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PAESE :Italia AUTORE :Giuseppe Travaglini

PAGINE :7
SUPERFICIE :23 %
Repubblica Affari e
PERIODICITÀ :Settimanale

26 novembre 2018

Il commento

Un Paese
fermo nel guado
i soldivannospesi
nell’innovazione
giuseppe travaglini *
le-territoriale). Insom-
ma,alla
produttività e al-
latecnologia. E atutte
quelle competenze ove
L’obiettivo di fondo dovrebbe essere lanostra economia resta
l’aumento della produttività che invece deficitaria. Siadi mezzi
che di conoscenze.
continua a rallentare: così frena lo sviluppo Mail dibattito naziona-
n Italialaproduttività continua arallentaree le sembra più interessa-

I si amplialadistanzacon Franciae Germania.


Si allarga
ancheil gaptrail Pil pro capiteitalia-
to aitemi di governance
che aquelli del progres-
no e quello medio europeo. E cresce anostro so tecnologico. È il caso
sfavore lo “spread tecnologico” che allontanasempre dellaTim. L’ultimo colpo
più l’Italiadaileadereuropei. Un’involuzione che trova di scenaè statolanomi-
un qualche limitato ristoro nel contributo dei fondi strut- na del nuovo ad, Luigi
turali europei. In Italiatrail 1992 ed il 2014 l’impatto dei Gubitosi. Unavicenda in
fondi Ue su produttività e tecnologia è statopositivo. Ma
i volumi di spesasono limitati. E quelli afavoredell’Italia
restano troppo spesso inutilizzati. I numeri dell’ultima
programmazione europea 2014-20 confermano questa
“virtù” tutta italica.Ad oggi, dei 42 miliardi di fondi strut-
turali stanziatianostro favore ne sono stati spesi solo
l’8%. E nelle regioni del Sud, come laSicilia, laspesara-
sentalo zero. E similmente restano nellanebulosa dei de-
sideri gli impegni per il biennio 2018-2020. Ci si può la-
mentare dell’Europa, mabisognaessere consapevoli del-
le nostre lacune.Politiche e amministrative. Specialmen-
te quando l’Italiaè con 73.6miliardi (complessivi) il se-
condo paese beneficia-
rio della Ue. E ancor di
più quando i fondi strut-
turali della StrategiaEu-
ropa2020 sono finalizza-
ti alla
crescita intelligen-
te (conoscenza e innova-
zione), allasostenibilità
(ambiente e sviluppo) e
all’inclusione (occupa-
zione e coesione socia-
le-territoriale). Insom-

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PAESE :Italia AUTORE :Giuseppe Travaglini
PAGINE :7
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Repubblica Affari e
PERIODICITÀ :Settimanale

26 novembre 2018

Gubitosi. Unavicenda in
cui si scontrano i destini di Vivendi, ostile alla nuovo as-
setto proprietario, con quelli del fondo americanoEl-
L’opinione
liott, in collaborazione con Cassa depositi e prestiti più
vicina agliinteressi del governo. Obiettivo della nuova
proprietà è lacessione della rete telefonica aun gestore
esterno, sullafalsarigadi Ternaper l’elettricità. Unaces- Il dibattito nazionale
sione che potrebbe originare profitti dacapogiro per El- sembra più
liott, che non può essere l’azionistadi riferimento. Ma
che lascerebbe aTim i debiti pregressi. Unavisione oppo- interessato
staaquelladi Vivendi che punta amantenere laproprie- ai problemi di
tà dellarete, e all’integrazione verticale con i media, per
veicolare in un pacchetto unico telefonia, dati e inter- governance che a
net. Dal1997,l’ennesima contesa per il controllo di Tim quelli del progresso
che hacomplessivamente subito unaperdita del 77% del
suo valore, mentre quello medio europeo dei competi- tecnologico:
tors è cresciuto del 48%. E tutto ciò mentre in Italia7 mi- ma così si
laareeindustriali su 11milanon hanno lafibra ottica. E
1700 mancanodellacomunissima banda larga,
con il 13% approfondisce il gap
ancorascoperto o con un Adsl abassa performance. verso Francia,
È statoosservato che il sistema-Italiahadisperso da
tempo il proprio modello di sviluppo. O meglio che negli Germania e gli altri
ultimi decenni non è statocapacedi sintetizzare unavi- concorrenti,
sione coerente con le granditrasformazioni in atto.La ri-
voluzione digitale, laglobalizzazione, l’euro. È in questo anche sotto il profilo
triangolo che passa lariqualificazione del sistema pro- del Pilpro capite
duttivo, il rinnovamento tecnologico e lacapacitàdi tor-
nare competitivi nel contesto internazionale. Maladi-
stanzadall’Europa aumenta.E lo spread tecnologico
non si combatte solamente con gli assetti proprietari e il
duello tracapitalepubblico e privato. Macon concrete
politiche di investimento e innovazione. Restare nel gua-
do è rischioso. Penail declino del Paese.
* Ordinario di Politica economica
Università di Urbino Carlo Bo

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