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MANAVA-DHARMA-SASTRA

LE LEGGI DI MANU

ISTITUZIONI RELIGIOSE E CIVILI DEGLI INDIANI;

Traduzione dal Sanscrito al francese con note esplicative

di

A. LOISELEUR DESLONGHCHAMPS

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LIBRO SETTIMO

Condotta che deve osservare il Re e la classe


militare;

Basato sulla traduzione dal sanscrito al francese di Auguste Loiseleur Deslongchamps

1” Vado a dichiarare ora, quali sono i doveri di un re, e la condotta che deve avere un
monarca; io vi dirò quali sono queste origini, e con quali mezzi può ottenere la
ricompensa suprema.

2” Lo Ksatrya che ha ricevuto, secondo le regole, il divino sacramento


dell'iniziazione, deve dedicarsi a proteggere con giustizia tutto quello che è
sottoposto al suo potere.

3” In effetti, questo mondo se privato del re, sarà sconvolto in tutte le sue parti dalla
paura, é per la conservazione di tutti gli esseri che il Signore creò il re,

4” Prendendo le particelle eterne della sostanza di Indra, di Anila, di Yama, di Surya,


di Agni, di Varona, di Chandra e di Kuvera;

5” E' perché il re è formato dalle particelle tratte dall'essenza dei principali Dei, che
egli è superiore in quanto a splendore a tutti gli altri mortali.

6” Come il Sole, che brucia gli occhi e il cuore, così le persone sulla terra non possono
guardarlo in faccia.

7” Per il suo potere egli è il Fuoco, il Vento, il Sole, il Genio che presiede la Luna, il Re
della giustizia, il Dio della ricchezza, il Dio dell'acqua, e il Sovrano del firmamento.

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8” Non si deve mai disprezzare un monarca, neanche quando è un bambino,
dicendo: “ è un semplice mortale “; egli è in effetti una grande Divinità che risiede
sotto questa forma umana.

9” Il fuoco brucia solo l'uomo che gli si avvicina imprudentemente; ma il fuoco della
collera di un re consuma tutta una famiglia con le sue mandrie e con tutti i suoi beni.

10” Dopo aver minuziosamente esaminato l'opportunità di un affare, la sua forza, il


tempo e il luogo, un re, valuta tutte le forme per far trionfare la giustizia; secondo le
circostanze, egli è amico, nemico o è neutrale.

11”Colui che, nella sua benevolenza, attrae i favori della fortuna, con il suo valore
determina la vittoria, e con la sua ira causa la morte, riunisce certamente in sé tutta
la maestà dei guardiani del mondo.

12” L'uomo che, nel suo smarrimento, gli manifesta odio, deve perire infallibilmente ;
infatti, il re trova il modo di poterlo rovinare.

13” Che il re non si allontani mai dalle regole che egli ha stabilito per determinare
quello che è legale da quello che è illegale, relativamente alle cose permesse e alle
cose vietate.

14” Per aiutare il re nelle sue funzioni, il Signore generò, fin dal principio, il Genio del
castigo, suo figlio, protettore di tutti gli esseri, esecutore della giustizia, e
dall'essenza completamente divina.

15” E' il timore del castigo che permette a tutte le creature mobili ed immobili di
gioire di quello che è loro, e che gli impedisce di deviare dai loro doveri.

16” Solo dopo aver ben considerato il tempo e il luogo, i mezzi di punizione e i
precetti di legge, il re infligge la punizione con giustizia a coloro che hanno deviato
verso l'iniquità.

17” Il castigo è come un re pieno di energia; è un amministratore abile, è un saggio


dispensatore della legge; è riconosciuto essere il garante del compimento dei
doveri dei quattro ordini.

18” Il castigo governa il genere umano, il castigo lo protegge; il castigo veglia


quando tutti dormono; il castigo è la giustizia, dicono i Saggi.

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19” Inflitto con circospezione e proposito, fa la fortuna del popolo; ma applicato
sconsideratamente, la distrugge da cima a fondo.

20” Se il re non castiga senza sosta quelli che meritano di essere castigati, i più forti
arrostiranno i più deboli, come il pesce, sulla graticola [Oppure secondo un'altra
interpretazione: I più forti colpiranno le prede più deboli, come i pesci nel loro elemento]

21” La cornacchia verrà a beccare l'offerta di riso, il cane leccherà il burro


chiarificato; non esisterà più il diritto di proprietà, l'uomo del rango inferiore
prenderà il posto dell'uomo della classe più elevata.

22” Il castigo regge tutto il genere umano, infatti si trova difficilmente in un uomo
naturalmente virtuoso; è per il timore del castigo che il mondo può affidarsi alle
gioie che gli sono state attribuite.

23” Gli Dei, i Titani, i Musici celesti, i Geni, gli uccelli e i serpenti, assolvono le loro
funzioni speciali, contenute nella paura del castigo.

24” Tutte le classi saranno corrotte, tutte le barriere saranno rovesciate, l'universo
non sarà altro che confusione, se il castigo non farà il suo dovere.[Vale a dire, se cesserà
di agire, o agirà a sproposito]

25” Dovunque c'è il castigo, dal colore nero, dagli occhi rossi che distrugge le
mancanze, gli uomini non provano alcun spavento, se colui che castiga è dotato di
un sano giudizio.

26” I Saggi considerano adatto a regolamentare il castigo, un re veritiero, che agisce


con circospezione, conosce i Santi Libri, è perfettamente esperto in fatto di virtù, di
piacere e di ricchezza.

27” Il re che lo impone con consapevolezza, vedrà aumentare questi tre mezzi di
felicità; ma un principe voluttuoso, collerico e furbo, raccoglie il castigo della morte.

28” In effetti il castigo è l'energia più potente; è difficile da sostenere per coloro che
non hanno l'anima fortificata dallo studio della legge; distruggerà, con tutta la sua
razza, il re che devierà dal suo dovere.

29” Devasterà il castello, il territorio, i paesi abitati, con gli esseri mobili e immobili
che sono li, e sarà motivo di afflizione, per la privazione delle offerte che devono
essere loro dedicate, ai santi e agli Dei nel cielo.[Letteralmente, nell'atmosfera

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(Antaritcha), nella regione intermedia]

30” Il castigo non può essere inflitto adeguatamente da un re privo di consiglieri,


imbecille, avido di guadagni, la cui intelligenza non si è perfezionata con lo studio
della legge, e che è dedito ai piaceri dei sensi.

31” E' solo un principe completamente puro, fedele alle sue promesse, osservatore
della legge, circondato da abili servitori, dotato di un sano giudizio, che può
imporre il castigo in una maniera equa.

32” Che si comporti nel suo regno secondo giustizia, castighi con rigore i suoi
nemici, sia sempre franco con i suoi amici più affezionati, che sia sempre pieno di
dolcezza nei confronti dei Brahmani.

33” La fama di un monarca che agisce in questo modo, anche se vive di grano
spigato,[ Come dire, anche se possiede solo un piccolo tesoro] si estende lontano nel mondo,
come una goccia d'olio di sesamo nell'acqua.

34” Ma la fama di un principe che è tutto l'opposto del primo e che non ha vinto sulle
passioni, si rinchiude[ Letteralmente, si coagula] nel mondo, come una goccia di burro
liquefatto nell'acqua.

35” Un re è stato creato per essere il protettore di tutte le classi e di tutti gli ordini,
che adempiono ai loro doveri.

36” Questo perché io vado ad esporvi, nella giusta maniera e per ordine, quello che
un re deve fare, con i suoi ministri, per proteggere il suo popolo.

37” Dopo essersi levato al nascere del giorno, il re deve presentare i suoi rispetti ai
Brahmani versati nella conoscenza dei tre Libri Santi e nella scienza della morale, e
governare con i loro consigli.

38” Che veneri costantemente i Brahmani degni di rispetto per la vecchiaia e per la
devozione, che possiedono la Santa Scrittura, e sono puri nello spirito e nel corpo;
infatti colui che venera gli anziani è sempre onorato, anche dai Giganti.

39” Prenda continuamente esempio da essi per l'umiltà, per la loro condotta, per la
loro saggezza e ponderazione; in effetti un monarca così umile e modesto non si
può perdere in nessuna circostanza.

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40” Moltissimi sovrani, a causa della loro condotta, hanno perduto i loro beni,
mentre certi eremiti hanno ottenuto dei regni per la loro saggezza e umiltà.

41” Vena si perse per mancanza di giudizio, così come Nahucha, [ Nahucha, principe
della dinastia lunare, re dei Pratichtana,il cui regno è stato collocato da Francis Hamilton nel IX sec.
prima della nostra era. Secondo il racconto, Indra aveva perduto il trono del cielo, Nahucha che
aveva fatto cento volte il sacrificio del cavallo( Asvameda), fu messo al posto di Indra. Curioso di
godere di tutti i suoi diritti, volle fare l'amore con Saki, moglie del Dio destituito. Lei acconsente a
riceverlo, però ad una condizione, che si mostri alla sua vista con maggior pompa rispetto al suo
predecessore. Nahucha pensò che non ci fosse nulla di più magnifico che farsi portare sulle spalle da
un Brahmano. Siccome avanzava troppo lentamente rispetto al suo grado di impazienza, egli
percuote la sacra testa di Agastya, dicendogli sarpa,sarpa cioè avanza, avanza. Il santo ripeté le
stesse parole ma in un senso differente; dalla sua bocca significavano avanti, serpente; e in effetti
Nahhucha fu tramutato in serpente.(Langlois, Teatro Indiano, vol.II)]Yavana, Sumoka, Nimi e
Sudasa.]

42”Prithu,[Prithu, antico re dell'india, le cui origini sono anteriori a quelle delle due più antiche e
celebri dinastie, alle quali gli indiani fanno risalire l'origine degli dei Soma e Surya. Budha figlio di
Soma, è il reggente del pianeta Mercurio, è considerato come il primo re della razza
lunare( Soma-Vansa). Ikshawaka, figlio di Manu Visaswata, nipote di Surya(Vivaswat), che si dice
nato 2000 anni prima di Cristo, è il primo re della razza solare (Surya-Vansa). I principi di queste
dinastie regnarono a Kosala, che aveva per capitale Ayodhya, città fondata da Ikchwaku. La capitale
dei re della dinastia lunare fu Pratikthana, città di Antarvedi, situata nei pressi della confluenza del
Gange e del Yema(Yamuna), dove sono ancora visibile le rovine sulla riva sinistra del Gange, di
fronte ad Alahabad. I principi della razza lunare si estesero nel Kurudesa, fondando in seguito
Indraprastha, Hastinapura e Kosambipura] al contrario, giunse alla regalità per la
saggezza della sua condotta, come Manu; Kuvera ottenne invece l'impero della
Ricchezza, e il figlio di Gadhi il rango di Brahmano[ Viswamitra, figlio di Gadhi, è un principe
della razza lunare, le cui dispute con Muni Vasichta sono celebri negli annali favolosi dell'India
antica. Il possesso di una vacca che produceva tutto a volontà, e che Viswamitra voleva rubare al
santo personaggio, fu l'origine della lotta nella quale Vasichtha fu il vincitore con l'aiuto della sua
vacca, che produsse legioni d i barbari che annientarono le truppe del suo avversario. Viswamitra
riconobbe la superiorità del potere dei Brahmani, e si consegnò ad una rigorosa austerità per
elevarsi dal rango di Chsatrya a quello di Brahmano, e Brahma si vide obbligato ad accordargli
questo favore. Qualche saggio pensa che, la vacca, rappresenta l'india o la sua parte più ricca, dove
la supremazia fu soggetto di una disputa tra due classi rivali, quella dei Brahmani e quella degli
Ksatrya. I Brahmani chiamarono in loro soccorso alcune nazioni straniere e con il loro aiuto
ottennero la vittoria. La guerra di Viswamitra contro Vasictha, e la penitenza con la quale ottiene di
elevarsi al rango di Brahmano, è narrata nel Ramayana del quale formano alcune delle pagine più

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belle di questo ammirabile poema].

43” Che il re apprenda da coloro che possiedono i tre Veda la triplice dottrina che
racchiudono in se, studi le leggi immemorabili relative all'applicazione delle pene,
acquisisca la scienza del ragionamento, la conoscenza dell'Anima Suprema, e che
si istruisca sopra le diverse professioni, come l'agricoltura, il commercio e la cura
del bestiame, consultando coloro che le esercitano.

44” Che faccia, notte e giorno, tutti gli sforzi per sottomettere i suoi organi; infatti
solo colui che controlla i suoi organi è capace di sottomettere il popolo alla sua
autorità.

45.” Eviti, con la più grande cura, i vizi che conducono ad una fine ingloriosa, tra
quelle dieci che nascono dai piaceri dell'amore, e otto dalla collera.

46”In effetti, un sovrano dedito ai vizi causati dall'amore per il piacere, perde la sua
virtù e la sua ricchezza; se si abbandona ai vizi originati dalla collera, perde anche la
sua esistenza, per la vendetta dei suoi sudditi.

47” La caccia, il gioco,[ letteralmente, i dadi] il sonno pomeridiano, la maldicenza, le


donne, l'ebbrezza, i canti, la danza, la musica strumentale e i viaggi inutili, sono le
dieci fonti dei vizi che nascono dall'amore per il piacere.

48” La premura nel divulgare il male, la violenza, l'azione di nuocere in segreto,


l'invidia, la calunnia, l'atto di appropriarsi di beni altrui, quello di ingiuriare o battere
qualcuno, compongono la serie degli otto vizi generati dalla collera.

49” Che faccia tutti i suoi sforzi per vanificare i desideri smodati, che tutti i saggi
considerano come l'origine di queste due serie di vizi; in effetti, queste due serie
discendono da quello.

50” I liquori inebrianti, il gioco, le donne e la caccia, così nell'ordine, devono essere
considerate da un re come quelli dei più funesti nella serie dei vizi generati
dall'amore per il piacere.

51” Che consideri sempre l'azione di battere, quella di ingiuriare e quella di arrecare
danno ai beni altrui, come tra le tre cose più perniciose nella serie dei vizi causati
dalla collera.

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52” E' dall'unione di questi sette vizi menzionati, tra tutti quelli a cui sono più inclini
gli uomini, che i primi nell'ordine devono essere riconosciuti dal principe
magnanimo, come i più gravi tra tutti quelli che li seguono.

53” Il vizio e la morte sono comparati, il vizio è stato dichiarato la cosa più orribile ; in
effetti, l'uomo vizioso cade nella più profonda regione degli inferi; dopo la sua morte
l'uomo esente dai vizi giunge al cielo.

54” Il re deve scegliere sette o otto ministri tra coloro i cui antenati erano stati
addetti al servizio reale, versati nella conoscenza delle leggi, bravi, abili nel
maneggiare le armi, di nobile lignaggio, e la cui fedeltà è stata suggellata con un
giuramento fatto sull'immagine di una divinità.

55” Una cosa facile in se stessa, diventa difficile per un uomo solo; a maggior
ragione quando si tratta di governare, senza essere assistito, un reame le cui
rendite sono considerevoli.

56” Che esamini sempre, con questi suoi ministri, le cose da discutere in comune, la
pace e la guerra, le sue forze[ Queste forze consistono nelle armi, nel tesoro, nelle città e nel
territorio (Commentario)] le sue rendite, la sua sicurezza personale e quella del suo

regno, e i mezzi per assicurarsi i vantaggi ottenuti.

57” Dopo aver ascoltato i loro pareri, prima separatamente poi collettivamente,
adotti, nell'affare che si tratta, la misura che appare più opportuna.

58” Ma deliberi con un Brahmano dalla grande conoscenza, e che sia il più abile tra
tutti i suoi consiglieri, sulle risoluzioni importanti che egli deve prendere
relativamente ai sei punti.

59” Che gli comunichi con fiducia assoluta tutti gli affari; e solo dopo aver preso con
lui una risoluzione finale, renda allora esecutiva la scelta.

60” Deve scegliere così gli altri consiglieri, integri, istruiti, assidui, esperti in materie
finanziarie, e di comprovata virtù.

61” Tanti uomini sono necessari per la giusta esecuzione degli affari, tanti ne deve
prendere il re al suo servizio, di gente attiva, capace e competente.

62” Tra questi, impieghi quelli che sono bravi, intelligenti, di buona famiglia e integri,

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ad esplorare le miniere d'oro, d'argento e di pietre preziose, e a ricevere i prodotti
delle terre coltivate; affidi la guardia all'interno del palazzo agli uomini pusillanimi,
perché gli uomini intraprendenti, vedendo il re solo o circondato da donne,
potrebbero ucciderlo su istigazione del nemico.

63” Che egli faccia la scelta di un ambasciatore perfettamente versato nella


conoscenza di tutti i Sastra, che sappia interpretare i segni, i contenuti e le gesta,
puro nei suoi costumi e incorruttibile, abile e di un casato illustre.

64” L'ambasciatore di un re è stimato, quando è affabile, puro, abile, dotato di buona


memoria, buon conoscitore dei luoghi e dei tempi, di bella presenza, intrepido ed
eloquente.

65” E' dal generale che dipende l'esercito, è dalla giusta applicazione delle pene che
dipende il buon ordine; il tesoro e il territorio dipendono dal re, la guerra e la pace
dall'ambasciatore.

66” In effetti, è l'ambasciatore che avvicina i nemici, è lui che divide gli alleati; infatti
egli tratta le questioni che determinano la rottura o la buona intelligenza.

67” Nella negoziazione con un re straniero, l'ambasciatore indovini le intenzioni di


questo re attraverso certi segni, attraverso il suo contegno e i suoi gesti, e per
mezzo dei segni e delle gesta dei suoi propri emissari segreti, e di coloro che
conoscono i progetti di questo principe, trattando con consiglieri avidi e
malcontenti.

68” Essendo stato completamente istruito dal suo ambasciatore, di tutti i disegni
del sovrano straniero, il re prenda le più grandi precauzioni affinché lui non possa
nuocergli in nessun modo.

69” Che fissi la sua residenza in luogo campestre, fertile di grano, abitato da gente
per bene, sano, gradevole, circondato da vicini pacifici, dove gli abitanti possono
procurarsi facilmente di che vivere.

70” Che si stabilisca in un posto difeso, come un deserto arido che si estenda per
tutto il circondario, oppure che sia riparato da muragli di pietre e di mattoni, o da un
fossato pieno di acqua, o da un foresta impenetrabile, o da uomini armati o da una
montagna sulla quale è situato questo posto.

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71” Che faccia il possibile per ritirarsi in un posto reso inaccessibile da una
montagna; infatti una simile fortezza è molto considerata a causa dei numerosi
vantaggi che presenta.

72” Le prime tre difese di un posto dal difficile accesso, il deserto, la muraglia, e il
fossato, serve per proteggersi dalle bestie selvatiche, dai ratti e dagli animali
acquatici; e gli ultimi tre mezzi di difesa, nell'ordine, il bosco, i soldati e le montagne,
dalle scimmie, dagli uomini e dagli Dei.

73” Così come i nemici di questi esseri non possono arrecare loro alcun danno
quando sono al riparo nelle loro abitazioni; allo stesso modo un re che si ritira in un
luogo inaccessibile non ha nulla da temere dai suoi nemici.

74” Un solo arciere piazzato su un bastione può tenere testa a cento nemici; cento
arcieri possono resistere a diecimila nemici; ecco perché ci si lega ad ogni costo ad
una piazzaforte.

75” La fortezza deve essere provvista di armi, di denaro, di viveri, di bestie da soma,
di Brahmani, di pionieri, di macchine, di erba e di acqua.

76” Nel mezzo, il re faccia costruire per se un palazzo che racchiude tutti gli edifici
necessari e ben distribuiti, difeso da mura e da fossati, abitabile in tutte le stagioni,
brillante di stucchi, circondato da acqua e da alberi.

77” Dopo essersi stabilito lì, prenda una sposa della stessa sua classe, provvista di
segni di buon auspicio, appartenente ad una buona famiglia, incantevole, dotata di
bellezza e di qualità inestimabili.

78” Il re scelga un consigliere spirituale (Purohita), e un cappellano(Ritwidji),


incaricati di celebrare per lui le cerimonie domestiche e quelle che si compiono con
i tre fuochi sacri.

79” Il re faccia diversi sacrifici, accompagnati da numerose regalie; Per adempiere


interamente ai suoi doveri, conceda ai Brahmani godimenti e ricchezze.

80” Che faccia riscuotere da gente fedele le rendite annuali in tutti i suoi domini; che
osservi la legge in questo mondo; e che si comporti come fa un padre con i suoi figli.

81” Deve scegliere da diverse parti, degli ispettori intelligenti, incaricati di

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esaminare la condotta di coloro che sono al servizio del principe.

82” Che onori, offrendogli dei regali, i Brahmani che, dopo aver terminato i loro studi
teologici, lasciano la casa del loro padre spirituale; In effetti questo tesoro
depositato dal re nelle mani dei Brahmani è considerato imperituro.

83” Non può essere derubato dai ladroni, né dai nemici, né può perdersi; di
conseguenza è ai Brahmani che deve conferire questo tesoro imperituro. [ vale a dire
che deve far loro delle regalie. (Commentario)]

84” Le oblazioni versate nella bocca o nelle mani di un Brahmano, non cadono mai,
non si seccano mai, non si consumano mai.

85” Il dono fatto ad un uomo che non è un Brahmano non ha che un merito ordinario;
quello fatto ad un uomo che si dice Brahmano vale il doppio, offerto ad un
Brahmano progredito negli studi dei Veda è cento volte più meritorio; fatto ad un
teologo consumato è infinito.

86” Offerto ad una persona che né è degna e fatto con fede pura, è un dono che
procura dopo la morte una ricompensa piccola o considerevole a chi l'ha fatto.

87” Un re che protegge il suo popolo, quando è sfidato da un nemico che lo eguagli, è
superiore oppure egli è inferiore in forze, non deve sfuggire il combattimento; che
rammenti sempre i doveri della classe militare.

88” Non fuggire dinnanzi ad un combattimento, proteggere il suo popolo, riverire i


Brahmani. Questi sono i doveri eminenti, la cui osservanza procura al re la felicità.

89” I sovrani che durante una battaglia, desiderosi di vincere l'uno sull'altro,
combattono con grande valore senza voltarsi indietro, andranno, dopo morti,
direttamente in paradiso.

90” Un guerriero non deve mai impiegare in battaglia armi perfide contro i suoi
nemici, come aste terminanti con stiletti acuminati, né frecce avvelenate né tiri
infiammati [si era pensato che fossero dei coethet che contenevano una qualche componente
infiammabile, simile a quella del fuoco greco o della polvere da cannone, però tutto questo è dubbio.
I tiri infuocati menzionati nel testo di Manù forse sono semplicemente frecce ricoperte di materiali
che possono prendere fuoco]

91” Che non colpisca né un nemico che è in piedi, se lui si trova su di un carro, né un

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uomo effeminato, né colui che unisce le mani per implorare misericordia, né colui
che ha i capelli sciolti, né chi è seduto, né colui che dice: io sono tuo prigioniero.

92” Né un uomo addormentato, né un uomo privo di corazza, né un uomo nudo, né


chi é disarmato, tanto meno colui che guarda il combattimento senza prendervi
parte, né chi è occupato a combattere con un altro.

93” Né colui che ha l'arma rotta, né chi è stato sopraffatto dalla tristezza, né un uomo
gravemente ferito, né un lacchè, né un codardo; questi sono i doveri dei guerrieri
valorosi.

94” Il lacchè codardo che si da alla fuga durante il combattimento e che viene
ucciso dal nemico, si fa carico di tutte le azioni malvagie dei suoi superiori, qualsiasi
esse siano.

95” E se il fuggitivo, prima di essere ucciso, aveva fatto scorta di qualche buona
azione per l'altra vita, il suo superiore ne godrà di tutti i suoi vantaggi.

96” I carri, i cavalli, gli elefanti, i parasole, i vestiti, il grano, le bestie, le donne, gli
ingredienti di ogni tipo, i metalli ad eccezione dell'oro e dell'argento, appartengono
di diritto a colui che ne era entrato in possesso durante la guerra.

97” Deve prelevare dal suo bottino di guerra la parte più preziosa per offrirla al re;
questa è la regola dei Veda; il re deve ripartire tra tutti i suoi soldati la parte del
bottino di guerra che non è stato acquisito separatamente.

98” Questa è la legge inderogabile e primordiale che concerne la classe militare;


uno Ksatrya nell'uccidere un nemico in combattimento non deve mai deviare da
questa legge.

99” Che desideri conquistare ciò che non ha acquisito e, che conservi con
oculatezza ciò che ha acquisito incrementandone il valore, e che i frutti ottenuti
vengano donati a coloro che ne sono degni.

100” Che sappia che l'osservanza di questi quattro precetti fanno ottenere quello
che è l'oggetto dei desideri dell'uomo, la felicità; di conseguenza egli deve sempre
conformarsi alle regole con esattezza e senza tregua.

101” Che il re conservi sotto la sua vigilanza quello che ha guadagnato, lo custodisca

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e ne incrementi il valore nei limiti della legalità. Quando questi sono aumentati, ne
distribuisca i proventi tra il suo esercito.

102” Addestri costantemente il suo esercito, faccia costantemente dispiego di


valore, custodisca sempre con cautela un segreto, spie costantemente il lato
debole dell'esercito nemico.

103” Il re che ha il suo esercito sempre addestrato è sempre temuto dal mondo
intero. Di conseguenza si faccia sempre rispettare dal popolo per il suo esercito.

104” Che operi sempre legalmente senza ricorrere a mezzi fraudolenti, e che stando
sempre sull'allerta scopra tempestivamente le manovre del suo nemico.

105” Che il suo avversario non si renda mai conto del suo lato debole; che cerchi di
scoprire le parti vulnerabili del nemico; simile ad una tartaruga attragga verso di se
tutti i membri della reggenza e che ripari tutte le brecce dello Stato.

106” Simile ad una gazza rifletta su tutti i vantaggi che può ottenere; simile al leone,
dispieghi tutto il suo valore; attacchi all'improvviso come il lupo e che faccia
prudentemente la sua ritirata come la lepre.

107” Dopo aver dato disposizioni per la conquista, sottoponga gli oppositori alla
negoziazione e agli altri tre mezzi che sono: distribuire tra loro dei doni,seminare
discordia e ricorrere all'impiego delle armi.

108” Qualora non riuscisse a sottometterli con questi tre mezzi, li attacchi con la
forza in campo aperto e li obblighi successivamente a sottomettersi.

109” Di questi quattro mezzi in successione, a cominciare dai trattati, gli uomini
istruiti, accordino la loro preferenza ai negoziazioni pacifiche e alla guerra, per il
beneficio del regno.

110” Come il coltivatore estirpa le erbacce per preservare il grano, allo stesso modo il
re deve proteggere il suo regno distruggendo il nemico

111” Il monarca insensato che opprime i suoi sudditi con un comportamento ingiusto,
si vedrà privare della regalità e della vita, così come tutti i suoi parenti.

112” Così come con la sconfitta del corpo pone fine alla vita degli esseri animati, così
la vita del re termina con la sconfitta del suo regno.

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113” Per mantenere l'ordine all'interno del suo stato, il re si conformi sempre a queste
regole; infatti il sovrano il cui regno è ben governato vedrà accrescere la sua
prosperità.

114” Per due, tre o anche per cento villaggi, in ordine di importanza, nomini una
compagnia di guardie agli ordini di un ufficiale di sua fiducia con l'incarico di vigilare
per la sicurezza del paese.

115” Per ogni comune(grama)[La parola grama che ho creduto tradurre con comune, è da
intendere come un paese o una città con il suo territorio circostante], nomini un capo, un capo

di dieci comuni, un capo di venti, un capo di cento, un capo di mille.

116” Il capo di un comune deve riferire al capo di dieci comuni, dei disordini come
furti e atti di brigantaggio, in relazione a quanto accade nel comune sotto la sua
giurisdizione; quando non può reprimerli, il comandante di dieci comune deve
riferire personalmente al comandante di venti comuni

117”Il capo di venti comuni deve notificare tutto al capo istituito per cento comuni e,
quest'ultimo deve trasmettere l'informazione al capo di mille comuni.

118” Le cose che gli abitanti di un comune sono tenuti a versare quotidianamente al
re, come riso, bevande, legname, devono essere percepite a titolo di emolumenti
dal capo del comune.

119” Il capo di un comune deve godere della rendita di un kula [il kula è l'estensione di
terreno che può essere lavorato da dieci carri, provvisti ciascuno di dieci tori], il capo di venti

comuni, del prodotto di cinque kulas; il capo di mille comuni, dei prodotti di una
città(poura)

120” Gli affari di questi comuni, siano essi generali che particolari, devono essere
ispezionati da un altro ministro del re, attivo e bene intenzionato.

121” In ogni grande città(nagara), nomini un sovrintendente generale di rango


elevato, circondato da un imponente apparato, simile ad un pianeta in mezzo alle
stelle.

122” Questo sovrintendente deve sorvegliare gli altri funzionari; il re deve rendersi
conto esattamente, per mezzo dei suoi emissari, della condotta di tutti i suoi

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delegati nelle diverse provincie.

123” Se gli uomini incaricati dal re di vegliare sulla sicurezza del paese, sono dei furbi
portati ad impadronirsi di beni altrui; il re prenda la difesa del popolo contro quella
gente.

124” Gli impiegati che sono così perversi da giungere ad appropriarsi del denaro di
coloro con cui sono in trattative, devono essere spogliati dal re di tutti i loro averi e
condannati all'esilio.

125”Alle donne al suo servizio e a tutti i domestici, il re conceda un salario giornaliero


in proporzione al loro rango e alla loro funzione.

126”Si deve dare all'ultimo dei servitori una pana[una pana vale ottanta piccole conchiglie
chiamate coris] di rame al giorno, un vestito completo[ un vestito da indossare sopra e una

sottoveste] due volte l'anno, un drona [ Un kunchi vale otto mushtis o pugni di grano; un
pushkala, otto kunchis, un adhaka, quattro pushkalas; un drona, quattro adhakas. (Commentario).
Secondo il Sr. Wilson (Sanscrit Dictionary) , l' adhaka corrisponde a sette libbre , undici oncie
Avoirdupois, misura inglese (3 chili e 486 grammi); di conseguenza il drona equivale, secondo
questo calcolo , a trenta libbre e dodici oncie. Avoirdupois (13 chili e 943 grammi). Il Sr. Haugton in una
delle notache ha aggiunto alla traduzione di Jones osserva che questa moneta è di scarso valore e
che il drona, anticamente valeva molto di più. Secondo un'altra considerazione del Sr. Carey nel suo
Dictionnaire Bengali e che è citata dal Sr. Haugton, l'adhaka, nei pressi di Calcutta corrisponde a
seicentoquaranta libbre (290 chili e 185 grammi). Debbo aggiungere che il drona è la ventesima
parte del cumba e che questa misura vale, secondo il l Sr. Wilson (Sanscrit Dictionary) poco più di
tre un poco más celemines (bushels), tre celemines corrispondono a un ettolitro. Il drona, che non è
altro che la ventesima parte del cumba , secondo questa valutazione dovrebbe essere equivalente
a cinque litri] e ai primi dei domestici, sei panas, sei vestiti due volte l'anno e sei misure

di grano tutti i mesi.

127” Che il re faccia pagare le imposte ai commercianti solo dopo aver considerato il
prezzo d'acquisto della mercanzia, a chi vengono vendute, la distanza dal paese di
provenienza, il costo per il cibo e i condimenti, le precauzioni da osservare per
trasportare la merce in tutta sicurezza.

128” Dopo un esame accurato, deve applicare le imposte nello stato, in maniera tale
che lui stesso e i commercianti traggano la giusta ricompensa dal loro lavoro.

129” Così come la sanguisuga, l'ape, il vitello che prendono il loro cibo poco a poco,

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allo stesso modo il re deve prelevare i tributi annuali nel suo Regno solo in piccole
porzioni.

130” il re può prelevare la cinquantesima parte del bestiame,dell'oro e dell'argento di


quanto aggiunto annualmente al fondo, l'ottava, la settima o la dodicesima parte
sul grano, secondo la qualità del suolo e le cure che richiedono.

131” Che incameri la sesta parte delle rendite annuali di alberi,di carne,miele, burro
chiarificato, profumi, piante medicinali, fiori, frutti, radici, i succhi estratti dei
vegetali

132” Con le foglie, le piante, le erbe, gli utensili di canna, i pellami, i recipienti di
terracotta e tutto ciò che è di pietra.

133” Un re, anche se si trova in uno stato di grande necessità, non deve mai ricevere
tributi da un Brahmano versato nelle Sacre Scritture; e che non accada mai che un
simile Brahmano, nel suo Regno sia tormentato dalla fame.

134” In effetti, se sul territorio di un re, un uomo istruito nelle Sacre Scritture , soffre
la fame, ben presto sul regno di questo principe si abbatterà la carestia.

135” Dopo essersi assicurato delle conoscenze teologiche e della purezza della sua
condotta, il re gli assicuri un tenore di vita onorevole, lo protegga contro tutti, come
fa un padre con il proprio figlio legittimo.

136” I doveri religiosi compiuti giornalmente da un Brahmano, posto sotto la


protezione del re, prolunga la durata dell'esistenza del sovrano ed accresce la
ricchezza dello Stato.

137” Faccia pagare, a titolo di imposta, una tassa annuale modesta agli uomini del
suo regno che appartengono all'ultima classe e che vivono di commerci poco
redditizi.

138” In quanto agli operai, agli artigiani, ai Sudra, che si guadagnano il loro
sostentamento contando solo sul lavoro, li faccia lavorare ciascuno una volta al
mese.

139” Che non recida le proprie radici, rifiutando per eccesso di bontà di ricevere le
imposte, né tanto meno quelle altrui, esigendo dei tributi esorbitanti per eccesso di

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cupidigia; infatti, recidendo le proprie radici e quelle altrui, si ridurranno l'uno e gli
altri, in uno stato dei più miserevoli.

140” Che il re sia severo e dolce secondo le circostanze; un sovrano dolce e severo in
modo opportuno è generalmente stimato.

141”Quando il sovrano è stanco di esaminare gli affari degli uomini, affidi questo
incarico ad un primo ministro con un'elevata conoscenza della legge,
estremamente istruito, padrone delle sue passioni e che appartenga ad una buona
famiglia.

142” Che protegga così il suo popolo, con zelo e vigilanza, e che compia nella
maniera prescritta tutti i doveri che gli sono prescritti.

143” Il sovrano, i cui sudditi sono rapiti dai briganti e portati fuori dal regno, sotto i
suoi occhi e gli occhi dei suoi ministri è verosimilmente un morto e non un essere
vivente.

144” Il dovere principale di uno Ksatriya è di difendere il popolo; il re che gode dei
vantaggi che sono stati enumerati sono tenuti a compiere questo dovere.

145” Si alzi all'ultima veglia della notte, dopo .essersi purificato, faccia in profondo
raccoglimento le sue offerte al fuoco e i suoi omaggi ai Brahmani; e si diriga verso la
sala delle udienze convenientemente addobbata.

146” Da li, rallegri i suoi sudditi con parole e sguardi benevoli, li congeda, e dopo
averli congedati, si riunisca in consiglio con i suoi ministri.

147” Ascendendo una cima di una montagna, o recandosi in segreto su una terrazza
o in un luogo solitario della foresta, deliberi con loro senza essere osservato.

148” Il re, le cui risoluzioni segrete non sono conosciute dagli altri uomini che si
riuniscono tra di loro, estende il suo potere su tutta la terra, anche se non possiede
un tesoro.

149” Gli uomini idioti, i muti, ciechi o sordi, gli uccelli parlanti come il parrocchetto o il
sarikà, la gente molto anziana, i malati, le donne, i barbari ( Mletchas) gli storpi,
devono essere allontanati al momento della deliberazione.

150” Gli uomini disgraziati in questa vita, per un fatto commesso durante una

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nascita precedente, potrebbero rivelare una decisione segreta, così come gli uccelli
parlanti e le donne; per questo motivo è bene prestare la massima attenzione
nell'escluderli.

151” Nel mezzo del giorno o della sera, quando non è né stanco né inquieto, di
concerto con i suoi ministri o da solo, rifletta sulla virtù, il piacere e la ricchezza.

152” Su i mezzi per acquisire queste cose, che sono in generale, opposte l'uno
all'altro; sul matrimonio delle figlie e dell'educazione dei figli.

153” Sull'opportunità di inviare gli ambasciatori, sulla possibilità di successo delle


sue imprese; sorvegli la condotta delle sue donne dentro l'appartamento interno e
la diligenza dei suoi emissari..

154” Che rifletta sugli otto affari reali,comprendenti le rendite, lespese, le missioni
dei ministri, la difesa, la decisione sui casi dubbi, l'esame degli affari giudiziali,
l'applicazione delle pene, i mezzi di espiazione; Sulle cinque tipologie di spie che
deve impiegare segretamente, qui di seguito, i giovani uomini arditi e di spirito
penetrante, gli anacoreti degradati, i lavoratori caduti in disgrazia, dei mercanti in
rovina e anche dei falsi penitenti; sopra le intenzioni benevole od ostili dei suoi
vicini e sopra le disposizioni degli stati limitrofi.

155” Sulla condotta di un principe straniero che dispone solo di forze mediocri, e che,
trovandosi alla mercé di un nemico o di un ambizioso non ha abbastanza potere per
resistere, però li può affrontare se sono divisi; sopra i preparativi del monarca
desideroso di conquiste, sopra la situazione del principe che resta neutrale, pero
può resistere al nemico, al conquistatore e a chi dispone di forze mediocri sempre
che non siano riunite, e in particolare sopra quelle del suo nemico.

156” Questi quattro poteri designati con il nome comune di tronchi dei paesi
circumvicini, con altri otto chiamati rami e che offrono differenti classi di alleati o di
avversari, sono dichiarati i dodici principali poteri.

157” Altri cinque poteri secondari, i suoi ministri, il suo territorio, le sue piazzeforti, i
suoi tesori e il suo esercito, sommati a ciascuno di questi dodici poteri, formano in
totale settantadue poteri, che andremo ad esaminare.

158” Il principe deve considerare come suo nemico il principe a lui più vicino, così

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come l'alleato di questo principe; come amico il nemico del suo vicino; e come
neutrali tutti i sovrani che non si trovano in nessuna di queste circostanze.

159” Che abbia un ascendente sopra tutti questi principi con l'aiuto dei negoziati e
per altri tre mezzi[vedere st.107], siano essi separati o già riuniti, sopra tutto per il suo
valore e per la sua politica.

16o” Che mediti senza interruzione sui sei ricorsi che sono: stipulare un trattato di
pace o di alleanza, intraprendere una guerra, porsi in marcia, disporre le truppe,
dividere le sue forze, porsi sotto la protezione di un monarca poderoso.

161” Che determini secondo le circostanze, dopo aver valutato lo stato delle cose, di
aspettare il nemico, mettersi in marcia, di fare la pace o la guerra, di dividere le sue
forze o cercare un appoggio.

162” Un re deve sapere che ci sono due classi di alleanze e di guerre, che esistono
due maniere per accamparsi o mettersi in marcia e per ottenere la protezione di un
altro sovrano.

163” Si devono riconoscere due classi di alleanze che hanno lo scopo di procurare un
vantaggio, sia nell'immediato che più tardi: quella secondo la quale i due principi
decidono di operare e marciare uniti e quella in base alla quale decidono di operare
ciascuno separatamente.

164” Sono state riconosciute due classi di guerra: quella che può essere dichiarata
per proprio conto o per vendicare un ingiuria fatta ad un alleato, con il proposito di
vincere un nemico, sia nella stagione opportuna che in qualsiasi altro tempo.

165” Prenda parte il re ad una campagna solo per, ora si riunisce con il suo alleato; si
conoscono due tipi di marcia.

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168” Un principe si metta sotto la protezione di un re più potente in due circostanze:
quando é sorpreso dalle forze nemiche, allo scopo di proteggersi dai suoi attacchi
oppure preventivamente, quando c'è il timore di un attacco, in modo che le voci di
una protezione potente giungano fino all'orecchio del nemico.

169”Quando il re comprende che solo più tardi gli sarà riconosciuta


indiscutibilmente la sua superiorità e che per il momento dovrà sopportare dei
leggeri danni, deve far ricorso alla negoziazione pacifica.

170” Però quando comprende che tutti i membri dello Stato sono in una situazione
altamente favorevole e che egli stesso si è elevato al massimo grado di potere,
intraprenda solo allora la guerra.

171” Quando è perfettamente sicuro che il suo esercito è ben approvvigionato e


contento, al contrario di quello dei suoi nemici, entri in campagna contro il suo
avversario;

172”Ma se egli scarseggia in equipaggiamento e soldati, scelga molto


assennatamente una posizione vantaggiosa, e costringa poco a poco i nemici a fare
pace.

173” Quando un re pensa che i suoi nemici, siano sotto tutti i punti di vista, più potenti
di lui, allora, divida le sue forze in due corpi, si ritiri con una parte della truppa, in una
piazzaforte cercando di raggiungere i suoi scopi, che sono quelli di arrestare
l'avanzamento dei nemici.

174” Tuttavia quando potrebbe essere attaccato da ogni lato dalle forze del suo
antagonista, cerchi allora, con celerità la protezione di un re giusto e potente.

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175” Colui che si fa rispettare dai propri sudditi e dal suo esercito, deve essere
onorato, costantemente come se fosse un maestro spirituale (Guru).

176” Nonostante, se si rende conto che in questa situazione, una simile protezione
ha degli inconvenienti, deve senza dubbio fare una guerra vigorosa, nonostante sia
senza protezione.

177” Un sovrano, profondo politico, deve porre in essere tutti mezzi indicati affinché i
suoi alleati, le potenze neutrali e i suoi nemici, non abbiano nessuna superiorità
sopra di lui.

178” Un sovrano, che sia anche un buon politico, deve mettere in atto tutti i mezzi
necessari affinché i suoi alleati, le potenze neutrali e i suoi nemici, non abbiano
nessuna superiorità sopra di loro.

179” Colui che sappia prevedere in anticipo, l'utilità o gli inconvenienti di una misura
adottata, che sappia prendere nell'immediato una pronta decisione, che in caso di
successo ne apprezzi le ne sappia valutare le conseguenze, non sarà mai sconfitto
dai suoi nemici.

180” Dia disposizioni, in maniera tale, che i suoi alleati, i monarchi neutrali e i suoi
nemici, non possano ottenere nessun vantaggio; questa è la sintesi della sua
politica.

181” Quando il re predispone una campagna militare per invadere il territorio dei suoi
nemici, deve avanzare poco a poco, nella direzione della capitale del suo
avversario.

182” Dia inizio alla sua campagna militare nel mese favorevole di
Matgasirha[ Margasiraha o Agrahayana, Novembre-Dicembre] , quando gli elefanti e i carri
rallentano la marcia o nel mese di Faluna[ Faluna, Febbraio-Marzo] o di Chetra[ Chetra,
Marzo-Aprile] , se si dispone di molta cavalleria, secondo le truppe che le seguono, al

fine di approfittare del raccolto dell'autunno o della primavera nella zona che si
intende invadere.

183” Nelle altre stagioni si metta in marcia per combattere quando é certo della
vittoria e del fatto che al nemico è accaduto qualcosa di sfavorevole.

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184” Dopo aver preso tutte le precauzioni necessarie per la sicurezza del suo regno
e dopo aver fatto scrupolosamente tutti i preparativi necessari alla sua impresa;
dopo essersi procurato tutto il necessario per la sua permanenza nel paese nemico
e dopo aver inviato le sue spie.

185” Dopo aver aperto tre tipi di strade, la pianura, i boschi e i luoghi paludosi e solo
dopo aver organizzato i sei corpi del suo esercito, gli elefanti, la cavalleria, i carri, la
fanteria, gli ufficiali, gli attendenti, nel rispetto della strategia militare se diriga
verso la capitale del nemico.

186” Stia all'erta nei confronti dei falsi amici che in segreto cospirano con il suo
nemico e dalle altre persone che sono tornate al suo servizio dopo averlo lasciato,
sono costoro i nemici peggiori.

187” Disponga durante la marcia le truppe in un ordine che abbia la forma di


bastone[ In colonna disposta in questo modo: in testa il generale, nel mezzo il re, nella
retroguardia un comandante, ai due lati gli elefanti, i cavalli; seguiti subito dopo dalla fanteria,
questa è la disposizione che deve impiegarsi quando si teme un attacco da ogni
lato(Commentario] , di carro[ la testa allargata e la coda estesa, quando si teme un attacco alle

spalle(Commentario)] , di verro[ Quando il centro è forte e l'avanguardia e la retroguardia sono


deboli, disposizione necessaria quando si teme un attacco ai fianchi(Commentario)], di mostro

marino (Makara)[Schieramento delle avanguardie e retroguardie, lasciando debolei le forze al


centro, quando si teme un attacco di fronte e di spalle(Commentario) ] , di aquila[ Quando il meglio
della truppa sono in testa ad una lunga colonna per timore di un attacco all'avanguardia
(Commentario)] , di garuda[ Disposizione analoga alla terza, ma con le ali più
estese(Commentario) Garuda figlio di Kasiapa e di Vinata, fratello minore di aruna, cocchiero del
sole, è rappresentato con la testa di uccello ed è considerato il sovrano della razza dei piumati]

188” Dispieghi le sue truppe dal lato dove teme ci sia pericolo ecche si collochi
sempre al centro di un battaglione disposto come un fio di loto.

189” Ponga in ogni direzione un comandante(Senapati) e un generale


(Baladhyaksha)e ogni volta che teme un attacco da un lato, deve dirigersi in quel
luogo.

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190“ In ogni lato, ponga delle postazioni formate da soldati fedeli che conoscono i
diversi segnali, che siano abili nel sostenere un attacco e nella carica contro il
nemico, che siano intrepidi e incapaci di disertare.

191” Faccia combattere disposti a falange i soldati in numero minore ; che dispieghi,
se vuole forze considerevoli, e dopo averle disposte a forma di ago o di raggio[in
una linea lunga o in tre parti], dia battaglia.

192” Combatta in pianura con carri e cavalli; in un luogo ricoperto di acqua con
elefanti e barche armate; in un terreno coperto di alberi e arbusti con archi; in una
piazza scoperta con fionde, scudi e altre armi.

193” Deve disporre nelle prime file gli uomini nati nelle provincie di Kurukshetra,
Matsya, Panchala e Surasena[ Libro.II, st.19] e uomini grandi e agili nati in altre
regioni.

194” Che ispezioni il suo esercito, dopo averlo disposto in ordine di battaglia e
esaminando scrupolosamente i suoi soldati, si informi della maniera in cui si sono
comportati lottando con il nemico.

195” Quando ha fermato il suo nemico, deve devastare il territorio straniero e


distruggere continuamente l'erba dei pasti, le provviste alimentari l'acqua e la
legna del suo avversario.

196” Distrugga gli stagni, le muraglie, i fossati, istighi il nemico durante il giorno e
l'attacchi improvvisamente durante la notte.

197” Si circondi di coloro che possono essere utili nell'assecondare i suoi propositi,
come i parenti del principe nemico che aspirano al trono o i ministri insoddisfatti ; si
tenga informato di tutto quello che fanno; solo quando il cielo si mostra favorevole,
combatta per conquistare, libero da ogni timore.

198” Non risparmi le proprie forze per costringere i suoi nemici, sia cocon le nei
negoziati, o con i regali, oppure fomentando dissensi; che impieghi questi mezzi da
soli o nell'insieme, senza dover ricorre al combattimento.

199” Siccome non può prevedere in maniera certa, quali saranno gli esiti della
battaglia, quali dei due eserciti sarà il vincitore o lo sconfitto, il re deve, nei limiti

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delle sue possibilità, evitare di giungere allo scontro.

200” Quando è nell'impossibilità di ricorre ai tre espedienti indicati, combatta


valorosamente per vincere il nemico.

201” Dopo aver conquistato un regno, il re onori le Divinità locali, e i Bramani virtuosi;
distribuisca liberalità al popolo e faccia dei proclami che dissipino ogni timore.

200” Quando è completamente sicuro dei propositi dei vinti, installi sul trono un
reggente di sangue reale e imponga le sue condizioni.

203” Faccia rispettare le leggi della nazione conquistata così come furono
promulgate e omaggi il principe reggente e i sui cortigiani con pietre preziose.

204” L'appropriarsi di cose preziose , origina odio, il regalarle, genera amicizia,


questi comportamenti possono essere degne di elogio o di riprovazione a seconda
delle circostanze.

205” L'esito di tutte le questioni del mondo dipendono dalla legge del Destino che
sono la conseguenza degli atti dei mortali nelle loro esistenze precedenti, e dalla
condotta degli uomini; i decreti delle Divinità sono un mistero: è bene perciò
ricorrere a mezzi che dipendono dall'uomo.

206” Il vincitore può firmare la pace con il avversario e prenderlo come suo alleato,
in considerazione del fatto che i tre frutti di una spedizione sono: un amico, l'oro o
un incremento del territorio.

207” Esamini in primo luogo le disposizioni del re che potrebbe approfittare della
sua assenza per invadere il regno e quella del principe che intimorisce questo re ;
solo dopo tragga il frutto della sua spedizione, firmando o no un trattato di alleanza
con il re sconfitto.

208” Guadagnando ricchezze ed estendendo i confini del suo territorio, non


aumenta il re le sue risorse, come quando trova un amico fedele che nonostante sia
debole, possa diventare potente un giorno.

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209” Un alleato poco temibile, però virtuoso, gentile, che fa la felicità dei suoi sudditi,
disponibile con i suoi amici e costante nelle sue imprese, è degno di stima.

210” I saggi considerano come un nemico invincibile colui che é istruito, di nobile
stirpe, valoroso, abile, generoso, pieno di gratitudine nei confronti di coloro che
hanno prestato servigi e irremovibile nei suoi propositi.

211” La bontà, l'arte di conoscere gli uomini, il valore, la compassione, una generosità
inesauribile, queste sono le virtù che circondano un principe neutrale.

212” Un re deve abbandonare senza ripensamenti, qualora la sua persona sia in


pericolo, un territorio gradevole, fertile e favorevole all'allevamento degli animali.

213” Per evitare situazioni sfavorevoli, abbia una cura estrema nel custodire le sue
ricchezze, sacrifichi le sue ricchezze solo per salvare una delle sue spose, sacrifichi
ricchezze e spose per salvare la sua vita.

214” Un principe accorto che vede cadere sopra di sé ogni sorta di calamità nello
stesso tempo, deve adoperarsi per mettere in pratica ogni sorta di espedienti
idonei, o tutte insieme o separatamente, a seconda delle circostanze.

215” Faccia ogni sforzo per raggiungerei suoi obbiettivi, esaminando attentamente

i tre temi seguenti: chi dirige il negoziato, ossia sé stesso, l'oggetto che si propone e
il mezzo per ottenerlo.

216” Solo dopo aver deliberato con i suoi ministri su tutte le questioni di Stato, nella
maniera prescritta, dopo essersi dedicato aglle attività proprie di un guerriero,
dopo essersi bagnato a mezzogiorno, il re si ritiri nei propri alloggi per mangiare.

217” Mangi lì i suoi pasti, preparato da servitori adatti, conosciuti da molto tempo e
la cui fedeltà sia indiscutibile; questi cibi devono essere esaminati con una grande
attenzione [ La prova si fa con l'aiuto di una pernice(chacora); alla vista di un cibo avvelenato, gli
occhi della pernice diventano rossi(Commentario)] , e consacrato con le preghiere(mantra)

idonee a neutralizzare gli effetti del veleno.

218”Aggiunga antidoti ad ogni cibo e abbia l'oculatezza di portare sempre con sé


delle pietre preziose che possano neutralizzare l'effetto del veleno.

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219” Donne accuratamente vigilate a cui l'abbigliamento e gli accessori sono stati
previamente esaminate, per timore che nascondano armi o veleno, vengano a
sventagliarlo e aspergere sopra il suo corpo acqua e profumi in abbondanza.

220” Deve prendere le stesse precauzioni quando sale sul carro, quando va a
dormire,quando si siede,quando mangia, quando fa il bagno, quando si veste e si
copre di ornamenti.

221” Dopo aver mangiato, si diverta con le sue donne per un tempo stabilito e poi si
occupi di nuovo della cosa pubblica.

222” Dopo aver indossato l'equipaggiamento militare, passi in rassegna le truppe,


gli elefanti, i cavalli, i carri, le armi e le armature.

223” La sera dopo aver adempiuto ai suoi obblighi pietosi, vada, provvisto di armi, in
un luogo riservato del palazzo dove possa ascoltare le informazioni segrete delle
sue spie.

224” Dopo averlo congedato, ritorni, circondato dalle donne della servitù, ai suoi
appartamenti per prendere i pasti della sera.

225” Lì, dopo aver consumato il suo pasto serale, e dopo essersi deliziato ascoltando
il suono degli strumenti, vada a riposare in maniera da alzarsi l'indomani senza
difficoltà.

226” Queste sono le regole che un re deve seguire quando è in buona salute; però,
quando è infermo, affidi ai suoi ministri la responsabilità degli affari di Stato.

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