
nazionali del cluster marittimo come la Federazione Italiana Armatori
(CONFITARMA), con la quale lo Stato Maggiore Marina e il Comando Generale del
Corpo delle Capitanerie di Porto hanno instaurato una stretta collaborazione, a
testimonianza della validità del modello di cooperazione interagenzia. L’approccio
interagenzia è alla
Tale modello, alla base di un gran numero di attività che la Marina svolge in base di sinergie che
collaborazione con dicasteri quali il Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambiente, dei permettono il
Beni culturali ed il Dipartimento della Protezione Civile, trova la sua massima rafforzamento del
sistema Paese
espressione nell’implementazione del Dispositivo Interministeriale Integrato di
Sorveglianza Marittima.

….focusing regionally
La sicurezza dell’Italia è imprescindibile dal legame con l’Alleanza Atlantica
e con l’Unione Europea, cui la Marina contribuisce attivamente nei settori della
sorveglianza, della proiezione e della cooperazione marittima.
Una efficace policy di sicurezza marittima necessita tuttavia anche del
coinvolgimento di Paesi esterni alle alleanze precostituite, cui la Marina concorre sia
consolidando il proprio impegno nel contesto delle organizzazioni internazionali sia
promuovendo, con approccio proattivo e “Med-centrico”, la cooperazione con i Paesi
del Mediterraneo Allargato. In tal senso lo sviluppo del modello del Virtual Regional
Maritime Traffic Centre rappresenta un innovativo strumento per incrementare il
dialogo, la fiducia reciproca e l’interoperabilità tra le Marine della regione.
Questa iniziativa, il cui fattore di potenza è la flessibilità nel garantire
applicazioni attagliate alle sensibilità ed alle esigenze di diverse comunità, si presenta L’estensione del
V–RMTC consente di
come un programma dinamico in continua evoluzione in grado di enfatizzare le sviluppare
sinergie e l’impegno a livello regionale nell’ambito della dimensione marittima di l’approccio “Med-
iniziative già in atto – come il “5+5” con i paesi sud-occidentali del Mediterraneo e centrico” alla
cooperazione
l’ADRION con i paesi del bacino adriatico-ionico – e di quelle future o in fase di internazionale
sviluppo – come la ”8+6” con i paesi del Gulf Cooperation Council.
Il Regional Seapower Symposium fra le Marine del Mediterraneo e del Mar
Nero organizzato a Venezia con cadenza biennale si configura come forum

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internazionale per incrementare la conoscenza e la fiducia reciproche riaffermando il
ruolo chiave delle marine nel garantire la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo pacifico.

…envisioning globally
La Marina supporta il concetto di global maritime partenership come risposta
alla complessità degli scenari marittimi e alla natura transnazionale delle minacce alla
sicurezza sui mari.
In tale ottica, la connotazione internazionale del Regional Seapower
Symposium evolve verso una sempre maggiore attenzione alle dinamiche di natura
globale che possono avere un impatto sulla regione mediterranea, agevolando il
dibattito sulla sicurezza marittima secondo un approccio multidisciplinare ed
interagenzia. Il Simposio quindi, oltre a coinvolgere le principali organizzazioni
internazionali e quelle che operano nel settore marittimo a livello globale, quali l’IMO
e l’IHO, si apre alle Marine rappresentanti le diverse aree geografiche del mondo,
sensibilizzando inoltre i governi e l’opinione pubblica sulla necessità di investire in
maniera consistente nelle capacità delle forze marittime. Il Regional Seapower
L’impegno nella cooperazione in prospettiva globale della Marina si amplia Symposium di Venezia
si apre al dialogo e
nel campo della condivisione informativa con la possibilità di impiego del modello V- alla cooperazione in
RMTC in chiave extra-regionale e trans-regionale, nell’ottica della realizzazione di un prospettiva globale
global maritime trusted information network.

5. Gestione del cambiamento: valore organizzativo ed elemento fondamentale di


innovazione culturale
La complessità dei nuovi scenari evidenzia la necessità di sviluppare un
appropriato processo di valutazione del rischio per affrontare le sfide emergenti.
La definizione del modello “complessità–minaccia–rischio” richiama
l’esigenza di adeguati processi decisionali, esalta l’importanza del lavoro di squadra
ed impone un’evoluzione continua dell’intera struttura organizzativa della Marina.
Tale evoluzione, basata sul principio del “cambiamento nella continuità”,
necessita di un framework a metà strada tra le metodologie rigenerative di tipo
transitional, finalizzate al rinnovamento di specifiche aree in un definito arco
temporale, e quelle evolutive di tipo developmental, orientate al miglioramento ed
estese in modo continuativo all’intera organizzazione, con pieno coinvolgimento
culturale da parte del personale.
Tale sintesi delinea un profilo evolutivo innovativo e bilanciato, battezzato
come “transdevelopmental”, in grado di coniugare il miglioramento continuo, tipico
dell’approccio developmental, con l’implementazione di processi di tipo transitional,
tipicamente innovativi, che permettono interventi decisi in aree che si prestano ad
impulsi migliorativi di tipo radicale (breakthrough), spesso caratterizzati dallo Il transdevelopmental
sfruttamento di risorse ad alto contenuto tecnologico e talvolta convergenti verso change coniuga il
soluzioni di ampia portata che investono trasversalmente più aree funzionali miglioramento
continuo ai
dell’organizzazione (reengineering). cambiamenti di tipo
La gestione efficace dei due momenti in cui si articola il cambiamento di tipo radicale
“transdevelopmental” viene supportata da un allineamento strategico, da un
coordinamento dei processi e da una forte sinergia organizzativa a tutti i livelli.
Ciò porta la Marina ad evolvere in un sistema “aperto”, “coeso” e “semplice”,
ottimizzando le risorse disponibili secondo concetti di trasversalità, soprattutto per gli
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staff, a cominciare dallo Stato Maggiore, per affrontare la complessità incombente
nella realtà circostante garantendo elevata capacità di allineamento all’evoluzione
dell’ambiente anche in termini tecnologici.
Il modello del “transdevelopmental change” consente di limitare l’impatto del
cambiamento sull’organizzazione e la resistenza del personale ai cambiamenti
attraverso il loro stesso coinvolgimento nella combinazione delle azioni migliorative
continue e di quelle innovative dirette verso specifiche aree.
Rientrano in tal senso i seguenti interventi principali:
• la realizzazione della “funzione adattiva distribuita”, quale motore del
cambiamento all’interno dello Stato Maggiore e conseguentemente
nell’ambito delle altre realtà della Marina, in contrapposizione con la
tendenza ad associare tale funzione esclusivamente a neocostituiti
“elementi di organizzazione”. La predisposizione da parte di un ampio
spettro di elementi organizzativi ad implementare miglioramenti radicali,
recependo i concetti e gli strumenti innovativi disponibili, permette di: La Marina evolve
verso
– conferire massima continuità al processo di cambiamento; un’organizzazione
aperta, coesa e
– creare l’essenziale “allineamento strategico” attraverso la piena semplice
condivisione del processo di cambiamento e la
responsabilizzazione da parte di tutti gli attori aventi causa nella
fase attuativa;
– assicurare la massima interiorizzazione del valore culturale del
cambiamento;
– limitare la complessità di una organizzazione che deve invece
tendere alla semplificazione, alla flessibilità, alla coesione e
all’efficacia;
• la revisione critica della struttura organizzativa attraverso una capillare
verifica della stretta aderenza dei compiti con il core business di Forza
Armata, allo scopo di ottimizzare la distribuzione delle risorse umane e
produrre economie in termini di “unità produttive” da re-indirizzare più
propriamente verso nuove emergenti esigenze;
• l’ottimizzazione dell’impiego del personale in relazione alle condizioni di
approntamento delle forze onde acquisire una mobilità temporanea di
risorse umane per soddisfare esigenze contingenti; tale profilo migliorativo
deriva dalla necessità di arricchire il tradizionale concetto di centralità
della nave nell’ottica dell’evoluzione “net-centrica” operativa ed
organizzativa della Marina.
La spinta evolutiva nel settore dei sistemi, della dottrina e della struttura
La valorizzazione di
organizzativa e del personale si propaga quindi simultaneamente nei domini fisici, leadership e
informativi e cognitivi, in linea con le moderne teorie net-centriche i cui benefici teamwork è alla base
dovuti all’utilizzo dell’information technology non possono prescindere da una del miglioramento
continuo della Marina
profonda evoluzione del modo di pensare, agire e relazionarsi dei militari.
La linea di sviluppo “transdevelopmental”, la valorizzazione della leadership
e del teamwork richiamano in questo senso a valori di “coesione e innovazione” che
devono permeare l’intera organizzazione, stimolando la cultura del miglioramento
costante, il coraggio di cambiare e rinnovarsi nella continuità, la meritocrazia ed il
lavoro di squadra, conferendo così nuovo vigore ai tradizionali valori della Marina.

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