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Editoriale

La Rivista Italiana di Medicina Cinese è nata dal desiderio e dalla volontà


di confrontare la cultura occidentale e quella cinese e, più concretamente,
le medicine originate in questi mondi geograficamente distanti, ma uniti
dall’essere ancorati a due antichissime civiltà.
Siamo convinti che da questo confronto nasca un arricchimento sotto il
profilo scientifico ed un’apertura culturale dal punto di vista umano.
La cooperazione scientifica diventa infatti il tramite per una migliore co-
noscenza reciproca e per la condivisione dei problemi differenti che afflig-
gono il nostro continente europeo e quell’immenso paese che è la Cina.
Con questo spirito abbiamo promosso lo scorso anno la cooperazione
scientifica tra la nostra Rivista ed il Journal of Traditional Chinese Medici-
ne di Pechino. Con gli stessi intenti abbiamo ricercato un rapporto sempre
più stretto tra la Scuola Italiana di Medicina Cinese del Gruppo di Studio
“Società e Salute” e le analoghe realtà cinesi.
I risultati dei nostri sforzi non hanno tardato a presentarsi ed si sono
concretizzati in questi giorni con il gemellaggio stabilito tra la nostra
Scuola e l’Accademia Cinese di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino. Si
tratta della più prestigiosa realtà scientifica cinese con la quale è stato sti-
lato un rapporto di collaborazione a livello didattico e clinico.
Il programma di scambi culturali prevede che i professori dell’Accademia
di Pechino entrino a far parte del corpo docente della Scuola Italiana di
Medicina Cinese e che partecipino alla didattica, al tirocinio clinico ed alla
valutazione finale della preparazione dei nostri studenti.
Sono previsti inoltre dei tirocini di studio in Cina per i migliori studenti
dei nostri corsi che, accompagnati dagli insegnanti, potranno frequentare
i Colleges e gli Ospedali cinesi per approfondire la loro preparazione teo-
rica e la pratica clinica.
Siamo lieti di informare i nostri lettori e gli abbonati di questo determi-
nante avvenimento che apre un nuovo ed interessante capitolo della sto-
ria della Scuola Italiana di Medicina Cinese. Siamo convinti che questa col-
laborazione diretta con il mondo accademico cinese aprirà orizzonti nuovi
alla medicina cinese, a quella occidentale ed alla loro integrazione che da
tempo perseguiamo ed alla quale dedichiamo gran parte dei nostri sforzi.
Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese
Bimestrale scientifico a cura della
Scuola Italiana di Medicina Cinese
Gruppo di Studio “Società e Salute”
corso Garibaldi, 18
47100 Forlì
Iscritto nel Registro della Stampa
del Tribunale di Forlì
con il n° 667 in data 28-12-1984
Spedizione in abbonamento
postale del gruppo IV
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Anno Sesto Numero 5


Settembre-Ottobre 1990

Direttore Responsabile
Giorgio Di Concetto

Capo Redattore
Lucio Sotte

Comitato Editoriale
Ettore De Giacomo: didattica
Carlo Fiocca: rapporti
Nunzio Matrà: medicina di base
Massimo Muccioli: bibliografia
Lucio Pippa: università
Camillo Schiantarelli: ricerca scientifica

Redazioni:
corso Garibaldi, 18, 47100 Forlì
tel. 0543/30689
corso Garibaldi, 160, 62012 Civitanova Marche
tel. 0733/770654

Collaboratori
Emilio Minelli, Oddone De Lorenzi,
Francesco Pastore, Riccardo Grazzini

Cura delle Traduzioni


Anna Maria Seghetti, Angelo Sprea

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Montaggi Litografici

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Abbonamento
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(6 numeri) Italia, lire 100.000

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intestati a:
Gruppo di Studio “Società e Salute”
Corso Garibaldi 18, 47100 Forlì

Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese

Edizione Italiana del “Journal of Traditional Chinese Medicine”


18 Beixincang Dongzhimen Nei, Beijing People’s Republic of China
Direttore: Prof. Niu Si Yuan Editore: Wei Yuanping

Interventi da “Revue Française de Médecine Traditionelle Chinoise”

Sommario

Editoriale

La Rivista Italiana di Medicina Cinese è nata dal desiderio e dalla volontà


di confrontare la cultura occidentale e quella cinese e, più concretamente,
le medicine originate in questi mondi geograficamente distanti, ma uniti
dall’essere ancorati a due antichissime civiltà.
Siamo convinti che da questo confronto nasca un arricchimento sotto il
profilo scientifico ed un’apertura culturale dal punto di vista umano. La
cooperazione scientifica diventa il tramite per una migliore conoscenza
reciproca e per la condivisione dei problemi differenti che affliggono il
nostro continente europeo e quell’immenso paese che è la Cina.
Con questo spirito abbiamo promosso lo scorso anno la cooperazione
scientifica tra la nostra Rivista ed il Journal of Traditional Chinese Medici-
ne di Pechino. Con gli stessi intenti abbiamo ricercato un rapporto sempre
più stretto tra la Scuola Italiana di Medicina Cinese del Gruppo di Studio
“Società e Salute” e le analoghe realtà cinesi.
I risultati dei nostri sforzi non hanno tardato a presentarsi ed si sono
concretizzati in questi giorni con il gemellaggio stabilito tra la nostra
Scuola e l’Accademia Cinese di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino. Si
tratta della più prestigiosa realtà scientifica cinese di medicina tradiziona-
le, con la quale è stato stilato un rapporto di collaborazione a livello di-
dattico e clinico.
Il programma di scambi culturali prevede che i professori dell’Accademia
di Pechino entrino a far parte del corpo docente della Scuola Italiana di
Medicina Cinese e che partecipino alla didattica, al tirocinio clinico ed alla
valutazione finale della preparazione dei nostri studenti.
Sono previsti inoltre dei tirocini di studio in Cina per i migliori studenti
dei nostri corsi che, accompagnati dagli insegnanti, potranno frequentare
i Colleges e gli Ospedali cinesi per approfondire la loro preparazione teo-
rica e la pratica clinica.
Siamo lieti di informare i nostri lettori e gli abbonati di questo importante
avvenimento che apre un nuovo ed interessante capitolo della storia della
Scuola Italiana di Medicina Cinese. Siamo convinti che questa collabora-
zione diretta con il mondo accademico cinese aprirà orizzonti nuovi alla
medicina cinese, a quella occidentale ed alla loro integrazione, che da
tempo perseguiamo ed alla quale dedichiamo gran parte dei nostri sforzi.

Nosologia e pulsologia dei Jingmai: Parte I

(Libro VI del Classico dei Polsi di Wang Shu He)

Nguyen Van Nghi

Il Mai Jing o Classico dei Polsi di Wang Shu He, compilato nel III secolo
dopo Cristo, è uno dei cinque tesori della Medicina Cinese.
Abbiamo iniziato la sua pubblicazione nel 1974 in questa stessa rivista,
ma, ben presto, vedemmo che tale libro conteneva nozioni troppo ardite
per quel momento, troppo complesse da comprendere; ciò ci fece decide-
re di approfondire ed assimilare innanzitutto le basi elementari della me-
dicina orientale per poi lanciarci nello studio specialistico dei polsi.
Quindici anni sono passati.... nel mondo, centinaia, migliaia di
agopuntori perfettamente preparati aspirano ad una conoscenza più ap-
profondita di tale studio. Ecco dunque il momento di proseguire il nostro
lavoro incompiuto.
Il libro VI del Mai Jing è composto da 11 capitoli:

-1 Nosologia e pulsologia dello Zu Jueyin (F);


-2 Nosologia e pulsologia dello Zu Shaoyang (VB);
-3 Nosologia e pulsologia dello Shou Shaoyin (C);
-4 Nosologia e pulsologia dello Shou Taiyang (IG);
-5 Nosologia e pulsologia dello Zu Taiyin (Rt);
-6 Nosologia e pulsologia dello Zu Yangming (E);
-7 Nosologia e pulsologia dello Shou Taiyin (P);
-8 Nosologia e pulsologia dello Shou Yangming (GI);
-9Nosologia e pulsologia dello Zu Shaoyin (Rn);
-10 Nosologia e pulsologia dello Zu Taiyang (V);
-11 Nosologia e pulsologia dello Shou Shaoyang (TR).

Questo studio completa le nostre conoscenze e costituisce, in conclusione,


un documento importante per l’insegnamento dell’agopuntura.

-1 Nosologia e pulsologia dello Zu Jueyin (F)


-1 Il vuoto dell’energia del fegato spinge alla paura, mentre la pienezza
determina la collera.
Il vuoto dell’energia del fegato provoca sogni caratterizzati da invasione
del giardino da parte di erbe malefiche, la pienezza provoca la sensazione
di essere sotterrati sotto un albero, senza osare alzarsi.
La stagnazione dell’energia freddo nel fegato fa sognare foreste e vegeta-
zioni.
La malattia da fegato migliora il mattino, si aggrava la sera e si calma a
mezzanotte.
-2 La fase iniziale della malattia del fegato si manifesta con i seguenti se-
gni segni: annebbiamento, dolore e pienezza ipocondriaca.
Il 1° giorno evolve verso la milza e si manifesta con ostruzione energetica
e sensazione di pesantezza del corpo.
Il 2° giorno guadagna lo stomaco e si manifesta con gonfiore addominale.
Il 3° giorno arriva al rene e si manifesta con lombalgia, dolore al basso
ventre e freddo ai piedi.
Il 10° giorno, se la malattia non è guarita, la prognosi è fatale. La morte
giunge in inverno, al termine della giornata.
-3 Il polso del fegato è solido e lungo e, se il colorito del soggetto non è
verdastro, la malattia migliora.
Se il polso batte forte vuol dire che il sangue non si trova nella regione
sotto-ipocondriaca; da ciò deriva un afflusso energetico responsabile di
dispnea.
Se il paziente presenta un colorito fresco, il polso è soffice e diffuso è il se-
gno rivelatore della malattia da umidità con sete. In questo caso l’assun-
zione eccessiva ed abbondante di bevande spinge in maniera diversa l’ac-
qua nella pelle e nel sottocutaneo, quindi fuori dallo stomaco.
Se il polso è profondo e rapido o superficiale e rapido mette sull’avviso di
una pienezza energetica sotto-ipocondriaca con irradiazione del dolore
verso il basso addome e disuria. Il soggetto si lamenta inoltre di un anneb-
biamento visivo, di cefalea e di lombalgia; tutto ciò indica che si tratta di
una sindrome da flusso a ritroso del freddo.
A volte questi segni sono sostituiti da una oligo-anuria e, nella donna, da
oligo-amenorrea.
Se il polso è lungo con sussulti al lato destro (polso radiale destro), è indi-
ce di un intasamento sotto-xifoideo chiamato “edema epatico”. Questa af-
fezione è causata dal freddo-umidità ed è caratterizzata da lombalgia ac-
compagnata da sensazione di piedi freddi e cefalea.
-4 L’attacco del fegato da parte del vento si manifesta con occhi cerchiati
di nero, con dolore agli ipocondri e camminata curva; il soggetto desidera
il sapore dolce come accade alla donna in gravidanza.
L’attacco del fegato da parte del freddo con la paura del freddo e con feb-
bre, volto arrossato, forte respirazione, sensazione di calore intratoracico
e difficoltà nel movimento, si manifesta inoltre con sudorazione notturna,
tosse e vomito post-prandiale.
-5 Il fegato controlla i disturbi toracici ed il furore. Il polso profondo de-
nota una sensazione di intasamento faringo-laringeo con febbre ed ostru-
zione nasale.
-6 L’insufficienza energetica del fegato causa spesso un ristagno sangui-
gno; nel momento della collera l’energia sale verso l’alto e non può scen-
dere.
L’intasamento energetico nella regione sotto-ipocondriaca ferisce il fegato.
Quando il fegato è danneggiato, il soggetto è scarno e presenta i seguenti
sintomi: bocca aperta, colorito verdastro, ambliopia ed artralgia.
-7 La congestione del fegato si manifesta con una pienezza dolorosa
all’ipocondrio irradiata fino al basso addome.
Nell’idropisia di origine epatica l’addome è teso e gonfio con difficoltà nel
movimento, dolore addominale, dolore all’ipocondrio e diminuzione del
liquido organico, ma la diuresi è normale.
-8 L’invasione dell’energia del fegato da parte del polmone è causa di ede-
ma. L’invasione dell’energia del fegato da parte del cuore provoca la diar-
rea.
-9 L’intasamento dell’energia del fegato, chiamata Fi Qi (gonfiore
energetico) è situato sotto la regione ipocondriaca sinistra, ha la forma di
una ciotola rovesciata, come una testa fornita di 4 piedi (ricorda infatti
una tartaruga). Questa affezione è cronica e dura mesi o anni.
Domanda: “Perchè il Fi Qi si manifesta sempre alla fine dell’estate, al gior-
no Wu-Ji (5-6)?”
Risposta del maestro: “La malattia del polmone giunge al fegato, all’inizio
dal fegato passa alla milza, ma questa è in pienezza alla fine dell’estate e,
così, l’energia perversa si allontana verso il fegato, poi verso la sua sede di
origine (polmone). Successivamente il polmone non l’accetta più e la rin-
via di nuovo al fegato.
Questi fenomeni si svolgono alla fine dell’estate, ecco perchè l’attacco del
Fi Qi ha sempre luogo in questa stagione.”
-10 Nella malattia del fegato con colorito verdastro, contratture agli arti,
pienezza e dolore ipocondriaco o vertigini, qualora il polso sia teso, si può
supporre che la malattia sia semplice da trattare.
La decozione di Fang Feng-Zhu Li è consigliata.
Per quanto riguarda l’agopuntura, bisogna utilizzare la tecnica delle 4 sta-
gioni:
- in primavera, tonificare 1 F - Dadun (Grande monticello);
- in estate, tonificare 2 F - Xingjian (Intervallo attivo);
- in inverno, tonificare 8 F - Ququan (Fontana della curva);
- alla fine dell’estate, disperdere 3 F - Taichong (Supremo assalto);
- in autunno disperdere 6 F - Zhongdu (Capitale centrale) (nota1) poi ap-
plicare 100 moxe al 4 MC - Ximen (Uscita dal profondo).
-11 Il dolore agli ipocondri con irradiazione pelvica e la collera, sono i se-
gni della pienezza di fegato; l’ambliopia, l’ipoacusia e la paura sono segni
del vuoto di fegato. Per il trattamento bisogna usare lo Zu Jueyin (F) e lo
Zu Shaoyang (VB).
Nell’afflusso controcorrente con dolore oculo-encefalico, ipoacusia e dolo-
re agli zigomi, bisogna scegliere punti appartenenti al sangue.
-12 La presenza dell’energia perversa nell’organismo è segnalata da un
dolore all’ipocondrio, mentre l’attacco diretto del fegato da parte del ven-
to Zhong Feng è segnalato dalla triade: paura, tremore ed infiammazione
articolare. Bisogna scegliere i seguenti punti:
- 2 F - Xingjian (Intervallo attivo) per far circolare l’energia situata agli
ipocondri;
- 36 E - Zusanli (3 distanze) per tonificare e riscaldare lo stomaco;
- i punti corrispondenti al sangue per disostruire la stagnazione sangui-
gna;
- 2 GI - Erjian (Seconda sezione) e punti auricolari inerenti il sangue (105
PA) (nota 2) per combattere i tremori.
-13 Il vaso-meridiano Zu Jueyin (F) inizia a lato dei “3 peli” dell’alluce,
passa sul dorso del piede, arriva 1 cun davanti al malleolo interno, sale
alla faccia interna della gamba, dietro allo Zu Taiyin per raggiungere l’in-
cavo popliteo. Da tale zona segue la faccia interna della coscia, arriva al
pube e contorna l’apparato genitale, per raggiungere il basso ventre; in
seguito, risale, seguendo una via parallela al meridiano dello stomaco, per
guadagnare l’organo fegato al fine di legarsi alla vescica biliare.
Da questa posizione esso attraversa il diaframma, si espande nella regione
ipocondriaca e guadagna la regione posteriore dell’apparato laringo-
faringeo, attraversa il forame mascellare per legarsi alla pupilla.
Dalla pupilla passa alla fronte per unirsi al Dumai (VG) al punto 20 - VG
Bahui (Cento riunioni).
Un altro vaso parte dalla pupilla e discende all’angolo mascellare per con-
tornare le labbra (fig. 1).
-14 Quando l’energia perversa (perturbazioni di origine esogena o
Waiguan: malattia offensiva dell’energia perversa) colpisce questo meri-
diano, i lombi (nota 3) sono dolorosi e la flessione e l’estensione del corpo
risultano difficili. Nell’uomo, la malattia si manifesta ugualmente con un
ernia, mentre nella donna con una infiammazione pelvica. Nei casi gravi
sono presenti altri segni: secchezza della gola, tinta grigiastra e spavento.
-15 La perturbazione interna del fegato è segnalata dai seguenti segni:
pienezza ed oppressione toracica, nausea e vomito, flusso dell’energia
controcorrente con diarrea, ernie, incontinenza urinaria o oligo-anuria.
-16 In caso di pienezza, il polso radiale è due volte più grande di quello
del 9 E - Renying (Accoglienza umana), cioé del polso carotideo; in caso
di vuoto accade il contrario.
-17 Il Bie Luo (nota 4) si chiama 5 F - LIgou (Rigagnolo del polpaccio). E’
il punto Luo del fegato, situato 5 cun al di sopra del malleolo interno. Da
questo punto passa un vaso verso lo Zu Shaoyang per mantenere l’equili-
brio yin-yang, un altro vaso va all’apparato genitale, contorna i testicoli e
si unisce al pene.
In caso di disturbi di questo ultimo vaso, si nota un afflusso a ritroso con
comparsa di orchi-epidimite o orchiocele; in caso di pienezza si ha l’allun-
gamento della verga o un appassimento delle labbra vulvari; in caso di
vuoto prurito.
Per il trattamento, bisogna scegliere i punti del meridiano principale da
dove parte il Bie Lou (cioé il 5 F - Ligou Rigagnolo del polpaccio).
18- Nella malattia da fegato con pienezza toracica, dolore ipocondriaco,
collera, grida ed urla, febbre, paura del freddo, impossibilità a sollevare i
quattro arti, se il polso è corto e rugoso, invece di essere teso, lungo e ra-
pido, la prognosi è fatale perché si tratta di fenomeni di invasione del Le-
gno da parte del Metallo.

-2 Nosologia e pulsologia dello Zu Shaoyang (VB)

-1 Frequenti sospiri, bocca amara, vomito liquido (testualmente liquido


conservato nello stomaco durante la notte), preoccupazione e paura di es-
sere arrestati, sensazione di fastidio alla gola con frequenti espettorazioni
sono tutti segni di attacco del viscere vescica biliare.
Se il polso radiale è profondo bisogna applicare la moxibustione, se si
tratta di un attacco da parte del freddo-calore bisogna pungere il 34 VB -
Yanglingquan (Fontana della collina dello yang).
-2 Il vomito di liquido amaro, i sospiri frequenti, gli spaventi e la paura
sono i segni rivelatori della presenza dell’energia perversa nella vescica
biliare proveniente dallo stomaco; in questo caso i Luo sanguigni della ve-
scica biliare sono ostruiti, da cui: vomito amaro detto anche “vomito bilia-
re”. Bisogna pungere il 36 E - Zusanli (Tre distanze), la punta dell’ago va
orientata verso il basso, e lo Zu Shaoyang, cioé verso il 34 VB -
Yanglingquan (Fontana della collina dello yang); questo metodo serve per
regolarizzare il vuoto o la pienezza del sistema stomaco-vescica biliare e
quindi combattere l’energia perversa.
-3 La pienezza della vescica biliare è all’origine del dolore all’ipocondrio
con bocca amara e sospiri.
-4 Il fissaggio dell’energia freddo nella vescica biliare provoca dei sogni di
lotte e processi.
-5 Lo Zu Shaoyang (VB) inizia alla commissura esterna dell’occhio, sale
verso la regione laterale del cranio, discende posteriormente all’orecchio,
poi percorre il collo, passando anteriormente al meridiano dello Shou
Shaoyang (TR), ed arriva all’incavo sopraclavicolare.
Un vaso parte dalla zona situata dietro all’orecchio, sale anteriormente al-
l’orecchio e giunge alla zona temporale, dietro e al di sopra della
commissura dell’occhio.
Un altro vaso parte dalla commissura esterna dell’occhio, discende verso
il 5 E - Daying (Grande accoglienza), si unisce allo Shou Shaoyang (TR) e
giunge all’angolo mascellare, al di sopra del 6 E - Chizé (Regione della
guancia), da qui discende nell’incavo sopraclavicolare per unirsi al vaso
precedente, penetra nel torace, attraversa il diaframma per unirsi al fega-
to e alla vescica biliare, attraversa le false coste per raggiungere la zona
del Qi Xié (altro nome del 30 E - Qichong Assalto dell’energia), contorna
il pube, guadagna l’articolazione femorale e da qui discende lungo la fac-
cia esterna della coscia, del ginocchio e della gamba sino al di sopra del
malleolo esterno in un incavo, giunge poi al davanti del malleolo esterno
segue il dorso del piede e penetra nell’angolo ungueale esterno del 4° dito.
Un altro vaso parte dal dorso del piede, giunge nel primo spazio
metatarsale, guadagna l’estremità del primo dito, ne attraversa l’unghia,
per ritornare alla zona sopraungueale chiamata “sede dei tre peli” (fig. 2).
-6 I segni di attacco dello Zu Shaoyang (VB) da parte dell’energia perversa
sono:
- bocca amara;
- sospiri frequenti;
- ipocondralgia;
- difficoltà alla rotazione del corpo.
Nei casi gravi:
- colorito grigiastro;
- pelle avvizzita;
- sensazione di calore alla faccia esterna della gamba.
Questa affezione ha il nome di “Yang Jue” o “Yang raffreddato”.
-7 Lo Zu Shaoyang (VB) regge le ossa (nota 5), la perturbazione interna di
questo meridiano si manifesta con i seguenti segni:
- cefalea;
- dolore sotto-mascellare;
- dolore alla commissura esterna dell’occhio;
- dolore ed infiammazione alla spalla;
- dolore sotto-ascellare;
- antrace, adenite;
- sudorazione e brividi;
- dolori intratoracici;
- coxalgia, gonalgia;
- dolore alle ossa della gamba;
- dolore al collo del piede;
- dolore al malleolo esterno;
- immobilità al 4° e 5° dito.
-8 In caso di pienezza di questo meridiano, il polso Renying (carotideo) è
più grande che il Cun Kou (polso radiale); in caso di vuoto accade il con-
trario.
Nel 1969, Chamfrault ed io lo abbiamo tradotto: “vasi secondari”, in effet-
ti, secondo il testo, il Bie Luo comprende due vasi: uno guadagna il meri-
diano principale opposto e l’altro raggiunge il meridiano principale...
Per questa ragione li descriviamo sotto il nome di vaso orizzontale (o tra-
sversale) e vaso longitudinale. Per certi colleghi cinesi, il Bie Luo designa
unicamente il vaso “longitudinale” mentre il vaso “orizzontale” per loro
resta ancora sconosciuto.

-3 Nosologia e pulsologia dello Shou Shaoyin (C)

-1 Il vuoto dell’energia del cuore è all’origine di una tristezza senza causa,


la pienezza causa di un riso immotivato.
Il vuoto dell’energia del cuore provoca dei sogni di conservare il fuoco
sessuale e la pienezza provoca dei sogni di incendi.
La pienezza dell’energia del cuore provoca dei sogni gioiosi e risa, sogni di
preoccupazioni e di paura, mentre l’energia freddo rifugiata nel cuore
provoca sogni di incendi di foreste, di fumo e di fuoco.
-2 La malattia del cuore migliora al mattino, si aggrava di notte e si calma
al crepuscolo.
L’inizio della malattia si manifesta con un dolore cardiaco.
Il primo giorno raggiunge il polmone con conseguente tosse.
Il terzo giorno si trova agli ipocondri con conseguente ipocondralgia.
Il quinto giorno passa alla milza con conseguente ostruzione circolatoria
caratterizzata da una pesantezza al corpo.
Se la guarigione non avviene in tre giorni, la prognosi è fatale: in inverno
la morte giunge a mezzanotte, in estate a mezzogiorno.
-3 Il polso solido e lungo del cuore denota una protrusione della lingua
con impossibilità a parlare.
Il polso molle e diffuso del cuore è il segno rivelatore della polidipsia che
può essere trattata anche senza l’intervento del medico.
-4 Il polso piccolo, profondo e pressato del cuore implica una stagnazione
energetica dolorosa nella regione xifoidea con anoressia, frequenti
espettorazioni, sensazione di calore a livello delle mani e dei piedi, ansie-
tà, tristezza, sospiri e preoccupazioni.
-5 Il polso del piede duro e solido segnala un’aggressione del freddo ali-
mentare contro l’energia Jing (quintessenza) dell’organismo.
Questa affezione ha il nome di Xin Zi (dolore al cuore); spesso la causa
sono i dispiaceri.
-6 Il polso rapido del cuore è indicativo di un intasamento dell’energia
nell’intestino tenue; perchè questo viscere è il suo “ufficiale”.
-7 La virulenza dell’energia perversa è causa di irritazione allo Hun (ani-
ma vegetativa) e al Po (anima sensitiva), responsabile dell’insufficienza
dell’energia e del sangue.
L’insufficienza del sangue proviene da un cattivo stato energetico del cuo-
re.
Quando l’energia del cuore è in vuoto, il soggetto ha paura e gli occhi
sono chiusi come se dormisse. Nel rilasciamento, il soggetto sogna come di
un lungo viaggio; in questo caso esiste una dispersione del Jing-Shen e
dello Hun-Po.
La debolezza dell’energia yin è causa della follia calma Dian e la debolezza
dell’energia yang è causa della follia furiosa Kuang.
-8 I cinque organi sono le sedi di residenza dello Hun e del Po dove sog-
giorna il Jing-Shen.
Quando lo Hun ed il Po si disperdono i 5 organi sono in uno stato di vuo-
to e divengono le sedi di rifugio dell’energia perversa.
Il polso corto e piccolo denota un’insufficienza dell’energia degli organi
con mancanza di sicurezza dello Hun e del Po.
Lo Hun appartiene al fegato ed il Po al polmone.
Il polmone regge il liquido organico, questo indica che è un organo pro-
duttore del liquido oculare (lacrime) e nasale (muco). Quando l’energia
del polmone si indebolisce fuoriescono le lacrime; quando l’energia del fe-
gato si indebolisce lo Hun non è più sicuro.
Il fegato regge la collera ed il suono vocale ad esso collegato e il grido.
L’attacco diretto del cuore da parte del vento Zhongfeng si traduce in una
febbre elevata con difficoltà a sollevarsi, fame e vomito post-prandiale.
Nei casi gravi si ha cardialgia irradiata verso il dorso o dorsalgia irradiata
verso il cuore.
Se il polso è superficiale, la guarigione del vomito è assicurata senza biso-
gno dell’intervento del medico.
-9 La tristezza e le preoccupazioni danneggiano il cuore. I segni clinici del
danneggiamento del cuore sono: paura, gioia, diminuzione della memoria,
collera.
Il malato si lamenta inoltre di astenia, presenta arrossamento del volto,
sensazione di pesantezza nella metà superiore del corpo, cardialgia irra-
diata al dorso e febbre.
La palpazione addominale denota la presenza di una grande pulsazione
ombelicale; il polso è teso.
-10 La malattia da “gonfiore” dell’energia del cuore si traduce in pensieri
oscuri, bradipnea ed impossibilità a coricarsi in modo calmo.
La malattia da Xin-Shui (cuore-acqua: edema cardiaco) è caratterizzato da
sensazione di pesantezza del corpo (nota 6), ipopnea e sonno agitato.
-11 L’invasione del cuore da parte dell’energia del rene si traduce
obligatoriamente nella comparsa di oligo-anuria, con dolore cardiaco e
sensazione di freddo ai piedi ed alle mani fino alle articolazioni.
Nei casi gravi, se le crisi sono mattutine, la morte sopraggiunge la sera e
viceversa.
-12 L’intasamento dell’energia del cuore ha il nome di Fu Liang (freschez-
za nascosta), questa sensazione, della dimensione di un braccio, si estende
dall’ombelico al cuore. Questa affezione è cronica e si traduce in un ma-
lessere cardiaco o una cardialgia.
Domanda: “La manifestazione di Fu Liang ha sempre luogo in autunno, al
giorno Keng-Xin (9-8). Perchè?”
Risposta del maestro: “La malattia del rene raggiunge il cuore, inizialmen-
te il cuore la trasferisce al polmone ma, in autunno, l’energia del polmone
è in pienezza e l’energia perversa è respinta verso il cuore, poi verso il
rene, successivamente il rene non l’accetta più e quindi questa energia re-
sta al cuore, da ciò origina l’ intasamento in questo organo; questa sembra
essere la ragione della manifestazione della malattia Fu Liang.
-13 Il colorito patologico del cuore è il rosso.
Le cardialgie sono accompagnate da:
- brachipnea;
- sensazione di calore al palmo delle mani;
- pianti e risa;
- insulti;
- inquietudine e tristezza;
- faccia rossa;
- corpo caldo.
Quando il polso è pieno, grande e rapido, la malattia è incurabile.
E’ consigliabile pungere secondo il metodo delle 4 stagioni:
- in primavera tonificare il 9 MC - Zhongchong (Assalto al centro);
- in estate, tonificare l’8 MC - Laogong (Palazzo del lavoro);
- alla fine dell’estate tonificare il 7 MC - Daling (Grande cumulo);
- in autunno, disperdere il 5 MC - Jianshi (Fare da intermediario);
- in inverno, disperdere il 3 MC - Quze (Curva della palude);
(Questi punti appartengono allo Shou Jueyin - MC, vedere in seguito l’ap-
plicazione).
Dopo l’infissione, applicare 100 moxe al 14 VC - Juqué (Coda di Gazza) e
alla quinta vertebra dorsale al punto 11 VG - Shendao (Strada divina).
-14 La malattia del cuore si manifesta con i seguenti sintomi: dolore
intratoracico, pienezza e dolore ipocondriaco, scapolo-dorsalgia e dolore
alla faccia interna del braccio.
In caso di vuoto: gonfiore toraco-addominale, dolore sotto-ipocondriaco,
dorsalgia e lombalgia: bisogna utilizzare lo Shou Shaoyin (C) e lo Shou
Taiyang (IG).
In caso di stasi sanguigna bisogna pungere il punto Xi, cioè il 6 C - Yinxi
(Locale dello yin).
-15 Nelle cardialgie con tristezza, vertigini e collasso, bisogna esaminare
lo stato di vuoto e pienezza e regolarizzarli per mezzo del punto Shu (ter-
zo punto Shu antico).
Huangdi chiede: “Perchè il meridiano Shou Shaoyin (C) non ha il punto
Shu?”
Khi Pa risponde: “Lo Shaoyin è il vaso del cuore ed il cuore è l’organo so-
vrano. E’ la sede del Jing-Shen, l’energia perversa non può colpirlo. Così,
parlare di energia perversa alloggiata al cuore, vuol dire parlare dello Xin
Bao (MC) del cuore.
In altri termini, lo Xin Bao è un vaso del cuore e possiede il punto Shu,
mentre lo Shaoyin non ce l’ha.”
Huangdi: “Poiché lo Shaoyin non ha il punto Shu, il cuore non può essere
aggredito dall’energia perversa, è così?”
Khi Pa: “Al momento dell’aggressione da parte dell’energia perversa, è il
viscere che è colpito e non l’organo, ecco perchè il trattamento consiste
nello scegliere il punto, appartenente a questo viscere, situato al bordo
esterno del polso.”
-16 Il vaso Xin Bao (MC) inizia nel torace, attraversa il diaframma e si uni-
sce alle “tre vie di uscita”: Shangjiao (Triplice riscaldatore superiore),
Zhongjiao (Triplice riscaldatore medio) e Xiajiao (Triplice riscaldatore in-
feriore) (fig.3).
Un vaso emerge 3 cun al di sotto dell’ascella, raggiunge quest’ultima, se-
gue la faccia interna del braccio, fra lo Shou Taiyin (P) e lo Shou Shaoyin
(C), raggiunge il gomito e l’avambraccio tra i due tendini, raggiunge il
centro del palmo della mano ed emerge all’estremità del medio.
Un vaso parte dal palmo della mano, segue l’anulare sino alla sua estremi-
tà per unirsi allo Shou Shaoyang (TR).
-17 L’attacco di questo meridiano da parte dell’energia perversa si manife-
sta con i seguenti segni:
- sensazione di calore al palmo della mano;
- contratture al gomito;
- infiammazione ascellare.
Nei casi gravi:
- pienezza ed oppressione toracica;
- palpitazioni cardiache;
- volto arrossato;
- occhi giallastri;
- logorrea.
-18 La perturbazione interna di questo meridiano è segnalata dai seguenti
segni:
- ansia;
- dolore cardiaco;
- sensazione di calore al palmo della mano.
-19 In caso di pienezza, il polso radiale è maggiore che il Renying (polso
carotideo) ed in caso di vuoto accade il contrario.
-20 Il Luomai dello Xin Bao (MC) si distacca dal punto 6 MC - Neiguan
(Barriera interna) situato due cun dal polso tra i due tendini, segue il me-
ridiano principale dallo stesso nome per unirsi allo Xin Bao ed al sistema
del Luomai del cuore.
La pienezza di questo vaso si traduce in una cardialgia, il vuoto in una an-
sietà; per trattarle bisogna pungere il 6 MC - Neiguan (Barriera interna).
-21 Nella malattia del cuore con tristezza, mancanza di energia e febbre
elevata, il calore influenza il cuore provocando nausea e vomito, tosse,
forte sudorazione e corpo freddo.
I segni annunciatori di una invasione del Fuoco da parte dell’Acqua sono:
il polso profondo invece che superficiale ed il colorito nero invece che
rosso; questo fenomeno è estremamente grave e 10 casi su 10 sono morta-
li: la malattia è dunque incurabile.
-4 Nosologia e pulsologia dello Shou Taiyang (IG)

-1 La malattia dell’intestino tenue (IG) si manifesta con dolori al basso-ad-


dome e alla regione lombare, irradiati sino allo scroto.
Quando la situazione è molto precaria, il soggetto ha l’impressione di un
certo calore al davanti delle orecchie, se la malattia è dovuta ad una grave
aggressione del freddo, questa sensazione di calore risiede alle spalle e nel
4° spazio metacarpale.
Il polso profondo è uno dei segni patognomonici di questo meridiano.
-2 La pienezza ed il dolore al basso addome, irradiati in basso sino ai lom-
bi ed ai testicoli e verso l’alto sino al cuore, sono i segni rivelatori della
presenza dell’energia perversa nell’intestino tenue.
L’energia dell’intestino tenue è collegata con i testicoli ed appartiene alla
colonna vertebrale. Essa comunica con il fegato ed il polmone e si mette
in rapporto con il sistema cardio-vascolare.
La pienezza di questa energia ha come corollario un afflusso di freddo che
raggiunge l’intestino e lo stomaco, lambisce il fegato ed il polmone e si
diffonde verso la regione del 43 V - Gaohuang (Punto che corrisponde ai
centri vitali).
Per tale ragione, il 43V viene scelto per combattere questo afflusso; biso-
gna inoltre armonizzare il Taiyin (P), lo Jueyin (F) ed il punto 39 E -
Xiajuxu (Grande vuoto della regione inferiore) per eliminare questa ener-
gia perversa.
-3 L’attacco dell’intestino tenue da parte del freddo è segnalato da una in-
fiammazione del basso addome con feci purulente e sanguinolente.
L’attacco dell’intestino tenue da parte del calore si traduce naturalmente
con le emorroidi.
Il gonfiore dell’intestino tenue è caratterizzato da un dolore pelvico che si
diffonde a tutto l’addome: è il segno di fissaggio dell’energia freddo in
questo viscere. Questa affezione provoca dei sogni di assembramenti lun-
go le strade.
-4 Lo Shou Taiyang (IG) inizia all’angolo ungueale esterno del mignolo, ri-
sale verso il polso, raggiunge l’avambraccio, passa al gomito, poi sale lun-
go la faccia posteriore del braccio, giunge alla regione posteriore della
spalla, la contorna, penetra nell’incavo sotto-clavicolare e si lega al cuore;
dal cuore segue l’esofago, discende allo stomaco e passa all’intestino te-
nue.
Un vaso parte dall’incavo sotto-clavicolare, risale al collo, giunge all’ango-
lo mascellare, guadagna la commissura esterna dell’occhio e penetra nel-
l’orecchio.
Un altro vaso parte dall’angolo mascellare, raggiunge la commissura inter-
na dell’occhio e scende obliquamente l’osso zigomatico (fig. 4).
-5 L’attacco di questo meridiano da parte dell’energia perversa (testual-
mente da parte della energia offensiva esterna o Waiguan) si taduce nei
seguenti sintomi:
- infiammazione della gola;
- dolore all’angolo mascellare con impedimento alla rotazione del collo;
- dolore alla scapola del tipo sradicamento;
- brachialgia con sensazione di rottura.
-6 Lo Shou Taiyang (IG) regola il liquido organico: la perturbazione inter-
na di questo meridiano porta automaticamente ai seguenti sintomi:
- ipoacusia;
- sclere gialle;
- infiammazione agli zigomi;
- dolore al collo, alla regione sotto-mascellare, alla spalla, al braccio, al go-
mito e all’avambraccio.
-7 Nel caso della pienezza dello Shou Taiyang (IG), il Renying (polso
carotideo) è maggiore del Cun Kou (polso radiale); in caso di vuoto accade
il contrario.

(1) N.D.T.: si tratta di un errore di stampa. Bisogna leggera Zhongfeng (4


F), perchè lo Zhongdu (6F) non appartiene ai punti Shu (antichi).
(2) N.D.T.: l’auricolopuntura é dunque una tecnica molto antica.
(3) N.D.T.: questa lombalgia è di origine fegato.
(4) N.D.T.: Bie Luo significa: Luo distinto.
(5) N.D.T.: secondo il testo originale, quando si parla di “ossa” si tratta del
sistema tendineo e legamentoso articolare.
(6) N.D.T.: In un’altra edizione abbiamo notato: “un gonfiore generalizza-
to del corpo (anasarca)”.

Nosologia e pulsologia dei Jingmai: Parte II

Nguyen Van Nghi

(Libro IV del Classico dei Polsi di Wang Shu He)

-5 Nosologia e pulsologia dello Zu Taiyin (Rt)

-1 Il vuoto dell’energia della milza è all’origine dei disturbi della motilità


ai 4 arti e di disturbi funzionali ai 5 organi.
La pienezza dell’energia della milza è segnalata da gonfiore addominale
con disturbi della diuresi.
Il vuoto dell’energia della milza provoca dei sogni di insufficienza alimen-
tare; la pienezza di questa energia provoca sogni di argini e tetti.
La pienezza dell’energia della milza fa sognare canti e musiche, produce
inoltre una sensazione di pesantezza del corpo con difficoltà a sollevare
braccia e piedi.
L’attacco dell’energia freddo (Jue: freddo organico) nella milza provoca
sogni con colline, montagne, grandi laghi, case di villeggiatura e piogge.
-2 La patologia della milza migliora la sera, peggiora il mattino, è presente
a mezzogiorno e si calma la notte.
-3 La malattia della milza inizia con una ostruzione della circolazione del
sangue e dell’energia e con una sensazione di pesantezza del corpo.
Il primo giorno risiede allo stomaco con conseguente gonfiore epigastrico.
Il secondo giorno guadagna il rene con dolore nella regione inferiore del-
l’addome, dei lombi e freddo alle gambe.
Il terzo giorno, passa alla vescica con lombalgia e oligo-anuria.
Se la malattia non è guarita al decimo giorno, sopravviene la morte.
Il soggetto muore in inverno, nel giorno Jen-Ding (9-4) o in estate al so-
praggiungere della sera.
-4 Il polso duro e lungo della milza in pazienti con colorito giallastro indi-
ca un’insufficienza dell’energia.
Il polso molle e diffuso in pazienti con colorito smorto denota un’infiam-
mazione edematosa del piede.
Il polso profondo, soffice e vuoto rivela una pienezza ed un gonfiore
addominale con presenza di calore nello stomaco, anoressia, dispepsia,
disuria, algoparestesie dei 4 arti; nella donna c’é la presenza di oligo-
amenorrea.
-5 Il polso grande e vuoto della milza indica un intasamento dell’energia
freddo nell’addome e prende il nome di Jue Shan (Intasamento dell’ener-
gia freddo). Questa affezione risiede ai 4 arti: è dovuta ad una esposizione
al vento dopo una sudata.
-6 Il polso radiale è teso e scivoloso. Il polso teso è l’indice del dolore,
mentre il polso scivoloso della pienezza. Il dolore è sinonimo di ciò che è
teso, la pienezza dello stato di ciò che è gonfio (pieno). L’abbinamento del
dolore e del gonfiore implica il senso di grande pienezza: dolore nella re-
gione toraco-ipocondriaca.
-7 Il polso del Fu Yang (Taiyang) è superficiale e rugoso. Il carattere su-
perficiale è indice di debolezza dell’energia, mentre il carattere rugoso ri-
vela la decadenza dell’energia della milza.
L’abbinamento della debolezza e di questo decadimento è all’origine della
dispnea. Questo fenomeno proviene dalla disarmonia della milza.
-8 Il polso affrettato bilateralmente segnala l’interiorizzazione dell’energia
o, per meglio dire, la sua assenza all’esterno e la sua presenza all’interno.
Questo processo spiega i fenomeni di pienezza e di solidità della regione
sotto-xifoidea.
-9 Il polso Fu Yang è piccolo e rugoso. Il polso piccolo è dovuto all’assenza
dell’energia dello stomaco, quello rugoso è causato dai disturbi della mil-
za. Il freddo si localizza al diaframma e la purgazione non può eliminare
l’intasamento da freddo con conseguente affaticamento dello stomaco e
disturbi alla milza con stagnazione dell’energia dei cereali ed eruttazioni.
La fissazione del freddo nel torace e nel diaframma, il vuoto in alto e la
pienezza in basso, la stagnazione dell’energia “cereale” sono segni appar-
tenenti alla malattia detta dell’ ostruzione.
10- Il polso radiale è ritardato e lento. Il carattere ritardato segnala l’al-
lungamento dell’energia yang e il carattere lento indica l’appartenenza
yin del polso.
In presenza di questo polso, l’energia Rong si pressa, gli strati Rong e Wei
si armonizzano, il duro e il molle si accordano, il Sanjiao (TR) è in eccesso
e l’energia essenziale è certamente molto potente.
-11 Il polso del Fu Yang è scivoloso ed affrettato. Il polso è scivoloso
perchè siamo in presenza di una pienezza dell’energia dello stomaco ed
affrettato perchè ci si trova di fronte a dei disturbi dell’energia della mil-
za; da ciò consegue appetito normale ma dispepsia dopo il pasto. Questa
affezione è difficile da trattare.
L’appetito normale senza gonfiore addominale denota un eccesso del-
l’energia dello stomaco. Il gonfiore addominale con anoressia e disturbo
gastrico indica un’anomalia nella circolazione dell’energia dello stomaco
responsabile del vuoto dell’energia del cuore.
L’appetito normale con pienezza addominale è un segno rivelatore della
malattia della milza, difficile da trattare.
-12 L’attacco diretto della milza da parte del vento (Zhongfeng) si manife-
sta con febbricola, atteggiamento da ubriaco, imbarazzo gastrico, sensa-
zione di calore a livello del sistema epidermo-dermico (testualmente a li-
vello della pelle e della carne) e brachipnea.
-13 I traumatismi, le cadute, i rapporti sessuali dopo il pasto e l’esposizio-
ne al vento in piena traspirazione aggrediscono la milza e l’energia del
corpo.
Lo yin e lo yang si dissociano, lo yang non segue lo yin, la prognosi è allo-
ra fatale.
-14 L’affaticamento dell’energia della milza è all’origine della “dissenteria
bianca”, dell’apparizione di feci dure con defecazione difficile, di una
ipersudorazione incessante o della concentrazione del liquido organico
dei 5 colori (verde, giallo, bianco, rosso e nero) verso il basso.
15- La comparsa di un colorito rosato al naso corrisponde alla malattia
dello stomaco; il colorito leggermente rossastro ad una malattia infiamma-
toria; il colorito leggermente nerastro alla malattia da calore; il colorito
verdastro alla malattia da freddo; la tinta bianca ad una malattia incurabi-
le.
Il colorito nerastro delle labbra è indice di una malattia in cui il primo or-
gano colpito è lo stomaco; la secchezza delle labbra con sensazione di
freddo è il segno rivelatore di un’affezione facile da bloccare; al contrario,
la secchezza delle labbra sensa sensazione di sete denota una malattia dif-
ficile da curare.
L’incavo ombelicale pronunciato è un segno di impoverimento dell’ener-
gia della milza.
-16 La malattia da gonfiore della milza si manifesta con i seguenti sintomi:
- vomito;
- contrattura dei 4 arti;
- sensazione di pesantezza del corpo;
- difficoltà nel vestirsi.
La malattia della “milza-acqua” (Pi-Shui) presenta i seguenti sintomi:
- dilatazione e distensione addominale;
- sensazione di pesantezza ai 4 arti;
- mancata metabolizzazione dei liquidi;
- mancanza di energia;
- disuria.
-17 Il polso Fu Yang è superficiale e rugoso. Il carattere superficiale deno-
ta la presenza dell’energia dello stomaco in stato di pienezza ed il caratte-
re rugoso quella di minzioni frequenti.
Dal confronto di questi due fenomeni (pletora e rugosità), risulta la pro-
duzione di feci dure.
La durezza delle feci, la pollachiuria e l’assenza di sete sono i segni carat-
teristici della malattia detta della “milza-speranza” (Pi You).
-18 Una volta sparito il polso patologico, il soggetto si può lamentare an-
cora di un leggero imbarazzo gastrico presente durante la sera perchè,
pensando alla sua guarigione, si alimenta con troppo entusiasmo ed ab-
bondantemente. In questo caso l’alimentazione funziona in modo difetto-
so, a causa della debolezza dell’energia della milza e dello stomaco. E’ suf-
ficiente un’alimentazione leggera per combattere questo imbarazzo gastri-
co.
-19 L’intasamento dell’energia della milza ha il nome di Bi Qi (ostruzione
energetica): è del volume di una piccola ciotola rovesciata con sede a li-
vello dello stomaco. E’ un’affezione cronica i cui segni clinici sono:
- impossibilità a flettere le ginocchia;
- ittero;
- dimagramento nonostante un’alimentazione ricca ed abbondante.
Domanda: “Perchè questa malattia si manifesta in inverno, nel giorno
Jien-Gui (9-10)?”
Risposta del maestro: “La malattia del fegato guadagna la milza; all’inizio
colpisce la milza, poi passa ai reni. Il rene è pletorico in inverno, l’energia
perversa è respinta verso la milza, poi verso la sua sede di origine (fega-
to).
Quest’ultimo non l’accetta e la rinvia di nuovo alla milza.
Questi fenomeni si svolgono in inverno e spiegano perchè l’attacco del Bi
Qi ha sempre luogo in questa stagione.
-20 Nella malattia della milza si hanno i seguenti segni:
- dispepsia;
- gonfiore addominale;
- sensazione di pesantezza al corpo;
- artralgia.
Il polso piccolo e ritardato implica una patologia incurabile.
E’ consigliabile prescrivere compresse in grado di calmare lo stomaco, di
disperdere la milza, le compresse del Fructus Evodia o la decozione di
Radix Aconitii Carmichaeli preparata e di pungere secondo le regole delle
4 stagioni:
- in primavera disperdere lo Yinbai (1Rt);
- in inverno, disperdere lo Yinlingquan (10Rt);
- in estate tonificare il Dadun (2Rt);
- alla fine dell’estate, tonificare il Gongsun (4Rt) (nota 1)
- in autunno, tonificare lo Shangqiu (5Rt).
Inoltre bisogna applicare 50 moxe allo Zhangmen (13F) e 100 moxe al
D11.
-21 La malattia della milza si deve manifestare con sensazione di pesan-
tezza al corpo e sensazione di fame con lassità articolare, disturbi della
motilità agli arti inferiori e dolore ai piedi.
La sindrome da vuoto della milza è caratterizzata dai seguenti segni: gon-
fiore addominale, borborigmi, diarrea e dispepsia: bisogna scegliere i me-
ridiani Zu Taiyin (Rt), Zu Yangming (E) e Zu Shaoyin (Rn).
La presenza dell’energia perversa nel sistema milza-stomaco si traduce in
dolori muscolari.
L’eccesso dell’energia yang e l’insufficienza dell’energia yin si manifesta
con sensazione di calore all’interno abbinata a sensazione di fame, mentre
l’insufficienza dell’energia yang e l’eccesso dell’energia yin si manifestano
con sensazione di freddo all’interno e con dolore e gonfiore addominale.
La simultaneità dell’eccesso o dell’insufficienza dello yin e dello yang si
traduce in una sensazione di freddo e di calore. In questo caso bisogna ar-
monizzarli al livello dello Zusanli (36E).
-22 Lo Zu Taiyin (Rt) inizia all’estremità dell’alluce, segue il bordo interno
del piede, lungo la linea di giunzione tra la pelle rossa e bianca, arriva al-
l’articolazione metatarso-falangea e giunge al davanti del malleolo inter-
no, lungo il bordo postero-interno della tibia, incrocia lo Zu Jueyin (F) e
guadagna la faccia interna del ginocchio, segue la regione interna della
coscia, entra nell’addome, attraversa il diaframma, guadagna il faringe e
si riunisce alla base della lingua (fig. 5).
Un vaso parte dallo stomaco attraversa il diaframma e si getta nel cuore.
-23 L’attacco dello Zu Taiyin (Rt) da parte dell’energia perversa Waiguan è
segnalato dai seguenti segni:
- rigidità della lingua;
- vomito post-prandiale;
- gastralgia;
- gonfiore;
- eruttazioni;
- sensazione di pesantezza del corpo.
Il malato prova una sensazione di benessere dopo la defecazione o dopo
l’eliminazione del gas intestinale.
-24 La perturbazione interna di questo Jingmai si traduce con i seguenti
segni:
- dolore alla base della lingua;
- difficoltà nel muovere il corpo;
- anoressia;
- imbarazzo gastrico;
- dolore sotto-xifoideo;
- diarrea o dissenteria;
- ristagno di liquidi;
- ittero;
- preferire la posizione clinostatica (clinomania);
- disgusto del cibo;
- labbra verdastre;
- dolore alla faccia interna della coscia nella posizione eretta;
- parestesia all’alluce.
-25 In caso di pienezza dell’energia della milza, il Cun Kou (polso radiale)
è tre volte maggiore rispetto il Renying (polso carotideo) ed, in caso di
vuoto, accade l’inverso.
-26 Il Luomai dello Zu Taiyin (Rt) parte dal punto Gongsun (4Rt) situato
1 cun dietro all’articolazione metatarso-falangea e raggiunge lo Zu
Yangming (E).
Da Gongsun (Rt) parte un vaso che va direttamente nell’addome per le-
garsi agli intestini ed allo stomaco. L’esalazione dell’energia da questo
vaso è all’origine della colera.
La pienezza del Luomai è segnalata da un dolore estremamente violento, il
vuoto da un semplice gonfiore addominale.
Per trattarli, bisogna pungere Gongsun (4Rt).
-27 Nella patologia della milza caratterizzata da colorito verdastro con in-
continenza urinaria, esoftalmo, ghigno, unghie verdastre e vomito
postprandiale, il polso è teso e rapido invece di essere superficiale, grande
e ritardato, il colorito è verdastro invece di essere giallastra; questi sono i
segni di distruzione della Terra da parte del Legno. La prognosi è fatale,
10 casi su 10 sono mortali.
-6 Nosologia e pulsologia dello Zu Yangming (E)

-1 La malattia dello stomaco si manifesta con i seguenti segni:


- gonfiore addominale;
- gastralgia;
- oppressione ipocondriaca;
- ostruzione diaframmatica;
- dispepsia.
Bisogna pungere lo Zusanli (36E).
-2 La dispepsia e l’ostruzione diaframmatica sono i segni rivelatori della
presenza dell’energia perversa nello stomaco.
Se si trova allo Shangwan (cardias), bisogna eliminarla con l’agopuntura;
se si localizza allo Xiawan (piloro) bisogna evacuarla verso l’intestino.
-3 Il polso pieno, solido e lungo e il colorito rosso sono indicativi del dolo-
re all’inguine con sensazione di rottura.
Il polso soffice e diffuso è il segno rivelatore della pienezza della milza
con dolore all’inguine, digestione difficile dopo l’assunzione di alimenti
freddi e facile con l’assunzione di quelli caldi.
-4 Il gonfiore addominale è caratterizzato dai seguenti segni:
- distensione e dilatazione addominale;
- percezione di un odore di bruciato che ostacola l’assunzione alimentare;
- costipazione.
-5 Domanda: “L’esame dei polsi dello stomaco permette di determinare lo
stato di vuoto e pienezza. Quali sono le manifestazioni cliniche?”
Risposta del maestro: “La pienezza dello stomaco comporta un gonfiore
addominale, il vuoto comporta la diarrea”.
-6 Al primo giorno, la malattia dello stomaco si manifesta con gonfiore-
pienezza della regione epigastrica.
- 5 giorni dopo raggiunge il rene e si manifesta con dolore pelvico e lom-
bare e piedi freddi.
- 3 giorni dopo, la malattia giunge alla vescica, da cui: lombalgia e oligo-
anuria.
- 5 giorni dopo evolve verso la milza, da cui: ostruzione energetica, dolore
e sensazione di pesantezza del corpo.
- 6 giorni dopo (nota 2), se non è guarita, la prognosi è fatale. La morte
sopraggiunge in inverno dopo la mezzanotte e in estate sul far della notte.
-7 Polso superficiale ed attaccato dello stomaco: il polso superficiale è
yang, mentre il polso aggrappato è yin. Al momento del confronto di que-
sti due polsi, l’energia dello stomaco si trasforma in calore che distrugge
lo yang.
-8 Il polso superficiale del Fu Yang è l’indice dello stato di vuoto dell’ener-
gia dello stomaco.
Il polso superficiale e grande del Fu Yang è il segno rivelatore della pre-
senza di un leggero vuoto dell’energia dello stomaco con frequenti
defecazioni.
Il polso aggrappato (attaccato) è fornito dall’energia dello stomaco. E’ un
polso superficiale, grande e molle che diviene vuoto (aggrappato) all’ap-
poggio delle dita.
Il polso rapido del Fu Yang segnala la presenza del calore nello stomaco,
fattore attivatore della digestione.
Il polso rugoso del Fu Yang annuncia la presenza di freddo nello stomaco,
responsabile della non-metabolizzazione dei cereali.
Il polso grossolano e superficiale del Fu Yang segnala lo stato patologico
dello stomaco, difficile da trattare.
Il polso superficiale e lento del Fu Yang indica lo stato cronico della malat-
tia dello stomaco.
Il polso vuoto del Fu Yang è il segno rivelatore dell’enuresi, mentre il pol-
so pieno lo è delle fughe sonore dei gas intestinali.
-9 Le cefalee durante le attività intellettuali o fisiche sono dovute alla tra-
sformazione dell’energia dello stomaco in calore.
Per contro le cefalee mattutine sono di origine stomaco.
-10 L’energia freddo localizzata nello stomaco provoca dei sogni a conte-
nuto alimentare.
-11 Lo Zu Yangming (E) inizia a lato dell’ala del naso, nel solco naso-
labiale, risale verso la base del naso dove incrocia il suo omologo del lato
opposto e diviene contiguo allo Zu Taiyang (V) a livello della commissura
interna dell’occhio, ridiscende e penetra nel mascellare superiore, giunge
ai denti ed alle gengive, contorna la bocca e le labbra ed incrocia di nuovo
il suo omologo del lato opposto a livello del punto Chengjiang (24 VC),
riemerge al punto Daying (5E), passa al punto Jiache (6E), risale al da-
vanti dell’orecchio, attraversa il punto Shangquan (3VB), giunge alla radi-
ce dei capelli poi alla fronte ed al cranio (Fig. 6).
Un vaso parte da Daling (5E), raggiunge Renying (9E) e Quepen (12E),
penetra nel torace, attraversa il diaframma ed entra nello stomaco per
mettersi in rapporto con la milza.
Un altro vaso discende direttamente da Quepen (12E) alla mammella, pas-
sa a lato dell’ombelico e raggiunge il punto Qixié (30E), altro nome di
Qichong.
Un vaso annesso parte dal piloro, all’interno dell’addome, guadagna la re-
gione dell’inguine e raggiunge il Qixie (30E). Da Qixie (30E) discende alla
coscia per raggiungere il punto Biguan (31E), in seguito il punto Futu
(32E), penetra nel ginocchio, lungo la parte antero-esterna della tibia,
giunge al collo del piede e va a terminare all’angolo ungueale esterno del
secondo dito del piede.
Un altro vaso annesso parte dal punto Zusanli (36E) situato al di sotto del
ginocchio per raggiungere l’estremità del terzo dito.
Un altro vaso parte dal dorso del piede e termina all’estremità dell’alluce,
per unirsi allo Zu Taiyin (Rt).
-12 L’attacco di questo meridiano da parte dell’energia perversa, provoca
i seguenti segni clinici:
- brividi di freddo, come se il soggetto fosse stato bagnato con acqua fred-
da;
- desiderio di porsi in posizione eretta e di allungare le gambe;
- frequenti sbadigli;
- macchie nerastre in fronte;
- misantropia;
- fotofobia;
- paura ed angoscia ai rumori del legno;
- inquietudine;
- desiderare la solitudine ed il vivere isolato in una casa con porte e per-
siane chiuse.
Nei casi gravi:
- atteggiamenti psicotici quale quelli di salire per cantare o spogliarsi e
correre in tutti i sensi;
- gonfiore addominale e borborigmi.
La malattia ha il nome di Jin-jué (muscoli freddi).
-13 Lo Zu Yangming (E) regge il sangue. In caso di perturbazione interna i
segni clinici sono:
- febbre e freddolosità;
- febbre moderata o elevata;
- stato demenziale;
- sudorazione;
- epistassi;
- deviazione della bocca;
- ascessi buccali;
- infiammazione del collo;
- parestesie al faringe;
- gonfiore addominale;
- gonalgia e coxalgia;
- dolore lungo il meridiano, dal capezzolo fino all’inguine (Qixié, 30E), alla
coscia (regione del Futu, 32E) fino alla faccia esterna della gamba; dolore
al dorso del piede con impossibilità a muovere il 2° dito.
-14 In caso di pienezza di questo di questo meridiano:
- sensazione di calore nella parte anteriore del corpo;
- surriscaldamento dell’energia dello stomaco con sensazione di fame;
- urine gialle.
In caso di vuoto di questo meridiano:
- sensazione di freddo nella regione anteriore del corpo;
- sensazione di freddo all’interno dello stomaco;
- pienezza e gonfiore addominale;
- digestione difficile.
-15 In caso di pienezza dell’energia dello Zu Yangming (E), il Renying (pol-
so carotideo) è 3 volte maggiore rispetto il Cun Kou (polso radiale) ed in
caso di vuoto è l’inverso.

-6 Nosologia e pulsologia dello Shou Taiyin (P)

-1 Il vuoto dell’energia del polmone è causa di una difficoltà respiratoria e


la pienezza è causa di dispnea, sete, di pienezza toracica; la respirazione
in decubito dorsale non è facile.
Il vuoto dell’energia del polmone provoca dei sogni di oggetti ed esseri in
bianco, sogni di massacri e di sangue.
La pienezza dell’energia del polmone provoca dei sogni di soldati (testual-
mente uomini di truppa).
La pienezza dell’energia del polmone provoca dei sogni inquietanti e la-
menti.
L’afflusso dell’energia del polmone provoca dei sogni come di voler spic-
care il volo ed inoltre la vista di materiali in oro e ferro.
-2 La malattia del polmone migliora la sera, si aggrava a mezzogiorno e si
calma a mezzanotte.
-3 Al primo giorno, la malattia del polmone ha come segni la dispnea e la
tosse. 3 giorni dopo, guadagna il fegato provocando dolori ed oppressione
ipocondriaca. 1 giorno dopo, raggiunge la milza dando segni di ostruzione
energetica: dolore e pesantezza al corpo. 5 giorni dopo, colpisce lo stoma-
co dando gonfiore addominale. 10 giorni dopo, se la malattia non è guari-
ta, la morte sopraggiunge in inverno, al momento del calare del sole, ed in
estate, al momento del sorgere del sole.
-4 Il polso solido e lungo del polmone è indice di ematemesi.
Il polso molle e diffuso è il segno rivelatore della traspirazione.
Il polso pesante e rapido o superficiale e rapido denota un attacco della
malattia da freddo-calore (febbre e freddolosità) con pienezza
addominale, sensazione di calore negli intestini, urine rossastre, scapolo-
dorsalgia, traspirazione dorso-lombare.
Questa malattia si manifesta al momento di rapporti sessuali o durante
l’esposizione al vento.
-5 La tinta biancastra e il polso molle, superficiale e grande sono i segni ri-
velatori del vuoto in alto e della pienezza in basso con intasamento del-
l’energia nel torace.
Il polso molle e vuoto proviene da un Fei-Bi (ostruzione polmonare). Que-
sta affezione è conseguente ad un indebolimento dell’energia del polmone
che favorisce la penetrazione del freddo-calore.
-6 L’attacco diretto del polmone da parte del vento Zhongfeng è caratte-
rizzato dai seguenti segni:
- secchezza della bocca e dispnea;
- sensazione di pesantezza del corpo;
- gonfiore ed edema.
L’attacco diretto del polmone da parte del freddo Zhonghan si manifesta
con: vomito vischioso.
-7 Il freddo ed il freddo-umidità ledono il polmone.
L’attacco simultaneo di questi due tipi di freddo a volte danneggia l’inter-
no e l’esterno con afflusso dell’energia verso l’alto, da cui:
- affaticamento;
- tosse;
- espettorazione ed emottisi.
Il polso galoppante, pressato, superficiale e rapido è il segno annunciatore
dell’ematemesi.
-8 Il vuoto del polmone si evidenzia con dispnea e tosse. Il soggetto respi-
ra meglio se è appoggiato allo schienale di una sedia, lo sguardo è smarri-
to ed il polso è superficiale.
Nell’edema del polmone i segni clinici sono:
- sensazione di pesantezza del corpo;
- oliguria;
- feci liquide.
-9 La rivolta del fegato provoca obbligatoriamente un vuoto del polmone.
-10 Polso molle e debole. Se ne distinguono 2 tipi:
- polso debole alla barriera e polso molle al pollice;
- polso superficiale in superficie e polso debole in profondità.
Il polso superficiale è yang ed il polso debole denota un’insufficienza di
sangue.
Studiandoli separatamente, si nota che il polso superficiale è un polso che
si esteriorizza, mentre il polso debole è un polso che si interiorizza.
Il polso superficiale implica dunque un movimento di esteriorizzazione
senza il movimento di interiorizzazione dell’energia e nel polso debole ac-
cade il contrario.
Nel primo caso, l’uscita massima dello yang si traduce con una
sudorazione periombelicale e, nel secondo caso, l’entrata dello yin con as-
senza di sudore.
Infatti il polso debole e superficiale è indice di un afflusso yang (Jue
Yang).
-11 Polso superficiale e ritardato del Fu yang. In questo caso, il polso dello
Shaoyang è piccolo ed affrettato. Il polso piccolo segnala un’insufficienza
di sangue ed il polso affrettato la presenza di freddo. E’ il segno della
mastite appartenente al polmone.
-12 L’intasamento dell’energia del polmone ha il nome di Zi Bun (bacino
compresso) e designa una massa dalla forma di tazza rovesciata con sede
nell’ipocondrio destro.
Questa affezione è cronica e latente: si manifesta con una leggera febbre e
freddolosità con tosse e dispnea. Allo stato acuto si trasforma in ascesso.
Domanda: “Perchè l’attacco Zi Bun si svolge in primavera, al giorno Jia-Yi
(1-2)?”
Risposta del maestro: “La malattia del cuore raggiunge il polmone. In pri-
mavera dal polmone passa al fegato, ma, in primavera, quando il fegato è
in pienezza, l’energia perversa si rivolge verso il polmone, poi verso il suo
luogo di origine (cuore), ma il cuore non l’accetta e la dirige di nuovo al
polmone. Questi fenomeni si svolgono in primavera e spiegano perchè
l’intasamento del polmone ha sempre luogo in questa stagione.
-13 La malattia del polmone è caratterizzata dai seguenti segni:
- corpo freddo senza febbre o con poca febbre;
- tosse incessante;
- polso piccolo e lento.
E’ una malattia curabile.
E’ consigliabile prescrivere il decotto dei 5 sapori, il grande decotto tonico
del polmone o le polveri disperdenti il polmone e pungere secondo le re-
gole delle 4 stagioni:
- in primavera, disperdere lo Shaoyang (11P);
- in estate, disperdere lo Yuji (10P);
- alla fine dell’estate, tonificare il Taiyin (9P);
- in autunno tonificare il Jingqu (8P);
- in inverno, tonificare il Chizé (5P).
Bisogna inoltre applicare 100 moxe al punto Tanzhong (17VC) e 25 moxe
al D3.
-14 Nella malattia del polmone:
a) i segni di pienezza sono:
- tosse e dispnea;
- respirazione sopra-claveare;
- dorsalgia;
- sudorazione;
- contrattura della coscia e ginocchio;
- dolore alle anche, al polpaccio e alla gamba;
b) i segni della gola:
- ipopnea;
- ipoacusia;
- secchezza della gola.
Bisogna pungere i punti dello Shou Taiyang (IG) situati al di fuori dello
Shou Taiyin (P) e quelli dello Shou Jueyin (MC) e dello Shou Shaoyin (C) e
farli sanguinare.
-15 Nel caso di fissazione dell’energia perversa nel polmone con
lombalgia, febbre e freddolosità, sensazione di risalita dell’energia, disp-
nea, traspirazione e tosse, è consigliato pungere i punti dolorosi (A Shi) si-
tuati tra lo Shu dorsale Feishu (13V) e il D3 e Quepen (12E).
16- Lo Shou Taiyin (P) inizia allo Zhongjiao (TR), discende verso il grosso
intestino, risale al cardias, attraversa il diaframma, penetra nel polmone,
segue l’apparato laringo-faringeo, guadagna la regione anteriore del-
l’ascella, emerge al torace, ridiscende nella faccia anteriore del braccio,
arriva al gomito, scende lungo la faccia interna dell’avambraccio, penetra
nel Cun Kou (scanalatura radiale), lungo il bordo esterno dell’eminenza
tenar, termina all’angolo interno del pollice.
Un vaso parte al di sopra della piega del polso, contorna il bordo interno
dell’eminenza tenar e giunge all’angolo interno dell’indice per congiun-
gersi con lo Shou Yangming (GI) (fig. 7).
-17 L’attacco di questo meridiano da parte dell’energia perversa (testual-
mente: Waigan cioé malattia offensiva dell’energia perversa) si traduce
con i seguenti segni:
- gonfiore e pienezza toracica;
- dispnea e tosse;
- dolore alla regione sopraclaveare.
Nei casi gravi, il soggetto comprime il torace con le sue braccia e la vista è
disturbata. La malattia prende allora il nome di Zi Jue (parestesia
polmonare).
18- La perturbazione interna di questo meridiano si manifesta con i se-
guenti segni:
- tosse e sensazione di risalita dell’energia;
- dispnea e sete;
- imbarazzo gastrico;
- dolore alla faccia volare del braccio;
- sensazione di calore al palmo della mano.
-19 La pienezza dell’energia di questo meridiano è dovuta sia ad un ecces-
so dell’energia con scapolodorsalgia sia ad un’aggressione dell’energia
vento con traspirazione e poliuria.
Il vuoto di energia di questo meridiano è consecutivo ad una insufficienza
caratterizzata dai seguenti segni: ipopnea o iperpnea, modificazione del
colore delle urine.
-20 In caso di pienezza, il Cun Kou (polso radiale) è 3 volte maggiore del
Renying (polso carotideo) ed in caso di vuoto è l’opposto.
-21 Il Bie Luo dello Shou Taiyin (P) è il Lieque (7P). Da qui esso si mette
in rapporto con lo Shou Yangming (GI) da una parte e, dall’altra parte, si
diffonde all’eminenza tenar, fino all’angolo ungueale esterno dell’indice.
La pienezza di questo vaso si manifesta con sensazione di calore al palmo
della mano, mentre il vuoto determina sbadigli e poliuria.
In terapia bisogna pungere Lieque (7P).
-22 La malattia del polmone con febbre, tosse, ipopnea, espettorazioni
purulente e sanguinolente, polso superficiale e grande, invece di essere
corto e rugoso, è dovuta ad un’invasione del Metallo da parte del Fuoco.
In 10 casi su 10 la malattia è mortale, perchè si tratta di un processo incu-
rabile.

-8 Nosologia e pulsologia dello Shou Yangming (GI)

-1 I segni essenziali della malattia del grosso intestino sono: violenti dolori
intestinali e borborigmi.
In inverno, l’offensiva causata dal freddo provoca diarrea con dolori om-
belicali che impediscono la stazione eretta; quando lo stomaco è colpito
contemporaneamente provoca gli stessi sintomi.
I borborigmi sono causati dalla presenza dell’energia perversa nel grosso
intestino. Il trattamento consiste nel pungere lo Shangjuxu (37E) associa-
to al Zusanli (36E).
-2 La presenza del freddo nel grosso intestino è all’origine della diarrea
con febbre.
L’accumulo alimentare nel grosso intestino è caratterizzato da una sensa-
zione di freddo con febbre nella malattia febbre-brivido.
Il meteorismo intestinale è segnalato dal borborigmo con dolore; se la
causa è il freddo le feci contengono degli alimenti non digeriti.
L’energia freddo Jue Qi con sede nel grosso intestino provoca sogni con
campi e campagna.
-3 Lo Shou Yangming (GI) inizia all’angolo ungueale interno dell’indice,
prosegue lungo il bordo esterno del dito, attraversa lo spazio tra i 2 primi
metacarpi, guadagna il polso dietro il pollice e tra i due tendini, prosegue
lungo la faccia antero-interna dell’avambraccio, arriva alla faccia esterna
del gomito, sale alla faccia antero-esterna del braccio verso la spalla, lun-
go il bordo anteriore di questa, per raggiungere il Dazhui (14VG) dove si
unisce agli altri meridiani yang. Da questo punto discende nella cresta
sopraclavicolare, entra in relazione con il polmone, attraversa il diafram-
ma e si unisce al grosso intestino.
Un vaso parte dalla cresta sopraclavicolare e giunge alla faccia laterale del
collo, attraversa le labbra, arriva alle gengive dell’arcata superiore, con-
torna il labbro superiore ed incrocia l’altra branca simmetrica del meri-
diano al punto Renzhong (26VG).
Così la branca sinistra termina a destra e quella di destra a sinistra, rag-
giunge poi la narice, per unirsi allo Zu Yangming (E) (fig.8).
-4 L’infiltrazione dell’energia perversa in questo meridiano si traduce con
i seguenti segni: odontalgia ed infiammazione della gola.
Lo Shou Yangming (GI) regge il metabolismo dei liquidi, in caso di distur-
bi, i segni clinici sono:
- sclere gialle;
- secchezza della bocca;
- epistassi;
- infiammazione tonsillare;
- scapolo-brachialgia;
- dolore ed impossibilità a muovere l’indice.
-5 La pienezza dell’energia in questo meridiano si manifesta con sensazio-
ne di calore ed infiammazione lungo il percorso del meridiano. In caso di
vuoto: freddolosità ed impressione di trovare il tempo allungato.
-6 In caso di pienezza, il Renying (polso carotideo) è 3 volte più rapido
del Cun Kou (polso radiale) ed in caso di vuoto accade il contrario.

-9 Nosologia e pulsologia dello Zu Shaoyin (Rn)

-1 Il vuoto dell’energia del rene provoca un afflusso controcorrente, men-


tre la pienezza un dolore addominale con dolore ai 4 arti.
Il vuoto dell’energia renale provoca dei sogni con giunche del mare e an-
negamenti.
L’eccesso dell’energia dei reni fa sognare un dolore ai lombi.
L’accumulo dell’energia da afflusso nei reni fa sognare la deglutizione del-
l’acqua.
-2 La malattia del rene migliora la notte, si aggrava durante la giornata e
si calma la sera.
-3 La malattia del rene inizia con un dolore al basso ventre, con lombalgia
e piedi freddi. 3 giorni dopo raggiunge la vescica, con rachialgia e oligo-
anuria. 2 giorni dopo passa al cuore, con cardialgia. 3 giorni dopo colpi-
sce l’intestino tenue, con gonfiore addominale. 4 giorni dopo, se la malat-
tia non è ancora guarita, la prognosi è fatale. In inverno la morte soprag-
giunge al sorgere del sole e in estate al crepuscolo.
-4 Il polso solido e lungo del rene in un paziente con colorito rosso è il se-
gno rivelatore di una lombalgia con sensazione di rottura.
Il polso molle e diffuso del rene è indice di insufficienza del sangue.
Il polso profondo, grande e saldo o molto superficiale, grande e affrettato,
con piedi e mani gelide, con impotenza, lombalgia, infiammazione pelvica,
presenza dell’energia acqua nella regione xifoidea, a volte con gonfiore
addominale e costipazione o diarrea, depone per una affezione consecuti-
va ad un rapporto sessuale fatto dopo un bagno o un lavoro faticoso.
-5 I rapporti sessuali dopo un grande sforzo fisico con traspirazione ab-
bondante danneggiano il rene.
-6 La malattia recente del rene è caratterizzata da una sensazione di fred-
do e di pesantezza ai lombi che si estende fino ai piedi, come se si portas-
se una cintura di 5000 sapechi, con assenza di sete, ma diuresi ed alimen-
tazione normale: questa è una affezione appartenente allo Xiaojiao (tripli-
ce riscaldatore inferiore) dovuto ad uno sforzo fisico condotto con un ve-
stito addosso bagnato ed accompagnato da traspirazione.
-7 L’intasamento dell’energia del rene prende il nome di Bun Dun (movi-
menti confusi al bacino). Questa affezione inizia nel basso addome e alter-
nativamente risale fino al cuore e ridiscende come un maialino che cerca
il seno di sua madre. La cronicità è segnalata da una bradipnea.
Domanda: “Perchè questa affezione si svolge in estate, al giorno Bing Ding
(3-4)?”
Risposta del maestro: “La malattia della milza raggiunge il rene. All’inizio
dal rene essa passa al cuore, ma questo è pletorico in estate e l’energia
perversa si rifugia nel rene, poi va verso il suo luogo di origine (Rt), ma la
milza non l’accetta, per cui si ha un intasamento energetico a livello
renale. Ecco perchè il Bun Dun avviene sempre in estate”.
-8 La malattia del rene si manifesta con i seguenti sintomi:
- colorito nerastro;
- insufficienza dell’energia;
- ipoacusia;
- lombalgia;
- spermatorrea;
- diminuzione dell’appetito;
- freddo agli arti inferiori (dal ginocchio fino al piede);
- polso profondo, scivoloso e lento.
Questa affezione è guaribile .
E’ consigliabile prescrivere la decozione stimolante il centro, le compresse
dell’energia del rene ed il decotto concentrato di Radix Rehmaniae e pun-
gere seguendo il metodo delle 4 stagioni:
- in primavera tonificare lo Yongquan (1Rn);
- in autunno tonificare il Fuling 7Rn);
- in inverno tonificare lo Yingu (10Rn);
- in estate disperdere il Rangu (2Rn);
- alla fine dell’estate disperdere il Daling (7MC) (nota 3)
Inoltre bisogna applicare 50 moxe al Jingmen (63V) e 100 moxe al L2.
-9 Nella malattia del rene, all’esame obiettivo si notano:
- addome globoso;
- infiammazione e dolore alle gambe;
- sudorazione notturna;
- paura del vento;
e nella sindrome da vuoto:
- dolore intratoracico;
- dolore addominale;
- corpo freddo;
- pazienti senza gioia.
Il trattamento consiste nello scegliere i punti dello Zu Shaoyin (Rn) e dello
Zu Taiyang (V).
-10 La fissazione dell’energia perversa nel rene è all’origine del dolore os-
seo e dello Yin Bi (ostruzione dello yin). Lo Yin Bi è una malattia dovuta
ad una non-impregnazione dell’umidità, caratterizzata da un gonfiore
addominale con lombalgia, costipazione, rigidità scapolo-dorso-cervicale e
vertigini.
In questo caso bisogna pungere Yongquan (1Rn) e Kunlun (60V) e far
sanguinare i piccoli capillari, se esistono.
-11 Lo Zu Shaoyin (Rn) inizia all’estremità del 5° dito e si dirige verso la
pianta del piede, passa al bordo interno del piede, arriva al davanti della
tuberosità scafoidea, in un incavo, guadagna la regione sottostante il
malleolo interno, raggiunge il tallone, sale lungo il bordo interno del pol-
paccio fino all’estremità interna della cresta poplitea tra i due tendini, ri-
sale lungo la faccia postero-interna della coscia, penetra nel rachide poi si
lega al rene e alla vescica.
Un vaso parte direttamente dal rene per raggiungere il fegato, attraversa
il diaframma, penetra nel polmone, arriva all’apparato laringo-faringeo e
termina alla base della lingua.
Un altro vaso lascia il polmone, va al cuore, si getta nel torace per unirsi
allo Shou Jueyin (MC) (fig. 9).
-12 La perturbazione di origine esterna dello Zu Shaoyin (Rn) si manifesta
con i seguenti segni:
- sensazione di fame con rifiuto del nutrimento;
- tinta grigio-nerastra che ricorda il colore delle ceneri;
- tosse con emottisi;
- intolleranza alla posizione seduta ed eretta;
- vista disturbata;
- imbarazzo gastrico.
In caso di vuoto dell’energia del rene, si nota inoltre:
- stato di paura con il cuore che batte come se si stesse rompendo; il mala-
to ha la sensazione di essere incarcerato.
Questa sindrome ha il nome di Shen Jue (afflusso dell’energia del rene).
-13 La perturbazione di origine interna dell’energia del rene è caratteriz-
zata dai seguenti segni:
- sensazione di calore alla bocca;
- secchezza della lingua;
- sensazione di risalita dell’energia;
- ansietà e cardialgia;
- dolore alla faccia interna della coscia;
- piedi paralizzati e freddi;
- clinomania;
- dolore e sensazione di calore alla pianta dei piedi.
Il trattamento in agopuntura dovrà essere associato ad una dieta e all’igie-
ne di vita.
-14 In caso di pienezza di questo meridiano, il Cun Kou (polso radiale) è 2
volte più rapido rispetto al Renying (polso carotideo) ed in caso di vuoto
accade l’inverso.
-15 Il Bie Luo dello Zu Shaoyin (Rn) ha il nome di Dazhong (4Rn), situato
dietro e al di sotto del malleolo interno, contorna il tallone e passa al
malleolo esterno per mantenere l’equilibrio yin-yang.
Un vaso si stacca dallo stesso punto Dazhong (4Rn), segue il meridiano
del rene (Zu Shaoyin), giunge al di sotto dello Xin Bao (MC) e raggiunge la
colonna vertebrale.
In caso di disturbi di questo Bie Luo (Luo longitudinale): afflusso
energetico a ritroso e colorito grigiastro.
In caso di pienezza: ritenzione urinaria e di feci.
In caso di vuoto: lombalgia.
Il trattamento consiste nel pungere il punto Luo del rene (Dazhong, 4Rn).
-16 La malattia del rene che si presenta con arti ghiacciati, volto
arrossato, occhi giallastri, incontinenza urinaria, artralgia, dolore al bas-
so-addome, sensazione di risalita dell’energia verso il cuore, polso superfi-
ciale e grande invece di essere galoppante e scivoloso, tinta giallastra, in-
vece che nera, è dovuta ad un’invasione dell’Acqua da parte del Metallo.
Si tratta di un processo fortemente incompatibile, la malattia è incurabile:
10 casi su 10 sono mortali.

-10 Nosologia e pulsologia dello Zu Taiyang (V)

-1 La malattia della vescica si manifesta essenzialmente con dolore e sen-


sazione di pesantezza al basso-ventre, falsa impressione di avere iniziato
una minzione nel momento della palpazione dell’addome e con sensazio-
ne di calore alle spalle.
Se il vaso dello Zu Taiyang (V) è assediato, la parte esterna del 5° dito e la
parte posteriore della gamba sono calde e dolorose.
In questo caso bisogna pungere il Weizhong (40V).
-2 Il gonfiore della vescica è sempre seguito dal gonfiore addominale con
oligo-anuria. Questo fenomeno è dovuto ad una mancata
metabolizzazione dell’energia.
-3 La malattia della vescica si manifesta in primo luogo con lombalgia ed
oligo-anuria. 5 giorni dopo contamina il rene con dolore al basso addome,
lombalgia e gambe fredde. Il giorno successivo raggiunge l’intestino te-
nue. Il giorno dopo colpisce la milza causando segni di ostruzione, sensa-
zione di pesantezza al corpo e artralgia. 2 giorni dopo, se la malattia non
è guarita, la prognosi è fatale. In inverno la morte sopraggiunge al canto
del gallo (alba) e in estate, al crepuscolo.
-4 Il soggiorno dell’energia perversa nella vescica fa sognare passeggiate
ed escursioni.
-5 Lo Zu Taiyang (V) inizia alla commissura interna dell’occhio, risale alla
fronte e si unisce alla sommità del capo da dove partono due vasi:
- un vaso raggiunge la regione vestibolo-cocleare;
- un vaso penetra profondamente nel cervello, fuoriesce nella regione
cervicale, segue il lato interno del muscolo della spalla, discende paralle-
lamente alla colonna vertebrale, per la via interspinosa, fino ai lombi,
dove penetra nei reni e nella vescica.
Dalla regione lombare un vaso raggiunge la regione lombo-sacrale, attra-
versa la natica e raggiunge l’incavo popliteo.
Un altro vaso parte dal collo, si dirige verso l’angolo interno della scapola,
discende lungo la colonna vertebrale fino alla regione della natica, arriva
nell’incavo polpliteo per unirsi al vaso precedente.
Dall’incavo popliteo, un vaso raggiunge il polpaccio, passa dietro al
malleolo esterno, lungo il bordo esterno del piede e termina all’estremità
del 5° dito per anastomizzarsi con lo Zu Shaoyin (Rn).
-6 L’attacco di questo meridiano da parte dell’energia perversa è caratte-
rizzato dai seguenti sintomi:
- sensazione di risalita dell’energia con cefalea;
- esoftalmo;
- cervicalgia con sensazione di torsione;
- brachialgia;
- lombalgia con sensazione di rottura;
- impossibilità alla flessione dell’articolazione dell’anca;
- dolore al cavo popliteo;
- sensazione di rilasciamento dei muscoli del polpaccio.
Questa affezione prende il nome di Gua Jue (freddo all’anca).
-7 Lo Zu Taiyang (V) regge i muscoli. In caso di perturbazione interna le
manifestazioni cliniche sono:
- emorroidi;
- febbre e freddolosità;
- follia;
- cefalea al vertice;
- sclere gialle e lacrimazione;
- epistassi;
- cervico-dorso-lombalgia con coccigodinia;
- dolore al polpaccio e al tallone;
- impossibilità nel movimento del 5° dito.
-8 In caso di pienezza dell’energia della vescica, il Renying (polso
carotideo) è 2 volte maggiore del Cun Kou (polso radiale) ed in caso di
vuoto accade il contrario.

-11 Nosologia e pulsologia dello Shou Shaoyang (TR)

-1 I segni d’attacco del Sanjiao (TR) sono:


- gonfiore addominale e tensione al basso ventre;
- disuria con minzione frequente goccia a goccia;
- gonfiore vescicale.
La malattia dello Sanjiao (TR) comporta spesso dei disturbi a livello dei
piccoli vasi situati all’esterno del Taiyang (V) e a livello del Da Luo (gran-
de vaso secondario) situati tra il Taiyang e lo Shaoyang. Bisogna pungere
Weizhong (40V).
L’infiammazione della pelvi con disuria è dovuta alla presenza dell’ener-
gia perversa nel Sanjiao (TR); bisogna pungere Da Luo (grande Luo).
Bisogna osservare l’esistenza della stasi di questo vaso e quella dei piccoli
Luo (Sun Luo) dello Jueyin.
Se la stasi è sanguigna, è l’indice di una infiammazione con disturbi allo
stomaco. Bisogna pungere Zusanli (36E).
-2 La distensione del Sanjiao (TR) è caratterizzata da una pienezza del-
l’energia a livello della pelle con sensazione di durezza.
-3 Il calore localizzato al Sanjiao (riscaldatore superiore) accompagnato
da tosse è all’origine della paralisi polmonare.
Il calore localizzato allo Zhongjiao (riscaldatore medio) è causa della ten-
sione-durezza addominale.
Il calore localizzato allo Xiajiao (riscaldatore inferiore) è responsabile
dell’ematuria.
-4 Lo Shou Shaoyang (TR) inizia all’angolo ungueale esterno dell’anulare,
giunge nello spazio interdigitale tra il 4° e 5° metacarpo, prosegue lungo la
faccia dorsale della mano, giunge al gomito, passa alla faccia dorsale del-
l’avambraccio, giunge alla faccia posteriore del gomito, poi sale lungo la
faccia postero-esterna del braccio e giunge alla regione posteriore della
spalla, dove incrocia lo Zu Shaoyang (VB), discende nella zona
sottoclaveare, penetra nel torace, diffonde allo Tannzhong (17VC), si uni-
sce allo Xin Bao (MC), attraversa il diaframma, penetra nello stomaco dove
si trova lo Shangjiao (riscaldatore superiore), lo Zhongjiao (RM) e lo
Xiajiao (RI).
Un vaso parte dal Tanzhong (17VC), emerge nell’incavo sotto-clavicolare,
passa alla nuca, si pone in contatto con la zona posteriore dell’orecchio,
contorna l’orecchio, passa al davanti dell’orecchio, discende all’angolo
mandibolare e risale al bordo inferiore dell’orbita.
Un vaso parte dalla regione retroauricolare, penetra nell’orecchio, ne
emerge al davanti, attraversa il punto Gua Shu Ren (altro nome dello
Shangguan 3VB), discende alla mandibola, incrocia il vaso precedente, ri-
sale alla commissura esterna dell’occhio e si lega allo Zu Shaoyang (VB)
(fig. 10).
-5 L’attacco dello Shou Shaoyang (TR) da parte dell’energia perversa si
manifesta con i seguenti sintomi:
- ipoacusia;
- infiammazione alla gola;
- dolore della regione retroauricolare, della faccia esterna del braccio, del
gomito e dell’avambraccio;
- impossibilità a muovere l’anulare ed il mignolo.
-6 In caso di pienezza di questo meridiano, il polso Renying (carotideo) è
maggiore del Cun Kou (polso radiale) e in caso di vuoto accade il contra-
rio.

(1) N.D.T.: il Gongsun (4Rt) non appartiene al gruppo dei punti Shu anti-
chi (punti stagionali), si tratta di un errore di battitura al momento della
stampa: bisogna quindi leggere Taibai (3Rn).
(2) N.D.T.: un’altra edizione: “3 giorni dopo...”.
(3) N.D.T.: Si tratta proprio di Daling (7MC) perchè questo punto ha un
legame (interno) con il rene. D’altra parte non si disperde Taixi (3Rn) che
è il punto Yuan (Sorgente).

Effetto antiasmatico immediato dell’agopuntura in 192


casi di asma bronchiale

Zang Junqi
(Department of Acupuncture, Second Municipal People’s Hospital, Kaifeng
City, Henan Province)

Sommario

192 casi di asma bronchiale sono stati trattati con i punti 6P - Kongzui e
10P - Yuji con un tasso di efficacia immediata del 98,9% dei casi. La per-
centuale di coloro che hanno ottenuto la guarigione clinica e di coloro che
hanno ottenuto un miglioramento marcato è stata complessivamente del
76,5%. L’età dei pazienti e la durata della malattia non sono state signifi-
cative al fine dei risultati clinici. I risultati migliori si sono avuti nella for-
ma da freddo secondo la medicina tradizionale cinese e nelle forme aller-
giche secondo la medicina occidentale. I casi che hanno risposto più pron-
tamente alla terapia hanno ottenuto un beneficio più duraturo nel tempo:
il tutto è stato in relazione ad una prolungata ritenzione degli aghi. L’au-
tore ritiene che 40 minuti di ritenzione degli aghi siano un tempo utile
per ottenere un risultato terapeutico soddisfacente. Questa modalità di
trattamento è stata particolarmente efficace per i casi di asma allergico da
farmaci.
L’autore riporta 192 casi trattati a partire dal 1978.

Materiale clinico
Selezione dei pazienti
I casi scelti a random sono stati pazienti interni ed esterni. Tutti hanno so-
speso ogni medicamento 4 ore prima del trattamento con agopuntura.
Dati generali
Sono stati studiati 102 pazienti di sesso maschile e 90 di sesso femminile,
di età compresa tra 10 e 76 anni. La durata della malattia andava da 4
mesi a 45 anni. I casi ad intensità lieve sono stati 44, 112 ad intensità me-
dia e 36 ad intensità grave. Secondo i principi della medicina tradizionale
cinese 150 casi appartenevano alla categoria del deficit del polmone, 22
alla categoria del deficit della milza e 20 alla categoria del deficit del rene.
Per quanto riguarda le forme di origine esterna: 137 casi presentavano un
quadro clinico da freddo, 35 casi un quadro febbrile e 20 casi un quadro
clinico misto da freddo e febbrile. Secondo la classificazione della medici-
na occidentale 150 casi erano di origine allergica, 30 casi di origine infet-
tiva e 12 di origine mista. Inoltre 52 casi erano complicati da bronchite,
31 casi da enfisema e 4 casi da cuore polmonare.

Metodo di trattamento e risultati


Metodo di trattamento
Punti selezionati:
6P - Kongzui;
10P - Yuji.
Gli aghi di 1 cun di lunghezza sono stati inseriti rapidamente ad una pro-
fondità di 3-5 fen; ottenuto il Da Qi sono stati manipolati in dispersione
cercando di far arrivare la sensazione dell’ago fino alla parete toracica
omolaterale (il Qi raggiunge la sede della malattia). Dopo la manipolazio-
ne è stata applicata una stimolazione elettrica ad onda continua a 160 Hz
usando il G6805 Therapeutic Apparatus. L’ampiezza e l’intensità dell’onda
sono state adattate alla soglia di tolleranza del paziente.
L’effetto terapeutico è stato valutato dopo 30-60 minuti di ritenzione de-
gli aghi.

Risultati del trattamento


59 casi (30.7%) guarigione clinica: sintomi e segni completamente
scomparsi e condizioni cliniche sovrapponibili a quelle
precedenti gli attacchi;
88 casi (45.8%) miglioramento marcato: segni e sintomi essenzialmente
alleviati e severità degli attacchi asmatici ridotta di
più di 2 punti;
43 casi (22.4%) miglioramento: segni e sintomi alleviati e severità degli
attacchi ridotta a più di 1 punto;
2 casi (1.1%) nessun effetto: segni e sintomi non sono stati modificati
dal trattamento.
Il tasso di efficacia in totale è stato del 98.8%.

Analisi dell’efficacia terapeutica


-1 In relazione all’età e alla durata della malattia. Non vi sono state diffe-
renze statisticamente significative in relazione all’età dei pazienti e alla
durata della malattia (P>0.05).
-2 In relazione alla classificazione secondo la medicina tradizionale cinese
e la medicina occidentale. Lefficacia terapeutica è stata di gran lunga mag-
giore per le forme di origine allergica e molto meno marcata per le forme
di origine infettiva. Per quanto riguarda la medicina tradizionale cinese
l’efficacia è stata molto più evidente nei quadri da freddo. I due casi che
non hanno ottenuto beneficio clinico presentavano un quadro febbrile. La
differenza statistica tra i gruppi è stata molto significativa (P<0.01).
-3 In relazione alla severità dell’attacco e al tempo di comparsa dell’effet-
to terapeutico. Il risultato clinico è stato massimo per i casi lievi, medio
per i casi di moderata intensità, assai scarso per i casi gravi. Inoltre è stato
massimo nei casi in cui il tempo di comparsa dell’effetto terapeutico è sta-
to minimo. Nei casi in cui tale tempo è stato superiore a 10 minuti non si
è registrata alcuna remissione clinica. La differenza statistica tra i vari
gruppi è stata altamente significativa.
-4 In relazione alla presenza di complicanze. Nei tre gruppi complicati con
bronchite, enfisema e cuore polmonare, il tasso di efficacia terapeutica
globale è stato rispettivamente: 76.9%, 64.5% e 0%, cioé in decrescendo
con l’aggravarsi delle complicanze.
-5 Risoluzione clinica dei sintomi e dei segni. Il senso di pienezza toracica,
il respiro corto, lo stridore laringeo, la dispnea e la cianosi sono scomparsi
completamente nel 73.22-85.3% dei pazienti. Il respiro ansimante e i ru-
mori secchi nei campi polmonari sono scomparsi meno rapidamente in
percentuale del 31.5% e del 46.7% rispettivamente. I pazienti in cui lo sti-
molo dell’ago si è propagato rapidamente alla parete toracica, hanno av-
vertito, con la scomparsa dei sintomi, una sensazione di benessere e sol-
lievo a livello toracico.

Commenti
L’autore ha usato porcellini d’india per sperimentare l’effetto
antiasmatico del punto 6P - Kongzui. Egli ha scoperto un effetto
terapeutico nell’asma indotto dall’istamina. Clinicamente si è dimostrato
che l’agopuntura semplice sul punto Kongzui produce un effetto
antiasmatico più rapido e più duraturo rispetto a quello indotto
all’aminofillina orale.
J.G. Feng (1986) riferisce che l’agopuntura su 10P - Yuji nei porcellini
d’india aumenta il contenuto polmonare di AMPc e innalza il rapporto
AMPc/GMPc. Dopo la puntura su Yuji la ventilazione polmonare migliora
sensibilmente, la concentrazione plasmatica di AMPc aumenta, mentre la
concentrazione plasmatica di GMPc tende a diminuire. Ciò indica che Yuji
è correlato con le attività del polmone, in particolare con l’attività della
muscolatura bronchiale.
Durante la seduta il paziente deve mantenere una posizione assisa con i
gomiti leggermente flessi e il palmo della mano rivolto in alto.
L’operatore inserisce gli aghi in direzione obliqua verso l’alto, in verso op-
posto a quello della circolazione dell’energia nel meridiano del polmone.
Gli aghi vengono manipolati in su e in giu’, come il beccare dei passeri,
per indurre la sensazione di parestesia, poi vengono manipolati in disper-
sione, una volta in senso orario per 45 gradi e tre volte in senso antiorario
per circa 180 gradi, e poi ancora in su e in giu’. Eseguite queste manipola-
zioni per 2-3 volte, si compiono delle rotazioni rapide ad angolo ristretto
per accrescere la sensazione di parestesia indotta dall’ago. Nella maggior
parte dei pazienti lo stimolo arriva fino all’ascella e alla parete toracica
oppure in basso fino al pollice. Dopo la manipolazione è applicata la
stimolazione elettrica aggiustando l’intensità sulla base della tollerabilità
del paziente. E’ consigliabile evitare una stimolazione forte per evitare
lipotimie.
I due casi che non hanno ottenuto beneficio clinico sono stati due pazienti
di sesso maschile di 60 e 76 anni e la malattia durava da 20 a 29 anni.
Essi presentavano condizioni cliniche severe, appartenevano alla categoria
degli infettivi e il quadro clinico era complicato dalla presenza di cuore
polmonare. Durante il trattamento lo stimolo dell’ago è stato avvertito
dopo molto tempo e non si è diffuso. Questi possono essere stati fattori
che hanno contribuito al fallimento terapeutico.
Anche il tempo di ritenzione degli aghi è stato un fattore importante
perchè si è visto che alcuni pazienti hanno ottenuto dei benefici che dura-
vano solo pochi minuti dopo l’estrazione degli aghi.
L’autore pensa che il tempo ottimale di permanenza degli aghi sia di 40
minuti.

Trattamento della cefalea funzionale con farmaci cinesi


per via inalatoria
Relazione su 496 casi

Lin Fengshan, Xue Yaping, Chang Jihong, Gao Sen, Lin Xia
(Military Hospital n. 211 of PLA)

Zhang Yuzhuo
(Forestry Hospital of Heilongjiang Province)

Zhao Hongye
(Military Hospital n. 203 of PLA)

Sommario
Le cefalee di tipo neurofunzionale, vascolare, neurovascolare e
muscolotensive sono patologie assai frequenti. L’autore riporta la sua
esperienza nel trattamento di questi tipi di cefalea con un inalatore di
erbe cinesi.

Casistica
-1 Selezione dei casi. Tutti i pazienti selezionati soffrivano di cefalea fun-
zionale confermata con indagini strumentali quali emoreografia cerebrale,
fundus oculi, ECG, test della fissazione del complemento, ecografia cere-
brale, cerebrografia e TAC in alcuni casi. I criteri diagnostici adottati sono
stati i seguenti:
a) Cefalea neurofunzionale:
- localizzazione mobile;
- sensazione dolorosa di tipo compressivo e costrittivassociata ad emo-
zioni, sonno, sovraffaticamento e talvolta interessante le spalle e il collo;
- cefalea accompagnata da astenia;
- assenza di lesioni organiche nel sistema nervoso.
b) Cefalea vascolare (emicrania):
- ripetizione degli attacchi con assenza di sintomi nei periodi intervallari;
- presenza di due o più dei seguenti sintomi:
cefalea unilaterale;
comparsa di sintomi prodromici prima della cefalea, la quale è accompa-
gnata da nausea, vomito, dolore addominale o è legata al mestruo;
cefalea pulsante;
cessazione del dolore durante il sonno; familiarità positiva.
c) Cefalea neurovascolare: presenti tutte le caratteristiche dei due
tipi precedenti.
d) Cefalea muscolotensiva:
-cefalea scatenata da ansia, frustrazione e tensione emotiva;
- cefalea secondaria ad una patologia precedente;
- cefalea scatenata da un’errata postura della testa, del collo, delle spalle;
- cefalea scatenata da una lettura prolungata o da concentrazione menta-
le.
-2 Dati generali. Dei 496 casi 156 erano pazienti di sesso maschile e 340
di sesso femminile; 14 avevano un’eta inferiore a 17 anni, 359 tra 18 e 40
anni e 123 tra 41 e 60 anni. La maggior parte erano lavoratori intellettua-
li. Secondo i criteri diagnostici descritti 99 erano della categoria
neurofunzionale, 105 della vascolare, 259 della neurovascolare e 33 della
muscolotensiva.

Metodo di trattamento
L’inalatore nasale comprende oltre 10 erbe tra cui Rhizoma Ligustici
Chuanxiong, Herba Asari, Rhizoma seu Radix Notopterygii, Oleum Mentae,
Folium Camelliae Sinensis, Herba Schizonepetae, Radix Platycodii, Radix
Ledeburiellae, etc...
Le erbe vengono seccate, polverizzate, passate attraverso uno speciale fil-
tro e conservate sotto vuoto. Il paziente giace supino o reclinato ed inala
0.1 gr di polvere nella narice omolaterale alla sede della lesione. L’esala-
zione avviene attraverso la bocca. L’effetto terapeutico compare in genere
dopo 4-6 minuti. Il farmaco viene poi consegnato al paziente per essere
usato a domicilio durante gli attacchi.

Criteri di valutazione degli effetti terapeutici


-1 Efficacia marcata: la cefalea cessa immediatamente e, a distanza di tre
mesi, le recidive o sono assenti o sono sporadiche e subito controllate
dall’inalazione del farmaco.
-2 Miglioramento marcato: la cefalea cessa immediatamente e le recidive
sono ridotte in intensità e frequenza. L’uso del farmaco porta sempre ad
una remissione che, però, è temporanea.
-4 Innefficacia: la cefalea è refrattaria al trattamento.

Analisi dei risultati


- 278 casi: efficacia marcata (56.1%);
- 158 casi: miglioramento marcato (31.9%);
- 35 casi: efficacia (7.0%);
- 25 casi: inefficacia (5.0%).
Tasso totale di beneficio: 95%.
I migliori risultati si sono ottenuti nella cefalea muscolotensiva seguita, in
ordine decrescente, dalla vascolare, dalla neurofunzionale e dalla
neurovascolare.
A 6 mesi di distanza sono stati rivisti 106 casi così ripartiti:
- 47 casi: efficacia marcata;
- 23 casi: miglioramento marcato;
- 33 casi: efficacia;
- 6 casi inefficacia.
Il tasso totale di beneficio è stata 94.5%.

Ulmus Macrocarpa per il trattamento della colite


ulcerosa
Relazione su 36 casi

Ye Guanghua, Cao Qiuying, Chen Xiaoan, Li Shixiong, Jia Baoquan


(First Teaching Hospital, Lanzhou Medical College)

Sommario
Dal febbraio 1982 al giugno 1986 sono stati curati 36 casi di colite
ulcerosa con Ulmus Macrocarpa sotto forma di enteroclisma. I risultati ri-
feriti sono soddisfacenti.

Casistica
-1 Dati generali: i 36 casi di questa serie sono suddivisi in 24 pazienti di
sesso maschile e 12 di sesso femminile. La fascia di età è compresa tra i
15-20 anni (2 casi), tra i 21-50 (28 casi) e sopra i 50 (6 casi). Il disturbo
durava da 6 mesi a 30 anni, con una media di 5.7 anni. Tutti i casi sono
conformi ai criteri diagnostici fissati dalla Conferenza Nazionale dei Di-
sturbi Digestivi nel 1975.
-2 Manifestazioni cliniche: tutti i casi sono caratterizzati da presenza di
diarrea, dolori addominali, sangue nelle feci mucopurulente. Si riscontra
un certo sollievo temporaneo con la somministrazione di farmaci
antibatterici per il canale digestivo. 28 casi sono di tipo cronico ostinato
ed 8 casi sono di tipo cronico intermittente.
-3 Esami: in tutti i casi viene fatto l’esame batteriologico delle feci e la
sigmoidoscopia. In alcuni casi è stato fatto l’esame da contrasto aria-bario
e l’esame con enteroclisma a base di bario.
Risultato degli esami: in nessun caso sono stati isolati batteri patogeni, an-
che l’ameba è assente. L’esame sigmoidoscopico ha rivelato alterazioni pa-
tologiche di colite ulcerrosa. L’analisi mediante biopsia ha messo in evi-
denza un’infiammazione cronica del colon. In relazione a quanto sopra, il
disturbo è stato di grado leggero in 31 casi, in 5 casi di grado medio. Per
quanto si riferisce alla zona interessata, ci sono stati due casi di infiamma-
zione rettale, 30 casi hanno interessato il retto ed il sigma e ci sono poi 4
casi di colite del lato sinistro. La natura delle lesioni nella maggior parte
dei casi è stata di tipo misto, 28 casi di tipo infiammatorio, 5 casi di tipo
ulcerativo e 3 casi di tipo pseudopolipoide.
Materiali, metodi e risultati
-1 Metodo di trattamento: il medicinale consiste nella scorza essiccata
dell’Ulmus Macrocarpa, polverizzata e passata attraverso un filtro da 8
mesh, messa poi in una bottiglia scura ed infine utilizzata. 3-4 gr di polve-
re si aggiungono a 300-400 ml di acqua, si agita per 3-5 minuti fino a for-
mare una colla liquida da usarsi come enteroclisma prima di coricarsi. Un
ciclo di trattamento dura 15 giorni, ci deve essere un intervallo di 5-6
giorni tra i cicli. Durante il trattamento tutti gli altri medicinali vengono
sospesi.
-2 Risultati del trattamento: i criteri per la valutazione dei risultati della
cura sono:
1 guarigione clinica: tutti i sintomi spariscono, la sigmoidoscopia
evidenzia che la congestione e l’edema della mucosa del colon sono scom-
parsi e le ulcere cicatrizzate;
2 netto miglioramento: i sintomi clinici sono essenzialmente scompar-
si e la sigmoidoscopia evidenzia che l’infiammazione e le ulcerazioni della
mucosa del colon sono pressochè scomparse e permane solo una leggera,
persistente, minore infiammazione localizzata (soprattutto al retto);
3 miglioramento: si riscontra un miglioramento nei sintomi clinici
mentre la congestione, l’edema e le ulcerazioni della mucosa del colon re-
stano evidenti;
4 nessun miglioramento: non si riscontra miglioramento né oggettivo,
né soggettivo di nessun genere dopo il trattamento.
I 36 casi sono stati trattati con cicli di enteroclismi; il numero dei cicli è
variato da 1 a 5 con una media di 3-4 cicli. Secondo i criteri per la valuta-
zione dei risultati sopra esposti, 17 casi sono guariti, 13 molto migliorati,
14 migliorati e solo 2 non hanno avuto alcun miglioramento. La percen-
tuale dei casi clinicamente guariti e di quelli molto migliorati è dell’83.3%
e la percentuale dei casi migliorati è del 94.4%.
I 34 casi con risultati positivi sono stati seguiti da 6 mesi fino a 4 anni e
si sono riscontrati 10 casi di ricadute, pari al 29.4%. 2 dei casi ricaduti
sono compresi nei 17 clinicamente guariti, 5 nei 13 casi con un netto mi-
glioramento e 3 nei 4 casi di solo miglioramento. Tutte le ricadute hanno
manifestato sintomi di minore entità e 4 casi hanno reagito a 1 o al massi-
mo 2 cicli di trattamento.

Dibattito e commento
Nel 1965 abbiamo utilizzato l’Ulmus Macrocarpa nel trattamento delle
ulcerazioni superficiali croniche del corpo e abbiamo riscontrato che il
medicinale favoriva la guarigione delle ulcere. Nel 1977 questo medicina-
le è stato usato anche nel caso di emorragie del canale digestivo con un
buon risultato emostatico. Sulla base di tali esperienze, il medicinale è sta-
to utilizzato nei casi di colite ulcerosa sotto forma di clistere con risultati
altrettanto soddisfacenti; la percentuale di guarigione e di netto migliora-
mento è pari all’83.3%, mentre la percentuale di miglioramento è pari al
94.4%.
L’efficacia dell’Ulmus Macrocarpa nel trattamento della colite ulcerosa è
caratterizzata dal basso dosaggio, dall’uso semplice, privo di effetti
collaterali, e con risultati soddisfacenti. Tale metodo viene raccomandato
per ulteriori esperimenti.
Applicazione esterna della prescrizione per l’insuffi-
cienza renale sui punti di agopuntura per il trattamento
di 8 casi di uremia

Wang Gang, Zou Yanqin, Siun Wei


(Section of Renal Diseases, Teaching Hospital, Nanjing College of TCM)

Shao Ruxin
(Department of Drugs, General Hospital of Nanjing Military Area)

Sommario
L’applicazione esterna della prescrizione per l’insufficienza renale sui
punti di agopuntura è un efficace metodo empirico per la cura
dell’uremia insegnato dal Professor Zou Yunxiang che è specialista dei di-
sturbi renali. La sperimentazione clinica ne ha provato l’effetto curativo di
questa metodica terapeutica.

Casistica
Gli 8 casi di uremia sono tutti all’ultimo stadio di nefrite cronica, si riferi-
scono a 3 pazienti di sesso maschile e 5 di sesso femminile. L’età è com-
presa tra i 27 ed i 54 anni, con una media di 38.6 anni, mentre la durata
della nefrite va da 1 a 22 anni con una media di 10.4 anni. Tutti i pazienti
sono stati precedentemente ricoverati in ospedale per cure occidentali e
cinesi per più di 2 mesi.

Metodo di trattamento
La prescrizione per l’insufficienza renale per applicazione esterna è com-
posta principalmente di Radix Aconiti, Rhizoma Ligustici Chuanxiong,
Lignum Aquilariae Resinatum, Borneolum Syntheticum polverizzati e pas-
sati attraverso un setaccio da 120 mesh. La polvere viene mescolata con
1.9% di azono in alcool al 95% fino ad ottenere una pasta densa, e viene
successivamente avvolta in una garza per l’applicazione sul Shenshu (V
23) bilaterale e sul Guanyuan (VC 4). Gli impacchi vengono inumiditi
ogni giorno con una soluzione di azono 1.9% e rinnovati ogni 3 giorni. 4
applicazioni costituiscono un ciclo di trattamento. In generale si fanno da
2 a 4 cicli.

Risultati del trattamento


Secondo i criteri nazionali per la valutazione della medicina cinese tradi-
zionale riguardo al trattamento della insufficienza renale cronica, 4 casi
di questa serie hanno avuto, a breve termine, un risultato curativo molto
buono, 3 sono migliorati ed 1 caso è stato senza risultato.
La funzione renale è apparsa molto migliorata nei seguenti valori: abbas-
samento del nitrogeno d’urea nel sangue da 63.38+-11.19 mg% (M+Se) a
42.75+-7.5 mg% dopo il trattamento, creatinina da 7.3+-1.5 mg% a 5.91+-
1.97%; eliminazione della creatinina endogena salita da 10.99+1.32 ml al
minuto a 19.66+- 4.5 ml al minuto; urina delle 24 ore aumentata da
968.24+- 364 ml a 1244.36+- 291.13 ml.
Il sintomo di dolore lombare è molto diminuito o completamente scom-
parso in tutti i casi durante il trattamento.

Osservazioni
I malati di nefrite cronica allo stadio di uremia soffrono di deterioramento
funzionale della milza e del rene a causa della ritenzione di prodotti me-
tabolici, dello squilibrio tra acidi e basi, e dei disturbi dell’equilibrio
idrico ed elettrolitico. Un’ostruzione interna causata da umidità-torbida
arriva ad attaccare lo stomaco dando luogo a sintomi quali la nausea ed il
vomito.
Secondo la differenziazione delle sindromi, il trattamento spesso utilizza
decotti per proteggere il Qi dello stomaco.
Dal momento che l’uremia è causata da mancanza di Zheng Qi e dall’inde-
bolimento della milza e del rene, le medicine molto forti devono essere
usate con cautela, anche per enteroclisma. L’applicazione esterna è un
metodo alternativo per il trattamento dell’insufficienza renale. La pratica
dimostra che si tratta di una modalità di trattamento sicura, efficace, eco-
nomica e semplice.
L’azono è un olio liquido incolore, insapore e inodore, senza alcuna
tossicità, e non provoca irritazioni della pelle. Alla concentrazione del 1-
5% aumenta fortemente la permeabilità della pelle e migliora l’efficacia
dei medicinali applicati esternamente.
In tutti gli 8 casi di questa serie, il dolore lombare è diminuito relativa-
mente o cessato del tutto dopo l’applicazione esterna dei medicinali. Il
contenuto di nitrogeno, d’urea e di creatinina nel sangue è stato ridotto,
l’eliminazione della creatinina endogena è aumentata ed è stata ed è stata
anche promossa la diuresi. Per favorire l’assorbimento attraverso la pelle,
i medicinali debbono essere polverizzati molto finemente e passati poi at-
traverso un filtro da 100 mesh. Nel corso dell’applicazione, l’impacco
deve essere tenuto umido con la soluzione di azono. Se compaiono vesci-
che o altri marcati segni di allergia, si deve sospendere l’applicazione e si
devono curare le lesioni da essa derivate.

Trattamento dello stato epilettico con l’agopuntura

Yang Jinan
(Department of Acupuncture, Hospital for Mental Diseases, Fuyang
District, Anhui Province)

Sommario
L’autore ha curato 8 casi di epilessia mediante agopuntura con interessan-
ti risultati come dimostrato da quanto segue.

Casistica
Gli 8 casi di questo gruppo comprendono 5 pazienti di sesso maschile e 3
di sesso femminile, con età fra i 5 e i 16 anni. La durata della malattia va
da 1 mese a 7 anni, l’attacco più lungo è durato 2 ore.
Metodo di trattamento
Scelta dei punti:
4 punture transfissianti, Hegu bilaterale (GI 4) e Taichong (F.3),
Reizhong (VG 26), Baihui (VG 20), Yongquan (RN 1), Shixuan (Extra 30),
Jiansi (MC 5), Shenmen (C7), Guanyuan (VC 4), Fenglong (E 40),
Yintang (Extra 1), Fengchi (VB 20), e Sanyinjiao (Rt 6) vengono utilizzati
a seconda delle condizioni del caso. Si agisce sui punti Shixuan (Extra 30)
in modo da provocare un microsalasso e si agisce sugli altri punti con il
metodo di dispersione; una volta ottenuto il miglioramento dei sintomi, si
applicano i metodi di tonificazione e dispersione.

Risultati del trattamento


In tutti gli 8 casi si è riscontrata una diminuzione dei sintomi nei primi 10
minuti; in 5 casi in un tempo da 2 a 5 minuti; in 3 casi in un tempo da 6 a
10 minuti. 3 casi sono stati seguiti per 2 anni durante i quali non si sono
avute ricadute. 1 caso è stato seguito per 8 anni trascorsi senza ricadute.

Caso esemplificativo
Li XX è un ragazzo di 16 anni che viene visitato per la prima volta il 16
giugno 1972 per un attacco epilettico della durata di 2 ore.
La madre afferma che il ragazzo soffre di epilessia da 5 anni. La malattia
si è manifestata con attacchi iniziali ogni qualche mese. Nei 6 mesi prece-
denti la visita gli attacchi si sono fatti più frequenti fino ad essere, qual-
che volta, 2 al giorno. L’attacco di cui parliamo comincia la mattina del 16
giugno. Il ragazzo viene visitato in stato di incoscienza e presenta schiuma
alla bocca e viso cianotico, gli arti presentano movimenti tonico-clonici, il
respiro è corto ed accelerato, con interruzioni saltuarie. Si riscontra del
catarro nella gola ed incontinenza urinaria. Il polso è teso. Dapprima si
utilizza l’agopuntura al Renzhong (VG 26), al Yongquan (Rn 1), allo
Shixuan (Extra 30) ed al Daling (MC 7) con il metodo di forte riduzione
senza ritenzione degli aghi; i punti Shixuan vengono forati in modo da
provocare un microsalasso. Dopo 5 minuti la convulsione cessa ed il respi-
ro si calma, ma il paziente non è ancora del tutto cosciente. Le 4 punture
transfissianti e l’agopuntura all’Hegu bilaterale (Gi 4) e al Taichong (C
3), allo Jianshi (MC5), al Shenmen (C7), al Guanyuan (VC 4) e al
Fenglong (E 40) viene fatta con ritenzione degli aghi e movimento di tor-
sione e rotazione ogni 2-5 minuti. Il paziente riprende coscienza dopo il 1°
movimento. Dopo che il movimento è stato fatto per 3 volte il paziente la-
menta cefalea ed astenia, poi si addormenta. Gli aghi vengono tolti e il ra-
gazzo viene rimandato a casa. Viene seguito fino al 1980 e non viene ri-
scontrata alcuna ricaduta.

Considerazioni
Il trattamento dell’epilessia con l’agopuntura deve essere fatto o durante
un attacco o durante la remissione della malattia. Se è eseguito durante
un attacco e finalizzato a farlo cessare, a fermare il fenomeno epilettico, a
purificare il flegma e ad aprire gli orifizi, a trattenere il vento e a far ces-
sare le convulzioni. I punti Renzhong (VG 26), Yongquan (Rn 1), Shixuan
(Extra 30) e Daling (MC7) vengono utilizzati per tranquillizzare i sensi e
permettere il ritorno della coscienza, risvegliare il cervello ed aprire gli
orifizi, il punto Shenmen (C 7) ed il punto Jianshi (MC5) si utilizza per
stabilizzare cuore e mente; viene fatta l’agopuntura al Guanyuan (VC 4)
per riempire il Qi del rene e rafforzare lo yang principale; il Fenglong (E
40) si usa per purificare il calore, espellere il flegma e tranquillizzare la
mente.
Le 4 punture transfissianti sono una modalità che pensiamo efficace sulla
base della nostra esperienza sulla malattia. Esse hanno lo speciale effetto
di purificare il calore e aprire gli orifizi rinforzando il cervello e stabiliz-
zando i sensi, di attenuare il vento e di calmare il fegato; hanno anche
l’effetto di esercitare attività anticonvulsiva e di recuperare la coscienza.
In pratica si fa l’agopuntura ai punti Qianding (VG 21), Houding (VG 19)
e Luoque (V 8) sinistro e destro, attraverso il Baihui (VG 20) sotto la pel-
le. Abbiamo scoperto che il metodo è molto efficace nel trattamento dei
disturbi nervosi e psichici. E’ quindi la scelta più opportuna per il tratta-
mento dell’epilessia e in genere si hanno buoni risultati.

Trattamento dell’obesità semplice con la miscela anti-


obesità di Kang Ling

Xi Caikun, Qian Peiqiong, Jiang Hongyu, Li Shunmin, Liu Shaogui.


(Kang Ling Anti-obesity Mixture Research and Manufacturing Group, First
Affiliated Hospital, Hunan College of TCM)

Sommario
L’obesità è causata da sovralimentazione, insufficiente consumo di energia
e grande quantità di grasso accumulato. Il peso del corpo è sopra lo
standard (> 20% del peso corporeo standard). Oltre ai sintomi comuni
(palpitazioni, respiro corto, iperidrosi e stanchezza) questi pazienti sono
soggetti a disturbi cardiaci coronarici, ipertensione, diabete mellito,
iperlipidemia, ecc., tutte affezioni serie per il fisico umano. Sono stati trat-
tati 55 casi di obesità semplice con la miscela anti-obesità di Kang Ling e
si è confrontata l’efficacia terapeutica con 55 casi trattati con
Fenfluramina (gruppo di controllo).

Casistica
Tutti i 110 casi sono stati esaminati e scelti secondo i criteri diagnostici
per la valutazione dell’obesità semplice formulati al Primo Convegno Na-
zionale Deliberativo per la Prevenzione e la Cura dell’Obesità con una
combinazione di medicina cinese tradizionale e di medicina occidentale. Il
gruppo terapeutico ed il gruppo di controllo sono stati scelti a caso secon-
do l’ordine di consultazione.
Nel gruppo terapeutico ci sono 9 pazienti di sesso maschile e 46 di sesso
femminile, con un’età media di 35.3 anni ed una storia clinica media di
6.3 anni. Confronto fra il grado di obesità tra questi due gruppi: nel grup-
po terapeutico, 15 casi sono di grado leggero (il peso corporeo medio è un
20-30% sopra lo standard), 27 casi sono di grado moderato (il peso è so-
pra lo standard dal 31 al 50%), 27 casi sono di grado elevato (il peso su-
pera lo standard del 50%); nel gruppo di controllo ci sono 14, 37 e 4 casi
rispettivamente. Il grado di obesità nel gruppo terapeutico è chiaramente
maggiore di quello del gruppo di controllo (P<0.05). Nel gruppo
terapeutico 15 casi (27.3%) presentano anche iperlipidemia. In questo
gruppo ci sono anche 2 casi di ipercolesterolemia, 8 casi di
ipertrigliceridemia e 5 casi di aumento di entrambi i valori; nel gruppo di
controllo, 9 casi (16.4%) sono accompagnati da iperlipidemia. Essi com-
prendono 5 casi di ipercolesterolemia, 2 casi di ipertrigliceridemia e 2
casi di aumento di entrambi i valori. Inoltre, nel gruppo terapeutico, 3
casi sono complicati da ipertensione e 1 caso è complicato da disturbi car-
diaci coronarici mentre nel gruppo di controllo ce ne sono rispettivamen-
te 5 e 1.

Metodo di terapia
Nel gruppo terapeutico, la miscela anti-obesità di Kang Ling viene sommi-
nistrata in dosi di 100 ml due volte al giorno mezz’ora prima di colazione
e di cena, ma la dose viene aumentata a 150 ml nei pazienti con un peso
superiore ai 90Kg. La miscela anti-obesità di Kang Ling è composta di
Radix Astragali o Hedysari 20gr, Rhizoma Alismatis 20gr, Folium
Nelumbinis 30gr, Fructus Crateagi 15gr, Radix Polygoni Multiflori 15gr,
Radix et Rhizoma Rhei 10gr, Semen Sinapis Albae 12gr e Rhizoma
Corydalis 12gr. La miscela viene preparata dalla Sezione di Farmaceutica
del nostro Istituto.
Nel gruppo di controllo viene somministrata Fenfluramina (capsule); nella
prima settimana, 20mg due volte al giorno mezz’ora prima di colazione e
di cena e dalla seconda settimana, 20mg tre volte al giorno mezz’ora pri-
ma di ciascun pasto.
L’assunzione delle medicine per un mese costituisce un ciclo terapeutico
per ogni gruppo. Durante il periodo di osservazione, tutti gli altri medici-
nali sono sospesi e la dieta è quella normale.

Risultati terapeutici
I 110 pazienti sono stati sottoposti da uno a tre cicli di terapia; la maggio-
ranza di essi è stata sottoposta ad un solo ciclo. In media il gruppo
terapeutico è stato curato per 32.6 giorni mentre il gruppo di controllo
per 30.9 giorni.
Secondo i criteri per la valutazione del risultato terapeutico formulato al
Primo Convegno Nazionale Deliberativo per la Prevenzione ed il Tratta-
mento dell’Obesità con una combinazione di medicina cinese tradizionale
e medicina occidentale, nel gruppo terapeutico si osserva notevole miglio-
ramento in 33 casi (60%) (diminuzione del peso di 3Kg al mese), migliora-
mento (diminuzione del peso di 1-2Kg al mese) in 16 casi (29.1%), nessun
miglioramento (diminuzione del peso inferiore a 1Kg al mese) in 6 casi
(10.9%). La percentuale totale di miglioramento è pari all’89.1%, con una
media di diminuzione di 2.2Kg al mese.
Nel gruppo di controllo si osserva notevole miglioramento in 29 casi
(52.7%), miglioramento in 21 casi (38.2%) e nessun miglioramento in 5
casi (9.1%). La percentuale totale è pari a 90.9% con una diminuzione me-
dia di 2Kg al mese. Non ci sono differenze significative nell’efficacia
terapeutica fra i due gruppi (P<0.05).
Per quanto concerne l’efficacia terapeutica nei casi accompagnati da
iperlipidemia: nel gruppo terapeutico, il colesterolo ed i trigliceridi sono
diminuiti in media di 37 mg% e 12.1 mg% al mese rispettivamente.
La differenza nell’effetto di abbassamento di lipidi nel sangue è statistica-
mente insignificante nei due gruppi esaminati.

Dibattito
La descrizione della sindrome dell’obesità nella medicina cinese tradizio-
nale è ben illustrata in Huang Di Nei Jing (Classico di Medicina Interna
dell’Imperatore Giallo 475-221 a.C.). Il manifestarsi dell’obesità è diretta-
mente proporzionale alla sovralimentazione. Fra i 110 casi di questo grup-
po 88 (80%) sono legati a fattori dietetici. Le ricerche della medicina mo-
derna stabiliscono che l’obesità è legata al sesso, all’età, alle abitudini ali-
mentari, al lavoro, a fattori costituzionali, allo stato mentale ed emoziona-
le, alla gravidanza, a differenze genetiche e regionali.
L’analisi dei materiali clinici rileva che i fattori esogeni del disturbo sono
principalmente la sovralimentazione, l’attività fisica insufficiente; la causa
interna è in relazione a fattori genetici e costituzionali.
La patogenesi dell’obesità è correlata alla carenza di Qi al flegma, all’umi-
dità e al ristagno.
La milza è un organo essenziale per la crescita post-natale del corpo uma-
no; è la fonte dell’energia vitale ed è responsabile del flusso e della con-
versione degli alimenti e dei nutrimenti purificati; il rene regola l’innato
ed aiuta la milza nella trasformazione dei nutrimenti purificati. La caren-
za di Qi è strettamente legata allo squilibrio della funzione del rene e del-
la milza; questi organi si influenzano a vicenda.
Quando c’è un deficit di milza, quest’ultima non riesce a trasportare e a
trasformare; se subentra anche un’insufficienza di rene, esso non può aiu-
tare la milza nell’azione di trasporto e di trasformazione degli alimenti in
sostanze pure.
Inoltre la sovralimentazione e l’abuso di cibi grassi e dolci aggravano ulte-
riormente lo squilibrio funzionale della milza e del rene dando luogo ad
un accumulo di umidità e grasso, ristagno di Qi e sangue, flegma-umidità
e ristagno di grasso che si accumulano tra i muscoli e la pelle in tutto il
corpo, nel peritoneo ed all’interno dei visceri. In questo modo il disturbo
si stabilizza. E’ chiaro che, secondo il punto di vista della medicina cinese
tradizionale, la base patogenica dell’obesità si debba ricercare in disordini
funzionali della milza e del rene.
La miscela anti-obesità di Kang Ling è stata studiata e confezionata in con-
formità alle caratteristiche patogeniche dell’obesità ed ai principi di
differenziazione dei sintomi e dei segni della medicina tradizionale cinese
combinate con le ricerche riferite della medicina moderna.
L’osservazione clinica mette in rilievo che questa miscela esercita un’azio-
ne di integrazione del Qi tonificando il rene e favorendo il metabolismo
dei lipidi. Esercita poi effetto ipolipomizzante, di promozione della
diuresi, di eliminazione dell’umidità e di rimozione del flegma. In alcuni
casi si ottiene la riduzione ponderale. La miscela anti-obesità di Kang Ling
aiuta anche ad inibire l’appetito.
Il sapore di questa miscela è leggerissimo, la prescrizione è stata studiata
per non presentare reazioni tossiche o negative. Nel gruppo terapeutico
curato con questa miscela la riduzione del peso è stata di 2.2Kg al mese in
media contro i 2.0Kg al mese del gruppo di controllo. E’ sufficientemente
evidente che l’efficacia della miscela anti-obesità di Kang Ling può essere
paragonata a quella della Fenfluramina.

Trattamento di 216 casi di occlusione della vena


retinica secondo la medicina cinese tradizionale

Liu Xiaoshu, Li Chunyan


(Department of Ophthalmology, Guang An Men Hospital, China Academy
of Traditional Chinese Medicine)

Sommario
La medicina cinese tradizionale è stata utilizzata nel trattamento di 216
casi (219 occhi) di occlusione della vena retinica. Il periodo di trattamen-
to è stato in media di 3 mesi; la percentuale di efficacia è dell’80.4%. Me-
diamente, nei 3 anni successivi, l’84.1% dei pazienti ha mantenuto una ca-
pacità visiva stabile o solo leggermente diminuita. Gli autori pensano che
il trattamento del disturbo con la medicina cinese tradizionale favorisca il
riassorbimento del sangue e la formazione di una circolazione collaterale
ed elimini la neovascolarizzazione, in modo da prevenire il ripetersi di
emorragie che potrebbero comportare serie complicazioni.
L’occlusione della vena retinica è un disturbo oculare che si manifesta con
un attacco acuto che colpisce seriamente la vista. Attualmente non c’è un
solo efficace mezzo di trattamento. Per molti anni sono state adoperate,
nel trattamento del disturbo, erbe cinesi che rinvigoriscono la circolazio-
ne del sangue e riducono la stasi; gli effetti della cura sono riportati di se-
guito.

Casistica
Descrizione generale dei pazienti
Dei 216 casi, 120 sono di sesso maschile e 96 di sesso femminile. Il distur-
bo colpisce l’occhio destro in 128 casi e quello sinistro in 85 casi, entram-
bi gli occhi sono colpiti in 3 casi. 176 casi vengono trattati come pazienti
esterni e 40 casi vengono ricoverati. Il disturbo con decorso più breve ri-
sale a 4 giorni prima della utilizzazione della terapia, mentre quello con
decorso più lungo a 15 mesi. 6 casi sono ricorsi all’assistenza medica en-
tro 7 giorni dall’insorgere del disturbo, 127 casi da 7 giorni a 2 mesi e 81
casi oltre i 2 mesi.
203 casi hanno storie di precedenti terapie prima di arrivare alla nostra
clinica; di questi 197 casi (97.0%) sono stati curati con medicine occiden-
tali o con una combinazione di medicina occidentale e medicina cinese
tradizionale.
Sui 219 occhi esaminati, il tronco venoso è compromesso in 99 casi ed i
rami venosi sono compromessi in 120 casi. I pazienti con compromissione
del tronco venoso hanno, per lo più, superato i 40 anni, per un totale di
70 occhi (70.7%). La compromissione dei rami venosi riguarda principal-
mente il ramo temporale superiore (91); viene poi l’affezione del ramo
temporale inferiore (23); l’occlusione della vena inferiore del setto nasale
è rara (3), occlusioni localizzate diversamente (3).
La pressione sanguigna viene misurata in 152 casi. 107 casi rivelano iper-
tensione e sono il 70.4%; 99 casi di ipertensione si riferiscono a persone
con età superiore ai 40 anni. La pressione oculare viene misurata in 118
casi, 114 risultano normali e 4 casi presentano un glaucoma primario.
151 casi presentano tracce di arteriosclerosi retinica, 150 hanno superato
i 40 anni.
Nel corso del trattamento 7 persone hanno sviluppato un glaucoma
neovascolare, 27 hanno presentato ripetute emorragie (11 casi due volte e
16 casi più di tre volte).

Fattori predisponenti e disturbi concomitanti


I più frequenti fattori predisponenti e concomitanti in questa serie di pa-
zienti sono l’ipertensione vascolare (presente in 107 casi) e
l’arteriosclerosi retinica (presente in 151 casi); altri disturbi cardiaci
coronarici sono presenti in 8 casi. Ci sono poi 4 casi di diabete, 8 casi di
vasculite oculare e 4 casi di glaucoma.

Esami di laboratorio
Oltre gli esami di laboratorio di routine, in 41 casi viene fatto
l’ematocrito; in 39 casi (95.1%) esso risulta elevato; il fibrinogeno deter-
minato in 41 casi è risultato sopra i 300-400 mg.% in 40 casi (97.6%); il
colesterolo nel sangue è stato determinato in 60 casi, in 40 (66.7%) non è
risultato normale (superiore ai 250%), i trigliceridi, esaminati in 60 casi,
sono risultati eccessivi in 31 casi (51.7%).

Fluoroangiografia del fundus


In 60 casi viene eseguita la fluoroangiografia del fundus che ha rivelato
29 casi di occlusione del tronco venoso e 37 casi di occlusione del ramo
venoso. Alla prima visita è stata riscontrata una fuoriuscita delle vene in
30 casi, un riempimento differito delle vene in 20 casi, una rottura del-
l’arco maculate in 38 casi, neovascolarizzazione o aneurismi capillari in
30 casi (entrambi i disturbi in 10 casi), aree di non perfusione in 17 casi,
forte fluorescenza al punto di occlusione in 2 casi, infiltrazione estesa alla
macula, senza edema cistico, in 24 casi e formazione di perdite a rosa in
12 casi. Altre anomalie rilevate sono la dilatazione capillare o perdita del
disco, contrazione od obliterazione del lume arterioso, irregolare grossez-
za delle vene e tortuosità delle stesse.

Materiali e metodi
Trattamento con medicinali cinesi
Secondo il principio di cura che si basa sulla differenziazione delle sindro-
mi, il disturbo è classificato in 3 differenti quadri clinici:
-1 sindrome da ristagno di Qi e stasi venosa. I sintomi sono: peggioramen-
to improvviso dell’acutezza visiva, senso di oppressione al petto, frustra-
zione ed irritabilità , alitosi ed arrossamento del volto, feci secche ed uri-
ne gialle. Il polso è teso e rapido. La lingua è rosso scuro, la patina è
sottile,di colore bianco o giallo.
Gli esami del fundus rivelano che il disco ottico è congestionato ed
edematoso, col bordo opaco, le vene sono molto contorte e congestionate,
dal momento che sono 3-4 volte più grandi del normale. Iniziando dal di-
sco e lungo le vene si riscontrano emorragie estese che si irradiano a fiam-
ma.
87 occhi tra quelli esaminati sono affetti da questo tipo di alterazione che
viene curato con il decotto per rimuovere il sangue stagnante nel petto o
con il decotto dei Quattro Ingredienti, con le seguenti composizioni:
- decotto per rimuovere il sangue stagnante dal petto: Radix Achyranthis
Biidentatae, Semen Persicae, Flos Carthami, Radix Angelicae Sinensis,
Radix Ligustici Chaunxiong, Radix Paeoniae Rubra, Radix Rehmanniae,
Fructus Aurantii, Radix Bupleuri, Radix Platycodi;
- decotto dei Quattro Ingredienti: Radix Rehmanniae, Radix Paeoniae Alba,
Radix Angelicae Sinensis, Radix Ligustici Chuanxiong, Semen Persicae, Flos
Carthami.
-2 Sindrome da deficit di yin ed eccesso di yang. Oltre al peggioramento
visivo ed alla sintomatologia di cui sopra, si riscontrano mal di testa, ver-
tigini, tinnitus, debolezza della regione lombare e alle ginocchia, dolore ai
fianchi, insonnia, bocca secca e viso arrossato. Il polso è teso e fine. La lin-
gua è rossa con una leggera patina che può essere anche giallastra. Gli
118 pazienti presentano questo quadro clinico e vengono curati col
decotto Tian Ma Gouteng composto da: Rhizoma Gastrodiae, Cortex
Eucomniae, Poria, Ramulus Uncaria cum Uncis, Radix Scutellariae, Radix
Achyranthis Bidentatae, Concha Haliotidis, Fructus Gardeniae, Ramulus
Loranthi, Herba Leonuri, Caulis Polygoni Multiflori. Vengono aggiunti
Radix Salviae Miltiorrhizae, Radix Paeoniae Rubra, Radix Angelicae
Sinensis, e Caulis Spatholobi per la circolazione sanguigna e rimuovere la
stasi. Per i casi con eccesso di vento, si aggiungono Arisaema cum Bile,
Bombyx Batryticatus e Caulis Bambusae in Taeniam.
-3 Sindrome da deficit combinato di Qi e sangue. Oltre al deterioramento
dell’acutezza visiva e la sintomatologia del fondo oculare, il paziente pre-
senta vertigini, carnagione pallida, voce debole, affaticamento, palpitazio-
ni, insonnia, dispnea e sudorazione. Il polso è fine e debole. La lingua è
pallida con una patina biancastra. 14 pazienti presentano questo quadro
clinico. Vengono curati con il decotto per rinvigorire e recuperare lo yang,
così composto: Radix Astragali seu Hedysari, Radix Angelicae Sinensis,
Radix Paeonia Rubra, Radix Ligustici Chuanxiong, Semen Persicae, Flos
Carthami, Lumbricus. Si aggiungono Radix Bupleuri e Fructus Aurantii per
risolvere la stasi. Nei casi di carenza estrema di Qi e di sangue si usa insie-
me al decotto per rinvigorire la milza. Esso è composto da Rhizoma
Atractylodis Macrocephalae, Poria, Radix Astragali seu Hedysari, Arillus
Longan, Semen Ziziphi Spinosae, Radix Codonopsis Pilusulae, Radix
Angelicae Sinensis, Radix Polygalae, Rhizoma Zingiberis Recens e Fructus
Ziziphi Jujubae.
La somministrazione dei medicinali dipende anche dalla situazione del
fundus oculi. Quando non è ancora trascorso un mese dal manifestarsi
dell’emorragia ed il sangue si presenta in uno strato superficiale e di colo-
re rosso brillante si aggiunge Herba seu Radix Cirsii Japonici, Herba
Cephalanoploris, Herba Ecliptae, Cortex Moutan Radicis, Nodus
Nelumbinis Rhizomatis, Flos Sophorae carbonizzato e Pollen Typhae
essiccato. Quando l’emorragia è presente da più di un mese, il colore del
sangue è rosso scuro, le vene sono tortuose e congestionate, senza tuttavia
vascolarizzazione, si utilizza una maggiore quantità di Semen Persicae,
Flos Carthami, Rhizoma Sparganii, Rhizoma Zedoariae, Hirudo e Lignum
Sappan. Nei casi in cui il sangue è pressoché riassorbito con tracce
rilevabili, essudati solidi o edema maculare cistico, si unisce anche Thallus
Laminariae seu Eckloniae, Sargassum, Spica Prunellae, Radix Polygoni
Multiflori, Rhizoma Imperatae, Poria, Fructus Lycii, Fructus Ligustri Lucidi
e Semen Plantaginis.
Trattamento coadiuvante
Ai pazienti ospedalizzati viene somministrata per via e.v. una fiala di 20cc
al 5% di Radix Salviae Miltiorrhizae in 500 cc di soluzione glucosata al 5%.
10 giorni costituiscono un ciclo di cura. Di solito vengono fatti 3-4 cicli.
Altri medicinali somministrati contengono vitamina C, rutina e Dibazol; ai
pazienti ipertesi vengono altresì somministrati farmaci ad effetto
ipotensivo.

Risultati
Criteri per la valutazione dell’efficacia terepeutica
- guarigione clinica: recupero della capacità visiva allo stesso livello prece-
dente alla manifestazione del disturbo, assorbimento delle emorragie del
fundus, vene ritornate normali all’aspetto;
- notevole miglioramento: capacità visiva aumentata di 4 gradi (per i pa-
zienti con una vista inferiore a 0.1, un miglioramento di 0.02 è pari a 1
grado), emorragie del fundus riassorbite in gran parte e vene molto mi-
gliorate all’aspetto;
- miglioramento: vista aumentata da 1 a 3 gradi, emorragia del fundus
parzialmete riassorbite;
- nessun risultato: nessun miglioramento nella capacità visiva, anzi que-
st’ultima può subire un peggioramento, emorragie del fundus invariate o
addirittura aumentate.
Efficacia nel breve periodo
I 219 occhi di questa serie sono stati curati, in media, per 3 mesi con i se-
guenti risultati: 34 sono guariti (15.5%), 52 sono molto migliorati (23.8%),
90 migliorati (41.1%), mentre 43 non hanno avuto nessun miglioramento
(19.6%). La percentuale di efficacia è quindi pari all’80.4%.
(1) Efficacia curativa in relazione alla posizione dell’occlusione: in 99 oc-
chi con occlusione del tronco venoso, 67 (67.4%) sono guariti; in 120 oc-
chi con occlusione dei rami venosi, 109 (90.8%) sono guariti. La differen-
za di risultato tra i due gruppi è molto significativa (P<0.001).
(2) Efficacia della cura in relazione all’età: dei 183 occhi di pazienti con
età superiore ai 40 anni, 157 (85.8%) sono guariti; dei 36 pazienti con età
inferiore ai 40 anni, 19 (52.8%) sono guariti. La differenza fra i due grup-
pi è molto significativa (P<0.001).
(3) Efficacia della cura in relazione alle classificazioni della medicina occi-
dentale: dei 118 occhi di tipo non-ischemico, 110 (94.8%) sono guariti; e
dei 103 casi di tipo ischemico 66 (64.1%) sono guariti. La differenza fra i
due gruppi è molto significativa (P<0.001).
(4) Efficacia della cura in relazione delle sindromi di medicina cinese tra-
dizionale; degli 87 occhi tipo ristagno di Qi e stasi sanguigna, 79 (90.8%)
sono guariti; dei 118 occhi tipo deficit di yin ed eccesso di yang, 90
(76.3%) sono guariti; dei 14 occhi di tipo deficit sia di Qi sia di sangue, 7
(50%) sono guariti. L’effetto terapeutico è stato ottimo per il ristagno di Qi
e stasi sanguigna e minimo per il tipo di deficit combinato di Qi e sangue.
La differenza dell’efficacia terapeutica tra i due gruppi è molto significati-
va (P<0.001).
Efficacia della cura a lungo termine
138 casi sono stati seguiti per un periodo che va da 1 a 6 anni con una
media di 3 anni. Sono compresi 63 casi di occlusione del tronco venoso e
75 casi di occlusione del ramo venoso. La vista in 116 casi (84.1%) si è
stabilizzata o è leggermente migliorata; la vista in 22 casi (15.9%) è dimi-
nuita a causa di ripetute emorragie; in 11 casi neovascolarizzazione segui-
ta da glaucoma neovascolare; in 4 casi, lacerazione maculare; distacca-
mento della retina in 1 caso, e ragioni sconosciute in 5 casi.

Osservazioni
In questa serie di pazienti, l’83.6% ha età superiore a 40 anni all’insorgere
del disturbo ed oltre il 90% di questi pazienti ha complicazioni vascolari
dovute all’ipertensione con arteriosclerosi della retina che sta ad indicare
come l’occlusione venosa della retina è in stretto rapporto con questi fat-
tori eziopatogenetici. Inoltre, l’ematocrito è elevato nel 91.5% dei pazienti
esaminati, il fibrinogeno è alto nel 97.6%; quindi, la riduzione della
viscosità sanguigna dovrebbe essere inclusa nel trattamento del disturbo.
Sui 66 casi della serie sottoposti a fluoroangiografia, 30 (45.5%) sono ri-
sultati affetti da neovascolarizzazione o aneurisma.
La neovascolarizzazione causa non solo il glaucoma secondario, ma predi-
spone a ripetute emorragie il cui manifestarsi conduce di frequente al di-
staccamento della retina e alla cecità.
Il trattamento secondo la medicina cinese tradizionale può aumentare la
capacità di riassorbimento del sangue stravasato, stimolare la formazione
di una circolazione collaterale ed eliminare la neovascolarizzazione; pre-
viene quindi serie complicazioni.

Trattamento dell’epitelite acuta pigmentosa della retina


secondo la medicina cinese tradizionale

Zhang Bin, Wei Suying, Liu Huaidong sotto la direzione di Pang Zanxiang
(Department of TCM Ophthalmology, Provincial Hospital of Hebei)

L’epitelite acuta pigmentosa della retina è un disturbo del fundus non


raro, soprattutto nella mezza età e nell’adolescenza; esso colpisce uno od
entrambi gli occhi. I sintomi sono: micropsia, metamorfopsia e diminuzio-
ne dell’acutezza visiva. Il disturbo può diventare cronico e protrarsi per
anni. E’ opinione corrente che il disturbo sia la conseguenza di un’infezio-
ne causata da un virus del pigmento epiteliotropico. Abbiamo curato il di-
sturbo con la medicina cinese tradizionale; i risultati si sono rivelati buo-
ni, come risulta dai casi esemplificativi sottoriportati.
Caso 1: Li XX, 30 anni, sesso maschile, viene ricoverato il 20 giugno 1985
per metamorfopsia all’occhio destro che lo ha colpito da due mesi. Esame
oftalmico dell’occhio destro: capacità visiva 0.6; si riscontrano grappoli di
essudati nella macula, di forma rotonda, circondati da un anello di colore
chiaro; il riflesso foveale centrale è assente. La fluoroangiografia del
fundus dapprima mette in evidenza due grappoli di macchie fluorescenti
nella macula, successivamente evidenzia una perdita di sostanza che for-
ma due aree a forma di bolla di distaccamento della retina. La diagnosi è
epitelite acuta pigmentosa della retina, con distaccamento a forma di bol-
la della retina dell’occhio destro.
La lingua di colore rosso chiaro, con una sottile patina biancastra, il polso
è teso e fine. Il principio di trattamento consiste nel nutrire il fegato ed il
rene, nel rimuovere il ristagno e ridare brillantezza all’occhio con la pre-
scrizione modificata di pillole Shi Hu Ye Guang; cioè: Radix Rehmanniae
Praeparata, Radix Ophiopogonis, Radix Asparagi, Fructus Lycii, Poria,
Radix Achyranthis Bidentatae, Semen Cassiae, Fructus Tribuli Alba, Herba
Dendrobii, Fructus Schisandrae, Semen Closiae, Rhizoma Atractylodis
Macrocephalae e Radix et Rhizoma Gentianae 10gr ciascuno, Concha
Haliotidis 15 gr, Radix Rehmanniae 12 gr e Radix Glycyrrhizae 3 gr, som-
ministrati sotto forma di decotto ogni giorno. Il 25 agosto la capacità visi-
va è migliorata e l’anello di colore chiaro nella macula è completamente
scomparso, con qualche residuo di essudato a macchie e di pigmenti, il ri-
flesso foveale centrale è visibile. Il paziente è guarito dopo aver preso 67
dosi di decotto ed è dimesso dall’ospedale.
Caso 2: Zhang XX, 49 anni, sesso femminile, arriva in clinica il 21 dicem-
bre 1985 con annebbiamento della vista all’occhio sinistro a causa di una
macchia nera. Il disturbo dura da 6 mesi. Esame oftalmico dell’occhio sini-
stro: capacità visiva 0.1, l’area maculare è sporca, con essudati; riflesso
foveale centrale è assente. La fluoroangiografia retinica mette in evidenza
grappoli di macchie fluorescenti nella macula: parti delle macchie sono
scure al centro e luminose ai margini. In seguito compaiono anche due
macchie di perdite. La diagnosi è di epitelite acuta pigmentosa della reti-
na.
La lingua è pallida e la patina sottile e biancastra. Il polso è teso e fine. Il
principio di trattamento consiste nel purificare il fegato e rimuovere il ri-
stagno, ciò porta ad un leggero miglioramento dei sintomi, la paziente ha
scarso appetito, rigurgito acido, sensazione di sete e feci molli. La patina
della lingua diventa bianca e spessa, ed il polso lento. Il trattamento è al-
lora diretto a rinforzare la milza e armonizzare lo stomaco, eliminare
l’umidità e regolare il Qi, con la prescrizione Ping Wei San con aggiunte;
cioé: Rhizoma Atractylodis 15 gr, Cortex Magnoliae Officinalis 5 gr,
Pericarpium Citri Reticulatae, Rhizoma seu Radix Notopterygii, Radix
Ledebouriellae, Rhizoma Dioscoreae, Fructus Evodiae, Periostracum
Cicadae ed Herba Equiseti Hiemalis 10 gr ciascuno, e Radix Glycyrrhizae 3
gr. Le erbe vengono decotte e la somministrazione avviene una volta al
giorno. L’11 gennaio 1986, 20 giorni dopo l’inizio del trattamento, la vista
all’occhio sinistro diventa 1.2, gli essudati maculari sono per la maggior
parte assorbiti ed il riflesso foveale centrale è appena visibile.
Caso 3: Wang XX, 38 anni, sesso maschile, si presenta per la prima volta il
9 settembre 1985 per metamorfopsia all’occhio destro di cui è sofferente
da un mese. Esame oftalmogico dell’occhio destro: acutezza visiva 0.3; nel-
l’area maculare c’è un anello di colore chiaro ed essudati puntiformi
grigiastri; il riflesso foveale centrale è assente.
La fluoroangiografia del fundus mette in evidenza parecchie macchie fluo-
rescenti nell’area nasale che gradualmente si trasformano in una grossa
infiltrazione fluorescente. La diagnosi è epitelite acuta pigmentosa della
retina dell’occhio destro.
La lingua è pallida, con una patina biancastra ed il polso è teso e fine. Il
principio di trattamento consiste nel purificare il fegato e rimuovere il ri-
stagno, rinforzare la milza e rimuovere l’umidità. Si utilizza la prescrizio-
ne Qing San Jie Yu Yi Yin Shen Shi Tang (decotto QJYS) con modificazioni;
cioè: Radix Stellariae, Flos Chrysanthemi, Rhizoma Atractylodis, Semen
Cuscutae, Radix Paeoniae Rubra, Fructus Ligustri Lucidi, Periostracum
Cicadae, Herba Equiseti Hiemalis, Radix Ledebouriellae, Fructus Aurantii e
Radix Rehmanniae 10 gr ciascuna, Concha Margaritifera Usta 15 gr e
Radix Glycyrrhizae 3 gr. I medicinali vengono somministrati sotto forma
di decotto nella misura di 1 dose al giorno. Il 24 ottobre, 45 giorni dopo
l’inizio del trattamento, la capacità visiva diventa 1.0, l’anello di colore
chiaro nella macula è scomparso, gli essudati sono diminuiti, il riflesso
floveale centrale diventa visibile. La stessa prescrizione viene sommini-
strata con l’aggiunta di Rhizoma Anemarrhenae nella misura di 10 gr e di
Cortex Phellodendri nella misura di 10 gr ancora per tre giorni per conso-
lidare gli effetti curativi.

Osservazioni
La terapia dei disturbi oculari descritti si basa sulla differenziazione siste-
matica o generale dei sintomi: tuttavia molti disturbi oculari sono privi di
sintomatologia sistemica e, quindi, i pazienti arrivano in clinica unica-
mente per disturbi oculari. Durante lo stadio dell’epitelite pigmentosa, i
cambiamenti del fundus consistono in grappoli di macchie grigiastre
tondeggianti circondate da un anello di colore chiaro e la macula della re-
tina mette in evidenza un distacco netto causato da essudazioni sierose. A
questo stadio, il trattamento viene fatto con il decotto QJYS che purifica il
fegato, rimuove il ristagno, nutre lo yin ed elimina l’umidità. Nello stadio
di regressione, le macchie maculari grigiastre diventano scure, oppure più
chiare e scompaiono insieme con l’anello dello stesso colore. Per il tratta-
mento a questo stadio si impiega la prescrizione di pillole Shi Hu Ye
Guang con modificazioni. Inoltre, l’aggiunta di Periostracum Cicadae,
Herba Equiseti Hiemalis, Rhizoma seu Radix Notopterygii, Radix
Ledebouriellae ed Herba Schizonepetae per disperdere il vento e l’umidi-
tà, e l’uso di Concha Margaritifera Usta, Concha Haliotidis e Concha
Ostreae sono utili per ridurre le macchie grigie tondeggianti e l’anello di
colore chiaro che circonda la regione maculare. Questo disturbo può ri-
presentarsi: quindi, è consigliabile l’uso continuativo della prescrizione
dopo la remissione del disturbo. Farmaci che nutrono lo yin ed il fegato
sono utili per consolidare gli effetti terapeutici.
Trattamento dell’edema idiopatico col decotto di Radix
Aucklandiae per stimolare il flusso del Qi

Li Haopeng, Yang Hao, Xie Shiping,


Zhang Lixia, Li Chuanfa
(Henan College of Traditional Chinese Medicine)
-Analisi su 50 casi-

Sommario
Dal gennaio 1986 al marzo 1988 gli autori hanno curato 50 casi di edema
idiopatico, con il decotto di Radix Aucklandiae per stimolare il flusso di Qi
secondo il testo Prescrizioni del Dispensario di Quiete e Benevolenza. ( Si
tratta di un testo compilato dall’Ufficio dei Medici Imperiali della Dinastia
Song).
I risultati ottenuti sono brevemente riassunti come segue:

Casistica
I 50 pazienti di questo studio sono tutti di sesso femminile. 17 hanno da
35 a 45 anni, 30 casi da 45 a 55 anni e 3 da 55 a 60. Il decorso clinico va
da 1 a 2 anni in 7 casi, da 2 a 3 anni in 15 casi e da 5 a 10 anni in 5 casi.
Caratteristiche dell’edema:
1 l’edema peggiora dopo una fatica fisica e quando si è stanchi, e migliora
quando si resta in riposo;
2 si riscontra aumento del peso corporeo verso la fine della giornata, con
una media di 1.5 Kg in più la sera rispetto alla mattina;
3 i test per il controllo della diuresi indicano che, in posizione eretta c’è
ritenzione di acqua e che l’emissione di urina è inferiore del 50% di quella
che si ottiene in decubito supino.

Materiali e metodi
Composizione della prescrizione: Rhizoma Pinelliae, Pericarpium Citri
Reticulatae, Cortex Magnoliae Officinalis, Pericarpium Citri Reticulatae
Viride, Radix Glycyrrhizae, Rhizoma Cyperi e Folium Perillae 500gr ciascu-
no; Radix Ginseng, Poria Rubrum, Fructus Chaenomelis, Rhizoma Acori
Graminei, Rhizoma Atractylodis Macrocephalae, Radix Angelicae
Dahuricae, Radix Ophiopogonis, Fructus Tsaoko, Cortex Cinnamomi,
Rhizoma Zedoariae, Pericarpium Arecae, Cortex Syzygii Aromatici, Semen
Arecae, Radix Aucklandiae e Folium Agastachis 300 gr ciascuno, e Caulis
Akebiae 400 gr.
I medicinali di cui sopra vengono polverizzati grossolanamente, 10 gr del-
la polvere ottenuta costituiscono 1 dose che viene fortemente riscaldata
con tre fette di Rhizoma Zingiberis Recens, due di Fructus Ziziphi Jujubae
e una tazza d’acqua. Il decotto viene preso caldo 2-3 volte al giorno. Op-
pure l’intera prescrizione viene divisa in 50 dosi da somministrarsi come
decotto 1 dose al giorno.

Criteri per l’efficacia e risultati della terapia


1 Guarigione: tutti i sintomi scompaiono, non ci sono ricadute per più di
un anno dopo la cura;
2 notevole miglioramento: chiara diminuzione dell’edema e conseguente
riduzione del peso, nessuna ricaduta nei 3-5 mesi successivi alla cura;
3 miglioramento: leggero miglioramento dell’edema ma instabile, con fre-
quenti variazioni;
4 nessun risultato: l’edema rimane o peggiora.
Dei 50 casi, 6 (12%) sono guariti, 37 (74%) molto migliorati, 4 (8%) mi-
gliorati e 3 casi (6%) non hanno ottenuto alcun risultato.

Osservazioni
L’eziologia dell’edema idiopatico è ancora sconosciuta. Secondo la medici-
na cinese tradizionale il disturbo appartiene alla categoria delle sindromi
da ristagno. Sebbene tale sindrome sia suddivisa in forme da deficit e da
eccesso, nella clinica pratica, ciò che si riscontra è spesso una combinazio-
ne di sintomi quali gonfiore, dilatazione, flegma, umidità e stasi. La varie-
tà deficit è molto rara e la categoria eccesso è quella che si presenta più
comunemente.
I medicinali del decotto di Radix Aucklandiae per stimolare il flusso di Qi
producono gli effetti combinati delle 23 erbe che lo compongono: regola-
no il qi, rimuovono la stasi sanguigna, disperdono l’umidità e favoriscono
la diuresi, tonificano lo stomaco e rinforzano la milza, calmano il fegato
affaticato ed eliminano la stasi venosa, regolano la circolazione del Qi, ri-
scaldano il rene, nutrono i polmoni e la loro essenza yin , liberano il cor-
po dal flegma e calmano lo stress mentale. Poichè si pensa che l’edema sia
causato dal ristagno di flegma, acqua, Qi, sangue ed umidità nel corpo
contemporaneamente, il decotto di Radix Aucklandiae ha quindi effetti
positivi per le sue molteplici azioni terapeutiche combinate.

Trattamento della rinite allergica col laser a base di elio


e neon sui punti dell’agopuntura

He Shaoqin, Wang Shali


(ENT Department, Xuan Wu Hospital, Beijing)
Peng Yue
(Institute of Acupuncture and Moxibustion, China Academy of TCM)

Sommario
Fin dal 1987, 67 casi di rinite allergica vengono curati per mezzo di irra-
diazioni a mezzo laser a base di elio-neon sui punti dell’agopuntura con
buoni risultati nella maggioranza dei casi.

Casistica
-1 Dati generali: questa serie di 60 casi è formata da 31 malati di sesso
maschile e 29 di sesso femminile, con una età che va dai 14 ai 60 anni.
-2 Scelta dei casi: per tutti i 60 casi la diagnosi si basa sui segni clinici e
sull’esame rinologico, confermato dai test allergologi (inalazione o test
epidermico dell’antigene). I test allergologici non sono stati utilizzati in 4
casi, in cui la diagnosi è stata formulata solo sulla base delle manifestazio-
ni cliniche.
A tutti i pazienti viene eseguita una radiografia dei seni nasali, a seguito
della quale si riscontrano segni normali in 6 casi e ipertrofia unilaterale o
bilaterale della mucosa dei seni mascellari in 54 casi; ciò significa che la
patologia ha, nella maggioranza dei casi, invaso i seni nasali.

Metodo di trattamento e risultati


Si utilizza l’apparecchio per l’agopuntura al fibrolaser a base di elio-neon,
costruito dal Centro Medico di Shanghai per gli strumenti laser. La lun-
ghezza d’onda è 6328 A, l’uscita > 1mw ed il diametro del raggio di luce
1.5mm. I punti scelti sono Yingxiang (Gi 20) Hegu (Gi 4) e Zusanli (E36).
I punti vengono irradiati per 5 minuti ogni giorno e 12 sedute costituisco-
no 1 ciclo di trattamento; tutti gli altri medicinali sono sospesi.
Risultati del trattamento: dei 60 casi di questa serie, 42 (70%) sono guariti
dopo 1 ciclo di trattamento, 8 casi (13.3%) sono guariti dopo 2 cicli di
trattamento; 10 casi non hanno avuto nessun giovamento. L’esame
rinologico dei 10 casi senza alcun giovamento non ha rivelato flogosi
purulenta nel meato medio, la conca media è polipoide, la radiografia
mette in evidenza un’ipertrofia della mucosa nell’antro e la paracentesi
non rivela pus.
Caso tipico: Wang XX, di sesso maschile, 25 annimeccanico. Per 5 anni ac-
cusa rinorrea acquosa, prurito al nasonasale e congiuntivale.
Desensibilizzatori per os, agopuntura, gocce nasali e cauterizzazione elet-
trica non hanno alcun effetto curativo. Non ci sono casi analoghi in fami-
glia, e non ci sono altri disturbi allergici sistemici. I risultati dei test
cutanei per inalazione di antigeni danno questi risultati: polvere (++) pol-
line primaverile (+), polline estivo (+), polline artemisia (+), tabacco (+) e
estratto polivalente (+). La terapia mediante irradiazioni laser sui punti di
agopuntura viene applicata nel giugno del 1987, i sintomi migliorano
dopo 6 sedute e scompaiono completamente dopo 1 ciclo di trattamento.
L’esame rinologico mette in evidenza una forte diminuzione dell’edema
della cavità nasale, una riduzione della rinorrea e la pervietà delle coane.
Nell’aprile del 1988 il paziente dichiara che le sue condizioni sono buone
e che non ha avuto ricadute.

Osservazioni
La rinite allergica si può classificare in perenne e stagionale. Fino ad oggi
la cura consisteva in trattamento locale, agopuntura, cauterizzazione elet-
trica, psicoterapia, desensibilizzazione medica e neurotomia del nervo di
Vidian. Il metodo di irradiazione a mezzo laser ha effetti simili a quelli de-
gli altri sistemi mentre ha il vantaggio di essere indolore, non nocivo, pri-
vo di effetti collaterali o controindicazioni e semplice da mettere in prati-
ca. Si può utilizzare come uno dei sistemi di routine per la rinite allergica.
L’irradiazione a mezzo laser ha effetti analgesici, riduce l’edema e favori-
sce la funzione immunologica del corpo. Essa ha gli stessi effetti dell’ago-
puntura tradizionale sulla circolazione sanguigna, favorisce infatti il me-
tabolismo e le attività enzimatiche, con il risultato di drenare i canali, re-
golare i Qi ed il sangue, rinforzare la resistenza del corpo alle malattie. In
generale, dopo 6 sedute di irradiazioni a mezzo laser ai punti dell’agopun-
tura, i sintomi locali dovrebbero migliorare. In questa serie 42 casi sono
guariti dopo 12 sedute di terapia, ed 8 casi hanno ottenuto buoni effetti
terapeutici dopo il secondo ciclo di trattamento.

Trattamento dell’emorragia funzionale uterina dell’ado-


lescenza secondo la medicina cinese tradizionale

Gao Jie
(Department of TCM, Kaifeng People’s Hospital, Henan Province)

Sommario
105 casi di emorragia funzionale uterina dell’adolescenza refrattari alle
medicine occidentali sono stati trattati con successo per mezzo di erbe
medicinali cinesi nel periodo compreso tra l’aprile 1982 ed il luglio 1986.
Allo stadio di emorragia del disturbo è stato somministrato il Decotto
Emostatico a Tripla Azione e, nello stadio di assestamento, quando l’emor-
ragia si è fermata, si è somministro il decotto per rinforzare il rene ed ir-
robustire la costituzione. La percentuale di completa guarigione è stata
pari al 13.3% , quella di netto miglioramento pari al 76.2%, mentre quella
di semplice miglioramento pari all’8.6%, con un totale di risultati positivi
pari al 98.1%. L’autore spiega il meccanismo eziologico del disturbo e la
teoria che gli ha fatto preparare la prescrizione alla luce della medicina ci-
nese tradizionale.
L’emorragia funzionale uterina dell’adolescenza è un emorragia uterina
anomala causata da squilibrio delle secrezioni interne causato da disturbi
dei centri ipotalamici. Le manifestazioni cliniche consistono in cicli me-
struali irregolari, periodi mestruali prolungati o raccorciati, emorragia ab-
bondante o stillicidio di sangue incessante: talvolta le due forme di emor-
ragia possono alternarsi, il che può portare gravi conseguenze. Spesso la
medicina occidentale fallisce nel trattamento di questo disturbo. L’autore
ha raccolto 105 casio curati con successo per mezzo della medicina cinese
tradizionale con riferimento al suo gruppo di lavoro nel periodo aprile
1982- luglio 1986. Si riporta di seguito quanto sperimentato.

Casistica
Tutti i 105 casi sono pazienti con diagnosi ospedaliera di emorragia fun-
zionale uterina dell’adolescenza e curati senza successo con le terapie oc-
cidentali. 64 casi hanno da 12 a 15 anni e 41 casi da 16 a 25. Il decorso
clinico più breve risale a 2 mesi prima del trattamento ed il più lungo ad
8 anni.

Materiali e metodi
Il principio consiste dapprima nel fermare l’emorragia e nel riordinare poi
il ciclo mestruale, quindi nel ripristinare le funzioni normali delle ovaie e
dell’utero.
-1 Allo stadio di emorragia la paziente viene curata con il decotto
emostatico a tripla azione composto dall’autore, che comprende: Radix
Astragali 15-30 gr, Radix Codonopsis Pilusulae 9-12 gr, Rhizoma
Atractylodis Macrocephalae 9-12 gr, Rhizoma Cimicifugae 3-6 gr, Herba
Leonuri 15-20 gr, Rhizoma Dryopteris Crassirhizomae praeparato 12-15
gr, Fructus Aurantii 12-15 gr, Radix Sanguisorbae 15-20 gr, Radix
Notoginseng polverizzata 2-3 gr (assorbita con acqua), Herba Ecliptae 12-
15 gr, Herba Schizonepetae lavorata 3-6 gr e Radix Glycyrrhizae 3 gr.
Questa prescrizione si può somministrare sia nell’emorragia abbondante
che nello stillicidio, soprattutto per quest’ultimo. In generale, 3-5 dosi
sono sufficienti a fermare l’emorragia. Un maggiore dosaggio di Radix
Astragali e di Radix Codonopsis Pilosulae si utilizza per i casi di emorragia
prolungata che esaurisce l’energia vitale della paziente. Nei casi di
metrorragia con il ristagno di sangue, 1 o 2 dosi provocano l’espulsione di
grossi coaguli, segue un’emorragia ancora maggiore, che non deve allar-
mare perchè cessa spontaneamente poco dopo. Quando l’emorragia
uterina non si ferma completamente neppure dopo 3 dosi si possono ag-
giungere astringenti come Os Sepiae, Semen Euryales, Concha Draconis
Usta e Concha Ostreae Usta ed 1 o 2 dosi aggiuntive bloccano generalmen-
te l’emorragia. Si sottolinea che gli astringenti non si debbono aggiungere
nè troppo presto, nè in quantità eccessiva, per non causare ritenzione di
sangue mestruale.
-2 Allo stadio di assestamento, dopo che l’emorragia è cessata, si sommini-
stra il decotto dell’autore per rinforzare il rene e irrobustire la costituzio-
ne. I componenti sono: Fluoritum 10-20 gr, Herba Epimedii 10-15 gr,
Herba Cistanchis 6-12 gr, Radix Dipsaci 9-12 gr, Semen Cuscuate 10-12 gr,
Radix Codonopsis Pilosuale 12 gr, Radix Angelicae Sinensis 9-15 gr, Radix
Rehmanniae 9-12 gr, Radix Rehmanniae Praeparata 9-12 gr, Fructus Lycii
10 gr, Radix Paeoniae Albae 9-12 gr, Fructus Aurantii 9 gr e Radix
Glycyrrhizae 3 gr. I tonici dello yang del rene quali Fluoritum, Herba
Epimedii e Herba Cistanchis si dovrebbero utilizzare in maggiori dosaggi,
in caso di insufficienza dello yang del rene. In caso di insufficienza dello
yin del rene si somministrano in dosi maggiori Radix Rehmanniae, Radix
Rehmanniae Praeparata e Fructus Lycii per nutrire lo yin del rene e, con-
temporaneamente, si somministrano Radix Angelicae Sinensis e Radix
Paeoniae Albae per corroborare il sangue e regolare le mestruazioni.
6-8 giorni dopo che l’emorragia uterina è cessata, alle pazienti vengono
somministrate 3 dosi della prescrizione con erbe addizionali per favorire
la circolazione del sangue, drenare i meridiani e favorire l’ovulazione.

Criteri per la valutazione degli effetti curativi e dei risultati terapeutici


- guarigione: il ciclo mestruale e la quantità di sangue mestruale diventa-
no normali e non si riscontrano ricadute per 1 anno. 80 casi sono guariti
e rappresentano il 76.2% delle pazienti;
- netto miglioramento: i cicli mestruali e la quantità di sangue risultano
pressochè normali, sporadiche ricadute nel corso dell’anno successivo. Si
contano 14 casi di netto miglioramento, pari al 13.3% delle pazienti;
- miglioramento: il ciclo mestruale diventa più corto e la quantità di san-
gue è ridotta dopo il trattamento. 9 casi rappresentano l’8.6% di media;
- nessun miglioramento: nonostante il trattamento l’emorragia uterina
continua. Si contano 9 casi pari all’1.9%.
La percentuale totale di casi con miglioramento è dunque pari al 98.1%.
Caso esemplificativo
Si tratta di Xie XX di 13 anni. La prima mestruazione è comparsa da 3
mesi, la paziente manifesta meno-metrorragia da 10 giorni.
Viene ricoverata in ospedale il 17 gennaio 1984. Viene diagnosticata una
emorragia uterina funzionale dell’adolescenza. Gli esami di laboratorio
danno i seguenti risultati: RBC 1.96 X 10 / mm, Hb 4.5 gr %. Dopo abbon-
danti dosi di steroidi, emostatici e due trasfusioni di sangue le condizioni
migliorano, ma si aggravano alcuni giorni dopo. Si somministrano
ripetutamente medicine occidentali senza ottenere alcun effetto; l’ autore
viene invitato per un consulto. La paziente è pallida, troppo debole per
parlare e prova nausea. La lingua è pallida ed il polso vuoto. La diagnosi
stabilisce che si tratta di esaurimento dell’energia vitale a causa di una ec-
cessiva emorragia uterina, ritenzione di sangue stagnante e calore provo-
cato da deficit. La paziente viene curata con il decotto emostatico a tripla
azione con modifiche: Radix Astragali 30 gr, Radix Codonopsis Pilosulae
15 gr, Rhizoma Cimicifugae 3 gr, Rhizoma Atractylodis Macrocephalae 9
gr, Fructus Aurantii 15 gr, Herba Leonuri 30 gr, Rhizoma Dryopteris
Crassirhizomae abbrustolito 10 gr, Radix Notoginseng polverizzata 3 gr
(presa con acqua), Herba Ectiptae 12 gr, Herba Schizonepetae abbrustolita
5 gr e Radix Glycyrrhizae 3 gr.
Tre dosi della prescrizione si somministrano come decotto nell’arco di 2
giorni. La paziente riferisce l’espulsione di coaguli ematici e la riduzione
dei fenomeni emorragici. Si somministrano ancora due dosi della prescri-
zione eliminando la Radix Notoginseng e aggiungendo Os Sepiae 20 gr,
Semen Euryales 10 gr, e Radix Rubiae abbrustolita 12 gr. L’emorragia
uterina si ferma completamente ma la paziente avverte affaticamento ge-
nerale, il polso è profondo e fine. Le vengono allora somministrate tre
dosi modificate di un decotto per rinforzare il rene e rinvigorire la costi-
tuzione; nel decotto si trovano: Fluoritum 20 gr, Radix Angelicae Sinensis
12 gr, Radix Rehmanniae 12 gr, Radix Rehmanniae Praeparata 12 gr,
Radix Dipsaci 12 gr, Herba Cistanchis 15 gr, Cortex Cinnamomi 2 gr e
Radix Glycyrrhizae 3 gr. Dopo aver preso 20 dosi di decotto la paziente
appare clinicamente guarita. Le mestruazioni risultano normali anche
dopo due anni.

Osservazioni
Le pazienti che soffrono di emorragia uterina funzionale dell’adolescenza,
in particolare quelle che non rispondono al trattamento con la medicina
occidentale, rientrano, nella maggioranza dei casi, nel tipo con “stillicidio
incessante”. Si è creduto, per lungo tempo, che tale disturbo fosse dovuto
a carenza di energia vitale, eccessivo calore nel sangue, stasi del sangue o
insufficienza del rene. L’autore ritiene che durante lo stadio emorragico i
primi tre fattori debbono essere ricondotti a quello base di insufficienza
del rene, piuttosto che essere considerati separatamente. Nel decotto
emostatico a tripla azione messo a punto dall’autore, le prime 5 erbe sono
utilizzate per tonificare l’energia vitale e nutrire il sangue. La Radix
Notoginseng viene utilizzata per rimuovere la stasi sanguigna e per ferma-
re l’emorragia, l’Herba Leonuri si utilizza per espellere il sangue stagnante
malato, il Fructus Aurantii favorisce la regolazione dell’energia vitale per
ripristinare una normale circolazione; il Rhizoma Dryopteris
Crassirhizomae, la Radix Sanguisorbae e l’Herba Ecliptae si utilizzano per
raffreddare il sangue, fermare l’emorragia, nutrire lo yin, purificare il ca-
lore interno; l’Herba Schizonepetae si aggiunge allo scopo di condurre il
sangue dentro i vasi e di eliminare il calore trattenuto nei meridiani
Chong e Ren. In altre parole la prescrizione esercita la Tripla Azione (1)
riempire l’energia vitale, (2) sciogliere il sangue stagnante, e (3) raffred-
dare il sangue e fermare l’emorragia. Questa prescrizione è efficace anche
nel trattamento di altri tipi di emorragia uterina funzionale, nel tratta-
mento dell’emorragia post-partum e dell’emorragia dopo un aborto pro-
curato. In generale, 3-5 dosi bastano a fermare l’emorragia.
Fermare l’emorragia è solo la prima metà del trattamento. Il passo succes-
sivo, anche più importante, consiste nel riordinare la fisiologia della pa-
ziente. L’emorragia uterina funzionale dell’adolescenza si riscontra so-
prattutto giovani dai 12 ai 25 anni di età e, in particolare, dai 12 ai 16
anni, quando, appunto, cominciano le funzioni del rene, ma non sono
completamente sviluppate.
Le mestruazioni cominciano senza che vi sia una perfetta stabilizzazione. I
meridiani Chong e Ren sono soggetti a turbe che portano ad emorragie
continue. Quindi, questo disturbo ha origine nel rene. Questa è la motiva-
zione per cui, nella seconda metà del trattamento, si somministra il
decotto per rinforzare il rene e per rinvigorire la costituzione.
La ragione per cui l’emorragia funzionale uterina dell’adolescenza è re-
frattaria alle cure con medicine occidentali potrebbe consistere, secondo il
parere dell’autore, nel fatto che la maggior parte dei medicinali occidenta-
li somministrati sono steroidi esogeni che sostituiscono temporaneamente
gli ormoni naturali del corpo e possono non stabilizzare radicalmente gli
annessi interni. Le erbe cinesi si utilizzano per equilibrare il corpo consi-
derato come un tutto di energia vitale e sangue fino ad arrivare a norma-
lizzare le funzioni fisiologiche e ad equilibrare quelle endocrine.

Trattamento efficace dell’epicondilite mediante il sistema di infissione Chize attra-


verso il punto dolente

Wu Zhiming
(Yunnan College of Traditional Chinese Medicine)

L’epicondilite, conosciuta anche come gomito del tennista è, principal-


mente, il risultato di un trauma ripetuto.
Secondo alcuni questa patologia è la conseguenza di una sola o di molte
piccole irregolarità all’interno del tendine di origine dei muscoli estensori,
secondo altri la causa è una periostite provocata da ripetute distorsioni.
L’epicondilite può anche essere in relazione ad una diminuzione della re-
sistenza generale dei muscoli agli strappi causata da affaticamento o fred-
do. Da un’osservazione sperimentale in base all’esperienza clinica, si os-
serva che nessuno dei punti dell’agopuntura scelti in base al normale trat-
tamento per curare l’epicondilite ha dato risultati ottimali per alleviare i
sintomi della malattia. Comunque, si è osservato che il sistema di
infissione del punto Chize attraverso il punto dolente, combinato con al-
tri punti l’agopuntura, può essere utile e efficace per risolvere
l’epicondilite.
Trattamento
Scelta dei punti: Chize attraverso il punto dolente combinato con altri
punti, a seconda delle condizioni del paziente.
Metodo di manipolazione: il paziente con epicondilite lamenta forte sensi-
bilità sul lato destro del gomito. Dopo aver localizzato il punto dolente si
inserisce un ago al Chize e lo si infila in direzione del punto. Dopo che si
è ottenuta la sensazione di puntura, l’ago viene manipolato con il metodo
Shao Shan Huo (manipolazione che produce una sensazione di caldo) per
far confluire il Qi verso la parte malata. Gli altri punti convenzionali del-
l’agopuntura vengono sottoposti ad agopuntura e manipolati manualmen-
te fino a quando il paziente prova una sensazione di dolore, pesantezza
ed intorpidimento; allora gli aghi vengono collegati ad un
elettrostimolatore che produce onde continue. Contemporaneamente vie-
ne fatta la moxibustione a ciascuno dei punti sensibili. Gli aghi vengono
tenuti in situ per 20 minuti. Il trattamento si fa una volta al giorno o a
giorni alterni. Sei sedute corrispondono ad un ciclo di trattamento.

Casi illustrativi
Caso 1: Il paziente Xie, un uomo di 62 anni, lamenta dolore al gomito sini-
stro da più di sei mesi. Il dolore peggiora quando muove la mano sinistra
o solleva oggetti pesanti. All’inizio del trattamento, i punti dell’agopuntu-
ra vengono scelti secondo il sistema tradizionale che consiste nell’agire su
Quchi (Gi 11), Zhouliao (Gi12) i punti sensibili, Shousanli (Gi 10) ed
Hegu (Gi 4). Si fanno 4 trattamenti, inoltre, al paziente vengono fatti im-
pacchi bollenti di un vino medicato, ma non si riscontra alcun beneficio.
Dopo un attento esame risulta che i movimenti dell’articolazione del go-
mito sono normali e che non c’è notevole gonfiore locale. Si riscontra
ipersensibilità nel lato medio dell’epicondilo. Il movimento di torsione del
polso causa una sensazione di dolore che si irradia all’olecrano. Il caso
viene diagnosticato come epicondilite e viene curato col metodo di
infissione di Chize attraverso il punto dolente combinato con l’agopuntu-
ra al punto Xiaohai (Gi 8) e Quchi (Gi 11). Un notevole miglioramento è
stato riscontrato dal paziente dopo un solo trattamento. Egli avverte solo
dolore e debolezza al braccio quando deve sollevare oggetti pesanti. Dopo
5 trattamenti tutti i sintomi scompaiono e la funzione dell’articolazione
del gomito è del tutto ristabilita.
Caso 2: Il paziente Li, un uomo di 49 anni, lamenta dolore al gomito de-
stro da più di un mese. Il dolore si accentua con il movimento. Avverte
debolezza al braccio destro quando trasporta cose pesanti. Ha una storia
di sforzi eccessivi effettuati col braccio destro. La visita evidenzia una no-
tevole sensibilità sopra la regione omerale esterna ed il dolore si estende
alle depressioni dei muscoli estensori. Il segno di Miller è positivo. Il caso
viene diagnosticato come epicondilite ed il paziente viene curato con il si-
stema di infissione Chize attraverso il punto dolente. Si scelgono i punti
Chize, il punto sensibile, il Quchi (Gi 11), il Shousanli (Gi 10) ed il
Waiguan (TR 5). Il dolore scompare dopo 6 trattamenti, il paziente è in
grado di muovere liberamente il braccio destro e non si riscontrano più
punti dolenti. Anche la funzione articolare del gomito è completamente ri-
stabilita.

Commento
Il Chize è un punto del meridiano del polmone che fa parte dei punti He.
Viene utilizzato come punto principale. I punti He possono drenare i ca-
nali e i collaterali e regolano l’energia vitale ed il sangue. Il punto dolente
si sceglie allo scopo di rinforzare il punto principale. Gli altri punti vengo-
no scelti in base alla differenziazione dei sintomi e dei segni. Secondo
l’antica letteratura medica cinese ed i dati pubblicati, l’agire mediante
puntura sul Chize si utilizza per curare vari disturbi che colpiscono il me-
ridiano del polmone e per il trattamento dei dolori e dei crampi del brac-
cio e del gomito. Questa forse è la prima volta in cui si usa il Chize per il
trattamento dell’epicondilite. Si riscontra che l’agopuntura di Chize attra-
verso il punto dolente è il metodo ideale per il trattamento
dell’epicondilite.

Osservazioni sull’efficacia del cuscino medicato nel


trattamento di 279 casi di spondilopatia cervicale

Li Siwen
(Simao District Hospital of TCM, Yunnan Province)

Sommario
Risultati incoraggianti sono stati ottenuti in 279 pazienti sofferenti di
spondilopatia cervicale, trattati con cuscino medicato nel nostro Ospedale
tra il maggio ’85 e l’agosto ’87.

Casistica
Qiesto studio analizza 152 pazienti di sesso maschile e 127 di sesso fem-
minile di età compresa tra 23 e 75 anni. La durata della patologia va da 2
mesi a 27 anni.
Criteri diagnostici: le diagnosi sono formulate secondo i criteri elaborati
dalla Conferenza Nazionale sulla Spondilopatia Cervicale tenutasi a Guilin
nel 1984.
Dei 279 pazienti 92 presentano spondilosi cervicale, 104 patologie del si-
stema simpatico cervicale, 70 radicolopatia, 12 sintomi di arteriopatia
vertebrale e uno mielopatia. La maggior parte dei pazienti sono già sotto-
posti a diverse terapie senza apprezzabili benefici.

Metodo di trattamento e risultati


-1 Composizione della prescrizione e metodica di uso.
Erbe usate:
Radix Angelicae Sinensis, Rhizoma seu Radix Notopterygii, Rhizoma
Ligustici, Radix Aciniti fritta, Radix Aconiti praeparata, Rhizoma Ligustici
Chuanxiong, Radix Paeoniae Rubrae, Flos Carthami, Lumbricus, Resina
Draconis, Rhizoma Acori Graminei, Medulla Junci, Herba Asari, Ramulus
Cinnamomi, Radix Salviae Miltiorrhizae, Radix Ledebouriellae, Semen
Raphani, Radix Clematidis, Resina Boswelliae Carterii, Commiphora
Myrrha, Borneolum Synteticum.
Le erbe sono triturate e ridotte in una polvere grossolana con la quale si
riempiono i cuscini sui quali i pazienti debbono riposare il loro capo per
almeno 6 ore al giorno per un periodo superiore ai 3-6 mesi.
L’azione delle erbe è regolare il flusso del Qi e promuovere la circolazione
del sangue, risolvere i gonfiori e il dolore, drenare i meridiani ed espellere
il vento perverso, calmare la mente e ripristinare la coscienza.
-2 Criteri di valutazione della terapia:
guarigione: - scomparsa totale dei sintomi e ripresa dell’attività lavorativa;
efficacia marcata: - sensibile dimuinuzione dei sintomi clinici, i pazienti
risultano liberi dai sintomi oppure dei sintomi lievi dopo sforzi fisici o
dopo esposizione al freddo; in linea di massima la possibilità lavorativa
non è ridotta;
miglioramento: - miglioramento della sintomatologia con residui;
inefficacia: - sintomi non risolti globalmente o ricorrenti frequentemente.
-3 Risultati terapeutici:
- guarigione 91 casi (32.61%);
- efficacia marcata 82 casi (29.39%);
- miglioramento 91 casi (32.61%);
- inefficacia 15 casi (5.37%).
Tasso di efficacia globale: (94.62%).
Nel gruppo dei pazienti con sintomi da patologia del simpatico cervicale
27 hanno ottenuto la guarigione, 33 una efficacia marcata, 38 un miglio-
ramento e 6 inefficacia.
Tra i pazienti con spondilosi cervicale troviamo 37 casi di guarigione, 25
di efficacia marcata, 26 di miglioramento e 4 casi di inefficacia.
Tra i pazienti con radicolopatia 27 casi di guarigione, 17 di efficacia mar-
cata, 23 di miglioramento e 3 casi di inefficacia.
Tra i pazienti con disturbi a carico dell’arteria vertebrale abbiamo riscon-
trato 7 casi di efficacia marcata, 4 di miglioramento e 1 caso di inefficacia.
L’unico caso di mielopatia non ha ottenuto beneficio clinico.

Esperienza personale
La terapia con cuscino medicato ha una lunga storia nel nostro paese. E’
stato verificato che il cuscino permette alla parte del corpo affetta di stare
in contatto per un lungo tempo con le erbe medicinali quotidianamente.
Ne deriva una diminuzione del dolore legato alla tensione muscolare cro-
nica delle spalle e della regione cervicale , un incremento della circolazio-
ne ematica locale e un recupero dei tessuti molli con un buon effetto
terapeutico.
I risultati clinici suggeriscono che ci si può attendere un risultato
terapeutico migliore nei casi con spondilosi cervicale, nelle radicolopatie e
nelle sindromi da attacco del simpatico cervicale rispetto ai casi di patolo-
gia dell’arteria vertebrale.
Gli autori hanno anche verificato dei benefici di vario grado del cuscino
medicato in pazienti con ipertensione, artrite reumatica, cefalea vascolare
e muscolotensiva, nell’arteriosclerosi cerebrale nella spondilopatia lomba-
re e in altre patologie comuni in pazienti di età media ed avanzata.
Terapia mediante pressione dei punti auricolari con
l’ausilio dei semi di Vaccaria nel trattamento della
colelitiasi

Wang Tianjiun Distretto di Xiao Shaoqing


(Department of Acupuncture, TCM Hospital of Jian Ye District, Nanjing)

Sommario
L’incidenza della colelitiasi negli adulti in Cina si aggira sul 10% della
popolazuione; tale frequenza è seconda solo all’appendicite che è la più
comune emergenza in campo addominale. Il trattamento prescelto è sem-
pre stata la chirurgia, tuttavia i risultati non sono sempre soddisfacenti a
causa delle frequenti recidive. Negli ultimi anni ci si è rivolti anche ad al-
tre metodiche non chirurgiche tra le quali l’auricolopressione con semi di
Vaccaria; si tratta di una terapia semplice da eseguire, che ha scarsi effetti
collaterali ed un alto tasso di efficacia nell’espulsione dei calcoli.

Indicazioni e controindicazioni
In accordo con la MTC la colelitiasi può essere classificata nei seguenti
tipi: stasi di Qi, calore-umidità, deficit di Qi, tossica e purulenta. Il tratta-
mento con pressione dei punti auricolari è migliore per il tipo calore-umi-
dità (nella fase di insorgenza acuta), seguito dal tipo stasi del Qi; il tipo
deficit del Qi è il più refrattario.
In termini di medicina moderna le indicazioni per l’auricoloterapia sono:
-1 calcoli biliari intracolecistici di diametro inferiore ai 3cm;
-2 calcoli nel dotto biliare comune;
-3 calcoli nel dotto biliare epatico;
-4 calcoli di piccole dimensioni o sabbia in tutto il sistema biliare;
-5 colelitiasi accompagnata da ittero, febbre o colecistite cronica.
Controindicazioni: in accordo con il sommario prodotto da Zhang, le
controindicazioni alla pressione auricolare sono:
-1 anomalie congenite della cistifellea, del dotto biliare o dello sfintere di
Oddi;
-2 colecistite atrofica con mancata secrezione di bile;
-3 serie patologie concomitanti;
-4 stenosi, fibrosi o cicatrici dovute a flogosi cronica del dotto biliare, del-
lo sfintere di Oddi o della papilla di Water con ostruzione;
-5 anamnesi di emorragie del sistema biliare;
-6 pancreatite;
-7 stato di shock;
-8 gravidanza.

Metodo di trattamento e risultati


-1 Selezione dei punti auricolari. Ci sono più di 60 punti che possono es-
sere usati nella colelitiasi; i più usati, in ordine di frequenza, sono: Bile-
pancreas, Fegato, Sanjiao, Milza, Duodeno, Stomaco, Rene, Simpatico,
Shenmen e Intestino Tenue. In molti ospedali, in caso di difficile espulsio-
ne del calcolo, si usa anche Ermigen.
La specificità dei punti auricolari è stata studiata e confrontata con gruppi
di controllo. Song, XG et al. (1987) hanno osservato, mediante ecografia,
contrazioni più marcate della cistifellea dopo agopuntura del punto
auricolare Bile-pancreas e Ermigen; la puntura su Bile-pancreas e Simpati-
co riduce le contrazioni della cistifellea alleviando il dolore. Zhang R.
(1986) ha fatto notare che i punti auricolari hanno una specificità relativa
per quanto riguarda i loro effetti sulla contrattilità della cistifellea. Egli ha
rivelato che la compressione con semi di Vaccaria sui punti auricolari Bile-
pancreas, Fegato e Duodeno per 5-10 min. produce un evidente aumento
della contrazione della cistifellea mentre la pressione sui punti Cuore, Pol-
moni Superiore e Inferiore per 5-10 min. non produce alcuna variazione
della contrattilità della cistifellea.
Jiang JG (1987) ha dimostrato che il punto Shenmen ha un effetto iniben-
te le contrazioni della cistifellea. Wang XL (1985) ha proposto i principi
della selezione dei punti auricolari secondo:
- sintomi;
- reazione positiva dei punti (punti di ipersensibilità);
- patologia.
-2 Procedimenti terapeutici: seguendo le indicazioni del Beijing Public
Security Hospital si è proceduto in questo modo:
1) sterilizzazione dei punti con alcool 75%;
2) un seme di Vaccaria è fissato ad ognuno dei punti con l’ausilio di cerot-
to e premuto fino a provocare dolore. I semi vengono sostituiti ogni due
giorni e le orecchie trattate alternativamente;
3) I pazienti debbono premere sui punti con le dita 15 min dopo i pasti
per 20-30 min.
Ogni ciclo di terapia dura 30 giorni. Ai pazienti si suggerisce anche di
mangiare 1-2 piedi di porco bolliti ogni giorno La Vaccaria è un farmaco
amaro e non tossico. Applicato ai punti auricolari promuove la circolazio-
ne sanguigna, allevia il dolore, drena i dotti biliari e favorisce l’espulsione
dei calcoli. Altri autori fanno uso di Semen Senapis Albae, Semen
Brassicae Oleiferae.
3) Effetti terapeutici. L’effetto terapeutico dell’auricolopressione nella
colelitiasi viene definito biuono.
Li YG (1987) ha scelto 6-8 punti auricolari ogni volta da un singolo orec-
chio in combinazione con pasti grassi per ottenere l’espulsione dei calcoli
nel 100% dei pazienti con un tasso di espulsione totale del 74%. Dong SR
(1984) ha accettato 80 casi di colelitiasi nella sua divisione ed ha ottenuto
un tasso di espulsione dei calcoli nel 97.5% dopo 1-2 cicli di
auricolopressione. Luo XZ, oltre ai comuni punti di Fegato, Bile-pancreas,
Milza e Rene, ha aggiunto Stomaco, VC, VG e alcuni punti di espulsione
dei calcoli da lui scoperti nel trattamento di 1115 casi con un’efficacia del
94.25%, di cui il 10.11% con espulsione totale dei calcoli. Nella maggior
parte dei casi i calcoli erano di colesterolo e bilirubina.
L’autore (di questo articolo) ha fatto una sintesi dei lavori prodotti ed ha
verificato che il tasso di espulsione dei calcoli e di miglioramento è stato
superiore all’80%; l’espulsione è stata del 95% dei calcoli nel 59% dei pa-
zienti. Il tasso di espulsione spontanea dei calcoli è stato del 12%, la diffe-
renza è altamente significativa.
Meccanismo di espulsione del calcolo
-1 Basi teoriche dell’auricolopressione. L’orecchio è intrinsecamente colle-
gato alle varie parti del corpo, quindi vi è un definito pattern di risposte
ad ogni patologia. Quando vi è una malattia nel corpo, nell’orecchio appa-
iono punti sensibili corrispondenti, la cui pressione può produrre effetti
terapeutici.
-2 Relazione tra l’auricolopressione e il sistema biliare. Gli esperimenti
hanno dimostrato che la cistifellea si contrae sensibilmente 5-10 minuti
dopo l’auricolopressione. Dopo 30 min, al controllo ecografico, la
cistifellea ritorna alle dimensioni di partenza, indicando che l’effetto è
solo temporaneo. Nel frattempo, la secrezione epatica e la pressione
intracolecistica aumentano, mentre lo sfintere di Oddi continuamente si
contrae e si rilascia, perciò si ha un incremento del flusso biliare. Al con-
trollo ecografico si è visto che il dotto biliare comune si espande quasi
fino al doppio del suo diametro dopo auricolopressione. Shang GZ (1987)
considera questa espansione una risposta passiva della contrazione della
cistifellea.
In pazienti colelitiasici con con colecistite cronica la parete della
cistifellea, dapprima ispessita e rugosa, diventa più sottile e liscia dopo
auricolopressione. In pazienti complicati da colecistite atrofica, al control-
lo ecografico, si vedono i calcoli intrappolati da una cistifellea rugosa sen-
za spazio per la bile. Tuttavia, dopo 10-13 sedute di auricolopressione, si
comincia a vedere della bile in cistifellea, le dimensioni della colecisti au-
mentano ed i calcoli si possono muovere all’interno. Una cistifellea in-
grandita con calcoli all’interno spesso significa una debolezza ed incapaci-
tà alle contrazioni. Dopo 2-3 sedute di trattamento è stato osservato che
la cistifellea riduce le sue dimensioni, indicando un aumento della funzio-
ne contrattile. Wang HY (1986) ha provato sperimentalmente che la pres-
sione esercitata alternativamente a destra ed a sinistra produce gli stessi
effetti della pressione su entrambi contemporaneamente. Ciò fornisce le
basi teoriche alla pratica clinica in cui si tratta un solo orecchio per volta
minimizzando così i rischi di infezione.
-3 Via d’azione dell’auricolopressione. Quando i punti Bile-pancreas e Fe-
gato sono stimolati, gli impulsi passano attraverso i meridiani di fegato e
vescicola biliare ed hanno un effetto regolatore su fegato e cistifellea, mi-
gliorando la secrezione di bile e il flusso biliare. Aumenta così la pressione
intramurale nella cistifellea e viene favorita l’espulsione dei calcoli.
Zhou SF et al. (1986), ossservando i punti auricolari di Bile, Fegato e Rene,
hanno scoperto che la propagazione dello stimolo a partenza dai punti
auricolari segue i meridiani del corpo, suggerendo il collegamento tra
l’orecchio ed i relativi visceri. Ge XX (1988) ha ipotizzato che la
stimolazione auricolare passa attraverso il sistema nervoso dell’orecchio
arriva al midollo ed al cervello, ciò si traduce poi con un’azione sui visce-
ri interni.
-4 Scioglimento e disintegrazione dei calcoli. E’ riportato che talvolta i cal-
coli vengono espulsi con l’auricolopressione, in altri casi il diametro dei
calcoli risulta diminuito. Secondo alcuni autori la spiegazione sta nello
scioglimento o disintegrazione dei calcoli. Liu, GK.L (1986) ha usato per
l’auricoloterapia delle microsfere d’acciaio magnetizzate. Ha osservato che
molti pazienti espellevano dei calcoli di diametro inferiore a quello ri-
scontrato all’ecografia e che l’iniziale eco ultrasonico forte diminuiva o
scompariva dopo il trattamento: le palline magnetizzate avevano sciolto i
calcoli.
-5 Importanza dei pasti grassi per l’espulsione dei calcoli: clinicamente si
è riscontrato che i pazienti che hanno ingerito pasti grassi hanno mostra-
to un tasso di espulsione dei calcoli più elevato rispetto a quelli che con-
sumavano meno pasti grassi. Questo accade perchè il pasto grasso stimola
la secrezione di bile il che favorisce l’espulsione del calcolo.

Osservazioni
-1 Espulsione dei calcoli in relazione alla durata della malattia, durata del
trattamento e dimensione dei calcoli. In genere l’effetto migliore si ottiene
con le patologie di recente insorgenza, mentre i casi con calcoli multipli
richiedono un trattamento più prolungato. E’ opinione comune che calcoli
con diametro superiore al centimetro siano difficili da espellere. Tuttavia
Lu HX (1987) sostiene che con una appropriata selezione dei punti e una
regolare digitopressione, combinate con una dieta adeguata, non è impos-
sibile espellere calcoli superiori al centimetro. Ci sono dei lavori clinici
sull’espulsione dei calcoli di dimensioni di 4.8x1.6 cm., 3.6x1.8 cm. e
2.0x1.8 cm..
-2 Espulsione dei calcoli. Cheng YH et al. (1986) riferiscono che quando
durante la terapia si avvertono all’orecchio sensazioni di irritazione, in-
torpidimento, distensione e calore, ci si possono attendere buoni risultati.
La sensazione di distensione o dolore è avvertita nell’area della cistifellea
e può essere il momento in cui ha luogo l’espulsione dei calcoli. I calcoli
più piccoli sono in genere espulsi per primi, seguiti da quelli di dimensio-
ni maggiori.
-3 Criteri che indicano la scelta chirurgica. Clinicamente si ritiene che i
pazienti debbano essere inviati al chirurgo nei seguenti casi: a) sintomi
aggravati dopo l’auricolopressione la quale non ha sortito alcun effetto
terapeutico; b) insorgenza acuta della sintomatologia accompagnata da
shock tossico; c) perforazione o necrosi della cistifellea.
-4 Condizioni per un buon effetto terapeutico. La corretta selezione dei
punti è l’elemento determinante. Deve essere usato un numero sufficiente
di punti e la stimolazione deve essere sufficientemente intensa. La dispo-
nibilità del paziente alla digitopressione quotidiana è indispensabile. Per
valutare il numero e la dimensione dei calcoli espulsi, si dovrebbero lava-
re le feci con acqua.

Problemi da sottoporre ad ulteriore approfondimento


-1 prevenzione delle recidive: Dong et al. (1984) riferiscono che alcuni pa-
zienti hanno avuto calcoli più grossi o più numerosi dopo la terapia indi-
cando che i calcoli crescono continuamente. In letteratura è scritto che i
pazienti calcolotici hanno una bile che coagula più rapidamente rispetto
ai controlli e che la crescita dei calcoli multipli è più rapida rispetto ai cal-
coli singoli. Questo significa che i calcoli si possono riformare a partire da
residui, nei pazienti in cui non si è avuta l’espulsione totale.
-2 Incremento della percentuale di espulsione totale. Attualmente il tasso
di espulsione totale mediante auricolopressione è basso. In letteratura
non più di un quarto degli autori riferiscono la totale espulsione in più
del 20% dei loro pazienti. Solo due riferiscono una espulsione totale in
più del 50% dei pazienti. Sheng CR et al. (1987) puntualizzano che prima
di adottare in larga scala l’auricolopressione per l’espulsione dei calcoli si
dovrebbe ottenere un tasso più elevato di espulsione totale.
Zhai F. (1987) riferisce che la combinazione dell’auricolopressione con la
farmacoterapia cinese ottiene risultati migliori rispetto alla sola
auricoloterapia. Secondo Zhang XC (1987), la combinazione delle due te-
rapie, oltre a favorire un più alto tasso di espulsione totale, favorisce an-
che un’espulsione più pronta dei calcoli.

Livelli degli ormoni sessuali nelle diverse sindromi del-


la MTC in pazienti con insufficienza renale cronica

Zhang Qingyi, Wu Zhiying, Feng Yusheng, Shi Jiadong


(Renji Hospital, Shanghai Second Medical University)

Sommario
Le determinazioni dei livelli degli ormoni sessuali in 43 pazienti, di sesso
maschile con IRC hanno dimostrato che la concentrazione ematica di
testosterone (T) è sensibilmente più bassa, mentre l’estradiolo (E2) e il
rapporto E2/T sono più elevati rispetto ai soggetti normali. Non c’è corre-
lazione significativa tra il livello ematico di questi ormoni e la funzione
del renale.
Secondo le differenziazioni della MTC, 17 dei 43 casi appartengono alla
sindrome deficit di rene yang: il livello ematico di E2 non è aumentato ma
è diminuito il tasso di T così da innalzare il rapporto E2/T. Nei pazienti
con deficit di rene yin, sia E2 che T sono elevati. In questi pazienti il tasso
di E2 è molto più innalzato che nei pazienti con deficit di rene yang. I ri-
sultati dimostrano che i pazienti con IRC nella forma deficit di rene yang
differiscono nella sindrome e nel livello degli ormoni sessuali dai pazienti
della forma deficit di rene yin. Tuttavia il livello degli ormoni sessuali non
è correlato alla funzionalità dei reni, in entrambi i tipi di pazienti.
I pazienti con IRC sono portatori di problemi endocrini. In questo lavoro
abbiamo studiato la correlazione tra differenziazione delle sindromi, in
accordo con la MTC, e il livello ematico degli ormoni sessuali.

Casistica
Sono stati presi in esame 43 soggetti di sesso maschile con IRC, di età
compresa tra i 23 e i 70 anni, con età media 42.9 anni. L’azotemia varia-
va da 26 a 116 mg%ml, con una media di 55.52+ - 19.55 mg%ml; la
creatininemia era tra 2 e 16.7 mg%ml, con una media di 6.76+ - 3.43
mg%ml.

Differenziazione delle sindromi secondo la MTC


Deficit di rene: dolore alla colonna e ai lombi, debolezza alle gambe e alle
ginocchia, dolore al calcagno, acufeni, sordità, alopecia, capelli opachi,
perdita di denti, anomalie nelle funzioni urinaria e sessuale (polluzioni
notturne, impotenza, spermatorrea).
Deficit di rene yang: estremità fredde, intolleranza del freddo, letargia,
colorito smorto e giallastro, edema facciale, oliguria con minzione più fre-
quente di notte che di giorno, urine chiare, alvo tendenzialmente
diarroico o comunque frequente con dischesia. Lingua pallida ed aumen-
tata di volume con impronte dentarie, l’induito sottile e biancastro, polso
profondo e filiforme oppure polso profondo e molto debole.
Deficit di rene yin: sonnolenza diurna con agitazione e sonno difficile du-
rante la notte, sensazione di calore interno con indifferenza al freddo, co-
lorito smorto, opaco senza evidente edema, stipsi, oliguria, secchezza del-
le fauci con occasionale sanguinamento gengivale o epistassi. Lingua lieve-
mente rossa con patina giallastra, secca e facilmente sfogliabile. Polso pic-
colo, teso e rapido. I pazienti con deficit di rene e di yin sono classificati
come deficit di rene yin; i pazienti con deficit di rene e di yang sono clas-
sificati come deficit di rene yang. Dei 43 casi, 26 presentano deficit di
rene yin e 17 deficit di rene yang.

Metodo di indagine
La concentrazione ematica di E2 e T è determinata con metodo RIA usan-
do il Kit fornito dal Shanghai Ruijin Hospital. Vengono anche dosate
l’azotemia, la creatinina e l’emoglobina plasmatiche.

Risultati
-1 Livelli plasmatici degli ormoni sessuali in soggetti con IRC e in soggetti
sani. Nei pazienti con IRC il tasso plasmatico di E2 è più elevato (P<0.05);
il tasso di T è diminuito (P<0.05) e il rapporto E2/T è più elevato
(P<0.05), rispetto ai soggetti sani.
-2 Correlazione tra gli indici di funzionalità renale e l’Hb con il livello de-
gli ormoni sessuali nei pazienti con IRC. Non esistono relazioni statistica-
mente significative tra azotemia, creatinemia, emoglobinemia e tassi pla-
smatici di E2, T e E2/T (P<0.05).
-3 Livelli plasmatici degli ormoni sessuali nei pazienti con deficit di rene
yin, di rene yang e nei soggetti normali. Il tasso di E2 è più elevato
(P<0.01) nei pazienti con deficit di rene yin, il tasso di T è diminuito nei
pazienti con deficit di rene yang (P<0.05) rispetto ai soggetti sani. In en-
trambi i gruppi di pazienti il rapporto E2/T è sensibilmente maggiore ri-
spetto ai soggetti sani (P<0.01).
-4 Livello degli ormoni sessuali nei pazienti con deficit di rene yang. Nei
pazienti con deficit di rene yang, sia E2 che il rapporto E2/T sono inferio-
ri rispetto ai pazienti con deficit di rene yin (P<0.01 e P<0.05).
Non c’erano differenze significative per quanto riguarda il T tra i due
gruppi.
-5 Indici di funzionalità renale e livelli ematici degli ormoni sessuali nei
pazienti con deficit di rene yang e di rene yin: nei pazienti con deficit di
rene yang non esistono correlazioni significative tra azotemia,
creatininemia e livello plasmatico di E2, di T e il rapporto E2/T. Tuttavia
l’Hb si correla significativamente con E2 (r=0.427, P<0.05) ma non con T e
con il rapporto E2/T. Nei pazienti con deficit di rene yin l’azotemia, la
creatininemia e l’Hb non hanno correlazioni significative con gli ormoni
sessuali (P>0.05).

Discussione
Le funzioni sessuali sono influenzate dall’invecchiamento e dalle malattie.
A partire dal 1978, degli studiosi hanno valutato le variazioni delle con-
centrazioni plasmatiche degli ormoni sessuali in pazienti di sesso maschile
con malattia coronarica, con sindrome del nodo seno-atriale, diabete e
ipertensione arteriosa. In questi pazienti E2 e il rapporto E2/T era aumen-
tato. Noi abbiamo riscontrato che i pazienti con IRC hanno tassi di E2 e il
rapporto E2/T innalzati e tassi di T diminuiti, rispetto ai soggetti normali.
Si ritiene che queste variazioni siano dovute ad anomalie nelle cellule ber-
saglio mentre si mantiene normale la funzione pituitaria. E’ riportato che
8 ore dopo la somministrazione di gonadotropina corionica il tasso
ematico di T non mostra variazioni, come pure 7 giorni dopo la
somministrazione di clomifene il tasso ematico di T non mostra alcun au-
mento significativo, indicando che il disturbo è presente a livello delle cel-
lule bersaglio. L’esatto meccanismo e la relazione tra funzione renale e or-
moni sessuali debbono essere ulteriormente indagati.
Poichè l’aumento di E2 e il decremento di T e Hb in pazienti con
ipofunzionalità renale non sono significativamente correlati si è ipotizzato
che le variazioni degli ormoni sessuali non dipendano solo dalla funzione
renale, ma siano coinvolti altri fattori.
Gli autori hanno riscontrato che i pazienti con deficit di rene yang non
mostrano aumenti del tasso di E2, mentre T è diminuito e il rapporto E2/
T è significativamente aumentato.
Questo fatto può essere correlato ai sintomi di intolleranza al freddo, son-
nolenza, edema facciale ed alvo diarroico. Poichè il tasso di testosterone
legato è diminuito quando le proteine plasmatiche sono ridotte e poichè
la diminuzione del testosterone rallenta la sintesi proteica, l’interazione
tra proteine e testosterone può dare origine ai sopramenzionati sintomi
del deficit di rene yang, specialmente per quanto riguarda le funzioni ses-
suali (impotenza e infertilità). Nel deficit di rene yin sia E2 che il rapporto
E2/T sono aumentati. In particolare E2 è sensibilmente più elevato rispet-
to al deficit di rene yang; ciò dà origine ai sintomi di iperestrogenismo
quali l’ipermastia. Nel deficit di rene yang l’Hb è correlata significativa-
mente con E2 ma non con T e il rapporto E2/T; E2 ha un lieve decremen-
to, T un marcato incremento, l’Hb media è 8.34g%ml Perciò, nel tratta-
mento dell’anemia nei pazienti con deficit di rene yang, oltre all’uso di T
anche l’uso di E2 potrebbe essere utile per innalzare l’Hb, mentre nel trat-
tamento dell’anemia in pazienti con deficit di rene yin, E2 deve essere evi-
tato.
In sintesi, il deficit di rene yang e di rene yin differiscono non solo nei
sintomi, ma anche nella concetrazione plasmatica degli ormoni
sessuali.Questi non sono strettamente correlati con la funzione renale la
quale, perciò, non è la sola base per le considerazioni terapeutiche. Gli au-
tori considerano questi dati come un contributo dato dalla
differenziazione delle sindromi secondo la MTC.
Effetti dell’agopuntura sulla soglia del dolore e sui
corticosteroidi plasmatici in differenti ore della giorna-
ta

Cao Weihong, Wang Youjing, Lu Zhoushan


(Institute of Acupuncture and Moxibustion, China Academy of TCM)

Sommario
La MTC sostiene che il corpo umano è un organismo capace di ottimo
adattamento all’ambiente esterno e che la circolazione del Qi e del sangue
all’interno dell’organismo è in armonia con il mondo esterno. Il metodo
d’agopuntura Zi Wu Liu Zhu si basa su questa teoria e, nella pratica clini-
ca, ha dimostrato di essere più efficace dei comuni metodi di agopuntura.
L’analgesia mediante agopuntura è un aspetto importante di questa tecni-
ca terapeutica. E’ stato dimostrato che la soglia del dolore ha una variazio-
ne circadiana. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato se l’effetto
analgesico dell’agopuntura ha una periodicità circadiana. E’ ben conosciu-
to che una grande varietà di funzioni fisiologiche sono influenzate dal si-
stema ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenale (HPA). Il livello ematico dei
glucocorticoidi è considerato un indice obiettivo della funzionalità del si-
stema HPA. Alcuni autori hanno riportato che l’agopuntura può influenza-
re il livello plasmatico dei corticosteroidi (corticosterone nei ratti e
cortisolo nell’uomo e nel coniglio). Nel presente studio è stato osservato
l’effetto analgesico dell’agopuntura e il suo effetto sul livello plasmatico
del corticosterone in differenti ore della giornata nei ratti.

Materiali e metodi
96 ratti maschi Wistar (250-300 gr) sono alloggiati in una stanza a luce
controllata per un periodo da 10gg a 2 settimane.
La luce è accesa dalle 8 fino alle 20. La temperatura è di 28°C. Cibo e ac-
qua sono disponibili liberamente.
I tests sono eseguiti 4 volte nelle 24 ore: alle ore 5, alle 11, alle 17, alle 23.
I ratti sono divisi nel gruppo agopuntura e nel gruppo controllo, analoghi
per peso corporeo. Nel gruppo agopuntura è stato stimolato il punto 30VB
- Huantiao con lo stimolatore elettrico 57-6D. La frequenza è stata di 20
Hz. Il voltaggio è stato aumentato gradualmente fino a 3.5 V entro i primi
5 minuti e poi portato al valore prestabilito di 5V nei successivi 5 minuti.
La soglia del dolore (pain threshold PT) è stata misurata immergendo la
coda in acqua calda a 50C: il tempo di comparsa del movimento di scatto
della coda, misurato in secondi, è stato registrato come PT. La PT basale è
stata la media di due PT misurate in un intervallo di 5 min prima dell’ago-
puntura. La PT è stata poi misurata 15 min e 30 min dopo l’inizio del-
l’agopuntura e il valore medio delle due è stata considerata la PT dopo
agopuntura. La durata totale dell’agopuntura è stata di 30 min. Dopo la
seduta gli animali sono stati decapitati immediatamente e il sangue del
tronco è stato conservato.
Campioni di sangue sono stati centrifugati immediatamente. Il plasma è
stato separato e il corticosterone estratto con diclorometano. I campioni
sono stati conservati a -30°C fino al momento dell’analisi che è stata ese-
guita due volte per ogni valore da testare. Per la determinazione del
corticosterone si è usato il metodo RIA acquistato dall’Istituto di
Endocrinologia di Shanghai. Per la valutazione statistica dei risultati è sta-
to usato il metodo dell’analisi della variabilità.

Risultati
Analgesia prodotta dall’agopuntura in differenti ore della giornata
La PT basale è massima alle 17 e minima alle 23. C’è una significativa va-
riabilità riscontrata tra i valori massimi e minimi nel corso della giornata.
Questi risultati suggeriscono che esiste veramente una variazione
circadiana della PT nei ratti. Dopo elettroagopuntura la PT è aumentata in
tutte le registrazioni e precisamente del 48% alle 5, del 273% alle 11, del
183% alle 17 e del 134% alle 23. Il più alto effetto analgesico delle ore 11è
significativamente differente dal più basso delle ore 5 (P<0.01). Ci sono
anche variazioni statistiche degli effetti analgesici tra le 11 e le 23 e tra le
5 e le 17 (P<0.05). Questi risultati mostrano che l’effetto analgesico
dell’elettroagopuntura ha anche delle variazioni circadiane.
Effetto dell’elettroagopuntura sui livelli plasmatici di corticosterone in differenti
ore della giornata
Il livello plasmatico dei corticosteroidi è aumentato alle 5 del 22.1%, alle
11 del 22.8% e alle 23 del 50.8%. Solo l’incremento delle 23 è significati-
vo. Tuttavia c’è fu un’inaspettata caduta del 7.8% alle 17 e la differenza in
percentuale delle ore 17 è significativamente differente da quella delle
ore 23. I risultati indicano una variazione circadiana dell’effetto dell’ago-
puntura sul livello plasmatico del corticosterone.
Relazione tra effetto analgesico dell’agopuntura e livelli plasmatici del
corticosterone in differenti ore della giornata
Come si è detto la variazione massima della PT si è avuta alle 11 e la mini-
ma alle 5; il valore massimo del livello plasmatico di corticosterone si è
avuto alle ore 23 mentre la caduta si è avuta alle ore 17. Inoltre, una va-
riazione significativa della PT si è avuta in tutti gli orari di misurazione,
mentre un incremento significativo del corticosterone plasmatico si è avu-
to solo alle ore 23. I risultati mostrano che le variazioni circadiane della
PT non sono parallele alle variazioni dei livelli ematici di corticosterone.
Non c’è alcuna correlazione statisticamente significativa tra variazione di
PT e dei livelli ematici del corticosterone nelle diverse ore della giornata.

Discussione
La soglia del dolore umano presenta una variazione circadiana: la sensibi-
lità agli stimoli dolorosi è massima a mezzanotte. La flessione riflessa allo
stimolo doloroso varia durante il giorno con un picco a mezzanotte ma,
variazioni diurne della soglia dolorosa nei ratti sono raramente riportate.
Nel nostro lavoro la soglia dolorosa dei ratti alle ore 5 è significativamen-
te più alta rispetto alle ore 23, mostrando così una variazione diurna. Le
soglie dolorose nei ratti sono più basse nelle ore di buio che non nelle ore
di luce. Questo è in qualche modo simile a quanto riportato da altri auto-
ri. Nel nostro lavoro le soglie, a diverse ore della giornata, sono significati-
vamente elevate dopo l’elettroagopuntura con un picco di variazione alle
ore 11. L’innalzamento delle ore 11 è molto più evidente rispetto alle altre
ore della giornata. I risultati mostrano che gli effetti analgesici dell’ago-
puntura hanno una variazione circadiana. Tuttavia, i nostri lavori hanno
dimostrato che l’agopuntura innalza la soglia del dolore sia di giorno che
di notte, mentre altre ricerche hanno riportato che l’agopuntura induce
un aumento della soglia solo nel periodo di buio. Sono necessari altri la-
vori per chiarire questa differenza. Le variazioni circadiane della soglia
dolorosa e degli effetti analgesici dell’agopuntura possono confermare per
certi aspetti la tesi della regolarità della circolazione del Qi e del sangue
come riportato nel Zi Wu Liu Zhu. E’ risaputo che la sensazione dolorosa è
una funzione del sistema nervoso. Le fluttuazioni diurne della soglia del
dolore implicano il fatto che l’attivazione del sistema nervoso, special-
mente per quanto riguarda il dolore e gli inerenti sistemi di modulazione,
possa avere delle fluttuazioni coincidenti. La periodicità funzionale del
SNC è stata ampiamente studiata e molte strutture giocano un ruolo molto
importante nel dolore. E’, dunque, necessario approfondire con ulteriori
studi le funzioni del SNC. Nel nostro studio, l’elettroagopuntura aumenta i
livelli plasmatici del corticosterone alle ore 23 e alle ore 17. Ciò dimostra
che gli effetti dell’elettroagopuntura sul corticosterone plasmatico, in di-
verse ore della giornata, non sono identici. Altre ricerche hanno riportato
un innalzamento del corticosterone plasmatico dopo agopuntura ma non
hanno trovato risposte nel periodo notturno perchè gli esperimenti erano
condotti solo di giorno. Per quanto riguarda la correlazione tra
corticosterone plasmatico ed effetto analgesico dell’agopuntura è incerto
se il corticosterone plasmatico sia coinvolto nell’analgesia dell’agopuntura
o no. Nel nostro esperimento le variazioni massima e minima della soglia
del dolore non coincidono con le variazioni di corticosterone plasmatico.

Analisi della specificità relativa degli agopunti in casi di sciatica speri-


mentale

Shi Ting, Xu Wei


(Institute of Acupuncture, China Academy of TCM)

Sommario
I principi di selezione dei punti sono già stati trattati nei tempi antichi nel
Classico di Medicina Interna. Recentemente sono stati fatti molti studi sul-
la loro specificità: alcune ricerhe dimostrano l’esistenza della specificità
degli agopunti mentre studiosi hanno evidenziato che
nell’elettroagopuntura non c’è specificità tra punti di agopuntura e non
per quanto riguarda l’effetto terapeutico. Nel cervello la materia grigia
periacqueduttale (PAG) è una struttura associata al dolore e all’analgesia.
E’ spesso usata per studiare i meccanismi dell’analgesia tramite agopuntu-
ra. Nel presente studio viene compiuta un’analisi della specificità dei pun-
ti di agopuntura in un modello di sciatica sperimentale nel gatto. Le scari-
che dei neuroni della PAG sono registrate usando microelettrodi di vetro e
successivamente utilizzate come indice della risposta nocicettiva. E’ stato
osservato poi l’effetto dell’elettrostimolazione di alcuni agopunti sulle ri-
sposte nocicettive.
Materiali e metodi
Abbiamo utilizzato 32 gatti adulti di entrambi i sessi di peso 2.0-3.5 Kg.
Prima dell’intervento ogni gatto è stato anestetizzato con Thiopental. è
stato aperto un foro in corrispondenza della regione della PAG per espor-
re il cervello. Il nervo peroneo superficiale della gamba destra è stato iso-
lato ed esposto. Poi si è ottenuta la miorisoluzione attraverso la utilizza-
zione di Gallamina Triethioide.
L’esperimento è stato realizzato 4-6 ore dopo l’anestesia, quando il gatto
aveva ripreso coscienza ed era in respirazione artificiale.
La temperatura rettale è stata mantenuta sui 36°-38°C; Nel PAG è stato in-
serito un microelettrodo di vetro (A4.0-P1.0, L0.5-2.5, H3.0+1.0-).
Le scariche dei neuroni sono state convogliate verso un amplificatore per
microelettrodi WEZ-8201 ed inviate ad un oscilloscopio a doppia traccia
VC10. L’impulso è stato trasformato in un istogramma e plottato con un
registratore X-Y. Lo stimolo doloroso è stato un treno di 6-10 impulsi ret-
tangolari, di durata di 0.2 msec, di intensità di 23-30 Volts applicati sul
peroneo superficiale ad intervalli di 10 msec.
I punti selezionati sono stati:
1° gruppo: 30VB - Huantiao; 34VB - Yanglingquan; a destra
2° gruppo: 14TR - Jianliao; 9TR - Sidu; a sinistra.
I punti sono stati elettrostimolati con una corrente continua bifasica di
2.0-2.5 volts, a frequenza di 100Hz per 5 min. La zona di cervello è stata
poi colorata prima di essere rimossa per lo studio istologico.

Risultati
Effetti dell’elettroagopuntura (EA) di Huantiao e Yanglingquan sulle risposte
nocicettive dei neuroni di PAG
Nel 1° gruppo sono stati registrate le risposte di 15 neuroni della PAG allo
stimolo doloroso con incremento del numero di scariche elettriche (IFR) e
4 con decremento (DFR). Le risposte nocitettive sono registrate a 0, 1, 2,
5, 7.5, 10, 12.5 e 20 minuti dopo la cessazione dell’EA. Le risposte
nocicettive di tutti i neuroni del 1° gruppo sono risultate ridotte in un in-
tervallo di tempo che va da 0 a 7.5 min dopo l’EA. Le scariche elettriche
dei neuroni IFR sono aumentate solo leggermente, spesso sono rimaste in-
variate o diminuite. Quelle dei neuroni DFR sono diminuite solo lievemen-
te, sono rimaste stabili o aumentate. La riduzione delle risposte
nocicettive è stata significativa a 0-12.5 min dalla fine dell’EA (P<0.01 in
tutti i 15 neuroni). Ciò significa che le risposte nocicettive dei neuroni
della PAG sono inibite dall’EA su Huantiao e Yanglingquan.
Effetti dell’EA di Jianliao e Sidu sulla risposta nocicettiva dei neuroni di PAG
Nel 2° gruppo sono stati studiati in totale 14 neuroni IFR. Si è visto che le
risposte di 10 neuroni erano ridotte mentre quelle degli altri 4 non erano
modificate dall’EA. La riduzione delle risposte nocicettive è stata significa-
tiva da 0 a 7.5 min dopo la cessazione dell’EA (P<0.01). Si è visto, inoltre,
che le risposte nocicettive erano ridotte fino a 10 min dopo la cessazione
dell’EA e poi lentamente aumentavano. Le variazioni delle risposte
nocicettive sono sate significativamente più marcate nel 1° gruppo
(P<0.0001).
Discussione
Lo stimolo doloroso è stato applicato sul peroneo superficiale che è un
ramo importante del nervo sciatico: così si è riprodotto un modello speri-
mentale di sciatica. Poichè il MP della VB corre nella zona corrispondente
al nervo sciatico sono stati scelti i punti Huantiao e Yanglingquan in ac-
cordo con il principio di scegliere i punti lungo il meridiano. Questi due
punti sono stati largamente usati nella sciatica. Il Classico di Medicina In-
terna afferma: “quando il piede e la gamba di un paziente non possono
essere alzati il trattamento consiste nel far giacere il paziente su un fianco
per pungere Huantiao “, “quando il paziente soffre di lombalgia di tipo
puntorio e non è in grado di piegare e ruotare il bacino l’origine del dolo-
re è lungo il meridiano Shaoyang; il trattamento è pungere Yanglingquan
e farlo sanguinare”.
I nostri risultati mostrano che l’EA di questi due punti inibisce le risposte
nocicettive dei neuroni della PAG. Ciò significa che l’EA esplica la modula-
zione del dolore a livello di PAG. Ciò corrisponde ai risultati antalgici otte-
nuti nella sciatica con l’agopuntura.
Nel Classico di Medicina Interna si parla di Juci, un metodo di agopuntura
secondo il quale, se la malattia è nel lato destro del corpo si applica l’ago-
puntura a sinistra, se la malattia è a sinistra si applica l’agopuntura a de-
stra. Se il Qi del paziente è ribelle e la sua malattia si trova in basso l’ago-
puntura si applica nella parte alta del corpo; quando la malattia è nella
parte alta, l’agopuntura si applica nella parte bassa; quando la malattia si
trova al centro l’agopuntura si applica ai lati. Nella pratica clinica si segue
il principio di selezionare i punti importanti lungo il meridiano. Jianlian
e Sidu, punti del MP del TR, sono stati in grado di ridurre le risposte dei
neuroni di PAG. Tuttavia le risposte del 1° gruppo sono state significativa-
mente maggiori di quelle del 2° gruppo. Ciò suggerisce una relativa speci-
ficità dei punti nell’agopuntura analgesica. La MTC afferma che le
patologie possono essere trattate tramite i punti che appartengono ai me-
ridiani che passano per l’area affetta. Poichè il MP della VB passa nel terri-
torio del nervo sciatico l’EA su Huantiao e Yanglingquan ha sortito effetti
più marcati dell’EA su Jianliao e Sidu che sono punti lontani dal territorio
del nervo sciatico. Da un punto di vista anatomofisiologico la spiegazione
può essere la seguente: il messaggio afferente della stimolazione mediante
EA e il messaggio nocicettivo si integrano a livello del medesimo segmento
spinale. Poichè Huantiao, Yanglingquan trasmettono il messaggio
nocicettivo nel medesimo segmento spinale, gli effetti dell’EA nel primo
gruppo sono stati più evidenti. Inoltre si deve considerare un livello
sopraspinale nel quale avvengono sia l’integrazione dello stimolo dell’EA e
dello stimolo doloroso, sia la modulazione ascendente e discendente del
dolore. Ciò spiega perchè entrambi i gruppi di punti abbiano ottenuto un
effetto analgesico. Tuttavia, poichè la proiezione nell’area sensoriale (SI,
SII), nel talamo e anche nella PAG sono distribuite secondo uno schema
somatotopico, il messaggio proveniente da Huantiao e Yanglingquan, vici-
ni e dentro l’area della sciatalgia, sono più facilmente integrati con i mes-
saggi nocicettivi nell’induzione dell’effetto analgesico. Quindi la relativa
specificità degli agopunti osservati è da porre in relazione con la proiezio-
ne somatotopica.
Studi farmacologici sul Gecko

Wang Junmo, Chen Changxuan, Qin Jimin, Tao Hui


(Department of Pharmacology, Shanghai College of TCM)

Sommario
L’estratto alcolico del Gecko comprende una GEH I idrosolubile e una GEH
II liposolubile. Sia GEH I che GEH II riducono il gonfiore provocato dalla
formalina nell’articolazione della caviglia dei ratti, inibiscono il gonfiore
infiammatorio dell’orecchio del topo, indotto dal dimetilbenzene, e sop-
primono la permeabilità dei capillari peritoneli provocata dall’acido
acetico nei topi. Essi provocano anche atrofia del timo nei giovani ratti e
diminuiscono il contenuto di Vit. C nelle surrenali dei ratti, manifestando
un effetto adrenocorticotropo.
Le sostanze non inibiscono lo spasmo dei muscoli lisci nella trachea indot-
to dall’istamina e dall’acetilcolina in vitro; non impediscono lo shock
anafilattico indotto dall’albumina dell’uovo nei porcellini d’india. GEH I
aumenta il peso dei testicoli nei topi maschi dimostrando un effetto simil-
ormonale, mentre il GEH II aumenta sia il peso dell’utero delle femmine,
che il peso dei testicoli dei maschi.
Gecko è il corpo secco (tolti i visceri) del Gecko gecko L. Secondo il Com-
pendio della Materia Medica “rinvigorisce l’energia dei polmoni, tonifica il
sangue ed ha un effetto antiasmatico ed antitussigeno”; “rinforza il rene e
controlla l’emissione notturna” secondo il Nuovo Compendio della Mate-
ria Medica. Gecko polverizzato e Ginseng sono usati in clinica per trattare
l’asma bronchiale cronica. In Giappone è riportato che il corpo intero di
Gecko gecko L. ha un effetto simile a quello degli ormoni sessuali.
Studiosi cinesi hanno riferito degli effetti simil-ormoni sessuali del Gecko
gecko, riportando che, specialmente la coda, è particolarmente potente.
Sono stati riportati recentemente effetti sulla funzione immunitaria e sulle
reazioni allo stress. Il presente lavoro si propone di studiare gli effetti
antinfiammatori ed antiasmatici del Gecko, non ancora indagati, così
come gli effetto simil ormoni sessuali del GEH I e GEH II.

Materiali per gli esperimenti


Farmaci
L’estratto alcolico è ottenuto dal Gecko gecko L. fresco acquistato dalla
provincia di Guangxi. L’estratto alcolico è ulteriormente diviso in GEH I,
idrosolubile e GEH II, liposolubile. Le preparazioni sono fornite dall’Istitu-
to di Shanghai di Chimica Organica.
Animali
Per riprodurre il modello sperimentale di infiammazione indotta dall’aci-
do acetico ghiacciato, sono stati usati topi del ceppo BALB/C forniti dal
Shanghai Institute of Drug and Chemical Control. Per gli esperimenti ri-
guardanti il peso del timo sono usati giovani ratti Wistar. Altri animali
sono forniti dal nostro Istituto: i topi erano del ceppo Kunming.
Metodi sperimentali e risultati

Esperimenti, metodi e risultati


Effetto antinfiammatorio
Effetto sull’infiammazione dell’articolazione della caviglia dei ratti indotta
dalla formalina.
21 ratti di entrambi i sessi, di peso 250+-50 gr sono ugualmente divisi in
tre gruppi per l’iniezione intraperitoneale dei 0.1 gr/Kg di GEH I, GEH II o
di un egual volume di soluzione salina isotonica.
Ciascun gruppo riceve un’iniezione quotidiana per 5 giorni. Dopo la pri-
ma iniezione, agli animali viene praticata un’iniezione sottocutanea con
0.1 ml di formalina al 2.5% nell’articolazione della caviglia per indurre
un’infiammazione locale. La circonferenza delle articolazioni della caviglia
è misurata prima, 6 ore, 1, 2, 3, 4 e 5 giorni dopo l’infiammazione. Il gra-
do di infiammazione (l’aumento della circonferenza dopo l’infiammazio-
ne) e il confronto tra il gonfiore e la misura precedente l’infiammazione
indicano che sia GEH I che GEH II riducono significativamente il gonfiore
nell’articolazione della caviglia (P<0.05). L’effetto inibitorio appare 6 ore
dopo l’infiammazione. La potenza di GEH I e GEH II è circa la stessa.

Effetti sull’infiammazione dell’orecchio indotta da dimetilbenzene


24 topi di entrambi i sessi di peso 20+-2 gr sono divisi in tre gruppi ugua-
li a cui sono somministrati rispettivamente 0.1 gr/Kg di GEH I, GEH II e un
ugual volume di soluzione isotonica, una volta al giorno per due giorni
consecutivi. Un’ora dopo l’ultima iniezione è applicato il dimetilbenzene
ad ogni orecchio sinistro dei topi per provocare l’infiammazione. Trenta
minuti dopo l’infiammazione, gli animali sono sacrificati e da entrambe le
orecchie sono ricavati, dalla stessa posizione, dei segmenti circolari di 9
mm di diametro. Poi i segmenti sono pesati e viene calcolato il grado di
gonfiore. I risultati dimostrano che il grado di gonfiore nel gruppo di con-
trollo è 5.8+-0.45 mg (media + - DS) mentre nel gruppo GEH I e GEH II è
2.50 + - 0.45 e 2.88 + - 0.44 mg rispettivamente. Quindi il GEH I e il GEH II
inibiscono significativamente l’infiammazione indotta da dimetilbenzene
(P<0.01) e la potenza delle due sostanze è simile.

Effetti sulla permeabilità dei vasi capillari nei ratti


Questi esperimenti sono condotti adottando il metodo di indurre l’infiam-
mazione con acido acetico ghiacciato. 27 topi d’ambo i sessi, di peso 18 +
- 2 gr sono divisi in tre gruppi di 9 ciascuno. A ciascun gruppo sono som-
ministrati per os 0.1 g/Kg di GEH I, GEH II e un corrispondente volume di
soluzione isotonica rispettivamente per due giorni consecutivi. 90 min
dopo l’ultima dose a tutti i topi sono somministrati e.v. 0.1 ml/10 gr di
blu di Ewen allo 0.2% in soluzione salina. 10 minuti dopo sono iniettati in
peritoneo 0.1 ml/10 gr di peso di acido acetico ghiacciato allo 0.7%. Gli
animali sono sacrificati dopo 20 min. e a ciascun topo sono iniettati in
peritoneo 5 ml di soluzione salina. L’addome è massaggiato delicatamente
prima di aspirare il liquido con una siringa. Vengono lette le densità otti-
che (DO) a 590 nm su uno spettrofotometro 721. I valori di DO del grup-
po GEH I, GEH II e controllo sono rispettivamente 0.26 + - 0.02, 0.23 + -
0.03 e 0.39 + - 0.04: GEH I e GEH II riducono considerevolmente la
trasudazione dai capillari nella cavità peritoneale grazie alla capacità di
inibire l’aumento della permeabilità capillare indotto dall’acido acetico
ghiacciato. La potenza di GEH I e GEH II è significativamente differente.
Effetto sul peso del timo in giovani ratti
26 giovani ratti Wistar (13 maschi e 13 femmine) di peso 70 + - 10 gr
sono divisi in tre gruppi, 8 per i gruppi con il farmaco e 10 per il gruppo
di controllo. GEH I e GEH II sono somministrati in peritoneo alla dose di
0.1 gr/Kg di peso corporeo, una volta al giorno, per 5 giorni consecutivi.
Al gruppo di controllo è somministrata una dose equivalente di soluzione
isotonica. 24 ore dopo l’ultima iniezione gli animali sono sacrificati per
pesare il timo e calcolarne il peso per 100 gr di peso corporeo. I pesi del
gruppo GEH I, GEH II e controllo erano rispettivamente 372.9 + - 30.8
mg:100 gr (media + - DS), 312.1 + - 33.7 mg/100 gr e 428.8 + - 18.3 mg/
100 gr. L’analisi statistica dimostra che il gruppo GEH II ha un’evidente
atrofia del timo a confronto con il gruppo di controllo (P<0.01), mentre il
gruppo GEH I ha avuto un’atrofia del timo statisticamente non significati-
va (P>0.05).

Effetto sul contenuto in Vit. C nelle surrenali dei ratti


34 ratti del peso 240 + - 30 gr sono divisi in tre gruppi, 10 per GEH I e 12
per GEH II e per la soluzione salina. Ai ratti venne somministrata la dose
di 0.1 gr/Kg di GEH I e di GEH II e soluzione ipotonica di egual volume, in
peritoneo, una volta al giorno, per 5 giorni consecutivi. I ratti sono sacrifi-
cati due ore dopo l’ultima iniezione e sono poi pesate le surrenali. E’
quantificato il peso delle surrenali per 100gr di peso corporeo ed è deter-
minato il contenuto di Vit. C con il metodo colorimetrico alla 2.4
dinitrofenilidrazina. I risultati dimostrano che il contenuto di Vit. C nel
gruppo GEH I e GEH II diminuisce sensibilmente (P<0.05 e P<0.01 rispetti-
vamente). Il peso delle surrenali in questi due gruppi è aumentato, ma
senza un significato statistico.

Effetto sul muscolo liscio di trachea isolato dei porcellini d’india


Per l’esperimento sono usati porcellini d’india del peso di 400 + - 100 gr.
Dopo aver sacrificato gli animali vengono estratte delle striscie a spirale di
trachea le quali sono poste poi in una soluzione nutritiva di Krebs-
Henseleit insufflata con 95% di 02 e 5% di CO2. Le striscie sono collegate a
dei trasduttori di energia caricati con un peso di 2 gr. Dopo un’ora di as-
sestamento vengono aggiunte separatamente istamina ed acetilcolina alla
concentrazione di 0.4 microg/ml e 0.8 microg/ml rispettivamente.
In un secondo tempo aggiunti a goccia GEH I e GEH II, fino alla concentra-
zione di 15.6 microgr/ml e 18.75 microg/ml rispettivamente, senza alcun
segno di effetto antispastico sullo spasmo indotto da istamina e
acetilcolina.

Effetto sullo shock anafilattico indotto dall’albumina dell’uovo nei porcellini d’India
10 porcellini d’India d’ambo i sessi del peso di 225+ - 25 gr sono divisi in
3 gruppi, 3 per ogni gruppo di trattati e 4 per il gruppo di controllo. A
tutti gli animali è iniettato in peritoneo 1mg di albumina d’uovo al 50%,
al primo e al terzo giorno.
Dal quarto giorno in poi sono iniettati 0.1 gr/Kg di GEH I, GEH II e un vo-
lume corrispondente di soluzione isotonica, sempre in peritoneo, una vol-
ta al giorno, per 14 giorni consecutivi. 24 ore dopo l’ultima iniezione è
iniettata e.v. una dose di 0.2 ml di albumina d’uovo al 50%. Tutti gli ani-
mali dei tre gruppi vanno incontro a spasmo bronchiale e muoiono: GEH I
e GEH II non hanno prevenuto lo shock anafilattico indotto dall’albumina
dell’uovo.

Effetto simil-ormoni sessuali


-1 Effetto sullo sviluppo dell’utero nei topi
54 topi femmine di peso 15 + - 1 gr sono divisi in 3 gruppi uguali ai quali
è somministrato rispettivamente GEH I o GEH II o un volume equivalente
di soluzione isotonica. Il dosaggio è di 0.1gr/Kg somministrato quotidia-
namente per 11 giorni consecutivi. 24 ore dopo l’ultima dose gli animali
vengono sacrificati e gli uteri vengono pesati e registrati in mg/100 di
peso corporeo. Nel gruppo di controllo il peso è 44.97 + - 3.90 mg/100 g.,
nel gruppo GEH I è 55.05 + - 4.76 mg/100 G. (P>0.05) mentre nel gruppo
GEH II è 78.53 + - 5.51 mg/100 gr (P<0.01).
-2 Effetto sui testicoli del topo
30 topi maschi di peso 16 + - 2 gr sono divisi in 3 gruppi uguali. A 2 grup-
pi è somministrato rispettivamente GEH I e GEH II alla dose di 0.1 gr/Kg
per via orale una volta al giorno, per 10 giorni consecutivi. Al gruppo di
controllo è somministrata una dose di soluzione isotonica di volume equi-
valente. 24 ore dopo l’ultima dose gli animali sono sacrificati, i testicoli
sono pesati e valutati in mg/100 g di peso corporeo. Nel gruppo di con-
trollo il peso è 553.89 + - 26.6 mg/100, nel gruppo GEH I è 648.92 + -
31.88 mg/100 (P<0.05) e nel gruppo GEH II è 683.47 + - 25.08 mg/100
(P<0.01).

Test tossicologico
50 topi del peso di 20 + - 2 gr sono divisi in 5 gruppi, ciascuno con 5 ma-
schi e 5 femmine. Sono iniettate in peritoneo dosi crescenti di GEH II ed è
registrato il numero delle morti nelle 72 ore successive. Calcolata con il
metodo dell’unità di probabilità semplificata la LD50 del GEH II è 5.24 gr/
Kg La LD50 del GEH I è simile.

Discussione
Secondo la MTC la patologia sessuale è un sintomo di deficit di rene yang.
Il Gecko è stato usato per il trattamento dell’impotenza. Il nostro studio è
in linea con molte relazioni farmacologiche secondo le quali il GEH II ha
effetti simili agli ormoni sessuali femminili e sia il GEH I che il GEH II han-
no effetti simili agli ormoni sessuali maschili. Gecko è usato nel trattamen-
to dell’asma cronica e della tosse dovuti a deficit di rene yang e polmone
yin. Tuttavia il farmaco non è utile nel trattamento della tosse acuta in
corso di bronchite o broncopolmonite. I nostri studi hanno dimostrato
che l’estratto di Gecko non dilata il bronco e non ha alcun effetto
antiallergico. I dati sono in accordo con l’esperienza clinica che dimostra
l’inefficacia nel trattamento dell’asma bronchiale acuta.
Il contenuto in Vit. C è un parametro affidabile per valutare la funzione
surrenalica. La capacità del Gecko di diminuire il contenuto di Vit. C nelle
surrenali indica che esso ha un effetto ACTH-simile.Ciò è ulteriormente
confermato dal fatto che esso causa atrofia timica nei giovani ratti.
L’ACTH inibisce l’essudazione, l’edema e la permeabilità dei capillari nelle
prime fasi dell’infiammazione, riduce lo spasmo bronchiale, riduce
l’iperemia e l’edema della mucosa bronchiale. Perciò pensiamo che il
Gecko tratti l’asma e la tosse tramite una via indiretta poiché non ha effet-
to antiasmatico diretto su sezioni isolate di trachea. Forse il Gecko può
agire sulla funzione immunitaria e rafforzare la costituzione fisica. La
LD50 di GEH II è 5.24gr/Kg, 50 volte superiore al dosaggio usato negli
esperimenti. Quindi le preparazioni di Gecko hanno ampio margine di si-
curezza.

Nuovo progresso nei quattro metodi diagnostici del can-


cro

Yu Guiqing
(Guan An Men Hospital, China Academy of TCM)
Chen Jianmin
(Hua Shan Hospital, Shanghai University of Medical Sciences)
Wang Jimin
(Hebei Provincial Academy of Medical Sciences)
Hou Jun
(Hebei Provincial Institute for Cancer)

Sommario
Negli ultimi anni sono stati fatti progressi nei quattro metodi diagnostici
per il cancro. L’osservazione generale si è evoluta in una esplorazione
sistemica e poi ancora nella formulazione di leggi sottostanti. Questo arti-
colo riassume i dati delle ricerche condotte dal 1981.

Nuove tendenze nei contenuti della ricerca e prospettive di applicazione


La lingua e la patina linguale
-1 Manifestazioni della lingua: molti studiosi riferiscono che la lingua dei
pazienti neoplastici tende ad essere cianotica o intensamente porpora e/o
accompagnata da ecchimosi o petecchie. Questi dati sono riferimenti im-
portanti per un sospetto precoce di tumore, per la valutazione dell’effica-
cia terapeutica e per la formulazione della prognosi. Per esempio, nelle
malattie delle prime vie dell’apparato digerente, quando il gruppo dei
neoplastici è confrontato con altri pazienti con patologia infiammatoria o
ulcerosa, la differenza nelle caratteristiche della lingua è molto significati-
va e utile per la diagnosi differenziale. Nei pazienti neoplastici, quando la
lingua è di colore porpora intenso, ci sono buone possibilità che l’inter-
vento chirurgico abbia successo. Quando la lingua appare pallida e ingros-
sata, il paziente ha un deficit di Qi e di resistenza vitale. Nel carcinoma
dell’esofago cardiale il colore della lingua è ovviamente diverso nei diversi
stadi della malattia ed è anche correlato all’efficacia terapeutica. Quando
la lingua ha un colore bianco pallido, il paziente appartiene alla categoria
freddo da deficit, che dimostra buona tollerabilità alla radioterapia, ma
che va facilmente incontro ad effetti collaterali con la chemioterapia. La
maggior parte dei pazienti con carcinoma dello stomaco nei primi stadi
hanno lingue senza speciali caratteristiche oppure con un colore porpora
intenso. I pazienti nello stadio intermedio o finale ha la lingua di colore
cianotico o bianco pallido. Le variazioni di colore dopo intervento chirur-
gico indicano frequentemente un miglioramento o un peggioramento del
caso. Pazienti con carcinoma epatico hanno spesso lingue cianotiche o
rosso porpora ai lati, con vari gradi di ecchimosi, petecchie, creste a
striscie e vene varicose, la cui severità può riflettere la severità del
carcinoma epatico. Nei pazienti con carcinoma naso-faringeo, una lingua
cianotica indica che la malattia è severa con un alto tasso di recidive e
metastasi e un’alta mortalità nei 5 anni successivi. Secondo un’osservazio-
ne in pazienti con carcinoma naso-faringeo, condotta a Hongkong e
Macao, la lingua ha frequentemente un colore rosa nel primo e secondo
stadio e un colore cianotico nel terzo e quarto stadio. Il tasso di recidive e
metastasi nei pazienti con lingua cianotica è significativamente più eleva-
to rispetto agli altri.
Nei pazienti con carcinoma polmonare la lingua ha prevalentemente un
colore porpora intenso.
-2 Patina linguale. Una patina sottile e gialla oppure untuosa è presente
più frequentemente nei pazienti neoplastici che nei soggetti sani. Ci sono
anche dati su una patina principalmente gialla o untuosa-giallastra. I pa-
zienti con tumore dell’esofago cardiale hanno spesso una patina spessa,
gialla e bianca. Nei pazienti con carcinoma gastrico nei primi stadi è più
frequente una patina bianca, umida e untuosa; negli stadi avanzati è più
comune la lingua a carta geografica o con patina spessa e untuosa. I pa-
zienti con carcinoma polmonare hanno frequentemente un induito spesso
e untuoso.
-3 Corpo linguale
E’ riportato che la lingua nei pazienti con carcinoma è corpulenta, oppure
ingrossata e fissurata. Nei pazienti con carcinoma gastrico la lingua
fissurata non compare fino allo stadio intermedio o avanzato e le fessure
diventano più profonde con l’aggravarsi della malattia.
-4 Vene della lingua.
I pazienti con carcinoma spesso hanno le vene linguali turgide e varicose,
per lo più di colore porpora. Le differenze tra pazienti con o senza
metastasi sono pure statisticamente significative. In accordo con gli studi
reologici un’alta viscosità del sangue è una delle cause delle anomalie del-
le vene sublinguali.

Altri studi sul metodo diagnostico dell’ispezione


Per promuovere l’affidabilità della diagnosi mediante ispezione, molti me-
dici hanno adottato più indicatori contemporaneamente. Per esempio, in
un’osservazione di 52 casi di carcinoma epatico, delle anomalie sul palato
molle e sul palato duro sono comparse rispettivamente nel 50% e nel 25%
dei casi: molto più frequenti che non in altre malattie. I 9 indici nei 6 me-
todi di diagnosi del carcinoma dell’apparato digerente mostrano anch’essi
delle marcate differenze tra il gruppo dei pazienti neoplastici e il gruppo
dei pazienti non neoplastici o soggetti sani. La presenza di indicatori posi-
tivi quali i segni oculari, la leucodermia e le strie sulle unghie delle mani è
decisamente più elevata in pazienti con carcinoma che non in soggetti
normali: è possibile una relazione tra carcinoma e markers cutanei.
L’osservazione dell’orecchio è significativa negli stadi avanzati del
carcinoma e della leucemia. Alcuni lavori sostengono che il gonfiore locale
a livello dell’orecchio ha un valore diagnostico per il carcinoma epatico.

Studi del polso


Alcuni studi indicano che il polso teso, scivoloso e rapido o teso e rapido
spesso indica che la malattia sta peggiorando.
Quando, dopo un intervento chirurgico in pazienti con carcinoma, compa-
re un polso scivoloso e rapido o teso e rapido o debole e rapido, si do-
vrebbe seriamente pensare ad un intervento non completamente riuscito.
A causa delle difficoltà che si incontrano nell’esame glossoscopico in pa-
zienti con neoplasie del cavo orale o della bocca, alcuni medici spesso si
sono rivolti all’esame pulsologico per il follow-up del paziente. E’ riporta-
to che il polso “Chi” è indebolito nel 50% e assente nel 25% dei pazienti
neoplastici, il che è statisticamente significativo se confrontato con sogget-
ti sani.

Studi sull’analisi combinata dei dati ottenuti con i quattro metodi diagnostici
Quando i quattro metodi diagnostici sono combinati con le metodiche del-
la medicina occidentale, si possono ottenere dati sia sulla localizzazione
della neoplasia, sulla sua natura, sulla diffusione, sulla condizione del Qi,
del sangue e dei visceri. Si può così ottenere una diagnosi differenziale dei
sintomi e dei segni.

Nuove acquisizioni nei metodi di ricerca


Lo sviluppo dei metodi di ricerca è andato dall’osservazione sensoriale ai
moderni metodi scientifici, dalla morfologia, alla fisiologia e biochimica,
dalla macroscopia alla microscopia.

Ricerche sulla microcircolazione e reologia del sangue


In pazienti con neoplasie maligne, le alterazioni della punta della lingua e
le variazionimicro circolatorie del letto ungueale sono marcate quando c’è
una lingua cianotica. La viscosità specifica del sangue intero e del plasma
è marcatamente più alta in questi pazienti che non in soggetti normali o
in pazienti con punta della lingua non cianotica. Questo dato può fornire
un valido dato referente per differenziare il tipo di paziente, stabilire la
terapia e formulare la prognosi. E’ stata anche notata una correlazione tra
metastasi del tumore e reologia del sangue.

Ricerche citologiche
Le cellule epiteliali della lingua sono per la maggior parte cellule
precheratinizzate. Nei pazienti con carcinoma gastrico vi è ipercheratosi
dell’epitelio linguale con la produzione di molte cellule ipercheratinizzate
e di piccole cellule cheratinizzate ipercromiche. In pazienti con carcinoma
del tratto digerente le cellule della superficie linguale mostrano una ten-
denza all’ipercheratosi con molte cellule ipercheratinizzate nell’epitelio
della patina gialla e untuosa, e un ridotto pH di 5-6.

Ricerche di zimologia
In soggetti normali con una lingua rosa la stimolazione con acido citrico
induce un aumento dell’attività dell’amilasi salivare.
Nei pazienti con carcinoma esofageo la stessa stimolazione porta ad un
marcato decremento dell’amilasi salivare, particolarmente in coloro che
hanno una lingua porpora. A questo gruppo segue quello dei pazienti con
lingua rossa e da ultimo quello dei soggetti con lingua rosa. C’è una legge-
ra diminuzione dell’attività amilasica dopo stimolazione con acido citrico
nei pazienti con lingua pallido-bianca.

Ricerche sugli oligoelementi


A parità di aspetto della lingua e della patina, il contenuto ematico del
rame è decisamente più elevato nei pazienti con carcinoma che non in
soggetti normali. Tra i pazienti con carcinoma, il rame e lo zinco ematici
sono marcatamente più elevati nei pazienti con la ligua porpora che non
nei pazienti con la lingua rossa o rosa. Il contenuto in rame è molto più
elevato nei pazienti neoplastici con patina gialla e untuosa che non nei
pazienti con con patina gialla e sottile. Nei casi in cui il rame ematico è
elevato e la patina linguale è di colore porpora è probabile la diagnosi di
carcinoma.

Ricerche con moderni metodi chimici sulla differenziazione delle sindromi in


pazienti neoplastici secondo le otto regole diagnostiche
Sono state realizzate alcune ricerche sulla funzione di trasporto e di tra-
sformazione della milza in pazienti neoplastici con deficit di milza usando
capsule marcate con isotopi I131. E’ stato provato che la diversa efficacia
terapeutica nelle tre categorie di pazienti con deficit, nel cancro
polmonare, è correlata ai differenti livelli di AMPc. Ulteriori studi con me-
todi scientifici moderni sono auspicabili per lo sviluppo di strumenti
diagnostici semplici e convenienti con alta efficacia per portare i 4 meto-
di diagnostici della MTC ad un nuovo livello di obiettività, standardizza-
zione e quantificazione per gli usi clinici.

La sterilità in medicina tradizionale cinese

Lucio Sotte
Scuola Italiana di Medicina Cinese
Gruppo di Studio “Società e Salute”

Introduzione
In medicina tradizionale cinese la sterilità viene definita con il termine Bu
Yun e corrisponde all’incapacità a procreare che perdura per un lasso di
tempo di almeno due anni. Questa patologia era conosciuta ed affrontata
fin dall’antichità; ricordiamo la descrizione della sterilità fatta da Wang
Shu He nel Mai Jing o Classico dei Polsi del 3° secolo d.C. e quella fatta da
Sun Si Miao nel Qian Jin Yao Fang o Prescrizioni che Valgono Mille Pezzi
d’Oro, nel 652 d.C. In quest’ultimo testo si distinguono la sterilità prima-
ria definita Wu Zi o assenza del feto da quella secondaria denominata
Duan Xi o discesa interrotta.
Nei testi classici il problema della sterilità é frequentemente affrontato e
messo in relazione a patologie dei meridiani curiosi di prima generazione:
in particolare Du Mai, Ren Mai e Chong Mai.
Lo Huang Di Nei Jing afferma che “se il Du Mai é ostruito si ha sterilità”;
nello Specchio d’Oro della Medicina si dice invece che “la causa della ste-
rilità é il danno del Ren Mai e del Chong Mai”.
Anche se la sterilità si manifesta con disturbi energetici dei tre meridiani
curiosi citati, la sua origine risiede in squilibri che possono essere
ricondotti al rene, al fegato, alla milza, al difetto o alla stasi del sangue ed
a fenomeni flogistici interessanti gli organi genitali femminili. Questi ulti-
mi si fondano sulla produzione di Tan e sul loro surriscaldamento e sono
spesso collegati a patologie di origine splenica.
In questo studio affronteremo il problema della sterilità femminile. Occor-
re tuttavia ricordare che, fin dai tempi antichi, la medicina cinese ha de-
scritto anche le forme di sterilità di origine maschile. Wang Shu He nel
Mai Jing afferma: “Il polso fine Wei, debole e molle Ruo e rugoso Se corri-
sponde nell’uomo alla sterilità”. La quintessenza e l’energia vitale Jing Qi
sono in stato di vuoto”.
Xue Li Zhai precisa, durante il periodo della dinastia Ming, “quando una
donna non può concepire occorre esaminare le condizioni del partner. Se
i reni sono in deficit ed il Jing é debole egli non é in grado di procreare.”

Eziopatogenesi
L’eziopatogenesi della sterilità si fonda in medicina tradizionale cinese su
due gruppi di cause: congenite ed acquisite.
Le cause congenite inoltre sono classicamente distinte in cinque quadri
clinici definiti Wu Bu Nu o “le cinque non femminilità”:
- Luo, “spirale”: si tratta di un setto a forma spiroide che ostruisce par-
zialmente o totalmente la cavità o l’orifizio vaginale;
- Wan, “piega”: corrisponde ad una malformazione anatomica della cavità
vaginale;
- Gou, “tensione”: ristrettezza dell’orifizio vaginale;
- Jiao, “corno”: letteralmente allungamento del clitoride; corrisponde alle
varie forme di ermafroditismo;
- Mai, “flusso”: amenorrea primaria.
Le prime quattro forme hanno, ovviamente, spiccate indicazioni chirurgi-
che e sono insensibili al trattamento con agopuntura o farmaci.
L’amenorrea primaria é invece suscettibile alla terapia medica.
Occorre, tuttavia, ricordare che nella quarta categoria rientrano anche al-
cune forme ereditarie di origine genetica per le quali é doveroso imposta-
re un trattamento che può migliorare le condizioni generali della pazien-
te, ma che spesso non é sufficiente a risolvere l’amenorrea (sindrome di
Turner ecc).
Le forme di sterilità acquisite vengono suddivise in due gruppi ed in nu-
merosi sottogruppi:
- sterilità da deficit:
- da deficit del rene;
- da deficit del sangue;
- da deficit della milza;
- sterilità da eccesso:
- da Tan-umidità e Tan-calore;
- da calore nel sangue;
- da congestione del fegato.
Nelle forme da deficit la sterilità é la conseguenza dell’insufficienza del
rene, del sangue o della milza.
Il deficit del rene ha generalmente un’importante componente congenita
che agisce attraverso il Ren Mai ed il Chong Mai. Lo Sheng Ji Zong Lu, En-
ciclopedia delle Prescrizioni Mediche del 12° secolo, afferma che “la steri-
lità della donna é causata dal deficit del Ren Mai e Chong Mai. Il Qi del
rene é allora vuoto e freddo”.
Il deficit del sangue è determinato normalmente da cause congenite ed ac-
quisite che agiscono tramite il rene e la milza. Il Ge Zhi Yu Lun, Trattato
della Ricerca delle Proprietà delle Cose, afferma che “la sterilità femminile
é dovuta spesso ad un’insufficienza del sangue che non può nutrire l’es-
senza”.
Il deficit della milza si fonda, invece, soprattutto su un’insufficiente pro-
duzione di substrati alimentari di origine soprattutto acquisita. Xu Li Zhai
afferma che “se milza e stomaco sono in vuoto non possono nutrire Chong
e Ren Mai”.
Le forme da pienezza sono collegate a disturbi della circolazione dell’ener-
gia, del sangue e dei liquidi organici ed alle loro complicanze.
Le sterilità da Tan sono caratteristiche delle donne obese. Sempre il Ge Zhi
Yu Lun, Trattato sulla Ricerca delle Proprietà delle Cose, afferma”le donne
obese a causa di un eccesso di cibi e di bevande, hanno dei mestrui irre-
golari e non possono concepire perché il loro corpo, debordante di grassi,
ostruisce la matrice di Tan-umidità”.
Secondo il Nu Ke Jing Lun, un trattato di ginecologia e ostetricia del primo
periodo della dinastia Qing, il calore del sangue aggredisce più facilmente
le pazienti caratterizzate da una costituzione tendente al deficit dello yin.
Il testo afferma infatti che “le donne magre e deboli sono spesso affette da
sterilità perché il calore interno si trasforma in fuoco, il sangue della ma-
trice si essicca e non é più possibile la condensazione dell’essenza”.
Esistono inoltre delle forme di sterilità con chiara componente psichica
che agisce tramite l’ostruzione del Qi del fegato.
Tutte queste cause, congenite ed acquisite, possono essere sintetizzate e,
da un punto di vista eziopatogenetico, la sterilità può essere ricondotta a
quattro meccanismi principali. Esaminiamo quelli proposti dalla Nanjing
Academy of Traditional Chinese Medicine:
- deficit del rene;
- ostruzione del Qi del fegato;
- stasi di Tan;
- stasi del sangue.

Sindrome da deficit del rene


La sterilità da deficit del rene é spesso di origine congenita. I fattori acqui-
siti possono agire favorendo o aggravando un quadro costituzionale già
presente.
Tutte le cause di indebolimento dello yin, yang e quintessenza o Jing
renale sono determinanti nella genesi della sterilità: strapazzi fisici,
psichici, patologie croniche consuntive.
Senza dubbio un’attività sessuale disordinata ed eccessiva é il fattore
eziopatogenetico più importante.
Le forme di sterilità da deficit del Jing sono difficilmente trattabili perché
corrispondono spesso ai quadri clinici che in medicina occidentale si iden-
tificano con patologie ereditarie di origine genetica come: sindrome di
Down, sindrome di Turner, nanismi ipofisari ecc..
Sono di più semplice soluzione le sterilità da difetto della radice yin o
yang del rene.
Nel caso in cui il paziente presenti un deficit dello yin del rene spesso si
associa uno stato collaterale di deficit del Xue. Il Jing renale risente di
questa mancanza di yin e Xue e non é più in grado di nutrire l’utero.
Nei pazienti affetti da un deficit di rene yang il fuoco del Ming Men non é
in grado di riscaldare l’utero e si determina una situazione di vuoto-fred-
do che, a sua volta, sfocia nell’impossibilità a procreare.

Ostruzione dell’energia Qi del fegato


La sterilità di origine epatica trova i suoi presupposti in disturbi della sfe-
ra psichica. Si tratta di pazienti che presentano un quadro di risentimen-
to, collera, frustrazione, che può avere varia origine: costituzionale, socia-
le, familiare ecc..
Il fegato non é in grado di garantire la libera circolazione dell’energia e si
genera quella sindrome che va sotto il nome di “ostruzione o stasi del-
l’energia di fegato”.
Il ristagno energetico determina uno squilibrio energia-sangue che impe-
disce ai meridiani curiosi Ren Mai e Chong Mai di essere adeguatamente
nutriti.

Stasi di mucosità Tan


L’accumulo di Tan-umidità é caratteristico delle donne obese che presen-
tano una debolezza del sistema di ripartizione dei liquidi e delle capacità
di metabolizzazione dell’umidità. Alla base della produzione dei Tan c’é,
quasi costantemente, un deficit della funzione splenica di trasporto e tra-
sformazione dei liquidi organici Jin Ye.
Le funzioni uterine sono bloccate dalla presenza dei Tan che predispongo-
no questi pazienti a fenomeni flogistici degli organi genitali per la trasfor-
mazione dei Tan-umidità in Tan-calore e Tan-fuoco.

Stasi di sangue Xue


Più che un fattore eziologico vero e proprio la stasi di Xue in Chong Mai e
Ren Mai é la conseguenza, a livello genitale, di molteplici cause:
- alterazioni psichiche;
- invasione da parte delle Xie Qi di origine cosmopatogena;
- eccessi e difetti generali di Qi e Xue;
- eccessi e difetti generali di yin e yang;
- ritenzione di Tan-umidità o Tan-calore ecc..

Conclusioni
Gli studi occidentali affermano che la sterilità può avere varie origini:
- disfunzionale;
- flogistica;
- tumorale;
- sconosciuta.
Le sterilità di origine disfunzionale rappresentano circa il 40% del totale:
vi rientrano tutte le patologie dell’ovulazione, del corpo luteo e
dell’endometrio che sono correlate a squilibri ormonali.
Le forme flogistiche sono circa il 36% e riguardano alterazioni infiamma-
torie della mucosa tubarica ed uterina.
Le patologie endometriosiche, i miomi, i fibromi uterini giustificano un’ul-
teriore quota delle sterilità, che si aggira intorno al 15%.
Il restante 15% é dato da sterilità da causa sconosciuta.
La medicina tradizionale cinese é senza dubbio in grado di fornire diverse
soluzioni terapeutiche nelle forme disfunzionali, flogistiche e da causa
sconosciuta. Nella sterilità di origine organica può rappresentare un sup-
porto alla terapia chirurgica.
Esistono altre classificazioni eziopatogenetiche occidentali della sterilità.
Riportiamo, per completezza, la classificazione del Pescetto-De Cecco-
Pecorari che distingue le sterilità in :
- forme di origine endocrina;
- forme di origine vaginale;
- forme di origine tubarica-ovarica;
- forme di origine endometriale;
- forme di origine miometriale;
- forme di origine cervicale;
- forme a genesi autoimmune;
- forme idiopatiche.

Classificazione delle sindromi


Le sterilità femminili possono essere inquadrate in medicina tradizionale
cinese secondo la seguente classificazione sindromica:
- sindrome da deficit del rene:
- deficit del rene yang;
- deficit del rene yin;
- sindrome da ostruzione dell’energia Qi del fegato:
- sindrome da ristagno di mucosità-umiditàTan-Shi;
- sindrome da ristagno di mucosità-calore Tan-Re;
- sindrome da ristagno del sangue Xue.

Sindrome da deficit del rene


Le sterilità da deficit del rene rappresentano da sole più del 50% del tota-
le; si distinguono in due gruppi principali correlati all’insufficenza di una
delle due radici dell’organo.

Sindrome da deficit dello yang del rene


In questo caso è il fuoco organico ad essere difettoso: il rene, radice del
fuoco, è carente in questo suo elemento caratteristico. Molti altri organi e
visceri vengono coinvolti da questa carenza e la sintomatologia del rista-
gno dello yin, sua conseguenza, si evidenzia in tutti i settori dell’organi-
smo, in particolare a livello di milza e polmone.
Questo quadro clinico tende a complicarsi con la sindrome da stravaso
dell’acqua.
Sintomatologia:
- sterilità;
- colorito pallido e biancastro;
- arti freddi, estremità fredde;
- dolore, debolezza, indolenzimento, sensazione di freddo nella regione
lombare ed alle ginocchia;
- avversione al freddo, ricerca del calore;
- astenia fisica e psichica;
- diarrea, soprattutto mattutina e poliuria con urine pallide;
- vertigini, instabilità dell’equilibrio, tinnitus;
- irregolarità mestruali;
- ritardi mestruali con flusso scarso e generalmente pallido;
- dispnea astenica;
- lingua pallida, gonfia, umida con patina linguale bianca;
- polso profondo Chen e debole Ruo.
Se la sindrome si complica con lo stravaso dell’acqua, i sintomi descritti si
aggravano e si mescolano con segni nuovi:
- edema localizzato soprattutto agli arti inferiori ed alla caviglia;
- oliguria, sempre con urine pallide;
- palpitazioni cardiache associate a dispnea astenica;
- tosse produttiva con escreato abbondante e siero-mucoso, associata a di-
spnea da sforzo anche lieve;
- lingua pallida, gonfia e coperta da patina bianca;
- polso profondo Chen, debole Ruo e lento Chi.

Eziopatogenesi
La patologia da deficit di rene yang é dominata da segni di stravaso, ri-
stagno, blocco dello yin.
Lo yang carente non é in grado di mobilizzare lo yin che, seguendo la sua
naturale inerzia, invade passivamente tutti i settori dell’organismo.
Alcuni segni ci avvertono dell’origine renale del quadro clinico: patologia
dell’orecchio, dolore, dolenzia, stanchezza della regione lombare e delle
ginocchia, patologia genitale con sterilità ecc. .
Nel deficit dello yin la sintomatologia si caratterizza con segni della cate-
na ascendente dei cinque movimenti: rene-fegato-cuore; nella patologia
da deficit di yang il quadro é dominato da sintomi della catena discenden-
te: milza, polmone e rene.
I sintomi respiratori, caratterizzati dalla dispnea astenica e dalla compar-
sa di tosse con espettorato abbondante e siero-mucoso, si mescolano a di-
sturbi della funzione di assorbimento e trasporto della milza: diarrea mat-
tutina dell’ora del risveglio e comunque feci molli nelle forme più legge-
re.
Il deficit dello yang di rene può colpire il cuore, determinando un difetto
della sua funzione di pompa, che si manifesta con i disturbi del ritmo, av-
vertiti soggettivamente come palpitazioni. L’interessamento del polmone
comporta la comparsa di dispnea da sforzo.
Lo yang carente non é in grado di riscaldare l’organismo e determina la
sensazione di freddo generalizzato e la presenza di freddo alle estremità,
alla regione lombare ed alle ginocchia. Caratteristica é anche la sensazio-
ne di freddo interno.
Lo yang in difetto si esprime anche con segni di carenza di energia; da ciò
origina l’astenia fisica, psichica e sessuale.
Il fuoco del Ming Men non è in grado di riscaldare il Jing e l’attività ses-
suale è impoverita proprio a livello del suo elemento propulsore.
Uno dei compiti della Yang Qi è quello di mobilizzare i Jin Ye; quando
questa funzione non viene adeguatamente svolta compaiono segni di stasi
dei fluidi che si manifestano con lo “stravaso dell’acqua”. L’acqua esce dal
compartimento vasale e cellulare per invadere il settore interstiziale. Gli
edemi agli arti inferiori sono uno dei segni più evidenti di questo fenome-
no che si esprime anche con segni di pertinenza splenica come la diarrea
acquosa, e di origine polmonare come l’escreato abbondante e siero-
mucoso.
La lingua é pallida e gonfia per la stasi dei liquidi; la patina linguale é
bianca per la presenza di freddo.
Il polso é profondo perché la patologia ha origine interna, é debole per il
difetto del Qi ed è talora lento per la presenza del freddo.
Anche in questo caso l’eziologia è multipla: patologie croniche, strapazzi
fisici, psichici e sessuali aggravati talora dall’esposizione prolungata al
freddo ed all’umidità.
Capita talora che il deficit di rene yang sia la conseguenza di un consumo
eccessivo di yang da parte di milza, cuore o polmone: in questo caso la
storia clinica ci illumina sul deficit originario.
Un’anamnesi ricca di episodi bronchitici riconduce al polmone; la patolo-
gia digestiva cronica aggravata da un’alimentazione con alimenti crudi e
di natura fredda fa pensare alla milza; la presenza di una debolezza
psichica costituzionale e di problemi mentali suggerisce una
compromissione primaria cardiaca.
In questo quadro clinico generale si inserisce il problema specifico della
sterilità.

Terapia
Il principio della terapia é quello di tonificare e riscaldare la radice yang
del rene.

farmacoterapia

Yu Ling Zhu o farmaco prezioso che protegge l’utero

Ren Shen Panax Ginseng, radix 10


Lu Jiao ShuangCervus Nippon, cornu degelatinatum 10
Du Zhong Eucomnia Ulmoides, radix 10
Bai Zhu Atractylodes Macrocephala, radix 10
Bai Shao Yao Paeonia Lactiflora, radix 15
Fu Ling Poria Cocos, scerotium 12
Huai Jiao Sophora Japonica, fructus 3
Tu Si Zi Cuscuta Sinensis, semen 10
Dang Gui Angelica Sinensis, radix 10
Chuan Xiong Ligusticum Wallichii, radix 10
Zhi Gan Cao Glycyrrhiza uralensis, radix 5
Alcuni rimedi di questa prescrizione tonificano direttamente il Jing e lo
Yang del rene: Lu Jiao Shuang, Du Zhong, Tu Si Zi. Ren Shen tonifica
l’energia della milza, del polmone e del rene ed é soprattutto attivo sulla
Yuan Qi. Fu Ling e Bai Zhu rinforzano il Qi della milza e promuovono la
trasformazione dei liquidi e il loro drenaggio. Bai Shao e Dang Gui nutro-
no e fanno circolare il sangue. Chuan Xiong mobilizza il Xue;.Zhi Gan Cao
armonizza gli altri rimedi.

An Fu Nuan Gong Wan o pillola di Artemisia e Cyperus per riscaldare


l’utero

Ai Ye Artemisia Vulgaris, herba 10 Dang Gui Angelica


Sinensis, radix 10
Xiang Fu Cyperus Rotundus, rhizoma 5
Wu Zhu Yu Evodia Rutaecarpa, fructus 3
Chuan Xiong Ligusticum Wallichii, radix 10
Bai Shao Yao Paeonia Lactiflora, radix 12
Zhi Huang Qi Astragalus Membranaceus, radix 10
Xu Duan Dipsacus Asper, radix 10
Sheng Di HuangRehmannia Glutinosa, radix 10
Rou Gui Cinnamomum Cassia, cortex 3
va cotto alla fine

Questa prescrizione differisce dalla precedente perché esercita un mag-


gior effetto riscaldante a livello degli organi genitali e dell’utero.
Due farmaci della prescrizione appartengono alla categoria dei rimedi che
riscaldano l’interno ed espellono il freddo: Wu Zhu Yu e Rou Gui. La loro
azione viene potenziata da Ai Ye, farmaco di natura calda, che é molto uti-
le in queste forme di sterilità, come nelle meno-metrorragie da freddo. Xu
Duan é un tonico dello yang, anch’esso di natura calda che agisce anche
come antiabortivo e nelle menometrorragie funzionali.
Alcuni farmaci tonificano il sangue: Dang Gui, Bai Shao Yao; altri l’energia:
Huang Qi. Xiang Fu dinamizza l’energia e Chuan Xiong esercita effetto
analogo sul sangue.

Sindrome da deficit dello yin del rene


Le manifestazioni cliniche generali di questa sindrome sono caratterizzate
dal deficit dell’Acqua e dal più o meno evidente liberarsi del Fuoco. C’é
una commistione di segni di deficit e di segni di eccesso.
I segni di calore sono tanto più evidenti quanto maggiore è lo stato di de-
ficit dello yin.

Sintomatologia:
- sterilità;
- vertigini, tinnitus, ipoacusia;
- ansia, amnesie;
- secchezza delle fauci e sensazione di gola secca soprattutto notturna;
- stipsi con feci secche ed oliguria con urine cariche;
- calore ai cinque fuochi (regione precordiale, palmo delle mani e pianta
dei piedi);
- debolezza e dolenzia lombare, debolezza alle ginocchia e gonalgia;
- oligomenorrea, amenorrea o menometrorragia;
- sudorazione notturna;
- lingua rossa, spesso incisa da fenditure, con patina assente o con patina
bianca sottile ed asciutta;
- polso fine Xi e rapido Shuo.
Se il deficit di yin è più manifesto compaiono chiari segni di liberazione
del Fuoco:
- arrossamento dei pomelli;
- aggravamento della sintomatologia vertiginosa e degli acufeni;
- aggravamento della sudorazione notturna;
- bocca secca e sete soprattutto notturna;
- modico rialzo termico, soprattutto serotino;
- sensazione di calore al pomeriggio;
- insonnia, ansia, agitazione mentale;
- oliguria con urine cariche e talora ematuria;
- stipsi ostinata con feci secche;
- iperonirismo con sogni spesso a sfondo sessuale;
- eccessivo desiderio sessuale;
- lingua secca con corpo particolarmente rosso, arido, con punta ancora
più carica e con fenditure;
- polso rapido Shuo, vuoto Xu e superficiale Fu.
Nei casi gravi può comparire una sintomatologia accessoria caratterizzata
da:
- dimagramento con aspetto emaciato;
- drastica perdita delle masse muscolari;
- lingua rosso carico a specchio.

Eziopatogenesi

Il deficit dello yin del rene si caratterizza con alcuni segni specifici del
movimento Acqua: patologia dell’orecchio, della regione lombare (“il pa-
lazzo del rene”) e della funzione genitale: algomenorrea, amenorrea,
meno-metrorragia, sterilità ecc..
Il quadro generale é dominato da segni di falso fuoco determinato dal li-
berarsi dello yang nella regione alta del corpo. Lo yin in difetto non é in
grado di trattenere lo yang che, secondo la sua natura, ha tendenza a sol-
levarsi: vertigini, insonnia, secchezza delle fauci, pomelli rossi,
spermatorrea ecc.
Le vertigini, i capogiri e le amnesie sono dovute anche al difetto di nutri-
zione del midollo che un rene in deficit non è in grado di assicurare.
La liberazione dello yang si manifesta con segni di calore, di essiccamento
e carenza dei liquidi: gola secca, bocca secca, iperpiressia serotina, lingua
rossa ed asciutta.
Lo yin del rene nutre lo yin del fegato che, a sua volta, genera lo yin del
cuore. Un difetto del rene yin si può complicare con segni di deficit di yin
di fegato e cuore. Ne consegue una liberazione dello yang di questi due
organi: vertigini, capogiri, insonnia, nervosismo, palpitazioni.
In questo quadro sindromico si assiste a quel fenomeno che va sotto il
nome di scatenamento del Fuoco organico: il Fuoco, non più trattenuto
dall’Acqua, si manifesta con segni di uscita dalla catena (“scatenamento”)
dei cinque movimenti.
Il deficit di yin di rene determina inoltre un indebolimento della fisiologi-
ca funzione di inibizione del Fuoco da parte dell’Acqua e ciò contribuisce
alla comparsa di sintomatologie ad origine cardiaca.
Anche il calore ai cinque fuochi é l’esito della carenza della funzione rin-
frescante dell’Acqua.
La patologia é di natura yin e si manifesta con segni yang. Ciò determina
da una parte il dimagramento (perdita di materia yin) e dall’altra l’aggra-
vamento serotino e notturno del quadro (la sera e la notte rappresentano
lo yin del ciclo circadiano).
La sudorazione notturna è collegata anche al fatto che il deficit di yin non
è in grado di trattenere la Wei Qi che normalmente circola di notte all’in-
terno dell’organismo. Lo yin in difetto non è sufficiente ad assorbire la
Wei Qi. Ciò determina una perdita di liquidi, di natura yin, che aggrava
ulteriormente il quadro.
Inoltre, la presenza di fuoco in eccesso evapora i Jin Ye che fuoriescono
quando dovrebbero rientrare nello yin e cioé di notte. Per i motivi
suaccennati, questo tipo di sudorazione viene descritto in alcuni testi con
il termine di “ossa fumanti”: eccesso di fuoco che evapora lo yin, e dun-
que le ossa, di notte.
La carenza dello yin produce un polso fine e sottile perché mancano liqui-
di e materia del sangue. L’eccesso di yang determina invece l’aumento
della frequenza cardiaca.
Il polso diviene alla fine superficiale e vuoto perchè lo yin è così carente
da determinare un vuoto ed un’apprezzamento del polso solo in superfi-
cie e cioé nel settore più yang.
L’eziologia di questa patologia è multipla e può essere ricondotta alle cau-
se citate nella parte generale: stress fisici, psichici e sessuali, patologie
croniche e di lunga durata, età avanzata ecc.
Occorre aggiungere che tutte le perdite di liquidi e di sangue impoverisco-
no lo yin; perciò le eccessive sudorazioni durante le patologie febbrili, il
vomito prolungato, la diarrea o la poliuria possono predisporre ad un de-
ficit di rene yin, così come le emorragie occulte caratteristiche di certe
melene o le menometrorragie non trattate.
Anche l’uso smodato di farmaci essiccanti e tonici dello yang può condur-
re gradualmente ad un indebolimento dello yin.

Terapia
Il principio della terapia é quello di tonificare lo yin e trattenere lo yang;
occorre inoltre tonificare il Jing.

Yang Jing Zhong Ju Tang

Shu Di Huang Rehmannia Glutinosa, radix preparata 15


Shan Zhu Yu Cornus officinalis, fructus 10
Bai Shao Yao Paeonia Lactiflora, radix 15
Dang Gui Angelica Sinensis, radix 10

Il commento a questa prescrizione é molto semplice; essa é composta da


farmaci potentemente tonici dello yin e del sangue.
Se compare iperattività del fuoco, aggiungere:

Zhi Mu Anemarrhena Asphodeloides, radix 10


Huang Bai Phellodendron Amurensen, cortex 10

Entrambi i farmaci appartengono alla categoria delle sostanze che purifi-


cano il calore, Qing Re Yao, ed esercitano il loro effetto soprattutto a livel-
lo del fuoco del cuore.

Sindrome da ostruzione del Qi del fegato


Si tratta di un quadro clinico estremamente diffuso soprattutto nel mondo
occidentale.
Questo fenomeno é la conseguenza dello stato di continuo stress psico-fi-
sico cui siamo sottoposti dai ritmi di vita della società industriale e post-
industiale.

Sintomatologia
La sintomatologia é multiforme e complessa:
- sterilità;
- ansia, frustrazione, depressione, tensione emotiva, cattivo umore;
- difficoltà alla digestione;
- sensazione di nodo in gola;
- oppressione o ansia faringea e toracica;
- sensazione di tensione o distensione ipocondriaca e costale laterale;
- ipocondralgia;
- oppressione toracica e desiderio di sospirare;
- anoressia, nausea;
- rigurgiti acidi, eruttazioni, vomito;
- epigastralgie;
- distensione addominale, borborigmi;
- diarrea;
- irregolarità mestruali, sindrome premestruale;
- distensione mammaria premestruale;
- dismenorrea, tensione ed irritabilità;
- lingua generalmente normale;
- polso teso Jin, soprattutto alla barriera di sinistra.

Eziopatogenesi
Questa sindrome é, quasi costantemente, la conseguenza di disturbi
correlati alla frustrazione, alla collera repressa, al risentimento. Il cattivo
umore che si mantiene nel tempo disturba la funzione del fegato di
dinamizzare e rendere fluida la circolazione del Qi. Alla lunga ciò produce
prima un rallentamento della circolazione e poi il ristagno dell’energia.
Il fegato, in condizioni normali, garantisce la salita, l’esteriorizzazione, la
circolazione dell’energia in tutte le direzioni. Quest’organo ha il compito
di permettere che l’energia si muova liberamente, cioé senza ostacoli, sen-
za impedimenti. Il Qi può così nutrire i tessuti dell’organismo attraverso
un movimento di espansione in tutte le direzioni. Quando il Qi di fegato
rallenta e poi ristagna, determina conseguenze a vari livelli che, didattica-
mente, possono essere esaminate pensando al percorso del suo meridiano
principale.
Il meridiano principale del fegato si collega, tramite i punti 3 e 4VC, al-
l’utero ed ai meridiani curiosi Ren Mai e Chong Mai. Il blocco energetico a
questo livello si manifesta con disturbi mestruali che determinano irrego-
larità del ciclo, dismenorrea o sindrome premestruale caratterizzata da ir-
ritabilità e tensione psichica, distensione addominale, gonfiore e dolore
mammario.
Nei casi più gravi compare la sterilità.
Attraverso i punti 10VC e 13F il fegato si collega al Jiao Medio, alla milza
ed allo stomaco. La stasi del Qi di fegato invade in questa maniera la Terra
determinando un rallentamento, un blocco, alla fine, l’inversione della
normale direzione di circolazione del Qi di stomaco e di milza. Il Qi di sto-
maco ristagna e sale invece di scendere; ciò si esprime con la nausea,
l’anoressia, i rigurgiti acidi, le eruttazioni, il vomito, l’epigastralgia ecc. Il
Qi di milza si blocca e poi scende invece di salire e ciò si esprime con la
diarrea e la distensione addominale. I borborigmi sono la conseguenza
della stasi del Qi di fegato a livello intestinale. Il singhiozzo é un tentativo
di sbloccare il Qi di fegato che ristagna a livello del diaframma.
Il meridiano del fegato é collegato alla vescicola biliare ed alla regione co-
stale laterale. Il blocco del Qi a questo livello produce distensione costale
laterale, ipocondralgia e distensione ipocondriaca, disturbi colitici ecc.
Il punto 18VC Yu Tang é il punto nodo del livello energetico Jue Yin.
Quando il Qi di fegato si concentra in questa zona, determina oppressione
ed ansia toracica che sembra migliorare quando il paziente fa un respiro
profondo o sospira. Il sospiro profondo é il tentativo di mobilizzare la
stasi energetica al punto Yu Tang.
Il meridiano del fegato attraversa la gola. L’ostruzione a questo livello de-
termina ansia faringea, sensazione di difficoltà alla deglutizione, sensa-
zione di “seme di prugna in gola” descritta dagli antichi testi.
La sintomatologia psichica di questo quadro clinico é tipicamente flut-
tuante. i momenti di miglioramento ed aggravamento determinano una
consensuale diminuzione o un peggioramento del quadro clinico generale.

Terapia
Il principio della terapia é quello di disostruire il Qi del fegato ed attenua-
re la depressione.

Kai Yu Zhong Yu Tang

Dang Gui Angelica Sinensis, radix 10


Bai Shao Yao Paeonia Lactiflora, radix 10
Xiang Fu Cyperus Rotundus, rhizoma 10
Mu Dan Pi Paeonia Suffruticosa, cortex 10
Fu Ling Poria Cocos, sclerotium 10
Bai Zhu Atractylodes Macrocephala, radix 10
Tian Hua Fen Tricosanthes Kirolowii, radix 15

Dang Gui tonifica e mobilizza il sangue. Bai Shao Yao nutre il sangue, con-
solida lo yin, bilancia la funzione vitale del fegato e disostruisce la sua
energia calmando gli spasmi. Xiang Fu promuove la libera corcolazione
del Qi del fegato e calma il dolore, é particolarmente attivo nelle
dismenorree da stasi del Qi di fegato. Mu Dan Pi dinamizza il sangue e ne
risolve la stasi, serve inoltre ad eliminare il calore del sangue. Fu Ling e
Bai Zhu tonificano la milza. Tian Hua Fen nutre i liquidi e spegne il fuoco.
Se compare dolore ipocondriaco aggiungere:
Qing Pi Citrus Reticulata, pericarpium viride 10
Se c’è deficit del rene ed eccesso del fegato aggiungere:

Xiao Yao San + Liu Wei Di Huang Wan

Xiao Yao San

Chai Hu Bupleurum Chinense, radix 69


Dang Gui Angelica Sinensis, radix 69
Bai ShaoYao Paeonia Lactiflora, radix 9-12
Bai Zhu Atractylodes Macrocephala, radix 6-9
Fu Ling Poria Cocos, sclerotium 9-15
Bo He Mentha Haplocalyx, herba 1-3
Sheng Jiang Zingiber Officinale, rhizoma recens -23
Gan Cao Glycyrrhiza Uralensis, radix 3-6

Questa prescrizione armonizza fegato e milza tonifica il sangue e tratta la


stasi del Qi del fegato.
Appartiene infatti alle formule armonizzanti He Jie Ji.

Liu Wei Di Huang Wan

Shu Di Huang Rehmannia Glutinosa, radix 10-15


Shan Zhu Yu Cornus Officinalis, fructus 6-9
Shan Yao Dioscorea Opposita, radix 6-9
Fu Ling Poria Cocos, sclerotiu 9-12
Ze Xie Alisma Plantago, rhizoma 9-12
Mu Dan Pi Paeonia Suffruticosa, radix 6-9

Il Liu Wei Di Huang Wan é la più famosa prescrizione tonica dello yin del
rene e del fegato.

Sindrome da Tan-Shi
Sintomatologia
La patologia da catarri-umidità é l’espressione del deficit della Zhong Qi,
della milza e delle sue funzioni di trasporto e trasformazione dei Jin Ye e
dell’umidità come si desume dalla sintomatologia:
- sterilità;
- obesità;
- ritardi mestruali con flusso chiaro;
- leucorrea biancastra;
- anoressia, sensazione di masse tondeggiati a livello epigastrico e del pet-
to;
- nausea, rigurgiti, vomito di materiale mucoso;
- talora espettorato abbondante e colloso;
- talora inspirazione difficile e limitata;
- astenia e sensazione di pesantezza, palpitazioni;
- patina linguale spessa, collosa, grassa;
- polso molle Ruo e scivoloso Hua.

Eziopatogenesi
L’umidità esterna ostacola le funzioni della milza e può agire successiva-
mente anche su quelle del polmone.I catarri-umidità, prodottisi a causa
del deficit delle funzioni spleniche, ristagnano nel riscaldatore medio su-
periore ed inferiore, provocando la sensazione di masse e l’espettorato
colloso. C’é un Qi Ni dello stomaco e cioé una circolazione controcorrente
caratterizzata da nausea e vomito. L’energia del polmone é in deficit
(astenia) e la milza non é più capace di distribuire le essenze alimentari
(sensazione di pesantezza a livello muscolare).
La stasi dei liquidi e la produzione di Tan si esprime anche a livello geni-
tale con la leucorrea, i ritardi mestruali. La stasi generalizzata dei Tan e
dell’energia determina anche l’obesità.

Terapia
La terapia si imposta secondo il principio di disseccare l’umidità e dissol-
vere le mucosità, regolarizza la circolazione del Qi ed attivare la circola-
zione del sangue.

Qi Gong Wan o pillola per aprire l’utero

Ban Xia Pinellia Ternata, radix praeparata 10


Xiang Fu Cyperus Rotundus, rhizoma 10
Cang Zhu Atractylodes Lancea, rhizoma 10
Shen Qu Massa Medica Fermentata 12
Fu Ling Poria Cocos, sclerotium 12
Chen Pi Citrus Reticulata, pericarpium 5
Chuan Xiong Ligusticum Wallichii, radix 4

Ban Xia, Fu Ling e Chen Pi formano l’Er Chen Tang un decotto che tratta
le mucosità. Ban Xia e Cang Zhu pacificano lo stomaco e risolvono i Tan.
Shen Qu favorisce la digestione regolando milza e stomaco. Fu Ling rinfor-
za la milza e dissolve i Tan. Xiang Fu e Chuan Xiong regolano il Qi ed atti-
vano la circolazione del Xue.

Sindrome da ristagno di Tan-Re


Sintomatologia
La sintomatologia corrisponde a quella di una flogosi acuta degli organi
genitali:
- sterilità;
- leucorrea di liquido giallastro e vischioso;
- dolori pelvici;
- oliguria con urine cariche;
- alitosi;
- talora iperpiressia;
- lingua arrossata con patina linguale gialla e spessa;
- polso scivoloso e teso.

Terapia
Il principio della terapia é quello di purificare il calore e trasformare i
Tan.

Si Miao San o le 4 polveri meravigliose

Huang Bai Phellodendron Amurense, radix 10


Cang Zhu Atractylodes Lancea, radix 10
Yi Yi Ren Coix Lacrhima Jobi, semen 15
Niu Xi Achyranthes Bidentata, radix 10

La prescrizione purifica il calore-umidità del Jiao inferiore.


Huang Bai, amaro e freddo, purifica il calore e dissecca l’umidità. Cang
Zhu, amaro e caldo, asciuga l’umidità. Yi Yi Ren esercita effetto diuretico,
purifica il calore ed asciuga l’umidità. Niu Xi indirizza gli altri rimedi ver-
so il basso.

Sindrome da ristagno del sangue


Sintomatologia
- sterilità;
- colorito scuro;
- sensazione di masse fisse;
- mestruo ritardato con flusso scarso, scuro, con coaguli;
- lingua porpora o con macchie purpuree;
- polso teso Jin, rugoso Se.
La stasi del sangue può interessare vari organi e visceri, oltre che l’utero;
alla sintomatologia generale descritta si possono aggiungere dei segni spe-
cifici del territorio colpito.
Stasi del sangue del fegato:
- dolore premestruale;
- algomenorrea soprattutto all’inizio del mestruo;
- flusso mestruale di colore scuro e ricco di coaguli scuri;
- lingua porpora, cianotica soprattutto ai bordi.
Stasi del sangue del cuore:
- dolore intenso e trafiggente toracico, generalmente mediosternale, talora
irradiato alla spalla sinistra ed al meridiano del cuore sinistro;
- oppressione e costrizione toracica;
- lingua di colore cianotico alla punta;
- cianosi e turgore alle vene sublinguali;
- polso rugoso Se e annodato Jie.
Stasi del sangue del polmone:
- oppressione toracica;
- espettorato frammisto a sangue scuro;
- bordi linguali porpora nella zona del polmone;
- cianosi e turgore delle vene sublinguali.
Stasi del sangue allo stomaco:
- dolore fisso e lancinante epigastrico;
- ematemesi e melena con sangue coagulato;
- lingua porpora al centro.
Stasi di sangue all’intestino:
- dolori addominali fissi e lancinanti periombelicali o ipogastrici;
- melena con sangue coagulato.
Stasi di sangue all’utero:
- sindrome premestruale con dolori violenti;
- flusso mestruale con coaguli scuri;
- amenorrea.

Eziopatogenesi
In condizioni normali il sangue circola liberamente nei vasi, tuttavia, mol-
ti fattori di origine interna o esterna possono determinare una piu o meno
grave alterazione del flusso ematico.
Le cause esterne sono rappresentate in primo luogo dai traumi che provo-
cano ecchimosi o ematomi e dunque fenomeni di blocco della circolazio-
ne. Il freddo cosmico può, in alcuni casi gravi, determinare un rallenta-
mento o una stasi del Xue, come accade nei congelamenti.
Molte sono le cause interne che possono colpire vari organi e tessuti de-
terminando quadri clinici assai diversi:
- cause da deficit:

- deficit del Qi: alla lunga il deficit dell’energia determina una stasi
del sangue;
- deficit del Xue: il deficit del Xue determina un deficit del Qi che non
dinamizza adeguatamente il sangue;
- deficit di yang con eccesso di freddo all’interno: il freddo rallenta la
circolazione del Xue.
- cause da eccesso:
- stasi del Qi: se il Qi ristagna la circolazione del sangue rallenta;
- calore nel Xue: l’eccesso di calore può essiccare il sangue e coagular-
lo determinando una stasi.
I segni più evidenti della stasi del Xue sono:
- dolore fisso;
- gonfiore;
- presenza di masse palpabili;
- comparsa di fenomeni emorragici.
Il dolore da stasi del sangue é il segno più importante. Si tratta di un dolo-
re ben localizzato, fisso, continuo. Una sensazione di trafittura che differi-
sce profondamente dal dolore distensivo, episodico ed a localizzazione va-
ria determinato della stasi del Qi.
Il dolore si accompagna a sensazione di massa o alla presenza vera e pro-
pria di una massa palpabile, come accade nelle ecchimosi o negli ematomi
post-traumatici.
Alla lunga possono comparire dei fenomeni emorragici dovuti all’ostruzio-
ne dei meridiani e dei vasi. Il sanguinamento in questi casi é ricorrente ed
il sangue é scuro e ricco di coaguli. Un esempio di questo tipo di emorra-
gie é dato dalle meno-metrorragie da stasi del sangue a livello uterino.
Se la stasi del sangue é grave o di natura cronica compaiono dei segni cli-
nici di interessamento generale: il colorito diviene scuro e le labbra tendo-
no alla cianosi, la lingua é cianotica o con macchie scure, la pelle diventa
secca e priva di lucentezza.
In questi casi possono comparire anche emorragie sottocutanee.

Terapia
Il principio della terapia é quello di far circolare il sangue per risolvere la
stasi. E’ ovvio che se la causa della stasi é un deficit occorre tonificare il Qi
o il Xue; se invece c’é eccesso di calore occorre purificare il fuoco ecc.

Shao Fu Zhu Yu Tang

Xiao Hui XiangFoeniculum Vulgare, fructus 3


Gan Jiang Zingiber Officinale, rhizoma 3
Yan Hu Suo Corydalis Bulbosa, radix 10
Mo Yao Commiphora Myrrha, resina 10
Chuan Xiong Ligusticum Wallichii, radix 10
Rou Gui Cinnamomum Cassia, cortex 3
Dang Gui Angelica Sinensis, radix 3
Pu Huang Typha Angustata, pollen 10
Wu Ling Zhi Trogopterus Xantipedes, faeces 10
Chi Shao Yao Paeonia Rubra, radix 10

L’intera prescrizione serve a tonificare lo yang, far circolare il sangue e


muovere la stasi. Xiao Gui Yang, Gan Jiang, Rou Gui espellono il freddo in-
terno e riscaldano lo yang. Yan Hu Suo, Mo Yao, Dang Gui, Chuan Xiong,
Chi Shao Yao mobilizzano il sangue e ne attivano la circolazione sbloccan-
do la stasi. Pu Huang e Wu Ling Zi promuovono la cicolazione del sangue
ed eliminano il dolore generato dal ristagno.

Conclusioni
La Medicina Tradizionale Cinese può fornire, attraverso la farmacoterapia,
delle ottime alternative terapeutiche per la soluzione delle forme di steri-
lità femminile.
Essa é applicabile sia alle sterilità di origine disfunzionale che a quelle di
origine flogistica; é inoltre particolarmente utile nella sterilità idiopatica
che non é possibile inquadrare dal punto di vista della medicina occiden-
tale, mentre é ben classificabile, se osservata secondo i criteri costituzio-
nali della medicina cinese.
La medicina tradizionale cinese e patologie tumorali
della donna
(prime valutazioni sulle possibilità di applicazione della
farmacoterapia cinese nella più diffusa patologia
neoplastica femminile: i tumori mammari)

Lucio Sotte
Scuola Italiana di Medicina Cinese
Gruppo di Studio “Società e Salute”

Introduzione
Questo lavoro è il frutto di un tentativo di valutazione critica sulle possi-
bilità di applicazione della MTC nella più diffusa patologia neoplastica
femminile: quella mammaria.
La mammella e l’apparato genitale femminile figurano ai primi posti per
l’incidenza dei tumori benigni e maligni nella donna.
Le varie statistiche concordano nel dimostrare che la neoplasia maligna
più frequente nella donna è il cancro della mammella, seguita a breve di-
stanza da quella del collo dell’utero.
Se si valuta l’incidenza dei tumori mammari e genitali ci si accorge che da
soli rappresentano quasi il 50% di tutte le neoformazioni maligne femmi-
nili: i tumori mammari con il 24% e quelli genitali con il 23% del totale.
Negli ultimi decenni sono stati fatti notevoli progressi sia dal punto di vi-
sta diagnostico che terapeutico. Le indagini mammografiche ed il test di
Papanicolau sappresentano i capisaldi degli screening di massa.
Grazie all’applicazione su vasta scala del test di Papanicolau si è verificata
una notevole diminuzione della mortalità per cervico-carcinoma passata
da 12,3 per 100.000 a 6,2 per 100.000. L’ecografia pelvica rappresenta,
insieme alle tecniche laparoscopiche, un altro importante mezzo diagno-
stico applicato soprattutto nella diagnosi precoce delle neoformazioni
ovariche, degli annessi e del corpo dell’utero.
Nonostante questi importanti progressi le neoplasie citate sono tutt’ora
estremamente diffuse.
Si discute da decenni sulle ragioni che determinano l’alta incidenza di
queste neoformazioni benigne e maligne. Ricordiamo che i fibromi uterini
si riscontrano nel 15/20% delle donne oltre i 35 anni ed i polipi del collo
dell’utero e dell’endometrio hanno un’incidenza elevatissima.
Uno dei fattori che giustificano questo fenomeno è senza dubbio di origi-
ne ormonale. Gli organi genitali e la mammella rappresentano il bersaglio
elettivo delle stimolazioni ormonali che si verificano ciclicamente dalla
pubertà alla menopausa. Inoltre la stragrande maggioranza dei tessuti ge-
nitali è costituita da elementi a ciclo cellulare molto rapido con tendenza
quasi spontanea all’iperplasia; l’iperplasia di tutti questi tessuti è la regola
in quel fenomeno perfettamente fisiologico che è la gravidanza. E’ noto
che le veloci mitosi ed i fenomeni di iperplasia possono essere motivo di
maggior incidenza di alterazioni displasiche delle cellule interessate.
Un ruolo importante va assegnato anche alla particolare organogenesi del-
l’apparato genitale femminile. E’ frequente che dei residui di abbozzi
embrionali, a potenza proliferativa elevatissima, rimangano inclusi in que-
st’area e possano, in un determinato momento, per cause spesso scono-
sciute, evolvere in senso tumorale sia benigno che maligno.
Bisogna ricordare anche l’importanza dei fenomeni irritativi, flogistici e
traumatici cui l’apparato genitale è molto esposto: infezioni cervico-
vaginali di origine batterica, micotica, virale, rapporti sessuali, gravidanze
e parti, uso di IUD ecc. possono essere senza dubbio elementi predispo-
nenti allo sviluppo di fenomeni displasici.
Abbiamo già affermato che le neoplasie mammarie rappresentano il 24%
di tutti i tumori femminili; quelle ginecologiche rappresentano il 23% e la
loro singola incidenza è la seguente:
- tumori vulvari 4-8%;
- tumori vaginali: 1.5%;
- tumori cervicali: 35-45%;
- tumori del corpo uterino: 15-25%;
- tumori ovarici: 10-20%;
- tumori tubarici: 0.5%.
La medicina occidentale ha affrontato molto seriamente il problema di
queste neoplasie femminili ed ha raggiunto brillanti risultati. Ciò è la con-
seguenza della sempre più diffusa utilizzazione delle indagini di screening
di massa per la diagnosi precoce, del perfezionamento delle tecniche chi-
rurgiche e dei progressi della terapia antineoplastica sia radiante che chi-
mica.
Tuttavia queste patologie non sono state debellate ed è interessante valu-
tare se e come la medicina tradizionale cinese possa integrarsi con quella
occidentale, sia dal punto di vista diagnostico, che da quello preventivo e
terapeutico. Da questa integrazione è auspicabile che si ottenga una più
rapida soluzione delle forme benigne, la diminuzione delle recidive, una
terapia di supporto per le forme maligne.
Quest’ultima ci sembra interessante da tre punti di vista:
- correggere gli squilibri costituzionali che sono il terreno predisponente
allo sviluppo delle patologie tumorali;
- diminuire gli effetti collaterali della terapia antiblastica occidentale;
- esercitare un effetto immunostimolante in pazienti che, per la natura
della loro patologia o per effetto della terapia, presentano un quadro di
immunodepressione.
Questo studio introduttivo è limitato all’inquadramento della patologia
neoplastica mammaria. Abbiamo deciso di dedicarci a questa patologia sia
per la sua altissima incidenza, sia per il fatto che più facilmente può esse-
re riscontrata, occasionalmente, in uno studio medico di medicina cinese.
L’inquadramento sindromico e terapeutico delle “masse mammarie” se-
condo la teoria della medicina tradizionale cinese che abbiamo utilizzato
in questo lavoro segue i criteri dettati dal Prof. Meng Jing Chun del
Nanjing College of Traditional Chinese Medicine.

Cenni generali di eziopatogenesi dei tumori in medicina tradizionale cinese


Secondo la teoria della MTC l’eziopatogenesi generale dei tumori è
collegabile a quattro fattori principali:
- fattori psichici drastici o che perdurano a lungo tempo;
- ristagno dell’energia e/o del sangue;
- disfunzione degli organi e visceri Zang-Fu , soprattutto della milza e del
rene;
- fattori alimentari.
Esaminiamo brevemente questi 4 momenti eziopatogenetici.
I fattori psichici sono certamente una delle cause più importanti; essi agi-
scono alterando la circolazione del Qi e del Xue e disturbando direttamen-
te o indirettamente le funzioni degli Zang-Fu.
“Tutte le malattie sono collegate all’energia vitale. La collera solleva
l’energia, la gioia la rallenta, la tristezza la consuma, le preoccupazioni la
fanno ristagnare, la paura la fa scendere, l’angoscia l’ammassa”.
Ogni energia psichica altera, secondo le sue peculiari caratteristiche, la
circolazione del Qi. Nell’individuo normale il Qi sale, scende, si
esteriorizza, si interiorizza e circola incessantemente nelle varie parti del
corpo. Se questa circolazione è rallentata o alterata si può produrre
un’ostruzione che, a sua volta, è in grado di generare una stasi, un rista-
gno. Se la stasi del Qi dura a lungo, si complica con una stasi del Xue che
si accumula e si trasforma in masse e indurimenti. Nella produzione di
masse tutti gli organi possono giocare un ruolo importante: rene e milza
presentano tuttavia un coinvolgimento particolare. Se il rene perde lo yin
il fuoco del fegato dissecca le secrezioni e può coagulare in masse; se la
milza non trasforma e non trasporta, le secrezioni si possono concretizza-
re in accumuli e condensare in masse.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante: l’eccesso globale di ali-
menti e l’abuso di alcool e di cibi troppo dolci, piccanti o speziati danneg-
giano la milza. Quest’organo non è più in grado di trasformare il cibo in
essenze, ciò determina un deficit dell’energia che, a sua volta, agisce sul
sangue e sugli Zang-Fu.
Queste teorie eziopatogeniche della medicina cinese sembrano piuttosto
semplicistiche allo spirito occidentale razionale e cartesiano. Non possia-
mo approfondirle nel corso di questo lavoro, ma ci sembra interessante
sottolineare come possano essere messe in relazione ai disordini ormonali,
immunitari e sistemici con cui la medicina occidentale tenta di interpreta-
re il fenomeno neoplastico.

Cenni generali di terapia farmacologica dei tumori in medicina tradizionale cinese


Molti farmaci tradizionali cinesi presentano delle interessanti azioni
utilizzabili nella terapia delle patologie neoplastiche.
Molto sinteticamente possiamo distinguerli in tre gruppi:
- farmaci che attivano la circolazione del sangue;
- farmaci che purificano il calore e sciolgono i veleni;
- farmaci che inibiscono la crescita delle cellule tumorali.
I farmaci che attivano la circolazione del sangue sono in grado di risolvere
i ristagni e la stasi. Abbiamo affermato in precedenza che una delle cause
delle neoplasie consiste proprio nell’ostruzione della fluida circolazione
dell’energia e del sangue. Questi farmaci promuovono la risoluzione di
questo fenomeno eziopatogenetico.
Molte sono le sostanze che appartengono a questa categoria, ne citiamo le
principali:
- San Leng Sparganium Simplex, rhizoma;
- San Qi Pseudoginseng, radix;
- Chuan Xiong Ligusticum Wallichii, radix;
- Dang Gui Angelica Sinensis, radix;
- Dan Shen Salvia Milthiorrhiza, radix;
- E Zhu Carcuma Zeodoaria, rhizoma;
- Mu Dan Pi Paeonia Suffruticosa, radix;
- Ruu Xiang Boswellia Carterii, gumma;
- Mo Yao Commiphora Myrrha, gumma;
- Chuan Shan Zha Manis Penthadactyla, squama;
- Wu Ling Zhi Trogopterus Xantipedes, excrementum;
- Jiang Xiang Dalbegria Odorifera, lignum;
- Di Bie Chong Eupolygala Sinensis.
I farmaci che purificano il calore e sciolgono le tossine possono essere uti-
lizzati, sia per la loro specifica azione antinfiammatoria ed antitossinica,
che per alcune loro specifiche azioni antiblastiche.
Molte di queste sostanze presentano delle interessanti azioni antivirali
studiate in vitro e negli animali da laboratorio.
Anche a questa categoria appartengono molte sostanze, citiamo le più im-
portanti:
- Huang Lian Coptis Chinensi, radix;
- Huang Qin Scutellaria Baicalensis, radix;
- Huang Bai Phellodendron Amurense, radix;
- Da huang Rheum Palmatum, radix;
- Jin Yin Hua lonicera Japonica, flos;
- da Qing Ye Isatis Tinctoria, folium;
- Pu Gong YinTaraxacum Mongolicum, radix;
- Bai Hua She She Cao Oldenlandia Diffusa, herba.
Alcuni farmaci sembrano, secondo molti studi condotti in Cina ed in occi-
dente, presentare una specifica azione antineoplastica.
Queste sostanze sono sottoposte, proprio in questi anni, ad accurati studi
di tipo biochimico, farmacodinamico e farmacocinetico per dimostrare il
loro reale meccanismo di azione.
Citiamo i principali rappresentanti di questa categoria:
- Huang Lian Coptis Chinensis, radix;
- Da Huang Rheum Palmatum, radix;
- bai Hua She She Cao Oldenlandia Diffusa, herba;
- Tian Hua Fen Trichosanthes Kirolowii, radix;
- Jin Yin Hua Lonicera Japonica, flos;
- Shan Dou Gen Sophora Subprostata, radix;
- Xian He Cao Agrimonia Pilosula, herba;
- Yu Xing Cao Houttunia Pilosula, herba;
- Huang Qi Astragalus Membranaceus, radix.
L’estratto di Rheum Palmatum, iniettato sottocute, ha dimostrato un effet-
to Killer sulle cellule di alcuni granulomi neoplastici nel gatto. Tale azione
sembra essere mediata da due principi attivi in esso contenuti: l’emodina
e la reina. Emodina e redina inibiscono sperimentalmente la crescita delle
cellule del melanoma, del carcinoma epatocellulare e dell’adenocarcinoma
del gatto.
La Oldenlandia Diffusa stimola le funzioni del sistema reticolo-endoteliale
e produce un aumento della fagocitosi linfocitaria nel ratto. In alte con-
centrazioni è in gradi di manifestare, in vitro, effetti inibitori sulla crescita
delle cellule tumorali della leucemia acuta linfatica e granulocitica.
Il Tricosanthes Kirilowii contiene la tricosantina che è stata sperimentata
in California nel trattamento dell’AIDS perchè ha dimostrato di possedere
una notevole attività immunostimolante.
La Sophora Subprostata ha dimostrato di possedere effetti inibitori sul
cancro della cervice uterina del gatto.
E’ ovvio che gli studi sulle attività antineoplastiche di tutte queste sostan-
ze devono essere approfonditi. E’, tuttavia, incoraggiante pensare che
molti rimedi naturali tradizionalmente utilizzati in Cina per la terapia
antitumorale abbiano presentato, alle prime indagini farmacologiche occi-
dentali, una effettiva azione immunostimolante ed antineoplastica iniben-
do la crescita di alcuni ceppi di cellule tumorali o manifestando un vero e
prorio effetto killer.
Recentemente sono state studiate le azioni antitumorali della frazione
polisaccaridica di questi farmaci cinesi cui si possono collegare molte del-
le attività antineoplastiche citate. Molti polisaccaridi a basso peso
molecolare sono stati sottoposti ad accurate indagini e hanno dimostrato
di possedere un’azione inducente l’attività interferonica, un’azione
antinfiammatoria, stimolante la fagocitosi linfocitaria e la produzione
anticorpale.
La frazione polisaccaridica ad alto peso molecolare è stata presa in consi-
derazione soltanto negli ultimi anni; anche questa sembra presentare inte-
ressantissime azioni farmacologiche utilizzabili nella terapia
antineoplastica. I polisaccaridi dell’Astragalus Membranaceus intensifica-
no la fagocitosi linfocitaria e l’attività del sistema reticolo-endoteliale, sti-
molano l’asse ipofisi-surrene e producono un aumento delle funzioni
emopoietiche midollari. I polisaccaridi del Ganoderma Lucidum aumenta-
no la sorveglianza immunitaria ed inibiscono in vitro la crescita delle cel-
lule di molti ceppi tumorali. Il gruppo di ricerca del Centro di Medicina
Orientale del Kitasato Institute, in Giappone, ha identificato negli arabino-
galattani presenti in molte di queste erbe i principi attivi che sembrereb-
bero indurre la maggior parte delle azioni antitumorali citate. (Questi stu-
di condotti in occidente e in Cina sono sintetizzati in “Immunology and
Chinese herbal medicine” di Pi-Kwang Tsung e Hong-Yen Hsu).

I tumori mammari
Quando si parla di tumori mammari in medicina cinese occorre partire da
una concezione del termine “tumore” che si rifà all’etimologia di questo
termine. Il tumore è concepito come un accumulo, come una massa, un
indurimento. Occorre perciò rifarsi al significato latino del termine
“tumor”.
Anche la medicina occidentale in passato usava il termine tumore con
quest’accezione e soltanto negli ultimi decenni ne ha modificato il signifi-
cato intendendolo più in senso neoplastico che in termine di “massa”
aspecifica.
E’ comunque interessante notare che la clinica e la diagnostica occidentale
si rifanno ancora all’antica accezione del termine dovendo distinguere le
masse mammarie in due gruppi: quelle di natura non neoplastica e quelle
francamente neoplastiche. Gli ingorghi mammari, le mastiti ecc. si manife-
stano con delle formazioni “tumorali” di natura flogistica che debbono es-
sere differenziate da quelle neoplastiche.
Classificazione in medicina occidentale
In medicina occidentale sono state proposte varie classificazioni delle
patologie neoplastiche o preneoplastiche della mammella.
Ci rifacciamo a quella proposta nel Pescetto- De Cecco Pecorari (ci sono
ovviamente molte altre possibilità di classificare le neoformazioni mam-
marie. Abbiamo scelto questa perchè la riteniamo più diffusa e conosciu-
ta, anche se meno precisa di altre ad essa successive) che distingue:
- carcinoma mammario:
- carcinoma a piccole cellule o midollare;
- carcinoma papillare infraduttale;
- carcinoma scirroso o infiltrante;
- carcinoma mucoide o gelatinoso;
- carcinoma tubulare;
- adenocarcinoma;
- carcinoma di Paget;
- carcinoma flogistico o carcinoma-mastite;
- mastopatia fibrocistica;
- adenosi sclerosante;
- fibroadenoma.
Sono descritti anche dei sarcomi mammari che tuttavia presentano un’in-
cidenza estremamente scarsa.

Classificazione in medicina tradizionale cinese


Anche in medicina tradizionale cinese si possono fare svariate classifica-
zioni delle masse mammarie che, a seconda delle loro caratteristiche, ven-
gono denominate in varie maniere: Du Ru, Gou Chao Ru, Ru Tong Jian, Ru
Shi Tong Nan Jian, Ru jan.
In questo studio abbiamo fatto riferimento a quella proposta dal prof.
Meng Jin Chun del Nanjing College of Traditional Chinese Medicine che
distingue:
- masse mammarie da ristagno del Qi;
- masse mammarie da stasi del calore tossico;
- masse mammarie da deficit dello yin del rene e del fegato.
La medicina tradizionale cinese è senza dubbio più aspecifica di quella oc-
cidentale; questo fenomeno evidenzia la sua novità ed il suo limite.
La classificazione delle masse mammarie qui proposta è molto
eziopatogenetica e per nulla anatomo-patologica ed istologica, a differen-
za di quella occidentale.
Ciò non deve apparire strano, soprattutto se si pensa che una
neoformazione mammaria trova la sua genesi in meccanismi complessi e
tutt’ora in fase di studio che possono trovare nella medicina estremo-
orientale un’interessante interpretazione eziopatogenetica.

Eziopatogenesi dei tumori mammari


Abbiamo già delineato in grandi linee nell’introduzione i fenomeni
eziopatogenetici che, secondo la medicina occidentale, sono alla base del-
la patologia neoplastica mammaria. Si tratta di meccanismi di natura pre-
valentemente ormonale che predispongono questa ghiandola allo svilup-
po di alterazioni cellulari displasiche prima e neoplastiche poi.

Eziopatogenesi in medicina tradizionale cinese


La medicina collega la produzione di masse mammarie a tre principali
meccanismi:
- la stasi del Qi;
- la stasi del calore tossico;
- il deficit dello yin del rene e del fegato.
Questa classificazione è proposta dal Nanjing College of Traditional
Chinese Medicine.
Se ne potrebbero senza dubbio fare delle altre, ma non è lo scopo di que-
sto lavoro. Ci sembra invece utile analizzarla per capire le modalità del ra-
gionamento estremo-orientale.
La stasi del Qi ha generalmente un origine epatica. Al fegato è affidato il
compito di favorire la libera circolazione dell’energia; quando quest’orga-
no è indebolito produce molto facilmente una sindrome definita “ostru-
zione dell’energia del fegato”. Questa patologia è indotta facilmente da
cause psichiche che agiscono su organismi predisposti. La collera, ma so-
prattutto il risentimento e la frustrazione che perdurano a lungo nel tem-
po, sono senza dubbio il primum movens di queste alterazioni epatiche. E’
sempre difficile fare delle trasposizioni da quadri clinici occidentali a
quelli sindromici della medicina cinese. Ci sembra, tuttavia, che l’ostruzio-
ne dell’energia del fegato sia spesso assimilabile alla situazione clinica di
molte pazienti affette da mastopatia fibrocistica.
La stasi del calore tossico è caratteristica di quelle pazienti che, in seguito
a disturbi generali correlati ad una alterata circolazione dei Jin Ye, tendo-
no alla produzione di Tan che si condensano a livello mammario sotto
forma di masse. In questo caso il ristagno dei Tan può produrre degli ac-
cumuli di natura cistica che, in seguito all’azione di fattori locali o genera-
li, può surriscaldarsi manifestandosi con i segni flogistici delle mastiti acu-
te.
Il deficit dello yin del rene e del fegato è una situazione clinica complessa
in cui i fenomeni generali prevalgono, per lo meno all’inizio, su quelli lo-
cali. L’indebolimento dello yin produce alla lunga una diminuzione della
resistenza organica che si traduce in un deficit immunitario; quest’ultimo
è il terreno predisponente alla produzione delle masse.
Appare chiaramente come la medicina cinese non distingua, da un punto
di vista eziopatogenetico, le masse mammarie innocenti da quelle
neoplastiche: le stesse cause possono produrre le une e le altre.
La stasi del calore tossico può generare una mastite acuta del post-partum
o un fenomeno flogistico di natura purulenta che complica o evidenzia
una massa di natura neoplastica.
La stasi del Qi può essere alla base della formazione di un fibroadenoma o
di una cisti mammaria, ma essere anche la causa di una mastopatia
fibrocistica o di un adenocarcinoma.
Questa aspecificità, però, non equivale a una impossibilità di applicazione
terapeutica anche nelle forme gravi, di concerto con le tecniche
terapeutiche occidentali.
Di fronte ad una “massa mammaria” di natura sospetta ci sembra corretto
agire da due versanti: quello occidentale e quello cinese. Le tecniche chi-
rurgiche occidentali possono essere supportate da una terapia di terreno
che aiuti la paziente a risolvere il fattore predisponente la produzione di
ulteriori neoformazioni.

Sindrome da ristagno del Qi


Sintomatologia
Queste pazienti presentano costantemente dei segni generali di stasi del-
l’energia del fegato:
- depressione mentale, frustrazione, risentimento, collera repressa ecc.;
- oppressione toracica;
- distensione ed oppressione ipocondriaca;
- distensione addominale accompagnata da disturbi dispeptici e dell’alvo;
- disturbi mestruali: dismenorrea, algomenorrea, sindrome premestruale
ecc.
A questi segni si aggiungono quelli locali:
- noduli spesso multipli di consistenza duro-elastica.
La lingua può essere normale, ma spesso è abrasa e coperta da una sottile
patina giallastra ed appiccicosa.
Il polso è teso Jin o a corda Xuan.

Terapia
Il principio della terapia consiste nella disostruzione del Qi del fegato, nel-
la regolarizzazione dell’energia per eliminare la stasi e le masse mamma-
rie.
Viene proposta la seguente prescrizione:
- Chai Hu Bupleurum Chinense, radix 10
- Dang Gui Angelica Sinensis, radix 10
- Bai Shao Yao Paeonia Alba, radix 15
- Yu Jin Curcuma Aromatica, tuber 10
- Fu Ling Poria Cocos, sclerotium 12
- Chen Pi Citrus Tangerina, pericarpium 10
- Qing Pi Citrus Tangerina, pericarpium viridens 10
- Xia Ku Cao Prunella Vulgaris, spica 10
- Zhe Bei Mu Fritillaria Cirrhosa, radix 10
Il Chai Hu, farmaco principe per l’armonizzazione dello Shao yang, viene
utilizzato in questo caso soprattutto per disostruire l’energia del fegato ed
eliminare il ristagno e per armonizzare fegato e milza. Dang Gui nutre il
sangue ed agisce tonificando e promuovendo la circolazione del sangue.
Bai Shao nutre il sangue ed equilibra le funzioni del fegato, pacifica il fe-
gato e rende libera la circolazione della sua energia, esercita inoltre effet-
to analgesico ed antispastico. Yu Jin attiva la circolazione del sangue e ne
elimina il ristagno, rompe le masse di sangue congelato, regola la circola-
zione dell’energia e disperde le sue ostruzioni soprattutto quelle da stasi
del Qi del fegato. Fu Ling tonifica le funzioni spleniche e trasforma l’umi-
dità. Qing Pi regolarizza l’energia del fegato e la mobilizza combattendo la
stasi, mentre Chen Pi esercita una azione di regolarizzazione più generale
con effetti maggiori a livello splenico. Xia Ku Cao purifica il calore del fe-
gato ed esercita un’azione specifica sui noduli mammari; è tipica la sua as-
sociazione con il Chai Hu per disperdere le masse generate dall’ostruzione
del Qi del fegato.
Sindrome da ristagno del calore tossico
Sintomatologia
La sintomatologia generale è poco caratterizzata, talora dominata dagli ef-
fetti dei fenomeni flogistici e tossici locali, quando questi sono particolar-
mente intensi:
- talora iperpiressia;
- stipsi;
- oliguria con urine cariche.
La sintomatologia locale è caratterizzata da:
- masse mammarie accompagnate da fenomeni infiammatori locali più o
meno intensi: dolore, arrossamento, sensazione di calore o di bruciore
ecc.;
- talora gemizio di liquido purulento misto o meno a sangue.
La lingua è generalmente rossa con patina gialla, spessa e sporca.
Il polso può essere teso Jin, scivoloso Hua, rapido Shuo.
Terapia
Il principio della terapia consiste nel disperdere il calore, eliminare le tos-
sine, sciogliere le masse e promuovere le difese immunitarie.
La prescrizione consigliata è la seguente:
- Jin Yin Hua Lonicera Japonica, flos 15
- Pu Gong YinTaraxacum Mongolicum, herba cum radice 15
- Sheng Di Huang Rehmannia Glutinosa, radix 15
- Mai Men Dong Ophiophogon Japonicus, radix 10
- Shi Hu Dendrobium Nobile, herba 15
- Huang Qi Astragalus Membranaceus, radix 15
- Bai Hua She She Cao Oldenlandia Diffusa, herba 15
Jin Yin Hua e Pu Gong Yin esercitano un’azione antinfiammatoria,
antiflogistica e sciolgono i veleni, possiedono perciò effetti antitossici. Pu
Gong Yin esercita, inoltre, una specifica azione sulla flogosi delle masse
mammarie. Sheng Di Huang, Mai Men Dong e Shi Hu tonificano lo yin che
può essere leso a causa del calore. Sheng Di Huang, inoltre, rinfresca il
sangue. Bai Hua She She Cao viene utilizzato sia per purificare il calore e
trasformare l’umidità che per la sua azione antitossica; questo farmaco,
inoltre, esercita specifici effetti antiblastici. Huang Qi aggiunge alla pre-
scrizione un’azione tonificante generale e stimola l’immunità.

Sindrome da deficit dello yin di rene e fegato


Sintomatologia
In questo caso il quadro clinico è dominato dai segni generali di deficit
dello yin del rene e del fegato:
- vertigini, capogiri, acufeni;
- offuscamenti della vista;
- agitazione, ansia;
- insonnia;
- calore ai cinque fuochi;
- debolezza o stanchezza lombare o alle ginocchia;
- bocca secca;
- lingua rossa, arida ed abrasa;
- polso fine Xi e rapido Shuo.
A questo quadro clinico generale si aggiunge quello locale caratterizzato
dalla presenza di masse mammarie.
Terapia
Il principio della terapia è quello di tonificare lo yin del fegato e del rene,
di sostenere l’energia ed aumentare così la resistenza dell’organismo.
Si consiglia la seguente prescrizione
- Bei Sha Shen Glehnia Littoralis, radix 15
- Mai Men Dong Ophiophogon Japonicus, radix 10
- Sheng Di Huang Rehmannia Glutinosa, radix 15
- Bai Shao Yao Paeonia Lactiflora, radix 15
- Shan Zhu Yu Cornus Officinalis, fructus 10
- Mu Dan Pi Paeonia Rubra, radix 10
- Xia Ku Cao Prunella Vulgaris, spica 10
- Gou Qi Zi Lycium Chinense, fructus 10
- Pu Gong YinTaraxacum Mongolicum, herba cum radice 15
- Bai Hua She She Cao Oldenlandia Diffusa, herba 15
In questa prescrizione troviamo molte sostanze toniche dello yin: Bei Sha
Shen, Mai Men Dong, Shan Zhu Yu, Sheng Di, Bai Shao, Gou Qi Zi ecc. Al-
cune agiscono prioritariamente sullo yin come Bei Sha Shen e Mai Men
Dong, altre, invece, tonificano anche il sangue come Sheng Di e Bai Shao
Yao. Mu Dan Pi mobilizza il sangue. Xia Ku Cao agisce, come abbiamo già
accennato, disperdendo le masse mammarie ed il calore ed umidità del fe-
gato. Pu Gong Yin esercita effetto antinfiammatorio, risolve gli ascessi e
dissipa i noduli. Bai Hua She She Cao viene utilizzato sia per i suoi effetti
antinfiammatori ed antitossici che per la sua specifica azione
antineoplastica.

Conclusioni
Nel corso di pochi anni le indicazioni delle terapie della medicina tradi-
zionale cinese i stanno sempre più ampliando. L’agopuntura ha dimostra-
to la sua efficacia in svariate patologie di origine interna dopo essere stata
per lungo tempo relegata e semplice tecnica analgesica indicata soltanto
nelle patologie reumatiche non complicate. La dietetica, il massaggio, le
ginnastiche mediche trovano applicazioni sempre più valide ed interes-
santi. L’introduzione della farmacoterapia sta completando il bagaglio
professionale del medico di medicina tradizionale cinese.
Con l’uso dei farmaci è possibile trattare patologie infettive, degenerative,
infiammatorie, che un tempo pensavamo aggredibili solo con i presidi
terapeutici forniti dalla farmacoterapia allopatica occidentale.
Questo lavoro non ha la pretesa di dimostrare o valutare dei risultati già
assodati ma, molto più semplicemente, di proporre una strada che ci sem-
bra possibile ed importante percorrere.
Siamo convinti che anche la patologia neoplastica possa risentire positiva-
mente della terapia farmacologica cinese:
- molti antichi rimedi presentano importanti principi attivi che debbono
essere studiati per la loro azione immunostimolante ed antineoplastica;
- la formazione delle neoplasie è la conseguenza di un mancato riconosci-
mento del non-self che, a sua volta, è l’esito di un gap immunitario. In ter-
mini cinesi è la conseguenza di uno squilibrio energetico che può essere
adeguatamente affrontato;
- è possibile trattare efficacemente con i farmaci cinesi molti effetti
collaterali delle terapie antineoplastiche occidentali ecc..
Per questi motivi ci sembra utile iniziare ad affrontare anche il complesso
campo della patologia neoplastica. Occorre un serio atteggiamento profes-
sionale che, valorizzando al massimo gli sforzi ed i risultati della medicina
occidentale, li completi con le “antiche” novità della medicina cinese.

Le leucorree - Dai Xia

Lucio Pippa, Massimo Muccioli


Scuola Italiana di Medicina Cinese
Gruppo di Studio “Società e Salute”

Il termine leucorrea designa l’esagerazione patologica della secrezione fi-


siologica proveniente dall’apparato genitale femminile che può avere ca-
rattere mucoso o muco-purulento. Le cause possono essere diverse: depe-
rimento organico, affezioni generali di lunga durata, flogosi localizzata
alla sfera genitale esterna (vulvovaginiti) o interna (cerviciti, annessiti),
neoplasie.

Eziopatogenesi
In MTC le leucorree vengono definite con il termine Dai Xia proveniente
da Dai Mai, meridiano straordinario vaso-cintura che ha tra l’altro la fun-
zione di governare Chong Mai, Ren Mai, e Xia che vuol dire basso. “Quan-
do Ren Mai è in deficit.........nelle donne appare la leucorrea.... (Su Wen,
cap. 60). Infatti le leucoorree sono strettamente collegate con uno stato di
squilibrio della funzione dei meridiani straordinari Dai Mai, Ren Mai,
Chong Mai e degli organi milza, rene e fegato. Ren Mai e Chong Mai gover-
nano l’utero mentre Dai Mai circonda a “cintura” l’organismo e ha le fun-
zioni di contenimento e di sostegno. Quando questi meridiani non rico-
prono più il loro ruolo fisiologico l’umidità si condensa nella regione
addominale inferiore trasformandosi in leucorrea. Varie sono le cause che
possono portare a questa condizione patologica:
- un’alimentazione eccessiva o sregolata o l’umidità-calore climatici che
possono aggredire la milza e lo stomaco ed indebolire la loro funzione di
trasporto-trasformazione di cibi e bevande, con conseguente accumulo di
umidità nel riscaldatore inferiore;
- abusi o sregolatezze sessuali, gravidanze plurime o in giovane età, deficit
costituzionali congeniti che possono indebolire in particolare lo yang dei
reni, cosicchè il loro Qi perde la funzione di trattenere e di nutrire Ren
Mai e Dai Mai che vengono lesi;
- turbe dei sentimenti che possono danneggiare il fegato il quale perde la
sua funzione di regolare il libero scorrere del Qi che quindi si blocca, si
congestiona, trasformandosi, nel tempo, in calore: a sua volta questo calo-
re può invadere il sangue e dare luogo alla formazione di leucorrea
rossastra;
- scarsa igiene dei genitali esterni, in particolare durante il mestruo, la
gravidanza e il puerperio può provocare una leucorrea determinata, se-
condo la MTC, da accumulo di umidità-tossica che aggredisce i meridiani
straordinari Ren Mai e Dai Mai, qualora non fossero sufficientemente nu-
triti.
In questa relazione non saranno prese in considerazione le leucorree di
origine neoplastica.

Manifestazioni cliniche
Leucorree da deficit del Qi di milza
I sintomi sono i seguenti:
leucorrea abbondante, di colore bianco simile a saliva o giallo chiaro, ino-
dore, astenia, freddo ed edema dei quattro arti, faccia pallida, apatia,
scarso appetito, feci molli, urine chiare ed abbondanti. La lingua è pallida
con induito sottile, bianco ed umido; il polso è debole Ruo e lento Chi.

Terapia
Principio terapeutico: rinvigorire la milza, rinforzare il Qi e disperdere
l’umidità.
Agopuntura-moxabustione
20V- Pishu: punto Bei Shu della milza;
36E - Zusanli: punto He dello stomaco;
Rinforzano la funzione di circolazione dei liquidi e permettono la trasfor-
mazione dell’umidità
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani yin della gamba;
mobilizza lo yin;
6VC - Qihai: assicura la regolazione di Yuan Qi e fa circolare il Qi concor-
rendo, quindi, alla trasformazione dell’umidità.
Punti auricolari: 87 (stomaco), 98 (milza).

Farmacologia
Wan Dai Tang
Ren Shen (Radix Ginseng) o Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosulae);
Gang Zhu (Rhizoma Atractylodis);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Bai Shao (Radix Paeoniae Albae);
Che Qian Zi (Semen Plantaginis);
(Hei) Jing Jie (Herba Schizonepetae);
Shan Yao (Rhizoma Dioscoreae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).
Se prevale il deficit di Qi aggiungere:
Huang Qi (Radix Astragali).
Se prevale il deficit di xue aggiungere:
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis).
Se è presente distensione addominale con feci molli aggiungere:
Bian Dou (Semen Dolichoris);
Yi Yi Ren (Semen Coicis).
Se è presente dolore addominale aggiungere:
Xiang Fu (Rhizoma Cyperi);
Ai Ye (Folium Artemisiae Argyi).
Se il deficit del Qi (in particolare dello yang) della milza si aggrava si può
verificare la formazione di Tan-mucosità con la seguente sintomatologia:
leucorrea viscosa e densa, obesità, testa pesante, vertigini, nausea, disten-
sione addominale, appetito scarso, salivazione abbondante, oppressione
toracica, sensazione di “masse addominali”. La lingua presenta un induito
bianco e viscoso; il polso è scivoloso (Hua).

Terapia
Principio terapeutico: rinvigorire la milza, eliminare l’umidità, trasforma-
re i Tan-mucosità.
Agopuntura-moxabustione:
20V-Pishu: punto Bei Shu della milza; rinvigorisce la milza ed elimina
l’umidità;
6Rt- Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani yin della gamba;
mobilizza lo yin;
36E Zusanli: rinforza la funzione della coppia milza-stomaco e dissecca
l’umidità;
40E- Fenglong: punto Luo dello stomaco; armonizza la funzione dello sto-
maco e trasforma i Tan-mucosità.
Punti auricolari: 87 (stomaco, 98 (milza).

Farmacologia
Wei Ling Tang
Ze Xie (Rhizoma Alismatis);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Zhu Ling (Sclerotium Polyperi Umbellati);
Gui Zhi (Ramulus Cinnamomi);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Cang Zhu (Rhizoma Atractylodis);
Hou Po (Cortex Magnoliae Officinalis);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).

Leucorrea da deficit dello yang


I sintomi sono i seguenti: leucorrea bianca, profusa, incontrollabile, ac-
quosa, se il deficit di yang è severo, inodore, faccia pallida, astenia, freddo
in tutto il corpo e particolarmente nella regione lombare, addominale in-
feriore e nelle estremità, lombalgia, diarrea liquida, poliuria chiara. La lin-
gua è pallida con induito sottile, bianco ed umido; il polso è fine Xi, pro-
fondo Chen e lento Chi.

Terapia
Principio terapeutico: tonificare il rene e riscaldare lo yang.
Agopuntura-moxabustione:
4VG-Mingmen: tonifica lo yang di rene;
23V - Shenshu: punto Bei-Shu dei reni; tonifica il Qi originale e riscalda lo
yang se moxato;
26VB- Daimai: punto del meridiano straordinario Dai Mai; ha un’azione
particolare nel trattamento delle leucorree;
4VC - Guanyuan;
6VC - Qihai;
tonificano lo yang e rinforzano la funzione di Chong Mai e Ren Mai
36E - Zusanli: punto He del meridiano principale dello stomaco; rinvigori-
sce il Qi corretto ed elimina il Qi perverso.
Punti auricolari: 95 (rene).

Farmacologia
Nei Bu Wan
Tu Si Zi (Semen Cuscutae);
Tong Ji Li o Sha Yuan Ji Li (Semen Astragali);
Huang Qi (Radix Astragali);
Rou Gui (Cortex Cinnamomi Cassiae);
Rou Cong Rong (Herba Cistanches);
San Piao Xiao (Ootheca Mantidis).
Se sono presenti feci molli aggiungere:
Bu Gu Zi (Fructus Psoraleae Corylifoliae).
Se la leucorrea non si arresta aggiungere:
Wu Zei Gu (Os Sepiae Seu Sepiellae);
(Duan) Long Gu (Os Draconis);
Mu Li (Concha Ostrea);
Qian Shi (Semen Euryales Ferox);
Jin Ying Zi (Fructus Rosae Levigatae).
Se sono presenti marcata lombalgia ed astenia aggiungere:
Du Zhong (Cortex Eucomniae).

Leucorrea da ritenzione di calore-umidità nel meridiano del fegato per stagnazione


del Qi
I sintomi sono i seguenti: leucorrea gialla, a volte rossastra, viscosa e di
odore fetido, depressione psichica, crisi di collera, vertigini, bocca amara,
gola secca, sensazione di gonfiore nelle regioni ipocondriache, urina di co-
lore giallo carico. La lingua è rossa con induito giallo e viscoso; il polso è a
“corda” Xian e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore di fegato ed eliminare l’umidità.
Agopuntura e moxabustione:
26VB - Daimai: punto di riunione del meridiano principale della vescica e
del meridiano straordinario Dai Mai; disperde la stagnazione del Qi di fe-
gato ed arresta la leucorrea;
18V - Ganshu: punto Bei Shu del fegato; disperde la stagnazione del Qi di
fegato e regolarizza il Qi di fegato;
6F - Zhongdu: punto Xi del meridiano principale del fegato; disperde la
stagnazione, regolarizza il Qi di fegato e purifica il calore di fegato;
3F - Taichong: punto Shu-Yuan del meridiano principale del fegato; rinfre-
sca e disperde il calore di fegato;
6Tr- Zigou: punto Jing prossimale del meridiano principale del triplice
riscaldatore; regolarizza il Qi dei tre riscaldatori.
Punti auricolari: 97 (fegato).

Farmacologia
Long Dan Xie Gan Tang
Long Dan Cao (Radix Genttianae Scabrae);
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Huang Qin (Radix Scutellaria Baicalensis);
Zhi Zi (Fructus Gardeniae Jasminoidis);
Sheng Di (Radix Rehmanniae Glutinosae);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Che Qian Zi (Semen Plantaginis);
Ze Xie (Rhizoma Alismatis Plantago-Aquaticae);
Mu Tong (Caulis Mutong);
Gan Cao ( Radix Glycyrhizae).

Leucorrea da umidità tossica che invade il meridiano curioso Dai Mai


I sintomi sono i seguenti: leucorrea profusa che può essere gialla,
grigiastra, verdastra o rossastra, di odore fetido e consistenza vischiosa
(l’esame batteriologico rivela, in genere, la presenza di candida o di
trichomonas), prurito e bruciori vulvari, stipsi con feci maleodoranti,
oliguria o disuria, astenia generale con particolare interessamento della
regione lombare. La lingua è rossa con induito giallastro; il polso è
scivoloso Hua e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore, drenare l’umidità ed eliminare
le tossine.
Agopuntura-moxabustione:
26VB - Daimai: elimina l’umidità ed arresta la leucorrea;
6Rt - Sanyinjiao: rinforza la funzione della milza e drena l’umidità;
2F - Xingjian: punto Jing prossimale del meridiano principale del fegato;
rinfresca e disperde il calore del fegato;
9Rt - Yinlingquan: punto He del meridiano principale della milza; facilita
l’eliminazione dell’umidità e del calore verso il basso.
Punti di agopuntura da usare in tutte le forme cliniche di leucorrea:
41VB - Zulinqi: punto di apertura del meridiano straordinario Dai Mai;
30V - Baihuanshu: punto Bei Shu di Jing Qi; agisce sulla regione che è in
grado di immagazzinare l’essenza Jing Qi.
Punti auricolari:
22 (sistema endocrino);
23 (ovaio);
58 (utero);
Punti extra:
Changyi (48);
Zigong (49);
Jiuqi (78).

Farmacologia
Zhi Dai Tang
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Zhu Ling (Sclerotium Polyperi Umbellati);
Che Qian Zi (Semen Plantaginis);
Ze Xie (Rhizoma Alismatis);
Chi Shao Yao (Radix Paeoniae Rubrae);
Mu Dan Pi (Cortex Moutan Radicis);
Huang Bai (Cortex Phellodendri);
Zhi Zi (Fructus Gardeniae);
Yin Chen Hao (Herba Artemisiae Capillaris);
Niu Xi (Radix Achyranthis Bidentatae).
Se predomina il calore-tossico aggiungere:
Jin Yin Hua (Flos Lonicerae)
Lin Qiao (Fructus Forsythiae)
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae)
se c’è prurito vulvare accentuato usare per lavaggi esterni:
Ku Shen (Radix Sophorae Flavescentis);
Huang Bai (Cortex Phellodendri);
Che Qian Zi (Semen Plantaginis).

Le irregolarità del ritmo mestruale

Massimo Muccioli - Lucio Pippa


Scuola Italiana di Medicina Cinese
Gruppo di Studio “Società e Salute”

Le irregolarità mestruali, che saranno affrontate nel presente lavoro, ri-


guardano la durata dell’intervallo fra un mestruo ed il successivo e sono
classificabili come segue:
mestruo anticipato (pollachimenorrea);
mestruo posticipato (spaniomenorrea);
mestruo anarchico (anisomenorrea).
In ognuna di queste condizioni patologiche, pur partendo da cause diver-
se, l’esito è sempre un’alterazione della funzione fisiologica dei meridiani
straordinari Ren Mai e Chong Mai che, essendo strettamente collegati con
l’apparato genitale femminile, non riescono più a garantire il ritmico svol-
gersi del mestruo.
Mestruo anticipato (Pollachimenorrea)
Il mestruo è definito anticipato se si verifica prima di 22 giorni dal prece-
dente o 2 volte in un mese.

Eziopatogenesi
Si riconoscono principalmente due cause: calore nel sangue, che è la più
frequente, e deficit di Qi.
Calore nel sangue
Calore da eccesso: è determinato, prevalentemente, dall’uso abituale o
esagerato dicibi e farmaci piccanti e caldi.
Calore da deficit: risulta, generalmente, da debolezza dello yin, perdite di
sangue, esaurimento dello yin dovuto a malattie prolungate.
Calore da stagnazione del Qi di fegato, che è conseguenza di turbe emoti-
ve.
Calore associato a Tan-mucosità: deriva dalla presenza, da lunga data, di
Tan-mucosità (patologia che viene comunemente osservata nei soggetti
obesi).
Deficit di Qi
Questa condizione si verifica conseguentemente ad un’alimentazione erra-
ta o ad un sovraffaticamento per cui la milza perde la sua capacità di trat-
tenere il sangue all’interno dei vasi e di esercitare la sua funzione di
astringenza nei confronti di Ren Mai e Chong Mai.

Manifestazioni cliniche
Calore nel sangue
Calore da eccesso: mestruo abbondante con sangue rosso scuro o violaceo,
presenza di coaguli e cattivo odore, dolore alla regione addominale infe-
riore, sete con desiderio di bevande fredde, rossore facciale, sensazione
urente a livello cardiaco, dolore ed astenia alle ginocchia e della regione
lombare, feci secche.
La lingua è rossa con induito giallo; il polso è scivoloso Hua e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore nel sangue.
Agopuntura- moxabustione:
4GI - Hegu: punto Yuan nel meridiano principale dell’intestino crasso; pu-
rifica il calore;
10Rt - Xuehai: purifica il calore nel sangue;
25E - Tianshu: puunto Mu dell’intestino crasso; fa circolare il Qi e rinvigo-
risce il sangue;
29E - Guilai: fa circolare il Qi e rinvigorisce il sangue;
2F - Xiangjian: punto Jing del meridiano principale del fegato; purifica il
calore nel sangue;
8Rn - Jiaoxin: nutre lo yin e riequilibra lo stato del sangue.

Farmacologia
Qing Jing Tang
Di Gu Pi (Cortex Lycii Radicis);
Shu Di (Radix rehmanniae Conquitae);
Mu Dan Pi (Cortex Moutan Radicis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Qing Hao (Herba Artemisiae Apiaceae);
Huang Bai (Cortex Phellodendri);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos).
Qing Lian Si Wu Tang
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Chuan Xiong (Rhizoma Ligustici Wallichii);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Shu Di (Radix rehmanniae Conquitae);
Huang Qin (Radix Scutellariae Baicalensis);
Huang Lian (Rhizoma Coptidis);
Qing Hao (Herba Artemisiae Apiaceae).

Calore da deficit
Mestruo scarso con sangue rosso chiaro, costituzione magra e debole, ver-
tigini, offuscamento della vista, pirosi gastrica, sete, calore nel palmo delle
mani e nella pianta dei piedi, pelle di colorito smorto. La lingua è rossa
con induito scarso; il polso è fine Xi e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore nel sangue e nutrire lo yin
Agopuntura-moxabustione:
10Rt - Xuehai: purifica il calore nel sangue;
11GI - Quchi: punto he del meridiano principale dell’intestino crasso; pu-
rifica il calore e regolarizza Qi e sangue;
23V - Shenshu: punto Bei Shu dei reni; tonifica lo yin;
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani yin della gamba; nu-
tre lo yin;
17V - Geshu: punto Huidel sangue; tonifica il sangue e produce i liquidi
organici;
2Rn - Rangu: punto Ying del meridiano principale del rene; è indicato nel-
le patologie da deficit di yin ed esuberanza di yang;
5Rn - Shuiquan: punto del meridiano principale del rene; è indicato nelle
patologie da deficit di yin ed esuberanza di yang.

Farmacologia
Liang Di Tang
Shu Di (Radix Rehmanniae Conquitae);
Di Gu Pi (Cortex Lycii Radicis);
Xuan Shen (Radix Scrophulariae Nigpoensis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Mai Men Dong (Radix Ophiopogonis Japonici);
E Jiao (Gelatinum Asini).

Calore da stagnazione del Qi di fegato.


Mestruo di quantità variabile, di colore rosso vivo o violaceo con presenza
di coaguli, vertigini, dolore addominale, mammario ed ipocondriaco,
eruttazioni e rigurgiti acidi, irritabilità, agitazione. La lingua è violacea
con induito giallo; il polso è “acorda” Xian e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore nel sangue e rimuovere la
stagnazione del Qi.
Agopuntura-moxabustione:
3F - Taichong: punto Shu-Yuan del meridiano principale del fegato;
elmina il calore dal fegato e rimuove la stagnazione del Qi;
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani yin della gamba;
regolarizza Qi e sangue, rimuove la stagnazione del Qi, favorisce la libera
circolazione di Qi e sangue nei Jingluo;
11GI - Quchi: punto He del meridiano principale dell’intestino crasso; pu-
rifica il calore e regolarizza il Qi ed il sangue;
10Rt - Xuehai: purifica il calore nel sangue e ne favorisce la circolazione;
5F - Ligou: punto Luo del meridiano principale del fegato; purifica il calo-
re, regolarizza il Qi e sblocca la stasi del Qi di fegato.

Farmacologia
Dan Zhi Xiao San
Dang Gui (Radix Angelicae Sinesis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Mu Dan Pi (Cortex Moutan Radicis);
Zhi Zi (Fructus Gardeniae Jasminoidis);
Gan Jiang (Rhizoma Zingiberis Officinalis);
Bo He (Herba Menthae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae Uralensis).

Calore associato a Tan-mucosità


Mestruo di quantità normali o eccessive con sangue di colore rosso vivo,
leucorrea viscosa e giallastra, obesità, colorito giallastro, testa ed arti pe-
santi, vertigini, pienezza toracica, espettorato profuso, denso e viscoso,
feci molli, distensione addominale. La lingua è rossa con induito giallo,
spesso e viscoso; il polso è scivoloso Hua e rapido Shuo.

Terapia
Principio terapeutico: purificare il calore nel sangue, drenare l’umidità e
trasformare i Tan-mucosità.
Agopuntura-moxabustione:
10Rt - Xuehai: purifica il calore nel sangue;
11GI - QUCHI: punto He del meridiano principale dell’intestino crasso; pu-
rifica il calore e regolarizza Qi e sangue;
20V - Pishu: punto Beishu della milza; rinvigorisce la funzione della milza,
tonifica il Qi ed elimina l’umidità;
36E - Zusanli: punto he del meridiano principale dello stomaco; rinforza
la funzione della coppia milza-stomaco e dissecca l’umidità;
40E - Fenglong: punto Luo del meridiano principale dello stomaco; armo-
nizza la funzione della coppia milza-stomaco e trasforma i Tan-mucosità;
9Rt - Yinlingquan: punto He del meridiano principale della milza; drena
l’umidità e purifica il calore verso il basso.
4VC - Guanyuan;
6VC - Qihai;
regolarizzano la funzione dei meridiani straordinari Ren Mai e Chong Mai.

Farmacologia
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Cang Zhu (Rhizoma Atractylodis);
Huang Lian (Rhizoma Coptidis);
Xiang Fu (Rhizoma Cyperi Rotundi);
Chuan Xiong (Radix Ligustici Wallichii).

Deficit del Qi
Mestruo abbondante con sangue di colore rosso chiaro, astenia, apatia,
palpitazioni, vertigini, appetito scarso, voce bassa, dispnea al minimo
sforzo, sensazione di freddo in tutto il corpo. Lingua pallida e flaccida con
induito bianco, sottile ed umido; il polso è debole Ruo.
Terapia
Principio terapeutico: tonificare il Qi per controllare il sangue.
Agopuntura-moxabustione:
20V - Pishu: punto Bei Shu della milza;
23V - Shenshu: punto Bei Shu dei reni;
3Rn - Taixi: punto Shu-Yuan del meridiano principale del rene;
36E - Zusanli: punto he del meridiano principale dello stomaco;
6VC - Qihai;
questi punti hanno l’effetto di tonificare il Qi e di assicurare la sua funzio-
ne di conservare il sangue nei vasi.

Farmacologia
Gui Pi Tang
Ren Shen (Radix Ginseng);
o
Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosuale);
Huang Qi (Radix Astragali);
Long Yann Rou o Gui Yuan Rou (Arillus Euphoriae Longanae);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Mu Xiang (Radix Saussureae seu Vladimiriae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Yuan Zhi (Radix Polygalae Tenuifoliae);
Suan Zao Ren (Semen Ziziphi Spinosae);
(Zhi) Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Sheng Jiang (Rhizoma Zingiberis Officinalis Recens);
Da Zao (Fructus Ziziphi Jujubae).
Bu Zhong Yi Qi Tang
Huang Bai (Radix Astragali):
Ren Shen (Radix Ginseng):
Bai Zhu (Radix Atractylodis Macrocephalae):
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae):
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis):
Sheng ma (Rhizoma Cimicifugae):
Chai Hu (Radix Bupleuri):
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae).
Si Jua Zi Tang
Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosuale);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos).
Dang Gui Bu Xue Tang
Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosualae);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Huang Qi (Radix Astragali).

Mestruo Posticipato (Spaniomenorrea)


Il mestruo è definito posticipato se si verifica dopo 35 giorni dal prece-
dente.

Eziopatogenesi
Si riconoscono le seguenti cause: deficit di sangue, che può essere una
conseguenza di emorragie ripetute, patologie croniche, gravidanze nume-
rose e costituzione debole;
freddo nel sangue, provocato, in genere, da deficit di Qi o di yang, aggres-
sione di freddo perverso e consumo di cibi, bevande e farmaci di natura
fredda;
stasi di Qi, generalmente determinata da fattori emotivi, che sviluppa con-
seguentemente l’ostruzione di Chong Mai e Ren Mai;
ostruzione di Tan-mucosità, causato da abuso di cibi grassi o dolci che in-
debolisce la funzione di trasfirmazione della milza.

Manifestazioni cliniche
Deficit di sangue
Mestruo scarso e di colore pallido, colorito del viso smorto, palpitazioni,
sonno agitato, vertigini, febbre vespertina, pelle secca, feci secche, costitu-
zione magra e astenia.
La lingua è pallida; il polso è fine Xi e debole Ruo.

Terapia
Principio terapeutico: nutrire il sangue e sostenere il Qi.
Agopuntura-moxabustione:
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani principali yin della
gamba: nutre lo yin;
10 Rt - Xuehai: nutre il sangue;
29E - Guilai: regolarizza l’utero;
6VC - Qihai;
4VC - Guanyuan sostengono il Qi;
36E - Zusanli: punto He del meridiano principale dello stomaco: sostiene il
Qi;
23V- Shenshu: punto Bei Shu dei reni;
con il
4VC - Ming Men tonifcano lo yang per produrre la terra;
43V - Gaohuang: eleva lo yang.

Farmacologia
Ren Shen Yang Yong (Rong) Tang
Ren Shen (Radix Ginseng);
Shu Di (Radix Rehmanniae Conquitae);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Huang Qi (Radix Astragali);
Rou Gui (Cortex Cinnamomi Cassiae);
Wu Wei Zi (Fructus Schisandrae Chinensis);
Yuan Zi (Radix Poligalae Tenuifoliae);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Sheng Jiang (Rhizoma Zingiberis Officinalis Recentis);
Da Zao (Fructus Ziziphi Jujubae).

Freddo nel sangue


Mestruo scarso e di colore rosso scuro o violaceo, dolori della regione
addominale inferiore alleviati dal calore, faccia pallida, arti freddi,
appetito scarso, astenia e dolore lombare. La lingua è pallida con induito
bianco ed umido; il polso è profondo Chen, lento Chi e teso Jin.

Terapia
Principio terapeutico: riscaldare i meridiani, disperdere il freddo e
regolarizzare la circolazione di Qi e sangue.
Agopuntura-moxabustione:
4VC - Guanyuan;
6VC - Qihai;
8VC - Shenque: punti del meridiano straordinario Ren Mai: riscaldano Ren
Mai, Chong Mai e l’utero;
4VG - Mingmen: riscalda lo yang e disperde il freddo;
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani principali yin della
gamba; tonifica e restaura il Qi di milza, fegato e reni;
29E - Gulai: regolarizza l’utero, disperde il freddo e calma i dolori della
regione addominale inferiore.

Farmacologia
Wen Jing Tang
Wu Zhu Yu (Fructus Evodiae Rutaecarpae);
Gui Zhi (Ramulus Cinnamomi Cassiae);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Chuan Xiong (Radix Ligustici Wallichii);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
E Jiao (Gelatinum Asini);
Mai Men Dong (Tuber Ophiopogonis Japonici);
Mu Dan Pi (Cortex Moutan Radicis);
Ren Shen (Radix Ginseng);
Ban Xia (Rhizomae Pinelliae Ternatae);
Sheng Jiang (Rhizoma Zingiberis Officinalis Recentis);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).
Wu Yao San
Wu Yao o Tai Wu (Radix Linderae Strychnifoliae);
Xiang Fu (Rhizoma Cyperi Rotundi);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Shan Za (Fructus Crataegi);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Yan Hu Suo (Rhizoma Corydalis);
Gui Zhi (Ramulus Cinnamomi Cassiae).
Stasi di Qi
Mestruo scarso di colore rosso scuro con presenza di coaguli, accompa-
gnato da dolori addominali ed ipocondriaci, distensione mammaria, irrita-
bilità ed agitazione. La lingua è violacea con induito sottile; il polso è “a
corda” Xian.

Terapia
Principio terapeutico: regolarizzare la circolazione del Qi e rimuovere la
stasi liberando il fegato.
Agopuntura-moxabustione:
6VC - Qihai: regolarizza il Qi;
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei tre meridiani principali yin della
gamba: regolarizza Qi e favorisce la circolazione dei Jingluo;
2F - Xingjian: punto Ying del meridiano principale del fegato; risolve la
stasi del Qi di fegato;
25E - Tianshu: punto Mu dell’intestino crasso; regolarizza Qi e sangue e
favorisce la circolazione dei Jingluo;
14F - Qimen: punto Mu del fegato; risolve la stasi del Qi di fegato.

Farmacologia
Chai Hu Su Gan San
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Zhi Ke (Fructus Citri seu Ponciri);
Chuan Xiong (Radix Ligustici Wallichii);
Xiang Fu (Rhizoma Cyperi Rotundi);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).
Xiao Yao San
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Bai Zhu (Radix Atractylodis Macrocephalae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Bo He (Herba Menthae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).

Ostruzione di Tan-mucosità
In questo caso il ritardo mestruale può variare da giorni, a settimane e
persino a mesi. Il mestruo tende ad essere scarso e di colore chiaro, ac-
compagnato da leucorrea, oppressione toracica, distensione epigastrica,
catarro bronchiale abbondante, apatia, edema facciale, pesantezza agli
arti, vertigni e palpitazioni. La lingua presenta un induito bianco e vi-
schioso; il polso è scivoloso Hua.

Terapia
Principio terapeutico: rinvigorisce la milza e trasforma i Tan-mucosità.
Agopuntura-moxabustione:
6RT - Sanyinjiao (anche solo moxato): punto di incrocio dei tre meridiani
principali yin della gamba; rinvigorisce la milza ed il sangue;
20V - Pishu (anche solo moxato): punto bei Shu della milza; tonifica la
milza
36E - Zusanli: punto he del meridiano principale dello stomaco; tonifica la
coppia milza-stomaco e dissecca l’umidità;
40E - Fenglong: punto Luo del meridiano principale dello stomaco; tra-
sforma i Tan-mucosità.

Farmacologia
Xiang Sha Liu Jun Zi Tang
Mu Xiang (Radix Saussureae seu Vladimiriae);
Sha Ren (Fructus seu semen Amomi);
Ren Shen (Radix Ginseng);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Ban Xia (Rhizoma Pinelliae Ternatae);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae.
Xiong Gui Er Chen Tang
Chuan Xiong (Radix Ligustici Wallichii);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Ban Xia (Rhizoma Pinelliae Ternatae);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae).

Mestruo Anarchico (Anisomenorrea)


Il mestruo è definito anarchico quando non si verifica ad intervalli regola-
ri ma è in anticipo o in ritardo rispetto alla data prevista.

Eziopatogenesi
Le cause principali sono le seguenti: deficit dei reni, generalmente provo-
cato da eccessi sessuali, gravidanze ripetute e patologie croniche;
stasi del Qi di fegato causato, il più delle volte, da turbe emotive come cri-
si di collera;
deficit della milza determinato, frequentemente, da una alimentazione
scorretta o eccessiva.
Tutte queste cause conducono ad uno squilibrio fra Qi e sangue; Chong
Mai e Ren Mai, che sono all’origine dell’irregolare svolgersi del ritmo me-
struale.

Manifestazioni cliniche
Deficit dei reni
Mestrui irregolari con sangue chiaro e misto a leucorrea, dolore
premestruale addominale e lombare, vertigini, poliuria, sonno con segni
erotici. La lingua è pallida con induito sottile; il polso è profondo Chen,
fine Xi e debole Ruo.

Terapia
Principio terapeutico: tonificare i reni e rinvigorire lo yin per
regolarizzare le funzioni di Chong Mai e Ren Mai.
Agopuntura-moxabustione:
23V - Shenshu: punto Bei Shu dei reni; tonifica lo yin dei reni;
4VC - Guanyuan;
6VC - Qihai: rinvigoriscono i reni, tonificano Yaun Qi e regolarizzano le
funzioni di Chong Mai e Ren Mai.

Farmacologia
Zhi Yin Ba Wei Tang
Shu Di (Radix rehmanniae Conquitae);
Shan Yao (Rhizoma Dioscoreae);
Shan Zhu Yu (Fructus Corni);
Ze Xie (Rhizoma Alismatis);
Fu Ling (Sclerotium Poriae Cocos);
Mu Dan Pi (Cortex Moutan Radicis);
Huang Bai (Cortex Phellodendri);
Zhi Mu (Rhizoma Anemarrhenae).
Gu Yin Jian
Ren Shen (Radix Ginseng);
o
Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosulae);
Shan Yao (Rhizoma Dioscoreae);
Shu Di (Radix Rehmanniae Conquitae);
Shan Zhu Yu (Fructus Corni);
Yuan Zhi (Radix Polygalae Tenuifoliae);
Zhi Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Wu Wei Zi (Fructus Schisandrae Chinensis);
Tu Si Zi (Semen Cuscutae).

Stasi del Qi di fegato


Mestrui irregolari di quantità variabile e di colore rosso scuro o violaceo
con coaguli, sensazione di distensione dolorosa addominale, toracicqa,
ipocondriaca e mammaria nel periodo premestruale, appetito scarso,
eruttazioni acide, bocca amara e irritabilità.
La lingua presenta un induito sottile e bianco; il polso è “a corda” Xian.

Terapia
Principio terapeutico: regolare il Qi e rimuovere la stasi nel fegato.
Agopuntura-moxabustione:
3F - Taichong: punto Shu Yuan del meridiano principale del fegato; ri-
muove la stasi del Qi di fegato e ristabilisce la sua regolare circolazione;
12VC - Zhongwan: punto Mu dello stomaco e del riscaldatore medio;
regolarizza il Qi di Ren Mai;
6MC - Nei guan: punto Luo del meridiano principale del ministro del cuo-
re; ristabilisce la circolazione del Qi compresso.

Farmacologia
Xiao Yao San rivisitata
Chai Hu (Radix Bupleuri);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis);
Bai Shao (Radix Paeoniae Lactiflorae);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Fu Ling (Sclerotiu Poriae Cocos);
Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
E Zhu (Rhizoma Curcumae Zedoariae);
Chuan Xiong (Radix Ligustici Wallichii);
Xiang Fu (Fructus Melliae Toosendan);
Fo Shou (Fructus Citri Sarcodactylis).

Deficit della milza


Mestrui irregolari, abbondanti o a continuo stillicidio con sangue di colore
rosa e consistenza acquosa, faccia pallida, brevità di respiro, astenia gene-
rale, vertigini, palipitazioni, appetito scarso e feci molli. La lingua è palli-
da con induito bianco e spesso; il polso è lento Chi e debole Ruo.

Terapia
Principio terapeutico: rinforzare la milza e riscaldare lo stomaco.
Agopuntura-moxabustione:
20V - Pishu: punto Shu della milza; consolida il Qi della milza;
6Rt - Sanyinjiao: punto di incrocio dei meridiani principali yin della gam-
ba; rinvigorisce la milza e nutre lo yin e il sangue;
36E - Zusanli: punto He del meridiano principale dello stomaco; nutre e ri-
scalda lo stomaco.
In tutte le forme di irregolarità mestruali si possono usare punti
auricolari:
22 (sistema endocrino);
23 (ovaio);
58 (utero).

Farmacologia
Wen Wei Yin
Ren Shen (Radix Ginseng)
o
Dang Shen (Radix Codonopsis Pilosulae);
Bai Zhu (Rhizoma Atractylodis Macrocephalae);
Bian Dou (Semen Dolichoris Lablab);
Chen Pi (Pericarpium Citri Reticulatae);
Sheng Jiang (Rhizoma Zingiberis Officinalis Recentis);
Zhi Gan Cao (Radix Glycyrrhizae);
Dang Gui (Radix Angelicae Sinensis).

Fisiologia dell’apparato genitale femminile

Vita Revelli
London School of Chinese Medicine

In primo luogo occorre definire che cosa è l’apparato genitale femminile


nel contesto della medicina tradizionale cinese che non riconosce delle
specificità di questo tipo, settoriali, ma che fa un discorso molto più pano-
ramico, complesso e omnicomprensivo.
Partiamo da concetti che probabilmente tutti conosciamo ma che è bene
ricordare per poter centrare il fine proposto.
Il Tao è rappresentato da:

esso è formato dallo yin e dallo yang, due elementi dinamici all’interno di
questa totalità; essi formano un movimento e portano, infine, alla creazio-
ne. Yin e yang sono dei simboli che vengono rappresentati anche nella
forma seguente:

In questa seconda rappresentazione c’è un messaggio estremamente im-


portante per definire e comprendere la fisiologia femminile: lo yang è
l’elemento non-forma, cioè è una parte astratta dell’energia che non si è
ancora materializzata, che non è ancora divenuta umana. Nel momento in
cui lo yang diventa umano e assume forma, parliamo già di yin. Il corpo
umano, perciò, è già una manifestazione di yin. Tuttavia anche questa af-
fermazione è relativa: all’interno dello yin c’è lo yang, e viceversa.
Nel Nei Jing lo yang è rappresentato con un trigramma formato da tre li-
nee continue e lo yin da un trigramma con tre linee spezzate; lo yang rap-
presenta il creativo e lo yin il recettivo.

L’esagramma disegnato all’interno vede il capovolgimento delle linee che


lo costituiscono, perchè il movimento non potrebbe realizzarsi se lo yang
rimanesse in alto e lo yin in basso. Così vi sarebbe solo stasi mentre, inve-
ce, il movimento, per definizione, è dinamismo. Per questo motivo lo yin
è disegnato in alto, significando così la sua tendenza a scendere, e vicever-
sa per lo yang.

Lo yang equivale dunque all’idea di divenire, Lo yin corrisponde all’idea


manifesta. Tutto ciò identifica l’essere umano.
Il Tian Gui è, invece, ciò che caratterizza il modo in cui questo yin si ma-
nifesta sulla terra per formare un essere invece che un altro e per diversi-
ficare gli individui della stessa specie. Esso è rappresentato dal seguente
carattere antico:

In questo carattere sono insiti due concetti: quello dell’acqua e quello del
fuoco; essi, ancora una volta, ripropongono l’antitesi-identificazione yin-
yang, stasi-movimento, ecc. Tutta la vita, quindi, si basa sul dinamismo.
Il Tian Gui è contenuto nel Jing, nel Jing del cielo, non in quello della ter-
ra. Esso è la parte più yin dell’energia, ma anche la parte più vicina al
non-manifesto; è un discorso di potenzialità (è dal Jing che si arriverà alla
formazione dell’individuo, della persona come corpo). Questo Jing viene
anche chiamato energia originale Yuan Qi; il Nei Jing dice che esso è for-
mato da una componente yin ed una yang.
Quale significato ha il Jing del cielo per un essere umano?
Per il nascituro, esso è il corredo di Jing che gli viene fornito dai genitori,
uno a prevalenza di yin, l’altro di yang. Ma esso non è sufficiente a che il
piccolo cresca e divenga adulto. C’è bisogno del Jing della terra, c’è biso-
gno che la madre riesca a trasferire al figlio l’aria che ella stessa respira
ed il cibo che ella assume e, tramite questi, gli elementi nutritivi che per-
mettono al Jing di svilupparsi. Il Jing celeste, perciò, è come un bimbo: va
nutrito perchè possa continuare ad esistere.

E’ un dato di fatto, pertanto, che, all’interno dell’utero, coesistano il Jing


del cielo e quello della terra.
Con l’inizio della vita autonoma, extrauterina, essi seguono il nuovo indi-
viduo, costituendone il Jing ancestrale; alle esigenze di quest’ultimo è pre-
posto il nutrimento cui il bambino provvede in modo autonomo e diretta-
mente dall’ambiente.

Affrontando il tema di questa relazione, la donna è quell’essere che, nel-


l’ambito della manifestazione yang, non forma yin, ma assume determina-
te caratteristiche.
La vita è un fenomeno yin che si può rapresentare come segue:

Se è vero che la vita è fondamentalmente un fenomeno yin, deve esserci


allora un elemento dinamico all’interno di questo yin, di questa forma,
che permetta alla forma stessa di maturare, di crescere e diventare adulta
e specifica. Questa forza è il Tian Gui.
E’ importante sottolineare che, nel corso dell’esistenza, si verifica un esau-
rimento dello yin. Noi sappiamo che tutto ciò che esiste è regolato dal
rapporto yin-yang e che la legge che regola questo rapporto prevede che
il primo tenda a trasformarsi nel secondo e viceversa, che lo yin controlli
lo yang, e lo yang lo yin, che i due elementi si mantengano reciprocamen-
te in equilibrio. Ma, man mano che l’uomo diviene adulto e poi invecchia,
lo yin tende a decrescere. La morte non è altro che la negazione della for-
ma in favore della non-forma; con la fine del corpo, torniamo alla fase
yang, alla fase del non-essere.
Per la medicina tradizionale cinese, la femmina è, per definizione, yin. E’,
ancora una volta, un discorso relativo. Non vorrei che questo assunto an-
dasse inteso in senso assoluto: si tratta di un discorso relativo, ma fonda-
mentale. La connotazione yin della femmina è giustificata dal fatto, pura-
mente funzionale ed empirico, che la fisiologia femminile utilizza molto
gli elementi fluidi, il sangue e i liquidi.
I cinesi hanno attentamente osservato i cicli mestruali e questo continuo
bisogno di sangue che, a sua volta, spiega la necessità sempre attuale per
la donna di dover costruire i liquidi e lo yin. Un discorso analogo si può
applicare alla funzione dell’allattamento.
A doveroso completamento del quadro, osserviamo anche il maschio, in
genere esprimente forza, energia; il sesso maschile è prevalentemente
yang, il che non esclude, anche per lui, l’importanza dello yin.

Il Jing celeste è già forma, il Tian Gui è l’elemento dinamico, che lo porta
a maturare, a crearsi; è il Jing del cielo lo nutre.
Abbiamo stabilito che il Tian Gui c’è, esiste. Ma come funziona?
Esso provvede all’individualizzazione nello sviluppo femminile, stabilisce
cioè in che maniera la “sua” formazione fisiologica avvenga.
Il Su Wen, a proposito dello sviluppo dei due sessi, dice: “quando la don-
na ha sette anni, il Qi dei reni fiorisce, crescono i denti; quando la donna
ha due volte sette anni, il Tian Gui arriva, il Ren Mai viene attivato, il
Chong Mai riempito: è il momento dell’arrivo del prodotto della luna (il
flusso mestruale: in latino menstruus = mensile); da questo momento ella
è capace di concepire. Quando la donna ha tre volte sette anni, l’energia
dei reni è bilanciata, i veri denti sono ormai cresciuti....”
E così via, fino a sette volte sette anni, quando il Ren Mai decresce, il
Chong Mai è vuoto, l’energia del rene diminuisce, il Tian Gui svanisce e, in
pratica, arriva la menopausa.
Il concetto fondamentale è il collegamento esistente tra Jing, Tian Gui e
Reni. Non è possibile prescindere da questo concetto che va sempre tenu-
to presente quando si cura una donna sia per fatti di specifico interesse
ginecologico, sia per altre patologie. Se, ad esempio, siamo in presenza di
un esaurimento dello yin, potremmo trovarci ad affrontare una cefalea di
tipo fuoco, fuoco interno che sale, oppure problemi digestivi ecc.
Per quanto attiene alla differenza tra rene yin (presiede ai liquidi ed al
Jing) e rene yang (fuoco attivatore), occorre ricordare che il rene yin con-
tiene il codice genetico (e perciò provvede anche alla differenziazione dei
sessi), cioè il Tian Gui; per questo motivo in qualsiasi problema attinente
la fisiopatologia femminile, occorre sempre rifarsi al rene yin.

Altra evidenza importante riferita al rene yin è che esso indica la


potenzialità dell’individuo, divenendo così fondamentale anche da un
punto di vista psicologico, emotivo, specie nella fisiologia femminile. Esso,
altresì indica la memoria a lungo termine, e ciò è facilmente ricollegabile
al Tian Gui che stabilisce cosa dovrà accadere, cosa questa donna dovrà
essere (ad es.: tutti i problemi inerenti un ritardato sviluppo, sia fisico sia
intellettuale, possono essere ricondotti a una carenza di Qi del rene yin).
Un ruolo ed un significato particolarmente interessanti, nell’ambito della
fisiologia dell’apparato genitale femminile, sono correlati al Ming Men.
Il Ming Men non è il rene yang: su questo concetto, in Cina, son tutti d’ac-
cordo. Esso, però, rimane uno dei concetti più controversi all’interno della
medicina tradizionale cinese, non solo in Europa, ma nella stessa Cina. A
dimostrazione di ciò, nel Nei Jing si parla, a più riprese, del Ming Men, ma
riferendosi ad esso sempre in maniera diversa e, in Cina, si sono creati dei
gruppi di studio per capire la realtà del Ming Men.
Le idee sono ancora confuse e i risultati controversi; sarà possibile ogni
soluzione.
Un concetto fondamentale è quello che il Ming Men non è il rene yang.
Non ci sarebbe stato motivo di introdurre il concetto di Ming Men quando
esisteva già quello di rene yang.
Il Ming Men è un momento di mediazione tra aspetto Fuoco e aspetto Ac-
qua dei reni; ed è in questo che esso trova la sua massima importanza,
perchè, come abbiamo visto finora, tutto il processo di crescita e sviluppo
del singolo individuo è basato sull’inter-relazione tra Fuoco e Acqua.
La rappresentazione schematica del Ming Men è quella di un’area fra i
due reni:

La sua funzione è quella di mediare Acqua e Fuoco; quest’ultimo può esse-


re rappresentato dalla linea centrale del seguente trigramma

e definisce lo yang, l’Acqua è definita da due linee spezzate. La linea con-


tinua è nel mezzo, significando così che essa è in movimento: si è mossa
dal basso e sta salendo (ciò corrisponde al moto naturale dello yang); la
linea spezzata disegnata in alto mostra la sua tendenza a scendere per ri-
trovarsi in basso, donde il Fuoco risalirà.
Se disegnamo i reni (Acqua) in basso e il ministro del cuore (Fuoco) in
alto e mettiamo il Ming Men da qualche parte lungo il percorso fra i due,
abbiamo rappresentato la mediazione rene-ministro del cuore. Se poi pen-
siamo che un ramo collaterale del meridiano del cuore entra nell’utero, è
chiaro che questa relazione diventa ancora più importante per la fisiolo-
gia femminile. Il terzo polo di questo triangolo è, perciò, l’utero, che è in
posizione abbastanza interessante, essendo nella parte opposta del Ming
Men, ed ha degli scambi energetici (non tramite meridiano, ma per la sua
posizione) sia con l’aspetto dinamico dell’Acqua, la vescica, sia con il Dan
Tian.
Quindi l’utero si carica di significato nel discorso della dinamica Acqua-
Fuoco ed il Ming Men, attribuendosi il compito di intermediario, garanti-
sce che l’utero raggiunga l’optimum nel suo processo funzionale.
A livello pratico: se il Fuoco, nell’utero, è carente, si creeranno dei distur-
bi da freddo, quindi dolori mestruali, amenorree, ecc.; se , invece, il Fuoco
prevale, si avranno, ad esempio, metrorragie, perchè il Fuoco entra nei
meridiani, fa bollire il sangue all’interno di essi, provocando stravaso
ematico.
Il Ming Men è chiamato la porta del destino, del mandato; l’utero, la porta
del bambino. Tra queste due asserzioni vi è una correlazione, anche se
puramente verbale; ma, attenzione, i cinesi non peccano mai di casualità
in queste cose. Per questo l’utero viene definito un’appendice del Ming
Men e il posto dove il Chong Mai si divide in due rami, uno che sale, uno
che scende. Il Chong Mai è il Mare del Sangue e, all’interno di esso, viag-
gia il Jing, quindi, quando il Chong Mai “si muove” all’interno del corpo,
quello che in effetti fa è trasportare il Jing; quando esso riempie alla fine
l’utero, quello che fa è nutrire, riempie il Ren Mai, ma il sangue che racco-
glie, caricato di questo Jing, serve per nutrire il feto. Se il Ming Men non
funziona, il Chong Mai non funziona.
Un’altra considerazione importante per l’utero dipende dal seguente
sillogismo: il Ming Men e i reni sono molto vicini nelle loro funzioni, ed
altrettanto lo sono reni ed utero. Così utero e Ming Men non possono esse-
re separati. I reni sono ciò che dà l’impulso alle attività cerebrali; l’utero
dal suo canto, non è solo il situs centrale della fisiologia femminile, ma
anche il luogo della espressione della mente femminile. Questo non è un
discorso freudiano di determinismo biologico, ma un concetto tutto da
esplorare, un discorso nuovo, un “vediamo un po’ cosa vuol dire”, “un ve-
diamo un po’ come la donna si può reinventare”.
Tralasciamo ora l’utero e consideriamo gli altri organi.
Affronto questo argomento non per raccontare qualcosa di nuovo (in me-
dicina cinese nulla è mai del tutto nuovo o del tutto sicuro), ma per pro-
porre in un ordine prospettico ciò che chi mi ascolta già conosce.

Fegato
Ciò che di esso ci interessa è la sua funzione di immagazzinare il sangue.
Ciò ci rende subito conto della sua fondamentale importanza in una fisio-
logia, uno degli aspetti essenziali della quale è l’utilizzazione del sangue.
Esso è il deposito del sangue così come i reni lo sono del Jing. Di più, nel-
l’ambito dei 5 movimenti, i reni rappresentano l’Acqua e questa è la ma-
dre del Legno. Anche se in modo simbolico, si ha così conferma come il
Jing sia fondamentale nel processo emopoietico: carenza o ricchezza di
Jing equivalgono a carenza o ricchezza di sangue. E carenza di sangue,in
quanto carenza di Jing, vuol dire sterilità: l’utero non si riempie, manca la
materia da cui e per cui la nuova vita si forma, oltre al deficit della
“preheaven Qi”, l’energia del cielo anteriore.
Il fegato, inoltre, ritma l’armonica distribuzione del sangue verso la peri-
feria. E’ preminente, in quest’ottica, il ruolo del fegato yang, perchè è pro-
prio esso che permette alle mestruazioni di avvenire. La logica della medi-
cina cinese sostiene che se il sangue non viene utilizzato per la formazio-
ne del feto, stagna, rimane nell’utero per circa un mese, diventa vecchio;
dovrà essere espulso, ed è il fegato che si assume la responsabilità “mana-
geriale” di questo lavoro, in coincidenza con l’immagazzinamento del san-
gue nuovo che verrà rimesso a disposizione dell’utero per un eventuale
futuro concepimento, dando così inizio ad un nuovo ciclo.
Palese, per la fisiologia femminile, è il significato del meridiano fegato:
esso passa davanti alla vagina, attraversa la pelvi, l’addome e giunge al
seno. In situazioni di stagnazione dell’energia su questo meridiano, si han-
no tensione e dolori alle mammelle.

Stomaco e milza
Sottolineo il potere di trasformazione e di movimento dei liquidi.
Specifica è la trasformazione del Qi degli alimenti, il “post-heaven Qi”, in
Jing del cielo posteriore. La formazione di questo Jing, che serve a nutrire
quello del cielo anteriore, dipende molto dalla milza. In più, questa ha il
compito di sostenere il sangue. Nel deficit, perciò, della funzione della
milza, potremo avere cadute improvvise di sangue, oppure flussi che non
finiscono mai, sotto forma di stillicidi che, talora, non vengono nemmeno
considerati patologia, mentre lo sono sempre per la medicina cinese.

C u o r e
Esso presiede al sangue, come fluido, e ai vasi sanguigni. Il suo meridiano, con un
collaterale, scende all’utero, creando una unione funzionale tra i due. Ciò fa intuire
come una quota parte dei problemi considerati, nella donna, parafisiologici, non lo
sono poi così tanto ma trapassano nella patologia, specie le emozioni (vedi gli shock
che inducono turbe anche violente della ciclicità mestruale).

P o l m o n e
Quest’organo presiede all’energia.
Il discorso sul sangue non è fattibile se non riflettiamo su cosa lo fa muo-
vere, su cosa gli permette di esistere e di agire. L’energia è il motore del
sangue, lo fa muovere, lo spinge; a sua volta, il sangue trasporta l’energia.
Nessuno dei due può prescindere dall’altro, così come yin e yang.
Molto spesso la patologia dei polmoni, o da polmoni, è obsoleta, e questo, secondo
me, è un errore. In molti casi si può esser d’aiuto al malato intervenendo sui polmo-
ni, ad esempio, in un ristagno di sangue, può accadere che il Qi non si muova e non
spinga l’energia, e questa il sangue. Far muovere l’energia, dunque, agendo sui
polmoni, vuol dire risalire all’origine del problema, intervenire, cioè, in modo corret-
to.

Triplo riscaldatore
Il movimento di cui abbiamo sinora parlato può avvenire solo se la tempe-
ratura ai tre livelli del corpo è normale, uguale e costante; queste parti
funzionano all’unisono. Le trasformazioni o alterazioni in uno dei detti tre
livelli si ripercuotono anche sugli altri due.
Qualsiasi patologia uterina, eccesso di Fuoco, eccesso di Acqua, ristagno di
Qi, ha, comunque, uno dei suoi momenti causali in un’alterazione del TR
inferiore.

Da quando detto si può desumere che assai importante sarà quando, nella
pratica, cureremo la donna, indagare sui cicli del sangue, studiare i rap-
porti cronologici fra malattia e ciclo.

Il sangue è posto nel mezzo per significare che dipende da tutti e che tutti
contribuiscono per esso. Gu è l’energia alimentare. Il rene manda il Jing
dal cielo, la milza provvede al Jing terreno (in forma di Gu), il cuore man-
tiene nei vasi il sangue che si è formato dal Jing celeste e da quello terre-
no e permette che venga messo in circolazione, i polmoni sono la strada
dei liquidi, dirigono il loro movimento verso il basso, liquidi che poi ver-
ranno fatti evaporare, tramite il lavoro del Ming Men, all’interno di questo
circolo (funzione che si somma a quella dell’energia motrice che spinge il
sangue in circolazione), il fegato tiene il sangue in deposito.
Quando ci accingeremo a curare una donna, specie se per problemi atti-
nenti il sistema genitale, sarà opportuno indagare sul corretto funziona-
mento di tutti questi organi; non li dovremo, però, valutare
separatamente ma considerarli un tutto unico agente in armonico equili-
brio, poiché fra di loro esistono delle connessioni specifiche.
Esempio: nell’ottica dei 5 movimenti, gran parte della patologia di perti-
nenza squisitamente femminile va imputata alla rottura del rapporto Le-
gno-Terra o Terra-Acqua.

Accenniamo ora ai meridiani: quelli che ci interessano nel discorso della


fisiologia femminile sono il Chong, il Ren e il Du Mai.
Essi emergono tutti e tre dall’utero e con esso un rapporto molto molto
stretto. Lavorando in agopuntura si può intervenire anche soltanto su
questi tre meridiani e sugli otto punti chiave con buoni risultati.
Il Chong Mai emerge dall’utero e si connette con il Ren Mai al punto 1 VC
(Hui Yin) e con il meridiano dello stomaco al 30E (Qi Chong) che, in medi-
cina cinese, è un punto essenziale, costituendo l’incontro tra energia del
cielo posteriore e quella del cielo anteriore. Qi Ze (altro nome del 30E)
vuol dire appunto incrocio del Qi, mentre Chong vuol dire abbondanza,
pienezza (di Qi e di sangue).
Sappiamo che Chong Mai ha un rapporto molto stretto col rene, quindi
col Jing, e la sua funzione, nella fisiologia sia femminile che maschile, è
proprio quella di trasportare il Jing ai meridiani dell’alto e del basso. Il
ramo che sale lo porta ai meridiani yang della mano, quello che scende ai
meridiani yin del piede (i punti d’ingresso dei meridiani yang sono in
alto, quello dei meridiani yin, in basso).
Il Dai Mai è il meridiano-cintura; oltre ad essere il perno di
riaggiustamento e di mediazione alto-basso, è anche quello che connette il
Ren, il Chong e il Du Mai; ma è anche il meridiano che presiede a tutte le
funzioni del TR medio. Quindi, quando diciamo che la milza trasporta i
fluidi e li trasforma, in realtà, se ci sono problemi, agiamo sul Du Mai. Se
la donna ha perdite vaginali, nel 90% dei casi la responsabilità è del Du
Mai, anche ove ci fossero problemi a livello della milza.
Siamo al solito quesito: cosa viene prima, il meridiano o la funzione?
Il Ren Mai è chiamato il mare dello yin; in Inghilterra è definito anche
vaso della concezione, e questo la dice luga sulla sua importanza sulla
fertilità. Fondamentale è il suo ruolo anche per i cicli mestruali. Quando il
sangue, trasportato dal Chong Mai e raccolto nel mare del sangue, deve
essere messo a disposizione del corpo, è il Ren Mai che provvede.
Se osserviamo il grafico seguente:

dove 1 è il 1° giorno delle mestruazioni, 28 l’ultimo, 13-14 l’ovulazione. Il


sangue, dato al Ren Mai, viene da questo mantenuto per la nutrizione del
feto; se, all’ovulazione, non si attua la fecondazione, questo sangue, sem-
pre tramite il Ren Mai, viene lasciato cadere all’interno dell’utero e poi
espulso all’esterno.
Se, nell’anamnesi, ricorrono aborti spontanei, occorre riflettere sul Ren
Mai, perchè può capitare che esso non abbia la capacità di mantenere il
sangue o, al contrario, che nel suo interno vi sia del calore in eccesso che
fa bollire il sangue, non consentendogli più di trattenerlo, quindi aborti.
In tali casi è importante agire in fase di prevenzione, prima che la donna
rimanga incinta. Se ella, ad esempio, ha dei problemi yin, è molto proba-
bile che si verifichi un vuoto del fuoco all’interno, che causerà uno
stravaso di sangue.
Il Du Mai è il mare dello yang e, anch’esso, emerge dall’utero. Esso scam-
bia l’energia con Ren Mai, ancora una volta nel punto Hui Yin.
Ciò che mi preme sottolineare è che siamo tornati la dove eravamo partiti:
Ren Mai e Du Mai sono i poli opposti di quell’entità in movimento che è il
Tao.
Nel campo della fisiologia dell’apparato genitale femminile non v’è alcuna
possibilità che un organo funzioni o che il complesso della costellazione
sessuale femminile funzioni, al di fuori o in contrapposizione del rapporto
di interdipendenza tra Ren Mai e Du Mai, o, se vogliamo, del rapporto yin-
yang.
Il significato del Du Mai è l’opposto di quello del Ren Mai; è un’energia
yang, cioé un’energia per muovere, per dinamizzare, per sostenere. Pure il
Du Mai ha un fondamentale scambio con il Chong Mai. Il Jing da cui sia-
mo partiti è distribuito ed utilizzato nell’organismo anche tramite il meri-
diano yang che lo aiuta e potenzia, altrimenti la maturazione non potreb-
be avvenire.

Modificazione di alcuni parametri ematici e terapia con


agopuntura

P. Berni - A. Pastoris - A. Sbaffi


(Laboratorio di Analisi Ospedale di Borgomanero)

La medicina Cinese, di cui l’agopuntura è parte importante, ha il suo fon-


damento nel pensiero taoista il quale fornisce la spiegazione e l’interpre-
tazione dell’universo e di tutti i suoi fenomeni.
Il pensiero filosofico e l’arte medica sono fusi insieme e tanto più il medi-
co è in grado di interpretare il caso clinico, alla luce di queste conoscenze
filosofiche e di attuarle nella pratica di ogni singolo atto medico, tanto più
la terapia avrà successo.
La nostra medicina ricerca infatti in una causa materiale l’origine della
malattia (germe, virus, alterazioni biochimiche, lesioni d’organo) e a que-
sto scopo impiega i mezzi diagnostici e le indagini di laboratorio.
Non possiamo però ignorare il fatto che il trattamento con agopuntura sia
una vera e propria cura, come ormai attestano i numerosi studi clinici ri-
portati dalle diverse scuole di agopuntura.
Agli studi clinici però non fanno altrettanto riscontro studi scientifici nei
quali si documentino le eventuali modificazioni ormonali e biochimiche
conseguenti al trattamento con agopuntura al fine di correlare l’esito cli-
nico con una oggettiva modificazione dei parametri umorali: è questo lo
scopo del nostro studio.
E’ stata studiata una popolazione di dieci persone la quale da un punto di
vista clinico, era così costituita:
- 3 pazienti presentavano cefalea;
- 7 pazienti presentavano una sindrome ansiosa reattiva a prolungato
stress.
Il trattamento con agopuntura è stato omogeneo in tutti i casi poichè si è
trattato di patologia inquadrabile nella cosiddetta “sindrome dello yang
liberato”.
E’ stato eseguito un prelievo di base con paziente già in clinostatismo e un
prelievo al termine della seduta prima della rimozione degli aghi. La dura-
ta di ogni seduta è stata di 15 minuti.
I parametri biochimici studiati sono stati:
- gli enzimi epatici (GOT, GPT, ALP);
- l’azotemia, la creatinina;
- il metabolismo lipidico (colesterolo, trigliceridi);
- il metabolismo glucidico;
- gli elettroliti (sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro).
Il dosaggio dei suddetti parametri è stato eseguito con apparecchiature
TECHNICON CHEM 1; si tratta di un analizzatore che consente di effettua-
re le analisi tradizionali di Chimica Clinica con coefficenti di variazione
inferiori al 5%.
Dei parametri ormonali e umorali sono stati studiati:
- le catecolamine, la serotonina;
- gli ormoni ipofisari;
- gli ormoni tiroidei;
- gli ormoni surrenalici;
- gli ormoni del metabolismo del calcio.
I metodi sfruttati sono stati quelli della cromatografia con HPLC sistema
della ditta BECKMAN, e i metodi radioimmunologici delle ditte SERONO ed
IMMUNONUCLEAR CORPORATION, in dotazione al nostro laboratorio.

Risultati
Dai dati ottenuti non si notano significative variazioni a carico degli
enzimi epatici, dell’azotemia, della creatininemia, della sodiemia e della
potassiemia. (tab. 1)
Variazioni significative si sono invece verificate a carico della LDH, del
metabolismo glicidico, lipidico, delle amilasi del calcio e del ferro. (tab. 3).
Per gli ormoni si sono avute significative variazioni a carico della
serotonina e delle catecolamine (adrenalina, noradrenalina, dopamina)
(tab. 5).

Discussione
Dai dati sopra riportati si riscontra che l’agopuntura esercita un influsso
su alcuni parametri della struttura ormonale e biochimica dell’individuo.
E’ altresì plausibile che l’effetto su tali parametri sia correlato all’efficacia
sul piano clinico della terapia: lo attesterebbe il caso di G. O. in cui non si
è avuto alcun risultato dal punto di vista clinico e nessuna variazione si-
gnificativa dei parametri studiati dal punto di vista ormonale.
Non siamo in grado di proporre modelli funzionali a giustificazione delle
modifiche biochimiche riscontrate. E’ plausibile ipotizzare che l’ipotalamo
venga comunque interessato: lo testimoniano le stimolazioni indotte nel
dosaggio degli ormoni da esso strettamente dipendenti (PRL, TSH, ACTH,
ADH); può essere ipotizzato che lo stimolo dell’ago dalle strutture
periferiferiche poi centrali, fino all’ipotalamo dove esercita comunque
l’effetto.
Dobbiamo inoltra rilevare che le catecolamine e la serotonina sono in que-
sto studio i parametri più interessanti.
Il trattamento agopuntorio mirato alla terapia dello stress è risultato effi-
cace scatenandone una netta riduzione e i pazienti hanno dimostrato un
netto beneficio soggettivo.
Si è inoltre osservato che nei pazienti con cefalea in terapia con agopuntu-
ra si verifica una variazione dei parametri del metabolismo del calcio (cal-
cio, paratormone, calcitonina) con un aumento del 10% per ognuno di
essi.
Il brusco innalzamento di detti parametri si può ipotizzare come dovuto
ad una modificazione delle riserve di calcio già esistenti in circolo. Ipotesi:
apertura dei canali del calcio delle piastrine con penetrazione in esse del-
la serotonina e della adrenalina.
Dobbiamo inoltre rilevare che in un caso F. A. è stata eseguita la terapia
con agopuntura al risveglio dopo 7 ore di sonno. Si è ugualmente avuta
una caduta del valore delle catecolamine; si ipotizza che si tratta di un fe-
nomeno attivo.
Anche per le variazioni dei lipidi (diminuzione) può essere data una inter-
pretazione correlata alla diminuzione delle catecolamine in particolare
per i trigliceridi.
I valori della insulina e glicemia studiati per il metabolismo glicidico si ri-
velano tra essi correlati.
A conclusione di queste indagini, si dimostra che l’agopuntura può essere
introdotta nella terapia ufficiale in quanto il beneficio offerto dalla cura è
oggettivamente verificabile come da noi dimostrato per i casi di cefalea e
di stress.

Massimo Muccioli
Gruppo di Studio “Società e Salute”

Caso clinico n. 1
Donatella anni 32 - insegnante
motivo della consultazione: disfunzione epatica

Donatella viene a consulto per il progressivo elevarsi dei valori della GPT
riscontrati sette mesi prima nel corso di un occasionale controllo
bioumorale. I valori della GPT si sono mantenuti alti nel corso dei 4 con-
trolli bioumorali eseguiti passando da un valore minimo di 82 a 156; la
GOT è lievemente ed incostantemente elevata mentre gli altri esami risul-
tano sempre nella norma.
Anche se le sue preoccupazioni si accentrano sull’alterazione dei valori
enzimatici la sua storia clinica non è priva di elementi e sintomi.
La sua storia inizia circa tre anni addietro; prima di allora aveva sempre
goduto ottima salute. Una fastidiosa astenia fece in quel periodo la sua
comparsa a seguito di un periodo caratterizzato da superlavoro: per ripo-
sarsi pensò di effettuare un viaggio, che si rivelò però, sia per le sue con-
dizioni che per una alimentazione approssimativa, più faticoso che rilas-
sante.
Alla astenia si associò la comparsa di distensione addominale e feci molli
e mal digerite. La situazione di quel periodo era caratterizzata da momen-
ti di benessere alternati ad altri in cui tendevano a ricomparire sia
l’astenia sia i disturbi intestinali. Da circa un anno l’alvo si è modificato e
le feci sono divenute quasi secche, difficili da espellere; sono presenti
occasionalmente vertigini e cefalea, è comparsa una depressione dell’umo-
re ed una sensazione di nodo alla gola con presenza di catarro giallastro e
denso difficile da espellere, che le procura talvolta un senso più diffuso di
oppressione anche a livello toracico. Ha bocca amara e avverte un senso
di malessere a livello dell’ipocondrio.
All’esame obiettivo si rileva una lingua diffusamente coperta da un
induito grasso e giallastro non umido; la lingua è grossa e gonfia, il colore
del corpo linguale è rosso pallido mentre i margini e la punta appaiono
più rossi. Il polso è Hua scivoloso a destra e Xian teso a corda di violino a
sinistra: entrambi i polsi sono piuttosto rapidi, profondi e, specialmente il
polso di destra, debole.
I polsi profondi indicano che la malattia è situata all’interno; l’induito
liguale giallastro ed i polsi rapidi suggeriscono la presenza di calore; il
corpo linguale gonfio, l’induito spesso e giallastro ed il polso scivoloso de-
pongono per la presenza di umidità e “tan” in eccesso; il corpo linguale
pallido ed il polso tendenzialmente debole indicano infine il coesistere di
uno stato di deficit.
La situazione presenta indubbiamente una certa complessità.
La diagnosi posta è stata: ostruzione da tan-umidità in presenza di calore
sviluppatosi da una stasi di Qi in situazione di deficit del Qi di Milza.
Il deficit di milza si è manifestato primariamente in relazione all’affatica-
mento fisico ed all’alimentazione irregolare con feci molli ed non digerite,
distensione addominale ed astenia: permane ed è responsabile del colore
pallido e del gonfiore a carico del corpo linguale, di polsi a carattere de-
bole. Il deficit del Qi di Milza rende ragione dello sviluppo di uno stato di
umidità in eccesso dovuta alla carente funzione di trasporto-trasformazio-
ne: la patina linguale grassa ed il polso scivoloso confermano la presenza
di umidità nell’organismo. La stasi del Qi, correlata a depressione, stipsi,
dolore ipocondriaco e nodo alla gola tende a generare calore: la presenza
di calore è dimostrata dal polso rapido, dal colore rosso a livello dei mar-
gini linguali e dall’induito giallastro. L’umidità, in presenza di calore, ten-
de a condensarsi in tan-calore che salgono verso l’alto determinando una
ostruzione facilitata dal deficit-stasi del Qi: compaiono secrezioni dense
che ostruiscono la gola ed opprimono il torace, cefalea, vertigini.
L’eccesso di umidità è particolarmente evidente a livello di milza e fegato
e per questo abbiamo il riscontro a livello GPT.
La terapia si prefigge dunque lo scopo di risolvere l’ostruzione, drenare
umidità e calore, regolarizzare il qi sostenendo l’attività della milza.
In agopuntura ci sono punti in tonificazione i punti Pishu 20V e Ganshu
18V, punti Shu del dorso di milza e fegato per stimolarne le funzioni sul
Qi (produzione e regolarizzazione) e drenare l’umidità. Sono stati poi usa-
ti Fenglong 40E e Hegu 4GI con lo scopo di sostenere l’energia; il 40E so-
stiene la milza ed è particolarmente indicato in caso di tan-umidità, men-
tre il 4GI è utile per purificare il calore. Si è aggiunto il punto Lianquan
23VC per disostruire lla gola.
La paziente ha contemporaneamente assunto una prescrizione basata su
una modifica del tradizionale “Xiao Chai Hu Tang” a base di:
Chai Hu Bupleurum 9g
Huang Qin Scutellaria 12g
Ban Xia Pinellia 9g
Dang Shen Codonopsis 9g
Hou Po Magnolia 9g
Fu Ling Poria 9g
Gan Cao Glycyrrhiza 4g
Da Zao Zyziphus5 frutti
Dove: Huang Qin drena il calore-umidità specie al fegato; Chai Hu tratta il
calore e la stasi del Qi; Dang Shen sostiene la milza con Fu Ling, Gan Cao e
Da Zao (questi ultimi due armonizzano anche il composto); Ban Xia, Hou
Po e Fu Ling trattano l’umidità ed i tan (in particolare Hou Po tratta i tan
mobilizzando il Qi e portandoli in basso).
La paziente ha continuato la terapia per circa 4 mesi: con il proseguire del
trattamento la formulazione farmacologica è stata modificata in ragione
delle modificazioni del disequilibrio in atto ed in particolare per il pro-
gressivo risolversi dell’umidità.
Attualmente Donatella sta bene, ha sospeso la terapia da circa tre mesi, gli
esami si sono regolarizzati e segue una dieta ricca in cereali integrali e po-
vera in prodotti “umidi” in modo da non affaticare la milza ed il TR me-
dio.

Caso Clinico n.2


Caterina anni 46 - casalinga
motivo della consultazione sciatalgia

Da diverso tempo Caterina soffre di occasionali lombalgie, specie in rela-


zione a sforzi. Sei mesi orsono, nel tentativo di spostare un mobile, la si-
gnora avverte un forte dolore a livello lombare, maggiormente localizzato
a sinistra della colonna, con blocco funzionale ed irradiazione dolorosa
alla natica e lungo l’arto inferiore sinistro. L’esame Rx evidenzia un
restringimento dello spazio intervertebrale tra L4-L5 e note generiche di
artrosi. Le cure sino ad oggi instaurate (FANS, massoterapia,
magnetoterapia) non hanno sortito effetto.
Giunta alla mia osservazione Caterina presenta limitazione funzionale del-
la regione lombare e non blocco ma accusa gli stessi violenti dolori
localizzabili alla palpazione al margine sinistro della colonna a livello di
L4-L5. Altro punto fortemente dolente alla compressione è Huan Tiao
30VB; il dolore si irradia poi lungo l’arto inferiore sia posteriormente sino
al muscolo surale, sia lateralmente alla coscia.
Ogni movimento accentua il dolore e, anche in posizioni fisse di riposo, il
dolore tende a ricomparire: la notte la paziente dorme con difficoltà sul
fianco destro in quanto, anche in quest’unica posizione consentitale, av-
verte un fastidio doloroso lungo la parte posteriore dell’arto inferiore.
La lingua è ricoperta da un sottile induito biancastro, è opaca e presenta
una leggera sfumatura tendente al violaceo. I polsi sono Xian, tesi a corda
di violino.
Si è posta diagnosi di blocco e stasi di Qi e Xue a livello dei percorsi
energetici di vescica e vescicola biliare.
La terapia mira a disostruire la stasi e facilitare la circolazione di Qi e Xue
nei meridiani interessati.
Sono stati punti in forte stimolazione e dispersione:
- il punto dolente Jiaji posto al lato sinistro della colonna
- il punto Huantiao 30VB
- il punto Yinmen 37V
- il punto Yanglinquan 34VB.
Non è stato utilizzato nessun punto utile alla tonificazione del rene in
quanto la paziente non presentava all’esame un disequilibrio a livello del-
l’organo.
In particolare per i punti Jiaji e Yanglinquan è stato utilizzato un ago con
lama di 4cm. mentre i punti Huantiao e Yinmen sono stati punti in pro-
fondità mediante aghi con 8cm di lama. Il punto Huantiao è stato stimola-
to in modo da suscitare nella paziente una sensazione di formicolio elet-
trico lungo la natica e parte della coscia mentre Yinmen suscitava una
chiara sensazione discendente lungo tutto l’arto inferiore sino al tallone.
Dopo 4 sedute, eseguite a ritmo bisettimanale, la paziente era notevol-
mente migliorata: sono state eseguite ulteriori 4 sedute a distanza prima
di una settimana, poi di dieci giorni. Al termine della terapia la remissione
del dolore e la ripresa funzionale erano totali.
Da quel giorno è trascorso quasi un anno: la paziente continua a sentirsi
ottimamente pur occupandosi, con il consueto vigore, dei lavori domesti-
ci.

Caso clinico n.3


Raffaella anni 26 - impiegata
motivo della consultazione: amenorrea

Raffaella presenta da circa sei anni una amenorrea. Il menarca era com-
parso regolarmente a circa 13 anni e le mestruazioni per molto tempo si
erano protratte regolari per ritmo (28 giorni), durata (4-5 giorni) ed in-
tensità: occasionalmente accusava qualche dolore ai primi giorni del me-
struo o una tensione premestruale. Sei anni orsono il mestruo improvvisa-
mente cessava. Durante l’interrogatorio emergeva che solo alcuni mesi
prima dell’esordio dell’amenorrea Raffaella aveva subito la morte del pa-
dre a seguito di una breve ed inaspettata malattia. Nei primi anni di
amenorrea si è sottoposta a terapie mediche senza risultati: ha infatti otte-
nuto solo un provvisorio ritorno del ciclo sotto induzione di
estroprogestenici con cessazione immediata alla sospensione della pillola.
L’addome è disteso, talora dolente specie al basso ventre, è presente stipsi
con feci secche, irritabilità caratterizzata da intercorrenti periodi di calo
dell’umore.
La lingua è di colore violaceo ed opaca, ricoperta di un induito sottile e
biancastro. Il polso è Xian, teso a corda di violino.
Si pone diagnosi di amenorrea da stasi di Xue (sangue) e Qi.
Il lutto e il dolore hanno determinato un disequilibrio a carico del fegato
con conseguente stasi del suo Qi. Il Qi, non preservato e mantenuto fluen-
te dal fegato, stagnando ha innescato una stasi del sangue: il mancato ap-
porto di Qi-Xue a Ren Mai e Chong Mai ha causato l’apparire di
amenorrea.
La stasi di Qi determina la distensione addominale, la stipsi, l’irritabilità e
le occasionali depressioni; la stasi di sangue si manifesta sempre con i do-
lori localizzati al basso ventre e con la presenza di una lingua violacea. Il
polso Xian esprime la stasi ed il disequilibrio di fegato.
La terapia si prefigge lo scopo di risolvere la stasi e regolarizzare Ren e
Chong mai.
In agopuntura sono stati punti:
4VC Guanyuan, che regolarizza il Qi e regolarizza Ren e Chong Mai;
29E Guilai, utile per regolarizzare Qi e Xue a livello della pelvi;
8Rt Diji, armonizza il sangue e l’utero ed è particolarmente usato nelle
stasi di Xue;
3F Taichong per regolarizzare il fegato.
Sui punti 4VC e 29E è stata applicata la moxibustione.
La paziente ha contemporaneamente assunto una terapia farmacologica
basata su una modifica del tradizionale “Xue Fu Zhu Yu Tang”: il prepara-
to è stato modificato successivamente in dosi e composizione in base allo
stato della paziente:
Tao Ren Persica 9g
Hoang Hua Carthamus 9g
Dang Gui Angelica 9g
Chuan Xiong Ligusticum 9g
Chi Shao Yao Paeonia Rubra 9g
Huai Niu Xi Achyrabtes 6g
Chai Hu Bupleurum 6g
Shu Di Huang Rehmannia 9g
Xiang Fu Cyperus 6g
Gan Cao Glycyrrhiza 4g

In questa prescrizione Tao Ren, Hong Hua, Dang Gui, Chuan Xiong, Chi
Shao Yao, Niu Xi muovono il sangue risolvendone la stasi. Dang Gui e Shu
Di Huang sostengono e nutrono il sangue. Niu Xi oltre a sostenere la circo-
lazione del sangue regolarizza rene e fegato. Chai Hu e Xiang Fu trattano
la stasi del Qi del fegato. Gan Cao armonizza la prescrizione.
Dopo tre mesi di terapia il mestruo è ricomparso: era sicuro, con coaguli,
denso, doloroso. La terapia è stata continuata con opportune modifiche
per alti 5 mesi.
Attualmente Raffaella ha sospeso da circa sei mesi ogni terapia: il ciclo è
regolare, leggermente doloroso al primo giorno, privo di coaguli. Anche la
distensione addominale, la stipsi e la tensione nervosa si sono risolte.