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Capitolo IV.

GEOMETRIA
DI UNA MISSIONE SPAZIALE
IV.1 Geometria della sfera celeste

IV.1.Geometria della sfera celeste

IV.1.1. Sfera celeste, sistemi di coordinate

La sfera celeste è una sfera immaginaria di raggio unitario centrato sull' osservatore.
In Figura IV.1.1 si dà un'illustrazione di come si utilizza la sfera celeste per
rappresentare la direzione di oggetti nello spazio; l'osservatore è al centro della sfera.
Un "cerchio massimo" sulla sfera celeste è ogni cerchio che divide la sfera in due
emisferi uguali. Dati tre punti in cielo, possiamo unirli con segmenti di arco di
cerchio massimo (A, B, C) (talvolta ψ , β, η ) per costruire un triangolo sferico. Il cerchio
massimo ha al centro l'osservatore. Gli angoli (a, b, c) (talvolta Λ, Σ , Φ ) sono i vertici
del triangolo sferico e sono chiamati "angoli di rotazione". Gli angoli di rotazione
sono compresi fra piani individuati da due cerchi massimi.

Figura IV.1.1: Sistema di coordinate sferiche e rappresentazione di direzioni nello spazio. I lati dei
triangoli sferici sono lunghezze d'arco; gli angoli sono angoli di rotazione.

Nel sistema di coordinate sferiche di Figura IV.1.1 si definiscono "poli" e "punto


di riferimento" sull'equatore. I cerchi massimi che passano per i poli sono i
"meridiani"; il meridiano che passa per un punto della sfera determina la coordinata
di "azimuth" del punto. Azimuth è l'angolo di rotazione misurato, lungo l'equatore,
in senso antiorario, dal punto di riferimento fino al punto in questione. Nel sistema
di riferimento della Terra l'azimuth è la longitudine, l. La seconda coordinata che
determina la posizione di un punto sulla sfera celeste è la coordinata di "elevazione"
(latitudine, λ, se ci riferiamo alla Terra). E' l'arco misurato sopra o sotto l'equatore
lungo un cerchio massimo. I cerchi di elevazione costante sono i paralleli.

Le equazioni che trasformano le coordinate di azimuth (l) ed elevazione (λ) di un


punto in coordinate cartesiane dello stesso sono:

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IV.1 Geometria della sfera celeste

x = cos l cos λ
y = sen l cos λ (IV.1)
z = sen λ

Per determinare la posizione ed il moto apparente degli oggetti visti da un


satellite, si usa quella che è chiamata geometria direzionale. Gli ingredienti necessari
per tale geometria sono i versori e la sfera celeste. Bisogna preliminarmente fissare
un sistema di coordinate e sceglierlo opportunamente in modo da definire
correttamente il problema e ridurre la possibilità d'errore. Un sistema di coordinate
per applicazioni nello spazio è definito 1) dalla posizione del centro, e 2) dal sistema
di riferimento rispetto a cui il sistema di coordinate è fisso.
Di solito si sceglie il centro della Terra come centro del sistema di coordinate
quando si devono risolvere problemi che si riferiscono alla superficie della Terra; si
sceglie il satellite quando si tratta di problemi connessi alla posizione ed il moto
apparente degli oggetti visto dal satellite stesso. In altre situazioni il sistema di
coordinate è centrato su uno strumento scientifico (ad esempio, quando si vogliono
definire posizioni di componenti del satellite che ne occultano il campo di vista).
Il sistema di coordinate viene riferito di solito ad un sistema di riferimento
inerziale. Altre possibilità sono: la direzione della Terra, il satellite stesso, etc. Di
seguito si dà una descrizione schematica di alcuni sistemi di coordinate.

 Sistema di coordinate celeste e inerziale: il centro è la Terra (sistema geocentrico-


inerziale) o il satellite, il sistema è "fisso" rispetto allo spazio inerziale, l'asse
z è il polo celeste, l'asse x è il punto γ. La coordinata di azimuth si chiama
ascensione retta ed è indicata con la lettera α; la coordinata di elevazione si
chiama declinazione ed è indicata con la lettera δ.
+ Applicazioni: analisi delle orbite, astronomia, studio di moti inerziali.

 Sistema di coordinate fisso sulla Terra (geocentrico): il centro è la Terra, rispetto


cui è fisso, l'asse z è il polo celeste, l'asse x è il meridiano di Greenwich. Le
coordinate sono la latitudine e la longitudine.
+ Applicazioni: misure di posizioni sulla Terra, moto apparente dei satelliti.

 Sistema LVLH (Local Vertical/Local Horizontal): il centro è il satellite, il sistema


è fisso rispetto l'orbita, l'asse y è diretto nel senso della perpendicolare
negativa dell'orbita (asse di beccheggio o di "pitch"), l'asse z è il nadir (asse
di imbardata o di "yaw "), l'asse x è diretto nel senso del moto del satellite
(asse di rollio o di "roll" ).
+ Applicazioni: osservazioni della Terra, manovre d'assetto.

 Sistema di coordinate eclittiche: Il centro è il Sole, il sistema è fisso rispetto lo


spazio inerziale, l'asse z è il polo dell'eclittica, l'asse x è il punto γ. Si ricorda
che il piano dell'eclittica è il piano dell'orbita terrestre nel suo moto attorno il

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IV.1 Geometria della sfera celeste

Sole. Inoltre, la direzione degli equinozi (il punto γ è in direzione


dell'equinozio di primavera) è data dalla linea di intersezione del piano
dell'eclittica con il piano dell'equatore.
+ Applicazioni: determinazione di orbite del sistema solare e di efemeridi del
Sole e della Luna.

Da notare che il sistema di coordinate celesti (inerziale) non è fisso relativamente


alle stelle fisse. L'asse di rotazione terrestre (e quindi la direzione del punto γ) ha un
moto di precessione del polo dell'orbita della Terra attorno il Sole (Figura IV.1.2). Il
moto di precessione è dovuto al momento della forza esercitata dal Sole causa
l'asfericità della Terra.
Poichè l'equatore terrestre è inclinato di 23.5° rispetto il piano dell'eclittica, l'asse
polare descrive una superficie conica nello spazio di apertura angolare 23.5°. Il
periodo del moto è di 26000 anni, il che significa uno spostamento rispetto le stelle
fisse di 0.014° (50 secondi d'arco) per anno. Le coordinate celesti richiedono perciò di
essere riferite ad una data per definire accuratamente la posizione del punto γ. Di
solito si usano le coordinate all'anno 1950.0 o 2000.0.

Figura IV.1.2: Precessione degli equinozi.

Sovrapposto al moto di precessione c'è anche un moto di nutazione, dovuto alla


Luna, che ha un periodo di circa 18.6 anni.

IV.1.2. Studio di eclissi da una LEO

Supponiamo di avere un satellite su un'orbita LEO circolare di altezza h = 1000 km ed


i = 32°. Si vuole studiare il problema degli eclissi solari definendo tre viste differenti
della geometria del satellite. In Figura IV.1.3.A si dà la geometria "normale":
coordinate cartesiane centrate sulla Terra e vettori in direzione del satellite e del Sole.
In Figura IV.1.3.B sono rappresentati la sfera celeste centrata sul satellite ed un
riferimento inerziale. In figura sono indicati: 1) equatore celeste, 2) piano e polo
dell'orbita e 3) eclittica. I cerchi tratteggiati mostrano il disco della Terra visto dal
satellite durante il movimento del centro della Terra relativamente al satellite. In

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questa rappresentazione, si avrà eclisse solare ogni volta che il Sole è situato entro il
disco della Terra. Ogni altro oggetto celeste situato entro il disco della Terra è anche
eclissato. Il cerchio centrato sul polo dell'orbita è sempre tangente al disco della
Terra. Ogni oggetto entro quel cerchio non viene mai eclissato.
In Figura IV.1.3.C si ha ancora la sfera celeste centrata sul satellite ma in questo
caso l'asse z del satellite è tenuto fisso in direzione della Terra (assetto LVLH). Poichè
l'asse z vede sempre la Terra, il polo dell'orbita si sposta ad ogni orbita nello spazio
inerziale. Ciò significa che corpi celesti fissi o quasi fissi nello spazio inerziale
ruotano anch'essi attorno il polo orbitale. Per il Sole si ha eclisse ogni volta che la
traiettoria del Sole entra nel disco della Terra. Dalla Figura IV.1.3.C si possono
derivare le seguenti considerazioni:

1. durante ogni orbita il Sole si muove lungo un cerchio e la zona dell'eclisse è


una frazione del cerchio;
2. supponiamo che l'eclisse copra 113° in azimuth, cioè il 31.39% dell'orbita; la
durata dell'eclissi è di 33 minuti per un satellite a 1000 km su un'orbita
circolare (il periodo è 105 minuti);
3. poichè il Sole si muove lungo l'eclittica, il cerchio che descrive si muoverà fra
-55.5° e +55.5° (il valore di 55.5° si ottiene sommando il valore
dell'inclinazione dell'orbita, 32°, con l'angolo fra l'eclittica ed il piano
equatoriale, 23.5°);
4. si ha la massima durata dell'eclisse quando il Sole è sul piano dell'orbita, ed
il minimo quando il Sole è al massimo e al minimo angolare del suo moto
annuo.

In Figura IV.1.3.D si mostra come si possano derivare relazioni fra ρ, il raggio


angolare della Terra vista dal satellite, l'angolo β fra il Sole ed il satellite, e l'angolo di
rotazione φ che rappresenta la durata dell'eclisse. Usando la trigonometria sferica si
ottiene:

φ cos ρ
cos = (IV.2)
2 cos β s

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IV.1 Geometria della sfera celeste

(vedi fotocopie)
Figura IV.1.3 (A, B, C, D): Geometria di un satellite in un'orbita di 1000 km con inclinazione di 32°.

IV.1.3 Angolo β

La determinazione dell'angolo fra il Sole e satellite permette di analizzare gli effetti


termici sulle varie facce del satellite e verificare le possibili interferenze della luce
solare con gli strumenti ottici.
Si prende un sistema di coordinate solidale con il satellite e riferito alla Terra
(LVLH). In questo sistema di coordinate, la normale ad una data faccia del satellite
intercetta la sfera celeste in un punto F (Figura IV.1.4). F rimane fisso nelle coordinate
del satellite così come è fissa la direzione del nadir e del polo dell'orbita. Ad ogni
orbita, il Sole si muove all'interno di un cerchio di raggio

π
β′S = − βS (IV.3)
2

dove β S è l'angolo fra il centro del satellite ed il Sole. Si definiscono i seguenti altri
angoli: β , l'angolo fra F ed il Sole, β F l'angolo complementare all'angolo β′F fra F e la
normale all'orbita. Se I è la potenza (in watt) incidente sulla faccia F di area A, GS è la
costante solare in vicinanza della Terra (GS = 1368 W/m2), si ha

I = AGs cos β
(IV.4)
cos β = senβ F senβ S + cos β F cos β S cos ∆(az)

dove
β max = β′F + β′S
β min = β′F − β ′S (IV.5)

Le equazioni precedenti valgono sia per orbite circolari che ellittiche. Se un'orbita
è circolare con periodo τ e frequenza ω = 2 π τ , si può determinare l'energia totale (in

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IV.1 Geometria della sfera celeste

joule) incidente sulla faccia F del satellite durante il suo moto da un azimuth az1 ad
az2 integrando l'epressione IV.4:

AGSτ
E= [(az 2 − az1 ) senβ F senβ S + ( senaz 2 − senaz1 ) cos β F cos β S (IV.6)

Durante un'orbita il Sole illuminerà F eccetto che in due periodi:

1. durante l'eclisse,
2. quando β > 90° , cioè quando il Sole "vede" la la parte posteriore di F.

Le condizioni per l'eclisse sono date dall'equazione che segue dove con az0 è
indicato l'azimuth del nadir relativamente a F

cos ρ
azeclisse = az0 ± cos−1 ( ) (IV.7)
cos β S

Affinchè si verifichi la condizione 2. si usa l'espressione nel coseno della IV.4:

azdietro = ± cos−1( − tan β F tan β S ) (IV.8)

Si prenda ad esempio un satellite che orbita a 1000 km d'altezza con i = 32° (il
periodo τ è di circa 105 minuti e la frequenza ω di 0.001 rad/s). Si assuma

1. β S = 35° , ρ = 60° ;
2. che la faccia F del satellite abbia un'area di 0.5 m2 e che il suo vettore
normale formi un angolo az0 = 75° dal nadir e un'angolo β F = 35° (elevazione)
dal piano dell'orbita.

Dalle equazioni IV.1.7 e IV.1.8 si ottengono i limiti di azimuth per l'eclisse


(18 . 5° ≤ az eclisse ≤ 131 . 5° ) ed i limiti di azimuth per l'illuminazione posteriore
(109°≤ azdietro ≤ 251° ). Si ha quindi energia solare incidente solo per azimuth compresi fra
18.5° e 251°. Dalla IV.1.6 si ricava che il valore di E è di circa un milione di joules, cioè
di 0.28 kilowatt-ora.

(vedi fotocopie)
Figura IV.1.4: Calcolo dell'angolo β.

IV.1.4. Geometria della terra vista dallo spazio

Si vuole determinare il raggio angolare ρ dell'area della Terra vista da un satellite


(cioè il raggio del cerchio formato dalla Terra nel "cielo" del satellite) ed il raggio

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IV.1 Geometria della sfera celeste

angolare λ0 della stessa area sottesa dal centro della Terra, supposta sferica (Figura
IV.1.5).
La relazione che lega i due angoli è data da

RT
senρ = cos λ0 = (IV.9)
RT + h

dove RT è il raggio della Terra, h è l'altezza dell'orbita e ρ + λ0 = 90° .


Dalla Figura IV.1.5 si vede anche che la distanza del satellite dall'orizzonte

2 2
d 2 = ( RT + h) 2 − RT = RT tan 2 λ0 (IV.10)

L'approssimazione di Terra sferica è adeguata per la maggior parte degli studi di


geometria di missione. Tuttavia se si vuole maggior precisione bisogna applicare
opportune correzioni per la non sfericità. In questa analisi consideriamo la Terra
perfettamente sferica.
Si determina la relazione angolare fra un località O sulla Terra (ad esempio, la
località dove è situata la stazione a terra) ed il punto di sub-satellite N, cioè
l'intersezione della linea di nadir del satellite con la superficie terrestre. In particolare
si vogliono calcolare le coordinate di O viste dal satellite quando sono date le
coordinate sulla Terra. La situazione geometrica è rappresentata in Figura IV.1.6.

Figura IV.1.5: Definizione delle relazioni angolari fra satellite, centro della Terra ed una stazione a
terra.

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IV.1 Geometria della sfera celeste

O
µ
Az
N λO
λN
lO
Nodo A. lN

Figura IV.1.6: Relazione fra posizione della stazione a a terra O e del punto sub-satellite N sulla
superficie della Terra.

Si indichino con l e λ le longitudini e latitudini terrestri. Le coordinate dei vari


punti descritti sono: N (lN , λ N ) e O(lO , λ O ) ; sia inoltre ∆l = lN − lO . Si vogliono determinare
le coordinate az e µ della stazione a terra viste dal satellite (Figura IV.1.6). Le
equazioni che le determinano si derivano direttamente dalle leggi della
trigonometria sferica e sono:
cos µ = senλ N senλO + cos λ N cos λO cos ∆l , λ ≤ 180°

(IV.11)
senλO − cos µsenλ N
cos az =
senµ cos λ N

dove az è minore di 180° se O è ad est di N ed è maggiore di 180° nel caso contrario.


Analogamente, dati N (lN , λ N ) e O ( az, µ ) si possono calcolare le coordinate
geografiche di O. Si noti che, per la trasformazione da coordinate terrestri a
coordinate viste dal satellite bisogna

1. considerare che az è lo stesso sia visto da Terra che dal satellite (è una misura
di angolo di rotazione fra due piani formanti due cerchi massimi), e
2. determinare l'angolo di nadir, η, misurato dal satellite dal punto N al punto
O.

Si definisce ε l'angolo di elevazione del satellite visto da O. Dalla Figura IV.1.5 si


vede che:
η + λ + ε = 90°
(IV.12)
senλ
D = RT
senη

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IV.1 Geometria della sfera celeste

dove D è la distanza fra satellite e stazione a terra. Inoltre risultano le seguenti


relazioni:

λ noto, si deriva η

senρsenλ
tan η = (IV.13)
1 − senρ cos λ

η noto, si deriva ε

sen η
cos ε = (IV.14)
sen ρ

ε noto, si deriva η

sen η = cos ε sen ρ (IV.15)

Si consideri, come esempio, un satellite orbitante ad un'altezza di 1000 km; si


assuma una stazione a Terra alle Hawaii ( l O = 200 ° , λ O = 22° ); si assumano le seguenti
coordinate del punto N: ( l N = 185° , λ N = 10° ).
Dall'equazione IV.9 e dalla complementarità di ρ e λ0 si trova che il raggio
angolare della Terra è ρ = 59. 8° e che l'orizzonte è a λ0 = 30.2° e ad una distanza di
3309 km dal punto N. Dalle equazioni IV.11 si trova che O è ad una distanza λ = 18.7°
da N ed ha un azimuth relativo al nord di 48.3°. Dal punto di vista del satellite
η = 58. 6° e D = 2444 km. L'elevazione del satellite, vista da O, è ε = 14. 5°. Si noti che η
e ρ sono molto vicini: 58.6° e 59.8°. Viceversa µ, la distanza angolare della stazione a
terra da N, e λ0 sono circa l'uno la metà dell'altro: 18.7° e 30.2° rispettivamente.
Questo è l'effetto di proiezione: le distanze viste dal satellite, al di là di un certo
raggio angolare, sono compresse.
In Figura IV.1.7 si dà una rappresentazione geometrica del campo di vista di un
satellite orbitante ad un'altezza di 1000 km sopra l'equatore ad un longitudine di 70°
ovest. La rappresentazione è fatta su un sistema di coordinate centrato sul satellite; il
satellite vede la sfera celeste ed una porzione di disco della Terra. Si noti la fortissima
distorsione delle caratteristiche geografiche (il satellite vede parte dell'America
Centrale e dell'America del Sud) dei paralleli e dei meridiani.

Figura IV.1.7: Distorsione delle caratteristiche geografiche da un satellite da 1000 km di


altezza; il sistema di coordinate è centrato sul satellite che "vede" la sfera celeste ed il disco della Terra.

Si vuole adesso analizzare brevemente la proiezione della traiettoria di un


satellite sulla superficie terrestre, cioè la "ground track" (GT). Localmente la GT è
"quasi" un cerchio massimo; è la traiettoria della proiezione del nadir del satellite

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IV.1 Geometria della sfera celeste

sulla superficie terrestre. Il "quasi" deriva dal fatto che, a causa della rotazione
terrestre, la GT è una spirale con uno spostamento (all'equatore) proporzionale al
periodo dell'orbita (Figura IV.1.8). Per un satellite in un'orbita circolare di
inclinazione i, la latitudine λ N e longitudine l del nadir, relativamente al nodo
N
ascendente, sono rispettivamente:

sen λ N = sen i sen ωt


(IV.16)
tan( l N + ω T t ) = cos i tan ωt

dove ω T = 0. 004178 gradi/s è la velocità di rotazione della Terra attorno il suo asse e ω è
la velocità angolare del satellite e t è il tempo misurato dall'istante in cui il satellite
passa per il nodo ascendente.
Per un satellite in un'orbita circolare, ω (gradi/s) è legata al periodoτ (minuti)
dalla

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ω= ≤ 0. 071 (IV.17)
τ

dove 0.071 gradi/s è la velocità angolare massima di un satellite in orbita circolare.

Figura IV.1.8: GT di un satellite.

IV.1.5. Moto apparente di un satellite per un osservatore sulla Terra

Anche per satelliti che hanno un'orbita perfettamente circolare, il moto apparente (da
Terra) di un satellite è molto complesso. Se l'osservatore è nel piano orbitale, il moto
apparente del satellite sarà un cerchio massimo che passa per lo zenith
dell'osservatore. Se l'osservatore è leggermente fuori dal piano orbitale, l'orbita
apparente sarà un cerchio nello spazio visto da fuori il piano del cerchio e proiettato
nella sfera celeste dell'osservatore. In generale le traiettorie dei satelliti sono molto
complicate e per ottenerle si usano programmi di simulazione STK (Satellite Tool Kit,
www.stk.com). Questi programmi includono anche i casi di orbite ellittiche.

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IV.1 Geometria della sfera celeste

Il caso che trattiamo brevemente in questa sezione è per un satellite in una LEO
circolare. Nella sezione che segue discuteremo alcune caratteristiche delle orbite
apparenti dei satelliti in orbita geosincrona equatoriale (GEO).
Nel caso di una LEO si suppone che nel periodo in cui il satellite passa sopra una
stazione a terra con un'orbita bassa si possano trascurare gli effetti della rotazione. La
geometria è rappresentata in Figura IV.1.9.

O (lo, λo)
nodo (l’nodo, λ’nodo) λmax
polo (l’polo, λ’polo)
O
∆Φ/2
SSP

Nodo A.

Figura IV.1.9: Geometria della "ground track" di un satellite relativamente ad un osservatore sulla
superficie della Terra.

L'area del cerchio centrato in O (la stazione a terra) rappresenta tutti i punti del
sub-satellite in cui l'elevazione del satellite è vista sotto un angolo ε > ε min , dove ε min è
un valore prefissato. Per un satellite che deve tramettere alla stazione a terra, un
valore ottimale è ε min = 5° .
Il cerchio tratteggiato rappresenta il luogo dei punti per cui il satellite è
all'orizzonte, ε = 0° . Una volta fissato il valore di ε min si calcolano λ max ,η max e Dmax per
i quali valgono le seguenti relazioni:

senη max = senρ cos ε min

λ max = 90° − ε min − η max


(IV.17)
RT senλmax = Dmax senη max

Il cerchio di raggio λ max centrato in O e definito dalla condizione di ε min è


l'orizzonte effettivo; quello tratteggiato, ε = 0° , è l'orizzonte vero.
Sia l nodo la longitudine del nodo ascendente definita rispetto la superficie della
Terra. l nodo aumenta di 360 gradi ogni 1436 minuti. Questo è il valore del periodo di
rotazione della Terra rispetto le stelle (non considerando le perturbazioni dell'orbita
che influiscono sul periodo). La caratteristica di moto solidale con la Terra permette

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IV.1 Geometria della sfera celeste

di definire un nodo ascendente istantaneo quello che è calcolato all'istante del


passaggio di un satellite sopra una stazione a terra; si indichi la sua longitudine con
l′nodo . Analogamente si definisce un polo dell'orbita istantaneo che ha coordinate
istantanee:

λ ′polo = 90° − i
(IV.18)
l′polo = l′nodo − 90°

Un satellite passerà sopra la stazione a terra se e solo se

tan λ O
sen( l O − l′nodo ) = (IV.19)
tan i

dove lO e λ O sono la longitudine e la latitudine della stazione a terra rispettivamente.


L'equazione precedente ha due soluzioni valide che corrispondono al passaggio
del satellite sopra una stazione a terra situata nella parte nord dell'orbita e sopra una
stazione situata nella parte sud. Per determinare quando, dopo il passaggio
all'equatore, il satellite passa sopra la stazione a terra (si suppone sempre un'orbita
circolare), si determina l'angolo µ fra il nodo ascendente e la stazione (misurato dal
centro della Terra):

sen λ O
sen µ = (IV.20)
sen i

Anche in questo caso si hanno due soluzioni valide che corrispondono a passaggi
al nord e sud dell'orbita rispettivamente.
La Figura IV.1.9 definisce i parametri del passaggio del satellite sopra la stazione
in termini di λmin ( λmin è 90° meno la distanza angolare misurata al centro della Terra
fra la stazione a terra ed il polo istantaneo dell'orbita all'istante del contatto). Dati i
valori di latitudine del polo dell'orbita e della stazione a terra, si deriva la seguente
relazione:

senλ min = senλ polo senλO + cos λ polo cos λO cos ∆l (IV.21)

dove ∆l è la differenza in longitudine fra la stazione ed il polo dell'orbita. Al punto di


minima distanza si calcolano i valori di ηmin , l'angolo di nadir minimo, ε max , l'angolo
di elevazione massimo, ed la minima distanza dell'orizzonte, Dmin :

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IV.1 Geometria della sfera celeste

senρsenλ min
tan η min =
1 − senρ cos λmin

ε max = 90° − λ min − η min


(IV.22)
RT senλmin = Dmin senη min

Nel punto di contatto più vicino, il satellite si muove perpendicolarmente alla


linea visuale dalla stazione a terra con velocità angolare massima data da

v sat 2π ( RT + h)
ϑɺmax = = (IV.23)
Dmin τDmin

Figura IV.1.10: Moto di un satellite ad un'altezza di 1000 km visto da un osservatore alla superficie
della Terra.

Infine è utile calcolare l'intervallo totale di azimuth coperto dal satellite visto dalla
stazione a terra ed il tempo totale di vista:
∆φ tan λ min
cos =
2 tan λ max
(IV.24)
τ cos λ max
T= cos −1
180° cos λ min

In Figura IV.1.10 si danno esempi di GT per un satellite che ha i seguenti


parametri orbitali: h=1000 km, τ=105 min, ρ=58.9°, i=28.5°, λpolo =61.5°, lpolo=100°. La
stazione a terra è alle Hawaii (λO=22°, lO=100°). Se si assume che la minima
elevazione osservabile è εmin=5°, si trova che ηmax=59.4°, λmax=25.6°, Dmax=3202 km.
Inoltre l'equazione IV.1.20 dà λmin=14.7° e quindi ηmin=53.2°, εmax=22.1° e Dmin=2021
km, ϑɺ = 12.6°, ∆φ=113.6°, e τ=12.36 minuti.

IV.1.6. Satelliti in orbita geosincrona

In questa sezione si analizza brevemente il moto giornaliero apparente di satelliti in


orbita geosincrona situati sopra una data zona equatoriale.
L'altezza dell'orbita è 35786 km per un periodo di rotazione di 1436 minuti, cioè il
periodo siderale della rotazione della Terra. Si assume, per comodità, che
l'osservatore è al centro della Terra. La descrizione del moto visto da un osservatore
sulla superficie della Terra è molto più complessa a causa dei differenti punti di vista.
I risultati generali, tuttavia, sono gli stessi.

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IV.1 Geometria della sfera celeste

Ci sono due componenti principali del moto: la componente est-ovest e quella


nord-sud. La prima è uno spostamento apparente in longitudine lungo l'arco
geostazionario dalla posizione nominale d'orbita. La seconda è uno spostamento
apparente perpendicolare al piano dell'equatore.
Una delle cause dello spostamento est-ovest è da ricercarsi nella forma ellittica
della sezione equatoriale della Terra (vedi II.6). La distribuzione asimmetrica della
massa della Terra attorno l'equatore produce quattro punti di equilibrio per un'orbita
geostazionaria: due stabili a longitudini 75°E e 105° W (lungo la linea dell'asse
minore della Terra) e due instabili a 165° E e 15° W, lungo l'asse maggiore. Si hanno
cioè separazioni di 90° fra punti stabili ed instabili. I satelliti che sono in una
posizione intermedia fra punti di equilibrio possono trovarsi in una di queste due
situazioni:

1. Se la componente tangenziale della forza gravitazionale ha la stessa


direzione del moto del satellite (da ovest ad est) il satellite acquista energia,
quindi l'altezza dell'orbita aumenta, diminuisce la velocità orbitale ed
aumenta il periodo. Il satellite si sposta verso il punto di equilibrio stabile
più vicino.
2. Una volta superato il punto di equilibrio, il satellite risente di una forza
opposta alla direzione di moto, che riduce la sua energia. L'altezza
dell'orbita diminuisce ed il satellite accelera; diminuisce così il periodo
orbitale, il satellite ritorna alla posizione di equilibrio stabile ed il ciclo
continua.

Un'analisi del moto del satellite mostra che, se il moto rimane non corretto, il
satellite tenderà ad oscillare attorno una posizione di equilibrio stabile con una
velocità massima di 0.4° al giorno e con un periodo di 840 giorni (periodo di
librazione). Naturalmente, un satellite operativo deve rimanere entro una regione
prefissata; a tal fine si usano i motori a getto per le opportune correzioni d'orbita. Un
valore tipico di variazioni di velocità del satellite è dell'ordine di 2 m/s/anno.
Un'altro effetto che influisce sulla componente est-ovest del moto è il vento solare.
L'effetto del vento solare, di aumentare l'eccentricità dell'orbita, è schematizzato in
Figura IV.1.11. L'eccentricità dell'orbita causa un'oscillazione est-ovest di ampiezza
we = ±360° e π . Anche in questo caso si usano i motori a getto per le correzioni. Di
solito si combinano opportunamente le correzioni d'orbita per correggere i due
effetti. Si noti che entrambi gli effetti producono un moto del satellite sul piano
dell'orbita che si manifesta come spostamento est-ovest.

Figura IV.1.11: Effetto del vento solare su un'orbita geostazionaria: l'eccentricità aumenta da a) a c).
A, Apogeo; P, perigeo; a, semiasse maggiore.

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IV.1 Geometria della sfera celeste

La ragione della forma ad otto (o analemma) è che il moto del satellite lungo la
sua orbita inclinata tenderà alternativamente a ritardare rispetto la rotazione
uniforme della Terra e poi a raggiungerla.
Analogamente le perturbazioni dovute alla gravità del Sole e della Luna si
manifestano come uno spostamento apparente in latitudine che richiede un
correzione del piano dell'orbita (nord-sud). Poichè il Sole e la Luna non sono
complanari con un'orbita geostazionaria equatoriale, la componente della loro
attrazione gravitazionale che è perpendicolare al piano dell'orbita del satellite ne fa
aumentare l'inclinazione. L'inclinazione produce una forma ad otto di metà altezza h
e metà larghezza wi :

h = ±i
tan wi =
1
sec i − cos i ≈ tan 2
i (IV.25)
2 2

Figura IV.1.12: Moto apparente diurno di un satellite in un'orbita geostazionaria inclinata di 4°.

Il satellite appare spostarsi in latitudine come è indicato in Figura IV.1.12.


L'attrazione gravitazionale del Sole e della Luna produce un aumento di inclinazione
massimo di circa 15° in 27.5 anni. Poichè le correzioni del piano dell'orbita richiedono
molto più combustibile che quelle nel piano dell'orbita, un valore tipico delle
variazioni di velocità necessarie è dell'ordine di 50 m/s/anno.
In generale, gli effetti del vento solare (che modifica l'eccentricità dell'orbita) e
della gravità del Sole e della Luna (che modificano l'inclinazione) si sovrappongono.
Si ottengono due forme possibili dell'orbita a seconda della prevalenza del primo o
del secondo effetto (vedi Figura IV.1.13).

Figura IV.1.13: Moto apparente diurno di un satellite sotto gli effetti combinati di inclinazione ed
eccentricità.

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