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l’ allenatore

settembre-ottobre 2012

Scuola
5 BIMESTRALE PERIODICO UFFICIALE
DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO

Anderlecht
(conv. in 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Firenze 1 - I.P.

PRIMO PIANO
ELEZIONI AIAC
ULIVIERI VERSO
LA RICONFERMA
poste italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003

CALCIO GIOVANILE
POTENZIAMO
L’ANTICIPAZIONE
sommario
l’ allenatore
5
Quello che faremo 5
Rivista bimestrale settembre-ottobre 2012 di Renzo Ulivieri editoriale

Proprietà
ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO
Scuola Anderlecht 6
Autorizzazione Tribunale di Firenze n. 5245 del 24 Idee, metodologie e strutture di qualità
Febbraio 2003 Spedizione in Abb. Postale – 50%
per un settore giovanile all’avanguardia
Editore di M. Lucchesi e M. Sarcì allenatore sul campo
EDIZIONI POLISTAMPA - FIRENZE
via Livorno 8/32 - Tel. 055 737871
L’AIAC ha scelto il suo futuro 16
primo piano
Direttore Responsabile di Giuliano Ragonesi
Renzo Ulivieri

Segretario di Redazione Potenziamo l’anticipazione 20


Giuliano Ragonesi di Stefano D’Ottavio primo piano

Direzione e Redazione
AIAC Nazionale
Il Settore Giovanile e Scolastico 26
via Gabriele D’Annunzio 138 nell’era della WEB TV e del digitale
calcio giovanile
presso C.T.F. - 50135 Coverciano
(Firenze) - Tel. 055 608160 di Giuseppe Ingrati
Fax 055 613594
info@assoallenatori.it Giovanissimi, la terra di mezzo 29
di Sergio Roticiani calcio giovanile
Progetto grafico
Edizioni Polistampa - Firenze
Il duro compito della scelta 34
psicologia dello sport
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di Aldo Zerbini
Via Livorno, 8/32 - 50142 Firenze
Tel. 055 737871 (15 linee)
info@polistampa.com Crociato: il recupero dall’intervento 37
www.polistampa.com di Enrico Sarli medicina dello sport

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Elezioni dei rappresentanti degli allenatori 43
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Corsi integrativi 2012 44
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bilità degli autori e degli inserzionisti.
Noi, la Casta e la rottamazione 47
lettere al Presidente
Chiuso in tipografia il 16/11/2012 ASSOCIAZIONE ITALIANA
Quello che faremo
di Renzo Ulivieri

editoriale
e recenti assemblee di categoria te- vive. Non è un caso che nel nostro Statu-

L nutesi a Coverciano a inizio no-


vembre non hanno svolto sempli-
cemente il primo e centrale compito
to sia chiaramente espresso come il nostro
operare corra su due binari paralleli: la di-
fesa degli interessi degli allenatori e quel-
assegnato loro dal nostro statuto, ovvero la degli interessi del calcio.
quello di designare i candidati alla presi- Personalmente posso ribadire che rad-
denza dell’AIAC e a quelle degli organismi doppierò gli sforzi necessari a sanare quan-
di controllo dell’Associazione. Il modo, to resta da sanare con la LND, ricordando
l’affluenza, il dibattito franco che si è arti- a me, a voi, a tutti qual è la nostra osses-
colato al loro interno sono il primo segnale, fondamen- sione, un’ossessione razionale: quella che ogni squadra
tale, di grande rilevanza politica, dello stato di salute del abbia un allenatore diplomato! È stata questa, del resto,
nostro sindacato. Non credo sia enfasi, la mia. Ma pen- la nostra stella polare negli ultimi otto anni, che credia-
so sia necessario, anzi doveroso, sottolineare questi aspet- mo non siano trascorsi inutilmente. Non solo in merito
ti che risultano in controtendenza rispetto a ciò che ac- a questa materia. Mi preme ricordare la conferma del-
cade altrove: i tempi che viviamo sono confusi, e oscillano l’assistenza legale garantita agli allenatori Pro. E annun-
tra la disaffezione e la voglia di buttare tutto a mare. No, ciare che dal 1° gennaio scatterà la nuova collaborazione
non noi, non in questa associazione. Come presidente che abbiamo stipulato con CREDEM, la banca nostra part-
uscente e nuovamente candidato alla carica, indicato dal- ner per il futuro. CREDEM è una banca presente su tut-
le due componenti, professionisti e dilettanti, devo per to il territorio nazionale che ci ha riservato una serie di
prima cosa ringraziare tutti gli associati, ancor prima che offerte e servizi esclusivi, primo fra tutti un numero ver-
per la fiducia rinnovatami, per il fatto di essersi presen- de dedicato, l’800.273336. Presentandovi come asso-
tati in gran numero a questo appuntamento. La parteci- ciati AIAC potrete avere sia informazioni sulle offerte che
pazione al voto è praticamente triplicata rispetto a quat- fissare un appuntamento con un consulente in filiale o
tro anni fa. Merito ovviamente anche della presenza di direttamente a casa vostra. In questo numero del gior-
altri candidati in corsa. Anche per questo bisogna rico- nale trovate la prima proposta a noi riservata, ma a bre-
noscere il ruolo positivo ricoperto da Ferrari e anche da ve sul nostro sito verrà pubblicata l’offerta completa com-
Marchesi, i miei competitori, che hanno garantito vita- posta da conti correnti, finanziamenti, carte di credito,
lità al confronto. prodotti assicurativi e investimenti. Un altro segno tan-
E che l’AIAC sia viva lo dimostrano anche altri numeri, gibile, insieme al Fondo di Solidarietà, di come noi in-
quelli degli iscritti, che contiamo di vedere ancora au- tendiamo lo stare insieme in questa Associazione.
mentati alla chiusura dell’anno. Lo ricordavo con orgo- Impegni economici, certo, ma anche morali. Ho avuto
glio nel precedente editoriale de “l’Allenatore”: durante modo di parlare, nelle recenti assemblee elettive, di un
questa presidenza l’assoallenatori è aumentata, come tes- caso che non riguarda un nostro associato ma un tesse-
serati, del 30%, con quota quindicimila diventata una rato, radiato per essere stato trovato positivo alla cocai-
realtà. Un fatto, oggettivamente, di grandissima rile- na: Jonathan Bachini. La sua volontà, risolta la storia di
vanza. Segno che il senso del lavoro svolto è stato rece- dipendenza dalla droga, è quella di allenare. Penso per-
pito. Non per questo, naturalmente, possiamo ritenerci sonalmente che la radiazione sia un concetto inconcilia-
esclusivamente sereni. Nodi da sciogliere ce ne sono mol- bile con l’etica sportiva. Radiare significa condannare a
ti e alcuni di grande rilevanza. Ed è questo il nostro oriz- morte. Una pena, anche la più severa e dovuta, ha come
zonte futuro, la ragione del mio impegno rinnovato. In- fine quello di recuperare chi ha sbagliato: questo semplice
nanzitutto c’è una questione in sospeso che non può concetto di civiltà giuridica non può essere negato pro-
essere ulteriormente tenuta in bilico, cercando di volta prio dal nostro mondo. Serve dunque una battaglia di
in volta soluzioni di ripiego: mi riferisco al rapporto con civiltà, anche se non semplice o immediata o conveniente.
la Lega Dilettanti. Inutile ripercorrere in questo spazio i Una battaglia che deve chiamare il CONI a una discus-
perché e i percome hanno prodotto ormai da un paio di sione in materia e a una presa di posizione che noi con-
stagioni una contrapposizione forte. Tutti voi sapete co- tiamo debba essere positiva.
me stanno le cose e, credo, dove stiano le ragioni. Noi Dunque restiamo in marcia, sapendo di aver fatto mol-
come AIAC non abbiamo mai smesso di profondere ogni ta strada insieme, in modo lineare, trasparente, come i
sforzo, convinti come siamo che il muro contro muro non nostri bilanci, a disposizione di tutti, dimostrano, e sa-
faccia l’interesse dell’intero movimento calcistico, in sen- pendo di poter contare ancora di più sulla passione del
so alto, né quello contingente delle sue componenti più nostro Consiglio Direttivo e su quella di tutti voi.
5
allenatore sul campo
l’ allenatore
Scuola Anderlecht
Idee, metodologie e strutture di qualità
per un settore giovanile all’avanguardia
di Massimo Lucchesi e Massimo Sarcì

Jean Kindermans, il direttore del settore giovanile del Royal Sporting Club
Anderlecht, titolata società dell’omonimo sobborgo di Bruxelles, è colui che
ci ha illustrato metodologie e operatività del club belga. Dopo una discreta car-
riera da calciatore, che lo ha anche portato a vestire la maglia dei bianco-mal-
va nella stagione ’85-86, Kindermans ha quindi intrapreso l’attività di allena-
tore fino a diventare prima tecnico e quindi responsabile dell’intero settore
giovanile dell’Anderlecht.
Ringraziamo sentitamente il Jean Kindermans per l’ospitalità riservataci, così come è doveroso sot-
tolineare l’accoglienza e la disponibilità del direttore del centro di formazione RSCA in Neerpede, Jean-
Claude Collignon.

l Belgio, paese calcisticamente all’avanguardia per un lungo periodo tra la metà degli anni

I Settanta e gli anni Ottanta, sta tornando prepotentemente alla ribalta per una serie di gio-
vani promesse sbocciate negli ultimi anni. Non solo Hazard e Lukaku, già famosi per essere
stati entrambi acquistati dal Chelsea per cifre milionarie, ma anche i giovanissimi e promettenti
Praet, Henen, Bakkali, Bossaerts che alcune tra le più importanti società a livello mondiale (Ar-
senal, Barcellona, Chelsea, Manchester City, Manchester United) si stanno contendendo o si so-
no già accaparrati (come nel caso di Bossaerts, passato dall’Anderlecht al City l’estate scorsa).
Per approfondire metodologie e cercare spunti d’interesse da sottoporre all’attenzione dei nu-
merosi tecnici che seguono “l’Allenatore” ci siamo quindi diretti a Bruxelles per far visita alla plu-
ridecorata società belga, club che vanta strutture e organizzazione all’avanguardia e può contare
su un bacino multietnico come quello della capitale belga.

La metodologia operativa re giovanile non è esclusivamente un manager che


sta dietro la scrivania ma, come precedentemente
A partire dai nati nel 2005 fino ai ragazzi del evidenziato, un tecnico a tutto tondo che, nei tem-
1993, sono ben dodici le categorie sulle quali è im- pi che gli sono consentiti dalle molteplici mansio-
perniato il lavoro di allenatori e istruttori delle gio- ni che deve svolgere, scende in campo a dirigere
vanili dell’Anderlecht. gli allenamenti.
Spiegare la filosofia e il modo di operare della Ciò consente a Kindermans di mostrare in pre-
società belga non è semplice, tanti sono i dettagli sa diretta dettagli e particolari, come modi di agi-
6 e gli aspetti che li contraddistinguono. Innanzi- re e intervenire, che sarebbe impensabile spiegare
tutto occorre evidenziare che il direttore del setto- a voce con la stessa efficacia. Inoltre è, per i gioca-
allenatore sul campo

l’ allenatore
tori, un segnale di grande umiltà e partecipazione fatto di sviluppare le abilità difensive in situazioni
il vedere il proprio “capo” che lavora sul campo di uno contro uno, mentre a partire dagli Under
per migliorarli e far accrescere il loro bagaglio. 15 l’obiettivo è perfezionare gli automatismi di re-
Da un punto di vista tecnico gli elementi fon- parto e sviluppare l’abilità degli esterni in fase di
damentali che vengono ricercati dagli scout e alle- propulsione.
nati dagli istruttori sono tecnica in velocità, intel- Avendo personalmente seguito una partita de-
ligenza e visione di gioco. Prima della fase puberale gli Under 12 (schierati con il 3-4-3) e una degli
le qualità fisiche contano veramente poco, a meno Under 21 (schierati con il 4-3-3), posso affermare
che i talent-scout non si trovino di fronte a un ele- che lo stile di gioco è molto simile in tutte le cate-
mento che ha qualità atletiche eccezionali. Dalla gorie. L’ordine, la corretta dislocazione e occupa-
fase puberale in poi la questione su allenamento e zione degli spazi sono le basi imprescindibili di un
valutazione dipende però anche dalla posizione che gioco modellato sul fraseggio e sulla ricerca di una
il giocatore occupa in campo. manovra avvolgente e finalizzata a sfruttare le cor-
Ogni allenamento di ciascuna specifica catego- sie laterali.
ria è pianificato in relazione agli obiettivi preven- C’è da dire peraltro che quando il contesto di
tivati e, dopo il suo svolgimento, è introdotto da- gioco lo richiede i ragazzi sanno inoltre sviluppa-
gli allenatori in un grande data-base informatico re rapidi contrattacchi, anche se tali accelerazioni
che consente al direttore di monitorare, con pochi sono nettamente subordinate a quanto sopra evi-
click e grazie a un software dedicato, sia il lavoro denziato: il protrarsi di un gioco basato sul con-
globale che quello specifico. tropiede comporterebbe infatti un allungamento
dei reparti e di conseguenza si andrebbero a di-
sperdere sia una certa compattezza che lo stile di
gioco prediletto. Anche da un punto di vista di-
fensivo è importante notare che la tendenza è ri-
cercare ordine ed equilibrio.

Fig. 1. Giovani talenti al lavoro sull’erba di Neerpede.

Sviluppo dei fondamentali all’interno


di una organizzazione di gioco
Lo sviluppo delle abilità individuali ha senso Fig. 2. Una partitella di allenamento degli Under 21.
solo se queste sono strettamente correlate coi com-
piti che il giocatore dovrà poi assolvere in campo.
Ecco quindi che ordine e sistema di gioco sono ele- Calcio e scuola
menti che rappresentano una cornice necessaria Un ulteriore aspetto estremamente interessante
per la crescita tecnica e tattica del calciatore. riguarda il fatto che la società riesce a far svolgere qua-
L’Anderlecht schiera i ragazzi delle squadre che si giornalmente il doppio allenamento anche ai tes-
vanno dagli undici ai quattordici anni col modu- serati del settore giovanile. Il modello d’istruzione
lo 3-4-3, mentre dall’Under 15 all’Under 19 vie- vigente in Belgio e la convenzione con gli istituti
ne utilizzato il 4-3-3. Per le categorie dagli Under scolastici consentono ai tecnici dell’Anderlecht di
11 fino agli Under 14 la scelta di schierare la dife- avere spazi d’intervento anche al mattino quando
sa a tre (con un centrale e due laterali molto pro- tutti i ragazzi sono a scuola. In Belgio l’obbligo sco- 7
pensi ad allargarsi e costruire gioco) è correlata al lastico va dai sei ai diciotto anni, mentre l’educa-
allenatore sul campo
l’ allenatore
zione scolastica si suddivide in tre livelli: scuola pri- Il tipo di allenamento che i tecnici dell’An-
maria-elementare (da sei a dodici anni), scuola se- derlecht e lo stesso Kindermans fanno svolgere ai
condaria (da dodici a diciotto anni) e studi univer- propri ragazzi durante l’attività scolastica è pret-
sitari. Da un punto di vista tamente tecnico. Essendo
amministrativo il sistema infatti gli allievi raggrup-
scolastico belga è decentrato
Ogni allenamento pati per scuola e non sem-
e articolato in un complesso di ciascuna specifica pre per categoria, non
di poteri e responsabilità am- avrebbe senso che il lavoro
ministrative e finanziarie categoria è pianificato fosse finalizzato al colletti-
suddivise tra le tre aree re- vo: è molto più proficuo
gionali: Fiandre, Vallonia e in relazione agli obiettivi invece lavorare sullo svi-
Bruxelles-capitale. Ciò ha luppo di abilità e qualità
consentito all’Anderlecht di
preventivati e dopo individuali.
trovare accordi con diversi il suo svolgimento L’allenamento dei fon-
istituti comprensivi di damentali tecnici non av-
Bruxelles (fondamental- è introdotto dagli allenatori viene però in maniera ge-
mente quelli che hanno al nerica e generalista, ma ad
proprio interno un campo in un grande data-base esempio attraverso lo svi-
da calcio), dove sono iscrit- luppo di tipiche azioni di
ti nella quasi totalità i tesse- informatico che consente gioco o parti delle stesse. In
rati bianco-malva, e di far questo modo tutti i gioca-
svolgere loro allenamenti
al direttore di monitorare tori si alternano nell’esecu-
specifici quando gli altri sco- lo svolgimento zione delle varie gestualità
lari sono impegnati in atti- (controllo, passaggio, dife-
vità ricreative alternative. A delle diverse sedute sa della palla, condizione,
differenza dell’Italia, in Bel- cross, tiro ecc.) richieste
gio l’istruzione è a tempo pieno fino a quindici an- dallo sviluppo dell’azione: oltre al gesto tecnico
ni e a scuola l’alunno intervalla attività tradizionali vengono contestualmente allenati anche elemen-
ad altre meno impegnative. ti di tattica individuale specifica (inserimento tra

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RSC Anderlecht Stadium di Bruxelles.
allenatore sul campo

l’ allenatore
le linee, inserimento al cross, smarcamento in
profondità ecc.) e i tempi di gioco e di giocata.
Nel tardo pomeriggio poi, quando i giocatori
si ritrovano nel centro di Neerprede o presso le
strutture dell’Academy, il lavoro è più tradizionale
e quindi maggiormente concentrato sullo svilup-
po del collettivo, delle abilità tecniche in ambito
tattico e sulle qualità fisiche.

La componente fisica
Sotto l’aspetto atletico c’è grande attenzione al- Fig. 3. La palestra del centro di Neerpede.
lo sviluppo delle qualità del singolo in funzione del
ruolo e di conseguenza delle esigenze che la gara gli
impone di soddisfare. Lo sviluppo delle qualità in- La tutela del talento
dividuali avviene sia attraverso mezzi di allena- Un altro interessante fattore che ha catturato po-
mento specifici (a secco) che con il pallone, con i sitivamente la mia attenzione è legato alla presenza
primi ritenuti più idonei a incrementare il livello di due tutor-educatori che si preoccupano di facili-
di preparazione dell’atleta e i secondi più funzio- tare l’inserimento dei nuovi acquisti, dando assi-
nali a una fase di mantenimento. stenza nel risolvere problematiche di carattere pra-
In linea generale, la filosofia del lavoro è a metà tico-logistico (casa, spostamenti ecc.), e valutando
strada tra quella che predilige l’allenamento in- comportamenti e atteggiamenti di una decina di
termittente e quella invece più concentrata sullo giocatori del settore giovanile (dei quali si analizza
sviluppo della forza: in aggiunta a ciò, grande im- anche il profitto scolastico), oltre a sei giocatori del-
portanza assume la prevenzione come mezzo per la prima squadra. Peter Smeets e Jean-François Len-
limitare il rischio d’infortuni e di conseguenza ot- vain sono i social advisor che si occupano di tutto
timizzare le risorse umane a disposizione del tec- ciò. Obiettivo dei due pedagoghi è fondamental-
nico. mente quello di “tutelare il talento” dei giocatori di
Le gare del settore giovanile vengono giocate prospettiva e, in maniera indiretta, preservare gli in-
la domenica a eccezione del campionato Under vestimenti in termini economici e di tempo effet-
21 che invece è programmato al venerdì. Ciò im- tuati dalla società sui giocatori. Secondo Smeets l’ot-
pone grande flessibilità per i molti giocatori nati tanta per cento del talento ha origine dalla mentalità,
nel ’95 e nel ’96 che “galleggiano” tra Under 21 dalla voglia di migliorare e dallo spirito e per poter-
e Under 19. si esprimere ad alti livelli le sole capacità atletiche e
balistiche spesso non bastano. Ci racconta che se-
condo lui un conto è l’attività relativa alla risolu-
Secondo il social advisor zione dei problemi “pratici”, che quando possibile
delega ai cinque collaboratori che lo coadiuvano, e
Smeets l’ottanta per cento tutt’altra storia è stabilire un’affinità coi giocatori
per migliorarne atteggiamenti e condotte.
del talento ha origine dalla Il fatto di poter collaborare con-Jean François
mentalità, dalla voglia di Lenvain è un grande beneficio per la società, in
quanto la diversa estrazione di entrambi li rende
migliorare e dallo spirito e per complementari e consente ai giocatori di poter sta-
bilire un contatto più profondo con l’educatore
potersi esprimere ad alti livelli che sentono più vicino. Smeets è infatti un ex-cal-
ciatore che ha approfondito le proprie esperienze
le sole capacità atletiche e in ambito scolastico ed educativo, mentre Lenvain
è un atleta che ama gli sport estremi e che ha espe- 9
balistiche spesso non bastano rienze con persone disadattate.
allenatore sul campo
l’ allenatore
Strutture d’avanguardia per un settore giovanile
moderno

A completare il cerchio di quanto finora de-


scritto non potevano non esserci strutture di pri-
mo livello dove tutti, dai vari dipendenti ai gioca-
tori della prima squadra, fino ai bambini del settore
giovanile, possono sentirsi parte integrante del
Royal Sporting Club Anderlecht. Dal giugno 2011,
la prima squadra e le squadre delle categorie Un-
der 15, 17, 19 e 21 si allenano nel meraviglioso
centro di formazione RSCA a Neerpede che ospita
anche gli uffici e la sede societaria.
Il centro di formazione, del quale il direttore Jean-
Claude Collignon (fig. 4) ci ha gentilmente mostra-
to in ogni dettaglio (come mostra la galleria fotogra-
fica a seguire), è stato costruito per dare ai giovani del
club la miglior formazione possibile. Particolare in-
Fig. 4. Jean-Claude Collignon, direttore del centro di forma- teressante è la decisione di costruire gli spogliatoi del-
zione di Neerpede.
le varie squadre in sequenza su più piani, per stimo-

IL MODERNISSIMO CENTRO DI FORMAZIONE DI NEERPEDE

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allenatore sul campo

l’ allenatore
lare il giovane, anno dopo anno, a salire di livello fi- mente, attraverso l’opera di specifici tutor, che
no a raggiungere lo spogliatoio più prestigioso. A po- indirettamente attraverso strutture all’avanguar-
chi metri di distanza l’Anderlecht dispone inoltre di dia, ecco che non può essere un caso che molti gio-
un ulteriore centro sportivo, anch’esso molto bello e vani interessanti stiano sbocciando tra le file del-
dotato di campo coperto, deve svolgono la loro atti- le giovanili dell’Anderlecht, storico club di una
vità le altre squadre del settore giovanile. città come Bruxelles dove la popolazione mul-
tietnica favorisce, anche in maniera inconsape-
Conclusioni vole, l’acquisizione di nuove competenze e co-
In sostanza possiamo affermare che l’idea di “so- noscenze non solo in ambito sociale ma anche in
stituire le ore di pratica all’oratorio” con l’attività quello sportivo.
a scuola unita alla continuità data dalla metodolo-
gia didattica e dall’uniformità del modulo, con-
sente ai ragazzi di assorbire e sviluppare uno stile Sul campo con l’Anderlecht
di gioco, migliorando così le proprie abilità tecni-
che, tattiche e funzionali. Tutto ciò agevola inol- Dopo aver introdotto i diversi aspetti che carat-
tre il passaggio tra una categoria e l’altra (anche du- terizzano positivamente la metodologia della squa-
rante la stagione) senza traumi e limita la dra belga spostiamo la nostra attenzione su ciò che
dispersione del talento. gli allenatori che ci seguono apprezzano di più: le
Se poi ciò avviene all’interno di una società proposte di campo. In questa esposizione andiamo
molto attenta a “educare i talenti” sia diretta- a “esplorare” diverse tipologie di esercizi che chia-

Qui sotto e nella pagina precedente alcuni scorci del centro di Neerpede: l’ingresso, un’aula didattica, la palestra, lo spogliatoio
dell’Under 17, la saletta per massaggi e fisioterapia, la mensa, i campi di allenamento all’aperto e al coperto.

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allenatore sul campo
l’ allenatore
meremo “esercitazioni a croce”, “esercitazioni nel no al centro del rombo dove, come avvenuto in pre-
rombo” ed “esercitazioni di tecnica funzionale”. cedenza, ferma la palla con la suola e ruotando verso
sinistra raccoglie il pallone sul lato opposto per con-
Le esercitazioni a croce tinuare l’esercizio come precedentemente descritto.
Le esercitazioni a croce allenano i giocatori (da
otto a dodici) a migliorare le abilità individuali nel-
lo stretto. La presenza di due palloni impone il rit-
mo dell’esercitazione e costringe i giocatori a la-
vorare con rapidità.

Esercitazione 1

Quattro giocatori partono, palla al piede, dai


quattro vertici e conducono palla fino al centro del
rombo dove fermano la palla con la suola e ruo-
tando verso sinistra raccolgono il pallone sul lato
opposto per condurlo e cederlo al compagno che
si trovano di fronte. L’esercizio allena in maniera Esercitazione a croce 2.
quasi prevalente l’abilità di conduzione in velocità.
N.b.: per facilitare la comprensione il grafico Esercitazione 3
evidenzia, come gli altri a seguire, il lavoro di due
soli giocatori (il cui tracciato è peraltro evidenzia- L’esercizio ha l’obiettivo di allenare conduzio-
to da colori diversi) e non di tutti e quattro. ne e passaggio. Due giocatori posti l’uno di fron-
te all’altro partono, palla al piede, e conducono
palla fino al centro del rombo dove fermano la pal-
la con la suola e ruotando verso sinistra raccolgo-
no il pallone sul lato opposto per passarlo in dire-
zione del compagno che si trovano di fronte il quale
prosegue nell’esercizio come precedentemente de-
scritto.

Esercitazione a croce 1.

Esercitazione 2

L’esercizio ha lo stesso sviluppo del precedente


con quattro giocatori che partono, palla al piede, dai
quattro vertici e conducono palla fino al centro del
rombo dove fermano la palla con la suola e ruotan- Esercitazione a croce 3.
do verso sinistra raccolgono il pallone sul lato oppo-
sto per condurlo in direzione del compagno che si tro- Esercitazione 4
vano di fronte. Quest’ultimo, con il proprio pallone,
12 avanza verso il compagno ed evitandolo, con la si- L’esercizio, che ha lo stesso sviluppo del pre-
mulazione di una finta, porta a sua volta il pallone fi- cedente, prevede tuttavia una variante. Il gioca-
allenatore sul campo

l’ allenatore
tore, dopo aver effettuato la conduzione, raccol- L’impiego di due palloni è utile per dare un rit-
to il pallone del compagno e passato lo stesso, an- mo all’esercizio.
ziché seguirlo per accodarsi come avveniva prima
si apre per ricevere il passaggio del giocatore che
è alle sua spalle (che a sua volta ha appena rice-
vuto la sfera) e giocare di nuovo in avanti.

Esercitazione a rombo 1: scorrimento di palla.

Esercitazione 2. Combinazione stretta

Esercitazione a croce 4. L’esercizio prende spunto dal precedente (Eser-


citazione a rombo 1), con la differenza che viene
Esercitazione 5 eseguita una combinazione stretta, come mostrato
in figura, prima del passaggio verso il compagno
L’esercizio ha lo stesso sviluppo del preceden- posto sul vertice opposto a quello da dove si è ri-
te, con la differenza che il giocatore che riceve la cevuto il pallone.
palla si muove in orizzontale dal vertice per rice-
vere il passaggio.

Le esercitazioni nel rombo


La struttura rimane identica alla precedente
con differenze sostanziali nello sviluppo. Infatti
tre giocatori si muovono nei pressi dei quattro
vertici della figura geometrica e sviluppano com-
binazioni di gioco in velocità, migliorando di con-
seguenza anche la gestualità tecnica.
Se vogliamo dare un orientamento al rombo
possiamo anche provare a “sistemare” i giocatori
per ruolo. Esercitazione a rombo 2: combinazione stretta.

Esercitazione 1. Scorrimento di palla Esercitazione 3. Sovrapposizione

Il ricevitore si “stacca” dal vertice per ricevere L’esercizio è ancora uno sviluppo del prece-
esternamente rispetto al rombo. dente (Esercitazione a rombo 1), con la differenza
Dopo il controllo orientato si gioca palla ver- che prima che la palla venga spostata sul vertice
so il compagno posto sul vertice opposto a quel- opposto i due giocatori vicini eseguono una so-
lo da dove si è ricevuto il pallone che esegue il vrapposizione sullo stretto con il coinvolgimen-
medesimo movimento e così via, dando origine to del terzo elemento che funge da perno allo svi- 13
ad uno scorrimento di palla. luppo della giocata.
allenatore sul campo
l’ allenatore
Le esercitazioni di tecnica funzionale rillo si “appoggia” lateralmente sull’interno di destra
Finalità degli esercizi è quella di allenare le abilità che si “allunga” viene incontro e scarica.
individuali (orientamento, smarcamento, passaggio, A seguire il centrocampista centrale verticalizza
ricezione, tiro) in un contesto che riproduce una se- con un passaggio rasoterra per il riferimento avanza-
rie di sviluppi di gioco concatenati che potranno, to che di prima scarica sull’interno salito a sostegno.
congiuntamente o in abbinamento a ulteriori gioca- L’interno controlla la palla scaricatagli dal com-
te, essere riprodotti in gara. Ecco quindi che l’adde- pagno e conclude in porta da fuori area.
stramento tecnico è funzionale alla ricerca di uno svi-
luppo di gioco che, tra l’altro, impegna i giocatori a Variante. Il giocatore in posizione di centrocam-
rispettare i tempi di gioco. pista centrale effettua un breve slalom e quando esce
dal birillo si “appoggia” lateralmente sull’interno di
Esercitazione 1 destra che si allunga, viene incontro e scarica. A se-
guire il centrocampista centrale verticalizza con un
Il giocatore in posizione di centrocampista cen- lancio aereo per il riferimento avanzato che di prima
trale effettua un breve slalom e quando “esce” dal bi- scarica sull’interno salito a sostegno.

Fig. 5. Esercitazione di tecnica funzionale 1 in svolgimento.

14
Fig. 6. Esercitazione di tecnica funzionale 2 in svolgimento.
allenatore sul campo

l’ allenatore
L’interno apre a sua volta per l’ala che riceve in Con la verticalizzazione del terzino per l’attac-
profondità, va al cross e rifinisce per il centravanti cante centrale l’esercitazione termina dal punto di vi-
che, dopo movimento di smarcamento sul palo lon- sta della giocata anche se prosegue, senza quindi in-
tano, attacca la palla e di prima finalizza. A seguire terrompersi, per svilupparsi nel verso opposto. Infatti
i giocatori invertono le posizioni secondo una cro- il riferimento alto che ha ricevuto la palla venendo
nologia prestabilita, in modo che tutti possano ad- incontro va a interpretare il ruolo di difensore cen-
destrarsi nei vari ruoli ed eseguire i diversi gesti tec- trale e dopo uno scambio stretto con la mezzala ver-
nici. ticalizza verso il cerchio di centrocampo dove un ri-
ferimento avanzato si muove lateralmente, simulando
Esercitazione 2 il movimento di apertura della punta che si appresta
a ricevere un’uscita difensiva.
Il giocatore nei pressi del centrocampo (difenso- Una volta controllata la palla l’esercitazione pro-
re centrale) apre il gioco con un fendente teso verso segue di nuovo con l’apertura laterale per il terzino
la zona laterale dove riceve il terzino. Il terzino effet- come visto in precedenza. Anche in questo caso i gio-
tua un controllo orientato e verticalizza per il riferi- catori invertono le posizioni secondo una cronologia
mento avanzato venuto incontro mentre il giocato- prestabilita, in modo che tutti possano addestrarsi
re interno sale a sostegno. nei vari ruoli ed eseguire i diversi gesti tecnici.

Gli autori
Massimo Lucchesi
Nato a Viareggio il 25 gennaio 1968.
Allenatore di base. Autore di numerosi libri e DVD inerenti gli aspetti tecnico-
tattici del gioco del calcio tradotti e pubblicati anche in inglese, tedesco, russo,
greco e croato. Editore e direttore del sito www.allenatore.net e della omonima
casa editrice. Ha partecipato come relatore a numerosi seminari, prevalentemen-
te all’estero.

Massimo Sarcì
Nato a Palermo l’11 novembre 1974.
Allenatore di base UEFA B, Massimo Sarcì è presidente della Golden Team (www.ac-
sgoldenteam.com), società a cui l’Anderlecht ha affidato il progetto “Giovani in Eu-
ropa” con la finalità di potenziare il settore giovanile dell’RSC Anderlecht per mezzo
di una serie d’iniziative (affiliazioni, camp, clinic, stage) volte alla diffusione delle me-
todologie e all’individuazione e segnalazione del giovane talento. 15
primo piano
l’ allenatore
L’AIAC ha scelto il suo futuro
di Giuliano Ragonesi

on è stato un appuntamento rituale, do- vero ai candidati. Come è noto, infatti, il primo te-

N vuto semplicemente all’adempimento di


norme statutarie,
né si è assistito a uno stan-
ma all’ordine del giorno delle due Assemblee era la

Grande partecipazione
designazione dei candida-
ti Pro e Dilettanti alla pre-
co dibattito. Il 5 novembre sidenza dell’Associazione.
scorso, a Coverciano, si so- alle assemblee di categoria Inoltre le Assemblee stesse
no svolte le annuali As- avevano anche compiti
semblee di categoria del- Dibattito “vero”, risultato elettivi per quanto riguar-
l’A IAC : quella degli da i Vicepresidenti e la
allenatori Professionisti e netto a favore di Ulivieri composizione del Consi-
quella dei Dilettanti. Il pri- glio Direttivo. Per l’elezio-
mo dato da sottolineare è candidato congiunto ne definitiva del Presiden-
stata la partecipazione de- alla presidenza di entrambe te, del Collegio dei Revisori
gli associati, che è risultata dei conti e di quello dei
quasi triplicata rispetto al le componenti Probiviri occorrerà atten-
recente passato. Pochissi- dere le votazioni e l’uffi-
mi posti vuoti nell’ampio spazio riservato ai parte- cializzazione nel corso dell’Assemblea generale, il
cipanti, grande attenzione riservata agli oratori, ov- cui svolgimento è previsto per il prossimo dicem-

16
primo piano

l’ allenatore
bre. È però già emerso, dal confronto serrato svol- Per l’Assemblea dei Dilettanti il candidato in al-
tosi in questa occasione, il nome del candidato con- ternativa ad Ulivieri era Alberico Marchesi. L’esi-
giunto per la guida dell’AIAC del prossimo qua- to della votazione è risultato ancora più netto: 117
driennio: si tratta del voti per il presidente uscente
presidente uscente, Renzo Biagio Savarese è stato contro 17 dello sfidante. A
Ulivieri. La sua ricandidatu- questo punto si tratta di
ra, dopo i due impegnativi eletto Vicepresidente aspettare solo il passaggio isti-
mandati già alle spalle, era tuzionale di dicembre perché
stata proposta e sollecitata
dei Professionisti il percorso democratico del-
dalla quasi totalità dei Grup- mentre tra i Dilettanti l’AIAC si concluda, con la pro-
pi Regionali nell’Assemblea clamazione del Presidente.
dei Dilettanti. Candidato al- la stessa carica è andata Le due assemblee hanno
ternativo per l’Assemblea dei comunque provveduto,
Professionisti, Franco Ferra- a Luca Perdomi ognuna per la propria cate-
ri. Al termine dei loro appas- goria, a esprimere già altre ca-
sionati interventi e di un confronto diretto su pas- riche istituzionali, eleggendo il vicepresidente, i con-
sato, presente e futuro dell’Associazione, il voto ha siglieri di categoria e i delegati che parteciperanno
espresso senza incertezze la volontà degli associati. all’Assemblea generale. I quadri completi delle ele-
Ulivieri è risultato eletto candidato dei Professionisti zioni svoltesi a Coverciano sono riportati nelle sche-
con 164 preferenze contro le 75 di Ferrari. de alle pagine seguenti.

17
primo piano
l’ allenatore

Ferrari e Ulivieri prima delle Assemblee AIAC a Coverciano. Un’immagine panoramica dell’Assemblea Professionisti.

ASSEMBLEA DEI PROFESSIONISTI

Designato alla carica di Presidente


Renzo Ulivieri

Vicepresidente nazionale è stato eletto


Biagio Savarese
Consiglieri nazionali sono stati eletti
Giancarlo Camolese, Luigi Castiello,
Francesco D’Arrigo,
Domenico Di Carlo, Girolamo Mesiti
e Walter Nicoletti
Supplenti
Antonio Antonucci, Ezio Castellucci, Marco
Il voto di Andrea Stramaccioni, allenatore dell’Inter.
Maestripieri e Leonardo Mazzoleni
Designati alla carica di Revisori dei conti
Fiorino Pannunzio e Alessandro Porro
Designati alla carica di Probiviro
Elvezio Belardi, Paolo Busanca, Giovanni
Conticchio, Nicola Sergi
Delegati professionisti all’Assemblea Generale
Per gli allenatori di prima categoria
Antonio Antonucci, Ignazio Argiolas, Romeo
Benetti, Milena Bertolini, Michele Del
Vecchio, Giovanni Di Guida, Ettore Donati,
Domenico Giacomarro, Marco Maestripieri
Per gli allenatori di seconda categoria
Benny Bumaguin, Costanzo Celestini,
Massimiliano Farris, Pietro Gianfrancesco,
Maurizio Londi, Gerardo Passarella, Armando
18 Vallario, Sergio Wongher
Un momento dello spoglio dell’Assemblea Professionisti.
primo piano

l’ allenatore
ASSEMBLEA DEI DILETTANTI

Designato alla carica di Presidente


Renzo Ulivieri

Vicepresidente nazionale è stato eletto


Luca Perdomi

Consiglieri nazionali sono stati eletti


Roberto Bellomo, Giancarlo Bertolini,
Gian Paolo Dosselli, Marcello Mancini,
Assemblea dei Professionisti: il presidente dell’Assemblea Bar- Giancarlo Murru, Paolo Sodi
di, Ulivieri e il segretario Ragonesi. Supplenti
Raffaele Ciccarelli,
Francesco Cinquepalmi, Stefano Oronzo,
Virgilio Palotta
Designati alla carica di Revisori dei conti
Isabella Cardone, Fabio Ferrarese,
Sergio Fincatti,
Mario Frizzera, Mauro Pollini
Designati alla carica di Probiviro
Giovanni Calabrese, Cristiano Ciardelli,
Paolo De Simone, Matteo Martucci Zecca,
Angelo Ortolani
Il voto di Oddo, Liverani e Colonnese.

19
Assemblea dei Dilettanti, in primo piano Bellè, Galgani, Anselmo e Conticchio; dietro il neoconsigliere Mancini.
primo piano
l’ allenatore
Potenziamo l’anticipazione
di Stefano D’Ottavio

l calcio, come del resto tutti gli sport cosiddetti La fase decisionale, quindi, avviene dopo una fa-

I “di situazione”, si esprime con una prestazione


che dipende da numerosi fattori i quali, in altre
parole, si traducono come capacità di esprimere abi-
se elaborativa delle informazioni che è possibile trat-
tare e dal potenziale di scelta, cioè dal numero del-
le risposte possibili. Infine il processo si completa
lità tecniche dopo aver effettuato delle operazioni evidentemente con l’esecuzione, che avrà più pos-
mentali. La fase cognitiva dell’azione, quindi, rap- sibilità di ottenere esiti positivi a seconda della qua-
presenta l’input necessario lità con cui le diverse se-
per generare l’output e rap- Il fattore-tempo nella quenze si sono sviluppate.
presenta altresì la capacità di Ma in cosa differisce un
regolare i parametri con cui preparazione psicofisica giocatore modesto da uno
è possibile eseguire una tec- di alta qualità? Sicuramen-
nica: ampiezza e velocità del L’abilità di un giocatore sta te il giocatore più bravo è
movimento, direzione, forza quello che riesce a “legge-
e tipologia della tecnica (per
nel prendere informazioni re” con più efficacia la si-
esempio, stoppare la palla in dall’ambiente di gioco tuazione, a decidere con
forma orientata invece che più pertinenza al gioco
nelle forme che prevedono decidere e agire con quale soluzione abbia mag-
l’“assorbimento” della palla giori probabilità di succes-
a sé). Tali scelte dipendono estrema rapidità so e che infine è in grado di
ovviamente dalle caratteri- esprimere più qualità tec-
stiche della situazione, che inducono il giocatore a fa- nica nel senso più stretto del termine. Con molta
re una valutazione dello spazio a disposizione, della probabilità, a livelli elevati di qualificazione, il po-
presenza di avversari e compagni, della pericolosità tenziale di queste caratteristiche non può che ten-
dell’azione (per esempio la zona di campo dove que- dere verso il massimo dei gradi possibili.
sta avviene), dal fatto d’essere in fase di possesso o non Il sistema cui abbiamo fatto cenno in queste po-
possesso della palla eccetera. che note introduttive tuttavia non tiene conto di

20
primo piano

l’ allenatore
un problema fondamentale per esprimersi al me- rappresentano una sequenza temporale che si ri-
glio in una situazione di gioco. Ci riferiamo al fat- pete per centinaia di volte nel corso della gara.
tore tempo e cioè alla capacità di poter avviare e Essendo una sequenza temporale la cui durata è
concludere la risposta tecnica in tempi relativa- decisa dalla capacità del giocatore di esprimersi in
mente brevi. Nella pratica, un giocatore è decisa- rapidità nonostante la presenza dell’avversario, ri-
mente abile quando è in grado di prendere infor- sulta ovvio che meno tempo passa fra l’innesco dei
mazioni dall’ambiente di gioco, decidere e quindi processi di “presa d’informazioni” e la risposta tec-
eseguire con estrema rapidità (figura 1). nica (che può essere anche una corsa senza palla),
Con molta probabilità questa capacità com- più possibilità si avrà di ottenere i benefici sperati.
plessa d’azione è la vera prerogativa per raggiun- L’anticipazione motoria, nello specifico del
gere livelli ottimali di performance. calcio, è definita anche come la capacità di pre-
vedere lo sviluppo dell’azione o del gioco me-
Input informativi
diante segnali che provengono dal gioco stesso.
Tecnica Scelta decisionale Risposta Normalmente un giocatore esperto è in grado di
capire cosa sta per succedere basandosi su meno
informazioni rispetto a uno meno esperto. Ciò av-
viene attraverso una selezione qualitativa che eli-
RAPIDITÀ mina quello che si ritiene ininfluente, compresi i
tentativi di finta dell’avversario.
Fig. 1. Il fattore-tempo: l’abilità di un giocatore è funzione Quindi, oltre a sviluppare processi attentivi se-
della rapidità con cui assume informazioni dal contesto, deci- lettivi, comprendere prima significa anche partire
de ed esegue la risposta tecnica.
prima e pertanto in anticipo sull’avversario. In realtà
l’azione di gioco si sviluppa sempre attraverso una
La capacità di anticipazione contesa, che a volte concerne la palla, ma nella gran
Le attività sportive sono caratterizzate da azio- parte dei casi consiste anche nel guadagnare spazio
ni volontarie, finalizzate, che vengono innescate prima dell’avversario nel tentativo di ricevere la pal-
dall’anticipazione consapevole dello scopo dell’a- la, o per intercettarla, o per guadagnare una posi-
zione e da decisioni altrettanto consapevoli. L’an- zione più favorevole al tiro eccetera.
ticipazione, oltre allo scopo vero e proprio, com-
prende sempre anche l’identificazione dei compiti Risposta
prefissati, cioè non solo l’identificazione di cosa Input informativi Scelta decisionale Tecnica
fare, ma anche il come fare.
L’anticipazione è un processo (piano) di or-
ganizzazione mentale e motoria elaborato in ter- RAPIDITÀ
mini di probabilità di accadimento. Essa è in altre
parole la capacità di prevedere lo svolgimento di Anticipazione
un’azione, di una giocata, di un comportamento
tecnico, in genere fondata sull’analisi del signifi- Fig. 2. L’anticipazione: attivazione precoce della ricerca di
elementi utili a decodificare la situazione di gioco.
cato di “indizi” e “particolarità” del gioco, della
situazione, dei movimenti di compagni e avver-
sari, delle traiettorie della palla eccetera. In sin- L’anticipazione: avviare
tesi, delle specificità che caratterizzano l’ambien-
te di gioco. in anticipo la ricerca
Le fasi dell’azione di un giocatore, in genere,
oltre a legarsi al contesto tattico-situazionale e di elementi utili a decodificare
quindi inserirsi entro un sistema ancora più com-
plesso che ha come matrice il sistema di gioco nel-
i segnali contenuti
le sue diverse espressioni e le linee (trame) tatti- nella situazione 21
che corrispondenti al volere dell’allenatore,
primo piano
l’ allenatore
Anticipare quindi assume il suo significato più
reale se viene preso in considerazione sia il rela- Il feedback delle sequenze
tivo processo mentale (trattamento dell’infor-
mazione più decisione) sia il relativo processo
d’azione può modificare
tecnico. Il risultato dipende ovviamente da en- il gesto tecnico anche
trambi gli aspetti.
L’anticipazione è in altre parole un’attivazio- in fase di esecuzione
ne precoce dell’intero sistema, che si traduce nel-
l’avviare in anticipo la ricerca di elementi utili a
decodificare i segnali contenuti nella situazione. I segnali percepiti durante le sequenze d’azio-
L’esperienza è chiaro, risulta determinante. Un ne (feedback) inviano continuamente informa-
giovane, a meno che non si tratti di un giovane zioni ai sistemi di controllo del movimento (si-
talento, ha quasi sempre meno possibilità di co- stema nervoso centrale corticale e subcorticale),
gliere i tratti più importanti dell’azione in breve al fine di poter modificare il gesto tecnico anche
tempo. Al contrario, il giocatore esperto parte da in fase di esecuzione ai vari livelli di regolazione
un vissuto quantitativamente più ampio, che lo (percettiva, decisionale, esecutiva, di risultato;
pone in una posizione di vantaggio. fig. 4). Quest’ultimo livello serve a immagazzi-
Se immaginiamo che la competizione sia fra nare l’esperienza in memoria per far fronte a si-
due giocatori che si contendono mediante uno tuazioni analoghe che avverranno in futuro.
sprint, per esempio di quindici metri, una posi-
zione favorevole al raggiungimento della palla, Il fattore-tempo
l’anticipo si traduce in una “falsa partenza”, che In ambito di cultura specifica sportiva, in par-
nel caso del calcio, a differenza di quanto avvie- ticolare nel lessico utilizzato per descrivere certe
ne nelle corse di velocità dell’atletica leggera, non teorie e determinati fenomeni, si utilizzano sva-
rappresenta un difetto, ma una dote determi- riati termini che in qualche maniera sono legati
nante. al fattore tempo.
Per esempio, note sono le seguenti termino-
Start a
logie agli addetti ai lavori: capacità di orienta-
mento e differenziazione spazio temporale, pres-
Partire prima, sione temporale, capacità di reazione, rapidità
a parità di velocità, di movimento, capacità di trasformazione rapi-
significa arrivare
in anticipo
da del movimento, rapidità dell’elastico difensi-
b
vo, giocare a un tocco, pressare il portatore di
palla, sprint e accelerazioni, tanto per citarne al-
Fig. 3. La falsa partenza: il giocatore a parte al segnale di cune.
start, il giocatore b parte in anticipo.

22
Fig. 4. Il ruolo del feedback nel regolare il gesto tecnico.
primo piano

l’ allenatore
Questi concetti esprimono nei diversi modi vata qualità, più che l’“hardware”, simile in tut-
la rapidità con cui sarebbe utile effettuare i mo- ti e comunque poco modificabile con l’allena-
vimenti o, in altre parole, la restrizione tempo- mento, a costituire il vero punto di forza dell’a-
rale che si viene a creare per il giocatore. La pre- tleta di élite.
senza di avversari nel nostro spazio tecnico e/o di Tale concezione risulta fortemente stimolan-
relazione accentua tale restrizione a causa di una te per chi si pone l’obiettivo di elaborare situa-
maggiore densità. zioni ed esercizi di allenamento, in quanto solo
Quindi, una volta assodato che la velocità sia attraverso la pratica specifica è possibile modifi-
mentale che tecnica, espressa in fisica dalla for- care il modo di agire dei giocatori. Il software,
mula v = s/t in base al rapporto fra spazio e tem- in questo caso, che rappresenta il potenziale tec-
po, è uno dei fattori essenziali da allenare, la si nico del giocatore, più risulta efficace a rispon-
potrà stimolare agendo sui parametri dell’eser- dere alle particolarità delle varie situazioni di gio-
cizio, in riferimento alla formula sopracitata. co, più sarà evidentemente in grado di
Meno tempo a diposizione stimola maggiore ve- determinare il relativo successo dell’azione nel
locità. gioco. Immaginiamo di venire attaccati da un
avversario che ci affronta effettuando una finta
La ricerca in ambito sportivo ha messo in lu- di direzione: se non si avesse pronto un sistema
ce come sia lo sviluppo di un “software” di ele- di risposta adatto (software) non si avrebbe la
possibilità di replicare e non farsi trarre in in-
ganno. La finta, che può essere considerata un
tentativo intenzionale d’ingannare l’avversario
per acquisire un vantaggio nel contesto competi-
tivo, è una chiara dimostrazione di come sia pos-
sibile inserirsi nella fase anticipatoria dell’avver-
sario, dandogli informazioni errate per indurlo a
elaborare una risposta inadeguata.
Per questo motivo è anche vero che l’antici-
pazione deve essere consapevole e non istintiva
(caratteristica dei giocatori giovani o inesperti) e
dev’essere guidata da un preciso timing di attiva-
zione che coinvolga sia i sistemi sensoriali, sia
Fig. 5. Il fattore-tempo è il vero “nemico” della precisione tec- quelli mentali, che in ultimo quelli neuromusco-
nica e tattica. Tale fenomeno viene chiamato anche conflitto lari. La preparazione (anticipazione) muscolare
velocità-precisione. al movimento che s’intende effettuare risulta una
prerogativa determinante per partire in anticipo.

L’anticipazione
deve essere consapevole
e guidata da un timing
di attivazione
che coinvolga i sistemi
sensoriali, mentali
Fig. 6. Caratteristiche degli esercizi che potenziano la capa-
cità di anticipazione. e neuromuscolari 23
primo piano
l’ allenatore

Potenziamo l’anticipazione dio si realizza nel tempo dopo una sollecitazione


L’allenamento sportivo, in generale, fa riferi- continua degli stimoli (settimane, mesi di alle-
mento a una legge biologica definita “sindrome namento). In termini ancora più semplici, l’eser-
di adattamento” che stimola l’organismo a reagi- cizio che viene somministrato al giocatore dev’es-
re quand’è sottoposto a uno sforzo fisico dovuto sere sufficientemente intenso (stimolo efficace)
a un sovraccarico. In pratica i nostri sistemi (en- per poter produrre una reazione di contrasto che
docrino, cardiorespiratorio, nervoso ecc.) si met- permetta la prosecuzione del lavoro. Per esem-
tono in moto per far fronte a nuove condizioni pio, in un esercizio di forza muscolare, la tensio-
di lavoro. L’adattamento può essere temporaneo ne prodotta dal sistema neuromuscolare per so-
(acuto), come l’incremento della frequenza car- stenere il peso è la risposta generata per vincere
diaca, oppure stabile (cronico). Quest’ultimo sta- l’azione destabilizzante del sovraccarico.

24
Fig. 7. Esercizio tecnico. Fig. 8. Situazioni di gioco.
primo piano

l’ allenatore
Con lo stesso principio, abbiamo cercato di smettono la palla. Ogni giocatore che riceve la
trasferire tali concetti nell’allenamento dell’anti- palla può, quando lo ritiene più opportuno ini-
cipazione. In questo caso le componenti del ca- ziare un’azione di 1vs1 con l’avversario posto sul-
rico saranno ovviamente di diversa natura, ma la l’angolo opposto. l’obiettivo dell’attaccante è riu-
priorità ricercata sarà di creare una difficoltà nel- scire a far mete lungo uno dei due lati adiacenti
la fase percettiva dell’azione, cioè nella fase di all’angolo dell’avversario. Il difensore deve con-
“start anticipatorio”, andando a creare nell’eser- trastare l’azione.
cizio condizioni che limitano la possibilità del
giocatore di raccogliere le informazioni. Il fatto- Situazioni di gioco (Fig. 8)
re tempo, è ovviamente il parametro principale sul
quale abbiamo agito. 2vs1 e tiro in porta: due giocatori in possesso
di palla attaccano un difensore posto di spalle sul-
Esercizi per potenziare l’anticipazione la linea. Il difensore si gira a difendere al segnale
Negli esercizi (vedi Figg. 7-8-9), abbiamo ri- dell’allenatore.
portato tre semplici esempi in cui il tempo per an- Variante
ticipare viene limitato in modo da creare un so- Il difensore inizia l’azione difensiva dopo es-
vraccarico cognitivo anticipatorio e quindi ser stato superato da uno dei due attaccanti.
stimolare i giocatori a una maggiore attenzione per-
cettiva. La restrizione del tempo a disposizione ri- Partite a tema (Fig. 9)
sulta ovviamente l’elemento di disturbo che va su-
perato con una maggiore selezione delle Da 3vs3 a 6vs6: all’interno di due rettangoli
informazioni e una maggiore rapidità decisionale. di gioco adiacenti vengono disputate contempo-
raneamente due partite 3vs3. Al segnale dell’alle-
Esercizio tecnico (Fig. 7) natore da due partite 3vs3 si passa a un’unica mo-
dalità di gioco (6vs6) cambiando la direzione del
Passaggi sul quadrato e 1vs1: agli angoli di un gioco.
quadrilatero sono posti 4 giocatori che si tra-
Stefano D’Ottavio è professore associato all’Università
di Tor Vergata di Roma e responsabile dell’Area tecnica
del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

• R. MANNO, C. BECCARINI, S. D’OTTAVIO, La formazione del


giovane calciatore, in “Scuola dello Sport. Rivista di cultura spor-
tiva”, 24, gennaio-marzo 1992
• S. D’OTTAVIO, La capacità di anticipare è presupposto essenzia-
le per programmare la finta, in “Notiziario del Settore Tecnico
FIGC”, gennaio-febbraio 1993
• A. CEI, S. D’OTTAVIO, Abilità di concentrazione sotto stress, in
“l’Allenatore” 3, maggio-giugno 2008
• S. D’OTTAVIO, L’apprendimento della tecnica calcistica: come
rendere funzionale l’insegnamento, in “SDS Rivista di cultura
sportiva”, ottobre-dicembre 2011, pp. 49-57
• B. RUSCELLO, N. TOZZO, G. BRIOTTI, E. PADUA, F. PONZETTI,
S. D’OTTAVIO, Influence of the number of trials and the exercise
to rest ratio in repeated sprint ability,with changes of direction and
orientation, in “Journal of Strength and Conditioning Research”,
Post Acceptance 21 September 2012
• S. D’OTTAVIO, S. ROTICIANI, Allenamento della tecnica calcistica:
istruzioni per l’uso, in “Notiziario del Settore Tecnico FIGC”, 4,
2011, pp. 28-32
25
Fig. 9. Partite a tema.
calcio giovanile
l’ allenatore
Il Settore Giovanile e Scolastico
nell’era della WEB TV e del digitale
di Giuseppe Ingrati

na scommessa fatta tre anni fa, inizian- va avventura che il Settore Giovanile e Scolasti-

U do a mettere on-line partite e highlights


delle finali Al-
lievi e Giovanissimi pro-
co sta intraprendendo attraverso il suo sito: la rea-

La scommessa federale
lizzazione di una web TV
che racconti la vita del
fessionisti. Quattromila- settore ai suoi appassio-
cinquecento appassionati di tre anni fa si completa: nati, dalle partite dei
davanti ai loro computer campionati giovanili alle
seguirono l’andamento dagli highlights alle partite iniziative dell’attività di
di quelle finali. Al terzo base e scolastica. È que-
anno, gli appassionati so-
commentate. E tutte sto l’inizio e buona parte
no diventati circa trenta- le attività in video su internet della produzione sarà ri-
mila e la finale Giovanis- volta al campionato degli
simi tra Napoli e Inter ha messo sugli spalti di Allievi serie A e B, il cui format, lo scorso anno,
internet cinquantamila contatti, uno stadio vir- è stato fortemente modificato per dare una mag-
tuale popolato da amanti del calcio giovanile. So- giore qualità tecnica alla competizione. Grazie al-
no questi i numeri che hanno incoraggiato la nuo- la collaborazione delle società, ogni domenica, a

I ragazzi dell’Inter, laureatisi campioni d’Italia 2012 nel-


la categoria Giovanissimi professionisti battendo 4-1 il
26 Napoli nella finale del 28 giugno, seguita in streaming da
cinquantamila spettatori.
calcio giovanile

l’ allenatore
partire da novembre, verrà trasmessa in diretta stri computer con le sue diverse forme. Oramai i
streaming una partita di cartello e saranno rea- social network sono strumenti che gran parte del
lizzati gli highlights di altre due nei gironi rima- mondo usa per sentirsi all’interno di una comu-
nenti. È in programma la nità. Virtuale, ma in gra-
realizzazione di video di-
dattici rivolti ai primi cal-
Il sito del Settore Giovanile do di dare luogo a espe-
rienze di trasformazione
ci, attraverso i quali evi- e Scolastico, un contenitore e integrazione sociocul-
denziare i passaggi cruciali turale potenti. La comu-
della crescita psicofisica aperto ai contributi nità del Settore Giovani-
del calciatore in erba. Le le e Scolastico è vasta,
videocamere saranno pre- delle esperienze locali impiantata su diversi ter-
senti nei principali eventi ritori, fatta di esperienze
del settore nella scuola, quali la “Superclasse Cup” peculiari. Tutto questo può essere messo insieme
e “I Valori scendono in campo”. da Facebook? Parrebbe di sì. Stabilire un nesso di
La comunicazione oggi viaggia sulle ali impal- comunicazione nell’entropia delle diverse espe-
pabili del digitale. È multimediale e atterra nei no- rienze è una necessità, ma anche un dovere da par-

Nella categoria Allievi Professionisti Serie A e B la Samp-


doria si è laureata campione 2012 battendo l’Empoli il
19 giugno dopo un’interminabile sequenza di ben venti 27
rigori.
calcio giovanile
l’ allenatore
te di una struttura che coinvolge così larga parte del- Ci proviamo, e questa è la nuova scommessa.
la società italiana. Il sito del Settore Giovanile farà Iniziamo con l’autoproduzione centrale dei nostri
questo tentativo, già preceduto dalla bella espe- eventi per arrivare ad avere eventi e contributi au-
rienza ancora condotta da Vivoazzurro nel porta- toprodotti della periferia, se ancora si può chia-
le FIGC. Piano, piano, con i tempi dovuti, ma la web mare così nella geografia di internet. In ogni caso,
TV, Facebook, Twitter, tutti gli strumenti multi- il ruolo che gli uffici dei coordinatori regionali
mediali, non agendo disgiunti, troveranno la loro avranno sarà fondamentale. Come dice Gianni Ri-
integrazione attraverso il contributo della comu- vera: “Noi ci mettiamo il seme, ma la pianta va cre-
nità a cui si rivolgono. E l’entropia, forse, troverà sciuta insieme. È una nuova esperienza che inizia-
un barlume di sintesi all’interno di un contenito- mo adeguandoci alle richieste, anche indotte dalle
re aperto, che è il Sito, a disposizione delle espe- nuove tecnologie, di maggiore comunicazione. Può
rienze, collettive o individuali, che sapranno ren- diventare una bella esperienza, come sempre, col
dersi digitali, multimediali. Video, fotografie, contributo di tutti”.
contributi scritti, tutto per rappresentare, nelle do-
vute forme, le espressioni di calcio giovanile del
proprio territorio; contributi che comunicheran- Giuseppe Ingrati
no tra di loro per dare interezza al mondo del Set- è responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione
tore Giovanile e Scolastico. del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC

28
calcio giovanile

l’ allenatore
Giovanissimi, la terra di mezzo
di Sergio Roticiani

a categoria Giovanissimi rappresenta una un agonismo sfrenato, dove la logica del successo,

L terra di mezzo, frontiera tra l’infanzia e l’a-


dolescenza, dove il sapore del gioco comin-
cia ad avere caratteristiche più attente al risultato
della vittoria a tutti costi ostacola una serena cre-
scita del giovane, soffocato da una “chimica” che
non riconosce.
sportivo. La “scuola dell’obbligo” (scuola di cal-
cio) ha esaurito il proprio percorso e sul palcosce- Come un germoglio ha bisogno dell’acqua, del-
nico agonistico hanno sempre più spazio quei gio- l’ossigeno e della luce per crescere e raggiungere la
vani che mostrano spiccate attitudini calcistiche. maturità, allo stesso modo nel giovane va rispetta-
Il diritto al gioco, salvaguardato a fatica nelle ca- to il suo orologio biologico
tegorie di base (Pulcini ed Esordienti), senza i fre-
ni inibitori indotti dalla regolamentazione delle at- Questo processo di trasformazione, se poco at-
tività rischia di trasformarsi nei Giovanissimi in tento ai peculiari ritmi biologici che caratterizza-

29
calcio giovanile
l’ allenatore
no la crescita dei nostri giovani, rischia da una par- simi e devono solo servire da esempio), chiedia-
te di determinare una disaffezione alla pratica cal- moci quale esercizio risulti più funzionale a tale
cistica: dall’altra, la forte selezione, a nostro avvi- apprendimento:
so prematura, ostacola la passione e il desiderio di
fare calcio in moltissimi dei nostri giovani. 1. passaggi di precisione tra due giocatori (figura
Quanto accade non si converte soltanto in un 1; ambiente didattico stabile);
danno sociale (ragazzi che spesso abbandonano la
pratica sportiva), ma la ricaduta ha un peso anche
di natura “tecnica”: la gara assume spesso le sem-
bianze di una battaglia, un ring senza esclusione di
colpi, dove hanno spazio soltanto i più “bravi”.

La precocità biologica ha ancora un peso deter- Fig. 1. Passaggi tra due giocatori.
minante sul livello della prestazione (Joch, Ha-
senberg 1998) 2. passaggi di precisone sul movimento del com-
pagno (figura 2; ambiente didattico variabile – sol-
I giocatori in campo non possono permettersi lecitazione spaziotemporale);
errori, né tanto meno provare in piena autonomia
la giocata entusiasmante.

La valutazione delle future capacità prestazio-


nali non deve farsi influenzare dal grado di pre-
cocità fisica

Un tecnico incapace di valorizzare gli aspetti lu-


dici che il calcio esprime perde quella grande op-
portunità rappresentata dalla forza performante Fig. 2. Passaggi sul movimento del compagno.
del “giuoco calcio”: l’estremo tecnicismo cui sono
improntati a volte allenamenti poco attenti a va- 3. passaggi di precisione con disturbo del di-
lorizzare l’individuo nella sua unicità e individua- fensore (figura 3; ambiente didattico variabile –
lità trascura quella forte esigenza di provare, di ri- sollecitazione coordinativa complessa).
schiare la giocata impossibile che favorisce lo
sviluppo della creatività.
Il calcio è uno sport di situazione, legato al-
l’imprevisto: un paradigma didattico che non ri-
spetta questo principio tende ad appiattire il mo-
dello d’insegnamento; in altre parole, la situazione
di gioco deve rappresentare l’unità didattica fun-
zionale intorno alla quale costruire il modello di al-
lenamento. Fig. 3. Passaggi con disturbo del difensore.

L’apprendimento tecnico del gesto fine a se stes- Quanto tempo dedicare ai vari esercizi?
so produce buoni palleggiatori ma non giocatori Se il calcio è meglio rappresentato dall’eser-
bravi a eseguire in campo le giocate più efficaci cizio 3, che ruolo devono avere le altre esercita-
zioni?
Su quale modello tecnico si devono sviluppare A quale regime di condizionamento fisico de-
le conoscenze di un giovane? vono afferire le attività?
30 Facendo riferimento per esempio alla didattica La correzione deve avvenire in forma diretta,
del passaggio (gli esercizi illustrati sono semplicis- suggerendo la soluzione, oppure modificando for-
calcio giovanile

l’ allenatore
ma, direzione e struttura dell’esercizio al fine di no una maggiore efficacia da parte del giocatore
provocare adattamenti (forma induttiva)? nel riconoscere i riferimenti per realizzare anche
Quesiti che devono avere delle risposte meto- nel gioco il comportamento più opportuno. I gio-
dologiche. chi di situazione, gli small side game (D’Ottavio
1992, 2010) rappresentano le unità didattiche fun-
La tecnica nel calcio rappresenta la forma di- zionali a implementare il bagaglio tecnico-tattico
namica di una condotta i cui parametri spazio- del giovane calciatore: allo stesso tempo, l’inten-
temporali sono fortemente influenzati dall’am- sità del carico proposto determinerà gli adattamenti
biente di gioco, che risulta condizionato dal condizionali più significativi.
comportamento non conosciuto dell’avversario che
mediante azioni d’inganno/finta tenta di indurre La situazione di gioco rappresenta l’elemento
all’errore. didattico da privilegiare, perché rappresenta la sin-
La rapidità di esecuzione, una volta definito il tesi nella quale sono presenti i caratteri genetici
proprio comportamento, rappresenta un’altra va- dell’azione calcistica
riabile da tenere in con-
siderazione: in base alla La correzione dell’er-
nostra esperienza, già dal- rore dovrà sollecitare una
la categoria Giovanissimi diagnosi da parte dell’a-
l’adattamento tecnico va tleta, che dovrà essere
proposto in regime di messo in condizione di
massima rapidità esecu- trovare autonomamente
tiva. le giuste soluzioni: il per-
Secondo esperienze corso risulterà più lento
della scuola francese, al- rispetto a uno stile d’in-
l’avanguardia con i suoi segnamento di tipo pre-
centri di formazione, già scrittivo, ma l’apprendi-
dagli anni Ottanta il mo- mento risulterà più
Le squadre si salutano prima di un incontro di categoria
dello di formazione tec- Giovanissimi: il risultato agonistico ha la sua importanza, stabile.
nica si basava sulla ricer- ma la crescita armoniosa dei giovani è un obiettivo ancor Il livello di prestazio-
ca di una similarità tra più rilevante. ne e il grado di percezio-
quanto appreso e il con- ne delle proprie capacità
testo specifico di gara: bisogna dunque insistere a passa attraverso il giudizio e l’atteggiamento del-
far lavorare i giovani a una velocità ottimale in un l’istruttore che deve favorire da una parte le moti-
contesto somigliante a quello del gioco. vazioni alla continua pratica e al costante impe-
gno, dall’altra individuare le difficoltà e i limiti del
Uno degli obiettivi primari dell’allenamento giovane calciatore per potervi porre rimedio attra-
dovrebbe essere quello di fornire al giovane atleta verso un corretto processo didattico.
l’opportunità di verificare, attraverso il gioco, le
proprie abilità attentive proponendo esercitazioni L’allenatore influenza notevolmente il modo in
che riproducano situazioni di gara, che mettano cui viene percepito il livello di capacità personale
continuamente alla prova le capacità di elabora- come pure l’importanza del risultato, della gara,
zione dell’informazione in tutte le sue fasi, pro- della partita. È l’allenatore, infatti, che esprime
muovendo in definitiva esperienze di apprendi- valutazioni sulle prestazioni, sui livelli e ritmi di
mento autoregolato (Paris, Winograd 1990) apprendimento, sulla padronanza di tecniche spe-
cifiche
L’utilizzo dell’esercizio-gioco, che si esprime
nell’esempio 3, dovrà avere lo spazio maggiore du- Entrando nel merito della struttura agonistica
rante l’allenamento: le varie modalità di risoluzio- dei vari modelli competitivi, vi sono forze che si 31
ne di un problema tattico semplice permetteran- contrappongono e risultano incoerenti a un fisio-
calcio giovanile
l’ allenatore
logico percorso di crescita: il criterio che regola L’evoluzione dei comportamenti conduce il
l’attività dei Giovanissimi e prevede promozioni giovane calciatore a interagire sempre più effica-
e retrocessioni può risultare inadeguato alle esi- cemente con i propri compagni. La capacità di
genze e alle aspettative dei giovani, che vengono poter disporre di qualità tecniche e di risolvere
precocemente catapultati in una logica tipica del- situazioni impreviste lo pone in una condizione
lo sport-spettacolo. privilegiata.
Il tecnico si trova schiacciato tra la propria co- La disponibilità ad assecondare i comporta-
scienza pedagogica, che prevede al centro del pro- menti dei compagni avendo come priorità l’in-
prio programma il giovane, la squadra e il suo mi- teresse tattico comune pone la capacità di gioco
glioramento tecnico-tattico, e la necessità di fare al centro dell’interesse didattico.
risultato e scongiurare così le critiche dell’am- Lo sviluppo delle conoscenze e dei principi
biente che si coalizza nell’additarlo colpevole dei tattici nelle due fasi di gioco comincia a prende-
risultati agonistici negativi. re una direzione più specifica: partendo sempre
Da alcuni anni si discute sulla necessità di al- dal generale, per arrivare a comportamenti indi-
lungare la durata dell’attività di base anche al pri- viduali e collettivi più specifici, il giovane dev’es-
mo anno della categoria Giovanissimi, favoren- sere in grado di leggere le varie situazioni di gio-
do attraverso la specifica regolamentazione che co e adeguare i propri comportamenti alle
caratterizza la scuola di calcio quei processi di cre- situazioni che cambiano.
scita che pongono al centro della formazione il
giovane calciatore. L’approccio metodologico più efficace fa rife-
Il diritto al gioco è un principio inalienabile rimento a un modello in cui le problematiche del
al quale dev’essere subordinata la formazione dei compito trovano risposte nell’esperienza (meto-
nostri giovani: trascurare questo volano di cre- dologia induttiva)
scita significa ridurre i margini di sviluppo e ri-
nunciarvi per compiacere chi desidera gratifica- I gruppi aperti faranno sempre parte di un’im-
zioni in cambio delle rette pagate lo svilisce nei postazione metodologica che non esclude i me-
suoi contenuti pedagogici. no pronti, applicando sollecitazioni individuali
Siamo convinti che l’accesso al mondo degli sensibili ai vari livelli di sviluppo: per esempio,
adulti, rappresentato da quei modelli agonistici all’interno della seduta le richieste di rapidità e
che misurano il valore individuale solo sulla pre- precisione saranno dirette maggiormente ai cal-
stazione e il risultato, sia inadeguato e rischi co- ciatori con superiori disponibilità tecniche.
me già detto precedentemente di far fallire la mis- Non dobbiamo dimenticare che la motiva-
sion del settore giovanile. zione al successo rappresenta una forte spinta e
ogni tecnico dovrebbe adeguare le proprie ri-
Il giovane atleta deve sentirsi continuamente chieste alle reali disponibilità del giovane che de-
motivato, parte di un progetto; la partecipazione ve avere la possibilità di poter riuscire a fare quel-
alla competizione ufficiale deve essere il premio lo che gli si propone.
delle sue capacità, ma anche del suo impegno e Il saper giocare trova la sua massima espres-
della sua voglia di far parte di un gruppo. L’alle- sione nella capacità di mettersi al servizio dei com-
natore capace deve coinvolgere tutto il gruppo nel pagni che durante il gioco manifestano difficoltà:
processo di crescita la consapevolezza che il giovane acquisisce nel
considerare importanti le esigenze della squadra
Entrando nel merito delle attività da propor- lo porrà nella condizione d’interagire sempre me-
re al giovane, è necessario fare un’analisi del suo glio con i compagni.
status di soggetto in piena evoluzione: da pren- Per migliorare la capacità di gioco, risulta ov-
dere in esame non sono solo i valori facilmente vio che giocare diventa lo strumento fondamen-
identificabili (stime antropometriche e pondera- tale: situazioni tattiche strutturate e funzionali a
32 li), ma anche quelli più nascosti di tipo psicolo- costruire comportamenti collettivi avranno lar-
gico e intellettuale. go spazio nella seduta di allenamento (fig. 4).
calcio giovanile

l’ allenatore
Riteniamo che la componente fisica possa ve-
nire sollecitata in maniera adeguata attraverso eser-
citazioni che comportano l’impiego del pallone.
Attraverso un prevalente utilizzo del modello spe-
cifico di gara riusciremo a garantire al giocatore la
disponibilità di un “carburante” di elevato pregio.
I giri di campo, i gradoni, i temibili “mille metri”
dovrebbero essere banditi a favore di esercitazioni
che favoriscano le giuste posture, sollecitino un im-
pegno di tipo multilaterale e facilitino attraverso
attività di compensazione il recupero e un fisiolo-
gico ritorno alla norma.
Fig. 4. Schema di seduta di allenamento tipo.

Il tempo da dedicare ai vari step deve far riferi- Sergio Roticiani


mento in linea orientativa a questo sviluppo, che Scuola di Dottorato in Scienze Motorie
Università di Roma “Tor Vergata”
quantificato percentualmente dev’essere: Settore Giovanile e Scolastico FIGC

• step 1: 20%
• step 2: 30%
• step 3: 50%

33
psicologia dello sport
l’ allenatore
Il duro compito della scelta
di Aldo Zerbini

rocedere ad una scelta, prendere una cui sarà fondamentale sapere come il tecnico arri-
“P decisione, produce sempre per sua na-
tura intrinseca e condizione psicologi-
va alla scelta. Come su di essa confluiscano il pas-
sato, il presente e il futuro del decisore e di ciò che
ca una certa dose di tensione”. egli rappresenta. Nel processo intervengono le espe-
Prendo spunto dalla dichiarazione rilasciata dal rienze fatte, c’è il peso del contingente e hanno la
CT Cesare Prandelli (“Cor- loro influenza gli obiettivi
riere della Sera” del 16 otto-
bre 2012) alla vigilia dell’in-
Scegliere la formazione prossimi. Sulle scelte del mi-
ster agiscono in varia misura
contro con la Danimarca per e il momento e intensità le comunicazioni
le qualificazioni ai prossimi dello staff. I collaboratori de-
Mondiali dove affermava: “Ci di comunicarla vono essere preparati a dare
aspetta una partita particola- le giuste informazioni, gli as-
re e difficile. Non voglio da- Un compito delicatissimo sist favorevoli, non anticipa-
re vantaggi ai danesi. Ufficia- re le soluzioni mettendosi al
lizzando la formazione darei
per ogni allenatore suo posto e nemmeno asse-
loro la possibilità di prepara- condarlo aprioristicamente.
re con calma le marcature. Quando invece ricevi la Anche i giocatori, per le loro caratteristiche speci-
formazione avversaria all’ultimo istante c’è sempre fiche e globali, che a loro volta dipendono dalle in-
quel quarto d’ora in cui magari devi cambiarle e so- terazioni avute con l’allenatore medesimo, gl’in-
no momenti di ansia e di tensione”. viano importanti informazioni. La valutazione del
Il tema in oggetto è uno di quelli di vertice, momento nei riguardi di se stessi e degli avversari
quelli che fanno parte della prestazione massima di esercita inoltre la sua pressione.
un allenatore, sullo stesso piano emotivo di chi Procedere a una scelta, prendere una de-
sta per accingersi a tirare un rigore. Per cisione produce sempre per sua natura

Il commissario tecnico della Na-


zionale azzurra, Cesare Prandel-
li, in conferenza stampa. Specie
se la partita è delicata, sostiene il
CT, non conviene ufficializzare
con troppo anticipo la formazio-
ne, dando così un vantaggio psi-
cologico al mister avversario.

34
psicologia dello sport

l’ allenatore
Scegliere il modulo, fare la formazione, dettare le marcature… Momenti di intensa concentrazione per il mister, che con un
adeguato training può controllare la tensione di certi momenti.

intrinseca e condizione psicologica una certa do- china, non rivelando le proprie scelte e quindi
se di tensione per colui che sta scegliendo e per non avvantaggiando l’altro nelle contromisure da
quanti l’attendono perché legati in qualche mo- prendere nei confronti di taluni giocatori, dota-
do a essa. La causa sta nel fatto che ci si trova in ti di determinate condotte di gioco e che com-
mezzo al fuoco di due o più alternative, positive portano l’adozione di un dato modulo.
e/o negative, che danno un risultato comunque Un tecnico preparato e allenato sopporta la
diverso. tensione della scelta o delle
La formazione da man- Prendere una decisione scelte da fare fino al mo-
dare in campo va vista come mento del configurarsi della
un composto “chimico” produce sempre situazione più propizia: la
(psicologico), per cui intro- tempestività scaturisce dal
durre un elemento piuttosto una certa dose saper “giocare” di analisi e di
che un altro modifica in un sintesi in materia calcistica.
senso o in un altro le dina- di tensione per colui Chi ha un atteggiamento da
miche della partita, in rela- supersicuro, ha tutto chiaro
zione anche al “composto”
che sceglie e per quanti nelle scelte da compiere ed è
che si ha come avversario. Il ne sono coinvolti poco propenso a scambiare
momento in cui comunica- e a recepire messaggi signifi-
re gli undici giocatori titolari ha i suoi effetti, pri- cativi da soggetti significativi, tende a imporre le
ma e dopo averli espressi, sugli interessati, oltre proprie decisioni, cosa che a lungo andare abbas-
ovviamente che sul mister della squadra avversa- sa le motivazioni dei coprotagonisti. Senza tene-
ria e anche sui “critici”. La scelta di non dichia- re conto del fatto che la rigidità mentale ritarda
rare fino all’ultimo la formazione per una data gli accomodamenti rispetto alla realtà del gioco
partita viene etichettata come pretattica, ovvero- del calcio (conoscenze) che è in continua muta-
sia una posizione con cui il mister ci comunica che zione, non predispone a nessun feedback e quin- 35
vuole mettere in difficoltà il tecnico dell’altra pan- di il mister non si migliora sia nel metodo che nel
psicologia dello sport
l’ allenatore
merito del lavoro psicologico e sociale delle scel- l’allenatore viene invitato a stilare un elenco di
te. Sul versante opposto si trova il tecnico che ar- situazioni in cui si trova di fronte a delle scelte,
riva a decidere fuori tempo, che rimane bloccato dalle più semplici o meno importanti alle più dif-
dal dubbio e non sceglie mai, perché a volte, sen- ficili o più decisive, che insieme allo psicologo
za neanche saperlo, soffre della nevrosi (angoscia) verranno evocate e vissute come se fossero reali.
del dover scegliere o cerca la sponda degli eventi Al fine di evitare errori sistematici, alla lista sog-
per concludere (come un gettiva, fatta dal mister, si af-
calciatore) in tutta fretta con Un esperto psicologo fiancheranno un’altra serie
alte probabilità di sbagliare. di quesiti redatta da altri tec-
Come detto, essendo l’a- sa allenare il mister nici e poi un “retest” perso-
zione di scelta per un allena- nalizzato compilato dall’e-
tore un compito cruciale che a scegliere e affrontare sperto.
può rinforzarlo o indebolir- Tale schema d’interven-
lo, aumentare la stima di sé la tensione to è altrettanto valido per gli
e da parte degli altri o vice- allenamenti psicologici dei
versa la disistima, diventa di calciatori. In questo conte-
capitale importanza l’allena- sto particolare è necessaria
mento specifico a questo l’umiltà di un “non-mister”,
compito. cioè di una persona che scen-
Il training sul processo di de sul campo della simula-
scelta, così come in altri pro- zione per apprendere, per ir-
cessi apicali per un allenato- robustire e rendere più
re professionista, a mio av- efficiente ed efficace, scorre-
viso, va eseguito sotto la vole, il processo delle scelte
guida di uno psicologo calcistiche.
esperto in questioni calcisti-
che (vedasi il mio libro Alle- zerbinialdo@virgilio.it
nare testa e cuore). Di solito www.giocontatto.tk

Le maglie dei giocatori allineate nello spogliatoio del Chelsea.


L’ascolto delle opinioni dello staff e l’attenzione alle comunica-
zioni dirette e indirette da parte dei giocatori possono svolgere un
ruolo importante nel permettere al mister di fare le proprie scelte
36 con serenità.
medicina dello sport

l’ allenatore
Crociato: il recupero dall’intervento
di Enrico Sarli

n trattamento riabilitativo moderno non Ma come avviene innanzitutto una ricostru-

U fa più riferimento ai tempi prestabiliti dal


protocollo. La riabilitazione è continua-
mente sviluppata e adattata sulla base delle condi-
zione intrarticolare? Attualmente il tipo di tra-
pianto più utilizzato impiega il tendine rotuleo o
patellare, prelevato in corrispondenza della sua zo-
zioni cliniche nelle quali si trova il paziente da ria- na centrale per un terzo della sua larghezza, com-
bilitare: il protocollo pertanto dev’essere posto da una parte centrale tendinosa e da due brat-
“accomodante”, calato nella realtà e corrispondente tee ossee terminali. L’innesto viene condotto
alla situazione in corso con obiettivi di carattere attraverso il ginocchio a partire da un tunnel ti-
globale per il recupero prefissato. biale per ancorarsi poi a un canale predisposto a li-
Visto che l’intervento chirurgico per la rico- vello femorale. Se si utilizza invece il tendine a zam-
struzione del legamento crociato anteriore (LCA) pa d’oca si ottiene una stabilizzazione del ginocchio
ripristina una buona stabilità passiva, ma perma- solo se vengono usati contemporaneamente semi-
ne un’inevitabile perdita delle afferenze proprio- tendinoso e gracile: se presi singolarmente, essi non
cettive, anche a causa delle diverse caratteristiche sono in grado di ripristinare la stabilità articolare.
tra legamento e tendine trapiantato, scopo di que- Rispetto all’innesto del tendine rotuleo, questo in-
sto lavoro è constatare che anche in una prima fa- tervento offre minore limitazione articolare e mag-
se del protocollo riabilitativo è possibile iniziare ad giore elasticità nel periodo postoperatorio, garan-
applicare proposte operative riferite a esercitazio- tendo più resistenza e affidabilità meccanica.
ni di carattere neuromuscolare che hanno alla ba- Le caratteristiche del tendine forse non surroga-
se i concetti della propriocezione e dell’esercizio no al meglio quelle del legamento, sia sotto il pro-
terapeutico conoscitivo. filo biologico che meccanico: il LCA è composto in-

37
medicina dello sport
l’ allenatore
fatti da fasci multipli di fibre collagene increspate di stilina, immersi in una matrice di proteoglicani e ac-
20 millimetri, separate da colonne di cellule fibro- qua: i suoi componenti sono prodotti da cellule chia-
se dette fibroblasti. La sua inserzione penetra con le mate tenoblasti e tenociti. Queste strutture forma-
fibre collagene nel tessuto no il tendine, la cui unità
osseo del femore e della ti- Esercizio terapeutico fondamentale è la fibra, for-
bia. Parte del volume del mata da un fascio di fibril-
LCA è occupato da recetto- conoscitivo, propriocezione le collagene. Esso è provvi-
ri nervosi e da terminazio- sto di meccanorecettori, i
ni libere: esso riveste dun- e diatermia sono gli cosiddetti organi tendinei
que un ruolo sensoriale nel del Golgi, che hanno la ca-
rilevamento del movi- elementi per un precoce pacità di fornire al sistema
mento e della posizione nervoso centrale varie infor-
spaziale articolare ed è se-
recupero degli schemi mazioni per regolare il mo-
de di fondamentali recet- motori dell’atleta dopo vimento. Come si eviden-
tori sensoriali, detti di Ruf- zia dalle caratteristiche dei
fini, di corpuscoli di Pacini la ricostruzione del due elementi fondamenta-
e terminazioni libere che li, nella ricostruzione del
malgrado l’intervento chi- legamento crociato anteriore LCA si deve tenere conto che
rurgico vengono perduti. rispetto al tendine il LCA for-
La struttura del tendine si basa invece su due nisce maggiori elementi per calcolare la propria po-
principali componenti, il collagene di tipo I e l’ela- sizione nello spazio effettuando movimenti parti-

La struttura del ginocchio

legamento
collaterale tibiale
Connette il femore
Cartilagine
alla tibia lungo
femore articolare
l’articolazione
Fascia le ossa
del ginocchio
e ammortizza
e ne contiene
i movimenti laterali
rotula l’articolazione

legamento laterale
legamento crociato fibulare
anteriore (lCa) Situato sul lato
Connette il femore esterno del
alla tibia nel centro ginocchio, contiene i
del ginocchio: movimenti laterali
contiene la rotazione
e il movimento in
avanti della tibia
legamento crociato
posteriore
Menisco Connette il femore
Cartilagine che assorbe Tibia alla tibia e contiene
38 le sollecitazioni il movimento
dell’articolazione all’indietro della tibia
medicina dello sport

l’ allenatore
colari come quelli compiuti nelle discipline sporti- za, con potenza regolabile. Mediante l’apparecchio
ve. A tal proposito, dopo aver ottenuto una buona di trasferimento capacitivo e resistivo (TECAR) si ap-
stabilità articolare in riabilitazione, l’atleta può rife- plica al campo biologico il principio del condensa-
rire in fase di preparazione le proprie perplessità su tore, ottenendo con ciò una tecnologia che consen-
movimenti laterali e repentini cambi di direzione, te di sollecitare i tessuti dall’interno.
che vanno assicurati da una buona percezione del- La diatermia capacitiva agisce sui tessuti molli
l’arto e quindi del corpo, ma che il tendine trapian- ricchi di elettroliti e molto conduttivi, sul tessuto
tato ancora non garantisce. cutaneo, su quello connettivo, muscolare e nervo-
Gli elementi del tendine, quindi, sono formati so. L’azione dell’elettrodo capacitivo sul muscolo
da cellule e fibre che in alcune circostanze, in zona e in particolare sui fusi muscolari crea delle facili-
di trapianto, non possono essere stimolate e per- tazioni neuromuscolari che permettono di elimi-
tanto, trovandoci di fronte a un danno biologico nare atteggiamenti posturali antalgici e limitazio-
che determina un’alterazione della mobilità, non ni funzionali. L’azione del massaggio associata alla
possiamo agire con i nostri mezzi direttamente sul diatermia capacitiva favorisce l’incremento della
danno biologico stesso, ma possiamo intervenire su- vascolarizzazione del tessuto muscolare, processo
gli aspetti meccanici: così, per accelerare il tempo importante per il trofismo e il reclutamento delle
del recupero biologico ci si avvale della diatermia, fibre nella contrazione muscolare.
usando un dispositivo capace d’indurre una biosti- La diatermia resistiva agisce sui tessuti poveri di
molazione tissutale sia sull’elemento trapiantato che elettroliti e meno conduttivi come possono essere
in tutte le componenti del ginocchio attraverso un tendini, fasce, articolazioni e tessuto osseo. In par-
campo elettromagnetico modulato ad alta frequen- ticolare, l’azione dell’elettrodo resistivo su capsula

Rottura del legamento crociato anteriore (LCA)

legamento crociato anteriore (lCa)


Il lca è una struttura fibrosa allungata
posta al centro del ginocchio,
fra tibia e femore: la sua funzione è
stabilizzare l’articolazione insieme al
legamento crociato posteriore

La rottura del legamento crociato anteriore


compromette seriamente la stabilità e la 39
funzionalità dell’articolazione.
medicina dello sport
l’ allenatore
e legamento è in grado di modificare la risposta af- applicato nella prima fase del protocollo va con-
ferenziale dei recettori articolari. L’azione della dia- centrato sul risveglio delle strutture su cui si fonde
termia resistiva associata alla chinesiterapia attiva il tendine trapiantato e sugli aspetti neuromusco-
assistita e di contro resisten- lari. Non esiste più il lega-
za favorisce la neurofacilita- Per accelerare i tempi mento da allenare e riabilita-
zione (PNF) per l’azione ini- re, bensì un tendine da
bitoria sui meccanocettori e di recupero biologico ricondurre alle funzioni del
nocicettori articolari. La dia- LCA considerando tutte le
termia può essere applicata si utilizza la diatermia strutture del ginocchio. Il
anche nell’immediato perio- tendine trapiantato inizia a
do postoperatorio, testando inducendo una fare i compiti del LCA e quel-
e valutando il dolore, l’ede- lo che propone il terapista de-
ma e l’infiammazione, e da-
biostimolazione ve essere fatto in base alle po-
re inizio al recupero dell’e- sull’elemento trapiantato tenzialità e caratteristiche del
quilibrio propriocettivo e tendine capace di assorbire,
della coordinazione degli ar- e nel ginocchio tramite un trasmettere e graduare le sol-
ti inferiori. L’applicazione lecitazioni. L’esercizio tera-
della diatermia determina un campo elettromagnetico peutico conoscitivo e la pro-
effetto positivo indiretto sul- priocezione applicati in fase
la propriocettività rispetto ai normali tempi pre- precoce consentono di arrivare al meglio alla quar-
stabiliti, facilitando il recupero e il ritorno alle at- ta fase della riabilitazione, dove tutti i protocolli
tività sportive. Il lavoro di recupero propriocettivo parlano dell’applicazione della propriocezione: non

La struttura del tendine

fibrilla collagene

fibra collagene
fascio primario
di fibre

fascio secondario
di fibre

fascio terziario
di fibre
40 TENDINE
medicina dello sport

l’ allenatore
Apparecchiatura per tecarterapia. Applicazione di tecarterapia al ginocchio di un’atleta.

solo, in alcuni casi questa ha dato la possibilità al trauma e poi dall’intervento chirurgico e per ulti-
paziente di anticipare il lavoro pliometrico previ- mo da un processo degenerativo, quindi è necessa-
sto. L’obiettivo della chirurgia è ripristinare le con- rio ricomporre e riprogrammare il meccanismo di
dizioni anatomiche, mentre l’obiettivo riabilitati- afferentazione. Gli esercizi fanno riferimento a ope-
vo è recuperare le condizioni funzionali complessive: razioni di contatto del piede (CCC) e vengono pro-
per questo le funzioni dell’esercizio terapeutico co- posti con una modalità d’interazione con oggetti e
noscitivo e propriocettivo sono recuperare e ot- quindi con compiti di riconoscere superfici, con-
timizzare le funzioni del tatti e pressioni. Questo
LCA durante la fase di gua- La riabilitazione è apprendimento si miglio-
rigione tissutale, affidata ra se seguito da esercita-
ora alle caratteristiche del un’esperienza programmata zioni propriocettive che
tendine. non configurano un atto
La riabilitazione dev’es- in cui tutto il corpo è una passivo di raccolta d’infor-
sere intesa come un’espe- mazioni, ma richiede inve-
rienza programmata che
superficie recettoriale ce un processo organizzato
consente di apprendere comportamenti più evolu- da parte del sistema nervoso centrale.
ti, in cui tutto il corpo dev’essere una superficie re- Durante un esercizio eseguito in situazione in-
cettoriale simile alle altre superfici recettoriali del stabile vi è un’aumentata attivazione elettromio-
corpo. È importante l’osservazione e l’interpreta- grafia della muscolatura profonda del tronco (co-
zione del paziente per conoscere le sue capacità di re) e degli arti inferiori: questo perché vi è un
saper riconoscere, capire, costruire informazioni e maggiore coinvolgimento della muscolatura di
dare giuste risoluzioni al problema proposto. L’e- sostegno, che ha lo scopo di garantire una mag-
sercizio deve costituire una situazione problemati- giore stabilità a livello degli arti inferiori. Le ope-
ca a cui il paziente deve dare una risposta e per far razioni di richiesta percettiva del paziente si divi-
ciò ricorre alle proprie capacità organizzative. La dono in spaziali, riferite a operazioni di
riabilitazione attraverso l’esercizio terapeutico co- riconoscimento spaziale usando il corpo come su-
noscitivo configura una fase di apprendimento in perficie recettoriale, e di contatto, riferite alle mo-
una situazione patologica, infatti propone al pa- dalità d’interazione col suolo per quanto riguar-
ziente un compito appunto conoscitivo che egli de- da il piede.
ve risolvere con un comportamento sensomotorio Gli esercizi propriocettivi da proporre nella pri-
finalizzato a recuperare le sue funzioni. L’attività ma fase del protocollo sono divisi in tre fasi:
sensomotoria ha la funzione di recuperare prima e
meglio il gesto motorio, prevedendo la soluzione di • prima fase esercizi in scarico, eseguiti da seduti
un compito conoscitivo: il paziente risente di un con piede sull’attrezzo scelto o da supini sempre 41
disordine meccanico afferente-efferente causato dal col piede sull’attrezzo
medicina dello sport
l’ allenatore
• secondo grado la soluzione del problema propo-
sto al paziente utilizza le afferenze ottenute at-
traverso un maggior reclutamento delle unità mo-
torie a livello di diversi gruppi muscolari sul piano
di movimento del ginocchio: l’obiettivo consiste
nel recupero del trofismo muscolare e del cor-
retto reclutamento muscolare
• terzo grado gli esercizi di terzo grado si rivolgono
a più gruppi muscolari e su più piani di movi-
mento: non si tratta di esercizi prettamente co-
noscitivi, bensì occupazionali, in cui il paziente
ha memorizzato bene il movimento e lo esegue
senza l’ausilio del terapista, al fine di migliorare
la corretta esecuzione delle performance motoria.

Sappiamo che il recupero funzionale avviene in


una modalità di apprendimento che si svolge in
Nella riabilitazione dopo un intervento di ricostruzione del condizioni patologiche: pertanto è utile ripristi-
legamento crociato ha un ruolo fondamentale il lavoro di re-
cupero propriocettivo sul piano posturale e dell’equilibrio. nare gli schemi motori con esercitazioni conosci-
tive, coinvolgendo i maggiori recettori coinvolti
• seconda fase esercizi con carico parziale, con ap- nella propriocezione. Il terapista deve saper indi-
poggio di entrambi gli arti sulla superficie insta- viduare quali esperienze possono essere proposte al
bile, eseguendo dei movimenti laterali e di fles- paziente per ricostruire le sue funzionalità alterate
soestensione della caviglia o movimenti circolatori dal trauma e dall’intervento chirurgico: attraverso
• terza fase sono degli esercizi eseguiti con carico to- questo metodo il sistema sensomotorio diventa ef-
tale e con un solo piede. ficiente perché si avvale delle afferenze proprio-
cettive articolari residue e ne ottimizza l’integra-
Anche gli esercizi terapeutici conoscitivi sono zione per una valida risposta motoria stabilizzatrice.
divisi in tre gradi: Esercizi riabilitativi in palestra, esercizi riabilitati-
vi eseguiti sul campo, in riferimento all’articolo si pos-
• primo grado dove il movimento è prodotto dal sono richiedere via e-mail: sarli_enrico@libero.it.
terapista e il paziente risolve il problema attra-
verso un’analisi delle afferenze tattili, cinestetiche Enrico Sarli
o pressorie. L’obiettivo è il recupero articolare, ri- Massofisioterapista, Allenatore di Base
durre il dolore e le contratture muscolari Preparatore Portieri di calcio

Gli infortuni al ginocchio so-


no purtroppo molto frequenti
nel calcio a causa delle forti sol-
lecitazioni alle articolazioni
sia per il sostegno del corpo in
continuo movimento che per i
repentini cambi di direzione.

42
dalla Segreteria

l’ allenatore
Elezioni dei rappresentanti degli allenatori
nell’Assemblea e nel Consiglio Federale
di Giuliano Ragonesi

el corso dell’Assemblea generale della passate edizioni, le elezioni avranno luogo presso

N Federazione Italiana Giuoco Calcio, fis-


sata com’è noto per il
giorno 14 gennaio 2013, sarà elet-
le sedi provinciali delle delegazioni della Lega Na-
zionale Dilettanti ove saranno co-
stituiti altrettanti seggi elettorali.
to il nuovo Presidente Federale. Tutte le modalità per le eventuali
Detta Assemblea sarà costituita dai candidature, la regolamentazione re-
delegati rappresentanti le compo- lativa allo svolgimento delle elezio-
nenti federali, i quali saranno elet- ni, le sedi e quant’altro potranno es-
ti con le modalità previste nei re- sere direttamente ricavati dal sito
golamenti elettorali di ciascuna internet www.assoallenatori.it, ove
Lega o Associazione. Successiva- è compreso anche il Regolamento
mente, per quanto riguarda l’AIAC elettorale.
e i non iscritti all’Associazione, si Premesso quanto sopra, l’Asso-
procederà all’elezione dei due Con- ciazione comunica che in tempi uti-
Giuliano Ragonesi.
siglieri Federali della componente li provvederà alla pubblicazione sul
tecnica degli allenatori. proprio sito internet, sulla newsletter e sui quoti-
Le elezioni saranno tenute presumibilmente diani sportivi “Gazzetta dello Sport”, “Corriere
entro il mese di dicembre p.v. e i tecnici che avran- dello Sport” e “Tuttosport” di un proclama sul
no diritto di voto saranno quelli in regola col pa- quale saranno indicate tutte le modalità di svolgi-
gamento della quota d’iscrizione al Settore Tec- mento, ma soprattutto la data in cui si svolge-
nico per la stagione 2012-2013. Come nelle ranno le elezioni stesse.

http://www.assoallenatori.it/

43
dalla Segreteria
l’ allenatore
Corsi integrativi 2012
dalla Redazione

partire dal 1998 la UEFA ha introdotto la molti desiderano aggiornare la propria qualifica con

A qualifica di Allenatore UEFA B – Allenatore


di Base che di fatto ha sostituito le due qua-
lifiche già esistenti di allenatore di terza categoria e
l’acquisizione di quella UEFA B.
Per questo motivo il Settore Tecnico, in piena
sintonia con l’AIAC, ha deciso di riaprire i termini
quella di istruttore di giovani calciatori, le quali con dando la possibilità ai ritardatari di partecipare ad
il 1° gennaio 1998 sono state considerate a esauri- appositi corsi che saranno banditi dal Settore Tec-
mento. Conseguentemente tutti coloro che al mo- nico, la cui organizzazione, come nel passato, sarà
mento erano in possesso delle due specializzazioni affidata alle strutture periferiche della LND.
sono stati iscritti d’ufficio nell’elenco degli Allena- Atteso quanto sopra, allo scopo di monitorare il
tori di Base UEFA B. numero dei richiedenti, si pubblica di seguito il re-
Per i rimanenti in possesso dell’una o dell’altra lativo comunicato ufficiale e il facsimile di doman-
qualifica sono stati istituiti da parte del Settore Tec- da da presentare al proprio Comitato Regionale
nico appositi corsi integrativi – durata una setti- FIGC di appartenenza. Si fa presente infine che quel-
mana – la cui frequenza ha permesso agli apparte- la sopraindicata sarà l’ultima possibilità che il Set-
nenti ai due ruoli a esaurimento di acquisire la nuova tore Tecnico concede per la riconversione del pro-
abilitazione. Sono trascorsi alcuni anni e apparen- prio status, dopodiché chi vorrà acquisire
temente sembrava che si fosse esaurito l’interesse l’abilitazione ad Allenatore di Base UEFA B dovrà
per il nuovo ruolo, invece oggi riscontriamo che partecipare a un nuovo corso.

n° 066 - 2012/2013
Oggetto: Corsi Regionali Integrativi per l’Abilitazione ad Allenatori di Base riservati ad “Alle-
natori di Terza Categoria” e “Istruttori di Giovani Calciatori”.

Il Settore Tecnico, secondo quanto deliberato dal Consiglio Direttivo ha deciso di organizzare su tutto
il territorio nazionale un’ultima serie di corsi integrativi, riservati ad Allenatori di Terza Categoria ed
Istruttori di Giovani Calciatori, che giungeranno a compimento nel giugno 2013. Ogni corso avrà la
durata di cinque giorni con l’obbligo di frequenza e un costo di partecipazione di 200 euro.
Tutti coloro, in possesso della qualifica di Allenatori Terza Categoria o Istruttori di Giovani Calcia-
tori, che fossero interessati a convertire la propria qualifica in Allenatore di Base, UEFA B, dovranno
farne richiesta al proprio comitato di appartenenza, riempiendo il modulo qui allegato entro il 24 Ot-
tobre 2012 per le regioni Lazio e Sicilia ed entro il 30 Novembre 2012 per le altre regioni. Il perio-
do di svolgimento degli stessi saranno comunicati direttamente agli interessati, che dovranno confer-
mare di accettare la partecipazione al Corso al comitato organizzatore.
Pubblicato in Firenze il 09.10.2012

Il Segretario Il Presidente
44 Paolo Piani Roberto Baggio
dalla Segreteria

l’ allenatore

http://www.settoretecnico.figc.it/ 45
dalla Segreteria
l’ allenatore
Tesseramento annuale AIAC 2013
di Giuliano Ragonesi

implicito sottolineare che l’adesione al l’AIAC se, viene inserito un apposito bollettino di conto

È costituisce un atto significativo, una presa di


coscienza volta ad intraprendere insieme una
strada verso sempre maggiore affermazione della ca-
corrente postale per effettuare il pagamento della
quota annuale.
Il pagamento della quota associativa si effettua
tegoria in termini di riconoscimento della funzione mediante versamento sul conto corrente postale
dell’allenatore nel movimento calcistico. n. 13358502 intestato ad AIAC; Associazione Ita-
È anche un motivo di crescita dal punto di vi- liana Allenatori Calcio, via Gabriele d’Annunzio
sta numerico per contribuire a dare maggior peso 138 - 50135 Firenze).
alle rivendicazioni associative al fine di ottenere, È possibile anche provvedere al pagamento pres-
all’interno della FIGC, una maggiore forza con- so i Gruppi Regionali o le Sezioni Provinciali i cui in-
trattuale ed una più autorevole rappresentanza in dirizzi sono pubblicati nel presente numero.
difesa dei valori morali del calcio ed a sostegno del- Non appena ricevuta l’attestazione di pagamen-
l’immagine professionale dell’allenatore sotto ogni to, la Segreteria provvederà all’invio della nuova tes-
punto di vista. sera sociale a stretto giro di posta. L’adesione al-
Il tesseramento AIAC oltre al rilascio della tesse- l’AIAC, oltre che importante per le ragioni sopra
ra sociale annuale dà anche diritto al ricevimento del elencate, comprende anche vari servizi di assistenza
nostro giornale “L’allenatore” organo ufficiale del- e consulenza per la tutela professionale tra i quali ri-
l’Associazione, e a tutte le altre tutele. sulta particolarmente utile l’accesso al Fondo di So-
La Segreteria nazionale provvede direttamente lidarietà, nonché il ricevimento della rivista e, a ri-
al tesseramento di tutti gli allenatori, possibilità chiesta, della newsletter. L’invito al tesseramento
estesa anche ai Gruppi Regionali e le Sezioni pro- deve essere ritenuto nullo da tutti coloro che abbia-
vinciali. no già provveduto al pagamento della quota sociale
Inoltre il giornale, che fino ad oggi veniva in- presso i Gruppi regionali o Provinciali o diretta-
viato ai soli associati, al momento viene spedito a mente all’incaricato dell’AIAC in occasione di par-
tutti gli iscritti nei ruoli. Nello stesso, a più ripre- tecipazione ai corsi di abilitazione o integrativi.

Allegato al presente numero de “L’allenatore”


troverete il bollettino di c.c.p. per il versamento della quota annuale

La quota associativa per l’anno 2013 è stata fissata come segue:

€ 90,00 per gli allenatori di 1a categoria e DT;


€ 60,00 per gli allenatori di 2a categoria;
€ 30,00 per gli allenatori di Base, 3a categoria, I.G.C. e Calcio a cinque.

ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO


46
lettere al Presidente

l’ allenatore
Noi, la Casta e la rottamazione

furia di sentire parlare male soltanto di lo- entile dottor Gramellini,

A ro, qualche lettore potrebbe essersi illuso


che i politici rappresentino un’eccezione,
la gramigna che una volta strappata fa rivivere il
G stimandola da tempo (vantaggio che mi
viene dall’età), mi garba di più provare a
confutare il suo amaro “buongiorno” di venerdì scor-
prato senza bisogno di interventi ulteriori da par- so. È evidente che la sua ultima “cronachetta” mo-
te del giardiniere. Tocca invece ricordare che la rale, brillante come sempre, ha avuto bisogno del-
Casta non è un gruppo di persone, ma uno stato l’AIAC non come fine ma come mezzo letterario. Ma
d’animo diffuso. Il novarese F.R. segnala questa cosa c’entra con la Casta un’associazione dove le
piccola storia emblematica. Riguarda l’associa- “poltrone” non “rendono” un solo euro, dove il bi-
zione degli allenatori di calcio, uno dei tanti be- lancio di un gruppo provinciale può valere circa
nemeriti sindacati di categoria che arricchiscono 2500/3000 euro all’anno, dove il tessuto democra-
la nostra democrazia. Il presidente nazionale ha tico è garantito da una partecipazione fisiologica-
71 anni, è in carica dal 2004 e dopo avere pro- mente contenuta ma costantemente sollecitata? E
posto un limite di due mandati si è rassegnato a ancora: il mio terzo mandato. La richiesta di una
farne un terzo. Il presidente regionale di anni ne mia nuova candidatura è arrivata dalla quasi tota-
ha 70 ed è in carica da 23: ha accettato la poltro- lità del Consiglio Nazionale e dei Gruppi Regiona-
na per altri 4 e se n’è scollato solo quando final- li, io ho accettato per spirito di servizio (la prego di
mente gliene hanno offerta un’altra. Il presiden- non sorridere). Mi piacerebbe discutere con lei dei
te provinciale è lì da più mandati, ma convoca risultati ottenuti in questo ottennio. Certo, il ri-
un’assemblea carbonara dove su cinquecento cambio delle classi dirigenti, a ogni livello, è un pro-
iscritti se ne presentano ventidue, che lo rieleg- blema reale del nostro Paese; “Se devo fare volonta-
gono per acclamazione e si assegnano undici ca- riato, vado alla Misericordia…”, come mi è stato
riche, così la metà dei convenuti può uscire dal- detto in passato da qualche giovane collega, è uno
la sala agitando in testa qualche pennacchio. Sono stato d’animo molto più diffuso di quanto si possa
sicuro che queste eminenti personalità hanno una immaginare, anche tra gli under “anta”. Un’ultima
pessima opinione della classe politica e ne auspi- cosa, ovviamente importantissima: cosa c’entra la
cano l’immediata rottamazione. Mi ricordano mia età? Ho 71 anni, e allora? Batman Fiorito ne ha
quella signora che, il mattino della vittoria del re- giusto trenta meno di me: secondo una certa logica
ferendum di Segni contro la partitocrazia, entrò in voga potrebbe essere perfetto per la mia succes-
nel bar in cui mi trovavo, agitando festosamente sione. Piuttosto, secondo quello che leggo ovunque,
il giornale: “Si cambia! Viva il nuovo, viva le re- senza che nessuno salti sulla sedia, 71/72 anni è il li-
gole!”. Dietro di lei un ragazzo chiese: “Di chi è mite futuro della “seconda età”, al quale devono
la macchina in doppia fila che blocca il traffico?”. puntare i giovani di oggi, uomini e donne, per con-
La signora delle regole sbuffò ed estrasse le chia- quistare la pensione… La carta d’identità invece
vi dell’auto dalla borsetta. sembra diventata politicamente scorretta (acciden-
ti alla rottamazione…), non ci si metta anche lei che
Massimo Gramellini Renzi basta e avanza. Continuerò a leggerla con pia-
(da “La Stampa”, 9 novembre 2012) cere, andando all’edicola a piedi (per non lasciare la
macchina in seconda fila).

Renzo Ulivieri 47
l’ allenatore