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IL SOTTOSESSO

NEI

POPOLI SENZA TONSILLE

Le conseguenze sociali
della moda
della tonsillectomia

Il male inglese
di Bicknell
BIBLIOGRAFIA

1. - S.L.A. Ma r s h a l l « Men Against Fire», pagi-


ne 215 - 1952, William Morison N.Y.
2. - Bic k n e l l « The English Complaint », pagg. 120 -
1952, Heinemann, London.
3. - Kin s e y «On Human Sex Behaviour» Bloomington
1952 - U.S.A.
4. - Zw e ig « The British Worker », pagg. 240 - 1952
Penguin Books.

Dalla lettura di queste quattro pubblicazioni, ci è


apparsa chiara la spiegazione di fenomeni sociali, di cui
i succitati autori o danno una spiegazione insufficente
o vi rinunciano.
La facile sta nchezza e d il sottosesso dei senza tonsille
sono stati rilevati nel popolo degli Stati Uniti e del-
l’Inghilterra da questi autori, come pure da parecchi
corrispondenti esteri, tutti però ignari della causa: la
componente tonsillare.
A proposito di stanchezza e sottosesso, osserviamo
che Inghilterra e Stati Uniti sono i paesi delle donne
infelici...

Stampa: t i po g r a f i a o r f a n o t r o f io ma s c h il e - Be r g a m o - 1954
Dr. I. e G. CALDEROLI
delle Università di Berlino e di Vienna
Residenti a Bergamo - Via XX Settembre, 79

POPOLI SENZA TONSILLE


stanchezza e sottosesso
Conseguenze sociali della moda della tonsillectomia

Così combattono...
Così lavorano...
Così bevono...
Così con la donna...

Il segreto del Generale S. L. A. Marshall


Il mancato scarico collettivo delle armi da fuoco in combattimento
da parte delle truppe americane in Corea e nell’ultima guerra mondiale.

Il male inglese di Bicknell


La stanchezza cronica dei lavoratori inglesi
« Siamo stanchi, malati, cattivi lavoratori, iposessuali » {sottosesso}.
La sete ed il bere del popolo inglese di Zweig.

II comportamento sessuale degli americani


Secondo Kinsey - è mutato in questa generazione.
II perché va ricercato nel fatto che la maggioranza
degli americani e degli inglesi sono senza tonsille.
Popoli senza tonsille sono soprattutto gli americani degli Stali Uniti,
e gli inglesi, con decine di milioni di individui senza tonsille: 70/80
milioni e forse più. Poi verrebbero i francesi, con parecchi milioni;
i tedeschi meno; gli italiani con oltre due milioni.
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI
dei fratelli Dr. In n o c e n t e e Dr. Gu id o Ca l d e r o l i
delle Università di Berlino e di Vienna.

1937 - Il problema tonsillare è problema demografico


- pagg. 100
1940 - Il problema tonsillare è problema sociale e di
razza - pagg. 254
1941 - I senza tonsille - pagg. 64
1947 - Riflessi sociali della tonsillectomia - pagg. 77
1948 - Le trincee clinic he della tonsillectomia - pagg. 80.
1953 - Cosi combattono... - pagg. 34.

COMUNICAZIONI

1949 - La tonsillectomia e l'eugenetica prematrimo-


niale - Congresso Internazionale Medici Cattolici -
Roma - pagg. 7
1950 - La questione sessuale nei giovani senza tonsille -
1° Congresso di Medicina Sociale - Milano - pagg. 5.
1951 - Osservazioni sui lavoratori senza tonsille - 2°
Congresso di Medicina Sociale - Genova - pagg. 6
1952 - La tonsillectomia nei riguardi dell'igiene men-
tale dell’età evolutiva - 3° Congresso di Medicina Sociale
Torino - pagg. 7.
POPOLI SENZA TONSILLE
POPOLI DELLA

ATTUALE GENERAZIONE

SENZA TONSILLE

Inghilterra ... 60 % Paesi Scandinavi . 10%


Stati Uniti ... 50 % Germania.... 7%
Francia . . . . 15 % Sud-America . . 5%
Italia-Spagna . . 3%
Un popolo libero
tutto sopporta
tranne il non sapere.

Nel tempo passato era di moda la castrazione.


Nel tempo presente è di moda la tonsillectomia.
Ambedue sono mutilazioni ai poli opposti
del fanciullo.
Più seria la prima, ma non indifferente la
seconda.

Le percentuali sono calcolate con larga ap-


prossimazione e presunzione su dati avuti da
giornali, periodici medici, congressi, ecc. e
riguardano i paesi cosiddetti liberi. Per i paesi
oltre cortina non abbiamo dati, ma pensiamo
che la moda della tonsillectomia vi abbia
inciso molto meno. Forse soltanto la scuola
russa si è pronunciata apertamente, fin da
vent’anni fa, contro la moda.

Non sospettavamo che le nostre opinioni


dovessero avere una così grandiosa conferma nei
riflessi sociali dei popoli senza tonsille (Stati
Uniti, Inghilterra, ecc.). Sulle grandi masse i
rilievi sociali di certe mode, come il precipi-
tato delle loro conseguenze, si possono illu-
strare con evidenza.
INDICE DEI CAPITOLI

1. - Un’aberrazione della medicina nel secolo


ventesimo ................................................. pag. 11
2. - La trappola dei bacilli ................................... » 15
3. - Il problema tonsillare è problema sociale
e di razza ...................... » 19
4. - II saggio del Dr. Gabbi ..................................... » 33
5. - Popoli ed eserciti senza tonsille ........................ » 39
6. — Così combattono.................... » 49
7. - Così lavorano............ ........................................ » 59
8. - Così nello sport................... » 71
9. — Il male inglese di Bicknell ................................. » 81
19. - Così bevono........................................................ » 91
11. - Così con la donna............................................... » 101
12. - E la donna?........................................................ » 119
13. - Conclusione e recensioni ................................... » 137
14. Autoriassunto ............................................... » 145
15. - Aforismi tonsillari........................................... » 149
un'aberrazione della medicina nel secolo ventesimo
soprattutto nel mondo anglosassone

Con la moderna civiltà sono tramontate


o vanno tramontando parecchie mode bar-
bare: la circoncisione, la castrazione, il ta-
tuaggio, ecc. a sfondo tradizionale, religioso,
commerciale. Però ne sorgono altre e, tra
queste, una, a sfondo scientifico, sorta proprio
in questo secolo: la moda della tonsillectomia.
Si calcolano ad oltre cento milioni i senza
tonsille nel mondo civile; in Italia a oltre due
milioni. Negli Stati Uniti e in Inghilterra,
una metà e forse più dei giovani e individui
d’età media sono senza tonsille. Si vanno
formando in tal modo popoli ed eserciti senza
tonsille.
Al principio di questo secolo - da alcuni
12 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

professori - si scoperse che le tonsille sono


altrettanto inutili quanto pericolose. A questa
concezione pseudo scientifica si aggrappò il
facile guadagno. Ma anche senza il fattore
guadagno, la moda è moda; piglia il soprav-
vento finché si esaurisce, si stanca, un po’
in omaggio al « vulgus vult decipi »... Al prin-
cipio di questo secolo la moda del « vitino,
vespa » ha trionfato contro la condanna di
tutti i medici. Così la moda della tonsillectomia
è divampata come un incendio, nonostante
il suo carattere barbaro, giacché l’intervento
sulle tonsille, oltre che doloroso e talora molto
doloroso, è istintivamente molto repulsivo:
e, come tale, contrastato da potenti riflessi
di difesa messi ivi da madre natura, come
forse in nessuno o rari punti dell’organismo.
« Tu, papà, mi hai fatto operare, ma io mi
sono sentito strappare il cuore » (Riflesso del
vago). Così un fanciullo di dieci anni.
L’operazione delle tonsille è pure un forte
trauma psichico. « Operato da bambino alle
tonsille, Koestler non se n’è scordato più ».
Nel suo libro di ricordi, egli collega psicana-
liticamente questo suo spavento infantile con
gli orrori della guerra e dei « Lager » a cui la
vita doveva farlo assistere. Così Domenico
Bartoli nello stelloncino-titolo di un articolo
sul « Corriere della Sera », 19 Novembre 1952.
Cuore e cervello sono interessati dalla
u n ’a b e r r a z i o n e d e l l a m e d i c i n a n e l s e c o l o x x 13

tonsillectomia. Se ne sono accorti pure taluni


clinici, cardiologi e psichiatri, anche per l’ade-
notomia, che non è sempre un trauma senza
conseguenze.
Le vittime più numerose sono i fanciulli,
per lo più ribelli e sopraffatti dalla forza, e
assommano a decine di milioni, e milioni se
ne ope rano ogni anno. Talora, benché rarissimi,
vi sono dei morti.
E pensare che più del 95 per cento si possono
curare e guarire con cure mediche, termo-
climatiche e radianti.
E la società protesta per il taglio della coda
a cavalli e cani ! È un conto operare un ragazzo
ed è un altro operarne venti, cinquanta, cento.
Ecco perché a questo capitolo abbiamo pre-
messa la parola « aberrazione ».
La moda è giunta al punto, anche in Italia,
che si tolgono le tonsille in serie, anche sane,
ad un semplice esame superficiale, e magari
all’insaputa dei genitori.
Si era giunti al punto di imporre la tonsil-
lectomia come condizione per essere ammessi
alle colonie ecc.
E purtroppo questa tendenza si è introdotta
perfino in un regolamento militare, che impone
la tonsillectomia a candidati aviatori, cara-
binieri, con la probabilità di rovinarli nella
loro carriera.
A questo proposito abbiamo fatto una segna-

2. - Popoli senza tonsille


14 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

lazione al Ministero della Guerra, perché sia


tolta l’obbligatorietà della tonsillectomia.
Anche oggi si agisce con leggerezza in molti
ambienti. Non siamo noi: è il prof. Pieri,
docente d’otorino all’Università di Bologna,
che lo dice.
Non parliamo dell’America e dell’ Inghilterra
dove la tonsillectomia era d’ordinaria ammi-
nistrazione, quasi come la vaccinazione. Al
Congresso internazionale di Salsomaggiore,
1938, il delegato inglese affermava che la
percentuale dei ragazzi inglesi tonsillecto-
mizzati variava dal 60%, nelle classi più
diseredate, all’80% e più, nelle classi elevate.
Che razza di capponatura ignota all’umanità
fino a questo secolo.
la trappola dei bacilli

La scienza, almeno fino a poco fa, si è fer-


mata sulla concezione che le tonsille sono
organi di difesa. In parole povere, le tonsille
avrebbero la funzione di acchiappare i bacilli,
i microbi che passano per il naso e per la bocca.
Questa trappola dei bacilli, escogitata dalla
scienza odierna, ci sembra unilaterale, zoppi-
cante e molto discutibile.
Prima di tutto: vi sono altri organi-trap-
pole dei bacilli?
In secondo luogo, le tonsille, sia nei fanciull i
che nei giovani, sono organi che dovrebbero
imporsi non meno delle gonadi al rispetto
operatorio per la loro vistosità. Che abbiano
solo funzione di trappola? Perché non ne tro-
viamo un’altra, endocrina, umorale, difensiva?
16 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

In terzo luogo, sarebbe una trappola che


funziona a modo suo, a seconda dell’età, del
clima, della razza, ecc. Perché, in climi polari,
non si soffre, o si soffre di rado, di raffreddori,
di mal di gola? Perché, tra i negri d’Africa,
non si riscontra o è rara l’ipertrofia tonsillare?
E poi, nei nostri ragazzi, perché la trappola
funziona bene in alcuni e in altri no? Non ci
sarà di mezzo qualche misterioso fattore?
Ma la vada pure: i bacilli passano in gola,
e qui funziona la trappola; ma passano pure
dall’altro polo, e qui trappola non c’è, forse
in omaggio al proverbio: «A nemico che fugge...»
Ci sembra che la teoria trappola pecchi
di fantasia. Se poi la trappola - come la ragna-
tela innanzi ad una finestra - non funziona
bene, dà fastidio o è antipatica o s’ammala,
allora invece di curarla se ne fa senza: si
rinuncia alla trappola. Curioso modo di
interpretare e di procedere! No?
Sicché insomma con la teoria dell’inutilità,
prima, e con la trappola che non funziona,
poi, anzi con la scusa che è pericolosa, S.O.S.,
e giù a rotta di collo addosso alle povere ton-
sille, come una volta contro le streghe.
Come si vede, un vizioso circolo di con-
traddizioni, nel quale si dibattono le vittime,
ma dal quale escono con l’illusione della vittoria
i fautori della tonsillectomia.
E, tolta la trappola, la ragnatela, che faremo?
LA TRAPPOLA DEI BACILLI 17

Metteremo una museruola: o diremo piuttosto


che si tratta spesso di trappola per i clienti.
Oggi i senza tonsille viventi superano di
parecchio i cento milioni. A oltre duecento
milioni si possono calcolare gli individui operati
in questo secolo, col sacrificio di circa mezzo
miliardo di tonsille. Ma dove andiamo a finire?
Una vera ecatombe senza precedenti... e per
lo più senza processi, cioè senza diagnosi, o con
diagnosi superficiale, con un procedimento che
rasenta l’incoscienza, anche se avallato da
celebrità.
Un saggio dell’aberrazione l’abbiamo in quei
dentisti che, per raddrizzare un dente, fanno
estirpare le tonsille e l’adenoide. Per raddrizzare
un dente si altera lo sviluppo, la psiche, la
personalità del fanciullo in omaggio a teorie
ritenute da noi cervellotiche.
Qualcosa del genere si potrebbe dire di
coloro che fanno estirpare le tonsille per malat-
tie d’orecchio e di pronuncia, o per profilassi
antidifterica.
Nel campo della teoria, i teorici della medicina
sono insuperabili. Nella storia della medicina,
nel corso dei secoli, le teorie si susseguono,
si accavallano come le onde del mare e potreb-
bero dare corpo a una nuova scienza.
Se questa scienza può, talvolta, servire, per
ipotesi, da lavoro, più spesso e facilmente può
riuscire di danno, come tutto ciò che si àncora
18 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

su posizioni balorde, col risultato, specie se


sorrette dal guadagno, di instaurare una moda
barbara e costituire, mercè la sua grande
diffusione, una grande piaga sociale: «Primum
non nocere...». Ma se un organo cade in mano
ai chirurghi, diffìcilmente viene mollato.
Senonché la maggiore ricettività alla polio-
mielite, ai raffreddamenti, alle facili rinosinu-
siti e tracheobronchiti indica già un indeboli-
mento organico consecutivo a tonsillectomia,
suggerendo una maggior prudenza; consiglian-
do, cioè, di relegare in soffitta, tra le cose
fuori uso, una trappola che funziona, in
genere, contro le stesse oneste intenzioni di chi
vi ricorre ancora in buona fede.
il problema tonsillare
è problema sociale e di razza

Secondo la nostra tesi, e noi ci riferiamo


soprattutto agli operati prima dei 28 anni,
il tonsillectomizzato, se uomo, è meno maschio ;
se donna, è meno femmina.
L’autore del libro « I tuoi ormoni e il tuo
destino » scrive a questo proposito :
« La natura non vuole i mezzi termini, ma
lo sviluppo di qualità veramente maschili
o veramente femminili, perché solamente così
è possibile il mantenimento della specie ».
Ebbene, il tonsillectomizzato è un mezzo
termine; e la tonsillectomia, pertanto, incide,
oltreché sull’individuo, sulla famiglia, sulla
società, sulla razza, contribuendo alla loro
decadenza, alla formazione del sottosesso.
Dai paesi anglosassoni la tonsillectomia si
20 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

è estesa a tutto il mondo civile, compreso il


paese nostro, dove ogni anno oltre centomila
individui, per lo più in giovane età, subiscono
interventi alle tonsille, specie in Alta Italia.
Fortunatamente in Italia la funesta moda,
oltreché diffondersi in ritardo, ha incontrato
e incontra le notevoli resistenze della nostra
gente, avversa per istinto a sottoporsi a pra-
tiche di dubbia natura e di dubbio esito.
Crediamo tuttavia di non essere lontani
dal vero calcolando a due milioni almeno gli
italiani che hanno subito interventi alle ton-
sille. Percentuale minima rispetto a quella,
invero impressionante, di taluni paesi, tra cui
pare, secondo una statistica di Rhoad, che il
primato spetti agli Stati Uniti, col 50% e oltre
di operazioni sulle tonsille.
Ma il guaio è che, mentre si è proceduto a
grandi passi sulla strada demolitrice, non se
n’è fatto alcuno verso lo studio dei riflessi
clinici, sociali e demografici dell’abusata ope-
razione; o non ci si è, in altre parole, preoc-
cupati di vedere se una così diffusa pratica
operatoria a spese della tonsilla non avesse
e non abbia più che mai serie conseguenze e
sempre più larghe ripercussioni nel civile con-
sorzio.
Queste conseguenze le veniamo studiando,
da quasi venti anni a questa parte, precisamente
noi, seppur fra sorrisi di compatimento ed
IL PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 21

esplicite proteste: noi, che siamo arrivati ai


nostri quarantacinque anni di esercizio pro-
fessionale nella specialità, ventisei dei quali
vissuti nella tradizione operatoria; dimodoché
dobbiamo confessare di avere dato anche noi
alla diffusione della tonsillectomia il nostro
discreto contributo. Ma poi, accortici che la
tonsillectomia non era senza conseguenze, ci
siamo messi a studiarla nella sfera dei nostri
operati, giungendo alle prime conclusioni da
noi già esposte nelle nostre monografìe del
1937 e del 1940 confermate dalla presente.
Al quale proposito gioverà ripetere che nei
tonsillectomizzati noi avevamo osservato: mi-
nore vivacità nei bambini; diminuita bal-
danza nei giovani; generale rilassamento nel-
l’adulto.
Secondo noi, il tonsillectomizzato è un mino-
rato, per lo più uno stanco cronico, che si
dimostra tale così di fronte agli studi scolastici,
come di fronte al matrimonio; così in famiglia
come in società. È un consorziato insufficiente
per mortificazione sessuale, astenìa, menomata
forza di volontà, ridotta adattabilità alla vita
comune ed alle sue necessità di lotta.
Se, poi, è donna, allora essa si rivela meno
idonea alla maternità, ìmpari al peso di ripe-
tute gravidanze e meno adatta all’allevamento
dei figli.
Che più occorre perché si possa argomentarne
22 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

che laddove c’è un coniuge in siffatte condizioni


la famiglia è minorata essa medesima? Perché
si possa affermare, adunque che il problema
tonsillare è problema demografico sociale e
di razza?
Basta, d’altronde, riavere presente ciò che
s’è più addietro visto, e cioè che i matrimoni,
per così dire, disturbati, nella loro intima
missione, dalle conseguenze della tonsillectomia
o sono sterili o sono avari di prole, per convin-
cersi che il carattere demografico del problema
tonsillare è tale da imporsi anche all’attenzione
di chi si ostina a negarlo per partito preso.
In base alle nostre copiose osservazioni noi
ci sentiamo autorizzati dalla nostra coscienza
a ripetere, appunto, che la tonsillectomia intacca
profondamente il vigore sessuale dell’uomo e
menoma, insieme con la femminilità, la capa-
cità procreativa nella donna.
Se praticata prima dei sette anni, ne conse-
guono ipoplasia del sistema genitale, utero
infantile, sterilità; se praticata più tardi, meio-
pragia, minor capacità procreativa, diminuita
maternità, disturbata gestazione, inerzia ute-
rina, minor portata lattea, in ragione dell’età
e della costituzione, ecc.
Il pediatra inglese Spence rivelava, fin dal
1938, che in Inghilterra l’allattamento al seno
va facendosi raro.
Ebbene, questa rivelazione avrà meravigliato
IL PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 23

altri ma non noi, giacché coincide con il


risultato delle nostre ricerche sulle donne ton-
sillectomizzate, nelle quali abbiamo appunto
riscontrato un’impressionante ipogalattia, mas-
sime se precoci.
E’ nota la grande diffusione degli interventi
sulle tonsille nei paesi anglosassoni. Niuna
meraviglia, dunque, che il fenomeno denunciato
dallo Spence sia legato alla tonsillectomia.
Al Congresso di Salsomaggiore, infatti, s’è
appreso che in Inghilterra il 50% degli alunni
poveri e l’84% degli alunni abbienti sono
operati di tonsillectomia.
Si parla di decadenza della razza bianca,
della razza anglosassone, della francese, ecc. Se
si pensa che basta un coniuge t onsillectomizzato
a intaccare la vitalità della cellula familiare,
si trova che quel fenomeno non è inventato
e ci si chiede se, per caso, non sia ben più
grave che in Europa negli Stati Uniti, dove la
tonsillectomia ha raggiunto proporzioni vera-
mente folli.
Gli studiosi della questione sessuale ci hanno
regalato trattati in cui non manca... se non
il capitolo tonsillare. Ma noi riteniamo, dalle
copiose osservazioni in materia, di poter rime-
diare, almeno in parte, alla grave lacuna,
giacché ci risulta che toccare la tonsilla signi-
fica compromettere la sessualità dell’individuo.
In questo senso: che il giovane, menomato
24 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

nel gioco endocrino, perde ogni spirito di


conquista; la giovane perde di poesia, di
inclinazione al sesso forte, di tendenza alla
maternità; sicché, insomma, la famiglia dei
tonsillectomizzati precoci è, in genere, un
albero senza frutto o scarso di frutti.
La maternità è santa ma scomoda, come
la guerra: niuna meraviglia che la tonsillec-
tomizzata vi si comporti come il cattivo soldato
in battaglia.
Avendo ciò presente, non ci si meraviglia
di apprendere che in Inghilterra la maternità
sia in regresso e, inoltre, che segua la parabola
discendente persino la passione sportiva.
Né ci meravigliano le statistiche di certe
nazioni, — Danimarca, Norvegia, Svezia, Fran-
cia, Stati Uniti, ecc. — nelle quali un terzo di
matrimoni è senza figli, un terzo con un
figlio solo, un terzo con più di un figlio: in
media un figlio e mezzo per ogni matrimonio.
Rivelatesi insufficienti a spiegare siffatto
fenomeno le ragioni economiche e morali,
pare lecito a noi argomentarne che debba
avervi la innegabile parte la pratica, diffusis-
sima in quei paesi, della tonsillectomia,
la quale vi ha radici ormai quarantennali:
con evidente e progrediente danno, oltreché
della natalità, della razza, avendo presente
che le alterazioni del sistema endocrino sono
trasmissibili ai discendenti.
Il PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 25

Guai se la moda della tonsillectomia si


estendesse agli strati sociali che dànno più
valido apporto all’esercito! Ne scapiterebbe
in modo incalcolabile la potenza guerriera
della Patria.
Il grido che risuona presso taluni popoli
colpiti da denatalità : « più bare che culle »
dovrebbe fare riflettere anche esso sull’insi-
diosità d’una troppo diffusa pratica operatoria,
qual’è la tonsillectomia.
Che se poi si rifletta che accanto all’esercito
dei tonsillectomizzati c’è un esercito, pure
numeroso, di ipotonsillari, allora appare chiaro
come il problema tonsillare sia un problema
sociale e demografico; un problema di razza.
A parer nostro, con la diffusione della ton-
sillectomia la razza decade dal suo vigore e
dal suo splendore, andando in tal modo verso
l’estinzione.
Mentre vi sono decine di milioni di tonsil-
lectomizzati, costituenti un fin troppo ricco
materiale di ricerche, nessuno, a quel che
sappiamo, ne ha fatto di sistematiche, di degne
di nota, sulle conseguenze tardive della ton-
sillectomia, quali riflessi sociali e demografici.
Questo è, dunque, tutto un campo nuovo da
esplorare.
Il problema tonsillare è problema sociale;
e, quand’anche non ce ne facessero persuasi
le ricerche di laboratorio e le esperienze sugli
26 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

animali, basterebbero a dare fondatezza alla


questione le osservazioni che noi citiamo ed
illustriamo.
Come nella questione del gozzo, che scienti-
ficamente e clinicamente è tutt’altro che risolta
nella sua eziopatogenesi, così nella questione
della tonsillectomia si devono prendere in
seria considerazione i riflessi sociali e di razza
che sono testimoni quanto mai eloquenti.
Quale apporto lavorativo o di iniziativa dà,
comunque, il mutilato delle tonsille alla società
in mezzo a cui vive?
Non si vuole affermare che sia un apporto
negativo, ma si vuol osservare che, in genere,
è un apporto scarso, minore e spesso insuffi-
ciente, talché, avendo presente l’enorme numero
di menomati tonsillari, non si può fare a meno
di vedere nella moda della tonsillectomia un
attentato su larga scala all’efficienza sociale
del civile consorzio.
Qual’è la giornata, per così dire, tipica del
tonsillectomizzato?
E’ la giornata dell’insufficiente nel senso
più complesso della espressione; dell’individuo
disadatto alla lotta per la vita e pertanto
incline al quieto vivere ed al soddisfacimento
di tutti i bisogni legati alla conservazione
vegetativa; dell’individuo con scarsa tendenza
a servire la legge della conservazione e molti-
plicazione della specie.
IL PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 27

Il tonsillectomizzato non è l’uomo del dina-


mico comando. Egli è destinato a servire. È,
per lo più, un appartato, un soggetto che va
alla deriva.
Privo di grandi difetti come di grandi virtù,
saremmo tentati di definirlo il piccolo borghese
costituzionale.
Un italiano, che visse molti anni in Inghil-
terra ed in Africa a contatto con gli inglesi,
ci diceva recentemente che « non sono più gli
inglesi d’una volta, la maggior parte essendosi
cambiati, rivelandosi piuttosto fiacchi».
Scrive lo Zweig a pag. 26 del suo libro sul-
l’operaio brittannico: «Il lavoratore pesante
del tipo “sterratore,, impiegato in lavori che
richiedono straordinaria forza fisica, è un tipo
che va rapidamente scomparendo in questo
paese. C’è una grande scarsità di essi e molti
ne vengono importati dall’Irlanda o da altri
paesi esteri ».
E’ che là, appunto, la moda della tonsillec-
tomia, « è un verme che rode »; è tarlo roditore
della famiglia, delle classi sociali ed anche
della nazione. Come, del resto, ovunque.
Si fanno, comunque, studi sul rendimento
lavorativo di individui colpiti da tubercolosi,
reumatismo articolare, affezioni cardiache o
altro, ma nessuno finora ne aveva fatti sul
rendimento lavorativo del tonsillectomizzato,
specie se precoce.
28 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Ebbene, abbiamo dato l’esempio noi, stu-


diando il tonsillectomizzato nella famiglia e
fuori, nella scuola, sul lavoro, in ufficio, in ci ttà,
in campagna, sui monti e negli sports, e
giungendo alla conclusione, che il tonsillecto-
mizzato, come convalescente continuo, è un
consorziato insufficiente, una debolezza e non
una forza della società: un vaso di vetro tra
vasi di ferro, nei continui urti della lotta per
la vita.
Quale genere di lavoro può compiere in
simili condizioni, che non si appalesi di rendi-
mento scarso? Tanto più scarso, anzi, quanto
più presto egli è stato operato?
In genere, è un lavoro discontinuo ed anche
non finito, che esige da lui più tempo e fatica
che dal lavoratore normale. Tutt’al più egli
riesce nel lavoro standardizzato; e n’è ovvio
il perché.
Abbiamo già avuto occasione di osservare,
non senza profonda melanconia, che il tonsil-
lectomizzato è un vinto ancor prima di com-
battere. Lo abbiamo, difatti, visto disertare i
posti di lavoro e tenersi il più possibile appar-
tato dai contrasti della vita.
Reincarnazione di Don Abbondio, infatti,
il tonsillectomizzato si rifugia in posizione
protetta e sempre in sott'ordine. Seguendo
l’esempio di Don Abbondio nella scelta della
carriera, cerca appoggi, posizioni di scarso
IL PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 29

lavoro e di scarsa responsabilità; incline a


farsi proteggere dalla propria classe sociale
e pronto a disertare il proprio posto di lavoro,
appena vi rimanga senza protezione.
Quanti casi di abbandono di lavoro noi
potremmo citare !
Tipico il contadino ventenne, che, a due
anni dall’aver subita la tonsillectomia, si vede
costretto a cercarsi un’altra occupazione, per-
ché s’accorge di non avere più né la forza né
la resistenza di prima.
Fa con esso il paio un giovane muratore,
il quale, in identiche circostanze, dev’essere
impiegato dallo zio capomastro in lavori leg-
geri d’ufficio e di sorveglianza... a scanso di
licenziamento.
Così, un soldato tonsi llectomizzato, già pieno
di vita, vien confinato in fureria a scrivere a
macchina.
Così, ragazze operaie vengono dimesse dalla
fabbrica per scarso rendimento, ovvero tra-
sferite in reparti di lavori leggeri, mentre non
riescono più a fare la lavandaia a casa propria.
Montanare e campagnole divenute inadatte
alle fatiche; infermiere trasferite dal servizio
di sala a lavori più leggeri, poi magari licenziate;
giovani operai, costretti ad abbandonare lavori
pesanti cui prima attendevano con facilità;
suore richiamate alla severità della regola,
per scarso rendimento. O professionisti scar-

3. - Popoli senza tonsille


30 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

samente idonei alle proprie mansioni e pertanto


facili vittime della concorrenza; o uomini
d’affari che o si ritirano dal commercio o vi
permangono in condizioni di diminuito gua-
dagno, quando non di disastroso fallimento.
Non si vuole con ciò insinuare che il tonsil -
lectomizzato sia un inetto, un buono a nulla:
si vuole soltanto osservare che rende assai
meno degli altri consorziati civili, perché inca-
pace di lavorare con metodo e in maniera da
trarne il massimo dei risultati. Le eccezioni
confermano la regola.
Operai bergamaschi narrano che in certi
dipartimenti della Francia i loro colleghi indi-
geni sono lenti, fiacchi, lavorano poche ore,
e si stancano facilmente. Orbene, noi sap-
piamo che là da quarant’anni a questa parte
si operano bambini e fanciulli alle tonsille, su
vastissima scala. Dicono quei nostri operai:
« Se i francesi facessero quello che facciamo
noi, si ridurrebbero sfiniti, giacché difettano,
oltreché di spirito, di forza e di resistenza ».
Noi, comunque, sospettiamo, che uno dei
coefficienti del minor rendimento (Bicknell
parla di un terzo meno a proposito dei lavo-
ratori inglesi) sia precisamente la tonsillec-
tomia praticata su troppa vasta scala a danno
delle ultime generazioni di quel paese; talché
essa ha finito per creare là una grande folla di
sbandati e di poltroni.
IL PROBLEMA TONSILLARE È PROBLEMA SOCIALE 31

Ma anche da noi, dove la tonsillectomia è,


per fortuna, ancora lontana dal fare tanta
strage, accade di constatarne le dannose conse-
guenze: di vederne non poche vittime preci-
samente in giovani che si rivelano al di sotto
della propria vocazione a più o meno breve
distanza dall’avere subita la mutilazione ton-
sillare.
Sono dei falliti, dei pesi morti, non per
colpa propria. Ma è ovvio che la società ha
bisogno di energie vive e non già di pesi
morti.
Se potessimo indicare col numero 10 la
completa efficienza d’una fanciulla o di un
giovane a tonsille integre, potremmo scendere,
per il tonsillectomizzato, a 5 di energia, 4 di
forza fìsica, 3 di resistenza alla fatica, 3 di
prontezza, 2 di vivacità e ingegnosità, 1 di
inesauribilità, coraggio, baldanza, senso erotico.
Per contro, nel tonsillectomizzato, lentezza
e sonnolenza salgono da 10 a 20; astenìa e
svogliatezza e facile stanchezza, a 30; timi-
dezza, a 40; paura, impressionabilità, sugge-
stionabilità, a 50.
Ed ecco che torniamo alla melanconica
equazione del nostro primo lavoro a stampa
in materia: uomo fiacco e donna floscia.
Le ricerche nostre si riferiscono soprattutto
agli operati in giovane età. Secondo noi, poi-
ché la questione tonsillare è anche questione
32 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

sociale, si è fatto male, come in genere si è


fatto, a non tener conto dell’opinione dei
medici pratici e dei profani, la cui testimo-
nianza in materia va vagliata, ma non tra-
scurata.
Un medico di campagna ci diceva: « Da
tempo vado osservando gli operati di tonsil-
lectomia. Non diventano delle cime, anzi ».
Aveva ragione. La sua osservazione ci fu di
prezioso indirizzo all’inizio delle nostre ricer-
che, come quella di parecchie madri: « Io non
lascio operare mio figlio. Quello della mia
amica, dopo l’operazione, è diventato bambo ».
Per fortuna ci sono eccezioni ma la regola
prevale.
tonsillectomia - problema aperto

Saggio di ricerche da parte del Dr. Gabbi


Dirigente Sanitario dell’ INAM di Vicenza.

Sono molti ancora i problemi della medicina


in discussione; tra questi, quello della tonsillecto-
mia, intorno a cui più vivace è la controversia tra i
fautori dell’una o dell’altra tesi: operare molto -
operare poco.
Una delle ragioni determinanti la disparità dei
pareri è costituita, certo, dalle scarse acquisizioni
scientifiche sulla fisiologia delle tonsille, sulla loro
funzione, specialmente per ciò che si riferisce alle
sue caratteristiche di ghiandola a secrezione interna,
a sua volta legata a tutto il sistema neuroendo-
crino. Un importantissimo contributo chiarifica-
tore sulla funzione delle tonsille è stato recentemente
portato da Schwarz (Zeit. fur Lar. Rhin. Ot.
N. 1, 1953 Stuttgard), clinico dell’Università di
Tubingen, che in un articolo veramente importante,
dopo una esauriente dimostrazione anatomica e
dialettica è giunto alla conclusione che, per quanto
34 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

riguarda la funzione, diremo così, esterna della


ghiandola, essa sia l’organo fisiologicamente depu-
tato alla formazione degli anticorpi specifici nella
costituzione della difesa attiva dell’uomo. È una
valida conferma al vecchio non ancora demolito
concetto che le tonsille costituiscano parte inte-
grante ed importante di quel complesso di difesa
dalle infezioni esterne, posto con massima accor-
tezza strategica all’entrata della più importante
e predominante via d’ingresso consentita agli
agenti infettivi aggressori esterni; l’anello di Wal-
deyer.
Meno dimostrata è invece la secrezione interna
della tonsilla e questo è un punto capitale, sul
quale, da anni, l’attenzione è stata particolarmente
richiamata, in Italia da G. ed I. Calderoli, assecon-
dati da una larga schiera di scienziati e di medici
pratici che, condividendone i l punto di vista, sotto-
linearono i danni a distanza provocati da intempe-
stiva o imprudente asportazione dell’organo.
Brevemente riassunti, questi danni consiste-
rebbero in una deficienza del carattere e del tempe-
ramento. I tons illectomizzati diventerebbero a bulici
ed apatici, meno svegli d’intelligenza dei coetanei
ed in essi si potrebbe notare, altresì, un chiaro
indebolimento sessuale (G. Calderoli; I. Calderoli;
Pende; Gedda; Boschi; Prezzolini; Barhash).
G. Calderoli, in una relazione presentata al
Congresso di Medicina sociale tenuto a Torino il
18-20 ottobre 1952, auspicava che là ove possibile
si seguissero negli anni successivi questi operati,
per cercare di avere notizie sul rendimento lavo-
rativo degli operai, specialmente se addetti a lavori
che impegnassero la loro resistenza.
Il suggerimento è stato da me raccolto e mi sono
rivolto con un questionario appositamente predi-
TONSILLECTOMIA - PROBLEMA APERTO 35
sposto, a tutti i medici pratici, che nella provincia
di Vicenza prestano la loro opera al servizio s ociale
di assistenza di malattia dell’I.N.A.M. Questi
professionisti hanno cortesemente fornito il con-
tributo personale della loro esperienza, in numero
tale da consentire di poter trarre qualche conclu-
sione. I dati complessivi si riferiscono ed un com-
plesso approssimativo di circa 10.000 tra operai
e loro familiari.
Innanzi tutto le risposte sono tutte concordi
nell’affermare che la percentuale di tonsillecto-
mizzati nei minori dei trenta anni è fortemente
superiore a quella rilevabile negli individui al
disopra dei 30 anni.
La differenza viene sintetizzata nelle medie
seguenti: tonsillectomizzati al disotto dei trenta
anni, 10,9%; al disopra 2,7% a precisa dimostra-
zione della tendenza nettamente demolitrice assunta
dalla terapia tonsillare, sotto la spinta, special-
mente in questi ultimi anni, della medicina ameri-
cana.
Richiesti i medici se avessero notato, nei loro
pazienti tonsillectomiz zati nel passato, una maggior
tendenza ad abbandonare il lavoro, un particolare
temperamento, un’intelligenza più ridotta, se dina-
mici e volitivi o non piuttosto apatici ed abulici,
le risposte pervenute sono state più numerose
nel senso positivo: nella constatazione cioè delle
deficienze di temperamento e di carattere indicate
ma non della intelligenza; una minor parte riferiva
che non era stata constatata differenza sensibile
tra operati e non operati.
Un solo osservatore (Urbani A.) avrebbe avuto
modo di constatare nettamente il contrario degli
altri colleghi. Nessuna risposta conclusiva è stata
data circa il comportamento sessuale, forse per la
36 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

riservatezza dell’argomento che non si presta a


facili confidenze.
In qualche risposta se ne accenna larvatamente
in modo incerto, in altre si tace.
Alla domanda se fosse stata notata particolare
tendenza alla distrofia adiposo-genitale o ad altre
disendocrinie si è risposto : sei casi di distrofia adi-
poso-genitale a breve distanza dall’intervento. Altre
due risposte sono state caratteristiche ; una suona :
«Distrofia adiposo-genitale no, ma un certo quid»,
ed un’altra ammette di aver notato « una certa
tendenza alla distrofia » senza altra precisazione
(Perini, Dal Gengio, Mantia G., Bocchi).
Un collega accenna ad una sindrome diabetica
insorta in un bambino di tre anni che viene messa
in relazione ad una tonsillectomia avvenuta un
mese prima (Rebeschini).
A proposito delle sindromi di distrofia adiposo-
genitale nei tonsillectomizzati io ho raccolto una
personale statistica di sei casi, che non rientrano tra
quelli segnalati dagli altri medici e nei quali il
rapporto tra tonsillectomia ed insorgenza della
disendocrinia potrebbe essere preso in considera-
zione. Disendocrinia che in due tre casi sarebbe da
riportare piuttosto alla sindrome ipertimica di
Pende che alla distrofia adiposo-genitale.
M’è sembrata opportuna la pubblicazione di
questo contributo, che chiamerei collettivo, non
perché esso porti alla soluzione del problema ma
perché i dati così tratti dall’osservazione quotidiana
dei medici generici e che sono l’espressione di una
vasta esperienza hanno certamente un grande
valore orientativo.
TONSILLECTOMIA - PROBLEMA APERTO 37

Più oltre il Dr. Gabbi scrive : « Questo saggio


è il compendio di una inchiesta condotta tra
medici pratici, i cui risultati appaiono essere
favorevoli alla tesi, che è anche la nostra, di
operare con grande cautela e sotto l’impero
di vere necessità ».
Forse è la prima inchiesta del genere che
merita di essere estesa e perfezionata.
Avremmo parecchio da dire. Ci limitiamo
ad osservare che la facile stanchezza è il retaggio
della tonsillectomia. E’ la stanchezza cronica
di Bicknell, rilevata nei lavoratori inglesi in
maggioranza senza tonsille.
Accanto alla facile sta nchezza si ha maggiore
ingestione di liquidi, per la gola secca, con
più facile sudore ed orinazione.
La facile stanchezza spiega la minore atti-
vità sessuale, il minor rendimento, l’alterazione
del carattere, del temperamento, minor corag-
gio e - degno di rilievo - il molto maggiore
consumo dei medicinali dei senza tonsille.
Fin dal 1940 secondo le nostre ricerche il
senza tonsille risulta un ipopituitarico ed iper-
timico, iposurrenale ed ipogenitale.
popoli ed eserciti senza tonsille

Le conseguenze dell’asportazione totale delle


tonsille, tonsillectomia vera e propria, da distin-
guere dalla tonsillotomia (asportazione par-
ziale), in voga nel primo quarto di questo secolo,
vanno studiate nel singolo individuo e nella
massa, nella collettività.
Le osservazioni sull’individuo noi le facciamo
da 18 anni, dal 1936, dal lato morfologico e
fisiopsichico.
Così, accanto alle modificazioni morfologiche,
ci sono apparse più impressionanti le psichiche.
Il comportamento psichico dei senza tonsille
ci è apparso simile, e alle volte non poco, a
quello dell’eunuco, soprattutto per deficienza
di sentire. Il senza tonsille non sente, o sente
meno; non sente l’amor proprio, la propria
40 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

dignità, la gelosia, l’attrazione del sesso.


Spesso sente in modo puerile, e perciò non
capisce.
E’ tutta una gamma di modificazioni morfo-
logiche e fisiopsichiche, dalle più lievi alle più
gravi, che ricordano le forme adiposo-genitali.
Ci saranno delle eccezioni, ma che confer-
mano la regola. Il senza tonsille può emergere,
ma anche l’eunuco può emergere: L’uomo
bisogna vederlo tutto e possibilmente vederli
tutti o almeno molti. Ma dovunque il guardo
io giro... vedo deficienze individuali e collettive
dei senza tonsille.
Ad ogni modo la diminuzione di coraggio, la
facile ansia, confusione, irritabilità, la depres-
sione dei senza tonsille ci hanno fatto pensare.
Ma questi soggetti in caso di emergenza non
sono capaci neppure di fuggire, come fugge
l’individuo a tonsille integre.
Per rendere meglio l’idea, diremo che, spa-
ventata, fugge la gallina a gambe levate, ad
ali spiegate; spaventato, fugge il gallo; il
cappone niente gambe levate, niente ali spie-
gate: s’incanta, è incerto, è lento, confuso e
facilmente si lascia pigliare. Aggiungiamo che
verso le galline vola il gallo, ma vola piutto-
sto male, secondo noi, il senza tonsille.
Potremmo tirare in ballo anche il contegno
del toro e del bue. Tipico poi l’asino senza
tonsille. Noi abbiamo sperimentato parecchie
POPOLI ED ESERCITI SENZA TONSILLE 41

volte il coraggio dei senza tonsille, provocandoli.


Ecco perché, f in dal 1937, nella nostra prima
monografia abbiamo affermato: « Il soldato
senza tonsille è un imbelle nello spirito », e,
nel 1948, nel libretto « Le trincee cliniche della
tonsillectomia»: «Saremmo quasi tentati di
definire il senza tonsille « il senza gonadi dei
tempi moderni, specie dal lato psichico ».
Seguendo il filo conduttore dello studio
fatto per diciotto anni su oltre 20 mila individui
in casi particolari, siamo passati nel campo
sociale dove il riflesso collettivo di una massa
di senza tonsille si poteva arguire e sospettare.
E le conferme dei nostri sospetti si sono rivelate
perfino nelle sfumature.
La dimostrazione, ovvero la conferma, l’ab-
biamo desunta dai libri e dai giornali, come
ampiamente diremo più avanti : da osservazioni,
da rilievi di fenomeni nuovi e strani, fatti da
altri.
Così, leggendo il libro del generale S.L.A.
Marshall « Gli uomini contro il fuoco », abbiamo
avuta netta la sensazione che i senza tonsille,
in battaglia, si comportano come gli eunuchi e,
perciò, non sparano, come sono poco capaci
di spa rare nella conquista della donna, per defi-
cienza di savoir faire, di equilibrio psicosessuale,
con meraviglia di Silvana Pampanini, che li
giudica noiosi. Così Kinsey nelle sue decennali
ricerche sul comportamento sessuale dell’uomo
42 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

e della donna trova che c’è cambiamento nella


generazione del dopoguerra (1914-1918).
Il generale Marshall, il Prof. Kinsey, il
Prof. Zweig e il Dott. Bicknell (il Dr. Bicknell
scrive, nel 1951: «Noi inglesi siamo stanchi,
indisposti, cattivi lavoratori e sottosesso =
under-sexed-iposessuali ») non sapevano darsi,
del fenomeno, una ragione sufficiente, igno-
rando che avevano a che fare con masse di
senza tonsille.
Accanto a questi, diremo, clamorosi rilievi,
nel campo sociale, ne abbiamo altri nello sport,
nel lavoro: rilievi concordi e convergenti.
Nel campo sociale, se può essere un po’
rischioso trarre conclusioni, non è però pre-
maturo, essendovi una massa di oltre cento
milioni di senza tonsille, popoli ed eserciti
senza tonsille.
Piuttosto è bene allargare l’orizzonte e non
limitarsi al microtubo, al test tonsillare ecc.
e domandarsi perché dopo la tonsillectomia si
hanno modificazioni morfologiche, specie della
faccia, documento fotografico; perché il bam-
bino vivace e vispo non lo è più: perde il
coraggio, si fa pauroso ed i suoi occhi perdono
l’espressione viva, come la faccia.
Le stesse foto documentano la modificazione
della forma e dell’espressione offrendocela simile
a quella che si nota dopo la castrazione. Morfo-
logisti all’opera! E’ un campo nuovo, ricco di
POPOLI ED ESERCITI SENZA TONSILLE 43

fatti in parte irreversibili, essendovi deviazione


di sviluppo almeno nelle prime età, alle quali
soprattutto ci riferiamo. Comunque, nella valu-
tazione generale, individuale e sociale vale
la massima, alla quale ci si attiene in altri
casi, di giudicare con una visione d’insieme, la
quale permette, molte volte, di avvicinarsi
alla realtà forse meglio che le stesse statistiche.
Le conseguenze della tonsillectomia osser-
vate su pochi individui possono essere non rico-
nosciute, sottovalutate od attribuite ad altra
causa: l’equivoco però cessa quando si vedono
riflesse su milioni di soggetti.
La documentazione sociale delle conseguenze
della moda della tonsillectomia si può ora
vedere nella carne viva di masse tra i popoli
senza tonsille, quali l’americano degli Stati
Uniti e l’inglese. Quattr o autori - due americani
e due inglesi, Marshall e Kinsey, Bicknell e
Zweig - ciascuno con la pubblicazione di un
libro su argomenti diversi, riferendosi sempre
alle masse, documentano senza saperlo i prin-
cipali sintomi del quadro dei senza tonsille.
Marshall rileva la mancanza di quel coraggio
che è la prima dote del maschio; Kinsey, uno
strano radicale mutamento del comportamento
sessuale; e questi due sintomi sono confermati
da Bicknell e da Zweig. Bicknell rileva la
stanchezza cronica e il sottosesso; Zweig il
sottosesso e la maggior sete. Tutti e quattro
44 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

questi sintomi nel loro complesso, concordano sulla


menomazione psichica dei senza tonsille. Ecco
quanto scrive Zweig al XIII capitolo del suo
libro «L’operaio britannico»: «Alcuni trovano
consolazione nell’amore, altri nello sport, altri
nell’arte. Ma per quelli che non sanno fare
altrimenti, l’ultima risorsa è una bella bevuta
al «pub». In questo luogo essi si liberano dal
loro peso e dalle paure, dal disgusto della
vita e di se stessi.
È una gran valvola di sicurezza. La risorsa
della bevuta al « pub » consola regolarmente più
della metà dei maschi e un quinto delle donne
di Gran Bretagna ».
Non potendo i senza tonsille trovare conso-
lazione nell’amore e nello sport, spinti dalla
sete e dal loro stato psichic o, vanno al « pub ».
La conferma, da un lato, l’abbiamo dal giu-
dizio della Pampanini nei riguardi degli uomini
senza tonsille; dall’altro lato, nei riguardi delle
donne senza tonsille, l’abbiamo dalle suore,
dalle madri e dai mariti.
Sappiamo che nel quadro individuale del
senza tonsille, come nel risultato sociale di
una massa di senza tonsille (soldati, lavoratori,
studenti, ecc.) entrano in gioco altri fattori;
ma la componente tonsillare fa capolino ed è
più evidente nei fenomeni sociali, i quali sono
la risultante, talora, di milioni e forse decine
di milioni di senza tonsille - vedi lavoratori
POPOLI ED ESERCITI SENZA TONSILLE 45

inglesi di questa generazione, dal 1920 in poi.


Noi crediamo non tanto facile una vera
statistica; più facile invece avere dati con il
sistema dell’Istituto Doxa o del prof. Kinsey.
Nelle nostre ricerche, oltre che d’una certa
statistica, ci siamo valsi di entrambi.
Il nostro è un semplice saggio. Per andare
a fondo, ci vorrebbero ben altri mezzi ed
altre competenze. Sarebbe opportuno un appo-
sito Istituto. Per rilevare i riflessi sociali
collettivi occorrevano masse di senza tonsille
(decine di milioni) e, inoltre, il tempo: almeno
una generazione. Ambedue queste condizioni
si sono verificate dalla guerra 1914-1918 ad
oggi-
Il materiale di osservazione non manca,
ma è purtroppo generalmente trascurato dai cli-
nici, medici, sportivi, educatori, studiosi, ecc.
Eppure hic sunt cappones specie dal lato
psichico. Adottando le parole del Boschi, diremo
che la tonsillectomia influisce sfavorevolmente
sullo sviluppo e sull’ evoluzione dell’organismo,
con la compromissione delle attitudini alla
lotta sociale ed all’attività sessuale.
A rendere l’idea di questa veduta d’insieme
servono bene gli episodi che citeremo : il soldato
che non spara; lo sportivo sconfitto; l’operaio
stanco; lo studente senza goliardia; la donna
che trova noioso l’uomo senza tonsille e vice-
versa, nessuno dei due sapendo fare all’amore.

4. - Popoli senza tonsille


46 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Tutto un insieme a danno della poesia della


vita e di quel po’ di felicità che la Provvidenza
largisce all’uomo nel suo pellegrinaggio terreno.
Noi, dal 1906, da 48 anni, viviamo, diremo,
a contatto con la questione tonsillare, e, per
trent’anni, siamo vissuti, così in teoria come
in pratica, con l’illusione che l’asportazione
delle tonsille fosse benefica o almeno innocua.
Dal 1936, per vaghi sospetti avuti anche
prima, volgemmo la nostra attenzione sugli
operati di tonsillectomia, cercando di seguirli
nel loro « curriculum vitae » clinico e sociale.
Le nostre indagini, dal 1936 al 1940, si estesero
a circa 3000 casi e vennero pubblicate in due
volumi, 1937-1940, e furono proseguite, per
altri quattordici anni, su oltre 20 mila casi.
La conclusione delle nostre osservazioni e
dei nostri studi è questa. « Premesso che
l’uomo si rivela efficiente nella lotta, nel
combattimento, nel lavoro, nello sport, e la
donna nella femminilità e come donna di casa,
siamo venuti alla convinzione che, con la
tonsillectomia, si ha menomazione sia nell’uomo
che nella donna, con alterazione della sessualità.
Risultato: minor rendimento.
Dei senza tonsille noi ci siamo fatto un
giudizio clinic o-sintetico social e con la diagnosi
di mutamento di personalità simile a quello che
si ha con la castrazione. Ciò non toglie che
in ambedue i casi, seppur di rado, non si
POPOLI ED ESERCITI SENZA TONSILLE 47

possa eccellere. In ambedue i casi, però, si


ha una mutilazione; seria anche con la tonsil-
lectomia specie nei giovani in via di sviluppo
e che lede la stessa personalità. Ond’è che
con una conclusione logica, anche se un po’
spinta, diremo che, persistendo la moda, il
popolo inglese, andrà sempre più acquistando
una nuova personalità, in accordo con l’affer-
mazione di Bicknell - We are under-sexed - noi
siamo sottosesso.
A vero dire, la reazione contro la moda è
in corso.
A Londra, nel 1950, i medici si scandalizzano,
si spaventano di aver fatto operare milioni
di fanciulli.
Negli Stati Uniti, nel 1951, un congresso
di senza tonsille, protestando, - singolare e
significativa protesta da semicapponati - contro
i medici e la scienza ufficiale, proclamava il
fallimento della tonsillectomia. Per precisione,
noi diremo, il fallimento della moda della
tonsillectomia, che è ben dura a morire.
In Italia, su « Selezione Medica », settembre
1953, il Dott. Broggio, illustrando i successi
del Prof. Torelli della Clinica Medica dell’Uni-
versità di Roma nella cura del reumatismo,
vizi cardiaci e recidive, afferma: « ...ma niente
asportazione delle tonsille », nell’illusione di eli-
minare il focolaio di partenza della malattia
reumatica.
48 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Pure su « Selezione Medica », genna io 1954,


compare un articolo : « Le tonsille non si debbono
asportare, vanno trattate con la radioterapia.
Niente di più stolto, di più dannoso... »
« Togliere le tonsille ad un bambino, i cui
disturbi si ritenga di attribuire al linfatismo,
è quanto di più bislacco si possa fare ».
Nella 2a giornata Reumatologica romana
(Annali Ravasini 1-15 Marzo 1954) il Prof.
Lucherini riconferma la sua recisa avversione
alla tonsillectomia, alla quale non ha mai
visto conseguire benefiche ripercussioni e cui
non riconosce alcuna influenza profilattica sulle
eventuali recidive.
cosi combattono...

Nel quotidiano «L’Italia» di Milano del


10 Marzo 1953 compariva una corrispondenza
di Amerigo Ruggiero, sotto il seguente titolo:
« In guerra i soldati non sparano - uno strano
segreto militare rivelato dai recenti conflitti ».
« Davanti al nemico che avanza contro di
loro, i combattenti prendono la mira, ma...
non avviene nulla. Psichiatri e generali spie-
gano le cause dello sconcertante fenomeno»

NEW YORK, marzo.


La maggior parte dei soldati non spara: questo è
un fatto conosciuto finora solo dagli alti comandi ameri-
cani, che lo avevano tenuto segreto. I combattenti vedono,
a volte, avanzare il nemico verso di loro ed esso presenta
un bersaglio perfetto. Prendono la mira e il dito si con-
trae in atteggiamento di tiro, ma allora, come il sudore
50 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

freddo scende loro lungo le gote, non avviene nulla.


Non sono capaci di premere il grilletto.
Nella seconda guerra mondiale i combattenti armati,
che erano nella condizione di scaricare le loro armi, lo
hanno fatto solo nella proporzione dal 12 al 25 per cento.
Nella guerra in Corea, dopo intensi sforzi, è stato possi-
bile elevare detta proporzione al 50 per cento. In altre
parole, uno ogni due soldati americani, che vengono a
trovarsi faccia a faccia col nemico, può essere ritenuto
in grado di combattere.
A molti comandanti di truppe di ritorno dalla Corea,
così come a scienziati specializzati nella psicologia di
guerra, sono state chieste notizie sullo strano fenomeno;
essi hanno ripetuto, tutti, la stessa storia.
Un sergente maggiore, a cui è stata confer ita la meda-
glia al valore, riferisce: «Era esasperante. Alle volte
mandavate avanti una squadra per proteggervi il fianco
ed invece di nove fucili ne sentivate sparare soltanto
due o tre ». Ed un altro sottufficiale, insignito delle mas-
sime decorazioni, così racconta: «Dei nove uomini della
mia squadra, io non potevo contare che su quattro o
cinque; gli altri non sparavano mai, neppure quando si
trattava di salvare la pelle ». Ed un terzo sottufficiale
così si esprimeva: « Io mi dovevo esporre nei combatti-
menti e strisciare da una buca all’altra per incoraggiare
una buona metà del plotone a sparare. Alle volte ero
costretto a puntare io stesso il fucile ed a premere il gril-
letto al posto del soldato ».
Ma il caso più sensazionale fu quello di un plotone
di fanteria, che, come preso da un collasso collettivo,
permise al nemico di sfondare le linee. Il plotone ritornò
dal combattimento con tutte le munizioni intatte.
Quando il fatto fu scoperto, ufficiali e soldati addussero
le spiegazioni più disparate: il tremendo fuoco dell’arti-
glieria cinese, il movimento aggirante del nemico, le
armi che si erano inceppate ; tutte scuse inutili. In r ealtà
COSÌ COMBATTONO... 51
il plotone era rimasto come congelato: nessuno aveva
reagito. Nelle medesime condizioni, un soldato di ven-
t'anni, assegnato ad un altro plotone della stessa com-
pagnia, aveva usato il suo fucile e le sue granate a mano
così efficacemente da uccidere da solo 29 nemici. Egli
aveva resistito da solo anche dopo che la sua compagnia
con sei carri armati si era ritirata. Gli fu conferita la
seconda decorazione militare degli Stati Uniti.
Al Generale S. L. A. Marshall, da non confondersi col
famoso autore del « Marshall Pian », va attribuito il
merito di aver scoperto per primo il fenomeno collettivo
del mancato scarico delle armi da fuoco. Egli'è stato
giudicato dagli alti comandi dell’esercito come l’uomo
più informato, su tale argomento, di qualsiasi altro
uomo vivente. L’interesse per tale fenomeno gli si svi-
luppò durante la seconda guerra mondiale allorché fu
mandato nel Pacifico. Subito dopo il suo arrivo nell’isola
di Makin, un battaglione americano cadde in un’imbo-
scata giapponese e sfuggì al completo annientamento
solo perché un semplice soldato s’impadronì di una mitra-
gliatrice di un compagno caduto e durante tutta una
notte non fece che mietere i soldati giapponesi lanciati
all’attacco.
Il Generale, oltre ai tanti fatti istruttivi appresi dallo
studio delle fasi di quel combattimento, venne a conoscere
che, dei mille uomini di un battaglione inviato di rinforzo,
solamente trentasette avevano sparato. Dapprima attri-
buì il fenomeno al fatto che i soldati erano giovani
reclute, ma poche settimane dopo si verificò che, di 100
uomini, veterani, che avevano preso parte a combatti-
menti, solo quattordici avevano sparato, riuscendo a
mettere in fuga il nemico. Marshall cominciò a sospettare
di trovarsi di fronte ad un fenomeno di enorme impor-
tanza.
Ne divenne certo più tardi, quando, durante un giro
d’ispezione alle truppe americane combattenti in Europa,
52 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

venne a sapere che, in Normandia, solo il 25 per cento


dei soldati appartenenti ai migliori reparti americani
scaricavano le loro armi. Il Generale Marshall ha scritto
di recente un libro intitolato : « Men Against Fire »
(Uomini contro il fuoco), in cui esamina a fondo il pro-
blema dei soldati che non combattono.
Dice, in un punto del libro, descrivendo un combatti-
mento durante una ritirata in Corea, in cui mezza divi-
sione rimase distrutta : « Nel passo contestato i morti
giacevano nei fossati o sparsi sulla strada maestra. La
maggior parte dei superstiti, anche quelli incolumi,
erano in tale stato di choc che non riuscivano a rispon-
dere alle domande. Essi restavano immobili sotto il
fuoco cinese, che grandinava loro addosso. Rimanevano
in piedi o chinati, senza gridare o cercare altri ripari ».

Qual’è dunque la causa dello sconcertante


fenomeno?
Abbiamo riprodotto il piuttosto impressio-
nante scritto, sorvolando sui giudizi da esso
suscitati fra gli psichiatri, i quali attribuiscono
lo sconcertante fenomeno a diversi fattori e
cause: psicologia di massa, fattore inibitorio
legato all’educazione delle prime età, ascendente
del comandante ecc. Giudizi, secondo noi, man-
chevoli, essendo in gioco un’altra componente.
Al quale proposito vediamo un po’.
Il generale Marshall ha scoperto che il
timore genera una stanchezza fisica paraliz-
zante, la stanchezza cronica di Bicknell, un vero
choc, che impedisce ai soldati di fare uso
delle armi.
COSÌ COMBATTONO... 53

Ebbene, questo fenomeno è caratteristico


del senza tonsille, il quale è senza coraggio
e sempre più o meno in ansia; è un pauroso,
specie in situazioni critiche, nelle quali si
affida al caso, incerto, in preda a sbandamento
psichico. Sbandamento, che, sin dal 1940
abbiamo descritto nel libro « Il problema ton-
sillare è problema sociale e di razza : Ipoton-
sillaresimo », dedicandovi un capitolo di 22
pagine, come pure un altro capitolo alla dimi-
nuzione di coraggio. Ma non aspettavamo
una conferma in così grande stile.
Già nel 1937 noi scrivevamo :
«Con l’asportazione delle tonsille, diventa
imbelle nello spirito il soldato». Nello spirito,
perché, con la tonsillectomia, il soldato perde
non solo forza, resistenza, ma anche memoria,
coraggio ed equilibrio psichico. Ergo? Non
spara. Nel 1948 scrivevamo: « I senza tonsille...
sarebbero i senza gonadi dei tempi moderni
specie dal lato psichico ».
« Un esercito di senza tonsille sarebbe
un esercito di imbelli ». Nelle truppe anglo-
americane - Corea e 2a guerra mondiale -
quanti erano i soldati senza tonsille?
Grosso modo li calcoliamo almeno nella
misura del 50%.
Nel 1940 scrivevamo pure: « Il tonsillecto-
mizzato, nelle prime età, difficilmente è un
buon soldato, perché poco atto e soprattutto
54 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

poco resistente ai disagi, alle fatiche, alle


emozioni di guerra; sotto l’aspetto psichico ed
anche riguardo al fisico (forza-resistenza) non
di rado è al di sotto dell’eunuco.
« La moda della tonsillectomia ha fiaccato le
ultime generazioni di Francia, Inghilterra e
Stati Uniti d’America, dove più del 50% dei
fanciulli sono operati di tonsillectomia. I nostri
sospetti e le nostre previsioni sono dunque,
e purtroppo, confermate. Le truppe francesi
e inglesi, come domani le americane, resistono
meno ».
Quando scrivevamo, gli americani non erano
entrati ancora in guerra. Resistono di più quelle
greche e russe, che non sono capponate.
Guai se la moda della tonsillectomia si
estendesse agli strati sociali che dànno più
valido apporto all’esercito.
Ne scapiterebbe in modo incalcolabile la
potenza guerriera della Patria. I giovani senza
tonsille hanno menomata la loro efficienza
bellico-militare (Radio Londra 1945).
Sappiamo bene che entrano in gioco altri
fattori...
Come altre mode suicide di popoli, anche
la moda della tonsillectomia è diventata bot-
tega e industria.
Infine negli anni 1939-1940 : « Uno dei
coefficienti della odierna inferiorità degli eser-
citi francesi, inglesi, ecc., secondo noi, va
COSÌ COMBATTONO... 55

ricercato pure nel fatto che buona parte di


queste truppe, specie inglesi, sono capponate,
per asportazione delle tonsille nelle prime età.
Esagerata impressionabilità e scarsa combat-
tività.
« Il tonsillectomizzato precoce difficilmente
è un buon soldato, perché poco atto e soprat-
tutto poco resistente ai disagi, alle fatiche,
alle emozioni della guerra. Egli è impressiona-
bile, pavido e facile alla confusione, allo smar-
rimento ».
Ad una massa di soldati senza tonsille può
capitare la fine degli Evei di Sichem tutti
contemporaneamente circoncisi e poi facile
preda della vendetta crudele e ingiusta dei
figli di Giacobbe. Ed ecco alcuni dati di
indebolimento psichico.
Il puerilismo con mancanza di coraggio e
facile smarrimento è caratteristico nei senza
tonsille. I processi, in Corea, contro i soldati
inglesi accusati di viltà, come il fatto che
negli Stati Uniti i giornali dei piccoli hanno i
maggiori lettori tra i grandi, sono più com-
prensibili in questa luce.
Nel 1952, al III Congresso torinese di Me-
dicina Sociale, presentammo una comunica-
zione : « La tonsillectomia nell’età evolutiva
in rapporto all’igiene mentale; sbandamento
psichico ».
56 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Nel libro americano « Generazioni di vipere »,


diffusissimo nel mondo anglosassone e tradotto
in parecchie lingue ed anche in italiano, si
leggono le seguenti impressionanti righe:
« Metà dei letti ospedale della nostra nazione
(Stati Uniti) sono occupati da casi mentali;
e circa la metà di coloro, che si rivolgono alla
classe dei medici per essere visitati-, soffrono,
secondo dati recenti, di neurosi varie ».
Su La Stampa di Torino del 28-5-54 in un
trafiletto «Spettacolo televisivo inglese... l’estra-
zione di un dente in una paziente ipnotizzata »,
si legge :
« Secondo il Presidente dell’Associazione dei
dentisti ipnotizzatori un quarto della popola-
zione può essere curata facilmente nello stato
di ipnosi... ». Non ci meraviglia questa asser-
zione giacché i senza tonsille, più deboli psi-
chicamente, sono più suggestionabili.
Infine, ecco un caso istruttivo. Un tipografo
ha notato che il figlio di dieci anni operato
di tonsillectomia è diventato fiacco, nervoso
e pauroso, inoltre fa diventare pauroso il
fratellino di cinque anni, provvisto di tonsille,
il quale è robusto, dinamico e coraggioso.
Tra i soldati di Marshall non sarà successo
qualche cosa di simile?

L’anno scorso mandammo poi una lettera-


segnalazione, assieme a copia de «L’Italia»
COSÌ COMBATTONO... 57

del 10 Marzo, contenente il succitato articolo


dì Amerigo Ruggiero, a diverse personalità:
Ministro Pacciardi, Console Britannico, Con-
sole degli Stati Uniti, all’Ambasciatrice Luce
ecc. Eccone il testo:
Egregio Sig....
Mi permetto segnalare l'articolo « Uno strano segreto
militare » de « L’Italia » del 10 marzo 1953, di cui accludo
copia. Il Generale S.L.A. Marshall ha scoperto «il fenomeno
collettivo del mancato scarico delle armi da fuoco ».
Ora, per parecchie considerazioni, noi siamo dell'idea
che, nell'accennato fenomeno, il fattore più importante sia,
per la maggioranza o almeno per una buona parte dei
soldati americani ed inglesi operati, l'inesistenza in essi
delle tonsille. Statistiche inglesi dànno oltre al 60% dei
loro fanciulli tonsillectomizzati.
L’asportazione totale delle tonsille indebolisce psichica-
mente; soprattutto togliendo il coraggio, la combattività,
l’aggressività, come nell'eunuco.
A ragione Prezzolini, in una lettera dall’America (Stati
Uniti 1952) accennava ad una semicapponatura psichica
di milioni di fanciulli, di giovani.
Questo strano fenomeno non è stato rilevato nelle truppe
delle altre nazioni, che hanno percentuali di senza tonsille
ben lontane da quella degli anglosassoni; non è stato rilevato
nei secoli scorsi e neppure nella prima guerra mondiale
1914-1918, perché non vi erano masse di soldati senza
tonsille.
Nella guerra 1914-1918 vi erano sì soldati operati alle
tonsille, ma in numero molto minore e per lo più operati
di asportazione parziale (tonsillotomia), non di asportazione
totale (tonsillectomia).
Solo dopo entrò di moda, su vasta scala, la asportazione
totale.
58 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Gli anziani, per lo più, hanno subito l'operazione par-


ziale.
Già, fin dal 1937, nelle nostre pubblicazioni si scriveva:
« La tonsillectomia colpisce la vita di relazione. Vi perde
la vivacità il bambino, la baldanza il giovane, la virilità
l’adulto. Diventa imbelle nello spirito il soldato ».
« Con la tonsillectomia si perde non solo forza, ma anche
memoria, coraggio ed equilibrio psichico. Un esercito di
tonsillectomizzati sarebbe un esercito di imbelli ».
Come non è capace di combattere l’eunuco, così il senza
tonsille non affronta la lotta, anche se portato in campo:
non combatte, non aggredisce, non spara; è come smarrito,
abulico, paralizzato. Ha scarsa capacità di reazione.
In società, il comportamento psichico dei senza tonsille
ricorda quello dei capponi tra i polli.
Al Congresso di Londra nel 1950, i medici inglesi si
sono spaventati, scandalizzati di aver fatto operare milioni
di fanciulli.

Alla nostra segnalazione l’Ambasciatrice Luce


ci fece rispondere : « L’Ambasciatrice m’inca-
rica di ringraziarla sentitamente e ritiene che
questo problema non passerà certamente inos-
servato dalle competenti autorità mediche degli
Stati Uniti. - l e t i t i a b a l d r i g e La Segretaria».
Pure il Ministero della Guerra italiano si
interessò alla nostra segnalazione.
cosi lavorano...

Dai combattenti passiamo ai lavoratori.


Radio Londra ed i minatori.
Nel 1945 inviammo una lettera a Radio
Londra (B.B.C.) domandando tra l’altro:
« Gli psicologi e gli esperti non hanno rilevato
nulla sul comportamento dei soldati senza
tonsille (aviazione) e dei lavoratori dell’indu-
stria (minatori) e dell’agricoltura? O non ci
hanno pensato? »
Radio Londra rispose negativamente. Gli
psicologi e gli esperti durante la guerra non
avevano fatto osservazioni, né studi sui lavo-
ratori senza tonsille. Male!
Senonché, il 31 Gennaio 1946, Radio Londra
riferiva tutte le misure prese per portare il
livello della produzione di carbone a quello
del 1913 o per avvicinarvisi.
60 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

« Se queste misure non riuscissero, biso-


gnerebbe pensare a qualche altro fattore umano
che ci sfugge ». Così Radio Londra.
Ora ci rivolgiamo due domande :
1. - Perché i giovani inglesi non affluiscono
più come prima al lavoro della miniera? Per
minore adattabilità al lavoro?
2. - Perché il rendimento personale lavora-
tivo inglese si è abbassato, nonostante tanti
aiuti, offerti soprattutto dal maggior numero
di macchine?
A queste due domande, pur tenendo conto
di altri fattori, rispondiamo con un sospetto,
che in parte è convinzione di probabilità:
1. — I giovani inglesi non affluiscono più
come prima alle miniere, perché, in gran
parte, sono operati di asportazione delle tonsille
(oltre il 50% secondo i dati riferiti dai medici
inglesi) e presentano perciò minore adattabilità
e resistenza al lavoro.
Qualche cosa di simile si potrebbe dire
circa la scarsità di aviatori volontari in Inghil-
terra, circa la scarsità di lavoratori agricoli,
di donne di servizio, ecc.
2. — I minatori inglesi dànno un minore
rendimento lavorativo perché una gran parte
di loro sono toccati nel rinofaringe.
Secondo la nostra impressione, la crisi dei
giovani minatori inglesi va toccando il suo apice
perché gli inglesi d’oggi, dai dieci ai trent’anni,
COSÌ LAVORANO... 61

sono i più decimati dalla moda della tonsillec-


tomia: forse più del 60%.
Fatto sta che il Governo inglese, seppure
contro voglia, ricorre ora anche ai minatori
italiani.
La questione dei minatori italiani in Inghil-
terra ebbe una fase acuta nei primi mesi del
1952.
Se ne interessarono le associazioni operaie,
i governi, la stampa, la radio, l’opinione pub-
blica. Scrivevamo allora: « Forse la compo-
nente maggiore della situazione sta nel fatto
che la maggior parte dei giovani inglesi sono
senza tonsille e perciò meno forti, meno resi-
stenti, meno maschi ».
Interprete di questo vasto interessamento,
ha tenuto un discorso in Parlamento un depu-
tato inglese.
Evidente, comunque, appare l’inferiorità del
minatore inglese senza tonsille di fronte al
lavoratore italiano (per fortuna finora integro)
perfino nelle sfumature. Si è contrari al lavoro
a cottimo, dove il senza tonsille è battuto.
Temono per le loro donne; ma di ciò parleremo
più avanti, citando l’episodio della Pampanini.
Da 15 anni, noi ed altri andiamo osservando
e studiando il rendimento lavorativo dei senza
tonsille e l’abbiamo riscontrato minore del
normale: per facile stanchezza, stanchezza
cronica di Bicknell.

5. - Popoli senza tonsille


62 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Episodio eloquente. In una città dell’Alta


Italia, con migliaia di operaie tessili, era
entrata in pieno la moda della tonsillectomia,
specie per le giovani. I capi-reparto sono
corsi dai medici pregandoli di non togliere
più le tonsille, giacché il lavoro delle operaie
rendeva molto meno.

IL FATTORE UMANO NELL’INDUSTRIA TESSILE

Ha iniziato l’attività presso la Clinica del Lavoro del-


l’Università di Milano la Sezione di studio sul fattore
umano nell’industria tessile. L’iniziativa si deve al Centro
Internazionale delle arti e del costume ecc.

In seguito a questo stelloncino letto su


«L’Italia» quotidiano di Milano (30-4-1954)
mandammo la seguente lettera:
Bergamo, 1-5-1954

Direttore Clinica del Lavoro,


Leggo nei giornali che presso codesta Clinica ha iniziato
la sua attività la Sezione studio sul fattore umano nell’indu-
stria tessile.
Mi permetto richiamare la Sua attenzione sul fenomeno
che dopo l’asportazione delle tonsille gli operai, per lo più
donne, rendono meno, perché sofferenti di facile stanchezza:
COSÌ LAVORANO... 63
la stanchezza cronica dei lavoratori inglesi, rilevata da
Bicknell nel suo libro « The English Complaint » 1952
e da Zweig nel suo libro « L’operaio britannico, 1952 ».
Personalmente il fenomeno l’abbiamo constatato in non
pochi operai. In taluni nostri stabilimenti tessili sono
molte le operaie senza tonsille. Accludo in proposito una
mia comunicazione. È bene, secondo il nostro modesto
parere, andare al fondo della questione. Ci perdoni la
libertà.
Suo Dr. Gu id o Ca l d e r o l i

Del resto è comune il giudizio su molti senza


tonsille: conclude poco, non fa riuscita.
Le nostre osservazioni si riferiscono a con-
tadini, operai, atleti, professionisti, cantanti,
donne di casa, ecc.
Abbiamo, tra l’altro, osservato che i senza
tonsille, in genere, sfuggono ai lavori pesanti,
di fatica, di sforzo, o non vi resistono. Anche
i giovani hanno minor adattabilità al lavoro.
Nella « Nuova Stampa » di Torino (7 Maggio
1953) leggiamo, a firma Riccardo Aragno,
quanto segue:
« È stato pubblicato un volume intitolato
« Il male inglese » di un medico, il dottor
Bicknell; il quale dice: « Siamo stanchi, sempre
stanchi. Ci sentiamo poco bene, sempre poco
bene. Non lavoriamo abbastanza, non possiamo
lavorare abbastanza ».
E tutto questo deriverebbe dal fatto che,
64 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

come appunto dice il detto popolare mondiale


del secondo dopoguerra : « In Inghilterra si
mangia male ».
Noi però pensiamo di poter aggiungere che
in parte il fenomeno è dovuto alla grave
percentuale del 60% di tonsillectomizzati in
giovane età. A conferma di che citiamo quanto
scrivemmo nel 1937, quando lanciammo il
primo allarme contro la moda, l’abuso del-
l’operazione.
« La stanchezza — stanchezza cronica di Bick-
nell — ci sembra il fenomeno più generale e
costante che presto o tardi colpisce gli operati
di tonsillectomia.
Un giovane medico, operato a 12 anni,
dichiarava: « Io sento in me stesso una pro-
gressiva adinamia e stanchezza, mi sento sem-
pre stanco, stanco anche dopo il riposo ».
Un altro giovane di 28 anni, elettrotecnico,
operato a 10 anni, esclamava: «Io sono nato
stanco. I familiari ed amici mi deridono ».
Non ci dilunghiamo ad illustrare la frase:
« ci sentiamo poco bene, sempre poco bene »,
essendo, questo, retaggio di molti operati,
anche se possono mangiare e mangiano bene.
Nelle nostre pubblicazioni, il senza tonsille
lo abbiamo classificato un convalescente con-
tinuo, osservando che ne ha sempre una ed
è più o meno alle prese con case di medicinali
e medicamenti; non senza aggiungere che,
COSÌ LAVORANO... 65

dopo alti e bassi, con l’età i disturbi degli


operati spesso diminuiscono.
Veniamo al terzo punto. « Non lavoriamo
abbastanza, non possiamo lavorare abbastanza».
I pazienti senza tonsille, esaminati da noi,
sono più di ventimila, tra cui parecchie migliaia
di lavoratori, per lo più operati in giovane età.
Come il dinamismo della vita sessuale, così
anche il dinamismo della vita fisica e psichica
viene smorzato, menomato dalla tonsillectomia.
La facile stanchezza, ci è sembrato, fino da
principio, il fenomeno più generale e costante
che colpisce gli operai. « Mi sento sempre
stanco anche dopo il riposo, stanco come
prima ».
Ecco un’espressione significativa, ed è tipico
il seguente esempio. Un lavoratore sega col
compagno un tronco d’albero. Nel lavoro, i
due debbono fare un identico sforzo. Il senza
tonsille avverte che deve impiegare tutte le
energie per riuscirvi. Suda profusamente. Ha
cardiopalmo. A tronco segato, si sente così
stanco che cessa dal lavoro e si fa sostituire,
mentre il suo compagno, ancora fresco, non
suda e vi persiste.
Un altro soggetto, da noi studiato partico-
larmente nel 1936, palesava ridotta alla metà,
in seguito alla tonsillectomia, la propria forza
fisica. Due anni dopo l’operazione stessa ci
diceva : « Con queste mie braccia io sollevavo,
66 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

una volta, due quintali, mentre ora non riesco


a sollevare più di settanta chili ». Aggiungeva :
« A fare una certa salita in montagna (500
metri di dislivello) impiegavo circa 40 minuti,
senza fermarmi, ed arrivavo fresco. Ora mi
occorrono due ore e sono, per di più, costretto
a fermarmi, lungo la strada, una decina di
volte, arrivando poi tutto sudato e spossato,
e rimanendo tale anche nei giorni seguenti ».
Istruttiva è l’osservazione di un artigliere
da montagna: « Noi, di artiglieria da montagna,
sappiamo che quando si è ammalati di tonsille,
o ci portano via le tonsille, ci si trova in diffi-
coltà ad ogni sforzo. Sono guai ».
Alcunché di simile accade agli atleti sof-
ferenti di tonsilliti e pertanto menomati nella
forza muscolare, la quale risente, appunto, dello
stato ipotonsillare.
Ciò ci ha fatto spontaneamente pensare che
la forza taurina sia legata all’integrità delle
tonsille. Il suddetto artigliere ci diceva inoltre
che il più forte del suo reggimento riusciva a
sostenere sino a cinque quintali, mentre durava
fatica a sollevare una sedia, se colpito da ton-
sillite.
Una forte montanara diciassettenne è capace,
avanti l’operazione, di portare sulle proprie
spalle un quintale di roba. A due anni dall’ope-
razione vi riesce a malapena per quaranta
chili e su breve tratto; poi se il tratto è lungo,
COSÌ LAVORANO... 67

ovvero ripido, deve rinunciare all’impresa.


Una contadina, subita l’operazione, deve
rinunciare ai lavori di campagna, non resi-
stendovi che per breve tempo e rimanendone
tuttavia spossata anche il giorno successivo.
Abbiamo riportato pochi esempi — ne po-
tremmo riportare migliaia— per chiarire l’idea,
che con la tonsillectomia la forza è colpita
nella potenza, ma più ancora nella resistenza.
...e cosi studiano

Il capitolo «Così lavorano...» va completato


con «...e così studiano», lo studio essendo esso
pure un lavoro.
Ecco il quadro che, degli studenti inglesi
delle Università di Oxford e di Cambridge,
fa Domenico Bartoli (« Corriere della Sera »
12-11-1953) : « Epidemia di sconforto nella torre
d’avorio d’Oxford. Il grande numero di stude nti
depressi, esauriti, neurotici dice come la co-
scienza delle difficoltà della vita ossessioni
anche i giovani ospiti della famosa Università,
cittadella della cultura e delle classi dominanti.
« Una inchiesta condotta nel 1950, in Inghil-
terra, dalla Sanità pubblica sullo stato di
salute di 8590 studenti universitari, ha rilevato
che le malattie più frequenti sono le psicopatie
e la tubercolosi; cioè il 52,5% sono affetti da
malattie mentali; il 23% da tubercolosi; il
24% da altre malattie ».
Bartoli parla di complesse origini delle malat-
tie mentali, delle nevrosi e dei disturbi psichici
di diverso genere, che preoccupano le autorità
delle due più antiche università inglesi.
Per noi l’origine è in gran parte più semplice.
...E COSÌ STUDIANO 69

Porse l’80% e più degli studenti di Oxford e di


Cambridge sono senza tonsille. Come il soldato
senza tonsille non sa sparare, così lo studente
fa fatica, non riesce a studiare e ha facili
sbandamenti psichici, specie dai 18 ai 25 anni.
Questo quadro dello studio è parallelo a
quello dello sport, del lavoro inglese.
Donde si capisce come la maggioranza di
quei giovani sia in preda a facile ansia, a
stato ansioso più o meno duraturo o cronico,
con facili confusioni, sentimento di delusione
e di abbattimento innanzi alle difficoltà, specie
se più grandi del previsto. A proposito di
stato ansioso con confusione facile, ecco un
piccolo dato. Nel 1953, abbiamo fatto un’inda-
gine sui conducenti di grossi camion con
rimorchio e di autotreni. Su dieci, che si erano
fatti levare le tonsille, nove avevano abban-
donato i grossi traini, limitandosi alle piccole
macchine. E perché?
Lo stesso avviene con non pochi aviatori,
i quali, dopo la tonsillectomia, non volano più.
E perché? Perché, dopo la tonsillectomia, i
ciclisti si ritirano dalle gare e così pure i
fondisti? Perché nelle squadre minori di pro-
vincia, i giocatori di calcio cessano dal parte-
cipare alle partite?
E perché, in un grande ospedale, alle infer-
miere senza tonsille non vengono affidate man-
sioni di responsabilità?
70 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

E perché, sempre secondo le nostre osser-


vazioni, gli studenti senza tonsille, nella lotta
per la vita, si ripiegano su posti di secondaria
importanza e molti fanno l’insegnante? e quasi
tutti nelle scuole inferiori e tuttavia con fre-
quenti fallimenti, giacché la scuola richiede
pazienza ed energia?
Il Prof. Origlia parla di stati ansiosi cronici,
e noi li abbiamo riscontrati in molti studenti
senza tonsille, sopra mille e più da noi controllati.
Al quale proposito, nel 3° Congresso di Medicina
Sociale - Torino 1952 - abbiamo presentata
una comunicazione, che fu pubblicata in Mi-
nerva Medica n. 83 - 1953: « La Tonsillectomia
nell’età evolutiva in rapporto all’igiene men-
tale ».
Fin dal 1940, scrivevamo comunque negli
aforismi: « Il tonsillectomizzato precoce è un
menomato sessuale, un menomato vegetativo
e fisico, e soprattutto un menomato psichico
e sociale ».
Usando l’espressione di Bicknell e di Zweig,
diremo ora che i senza tonsille costituiscono il
sottosesso.
cosi nello sport

Tre anni or sono, nel 1951, ad un giornale


sportivo molto diffuso inviammo un trafiletto,
richiamando l’attenzione sulla facile menoma-
zione dell’atleta dopo subita la tonsillectomia.
Menomazione più che di forma, di resistenza.
Siffatta menomazione l’avevamo già riscon-
trata nei cantanti.
Dalla redazione del giornale quel trafiletto
passò ai medici sportivi, ma poi non venne
pubblicato.
Noi continuiamo a tener d’occhio certi atleti
senza tonsille additandoli a colleghi sportivi.
Tutto sommato abbiamo l’impressione che si
aveva e si ha paura a sollevare la scabrosa
questione, che va trattata certamente col tatto
che esigono ingenti interessi di persone e di
72 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

scuderie, ma che non va né trascurata, né


sottovalutata.
Il 27-11-1953, scrivemmo a un noto medico
sportivo la seguente lettera, che riportiamo
a documentazione delle nostre opinioni sui
rapporti fra sport e tonsillectomia:

Caro Dr. Frattini,


nella mia lettera di tre giorni fa accennavo ad una attesa
di notizie da oltre mare.
La notizia è venuta; la sconfitta di ieri del calcio inglese.
Me l’aspettavo, e in parte l’ho prevista da certi segni di
decadenza sportiva inglese.
Secondo la mia opinione la causa principale, almeno
una delle principali, della sconfitta, sta nel fatto che la
maggior parte dei giovani inglesi sono senza tonsille.
Le loro statistiche vanno dal 60°/o all’80°/o.
I giovani inglesi più robusti, più forti e resistenti nella
loro esuberanza, anche per il clima e la razza, vanno facil-
mente soggetti a risentimenti di gola, e, seguendo il corso
della moda, si fanno portar via le tonsille.
Aggiungi il fatto psicologico che proprio i fanciulli,
i giovani più audaci, dinamici e coraggiosi non hanno
paura della mutilazione e si fanno operare allegramente.
Il risultato si è che l’80°/o dei migliori candidati sportivi
inglesi vengono menomati e spesso eliminati.
L’altro 20°/o non basta a supplirvi né per la qualità né
per la quantità. Per me, è una delle molteplici conseguenze
sociali della moda della tonsillectomia.
Del resto, anche in Italia, in questi anni, almeno una
dozzina di buoni e taluni dei migliori campioni del calcio
e del ciclismo sono stati menomati o anche eliminati dalle
gare.
Tuo Ca l d e r o l i
COSÌ NELLO SPORT 73

In seguito a questa lettera, sul quotidiano


La Gazzetta dello Sport di Milano del dicem-
bre 1953, apparve il seguente stelloncino:
Dr. Guido Calderoli - Bergamo.
La tonsillectomia nello sport è dannosa?
Se l’asportazione delle tonsille possa costituire una
diminuzione nel rendimento atletico (psichico e muscolare),
come Ella coraggiosamente va divulgando nei suoi scritti,
io mi riserbo di approfondire con una vasta documenta-
zione, oltre alla personale esperienza. Certo che le con-
clusioni saranno aleatorie e, comunque, personali, in
quanto è troppo difficile valutare il massimum di
capacità cui sarebbe potuto giungere l’atleta operato.

Il ghiaccio è rotto e speriamo che l’argo-


mento venga trattato a fondo. Per rendere
poi meglio la nostra idea, inviammo una
seconda nostra lettera allo stesso collega spor-
tivo, dopo la sconfitta della squadra giovanile
inglese (Bologna, 20 gennaio 1954).
Bergamo, 21 Gennaio 1954
Caro Dr. Frattini
Ecco una seconda notizia d’oltre mare: la sconfitta della
squadra giovanile inglese in Italia. E' una squadra di
giovani e, secondo le statistiche inglesi, più probabilmente
composta dai senza tonsille. Nella squadra italiana ve
nera uno solo. Quanti ve n' erano nella squadra inglese?
Si potrebbe saperlo interpellando il comandante e sarebbe
utile. Tu potresti farlo, e fallo, e poi poni la questione se...
In proposito una proposta un po’ strana. Dal momento
74 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

che nella nostra serie A vi è una dozzina di giocatori senza


tonsille, non si potrebbe combinare una partita con una
squadra di senza tonsille, compreso il comandante e l’alle-
natore?
L’esperimento potrebbe essere istruttivo e forse decisivo.
A me non sembra gran che difficile; entra nel compito del
medico sportivo che si dedica a ricerche. L’osservazione va
estesa al fisico e alla psiche.
Dei senza tonsille ve ne sono anche nelle serie B, C, ecc.
Certo questo esperimento sarebbe più facile tra gli inglesi,
e forse vi si scoprirebbe quel « fattore umano » sospettato,
deprecato, ma ignorato, che tanto incide sul rendimento
lavorativo dei minatori inglesi, e non solo dei minatori.
Pertanto, si potrebbero aver dati : 1° da questo esperimento ;
2° dal risultato finale del girone: quanti goal della dozzina
di giocatori senza tonsille, rispetto agli altri, individuali
e sommati; 3° dal contegno dei singoli giocatori, ché i referti
dei giornalisti sportivi non mi sembrano deporre a loro
favore.
Dalle nostre poche letture mi sembra che i senza tonsille:
a) manchino al traguardo, come i colleghi ciclisti.
b) agiscano abbastanza bene in sott’ordine, in aiuto
agli altri più decisi e risoluti.
c) abbiano minore resistenza, siano piuttosto paurosi,
indecisi, puerilismo con minore efficienza direttiva, dinamica
e costante.
Può anche darsi che dalle osservazioni ne risultino dei
pregi, per esempio come quel triestino Kervatic da me
osservato e studiato, brillante nella prima partita, poi a
terra nella ripresa fino all’accusa di sabotaggio.
Un altro pregio potrebbe essere quello di preparare la
palla a chi la lancerà in porta.
Come vedi, dalle mie poche osservazioni, i senza tonsille,
nel gioco del c alcio, potrebbero essere sapientemente utilizzati,
come nelle guerre antiche gli eunuchi e le stesse donne, in
aiuto e conforto degli autentici guerrieri.
COSÌ NELLO SPORT 75
In conclusione, nei senza tonsille è minorato « lo spirito ».
Tu mi dirai che vedo lo sport con occhio tonsillare. E sia.
Ma sarebbe bene che cosi lo si studiasse.
Ci saranno eccezioni, d'accordo, ma la regola...
Questa lettera l'avevo pensata la sera della vigilia, per-
suaso della sconfitta dell’ Inghilterra, in cui i giovani senza
tonsille sono in massimo numero, forse due terzi.
Tuo Ca l d e r o l i

In maggio di quest’anno (1954) la scon-


fitta del calcio inglese, a Belgrado e a Budapest,
è una conferma della nostra tesi.
A Milano c’è un Centro Sportivo Univer-
sitario, istituito di recente e diretto dal prof.
Margaria, dove si fanno ricerche di fisiologia ecc.
E sta bene. Ma speriamo che, allargandosi
l’orizzonte, si osservino i risultati nella vita
individuale sportiva; e non solo individuale,
ma anche collettiva e sociale.
Nella vita sociale, soprattutto, è il risultato
che conta di più « Das Wichtigste ist der
Erfolg » dicono i tedeschi. I nostri padri
latini s’appellavano al « respice finem».
Ed ecco quanto scrive Vittorio Pozzo su
La Nuova Stampa del 22 Gennaio 1954,
riguardo agli inglesi...

Risultato deludente, scoraggiante. I giovani hanno


fornito una prestazione, non diremmo identica, ma certo
consimile a quella degli anziani, hanno messo in mostra
le stesse deficienze e gli stessi difetti di questi ultimi,
76 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

sotto l’aspetto tecnico come sotto quello fisico e mentale.


Hanno detto cioè in chiari termini, che si tratta non di
acciacchi caratteristici di una categoria o di una età,
ma di mali tipici dell’intero Paese, di malanni di carattere
nazionale.
Tipica del giocatore britannico del momento attuale,
sia egli giovane sia egli anziano, è la mancanza di fre-
schezza mentale e fisica. Tutto quello che si vede fare ha
in sé un che di grave, di pesante, di non spontaneo, come
se tutto obbedisca a funzioni meccaniche, come se, ogni
volta, prima di cambiare direzione o velocità ai movi-
menti, occorresse prima premere su una speciale leva
di comando. Quel vecchio aureo concetto del gioco bri-
tannico racchiuso nel comandamento tecnico: « Run
into position to ask for possession » — piàzzati bene per
entrare utilmente in possesso della palla — non trova più
applicazione.
Bologna ha dimos trato ai tecnici ingle si — era venuto
perfino il Masby del Manchester United con nessun altro
incarico che quello di vedere e poi esprimere una opi-
nione — che una delle diagnosi non era esatta e che i
rimedi vanno cercati altrove.

E, passando al ciclismo, come è andato il


giro d’Inghilterra?
« Partì con grande fracasso di stampa, ma,
dalla seconda tappa in poi, i corridori inglesi
cominciarono a crollare. In poche parole, sve-
nivano sul manubrio e dovevano ritirarsi per
inedia ecc. ». Così Vero Roberti sul Corriere
d' Informazione dell’8-9 Settembre 1953.
Già nel 1940, a pag. 190 del nostro libro
« Il problema tonsillare è problema sociale
di razza » noi scrivevamo :
COSÌ NELLO SPORT 77

« Non ci meraviglia di apprendere che, in


Inghilterra, segna la parabola discendente
persino la passione sportiva ».
Così, oggi non ci meraviglia quanto scrive
Piero Ottone, da Londra, al Corriere d'infor-
mazione 30-11 — 1-12-1953.
« L’inglese non è nato cacciatore, non è
neanche nato Don Giovanni ».
In fin dei conti, si tratta di sport, di caccia.
Dalla nostra esperienza, parecchi cacciatori
nati hanno cessato di esserlo dopo la tonsillec-
tomia. La caccia era diventata troppo scomoda.
Quanto poi ai Don Giovanni, ci rimettiamo
alla Pampanini, non solo per gli inglesi, ma
anche per gli americani di questa generazione.
È poi il giudizio in genere anche delle nostre
donne nei riguardi dei senza tonsille, i quali
hanno del bambo, perché stanchi, incantati
e assenti.
Nel nuoto, pugilato, sci di fondo ecc. negli
sport, dove la resistenza è un fattore di suc-
cesso e di vittoria, il senza tonsille è a noi
apparso menomato, perché soffre di facile
stanchezza, minor resistenza alla fatica; minor
coraggio per il rischio. Al quale proposito
osserviamo che non la forma, ma la potenza
e soprattutto la resistenza sono colpite. Quanti
fallimenti!
Tra gli atleti, due campioni, l’uno emulo di
Meazza nel gioco del calcio, l’altro emulo di
6 - Popoli senza tonsille
78 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Bartali e Coppi, nel ciclismo, breve tempo


dopo la tonsillectomia si ritirano dalle gare
per menomata resistenza.
Al quale proposito, è bene intendersi. Dopo
la tonsillectomia e non ostante che ne riman-
gano menomate forza e resistenza, può lo stesso
migliorare la forma. Per l’atleta tonsillecto-
mizzato, comunque, il tempo è un fattore
negativo. Egli, nel calcio, nello sci, nel nuoto,
può partire bene, ma arriva male. A meno che,
come nelle partite di calcio, non possa conce-
dersi pause di riposo. Donde concludiamo che
in lui è irrimediabilmente compromessa la
resistenza. Ci possono essere eccezioni; ma
sono eccezioni.
Tra gli sc iatori di fondo ricordiamo un nostro
cliente di 19 anni. A 18 era arrivato primo in
una gara di fondo; dopo l’operazione, nella
stessa gara, arrivò cattivo ultimo.
Tra le atletesse ricordiamo due olimpioniche
italiane, del 1948, che dopo la tonsillectomia
non conclusero più nulla.
L’agonista soffre facile stanchezza, minor
coraggio per la fatica e per il rischio.
E perché non si ha una statistica? Solo ora,
almeno in Italia, la si potrebbe avere, giacché
pochi anni fa, prima della guerra, erano rari
gli atleti operati, e perciò quasi impossibile
una statistica del genere.
Zweig nel suo libro a pag. 126, scrive: «Solo
COSÌ NELLO SPORT 79

lo sport può fermare la decadenza della nostra


razza ».
Zweig, pertanto, ammette la decadenza della
razza inglese e ne propone il rimedio: lo sport.
Il rimedio autentico?
Secondo noi, l’abbandono della... moda della
tonsillectomia.
Zweig invoca l’aiuto della psicologia e della
sociologia per lo studio delle condizioni del-
l’operaio, per alzarne il tono, ed accenna, tra
l’altro, ad una certa difficoltà che l’operaio
sente nel mutare occupazione, anche se ciò
è richiesto per migliorare le proprie condizioni,
economiche e sociali; come pure ad una certa
monotonia nel lavoro, che non riesce bene a
spiegarsi.
Non ci meravigliano que sti due rilievi, dovuti
in parte alla facile stanchezza - stanchezza
cronica del Bicknell.
« Solo lo sport - scrive lo Zweig a pag. 126
dell’opera succitata - può arrestare la decadenza
della nostra razza, perché lo sport rende
l’uomo completamente umano, dà virilità, co-
raggio, autocontrollo e vigore ».
Ma è proprio su queste qualità che incide
la moda della tonsillectomia, donde in quest’ul-
timo lustro, 1950-1954, il quadruplice allarme
di Marshall, di Kinsey, di Bicknell e dello
stesso Zweig. Lo possiamo argomentare dai
soldati in Corea e dal giudizio della Pampanini.
80 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Già prima — nel 1947 — a conclusione dei


nostri studi pubblicavamo: « Una delle cause
della decadenza anglo-sassone va ricercata nella
moda della tonsillectomia ».
A quel che sembra, anche Zweig ammette
la decadenza della razza inglese. Ma anche
lo sport risente della più facile stanchezza,
del più facile « cuore in gola » nelle gare
sportive (e conseguenti sconfitte) nonché della
diminuzione della passione sportiva, consta-
tati da noi in molti atleti dopo la tonsillectomia.
Il male inglese di Bicknell

La stanchezza cronica
del lavoratore inglese

Riproduciamo — come abbiamo fatto con


Marshall — un tratto piuttosto lungo del Bick-
nell « Il male inglese ». La stanchezza cronica
dei lavoratori inglesi - 1952
Sintomi generali
Noi siamo stanchi, sempre stanchi.
Noi ci sentiamo male, sempre male.
Noi non lavoriamo di buona lena, non siamo capaci
di lavorare di buona lena.

Questa trinità di sintomi significa una malattia mortale


per noi e per il nostro paese. E' una nuova malattia, la
malattia inglese. Toglie alla cara e fuggevole vita ogni
senso di piacere, ci toglie ogni prosperità. Per quanto io
mi preoccupi, per quanto ricerchi, io non riesco a trovare
82 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

una sola causa cosi generale che possa spiegare perché


tutti noi, ricchi o poveri, siamo oppressi dalla fatica,
perché due persone su tre hanno una malattia ogni mese,
perché il lavoro è diminuito di un terzo.
Ma prima della risposta dobbiamo definire che è pro-
prio vero che in noi c’è qualche cosa che non va, che noi
abbiamo la malattia inglese.
Considerate dapprima la spossatezza cronica. Che si
sia stanchi per un po’ dopo che si è terminato il lavoro, è
perfettamente normale: significa che il corpo ha bisogno
di riposo, come ha bisogno di bere quando è assetato.
Concedete al corpo un breve riposo o un bicchiere d’acqua,
e la stanchezza o la sete se ne va. Ma la stanchezza cronica
che non è mai alleviata, che si sente al mattino, a mez-
zogiorno e di sera, sia che lavoriamo, sia che stiamo in
ozio, è totalmente anormale. Eppure è di questa stan-
chezza che noi tutti ora soffriamo: possiamo anche non
esserne del tutto consci poiché siamo tutti stanchi da
così lungo tempo che abbiamo dimenticato come ci si
sente quando si è fisicamente o mentalmente energici
e vivaci: cioè normali. Le sensazioni passate sono diffìcili
da ricordare, ma ritornate con la mente al 1939 e pensate
a come vivevate. Forse non amavate il lavoro, forse non
vi piaceva badare alla casa e ai ragazzi, ma non vi senti-
vate sempre stanchi, non trascinavate le vostre stanche
ossa al lavoro, la mattina, per ritrascinarle a casa la sera,
più stanche ancora, dolorosamente anelanti al pasto,
alla poltrona, alla radioaudizione prima di andare a letto.
Proprio l’opposto: c’era qualche cosa di piccante nella
vita, qualche volta persino nel lavoro. Alla sera avevate
la forza o di andare a letto presto o di uscire ancora.
Desideravate di vedere della gente e quando incontravate
qualcuno, ridevate e facevate del chiasso. Ora le vostre
rare riunioni al bar o all’albergo sono stranamente
silenziose. E quanto spesso viene a farvi visita il vostro
prossimo? Mai.
IL MALE INGLESE DI BICKNELL 83
Guardate la gente curva nelle strade, la gente che
dorme sui treni alla fine della giornata, vostra moglie
senza trucco, il fiacco atteggiamento di vostro marito
mentre si sbarba, gli uomini che lavorano sulla strada,
sui fabbricati o nei campi. Tutto quel che vedete è l’ani-
male umano « bruttato » dalla fatica. Eppure fate venti
miglia attraverso la Manica e andate in Francia, andate
in qualunque paese europeo non comunista, e troverete
le vie animate da gente vivace, i caffè pieni del chiasso
della gente felice, i volti delle donne non de bilitati dalla
stanchezza, gli uomini operosi e alacri. Un mio amico fu
prigioniero di guerra in Germania: lavorava in una cava
di pietra con donne russe. Quando ritornò a casa ciò che
lo sorprese di più fu il vedere come sembravano affaticate
le donne inglesi paragonate alle schiave russe.
I pazienti ora dicono: «No, dottore, non ho nulla,
tranne che, naturalmente, mi sento stanco; ma d’altronde
tutti lo sono ora ».
La quantità di lavoro che tutti noi facciamo è diminuita
di circa un terzo. Domandate a tutti coloro che impiegano
gente nello stesso lavoro di prima della guerra, e vedrete
che impiegano tre persone, mentre prima due erano suf-
ficienti. L’osservazione. « Non riusciamo a far lavorare i
nostri operai come nell’anteguerra » deve esser fatta
migliaia di volte al giorno. Io sono certo che questo non
dipende da pigrizia, ma da pura mancanza d’energia.
« Non si tratta di non volere, ma di non potere ». Io cono-
sco dei rispettabili e indipendenti capi di famiglia che
avrebbero ogni ragione per compiere tutto il lavoro che
possono, ma essi dicono di non poter continuare a lavorare
tutto il giorno come usavan fare.
Nei giorni di vacanza la gente è stranamente inattiva :
le rupi a picco sul mare, dove un tempo la gente soleva
passeggiare, sono deserte, le spiagge sono affollate di
gente moribonda che fa bagni di sole, ma le barche a remi
non danno più la caccia agli sgombri nei bassifondi.
84 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Delle folle assisteranno alle partite di cricket e di tennis,


ma nessuno ora prepara per conto suo qualche allegro
gioco di dilettanti. Noi accetteremo con piacere ogni
forma di divertimento passivo: la televisione, la radio, il
cinematografo; ma non vogliamo far nulla che richieda
uno sforzo da parte nostra, anche se si tratta soltanto
di trascorrere una serata in conversazione, lasciamo
stare la coltivazione di un pezzo di terra. Pensate che
potreste ora arruolarvi nella Home Guard o essere un
milite contro le incursioni aeree o che potreste affrontare
le accresciute fatiche della guerra come faceste nel 1940
e continuare il vostro lavoro? La risposta è che voi
adesso siete così stanco da essere fisicamente incapace
di farlo.
La nostra salute è pessima. Le indagini del Ministero
della Sanità in questi ultimi tre anni mostrano che ogni
mese circa due terzi di tutti gli individui fra i 21 e i 64
anni, hanno una malattia. Il costo delle prescrizioni
dell’N.H.S. (Servizio di Pubblica Sanità) per il 1952-53
si prevede sia di 47.500.000 lire sterline, e circa tre volte
di più sarà inoltre speso privatamente. L’aspirina è
venduta ovunque: dai barbieri e dai parrucchieri, nelle
lavanderie e nelle edicole dei libri, dai droghieri, nelle
botteghe dei villaggi. Una sola f abbrica ha dieci macchine
ognuna delle quali ne fa 2.000 pastiglie al minuto. La
vendita di aspirina in Inghilterra ascende a 10 milioni di
pastiglie al giorno, mentre nella ben nutrita Francia è
di solo mezzo milione. Non ditemi che il nostro fantastico
consumo di medicine è un’inutile pazzia: è una patetica,
futile, frenetica caccia a qualche cosa, qualunque cosa,
che ci sbarazzi della nostra imputridente malattia inglese.
Il sesso in tutte le sue manifestazioni mostra parimenti
il quadro di una nazione malata. L’incompleto sviluppo
dell’utero nelle giovani è estremamente comune; così
pure la mestruazione dolorosa.
L’allattamento naturale è in diminuzione nonostante
IL MALE INGLESE DI BICKNELL 85

sia così piacevole per la madre, nonostante faccia tanto


bene all’infante, nonostante il disturbo dell’allattamento
artificiale. La dimensione delle famiglie è in diminuzione,
e ciò non si può spiegare soltanto con il controllo delle
nascite, poiché una coppia veramente fertile concepirà
sempre. Gli abbracci di carattere schiettamente sessuale,
che vediamo in ogni stazione ferroviaria e in ogni bel
cantuccio di estate, non sono dovuti a forti desideri
sessuali, ma a deboli desideri che debbono essere violen-
temente stimolati. Lo stesso vale per i ridottissimi
costumi da bagno con cui le signorine gironzolano sole
in riva ai fiumi e al mare: se da parte dei giovanotti ci
fosse una reazione sessuale normale esse sarebbero tutte
rapite. La castità era importante quando il sesso
normale doveva essere socialmente controllato: ora che
il sesso è subnormale, la castità non ha più alcun valore.
Siamo dunque d’accordo c he noi siamo stanchi, malati,
scadenti lavoratori e iposessuali. Il problema è: perché?
La causa della nostra malattia nazionale deve essere tale
da colpire tutti i settori della vita nazionale, poiché
tutti ne soffrono egualmente.

Ergo?
Il quadro del Bicknell corrisponde in pieno
al quadro dei senza tonsille, da noi descritto
prima dello scoppio della guerra 1937-38-39,
e cioè stanchezza cronica, frequente malessere,
minor rendimento, mortificazione sessuale.
È naturale che l’attuale generazione inglese
presenti questo quadro, quando i due terzi
e forse più degli inglesi dai 18 ai 45 anni sono
senza tonsille. Bicknell cerca la causa nel
cibo scarso e non buono. Ciò può essere solo
86 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

un coefficiente, una concausa. Per esempio,


le donne russe qui citate, come i tedeschi,
non hanno certo mangiato meglio degli inglesi.
Inoltre il male inglese di Bicknell è anche
male degli americani, i quali non hanno avuto
le privazioni e le sofferenze degli inglesi.
Leggendo il libro di Bicknell, si apprende
che in Gran Bretagna il consumo medio, per
capita per annum, di grassi, di zucchero,
proteine e così via è maggiore di quello della
maggior parte dei paesi continentali. E allora
perché si mangia male?
Gli inglesi - giovani e di età media - nella
maggioranza sono senza tonsille e perciò fiacchi,
svogliati e scansafatiche, mancano di ini-
ziativa privata, che avevano prima.
Ed ecco uno dei principali motivi, se non
il primo, per cui la stessa donna inglese tende
a disinteressarsi il più possibile della cucina,
dove, invece che diletto, prova noia, fastidio.
Nella donna è smorzata l’iniziativa di cucinare
meglio il cibo. L’uomo è portato a trascurare
e a subire. Ambedue portano segni evidenti
di pigrizia e di diminuita capacità di reazione.
Ci sono diversi fattori accumulatisi nei secoli :
il puritanesimo, il costume vittoriano e ultima
l’austerity; ma c’è pure la componente ton-
sillare e perfino nelle sfumature del maggiore
consumo di medicinali (aspirina) e di farinacei,
che il senza tonsille preferisce, e del pasto
IL MALE INGLESE DI BICKNELL 87

senza gioia. Il senza tonsille ha meno gioia


nella vita; di regola non è contento: non è
mai soddisfatto.
Il male inglese, più che al cibo, noi l’attri-
buiamo all’aberrazione scientifica tonsillare.
I tedeschi non hanno mangiato meglio, ma
non hanno sofferto che in piccola parte di
questa aberrazione.
A conferma ecco alcune ultime note.
In America, come in Inghilterra, soprattutto
in questi ultimi anni, si è concesso agli operai,
durante il lavoro, una sosta di dieci-venti minuti
di riposo, per consumare uno spuntino.
Alla minore resistenza nel lavoro, la quale
non è certo quella dei soldati di Gedeone,
ha contribuito il fatto che via via, in questi
ultimi decenni, sono aumentati i senza tonsille,
costretti dalla fiacchezza a frequenti spuntini
solidi o liquidi.
Avendo letto il libro di Bicknell, gli scri-
vemmo subito la seguente lettera:

Bergamo, 3 Gennaio 1954

Dr. Franklin Bicknell,


Abbiamo letto il suo libro « The English Complaint ».
Noi, da 18 anni — dal 1936 — studiamo le conseguenze
della tonsillectomia. Ventimila casi. Il quadro nosologico
88 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

dei senza tonsille corrisponde al quadro da Lei descritto


e precisamente a quello che Lei scrive a pag. 7 :
I lavoratori inglesi sono stanchi, indisposti, cattivi lavo-
ratori ed iposessuali.
Poiché il 60°/o degli inglesi, secondo le statistiche, sareb-
bero operati di tonsillectomia, così, pensiamo che nel quadro
da Lei descritto abbia parte importante la componente
tonsillare.
II Prof. Alfred Kinsey dell’ « Indiana University - Bloo-
mington - Institute for Sex Research », nei suoi « On Human
Sex Behaviour », ha riscontrato un radicale mutamento
in questa generazione, 1920-1950.
In seguito a nostra segnalazione che nel radicale muta-
mento sarebbe in gioco la componente tonsillare, il Prof.
Kinsey sta leggendo le nostre due pubblicazioni:

1° - Il problema tonsillare è problema demografico


- pag. 100 - 1937.
2° — Il problema tonsillare è problema sociale e di
razza — pag. 250 - 1940.

Pubblicazioni che inviamo pure a Lei in omaggio.


Noi abbiamo pure letto il libro « Men Against Fire » 1952,
in cui il generale S.L.A. Marshall denuncia lo sconcertante
fenomeno collettivo — tenuto segreto finora dall’Alto Comando
Americano — del mancato scarico delle armi da fuoco,
da parte delle truppe americane nell’ ultima guerra mondiale
ed in Corea.
Noi siamo dell’opinione che una componente dello scon-
certante fenomeno stia nel fatto che gran parte dei soldati
americani sono senza tonsille.

Con stima e rispetto Dr. Gu id o Ca l d e r o l i


IL MALE INGLESE DI BICKNELL 89

Ed ecco la risposta:
6 Febbraio 1954
Caro Dr. Calderoli,
le sono molto grato di avermi mandato il Suo libro pro-
fondamente interessante, che ho appena ricevuto e che non
vedo l’ora di studiare più particolareggiatamente. Ciò
che Ella dice è ovviamente molto importante e deve essere
esaminato. Temo che il soggetto abbia ricevuto pochissima
attenzione in Inghilterra.
Di nuovo i miei ringraziamenti.
Sinceramente Suo Fr a n k l in Bic k n e l l
cosi bevono...

La sete degli Inglesi

In un articolo di Piero Ottone (Corriere


d'Informazione del 20 Novembre 1953) si scrive:
« È minato dalla pigrizia il benessere degli
inglesi. Gli operai che furono un tempo i
migliori del mondo sono oggi poco efficienti
e ostili alle innovazioni ».
Sfido! Li hanno a poco alla volta semicap-
ponati in questi ultimi 40 anni.
Riccardo Aragno su La Stampa del 3-3-
1954, da Londra, 2 Marzo 1954, in un articolo:
« Costumi del nostro tempo » - « Quanto si
beve in Inghilterra » scrive circa il costume
bibereccio inglese riferendosi al volume di Fer-
dynand Zweig su « L’operaio britannico» (pub-
blicato dai Penguin Books nella serie Pelicans):
92 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

L’ultima risorsa del lavoratore inglese dà vita a una


colossale industria che produce ogni anno trenta milioni
di barili di birra e nella quale la nazione spe nde tre quarti
di miliardo di sterline e dalla quale il Cancelliere dello
Scacchiere ricava più di mezzo miliardo di sterline. Quello
che gli inglesi spendono in bevande alcooliche è venti
volte più di quanto risparmiano, un terzo di quanto
spendono in cibo, cinque volte e mezzo quello che spendono
in libri, giornali e riviste, un quarto di più di quanto
spendono per l’affitto, le tasse municipali e per l’acqua
potabile messi insieme. L’ultima risorsa consola regolar-
mente più della metà dei maschi e un quinto delle donne
di Gran Bretagna. Vi sono perciò indagini dalle quali
risulta che in certe famiglie il bere rappresenta il più
costoso capitolo del bilancio. Gli inglesi bevono nei
« pubs » (osterie) aperti due o tre ore a mezzogiorno per
la colazione e la sera dalle sei alle undici. La legge dei
« pubs » fu varata dal Parlamento quando la Gran Bre-
tagna era ossessionata dal tragico alcoolismo che la
rivoluzione industriale aveva portato con sé nel secolo
scorso, e non è stata abolita neppure adesso, quando
l’alcoolismo ha completamente cessato di essere un pro-
blema importante.

Gli inglesi di questa generazione bevono


meno liquori, ma in compenso più birra e
altre bibite. Ma perché?
Perché hanno più sete. Teniamo presente
che la maggioranza sono senza tonsille, al
quale proposito si ricorda quanto scrivevamo
nel 1940 sulla sete dei senza tonsille, nel
nostro libro « Il problema tonsillare è problema
sociale e di razz a» (1940 - pag. 254). Abbiam o
in esso dedicato un capitolo di venti pagine
COSÌ BEVONO 93

al fenomeno della sete nei senza tonsille e


nella prefazione abbiamo scritto che «l’esten-
dersi della moda della tonsillectomia sarebbe
la capponatura della razza e che la tonsilla
è l’organo della sete ». Espressioni che vanno
prese, naturalmente, in senso largo, per rendere
bene l’idea.
Va, comunque, rilevato che, mentre il senza
tonsille sente molto lo stimolo della sete,
altrettanto spesso non sente o sente poco lo
stimolo sessuale. Inoltre, la tonsillectomia col-
pisce il senso del gusto.
Le buone forchette, i buongustai, gli assag-
giatori non vanno certo ricercati tra i senza ton-
sille.
I due fenomeni, maggior sete e diminuito
stimolo sessuale, accanto ad una più facile
stanchezza, incidono sulla vita vegetativa,
sensitiva e psichica e nel curriculum vitae
del senza tonsille.

Le stravaganze... e le eccedenze.
A complemento di quanto scrivevano Bick-
nell e Zweig nel 1952, ecco un articolo di Ric-
cardo Aragno su La Stampa di Torino
(12-5-1954). L’articolo ha per testata: «L'ope-
raio protagonista della vita britannica di oggi».

7. - Popoli senza tonsille


94 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Là dove si produce la più grande ricchezza, nasce il


più profondo senso di misera infelicità. Il segno dei tempi.
È la zona che fa ricco il paese e non v’è luogo che dia
un più profondo senso di misera infelicità. Dappertutto
— e pare ripetuto in milioni di esemplari — si incontra
il protagonista della vita britannica di oggi: l’operaio.
Non lo sentite mai cantare o fischiettare mentre viene o
va dal lavoro, quando passeggia o quando pedala in
bicicletta. Frequenta — sempre più di rado — la sua
sede locale del sindacato e — assai di rado — la chiesetta.
Le sue consolazioni sono il cinema, le scommesse e la
birra, in ordine crescente. La nuova generazione frequenta
i milk bars dove si abbandona alle stravaganze dei gelati
alla crema e delle limonate artificiali.
L’ultima generazione si va spegnendo malinconicamente
in preda alla birra e al gin. V’è una minoranza che eccede
e si brucia bevendo alcool chirurgico, bay rum e altri
« surrogati ». L’alcoolismo è stato qui uno dei flagelli
più spaventosi e più comprensibili.

La moda della tonsillectomia ha giovato


alla lotta contro l’alcoolismo di anteguerra. Le
stravaganze dei senza tonsille le accenniamo
in seguito. Il senza tonsille non fa stravaganze
nei liquori. Ne fa, invece, uso la minoranza degli
operai britannici, chi ha però ancòra le tonsille.
Il bere liquori è dell'ipertonsillare.
Potremmo ripetere, per gli americani del-
l’attuale generazione, parecchie osservazioni
del genere, dalla coca-cola al chewing gum,
giacché proprio i senza tonsille quivi hanno
le loro preferenze.
E al nostro occhio tonsillare queste distin-
COSÌ BEVONO 95

zioni appaiono più evidenti nei fenomeni sociali


di masse di decine di milioni di senza tonsille.
Così dicasi della depressione psichica, della
facile stanchezza, e perciò della minor vivacità
e gioia della vita, che già si osservano in gruppi
di bambini operati e... nelle donne infelici.
Abbiamo, comunque, constatato che sec-
chezza ed arsura obbligano i pazienti a bere
assai più e ben più frequentemente che prima
dell’operazione: in ogni stagione dell’anno,
inverno compreso, ma a preferenza d’estate,
il che è troppo ovvio per avere bisogno di
spiegazioni. E s’intende, inoltre, che questo
fenomeno della sete anormale si accentua in
ogni paziente durante la fatica, per minima
che essa sia. Altro particolare, questo, che si
spiega da sé.
È, ad ogni modo, così vivo e frequente, in
taluni soggetti, il bisogno di bere, che si ten-
gono a portata di mano il recipiente dell’acqua
anche e preferibilmente di notte, come abbiamo
riscontrato, del resto, da parte di certi ipo-
tonsillari.
In genere il paziente interpreta il fenomeno
della propria sete come conseguenza d’una
diminuita secrezione salivare. Con il che, ad
ogni buon conto, non intendiamo però affermare
che la sete morbosa del tonsillectomizzato
non abbia un’origine più complessa: inten-
diamo soltanto confermare oggettivamente le
96 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA. TONSILLE

soggettive sensazioni degli interessati. I quali,


trascorso un certo tempo dal l’operazione, vanno
talora soggetti a vere e proprie crisi di sete,
rimpiangendo, ove se ne rendano conto, le
proprie tonsille di cui sono stati privati per
sempre.
Non sono molti, in verità, gli operati che
van soggetti a simili crisi; ma noi ne abbiamo
osservati alcuni in cui basta una fatica da
nulla a provocare la crisi stessa; ne abbiamo
ascoltati altri in cui la sete è inestinguibile. Li
abbiamo uditi confessare: «Quello che io bevo
potrebbe bastare per chiunque altro, ma non
per me ».
Siamo, insomma, di fronte ad una vera e
propria polidipsia.
Sordi agli ammonimenti dei familiari, questi
assetati si gettano su qualsiasi liquido... che
sia appena un po’ più potabile d’una soluzione
di sublimato corrosivo: tanto meglio se acqua
autentica. E bevono, bevono fin a trasformarsi
in viventi otri. Che se poi il fenomeno sorpassa
i limiti, per così dire, normali della crisi,
allora essi palesano la « follìa della sete », tor-
mentati dal bisogno di bere persino nel sonno,
durante il quale si alternano fra ingestioni
d’acqua e sogni di spumeggianti cascate.
In taluni casi del genere noi ci siamo chiesti
se non si trattasse, in fine dei conti, d’una
forma di diabete insipido.
COSÌ BEVONO 97

Non tutti i pazienti, ben s’intende, cedono


alla propria sete morbosa: ve ne sono taluni
che vi resistono il più possibile succhiando
caramelle o mentini anziché ingurgitare del
l'acqua; come ve ne sono altri che non bevono
abbondantemente se non durante il pasto,
astenendosene fra un pasto e l’altro.
Ne conosciamo, fra gli operati sotto il nostro
controllo, certi che alternano il boccone di
cibo al sorso di liquido, con una regolarità da far
credere che vi mettano la stessa attenzione
che se eseguissero un gioco o facessero un
conto; che, ad ogni modo, non possono man-
giare senza bere.
Se poi, per disgrazia, essi sono insegnanti,
oppure oratori di mestiere e pertanto obbligati
dalla propria professione a parlare più degli
altri, allora è facile immaginare a che grado
di tormento giunga in essi la sete inestinguibile.
Abbiamo, comunque, notato il fenomeno
della sete anormale consecutiva a tonsillec-
tomia, più frequentemente negli adulti, forse
perché soggetti a maggiori fatiche, che nei
ragazzi; laddove la faringite secca sarebbe,
secondo noi, più fequente negli individui operati
dopo la pubertà.
Essa, del resto, si riscontra anche negli
ipotonsillari, come nel climaterio femminile
e maschile (stato ipotonsillare); e quanto alla
correlativa sete abnorme, abbiamo notato che
98 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

durante le mestruazioni essa aumenta, sicché


la donna beve di più (stato ipotonsillare),
come nei convalescenti di angina.
Il fenomeno della sete, peraltro, con l’andare
del tempo, in genere diminuisce o scompare
per ricomparire, episodicamente e in maggior
misura che in altri, ogni volta che il soggetto
si sottopone a fatiche o disagi.
Il fenomeno della sete anormale, comunque,
merita di essere studiato con particolare inte-
resse. Al quale proposito noi, diversamente
dal profano, che crede che l’organo della sete
sia la gola, come lo stomaco sarebbe l’organo
dell’appetito, crediamo che l’organo della sete
sia la tonsilla. E ciò in base alle seguenti con-
statazioni:
1° - che, a tonsille asportate, molti pazien-
ti hanno più o meno senso di secchezza, bevono
spesso, senza mai avere senso della sazietà.
2° - che nella tonsillectomia unilaterale
il senso di secchezza e di arsura è avvertito
solo dal lato operato.
3° - che vi è senso di arsura e di secchezza
nelle più svariate forme tonsillari, con disfun-
zione della tonsilla.
4° - che l’ipertonsillare resiste alla sete,
assai meglio che il tonsillectomizzato : comun-
que la soddisfa più facilmente dell’ipotonsillare.
Donde, insomma, lecito è pensare che il senso
di sete soddisfatta è dato dalla tonsilla.
COSÌ BEVONO 99

5° - dalla alterazione di tutte le secre-


zioni consecutive a tonsillectomia.
6° - che, nella deglutizione, nelle contra-
zioni dei muscoli del collo e negli sforzi, la
tonsilla è, in certo qual modo, spremuta,
talché passano da essa, nello stomaco, detriti
e umori.
Il fatto che la fisiologia ben poco conosca
del biochimismo tonsillare anche nei rapporti
dell’apparato digerente, non autorizza affatto
a negarne l’importanza nella digestione e nel
ricambio. Ci pare lecito e razionale, invece,
argomentarla.
Come lo stomaco regola l’appetito, così
la tonsilla regola la sete, entrando nel gioco
del ricambio in condizioni fisiologiche o pato-
logiche (nefrite, reumatismo, diabete, ecc.).
« Sitis magna et potus frequens»: non solo
con la tonsillectomia, ma anche con la semplice
tonsillotomia, specie se abbondante. Donde
aumentato sudore e aumentata orina.
Noi, a conclusione delle nostre osservazioni
in materia, ci limitiamo a richiamare l’atten-
zione così dei fisiologi come dei patologi
sul fatto che la sete nasce spesso dall’ansia
e dalla paura, le quali sono anch’esse un
triste appannaggio del tonsillectomizzato, come,
del resto, anche dell’ipotonsillare.
La facile stanchezza, la facile sete, sudora-
zione e poliuria, come la maggior tendenza al
100 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

sonno — dormiglioni — come il facile sban-


damento psichico fanno pensare ad una
alterazione della vita vegetativa, del ricambio
dipendente dal mesencefalo.
Mortificato nell’istinto sessuale, il tonsillec-
tomizzato si direbbe tenda a rifarsene man-
giando, bevendo e dormendo il più possibile...
a titolo di compenso.
Diversamente dalle foche, ad es., che nel
periodo di maggiore attività sessuale non dor-
mono, non si nutrono per delle settimane,
per dei mesi, il tonsillectomizzato non resiste
né al sonno, né al digiuno, né alla sete; dorme,
mangia e beve.
Insomma, cede più alla legge della con-
servazione individuale che a quella della con-
servazione della specie.
cosi con la donna - sottosesso

Dal Corriere d' Informazione di giovedì-


venerdì 7-8 maggio 1953. Dice Silvana Pam-
panini : « Gli uomini americani mi annoiano ».
New York, 7 maggio. - L’ultimo numero
della rivista Esquire pubblica un articolo
nel quale l’attrice cinematografica italiana Sil-
vana Pampanini dà il suo giudizio sugli uomini
americani. L’articolo è intitolato senza peri-
frasi: «Gli uomini americani mi annoiano».
La vivace «stella» vi afferma, fra l’altro:
« Sono dei simpatici ragazzi, ma dei grandi
seccatori. Debbono farsi coraggio con molto
vino, prima di decidersi ad abbordare una
donna e facilmente si danno per vinti».
« Parlo, naturalmente, di quel grande gregge
di uomini americani che non sanno compor-
tarsi con le donne italiane ».
102 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Più oltre, la Pampanini conclude: «Ora,


essere annoiata è come essere insultata ».
Il quadro psicologico descritto dalla Pam-
panini corrisponde in pieno al nostro quadro
psicologico dei senza tonsille. A nostro avviso,
nessun dubbio che la Pampanini si sia imbat-
tuta in molti americani senza tonsille, iposes-
suali, undersexed di Bicknell, soprattutto
dal lato psichico.
La Pampanini col suo intuito e col suo giu-
dizio, secondo noi, ha confermato il risultato
degli studi di Kinsey — il mutato comporta-
mento sessuale della presente generazione ame-
ricana — non solo, ma anche - sub-sex, di
Bicknell e di Zweig.
Abbiamo paragonato il contegno dei senza
tonsille a quello dei capponi in compagnia di
galline, le qua li — diremo con la Pampanini —
s’annoiano e quasi quasi s’offendono.
Aggiunge la Pampanini:
« Per una donna di temperamento acceso,
come sono io, il primo requisito è la passione... »
Non andiamo più avanti ... Passione che dimi-
nuisce assai dopo l’asportazione delle tonsille.
Sarebbe pure interessante una statistica tra
le dive. Quante senza tonsille?
Infine, prosegue la Pampa nini: «Voglio essere
rispettata; non sono una mercanzia qualunque
che si possa comprare. Voglio essere conqui-
stata ».
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 103

E la conquista non è precisamente dell’uomo


senza tonsille, il quale, come abbiamo già
visto, non è un combattente.
Scrivevamo nel 1940:
« L’uomo senza tonsille è incapace di una
vera e propria passione; non sente alcun
bisogno di conquista e, in fondo in fondo,
non presenta vera passione, vero mal d’amore ».
Ne è una conferma il fatto che con la ton-
sillectomia il geloso guarisce, allo stesso modo
che si smorza l’ardore negli ipersessuali. I
migliori testimoni sono le donne.
Nell’amore l’uomo senza tonsille s’annoia.
Figuriamoci la donna che se ne accorge! Lo
sente, lo nota e reagisce di conseguenza: come
la Pampanini.
Ecco alcuni esempi tolti da nostre pubbli-
cazioni 1937-1940.
Secondo le nostre ricerche, il senza tonsille —
intendiamo soprattutto l’adulto — spesso è
menomato nella memoria, e malinconico, pau-
roso, strano nel carattere, sensibile al freddo e,
quel che è peggio, insensibile al fascino femmi-
nile; per lo più indifferente alle seduzioni
muliebri, e neutro in fatto di donne, mancando
di appetito sessuale. Spesso, troppo spesso, ha
un amore platonico: un certo nervosismo, ma
non certo passione. E quanto perde l’occhio
di espressione! Da birichino diventa balucco;
ricorda il contrasto tra l’occhio del toro e quello
104 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

del bue. Purtroppo questo contrasto esiste


anche nella psiche.
Ci vuol altro per certe donne, come la Pam-
panini, dal fiuto psicologico che supera di gran
lunga quello dell’uomo!
Il senza tonsille è molto inclinato al sonno;
ma chi dorme...
Le conseguenze si fanno notare e come!
Rotture di fidanzamento, perché lui è indif-
ferente e lei se n’accorge. Per lo più sono le
ragazze che piantano il giovanotto. Si può
rimediare e si rimedia spesso col cerotto del-
l’interesse. Se si tratta di sposati, le mogli se
n’accorgono subito dopo l’operazione. Vi sono
mariti validi come lavoratori, conservando
forza e resistenza, ma per il compito specifico
ridotti a figura di bue. Con ragione la sposa
dice: «l’avessi saputo non l’avrei mai lasciato
operare». Ma capita che i mariti vengono
sospettati ed anche accusati di infedeltà.
In tal caso il medico, mentre provvede a
opportune medicine di rimedio, li difende
presso le mogli, osservando che si tratta di
un fenomeno passeggero. E le mogli rispon-
dono : « Pazienza, posso almeno mettere il
cuore in pace»; ovvero: «Meglio la fatalità
che l’infedeltà». Una signora esclamava: « Io
e mio marito viviamo come angeli ».
Del resto, sono gli stessi interessati a con-
fessarsi modificati, cioè peggiorati, nella sfera
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 105

sessuale in seguito all’ablazione delle tonsille.


Troppo evidente è questa sensazione soggettiva
in essi, perché, abilmente interrogati, riescano
a nasconderla. Chi più, chi meno, finiscono
tutti a cantare; ed il guaio è che, salvo eccezioni,
non cantan più da gallo, ma da capponi,
massime se operati precocemente. Ecco alcuni
casi gravi: «Se uno si trova come me dopo
l’operazione, potrebbe fare a meno di pigliar
moglie ». « Non so se a pigliar moglie ho fatto
bene o male. Forse era meglio tralasciare ».
« Ho rotto il fidanzamento per non ingannare
una brava ragazza, per non fare brutta figura».
Sposine novelle che piangono per l’impotenza
dello sposo, sapendone o sospettandone la
causa : « Altro che marcia nuziale ».
Tra gli innumerevoli episodi, ecco che cosa
dice un giovanotto dopo l’operazione: «Il
ballo mi piacerebbe ancora, ma se non mi
stancasse... e se provassi ancora il piacere di
una volta a stringermi fra le braccia una
fanciulla. Non vi trovo più gusto alcuno, mi
pare di stringere un fagotto ».
Vi fa riscontro la confessione di una signora,
alludendo ad un ballerino tonsillectomizzato :
« Ha un passo di tartaruga, senza vita. Un
ballo che raspa indietro. Mi fa ballare trasci-
nandomi in giro a stento, come un addormen-
tato... Nella conversazione, poi, è lento, senza
brio, senza costrutto. Non era così prima ».
106 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Con la moda della tonsillectomia si aprirà un


nuovo capitolo della psicologia e della lette-
ratura sessuale. Con la tonsillectomia è morti-
ficato l’istinto sessuale più nell’uomo che nella
donna. Abbiamo l’uomo meno maschio e più
vecchio; e la donna idem.
Ci limitiamo, per ora, ad osservare che, se
la tonsillectomia riduce l’uomo meno uomo,
non si può pretendere da lui una piena effi-
cienza di combattente e di lavoratore.
Gli episodi illustrati sono significativi.
Il soldato imbelle, il lavoratore fiacco, ecc.
ci fanno concludere che il senza tonsille fa
come può, quello che può...
Ma l’umana possa, dopo l’operazione, non
è più quella di prima, giacché ne è fiaccato il
dinamismo sessuale, come quello muscolare
e neuropsichico.
Con la menomazione della psicosessualità,
per mortificazione sessuale da mutilazione,
il senza tonsille ha minore felicità sessuale e
coniugale, talora mancata felicità, e così si
dica della felicità in genere, per la cronica
stanchezza propria del senza tonsille.
Nella vita sociale degli inglesi e degli ame-
ricani vi sono diverse sfumature che fanno pen-
sare alla componente tonsillare.
Per esempio: colà — cioè presso gli anglo-
sassoni — mai come in questa generazione
l’uomo si sostituisce alla donna nelle mansioni
casalinghe.
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 107

È una sfumatura propria dei senza tonsille,


alla quale corrisponde una maggior tendenza
delle donne a mettersi i calzoni.
Crediamo di avere, nel presente libro, illu-
strato sufficientemente la relativa infelicità
del senza tonsille. C’è da aggiungere le fre-
quenti sofferenze di vario genere che lo costrin-
gono a ricorrere ai medicinali di cui fa grande
consumo.
A questa luce ci spieghiamo l’articolo del
« Mùnchner Illustierten » del 12-6-54: «Stati
Uniti, il paese delle donne infelici ».
Anche l’Inghilterra è il paese delle donne
infelici. Bene lo descrive Bicknell.
Due sofferenze dei coniugi ci hanno partico-
larmente impressionato.
L’una, la sofferenza fisica e morale della
madre senza tonsille, che non riesce per stan-
chezza a soddisfare il marito, i figli e a prov-
vedere all’andamento della casa.
L’altra, soprattutto morale, del marito con
tonsille integre, ma con la moglie senza tonsille.
Il marito non riesce a intendersi con la moglie,
In quale sente in modo diverso e non ragiona
del tutto bene.
« L’incompleto sviluppo dell’utero nelle gio-
vani è estremamente comune», scrive Bicknell.
Ma perché non si fa una stat istica delle giovani
inglesi che sarebbero per due terzi senza
tonsille?
108 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Così dicasi dei matrimoni sterili di Chicago.


Cinquecentomila famiglie senza figli, su otto-
centomila, delle quali duecentomila con un
solo figlio. E’ di quest’anno — 1954 — l’arresto
di un avvocato del Canadà per la vendita alle
sterili coppie degli Stati Uniti di migliaia di
bambini col guadagno di due miliardi.
Il fenomeno dell’incompleto sviluppo del-
l’utero, noi l’abbiamo segnalato già nel 1937-
1940, nei riguardi soprattutto delle operate
di tonsillectomia prima dei sette anni.
Scrivevamo anche nei riguardi dei maschi:
« La tonsillectomia determina una devia-
zione di sviluppo: ipoevolutismo ed eunucoi-
dismo. Ora è opportuno precisare che la frase
« eunucoidismo da tonsillectomia » va presa
in senso piuttosto largo. Con il che intendiamo
precisamente dire che il tonsillectomizzato
ha sempre qualche nota di eunucoidismo-
ipogenitalesimo, quando non addirittura molte.
Cioè, per usare un’espressione alla portata di
tutti, egli si fa meno maschio o meno femmina,
secondo che appartenga, naturalmente, all’uno
o all’altro sesso ».
Ma la natura non vuole mezzi termini
per lo sviluppo individuale e sociale: o tutto
maschio o tutto femmina. Più o meno il senza
tonsille è un mezzo termine, è un sottosesso.
La scuola russa, esperimentando la tonsille-
ctomia su animali per alcune generazioni, dal
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 109

padre al figlio, al nipote, ecc., giunse alla


estinzione della razza.
In un suo articolo, pubblicato dalla grande
rivista medica « Jama », lo psichiatra americano
Barhash parla dei riflessi psichici dopo la ton-
sillectomia nel fanciullo e, più tardi, nell’adulto.
Chiude l’articolo (dell’agosto 1951) con
queste testuali parole: «Per molti di questi
ragazzi la tonsillectomia diventa una substitute
castration: una sorta di castrazione».
E’ naturale che ciò possa avvenire, essendo
in gioco lo sviluppo.
Per altro, secondo la nostra opinione, il
95% almeno dei fanciulli operati potevano
essere curati e guariti con altri mezzi e senza
operazione.

8. - Popoli senza tonsille


110 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Dal giudizio dell'italiana Pampanini


a quello di una francese
Gaetano Baldacci, sul Corriere della Sera
del 16 Luglio 1953, in una lettera da Parigi
a un’amica tedesca riporta:
« Posso dirvi una cosa, che forse v’interes-
serà: I francesi, in generale, non conservano
un cattivo ricordo dei tedeschi; della Germa-
nia forse sì, ma dei tedeschi no.
«Non è il caso di fare confronti con gli ame-
cani. Gli americani non sono europei e sono
troppo giovani, cioè non ancora smaliziati:
ecco tutto.
«Gli americani, vedete, hanno una sorpren-
dente incapacità di contatti umani; e questo
li isola; e l’isolamento li rende nervosi. Le
ragazze americane degli uffici vivono in una
solitudine agghiacciante; non riescono a farsi
degli amici fuori della loro cerchia; insomma,
non riescono a vivere a Parigi. Sono, gli
americani, per lo più dei timidi; ma i francesi,
di vecchia esperienza, diffidano della timidezza,
perché la timidezza può generare la crudeltà.
I giovani americani, che vengono a Parigi
come intellettuali e frequentano Saint-Germain,
sapete a che cosa si dedicano? Alla pittura
astratta, che è vecchia di mezzo secolo almeno,
e ha fatto il suo tempo, in Europa; ma sapete
perché vi si dedicano? Non per estro e furbizia,
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 111

come Miro, lo spagnolo, ma, semplicemente,


perché gli americani hanno paura della realtà.
Con le donne, poi, non ci sanno assolutamente
fare; e questa è una cosa, voi lo capite, che
in una società come la francese riesce addirit-
tura insopportabile. Si ricordano ancora quei
vostri soldati che si dedicavano alle cameriere,
ma, appena conosciutele, mostravano loro la
fotografia della famiglia, per far capire che
erano buoni figlioli... ».
Trentacinque anni fa, 1918-19, Wilson era
a Parigi. I parigini e anche le parigine erano
entusiasti dei soldati americani, che non erano
decimati dalla moda della tonsillectomia. Ora
invece...
C’era allora, è vero, la componente politica
— Wilson-Clemenceau — ma c’era pure la com-
ponente tonsilla.
Tutto sommato, la Pampanini vede e giudica
l’uomo un po’ come un gallo che vola per
l’aere dal desìo portato. Da ciò la sua mezza
delusione nei confronti degli americani defi-
cienti di psicosessualità: iposessualità fìsica
e psichica.
Già nel 1937, noi scrivevamo: «Fra i senza
tonsille difficilmente si trovano dei seduttori,
degli atleti, degli alpinisti. Se ve ne fossero...
per sbaglio, non sarebbero dei Don Giovanni
da salotto, né guerrieri da reparti d’assalto
in campo aperto ».
112 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Con Piero Ottone, « Corriere... 26-6-54 », fac-


ciamo nostro il giudizio del sarto londinese
sulle nuove tendenze dei giovani brillanti che
si contendono le modelle : « Sono casi insulsi
che sentono il bisogno di avere una ragazza
bella e vistosa per sentirsi importanti ».
Ed a proposito di modelle indossatrici e
di modelli indossatori, secondo la nostra decen-
nale osservazione sulle modificazioni morfolo-
giche del soma, da tonsillectomia, i senza
tonsille acquistano maggiore disposizione a
fare da modello.
Secondo le nostre indagini il giudizio della
Pampanini corrisponde al giudizio che, in gene-
re, le nostre donne dànno dei senza tonsille e
cioè che essi hanno un po’ del bambo, espres-
sione bergamasca che è difficile rendere in
italiano nel suo vero significato.
Possiamo aggiungere qualche cosa di più,
sia per gli uomini che per le donne, e preci-
samente: i senza tonsille non soffrono di
gelosia, hanno scarsa capacità di reazione.
Per usare la parola di Giuseppe Grieco
(v. la rivista Grazia di Milano, 16 Maggio 1954).
L’asportazione delle tonsille avrebbe come conse-
guenza una notevole mortificazione sessuale del soggetto
operato.
Naturalmente il fenomeno gelosia è strettamente
legato all’attività sessuale per cui, agendo sulla base,
si agisce anche sulle manifestazioni periferiche.
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 113

Il guaio però, secondo noi, si è che si agisce


anche su altre manifestazioni periferiche della
psiche, in senso peggiorativo, memoria, corag-
gio, giocondità, dinamismo, ed energia dello
spirito.
Maria Luisa Fehr, in un articolo « La gelo-
sia» apparso su L’Italia di Milano (28 Novem-
bre 1953), scrive: «Ma della gelosia sono state
fatte infinite diagnosi e consigliati centomila
rimedi; qui vogliamo parlare del contrapposto
della gelosia; la mancanza assoluta di essa.
E’ un sentimento molto moderno e molto...
elegante che si riscontra specialmente nelle
classi elevate (o dette tali) ».
Nessuno, forse, meglio di una donna può
intendere e parlar di gelosia.
Ci siano però lecite due osservazioni: Maria
Luisa Fehr probabilmente, come del resto gli
psichiatri in genere, tra i centomila rimedi
della gelosia non conosce quello dell’asporta-
zione delle tonsille, rimedio proclamato « por-
tentoso » da Candido, appena n’ebbe sentore.
In secondo luogo, esatta e molto fine ed
acuta l’asserzione di un sentimento moderno
ecc.
E’ naturale. Secondo noi questo sentimento
è sorto con la moda della tonsillectomia e,
vedi sfumatura, specialmente nelle classi ele-
vate, che ne furono le prime e più forti vittime.
114 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Queste vanno però accorgendosi che i fan-


ciulli, con l’operazione, invece di diventare
balilla diventano balucchi... giacché..., secondo
noi, nella vita intesa come lotta, i semicapponi
sono i senza tonsille, sia pure con qualche
eccezione.
Ciò risulta in combattimento, sul lavoro,
nei rapporti con la donna, nella lotta per il
pane quotidiano. Trattasi, per usare la parola
di Prezzolini, d’una semicapponatura psichica,
quale si osserva già bene nel bambino.
Da coraggioso e audace, il bambino tonsil-
lectomizzato si fa pauroso. Più tardi assume
una caratteristica facies foeminea, faccia da
donna, che si mantiene, poi, evidente, sia nel
giovane che nell’adulto: un abitus foemineus
anche psichico, rilevabile dagli stessi profani...
e poco gradito alle dolci metà degli interessati.
Chiudiamo con una lettera della rivista
« Esquire », alla quale avevamo segnalata la
nostra opinione sul giudizio della Pampanini,
nei confronti degli uomini americani.

ESQUIRE
488 Madison Avenue 20 Novembre 1953
New York 22. N. Y.

Caro Dr. Calderoli,


Grazie della recente lettera e del vostro interesse per la
rivista « Esquire ». Ci dispiace che la nostra risposta sia
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 115
stata differita. Troviamo molto interessanti i vostri commenti
ed apprezziamo vi siate presa la briga di esprimere la
vostra reazione al contenuto della rivista.
Sfortunatamente possiamo pubblicare soltanto pochissime
delle molte lettere ricevute; comunque, limiti di tempo e di
spazio permettendolo, pubblicheremo le vostre lettere in un
prossimo numero dell' « Esquire ».
Cordialmente Al a n Ne u m a n

La lettera era in risposta alla nostra qui


sotto riportata:
Bergamo 1-9-1953
Direzione Rivista « Esquire »
Sulla rivista « Esquire » del giugno 1953 abbiamo letto
l’intervista con Silvana Pampanini, la quale ha espresso
il suo giudizio sugli uomini americani.
Da 17 anni, noi facciamo ricerche sui senza tonsille
ed abbiamo riscontrato che la tonsillectomia incide sulla
psiche e sulla sessualità dell’uomo e della donna.
Per quanto riguarda l’uomo, accludiamo l’unito opusco-
letto: « Così combattono... », che si riferisce al libro del
Generale S.L.A. Marshall « Men Against Fire » ed al libro
del medico Dr. Bicknell « The English Complaint » ed
infine al giudizio della Pampanini sugli uomini americani.
Per quanto riguarda la donna ci viene in questi giorni
in aiuto, il Kinsey il quale scrive: «Il costume sessuale degli
americani ha subito un cambiamento rivoluzionario subito
dopo la prima guerra mondiale, sotto la spinta di vari
elementi sociali e psicologici». Le sue statistiche registrano
un radicale mutamento di condotta tra la generazione
dell’anteguerra e quella del dopoguerra.
E' naturale secondo noi. La generazione del dopoguerra
è stata privata di tonsille, più del 50°/o. Ecco il nuovo ele-
mento sociale e psicologico.
Con ossequio.
116 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Il dilemma interrogativo di Zweig

Togliamo dal libro di Zweig — pag. 68 — 5°


Capitolo: «L’operaio nella sua vita familiare».
Di nuovo io mi domando: come mai tra i lavoratori
celibi ho trovato una così alta percentuale, c redo almeno
uno su quattro, che, o non si « preoccupò » mai di donne
o che, dopo i trent’anni o giù di lì, condusse una vita
completamente casta ?
Molti uomini mi confessarono: « Il sesso non mi preoc-
cupò mai », « N on ebbi mai alcun interesse per il sesso o
per le donne », « Nella mia vita sono stato pienamente
felice senza una sola donna » oppure « È molto tempo che
non mi occupo più di ciò ».
Alcuni di essi erano effeminati, altri emaciati e denu-
triti, ma la maggior parte erano uomini dall’aspetto sano
i quali potevano a ncora oppormi che « il sesso è un affare
molto sopravvalutato » o che « il sesso è in gran parte
frutto d’immaginazione ». Altri sostennero che il sesso
è una cattiva abitudine, come il bere o il giocare d’azzardo,
che vi afferra ma che non ha niente in sé.
Costoro nacquero iposessuali, emozionalmente o fisi-
camente, oppure il loro sesso è stato ucciso da un iper-
controllo esercitato troppo a lungo? Non lo posso dire.

Lo possiamo dire noi, sapendo che una metà


degli anglosassoni sono senza tonsille. La
Pampanini intuisce e giudica, Zweig rileva e
interroga. Noi rispondiamo: è il quadro dei
senza tonsille nella loro mortificazione sessuale.
COSÌ CON LA DONNA - SOTTOSESSO... 117

Più oltre Zweig scrive: « Io credo che essi


siano fortemente egoisti e narcisi. Il senso di
inferiorità è molto comune tra gli operai che
temono i nuovi doveri e le non conosciute
responsabilità.
« Molto spesso è da ciò la malavoglia di pren-
dere moglie». Questo senso è proprio dei senza
tonsille, specie nella sfera sessuale.
Osserviamo :
1) Lo Zweig ha trovato uno su quattro,
il 25%, degli operai inglesi deficienti dal lato
psicosessuale. Noi, nei senza tonsille, abbiamo
riscontrato che sono la grande maggioranza,
con sbandamento psichico più o meno evidente.
Vi sono casi in cui lo sbandamento psichico è
spesso tanto pronunciato da richiamare l’atten-
zione dei profani.
Da questo lato vi è tutta una gamma:
dalle forme leggere a casi éclatants. Per lo più
la menomazione è permanente. I senza tonsille
non sentono o sentono meno.
2) Dal lato fìsico Bicknell, accennando pure
al sottosesso, ha riscontrato stanchezza cronica.
Noi abbiamo rilevato che la facile stanchezza
è il fenomeno più generale e più costante,
adinamia, noia, spossatezza, desiderio di quiete,
di riposo, di sonno, come nel vecchio; con
tutta una gamma di gradazioni, di intensità
e saltuarietà.
118 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Anche qui vi sono eccezioni con episodi


eloquenti. Per esempio, taluni lavoratori con-
servano ancora forza di potenza e resistenza,
così che si può stabilire tra essi un parallelo
simile a quello che si può fare tra bue e toro.
Il bue pure ha ancora potenza e resistenza.
3) Un’alta percentuale, poi, dei senza ton-
sille, 70%, presentano il quadro del malessere
di Bicknell. Sono alle prese coi medicinali,
specie nei periodi di crisi, di dolori, astenia,
tristezza, disturbi addominali per lo più a
carattere stagionale. Molti, infine, nei primi
anni dopo l’operazione, soffrono di arsura,
secchezza alla gola e anche crisi di sete.
Spetta ora ai clinici il compito di vagliare
questa varietà di quadro morboso (Franchini)
nelle sue diverse sfumature, quadro per lo
più ignorato o trascurato, mentre i parenti
spesso dicono del tonsillectomizzato: «Ne ha
sempre una ».
e la donna ?...

Fisiologia e clinica portano ad ammettere


un’intima relazione fra tonsille e ovaie. Ne
sono prova i risentimenti alla gola che spesso
le fanciulle palesano con l’approssimarsi della
pubertà e delle prime mestruazioni. Consi-
derando la donna nel suo ciclo sessuale, dalla
pubertà al climaterio, non possiamo fare a
meno di ammettere che durante simile periodo
essa va sottoposta assai più dell’uomo a disturbi
di gola ed a malattie delle tonsille. Quante
volte, infatti, non ci è capitato di osservare
un’angina tonsillare quale preannuncio abituale
dell’approssimarsi delle mestruazioni? Quante
donne non si sono presentate a noi per opera-
zioni alla gola mentre erano in gioco le mestrua-
zioni stesse?
Il processo mestruale non è un qualsiasi
120 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

fenomeno che faccia parte a sé: investe tutto


l’organismo, dando talora luogo, come appunto
s’è visto, ai noti disturbi di gola. Intervenendo
sulla gola, trascurando il resto, s’ignora o si finge
d’ignorare che fra tonsille e ovaie esiste una
correlazione endocrina, che non può essere
disturbata impunemente. E’ precisamente la
concomitanza fra mestruazioni e disturbi alla
gola che si è imposta alla nostra attenzione
di operatori, aprendoci gli occhi sull’intimo
nesso endocrino esistente tra essi e che, al
pari di un delicato congegno d’orologeria, non
può essere toccato da mano incauta senza
grave pericolo.
Fenomeni di risentimento alla gola, di ori-
gine, per così dire, sessuale, non poche donne
ne rivelano anche all’inizio della gravidanza;
il che conferma, a sua volta, l’intimo nesso
fra ovaie e tonsille. Ne volete, per così dire,
una controprova? Eccovela in quelle giovani
che guariscono di taluni disturbi di gola col
matrimonio, mentre accusano altri disturbi,
pure alla gola, le donne private di ovaie.
A conferma, poi, di simile legame è da rilevare
che le malattie della gola, le affezioni tonsillari,
sono accompagnate da riflessi, da risentimenti
delle ovaie, del sistema genitale della donna.
Angine accompagnate da dolori ovarici, oppure
seguite da mestruazioni estemporanee, da leu-
correa, da dismenorrea, ecc.
E LA DONNA?... 121

Che in seguito a tonsillectomia si abbia nella


donna una disfunzione ovarica, lo possiamo
desumere dalle frequenti alterazioni mestruali,
sia di durata che di quantità.
Avremmo riscontrato nelle nostre indagini:
1) che nelle fanciulle tonsillectomizzate è
frequente la leucorrea avanti la comparsa della
prima mestruazione.
2) che nelle giovani tonsillectomizzate son
frequenti le mestruazioni precedute da leu-
correa, per lo più leggera, quasi inavvertita,
salvo eccezioni.
3) che spesso la leucorrea disturba le ton-
sillectomizzate nel periodo intermestruo ed
anche durante la gravidanza.
4) che la leucorrea è frequente nei soggetti
ipotonsillari.
Non sono poche le madri che se ne preoccu-
pano ; che talvolta, anzi, se ne spaventano non
sapendo a che attribuire il fenomeno di sì
copiose perdite bianche da parte delle loro
figliuole. E noi potremmo citarne non poche e
aggiungere che si tratta, per lo più, di soggetti
timolinfatici.
Ingenuo, peraltro, sarebbe pretendere che
la bambina o la fanciulla tonsillectomizzate
si presentassero menomate nella sfera sessuale
con la stessa evidenza che abbiamo vista nel
maschietto — priapismo fisiologico —.
Differenza morfologica dei genitali a parte,
122 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

basterebbe, nel maschietto, la scomparsa del


priapismo a richiamare la nostra attenzione
sulle dannose conseguenze quasi immediate
della tonsillectomia. Non potendosi parlare
di priapismo delle bambine, è chiaro che in
esse la precoce mortificazione dell’istinto ses-
suale si rivela con più lentezza e, vorremmo
dire, con più vaghezza. Ma si rivela tuttavia
anche in esse. Certe alterazioni di umore, certa
inclinazione alla tristezza e al pianto ; una
sorta di svogliatezza, e, più ancora, la comparsa
delle perdite bianche sono indice di sessuale
alterazione. Che se poi riflettiamo sulla
sterilità di alcune donne, maritate da 15-20
anni, affette da utero infantile, da tonsillectomia
subita avanti la pubertà, non rimane più traccia
di dubbio sull’influsso dell’asportazione delle
tonsille anche nelle bambine e nelle fanciulle,
come nei maschietti.
Ci vengono, del resto, anche qui in aiuto le
loro madri stesse, affermando che in seguito a
tonsillectomia le loro fanciulle fra i 12 e i 14
anni non presentano poi quelle note di femmini-
lità, intese nel significato più complesso della
parola, che sono immancabili nelle loro coeta-
nee in possesso delle rispettive tonsille.
Testimonianze corroborate, purtroppo, dalla
confessione delle giovani interessate circa lo
sviluppo del proprio seno; che si direbbe
subisca un arresto, una deviazione, non pre-
E LA DONNA?... 123

sentandosi più turgido e sodo, ma piuttosto


flaccido e cascante.
Non possiamo fare a meno, a questo punto,
di rapportarci a quanto abbiamo già esposto
nel nostro primo studio in materia, dal titolo:
« Il problema tonsillare è problema demografico».
A loro volta le giovani tonsillectomizzate —
scrivevamo allora — ci hanno palesato:
а) prima di tutto, per la deviazione dello
sviluppo, una diminuzione di fascino, cioè
di attrattività.
b) intorpidimento dello spirito di seduzione.
c) diminuita sensibilità alle galanterie ed ai
corteggiamenti.
d) stanchezza e noia negli amoreggiamenti
convenzionali.
Sorprendente, ma vera e piena di significato,
è la dichiarazione di talune giovani operate
sui 18-20 anni.
— Una volta i giovanotti mi piacevano;
ora non più. Mi sono indifferenti; mi dànno
noia e fastidio.
— Perché allora ti sposi ?
— Perché così fan tutte ; poi perché mi metto
a posto.
Non si sorrida di queste schiette espressioni.
Si rifletta piuttosto che, se ci sono matrimoni
di convenienza, ci sono fidanzamenti... di con-
venzione. Fidanzamenti artificiosi, che o vanno
in fumo o si risolvono in un guaio; nel quale
124 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

secondo caso il matrimonio, ingiustamente


definito da uno scienziato straniero «egoismo
in due » — ingiustamente perché il matrimonio
è la quintessenza dell’altruismo sociale — si
tramuta in un accoppiamento infelice e spesso
infecondo.
In simili fidanzamenti, chi ha buon gioco,
in genere, è la donna, cui riesce più naturale il
rappresentarvi la parte passiva: non parago-
nabile, però, a quella simbolizzata dall’edera
ed espressa dal motto famoso: « Ove mi attacco
muoio ». Se la donna è sessualmente frigida
per mortificazione da tonsillectomia, potete,
comunque, essere sicuri che non la scalderà
più nessuno; che si ridurrà in cenere nello
sforzo di ardere... s enza ardore — ci si conceda
il gioco di parole — ma non si scalderà in alcun
modo, per impegno che vi metta il fidanzato.
Non si scalderà né stando vicino a lui, né
ballandogli insieme, né dandosi a letture ero-
tiche. Potrà lusingarla, il fidanzato, nell’amor
proprio : non riuscirà ad ottenere che dei pallidi
sorrisi, delle deboli carezze o dei baci insipidi.
Torpida d’espressione, lenta di movimenti,
pigra d’iniziativa, incantata, fiacca, stanca,
per nulla sollecita del proprio abbigliamento,
della propria estetica, la tonsillectomizzata
veramente tipica, cioè sessualmente frigida,
è davvero una statua viva, che ha le stesse
venature del marmo pregiato, ma non è molto
E LA DONNA?... 125

più sensibile di esso. Frigida, dunque, e insensi-


bile. Casta, perché senza desideri; virtuosa,
perché gelida.
Questo, naturalmente, il ritratto del tipo,
per così dire, estremo. Non si vuol con ciò
affermare che sian tutte così. Ma sta il fatto
che ve ne sono e per loro confessione stessa.
Spesso, infatti, maritate, non hanno avuto
figli; il che non deve meravigliare se si riflette
che sono, purtroppo, contraddistinte da dia-
gnosi ostetrica di utero infantile, di genitali
esterni poco sviluppati, di ipoplasia mammaria.
Donde ci sarà lecito argomentare, specie se
si tenga conto dei vari disturbi, fra cui non
rara la leucorrea, conseguenti alla tonsillec-tomia,
che questa operazione, soprattutto se
praticata su bambine avanti i 7 anni, influisce
sullo sviluppo del sistema genitale femminile
(utero infantile).
Ciò, del resto, è, per così dire, simmetrico
di quanto avviene ai maschi operati nelle
prime età e affetti pertanto da ipogenitalesimo,
con note di eunucoidismo.
E’ ovvio che la tonsillectomia non può
disturbare, nella donna, lo sviluppo del sistema
genitale, se questo sia già compiuto; ma è
altrettanto vero che anche in tal caso ne altera
la maturazione, limitandone la funzione.
Le tonsillectomizzate nella prima età, ad ogni
buon conto, quando non sono sterili, tardano ad

9. - Popoli senza tonsille


126 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

avere figli; e ve n’è fra esse che sentono così


poco la maternità, da confessarlo.
« Tota mulier in ovario, in tyroidea». Possiamo
aggiungere : « in tonsilla ».
Altri più o meno gravi inconvenienti che
accompagnano la tonsillectomia sono inerenti
alla gravidanza, la quale si complica non infre-
quentemente di vomiti e aborti, oppure di
parti con inerzia uterina, soprattutto nelle
primipare.
Dal lato psichico la donna, anche giovane,
perde molto della gioia della vita e della capa-
cità di sostenere lo spirito dell’uomo e della
famiglia.
E LA DONNA?... 127

Tota mulier in ovario


in tyroidea et in tonsilla

Le suore, prima ancora dei medici, si sono


accorte, osservandole, delle conseguenze non
tutte piacevoli della tonsillectomia.
Conosciamo tre Istituti di suore, i quali
non accettano più come novizie le giovani, se
operate di asportazione delle tonsille.
Ci dissero le suore: « In genere, le operate
sono fiacche, dopo l’operazione presentano
alterazione di carattere, oltreché di senti-
mento ».
E questo giudizio corrisponde a quello di
molte donne, di molte madri.
Poiché la tonsillectomia, oltre che sul fisico
e sulla psiche, incide sulla sessualità anche
della donna, viene a proposito Kinsey.
Sul Corriere (d' Informazione del 7 Settem-
bre 1953, Ugo Stille, in un articolo da Nuova
York « Gli americani in allarme per la bomba
K di Kinsey » scrive : « Kinsey, partito con
l’idea di una statistica puramente zoologica del
128 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

comportamento umano, finisce coll’annunciare


che il costume sessuale degli americani ha
subito un cambiamento rivoluzionario subito
dopo la prima guerra mondiale, sotto la spinta
di vari elementi sociali e psicologici. Le sue
statistiche registrano un radicale mutamento
di condotta tra la generazione dell’anteguerra
e quella del dopoguerra ».
Nel radicale mutamento ha la sua compo-
nente — elemento sociale e psicologico — la
moda della tonsillectomia, della quale è vittima
la generazione del dopoguerra, nella propor-
zione del 50% e forse più.
Kinsey ha esaminato cinquemila uomini
e circa seimila donne (precisamente 5940).
La popolazione degli Stati Uniti è di 160
milioni. Ha esaminato uno su dodicimila
americani. Sarebbe interessante sapere quanti
degli esaminati sono senza tonsille.
Nelle nostre pubblicazioni — 1937-1940 —
ci siamo occupati dell’alterazione della sessua-
lità nella donna in seguito a tonsillectomia,
e, senza entrare in particolari, siamo venuti
alla conclusione che in genere la donna non
è più la donna di prima : è alterata nella psiche,
come dicono le suore e le madri, e nella sessua-
lità, come ci fu dato di riscontrare. Un dato
a favore di Kinsey.
Quanto alla donna avremmo parecchio da
dire per il frequentissimo indebolimento psi-
E LA DONNA?... 129

chico e fisico consecutivo alla tonsillectomia,


ma vi rinunciamo... anche per cavalleria.
L’abbiamo del resto già riassunto con l’e-
spressione : « Donna senza tonsille, donna flo-
scia, con scarsa femminilità, salvo sempre la
debolezza del sesso e salvo sempre le debite
eccezioni ».
Avendolo segnalato al Kinsey, nel dubbio
non ne abbia tenuto calcolo nelle sue più che
quarantennali ricerche, n’abbiamo avuto in
risposta la seguente lettera:

Indiana University
Bloomington - Indiana 16 Ottobre 1953
Istitute for sex research

Caro Dr. Calderoli,


Abbiamo (ricevuto) la vostra lettera del 19 settembre.
Grazie del vostro interessamento per la nostra ricerca sul
comportamento sessuale umano.
Apprezziamo che dedichiate tempo per fornire dati e che
pensiate al nostro scritto. Saremo lieti di tenerne conto nel
continuare la nostra ricerca.
Non abbiamo ancora ricevuto le due pubblicazioni che
menzionate, ma saremo lieti di esaminarle quando arri-
veranno. Siete veramente buono nel pensare a noi in questa
circostanza.
Al f r e d Kin s e y
130 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Riportiamo qui sotto la nostra lettera inviata


a Kinsey:
Bergamo, 19 Settembre 1953
Prof. Alfred Kinsey,
noi, dal 1935 sino ad oggi e in 18 anni abbiamo osservato
circa ventimila senza tonsille ed abbiamo riscontrato che
la sessualità, sia dell’uomo che della donna, viene alterata
dalla tonsillectomia.
Per quanto riguarda l’uomo, accludiamo l’opuscolo
«Così combattono...», che si riferisce al libro del Generale
S.L.A. Marshall « Men Against Fire » ed al libro del
medico Dott. Bicknell « Il male inglese», ed infine al giudizio
della Pampanini sugli uomini americani.
Per quanto riguarda la donna, ci viene in aiuto quanto
Lei scrive e, cioè, che il costume sessuale degli americani ha
subito un cambiamento rivoluzionario sùbito dopo la prima
guerra mondiale sotto la spinta di vari elementi sociali
e psicologici.
Le sue statistiche registrano un radicale mutamento di
condotta tra la generazione dell’anteguerra e quella del
dopoguerra.
E’ naturale, secondo noi: la generazione del dopoguerra
(1914—1919) è stata privata di tonsille, forse più del 50°/o,
negli Stati Uniti e più ancora in Inghilterra.
Ecco il nuovo elemento sociale e psicologico.
In pacco separato, raccomandato, Le mandiamo in
omaggio le nostre due prime pubblicazioni:
1937 - 1° - Il problema tonsillare è problema demo-
grafico.
1940 - 2° - Il problema tonsillare è problema sociale
e di razza.
In esse abbiamo raccolto le nostre osservazioni su tremila
casi, proseguite dal 1940 ad oggi, su circa ventimila casi.
Con profondo ossequio
Dr. Gu id o Ca l d e h o l i
E LA DONNA?... 131

Più tardi, avendo potuto avere il libro del


Bicknell, scrivemmo al Prof. Kinsey.

Prof. Alfred Kinsey


Indiana University
Bloomington

Caro Professore,
in questi giorni abbiamo letto il libro del Dr. Franklin
Bicknell « The English Complaint », pag. 120 Editor,
William Heinemann - London. Il quadro nosologico dei
senza tonsille corrisponde in pieno a quello dato dal Dr.
Bicknell nel suo « The English Complaint » specie quando
a pag. 6 e 7 egli scrive:
« La castità era importante quando il sesso normale
doveva essere s ocialmente cont rollato: ora, sesso subnormale,
la castità non ha più alcun valore.
« Siamo dunque d'accordo che noi siamo stanchi, malati,
scadenti lavoratori e iposessuali ».
Ci siamo permessi questa segnalazione che conferma,
accanto ai nostri, il risultato dei Suoi studi « On Human
Sex Behaviour ».
Coi migliori auguri pel nuovo anno,
Dott. Gu id o Ca l d e r o l i
132 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Riportiamo da Corriere d’Informazione del


14-15 Aprile 1954:

UN KINSEY ITALIANO
« Perché — domanda il signor P. N. di Mantova —
da noi i rapporti tra l’uomo e la donna non vengono
studiati statisticamente e con rigore scientifico come in
altri Paesi, specialmente in America? Parlo dell’ormai
famoso rapporto del dottor Kinsey il quale ci ha fatto
conoscere tante verità e ha messo il dito su tante piaghe.
Noi, in genere, questi studi, i quali sono estremamente
seri ed importanti, li reputiamo ciarlatanerie, e ci ridiamo
su, e se leggiamo libri come quello di Kinsey li leggiamo
per pura curiosità, cercandovi la nota piccante. Non ci
sono in Italia scienziati e studiosi capaci di un esame
approfondito dei rapporti fra i due sessi? Mancano loro
forse i mezzi per una lunga e coscienziosa indagine ? »
Ce ne sono anche da noi. Probabilmente mancano
loro i mezzi, ma, più che altro, manca, o almeno non è
così urgente e imperioso, il motivo per una indagine
simile. Questa, in alcuni Paesi, è stata consigliata dalla
osservazione di alcuni preoccupanti segni: il predominio
della donna sull’uomo, iniziativa maschile scarsa se non
quando intervenga l’alcool, tendenza femminile ai
circoli e ai ritrovi da cui è escluso l’uomo, accettazione da
parte di questo di sbrigare i lavori che da noi vengono
detti donneschi, eccetera eccetera. E s’è voluto, perciò,
studiare le cause di questi fatti. Da noi non si è ancora a
questo punto. Né abbiamo bisogno di ricorrere all’alcool,
né laviamo volentieri i piatti. Per cui non c’è ancora
bisogno di un dottor Kinsey.
Mo s c a
E LA DONNA?... 133

Scrivemmo a Mosca che purtroppo se con-


tinua l’attuale moda della tonsillectomia ci
sarà bisogno anche in Italia di un Kinsey.
Noi nelle prime pubblicazioni abbiamo toc-
cato l’argomento, naturalmente con una certa
riservatezza. Non tutto si può, come fa Kinsey
sciorinare in pubblico. E’ per questo che ci
sono i processi a porte chiuse. La Chiesa, poi,
madre di prudenza, vuole che certi argomenti
siano trattati solo in lingua latina, e riservati
alle persone adatte.
In un articolo intervista su La Stampa,
di Torino (4-5-1954), il prof. Pellegrini, Diret-
tore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Uni-
versità di Padova, così si esprime:
« I giovani d’oggi non amano. Stanno molto
assieme, ma non si amano... »
L’articolista Alfredo Todisco commenta: «Al
tempo d’oggi l’amore è in declino, forse in
pericolo ».
Una signorina milanese poi: « I nostri gio-
vani preferiscono incontrarsi non a due, ma
a varie coppie, a due, a tre. Si direbbe che
temono di dovere stare soli con una ragazza,
e gli appuntamenti si prenotano a gruppi. Lo
sa perché? Perché in tanti ci si annoia meno ».
Perché, commentiamo noi, vi è mancanza
di coraggio, di naturale e normale gelosia, di
psicosessualità equilibrata. Donde la noia e il
fastidio. Ciò l’abbiamo illustrato nel nostro
134 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

volume 1940: « Il problema tonsillare è pro-


blema sociale e di razza ».
Il giovane senza tonsille, mortificato dalla
mutilazione, sente meno: sente poco... anche
il pudore. Non sente la gelosia.
Tipica quella mamma, che confessa: «Non so
come farà alle prese con la fidanzata, se la
farà ».
« Insegnami a conoscere una signorina e
come si fa a parlarle... ». Ecco la domanda di
senza tonsille ai coetanei.
« Mi piacerebbe... ma poi mi annoio, non
so... »
Sarebbe interessante una inchiesta, una sta-
tistica in proposito, giacché nel fenomeno che
si riferiva a studenti denunciato da Pellegrini
e dalla signorina milanese è in gioco la com-
ponente tonsillare.

7 Gennaio 1954
I11.ma Direzione del Daily Mirror
Geraldine House
London E.C.4

Da giornali italiani (« L’Italia » 3-1-1954) apprendo


polemica « Perché gli inglesi non amano il lavoro ».
A mio parere la causa principale sta nel fatto che, secondo
la statistica, la maggior parte degli inglesi, dai 15 ai 40
anni, sono senza tonsille.
I senza tonsille per usare l'espressione del Dr. Bicknell
a pag. 7 del suo libro « The English Complaint », possono
E LA DONNA?... 135
dire: « We are tired, ill, working badly and undersexed ».
Accludo tre piccole pubblicazioni in proposito.
Una delle cause della decadenza dello sport (del calcio ecc.)
si deve ricercare proprio nella moda della tonsillectomia.
Cosi si spiegano pure i risultati degli studi del Prof.
Kinsey in U.S.A. (mutamento in « Human Sex Beha-
viour »).
Il Prof. Kinsey ci ringraziò della segnalazione ed ora
legge le nostre pubblicazioni del 1937-1940.
Così si spiega V intervista di Silvana Pampanini sulla
rivista « Esquire » del giugno-agosto 1953, e come in essa
abbia giudicato gli americani sotto i 40 anni « undersexed ».
La direzione della rivista ci ringraziò e la nostra lettera
di segnalazione dovrebbe apparire nei prossimi numeri.
Cosi si spiega « The English Complaint » del Dr. Bick-
nell, al quale abbiamo scritto in questi giorni.
Nella fiducia che il suo giornale contribuirà a fare luce.
Dev.mo
Dr. Gu id o Ca l d e r o l i

Il giornale rispose ringraziando della segna-


lazione e che, possibilmente, ne avrebbe accen-
nato sulle sue colonne.
conclusione e recensioni

Conclusione. In attesa di ulteriori sviluppi


della questione, chiudiamo, richiamandoci alle
nostre comunicazioni, fatte nei tre primi Con-
gressi di Medicina Sociale. La medicina sociale
è figlia della clinica.
1950 - Milano : « La questione sessuale nei
giovani senza tonsille » (Alterazione della
sessualità).
1951 - Genova: «Osservazioni sui lavora-
tori senza tonsille » (Indebolimento fisico).
1952-Torino: «La tonsillectomia nei riguardi
dell’igiene mentale dell’età evolutiva » (Inde-
bolimento psichico). Tutto sommato nei senza
tonsille abbiamo il sottosesso.
La natura non vuole i mezzi termini, ma
lo sviluppo di qualità veramente maschili o
veramente femminili.
138 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Il generale Marshall e la Pampanini con-


cordano, convengono, nel denunciare il mezzo
termine, senza tonsille, sia nel combattimento
che nella conquista della donna. Zweig si
meraviglia e pone un dilemma.
In armonia con loro i Dr.i Bicknell e Zweig
ne danno la spiegazione nel malessere di cui
soffre il sottosesso.
Una riflessione. Vale la pena di soffermarsi
a ripensare allo stato psichico dei soldati di
Marshall in combattimento; al male inglese di
Bicknell, male che affligge una popolazione
nell’età migliore in gran parte senza tonsille;
e in modo particolare al giudizio della Pam-
panini sui giovanotti e uomini americani di
belle speranze.
L’intuito della donna è prezioso.
Così una madre : « Non voglio fare operare
mio figlio; quello della mia vicina, dopo l’ope-
razione, è diventato bambo ».
Le madri si allarmano per la figlia operata:
« Non ha il sentimento giusto ».
Infine le suore che non vogliono come novizie
le ragazze operate.
A proposito del concorde giudizio delle donne,
suore, madri, spose e mondane calza la sen-
tenza di Nabucodonosor « La cosa più forte
al mondo è la donna ». E noi, anche per cavalle-
ria, ci associamo cavando il cappello.
Intuito concorde e convergente, e non solo
CONCLUSIONE E RECENSIONI 139

per i fanciulli e per le ragazze, ma anche per i


signori uomini.
Ripensando a tutto il quadro individuale e
sociale delle conseguenze della tonsillectomia,
viene spontanea una domanda : « Le tonsille
hanno funzione endocrina specialmente sulla
psiche? »
Da tutto l’insieme parrebbe di sì.
E invero la mentalità del senza tonsille
s’avvicina molto a quella dell’eunuco, che non
soffre scosse per forti passioni, per forti stimoli
o sensazioni.
Perché non sente, soprattutto per la morti-
ficazione sessuale.
Solo in sesso normale ha valore la castità.
In un « sottosesso », come l’eunuco e in parte
il senza tonsille, ha minor valore. Tra l’altro,
ambedue hanno attutito il senso del pudore,
perché non sentono o sentono meno.
Per sensibilia ad intellettualia e ci viene in
mente il filosofo Origene, che, per essere più
casto, si fece castrare, ma decadde intellet-
tualmente.
Ha ragione Prezzolini. In una lettera dal-
l’America — 1952 — parla di semicapponatura
psichica dei senza tonsille, i quali, più o meno,
si fanno estranei agli avvenimenti umani,
diventano più o meno indifferenti, si lasciano
trasportare come gregge e sempre hanno un
orizzonte ristretto della vita.
140 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

Marshall un Generale, Bicknell un medico,


Zweig un sociologo, Kinsey uno zoologo, hanno
rispettivamente rilevato i seguenti fenomeni
sociali, che diremmo paralleli:
mancato, scarico collettivo delle armi-,
facile stanchezza da malessere con minor
rendimento;
maggiore sete dell' operaio britannico;
mutamento radicale nel comportamento ses-
suale;
fenomeni in cui, secondo la nostra opinione,
la componente tonsillare ha un ruolo impor-
tante.
Spetta ora ai clinici, psichiatri, ecc., studiare
a fondo il curriculum dei senza tonsille, per
districare la matassa, argomento di medicina
sociale.
Per conto nostro, se può essere rischioso
trarre conclusioni nel campo sociale, non è
però prematuro un monito, essendovi nel mondo
civile cento milioni di senza tonsille. La moda
della tonsillectomia, tutto calcolato, è una
moda barbara, una piaga sociale.
Nonostante lo sviluppo della psicologia, psi-
cotecnica, psicoanalisi, ecc., per ragioni sia
politiche che sociali, l’umanità si avvia alla
castrazione psicologica (vedi cervelli all’am-
masso anche nella scienza e nell’arte ecc.).
CONCLUSIONE E RECENSIONI 141

Domandiamo, perciò, che si faccia consulto


prima di procedere alla tonsillectomia, almeno
nell’età evolutiva, nei fanciulli e nei giovani.
Ecco frattanto, tra le molte, la recensione
da parte d’un giornale americano del nostro
opuscolo « Così combattono... »
Dal settimanale «L’Italia» - («The Italian
News of Chicago») (620. S. Dearborn S. Street).
Domenica 2 Ottobre 1953, pag. 4.
Il Dr. Guido Calderoli, da Bergamo (Italia), ha voluto
rendere omaggio al nostro giornale, inviando alla nostra
redazione un opuscolo dal titolo « Cosi combattono... »
che è un audace attacco contro la moda della tonsille-
ctomia.
L’illustre scienziato definisce il sistema instaurato di
recidere le tonsille ai fanciulli e agli adulti come una
funesta piaga sociale, che deve essere corretta e della
quale non bisogna abusare.
Questa moda, dice l’autore, si diffuse dopo la prima
e la seconda guerra mondiale, con il risultato che nel-
l’intero mondo civile oltre a cento mil ioni di esseri umani
sono senza tonsille (solo due milioni in Italia).
Il Dr. Calderoli paragona lo sradicamento delle tonsille
ad una semicapponatura, val quanto dire alla castra-
zione dei galli, per farne dei capponi. Egli afferma, con
dati scientifici e di fatto, che il bambino sottoposto alla
estirpazione delle tonsille da coraggioso ed audace,
diviene pauroso, e più tardi, assume le caratteristiche
di un effeminato fisicamente e nelle abitudini.
Lo stesso fenomeno si avvera con i giovani e con gli
adulti, poco graditi, questi ultimi, dalle mogli e dalle
fidanzate. Tra l’altro, l’autore dell’opuscolo, che ha
scritto e pubblicato vari trattati sul soggetto, ha azzardato

10. - Popoli senza tonsille


142 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

che buona parte dei militari stroncati delle tonsille man-


carono di coraggio nello sparare il fucile durante le due
guerre mondiali. Niuna differenza tra un eunuco e l’essere
umano mutilato di questi organi vitali ».

Alla recensione del giornale americano faccia-


mo seguire quelle di due giornali italiani.
« Il Timone» - Giornale Nazionale Aereo-
Marittimo e d’Oltre mare
Roma, 4 Luglio 1953
La Ve t r in a d e l Lib r a io - Soldati che non sparano.
In un opuscolo dell’A. intitolato « Così combattono... »,
il Dr. Guido Calderoli di Bergamo si occupa della « moda »
— come egli definisce — dell’asportazione dell e tonsille
e dei suoi effetti sull’individuo e sulla società.
Il Calderoli sostiene che la tonsillectomia, specialmente
se praticata prima dei dieci anni, ha effetti per diversi
aspetti simili alla castrazione, quindi con ripercussioni
gravissime sul rendimento dell’uomo al lavoro, sulla
combattività del soldato in guerra, sui rapporti fra i
sessi. Così si spiegano, secondo l’A., i casi frequenti e
impressionanti, specialmente dell’ultima guerra e della
guerra in Corea, di soldati che non scaricano le armi
neppure per difendersi.
Lasciamo da parte le impressioni di Silvana Pampanini
sull’America e sui giovanotti americani, che l’attrice
avrebbe trovato e definito « noiosi » perché... — dice
l’A. — « non vi è nessun dubbio che la Pampanini si
sia imbattuta in molti americani senza tonsille ».
Ma se le testimonianze che l’A. cita (come quella del
generale americano S. L. A. Marshall sui combattenti
in Corea) sono vere (e non vediamo perché dovrebbero
CONCLUSIONE E RECENSIONI 143
essere false), se è vero cioè che esiste negli eserciti delle
potenze occidentali il fenomeno dei « soldati che non
scaricano le armi », se è esatto che essi rappresentano delle
percentuali impressionanti; se è dimostrato o dimostra-
bile il nesso fra queste percentuali e quelle dei « tonsillec-
tomizzati precoci », nessun dubbio dovrebbe restare
sull’importanza politica, militare e sociale del problema.
Il quale problema, quindi, non interessa soltanto i medici,
ma — per fermarci alle ripercussioni « militari » — investe
i criteri di reclutamento, di specializzazione, di impiego
degli uomini; inteso che sono anche argomenti di sanità
militare, ma soprattutto di stato maggiore.
Questa s egnalazione, quindi, è rivolt a alle alte autorità
militari.
Ad esse il compito di imporre il problema alla attenzione
delle autorità politiche, se risultano fondate le preoccu-
pazioni e le conclusioni dell’A.
Insomma, un piccolo libro, ma — si direbbe — di
grande importanza, «Così combattono...» del Dott. Guido
Calderoli, Bergamo, 1953 pag. 32 e copertina.

Da « L’Avvenire d'Italia» di Bologna - 10


Settembre 1953

Libri letti - Gu id o Ca l d e r o l i : «Co s ì combattono...».


Nel titolo e nella copertina esteriore si allude ai tradi-
zionali combattimenti dei galli, ma l’argomento di questa
singolare pubblicazione, che farà stupire più di un lettore,
è una nuova piaga sociale, dipendente, a quanto pare,
dall’asportazione totale o parziale delle tonsille ai fan-
ciulli al di sotto dei dieci anni, operazione conosciuta
sotto il nome tecnico di tonsillectomia, e divenuta ulti-
mamente frequentissima, e, si direbbe, di moda. A carico
di questa operazione l’A., che è medico e studioso appas-
144 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

sionato dei pregiudizievoli fenomeni connessi con la


tonsillectomia denunzia, tra l’altro, la scarsa combatti-
vità dei soldati in guerra, lo scarso rendimento dell’atti-
vità lavorativa e la depressione dell’affettività e dell’ener-
gia sessuale. Per essa, scrive il Calderoli, perde la vivacità
il bambino, la baldanza il giovane, la virilità l’adulto:
un esercito di tonsillectomizzati sarebbe un esercito di
imbelli. Il generale Marshall (da non confondersi con
l’autore del famoso piano... omonimo), ha scoperto il
fenomeno collettivo del mancato scarico di armi da fuoco
in combattimento. Per esempio, quando gli Anglo-Ameri-
cani sbarcarono in Normandia nel giugno 1944, fu accer-
tato che i combattenti armati, pur essendo posti in condi-
zione di scaricare le loro armi, le scaricarono solo nella
proporzione dal 12 al 25%. In Corea poi, dopo intensi
sforzi, fu possibile elevare detta proporzione al 50%:
dunque solo uno ogni due soldati americani che venivano
a trovarsi a faccia a faccia col nemico, se la sentiva di
combattere. Dunque la maggior parte dei combattenti
non... combattono, neppure quando si tratta di salvare
la pelle e così interi reparti furono visti in Corea rimanere
immobili o chinati ma come inebetiti e paralizzati sotto
il grandinare delle palle cino-coreane ; pur essendo prov-
visti in abbondanza di armi e di munizioni.
Simili fatti furono dapprima tenuti segreti dagli alti
comandi americani, ma, dopo che lo stesso generale
Marshall se ne è occupato di proposito nel suo libro:
« Men Against Fire» (Uomini contro il fuoco), non è
più possibile dubitarne. È questo, pertanto, un nuovo
problema che si impone da studiare e da risolvere, da
aggiungere ai tanti altri più o meno angosciosi e preoc-
cupanti, che già affaticano la povera umanità, in attesa
di una congrua e soddisfacente soluzione per i loro riflessi
anche psicologici e sociali.
autoriassunto

Conseguenze sociali della moda della tonsillectomia


Il sottosesso nei popoli senza tonsille

L’uomo si rivela nella lotta, nel combatti-


mento, nel lavoro; la donna, nella femminilità
e come donna di casa.
La tonsillectomia mènoma sia l’uomo che
la donna, alterandone la sessualità e ridu-
cendone il rendimento.
Nel 1952 il Generale dell’Esercito Americano
S.L.A. Marshall ha annunciato pubblicamente
« il fenomeno collettivo del mancato scarico delle
armi da fuoco », da lui scoperto, per il primo,
nella seconda guerra mondiale (1939-1945) e
nella guerra di Corea, e finora conosciuto solo
dagli alti comandi americani, che lo avevano
tenuto segreto.
I combattenti armati, sebbene in necessità
di scaricare le loro armi, lo hanno fatto solo
nella proporzione dal 12 al 25%; in Corea, poi,
146 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

dopo intensi sforzi, nella misura del 50% al


massimo.
Il professore Alfred C. Kinsey dell’Istitute
For Sex Rsearch dell’Indiana University (Bloo-
mington) ha rilevato un radicale cambiamento
nella sessualità sia nell’uomo che nella donna,
dalla prima guerra mondiale (1914-1919) in
poi. Il Dr. Bicknell denuncia il « male inglese »
(stanchezza, malessere, scarso lavoro) nella nuova
generazione. Zweig, come Bicknell, parla di
sottosesso e ne rileva la maggior sete.
Secondo i Dr.i Calderoli, la componente
maggiore di tali fenomeni va ricercata nel
fatto che negli Stati Uniti e nell’Inghilterra
oltre settanta miliomi di soggetti, cioè più
della metà dei giovani e individui di età media,
sono stati privati delle tonsille, in omaggio
alla moda della tonsillectomia, che vi ha
trionfato dal 1920 in poi.
Il fenomeno scoperto da Marshall « del man-
cato scarico collettivo delle armi da fuoco » è
parallelo a quello del Kinsey « del radicale muta-
mento nella sessualità » e a quello del malessere
inglese: «.stanchezza cronica» del Bicknell.
I Dr.i Calderoli si richiamano alle loro comu-
nicazioni, fatte nei primi tre Congressi di
Medicina Sociale, giacché anche in Italia si
possono rilevare le conseguenze sociali della
moda della tonsillectomia. Vi sono, infatti,
oltre 2 milioni di senza tonsille.
AUTORIASSUNTO 147

Si richiamano, cioè, a quanto segue:


1. - 1950 — Milano: «La questione sessuale
nei giovani senza tonsille » (Alterazione della
sessualità).
2. - 1951 - Genova: «Osservazioni sui lavo-
ratori senza tonsille» (Indebolimento fisico).
3. - 1952 - Torino: «La tonsillectomia nei
riguardi dell’igiene mentale dell’età evolutiva »
(Indebolimento psichico).
Nonché al recente opuscolo (1953) «Così
combattono... ».
Tutto sommato nei senza tonsille abbiamo
il sottosesso.
Secondo i Dr.i Calderoli, se può apparire
rischioso trarne conclusione a carico della
tonsillectomia nel campo sociale, non è però
prematuro alcun monito in materia, essendovi
nel mondo civile oltre cento milioni di senza
tonsille e, in Italia, oltre due milioni.
Per i Dr.i Calderoli, la moda della tonsillec-
tomia, oltreché barbara, è diventata una piaga
sociale, e il persistervi è delitto.
Nel vario quadro nosologico del senza ton-
sille e fra tutte le sue gradazioni e sfumature;
fra casi negativi o apparentemente negativi,
casi lievi, casi più evidenti e via via sin ai
gravi, sin a forme adiposo-genitali, non è
difficile constatare che prevale la mutilazione
specifica: ora la fiacchezza cronica, con minor
148 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

rendimento da crisi di astenia; ora la menoma-


zione psichica, tendenza al sonno, diminuita
memoria, facile sbandamento; ora il senso di
malessere, dolori di arsura, secchezza alla gola,
senso di freddo, facili sudori, con ingestione di
liquidi maggiore, o decisamente anormale.
Questi disturbi sono fra loro associati e in
gamma diversa fanno pensare a note eunucoidi.
aforismi tonsillari
Questi aforismi si riferiscono soprattutto ai tonsillecto-
mizzati precoci, prima della pubertà, e sono la conclusione
di oltre diciotto anni di ricerche su più di ventimila pazienti.

DAI FRUTTI SI GIUDICA L’ALBERO


Facies foeminea si ha nel maschio.

1. Cave tonsillectomia. Per essa quanti minorati nel


lavoro !
2. Il tonsillectomizzato è un essere biologicamente
inferiore. È un inconsapevole menomato.
3. Il tonsillectomizzato non resiste al sonno, al freddo,
al caldo, al digiuno, alla sete.
4. La tonsilla è un organo del ricambio; asportandola
si ha alterazione delle secrezioni.
5. La tonsilla è l’organo della sete, come lo stomaco
è l’organo dell’appetito.
6. Si è studiata la sete nel sano, nel malato, ma non
nel tonsillectomizzato.
7. Con la tonsillectomia si altera la termogenesi e la
termoregolazione.
8. La tonsilla è un organo della forza e della resistenza.
9. Con la tonsillectomia si ha l’uomo fiacco e la donna
floscia, ed il fanciullo, fiore avvizzito.
150 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

10. La tonsillectomia non crea dei campioni; gli atleti


vi perdono di forma.
11. La tonsillectomia è un coefficiente di miopia, di
fonastenia, di disfonia.
12. Nel fanciullo tonsillectomizzato vengono meno il
priapismo fisiologico, « i segni del maschietto », dicono
le madri. Ed in pari tempo la vivacità e l’inesau-
ribilità.
13. « Maxima debetur puero reverentia », è violata con
la moda degli interventi sulle tonsille.
14. La questione sessuale esiste in pieno nel tonsillec-
tomizzato: si ha la mortificazione della psicoses-
sualità.
15. La tonsilla è coefficiente di potenza e di fecondità.
16. Dopo la tonsillectomia la voce del cantor non è più
quella.
17. Iddio creò l’uomo maschio e femmina (libro del
Genesi) ; con la tonsillectomia abbiamo l’uomo meno
maschio e più vecchio, la donna più vecchia e meno
femmina.
18. La natura non vuole mezzi termini : o tutto maschio
o tutto femmina. Il tonsillectomizzato precoce è
mezzo termine e per lo più un mezzo coniuge.
19. «Tota mulier in ovario, in tyroidea et in tonsilla».
20. La femminilità è colpita in pieno dalla tonsillectomia.
21. Chi cerca moglie non trascuri di guardarla in gola.
22. La leucorrea, l’inerzia uterina e l’ipogalattia sono
spesso retaggio delle donne tonsillectomizzate.
23. La tonsilla è sale e pepe nella vita.
24. Il tonsillectomizzato non matura mai nel carattere,
è puerile.
25. Il tonsillectomizzato dorme come una marmotta
ed è pauroso come un coniglio.
26. Tonsilla sana, uomo forte, valente e potente.
27. Tonsillectomizati non sunt viri et saepe ne quidem
homines.
AFORISMI TONSILLARI 151
28. Tonsillectomizatae non sunt mulieres et saepe ne
quidem foeminae.
29. La tonsillectomia non porta via soltanto le tonsille,
porta via forza, memoria, coraggio, equilibrio psi-
chico.
30. Il tonsillectomizzato è un Sansone che ha perduto
la forza ed il coraggio.
31. La tonsillectomizzata una Dalila, che ha perduto
grazia ed audacia.
32. La perdita del coraggio si osserva già nel bambino
che diventa pauroso.
33. Il tonsillectomizzato difficilmente diventa buon
aviatore.
34. La tonsillectomia nella scuola è una fabbrica di
asinelli, nella società è una fabbrica di balucchi.
35. Il tonsillectomizzato è uno slegato: conclude poco
perché confusionario.
36. Il tonsillectomizzato è un essere amorfo, senza
forza, senza vita.
37. Il tonsillectomizzato è un convalescente continuo, ne
ha sempre una.
38. La tonsilla troppo spesso è stata il capro espiatorio
dei clinici. La tonsilla va curata, conservata.
39. I senza tonsille. Ecco una nuova malattia nella
storia della medicina, spesso provocata dai medici;
non è la prima e non sarà l’ultima.
40. habitus e la facies adenoidea sono spesso errato
motivo di interventi inutili e dannosi.
41. Le tonsille spesso segnano l’inizio di malattie, come
segnano le tappe dello sviluppo somatico e sessuale.
42. Certe forme tonsillari e in particolare la difterica e
quella del Vincent sono causa di sterilità.
43. Come nella tiroide, così nella tonsilla vi ha grande
differenza tra l’asportazione parziale (tonsillectomia)
e l’asportazione totale (tonsillotomia.)
44. Anche la tonsillotomia è pericolosa. Vale il prin-
152 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

cipio : « A lesioni leggere sindromi gravi, a lesioni


gravi sindromi leggere ».
45. « Noli me tangere » vale anche per le tonsille.
46. Siate gelosi delle vostre tonsille.
47. Tonsillectomia ipsa morbus per deficienza di taluni
ormoni, come senectus.
48. Il tonsillectomizzato si comporta spesso come un
vecchio.
49. La tonsillectomia indebolisce fisicamente e psichi-
camente per tutta la vita.
50. Il tonsillectomizzato non riesce, non fa carriera,
è di mala voglia.
51. Il tonsillectomizzato è un inconcludente: conclude
poco con lo studio, con il lavoro, con la donna,
nella famiglia, nella società.
52. Il tonsillectomizzato nella società è spesso un peso
morto, un vaso di vetro, un fuco dell’alveare.
53. La tonsillectomia compromette l’avvenire del gio-
vane e della famiglia.
54. Nel tonsillectomizzato si indebolisce la volontà,
si riduce l’intelligenza e l’orizzonte della vita.
55. Con la tonsillectomia si falsa il carattere della stirpe.
56. La tonsillectomia imprime un carattere visibile,
sensibile, indelebile.
57. Il tonsillectomizzato ha una sindrome e maschera
proprie.
58. Osservali bene, osservali tutti, i tonsillectomizzati,
e vedrai come sono...
59. « I tuoi ormoni ed il tuo destino » ; « Le tue tonsille
ed il tuo destino ».
60. Il dinamismo dell’individuo, della famiglia e della
nazione dipende pure dalle tonsille.
61. La difesa della stirpe e della Patria è affidata agli
ipertonsillari.
62. La tonsilla è un organo vitale, se non per l’indivi-
duo, per la razza.
AFORISMI TONSILLARI 153
63. La tonsillectomia è coefficiente di denatalità, di
decadenza dell’individuo, della famiglia, e della
razza.
64. La moda della tonsillectomia è la capponatura
della razza.
65. L’equilibrio ormonico del tonsillectomizzato è simile
a quello del castrato. È sufficiente per l’individuo,
ma non per la razza.
66. Il mal di gola passa. La menomazione, cioè la cap-
. ponatura da tonsillectomia, permane.
67. La tonsillectomia porta ad una classica deviazione
dal biotipo.
68. Il tonsillectomizzato è un essere né del tutto maschio,
né del tutto femmina, è un sottosesso.
69. La tonsillectomia sta all’eunucoide come la castra-
zione all’eunuco.
70. La tonsillectomia precoce senza indicazione è delitto
di lesa famiglia, razza e nazione.
71. Il tonsillectomizzato precoce è un menomato sessuale,
un menomato vegetativo e fisico, e soprattutto un
menomato psichico e sociale.
72. La moda della tonsillectomia determina una forma
di precoce invecchiamento degli individui e della
razza.
73. Tutto sommato, il tonsillectomizzato è un gallo che
col tempo non canta più ed anche non vola più.
74. Quante mode in medic ina e chirurgia s ono tramon-
tate! Altrettanto sarà della tonsillectomania.
75. Con la moda della tonsillectomia la fa miglia decade,
decade pure la razza dal suo vigore e splendore.
76. La tonsilla è un fattore di primo ordine, di forza
e giovinezza per l’individuo e la stirpe.
77. Iddio creò l’uomo maschio e femmina, sesso nor-
male. I medici, con una mutilazione, riducono
l’uomo a sottosesso.
78. I popoli presso cui vige la moda della tonsillectomia
154 IL SOTTOSESSO NEI POPOLI SENZA TONSILLE

(Inghilterra - Stati Uniti) si dividono in tre gruppi


di persone: maschi, femmine, e senza tonsille.
79. L’abuso enorme, in certe nazioni, degli interventi
su naso e gola porta alla decadenza.
80. Con simile abuso una gran parte della popolazione
civile, talora quasi tutta, è presa per il naso e per
la gola.
81. Nel dopoguerra, quattro autori, due americani:
Marshall e Kinsey, due inglesi: Bicknell e Zweig,
hanno rilevato, senza saperlo, che i senza tonsille
sono sottosesso, stanchi e sofferenti.
82. Il soldato senza tonsille è imbelle, soprattutto
nello spirito.
83. Prima di operare un fanciullo si dovrebbe fare
consulto.
84. È lo spirito che viene colpito nel tonsillectomizzato:
soprattutto lo spirito di resistenza.
85. La tonsillectomia è una vera e propria mutila-
zione, una seria mutilazione.
86. La decadenza della razza anglosassone va ricercata
anche nella moda della tonsillectomia.
87. È naturale: con la decadenza sessuale si ha la deca-
denza della razza.
88. La tonsillectomia froda l’uomo di buona parte della
gioia della vita.
89. S’altera e s’indebolisce, nel tonsillectomizzato, il
gusto. Le buone forchette, i buongustai, gli assag-
giatori, non sono da ricercarsi tra i senza tonsille.
90. Infaticabile come un innamorato: ma il senza
tonsille non tanto facilmente si innamora, quanto
si stanca.
91. Con la tonsillectomia la felicità sessuale, come la
felicità del gusto, va più o meno a spasso.
92. La tonsillectomia è un rimedio prodigioso alla
gelosia.
93. La moda della tonsillectomia è piaga sociale e il
AFORISMI TONSILLARI 155
persistervi è delitto.
94. La moda della tonsillectomia mina la razza: ne è
la capponatura. Giacché, dopo la tonsillectomia, si
ha una gamma di modificazioni morfologiche, fisio-
psichiche, dalle più lievi alle più gravi, le quali
ricordano l’adiposo-genitale.
95. «Siamo sempre stanchi, di mala voglia, sottosesso».
Ecco il quadro di Bicknell nei riguardi dell’attuale
generazione inglese.
96. Il fallimento di molti studenti senza tonsille è dovuto
all’astenia, diminuzione di memoria e coraggio.
97. I senza tonsille sono buoni soggetti per l’ipnosi,
narco e psicanalisi.
98. Le suore, le madri e le dive concordano nel giudicare
minorato il senza tonsille.
99. La dignità e nobiltà dell’espressione, gli occhi
penetranti di fede e d’entusiasmo non sono dei
senza tonsille.
100. Il « Geist der Welt » dipende dalle tonsille.