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AGORA
ELZEVIRO
Martedì 4 dicembre 2018

Quel difficile
equilibrio
fra etica e norma
RAUL GABRIEL

E
tica e norma convivono in un
equilibrio costantemente da
ridefinire, per tanti versi ambiguo e cultura
suscettibile di interpretazione, tra gioco religioni
rigore, tra la dinamicità della consistenza scienza
umana e le regole. Nella contemporaneità
tecnologia
la vita pubblica è costantemente
attraversata da una linea di demarcazione tempo libero La Versilia “musicale” di D’Annunzio / 31
tra le due componenti che pare non spettacoli
rispondere a un criterio, ma coincidere di sport Toscanini e il Novecento / 31
volta in volta con la applicazione La pseudoscienzia nella storia / 33
pedissequa e acritica della regola oppure In un volume
con la traduzione di voli pindarici che
portano fuori strada. Il caso di Riace e del
Conti: «Natale d’oro Zecchino» / 35 da oggi in libreria
l’acuta e provocatoria
suo sindaco che ha tentato di compenetrare
un umanesimo certamente di accoglienza
Liberi Nantes, lo sport dà asilo / 37 riflessione
con le regole in modo anche temerario è dell’arcivescovo
solo un caso. Tutte le applicazioni delle Un disegno di Sandro sul valore
leggi, civili, penali, amministrative, sociali, Botticelli per il Paradiso
sono interessate da questo enigma. Quanto di Dante, dell’esistenza
è possibile giocare intorno alla regola per conservato a Berlino e della morte
venire incontro alle istanze degli esseri
umani che non sono un rigido contenitore
meccanico cui applicare forze come in un PIERANGELO SEQUERI pensare molto razionalmente la
tornio meccanico? Prima come musicista morte come buco nero, e con-

«P
poi come artista visivo il dilemma tra una erché questo spreco?» temporaneamente incoraggiati
struttura predeterminata, un “testo” (Mt 26, 8b). Conside- a riempire la vita di beni dete-
definito, e la danza intorno a esso che porta rando l’esuberanza riorabili: l’idea infatti è che non
a volte in territori meravigliosi e impervi, è della vita umana e i valori senza ce ne sono altri, né questa vita,
stato sempre al mio fianco, sorta di ibrido prezzo che essa porta nel mon- né in una qualsiasi altra. In que-
tra memento mori e costante rinascita. Per do, il tema della morte meri- sta prospettiva, è difficile sce-
quante riflessioni si possano fare, la terebbe un trattamento più gliere se dobbiamo indignarci
soluzione non esiste. La questione rimane serio e solidale di quello per l’ipocrisia che dissimula ai
sospesa e incombente, possibile pietra che le riserviamo. La fra- nostri figli l’interrogativo sulla
filosofale della genialità o tuffo mortale nel se che abbiamo ricorda- serietà della condizione mor-
caos. Con la mostra evento "Topos Tomie" to all’inizio è tratta dal tale o scandalizzarci per l’in-
che ho realizzato qualche tempo fa a racconto evangelico genuità che li vuole stupidi
Perugia presso Palazzo Conestabile e noto come “L’unzio- sulla vita reale.
promossa dall’Ordine degli architetti e ne di Betania”, quan- In realtà, suggerisce Paglia,
ingegneri, avevo ipotizzato la presenza del do «una donna» la morte è un «passaggio»
tema in medicina e in architettura come in (ma Giovanni dice già per la nostra mente:
arte. Durante la conferenza cui era presente «Marta», la sorella mette alla prova la since-
un ordinario di anatomia patologica, di Lazzaro, l’ami- rità del nostro attacca-
nonché stimato neurochirurgo, avevo co che Gesù aveva mento «interiore» alla
proposto a lui l’interrogativo. Se il gesto del risuscitato) versa vita. Se la morte fosse la
chirurgo fosse paragonabile in qualche olio profumato, semplice naturalezza
modo al gesto con cui nelle mie carte molto costoso, sul del niente (che ha esau-
tentavo di intercettare i fulcri energetici capo di Gesù, che rito i suoi effetti specia-
della corporeità, più che la didascalica sta per essere cat- li) da dove mai sarebbe
descrizione anatomica. Se cioè la chirurgia turato e messo a uscita la vita che scom-
avesse in sé anche morte. I discepoli mette contro la sua cini-
Regolamenti una protestano (Gio- ca giustizia omologatri-
rigidi applicati componente... vanni dice che la ce? E perché insegnare ai
asetticamente artistica. La prima protesta viene da bambini l’onore della pa-
risposta è stata «Giuda» il traditore, rola data e l’amore del
possono che non era che teneva la cassa e prossimo? (Naturalmente,
portare possibile poiché rubava). Il balsamo c’è già chi sostiene la scor-
a rinnegare la chirurgia ha dei poteva essere venduto a rettezza politica dell’etica).
protocolli ben un prezzo molto alto, ri- Per questo la nostra testimo-
lo scopo definiti. Poi, dopo cavandone denaro per i nianza a riguardo del «passag-
per cui un momento di poveri. Gesù si preoccupa gio» della vita, di fronte alla mor-
esistono riflessione più dell’umiliazione della donna: te, si decide qui e ora. Quale che
La necessità libera dalle «Perché la infastidite?». La don- sia la tua visione del mondo, che
questioni na ha compiuto un gesto d’a- cosa insegni ai bambini a ri-
di trovare accademiche, la more contro l’orribile spreco del- guardo del passaggio della vita e
un percorso risposta si è la vita che siamo abituati a rico- del passaggio della morte? Qua-
ragionevole articolata. Pur noscere alla morte. La donna ha li sono i beni che resistono alla
per la società dentro procedure compiuto una azione buona ver- morte, e quindi valgono più di
fissate so di me, spiega Gesù, in vista tutti per dare speranza al riscat-
e l’individuo, necessariamente della mia sepoltura. In altri ter- to e alla continuità della vita, in-
come insegna con rigore, il mini, ha messo un segno di le- dividuale e collettiva? L’onestà
anche il caso chirurgo deve game, che non vuole essere spez- intellettuale dell’intelligenza pla-
di Riace costantemente zato, fra una vita generosa di be- netaria deve ritrovare complicità
IDEE

Cosa c’è Oltre?


adattarle alla ne e l’amore che ne ha ricevuto sulla cura di queste domande
sorpresa della e amato i doni. Il vero spreco è la sollevate dalla vita mortale.
peculiarità di ciascuna struttura che morte, semmai, non l’unguento. La religione stessa scommise
incontra sul campo operatorio. E lì in Dobbiamo batterci contro la ras- contro la morte per prima e sin
qualche modo deve improvvisare. segnazione a questo spreco. Con dall’inizio: non nacque affatto
Questione non da poco. La intersezione tra la nostra vita, entra nel mondo u- dalla paura della morte (che,

Paglia: la vita
protocollo e realtà istantanea porta per na promessa della vita – e sulla semmai, culturalmente parlan-
sintesi necessaria a un gesto da cui può vita – che noi possiamo onorare do, è un’ossessione moderna, a-
dipendere anche la nostra vita. Quale sia la soltanto in minima parte, se ci limentata dai piccoli padreterni
percentuale di rigore, protocollo e pensiamo bene. Per quale ragio- di complemento). Noi siamo mi-
intuizione necessarie è impossibile dirlo, ne apparirebbe così tanto amo- gliori di questi trucchetti da cul-
ma è certo che la qualità del risultato re, di quello che non ha niente a tura post-secolare. E possiamo
dipende dalla loro miscela. In altri ambiti, che fare con il denaro e con il go- ritornare a essere più leali con le
di commissioni, di leggi, e di chi le fa
applicare, è valida la medesima
considerazione? A mio parere sì. Aprendo in
questo modo a una infinità di questioni.
Che però non si possono eludere dicendo:
le regole sono queste, il testo dice così. Il
dimento, per essere poi sempli-
cemente tradito dallo spegnersi
di un interruttore che lo precipi-
ta nel nulla, come se nulla fosse
stato? Quale natura evolutiva sa-
rebbe così stupida con sé stessa?
è per sempre generazioni che vengono a ri-
guardo della promessa contro la
morte che è contenuta nella vi-
ta creata da Dio: che noi tra-
smettiamo, meglio che possia-
mo, senza averla minimamente
testo è fatto per l’uomo e non viceversa. Si Per quale ragione saremmo così cubi dell’uomo hanno da impa- dobbiamo interpretare, non giu- cose invisibili che forma il valo- potuta inventare. Oltre la morte,
innesta sull’uomo e la sua storia, peculiare appassionati – e pronti al sacri- rare. Ebbene, sì, noi siamo mi- stifica la morte come fine di tut- re aggiunto della creazione di c’è più vita di quella che si trova
come le strutture anatomiche, e non ficio – per la giustizia di una vita steriosamente capaci di sacrifi- to. E di ciò che non si lascia giu- Dio – trafigge la mente dell’u- scritta nei nostri trattati e nei no-
viceversa. Dal momento che si interfaccia che non è la nostra, se la morte, ci impensabili e senza prezzo per stificare dalla morte, come ri- manità intera: nessuno aveva stri alambicchi. Il vangelo di Ge-
con l’uomo giocoforza prende anche parte come un colpo di dare vita alle o- vincita del nulla. La fede nella ri- mai osato lanciare un sù la chiama
della sua forma. Una forma in divenire, che spugna, riducesse pere che rendo- surrezione di Gesù – non la ria- simile annuncio del- Una visione Regno di Dio. E
necessita di uno sforzo in più che la mera al nulla tutte le or- no amabile – e nimazione del suo cadavere, ma l’importanza della vita contro dice che questo
lettura dei cavilli. Diversamente diviene ribili efferatezze non solo godibi- l’ingresso della sua stessa condi- che viviamo, nella car- l’orribile Regno è già qui,
disumano. Se l’accademia della musica o della storia indivi- le – la vita co- zione umana nel mondo delle ne e nel sangue. Gli nel momento
delle arti può portare ad abortire un’opera duale e collettiva: mune. L’ottusa stessi credenti appaio- spreco stesso in cui sta
di valore, quella di commissioni e come se nulla fos- singolarità ini- no un po’ meno appas- della vita arrivando il
regolamentazioni rigide applicate in modo se stato? Di fronte ziale del Big sionati per questa che siamo tempo inarre-
seriale ed asettico può portare ad abortire la alle enormi masse Bang poteva scommessa della fede stabile del suo
visione stessa dell’uomo e a rinnegare lo di ingiustizia rima- mai saperne contro la morte, che
abituati «passaggio» al
scopo per cui esistono: trovare una traccia sta senza umana qualcosa, di tut- dovrebbe riaccendere a riconoscere compimento.
ragionevole nel percorso della società e redenzione, quale Vincenzo Paglia to questo? complicità – fra gli es- alla morte Esso viene per
dell’individuo. Dove ragionevole non sta viltà ci farebbe ac- Vincenzo Paglia, seri umani – almeno tutti, credenti e
per la falce che taglia tutto sopra e sotto la cettare la morte come una sana- in questo libro incalzante e ap- sulla necessità di non trasmette- non credenti. Tutti devono pas-
regola, che per sé è sempre perfettibile, ma toria? Per non parlare delle ope- passionato (Vivere per sempre, re alla generazione che viene il sare di lì. Possono ben ritrovar-
per la mano che deve accompagnare tutti, re della bellezza, dell’intelligen- L’esistenza, il tempo e l’Oltre, virus del nichilismo. Il virus è tra- si, dunque, sulla necessità di non
di qua o di là della cattedra, verso un za, della convivenza, che scrivo- Piemme, pagine 198, euro 17,50, smesso da portatori apparente- ostruire il passaggio, fintanto che
percorso di crescita umana. no su questo pianeta una storia da oggi in libreria) ci provoca. mente sani (sta qui la sua insi- cercano la porta. Per i loro figli,
© RIPRODUZIONE RISERVATA della vita dalla quale anche le di- Non parliamo abbastanza di ciò dia). I figli della società del be- almeno, se non per loro.
vinità create dai sogni o dagli in- che, nella vita che riceviamo e nessere vengono ammoniti a ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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