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Anno Accademico 2009/2010 - corso FJ-PIR (corso numero 3).

FISICA GENERALE 1
RELAZIONE: PENDOLO SEMPLICE

Gruppo N°1

-Manavella Andrea
-Mattia Mina
-Piovano Enrico

MATERIALE OCCORRENTE:
-Cronometro semplice elettronico con sensibilità pari 1/100s.
Sigla cronometro: T09
-Pendolo composto da un filo sottile legato ad un estremo al sostegno e all’altro alla sferetta
metallica.
Sigla supporto pendolo: P6
-Calibro (sensibilità 1/20 mm)
-Metro(sensibilità 1 mm)

I PARTE

Sintesi dei dati sperimentali

Nella prima parte dell’esperienza si effettuano 80 misurazioni suddivise in quattro campioni da 20


misure ciascuno in cui viene mantenuto lo sperimentatore e l’angolazione iniziale da cui si inizia a
misurare il periodo del pendolo. Per misurare il periodo si fanno effettuare al pendolo 2 oscillazioni
e dividendo quindi il tempo ottenuto per 2. Per tutta la durata dell’esperienza non si varia invece la
lunghezza del pendolo.

Qui sotto sono proposte le lunghezze misurate con le relative incertezze:


• Lunghezza diametro della sferetta: d = (24,00 ± 0,05)*10^(-3) m
• Lunghezza del filo l = (0,736 ± 0,002) m
• Lunghezza del pendolo semplice equivalente L = (0,750± 0,002) m

Ovviamente nell’ultimo caso nella misura della lunghezza totale del pendolo si riporta la stessa
incertezza della lunghezza del filo trascurando invece quella del calibro in quanto non è fisicamente
sensato considerare l’incertezza molto piccola del calibro(1/20 mm) se sul filo si ha un incertezza
40 volte superiore.

Valore atteso di g = (9,80665 ± 0,00001) m (a Torino)

Periodo T o atteso (s) per piccole oscillazioni = 1,74 s


B B

Numero di letture N / prova = 20

1
n Posizione Nome
oscillazioni/ iniziale P o
B B dello T (s) s T (s)
B B
sT (s)
Prova lettura (angolo Sperime- “Deviazione “Errore standard”
max o tatore S standard”
centrale)
1 2 Ang. max Manavella 1,73 0,04 0,01
2 2 Centrale Manavella 1,75 0,03 0,01
3 2 Ang. max Mina 1,74 0,03 0,01
4 2 centrale Mina 1,75 0,02 0,01

Grafici(asse delle ordinate numero letture)


1)

T(s)

2)

T(s)

2
3)

T(s)
4)

T(s)

Inferenza statistica

Test χ2 di bontà dell’adattamento ad ogni istogramma di una distribuzione gaussiana avente


stessa media e stessa deviazione standard del campione considerato.

Dopo aver ricavato dai valori sperimentali i vari parametri statistici, quali deviazione standard e
media, nei 4 campioni diventa ora necessario eseguire un’inferenza statistica in modo da stabilire se
il comportamento del campione è gaussiano. Per fare questo si utilizza il test del χ2 .
Per fare questo si calcola prima il χ2 sperimentale e si confronta con il χ2 teorico calcolato in base al
livello di fiducia scelto di cui si parlerà dopo. Se il valore sperimentale risulta minore di quelle
teorico, essendo il test ad un’unica coda, si potrà affermare che il campione segue un andamento
gaussiano.
Prima di entrare in dettaglio nella spiegazione del test del χ2 è bene ricordare che per effettuare tale
test è necessario conoscere il numero di gradi di libertà del campione, ossia il numero di elementi
che possono essere scelti arbitrariamente. Per calcolare il numero di gradi di libertà bisogna

3
calcolare la differenza tra il numero totale di letture del campione(in questo caso 20) N ed il numero
di vincoli, in questo caso 3 rappresentati dalla media, dalla deviazione standard e dal numero totale
di letture.
In conclusione il test che viene effettuato nel nostro caso è un test con 17 gradi di libertà.

Entriamo ora nel dettaglio del test. Sono state inizialmente messe in competizioni le ipotesi per
ognuno dei singoli campioni:

Ho:”il campione presenta un comportamento di tipo gaussiano” contro l’ipotesi


H 1:”il campione non presenta un comportamento gaussiano”.
B

Tutto questo ad un livello di confidenza del 95%, in quanto è necessario considerare il conflitto di
interessi e quindi un intervallo fiduciale sufficientemente piccolo.
Nel nostro caso effettuiamo un test del χ2 di bontà dell’adattamento ad una coda in quanto il è
presente un unico valore critico sempre positivo. Si vuole infatti verificare se il valore sperimentela
sia superiore a quello teorico.
Calcoliamo quindi il χ2 critico con 17 gradi di libertà a tale livello di confidenza e lo confrontiamo
con il χ2 sperimentale calcolato come:
n

∑  N ai−N ci 2
2= i=1
N ai

E’ necessario ricordare che nel calcolo del χ2 sperimentale, sebbene noi avessimo suddiviso le
misure di partenza dei singoli campioni in sette classi di stessa grandezza si è reso necessario
effettuare degli accorpamenti di classi qualora una classe risultasse vuota in quanto altrimenti essa
avrebbe influito in maniera eccessivamente gravosa nel calcolo e quindi nel risultato del test. Ora
questo risulta chiaro osservando i fogli di excel presentati.

Infine bisogna fare il confronto per ognuno dei quattro campioni: se il valore sperimentale è minore
di quello teorico allora si può accettare l’ipotesi Ho a tale livello di confidenza altrimenti se esso
risulta superiore significa che è necessario rifiutare Ho.

Confronto Deviazione χ 2
P χ 2
P P

Istogramma- Media T (s) standard s T (s)


B B
sperimentale critico
Gaussiana
1 1,73 0,04 0,91 7,81
2 1,75 0,03 0,76 9,48
3 1,74 0,03 1,92 9,48
4 1,75 0,03 3,12 9,48

Test t-Student per il confronto di due medie

Dopo aver analizzato il comportamento dei singoli campioni, vogliamo ora determinare,dato un
determinato livello di accettanza, se presi due campioni ottenuti variando solo una tra i due
parametri d'influenza “Angolo di partenza” e “Osservatore” si possono cosiderare derivanti da una
un'unica popolazione, ossia le due medie si possono considerare uguali.
Il test del t-student nel nostro caso fa riferimento a 38 gradi di libertà. Questo in quanto abbiamo
due campioni di 20 misurazioni per cui per ogni campione abbiamo un vincolo rappresentato dalla

4
media del campione e quindi diciannove gradi di libertà per campione. Ora visto che nel nostro
caso abbiamo due campioni il numero totale di vincoli sarà 2 per cui in tutti abbiamo 40-2=38 gradi
di libertà.

Anche in quest'ultimo caso come nel precedente abbiamo messo in contrapposizione due ipotesi:

Ho : “le medie delle due popolazioni di letture sono uguali”


B

H 1 : “le medie delle due popolazioni sono diverse”


B B

Il livello di confidenza considerato è del 95%, lo stesso già utilizzato nel caso precedente.

A differenza del χ2 che era ad un'unica coda nel cosa ora considerato il test del t-student viene
effettuato a 2 code in quanto si discute Ho in cui si afferma che le due medie sono uguali contro H 1
B B

in cui si afferma che le due medie sono diverse senza specificare quale delle due deve essere
maggiore( ossia non si può escludere a priori che ci possa essere una differenza negativa) . Diverso
sarebbe stato il caso in cui H1 fosse stato “la seconda media maggiore della prima” in quanto in
quest'ultimo caso si sarebbe dovuto effettuare un test ad un'unica coda in quanto
ipotizzavamo inizialmente quale delle due medie doveva essere maggiore.

2 campioni Medie Deviazioni t-Student t-Student


a confronto campionarie da standard dei 2 sperimentale critico
confrontare campioni a
confronto

No.1 1,73 0,03


1,91 2,02

No. 2 1,75 0,02

Conclusioni Parte 1

Per quanto riguarda Test χ2 di bontà dell’adattamento dopo aver calcolato il valore del chi quadro
teorico (ad una coda ed uguale per i quattro campioni dato lo stesso numero di gradi di libertà) è
stato confrontato con il valore del chi quadro sperimentale ottenendo che quest'ultimo era sempre
inferiore di quello teorico in ognuno dei quattro casi considerati, per cui esso è collocato all’interno
dell’intervallo di accettanza. Possiamo quindi accettare l'ipotesi Ho secondo cui i campioni si
comportano in modo gaussiano.

Nel caso del t-student a due code si è ottenuto un t sper < t cri che implica che il t sperimentale si
trova nell'intervallo di accettanza e quindi possiamo accettare anche in questo caso l'ipotesi Ho
secondo cui la media dei campioni è riconducibile ad una stessa popolazione di livello 0 (nel nostro
caso allo stesso pendolo).

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II PARTE

Sintesi dei dati sperimentali

Per la seconda parte si fissano una terna di grandezze d’influenza n, θoB, S che rimarranno costanti
per tutta la durata dell’esperienza.

Valori assunti: n = 2 oscillazioni, θoB= θmax , S =Piovano

Sono state effettuate dieci prove differenti in cui è stata variata la lunghezza L del filo e quindi del
pendolo, in particolare si è diminuita ogni volta di 0.05 m a partire da 0.75 m.:
Per ogni prova sono state effettuate effettuate N* = 5 letture di periodo.

Bisogna studiare l’andamento del periodo T rispetto alla lunghezza L introducendo però un
modello di regressione lineare, che permette di verificare se è possibile associare all’ insieme dei
dati raccolti una particolare legge che vincola i parametri.

Determinazione di g

L
Si parte dalla funzione T ( L ) = 2π
g

Il risultato finale può essere ottenuto mediante l’uso di modelli diversi, ognuno dei quali partendo
dalla funzione T(L) che non è una funzione lineare fa si che ci si riconduca ad una funzione lineare
apportando alla legge di partenza dei passaggi algebrici.

Modello 1:

Nel primo modello vengono considerati i logaritmi di entrambi i membri dell’equazione e si riporta
il risultato ottenuto. Quindi dovremmo attenderci dal risultato teorico
ln(T)=ln(2 π)+1/2ln(L)-1/2ln(g)
y=A[‘ln(2π) -1/2ln(g))’]+1/2X (“da mettere a casa”).

6
0.6
f(x) = 0.5176x + 0.6944
0.5 R² = 0.9964

0.4

0.3

0.2

0.1

0
-1.4 -1.2 -1 -0.8 -0.6 -0.4 -0.2

A questo punto, per determinare se fra i valori sperimentali di lunghezza e periodo si ha


correlazione lineare,è stato effettuato un test r a livello fiduciario del 99% con 8 gradi di libertà in
quanto il numero di gradi di libertà è dato dal numero N di coppie in esame a cui deve essere
sottratto il numero di vincoli che in questo è pari a 2 in quanto noi abbiamo 2 equazioni per le
medie.

Abbiamo messo in contrapposizione due ipotesi:


Ho: ”non esiste correlazione” quindi r = 0
H 1: ”esiste correlazione tra le due variabili” quindi r è prossimo ad 1
B

Il coefficiente r può assumere valori diversi, esiste correlazione lineare tra le variabili se il valore si
avvicina ad 1 (oppure -1 ma nel caso del pendolo non si potrà mai ottenere r negativo) (in questi
casi r rappresenta anche il coefficiente angolare della retta che approssima i valori), mentre non
esiste correlazione se r = 0.
Il test eseguito è ad una coda in quanto la teoria ci assicura che la correlazione può sussistere
unicamente in un verso (differentemente dal caso precedente in cui si trattava di un test a due code
in quando non ponevamo quale delle due medie dovesse essere maggiore oppure minore dell’altra).

Dal test otteniamo un r sperimentale significantemente superiore a quello critico e molto prossimo
ad 1 per cui non possiamo accettare l’ipotesi zero dell’assenza di correlazione e dobbiamo assumere
vera l’ipotesi H 1 che esista una correlazione lineare tra le due grandezze.
B

Effettuando lo stesso test ad un livello di confidenza del 99,9% (ipotizzando di avere il valore nella
tabella) dovremmo nuovamente confrontare il valore di r sperimentale con il valore della tabella e
verificare la sua presenza nell’intervallo di accettanza. Questo da un punto di vista statistico sarebbe
un ottimo test in quanto per rifiutare Ho sceglieremmo un livello di confidenza estremamente
alto(ecco di nuovo il concetto di conflitto d’interessi già prima espresso).

Il grafico fornisce il fit lineare (y = A + B x) (unità di misura nel foglio excel)

A |∆ A| B |∆ B| g |∆ g|
0,69 0,04 0,57 0,51 9,84 0,84

Il valore di g± |∆ g| è stato valutato attraverso la propagazione dell’incertezza conoscendo


l’ordinata
nell’origine A± |∆ A|. Invece possiamo utilizzare B± |∆ B| come controllo verificando che
effettivamente il valore ½(teorico) è incluso in tale intervallo.

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Modello 3:

Il terzo modello pone x=√L e y=T e si ottiene y=A’’+B’’x

1.8000
f(x) = 2.0424x - 0.0448
1.6000
R² = 0.9954
1.4000
1.2000
1.0000
0.8000
0.6000
0.4000
0.2000
0.0000
0.45 0.5 0.55 0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9

Anche senza effettuare il test r è evidente che tra le due variabili (y’’=T) e (x’’= L ) sussiste una
correlazione lineare in quanto dal grafico è evidente che i punti si dispongono quasi su una retta
L
perfetta e poi anche perché è presente da T ( L ) = 2π proporzionalità diretta tra la radice della
g
lunghezza e il periodo e quindi effettuando le misurazioni correttamente dovremmo trovare tale
risultato.

Il grafico fornisce il fit lineare (y = A’’ + B’’ x)(Unità di misura nel foglio excel)

A” |∆ A”| B” |∆ B”| g |∆ g|
-0,04 0,04 2,05 0,04 9,46 0,45
In questo caso da B” ± |∆ B”| si ricava il valore g± ∆ g mentre 0 dovrebbe essere compreso in
A” ± |∆ A”|ed effettivamente lo 0 si trova all'estremo dell'incertezza.

In conclusione abbiamo per il calcolo di g:

modello1:
g =(9,84 ± 0,83)m/s^2
modello2:
g =(9,46 ± 0,45)m/s^2

Utilizzando i 2 diversi modelli si può notare che i risultati differiscono nel loro valore medio, ma
considerando il fatto che una misurazione sperimentale è sempre un intervallo e non un singolo
valore, l’intersezione dei 2 intervalli è non nulla e quindi le due misure possono considerarsi
congruenti.

Conclusioni

Il 13/03/2010 e il 18/03/2010 si sono svolte presso il laboratorio di fisica le attività inerenti


l’esperienza del pendolo in cui si è voluto studiare le proprietà del moto armonico, considerando
cioè il movimento del pendolo con un’elongazione massima <<1 rad ( che garantisce il moto
armonico in assenza di attriti), nel nostro caso l’angolazione massima è stata 1/10 della lunghezza
del pendolo.(~7°)
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L’esperienza si è suddivisa in due parti: una prima parte in cui si sono effettutate le varie
misurazioni precedentemente spiegate mantenendo costante la lunghezza del filo e osservando se
singoli campioni presentavamo un comportamento gaussiano attraverso un test del χ2. Il test è stato
effettuato per quattro campioni. Nel nostro caso abbiamo sempre ottenuto( attraverso delle ipotesi
spiegate nella parte1 con un determinato livello fiduciale) campioni che seguivano un andamento
gaussiano. La deviazione standard presa come incertezza in ogni campione, rappresenta l'intorno
dove una singola lettura ha probabilità di circa il 68% di essere compresa(mentre ad esempio nel
campo ingegneristico si sceglie tre volte la deviazione standard per includere il 99,7% dei casi).

Successivamente sono state confrontati due campioni diversi in cui variava solamente un parametro
d’influenza e abbiamo ipotizzato che questi potessero venire da una stessa popolazione. Poi
attraverso il test t_student si è verificato che questo era effettivamente vero( al livello fiduciale
scelto).

Nella seconda parte dell’esperienza sono state invece effettuate varie letture variando la lunghezza
del filo ma mantenendo inalterati gli altri parametri in modo da poter ottenere un relazione tra la
lunghezza ed il periodo ed una misura dell’accelerazione di gravità. Sono stati utilizzato due
modelli distinti:
• Dal primo abbiamo ottenuto attraverso un test r che esisteva una correlazione lineare tra i
due parametri e una misura di g.
• Dal secondo modello una successiva misura di g che abbiamo poi verificato avere
intersezione con quella del modello precedente per cui si possono ritenere congruenti.

In conclusione si vuole fare notare che è stata scelta un'unica cifra significativa nella deviazione
standard, nell'errore standard in quanto è fisicamente più corretto considerare una cifra
significativa non potendo fare supposizioni più certe sulle successive. L’unica eccezione è stata
nel calcolo di g dove per essendo per completezza si è preferito mantenere due cifre significative
nell’incertezza.