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che morse il gatto

Alla fiera dell'est che si mangiò il topo


che al mercato mio padre comprò. La serie dei numeri
Alla fiera dell'est, Alla fiera dell'est,
per due soldi per due soldi E tu bel bimbo, bimbo mio dolce dimmi cosa vuoi
un topolino mio padre comprò. un topolino mio padre comprò. che io ti canti?
Alla fiera dell'est, "Cantami dei numeri la serie sino a che io oggi non
per due soldi la impari". Unica è la morte. Niente oltre niente di
un topolino mio padre comprò. La favola degli Aironi più.
E venne il gatto, Ma due i buoi legati al carro e sono tre le parti del
che si mangiò il topo È là mondo
che al mercato mio padre comprò. che la terra si è chinata quattro le pietre di Merlino che affilano le spade
E venne il gatto, a raccogliere ogni cosa degli eroi.
che si mangiò il topo che il tempo ha abbandonato Unica è la morte. Niente oltre niente, di più.
che al mercato mio padre comprò. lasciato dietro a sè... E sul cammino che il tempo fa cinque finora sono
Alla fiera dell'est, E il vento senza fine le età
per due soldi che logora le dune e sono sei le erbe che nel calderone il nano
un topolino mio padre comprò. di spiagge così grigie... mescolerà iarallarallallallalla
E venne il cane, e i corvi dell'inverno E sette sono i Soli sette le Lune otto sono i fuochi
che morse il gatto si sono ormai posati, accesi a maggio
che si mangiò il topo è là dove svanisce attorno alla fontana sono nove le fanciulle che
che al mercato mio padre comprò. l'orizzonte. danzano alla Luna Unica è la morte. Niente oltre
Alla fiera dell'est, È là niente, di più.
per due soldi che l'ultimo dei semi E dieci vascelli sono venuti portandoci la guerra da
un topolino mio padre comprò. non ha lasciato frutto lontano
E venne il bastone, e la terra ha ormai scordato undici i guerrieri sono tornati quand'erano trecento
che picchiò il cane che tanti anni fa a partire Unica è la morte. Niente oltre niente di
che morse il gatto a un vento profumato più.
che si mangiò il topo distesero gli aironi E sul cammino che il tempo fa cinque finora sono
che al mercato mio padre comprò. le ali colorate... le età
Alla fiera dell'est, e i corvi dell'inverno e sono dodici i mesi che giorno per giorno da
per due soldi si sono ormai posati, sempre segnando va iarallarallallallalla.
un topolino mio padre comprò. è là dove svanisce E dodici ancora sono i segni che tu vuoi leggere
E venne il fuoco, l'orizzonte.. nel cielo
che bruciò il bastone guerra tra di loro han dichiarato questa che ti canto
che picchiò il cane sarà la fine Unica è la morte. Niente oltre niente di
che morse il gatto più.
che si mangiò il topo Il vecchio e la farfalla Ed allora la tromba suonerà avremo fuoco e tuono,
che al mercato mio padre comprò. pioggia e vento
E venne l'acqua, La grande quercia la serie dei numeri è finita per lui lo sai che non c'è
che spense il fuoco che da sempre vegliava, serie
che bruciò il bastone come un custode al confine del prato, unica la morte e due i buoi e tre le parti e quattro le
che picchiò il cane lo vide, un giorno apparire da lontano: pietre, cinque le età e sei le erbe
che morse il gatto un vecchio uomo dal passo un po'lento... e sette sono i Soli e sette le Lune, otto sono i
che si mangiò il topo "Vieni, vecchio uomo, il tuo riposo io sarò, fuochi e nove le fanciulle
che al mercato mio padre comprò. il tuo corpo stanco in un dolce abbraccio ma dieci i vascelli e undici i guerrieri e dodici i
Alla fiera dell'est, accoglierò. segni
per due soldi Vieni, vecchio uomo il tuo riposo io sarò, e dodici i mesi e unica è la morte da sempre madre
un topolino mio padre comprò. al canto delle fronde il tuo capo cullerò". del dolore.
E venne il toro, Il vecchio uomo
che bevve l'acqua alla quercia si affidò
che spense il fuoco e dolcemente, poi si addormentò... Il dono del cervo
che bruciò il bastone L'uomo dormiva
che picchiò il cane e tra sè sorrideva, Dimmi, buon signore
che morse il gatto col vecchio capo appoggiato alla mano: che siedi così quieto,
che si mangiò il topo sognò di essere diventato farfalla, la fine del tuo viaggio
che al mercato mio padre comprò. di avere lasciato il suo vecchio corpo... che cosa ci portò?
Alla fiera dell'est, la farfalla gialla su di un altro fiore si posò, Le teste maculate di feroci tigri
per due soldi di essere un vecchio uomo addormentato poi per fartene tappeto le loro pelli?
un topolino mio padre comprò. sognò. Sulle colline,
E venne il macellaio La farfalla gialla su di un altro fiore si posò fra il quarto e il quinto mese,
che uccise il toro di essere un vecchio uomo addormentato poi io, per cacciare,
che bevve l'acqua sognò. da solo me ne andai.
che spense il fuoco L'uomo dormiva E fu così che, col cuore in gola,
che bruciò il bastone e tra sè sorrideva un agguato al daino io tendevo,
che picchiò il cane col vecchio capo appoggiato alla mano: ed invece venne il cervo
che morse il gatto la farfalla gialla su di un altro fiore si posò che, davanti a me, si fermò.
che si mangiò il topo di essere un vecchio uomo addormentato poi E fu così, che col cuore in gola,
che al mercato mio padre comprò. sognò. un agguato al daino io tendevo,
E l'angelo della morte La farfalla gialla su di un altro fiore si posò ed invece venne il cervo
sul macellaio di essere un vecchio uomo addormentato poi che, davanti a me, si fermò.
che uccise il toro sognò. "Piango il mio destino:
che bevve l'acqua io presto morirò
che spense il fuoco ed in dono allora
che bruciò il bastone Canzone per Sarah a te io offrirò
che picchiò il cane queste ampie corna,
che morse il gatto Bambino mio, mio buon signore,
che si mangiò il topo ti porta il mare, dalle mie orecchie
che al mercato mio padre comprò. ti culla l'onda, tu potrai bere,
Alla fiera dell'est, ti veste il fuoco. un chiaro specchio
per due soldi E calde le tue piume, sarà per te il mio occhio,
un topolino mio padre comprò. chicco di grano... con il mio pelo
E infine il Signore nuvola sottile, pennelli ti farai.
sull'angelo della morte piccole mani; Se la mia carne cibo ti sarà,
sul macellaio e là dove sarai la mia pelle ti riscalderà
che uccise il toro ti porto il mare, e sara il mio fegato
che beve l'acqua se il mare è asciutto, che coraggio ti dara.
che spense il fuoco il mio dono è pioggia... E così sarà, buon signore,
che bruciò il bastone Ma dormi il tuo riposo, che il corpo del tuo vecchio servo
che picchiò il cane e ti darò il vento, sette volte darà frutto,
che morse il gatto se il vento è tempesta sette volte fiorirà.
che si mangiò il topo lo caccerò lontano. Dimmi buon signore
che al mercato mio padre comprò. Ma dormi e non pensare, che siedi così quieto
E infine il Signore avrai un amico cane, la fine del tuo viaggio
sull'angelo della morte e abbaierà alla luna che cosa ci portò?
sul macellaio e i rospi nel fossato Che cosa ci portò?
che uccise il toro e il tuo campo di dalie
che bevve l'acqua e l'albero di pino
che spense il fuoco e l'ombra dei suoi rami... Il funerale
che bruciò il bastone Ma racconta a me i dolori
che picchiò il cane perchè già sai. Se viene la sera
compagno non avrai,
da solo farai la tua strada...
E allora la prima sarà la faina,
verrà per portarti paura.
Se non la fuggirai,
sorella ti sarà,
è lei che davvero conosce
l'ordine segreto che il fiume conduce,
per il tuo passo il sentiero sicuro.
Se viene la sera
compagno non avrai,
da solo farai la tua strada...
Sarà solo allora che da te verrà il lupo,
verrà per portarti paura.
Se non lo fuggirai
fratello ti sarà,
è lui che davvero conosce
il passo segreto che il monte ferisce,
per il tuo capo il riparo sicuro.
Seguendo la via
che va verso il lago,
tu troverai la sorgente,
ritroverai la collina dei giochi,
e là tu deponi il tuo cuore.

L'uomo e la nuvola

Lui l'amò
come la vide:
così bianca e inafferrabile.
"Lontana sei
ed io non ho
la scala per il cielo".
Lei serena lo guardò
ed al vento si distese...
lui non seguì sospirando
lei che, per gioco, navigava per il cielo.
Lunghi anni
lui l'amò:
sempre bianca e inafferrabile.
"Crudele sei
e il tuo candore
nasconde solo gelo".
Lei turbata lo guardò
e al suo pianto poi si arrese...
ed una tenera pioggia
lei gli donò
consumandosi d'amore.

Sotto il tiglio

Sotto il tiglio, là nella landa,


là dove era il nostro letto,
voi che passate potrete vedere
come rompemmo fiori ed erba.
Davanti al bosco cantava l'usignolo
e di fiori lei fece un giaciglio.
Riderà chi passi per di là,
guardate com'è rossa la sua bocca.
Sotto il tiglio, là nella landa,
noi rompemmo fiori ed erba,
dalle rose potrete vedere
dove io posai la testa.
Se saprete che lei era con me,
questo non sarà certo mai vergogna,
era lei la donna che volevo
per esser chiamato col mio nome.
Sotto il tiglio, là nella landa,
la radica si abbraccia al giglio,
voi che passate potrete vedere
come son cresciuti insieme.
Lei con me rimase solo un anno,
ma con oro poi intrecciò le chiome
e se ne andò: io amavo uno sparviero,
in alto si levò e volò via.
Sempre và a caccia di nubi
il vento e non può mai fermarsi
ma la bellezza è ancor più veloce;
troppo lento per lei il vento.
Così è la nostra vita e il mondo
come il vento e nube fugge via.
Così è la nostra vita e il mondo
come il vento e nube fugge via.