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È impossibile sintetizzare la Storia della Medicina in poche righe, in poche pagine, persino

in pochi volumi. È una storia lunghissima e in costante crescita, una storia che ha radici
profonde, che ha origine in ogni punto del globo.
Ma una cosa è certa: è stata scritta dagli uomini e per gli uomini.
Per questo in questo post vi proporrò la storia della Medicina occidentale, in formato molto
ridotto, parlandovi delle vite del lavoro di alcuni grandi uomini, che hanno dedicato la loro
esistenza alla ricerca, all'insegnamento, alla scoperta; spesso mettendo a rischio la loro
carriera, e molte volte anche la loro vita.
Ma le loro parole, e le loro scoperte, sono la base del patrimonio medico mondiale.
Le Origini della Medicina: Il Dio Esculapio

Regnava un tempo sul popolo dei Lapiti, in Tessaglia, il re Flagias. Questi aveva una bellissima figlia, Coronide.
Apollo, vedendola, se ne innamorò.
Ma la principessa, che già portava in grembo Esculapio, frutto dellamore con il dio, non seppe rimanere fedele al suo
amante e, invaghitasi di Iskys, un ospite che veniva dallArcadia, gli promise di sposarlo.
Apollo aveva messo accanto a Coronide un corvo affinchè vigilasse su di lei. Quando il corvo volò da Apollo per riferirgli
ogni cosa, Apollo si sdegnò e lo maledisse: da candido che era allora, diventò tutto nero; poi fece morire Coronide e
Iskys.
I due cadaveri furono posti sul rogo funebre e dati alle fiamme. Già il fuoco era alto quando Apollo si lanciò per salvare il
proprio figlio, e davanti a lui le fiamme si aprirono. E così che Esculapio esce vittorioso dalla prova del fuoco, anticipando
il proprio destino di guaritore e portatore di immortalità: Esculapio, che confonderà le strade della vita e della morte, inizia
la sua vita dal fuoco e nel fuoco la concluderà.
Obbedendo ad Apollo, Mercurio, il dio alato, portò il fanciullo sul Monte Pelio e lo affidò al Centauro Chirone, "colui che
sa servirsi delle proprie mani".
Questi, sapiente ed esperto nelle arti della medicina e della profezia, durante una battaglia fu colpito da una freccia di
Ercole.
Non potè mai più guarire da quella ferita e, per sottrarsi ai dolori atroci che gli procurava, dovette, poichè era immortale,
rinunciare a tale privilegio.
Lo fece in favore di Prometeo mentre Eutanasia, la buona morte, poneva fine alle sue sofferenze.
Esculapio crebbe dottissimo nellarte medica. Non vi era malattia che non sapesse curare e vincere. Le sue guarigioni si
fecero sempre più prodigiose e la sua fama si sparse per ogni luogo. Genti accorrevano a lui da ogni terra, invocandone
salute. Possessore di magici segreti, accadde che Esculapio giungesse persino a resuscitare i morti.
Avanti a tali gesta Giove riconobbe che Esculapio, "colui che ama gli uomini più di qualsiasi altra divinità", con la sua arte
medica, contravveniva alle leggi della natura e, non potendo permettere ciò, lo colpì con una folgore uccidendolo.
Ma la sua arte si era già diffusa: i suoi santuari sorgevano numerosissimi, per lo più fuori città, in luoghi salubri, tra folti
boschi o presso acque termali; i suoi sacerdoti erano insieme ministri di culto e medici.
La Natura Medievale: Claudio Galeno

Galeno ha tramandato la medicina ippocratica nel senso rinascimentale. Scrisse opere voluminose di
filosofia e medicina, dei quali ci restano solo 108 scritti, parte nella stesura originale greca e parte nella
versione araba.
Nel suo Sugli elementi secondo Ippocrate descrive il sistema del filosofo dei "quattro umori corporei", che
sono stati identificati con i quattro elementi antichi. Ha sviluppato poi le proprie teorie partendo da quei
principi e ignorando completamente le opere (latine) di Celso.
Le teorie di Galeno mettono in evidenza la creazione (natura, physis) fatta da un singolo creatore. Questa
concezione fu un motivo importante che rese le sue teorie facilmente accettabili da studiosi di epoca
successiva di formazione religiosa monoteistica: cristiana, musulmana, ebraica.
Nell'opera "Il miglior medico è anche filosofo", sostiene che un buon medico deve eccellere nelle tre
principali branche della filosofia: etica, logica, fisica.
L'etica è necessaria perché l'intervento medicale non deve avvenire nel senso di produrre il massimo
guadagno per chi lo realizza (magari ingannando il paziente). Spesso Galeno invitava i suoi discepoli al
disprezzo del denaro.
Il medico deve essere un logico perché deve saper interpretare in maniera coerente i sintomi del paziente,
inoltre la padronanza logica è fondamentale per confutare teorie senza fondamento dei colleghi.
L'importanza della conoscenza della fisica deriva dal fatto che a quel tempo le conoscenze riguardo
l'anatomia, fisiologia degli esseri viventi venivano percepite senza soluzione di continuità con quelle che
riguardavano il cosmo e la terra. Conoscenza della fisica era dunque conoscenza della natura in senso lato.
Gli oggetti che ci circondano sono costituiti da una physis; le piante aggiungono physis natura, gli animali
una physis anima o psyche.

Galeno ha accresciuto la sua conoscenza compiendo esperimenti con animali vivi, descritti accuratamente
nella sua opera Procedimenti anatomici. Uno dei suoi metodi consisteva nel dissezionare pubblicamente un
maiale vivo, tagliando consecutivamente le fasce dei suoi nervi finché, tagliato anche il nervo della laringe
(ora conosciuto anche come nervo di Galeno), il maiale smetteva di stridere.
Legò gli ureteri di animali vivi per mostrare come l'urina provenisse dai reni. Sezionò i midolli spinali per
dimostrare la paralisi, e così via.
Come medico dei gladiatori studiò le ferite. Si rese conto che una lesione sui nervi esterni della colonna
produce insensibilità nel tronco da quel punto in giù.
Alcune delle conoscenze di Galeno sono corrette anche se esaminate da un punto di vista moderno:
dimostrò che le arterie trasportano sangue, non aria, in contrasto con Erasistrato e la tradizione greca antica;
effettuò i primi studi sulle funzioni dei nervi, del cervello e del cuore; sostenne inoltre che la mente era situata
nel cervello, non nel cuore, a differenza di quanto affermava la tradizione aristotelica.
Il Rinascimento Anatomico: Andrea Vesalio

Vesalio si laurea presso la Università di Padova, dopo essersi formato a Parigi, ed essere nominato
explicator chirurgiae (professore di chirurgia) di questa università italiana. Durante i suoi anni come
professore redigerà la sua grande opera, finendo la sua carriera professionale come medico di Carlo I e
successivamente di Filippo II. Fece un pellegrinaggio a Gerusalemme nel 1563 come espiazione per far
commutare la pena di morte nella penitenza del pellegrinaggi. Era stato infatti condannato alla pena capitale
per aver effettuato una dissezione su un giovane nobile, ritenuto morto, fino alla scoperta, durante l'autopsia,
che all'apertura del torace, il cuore batteva ancora.
E' un periodo di grandi progressi nel campo dell'Anatomia: nel 1316 Mondino de Luzzi, medioevale di
nascita, ma rinascimentale di diritto, pubblicò presso la scuola di Bologna la sua Anathomia, il primo testo a
fare una descrizione anatomica di una pubblica dissezione, dando inizio ad una successione di trattati
anatomici e chirurgici nei quali la medicina deve reinventarsi come disciplina empirica e proto-scientifica.
Lo stesso Leonardo da Vinci pubblicò un innumerevole catalogo di illustrazioni a cavallo tra l'anatomia a
l'arte, basate sulla dissezione di almeno venti cadaveri, e pubblicò la prima classificazione delle infermità
mentali.

L'opera di Vesalio vide due edizioni, durante la vita dell'autore, e presupponeva una concezione innovativa
dell'anatomia, trattasi di una anatomia funzionale, più di una anatomia topografica scorgendo, nella
descrizione delle cavità del cuore, quello che sarà la grande scoperta anatomica e fisiologica dell'epoca: la
circolazione polmonare che sarà formulata in modo più completo da due grandi medici rinascimentali
Michele Serveto (in Christianismi restitutio del 1553) e Matteo Realdo Colombo (in De re anatomica, 1559),
e la cui paternità è attribuita classicamente al medico del secolo XVII William Harvey.

In seguito alla enorme influenza furono nominate alcune strutture anatomiche con leponimo di Vesalio, come
il "foro di Vesalio" (orifizio dell'osso sfenoide, la "vena di Vesalio", emissaria che passa per il foro di Vesalio)
od il "legamento di Vesalio" o "di Poupart" (nel bordo inferiore dell'aponeurosi del muscolo obliquo esterno.
Furono anche trasformati in eponimi i nomi di alcuni discepoli o contemporanei del Vesalio come Gabriele
Falloppio (-->Tube di Falloppio) o Bartolomeo Eustachio (--> Trombe di Eustachio).
Le riscoperte del XVII secolo: William Harvey, Marcello Malpighi

Nel buio culturale dell'inizio del XVII secolo, in cui si fanno strada gli enormi progressi della nascente Rivoluzione
Industriale, è la sfiducia nei confronti dei medici e della Medicina che la fa da padrone nella popolazione, sempre più
consapevole, e oppressa dalla crisi, e da ondate di malattie infettiva come il Vaiolo, primi effetti dell'Unificazione del
globo.
In questo cupo scenario, le grandi menti illuminate di un medico inglese, Harvey e di un italiano, Malpighi, portano delle
radicali e fondamentali scoperte in ambito medico.

William Harvey, medico inglese è il grande fisiologo di questo secolo, lo scopritore ufficioso della circolazione sanguigna,
Nel suo "De motu cordis" Harvey studiò a lungo le grandi quantità di sangue che lasciano il cuore, le strutture
anatomiche dei vasi e delle valvole, la dimensione delle arterie connesse al cuore e infine si rese conto che vi era uno
stretto legame tra strutture anatomiche e flusso sanguigno.
Egli dimostrò l'effettiva esistenza della circolazione sanguigna. Sosteneva che dal cuore partisse una quantità di sangue
tale da non poter essere interamente utilizzata dallorganismo e sostituita da sangue prodotto dal fegato (come sosteneva
Galeno).
Una sua prova anatomica della circolazione del sangue consistette nella dimostrazione che le valvole all'interno delle
vene indirizzano il flusso del sangue sempre verso il cuore, e non servono come riportava la tradizione per impedire
uneccessiva irrorazione delle estremità.
Sempre a lui è dovuta la scoperta dei capillari. Tuttavia, non fu in grado di dimostrare la loro esistenza a causa della
mancanza di strumenti adeguati: non è stato infatti capace di capire al livello microscopico come il sangue passasse
dalle arteriole alle venule.

Marcello Malpighi, grande anatomico italiano nacque visse e lavorò a Bologna, in un periodo particolarmente buio della
medicina italiana, in gui il Galenismo regnava sovrano. Precisamente nel 1660 si colloca la prima vera grande scoperta
fatta da Malpighi e che renderà il suo nome famoso in tutto il mondo. All'inizio di quell'anno infatti l'Anatomico attraverso
lo studio e la sperimentazione sui polmoni, formula, per primo nel mondo, una ipotesi vicina alla realtà sulla loro
funzione, suscitando così l'ira dei medici ippocratici-galenici.
Nella medicina galenica i polmoni erano considerati costituiti di sangue coagulato e la loro funzione era quella di rifornire
il cuore di pneuma . Malpighi non si mostrò solo seguace della filosofia meccanica e maestro di microscopia ma riuscì
anche a penetrare con vari artifizi anatomici nell'interno delle strutture e a svelare il sottile meccanismo del loro
funzionamento.
L'Umanesimo nella Ricerca: Edward Jenner

Con la rivoluzione industriale si crearono una serie di circostanze sociali ed economiche che diedero un
nuovo impulso alla scienza medica: da un lato iniziarono fenomeni migratori di una grande parte della
popolazione che si accumulano nella città, con le conseguenze insalubri corrispondenti ovvero: mala
alimentazione, e sviluppo di infermità relazionate alle stesse (pellagra, rachitismo, scorbuto e proliferazione
di infermità infettive, particolarmente la tubercolosi)
La salute pubblica comincia ad avere una grande importanza: i dottori rurali, (che esercitavano in campagna
ed in città, ma i cui interlocutori erano i poveri) ben diversi i grandi medici del tempo che fondamentalmente
curavano persone di alto lignaggio.
Nasce quindi la figura del medico condotto, il cui compito era curare "pauperes et miserabiles sine mercede".

E'in questo periodo che vengono scoperte le malattie "dei bassi ranghi sociali", come il Morbo di Pott, o il
tumore dello scroto, tipico degli spazzacamini.

Edward Jenner, medico britannico, nel XVIII secolo, osserva che gli allevatori che hanno sofferto di una lieve
malattia, acquisita dalle mucche, in forma di piccole vesciche ripiene di liquido, non contraggono il temibile
vaiolo, e decide di realizzare un esperimento per confermare la sua ipotesi: con una lancetta inocula parte
del liquido della vescicola di una giovane infettata con il vaiolo vaccino, ad un bimbo chiamato James
Phipps. Dopo alcuni giorni presenta i sintomi caratteristici: febbricola ed alcune vescicole. Dopo sei
settimane inocula al bimbo un campione da un malato di vaiolo. James Phipps non contrarrà la malattia.
Questo tipo di immunizzazione verrà chiamato "vaccino", e rivoluzionerà per sempre la prevenzione delle
malattie infettive.
La Scienza dell' Ottocento: Ignàc Semmelweis

Ignác Fülöp Semmelweis (1818-1865) fu un medico ungherese, che rappresenta il paradigma del passaggio
definitivo dalla medicina artigianale, esercitata fino a quel momento, alla medicina contemporanea, di indole
empirica e sottomessa al metodo scientifico. Di origine umile, si formò a Budapest e successivamente
all'ospedale generale di Vienna, ove entrò in contatto con Virchow, Hebra e Rokitansky, studiando insieme a
loro i processi infettivi in relazione con gli interventi chirurgici. Da qui nascerà l'ossessione che lo
accompagnerà tutta la vita e che lo porterà durante un lavoro in una delle Maternità dell'Ospizio generale di
Vienna, a stabilire il forte sospetto che la mortalità materna per le infezioni conseguite durante il parto fosse
dovuta ai medici che non si lavavano le mani prima di assistere alle partorienti.
Egli ottenne le sue evidenze con un rudimentale ma corretto studio epidemiologico: comparando le sale ove
le donne erano assistite solo dalle ostetriche con le sale ove assistevano medici e studenti, notò che la
mortalità nei parti indotti da ostetriche fosse circa 10 volte minore (fino al 40% delle donne che partorivano,
morivano successivamente per febbre puerperale)
In realtà, così come postulò Semmelweis, l'origine della infezione si trovava nel fatto che i medici aiutavano i
parti dopo aver effettuato dissezioni di cadaveri, portando nelle mani l'agente infettivo che giungeva dai
cadaveri. Tutto ciò avveniva in quanto non era abitudine lavarsi le mani. La soluzione quindi, proposta e
corroborata da un nuovo studio, era lavarsi le mani, prima del parto, con una soluzione di Cloruro di calcio.
Senza dubbio, e con poche eccezioni, la medicina ufficiale rifiutò le sue evidenze, accusandolo di
ciarlataneria. Finì la sua vita ricoverato in un reparto di psichiatria, e morì probabilmente per percosse. La
dimostrazione ufficiale della bontà delle sue teorie, arrivò alcuni anni dopo con Lister e Pasteur.
Il Progresso del XX Secolo:
Alexander Fleming, Margaret Sanger, Georges Papanicolau.

Alexander Fleming (1881-1955): nel 1928 a Londra, scopriva il primo antibiotico: la penicillina. Le penicilline
sono antibiotici beta-lattamici isolati da prodotti del metabolismo di alcune specie di Penicillium, in particolare
Penicillium notatum e Penicillium chrysogenum. Il batteriologo notò che in una piastra che aveva lasciato
vicino alla finestra, si erano formate delle aree di inibizione, (contaminate da una muffa), in cui i germi non
erano cresciuti. Pensò che ci potesse essere un qualcosa che aveva bloccato la crescita dei microrganismi,
chiese quindi ad un collega di analizzare quella piastra e questi vi trovò un fungo; nacque così la penicillina
G. Nella prima analisi però sbagliò e, invece del Penicillum Notatum (che effettivamente aveva un potere
inibente sulla crescita dei batteri) identificò un altro Penicillum, non efficace. Fleming si accorse dellerrore e
pubblicò il lavoro sul Penicillum Notatum, che però rimase come una sorta di cura biologica tantè che in quel
periodo lestratto di Penicillun veniva usato solo per pulire le colture di batteri, non come farmaco. Quando
durante la Seconda Guerra Mondiale, fu necessario un farmaco utile per combattere almeno una parte delle
numerose infezioni, fu dato lincarico a Fleming, ad un chimico ebreo di origine tedesca Ernst Boris Chain
(1906-1979), ed ad un medico australiano Howard Walter Florey (1898-1968), di far sì che quella sostanza
diventasse un farmaco.

Margaret Sanger ( 1879-1966), sesta figlia in una famiglia cattolica di immmigrati irlandesi residente a
Corning (New York), alletà di 19 anni, vide la madre, cinquantenne, morire di tubercolosi dopo 11 parti e
sette aborti. Diventata infermiera, dedicò la sua vita a rendere legali le pratiche anticoncezionali e a renderle
disponibili a tutte le donne. Nel 1914 coniò il termine: controllo delle nascite e cominciò subito a fornire alle
donne informazioni sugli anticoncezionali allora disponibili. Dopo diversi arresti e numerose condanne fondò
la Lega Americana per il Controllo delle Nascite e spese i restanti trentanni della sua vita nel tentativo di
rendere disponibile un contraccettivo efficace e sicuro. Allinizio degli anni 50, tuttavia, malgrado le numerose
battaglie vinte, Ella non era affatto soddisfatta degli anticoncezionali allora disponibili. Infatti dal 1842, anno
in cui in Europa fu inventato il diaframmma e dal 1869, anno dellintroduzione del primo preservativo in
gomma, non vi erano stati ulteriori progressi. Era dal 1912 che Margareth Sanger sognava la pillola magica
in grado di assicurare alle donne una contraccezione economica e sicura. La sua ricerca ebbe termine
quando, nel 1951, incontrò Gregory Goodwin Pincus un medico esperto in riproduzione umana che era stato
appena espulso dallUniversità di Harward per aver pubblicato un libro sula fertilizzazione in vitro di uova di
coniglio. Pincus, che era assai interessato al progetto dela Sanger e voglioso di metterlo in atto, era alla
ricerca di fondi per poterlo realizzare. Poco dopo, la Sanger gli trovò una finanziatrice nella sua ricca amica
Katharine McCormick (1875-1967), una delle prime donne al mondo, in possesso di una laurea in
ingegneria.

Georges Papanicolau (Kymi 1883- New Jersey 1962) (in Greco Γεώργιος Παπανικολάου) medico greco,
pioniere della citologia e della diagnosi precoce del cancro dell utero;mise a punto un mezzo per la raccolta
e la colorazione degli strisci vaginali (il Pap-test). Grazie a lui la prevenzione dei tumori della cervice uterina
fecero passi da gigante. Per questa sua fondamentale scoperta gli venne dedicato, nel 1978, un francobollo
emesso dalle poste statunitensi.