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Deepak Chopra

L'antica saggezza
dell'anima

Venti percorsi spirituali


per fare della tua vita un'esperienza straordinaria

Sperling & Kupfer Editori


~bt Nt\tr Dork ~imt~ Publishers Weekly
Best Sellers BESTSELLERS
T HE WAY OF THE WI ZA RD The Way of the Wizard
by Deepak Chopra by Deepak Chopra

« Le parole di Merlino lavorano in modo sottile, come acqua


che fìltra in profondità nella terra. L'acqua che oggi sgorga
dal terreno è caduta in forma di pioggia anche milioni di an-
ni fa. Nessuno sa molto della vita di quest'acqua nascosta:
dove va, che ne è di lei nel suo percorso fra le rocce sotter-
ranee. Ma un giorno essa abbandona l'oscurità e scaturisce
del tutto pura e fresca. Con Merlino è la stessa cosa. Se ri-
manete per qualche minuto seduti in silenzio ad ascoltare,
le parole cominceranno a penetrare in profondità. Lasciate
che la saggezza svolga il suo compito. Non aspettate e non
anticipate alcun risultato, ma siate vigili nei confronti di qual-
siasi cosa accada. Qualsiasi cosa accada è bene. »

ISBN 88-200-23
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GUARIRSI DA DENTRO
CORPO SENZA ETÀ, MENTE SENZA TEMPO
DORMIRE BENE

L'ANTICA
IL PESO IDEALE
IL RITORNO DEL GRANDE SAGGIO

SAGGEZZA
DELL'ANIMA

§ JP>JEJRILITNG
IPA!PIE!Il!.EAICIK
Traduzione di Alessandro Magherini
a cura di Guado- Milano
The Way of the Wizard
Ringraziamenti
Copyright© 1995 by Deepak Chopra, M. D.
This translation pub/ished by arrangement
with Harm ony Books, a division
of Crown Publishers, 1nc., New York
© 1997 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
l edizione «Orizzonti Paperback» aprile 2000
Copertina : Foro Agen ~ ia Photonica /TDR elaborata al computer
Sul retro: Foro Agenzia Grazia Neri

ISBN 88-8274- 106-0


15-1-2000

VoRREI esprimere tutto il mio affetto e la mia gratitudine alle


seguenti persone:
Innanzi tutto al mio editor, nonché guida e amico per la vita,
Peter Guzzardi. Peter, sei sempre il migliore!
Alla famiglia della Harmony Books, in particolare a Shaye
Areheart, Patty, Eddy, Tina Constable, Leslie Meredith, Chip
Gibson e Michelle Sidrane.
A Rita Chopra, Mallika Chopra e Gautama Chopra per es-
sere l'espressione vivente dei principi enunciati in questo li-
bro.
A Ray Chambers, Gay le Rose, Adrianna Nienow, Da vid Si-
mon, George Harrison , Olivia Harrison, Naomi Judd, Demi
Moore e Alice Walton per il loro coraggio e la loro dedizione
a una concezione che travalica ogni limite.
A Roger Gabriel, Brent Becvar, Rose Bueno-Murphy e a
tutto il mio staff dello Sharp Center for Mind-Body Medicine
per l'esempio costante e l'ispirazione che danno a tutti i nostri
La Sperling & Kupfer Editori S.p.A. potrà concedere a pagamento l'auto-
rizzazione a riprodurre una porzione non superiore a un decimo del presen- ospiti e pazienti.
te volume. Le richieste vanno inoltrate all'Associazione Italiana per i Dirit-
ti di Riproduzione delle Opere dell'ingegno (AlDRO). via delle Erbe 2,
A Deepak Singh, Geeta Singh e tutto il mio staff della Quan-
20121 Milano, tel. e fax 02809506. tum Publications per il loro impegno indefesso.
A Richard Peri, un meraviglioso esempio della capacità di PARTE PRIMA
cercare in se stessi.
Ad Arielle Ford per la sua fede incrollabile nella conoscenza
di se stessi e per il suo impegno entusiastico e contagioso che
le ha permesso di trasformare la vita di tante persone.
Entrare
Infine a Bill Elkus per la sua amicizia e la sua compren- nell'universo magico
sione.
QuALCUNO vuole sapere perché io, che sono di origine indiana,
sia così interessato ai maghi. Ecco la mia risposta: in India cre-
diamo ancora che i maghi esistano. Cos'è un mago? Non è uno
che sia semplicemente in grado di fare della magia, ma qual-
cuno capace di provocare una trasfonnazione .

Un mago può trasformare la paura in gioia,


la frustrazione in soddisfazione.
Un mago può trasformare la temporalità in atemporalità.
Un mago può trasportarvi oltre i limiti fino all 'infinito.

Nella mia giovinezza, quand'ero in India, sapevo che tutto


questo era vero. Talvolta venivano a farci visita uomini anziani
che calzavano sandali e indossavano tuniche bianche, e anche
agli occhi stupiti di un ragazzo non poteva sfuggire che erano
creature molto speciali. La loro pace era assoluta, trasmette-
vano un senso di gioia e di amore e si sarebbe detto che gli alti
e bassi della vita non li toccassero per niente. Noi li chiama-
vamo guru o consiglieri spirituali. Ma a me fu necessario pa-
recchio tempo per capire che guru e maghi sono la stessa cosa.
Ogni società ha avuto i suoi maestri, chiaroveggenti e guari-

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tori. Guru è soltanto la parola che noi usiamo per indicare chi try, mi sono arrampicato fino al Tor e ho visto la collina dove
ha saggezza spirituale. si ritiene che riposino Artù e i suoi cavalieri. Ma vi è qualcosa
In occidente un mago è una persona dotata di poteri ecce- di più mistico, il bisogno di trasformazione, che continua a
zionali che pratica l'alchimia e trasforma i metalli vivi in oro. spingermi verso la magia. Trovo sempre più che il nostro tempo
Anche in India esiste l'alchimia (in effetti vi è nata) , ma in abbia estremo bisogno di questa conoscenza. Oggi, da adulto,
realtà la parola alchimia è un termine cifrato. Indica la tra- parlo e scrivo per professione di come raggiungere libertà e
sformazione in oro degli esseri umani, la metamorfosi delle soddisfazione totali. Solo di recente ho capito che l'oggetto dei
nostre caratteristiche più grette, odio, ignoranza e vergogna , in miei discorsi è l'alchimia.
quanto esiste di più prezioso: amore e soddisfazione. Quindi , Sono giunto alla conclusione che una chiave interessante per
chiunque sia capace di insegnarvi a diventare una persona li- avvicinarsi a questa materia ci è offerta da una delle più incan-
bera e piena d'amore è per definizione un alchimista. È sem- tevoli relazioni che siano mai state descritte: quella fra Merlino
pre stato così. e il ragazzo Artù nella grotta di cristallo. Il punto di vista di que-
Quando, a Nuova Delhi, iniziai la scuola superiore, sapevo sto libro è che la grotta di cristallo è un luogo privilegiato del
già molte cose a proposito del mago più famoso della tradi- cuore umano. È il rifugio sicuro dove la voce della saggezza
zione occidentale: Merlino. Come tutti , l'avevo amato imme- non conosce paura, dove il tumulto del mondo esterno non può
diatamente. In breve tempo tutto il suo mondo mi si era di- entrare. C'è sempre stato un mago nella grotta di cristallo e con-
schiuso. Ricordo ancora parecchie stanze del poema epico di tinuerà a esserci in eterno: dovete solo entrare e disporvi ad
Tennyson, Idilli del re, che nelle afose e interminabili giornate ascoltare.
di scuola dovevamo imparare a memoria. Inoltre divoravo qual- La moderna umanità vive nel mondo della magia tanto
siasi altro testo che trattasse del ciclo arturiano. Non mi sem- quanto le generazioni passate. Joseph Campbell, il grande in-
brava per niente strano conoscere tutto della dolce e verde Ca- segnante di mitologia, affermava che chiunque se ne stia al-
melot nonostante vivessi sotto un rovente sole tropicale. Ad- l'angolo di una strada ad aspettare che il semaforo diventi verde
dirittura sognavo di cavalcare alla maniera di Lancillotto, an- è in attesa di muovere un passo nel mondo dei gesti eroici e
che se dentro un'armatura sarei sicuramente soffocato ed ero delle azioni mitiche. Semplicemente non ce ne accorgiamo. At-
convinto che la grotta di cristallo di Merlino esistesse davvero, traversiamo la strada senza vedere la spada nella roccia ritta
sebbene tutti gli autori affermassero con certezza che i maghi sull'orlo del marciapiede.
non erano altro che figure mitologiche. n viaggio nel miracoloso comincia qui . n momento migliore
Io ero convinto del contrario perché ero indiano e i maghi per cominciare è ora. Il sentiero del mago non ha una colloca-
li avevo incontrati. zione temporale: è ovunque e in nessun posto. Appartiene a
tutti e a nessuno. Ecco perché questo libro non ha altro scopo
che quello di reclamare ciò che è già vostro . La prima frase
Perché c'è bisogno di maghi della prima lezione recita:

Per trent'anni mi sono occupato della saggezza dei maghi. Vì è un mago in ognuno di noi.
Sono andato fino a Glastonbury e ho percorso la West Coun- Questo mago vede e conosce tutrn

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Questa è l'unica frase del libro che dovete accettare così essere temporaneamente eclissato, ma, passate le nuvole, il sole
com'è. Una volta trovato il mago interiore, non c'è più biso- riappare in tutta la sua gloria.
gno che altri vi insegni. Per molti anni questo tipo di appren-
dimento spontaneo è stato il centro della mia vita quotidiana:
osservare e attendere ciò che la guida interiore ha da dire, non Come trarre insegnamento dal mago
vi è modo di imparare più affascinante. Ho udito Merlino espri-
mersi fra le risate sopra la mia testa mentre ero all'aeroporto, In questo libro vi sono venti lezioni e tutte riflettono il punto
1'ho sentito sussurrare fra gli alberi mentre scendevo in spiag- di vista del mago. Ogni lezione comincia con qualche afori-
gia, l'ho ascoltato addirittura per televisione. Se siete aperti, sma: piccoli brani significativi della saggezza del mago per
anche una fermata d'autobus può trasformarsi nella grotta di aiutarvi a trascendere la realtà ordinaria. Soffermatevi su ognuno
cristallo. di essi e assorbitelo. Non aspettatevi un risultato, concedetevi
A che cosa serve il sentiero del mago? Serve a tirarci fuori semplicemente l'esperienza. Non vi è alcun lavoro da fare, non
dall'abitudine e dalla noia, verso quel tipo di significato che c'è da sforzarsi. Lo sforzo è un po' come agitarsi per uscire
tendiamo a relegare nel mito, ma che, in realtà, è a portata di dalle sabbie mobili: non farete altro che sprofondare sempre
mano qui e ora. Essere vivi significa conquistare il diritto di più.
dire ciò che si vuole, di essere ciò che si vuole essere e di fare D mago interiore vuole farsi sentire, questo accade a ognuno
ciò che si vuole fare. Camelot fu un simbolo di questa libertà. di noi. Ma occorre dargli una possibilità, un'apertura. Come
Ecco perché pensiamo a Camelot con nostalgia e ammirazione. dei koan Zen, gli aforismi provvedono a dare quell'apertura
Da allora la vita è diventata difficile. grazie a uno spostamento percettivo che può' stimolare un mu-
Un giorno un discepolo si recò da un grande maestro. Chiese tamento della realtà personale.
il discepolo: «Perché mi sento così oppresso interiormente, La voce del mago deve essere ricondotta alla vita quoti-
come se volessi mettermi a urlare?» Il maestro si volse verso diana. Ho già citato la prima frase della prima lezione: Vi è un
di lui e rispose: «Perché è così che si sentono tutti». mago in ognuno di noi. Questo mago vede e conosce tutto. D
Tutti desideriamo espanderci in amore e creatività, esplo- resto della lezione prosegue così:
rare la nostra natura spirituale, ma spesso qualcosa ci viene a
mancare. Ci rinchiudiamo nelle nostre prigioni. Vi è, però, qual- Il mago si trova oltre le polarità di luce e oscurità,
cuno che è riuscito a spezzare i vincoli che rendono così ri- bene e male, piacere e dolore.
stretta la vita. Ascoltate le parole del poeta persiano Rumi: «Voi
siete lo spirito incondizionato catturato dalle condizioni, come Tutto ciò che è osservato dal mago ha le sue radici
un'eclissi di sole». nel mondo invisibile.
Questa è la voce di un mago che non può accettare che La natura riflette la disposizione del mago.
l'uomo sia prigioniero del tempo e dello spazio. La nostra eclissi
Il corpo e la mente possono addormentarsi, ma il mago
è temporanea. Imparare da un mago significa trovare il proprio
non smette mai di essere vigile.
mago interiore. Una volta trovata la guida interiore, avrete tro-
vato voi stessi. II sé è il sole eternamente splendente e può Il mago possiede il segreto dell'immortalità.

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Se queste parole vi provocano un piccolo fremito, il brivido divano, chiuse gli occhi e vide un uomo che viaggiava alla ve-
di un riconoscimento, allora hanno svolto la loro funzione. In locità della luce. Seguendo lo stimolo di quell'immagine, diede
effetti è eccitante scoprire che non siamo prodotti della costri- avvio a una serie di esperimenti di pensiero apparentemente cao-
zione, ma figli del miracolo. Questa è la verità, la realtà profonda tici. Nel giro di pochi anni, tuttavia, a mano a mano che lana-
che riguarda ognuno di noi e che per troppo tempo è rimasta tura confermava le visioni trascendenti di Einstein, gli atteggia-
nascosta come in un'eclissi. menti dell'intero mondo scientifico sarebbero mutati profonda-
Ho raccolto un centinaio di queste massime, tutte illustrate mente.
da storie del mondo di Merlino e Artù. Non sono frammenti Se una fantasticheria sul divano può cambiare il mondo, ne-
delle antiche leggende ma parabole che ho ambientato in quei gli esperimenti di pensiero deve esservi un potere tremendo.
tempi. Talvolta si può avere l'impressione che la storia illu- Nulla è veramente appreso prima di essere vissuto. Ragione,
strativa non si adatti perfettamente o con logica incontroverti- esperienza, spirito: quando questi aspetti diventano una cosa
bile all'aforisma. È stata una mia decisione poiché la mente sola, il sentiero del mago è aperto, l'alchimia sta per comin-
sempre presente a se stessa, con il suo bisogno di creare or- ciare. La saggezza che è dentro di voi è come una scintilla che,
dine, non è l'unica parte di voi destinata a percorrere il sentiero una volta accesa, non può più essere spenta.
del mago. Sarà un tragitto che seguirete con l'immaginazione, Ricapitolando, suggerisco che seguiate un approccio così
la speranZà, la creatività e l'amore. articolato:
In breve, il sentiero del mago è il sentiero dello spirito. Ma
la spiritualità non si oppone alla razionalità: è il contesto più am- l. Restate seduti in silenzio per un po' prima di leggere ogni
pio di cui è parte la ragione, una parte insieme a tante altre. Per lezione.
parlare alla mente razionale, ho creato una sezione chiamata 2. Dopo aver letto gli aforismi restate seduti qualche minuto per
«Comprendere la lezione», che si basa sugli aforismi e sulle sto- darvi il tempo di assimilarli. Rileggeteli ogni volta che ne
rie. Infine vi è «Vivere con la lezione», un'ulteriore sezione at- avete voglia. Date spazio alle vostre reazioni e intuizioni:
traverso la quale vi aiuto a favorire l'integrazione della saggezza spesso sono queste le cose più importanti che potete ricevere.
del mago con la vostra esperienza. 3. Procedete alla lettura del resto della lezione: la storia di Mer-
«Vivere con la lezione» è la parte attiva del sentiero del lino e Artù, la sezione chiamata «Comprendere la lezione»
mago. I miei suggerimenti sono solo un inizio, modi di stimo- e quella denominata «Vivere con la lezione».
lare la vostra partecipazione. In ultima analisi è la vostra com- 4. Se «Vivere con la lezione» contiene un esercizio pratico
prensione che cambierà la vostra realtà. «Vivere con la lezione» (nella maggior parte dei casi è così), datevi qualche minuto
include alcune esperienze che possono sembrare passive per- per eseguirlo. Vi sarà utile ripeterlo durante il giorno se vo-
ché sono in gran parte esperimenti di pensiero. lete vivere l'esperienza nella sua totalità.
Che cos'è un esperimento di pensiero? È un modo di portare
la vostra mente in spazi nuovi, consentendole di vedere le cose Rileggete ogni lezione ogni volta che vi pare, anche più volte:
in maniera diversa. I maghi conoscevano qualcosa di profondo datevi una giornata o una settimana per viverla. Questo processo
e importante: se volete cambiare il mondo, cambiate il vostro at- non ha scadenze. Vi raccomando solo di non superare il limite
teggiamento verso di esso. Un giorno Einstein si rilassò su un di una lezione al giorno per non assorbirne troppe tutte insieme.

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I sette stadi dell'alchimia lino in un «lui», così come fa con Dio ,profeta, veggente e tanti
altri termini al di là delle polarità maschile e femminile. Sap-
La terza parte di questo libro ha per oggetto gli stadi di tra- piate quindi che mago si applica ugualmente a uomini e donne.
sformazione attraverso i quali il mago conduce il discepolo. Oltretutto nella nostra società, il ritorno della dimensione ma-
Per me sono i sette stadi dell'alchimia, che cominciano con la gica è stato accolto più rapidamente e con maggior entusiasmo
nascita e portano, alla fine, alla trasformazione totale . L'alchi- dalle donn~ che dagli uomini .
mia ha per tema la trasformazione degli oggetti in oro , una so-
stanza perfetta e incorruttibile. In termini umani, l'oro rappre-
senta il puro spirito. Quando una persona supera ogni limite ,
lascia cadere ogni paura e realizza il puro spirito interiore, al-
lora i sette stadi dell'alchimia sono compiuti.
Non vi è viaggio più affascinante. Ai tempi di Artù la si chia-
mava ricerca e il supremo oggetto di tale ricerca era sempre il
Santo Graal , il più potente simbolo dello spirito incontaminato.
Quindi per me alchimia e Graal sono la stessa cosa. In entrambi
i casi vi è una profonda ricerca di quell'aspetto della vita che
va oltre il tempo, che porta a realizzare i sogni di tutti: puro
amore, pura gioia, pura soddisfazione dello spirito.
Non importa se leggerete prima la seconda o la terza parte..
Ognuna di esse ha un suo stile, un suo approccio , ma entrambe
hanno origine nel mondo del mago. Merlino è in tutt'e due e il
suo scopo è sempre lo stesso: insegnare a ognuno di noi a rag-
giungere quella perfezione di cui la carne dovrebbe essere erede.
Infine questo libro indica una ricerca che vi condurrà da una
vita dominata dali 'ego e dai suoi conflitti a una nuova vita do-
minata dai miracoli. Non esistono due persone in grado di ap-
prendere alla stessa velocità, ma in tutti la sete di miracoli è
così intensa che io mi auguro di poter essere con voi quando
comincerete a fare vostra la saggezza del mago, e con essa da-
rete avvio alla vostra nuova vita. Ciò che vi attende è la piena
fioritura del vostro potenziale spirituale.

Nota. Essendo un veggente, il mago non ha sesso ed è solo


per mancanza di elasticità che la nostra lingua trasforma Mer-

10
ll
PARTE SECONDA

Il sentiero del mago


DISSE Merlino: «Vi è un insegnamento chiamato sentiero del
mago. Ne !)ai mai sentito parlare?»
Il giovane Artù sollevò lo sguardo dal falò che stava cer-
cando inutilmente di accendere. Nelle umide mattinate tipiche
dell'inizio della primavera nella West Country, accendere un
fuoco era un ' impresa difficile.
«No, non ne ho mai sentito parlare», replicò Artù dopo averci
pensato un momento. «Maghi? Vuoi dire gente che agisce in
modo diverso da noi?»
«No, fanno come noi», disse Merlino. Intanto, essendosi
stancato di vedere il ragazzo in difficoltà con il fuoco, con uno
schiocco delle dita accese la piccola catasta di legna fradicia
che Artù aveva predisposto. Subito si levò in alto la lingua di
una fiamma. Poi Merlino aprì le mani e ne fece scaturire un
po' di cibo: due patate color della ruggine e dei funghi selva-
tici. «Metti questa roba allo spiedo e arrostiscila, per favore»,
disse .
Artù annuì come se tutto fosse scontato. Aveva circa dieci
anni. Non aveva mai conosciuto altre persone oltre a Merlino.
Lui era presente fin dall'inizio dei suoi ricordi. Di sicuro do-
veva aver avuto una madre, ma il suo volto non s'affacciava
mai alla sua memoria neppure come immagine sfocata.

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n vecchio dalla lunga barba bianca aveva fatto valere i suoi tamente Merlino percepì l'agitazione che, come una pantera in
diritti sull'infante reale già qualche ora dopo la sua nascita. gabbia, scuoteva la mente di Artù .
«Io sono l'ultimo a conoscere il sentiero del mago» , ri- Consumato il loro pasto , il ragazzo andò a lavarsi nella
prese Merlino. «E forse tu sarai l' ultimo a impararlo.» Men- polla color lapislazzuli in fondo al declivio che fiancheggiava
:re si dava da fare con gli spiedi e il fuoco , Artù alzò gli oc- la grotta. Al ritorno trovò Merlino che prendeva il sole sulla
chi. Cominciava a essere affascinato . Merlino un mago? Non sua roccia preferita- prendere il sole è ùn ' indicazione ap-
gli era mai venuta in mente una cosa del genere. l due erano prossimativa: le spesse nuvole si erano divise quanto bastava
vissuti tutti soli nella foresta e nella grotta di cristallo. I ba- per lasciar passare un unico raggio di sole che, lambite le cime
gliori della grotta davano loro luce . Artù aveva imparato a degli alberi , andava a carezzare Ja candida chioma del mago.
nuotare trasformandosi in un pesce . Se voleva mangiare il Le prime parole che il ragazzo pronunciò furono: «Che ne sarà
cibo appariva, oppure glielo dava Merlino. Non era così che di te?»
vivevano tutti? «Io? Non darti troppa importanza . Io me la caverò perfet-
«Vedi, presto te ne andrai da qui» , proseguì Merlino . «At- tamente senza il tuo aiuto, grazie.» Nel momento stesso in cui
tento che non ti cada quella patata nella cenere.» Ovviamente si era lasciato sfuggire questa secca risposta, Merlino seppe di
la patata era già caduta. Dato che Merlino viveva a ritroso n~l aver ferito i sentimenti del ragazzo. Ma i maghi sono restii a
tempo, i suoi avvertimenti arrivavano sempre troppo tardt, chiedere scusa. A terra, accanto ad Artù, comparve uno splen-
quando ormai un piccolo guaio era già stato combinato. Artù dido , lungo arco di frassino bianco. Il ragazzo lo raccolse con
ripulì la patata e la rimise sul suo spiedo , fatto con un ramo gioia e cominciò a tender! o . Nel loro codice privato, quello era
verde di tiglio. il modo di scusarsi del vecchio mago.
«Non c'è problema, quella la mangerai tu», disse Merlino. «Non sono preoccupato per me stesso» , proseguì Merlino,
«Andarmene? Che cosa vuoi dire?» domandò Artù. Soltanto «ma per la perdita della conoscenza. Come ho detto, tu po-
in rare occasioni, quando Merlino voleva andare al mercato, si tresti essere l'ultima persona ad apprendere il sentiero del
era recato nel vicino villaggio, e in quei casi il mago aveva mago.»
provveduto per e~trambi a un opportuno mascheramento con «Allora farò in modo che non vada perduto», promise Artù.
pesanti mantelli fomiti di cappuccio. Tuttavia il ragazzo era uh Merlino annuì. Per il resto della giornata, e per molti giorni
osservatore acuto e ciò che aveva visto delle altre persone lo che seguirono, non parlò più del sentiero del mago. Una mat-
aveva reso inquieto. tina di giugno, però, Artù svegliandosi trovò il suo letto di rami
Merlino rivolse al suo discepolo un'occhiata obliqua. «Ti di pino coperto di neve. Si mise a sedere rabbrividendo, poi
mando nella palude, o, come dicono i mortali , nel mondo. Per scosse la sua coperta di pelle di cervo e fece volare nell'aria
tutti questi anni ti ho tenuto lontano dalla palude e ti ho inse- una nuvola di fiocchi bianchi.
gnato qualcosa che non devi dimenticare.» Poi, dopo una pausa «Credevo che queste cose le facessi solo in dicembre»,
a effetto, concluse: «Il sentiero del mago». disse, ma Merlino non gli diede risposta. Era in piedi, immo-
Dopo che ebbe pronunciato queste parole, entrambi tac- bile come un tronco d'albero, in mezzo al cerchio di neve che
quero, come spesso succede ai compagni di antica da~. Il vec- copriva il loro bivacco. Davanti a lui una strana apparizione:
chio e il bambino sembravano inalare lo stesso resp1ro e cer- un grosso blocco di pietra da cui fuoriusciva in parte una spada.

16 17
Nonostante l'aria gelida, sul masso non si era depositato nean- dire . «Respirate e sarà lì.» I maghi possedevano l'eterna sag-
che un fiocco di neve e la lama si stagliava netta nell'aria: cin- gezza, dunque l'archivio della loro conoscenza doveva essere
que piedi di acciaio battuto damaschino che riflettevano ba- fuori del tempo. Il sentiero è aperto . Comincia in ogni luogo e
gliori di luce. non conduce da nessuna parte, tuttavia porta in un luogo reale.
«Che cos'è?» domandò Artù. La visione di quella roccia Tutto questo si rivela all 'ascolto delle parole di Merlino.
creava in lui una profonda agitazione che non sapeva spiegarsi.
«Nulla», rispose Merlino. «Ma non te la dimenticare .»
Poco dopo la spada nella roccia cominciò a svanire e quando
Artù ritornò dalle sue abluzioni mattutine, la radura di Merlino
aveva ritrovato il suo tepore, tutta la neve si era sciolta sotto i
raggi del sole d'estate e la pietra era svanita come un sogno. Il
ragazzo ebbe voglia di piangere, poiché sapeva che quell'ap-
parizione era il saluto di Merlino, il segno dell'addio e del ri-
cordo.
Ciò che accadde ad Artù quando andò nel mondo è mate-
ria di leggenda. Alla fine si trovò a Londra in una nevosa mat-
tinata natalizia , fuori della cattedrale dove la spada nella roc-
cia era misteriosamente riapparsa . Fra lo stupore della folla
che usciva dalla chiesa, estrasse la spada e proclamò il suo di-
ritto a essere re. Dovette combattere guerre lunghe e difficili
per sconfiggere un 'orda di rivali al trono , poi stabilì Camelot
come sede del suo potere. Viveva ogni giorno i segreti del sen-
tiero del mago e infine morì e passò alla storia . Alle genera-
zioni seguenti non rimase che chiedersi cosa Merlino avesse
insegnato al suo discepolo in tutti quegli anni trascorsi nella
foresta, prima che il giovane Artù saltasse sulla roccia e pren-
desse in pugno il destino sotto la forma di quell ' elsa tempe-
stata di gemme.
Dopo la caduta di Camelot, il mondo di Artù sparì rapida-
mente . Il paese sprofondò di nuovo nell'ignoranza e nelle con-
tese, e Merlino dimostrò di aver avuto ragione quando aveva
rivelato che Artù sarebbe stato l'ultimo della sua genia. Nella
storia dell'Occidente non vi furono più maghi.
Ma Merlino non pensò mai che il sentiero del mago dipen-
desse dagli eventi storici. «Quel che io so è nell'aria», amava

18 19
un albero, Merlino si avvicinò silenziosamente e gli lasciò ac-
canto una grossa tazza di zuppa. Allontanandosi, il mago bor-
bottò: «Ricorda, a che servirebbero tutti questi anni a scuola
dal mago se non potessi mostrarti tutto fin dalla prima lezione?»

Comprendere la lezione

Ci vuole una vita per apprendere quello che il mago inse-


Vi è un mago in ognuno di noi. gna, ma nella prima lezione di Merlino si può trovare tutto
Questo mago vede e conosce tutto. quanto si dispiegherà nel corso degli anni e dei decenni. Qui il
mago presenta se stesso. Egli descrive il suo approccio alla vita,
Il mago si trova oltre le polarità di luce e oscurità,
bene e male, piacere e dolore. che consiste nel risolvere i più inquietanti quesiti su mortalità
e immortalità. E tutto questo in maniera magica. Vi è un mo-
Tutto ciò che il mago osserva ha le sue radici tivo per cui Merlino non appare in forma fisica. Per Merlino le
nel mondo invisibile. forme sono irrilevanti. Egli ha visto mondi andare e venire, è
La natura riflette la disposizione del mago. sopravvissuto agli sconvolgi menti dell'eternità e la sua rea-
zione è sempre la stessa: vede.
Il corpo e la mente possono addormentarsi, ma il mago
l magi sono veggenti. Che cosa vedono? La realtà nella sua
non smette mai di essere vigile.
interezza, non nella sua frammentazione .
Il mago possiede il segreto dell 'immortalità. «Sei sempre stato un mago?» domandò il giovane Artù .
«Come potrei esserlo stato?» rispose Merlino. «Un tempo
«Ecco», disse un giorno Merlino porgendo al giovane Artù io andavo in giro come te, e quando guardavo una persona,
una tazza piena di zuppa. «Assaggia.» tutto ciò che vedevo era una forma di carne e ossa. Ma con il
Artù si avvicinò esitante. Era una deliziosa minestra di carne tempo capii che una persona vive in una dimora che è un'e-
di cervo e radici selvatiche insaporita dalle misteriose spezie stensione di quel corpo: le persone infelici, con emozioni con-
del mago . Artù drizzò la schiena: la zuppa era irresistibilmente fuse, abitano dimore disordinate; le persone soddisfatte e fe-
buona e il ragazzo vi immerse di nuovo il cucchiaio con avi- lici abitano dimore ben sistemate. Era un'osservazione sem-
dità, ma la tazza gli venne tolta dalle mani. plice, ma in breve tempo capii che vedendo una casa, vedevo
«Aspetta, ancora un po'», farfugliò con la bocca piena. in realtà qualcosa di più della persona che vi abitava.
Merlino scosse la testa. «Il banchetto sta tutto nella prima «Poi la mia visione si ampliò. Vedendo una persona, vedevo
cucchiaiata», ammonì. anche la sua famiglia e i suoi amici. Anch'essi erano estensioni
Dapprima Artù si sentì frustrato e deluso , poi si rese conto di quella persona e mi spiegavano meglio chi fosse. E poi la
,di essere sazio e soddisfatto come se avesse mangiato l'intero mia visione si fece ancora più ampia: cominciai a vedere oltre
contenuto della tazza. Più tardi, mentre Artù sonnecchiava sotto la maschera dell'apparenza fisica. Vedevo le emozioni, i desi-

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deri, le paure, le bramosie e i sogni. Anch'essi sono parte della gioco degli opposti -piacere e dolore, ricchezza e povertà, bene
persona, se hai occhi per poterli vedere. e male- sembra reale solo finché non si impara a vedere at-
«Cominciai a osservare l'energia che ogni persona emana. traverso la più ampia prospettiva del mago. Tuttavia non si può
A quel punto la composizione fisica di carne e ossa era diven- negare che questo dramma di vita quotidiana è assai reale per
tata quasi insigniftcante, e presto vidi mondi ali ' interno di mondi le persone ordinarie. L'aspetto esteriore della vita è la vita se
in chiunque incontrassi. Poi compresi che ogni cosa vivente è tutto ciò a cui si crede sono i propri sensi, ciò che si vede e si
l'intero universo, solo si presenta con una diversa apparenza.» percepisce.
«È davvero possibile?» domandò Artù. I mortali si rivolgevano ai maghi al fine dì risolvere questa
«Verrà il giorno in cui capirai che l'intero universo può es- ossessione delle apparenze e placare il loro anelito al ricono-
sere trovato dentro di te e allora tu sarai un mago. Quando sei scimento di significato. Dev'esserci qualcosa dì più di ciò che
un· mago non vivi nel mondo , è il mondo che vive in te. viviamo, pensavano i mortali, ma non sapevano con esattezza
«Secolo dopo secolo, il mago è stato trovato dovunque vi- di che cosa si trattasse. «Occupa il tempo meditando non su
vesse: in foreste nascoste, caverne, torri o templi. Inoltre il mago ciò che vedi», consigliava Merlino ad Artù, «ma su perché lo
ha viaggiato con nomi diversi: filosofo, negromante, veggente, vedi.»
sciamano , guru. 'Dicci perché soffriamo . Dicci perché invec- La prima lezione, dunque, giunge a questa conclusione:
chiamo e moriamo. Dicci perché non abbiamo la forza di costruire guarda oltre il tuo sé limitato verso il tuo sé illimitato. Trava-
per noi una nuova vita.' Soltanto alla presenza del mago i mor- lica la maschera della mortalità e trova il mago. Egli è solo e
tali potevano liberarsi del fardello di tante domande difficili. unicamente dentro di te. Quando l'avrai trovato, sarai anche tu
«Dopo aver ascoltato attentamente, maghi , maestri e guru un veggente. Ma la tua capacità di vedere crescerà, passo dopo
dicevano tutti la stessa cosa: 'Posso liberatti di questo ammasso passo, con tempi propri. Prima della visione viene la sensa-
di ignoranza e dolore se comprendi una cosa . Io sono dentro zione che nella vita vi sia più di quanto stai vivendo. È come
di te. Questa entità separata con cui ti sembra di parlare non è una debole voce che sussurra: «Trovami». La voce della chia-
così separata. Noi siamo uno e allivello della nostra unità non mata è tranquilla, senza emozione, soddisfatta di sé e non è fa-
vi è più alcuno dei tuoi problemi ' .>> cile da afferrare . È la voce del mago, ma è anche la tua stessa
Un giorno Artù si lamentò del fatto che Merlino lo teneva voce.
sempre nella foresta concedendogli solo sporadici sguardi sul
mondÒ. Merlino, di rimando, sbuffò: «11 mondo? Cosa ti fa pen-
sare che quelle persone che hai visto al villaggio siano vive? Vivere con la lezione
Non pensano che al piacere e al dolore, cercando il primo ed
evitando disperatamente il secondo. Da vive sprecano la loro Le parole di Merlino agiscono in modo impercettibile, come
vita preoccupandosi della morte. Ricchezza e povertà sono le acqua che filtra in profondità nella terra. L'acqua che oggi
loro ossessioni costanti da cui traggono alimento le loro più sgorga dal terreno è caduta in forma di pioggia anche milioni
profonde paure». di anni fa. Nessuno sa molto della vita di quest'acqua nasco-
Per fortuna il mago interiore non vive questo tipo di espe- sta: dove va, che ne è di lei nel suo percorso fra le rocce sot-
rienza. Dato che vede il vero, non vede il non vero; infatti il terranee. Ma un giorno, sottraendosi alla gravità, essa abban-

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dona l'oscurità e, sorprendentemente, scaturisce pura e fresca. che mi ha dato tanto piacere». Quindi sia la mente sia le emo-
Con Merlino è la stessa cosa. Se rimanete per qualche minuto zioni sono selettive. Scegliere non è sbagliato ma richiede
seduti in silenzio ad ascoltare, le parole cominceranno ad an- sforzo. Ci hanno insegnato che lo sforzo è positivo, che senza
dare in profondità. Lasciate che accada, poi lasciate che la sag- lavoro non si ottiene nulla, ma non è così. L'essere non è rag-
gezza svolga il suo compito. Non aspettate e non anticipate al- giungibile attraverso lo sforzo; l'amore non può essere rag-
cun risultato, ma siate vigili nei confronti di qualsiasi cosa ac- giunto attraverso lo sforzo.
cada. Qualsiasi cosa accada è bene. A un livello più raffinato, scegliere significa anche rifiutare.
L'argomento di questa prima lezione è: trovare il mago e La mente si focalizza su una cosa alla volta. Prima che possiate
apprezzare il suo punto di vista, che è molto diverso dal punto dire: «Quello mi piace», dovete rigettare tutte le altre scelte.
di vista adottato sia dalla mente sia dalle emozioni. Le emo- Le cose che rifiutiamo tendono a colorarsi di paura. La mente
zioni sentono e reagiscono. Sono immediate, come le contra- e le emozioni non osservano dolore e sofferenza in maniera
zioni dei tentacoli di un anemone di mare, che reagiscono istan- neutrale: ne.hanno paura e li respingono. Questa abitudine alla
taneamente alla sensazione. n dolore provoca una contrazione scelta comporta un grande dispendio di energia, poiché la mente
emotiva, il piacere provoca espansione e senso di libertà. è sempre vigile, sempre in tensione per evitare che ferite, de-
La mente, d'altro canto, lavora con assai meno immedia- lusioni, solitudine e tante altre esperienze dolorose si verifi-
tezza. Trattiene un ampio archivio di ricordi e ricorre a essi in chino di nuovo. Quanto spazio rimane per il silenzio?
continuazione. Paragona il nuovo al vecchio e prende la sua Senza silenzio, non vi è posto per il mago. Senza silenzio,
decisione: questo va bene, questo no, questo può essere ripe- non può esservi alcun vero apprezzamento della vita che, nelle
tuto, quello no. Quindi le emozioni danno una risposta imme- sue strutture interne, è delicata come una rosa in boccio. Quando
diata, non pensata, alle situazioni, come quando un neonato i mortali si recavano a chiedere consigli ai maghi, erano mossi
sorride o piange spontaneamente. La mente consulta la sua dal fatto che si rendevano conto che i maghi non vivono nella
banca dati e ha una reazione ritardata. paura. Qualsiasi cosa accada i maghi l'accettano, addirittura
ll mago non ha alcuna di queste reazioni, immediate ori- l'abbracciano. «Come fai ad avere questa pace dello spirito?»
tardate: Merlino semplicemente è . Vede il mondo e lascia che domandavano i mortali. E la risposta del mago era: «Conosci
sia ciò che è. Eppure questa non è passività: la base di tutto nel te stesso, l'unica pace è dentro di te».
mondo del mago riposa sotto le intuizioni: «Tutto questo è me Dunque il primo passo nel mondo di Merlino è riconoscere
stesso». Ecco perché nell'accettare il mondo così com'è, il che esso esiste. Questo è sufficiente. Mentre meditate su que-
mago osserva ogni cosa alla luce dell'autoaccettazione, che è sta lezione, la vostra mente può ribellarsi dicendo: «No!» alla
la luce dell'amore. stessa idea che vi sia un altro valido punto di vista, un percorso
Pare strano che la definizione che il mago dà dell'amore sia diverso dal suo. Le vostre emozioni possono coagularsi in que-
avvolta nel silenzio. Per le emozioni, l'amore è un insorgere di st'onda di mancanza di fiducia, ansia, noia, scetticismo, di-
sensazioni, un'attrazione molto attiva a uno stimolo inconte- sprezzo o qualsiasi altra cosa possa affiorare. Non opponete re-
nibile. La mente ha percorsi propri, ma non sono così diversi: sistenza a questi sentimenti. Non sono che il vecchio, abituale
essa ama ogni ripetizione di esperienza piacevole del passato. sistema di scelte e discriminazioni. Rifiutando qualcosa lavo-
«Amo questo», significa fondamentalmente: «Amo ripetere ciò stra mente si sente importante . Per anni vi ha servito fedel-

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mente, tenendo a freno le sensazioni spiacevoli. La domanda
è: funziona la tattica della mente? La mente può riuscire a ren-
dervi intelligenti, ma è poco attrezzata per rendervi felici, sod-
disfatti, in pace con voi stessi.
Merlino non si contrappone alla mente. Ogni dibattito è ge-
nerato dal pensiero e il mago non pensa . Egli vede. Questa è
la chiave dei miracoli, poiché qualsiasi cosa vediate nel vostro
mondo interiore la porterete nell'esistenza, nel mondo esterno.
Fate vostra questa prima lezione, lasciate che l'acqua della sag-
gezza cominci a filtrare nei passaggi segreti del vostro essere , Il ritorno della dimensione magica può verificarsi
e osservate. Il mago è dentro di voi e desidera una cosa sola: unicamente assieme al ritorno dell'innocenza .
nascere.
L'essenza del mago è la trasformazione.

Ogni mattina il giovane Artù scendeva a lavarsi in una polla


nella foresta. Come per ogni ragazzo, quello era un dovere poco
amato . Si lasciava spesso distrarre dal chiacchiericcio degli
scoiattoli rossi, dalle gazze, o da qualsiasi altra cosa che fosse
più interessante di acqua e apone.
Merlino non si faceva troppi problemi per la sporcizia che
era sempre più visibile sul volto del suo discepolo, sul collo e
in ogni altra parte del corpo. Ma venne il giorno in cui il mago
finalmente esclamò: «Nelle tue orecchie potrei piantarci fa-
gioli! Non vuoi dir niente se rimani poco tempo vicino all'ac-
qua, ma quando ci sei fa ' qualcosa!»
Artù lasciò cadere la testa. <<Ho timore a dirlo, Merlino, ma
quando mi affaccio sull'acqua non riesco a vedere il mio ri-
flesso. Non vedo dove lavarmi, né riesco a distinguere il mio
aspetto.»
Con grande stupore, quando rialzò gli occhi, il ragazzo vide
che Merlino era raggiante per la gioia. «Tieni», disse il mago
facendo cadere un grosso smeraldo nella mano di Artù che, in
seguito, lo usò per saltare al di là delle acque. «Pensavo che la
tua disobbedienza fosse dovuta alla perdita dell ' innocenza, ma
vedo che mi sbagliavo. Se non hai riflesso, non hai immagine

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di te. Se non sei distratto dall'immagine di te, non puoi che es- come una persona che, guardando intorno, vede soltanto Se
sere nello stato dell'innocenza.» Stessa, in ogni direzione. Pertanto, avendo noi creato la Sua
immagine, anche il nostro mondo è uno specchio.
I mortali trovavano assai strano questo punto di vista del
Comprendere la lezione mago, poiché i loro interessi puntavano in direzioni del tutto
diverse. Guardavano fuori di se stessi ed erano affascinati da-
Prima di essere offuscata, l'innocenza è il nostro stato na- gli oggetti, e volevano subito denominare e utilizzare qualsiasi
turale. Ciò che vi si sovrappone è l'immagine di noi stessi. cosa vedessero. Si doveva dare un nome a ogni uccello, a ogni
Quando ci osserviamo , anche se cerchiamo di essere del tutto animale. Coltivare le piante per trame cibo o piacere. I terri-
onesti, vediamo un'immagine costruita nel corso di molti anni , tori esistevano per essere esplorati e conquistati.
attraverso strati tessuti uno sull'altro in modo complesso . Le Merlino non mostrava alcun interesse di questo tipo. Spesso
linee e le rughe che si formano sul volto di una persona nar- i maghi non hanno nomi per le cose più ordinarie: alberi di
rano la storia di antiche gioie e tristezze, di trionfi e sconfitte, quercia, daini o costellazioni. Eppure un mago poteva restare
di ideali ed esperienze. Non si può quasi più vedere nient' al- per ore a guardare una quercia nodosa, una daina alla pastura,
tro . Dovunque guardi, il mago vede se stesso poiché il suo o il cielo notturno ed essere totalmente assorbito in ogni istante
sguardo è innocente . Non è oscurato da giudizi, definizioni ed della sua contemplazione.
etichette. Il mago, pur sapendo di avere un ego e un'immagine I mortali ·volevano anch'essi vivere questa sorta di estasi.
di sé, non ne è distratto . Li vede sullo sfondo della totalità, del Quando domandavano quale fosse il segreto per guardare il
contesto complessivo della vita. mondo come una novità, con occhi pieni di meraviglia, Mer-
Ego significa «io»: è il vostro peculiare punto di vista. Nel- lino diceva: «Vi manca l'innocenza. Etichettando gli oggetti,
l'innocenza questo punto di vista è puro come una lente tra- non li vedete più: vedete solo l'etichetta». Era facile trovare
sparente. Ma, quando vtene a mancare l' innocenza, il fuoco l'esempio. Se due cavalieri che non si conoscevano si incon-
d eli' ego produce grandi distorsioni . Pensando di conoscere travano nella foresta, cercavano immediatamente l'emblema o
qualcosa, compreso voi stessi, in realtà vedete i vostri giudizi il vessillo che permettesse loro di capire se l'altro era un amico
e le vostre frasi fatte . I termini più semplici che utilizziamo nel o un avversario. Solo allora i cavalieri passavano all'azione.
descriverei reciprocamente, parole come amico ,famiglia, estra- L'amico veniva abbracciato, invitato alla festa , gli si chiedeva
neo, sono sovraccariche di giudizi. Per esempio , l'enorme di- di raccontare le sue gesta. Con il nemico non poteva che es-
stanza fra amico ed estraneo è piena di interpretazioni. Un servi battaglia.
amico viene trattato in un certo modo , un nemico in un altro. Questa ossessione di dare etichette, diceva Merlino, è la
Anche se non li lasciamo trasparire, questi giudizi ottenebrano pura e semplice attività della mente. Essa non può reagire senza
la nostra visione come polvere su una lente . un'etichetta . Nella nostra testa si affollano milioni di etichette
Non etichettando le cose, il mago le vede sempre come no- e possiamo passare da una all'altra in un battibaleno. La rapi-
vità assolute . Non vi è polvere sulla sua lente , quindi il mondo dità della mente è impressionante, ma non ci salva dalla noia.
ha il luccichio delle cose nuove. Ovunque si ode lo stesso de- Qualsiasi cosa possa essere pensata è già stata sperimentata, e
bole canto: «Conosci te stesso». Dio potrebbe essere definito alla lunga ogni esperienza ripetuta diventa tediosa . «Non vi

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chiedete perché non riuscite a osservare una quercia, un daino simo. Dimenticate tutto per un momento, poiché l'innocenza,
o una stella per più di un minuto?» domandava. «Posso sentire come insegna Medino , è al di là della mente.
le vostre menti che gemono: 'Tutta roba vecchia!' E poi via a Osservate questo elenco di parole:
riprendere la vostra pazza corsa alla ricerca di qualcosa di
nuovo.» Pesante
«Non vedo perché debba essere un problema», ebbe a dire Leggero
uno degli anziani di un villaggio. «ll mondo è vasto e la natura Nero
è piena di aspetti affascinanti e trasformazioni.» Bianco
«Questo è abbastanza vero», riconobbe Merlino, «ma al- Sole
lora non dovrebbe esservi mai nulla di monotono e noioso. L' in- Luna
finita varietà delle cose là fuori non può essere negata. Ma i
mortali si lamentano spesso della noia, non è così?» L'anziano Prendetele in considerazione una alla volta e sperimentate
annuì. queste qualità. Non importa se siete una di quelle persone che
«Eppure hai trovato la parola giusta», proseguì Merlino. si affidano più alle immagini che alle sensazioni, ai concetti
«Trasformazione. Ma è il tuo sé che deve continuamente tra- più che agli oggetti concreti. Qualsiasi approccio va bene . Avete
sformarsi . Non puoi portare nel mondo il solito vecchio sé e notato che per la vostra mente è impossibile evitare del tutto
aspettarti che il mondo sia nuovo per te.» le sensazioni di pesantezza, leggerezza, nero, bianco e così via?
Il mago non vede mai due volte la stessa cosa nello stesso Non potete neanche leggere le parole senza percepire almeno
modo. Ecco perché, osservando la vita della foresta , non è tanto minimamente ogni qualità.
la vista di un daino che lo coinvolge totalmente quanto il ve- Perché queste qualità esistano occorre la vostra partecipa-
dere sempre nuove caratteristiche nell'animale: gentilezza, gra- zione. Se la vostra partecipazione è innocente, allora esiste-
zia, timidezza o delicatezza. Chiunque guardi con occhi nuovi ranno in modo fresco, nuovo. È così che vede un pittore. Egli
può vedere queste qualità. Si dispiegano come i petali di una osserva un cesto di frutta , una barca, una nube, ma invece di
rosa. Occorre avere pazienza, ma vale la pena di aspettare. La raccoglierle in sé passivamente, le crea attraverso la visione.
vostra innocenza è l'unico fiore che esiste. Non appassisce mai, Le impregna del proprio spirito.
e per questo motivo neppure il mondo appassisce. La stessa cosa facciamo noi , anche nell'atto semplicissimo
di guardare un oggetto usuale. Questa esperienza dimostra che
l'innocenza non può andare perduta, può solo essere velata. Il
Vivere con la lezione segreto per vedere con innocenza è vedere da un nuovo punto
di vista, un punto di vista non condizionato da ciò che vi aspet-
Dopo la lettura di questa lezione, concedetevi un momento tate di vedere.
per ritrovare un tocco di innocenza. È più facile di quanto si «Se potessi realmente vedere quell'albero», disse Merlino,
possa immaginare. Bisogna subito chiarire che cosa non fare. «non potresti reggere lo stupore.»
Non giudicate lo stato presente del vostro essere. Potete essere «Davvero? Ma perché?» domandò Artù. «Non è che un al-
stanchi o depressi. Potete essere pieni di collera, paura o bia- bero.))

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«No», rispose Merlino. «Nella tua mente non -è che un al- non saremmo vivi se un Essere innocente non ci avesse visti
bero. Per un'altra mente è un'espressione di bellezza e spirito per primo. Quello fu l'atto che piantò il seme dell'intero uni-
infiniti . Nella mente di Dio è un figlio adorato, più dolce di verso , e fu un atto d'amore. Conoscerete di nuovo la vostra in-
qualsiasi cosa tu possa immaginare.» nocenza quando potrete vedere l'amore che respira in ogni mi-
Nel registrare il colore, la luce, la densità e l'aspetto tattile nima particella di universo.
del mondo, la mente percepisce se stessa. Le parole pesante o
bianco vi danno una sensazione interiore che appartiene sola-
mente a voi. «Là fuori» non vi è alcuna pesantezza o biancore
se non ci siete voi a percepirlo . Visioni, suoni, tatto, gusto o ...
odore esistono solo in quanto piccole vibrazioni della vostra
consapevolezza. Inviate sulla Luna una macchina fotografica,
fatele immortalare tutti i crateri e le valli e fate in modo che la
pellicola torni sulla Terra. Se non vi è alcun essere umano che
la guardi, quella fotografia non ha immagine, solo sostanze chi-
miche che hanno reagito a un momentaneo spostamento di fo-
toni. La pellicola è morta come la Luna stessa. Merlino direbbe
che se nessuno osserva l'immagine della Luna , non esiste nean-
che la Luna.
Quindi è assolutamente importante osservare il mondo con
innocenza, poiché è l'unico modo grazie al quale il mondo ha
vita. Il vostro occhio dà vita a tutto ciò che vede. Dietro ogni
molecola di esistenza devono esservi consapevolezza e intel-
ligenza; se non fosse così, l'universo sarebbe un turbine cao-
tico di gas inerti e steUe morte, un vuoto anelante a ricevere
il seme della nascita. Senza intelligenza non vi è vita, solo at-
tività. Ogni sguardo che dirigete fuori della vostra finestra
dona alla creazione il seme della vita. Ecco perché Merlino si
dedicava con grande impegno al suo compito di osservare
querce, daini e stelle. Non voleva che morissero, amava la
vita.
L'essenza di questa lezione può essere così espressa: «Guar-
date con innocenza e darete la vita». È questo il credo magico
di Merlino. Per i mortali era difficile accettare una cosa così
semplice poiché contrastava con il loro pregiudizio più radi-
cato: «Il mondo viene per primo, io per secondo». Ma noi stessi

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Comprendere la lezione

Il mago dentro ognuno di noi può anche essere chiamato te-


stimone. Il ruolo del testimone non è quello di interferire nel
mutare del mondo, ma di vedere e capire. Il testimone non si
riposa: rimane vigile anche mentre state sognando o siete in un
sonno senza sogni. Di conseguenza non ha bisogno dei vostri
occhi per vedere, il che potrebbe sembrare una magia. Non è
forse l'occhio l'organo essenziale della vista?
Il mago osserva il trasformarsi del mondo, ma la sua anima Energia e informazione sono il fondamento di qualsiasi cosa
dimora in reami di luce. vediamo, ascoltiamo o tocchiamo nel mondo relativo. Ogni
atomo può essere ridotto a queste due componenti. Eppure nel
Lo scenario cambia, il vedente rimane lo stesso.
loro stato primordiale energia e informazione sono privi di
Il vostro corpo è il luogo che i vostri ricordi forma. Un fascio di energia può andare alla deriva in modo cao-
chiamano casa . tico come uno .sbuffo di fumo, l'informazione può frammen-
tarsi in mi.nime porzioni di dato, in bit del tutto casuali. Per or-
Merlino non amava che i mortali lo vedessero, ma poteva ganizzare il meraviglioso ordine della vita è necessaria un'al-
accadere di scorgerlo una sera di tarda estate in piedi su una tra forza : l'intelligenza. L'intelligenza è il collante dell'uni-
gamba sola al limitare di un campo. I contadini si avvicinavano verso.
curiosi, ma Merlino restava fermo come una statua, senza emet- Per il mago questa non è solo una nozione teorica, dato che
tere alcun suono e senza riconoscere la loro presenza. può vedere con il proprio occhio interiore che lui stesso è quel-
In tali occasioni, Artù pensava che il suo maestro sembrava l'intelligenza. I mortali ne restano sconcertati, poiché questa
una vecchia gru pronta a catturare i pesci della palude. Un non è una conoscenza raggiungibile con la mente. Riescono
giorno, dopo che Merlino aveva trascorso parecchie ore con lo abitualmente a distinguere gli oggetti, ma questa sapienza as-
sguardo fisso nell'acqua di uno stagno, il ragazzo non poté trat- soluta è loro estranea. «Quando vanno a dormire, il più bril-
tenersi dal chiedere che cosa avesse visto. lante dei mortali e il peggiore degli sciocchi non sono diversi»,
«Non potrei dire con esattezza», rispose Merlino. «Ho vi- diceva Merlino. «Hanno gli stessi incubi e sono spaventati dalla
sto una libellula e volevo osservarla più da vicino. Attraver- morte. La paura è nata con loro e non possono godere del mi-
sava il mio cammino come un ogno tremulo, ma dopo un mo- nimo piacere senza la contemporanea consapevolezza che è
mento ho dimenticato se fossi io a sognare la libellula o lei a destinato a svanire.»
sognare me.» La sapienza assoluta del mago non viene meno neppure nel
«Non è ovvia la risposta?» domandò Artù. sonno. L'intelligenza universale vigile, onnisciente ed eterna-
Merlino gli diede uno scappellotto. «Tu pensi che i tuoi sogni mente consapevole non è per il mago una lontana forza crea-
esistano qui, dentro di te. Ma io mi riconosco in ogni luogo, quindi trice. Vive in ogni atomo. È l'occhio dietro l'occhio, l'orecchio
chi può sapere quale parte di me ne sta sognando un'altra?» dietro l'orecchio, la mente dietro la mente.

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Quindi per il mago non è necessario essere sveglio con gli pere se sia lui a sognare la libellula o la libellula a sognare di
occhi aperti: estendendo il significato della parola, per il mago lui. Solo nella separazione, così come la vede la mente, vi è
«Vedere» sia durante il sonno sia in sogno, vuoi dire essere ri- una differenza . Ali 'occhio del mago, le due possibilità si
svegliati all'intelligenza dell ' universo. Quando il testimone è confondono.
pienamente presente, ogni cosa è compresa.
La conoscenza del mago è pura sapienza assoluta, spogliata
di ogni relazione con fatti esterni. È l'acqua della vita attinta Vivere con la lezione
direttamente alla fonte. Qualunque cambiamento si verifichi
nell'universo, la sapienza del mago non può cambiare: le scene Non è facile spiegare che cosa significhi «essere testimone» .
mutano, colui che osserva resta lo stesso. Prima di incontrare Nello stato di veglia, vediamo degli oggetti, ma ciò che vede
il mago dentro di noi, l'accumularsi delle conoscenze dipende il testimone è luce. Egli vede se stesso in quanto fuoco di luce
dai nostri sensi e dalla nostra mente. La nostra è una conoscenza e l'oggetto come un altro fuoco , e tutto è inserito in un mute-
appresa. È immagazzinata nella memoria e catalogata in base vole e vasto reame che non è altro che luce.
ai nostri interessi, quindi è fondamentalmente selettiva. La sa- Luce è una metafora che indica i più elevati stati dell'es-
pienza del mago è innata. sere. Le persone che hanno sperimentato la vicinanza con la
Un giorno Artù si spaventò a morte vedendo Merlino cor- morte dicono: «Sono andato nella luce», volendo con questo
rere come un ossesso brandendo un coltellaccio da macellaio. indicare di aver conosciuto livelli assai più raffinati di se stesse.
«Che stai facendo?>> domandò il ragazzo terrorizzato. La luce può portare un'immagine paradisiaca o di un altro
«Sto pensando>>, replicò Merlino. «Tu non pensi così?>> mondo, ma per i1 mago anche il nostro mondo non è che un'im-
«NO», disse Artù. magine. Anch'esso è proiettato dalla consapevolezza.
Merlino si arrestò di colpo. «Ah, allora devo essermi sba- «Ogni consapevolezza è luce» , diceva Merlino, «ogni luce
gliato. Avevo l'impressione che tutti i mortali usassero la loro è consapevolezza.» Le barriere che erigiamo a dividere il cielo
mente come un coltello, per tagliare e sezionare. Volevo ve- dalla terra, la mente dalla materia , il reale dall'irreale non sono
dere come funziona. Se posso dirlo, c'è una gran quantità di che mere convenzioni. Avendo costruito le barriere, non pos-
violenza nascosta in ciò che voi mortali chiamate raziona- siamo demolirle con tanta facilità.
lità.» Osservate attentamente questa pagina. La vedete come un og-
La mente del mago è come una lente che riunisce quello getto. Essendo composta di fibre di legno e sotto forma di carta,
che vede e trasmette ogni cosa senza distorsione. Il vantag- è solida, tuttavia è anche astratta perché fatta di idee. Ma allora
gio di questo tipo di consapevolezza è che unisce, mentre la è carta, idee o tutt'e due insieme? Potete dire senza difficoltà che
mente razionale separa. La mente razionale guarda «là fuori» è tutt'e due insieme, ma non potete vedere le due cose contem-
verso un mondo di oggetti nelle forme dello spazio e del poraneamente. In altre parole, diverse realtà possono coesistere
tempo, il mago, invece, vede ogni cosa come parte di se stesso. ma ognuna rispetta la propria essenza. A un certo livello, una pa-
Invece di «là fuori» e «qui dentro», vi è un unico flusso inin- rola non è che una macchia d'inchiostro, ma a un altro è la chiave
terrotto. di un'idea.
Ecco perché Merlino può dire di non essere certo di sa- Ogni stato dell'essere, dal più fine e immateriale, fino a

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quello più solido e grossolano, dipende dall'osservatore. Se è vero solo perché siete impegnati in questo particolare mo-
volessimo potremmo ridurre la pagina solida a un insieme di mento nell'atto eminentemente creativo di trasformare l'uni-
spazi vuoti. Ecco come: la pagina è fatta di carta, la carta è fatta verso di luce in un singolo fuoco, il vostro corpo e la vostra
di molecole, le molecole sono fatte di atomi, gli atomi sono fa- mente.
sci di energia allivello quantico, e i fasci di energia consistono «Mi piacerebbe fare miracoli», disse un giorno implorando
del 99,99999 per cento di spazio vuoto. Poiché la distanza fra Artù.
un atomo e un altro è grandissima (facendo le debite propor- «È grazie a te che esiste questo mondo>>, rispose Merlino.
zioni è assai superiore alla distanza fra la Terra e il Sole) po- «Non ti sembra un miracolo abbastanza grande?>>
tete dire che questa pagina è solida solo se siete anche dispo- Il mago forza questo ragionamento magico al limite estremo.
sti a dire che è solido lo spazio fra noi e il Sole. Se la vista rende il mondo visibile, chi o cosa è il creatore della
La trasformazione di oggetti apparentemente solidi in en- vista, egli domanda? Chi ha visto l'occhio prima che l'occhio ve-
tità tanto rarefatte da essere immateriali è un processo che può desse qualcosa? La risposta è: la consapevolezza. Il vedente che
essere realizzato anche in senso inverso. Partendo dallo spazio sta dietro l'occhio è la coscienza stessa che dà vita ai nostri sensi
«vuoto», potete costruire fasci di energia, atomi, molecole e perché essi possano dare vita a tutto ciò che ci circonda.
così via lungo la catena della creazione, fino a costruire qual- Questo non è un mistero metafisico. Nel grembo materno
siasi oggetto desideriate, compreso il vostro corpo . La mano l'embrione prende vita come singola cellula non differenziata,
che volta questa pagina è una nuvola di energia, e l'unico modo poi si evolve in una molteplicità di cellule che si raccolgono in
con cui potete percepire la vostra mano o essa può percepire regioni specifiche da cui prendono origine varie funzioni; alla
la pagina è attraverso un atto di consapevolezza. Altri tipi di fine queste funzioni si rivelano come occhi, orecchie, lingua, naso
energia, come la luce ultravioletta che vi circonda, non sono e altri organi. Un occhio non ha affatto la forma di un orecchio,
assolutamente rilevabili attraverso i sensi. Dunque la continua ma queste differenze ingannano. Tutti i vostri sensi erano conte-
trasformazione del mondo dipende interamente dal potere della nuti in quella prima cellula fecondata, come informazione codi-
percezione. Voi siete stati creati come vedenti affinché il mondo ficata.
potesse esistere in quanto oggetto da essere visto. Senza occhi, L'informazione non è che consapevolezza che si manifesta
il mondo sarebbe invisibile. in una forma immagazzinabile, come nel caso di questo libro.
A partire da questa constatazione, possiamo compiere un Se non sapeste cos'è un libro, direste che è semplicemente un
passo ulteriore. Ogni cosa sulla Terra è nutrita dal Sole, il quale insieme di segni di qualche ignoto codice, invece è un canale
è una stella. Il cibo che ingerite è stato prodotto grazie alla luce che consente a una consapevolezza di entrare in comunicazione
di quella stella, e nel momento in cui ve ne alimentate, create con un'altra.
un corpo che ha la stessa origine. In altri termini, consumare Nella visione di Merlino, il mondo intero era un modo che
un pasto è l'atto con cui la luce stellare assume luce stellare. egli aveva di parlare con se stesso. «Qualsiasi cosa tu dimen-
Questa luce, anche se prende molte forme, da quella di nebu- ticassi», disse ad Artù, «la foresta te la ricorderà.»
losa gassosa e di quasar fino a quella di trifoglio per i conigli, «Ho dimenticato un mucchio di cose e la foresta non mi ha
è una luce unica. Non la si trova in un posto in particolare, è ricordato nulla», protestò il ragazzo.
ovunque. A voi sembra di avere una collocazione precisa, ma «Non è vero», rispose Merlino. «L'unica cosa che puoi di-

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menticare è 'te stesso', ma puoi ritrovarlo sotto ogni albero.»
Perché esiste il mondo? Perché una vasta coscienza ha vo-
luto scrivere il codice della vita e distendere i propri fili attra-
verso la pagina del tempo. Non è strano che un mago non sap-
li
pia dire dove finisce il suo corpo e comincia il mondo. State
sognando questo libro, o è il libro a sognare voi?

Chi sono io? È l'unica domanda che valga la pena di essere


posta e l'unica che non abbia mai trovato risposta.
È vostro destino assumere un'infinità di ruoli, ma voi
non siete questi ruoli.
Lo spirito non ha dimora in un luogo specifico, ma lascia
dietro di sé un 'impronta che chiamiamo corpo .
Un mago non si considera un evento locale che sogna
di un mondo più ampio.
Un mago è un mondo che sogna di eventi locali.

Merlino scomparve per molti anni dal mondo di Artù. Poi


un giorno vi riapparve improvvisamente, uscendo dalla fore-
sta per arrivare fino a Camelot. Felice di rivedere il suo mae-
stro, re Artù ordinò che si approntasse un banchetto reale in
suo onore. Ma Merlino finse di stupirsi, guardando il suo ex
discepolo come se non l'avesse mai visto.
«Forse potrei accettare, se voi foste chi ritengo che siate»,
disse Merlino. «Ma ditemi la verità, chi siete voi?» Artù era
sconcertato, ma prima che potesse protestare, Merlino si ri-
volse alla corte riunita dicendo ad alta voce: «Offrirò questa
borsa di polvere d'oro a chiunque sappia dirmi chi è questa per-
sona». Nello stesso istante una borsa gonfia di polvere d'oro
purissimo apparve nelle sue mani.
Nessuno dei cavalieri della Tavola Rotonda, sbigottiti e in-
terdetti, seppe proporre una risposta. Poi un giovane paggio si

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avventurò a dire: «Tutti noi sappiamo che questo è il re». Mer- Comprendere la lezione
lino scosse la testa e seccamente congedò il paggio.
«Nessuno sa dire chi è quest'uomo?» ripeté. Maghi e affini hanno spesso scelto di non avere né un nome
Ed ecco, si udì un'altra voce che affermò: «È Artù, anche né un recapito fisso. Non amano fermarsi a lungo in un posto
gli sciocchi lo sanno». Merlino si volse verso chi aveva par- dove si possa instaurare un'eccessi va familiarità con i mortali.
lato: era un 'anziana cameriera, seminascosta in un angolo. Il «Chiunque chiami il mio nome è un estraneo», diceva Merlino.
mago mandò via pure lei. Un brusio sconcertato serpeggiò in «Il fatto che tu riconosca il mio volto non significa che mi co-
tutta la corte, ma in breve tempo la sfida del mago si trasformò nosci.»
in un gioco. I maghi si considerano cittadini del cosmo. Quindi non ha
Molti furono coloro che si cimentarono: il figlio di Uther molta importanza che si trovino in un posto piuttosto che in un
Pendragon, il governatore di Camelot, il sovrano d' Inghilterra. altro.
Merlino non accettò alcuna risposta, neanche quelle più inge- Nella vita mortale vi sono dei limiti stabiliti da nomi, eti-
gnose come: il figlio di Adamo, il fiore di Albione, un uomo chette e definizioni. Avere un nome è utile: vi permette di sa-
fra gli uomini e così via . Alla fine anche Ginevra dovette ten- pere qual è il vostro certificato di nascita, ma in breve tempo
tare di proporre la sua soluzione. «Questo è il mio sposo ado- si trasforma in un limite. li nome è un 'etichetta. Stabilisce che
rato» , mormorò. Merlino scuoteva la testa. Uno dopo l'altro , uno è nato in un certo posto , a una certa ora, da certi genitori.
tutti i presenti furono congedati finché nella grande sala rima- Al trascorrere del tempo indica che uno ha frequentato le tali
sero solo il mago e il re. scuole, poi che svolge la tale professione. Intorno ai trent'anni,
«Merlino, ci hai messi tutti in imbarazzo>>, ammise Artù, l'identità è racchiusa in una scatola di parole . Le pareti della
«ma io sono certo di sapere chi sono. Ed ecco la mia risposta: scatola possono essere del tipo: «Avvocato fiscalista cattolico,
io sono il tuo vecchio amico e discepolo .» Vi fu un ' impercet- laureato alla Cornei!, sposato con tre figli, mutuo sulla casa» .
tibile esitazione, poi Merlino respinse anche quell'ultima ri- Queste non possono essere indicazioni imprecise, ma sono fuor-
sposta e lo stesso re dovette rassegnarsi ad abbandonare la sala. vianti. Racchiudono all ' interno di determinate condizioni uno
La curiosità lo spinse, però, verso una porta aperta dalla quale spirito incondizionato.
poteva controllare la grande sala. Con sorpresa, vide Merlino Molte di queste limitazioni sembrano appartenere a voi men-
avvicinarsi a una finestra, aprire la borsa e gettare al vento la tre, in realtà, appartengono solo al vostro corpo e voi siete molto
polvere d'oro. di più del vostro corpo.ll mago ha un particolare rapporto con
«Perché hai gettato via quell'oro prezioso?» domandò Artù , il proprio corpo. Lo vede come un fascio di coscienza che prende
incapace di frenarsi. forma nel mondo, come le rocce, gli alberi, le montagne, le pa-
Merlino alzò gli occhi. «Dovevo farlo» , repiicò. «Il vento role, i desideri e i sogni che fluiscono e prendono una loro
mi ha detto chi sei.» forma. Il fatto che un sogno o un desiderio siano privi di con-
«Il vento? Ma non ha detto nulla.» sistenza mentre il corpo è solido, non turba minimamente il
«Proprio così.» mago. I maghi non sono affetti da quel nostro pregiudizio abi-
tuale che identifica «Solidità» e «realtà».
Il mago non ritiene di essere un evento locale che sogna di

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un mondo più ampio. Egli è un mondo che sogna eventi locali. cadeva certo di pensare che lei potesse essere qualcos'altro ol-
Non vi è confine che possa imprigionarlo. I mortali non pos- tre che la mamma: la sua identità era ben stabilita nella vostra
sono esistere senza confini . I loro corpi definiscono la loro po- mente. Solo col tempo avete visto che aveva altri ruoli, come
sizione: senza un corpo non si potrebbe neanche sapere dov'è quello di moglie, sorella, figlia, donna in carriera e così via.
la propria casa, poiché la casa è dove il corpo va a cercare in- Per i bambini è in genere difficile accettare il fatto che la ma-
timità e riposo. dre abbia una vita non esclusivamente centrata sulla maternità.
Tuttavia Merlino non si considerava un senzatetto. Diceva: Questo a causa del naturale egocentrismo infantile. Ma con il
«Questo corpo è la piccionaia dove i miei pensieri riposano alla tempo impariamo a passare da un ruolo all'altro seguendo gli
fine del loro viaggio , ma essi entrano ed escono con tale velo- esempi dei nostri genitori.
cità che si potrebbe anche dire che vivono nell'aria». Noi rite- Assumere ruoli diversi è un modo di arricchire, amplian-
niamo che i pensieri entrino ed escano dalle nostre teste , ma dola, la nostra esperienza. Una donna che facesse soltanto la
non possiamo provarlo. Chi ha mai visto un pensiero prima che madre troverebbe la propria vita soffocante. Nella nostra so-
nasca? Chi può seguirlo nel suo peregrinare? cietà essere «completi» significa indossare quanti più abiti pos-·
Merlino non riusciva a capire perché i mortali fossero così sibile. Ma non è questo il modo con cui il mago vede la situa-
aggrappati ai loro corpi. «Va bene dire che questo insieme di zione . Per lui essere completo significa essere libero da ogni
carne e ossa è 'me'», diceva, «ma solo se sono ' me' anche quella ruolo. Diceva Merlino: «Sono uno spirito libero ridotto al-
collina, quel prato e quel castello .» Agli occhi di Merlino, il l'apparenza di questo piccolo corpo . Anche se provate a rac-
corpo mortale non era nulla più di un attaccapanni sul quale chiudere il Sole nel cerchio formato dal pollice e dall'indice,
erano appesi credenze, paure, pregiudizi e sogni. Se vi appen- la sua luce continua a riempire il cielo?»
dete troppe giacche e cappotti, l' attaccapanni diventa invisi- È un duro impegno provare a non assumere ruoli, tuttavia
bile. Questo è ciò che i mortali hanno fatto con i loro corpi , di- non potete entrare nel mondo del mago se vi definite attraverso
ceva Merlino. È impossibile vedere la verità del corpo umano i ruoli che interpretate. Allora com 'è l'esperienza di escludere
-il fiume di consapevolezza che fluisce nel tempo - perché totalmente i ruoli dalla vostra vita? In realtà è piuttosto sem-
troppe scorie del passato si sono accumulate su di essa . plice. Quando vi svegliate al mattino, c'è un istante prima che
cominciate a pensare alle cose della giornata, un momento in
cui vi sentite svegli senza alcun pensiero particolare nella mente.
Vivere con la lezione Siete solo voi stessi, in un semplice stato di consapevolezza.
Questa esperienza di semplicità si rinnova più volte durante il
Per vivere l'esperienza di questa lezione , occorre che di- giorno, ma poche persone se ne accorgono perché di solito ci
mentichiate per un po' il vostro nome. Diciamo che adesso «chi si identifica con il processo di pensiero. Anch'esso attraversa
sono io?» è la domanda che conta. Scordando nome e forma l'intera giornata. In realtà, però, non siamo quello che stiamo
potete trovare chi siete veramente. Perlopiù viviamo entro Ii- pensando .
miti ben definiti. Interpretare un ruolo è un limite, ma tutti pas- Tutto questo vi parrà quasi incredibile, ma i pensieri della
sano da un ruolo ali 'altro in continuazione . Ricordate quando vostra mente non vi appartengono , appartengono al vostro
eravate bambini e vostra madre era tutta per voi? Non vi ac- nome, ai ruoli che avete assunto . Se siete una donna che pensa

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al proprio figliolo, a come se la cava a scuola, a che cosa pre- ad afferrare il fuggevole lampo dell'essere puro e semplice,
parargli per cena e così via, non siete voi ad avere questi pen- prima che la mente cominci il suo chiacchiericcio. Questa di-
sieri. È la madre. Se, mentre esercito la professione di medico, mensione senza nome, immobile e silenziosa, è molto appa-
penso a diagnosi e ricette, è il dottore che ha questi pensieri. gante. Non vi si può arrivare attraverso il pensiero, la parola o
Madre e dottore sono, naturalmente, ruoli utili, ma non durano l'azione. È il castello che nessun esercito potrà mai espugnare,
in eterno e quando terminano ognuno di noi deve confrontarsi il castello che racchiude, proteggendola, la stanza del tesoro
con la domanda «chi sono io?», la domanda che, indipenden- dove sono celate tutte le vere ricchezze della vita.
temente dalla maestria con cui abbiamo interpretato i nostri
ruoli, non ha mai avuto risposta .
Tuttavia, se lo volete, potete sconfinare dai ruoli in un bat-
ter di ciglia. Leggendo questa pagina, volgete la vostra atten-
zione a chi sta eseguendo la lettura. Oppure ascoltando musica,
volgete l'attenzione a chi è all'ascolto. O ancora, se vi capita
di vedere un arcobaleno, osservate chi sta osservando. In tutti
i casi percepirete immediatamente una consapevolezza vigile,
risvegliata, senza un'identità definita, silenziosa e intensamente
viva. Che cosa avete fatto in realtà? Avete interrotto l'atto del-
l'osservazione per dare uno sguardo all'osservatore. Questo
trucco vi dà la percezione dell'assoluta certezza della vostra
esistenza, poiché al di là di ogni osservazione vi è l'osserva-
tore immutabile. Questo vedente è il fattore di eternità in ogni
esperienza dominata dal tempo, e questo vedente siete voi stessi.
Trascendere il tempo è una prospettiva che può spaventare,
se siete totalmente identificati con i ruoli che interpretate. Una
moltitudine di persone precipita nella tragedia quando perde
il lavoro, quando i figli vanno a stare per conto proprio o quando
il coniuge muore. Il senso di identità è così strettamente le-
gato a nomi, etichette e ruoli che le persone non sono riuscite
a dedicare neppure un po' di tempo alla ricerca della loro vera
identità.
Essere pienamente umani ci rende veri. La verità non può
essere definita, può essere solo esperita. Prestate attenzione a
quei brevi momenti della giornata in cui, in un respiro, un sen-
timento, una sensazione, sperimentate il vostro «io» fonda-
mentale. Prima di saltare giù dal letto domattina, impegnatevi

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«Vieni, ti farò vedere.» Così dicendo Merlino condusse Artù
fuori dalla grotta di cristallo. Era una calda giornata d'estate ,
con il sole a picco e le rose selvatiche curve fin quasi a terra.
Il mago porse al ragazzo una pala e gli disse: «Comincia a
scavare un fosso da qui a laggiù e non smettere finché non te
lo dirò io» .
Artù si mise a lavorare di buona lena, ma dopo un'ora era
esausto e Merlino non gli aveva ancora detto di smettere. «Ce
n'è ancora per molto?» domandò. Merlino guardò il fosso che
l maghi non credono nella morte. era lungo circa tre metri e profondo sessanta centimetri.
Ogni cosa è viva nella luce della consapevolezza . «Sì, può andare» , rispose . «Adesso riempilo di nuovo.»
Per quanto fosse abituato a ubbidire , Artù non apprezzò
Non vi è né inizio né fine.
Per il mago inizio e fine sono solo prodotti della mente. molto quell'ordine . Tutto sudato e con una smorfia sul volto,
faticò sotto il sole rovente fino a quando il fosso non fu inte-
Per essere pienamente vivi, do vete morire al passato. ramente riempito.
Le molecole si dissociano e muoiono, ma la coscienza «Ora siediti vicino a me», disse Merlino. «Che cosa ne pensi
sopravvive alla morte della materia sulla quale governa . del lavoro che hai fatto?»
«Non aveva senso», rispose immediatamente Artù .
Tutti i racconti su Merlino, anche i più nebulosi , concorda- «E attamente, proprio come la maggior parte degli sforzi
vano nell ' affermare che per lui il tempo scorresse a ritroso. Al- dell'uomo . Ma la mancanza di senso viene scoperta sempre
lora, questo provocava grande costernazione fra i mortali. Il troppo tardi , quando il lavoro ormai è stato fatto. Vivendo il
vecchio mago gridava «Attento!» un attimo dopo che Artù si tempo a ritroso, avresti visto che scavare quel fosso non aveva
era rovesciato addosso dell 'acqua bollente. Arrivava ai fune- senso e non avresti neanche cominciato a scavarlo.»
rali e dava buffetti sotto il mento al cadavere, come fosse un
neonato. Come se non bastasse, gli abitanti dei villaggi mor-
moravano che Merlino fosse stato visto aggirarsi per cimiteri Comprendere la lezione
portando doni battesimali alle lapidi.
Un giorno il giovane Artù gli domandò: «Vorresti spiegarmi Le leggende dei tempi arturiani secondo le quali Merlino vi-
perché vivi in ritardo sul tempo?» veva a ritroso nel tempo erano una semplificazione. Gli antichi
«Perché così fanno tutti i maghi>>, replicò Merlino. narratori di miti amavano stupire, e qualsiasi lettore avesse cer-
«E come mai fanno così?» cato di capire qualcosa in quell'enigma sarebbe rimasto mera-
«È una nostra scelta. Ha molti vantaggi.» vigliato di fronte alla stranezza di Merlino. Il risultato fu che
«Non riesco a vederne nessuno», insisté Artù pensando che alcuni lo considerarono un profeta o un indovino. Per qualsiasi
Merlino aveva abitudini bizzarre come quella di fare colazione profeta si potrebbe dire che il tempo scorre a ritroso, poiché
prima di andare a letto. sembra che i profeti sperimentino ciò che ancora deve accadere.

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Ma a un livello più profondo, per l'uomo medievale vivere verità sul tempo: questo è il vero significato che si cela dietro
a ritroso nel tempo significava sfidare il ciclo naturale di na- il vivere il tempo a ritroso di Merlino. Egli voleva inseguire il
scita e morte. Uno che diventi ogni giorno più giovane è sfug- tempo fino alle sue radici.
gito alle leggi immutabili che obbligano tutti gli esseri viventi
a decadere e perire. Il giorno di nascita di un mago dovrebbe
essere quello della sua scomparsa dal mondo, ammesso che Vivere con la lezione
possa morire.
Per dipanare questo paradosso occorre capire come il mago Nell'esperienza del mago il tempo non è che eternità quan-
sperimenti il tempo. «Voi mortali prendete il vostro nome dalla tizzata. «Siamo tutti circondati dali 'eternità», sosteneva Mer-
morte>>, disse Merlino nella grotta di cristallo. «Se credeste in lino. «La domanda è: che te ne fai?» Frammentare l'eternità
voi stessi come creature di vita, sareste chiamati immortali.» crea il tempo, e quella è ancora la nostra tendenza. Per noi il
«Non è giusto», protestò Artù. «Non siamo stati noi asce- tempo scorre in modo lineare. Gli orologi segnano secondi, mi-
gliere la morte . Ci è stata imposta .» nuti e ore accompagnando la lunga marcia dal passato al pre-
«No, ci siete semplicemente abituati. Invecchiate e morite sente al futuro . Questa concezione lineare del tempo fu messa
perché vedete gli altri invecchiare e morire. Getta questa abi- in discussione da Einstein, il quale dimostrò che il tempo è re-
tudine logora e non sarai più intrappolato nella rete del tempo.» lativo, che ha la capacità di accelerare e rallentare.
«Gettare via la morte? Come si può?» volle sapere Artù. Oltre ad assomigliare un po' a Merlino, Einstein deve avere
«lnnanzitutto ritorna all'origine della tua abitudine. Là tro- fatto un'incursione nel mondo del mago per avere questa stu-
verai le tracce di quel ragionamento falso che ti ha convinto a pefacente intuizione. Lui stesso racconta che poteva sentire la
essere mortale. Vi è un falso ragionamento al.la base di ogni teoria della relatività molto tempo prima di arrivare a racco-
falsa credenza. Dunque trova il difetto nella tua logica ed eli- glierne le prove matematiche. Tutti abbiamo una percezione
minalo. È tutto molto semplice.» fluida e relativa del tempo: le esperienze felici lo fanno acce-
Artù passò alla leggenda come «re di ieri e di domani», il lerare, quelle dolorose lo rallentano. Una giornata d'amore sem-
che indicherebbe che lui stesso sarebbe sfuggito alla condanna bra esaurirsi in un secondo, una mattinata sulla poltrona del
della morte. Che cosa avrebbe scoperto? Qual è la falsa logica dentista sembra un 'eternità.
che i maghi vedono dietro la condizione di mortalità? Essen- Ma come può questa nuova percezione del tempo condurci
zialmente è la nostra identificazione con il corpo. l corpi umani veramente oltre la morte? Per il mago la morte non è che una
nascono, invecchiano e muoiono. Identificarsi con que to pro- credenza. La relatività ci porta a ridiscutere la nostra convin-
cesso è una logica falsa, ma non appena la si è accettata diventa zione che il tempo sia lineare. Non è difficile immaginare al-
inevitabile morire. Ci trasformiamo in prede dell'incantesimo tri esempi che ci consentano addirittura di credere nell' im-
della mortalità e non abbiamo altra scelta che abbracciare la mortalità. Per esempio, se considerate l'universo un magaz-
morte. zino di energia, allora dal punto di vista dell'energia nulla può
Per infrangere questa malia occorre un passaggio di iden- mai morire poiché l'energia non può essere distrutta. In quanto
tità dalla dimensione dominata dal tempo a quella senza tempo. energia sarete sempre qui.
Ecco perché il mago intraprende un viaggio alla scoperta della «Ma io non voglio essere energia», protestò Artù che non

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si sentiva per nulla rassicurato da questa logica. ghi pensano che il fenomeno della morte è interamente avvi-
«Questa è la tua debolezza fatale>>, osservò Merlino. «Poi- luppato alla paura, ma questa paura ha radici così profonde che
ché ti identifichi con il corpo, pensi che ti sia necessaria una i suoi effetti non sono immediatamente palesi. Vi è, però, un
forma. L'energia non ha forma, quindi pensi di non poter es- esercizio facile che consente di rendersene conto. Sedete te-
sere energia. Ma io stavo solo affermando che l'energia non nendo vicino a voi una certa quantità di fogli di carta. Fate in
può avere origine; non ha inizio né fine. Fino a quando non modo di scegliere una stanza silenziosa senza distrazioni. Ora
smetterai di pensare di aver avuto un inizio , non troverai mai appoggiate la punta della penna sul primo foglio di carta e im-
la parte immortale di te stesso , che se è destinata a non morire ponetevi di non alzarla per cinque minuti. Scrivete le parole
non può neanche essere nata.» «ho paura di » e terminate la frase nel modo che preferite.
Vedendo che sul volto del ragazzo s'era disegnato lo sco- Senza alzare la penna , scrivete ancora le stesse parole di
ramento, Merlino cercò di rincuorarlo: «Non voglio rubarti il apertura «ho paura di >>e proseguite la frase con quanto vi af-
corpo per stabilire che sei senza forma. Devi solo vedere l' as- fiora alla mente in quell 'attimo. Nel frattempo respirate in modo
senza di forma all'interno della forma , così avrai l'immortalità lento e cadenzato e senza pause fra un respiro e l'altro. È quella
all'interno della mortalità». che talvolta viene chiamata respirazione circolare ed è carat-
Le molecole si aggregano e si dissociano, ritornando al brodo terizzata dalla connessione fra inspirazione ed espirazione. Fin
primordiale di atomi. Ma la coscienza sopravvive alla ~art~ dai tempi più antichi praticare questo tipo di respirazione è stato
delle molecole sulle quali domina . Ciò che era un fascio d1 considerato un modo di superare le inibizioni della mente co-
energia in un raggio di sole si trasforma in una foglia , per poi sciente. Senza questa tecnica sarebbe molto più difficile rag-
cadere e trasformarsi nuovamente in terreno. Questo cambia- giungere i livelli inconsci della paura.
mento di condizione attraversa molti confini. Un raggio di sole Mentre eseguite la respirazione circolare, inspirando ed espi-
è invisibile, mentre foglia e suolo sono visibili. Una foglia è rando senza pause, completate più volte la frase «ho paura di»
viva e cresce, mentre la stessa cosa non si può dire di un rag- senza mai alzare la penna dal foglio. Dopo che sarete riusciti
gio di sole. I colori della luce, della foglia e del suolo sono dif- a superare il blocco di scrivere le vostre paure nascoste, vi riu-
ferenti e così via. scirà difficile fermarvi.
Ma tutte queste trasformazioni esistono in quanto costru- Se praticate l'esercizio in tutta libertà, lasciando affiorare i
zioni della mente. La vera energia presente nel raggio di sole vostri pensieri senza tentare di controllarli, scoprirete parec-
non subisce alcun cambiamento: è semplicemente parte del chie associazioni, strane e impreviste , con la paura. E queste
gioco continuo di fotoni ed elettroni che si nasconde dietro ogni paure inattese si accompagneranno a emozioni, non solo paura
cosa, indipendentemente dal fatto che la percepiamo come viva ma rabbia, tristezza e un grande senso di sollievo. Forse sgor-
gheranno lacrime trattenute.
0 morta. La scienza moderna ha già indicato alle nostre menti
la giusta prospettiva; ora dobbiamo imparare a viver/a. I pen- Lasciate che ogni sentimento si sfoghi , ma tornate sempre
satori visionari come Einstein possono aiutarci a superare le alla vostra respirazione e non alzate la penna dal foglio finché
·barriere mentali; le altre, quelle emotive e istintive, dobbiamo non avrete finito. Un solo avvertimento: se cominciate a sen-
superarle da soli. tirvi troppo a disagio, fermatevi. Alla fine dell'esercizio , poi,
La paura istintiva della morte è una di queste barriere. I ma- è bene distendersi e riposare, in modo da recuperare il normale

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equilibrio. Io trovo che questo esercizio sia particolarmente ef-
ficace la prima volta in cui viene praticato, ma può essere ri-
petuto ogni volta che lo si desideri.
Che cosa c'entra tutto questo con la visione di immortalità
del mago? Si potrebbe affermare che una sessione di cinque
minuti dedicata alla paura corrisponda a togliere uno strato di
un sistema di credenze. L'immortalità è il nucleo della vita
umana, ma è avvolta da strati di credenze contrastanti, e sono
le credenze che permeano la vita quotidiana, teatro delle no-
La coscienza del mago è un campo che esiste ovunque.
stre paure, desideri, sogni, associazioni inconsce e, infine, la
nostra profonda convinzione di dover morire. La mente razio- Le correnti di conoscenza contenute nel campo sono eterne
nale ha buon gioco a difendere questa concezione ricorrendo e fluiscono per sempre.
all'affermazione che la morte è ovunque in natura. Secoli di conoscenza sono compressi in momenti rivelatori.
Ma Merlino direbbe: «Osserva più da vicino i tuoi dubbi
razionali. Dietro il dubbio vi è un dubbioso, dietro il dubbioso Viviamo come creste di energia nel vasto
un pensatore, dietro H pensatore un grano di pura consapevo- oceano dell 'energia.
lezza che deve essere cosciente prima che possa sorgere qual- Quando l'ego viene messo da parte, avete accesso
siasi pensiero. lo sono quel grano di coscienza. Sono immor- alla totalità della memoria.
tale e immune al tempo. Non limitatevi a speculare su di me,
valutando se accettarmi o rifiutarmi. Balzate dentro, eliminate
i vostri strati di dubbio. Quando finalmente ci incontreremo, Un mattino Artù si svegliò molto presto, tremando nel suo
saprete chi sono. E allora la mia immortalità non sarà sempli- letto di paglia, e vide Merlino che lo osservava dall'altra parte
cemente una nozione ma una realtà vivente». della grotta.
«Stavo facendo un brutto sogno», bofonchiò Artù. <<Ero l'ul-
tima persona rimasta sulla terra e vagavo, completamente solo,
per strade e foreste.»
«Sogno?» disse Merlino. «Quello non era un sogno. Tu sei
l'ultima persona rimasta sulla terra.»
«Com'è possibile?» domandò Artù.
«Non pensi che l'unica persona sulla terra sia anche l'ul-
tima persona?»
«Sì.»
«Be', dal punto di vista della tua immagine di te stesso, che
quelli del futuro hanno chiamato ego, tu sei l'unico.»
«Come puoi dire così? Tu e io siamo qui insieme, non è

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forse vero? Inoltre abbiamo visitato città e villaggi che devono Merlino si strinse nelle spalle. «La separazione è solo un'il-
contenere migliaia di persone.» lusione. Credi di essere separato da me e dalle altre persone
Merlino scosse la testa. «Se guardi veramente te stesso, che perché il tuo ego ci considera tutti soli e isolati. Ma ti a~sicuro
cosa sei? Una creatura dell'esperienza che si rifà costantemente che, se mettessi da parte l 'ego, vedresti tutti noi circondati da
ai ricordi. Quando dici 'io', indichi questo fascio di esperienze un infinito campo di luce che è consapevolezza. Ognuno dei
di un tutto unico, con la sua storia privata che non condividi tuoi pensieri nasce in un vasto oceano di luce per poi ritomarvi,
con nessun altro. insieme a ogni cellula del tuo corpo. Questo campo di consa-
«Nulla sembra più personale della memoria. Tu e io ab- pevolezza è ovunque, è un ponte invisibile verso tutto ciò che
biamo calcato sentieri separàti, anche se camminiamo insieme. esiste.
Io non posso osservare un fiore senza avere un'esperienza che «Quindi non vi è parte di te che non sia parte di tutti gli aJ-
tu non condividi. Né una lacrima né una risata possono essere tri, tranne per come la vede il tuo ego. Il tuo compito è quello
veramente date a un altro.» di superare l'ego e fonderti nell'oceano universale della co-
Quando Merlino ebbe finito di parlare, Artù era chiaramente scienza.»
a disagio. «Tu dici che ognuno è fondamentalmente solo», fece Artù aveva un 'aria pensierosa. «Dovrò pensarci su.»
notare. «Fallo», disse Merlino sbadigliando. «Io ho ancora sonno.»
«Non io», replicò Merlino. «È l'azione dell'ego che ti rende n mago si voltò per rientrare nella grotta tjepida e riparata. «Oh,
solo, relegandoti in un mondo dove nessun altro può entrare.» a proposito, prima di tornare a letto ti dispiacerebbe riappen-
Vedendo quanto fosse turbato il suo discepolo, Merlino addolcì dere lassù quella cosa?»
la voce. «Eppure l'ego può essere messo da parte. Vieni con «Cosa?» esclamò Artù guardando sbalordito per terra. Si-
me.» Si alzò e condusse Artù fuori dalla grotta, nel!' oscurità rio era stata staccata dal cielo e depositata ai suoi piedi.
ancor piena di stelle che precede l'alba.
«Quanto pensi che sia lontana quella stella?» domandò in-
dicando Sirio. Essendo mezza estate, la stella era luminosa e Comprendere la lezione
vicina alla linea dell'orizzonte.
«Non so», rispose il ragazzo. «Suppongo che sia più lon- Come abbiamo visto, l'ego si è assunto l'onere di selezio-
tana di quanto io possa misurare o, addirittura, immaginare.» nare e rifiutare esperienze, con la conseguenza di creare isola-
Merlino scosse la testa. «Non vi è alcuna distanza. Consi- mento, poiché per ogni scelta si crea una distanza. Fra voi e
dera questo: perché tu possa vedere quella stella, la sua luce qualcosa che avete rifiutato c'è una distanza. Anche fra voi e
deve entrare nel tuo occhio, non è vero? Raggi di luce si muo- me si stabilisce una distanza, poiché abbiamo scelto di non
vono incessantemente in ogni direzione come ponti invisibili. avere la stessa esperienza. I nostri ego sono separati.
Cos'è una stella se non luce? Allora, se la luce è là e qua e sul In effetti tutti diamo per scontato che non è possibile con-
ponte che sta nel mezzo, non vi è separazione tra te e la stella. dividere esperienze, almeno non pienamente. Io non posso en-
Siete entrambi parte dello stesso sconfinato campo di luce.» trare in tutte le vostre emozioni, paure, desideri e sogni, né voi
«Ma a me sembra molto lontana. Dopotutto non posso stac- nei miei. Generalmente, la cosa migliore che possiamo fare è
carla dal cielo», obiettò Artù. cercare di costruire ponti di comunicazione, che talvolta si ri-

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velano troppo deboli per resistere. Le cose più personali che vi Vivere con la lezione
riguardano fin dalla nascita, i vostri ricordi ed esperienze, con-
ducono all'isolamento e alla solitudine. Tutti ci aggrappiamo alla memoria , perché è ciò che ci de-
Eppure il mago non è mai isolato, poiché l'ego non rientra finisce. Ma per far terminare l'isolamento e la separazione, do-
nella sua visione delle cose. Con il termine ego è indicato il vete aver voglia di vedere la non realtà della memoria. Pensate
senso di un «io» personale e incondivisibile . Un giorno Mer- a qualcuno che conoscete bene: vostra moglie o vostro marito,
lino disse al giovane Artù: «Prova a dimenticarmi se puoi». un fratello , una persona amica. Evocate questa persona nella
«Cosa dici?» replicò Artù, sconcertato. «Io non potrei mai vostra mente con tutti i particolari e domandatevi che cosa co-
dimenticarti e non lo voglio affatto.» Si sentiva angosciato, te- noscete veramente di lei . Cercate di astrarre dai fatti puri e sem-
mendo che Merlino Io stesse rifiutando. «Tu vuoi dimenti- plici , come il colore degli occhi, il peso, il lavoro o l'indirizzo.
carmi?» domandò. Pensate alle caratteristiche più personali , ai gusti, ai ricordi più
«Oh, certo», disse tranquillamente Merlino. «Vedi, io vo- intensi, alle esperienze condivise.
glio che noi siamo amici , e ricordandoti che cosa posso avere? Completato questo esercizio, potrete ritenere di avere com-
Non ciò che sei realmente, ma un'immagine morta. Un ricordo posto un ritratto accurato di quella persona . Eppure tutto ciò
non è nient'altro: qualcosa che aveva vita si trasforma in un 'im- che avete ricordato proveniva dalla vostra memoria e, di con-
magine morta. Ma se posso dimenticarti ogni giorno, ogni ora, seguenza , ciò che avete descritto è il vostro punto di vista in-
la mattina dopo mi sveglierò e ti vedrò in maniera nuova. Ve- dividuale. Quella stessa persona potrebbe essere descritta in
drò quello che sei davvero, spoglio di ogni vecchia immagine.» maniera del tutto diversa a partire da un 'altra prospettiva. Ciò
Mettere da parte l'ego significa mettere da parte il ricordo. che a voi piace può essere sgradevole per qualcun altro, ciò che
Allora le persone non sono più isolate. La mente individuale per voi è memorabile può apparire del tutto irrilevante agli oc-
restringe la nostra consapevolezza , come se guardassimo il chi di un 'altra persona.
mondo attraverso il buco della serratura . Nel mondo del mago , Non vi servirà molto tempo per capire che ogni cosa nella
tutti condividono la stessa coscienza universale. Essa fluisce vostra descrizione è del tutto relativa. Se voi dite «alto» , qual-
da sempre e abbraccia ogni pensiero , ogni emozione, ogni espe- cun altro può dire «basso» o «nella media», la pesantezza può
rienza. «Infatti», insegnava Merlino, «essendo una persona, tu confondersi con la leggerezza, il chiarore con l'oscurità, la gen-
sei come una goccia nell'oceano.In quanto parte della consa- tilezza con la scortesia. Voi descrivete la vostra prospettiva,
pevolezza universale, tu sei l'oceano intero.» non la persona. Inoltre il vostro vissuto con tale persona è esclu-
Domandò Artù: «Ma una goccia non va perduta mescolan- sivamente vostro , il che rende la vostra descrizione ancora più
dosi nell'oceano?» idiosincratica. Se tutto quello che pensate o sapete di qualcuno
«No: l'individuo non può mai essere cancellato nonostante si rivela indirettamente rivolto a voi stessi , è ovvio che la me-
l'esperienza dell'oceano di coscienza. Puoi essere te stesso e moria serve a isolare. Noi riduciamo il mondo a frammenti
il Tutto nello stesso tempo. Questo può sembrarti un mistero come conseguenza del nostro personale modo di vederlo,
e, in effetti, lo è.» creando gusci di isolamento che nessun altro può penetrare,
perlomeno non completamente.
Essendo del tutto relativo, il vostro punto di vista non può

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essere ritenuto reale. La realtà non dipende da un punto di vi-
sta, semplicemente è. E perlopiù noi, crogiolandoci come fac-
ciamo all'interno dei nostri mondi privati, abbiamo pochi con-
tatti con il reale. La non realtà è l'habitat dei sensi, la realtà è
l'habitat del mago. Per cominciare a scoprire la trama vera
della realtà, dovete spingere lo sguardo oltre la cortina della
memoria.

Quando le porte della percezione saranno rese trasparenti,


comincerete a vedere il mondo invisibile: il mondo del mago .
Dentro di voi c'è una sorgente di vita cui potete attingere
trasparenza e trasformazione.
Purificazione significa liberarsi delle tossine della vita:
emozioni tossiche , pensieri tossici, relazioni tossiche.
Tutti i corpi viventi, solidi o rarefatti, sono fasci di energia
che possono essere percepiti direttamente.

Un giorno d'estate, mentre Merlino e Artù oziavano tran-


quillamente vicino a un ruscello , il mago disse: «Da ragazzo,
fra molto tempo nel futuro, ho letto una poesia. Forse ti pia-
cerà». Artù faceva finta di dormire, coprendosi il volto con la
mano per ripararsi dal sole di luglio. Tutte le volte che Merlino
parlava del futuro come passato, il ragazzo doveva concen-
trarsi a fondo per seguirlo.
«Non c'è bisogno che cerchi di ignorarmi», proseguì Mer-
lino. «Questa poesia è troppo bella per non ascoltarla:

Che sarebbe se tu dormissi


E se nel tuo sonno
sognassi?
E che sarebbe se
nel tuo sogno
andassi in cielo

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e cogliessi un fiore vivere, le nostre convinzioni profonde sull'esistenza e sulla na-
bello e bizzarro? tura della vita, tutte archiviate nel corpo causale, cioè la parte
E che sarebbe se di noi che ci permette di comprendere l'esistenza. È lì che hanno
al tuo risveglio sede i semi più profondi della memoria e del desiderio.
avessi il fiore Tutti questi corpi sono unicamente nostri. Se il nostro corpo
fra le mani? mentale o quello causale potessero entrare in una stanza, sa-
Allora, che sarebbe? remmo immediatamente identificabili. Quindi l'identità, la no-
stra percezione di essere «iO» , nasce dalla consapevolezza di
questi corpi. Il mago sa che questo flu sso di calore va dai corpi
Comprendere la lezione più fini a quelli più grossolani. L' «io» con cui ci identifichiamo
è creato innanzitutto dalle nostre convinzioni e ragioni di vita
Durante la veglia la nostra attenzione è fortemente attratta (corpo causale), che danno impulso alle idee (corpo mentale)
dalle visioni e dai suoni del mondo materiale; se ne deduce fa - e ai sentimenti (corpo emozionale) . Solo alla fine di questa se-
cilmente che il corpo fisico è l'unico corpo che abbiamo. Che quenza il corpo fi sico riceve l' impulso di vita . Come diceva
cos'è un corpo? Una definizione di vasto respiro potrebbe es- Merlino: «l mortali credono di essere macchine fisiche che
sere: un insieme di cellule che lavorano in modo coordinato hanno imparato a pensare. In realtà sono pensieri che hanno
formando un'unità di più grandi dimensioni . Poiché un corpo imparato a creare una macchina fisica».
non è semplicemente La somma delle sue singole parti, esso
può agire e pensare e sentire in modi che non sono possibili
per una singola cellula. Vivere con la lezione
Applichiamo questa definizione a un tema che può appa-
rire incongruente: i sentimenti. Ogni giorno proviamo una certa Questa conoscenza ha implicazioni pratiche di notevole por-
quantità di sentimenti isolati che sono come singole cellule; tata. Se ritenete di essere innanzitutto un essere fisico, vivrete
raggruppando li otteniamo il nostro corpo emozionale . Il corpo la vostra vita in maniera totalmente difforme da una persona
emozionale è, prima di tutto, una storia vivente di tutto ciò che che si consideri innanzitutto un essere 'sottile'.
amiamo e non amiamo, come le paure, le speranze, i desideri Artù e Merlino stavano tornando da un'escursione nella
e così via. Questing Wode , l'oscura selva che era il territorio del mago.
Se il nostro corpo emozionale potesse camminare in una Come sempre in queste occasioni, Artù era molto più stanco di
stanza, i nostri amici ci riconoscerebbero immediatamente, poi- Merlino. Si distese sotto un albero per riposare un po'. Prima
ché esso fornisce gran parte della nostra identità. che potesse chiudere gli occhi , però , si sentì colpire alle co-
Vi sono altri corpi, invisibili, che si aggiungono alla nostra stole.
unicità. Vi è il corpo della conoscenza che è cresciuto con noi «Che cosa c'è?» borbottò assonnato. «Lasciami dormire.»
fin dalla nascita e che chiamiamo corpo mentale. Essendo com- Colpendolo ancora con una verga di nocciolo, Merlino scosse
posta di concetti astratti, la conoscenza è più fine delle emo- la testa: «Hai bisogno della tua forza per l'ultima tappa. Se ti
zioni. Ma ancora più fini sono tutte le ragioni che abbiamo per metti a dormire sarai esausto».

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«Esausto? È per quello che voglio riposare un po'», rispose i vostri pensieri ed emozioni fluiscono nel mondo originati da-
Artù. gli invisibili impulsi di intelligenza che costituiscono il vostro
«Già, ma tu lavori molto di più nel sonno che da sveglio.» corpo più sottile, il corpo causale.
Merlino sapeva che così dicendo avrebbe stimolato la curio- Secondo i maghi, il motivo per cui di notte andiamo a dor-
sità di Artù e, infatti, dopo essersi un po' agitato e rigirato sul- mire è che così facendo possiamo rimettere in ordine tutti que-
l'erba, il ragazzo si mise a sedere. «Che genere di lavoro fac- sti corpi dopo le fatiche della vegli!! .
cio nel sonno? Perché non ne sono consapevole?» Ma il più raffinato dei lavori si realizza nel puro silenzio.
«Oh, lavori di tutti i tipi», rispose Merlino con noncuranza. La prossima volta che vi rendete conto di un attimo fuggente
«Nel sonno il tuo corpo fisico riposa e si ritempra. Nei sogni di silenzio, senza pensieri, desideri e sentimenti, non prende-
il tuo corpo emozionale esprime i suoi desideri, paure, speranze tela come una distrazione. La vostra consapevolezza è scivo-
e fantasie. Il tuo corpo causale ritorna al mondo di luce che per lata tra le fessure dei corpi fisico, emozionale, mentale e cau-
taluni è il paradiso. Altri, però, ne hanno esperienza in forma sale. Nella profondità del silenzio, ci ricongiungiamo con la
di inaspettata soluzione di un problema, oppure di un'intui- causa ultima, il puro Essere. Allora vi trovate faccia a faccia
zione che sembra nascere dal nulla al loro risveglio. Comun- con il grembo della creazione, la fonte di tutto ciò che era, è e
que in questi processi viene restaurata la complessa coordina- sarà. Cioè, in definitiva, con voi stessi.
zione dei tuoi corpi.
«L'azione più creativa che puoi compiere è questo atto di
creare te stesso. Ha luogo a infiniti livelli, visibili e invisibili.
È l'atto di ordinare l'intelligenza dell'universo, comprimendo
miliardi di anni di conoscenza in ogni secondo di vita.
«Non capisci», disse Merlino al suo discepolo, «che è stata
la storia de li 'universo a portarci qui in questo secondo? Noi
siamo i figli privilegiati della creazione, per i quali tutto que-
sto è stato prodotto.»
Se la vostra vera origine non è nel mondo fisico ma in quello
fine, invisibile, il vostro corpo non è precisamente fatto di cel-
lule. Queste non sono i mattoni costitutivi della vita, né lo sono
gli atomi e le molecole in cui le cellule possono essere scom-
poste. Il corpo è fatto di invisibili astrazioni chiamate infor-
mazione ed energia, entrambe contenute nel vostro DNA.
Ma il mago scava ancora più in profondità nel mondo in-
visibile, sapendo che le convinzioni più profonde sono le più
potenti forze creative. Il vostro corpo fisico è cresciuto sulla
spinta dell'impulso vitale contenuto nel DNA. Senza quel-
l'impulso, informazione ed energia sono inerti. Analogamente,

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sto una cosa molto importante. C'è qualcosa nell'essere inna-
morati che non può essere afferrato dalle parole, ma vieni con
me».
Merlino condusse Artù in una radura dove splendeva il sole.
Nella mano di Merlino comparve una candela accesa che il
mago alzò verso il sole. «Riesci a vedere se è accesa o no?»
domandò.
«NO», disse Artù. Il sole era così splendente da rendere in-
visibile la fiamma delJa candela.
Il potere è una lama a doppio taglio. il potere dell'ego «Ora guarda», disse Merlino avvicinando del cotone alla
è tutto teso al controllo e al dominio.ll potere del mago candela. Il cotone prese subito fuoco.
è il potere dell'amore. «Cos'ha a che vedere con l'amore?» domandò il ragazzo.
La sede del potere è nel profondo del sé. Merlino non rispose. Prese una genziana selvatica e spremen-
dola fece cadere due gocce di succo sulle dita di Artù. «As-
L'ego ci segue come un 'ombra oscura. Il suo potere saggia», ordinò.
intossica e dà assuefazione, ma è soprattutto distruttivo. Artù fece una smorfia. «È molto amaro.»
L'eterno frastuono del potere ha termine nel/' unità. Merlino lo condusse sulla riva di un lago e gli disse di la-
varsi le mani. «Assaggia l'acqua, adesso», ordinò. «C'è qual-
Un po' prima di staccarsi da Merlino, Artù diventò assai che traccia di amaro?»
malinconico. Aveva quasi quindici anni e non aveva conosciuto «No», ammise Artù. «Ma che cosa c'entra con l'amore?»
molte persone. «Ti intristisce andare fra loro?» domandò Mer- Ancora una volta Merlino non rispose e condusse il ragazzo
lino. «Dopotutto siete della stessa specie.» nel profondo della foresta. «Siediti e rimani immobile», disse
Artù distolse lo sguardo. «Sono triste, ma non per quel mo- con dolcezza. Artù fece come gli era stato ordinato. Dopo un
tivo.» momento, a qualche metro di distanza, comparve un topo. Su-
«Allora che cosa succede?» bito un 'ombra si stese su di lui e, prima che potesse tentare di
«C'è qualcosa che devo chiederti, ma non so se devo farlo fuggire, il topo fu artigliato da un'aquila che volò via con la
e non trovo le parole.» sua preda verso un nido in cima ai contrafforti rocciosi.
«Avanti.» Sempre più sconcertato, Artù disse: «Hai detto che mi avre-
Artù sembrava dubbioso. «Non è a proposito di quello che sti dato degli insegnamenti sull'amore. Che nesso c'era con
mi hai insegnato. È che più di tutto vorrei sapere ... se tu po- tutte le cose che mi hai fatto vedere?»
tessi dirmi ... » Si fermò come se gli si fosse annodata la lingua. «Ascolta», disse il maestro. «Come la candela che, tenuta
<<Vuoi forse sapere com'è l'amore?» contro il sole, diventa invisibile, il tuo ego si dissolverà nella
Artù annuì, felice di essere stato tratto d'impaccio dall'in- straripante forza dell'amore . Come il gusto amaro che, una
tuizione di Merlino. Il vecchio mago ci pensò su per un attimo volta diluito nel lago, non s'avverte più, l'amarezza della tua
e poi disse: «Prima di tutto non vergognarti, perché hai chie- vita, una volta mescolata con l'amore, sarà dolce come le ac-

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que più fresche. E come la preda divorata dal1'aquila, il tuo chiese Merlino di rimando. «Il potere che ha un re gli è dato
senso di importanza diventerà un rapido sguardo nell'occhio dai suoi sudditi, i quali possono ribellarsi in qualunque mo-
dell'amore che ti consuma.» mento e riprenderselo. Ecco perché tutti i re vivono nella paura:
sanno che tutto ciò che possiedono è, in realtà, preso a prestito.
Il più povero dei poveri è più ricco di un re, almeno finché non
Comprendere la lezione baratta il suo potere per inginocchiarsi davanti a esso.»
Nella vita il vero potere è interiore . Essere capaci di vedere
Il potere dell'amore è il potere della purezza. I mortali usano il mondo nella luce dell'amore, che non può che provenire dal-
la parola amore applicandola a molte situazioni , ma per il mago l'intimo, è vivere senza paura, in una pace imperturbabile.
è una parola sacra poiché le attribuisce un unico significato, L'amore ha tanti segreti che eludono l'attenzione della gente.
vale a dire: «Ciò che dissolve ogni impurità, lasciando solo il Per ottenere amore devi , prima, darne . Per essere certo che
vero e il reale». «Finché hai paura, non puoi amare veramente», un'altra persona ti ami incondizionatamente, non devi porle
ammonì Merlino. «Finché vi è collera dentro di te, non puoi condizioni. Per imparare ad amare un'altra persona, devi prima
amare veramente. Finché hai un ego individualista , non puoi amare te stesso. Sembrerebbe tutto ovvio, ma allora perché non
amare veramente.» ci comportiamo di conseguenza?
«Allora quando mai potrò amare?» domandò Artù, sapendo La risposta del mago è che l'amore dev 'essere scoperto, li-
che paura, col1era ed egoismo erano sentimenti che lo agita- berato dagli strati di paura, ira ed egoismo che lo incrostano
vano spesso. come vecchia gommalacca. Per ottenere una vita di amore to-
«Questo è il mistero», rispose Merlino. «Per quanto tu sia tale, purificate la vita che avete. Non vi è un modo giusto o sba-
impuro, l'amore continuerà a cercarti , a lavorare su di te fin- gliato di avvicinarsi all'amore . «Una persona alla ricerca di-
ché non riuscirai ad amare.» sperata d'amore», disse Merlino, «mi fa venire in mente un pe-
L'amore va alla ricerca di ciò che è impuro, al fine di bruciarlo. sce che cerchi disperatamente l'acqua.» La vita può sembrare
Non esiste una persona senza amore: vi sono solo persone che povera d'amore, ma in realtà è l'occhio di chi percepisce, non
non riescono a essere toccate dalla forza dell'amore. Essendo in- il mondo «là fuori », che priva dell 'amore.
visibile e sempre presente, l'amore è più di un'emozione o un Il primo passo per raggiungere l'amore in quanto dimensione
sentimento; è più del piacere e persino dell'estasi . Nella visione completa, inattaccabile della vostra vita è ridefinire quello che
dei maghi, l'amore è l'aria che respiriamo, è la circolazione in al momento attuale chiamate amore. Perlopiù pensiamo che l'a-
ogni cellula. Dalla sua sorgente universale, l'amore permea ogni more sia l 'attrazione verso qualcun altro, l'energia di nutrimento
cosa. È il potere definitivo, poiché senza utilizzare la forza attira che ci fa sentire accuditi, il piacere e la delizia, o una forte èmo-
verso di sé ogni cosa. Persino nella sofferenza, il potere dell 'a- zione o sentimento. Anche se l'amore è un aspetto di tutte que-
more prosegue il suo lavorio lontano dalla vista dell'ego e della ste definizioni, come minimo il mago direbbe che ciascuna di
mente. Paragonate all'amore, tutte le altre forme di potere sono esse è parziale.
inconsistenti. Sosteneva Merlino: «Così come lo definite voi mortali, tutto
«Sei potente quanto lo è un re?» domandò Artù a Merlino. l'amore è destinato a svanire e perire . È un amore che va e
«Cosa ti fa pensare che un re abbia un qualsiasi potere?» viene. Si trasferisce da un oggetto del desiderio a un altro. Se

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i vostri desideri sono ostacolati, si trasforma rapidamente in Vivere con la lezione
odio. ll vero amore non può cambiare, non ha nulla a che fare
con un oggetto e non può diventare un'altra emozione perché, Imparare a mettere da parte l'ego è un processo che si rea-
innanzitutto, non è un'emozione». lizza per stadi successivi. Vi sono stratificazioni di isolamento,
Eliminati tutti i tipi d'amore falso o superficiale, che cosa paura, abitudine, egoismo e ira che ci impediscòno di vivere
rimarrà? La risposta inizia a delinearsi con l'autoaccettazione. l'amore così come lo conosce il mago. All'inizio può essere la
Essendo una forza interiore, l'amore è prima di tutto visto al- vostra mente a guidare l'apprendimento del modo per entrare
l'interno di noi stessi, diretto verso voi stessi. Diceva Merlino: in contatto con la forza universale dell'amore. La mente può
«l mortali si aggirano febbricitanti, inquieti e bramosi d'amore. individuare una nuova prospettiva, cui seguirà la rieducazione
Se non hanno la persona amata, pensano di morire. Ma l'amore delle emozioni e delle credenze.
non può darti quell'inquietudine, non il vero amore, almeno, Su che cosa si basa questo nuovo punto di vista della mente?
poiché esso non cerca mai di uscire all'esterno. La più deside- Sulla semplice constatazione che vi è un'energia d'amore che
rabile persona amata non è che un'estensione di te stesso. L'a- permea tutto e alla quale ci si può affidare. Essa indirizzerà la
more che pensi di ricevere da qualcun altro mette in luce un li- vostra vita in una dimensione di ordine e pace. Provate a met-
mite della tua consapevolezza. Per un mago tutte le forme d'a- tere in pratìca l'esercizio seguente: uscite di notte e osservate
more vengono dal sé». il cielo e le stelle. Per secoli l 'umanità ha guardato questa scena,
«Parrebbe molto egoista», obiettò Artù. considerandone l'incredibile struttura e bellezza. In quanto
«Stai confondendo il sé con l'ego: in realtà il sé è spirito», mappa dell'ordine della natura, questo è un esempio perfetto.
rispose Merlino. «L'egoismo viene dall'ego che vuole sempre Osservando il cielo notturno, possiamo apprezzare il fluire del
possedere, controllare e dominare. Quando l'ego dice: 'Ti amo tempo che, lungo miliardi di anni, ha nutrito ogni minimo passo
perché sei mia', fa un'affermazione di dominio o di possesso, della vita dell'universo, dalla costituzione del primo atomo di
non d'amore. Chi ha realmente imparato ad amare si è, prima idrogeno alla formazione delle stelle, all'avvento del DNA.
di tutto, spogliato di ogni egoismo. Allora comincia un'espe- Nessun filo è andato perduto in quell'immenso lasso di tempo:
rienza del tutto diversa.» ogni porzione di informazione ed energia si è evoluta in modo
«Com'è?» domandò Artù. «Potrò mai conoscerla?» da rendere possibile per te, l'osservatore, osservare un cosmo
«Un giorno, quando avrai sconfitto questa febbre che ti rende che è l'immagine vivente di tutto il tuo passato.
inquieto, vedrai una piccola luce nel tuo cuore. Dapprima avrà Le forze de li 'universo sono immense, oltre le possibilità di
le dimensioni di una scintilla, poi della fiamma di una candela, conoscenza della mente, tuttavia il processo che ha portato alla
alla fine di un grande falò. Allora ti risveglierai, e la fiamma nascita degli atomi di idrogeno, delle stelle e del DNA è stato
divorerà il Sole, la Luna e le stelle. In quel momento nel co- estremamente delicato. Le cose avrebbero potuto svolgersi in
smo non vi sarà altro che amore, ma sarà ancora tutto dentro il modo molto diverso, avrebbero potuto prendere un'infinità di
tuo cuore.» direzioni che non avrebbero prodotto quello che riconosci come
te stesso. Ciò che consente di esistere a questa azione equili-
bratrice sono l'organizzazione e l'intelligenza. Nella visione
del mago, l'ordine non può scaturire spontaneamente dalla ca-

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sualità: è innato nella creazione. Ecco perché le forze titaniche lizza senza difficoltà ai livelli inconscio e cellulare, può ope-
che si agitano nel cosmo non entrano in conflitto l 'una con l'al- rare altrettanto semplicemente anche allivello della coscienza?
tra: hanno la possibilità di esistere ed evolvere in quanto parti Riuscite a vedervi cavalcare la cresta dell'onda della vita? In
della tendenza alla crescita che caratterizza la natura. realtà è ciò che fate in ogni momento. I vostri impulsi perso-
Adesso mettete insieme tutte queste proprietà: ordine, equi- nali a pensare, sentire e agire sono come la cresta di un ' onda
librio, evoluzione e intelligenza. Ciò che ottenete è una de- che si proietta costantemente nel futuro, ma è costantemente
scrizione dell'amore. Non corrisponde alla raffigurazione po- rinnovata dal basso, da quell ' impeto d'amore che non smette
polare dell ' amore, è l'amore del mago: l'energia che sostiene mai di sostenere la vita ed è come l' impeto de li' oceano che rin-
e nutre la vita. È questo il punto in cui la mente comincia a ca- nova ogni onda.
pire che l'energia d'amore è effettivamente reale. Nella vita Rendersi conto di questo è cominciare ad avere fiducia . Se
moderna, ci siamo abituati alla casualità, all'idea che la vita forze titaniche come la gravità e le immani energie che ali-
sia precaria e in pericolo in ogni momento. Ma la storia della mentano le stelle riescono a coesistere senza distruggersi l'una
vita dimostra che dura da miliardi di anni; infatti sembra che con l'altra, allora la vostra vita è ben sostenuta. Paura e dub-
essa crei le condizioni della propria continuità attraverso una bio dicono che non può essere vero; la nostra radicata credenza
profonda intelligenza che non è mai in pericolo. Per quanto nella lotta si fonda sulla nozione che se non lottassimo per so-
ostili possano essere le condizioni, la vita è inestinguibile. pravvivere, saremmo distrutti dalla cieca indifferenza della na-
Potete applicare questa intuizione alla vostra vita. Immagi- tura . Il mago indica un cammino diverso, invitandoci a esplo-
natene l'inizio, quando contro miliardi di possibilità contrarie rare un mondo dove paura, violenza e distruzione sono riflessi
un unico spermatozoo è riuscito a fecondare un ovulo nel delle nostre credenze errate. Alla luce della fiducia che gra-
grembo di vostra madre. La vostra identità attuale dipende in- dualmente si consolida nel tempo, scoprirete di essere figli pri-
teramente da quell'atto. Le probabilità contrarie a questo evento vilegiati dell'universo, completamente al sicuro, totalmente so-
suggerirebbero che esso è impossibile , eppure si è verificato stenuti, assolutamente amati.
senza sforzo. Analogamente, siete stati esposti a innumerevoli
attacchi da parte dell ' ambiente: dall'inquinamento alle radia-
zioni, persino alle mutazioni casuali nelle vostre cellule. Ognuno
di questi fattori avrebbe potuto ridurre a zero le vostre proba-
bilità di sopravvivenza in qualsiasi momento, dall'attimo del
concepimento a oggi. Eppure l'intelligenza e la forza organiz-
zatrice attive in voi hanno superato senza sforzo queste avver-
sità, nonostante la vostra mente cosciente possa aver ritenuto
necessario impegnarsi allo stremo per consentire il prosegui-
mento della vita. In effetti la vostra mente cosciente non può
prevedere o progettare la concezione della vita, il suo prose-
guimento, né difenderla da pericoli tanto tremendi.
Se il processo che salvaguarda la continuità della vita si rea-

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Valutando bene la domanda, Artù lentamente rispondeva:
«Merlino mi ha parlato delle parole, diceva che le parole hanno
potere, che celano segreti, come botole sotto le quali si na-
scondono passaggi sotterranei».
Era una spiegazione più che sensata, ma la gente non era
ancora soddisfatta. Volevano sapere come potessero funzionare
concretamente gli incantesimi di Merlino. «Be'», rispondeva
Artù, «ricordo che quando ero piccolo piccolo, Merlino mi di-
ceva: ' Mangia'. Quando fui un po' più grandicello, disse: 'Cam-
La condizione del mago è quella dell'essere conoscente. mina', e se restavo sveglio troppo a lungo, diceva: 'Dormi'.
Questa dimensione del conoscere orchestra Quello che posso dire è che da allora io ho mangiato, cammi-
la sua stessa realizzazione. nato e dormito. Quelli dovevano essere incantesimi potenti,
Il campo di consapevolezza si organizza intorno non vi pare?»
alle nostre intenzioni. Nessuno era d'accordo. Se ne andavano domandandosi se
quello sciocco ragazzo che sir Ector aveva portato con sé sa-
Conoscenza e intenzione sono forze. L'oggetto rebbe mai riuscito a combinare qualcosa di buono.
della vostra intenzione indirizza il campo in vostro favore.
Le intenzioni compresse in parole
sono veicolo di poteri magici. Comprendere la lezione
Il mago non cerca di risolvere il mistero della vita.
È qui per viverlo. Il potere delle parole non è nel loro significato apparente,
risiede in qualità che sono nascoste alla vista. Per esempio, ogni
Ci volle molto tempo perché il giovane Artù potesse ap- parola porta con sé conoscenza e intenzione. Entrambe sono
prezzare pienamente il fatto di essere stato istruito da un mago. qualità magiche. La magia della conoscenza consiste nel fatto
Merlino l'aveva portato nella foresta poche ore dopo la sua na- che tutta una successione di strati di esperienza, in realtà un'in-
scita e fino a quando, anni più tardi, non tornò nel mondo,Artù tera storia, può essere compressa in poche sillabe. Poco prima
non poté comprendere la curiosità suscitata dal fatto che lui vi- di mandarlo nel mondo, Merlino impose al ragazzo:. «Chiama
vesse in compagnia di un mago. il tuo regno Camelot>> .
«Se hai davvero incontrato Merlino», diceva la gente (al- «Perché?» domandò Artù.
meno quelli che provavano a pensare che il ragazzo non fosse «È una parola nuova e, a differenza di Inghilterra, non è co-
semplicemente folle), «quali incantesimi ti ha insegnato?» stretta a portare su di sé il peso della storia», spiegò Merlino.
«Incantesimi?» si stupiva Artù. «Il popolo l'identificherà con la tua persona e con tutti quelli
«Magie, incantamenti, parole speciali da cui Merlino trae che riunirai intorno a te. Fungerà da pietra di paragone. Basterà
il suo potere», dicevano pensando che Artù dovesse essere pronunciarla per aver accesso al tuo regno e a tutte le tue im-
molto confuso o in preda a una grande delusione. prese. Sarà come una leva in grado di aprire la porta di una

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stanza colma di tesori.» Tutto questo si dimostrò vero. plina. Funzioni come la deambulazione, l'espressione verbale,
In ogni lingua le parole più dense di significato svelano iti- la lettura non sono patrimonio del fanciullo . ! genitori devono
nerari nascosti di conoscenza. Ma l'altra proprietà della parola, educarlo alle cose del mondo, e questo compito è svolto attra-
l'intenzione , è ancora più potente. Essa era espressa da Mer- verso le parole.
lino quando, come ogni genitore , diceva al suo ragazzo di man- «ll problema è che le parole portano con sé anche signifi-
giare, camminare e dormire. Tutti abbiamo appreso importanti cati psicologici. È attraverso le parole che i genitori mettono a
funzioni attraverso queste parole; poi, assimilate tali funzioni , suo agio o indispongono il fanciullo, che lo fanno sentire nel
le parole non sono state più necessarie. Ormai non abbiamo giusto o in errore. Due sono le espressioni più potenti che si
più bisogno di dire a noi stessi di mangiare , camminare o dor- possono usare: sì e no . Questi monosillabi hanno l'effetto di
mire. L'intenzione trasmessa dalla parola è stata assorbita, oggi innalzare barriere o di abbatterle. Qualsiasi cosa pensiate di po-
basta un richiamo («Penso proprio che me ne andrò a dormire») ter fare porta sepolto dentro di sé un sì , di solito pronunciato
e il risultato desiderato è raggiunto. in tempi lontani da un genitore o da un insegnante . Qualsiasi
È corretto fare come Artù che , a questo proposito, parlava cosa riteniate di non poter fare contiene un no proveniente dalle
di incantesimi? Sì, perché quando l'intenzione di una parola è medesime fonti.»
assorbita, l'incantesimo si è realizzato attraverso la forma di «Perché è un paradosso?» gli domandò Artù .
un ' impronta mentale. Dite a qualcuno la parola scuola e , im- «Perché anche se le parole ci svelano chi siamo, noi siamo
mediatamente, l'esperienza scolastica riaffiorerà. Un bravo stu- più di quello che esse riescono a dire. Nonostante tutta la po-
dente l'assocerà al successo e alle lodi ricevute, un alunno dal tenza dell 'incantesimo delle parole, le persone cambiano. II po-
profitto scarso al senso di fallimento e alle critiche. Tutti imo- tere delle parole può creare qualcosa di nuovo, non soltanto un
menti della nostra vita sono immagazzinati dentro di noi in limite.»
forma di impronte che vengono stimolate dalle parole. Diceva IJ mago si serve delle parole per dire di sì a cose cui a noi
Merlino: «I mortali sono intrappolati nelle parole come mo- hanno insegnato a dire di no. Per certi versi, è l'impegno che
sche in una ragnatela, ma svolgono anche il ruolo del ragno, si è assunto questo libro: tessere un nuovo fl10ndo di signifi-
poiché la ragnatela in cui restano invischiati è tessuta da loro cati che sostituisca quelli vecchi che hanno accompagnato la
stessi>>. nostra crescita. Ma vi è un mistero più profondo . Le parole
È sicuramente vero che usiamo le nostre parole per con- sono veicolo di conoscenza e intenzione; dunque, mettere in
traddistinguere le abitudini che fanno andare avanti la vita in parole un'intenzione è il primo passo perché essa possa rea-
maniera inconscia. Abbiamo già ragionato sul tema dell' iden- lizzarsi. Due validi esempi sono la preghiera e l'affermazione.
tificazione con nomi ed etichette; questi , ovviamente, non sono Affermare «io sono buono», o pregare Dio con parole come
altro che parole. Ma quali sono le parole che possono permet- «fammi guarire» non è soltanto esprimere verbalmente dei pen-
terei di spezzare le vecchie abitudini e la limitatezza dell'i- sieri.
dentificazione? E se ogni parola lascia un ' impronta nella mente, Quando una parola è sostenuta dall'intenzione, entra nel
non è destinata a essere limitante? campo di consapevolezza come messaggio o richiesta. L'uni-
«Il paradosso delle parole», diceva Merlino, «consiste nel verso viene a sapere che avete un certo desiderio. Null'altro è
fatto che è necessario usarle per apprendere e darsi una disci- richiesto perché i desideri si avverino, infatti la consapevolezza

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universale ha una capacità di registrazione infinita. Thtti i mes- In modo analogo, la mente è affollata di ripetizioni senza
saggi sono ascoltati e stimolano un'azione. senso. È stato valutato che il novanta per cento dei pensieri
«Mortali e maghi non sono diversi come pensi», diceva Mer- che una persona elabora nel corso di una qualsiasi giornata
lino. «Entrambi inviano i propri desideri nel campo e si aspet- sono gli stessi del giorno precedente. Questo perché siamo
tano una risposta, ma nel caso dei mortali ~ messaggi sono fram- tutti creature dell ' abitudine, della preoccupazione e dell'os-
mentati e confusi; nel caso dei maghi, sono limpidi come cri- sessione . Alla fine la mente risulta sovraccarica di disturbi in-
stallo. Le intenzioni non sono mai ignorate, ma nel realizzarsi consci , che riconducono alle più intime profondità della me-
incontrano ostacoli perché in esse sono nascosti molti conflitti, moria infantile. Potete prestare attenzione solo ai vostri pen-
tutti i conflitti del cuore umano.» sieri coscienti, oggetto del vostro arbitrio, ma nel sottofondo
la vostra mente inconscia ribolle di speranze frustrate, delle
sue antiche paure e desideri ... tutte quelle cose che non si sono
Vivere con la lezione avverate nel passato.
Le intenzioni sono semplicemente desideri, e i desideri sono
Vivere con questa lezione significa riconoscere che ogni legati ai bisogni . Di conseguenza tutta questa attività della
vostra intenzione produce qualche risultato. Un mago sa esat- mente insoddisfatta si fonda su antichi bisogni . Migliaia di
tamente come immettere intenzioni nel campo e aspettare che volte, nel passato, avete pensato «voglio» , «desidero» o «spero»,
si realizzino. Noi non abbiamo la stessa coscienza del genere . ma non è accaduto nulla, o addirittura sono successe cose di-
Anche noi introduciamo continuamente intenzioni nel campo, verse e assai meno desiderabili.
ma lo facciamo in maniera inconscia. I nostri desideri sono ca- «Vorrei tanto ripulire la tua testa» , borbottò Merlino un
suali, sono ripetitivi o ossessivi e costituiscono sempre uno giorno in cui Artù aveva un modo di fare particolarmente con-
spreco di energia. traddittorio . «Il tuo pensiero dovrebbe essere un flusso traspa-
«Voi mortali ritenete di dover lavorare per realizzare i vo- rente, invece è una guerra .»
stri sogni», diceva Merlino. «In realtà gran parte del vostro la- «Perché non puoi ripulire la mia testa?» domandò inno-
voro consiste nel!' impedire ai vostri sogni di avverarsi.» Dal centemente Artù.
punto di vista del mago, meno ci si sforza e meglio è. Nel corso «Perché ogni cosa che vi è dentro è parte di te», sospirò
del loro insegnamento, i maghi mostrano ai loro discepoli come Merlino. «Ti sei trasformato in tutti quei vecchi conflitti ripe-
pensare in modo più ordinato, cosciente, efficace. A questo titivi e non scompariranno finché non sarai tu a cambiare.»
scopo, occorre eliminare le abitudini del pensiero che ostaco- Il primo passo verso il cambiamento è il riconoscimento.
lano la capacità universale di realizzare i desideri . Riconoscete che almeno qualcuno dei vostri desideri e speranze
Immaginate che la vostra mente sia una radiotrasmittente e si è avverato.ln modo del tutto inatteso, senza che faceste nulla,
che bombardi il campo di messaggi. Seduti quietamente a os- qualcuno vi ha telefonato proprio quando ne avevate bisogno,
servare, noterete che i segnali si accavallano e si mescolano in- vi è giunto aiuto da direzioni impensabili, le vostre preghiere
cessantemente. Vogliamo realizzare qualcosa ma siamo pieni sono state esaudite. Tutto questo accade nel campo. Quando
di dubbi, vogliamo avvicinarci a qualcuno ma non ne siamo avete un 'intenzione e la proiettate nella consapevolezza uni-
del tutto convinti. versale, in realtà parlate con voi stessi in una forma diversa. In

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quanto mittente di un messaggio, siete un individuo che vive aspetti del vostro essere, con la scusa che sarebbe doloroso os-
qui, nello spazio e nel tempo. Ma siete anche il destinatario del servare i vostri errori, le vostre colpe, i vostri peccati.
messaggio , in quanto sé superiore che presiede la vostra iden- Il secondo passo consiste neli' imparare a esaudire le in-
tità spazio-temporale. E, come se non bastasse, siete anche il tenzioni. I passi sono completamente naturali, ma devono es-
canale del messaggio, pura consapevolezza. sere appresi. Mettete da parte l'ego con tutte le sue aspettative
Per vedervi in modo veritiero, dovete vedere in voi questi e anticipazioni. Invece di essere convinti di dover controllare
tre aspetti: mittente, destinatario e canale. Parecchie sono le i risultati delle vostre intenzioni, sentitevi certi che il campo
variazioni sul tema: voi siete il desiderio , il desiderante e il ga- farà il lavoro per voi. Liberate la vostra intenzione nel campo
rante dei desideri. Siete l'osservatore, l'osservato e il processo al di là del tempo: più riuscirete a espandere la vostra consa-
dell 'osservazione. Questa dimensione a tre aspetti è conosciuta pevolezza , più chiaro sarà il vostro segnale.
come unità . Quindi, per inviare un'intenzione nel campo e ot- Infine , siate semplici e naturali in tutto il processo . Una
tenere una risposta non è necessario alcun lavoro. Nella vostra volta urùti questi tre passi, la vostra intenzione entrerà nel campo
natura unificata, esaudire le intenzioni è tutto quello che fate: di consapevolezza, che funziona come matrice e collega il vo-
è la vostra occupazione a tempo pieno. Non vi è neanche un stro pensiero individuale con tutto ciò che è . Il flusso senza
pensiero fra tutti quelli che potete avere che non produca qual- sforzo verso un risultato non sarà impedito od ostacolato dalle
che risultato. ansietà e dagli attaccamenti di un ego timoroso.
II problema è che non prendiamo in considerazione i risul- In verità, nessuno degli aspetti oscuri della mente è peccato.
tati non immediatamente visibili, quelli che non sembrano coin- «Ricorda sempre», disse Merlino al giovane Artù, «Che Dio
cidere con i nostri obiettivi o che non si accordano con i giu- non giudica, è solo la mente che lo fa.» Che si avverino i de-
dizi del nostro ego su quanto dovrebbe accadere . «Voi mortali sideri del cuore è ciò che Dio vuole per ogni persona: è la no-
vivete in un mondo al condizionale», diceva Merlino. «Io vivo stra condizione naturale in quanto creatori della nostra realtà.
nel mondo di ciò che è.»
Se imparerete ad acquietare la mente e a purificarla dai suoi
vecchi conflitti, davanti a voi si aprirà la semplice realtà del
funzionamento dell'universo: ciò che è . Nella terza parte di
questo libro, svilupperemo ulteriormente questo tema. Per il
momento, dedicate un po' di tempo ogni giorno a osservare il
contenuto della vostra mente. Questo atto di osservazione, seb-
bene molto semplice, è uno dei passi più potenti verso il cam-
biamento. Infatti non potete cambiare ciò che non vedete.
Al vostro ego può dispiacere ammettere che siete pieni di
sentimenti di rifiuto, conflitti, intenzioni confuse, vergogna,
colpa e di tutti quegli altri elementi di disordine che oscurano
la mente e le impediscono di vedere la realtà di ciò che è. In
effetti l 'ego va fiero della sua capacità di nascondere quegli

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non hanno dentro di loro alcuna personalità.»
«Non capisco. Chi può esserci dentro di me, a.parte me
stesso?»
«Prima di tutto devi chiederti che cos'è quella cosa che
chiami 'me stesso'. Sebbene tu ti senta un essere unico, in realtà
sei l'insieme di molte persone e le tue molte personalità non
convivono sempre in buon accordo. In realtà sei lacerato in de-
cine di fazioni, e tutte combattono per occupare il tuo corpo.»
«È così per tutti?» domandò il ragazzo.
Tutti abbiamo un sé ombra che è parte «Oh sì. Finché non troverai il tuo percorso di libertà, sarai
della nostra realtà complessiva. ostaggio del conflitto fra le tue personalità interiori. In base
L'ombra non è lì per ferire ma per mettere in luce alla mia esperienza, i mortali sono sempre impegnati in guerre
dove siamo incompleti. interne che coinvolgono tutte le fazioni possibili.»
Artù protestò: «Ma io mi sento una persona sola».
Quando l'ombra è accolta, può guarire. Quando guarisce, «Non posso farci niente», rispose Merlino. «La tua sensa-
si trasforma in amore.
zione di essere una persona sola è conseguenza dell'abitudine.
Quando sai vivere con tutte le tue qualità opposte, Ma altrettanto facilmente potresti vederti come ti ho descritto.
vivi il tuo «ÌO» totale come fa il mago. Il mio discorso è più vero, perché spiega come mai agli occhi
di un mago i mortali sembrano così frammentati e pieni di con-
«Non dai mai l'impressione di sentirti solo», osservò Artù flitti. È così stupefacente avere a che fare con un mortale, che
parlando con Merlino. C'era una sfumatura di ansia nel tono spesso ho l'impressione di parlare con un intero villaggio in
della sua voce. Il mago gli rivolse uno sguardo profondo. un unico involucro di carne e ossa.»
«No, è impossibile essere soli.» Il ragazzo si fece pensoso. «Allora perché mi sento così
«Forse per te, ma ...» Il ragazzo s'interruppe mordendosi un solo? È proprio così, maestro, è la verità.»
labbro. I suoi sentimenti, però, ebbero la meglio, così esplose: Merlino rivolse al suo discepolo un'occhiata penetrante.
«È possibile essere soli. In questi boschi non c'è nessuno tranne «Sembra strano, con tutta quella gente che lotta per occupare
te e me, e anche se ti amo come un padre, vi sono momenti ... » il tuo corpo, che tu possa mai essere solo. Ma sono giunto alla
Non sapendo cos'altro dire, si fermò. conclusione che la solitudine esiste finché esistono gli altri.
Con fermezza ancora maggiore, Merlino ripeté: «È impos- Finché vi sono 'io' e 'tu', vi sarà un senso di separazione e dove
sibile essere soli». La curiosità ebbe la meglio sugH altri sen- vi è separazione dev'esserci isolamento. Cos'è la solitudine se
timenti di Artù. «Non vedo perché», disse. non un sinonimo di isolamento?»
«Be', è una questione che riguarda solamente due specie «Ma», protestò Artù, «al mondo vi saranno sempre altre per-
di esseri: i maghi e i mortali. Per i mortali è impossibile es- sone.»
sere soli perché hanno dentro di sé numerose personalità che «Ne sei così certo?» replicò Merlino. «Vi saranno sempre
lottano fra loro. Per i maghi è impossibile essere soli perché altre persone, questo è innegabile, ma saranno sempre altre

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persone? Aspetta di essere arrivato in fondo al sentiero del «Non ci vedo niente di speciale», osservò Artù. «I bambini
mago, poi mi dirai come ti senti.» piangono, sorridono, mangiano e dormono.»
«Per molti mortali sarebbe una fortuna riuscire a fare quelle
cose da adulti», borbottò Merlino. «Essere soddisfatti in que-
Comprendere la lezione sto mondo è un grande risultato.»
L'innocente capacità del neonato di distinguere istintiva-
Osservando voi stessi in profondità, scoprirete molte per- mente ciò che va bene da ciò che va male viene persa in breve
sonalità in competizione fra loro per l'uso del vostro corpo. Per tempo. Presto arrivano le voci, prima di tutto quella della ma-
esempio, il conflitto fra bene e male dà luogo a due persona- dre che dice «SÌ» e «nO», «bravo» e «cattivo». Finché sì, no,
lità: quella del santo e quella del peccatore. Queste non smet- bravo e cattivo sono consonanti con quello che il piccolo vuole,
tono mai di litigare, e mentre la prima non fa che sperare di es- non si crea alcun danno. Ma, inevitabilmente, si accende un con-
sere buona come Dio comanda, l'altra si dibatte negli impulsi flitto fra quello che vuole il fanciullo e quello che si aspettano
«Cattivi» che non è sempre possibile tacitare. i genitori. Il mondo interno e quello esterno entrano in colli-
Poi vi sono i ruoli nei quali vi identificate: figlio, genitore, sione. Vengono gettati i semi della colpa e della vergogna; l'in-
fratello, sorella, maschio e femmina; per non parlare del vo- trepido carattere del fanciullo è venato dalla paura. Il piccolo
stro lavoro: medico, avvocato, prete, assistente all'infanzia e ha imparato a dubitare dei propri istinti. L'impulso interiore che
così via. È come se ognuno di essi avesse piantato un cartello dice: «Questo è quello che voglio», si trasforma in una domanda:
dentro di voi per affermare il proprio punto di vista. Senza con- «È bene volere questo?»
tare che non abbiamo neppure accennato alla vostra identità Passiamo la vita a recuperare quello stato di autoaccetta-
nazionale e religiosa, ruoli che sono causa di problemi infiniti. zione con cui siamo naturalmente venuti al mondo. Le domande
Generalmente queste personalità sono in conflitto. Ciò che si susseguono l'una all'altra e noi spingiamo nelle caverne se-
chiamiamo felicità è una condizione nella quale molti di que- grete e nelle celle oscure della psiche tutti i dubbi, le paure, i
sti conflitti sono placati. Al momento della nascita in voi non sensi di colpa e vergogna che riusciamo a stiparvi. Per quanto
c'era questa guerra; infatti i neonati non vivono in contrasto riusciamo a nasconderlo in profondità, questo sentire rimane
con i loro desideri. Finché il piccolo non apprende questi con- vivo. Tutti i conflitti interiori che non riusciamo a risolvere for-
cetti dai suoi genitori, in lui non vi sono né la voce del bene, mano il sé ombra.
né quella del male. «È interessante la vita di corte», disse un giorno Merlino ad
«Finché non torni a pensare come un fanciullo, non puoi di- Artù, dopo che lui era diventato re. «Non avevo capito che voi
ventare un mago», disse Merlino. mortali avete tutti lo stesso lavoro.»
«Come pensa un fanciullo?» domandò Artù. «Davvero?» domandò Artù. «E qual è?»
«lnnanzitutto, sentendo. Un bambino sente quando ha fame «Il carceriere», replicò Merlino, rifiutando di aggiungere
o ha sonno. Di fronte alle sensazioni, sente se sono fonte di pia- un'altra parola sull'argomento.
cere o di dolore e risponde di conseguenza. Vuole avere piacere Agli occhi del mago, siamo tutti carcerieri dei nostri sé om-
ed evitare il dolore, e a questo proposito in lui non vi è alcuna ini- bra. La mente inconscia è la prigione dove sono rinchiuse le
bizione.» energie indesiderate, non perché sia lì che devono stare, ma a

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causa dell'impronta creata in noi da anni di sì, no, bravo e cat- «Che cos'è una bomba?»
tivo. Avendo riflettuto sulle parole di Merlino, Artù andò da lui «Se tu vivessi indietro nel tempo, cioè nell'unico modo sag-
e gli disse: «Non voglio essere così. Come posso cambiare?» gio di vivere, lo sapresti .» Poi , dopo averci pensato un istante,
«Non c'è niente di più facile», rispose Merlino. «Osserva Merlino proseguì: «Immagina una vescica di porco gonfiata
semplicemente che stai interpretando entrambi i ruoli: quello fino a esplodere. Una bomba funziona in base aJlo stesso prin-
del carceriere e quello del carcerato. Se tu sei tutt'e due le facce cipio, solo che esplode in modo così violento da uccidere le
della moneta, allora nessuna delle due può essere te , infatti si persone» .
nascondono l' una con l' altra. Riconoscilo e sarai libero.» «Mio Dio, non si potrebbe prevenire una cosa del genere in
«Non so come fare» , protestò Artù. «Come posso trovare futuro?» domandò allarmato Artù .
questo sé ombra di cui parli?» «No, non capisci. Le bombe esplodono perché uccidono le
«Mettiti in ascolto. Come tutti i prigionieri, picchietta mes- persone. Quello è il punto. Ne ho parlato solo perché sono molto
saggi sulla .parete della tua cella.» simili ai mortali che si aggirano sempre pronti a esplodere. L'e-
Il sé ombra non è che un altro ruolo o identità che portiamo splosione di uno shrapnel - è così che chiameranno le bombe
con noi, ma non lo esibiamo in pubblico. Perlopiù è troppo pieno che esplodendo proiettano tutt'intorno spezzoni di ferro- non
di imbarazzo o paura per essere presentato alla luce del giorno. è peggio dell'esplosione manifesta della collera. In effetti, se
Ma non vi è dubbio che esista, dato che ognuno di noi ha in- gli esseri umani potessero esplodere e uccidere senza paura di
ventato la propria ombra, una persona che ha il compito di tra- rappresaglie, molti di essi lo farebbero .»
sportare tutte le energie di cui non siamo riusciti a liberarci. Per
un neonato non esiste il problema dei sentimenti «Cattivi>> o in-
sani. Nell'attimo in cui nello spazio di un neonato entra qual- Vivere con la lezione
cosa di negativo, lui si mette a piangere o cerca di allontanarsi.
Questa è una reazione salutare; infatti, esprimendosi così Porre fine alja guerra dentro di voi significa placare il con-
liberamente, il fanciullo può sbarazzarsi di quelle energie che flitto fra tutte le vostre personalità. Potete liberare il sé ombra
altrimenti gli rimarrebbero incollate addosso. Con il passare del suo fardello di energie del passato e, quindi, creare le con-
del tempo , però, impariamo che non va sempre bene lasciarsi dizioni per la pace interiore. Infatti è la paura di essere feriti
andare a espressioni spontanee. In nome dell 'educazione e della a far sì che le vostre voci interiori diffidino l'una dell'altra.
riservatezza, della coscienza di quale sia il proprio posto o del Ma non potete cominciare a risolvere queste tensioni interiori
rispetto dell'insegnamento dei nostri genitori, ognuno di noi finché non sapete da che cosa sono composte le vostre perso-
impara a trattenere le energie negative. Diventiamo degli ac- nalità.
cumulatori con vite parallele sempre più lunghe , e da adulti Le personalità hanno in comune uno stesso fondamento:
continuiamo a portarci dietro ira, frustrazioni, risentimenti e qualche antica energia fissata nel ricordo. Per esempio, sup-
paure vecchi di anni. La cosa peggiore è che abbiamo dimen- poniamo che ricordiate di essere stati ingiustamente puniti da
ticato quell'istinto che permette di scaricare l' accumulatore. bambini per qualcosa che non avevate commesso. L'energia
«Un giorno ti interesserà vedere quanto assomigli a una del risentimento , dell'ingiustizia subita, si sarà fissata nel ri-
bomba», disse Merlino al giovane Artù. cordo e voi avrete costruito un frammento di personalità: un

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fanciullo astioso che manterrà la sua visione ristretta deiie cose oppure tratterrete il fiato. Questi cambiamenti riflettono il fatto
fmché quell'energia non sarà stata liberata. Il fanciullo astioso che il respiro è uno specchio fedele del processo di pensiero e,
non è altro che un ricordo in attesa di scaricare la sua energia in particolare, del riaffiorare delle emozioni. Quello che state
trattenuta che, tuttavia, rimarrà fissata fino a quando tale libe- sperimentando sono le tre componenti di cui abbiamo parlato:
razione non avrà luogo. memoria, energia e attaccamento. Quando si uniscono, danno
Poiché i vostri ricordi sono legati non solo a esperienze luogo a una subpersonalità.
dolorose, ma anche a esperienze felici, le personalità si pre- Tutte le subpersonalità hanno Io stesso obiettivo: esprimersi
sentano in forme sia spiacevoli sia gradevoli. È gradevole ri- attraverso di voi. Il neonato che piange, il fanciullo solo, l'a-
cordare di essere stati premiati per un lavoro ben fatto; è spia- dolescente frustrato, l'amante speranzoso, il lavoratore ambi-
cevole ricordare di essere stati criticati. Ma questi ricordi di zioso vogliono manifestarsi vitalmente attraverso di voi. E ci
segno opposto non si annullano reciprocamente; mantengono riescono, in un modo o in un altro. Nessuna personalità trova
la loro integrità e confliggono con i loro opposti. È nella na- mai completa realizzazione; ecco perché si ingegnano tutte per
tura del giudizio affermare: «Ho ragione», anche se l'espe- avere il loro momento, al sole o nell'oscurità.
rienza smentirà senza possibilità di appello questa afferma- Ne scaturisce un conflitto che rende ambigua la vita umana,
zione. I rimproveri o la punizione immeritata vi accompa- al tempo stesso piena di luce e di ombra. Il mago, però, vive
gneranno sempre, ripetendo il loro copione; parallelamente soltanto nella luce. Come un infante, il mago non trattiene ener-
esprimerà il proprio punto di vista un 'altra energia, quella gia. Avendo cancellato tutti gli attaccamenti che alimentano la
della condizione di chi è stato trattato in modo corretto e giu- nostra guerra interiore, il mago trascende la personalità e di-
stamente premiato. mora nella pura consapevolezza. La maniera per passare dallo
È facile entrare in contatto con queste energie trattenute. stato di mortale a quello di mago può sembrare misteriosa, ma
Sedete in solitudine in un ambiente tranquillo. Respirate con in realtà è del tutto naturale. Tutto quello che ci vuole è equi-
leggerezza e fluidità. Ora, senza modificare il vostro respiro, librio, cosa che il flusso della vita è perfettamente in grado di
notatene iJ ritmo cost~nte e ininterrotto. Non proseguite finché mantenere.
la respirazione non si sarà assestata. Allora cercate di richia- Vi sono tanti modi per liberare vecchie energie. Uno dei più
mare un fatto molto sgradevole del vostro passato, uno che su- efficaci consiste nel riconoscere con semplicità che esse esi-
sciti emozioni fortemente negative, come la vergogna, l'umi- stono. Per esempio, invece di negare che provate vergogna o
liazione o la colpa. Supponiamo che siate stati smascherati rammarico , osservatevi e dite con convinzione: «È così che mi
mentre copiavate un compito in classe o scoperti mentre sta- sento». Spesso questo momento di consapevolezza di sé è suf-
vate rubando. Non è importante che la mancanza fosse lieve o ficiente, poiché, in definitiva, è la negazione a intrappolare le
grave, quello che resta è un'emozione durevole. energie. Superate la negazione e metà della battaglia sarà vinta.
Create nella vostra mente un ' immagine vivida di quel fatto Il riconoscimento è una forma di autoaccettazione. Non c'è bi-
e rivivete i sentimenti di quel momento. Ora osservate il vo- sogno di dire: «Va bene provare vergogna e rammarico», poi-
stro respiro. Non sarà più così fluido. A seconda del tipo di ché in realtà voi non volete mantenere queste energie, ma la-
emozione che avrete richiamato, il vostro respiro sarà diven- sciare che si dissolvano. Sicuramente va bene affermare: «Que-
tato sfilacciato o superficiale; vi potrà anche venire l'affanno, sto è quello che provo. È reale».

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Una delle tecniche più efficaci per superare la negazione a scaricare ogni nuova emozione o sentimento che voglia emer-
è, ancora una volta, l'uso del respiro. Distendetevi in una stanza gere. Come ogni altro aspetto di voi stessi, la vostra ombra vuole
silenziosa e rilassatevi . Ora fate un'inspirazione nel modo che esprimersi ed essere libera, e il primo passo è trovare un modo
preferite, superficiale , profonda, rapida o lenta, poi espirate in naturale e confortevole di rilassare le energie negative affinché
modo naturale. Non vi sforzate e non respirate ritmicamente: non restino prigioniere in qualche segreta della mente.
lasciate che il respiro sia del tutto libero. Se vi capita di so-
spirare o di avere l'affanno , non preoccupatevene , va bene
così.
Ora fate un ' altra inspirazione e di nuovo rilasciate tran-
quillamente il respiro, senza trattenere né forzare nulla. Men-
tre continuate a respirare in questo modo, lasciate affiorare ogni
possibile emozione e liberatela . Questo processo può essere fa-
vorito focalizzando l'attenzione sul cuore o su qualsiasi altra
parte del corpo dove vi siano delle sensazioni: certi punti sono
intimamente associati alle emozioni.
Mentre continuate questo esercizio, le vostre energie trat-
tenute cominceranno a fluire all ' esterno. Sintomi di questa li-
berazione possono essere lievi ricordi, ombre o sensazioni, an-
che forti espressioni emotive come il pianto. (Se le sensazioni
diventano troppo violente, interrompete l'esercizio e riposate
cinque minuti con gli occhi chiusi.) Molte persone hanno ac-
cumulato tanta energia che, durante questa respirazione, si ad-
dormentano in un breve volgere di tempo; è questa la spia che
una stanchezza trattenuta in profondità si sta liberando nel
corpo.
Se non percepite alcuna liberazione di energia nelle forme che
ho appena descritto, state utilizzando la mente in modo conteni-
tivo. Si può evitare l'azione della mente modificando lievemente
il respiro: provate ad ansimare in modo superficiale e abbastanza
rapido. Questa re pirazione ritmica, veloce e superficiale distrarrà
la mente conscia e consentirà alle energie di eluderla. Potete pra-
ticare questa respirazione per un minuto o due, ma non di più,
poiché il rilascio può diventare troppo intenso.
Questo esercizio può essere ripetuto al fine di lasciar uscire
vecchie energie trattenute, ma è anche molto utile per imparare

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«No», rispose Artù scuotendo la testa. «L'ho presa a pre-
stito.»
«Perché?»
«Alchimia.»
Kay spalancò gli occhi. Aveva sentito dire che i maghi ave-
vano il potere di trasformare i metalli vili in oro. «Hai impa-
rato l'alchimia?» domandò. Artù annuì. «Se sei capace di tra-
sformare il piombo in oro», disse Kay eccitato, «la nostra fa-
miglia sarà la più ricca d'Inghilterra. Fammi vedere.»
Il mago è un insegnante di alchimia. Artù annuì e fece cenno a Kay di sedersi sull'erba accanto
Alchimia è trasformazione. a lui. Senza pronunciare una parola , cominciò a fissare la brocca
di piombo . Poco dopo Kay notò che gli occhi di Artù erano
Attraverso l'alchimia date avvio alla vostra ricerca chiusi. Aspettava impaziente, ma quando dopo un quarto d'ora
di perfezione. Artù aprì gli occhi,la brocca era sempre la stessa.
Kay affrontò Artù. «Penso che tu sia un impo tore. La brocca
Voi siete il mondo. Se trasformate voi stessi,
è ancora di piombo.»
anche il mondo in cui vivete sarà trasformato.
Artù rimase impassibile. «Certo che lo è. È solo per ricor-
Gli obiettivi della ricerca- eroismo, speranza. dare. lo sono quello che cerca di trasformarsi in oro.»
grazia e amore- sono eredità dell'eterno.

Per attirare l'aiuto del mago, dovete essere forti Comprendere la lezione
nella verità, non testardi nel giudizio.
L'alchimia è l'arte della trasformazione. Come insegnano i
Dopo aver lasciato la selva di Merlino, il giovane Artù visse maghi, i segreti dell 'alchimia esistono per trasformare la con-
con l'anziano sir Ector e con suo figlio Kay. Gli fu concesso dizione di sofferenza e ignoranza dei mortali in uno stato di il-
lo status di cavalier servente, ma solo nominalmente. Artù non luminazione e beatitudine. Diceva Merlino: <<L'alchimia è sem-
aveva famiglia né possedimenti. Non poteva permettersi di pre all'opera. La trasformazione si verifica a ogni livello del
comprarsi vestiti e nessuno credeva che provenisse da una no- vivere e non si può fermare. È alla tua trasformazione che io
bile famiglia. Alle spalle di sir Ector, i giovani stallieri gli ti- sono interessato. Al confronto, trasformare i metalli in oro è
ravano palle di fango e le fantesche mormoravano che Artù co- una banalità». L'alchimia è una ricerca, e la ricerca ha sempre
noscesse la magia nera. lo stesso obiettivo: la perfezione. Come l'oro è il più perfetto
Così Artù trascorreva gran parte del suo tempo da solo. Un dei metalli poiché è incorruttibile, la perfezione negli esseri
giorno se ne stava seduto al limitare di un boschetto di querce umani significa libertà dal dolore, dalla sofferenza, dal dubbio
osservando una brocca di piombo battuto, quando Kay gli si e dalla paura.
avvicinò. «L'hai rubata?» domandò Kay sospettoso. «Ma se gli esseri umani non fossero in grado di perfezio-

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narsi? Se fossimo veramente deboli e imperfetti come sem- servono, poiché è un territorio che non sta mai fermo. È come
briamo?» gli domandò Artù. se pretendessi di tracciare una mappa dell'acqua che scorre».
«Il segreto non sta in come sembri», replicò Merlino, «ma Quando abbiate accettato di non essere altro che il flusso
nella profondità a cui vuoi spingere il tuo sguardo.» della vita, la ricerca della perfezione si sposta al di là di ogni
Le ricerche sono viaggi individuaH e a ogni passo che com- confine. Le cose che sono perfette dentro di voi, sono l'essenza,
piamo siamo soli. Ma prima che Artù intraprendesse la sua ri- l'essere e l'amore. Esse non possono essere racchiuse nel tempo
cerca, Merlino aveva molte cose da spiegargli . «Ti ho detto e nello spazio. Se camminate da un lato all'altro di una sala,
tante volte che questo involucro di carne e ossa non è il tuo forse l'amore per la vostra famiglia cammina insieme con voi?
corpo, che questa personalità limitata che sperimenti non è il Se vi immergete nella vasca da bagno, si bagna forse anche la
tuo sé. In realtà il tuo corpo è infinito ed è una cosa sola con vostra essenza? I confini possono essere disegnati su una carta,
l'universo. Il tuo spirito abbraccia tutti gli spiriti e non è limi- e gli aspetti visibili di un essere umano possono essere descritti
tato dal tempo o dallo spazio. L'alchimia, che opera incessan- in termini di ossa, muscoli, tessuti e cellule. li cervello può as-
temente, ti renderà manifeste queste verità.» sumere i contorni di un tracciato per l'incessante interazione
Quando Merlino pronunciava queste parole , l'era dei ma- di dieci miliardi di neuroni. Ma in questi casi la mappa non è
ghi stava volgendo al termine e lasciava il passo a una nuova il territorio. L'essenza, l 'essere e l'amore che compongono una
era che sarebbe stata dominata dalla ragione. La ragione so- persona hanno una loro vita che inizia e finisce con la stessa
stiene che l'alchimia è impossibile e, mentre i maghi si allon- invisibile consapevolezza.
tanavano nel crepuscolo della leggenda, le persone comincia- «Posso vederti come una nuvola di energie», disse Merlino
rono ad accettare la limitatezza del vivere come involucri fi- ad Artù. «E anche tu puoi vedermi nella stessa maniera, ma an-
niti di carne e ossa nel dominio del tempo e dello spazio. che così ciò che vedo non è il vero te . È solo altra materia, an-
Poiché diamo per scontato che gli oggetti solidi sono reali, che se più fine.»
consideriamo reale la materia solida di cui siamo fatti. Gli stessi «Che tipo di energie?» domandò il ragazzo.
atomi di idrogeno, azoto, ossigeno e carbonio compongono sia «Diciamo che si tratta di luce e ombra che giocano intorno
le nuvole, gli alberi, i fiori, gli animali sia il nostro corpo, ma alla tua forma a seconda di quello che pensi e senti. Se sei fe-
questi atomi sono in costante mutamento: meno dell'uno per Lice o triste, la luce cambia, e così anche se sei ispirato, stanco,
cento degli atomi che erano presenti nel vostro corpo l'anno eccitato o annoiato. Certi mortali si muovono in questo mondo
scorso sono presenti ancora oggi. Anche in termini materiali- come luci splendenti, altri come ombre cupe. Ma la brillantezza
stici, ha poco senso sostenere che siete costituiti di materia so- della luce non è reale quanto il puro silenzio dentro di te.»
lida, poiché alla base di questa apparente solidità vi è un mondo «Perché non posso vedermi come mi vedi tu?» chiese Artù.
di spazio vuoto e di costante divenire. La ricerca dell'alchimia «Perché queste energie sono come mantelli. Certe sono
ha inizio sotto la superficie di atomi e molecole, dietro l'ap- spesse, altre leggere e non presentano mai La stessa stratifica-
parenza del cambiamento. zione in persone diverse. Eppure tutti voi sembrate nuvole in
Artù era ancora un ragazzo ma si sentiva pronto per la sua movimento. Finché non avrai tolto gli strati che circondano la
prima ricerca, e sperava che Merlino gli fornisse un cavallo e tua anima, non potrai renderti conto del nucleo limpido ed
una mappa. Ma Merlino diceva: «Dove vai tu le mappe non eterno che è nel centro di te.»

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Vivere con la lezione Poi proseguite ancora fino al giorno della vostra nascita,
questa sarà pura immaginazione, e ancora vedetevi come un
Nella dottrina dell'alchimia, i quattro elementi- terra, aria, feto e un insieme di cellule trasparenti in una forma sferica.
acqua e fuoco- si sono misteriosamente combinati dando luogo Osservate la sfera restringersi fino a quando voi siete due cel-
a un magico prodotto finale chiamato vita. È innegabile che lule, poi una. Infine, andate oltre e immaginatevi com'eravate
siamo fatti di terra, aria e acqua rielaborata da qualche forma ancora prima, senza neanche una cellula cui aderire.
precedente, come un alimento. Il fuoco che dà vita a queste Superata questa soglia, noterete che la vostra identità non
materie inerti, tuttavia, non può essere distillato poiché non è scompare. Anche senza nessuna immagine da osservare e nes-
fuoco visibile e neanche calore metabolico. È il fuoco della tra- sun corpo, restate ciò che siete in realtà: una consapevolezza
sformazione pura e semplice. Quindi voi siete la trasforma- che rimane la stessa anche se lo scenario della vostra vita cam-
zione, il trasformante e il trasformato. Siete l'alchimista di voi bia continuamente. Questa è la vostra identità in quanto con-
stessi che costantemente tramuta molecole inerti in incarna- sapevolezza: un vivente, saggio alchimista che, non legato a
zione vivente. Questa è l'azione più magica e creativa che pos- nulla, si staglia al di là del continuo manifestarsi della trasfor-
siamo intraprendere. mazione.
Non vi è limite alle meraviglie di questa alchimia. In un mo- Ora immaginate che questa consapevolezza svanisca. In al-
mento qualsiasi potete leggere un libro, digerire un pasto, pro- tre parole, provate a immaginare un tempo prima della vostra
durre proteine ed enzimi, immagazzinare informazioni nella esistenza. Non vi riuscirete, poiché l'alchimista non è limitato
memoria, crescere, respirare, percepire l'ambiente circostante, al regno del tempo dove tutti gli eventi hanno un inizio e una
guarire una ferita, sostituire cellule morte, respingere un at- fine. Analogamente, potete srotolare la pergamena verso il fu-
tacco virale e compiere numerose altre attività. In gran parte turo e cercare di immaginarvi dopo la morte. Anche questo è
queste trasformazioni avvengono in modo incosciente. L'al- impossibile. Quando arrivate alla fine della memoria, del sen-
chimista è invisibile, lavora dietro le quinte e a pochi di noi timento, dell'emozione, dell'immaginazione e delle idee, ciò
viene in mente di provare a cercarlo. La sua dimora non è nello che rimane siete voi stessi nella pura forma di un impulso di
spazio-tempo, ma nell'eternità, oltre la memoria. vita, in flusso costante nel miraggio della creazione. Quel flusso
Mettetevi seduti per un momento e immaginate di poter ve- è in costante trasformazione, nell'alchimia dell'esistenza che
dere la vostra vita come una pergamena che si srotola a mano si estende in tutti e al di là di tutti i mondi.
a mano che esaminate gli eventi del passato. Risalite nel tempo
fino a trovare una scena familiare, come il giorno in cui avete
cominciato il vostro attuale lavoro. Osservatela e poi andate
ancora un po' indietro, ai tempi de !l 'università o prima ancora,
alla scuola superiore, alle elementari, all'asilo. Osservate con
la maggior chiarezza possibile le scene di quando eravate un
ragazzo, un fanciullo, un neonato. Non importa se non appaiono
immagini vivide; può bastare che abbiate una sensazione di
quello che eravate a quell'età.

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di piume senza cervello e senza neppure un'idea di quello che
vuole fare.»
«È quello che sembra quando una creatura vive soltanto
della fiducia in Dio», disse Merlino. «Passa le sue giornate se-
guendo spensieratamente un impulso dopo l'altro , senza pen-
sare al futuro, eppure se la passa piuttosto bene, devi ammet-
terlo.»

La saggezza è viva e, di conseguenza, sempre imprevedibile. Comprendere la lezione


L'ordine è un 'altra faccia del caos,
il caos è un'altra faccia del/' ordine. Il caos e l'ordine sono naturalmente contenuti nella vita. Le
strutture emergono dal disordine e tornano a fondersi in esso.
L'incertezza che senti dentro di te è la soglia della saggezza. A certi livelli il vostro corpo è totalmente caotico: a ogni re-
L'insicurezza è compagna del ricercatore, spiro, vorticosi atomi di ossigeno entrano nella vostra circola-
egli continua a incespicare, ma non cade mai. zione sanguigna, un pullulare di enzimi e proteine riempie ogni
cellula, persino le scariche dei neuroni nel vostro cervello sono
L'ordine umano è fatto di regole. L'ordine del mago
non ha regole: fluisce con la natura della vita. una tempesta elettrica senza fine. Eppure questo çaos non è che
un volto dell'ordine, poiché non vi è dubbio che le nostre cel-
lule sono capolavori di funzionalità organizzata, che l'attività
C'erano piccoli dettagli della natura che l'occhio di Mer- del vostro cervello si manifesta in pensieri coerenti.
lino non mancava mai di cogliere, e da essi lui traeva delle le- Caos e ordine sono così strettamente correlati da non poter
zioni. Un giorno, mentre passeggiavano nel bosco, Merlino e essere separati. «Prima di poter essere una stella danzante, devi
Artù udirono una ghiandaia che li rimproverava da un albero essere caos», diceva Merlino. Ed è verità, poiché i vorticosi
di pino. gas primordiali che formavano il primo universo dovettero pre-
«Fermati e osserva», disse Merlino con tranquillità. cedere la nascita delle galassie. Dapprima questi gas non mo-
La ghiandaia era un uccello nervoso e vagabondo. Dopo stravano di avere alcun modello, solo la lievissima tendenza a
aver P!irlottato un po' con i due estranei, volò su un altro ramo essere attratti uno dali' altro. Ma da quella minima spinta gra-
per vedere meglio, poi, dopo pochi secondi, si spostò insoddi- vitazionale scaturì una catena di eventi che, alla fine, portò alla
sfatta su un altro ramo. Quindi parve scordare la presenza dei nascita del DNA umano, una struttura così complessa che ba-
due e cominciò a saltellare a terra nei pressi di una pigna. Dopo sta una sia pur piccola mutazione a una fra i suoi tre miliardi
pochi secondi si tuffò in una pozzanghera, scacciò uno scric- di unità genetiche per fare la differenza tra la vita e la morte.
ciolo grigio e si mise a becchettare un pezzo di corteccia. Ogni persona lotta con ordine e disordine. Vi è una tendenza
«Che te ne pare di uno stile di vita co ì?» domandò Merlino. al deterioramento; quello che una volta era fresco e maturo alla
«Non saprei», rispose Artù. «Si comporta come una palla fine decade; la giovinezza si trasforma in vecchiaia e poi giunge

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la morte. Diceva Merlino: «La morte è un'illusione, ma la lotta involontaria del tuo cervello, che se ne occupa in modo auto-
che i mortali conducono contro di essa è molto reale . Nessun matico. Allo stesso modo , io ho passato alla parte automatica
mortale, in realtà, sa che cosa sia la morte, tuttavia l'incom- del mio cervello tutte quelle incombenze cui tu dedichi tanto
benza dell'evento crea un tale terrore che i mortali lottano con- tempo, come pensare, decidere, sentire, scegliere e giudicare.
tro di esso con tutta la loro forza, senza rendersi conto del tre- Questo non è che un altro modo per dire che le ho lasciate a
mendo disordine e caos che provocano». Dio» .
Il mago sa che la vita si è sempre organizzata dall 'interno. «Allora a cosa ti serve la mente cosciente?» domandò Artù .
Quelle stesse minime spinte gravitazionali che , dal caos , crea- «Ad apprezzare questo mondo e il miracolo della vita. Sono
rono le stelle danzanti esistono a ogni livello della natura. Una un testimone di tutto ciò che è, e posso assicurarti che non vi
rosa può essere assolutamente certa di diventare una rosa an- è spettacolo più sorprendente e bello, o che dia maggiore sod-
che se, quand'è ancora una pianticella, può avere un aspetto disfazione.»
analogo alla pianticella di una violetta o di fagioli, e nella forma
di seme la sola affermazione della sua unicità può risiedere
nelle minuscole spire dei suoi filamenti gemelli di DNA. Noi Vivere con la lezione
umani, però, ci preoccupiamo molto di quello che siamo e così
passiamo gran parte del tempo a lottare per affermare la nostra La vita moderna è una selva di pressioni che ci spingono in
unicità. direzioni diverse, tanto che ci sentiamo portati a reagire cer-
«Che cosa importa se gli uccelli vivono senza pensare, o se cando di imporre una forma di ordine. La nostra società, do-
una rosa è sempre una rosa?» domandò Artù. «Essi non hanno minata da forze caotiche, si trova ad avere una pletora di norme
mente, quindi non hanno altra scelta che essere quello che e regolamenti. Non è sorprendente, poiché gli esseri umani ane-
sono.» lano all'ordine e temono il disordine. Il disordine è impreve-
«È vero, voi mortali avete il libero arbitrio, ma ne avete dibile e fuori del nostro controllo, quindi è fattore di stress.
un'opinione troppo alta», rispose Merlino. «lo vivo senza sce- Pensate a un momento della vostra vita in cui il disordine ha
gliere e trovo che sia una vita molto più felice.» fatto la sua comparsa in modo improvviso e imprevedibile:
«Senza scegliere? Ma tu prendi decisioni come me», pro- avete perso un aereo, vi si è fermata la macchina, una persona
testò Artù. cara ha perduto il lavoro.
Merlino alzò le spalle. «Ti lasci ingannare dalle apparenze. Quasi sempre queste difficoltà vengono risolte, la vostra
Guarda la tua mano. Non vi è dubbio che appartiene a te, ma esistenza non ne è realmente danneggiata, si tratta di semplici
tu non prendi decisioni circa la crescita delle sue cellule, non inconvenienti. Eppure, nel vedere scombussolati i vostri piani,
hai idea di che cosa faccia muovere i suoni nervi e muscoli; il vostro sistema nervoso ha probabilmente reagito con forza ,
non agisci coscientemente per far crescere le unghie o per gua- esprimendo timore e disagio. La risposta dell'ego al caos è la
rire un taglio quando ti fai male, non è così?>> lotta per imporre un controllo più ferreo. La prossima volta fa-
«È vero, non sono io a dover fare queste cose.» rete due prenotazioni a ore diverse e partirete prima. La pros-
Merlino continuò: «In altri termini, per te queste non sono sima volta prenderete certamente delle precauzioni per evitare
più delle scelte. Queste funzioni sono state lasciate a una parte quel guasto .

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Il problema è che tutto quel lottare, preoccuparsi, pro- tutto quello che avete visualizzato è vero: il vostro futuro non
grammare e controllare contrasta con il senso della vita. La vita presenta un unico scenario, ma tutti quelli possibili. Essi si ra-
comprime caos e ordine insieme. Non li si può separare. Se vo- mificano dal momento presente come fili invisibili di poten-
lete essere nel flusso della vita, non potete, nello stesso tempo, zialità . Ogni vita è così: solo il nostro falso senso di controllo
lottare contro di esso. Di conseguenza, chi ricerca la perfezione ci fa credere che possiamo imporre un ordine su ciò che, in
accetta di essere sempre insicuro, di sentirsi sempre un po' squi- realtà , è totalmente imprevedibile.
librato. Diceva Merlino: «U discepolo incespica sempre ma non L'ego deve esaminare le proprie paure e smettere di cercare
cade mai». il controllo . Questa è una grande parte della ricerca che avete
Sebbene il vostro ego detesti l'imprevedibilità, la verità è intrapreso . Se riuscirete ad accettare il flusso della vita e ad ab-
che da essa avete tratto un 'infinità di benefici. Soffermatevi a bandonarvi a esso, accetterete la realtà. Solo accettando ciò che
pensare alle opportunità inattese che vi si sono presentate: of- è reale , potete vivere in esso con gioia e serenità. L'alternativa
ferte di aiuto impreviste, improvvise intuizioni e ispirazioni, è una lotta senza fine, una lotta con l'irreale, con un miraggio
decisioni prese di getto di trasferirvi o di rivolgervi a qualcuno di vita che si sostituisce alla vita vera .
che vi hanno schiuso nuovi orizzonti. Questo è il modo di vi-
vere naturale . «La vostra vita è già organizzata in se stessa»,
sosteneva Merlino. «La vita fluisce dalla vita, il bocciolo si tra-
sforma in fiore, il fanciullo matura e diventa adulto. Abbiate
fiducia in ogni stadio del processo, celebratelo e lasciate che il
successivo venga a voi senza sforzo.»
Vi è un semplice esercizio che vi mostrerà quanto sia me-
raviglioso vivere una vita imprevedibile. Mettetevi seduti e im-
maginate di poter passare in rassegna mentalmente la vostra
vita come in un video . Fate partire il video con gli eventi della
giornata, e lasciate che es i si svolgano nel modo che vorreste
per l'indomani e i giorni successivi. Immaginate di diventare
vecchi: osservate il futuro che vorreste se poteste avere qual -
cosa che desiderate. Lasciate vagare la fantasia a suo piaci-
mento e arrivate fino alla vostra morte. Fate in modo che sia
una morte desiderabile, tranquilla e indolore.
Poi tornate indietro e guardate un video del tutto diverso.
Cominciate con gli eventi della giornata, ma date loro un di-
verso esito . Questa è solo immaginazione ali 'opera, quindi da-
tevi una vita catastrofica, selvaggia o drammatica, oppure fate
di voi un santo. Arrivate fino alla scena della vostra morte. Poi
tornate indietro e ricominciate. Il nocciolo dell'esercizio è che

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renza passa tra te e me? Per me siamo semplicemente due per-
sone sdraiate vicino a un ruscello ad aspettare, sotto un albero,
di acchiappare un pesce per la cena'. Lui mi ha guardato e ha
scosso la testa. 'È vero che siamo semplicemente due persone
sdraiate qui a fare quello che dici, ma nella tua visione questa
è tutta la tua realtà, mentre all'estremo orizzonte della mia co-
scienza, il ruscello, l'albero e tutto quanto ci circonda non sono
che un puntino insignificante'.»
Ginevra domandò: «Se davvero Merlino viveva in un mondo
lA realtà della vostra esperienza è un'immagine riflessa così lontano dal nostro, ti ha detto come raggiungerlo?»
delle vostre aspettative. «Sì», rispose Artù . «Ripeteva che la mia versione della realtà
Se ogni giorno proiettate le stesse immagini, -gli alberi, il ruscello, il bosco- era un ' illusione completa,
la vostra realtà rimarrà ogni giorno la stessa. un'allucinazione privata che la mia mente produceva a forza
in me, mentre il suo mondo era aperto a tutti, essendo un mondo
Quando l'attenzione è perfetta, dal caos e dalla confusione interamente di luce.»
crea ordine e chiarezza.
Ginevra era incuriosita. «Ma tu e io stiamo vedendo questa
stanza intorno a noi, come farebbe ogni altra persona che co-
Dopo essere diventato re, Artù condivise le sue esperienze nosciamo. Io non penso che sia un 'illusione.»
nella grotta di cristallo con una sola persona: sua moglie Gi- «Ti mostrerò qualcosa», disse Artù e chiese alla regina di
nevra. Merlino sarebbe riapparso solo parecchi anni dopo e Gi- lasciare la stanza facendosi promettere che non vi sarebbe tor-
nevra pensava a lui più o meno come avrebbe potuto pensare nata fino alla mezzanotte . Ginevra fece come le era stato detto
a un unicorno o a un altro animale mitologico. Un giorno disse e, al suo ritorno , trovò la stanza immersa in un buio pesto, con
ad Artù: «Se è selvaggio come le scure montagne del Galles tutti i lumi spenti e le tende di velluto chiuse. «Non preoccu-
dove dicono che sia nato, incontrarlo dovrebbe farmi tremare» . parti», disse una voce. «Sono qui.»
«Non è così», rispose Artù. «Non assomiglia a nulla che tu «Mio signore, cosa vuoi che faccia?» domandò Ginevra.
possa prevedere.» Rispose Artù: «Voglio vedere quanto conosci questa stanza.
«Mio signore, alla corte francese ho potuto incontrare dei Cammina verso di me e descrivi gli oggetti intorno a te, ma
maghi, o almeno persone che erano indicate con tale nome», non toccare nulla» .
riprese Ginevra. «Non si tratta semplicemente di uomini an- Alla regina parve un esame assai bizzarro, ma fece quanto
ziani dalla lunga barba bianca, che si comportano sàggiamente, le era stato richiesto.
scuotono la testa come se vedessero cose che noi non possiamo «Qui c'è il nostro letto, laggiù il baule di quercia della dote
vedere, e sostengono di avere poteri di cui nessuno può dare· che ho portato attraverso l'acqua. Laggiù nell'angolo c'è un
conferma?» alto candelabro di ferro battuto spagnolo e vi sono degli arazzi
Artù sorrise. «Ho incontrato maghi di quel genere, ma Mer- sui due lati.» Muovendosi con cautela, in modo da non urtare
lino non è uno di loro. Un giorno gli ho chiesto: 'Che diffe- gli oggetti, Ginevra descriveva ogni particolare della stanza

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che, peraltro, era stata arredata da lei fino al più piccolo dei cu- Se è vero che l'ignoto è il vostro biglietto per la libertà, è
scini. anche vero che l'ego è più a suo agio nella limitatezza. La no-
«Adesso guarda», disse Artù. Accese una candela, poi un'al- stra mente genera le stesse immagini giorno dopo giorno. Que-
tra e un 'altra ancora. Guardando intorno, Ginevra rimase col- ste immagini sono lo specchio di chi siamo, ma l'ego le intende
pita vedendo che la stanza era completamente vuota. «Non ca- come reali. L'ego domanda: «Non è evidente che un albero è
pisco», mormorò. un albero, una parete è una parete, una montagna è una mon-
«Tutto quello che hai descritto era l'aspettativa di ciò che tagna?>> Ma questi sono oggetti reali solo in uno stato di co-
questa stanza contiene, non quello che c'era effettivamente. scienza: la veglia.ln sogno potete sedere in un campo e osser-
Ma l'aspettativa è potente . Anche senza luce, hai visto quello vare le nuvole che passano sopra una montagna. Dopo esservi
che ti aspettavi e hai reagito di conseguenza. Non ti pareva che svegliati, capirete che la montagna, le nuvole e il campo non
la stanza fosse sempre la stessa? Non ti sei mossa con circo- erano che scariche casuali di cellule cerebrali che danno luogo
spezione dove temevi di inciampare in qualcosa?» Ginevra an- a immagini vaganti. Non vi è prova che essere svegli sia di-
nuì. «Anche aJia luce del giorno», proseguì Artù, «Ci muoviamo verso. «Vere» montagne, campi e nuvole non hanno una realtà
secondo quello che ci aspettiamo di vedere, udire e toccare. verificabile al di fuori delle immagini che popolano il vostro
Ogni esperienza si fonda sulla continuità che noi alimentiamo cervello.
ricordando ogni cosa così com'era il giorno prima, l'ora prima Quando Merlino affermò che il mondo visibile era un'illu-
o il secondo prima. Merlino mi diceva che se fossi stato capace sione, Artù ne fu sconvolto. «Ma io posso toccare gli oggetti
di vedere senza alcuna aspettativa, nulla di quello che io davo intorno a me e trovarli solidi. Se dessi una testata contro una
per scontato sarebbe tato reale. Il mondo che vede il mago è roccia, mi farei male», protestò.
il mondo reale dopo che si è accesa la luce. Il nostro è un mondo «Le immagini non sono solamente visibili», gli ricordò Mer-
ombra in cui brancoliamo nel buio.» lino. «Anche in sogno puoi toccare gli oggetti e avere una
gamma completa di sensazioni .»
«Allora perché faccio distinzione fra sonno e veglia? Per-
Comprendere la lezione ché tutti chiamano il primo illusione e l'altra realtà?»
«Abitudine. Se i mortali acquisissero la conoscenza dei ma-
Il mago si è completamente liberato dal conosciuto. Per lui ghi, imparerebbero a fare da svegli quello che fanno nel sogno.
l'unica libertà è nello sconosciuto, poiché tutto ciò che è co- Allora i confini inizierebbero a fondersi e la realtà vi chiame-
nosciuto è trascorso e defunto . «Sai perché continuo a dire che rebbe fuori dalla vostra prigione di tenebre.»
il tuo mondo è una prigione?» domandò Merlino. «Perché qual- Tutti sperimentiamo il nuovo e l'ignoto, ma pochi di noi ve-
siasi cosa la mente possa concepire dev'essere limitata. Ogni dono l'ignoto come una forza che richiama. L'ignoto ha in sé
volta che metti delle parole intorno a un 'esperienza, o la rac- indizi di un'altra realtà . Quali sono questi indizi? Essi cam-
chiudi in un pensiero, o dici 'io so', qualcosa di meraviglioso biano in ogni momento, ma se osservate da vicino una qual-
e invisibile è volato via. I confini sono gabbie; la realtà è un siasi delle immagini che il mondo vi presenta gran parte del
delicato volatile che trema nella tua mano. Trattienilo troppo vostro sé comincerà a sbirciare in se stesso. L'apparente ca-
a lungo e morirà.» sualità degli eventi prenderà forma e significato, come se una

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parte di voi stessi dicesse: «Sono qui. Riesci a trovanni?» In- sciuto non può proteggervi dalla paura? Conoscete benissimo
contri di possibilità, coincidenze inattese, premonizioni che si quella stanza, ma l'apprensione non scompare ed è la stessa
avverano, improvvise soddisfazioni di desideri , momenti di che avete anche di giorno, solo che allora è sepolta più in profon-
imprevedibile gioia, sensazione profonda di sapienza, il mani- dità . Invece di avere semplicemente paura del buio , abbiamo
festarsi della fiducia ... tutte queste sono forme che può assu- bisogno di qualcosa di più : un incidente, una rottura della rou-
mere la realtà quando cerca di farci evadere dalle prigioni che tine, un ' improvvisa perdita di sicurezza. Per quanto pensiate
che noi stessi abbiamo costruito. Non siamo obbligati ad ascol- di essere a vostro agio nel mondo degli oggetti noti, la possi-
tare questo affascinante sussurro . La scelta è del tutto perso- bilità del disastro non è mai lontana dal vostro inconscio .
nale. È nella profondità del proprio cuore che occorre decidere Potete farvi un'idea de li ' ignoto con un altro semplice espe-
fra ciò che è conosciuto , ed è vecchio ma familiare, e l' ignoto rimento . Bendatevi gli occhi e sedetevi nella vostra cucina.
che è nuovo, un campo di possibilità infinite. Chiedete a una persona amica di mettervi davanti tre piatti con
cibi diversi senza dirvi di cosa si tratta . Assaggiateli facendovi
imboccare . Riconoscerete in fretta quello che state mangiando,
Vivere con la lezione ma nella frazione di secondo di incertezza prima del ricono-
scimento dovreste anche scoprire qualcosa di nuovo: una nuova
Vivere con questa lezione significa superare la frontiera del trama, una sfumatura di gusto , un lieve aroma , di cui avevate
conosciuto. Se poteste dimenticare ogni cosa e non anticipare dimenticato l'esistenza .
nulla, vi trovereste automaticamente a passare attraverso quei Questo è il potere dell ' incertezza. Mantenersi nelle certezze
confini che vi fanno da schermo rispetto alla percezione di una significa vivere entro dei confini . Le cose di cui vi sentite si-
realtà superiore. Quella realtà superiore è avviluppata a quella curi hanno, in realtà, nuove qualità da mostrare. Diceva Mer-
familiare che vedete e nella quale vi muovete ogni giorno; non lino: «Dio ha fatto questo mondo . Quindi deve valere la pena
vi è alcuna distanza che le separi. Eppure potrebbero essere di mantenere la Sua attenzione. Se quello che vi circonda vi dà
lontane milioni di miglia. stanchezza o vi sembra vecchio e prevedibile , forse siete voi
Assieme all'abitudine e all'inerzia, la paura è molto legata che avete perduto la capacità di interessarvi». È difficile per
al mantenimento della realtà così com 'è sempre stata. Vi pro- l'ego accettare questo cammino nell ' incertezza, ma è l'unico
poniamo una versione della prova a cui è stata sottoposta Gi- percorso nel mondo del mago .
nevra. Una sera disponetevi, nella più assoluta oscurità , nel
mezzo di una stanza che conoscete bene. Poi mettetevi a cam-
minare, avvicinandovi più che potete agli oggetti della stanza,
senza toccarli . Noterete che anche nell 'ambiente più familiare ,
è piuttosto difficile camminare senza un certo senso di ap-
prensione. Molti di noi hanno un profondo timore della cecità
a causa dell'incertezza che produrrebbe; al pensiero di cadere
o di rovesciare qualcosa, il cuore si mette a battere forte.
Ma allora che cosa provate veramente se non che il cono-

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ricordare la paura e la pena che associ a esse.>> Il ragazzo era
troppo giovane per capire tutto quello che diceva Merlino, e
come fanno perlopiù i fanciulli, non affrontò domande più
profonde . Si fece bastare le spiegazioni di Merlino per qual-
che anno, finché non gli venne in mente che la morte poteva
colpire anche lui, non solo gli animali.
Intorno ai dodici anni, Artù disse: «Penso che avrò sempre
più paura della morte».
Merlino annuì. «Conoscendo sempre meglio il mondo, i
l maghi non si affliggono per ciò che è perduto, poiché tuoi ricordi riaffioreranno con sempre maggior vigore. Ma vi
solo ciò che non è reale può essere perduto. è dell ' altro. I mortali hanno paura della morte perché temono
di perdere ciò che possiedono. Se vedi un animale morto, non
Perdete tutto, ciò che è reale rimarrà.
puoi dire quale parte di esso sia morta. Dopo l'ultimo respiro,
Nelle macerie della devastazione e del disastro il corpo ha sempre Io stesso peso ; le cellule sono le stesse.
sono sepolti tesori nascosti. Quello che manca è solo il respiro e tutto quanto vi è collegato.
Quando guardate nelle ceneri, guardate bene. «Ma i mortali portano con sé oggetti e dimore. Hanno fa-
miglie ed esperienze amate. Tutte cose che hanno terribilmente
Come tutti i fanciulli, anche Artù dovette conoscere la morte. paura di perdere. Ma ti conftderò un segreto. Al momento della
Aveva quattro o cinque anni, quando Merlino lo trovò acco- morte non muore nulla. La morte è un inizio, non una fine.
vacciato nella foresta a osservare un mucchietto di piume gri- Quando i mortali ne hanno paura, si stanno aggrappando ai loro
gie, tutto quello che rimaneva di un passero. «Cosa gli è suc- ricordi. Nessuno sa davvero cosa sia la morte: Fai tua la visione
cesso?» domandò il ragazzo. del mago e dai il benvenuto a ogni perdita, anche a quella de-
«Dipende», rispose Merlino. finitiva della morte.»
«Da cosa?» «Ci proverò», promise dubbioso Artù, «ma trovo che tu ab-
«Da come lo guardi. Per la maggior parte dei mortali quello bia ragione. Ci sono un mucchio di cose che non voglio perdere.»
è un uccello morto. Con la parola 'morto' vogliono significare «Cerca, allora, di sentirti un po' meno attaccato a esse eri-
che la sua vita è stata distrutta. Le persone più sagge, tuttavia, corda: qualunque sia la cosa a cui ti aggrappi, è già morta poi-
guardano più in profondità. Vedono che la morte è soltanto un ché fa parte del passato. Muori a ogni momento e scoprirai La
cambiamento. La materia di cui era fatto l'uccello torna alla soglia della vita eterna.»
terra per mischiarsi con gli elementi che avevano dato vita alla
creatura.»
II ragazzo ci pensò su un momento. «Perché questa visione Comprendere la lezione
mi fa paura?»
«È la memoria. Che tu ne sia consapevole o no, fin dall'in- In un mondo in cambiamento devono esservi perdite e gua-
fanzia ti sei fatto delle idee sulla morte e il loro riaffiorare ti fa dagni. Secondo il giudizio dell'ego, guadagnare è bene e per-

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dere male, ma la natura non fa queste distinzioni. Finché vi è prima di abbandonare il tuo corpo, tanto meglio.»
creazione, dev'esservi distruzione. «Voi mortali vorreste abo- «È una gran fortuna per te non dover temere la morte», os-
lire la morte», diceva Merlino, «senza pensare al peso di per- servò Artù.
sone , animali e piante che la terra dovrebbe sopportare . Le fo- «È vero, ma io ho preso una decisione che perlopiù voi mor-
reste soffocherebbero per la loro stessa forza vitaJe, i mari tra- tali evitate. Ho deciso di cercare la morte e prenderla fra le mie
boccherebbero di creature in lotta per avere un po' di spazio e braccia come un'amante, mentre voi non fate che scappare da
di ossigeno e la delicata bellezza dell'equilibrio della natura lei, come se fosse un demonio . La morte è molto sensibile , e
andrebbe perduta .» se la demonizzate resterà in disparte e terrà per sé i suoi segreti.
Il ciclo di nascita e morte si trasforma in una questione di In verità, tutta la vostra paura della morte è una proiezione della
lotta e paura solo quando diventa un fatto personale. Dopo aver vostra ignoranza. Avete semplicemente paura di ciò che non
lottato tutta la vita per conservare ciò che ha , l'ego vede la conoscete .»
morte come la sconfitta definitiva. Per molti la paura della morte
è così grande da non poter essere affrontata. Viene ricacciata
nell'inconscio e negata in ogni momento della vita. Talvolta Vivere con la lezione
questo rifiuto viene intellettualizzato e la morte è vista come
un mistero metafisico che può essere soppesato a distanza di La morte è un evento definitivo, ma prima di essa vi sono
sicurezza. tante altre perdite di minore entità. Se vi soffermate un mo-
l maghi dicono che la morte è inconoscibile, ma per un mo- mento a pensarci, vedrete che il modello di perdita e guadagno
tivo diverso: poiché l'esperienza usuale, e con essa il nostro si- si ripete nel corso di tutta la vita. Quando si verificano, le per-
stema di conoscenza , si esaurisce con la morte. L'esperienza dite sembrano dolorose e l'ego inevitabilmente reagisce cer-
normale è orientata verso ciò che possiamo vedere , udire, toc- cando di aggrapparsi. Eppure passare dall'infanzia all'adole-
care, odorare e gustare. A tutto questo si aggiungono il pen- scenza è una perdita da un certo punto di vista , ma un guada-
siero e l'emozione. La morte implica la caduta dei sensi , l'ab- gno da un altro; con il matrimonio va perduta la vita da «sin-
bandono del mondo materiale e il passaggio a un nuovo tipo gle» , ma si guadagna un partner. Guadagno e perdita sono due
di percezione. «Se solo tu lo sapessi», disse un giorno Merlino , facce della stessa moneta. L'unica cosa nella vita che porta un
«io sono già morto.» guadagno assoluto è la consapevolezza, cioè l'oggetto della ri-
Artù replicò: «A me non sembra possibile. Per quanto ne cerca.
so, essere vivi vuoi dire mangiare, bere , dormire e avere delle «Non pensi mai che non puoi perdere nulla», domandò un
esperienze . Non è quello che, come me, fai anche tu?» giorno Merlino, «perché, innanzitutto, non c'è nulla che tu ab-
Merlino scosse la testa. «Perché pensi che vita e morte non bia mai avuto? L'unica cosa che hai veramente avuto è te stesso.
possano coesistere? Nel momento in cui faccio le cose che Il sé può trascorrere un po' di tempo in una casa o al lavoro,
dici, io sono anche in uno stato di consapevolezza , conscio di può passare del tempo in presenza di certi oggetti o con una
me stesso semplicemente come me stesso, mai nato e desti- certa quantità di denaro, ma con il tempo tutto cambierà. Al-
nato ad esistere per sempre. La scoperta di questa condizione lora tutto quello che resta è la memoria, un'immagine, un con-
è ciò che la morte dischiude. Se hai la fortuna di farla presto, cetto. Tutto questo non è reale; si tratta di finzioni della mente.

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I pensieri sono come ospiti: vanno e vengono finché tu sei lì. ricamare boccioli che non appassiscono mai, ma come potrai
Considera nello stesso modo oggetti e proprietà. Vanno e ven- pretendere che siano vivi?»
gono. Quello che rimane sei tu.» Analogamente, ogni volta che sentite il bisogno di control-
La vita è piena di avversità, piccole o grandi. L'ego si è lare e lottare, di tenere vincolati a voi oggetti, denaro o persone
assunto l'incarico di fare la guardia alla tua vita. Ti difende quando si allontanano, vi opponete alla forza universale che
da perdite e disastri e tiene alla larga il concetto della morte mantiene in equilibrio ogni cosa. «Prima di lasciar cadere il
finché può farlo. Ma il mago accoglie ogni avversità, ogni controllo, dovrai acquisire fiducia. Il tuo condizionamento ti
perdita, per le ragioni che seguono e che tu puoi rendere ope- porta alla diffidenza, perché voi mortali volete disperatamente
ranti nella tua vita: tutto nella creazione è fatto di energia. credere di essere al di fuori dei cicli della natura», diceva con
Dopo essere stata creata, ogni forma di energia deve conser- un certo divertimento Merlino. «Anche se i vostri corpi na-
vare se stessa per un certo tempo. Dopo un periodo di stabi- scono, invecchiano e muoiono, fantasticate di lasciare dietro
lità, la forza vitale desidera far entrare in scena qualcosa di di voi statue ed edifici immortali, gloria e forzieri pieni di ric-
nuovo. A questo scopo, i modelli vecchi e consumati devono chezze. Fate come credete, ma se volete evitare dolore e morte,
essere dissolti. per prima cosa dovete evitare l'illusione di non es ere soggetti
Questa dissoluzione ha luogo in nome della vita, poiché in- alla natura .»
torno a noi non vi è altro che vita. Ma l'ego si attacca a certe Quando cominciate a vedere i semi delle possibilità nelle
forme di energia che non vuole vedere dissolte. Un gruzzolo ceneri del disastro, allora sta nascendo, gradualmente, la fidu-
di denaro, una casa, una relazione, un governo ... sono, ognuna cia. Prima di tutto, osservate che i giudizi dell'ego su ciò che
a suo modo, forme di energia che cerchiamo di proteggere con- potete perdere sono falsi. «Il dolore non è la verità», diceva
tro il fluire del tempo. «Lottare fino alla morte» è un modo di Merlino. «È ciò che i mortali attraversano per trovare la ve-
dire che indica la determinazione a difendere qualcosa finché rità.» In secondo luogo, cercate l'altra faccia del disastro o della
la dissoluzione non sarà l'unica alternativa. perdita, il debole seme del nuovo che vuole trovare la luce.
In verità, queste lotte non sono necessarie. Non si può lot- «Quando cerchi nella cenere», ·ammoniva Merlino, «guarda
tare per far fiorire una rosa. Non si può lottare per far sì che un bene.» Infine, sostituite biasimo e rammarico con la consape-
embrione si trasformi in un bambino: sono cose che accadono volezza certa e serena che nel suo progetto la natura ha cura di
seguendo propri ritmi. Il vostro ego accetta senza difficoltà fatti voi: qualsiasi cosa abbiate perduto, si tratta di un danno tem-
come questi, ma non è così quando si tratta di somme di de- porale e irreale. Doveva andare così, non perché la natura sia
naro, immobili, relazioni e altre cose a cui si attacca . Il mago, crudele e indifferente, ma poiché ogni passo che fate verso il
però, vede la totalità della vita regolata dalle stesse leggi uni- reale è prezioso. In questa luce, comincerete a vedere che per-
versali. Dopotutto, l'ego non ha dovuto lottare per farvi venire dita e guadagno non sono che una maschera. Al di sotto vi è la
al mondo. stabile luce dell'eternità, che splende attraverso ogni cosa tes-
La lotta dell'ego è una forma di opposizione alla vita, poi- sendo l'unità a partire dal caos.
ché cerca di imporre una vita artificiale. «La natura si porta
via le cose perché ha buone ragioni di farlo al momento op-
portuno», diceva Merlino. «Se vuoi fiori fuori stagione, puoi

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Galahad restò di sasso. «Non capisco, mio signore», mor-
morò. Artù gli rivolse un'occhiata pungente e mandò via l'an-
ziana donna. «Fatene entrare un 'altra», ordinò. Questa volta fu
portata una bimba nata da poco. «Se non ti senti di servire Mar-
garet perché ti pare troppo vec~hia e brutta, vorresti servire
questa signora? È di nobile schiatta e devi convenire che è molto
bella.» Si trattava veramente di una splendida bambina, ma la
confusione di Galahad crebbe ancora di più. Scosse la testa.
«Questo amore di cui parli è un padrone difficile», disse
A mano a mano che conosci l'amore, diventi amore. Artù . Mandò a chiamare un'altra dama e questa volta entrò
Arabelle, una stupenda ragazza di vent'anni. Galahad le rivolse
L'amore è più di una semplice emozione. È una forza
uno sguardo e cercò di controllare la propria collera. «Mio si-
della natura e, quindi, deve avere in sé la verità.
gnore, è solo una fanciulla ed è la mia sorellastra.»
Quando pronunci la parola amore, puoi coglierne «Hai chiesto una dama da servire», replicò Artù, «e io sono
la sensazione, ma l'essenza non può essere detta. stato così generoso da presentartene tre. Ora devi decidere.>>
L'amore più puro si trova dove meno ci si aspetta: Galahad era stupefatto. «Perché ti prendi gioco di me in
nel non attaccamento. questo modo?» .
Artù sollevò una mano e, in un attimo , la grande sala st
Il più puro dei cavalieri che servivano Artù era Galahad, an- svuotò. l due rimasero soli. «Non mi sto prendendo gioco di
che se con il re aveva in comune l'essere nato fuori del matri- te», disse . «Sto cercando di mostrarti qualche cosa che mi è
monio . Il fatto che Galahad fosse figlio naturale di Lancillotto stata insegnata dal mio maestro Merlino.»
non era considerato una macchia, ma quando per il giovane ca- Alzando gli occhi, Galahad vide un'espressione raddolcita
valiere venne il giorno di diventare campione di una dama di sul volto del re . Artù proseguì: «l miei cavalieri servono le loro
corte, Artù aggrottò la fronte e scosse la testa. dame per amore, così dicono e, nonostante i voti di amore ca-
«Vorrei che non diventassi campione di nessuna dama», di- sto, spesso provano intense passioni per loro. Non è così?» Ga-
chiarò Artù. Galahad diventò color della porpora e balbettò: lahad annuì.
«Ma, mio signore, ogni cavaliere deve servire una dama con «E non è forse vero che più i cavalieri sono appassionata-
la purezza del proprio amore». mente vicini alle loro signore, più le servono con zelo?» Il gio-
«Che ne sai dell ' amore?» domandò Artù con un tono di voce vane cavaliere fece ancora cenno di sì. «Merlino mi ha inse-
così esplicito che Galahad diventò ancora più rosso. «Se sei gnato un altro modo di amare» , disse Artù. «Pensa a quella vec-
così desideroso di diventare campione di una dama, te ne pro- chia donna, alla bambina e alla ragazza che è tua sorella. Sono
porrò tre fra cui scegliere.» Il re fece entrare Margaret, una vec- tutte manifestazioni del femminile, e quando tali forme cam-
chia domestica con i capelli grigi e delle escrescenze sul naso. biano, quello che tu chiami amore cambia con esse . Quando
«Vuoi amarla e porti al tuo servizio, bel cavaliere?» domandò dici che sei innamorato, quello che in realtà affermi è che è
Artù. soddisfatta una certa immagine che porti con te.

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«È così che comincia l'attaccamento, con l'attaccamento a grande differenza è relativa all'attaccamento. Quando si dice:
un'immagine. Puoi proclamare di amare una donna, ma se lei «Ti amo perché sei mia/o», vi è l'attaccamento. In realtà que-
ti tradisce con un altro uomo il tuo amore diventerà odio. Per- sta forma d'amore è un prolungamento dell'ego, che pensa
ché? Perché è stata violata la tua immagine interiore, e dato sempre in base a categorie come «io», «me», «mio».
che era quell'immagine che tu amavi, il tradimento ti riempie «Voi mortali parlate d 'amore quando vi sentite completa-
di collera.» mente attaccati a un'altra persona», diceva Merlino. «Lavo-
«Che devo fare?» domandò Galahad . stra fantasia è di possedere qualcuno completamente o di es-
«Guarda oltre le tue emozioni che sono mutevoli, e chiediti sere completamente posseduti. Ma i maghi dicono che c'è
che cosa c'è al di là dell'immagine. Le immagini sono fanta- amore quando non provano nessun attaccamento, nessun senso
sie; le fantasie esistono per proteggerei da qualcosa che non di possesso.»
vogliamo affrontare. In questo caso è il vuoto. Mancando d'a- «Ma quella non è semplicemente indifferenza?» gli domandò
more per te stesso, crei un'immagine che ricopra quel vuoto . Artù.
Ecco perché in amore essere rifiutati o traditi provoca tanto do- Merlino scosse la testa. «L' indifferenza non ha energia, non
lore, perché porta alla luce la ferita aperta del tuo bisogno.» ha vita. L'amore di un mago è incredibilmente vivo e fluisce con
«L'amore è ritenuto bello ed è esaltato», di sse Galahad la- l'energia del cosmo. Perché ti accada una cosa del genere, devi
mentoso, «ma tu lo fai apparire orribile.» essere come un recipiente vuoto. I mortali sono così pieni del
Artù sorrise. «Quello che di solito passa per amore può avere loro ego che in essi non vi è spazio per null'altro. Un mago è
conseguenze orribili, ma non è la fine di tutta la storia. C'è un vuoto, quindi l' universo può riempirlo d'amore.»
segreto per amare. Merlino mi confidò quel segreto molti anni Merlino parlava dolcemente, quasi con tenerezza. «Per te è
fa, così come io ora lo consegno a te: quando sai amare una una splendida possibilità innamorarti. Di solito vivi sicuro fra
vecchia, una bambina e una ragazza nello stesso modo, sei li- le pareti del tuo ego. Ti piace quella sicurezza, quell'assenza
bero di amare al di là della mera forma . Allora l'essenza del- di vulnerabilità. L'innamoramento abbatte quelle pareti, almeno
l'amore, che è una forza universale, è priva di costrizioni den- temporaneamente. Sei esposto e vulnerabile, proprio quello che
tro di te . Non sei più legato alle cose, e questo è l'imperativo temevi, ma la straripante emozione dell'amore fa sì che que-
silenzioso cui l 'amore deve obbedire.» sta sia una condizione estatica, non dolorosa come pensavi.
Nella sua massima espressione, l'innamoramento è la condi-
visione dell'ignoto con un'altra anima, l'essere pronti a viag-
Comprendere la lezione giare insieme nel regno dell ' incertezza.»
I maghi non concepiscono forme d'amore più alte o più
Quando un mago parla dell'amore, si riferisce a qualcosa basse: quello è il linguaggio del giudizio e i maghi non giudi-
che è quasi l'opposto di quello che noi chiamiamo amore. Per cano. «Se il tuo nemico ti sbarra il passo e ti insulta», diceva
noi, l'amore è un sentimento fortemente personale; per un mago Merlino, «è un atto d'amore. Nel cuore del tuo nemico è nato
è una forza universale. Per noi l'innamoramento è una condi- un impulso d'amore che si è trasformato in odio passando at-
zione che con il tempo si affievolisce; un mago non s'innamora traverso lo schermo della memoria. Sono le esperienze passate
poiché è costantemente nel flusso de li' amore stesso. Ma la più a provocare l'alterazione o il capovolgimento dell'impulso d'a-

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more mentre esso affiora alla superficie, ma stai certo che , se amare il proprio Sé, cioè il proprio spirito. Se osservate one-
potesse essere incontrata alla fonte, ogni espressione sarebbe stamente il vostro passato, che raccoglie migliaia di ricordi,
d'amore.)> troverete un mondo composito: certe esperienze possono avere
Artù domandò: «È possibile costruire un ponte che colle- risvegliato amore per voi stessi o per altri , ma molte hanno
ghi l'amore dei mortali con quello che provi tu?» avuto tutt'altro effetto. Ricordi di vergogna, colpa, rifiuto, odio,
«Non c'è da costruire alcun ponte, poiché vi è solo un tipo risentimento e altri sentimenti non certo affettuosi non possono
d'amore)>, rispose Merlino. «L'amore individuale che tu provi essere trasformati in amore. Queste immagini sono quello che
per un'altra persona è una forma concentrata dell 'amore uni- sono. Accettatele e spostatevi verso un superiore senso di Sé
versale; l'amore universale è una forma più ampia dell 'amore non collegato ai ricordi.
personale. Se rimani aperto, puoi sperimentarli entrambi in La memoria non può che imprigionarvi nella dimensione
modo totale.)> soffocante del passato. Oltre la memoria vi è la silenziosa espe-
rienza dell'Essere, della semplice consapevolezza fine a se
stessa . Questo è il territorio dell'amore, la regione di voi stessi
Vivere con la lezione cui avete accesso attraverso la meditazione. Vi sono molti tipi
di meditazione, ma sia in Oriente sia in Occidente le tradizioni
Tutti, chi più chi meno, ci innamoriamo delle immagini. Le di meditazione si fondano sul principio che vi è un nucleo del-
portiamo dentro di noi, in attesa di trovare loro un riscontro nel l'Essere , o essenza, a cui si può avere accesso. Tale possibilità
mondo esterno. Di solito chi cerchiamo dovrebbe o riflettere non è data dal pensiero o dal sentire. Invece, meditando, si va
le nostre immagini, oppure dar loro lustro . Un tipo di amore direttamente nel silenzio dello spazio interiore.
cerca uno specchio, l'altro vuole aggiungere un pezzo man- Potete farvi un'idea di che cosa significhi andare oltre le
cante. In entrambi i casi sottintendono un senso di bisogno. Co- immagini praticando il seguente esercizio: con l'occhio della
noscendo la vostra incompletezza, cercate di ovviare alla vo- vostra mente, immaginate una bella donna o un uomo attraente,
stra mancanza attraverso qualcun altro. qualcuno che rappresenti il vostro modello ideale d'amore.
«Se vuoi sentire l'amore come lo sente Dio, devi riempire Cercate di averne un'immagine chiara e osservatela attenta-
ogni tuo vuoto, poiché Dio può amare solo dallo stato di pie- mente, poi cambiate le fattezze di quella persona, facendola
nezza)>, ammoniva Merlino. Per essere un perfetto amante bi- invecchiare fino a quando la bellezza svanirà, lasciando solo
sognerebbe non avere alcuna debolezza segreta, nessuna ferita un volto avvizzito e rugoso. Il vostro sentimento d'amore è an-
da far curare a qualcun altro. Cercare i propri vuoti è il primo cora intenso come all'inizio? Per molti è assai difficile pro-
passo, colmarli con l'Essere, o essenza, è il secondo. Di solito vare gli stessi sentimenti per un volto vecchio e solcato dalle
si definisce questo processo «imparare ad amare se stessh>, ma rughe. Potete ancora chiamarlo amore, quando basta un sem-
dobbiamo stare attenti a usare questa espressione. Troppo spesso plice mutamento d'immagine a provocare un cambiamento
diventa sinonimo di «imparare ad amare la propria immagine così grande?
di s6>. Agli occhi del mago l'immagine di sé non è che ego; è «Perché l'amore cambia?» domandò Artù.
la tappezzeria del rifiuto di coprire il vuoto dell'assenza. «Perché l'emozione dell'amore contiene sempre il suo op-
Imparare davvero ad amare se stessi significa imparare ad posto. L'amore più intenso maschera un odio della stessa forza>),

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disse Merlino. «L'unica differenza è che l'amore è già fiorito , narvi; la persona che odia può disperatamente volere amore,
mentre l'odio è ancora un seme.)) ma odia per l'avvilimento di non riuscire a attenerlo. Se smet-
Oppure cimentatevi con quest ' altro esercizio: tornate con tete di vedere l'amore solo come un'emozione, avrà senso af-
il pensiero a un giorno in cui qualcuno che amavate profonda- fermare che una forza universale attrae tutti: è l'amore del mago.
mente vi ha offeso. Può essere stato un momento di indiffe- Quindi dovremmo onorare ogni espressione d'amore, per quanto
renza, un tradimento, o semplicemente un atto che ha rivelato distorta possa essere. Pur essendo poche le persone in grado di
come la persona amata non fosse perfetta ma soltanto umana. sperimentare pienamente l ' amore universale , tutti siamo sulla
Se siete onesti con voi stessi, ricorderete con quale violenza e via che conduce a esso .
rapidità l'amore può trasformarsi in un sentimento diverso . L'a-
stio, la gelosia, la lacerazione o l'indifferenza erano già pre-
senti in forma di seme, nascosti alla vista da quell ' amore che
voi preferivate provare. Perché lo trovavate preferibile? A parte
il piacere, vi è un motivo: l'ego. L'amore che si aggrappa a
un 'altra persona riguarda, in realtà, voi stessi, poiché ciò che
Io tiene in vita non è la realtà della persona amata, ma qual-
cosa che vi incatena in ceppi strettissimi: il vostro bisogno di
possedere.
Quando pensate di possedere qualcun altro, in realtà state
trovando un modo per fuggire da voi stessi, evitando le vostre
debolezze e paure negate. Invece di confrontarvi con voi stessi ,
vi rivolgete allo specchio dell'amore e vedete una perfetta sod-
disfazione nelle emozioni che provate per la persona amata.
Questa non è una critica. Nella visione del mago , l' amore è
davvero un modo per raggiungere la soddisfazione perfetta, ma
non può accadere attraverso la fantasia. Lo specchio dell'a-
more è un modo divino per andare al di là dell'ego, ma solo
dopo che si è raggiunto il puro flusso dell ' Essere che giace
come un gioiello segreto in ogni sentimento d'amore.
«Ricorda)), diceva Merlino, «l'amore non è solo un senti-
mento, è una forza universale, e in quanto tale deve avere in sé
la verità.)) Se siete capaci di giungere a questa profondità, tro-
verete che ogni emozione non è che amore mascherato. Gelo-
sia e odio sembrano gli opposti dell'amore, ma possono anche
essere visti come modi distorti di tornare all'amore. La per-
sona gelosa cerca amore, ma ha un modo distorto di avvici-

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Artù indicò un punto a un centinaio di metri di distanza.
«Ma tu sai che il torrente arriva fino al mare, e il mare fino
all'orizzonte?» domandò Merlino. Artù annuì. Il mago prose-
guì: «Allora dopo l'orizzonte c'è il limitare del mondo e poi il
cielo, il sole, le stelle e lo spazio vuoto infinito come hai detto
prima?»
«Sì», replicò Artù. Ancora una volta il mago parve soddi-
sfatto e condusse il suo discepolo nella grotta di cristallo. «Ora
fin dove riesci a vedere?» domandò.
Al di là della veglia, del sonno e del sogno «È scuro e tutto quello che riesco a vedere sono le pareti
vi sono regni infiniti di coscienza. della grotta», di se Artù, «ma prima che tu me lo chieda, sono
Un mago esiste simultaneamente in tutti i tempi. d' accordo con te che fuori di questa grotta vi sono la foresta,
le colline, l'orizzonte, il cielo, il sole, le stelle e lo spazio vuoto.»
Un mago vede versioni infinite di ogni evento. «Allora non te lo dimenticare», disse Merlino alzando il
Le linee retti! del tempo sono in realtà fili di una rete tono della voce. «Non importa dove vai, la stessa immensità si
che si estende all'infinito. estende in tutte le direzioni. Tu sei il centro dell'universo, in-
dipendentemente da dove tu vada.»
La tunica di Merlino era ornata di stelle e pianeti, e il gio- <<Mi sembra un trucco», protestò Artù.
vane Artù si chiedeva il perché. «Lascia che ti faccia vedere», «No, sono i tuoi sensi a creare il trucco, perché ti fanno cre-
disse Merlino e lo portò con sé a sedersi sulla cima di una col- dere di avere una collocazione spaziale. In realtà, ogni punto
lina. «Ora dimmi qual è la cosa più lontana che vedi.» del cosmo è lo stesso; un fuoco dell'immensità in ogni dire-
«Vedo la foresta che si estende per miglia e miglia fino al- zione . Non esistono 'qui e là', 'vicino e lontano': per il mago
l'orizzonte. Più in là non riesco a vedere», disse Artù. esistono solo dovunque e in nessun posto. Sapendo questo, an-
«E ancora più lontano che cosa c'è?» domandò Merlino. che tu potrai indossare stelle e pianeti. Senza l'illu ione dei
«Il limitare del mondo, il cielo e il sole, suppongo», rispose tuoi sensi, capirai che stelle e pianeti sono proprio qui accanto
Artù. a te .»
«E ancora oltre?» «E quando lo capirò?» domandò il ragazzo.
«Le stelle, poi lo spazio vuoto che si estende all'infinito.» «Con il tempo. Quando il tumulto della tua anima si sarà
«E continuerebbe a essere vero se ti facessi voltare dall'al- placato, vedrai i cieli nel tuo stesso essere.»
tra parte?» domandò Merlino. Il ragazzo annuì. «Molto bene»,
disse il mago. «Ora segui mi.» Condusse Artù al ruscello dove
spesso si fermavano a riposare nel pomeriggio. «Ora qual è la Comprendere la lezione
cosa più lontana che riesci a vedere?» domandò Merlino.
«Non riesco a vedere lontano in un bosco intricato come Se crediamo nei nostri sensi, spazio e tempo non sono mi-
questo, vedo solo fino all'ultima curva del torrente laggiù.» steriosi. Dal culmine di una collina, possiamo vedere che la

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terra finisce all'orizzonte e il sole si alza nel cielo. Il tempo futuro con ogni tuo attuale desiderio reaHzzato. Riesci a ve-
passa secondo dopo secondo e si muove dal passato al futuro derti?»
in linea retta. Tuttavia per un mago tempo e spazio sono infi- Artù annuì, poiché aveva avuto improvvisamente una vi-
nitamente misteriosi. Un mago crede in un presente eterno, sione di Camelot in tutta la sua gloria.
vede che tutti gli eventi si verificano simultaneamente e che «Molto bene. Ora trattieni il ricordo di quel futuro e portalo
ogni luogo è lo stesso punto circondato di infinito. qui, nel presente. Lascia che, da ora in avanti, influenzi il tuo
«Lo spazio-tempo ordinario è un velo che non hai ancora comportamento. Se hai immaginato pace e serenità in una totale
penetrato», disse Merlino. «Finché fai affidamento solo sui tuoi assenza di paura, vivi così fin da ora. Ogni volta che dal passato
sensi, rimarrai al di qua del velo. Ma se ti staccherai dai tuoi affiorano impulsi conflittuali di ira , paura o avidità, lascia da
sensi, ti troverai in regni e mondi che per ora non puoi nean- parte quei ricordi e agisci, invece , sulla base delle tue memorie
che immaginare. Ogni regno è uno stato di consapevolezza, e del futuro. Lascia cadere il fardello del passato e fatti guidare
la scoperta di nuovi mondi dipende solo dal perfezionarsi della dalla tua visione di un futuro realizzato. Capisci cos'è successo?>>
tua consapevolezza affinché possa risvegliarsi a quelle realtà «Non ne sono sicuro», rispo e Artù.
che ci sono così vicine. In questo momento sia tu sia io pos- «Stai vivendo a ritroso nel tempo , proprio come un mago.
siamo vedere l' immensità in tutte le direzioni, ma ne facciamo Vivere oggi il sogno di domani è una possibilità sempre aperta.
un uso diverso.» Chi dice che devi vivere solo il passato? Vivendo avanti nel
Per utilizzare l'immensità, dovete operare una rieducazione tempo, i mortali sono sempre oppressi dal peso della memo-
a Livello della concezione mentale del tempo e deiJo spazio, non ria; lasciano che sia il passato a creare il presente.ll mago sce-
affidandovi alle percezioni grezze dei sensi. Già sapete che il glie di fare in modo che sia il futuro a creare il presente: ecco
limitare del mondo non è l'orizzonte, che non è il sole ad al- cosa significa vivere a ritroso nel tempo.»
zarsi nel cielo. Le conoscenze che si sono sostituite a queste «E quindi hai cambiato il passato, non permettendogli più
credenze errate possono sembrare acquisizioni solide, ma an- di influenzare le tue azioni nel presente», disse Artù.
ch'esse sono soggette al cambiamento. Per esempio, un mago «E attamente. Ma non è tutto. Il passato può essere cam-
vede il tempo come una fragile trama di fili tessuti momento biato in modo molto più profondo. Quando capisci che il tempo
per momento. Ogni volta che prendete una decisione, create una è un'invenzione continua della tua coscienza, ti rendi conto che
nuova linea di eventi a partire da quel momento; finché non non vi è passato. Vi è solo l'eterno presente che si rinnova al-
avete preso queiJa decisione, quel filo del tempo non esisteva. l'infinito. Adesso è l'unico tempo che esiste davvero. Il pas-
Vedendo il tempo secondo questa concezione, cioè in modo sato è memoria, il futuro è potenzialità. Questo momento è il
soggettivo e creativo, il mago può tessere la propria versione cardine di qualsiasi futuro che tu possa immaginare. Quindi
degli eventi e modificare il passato o il futuro. «Davvero è pos- cambia del tutto il passato vedendolo come qualcosa di irreale,
sibile cambiare il passato?» domandò Artù. un fantasma della mente.»
«Certo», rispose Merlino. «Voi mortali avete l'abitudine di Vivere a ritroso nel tempo non è una fantasia; infatti già ora
credere che il passato crei il presente e il presente crei il futuro. vivete una delle innumerevoli versioni del futuro. Nella vostra
Questo è soltanto un punto di vista arbitrario. Immagina per un coscienza avete modelli del funzionamento delle cose; questi
momento la tua versione di un futuro perfetto. Vediti in quel modelli vi consentono di proiettare le vostre aspettative avanti

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nel tempo. Potete sapere in anticipo che i vostri amici rimar- cercare di padroneggiare il vostro talento per le proiezioni. Vi-
ranno amici, che continuerete ad avere una famiglia e un la- vete l'ideale supremo adesso. Vedete un futuro basato sulla
voro. A un livello più profondo, il vostro modello di società vi convinzione che l 'universo ha cura di voi , che state evolvendo
suggerisce che il paese e il governo non verranno toccati da ec- verso la coscienza suprema, che l'amore , la verità e l'autoac-
cessivi cambiamenti, e così via. Al più profondo dei livelli, il cettazione sono già un vostro patrimonio. Per vivere fin da ora
vostro modello di realtà dà per scontato che gravità, luce e al- tali condizioni, non c'è bisogno di raggiungerle. Anzi, viverle
tre forze della natura non subiranno alterazioni. subito è il modo per raggiungerle.
Avere un modello che ci rassicuri sul modo in cui continue-
ranno a funzionare le cose è talmente importante dal punto di
vista psicologico che, se un cambiamento profondo o inatteso Vivere con la lezione
lo mette in discussione, noi ne soffriamo. Con un procedimento
analogo utilizziamo le proiezioni per migliorare la nostra vita. Come abbiamo visto, è di fondamentale importanza demo-
Tutti abbiamo desideri, sogni, paure e convinzioni: si tratta di lire le vecchie concezioni sullo spazio-tempo, poiché quello che
proiezioni dei nostri modelli interni che ci danno una sorta di è considerato «reale» in questo campo non è che una serie di pre-
seconda vita basata interamente sulla proiezione. Agli occhi del giudizi ereditati dall'infanzia. Spiega Merlino: «lo parlo di rete
mago le persone appaiono spesso come treni notturni che illu- del tempo, poiché mi vedo come un ragno al centro di tutti gli
minano con i loro fari la strada ferrata davanti a loro. Non ve- eventi, che partono da me come i fili di una ragnatela. Per creare
dono altro che i binari illuminati, senza prestare attenzione alle la rete sono necessari tutti gli eventi, così come ogni filo è ne-
infinite distese di possibilità che vi sono su entrambi i lati. cessario per creare la ragnatela, ma io posso scegliere, se lo de-
Paragonate i binari del treno al tempo. Il nostro ristretto sidero , di seguirne uno alla volta».! maghi non hanno difficoltà
senso del tempo è legato direttamente alla limitatezza delle no- a spostarsi dal tempo locale a quello universale, da una visione
stre credenze. Un pessimista è convinto che nulla andrà bene, delle cose in termini di eventi isolati a una complessiva.
e questo gli fornisce un modello a senso unico del futuro. Un'i- Come si può imparare a vedere il tempo nel suo insieme in-
dealista crede che i valori supremi siano destinati a prevalere, vece che come una singola linea retta? Nella storia , Merlino
e anche questo è un modello di futuro. Quando il pessimista ha mostrava ad Artù come vedere se stessi in quanto centro spa-
un colpo di fortuna o l'idealista non raggiunge i suoi obiettivi ziale dell'universo, indipendentemente dalla nostra colloca-
di perfezione, entrambi sovrapporranno i loro modelli alla realtà. zione. La stessa cosa può essere fatta con il tempo. Conside-
Dico questo non per criticare l'utilità dei modelli, ma per mo- rate questo momento, poi andate a ritroso tino a ieri, all'anno
strare la loro scarsa aderenza alla realtà. Invece di prendere di scorso, a dieci anni fa. Continuate a regredire fino ad arrivare
petto il presente, viviamo tutti a ritroso nel tempo , utilizzando alla vostra nascita, poi accelerate e osservate i secoli passati,
le nostre proiezioni sul futuro come guida nelle nostre azioni la preistoria, i primordi del mondo. Portate la linea del tempo
presenti. Ma, a differenza del mago, non lo facciamo coscien- fino alla formazione della Terra, la nascita del Sole, la nascita
temente. delle stelle. Dissolvendo le stelle e tornando all'universo pri-
Invece di essere succubi del vostro inconscio, che vi spinge migenio, arriverete al momento del Big Bang. Allora, con ogni
incessantemente ad abbracciare un futuro prevedibile, potete probabilità, la vostra immaginazione non riuscirà a produrre

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immagini di un passato ancor più remoto, ma non dovete fer-
marvi. Non c'è un vero inizio del tempo, poiché per ogni mo-
mento che chiamate inizio, potete ancora porre la domanda:
che cosa c'era prima?
Analogamente, se muovendovi dall'attimo presente, pro-
cedete verso il futuro, potrete arrivare a non percepire più al-
cuna immagine dopo esservi raffigurata la fine del mondo, la
fine del Sole, la fine delle galassie. Ma non vi sarà mai una fine
del tempo, poiché potete sempre chiedervi: che cosa succede
dopo? In breve, il tempo è un'eternità che si estende in tutt'e l ricercatori non si perdono mai, poiché lo spirito
due le direzioni, indipendentemente dal momento che scegliete è sempre in contatto con loro.
come origine. Questo suggerisce due conclusioni: voi siete il Il mondo dello spirito offre continuamente indizi
centro dell'eternità e tutti i punti del tempo sono, in realtà, lo ai ricercatori. Per quasi tutti i mortali questi indizi
stesso. Dev'essere così se l'eternità, a partire da qualsiasi mo- sono coincidenze.
mento, è sempre uguale. È stato detto che il tempo è il modo Per un mago non esistono coincidenze. Ogni evento
usato dalla natura per far sì che non viviamo l'esperienza di mette in luce un altro strato dell'anima .
<<tutto» simultaneamente. Si ppotrebbe anche dire che il tempo
è il modo con cui la natura ci permette di soddisfare i desideri Lo spirito vuole incontrarti. Per accettare il suo invito,
uno alla volta, cioè, in definitiva, nel modo più piacevole. devi essere indifeso.
Infatti ogni momento è ogni altro momento, e ciò che crea Quando ricerchi, inizia dal tuo cuore.
l'illusione di passato, presente e futuro è solo il fuoco della vo- La grotta del cuore è la dimora della verità.
stra attenzione. La vostra mente è la lama che taglia il conti-
nuum di spazio e tempo in spicchi precisi di esperienza lineare. Merlino aveva una strana abitudine: sembrava gioire dei
Quando sarete in grado di usare questo potere coscientemente, contrattempi che capitavano al giovane Artù. Se Artù tornava
sarete dei maghi. alla grotta coperto di tagli e abrasioni perché era caduto da un
«Scrivi la parola nowhere (in nessun luogo)>>, disse Mer- albero, il mago, in modo quasi impercettibile, mormorava:
lino ad Artù, «poi riscrivila come now here (adesso qui). In «Bene». Una volta, durante una furiosa tempesta, un fulmine
questo insignificante gioco di parole c'è la verità sullo spazio- colpì un vecchio sicomoro marcio che si abbatté sfiorando Artù.
tempo. Hai avuto origine in una continuità che non ha inizio «Ben fatto», borbottò Merlino.
né nello spazio né nel tempo. Essendo infinito ed eterno, non Sotto sotto, però, il ragazzo si sentiva amaramente ferito da
provieni da nessun luogo. Eppure questo continuum infinito ed quei commenti a bassa voce. Decise di non confidare più al suo
eterno si è manifestato come questo momento. La tua mente e maestro ogni sia pur piccola disavventura che gli fosse acca-
i tuoi sensi hanno localizzato l'eternità in un punto che è adesso duta, ma il giorno dopo, mentre stava tagliando legna vicino
e qui . Il rapporto fra nowhere e now here è il rapporto fra l'im- alla grotta, gli sfuggì di mano l'ascia. La lama aprì uno squar-
mensità e questo attimo che stai vivendo.» cio nella scarpa di Artù, mancando di poco le dita del piede. Il

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ragazzo urlò per lo spavento, Merlino arrivò prontamente e «Prestando più attenzione. Le azioni ritornano a noi di con-
guardando la scarpa espresse un commento positivo. tinuo da direzioni diverse . Vi sono numerosissimi tipi di cause
«Di bene in meglio», disse sottovoce. Artù non poté frenare ed effetti che agiscono intorno a noi: occorre essere molto vi-
il suo disappunto. gili per rendersene conto. Nulla è casuale neli 'universo. Le tue
«Perché sei contento quando mi faccio male?» urlò. azioni passate non ritornano per punirti, ma per sorprendere la
«Contento? Di che cosa stai parlando?» domandò Merlino tua attenzione. Sono degli indizi.»
che pareva genuinamente confuso. «Indizi? Di che cosa?»
«Credi che non me ne accorga, ma quando mi succede qual- Merlino sorrise. «Se te lo dicessi, l'indizio ne sarebbe rovi-
cosa tu sembri compiaciuto.» nato. Basta dire che non sei quello che pensi di essere. Vivi in
Merlino fece una smorfia. «Non dovresti origliare le con- molti livelli di realtà. Uno di essi è chiamato spirito. Immagina
versazioni che non sono per le tue orecchie, soprattutto se sono di non conoscerti in quanto spirito, ma che il tuo spirito ti cono-
conversazioni fra me e me.» Questa risposta ferì ancora di più sca. Che cosa vi sarebbe di più naturale da parte sua che man-
il ragazzo. Era tentato di scappare di corsa per allontanarsi dalla darti un richiamo? Gli indizi che cadono dal cielo sono messaggi
durezza di cuore di Merlino, quando il mago lo prese per una dello spirito, ma tu devi essere vigile per poterli percepire.»
spalla. «Ma tutto quello che ho fatto io è stato tagliarmi una scarpa
«Tu credi di capirmi, ma non è così», disse. Poi la sua voce· con l'ascia e rischiare di essere colpito da un albero che ca-
si addolcì. «Non mi rallegravo per la tua sfortuna. Mi ralle- deva. È stata solo una coincidenza che mi fossi messo sotto
gravo perché ti era andata bene. Se non lo sapessi, questi inci- quell'albero per ripararmi dal temporale .»
denti potrebbero avere avuto conseguenze ben peggiori.» «È quello che pensi tu, è quello che dicono sempre i mor-
«Vuoi dire che tu mi hai salvato dal pericolo?» domandò tali. Ma se guardi, vedrai che un indizio mascherato è presente
Artù stupefatto. Merlino scosse il capo. in ogni coincidenza. Dipende da te saperlo interpretare. lo, co-
«Tu hai salvato te stesso, o quanto meno stai imparando. A munque, ti dirò questo: se quell'albero ti fosse caduto addosso,
differenza di quanto credete voi mortali, non vi sono incidenti. o se oggi tu ti fossi ferito, io non mi sarei addolorato. Avrei af-
Esistono solo causa ed effetto, e quando la causa è lontana nel fermato: 'Non è facile dare retta allo spirito'. Dato che, però,
tempo, l'effetto arriva quando ve ne siete dimenticati. Ma sii stai riuscendo sempre meglio a evitare i disastri, posso dire:
certo che tutto quello che ti succede, nel bene o nel male, è il 'Sta imparando ad ascoltare'.»
risultato di qualche azione del passato.» Poiché era giovane e
aveva fiducia nel suo mastro, Artù non commentò subito que-
sta nuova nozione. Ci pensò su qualche secondo. Comprendere la lezione
«Tu stai dicendo che queste disavventure sono come un'eco.
Se io avessi lanciato l'urlo ieri e l'eco fosse ritornata solo oggi, Di tutti i mondi abitati dal mago, i due più distanti tra loro
potrei essermene dimenticato.» sono quelli della materia e dello spirito. Questi sono anche i
«Proprio così.» due poli della nostra esistenza. Finché gli opposti non si uni-
«Allora in quale maniera sto imparando a evitare queste rea- scono, è naturale passare da un polo ali 'altro, dalla fede allo
zioni ritardate, se me ne sono già scordato?» domandò il ragazzo. scetticismo. Al momento attuale vi è la tendenza ad allonta-

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narsi dal polo materialistico, anche se continua a dominare il teria, allora gli eventi accadono senza riguardo per l'esistenza
pensiero di tutti. Quando parliamo di causa ed effetto, inten- umana. D'altro canto, se ritenete che lo spirito sia la forza pri-
diamo dire che le cose materiali interagiscono: il Sole attira la maria dell'universo, allora l'apparente indifferenza della natura
Terra nel suo moto di rotazione, lo sfregamento della capoc- può essere una maschera o contenere un messaggio nascosto.
chia di un fiammifero produce una fiamma, un albero colpito l maghi vedono attraverso la maschera, trovano un messaggio
da un fulmine cade al suolo. Il fatto che questo teatro di cause dello spirito in ogni evento. Ma, finché la nostra percezione è
ed effetti sia abitato dagli esseri umani non fa alcuna differenza; offuscata, i messaggi rimangono camuffati.
le leggi della natura operano senza alcun riguardo alla nostra Ecco perché Merlino chiamava i messaggi indizi. Per avere
specie. degli indizi, deve esserci un mistero.ln questo caso, il mistero
Il mago non accetta questo punto di vista materialistico. Se- è come faccia il mondo a essere sia materiale sia spirituale nello
condo Merlino, ogni azione nella natura, per quanto insignifi- stesso tempo, come lo stesso atto possa sembrare sia il lavoro
cante, aveva un significato umano. Questo perché egli rivol- di un Dio totalmente indifferente sia il segno della sua amore-
geva la sua attenzione al polo opposto, il mondo dello spirito, vole presenza.
per trovare il luogo dove hanno in realtà inizio causa ed effetto. «Non indulgo in paradossi per il semplice gusto del par-
«Voi mortali avete bisogno di molta più vanità», disse ad Artù . dosso», disse Merlino. «La prospettiva è tutto. Se qualcuno
«Più vanità? Dici sempre che non è mai stato creato nulla corre verso di te con le braccia aperte, puoi considerarlo un at-
che fosse più intriso di vanità.» tacco se percepisci la persona come un nemico, oppure un ab-
«Sono ancora convinto che sia vero, ma se foste ancor più braccio se è un amico. Quando la madre gli pulisce la faccia,
vanesi, potreste vedere quanto siete unici. L'universo è orga- un neonato può urlare e scalciare, ma dal punto di vista della
nizzato intorno al vostro destino e obbedisce al vostro più pic- madre provvedere all'igiene del fanciullo è un atto d'amore.
colo capriccio, eppure voi continuate a lamentarvi che Dio e «Allo stesso modo, gran parte degli eventi che consideri
la natura sono totalmente indifferenti.» manifestazioni della sfortuna o addirittura punizioni divine,
«Se Dio non è indifferente, perché allora non mostra le sue sono in realtà prodotto della compassione, poiché Dio trova
intenzioni?» sempre i modi più gentili per correggere gli squilibri della na-
«Ah, devi metterti alla ricerca per capirlo. Forse il mondo tura. Siete voi che producete questi squilibri, che Lui deve pu-
non è altro che un divino giocare a nascondersi.» rificare al fine di salvarvi da una sfortuna peggiore.»
«Allora sarebbe un gioco molto crudele», disse Artù scuo- l ricercatori sono coloro che tentano di risolvere l'apparente
tendo la testa. «Non sarei troppo ben disposto nei confronti di paradosso dell'indifferenza e dell'amore di Dio. Essi guardano
un padre amorevole che rifiutasse di mostrarmi il suo volto. dentro le crisi che la maggior parte delle persone evita, poiché
Che significato avrebbe il suo amore?» dal dolore, dal fallimento o dal disastro si può cogliere la più
«Non essere così sicuro che sia stato lui a decidere», l'am- profonda verità. La soluzione di questo enigma vale l'impegno
monì Merlino. «Se Dio ha dato l'impressione di nascondersi, di un 'intera vita. «Non mi fraintendere quando dico che lo spi-
forse siete stati voi a mandarlo via.» rito lascia indizi dappertutto», diceva Merlino. «Non intendo
In questo passaggio Merlino affronta un problema di pro- affermare che gli indizi siano una cosa ovvia o che il mistero
spettiva. Se prendete in considerazione il mondo in quanto ma- possa essere risolto facilmente.»

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Vivere con la lezione cerca il contenuto. Si lasciano semplicemente trascorrere. Re-
stano privi di significato.
Se lo spirito dissemina indizi tutt'intorno a noi, come pos- È importante tenere presente che un altro aspetto di noi
siamo individuarli? Innanzitutto bisogna volerli vedere. Si pre- stessi, lo spirito, si manifesta attraverso i mascheramenti del
sentano con molti! forme: incontrare qualcuno a cui si stava mondo materiale. Se siete disposti ad accettare che lo spirito
pensando, sentire una parola che è appena passata per la mente, possa farVi un cenno, considererete gli indizi in modo diverso.
trovare un beneficio nascosto quando sembra che tutto sia an- Invece di essere coincidenze che svaniscono rapidamente dalla
dato nel modo sbagliato, avere l'impressione che le coincidenze vostra mente, essi cominceranno ad assumere risonanze spiri-
nella nostra vita siano troppe per essere solo delle coincidenze. tuali. A questa categoria appartengono, tra l'altro: l'esaudi-
Spesso è così che lo spirito comincia a parlare: si può dire che mento delle nostre preghiere, le esperienze vissute sulla soglia
questi siano i primi incontri . Anguste vie di fuga, incidenti for- della morte, le visioni dell'aura o luce divina e la percezione
tunati e intuizioni che si rivelano vere appartengono anch'essi della presenza degli angeli. Oggi certi eventi sono oggetto di
a questa categoria; in tutti questi casi, i normali modelli di causa inusitata attenzione, ma perlopiù sono ancora considerati «fe-
ed effetto sono portati al limite, talvolta spezzati. Se cercate di nomeni». Un fenomeno è per definizione impersonale. Un mago
applicare la logica secondo cui A determina B che provoca C, direbbe che questi indizi sono, in realtà, fortemente personali:
la spiegazione non sarà per nulla convincente perché queste essi hanno un ruolo di guida.
coincidenze sono troppo bizzarre e troppo personali. In realtà Finché non chiedete che vi venga rivelato, però, non ne po-
la domanda non è 'perché è successo?' ma 'perché è successo tete decifrare il significato nascosto. Diceva Merlino: «Non
proprio a me?'. aspettarti che lo spirito scriva un libro e te lo legga. La vita è
Ovviamente il vittimismo può generare la stessa domanda: creativa, così come lo spirito. Ogni indizio diretto a te è con-
'Perché è successo proprio a me?' Bisogna imparare a porsi la fezionato in base al tuo livello di consapevolezza. Sii grato che
domanda in un modo diverso, per semplice curiosità, scevra lo spirito rimanga fuori dalla vista, dietro l'angolo più vicino.
da vittimismo. L'ego pensa che gli avvenimenti strani o nega- Sii contento di essere un ricercatore per tutta la vita, infatti se
tivi non possano essere buoni. Eppure ogni avvenimento è utile. lo spirito rendesse manifesti simultaneamente tutti i propri se-
Talvolta lo spirito deve usare una gentilezza suprema: inse- greti, rimarresti con tanti piacevoli ricordi ma con un futuro in-
gnare per compassione una dura lezione per evitare eventi dav- differente e noioso».
vero disastrosi. E che dire dei disastri veri e propri? Data la Poiché lo spirito è in movimento e crea costantemente la
complessità della rete di cause ed effetti in cui ogni persona è vostra vita dalla sorgente invisibile di ogni vita, per compren-
coinvolta, questi eventi sono visti dal mago come il meglio che derne il modo d'agire dovete essere vigili in ogni momento.
lo spirito possa dare. Talvolta gli indizi colpiscono come folgori improvvise, talal-
Tuttavia negli indizi disseminati nella vita quotidiana non tra attraversano il vostro sentiero silenziosi come l'incedere
è sempre individuabile un contenuto spirituale evidente. Essi furtivo di un gatto prima dell'alba, e ancora sorridono e danno
non sono altro che un primo segnale, un invito al risveglio. un fremito di beatitudine. La grande gioia nell'attraversare il
Tutti riescono a riconoscere la bizzarria degli avvenimenti, ma mondo del mago è che tutto il mondo diventa vivo. Nulla è più
se questi non vengono considerati come indizi, non se ne ri- morto o inerte, poiché anche la cosa più insignificante può es-

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sere un indizio nella grande ricerca della vostra vera natura.
«Rispetta il tuo mistero. Non vi è nulla di più profondo», di-
ceva Merlino. «Ma non smettere mai di dare tutto te stesso per
strappare il suo velo. Ciò che rende ricca la vita è che, ogni
volta che un indizio viene riconosciuto,. essa ha sempre qual-
cosa di più da offrire.»

L'immortalità può essere vissuta nel mezzo della mortalità.


Tempo ed eternità non sono opposti. Poiché abbraccia ogni
cosa, l'eternità non ha opposti.
Allivello dell'ego, lottiamo per risolvere i nostri problemi.
Lo spirito vede che la lotta stessa è il problema.
Il mago è consapevole della battaglia fra l'ego e lo spirito,
ma capisce che entrambi sono immortali.
Ogni aspetto di voi stessi è immortale,
anche quelli che giudicate con maggiore durezza.

Quando era un giovanissimo re, Artù sentì parlare di un


pazzo che viveva nel profondo della foresta di Camelot. I suoi
consiglieri più saggi gli dissero: «Non prestare orecchio a que-
sti sciocchi racconti. È solo un tipo strano che si è andato a rin-
chiudere in una capanna e che presto morirà».
Ma ormai in Artù si era mosso qualcosa. Radunò i suoi ca-
valieri e si mise alla ricerca di quell'uomo. Dopo alcune ore,
il drappello reale giunse in una radura non lontana dalla strada
principale che attraversava la foresta. Nel mezzo dello spiazzo
c'era una capanna di fango e canniccio, messa insieme in modo
così approssimato che una gran quantità di rametti sporgeva da
tutte le parti. Artù scese da cavallo e si avvicinò. Non c'era
neanche una porta, solo una piccola finestra per lasciar entrare
un po' d'aria.

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«C'è qualcuno?» domandò il re. nostro figlio, rinnegherà questo mondo e non avrà più alcun
«Qualcuno che non è di questo mondo», rispose una voce contatto con esso. Ha detto: 'Per tutta la vita ho conosciuto le
fioca. sofferenze che Dio dà agli uomini, e non voglio avere più nulla
Artù si fermò a pensare un momento. «Parlerò con te, chiun- a che fare con esse. Se Lui non verrà a spiegarsi, la morte mi
que tu sia. Vieni fuori, in nome del re .» sarà del tutto indifferente' .»
«Io non ho re . Lasciami solo», ribatté la voce . Nonostante la drammaticità della storia, Artù non poteva
«Ma non hai nemmeno cibo e acqua . Ti serve aiuto», insi- far altro che sentirsi incuriosito per quello strano rapporto con
sté Artù. Dio. «È vero questo racconto?» domandò rivolto verso la ca-
«Non ho bisogno del tuo aiuto», disse la voce e poi non pro- panna. Il taglialegna Will non aveva nulla da dire e si limitò a
ferì più parola. Coloro che accompagnavano il re, imbarazzati rispondere con un lontano grugnito.
per il suo eccessivo interesse per un folle, volevano farlo an- «Passerò la notte qui a parlare con questo disgraziato», an-
dar via , ma Artù ordinò che chiunque avesse informazioni su nunciò Artù . Voleva rimandare a casa il drappello, ma i cava-
quell'uomo fosse portato davanti a lui . Alcuni cavalieri per- lieri non intendevano lasciare il loro re da solo nella foresta,
corsero la foresta e tornarono con una povera donna vestita di così alla fine li convinse ad accamparsi a una mezza lega di di-
stracci. stanza. La notte cadde rapidamente senza neanche il chiarore
«Questa è sua moglie», disse uno dei cavalieri lasciando an- della luna. Artù si sistemò vicino alla capanna e si avvolse nel
dare la donna spaventata e confusa. suo mantello per ripararsi dall'umidità .
«Non temere, rassicurati . Voglio solo aiutare tuo marito», «In un certo senso mi sento più vicino a te che a qualsiasi
disse Artù . altra persona del mio regno», cominciò. «Non è da molto che
La donna era ancora tremebonda , ma rispose: «Non mi con- indosso questi panni e sento profondamente la sofferenza che
sidera più sua moglie. Il mio Will ha giurato di rimanere rin- mi circonda. Ovunque vi sono poveri , malati e storpi, ma io
chiuso in quella capanna finché non riceverà un segno di Dio sono il loro re e la loro disgrazia è anche mia. Ho trascorso
oppure la morte lo prenderà con sé». notti insonni cercando di risolvere i mali del mondo. Però sem-
«Perché?» domandò Artù . bra che anche dedicando tutta la mia vita e la mia fortuna a
«Per il dolore, mio signore. Avevamo un figlio che lui amava combattere contro le disgrazie che vedo intorno a me, i semi
più di ogni altra cosa al mondo. Il mio Will è un taglialegna e del male tornerebbero a germogliare sempre più forti a ogni
un giorno era andato nella foresta con il nostro bambino che stagione, come il grano a primavera.»
aveva sei anni. Mentre Will era impegnato nel suo lavoro, il «lo sto aspettando Dio», lo interruppe improvvisamente la
ragazzino sparì. Lo chiamammo e lo cercammo disperatamente , voce dentro la capanna. «Non ho bisogno dei tuoi discorsi. La-
poi dopo un giorno trovammo il corpicino che galleggiava sul scia che sia Lui a rispondere.>>
fiume. Era annegato e mio marito non riesce a perdonarselo.» «È giusto», rispose Artù. «Ma permettimi di dire che mi
Artù fu molto rattristato . «Il dolore non è un motivo per uc- vedo rispecchiato in te. Avevo un maestro di nome Merlino e
cidersi», disse. lui mi disse che il male ha solo una soluzione, che non è la lotta,
«Lo dico anch'io», dichiarò la povera donna . «Ma lui ha ma capire che il male non esiste.»
giurato che finché Dio non verrà a dirgli perché ha portato via «Parole sciocche», disse la voce. «Trovati un altro maestro.»

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«Dammi ancora ascolto», lo pregò Artù. «Merlino diceva Diceva: 'Abbandona questa antinomia tra bene e male, smetti
che bene e male si scontrano continuamente. Sono stati origi- di morderti la coda come un cane e allontanati da tutto questo'.
nati migliaia di vite fa. E finché esisteranno la luce e l'ombra, Non posso parlare per te, amico mio, ma per me è questo il
esisteranno anche bene e male.» messaggio divino: Se Dio deve apparire a noi, non può che es-
«In questo caso dovresti disperarti e rinchiuderti in questa sere attraverso la nostra comprensione di ciò che è possibile.
capanna con me, poiché hai visto i veri sentimenti di Dio nei Il nostro arbitrio è libero e possiamo incatenarci per sempre al
confronti di questo mondo . Lui vuole che noi soffriamo», ri- ciclo di piacere e dolore. Ma siamo ugualmente liberi di al-
spose amaramente la voce. lontanarci e non soffrire più.»
Artù riprese: «Per molto tempo mi sono sentito come te, ma Artù si fermò, percependo improvvisamente quanto fosse
poi Merlino mi mostrò che nella vita vi sono due sentieri. Il strano parlare in quel modo a un povero disgraziato che non
primo è quello di chi cerca di ottenere il premio celeste: se vive aveva mai visto. «Scusami per aver disturbato il tuo dolore»,
nella virtù, potrà ottenerlo, ma anche in paradiso vi sono semi disse alla fine. «Ora me ne andrò.» L'uomo della capanna non
di insoddisfazione e, alla fine, per la noia o per la paura di non diede risposta.
meritare il regno dei cieli, prenderà la direzione opposta. Ca- Artù si alzò, si strinse nel mantello e si avviò verso la fore-
drà e si ritroverà all'inferno. Se c'è il paradiso, deve esistere sta. Si era allontanato di un centinaio di metri, quando percepì
l'inferno, ma è anch'esso temporaneo perché con l'andar del un bagliore dietro di sé e udì il crepitare delle fiamme. Temendo
tempo una persona si stanca dei suoi torme11ti e comincia ari- che l'uomo avesse dato fuoco alla capanna, tornò indietro di
salire. Quindi il primo sentiero che l'anima può scegliere è un corsa ma si fermò di colpo.
cerchio costante: dal paradiso ali 'inferno e ritorno» . La capanna era diventata una sfera brillante di luce bianca,
«Se quello che dici è vero, oltre a essere dannati siamo an- dalla quale scaturì un angelo che disse: «Dio mi aveva detto
che presi in giro», interloquì la voce con un'amarezza ancor che voi mortali conoscete un segreto, e come sempre aveva ra-
più profonda. «Chi può amare un padre che ti fa vedere il pa- gione. Sapete che Dio non sta semplicemente nei cieli, ma molto
radiso per poi rimandarti all'inferno?» oltre, nel regno del puro spirito». Con queste parole,l'angelo
«Hai ragione», disse Artù. «Il mio maestro metteva,in luce scomparve.
questo aspetto. Ma poi mi parlò di un secondo sentiero. La
chiave di questo sentiero consiste nel comprendere che para-
diso e inferno sono creati da noi stessi, siamo noi che conti- Comprendere la lezione
nuiamo a far funzionare il ciclo. Poiché crediamo nel duali-
smo, deve esserci il male in opposizione al bene, così come la Il significato di questa lezione è assai trasparente: nella vita
luce ha bisogno dell'oscurità, altrimenti non sarebbe luce. Con vi sono due sentieri. Il primo sentiero è quello che accetta il
questa consapevolezza, possiamo fare una scelta diversa.» dualismo come realtà, per il quale il bene e il male che incon-
«Quale?» triamo ogni giorno sono soltanto fatti e non dobbiamo impe-
«Rinunciare al dualismo, rifiutare sia il paradiso sia l'in- gnarci al massimo nella lotta quotidiana. Il secondo è quello
ferno. Merlino diceva che al di là del gioco degli opposti, vi è che vede il dualismo come una nostra scelta. Anche se nella
un regno senza tempo, di pura luce, puro Essere, puro amore. creazione tutto sembra avere il suo opposto, una cosa ne è priva:

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l'interezza. La totalità dello spirito non ha opposti poiché ab- fatto sì che esso dimorasse fra noi per innumerevoli ere. Di
braccia ogni cosa. Per scegliere il secondo sentiero, dovete vo- conseguenza, si può arrivare a un grande scoramento, come nel
ler rinunciare alla lotta contro il male. Questo è il sentiero del caso dell ' uomo rinchiuso nella capanna . Ma non a caso si chia-
mago. mava Will: il nostro libero arbitrio (jree wi/1) è quello che ci
Non vi è dubbio che vedendo il male, noi reagiamo con permette di spezzare il ciclo di bene e male. È la promessa di
paura e ira. Da questa reazione nasce la lotta, e poiché si vuole questa lezione. Il sentiero del mago è compassionevole, poi-
scacciare il male, essa sembra del tutto legittima. Ma se dices- ché risolve il problema della sofferenza a mano a mano che la
simo che paura e ira sono la causa del male? Se le nostre rea- luce dello spirito si fa sempre più vicina.
zioni continuassero ad alimentare lo stesso ciclo senza fine?
Da queste domande è nato il secondo sentiero. Non è che lot-
tare sia sbagliato, che dobbiamo sottometterei al male. Ma la
fine del male è una questione seria, e i maghi sono scesi nel-
l'arena del dibattito per proporre che una fine è possibile, an-
che se non attraverso i mezzi che abbiamo utilizzato per tanto
tempo.

Vivere con la lezione

Finché il dualismo fra bene e male rimane l'oggetto della


vostra esperienza, non potete rinunciarvi. Deve essere sosti-
tuito da un'esperienza più profonda, che trascende le parole.
/nterezza e spirito sono solo parole finché non diventano una
vostra realtà personale . Realtà significa sempre esperienza; di
conseguenza la questione è come fare esperienza di quel regno
di luce di cui parlava Merlino. «Sii paziente con te stesso. Ci
vuole tempo perché il dualismo svanisca», diceva il mago. «Poi,
automaticamente, vi sarà l'unità .»
Poiché lo spirito fa sempre cenni di richiamo, sono infinite
le opportunità di entrare in contatto con esso. I primi passi sono
già stati indicati: voler seguire gli indizi dello spirito, meditare
per trovare il puro silenzio interiore, sapere che la finalità dello
spirito è vera e che vale la pena di perseguirla.
La lezione ribadisce questi passaggi, ma aggiunge un nuovo
ingrediente. Il biasimo e la lotta nei confronti del male hanno

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«Come ti senti?» domandò Kay. Artù non sapeva cosa dire,
ma quando tornò nella stanza sussultò. «Fai luce più in alto»,
disse. Kay alzò la sua candela e il tenue bagliore rivelò tre og-
getti che erano apparsi sul letto di Artù: una bambola di paglia,
una fionda rotta e uno specchio incrinato.
«Li vedi?» domandò Artù con la voce alterata. Kay parve
confuso. «Li vedo, ma non mi dicono nulla.»
«Ho desiderato che Merlino venisse in mio aiuto e ora sono
apparsi questi oggetti. Questa bambola è stata il mio primo gi<r
l maghi non condannano mai il desiderio. È seguendo cattolo», disse Artù prendendo la in mano. «Avrò avuto due anni
i loro desideri che sono diventati maghi. quando Merlino la fece e me la diede. Questa fionda la costruii
Ogni desiderio è creato da un desiderio precedente. io con pelle di cervo e un ramo di salice. Avevo otto anni. Que-
La catena del desiderio è infinita. È la vita stessa. sto specchio rotto lo trovai nel bosco a dodici anni. Sai co-
s'hanno in comune?» Kay scosse la testa. «Ognuna a suo tempo,
Non considerate alcun desiderio inutile o sbagliato: sono state le cose più importanti che avessi mai avuto, e ora
un giorno ogni desiderio sarà soddisfatto. guarda.»
l desideri sono semi che attendono la loro stagione «Spazzatura senza valore», borbottò Kay.
per germogliare. Da un singolo seme di desiderio «Eppure vedere questi oggetti mi dà una gioia immensa,
si sviluppano intere foreste. perché ora so con certezza che Merlino mi ha guidato lungo
Vogliate bene a ogni desiderio del vostro cuore, questo percorso. Vedi, Kay, a due anni volevo solo giocattoli;
per quanto possa essere banale. a otto anni volevo solo cacciare passeri e scoiattoli; a dodici
Un giorno questi desideri banali vi porteranno a Dio. volevo solo guardarmi a1lo specchio per capire se le ragazze
mi trovassero bello o brutto. Tutte cose che mi sono buttato
Il giorno in cui Artù estrasse la spada dalla roccia fu un Na- dietro le spalle, eppure ognuna di esse è stata un momento fon-
tale miracoloso. Fra tutta la folla tumultuosa che era testimone damentale del mio cammino. Anche se oggi essere re è il mio
di quell'evento, nessuno fu più sorpreso dello stesso giovane unico desiderio e il mio unico destino, un giorno getterò via la
Artù. Dov'è Merlino? pensò. Era sicuro che il mago avesse corona.»
prodotto quel fatto glorioso con un sortilegio. Ma Merlino non Kay era un uomo dall'animo semplice e valoroso, estre-
si fece vedere. mamente rispettoso della dignità del suo re. Era sconcertato.
A notte fonda, molto tempo dopo che tutti erano andati a «Perché si dovrebbe gettare via la corona?» domandò stupe-
dormire, Artù era ancora sveglio e si chiedeva se davvero il suo fatto.
destino fosse di essere re. «Ho bisogno di te, maestro», pregò. «Perché viene un momento in cui anch'essa è banale come
Improvvisamente comparve una luce sotto la porta. Artù balzò una bambola, inutile come una fionda rotta e vana come uno
in piedi e l'aprì, ma il mago non c'era. Era Kay, il suo fratello specchio. Io penso che questo sia ciò che Merlino voleva mo-
adottivo. strarmi.»

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Comprendere la lezione «Quelli non sono che modi. di usare il desiderio», puntua-
lizzò Merlino. «Come sempre vi è un mistero che solo il ri-
Il desiderio ha un posto particolare nei nostri cuori, poiché cercatore saprà risolvere. Il desiderio può essere considerato
anche se nella vita ognuno di noi passa da un desiderio all'al- un bene, un male o nessuno dei due? Ti darò un indizio. Per
tro, i desideri vecchi vengono gettati via come se non avessero scoprire la vera natura del desiderio, devi cominciare senza
mai contato nulla. Indipendentemente da quanti vengono sod- giudicare. Onora ogni tuo desiderio. Abbi cura dei desideri del
disfatti, i desideri non si esauriscono mai e, nello stesso tempo, cuore . Non lottare per avere quello che vuoi; abbi fiducia: il
non v'è desiderio che duri tanto a lungo da consentirci di !a- tuo spirito supremo ha posto il desiderio dentro di te, quindi
sciarlo completamente dietro le spalle. lascia che sia lui a fare in modo che i tuoi desideri si avverino.
Diceva Merlino: «Sei semplicemente umano ed è nella tua Potrai scoprire che il male non è il desiderio in se stesso, ma
natura volere sempre di più. Il desiderio è ciò che ti spinge le lotte che per causa sua dividono gli esseri umani .»
avanti nella vita finché non arriva il momento in cui desideri Il mago non lotta per fare a modo suo, per afferrare , per vin-
una vita più elevata. Quindi non vergognarti di volere tanto, cere o possedere, poiché vede il desiderio in un contesto più
ma non prendere in giro te stesso pensando che quello che vuoi ampio creato dallo spirito. «Visto per quello che è veramente,
oggi ti sarà sufficiente domani». il desiderio esprime il tuo bisogno fondamentale di raggiun-
È ovvio che i desideri non finiscono mai, tuttavia questo gere la perfezione . Dal momento in cui sei nato, non vi è mai
non ha impedito a certe persone, perlopiù di grande spiritua- stata speranza che tu potessi realizzarti attraverso il possesso,
lità, di cercare di rinunciare al desiderio. In Occidente, i cri- gli obiettivi raggiunti o lo status sociale. Nella dimensione este-
stiani condannano la debolezza della carne a causa dei desideri riore non vi è nulla che serva a qualcosa.»
che la generano; in Oriente, il buddismo biasima il desiderio «Allora perché Dio ha creato tanti oggetti del desiderio?»
perché è la radice dell'eterno ciclo di piacere e dolore. Ma agli domandò Artù.
occhi del mago non vi è alcun motivo per giudicare negativa- «Perché no? Se vale la pena di volere, che c'è di sbagliato
mente il desiderio. a volere più cose di questo mondo?» rispose Merlino. «Consi-
«Quando uscirai nel mondo», disse Meri ino al giovane Artù, dera il desiderio come la voglia di ricevere quello che Dio in-
«coglierai un premio desiderato da tutti gli uomini. Per questo tende dare. Questo mondo è un regalo; il Creatore non è stato
migliaia di persone si rivolteranno contro di te e ti costringe- costretto a farlo . La generosità di Dio è limitata solo dalla tua
ranno ad anni di lotta per la tua corona.» capacità di ricevere.»
«Allora non prenderò la corona», disse Artù colto da tur- «Sarà così, ma perché Dio non si è limitato a fornire un cam-
bamento. mino che arrivasse direttamente a Lui?» domandò Artù.
«No, non è questo il modo», replicò Merlino. «II desiderio «L'ha fatto. IJ desiderio è il cammino diretto , poiché non vi
spinge i mortali in ogni tipo di confusione, ma l'esistenza del è percorso più rapido verso Dio che i tuoi desideri e i tuoi bi-
desiderio fa parte del progetto divino .» sogni. Perché Dio dovrebbe darti qualcosa prima che tu lo vo-
«Ma il desiderio acceca la gente, la rende egoista. Come tu glia? Quando osservi i tuoi desideri e li giudichi negativamente,
stesso hai previsto, stimola la violenza. Crea ignoranza e spinge ti sei mai chiesto perché lo fai? Giudicare il desiderio è giudi-
gli uni contro gli altri.» carne la sorgente, cioè te stesso; avere paura del desiderio si-

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gnifica avere paura di se stessi. n problema non è il desiderio, sona a una fase naturale in cui diventa unicamente importante
ma ciò che accade quando i desideri sono bloccati o frustrati. il desiderio di Dio. «Non aver paura di diventare un cercatore
Allora cominciano la lotta e il giudizio. di Dio», disse Merlino. «Sei stato un ricercatore fin dalla na-
«Se tu potessi escogitare un modo per soddisfare tutti i tuoi scita, solo che il tuo primo Dio sono stati i giocattoli, poi l'ap-
desideri, cioè quello che Dio ha in mente per te, ti renderesti provazione, poi il sesso, il denaro, il potere.
conto che senza desiderio non potresti crescere. Immagina di «Hai voluto e adorato queste cose con grande passione. Gioi-
essere un fanciullo che non abbia mai voluto far altro che di- sci quando corrispondono ai desideri del momento, ma sii pronto
vertirsi con i giocattoli; se non fossero sorti dentro di te desi- a lasciare che si dissolvano. Il grande problema che dovrai af-
deri sempre nuovi, saresti intrappolato in un'immaturità per- frontare non sarà il desiderio, ma l'attaccamento, il rimanere
petua.» aggrappato quando il flusso della vita vuole che tu lasci an-
dare.»
L'esercizio di questa lezione è un esperimento con il pen-
Vivere con la lezione siero. Mettetevi seduti e pensate alla cosa che in questo mo-
mento desiderate con più intensità. Forse è quella certa auto-
Il discorso di Merlino sul desiderio tocca un punto nevral- mobile o una vita nell'abbondanza, oppure il successo in una
gico, poiché viviamo in una società in cui si può disporre di relazione. Pensate qual è un vostro particolare obiettivo in que-
una quantità sempre maggiore di oggetti materiali. Questo, sto momento, in modo da poter percepire tutta la potenza in-
però, non ci rende perfettamente felici. Spesso l'abbondanza sita nel tentativo di realizzare un desiderio.
cela un vuoto spirituale. Non è che volere una casa, un'auto- Poi fate riaffiorare un desiderio del passato che si sia avve-
mobile e un conto corrente sia sbagliato o vergognoso. Il vuoto rato. Potrà essere la vostra automobile nuova, la realizzazione
spirituale non è stato creato dal fatto di volere cose materiali. di un progetto o una somma di denaro. In rapporto al vostro
È stato creato dall'aspettativa che gli oggetti esterni facessero desiderio attuale, quello vecchio sarà diverso. Non sarete preda
quello che non possono fare. Non possono soddisfare i biso- della stessa bramosia perché avete già provato quella soddi-
gni dello spirito.ll detto secondo cui è più facile che un cam- sfazione. In questo contrasto, state facendo esperienza dello
mello passi attraverso la cruna di un ago piuttosto che un ricco svolgersi della vita. Il desiderio di ieri ha avuto il suo impulso,
entri nel regno dei cieli non è una condanna della ricchezza. e oggi quello stesso impulso si è mosso verso un altro deside-
Mette semplicemente in luce che il denaro non ha valore spi- rio. Tutto questo non è casuale. È ciò che vi ha portato dai de-
rituale. Non è la porta del paradiso. sideri infantili a quelli della fanciullezza, a quelli dell'adole-
l maghi hanno sempre insegnato che il desiderio deve es- scenza, a quelli dell'età adulta.
sere visto come un sentiero. All'inizio i desideri riguardano Il cammino del desiderio è incredibilmente potente e non si
condizioni come il piacere, la sopravvivenza o il potere. Ma arresta mai; sono solo gli oggetti del desiderio che cambiano.
con il tempo il sentiero del desiderio porta oltre queste gratifi- Quello che il mago osserva è che allivello più profondo i no-
cazioni. Non sono desideri vili ma soltanto primitivi. Così come,~ stri desideri contengono l'impulso evolutivo della vita. Voler
a una certa età, il fanciullo non è più interessato ai giocattoli, vivere non è solo istinto di sopravvivenza: è un sentiero che si
il desiderio di avere sempre di più finisce per condurre la per- apre. La vita non vuole restare bloccata, ecco perché Merlino

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afferma che in rapporto al desiderio i problemi affiorano solo tiero del desiderio diventa una gioia, poiché è la via più breve
quando vi è qualche ostacolo. Un bimbo sano impara che tutto e naturale per arrivare a Dio. Nessun desiderio è banale, poi-
quello che vuole è buono se sua madre è contenta di soddisfare ché ogni desiderio ha un significato spirituale. Ognuno è un
quei bisogni. piccolo passo che conduce al giorno in cui arriverete a desi-
Se fin dai primi momenti si stabilisce un modello positivo derare la soddisfazione suprema: conoscere la vostra natura
di desiderio, il bimbo crescerà con desideri naturali che si ac- divina.
cordano ai suoi bisogni reali. Infatti, in una persona psicologi-
camente sana, i desideri producono vera felicità. Ma se al fan-
ciullo viene imposta la concezione contraria, secondo la quale
i desideri sono una cosa di cui vergognarsi e solo a caro prezzo
trovano soddisfazione, allora il desiderio non si svilupperà in
modo sano. Con l'andare degli anni, l'adulto continuerà a cer-
care soddisfazione al di fuori di sé, vorrà sempre più denaro,
potere o sesso per riempire un vuoto che nell'infanzia è stato
prodotto nel suo senso di sé, poiché la sua personale percezione
dell'essere è considerata sbagliata.
In casi estremi, il desiderio diventa tanto distorto da tra-
sformarsi in bisogno di uccidere, rubare, perpetrare violenza e
così via. Questi desideri possono provocare danni inenarrabili,
sia dal punto di vista personale sia da quello sociale. Eppure,
vedendo un assassino o un ladro, nessuno sa qual è il punto in
cui i suoi valori si sono smarriti. Per il mago tutti i desideri
hanno la stessa origine: il punto dove la vita vuole semplice-
mente esprimere se stessa; il problema nasce quando il desi-
derio viene ostacolato o condannato. Le espressioni insane del
desiderio sono il riflesso dello stato di malessere di una pskhe
che, come capita a tutti noi, ha un disperato bisogno di cono-
scere se stessa ma, almeno nel momento in cui ne stiamo par-
lando, non vi riesce.
Quindi è di vitale importanza prendere contatto con la na-
tura del desiderio, capire che nel piano divino tutti i vostri de-
sideri esistono al fine di avverarsi. Dio non vi impedisce di
avere quello che volete. Siete voi, nel profondo, a credere di
non meritarlo. Questo giudizio su di sé blocca il flusso natu-
rale della vita, ma quando i blocchi siano stati rimossi, il sen-

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puoi solo camminarci sopra. Dal punto di vista spirituale sei la
polvere della strada, l'inquietudine del vento . Voi mortali co-
struite case per proteggervi dal mondo. Per un mago la casa è
questo attimo, e gli attimi sono sempre in movimento ... »
«Sulla strada del tempo», disse Artù terminando la frase. Sa-
peva a memoria gran parte di ciò che Merlino gli aveva insegnato.
«Sì», convenne Merlino. Poi entrambi tacquero. Il ragazzo
sbirciò con la coda dell'occhio per vedere se Merlino fosse un
po ' triste o almeno confuso per il loro addio. Non era né l'uno
Il sommo bene che potete fare per il mondo né l'altro.
è diventare un mago. «Vedo che non mi credi», disse Merlino, «ma allontanarti
da me è il più grande regalo che posso farti.» Involontaria-
Era l'ultimo giorno che avrebbero passato insieme. Il gio- mente, i piedi del ragazzo cominciarono a muoversi. Dopo un
vane Artù si trovava a lato della strada che conduceva fuori centinaio di metri, la strada svoltava e, a ogni passo in quella
della foresta. Alzando la testa a guardare al di sopra della sua direzione, Artù aveva l'impressione di cambiare un po'. Gli
spalla, cercò la radura di Merlino, ma non c'era più. Nel corso anni che aveva trascorso con Merlino svanivano come in un
della notte era cresciuta una chiazza intricata di vegetazione sogno, mentre cresceva il suo desiderio di conoscere il mondo.
arborea e aveva inghiottito la radura e, con essa, l'ingresso della Quando arrivò alla svolta, non stava più nella pelle dalla
grotta di cristallo. Artù sentiva una stretta al cuore, sapendo voglia di vedere che cosa vi fosse dopo. Tutta l'azione e il de-
che quella perdita non era solo sua, ma dell'intera umanità. siderio di un mondo che non aveva mai conosciuto divennero
«Non tornerò più, vero?» domandò. Merlino, che gli stava qualcosa di cui voleva essere parte; i suoi piedi sembravano
accanto, scosse il capo. volare per l'impazienza di uscire dalla foresta. L'immagine
«Non ce n'è bisogno. Con me hai finito.» stessa di Merlino svanì dalla ua mente, finché non restò altro
Non credo che sarà mai finita, pensò Artù. Gli sembrava che una voce che indugiava a dire: «Ti ho condotto nei luoghi
che, anche dopo tutti quegli anni, le cose da chiedere al suo segreti della tua anima, ora dovrai trovar! i di nuovo, questa
maestro fossero più numerose del primo giorno. Leggendo nella volta da solo». Poi anche quella voce scomparve. Il ragazzo
sua mente, il mago disse: «Volevo darti un regalo d'addio e oltrepassò la curva, fece volare uno sbuffo di polvere con un
non ho trovato niente di meglio che questo». Indicò la strada calcio e sorrise. Seppe improvvisamente che ogni volta che
sotto i loro piedi, anch'essa apparsa durante la notte. «Le strade avesse visto una strada avrebbe pensato a Merlino.
sono il segno del mago. Lo sapevi?»
«NO.>>
«Allora ricorda quello che ti dico. Un mago è una persona Comprendere la lezione
che impartisce il suo insegna.mento allontanandosi a piedi, e
quando anche tu ti allontanerai a piedi sarai un mago. Forse Calcare una strada è segno di distacco, e i maghi insegnano
immagini di possedere una parte di questo mondo, ma in realtà che nel distacco risiede la vera libertà. Come un mago, la per-

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sona libera vive nello spirito ed è capace di compiere molto testato, poiché la terra non protesta mai. Essa è al sicuro nel
più bene di quanto se ne possa mai fare al di fuori dello spirito. suo spirito. La sicurezza nello spirito è ciò che la terra ha da
La società non è ancora disposta ad accettare questo punto di insegnare a voi mortali. Ma se vi incollerite per il male che sen-
vista , perché voi e io e tutti quelli che conosciamo siamo stati tite e che vi è stato semplicemente restituito dalla roccia, sa-
condizionati ad altre credenze . Siamo attaccati a ogni cosa e rete tentati di ignorare lo spirito. Vorrete fare a pezzi la roccia,
siamo convinti che l 'attaccamento sia ciò che fa funzionare la distruggerla e usarla a modo vostro , tutto perché la terra è così
nostra vita. gentile da non urlare quando la prendete a calci.»
Il nostro senso di attaccamento inizia con il rapporto con È nella natura dello spirito di non protestare . Non vi è al-
questa terra. I mortali, dicono i maghi, vivono nell'illusione di cun modo di fare male allo spirito , e anche se gli esseri umani
possedere il mondo o di controllarne il destino . Per come la ve- hanno inflitto danni incalcolabili alla Terra, alla fine siamo sem-
dono i maghi, il mondo ha uno spirito che sovrintende al no- pre noi che facciamo male a noi stessi. Non rispettiamo il no-
stro benessere. In esso troviamo rifugio e ci è consentito di for- stro spirito. Ci trattiamo con rabbia e paura . «Avete perduto la
giare il nostro destino . Ma lo spirito non può essere posseduto fede nella fede», disse Merlino . «Non avete più fiducia nella
o controllato. «Tu vuoi avere tutto il mondo , non è vero?» do- fiducia.» Questo significa che le qualità dello spirito, e fra esse
mandò Merlino ad"Artù . l'amore, la fede e la fiducia, devono essere conosciute ed espe-
«No, credo di no», rispose il ragazzo. rite prima che possano fare del bene .
«Oh , credimi, è così. Voi mortali siete come una scintilla Gran parte delle persone lottano contro la loro volontà; fanno
che darà fuoco a un campo intero. La scintilla sembra piccola, ricorso alla paura e all'ira poiché sentono che questi percorsi
ma si espande a dismisura.» sono stati instillati a forza in loro. La disposizione a vivere in
«Vuoi dire che distruggeremo il mondo?» domandò Artù. pace dipende dal fatto di non essere guidati da queste energie
«Dipende. Lo spirito non può essere distrutto, e se arrivi a negative, e questo può accadere solo quando si intraprende il
vedere te stesso in quanto spirito, ti unirai allo spirito della sentiero del mago. «Se vuoi fare il bene del mondo, sii com-
terra. L'alternativa è ignorare lo spirito, e se scegli questo per- pletamente altruista e diventa un mago», disse Merlino. «Se
corso, non avrai alcun rispetto per la terra . Il suo dolore ti ap- vuoi fare il bene di te stesso, sii assolutamente egoista e diventa
parirà come una remota realtà.» ugualmente un mago.» Questo può sembrare un paradosso, ma
Merlino indicò una grande roccia. «Dalle un calcio», disse. in ultima analisi ogni spirito è spirito. Calcate la terra come in-
Artù fece come gli era stato detto. dividui, ma anche come parte della terra stessa. Quindi seri-
«Ahi», gridò. trovate voi stessi, ritrovate il mondo.
«Strano», commentò Merlino. «È la roccia che ha ricevuto
il calcio, ma sei tu quello che ha urlato.»
«Che cosa c'è di strano?» borbottò Artù, indispettito per- Vivere con la lezione
ché sospettava che il mago gli avesse fatto dare alla roccia un
calcio più forte di quello che lui avrebbe voluto. I maghi non sono contrari alle buone azioni. Distacco non
«Questa è una lezione sullo spirito. Quando hai dato il cal- significa indifferenza. «Quando vedi la sofferenza, vai a dare
cio alla roccia, hai fatto male a te stesso. La roccia non ha pro- sollievo», diceva Merlino, «ma fai in modo di non tornare in-

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dietro con la sofferenza addosso.» Questo consiglio va diritto fuori» tranne Io specchio di ciò che è «qui dentro». Se volete
al cuore della compassione. L'etimo della parola compassione tornare a casa, abbiate chiaro che la casa è questo attimo pre-
è «patire con», e questo è il modo in cui gran parte di noi la in- sente.
terpreta. Riteniamo che una persona compassionevole si fac- Tutto il potere e la realizzazione agognati dagli esseri umani
cia carico della sofferenza altrui, ma se fosse così, la compas- esistono nell'attimo presente. Nell' «ora» vi è una tremenda
sione raddoppierebbe la sofferenza del mondo, senza dare al- energia, più grande di quanto la mente possa immaginare. Nulla
cun sollievo. è più vicino, eppure nulla scivola via così velocemente. Que-
La vera compassione non è negativa. Possiamo sentire il sto è il mistero e il paradosso. Per venirne a capo, dovete ca-
dolore degli altri, ma rimanere sicuri nello spirito. È così che pire che voi siete questo momento. Thtto il potere qui presente
la terra si comporta nei nostri confronti. Anche se è sul palco- deve essere trovato interiormente. A ognuno capita di avere
scenico del pianeta che si interpreta il dramma delle umane vi- giornate piene di energia, entusiasmo e ottimismo, e altre se-
cende, con il sangue versato nei campi e le colate di cemento gnate dalla fatica, dalla confusione e dal pessimismo. Qual è
sulle spiagge a esibire ricchezza, la terra è distaccata. Le fore- l'origine della differenza? C'è chi pensa che la risposta si trovi
ste, i campi, le spiagge e le montagne non sorgono e non ca- nei cicli corporei, chi opta per un gioco di forze casuali, chi per
dono a causa nostra. il destino, chi per la fortuna. Ma i maghi affermano che lari-
Se non accettate che la terra abbia uno spirito, questo di- sposta si trova nella vostra capacità di essere presenti. Quando
stacco diventa indifferenza. Nel nome deU'indifferenza, la terra siete nell'attimo, toccate la fonte della vita. Il tempo fluisce da
è stata spogliata. La compassione per la terra è possibile sol- questo momento e non da un altro. Quindi se volete cavalcare
tanto quando unite il vostro spirito al suo. la cresta del tempo, avete bisogno di tutta l'energia che potete
Che cosa è necessario per incontrare lo spirito della terra? avere, e l'energia si trova ne li 'attimo.
Questo libro tenta di dare una risposta. Il sentiero del mago co- Non vi è nulla che si possa fare, ma si può provare stupore
mincia nel mito, nella memoria profonda dell'umanità, quando di fronte al trascorrere dell'attimo presente. Potete darvi una
ancora noi crescevamo nelle foreste primordiali. Allora Mer- risposta con un semplice esercizio. Mettetevi seduti e consi-
lino rappresentava uno spirito della natura dotato di grande ma- derate il funzionamento della memoria. Che cosa fate quando
gia e potere. Oggi non vi sono spiriti della natura perché i mor- incontrate qualcuno di cui conoscete i tratti del volto ma non
tali hanno deciso di separarsi da essa. L'antico impulso a vi- ricordate il nome? Se vi sforzate di ricordare, il vostro stesso
vere nella natura ha lasciato spazio al suo opposto: l'impulso impegno sembra chiudere la possibilità di richiamare alla mente
di conquistarla. quel nome. Ma tutti abbiamo sperimentato che un nome o un
Questo impulso ci ha spinti sull'orlo del disastro. Da ogni fatto dimenticati torneranno improvvisamente alla mente quando
parte, forse all'ultima ora, si invoca il ritorno alla natura. I ma- non ci sforziamo di ricordare. Sembra che il potere del ricordo
ghi non si sono mai separati dalla natura, quindi non hanno si attivi nel lasciare andare.
nulla a cui ritornare. Essi ci aspettano per darci il benvenuto Il desiderio funziona allo stesso modo, tuttavia poche per-
quando ci volgeremo nuovamente allo spirito. I loro segreti ri- sone sono consapevoli dei suoi meccanismi. Dato che tutti vo-
velano che, se volete riunirvi alla natura, dovete ritrovare la gliamo qualcosa, è facile cadere nella trappola del darsi da fare,
vostra natura, che è pura consapevolezza. Non vi è nulla «là preoccuparsi e lottare per ottenere ciò che vogliamo. I maghi,

158 159
invece, dicono che se vi rilassate, i meccanismi del desiderio PARTE TERZA
agiscono da soli. Sembra un mistero, ma riflettete su questo:
sapete per quale motivo, in realtà, i ricordi perduti tornano alla
vostra mente? La vostra mente cosciente non può costringervi
a ricordare, eppure la mente è capace di recuperare qualsiasi I sette stadi
cosa abbia conosciuto.
Allo stesso modo, la vostra mente cosciente non può spie- deli' alchimia
gare come l'universo possa far avverare i desideri . E, come chi
impegnandosi per ricordare un nome non vi riesce immediata-
mente, la gente si agita selvaggiamente per soddisfare i propri
desideri, senza comprendere che lo sforzo è il problema, non
la soluzione. Sono aspetti che abbiamo già avuto modo di trat-
tare, ma vorrei ripresentarli a un livello di maggiore elabora-
zione. In questo momento voi siete maghi. Siete perfetti nello
spirito; non vi siete mai separati da Dio e dalla natura . Solo
nella vostra lotta contro il dolore avete cominciato a bloccare
l'attimo presente. Memoria e desiderio velano lo spirito. È così
perché tanto tempo fa avete cominciato a temere per la vostra
sicurezza su questa terra. L'insicurezza è il motivo dell'attacco
alla terra, perché se confidassimo di essere nutriti e curati, nes-
suno di noi sarebbe così isterico per quanto riguarda la so-
pravvivenza.
«Abbi fiducia nella fiducia, abbi fede nella fede», diceva
Merlino. «Questa è l'unica soluzione quando hai perso fiducia
e fede.» Nel profondo di sé, ognuno di noi è fiducia . Essere e
amore sono anch'essi parti innate di noi stessi, ma è la fiducia
che ci permette di respirare senza difficoltà, di accettare come
nostro lo spirito della terra. E la tecnica per ricordare tutto que-
sto è semplice come se si dovesse ricordare qualsiasi altra cosa.
Concedetevi il diritto di smettere di credere che la risposta sia
la lotta. Apprezzate nel silenzio la vita che vi viene incontro in
ogni momento. Con questa silenziosa accettazione, arriva la
tremenda energia nascosta nel presente, e in quell'energia vi è
abbondanza, pace, intelligenza e creatività. Questi sono i doni
del silenzio celati nello spirito della terra.

160
AI tempi di re Artù nessuna ricerca scatenava altrettanta pas-
sione come quella del Santo Graal. Tutti i fedeli cavalieri di
Artù sognavano di ottenere quel premio inafferrabile che
avrebbe portato la benedizione e la protezione di Dio sul loro
re. Non era insolito vedere cavalieri che facevano penitenza
per avere una visione del Graal ;e i pittori facevano a gara per-
ché ogni interpretazione dell ' Ultima Cena fos e migliore della
precedente.
«È quasi impossibile convincere i mortali che le ricerche
non sono mai dirette verso oggetti esterni, per quanto santi pos-
sano essere», aveva detto un giorno Merlino ad Artù. Lui ri-
cordava quelle parole ogni volta che la febbre del Graal rag-
giungeva il suo apice, cioè di solito nei lunghi mesi oscuri del-
l'inverno, quando i cavalieri erano annoiati e ansiosi.ln parti-
colare quelli più giovani attendevano con impazienza il mo-
mento in cui sarebbero partiti alla ricerca verso la Terrasanta
o il castello di Monsalvat o verso qualsiasi luogo, reale o mi-
tico, dove potesse essere conservato il Graal.
II re non si faceva contagiare da questo fervore. Con voce
un po' incerta, diceva: «Se proprio vuoi andare ... »
«Cosa? Non credi nel Graal?» gli domandò un giorno im-
petuosamente sir Kay. Dato che, prima che Artù estraesse .la

163
spada dalla roccia, era stato considerato fratello del re, Kay si glia. Invece la mia anima arde per quel santo oggetto.»
prendeva libertà che nessun altro si sarebbe permesso. «Il re dice che non è un oggetto», osservò il cavaliere più
«Credere? Immagino che dovresti dire che io credo», ri- giovane.
spose con calma Artù, «ma non nel modo che pensi tu, non nel «Dice anche che Merlino l'ha portato in Inghilterra. L'hai
modo in cui tu credi.» sentito tu stesso, no?» replicò Perceval con un tono quasi di
Questa risposta era troppo fine per Kay, che si morse il lab- sfida. Galahad si limitò ad annuire. Pensò che talvolta pre-
bro per trattenersi dal porre una domanda ancor più insolente. ghiera e penitenza, !ungi dallo spegnere i bollenti spiriti, pro-
In modo assai più mellifluo, Galahad domandò: «Mio si- vocano ancora più ardore. Sicuramente Galahad doveva am-
gnore, esiste davvero il Graal?» mettere che anche lui provava lo stesso desiderio crescente di
«Lo dici come se io l'avessi visto», disse Artù. Perceval.
Con una certa esitazione, Galahad replicò: «Io stesso non «Se è destino che qualcuno trovi il Graal, sarà certamente
so se crederci, ma si raccontano delle storie». uno di noi», disse gettando qualche rametto secco di nocciolo
«Che cosa si racconta?» nel fuoco e osservandone il bagliore . «Noi siamo gli unici ca-
«A proposito di Merlino. Si dice che lui stesso abbia por- valieri che vivano davvero per mantenere la pace e non per fare
tato il calice dalla Terrasanta, dov'era rimasto celato nel se- razzie nelle campagne seminando terrore. Non so se il mio
greto per tanti secoli.» cuore sia così puro da meritare il Graal: non sono così vanesio
Artù rifletté un momento . «Come in ogni storia, vi è qual- o stupido da credere che debba cadermi fra le mani, ma avrò il
cosa di vero.» La corte si appassionò al discorso, perché que- cuore pesante finché non ci proverò.»
sta era la prima volta che il re ammetteva di conoscere qual- In quel momento i due uomini udirono un rumore di passi
cosa a proposito del tesoro che era oggetto dei sogni di tutti. sul sottile strato di ghiaccio che ancora copriva il terreno. Si
Ma Artù non aveva altro da dire. misero in allarme, aspettando che l'intruso si facesse ricono-
Una notte, all'inizio della primavera, quando con il disgelo scere, poi una voce un po' ironica disse: «Non vi spaventate e
i campi cominciavano a riprendere vita e i narcisi, alti non più accoglietemi in pace . Mi serve un fuoco, se siete così gentili
di un dito, erano già in fiore tra le rose di Natale ormai quasi da condividere il vostro con me».
appassite, si poteva vedere un fuoco a grande distanza dalle Perceval diede un'occhiata a Galahad, poi parlò in direzione
mura del castello. Intorno a esso, sir Perceval e sir Galahad dell'oscurità . «Vattene e accendi il tuo fuoco altrove. Siamo
erano in santo ritiro. Essendo troppo presto per un ritiro nel due cavalieri in ritiro che non devono avere contatti con le im-
profondo della foresta, dove le ultime nevi dell'inverno ormai puri~à del mondo.» La risposta fu una risata beffarda.
grigiastre erano ancora ammucchiate all'ombra degli alberi, i «Accendere il mio fuoco? È proprio quello che farò.» Prima
due cavalieri pregavano e digiunavano in una piccola tenda vi- che la frase fosse terminata, Perceval balzò in piedi precipito-
sibile dalle stanze reali. samente perché delle fiamme si erano sprigionate dal terreno
«Un tempo credevo che il mio sogno di trovare il Graal fosse sotto di lui. Stupefatto, Galahad si guardò intorno: erano av-
solo un capriccio», cominciò Perceval. «Ogni cavaliere vuole volti da un cerchio di fuoco che scaturiva dal suolo ghiacciato.
essere il primo fra i campioni, ma per anni volsi le spalle al Prima che gli uscisse un grido, i suoi occhi si posarono su una
mio desiderio, pensando che fosse un trastullo del mio argo- figura alta e scavata come un vecchio abete che, camminando

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attraverso le fiamme, si fermò davanti a loro. remota, piccola o priva di importanza, possa essere meno be-
«Merlino», disse Galahad cercando di controllare le proprie nedetta di tutte le altre?»
emozioni. «Che cosa ti porta qui, dopo tanto tempo?» «Ma il Graal esiste, non è vero?» domandò Galahad. «II re
«Non certo il tuo amico insolente», rispose Merlino, vol- ha detto che tu sei il suo protettore.»
gendo per un attimo gli occhi verso Perceval che cercava di «Io proteggo ciò che non ha bisogno di protezione, guido
mantenere un po' di dignità nonostante il fuoco che ardeva alle la ricerca che non può portarvi da nessuna parte e alla fine sarò
sue spalle. «Sedete, sedete», disse il mago con un cenno. L'im- là quando troverete il Graal, anche se non vedrete né me né
barazzante angoscia di Perceval svanì e i due cavalieri sedet- lui.» Merlino parve divertito di quell ' indovinello e in tutta tran-
tero di fronte a Merlino. Nessuno dei due l' aveva mai visto quillità emise una boccata di fumo, come se fosse già stato sco-
prima di allora, ma Artù aveva descritto con precisione persino perto il tabacco.
le sue consunte babbucce nere di pelle di talpa. Perceval si alzò di colpo . «Be' , se sono uno zuccone lascia
«Smetti di fissarmi», disse Merlino. «Sto pensando .» che me ne vada.»
«A cosa?» domandò Perceval. Merlino raddolcì il suo cipiglio. «Sei quello che sei, il che
«Non interrompere» , fu la risposta del mago. Dopo un mo- è sufficiente agli occhi di Dio e piuttosto raro in questo mondo
mento la sua espressione piuttosto gelida si raddolcì. «Sì, credo senza speranza», borbottò. «Per favore, riprendi il tuo posto.»
che diciate la verità. Il problema, adesso, è che cosa fare.» Ancora un po' imbronciato, Perceval si adeguò a quella cor-
«La verità a proposito del Graal?» domandò Galahad. tese richiesta.
«Siamo certi di voler intraprendere la ricerca .» Merlino lo esa- «Non sono venuto per caso vicino al vostro fuoco. Sono qui
minò con aria di approvazione. «Mi hai riconosciuto senza bi- per guidarvi verso il Graal», dichiarò Merlino. «C'è una regola
sogno di stupide presentazioni , e ora quasi mi leggi nella mente. che non può essere disattesa: quando il discepolo è pronto, il
Molto promettente.» Nella sua naturale modestia Galahad te- maestro appare. Quello che volete sapere, io ve lo posso inse-
neva lo sguardo rivolto verso terra, sperando che Perceval non gnare. Le mie considerazioni non erano né dure né mistiche.
provas e invidia per quelle lodi che lui non aveva cercato. Voglio solo che vi togliate dalla testa tutte le idee sbagliate sul-
«Sapete, il vostro re ha parlato bene» , proseguì Merlino. «II l'oggetto della vostra ricerca.»
Graal non è una cosa cui potete correre dietro a cavallo come Con un gesto della mano, Merlino fece in modo che il cer-
fosse una volpe. Non è fatto di gemme e oro, quindi non vale chio di fiamme si riducesse a un lieve bagliore e i tratti della
la pena di tesaurizzarlo. Inoltre averne il possesso non attira sua figura, illuminati dalle braci, divennero appena visibili. Ai
più benedizioni divine di quante se ne possano avere senza pos- due cavalieri, appariva più che altro come una lunga ombra con
sederlo .» una corona di capelli bianchi illuminati dalla luna nascente.
Perceval, che era sempre più agitato, si decise a interrom- «La ricerca che ha come premio il Graal non è il viaggio
perlo. «Come puoi parlare così? Il Graal deve conferire la be- che certi cavalieri ignoranti vogliono fare. È un viaggio inte-
nedizione di Dio.» riore, una ricerca di trasformazione. Avete mai sentito parlare
Merlino lo fermò con un'occhiata che non ammetteva re- di quella cosa chiamata alchimia?» Perceval e Galahad, quasi
pliche. «Caro il mio zuccone, se tutto questo mondo è crea- due figure indistinte sullo sfondo dell'oscurità sempre più
zione di Dio, com 'è possibile che una parte di esso, per quanto profonda, annuirono. «L'alchimia è l'arte della trasformazione»,

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proseguì Merlino, «e solo quando i suoi sette stadi sono stati troppo ignoranti per conoscerne l'esistenza. Da adulti cono-
realizzati, è possibile evocare il Graal.» scete l'obiettivo, ma vi è sbarrata la strada per poterlo rag-
«Sette stadi?» domandò Perceval. «Allora, dopotutto, il giungere. È stato l'ingresso del libero arbitrio a provocare la
Graal è fatto d'oro, so che gli alchimisti...» perdita del Graal, tuttavia il libero arbitrio è anche il mezzo
«Tutte stupidaggini. Tu sai poco o niente di quest'arte, ep- grazie al quale alla fine potrete riafferrarlo.»
pure la metti in pratica ogni giorno da quando sei nato», rispose Temendo che Perceval potesse cominciare a fare obiezioni,
Merlino. «Ogni bambino nasce alchimista , poi disimpara l'arte Galahad si affrettò a intervenire: «Ci illusterai i sette stadi?»
per ritrovarla di nuovo.» Perceval capì che, se avesse conti- Prima di annuire, Merlino lasciò che un lieve sorriso di con-
nuato a dubitare di lui, il mago avrebbe continuato a rispon- sapevolezza si disegnasse per un attimo sulle sue labbra.
dere per enigmi; quindi decise saggiamente di disporsi ad ascol-
tare in tutta tranquillità.
«II più grande sperpero dell'esistenza», disse Merlino, «è Primo stadio: l'innocenza
quello dello spirito. Ognuno di voi mortali è venuto al mondo
al fine di cercare il Graal. Nessuno nasce privilegiato rispetto Siete nati nell'innocenza, il più importante degli ingredienti
a qualcun altro; un mago può vedere che tutti sono creati per utilizzati dagli alchimisti. Un neonato non mette in discussione
ottenere libertà e pienezza.» la propria esistenza; vive nell'accettazione di sé, nella fiducia
«Io non sono già libero?» domandò Perceval. e nell'amore. Ancora non ode il borbottare del dubbio.
«Nel senso più superficiale sì, perché non sei schiavo, ma «Se guardi negli occhi di un bimbo, trovi poca individua-
io intendo la libertà in un senso più profondo: come capacità lità. La domanda 'Chi sono io?' non ha significato per un in-
di fare qualsiasi cosa tu voglia in qualsiasi momento», replicò fante. Nei suoi occhi si vede risplendere la consapevolezza, la
Merlino. «E vi sono livelli ancor più profondi. Non puoi fare fonte di ogni saggezza. Un bimbo arriva in questo mondo dalla
a meno di ammettere che sei continuamente schiavo del pas- sorgente stessa della vita, e si stacca da essa in modo graduale.
sato: la tua memoria crea il condizionamento che governa let- Per un po' resta avvolto nell'eternità. Non ha idea di che cosa
teralmente la tua vita. Se tu fossi libero dal passato, potresti in- siano pas ato e futuro, per lui vi è solo un presente che si di-
contrare infinite possibilità che spezzerebbero la barriera del pana senza sosta . Ecco che cosa vuoi dire vivere nell'eternità;
conosciuto in ogni momento. Il Graal non è che una promessa infatti che cos'è l'eterno se non l'attimo presente in costante
visibile che tale perfezione esiste. Capisci?» rinnovamento? La promessa del Graal, la vita eterna, è ciò che
Essendo ormai entrato nell'argomento, il mago non attese il neonato vive, poiché essere oltre il tempo è il segreto del-
l'assenso dei due. «Come ho detto, sulla strada della libertà e l' immortalità.»
della pienezza vi sono i sette stadi dell'alchimia. Il primo ha «Se questo è vero>>, disse serio Galahad, «allora perché non
inizio con la nascita, poi si prosegue nella faTlciullezza e il re- siamo tutti immortali fin dalla nascita?»
sto dipende da voi. Vi è sempre attenzione per voi nel piano «Semi e tendenze», rispose Merlino. «Ogni bambino ha una
divino, ma con il passare degli anni è consentito alla vostra vo- tendenza a muoversi dal mondo senza tempo al mondo di ore,
lontà e al vostro desiderio di diventare sempre più grandi. Da giorni e anni, dal silenzio del mondo interiore all'attività del
bambini eravate abbastanza puri da poter cogliere il Graal, ma mondo esterno, dali 'assorbimento in se stesso a quello negli

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oggetti affascinantì che lo circondano. Osserva un infante nelle «Se vuoi entrare in contatto con l'innocenza dentro di te,
sue prime settimane di vita. Vedrai come la sua attenzione è at- osserva le caratteristiche dell'infante: vigilanza, curiosità, senso
tirata verso quel mondo nuovo e supefacente in cui si trova. È di meraviglia, sicurezza di essere voluto su questa terra, sen-
così che ha inizio l'alchimia, la trasformazione costante che sazione di vivere nella pace perfetta dell 'assenza di tempo. Tutti
sarà il substrato di ogni respiro per tutti gli anni a venire . i bambini provano queste sensazioni.»
«Un bambino non è un angelo: la sua purezza ha breve du-
rata. Dentro di sé il piccolo sente i primi impulsi di collera e
paura, di dubbio e sfiducia. A mano a mano che abbandona il Secondo stadio: la nascita dell'ego
suo stato di innocenza, entra in un mondo più difficile fatto di
ammaccature e ferite. Nascono desideri che non sono imme- «Il passaggio successivo», continuò Merlino, «annuncia
diatamente soddisfatti, si manifesta l'esperienza del dolore. l'arrivo sulla scena dell'ego, il senso dell"Io'. Per avere un
«Voi mortali dite che questa è la caduta dello stato di gra- 'lo', dovete anche a vere un 'tu' o un 'altro'. La nascita deiJ 'ego
zia, ma vi sbagliate. La grazia agisce a ogni passaggio dell'e- è la nascita del dualismo. Segna l'inizio degli opposti e, quindi,
sistenza umana, anche se i limiti della vostra percezione pos- l'inizio del contrario. Ogni nuovo passaggio alchemico si so-
sono impedirvi di vederlo.» vrappone a quello precedente, sconvolgendo il vostro vecchio
«Che rapporto c'è tra questa triste storia e l'alchimia?» do- mondo e questa rivoluzione è particolarmente sconvolgente:
mandò Perceval che era ancora scettico. non siete più dio!
«Perché vi è una magia nascosta che sta operando», spiegò «Immaginate un essere che si senta onnipotente in questo
Merlino. «La crescita del fanciullo non provoca la perdita ir- mondo. Dovunque guardi, tutto ciò che si offre ai suoi occhi è
rimediabile della sua innocenza originaria. Accade qualcosa di uno specchio che lo riflette. Improvvisamente esseri umani e
più misterioso. L'innocenza rimane intatta in uno stato di pu- cose vengono visti come creazioni separate. Nessuno di voi ri-
rezza e integrità che viene semplicemente dimenticato. A quel corda questo evento sconvolgente poiché si verifica nella prima
punto vivete in modo frammentario . li mondo diventa limitato infanzia. È un cambiamento subitaneo, una nuova nascita. Era-
e la percezione di voi stes i si lega strettamente a1le esperienze vate felici come un Dio e di colpo vi trovate nella mortalità.»
individuali e ai ricordi accumulati. «È anche un primo contatto con il dolore>>, disse Perceval.
<<Sembrava che dimenticando l'integrità foste destinati a «È proprio un passaggio necessario?»
perdere la vostra vera natura, ma si tratta di un 'illusione. An- «Oh sì. Semi e tendenze, vi ho detto. Quando la curiosità
che se non agite e non sentite come un neonato, l'essenza ri- del fanciullo spinge la propria attenzione verso l'esterno, che
mane. In realtà l'integrità non può essere frammentata, la ve- cosa vede? Prima di tutto il volto della madre. Nel piano della
rità non può essere danneggiata dalla menzogna. La perdita natura, il neonato risponderà automaticamente alla madre in
della vostra innocenza era un evento reale che non ha alcuna quanto fonte d'amore e nutrimento. Ma si tratta di una fonte
realtà. Le forze dell'alchimia sono attive oltre l'apparenza di fuori del bambino stesso. Ecco la trappola; infatti, per quanto
quello che potete vedere, udire o toccare.» perfetto possa essere l'amore materno, non è amore per se stessi
«Come posso sapere che quell'innocenza è davvero pre- e per molti anni rimpiangerete la perdita dell'amore perfetto,
sente?» domandò Galahad. solo per arrivare a capire che quella è la nostalgia per il vostro

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«IO» prima che qualcun altro arrivasse sulla scena. Terzo stadio: raggiungere i propri obiettivi
«In un primo momento non vi era separazione. Quando l'in-
fante toccava il seno materno o le pareti del suo lettino o un muro, «Quando hai un ego» , proseguì Merlino, «hai un mondo 'là
tutte quelle cose sembravano parte di un'unica sensazione fluida, fuori' e affiora una nuova tendenza: il bisogno di andare fuori
priva di divisioni. Presto, però, ogni bambino arriva a capire che nel mondo e ottenere quello che vuoi . I primi segni di questo
vi è qualcos 'altro oltre a se stesso: il mondo esterno. L'ego dice: cambiamento sono assai primitivi. Il bambino vuole afferrare
'Questo sono io, quello non sono io'. Poi, con il tempo, certe oggetti e trattenerli; vuole fare le proprie esplorazioni, sempre
cose si identificano con 'Io': la mia mamma, i miei giocattoli, la con la certezza che la madre sia nelle vicinanze. Presto vuole
mia fame, il mio dolore, il mio letto. A mano a mano che cre- camminare e comincia a protestare se sua madre non glielo per-
scono le preferenze, vi è un mondo intero che non è 'Io' : non è mette. All'inizio , questo desiderio di fuga e vagabondaggio è
la mia mamma, non sono i miei giocattoli e così via.>> timido. Ma con il tempo lo stesso fanciullo che voleva essere
«Non mi riesce di ricordare questa nascita, come la chiami protetto e tenuto vicino pretende di essere lasciato andare . Que-
tu», disse Perceval, «ma se quello che dici è vero, dev'essere sto è un istinto sano, porché l 'ego sa che l 'ignoto è la fonte
allora che ha inizio la ricerca del Graal. Dove altro potrebbe della paura. Se il bambino non va fuori a conquistare il mondo,
iniziare, se non nella separazione?» crescerà sempre più pauroso.
«Sì, finché percepivi te stesso come divino, non c'era bi- «Ci stiamo progressivamente allontanando dal senso di pace,
sogno di una ricerca per ritrovare la benedizione di Dio» , con- unità e fiducia della prima infanzia. L'ego comincia ad avere
venne Merlino. «Nella separazione cominciasti a cercare te il dominio sullo spirito. Quando il piccolo si volge dentro di sé
stesso in oggetti ed eventi. Perdesti la capacità di vedere te a sentire quello che c'è, non trova più la pura consapevolezza;
stesso come la vera sorgente di tutto ciò che è. Per il fanciullo vi trova un turbine di memoria. Le esperienze diventano per-
non vi era nulla di sbagliato nel vedere se stesso come sorgente sonali, non più interamente condivisibili.»
della vita. Quando cominciasti a esplorare il mondo esterno e «Un 'altra storia triste», disse Percevallamentosamente.
i suoi oggetti diventarono affascinanti, legasti a essi la tua fe- «Se finisse qui», riprese Merlino. «Ma a questo punto si è
licità. Questo riferimento agli oggetti si sostituì all'autorefe- ormai sviluppato un senso di unicità e fiducia in se stessi. Que-
renzialità del fanciullo.» sto mondo di oggetti ed eventi ha una conseguenza: diventare
«E questo stadio non è andato perduto anch'esso con la cre- un individuo. È questo lo scopo dell'ego, almeno sulla via che
scita del fanciullo?» domandò Galahad. voi mortali avete scelto.»
«Nulla è mai perduto. La nascita dell'ego ha fatto sorgere «Non tutti hanno queste caratteristiche. È proprio un passo
aspetti che puoi ancora percepire in te stesso: paura de Il' ab- necessario?» domandò Galahad.
bandono, bisogno di approvazione, possessività, ansia da se- «Non tutti misurano il successo in rapporto a oggetti esterni
parazione, preoccupazione, vittimismo. Sei diventato e rimani o si identificano con il denaro, il lavoro e lo status sociale»,
dipendente dal mondo, perché ti è venuta a mancare quella sod- disse Merlino, «ma nel raggiungere i propri obiettivi vi è qual-
disfazione semplice che caratterizza il fanciullo. Ma non di- cosa di più semplice e fondamentale. È il marchio dell'ego in
sperare, poiché dietro questi cambiamenti era attiva una forza azione che prova a se stesso che la separazione è sopportabile.
più profonda. Ottenere quello che si vuole fa sì che questo mondo diventi un

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luogo gioioso e pieno di cose da fare e da imparare. In molte sistere con queste paure, almeno non come prima. Un tormen-
persone questo stadio dura molto a lungo. La cupidigia di fama toso problema è stato risolto. Ma vi è qualcosa di più profondo
e fortuna travolgerà il vero scopo della ricerca. Ma Dio con- che sta operando. Il dare mette in relazione due persone: chi
sente la completa libertà della volizione, e se una persona de- dà e chi riceve. Questo rapporto fa nascere un nuovo senso di
cide che il mondo 'là fuori' è più importante del proprio sé, non appartenenza, non l'appartenenza passiva e automatica del bam-
può che derivarne una brama assoluta di fama e fortuna. bino rispetto alla madre, ma l'appartenenza attiva di qualcuno
«L'ego, nella visione di un mago, non offre alcuna possibi- che ha imparato a creare gioia.
lità di realizzazione. Si fonda sul controllo e sull'assenza d'a- «Dare è un atto creativo. Trasforma completamente la pro-
more. Dice: 'Ascoltami e prendi tutto quello che puoi. Così spettiva dell'ego. Prima la cosa più importante era stare in guar-
raggiungerai la felicità'. Per un po' tutti voi mortali seguite que- dia per non subire perdite: non solo perdite di denaro e pro-
sto consiglio e, dal punto di vista di Dio, non può esservi al- prietà, ma anche in termini di prestigio e immagine di sé. Ora
cun danno poiché la Sua fiducia nel libero arbitrio dimostra di la persona condivide liberamente qualcosa, non ha la sensa-
essere la cosa più saggia. zione di perdere alcunché. Anzi, l'ego è gratificato. Scopre con
«Non è necessario che vi dica che questo terzo stadio ri- sorpresa che il piacere di prendere era nulla in confronto.»
mane in voi, perché intrinsecamente legato alla presenza del- Galahad pareva assorto a riflettere. «L'amore è entrato nel
l'ego. La cupidigia non è mai soddisfatta. Dopotutto non vi è cuore. È questa la differenza.»
limite alle esperienze che potete accumulare; nella sua diver- «Sì», assentì Merlino. «Finché l'ego persegue solo l'inte-
sità il mondo è infinito. Ma, espandendosi sempre di più, l'ego resse personale, non prova amore. Può provare intenso piacere,
soffoca lo spirito con strati di materia- ricchezza, potere, im- soddisfazione di sé o attaccamento; talvolta queste sensazioni
magine di sé- finché una vocina comincia a chiedere: 'Dov'è sono chiamate amore, ma per sua natura l'amore è generoso e
l'amore? Dov'è l'essere?; Questo è il momento in cui si ma- richiede atti di generosità. Dare non significa solo donare de-
nifesta il quarto stadio, una nuova nascita.» naro o oggetti a qualcun altro, vi è anche il servizio, il dare se
stessi, e la devozione, il dare amore nella sua forma pura.
«Per tutti questi motivi, la modalità del dare è percepita
Quarto stadio: dare come nuova e liberatrice. Anche se è sempre l'ego ad avere il
dominio, ormai guarda fuori di sé. Molte persone imparano il
«A questo punto l'ego incontra una nuova concezione», pro- piacere di dare fin da piccole, quasi sempre i genitori insegnano
seguì Merlino, «Secondo la quale la felicità non sta solo nel ai loro bambini a condividere con altri fanciulli. Ma la moda-
prendere ma anche nel dare. È una grande scoperta, poiché li- lità non può affermarsi se non molto più tardi. Fin quando dai
bera l'ego da tante paure. C'è la paura dell'isolamento, che è perché così ti è stato detto, o perché pensi che sia la cosa giu-
l'inevitabile approdo dell'egoismo totale. C'è il timore della sta da fare, non proverai il profondo piacere del dare. L'atto
perdita, che nasce perché non è possibile trattenere per sempre deve essere.spontaneo, nato dalla considerazione 'è questo che
ogni oggetto. C'è la preoccupazione dei nemici, che vogliono voglio fare', non 'è questa la cosa migliore da fare'.»
prendere quello che avete. «Cominciare a dare è un segno della morte dell'ego?» do-
«Entrando nella modalità del dare, l'ego non deve più coe- mandò Perceval.

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Merlino aggrottò la fronte. «Nell'alchimia non vi è morte. umani si lascino andare a un egoismo sempre maggiore . Se
Non vi è nulla che debba morire perché si possa raggiungere l'ego dominatore e privo d'amore avesse l'ultima parola, forse
il Graal. Questa antica idea della morte dell'ego si fonda sulla questo sarebbe il vostro destirto , ma l'alchimia svolge la sua
concezione secondo la quale vi sarebbero cose di te che Dio azione in modo invisibile, nei misteriosi anfratti dell'anima.
giudica negativamente.» «Con i1 tempo, dalla modalità del dare si passa alla ricerca,
«Ma hai appena detto che l'ego si fonda sul controllo ed è lo stadio successivo. In questa fase le antiche, familiari preoc-
privo d'amore», obiettò Perceval. «È anche quello parte del cupazioni dell'ego vengono superate. Il senso dell"lo' viene
piano divino?» lasciato espandere. Ora la persona anela ad esperienze spiri-
«Il piano divino è che tu trovi te stesso», disse Merlino. tuali, intuendo l'esistenza di una fonte d'amore e di realizza-
«Non sei destinato a raggiungere un certo obiettivo . Se vuoi zione che neanche il più intenso amore per un'altra persona
esplorare com'è essere egoisti o ignoranti, o assassini o total- può far incontrare. Questo voltafaccia è un altro choc. Nella
mente privi di fede , Dio permette tutte queste esperienze. In- sua migliore espressione, chi dà è un filantropo . Comincia con
fatti nessuno ti giudica, agli occhi di Dio nessuna delle tue la generosità nei confronti di familiari e amici, poi passa alle
azioni è buona o cattiva.» istituzioni benefiche o di comunità, ma alla fine lo spirito del
«È sconvolgente», osservò Galahad. «Stai dicendo che un dare non può trovare soddisfazione finché non ne traggono be-
santo e un omicida sono la stessa cosa?» neficio tutti gli esseri umani.
«Sono uguali se il peccatore e il santo sono soltanto ma- «Ma è possibile dare qualcosa di sé a tutti quelli che sono
schere», rispose Merlino. «Chi è santo in questa vita potrà es- al mondo? La domanda vi porta al limite dell'individualità: è
sere peccatore nella prossima, e oggi il peccatore può imparare la domanda a cui solo un santo può dare risposta. Quindi è na-
a diventare santo domani. Agli occhi di Dio tutti questi ruoli turale che lo stadio del dare ponga quesiti a cui non può ri-
sono illusioni. Non dico che tu debba assumere questa pro- spondere , poiché in tale modo prepara il cammino di una nuova
spettiva in modo forzato, ma mi hai chiesto di farti da guida, e nascita. Il generoso che voleva abbracciare tutto il mondo ora
devo mostrarti che cosa c'è più avanti sul cammino.» trova che il mondo non è più una fonte di realizzazione. Cose
che un tempo procuravano piacere cominciano a sembrare
piatte; in particolare, il bisogno di prestigio e approvazione del-
Quinto stadio: la nascita del ricercatore l'ego non funziona più come fonte di soddisfazione. Nasce il
desiderio di vedere il volto di Dio, di vivere nella luce, di esplo-
«Per molto tempo l'ego ha avuto tutto a modo suo», prose- rare il silenzio della pura consapevolezza: l'impulso del ricer-
guì Merlino. «La domanda: 'Che cosa è bene per me?' ha do- catore può assumere molte forme.
minato su ogni altra considerazione; il limitato punto di vista «Ma tutti i ricercatori condividono la sensazione che il mondo
individuale era l'unico che sembrasse reale. Tutto questo è sem- materiale non sia il luogo dove i loro desideri possono realiz-
plicemente naturale. Come ho detto, questo mondo relativo ha zarsi. Perché? Dio non è forse in ogni luogo, lo spirito non è
uno scopo: insegnarvi a diventare individui. Ma alla fine l' in- forse presente nel più piccolo granello di sabbia? Sì e no. Dio
dividualità inizia ad aprirsi e ad allargare i propri orizzonti. Si può essere ovunque, ma per voi non è di alcun beneficio se non
potrebbe prevedere che, a causa del libero arbitrio, gli esseri potete vedere dov'è . Il ricercatore cerca per poter vedere.»

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«Penso che questo sia lo stadio in cui comincia la ricerca «Lascia che ti dica qualcosa di più a proposito del ricerca-
del Graal», disse Galahad. tore, poiché questo è lo stadio dell'alchimia che attira la pre-
«Per certi mortali, in effetti, questo è il momento in cui il senza del mago, ma è anche quello cui i mortali sono meno pre-
Graal diviene simbolo di una più profonda necessità interiore», parati. Fin dall'infanzia hai sempre voluto di più. Il ricercatore
replicò Merlino, «ma ogni stadio è stato una ricerca, persino la è semplicemente una persona i cui desideri si sono espansi fino
caduta dall'innocenza. Voi mortali avete l'ossessione di divi- al punto che nulla più la soddisfa, a meno che non si tratti di
dere la realtà in bene e male, santità e peccato, sacro e profano, un incontro faccia a faccia con Dio. Questo non è un desiderio
mentre invece la vita è un flusso divino. Un unico impulso, 'più elevato' che volere giocattoli, denaro, fama o amore. Gio-
quello di possedere conoscenza e realizzazione complete, è ciò cattoli, denaro, fama e amore erano il volto di Dio quand'e-
che sostiene tutto il processo della vita. rano le cose più importanti per te. Ciò che nella tua convin-
«In un certo senso, però, hai ragione. Con la nascita del ri- zione ti porterà realizzazione e pace finale è la tua versione di
cercatore, possiamo dare per la prima volta un nome a un de- Dio. Nel passaggio da una fase all'altra, ti avvicini all'obiet-
siderio che finora è restato senza nome. Non importa che quel tivo reale: la tua immagine di Dio diventa più vera, più vicina
nome sia Dio, il Graal, l'Essere divino o lo spirito. Si tratta alla Sua natura di puro spirito. Ma ogni stadio è divino.»
sempre di indicazioni verso un bisogno nuovo, e profonda- «Stai dicendo che uno che voglia commettere furti o assas-
mente sentito, di sfuggire alle costrizioni imposte dallo spazio- sini sta seguendo un impulso divino? Dopotutto, anche questi
tempo. La vostra essenza è senza confini. Siete nati per una sono desideri», disse Perceval.
vita universale. II mondo sembra limitato dallo spazio-tempo, «L'amore è universale, dunque non prende le parti di nes-
ma si tratta solo di un'apparenza.» suno», rispose Merlino. «Può darsi che all'ego questo fatto non
«Perché dobbiamo essere ingannati dalle apparenze?» do- piaccia. Può dire: 'Io merito l'amore di Dio, ma quella persona
mandò Perceval. laggiù non lo merita'. Questa non è la prospettiva divina. Il la-
«L'universo non ti nasconde niente>>, spiegò Merlino. «Nes- dro infligge una perdita di proprietà, l'assassino la perdita della
suno ti inganna. L'apparenza della limitazione si manifesta per- vita. Finché queste perdite per te sono reali, condannerai Ja per-
ché questo mondo è una scuola, un terreno educativo. E la re- sona che le determina. Ma alla fin fine non vi sarà comunque
gola fondamentale è che in qualsiasi modo tu veda te stesso, il tempo a portarti via la vita e le proprietà? Dunque anche il
così vedrai il mondo. Se ti vedi carente o indegno, quel giudi- tempo è un criminale? C'è un punto di vista che considera il
zio sarà sufficiente a tenere Dio lontano da te. Puoi affermare peccato un'illusione. Nulla che tu chiami peccato può modifi-
di volere Dio ma, nello stesso tempo, di voler mantenere que- care di un millimetro l'amore di Dio.»
sti giudizi contro te stesso.>> «l ricercatori hanno automaticamente le visioni e le espe-
«In questo caso Dio rimane lontano>>, disse con tristezza rienze che desiderano?» domandò GaJahad.
Galahad. «E la ricerca del Graal non finirà mai.» «Ognuno ha la versione del divino che concepisce nella pro-
Merlino lo guardò con simpatia. «Nemmeno se tu volessi, pria mente. C'è chi vede Dio attraverso delle visioni e chi lo
lo spirito potrebbe stare lontano da te, poiché ogni cosa è spi- vede in un fiore. Vi sono ricercatori di tanti tipi. Alcuni hanno
rito. Non vi sono luoghi segreti dove esso non viva. Da parte bisogno di atti di redenzione e intervento miracoloso, altri se-
Sua, Dio non vede in te nulla di sbagliato. guono una forza invisibile che fa sentire la propria voce nelle

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situazioni più normali della vita. Il ricercatore trova le proprie Il suo potere si limita a questi tre aspetti. Se il vostro ego riu-
motivazioni nel desiderio di una realtà superiore. Questo non scisse a perderli tutti e tre insieme, non vi sarebbe bisogno di
significa che Io stadio del dare scompaia. Ma ora non vi è più ulteriori passi di crescita: la nascita del ricercatore sarebbe più
una motivazione egoistica, ora il dono nasce dalla compassione. che sufficiente.
«Per la prima volta è messa in discussione la pretesa del- «Ma non è così che vanno le cose. La voce dello spirito an-
l'ego di essere onnisciente e onnipotente. Quindi la nascita del nuncia che vi è una realtà superiore. Raggiungere quella realtà
ricercatore può essere estremamente turbolenta. Immaginate è un'altra storia.»
di essere una carrozza trainata da una quadriglia di cavalli. Non «Direi che i ricercatori, considerata la durezza della lotta,
vi è cocchiere, e gli animali si sono convinti di avere la vettura devono essere rari», intervenne Galahad . «Molti falliranno e
in proprio potere. Poi un giorno una debole voce dall'interno perderanno la speranza. È per questo che sono pochi quelli de-
della carrozza sussurra: 'Ferma'. Dapprima i cavalli non odono stinati a raggiungere il Graal?»
la voce, ma essa ripete: 'Ferma'. Incapaci di credere alle pro- «Tutti sono nati per raggiungere il Graal», gli ricordò Mer-
prie orecchie, gli animali aumentano la loro andatura, per di- lino. «La ragione per cui sembra che i ricercatori siano una spe-
mostrare di non avere padrone. La voce dall'interno non usa cie rara è, fondamentalmente , una questione di apparenze so-
la forza; non protesta. Continua soltanto a ripetere: 'Ferma'. ciali. La ricerca è un 'esperienza del tutto interiore. Non vi è
«Questo è ciò che succede dentro di voi. La carrozza è il modo di capire da indizi esterni chi sia un ricercatore e chi no.
vostro sé nel suo insieme, i cavalli sono l'ego, la voce dentro La società non dà onorificenze o speciali segni di distinzione
la carrozza è lo spirito. Quando lo spirito si annuncia sulla ai ricercatori, che possono ritirarsi in isolamento completo, la-
scena, l'ego dapprima non lo sta a sentire, poiché è certo che sciandosi alle spalle la società, o possono continuare a con-
il proprio potere sia assoluto. Ma lo spirito non usa quel tipo durre una vita in posizione di rilievo.»
di forza a cui l'ego è abituato. L'ego è abituato a rifiutare, giu- «Come si fa a sapere se uno è un ricercatore?» chiese Per-
dica, separa e prende ciò che considera suo. Lo spirito è la voce ceva!.
pacata dell'Essere, che afferma ciò che è. Con la nascita del ri- «l segni interiori del ricercatore sono questi: l'atto del dare
cercatore, questa è la voce che cominciate a udire, ma dovete diventa un prodotto di amore disinteressato e compassione
essere preparati a wna violenta reazione dell 'ego, che non in- che non chiede nulla in cambio: nemmeno gratitudine; l'in-
tende rinuncìare al proprio potere senza lottare.» tuizione diventa guida affidabile dell'agire sostituendosi alla
«Come va a finire questa battaglia, se lo spirito non ha al- fredda razionalità. Vi sono impressioni subitanee di un mondo
cun potere?» domandò Perceval. invisibile visto come realtà superiore; si manifestano segni
«Ho detto che lo spirito non usa la forza che l'ego conosce. di Dio e dell'immortalità. Questi indizi sono accompagnati
Con il tempo imparerete che lo spirito è un potere il cui campo da un crescente piacere della solitudine, dal fatto che la fi-
d'azione è infinito. È una forza organizzatrice che tiene in per- ducia in se stessi si sostituisce all'approvazione sociale, dalla
fetto equilibrio ogni atomo dell'universo. Al suo confronto, il passione de li 'Essere e dalla propensione ad abbandonarsi alla
potere dell'ego è incredibilmente limitato e banale. Tuttavia, fiducia. I modelli di dipendenza cominciano a scomparire.
questa comprensione arriverà solo quando avrete lasciato ca- Meditazione e preghiera di·ventano elementi della vita quoti-
dere il bisogno dell'ego di controllare, prevedere e difendere. diana. E, sebbene queste manifestazioni spirituali allontanino

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dal mondo materiale, paradossalmente si realizza nn più che ogni cosa è spirito. Il corpo è spirito forgiato in una con-
profondo legame con la natura , un migliore rapporto con il figurazione che i sensi possono sentire, vedere e odorare; la
proprio corpo e una accettazione meno problematica degli al- mente è spirito in una forma che può essere udita e compresa.
tri . Tutto questo perché lo spirito non è opposto alla materia. Nella sua pura forma , lo spirito può essere percepito solo da
Lo spirito è tutto , e la sua apparizione nella vostra vita farà un ' intuizione raffinata. Avete udito la frase: 'Coloro che sanno
andar meglio ogni cosa , anche quelle che sembrano di segno non Ne fanno parola; quelli che Ne parlano non sanno nulla'.
contrario.» Questo è il mistero dello spirito.»
«Ma tu non Ne stai parlando proprio adesso?» domandò
Galahad.
Sesto stadio: la nascita del veggente «Non nel modo che credi. Quando parlo di una roccia, tu
puoi vederla e toccarla . Quando parlo dello spirito, mi riferi-
«Vi ho detto», proseguì Merlino, «che la motivazione del sco a un mondo invisibile . Da quel mondo sçoccano dardi di
ricercatore è , in definitiva , imparare a vedere. li sesto stadio , luce per infiammare la nostra anima, ma noi non possiamo re-
la nascita del veggente, è proprio appena sotto la superficie plicare lanciando dardi di pensiero.»
di ogni ricercatore. Di per sé la ricerca non dà realizzazione; «Tutto questo mi suona assai misterioso», borbottò diso-
se doveste solo cercare senza trovare , la vita sarebbe dura e rientato Perceval.
frustrante. Per fortuna nel piano divino ogni domanda porta «Se tu potessi solo pensare a una rosa senza fame mai espe-
con sé la sua ri sposta, ogni obiettivo si realizza alla fonte . Se rienza, anch 'essa sarebbe assai misteriosa. Lo spirito è un 'e-
chiedete con autentica convinzione: ' Dov 'è Dio? ', avrete si- sperienza diretta, ma trascende questo mondo. È puro silenzio
curamente una risposta . traboccante di infinite potenzialità. Quando conosci qualcosa,
«Non intendo ingannarvi. La nascita del veggente è rivo- hai competenza su un oggetto; quando conosci lo spirito, di-
luzionaria come tutti gli altri stadi. Segna magicamente la fine venti la conoscenza stessa . Ogni domanda cade, poiché vieni
dell 'ego , la fine di. ogni identificazione esteriore. Immaginate a trovarti nel grembo della realtà, dove ogni cosa semplice-
che la vostra vita sia un tìlm proiettato su uno schenna bianco. mente è. Quando l'occhio del veggente fissa qualche cosa, essa
Finché siete dominati dali 'ego, la vostra attenzione va dritta è semplicemente accettata per quello che è, non giudicata. Non
aJJe immagini in movimento e le considera come reali. Quando vi è il bisogno dell 'ego di prendere, possedere o distruggere.
arriva su Ila scena il ricercatore , cominciate a percepirne l' ir- In assenza di paura, non affiora nessuna di quelle motivazioni,
realtà. Ma con la nascita del veggente, siete di fronte alla luce. poiché il bisogno del possesso nasce dalla mancanza. Quando
Ora l'immagine di voi stessi è vista per quello che è: un ' in- non hai vuoti da colmare , allora il solo fatto di essere in que-
consistente proiezione che diventa reale per il disperato bi- sto mondo nel tuo corpo è il più alto obiettivo spirituale che
sogno dell'ego di attribuire importanza alla mente e al corpo puoi raggiungere.»
imprigionati nel tempo. Perceval e GaJahad furono molto colpiti da questa parte del
«11 veggente attraversa questa motivazione e non vi si sof- discorso di Merlino. Avevano seguito attentamente l'illustra-
ferma più. Invece di vedervi come carne e ossa che danno di- zione degli stadi precedenti, ma l'ego, l'avere ciò che si vuole
mora allo spirito, un faniasma dentro una macchina, capite e il dare erano cose familiari. Quando il mago aveva parlato

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del ricercatore, i due cavalieri si erano visti così com'erano in Settimo stadio: lo spirito
quel momento. ll veggente, però, era qualcosa che li riempiva
di sgomento, come se fossero degli esploratori che, raggiunta Dopo un momento, profondamente toccato dalla descrizione
la vetta di un monte, gettassero lo sguardo sulla vastità di un del veggente fatta da Merlino, Galahad disse: «È difficile im-
nuovo orizzonte a lungo agognato, ma mai osservato diretta- maginare che possa esservi uno stadio della vita ancora più
mente. alto».
«Anelo a essere questo veggente di cui tu parli», disse Ga- Merlino lo mise in guardia: «Fa' attenzione a dire più alto.
lahad fervidamente. Alto e basso appartengono all'ego. L'obiettivo della tua vita
Merlino annuì. «Vuoi dire che sei pronto. Per un mago vi sono libertà e realizzazione. Finché non conoscerai Dio nella
sono solo tre categorie di persone: quelle che non hanno an- stessa completezza con cui Lui conosce Se stesso, non otterrai
cora sperimentato il puro Essere, quelle che ne hanno avuto un la realizzazione. Voi mortali volete sempre miracoli, ma io vi
assaggio e quelle che l'hanno pienamente esplorato. Tu hai gu- dico che il miracolo più grande siete voi stessi, poiché Dio vi
stato e ora puoi esplorare. Per te questo mondo, inteso come ha dato una particolarissima capacità: quella di identificarvi
solida cosa, inizierà a svanire, a ritirarsi nella traboccante luce con la Sua natura. Una rosa perfetta non percepisce di essere
dell'Essere. In una terra lontana che chiamano India, dicono una rosa; un essere umano realizzato sa che cosa significhi es-
che la vita ordinaria impallidisce davanti a Dio, come una can- sere divino».
dela che pare luminosa in una stanza buia ma diventa invisi- «È possibile descrivere questa condizione?» domandò Per-
bile se viene immersa nel sole del meriggio.» Poi si rivolse a ceva!.
Perceval. «Includo anche te in questo stadio, anche se imma- «Il puro spirito è il settimo e ultimo stadio dell'alchimia.
gini che io ti abbia giudicato.» Quando si realizza, il veggente scopre che quello che sembra
Perceval si fece rosso in volto, poi balbettò: «Come sarà essere gioia totale e appagamento assoluto può trovare ulte-
questa nuova vita?» riore espansione. Vedi, giungere alla presenza di Dio non è la
«Come sempre succede, si presenterà con le caratteristiche fine della tua ricerca, ne è l'inizio. Hai cominciato nell'inno-
di una rinascita . Il veggente differisce dal ricercatore poiché cenza e nell'innocenza finirai, ma allora l'innocenza sarà di-
non deve più scegliere. II ricercatore è ancora avvolto in un'il- versa, perché avrai ottenuto la conoscenza completa, mentre
lusione poiché dice: 'Qui è dove è Dio, qui Dio non è'. Il veg- un bambino ha solo il sentire.
gente, invece, vede Dio nella vita stessa. Finalmente la lunga «Quando riuscirai a vedere te stesso in quanto spirito, la tua
guerra interiore è terminata e il guerriero riposa. In luogo della identificazione con il corpo e la mente cadrà. Nello stesso tempo
lotta, vivi l'avverarsi naturale e senza sforzo di ogni tuo desi- anche i concetti di nascita e morte smetteranno di esistere. Sa-
derio. Non vi sono segni esteriori che indichino chi sono fra rai una cellula nel corpo dell'universo, e quel corpo cosmico
noi i veggenti, ma dentro di sé essi sono aperti e felici, danno ti sarà familiare come ora lo è il tuo corpo. Questo è il mas-
modo agli altri di essere chi saranno e questa è la forma più simo che posso dire su come si sente un mago, infatti mago è
alta d'amore, non frappongono alcun ostacolo agli altri e agli un'altra parola per indicare il settimo stadio.
avvenimenti e hanno lasciato cadere ogni minimo senso «Abbi chiaro questo: per un mago la nascita è solo l'idea di
deli" Io'.» 'avere questo corpo', e la morte è solo l'idea di 'non avere più

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questo corpo'. Dato che i maghi non sono soggetti all'illusione veva. Galahad alzò gli occhi verso il cielo notturno e d'im-
della nascita, qualsiasi loro corpo è visto come un modello di provviso si sentì come se avesse potuto toccare le stelle. Un
energia, la mente come un modello di informazione. Questi senso di autentica appartenenza al mondo si diffuse nel suo
modelli mutano costantemente: vanno e vengono. Ma il mago cuore. «Siamo a casa», sussurrò fra sé Peroeval.
in se stesso trascende il cambiamento. Mente e corpo sono come «Non ti impressionare troppo», mormorò Merlino. «Que-
delle stanze: uno può scegliere di starei dentro, ma non per ste sensazioni sono così intense perché sono nuove. La verità
sempre. è che questa è la vostra condizione naturale. Essere uno con il
«Non vi è pensiero o sensazione che possa avvicinarti a que- cosmo, in intimità con la vita in tutte le sue forme, raggiungere
sto stato dell'Essere. Lo spirito nasce dal puro silenzio. Oc- l'unità con il vostro Essere: questo è il vostro destino, la fine
corre che il dialogo interno della tua mente muoia e non rico- della vostra ricerca .»
minci mai più, che quello che ha dato avvio al dialogo interno, «Alla fine torneremo all ' inizio>>, mormorò Galahad.
la frammentazione del sé, non sia più presente. Il tuo sé sarà «Sì», disse Merlino. «Ognuno di voi inizia con l'amore,
unificato e, come il fanciullo che è stato il tuo inizio, non sa- passa attraverso la lotta, la passione e la sofferenza per poi tor-
rai più nel dubbio, nella vergogna o nella colpa. La necessità nare all'amore.» La voce di Merlino era sempre più dolce, men-
di dualismo tipica dell'ego era il prodotto di un mondo di bene tre il cerchio di luce intorno ai tre si faceva sempre più fioco
e male, giusto e sbagliato, luce e ombra. Per te tutti quegli op- fin quasi a sparire. «Voi mortali volete i miracoli, e io dico che,
posti saranno fusi. Così è la prospettiva di Dio, poiché dovun- come figli privilegiati dell'universo, non vi sarà negato nulla.
que Lui guardi, tutto quello che vede è Se stesso . Lo spirito è la condizione miracolosa che si svilupperà in voi
«Se questo obiettivo ti pare troppo elevato o lontano, eccoti attraverso tre passaggi:
un segreto. Anche se hai l'impressione di passare attraverso i «Il primo : sperimenterete miracoli nella condizione detta
sette stadi de li' alchimia, ognuno di essi era presente fin dali' i- della coscienza cosmica. Ogni evento materiale avrà una causa
nizio. Ne11'innocenza vi era la totalità di Dio, così come è nel- spirituale. Ogni avvenimento locale avrà luogo anche a livello
l'ego, nel raggiungere i risultati voluti, nel dare o nel cercare. universale. li vostro minimo desiderio metterà in moto le forze
Quello che è veramente cambiato è il fuoco della tua atten- cosmiche che produrranno la sua soddisfazione. Per quanto
zione. Nel tuo essere è presente ogni aspetto dell'universo , possa suonare meraviglioso, non è uno stadio particolarmente
completo ed eterno come l'universo stesso . Tuttavia la nascita avanzato, poiché già molto prima di avere raggiunto la co-
allo spirito è un evento straordinario. Con il maturare dell'u- scienza cosmica vi sarete abituati a vedere i vostri desideri av-
nità cresce la familiarità con il divino, e alla fine farai espe- verarsi spontaneamente.
rienza di Dio come essere infinito che si muove a velocità in- «Secondo: eseguirete miracoli nello stato detto della co-
finita attraverso infinite dimensioni. La realizzazione di quel- scienza divina. Questo è lo stato della pura creatività, in cui si
l'esperienza solenne sembrerà semplice e naturale come stare diventa una cosa sola con il potere di Dio, quello con cui Lui
seduti qui sotto le stelle, e tuttavia ogni stella danzante sarà te crea i mondi e tutto ciò che nei mondi accade. Questo potere
stesso.» non viene da qualcosa che Dio fa: è semplicemente la luce della
Come spesso accade quando parlano i maghi, i due cava- Sua consapevolezza. Vedrete la consapevolezza divina splen-
lieri si sentirono trasportati nella condizione che egli descri- dere come un opulento bagliore dorato in tutto ciò che cadrà

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sotto i vostri occhi. Il mondo sarà illuminato dall'interno, e non Quello che vi ho mostrato, però, non è un simbolo ma la ve-
vi sarà dubbio che la materia è spirito reso manifesto. Nella co- rità.ll Graal è il seme di cristallo dell'Essere nel vostro cuore.
scienza divina vedrete voi stessi come il creatore, non il creato, Dalle sue facce riflette appena la luce, e da quei deboli riflessi
il datore di vita, non chi la riceve. promanano tutte le facoltà della mente e del corpo che perce-
«Il terzo: nello stato conosciuto come coscienza dell'unità, pite con i vostri sensi. In quanto riflessi esse sono reali, ma ben
voi diventerete il miracolo. A quel punto ogni distinzione fra più reale è il diamante trasparente del puro Essere.»
creatore e creato svanisce . Lo spirito dentro di voi si fonde to- In modo del tutto inatteso, Merlino piegò la testa all'indie-
talmente con lo spirito di ogni altra cosa. Voi ritornate all'in- tro e sbadigliò, come se stesse facendo la cosa più gradevole
nocenza in modo onnicomprensivo, poiché come un fanciullo del mondo . Allungò le braccia e si alzò in piedi. Il fuoco era
che tocchi una parete o le sbarre del suo lettino percependo ormai spento ed era quasi buio pesto, ma Perceval e Galahad
solo se stesso, voi vedrete ogni azione come spirito che si versa sentirono su di loro gli occhi del mago. Egli disse: «Un giorno,
nello spirito. Vivrete nella fiducia e nella conoscenza assolute. riandando a questa notte, domanderete: 'Chi sei tu, Merlino?'
E anche se vi parrà di risiedere ancora in un corpo, sarà sol- Questa è la mia risposta dall'altra parte della barri~ra del tempo:
tanto un grano dell'Essere sulle sponde di quell'oceano infi- sono colui che non ha bisogno di miracoli. Sono un mago e per
nito di Essere che siete voi stessi.» me è già un miracolo essere qui. Che cosa può essere più mi-
I due cavalieri non avevano idea di quanto fosse stata lunga racoloso della vita stessa?»
l'esposizione di Merlino. Avevano l'impressione di essere stati Quando la luce fu scomparsa del tutto, il vecchio non c'era
trasportati in uno spazio dove sfere di Essere si aprissero una più. Perceval e Galahad erano in piedi immobili e non dice-
dopo l'altra come petali di fiori. E quando l'ultima si aprì, nel vano una parola. Sentivano ancora la malia del discorso di Mer-
suo centro si poteva appena vedere un diamante rotante e quasi lino e, a mano a mano che l'incantesimo svaniva, comincia-
trasparente. «Che cos'è?» avrebbe voluto chiedere Galahad ma rono a tremare, dispiaciuti di dover tornare a terra. Ali 'alba si
non osò aprire bocca. incamminarono verso il castello . Nella luce dorata del primo
«Contemplate il Graal», mormorò Merlino . «Il percorso mattino , Perceval vide re Artù a una finestra delle stanze reali;
della vostra ricerca vi ha condotti alla visione dell'obiettivo: il il suo sguardo era rivolto verso di loro.
punto di pura luce, l'essenza di diamante che arde nella vostra «Pensi che dovremmo raccontargli quello che è successo?»
anima.» I due cavalieri caddero in ginocchio sul suolo ghiac- domandò Perceval indicando il castello.
cio e, nel loro cuore, pregarono di essere degni della visione . Galahad scosse la testa. «Sono sicuro che il re sa tutto;
«Vivete nella devozione di questo momento», disse Merlino. dev'essere successa la stessa cosa anche a lui, altrimenti per-
«Io vi ho condotti qui per il vostro desiderio profondo, ma ora ché sarebbe sempre così riluttante a parlare del Graal? Ma vo-
voi dovete conquistare il vero Graal, non solo la sua visione.» glio dirti questo , fratello cavaliere: vorrei che Artù compren-
«Il vero Graal?» mormorò Perceval. «Che cosa dovremmo desse che siamo con lui in questa ricerca. Diamo un nome a
cercare? Questa stessa immagine?» questa notte: chiamiamola la Notte della Grotta di Cristallo . Il
«Non anticipate nulla», li mise in guardia Merlino mentre re saprà cosa vogliamo dire.»
la visione del Graal cominciava a svanire . «L'uomo è alla ri- E benché non fossero affatto stati in una grotta, ma sotto un
cerca di simboli e i simboli cambiano da un'epoca all'altra. cielo trapunta di stelle, Perceval fu subito d'accordo.

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