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Fonetica

Norvegese
a cura di
Marco Quaranta
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Fonetica norvegese.

Introduzione.
Le tabelle successive mostrano le lettere singole e le combinazioni con i loro principali suoni. Ovviamente
date le tante varianti della pronuncia norvegese non hanno alcuna pretesa di completezza ma servono co-
me orientamento generale. Sempre per lo stesso motivo non sono riportate le eccezioni della pronuncia.
La scrittura delle pronunce utilizza gli standard dell’IPA, specificando quando se ne discosta.
I simboli ' e ˌ indicano, rispettivamente, un accento primario e un accento secondario. Sono sempre inseriti
prima della sillaba che contiene la vocale su cui cade l’accento.
Il simbolo ː indica una vocale lunga. Le consonanti lunghe, invece, sono trascritte usando le doppie perché
ho ritenuto fosse più intuitivo.
Quando la colonna “Suono” contiene il carattere /, indica che la lettere è muta. Ho preferito usare questo
simbolo invece di quello ufficiale dell’IPA ∅ perché si può confondere con la lettera Ø.
La colonna “Vincoli ortografici” indica in quali condizioni ortografiche la lettera assume il suono specificato.
Se è vuota, significa che non ci sono vincoli e quindi la lettera si pronuncia sempre allo stesso modo.
La colonna “Esempi” può essere è divisa in due parti. In questo caso, la prima contiene esempi del suono
nelle lingue più note (specificate tra parentesi), la seconda contiene esempi in norvegese con fonetica e
traduzione.
Ho preferito lasciare vuote le caselle degli esempi che mi avrebbero costretto a usare lingue poco conosciu-
te. Questa colonna, infatti, serve come punto di riferimento per capire il suono, citare un esempio di una
lingua australiana non mi sembrava molto utile!
Non ci sono esempi in altre lingue nelle tabelle dei dittonghi e dei nessi consonantici perché sono suoni
molto caratteristici e avrebbe avuto poco senso andarli a ricercare in altre lingue.

Se trovate errori non esitate a segnalarmelo a uno degli indirizzi a pagina due.

Nota sull’IPA e sulla pronuncia.


Per scrivere la pronuncia delle parole e delle lettere ho confrontato svariati siti, corsi e dizionari on line
(oltre ovviamente al corso e al ricevimento). Purtroppo ho trovato generalmente una varietà di interpreta-
zione vastissima e non so se ciò è dovuto al fatto che ci sono tante sfumature di pronuncia in Norvegia, a
convenzioni non meglio specificate oppure alla poca accortezza.
Alla fine confrontando varie fonti ho scelto di usare una certa uniformità di simboli. Per tale motivo potreste
trovare on line una lieve differenza a seconda del sito consultato.
I suoni che ho scelto di usare sono indicati in grassetto.
Il simbolo [ɕ], caratteristico di digrammi e trigrammi, è spesso indicato con [ʃ]. La differenza è minima, il
primo (che è il suono originale della SH della parola giapponese “sushi”) è leggermente più schiacciato del
secondo (che è il suono SC della parola italiana “sciare”). Per pronunciarlo meglio è possibile allargare le
due punte delle labbra mentre si pronuncia il suono italiano.
Le consonanti D e T sono alveolari (come in inglese) e non dentali (come in italiano). Il loro simbolo quindi
è rispettivamente [d] e [t]. Per pronunciarle correttamente la punta della lingua deve stare vicino alla base
dei denti (alveoli dentali), cosa che non accade nella pronuncia italiana (la lingua è più giù).
La R ha creato non pochi problemi. Non è perfettamente chiaro se è una consonante monovibrante [ɾ] o
polivibrante [r], vari testi consultati sostengono la prima tesi, altri la seconda. Poiché è spesso una R meno
marcata dell’italiano ma più dell’inglese, ho preferito dare credito a chi ha usato il suono polivibrante. Per
questo motivo ho usato il secondo simbolo. Ricordate in ogni caso che è una R più lieve di quella italiana.
Il simbolo [ç] indica il suono tedesco dell’ich-laut, quello della parola “ich” per intenderci, e lo troviamo
quando la K precede alcune vocali e nel digramma TJ anche se, in quest’ultimo caso, è lievemente più a-
vanzato.
Ho evitato di specificare i vari suoni delle nasali in base alla consonante successiva quando non creano cop-
pie minime. Pertanto i suoni della N che sono indicati sono soltanto [n] e [ŋ]. Non ne ho inseriti altri per
non appesantire la trattazione, anche perché la loro pronuncia è come in italiano e viene naturale (per e-
sempio nella sequenza NF la N si pronuncia [ɱ] in modo automatico).
La pronuncia delle retroflesse può essere complicata all’inizio (soprattutto se non avete un accento del sud
Italia). Un trucco per pronunciarle è enfatizzare la curva all’indietro della lingua puntandola sul palato (per
prendere le misure!) e poi pronunciare la consonante corrispondente come se non fosse retroflessa. Con le
occlusive come D, T funziona benissimo. Per N, L, S servirà un po’ più di allenamento.
Le consonanti doppie non sono intense come in italiano ma neanche del tutto assenti come in inglese. An-
che in questo caso la pronuncia corretta è intermedia tra le due lingue.

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L’ultima difficoltà, ma forse la più grande, è data dalle vocali. Spesso la differenza tra i suoni è minima e il
fatto che in italiano ne abbiamo solo sette, non ci aiuta. Un trucco è avere chiaro dove si trovano le vocali e
prendere come punti di riferimento quelle che conosciamo in italiano.
Ricordate per prima cosa che la A norvegese e la A italiana sono diverse sebbene in molti siti riportino un
simbolo simile. La A italiana si pronuncia [a] mentre quella norvegese si pronuncia [ɑ], quindi è legger-
mente più spostata all’interno della bocca. Userò sempre e soltanto il secondo simbolo.
Per esempio [i] e [u] sono due vocali situate all’estremità della stessa posizione di pronuncia. La prima è
anteriore e la seconda è posteriore. La vocale [ʉ] si trova in una posizione intermedia quindi se partiamo
da una delle due estreme e passiamo all’altra con una sola emissione di fiato, comprenderemo necessaria-
mente quella che si trova al centro.
In alcuni siti ho trovato un uso spropositato della schwa [ә], soprattutto se sono curati da inglesi che la
usano tantissimo. Negli esempi ho diminuito la sua frequenza dopo essermi reso conto che molte parole
venivano pronunciate facendo sentire la E invece che leggendola come schwa. In ogni caso, ricordate che
spesso la E dell’articolo determinativo enclitico prende questo suono.
Un altro problema lo possono portare le vocali arrotondate anteriori. Sia perché il norvegese ha anche le
corrispondenti non arrotondate e i suoni sono distinti, sia perché in italiano non le abbiamo. In questo caso,
sono avvantaggiati quelli che hanno un accento del nord Italia in cui spesso possiamo trovarle.
Un trucco per pronunciarle è avere chiaro il suono della vocale corrispondente non arrotondata (fortunata-
mente quelle anteriori sono quasi tutte presenti in italiano) e poi muovere le labbra fino a farle formare un
cerchio mentre si pronuncia la vocale.
Nella tabella seguente ecco la relazione tra vocale arrotondata e vocale non arrotondata per tutte quelle del
norvegese. Se una casella è vuota, significa che non esiste la corrispondenza.
La lunghezza della vocale non influisce e quindi non è tenuta in considerazione.
Le vocali italiane sono evidenziate in grigio.

Non arrotondata Arrotondata


[ɑ]
[e] [ø]
[ɛ] [œ]
[ә]
[i] [y]
[ɪ] [ʏ]
[u]
[ʊ]
[ʉ]
[æ]
[o]
[ɔ]

Tutti i trucchi di pronuncia che ho elencato derivano da un po’ di passione per la fonetica e da un po’ di
esperienza personale (oltre che, ovviamente, da consultazione di testi, siti e dal ricevimento!). Non preten-
do siano i migliori né tantomeno gli unici, ovviamente. Se qualcuno ne conosce altri, magari più efficaci o
semplicemente diversi, lo dica pure senza problemi perché ci semplifica le cose.
Per qualsiasi approfondimento vi consiglio di consultare la pagina ufficiale dell’IPA oppure le sue pagine in
italiano e in inglese su Wikipedia, che, personalmente, trovo più chiare del sito ufficiale.

L’alfabeto.

L’alfabeto norvegese ha 29 lettere che possono essere suddivise in:

19 consonanti;
9 vocali
1 semivocale, che può essere chiamata anche semiconsonante.

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Le vocali si possono dividere in due gruppi:

Vocali anteriori o palatali: E, I, Y, Æ, Ø.


Vocali posteriori o velari: A, O, U, Å.

La distinzione è importante perché alcune consonanti sono pronunciate in modo diverso in base al gruppo
di vocali che le seguono.

Le consonanti C, Q, W, X, Z sono rare e si trovano più che altro in parole di origine straniera.

Nella tabella seguente possiamo vedere il dettaglio delle lettere con le pronunce.

Lettera Nome Suono Vincoli ortografici Esempi


in fine di parola o
[ɑː] seguita da una sola Father (inglese) Adel ['ɑːdәl] (nobiltà)
A, a [ɑː] consonante
seguita da due o più
[ɑ] Château (francese) Aksel ['ɑksel] (asse)
consonanti
B, b [beː] [b] Botte (italiano) Bakke ['bɑkke] (collina)
prima di consonanti
[k] Casa (italiano) Cup [kʉːp] (coppa)
o A, O, U, Å
C, c [seː]
prima di E, I, Y, Æ,
[s] Sole (italiano) Cent [sent] (centesimo)
Ø
[d] Dog (inglese) Dag [dɑːg] (giorno)
può esserlo a fine
/ Land [lɑn] (terra)
parola dopo N
D, d [deː] può esserlo a fine
/ Med [meː] (con)
parola dopo vocale
a fine parola dopo L
/ Cald [kɑl] (freddo)
oR
in fine di parola o
Ekorn ['eːkurɳ]
[eː] seguita da una sola Pece (italiano)
(scoiattolo)
consonante
E, e [eː] seguita da due o più
[ɛ] Dietro (italiano) Eddik ['eddik] (aceto)
consonanti
in casi poco fre-
[ә] Writer (inglese) Ille ['illә] (male)
quenti
F, f [ef] [f] Faccia (italiano) Felg ['felg] (bordo)
prima di consonanti
[g] Gatto (italiano) God [guː] (buono)
o A, O, U, Å
prima di E, I, Y, Æ,
[j] Ieri (italiano) Geit [jæɪt] (capra)
Ø
può esserlo a fine di
/ Ting [tiŋ] (cosa)
parola
G, g [geː]
a fine di parola do-
/ Deilig ['dæɪlɪ] (delizioso)
po I
a inizio di parola
/ Geld [jel] (debito)
prima di J
nel finale di alcune
[æɪ] Meg [mæɪ] (me)
parole dopo G
[h] prima di una vocale Hot (inglese) Hode ['huːdә] (testa)
H, h [hoː] prima di una conso-
/ nante o una semi- Heir (inglese) Hjelpe ['jelpә] (aiuto)
vocale
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Lettera Nome Suono Vincoli ortografici Esempi
in fine di parola o
[iː] seguita da una sola Sheep (inglese) Iling ('iːlɪŋ) (brivido)
I, i [iː] consonante
seguita da due o più
[ɪ] Bit (inglese) Indre ['ɪndɾe] (interno)
consonanti
J, j [jeː] [j] Ieri (italiano) Jeg [jæɪ] (io)
prima di consonanti
[k] Casa (italiano) Kake ('kɑːke) (torta)
o A, E, O, U, Ø , Å
K, k [koː]
[ç] prima di I, Y, Æ Ich (tedesco) Kino ['çiːnu] (cinema)

L, l [el] [l] Luna (italiano) Lår [loːr] (coscia)


M, m [em] [m] Mare (italiano) Mål [moːl] (obiettivo)
prima di vocali o
Nåde ['noːdә]
[n] consonanti diverse Neve (italiano)
(clemenza)
N, n [en] da K e G

[ŋ] prima di K o G Inganno (italiano) Engel ['eŋәl] (angelo)


in fine di parola o
[uː] seguita da una sola Muro (italiano) Ord [uːr] (parola)
O, o [uː] consonante
seguita da due o più Offentlig ['ʊffәntlɪ]
[ʊ] Book (inglese)
consonanti (pubblico)
P, p [peː] [p] Pesce (italiano) Påle ['poːle] (palo)
Q, q [kʉ] [kv] Quader (tedesco) Quiz [kvis] (quiz)
R, r [ær] [r] Ramo (italiano) Ran [rɑːn] (rapina)
S, s [es] [s] Sole (italiano) Sal [sɑːl] (sala)
[t] Ten (inglese) Tak [tɑːk] (soffitto)
T, t [teː] può esserlo a fine di
/ Flyet ['flyːe] (l'aereo)
parola dopo vocale
in fine di parola o
[ʉː] seguita da una sola Uke ['ʉːke] (settimana)
U, u [ʉː] consonante
seguita da due o più
[ʉ] Ull [ʉl] (lana)
consonanti
V, v vo [veː] [v] Vento (italiano) Varg [vɑɾg] (lupo)

W, w ['dobeltˌ veː] [v] Vento (italiano) Watt [vɑtt] (Watt)


Xenofobi ['ksenofobi]
X, x [eks] [ks] Tax (inglese)
(xenofobia)
in fine di parola o
[yː] seguita da una sola Yr [yːɾ] (pioggerella)
Y, y [yː] consonante
seguita da due o più
[ʏ] Yndig ['ʏndɪ] (carino)
consonanti

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Lettera Nome Suono Vincoli ortografici Esempi
in fine di parola o
[yː] seguita da una sola Yr [yːɾ] (pioggerella)
Y, y [yː] consonante
seguita da due o più
[ʏ] Yndig ['ʏndɪ] (carino)
consonanti
Z, z [set] [s] Sole (italiano) Zoo [suː] (zoo)
in fine di parola o
[æː] seguita da una sola Ære ['æːɾә] (onore)
Æ, æ [æː] consonante
seguita da due o più
[æ] Cat (inglese) Ærlig ['æɾlɪ] (onesto)
consonanti
in fine di parola o
[øː] seguita da una sola Schön (tedesco) Øre ['øːre] (orecchio)
Ø, ø [øː] consonante
seguita da due o più
[œ] Jeune (francese) Økt [œkt] (aumento)
consonanti
in fine di parola o
[oː] seguita da una sola Dono (italiano) Åpen ['oːpen]
Å, å [oː] consonante
seguita da due o più Åndelig ['ɔndelɪ]
[ɔ] Uomo (italiano)
consonanti (spirituale)

I dittonghi.

In norvegese esistono cinque dittonghi principali.


Nella tabella successiva possiamo vedere quali sono.

Dittongo Suono Esempio


AI [ɑɪ] Fair [fɑɪr] (fiera)

AU [æʉ] Raus [ræʉs] (generoso)

EI [æɪ] Deig [dæj] (impasto)

OY [ɔy] Soya ['sɔya] (soia)

ØY [œy] Høyst [hœyst] (estremamente)

I digrammi e i trigrammi.

I nessi consonantici di due o tre lettere hanno alcuni dei suoni più particolari del norvegese.
Nella tabella successiva possiamo vedere quali sono.

Nesso consonantico Suono Vincoli ortografici Esempio


CH [ɕ] Chakra ['ɕɑkrɑ] (chakra)

KJ [ɕ] Kjapp [ɕɑpp] (rapido)

[lg] prima di A, O, U, Å Helga ['hɛlga] (il fine settimana)


LG
[lj] prima di E, I, Y, Æ, Ø Selger ['sɛljer] (venditore)

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Nesso consonantico Suono Vincoli ortografici Esempio
RD [ɖ] Absurd [ɑb'sʉɖ] (assurdo)

[rg] prima di A, O, U, Å Organ [ɔr'gɑːn] (organo)


RG
[rj] prima di E, I, Y, Æ, Ø Ferge ['fɛrje] (tragetto)

RL [ɭ] Dårlig [dɔːrlɪ] (male)

RN [ɳ] Fjern [fjɛɳ] (lontano)

RS [ʂ] Barsk [bɑʂk] (grezzo)

RT [ʈ] Ekspert [ɛkˈspɛʈ] (esperto)

SJ [ɕ] Sjalu [ɕɑlʉː] (geloso)

[ɕ] prima di I, Y, EI Skift [ɕift] (spostamento)


SK
prima di A, E, O, U, Æ,
[sk] Skadelig [ˈskɑːdelɪ] (dannoso)
Ø, Å
SKJ [ɕ] Skjær [ɕæːr] (taglio)

TJ [ç] Tjene ['çeːne] (servire)

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