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catalogo

urogallo
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L’Urogallo vive solitario e libero
intona un canto triste del quale vive
e muore se non canta ma se canta
attrae il cacciatore che gli dà la morte
È uccello vive sulla morte e cade quando il suo canto
gli ravviva la vita che gli causa la morte
Non so che uccello sia l’Urogallo
e se l’ho visto, l’ho visto solo in una foto vista
sulla quarta di una certa rivista
So solo che vive solitario e libero
e so che la solitudine e la libertà
sono condizione di vita per chi
vuole ergere la testa sulla morte viva o morte morta
L’Urogallo canta solitario e triste
resiste alla morte soltanto perché canta
il canto è pericoloso può sentirlo il cacciatore
ma poiché canta porta la testa alzata
e soltanto il pericolo dà senso alla vita
Verrà il cacciatore farà cessare il canto
ma si sente vivere e non importa la morte
a chi minacciato minaccia al contempo
perché il canto mortifero dà vita
L’Urogallo vive solitario e libero
e la solitudine e la libertà condizione di vita
possono costare la vita a colui che vive
Ma ciò non importa, importa soltanto
precisamente ciò e nient’altro che ciò
che sia solitario e sia libero e così viva
la vita di chi vive non di chi vegeta
e che il suo cuore sia capace di solitudine
e che innalzi il canto in libertà
e che al cantare la solitudine sia città.

Ruy Belo
Edizioni dell’Urogallo
un viaggio per il mondo di lingua portoghese

A
bbiamo davanti un’intera letteratura. Anzi, molto di
più: una lingua che lega una variata costellazione di
letterature, un universo sparpagliato per quattro con-
tinenti che è in gran parte ancora da esplorare: dalle Americhe
all’Africa, da Timor Est a Macao, da Goa al Pantanal del Brasi-
le, da Malacca all’estremo occidentale del continente europeo.
C’è il Portogallo, paese latino con una lunga e gloriosa tra-
dizione letteraria, consacrata da Camões, Padre António Viei-
ra, Eça de Queirós e Fernando Pessoa e consolidata da autori
come José Saramago e Lobo Antunes. Una tradizione eteroge-
nea, ricca e variegata, che ha visto e vede nascere, all’ombra dei
nomi più celebri, innumerevoli opere che meritano di essere
conosciute. Il lettore italiano potrà affacciarsi su Lisbona, ada-
giata sull’acqua nelle pagine de La città di Ulisse di Teolinda
Gersão, o lasciarsi condurre nella città ritrovata e allo stesso
tempo perduta di Álvaro de Campos; oppure inoltrarsi nella
vita notturna dei club rappresentata da Almada Negreiros in
Nome di battaglia e in quella degli anni Cinquanta, rievocata
da Mário Zambujal. L’impeccabile prosa di Lídia Jorge, nei tre
romanzi e nei racconti che pubblichiamo, accanto allo speri-
mentalismo di Almeida Faria contribuiscono a un quadro let-
terario ricco e intrigante.
Poi c’è il Brasile, con le sue sterminate distese territoriali
e letterarie, a cui corrispondono altrettanti generi: i noir am-
bientati a Rio de Janeiro, la città urbana e cattiva delle favelas e

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dei distretti di polizia, cinica e maledetta, infinite volte ritratta
nelle pagine di Rubem Fonseca; i personaggi dilacerati de Il
mostro di Sérgio Sant’Anna, ma anche il Brasile della provin-
cia, evocato nella prosa introspettiva di José Castello, fino alle
Città inventate di Ferreira Gullar.
E poi l’Africa lusofona, nuova frontiera della lingua e della
cultura in portoghese, come dimostrano la tradizione ormai
quasi secolare della civiltà letteraria di Capo Verde e la nutrita
schiera di autori angolani e mozambicani, che dagli anni Ses-
santa del Novecento provano a delineare nuove geografie cul-
turali e nuovi percorsi linguistici e letterari. Dal Mozambico
della caduta del regime coloniale in Ventizinco di Mia Couto a
quello che cerca di ricostruirsi, tra storture ideologiche e dram-
mi sociali, nell’opera di João Paulo Borges Coelho. L’Angola
contemporanea e “post-moderna” che si rispecchia nella Luan-
da suburbana di João Melo e l’Angola della guerra civile, quella
della ricostruzione e della corruzione della classe dirigente. Ma
anche Timor Est, immortalata nelle pagine indimenticabili di
Luís Cardoso, terra perduta nei decenni della Guerra Mondia-
le, ai margini ultimi di un impero in disfacimento.
Ci sono, infine, i continenti letterari, che non si trovano
sull’atlante. Agualusa evoca Nabokov, Borges e García Már-
quez; Castello ripercorre le orme di Kafka; Ferreira Gullar
fa eco a Borges e a Swift, in un crocevia letterario che, lungi
dall’essere una serie di letterature marginali, dialoga costante-
mente con il centro del canone europeo.

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Il Premio Nazionle per la traduzione
del MIBACT

Il Ministero per le Attività e i Beni Culturali assegna ogni anno


un premio a una casa editrice straniera che si distingue per le
traduzioni dall’italiano e a una italiana che si distingue per le
traduzioni dalle lingue straniere. Allo stesso modo, assegna un
premio a un traduttore straniero e uno a un traduttore italiano.
Il presente catalogo è stato onorato di questo premio nell’edi-
zione 2015 dei Premi Nazionali per la Traduzione.

Di seguito, la menzione breve:

«[a] Edizioni Dell’Urogallo, che si distingue in Italia in quan-


to interamente dedicata alla diffusione di autori dei paesi di
lingua portoghese, voci di una sterminata distesa letteraria fino
a poco tempo fa in attesa di esplorazione».

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Lusitana

Il Portogallo, è chiaro, patria di Pessoa e di Saramago. Ma i po-


chi autori noti al grande pubblico italiano non sono di certo
gli unici autori lusitani. Nel passato come nel presente, il Por-
togallo è stato ed è un luogo ricco di letteratura. Questa collana
si propone di portare all’attenzione del lettore italiano alcuni
tra i più significativi autori della contemporaneità portoghese,
affinché i già noti in Italia si trovino in buona compagnia…
1. Mário Zambujal, Non si scrivono più lettere d’amore
2. Teolinda Gersão, Big Brother isn’t watching you e altre storie
3. Teolinda Gersão, La città di Ulisse
4. Almeida Faria, La passione
5. AA. VV., Racconti imperfetti
6. Lídia Jorge, I Memorabili
7. Almeida Faria, Tagli
8. Gonçalo M. Tavares, Enciclopedia
9. Fernando Assis Pacheco, Walt
10. Isabela Figueiredo, Quaderno di memorie coloniali
11. Lídia Jorge, La notte delle donne cantanti
12. Almeida Faria, Lusitania
13. Isabela Figueiredo, La grassa
14. Almeida Faria, Cavaliere errante
15. Lídia Jorge, Il vento che fischia tra le gru
Lusitana

Lídia Jorge
I Memorabili

isbn: 978-88-97365-42-6
352 pp. | 18,00 €
2018
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

I Memorabili racconta la storia di un un paese alle prese con


la sua memoria recente, intorno alla Rivoluzione dei Garofani
del 1974. Viene chiesto alla giornalista Ana Maria di fare un
documentario su quest’evento storico per un canale televisivo
americano, lei fa ritorno nella Lisbona dove è nata e cresciuta.
Cercando informazioni in casa di suo padre, anche lui giorna-
lista, trova una foto di gruppo dei più importanti personaggi
della rivoluzione, scattata qualche mese dopo l’evento. Scopri-
rà che ognuno ha la sua storia da raccontare, e le loro esperien-
ze personali cambieranno la percezione della stessa Ana Maria
relativamente al suo paese.
Scritto con grandissima sottigliezza psicologica e potere di
linguaggio, I Memorabili è una meditazione letteraria sul tor-
tuoso cammino portoghese verso la democrazia.

Sei andata a spiare, a congratularti, ad alterare quello che hai


visto e sentito attraverso questa tua lente distorta, per poter dire
io li conosco, loro non sono quello che dicono di essere. Solo che tu
non sai che noi non siamo più noi stessi. Quando siamo la nostra
decadenza, iniziamo a essere altri, e non è una creatura come te
ad avere l’autorità per entrare nella vita di quelli che non sono
più quello che sono stati, e scorgere in essi l’incanto che hanno
avuto. Perché il tuo mondo, in realtà, è una disillusione. Altre
persone della tua età potevano averlo fatto, ma non tu. Qualcuno
che non abbia la tua durezza né la tua ferocia. Immagino la tua
allegria, la immagino, Ana Maria…

«Un romanzo ipnotico. Lídia Jorge merita, tanto quanto il


mozambicano Mia Couto, di essere il secondo scrittore porto-
ghese a ricevere il Nobel per la letteratura».
Le Figaro

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Lusitana

Lídia Jorge
La notte
delle donne cantanti

isbn: 978-88-97365-63-1
15,00 €
2019
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

La notte delle donne cantanti è scritto con grande sottigliezza


psicologica ed enorme potere di linguaggio. Solange, studen-
tessa a Lisbona, inizia a collaborare con delle altre ragazze per
realizzare la prima girls’ band del paese. La leader del gruppo, la
carismatica Gisela, benché non abbia una grande voce, esercita
sulle altre ragazze un potere psicologico sottile e totalizzante.
Nella sua sconfinata e capricciosa ambizione, non esiterà a pas-
sare in silenzio un evento tragico accaduto durante le prove…
Ma Solange, a suo modo, saprà prendersi le sue personali rivin-
cite di nascosto di Gisela.
Molti anni dopo lo scioglimento del gruppo, le ragazze, or-
mai signore, si ritrovano per uno spettacolo sulla loro esperien-
za giovanile, con una pesante assenza…

«Lídia Jorge torna con La notte delle donne cantanti, un ro-


manzo in cui colpa, carisma e memoria dettano le caratteristi-
che della sopravvivenza».
Os Meus Livros

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Lusitana

e
ion
raz
Lídia Jorge
pa
Il vento che fischia tra le gru
Grande Prémio de Romance 2003
pre

Prémio Correntes d’Escritas 2004


in

18,00 €
2020
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

Il vento che fischia tra le gru, pubblicato originariamente in por-


toghese nel 2002 e già tradotto in francese, tedesco, ebraico
e serbo, nel 2006 vince il premio Albatros della Fondazione
Günter Grass in Germania.
L’anziana matriarca Regina Leandro fugge dall’ospedale e
viene trovata morta davanti all’ingresso dell’antica fabbrica di
famiglia a Valmares. Milene, la nipote che viveva con lei, è l’uni-
ca componente della famiglia presente per organizzare il suo
funerale, poiché tutti gli altri famigliari sono fuori in vacanza.
Milene, che è una persona con una psicologia un po’ particola-
re, tenta di trovare le parole giuste per descrivere la morte della
nonna ai parenti. La famiglia Leando, gli zii e le zie di Mielne,
appartengono all’agiata classe medio-alta. La vecchia fabbrica,
fondata nel 1908, nel frattempo viene data in affitto ed è abi-
tata da una grande famiglia di immigrati capoverdiani. Milene,
del tutto esausta a causa degli eventi intorno dalla morte della
nonna e all’inizio afona, viene accolta cordialmente da tale fa-
miglia e rimane a dormire nella fabbrica.
Il vento che fischia tra le gru è ambientato in due mondi:
da una parte, la storia della fabbrica, le zie di Milene e i loro
mariti e compari, i suoi cugini, tutti intenti nell’assicurare che
la loro reputazione non venga danneggiata dalla solitaria morte
dell’anziana. Ogni tipo di interesse deve essere difeso, politico
e finanziario. La fabbrica deve essere venduta, la sua posizio-
ne vicino alla spiaggia è ideale per costruire un resort di lusso.
Dall’altra parte, c’è la famiglia di Capo Verde, la veecchia Ana
Mata, le sue figlie e i suoi nipoti. Una timida relazione si svilup-
pa tra Milene e António, il nipote vedovo ma ancora giovane di
Ana Mata. Quando i Leandro la scoprono, sono terrorizzati.

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Lusitana

Lídia Jorge
Il racconto del nuotatore

isbn: 978-88-97365-59-4

11,00 €
2019

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Lusitana

È un racconto in cui tutto è insinuato e immaginato. Il letto-


re viene portato nella posizione di voyeur, davanti a un gioco
erotico tra ciò che si esibisce e ciò che si spia. Una storia di un
tempo in cui il mistero faceva la differenza.

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Lusitana

Gonçalo M. Tavares
Enciclopedia

isbn: 978-88-97365-56-3
446 pp. | 18,00 €
2018
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

L’Enciclopedia è una delle “sezioni” dell’opera in fieri di Gonçalo


M. Tavares. Frammentaria per definizione e volontà (così come
tutta la sua opera letteraria, in un certo senso), l’Enciclopedia è
composta di sezioni che si intitolano Brevi note. E così, l’Enci-
clopedia di Gonçalo M. Tavares, in questo momento, è compo-
sta da cinque raccolte di Brevi note: sulla musica, sulla scienza,
sulla paura, sui legami e sulla letteratura (Bloom). Il presente
volume, per volontà espressa dell’autore e in concordanza con
quanto avvenuto in Portogallo per le edizioni Relógio d’Água,
raccoglie le cinque sezioni fino ad oggi pubblicate.

Libro – Il libro dovrà essere un pericolo rilegato.


Impaginare il pericolo non implica organizzazione, è soltanto
una delicatezza.
[dal Dizionario di Letteratura-Bloom]

«Autore di un’opera potente e unica, celebrata da grandi nomi


come José Saramago, Alberto Manguel ed Enrique Vila-Ma-
tas».
Le Monde des Livres

«Gonçalo M. Tavares è un autore diverso da qualsiasi altro au-


tore tu abbia già letto».
The New Yorker

«Gonçalo M. Tavares è una vera e propria rivelazione».


Magazine Littéraire

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Lusitana

Almeida Faria
Tetralogia Lusitana

Almeida Faria (1943) è uno dei più raffinati e importanti scrit-


tori portoghesi del Novecento. L’uscita del suo primo roman-
zo, Rumor Branco (ancora non tradotto in italiano) nel 1962,
balzato immediatamente a notorietà a causa dell’endorsement
di Vergílio Ferreira, figura di spicco della cultura nazionale co-
eva, collocò fin da subito la figura di Almeida Faria nell’avan-
guardia più sperimentale delle lettere lusitane. L’episodio più
consistente dell’opera letteraria di Almeida Faria, tuttavia,
sono i quattro romanzi raccolti sotto il titolo di Tetralogia Lu-
sitana (La passione, 1965; Tagli, 1978; Lusitania, 1980 e Cava-
liere errante, 1983). Se i primi tre romanzi della Tetralogia sono
stati già tradotti e pubblicati in italiano da Passigli (1998, 2005
e 2006 rispettivamente), il quarto rimane ancora sconosciuto
al pubblico italiano. Per questa ragione, in accordo con l’au-
tore, le Edizioni dell’Urogallo hanno deciso di ripubblicare in
nuova traduzione i primi tre romanzi della Tetralogia e di com-
missionare la prima traduzione dell’ultimo. Nel 2018 è previ-
sta l’uscita dei primi due titoli, per completare la Tetralogia nel
2020 con la pubblicazione degli altri due titoli a cadenza di un
anno l’uno dall’altro, per la traduzione di Marco Bucaioni e
Andrea Ragusa.
La Tetralogia Lusitana si muove tutta intorno a una fami-
glia di latifondisti in decadenza della mitica provincia porto-
ghese dell’Alentejo. Se La passione, pubblicato vari anni prima
della Rivoluzione dei Garofani (1974) proietta ombre e luci su
un futuro quasi vaticinato, gli altri tre romanzi accompagna-
no le convulsioni della società portoghese a cavallo della svolta
democratica, nel disfacimento di un regime autoritario e retro-

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Lusitana

grado che accompagna il parallelo disfacimento della struttu-


ra sociale arcaica dello sfruttamento della terra nel latifondo
alentejano.
L’inconfondibile stile letterario di Almeida Faria, in parte
figlio dei tempi e che risente dei contributi del Noveau roman
e dell’ormai stanco Neorealismo portoghese e in parte prodot-
to di una penna felice, si coagula in una prosa frammentaria,
epistolare, ma al contempo di una densità semantica straordi-
naria. La sfida di una nuova traduzione si è imposta in primo
luogo per opportunità editoriale, ma vuole anche riportare a
un’unità d’intenti l’agenda editoriale e di traduzione di questa
Tetralogia, che ha imposto scelte importanti e difficili in termi-
ni di traslazione di una realtà ormai lontana nello spazio e nel
tempo.

Macché, se alla nascita ho trovato tutto fatto? mio padre non ci


seppe forse iniziare, perché anche lui si volse sempre verso il passa-
to, ci impastò all’ombra che lo aveva impastato e non ci incitò mai
a cercare, ci consigliò soltanto di conservare, come la marmella-
ta, quello che il nonno s’era guadagnato, quello che aveva fatto il
nonno, quello che aveva lasciato il nonno; ma ciò che si conserva,
poco a poco si rovina, invecchia, svilisce, si rimpiccolisce, insomma
si spegne; così le nostre tenute, il frutteto e la villa e questa casa,
che uno di questi giorni crollerà; posso soltanto attutire la caduta;
e i miei figli, che faranno nella vita?
(La passione)

«Tutto il genio di Almeida Faria risiede nell’espressione rigo-


rosa della fertile unione tra il sacro e il profano».
La Quinzaine Littéraire

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Lusitana

Almeida Faria
La passione

isbn: 978-88-97365-38-9
174 pp. | 13,00 €
2018
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

«Un libro di pura genialità e gioventù».


Eduardo Lourenço

«Leggendo La passione di Almeida Faria all’inizio degli anni


Settanta, entrai in immediata comunione con questo capola-
voro, al punto di copiare in Lavoura Arcaica, spudoratamente,
certe immagini e metafore di quel poema in prosa».
Raduan Nassar

«Nella mia generazione, mi ricordo di quando uscì La passione


di Almeida Faria e io che avevo diciannove anni pensai: non
arriverò mai alle calcagna di questo tipo».
António Lobo Antunes

«Il suo secondo romanzo, La passione, possiede le stesse quali-


tà letterariamente stupefacenti di Rumor Branco, ma allo stesso
tempo è più sobrio e più appassionato; stavolta la severità è im-
placabile, e la composizione si fonda su una disciplina esem-
plare».
Books Abroad

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Lusitana

Almeida Faria
Tagli

isbn: 978-88-97365-55-6
13,00 €
2018
traduzione di Andrea Ragusa

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Lusitana

«Tagli è un romanzo splendidamente osseo, essenziale, e pro-


prio per questo scomodo – a quanto pare – per alcuni».
Herberto Helder

In Tagli, le voci de La passione fanno sbocciare la loro sostanza


notturna, scintillano a momenti, e poi tacciono. Polifonia? Più
che altro musica della mente. Poesia».
Luís Quintais

«Almeida Faria ha una relazione appassionata e a tratti violen-


ta con il linguaggio: crea nuove parole per il semplice piacere
di creare».
Dagens Nyeter

Il testo finisce con una frase che è più che altro una firma: tem-
po di gente tagliata. E la cosa migliore che il lettore possa fare
è prendere quella frase e portarla dall’interpretazione dei per-
sonaggi, dal loro legame con il mondo chiuso che li opprime,
verso la lettura di zone più occulte di senso che si liberano, bru-
sche, da una prosa viva, acutilante, strana, ma lacerata. Tutto
in questo testo è un eccesso tagliente. La simbologia strappata,
a colpi di secchezza, alla liturgia cristiana. Il lavoro rivoluzio-
nario, originale, sulla lingua e sul linguaggio. Il modo come il
tempo interno si segmenta, abitato da esseri in transito che si
fanno la spia, si denunciano, solitari, in un’esistenza che sem-
bra avere una scadenza, in rischio, frammentata. Il lettore si
sente obbligato a vedere e a sentire questo strappare tracciato
dai vari narratori, divorati in modo lancinante nei loro stessi
discorsi, che si sottomette al tagliare sonoro dei suoi recitativi,
che sorgono come una sfilata in un auto di Gil Vicente, alla
maniera del découpage cinematografico, verso un giorno unico,
un sabato d’alleluia.

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Lusitana

e
ion
raz
Almeida Faria
pa
Lusitania
pre

isbn: 978-88-97365-62-4
in

13,00 €
2019
traduzione di Marco Bucaioni

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Lusitana

«Come stelle separate da anni luce, ciascuno dei personaggi,


benché legato agli altri da legami di passione o di sangue, al-
tro non fa che ripercuotere il suo messaggio di solitudine nella
speranza che qualcuno lo riceva e lo ritraduca nella sua stessa
lingua di solitaria afflizione».
Eduardo Lourenço

«Lusitania è uno dei miei romanzi preferiti, di gran lunga».


Carlos Reis

«Il romanzo epistolare di Almeida Faria sviluppa tutti i gran-


di temi che appartengono al fondo proprio, inalienabile, dello
spirito portoghese: la memoria, l’esilio, la tristezza e la nostal-
gia (soprattutto la nostalgia), l’attesa quasi mistica di una nuo-
va era, la distanza geografica e quella temporale».
Le Monde

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Lusitana

e
ion
raz
Almeida Faria
pa
Cavaliere errante
pre
in

15,00 €
2020
traduzione di Andrea Ragusa

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Lusitana

«Paradossalmente (o meno?) è il più intensamente confessio-


nale che assicura a Cavaliere errante il suo più forte impatto,
non dimenticando la maniera sottile con l’avventura soggetti-
va è ricreata o ascende a una codificazione mitica espressa ma
riscritta con grande originalità».
Eduardo Lourenço

«Grande romanziere, la cui narrativa è uno dei monumen-


ti della letteratura del xx secolo e incede in questo territorio
mattutino del xxi».
Lêdo Ivo

«Come finisce una saga? Non finisce. Appena chiusa l’ultima


pagina di quest’ultimo libro di una tetralogia, non si conosce
il sollievo del finale. Possiamo anche riporre il libro sul nostro
scaffale, ma ci sono segni che la dislocazione proseguirà da
qualche parte fuori dal testo. Nessuno, neanche la morte, pren-
de commiato. Nessuno, neanche la morte, ha trionfato. Non
è un caso che il Cavaliere errante è il motivo e il protagonista.
Una solennità dell’erranza affetta il testo e i suoi personaggi,
anche quelli che poco sognano, o neanche sognano, ma sanno
che hanno sbagliato un cammino. Sotto l’incanto della Ricerca
c’è un paese impazzito per l’improvviso banchetto dell’opu-
lenza che gli viene offerto».
Hélia Correia

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Lusitana

Isabela Figueiredo
Quaderno
di memorie coloniali

isbn: 978-88-97365-61-7
13,00 €
2019
traduzione di Viola Mariotti

30
Lusitana

Geniale resa dei conti dell’autrice con il passato coloniale del


Portogallo e con suo padre, un elettricista portoghese residen-
te in Mozambico. Il padre sembra personificare il Portogallo
coloniale: disprezza e sfrutta la popolazione indigena. Tutto
ciò è visto dagli occhi di Isabela, che è nata laggiù nel 1963 ed
è venuta in Portogallo negli anni Settanta, durante la decolo-
nizzazione. Il libro si è originato a partire dal blog dell’autrice,
canale pioniere per tentar portare più realtà alla narrativa edul-
corata del Portogallo africano. Fino ad allora, v’era un torrente
di memorie rosa e pietose di bianchi che erano cresciuti nel-
le colonie portoghesi, memorie che non trattavano mai delle
questioni reali e dure del passato, come l’esclusione della po-
polazione locale.

«Il Quaderno di memorie coloniali racconta la storia di una ra-


gazzina che si avvicina all’adolescenza, che ha vissuto questa
fase della vita nel periodo tumultuoso della fine dell’impero
coloniale portoghese. Lo scenario è Lourenço Marques, che
oggi si chiama Maputo, spazio in cui si muovono i due perso-
naggi in lotta: padre e figlia».
Isabela Figueiredo

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Lusitana

Fernando Assis Pacheco


Walt

isbn: 978-88-97365-60-0
12,00 €
2019
a cura di Valeria Tocco

32
Lusitana

«Questo libro è una prosa sui malefici della guerra intesi


nel tempo dell’ineffabile Marcial Caneta, quando si parlava
del Vietnam “a cose della causa”. “Causa” che nessuno sposava;
“cose” che sono state fissate, rozzamente, perché tutti sapessi-
mo come sono accadute, e perché. Non ho per questo nessun
rimorso di stile. Io volevo soltanto dire: “Stazione Marittima di
Alcântara, Lisbona”, in un anno qualsiasi tra il 1961 e il 1974.
Nella prosa ci metto soldati, civili, incivili, magnaccia e putta-
ne, io stesso mi ci metto, mascherato da narratore-sottotenente,
piango di brutto, godo come un mandingo, narro, mento, fin-
to il lettore, mi sarebbe piaciuto mandare il Portogallo a quel
paese, ma in seconda lettura sono un tipo abbastanza morale e
mi fermo a mezzo palmo dal tratto proibito – tenerezza! Chi
grida nel salto verso l’ignoto è il mio illustre sottoposto Frank
Camiões. Il cuore in fiamme per gli indifesi, pupe incluse, viene
dal tempo in cui imparavo il giornalismo.
Attenzione a quel bel pezzo di Brenda! E a Joe Louis, ine-
vitabile figlioccio! Ho bevuto a tutti i banconi di zinco di Li-
sbona fino a sdraiarmici sopra. Letteratura-letteratura, mah.
In un altro momento, forse. Viva il Portoghese a quattrocento
stronzate al minuto, che è quello che respiro!»
Fernando Assis Pacheco

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Lusitana

aa. vv.
Racconti imperfetti

isbn: 978-88-97365-46-4
266 pp. | 16,00 €
2017

34
Lusitana

Venti autori vengono rinchiusi per tre giorni nell’antico mona-


stero di Batalha, nel centro del Portogallo, luogo in cui si ricor-
da la storica battaglia di Aljubarrota, che nel 1385 segnò uno
degli episodi fondanti della nazione portoghese, con la sconfit-
ta definitiva delle armate castigliane e l’indipendenza lusitana
in salvo dalle mire del potente stato vicino. Unica condizione
per il rilascio: scrivere un racconto ispirato dall’atmosfera del
monastero. Così nascono i Racconti imperfetti, con alcune tra
le firme più eclettiche del panorama portoghese, come Afonso
Cruz e Paulo Kellerman.
ps: gli autori sono stati tutti rilasciati e godono oggi di pie-
na libertà di movimento.

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Lusitana

Mário Zambujal
Non si scrivono più
lettere d’amore

isbn: 978-88-97365-14-3
164 pp. | 13,00 €
2013
traduzione di Angela Fedele

36
Lusitana

Mário Zambujal (1936) è nato a Moura, nell’entroterra


dell’Alentejo, ed è uno dei più conosciuti giornalisti sportivi
portoghesi. Egli stesso continua infatti a definirsi «un
giornalista che scrive per divertirsi», malgrado abbia al suo
attivo circa dieci titoli di narrativa che hanno ottenuto un
grande successo, come Crónica dos bons malandros (1980) e
Histórias do fim da rua (1983). Autore di grande ironia, riesce
a raccontare la quotidianità di Lisbona in maniera acuta e
brillante.

A un certo punto, decisi che non potevo rimanere tutta la notte


impalato; feci appello al mio poco coraggio e mi dissi: «E sia quel
che Dio e lei decideranno».
Mi avvicinai lesto al tavolo di Erika e, una volta lì, mi assalì
una sensazione di sconfitta e di ridicolaggine.
Alla fine balbettai: «Non ha voglia di ballare con me,
vero?».

Duarte è un giovane viveur, che, tra le notti di glamour passate


nel Gran Casino Internazionale di Estoril, i pomeriggi al caf­
fè Chave d’Ouro, al Palladium o al Martinho do Rossio e
la vita bohémienne dei night club della capitale, vede il suo
cuore travolto da una giovane alta, snella, bionda e dal sorriso
luminoso, che risponde al nome di Erika. Mário Zambujal ci
riporta, in questo romanzo dalla prosa chiara e originale, in­
trisa di humour, immaginazione e sensibilità, in un viaggio di
immagini e memorie, alla Lisbona degli anni ’50, ritratto di
un’epoca di eccessi, di passioni e di sventure.

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Lusitana

Teolinda Gersão
Big Brother isn’t watching you
e altre storie
Grande Prémio de Conto
Camilo Castelo Branco 2002 (Portogallo)

isbn: 978-88-97365-15-0
144 pp. | 13,00 €
2013
traduzione di Alessandra Della Penna

38
Lusitana

Teolinda Gersão (1940) è una delle scrittrici portoghesi più


note della sua generazione. Oltre che in Germania, ha vissuto
anche in Brasile, a San Paolo, e in Mozambico, nella capitale
Maputo. Ha ricevuto il Grande Prémio de Romance e Novela
da Associação Portuguesa de Escritores per il romanzo A Casa
da Cabeça de Cavalo nel 1995 e, tra gli altri, il Grande Prémio de
Conto Camilo Castelo Branco per Big Brother isn’t Wa­tching
You e altre storie (titolo originale: Histórias de Ver e Andar),
nel 2002. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, tedesco,
francese, ceco, arabo, romeno e croato. In Brasile e negli Sta­ti
Uniti alcuni dei suoi racconti sono stati oggetto di adattamenti
teatrali e radiofonici.

«Avete sentito di Tânia? L’hanno trovata morta». Uscimmo su-


bito e, sospirando di sollievo, andammo a casa. Domani sa­pranno
che siamo state noi. Anche oggi, forse. Ci sono la giacca e lo zaino.
Basta che seguano la pista e ci scopriranno. Ma potevano pure ve-
nire, eravamo preparate.

Non è facile scegliere un racconto di questa raccolta, ma ce n’è


uno – Big Brother isn’t Watching You – indimenticabile perché
porta alle estreme conseguenze l’assurdità che presiede al mon-
do mediatico, creando una situazione nella quale si col­gono
eco di un film di Hitchcock, ma con una dimensione patetica
che il film ignora e si apre alla compensazione di quel­lo che
Hannah Arendt definì “la banalità del male”.

39
Lusitana

Teolinda Gersão
La città di Ulisse

isbn: 978-88-97365-21-1
226 pp. | 15,00 €
2013
traduzione di Alessandra Della Penna

40
Lusitana

L’amore non dura. Un giorno ci svegliamo e l’incanto si fran­


tuma. Il mondo è tornato a essere quello che era. Ossia, più o meno
nulla. È quello che ci aspetta, Cecília. L’amore è una finzione con
cui per un certo periodo nascondiamo il vuoto, dentro e fuori di
noi. Si tratta di un’esperienza che non hai mai provato, ma che
un giorno inevitabilmente proverai: il vuoto, il nulla.

L’incontro tra un uomo e una donna a Lisbona, la loro storia


d’amore e la storia di entrambi, che è anche e soprattutto la
storia d’amore per una città straordinaria. Lisbona, già cele-
brata nel corso della Storia da tanti cantori, poeti e scrittori,
viene nuovamente omaggiata attraverso le pagine di questo
romanzo.

41
Rubem
Fonseca

Abbiamo deciso, in collaborazione con l’Agenzia Letteraria


Carmen Balcells di Barcellona, che rappresenta l’autore, di
dedicare un’intera collana al maestro indiscusso del noir bra-
siliano, al capostipite di un’intero genere letterario, quello del
cosiddetto brutalismo. Non sarebbe stato possibile fare altri-
menti.
1. E nel mezzo del mondo prostituto, solo amore pel mio sigaro
ho tenuto.
2. Diario di un libertino.
3. Mandrake, la Bibbia e il bastone.
4. Il Seminarista.
5. Il buco nella parete.
6. Lei e altre donne.
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
E nel mezzo del mondo prostituto,
solo amore pel mio sigaro ho tenuto
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-11-2
128 pp. | 12,00 €
2012
traduzione di Marco Bucaioni

44
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca, nato a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais


nel 1925, è la più grande firma del noir brasiliano. Laureatosi in
Giurisprudenza all’Università Federale di Rio de Janeiro, ha la-
vorato negli anni ’50 come commissario al 16º distretto di po-
lizia di Rio de Janeiro, trovandosi quotidianamente in contatto
con quel sottomondo che ruota intorno alle favelas. Dopo aver
lasciato la polizia, si dedica alla letteratura, visitando più volte
l’Università di New York. Si è interessato anche di cinema, di-
venendo lo sceneggiatore di alcune serie televisive per la HBO
Brazil. L’opera di Rubem Fonseca ruota intorno ai distretti di
polizia e al rapporto con la figura femminile. Il suo personag-
gio più celebre, protagonista di gran parte dei suoi libri, Man-
drake, è un avvocato penalista carioca. Accompagnando la sua
azione, tra commissariati di polizia e alcove, il lettore si perde
in una dimensione del tutto originale, che è il marchio di qua-
lità della scrittura di Fonseca.

Il mio nome è Mandrake, sono avvocato criminalista. I casi di


omicidio sono sempre una specie di sciarada. I clienti ti mentono
sempre, i poliziotti ti mentono, i testimoni mentono a tutti.

Mandrake si trova alle prese con una sciarada che si annuncia


impossibile: Gustavo Flávio, scrittore di successo e grande vi-
veur, si vede recapitare per posta delle foto di donna, tutte di
sue ex partner o amanti occasionali. A pochi giorni di distanza
da ogni invio, la donna ritratta nella foto viene brutalmente
uccisa a colpi d’arma da fuoco, sempre la stessa, in circostanze
simili tra di loro. Sullo sfondo del consumo di sigari di marca
quale indicatore sociale di mondanità e vizio, si snoda una vi-
cenda dai contorni sfuggenti e inquietanti.

45
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
Diario di un libertino
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-12-9
224 pp. | 15,00 €
2012
traduzione di Marco Bucaioni

46
Rubem Fonseca

I giapponesi hanno un proverbio: un tipo inizia a invecchiare


quando non vuole più apprendere. Il mio proverbio è che il tipo
in questione inizia a invecchiare quando non vuole più amare,
quando perde l’entusiasmo per la comunione sessuale, non ha più
il coraggio di affrontare l’incandescenza, le raffinatezze erotiche
e anche le delusioni, afflizioni e la logistica esasperante dell’av-
ventura amorosa. È necessario, come afferma il Don Giovanni
di Molière, mantenere uno sguardo attento ai meriti di tutte le
donne, rendere omaggio a ognuna e pagare a ognuna di loro il
tributo a cui ci obbliga la natura.

Rufus, scrittore in fase calante, il primo gennaio decide di regi-


strare in un diario le sue peripezie sentimentali accompagnate
da alcune considerazioni personali. In quel periodo si trova in
una relazione con una donna – dal nome di casanoviana me-
moria di Henriette – che ben presto volgerà al termine. Ma
l’e-mail di Clorinda, giovane fan dell’opera letteraria di Rufus,
cambierà per sempre il corso della sua vita.

47
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
Mandrake,
la Bibbia e il bastone
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-17-4
168 pp. | 14,00 €
2013
traduzione di Marco Bucaioni

48
Rubem Fonseca

Il mio nome è Mandrake. Sono un avvocato penalista. Il caso che


racconterò dimostra, come ha detto qualcuno di cui non mi ricor-
do il nome, che la verità è più strana della finzione, perché non è
obbligata ad obbedire al possibile.

Ritroviamo l’avvocato carioca Mandrake in due vicende che lo


vedono protagonista e parte integrante di trame imprevedibi-
li. In Mandrake e la Bibbia di Magonza il nostro avvocato si
trova a dover risolvere il caso di un manipolo di bibliomaniaci
che commissionano furti di incunaboli e libri rari in tutto il
mondo, mentre in Mandrake e il bastone Swaine lo stesso pro-
tagonista sarà sospettato di omicidio, poiché l’arma del delitto
risulterà essere un bastone di sua proprietà…

49
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
Il seminarista
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-18-1
148 pp. | 13,00 €
2013
traduzione di Marco Bucaioni

50
Rubem Fonseca

Adesso ogni volta che salta fuori un morto ammazzato la polizia


sospetta di me? Cazzo, sarebbe persino divertente se non fosse una
rottura.
Ma, dopotutto, la mente umana è molto complicata, pensai a
Zoroastro, Aristotele, Platone, Kant, Freud, Nietzsche – se tutti
quegli stronzi non sapevano nulla della mente umana, che cosa
ne potevo sapere io?

Era il più bravo, il più abile, il più veloce, il più pulito sulla
piazza. Uccideva su commissione, lo chiamavano “Lo Speciali-
sta”, ma era noto anche come “Il Seminarista”, a causa della sua
formazione, che adesso si manifesta soltanto tramite le citazio-
ni latine che tira fuori ogni tanto. Ma adesso il Seminarista è
stanco e vuole lasciare il mestiere. Però sa troppo. E sono in
troppi a volerlo morto…

51
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
Lei e altre donne
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-54-9
156 pp. | 13,00 €
2017
traduzione di Marco Bucaioni

52
Rubem Fonseca

Non c’è donna che non sogni di uccidere il marito. Anche io avevo
questo delirio, ma esso divenne una determinazione realista.
Stavamo facendo colazione il giorno in cui proposi la nostra
separazione. Lui disse, va bene, non mi porti via il becco di un
quattrino, mangerai il pane impastato dal diavolo, non ho beni,
quest’appartamento è in affitto, i soldi sono tutti in un conto se-
greto in un paradiso fiscale. Sai cos’è un paradiso fiscale? Certo che
non lo sai, non sai nessuna merda, tu, sei un’idiota.
Risposi che sarei andata alla polizia a raccontare tutto e lui
ebbe un attacco di riso e disse, sei proprio un’imbecille.

Le relazioni, ora turbolente, ora meschine, a volte appassiona-


te, quasi sempre sordide, che si instaurano tra le donne e gli
uomini sono sempre state uno dei leitmotiv di tutta l’opera
di Rubem Fonseca, in prosa breve o lunga. Il re del “politically
uncorrect” brasiliano ci offre una carrellata di 27 racconti bre-
vissimi, ognuno con un nome di donna nel titolo. Avremo par-
ricide, sicarie prezzolate, ingenue portiere, una scrittrice, una
cleptomane, una pedofila, un’ubriacona, e ancora varie vittime
di stupro e femminicidio, un’artista burlona e tanto altro in
questo ventaglio che della femminilità esplora i lati più oscuri
e meno pubblicizzabili.

53
Rubem Fonseca

Rubem Fonseca
Il buco nella parete
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-53-2
172 pp. | 14,00 €
2017
traduzione di Francesco Cini

54
Rubem Fonseca

Avendo tutto ciò, direte, non potevo che essere un uomo felice.
Sarei un uomo davvero felice se non dicessero sul mio conto che
sono uno stupido. Mi difendo affermando che non importa se gli
altri dicono che sei una merda, sei davvero una merda solo se tu
stesso pensi di essere una merda. Ma questa frase, la cui concezio-
ne sembra essere ispirata ad uno di quei postulati che si trovano
sui manuali cretini che insegnano ai creduloni ad aumentare la
propria autostima e a essere dei vincenti nella vita, è un’altra del-
le mie imposture. Io soffro, ripeto, soffro quando mi dicono alle
spalle stupido. E lo fanno perché sono un nuovo ricco e non sapevo
(passato) usare correttamente le posate, non sapevo (passato) la
differenza tra la musica barocca e la musica dodecafonica, non
sapevo (passato) la differenza tra Bordeaux, Borgogna e Beaujo-
lais, saperi inutili che danno lustro alla vituccia dei vecchi ricchi.
Imitazione, io me ne intendo.

Otto racconti del miglior Fonseca compongono questo volume


originariamente pubblicato in Brasile nel 1995. Se il racconto
che dà il titolo alla raccolta, Il buco nella parete, è proprio quel-
lo che state pensando, con un epilogo tragico, non meno tragi-
ca nel circo fonsechiano della meschinità umana è la vicenda di
Sílvia, Regina e Silas, narrata in dialogo drammaturgico, né è
da stupire che il ridicolo protagonista del primo racconto corra
dietro a una mongolfiera illegale, la più grande delle mongol-
fiere illegali, nel dovere non troppo convinto di fermarla.

55
Brasiliana

La contemporaneità brasiliana di certo va oltre il cliché delle


spiagge tropicali, del samba e del calcio. La collana Urogallo.
Brasiliana intende accompagnare il lettore in un percorso a più
voci per il Brasile di oggi, attraverso la mediazione degli autori
più rappresentativi dell’enorme paese sudamericano.
1. José Castello, Ribamar
2. André Sant’Anna, Amicizia
3. André Sant’Anna, Sesso
4. Sérgio Sant’Anna, Il mostro. Tre storie d’amore
5. Ferreira Gullar, Città inventate
Brasiliana

José Castello
Ribamar
Prêmio Jabuti 2011 Miglior romanzo (Brasile)

isbn: 978-88-97365-16-7
234 pp. | 15,00 €
2013
traduzione di Andrea Ragusa

58
Brasiliana

Nato a Rio de Janeiro nel 1951, José Castello lavora da anni


come giornalista per le più importanti testate brasiliane. È
autore di O Homem sem Alma & Diário de Tudo, biografia di
João Cabral de Melo Neto, e di O Poeta da Paixão, biografia
del poeta e musicista Vinicius de Moraes, che gli è valsa il Prê-
mio Jabuti sezione saggistica nel 1995. Ribamar (2010) è il suo
ultimo lavoro e ha vinto il Jabuti nel 2011, per la categoria ro-
manzo.

Il mio male ha un’origine precisa: sono ossessionato da Franz


Kafka. Non che ne abbia invidia o desideri essere come lui. Ne-
anche posso dire di odiarlo, anzi, con un po’ di sforzo, ne riconosco
la grandezza. Il mio problema è che non riesco a smettere di pen-
sare a Kafka.

Ribamar è il primo libro di José Castello pubblicato in Italia.


Trent’anni dopo la morte del padre, il figlio, che ha avuto sem-
pre una relazione difficile con lui, tira le somme del passato in
comune. Il libro rimanda esplicitamente alla Lettera al padre e
alla vicenda personale e letteraria di Franz Kafka ed è, inoltre,
una lunga riflessione sulle possibilità dello scrivere e sulla ne-
cessità di parlare o tacere. Cala a boca, la ninnananna che canta-
va il padre, serve al narratore da bussola lungo tutto il romanzo,
andando a costituirne la struttura narrativa.

59
Brasiliana

Sérgio Sant’Anna
Il mostro
Tre storie d’amore

isbn: 978-88-97365-29-7
164 pp. | 13,00 €
2014
traduzione di Giorgia Casara

60
Brasiliana

Sérgio Andrade Sant’Anna e Silva (Rio de Janeiro, 1941) è uno


dei più affermati scrittori brasiliani. Poeta e narratore, ha de-
buttato nel 1969, anno della pubblicazione del suo primo libro
di racconti, O Sobrevivente. Tra le sue opere principali vanno
menzionate O Concerto de João Gilberto no Rio (Il concerto di
João Gilberto a Rio, ETS, 2014), Amazona (Feltrinelli, 1998),
Confissões de Ralfo (1975), O Vôo da Madrugada (2003), O
Monstro (1994) e A Senhorita Simpson (1989). Uno dei suoi ul-
timi libri è O Livro de Praga: Narrativas de Amor e Arte (2011)
in cui ripercorre la propria passione per la città ceca dove visse
in gioventù.

Allora ci sarà un lasso di tempo in cui la lettera avrà già lasciato


chi l’ha spedita, pur non avendo ancora raggiunto la propria de-
stinazione. Una lettera che esisterà nella sua scrittura e melodia,
indipendentemente da qualsiasi sguardo e udito.

I tre racconti che compongono questo volume sono ambientati


rispettivamente in una città dell’entroterra del Brasile, in una
prigione di Rio de Janeiro e in un hotel cinque stelle di Chica-
go. La disparità tra i luoghi accompagna la varietà del registro:
dall’epistola all’intervista, i modi della narrazione sono variabi-
li. L’autore mescola generi diversi, esplorando una faccia nuova
del proprio universo sorprendente fatto di passioni rigorose e
di raziocini imprevisti, nei quali l’insolito e il banale, l’istinto e
un’accurata riflessione mentale si affiancano costantemente.

61
Brasiliana

André Sant’Anna
Amicizia

isbn: 978-88-97365-27-3
158 pp. | 13,00 €
2016
traduzione di Giorgia Casara

62
Brasiliana

Nato a Belo Horizonte nel 1964, André Sant’Anna ha passato


gran parte della sua vita a Rio de Janeiro, per poi trasferirsi a
San Paolo, dove vive tutt’oggi e lavora come scrittore e sceneg-
giatore. Ex bassista del gruppo “Tao e Qual”, ha al suo attivo i
seguenti titoli pubblicati: Amor (1998), Sexo (1999), Amor e
outras histórias (2001), O paraíso é bem bacana (2006), Inver-
dades (2009) e O Brasil é bom (2014).

Piovono soldi a New York. Lo hanno detto alla radio. Lo hanno


detto alla cbn. E io, con la mia macchina rossa importata dalla
Germania, andrò subito all’aeroporto e volerò a New York con
l’American Airlines.

Amicizia è composto da 23 racconti brevi, quasi sempre dei veri


e propri monologhi nei quali la logica di ognuno dei narratori/
personaggi è ridotta all’assurdo. C’è il manager che sogna gran-
di affari internazionali, il fanatico religioso che ammette l’idea
del piacere soltanto dopo la morte, il pazzo che si alimenta del-
le proprie feci e disserta per varie pagine su questa abitudine.
Cinismo, ricorso estremo all’oralità e alle tecniche narrative
sperimentali al servizio della messa a nudo delle follie umane:
queste sono le coordinate di questa raccolta di racconti.

63
Brasiliana

André Sant’Anna
Sesso

isbn: 978-88-97365-28-0
156 pp. | 13,00 €
2015
traduzione di Marco Bucaioni

64
Brasiliana

Il Giovane Manager con la Cravatta Vinaccia con le Strisce Orizzontali


Arancioncine e la sua Fidanzata Bionda, Abbronzata dal Sole, entra-
rono in casa dei genitori della Fidanzata Bionda, Abbronzata dal Sole
del Giovane Manager con la Cravatta Vinaccia con le Strisce Orizzon-
tali Arancioncine.
Il Giovane Manager con la Cravatta Blu con Dettagli Rossi e la sua
Fidanzata Bionda, Abbronzata dal Sole, entrarono in casa dei genitori
della Fidanzata Bionda, Abbronzata dal Sole del Giovane Manager
con la Cravatta Blu con Dettagli Rossi.

Sesso è un romanzo breve nel quale s’intrecciano i percorsi di vari


personaggi che si muovono sullo sfondo di un centro commerciale
di una grande città brasiliana. L’autore ha affermato in intervista che,
in realtà, non ha fatto altro che tentare di ritrarre l’umanità varia che
egli stesso vedeva passare nel centro commerciale della Faria Lima di
San Paolo. Come è evidente fin dal titolo, di ogni personaggio si se-
gue la parabola sessuale. Abbiamo dunque una coppia di Adolescenti
Mezzi Hippy, svariati manager e pubblicitari, il Nero, che Puzzava, la
Grassona che Odora di Profumo Avon, il Nero, che Non Puzzava ed
era una stella internazionale del reggae. Abbiamo svariate Segretarie
Bionde, Abbronzate dal Sole e un paio di Fidanzate Bionde, Abbron-
zate dal Sole di altrettanti Giovani Manager. Ogni personaggio incar-
na una categoria della società brasiliana attuale, in tutto il suo spettro
economico, dall’umile Nero, che Puzzava, e che di mestiere puliva i
bagni del centro commerciale, fino al Giapponese dell’IBM, l’uomo
più potente del’IBM in Brasile (e che, alla fine, non era giapponese,
ma americano). Di ogni classe sociale, di ogni categoria comporta-
mentale, André Sant’Anna mette a nudo senza pietà la sessualità, i
desideri più o meno consci, i comportamenti e i riti sessuali nel loro
versante sociale.

65
Brasiliana

Ferreira Gullar
Città inventate
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-30-3
138 pp. | 12,00 €
2015
traduzione di Marco Bucaioni

66
Brasiliana

Ferreira Gullar è lo pseudonimo letterario di José Ribamar Fer-


reira (nato a São Luís do Maranhão nel 1930). È considerato
uno dei più grandi volti della poesia brasiliana della seconda
metà del Novecento. Con una vita letteraria ormai ultrases-
santennale, Ferreira Gullar è anche traduttore, memorialista,
critico d’arte e produttore cinematografico.
Essendo impossibile riassumere in poche righe una così lun-
ga vita poetica di saggista, basti ricordare che nel 2010 Ferreira
Gullar è stato insignito del Prémio Camões (Portogallo/Brasi-
le) che distingue i più importanti scrittori di lingua portoghese
per la loro carriera; e nel 2014 ha preso possesso della cattedra
nº 37 dell’Academia Brasileira de Letras.

«Tra tutte le città che ho conosciuto, in Oriente e in Occidente, o


sulle quali ho letto o delle quali mi hanno parlato altri viaggiato-
ri, tra tutte queste, nessuna è comparabile a Vat Phan, la radiosa,
sia per la sua storia affascinante, sia per i suoi templi fantastica-
mente ricchi di opere d’arte, o per il ruolo che disimpegna come
centro commerciale e cultuale», afferma Giuseppe Spudorato,
nella sua Storia di cittadi immaginarie, scritta nel III secolo e
pubblicata soltanto nel 1702, a Bologna.

Ma che sorpresa, che bellezza, ricevere dal Brasile e tradurre


dal portoghese questa raccolta di 24 racconti che ricordano,
nel titolo, Calvino e, nel contenuto, Borges! Che freschezza di
prosa e che leggerezza in una raccolta di racconti firmata da un
poeta maggiore del Brasile contemporaneo: un’opera che s’an-
nuncia, scorrendo la bibliografia di Gullar, minore e marginale,
ma forse proprio per questo ancor più preziosa, dal sapore di
una perla rara.

67
Frontiere
Perdute

Capo Verde, l’Angola, il Mozambico, São Tomé e Príncipe, la


Guinea Bissau, e poi Timor Est, Macao e Goa, questa è la geo-
grafia di riferimento della collana Urogallo.Frontiere Perdute,
dedicata a tutti gli spazi di lingua portoghese che cinquecento
anni di navigazione oceanica hanno prodotto nei quattro an-
goli del pianeta.
1. José Eduardo Agualusa, Un estraneo a Goa
2. José Eduardo Agualusa, Borges all’inferno e altri racconti
3. Luís Cardoso, Requiem per il navigatore solitario
4. João Melo, L’uomo dallo stecchino in bocca
5. João Paulo Borges Coelho, Cronaca di Rua 513.2
6. José Eduardo Agualusa, Al posto del morto
7. João Paulo Borges Coelho, Campo di transito
8. Mia Couto, Ventizinco
9. José Eduardo Agualusa, Passeggeri in transito
10. João Paulo Borges Coelho, Indizi Indiani
11. José Eduardo Agualusa, L’educazione sentimentale
degli uccelli
12. João Melo, Il giorno in cui Paperino s’è fatto
per la prima volta Paperina
13. Ana Paula Tavares, Manuale per amanti disperati
14. João Melo, The Serial Killer
15. Luís Cardoso, L’anno in cui Pigafetta
completò la circumnavigazione
16. Ana Paula Tavares, La testa di Salomé
17. Arménio Vieira, All’inferno
18. Paulina Chiziane, Ballata d’amore al vento
19. Germano Almeida, Donna Pura e i compagni d’Aprile
20. Abdulai Sila, L’ultima tragedia
Frontiere perdute

José Eduardo Agualusa


Un estraneo a Goa

isbn: 978-88-903563-0-8
160 pp. | 13,00 €
2009
traduzione di Marco Bucaioni

70
Frontiere perdute

Forse il più rappresentativo autore angolano della sua generazio-


ne – senz’altro il più premiato e il più tradotto e letto nella sce-
na internazionale – giornalista, reporter, narratore e viaggiatore
instancabile, Agualusa ha incantato milioni di lettori con la sua
prosa cristallina e moderna. La sua opera, dispersa in vari romanzi
e alcune raccolte di racconti è al contempo la testimonianza di
un’epoca e di un’intera costellazione linguistica: quella della Lu-
sofonia. Più volte, infatti, il Portogallo, il Brasile e i vari luoghi
dell’Africa e dell’Asia di lingua portoghese si intrecciano crean-
do un unico grande spazio geografico, culturale e letterario. Tra
le sue opere si ricordano: A Feira dos Assombrados (1992), Nação
Crioula (1997), O Vendedor de Passados (Il venditore di passati, La
Nuova Frontiera, 2008), As Mulheres do Meu Pai (Le donne di mio
padre, La Nuova Frontiera, 2010), Teoria Geral do Esquecimento
(2012) e A Rainha Ginga (2014).

Se qualcuno lanciasse una pietra, in qualsiasi posto a Goa, quasi


sicuramente colpirebbe un maiale, una chiesa o un Sousa. Questo
proverbio mi è già stato citato una dozzina di volte. Il proverbio pre-
ferito dai goesi, però, è un altro, ma purtroppo ha cessato di avere un
senso perlomeno trecento anni fa: “Chi è stato a Goa non ha bisogno
di andare a Lisbona”.

Un estraneo a Goa, titolo a metà tra il reportage di viaggio e il ro-


manzo di fantasia è la narrazione di un viaggio del protagonista a
Goa, ex possedimento portoghese in Asia, ex sede del viceré che
controllava tutti i traffici dal Capo di Buona Speranza fino agli em-
pori più remoti del Giappone, in una ricerca delle tracce lasciate dal-
la plurisecolare presenza portoghese e di quel che rimane dell’antico
splendore coloniale in una capitale in decadenza da secoli.

71
Frontiere perdute

José Eduardo Agualusa


Borges all’inferno
e altri racconti

isbn: 978-88-903563-2-2
106 pp. | 12,00 €
2009
traduzione di Marco Bucaioni

72
Frontiere perdute

Vedendo arrivare gli struzzi – in gruppo, come i giapponesi – che


cosa penserà la povera ippopotama? Nella sua anima intontita da
tanti anni di solitudine e di dolore, li vede arrivare, forse convin-
ta di essere finalmente tornata in Africa.

Borges all’inferno e altri racconti è un’antologia di prose brevi


selezionate per l’edizione italiana, su suggerimento dello stesso
autore, con l’intento di riunire una parte significativa della nar-
rativa breve di Agualusa del periodo 1999-2005. Una serie di
racconti rapidi: un omaggio (un po’ irriverente) allo scrittore
argentino Jorge Luis Borges; un gioco pessoano; la storia dei
discendenti di un disertore della spedizione di Vasco de Gama;
la statua di Fernando Pessoa a Lisbona che si mette a parlare
con un angelo caduto dal cielo; la solitudine di un’«ippopota-
ma» nella pianura dell’Alentejo…

73
Frontiere perdute

José Eduardo Agualusa


Al posto del morto

isbn: 978-88-97365-09-9
124 pp. | 12,00 €
2012
traduzione di Andrea Ragusa

74
Frontiere perdute

Le accademie possono anche perdonare il talento, ma non il suc-


cesso: e io possedevo entrambi (mi dispiace se la mia immodestia
vi disturba, ma la modestia non ha mai fatto parte dei miei di-
fetti).

Agualusa ci regala un altro volumetto di prosa breve, nel quale


vari autori già deceduti (tra cui Bruce Chatwin, Jorge Amado,
Pessoa, Jorge Luis Borges, Antoine de Saint-Exupéry, Nabokov
e Bertrand Russel) si prendono la libertà di scrivere, a parti-
re dall’aldilà, un elzeviro su uno dei tanti aspetti della nostra
attualità, da un punto di vista originale. I testi raccolti nel vo-
lume provengono dall’omonima rubrica (O Lugar do Morto)
apparsa mensilmente sulla rivista letteraria lisbonese «LER».

75
Frontiere perdute

José Eduardo Agualusa


Passeggeri in transito

isbn: 978-88-97365-31-0
124 pp. | 12,00 €
2015
traduzione di Luca Creta

76
Frontiere perdute

Quando capisco che sto iniziando ad affezionarmi a un luogo, sa-


luto e me ne vado. Chi non ama non soffre. Chi non ha nulla, non
ha nulla da perdere. Io la penso così. Un giorno mi addormen-
tai sull’orlo di un enorme burrone. Mi svegliai con le prime luci
dell’alba. La mattina si posò sulla mia spalla, come un uccello, e
lì rimase. Davanti a me c’era il mare. Dietro di me il cielo pro-
fondo, alte montagne. Era un luogo senza precedenti, lontano dal
mondo, come un vecchio elefante che si è allontanato dal branco.
Fino a quel momento avevo viaggiato senza sapere il perché. E
allora, seduto sul baratro, mi venne in mente per la prima volta
questa domanda. “Che ci faccio qui?” Pensai di tornare indietro.
Tuttavia avevo camminato troppo, e tornare indietro o andare
avanti sarebbe stata la stessa cosa. Continuai a incedere. Oggi
viaggio per sapere il perché.

Questa raccolta riunisce venti testi in prosa breve con prota-


gonisti dei viaggiatori che si muovono tra varie città dell’An-
gola, del Portogallo e del Brasile. Venti racconti che Agualusa
utilizza come colori su una tavolozza per dipingere un’unica
grande tela: quella di una globale realtà lusofona, una realtà
in cui le frontiere tra Angola, Portogallo e Brasile sono com-
pletamente annullate. Si delinea così la volontà di dar vita a
un grande universo lusofono abitato da passeggeri provenienti
da luoghi diversi ma connessi tra loro. In ogni racconto sono
infatti presenti degli elementi ricorrenti che fungono da filo
conduttore: il colonialismo portoghese e la successiva indipen-
denza dell’Angola ottenuta nel 1975, i riferimenti a personali-
tà emblematiche della letteratura portoghese, usi e costumi dei
popoli angolano e brasiliano ecc…

77
Frontiere perdute

José Eduardo Agualusa


L’educazione sentimentale
degli uccelli

isbn: 978-88-97365-35-8
106 pp. | 11,00 €
2015
traduzione di Federica Silvestri

78
Frontiere perdute

La bontà è trasparente, non ha bisogno di spiegazioni. I perso-


naggi dall’animo puro tendono a dare, già lo si sa, personaggi
fragili. Gli animi puri, come l’acqua pura, non sanno di niente.
Sono materia insipida. I personaggi perversi, al contrario, fanno
la felicità degli attori che li interpretano al cinema o a teatro. Il
male, anche se rudimentale, appare sempre più complesso e in-
teressante del bene. Il diavolo affascina. Gli angeli, quelli, non
hanno neanche sesso.

Undici racconti ambientati nei luoghi più disparati in cui si me-


scolano storia e fantasia, sogno e realtà, personaggi veri e perso-
naggi fittizi. Agualusa narra episodi di vita di Jonas Savimbi, di
Hillary e Bill, di un tale che di notte si trasforma in uno squalo
martello, di un ex artista circense che spiega in modo cinico
come funziona il mondo, di un artista che cambia il suo nome
in Allah sperando in una scorciatoia per il successo, storie di
angeli senza fede, di demoni, di frontiere tra vita e morte, ma
anche di problemi sociali e politici dell’Angola di oggi. Un’at-
mosfera onirica pervade questi racconti che trattano svariate
tematiche, ma che sono legati da un unico filo conduttore: il
male, la sua origine e la sua natura, il dolore e l’ermetica meta-
fora degli uccelli. Ma qual è allora il limite tra fantasia e realtà,
tra sogno e vita vera? Il lettore viene a trovarsi in una sorta di
limbo, sta a lui districarsi, cogliere gli spunti per riflettere e in-
tendere il messaggio che l’autore vuole trasmettere.

79
Frontiere perdute

João Paulo Borges Coelho


Cronaca di Rua 513.2

isbn: 978-88-97365-00-6
392 pp. | 18,00 €
2011
traduzione di Elina Ilaria Nocera

80
Frontiere perdute

João Paulo Borges Coelho, classe 1960, è discendente di coloni


che scelsero di rimanere in Africa, abbracciando e la cultura e la
cittadinanza “attiva” del Mozambico. Professore all’Università
Eduardo Mondlane di Maputo, tiene corsi di Storia dell’Africa
Australe anche come Visiting Professor alla FLUL di Lisbo-
na, in Portogallo. Disegnatore e sceneggiatore di fumetti fin
dagli anni ’80, è poi entrato nel mondo della narrativa. Ha al
suo attivo i romanzi Crónica da Rua 513.2 (2006), As Visitas do
Dr. Valdez (2004), As Duas Sombras do Rio (2003), Campo de
Trânsito (2007) e O Olho de Hertzog (2009), che gli è valso il
Prémio Leya 2009.

«Chi non scava, oltre a perdere il diritto a nascondersi nel rifugio


quando arriva il momento, perde anche il diritto di comprare il
cibo nel negozio del quartiere. Occhio per occhio, dente per den-
te!», concluse nervosa.
Filimone la trovò un’idea brillante e si affrettò ad annuncia-
re la nuova regola.

La strada di una città coloniale africana, dall’insolito nome


numerico di Rua 513.2, fa da sfondo ai mutamenti sociali e
politici della recente storia mozambicana. I nuovi arrivati si
avvicendano ai vecchi coloni portoghesi creando una nuova
situazione urbana. Ma il fantasma del colonialismo, neppure
tanto rarefatto, si manifesta quasi fisicamente nella figura degli
spiriti dei vecchi coloni nella coscienza dei nuovi arrivati. Alla
fine del libro, in un’atmosfera di sfacelo sociale, la Rua 513.2
vedrà “cadere” uno a uno anche i suoi nuovi abitanti, sotto le
pesanti mazzate del fallimento economico, della guerra o del
carcere.

81
Frontiere perdute

João Paulo Borges Coelho


Campo di transito

isbn: 978-88-97365-10-5
248 pp. | 15,00 €
2012
traduzione di Andrea Ragusa

82
Frontiere perdute

João Paulo Borges Coelho, classe 1960, è uno di quei discen-


denti di coloni che hanno scelto di rimanere in Africa e di ab-
bracciare la cultura e la cittadinanza “attiva” del Mozambico.
Professore all’Università Eduardo Mondlane di Maputo, tiene
corsi di Storia dell’Africa Australe anche come Visiting Profes-
sor alla FLUL di Lisbona, in Portogallo. Disegnatore e sceneg-
giatore di fumetti fin dagli anni ’80, è poi entrato nel mondo
della narrativa. Ha al suo attivo i romanzi Crónica da Rua 513.2
(2006), As Visitas do Dr. Valdez (2004), As Duas Sombras do
Rio (2003), Campo de Trânsito (2007) e O Olho de Hertzog
(2009), che gli è valso il Prémio Leya 2009.

È semplice: come la giustizia, così anche la libertà è un concetto


universale, dunque applicabile soltanto alla collettività; mai ad
un solo prigioniero e nemmeno a un unico campo. Non ci sono li-
bertà così come non ci sono giustizie, 15.6! C’è soltanto la libertà,
concetto non declinabile, astratto e assoluto! Com’è possibile che
lei voglia associare un concetto assoluto ai campi, che sono casi
singoli?!

Mungau viene sottratto alla sua vita quotidiana dalle forze di


polizia, senza alcuna spiegazione, né la formulazione di alcuna
accusa, per essere condotto prima in uno stabilimento di de-
tenzione temporanea e poi deportato in un campo di transito,
immerso nelle foreste del Nord del paese. Un romanzo pertur-
bante sulla rieducazione degli elementi “scomodi” al regime
mozambicano. La fine tessitura della prosa di Borges Coelho
ne fa un’opera universale e attuale anche al di fuori delle fron-
tiere del suo paese d’origine.

83
Frontiere perdute

João Paulo Borges Coelho


Indizi indiani

isbn: 978-88-97365-36-5
376 pp. | 18,00 €
2017
traduzione di Alfredo Sorrini

84
Frontiere perdute

L’Oceano Indiano bagna, a uno a uno, i circa mille e cinquecento


chilometri di costa mozambicana – un’estensione ragguardevo-
le. Ancor di più se consideriamo le isole sparse lungo questa co-
sta, innumerevoli. E molto, molto di più se teniamo conto delle
storie che questo semplice fatto ha alimentato nell’immaginario
del presente e del passato. Un’acqua tranquilla che sa infuriarsi.
Azzurra, se riflette il sole, tante volte livida, intorbidita da tutto
quello che la costa lascia fluire dalle sue liquide vene – terre e
cespugli, memoria e morti affogati, intrighi e ricerche – che qui
si aprono a nutrirla.
Sono questi gli Indizi Indiani, e li ho organizzati in due volu-
mi, seguendo un criterio meramente geografico. La prima parte,
Settentrione, vaga lungo le coste e le isole del lontano nord mo-
zambicano. La seconda, Meridione, con le storie della baia una
volta chiamata Delagoa.
[…]
All’origine di tanti nomi e tanti incontri, di tanta diversità, c’è
sempre lui, il mare.

João Paulo Borges Coelho

85
Frontiere perdute

Luís Cardoso
Requiem
per il navigatore solitario

isbn: 978-88-903563-6-0
256 pp. | 15,00 €
2010
traduzione di Marco Bucaioni

86
Frontiere perdute

Unico autore timorense ad essere rappresentato nella grande edi-


toria portoghese ed europea, Cardoso è il grande cantore della
storia e dello spirito della sua patria austroasiatica. Accanto alla
sua attività politica e diplomatica in favore della causa dell’indi-
pendenza di Timor Est dall’occupazione indonesiana, ha al suo
attivo un’opera letteraria composta da quattro romanzi, ognuno
dei quali scritto con uno stile originale, ma tutti quanti marcati
da un inconfondibile “tocco” orientale, che conferisce alla lingua
portoghese un interessante e nuovo registro stilistico.

«Non saresti mai dovuta venire». Non fu questo che dovettero sen-
tire quelli che prima di me passarono da queste parti del Mare di
Arafura, alcuni in cerca di sole, altri d’avventura, di una terra pro-
messa, di una fragranza, di un’anima gemella o di quel che mancava
alla vita di ciascuno di loro.

Requiem per il navigatore solitario è un romanzo orientale scritto


in portoghese, un acquerello letterario ambientato nella Timor
coloniale degli anni Quaranta sospesa tra le paure di un’imminen-
te invasione giapponese e la speranza di un intervento australiano
a margine della Seconda Guerra Mondiale. Su questo scenario si
inserisce la vicenda di Catarina, una giovane cinese di Batavia, che
si trova a dover costruire la sua vita sull’isola in seguito a un patto
commerciale andato male. Tra le ambizioni erotiche dei capitani
del porto di Dili, la presenza del Bandito di Manumera, capo dei
ribelli asserragliati sulle montagne, e la mai sopita speranza di in-
contrare un affascinante navigatore solitario, Catarina intreccerà
la sua esistenza alla storia di Timor, fino all’incontro col navigato-
re solitario francese Alain Gerbault.

87
Frontiere perdute

Luís Cardoso
L’anno in cui Pigafetta
completò la circumnavigazione

isbn: 978-88-97365-47-1
270 pp. | 15,00 €
2018
traduzione di Sharon Armeni

88
Frontiere perdute

Sette anni dopo la pubblicazione del Requiem per il navigatore


solitario (2010), le Edizioni dell’Urogallo tornano a proporre
un romanzo di Luís Cardoso in italiano. L’autore di Timor Est,
in questo L’anno in cui Pigafetta terminò la circumnavigazione,
uscito originariamente in Portogallo nel 2013, ripropone in
parte personaggi, temi e lo scenario del romanzo precedente.
Ritroveremo dunque echi della protagonista Catarina, come
anche tracce di Malisera, il leggendario bandito di Manumera.
Ma questa volta il narratore che ci accompagna nella contorta
vicenda timorense di un Pigafetta tropicale, non troppo vicen-
tino, e (chissà) discendente dell’omonimo diarista di bordo di
Magellano, è un narratore d’eccezione: il sandalo sinistro di
una coppia di sandali speciali, comprati in un negozio di Sin-
gapore per una ragazzina speciale…

89
Frontiere perdute

João Melo
L’uomo dallo stecchino
in bocca

isbn: 978-88-903563-7-7
148 pp. | 13,00 €
2010
traduzione di Donatella Orioli

90
Frontiere perdute

Giornalista e pubblicista, successivamente deputato al parla-


mento di Luanda, Melo si dedica da vari decenni alla poesia e
più recentemente alla prosa breve, con un’opera cristallizzata
in varie raccolte di racconti. Rappresenta la voce più amara, ci-
nica e disincantata della letteratura angolana recente. Nei suoi
racconti emerge la realtà angolana degli ultimi decenni, sebbe-
ne il racconto del dramma sociale e umano sia sempre pervaso
da una feroce ironia. Tra le opere di João Melo si ricordano le
raccolte di poesia A Luz Mínima (2004) e Cântico da terra e
dos homens (2010) e le prose narrative Filhos da Pátria (2001),
O dia em que o Pato Donald comeu a Margarida pela primeira
vez (Il giorno in cui Paperino s’è fatto per la prima volta Paperi-
na (Morlacchi, Perugia 2009) e il saggio Jornalismo e Política
(1991).

Rui Jordão era un impiegato di quasi cinquant’anni ma che, sen-


za esagerare, sembrava averne poco più di trenta. Alto, elegante,
dai lineamenti fini, non era arrivato a fare l’università, ma – si
vantava lui – le medie concluse nel periodo coloniale gli erano
sufficienti per sbrigare gli ordini.

L’uomo dallo stecchino in bocca è una raccolta di quindici rac-


conti nel tipico stile di João Melo. Con una prosa aggressiva,
volutamente verbosa ed eccessiva e a tratti volgare, l’autore ci
accompagna tra le sue tematiche preferite: la vita quotidiana
della Luanda postmoderna, tra nuovi ricchi arroganti e prosti-
tuzione diffusa, e le problematiche della recente storia angola-
na. Sempre con l’ironia che gli è propria, senza prendersi mai
troppo sul serio.

91
Frontiere perdute

João Melo
The Serial Killer
e altri racconti risibili o anche no

isbn: 978-88-97365-45-7
132 pp. | 13,00 €
2017
traduzione di Viola Mariotti

92
Frontiere perdute

Da qualche giorno ho in testa un’idea assurda, ma che forse mi po-


trebbe fruttare qualche spiccio, se io fossi di quelli che vedono soldi
dappertutto: scrivere un libro sulle strategie, le tattiche e le tecniche
di abbordaggio di questa enorme quantità di donne che vanno per le
vie della città, per portarle ad aprire spontaneamente le gambe, pen-
sando di aver trovato, finalmente, il loro principe azzurro o, almeno,
qualcuno disposto a patrocinarle, come si dice adesso, in cambio di
favori sessuali (non mi piace granché questo linguaggio così formale,
ma lo uso giusto per dimostrare che non sempre sono volgare e osce-
no).

La terza raccolta di racconti di João Melo ad essere tradotta in


italiano, dopo Il giorno in cui Paperino s’è fatto per la prima vol-
ta Paperina (2009) e L’uomo dallo stecchino in bocca (2010), The
Serial Killer ci presenta ancora una volta l’Angola e la Luanda
convulsivamente contemporanee e vulcaniche di uno spettatore
e cronista d’eccezione. Tra la postcolonia e il postmoderno, ogni
certezza, ogni dogma, ogni canone crolla davanti alla demistifica-
zione di João Melo, che mette a nudo tutto il ridicolo della con-
temporaneità.

93
Frontiere perdute

João Melo
Il giorno in cui Paperino
s’è fatto per la prima volta
Paperina

isbn: 978-88-97365-44-0
188 pp. | 14,00 €
2017
traduzione di Marco Bucaioni

94
Frontiere perdute

«In modo strano e abusivo, poiché la storia della signora Augusta


e della professoressa di inglese sembrava essere già terminata, uno
scrittore angolano, forse – chissà – dispiaciuto per Miss Jennifer, si
intromette per dire, come in un comizio (difetto che, spiacevolmente,
gli angolani si rifiutano di superare):
“Gli Stati Uniti sono l’apartheid che ha funzionato!”»

La prosa di João Melo, esemplarmente post-moderna nella tecni-


ca, spesso scorretta nel linguaggio e nelle conclusioni, ruota essen-
zialmente intorno alla contemporaneità angolana e, più specifica-
mente, luandese, in un costante ritratto di questa nazione africana
alle prese con la sua storia recente, fatta di guerre e ribellioni, di
miseria e ricchezza, di impennate del PIL a due cifre e di ingiusti-
zia sociale, ma anche contrassegnata dalla costruzione di una nuo-
va identità nazionale post-coloniale con i suoi tic, le sue bonarie
manie e le sue rivendicazioni culturali.

95
Frontiere perdute

Mia Couto
Ventizinco
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-19-8
110 pp. | 12,00 €
2013
traduzione di Antonia Ruspolini

96
Frontiere perdute

Mia Couto è considerato dalla critica il più grande scrittore


mozambicano vivente. Di certo, con la sua prosa originale e
audace, non è un autore che lascia indifferente il lettore. Noto
per il suo sperimentalismo linguistico, che attinge direttamen-
te alle fonti della scrittura del brasiliano João Guimarães Rosa
e dell’angolano Luandino Vieira, si contraddistingue per una
prosa che gioca molto sulla fusione di parole ed è marcata da
una musicalità del tutto speciale.

La sua paura era questa: che quelli che sognavano di essere bian-
chi tenessero i destini del paese. Proclamavano mondi nuovi, tut-
to in nome del popolo, ma niente era cambiato se non il colore
della pelle dei potenti. La pentola della miseria sarebbe rimasta
sullo stesso fuoco. Sarebbe cambiato solo il coperchio.

Ventizinco è stato pubblicato in Portogallo nel 1999, per l’occa-


sione del 25º anniversario della Rivoluzione del 25 aprile 1974.
Questo romanzetto costituisce una riflessione sul senso che la
Rivoluzione dei Garofani ha assunto, negli anni, dentro e fuori
il Portogallo stesso, visto che essa è stata il punto di partenza
per la liberazione delle colonie africane dal regime coloniale.

97
Frontiere perdute

Ana Paula Tavares


La testa di Salomè

isbn: 978-88-97365-49-5
154 pp. | 13,00 €
2017
traduzione di Marco Bucaioni

98
Frontiere perdute

I viaggi via terra esigono una disponibilità del corpo e dello sguardo
per la comprensione delle differenze tra territori organizzati e altri
affogati in capim e solitudine.
Una grande differenza di capacità di apprensione dev’essere l’allerta
in stato permanente, che traduce la capacità che il viaggiatore si ade-
gui a una situazione di territorio sconosciuto, quasi o del tutto sel-
vaggio, soggetto a regole d’occupazione e silenzio, che non sono quelle
dettate dagli uomini.
Un viaggio via terra ci obbliga a sentieri molto estesi per navigare la
paura con una striscia di capim che tiene il tempo, che suggerisce la
direzione, che impedisce la fretta. Anzi, corregge e misura le distan-
ze, ammorbidisce le curve, ammortizza la caduta.

«Far scivolare le dita su vecchi manoscritti», è quello che fanno


le voci enunciatrici dei racconti brevi de La testa di Salomè, il cui
corpo poetico s’imbeve, tra il fluire di suoni, tradizioni, odori e
sapori, l’architettura insondabile dei misteri della vita, della terra,
della magia delle lettere del mondo angolano di Ana Paula Tavares.
Le parole gorgogliano, trasgredendo, nel rovescio del mito biblico
sovvertito: è la testa di Salomè ad essere data in offerta, ma in un
cesto cokwe… Tessuto dall’intenso erotismo del linguaggio, nuovi
sguardi femminili s’impongono, sia per la nostalgia amorosa del
vecchio Kinaxixe, sia per la cartografia dei sogni di Delícia, o sia
ancora per la critica alla demolizione del palazzo di Ana Joaquina.
Questo libro tratta, in ultima istanza, della seduzione: della don-
na, della terra, della parola. Merita di essere letto, in silenzio, come
un rituale dell’aurora…

Carmen Lúcia Tindó Secco

99
Frontiere perdute

Ana Paula Tavares


Manuale
per amanti disperati

isbn: 978-88-97365-48-8
74 pp. | 11,00 €
2017
traduzione di Marco Bucaioni

100
Frontiere perdute

Da dove vengo io
sono visitata dalle acque del mezzogiorno
quando il silenzio si trasforma
verso le dolci parole del sale in fiore
e delle ragazze

I muri sono di pietra secca


e lasciano scappare la luce tra i corridoi
di radici di vetro
lente donne preparano la farina
e ogni gesto dona
il mondo tutti i giorni
ci sono vecchie donne posate sul pomeriggio
mentre la parola
salta il muro e torna con un sorriso timido di denti e sole.

Ad oltre dieci anni dalla pubblicazione di Cerimonia, le Edizioni


dell’Urogallo propongono la pubblicazione in quasi contempora-
nea di una raccolta di poesia originale dell’autrice (il recente Ma-
nuale per amanti disperati) e della sua più compiuta opera in prosa
poetica, La testa di Salomè. Se la prima, apparsa oltre vent’anni
dopo i Ritos, conferma il percorso poetico di Ana Paula Tavares,
nelle sue premesse oracolari e femminili, La testa di Salomè, rac-
colta di una manifestazione originale di quel genere che in porto-
ghese si può definire crónica, e che consiste in un pezzo brevissimo
di prosa che non ha la struttura del racconto, costituisce una pre-
ziosissima perla letteraria di inestimabile valore.

101
Frontiere perdute

Arménio Vieira
All’inferno

Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-50-1
238 pp. | 16,00 €
2017
traduzione di Marco Bucaioni

102
Frontiere perdute

Arménio Vieira (Praia, Capo Verde 1941) è l’unico autore capo-


verdiano insignito del prestigioso Prémio Camões, il più impor-
tante riconoscimento alla carriera letteraria del mondo di lingua
portoghese. Poeta votato ad una sensibilità epigrafica e aforistica,
ha al suo attivo una bibliografia non vastissima, ma di grande im-
patto nel panorama delle lettere capoverdiane. In prosa ha al suo
attivo O Eleito do Sol (1990) e questo All’inferno (1999), di cui
siamo davanti alla prima traduzione.

Per iniziare, ho immaginato un personaggio recluso, anonimo, o


quasi anonimo, e senza memoria. Gli ho dato un enigma da svelare
– quello della sua stessa identità – e un ragguardevole insieme di
libri attraverso i quali egli, spogliato di tutto il resto, è riconoscibile
come un uomo di molte letture. Obbligato a cercare la libertà attra-
verso la scrittura, egli tenta, ma con mediocre successo in ragione di
una sovraccarica mentale di informazioni libresche ( forse un mero
alibi).

All’inferno è un non-romanzo, o meglio un anti-romanzo, da


quanto si evince dalle coordinate che lo stesso autore e il mutevole
narratore non si esimono a fornirci, che fa perno su un topos let-
terario consolidato: il protagonista viene imprigionato in una villa
dalla quale potrà uscire soltanto se riuscirà a scrivere un romanzo
che possa essere giudicato come un capolavoro. Il protagonista in
questione, che, a capitoli alterni, porta il nome di Robinson (il
protagonista del primo romanzo moderno) e quello di Leopold
(il protagonista dell’ultimo…), tenterà di fare il suo meglio, in un
labirinto letterario e testuale che quest’Africa insulare ci regala
come uno strano e perturbante sogno di noi stessi sognato sulla
linea del tropico…

103
Frontiere perdute

Paulina Chiziane
Ballata d’amore al vento

isbn: 978-88-97365-51-8
158 pp. | 13,00 €
2017
traduzione di Fabiana Tessari

104
Frontiere perdute

Paulina Chiziane (Manjacaze, Mozambico 1955) è considerata la


prima romanziera mozambicana, poiché il suo Ballata d’amore al
vento, uscito originariamente nel 1990, è stata la prima opera di
prosa lunga scritta da una donna in tale paese. Di certo in Mozam-
bico non erano mancate valenti poetesse, a partire da quella figura
che è considerata il tramite di una certa estetica negritudinista tra
la traduzione inglese e francese e quella in portoghese, e cioè Noé-
mia de Sousa, attiva negli anni Cinquanta.

Aprii gli occhi ancora vestita di fantasia. Qual è l’importanza di


questa massa anonima chiamata gente, quando dentro di sé non
racchiude un sacco di sogni? I migliori giorni della mia vita sono
quelli in cui sono riuscita a sognare.

La presente Ballata d’amore al vento è il suo primo romanzo, nel


quale s’intreccia un amore meraviglioso che dovrà fare i conti con
le tradizioni tribali di quell’angolo d’Africa nel quale è sboccia-
to. Eppure, più forte della poligamia istituzionale e del gioco di
forze e di poteri che s’instaura tra gli individui di sesso opposto,
quest’amore saprà risorgere ai margini di una società forse ormai
condannata ad una fine inesorabile.
Chi sogna il ritorno a un’Africa tribale stia lontano da questo
libro, che proprio di quell’Africa fa un ritratto retrivo e bigotto.

105
Frontiere perdute

Abdulai Sila
L’ultima tragedia

isbn: 978-88-97365-58-7
13,00 €
2019
traduzione di Nancy Anna Ceravolo

106
Frontiere perdute

La tragedia ha sempre due facce. Una, sinistra, per piangere;


l’altra, comica, per ridere fino alle lacrime, poiché “ridere e
piangere sono fratelli gemelli del padre Cuore e della madre
Bocca.”
L’ultima tragedia non sfugge a quest’ambivalenza. Ha an-
che le sue facce così opposte e così vicine tra loro: quella del
colono convinto del suo potere e quella del colonizzato in cer-
ca dei suoi diritti. Quando girano intorno alla figura centrale,
Ndani, che verosimilmente ospita uno spirito maligno, incar-
nano la statura dell’Amministratore accecato dalla sua missio-
ne e armato del frustino “civilizzatore”, la grandezza del capo
locale aggrappato al suo orgoglio e provvisto di una malizia
disarmante; l’impeto del Professore in rottura con le illusioni
della sua adolescenza e riarmato dalla forza di un amore giova-
nile.
Oltre alle relazioni complesse che s’intrecciano tra questi
personaggi, si afferma un’altra figura, lo stile del romanzo, che
fa vedere i colori locali, sentire gli odori della terra, fino a sen-
tire un accento tipicamente guineano grazie a un giudizioso e
innovatore appello al creolo locale.

107
Frontiere perdute

Germano Almeida
Donna Pura
e i compagni d’Aprile
Autore Premio Camões

isbn: 978-88-97365-57-0
15,00 €
2019
traduzione di Andrea Ragusa

108
Frontiere perdute

Germano Almeida (isola di Boavista, Capo Verde, 1945) è il


più grande romanziere capoverdiano contemporaneo. Laurea-
tosi in giurisprudenza a Lisbona, esercita l’avvocatura nell’iso-
la di São Vicente a Capo Verde, dove vive. Nel 1991 pubblicò Il
testamento del Signor Napumoceno da Silva Araújo, salutato
dalla critica portoghese come un capolavoro e tradotto in un
numero impressionante di lingue, tra cui l’italiano. A questo
titolo che ormai ha lo statuto di classico contemporaneo, si ag-
giunge tutta un’opera in prosa vasta e variegata, dominata da
un’ironia unica nel suo genere. Nel 2018 ha ricevuto il Prémio
Camões alla carriera letteraria.

Dopo aver perso al gioco tutti i soldi della borsa di studio un


giovane studente capoverdiano di giurisprudenza si sveglia
nella sua stanza in affitto nel quartiere lisbonese di Campo
de Ourique, con la notizia della Rivoluzione dei Garofani
in corso. Esce di casa per andare a vedere questa rivoluzione
liberatrice di popoli e patrie. Ma non conosce bene Lisbona,
corre per strade, piazze e viali e non vede nessuna rivoluzione
in corso. Ma la rivoluzione c’è stata, ed è stata una rivoluzione
seria, che ha scosso la vita di tanta gente quanto il numero di
personaggi che compone questa storia.

109
e
ion
raz
Pepetela
pa
Muana Puó

Autore Premio Camões


pre

isbn: 978-88-97365-64-8
in

12,00 €
2019
traduzione di Marisa Mourinha

110
Nato a Benguela (Angola) nel 1941, Pepetela è uno dei più
grandi scrittori angolani. Con un’opera letteraria vasta e varie-
gata, che tocca temi che vanno dalla storia del suo paese al ge-
nere poliziesco, Pepetela ha vinto il Prémio Camões e il Prémio
Nacional de Cultura e Artes. Partecipò attivamente alla lotta
per l’indipendenza dell’Angola contro il regime coloniale, nel-
le fila dell’MPLA e fu membro del primo governo indipen-
dente del paese, prima di distanziarsi dalla politica e dedicarsi
esclusivamente alla letteratura.

«Muana Puó è una storia d’amore sullo sfondo di una lotta.


Era ancora astratta, io non avevo mai visto la guerra in vita
mia, per questo rimediai la simbologia della maschera. Vidi la
foro di un manifesto di uno spettacolo di Miriam Makeba, con
Muana Puó e ne rimasi incantato. Fu un amore a prima vista.
Mi chiusi una settimana nella mia stanza, tutta bianca, con il
manifesto davanti e iniziai a scrivere senza sapere bene quello
che avrei scritto».
Pepetela

111
Galaica

Dopo la caduta del franchismo, in Galizia si è tornati a usare


il galego anche fuori delle mura domestiche. E la produzione
letteraria in questa lingua, prima dormiente, è esplosa in una
specie di nuovo rinascimento delle lettere galeghe. Visto che
i linguisti sostengono a gran voce che il portoghese e il galego
siano lingue sorelle, appartenenti allo stesso continuum dialet-
tale, abbiamo ritagliato uno spazio editoriale dedicato agli au-
tori di questa terra sorella, che così si aggiunge alle nostre mete
letterarie, accanto agli altri paesi di lingua portoghese.
1. Teresa Moure, La giornata degli alberi
2. Antón Riveiro Coello, I figli di Bakunin
3. Francisco Castro, Spam
4. María Reimóndez, Pirata
Galaica

Teresa Moure
La giornata degli alberi
Premio Lueiro Rey 2004 (Spagna)
Premio Arcebispo San Clemente 2004 (Spagna)

isbn: 978-88-903563-1-5
144 pp. | 13,00 €
2009
traduzione di Alessandra Nicolò

114
Galaica

María Teresa Moure Pereiro è scrittrice e saggista. Si è laureata


in Linguistica generale e insegna nelle facoltà di Filosofia e Fi-
lologia all’Università di Santiago de Compostela.

La giornata degli alberi è la storia di una donna in controten-


denza. La protagonista (Clara) del romanzo d’esordio di Teresa
Moure (con molte, molte somiglianze all’autrice stessa) è una
donna “sola”, nel senso che ha deciso di avere tre figli da tre uo-
mini diversi senza rimanere con nessuno di essi. Questa scelta,
pur non volendo essere “rivoluzionaria” le impone di scontrarsi
quotidianamente con la società galega che non riesce a capire
il suo stile di vita, come non riesce a capire come possa Clara,
oltretutto, permettersi di essere felice…

115
Galaica

Antón Riveiro Coello


I figli di Bakunin

isbn: 978-88-903563-3-9
220 pp. | 15,00 €
2010
traduzione di Attilio Castellucci

116
Galaica

Nato a Xinzo de Limia nel 1964, Antón Riveiro Coello ha stu-


diato diritto all’Università di Santiago e attualmente lavora per
l’amministrazione autonoma. È uno dei narratori più premiati
della letteratura galega dell’ultimo decennio.

I figli di Bakunin è una storia che nasce dall’ambiente anarchi-


co galiziano che si oppose alla dittatura di Miguel Primo de
Rivera (1923-1931), che riprese a respirare durante la Seconda
repubblica spagnola (che riconobbe l’autonomia politica del-
la Galizia, così come dei paesi Baschi e della Catalogna) e che
lottò durante la guerra civile contro il generale Francisco Fran-
co. Il racconto è composto dal mosaico di memorie dell’anar-
chico Camilo Sabio Doldán: l’infanzia, la vecchiaia, gli anni
della maturazione politica, quelli della fuga in Uruguay con la
moglie al seguito e un figliolina lasciata in Spagna, e quelli del
carcere.
[…]
La scrittura che ci conduce lungo le avventure e gli affetti
di Camilo è […] venata da una leggera malinconia, o forse da
una nostalgia per le lotte passate e perdute, per l’ardore delle
vittorie d’un tempo, per i compagni o invecchiati o spariti o
che hanno tradito, la scrittura scorre piana, tratteggiando per-
sonaggi e paesaggi “quotidiani” della Galizia degli anni Trenta:
l’anarchico, il falangista, il prete, le donne a lavoro.

117
Galaica

Francisco Castro
Spam

isbn: 978-88-97365-07-5
128 pp. | 12,00 €
2012
traduzione di Valeria Salinas Soria

118
Galaica

Scrittore, docente e blogger, attualmente lavora nell’equipe


editoriale di Galaxia, a Vigo, nella sezione di pianificazione
editoriale. Da anni lavora nell’ambito della comunicazione e
della gestione culturale, essendo stato uno dei primi a indivi-
duare in internet un mezzo privilegiato di comunicazione cul-
turale.

Questo romanzo, vincitore del Premio Blanco Amor 2005,


ci avvicina all’ordinata vita di Gómez, capo gestore di risorse
umane dell’Impresa, un tipo con assai pochi scrupoli che me-
diante un controllo ferreo dei suoi impiegati e l’applicazione
dei metodi appresi nella Consabidomaster sta riuscendo a far
migliorare i risultati contabili dell’impresa ogni giorno. Gómez
è felice e già si vede con possibilità di trasformarsi in Direttore
Generale, però il suo controllo sulle cose si vede compromesso
il giorno in cui un uomo inizia a utilizzare l’intranet dell’im-
presa e i cellulari degli impiegati per inviare messaggi nei quali
insulta direttamente il direttore generale in carica, messaggi
che malgrado il titolo del romanzo non sono spam, poiché non
si tratta di posta commerciale non sollecitata e bensì di messag-
gi inviati con tutta la malafede del mondo. A partire da lì la vita
di Gómez diverrà un inferno mentre farà tutto il possibile per
scoprire l’identità di quest’uomo.

119
Galaica

María Reimóndez
Pirata

isbn: 978-88-97365-13-6
344 pp. | 18,00 €
2013
traduzione di Attilio Castellucci

120
Galaica

Traduttrice e scrittrice, ma anche attivissima nell’ambito asso-


ciativo, è membro fondatore dell’Asociación Galega de Profe-
sionais da Tradución e da Interpretación. Scrive fin da quando
aveva sei anni, benché la sua incursione nel panorama letterario
sia cosa ben più recente. Avendo riscosso un discreto successo
in Italia con il titolo Il club della calzetta, le Edizioni dell’Uro-
gallo propongono un nuovo titolo di questa giovane scrittrice.

Mark Read ci ha messo molto tempo a trovare il suo posto. Ma


eccola qui, nella coperta del Williams. Dopo la guerra nelle Fian-
dre, la sua infanzia come serva e le sue avventure nella marina
mercantile, alla fine è riuscita a trovare la sua identità come pira-
ta. Ma forse la sua ricerca non è compiuta, forse ha ancora molto
da raccontare. Nella sua storia manca ancora il coraggio di Anne
Bonney e le domande a cui neanche Madame Ébano è stata capa-
ce a rispondere. Sono tutte ancora aperte nel mare.

Pirata di María Reimóndez è un romanzo che parla della ricer-


ca dell’identità, della lotta atroce per la libertà in tempi difficili
e della speranza di potersi sentire a casa, anche nei luoghi più
insospettabili. Ambientato nel Settecento, i suoi personaggi
lasciano nel mare delle stelle che parlano delle molteplici pos-
sibilità della vita.

121
Orpheu

Un contenitore editoriale dedicato alla più grande rivoluzione


culturale, letteraria ed estetica del primo Novecento portoghe-
se: il Modernismo. Dai fremiti e dai sussulti avanguardisti che
si possono raccogliere per semplicità sotto questo nome hanno
preso avvio le opere di alcuni dei più importanti intellettuali
portoghesi del XX secolo, primo fra tutti quello notissimo di
Fernando Pessoa. La collana si propone, tuttavia, di dare voce
al modernismo portoghese tout court, contenendo le opere dei
membri del “cenacolo modernista”, tra cui José de Almada Ne-
greiros, Ângelo de Lima e tanti altri.
1. José de Almada Negreiros, Nome di battaglia
2. José de Almada Negreiros, Prosa d’avanguardia
3. José de Almada Negreiros, Poesia
4. Ângelo de Lima, Poesia
5. aa. vv., Una letteratura da manicomio –
“Orpheu” nei giornali e nelle riviste portoghesi del 1915
Orpheu

José de Almada Negreiros


Nome di battaglia

isbn: 978-88-97365-24-2
192 pp. | 15,00 €
2014
traduzione di Andrea Ragusa

124
Orpheu

José de Almada Negreiros nacque a São Tomé e Príncipe nel


1893, ma presto si trasferì in Portogallo, dove visse quasi tutta
la vita. Fu pittore, poeta, romanziere, saggista e dram­maturgo
e contribuì, insieme a Fernando Pessoa e Mário de Sá Carnei-
ro, alla pubblicazione della rivista Orpheu, considerata la prima
manifestazione del Modernismo portoghese. Tra le sue opere
letterarie si ricordano le prose d’avanguardia, le poesie, i saggi
e il romanzo Nome de battaglia. Come artista produsse alcune
delle opere più significative del No­vecento portoghese, alter-
nando il disegno alla pittura, tra cui hanno particolare rilievo
i vari autoritratti, le illustrazioni, i ce­lebri ritratti di Fernando
Pessoa, e il murale Começar, custodito presso la Fundação Gul-
benkian di Lisbona.

Tutti, senza eccezione, pensavano che Antunes fosse timido, igna-


ro della vita, privo di nozioni della realtà, ignorante sugli uo­mini
e sulle donne, giocattolo in mani altrui e chissà che altro! Do­
potutto, quelle erano le opinioni della gente saggia ed esperta che
è sempre al corrente dei conflitti del vicinato, ma che non ha mai
sentito parlare del grande conflitto che ciascuno ha con se stesso.

Antunes è un provinciale di trent’anni che approda alla capi­


tale, Lisbona, e qui riceve una specie di battesimo del fuoco che
gli permetterà di scoprire il cammino per «prendere in mano
la propria vita». Nome di battaglia è soprattutto un romanzo
di disapprendimento che ripropone l’importanza dell’amore e,
allo stesso tempo, lo sottrae ai luoghi comuni sulla sua compar-
sa, all’interno della tradizione del romanzo passionale.

125
Orpheu

José de Almada Negreiros


Prosa d’avanguardia

isbn: 978-88-97365-25-9
198 pp. | 15,00 €
2014
traduzione di Mauro La Mancusa, Andrea Ragusa, Valeria Tocco

126
Orpheu

Il volume Prosa d’avanguardia contiene i manifesti e alcune


prose che José de Almada Negreiros scrive dal 1915 al 1921.
A partire dall’irriverente Manifesto anti-Dantas, passando per
i più noti testi narrativi, fino ad arrivare a L’invenzione del
giorno chiaro, punto d’arrivo e di nuova partenza nel percorso
letterario almadiano, si raccolgono in questo volume i contri-
buti più significativi per capire, attraverso Almada, come quella
generazione di artisti e poeti, tra i quali s’annovera anche Fer-
nando Pessoa, segnò la storia della cultura portoghese del xx
secolo, accogliendo suggestioni e impulsi provenienti dal resto
d’Europa.
Oltre ai vari Manifesti, si presentano per la prima volta in
Italia quei testi definiti dalla critica “narrative plastiche” o “po-
esie plastico-narrative”: Saltimbanchi (Contrasti simultanei), K
4 Il quadrato blu, La Stiratrice e L’invenzione del giorno chiaro,
nei quali il sovvertimento delle tradizionali regole della comu-
nicazione letteraria di trafila futurista, l’accoglimento dei pro-
cessi definiti dall’Interseccionismo e dal Sensacionismo pessoani
e la dominante dimensione visuale del testo producono effetti
stranianti e intriganti, spesso al limite del nonsense, che antici-
pano a pieno titolo gli esiti del Surrealismo.

127
Orpheu

José de Almada Negreiros


Poesia

isbn: 978-88-97365-32-7
506 pp. | 22,00 €
2016
traduzione di Marco Bucaioni, Manuele Masini e Andrea Ragusa

128
Orpheu

La poesia di Almada Negreiros è opera esemplare non solo


dello scrittore, ma anche del “disegnatore” e del “pittore”. La
poesia che, come egli stesso affermò, è «il punto comune di
tutta l’arte», si trova a comunicare spesso con il disegno e la
rappresentazione visuale, allo stesso modo in cui le parole inva­
dono soprattutto i suoi autoritratti.
Poesia, rappresentazione grafica, disegno e citazione (come
il costante ricorso al multilinguismo), diventano elementi com­
plementari, mai in conflitto: al contrario, sempre in dialogo e
in accordo. Questa coesistenza delle varie arti nella vita di Al­
mada Negreiros ne fa emergere anche l’esemplarità storica nel
panorama dell’arte portoghese del xx secolo.

129
Orpheu

Ângelo de Lima
Poesie

isbn: 978-88-97365-33-4
164 pp. | 13,00 €
2015
traduzione di Barbara Gori

130
Orpheu

Ângelo de Lima nacque a Oporto nel 1872 e fu poeta e dise­


gnatore. Frequentò il Collegio Militare e l’Accademia di Bel­le
Arti. In seguito a un viaggio in Mozambico venne ritenuto ma-
lato di mente e ricoverato in un centro di igiene mentale, dove
rimase fino al 1898. Tra il 1894 e il 1896 pubblicò al­cuni disegni
sulle riviste Geração Nova e Revista Azul. Nel 1901 fu nuova-
mente internato presso l’ospedale psichiatrico di Rilhafoles e vi
restò fino alla morte, avvenuta nel 1921. Nel 1915 fu invitato a
pubblicare alcune poesie sul nº 2 della rivista Orpheu. Per molti
aspetti è una voce unica all’interno del panorama modernista
portoghese.

La poesia di Ângelo de Lima è caratterizzata dal tono alluci­nato


e vago, dal linguaggio apparentemente sconnesso e dal lessico
anomalo. Anche per questo, la sua misteriosa e sottile opera po-
etica si può accostare, più che al simbolismo di Camilo Pessanha
ed Eugénio de Castro, al cosiddetto “intersezionismo” ideato da
Fernando Pessoa. La presunta follia di Ângelo de Lima si inse-
risce nei presupposti della generazione modernista portoghese,
che fece della pazzia una delle sue tematiche centrali.

131
Orpheu

BARBARA GORI José de Almada Negreiros nacque a São Tomé


e Príncipe nel 1893, ma presto si trasferì in
Portogallo, dove visse quasi tutta la vita. Fu
pittore, disegnatore, poeta, romanziere, sag-
gista e drammaturgo e contribuì, insieme a

UNA LETTERATURA Fernando Pessoa e Mário de Sá-Carneiro,


alla pubblicazione della rivista «Orpheu»,

DA MANICOMIO
considerata come prima manifestazione del
Modernismo portoghese. Tra le sue opere
letterarie si ricordano le prose d’avanguar-
dia, come il Manifesto anti-Dantas, l’Ulti-
matum futurista e L’invenzione del giorno
“Orpheu” chiaro, la vasta opera poetica, nella quale
nei giornali e nelle riviste
BARBARA GORI - UNA LETTERATURA DA MANICOMIO

si iscrivono La scena dell’odio e Histoire du


Portugal par Coeur, le prose K4 Il quadra-
portoghesi del 1915 to blu e La stiratrice e il romanzo Nome di
battaglia. Nell’ambito delle arti figurative
produsse alcune delle opere più significative
del Novecento portoghese, alternando il di-
segno alla pittura, tra cui hanno particolare
rilievo i vari autoritratti, le illustrazioni, i ce-
lebri ritratti di Fernando Pessoa, e il murale
«Começar» custodito presso la Fundação
Gulbenkian. Morì a Lisbona nel 1970.

365327

00 € UROGALLO

Barbara Gori (a cura di)


Una letteratura da manicomio
tutta la poesia di «Orpheu»

isbn: 978-88-97365-39-6
398 pp. | 22,00 €
2015
traduzione di Barbara Gori

132
Orpheu

Tutta la poesia dei due numeri pubblicati della storica rivista


portoghese «Orpheu», raccolta in un unico volume con la
traduzione a fronte. Oltre a Fernando Pessoa, rappresentato
anche dall’eteronimo Álvaro de Campos, c’è Sá-Carneiro, Al-
mada Negreiros, Ângelo de Lima, Ronald de Carvalho e tutti i
componenti del più dirompente circolo poetico del Novecento
portoghese.

133
Classica

Classici della letteratura portoghese tra Otto e Novecento


tradotti per la prima volta in italiano e corredati da elementi
critici per orientare il lettore italiano nella storia recente della
letteratura portoghese.
1. Antero de Quental, Cause della decadenza dei popoli penin-
sulari
2. Wenceslau de Moraes, Il culto del tè
3. Fialho de Almeida, La città del vizio
4. Alexandre Herculano, La volta
Classici tradotti

Antero de Quental
Cause della decadenza
dei popoli peninsulari

isbn: 978-88-97365-26-6
xxxvi+140 pp. | 13,00 €
2014
traduzione di Andrea Ragusa

136
Classici tradotti

Antero de Quental nasce nel 1842 a Ponta Delgada, nell’Ar­


cipelago delle Azzorre. Fu poeta, pensatore e attivista politico,
tra i più significativi ed influenti scrittori della sua generazio-
ne. Dopo aver frequentato il collegio della sua città, effettua
gli stu­di liceali a Lisbona, prima di iscriversi alla Facoltà di
Legge dell’Università di Coimbra. Nel 1865 pubblica le Odes
Modernas, opera che contribuisce all’esacerbarsi della polemi­
ca letteraria poi divenuta celebre con il nome di “Bom-Senso e
Bom-Gosto”. Nel 1871 partecipa alla realizzazione delle “Con­
ferenze democratiche” e nel 1872 pubblica Primaveras Român­
ticas. Negli ultimi anni di vita dà alla luce alcune delle sue opere
più rilevanti, tra cui i Sonetos Completos, A Poesia na Actualida­
de e Tendências Gerais da filosofia na Segunda Metade do Século
xix. Muore a Ponta Delgada nel 1891.

Siamo una razza decaduta per aver rifiutato lo spirito moderno:


potremo rigenerarci abbracciando francamente quello spirito. Il
suo nome è Rivoluzione: rivoluzione non vuol dire guerra, ma
pace; non vuol dire licenziosità, ma ordi­ne, ordine vero in una
vera libertà.

La conferenza di Antero de Quental, Cause della decadenza


dei popoli peninsulari negli ultimi tre secoli, si può considerare
un testo fondante della cultura portoghese moderna e, oltre a
costituire un’analisi del declino della Penisola Iberica tra Sei-
cento e Ottocento, si può leggere come manifesto ideologico di
un’intera generazione.

137
Classici tradotti

Wenceslau de Moraes
Il culto del tè

isbn: 978-88-97365-37-2
xxiv+142 pp. | 13,00 €
2017
traduzione di Andrea Ragusa

138
Classici tradotti

Wenceslau de Moraes nacque a Lisbona nel 1854. Concluse la


Scuola Navale nel 1875 e, l’anno successivo, si imbarcò per il
Mozambico in qualità di ufficiale della marina militare, effet-
tuando varie missioni come capitano di fregata anche a Timor
Est e in Cina. Nel 1889 visita per la prima volta il Giappone,
paese dal quale rimane fatalmente affascinato e dove si trasferi-
rà dieci anni dopo, per ricoprire la carica di console. Tra il 1895
e il 1897 pubblica i suoi primi libri, Traços do Extremo Oriente e
Dai-Nippon, cui seguiranno Il culto del tè e Paisagens da China
e do Japão, mentre continua la collaborazione a distanza con
giornali e riviste portoghesi. Alla sua scomparsa, avvenuta nel
1929 a Tokushima, Moraes ricevette il nome postumo con cui
ancora oggi è conosciuto e celebrato: «L’uomo che, attraverso
i libri, aprì agli stranieri le finestre del Giappone».

Nel descrivere la tradizione relativa al tè e il simbolismo che


essa racchiude, Wenceslau de Moraes riflette su alcuni elementi
essenziali della cultura e della società giapponese che si con-
servano ancora agli albori del xx secolo. Il culto del tè ci per-
mette così di osservare vari aspetti della quotidianità, gesti e
abitudini ancestrali che l’autore descrive con lo sguardo di un
appassionato, ma mantenendo sempre la costante intenzione
di comporre una cronaca oggettiva della terra di Nippon.

139
Classici tradotti

Fialho de Almeida
La città del vizio

isbn: 978-88-97365-43-3

2018
traduzione di Andrea Ragusa

140
Classici tradotti

Come un pellegrino che va di borgo in borgo e di capanna in ca-


panna in cerca di qualcuno che gli sfugge, anche io, con bordone e
schiavina come la bella Dona Auzenda, mi avventuro per cam-
pagne e paeselli, mi fermo a fare un riposino nei mulini, vivo in
mezzo a leali mandrie di buoi, trascorro la notte sull’aia sotto
gli occhi delle stelle, passo i fiumi a guado, supero i crocicchi e,
quando la sete si fa torrida, mi fermo a raccogliere corbezzoli sel-
vatici in mezzo ai boschi. Questa vita da zingaro mi rincuora e
mi ritempra.

Tredici racconti che sono altrettanti itinerari “in fuga” dalla


città, ritratti di un mondo di cui Fialho fornisce un ritratto va-
riegato, osservando e narrando non la vita rurale in sé, ma le sue
ricche e istantanee coloriture.

141
InLingua

Classici della letteratura portoghese e brasiliana ristampati in


lingua originale senza alcuna interferenza.

1. Luís de Camões, Os Lusíadas


2. Bernardim Ribeiro, História de Menina e Moça
3. Machado de Assis, Memórias Póstumas de Brás Cubas
4. Cesário Verde, O Livro de Cesário Verde
Soror Maria do Céu, Breves Histórias Admiráveis
InLingua

aa. vv.
Incontri con la poesia del mondo

isbn: 978-88-97365-41-9
242 pp. | 17,00 €
2016
a cura di Vera Lúcia de Oliveira e Paula Limão

144
InLingua

Questo libro è un delicato tessuto di seta, la cui trama è stata


composta intrecciando luminosi fili di poesia, amicizia, gene-
rosità, gratitudine. Nasce da un’idea apparentemente bizzarra:
unire e combinare le attività di un congresso scientifico inter-
nazionale con la poesia viva, detta e ascoltata dalla voce degli
stessi poeti.
Esso nasce anche dalla mia passione per quest’arte, che
pratico e insegno. Difatti, oltre all’attività letteraria, mi sono
dedicata più volte, come docente e ricercatrice di letteratura
portoghese e brasiliana, inizialmente presso l’Università del
Salento e adesso all’Università degli Studi di Perugia, allo stu-
dio dei poeti di lingua portoghese, proponendo corsi su autori
di vari periodi e poetiche, tentando di offrire, ogniqualvolta
se ne presentasse la possibilità, agli studenti e ai colleghi del
Dipartimento di Lettere-Lingue, Letterature e Civiltà antiche
e moderne, nel quale attualmente lavoro, l’opportunità di un
dialogo aperto con gli autori che ci visitavano in Umbria, at-
tratti dalle figure dei suoi grandi mistici e poeti, a partire da
San Francesco d’Assisi. Così sono nati gli “Incontri con la poe-
sia del mondo”, che hanno riunito a partire dal 2012 a Perugia
poeti di varie latitudini e lingue.

Dall’introduzione di Vera Lúcia de Oliveira

145
InLingua

Luís de Camões
Os Lusíadas

isbn: 978-88-97365-01-3
290 pp. | 15,00 €
2011

146
InLingua

Luís Vaz de Camões, il più grande poeta portoghese di sempre, nac-


que, a quanto pare, a Lisbona, nel 1524. Ma poche sono le certezze
sulla vita dell’autore. È evidente che ricevette una formazione uma-
nistica di alto livello, probabilmente all’università. Ed è anche certo
che frequentò la corte di Lisbona. Ma, pochi anni dopo, lo troviamo
in Marocco, combattendo contro i Mori, dove perderà il suo occhio
sinistro… Successivamente, Camões fu esiliato in Oriente, e iniziò
così la sua peregrinazione per i vari angoli dell’Impero portoghese.
Dopo essere stato cacciato da Goa, probabilmente a causa di scandali
finanziari ai quali il suo nome fu relazionato, ritroviamo il poeta a
Macao, dove prese in moglie una cinese. Di ritorno a Goa, naufragò
e perse la moglie, ma non, secondo la leggenda, la prima versione del
manoscritto del Poema, che egli mise in salvo a nuoto rifugiandosi
sulla costa presso le foci del Mekong. Di nuovo a Goa, è di nuovo
allontanato a causa di vari scandali e finisce per stabilirsi nell’Isola
di Mozambico, nell’Africa orientale. Soltanto negli ultimi anni della
sua vita, degli amici gli pagarono il viaggio di ritorno a Lisbona, dove
Camões morirà nel 1580.

È il poema epico della nazione portoghese. Attraverso i dieci Canti


che compongono il Poema, si canta il Portogallo, dalla sua fondazio-
ne fino all’epoca dell’autore, e si cantano soprattutto le navigazioni e
le scoperte geografiche, che avevano portato la piccola patria lusitana
ad essere protagonista della geopolitica mondiale e sovrana di un va-
sto impero marittimo e commerciale, che si estendeva dal Brasile, a
occidente, fino al remoto porto di Nagasaki, in Giappone, e alle isole
Flores e Timor, a oriente. Os Lusíadas è il primo grande poema euro-
peo, scritto da un europeo in una lingua europea – completamente
fuori del continente europeo. Infatti, fu composto tra Goa, Macao
e l’Isola di Mozambico, tra l’Estremo Oriente, l’India e l’Africa. È
questa dimensione nuova, globale se vogliamo, extraeuropea che si
evidenzia nello stesso Poema e lo fa unico e grandioso, non soltanto
nel panorama delle lettere lusitane, ma anche nella storia della lette-
ratura mondiale.

147
InLingua

Bernardim Ribeiro
História de Menina e Moça

isbn: 978-88-97365-02-0
94 pp. | 10,00 €
2011

148
InLingua

La biografia di Bernardim Ribeiro è fatta principalmente di


congetture: riferimenti nella sua opera che si pensano auto-
biografici, ci hanno portato a credere che fosse originario di
Torrão, in Alentejo, dove sarebbe nato intorno al 1482. La
data della sua morte è stata fissata nel 1552, in funzione di un
insieme di informazioni che indicavano che Bernardim fosse
già morto nel momento della seconda edizione dell’opera, nel
1557. Certo è che Menina e Moça fu scritto negli ultimi anni
della sua vita.

Menina e moça, me levaram de casa de meu pai para longes ter-


ras. Qual fosse então a causa daquela minha levada – era eu pe-
quena – não na soube. Agora, não lhe ponho outra, senão que já
então, parece, havia de ser o que depois foi.

Queste frasi, con le quali Bernardim Ribeiro apre il suo roman-


zo, pubblicato anche sotto il titolo di Saudades, contengono in
sé già un’importante anticipazione di quel che possiamo tro-
vare all’interno del libro: esilio, sconcerto, fatalità. Menina e
Moça è un romanzo sentimentale, che usa convenzioni tanto
del genere pastorale quanto di quello cavalleresco, per codifi-
care infine uno scritto autobiografico, precursore del moderno
romanzo psicologico.

149
InLingua

Machado de Assis
Memórias Póstumas de
Brás Cubas

isbn: 978-88-97365-03-7
210 pp. | 15,00 €
2011

150
InLingua

Joaquim Maria Machado de Assis nacque a Rio de Janeiro nel


1839, nella stessa città in cui sarebbe poi morto, 69 anni dopo.
Figlio di un pittore edile mulatto e di una lavandaia azzorriana,
Machado de Assis non ebbe la possibilità di frequentare l’uni-
versità – cosa che non gli impedì di assumere varie cariche pub-
bliche e di fondare l’Academia Brasileira de Letras. Con una
vasta opera che include romanzi, racconti, pièce teatrali, poesie
e cronache, è stato uno degli autori più importanti della sua
generazione. Cosmopolita e ambizioso, Machado de Assis fre-
quentava la bohème intellettuale di Rio, e fu così che conobbe
la sua futura sposa, Carolina Augusta Xavier de Novais, sorella
del poeta Faustino. La morte di Carolina, nel 1904, dopo quel-
lo che è passato alla cronaca come “35 anni di vita coniugale
perfetta” lo spinse alla depressione. L’autore sarebbe morto
quattro anni dopo, in seguito a un cancro, e al suo funerale ap-
parvero molte più persone che a quello di Brás Cubas.

Tra il marzo e il dicembre 1880, la «Revista Brasileira» pubbli-


cava, sotto forma di romanzo a puntate, le Memórias Póstumas
de Brás Cubas, scritte da Machado de Assis. L’anno successivo,
le suddette Memórias vanno in stampa per essere pubblicate
sotto forma di libro, per il marchio della Tipografia Nacio-
nal. Diranno successivamente gli accademici che quest’opera
introdusse il realismo in Brasile; classificazioni a parte, il fat-
to è che essa rimane una delle più originali e innovatrici della
letteratura brasiliana. Malgrado l’etichetta, quest’opera è lungi
dall’essere tipica del realismo, con un narratore che, oltre che
onnipresente, si rivela pieno di opinioni, aggressivo, riflessivo,
digressivo, regressivo… e morto. L’ironia che attraversa tutta
l’opera è annunciata subito nel capitolo d’apertura, nel quale il
narratore si presenta come un defunto autore, dopodiché passa
a raccontarci il suo stesso funerale.

151
InLingua

Cesário Verde
O Livro de Cesário Verde

isbn: 978-88-97365-04-4
124 pp. | 10,00 €
2012

152
InLingua

Nato a Lisbona nel 1855, Cesário Verde era figlio di un piccolo


commerciante che, oltre a un negozio di ferramenta in città,
possedeva anche una piccola tenuta a Linda-a-Pastora. Il giova-
ne Cesário frequentò l’università senza concludere il suo per-
corso di studi. Ebbe un’attività letteraria abbastanza intensa,
con collaborazioni sparse in giornali e riviste di tutto il paese,
mentre si dedica all’esportazione di frutta. Nel 1878, dopo aver
presentato i primi sintomi di tubercolosi, si trasferisce definiti-
vamente a Linda-a-Pastora, dove sarebbe deceduto nel 1886.

Quest’opera raccoglie la poesia di uno dei più importanti e ori-


ginali poeti portoghesi. Deceduto prematuramente, a 31 anni
d’età, Cesário Verde ci ha lasciato soltanto quest’opera, pubbli-
cata postuma. Frequentemente comparata a Baudelaire, la sua
opera ha un tono assai diverso, con un contenuto di ritratto e
critica sociale poco comuni per l’epoca, magistralmente trac-
ciati con il ricorso a una tecnica e a uno stile che si direbbero
precursori del simbolismo.

153
Fuori
Collana
Lídia Jorge, A Instrumentalina/La strumentalina
António Mega Ferreira, Roma. Esercizi di riconoscimento
Martin Page, Il primo villaggio globale
Come il Portogallo ha cambiato il mondo
aa. vv., Cioccolato. Sei storie da leccarsi le dita
Anabela Ferreira, 366 buoni motivi per conoscere il Portogallo
e imparare il portoghese
Marco Bucaioni, Le letterature dell’Africa lusofona.
Panoramica storico-culturale e critico-letteraria
Anabela Ferreira, Il Portogallo, tra terra e mare
Fuori collana

Lídia Jorge
La Strumentalina

isbn: 978-88-903563-8-4
56 pp. | 12,00 €
2010
traduzione di Martina Diani

156
Fuori collana

Lídia Jorge è autrice di una lunga serie di romanzi che hanno


riscos­so successo di critica e di pubblico e una notevole serie
di riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra i suoi romanzi
è importante ricordare O dia dos prodígios (1979), O Vale da
Paixão (tradotto in Italia con il titolo L’eredità dell’assente,
Bompiani, 2003), A costa dos murmúrios (La costa dei sussurri,
Giunti, 1992), O Vento Assobiando nas Gruas (2002) e il recente
Os memoráveis (2014).

Non si sa mai che cosa un viaggio può portare nell’intimo del cuo-
re. Come se, all’improvviso, il tempo in un altro modo fluisse,
o persino la qualità della sua ora cambiasse e una cosa perduta
apparisse, un dubbio si disintegra, un amore finisce e un altro che
non si sarebbe mai immaginato, di colpo, nasce.

Il racconto A Instrumentalina si snoda lungo il sentiero della


memoria, attraverso le parole e i ricordi di una donna che nar-
ra della propria infanzia in campagna, in un’epoca di grandi
cambiamenti storici e sociali. In una famiglia tiranneggiata dal
nonno, l’uni­co legame segnato dall’amore sembra essere quel-
lo della picco­la protagonista con un giovane zio. Un rapporto
“speciale” in cui una bicicletta, la Strumentalina, gioca un ruolo
peculiare, tanto da ispirare il titolo del racconto.

157
Fuori collana

António Mega Ferreira


Roma
Esercizi di riconoscimento
Grande Prémio de Conto Camilo Castelo Branco 2002

isbn: 978-88-97365-06-8
240 pp. | 16,00 €
2011
traduzione di Marco Bucaioni e Brunello De Cusatis

158
Fuori collana

António Mega Ferreira è saggista, narratore e giornalista. È sta-


to fondatore e direttore della rivista Ler, redattore del Jornal de
Letras e collaboratore di varie testate nazionali portoghesi, tra
cui Diário de Notícias, Público e Expresso. Tra i suoi libri hanno
particolare rilievo A Borboleta de Nabokov (2000); A Expressão
dos Afetos (2001) e Fazer pela vida. Um retrato de Fernando Pes-
soa empreendedor (2005).

Ogni viaggiatore costruisce, delle città che ama, un’idea che ra-
ramente coincide con la logica della geografia urbana. Nella sua
maniera di amare una città, disegna percorsi, associazioni imma-
ginarie, miti strumentali che mostrano le facciate, i monumenti,
le piazze e le genti di una determinata zona come i migliori segni
di identificazione dello spirito del luogo. La sua nozione di geo-
grafia è essenzialmente affettiva, le sue preferenze non sono razio-
nali, e, per questo, quella zona eletta figura nel suo spirito, e per
sempre, come il centro della città. Per me, piazza della Rotonda e
il Pantheon sono i veri centri di Roma.

Questo libro, come ha affermato l’autore stesso, è un itinerario


personale nella città amata, ma è anche un modo di saldare “un
vecchio debito” con Piranesi. Attraverso le vedute del pittore
veneto l’autore vide per la prima volta Roma, la città che adesso
fa rivivere in queste pagine appassionate.

159
Fuori collana

Cioccolato
Sei storie da leccarsi le dita

isbn: 978-88-97365-22-8
176 pp. | 16,00 €
2013

160
Fuori collana

Si dice che ci siano soltanto due giorni importanti nella nostra


vita. Quello in cui nasciamo e quello in cui ne capiamo il motivo.
Cacao non conobbe mai la felicità di sapere chi fosse il proprio
padre o la propria madre. Nacque in maniera spontanea in una
propizia sera d’ottobre, nel bel mezzo di una foresta dell’America
centrale.

Cioccolato. Sei storie da leccarsi le dita è una raccolta di sei rac-


conti commissionati appositamente dall’editore Casa das Le-
tras di Lisbona ad altrettante autrici portoghesi, nei quali il
cioccolato è il vero protagonista della narrazione: Alice Vieira
(Per la gola si prende chi fugge al nostro cuore), Catarina Fonseca
(Malagueña Salerosa), Isabel Zambujal (Monte golosità. A due
gradi sotto zero), Leonor Xavier (Agata, la Dolce), Maria do Ro-
sário Pedreira (Cioccolato fondente) e Rita Ferro (Il compleanno
della mamma). Ogni racconto è accompagnato da una ricetta
originale testata dalle stesse autrici dei racconti.

161
Fuori collana

Anabela Ferreira
366 buoni motivi
per imparare il portoghese

isbn: 978-88-97365-23-5
192 pp. | 13,00 €
2014

162
Fuori collana

Anabela Ferreira, nata a Lisbona e dal 1990 residente a Forlì, è


ricercatrice presso l’Università di Bologna, nella sede di Forlì,
dove da anni insegna la lingua e cultura portoghese. È respon-
sabile del centro per la certificazione internazionale della lin-
gua portoghese (PLE) a Forlì.
È autrice di tre dizionari in portoghese e in italiano pubbli-
cati per Zanichelli, di un corso di lingua portoghese in cd rom
Navegando, (ed. Clueb, Bologna), e conta all’attivo numerose
traduzioni di testi di storia, architettura, teatro (Almeida Gar-
rett e Sophia), poesia e di gastronomia con la pubblicazione in
portoghese dell’opera di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina
e l’Arte di mangiar bene.

La pubblicazione dei 366 Motivi di Anabela Ferreira va a con-


tribuire a riempire il vuoto divulgativo-didattico intorno alle
“cose portoghesi” in Italia. Con simpatia, l’autrice riesce ad
avvicinare il neofita alla disciplina degli studi lusitanistici, for-
nendogli una serie di informazioni utili e tutt’altro che sconta-
te dal punto di vista di chi per la prima volta si affaccia su certe
questioni.
In un vortice di sollecitazioni, che vanno dalla storia por-
toghese alla cucina e alla pasticceria, passando per la letteratu-
ra, l’arte e le vicende economico-politiche del paese, Anabela
Ferreira fornisce un quadro che corrisponde a un bagaglio di
conoscenze purtroppo non sempre posseduto dagli studenti
di lingua e letteratura portoghese alla fine del loro percorso di
studi.

163
Fuori collana

Martin Page
Il primo villaggio globale.
Come il Portogallo ha cambiato il
mondo

isbn: 978-88-97365-20-4
370 pp. | 18,50 €
2013
traduzione di Marco Bucaioni

164
Fuori collana

Reporter di lungo corso, con al suo attivo missioni in ogni par-


te del mondo, Martin Page visse a lungo in Portogallo e decise
di omaggiare il suo nuovo paese d’adozione con la scrittura di
un’agile e divulgativa storia della nazione, che con il passare
del tempo è divenuta un best seller, sia in Portogallo che nel suo
paese d’origine, il Regno Unito. Nel 1975 ha fondato la testata
giornalistica The Business Traveller Magazine.

Condensare l’intera storia del Portogallo in un solo volume, e


in più rendere la lettura piacevole e leggera, pur non rinuncian-
do al rigore e all’esattezza delle informazioni non è un compito
facile. Questo volume, di godibile e scorrevole lettura, è anche
una miniera di informazioni e di fatti storici. L’idea che ne
emerge della storia portoghese è del tutto aderente alla storio-
grafia ufficiale, risultando da una trattazione esaustiva e appro-
fondita di tutte le fasi storiche, dall’epoca romana fino ai giorni
nostri, passando per l’invasione araba, la reconquista cristiana,
l’epoca delle scoperte geografiche e delle grandi navigazioni, la
costruzione del più longevo impero coloniale europeo, la ditta-
tura salazarista e la rivoluzione democratica, con la conseguen-
te dissoluzione dell’oltremare portoghese.

165
Fuori collana

Marco Bucaioni
Le letterature dell’Africa lusofona

isbn: 978-88-97365-40-2
374+240 pp. | 22,00 €
2015

166
Fuori collana

Le letterature dell’Africa lusofona di Marco Bucaioni è la pub-


blicazione integrale della tesi di dottorato discussa dall’autore
nel febbraio del 2013 presso l’Università degli Studi di Pe-
rugia. Il lavoro di tesi comprende un ampio inquadramento
dei paesi dell’Africa lusofona (Capo Verde, Guinea Bissau,
São Tomé e Príncipe, Angola e Mozambico), con dati di ge-
ografia umana e antropica, prima di procedere a una rassegna
della storia della letteratura di ognuno dei cinque paesi che
compongono l’Africa lusofona, dagli albori al presente. Il se-
condo tomo di questa pubblicazione è interamente occupato
dall’appendice alla tesi: la bibliografia attiva di un gran nu-
mero di autori provenienti dall’area del mondo in questione.
Per finire, una lista di traduzioni di opere di autori africani di
lingua portoghese tradotte in italiano, nell’ottica di essere utili
sia allo studioso che allo studente, senza dimenticare il curioso.

167
Fuori collana

Anabela Ferreira
Il Portogallo, tra terra e mare

isbn: 978-88-97365-52-5
156 pp. | 12,00 €
2017

168
Fuori collana

Il Portogallo, tra terra e mare di Anabela Ferreira può essere


considerato una seconda edizioni abbondantemente rimaneg-
giata dei 366 buoni motivi per conoscere il Portogallo e imparare
il portoghese, che era la precedente pubblicazione della stessa
autrice per i nostri tipi.
Anabela Ferreira ci accompagna in una profusione di infor-
mazioni e di spunti sulla meravigliosa terra lusitana. Sia chi an-
cora non sa nulla delle “cose di Portogallo”, sia chi ci è già stato,
troverà una miniera di suggestioni e di materiale che descrive e
celebra la piccola patria atlantica di Camões.

169
Fuori collana

Soror Maria do Céu


Histórias Breves e Admiráveis

isbn: 978-88-97365-08-2
118 pp. | 13,00 €
2012

170
Fuori collana

Poetessa, prosatrice e drammaturga barocca, Soror Maria do


Céu nacque in quella Lisbona che era al tempo una grande
capitale di un impero. Entrata in clausura nel 1676, giunse al
rango di badessa. Coltissima e intelligente, era una delle poche
donne che avevano accesso, al tempo, a una vasta conoscenza,
essendo dunque una delle rare donne intellettuali della nazio-
ne. Fin da giovane scrisse diverse poesie, ma in convento la sua
vena poetica crebbe, fino a farne una delle più grandi poetesse
portoghesi.

I testi che compongono la presente antologia, Metáforas das


Flores e Apólogos de algumas Pedras Preciosas sono un insieme
di curiosissime narrazioni brevi di Soror Maria do Céu, pubbli-
cate per la prima volta nel 1735. Rose, tulipani, gelsomini, ru-
bini, perle, zaffiri sono alcuni dei protagonisti di queste delica-
te storie che offrono al lettore profonde e toccanti meditazioni
sull’arte del vivere bene. (Anabela Galhardo Couto)

171
Distribuzione
Distribuzione diretta:

Umbria
Mannaggia. Libri da un altro mondo, via Cartolari 8,
06122 Perugia.
Libreria Grande, via della Valtiera 229,
06135 Perugia.
Libreria Mondi d’Inchiostro Snc, via Pietro Vannucci 39,
06062 Città della Pieve (PG).
Cartolibreria Materazzi, via Bruno Buozzi, 111,
06061 Castiglione del Lago (PG).
Cartolibreria Calderini Vittoria, via Vittorio Emanuele, 8,
05015 Fabro Scalo (TR).
Libreria Paci la Tifernate, piazza Matteotti, 2,
06012 Città di Castello (PG).
Libreria Alterocca, corso Cornelio Tacito, 29, 05100 Terni.
Libreria Il Libro, corso G. Mazzini, 63, 06049 Spoleto (PG).

Piemonte
Libreria Trebisonda, via Sant’Anselmo 22, 10125 Torino.

Lombardia
Odradek Milano, via Principe Eugenio 28, 20155 Milano.

Toscana
Libreria Sognalibro, piazza Madonna, 1, 58033 Castel del Pia-
no (GR).
Edison BookStore Arezzo, piazza Risorgimento, 31, 52100
Arezzo.
Libreria Erasmus Pisa, piazza Cavallotti, 9, 56126 Pisa.

172
Lazio
Libreria Cultora, via Ferdinando Ughelli 39, 00179 Roma.
Altroquando, via del Governo Vecchio 82, 00186 Roma.
Libreria del Viaggiatore, via del Pellegrino, 165, 00186 Roma.
Libreria Griot, via di S. Cecilia, 1/b, 00163 Roma.
Odradek Roma, via dei Banchi Vecchi, 57, 00186 Roma.
Copisteria Il Colibri, via di Pianoscarano, 28, Viterbo.
Poseidon Libri, via Sangallo, 16, 00121 Nettuno.

Marche
Libreria Prosperi, largo Carlo Crivelli, 63100 Ascoli Piceno
(AP).

Campania
Wojtek Libreria, piazza G. Leone, 13, 80038 Pomigliano d’Ar-
co (NA).

Puglia
Libreria 101, via Benedetto Cairoli 101, 70122 Bari.

Centri librari e distributori


Distribook srl, via Marco Fabio Quintiliano 20, Milano.
Casalini Libri spa, via degli Artegiani, Firenze.
Centro Libri Brescia srl, via Bruno Buozzi, 22, Brescia.

Portogallo
Livraria Fábula Urbis, Rua de Augusto Rosa, 27,
1100-058 Lisboa.
LER Devagar, Rua Rodrigues de Faria 103,
1300-501 Lisboa.
Livraria Férin, Rua Nova do Almada 72, 1249-098 Lisboa.

173
Edizioni dell’Urogallo
Corso Cavour, 39
I-06121 Perugia

+39 075 5733072


+39 392 7129345
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2019