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Scala diminuita tono-semitono

Come dice il nome stesso, la scala diminuita tono-semitono comprende una


successione intervallare costruita separando ogni grado della scala alternando toni e
semitoni. In pratica, partendo dal primo grado si sale al grado successivo (il secondo)
distante un tono, a quello dopo (il terzo) distante un semitono e così via. Solitamente,
viene intesa la scala diminuita proprio nella successione tono-semitono. Di solito la scala
diminuita tono-semitono è abbreviata in scala diminuita t-st.

Attenzione ad un particolare. Nell'ambito di un'ottava, avremo il nome di una nota che
compare due volte. Normalmente questo succede in ogni scala, dato che abbiamo il
raddoppio della fondamentale, cosa che succede anche nella scala diminuita. La
differenza è nel fatto che in quest'ultima troveremo anche un altra nota che raddoppia il
nome, una volta visto come naturale e una volta come diesis. Nell'esempio sottostante
troviamo il F e il F#. La regola della costruzione armonica della scala, infatti, prevede
l'obbligo di definire ogni nota con un nome diverso, cosa non possibile all'interno della
scala diminuita.

Scala diminuita semitono-tono

Applicando al sistema precedente una successione alternata di semitoni e toni, costruiamo


la scala diminuita semitono-tono. Anche in questo caso la struttura intervallare
comprende, oltre alla tonica, il nome di una nota ripetuto due volte. che nell'esempio è il
Eb e il E. Di solito la scala diminuita semitono-tono è abbreviata in scala diminuita st-t.

Arpeggio diminuito

Un arpeggio viene costruito armonizzando una scala per intervalli di terza. Nella scala
diminuita possiamo creare una successione di suoni per intervalli di terza che saranno
sempre distanti tra loro 1 tono e mezzo, sia che partiamo dal primo grado della scala t-st,
sia che partiamo dal primo grado della scala st-t. In ogni caso otteniamo l'arpeggio
diminuito.
Proprietà delle scale diminuite

Le scale diminuite (e i relativi arpeggi) hanno una caratteristica principale che le


accomuna, e cioè il fatto che la successione delle note ad intervalli regolari riuniscono in
pratica le scale in gruppi di appartenenza. Cerchiamo di capire questa particolarità.

Abbiamo visto nell'esempio sopra come la scala diminuita t-st di C sviluppa una
successione di suoni ad intervalli costanti, appunto, di tono e semitono. Se si parte, invece
che dalla nota C dalla nota Eb, otteniamo la stessa successione di toni e semitoni, e le
note che compongono la nuova scala diminuita di Eb sono comunque le stesse della scala
diminuita t-st precedente di C. Questo significa che possiamo ricavare quattro scale
diminuite t-st all'interno di ogni scala diminuita, che possiamo rilevare a una distanza l'una
dall'altra di 1 tono e mezzo. Osservate l'esempio sotto.

Tutte e quattro le scale, pur essendo di tonalità diverse (cioè C, Eb, F# e A), sono
composte dalle stesse identiche note. Deve risultare logico il fatto che se si suona una di
queste scale, in realtà si suonano anche le altre rimanenti tre scale. Con questo sistema
possiamo raggruppare un totale di tre gruppi di scale diminuite t-st:

• C - Eb - F# - A
• C# - E - G - Bb
• D - F - G# - B

Il concetto non cambia per le scale diminuite st-t: valgono esattamente le stesse regole.

Anche per gli arpeggi diminuiti il sistema è lo stesso. Come potete vedere sopra,
suonando un arpeggio diminuito di C in realtà si suona anche quello di Eb, di F# e di A.
Può darsi che queste regole siano un po' particolari, ma con la pratica e l'uso delle scale
diminuite vi accorgerete dell'enorme utilità e delle interessanti sonorità che queste scale
sono in grado di sviluppare.