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Unione Sovietica
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Vetrina
L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (in russo: Союз Советских Социалистических Республик, СССР ? , Sojuz Sovetskich Unione delle Repubbliche Socialiste
Aiuto
Socialističeskich Respublik; ascolta[?·info] /sʌjus sʌ'vʲɛtskɪx səʦɪəlɪ'stiʧɪskɪx rʲɪ'spublɪk/), acronimo URSS e in forma abbreviata Unione Sovietica (in Sovietiche
Sportello informazioni
russo: Сове́тский Сою́з ? , Sovetskij Sojuz, /sʌ'vʲɛtskɪj sʌjus/), fu uno Stato federale che si estendeva tra Europa orientale e Asia settentrionale. Союз Советских Социалистических
Comunità Республик
Nacque il 30 dicembre 1922 sulle ceneri dell'impero zarista dopo la guerra civile russa e si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991. Era uno Stato Soyuz Sovetskikh Sotsialisticheskikh
Portale Comunità
federale composto da 15 repubbliche socialiste, la più grande delle quali era quella russa, a sua volta suddivisa in repubbliche autonome. Respublik
Bar
Il Wikipediano La distanza tra i suoi due punti estremi orientale e occidentale era superiore ai 10 000 chilometri (più di 90 gradi di longitudine); il suo punto più
Fai una donazione occidentale era l'Oblast' di Kaliningrad (oggi in Russia), al confine con la Polonia, e quello più orientale il capo Dežnëv sullo stretto di Bering, che lo
Contatti divideva dal continente nordamericano distante circa 80 chilometri. In particolare, una sua isola nello stretto, la Grande Diomede, dista solo 3 km dalla
Strumenti Piccola Diomede, appartenente agli Stati Uniti: si trattava della distanza minore tra le due superpotenze militari dell'epoca.
(dettagli) (dettagli)
Puntano qui Per tutto il periodo della sua esistenza fu il Paese più esteso del mondo con 22 402 000 km² di superficie, pari a un sesto delle terre emerse, nonché il
Motto:
Modifiche correlate Paese più esteso d'Asia e d'Europa, per ciascuna delle parti di competenza continentale[3].
in russo: Пролетарии всех стран, соединяйтесь! ? ,
Pagine speciali
Dopo la vittoria conseguita contro le potenze dell'Asse nella seconda guerra mondiale divenne una superpotenza economica e militare, riuscendo a traslitterato: Proletarii vsech stran, soedinjajtes'!
Link permanente
(Proletari di tutti i paesi, unitevi!)
Informazioni pagina imporre il suo sistema politico e sociale anche fuori dei confini nazionali, soprattutto in Europa orientale. Contro il blocco occidentale guidato dagli Stati
Elemento Wikidata Uniti d'America, l'altra superpotenza emersa all'epoca, inaugurò la guerra fredda, conclusa formalmente con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e
Cita questa voce l'emersione della sua Repubblica principale, la Russia. Quest'ultima, entrata alla fine degli anni novanta nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
prima e nel G8 poi, ha raccolto gran parte dell'eredità militare e geopolitica sovietica.
Stampa/esporta
Crea un libro La lista delle repubbliche costituenti la federazione subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano
Scarica come PDF parte quindici Repubbliche Socialiste Sovietiche. La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la
Versione stampabile Repubblica Socialista Sovietica Russa, l'odierna Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti e nel periodo più recente
corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero russo, senza tuttavia Alaska, Finlandia e Polonia.
In altri progetti
Wikimedia Commons L'organizzazione politica del Paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica, guidato da un
Wikiquote segretario generale e dal politburo.
Wikivoyage
Indice [nascondi]
In altre lingue
1 Storia Dati amministrativi
Аҧсшəа 1.1 La rivoluzione di febbraio Nome Unione delle Repubbliche Socialiste
Acèh
1.2 La rivoluzione d'ottobre completo Sovietiche
Afrikaans
1.3 Dalla fondazione alla morte di Stalin Nome Союз Советских Социалистических
Alemannisch
1.3.1 La seconda guerra mondiale ufficiale Республик
አማርኛ
nome ufficiale in altre lingue
Aragonés 1.3.2 Il dopoguerra
1.4 Da Chruščёv a Brežnev Lingue Russo e lingue regionali
Ænglisc
ufficiali
‫اﻟﻌﺮﺑﻴﺔ‬ 1.5 Perestrojka e glasnost'
Lingue Russo e lingue regionali
‫ى‬ ‫ﻣ‬ 1.6 Dissoluzione dell'Unione Sovietica parlate
অসমীয়া
2 Politica Inno L'Internazionale (1922-44)
Asturianu
2.1 Politica interna Inno dell'Unione Sovietica (1944-91)
Авар
2.2 Politica estera
Azərbaycanca
‫ﺗﯚرﮐﺠﻪ‬ 3 Personalità politiche a capo dell'Unione Sovietica
0:00 / 0:00
Башҡортса 3.1 Segretari generali del PCUS (capi effettivi dell'Unione Sovietica)
Boarisch 3.2 Presidenti del Presidium del Soviet Supremo
Capitale Mosca
Žemaitėška 3.3 Presidenti del Consiglio dei commissari del popolo
Беларуская Dipendenze Repubbliche dell'Unione Sovietica
3.4 Presidenti del Consiglio dei ministri
Беларуская Politica
(тарашкевіца) 4 Repubbliche
Forma di Stato totalitario socialista con
Български 5 Geografia Stato sistema a soviet
বাংলা 6 Economia Forma di Repubblica parlamentare federale a
Brezhoneg
7 Demografia governo partito unico
Bosanski
8 Religione Capo di Presidente del Praesidium del Soviet
Буряад
8.1 Legislazione su matrimonio, aborto, eutanasia e omosessualità Stato Supremo dell'Unione Sovietica fino al
Català
1989,
Mìng-dĕ̤ ng-ngṳ̄ 9 Cultura
Presidente del Soviet Supremo
Нохчийн 9.1 Scienza e tecnologia
dell'Unione Sovietica fino al 1990,
Cebuano 9.2 Festività Presidente dell'Unione Sovietica fino
‫ﮐﻮردی‬ 9.3 La moda nell'Unione Sovietica al 1991
Qırımtatarca 9.3.1 L'epoca di Stalin (1930 - 1950) Capo di Primo ministro (de iure)
Čeština Governo Segretario del PCUS (de facto)[1]
10 Note
Словѣньскъ /
ⰔⰎⰑⰂⰡⰐⰠⰔⰍⰟ 11 Bibliografia Organi Soviet supremo
Чӑвашла deliberativi
12 Voci correlate
Cymraeg Nascita 30 dicembre 1922 con Michail Kalinin
13 Altri progetti
Dansk Causa rivoluzione d'ottobre
14 Collegamenti esterni
Deutsch Fine 26 dicembre 1991 con Michail
Zazaki Gorbačëv
Dolnoserbski
‫ސ‬ް ‫ބ‬
ަ ‫ިދ ެވ ިހ‬ Storia [ modifica | modifica wikitesto ]
Causa putsch di Mosca, Accordo di
Belaveža, indipendenza della Russia
Ελληνικά
Lo stesso argomento in dettaglio: storia dell'Unione Sovietica e Costituzione dell'Unione Sovietica. Territorio e popolazione
English
Bacino Europa orientale e Asia
Esperanto La Russia fu uno dei pochi Paesi europei a non aver vissuto, nel corso del XIX secolo, una trasformazione in senso democratico e liberista delle proprie
geografico
Español strutture economiche, sociali e politiche. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico Territorio Russia europea e Russia asiatica
Eesti
statico, basato su una monarchia autocratica, furono all'origine di tre rivoluzioni. La prima, senza esito, ebbe luogo nel 1905, successiva alla sconfitta originale
Euskara
nella guerra contro il Giappone. La seconda e la terza avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario giuliano, Massima 22 402 000 di Km² nel 1991
Estremeñu
seguito dalla Chiesa ortodossa russa e a quei tempi in vigore in Russia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso estensione
‫ﻓﺎر‬
malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'Impero russo durante la prima guerra mondiale. Popolazione 293 047 571 di abitanti nel 1991
Suomi
Võro Economia
Føroyskt La rivoluzione di febbraio [ modifica | modifica wikitesto ] Valuta rublo sovietico
Français Lo stesso argomento in dettaglio: rivoluzione di febbraio. Risorse gas, petrolio
Nordfriisk Produzioni gas, grano, acciaio, industria pesante
Frysk Il 23 febbraio (8 marzo del calendario gregoriano) 1917 un'insurrezione, in gran parte spontanea, degli operai e della guarnigione di Pietrogrado portò Commerci COMECON
Gaeilge all'occupazione della città e al rovesciamento della dinastia Romanov, ratificata con l'abdicazione dello zar Nicola II a favore del fratello Michele e la con
贛語 rinuncia al trono, il 3 marzo, da parte di quest'ultimo. Il 27 febbraio era stato intanto formato il Soviet di Pietrogrado, primo di un gran numero di Varie
Gàidhlig
assemblee che sarebbero di lì a poco sorte in tutta la Russia. Nell'organismo ottennero una posizione dominante i menscevichi e i socialrivoluzionari, TLD .su
Galego
che consegnarono il potere nelle mani della borghesia e del Governo provvisorio, costituitosi a marzo con la presidenza del principe L'vov.[4] Prefisso tel. +7
‫ﮔﯿﻠﮑﯽ‬
Sigla SU
Avañe'ẽ Con il ritorno di Lenin dall'esilio in Svizzera e la pubblicazione delle sue Tesi di aprile, approvate dalla VII Conferenza del Partito bolscevico, acquisì
autom.
𐌲𐌿𐍄𐌹𐍃𐌺 sempre più consenso presso le masse l'obiettivo della trasformazione della rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista.[5][6] Intanto si creò forte
ગુજરાતી
Religione e società
tensione fra il Governo e il Soviet a proposito della prosecuzione della partecipazione alla guerra, e si arrivò alla formazione di un gabinetto di coalizione
Gaelg Religioni ortodossia
con la partecipazione di menscevichi e socialrivoluzionari insieme ai ministri borghesi.[7] preminenti
Hausa
客家語/Hak-kâ-ngî Religione di Nessuna
‫עברית‬
La rivoluzione d'ottobre [ modifica | modifica wikitesto ] Stato
िह ी Lo stesso argomento in dettaglio: rivoluzione d'ottobre. Religioni islam, buddhismo, ebraismo,
Hrvatski
minoritarie protestantesimo
Hornjoserbsce A luglio una manifestazione di operai e soldati di cui presero la testa i bolscevichi dopo un inizio spontaneo fu respinta dalle forze governative,[8] ma
Magyar anche il secondo gabinetto cadde e fu sostituito da un nuovo Governo di coalizione guidato dal socialrivoluzionario Aleksandr Kerenskij. Le forze
Հայերեն conservatrici ritennero giunto il momento di sopprimere i soviet e ad agosto organizzarono un colpo di stato guidato dal generale Lavr Kornilov, fermato
Interlingua da un sollevamento di massa degli operai e dei soldati su iniziativa dei bolscevichi. Questi ultimi acquisirono sempre maggiore popolarità e la
Bahasa Indonesia
maggioranza in numerosi soviet (di quello di Pietroburgo divenne presidente Trockij), mentre anche le posizioni dei soldati e dei contadini si
Interlingue
radicalizzavano.[9]
Ilokano
Evoluzione storica
Ido Il 7 novembre (24 ottobre del calendario giuliano) fu concretizzata l'insurrezione precedentemente deliberata dal Comitato centrale del Partito
Íslenska Preceduto RSFS Russa
bolscevico: soldati, operai (le "Guardie Rosse"), marinai della Flotta del Baltico occuparono in breve i punti chiave della città e l'indomani venne preso il
⽇本語 da RSFS Transcaucasica
Palazzo d'Inverno, sede del Governo.[10] La sera stessa il potere venne consegnato al Congresso panrusso dei Soviet, che formò un nuovo governo, il RSS Bielorussa
Patois
Consiglio dei commissari del popolo, guidato da Lenin.[11] La Rivoluzione si estese subito dopo a gran parte dei territori dell'ex Impero russo, di cui i RSS Ucraina
La .lojban.
Basa Jawa
bolscevichi presero il controllo in alcuni casi in modo pacifico, in altri dopo accesi scontri con gli oppositori.[12][13] RSP Corasmia
RSP Bukhara
ქართული Sempre nel 1918 nacque l'Armata Rossa, che sostituì il vecchio e disgregato esercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze
Адыгэбзэ
Succeduto Armenia
straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti di Murmansk e Arcangelo, mentre i giapponesi si impadronirono da Azerbaigian
Қазақша
del porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche i francesi e gli statunitensi. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono Bielorussia
ែខរ
regimi nazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero diciotto governi opposti a quello sovietico. Nell'estate del 1918 vennero arrestati Estonia
ಕನ ಡ
Georgia
한국어 anarchici e scioperanti, e vennero fucilate alcune migliaia di oppositori politici[14]. La guerra civile vide l'Armata Rossa, guidata da Trockij, combattere in
Kazakistan
Къарачай-малкъар particolare contro gli eserciti dell'Armata Bianca, guidati dall'ammiraglio Kolčak in Siberia e del generale Denikin nella Russia meridionale. Al conflitto Kirghizistan
कॉशुर / ُ ‫ﮐ‬ parteciparono anche gli eserciti dell'Armata Verde, che durante il conflitto si alleò sia con l'Armata Rossa sia con l'Armata Bianca e a volte le combatté Lettonia
Kurdî entrambe; e quelli dell'Armata Nera. Lituania
Коми Moldavia
Sin dal 1919 l'Armata Rossa ottenne diverse vittorie conquistando alla fine del 1920 la Crimea e, nel 1921, l'area del Caucaso. La guerra civile durò
Kernowek Russia[2]
Кыргызча comunque fino al 1923, quando si concluse con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini. L'Armata Rossa dovette però desistere in Estonia, Lettonia e Tagikistan
Latina Lituania, dove si formarono i tre Stati indipendenti, che sarebbero poi stati annessi all'Unione Sovietica in occasione della seconda guerra mondiale. Turkmenistan
Ladino Ucraina
Lëtzebuergesch Dalla fondazione alla morte di Stalin [ modifica | modifica wikitesto ] Uzbekistan
Лезги Manuale
Lo stesso argomento in dettaglio: storia dell'Unione Sovietica (1922-1953).
Lingua Franca Nova
Limburgs La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo Stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida di Lenin.
Ligure
L'Unione Sovietica succedette all'Impero russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza di Polonia, Finlandia e degli Stati baltici: Estonia, Lettonia
Lumbaart
e Lituania. Lenin mise in atto una politica per la quale a queste cinque ex-gubernija dell'Impero russo (province dell'Impero russo), i cosiddetti governatorati baltici,
‫ﻟ ری ﺷﻮﻣﺎﻟﯽ‬
venne garantita l'indipendenza, mentre a molte altre entità venne concessa un'ampia autonomia. Già nel 1924 il Regno d'Italia, per volontà di Benito Mussolini,
Lietuvių
Latviešu riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica.
मैिथली Dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924), ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno della leadership del partito tra chi sosteneva che per
Мокшень
sopravvivere la rivoluzione avrebbe dovuto estendersi ai Paesi a capitalismo avanzato (soprattutto l'allora Repubblica di Weimar), consentendo così l'intervento
Malagasy
armato della classe operaia di quei Paesi al fianco di quella russa per schiacciare i contadini, concepiti come intrinsecamente controrivoluzionari (Trockij);[15] e chi
Олык марий
Македонски teorizzava la necessità, scaturita dal fallimento dei moti del 1919 in Germania e Ungheria (ma dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista
മലയാളം dell'internazionalismo), del "socialismo in un solo Paese". Il segretario del partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin, fautore del "socialismo in un solo Paese",
Монгол emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij. Al fianco di Stalin e contro Trockij si schierò tutta la vecchia guardia bolscevica, con in testa Nikolaj
मराठी Ivanovič Bucharin e, in un primo momento, Grigorij Evseevič Zinov'ev, in seguito entrambi processati e fucilati come elementi controrivoluzionari. La compattezza del
Bahasa Melayu
partito nel respingere le tesi di Trockij portò a una sua rapida emarginazione e al suo allontanamento dal partito, culminato nell'esilio iniziato nel 1929.
Mirandés Ordine della Bandiera rossa del
ြမန်မာဘာသာ Stalin avviò un programma di rapida industrializzazione e di riforme agricole, sviluppando rapidamente l'economia socialista, grazie ai successi della pianificazione. lavoro

‫ﻣﺎزروﻧﯽ‬
ِ Per fare ciò ampliò la portata della polizia segreta di Stato (prima NKVD, poi GPU e infine KGB) e fece sì che durante il suo governo un numero imprecisato di
Napulitano persone che non appoggiavano la sua politica, da alcuni autori stimato in alcune centinaia di migliaia di deportati,[16] da altri in decine di milioni[17] o addirittura fino a centodieci milioni di morti,[18] venissero
Plattdüütsch
condannate alla pena capitale o incarcerate nei gulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle "grandi purghe".
Nedersaksies
नेपाली Tra il 1936 e il 1939 l'Unione Sovietica fu l'unico Paese a fornire aiuto alla repubblica spagnola aggredita dai fascisti del generale Francisco Franco con l'appoggio di Adolf Hitler e Mussolini, in contrasto con il
Nederlands silenzio complice delle democrazie liberali occidentali.
Norsk nynorsk
A metà agosto del 1939 l'Unione Sovietica propose alla Germania nazista di Hitler un patto di non aggressione, preceduto da un accordo commerciale fra i due Paesi (quest'ultimo fu firmato a Berlino il 20
Norsk
Nouormand agosto 1939).[19] Il 23 agosto veniva firmato a Mosca il patto di non aggressione fra Unione Sovietica e Germania nazista, che divenne famoso con il nome di patto Molotov-Ribbentrop. Il protocollo ufficiale
Occitan prevedeva l'impegno, di ciascun Paese firmatario, a non attaccare l'altro. Inoltre, se una delle due parti fosse stata oggetto di aggressione da parte di una terza potenza, l'altro firmatario non avrebbe fornito
Ирон all'aggressore alcun aiuto.[20] Tuttavia il patto comprendeva anche un "protocollo segreto" che definiva fra le parti le rispettive sfere d'influenza nell'Europa orientale. Esso dava quindi mano libera all'Unione
ਪੰਜਾਬੀ Sovietica per sottoporre a controllo le repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia, Lituania e della Finlandia, stabilendo il confine delle rispettive aree di influenza nella frontiera settentrionale della Lituania.
Papiamentu
Picard Per quanto riguardava la Polonia il confine fra le due sfere d'influenza dei firmatari del patto venivano stabilite nei corsi dei fiumi Narew, Vistola e San, mentre l'Unione Sovietica dichiarava il proprio interesse
Polski sulla Bessarabia (passata alla Romania nel 1917) e riceveva dalla Germania nazista una dichiarazione di "non interesse" a quel territorio.[21] Subito dopo l'Unione Sovietica comunicava a Francia e Gran
‫ﭘﻧﺟﺎﺑﯽ‬ Bretagna di considerare ormai inutili i colloqui a lungo portati avanti fra le tre potenze, per giungere a un accordo contro la Germania nazista.[21] Fu il patto Molotov-Ribbentrop a dar mano libera a Hitler per
‫ﭘ ﺘﻮ‬ procedere all'invasione della Polonia, essendosi questi così garantito il non intervento dell'Unione Sovietica e avendo scongiurato il pericolo di dover combattere su due fronti (essendo allora Il Terzo Reich
Português sprovvisto delle risorse economiche e militari necessarie ad un eventuale guerra su più fronti), nel caso d'intervento di Francia e Gran Bretagna a fianco della Polonia, quando questa fosse stata attaccata
Runa Simi
dalla Germania, il che avvenne già il 1º settembre di quell'anno senza una dichiarazione di guerra.
Rumantsch
Română Il 17 settembre l'esercito sovietico invadeva a sua volta la Polonia da est e due giorni dopo si fermava all'incontro a Brest-Litovsk con quello tedesco. Germania nazista e Unione Sovietica si dedicarono
Русский quindi il 28 settembre a definire nei dettagli la spartizione dell'Europa orientale secondo i criteri generali stabiliti dal patto Molotov-Ribbentrop: il confine fra le parti nel territorio polacco venne confermato e
Русиньскый l'Unione Sovietica ebbe mano libera per occupare Lituania, Lettonia ed Estonia. Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica invase e annetté Bessarabia e Bucovina settentrionale, sottraendole alla Romania. Per
Саха тыла
questi atti l'Unione Sovietica fu espulsa dalla Società delle Nazioni.
Sardu
Sicilianu Il 13 aprile 1941 l'Unione Sovietica strinse con l'allora Impero giapponese un patto quinquennale di "non aggressione" tra i due Paesi che fu firmato a Mosca dall'allora ministro degli affari esteri giapponese
Scots Yōsuke Matsuoka e da quello sovietico Molotov.[22]
Davvisámegiella
Srpskohrvatski / La seconda guerra mondiale [ modifica | modifica wikitesto ]
српскохрватски
ංහල Aggredita dalle truppe di Hitler con l'operazione Barbarossa, iniziata il 22 giugno 1941, l'Unione Sovietica vide la porzione occidentale del territorio rapidamente occupata dal nemico, che vi commise eccidi e
Simple English devastazioni. Grazie anche al trasferimento a oriente delle industrie belliche, reso possibile dal periodo di pace guadagnato con il patto di non aggressione con la Germania nazista, e ai massicci aiuti in armi
Slovenčina e altro equipaggiamento ricevuti da Stati Uniti e Gran Bretagna,[23] l'Unione Sovietica riuscì a bloccare l'invasione e, a partire dalla vittoriosa battaglia di Stalingrado, a respingere le truppe dell'Asse.
Slovenščina
L'avanzata dell'Armata Rossa si concluse a Berlino nel maggio 1945.
Soomaaliga
Shqip Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945 nel palazzo imperiale di Livadia si tenne la conferenza di Yalta, il più famoso degli incontri fra Stalin, Churchill e Roosevelt, nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto
Српски / srpski politico internazionale al termine della seconda guerra mondiale. In particolare a Yalta furono poste le basi per la divisione dell'Europa e del mondo in zone di influenza. In seguito agli accordi di Yalta l'Unione
Seeltersk Sovietica dichiarò guerra all'Impero Giapponese l'8 agosto 1945 (nonostante fosse ancora in vigore con l'Impero Giapponese il patto di non aggressione del 1941) e il giorno successivo lanciò un milione di
Basa Sunda
soldati veterani del fronte orientale contro la Manciuria, dove erano di stanza circa 700.000 giapponesi.[24]
Svenska
Kiswahili Entro una settimana la regione, la Corea Settentrionale e Sachalin furono occupate; nelle Curili invece la resistenza nipponica fu più aspra, ma il 23 agosto furono parimenti conquistate.[25] La vittoria
Ślůnski riportata sulle truppe della Germania nazista, dell'Italia fascista e dei loro alleati ebbe però un elevatissimo costo in vite umane e distruzioni materiali: 25.568.000 di vittime, di cui 8.668.000 soldati e
த ழ் 16.900.000 civili, nonché la distruzione di 1.700 città, 70.000 villaggi e 32.000 imprese industriali.[senza fonte]

Тоҷикӣ Il dopoguerra [ modifica | modifica wikitesto ]


ไทย
Sotto Stalin l'Unione Sovietica uscì dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica) come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che
Tagalog
Türkçe inglobava gli Stati baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente a una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero sovietico). Il confronto politico tra l'Unione
Татарча/tatarça Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine di guerra fredda.
Тыва дыл
Удмурт Da Chruščёv a Brežnev [ modifica | modifica wikitesto ]
‫ ﺋﯘﻳﻐﯘرﭼ‬/ Uyghurche
Lo stesso argomento in dettaglio: storia dell'Unione Sovietica (1953-1985).
Українська
‫اردو‬ Dopo la morte di Stalin si scatenò una nuova lotta per il potere che vide Nikita Chruščёv come vincitore. Sotto la sua guida l'Unione Sovietica fu protagonista dell'appoggio al processo di liberazione delle
Oʻzbekcha/ўзбекча nazioni africane e asiatiche dalla dominazione coloniale europea e americana, intervenendo ad esempio, nel 1956, a difesa dell'Egitto di Nasser, minacciato di aggressione militare da parte di Francia e
Vèneto
Regno Unito per la sua decisione di nazionalizzare la Compagnia del Canale di Suez.
Vepsän kel’
Tiếng Việt Uno dei momenti peggiori nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica fu la crisi dei missili di Cuba, quando Chruščёv iniziò a installare missili nucleari a medio raggio in difesa dell'isola di Cuba, che
West-Vlams aveva proclamato il carattere socialista della rivoluzione vittoriosa nel 1959 ed era stata attaccata nell'aprile 1961, con lo sbarco nella baia dei Porci delle forze contro-rivoluzionarie provenienti dal territorio
Walon statunitense su mandato dell'amministrazione americana. L'elevata tensione raggiunta tra le due potenze, che per giorni tenne il mondo sull'orlo della guerra atomica, si risolse in un accordo comprendente lo
Winaray
smantellamento delle postazioni missilistiche sovietiche in territorio cubano. Come contropartita l'Unione Sovietica ottenne l'impegno americano a non aggredire mai la Repubblica di Cuba e lo
Wolof
smantellamento dei missili statunitensi dispiegati da anni in Turchia. La parte dell'accordo concernente i missili statunitensi non venne all'epoca resa nota al pubblico.
吴语
მარგალური Chruščёv, che per tutto il suo periodo al potere oscillò tra i poli opposti di una radicale "destalinizzazione" (conosciuta come distensione) e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione
‫ייִדיש‬ dell'Ungheria nel 1956), fu rimosso nel 1964 da un blitz interno al partito, guidato da Leonid Brežnev, che prese il potere e governò fino alla morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata
Yorùbá
conosciuta negli anni seguenti come "epoca della stagnazione".
Vahcuengh
中文
Perestrojka e glasnost' [ modifica | modifica wikitesto ]
文⾔
Bân-lâm-gú Lo stesso argomento in dettaglio: storia dell'Unione Sovietica (1985-1991), perestrojka e glasnost'.
粵語
Dopo la prematura scomparsa di Jurij Vladimirovič Andropov e il breve interregno di Konstantin Ustinovič Černenko – esponente della vecchia guardia del partito ed ex braccio destro di Breznev – negli anni
Modifica
collegamenti ottanta il nuovo presidente Michail Gorbačëv riformò drasticamente il sistema politico sovietico con il suo programma detto glasnost.

Il complesso delle sue riforme politiche ed economiche, conosciuto con il nome di perestrojka ("ristrutturazione"), portò a forti alterazioni in direzione dell'autogestione della pianificazione centralizzata, con la
conseguenza del rapido collasso dell'economia, di pesanti disfunzioni nelle filiere produttive. In politica estera la nuova direzione sovietica negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, in un'ottica
di riavvicinamento che avrebbe di lì a poco significato la fine del socialismo reale.

L'amministrazione Gorbačëv, con la cosiddetta "dottrina Sinatra", si propose d'instaurare un nuovo atteggiamento di "non ingerenza" verso gli altri Paesi socialisti dell'Europa orientale. Di fatto questa
situazione permise una quasi immediata transizione politica che, tra la fine del 1989 e la prima metà del 1990, avrebbe portato al disfacimento del blocco orientale e alla transizione degli Stati che ne
avevano fatto parte all'economia di mercato.

I Paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), invasi da Stalin prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e annessi con la forza nel dopoguerra all'Unione Sovietica, videro prevalere al loro interno un
forte senso di nazionalismo, che li avrebbe portati a richiedere e ottenere l'indipendenza, prima ancora che la stessa Unione Sovietica si sfaldasse. La Germania Est, dopo la caduta del Muro di Berlino, si
staccò dall'influenza sovietica e, sulla spinta della direzione di Gorbačëv che aveva sostituito, con i buoni uffici di Mosca, Erich Honecker e la vecchia direzione della SED, nel 1990 venne unita alla
Repubblica Federale.

Il 28 giugno 1991 venne dichiarato sciolto il Consiglio di mutua assistenza economica e il 1º luglio il patto di Varsavia; questi due eventi sancirono quantomeno simbolicamente la fine dell'influenza della
Russia sovietica nell'Europa orientale e prelusero agli eventi del mese successivo.

Dissoluzione dell'Unione Sovietica [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: tentato colpo di Stato in Unione Sovietica e dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Nell'agosto 1991 (fra il 19 e il 21) l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di Stato, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato (Janaev, Jazov
e altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione e il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato
dopo poche settimane.

Settori politici liberisti e filo-occidentali guidati da Boris Eltsin usarono il colpo di Stato come pretesto per mettere in un angolo Gorbačëv, bandendo il Partito
Comunista e spezzando l'Unione Sovietica. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belaveža il trattato che sanciva la dissoluzione
dello Stato sovietico.

In seguito l'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo il 26 dicembre 1991.[26] Il giorno prima Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni
da presidente dell'Unione Sovietica. Il 1º gennaio 1992 la Russia ufficializzò l’indipendenza dall'URSS, decretandone la fine vera e propria.[27][28][29]

L'11 marzo 1990 la Lituania aveva dichiarato la propria indipendenza. La seguirono, nel corso del 1991, prima le repubbliche baltiche e poi le altre repubbliche
sovietiche:
L'ultimo presidente sovietico Michail
9 aprile - Georgia Gorbačëv
20 agosto - Estonia
21 agosto - Lettonia
24 agosto - Russia e Ucraina
25 agosto - Bielorussia
27 agosto - Moldavia
30 agosto - Azerbaigian
1º settembre - Uzbekistan
21 settembre - Armenia

L'eredità politica e militare dell'Unione Sovietica fu raccolta dalla Russia, tanto da subentrarle già nel 1991 nelle Nazioni Unite e nel suo Consiglio di sicurezza come membro permanente.

Politica [ modifica | modifica wikitesto ]

Politica interna [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Organi costituzionali dell'Unione Sovietica.

Tutto il potere era detenuto dal popolo, che lo esercitava tramite i Soviet.[30] Essi potevano delegare secondo criteri di differenziazione del lavoro e delle funzioni, ma veniva rifiutato il principio della
separazione dei poteri, tipico delle società borghesi in cui è necessario mediare i conflitti di classe.[31] I Soviet, da quelli centrali ai singoli Soviet territoriali, costituivano il sistema unitario degli organi del
potere statale,[32] e la loro azione era diretta dal Partito Comunista attraverso le proprie apposite sezioni organizzate presso i Soviet di tutti i livelli.[33]

Tra il 1922 e il 1938 al vertice del sistema dei Soviet era collocato il Congresso dei Soviet dell'URSS, le cui funzioni, nei periodi fra una sessione e l'altra, erano esercitate dal Comitato esecutivo centrale
(CEC) e dal suo Presidium.[34] Dopo l'approvazione della nuova Costituzione del 1936, venne istituito il Soviet Supremo dell'URSS. Suddiviso in due camere, una delle quali finalizzata alla tutela di tutte le
nazionalità del Paese,[35] eleggeva al proprio interno il Presidium del Soviet Supremo.[36] Nel 1988, in fase di perestrojka, vennero istituiti come organi rappresentativi il Congresso dei deputati del popolo
dell'URSS e quelli delle Repubbliche federate, che eleggevano al proprio interno il Soviet Supremo dell'URSS e delle singole Repubbliche. Nel marzo 1990 venne inoltre creata la figura del Presidente
dell'Unione Sovietica.[37]

Le funzioni esecutive e amministrative erano delegate al Governo: fino al 1946 esso era organizzato nel Consiglio dei commissari del popolo (Sovnarkom) dell'URSS,[38] a cui facevano capo i Commissariati
del popolo (Narkomat).[39] Successivamente, con legge costituzionale approvata dal Soviet Supremo dell'URSS, sia a livello centrale che repubblicano il Consiglio dei commissari del popolo venne
riorganizzato in Consiglio dei ministri (Sovmin) e i Commissariati in Ministeri.[40]

Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica gli organismi centrali cessarono la propria attività, mentre quelli di livello repubblicano furono successivamente soppressi o riorganizzati al livello dei nuovi stati
indipendenti.[41]

Politica estera [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Relazioni bilaterali tra Vaticano e Unione Sovietica.

Personalità politiche a capo dell'Unione Sovietica [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Segretario generale del PCUS, Capi di Stato dell'Unione Sovietica e Capi del Governo dell'Unione Sovietica.

Segretari generali del PCUS (capi effettivi dell'Unione Sovietica) [ modifica | modifica wikitesto ]

1. Iosif Stalin (1922-1953)


2. Georgij Malenkov (6 marzo 1953-14 marzo 1953)
3. Nikita Chruščëv (1953-1964)
4. Leonid Brežnev (1964-1982)
5. Jurij Andropov (1982-1984)
6. Konstantin Černenko (1984-1985)
7. Michail Gorbačëv (1985-1991)

Presidenti del Presidium del Soviet Supremo [ modifica | modifica wikitesto ]

La carica, che comportava funzioni di Capo dello Stato, fu soppressa nel 1989, sostituita da quella di Presidente del Soviet Supremo. Nel 1990 fu infine istituito il ruolo di Presidente dell'Unione Sovietica.

1. Mikhail Kalinin (1938-18 marzo 1946)


2. Nikolaj Svernik (1946-6 marzo 1953)
3. Kliment Vorošilov (1953-1960)
4. Leonid Brežnev (1960-1964)
5. Anastas Mikojan (1964-1965)
6. Nikolaj Podgornyj (1965-1977)
7. Leonid Brežnev (1977-1982)
8. Vasilij Kuznecov (1982-1983)
9. Jurij Andropov (1983-9 febbraio 1984)
10. Vasilij Kuznecov (1984)
11. Konstantin Černenko (1984-1985)
12. Andrej Gromyko (1985-1988)
13. Michail Gorbačëv (1988-1989; poi Presidente del Soviet Supremo e Presidente dell'URSS)

Presidenti del Consiglio dei commissari del popolo [ modifica | modifica wikitesto ]

1. Lenin (30 dicembre 1922-21 gennaio 1924)


2. Aleksej Rykov (1924-1930)
3. Vjačeslav Molotov (1930-6 maggio 1941)
4. Stalin (1941-1946)

Presidenti del Consiglio dei ministri [ modifica | modifica wikitesto ]

1. Stalin (1946-1953)
2. Georgij Malenkov (16 marzo 1953-8 febbraio 1955)
3. Nikolaj Bulganin (1955-1958)
4. Nikita Chruščëv (1958-1964)
5. Aleksej Kosygin (1964-1980)
6. Nikolaj Tichonov (1980-1985)
7. Nikolaj Ryžkov (1985-1991)
8. Valentin Pavlov (14 gennaio-22 agosto 1991)
9. Ivan Silaev (6 settembre-26 dicembre 1991)

Repubbliche [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: repubbliche dell'Unione Sovietica.

Mappa delle repubbliche sovietiche


1. RSS Armena 6. Flag of the Kazakh Soviet Socialist Republic.svg RSS Flag of the Russian Soviet Federative Socialist
11.
2. RSS Azera Kazaka Republic.svg
7. Flag of Kyrgyz SSR.svg RSS Kirghiza RSFS Russa
3. RSS Bielorussa
8. Flag of Latvian SSR.svg RSS Lettone 12. Flag of Tajik SSR.svg RSS Tagika
4. RSS Estone
9. Flag of Lithuanian SSR.svg RSS Lituana 13. Flag of the Turkmen SSR.svg RSS Turkmena
5. RSS Georgiana
10. Flag of Moldavian SSR.svg RSS Moldava 14. Flag of the Ukrainian Soviet Socialist Republic.svg RSS
Ucraina
15. Flag of the Uzbek SSR.svg RSS Uzbeka

Nei decenni finali della sua esistenza l'Unione Sovietica era costituita da quindici Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). La tabella contiene l'evoluzione delle repubbliche sovietiche, gli Stati attuali e l'anno
della loro adesione a organismi sovranazionali.

URSS Repubblica dell'Unione Sovietica Stato attuale CSI NATO Europa EURASEC GUUAM OSC
CSI NATO EU
Flag of the
Russian Soviet
Federative
Socialist 1922- Flag of
Republic 1956 the Russian
(1918– Soviet
Russia
1937).svg Federative 1956-1991 1991 – – 2002 – 1996
Russia
RSFS Russa Socialist
Flag of the Republic.svg
Karelo-Finnish RSFS Russa
1940-
SSR.svg
1956
RSS Carelo-
Finlandese

1922-1991 Bielorussia 1991 – – 2002 – –


RSS Bielorussa
Bielorussia
1940-1941
1944-1991 Estonia
– 2004 2004 – – –
RSS Estone per Estonia
occupazione

1940-1941
Flag of Latvian SSR.svg 1944-1991 Lettonia
– 2004 2004 – – –
RSS Lettone per Lettonia
occupazione

1940-1941
Flag of Lithuanian SSR.svg 1944-1991 Lituania
– 2004 2004 – – –
RSS Lituana per Lituania
occupazione

Flag of Moldavian SSR.svg Moldavia


1940-1991 1991 – – Oss. 1997 –
RSS Moldava Moldavia
Flag of the Ukrainian Soviet
Ucraina 1991-
Socialist Republic.svg 1922-1991 – – Oss. 1997 –
Ucraina 2014
RSS Ucraina

Armenia
1936-1991 1991 – – Oss. – –
Flag of RSS Armena Armenia
Transcaucasian
SFSR.svg
1936-1991 Azerbaigian 1991 – – – 1997 –
RSFS RSS Azera
Azerbaigian
Transcaucasica
1922-1936 Georgia 1993-
1936-1991 – – – 1997 –
RSS Georgiana Georgia 2008

Flag of the Kazakh Soviet Socialist


Republic.svg 1936-1991 Kazakistan 1991 – – 2002 – 1996
RSS Kazaka Kazakistan

Flag of Kyrgyz SSR.svg


1936-1991 Kirghizistan 1991 – – 2002 – 1996
RSS Kirghiza
Kirghizistan

Flag of Tajik SSR.svg Tagikistan


1929-1991 1991 – – 2002 – 1996
RSS Tagica Tagikistan

Flag of the Turkmen SSR.svg 1991-


1925-1991 Turkmenistan – – – – –
RSS Turkmena 2005
Turkmenistan

Flag of the Uzbek SSR.svg 1999-


1925-1991 Uzbekistan 1991 – – – 2001
RSS Uzbeca 2005
Uzbekistan

Geografia [ modifica | modifica wikitesto ]

L'Unione Sovietica copriva l'area di quindici nazioni per una superficie totale di 22 402 200 chilometri quadrati (in totale circa un sesto delle terre emerse del pianeta) e si estendeva su undici fusi orari. I
Paesi baltici erano stati occupati e annessi forzatamente nel 1940, più le annessioni della Carelia (precedentemente appartenente alla Finlandia), un quarto della Prussia orientale (precedentemente
appartenente alla Germania), la metà orientale della precedente Polonia (annessa nel 1940 grazie al patto Molotov-Ribbentrop), la Moldavia orientale (precedentemente appartenente alla Romania), più
l'estrema parte estremamente orientale della Cecoslovacchia (Galizia). Il territorio sovietico si estendeva per 5.571.000 km² in Europa e 16.831.000 km² in Asia. Nel periodo più recente, confinava con 12
stati, di cui sei stati europei: Norvegia, Finlandia, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria e Romania; e sei stati asiatici: Turchia, Iran, Afghanistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. Il suo confine più ampio era
quello con la Cina, più di 5900 km, mentre quello più piccolo era con la Corea del Nord, appena 22.1 km. Cina e Corea del Nord, erano i suoi confini asiatici e in assoluto più lunghi/corti. In Europa, il suo
confine più ampio era quello con la Finlandia, 1.340 km, il più piccolo era con la Cecoslovacchia, 97 km.

L'Unione Sovietica era composta da quindici repubbliche e, con oltre 290 milioni di abitanti a fine anni ottanta, era un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità differenti tra loro per origine, storia,
cultura, tradizioni e caratteristiche fisiche. Fra i tanti gruppi etnici appartenenti all'etnia dei bianchi e dei mongolidi predominava quello degli slavi, che raggruppava più del 75% della popolazione.

Economia [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: economia dell'Unione Sovietica.

L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del socialismo in cui lo Stato possedeva la maggior parte dei mezzi di produzione e
l'agricoltura era collettivizzata.
Un rublo sovietico
Dai primi articoli della costituzione si ha un'idea precisa di come funzionava il sistema economico in Unione Sovietica:

«ARTICOLO 4 - La base economica dell'Unione Sovietica è costituita dal comunismo allo stadio primario e dalla proprietà socialista degli strumenti e mezzi di produzione, affermatisi in seguito alla liquidazione
del sistema capitalista, all'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e scambio e all'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.

ARTICOLO 5 - La proprietà socialista nell'Unione Sovietica ha la forma di proprietà di Stato oppure la forma di proprietà cooperativa.

ARTICOLO 6 - La terra, il sottosuolo, le acque, i boschi, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti ferroviari, acquei e aerei, le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi aziende agricole
organizzate dallo Stato e così pure le aziende comunali e la parte fondamentale del patrimonio edilizio nelle città e nei centri industriali sono proprietà dello Stato sovietico.

ARTICOLO 7 - Le aziende sociali dei kolchoz e delle organizzazioni cooperative, con le loro scorte vive e morte, la produzione fornita dai colcos e dalle organizzazioni cooperative, come pure i loro immobili
sociali, sono proprietà socialista, dei kolchoz e delle organizzazioni cooperative. In conformità con lo statuto dell'artel agricolo, ogni famiglia appartenente a un kolchoz, oltre al provento fondamentale
dell'economia collettiva del kolchoz, ha in godimento personale un piccolo appezzamento di terreno attinente alla casa e ha in proprietà personale l'impresa ausiliaria impiantata su tale appezzamento, la casa
d'abitazione, bestiame produttivo, animali da cortile e l'attrezzamento agricolo minuto.

ARTICOLO 8 - La terra occupata dai kolchoz viene loro attribuita in godimento gratuito e per una durata illimitata, cioè in perpetuo.

ARTICOLO 9 - Accanto al sistema socialista dell'economia, che è la forma economica dominante nell'Unione Sovietica, è ammessa dalla legge la piccola azienda privata dei contadini non associati e degli
artigiani, fondata sul lavoro personale, escludente lo sfruttamento del lavoro altrui.

ARTICOLO 10 - Il diritto di proprietà personale dei cittadini sui proventi del loro lavoro e sui loro risparmi, sulla casa di abitazione e sull'impresa domestica ausiliaria, sugli oggetti dell'economia domestica e di
uso quotidiano, sugli oggetti di consumo e di comodo personale, come pure il diritto di eredità della proprietà personale dei cittadini – sono tutelati dalla legge.

ARTICOLO 11 - La vita economica dell'Unione Sovietica viene determinata e diretta da un piano statale dell'economia nazionale, allo scopo di aumentare la ricchezza sociale, di elevare costantemente il livello
di vita materiale e culturale dei lavoratori, di consolidare l'indipendenza dell'Unione Sovietica e di rafforzare la sua capacità di difesa.»

(Dalla Costituzione dell'Unione Sovietica)

Demografia [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: demografia dell'Unione Sovietica e Censimento dell'Unione Sovietica del 1970.

L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo dal punto di vista etnico, con oltre cento distinte etnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi
confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. Secondo una stima del 1990, la maggioranza degli abitanti erano etnicamente Russi (50,78%),
Popolazione dell'Unione Sovietica
seguiti dagli Ucraini (15,45%) e dagli Uzbechi (5,84%).[42] L'Unione Sovietica era talmente estesa che anche dopo che tutte le sue repubbliche ottennero (in rosso) e degli Stati post-sovietici (in
l'indipendenza la Russia rimase la più grande nazione per superficie ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo ad esempio blu) dal 1961 al 2009
minoranze di tatari, udmurti e molte altre etnie non russe.[43]

Repubblica Popolazione della Repubblica 1979 1989 % pop. urbana 1979 Titolari di nazionalità (1989) Russi (1989)
Unione Sovietica 262.436.000 286.717.000 67 - 51,4
RSFS Russa 137.551.000 147.386.000 74 81,3 81,3
RSS Ucraina 49.755.000 51.704.000 68 72,7 22,1
RSS Bielorussa 9.560.000 10.200.000 67 77,9 13,2
RSS Moldava 3.947.000 4.341.000 47 64,5 13,0
RSS Azera 6.028.000 7.029.000 54 82,7 5,6
RSS Georgiana 5.015.000 5.449.000 57 70,1 6,3
RSS Armena 3.031.000 3.283.000 68 93,3 1,6
RSS Uzbeka 15.391.000 19.906.000 42 71,4 8,3
RSS Kazaka 14.685.000 16.538.000 57 39,7 37,8
RSS Tagika 3.801.000 5.112.000 33 62,3 7,6
RSS Kirghiza 3.529.000 4.291.000 38 52,4 21,5
RSS Turkmena 2.759.000 3.534.000 45 72,0 9,5
RSS Lituana 3.398.000 3.690.000 68 79,6 9,4
RSS Lettone 2.521.000 2.681.000 72 52,0 34,0
RSS Estone 1.466.000 1.573.000 72 61,5 30,3

Religione [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Religione in Unione Sovietica e Repressione della Chiesa ortodossa in Unione Sovietica.

«Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell'U.R.S.S. è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare i culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa
sono riconosciute a tutti i cittadini.»

(Costituzione sovietica del 1936, Articolo 134)

La separazione tra Stato e Chiesa venne decisa nel territorio dell'Unione Sovietica il 23 gennaio 1918 dai soviet, poco dopo la fine della rivoluzione russa.[44][45] Lo Stato divenne laico e ufficiosamente ateo,
sostenendo l'ateismo di Stato,[46] anche se ciò non venne mai sancito esplicitamente nelle Costituzioni, che si limitavano a nominare la religione solo affermando la divisione netta tra Chiesa e Stato e la
libertà di culto e coscienza;[45] l'ateismo di Stato venne attuato in forma di politica governativa anticlericale e antireligiosa, dal punto di vista pratico e culturale, tramite leggi ordinarie e
propaganda.[47][48][49][50][51]

La religiosità venne ridotta a semplice scelta privata, secondo l'ideologia di Lenin e del marxismo, da considerare lecita, ma da scoraggiare al di fuori della sfera personale[52]:

«La religione dev'essere dichiarata un affare privato.»

(Vladimir Lenin[53])

La Chiesa ortodossa russa fu costretta a rinunciare a tutti i privilegi, come l'esenzione dalle tasse e dal servizio militare per i sacerdoti e i monaci; e per un certo periodo venne anche perseguitata.[49] Con la
Costituzione sovietica del 1918, emanata per la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e poi estesa alle altre repubbliche federate, venne permesso di svolgere formalmente "propaganda religiosa
e non-religiosa",[45] anche se svolgere attiva propaganda di religione o di idee ritenute "superstizioni" in luogo o edificio pubblico (come la propaganda religiosa nelle scuole, l'esposizione di immagini religiose
nei luoghi di lavoro e le processioni) poteva essere sanzionato con multe, reclusione o lavori forzati fino a un anno.[47] Di contrasto chi ostacolava lo svolgimento di riti religiosi autorizzati poteva anche essere
punito con sei mesi di lavori forzati.[54] Queste pene, come quelle per altri reati che prevedevano un periodo breve, non venivano scontate tramite deportazione in gulag, campo di lavoro forzato o colonie, o
con la detenzione in carcere; il condannato poteva avere la libertà condizionale; altrimenti restava al suo posto di lavoro, venendo talvolta trasferito ad altro ente, con stipendio o salario ridotto sensibilmente
e in alternativa doveva svolgere lavori aggiuntivi senza essere pagato (cosiddetto lavoro forzato "senza scorta").[55]

Coloro i quali non svolgevano lavori socialmente utili (non solo ecclesiastici, ma anche ex agenti zaristi, privati, ad eccezione di artigiani e contadini dei kolchoz)[56] venivano esclusi dal voto e non pagati,[56]
restrizione poi eliminata nel 1936.[57] Quindi questi ultimi, una volta esaurite le risorse di cui erano dotati, dovettero svolgere un altro lavoro per sostentarsi, secondo il principio "chi non lavora non
mangia".[58]

Venne introdotto il matrimonio civile e negata validità legale a quello religioso,[59] vennero distrutte alcune chiese che occupavano suolo pubblico,[60] altre vennero convertite in uffici e musei pubblici[61] e
vennero inoltre abolite tutte le feste religiose come ad esempio il Natale o lo Yom Kippur ebraico.[62]

Con Stalin il processo antireligioso dello Stato fu completato: la Costituzione sovietica del 1924 non conteneva esplicitamente norme sulla religione, in quanto era
stata votata come integrazione per sancire la nascita dell'unione federale delle repubbliche come Unione Sovietica,[63] mentre per quanto riguarda i diritti e doveri dei
Demolizione della Cattedrale di
cittadini restò in vigore la relativa parte della Costituzione del 1918. Infine solo in alcune località remote venne concesso di svolgere cerimonie religiose. Secondo fonti Cristo Salvatore a Mosca, nel 1931.
ortodosse nel 1917 erano attive circa 80.000 chiese,[64] mentre è stato calcolato che erano circa 20.000 nel 1954 e 10.000 nel 1965.[65] La Costituzione sovietica del
1936 sancì la libertà di culto privato e di praticare la religione, ma autorizzò esplicitamente solo la propaganda antireligiosa, ribadendo nuovamente la netta divisione
tra Chiesa e Stato.[66] Restarono valide le normative penali del 1922 contro le "superstizioni religiose" diffuse in pubblico.[47]

Nel 1927 venne approvato l'articolo 58 del codice penale che sanciva, tra l'altro, che svolgere propaganda religiosa in tempo di guerra o crisi, se considerato fatto con lo scopo preciso di abbattere il regime
comunista o danneggiare direttamente o indirettamente lo Stato, poteva essere punito anche con la pena di morte.[67]

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, Stalin diede una tregua alla campagna antireligiosa e chiese al patriarca Sergio I di Mosca (in seguito a un incontro avvenuto tra i due) di supportare
moralmente i soldati al fronte contro i nazisti. Nello stesso periodo Sergio I rientrò a Mosca e morì nel 1944. Stalin concesse poi alla Chiesa ortodossa la possibilità di celebrare funzioni religiose, ma solo
all'interno delle chiese autorizzate e nel privato.[68] Con Nikita Khruščёv ripresero le misure più restrittive verso la Chiesa e si riprese anche la propaganda attiva dell'ateismo di Stato dopo la tregua iniziata
nel 1943 e durata sino al 1954.[69]

Soltanto negli anni ottanta, dopo la continuazione della politica antireligiosa dei governi Breznev, Andropov e Cernenko,[70] vi fu una nuova tregua nella lotta attiva contro la religione, a partire dall'ascesa al
potere di Michail Gorbačëv.[71] La situazione di tolleranza pratica perdurò fino al 1990, quando Gorbačëv permise la libera propaganda religiosa e instaurò la libertà di culto in via ufficiale, al posto
dell'ateismo di Stato.[72]

Il governo sovietico istituì inoltre l'Istituto per l'ateismo scientifico di Leningrado, che durò fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991.[73] Dal 1922 al 1947 esistette in URSS un'organizzazione atea
ed antireligiosa sotto l'influenza ideologica, culturale e politica del PCUS, la cosiddetta Lega degli atei militanti.

Tutti gli Stati del blocco orientale e in generale tutti i paesi comunisti seguiranno questa linea politica sull'ateismo di Stato nella pratica e con una forte laicità costituzionale ma che permetteva il culto entro
certi limiti, tranne la Repubblica Democratica Tedesca (dove non c'era una politica ufficiale antireligiosa, ma solo una decisa difesa della laicità), e l'Albania di Enver Hoxha, che invece inserì l'ateismo di Stato
nella propria Costituzione, vietando anche il culto privato.

Legislazione su matrimonio, aborto, eutanasia e omosessualità [ modifica | modifica wikitesto ]

Nell'Unione Sovietica vennero introdotti il divorzio (1º dicembre 1917)[74] e l'aborto nel 1920 (reso molto più difficile da Stalin nel 1935, poi reintrodotto nel 1955)[75] e negata la validità del matrimonio religioso
(dicembre 1917).[59] In relazione alle pene sostanzialmente basse, rispetto ai reati politici, per il reato omicidio volontario, l'omicidio del consenziente effettuato «per compassione» era depenalizzato e non
punibile, legalizzando nei fatti l'eutanasia e il suicidio assistito.[76] L'omosessualità, depenalizzata subito dopo la rivoluzione, tornò illegale a partire dal 1933.

Cultura [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: cinema russo e Grande enciclopedia sovietica.

La cultura in Unione Sovietica fu influenzata in modo significativo dalle varie fasi politiche che il Paese attraversò nei circa settant'anni della propria esistenza. Durante il decennio che seguì la rivoluzione
d'ottobre prevalse un clima di libertà espressiva in campo artistico e culturale e l'esplicito incoraggiamento da parte di Lenin all'accesso alla cultura da parte delle masse operaie e contadine che fino ad allora
ne erano state escluse.

Il governo in questi primi anni permise o incoraggiò la nascita di varie correnti artistiche sia sperimentali sia di stampo più tradizionale, all'interno delle quali emersero personaggi di spicco quali Maksim Gorky
o Vladimir Mayakovsky. Anche il cinema beneficiò dell'appoggio statale in quanto veniva considerato un mezzo di comunicazione in grado di influenzare profondamente la società, al tempo ancora in larga
parte analfabeta. Molti dei capolavori del regista Sergej Ėjzenštejn risalgono a questo periodo.

Più tardi, durante il periodo di Stalin, la cultura sovietica fu caratterizzata da una maggiore uniformità imposta dall'alto e il classicismo socialista divenne l'elemento stilistico dominante in vari campi artistici ed
espressivi. Molti intellettuali dissidenti furono uccisi o incarcerati.[77] Tra i progetti culturali più ambiziosi nati in quei decenni va ricordata la Grande enciclopedia sovietica, la cui prima edizione fu completata
tra il 1926 e il 1947.

Con l'avvento alla guida del Paese di Khrushov nei tardi anni cinquanta la censura fu allentata e progressivamente il conformismo perse terreno lasciando emergere una certa pluralità di correnti artistiche e
letterarie e autori che, come ad esempio Yury Trifonov, erano concentrati più sulla vita quotidiana che sull'edificazione del socialismo. Un fenomeno tipico dell'Unione Sovietica di quegli anni fu lo sviluppo di
una letteratura dissidente che si esprimeva tramite riviste clandestine conosciute come samizdat. In campo architettonico nell'era Khrushoviana si passò dal precedente stile sovraccarico di decorazioni alla
realizzazione di edifici più sobri e funzionali. Nella seconda metà degli anni ottanta la politica della perestroika e la glasnost portarono infine a una significativa espansione della libertà di espressione anche
sulla stampa e sugli altri mezzi di comunicazione di massa.[78]

Scienza e tecnologia [ modifica | modifica wikitesto ]

L'Unione Sovietica possedeva un ben organizzato sistema educativo. Molti furono gli scienziati formatisi negli istituti universitari statali e sedici cittadini sovietici furono
nel corso degli anni insigniti del premio Nobel. Il primo satellite artificiale sovietico,
lo Sputnik 1
Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo satellite artificiale nella storia dell'umanità: lo Sputnik 1. Nel 1961 il sovietico Jurij Gagarin fu il primo
uomo nello spazio. L'Unione Sovietica vantava anche un moderno esercito, anche se spesso carente di fondi. Le unità antiaeree e corazzate probabilmente erano
tecnologicamente superiori a quelle statunitensi nella seconda metà della guerra fredda. Negli anni ottanta l'Unione Sovietica mise in orbita la prima vera e propria stazione spaziale a lunga durata: la MIR,
che in russo significa sia "mondo", sia "pace". La MIR era stata progettata per durare massimo cinque anni, ma nonostante i carenti fondi e le mille difficoltà la MIR rimase in orbita per quindici anni. Gli ICBM
sovietici (come quelli russi oggi) erano i più potenti e potevano coprire distanze maggiori di qualsiasi altro missile.

Nel campo delle tecnologie edilizie e dell'ingegneria civile il Paese ebbe per alcuni decenni un ruolo di primo piano; ad esempio l'edificio principale dell'Università statale di Mosca, inaugurato nel 1953, fu per
molto tempo il grattacielo più alto al di fuori dell'area di New York[79] e mantenne il primato di edificio più alto d'Europa fino al 1991, anno in cui fu completata la Messeturm di Francoforte.

L'Unione Sovietica fu a lungo all'avanguardia anche nello sfruttamento civile dell'energia nucleare e varò nel 1957 la prima nave di superficie a propulsione atomica, il rompighiaccio Lenin. Come in altri
campi della scienza e della tecnologia anche in quello nucleare il declino economico dell'Unione Sovietica provocò ritardi e malfunzionamenti che culminarono, almeno a livello mediatico, nel disastro di
Černobyl' del 1986.

Festività [ modifica | modifica wikitesto ]

Data Nome italiano Nome locale Note


1º gennaio Capodanno Новый Год
23 febbraio Giorno dell'esercito sovietico День Советской Армии и Военно- Inizio della rivoluzione di febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano)
Морского Флота Costituzione dell'Armata Rossa nel 1918
Marcia delle donne di Pietrogrado che sancì l'inizio della rivoluzione di febbraio (secondo il
8 marzo Giornata Internazionale della Donna Международный Женский День
calendario gregoriano)
12 aprile Giorno del primo volo nello spazio День Космонавтики Giorno in cui Jurij Gagarin fece il primo volo nello spazio
Первое Мая - День Солидарности
1º maggio Festa del lavoro
Трудящихся
9 maggio Giorno della vittoria День Победы Capitolazione della Germania Nazista nel 1945
7 ottobre Giorno della Costituzione dell'URSS День Конституции СССР Proclamazione della nuova Costituzione sovietica nel 1977
7e8 Festa della grande rivoluzione socialista di La rivoluzione d'ottobre del 1917 (novembre per il calendario gregoriano)
Седьмое Ноября
novembre ottobre Viene attualmente chiamata День Примирения ("giorno della riconciliazione")

La moda nell'Unione Sovietica [ modifica | modifica wikitesto ]

Sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1919, il rapporto dell'Unione Sovietica con il concetto di moda fu molto altalenante. Secondo l'ideologia del regime la moda era infatti vista come una pratica
intrinsecamente capitalista, e per questo motivo da dover osteggiare a livello politico ed economico. La moda infatti, se intesa in senso occidentale, era uno dei mezzi utilizzati per dichiarare agli altri il proprio
status sociale, ed enfatizzava quindi le differenze di classe,[80]

Ciononostante, anche il regime sovietico decise di utilizzare la moda come uno dei molti canali di indottrinamento: già a partire dagli anni '20 del XX secolo, ad esempio, alcune riviste russe iniziarono a
parlare di un nuovo tipo di moda femminile, riservato alla nascente classe delle donne-operaie. Per loro, il Partito aveva pensato a delle nuove linee di abbigliamento, molto più pratiche ed utili al lavoro
rispetto a quelle pubblicizzate negli stati capitalisti. Sempre in questo periodo, lo Stato commissionò numerosi progetti per lo sviluppo di un nuovo tipo di "abbigliamento tipico sovietico", che oltre a richiamare
l'abbigliamento tradizionale russo doveva mescolarsi con le nuove forme squadrate dell'ideologia costruttivista[81]. Molti stilisti russi iniziarono quindi a disegnare degli abiti ispirandosi alla semplicità delle
forme geometriche, spesso derivate dal cubismo, che si contraddistinsero per la loro alta funzionalità e la possibilità di essere riprodotti facilmente su scala industriale. Tuttavia, anche a causa della cronica
mancanza di tessuti di buona qualità, la classe operaia sovietica non fu mai molto attratta da queste nuove linee d'abbigliamento e continuò, per tutto il decennio degli anni '20, ad indossare quasi
esclusivamente abiti tradizionali[82].

L'epoca di Stalin (1930 - 1950) [ modifica | modifica wikitesto ]

Durante l'era staliniana, il sentimento di avversione alla moda lentamente si dissipò. Gli stessi giornali che un decennio prima osteggiavano le pratiche modaiole ora sostenevano che la bellezza e
l'abbigliamento sono una parte fondamentale della vita delle donne sovietiche. Si iniziarono nuovamente a vedere delle insegne pubblicitarie per le strade, e le riviste scrivevano delle nuove case di moda
che si aprivano sul territorio sovietico[83]. Alcune case di moda organizzavano ciclicamente delle gite nelle campagne, al fine di mostrare alle contadine le nuove collezioni pensate per loro. Questo nuovo
interesse verso la moda era sospinta, tra le altre cose, dall'affermazione di Stalin secondo cui: "La vita in Unione sovietica è diventata migliore e più allegra"[84].

Nelle affissioni della propaganda divennero sempre più persistenti immagini di donne in aperta campagna e di uomini in abiti da lavoro, con cui si tentava di dimostrare che l'asserzione capitalista - secondo
cui il socialismo genera povertà diffusa - era una menzogna. Per questo motivo, mostrare abiti alla moda era il segnale di una cultura ed una qualità della vita uguale (o addirittura superiore) a quella dei
paesi capitalisti. Dall'altro lato la retorica socialista imponeva ad esempio ai lavoratori, che annualmente venivano premiati dal Partito, di indossare durante la cerimonia gli stessi abiti che indossavano
quotidianamente durante le ore di lavoro.

Tuttavia, la moda sovietica era più sulla carte che nei grandi magazzini: l'industria era difatti incapace di realizzare abiti alla moda in quantità significative, e quelli che venivano prodotti non potevano essere
venduti ad un prezzo accettabile per il cittadino medio. Durante la seconda guerra mondiale la produzione raggiunse il proprio minimo storico, e numerosi cittadini tornarono a commissionare a dei privati i
propri abiti, piuttosto che attendere per mesi quelli forniti dal Governo centrale[85].

Note [ modifica | modifica wikitesto ]

1. ^ Dopo la morte di Lenin nel 1924, il vero potere nell'Unione Sovietica era detenuto dal Politburo, 50. ^ Sabrina Petra Ramet, (Ed) (1993). Religious Policy in the Soviet Union. Cambridge University Press. p.
all'interno del quale la posizione chiave era quella di segretario generale. 4.
2. ^ Successore legale dell'Unione Sovietica. 51. ^ John Anderson (1994). Religion, State and Politics in the Soviet Union and Successor States.
3. ^ Tutti e tre i primati sono detenuti, dopo il 1991, dalla Russia che è subentrata all'Unione Sovietica in tutti Cambridge, England: Cambridge University Press. p. 3. ISBN 0-521-46784-5.
i rapporti pubblici, diplomatici, internazionali e sportivi 52. ^ Vladimir Lenin, L'atteggiamento del partito operaio verso la religione, pubblicato su Proletari [Il
4. ^ Boffa, pp. 48-52. proletario], n. 45, 26 (13) maggio 1909, riportato in: Lenin, Opere complete, IV ediz., vol. 15, pp. 371-381;

5. ^ Boffa, pp. 54-55. testo dell'articolo consultabile qui Archiviato il 28 febbraio 2014 in Internet Archive.
53. ^ In AA. VV., La religione nell'URSS, Feltrinelli, prima edizione, a cura di Alessandro Bausani, prefazione
6. ^ Orlov et al., p. 333.
di Ernesto de Martino, introduzione di A. Usakowski, nota del traduttore. pp. XXII-418, Milano; Nota
7. ^ Boffa, p. 56.
introduttiva
8. ^ Boffa, p. 59.
54. ^ Articolo 125 C.P.
9. ^ Boffa, pp. 58-60.
55. ^ Articolo 35 del Codice penale della RSFSR del 1922
10. ^ Boffa, pp. 62-64.
56. ^ a b art. 64, Cost. 1918
11. ^ Reed, p. 145.
57. ^ Art. 135, Costituzione sovietica del 1936
12. ^ Orlov et al., pp. 336-337.
58. ^ Art. 18 Cost. 1918, ribadito nell'art. 12 del 1936.
13. ^ Boffa, pp. 68-72.
59. ^ a b Decreti del 18 (31) dicembre 1917 e del 23 gennaio 1918: «Viene riconosciuto soltanto il matrimonio
14. ^ Sergej Melgunov, Il Terrore Rosso 1918-1923, Jaca Book, 2010.
contratto presso gli organi dello stato civile. Il rito religioso del matrimonio, come pure gli altri atti religiosi,
15. ^ N. Bucharin, Sulla teoria della rivoluzione permanente, in AA.VV. La "rivoluzione permanente" e il
non hanno valore giuridico», citato in: Giovanni Codevilla, Dalla rivoluzione bolscevica alla Federazione
socialismo in un paese solo Editori Riuniti, Roma, 1970.
Russa: traduzione e commento dei primi atti normativi e dei testi costituzionali, ed. Franco Angeli, 1996,
16. ^ J. Ellenstein, Histoire de l'URSS, Parigi, Editions Sociales 1973, t. II, p. 170 e segg. e 224 e segg.
pag. 262.
17. ^ A. Glucksmann, La cuoca e il mangia-uomini: sui rapporti tra Stato, marxismo e campi di
60. ^ La cattedrale di Cristo Salvatore , su minube.it.
concentramento, Milano, L'erba voglio, 1977
61. ^ Paweł Malecha, Edifici di culto nella legislazione canonica: studio sulle chiese-edifici, 2002, pag. 61
18. ^ M. Voslensky, La nomenklatura. La classe dominante in Unione Sovietica, Longanesi, Milano, 1980
62. ^ Marco Messeri, I crimini del comunismo , su necropolisgulag.altervista.org. URL consultato il 24 febbraio
19. ^ William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 573
2014.
20. ^ William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 586.
63. ^ Cfr. il testo della Costituzione.
21. ^ a b William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 587.
64. ^ Storia della chiesa ortodossa russa , su orthodoxworld.ru. URL consultato il 24 febbraio 2014 (archiviato dall'url
22. ^ William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 948.
originale il 10 novembre 2013).
23. ^ (EN) Winston Churchill, The second World War, London, Cassel & Company Ltd, 1964: vol. 6 (War
65. ^ Bohdan Nahaylo & Victor Swoboda (1990). Soviet Disunion: A History of the Nationalities Problem in the
comes to America), pp. 84-89; ibidem, vol. 8 (Victory in Africa), pp. 312-313; ibidem, vol. 12 (Triumph and
USSR. London: Hamish Hamilton. p. 144. ISBN 0-02-922401-2.
Tragedy), pp. 191-192.
66. ^ Art. 124, Cost. 1936; articolo che riprende comunque, sostanzialmente, quello della Cost. del 1918.
24. ^ Martin Gilbert, La grande storia della seconda guerra mondialenell'anno=1989, p. 818, ISBN 978-88-04-
67. ^ Articolo 58 del Codice penale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, comma 58-10 -
51434-3.
«propaganda controrivoluzionaria o agitazione (ovvero propaganda o agitazione con incitamento a
25. ^ AA.VV., La seconda guerra mondiale, II, Verona, Mondadori, 2010, p. 292.
sovvertire, minare, indebolire lo stato o a compiere le attività controrivoluzionarie indicate negli altri articoli
26. ^ [1] o distribuzione o preparazione di scritti che contengono tali incitamenti): almeno 6 mesi di prigione. In
27. ^ [2] caso di guerra, stato d'emergenza o con sfruttamento di pregiudizi religiosi o nazionalisti: fino alla pena di
28. ^ [3] morte con confisca dei beni».
29. ^ [4] 68. ^ Stalin e la Chiesa ortodossa durante la seconda guerra mondiale , su instoria.it. URL consultato il 24
30. ^ Costituzione dell'URSS 1977, art. 2. febbraio 2014.
31. ^ Meissner, pp. 205-206. 69. ^ Ma Alessio II denuncia la Chiesa di Roma , in la Repubblica, 17 aprile 2003. URL consultato il 24 febbraio
32. ^ Costituzione dell'URSS 1977, art. 89. 2014.
33. ^ Gimpel'son, p. 48. 70. ^ Gli ortodossi che sfidarono Stalin e l'URSS , in la Repubblica, 20 settembre 1999. URL consultato il 24
34. ^ Costituzione dell'URSS 1924, artt. 8 e 29. febbraio 2014.

35. ^ Costituzione dell'URSS 1936, artt. 30-33. 71. ^ Gorbaciov si allea con la Chiesa , in la Repubblica, 30 aprile 1988. URL consultato il 24 febbraio 2014.
36. ^ Costituzione dell'URSS 1936, art. 48. 72. ^ Con Gorbaciov un'era di libertà per i fedeli russi , in la Repubblica, 27 aprile 1988. URL consultato il 24
37. ^ Orlov et al., p. 456. febbraio 2014.

38. ^ Costituzione dell'URSS 1924, art. 37. 73. ^ (EN) James Thrower, Marxist-Leninist "scientific Atheism" and the Study of Religion and Atheism in the
39. ^ Costituzione dell'URSS 1924, art. 49. USSR , su books.google.it.
40. ^ Legge dell'URSS del 15 marzo 1946. 74. ^ Il divorzio in URSS , storicamente.org. URL consultato il 3 maggio 2014.
41. ^ Orlov et al., pp. 470-471. 75. ^ "Aborto, piaga russa", in URSS crolla un tabù , in la Repubblica, 26 settembre 1987. URL consultato il 24
42. ^ (EN) Central Intelligence Agency, Soviet Union – People , in The World Factbook, 1991. URL consultato il febbraio 2014.

25 ottobre 2010. 76. ^ Art. 143, C. P.


43. ^ (EN) Richard Sakwa, Soviet Politics in Perspective, Londra, Routledge, 1998, pp. 242-250, ISBN 0-415- 77. ^ Donald Rayfield, Stalin and His Hangmen: An Authoritative Portrait of a Tyrant and Those Who Served
07153-4. Him, Viking Press, 2004, pp. 317-320, ISBN 978-0-375-75771-6.
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Bibliografia [ modifica | modifica wikitesto ]

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Voci correlate [ modifica | modifica wikitesto ]

Antisovietismo Organi costituzionali dell'Unione Sovietica


Armata Rossa Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Bolscevismo Patto di Varsavia

Capitalismo di stato Prima guerra mondiale


Comunismo Russia

Guerra civile russa Seconda guerra mondiale


Occupazione sovietica delle repubbliche baltiche Socialismo

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