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Il compendio è dedicato a tutti coloro che, seguendo il loro


cammino per trasmettere la Conoscenza, hanno pagato di
persona.

Riproduzione vietata ai sensi di legge (22 aprile 1941 n.633 e successive


modificazioni; legge 22 maggio 1993 n.159 e successive modificazioni)
e a norma delle convenzioni internazionali.
Senza regolare autorizzazione scritta del Curatore, è vietato riprodurre
questo volume anche parzialmente, con qualsiasi mezzo,
compreso la fotocopia, sia per uso personale che didattico.
La presente edizione è in conformità all'originale,
in possesso del curatore.

a cura di
Maurizio Camerata
N. 239302 SIAE-OLAF
Autore Opere Letterarie
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AA. VV.

Massoneria
Simbologia
Rito

Un libro è memoria storica


di un patrimonio culturale
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Atto sottoscritto e sigillato con l'anello personale da Ivan Mosca al Soilstizio d'Estate del 2004,
congiuntamente a Pier Andrea Bellerio, Gianfranco Costantini, Maurizio Camerata,
Ottavio Trigona, alla presenza di Altri intervenuti. Il documento è stato conferito
con prerogativa assoluta, a Maurizio Camerata che ne detiene l'originale.
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Ricordo di Ivan Mosca

RICORDO DI IVAN MOSCA

Se la Tradizione è l’enunciazione di un principio,


questa è un bene comune, irrinunciabile,
non negoziabile.
Vox Clamantis in Deserto

Giovanni “Ivan” Mosca nasce a Parma il 14 gennaio 1915. Frequenta a


Milano la scuola del Libro all’Umanitaria e successivamente a Monza, la Reale
Accademia delle Arti Figurative. Dopo l’8 settembre 1943 i massoni cercano di ricucire
il Filo del loro alto ideale. Ivan Mosca aderisce alla Massoneria nel 1947 in uno dei grup-
pi che si andavano formando. Mosca, appassionato bibliofilo, si distingue per il singola-
re percorso artistico, con un fantastico linguaggio entomologo espressionista. L’insigne eso-
terista è stato un autorevole esponente del Grande Oriente d’Italia e nel tempo, l’Istruttore
di un gruppo sempre più ristretto di ricercatori, nella misura in cui a questi era dato poter
ricevere, ha trasmesso il frutto delle sue personali ricerche e speculazioni. La sua vissuta
esperienza iniziatica non era tratta solo dagli autorevoli testi di cui era ricca la sua
biblioteca, ma viepiù dagli “incontri” con i più noti esoteristi del XX secolo.
L’odierna pubblicazione non vuole rappresentare un atto di celebrazione che
potrebbe confondersi o definirsi “culto della personalità”; difatti, nulla sarebbe più lon-
tano dal suo pensiero. Il contenuto della presente edizione, non è stato impostato con
l’intenzione di offrire al lettore una sequenza organica di studio, né si è ritenuto utile
inserire commenti o spiegazioni. L’odierna edizione è proposta ai Liberi Massoni e
quindi, non ha pretesa di completezza. Pertanto, se potrà e vorrà, il lettore dovrà far
carico a se stesso dell’eventuale disposizione organica di questi studi secondo il proprio
sentire. Comunque, a questi temerari dello spirito, vogliamo solo rammentare le
parole di un noto scrittore: «il pensiero è già stato pensato, bisogna solo
ripensarlo.»
Giovanni “Ivan” Mosca Hermete Eques Peregrinus a Stella Matutina intra-
prende il suo ultimo viaggio all’alba del 25 novembre 2005. “Tutto è giusto e perfetto”.

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Prefazione

PREFAZIONE
di Bent Parodi

Senza la concreta presenza di Ivan Mosca la Massoneria Italiana


sarebbe oggi certamente più povera. Dotato di una straordinaria e vertigi-
nosa cultura, non solo di ordine esoterico, i suoi interessi hanno spaziato
in lungo e in largo facendone una personalità di irripetibile rilievo interna-
zionale. Abilissimo pittore, profondo studioso di tutte le discipline esoteri-
che anche quelle “eccentriche” alla libera muratoria propriamente detta,
Mosca è stato un protagonista lasciando una traccia profonda nella storia
dell’esoterismo del secondo Novecento. Molti di noi, una volta giovani
massoni, si sono abbeverati alla fonte dei suoi inimitabili quaderni di sim-
bologia muratoria, che furono uno strumento insostituibile di analisi e di
approfondimento. Più che opportuna si rivela oggi l’iniziativa della
EdizioniLuz di pubblicare l’opera del grande Iniziato.
L’impresa editoriale, meritoria ed onerosa, è singolarmente opportuna
giacché riattualizza a beneficio delle nuove generazioni tutte le articolazioni di
un pensiero complesso che non può e non deve essere dimenticato. Da più
parti, ed a più voci, tantissimi Fratelli hanno richiesto all’Editore, Maurizio
Camerata, maggiore e diretto discepolo di Ivan Mosca, la pubblicazione di
tutto il materiale possibile edito e soprattutto inedito, detenuto nel suo archi-
vio privato per la nota vicinanza di studi e di pensiero. Chi leggerà queste

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Prefazione

pagine si renderà facilmente conto di quanto ampia sia stata la trama o l’or-
ditura degli interessi coltivati da Ivan Mosca. Così accanto alla versione com-
pleta dei Quaderni ritroviamo, finalmente, gli studi, gli articoli e i frammen-
ti di una inesausta ricerca: un materiale vastissimo che ci ricorda come la
Massoneria sia realmente, di là dalle sue fragilità storiche, un Ordine
Iniziatico in cui tutto è compreso e nulla escluso.
La vastità degli interessi perseguiti dal grande esoterista investe non
solo tematiche di stretta pertinenza muratoria, ma propone una analisi mor-
fologica di ogni aspetto della ricerca esoterica di ogni tempo. Si va così da
problematiche storico-religiose, quale la disamina del mito, alla magia,
all’astrologia, all’ermetismo con tutte le implicanze simboliche. La carenza
degli studi rituali, non solo italiana, ma mondiale, non si riempie soltanto
con la disamina personale, o con conoscenze esoteriche trasmesse in ambiti
iniziatici particolari, ma si evince dagli ultimi cento anni di studi antropolo-
gici, in cui si è dimostrato che la simbologia e la tecnica rituale è simile e
spesso uguale in ogni tempo ed in ogni luogo. La conoscenza di Ivan delle
tecniche rituali non è tuttavia soltanto antropologica, ma deriva dalla sua
padronanza del quadrivio delle scienze iniziatiche: l’ermetismo, la magia,
l’astrologia e la cabala. I suoi scritti, finalmente raccolti in questo volume,
indicano come davvero la Libera Muratoria costituisca una via laica al tra-
scendente e ci fanno comprendere come il massone sia in questo mondo
senza tuttavia essere di questo mondo. Mosca è estremamente rigoroso nel
suo insegnamento; l’esoterismo, in tutte le sue sfaccettature, indica un percor-
so coerente e rigoroso che va affrontato con il giusto spirito, con il giusto lin-
guaggio, con la coerenza di un comportamento fiero e mai alieno da ulterio-
ri ricerche. Una struttura aperta dunque, che ci rivela tutta la ricchezza della

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Prefazione

conoscenza simbolica. Come affermava Oswald Wirth, il simbolo non è sol-


tanto un ponte fra l’essere ed il divenire, che si avvale di modalità analogiche,
ma è davvero « una finestra aperta sull’infinito ». Conoscere vuol dire soprat-
tutto esperienza, perché ciò che si sa vale soltanto in quanto lo si è vissuto,
come ben ricorda il mithos.
La società attuale è ormai irrimediabilmente impregnata dalla ragio-
ne discorsiva scientifica, che noi tutti abbiamo ereditato dalle categorie pla-
toniche aristoteliche del pensiero greco: certamente una conquista, e tuttavia
limitativa dell’inesauribile reale. La scienza, infatti, seleziona conformemen-
te al significato etimologico del Logos, parcellizza i saperi sino all’odierno
abnorme proliferare dei settori del “sapere”. La conoscenza simbolica invece,
è per sua natura assolutamente sintetica e stabilisce una perfetta identità tra
colui che vuol conoscere l’oggetto della conoscenza e l’atto stesso del cono-
scere, nella coscienza che tutto è Uno. Unione mistica con il Tutto quale fu
vagheggiata dal neoplatonismo, ma anche dalle correnti misteriosofiche del
tardo mondo antico.
La forza della Massoneria, la sua legittimità tradizionale, dipende dal
fatto che essa anche se non tutti i massoni se ne rendono conto è una via
alchemica. Basterebbe, al riguardo, ricordare il monito dell’acrostico –
V.I.T.R.I.O.L. – proposto al candidato nel gabinetto di riflessione.
L’iniziazione richiede una progressiva metamorfosi del nostro essere tramite
un processo di interiorizzazione e di riconsiderazione della realtà. Venendo al
mondo, ciascuno di noi è posto di fronte a due opzioni fondamentali: vive-
re la vita o essere vissuti dalla vita stessa. I più, purtroppo, scelgono la secon-
da soluzione, perché più comoda, che li deresponsabilizza come acque inerti
sospinte in onde sul mare. Chi vuol vivere veramente la vita, sceglie di esse-

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Prefazione

re protagonista della propria storia personale e di quella altrui in spirito di


servizio. Ma forse è proprio questo l’identikit più efficace dell’iniziato auten-
tico, colui che ha saputo morire alle ragioni esclusive del mondo per rinasce-
re ad una nuova e superiore forma di coscienza.
L’opera di Ivan Mosca ci rafforza nella nostra convinzione e ci offre
una straordinaria opportunità di rimeditare tutti gli aspetti dell’esoterismo
inteso come strumento principe di palingenesi. Ivan Mosca ha lasciato que-
sto mondo il 25 novembre del 2005 lasciando nello sconforto tutti coloro
che gli furono vicini e che ebbero modo di attingere alla sua esperienza. Il
volume della EdizioniLuz lo riporta idealmente in vita poiché – come inse-
gnano gli antichi saggi – la coscienza, la sapienza che è in lui, non può
morire. E per dirla con gli antichi romani desimunt ista non pereunt, queste
cose cessano ma non muoiono.
Opera preziosa per l’istruzione corretta a beneficio di apprendisti,
compagni, maestri, ma soprattutto una irripetibile indicazione verso la
conquista dell’immortalità.

Bent Parodi
Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia

Si ringrazia Vittorio Vanni per la preziosa collaborazione alla pubblicazione della pre-
sente edizione, nonché per la comunicazione della stessa al Grande Oriente d'Italia.

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Il presente libro è stato stampato a Gennaio 2017 in sole 30 copie numerate
e donate a biblioteche pubbliche e private.
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Premessa

Premessa

Né del cielo né della terra, né mortale


né immortale ti abbiamo creato, sicché potessi essere libero
secondo la tua propria volontà e onore,
per essere il tuo proprio creatore e costruttore.
A te solo abbiamo dato crescita e sviluppo
dipendenti dal tuo libero arbitrio.
Tu porti in te i germi di una vita universale.
(Pico della Mirandola, Oratio de Hominis Dignitate)

Questa terza edizione del saggio “Massoneria simbologia e Rito” in


versione riveduta ed ampliata, viene data alle stampe per tre motivi di fon-
do: il primo è quello di ricordare colui che ne fu l’ispiratore nell’anno in cui
ricorre il centenario della sua nascita; il secondo è quello di rispondere alle
richieste da parte di numerosi ricercatori che ne richiedevano una nuova
edizione essendo esaurite le prime due; il terzo è quello di porre l’accento su
quali siano state le attività di un Gruppo d’Incontro che, in certi momenti,
sono state travisate dalle supposizioni. Particolare merito al curatore che,
nell’occasione, ha pubblicato il Rituale completo del 13° grado del Rito
Scozzese Filosofico che, per quanto mi consta, essendo inedito, consentirà ai
tanti ricercatori che entreranno in “contatto” con questo libro, di trarne un
utile studio: quantomeno metastorico dell’Istituzione. Il cammino metasto-
rico di questo libro, si riallaccia, almeno idealmente, alla cosiddetta Reinte-
grazione di cui Ivan ha saputo rivivificare la semenza, l’autorevolezza e la
dignità; ponendola nel segno della Tradizione e affidandola alle nuove gene-
razioni che ne sapranno cogliere l’onere e l’onore, nella sfida lanciata dal
terzo millennio per la difesa etica della nostra identità. In tale contesto non
sfuggirà la profonda verifica analitica dell’essenzialità di ciascuno, rispetto
alle incognite del caos ed alle tendenze, sempre presenti nella volubilità del-
le “cariche”, per un certo materialismo di fondo che tende ad adeguare o a
classificare retoricamente la Massoneria, al contingente necessitato del pri-
mum vivere della società umana. Il paradigma della ragione, non ha ancora
risolto i tre quesiti di fondo che si era data: Liberté, Egalité, Fraternité e
così, l’evanescente fulminato materialismo dialettico che voleva spiegare
ogni cosa assiso sulla dispotica Torre. Di fronte all’odierna contingenza dei
tempi, il pensiero è smarrito e l’uomo non riesce più a proporsi idealmente
con una visione possibile, ovvero quell’inesprimibile anelito che, in armonia
con il creato visibile ed invisibile, possa pensare prima ed esprimere com-
piutamente poi le rinnovate esigenze dell’umanità presente ed a venire. Ciò

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Premessa

nonostante resta ineludibile al pensatore “una mossa di cavallo come nel


gioco degli scacchi”, un’intuizione che non faccia dimenticare, almeno ad
alcuni, perché siamo qui, perché il tutto esiste nel Tutto, continuando così
a coltivare il senso dell’esistenza e quindi comprendere e trasmettere. Però
non voglio sottrarmi alle istanze dei “sociali” e quindi colgo questa opportu-
nità per rammentare ai lettori che l’entità fondamentale del processo di so-
cializzazione è e resta solo l’individuo, con i suoi desideri, i suoi timori, le
sue passioni, la sua predisposizione al ragionare nella dualità rispetto ad
ogni cosa. Se vogliamo comprendere la dinamica storica dell’umano proces-
so sociale, dobbiamo comprendere i mutamenti innati ed indotti nei proces-
si cognitivi operanti nell’individuo. Ad oggi ed alla mia età, avendo girato
per lavoro buona parte del mondo, affermo che l’uomo non ha ancora rag-
giunto quella libertà a cui, forse anela, per esprimere con tutto se stesso le
sue potenzialità intellettualmente emotive. Ciò è stato determinato dal fatto
che le presunte certezze dell’illuminismo, pur avendogli portato indipenden-
za razionale, lo ha reso più possessivo, ansioso, impotente. Questa tipologia
di libertà lo ha in qualche modo isolato e lo sta inesorabilmente indirizzan-
do verso nuove dipendenze per future sottomissioni. Sfuggire alle catene è
una battaglia costante dell’essere umano che può guardare oltre la propria
ridotta individualità temporale: perché prima di dichiararsi “libero e di buo-
ni costumi”, è necessario essere liberi “da” per essere liberi “di”. Quindi
sarebbe utile una rilettura della storia che recuperi l’essenziale, svincolata
dalla recitazione di formulazioni ottimistiche, inadeguate e desuete. Il mio
timore è che l’adesione al modernismo gli abbia fatto desiderare la sponta-
nea rinuncia alla libertà, essendo un peso troppo pesante da portare e sop-
portare responsabilmente: quasi un’insopportabile minaccia alla propria
conveniente adattabilità. A tal riguardo mi congedo dal lettore con alcune
domande: che cos’é che induce gli uomini ad una brama insaziabile di pote-
re? Da dove nascono questi impulsi di dominazione? È forse una fondamen-
tale debolezza ed incapacità di vivere una vita semplice, ma costruttiva del
bene comune? È una paura della propria debolezza? Un’irrazionalità di fon-
do che gli inibisce di vivere la vita con spontaneità e amore per il prossimo,
spingendolo verso un’attrazione che gli fa negare il proprio limite e ricorrere
ad immaginarie costruzioni fuorvianti, per prendere agli altri con la forza
ciò che non avrebbe potuto meritare? Chi costruisce catene per gli altri, ne è
già imbrigliato e reso schiavo dal proprio immaginario? Il cos’é l’uomo e
perché è qui sono ancora il mistero dei misteri? È la libertà che libera dalla
paura? Vi saluto e abbraccio fraternamente.

Gianfranco Costantini

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Introduzione

Se le porte della percezione venissero sgombrate,


tutto apparirebbe all’uomo come realmente è, infinito.
(William Blake)

Di una cosa sono convinto: un libro deve essere


un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
(Franz Kafka)

Introduzione

Ogni saggio ha le sue “regole del gioco”. Infatti pur potendo apparire
come un vincolo e un peso, esse sole in realtà, consentono all’autore,
di entrare in comunicazione con il lettore, costruendo così una comu-
nione che li unisce al di là del tempo. Questo testo riassume
un’esperienza di gruppo la cui ricerca non fa eccezione, soprattutto
nel momento in cui i suoi risultati furono messi per iscritto e permet-
terne l’incontro, la condivisione, l’approfondimento. Theoria e prati-
ca non sempre convivono nella stessa forma mentis, ma l’esperienza
possibile è qualcosa di insopprimibile che pervade il sentire di chi sce-
glie di percorrere un cammino e verificarne la possibile dimensione.
Trascrivere tutto questo è, a sommesso parere, quasi impossibile.
Questa terza edizione riveduta e ampliata, ha il solo merito di ripro-
porre un percorso coerente con una Tradizione che, al di là delle in-
novazioni sollecitate dal modernismo, vuole rimanere ciò per cui è
stata pensata e riassunta, con tutto il patrimonio ideale che, tempo
per tempo, era pervenuto al momento in cui furono sperimentati e
successivamente resi disponibili almeno in parte. Proprio perché sca-
turita dall’alveo di una Tradizione e trasmessa da uomo a uomo, non
può essere specificatamente attribuita solo a qualcuno. Difatti la Tra-
dizione è sempre il risultato di un desiderio continuamente ispirato
che insorge nell’animo di un uomo rinnovato nella forma, ma simile
nella sostanza, unico e nel contempo parte di quella catena homeri che
è sempre stata e sempre sarà. Ciò è indipendente dal limite del mo-

15
Introduzione

dernismo, di quanti sono partecipi di una qualche forma aggregativa


e dall’indirizzo dettato dalle “cariche”. Niente di nuovo accade da
sempre in tutti i consessi umani. Ora come allora non mi curo di ciò
che i benpensanti del settore spiccioleranno nella spelonca delle loro
elucubrazioni per tale rinnovata ed ampliata terza edizione. Il caso
può generare molte più opportunità di quante se ne creino all’interno
di contesti che, essendo umani, sono e restano sempre discutibili: ce
lo dice la storia. Quindi nel momento in cui abbiamo scelto di dare
corso a questa esperienza ricevuta, lo abbiamo fatto nella convinzione
che l’essere umano meriti liberamente, egualmente, fraternamente,
un’occasione in più per comprendere, comprendersi e poi ... cercare
in se stesso e nel luogo che sentirà prossimo alle sue aspirazioni. Que-
sto il solo auspicio: avremo così contribuito, forse ed in qualche misu-
ra, a sostenerlo nel suo cammino, consentendogli di pervenire causa
sui a quello status che da sempre è sintetizzato: lux ex tenebris. Pertan-
to qualcuno si è sempre dovuto assumere l’onere di rendere fruibile
per l’humanitas l’accesso ad un’informazione che la renda emancipata
con Sapere Aude. Così come ci saranno sempre i “soloni” che giudi-
cheranno “blasfemo” questo atto. Tutto questo mi ricorda molto
l’opposizione clericaleggiante sulla pubblicazione della Bibbia e le
possibili conseguenze a causa della sua diffusione tra gli uomini. Inol-
tre essendo un testo simbolico, è fin troppo noto che se il soggetto
lettore non entra in contatto con l’oggetto della sua lettura, il simbolo
non si farà soggetto per consentire al lettore oggetto di comprenderlo,
perché il segreto “se è tale e c’è, si protegge da sè”. Proprio per
assenza di visione, posso comprendere chi, a seguito delle prime due
edizioni, mi apostrofò pubblicamente “l’asino che porta le reli-
quie”. Così facendo, egli ha confermato inconsapevolmente quanto
contenuto nell’incipit che fu all’origine dell’iniziativa editoriale: “Se
la tradizione è l’emanazione di un principio, questa è un bene comu-
ne, irrinunciabile, non negoziabile”. Purtroppo quell’infelice tentati-
vo si è rivelato solo per quello che era, una palese “caduta” di stile,
motivata probabilmente da un rancore per qualcosa che ambiva
ricevere, ma non gli è stato concesso da Chi lo aspettava: peccato. A

16
Introduzione

sommesso parere, in quella circostanza il soggetto-oggetto ha perso


un’occasione per comprendersi e comprendere: “ci vuole pazienza”.
Comunque è e resta un fatto umano che ha toccato un buon uomo e
per questo, ho ritenuto di esporre l’accadimento, ovvero
attenzionare il lettore sulle trappole disseminate dal “vestito di pelle”
ed in cui ci si può incartare sempre. Nel congedarmi colgo
l’occasione per ricordare tutti coloro che hanno contribuito negli
anni alla mia formazione ed alla memoria dei confratelli Elù
Coen: Hermete, Ariel, Ur. Con l’auspicio che si “comprenda e
non fraintenda”, al lettore posso solo rinnovare la massima: lege, lege,
lege et rilege.
Maurizio Camerata

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I SEMINARI
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PRIMO SEMINARIO TEORICO-PRATICO


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Primo seminario teorico-pratico

NON PUÒ ESISTERE UN “MANUALE” DELL’INIZIATO

Per divenire iniziato:


• Ogni simbolo, ogni strumento, ogni canone, SONO SUPPORTI atti
a catalizzare
a sorreggere
a coadiuvare il lavoro interiore.
• Si deve indicare una propedeutica di lavori individuale e
collettiva composta da
precetti
regole
modalità esecutive
tempi di attuazione
qualità degli elementi.

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Massoneria

1- MASSONERIA
Che cosa è la Massoneria¶
1.1 È una istituzione iniziatica che:
• ignora la Guida Spirituale di un Maestro
• non si fonda su alcuna dottrina
• si propone come SCUOLA tesa alla ricerca di una via illuminativa
in quanto compresa nella dinamica della vita, e quindi nel suo continuo dive-
nire, non pone paradigmi, assiomi, dogmi, ma esige soltanto il sacrificio dei
singoli componenti affinché questi si sforzino nella ricerca interiore alla sco-
perta di se stessi e alla costituzione di se stessi per compiere il lavoro di grup-
po.

1.2 Gli strumenti dei quali si avvale per l’adempimento del lavoro
Muratorio sono costituiti esclusivamente da
UTENSILI - EMBLEMI - ALLEGORIE - SIMBOLI e RITI
che vengono offerti come supporti:
• alla interpretazione
• alla meditazione
• alla speculazione “superiore”
dei Fratelli, per ottenere quella espansione di coscienza destinata a rendere
reale i vari gradi di iniziazione virtuale.

1.3 Nel lavoro di assimilazione degli “utensili - emblemi - allegorie - sim-


boli e riti” i Fratelli possono fruire dell’apporto di istruttori i quali sono in
grado di dare utili indicazioni per l’attuazione delle specifiche tecniche ope-
rative muratorie per averle già direttamente sperimentate.

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Primo seminario teorico-pratico

1.4 L’operatività della Massoneria è fenomenologia di gruppo.


Abbandonato l’individualismo, l’energia accumulata dal Gruppo si manife-
sta nella catena d’unione. Da qui viene proiettata in un contesto cosmico a
beneficio dell’Umanità.
Perché ciò possa avvenire è indispensabile che i singoli Fratelli non si
limitino ad una adesione intellettuale e formale, ma vivano la Massoneria pene-
trandone i simboli e assumendone il significato come modalità esistenziale:
NON BISOGNA PROVARE
MA BISOGNA ESSERE
La via Muratoria, in quanto iniziatica, indirizza a risolvere la problematica:
CHI SIAMO?
DA DOVE VENIAMO?
DOVE ANDIAMO?
contribuendo in tal modo a liberare l’Uomo dall’angoscia della morte e dalle
tensioni e angosce della vita.

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La Loggia come rappresentazione del cosmo

2- LA LOGGIA COME RAPPRESENTAZIONE DEL COSMO


ovvero come microcosmo
2.1 I lavori nel Tempio presuppongono un particolare stato di coscienza
da parte di tutti i partecipanti.
Riferimento al Rituale: l’abbandono fuori del Tempio dei metalli
da parte dell’iniziando vuole significare il
distacco dal mondo profano.

2.2 Siamo nel punto geodetico noto ai soli Figli della Vedova. Cioè siamo:
2.2.1 In una posizione cosmogonica interiore particolare.
2.2.2 Soggetti alle energie interagenti nel cosmo.

2.3 La collocazione dei simboli astronomici nel Tempio induce a consi-


derazioni varie, tra le quali:
2.3.1 Il Tempio raffigura il microcosmo.
2.3.2 La attribuzione dei quattro punti cardinali ai quattro lati dei Tempio
comporta la suddivisione dell’Officina in una zona di luce e in una zona
di tenebre.

TENEBRE
O E
LUCE

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Primo seminario teorico-pratico

Comporta anche l’individuazione degli equinozi e dei solstizi.

N
Solstizio d’estate

Equinozio Equinozio
O E
d’autunno di primavera

Solstizio d’inverno
S
2.3.3 Vi è rappresentato il Sole come astro diurno e la Luna come astro
notturno.
Dalle constatazioni sopra esposte, possiamo trarre le seguenti deduzioni:

2.4 Espressione del principio di dualità (polarità - legge binaria)


discendente dalle contrapposizioni:
SOLE + LUNA -
LUCE + TENEBRE -
EQUINOZIO + SOLSTIZIO -

2.5 Individuazione di un punto di equilibrio (risolvente le contrapposi-


zioni di cui sopra) costituito dall’intersezione degli assi
Nord - Sud Est - Ovest
che rappresenta pertanto il punto della nostra collocazione simbolica.
In tale punto tracciamo il Quadro di Loggia.

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La Loggia come rappresentazione del cosmo

2.6 La consequenzialità della collocazione degli Apprendisti nella colon-


na del Nord affinché, nel silenzio interiore cioè nell’ombra di mezzanotte,
facciano sorgere il Sole che li trasporterà verso la luce piena di mezzogiorno

2.7 La collocazione dei segni zodiacali quali astronomicamente rappresentati


N


E
O


S
comporta le seguenti corrispondenze esoteriche tradizionali:
COSTELLAZIONI POLARITÀ CORRISPONDENZE
Simbolo Denominaz. Simbolo Elemento Colore

Ariete + Fuoco Rosso
Toro - Terra Verde
Gemelli + Aria Giallo
Cancro - Acqua Blu
 Leone + Fuoco Rosso
 Vergine - Terra Verde
 Bilancia + Aria Giallo
 Scorpione - Acqua Blu
 Sagittario + Fuoco Rosso
 Capricorno - Terra Verde
 Acquario + Aria Giallo
 Pesci - Acqua Blu

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Gli elementi

3- GLI ELEMENTI
Rappresentano i quattro tipi primordiali delle manifestazioni natura-
li e rappresentano anche il ciclo delle manifestazioni naturali medesime.
Essi sono:
FUOCO che si designa con il simbolo
ACQUA che si designa con il simbolo
ARIA che si designa con il simbolo
TERRA che si designa con il simbolo
Essi esprimono i seguenti quattro tipi di energia:

energia di gestazione 7 segno opposto


FUOCO energia creatrice equipotenziali di
ACQUA
ARIA energia combinatoria
delle due precedenti
o equilibrante
TERRA energia cristallizzante
delle tre precedenti nella quale i nostri sensi
possono constatare l’evoluzione

3.1 I quattro elementi con le loro attribuzioni energetiche costituiscono


il QUATERNARIO.

3.2 La natura inizia il ciclo biologico della vita dell’uomo (quindi lo


immette nella materia ovvero nella manifestazione quaternaria energetica)
secondo la sequenza:
FUOCO ACQUA ARIA TERRA

29
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Primo seminario teorico-pratico

3.3 La via iniziatica (cioè la liberazione dalla materia) procede nel senso
inverso alla sequenza naturale, e precisamente:
TERRA ARIA ACQUA FUOCO

Da queste considerazioni consegue il senso della marcia per l’entrata nel Tempio
che, costituendo il preludio ai lavori iniziatici, non può che avvenire in senso orario:
.
con riferimento ai punti cardinali Terra Sud II Sorv. .
.
Aria Ovest I Sorv. .
.
Acqua Nord Apprend. .
. .
Fuoco Est M. .V. .

3.4 La sequenza per la determinazione del Quaternario è rappresentabile


nel modo seguente:
. . . .
0 G. .A. .D. .U. .
Elemento Colore Energia
1 PRIMARIO Fuoco Rosso Positiva
Legge primaria o causa prima
2 BINARIO Acqua Blu Negativa
Legge binaria o causa seconda
3 TERNARIO Aria Giallo Equilibrante
Legge ternaria o causa delle prime due
terza o degli equilibranti
4 QUATERNARIO Terra Verde Nuova forma di
Causa quarta o delle energia per fusione
formazioni e cristallizzazione
delle prime tre

30
1-130 Massoneria simbolismo e rito 2015:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:21 Pagina 25

Gli elementi

Risultante: nostro mondo - sensibile percezione


- conoscibile gnosi
- sperimentabile scienza
- attuabile mutazione
N. B.: I colori Rosso, Blu e Giallo sono detti colori primari o fondamentali. Il
colore Verde è detto colore secondario o derivato.

3.5 Gli elementi, con le loro corrispondenze energetiche ed astronomi-


che, sono riunibili in tre sistemi di quadruplicità detti “SEGNI”.
Essi sono:
• I segni cardinali o attivi
rappresentanti analogicamente il CAMBIAMENTO
• I segni fissi
rappresentanti analogicamente la PERSEVERANZA
• I segni mobili o cadenti o mutevoli
rappresentanti analogicamente la MEDIAZIONE DEI PRIMI DUE.
La loro rappresentazione schematica è: 31

segni segni segni


CARDINALI FISSI MOBILI o CADENTI
o ATTIVI o MUTEVOLI
- + -
 


 
+ + - - + +
  
- + -
CAMBIAMENTO PERSEVERANZA MEDIAZIONE

31
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Primo seminario teorico-pratico

4- IL LAVORO MURATORIO
Si svolge in ogni grado su tre livelli: • Fisico
• Animico
• Spirituale
• Nel grado di Apprendista deve essere realizzato lo stato di coscien-
za specifico del piano fisico
• Nel grado di Compagno deve essere realizzato lo stato di coscienza
specifico del piano animico
• Nel grado di Maestro deve essere realizzato lo stato di coscienza
specifico del piano spirituale.
Possiamo rappresentare graficamente il lavoro muratorio, in ordine alle rea-
lizzazioni degli stati di coscienza, come segue:
FISICO ANIMICO SPIRITUALE
Apprendista Compagno Maestro

S S
A S
A
F A
F F

4.1 Se vogliamo farne una rappresentazione grafica, l’Uomo nella sua glo-
balità può essere raffigurato da un triangolo i cui vertici rappresentino rispet-
tivamente l’aspetto fisico, animico e spirituale:
S

F A

32
Il lavoro muratorio

4.2 Il lavoro muratorio in grado di APPRENDISTA deve tendere, come


si è detto, alla realizzazione (padronanza) sul piano FISICO, con la neces-
saria assunzione dell’atteggiamento di carattere POSITIVO-ATTIVO,
sotto il presidio preponderante dell’elemento FUOCO (fuoco I o fuoco di
Ariete).
Gli elementi e le rispettive corrispondenze sono:
Fuoco primo di Ariete T’ aa
Acqua prima di Cancro V’ dd
Aria prima di Gemelli U’ cc
Terra prima di Toro W’ bb
La rappresentazione grafica del lavoro del grado di apprendista:

4.3 Il lavoro muratorio in grado di COMPAGNO deve tendere alla rea-


lizzazione (padronanza) sul piano ANIMICO, con atteggiamento di carat-
tere NEGATIVO-RICETTIVO sotto il presidio preponderante
dell’elemento ACQUA (acqua seconda di Scorpione)

Gli elementi e le rispettive corrispondenze sono:


Fuoco secondo di Leone T’’ e
e
Acqua seconda di Scorpione V’’ h
h
Aria seconda di Bilancia U’’ g
g
Terra seconda di Vergine W’’ f
f

33
Primo seminario teorico-pratico

La rappresentazione grafica del lavoro in grado di Compagno:

4.4 Il lavoro muratorio in grado di MAESTRO deve tendere alla realiz-


zazione (padronanza) sul piano SPIRITUALE con un atteggiamento di ca-
rattere EQUILIBRANTE, sotto il preponderante dell’elemento ARIA (aria
terza di Acquario)
Gli elementi e le rispettive corrispondenze sono:
Fuoco terzo di Sagittario T’’’ i
Acqua terza di Pesci V’’’ l
Aria terza di Acquario U’’’ k
Terra terza di Capricorno W’’’ j

La rappresentazione grafica del lavoro in grado di Maestro:

4.5 Va notato che ad ogni livello (quindi in ogni grado) dobbiamo rea-
lizzare in noi gli stati corrispondenti alle qualità proprie della triplice e-
spressione dei quattro elementi

34
1-130 Massoneria simbolismo e rito 2015:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:22 Pagina 29

Il lavoro muratorio

I Fisico Ariete ’

II Animico Leone ’’ 
III Spirituale Sagittario ’’’ 
I Fisico Cancro ’
II Animico Scorpione ’’ 
III Spirituale Pesci ’’’ 
I Fisico Gemelli ’
II Animico Bilancia ’’ 
III Spirituale Acquario ’’’ 
I Fisico Toro ’
II Animico Vergine ’’ 
III Spirituale Capricorno ’’’ 

4.6 Abbiamo già visto in 3.1 e seguenti come si perviene alla determina-
zione del QUATERNARIO.
Nel Quaternario noi viviamo ed operiamo. Nel Quaternario pertanto dob-
biamo e possiamo essere.
Svolgiamo il lavoro muratorio come qui sopra detto in 4.2, 4.3 e 4.4 avva-
lendoci di quanto segue:
4.6.1 I Quaternario - Fisico o materiale

Il fuoco di Ariete è un “Fuoco Primo”. Positivo, segno attivo,
cardinale, governato da Marte. Esprime l’attività razionale.
Le caratteristiche principali sono:
• energia, azione, comando, coraggio, entusiasmo, iniziativa,
movimento, generosità, sincerità;
• violenza, impulsività, imprudenza, giudizio affrettato, mente
mutevole, mancanza di perseveranza.

35
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Primo seminario teorico-pratico

’ L’acqua di Cancro è un’“Acqua Prima”. Negativo, segno passivo,


cardinale, governato dalla Luna. Esprime l’attività emozionale.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, emozione, sensibilità, sentimentalità, ricettività;
• suscettibilità, timidezza, impazienza, immaginazione.
’ L’aria di Gemelli è un’“Aria Prima”. Positivo, segno attivo,
mutevole, governato da Mercurio. Esprime l’attività mentale.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, adattabilità, intelligenza, ingegnosità, agilità
mentale;
• dualità, dispersione delle energie, nervosismo, agitazione,
astuzia, imitazione, superficialità mentale, instabilità.
’ La terra di Toro è una “Terra Prima”. Negativo, segno passivo,
fisso, governato da Venere. Esprime l’attività creativa.
Le caratteristiche principali sono:
• volontà, resistenza, forza, elaborazione, consuetudine, calma,
pazienza;
• lentezza, ingordigia, ostinatezza, permalosità, pregiudizi, gelosia.
4.6.2 II Quaternario - Animico o psico-spirituale
’’ Il fuoco di Leone è un “Fuoco Secondo”. Positivo, segno attivo,
fisso, governato dal Sole. Esprime l’attività realizzativa.
Le caratteristiche principali sono:
• entusiasmo, dominio, esteriorizzazione, volontà, vitalità,
ambizione, autorità, organizzazione, fierezza e mobilità, franchezza,
sincerità, fedeltà, fiducia e magnanimità;
• vanità e collera improvvisa.

36
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Il lavoro muratorio

’’ L’acqua di Scorpione è un’“Acqua Seconda”. Negativo, segno


passivo, fisso, governato da Marte. Esprime l’attività di rigenerazione
sul piano emozionale.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, volontà, emozione, rigenerazione, curiosità,
misticismo, abilità, capacità di giudicare giustamente, fierezza;
• passione, invidia, gelosia, arroganza, critica distruttiva, estremismo.
’’ L’aria di Bilancia è un’“Aria Seconda”. Positivo, segno attivo, cardinale,
governato da Venere. Esprime l’attività di elevazione verso la spiritualità.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, movimento, intelletto, equilibrio, equità,
giudizio, arte, percezione;
• leggerezza, incostanza, vanità, suscettibilità.
’’ La terra di Vergine è una “Terra Seconda”. Negativo, segno passivo,
mutevole, governato da Mercurio. Esprime l’attività di analisi interiore.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, adattabilità, materialità, calcolo, critica e
analisi, logica e discernimento;
• c r i t i c a , egoismo, timidezza, puntiglio, esagerazione nei dettagli.
4.6.3 III Quaternario - Spirituale o divino
’’’ Il fuoco di Sagittario è un “Fuoco Terzo”. Positivo, segno attivo, mutevole,
governato da Giove. Esprime l’attività di conoscenza superiore.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, adattabilità, vitalità, entusiasmo, alta scienza, legge,
religione, filosofia, saggezza, intuizione, profezia, indipendenza;
• inquietudine, tendenza ribelle, imprudenza, rischio.

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Primo seminario teorico-pratico

’’’ l’acqua di Pesci è un’“Acqua Terza”. Negativo, segno passivo,


mutevole, governato da Giove. Esprime l’attività di superamento
della natura emozionale inferiore attraverso la purificazione.
Le caratteristiche principali sono:
• Interiorizzazione, adattamento, ispirazione, misticismo, sacrificio,
ipersensibilità, sensitività e ricettività;
• Indecisione, impressionabilità, inganno, dissimulazione.
’’’ l’aria di Acquario è un’“Aria Terza”. Positivo, segno attivo, fisso,
governato da Saturno. Esprime l’attività di ricerca dell’ideale universale.
Le caratteristiche principali sono:
• Esteriorizzazione, volontà, intelletto, fraternità, libertà, progresso,
sentimenti sociali, amicizia, fedeltà, sincerità, razionalità, altruismo,
indipendenza.
• Sdegno per le convenzioni, tendenze ribelli, eccentricità.
’’’ la terra di Capricorno è una “Terra Terza”. Negativo, segno passivo,
cardinale, governato da Saturno. Esprime l’attività di realizzazione
degli ideali spirituali.
Le caratteristiche principali sono:
• Interiorizzazione, movimento, materialità, ambizione, responsabilità,
metodo, dovere, integrità, assorbimento, perseveranza, diplomazia.
• Scoraggiamenti, pessimismo, rancore, freddezza, isolamento.

4.7 Si perviene così alla integrazione del lavoro compiuto sui tre piani,
che può essere simboleggiato dalla stella a nove punte quale risultato della
sovrapposizione dei tre triangoli precedentemente tracciati e simboleggianti
il lavoro effettuato sui piani: Fisico F, Animico A, Spirituale S.

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Il lavoro muratorio

F
A S

S A

F F

A S
4.8 Riassumiamo nella seguente tabella le qualità del lavoro muratorio
con i riferimenti analogici tradizionali:
ELEMENTO
COLORE ROSSO BLU GIALLO VERDE
I^ GRADO
+ - + -
Cardinale Cardinale Mutevole Fisso
Marte in Luna in Mercurio in Venere in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. diurno. diurno. notturno.
RAZIONALITÀ EMOZIONE INTELLETTO CREAZIONE

II^ GRADO + - + -
Fisso Fisso Cardinale Mutevole
Sole in Marte in Venere in Mercurio in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. notturno. diurno. notturno.
PENSIERO TRASMUTAZIONE ELEVAZIONE ANALISI
INTELLETTUALE INTERIORE

III^ GRADO + - + -
Mutevole Mutevole Fisso Cardinale
Giove in Giove in Saturno in Saturno in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. notturno. diurno. notturno.
CONOSCENZA SUPERAMENTO FORMULAZIONE REALIZZAZIONE
SUPERIORE DELLA NATURA DEGLI IDEALI DEGLI IDEALI
EMOZIONALE UNIVERSALI UNIVERSALI

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Primo seminario teorico-pratico

5- DI ALCUNE MODALITÀ RITUALI NEL TEMPIO


5.1 I Fratelli si ritrovano nella Sala dei Passi Perduti in silenziosa attesa.
Il Maestro Venerabile ha preparato la miscela di profumi giudicata
adatta al Grado nel quale i lavori verranno aperti e alla qualità dei Fratelli par-
tecipanti (qualità intrinseca più o meno emozionale - mentale - spirituale).

5.2 Profumi (resine).


I profumi da usare in Loggia devono essere esclusivamente resine
(linfa = resina) da bruciare con carboni di legna in recipienti di terracotta.
5.2.1 Devono essere considerati come stimolanti ed agevolanti il conse-
guimento di particolari stati ricettivi e di coscienza.
Le analogie planetarie sono le seguenti:
Sole  Incenso positivo
Luna  Mirra negativo
Mercurio  Mastice positivo
Venere  Benzoino negativo
di Sumatra
Marte  Mastice di Chio positivo
o Opoponax
Giove  Benzoino del Siam positivo
Saturno  Storax negativo
Le analogie con gli elementi sono:
Fuoco Incenso puro positivo
Acqua Mirra negativo
Aria Mastice positivo
Terra Storax negativo

40
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Di alcune modalità rituali nel Tempio

5.2.2 Miscele di profumi.


In Primo Grado: dobbiamo vivificare il centro intellettivo. Pertanto
occorre aggiungere all’incenso una resina di aria e quindi il mastice nelle pro-
porzioni di base:
incenso 50%
mastice 50%

In Secondo Grado: dobbiamo vivificare il centro emozionale.


Pertanto occorre aggiungere all’incenso una resina di acqua e quindi la mirra
nelle proporzioni di base:
incenso 50%
mirra 50%

In Terzo Grado: dobbiamo vivificare il centro spirituale. Pertanto


occorre aggiungere all’incenso una resina di terra e quindi lo storax nelle pro-
porzioni di base:
incenso 50%
storax 50%

La proporzione dei componenti la miscela è comunque da temperare


. .
a giudizio del M. .V. ., a seconda della “qualità” dei Fratelli.

Nelle Iniziazioni: dobbiamo vivificare la spiritualità e quindi occorre


aggiungere all’incenso e alla resina propria del grado (mastice, o mirra, o sto-
rax) un’altra resina di fuoco e quindi Benzoino del Siam in proporzioni diver-
se per i tre gradi.

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Primo seminario teorico-pratico

La composizione ottimale indicata è:


APPRENDISTA
 50% +  40% +  10%
COMPAGNO
 50% +  30% +  20%
MAESTRO
 50% +  5% +  25%

5.3 Supporti auditivi.


Sono i colpi di maglietto rituali, le batterie, l’esecuzione di brani musica-
li scelti ad hoc, le parole e il tono della voce da parte degli operatori del rituale.
Si tratta di creare dapprima e di mantenere poi, durante il corso dei
lavori, una situazione ritmica che favorisca il manifestarsi energetico ai diver-
si livelli di operatività muratoria.

5.4 Entrata nel Tempio.


Il Maestro delle Cerimonie pone la miscela delle resine preparate dal
. .
M. .V. . sui carboni ardenti.
. .
5.4.1 All’ordine del M. .V. . il Cerimoniere apre la marcia di ingresso nel
. .
Tempio. Seguono il M. .d.C. ., nell’ordine, gli Apprendisti, i Compagni, i
. .
Maestri, gli Ufficiali, i Dignitari ed il M. .V. . per ultimo.
5.4.2 La marcia si svolge in senso orario*, cioè nel senso del moto
apparente del Sole, effettuando la rettangolazione del Tempio che con-
siste nel procedere ritmicamente in linea retta secondo i lati del
Tempio, con conversioni a squadra in due tempi in corrispondenza
degli angoli.

* Il rituale approvato dalla O... L... e attualmente in uso è errato in proposito


42
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Di alcune modalità rituali nel Tempio

5.4.3 Dopo una rettangolazione completa prendono il posto che loro com-
pete: prima gli Apprendisti, poi i Compagni, poi i Maestri e quindi gli uffi-
. . . .
ciali e i dignitari; penultimo il M. .d.C. . ed il M. .V. . per ultimo.

5.4.4 Con la marcia rituale si perviene a costruire una barriera magica come
ulteriore protezione energetica dal mondo esterno profano (oltre alla prima
.
protezione costituita per ognuno dei FF. . dall’abbandono simbolico dei
metalli), nonché una separazione fra la Loggia fisica e quella interiore.
5.4.5 La marcia viene così eseguita (cioè in senso orario) a significare sim-
.
bolicamente l’aspirazione dei FF. . a compiere il cammino dall’elemento
Terra a quelli di Aria, Acqua e Fuoco (vedi le corrispondenze astronomiche,
astrologiche e elementali dianzi dette) corrispondente alla via iniziatica.
Si effettua così un percorso in senso contrario al moto degli astri e in
senso contrario alla sequenza degli elementi nella loro susseguenza naturale.
Il percorso in senso orario vuole significare che dobbiamo conquista-
re le qualità degli elementi che vogliamo e dobbiamo esperire man mano che
la rettangolazione si compie. Cioè dobbiamo avere coscienza delle qualità
degli elementi simboleggiati dai segni zodiacali:

43
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Primo seminario teorico-pratico

• nella loro triplicità Segni Cardinali


Segni Fissi
Segni Mutevoli

• nella loro quadruplicità Terra


Aria
Acqua
Fuoco

5.5 Prosecuzione dei lavori.


. . .
5.5.1 Terminata la marcia, essendo ancora i FF. . tutti in piedi, il M. .V. . si
.
accerta che tutti i FF. . siano “predisposti” alla prosecuzione rituale dei lavori.
Quindi, solo col gesto, invita i Dignitari e gli Ufficiali ad indossare
sincronicamente con lui i collari della rispettiva carica.
.
Poi invita i FF. . a sedere.
. . .
5.5.2 I FF. . (M. .V. . compreso) assumono la posizione detta “del Faraone”:
• piedi poggiati di piatto a terra, leggermente distanziati
• mani poggiate a piatto sulle cosce
• busto eretto.
. . .
5.5.3 Il M. .V. . attende ad una seconda verifica accertandosi che i FF. .
siano disposti a compiere i lavori (deve avvertire che l’energia propria del
livello di operatività muratoria si manifesti e circoli).
.
Quindi impugna il maglietto e con gesto antiorario invita i FF. . ad
assisterlo ad aprire i lavori.
Le Luci impugnano il maglietto appoggiandolo al plesso cardiaco
essendo il cuore, retto dal Sole, l’organo ricettivo delle pulsazioni ritmiche.

44
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Di alcune modalità rituali nel Tempio

.
I FF. . mantengono per tutto il tempo richiesto dallo svolgimento dei
lavori, le posizioni di cui sopra.
5.5.4 Si procede indi secondo il Rituale.
.
Durante i lavori i FF. . comandati di muoversi nel Tempio per l’adem-
pimento delle loro funzioni deambulano in senso antiorario, tutti i movi-
menti all’interno del cerchio magico, costituito ritualmente come cerchio di
protezione, debbono seguire il movimento tellurico. Sarebbe una disarmonia
il contrario e l’equilibrio energetico precostituito si altererebbe.

5.6 Uscita dal Tempio.


5.6.1 Alla fine dei lavori la marcia di uscita dal Tempio si effettua in senso
antiorario, in forma circolare e con velocità maggiore di quella adottata
all’ingresso.
Tale senso sta ad indicare l’abbattimento del cerchio magico costrui-
to e il reinserimento nel mondo profano con movimento di propulsione cen-
trifuga per proiettare nel macrocosmo (nella vita di relazione o mondo pro-
fano, quindi) l’energia accumulata attraverso l’esperienza acquisita.

5.7 Ultime considerazioni.


Possiamo dare un’interpretazione complementare ai sensi delle marce
di entrata e di uscita dal Tempio:
5.7.1 Per l’entrata: la necessità di raggiungere, concettualmente, con un
moto a spirale il punto geodetico noto ai soli figli della vedova, cioè il
centro del Tempio, corrispondente in un contesto biunivoco al nostro
centro interiore egoico al fine di perdere la carica egoistica per acquisire
la conoscenza universale.

45
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Primo seminario teorico-pratico

TUTTO L’UNIVERSO È DENTRO DI NOI


5.7.2 Per l’uscita: la necessità di diffondere l’energia accumulata durante i
lavori muratori per partecipare al mondo profano l’esperienza acquisita

NOI SIAMO TUTTO L’UNIVERSO

46
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Gli utensili del lavoro

6- GLI UTENSILI DEL LAVORO


6.1 Gli utensili che vengono “impiegati” nella operatività muratoria si
possono ripartire a seconda della loro polarità da cui discendono le corri-
spondenti caratteristiche qualitative:

7 7
POSITIVI NEGATIVI
ATTIVI (Spirito) PASSIVI (Materia)
SOLARI LUNARI
Compasso Squadra a lati disuguali*
Mazzuolo (o maglietto) Scalpello
Filo a piombo Livella (o archipendolo)
Regolo (o riga da 24 pollici) Leva
EQUILIBRANTE
NEUTRO
Cazzuola

6.2 Il senso generale attribuito agli utensili:


Utensile Significato
Compasso misura nella ricerca
Squadra rettitudine nell’azione
Maglietto volontà nell’applicazione
Scalpello discernimento nell’investigazione
Perpendicolare profondità nell’osservazione
Livella messa in opera corretta delle conoscenze
Regolo precisione nell’esecuzione
Leva potere della volontà
Cazzuola comprensione e benevolenza verso tutti.

* La squadra a bracci uguali è il simbolo posto sul Libro Sacro e non è un utensile.
47
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Primo seminario teorico-pratico

7- LA SQUADRA
La squadra di lavoro, con i suoi bracci disuguali, rappresenta l’Uomo norma-
le il cui comportamento è caratterizzato dal maggiore o minor peso attribui-
to ai valori espressi da ciascuno dei due bracci:
• Vita di relazione o esteriore per un braccio.
• Vita interiore o dello Spirito per l’altro braccio.

7.1 Il primo lavoro dell’Apprendista consiste nel “rendere uguali” i due


bracci, cioè portare ad una condizione di equilibrio la vita di relazione con la
vita interiore in quanto questi due aspetti esistenziali si influenzano a vicenda

Orizzontalità = VITA DI
RELAZIONE
Verticalità = VITA
INTERIORE

7.2 Dopo aver identificato e riconosciuto la propria rappresentazione


sulla squadra ed avere quindi attribuito le polarità ai due bracci, cioè avere
annesso la polarità positiva al braccio al quale diamo maggiore importanza
ovvero a quell’aspetto di esistenza che è effettivamente più importante per
noi, e la polarità negativa all’altro braccio.

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La Squadra

7.2.1 La prima operazione da compiere sulla squadra consiste nel lavorare


interiormente in modo da tendere al raggiungimento dell’equilibrio dei due
bracci attraverso i RIBALTAMENTI

1° Ribaltamento = CAMBIO DI POLARITÀ

2° Ribaltamento = CAMBIO DI POLARITÀ


Nel ribaltamento la polarità del braccio che si muove cambia di
segno. Ciò significa che si cerca una esperienza di segno opposto.
7.2.2 Compiuti i due ribaltamenti (si tratta di una COSTRUZIONE e
non di un mero spostamento), si realizza una croce

A questo punto per ciascuno dei due assi, nella loro completa esten-
sione, si rileverà:
• Il permanere delle polarità che noi abbiamo attribuito in partenza
ai bracci della squadra se risulterà confermato il valore attribuito a ciascuno
dei due mondi (quello di relazione e quello interiore).

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Primo seminario teorico-pratico

• L’inversione delle polarità attribuite in partenza se, con le operazio-


ni di ribaltamento, sarà mutato in noi il valore attribuito rispettivamente ai
due mondi come sopra menzionati.
L’attribuzione delle polarità quindi non è più in dipendenza della
distinzione tra vita di relazione e vita spirituale, ma assume il valore della
scelta tra “Via Secca” e “Via Umida”
VIA SECCA di ricerca
attiva
positiva
solare
RAZIONALE SCIENTIFICA
VIA UMIDA ricettiva
passiva
negativa
lunare
DEVOZIONALE FIDEISTICA

allo scopo di raggiungere la perfetta conoscenza di sé e di conseguire la rea-


lizzazione spirituale.
Pertanto siamo in grado di costruire la croce
+ (-)

- -
(+) (+)

+ (-)
7.2.3 A questo punto, a riuscita quindi del lavoro effettuato fino a questo
stadio, siamo giunti alla condizione di equilibrio tra i due mondi.

50
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Primo seminario teorico-pratico

7.4 Si perviene così a costruire 4 quadrati corrispondenti ai 4 elementi


per realizzarli armonicamente in un più grande quadrato che li comprenda e
che rappresenta l’avere esperito la conoscenza di tutti e quattro gli elementi
esaurendo in tal modo il lavoro muratorio per quanto attiene all’utensile LA
SQUADRA.

7.5 Ulteriori considerazioni.


Nelle operazioni sopra descritte assume particolare importanza la
scelta dell’elemento sul quale agire per primo, scelta squisitamente soggetti-
va ma condizionata dalla qualità elementale preponderante.
All’elemento sul quale si agisce per primo segue il suo opposto, quin-
di l’elemento con segno qualitativo alternato e infine l’elemento opposto a
quest’ultimo. Esempio:
I II III IV
I II III IV
Il processo di conoscenza di ogni elemento è condotto fino all’esauri-
mento, cioè occorre sperimentare il proprio stato esistenziale in ogni direzio-
ne e nei quattro elementi primi ’ ’ ’ ’attraverso l’esperienza
nelle condizioni di opposte polarità.

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SECONDO SEMINARIO TEORICO-PRATICO


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Secondo seminario teorico-pratico

1- IL COMPASSO
1.1 Come la SQUADRA esprime il principio passivo (strumento fisso)
così il COMPASSO esprime il principio attivo (strumento mobile).
1.2 La SQUADRA è il simbolo della materia (o forma) mentre il COM-
PASSO è assunto come simbolo dello spirito (o sostanza) e quindi del suo
potere condizionante la materia.
Questo concetto è evidenziato nei lavori di Loggia dalla reciproca disposizio-
ne dei due strumenti sul Libro della Sacra Legge, nei tre gradi:

I° GRADO 2° GRADO 3° GRADO


il “principio” MATERIA il “principio” MATERIA il “principio” SPIRITO
prevale sul “principio” e il “principio” SPIRITO prevale sul “principio”
SPIRITO. si equilibrano. MATERIA.

1.3 Quale strumento attivo, il COMPASSO serve a misurare il pensiero,


cioè la nostra apertura mentale.
Possiamo dire che: più il compasso è aperto, più la nostra apertura mentale è ampia.

1.4 Il compasso ha due aste articolate che si riuniscono in un punto.


Anche al compasso attribuiamo polarità e precisamente polarità positiva (+)

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Il Compasso

e negativa (-), rispettivamente alle due aste. L’articolazione esprime l’ener-


gia equilibrante (∞).

+ -
(-) (+)

1.5 I due strumenti (squadra e compasso) sono da usarsi insieme; il


lavoro di equilibratura dei bracci della squadra e i ribaltamenti sulle dia-
gonali (cfr. paragrafo 7, Atti del 1° seminario) si effettuano con l’ausilio
del compasso.
In questo caso non ha importanza la lunghezza delle aste del com-
passo, in quanto la funzione è puramente geometrica.
Quando, invece, si effettuano le operazioni, di cui si parlerà in
seguito, ove l’apertura del compasso significa la “nostra apertura mentale,” le
aste di questo strumento devono necessariamente essere di lunghezza ugua-
le ai bracci equilibrati della squadra.

1.6 Quale misuratore del nostro pensiero, l’apertura del compasso


viene ad essere commisurata, con un rapportatore interiore, alle nostre effet-
tive possibilità.
La Massoneria, limitandone a 90° l’apertura, indica la conoscenza
massima che l’uomo può raggiungere.

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Secondo seminario teorico-pratico

Il compasso si apre a 45°, nei lavori muratori dei tre gradi simboli-
ci, a significare che la materia non è completamente dominata; ma l’operati-
vità muratoria offre la possibilità di aprire il compasso fino a 90° realizzando
integralmente l’equilibrio tra le due forze.

1.7 Col compasso, aperto convenientemente, tracciamo dei cerchi che


rappresentano la misura metafisica dell’ampiezza del nostro pensiero.
Il centro del cerchio rappresenta l’ASSOLUTO (il nostro centro di
coscienza), mentre la circonferenza che descrive il compasso rappresenta il
RELATIVO (il limite della nostra conoscenza).
Quando l’asta puntata sull’assoluto ha polarità positiva (+), la circon-
ferenza sarà occupata da polarità negativa (-) e viceversa.
A questo punto si iniziano le operazioni da effettuare col compasso:
1.7.1 Prima operazione.
Si tracciano i quarti di cerchio sul quadrato dei 4 elementi rappresen-
tante l’uomo (cfr. 7.4, Atti del 1° seminario). Questa operazione equivale al
riconoscimento qualitativo elementale, e cioè al riconoscimento della “misu-
ra” che ci è propria in ciascuno dei quattro elementi.

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Il Compasso

Nell’elemento fuoco l’apertura personale avrà una determinata


ampiezza in funzione del proprio essere (costituzione interiore, di quello che
ognuno è). Riconosciuta l’ampiezza si traccia il 1° quarto di cerchio.
Così per l’elemento acqua , così ancora per l’elemento aria
e infine per l’elemento terra .
Si avranno pertanto quattro quarti di cerchio differenziati nella
loro ampiezza e che dovremo tendere a rendere uguali.
È il primo accertamento ricognitivo elementale.
1.7.2 Seconda operazione.
L’operatività muratoria si prefigge di riuscire a tracciare tutti i
quarti di cerchio con la stessa apertura del compasso.

Premessa a questa seconda operazione è la scelta della polarità


con la quale tracciare gli archi di cerchio.
Polarità - : “Tutto l’universo in me”
Polarità + : “Io sono tutto l’universo”
Di fatto, l’operatività muratoria si esprime dapprima nell’essere
RICETTIVO (il che consiste nella ricognizione degli “elementi” in tale

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Secondo seminario teorico-pratico

stato di coscienza); successivamente nell’essere PROIETTIVO (il che


implica il cambio di polarità e la ricognizione degli “elementi” in questo
diverso stato di coscienza). Compiuta questa sperimentazione, occorre
operare la scelta della polarità, di volta in volta più confacente all’attivi-
tà perseguita.
Si tratta di riconoscere se stessi, sempre meglio e sempre più in
profondità, vivendo gli stati di coscienza che, mutevoli, sono la nostra
possibilità di essere.
1.7.3 Terza operazione.
Consiste nell’ottenere un cerchio tangente ai lati del quadrato

Il cerchio inscritto nel quadrato rappresenta la raggiunta


Maestria.
TUTTO L’UNIVERSO È DENTRO DI NOI
Qui il compasso è aperto a 60°.
Ciò comporta avere coscienza della avvenuta cristallizzazione nel
quaternario ed induce ad ampliare la conoscenza di sé, fino ad ottenere
che il cerchio diventi circoscritto al quadrato degli elementi.

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Il Compasso

Il cerchio circoscritto supera la già raggiunta Maestria ottenendo un


ulteriore approfondimento.
NOI SIAMO TUTTO L’UNIVERSO
Qui il compasso è aperto a 90°.

1.8 Il lavoro muratorio effettuato sulla squadra ha condotto ad equilibra-


re i due bracci, cosicché questi sono divenuti di uguale lunghezza.
Solo al momento in cui i bracci della squadra sono divenuti lunghi
uguali, si è potuto costruire il quadrato dei quattro elementi (cfr. ancora 7.4,
Atti del 1° seminario).
A questo punto, l’intervento del compasso integra la nostra operati-
vità, già esercitata con l’ausilio della squadra, poiché con l’intervento del-
l’energia equilibrante il lavoro avviene nel mondo delle cause e non in quel-
lo degli effetti.
Ci si rende ora conto della completezza dell’istrumento COMPASSO:
le aste + e - sono incernierate nel punto che esprime l’energia ∞. È l’energia
equilibrante quella che appartiene al Mondo delle Cause.

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Secondo seminario teorico-pratico

1.9 Rileviamo ancora che solo con l’apertura a 90° il compasso traccia i
quarti di cerchio che coprono la lunghezza dei bracci equilibrati della squadra.

A questo punto soltanto il compasso aperto a 90° diventa “LA SQUA-


DRA GIUSTA” poiché corrispondono biunivocamente i bracci della squa-
dra alle aste del compasso e l’angolo della squadra all’angolo di apertura del
compasso.

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Di alcune modalità operative individuali

2- DI ALCUNE MODALITÀ OPERATIVE INDIVIDUALI


Nella via iniziatica è necessario acquisire tutti gli stati di coscien-
za elementali.
2.1 Consigli per addivenire con facilità e prontezza allo “stato di coscien-
za” intuitivo di (gli stati di coscienza vanno intesi non nel senso mora-
le e quindi lontano assolutamente da ogni giudizio di valore).
Tale stato di coscienza è il primo momento necessario per accingerci
alla razionalità indispensabile già in 1° grado per compiere i lavori muratori.
2.1.1 Dobbiamo abituarci a far lavorare le analogie dentro e soprattutto
fuori del Tempio, attraverso l’esame comparativo in ordine all’uomo rivolto
alle manifestazioni naturali o provocate.
2.1.2 Costante osservazione delle qualità BINARIE nel mondo che ci cir-
conda e interiormente sugli aspetti emozionali.
2.1.3 Costante osservazione sul proprio piano fisico.
2.1.4 Costante osservazione sul proprio piano animico.
2.1.5 Costante osservazione sul proprio piano spirituale.
2.1.6 Effettuare un riassunto giornaliero (se possibile) davanti allo specchio
di se stessi, di queste costanti osservazioni.
2.1.7 Fare l’esame dei Fratelli, ogni sera prima di coricarsi, comparando le
loro qualità BINARIE con le proprie (positivo – negativo; bene – male;
buono – cattivo; Sole – Luna; caldo – freddo).
2.1.8 Coricati e prima di addormentarsi, con tecnica respiratoria ritmica,
visualizzare il SOLE che sorge su una montagna sulla quale si sta salendo.
2.1.9 Al mattino subito appena alzati, in piedi e con la finestra aperta, con
tecnica di respirazione ritmica, visualizzare il SOLE che tramonta mentre si
ridiscende la montagna.

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Secondo seminario teorico-pratico

2.1.10 Cercare di concatenare il ribaltamento della SQUADRA (solo il


ribaltamento orizzontale) con l’esperienza giornaliera senza preoccupazioni
per ora della verticalità.
2.1.11 Vivificare, nel senso di far vivere dentro di sé, l’elemento TERRA
solamente sul piano fisico. Cioè verificare quanto “pesa” in noi l’elemento per
poter agire, mediante:
• il controllo
• la realizzazione
• il sopravvento sulla pigrizia fisica
e soprattutto sulla pigrizia mentale
2.1.12 Eliminare lo stato di COMMOZIONE realizzando il distacco emo-
tivo di partecipazione alla Catena.

2. 2. Tecnica respiratoria.
Presidio alla tecnica respiratoria è la predisposizione interiore psicofi-
sica. In tale stato ci si accinge a trovare un proprio ritmo adeguato in modo
da non accusare sforzo.
La respirazione, qualunque sia il ritmo, dovrà consistere in:
• ESPIRAZIONE da effettuarsi con la bocca
• INTERRUZIONE o pausa
• INSPIRAZIONE da effettuarsi con le narici
• INTERRUZIONE o ritenzione.
I tempi appropriati alle quattro fasi sopraddette sono da ricercarsi in
noi, nel senso che, avendo ognuno di noi una propria “capacità respiratoria”,
si ottenga dapprima il ritmo personale che, ovviamente senza sforzo, ci ponga
a nostro agio.

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Di alcune modalità operative individuali

Riconosciuto il proprio ritmo lo si attui per 7 volte, dopo di che si


proceda alla respirazione naturale costituita dall’alternanza dei due movi-
menti: espirazione-inspirazione.
Si arriverà gradualmente a trovare altri ritmi personali fino al raggiun-
gimento di quello ottimale. Si verificherà allora che la
CADENZA OTTIMALE SENZA SFORZO
dovrà assumere necessariamente i valori che le sono appropriati in funzione
del proprio “essere nel gruppo” e della “qualità del lavoro che il gruppo potrà
compiere”.

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Secondo seminario teorico-pratico

3- VISITE AL MITREO BASILICA PITAGORICA PORTA


ERMETICA IN ROMA ED ALLA VILLA DEI MISTERI IN POMPEI
Al fine di prepararci a penetrare i simboli, ad approfondire il signifi-
cato e la forza della tradizione, a lavorare con le analogie, la presa di contat-
to con i luoghi e le rappresentazioni in essi contenute, costituiscono una
esperienza che si rinnova di continuo, ma che non è dicibile.

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TERZO SEMINARIO TEORICO-PRATICO


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Terzo seminario teorico-pratico

1- LA LOGGIA
1.1 Gli antichi rituali dicono che:
• 3 Fratelli formano una Loggia “semplice”
• 5 Fratelli formano una Loggia “giusta”
• 7 Fratelli formano una Loggia “giusta e perfetta”
Ma NOI siamo la Loggia, ed in NOI riassumiamo e dobbiamo ritrovare:
• le tre luci
• gli strumenti
• i simboli
• le energie
• il punto geodetico.
La Loggia è la rappresentazione del Cosmo e pertanto:
LA LOGGIA È L’UOMO
L’UOMO È LA LOGGIA

1.2 L’Uomo, considerato nella sua triplice costituzione energetica, ha le


seguenti corrispondenze:
planet. element. energet.
• fisica  + forza vitale
• animica  - sentimento
• spirituale  ∞ intelletto

Ciò va inteso come la rappresentazione dell’UOMO PENSANTE,


cioè dell’Uomo che si pone il problema dell’esistenza e che, pertanto, si pone
la problematica:
• chi siamo? • da dove veniamo? • dove andiamo?

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La Loggia

A tale livello la Loggia è detta SEMPLICE ed è così rappresentabile:




L’UOMO
La Loggia PENSANTE
semplice 3
è retta da:  

Questo è il livello in cui si esplica il lavoro dell’Apprendista che è con-


traddistinto dal numero 3 (età, passi, batterie, toccamento, il Delta ecc. ).

1.3 L’Uomo, e quindi la Loggia, prende coscienza di sé quando alle com-


ponenti qualitative suddette (  ) si aggiungono la FORZA  e la
BELLEZZA. 
Ciò significa conoscere la Legge Binaria con tutte le relative implica-
zioni e derivazioni.
A tale livello la Loggia è detta GIUSTA ed è così rappresentabile:

La Loggia   L’UOMO CHE


HA COSCIENZA
giusta 5
DI SÉ
è retta da:

 
Questo è il livello in cui si esplica il lavoro del Compagno, che è contrad-
distinto dal numero 5 (età, passi, batteria, toccamento, Stella Fiammeggiante ecc.).

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Terzo seminario teorico-pratico

1.4 Più oltre l’Uomo acquisisce la Maestria quando prende coscienza del
RIGORE  e della GIUSTIZIA .
Ciò significa che l’Uomo, padrone ormai della Legge Binaria, appli-
ca la Giustizia ed il Rigore come espressione della Legge Cosmica, esercitan-
do il suo libero arbitrio.
A tale livello la Loggia è detta GIUSTA e PERFETTA ed è così rap-

presentabile:
 

La Loggia L’UOMO CHE


giusta e perfetta 7 HA ACQUISITO
 
è retta da: LA MAESTRIA

 
Questo è il livello in cui si esplica il lavoro del Maestro che è contrad-
distinto dal numero 7 (età, batteria, la Menorah ecc.).

1.5 È opportuno rammentare che le indicazioni qui riportate, per lo stes-


so fatto che appartengano all’ambito della scienza esoterica, sono del tutto
scevre da qualsiasi implicazione di carattere moralistico.

1.6 Poiché la Loggia rappresenta simbolicamente il Cosmo, la composi-


zione ideale della Loggia è di ventidue Fratelli in quanto 22 sono le energie
cosmiche fondamentali, e precisamente:
• 3 Energie elementali primarie (+ , - , ∞)
• 7 Energie planetarie       
• 12 Energie zodiacali
       

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La Loggia

2- INTERPRETAZIONE ANALOGICA ELEMENTALE DELLE


FUNZIONI DEI DIGNITARI E DEGLI UFFICIALI DI LOGGIA
2.1 Nell’esercizio delle proprie funzioni ognuno dei Dignitari e degli
Ufficiali di Loggia deve estrinsecare le “qualità” dei quattro elementi nella
loro triplice espressione (cfr. 4.5, Atti del I Seminario).
La collocazione interiore dei Dignitari ed Ufficiali è rappresentabile
come segue:

Per ognuno dei Dignitari ed Ufficiali si può dire:


2.2 La collocazione fisica dei Fratelli in Loggia assume simbolicamente gli
attributi espressi dai 12 segni zodiacali, mentre la collocazione interiore
(ovvero la qualità da estrinsecare) è rappresentata dalla triplicità elementale.
Per esempio:
. . ’ di

• M. .V. . sta in
ed estrinseca ’ di

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Terzo seminario teorico-pratico

. ’’ di 
• mentre il 1° S. . che sta in
deve estrinsecare ’’ di 
• e così di seguito.

2.3 Pertanto:

7
Maestro Venerabile
1° Sorvegliante manifestazione della triplicità di
2° Sorvegliante

7
Segretario
Oratore manifestazione della triplicità di
Copritore

7
Maestro delle Cerimonie
2° Esperto manifestazione della triplicità di
Ospitaliere

7
Tesoriere
1° Esperto manifestazione della triplicità di
Grande Esperto (Terribile)

NB. Le triplicità elementali seguono la successione naturale dei segni


zodiacali.

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I centri energetici dell’uomo

3- I CENTRI ENERGETICI DELL’UOMO


3.1 La manifestazione cosmica è dinamizzata da molteplici energie di
diverso tipo, livello e qualità.
Nell’Uomo queste energie operano:
• sul piano fisico
• sul piano animico
• sul piano spirituale.

3.2 In particolare le SETTE ENERGIE COSTRUTTIVE, simbolicamente


designate dai sette pianeti sacri, si esprimono nell’Uomo in sette centri energetici
disposti lungo l’asse della colonna vertebrale e sul suo prolungamento nella testa.

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Terzo seminario teorico-pratico

Vengono riconosciuti con un nome che indica la loro posizione rela-


tiva a parti del corpo fisico. Essi sono:
7 - il centro coronale
6 - il centro frontale
5 - il centro laringeo
4 - il centro cardiaco
3 - il centro solare
2 - il centro sacrale
1 - il centro coccigeo.
Queste energie cosmiche, che fluiscono ed agiscono sull’uomo, sono
alla radice degli impulsi, degli stimoli, dei desideri che influiscono sulla vita
determinandone il comportamento.

3.3 Uno degli obiettivi della via iniziatica è rendersi gradualmente


coscienti e padroni dell’attività dei centri energetici:
controllandoli
e
coordinandoli

Così tra i compiti dei gradi muratori vi è quello della loro vivificazione.
I segni d’ordine di taluni gradi sono visivamente collegati a spe-
cifici centri.
Inoltre le tre energie primarie di
fuoco aria acqua

+ - ∞

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I centri energetici dell’uomo

caratterizzano i tre particolari canali che percorrono la colonna vertebrale:


• quello centrale rettilineo ed i due laterali ad andamento serpentino.
Tutti e tre collegano il centro coccigeo a quello coronale.
I due canali laterali sono percorsi:
• l ’uno da energia negativa (lunare)
• l ’altro da energia positiva (solare)
Il canale centrale è percorso:
• da energia equilibrante (mercuriale).

3.4 Uno dei compiti della via muratoria è quello di evidenziare l’attività
di queste tre energie.
Questa operazione viene effettuata dal Venerabile al momento del-
l’iniziazione ai primi tre gradi muratori.

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Terzo seminario teorico-pratico

In tal modo il nuovo iniziato viene messo in grado di saper utilizzare il


tipo di energia attinente al particolare lavoro del grado in cui viene ricevuto.

3.5 Allineamento dei centri significa “successione armonica ordinata


secondo la sequenza con appropriate tecniche”.
L’energia positiva (+) e quella negativa (-) costituiscono un “campo”
intorno ad ogni centro che si qualifica delle qualità planetarie corrispondenti.
L’intervento dell’energia equilibrante (∞) è il preciso lavoro murato-
rio di “allineamento”, cioè di non lasciar predominare né il (+) né il (-).

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Di alcune modalità rituali nel Tempio

4- DI ALCUNE MODALITÀ RITUALI NEL TEMPIO

Ogni fase del Rituale presuppone negli Operatori il potere di “magne-


tizzare” i propri veicoli di coscienza, intesi questi come “mezzi” (l’apparato
percettivo sensoriale, la sfera psichica, lo strumento mentale) attraverso i
quali si viene in contatto col mondo esterno.

4.1 Nell’attuazione del lavoro muratorio (cfr. Atti del I Seminario, cap. 4
e seg.) in cui necessita l’esaltazione degli stati fisico - animico - spirituale nei
diversi livelli di operatività, la suddetta “magnetizzazione” è fondamentale e
condizionante, tanto che il passaggio in ascesa nei singoli successivi livelli è
in funzione di due fattori:
4.1.1 lo sviluppo effettivo del fratello;
4.1.2 l’intensità della forza proiettiva degli operatori.

4.2 I lavori di Loggia in quanto compimento di un rito, consistono


essenzialmente:
4.2.1 nella scelta dell’ora e del luogo dell’operazione;
4.2.2 nell’impiego di diversi utensili, che si rendono indispensabili per la
loro destinazione e che, nel compimento del rito, rivestono un carattere
particolare;
4.2.3 nella disposizione del luogo dell’operazione e del materiale necessa-
rio (allestimento del Tempio, collocazione dei simboli ecc;)
4.2.4 nei vestimenti dei fratelli;
4.2.5 nei diversi atti gestuali assunti dai fratelli;
4.2.6 nelle parole e suoni proferiti o modulati dai fratelli;

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Terzo seminario teorico-pratico

4.2.7 nella produzione di fenomeni fisici atti a modificare la composizione


fisico-psichica dell’aria nell’ambiente per mezzo di profumi, vivificando così
i centri energetici dei fratelli, rendendone utilizzabile l’energia sollecitata o
consentendone la condensazione nell’Eggregore muratorio.

4.3 Entrata nel Tempio.


4.3.1 La rettangolazione del Tempio (cfr. Atti del I Seminario, 5. 4) qualifi-
ca un campo energetico con una qualità specifica di energia.
I fratelli, effettuata la rettangolazione ed assunta la posizione del
“faraone”, si pongono in una attitudine ricettiva (non proiettiva).
In tale situazione i fratelli si trovano nella migliore condizione per
recepire il significato qualitativo del Quadro di Loggia, che viene tracciato
dal Maestro delle Cerimonie. ( ’  ). Si determina così una conver-
genza energetica, che costituisce il denominatore comune indispensabile per
il proficuo avvio dei lavori.
Durante i lavori si tende a realizzare la capacità di proiettare l’idea
forza, assunta per l’operatività specifica della tornata e pertanto tutti gli “ope-
ratori” (in questo caso tanto i fratelli investiti di una funzione, od officianti,
quanto gli altri nelle colonne) assumono una specifica funzione magica,
diventando il tramite di una manifestazione energetica.
4.3.2 La rettangolazione del Tempio deve essere compiuta da tutti i fratelli.
4.3.3 Succede che il più delle volte lo spazio non sia sufficiente per una
ordinata esecuzione della marcia. Inoltre può accadere che le qualità,
eventualmente momentanee, di alcuni fratelli (di loggia o visitatori), e/o
il loro allineamento interiore, vengano accertate come non idonee alla
. .
particolare situazione rituale richiesta da parte del M. .V. . o dal I Esperto. In

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Di alcune modalità rituali nel Tempio

tali casi è opportuno che dapprima entrino nel Tempio i fratelli non offi-
cianti e successivamente questi ultimi.
4.3.3.1 Tutti i fratelli di Loggia, eccetto i sette fratelli “officianti”, e
tutti i fratelli visitatori entrano ordinatamente nel Tempio, preceduti dal
Maestro delle Cerimonie. In testa gli Apprendisti, poi i Compagni, indi
i Maestri. Gli Apprendisti compiono un giro, i Compagni due ed i
Maestri tre, prendendo il posto che loro compete nelle colonne, restando
in piedi non all’ordine.
4.3.3.2 Immediatamente dopo entrano nel Tempio, sempre al seguito del
Maestro delle Cerimonie, e quindi senza soluzione di continuità nella mar-
cia, nell’ordine:
II Esperto, I Esperto, Grande Esperto (Terribile)
II Sorvegliante, I Sorvegliante, Maestro Venerabile
Questi fratelli, che costituiscono assieme col Maestro delle Cerimonie
il gruppo degli officianti, compiono i rituali giri di rettangolazione, prenden-
do quindi il posto che loro compete.
L’ara deve rimanere al di fuori dell’area di concentrazione magnetica.

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Terzo seminario teorico-pratico

4.3.4 I fratelli che entrano per la prima volta nel Tempio a lavori aperti,
compiuti i saluti di rito, devono compiere un giro in senso orario, prenden-
do poi posto nelle colonne.
4.3.5 I fratelli di Loggia prenderanno il posto che loro compete, mentre i
.
visitatori quello che sarà loro indicato dal Fr. . Esperto, dopo che questi ha
proceduto alla tegolatura fuori dal Tempio.
.
4.3.6 Durante il corso dei lavori i FF. . che dovessero coprire il Tempio usci-
ranno deambulando in senso antiorario e così al loro rientro.

4.4 Assegnazione dei posti in Loggia.


All’equinozio d’autunno si procede all’assegnazione dei posti nel
Tempio, da osservare per tutto l’anno.
L’assegnazione dei posti è compito del I Esperto e del Maestro
Venerabile.

4.5 Collocazione, accensione e spegnimento dei candelabri.


4.5.1 Prima dell’inizio dei lavori, i tre Candelabri dovranno essere colloca-
ti lungo l’asse Est-Ovest del Tempio.
Un quarto Candelabro, denominato “Testimonio”, è collocato alla
testa della colonna del Sud; il Maestro delle Cerimonie provvederà ad accen-
derlo prima dell’ingresso rituale nel Tempio. Questo Candelabro resterà acce-
so per tutta la durata dei lavori.
4.5.2 Nel momento stabilito dal rituale, il Maestro delle Cerimonie accen-
de una candelina (o coda di topo) alla fiamma del “Testimonio” e, dopo aver
spostato verso la colonna del Sud il Candelabro centrale, porge la fiamma al
. .
M. .V. ., il quale accende il proprio Candelabro, proferendo le parole di rito.

80
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Di alcune modalità rituali nel Tempio

Il Maestro Venerabile passa poi la fiamma al I Sorvegliante che, dopo gli atti
rituali la consegna al II Sorvegliante perché proceda. La fiamma viene poi
restituita al Maestro delle Cerimonie. A questo punto l’Ex-Venerabile dice:
. . . . . . .
“A. .G. .D. .G. .A. .D. .U. . e per il bene di tutta l’Umanità”.
Quindi il Maestro delle Cerimonie, dopo aver tolto il guanto sinistro,
spegne la candelina con il pollice e l’indice umettati di saliva.
Terminato il rito, le tre Luci si inchinano leggermente e ritornano
ai loro posti.

4.5.3 Alla chiusura dei lavori, nel momento previsto dal rituale, il Maestro
delle Cerimonie provvede a:
• spegnere con le dita umettate di saliva i tre Candelabri nell’ordine
inverso alla loro accensione;
• cancellare il Quadro di Loggia;
• riportare lungo l’asse equinoziale il candelabro centrale.
Tutte queste operazioni vengono compiute una per una nelle loro
varie fasi con marcia antioraria.

81
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Terzo seminario teorico-pratico

4.5.4 Qualora una o più candele per un qualsivoglia motivo dovessero spe-
gnersi, vanno riaccese come segue:
4.5.4.1 Il Maestro delle Cerimonie riaccende il candelino, o “coda di topo”
dal “Testimonio”, e resta in attesa delle tre Luci
.
4.5.4.2 Le tre Luci (FF. . in piedi all’ordine) si spostano presso i tre Candelabri
4.5.4.3 Il Maestro delle Cerimonie porge il candelino sempre al Maestro
Venerabile il quale riaccende la sua candela se è quella che si è spenta, indi il
Maestro Venerabile passa il candelino al I Sorvegliante il quale riaccende la
sua candela se è quella che si è spenta, il I Sorvegliante passa il candelino al
II Sorvegliante per la medesima operazione, indi il candelino torna al
Maestro delle Cerimonie.
4.5.4.4 Le Luci tornano ai loro scranni.
.
4.5.4.5 I FF. . siedono.
4.5.4.6 Il Maestro delle Cerimonie provvede a spegnere il candelino.
4.5.5 Se si spegne il Testimonio, è il Maestro delle Cerimonie che provve-
de a riaccenderlo.

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1-130 Massoneria simbolismo e rito 2015:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:22 Pagina 79

Di alcune modalità rituali nel Tempio

4.5.6 Se si spegne la Menorah è sempre il Maestro delle Cerimonie che


provvede alla riaccensione.

4.6 Apertura e chiusura del Libro della Legge Sacra.


Il Libro della Legge Sacra è la Bibbia Ebraica. Secondo la tradizione,
per la scrittura da destra a sinistra, il Libro della Legge Sacra va aperto da sini-
stra a destra.
.
4.6.1 Il Maestro delle Cerimonie si reca dal I Sorv. . indi lo accompagna all’ara.
.
Il I Sorv. . apre il Libro della Legge Sacra alla pagina del Vangelo di
S. Giovanni.
Più propriamente dovrebbe aprirsi:
• in I grado al Salmo 133: L'eccellenza della Fratellanza;
• in II grado al Profeta Amos 7: La rettitudine;
• in III grado all’Ecclesiaste 12 - Versetto 10/14: La scienza.
indi colloca sopra il Libro della Legge Sacra aperto la squadra e il compasso
nelle reciproche posizioni specifiche al grado in cui si debbano compiere i
lavori. (cfr. Atti del II Seminario, cap. 1, pag. 50).
Energeticamente è da ritenere che
• la Squadra è negativa;
• il Compasso è positivo;
• il Libro della Legge Sacra è equilibrante.

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Terzo seminario teorico-pratico

4.6.2 Il I Sorvegliante torna alla sua cattedra accompagnato dal Maestro


delle Cerimonie, quindi quest’ultimo riprende il suo posto.
4.6.3 Alla chiusura dei lavori è sempre il Maestro delle Cerimonie che
accompagna il I Sorvegliante all’ara per la chiusura del Libro della Legge
Sacra.
4.6.4 Il I Sorvegliante procede nel modo seguente:
• Chiude il Libro da destra a sinistra

• Vi depone sopra la Squadra e il Compasso così

4.7 Tracciamento del Quadro di Loggia.


4.7.1 Dopo la lettura del verbale il Maestro delle Cerimonie provvede a
tracciare il Quadro di Loggia con carbone di legna su superficie bianca.
4.7.2 Alla chiusura dei lavori è sempre il Maestro delle Cerimonie che,
dopo lo spegnimento delle tre candele e prima dell’allineamento dei tre
Candelabri lungo l’asse Est-Ovest, provvede a cancellare il Quadro di Loggia.

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QUARTO SEMINARIO TEORICO-PRATICO


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Quarto seminario teorico-pratico

1- I “PUNTI” IN MASSONERIA
In Massoneria si opera passando gradualmente per tre punti.
1.1 Geografico. È il “punto fisico” ove opera l’Apprendista, pertanto è
pertinente ai lavori di I grado.
I Fratelli devono avere la consapevolezza di essere dove sono.
1.2 Geometrico. È il “punto animico” ove opera il Compagno, pertanto
è pertinente ai lavori di II grado.
Questo punto è il centro della Loggia; rappresenta il cuore e analogi-
camente è Amore (come Tipheret nell’Albero Sefirotico).
Il compasso è puntato in tale “punto”.
1.3 Geodetico. È il “punto spirituale” ove opera il Maestro, pertanto è
pertinente ai lavori di III grado.
Il punto geodetico è il baricentro della pietra cubica levigata; la pira-
mide che la sormonta, nella sua cuspide, rappresenta la proiezione esteriore,
tangibile, del centro interiore dell’Uomo, che è insieme il centro della Terra.
1.3.1 Quando il Gran Maestro consacra un Tempio, deve spaccare la pietra
cubica con un’ascia per trovarne il Punto Geodetico.
1.3.2 Arriverà un giorno in cui ritroveremo in ciascuno di noi il nostro
punto geodetico: questo significa che abbiamo spaccato la pietra cubica ed
abbiamo ritrovato noi stessi.

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Oggetti rituali

2- OGGETTI RITUALI
2.1 Il cordone rosso con i nodi d’amore.
È posto a ricordare che nella Loggia circolano le due correnti energe-
tiche (+ e -).
Il cordone è interrotto in corrispondenza delle due colonne J - B.
Il numero dei nodi può essere stabilito da canoni diversi.
• Il canone di 7: analogie planetarie, qualità, batteria ed età nel terzo grado.
• Il canone di 10: la Tetractis pitagorica (tutto ritorna all’unità)
1
2
3
4
10 = 1
• Il canone di 12: le dodici Tribù d’Israele alle quali viene data la cor-
rispondenza zodiacale nella seguente successione, secondo il Sepher Yetzirah
(o libro della Formazione)
Ruben 
Simeon 
Levi 
Juda 
Dan 
Nephtali 
Gad

Asher
Issachar
Zabulon
Joseph 
Benjamin 

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Quarto seminario teorico-pratico

• Il canone di 22: le lettere ebraiche simboleggianti altrettante


leggi energetiche
Aleph valore numerico 1
Beth valore numerico 2
Ghimel valore numerico 3
Daleth valore numerico 4
Hé valore numerico 5
Vav valore numerico 6
Zain valore numerico 7
Heth valore numerico 8
Teth valore numerico 9
Iod valore numerico 10
Caph valore numerico 20
Lamed valore numerico 30
Mem valore numerico 40
Nun valore numerico 50
Sameh valore numerico 60
Hain valore numerico 70
Phé valore numerico 80
Tzadé valore numerico 90
Qoph valore numerico 100
Resh valore numerico 200
Shin valore numerico 300
Thau valore numerico 400
• Il canone di 26: il valore numerico delle lettere ebraiche del
tetragramma

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Oggetti rituali

10

• Il canone di 28: il mese lunare, da cui il Lunario ebraico.


• Il canone di 32: le vie della Saggezza (i 32 canali dell’Albero
Sephirotico.)
• Il canone di 50: le cinquanta porte della Saggezza (passaggi acqui-
sitivi dell’Albero Sephirotico.)
• Il canone di 72: la divisione geniale o quinaria del cerchio
zodiacale di 360° (ogni 5° passa un “tipo di corrente”, o Genio secondo
la Schemanphorash, che genera un fiore con n petali e di un certo colo-
re e di una certa grandezza ecc.; un essere animale con singolari caratte-
ristiche ecc.; un minerale i cui cristalli sono quelli che sono e non altri
nella loro disposizione rispetto agli assi, nella loro durezza, nel loro
colore ecc.).
• Altri canoni tutti correlati analogicamente a quanto la tradizione ci
ha tramandato.

2.2 Il pavimento a scacchi.


In un Tempio deve esserci il pavimento a scacchi bianchi e neri.
2.2.1 Il quadrato ottimale di una Loggia è il quadrato di 8 righe x 8 colon-
ne, eventualmente moltiplicato 3 volte per renderlo interpretativo sui 3
piani (fisico, animico, spirituale).

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Quarto seminario teorico-pratico

EST
. .
M. .V. .
1
2
3
4 8x8
5
6
7
8
1 2 3 4 5 6 7 8

NORD 8x8 SUD

8x8

OVEST
Dal Boucher “La symbolique maçonnique”: Il pavimento a scacchi è
stato molte volte comparato ad una scacchiera. Il gioco degli scacchi si gioca
su una scacchiera di 64 quadrati o caselle o case: 32 bianche e 32 nere che si
alternano formando un insieme di 8 linee e 8 colonne uguali.
Ogni giocatore dispone di 16 pezzi:
1 Re
1 Regina
2 Alfieri
2 Cavalli
2 Torri
8 Pedoni

90
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Oggetti rituali

Il numero 64 rappresenta il quadrato di  le cui caselle sono tante


quante le case della scacchiera. Lo stesso numero 64 è il cubo di 4 e il qua-
drato di 8.
Il Quaternario è il mondo formale con i suoi 4 elementi; il numero 64
lo presenta alla sua 3a potenza, ossia nella pienezza della sua espansione.
Le 64 caselle della scacchiera non sono state fissate a caso:
Il gioco degli scacchi simboleggia la lotta dello spirito contro la
materia rappresentati dai due giocatori.
Le Forze presenti sono eguali, all’inizio:
• Il Re è lo spirito che non può scomparire, che non può distrug-
gersi, che non può “essere preso”. Ma, disceso nella materia, imprigiona-
to in un corpo di carne, le sue possibilità sono ridotte e, anche se si
muove in tutti i sensi, non può assolutamente allontanarsi dal suo punto
di partenza.
• La Regina è l’anima che ha nella materia delle possibilità più este-
se, ma che può “essere presa”.
• L’Alfiere è il mentale superiore, il Genio, che si muove in “diagonale”.
• La Torre è il mentale inferiore, la Ragione, che si muove “perpen-
dicolarmente”.
• Il Cavallo è l’astrale, l’Immaginazione, che salta al di sopra
degli ostacoli;
• Il Pedone è il corpo fisico, i Sensi, che possono ingannarsi ed ai
quali è vietato tornare indietro, ossia è vietato negare la sensazione.
I Giocatori, posti al di fuori della scacchiera, sono equiparati al
Demiurgo che, governando il Mondo, si trova ciò nonostante fuori
dal mondo.

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Quarto seminario teorico-pratico

I canoni rappresentati dai quadrati sono:


Il quadrato di Saturno  quadrato di 3 x 3
Il quadrato di Giove  quadrato di 4 x 4
Il quadrato di Marte  quadrato di 5 x 5
Il quadrato di Sole  quadrato di 6 x 6
Il quadrato di Venere  quadrato di 7 x 7
Il quadrato di Mercurio  quadrato di 8 x 8
Il quadrato di Luna  quadrato di 9 x 9
2.2.2 In un Tempio, ove non ci fosse la possibilità di un pavimento ad hoc,
il tappeto a scacchi deve essere un rettangolo 4 x 3, corrispondente al cano-
ne 12 (vedi le 12 Tribù di Israele, i cui nomi sono incisi sulle pietre del Gran
Razionale o pettorale del Sommo Sacerdote).

1 2 3 4
2.3 Il Quadro di Loggia.
Il Quadro di Loggia deve essere tracciato con carbone di legna,
gesso, creta, acqua, olio o saliva sulla superficie del pavimento o su un
foglio di carta.
2.3.1 Il Maestro delle Cerimonie, tracciando il Quadro di Loggia,
fissa le energie che si sono poste in essere dopo l’apertura dei lavori;

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Oggetti rituali

quindi può ritrovarsi disegnato un paradigma. Di fatto è insito, attra-


verso un paradigma, che il quadro di Loggia ha le colonne, il , la 
ecc., a seconda del grado in cui si opera.
2.3.2 Il Maestro delle Cerimonie quindi traccia quello che “sente”,
che “percepisce”, che “intuisce” e che pertanto si qualifica come sigil-
lo per una certa qualità e per una certa fenomenologia (operazioni,
suoni, profumi).
2.3.3 A chiusura dei lavori il Quadro di Loggia viene cancellato, cioè
va disfatto, va sciolto, va distrutto, va fatto riassorbire. E questa opera-
zione non è limitata, ovviamente, al solo fatto fisico di eliminare trac-
ce sul pavimento o di bruciare il foglio di carta sul quale il Quadro è
stato tracciato, ma investe tutta la qualità del “Campo” costituitosi
attraverso il lavoro della Loggia.

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Quarto seminario teorico-pratico

3- LIMITI DELLA POSSIBILITÀ MURATORIA


3.1 Poiché precedentemente, trattando della Squadra e del Compasso,
abbiamo posto dei limiti all’uso degli istrumenti, e più precisamente abbia-
mo detto che detti limiti rappresentano il livello che l’Uomo puo raggiunge-
re attraverso la via muratoria, è opportuno ora interpretare questo concetto
di “limite” ed anche estendere il discorso ai livelli inferiori e a quelli superio-
ri in rapporto alla possibilità muratoria.

3.2 Limitazione del Mondo Profano


I profani vivono ed operano con i mezzi che non provengono dal
lavoro iniziatico, pur potendo essere anche lodevoli in rapporto al mondo
di relazione.
Questi mezzi hanno necessariamente implicazioni moralistiche, dei
tabù e del tecnicismo, sono condizionati dal discorso comune, sono infine
derivati dallo stato di esistenza configurato e non mai dallo stato di coscien-
za costitutivo, quale è proprio quello della iniziazione.
Pertanto, la limitazione del mondo profano è quella verificabile da
ognuno in ogni momento, quale constatazione di staticità interiore.

3.3 Limitazione dell’attività muratoria


I profani non esistono più in Massoneria: sono divenuti iniziati.
3.3.1 La scuola muratoria conduce alla Maestria. A questa scuola il profa-
no non deve venire per farsi curare da complessi psicologici, né per soddisfa-
re attese di una scuola morale.
3.3.2 L’iniziato perviene alla verifica dei propri stati di coscienza attraverso
la meditazione...

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Limiti della possibilità muratoria

3.3.3 ...e passa attraverso la contemplazione...


3.3.4 ...giunge alla conoscenza o gnosi.
Questo è il limite del lavoro corale che si effettua in Loggia.
Pertanto la limitazione dell’attività muratoria è quella verificabile da
ogni iniziato nel momento voluto, quale constatazione di una dinamicità
interiore costitutiva e sempre perfettibile.

3.4 Sapere indefettibile


Al di là dell’attività muratoria, il lavoro prosegue da parte dell’inizia-
to che ha già raggiunto la conoscenza e che quindi è preparato al raggiungi-
mento di uno stato di sapere, da non confondersi con l’intuizione, la folgo-
razione, l’illuminazione interiore ecc.
Tale stato si identifica col sapere indefettibile cui può pervenire il
Massone poiché siamo giunti qui alla
SOGLIA DELLA VERITÀ

3.5 Verità
3.5.1 Al di là del Sapere indefettibile c’è il baratro che separa il Sapere dalla
Verità, l’uomo dall’Uomo.
3.5.2 Il baratro è il limite del nostro sapere ragionante.
A questo punto della nostra esistenza tutto è luce o tutto è tenebre:
ancora il principio di dualità in una situazione instabile per un istante,
dopo di che:
• alcuni tornano precipitosamente indietro;
• alcuni precipitano nel baratro;
• alcuni possono sorpassare il baratro.

95
Quarto seminario teorico-pratico

3.5.3 Chi ha sorpassato il baratro non ci può dire più nulla:


L’UOMO RIMANE SOLO
 L’uomo ha ritrovato sé stesso
 L’unità è uno
 La molteplicità è uno

VERITÀ l’uomo rimane solo

alcuni possono sorpassare il baratro


e non ci possono più dire nulla
Limite del nostro BARATRO
sapere ragionante altri precipitano nel baratro
altri ritornano precipitosi all’indietro

SOGLIA DELLA VERITÀ


Stato di sapere indefettibile
(da non confondersi con
SAPERE INTELLETTUALE
intuizione, folgorazione,
illuminazione interiore, ecc.)
IL LAVORO PROSEGUE
Limite
dell’attività
muratoria Questo il limite del lavoro
CONOSCENZA O GNOSI corale del lavoro di Loggia

CONTEMPLAZIONE Automaticamente vi si passa

Si perviene alla capacità


MEDITAZIONE
di stato di coscienza meditativo

Il profano non deve venire a farsi


I MAESTRI curare da complessi psicologici, né
deve attendersi una scuola morale
Limite del mondo profano
I PROFANI

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Limiti della possibilità muratoria

Il primo ciclo di seminari è chiuso.


Il primo ciclo dei seminari di operatività muratoria teorica e pratica
si chiude qui.
Si richiama quanto detto nelle prime due pagine degli Atti del I
Seminario, ribadendo che la fenomenologia di Gruppo si realizza quando
tutti i componenti si preparino adeguatamente e verifichino che si siano
manifestati quei cambiamenti di stato di cui si è ampliamente parlato nel
corso dei quattro seminari.
Questo ciclo si può definire introduttivo, preparatorio, alla operativi-
tà muratoria che si potrà realizzare dopo aver compiuto quel lavoro interiore
necessario per essere predisposti a tanto.

RILETTURA E APPROFONDIMENTO
DEGLI ATTI DEI QUATTRO SEMINARI TEORICO-PRATICI
DI OPERATIVITÀ MURATORIA.
Tutto ciò di cui si è trattato nei quattro Seminari è facilitato qualora
sussistano le qualità elementari ed elementali indispensabili.
L’uomo che non ha in sé queste qualità, atte a farlo pervenire ai risul-
tati di espansione di coscienza, rimarrà sempre sul piano della iniziazione vir-
tuale, cioè sul piano informativo ed eruditivo e null’altro. In effetti:

MASSONI SI NASCE E NON SI DIVENTA.

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I CAMPI
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PRIMO CAMPO
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Primo campo

1- DELLA COLLOCAZIONE INTERIORE DELLE LUCI,


DIGNITARI E UFFICIALI DI LOGGIA
cfr. Atti III Seminario.
1.1 Collocazione virtuale dei Dignitari e Ufficiali nel Tempio, corrispon-
dente alla collocazione interiore.

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Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

MAESTRO VENERABILE
Collocazione: Est (Oriente)
Equinozio di Primavera
Punto

Nascita del Sole per illuminare la Terra


Qualità: ’
Segno zod.:
longit. 0° - 30° - Cardinale
Pianeti:  in domicilio diurno
 in esaltazione
Compiti: dirige la Loggia. È il Fuoco Primo, lo Iod. È lo spermato-
zoo, il Fuoco Creatore, senza il quale non esiste la vita e, analogicamente,
non può esservi Loggia né lavoro operativo.
. .
Nel M. .V. . devono confluire tutte le energie della Loggia e a lui
dev’essere fornito tutto il “mangime” necessario per la produzione costan-
te del Fuoco Creatore ( di ), la cui concretizzazione è evidente
nelle cerimonie di iniziazione e nello svolgimento dei lavori operativi veri
e propri.
Insieme con il 1° e il 2° Sorvegliante, provvede alla manifestazione
unisona e costante del Fuoco nella sua triplice qualità. Benché il ’ sia
.
anche la qualità dell’elemento su cui devono lavorare gli Appr. ., la colloca-
. .
zione del M. .V. . qui non può apparire come una detrazione qualitativa. Si
tratta, infatti, della prima qualità di tutti e dodici i segni e di tutta la Loggia:
. .
il M. .V. . rappresenta il Principio.
Se si tien conto della corrispondenza analogica del linguaggio alche-
mico tra la Loggia, l’uomo è l’athanor, la Loggia è un forno a riverbero che
occorre riscaldare a giusto regime di fuoco.

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Primo campo

1.2 Collocazione fisica dei Dignitari e Ufficiali nel Tempio, secondo il


Rituale in uso.

104
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Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

TESORIERE
Collocazione: Est - Nord-Est
Qualità: ’
Segno zod.: longit. 30° - 60° - Fisso
Pianeti:  in domicilio notturno
 in esaltazione
Compiti: oltre a riscuotere le tasse e le capitazioni, il Tesoriere è
quell’operatore che calibra, “carata” l’Oro che si forma nella Loggia.
La Loggia è paragonabile a una catena formata da un certo numero
di anelli. Questi anelli, oltre ad avere determinate qualità elementali, hanno
anche una preponderanza di caratteristiche metallico-planetarie.
Il Tesoriere valuta e carata il “peso” dei metalli allo scopo di prepara-
.
re i FF. . alla trasmutazione in Oro dei metalli dei singoli e dell’Egregore della
Loggia e della Libera Universale Muratoria.
Al termine del lavoro operativo, il Tesoriere riceve dall’Elemosiniere
le “amalgame” nuove, formate di volta in volta, le “pesa”, le saggia e precisa
di quanti carati sia divenuto il Tesoro di Loggia. Nel verificare le quantità di
piombo, argento, oro ecc., il Tesoriere constata l’arricchimento spirituale,
. .
individuale e di Loggia. Nel consegnare simbolicamente i metalli al M. .V. .,
. .
il Tesoriere mette in grado il 1° Sorv. . di dichiarare se tutti i FF. . sono con-
tenti e soddisfatti di quanto ricevuto.
Quando nella Loggia l’Oro è divenuto di 24 carati, questo viene
.
tesaurizzato e accumulato per essere poi speso a beneficio dei FF. .,
dell’Ordine e dell’Umanità.
Il Tesoriere, inoltre, fornisce, con parsimonia, di che pagare gli
operai, cioè:

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Primo campo

.
• la mercede in natura (pane e vino) per gli Appr. ., i quali non sono
ancora in grado di amministrare da sé le proprie “entrate”;
. .
• il salario: per i Comp. . in argento e per i M. . in oro, secondo
quanto essi hanno lavorato e prodotto per il proprio e l’altrui arricchimento
interiore.
Quando lo ritenga opportuno, però, il Tesoriere non dà mercede né
salario, anzi può pretendere con severità di esser “pagato”.
Si ricorda che la Terra è elemento concreto di cristallizzazione e di rea-
lizzazione e che la sua qualità prima nel segno del esprime l’attività gene-
rativa di  notturna e della in esaltazione.

ORATORE
Collocazione: Nord - Nord-Est
Qualità: ’
Segno zod.: longit. 60° - 90° - Mutevole
Pianeti:  in domicilio diurno
Compiti: l ’Oratore è il depositario della Legge, cioè delle
Costituzioni e Leggi dell’Ordine e dei regolamenti particolari della Loggia.
Nel corso dei lavori, egli garantisce, nel rispetto dello spirito e della forma
delle norme, lo svolgimento ordinato e puntuale dei lavori, adoperando tutti gli
strumenti a disposizione per ottemperare ai fini della via iniziatica muratoria.
L’Oratore vigila affinché tutto nei lavori di Loggia risponda ai cano-
.
ni muratori e i singoli FF. . non dicano o facciano qualcosa che non potrà
essere avallato col sigillo di ’ dell’Oratore al momento di trarre le conclu-
sioni, né inserito nella tavola architettonica del Segretario (sigillo di ’’’),
come acquisizione dell’elaborato.

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Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

In base a quanto sopra, l’Oratore giudica se sia stato raggiunto o no


.
l’equilibrio armonico dei FF. . e della Loggia. In caso negativo, ha il dovere
di fornire le indicazioni necessarie per il raggiungimento dello scopo (la pro-
duzione o estrazione dell’Oro o la trasmutazione del Piombo in Oro).
L’Oratore esprime con immediatezza e sul piano razionale il risultato
del lavoro, svolto dalla Loggia mediante la propria qualità elementale di ’
e quella planetaria di  positivo e diurno.
Nella corrispondenza analogica fra la Loggia e l’uomo, l’Oratore inte-
riore è quello che, nel rispetto dei parametri esistenziali e temporali e con
l’osservanza di ritmi e rituali personali, provvede a svincolarci dalle incrosta-
zioni (razionali, psicologiche, sentimentali e spirituali) e dagli “idola”. Ciò
per consentirci di effettuare uno sviluppo interiore ordinato e di rendere reale
l’iniziazione virtuale.

MAESTRO DELLE CERIMONIE


Collocazione: Nord (Settentrione)
Solstizio d’Estate
Mezzanotte in punto: termine dei lavori muratori
Qualità: ’
Segno zod.: longit. 90° - 120° - Cardinale
Pianeti: nel suo domicilio
 in esaltazione
Compiti: oltre a espletare le tipiche funzioni del Cerimoniere
. .
(fare accomodare i FF. ., ricevere i FF. . visitatori, sistemare i candelabri
. .
ecc.), il M. .d.C. . è l’operatore qualificato e autorizzato a entrare per
primo nel Tempio, capace di penetrare un campo energetico, qualifican-

107
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Primo campo

.
dolo, e di erigere con i FF. . una barriera magica protettiva mediante la
rettangolazione del Tempio.
Di questo campo energetico egli è il responsabile e, collocandosi nella
.
Colonna di Settentrione, sorveglia l’eventuale passaggio dei FF. . dall’una
all’altra Colonna.
. .
Fra gli operatori, il M. .d.C. . è il “mago”: si ricordi che il è il
domicilio della e che regge il piano animico. Mediante la sua capaci-
.
tà di “avvertire” lo stato interiore dei singoli FF. . e della catena, egli può
. .
raccomandare al M. .V. . di non eseguire i lavori rituali operativi. Se
questi sono cominciati, (p.es. nella rettangolazione), egli può farli inter-
rompere.
. .
Il M. .d.C. ., inoltre, è colui il quale, dopo la lettura della tavola
del Segretario, traccia il Quadro di Loggia, dando inizio ai lavori opera-
. .
tivi veri e propri. Nei passaggi di grado, consiglia il M. .V. . sull’oppor-
tunità di accedere o meno allo stato energetico e di coscienza di cui si
tratta e provvede a modificare la composizione dei profumi e il Quadro
di Loggia.
. .
Il M. .d.C. . è pure il responsabile della camera di esperimento, costi-
tuita dalla Loggia e dal Quadro di Loggia, nella quale devono manifestarsi le
energie secondo il disegno prefissato.
. .
Altre funzioni del M. .d.C. . sono le seguenti:
• entra per primo nel Tempio per collocare il Testimonio al Nord
occulto e accenderlo; finiti i lavori, rientra per spegnerlo;
. .
• prepara e accende le resine, secondo le indicazioni del M. .V. .;
• accende il candelino dal Testimonio per le 3 Luci;
• accende la Menorah.

108
1-130 Massoneria simbolismo e rito 2015:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:22 Pagina 107

Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

1° SORVEGLIANTE
Collocazione: Nord - Nord-Ovest
Qualità: ’’
Segno zod.:  longit. 120° - 150° - Fisso
Pianeti:  nel suo domicilio
. . .
Compiti: per mandato del M. .V. ., il 1° Sorv. . è il responsabile delle
due Colonne. Ma, mentre per quella di Settentrione ne demanda i compiti
.
al 2° Sorv. ., egli è soprattutto il tutore della metà diurna della Loggia, cioè
.
della Colonna di Meridione. Il 1° Sorv. . deve, in particolare, curare l’istru-
zione dei Compagni e dei Maestri nuovi eletti perché questi proseguano nella
realizzazione della via iniziatica muratoria.
Poiché esprime sul piano cardiaco l’attività realizzativa del ’’, il
. .
1° Sorv. . ha il dovere di vigilare sulla vita di relazione dei FF. ., affinché que-
sti portino la luce dell’iniziazione sul piano orizzontale, uniformandosi ai
valori e agli stati di coscienza acquisiti e “digeriti”. Privi di egoismo, essi con-
tribuiranno a che si realizzi la vera Fratellanza (cfr. il secondo ribaltamento
della squadra con il braccio orizzontale positivo negli Atti del I Seminario.)
.
Nello svolgimento dei suoi compiti, il 1° Sorv. . ha il dovere di appli-
.
care “giustizia e rigore” per correggere i FF. . che scartino dalla “retta via” e
può, eventualmente, farli eliminare dalla catena.
Il ’’ del 1° Sorv... è indispensabile nei lavori operativi nella terna
. . .
di che comprende il M. .V. . e il 2° Sorv. .

1° ESPERTO
Collocazione: Ovest - Nord-Ovest
Qualità: ’’

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Primo campo

Segno zod.:  longit. 150° - 180° - Mutevole


Pianeti:  in domicilio notturno e in esaltazione
Compiti: compito del 1° Esperto è quello di assistere e consigliare il
. . .
M. .V. . nell’assegnazione dei posti ai FF. .:
.
• all’inizio dell’anno per tutti i membri della L. .;
.
• di volta in volta ai FF. . visitatori di altre Officine, dopo che
l’Esperto Tegolatore o il Copritore Interno abbia provveduto alla “tegolatu-
ra” fuori del Tempio;
• durante la costituzione delle Catene d’Unione Operative, sia estese
.
ai FF. . presenti, sia a un ristretto numero di operatori.
Ordinatore o allineatore di un ordine interiore, il l° Esperto provve-
de a focalizzare la ’’ (analisi interiore e ricerca introspettiva) e ad allinea-
re, non tanto gli utensili, quanto i corpi del recipiendario, prima di portarlo
alla cerimonia iniziatica, correggendone i difetti. Con la meticolosità tipica
.
del  notturno, il 1° Esperto controlla e assiste i FF. . perché, attraverso la
disciplina muratoria,
• imparino ad analizzare e a controllare gli automatismi fisici e mentali;
• riescano a padroneggiare la stanchezza, il sonno e gli slanci emotivi;
• abbiano e conservino costante l’attitudine psico-fisica e interiore
.
atta a facilitare la partecipazione ai Lavori di L. . nei particolari stati di
coscienza propri di ogni grado.

COPRITORE INTERNO
Collocazione: Ovest (Occidente)
Equinozio di Autunno
Tramonto del Sole

110
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Della collocazione interiore delle luci, dignatari e ufficiali di Loggia

Qualità: ’’
Segno zod.:  longit. 180° - 210° - Cardinale
Pianeti:  in domicilio diurno
 in esaltazione
Compiti: quest’operatore ha la funzione magica di coprire e control-
. .
lare il livello qualitativo dei lavori, informando il M. .V. . sull’opportunità di
. .
continuare o interrompere i lavori. Il Copr. . Int. . esplica, cioè, la verifica
.
costante sullo stato di coscienza dei FF. . e sugli effetti nella Catena di quan-
to è in corso di sperimentazione.
“Coprire il Tempio”, insomma, non vuol dire soltanto “uscirne” o
“vigilarne l’ingresso”, ma essere sicuri che le forze energetiche che si determi-
nano siano in perfetta sintonia, o in armonia, o abbiano la stessa ondulazio-
ne che le 3 Luci hanno deciso di dare.
Tenuto conto delle corrispondenze elementali e astrologiche, poi, il
. .
Copr. . Int. .:
• fornisce l’ ’’(elevazione intellettuale), capace di alimentare in
modo costante il ’ del M...V..., rispetto al quale è in opposizione lungo
l’asse equinoziale;
• esalta e alimenta con la proprietà di  diurna il  diurno
. .
del M. .V. ..
. .
Tenuto conto dei raffronti alchemici, ancora, il Copr. . Int. .:
• è il coperchio del forno o athanor e, perciò, della Loggia, che va
chiusa ermeticamente;
• è il responsabile del punto di “cottura” o di “fusione” della Opera;
è, pertanto, il primo responsabile dell’integrità dell’athanor perché questo
non si “rompa”;

111
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Primo campo

. .
• è lo specchio o il “riverbero” del M. .V. . e, perciò, in lui sono visi-
bili taluni effetti dell’operatività muratoria;
• è il guardiano della soglia del Tempio, cioè il tramite e il divisorio
.
tra il mondo profano e la L. ., tra una realtà fisica e una metafisica.
N.B.: Data l’importanza di queste funzioni, la carica dovrebbe essere
. .
ricoperta da un ex M. .V. ..

2° ESPERTO
Collocazione: Ovest - Sud-Ovest
Qualità: ’’
Segno zod.:  longit. 210° - 240° - Fisso
Pianeti:  in domicilio notturno
Compiti: è un ordinatore e un allineatore delle polarità maschile e
.
femminile dei FF. .
Quest’operatore cura l’ ’’(trasmutazione) e ha il compito di far
.
comprendere ai FF. . e, soprattutto al recipiendario, l’importanza della diffe-
renza tra  e , nel senso della conoscenza perfetta di queste due energie
planetarie e dei loro capovolgimenti (diurni e notturni).
. . .
Il 2° Esp. . mette alla prova il candidato dopo che il M. .d.C. . e il 1°
.
Esp. . hanno svolto il loro compito preparatorio.
.
In particolare, esplicando l’attività di  notturno, il 2° Esp. . facilita
la rigenerazione sul piano animico e, quindi, ha un ruolo di primo piano
nella cerimonia di aumento di luce al grado di Compagno e nella relativa
Camera di 2° Grado.
.
Nell’esercitare le sue funzioni, il 2° Esp. . ha il dovere di deferire
.
all’Ospitaliere i FF. . che non rispondano alle sue indicazioni:

112
1-130 Massoneria simbolismo e rito 2015:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:22 Pagina 111

Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

• nel corso dei lavori operativi e di catena;


• nei lavori individuali, con preponderante importanza del cam-
bio di polarità.

2° SORVEGLIANTE
Collocazione: Sud - Sud-Ovest
Qualità: ’’’
Segno zod.:  longit. 240° - 270° - Mutevole
Pianeti:  in domicilio diurno
Compiti: il 2° Sorvegliante è, soprattutto, il tutore della metà
.
notturna della L. ., cioè della Colonna di Settentrione. Come tale, egli è
. .
in grado di far realizzare ai F. . e, in particolare, agli Appr. . il Silenzio
interiore.
.
Compito precipuo e responsabile del 2° Sorv. . è l’istruzione informa-
. .
tiva e formativa dei FF. . Appr. .
.
Quest’operatore, che, nella terna di della L. ., esplica la qualità del
’’’ (attinente alla conoscenza superiore e alla speculazione supercosciente),
aiuta a far sorgere il Sole di mezzanotte. In termini alchemici, ciò equivale
all’estrazione dell’Oro dal fondo della miniera.
.
Poiché esprime l’attività di  diurno, il 2° Sorv.. deve possedere la
.
“giustizia” e applicarla continuamente nel giudicare il “lavoro” dei FF. .
.
Appr. ., consigliandoli e seguendoli da vicino nelle operazioni con la squadra
a braccia disuguali con polarità positiva sulla verticale.
.
Il 2° Sorv. ., inoltre, deve essere capace di captare gli stati d’animo dei
. .
FF. . e di far sue le parole non dette dagli Appr. . per farli “parlare” pur nel
rispetto del silenzio rituale più assoluto.

113
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Primo campo

GRANDE ESPERTO “TERRIBILE”


Collocazione: Sud (Meridione)
Solstizio d’Inverno
Mezzogiorno in punto: Inizio dei lavori muratori
Qualità: ’’’
Segno zod.:  longit. 270° - 300° - Cardinale
Pianeti:  in domicilio notturno
 in esaltazione
Compiti: il Grande Esperto Terribile provvede alla verifica scrupolosa del
lavoro del 1° e del 2° Esperto, cioè saggia l’allineamento dei corpi del reci-
.
piendario (o dei FF. . durante i lavori operativi) e il giusto equilibrio fra le
polarità positiva e negativa.
Con riferimento al  notturno, applica la disciplina con “rigore” ed
è l’esecutore materiale della “giustizia”.
. . . ’’’, esprime l’attività di realizzazione
Il Gr. .Esp. .Terr. ., in quanto
degli ideali spirituali e facilita la concretizzazione del proposito nell’attività
muratoria.
. .
Egli esplica la funzione complementare a quella del M. .d.C. ., a cui
si oppone lungo l’asse solstiziale, fornendo la affinché germini il seme
( ) irrorato dall’ .

SEGRETARIO
Collocazione: Sud - Sud-Est
Qualità: ’’’
Segno zod.:  longit. 300° - 330° - Fisso
Pianeti:  in domicilio diurno

114
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Della collocazione interiore delle luci, dignitari e ufficiali di Loggia

Compiti: oltre a redigere le tavole e a tener nota di quanto avviene


durante i lavori e nella vita della Loggia, il Segretario è l’operatore che funge
.
da “filtro” a livello intuitivo e spirituale dei lavori di L. . Ciò affinché si rea-
. .
lizzi l’ ’’’nella L. . e nel mondo a beneficio dei FF. . e dell’Umanità, per
reintegrare questa nel ’.
.
Nella triplicità di , il Segr. . registra a un livello superiore (basti
ricordare che tutti gli elementi terzi agiscono sul piano spirituale) ciò che
. .
l’Oratore ( ’) ha giudicato consono e che il Copr. . Int. . ( ’’) ha con-
.
trollato e verificato durante i lavori di L. ..
Nello stendere la tavola architettonica tracciata nella preceden-
.
te tornata, il Segr. . deve ricostituire, più che il filo dei discorsi o la
sequenza di svolgimento dei lavori, l’indissolubilità della catena for-
. .
mata dai FF. .. Deve ricondurre i FF. . nel “tempo sacro” dei lavori
operativi, che è fuori del tempo cronologico e nel quale non esiste
soluzione di continuità.
.
Per adempiere a questo compito, il Segr. ., più che riportare esatta-
mente tutto quanto è avvenuto nella precedente tornata, deve sforzarsi di
ricostituire l’atmosfera e gli stati di coscienza acquisiti. Al limite, potrebbe
tracciare una tavola di paradigmi, o pronunziare e modulare parole e suoni
.
atti a facilitare nei FF. . la ricollocazione nel punto geografico, o geometrico
o geodetico, noti ai soli Figli della Vedova.
L’ ’’’ presidia la formulazione degli ideali universali e favorisce
.
la capacità di intuizione. Analogicamente, il Segr. . ha la funzione di
.
“memoria” intelligente e non meccanica della L. . e ha il dovere di porre
il sigillo di ’’’ su quanto è stato acquisito e di ricordare quali sono le
mete da raggiungere.

115
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Primo campo

OSPITALIERE
Collocazione: Est - Sud-Est
Qualità: ’’’
Segno zod.:  longit. 330° - 360° - Mutevole
Pianeti:  in domicilio notturno
 in esaltazione
.
Compiti: l’Ospitaliere è il responsabile della “salute” dei FF. . e della
Loggia. Pertanto, dà il proprio parere:
.
• sulle nuove acquisizioni di FF. . (neofiti e affiliati);
. .
• sul distacco dei FF. . dalla L. . (per radiazione, messa in sonno,
richiesta di exeat, ecc.).
Poiché esplica l’attività di  in domicilio notturno, è capace di appli-
.
care la “giustizia”, quasi fosse un chirurgo, recidendo nei FF. . ciò che non va
. .
bene e, nella L. ., il Fr. . che non può più restarvi, per il suo e l’altrui profitto.
. .
Altra funzione dell’Osp. . è quella del terapeuta: egli cura i FF. . con
la medicina occulta e non con la farmacopea ufficiale. Ma, oltre a guarire e a
. .
prevenire le malattie fisiche e no dei FF. . e della L. ., è il custode dell’ ’’’.
Esprime, cioè, il superamento del piano animico mediante la “purificazione”.
L’Osp ’’’ è collocato all’ultimo segno zodiacale e, quindi, li ha
.
acquisiti tutti. Perciò, egli è il Fr. . terapeuta, il taumaturgo, capace di agire
nel Quaternario, facendo nascere quelle reazioni crisiche elementali in un
corpo, atte a provocare la guarigione, il “miracolo”.

116
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Catena d’Unione

2- CATENA D’UNIONE
2.1 Esistono vari tipi di Catena d’Unione.

2.2 Una di queste è detta “CATENA OPERATIVA”. Essa manifesta il


. .
tipo di energia che si realizza e che il M. .d.C. . “avverte” e “fissa” nel Quadro
. .
di Loggia, e che il M. .V. . deve “equilibrare” tra i Fratelli mantenendola
costantemente “espansa e distribuita”.
2.2.1 Nella Catena d’Unione Operativa concorrono polarità alternate di
tipo positivo (+) e negativo (-).
. . . . .
Il M. .V. . con l’ausilio del M. .d.C. . dispone i FF. . in questa alter-
nanza (pila) e in cerchio attorno al Quadro di Loggia, senza guanti.
Tale disposizione, che presuppone una valutazione delle polarità e
delle qualità elementali dei singoli Fratelli, può variare in funzione della qua-
. .
lità di energia elementale che, di volta in volta, il M. .V. . ritiene opportuno
trasmettere e far circolare.
.
2.2.2 Il cerchio può essere composto da un numero di FF. . pari o dispari,
indifferentemente, poiché l’alternanza della polarità esiste sempre dato che,
per assunto, l’uomo è positivo nella parte anteriore e negativo nella parte
posteriore e, ancora, ha la mano destra positiva e la sinistra negativa.

117
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Primo campo

2.2.3 Così come la rettangolazione rituale del Tempio può essere effettuata
.
da 7 FF. . officianti (cfr. Atti del III Seminario, 4.3.3.), anche la Catena
d’Unione Operativa, in particolari situazioni, può essere costituita da un
numero ristretto di “operatori”.

2.3 La Catena d’Unione ha una sua specifica funzione proiettiva. Essa


non si forma mai all’inizio dei lavori, bensì dopo che sia stato compiuto il
. .
lavoro di Loggia e quando il M. .V. . lo crede opportuno.
2.3.1 La Catena d’Unione Operativa determina una fenomenologia speci-
.
fica che viene avvertita dai FF. .
2.3.2 In particolare, siccome nella Catena d’Unione Operativa “Proiettiva”
ci si propone l’espansione nell’Universo dell’energia accumulata, l’energia
circola sempre nel senso antiorario (tellurico) ed è centrifuga.

Livelli energetici
qualitativi di
ciascun operatore

PROIEZIONE

118
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Catena d’Unione

2.3.3 La Catena d’Unione Operativa è foriera di risultati anche e necessa-


riamente nel mondo di relazione.

2.4 La Catena d’Unione Operativa è difficile da realizzare sul piano energetico.


Tuttavia quando essa non produce i risultati prefissati nel costituirla,
rimane, in un certo senso, quella che viene definita “Catena d’Unione Fraterna”.
2.4.1 La Catena d’Unione Fraterna è semplicemente un fatto di desiderio,
cardiaco, commozionale, perché si affermino e si stabiliscano nel mondo gli
ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
2.4.2 La Catena d’Unione Fraterna è effettuata senza l’implicazione quali-
tativa di tutto ciò che è indispensabile per dar luogo alle manifestazioni della
Catena d’Unione Operativa.
Ciò non vuol significare che non sia importante questo secondo
aspetto della Catena d’Unione, ma indubbiamente non è quello precipuo dei
lavori muratori quali sono rigorosamente e magicamente intesi.

.
2.5 La disposizione dei FF. . in Catena d’Unione Operativa perviene a costi-
tuire un campo energetico A (positivo) dal centro alla circonferenza del cerchio
.
ove sono i FF. . e un campo energetico B (negativo) al di fuori del cerchio.

119
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Primo campo

L’alternanza delle polarità si evidenzia poi, come sopra detto, dall’as-


sunto che le mani sono:
la DESTRA positiva (+)
la SINISTRA negativa (-)

2.6 La formazione della Catena d’Unione Operativa quale magicamente


intesa, può avvenire come segue.
. .
2.6.1 Il M. .V. . si pone al centro del cerchio, cioè si pone fisicamente al
Nord del Quadro di Loggia.
. .
2.6.2 Gli Operatori, chiamati dal M. .V. . a costituire la Catena, si dispon-
gono lungo la circonferenza del cerchio e secondo la sequenza determinata di
. .
volta in volta dallo stesso M. .V. ..
. . . .
Questa sequenza è stabilita dal M. .V. ., coadiuvato dal M. .d.C. . in
funzione:
• delle qualità elementali e delle polarità alternate degli operatori,
• del risultato del lavoro che l’Officina, attraverso il Consiglio delle
Luci, si era proposta di realizzare.
Gli Operatori possono essere disposti anche secondo alternanze com-
posite, come ad esempio: - - - e
così via;

120
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Catena d’Unione

. .
2.6.3 Il M. .V. . al centro e gli Operatori alla circonferenza si trovano situa-
ti sul grande quadrato di rappresentato dall’area qualificata attraverso la
marcia di entrata nel Tempio

. . ’”, si inse-
2.6.4 Il M. .V. ., mantenendo la sua “collocazione interiore di
risce nella Catena d’Unione Operativa in funzione di interruttore e addutto-
re del circuito impulsando la circolazione energetica per la sua “proiezione”.
2.6.5 La Catena d’Unione Operativa “raccoglie e condensa” la somma ener-
. .
getica qualitativa e quantitativa degli Operatori e consente al M. .V. . di
impulsarla perché circoli e si proietti.

2.7 Nelle Catene Magiche, il Mago può anche restare al centro del
Cerchio Magico: nel qual caso tiene nella mano destra e nella sinistra gli stru-
menti rispettivamente confacenti all’esplicazione della sua mansione e al rag-
giungimento del suo scopo.

121
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Primo campo

. .
In Massoneria, invece, il M. .V. . deve sempre inserirsi anche fisica-
mente nella Catena d’Unione reggendo nella mano destra il maglietto appog-
giato al plesso cardiaco; così pure fanno il 1° e il 2° Sorvegliante, mentre gli
altri Dignitari e Ufficiali di Loggia abbandonano invece i loro strumenti e
oggetti rituali prima di unirsi in Catena d’Unione.

2.8 Esempi di Catena d’Unione Operativa sono:


A) - con componenti in numero pari

122
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Catena d’Unione

il cui presidio è:

B) - con componenti in numero dispari

123
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Primo campo

2.8.1 La differenza tra i due schemi è:


Nello schema A) oltre all’alternanza delle polarità attribuita per
assunto alle mani, sussiste quella delle polarità riferite elementalmente alla
collocazione interiore degli operatori.
Nello schema B) invece viene osservata la semplice alternanza della pola-
rità delle mani, poiché l’altra alternanza non si potrebbe ovviamente conseguire
con un numero dispari di componenti ritrovandosi: due (+) o due (-) vicini.
2.8.2 Comunque alcune sequenze logiche e analogiche possibili sono le seguenti:
• secondo l’analogia qualitativa elementale

• secondo l’analogia qualitativa elementale nella corrispondenza zo-


diacale topografica in Loggia

124
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Catena d’Unione

COLLOCAZIONE
ESALTAZIONE
PIANETA IN

PIANETA IN
DOMICILIO
ELEMENTO

POLARITà

POLARITà
qUALITà

SEGNO

FISICA

in

. .
 

+ + + + +
1 M. .V. . 

diurno


. . in 
– – – –
2 M. .d.C. . ’


. in 
+ +  + + +
3 ORAT. . ’

‘’ in
.   
– –  – – –
4 2° ESP. . ’’
notturno

‘’
1° in  
’’’ 
5 .
SORV. . + + in + + +

. ‘’’
ESP. . in   
’’’ 
6
TERR. .
. – – in – – –

‘’’
2° in  
’’’ 
7 .
SORV. . + – in + – –

125
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Primo campo

• secondo l’analogia planetaria

2.8.3 Altri schemi esemplificativi possono essere:

126
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Catena d’Unione

127
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Primo campo

2.9 La posizione che i Fratelli assumono quando si dispongono in Catena


Operativa è:

128
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Oggetti rituali

3- OGGETTI RITUALI
3.1 I Candelabri.
I 3 candelabri devono essere di ferro per l’analogia con  (e quin-
di non argentati, dorati, nichelati ecc.) e le candele di cera d’api.
. .
I candelabri devono essere maneggiati soltanto dal M. .d.C. .
3.1.1 Il candelabro è così costruito:
SPIRITO
ANIMA
CORPO

72

144
72

N° 4 PIEDI

3.1.2 Le misure 72 e 144 moduli (per noi cm) trovano corrispondenza con la
Tradizione, e in particolare quella ebraica, che con la “Shemhamphorash”, ovve-
ro il Nome di 72 lettere, rappresentano le forze costruttive o energie cosmiche.

3.2 Le verghe dei Diaconi e l’asta del Maestro delle Cerimonie.


3.2.1 Le verghe dei due Diaconi sono anch’esse lunghe 72 moduli (cm),
. .
mentre l’asta del M. .d.C. . è lunga 144 moduli (cm).
. .
Ricordiamo che il gioiello del M. .d.C. . rappresenta due aste incro-
ciate di pari lunghezza.
3.2.2 Le verghe dei Diaconi così come l’asta del Maestro delle Cerimonie
devono essere di legno (possibilmente di bosso) ed avere sezione quadra di
4 cm di lato (4 moduli).

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Primo campo

3.3 I mazzuoli (cfr. Atti del I Seminario, 5.3)


I mazzuoli (o maglietti) devono essere di bosso. Vengono battuti su
piastre di legno aventi forma di triangolo equilatero.
3.3.1 Nei tre gradi la sonorità dei colpi nell’ambito delle tre Luci e la tona-
lità nell’ambito dei tre gradi devono risultare differenziate e pertanto vengono
utilizzate piastre di essenza e di spessore diversi.
3.3.2 Misure dei maglietti: 22 cm (legno: bosso)
misure delle piastre: lato del triangolo equilat. 12 cm.
. .
spessore della piastra 22 mm M. .V. .
.
spessore della piastra 14 mm 1° S. .
.
spessore della piastra 7 mm 2° S. .
(legno: acacia, ulivo, vite, palma, cedro).
. .
3.3.3 L’accordo sonoro dei 3 mazzuoli, rispettivamente quello del M. .V. .
. .
del 1° S. . e del 2° S. ., è il seguente:
. .
M. .V. . Tonica
.
1° S. . Dominante
.
2° S. . Terza
In grado di Apprendista l’accordo potrebbe essere “do maggiore”.
In grado di Compagno l’accordo potrebbe essere “la maggiore”.
In grado di Maestro l’accordo potrebbe essere “re maggiore”.
In ogni caso l’Officina deve assumere quell’accordo che gli è più con-
geniale in quella determinata circostanza o Tornata.

3.4 L’Ara
L’ara deve essere un prisma cavo di marmo bianco a base triangolare
equilatera avente il lato di 72 e H = 108 moduli (per noi cm).

130
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Oggetti rituali

3.5 La Squadra
La Squadra deve essere di argento per l’analogia: planetaria
elementale
Polarità -

3.6 Il Compasso
Il Compasso deve essere d’oro per l’analogia: planetaria 
elementale
Polarità +

3.7 Il Libro Sacro


Il Libro Sacro è la Bibbia. La qualità energetica che viene attribuita è ∞.

3.8 La Menorah
La Menorah è il candelabro ebraico rituale cioè da sette bracci arti-
colati impostati su tre basi ottagonali.
. .
La Menorah viene accesa dal M. .d.C. . nella successione planeta-
ria da  a 
  

. .
Alla chiusura dei lavori è sempre il M. .d.C. . che spegne la Menorah nel-
l’ordine inverso alla sua accensione.

131
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SECONDO CAMPO
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Secondo Campo

I SUPPORTI MURATORI E L’APPARATO SENSORIALE

Ogni fase del Rituale Muratorio presuppone, nei Fratelli che ne sono
gli operatori, la possibilità sperimentale di lavorare in piena coscienza sui tre
piani (fisico, animico e spirituale) e, quindi, la consapevolezza di focalizzare
tutta l’attenzione, tutta l’energia sull’apparato percettivo fisico-sensoriale (in
Grado d’Apprendista), sulla sfera psichica (in Grado di Compagno), sullo
strumento mentale (in Grado di Maestro) al fine di padroneggiare, singolar-
mente ed in gruppo, i diversi livelli di operatività e renderli effettivamente tra-
smutatori.
Per i Lavori di Loggia, in quanto compimento di un rito, assumono
importanza essenziale e fondamentale:
- la scelta del giorno, dell’ora e del luogo di riunione;
- la disposizione del luogo del lavoro e del materiale necessario (allesti-
mento del Tempio, collocazione dei simboli, ecc.);
- l’impiego di diversi utensili che si rendono indispensabili per la loro
destinazione e che, nel compimento del rito, rivestono un particolare caratte-
re (liturgico, suggestivo, “magico”);
- i vestimenti dei Fratelli;
- i diversi gesti compiuti dai Fratelli;
- le parole, le batterie, le musiche usate dai Fratelli;
- l’illuminazione del Tempio e la qualificazione dell’aria ambiente per
mezzo di adeguati profumi;
L’analisi di queste specifiche componenti del rito può essere compiuta
sia sotto l’aspetto delle modalità rituali, sia nominalisticamente (ad esempio
ogni strumento, ogni simbolo ecc.), sia sotto l’aspetto delle impressioni senso-

134
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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

riali provocate oggettivamente in tutti i Fratelli partecipanti. Questo terzo


metodo d’indagine consente d’affrontare in maniera viva e partecipata gli altri
due aspetti (sui quali, tuttavia, ritorneremo in seguito) e consente di enucleare
cinque diverse categorie di supporti muratori legati a ciascuno dei cinque sensi.
Vengono pertanto offerti alla meditazione:
— i supporti auditivi;
— i supporti olfattivi;
— i supporti tattili;
— i supporti gustativi;
— i supporti visivi.
Tale sequenza non è casuale ma ricalca il progressivo impatto percettivo
dei Candidati durante la Cerimonia d’iniziazione. Inoltre, attraverso lo studio
dei cinque sensi, avremo modo di fare riferimenti operativi utili nella Camera di
Compagno ed alcuni accenni a supporti peculiari della Camera di Mezzo.

I SUPPORTI AUDITIVI

Il profano, superata la prova della Terra nel Gabinetto di Riflessione,


viene condotto bendato alla porta del Tempio dal Fr. Grande Esperto
“Terribile”. Nel suo buio effettivo e simbolico, nelle sue “tenebre” dell’igno-
ranza, tipiche della profanità, il Recipiendario vive attraverso l’udito, la mag-
gior parte del Rituale d’iniziazione al Grado di Apprendista.
Egli, dopo aver battuto dei colpi disordinati alla porta, percepisce non distin-
tamente il rumore dei Fratelli che si armano, ode il dialogo degli Ufficiali e
dei Dignitari che gli consentiranno l’accesso nel Tempio, avverte confusamen-
te le coordinate spaziali del luogo in cui si trova, si sente apostrofare dal M.

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Secondo Campo

Venerabile, ode il frastuono del secondo viaggio simbolico e il tintinnio di


lame (o scalpelli) nel terzo viaggio, ed è colpito violentemente più di quanto
non si pensi dalla mancanza totale di suoni del quarto viaggio che prelude al
Silenzio che dovrà realizzare durante tutto l’Apprendistato.
Ma, oltre all’iniziando, tutti i Fratelli sono attori-spettatori d’ogni ceri-
monia massonica e fanno un uso sia attivo, sia passivo dei seguenti supporti
auditivi:
- colpi di maglietto rituali;
- batterie;
- esecuzioni di brani musicali scelti ad hoc;
- parole e tono della voce da parte degli operatori.

COLPI DI MAGLIETTO RITUALI

Premesso che tutti i supporti auditivi servono a creare dapprima ed a


mantenere poi, per tutto il corso dei lavori, una situazione ritmica che favori-
sca il manifestarsi delle qualità energetiche specifiche dei diversi livelli di ope-
ratività, è chiaro che la sonorità dei colpi battuti dalle tre Luci e la tonalità nel-
l’ambito dei tre Gradi debba risultare differenziata.
A tale scopo, viene proposta l’utilizzazione di:
- Maglietti (o mazzuoli) a forma di “T” o “tau” greca, in legno, preferi-
bilmente di bosso (comunque sono da evitarsi tutti i metalli), aventi un’altez-
za di 22 cm, in analogia con le 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
- Piastre a forma di triangolo equilatero di 12 cm di lato, in analogia con
i 12 segni zodiacali e le 12 colonne, in legno (acacia, ulivo, vite, palma o
cedro) di differente spessore per le tre Luci e, precisamente, di 22 mm per il

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

M. Ven., di 14 mm per il I° Sorv. (a simboleggiare, per esempio, la raggiunta


esaltazione delle 7 Virtù e la padronanza dei 7 Vizi), e di 7 mm per il 2° Sorv.
(a significare il lavoro preponderante di elevare Templi alle 7 Virtù).
L’accordo sonoro dei 3 maglietti potrebbe essere il seguente: M. Ven.,
“tonica”; I° Sorv., “dominante”; 2° Sorv., “terza”. In Grado di Apprendista,
l’accordo può essere in “do maggiore”; in quello di Compagno, in “la maggio-
re”; in quello di Maestro, in “re maggiore”. In ogni caso, l’Officina può assu-
mere l’accordo che le è più congeniale o che viene scelto con rigorosi criteri
analogici per una circostanza o tornata determinata.
Scopo dei colpi di maglietto rituali è, all’inizio dei Lavori, richiamare
l’attenzione e la concentrazione energetica dei Fratelli; al termine dei Lavori,
invece, i colpi servono a sottolineare la ridistribuzione delle energie accumu-
late da donare a beneficio dell’Umanità e alla gloria del G.˙.A.˙.D.˙.U.˙.

BATTERIE

Tutti gli Ufficiali e Dignitari che hanno uno strumento emblematico


della propria funzione partecipano alle batterie con il rispettivo strumento
(che non abbandonano mai per tutta la durata dei Lavori). Così:
- le 3 Luci battono i maglietti sulle piastre;
- il Maestro delle Cerimonie batte per terra la propria asta.
Va rilevato che questa è a forma di parallelepipedo a base quadrata
con il lato di 4 cm e con un’altezza di 144 cm, in legno di bosso, foderata o
dipinta di rosso1:

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Secondo Campo

- il Copritore Interno batte per terra la punta della propria spada;


- a ciò si aggiunga che i 2 Diaconi, muniti di due verghe di 72 cm (la metà
dell’asta del Maestro delle Cerimonie e d’uguale materiale e forma), prendo-
no parte alle batterie battendo la mano destra sul dorso delle dita della sini-
stra con cui afferrano le verghe (vedi nota precedente).
Gli altri Fratelli compiono le batterie, pur con il diverso numero dei
colpi nei tre Gradi, battendo sempre le dita della mano destra sul palmo della
sinistra dall’alto verso il basso. Ciò vale anche per la triplice batteria di giubi-
lo e per la “copertura” della batteria.

1
Le misure 72 e 144 sono canoni della Tradizione. In particolare, in Astrologia, si hanno 72
energie positive e 72 negative che sorgono e tramontano ogni 20 minuti (5 gradi dello zodia-
co), così come nella Tradizione cabalistica vi è il Nome di 72 lettere rappresentanti le forze
costruttive o energie cosmiche. Si fa notare inoltre, come anche la Gerusalemme celeste (vedi
Apocalisse, 21: 17), di forma cubica, misurava in larghezza, lunghezza ed altezza 144 braccia.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

Un’unica variante nella modalità esecutiva della batteria si registra nelle torna-
te di commemorazione dei Fratelli passati all’Oriente Eterno. La batteria cioè
viene compiuta a braccia conserte battendo le palme delle mani sulla parte
superiore delle due braccia

ESECUZIONI DI BRANI MUSICALI

Numerose sono ormai le Logge che adoperano supporti musicali per


le varie fasi del Rituale: in particolare all’apertura dei Lavori (il più comune in
questo caso è la “Toccata e fuga in re minore” di Bach), alla chiusura (l’ode di
Schiller “Alla gioia” della “Nona Sinfonia” di Beethoven), la quale viene ese-
guita anche all’elevazione in Grado di Compagno o a quella in Grado di
Maestro o nelle tre cerimonie d’iniziazione o nelle Agapi rituali.
La scelta per ciascuna di queste occasioni è vastissima e, oltre ai brani
musicali ad hoc scritti dal Fratello Mozart, esistono numerose possibilità affi-
date alla sensibilità delle Logge. E sarebbe auspicabile che in ogni Officina
venisse nominato un Fratello Organista (carica cumulabile anche con altre)

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Secondo Campo

che coadiuvasse il Maestro delle Cerimonie e l’Oratore (il quale spesso – e


soprattutto nelle Agapi – funge da Fr. Lettore). Ovviamente, laddove manchi
la possibilità di suonare dal vivo uno strumento musicale (organo, piano,
armonium ecc.), si possono utilizzare giradischi e registratori.
Anche durante il corso dei Lavori, ad esempio prima di discutere un
argomento, o durante il tracciamento del Quadro di Loggia, o al momento di
formare una Catena d’Unione, possono essere eseguiti brani musicali od
emessi suoni (quali quelli di un monocordo) che facilitino la concentrazione
e la meditazione dei Fratelli. Alcune Logge in questi casi utilizzano canoni
armonico-ritmici che intessono suoni e silenzi secondo le chiavi analogiche
tipiche del Grado in cui si opera.

PAROLE E TONO DELLA VOCE

Senza ricorrere ad espressioni e ad accenti tipici di chi conosce la dizio-


ne e la recitazione, ogni Fratello sa per esperienza diretta che le parole pronun-
ciate nel Tempio ed il tono della propria e dell’altrui voce cambiano nel corso
dei Lavori e nei tre Gradi.
La “recitazione” del Rituale (che va sempre letto) scandisce quasi il
respiro e il battito cardiaco dell’Officina tutta, completa lo stacco netto fra
tempo cronologico e Tempo Sacro della nostra interiorizzazione e favorisce il
ritrovamento del nostro Punto Geografico, Geometrico o Geodetico al centro
dell’Universo rappresentato dall’intersezione dell’asse equinoziale con l’asse
solstiziale del Tempio.
La lettura della “Tavola tracciata nella precedente tornata”, lungi dal

140
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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

servire al Fr. Segretario come esercizio da redattore di cronache o da puntua-


le “cancelliere”, consente di ritrovare l’indissolubile continuità dei nostri
Architettonici Lavori. Saranno perciò evitati il più possibile i riferimenti agli
interventi specifici di questo o quel Fratello e si darà, per ogni argomento, il
risultato globale in termini di “oro spirituale” prodotto dall’Officina. Anche le
osservazioni sulla Tavola del Segretario dovranno essere intonate a questo spi-
rito, soprattutto in Grado di Compagno (dove è preponderante il lavoro ani-
mico ad un livello d’interiorizzazione “cardiaca”, ma non emotiva, più profon-
da di quella del Primo Grado) e in Grado di Maestro (dove è preponderante
il lavoro spirituale basato sull’intuizione e sulla capacità di percepire le leggi
universali per un Lavoro che trascende le singole personalità).
Gli interventi dei Fratelli, infine, vanno ispirati a quanto sopra espo-
sto ed effettuati nel rigoroso rispetto delle posizioni all’ordine del Grado in cui
si lavora. Ciò aiuta a “controllare” l’esposizione delle proprie idee sul piano
fisico-razionale (I Grado), su quello animico-psichico (II Grado) e su quello
spirituale-intuitivo (III Grado).

I SUPPORTI OLFATTIVI

Profumo vuol dire “che serve per produrre fumo” e tutte le grandi
Tradizioni nei loro aspetti iniziatici e religiosi (“religio” significa legare, unire di
nuovo “terra e cielo”, cioè materia e spirito) parlano di sacrifici col fuoco, di
fumigazioni compiute mediante elementi del mondo animale e poi del mondo
vegetale. Ci sono state così tramandate distinzioni analogiche classiche, in base
alle quali: alle energie ctoniche, materiali dell’Elemento Terra si dedicano fuo-
chi fatti con radici; a quelle animiche ed emozionali dell’Elemento Acqua si

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Secondo Campo

dedicano fuochi di germogli e fiori; a quelle spirituali dell’Elemento Aria, fuo-


chi di foglie; a quelle “divine” e solari dell’Elemento Fuoco si dedica infine il
fuoco in cui brucia la resina, cioè la linfa, il sangue delle piante.
I profumi dei Lavori Muratori sono esclusivamente resine da bruciare
su carboncini di legna in recipienti di terracotta (quest’ultima ci ricorda
l’Uomo d’argilla “cotto” nel forno detto “athanor” analogicamente legato al
Tempio). Le resine, lungi dal farci rievocare atmosfere da parrocchie2, sinago-
ghe o templi devozionali o cimiteri, devono essere considerate come agevolan-
ti il conseguimento di particolari stati di coscienza: razionale in 1° Grado, ani-
mico-emozionale in 2° Grado, spirituale-mentale in 3° Grado.
Prima dell’inizio dei Lavori, il M. Ven. indica al Maestro delle
Cerimonie la miscela delle resine, a prevalente base di incenso puro (tipo “oli-
banum”, legato all’Elemento Fuoco e al Sole), da utilizzare nei vari Gradi e per
specifiche cerimonie3.
La scelta delle resine può essere compiuta tenendo conto delle analogie con gli
elementi:
- Fuoco incenso puro: proviene dalla Boswelia papyrifera delle
“Burseracee”;
- Acqua Mirra: proviene dalla Commiphora abyssinica delle

2
Nonostante e forse proprio a dispetto dei precedenti rituali ebraici e “pagani”, la Chiesa tardò
molto a usare l’incenso ed altre resine nella liturgia, soprattutto in Occidente, perché ciò aveva
un significato apparentemente idolatrico. Ma, a cominciare dal IV secolo dopo Cristo, venne-
ro reintrodotti gli incensieri e i bracieri per i profumi sia per purificare l’aria sia per sacralizza-
re i luoghi di culto.
3
Nella terminologia scientifica, si distinguono le “resine” propriamente dette dalle “gommore-
sine” e dalle “sostanze balsamiche”. Tutte comunque hanno gli usi correnti nel campo della chi-
mica e della farmacopea: ancor oggi, ad esempio, invece dei suffumigi si fanno prodotti decon-
gestionanti delle vie respiratorie a base di mastice.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

“Burseracee” o dal Baldendron myrrha delle “Terebintacee”;


- Aria Mastice: proviene dalla Pistacea lentiscum dell’isola di Chio
(Mar Egeo);
- Terra Storace: proviene dallo Styrax officinalis dell’Asia Minore.
Si può inoltre tener conto delle seguenti analogie con i 7 pianeti della
Tradizione:

- Sole  Incenso: (v. sopra);


- Luna  Mirra: (v. sopra);
- Mercurio  Mastice: (v. sopra);
- Venere  Benzoino di Sumatra: proviene dal Benzoin officinalis delle
Stiracee ed è la varietà “mandorlata” del Benzoino a masse secche e scagliose
grigio-rossastre;
- Marte  Opoponace: proviene dall’Opoponax chironium delle
Ombrellifere (tipico della Siria)
- Giove  Benzoino del Siam: proviene dal Benzoin officinalis ed è la
varietà a grani rossicci;

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Secondo Campo

- Saturno  Storace: (v. sopra).


Per ciascuno dei 3 Gradi si possono ipotizzare analogicamente le
seguenti miscele di profumi:
in 1° Grado: dobbiamo vivificare il piano razionale-intellettivo; pertanto
occorre aggiungere all’incenso una resina di Aria o Mercuriale e
quindi il mastice nelle proporzioni di base:
- incenso 50%, mastice 50% ( + )
in 2° Grado: dobbiamo vivificare il piano animico-emozionale; pertanto
occorre aggiungere all’incenso una resina di Acqua o Lunare e
quindi la Mirra nelle proporzioni di base:
- incenso 50% - mirra 50% ( +);
in 3° Grado. dobbiamo vivificare il piano spirituale-intuitivo; pertanto occor-
re aggiungere all’incenso una resina di Terra o Saturniana e,
quindi lo storace nelle proporzioni di base:
- incenso 50% - storace 50% ( +).

Nelle Iniziazioni, infine, dobbiamo vivificare la spiritualità e il caratte-


re igneo, positivo della nostra Istituzioni; pertanto occorre aggiungere all’in-
censo e alla resina propria del Grado (mastice, o mirra, o storace) un’altra resi-
na di Fuoco e Gioviana come il Benzolino del Siam in proporzioni diverse nei
3 Gradi. La composizione ottimale è la seguente:
Apprendista Incenso () 50% + Mastice () 40% + Benz. d. Siam () 10 %;
Compagno Incenso ( 50% + Mirra () 30 % + Benz. d. Siam () 20 %;
Maestro Incenso () 50% + Storace () 25% + Benz. d. Siam () 25%
Sono previste altre composizioni di resine per agapi, commemora-
zioni, riconoscimenti coniugali, ecc. che saranno indicati in seguito.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

I SUPPORTI TATTILI

L’Iniziando, dopo le sollecitazioni auditive e olfattive, riceve appena


entrato nel Tempio uno stimolo “tattile” ben preciso, con la “punta della
spada” puntata sul petto (che non deve toccare con le mani), che è preludio ai
successivi supporti tattili delle prove dell’Aria, dell’Acqua e del Fuoco4 ed al
principale supporto tattile che lo accompagnerà per tutta la sua esperienza
muratoria, ovvero: i guanti bianchi di pelle.
In linea generale, si potrebbe affermare che ogni strumento ed ogni oggetto
rituale, in quanto tangibili e utilizzabili per le varie fasi dell’Arte Muratoria,
fungono da supporti tattili.
Ma alcuni di questi, in particolare, servono a sollecitare un senso del
tatto che poco ha a che vedere con il piano fisico-pratico ed attengono ad un
dominio squisitamente simbolico foriero d’esperienze sul piano animico e spi-
rituale. I supporti tattili che analizzeremo brevemente sul piano analogico per
affidarli ad ulteriori speculazioni e meditazioni dei Fratelli sono:
- i guanti;
- i toccamenti e le posizioni all’ordine;
- gli strumenti, gli utensili e gli oggetti rituali;
- le Catene d’Unione.
4
Più conformemente alle antiche forme iniziatiche sarebbe auspicabile che la prova dell’Aria
precedesse e non seguisse quella dell’Acqua: in tal modo, la sequenza delle prove di Terra (già
fatta nel Gabinetto di Riflessione), di Aria, di Acqua e di Fuoco costituirebbe un ideale percor-
so a ritroso dei quattro punti cardinali del Tempio, legati ai segni zodiacali di Capricorno (Sud-
Terra), Bilancia (Ovest-Aria), Cancro (Nord-Acqua) e Ariete (Est-Fuoco), con le loro alternan-
ze di polarità negative e positive, per il “ritorno” o per la “reintegrazione” al Fuoco Primo. In
pratica se la sequenza naturale degli elementi è quella del Fuoco creatore, dell’Acqua di gesta-
zione, dell’Aria vivificatrice e della Terra di cristallizzazione, il percorso iniziatico, di liberazio-
ne dalla materia, porta al padroneggiamento della Terra, dell’Aria, dell’Acqua e del Fuoco.

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Secondo Campo

I GUANTI

I guanti bianchi che – come abbiamo già ricordato – sono di pelle e,


possibilmente, di agnello (al pari del grembiule) in analogia all’Ariete celeste,
hanno una duplice funzione:
- sollecitano il Fratello a sperimentare il senso del tatto in una maniera diver-
sa da quella del mondo profano, portandolo soprattutto a sentirsi, a sentire il
proprio “io” spirituale, come “calato” in un “vestito di pelle”.
Paradossalmente, ciò avviene ottundendo anziché esaltando la sensibilità tat-
tile delle mani;
- abituano il Fratello al Silenzio: cioè, non solo all’obbligo dell’Apprendista di
non proferire parola nelle tornate rituali, ma alla possibilità di ottenere il
cosiddetto “separando” dal piano materiale che prelude al “distacco” e
all’aprirsi a una dimensione interiore e spirituale. Questo speciale “silenzio”
attiene anche al campo animico-emozionale e i guanti servono anche a conte-
nere nei modi acconci alla ritualità i gesti volontari e riflessi per stabilire un
dominio totale sul proprio essere.
Un’annotazione s’impone a questo punto sul “secondo” paio di guan-
ti che, come prescrive il Rituale, il M.Ven. dà al Neofita dicendo: «... Questi
guanti sono destinati a colei che rappresenta la tua perfetta polarità contraria,
cioè quella lunare».
Poiché sembra, dal contesto in cui queste frasi vengono pronunciate, che il
secondo paio di guanti sia destinato a una donna, il Neofita è ben contento di
consegnarli come un “dono” alla propria sposa, o amica, o madre, o sorella.
Ed è fin troppo giusta una tale interpretazione al punto che “esotericamente”
non deve essere variata.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

Tuttavia, con i criteri analogici attinenti all’interpretazione “esoterica”,


si può ipotizzare che il paio di guanti sia in fondo uno soltanto: se si sfilano
in modo che la parte interna stia all’esterno, si constata che il destro (positi-
vo, attivo, solare) si è trasformato in sinistro (negativo, ricettivo, lunare) e
viceversa. Lo stesso paio di guanti serve sul piano fisico e sul piano “metafisi-
co”, e su entrambi, nessuno deve mai “offuscarne il candore”, perché le mani
di un Libero Muratore devono restare sempre “pure” e, aggiungiamo, “equi-
librate” nella conoscenza esterna ed interna delle due polarità.

I TOCCAMENTI E LE POSIZIONI ALL’ORDINE

I toccamenti, sia intesi come segni di riconoscimento tra Fratelli insi-


gniti di un Grado, sia come gesti rituali (e questo vale, ad esempio, per i
“colpi” battuti dal Candidato sulla spalla degli Ufficiali e per altre cerimonie),
hanno un eminente valore simbolico. Essi si basano sull’attribuzione di una
polarità positiva al braccio ed alla mano della parte destra, e di una polarità
negativa al braccio ed alla mano della parte sinistra; in mezzo ad essi, a funge-
re da “equilibrante” vi è il cervello e l’intelletto dell’Uomo.
Le dita delle mani comportano poi altri riferimenti analogici, quali:
- il numero dieci della Tradizione pitagorica e cabalistica;
- il numero dodici dell’Astrologia: le 3 falangi, falangine e falangette
delle 4 dita non opponibili (indice, medio, anulare e mignolo) servono da
campo zodiacale ed il “doppio zodiaco” di entrambe le mani serve a ricordar-
ci la duplice polarità di ciascun segno o di ciascuna energia dementale nel suo
aspetto primo (fisico), secondo (animico) e terzo (spirituale);
- il numero quattordici delle giornate che intercorrono tra il novilunio

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Secondo Campo

ed il plenilunio: alle 12 falangi di prima si aggiungono la falangina e la falan-


getta del pollice. I 14+14 sono i 28 giorni d’ogni lunazione, il tempo cioè
occorrente in media alla Luna per compiere un intero giro zodiacale congiun-
gendosi di volta in volta al sole in segni successivi per scandire il ritmo delle
stagioni.
Le posizioni dell’ordine, come i segni ad esse collegati, alludono alla
possibilità di dominio sui piani fisico-razionale, animico-emozionale, e spiri-
tuale-intuitivo mediante il “controllo” di “centri” sensoriali ubicati analogica-
mente dalla Tradizione nelle diverse parti del corpo umano.
Anche qui va specificato che gli Ufficiali e i Dignitari che hanno uno
strumento emblematico della propria funzione, non possono praticamente
assumere la posizione d’ordine o compiere i segni d’ordine senza abbandona-
re, sia pure per qualche istante, il proprio strumento rituale. Pertanto, si regi-
strano le seguenti eccezioni:
- le 3 Luci mantengono sempre sul plesso cardiaco il maglietto e, per
il segno d’ordine, abbozzano un lievissimo spostamento del maglietto verso
destra inchinando la testa leggermente in avanti;
- il M. delle Cerim. mantiene sempre l’asta perpendicolare al pavimen-
to con entrambe le mani (v. fig. 4) e, pertanto, si limita ad accennare un leg-
gero inchino. Cogliamo l’occasione per ricordare che il M. delle Cerim. regge
l’asta di 144 cm (o canoni) al centro, la mano destra al di sopra della sinistra
per quasi tutta la durata dei Lavori (schematicamente, la destra rappresenta il
crescente lunare e la sinistra il calante lunare), a simboleggiare il predominio
delle energie positive a cui ci ispiriamo; poi, quando il M. Ven. chiude i Lavori,
il M. delle Cerim. pone la mano sinistra al di sopra della destra per significa-
re che ciò che si è acquisito interiormente cambia di polarità e si manifesta

148
I supporti muratori e l’apparato sensoriale

all’esterno per essere donato a beneficio dell’Umanità;


- il Copr. Int. e i 2 Diaconi, i quali, rispettivamente hanno nella mano
sinistra la spada e le verghe sempre perpendicolari al pavimento, assumono
la posizione all’ordine con la sola mano destra.

Fig. 4
Posizione delle mani del M. delle Cerimonie

GLI STRUMENTI, GLI UTENSILI E GLI OGGETTI RITUALI

Con tutti gli strumenti, gli utensili e gli oggetti rituali i Fratelli o,
secondo i casi, i singoli Ufficiali e Dignitari hanno un rapporto tattile pre-
gno di significati simbolici che verranno analizzati caso per caso nei suc-
cessivi “Quaderni”. Qui occorre semplicemente sottolineare che, mentre
l’iniziando svolge le prove elementali che lo porteranno a divenire Ap-
prendista e a compiere il primo “lavoro manuale” battendo i tre colpi sulla

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Secondo Campo

“pietra grezza” con il “martello” (di ferro), tutti gli altri Fratelli compiono un
“lavoro manuale” tipico dell’Officina con le spade di cui si sono armati e che,
al momento della consacrazione del Neofita, terranno con la punta al “cielo”.
Da quanto sopra esposto è già possibile intravedere le interpretazioni analogi-
che derivanti da strumenti, utensili e oggetti rituali del Grado di Compagno
e di quello di Maestro (compresa la bara emblematica che, non è un segreto,
appartiene a quest’ultimo Grado), da analizzare sotto il profilo dei “supporti
tattili” facendo uso di quella “pietra di paragone” che agli antichi alchimisti
consentiva di verificare se è “tutto oro ciò che luce” con l’opportuno “reagen-
te” dell’intelletto.

LA CATENA D’UNIONE

La Catena d’Unione Fraterna, che è opportuno costituire verso la fine dei


Lavori (dopo che è stata «concessa la parola per il bene dell’Ordine e di que-
sta Loggia in particolare»), serve a fissare le energie e la volontà operativa dei
Fratelli ed a proiettare il proposito svolto durante la tornata (o il significato
del simbolo analizzato, o l’“idea-seme” a cui ci si è ispirati, o la “parola seme-
strale”) affinché riverberino nel mondo l’oro spirituale prodotto e gli ideali di
Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
Nella Catena d’Unione Fraterna, i Fratelli si dispongono ordinatamente (nella
sequenza guidata dal M. delle Cerim. ed indicata dal Fr. 1° Esp.) al centro del
Tempio attorno ai 3 candelabri ed al quadro di Loggia con le seguenti moda-
lità:
- a mani nude e senza strumenti; soltanto le 3 Luci hanno il maglietto
poggiato sul plesso cardiaco;

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

- con i piedi distanziati in modo che non si tocchino fra loro e non toc-
chino quelli dei FF.˙. vicini;
- ad un cenno del M.Ven., ciascun Fratello afferra con la destra la mano
sinistra del Fratello che ha a sinistra, passando il braccio sopra il sinistro (v.
fig. 7);
- con lo sguardo fisso al centro del Quadro di Loggia si permane in
silenzio per alcuni istanti (la durata è a discrezione del M. Ven., il quale perce-
pisce lo stato di concentrazione raggiunto);
- la Catena viene quindi “sciolta” dal M. Ven. con il triplice scuotimen-
to delle braccia e, senza pronunciare parola, tutti riprendono i propri posti,
infilandosi di nuovo i guanti.

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Secondo Campo

I SUPPORTI GUSTATIVI

I supporti gustativi della Via Iniziatica Muratoria si riferiscono analo-


gicamente al nostro “nutrimento spirituale” e sono:
- il pane secco e l’acqua presenti insieme con una ciotola contenente sale nel
Gabinetto di Riflessione e di cui abbiamo già parlato nel “Primo Quaderno”:
- il liquido della Coppa delle Libagioni;
- i cibi e le bevande dell’Agape rituale.

IL LIQUIDO DELLA COPPA DELLE LIBAGIONI

La Coppa delle Libagioni (detta anche, con minore proprietà di lin-


guaggio, “Coppa dei giuramenti” o “Calice dell’amarezza”) è una sola e si
deve porgere all’iniziando per le due volte previste dal Rituale con il medesi-
mo liquido insapore e inodore (meglio d’ogni altro: “acqua di fonte”), che,
in virtù della suggestione del comando del M. Ven. (e anche del cambio del
supporto auditivo musicale), “sembra” dapprima “dolce” e poi “amaro” al
profano bendato5.
Va qui rilevato che, nelle antiche cerimonie iniziatiche, la Coppa delle
Libagioni veniva usata nella maniera esattamente opposta a questa: dapprima
il liquido era o appariva amaro a simboleggiare il disgusto e la caducità della
vita profana, poi era dolce come il gradevole sapore e la perennità della vita
iniziatica e dello spirito.

5
II bordo della Coppa può essere spalmato da una parte con una sostanza dolce (miele, zucche-
ro) e dall’altra con una amara.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

Lo stesso liquido, in ogni caso, allude con le sue differenti polarità


gustative alle simboliche acque del Lete, o dell’oblio necessario per fare “tabu-
la rasa” in chi nasce a “nuova vita”, e di Mnemosine, o della memoria necessa-
ria, in chi deve ritrovare e fare suo il “nucleo aureo e immortale” dello spirito.
Il lavoro dell’iniziando è in fondo ‘“magico” e “trasmutatorio” al tempo stesso.
Il liquido della Coppa delle Libagioni ha un altissimo valore spiritua-
le e simbolico che costituisce un’ulteriore riprova del fatto che la Massoneria
è uno dei pochissimi filoni della Tradizione in Occidente con i suoi precisi
riferimenti misterici ed iniziatici; esso ci ricorda infatti: l’ahoma vedico, il net-
tare degli dei immortali, l’acqua della vita, la quintessenza, l’elisir di lunga
vita, tutti i segreti ‘’ermeticamente” suggellati che l’iniziato, come il mitico
“Eroe senza macchia e senza paura”, può scoprire ma non svelare e che, anzi,
ha il dovere di “ri-velare” cioè coprire di nuovo sotto il velo del simbolo.

I CIBI E LE BEVANDE DELL’AGAPE RITUALE

Agape vuol dire amore, amore fraterno. Ed è con questo spirito, che
travalica la Fratellanza per realizzare la Comunione, che i Fratelli compiono
insieme un “pasto sacro”, in forma rituale, al fine di trasmutare gli alimenti
offerti dalla Terra in cibo spirituale, accertandosi che anche i “poveri” parteci-
pino della realizzazione compiuta.
Allontanata così l’idea di banchetti o di conviti profani (diversi, è
ovvio, dalle “agapi bianche” di cui è nota l’importanza sul piano sociale), l’aga-
pe è una vera e propria tornata rituale che va compiuta quanto meno ai due
equinozi di primavera e d’autunno ed ai due solstizi d’estate e d’inverno non-
ché alla ricorrenza della fondazione della Loggia. La cura organizzativa e la

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Secondo Campo

preparazione interiore dei Fratelli devono essere pari, se non superiori, alle tor-
nate d’iniziazione.
Rinviando per i particolari del Rituale d’agape ad una pubblicazione
da parte delle competenti istanze del Grande Oriente d’Italia, in questa sede
compete sottolineare che, dopo l’apertura rituale dei Lavori, dopo l’approva-
zione della tavola tracciata nella precedente tornata d’agape e dopo il traccia-
mento del Quadro di Loggia, i Fratelli consumano i cibi e le bevande rituali
nel più assoluto silenzio mentre il Fr. Lettore e il Fr. Organista provvedono a
fornire gli opportuni supporti auditivi che nutrono, contemporaneamente al
fisico, il piano animico e quello spirituale. Al termine della consumazione, i
Lavori vengono ritualmente chiusi.
Per i cibi e le bevande, a fornirci l’elenco, è la tradizione ebraica, i cui
apporti sono stati cospicui fin dalla nascita storica della nostra Istituzione nel
1717; esso è affine a quello utilizzato nella “Pesach”, la Pasqua, che segna per
Israele (lo spirito) la fine della cattività in Egitto (la materia). Pertanto, i
Fratelli consumeranno (ovviamente a mani nude):
- pane azzimo, cioè non lievitato e insipido, da condire con il sale; il seme
di grano – si ricorda – è legato all’iniziazione solare con il suo “mistero” di
morte e risurrezione, mentre il sale marino è un cristallo di forma perfetta-
mente cubica;
-l’uovo sodo che ci ricorda l’archetipo dell’Uovo Cosmico e, con le sue quat-
tro componenti, cioè guscio, pellicola, albume e tuorlo, ci richiama gli ele-
menti Terra, Aria, Acqua e Fuoco;
-le olive, che, oltre ad essere i frutti dell’albero caro a Minerva dalla prover-
biale saggezza, forniscono l’olio che alimenta il “fuoco perenne” dei santuari;
- l’agnello, legato all’Ariete (Fuoco Primo) che è il primo dei 12 segni zodiacali;

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I supporti
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10/02/15e l’apparato sensoriale
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- le verdure (preferibilmente quelle dal gusto amaro), analogicamente lega-


te al lavoro di “Purgazione” e “Purificazione” indispensabili prima dell’opera-
tività;
- la frutta (fresca e secca) per simboleggiare la delizia del lavoro compiuto;
-il vino (rosso, come il sangue) con il suo simbolismo legato alla “vigna” da
coltivare;
-l’acqua che, al pari della cazzuola del M. Ven., serve ad amalgamare il tutto.

I SUPPORTI VISIVI

Gli arredi del Tempio, gli oggetti rituali con la loro disposizione spe-
cifica di ciascun Grado, i vestimenti e le insegne dei Fratelli sono tutti suppor-
ti visivi e, per tutti, visibili meno che per l’iniziando finché non gli viene tolta
la benda e finché il M. Ven. non concede che “la Luce sia”. Solo dopo questo
momento d’impatto sensoriale fortissimo (si ricordi la penombra di prima con
i Fratelli incappucciati), il Neofita viene accompagnato all’altare per essere ini-
ziato, costituito e creato Libero Muratore.
Ma la stimolazione del senso della vista per tutti i Fratelli ed in tutte
le tornate rituali è una costante dei nostri Lavori che sarà opportunamente
approfondita nella trattazione specifica degli arredi, dei vestimenti e degli
oggetti rituali. In questa sede, tuttavia, va rivelata l’importanza che hanno
taluni dei supporti visivi e, in particolare:

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Secondo Campo

- la luce nel Tempio;


- il Quadro di Loggia;
- l’uniformità dell’abbigliamento dei Fratelli.

L’ILLUMINAZIONE NEL TEMPIO

Quando i Fratelli compiono la “marcia rituale d’ingresso” (è il M.


delle Cerim. che guida la fila degli Apprendisti, dei Compagni, dei Maestri,
degli Ufficiali e dei Dignitari e, per ultimi, del 2° Sorv., del 1° Sorv. e del
M. Ven), il Tempio è immerso nella penombra. Sono accesi soltanto:
- il Testimonio: alla testa della Colonna di Meridione (accanto, cioè, al posto
che compete al M. delle Cerim.), vi è un candelabro, la cui candela è accesa
(prima dell’ingresso) dal M. delle Cerim. con il “fuoco” fornito dal M. Ven.;
- il Sole, la Luna e il Delta Sacro che brillano all’Oriente (il primo sulla metà
“diurna” del Tempio, la seconda, in forma di crescente lunare, sulla metà “not-
turna” e il terzo sopra il trono del M. Ven.);
- tre lampade poste rispettivamente sulle cattedre del M. Ven. (e può trattarsi
di un lampadario o candeliere a 3 luci), del 1° Sorv. (a 2 luci), del 2° Sorv. (ad
una luce) anche per consentire loro la lettura del Rituale.
Vengono poi accesi, nel prosieguo dei Lavori, i 3 candelabri posti al
centro del Tempio. A questo punto, secondo il Rituale, il M. delle Cerim.
dovrebbe provvedere alla completa accensione delle luci nel Tempio. Tuttavia,
data l’importanza analogica delle parti rituali ancora da compiere (lettura
della Tavola e tracciamento o collocazione del Quadro di Loggia), sarebbe
opportuno che il M. delle Cerim. accendesse soltanto una lampada (meglio
una candela) sul tavolino del Fr. Segretario. In seguito, dopo l’approvazione

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

della Tavola architettonica tracciata nella precedente tornata e dopo il traccia-


mento o la collocazione del Quadro di Loggia, il M. delle Cerim. può com-
pletare l’accensione di tutte le luci del Tempio, prima di osservare se nella sala
dei passi perduti vi sia qualche Fratello che chiede di entrare.
Al termine dei Lavori, dopo il giuramento del segreto, le luci nel
Tempio andrebbero spente con un ordine esattamente inverso a quello d’ac-
censione.
Poi, il M. delle Cerim. cancella o toglie il Quadro di Loggia, riallinea
i 3 candelabri, inserisce il supporto musicale previsto per la “marcia di uscita”
e guida i Fratelli fuori del Tempio secondo lo stesso ordine di ingresso.
Poi, mentre i FF.˙. rimangono in attesa, il M. delle Cerim. rientra nel
Tempio a spegnere il Testimonio, il Sole, la Luna e il Delta Sacro, disinseren-
do il supporto musicale e curando che tutto resti perfettamente in ordine.

IL QUADRO DI LOGGIA

Negli arredi della maggior parte delle Officine esistono 3 Quadri di


Loggia (per il I, II e III Grado) sotto forma di cartoni disegnati, o di veri e
propri quadri dipinti, o di tappetini ricamati, recanti simboli ed emblemi pro-
pri del Grado in cui si lavora e che il M. delle Cerim. pone al centro del
Tempio fra i 3 candelabri dopo l’approvazione della tavola della tornata pre-
cedente sia in Camera di Apprendista, sia all’elevazione dei Lavori in Camera
di Compagno o in quella di Maestro.
Lo scopo è quello di offrire, dopo i supporti sonori dei silenzi e delle
parole rituali, un supporto visivo che, al centro del Tempio e quindi al centro
del nostro Universo e della nostra interiorità, ci consenta di focalizzare e cana-

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Secondo Campo

lizzare le nostre energie verso la meta prefissata.


Ogni Fratello, però, sa per esperienza quanto ogni tornata sia differen-
te da un’altra per il livello di preparazione e di purificazione di tutti i parteci-
panti, per la concentrazione raggiunta, per la sintonia degli intenti o per la
maggiore o minore quantità di metalli lasciati fuori del Tempio. A maggior
ragione, il M. delle Cerim., analogicamente legato all’Acqua prima di Cancro
e alla Luna, è in grado con la sua sensibilità di “percepire” lo stato interiore dei
Fratelli e della Catena e di “avvertire” nelle sue percezioni sensoriali fisiche,
animiche e spirituali il “suono”, il “profumo”, il “tocco”, il “sapore”, la “luce”
di un dato momento rituale.
Egli perciò può “fissare” al centro del Tempio ciò che intuisce e percepi-
sce tracciando le opportune “immagini” su un foglio di carta come sul pavimen-
to, con un carboncino di legna, con un pezzo di gesso o uno di creta (supporti
dai simbolici colori: nero, bianco e rosso), rispettivamente in 1°, 2° e 3° Grado.
Non è necessario che il M. delle Cerim. sappia disegnare; è sufficien-
te che abbozzi un pavimento a scacchi, o le Due Colonne, o il Sole e la Luna,
o un triangolo con il vertice verso l’Oriente, o il Filo a Piombo, il simbolo che
si deve analizzare nella tornata. In Camera di Compagno, può tracciare una
stella a 5 punte con il vertice ad Oriente, i simboli di Marte e Venere, una
Livella ecc.; in Camera di Maestro può tracciare una stella a 7 punte, i simbo-
li di Giove e Saturno, una Leva, una Cazzuola, ecc. (quando vi è un’iniziazio-
ne a Maestro) il Quadro di Loggia è costituito dalla “bara” posta sull’asse equi-
noziale con la testa a occidente e i piedi ad Oriente). Il M. delle Cerim. può
infine limitarsi a tracciare sul Quadro di Loggia Squadra e Compasso nella
posizione prevista per il Grado in cui si lavora.
Dopo la collocazione o il tracciamento, il M. delle Cerim. poggia la

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

punta della propria asta al centro del Quadro di Loggia, quasi ad “imprimer-
ne”, materialmente, la qualità.
Nel caso d’elevazione dei Lavori, il Quadro di Loggia del Grado di
Compagno va sovrapposto a quello di Apprendista, e quello di Maestro va
sovrapposto agli altri due.
Al termine dei Lavori in ciascun Grado, il Quadro di Loggia viene
tolto o cancellato; in quest’ultimo caso, se il disegno è stato fatto sul pavimen-
to, ci si servirà di un panno bianco (di cotone o lino) imbevuto d’acqua o sem-
plicemente delle mani. Se il disegno è stato tracciato su un foglio di carta si
brucia il foglio alla fiamma del Testimonio e si lascia consumare dal fuoco in
un braciere. Quando il M. delle Cerim. toglie o cancella o distrugge il Quadro
di Loggia della Camera d’Apprendista, traccia una “X” al centro del Tempio,
quasi a “disperdere” o “distribuire” materialmente le qualità energetiche accu-
mulate (si ricordi che la “X” in forma di due aste incrociate è raffigurata nel
“gioiello” del M. delle Cerim.).

L’UNIFORMITÀ DELL’ABBIGLIAMENTO DEI FRATELLI

In quasi tutte le Comunioni estere, i Fratelli hanno l’obbligo di indos-


sare l’abito scuro nelle tornate rituali, cosi come i Maestri hanno il capo coper-
to in Camera di Mezzo. Nella nostra Comunione, tali usanze vengono rispet-
tate soltanto in parte e per particolari cerimonie. Si verifica così un duplice
risultato negativo: la difformità nell’abbigliamento dei Fratelli e la costituzione
di supporti visivi impropri che distolgono l’attenzione invece di concentrarla.
Per ovviare a tali inconvenienti, diverse Logge hanno adottato da
tempo dei “coprivestiti” (v. fig. 8) di cotone nero che i Fratelli indossano sugli

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

abiti di tutti i giorni e sui quali pongono i vestimenti massonici (grembiule,


insegne ecc.). I coprivestiti sono pratici (simili a quelli usati dagli “artigiani”),
danno uniformità e, con il loro colore nero, favoriscono il “silenzio” oltre che
il distacco dal mondo profano.
Per quanto riguarda poi la necessità per i Maestri di lavorare a capo
coperto in Camera di Mezzo, più che ricorrere a copricapo d’uso corrente in
altre Comunioni (per esempio cilindri e lobbie), diverse Logge hanno instau-
rato l’uso della “kippah”, lo zucchetto della Tradizione ebraica, di colore nero,
in cotone o lino, e a quattro spicchi per ricollegarci ai quattro Elementi e alle
lettere del Tetragramma sacro.
Solo per il M. Ven. si può riscontrare la necessità di coprirsi la sommi-
tà del capo (il cosiddetto “centro coronale”) con la “kippah” (v. fig. 9) o, per
esempio, con un copricapo simile a quello in uso nella Comunione Francese
(v. fig. 10), e ciò anche in 1° e 2° Grado, quanto meno nelle cerimonie d’ini-
ziazione.

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Secondo Campo

Per quanto attiene, infine, al cappuccio da indossare nelle Iniziazioni


ad Apprendista, ricordiamo che è un vestimento “personale”, di cotone o
lino, nero, con due soli fori per gli occhi e a forma di triangolo rettangolo
avente l’ipotenusa (la parte anteriore) di 72 cm (v. fig. 9).

L’INIZIAZIONE AL GRADO DI APPRENDISTA

In questa disamina dei supporti muratori e dei cinque sensi abbiamo


solo sfiorato, per offrirli alla meditazione dei Fratelli, simboli, miti, allegorie,
emblemi e riti che devono far parte del nostro lavoro quotidiano di ricerca e
perfezionamento.
Molto spazio, ovviamente, è stato dedicato alla cerimonia cardine della
nostra Istituzione, cioè all’iniziazione che consente di “creare” un neofita con
il “Fuoco” del M. Ven.
Le quattro prove elementali di Terra, d’Aria, d’Acqua e di Fuoco, alle
quali abbiamo dedicato solo alcuni cenni, meritano in ogni caso ulteriori
annotazioni e non soltanto sotto il profilo dei “supporti tattili”.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

Nell’Iniziazione, difatti, è l’individuo globale, con i suoi tre piani (fisi-


co, animico e spirituale), con i suoi sensi, con la sua scintilla di Vita Universale,
con la sua possibilità di Uomo alla ricerca di una Via illuminativa e di india-
mento; è l’individuo globale, insomma, ad essere coinvolto, ad entrare in con-
tatto con l’idea Egregorica di cui la Tradizione Massonica è portatrice.
Tutti sappiamo che la Massoneria “Speculativa” ha fatto proprie, in
maniera simbolica, le istanze fondamentali delle grandi Scuole Iniziatiche
Tradizionali. Ma “in maniera simbolica” non significa “in maniera superfi-
ciale”. Significa invece offrire ad uomini che sono già “maestri di vita”, “libe-
ri e di buoni costumi”, l’opportunità di compiere liberamente un lavoro inte-
riore volto alla conoscenza e alla trasmutazione.
Da secoli, è vero, i Candidati non vengono più rinchiusi in grotte o
caverne nel ventre della terra, né sperimentano l’ebbrezza dell’aria turbinante
dall’alto di rupi difficilmente accessibili, né passano a nuoto corsi d’acqua, né
vengono calati in vasche, e nemmeno devono dimostrare di saper passare
indenni tra le fiamme. Ma da questo a tenere il Candidato nel Gabinetto di
Riflessione solo per pochi minuti (“per paura che si senta a disagio”), o a fare
le altre tre Prove senza tanta convinzione (se non addirittura “con la paura del
ridicolo”), la differenza è enorme.
Per questo sarebbe auspicabile che, per la prova dell’Aria, ad esempio,
non ci si limitasse a soffiare tre volte sulla mano sinistra del Candidato. Meglio
sarebbe se il 1° Sorv., munito di un cartone o di un ventaglio, desse al
Candidato tre ampie sventagliate su tutto il corpo e in particolare sul volto,
sede delle 7 “aperture” (occhi, orecchie, narici e bocca) e principale parte del
corpo (compresa l’epidermide) per la capacità ricettiva dei 5 sensi.
Parimenti, sarebbe giusto che il 2° Sorv. introducesse in un secchio

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Secondo Campo

d’acqua “di fonte” il braccio destro del Candidato fino al gomito. Anche per
la prova del Fuoco bisogna attenersi all’uso del tripode (previsto dal Rituale),
posto sulla cattedra del M. Ven., in cui arda un fornelletto a spirito, oppure a
quello della “pipa a licopodio” (in uso in alcune Comunioni estere), capace
di avvolgere il Candidato in un’impressionante ma non pericolosa fiammata.
Tutto questo al fine di rendere più incisive le Prove “virtuali”. Ognuno, poi,
nel percorrere il proprio cammino iniziatico, sperimenterà in maniera “reale”
altre Prove che potrà superare in maniera tanto più facile e consapevole, se
correlate con la sua capacità d’impegnarsi in modo globale, previa una prepa-
razione graduale ed equilibrata.

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I supporti muratori e l’apparato sensoriale

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Secondo campo

1- DELLA COLLOCAZIONE INTERIORE DELLE LUCI,


DIGNITARI E UFFICIALI IN LOGGIA
cfr. Atti del I Campo.
Tavola sinottica per i 12 Dignitari e Ufficiali

Corrispondenze
Dignità
Elemen- Zodi- planetarie Mansione
o Ufficio
tali acali diurno nott. esalt.
. . Rappresenta ed
1 M. .V. . ’
  esprime il “Principio”
.
2 TESOR. . ’  Carata l’oro
. Esprime con immediatezza
3 ORAT. . ’  il risultato dei lavori
. . è il responsabile
4 M. .d.C. . ’  del campo energetico
. Esprime l’attività
5 1° SORV. . ’’   realizzativa del
. Favorisce
6 1° ESP. . ’’    l’allineamento interiore
.
COPR.. . è il responsabile
7 INT. .
’’    .
dell’integrità della L. .
.
8 2° ESP. . ’’   Coordina le polarità
. Interpreta il silenzio
9 2° SORV. . ’’’   degli Apprendisti
. .
G. . ESP. . Esprime l’attività realizzativa
10 TERRIB... ’’’    degli Ideali Spirituali
.
. Riconduce i FF. . nel
11 SEGR. . ’’’   “Tempo Sacro” dei lav.
. è il responsabile
12 OSPIT. . ’’’    .
della salute della L. .

166
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Sul corretto comportamento dei fratelli in Loggia: i passi

2- SUL CORRETTO COMPORTAMENTO DEI FRATELLI IN


LOGGIA: I PASSI.
2.1 In Grado di Apprendista:
.
2.1.1 Il Fr. . che entra a lavori iniziati, cioè dopo la lettura della
Tavola del Segretario e il tracciamento del Quadro di Loggia, compie
– seguendo il Maestro delle Cerimonie – la rettangolazione del Tempio
facendo un solo giro in senso orario e fermandosi a Ovest dirimpetto
. .
al M. .V. .
Quindi assume la posizione d’Ordine.
Stando all’Ordine compie allora tre passi lungo l’asse equino-
ziale partendo con il piede sinistro e ricongiungendo a ciascun passo
il piede destro a squadra senza battere i tacchi.
. .
Ciò fatto dà il segno alle tre Luci: prima al M. .V. ., successi-
.
vamente, ruotando soltanto il tronco in senso orario, al 1° Sorv. .
. . .
quindi al 2° Sorv. . Poi si rivolge al M. .V. . stando all’Ordine.
. .
Quando il M. .V. . lo avrà invitato a collocarsi tra le colonne,
raggiungerà il proprio posto deambulando in senso antiorario senza
. .
assumere la posizione d’Ordine, accompagnato dal M. .d.C. .
.
Il Fr. ., compiuti i tre passi, verrà a trovarsi:
• fisicamente ad ovest del Quadro di Loggia e dei Candelabri
che lo attorniano;
• interiormente nel “centro” della Loggia, cioè avrà raggiunto
il “punto geografico”, intersezione fra gli assi equinoziale e solstiziale.

167
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Secondo campo

.
2.1.2 Il Fr. ., che abbia ottenuto il permesso di uscire dal Tempio lascia il
suo posto, deambula in senso antiorario fino a portarsi sull’asse equinoziale
. . .
tra il 1° S.. e il Quadro di Loggia, di fronte al M. . V...
Qui dà il segno alle tre Luci ed esce.
.
2.1.3 Il Fr. . che rientri nel Tempio compirà quanto descritto in 2.1.1 eccet-
to la rettangolazione.
2.2 In grado di Compagno:
.
2.2.1 Il Fr. ., che entra a lavori iniziati, esegue tutto quanto prescritto per
l’ingresso in grado di Apprendista, cioè la rettangolazione, i 3 passi di
Apprendista e la posizione d’Ordine, ma anziché andare al proprio posto
assume la posizione d’Ordine di Compagno.
.
Stando all’Ordine il Fr. . compie ulteriori 2 passi: il primo a destra
(ortogonale all’asse equinoziale) partendo con il piede destro e ricongiungen-

168
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Sul corretto comportamento dei fratelli in Loggia: i passi

do il sinistro a squadra; il secondo a sinistra (sempre ortogonale all’asse equi-


noziale) di ampiezza doppia del primo, partendo con il piede sinistro e ricon-
giungendo il destro a squadra.
. .
Ciò fatto, dà il segno alle Luci: prima al M. .V. . poi al Sorvegliante.
Quindi raggiunge il proprio posto, deambulando in senso antiorario.
.
Anche in grado di Compagno il Fr. . si troverà:
• fisicamente ad ovest del Quadro di Loggia, spostato verso la colon-
na del settentrione,
• interiormente ancora nel “centro” della Loggia, cioè nel punto di
intersezione degli assi equinoziale e solstiziale, che qui rappresenta però il
“punto geometrico”.

.
2.2.2 Il Fr. . che abbia ottenuto il permesso di uscire dal Tempio, lascia il
suo posto, deambula in senso antiorario fino a portarsi sull’asse equinoziale

169
164-474 Massoneria simbolismo e rito 2015 copia:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:28 Pagina 168

Secondo campo

. .
tra il Sorvegliante e il Quadro di Loggia, di fronte al M. .V. ..
Qui dà il segno di Compagno ed esce.
.
2.2.3 Il Fr. . che rientri nel Tempio, compirà quanto descritto in 2.2.1
eccetto la rettangolazione.

2.3 In grado di Maestro:


.
2.3.1 Il Fr. . Maestro, che entra nel Tempio a lavori iniziati, esegue tutto quan-
to prescritto per l’ingresso in grado di Apprendista e successivamente per il
grado di Compagno, cioè la rettangolazione, i 3 passi di Apprendista, la posi-
zione d’Ordine di Apprendista, i 2 passi di Compagno e la posizione d’Ordine
di Compagno, ma anziché andare al proprio posto assume la posizione
d’Ordine di Maestro, dopo aver effettuato un passo verso destra ortogonale
all’asse equinoziale e di ampiezza metà del precedente, tale cioè che lo riporti
. .
sull’asse equinoziale, di fronte al M. .V. . alla testa della bara, con i piedi uniti.
.
Stando all’Ordine il Fr. . compie altri 3 passi “a scavalcare”: il primo
obliquo a destra partendo con il piede destro e riunendo il sinistro parallela-
mente; il secondo obliquo a sinistra partendo con il piede sinistro e riunen-
do il destro parallelamente; il terzo obliquo a destra partendo con il piede
.
destro e riunendo il sinistro a squadra. Il Fr. . si trova ai piedi della bara, di
nuovo equinoziale.
Compiuti così i 9 passi (3 da Apprendista, 2 da Compagno, 1 per
.
riportarsi sull’asse equinoziale, 3 da Maestro), il Fr. . saluta le Luci e prende
posto deambulando in senso antiorario.
.
Anche in grado di Maestro il Fr. . si troverà:
• fisicamente ancora ad ovest del Quadro di Loggia, ma più vicino a
questo di quanto non lo fosse dopo i tre passi da Apprendista;

170
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Sul corretto comportamento dei fratelli in Loggia: i passi

• interiormente ancora nel “centro” della Loggia, cioè ancora nel


punto di intersezione degli assi equinoziale e solstiziale, che qui ora rappre-
senta il “punto geodetico”.

.
2.3.2 Il Fr. . Maestro, che abbia ottenuto il permesso di uscire dal Tempio, lascia il
suo posto, deambula in senso antiorario fino a portarsi sull’asse equinoziale tra il 1°
. . .
Sorv. . e il Quadro di Loggia, di fronte al M. .V. .. Qui dà il segno di Maestro ed esce.
.
2.3.3 Il Fr. . Maestro, che rientri nel Tempio, compirà quanto descritto
in 2.3.1 eccetto la rettangolazione.

2.4 Corrispondenze analogiche


I passi esprimono le rispettive età:
3, 5, 7 anni e più dei tre gradi dell’Ordine, ma sono anche

171
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Secondo campo

corrispondenti al numero dei colpi delle rispettive batterie:


3, 5, 9.
2.4.1 I passi dell’Apprendista muovono in linea retta a significare la neces-
sità di seguire senza deviazioni il tracciato indicato.
Poiché si compiono sull’asse equinoziale, che divide la Loggia in zona
di tenebre e zona di luce, simboleggiano la CONOSCENZA E LA PADRO-
NANZA DEGLI OPPOSTI, la Legge binaria del Quaternario, che si deve
perseguire.
La marcia inizia con il piede sinistro e, pertanto, con il peso del corpo
che grava sul destro, cioè dal lato della RAGIONE, della CONCRETEZZA
e della VOLITIVITÀ: ci si apre alla ricettività, ma sotto il presidio della
discriminazione razionale.
2.4.2 I passi del Compagno si concludono nella zona di tenebre.
Simbolicamente si concludono in dove l’Apprendista aveva fatto sorgere
il Sole di Mezzanotte e dove ora il Compagno può svolgere il proprio lavoro
sull’elemento in armonia con la sua collocazione interiore e in contrap-
posizione alla sua collocazione fisica in Loggia, sedendo il Compagno nella
colonna del Meridione, da cui si giustifica il primo passo del Compagno
verso destra, cioè verso Sud.
I passi non devono essere obliqui, ma a 90° sull’asse solstiziale rispet-
to all’asse equinoziale.
Con i passi d’Apprendista si è tracciata la PERPENDICOLARE, con
quelli di Compagno si traccia la LIVELLA. I due tracciati formano una TAU.
Poiché si compiono sull’asse solstiziale, che unisce la zona di tenebre
con la zona di luce, simboleggiano la acquisita CONOSCENZA DEGLI
OPPOSTI, ma non ancora la loro totale PADRONANZA.

172
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Sul corretto comportamento dei fratelli in Loggia: i passi

2.4.3 I passi del Maestro si concludono sull’asse equinoziale dopo aver spazia-
to nell’ambito dell’area “magica” racchiusa dal perimetro della rettangolazione.
Vogliono simbolizzare la raggiunta capacità del Maestro di muoversi
nell’intero spazio, di riconoscervisi e di dominarlo, il che rappresenta la con-
quistata PADRONANZA DEGLI OPPOSTI, indispensabile premessa alla
reintegrazione nel ’.
2.4.4 Altre considerazioni:
• l’Apprendista svolge il proprio lavoro in una sola dimensione:
preponderanza nel piano fisico;
• il Compagno estende la sua attività alla seconda dimensione:
preponderanza nel piano animico;
• il Maestro opera nella terza dimensione:
preponderanza nel piano spirituale.
2.4.5 Un breve accenno anche alla analogia tra i passi nei tre gradi murato-
ri che si concludono nel numero di 9 per il Maestro, e il periodo di gestazio-
ne dell’Uomo che è di 9 mesi.

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Secondo campo

3- OPERAZIONI PRELIMINARI ALL'INIZIO DEI LAVORI


Quando il 1 ° Esp.·. sotto la guida del M.·.d.C.·. ha provveduto
all'addobbo del Tempio i FF. ·. che sono nella Sala dei Passi Perduti accedo­
no al Vestibolo.

3. I In silenzio e ordinatamente, tutti indossano grembiule e guanti ed


altre eventuali insegne che loro competono.
I FF.·. vengono "allineac i" e disposti a semicerchio dal 1 ° Esp.·. in
questa sequenza:
M. · .d.C. ·.,Apprendisti, Compagni, Maestri, Ufficiali, Dignitari,
2° Sorv.·., 1 ° Sorv.·., M.·.V.·.

..... • r

N •

3.2 Quando tutto è predisposto e i FF.·. sono nelle condizioni necessarie


all'inizio dei lavori Muratori il M.·. C.·.:

174
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Operazioni preliminari all’inizio dei lavori

. .
• accende un candelino dal Fuoco che gli porge il M. .V. .,
• entra nel Tempio senza guanti e col candelino acceso che regge con
la mano sinistra,
• attraversa il Tempio in diagonale,
• accende il Testimonio e immediatamente dopo spegne il candelino
con le due dita umettate di saliva,
• prende l’Asta di 144 moduli, impugnandola al centro con la mano
destra sopra la mano sinistra,
• inserisce l’eventuale supporto sonoro scelto per la Marcia di entrata,
• si porta verso la colonna del Settentrione,
• attraversa il Tempio in diagonale,
.
• esce per condurre i FF. . nel Tempio.

175
Secondo capo

44 OPERAZIONI SUCCESSIVE ALLA CHIUSURA DEI LAVORI


Dopo la chiusura dei lavori nel Tempio, il M. .V. . Ordina ai FF. .
Ufficiali e Dignitari di spogliarsi del Collare, eccezion fatta per le tre Luci.
Quindi ha inizio la marcia di uscita.
Il M. .d.C. . e i FF. ., che lo seguono nello stesso ordine in cui sono entrati,
varcano la soglia del Tempio e deambulano, sempre in senso antiorario, nel
Vestibolo disponendosi in semicerchio volgendo lo sguardo alla Porta ester-
na del Tempio.

Mentre i FF. . attendono ordinatamente e in silenzio, le Tre Luci


dapprima, e il M. . d.C. . successivamente, compiono le operazioni conclu-
sive.
4.1 Le sole Tre Luci rientrano nel Tempio in questo ordine: 2° Sorv. .,
1° Sorv. ., M. .V. .

176
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Operazioni successive alla chiusura dei lavori

Essi deambulano in senso antiorario e vanno a collocarsi a triangolo


. . .
fra l’Ara e il Primo Candelabro (M. .V. . a Est, 1° Sorv. . a Nord-Ovest,
.
2° Sorv. . a Sud-Ovest).
. .
Il 2° Sorv. . dà il triplice fraterno abbraccio al 1° Sorv. ., questi lo dà
. . .
al M. .V. ., il quale conclude con l’abbraccio al 2° Sorv. .
A questo punto, le Tre Luci vanno ai rispettivi troni, deambulando in
senso antiorario, in sincronia, depongono il maglietto, si tolgono il collare e
provvedono allo spegnimento del proprio candeliere con pollice e indice
della mano sinistra umettati di saliva.

4.2 Svolto quanto sopra con calma, ma con sollecitudine e in silenzio, le


Tre Luci escono dal Tempio deambulando sempre in senso antiorario, prima
. . . . .
il 2° Sorv. ., poi il 1° Sorv. ., e infine il M. .V. ., ricollegandosi ai FF. . che
sono in attesa.

177
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Secondo campo

. .
4.3 Il M. .d.C. . rientra ora nel Tempio, deambulando secondo lo sche-
ma a diagonali inverso a quello delle operazioni preliminari, disinserisce il
supporto musicale scelto per la marcia di uscita, depone l’asta, spegne il
Testimonio con l’indice e il pollice della mano sinistra umettati di saliva, ed
esce dal Tempio.
. . . .
Quindi, rivolto al M. .V. ., il M. .d.C. . dichiara:
«Maestro Venerabile, tutto è rimasto perfettamente in ordine».

. . .
4.3.1 Solo a questo punto, i FF. ., previo invito del M. .V. . di spogliarsi dei
vestimenti e di riprendere i “metalli”, eseguono ordinatamente e in silenzio
ed escono dal Vestibolo nella Sala dei Passi Perduti.

178
164-474 Massoneria simbolismo e rito 2015 copia:massoneria simbologia e rito 10/02/15 11:28 Pagina 177

Candelieri delle luci, dignitari e ufficiali

5- CANDELIERI DELLE LUCI, DIGNITARI E UFFICIALI


Per lo svolgimento dei lavori Muratori nei tre gradi, occorrono 7 can-
delieri ad un sol braccio, in ferro brunito, alti 22 moduli:
. . . .
• 3 in grado di Apprendista per M. .V. ., 1° Sorv. . e 2° Sorv. .
. .
• 2 in grado di Compagno per Or. . e Segr. .
. .
• 2 in grado di Maestro per Tes. . e Ospit. .
. .
I sette candelieri devono essere predisposti dal M. .d.C. . su un appo-
sito tavolino collocato alla destra dell’Ara, guardando l’Oriente.

5.1 In grado di Apprendista:


5.1.1 Accensione. Quando le tre Luci hanno compiuto l’accensione dei 3
. .
candelabri attorno al Quadro di Loggia, il M. .d.C. . porge un candeliere al
. . . .
M. .V. . perché lo passi al 1° Sorv. . e questi lo passi a sua volta al 2° Sorv. .
. . .
• porge un secondo candeliere al M. .V. . per il 1° Sorv. .
. .
• porge infine un terzo candeliere per il M. .V. .
Le tre Luci, quindi, provvedono in sincronia ad accendere i candelie-
ri dai rispettivi candelabri e tornano ai rispettivi troni, come descritto in Atti
del III Seminario, 4.5.2.
5.1.2 Spegnimento. Alla fine dei lavori, le tre Luci provvedono allo spegni-
.
mento del proprio candeliere quando rientrano nel Tempio, mentre i FF. .
attendono ordinatamente nel Vestibolo (cfr. in questi Atti 4.1).

5.2 In grado di Compagno:


5.2.1 Accensione. All’elevazione dei lavori in Secondo Grado, quando il
. . . .
M. .V. . dà l’ordine di decorare opportunamente il Tempio, il M. .d.C. .,
oltre al resto, provvede a quanto segue:

179
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Secondo campo

• accende un candeliere alla fiamma del Testimonio e lo poggia


sul tavolino,
• accende un secondo candeliere come sopra,
• porta il primo candeliere acceso sul tavolo dell’Oratore,
• torna al tavolino, prende il secondo candeliere acceso e lo porta sul
tavolo del Segretario.
. .
5.2.2 Spegnimento. Alla fine dei lavori in grado di Compagno, il M. .d.C. .
. .
che su ordine del M. .V. . riordina il Tempio per la prosecuzione dei lavori in
Grado di Apprendista, oltre al resto, prende uno per volta i candelieri dai
tavoli del Segretario, prima, e dell’Oratore, dopo, li porta sull’apposito tavo-
lino e li spegne in rapida successione nell’ordine inverso a quello dell’accen-
sione.

5.3 In grado di Maestro:


5.3.1 Accensione. All’elevazione dei lavori in grado di Maestro, quando il
. . . .
M. .V. . ordina di decorare il Tempio, il M. .d.C. .
• accende due candelieri, uno per volta, alla fiamma del Testimonio
e li porta uno per volta sui tavoli del Tesoriere, prima, e dell’Ospitaliere, dopo.
5.3.2 Spegnimento. Alla sospensione dei lavori in Grado di Maestro per
. . . .
ridurre la Loggia al Grado di Compagno, su ordine del M. .V. ., il M. .d.C. .
provvede a:
• togliere i candelieri prima dal tavolo dell’Ospitaliere e poi da quel-
lo del Tesoriere, portarli sull’apposito tavolino e spegnerli in rapida successio-
ne nell’ordine inverso a quello dell’accensione.

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Sperimentazioni nel Tempio di Bolzano

6- SPERIMENTAZIONI NEL TEMPIO DI BOLZANO


Il lavoro di Loggia propedeutica in grado di Apprendista è stato effet-
.
tuato nel Tempio all’Or. . di Bolzano.
.
Tutti i FF. . partecipanti al Campo hanno esercitato a rotazione, nei
Riti di apertura e chiusura dei lavori, le funzioni di ognuno dei Dignitari e
Ufficiali di Loggia, assumendo la collocazione interiore voluta dal compimento
del Rito e cercando di estrinsecare le relative qualità elementali.

7- AGAPE RITUALE CONCLUSIVA


Il II Campo si è concluso in stato di comunione particolare.
.
Dopo la lettura del Salmo 133, i FF. . partecipanti si sono riuniti in
Agape rituale effettuata allo scadere della mezzanotte del terzo giorno.

181
correzioni:Layout 1 20/07/15 11:42 Pagina 4
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TERZO CAMPO
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Terzo campo

1- DELLE POLARITÀ
cfr. Atti del I Seminario in 5.4.4
cfr. Atti del III Seminario in 4.3.1
cfr. Atti del I Campo in 2.2.1 - 2.2.2 - 2.5
1.1 La polarità di un recinto consacrato, formato da Fratelli in catena, può
essere positiva o negativa, mai equilibrante.
Durante la rettangolazione i Fratelli deambulano con il braccio destro
volto al centro del Tempio e nella Catena d’Unione, come pure durante i
lavori, i Fratelli sono tutti con la parte anteriore rivolta al centro.
Ciò deriva dai valori tradizionalmente positivi attribuiti al braccio e
alla mano destra e alla parte anteriore dell’uomo.
1.2 In ampliamento a quanto detto in Atti del I Campo, 2.2.2, la polari-
tà nell’uomo e nella donna è così rappresentabile:
UOMO DONNA
Interamente considerato Interamente considerata
• maschile • femminile
• solare • lunare
+  –
• positivo • negativa
• UNO • DUE
• fuoco • acqua

Davanti Dietro Davanti Dietro

+ - + - - + - +

184
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Delle polarità

Testa dell’uomo Testa della donna

corrente corrente
+ - energetica + - - + energetica - +
naturale naturale

+ -

- + - + + - - +
+ -

+ -

Arti inferiori e superiori UOMO Arti inferiori e superiori DONNA

+ - + -

+ - + -

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Terzo campo

2- DELLE CONDIZIONI NECESSARIE PER L’OPERATIVITÀ


2.1 Quando si lascia il CORTILE o SALA DI RICREAZIONE per
entrare nel VESTIBOLO o SALA DEI PASSI PERDUTI, ci si accinge a
lasciare l’Elemento TERRA per acquisire la qualità volitiva propria dell’ener-
gia equilibrante, cioè ARIA.

2.2 Nel Vestibolo o Sala dei Passi Perduti, si lasciano i METALLI, cioè ci
si libera totalmente dall’Elemento Terra con l’ausilio dell’intelligenza ( );
si assume ulteriormente un abito “interiore” atto al superamento della con-
dizione di ARIA anche attraverso la “vestizione” apposita.

2.3 Quando si lascia il VESTIBOLO o SALA DEI PASSI PERDUTI


per entrare nel TEMPIO, occorre conseguire le qualità di ACQUA e di
FUOCO necessarie per il compimento dei lavori muratori.

186
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Il cammino iniziatico e la quadruplice divisione del Tempio

3- IL CAMMINO INIZIATICO E LA QUADRUPLICE DIVISIONE


DEL TEMPIO
3.1 Un profano “libero e di buoni costumi”, per addivenire alla condizione di
RECIPIENDARIO
dev’essere avvicinato da uno o più Fratelli Esperti che lo “saggiano”.
L’interrogante proietta volitivamente i quattro elementi “a lui noti” in
quanto Maestro Libero Muratore, domandando, scavando e mettendo a
nudo le qualità energetiche del “maestro di vita” che vuole adire la Via
Iniziatica Muratoria.

3.2 Nel caso che i Fratelli Esperti avvertano la presenza dei requisiti di
idoneità necessari e la Loggia deliberi per l’ammissione del Recipiendario,
questi addiviene alla condizione di
CANDIDATO
(da candidus, cioè candido, bianco, “puro e senza macchia”) ed è fatto acce-
dere al Cortile o Sala di Ricreazione.
Nella Sala di Ricreazione, analogicamente correlata all’Elemento
Terra, si trova il Gabinetto di Riflessione cioè la “Caverna” della Tradizione
Iniziatica, in cui il Candidato deve “morire per rinascere al canto del gallo”.
Diventa così un “nuovo nato”, un “ricreato”, un
NEOFITA
che viene poi ricevuto nel Tempio e iniziato a Fratello Libero Muratore.

3.3 Poiché l’iniziazione è solo virtuale, però, il neo Iniziato deve


ancora acquisire completamente lo stato di coscienza proprio dell’ele-
mento Terra e, successivamente, quelli di Aria, Acqua e Fuoco, che pos-

187
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Terzo campo

siamo definire come propri del Maestro Libero Muratore, dell’Adepto,


del Mago.

3.4 Il vero e profondo lavoro che il Massone deve compiere su se stesso non
ha praticamente mai fine.
E la focalizzazione sull’elemento Fuoco, che è condizione indispensa-
bile per entrare nel Tempio, cioè nel “Tempio Interiore”, è una costante aspi-
razione, una meta da raggiungere che, a sua volta, potrà e dovrà diventare
punto di partenza. Come accade, per esempio, nell’acquisizione dei Tre Punti
della Maestria a cui segue la “proiezione” del Punto Geodetico per costruirsi
come Pietra Cubica a Punta.

3.5 Pertanto nell’ambito del lavoro interiore per l’acquisizione e la padro-


nanza dell’elemento Terra possiamo far rientrare sia il Silenzio fisico vero e
proprio, inteso come abbandono dei metalli e imprigionamento dei vizi, sia
il Silenzio animico e quello Spirituale che virtualmente sono riguardati come
pertinenti al lavoro del Compagno e del Maestro.

3.6 Solo a quel punto, infatti, il Massone sarà realmente pronto ad adire
la Sala dei Passi Perduti legata all’elemento Aria, dove dovrà perdere i passi,
cioè dovrà fare la ricognizione di tutti i motivi, di tutte le scelte che lo han-
no indotto ad entrare nell’Ordine e dimenticarsene.
Successivamente egli dovrà divenire
MAESTRO LIBERO MURATORE
cioè adatto allo scopo di ricevere e di dare in tutta umiltà, creandosi una base
intellettuale e conoscitiva solidissima che gli consenta di apprendere, digeri-

188
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Il cammino iniziatico e la quadruplice divisione del Tempio

re ed eventualmente integrare e correggere tutto il “sapere saputo”. Con que-


sta espressione si vuol indicare tutto quanto l’Uomo ha indagato, acquisito
con l’intelligenza, svelato e fatto proprio.

3.7 Possiamo quindi definire la Sala dei Passi Perduti come l’Accademia, il
Peripatos, in cui accanto a uno o più Istruttori si persegue l’apprendimento del
Mondo degli effetti e dove, tra l’altro, vi si tengono le riunioni informali.
Ma non va dimenticato che essa corrisponde anche al Vestibolo, il
luogo in cui ci si abbiglia con i “vestimenti” adeguati al lavoro murato-
rio, e ci si spoglia dell’abito mentale, delle dottrine scientifiche e delle
costruzioni intellettuali.

3.8 È solo a questo punto, al quale si giunge attraverso la Meditazione che


il Maestro Libero Muratore è predisposto al superamento della mente (la
“grande illusione”), al dominio dell’elemento Aria e al suo abbandono, per
entrare nel Tempio “povero di spirito”, cioè privo dell’Equilibrante per con-
templare nel Tempio Interiore l’Acqua e il Fuoco.

3.9 Questo stato di coscienza, in cui si deve realizzare il Silenzio sonoro e


la Contemplazione porta alla Gnosi, la quale consente di comprendere appie-
no i riflessi della Legge Binaria nella Manifestazione Quaternaria, raffigurata
nelle Colonne B e J.
La Gnosi è il limite del lavoro Muratorio (cfr. Atti del IV Seminario, 3.)

3.10 È qui che il Maestro Libero Muratore diventa


ADEPTO

189
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Terzo campo

cioè “colui che ha superato”, in quanto ha la consapevolezza del Mondo


delle Cause ed è pronto a trasmutare l’Acqua in “Acqua che brucia” e il Fuoco
in “Fuoco che gela”.

3.11 Realizzato ciò e acquisito il Sapere Indefettibile, l’Adepto diventa quindi


MAGO
cioè colui che, conoscendo le Cause, sa intervenire sul Mondo degli Effetti ed
è abilitato ad accostarsi alla parte più intima del Tempio: l’Ara, il Santuario.

3.12 A questo punto, soltanto il padroneggiamento dell’elemento Fuoco


sorreggerà negli ulteriori passi verso la Soglia della Verità che l’Uomo può
compiere – sempre con un corpo, nella condizione quaternaria e, quindi, nel
tempo e nello spazio – per poi scegliere e compiere la propria mansione, lavo-
rando al bene e al progresso dell’Umanità, diventando di questa finalmente
FRATELLO.

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Applicazioni analogiche sulla stella di David o sigillo di Salomone

4- APPLICAZIONI ANALOGICHE SULLA STELLA DI DAVID O


SIGILLO DI SALOMONE
4.1 I Segni Zodiacali e i Pianeti
I segni positivi sono CENTRIFUGHI
I segni negativi sono CENTRIPETI

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Terzo campo

LA PULSAZIONE COSMICA
4.2 L’azione centrifuga e centripeta dei segni zodiacali:

4.3 La contrazione di positività e l’espansione di negatività dei segni


zodiacali:

TUTTO è armonicamente regolato


(cfr. Atti del I Seminario, 7, sul ribaltamento della squadra)

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Applicazioni analogiche sulla stella di David o sigillo di Salomone

LA STELLA DI DAVID
4.4 La complementarità dei colori:
i colori primari: - giallo i non colori: - bianco
- rosso - nero
- blu
( con i quali si fanno TUTTI i colori )
i colori complementari: - viola è complementare del giallo
- verde è complementare del rosso
- arancione è complementare del blu.

GIALLO - Archetipo

ARANCIONE VERDE

ROSSO - Archetipo BLU - Archetipo

VIOLA

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Terzo campo

5- LA CONOSCENZA DEGLI ELEMENTI


5.1 Le qualità ELEMENTARI degli Elementi

l’elemento è una componente di UMIDO e CALDO


l’elemento è una componente di UMIDO e FREDDO
l’elemento è una componente di SECCO e FREDDO
l’elemento è una componente di SECCO e CALDO

5.2 Le qualità generali degli elementi sono:


CALDO: calore, mobilità, espansione
FREDDO: frigidità, concentrazione, coesione
UMIDO: fluidità, elasticità
SECCO: tensione, rigidità

194
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La conoscenza degli elementi

5.3 I quattro Stati della Materia sono:


RADIANTE
GASSOSO
LIQUIDO
SOLIDO

5.4 Le azioni consistono in:


CALDO: scaldare, dilatare, diffondere, aggregare gli omogenei,
disgregare gli eterogenei, ecc.
FREDDO: condensare, contrarre, coagulare, solidificare, agglomerare
gli omogenei e gli eterogenei, ecc.
UMIDO: ammorbidire, rilasciare, liquefare, ecc.
SECCO: disseccare, indurire, tendere, ecc.

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Terzo campo

6- LA PIETRA CUBICA
6.1 Il Cubo Suo svolgimento

6.2 Applicazioni analogiche:


6.2.1 Tre Elementi Archetipi

Esterno Interno

6.2.2 I Quattro Elementi (oltre il Bianco e il Nero)

Esterno Polarità inverse Interno

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La pietra cubica

6.2.3 I Segni Zodiacali e i Pianeti in loro domicilio

Esterno Interno

6.2.4 Le Sei Piramidi, di cui ogni vertice è “il Punto Geodetico”


La proiezione del Punto Geodetico è limitata alla nostra condizione
quaternaria. (cfr. Atti del IV Seminario, 1.1)

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Terzo campo

7- ORA DI APERTURA E CHIUSURA DEI LAVORI MURATORI


7.1 Secondo quanto è contenuto nel Rituale, è consuetudine aprire i
nostri architettonici lavori a mezzogiorno e chiuderli a mezzanotte.
Tuttavia, queste frasi stridono apparentemente con la posizione del
Maestro Venerabile e del 1° Sorvegliante ubicati l’uno a Est e l’altro a Ovest
dove il Sole sorge e tramonta rispettivamente alle ore 6 e alle 18 agli equino-
zi, quando la durata delle ore di luce e di tenebre è uguale.

7.2 Evidentemente, le locuzioni del Rituale non alludono al mezzogior-


no e alla mezzanotte fisici, che tradizionalmente ubichiamo allo Zenit (cioè
al Sud) e al Nadir (cioè al Nord), partendo dal presupposto che l’asse Est-
Ovest rappresenta l’orizzonte terrestre, mentre l’asse Sud-Nord rappresenta il
meridiano di una data località.

7.3 Per avere una spiegazione sufficiente, occorre richiamarsi a due concetti:
1)quello astrologico che colloca a sinistra (Est) l’Ascendente, a destra
(Ovest) il Discendente, in alto (Sud) il Medium Coeli e in basso (Nord)
l’Imum Coeli;

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Ora di apertura e chiusura dei lavori muratori

2)quello “magico occulto” del giorno diviso in 12 ore diurne e 12 not-


turne, di durata uguale, che parte dal presupposto che il Sole inizia a crescere dal
punto più basso (Nord / Imum Coeli / Nadir), cioè da quella che normalmen-
te è chiamata “mezzanotte”, per decrescere dal punto più alto (Sud / Medium
Coeli / Zenit), cioè dal normale mezzogiorno alla normale mezzanotte.

7.4 Pertanto, se applichiamo questa divisione “magico-occulta” del


giorno al Tempio, vediamo innanzi tutto che la divisione della zona di
tenebre e di luce non avviene più lungo il confine dell’asse equinoziale,
ma di quello solstiziale. Successivamente possiamo constatare come, se il
sorgere del Sole in senso magico-occulto avviene a Nord, il “mezzogior-
no magico occulto” si trovi a Est e la “mezzanotte magico occulta” a
Ovest, cioè proprio laddove siedono il Maestro Venerabile e il
1° Sorvegliante.

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Terzo campo

7.5 Nella prima figura, l’asse LUCE - TENEBRE ha fatto una semplice
rotazione di 90° in senso antiorario e, da una posizione di orizzontalità - este-
riorità, è passato alla verticalità - interiorità (e coincide con la “collocazione
interiore” del Maestro delle Cerimonie e del Grande Esperto Terribile ).

7.6 Se si sovrappongono le prime due figure, inoltre, si constata come sia


le ore di luce fisica sia quelle magico-occulte lascino sempre “scoperto” e
“illuminato” il quarto di cerchio in alto a sinistra, che risponde esattamente
ai segni del Capricorno, Acquario e Pesci.

200
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La Via Iniziatica e la Via Sacerdotale

8- LA VIA INIZIATICA E LA VIA SACERDOTALE


Allo scopo di ricordare che la Via Iniziatica è una Via Solare, Secca,
Attiva, Positiva, Razionale e Scientifica, mentre la Via Sacerdotale è una Via
Lunare, Umida, Ricettiva, Devozionale, Fideistica, conviene riassumere alcu-
ni loro caratteri essenziali raffrontandoli:
VIA INIZIATICA  VIA SACERDOTALE
Tradizionale Tradizionale
Sapienziale Sapienziale
Razionale Rivelativa
es.: MOSÈ es.: ARONNE

Poteri acquisiti Poteri conferiti

Uomo che ha sperimentato, vissuto e Stato di immanenza per una elezione


tentato di comunicare a un altro uomo, naturale da parte di un Ente.
ad altri uomini, il segreto del “perché”
c’è l’Universo, la Natura, l’Uomo.

Fatto scientifico, razionale, ripetibile, Fatto devozionale, fideistico dogma-


attraverso adeguato cammino e supe- tico, per l’affermazione dell’essere.
ramento di stadi o stati di coscienza,
per l’affermazione dell’essere.

Cambiamento di stato e Reintegra- Morte e Resurrezione.


zione

Triplicità delle energie archetipe Concetto trinitario della Divinità


conoscibili nel Quaternario affinché rispetto alla quale si è soltanto crea-
l’Uomo da creatura divenga ture.
Creatore.

201
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Terzo campo

9- DEL DOMICILIO DEI DUE LUMINARI, DEL SILENZIO,


DEL SEPARANDO E DEL DISTACCO
9.1 I domicili dei due Luminari sono mutualmente scambievoli.

9.2 Il  è il corpo.
La è l’anima.

9.3 Il  è espresso verso l’esterno, ha una dimensione orizzontale.


La è espressa verso l’interno, ha una dimensione verticale.

9.4 L’orizzontalità rappresenta “ciò che deve essere controllato”, attraver-


so la realizzazione del - SILENZIO -
Il Silenzio si traduce in - SEPARANDO - e si distingue in:
9.4.1 Primo Silenzio che si effettua sul piano fisico ed è chiamato di .
9.4.2 Secondo Silenzio che si effettua sul piano animico ed è chiamato di .
9.4.3 Terzo Silenzio che si effettua sul piano spirituale ed è chiamato di .
Conseguiti i Tre Silenzi, si sono superati i tre “stati di coscienza” par-
ticolari e si è nelle condizioni di assumerne il quarto ossia quello di .

9.5 La verticalità rappresenta “ciò che deve essere fatto”, attraverso il


- LAVORO -
9.5.1 sul piano fisico • operando sull’elemento
9.5.2 sul piano animico • operando sull’elemento
9.5.3 sul piano spirituale • operando sull’elemento
Effettuato il Lavoro sui tre piani, si raggiunge la propria
CENTRALITÀ, il che vuol dire raggiungere i Tre Punti della Massoneria e,

202
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Del domicilio dei due luminari, del silenzio, del separando e del distacco

nella coscienza cosmica, la Legge del Grande Architetto dell’Universo o


Mondo delle Cause, con la qualità di .

9.6 È solo con la qualità di , e cioè operando su questo elemento e con la


realizzazione del relativo Silenzio, che si potrà conseguire il - DISTACCO -.

203
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Terzo campo

10 - I PRECETTI MAGICI
10.1 Secondo la Tradizione vi sono quattro Precetti Magici:
• VOLERE a cui si può far corrispondere l’elemento
• POTERE a cui si può far corrispondere l’elemento
• OSARE a cui si può far corrispondere l’elemento
• TACERE a cui si può far corrispondere l’elemento

10.2 Ma alla completa esperimentazione dei primi quattro e alla loro per-
fetta conoscenza nelle loro qualità energetiche (positive - negative - equili-
branti), si aggiunge un quinto precetto:
• SCEGLIERE che è il tramite di un ulteriore passo in avanti sul
cammino iniziatico.

10.3 Lo SCEGLIERE è la Legge Binaria del Quaternario.


Nell’ambito di questo, l’Uomo ha il libero arbitrio e, attraverso
una serie continua di scelte, sceglie ciò che è nato per fare e sceglie il
Dovere al quale si è vocato.
Lo SCEGLIERE è, perciò, su un piano e su una dimensione diver-
si dall’ambito degli altri quattro Precetti, laddove è possibile la sintesi tra
determinismo e libero arbitrio o, per meglio dire, in quello stato di
coscienza in cui si diventa consapevoli del proprio destino di percorrere
la propria Via perché si “deve” scegliere di percorrerla.

10.4 In una situazione ottimale, le volontà e le possibilità devono


incontrarsi in una scelta comune che deve essere la sintesi tra Volere
e Dovere.

204
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I precetti magici

10.5 A questi precetti se ne aggiungono altri due:


• SAPERE
• AMARE

10.6 Quindi da una chiave elementale dei quattro Precetti si passa ad una
chiave planetaria dei sette Precetti.

205
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Terzo campo

11 - DELLA REALIZZAZIONE INIZIATICA


Per ottenere la realizzazione iniziatica occorre DIVENTARE quel
fenomeno che si studia, perché quel fenomeno si vive.
Occorre cioè diventare quel tipo di energia (qualità energetica) carat-
teristica della costituzione della realtà fenomenica quaternaria.
Ogni atto voluto da noi è atto magico quando, e perché, comporta la
volontà di attuare un disegno e l’operazione conseguente.
Entrare nel Mondo delle Cause con purezza, nello stato di , dopo
aver realizzato i Tre Silenzi (di , di e di ), consentirà il compimen-
to di quegli atti magici con quel distacco che assume il significato di volon-
tà di reintegrazione.
Quel segreto iniziatico che si riceve attraverso una trasmissione non
scritta è l’insegnamento tradizionale per la ricerca e la scoperta di se stessi, è
il sapere che conduce alla Gnosi percorrendo una via illuminativa nella piena
consapevolezza dei propri atti.
CHI NON SA NON PUÒ RICEVERE, NON PUÒ TRASMETTERE

Il “segreto” quando diviene VERITÀ non può venire rivelato, ma


deve essere una continua scoperta, una conquista:
• la ricostruzione dell’essere,
• il ritrovamento dell’Uomo prima della sua nascita, dopo la sua morte,
• la comprensione del “perché” si vive ora nella condizione quaternaria,
• la conoscenza della Legge Universa;
una conquista personale sorretta dall’insegnamento esoterico proprio
della via iniziatica, questo sì trasmissibile con purezza, disinteresse, umiltà,
lontananza da implicazioni di , di e di .

206
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Della realizzazione iniziatica

La trasmissione del segreto iniziatico è quindi un atto magico, è la


polvere di proiezione alchemica che trasmuta in “oro” tutto quanto tocca.
L’UOMO è quell’essere caduto dalla sua essenza Ternaria, che si tra-
smuta per guidare il “Quaternario” e ricondurre questo, divenuto Oro, dive-
nuto Sole, divenuto Fuoco, alla “causa prima” da dove è conseguito.

Il ciclo dei Campi è chiuso.


Il ciclo dei Campi di Operatività Muratoria teorica e pratica, seguito
ai quattro Seminari, si chiude qui.
Si è così arricchita e per certi versi completata la preparazione di quei
Fratelli che si sono dedicati all’approfondimento del simbolismo, delle ana-
logie e di tutto quanto è propedeutico alla realizzazione di un’operatività
individuale e di gruppo. Ad essi sono stati forniti gli strumenti per istruire
altri Fratelli e ricondurre la Via Iniziatica Muratoria al livello che le è proprio
nell’ambito dell’insegnamento tradizionale.
Questi stessi strumenti saranno validi e formativi per ciascuno se e in
quanto vengano rettamente impiegati per conoscersi e costituirsi appieno
attraverso il LAVORO instancabile.

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LE ACCADEMIE
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PRIMO QUADERNO DI
ESPERIENZE TEORICO-PRATICHE
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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

L’ACCADEMIA DI STUDI MURATORI


Perché “Accademia”?
I Seminari e i Campi, i cui Atti precedono questo Quaderno, ebbero
un duplice scopo informativo e formativo nell’ambito del filone tradizionale
della Via Iniziatica Muratoria.
La ricerca razionale e interiore stimolata da quegli incontri ha reso
possibile la realizzazione di:
• esperienze personali e di gruppo,
• speculazioni e lavori operativi sia di singoli Fratelli, sia di Loggia,
• riunioni informali di istruzione gemmate in vari Orienti.
Attraverso l’applicazione costante delle analogie, per rendere vivi e
assimilabili gli ammaestramenti del Simbolismo, abbiamo assunto il dovere
di “SCEGLIERE” per trasformare l’iniziazione virtuale in iniziazione reale.
Questo SCEGLIERE - abbiamo scritto - segue il conseguimento dei
precetti magici
VOLERE - POTERE - OSARE - TACERE
di cui anche è il presupposto.
Tesi al SAPERE e all’AMARE, ci siamo spesso domandati che fare?
Scegliendo di non “apparire”, ma di “essere”, di non fare le “torri
d’avorio”, memori della necessità di “equilibrare” i bracci della Squadra,
abbiamo sempre tenuto presente il dovere di partecipare in ogni occasione a
tutti i Fratelli le acquisizioni compiute.
A una Comunione di uomini, di Fratelli, che abbiano assunto parti-
colari “stati di coscienza”, le etichette non servono: la Luce della Intelligenza
di cui sono partecipi riverbera e si irradia in tutti gli ambiti. Ma, come comu-
nicare ciò che con il linguaggio usuale è indicibile? A questa domanda abbia-

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L’Accademia di studi muratori

mo risposto: con l’esempio, con la presenza, con la parola e con lo scritto che
svela e rivela al tempo stesso ciò che è racchiuso nel Simbolo.
L’impegno volitivo che ci anima, lungi dall’essere fine a se stesso, deve
sempre e necessariamente tradursi nel dare con prudenza ciò che la Tradizione
ha portato fino a noi.
Le finalità che ci siamo proposti sono quelle dello studio e dell’espe-
rienza a vari livelli per contribuire alla nostra e all’altrui edificazione.
Con la conservazione e l’arricchimento del nostro patrimonio tradiziona-
le, noi cooperiamo al processo evolutivo dell’Umanità: in definitiva, ci collochia-
mo al posto che ci compete nel disegno energetico della Legge quaternaria.
Da ciò scaturisce il bisogno di continuare i nostri incontri al fine di svol-
gere sempre meglio il compito dell’Istruzione e condensare il frutto della ricerca.
Dai Seminari ai Campi ai “Giardini” dell’Accademia, l’idea, evolu-
tasi, permane la stessa: agglutinarci, vivere la Fratellanza e la Comunione,
esserci punto di riferimento l’un l’altro nella Famiglia per la Libera
Universale Massoneria.
Il “Gruppo di Studi Muratori” non diventa “Accademia di Studi
Muratori” per il prestigio di un’etichetta altisonante, ma per qualcosa che
travalica le nostre personalità e il tempo della nostra esistenza, per i Fratelli
e per gli Uomini attuali e futuri, verso i quali dobbiamo espanderci con
efficacia crescente.
Sui programmi che verranno delineandosi nei limiti dell’impegno e
della volontà di ciascuno non occorre dilungarsi: oggi come ieri e come
domani, abbandonato l’individualismo del mondo profano, tenendoci in
Catena d’Unione, ci ritroviamo nei sentieri dell’Accademia, tesi alla ricerca
di una Via illuminativa.

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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

1- IL GABINETTO DI RIFLESSIONE
“...il profano non si dà a delle riflessioni, ma opera una riflessione nel
senso di un rovesciamento su se stesso con lo scopo di rinascere”.
1.1 La stanza.
È un locale angusto i cui rapporti dimensionali sono: larghezza 1,
lunghezza 2, analogamente al Tempio.
Pavimento, pareti e soffitto sono dipinti di nero opaco. Le pareti sono
decorate con simboli, motti e figure:
1.1.1 Parete EST: il simbolo dell’
, dipinto in rosso, sotto il quale figura
un Gallo con cresta, bargigli, pettorina e zampe rossi, piumaggio bianco e
nero, posato su una Banderuola con la scritta:
VIGILANZA E PERSEVERANZA
Segue, in lettere bianche, la frase:
se tu perseveri sarai purificato dagli
elementi, verrai fuori dall’abisso
delle tenebre, VEDRAI LA LUCE
Infine il simbolo dell’elemento Fuoco, in rosso.
Il Gallo rappresenta emblematicamente il Mercurio ed è visto come
l’annunciatore exoterico di quella Luce che il Recipiendario dovrà ricevere.
Il motto “Vigilanza e Perseveranza” ricorda che occorre una costante
attenzione al manifestarsi dei “colori” dell’Opera e che occorre reiterare le
varie operazioni.
1.1.2 Parete NORD: il simbolo del dipinto in blu, sotto il quale figura
uno scheletro umano, in bianco, accanto al quale vi sono:
• la scritta V.I.T.R.I.O.L.
• e i simboli alchemici del Solfo e del Sale.

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Il Gabinetto di Riflessione

Segue, in lettere bianche, la frase:


se la tua anima ha provato
spavento NON andare più oltre
Infine il simbolo dell’elemento Acqua, in blu.
Lo scheletro rappresenta l’uomo che bisogna “spogliare”.

V.I.T.R.I.O.L. (acrostico di VISITA INTERIORA TERRAE,


RECTIFICANDOQUE, INVENIES OCCULTUM LAPIDEM)
“Visita l’interno della Terra e, rettificando, troverai la Pietra Celata”.

È questa l’indicazione alchemica che allude al profondo lavoro fisico


e di ricerca interiore che l’Apprendista compirà nelle tenebre della Colonna
di Settentrione fino a far sorgere il Sole di Mezzanotte.
I simboli del Solfo e del Sale rappresentano rispettivamente lo Spirito
e la Materia organizzata con ordine e saggezza.
1.1.3 Parete OVEST: il simbolo della , dipinto in color giallo, che sor-
monta la frase:
se la curiosità ti ha condotto qui ESCI.
Nella parete è ricavata una porta apribile verso l’esterno, dotata di
uno spioncino orizzontale.
• In basso, il simbolo dell’elemento Aria, in giallo.
• La porta rappresenta la chiusura ermetica dell’Athanor.
Attraverso lo spioncino il Fratello 2° Esperto (che dovrà sempre rima-
nere fuori dalla porta del Gabinetto di Riflessione finché il Recipiendario
non sia stato ricevuto nel Tempio) sorveglia il processo di “morte” e di “rina-
scita” del Recipiendario.

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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

1.1.2 Parete SUD: il simbolo del , dipinto in verde, sotto il quale sono
raffigurate una Falce e una Clessidra, in color bianco.
Quindi, in lettere bianche, la frase:
se tieni alle distinzioni umane VATTENE
e il simbolo dell’elemento Terra, in verde.
Inoltre su questa parete è applicato uno specchio occultato da uno
sportello nero con pomolo dorato.
La Falce e la Clessidra sono emblemi di Saturno quale ordinatore rigo-
roso della Vita e della Morte.
Lo specchio, che si rivelerà al Recipiendario quando questi sarà solle-
citato dallo spirito di osservazione insito naturalmente in un uomo libero e di
buoni costumi ad aprirne lo sportello, rifletterà l’immagine rovesciata del suo
volto, nonché la parete Nord con lo scheletro. Ciò lo stimolerà alla conoscen-
za di se stesso e gli servirà da messaggio inconscio per comprendere che ogni
simbolo è il riflesso dell’Uomo come questi è il riflesso della Legge Universa.

1.2 L’arredo
L’arredo del Gabinetto di riflessione consiste in:
• un tavolino rettangolare alto 72 cm, dipinto di nero opaco, addos-
sato alla parete Sud e su cui sono:
• un teschio umano
• alcune ossa umane
• una penna d’oca
• un calamaio di cristallo di rocca con inchiostro di china nero
• un candeliere in ferro battuto alto 22 cm. su base quadrata,
con candela di cera d’api

216
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Il Gabinetto di Riflessione

• una ciotola di terracotta o di legno contenente sale


• una ciotola di terracotta o di legno contenente solfo
• una ciotola di terracotta o di legno contenente sabbia di mare
• un pezzo di pane secco
• una brocca contenente acqua di fonte
• uno sgabello anch’esso dipinto di nero opaco,
• una lanterna a olio che illuminenerà costantemente il Gabinetto di
Riflessione.
In merito ad alcuni degli oggetti posati sul tavolino, si può rilevare
quanto segue:
• la penna d’oca è del regno animale,
• l’inchiostro di china è l’emblema del regno vegetale (ed è usato per-
ché indelebile),
• il calamaio di cristallo di rocca è del regno minerale,
• la sabbia di mare ci ricorda “il Mondo creato dalle Acque”; inoltre
fra tutte le terre, la sabbia di mare è sterile.
Infine è opportuno riportare dal Gedalge quanto questo Autore scrive.
Il Gabinetto di Riflessione è l’immagine dell’uovo nel quale il germe
si sviluppa e, conseguentemente:
• il pane e l’acqua sono gli emblemi della semplicità che dovrà reg-
gere la vita del futuro Iniziato; infine il pane è fatto di frumento il cui sim-
bolismo è intimamente legato a quello di Isis e di Demetra e che in nume-
rose Religioni ha rappresentato e rappresenta ancora la Carne stessa del Dio
sacrificato.
• il pane e l’acqua simbolizzano il cibo del Corpo e dello Spirito: il
materiale e lo spirituale, necessari all’uomo.

217
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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

Schema prospettico del Gabinetto di Riflessione visto dall’alto

EST
NORD

SUD

OVEST

218
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Il Gabinetto di Riflessione

Parete Est

219
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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

Parete Nord

220
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Il Gabinetto di Riflessione

Parete Ovest (con porticina di ingresso apribile verso l’esterno)

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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

Parete Sud

222
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Il Gabinetto di Riflessione

1.3 Modalità Rituali.


1.3.1 Il Maestro delle Cerimonie accende un candelino (protetto) dal
Testimonio in Loggia, lo consegna al Grande Esperto Terribile il quale entra
nel Gabinetto di Riflessione e accende la candela posta sul tavolino; poi spe-
gne il candelino con pollice e indice della mano sinistra umettati di saliva.
1.3.2 Il Maestro delle Cerimonie consegna al Grande Esperto Terribile una
ciotola di terracotta con carboncino acceso sul quale bruciano le resine pre-
parate dal Maestro Venerabile (incenso con una piccola quantità di storace),
che pone sul pavimento.
1.3.3 Il Grande Esperto Terribile predispone sul tavolino il foglio per il
Testamento del Recipiendario.
A proposito delle tre domande, dato che devono fornire il pensiero
filosofico del Recipiendario, sarebbe opportuno che fossero:
1- Che cosa l’Uomo deve a Dio?
2- Che cosa l’Uomo deve a se stesso?
3- Che cosa l’Uomo deve agli altri?
così come erano poste nel passato. Ma ancora più utilmente sarebbero
queste:
1- Da dove veniamo?
2- Chi siamo?
3- Dove andiamo?
nelle quali possiamo ritrovare il Ternario: Passato - Presente - Futuro.
1.3.4 Il Grande Esperto Terribile, come prescritto dal Rituale, introduce
il Recipiendario nel Gabinetto di Riflessione perché stenda il suo “testa-
mento”, cioè si appresti a morire nella vita di relazione e si prepari a nasce-
re alla vita iniziatica.

223
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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

L’ingresso, la sosta e l’uscita del Recipiendario dal Gabinetto di


Riflessione corrisponde al Primo Viaggio dell’Iniziando attraverso gli
Elementi perché proprio nel primo viaggio riconosca l’Elemento .
Pertanto il Gabinetto di Riflessione rappresenta il “suicidio metafisi-
co del profano”.
1.3.5 Il Grande Esperto Terribile “spoglia” dei metalli il Recipiendario, suc-
cessivamente “raccoglie” il suo testamento e infine lo preparerà come pre-
scritto dal Rituale per introdurlo nel Tempio.

1.4. Ulteriori considerazioni.


Si riporta dal Boucher (La Symbolique Maçonnique, pag. 30):
«Rapportato all’Ermetismo, il Gabinetto di Riflessione rappresenta la Prima
Fase della Grande Opera, ossia la “PUTREFAZIONE” realizzata non soltan-
to nell’Uovo filosofico creato artificialmente dall’uomo, ma dalla Natura
operante, nel guscio della crisalide addormentata, la “lyse”(1) da dove uscirà la
farfalla meravigliosa».

(1) da “lusis”: cambiamento di stato.


224
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Ora di apertura e chiusura dei lavori muratori

2- ORA DI APERTURA E CHIUSURA DEI LAVORI MURATORI:


Ulteriore speculazione.
2.1 Nel far seguito a quanto illustrato nel par. 7, III Campo sull’ora di
apertura e chiusura dei lavori muratori, si fa notare che, contrariamente alle
convenzioni moderne occidentali, per la Tradizione ebraica il giorno comin-
cia al tramonto del Sole. Poiché ciò implica un capovolgimento del quotidia-
no alternarsi delle ore di luce e di tenebra, vediamo come risulta applicata al
Tempio questa suddivisione

Il giorno e le ore di “luce” cominciano a Ovest, in , e terminano a


Est, in .
Il “mezzogiorno” cade a Nord, o Nadir, cioè in , coincidendo con
la mezzanotte fisica.
La “mezzanotte” cade a Sud, o Zenit, cioè in , coincidendo con il
mezzogiorno fisico. Gesù, pertanto, che nasce alla mezzanotte ebraica, nasce
in realtà a mezzogiorno al momento culminante di quella che possiamo defi-
nire una “tenebra luminosa”.

225
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Primo quaderno di esperienze teorico-pratiche

L’asse equinoziale rimane sempre il divisorio tra la Luce e le Tenebre,


ma queste sono rappresentate dalla luce fisica.
Il sorgere del Sole che avviene in , cioè in (anziché nel di

) e l’inizio dell’anno ebraico che coincide col novilunio di  ci richiama-
no all’analogia dell’Intelligenza ternaria plasmatrice dell’Universo.

2.2 Richiamando ora il concetto “magico - occulto” del giorno diviso in dodi-
ci ore diurne e dodici notturne di durata uguale (cfr. III Campo, 7.3.2) affrontia-
mo la divisione “magico - occulta” ebraica del giorno applicata al Tempio:

Il giorno e le ore di “luce” cominciano a Sud, allo Zenit, cioè in  e


terminano a Nord, o Nadir, cioè in .
Il “mezzogiorno” cade a Ovest, in  .
La “mezzanotte” cade a Est, cioè in
.
L’asse solstiziale, non quello equinoziale, divide il Tempio in Luce e
Tenebre, e queste vanno da Nadir (Imum Coeli) a Est (Ascendente, sorgere
del Sole fisico) fino allo Zenit (Medium Coeli).

226
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Ora di apertura e chiusura dei lavori muratori

2.3 Le implicazioni che queste due ulteriori collocazioni del Mezzogiorno


e della Mezzanotte, intese come ore di apertura e chiusura dei lavori murato-
ri sono lasciate alla speculazione dei Fratelli, con l’invito a studiare per
mezzo di questa quadruplice chiave anche le ore di apertura e chiusura dei
lavori nei Gradi Rituali di appartenenza.

2.4 È opportuno rilevare infine che sovrapponendo la seconda figura alla


prima abbiamo questa risultante:

A un quarto di cerchio “luminoso” corrispondente ai segni  fa


riscontro un quarto di cerchio di “doppia tenebra luminosa” corrispondente
ai segni  .

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SECONDO QUADERNO DI
ESPERIENZE TEORICO-PRATICHE
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

1- LA MAGIA
1.1 Che cosa s’intende per “Magia”?
1.1.1 La Magia è un mezzo (il mezzo) di disporre delle energie esistenti nel-
l’ordine universale.
1.1.2 Deve affrontare, perché sono già create, le condizioni generali nelle
quali queste energie “si muovono”.
1.1.3 Le forze che agiscono nell’universo intero, sotto molteplici forme di
energia e sotto diverse maniere, sono regolate da Leggi.
1.1.4 La conoscenza delle Leggi che regolano una qualunque forma di ener-
gia è assolutamente indispensabile per trasformare tutta la forza in operazio-
ne.
1.1.5 La Magia ha le sue Leggi, le sue osservazioni, le sue regole pratiche.
1.1.6 Poiché la Magia ha per scopo di utilizzare delle forme di energia e
finalmente di disporne, è necessario dunque che essa implichi la conoscenza
delle Leggi che le condizionano.
Ciò suppone che, come nelle scienze applicate, abbiamo in Magia:
• degli Adepti che hanno ricercato, studiato e messo a punto le Leggi;
• degli Adepti che le hanno insegnate e criticate, vagliate e approfon-
dite e, infine, corrette;
• degli Adepti che, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti e
tenendo conto delle correzioni proposte, hanno pensato ad applicare le Leggi
e hanno inventato anzitutto dei metodi oltre che delle maniere di applicazio-
ne (per es.: i cerimoniali);
• degli Adepti che, seguendo i metodi di applicazione, sono pas-
sati alla pratica e, finalmente, hanno potuto codificare un certo numero
di regole.

230
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La Magia

1.2 Il Sistema Energetico.


Al fine di conoscere le Leggi, tradizionalmente si indicano le Energie
Archetipe con lo schema illustrato di seguito:

ENERGIA ENERGIA ENERGIA


PRIMA CREATRICE DIRETTRICE

che sono “a priori” dello Spazio e del Tempo


e alle quali sono correlate le:

ENERGIE ENERGIE ENERGIE FISICHE


COSMICHE BIOLOGICHE ENERGIE CHIMICHE

che invece sono pertinenti al Quaternario, o Mondo Manifestato.

1.3 La conoscenza degli Elementi, dei Precetti magici (cfr. III Campo) e
delle Leggi Universe nella Via Iniziatica Muratoria e nella Magia
tradizionale. 1.3.1 Le realizzazioni cui l’Uomo è abilitato possono essere
esemplificate secondo lo schema illustrato nella pagina seguente:

231
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

232
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La Magia

• Sull’asse orizzontale sono collocabili tutti gli uomini che, per


diventare Iniziati, Maghi, devono conoscere i quattro Elementi.
• Sempre sull’asse orizzontale o degli Elementi, che rappresenta il
punto di partenza, l’inizio di ogni ricerca esistenziale e spirituale, ma
essenzialmente al centro dei due assi (orizzontale e spirituale) è segnato il
simbolo ✡, che è l’Iniziato, il Mago, l’Uomo, dotato dei cinque sensi che gli
consentono di conoscere e sperimentare se stesso e la Legge Quaternaria in
cui è “caduto”.
1.3.2 All’uomo “libero e di buoni costumi” che desidera con tutta la sua volon-
tà di elevarsi da una condizione di animalità più o meno sociale a quella di uma-
nità spiritualizzata tendente a uno stato di comunione con gli altri uomini e di
beatitudine nell’armonico Tutto, all’uomo, quindi, che è animato dal
VOLERE ( )
le scuole iniziatiche e, in particolare, la Massoneria offrono gli strumenti
adatti alla propria realizzazione.
• L’Istituzione Muratoria dà al bussante divenuto Apprendista l’op-
portunità di realizzare il
POTERE ( )
che è il secondo precetto magico, principalmente e analogicamente ponen-
dogli in mano un martello di ferro () con cui dare tre colpi sulla Pietra
grezza, cioè su se stesso.
• Le tre scintille che scaturiscono dai tre colpi possono essere viste
come la triplice acquisizione del VOLERE, che è il e quindi del fisi-
co di
, di quello animico di  e di quello spirituale di 
• Con questi tre colpi inizia altresì il lavoro lunghissimo di sgrossa-
tura della propria Pietra, (figg. 1 e 2) che andrà poi levigata e resa perfetta-

233
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

mente cubica (fig. 3), fino a trovarne il centro, o punto geodetico o nucleo
aureo, da proiettare al vertice della propria Pietra cubica a punta (fig. 4).

FIG. 1 FIG. 2

FIG. 3 FIG. 4
• Il nucleo aureo che è presente ovunque nella Materia, cioè nei tre
Mondi, minerale, vegetale e animale, è analogicamente correlato al Punto
inconoscibile da cui è originato il “contenuto”.
• L’Apprendista Massone che non si limiti a un’adesione formale e
intellettuale deve naturalmente
OSARE ( )
di darsi i “tre colpi” e deve “farsi male” fino a “urlare” per ogni scheggia di
Pietra che riesce a “separare”. Ma deve provare di nuovo con sempre maggio-
re consapevolezza e con più profondo “silenzio”, fino a realizzare il
TACERE ( )
preludio al sereno e gioioso “distacco”.

234
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La Magia

1.3.3 È solo con la pienezza del TACERE che si può cominciare ad agire per sé,
ma soprattutto per gli altri, nell’ambito della Magia Elementale. Ed è qui che comin-
cia l’Ascesi, simbolicamente legata al “deserto” con le relative “tentazioni” e alle “qua-
rantene” (40 è uguale a 4 per 10) di preparazione, purgazione e purificazione.
Nel deserto dei sensi, dei sentimenti e dell’intelletto, se non si è più ani-
mati dai “vizi”, già trasmutati tutti in “virtù”, ma soprattutto se si è scevri
dall’Orgoglio () divenuto “Fede”, s’impone lo
SCEGLIERE
analogicamente legato alla lettera madre e all’ come Elemento Archetipo.
1.3.4 Superati i valori moralistici, la scelta non verte più sul concetto di Bene e
di Male, ma implica ulteriori passi sull’asse verticale attraverso la decisione di
conoscere il + o il -, Dio o il suo riflesso e, quindi, operare nell’ambito della
Teurgia (Magia Bianca) o della Demonurgia (Magia Nera). In tutti e due i casi,
lo sforzo è uguale, benché di segno opposto: occorre che l’Operatore effettui altre
purgazioni e purificazioni (di diversa natura). Ma chi “non conosce” non può sce-
gliere e sorge pertanto l’imperativo del
SAPERE
analogicamente legato alla lettera madre e all’ come Elemento Archetipo.
1.3.5 Le realizzazioni nell’una o nell’altra polarità non sono raggiungibili, tut-
tavia, se, nell’ambito della Legge Binaria, non si conoscono le due Energie al
punto di amarle.
Il settimo precetto magico, in qualsiasi direzione venga emanato, com-
porta dunque l’
AMARE
analogicamente legato alla lettera madre e al come Elemento Archetipo.
Per conoscere Dio, insomma, non si deve odiare Lucifero.

235
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

2- I METALLI, I VIZI E LE VIRTÙ


2.1 La locuzione “lasciare i Metalli fuori del Tempio” è comunemente
intesa nel senso di procedere all’abbandono delle preoccupazioni e delle ansie
del mondo profano.
Ma, quando il Tempio Muratorio diviene Officina di trasmutazione,
i Metalli rappresentano le nostre qualità planetarie, secondo le seguenti cor-
rispondenze analogiche:
 PIOMBO
 STAGNO
 RAME
 FERRO
 MERCURIO
ARGENTO
 ORO
Questi Metalli, dal piano quaternario, “greve” vanno trasmutati e
portati sul piano spirituale.
In Natura, cioè in ciascuno di noi, i Metalli si trovano sia con polari-
tà negativa sia positiva. L’“Opera” da compiere consiste nel far assumere a
tutti i Metalli la polarità positiva e nel far diventare la “amalgama” ricavata
nell’Athanor “Oro metafisico”.
È nell’Officina che gli Operai lavorano trasformando l’ora solare
fisica in Mezzogiorno e Mezzanotte. Come Tubalcain lavorava nella fuci-
na di Vulcano a fabbricare i fulmini per Giove - quindi per il suo 
- allo
scopo di lanciarli contro gli uomini - e quindi anche contro se stesso - così il
Fratello Massone, l’Iniziato, lavora nell’Officina a riconoscere i Metalli di
polarità negativa, o “Vizi”, per trasmutarli in polarità positiva, o “Virtù”. Ope-

236
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I metalli, i vizi e le virtù

era così la trasformazione dell’essere da quel che è in quel che deve


diventare.
Per l’analogia planetaria sopra richiamata, possiamo ora comporre il
seguente schema:

PIANETI METALLI VIZI(-) VIRTÙ (+)


 PIOMBO AVARIZIA PRUDENZA
 STAGNO GOLA TEMPERANZA
 RAME LUSSURIA GIUSTIZIA
 FERRO IRA SPERANZA
 MERCURIO INVIDIA CARITÀ
ARGENTO PIGRIZIA FORZA
 ORO ORGOGLIO FEDE

2.2 Per ulteriori speculazioni sui Vizi e sulle Virtù, nell’accezione non
tanto moralistica ma attinente a chi intraprende una Via Iniziatica, si indica
il volume L’Alchimie Spirituelle di Robert Ambelain nei capitoli riguardan-
ti questi argomenti.

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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

3- LA MENORAH O CANDELABRO A SETTE BRACCI


La Menorah, oggetto rituale di cui la Massoneria è debitrice alla
Tradizione ebraica e cabalistica, è costituita da 3 parti:
• Base: che è il piedistallo formato da 3 gradini ottagonali, analogi-
camente legati ai “Tre Corpi”, fisico, animico e spirituale e ai “Tre Mondi”
inferiori della Cabalah, cioè Briah, Yetzirah e Asiah, rispettivamente correla-
ti alle Leggi Binaria, Ternaria e Quaternaria;
• Tronco: che si eleva verticalmente lungo l’asse che passa per il cen-
tro della Base; rappresenta il Fuoco Centrale e su esso si collocano i Tre
Elementi Archetipi , , ;
• Bracci: che sono costituiti da 3 semicerchi, ruotanti sul Tronco, e
formanti 6 Bracci.
Sull’asse orizzontale, cioè sui 6 bracci e sulla sommità del Tronco si
collocano le “Sette Lampade”, alimentate con olio d’olivo, che, come vedre-
mo nelle tavole di corrispondenze delle pagine seguenti, sono analogicamen-
te legate ai Giorni della Creazione, ai Pianeti, ai Metalli, ecc.
Sulla Lampada del Tronco, che possiamo identificare anche come
“Punto di Origine”, collochiamo una punta del Compasso per tracciare i
semicerchi ogni volta più ampi dei Bracci; e da lì tracciamo pure i “raggi” che
dividono i semicerchi secondo vari canoni con le relative attribuzioni.

238
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La Menorah o candelabro a sette bracci

La MENORAH rituale

1,618

1
0,88
1
0,88

239
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

La “COSTRUZIONE” della Menorah

1 - Il mondo reale e irreale. 2 - La divisione del mondo.

3 - La perdita della irrealtà. 4 - La perdita della realtà.

5 - La realtà retta dal


(asse centrale) 6 - La realtà retta dal

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La Menorah o candelabro a sette bracci

La rappresentazione fisica e quella metafisica della Menorah

241
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

La Menorah poggia su tre basi ottagonali

242
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La Menorah o candelabro a sette bracci

L’asse della Menorah è il centrale da cui si dipartono i bracci

1- Gli Elementi

2- Il tetragramma

3- La collocazione delle tre lettere Madri

243
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

La Menorah in rapporto all'Alfabeto Ebraico


(secondo il SEPHER YETZIRAH o Libro della Formazione).

1. Le tre Lettere Madri,


le sette Lettere Doppie,
le dodici Lettere Semplici.

2. Il Valore numerico delle Lettere

244
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La Menorah o candelabro a sette bracci

La Menorah in rapporto ai Pianeti e ai Segni Zodiacali

segni Cardinali segni Fissi segni Mutevoli

245
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

La Menorah in rapporto a:

1. I Metalli

2. I Vizi e le Virtù

246
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La Menorah o candelabro a sette bracci

La Menorah in rapporto ad alcune corrispondenze energetiche

1. Le quattro energie elementali

2. Le Sette energie Arcangeliche

247
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Secondo quaderno di esperienze teorico-pratiche

L’accensione della Menorah avviene:

1. Secondo la sequenza corrispondente ai Giorni della Creazione

1° Giorno: Yom RISHON


2° Giorno: Yom SHENI
3° Giorno: Yom SHLISHI
4° Giorno: Yom REVII
5° Giorno: Yom HAMISHI
6° Giorno: Yom SHISHI
7° Giorno: SHABAT

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La Menorah o candelabro a sette bracci

Il ciclo delle Accademie è chiuso


Dopo i quattro Seminari, i tre Campi e le due Accademie siamo giun-
ti a quel traguardo oggi compatibile con le acquisizioni che i Fratelli, con i
quali siamo stati insieme dal 1971, hanno dimostrato di aver conseguito.
Materia di studio per un ulteriore approfondimento ve n’è in
abbondanza.
Qualcuno dei partecipanti potrà ritenersi soddisfatto appieno, qual-
che altro riterrà di non poter procedere più oltre. Ambedue questi atteggia-
menti sono sbagliati perché la ricerca deve continuare sia a titolo individua-
le sia in gruppo.
Se il lavoro sarà portato avanti sulla strada indicata ci si accorgerà del-
l’urgenza di “conoscere”, dopo aver saputo. Ci si renderà conto di quanto
potrà essere utile un luogo proprio di studio e di meditazione, sia questo un
locale nella propria casa o un àndito in una casa più vasta ove ritrovarci. Stare
soli con sé stessi quindi, nelle occasioni propizie e indicate, ritornare con gli
altri e raccogliere insieme il frutto dell’Opera svolta, in Agape fraterna.
Le Accademie, così come le abbiamo intese, sono chiuse.
Chi ha dato sarà sempre disposto a dare: aprirà la porta a chi bussa
perché il bussante gli recherà il dono del lavoro svolto, del livello raggiunto,
della crescita dell’Opera.

249
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3 2 1 7 6 5 4
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LA MENORAH
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La Menorah

LA MENORAH

1,618

1
0,88
1
0,88

Parlare della Menorah o candelabro a sette bracci, che la Massoneria


conserva come meraviglioso oggetto ricevuto sul Monte Sinai e trasmesso da
generazioni dopo il Patto attraverso il filone ebraico della Tradizione, sareb-
be cosa non certo da potersi esaurire in poche pagine, per la complessità del
suo supporto esoterico che esso suggerisce alla mente aperta alla intuizione
luminosa e non certo al fantasioso esercizio dell’immaginazione.
Interpretazioni sul suo significato o messaggio simbolico non ve ne
sono nel senso profondo e metafisico. I diversi autori, le disparate fonti dei

252
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La Menorah

manoscritti, dei testi, dei dizionari si fermano soltanto alla allegoria, all’em-
blema o tutt’al più al senso generale di oggetto portatore di Luce.
Il suo simbolismo religioso si appoggia sul suo simbolismo
cosmico. Secondo Filone, la Menorah è l’imitazione terrestre della sfera
celeste archetipa. Nella sua Vita di Mosè 2,102,103, la Menorah rappre-
senta il cielo al centro del quale brilla il Sole con i suoi pianeti e l’altro
luminare, la Luna.
Simbolo di Luce spirituale, di Semente di vita e di salute è equi-
valente all’albero della Luce dei Babilonesi. Rappresenta il mandorlo, ossia
la Noce d'Oro che ritroviamo in molte civiltà. Anche Zaccaria vede,
accanto al candelabro, due alberi d’olivo che forniscono d’olio le sette
lampade come fossero gli occhi di Dio abbraccianti la Terra, come Logos,
luce del mondo.
Solo la Tradizione orale può trasmettere le intuizioni folgoranti
che i Maestri (gli Eletti, scelti tra i Chiamati) hanno ricevuto dalla
Energia Prima o, per restare nei nostri termini massonici, dal Grande
Architetto dell’Universo, per trasmetterla a loro volta ai discepoli, agli
Apprendisti dell’Arte Reale.
Ora, rileggendo insieme l’Esodo XXV, 31, 40: «Farai un candelabro
di oro puro; il candelabro, il suo piede e il suo fusto saranno lavorati al
martello, i suoi calici, i suoi boccioli e i suoi fiori saranno tutti d’un pezzo
con esso. Sei bracci usciranno dai suoi lati, tre bracci del candelabro da un
lato e tre bracci del candelabro dal secondo lato. Tre calici in forma di fior
di mandorlo sopra un braccio, con bocciolo e fiore. Così per i sei bracci
uscenti dal candelabro. Nel candelabro ci saranno quattro calici in forma
di fior di mandorlo con i loro boccioli e i loro fiori: un bocciolo sotto due

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La Menorah

bracci che escono da esso, un bocciolo sotto due altri bracci che escono da esso
così per i sei bracci uscenti dal candelabro. I suoi boccioli e i suoi bracci
saranno tutti d’un pezzo con esso, il tutto d’un solo pezzo di oro puro lavo-
rato al martello. Farai anche le sue lampade in numero di sette. Si mette-
ranno le lampade in alto, in modo ch’esso faccia luce sul davanti. I suoi
smoccolatori e i suoi piattelli saranno di oro puro. Di un talento di oro puro
lo si farà, esso e tutti questi utensili. Guarda ed esegui secondo il modello che ti è
stato mostrato sul monte». Per la costruzione della Menorah, la sua
rappresentazione fisica e metafisica, il rapporto con i pianeti, i segni
zodiacali, i sette metalli, i sette vizi, le sette virtù e la sua sequenza di
accensione, vedi par. 3, “Secondo quaderno di esperienze teorico-prati-
che di operatività muratoria”.
Quale modello o quali modelli ha visto Mosè? Giacché ogni cosa,
ogni realtà, ogni mondo, prima di essere è stato pensato, viene sponta-neo
porsi la domanda: «Come è stato pensato il modello?»
L’Uomo, il Massone soprattutto, che ricerca Dio dentro e non
fuori di lui, deve porsi la domanda. E trovarne risposta è gioia dell’intel-
letto, aiutando così lo spirito ad ascendere gli spazi che ci separano dalla
nostra condizione umana per ritrovare quell’espansione energetica-
androginica o equilibrante che chiamerei, senza esitazione, angelica o,
sempre rimanendo nei nostri termini, la raggiunta Maestria Muratoria.
Può essere che il modello visto o scelto da Mosè e portato agli
orafi perché lo costruissero con 48 chilogrammi (un talento) d’oro puro
e lo forgiassero con martelli e mani purissime, fosse proprio quello
descritto in Esodo XXV, 31-40, ma non ne abbiamo testimonianza.
L’unica è quella scolpita sull’Arco di Tito dove si notano già le trasfor-

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La Menorah

mazioni e le stilizzazioni avvenute posteriormente e altre che possiamo


ritrovare nella vastissima iconografia degli oggetti cultuali ebraici tra i
quali, appunto, le diverse forme della Menorah.
Propongo, all’attenzione dei Fratelli il modello evidentemente
approvato dalle Autorità rabbiniche competenti, che appare ai primi
dell’Ottocento e che è diffuso, generalmente, nelle Comunità e fami-
glie europee.
La Menorah è costituita da 3 parti:
Base: Il piedistallo formato da 3 gradini ottagonali, analogica-
mente legati ai Tre Corpi, fisico, animico e spirituale e ai Tre Mondi infe-
riori della Cabalah, ovverosia Briah, Yetzirah e Asiah, rispettivamente
correlati alle Leggi Binaria, Ternaria, Quaternaria.
Tronco: Si eleva verticalmente lungo l’asse che passa per il centro
della base; rappresenta il Fuoco Centrale e su di esso si collocano i Tre
Elementi Archetipi: Aria, Acqua, Fuoco.
Bracci: Sono costituiti da 3 semicerchi, ruotanti sul tronco, e for-
manti 6 bracci.
Sull’asse orizzontale, cioè sui 6 bracci e sulla sommità del tronco
si collocano le Sette Lampade, alimentate con olio d’olivo che, come si
può vedere nelle tavole di corrispondenza, sono analogicamente legate ai
Giorni della Creazione, ai pianeti, ai metalli, e così via.
Sulla Lampada del Tronco - che possiamo identificare anche come
Punto di Origine - collochiamo una punta del compasso per tracciare i
semicerchi ogni volta più ampi dei bracci, e da lì tracciamo pure i raggi
che dividono i semicerchi secondo vari canoni con le relative attribuzio-
ni.

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Lo scopo per il quale noi Massoni ci riuniamo nel nostro Tempio


per renderlo operativo trasformandolo in Officina durante il tempo sacro
trascorso da mezzogiorno a mezzanotte è quello di edificare templi alla
Virtù e scavare oscure e profonde prigioni al Vizio e lavorare al bene e al
progresso dell’Umanità. Questa domanda che il Maestro Venerabile
rivolge al Primo Sorvegliante, dopo avergli chiesto, tra l’altro, l’ora di
apertura dei lavori e la sua età muratoria (per conseguire più proficua-
mente lo scopo) ha bisogno di una corretta correlazione simbolica,
prima di applicare sul nostro meraviglioso candelabro o Menorah, le
ulteriori analogie che desidero sottoporre alla vostra mente attenta e
permeata di Sapienza.
In primo luogo Virtù e Silenzio sono soggetti anche loro (come
ogni cosa in questo Universo) alla Legge Binaria (della prima lettera h,
per intenderci, del Tetragramma e quindi a Olam Briah o mondo della
Creazione). È la stessa Corrente cosmica che, percorrendo i Tre Regni
della Natura, ne infonde a ciascuno le manifestazioni corrispondenti.
Nell’uomo, sottoposto e prigioniero anche lui della Legge Quaternaria,
si manifestano e si realizzano azioni, reazioni, risultati, realtà, durante e
dopo che la corrente si sia manifestata attraverso il filtro del nostro esse-
re cosciente determinandone così le scelte, una delle quali è, appunto, di
elevarne la parte positiva o Virtù, imprigionandone, di conseguenza,
quella negativa o Vizio.
In secondo luogo, l’elevare e imprigionare Virtù e Vizi non signi-
fica staccarsene completamente, poiché, essendo anche noi uomini, un
risultato della Manifestazione Quaternaria, non possiamo uscirne. In
altri termini: in un Santo o Kadosh vi è sempre un peccatore e, vicever-

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sa, in un peccatore vi è sempre un Santo o Kadosh. L’uomo, insomma,


perfettibile e non perfetto, in questa meravigliosa ipotesi di completo
distacco, non sarebbe più uomo.
È semplice, allora, collocare queste Virtù e questi Vizi sulla
nostra Menorah. Dopo la collocazione dei Metalli con la loro corrispon-
denza planetaria, la lettura si rende ancora più semplice se si tiene conto
della divisione Binaria del Candelabro. Alla parte inferiore si dà il valo-
re di prigione; a quella superiore quella di Tempio. Corpo e anima -
intelletto e spirito, per intenderci.
Per il gioco mnemonico delle analogie è utile, trattando dei
metalli, collocare anche questi sulla nostra Menorah. La Tradizione ne
ha trasmessa la giusta analogia, assegnando ad ognuno la rispettiva cor-
rispondenza planetaria.
Al centro della Menorah troviamo il piombo, ossia Saturno, ossia
l’Uomo, che dovrà trasformarlo in oro puro, così come, in termini
muratori, la pietra grezza dovrà essere trasformata in pietra cubica.
Con questi supporti - e attraverso le tecniche muratorie indicate
nei nostri rituali, purché si sappiano leggere, interpretarli e viverli ren-
dendoli così operativi - potremo riuscire a far brillare le sette lampade
interiori di una sola vivida luce di Virtù. Allora, e solo allora, saremo
veramente utili per il Bene e il Progresso dell’Umanità.
Così risposi ad un Fratello che mi chiedeva perché soltanto in
Grado di Maestro si può accendere la Menorah e non in Grado di
Apprendista e di Compagno: Perché è solamente il vero Maestro Massone
che, avendo appunto raggiunto lo scopo per il quale ci riuniamo, può accen-
dere le sette lampade per illuminare il Tempio.

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Tra le precise, numerose, modalità per l’accensione rituale della


Menorah, ne indico solo una: quella dei giorni della Creazione per giun-
gere al riposo dopo l’Opera compiuta, cioè al Shabath.
Come si può vedere dallo schema proposto, si accende prima la
lampada del Sole, pronunciando sottovoce: Yom Rishon (primo giorno)
e sentendo interiormente il comando trasmutatorio affinché l’orgoglio si
tramuti in umiltà; poi la lampada della Luna, pronunciando sottovoce:
Yom Sheni (secondo giorno) perché la forza faccia scomparire la pigrizia;
indi si accende la lampada di Marte: Yom Shilishi (terzo giorno), perché
la speranza dia il posto all’ira; poi la lampada di Mercurio: Yom Revii
(quarto giorno), perché l’invidia si trasformi in carità; successivamente
la lampada di Giove: Yom Hamishi (quinto giorno), affinché la gola
diventi temperanza; successivamente la lampada di Venere: Yom Shishi
(sesto giorno), perché la lussuria si tramuti in giustizia; infine la lampa-
da centrale o di Saturno, pronunciando a voce più alta: Shabath (setti-
mo giorno o Giorno del Riposo), perché la prudenza prevalga sull’ava-
rizia.
Rimane evidente che tutte le indicazioni e le analogie proposte
nelle precedenti tavole di corrispondenza hanno un fondamento analo-
gico corretto. Ulteriori speculazioni e collocazioni analogiche mi augu-
ro che i Fratelli le possano trovare “lavorando” al Bene e al Progresso
dell’Umanità e trasmetterle all’ulteriore indagine dei Fratelli in modo
che il Simbolo sia sempre più “svelato” agli iniziati, ossia ai Liberi
Muratori, perché possa indicarne la Verità occulta “gelosamente” tra-
smessa alla mente dell’Uomo dalla Forza Prima o Grande Architetto
dell’Universo.

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Consideriamo adesso l’accensione della Menorah, secondo la


sequenza corrispondente ai quadrati planetari (Arcangelici). Partendo
dal quadrato di terra (10) che è l’Uomo nella sua dimensione quaterna-
ria, la prima lampada da accendere è quella del suo mondo sublunare (1)
per accedere alla mente (2) e conoscere la forza generatrice (3), per dive-
nire cosciente (4) e volere (5) con giustizia (6) e rigore (7). Allora, consta-
tando sicuramente gli effetti delle forze agenti con la loro duplice pola-
rità, il mondo delle Cause può essere, per lo meno, intuito per poter rea-
lizzare la costruzione dei luminosi Templi alle Virtù e delle oscure
Prigioni al Vizio. La Menorah accesa in Camera di Mezzo può, meglio di
ogni altro simbolo e solo come supporto, aiutarci a raggiungere lo scopo
per il quale, noi Massoni, ci riuniamo.
Molti di noi, se non tutti, sanno che i quadrati planetari che
Enrico Cornelio Agrippa ha tramandato (o inventato!) nella sua
“Filosofia Occulta” non sono altro che palindromi (Tavole da disegno)
racchiudenti le chiavi per l’esatta utilizzazione dell’energia cosmica in
essi rappresentata. Egli non ne dà certamente la spiegazione tecnica ed
operativa per salvaguardarne l’uso, eventualmente negativo, che può
derivarne, indicandone l’esatta proiezione. Essa va cercata dentro di noi
e, trovata, utilizzata a beneficio dell’Ordine e di tutta l’Umanità.
S’intende sempre alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo.
Nella Tavola da disegno del quadrato di Sole, dopo aver equili-
brato energicamente le 36 caselle (i decani) che compongono il quadra-
to stesso, ci si accorgerà che la somma numerica totale risulterà essere il
numero apocalittico della Bestia, ossia il 666. Su di esso è stato iscritto
(sigillato) il paradigma di Michaël, Arcangelo o Forza antropomorfica

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del Sole. E così via. Abbiamo detto che la Menorah deve avere i tre brac-
ci snodabili, ossia che possano ruotare su se stessi di 360°. Va ricordato
che, durante la lunga vita nomade del popolo ebraico, essa serviva da
lunario e da calendario perpetuo. In esso, con le avvedute modalità, si
possono leggere i giorni, le settimane, i mesi, le stagioni, gli anni, i sette
anni ciclici, l’anno giubilare, e così via, così come le fasi della Luna.
Questa modalità sarà utile anche a noi Massoni per stabilire le
corrette analogie con i nostri lavori, le iniziazioni, i passaggi di Grado,
i pagamenti agli operai per mandarli via contenti e soddisfatti. Ma se ci
si limitasse a seguire sul nostro meraviglioso candelabro le sole fasi
della Luna senza il loro significato esoterico, verremmo meno alla
nostra ricerca. Porremo dunque sulle 7 lampade le lettere che compon-
gono il Tetragramma che, nel Delta sacro, è sospeso sul capo del
Maestro Venerabile.

PERMUTAZIONE DEL TETRAGRAMMA

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ROTAZIONE DEI BRACCI DELLA MENORAH


PER LE LUNAZIONI

Novilunio

Primo quarto

La rotazione tellurica:
1° braccio novilunio
solstizio inverno
2° braccio 1° quarto Ultimo quarto
equinozio primavera
3° braccio plenilunio
solstizio estate Plenilunio
4° braccio ultimo quarto
equinozio autunno

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La Menorah

Dalla Bibbia (Zaccaria III, 9-10 e IV, 1-12): E l’inviato divino che parlava con me
ritornò, mi svegliò come uno che si desta dal suo sonno. E mi disse: Che cosa vedi tu?
Ed io risposi: ho visto, ed ecco, un candelabro tutto d’oro con una sfera sulla cima, e
sopra questa sette suoi lumi, e sette canali, uno per ciascuno dei lumi che vi sono sopra,
e presso di essa due ulivi, uno a destra e uno a sinistra della sfera. Ed io dissi all’invia-
to divino che parlava con me: Che cosa sono questi, o mio signore? E l’inviato divino
che parlava con me, mi disse: Non sai che cosa sono essi? Ed io risposi: No, mio signo-
re. Ed egli mi disse: Questo è quello che dice il Signore a Zorobabele. Non con la pro-
dezza e non con la forza, ma con il Mio spirito, dice il Signore Tsevaoth. Chi sei tu,
grande monte, davanti a Zorobabele? Diventerai pianura. Egli farà uscire la pietra
fondamentale e si udranno acclamazioni: Favore, favore ad essa!
E fu la parola del Signore a me in questi termini: Le mani di Zorobabele hanno
posto le fondamenta a questa casa e le sue mani la completeranno. E così saprai che il

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La Menorah

Signore Tsevaoth mi ha inviato a voi. Persino coloro che ritenevano modesto quel giorno,
si rallegreranno nel vedere il filo a piombo in mano a Zerubavel. Quei sette lumi sono gli
occhi del Signore che spaziano su tutta la terra. Gli domandai: Che cosa significano quei
due ulivi alla destra e alla sinistra del candelabro? Feci allora la domanda una seconda
volta: che cosa significano quei due rami d’ulivo che terminano in due canali d’oro da
cui sgorga l'olio? Mi disse: Non sai che cosa significano? Risposi: No! mio signore. Prese
allora a dirmi: Sono i due unti che stanno presso il Padrone di tutta la terra.

Carissimi Fratelli, non pongo la parola fine, né la parola continua a


questo mio intervento sulla Menorah. Dieci, cento, mille altre speculazioni
analogiche saranno suggerite alla mente di tutti dal Grande Architetto
dell’Universo per aiutarci nella ricerca. Poi, il traguardo anagogico ci farà
riposare l’intelletto e la mente, per essere immessi nella parte di Verità che
tanto cerchiamo e che, secondo i meriti e le Virtù conquistate, ci è dovuta.

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La Menorah

I MESI EBRAICI DEL LUNARIO


TISHRI 
CHESHVAN 
KISLEV 
TEVET 
SHEVAT 
ADAR 
NISSAN

JIAR
SIVAN
TAMUZ
AV 
ELUL 

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ELEVARE TEMPLI ALLA VIRTÙ


SCAVARE PRIGIONI AL VIZIO
RIVISTA MASSONICA N°3/4 - 1979
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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

ELEVARE TEMPLI ALLA VIRTÙ


SCAVARE PRIGIONI AL VIZIO*
di Ivan Mosca

Metalli, vizi, virtù, bene e male sono argomenti trattati da


sempre nelle Officine e che, da sempre, comportano due rischi:
l’astrattezza e il moralismo. Per debellare questi due spauracchi ven-
gono qui offerti esempi concreti legati sia alla vita di tutti i giorni,
sia all’Iniziazione Muratoria, per la costruzione di un’Etica
Massonica.

I due tipi di scelte


. .
Simboli e rito sono una fonte inesauribile di studio per il L. .M. . e,
con lo studio approfondito del simbolo e con l’uso cosciente del rito, operia-
mo a sviluppare l’intelligenza e ad aprirci alla Saggezza.
Intelligenza in senso esoterico è la conoscenza delle cose dello Spirito.
Essa consente di penetrare il senso riposto delle parole, la realtà che i testi
supportano, il loro significato superiore e fa percepire, sotto le apparenze
esteriori, la sostanza celata.
Sapienza è, sempre esotericamente, la capacità di scegliere la giusta
alternativa, avendo valutato ogni cosa secondo le più elevate di tutte le cause,
quelle che non dipendono da alcun’altra causa e dalle quali per contro tutte
le altre cause dipendono.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

. .
Con lo studio dei simboli e l’uso del rito, il L. .M. . sceglie di percor-
rere la via della Conoscenza e quello che egli così acquisisce, lo mette in
grado di meglio scegliere l’alternativa giusta e conveniente.
Siamo tutti di fronte a problemi di scelta. Ogni uomo lo è ed il mas-
sone lo è così come tutti i viventi: solo egli sa che vi sono due tipi di scelte.
Una scelta sul piano della vita di relazione, tra la soluzione egoistica e
la soluzione fraterna, una scelta sul piano dei valori, tra il mondo degli impe-
gni quotidiani e il mondo delle realtà metafisiche.

Il Bene e il Male iniziaticamente intesi


Siamo sempre di fronte a un problema di scelta - di scelta quindi buona
o cattiva - ad un problema quindi che possiamo definire di Bene o di Male.

Vorrei tuttavia fugare subito il sospetto che qui si voglia fare del moralismo.

La scelta di cui oggi parleremo non è fra egoismo e altruismo, fra


odio e amore, fra malvivente e benefattore: non è, in altri termini, una scelta
morale fra termini opposti, ma comunque inseriti sempre nel mondo di
relazione.
Essa è una scelta fra il lasciarsi trascinare dalle circostanze ed il diven-
tarne padroni, superando le infinite servitù cui nascita, ambiente, educazio-
ne ci obbligano. Potremmo anche dire che è una scelta fra il rivolgersi al
mondo degli effetti ed il rivolgersi al mondo delle cause.
Secondo il significato iniziatico, Bene è ciò che aiuta a far progredire
l’Uomo dal mondo degli effetti a quello delle cause. Male è ciò che vi si oppone.
Vorrei che fosse chiaro questo punto.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Il Bene e il Male nell’accettazione convenzionale, riguardano le scelte


nel campo profano; il Bene e il Male in senso iniziatico riguardano ciò che
aiuta l’evoluzione dell’uomo o vi si oppone.
Ed è proprio di questo che intendiamo oggi parlare, quando andremo
ad indagare più a fondo sugli impulsi che ci guidano in una direzione o nel-
l’altra, in senso evolutivo o involutivo, quegli impulsi che sono più forti di noi
e che ci modellano nostro malgrado e quelle attitudini congenite o acquisite
sulle quali abbiamo costruito la nostra vita e lo stile della nostra azione.

Vizi e Virtù
Sono proprio questi impulsi e queste attitudini che agiscono nel
senso di legarci vieppiù al mondo degli effetti o viceversa di dischiuderci al
mondo delle cause.
Noi chiameremo vizi le prime attitudini, virtù le seconde.
In questo senso vizio è il cedimento di fronte alla nostra prepotente
personalità, il consenso agli appetiti, alla neghittosità, all’inerzia e alla volon-
tà di prevalere, la sottomissione agli stimoli immediati, all’autocompiacimen-
to, all’autocommiserazione, alla soddisfazione sfrenata di tutto ciò che è
senso, desiderio.
In senso analogo virtù è la apertura, l’orientamento verso ciò che gli
uomini tutti possiedono di puramente umano, ma che non si confonde con
le particolarità individuali, che consente a noi di distinguerci dagli altri gene-
ri viventi, quello che tutti ci unisce e rende fratelli.
Colui che sente questo appello verso questa entità apparentemente
astratta, ma reale e vivente per lui, si apre all’Intelligenza, al senso riposto
delle cose del mondo.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

I nostri limiti
Occorre dire che l’uomo non è in grado con i mezzi naturali di cui
dispone di determinare liberamente i propri orientamenti. Solo se certi pre-
supposti vi sono già, allora egli potrà desiderare di modificare certi orienta-
menti in senso evolutivo.
Ognuno di noi si trova ad un certo gradino sulla scala dell’evoluzio-
ne e non ha merito né demerito, non è più o meno bravo, a desiderare ed a
compiere ciò che a quel livello compete e conviene.
Quello che l’uomo può fare è tuttavia una cosa: sforzarsi di compren-
dere quei principi che simboli e riti velano e rivelano e che sono alla base del-
l’alta Scienza che ci è stata tramandata.
Mettere in pratica gli insegnamenti è difficile, ma comprendere non
è impossibile, solo che ci si dedichi al loro studio con attenzione.
Se, una volta compreso, uno non trova stimolo ad evolvere, continue-
rà a fare esattamente quello che faceva prima, ma con un’altra visione e con
un altro senso di responsabilità.
Se egli invece avrà trovato un sufficiente desiderio di proseguire, allo-
ra egli troverà pure i mezzi - che ci sono - che gli consentiranno di fare i pro-
gressi che egli desidera.

Fini del lavoro muratorio


Nel nostro rituale viene definito esattamente lo scopo per il quale
ci riuniamo.
. . .
«Fratello I Sorv. ., a quale scopo ci riuniamo?» chiede il M. .V. . e la
risposta è: «Per elevare templi alla virtù, scavare oscure e profonde prigioni al
vizio e lavorare al Bene e al progresso dell’Umanità».

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Il rito muratorio è appunto uno dei mezzi per progredire nel senso
sopra indicato.
Elevare templi alla virtù corrisponde ad elevarci alla visione delle cose
essenziali, primordiali, alle leggi eterne, significa aprirci al mondo delle cause.
Scavare prigioni al vizio significa controllare la propria sottomissione
agli stimoli che guidano la nostra personalità, significa divenire padroni del
mondo degli effetti.
I metalli
La Tradizione ci dice che ad ogni vizio corrisponde una virtù, che per
sviluppare una virtù occorre dominare il vizio corrispondente, che si tratta di
una energia che agisce in continuazione su di noi e che si esplica in un senso
o nell’altro (del vizio o della virtù) a seconda di come la riceviamo.
“Gola-temperanza” sono gli effetti opposti di una di queste energie.
“Avarizia-prudenza”, “pigrizia-forza” sono gli effetti opposti di
altre analoghe energie.
Queste energie sono quello che noi chiamiamo i metalli.Trasformare
vizi in virtù corrisponde a trasmutare i metalli da vili a nobili.
La conoscenza di vizi, virtù, metalli, pianeti, fornisce altrettante chia-
vi settenarie che, correttamente impiegate, permettono all’uomo di aprirsi
alla comprensione delle realtà superiori.
Il lavoro che questa Loggia si accinge a sviluppare nel corso di questo
anno sarà rivolto essenzialmente allo studio dei vizi e delle virtù e alle loro
analogie con i pianeti ed i metalli.
L’illustrazione punto per punto dei vizi e delle virtù corrispondenti
verrà ora effettuata singolarmente da sette Fratelli di questa Loggia, a questo
scopo prescelti per la collocazione delle rispettive cariche.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

. .
Orgoglio e Fede (M. .V. .)
Cominciamo con il vizio più vero, l’orgoglio, e la virtù più eccelsa, la fede.
L’orgoglio è la più ferma catena che ci lega agli interessi terreni.
Il goloso e l’invidioso soggiacciono ad alcune delle
passioni, ma l’orgoglioso le ha tutte. Esso è ghiotto di gloria e invidioso
di chi la possiede e, pigro e indifferente verso ciò che non lo aiuta ad emergere,
monta in subita ira con chi prontamen-te non gli cede; vuole riconoscimenti e beni e
attestazioni di affetto, cui tutta-via ambisce più che altro per testimoniare ai suoi occhi
la propria superiorità.
Da questo suo clima interiore egli acquista un solido ed altero
disprezzo per ciò che egli chiama Umanità ed egli sarà nell’impossibilità di
percepire, sovente dissimulate nella banalità di situazioni modeste, accanto a
lui, altre esistenze di gran lunga più evolute.

All’orgoglio si oppone la fede.


La certezza della propria superiorità, caratteristica dell’orgoglioso, è sosti-
. . . .
tuita dalla certezza dell’onnipotenza di Dio: noi potremmo dire del G. .A. .D. .U. .
L’uomo cessa, come prima detto di rivolgere la propria ammirazione al
proprio Sé personale, per rivolgersi all’entità supercosciente ed attribuire alla stes-
sa quei caratteri di grandezza e di onnipotenza che prima attribuiva a se stesso.
La Fede è una virtù che fa sì che la nostra intelligenza aderisca, ferma-
mente e senza timore di ingannarsi, malgrado non lo possa percepire in
modo intelligibile, a tutto ciò che gli perviene attraverso il canale di un inse-
gnamento tradizionale, particolarmente su Dio stesso, sulla sua Volontà di
farsi partecipe all’Uomo come ultimo scopo del suo ultimo fine, che è in
effetti la Reintegrazione, ed inoltre sull’esistenza di un Mondo Invisibile, di
cui questo qui in basso non è che il riflesso imperfetto e rovesciato.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Tra i metalli tradizionali all’orgoglio e alla fede è correlato l’oro; tra i


pianeti, il Sole (beninteso secondo la sistematica tradizionale, geocentrica).
Il Sole è in esaltazione nel segno dell’Ariete e nel segno dell’Ariete
. .
trova la sua collocazione interiore il M. .V. ., il Fuoco primo, il Fuoco
Creatore, senza il quale non esiste la vita e, analogicamente, non può esservi
Loggia né lavoro operativo.

Pigrizia - Forza (Tesoriere)


La pigrizia è dei vizi quello più facile da assumere: non occorre agire,
basta lasciarsi andare. Il pigro tiene per buono tutto quello già sperimentato
da altri senza approfondire nulla.
Il pigro crede per sentito dire, perché fa comodo. Il suo pensiero è
costituito di frasi fatte.
La pigrizia porta ad un annullamento dell’essere, che inizia con l’an-
nullamento dei sensi: si diventa sordi e ciechi a tutto ciò che non ci viene for-
nito già preelaborato.
Subentra il disinteresse prima per gli altri, poi per noi stessi e si accet-
ta tutto ciò che ci viene come premio o castigo con rassegnazione, fatalismo.
Quando poi si dovrebbe controllare qualcosa di particolarmente sgra-
dito, o soprassediamo o troviamo ogni scusa buona per lasciar perdere, per
non immischiarci.
Uno sforzo di superamento della nostra naturale pigrizia ci viene
imposto dalla natura del lavoro di Loggia.
In Loggia, quando spinti dal desiderio di comprendere domandiamo
spiegazioni, riceviamo risposte che non sono mai complete, ma ci vengono
date per accenni, e ciò per darci modo di approfondire da noi stessi l’argo-

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

mento. I mattoni del nostro tempio dobbiamo levigarli noi. Possiamo chie-
dere aiuto o consiglio su come fare, ma devono uscire dalla nostra fornace.
Al vizio pigrizia si oppone la virtù forza, o meglio, fortezza.
È alla base di ogni nostro agire, quando agiamo su nostra iniziativa.
C’è la forza di volontà (si dice: «Sforzati»).
Ma esiste anche la forza d’animo (si dice: «Fatti forza»).
In Loggia la Forza è rappresentata da Ercole: con le sue dodici fatiche
egli ci ricorda che per giungere alla meta occorre uno strenuo sforzo, soste-
nuto da una inflessibile forza d’animo.
Mettere in atto il trinomio Uguaglianza, Fratellanza, Libertà richiede
forza. Per levigare la pietra occorre la forza, che però va controllata.
Tutto il nostro progredire in Loggia e fuori è costellato di atti di forza.
L’Umanità stessa, senza la forza si sarebbe autodistrutta.
Per approfondire le nostre ricerche, per riuscire a superare gli ostaco-
li che si presentano, per saperci controllare nei nostri successi, per persevera-
re nonostante gli insuccessi è sempre alla forza che facciamo ricorso.
Facciamo le nostre scelte tenendo conto della forza che ognuno di noi
ha in sé, senza lasciarci abbattere dalle difficoltà, perché altrimenti saremmo
sempre al punto di partenza.
Alla pigrizia e alla forza sono correlati il metallo argento e il pianeta
Luna (considerata pianeta nel sistema tradizionale, geocentrico).
La Luna è esaltata nel segno del Toro, nel quale è collocato interior-
mente il Tesoriere, l’Operatore che carata l’Oro che si forma in Loggia,
colui che fornisce, con parsimonia, di che pagare gli operai: la mercede in
.
natura (pane e vino) per gli Apprendisti. ., il salario, in argento, per i
Compagni, e in oro per i Maestri.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Ira - Speranza (Grande Esperto Terribile)


Egli è il Grande Esperto Terribile, colui che ha la grave funzione
di verificare l’equilibrio interiore del recipiendario, per poi guidarlo nella
con-cretizzazione muratoria.
Questa funzione viene bensì svolta con atti concretamente rigorosi e
razionalmente freddi, ma motivati e interiormente guidati dal fuoco forte e
positivo della volontà.
La volontà è quindi l’energia motivante l’Esperto Terribile.
La volontà, l’energia simbolicamente collegata al pianeta Marte, cui
è tradizionalmente correlato, quale metallo, il ferro.
Ira e speranza è quindi il binomio Vizio e Virtù di cui mi compete
parlare. Ira e speranza, manifestazione di quella energia, ferrigna e marziale,
che è, come abbiamo visto, il potere della volontà.
Quella volontà che è accesa ed indomita speranza di pervenire un
giorno alla illuminazione totale, alla conoscenza della Verità, alla
Reintegrazione finale nella Causa prima. Quella volontà che così si esprime
quando è rivolta con concentrata attenzione, verso i valori della Maestria, del
dominio di noi stessi, della separazione e del distacco dai valori del contin-
gente, dal caduco.
Quella volontà, bruciante e violenta, aggressiva ed impulsiva, che si
manifesta nell’ira, scatenamento cieco ed incontrollato delle forze istintuali.
Quella volontà che si manifesta come ira quando, disordinata e scoordinata,
è l’espressione di uno squilibrio interiore. Squilibrio interiore che porta a per-
dere il controllo di se stesso e che si manifesta nell’autoritarismo e nello smo-
dato attivismo che inducono sotto un altro aspetto all’intolleranza e all’in-
comprensione verso gli altri.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Invidia - Carità (I° Esperto)


Il mercurio è quel metallo, quell’energia, che si manifesta nell’uomo
come intelligenza, nel significato comune di questo termine, cioè come
ragione che mai si scosta dalla intuizione.
Quando il  anima gli estri dell’uomo, questi diviene attento ai con-
fronti, a paragonare le proprie intuizioni, i principi in cui crede, con le real-
tà circostanti, ne individua le discrepanze e ne ricava una sofferenza che non
si placa fintantoché tali discrepanze non siano annullate. È l’oggetto del suo
interesse che conta a questo punto.
Se è egli stesso al centro dei suoi pensieri, sarà predisposto a provare
un cocente dolore perché non gli toccano i beni che altri possiede, le soddi-
sfazioni che ad altri sono riservate, i piaceri che altri si può procurare e di
conseguenza sarà portato a nutrire rancore ed ostilità verso chi stima più for-
tunato di lui.
Sposa dell’orgoglio e madre dell’ira, l’invidia ha tre nutrici: l’avarizia,
la gola, la lussuria.
L’invidioso sarà portato a desiderare non solamente i primi posti e gli
onori, ma per di più non esiterà a ritardare, anzi ad impedire l’altrui avanza-
mento se avverte nell’altro una superiorità che possa eclissare la sua.
Ma l’interesse dell’uomo può non essere rivolto a se stesso: può esser-
lo invece verso l’umanità intera. Egli allora proverà tormento per chi è nella
sofferenza e nella miseria e non può essere partecipe della fortuna dei più.
L’invidia si trasmuta in carità: termine che esprime l’amore, la tenerezza, l’af-
fezione e che comporta pure l’aspetto misericordia e l’aspetto beneficenza.
La carità corrisponde, nella vita iniziatica, al voto di povertà delle
diverse religioni.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Per il Massone, sottomesso alla sola disciplina morale, la povertà con-


sisterà nel disprezzo degli onori, dei godimenti grossolani, delle ricchezze
acquisite senza che siano realmente giustificate dal bisogno.
Come già specificato, invidia e carità sono legate al metallo mer-
curio. Esse sono inoltre correlate al pianeta Mercurio, che ha la sua esal-
tazione nel segno della Vergine, nel quale ha anche il suo domicilio not-
turno.
Al segno della Vergine è collegato pure il I° Esperto, ordinatore ed
allenatore dell’ordine interiore della Loggia e dei Fratelli.

Gola - Temperanza (Maestro delle Cerimonie).


Un meccanismo innato spinge alla sopravvivenza e, quindi, alla vita e
alla evoluzione di tutti gli esseri viventi, uomini compresi: la fame. Dai
cristalli alle piante, agli animali superiori l’esistenza è caratterizzata dalla
possibilità di sottrarre energia dagli elementi e dagli ambienti circostanti.
Nell’uomo moder-no, la fame e il corrispondente vizio della gola si sono
sofisticati, mascherati.
Abbiamo così il funzionario avido di potere, l’arrampicatore sociale
avido di onori e ricchezze, l’intellettuale che divora dottrine altrui per essere
“brillante”. Abbiamo perfino la «gola di massa» che prende nome di
consu-mismo ed è presente in certi paesi, a scapito di altri dove ogni giorno
migliaia di individui muoiono di fame. È la legge della giungla, ancor
oggi, dopo milioni di anni di evoluzione.
Ed è facile pensare che i singoli individui golosi in tutti i sensi rara-
mente saranno individui liberi e di buoni costumi. Lo stesso dicasi per le
nazioni golose e prevaricatrici: non potranno mai avere nei loro ideali ciò
che noi chiamiamo Fratellanza.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Sin qui le considerazioni sociali e morali, doverose per esigenza di


chiarezza. Ma che cos’è la gola per chi è nella Via Iniziatica della Libera
Universale Muratoria? Sarà fame di apprendimento, prima di tutto, ma
eccessiva. L’iniziato ingurgita libri e dottrine occultistiche ed esoteriche,
senza sceverare fra i generi: andrà tutto bene a patto che non sazi veramente
la “fame” e consenta di fare il saccente. Intanto, dentro, la confusione
aumenta e la “digestione” si fa difficile.
In realtà, il “goloso” che pretende di essere sulla via iniziatica è un
povero superficiale, una specie di Tantalo che si circonda di tanta acqua ma
non ne può bere.
Gli basterebbe, come ai grandi e semplici Iniziati del passato, coglie-
re il mistero del seme che muore nell’oscurità della terra per rinascere con il
Sole e divenire grano e pane. Quel Pane di conoscenza che i Misteri celebra-
vano e celebrano nelle Agapi di fratellanza e che solo può saziare la fame di
sacralità che ci portiamo dentro, fin da quando scocca in noi la prima scin-
tilla di Intelligenza.
La misura nella ricerca è il solo strumento che possa consentire di
scavare oscure e profonde prigioni al vizio della gola. È il primo passo verso
la temperanza ed è accompagnato dalla modestia e dalla consapevolezza che
non è in un libro, né nelle dottrine di chi si proclama Maestro, né nel con-
ferimento virtuale di un grado o di una carica che si potrà trovare la rispo-
sta al senso di mistero che ci anima. È il duro lavoro quotidiano per modi-
ficarsi nel carattere e nella personalità, è la meditazione sui simboli e sui riti
che ci sono messi a disposizione per coglierne gli insegnamenti, che prima
hanno una risonanza interiore e poi riverbereranno anche all’esterno nel
mondo profano.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

L'Iniziazione Massonica, con la sua gradualità e con la possibilità


di un lavoro di gruppo, è ancora una delle poche che possa far elevare templi
alla temperanza, sia in senso sacro, sia in senso profano, in modo da
alimentarci adeguatamente e donare il nutrimento ai “poveri” che prendono
parte alle nostre Agapi.
Il metallo legato alla gola e alla temperanza è lo stagno, correlato al
pianeta Giove, che ha la sua esaltazione nel segno del Cancro, a Settentrione,
. .
nella Mezzanotte, dove interiormente si colloca il M. .d.C. . che è l’operato-re
che ha cura di quel laboratorio alchemico, di quell’athanor, di quello “sto-
maco” che è la Loggia.

Lussuria - Giustizia (Ospitaliere)


La lussuria (intesa come conseguimento disordinato del godimento
sessuale) è fra i sette vizi quello che richiede un maggior dispendio di ener-
gie fisiche ed intellettuali.
Esiste quindi una contrapposizione netta, senza sfumature intermedie
(come nel caso avarizia - prudenza), fra la lussuria e la virtù corrispondente,
la giustizia.
Infatti la lussuria sottrae la maggior parte delle energie al corpo e rende
quasi impossibile l’utilizzazione delle energie per il controllo del corpo stesso,
condizione indispensabile per procedere verso i superiori stati di coscienza
realizzando
realizzando il silenzio
il e l'equilibrio
silenziointeriore e l’equilibrio interiore.
-----------L’uomo condizionato dalla lussuria è profondamente ingiusto perché:
1) non dà agli altri ciò che è loro dovuto (per esempio
li tratta come oggetto del proprio piacere);
2) non concede a se stesso (e al proprio super-ego, o dio interiore) ciò che gli è
dovuto: cioè la possibilità di porre a guida della propria azione la

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

legge divina che regola i rapporti fra gli esseri e, quindi, al proprio super-ego
( dio interiore) l'opportunità di ripercorrere la scala della
conoscenza iniziatica che lo riporta all'Unità divina.
Dal capovolgimento di ciò che è ingiusto verso gli altri e verso se stes-
si risultano quali siano gli obiettivi della giustizia: il far regnare fra tutti gli
esseri l’armonia di rapporti a tutti i livelli della scala della realizzazione (o
conoscenza), quindi anche a tutti i livelli della scala iniziatica.
Lussuria e giustizia sono legate al metallo rame e al pianeta Venere. Il
pianeta Venere ha la sua esaltazione nel segno dei Pesci, dove interiormente
si colloca l’Ospitaliere, il responsabile della “salute” dei Fratelli e della
.
Loggia, il terapeuta, colui che cura i FF. . con la medicina occulta,
l’amministratore della giustizia (esplica infatti l’attività di  in domicilio
notturno) capace di far regnare l’armonia di rapporti nell’Officina.

Prudenza - Avarizia (Copritore Interno)


La contrapposizione vizio-virtù, che qui si cerca di mettere in
luce, non è mai così netta come si potrebbe credere. Al contrario, trattan-
dosi di manifestazioni energetiche della medesima natura, ma estrinse-
cantesi secondo opposte polarità, il loro trascolorare dall’una all’altra è
così graduale da non poter, alle volte, nemmeno essere avvertito, se non
grazie ad un’analisi condotta in profondità. È certamente questa caratte-
ristica che rappresenta una delle maggiori difficoltà dell’iniziato nel suo
lavoro di realizzazione.
Venendo ora a parlare del binomio “prudenza - avarizia” in particola-
re, dobbiamo chiarire a che cosa ci si deve riferire, quando se ne tratta in una
Loggia Massonica.

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Messa agevolmente da parte ogni implicazione di carattere moralisti-


co, sociale o religioso (e quindi profano), dobbiamo rifarci ai basilari insegna-
menti che abbiamo ricevuto nella nostra stessa Istituzione e, al caso partico-
lare, alla gradualità con la quale viene conferito l’accesso ai nuovi campi della
conoscenza iniziatica.
È l’estrinsecazione del principio di non dare di più di quanto
possa essere utilmente e correttamente percepito.
Questo è il principio: unico e universale. Quali le sue polarità ?
La prudenza e l’avarizia, appunto.
Sarà prudenza quando consisterà nel subordinare le proprie azioni
ad una corretta valutazione (razionale ed intuitiva) delle circostanze, delle
caratteristiche e qualità dei soggetti e delle finalità che ci si propone di con-
seguire. Ma dove questa valutazione non sia più serena ma sia influenzata
dal pessimismo ingiustificato sulle possibilità degli altri, o da eccessivo
orgoglio delle proprie qualità, o dal timore di vedersi sopravanzare da quelli
che fino a ieri sono stati i propri allievi o discepoli, ecco che allora si dà via
libera all’avarizia.
A questa spinta, che è di ostacolo per noi e per gli altri all’acquisizio-
ne della conoscenza, alla quale come Massoni tendiamo, dobbiamo scavare
oscure e profonde prigioni.
Alla prudenza, per contro, dobbiamo elevare templi, quale indispen-
sabile mezzo per pervenire, ordinatamente e senza pericoli, a quelle graduali
acquisizioni che dal sapere saputo ci porteranno alla Conoscenza.
. .
Poche parole ancora per chiarire perché il M. .V. . ha dato incarico a
me, al Copritore Interno, di intrattenervi sulla prudenza e sull’avarizia.
Prudenza e avarizia sono legate al metallo piombo e al pianeta

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Elevare templi alla virtù - Scavare prigioni al vizio

Saturno. Inoltre in qualsiasi trattato di astrologia si può trovare che le carat-


teristiche peculiari concordemente attribuite a Saturno sono il senso di
responsabilità, la coscienziosità, la saggezza, la prudenza; ma anche il pessi-
mismo, la freddezza, l’isolamento, l’avarizia.
. .
Orbene il C. .I. ., il cui compito è quello di verificare costantemente
.
lo stato di coscienza dei FF. . e di controllare il livello qualitativo dei lavori,
trova la sua collocazione nella Loggia (e non solo fisica) all’Occidente e quin-
di nel segno della Bilancia, nella quale Saturno si trova in esaltazione.

* Questo tema è stato elaborato dalla R.L. «Umanità e Progresso», n. 43 all’Or. di Milano
nella tornata inaugurale di un anno massonico a proposito degli spunti su vizi e virtù conte-nuti
.
nel volume del Fr. . Robert Ambelain L’Alchimie Spirituelle, technique de la voie intérieure, (edito
a Parigi nel 1961 da La Diffusion Scientifique) e sulla base del ciclo di seminari collegiali per
. . .
Apprendisti. . e compagni diretti dal G. .M. . Agg. Ivan Mosca. Nel corso di quell’anno
massonico, inoltre, l’Officina lavorò coralmente e nei tre gradi sui 7 vizi, sulle 7 virtù analizzati
dalle Luci e da ciascuno degli Ufficiali e dei Dignitari.

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RELAZIONE INTRODUTTIVA
HIRAM N°3 - 1993
SEMINARIO ESOTERICO 27-28 GIUGNO 1992
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Relazione introduttiva

RELAZIONE INTRODUTTIVA
di Ivan Mosca - Gran Maestro Onorario

Carissimi Fratelli, credo che quasi tutti voi conosciate ciò che in que-
sti 30 anni abbiamo fatto. Evidentemente mi ero preparato; ma più di mez-
z’ora occorrerebbe, forse un po’ di più. Invece ho tagliato, anzi, taglio senz’al-
tro, diciamo, le premesse dei gruppi appunto di studiosi o di Fratelli che
hanno voluto approfondire, diciamo, i nostri simboli, i nostri riti, ecc. per
venire proprio al nocciolo e soprattutto per ascoltare i relatori che vedo abba-
stanza numerosi. Voi sapete tutti che il Grande Oriente ha pubblicato dei
quaderni di simbologia muratoria che per 12 anni sono stati fermati dall’al-
lora Maestranza del Gran Maestro Corona, con il quale ho avuto l’opportu-
nità di parlare due o tre volte; solamente una volta, quattro mesi dopo, il suo
insediamento mi fece una telefonata a casa perché tutti richiedevano questi
famosi quaderni che erano spariti completamente. Mi dice: «Caro Mosca, tu
vai dicendo che io proibisco la distribuzione dei quaderni, guarda mentre io
ti telefono ne ho uno davanti, lo sto leggendo con molta attenzione e mi
piace moltissimo». Gli ho risposto: «Beh, allora, Gran Maestro, fateli ripub-
blicare» ed infatti sono stati ripubblicati dal Grande Oriente.
Nel 1974 noi presentammo al Gran Maestro Salvini gli atti dei semi-
nari che si erano svolti nei diversi Orienti d’Italia raccogliendo quei 30-40 fra-
telli portati alla speculazione. Perché era corsa voce che il gruppo di Fratelli eso-

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Relazione introduttiva

teristi (parlo del 1970-71) si riuniva per fare, diciamo, un’altra Massoneria,
come se la Massoneria fosse effettivamente differenziata dal significato che
noi abbiamo attribuito. E mi permetto di leggere, la lettera di
accompagnamento del nostro gruppo di appassionati ricercatori, datata 1
marzo 1974:
«Illustrissimo e Venerabilissimo Gran Maestro (Salvini), mi è grata
l’occasione per consegnarvi gli atti dei quattro seminari teorico-pratici di
operatività muratoria tenutisi a Milano, Roma, Orvieto e Bologna a partire
dal maggio 1971. Come ho già avuto modo di riferirvi a voce, si trattò di
riu-nioni informali di Fratelli dei vari Orienti, animati da quello spirito di
ricer-ca a cui voi, in ogni occasione, cercate di dare impulso. Da esse
scaturirono questi atti che altro non sono se non appunti e promemoria del
lavoro svol-to. L’interesse suscitato dagli argomenti trattati ha fatto gemmare
altri incon-tri, altri seminari, altre occasioni di studio e di ricerca».
«I Fratelli si incontrano nelle Logge, si frequentano fuori dei Templi, si
scambiano le loro idee, parlano delle loro esperienze, tutti tendono alla mae-
stria muratoria e pertanto desiderano conoscere, per vivere, l’arte reale. Questi atti
dei seminari sono il frutto di un lavoro di gruppo desiderato dai Fratelli dei quali
sono stato semplicemente l’Istruttore, per informarli e dar loro la possibilità di
riconoscere se stessi, di modificare ogni giorno se stessi mediante i supporti che la
Massoneria offre. Gli atti sono strettamente riservati ai Fratelli partecipanti
perché rappresentano il promemoria di quanto è stato detto e perché, come si
conviene al seminario, è solo con la presenza e l’apporto di ognuno che si
recuperano i valori della tradizione e ci si addestra a vivere la famiglia».
«La Massoneria come esperienza formativa, la ricerca esoterica ed il
simbolismo, come metodi critici e razionali, già fanno intravedere il perché del
segreto iniziatico e la necessità della tradizione muratoria per consentire

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Relazione introduttiva

all’uomo, al Fratello, di ritrovare il proprio nucleo aureo e donarlo agli altri


Fratelli, agli altri uomini. Da ciò anche la necessità di una intima ed inscin-
dibile coerenza di tutto quanto è presente e si svolge nel tempio massonico e
di un approfondimento dei rituali allo scopo di chiarirne i significati e sotto-
linearne gli errori. Talvolta si tratta di lacune, talvolta di semplici trasposizio-
ni fatte in buona fede, che hanno però travisato qualche elemento e sono
state raccolte da libri, da saggi, fino ad essere trasfuse nei rituali».
«Quanto è fissato nell’art. 3 della nostra Costituzione, ossia: «La
Comunione italiana, omissis, segue l’esoterismo nell’insegnamento ed il
simbolismo nell’arte operativa, sta assumendo una sempre più precisa
configurazione e sta trasformando una realtà contingente che era retaggio del
recente passato, così come voi avete sottolineato indirizzando ai Fratelli della
Comunione italiana la balaustra del n° 20 del mese di ottobre del 1973, in cui si
richiamano i valori dell’etica massonica e l’importanza dello studio esoterico. Da
allora in tutte le Logge si è avuto un rigoglio e un fervore di ricerca, specie per le
pressanti e legittime richieste da parte degli Apprendisti, che in numero sempre
crescente arricchiscono le colonne. Altri importanti avvenimenti della vita della
nostra Istituzione, da voi voluti, confermano quanto detto: la Gran Loggia
d’istruzione, il seminario di comportamento tenuto a Roma il 16 febbraio scorso
(del 1971) ed il prossimo seminario indetto, sempre in Roma, per il prossimo 23
marzo. È già tutto scritto, come voi ben sapete, si tratta di riscoprire ciò di cui
l’uomo ha bisogno. Io, insieme con i Fratelli che hanno collaborato alla stesura di
questi atti, vi invio il triplice fraterno abbraccio».
E questa fu, nel 1974, la risposta del Gran Maestro Lino Salvini:
«Carissimo Mosca, ricevo gli atti dei quattro seminari teorico-pratici di
operatività muratoria che avete tenuto dal 1971 al 1974. Sono

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Relazione introduttiva

estremamente interessanti, mostrano una sfaccettatura della verità che


andiamo ricercando, è una sfaccettatura che ti è cara e che io conosco già per
averti sentito più volte trattare l’argomento. Penso che queste riunio-ni
siano estremamente utili perché portano i Fratelli a meditare e dalla
meditazione ricaveranno sicuramente un potenziamento delle loro capa-cità.
Rileggerò ancora con attenzione quanto mi avete voluto donare affinché
sia anche per me motivo di riflessione e preparazione. Ti prego di far
giungere ai Fratelli che hanno partecipato e che con te si firmano la mia
ammirazione e la mia stima. Ti porgo il mio triplice fraterno abbraccio.
Lino Salvini».
Alle iniziative personali di diverse Logge, sporadicamente e non certo
con una frequenza, diciamo, ritmica di lavori, come sarebbe intenzione,
segue questo primo seminario con la Gran Maestranza del carissimo Fratello
Di Bernardo; dai limiti e dai termini dei risultati di questo primo seminario
domani, domenica, quando sarà chiuso, trarremo effettivamente l’opportu-
nità o meno, lo sottolineo, di rifarne.
Mi limiterò a leggere semplicemente due paginette della premessa sui
quaderni, appunto, di questi atti di simbologia muratoria.
La premessa dice:-------------------------------------------------------------
«Non può esistere un manuale dell’iniziato. Per divenire iniziato, ogni
simbolo, ogni strumento, ogni canone, sono supporti atti a catalizzare, a sor-
reggere, a coadiuvare il lavoro interiore. Si deve indicare una propedeutica di
lavori individuali e/o collettivi, composta da precetti, regole, modalità esecu-
tive e tempi di attuazione. La Massoneria è una Istituzione iniziatica che
ignora la guida spirituale di un Maestro, non si fonda su nessuna dottrina ma
tutte le abbraccia e le supera».

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Relazione introduttiva

«Si propone come scuola tesa alla ricerca di una via illuminativa, in
quanto compresa nella dinamica della vita e quindi nel suo continuo diveni-
re, non pone paradigmi, assiomi, dogmi, ma esige soltanto il sacrificio dei
singoli componenti, affinché questi si sforzino nella ricerca interiore alla sco-
perta di se stessi e alla costituzione di se stessi per il lavoro di gruppo. Gli
strumenti dei quali si avvale la Massoneria e l’adempimento del lavoro mura-
torio sono costituiti esclusivamente da: utensili, emblemi, allegorie, simboli,
riti, che vengono offerti come supporti alla interpretazione, alla meditazione
e alla speculazione superiore dei Fratelli, per ottenere quell’espansione di
coscienza destinata a rendere reali i vari gradi dell’iniziazione virtuale».
«Nel lavoro di assimilazione degli utensili, emblemi, allegorie,
simboli e riti si può fruire dell’ausilio di istruttori, i quali sono in grado di
dare utili indicazioni per l’attuazione delle specifiche tecniche operative per
averle già direttamente sperimentate».
«L’operatività della Massoneria è fenomenologia di gruppo.
Abbandonato l’individualismo, l’energia accumulata dal gruppo si
manifesta nella catena d’unione. Da qui viene proiettata in un contesto
cosmico a beneficio dell’umanità. Perché ciò possa avvenire è
indispensabile che i singoli Fratelli non si limitino ad una adesione
intellettuale e formale ma vivano la famiglia, penetrando nei simboli e
assumendone il significato come modalità esistenziale».
«Non bisogna apparire ma bisogna essere. La via muratoria in quan-
to iniziatica indirizza a risolvere la problematica, chi siamo, da dove venia-
mo, dove andiamo, contribuendo, in tal modo, a liberare l’uomo dalle ango-
sce della vita e della morte».
E questa era la premessa ai nostri quaderni di simbologia muratoria.

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CORSO DI STUDIO
SECONDA METÀ ANNI ‘80

Tratto da testi di autorevoli ricercatori,


integrati dalle speculazioni di Ivan Mosca
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Corso di studio seconda metà anni ‘80

CLASSIFICAZIONE DELLE SCIENZE ANTICHE

I - SCIENZE NATURALI

ALCHIMIA
a) ALCHIMIA INORGANICA
1° Alchimia Molecolare: studio delle proprietà costitutive dei corpi
e dell’evoluzione degli atomi, ricerche sulla trasmutazione;
2° Alchimia Fisica: studio delle proprietà fisiche dei corpi e della
evoluzione di questi, ricerche sulla trasformazione della materia in fluidi, sul-
l’influenza dei fluidi, ecc.
3° Alchimia Talismanica: studio dei fluidi nei corpi, ricerche sulla
condensazione dei fluidi in certe amalgame e sulla funzione dei condensato-
ri naturali o artificiali nella Natura, connessa alla Magia;
4° Alchimia Astrologica: studio dei rapporti fra l’evoluzione dei
corpi e l’azione degli astri, ricerche sull’applicazione di questi rapporti nelle
diverse esperienze, connessa all’Astrologia.
b) ALCHIMIA ORGANICA
1° Alchimia Biologica: studio sulle proprietà dei corpi organizzati e
dell’evoluzione delle condizioni della vita, ricerche sulla creazione artificiale
degli esseri viventi e sulla generazione spontanea naturale;
2° Alchimia Patologica: studio della funzione dei corpi inorganici
o organici su un essere vivente, ricerche di una sostanza capace di rimediare
efficacemente alle diverse difettosità costituzionali o panacea universale.
c) ALCHIMIA TEORICA
1° Alchimia Filosofica: studio dei rapporti fra l’evoluzione della

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

natura e degli esseri viventi e l’evoluzione di un individuo di una società, del-


l’umanità o dell’Universo, generalizzazione delle teorie, applicazione di que-
ste ultime alla psicologia e da questa alla metafisica;
2° Alchimia Mitologica: studio dei diversi simbolismi usati dagli
alchimisti e in particolare dei simboli della mitologia greco-romana, genera-
lizzazione delle formule così scoperte, connessa alla mitologia.

MAGIA (Studio dei fenomeni intermediari)


a) MAGIA FISICA
1° Magia Fluidica: studio generale dei diversi fluidi semi-materiali,
ricerche sulla funzione di questi ultimi nella Natura, sui rapporti che essi
possono avere tra loro e sull’azione che si ottiene impiegandoli;
2° Magia Talismanica: studio della condensazione naturale o artifi-
ciale dei fluidi, ricerche sulla fabbricazione di condensatori o pentacoli e sulla
loro azione, connessa all’Alchimia e alla Spagirica;
3° Magia Astrologica: studio della funzione del determinismo
terrestre e cosmico nella formazione e la direzione dei fluidi, ricerche sui
mezzi per utilizzare questa funzione, sia per servirsi dei fluidi in uno
scopo di azione diretta, sia per poter fabbricare i condensatori, connes-
sa all’astrologia.
b) MAGIA CERIMONIALE
1° Magia Rituale: studio delle condizioni fisiche necessarie per uti-
lizzare praticamente, con o senza un fine, i fluidi del mondo intermediario,
ricerche della realizzazione di queste condizioni;
2° Magia Operativa: studio dei diversi mezzi di utilizzare i fluidi,
sia per uno scopo generale o religioso, sia per uno scopo particolare.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

c) MAGIA PERSONALE
1° Magia Biologica: studio dell’azione dei condensatori o pentaco-
li sull’operatore magico, ricerche dei metodi di protezione contro i fluidi
generali per l’impiego di mezzi fisici, connessa all’Alchimia;
2° Magia Fisica: studio dell’azione dei fluidi sulle facoltà psicologi-
che, ricerca dei mezzi per realizzare l’opposto agendo sui fluidi per lo svilup-
po di dette facoltà;
3° Magia Involontaria: studio dei mezzi oratori impiegati per uti-
lizzare dei fluidi per la produzione del suono e in particolare della voce
umana, ricerche delle condizioni atte a realizzare l’efficacia delle pratiche
chiamate orazioni o preghiere.

ASTROLOGIA (studio dei fenomeni di ogni ordine causati dai corpi


celesti)
a) ASTROLOGIA TEORICA
1° Astrologia Cosmologica: studio del funzionamento dei corpi
celesti nell’Universo e dei loro reciproci rapporti, ricerche sull’azione o influs-
si che essi esercitano gli uni sugli altri e delle cause di questa azione;
2° Astrologia Terrestre: studio dell’azione o influssi dei diversi corpi
celesti del sistema solare sulla Terra e su un punto determinato di essa;
3° Astrologia Evolutiva: studio dell’evoluzione generale in funzio-
ne della modificazione dello stato o dell’aspetto del sistema solare; ricerche e
studi su questa evoluzione e delle condizioni astronomiche necessarie per rea-
lizzarle, chiamate dagli antichi Elezioni.
b) ASTROLOGIA PRATICA
1° Astrologia Oroscopica: studio del gioco delle azioni o influssi

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

celesti per un luogo determinato della Terra in un dato momento: ricerche


delle determinazioni di un fatto qualsiasi attraverso lo studio dell’aspetto del
cielo in funzione del luogo scelto o un momento dato, o oroscopo;
2° Astrologia Progressiva: studio delle modificazioni astrologiche
successive come causa o corollario delle modificazioni progressive di un insie-
me di fatti e in particolare della vita umana; ricerche delle sue modificazioni
corrispondenti negli aspetti del sistema o delle date ripetute, sia per mezzo
delle direzioni o archi complessi tra certi punti del cielo, sia per mezzo dei
metodi dei movimenti naturali o progressioni degli astri, sia ancora per
mezzo della comparazione dei temi celesti successivi o rivoluzioni;
3° Astrologia Medica: studio delle azioni di corpi celesti nel sorge-
re dei sintomi, l’evoluzione e la cura delle malattie, ricerche dei mezzi prati-
ci da utilizzare, connessa alla Spagirica;
4° Astrologia Meteorologica: studio delle azioni dei corpi celesti sul
cambiamento del tempo;
5° Astrologia Operativa: studio delle azioni dei corpi celesti sulle
operazioni alchemiche e magiche, connessa all’Alchimia e alla Magia;
6° Astrologia Sociale: studio delle correlazioni tra gli avvenimenti
sociali ed i movimenti dei corpi celesti, connessa alla Protetica.

SPAGIRICA (studio dei dati e dell'alchimia e della Magia e della


Astrologia applicati alla Terapeutica)
a) SPAGIRICA ALCHEMICA
1° Spagirica Farmaceutica: studio della preparazione e dell’azione
dei medicamenti ricavati secondo le teorie alchemiche, ricerche allopatiche e
omeopatiche, connessa all’Alchimia;

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

2° Spagirica Talismanica: studio dei mezzi curativi fluidici, ricer-


che dei condensatori o talismani appropriati alle diverse malattie, connes-
sa alla Magia.
b) SPAGIRICA MAGICA
1° Spagirica Rituale: studio dei mezzi per utilizzare le cerimonie
magiche per uno scopo curativo, ricerche delle condizioni da realizzare per
ottenere un risultato, connessa alla Magia;
2° Spagirica Personale: studio dei mezzi psichici o invocativi da
impiegare per uno scopo preventivo o curativo, connesso alla Magia.
c) SPAGIRICA ASTROLOGICA
1° Spagirica Chimica: studio delle correlazioni tra gli aspetti e
l’evoluzione nonché le fasi di una malattia, ricerche delle condizioni celesti
favorevoli all’intervento medico, connessa all’Astrologia;
2° Spagirica Preparatoria: studio delle condizioni astrologiche nelle
quali i medicamenti devono essere preparati, sia per un massimo di efficacia
sia in vista di una azione speciale, connessa all’Alchimia e all’Astrologia;
3° Spagirica Curativa: studio delle condizioni astrologiche nelle
quali i medicamenti devono essere somministrati, ricerche sulla realizzazio-
ne di queste condizioni, connessa all’Astrologia.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

II - SCIENZE ASTRATTE

ARITMOLOGIA (Studio delle figure e dei numeri)


a) GEOMETRIA
1° Geometria del Cerchio: studio dei primi elementi di una
geome-tria contenuta nel cerchio e trovata per rapporti elementari tra i
diametri e i poligoni inscritti;
2° Geometria Costruttiva: studio della generazione delle figure tra
loro, ricerca dell'evoluzione delle forme, connessa all’Alchimia;
3° Geometria Talismanica: studio dei rapporti tra le figure e le forze, ricerche
delle confezioni dei Talismani, connessa alla Magia e alla Simbologia.
b) MECCANICA
1° Meccanica del Cerchio: studio delle forze diverse localizzate nei
diversi punti di un cerchio per il giuoco delle figure, connessa alla Astrologia;
2° Meccanica Applicata: studio dell’utilizzazione delle forze per
mezzi fisici o psichici secondo la natura di dette forze, connessa alla Magia.
c) NUMEROLOGIA
1° Numerologia Elementare: studio dei rapporti tra i numeri e le
figure e le forze, connessa alla Cabala;
2° Numerologia Simbolica: studio delle diverse relazioni del numero,
ricerche delle applicazioni di queste relazioni, connessa alla Magia e alla Simbologia.

SIMBOLOGIA (stud io d ella figurazione razionale d ei fenomeni e dei


numeri)
a) SIMBOLOGIA SCHEMATICA
1° Simbologia Universale: studio dei principi sui quali riposa-

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

no gli ideografismi generali usati in tutti i tempi e specialmente quelli dei


segni zodiacali, dei pianeti, ecc., connessa all’Astrologia e alla
Aritmologia;
2° Simbologia Geroglifica: studio dei principi sui quali si basano gli
schemi di oggetti, di fatti o di idee usate nella scrittura geroglifica ma non
arbitrariamente.
b) CRIPTOGRAFIA
1° Criptografia Comune: studio delle scritture ieratiche e simboli-
che usate in ierogrammi, grimori, talismani e pentacoli, ricerche sull’ impiego che se
ne può fare, connessa all’Alchimia e alla Magia;
2° Criptografia Speciale: studio delle formule inventate dagli auto-
ri per sintetizzare o nascondere i loro concetti, connessa all’Alchimia.
c) SIMBOLOGIA ARCHITETTONICA
1° Simbologia Costruttiva: studio delle regole da seguire nelle
dimensioni, le proporzioni, i piani e gli orientamenti degli edifici ieratici,
ricerche dell’utilità di queste regole, connessa alla Magia;
2° Simbologia Decorativa: studio delle regole da seguire nella deco-
razione degli edifici ieratici e delle pose da dare alle rappresentazioni delle
divinità, connessa alla Mitologia e alla Cabala.
d) SIMBOLOGIA RITUALE
1° Simbologia Cerimoniale: studio delle pose e dei gesti usati nelle
cerimonie magiche o religiose, ricerche sulla loro necessità o utilità, connes-
sa alla Magia;
2° Simbologia Iniziatica: studio dei segni impiegati dagli iniziati,
dalle confraternite, ricerca sulla corrispondenza mistica di questi segni e sulla
loro utilità, connessa alla Magia.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

e) SIMBOLOGIA POETICA
1° Simbologia Mitologica: studio sui mezzi di trascrizione dei
dati astratti in linguaggio figurato, ricerche sulla necessità delle leggende e
delle favole, connessa alla Mitologia;
2° Simbologia Allegorica: studio sui mezzi di rappresentare con la
parola scritta e la figurazione plastica i concetti astratti, ricerca sulla messa in
opera di questi mezzi, connessa alla Mitologia.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

III - SCIENZE FILOSOFICHE

CABALA
a) CABALA METAFISICA
1° Cabala Dogmatica: studio dei testi cabalistici per ricavarne i
principi metafisici, ricerche sulle corrispondenze naturali e i fondamenti
razionali di queste ultime;
2° Cabala Mistica: studio dei mezzi di applicazione dei principi
metafisici e delle materie di iniziazioni personali che permettono di arrivare
all’apice della conoscenza, ricerche sulla messa in pratica di questi mezzi.
b) CABALA ARITMOLOGICA
1° Cabala Geometrica: studio delle corrispondenze e dei fonda-
menti geometrici dei concetti Cabalistici, ricerche delle delucidazioni dei
testi per questi mezzi, connessa all’Aritmologia;
2° Cabala Numerale: studio dei principi aritmologici enunciati dalla
Cabala, ricerche dei fondamenti e delle ragioni matematiche di questi principi;
3° Cabala Astronomica: studio delle corrispondenze meccaniche dei
principi e dei concetti della Cabala, ricerche delle loro corrispondenze o fon-
damenti nell’Astronomia e Astrologia, connessa all’Astrologia.
c) CABALA RITUALE
1° Cabala Mistogogica: studio dei fondamenti cabalistici dei dogmi
religiosi, ricerca dei rapporti delle diverse religioni e delle diverse Cabale;
2° Cabala Cerimoniale: studio dei riti comparati con i principi
della Cabala, ricerca delle ragioni dell’adozione di questi riti;
3° Cabala Morale: studio dei precetti e delle osservanze stabilite dalla
Cabala o derivanti dai suoi principi, ricerche delle ragioni delle loro adozioni.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

d) CABALA PRATICA
1° Cabala Letterale: studio delle lettere ebraiche e dei diversi signi-
ficati cabalistici loro attribuiti, ricerche delle ragioni e delle corrispondenze
di questi significati;
2° Cabala Sephirothica: studio dell’albero delle Sephiroth secondo i
concetti dei testi, ricerca dell’applicazione di questo albero schematico alla
soluzione dei diversi problemi fisici o metafisici;
3° Cabala Magica: studio dell’applicazione dei concetti fisici della Cabala
e delle derivazioni alle quali questa applicazione ha dato luogo, ricerca dei moti-
vi e delle ragioni che hanno spinto a metterla in pratica, connessa alla Magia.

MITOLOGIA
a) MITOLOGIA METAFISICA
1° Mitologia Teologica: studio dei concetti teologici contenuti in
un mito;
2° Mitologia Cosmologica: studio dei concetti concernenti
l’Universo e la sua formazione che si trovano sempre in un mito.
b) MITOLOGIA IERATICA
1° Mitologia Dogmatica: studio della costruzione e dell’evoluzione
dei dogmi delle religioni secondo le espressioni della Mitologia metafisica;
2° Mitologia Rituale: studio dei riti nelle cerimonie religiose diver-
se per comparazione ai miti inerenti a ciascuna religione;
3° Mitologia Morale: studio della morale insegnata dalle diverse
religioni secondo i concetti dei miti di ciascuna correttamente interpretati.
c) MITOLOGIA CELESTE
1° Mitologia Uranografica: studio della descrizione del cielo secon-

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

do i diversi concetti dei miti, comparazione tra questi concetti e quelli


dell’Astronomia, connessa alla Mitologia Cosmologica;
2° Mitologia Astrologica: studio dei concetti astrologici contenuti
nei diversi miti, ricerche dei rapporti tra queste concezioni e i concetti teolo-
gici, connessa all’Astrologia e alla Cabala;
3° Mitologia Terrestre: studio dei concetti geologici, geografici,
evoluzionistici contenuti nei diversi miti.
d) MITOLOGIA SOCIALE
1° Mitologia Soterica: studio dei concetti storici contenuti nei miti,
ricerche concernenti l’antropomorfismo come pure l’origine del Totemismo;
2° Mitologia Profetica: studio dei concetti profetici espressi dai
miti, connessa alla Profetica.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

IV - SCIENZE DERIVATE

ARTI DIVINATORIE
a) ARTI DIVINATORIE MECCANICHE
1 Astrologia Giudiziale: così chiamata dal Medio Evo e consisten-
te nel ricavare un giudizio o una predizione dall’esame di uno o più orosco-
pi per congetturare l’avvenire, connessa all’Astrologia.
b) ARTI DIVINATORIE SEMI MECCANICHE
1° Geomanzia: divinazione ottenuta dall’interpretazione per mezzo
di un codice prestabilito, da una serie di figure di aspetto geomantico,
costrui-te secondo regole fisse e secondo punti tracciati a caso sulla terra con
una canna (o bastone) o sulla carta con una penna;
2° Tarocchi: divinazione praticata dall’interpretazione per mezzo
della conoscenza delle corrispondenze dei simboli di una serie di carte spe-
ciali o Lame del Tarocco, tirate a caso;
c) ARTI DIVINATORIE PSICHICHE
1° Interpretazione: di fatti psicologici, sogni, presentimenti,ecc.
2° Auto Divinazione: intuizioni, veggenza, ecc., connessa allo
psichismo;
d) ARTI DIVINATORIE FISICHE
1° Chiromanzia: interpretazione delle linee della mano;
2° Grafologia: interpretazione del modo di scrivere e di formare le lettere;
3° Fisognomica: interpretazione dell’aspetto e della forma del viso;
4° Interpretazione del portamento e dei gesti.
e) ARTI DIVINATORIE FORTUITE
1° Interpretazione dei fatti fortuiti, ad esempio il volo degli uccelli,

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

la disposizione delle viscere di un animale sacrificato, il canto degli uccelli.

PROFETICA (studio delle profezie riscontrate negli autori antichi)


a) PROFETICA CONGETTURALE
Studio delle profezie dove il carattere congetturale astrologico sem-
bra evidente, ricerca dei metodi impiegati per stabilire quanto sopra,
connes-sa all’Astrologia;
b) PROFETICA SOGGETTIVA
Studio delle profezie ottenute con mezzi soggettivi, intuizione,
veg-genza, rivelazione, connessa allo Psichismo.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

TAVOLA DEI FENOMENI DETTI PSICHICI

I ORDINE SENSORIALE
1° PSICOPATIA INTUITIVA
a) Sensazioni di orrore o di piacere occasionati dal toccare degli ogget-
ti, la loro natura, la loro forma, per i colori, per i suoni, per gli odori, per il gusto.
b) Attrazione o repulsione causate dagli esseri animati.
c) Simpatia o antipatia tra le persone.
d) Senso dell’orientamento presso gli animali e presso l’uomo.
e) Iloscopia:
1) Senso delle correnti atmosferiche.
2) Magnetiche (polarità umana).
3) Telluriche.
4) Metalliche.
5) Acquatiche (ricerca delle sorgenti).
2° PERCEZIONI CRIPTOIDEE
a) Sogni nel sonno naturale.
b) Allucinazioni allo stato di veglia parziale o completa.
c) Fantasticherie allo stato completo di veglia.
d) Forme e bagliori percepiti chiudendo gli occhi.
e) Veggenza naturale:
1) Fatti visti da un sensistivo, sia ad occhi aperti, sia ad occhi
chiusi, rapportandosi sia ad una irrealtà, sia ad una realtà presente, pas-
sata o futura.
2) Fatti visti da un sensitivo in stato di veglia con l’aiuto di
mezzi supplementari tali come una sfera di cristallo riempita di acqua, fiam-

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ma, tavola nera, ecc. rapportantesi sia ad una irrealtà sia ad un realtà presen-
te, passata e futura.
f ) Illusioni o aberrazioni sensoriali in stato di veglia o di sonno
naturale.
3° SUGGESTIONI SENSORIALI E MAGNETISMO ANIMALE
a) Suggestione semplice: azione di una volontà sulla sensitività.
b) Ipnotismo: sonno provocato dalla sola suggestione.
c) Ipnosi: prodotta per mezzo dei “passi” senza che la volontà del-
l’operatore intervenga.
d) Aberrazioni e esteriorizzazioni sensoriali occasionate dell’ipnosi.
e) Veggenza artificiale sviluppata dall’ipnosi e rapportantesi a dei
fatti sia irreali sia reali del passato, presente e futuro.
f ) Magnetismo curativo: azione sul sistema nervoso dei “passi” detti
magnetici senza che la volontà dell’operatore intervenga.

II ORDINE MENTALE
1° MODIFICAZIONI NATURALI DELLA PERSONALITÀ
a) Molteplicità della personalità in un individuo.
b) Sdoppiamento della personalità.
c) Sostituzione della personalità ordinaria con una personalità
apparentemente estranea: possessione demoniaca e incarnazione spiritica.
d) Reminescenze e sensazioni del “già visto”.
e) Esteriorizzazione involontaria o volontaria della personalità.
f ) Scrittura automatica immediata o mediata.
2° SUGGESTIONE MENTALE
a) Azione della volontà su un altra volontà.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

b) Idee trasmesse per semplice suggestione.


c) Azione sulla volontà o mentalità altrui con mezzi ipnotici.
3° COMUNICAZIONI MENTALI
a) Telepatia o trasmissione sia volontaria, sia involontaria di pensieri
o di sentimenti senza suggestione a distanza, con o senza accordo convenuto.
b) Presentimenti corrispondenti alla realtà dei fatti.
4° AZIONE MECCANICA SULLA PERSONALITA
a) Azione ipnotica su qualche parte del corpo del soggetto.
b) Azione ipnotica sul principio vitale di un soggetto: fattura;
1° la personalità del soggetto non essendo esteriorizzata total-
mente o in parte;
2° la personalità o le facoltà sensoriali del soggetto essendo
esteriorizzate.

III ORDINE FISICO


1° ANOMALIE DINAMICHE
a) Rumori negli oggetti o raps.
b) Colpi battuti nei muri.
c) Chocs ricevuti dagli spettatori a seguito di sedute medianiche.
d) Soffi percepiti nelle stesse sedute.
2° ANOMALIE CINETICHE
a) Spostamento di oggetti con un contatto superficiale, come le
tavole giranti.
b) Spostamento di oggetti senza contatto o levitazioni.
c) Apporti di oggetti lontani.
d) Grammatologia o frasi ricavate con l’aiuto della tavola girevole.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

3° ANOMALIE MORFOLOGICHE
a) Disegni o impronte prese nella cera o nella plastilina a seguito di
sedute medianiche.
b) Modificazioni dello stato fisico, sia della temperatura sia del
peso degli oggetti o del corpo dei medium.
4° ANOMALIE FOTOGENICHE
a) Apparizioni di luci amorfe.
b) Apparizioni di forme luminose imprecise o precise.
c) Apparizioni di forme umane; fantasmi o materializzazioni.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

FISICA APPLICATA ALL’OCCULTO

1 - Studio generale delle Forze


2 - Studio degli opposti di forze (+ e -)
3 - Studio delle leggi di equilibrio
4 - Vibrazioni
5 - Risonanze
6 - Applicazioni del campo magnetico
7 - Atomistica
MATEMATICA
8 - Aritmosofia
9 - Aspetto qualitativo dei numeri
10 - Circonferenze poligoni ecc.
FISIOLOGIA
11 - Studio delle qualità elementari
12 - Costituzione umorale
13 - La polarità nei due sessi
14 - La morte e i suoi processi
PSICOLOGIA
15 - Teorie della Conoscenza
16 - Fenomeni occulti (Psichici)
17 - Suggestione
18 - Costituzione occulta dell’uomo
19 - Le tre vie di perfezione
RELIGIONE E MORALE
20 - Orazioni, mantra ecc.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

21 - Morale
22 - Nozioni occulte sulla Religione Cattolica
SIMBOLISMO
23 - Tetraxi Pitagorica
24 - Simboli Ermetici DIVINATORIA

25 - Astrologia Esoterica
26 - Astrologia Kabalistica
27 - Astrologia Mondiale
28 - Tarocco
ORDINI OCCULTI
29 - Scopo trascendente della vita
30 - Società iniziatiche
A - FISICA APPLICATA ALL’OCCULTO
1 - Studio generale delle forze
Conoscenza delle forze (le due forze universali); l’attrazione univer-
sale: inerzia-peso e massa-formulazione. Rappresentazione grafica delle
forze. I quattro elementi indispensabili alla permutazione di una forza.
Magnitudine, direzione, significato e punto di applicazione.
2 - Combinazione opposti delle forze
Componenti e risultante. Il parallelogramma e le sue diagonali quali
somma e differenza dei componenti. L e forze multiple e la loro
risultante. Momento di una forza. Forza uguale e di senso contraria. Vortice.
3 - Studio delle leggi di equilibrio
Necessità dell’equilibrio per la stabilità. Sinonimia della perdurazio-
ne. Azione e reazione. L’estendersi di questa idea al piano metafisico.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

4 - Vibrazioni
Vibrazione di una linea; materiali, elastiche, elettriche; corrente alter-
na. Vibrazioni di un piano; il pendolo; pulsazione di una corda - Vibrazioni
sulla superfice di un liquido; onde rettilinee e onde circolari - Vibrazioni
radianti; onde sonore, calorifiche, luminose ed elettriche.
5 - Risonanza
Ritmo - Armonia - Sintonia - Sincronia - Sinfonia - Risonanza
Acustica - Risonanza elettrica; induzione; aspetto occulto della
risonanza: Rituali Mantra gesti. Profumi, intenzioni, campane.
6 - Campi di forza
Linee di forza - Intensità di campo - Calamite - Elettrocalamite -
Campo magnetico - Magnetismo terrestre - Magnetismo solare solenoide
- Effetti del fuoco serpentino nell’essere umano - Polarizzazione di ener-
gie nel sesso e nella mente - Magia sessuale, individuale e collettiva.
Condizione per l’Alchimia.
7 - Atomistica
Concetto della materia prima dell’era atomica - Particole, molecole e
atomi - Cristalli - Concetto attuale dell’atomo (956) - Elettroni, positroni e
neutroni - Radiazioni rimanenti dalla disintegrazione atomica - L’atomo ete-
rico secondo l’occultismo - La doppia polarità - Il mondo fisico quale feno-
meno elettrico - L’elettricità quale manifestazione della vita Universale.
B - MATEMATICHE
8 - Aritmosofia
Concetto della quantità - Le operazioni e le sue inverse - Lo zero e i
numeri digitali - La somma Teosofica - La riduzione a un determinato siste-
ma - Lo spirito, l’Astrale e il Corpo di un numero.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

9 - Aspetto qualitativo di un numero


Sistemi da tener conto - Significato del numero dentro il sistema -
Equilibri espressi in numeri - Significati metafisici dei numeri - Valore nume-
rale delle lettere ebraiche e i numeri d’ordine - Significato del passaggio dallo
Zero all’Uno, dall’Uno al Due ecc.
10 - Figure e corpi
Limitazione dello spazio - Legge universale di economia - La circon-
ferenza - Simbolismo, origine, divisione - Il raggio - Il diametro - Il numero
- Poligoni regolari - Poligoni stellati - Sensi di lettura Platonici - La sfera -
Assi - Prisma, Piramidi e Coni - Sezioni coniche.
C - FISIOLOGIA
11 - Qualità elementari
La formazione dei corpi secondo gli antichi - Le qualità elementari -
Costituzione degli elementi.
Studio dell’elemento fuoco ( ) nel piano fisico e morale
Stadio dell’elemento acqua ( ) nel piano fisico e morale
Studio dell’elemento aria ( ) nel piano fisico e morale
Studio dell’elemento terra ( ) nel piano fisico e morale
12 - Costituzione umorale
Qualità elementali e elementari dei segni zodiacali - Qualità elemen-
tali e elementari dei pianeti - Applicazione oroscopica per la determinazione
delle quattro qualità umorali - Studio delle risultanti o temperamenti - Il
temperamento nel senso fisiologico - Idem nello psichico.
13 - La polarità nei due sessi
La legge degli amanti. La tripla polarità umana nei due sessi - Repulsione
degli uguali e attrazione dei contrari - L’unione del polo centrale - Stimoli del

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

fuoco serpentino sotto l’impulso erotico - La coppia, macchina tetrapolare -


Formazione del vortice sotto la polarità eterea mentale - Impotenza dell’uomo
nella percezione del nuovo Ego - Il matrimonio come sacramento.
14 - La morte e i suoi processi
La morte come fenomeno naturale - Processo della morte fisica - La
morte eterica, astrale e mentale - Scomparsa della memoria - Acquisizioni di
nuove attitudini - Funzione del Karma - Preparazione alla nuova nascita.
D - LA PSICOLOGIA
15 - Teoria della conoscenza
Conoscenza del non io attraverso i sentimenti - Il suo meccanismo -
Atti riflessi - Subcoscienza e supercoscienza - Valore del mondo esterno, ana-
lisi, sintesi e giudizio.
16 - Fenomeni occulti
Sensi trascendentali - Esteriorizzazione dei sensi e ipersensibilità -
Fenomeni ineterni - Medianità - Ispirazione - Intuizione - Estasi - Mezzi ausiliari.
17 - Suggestione
Suggestione e autosuggestione - Personalità Suggestive - Personalità
ricettive - Leggi della suggestione - Applicazione della suggestione a processi
vitali, emotivi e morali - Magnetismo - Ipnotismo e i suoi fenomeni -
Suggestioni collettive.
18 - Costituzione occulta dell’uomo
Costituzione ternaria - La personalità nel mondo della forma -
L’anima nei mondi senza forma - Lo spirito nei mondi dell’Unità - La fusio-
ne con la volontà divina.
19 - Le tre vie di perfezione
La via della conoscenza - L’osservazione della vita - La conoscenza

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

delle Leggi Naturali - La via dell’Amore - L’altruismo - La mistica - La via


dell’Azione - Sviluppo della Volontà - La ricchezza - Il potere - L’iniziazione.
E - RELIGIONE E MORALE
20 - Nozioni occulte sulla religione - Dogma
Definizione etimologica - Yoga - Dottrina - Interpretazione Kabalista
del concetto dottrina - Derivazioni della medesima - Segnarsi - Il padre nostro
- Le sette sue parti - Le dodici parti del Credo - I dieci comandamenti di Mosé
- I sette sacramenti della Chiesa - I sette peccati capitali - Le tre virtù della
Chiesa - Le tre virtù teologali; Fede, Intuito; Speranza, Azione; Carità, Amore.
21 - Rituali, orazioni, ecc...
Orientamento delle condizioni religiose - Immagini - Simboli - Gesti -
Posizioni - Orazioni - Mantram - Canti musiche e profumi - Tempi rituali.
22 - Relazioni umane - Morale
Il diritto naturale - Superazione attraverso la morale - Panorama dello
stato evolutivo - Azione del Karma nella situazione sociale - Costituzione e
morale famigliare. L’aspetto sentimentale - Diritti e doveri - Morale interna -
Morale sociale - Critica della libertà - Gerarchie religiose e gerarchie militari.
F - SIMBOLISMO
23 - La tetraxi Pitagorica
L’idea Pitagorica e il suo simbolismo principale - Significato del nome
“Tetraxi” - Sviluppo della manifestazione - Principi cause leggi ed effetti - La
decade Pitagorica - Punti importanti: i tre vertici e il centro - Applicazione a
casi particolari.
24 - Simbolismo Ermetico
Simbolismo filosofico - Simbolismo del cerchio - Il cerchio con un
punto al centro - Il diametro “Ying Yang” - La croce nel cerchio -

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Simbolismo astrologico - Simbolismo elementale e elementare - Simbolismo


alchemico - Utilità del simbolismo.
G - SCIENZE DIVINATORIE
25 - Astrologia mondiale
Applicazione mondiale del simbolismo astrologico - Significato delle
case nel simbolismo mondiale - Interpretazioni di aspetti e situazioni plane-
tarie - Eclissi e i loro effetti - Le congiunzioni eliocentriche di  e  -
L’astrologia e la storia - Successione storica - Quattro popoli, rettori dei
momenti storici.
26 - Tarocco
Storia - Analisi - Arcani Maggiori - Principi divinatori - Sintesi filo-
sofica della vita umana - Gli aspetti minori - Le quattro figure - I dieci nume-
ri - Significati simbolici.
H) - ORDINI OCCULTI
27 - Scopo trascendentale della vita
Motivi e origine della manifestazione - Il mito degli “Angeli ribelli” -
Il cosmo - Il Sole e il suo sistema - Il segno dello Spirito Santo - Significato
della venuta del Cristo - La Redenzione - “Adveniat regnum tuum” -
L’entrata nella Coscienza del Padre.
28 - Martinismo
Motivi della sua esistenza - Il Martinismo quale scuola di formazione
integrale - Significato dei suoi gradi - Le sue equivalenze - I suoi fini - Doveri
dell’iniziato.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ARITMOSOFIA

Il simbolismo numerico più che con la matematica ha affinità con


la fisica, non evidentemente con la fisica terrestre, ma con la fisica di un
mondo superiore e spirituale, con una fisica trascendentale con la meta-
fisica. I simboli sono veri e propri condensatori e accumulatori di forze
spirituali, o meglio, sono le forze stesse magicamente racchiuse in con-
densatori. Ma il simbolo può essere più profondo ancora: può, per il fatto
che in tutti i casi si tratta sempre di similitudini o di accordi o di ritmi, cioè
di parallele governate e rette da ordini numerici, annidarsi addirittura nella
chiave delle chiavi, nel segreto reggitore del complesso armonico, in un
numero. Certo è difficile, per un’anima umana, sentire la forza occulta di
un numero, e in genere di un vero simbolo; ma dobbiamo sempre tener
presente che i simboli non sono destinati a diffondere la conoscenza di
verità spirituali, a volgarizzare la Sapienza, ma al contrario a nasconderla,
ad occultarla, per conservarla viva e fresca per coloro soltan-to, i quali, per
interiore affinamento e disciplina, ne siano degni. Il simbolo può essere
una frase, una parola, un segno geometrico o un numero (segni
geometrici e numeri possono scambiarsi); i simboli geometrici o
numerici sono i più importanti; infatti: «Segno geometrico e numero
sono partecipi della natura dei paradigmi e modelli anteriori
alla Creazione, e costituiscono l’apporto specificatamente
pitagorico al sim-bolismo iniziatico; sono principi eterni, simboli
e fattori di armonia, agenti condensatori operanti per via di
suggestione, liberazione, incante-simo, donde il loro carattere
essenzialmente magico». (Ghika, Il numero d’Oro, I° Libro Cap.1).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

È ovvio, quindi, che è un errore credere che i numeri corrispondano


a simboli fissi, che sia quasi possibile compire dei prospetti, nei quali accanto
ad ogni numero venga indicato il suo senso simbolico. Se il significato o il
valore dei numeri dipende dal processo spirituale al quale essi vengono di
volta in volta riferiti, è chiaro che il loro senso simbolico può variare con il
variare dell’oggetto cui si applicano. Quando si vuol riferire l’uno
all’uomo e il due alla donna conviene dirlo. Se per 1 si intende una rima
unita che vien riferita all’uo-mo e per 2 una seconda unità che vien riferita
alla donna, questa applicazione è perfettamente legittima. Ma sarebbe
altrettanto legittima quando si cambias-se il punto di vista: riferire la prima
unità alla donna e la seconda all’uomo. Il numero 1 lo permetterebbe. Se si
volesse dire che nei confronti dell’uomo la donna è costituita da due unità
che è un binario, sarebbe un errore. Sono l’uomo e la donna che, nei
confronti dell’Androgino primordiale e superiore, costituiscono insieme un
Binario formato da due unità: l’una maschile, l’altra femminile. Carattere
del numero è una somma astrazione. Ne consegue che il numero, di
per se stesso, non designa questo o quell’elemento del Grande Arcano,
o di un Arcano qualunque piuttosto che un altro...
È questa una grave causa di errore per gli studenti superficiali di eso-
terismo e di cabala. Un numero di per sé solo non si applica ad un elemen-to
di Arcano. Bisogna farne apposta l’applicazione. Un... androginato sarà
equilibrato; un... uomo sarà espansivo; una... donna sarà attrattiva.
Ma il numero UNO, di per sé stesso, non è né equilibrato né espan-
sivo né attrattivo. È quello che se ne vuole fare. Indica semplicemente un
essere, una realtà qualunque, spirituale o materiale, immaginaria o concreta,
ma non indica preventivamente quale sia la natura equilibrante espansiva o
attrattiva di quella realtà (A. Jounet, La chiave dello Zohar).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Ogni numero ha una propria caratteristica peculiare.


In primo luogo tutta l’infinita serie dei numeri si divide in nume-
ri dispari e in numeri pari e la differenza fra gli uni e gli altri è grande.
Un numero, pari pur nella sua astrazione, esprime una quantità che è
possibile concepire nella perfezione di una piena simmetria. Nel numero
dispari, invece, vi è un elemento che sfugge a questa simmetria e che aspira a
raggiungerla per trovare in essa riposo. Il numero dispari è quindi, per sua
natura, portato a dare un senso di dinamismo; quello pari un senso di
riposo.
Da qui i simboli di maschio e femmina, della luce e delle tenebre,
del mobile e del quieto nel Cosmo.
SIMMETRIA DEI NUMERI
Un numero di più cifre con un numero composto dalle medesime
cifre, ma disposte in ordine inverso, si dice simmetrico a quel numero. Es.
72 e 27, 153 e 351, 1285 e 5821; 72+27=99 e 54+45=99

I NUMERI PRIMI
I numeri primi che non possono essere divisi che per 1 o per se stes-
si, ossia scomponibili nella unità che li costituiscono, ma tetragoni a qual-
siasi altra divisione o scomposizione in parti uguali (3, 5, 7, 11, 13, 17, 23 e
così di seguito), esprimono quantità unitarie, che possono venir sì moltipli-
cate ma che sono indivisibili. Solo il numero 2 viene messo nel novero dei
numeri primi pur non avendone la “qualità”, perché è pari e corrisponde
pro-prio alla sua metà.
Per il fatto che nel simbolismo numerico abbia spesso particolare
importanza il mondo della processione dei numeri, come espansione del

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

corso di un processo spirituale o creativo, certe relazioni, che l’Aritmetica


conosce tra alcuni numeri, assumono interesse anche per l’Aritmosofia; esse
dimostrano infatti la maniera con la quale alcuni numeri si formino
da altri e rivelino così rapporti di valore che sfuggono allo sguardo
superficiale.
Di questo ci forniscono un esempio i così detti numeri figurati.
La tavola dei numeri figurati è costituita da serie di numeri che
vengono tratte le une dalle altre. La Prima Serie, la Serie Base, è
quella naturale dei numeri:

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, ecc.


La Seconda Serie comincia pure con 1, ma ha per secondo
termine la somma dei due primi termini della serie naturale, cioè (1+2)=3
per terzo termine la somma dei primi tre termini della serie naturale,
ossia 1+2+3=6, per quarto termine, 10, somma dei quattro primi
termini della serie naturale (1+2+3+4)=10 e così di seguito.
La La Seconda Serie risulterà dunque così:

1, 3, 10, 15, 21, 28, 36, 45, 55, ecc


di numeri così detti TRIANGOLARI
La terza serie di numeri così detti PIRAMIDALI si ottiene operando
sui termini della seconda serie allo stesso modo come per ottenere questi
ultimi si è operato sui termini della serie naturale. Si hanno così:

(1+3)=4 (1+3+6)=10 (1+3+6+10)=20 (1+3+6+10+15)=35 ecc.

Con il medesimo metodo si opera per ottenere la serie successiva. È


ovvio che un’intima corrispondenza esiste fra serie e serie; si può dire che le
relazioni metafisiche fra i termini di una serie qualunque si mantengono inal-
terate in ciascuna delle altre serie.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

TAVOLA RIASSUNTIVA DEI NUMERI FIGURATI


Termini I Termine II Termine III Termine IV Termine V Termine
I Serie 1 2 3 4 5
II Serie 1 3 6 10 15
III Serie 1 4 10 20 35
IV Serie 1 5 15 35 70
V Serie 1 6 21 56 126
VI Termine VII Termine VIII Termine IX Termine X Termine
I Serie 6 7 8 9 10
II Serie 21 28 36 45 55
III Serie 56 85 120 165 220
IV Serie 126 210 330 495 715
V Serie 252 462 792 1287 2002

NUMERI PERFETTI
Si ode spesso parlare di Numeri Perfetti. Ne fanno parola specialmen-
te coloro che parlano di numeri, di simboli e di case occulte, senza avere una
conoscenza vera di esoterismo. Perfetto, si dice, è il numero 7, perfetto è
anche il numero 10 e più che perfetto è anche il 100 perchè è il quadrato di
10 (100=10x10) e perfettissimo il 1000 che è il cubo del 10
(1000=10x10x10). Fra tante perfezioni non si sa dove ci si possa fermare nè
quale sia la vera perfetta. La verità è che non esistono “Numeri Perfetti”; la
locuzione è assolutamente impropria. Un numero preso in se stesso, non
applicato ad alcun elemento di realtà, né materiale, né spirituale, né imma-
ginabile, né passibile, è una espressione meramente astratta e non può quindi
essere né perfetto né imperfetto. Quando perciò ci parla di Numeri Perfetti

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

non è al concetto consueto di perfezione che si intende alludere: con il


termine “Numero Perfetto” si intende indicare quei numeri che significano
la natura di un sistema chiuso di un mondo completo ed esprimono la legge
che ne regola il ritmo, la formazione, la vita, in breve la perfetta molteplice
unità. Verità elementare in Aritmosofia è che dal punto di vista esoterico i
numeri vanno considerati esclusivamente per il valore qualitativo, cioè in
funzione della realtà cui di volta in volta si riferiscono. Non vediamo,
quindi, con quanta coerenza potremmo ora giudicare esotericamente le
espressioni pura-mente quantitative, che con i numeri stessi fa l’aritmetica.
Oltre le operazioni aritmetiche, si fanno pure con i numeri le così dette
operazioni teosofiche. E di queste ci interessa conoscere il significato e la
portata.
a) La Prima di esse è l’ADDIZIONE TEOSOFICA; dato un nume-
ro, per esempio il 13, si calcola la somma di tutti i numeri che vanno dall’1
al numero stesso:
1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11+12+13 = 91---------------------
Questa somma sarà un numero che ha affinità con il primitivo numero
preso in considerazione (dunque, per esempio il 91 con il 13) e che
per-ciò all’occorrenza potrà venire ad esso sostituito.
La ragione dell’affinità può trovarsi nel fatto che ogni
numero, rappresentando, come si è detto, l’apice di un processo che è
passato per tutti i numeri precedenti, la somma, ossia il nuovo numero, dà la
valutazione di tale processo.
b) La Seconda operazione è la così detta RIDUZIONE TEOSOFI-
CA e consiste nel sommare le cifre costituenti un numero e nel ripetere
l’ope-razione sulla somma così ottenuta, se costituita a sua volta da più cifre,
fino a quando si ottenga un risultato di una cifra sola.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Questo numero di una sola cifra, è per così dire la Radice Spirituale del
numero preso in considerazione.......................................................................................
Prendiamo per esempio il numero 351; la somma delle cifre che lo
costituiscono è 3+5+1 = 9; 9 è dunque il numero che indica il ritmo di
351.
Se invece di 351 consideravamo il 472, la cui somma è 4+7+2 =
13 il quale a sua volta è costituito da più di una cifra, si ripete
l’operazione, 1+3 = 4; 4 è dunque il numero indicante la
famiglia spirituale cui appartengono tanto 472 quanto 13.
Queste due operazioni, dell’addizione e della Riduzione
Teosofica, non vengono universalmente eseguite nel mondo degli
occultisti e degli ermetisti; esse sono state assai usate presso alcune
scuole esoteriche antiche, e particolarmente presso gli esoterici
ebraici, i cabalisti. È noto che in Ebraico non esistano segni
speciali per indicare i vari valori numerici e che alla mancanza di
questi segni si supplisca con le lettere dell’alfabeto. Ogni lettera ha
quindi un valore numerico, oltre a rappresentare un suono, come
dalla tabella già fatta a suo tempo.

N.B. Non bisogna comunque attribuire eccessivo valore esoterico


all’addizione e alla riduzione teosofica e conviene andare assai piano nel
volere scoprire il significato spirituale di un numero dalla somma dei numeri
che lo precedono o da quella della cifre che lo compongono.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ASSIOMI MAGICI

VOLERE FUOCO
POTERE ACQUA
OSARE ARIA
TACERE TERRA
SCEGLIERE Aria Elemento Archetipo
SAPERE Acqua Elemento Archetipo
AMARE Fuoco Elemento Archetipo

***

Prima di compiere un’azione, bisogna esaminare tre cose:


I Se si può fare
II Se si vuole fare
III Se si deve fare

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

LE QUALITÀ ELEMENTARI DEGLI ELEMENTI

L’elemento è una componente di Umido e Caldo


L’elemento è una componente di Umido e Freddo
L’elemento è una componente di Secco e Freddo
L’elemento è una componente di Secco e Caldo
Le qualità generali degli elementi sono:
CALDO: calore, mobilità, espansione
FREDDO: frigidità, concentrazione, coesione
UMIDO: fluidità, elasticità
SECCO: tensione rigidità
I quattro stati della materia sono:
RADIANTE
GASSOSO
LIQUIDO
SOLIDO

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Le azioni consistono in
CALDO: scaldare, dilatare, diffondere, aggregare gli omogenei,
disgregare gli etereogenei.
FREDDO: condensare, contrarre, coagulare, solidificare, agglo-
merare gli omogenei e gli etereogenei.
UMIDO: ammorbidire, rilassare, liquefare, ecc.
SECCO: disseccare, indurire, tendere, ecc.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ALCHIMIA

L’Alchimia è la conoscenza per reintegrarsi da dove si è venuti e tra-


smutarsi da Uomo-Animale a una luce più chiara. La sua realtà velata è
facile da svelare per chi è chiamato. La materia prima e le fasi alchemiche
sono zeppe di sinonimi (circa 200 per la sola materia prima) e i termini
sono complicati da varie chiavi: per esempio la chiave denaria (Sephitoth) va
letta in chiave quaternaria (quattro mondi) e ternaria (tre forze princi-pali).
Va subito scartata l’idea della trasmutazione vera dei metalli, perché ciò
potrebbe portare a stati psico-somatici di fissazione. Certo è vero che tutto
ciò che tocca l’alchimista, giunto alla XII fase della “Proiezione”,
diventa ORO; ma in senso allegorico si intende. Tutte le dottrine portano
sempre all’unica VERITÀ.
La Via è una sola, ma i sentieri per arrivarci sono tanti. Ciò è com-
provabile, perché le realizzazioni cui l’uomo può pervenire sono pressocché
identiche quando concorrono fattori oggettivi di raffronto tra le varie Vie o
Scuole.
FASI ALCHEMICHE PRINCIPALI
Opera al nero - Putrefazione ( ) Purificazione
Opera al bianco - Maturazione ( ) Lavaggio
Opera al rosso - Animazione ( ) Riduzione
Opera al rosso-viola - Germinazione ( ) Fissazione
FASI DELLA VITA MISTICA SECCA DI SANTA TERESA D’AVILA
Quietudine
Unione (silenzio interiore in cui le percezioni sensoriali
scompaiono)

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Estasi
Unione mistica
SCUOLA KABALISTA
Anche qui quattro fasi (Uovo), quattro scorze (Queliphoth) che
l’Uomo deve rompere per uscire dal Verbo fatto carne, sempre restando nel
quaternario.
SCUOLA INDIANA
Colui che è entrato nella via
Colui che entra nella via
Colui che è entrato nella meta
Adepto perfetto
QUALITÀ OCCORRENTI
Discernimento
Distacco (dopo i “separandi”)
Maestria di Sé
Desiderio della liberazione
FASI IN CHIAVE SETTENARIA
Sublimazione
Calcinazione
Soluzione
Abluzione
Cerazione
Coagulazione
Fissazione
CHIAVE DUODENARIA
È quella che divide il Magistero, che è una sola operazione nei dodi-

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ci segni zodiacali, con le fasi della “Calcinazione” fino alla “Proiezione” e


nelle dodici proposizioni della Tavola di Smeraldo (in termini muratori:
dopo aver superato le quattro prove elementari e le dodici qualità che la fascia
zodiacale ci indica, il nostro Piombo diviene Oro, come è detto nell’ultima
proposizione della Tavola di Smeraldo: «Ciò che ho detto dell’opera del sole
è compiuto e finito»).
ALTRE FASI - ALTRI SINTOMI
Questi che precedono e altri termini come: Decozione, Contrizione,
Rubificazione, ecc. ecc. non sono fasi di un processo ciclico, ma differenti
aspetti in cui si manifesta la coscienza superiore (rispetto al primo)
dell’Iniziato. Bisogna conoscere il vero senso mistico “Solare”, non devozio-
nale: la via devozionale è ancora la fase di “liberazione” del Corpo Lunare.
LE DOCICI FASI DELLA GRANDE OPERA
Prima Fase CALCINAZIONE: essa si opera scaldando il  dei Saggi,

a mezzo del PH.
’  S - Può designare la natura mortale dell’uomo, mentre
PH può designare l’ego.
Ego immortale inizia a dirigere la personalità.
L’Uomo comincia ad obbedire all’impulso o “spinta spirituale”
(fidanzamento del Re e della Regina; Matrimonio Unione dei
contrari  e con le loro fasi reciproche. Primi dettagli sulle
Lunazioni.
Prima illuminazione spirituale che l’uomo sente di essere
“chiamato” verso un ideale più alto che non le sue preoccupazioni
materiali e le sue gioie sensoriali (fisiche animiche e anche
spirituali).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Seconda Fase COAGULAZIONE: (Congelazione-Putrefazione) a questa


fase le tenebre discendono sull’uovo filosofico (pietra-uomo-
apprendista ecc.).
La Materia dell’Opera diviene tutta nera e tutto sembra
perduto a chi non è Maestro.
È la contro parte dello slancio. Sono gli ostacoli che si
frappongono, la resistenza da vincere, i legami da sciogliere.
Gli istinti e gli automatismi.
È la prova di , il passaggio dalle tenebre della Tomba, il
Testamento e la Spogliazione dei “vestiti di pelle”. Distrugge
la natura antica ( ’) e la forma quaternaria dell’uomo
putrefatta per trasformare in una “maniera o forma” nuova di
essere e per fargli produrre un nuovo frutto.
Dal momento che l’uomo, l’Iniziato ha sentito in lui il primo
richiamo verso l’ideale spirituale deve rompere, uno dopo l’altro, tutti
i legami che trattengono la sua natura animale, al desiderio dei sensi.
Deve dunque “morire” alla vita profana, alla cieca vita dei “profani”
avvinghiati al mondo della materia. Deve togliere il desiderio, non
alimentare cioè la propria sensualità, perché si atrofizzi. Il dubbio
può allora invadere la ragione. Si passa “di dubbio in dubbio e di
paura in paura”. Angoscia.
Si domanda se l’ideale intravisto non sia una chimera.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Terza Fase FISSAZIONE: quando l’opera al nero è compiuta e sono sopi-


c ti nella “notte dei sensi” gli impulsi sensuali, l’amore del lusso,
della carne, delle gioie materiali, la prova dell’U (aria) deve
rompere l’attrazione delle cose dello spirito. Deve condurre il
neofita a riconoscere il miraggio mentale e a non fidarsi della
sua intelligenza (cultura, prova dell’T erudizione, ecc.) ossia
Giovanni della Croce “La notte dello spirito”. E uomo comin-
cia a sentire che la sua ragione, la quale considerava come una
facoltà suprema (al punto di deificarla) non è capace e suffi-
ciente a portargli la luce spirituale di cui ora ne sente il biso-
gno, la necessità.
Questa luce è in effetti estranea alla ragione, è qualcosa di più;
come sente che la ragione è superiore all’istinto?
Dopo i ribaltamenti per mezzo dei nostri strumenti Massonici,
dei valori “fisici”, è ora il ribaltamento dei valori “intellettuali”.
L’uomo comprende che la sua mente è uno strumento di dis-
sertazione e di analisi incapace di fargli percepire la sintesi delle
cose. Si accorge che la mente è il grande distruttore e
l’intelligenza la più pericolosa delle illusioni, perché gli nascon-
de “occulta” “vela” la realtà spirituale (delle cose, delle leggi,
delle cause e degli effetti), legandolo sempre più al quaternario.
Tutti i più bei ragionamenti e tutta la logica conseguente non
gli saranno più di guida.
La notte, il nero, il buio, si deve fare nel suo spirito, come pri-
ma il disgusto si era fatto nei sensi, ma nello stesso tempo

330
Corso di studio seconda metà anni ‘80

LE QUALITÀ ELEMENTARI DEGLI ELEMENTI

T’’ a
V’’ d
U’’ c
W’’ b

L’elemento U è una componente di Umido e Caldo


L’elemento V è una componente di Umido e Freddo
L’elemento W è una componente di Secco e Freddo
L’elemento T è una componente di Secco e Caldo
Le qualità degli elementi sono:
CALDO: calore, mobilità, espansione
FREDDO: frigidità, concentrazione, coesione
UMIDO: fluidità, elasticità
SECCO: tensione e rigidità

I quattro stati della materia sono:


RADIANTE T
GASSOSO U
LIQUIDO V
SOLIDO W
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Corso di studio seconda metà anni ‘80

i rumori del mondo, le opinioni degli altri, cercare la VERITÀ


IN TUTTE LE COSE e scartare con rigore quelle che a
lui sembrano false.
Bisogna fare tabula rasa.
.
Il F. . come il  divora gli errori dell’immaginazione,
nella medesima maniera in cui il 
dissipa le nebbie dell’umidità .
Uno dei Guardiani della Soglia è allora vinto.
L’iniziato è diventato uno spirito “chiaroveggente”, ossia
che vede chiaro, scoprendo la verità dietro i pregiudizi del
mondo. resiste al proprio demone - deserto -
quarantena. Bisogna far tacere ogni
sofismo. Bisogna capire il vero carattere della missione iniziatica
(che non è quella di incantare le folle, né quella di
capovolgere l’ordine naturale, miracoli, ecc.), ma di
entrare con rettitudine (e ) nella strada del servizio.
Vittoria sull’orgoglio. Non si tratta per l’iniziato di acquisire
dei poteri meravigliosi per sbigottire gli altri e se stesso, ma di
impiegare tutta la sua disponibilità per illuminare il
costante problema del dovere (di essere nel quaternario). La
digestione insomma è la visione chiara di questo dovere.
Sesta Fase DISTILLAZIONE: (Congiunzione)solo dopo la Digestione
 si può iniziare l’azione.
Le prove massoniche dopo l’ultima del impongono al
recipendario un’opera di beneficenza. È la messa in pratica
delle verità spirituali che l’iniziato ha compreso.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

È la realizzazione, l’adattazione (  in ) di seminari


gruppi, campi ecc. ecc.--------------------------------------------------
L’iniziato ha il dovere imperioso di agire, ossia di uscire dalla
sua torre di avorio e dalla sua meditazione, per
mischiarsi tra la folla, alle sue reazioni, ai suoi bisogni, ecc.
È al prezzo del suo sudore che lui potrà “distillare”
questo “latte della vergine” e che è la sostanza
fondamentale dell’Opera.------------------------------------------------
Preparare con le sue mani l’alimento a coloro che hanno fame
(atti dei seminari, logge propedeutiche, viaggi), lavare i piedi,
pazienza, ecc. ecc., insomma compiere sulla Terra la
propria missione o mansione sociale, in altri termini pagare di
persona, scegliere, agire.-------------------------------------------------
L’Opera passa ora al BIANCO.---------------------------------------
I veicoli “Inferiori” sono interamente sottomessi al
controllo dello spirito.---------------------------------------------------
LA META DEL CAMMINO EVOLUTIVO È COMPIUTA
(PICCOLI MISTERI). INIZIA ORA L’EVOLUZIONE
SOVRAUMANA CHE DOVRÀ PORTARE
ALLA REINTEGRAZIONE DEFINITIVA.
Settima Fase SUBLIMAZIONE: l’iniziato osserva, come da altezze montane,
 con larghezza di orizzonti e sinteticamente, il funzionamento
del mondo.-------------------------------------------------------------
Vede come ogni atto ha le sue ripercussioni e conseguenze. 
K- la grande legge fatale gli appare chiaramente
permettendogli di prevedere le conseguenze degli
avvenimenti.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Per ogni atto di disinteresse, gli riviene un sacrifico, o


una amarezza, ma porta ricompensa inaspettata. Così ogni
atto di egoismo o cattiveria riceve punizione adeguata e
ben proporzionata.----------------------------------------------------
.
Giuramento del Maestro. . = protezione o punizione. Nella
fase della Sublimazione l’iniziato raccoglie i frutti delle
opere compiute durante la Distillazione.
Sale dalla Terra al Cielo e dal Cielo alla Terra per ricevere
la forza delle cose superiori e inferiori.
Ottava Fase: SEPARAZIONE: ottiene la felice liberazione.
 Metamorfosi - Morte seguita da Resurrezione.
Il compagno ha sgrossato la pietra bruta.
L’Ego ha lavorato sulla personalità. Il suo lavoro è terminato.
Lo lascia. È la separazione vera.
L’essere eterno nasce dall’essere mortale. Questa separazione è
una generazione.
Il figlio si distacca. Morte della personalità e rinascita spirituale,
per la liberazione da tutti gli attacchi del mondo illusorio (per
lo spirito quaternario). L’iniziato attende ora la sua ultima
morte fisica, la crocifissione nell’ ’’’ di ).
L’OPERA PASSA AL ROSSO.
Nona Fase: INCENERAZIONE (cremazione): la forza del pensiero
.
 dell’iniziato divenuto Maestro. ., acquista una forza enorme,
.
come la leva del Maestro. .
Solamente arrivato a questa fase l’iniziato deve dimenticarsi
di se stesso. Totalmente. Deve quindi attuare il sacrificio di sé

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

per “qualcosa”. In assoluta solitudine l’iniziato ripassa con


perfetta conoscenza di causa tutte le prove che aveva subito
prima. Quindi non nasce né muore più alla vita fisica (di
relazione), ma tuttavia aiuta all’evoluzione del mondo in una
forma sottile.+++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Nove mesi di gestazione e “cremazione”; «polvere eri e
polvere ritornerai».
Decima Fase: FERMENTAZIONE: qui la crocefissione (sacrificio di sé) è
 finita: il Maestro Iram, cioè, vive nel proprio insegnamento,
nel proprio esempio, nelle proprie opere.
La crocefissione del  nei quattro elementi cardinali, fissi e
mutevoli è finita (compiuta), quindi il Maestro si dona ad una
missione cosmica.-----------------------------------------------------
Non è più un essere, ma l’anima di un movimento evolutivo,
è l’effetto di una causa che sta al di sopra del riflesso che sta
sotto. Il suo destino è legato a ciò che ha costruito e non avrà
riposo finché non avrà conseguito tutto.--------------------------
Nel solstizio di  la pianta muore, ma il lavoro nascosto
della sementa è fecondo di germinazione.
Undicesima MOLTIPLICAZIONE: le forze della moltiplicazione
Fase rappresentano l’immisione delle vite nel grande oceano
 della Vita Universale.------------------------------------------------
La coscienza di ciascuno vede il suo capitale moltiplicato
per quello degli altri fratelli. «Ogni cosa contiene in se stessa
tutte le cose ed essa vede, ugualmente tutto in ogni altra
forma» (Plotino).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

È un ripercorrere insieme con i fratelli in catena magica (come


attorno alla tomba di Iram) il Ritorno.
Non si tratta più di personalità, ma dell’Idea Eonica dell’Idea
Eggregorica che deve attuarsi sugli altri fratelli a beneficio
dell’umanità per il ritorno all’unità.
La coscienza sul piano dell’Amore (settimo assioma) consiste
nell’identificarsi al Centro di Coscienza di ogni essere e di
ogni cosa. Non è l’annullamento della coscienza, ma, al
contrario, la partecipazione assoluta a questa Coscienza Totale
che invade tutto, dal granello di sabbia, al destino dei mondi.
Dodicesima PROIEZIONE: lo sforzo evolutivo degli adepti costituisce
Fase una corrente che chiama gli altri esseri sul cammino
 dell’Assoluto ( ) Archetipo ( ) e ne accelera la loro
esecuzione e il ritorno all’UNITÀ.
L’universo intero tende a fondersi nella stessa beatitudine che
nello stato Saturniano è lo stato di comunione e nel piano
terra ( ) è la Fratellanza.
Ogni cosa vile sarà trasformata in oro puro, ossia è l’ultima
fase o proiezione.
Iram (cioè coscienza universale) sarà reintegrato nella sua
unità primordiale. È allora che si alzerà senza l’ausilio delle
due luci, ma sui propri piedi (). dove regnano sovrane
due veneri in esaltazione. Una positiva (+) e una negativa (-)
prima di accedere al ’ (fuoco primo) (esaltazione del ).
Ciò affinché, insieme con le leggi Cosmiche, l’universo
pervenga alle stato di “beatitudine”.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Questo è lo scopo dell’evoluzione.


Questo è il “giudizio” finale.
Questa la “GRANDE OPERA” del  compiuta nei dodici segni.

L’iniziazione non si acquisisce per transizione, insensibile, ma bruscamen-


te, con grande lacerazione interiore.
La nascita alla vita spirituale rassomiglia alla nascita fisica; come
questa si accompagna ad angosce e dolori.
Una legge singolare, effettivamente, vuole che i progressi
dell’evoluzione si ottengano, non secondo una gradazione continua, per dei
bruschi salti o da pro-fonde mutazioni.
L’iniziazione è dunque il risveglio della coscienza spirituale. Non è
dunque né una formula, né un rituale. Essa non si trova né sui libri, né nelle
parole; essa non si compra, non si ruba; è un nuovo modo di sentire e di
comprendere ciò che risulta di tutta l’evoluzione passata. Questo senso
interiore dell’uomo spirituale (l’Iniziato), questo “sensorium” di un mondo
metafisico non è disgraziatamente ancora conosciuto a chi si trova ancora
all’infuori di esso. Coloro che non lo hanno non potranno mai ricavarlo
dalle parole degli iniziati, perché le parole esprimono dei concetti di ordine
mentale, senza rapporto con gli stati di coscienza spirituali. Questi solo
conferiscono l’iniziazione, ossia l’entrata nelle correnti iniziatiche.
La percezione del mistico (dell’Iniziato) segna l’acquisizione di un
nuovo modo di coscienza: la coscienza spirituale o intuitiva, dove il
“risveglio” costituisce l’iniziazione occulta.
È la coscienza del piano cosmico dove la “qualità” è di percepire, in
ogni cosa, l’Unità cosmica.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

I SETTE PECCATI CAPITALI

L’AVARIZIA
L’avarizia condurrà il mistico sviato ad un isolamento totale e sterile.
Svelare, rivelare, insegnare, trasmettere tutto ciò che lui stesso ha ricevuto o
ha preso da altri, gli sarà sempre cosa dolorosa o scioccante.
Ammucchierà libri e manoscritti, documenti iniziatici, ma non con-
cepirà mai che egli non possa essere altro che un semplice strumento di tra-
smissione.
Le filiazioni iniziatiche alle quali potrà essere ricollegato egli le frazio-
nerà nuovamente, moltiplicandone le prove, i gradi, le classi, al solo scopo di
ritardare il più possibile l’istante in cui sarà obbligato di considerare termina-
to il suo ruolo e dell’allievo di ieri fare il suo eguale di oggi e, può darsi, il
suo superiore di domani.
L’avarizia corrisponde alla TERRA ed è il contrario della PRUDEN-
ZA, il suo stesso eccesso.
GOLA 
La gola condurrà il nostro occultista a divorare senza alcuna misura
tutti i documenti, libri, trattati, schemi, che gli saranno accessibili. La dot-
trina più disparata tra loro, gli insegnamenti più differenti, tanti miscugli
che non lo respingeranno.
Avido di tutto ciò che solletica la sua curiosità e il suo appetito di
conoscere, questo intrugliare il tutto valga quanto valga, e di questo strano
miscuglio, se se ne mischia l’ORGOGLIO, cercherà di estrarne una dottrina
perso-nale, che secondo lui assicurerà un completamento, ovvero sia una
modifica delle tradizioni iniziatiche che egli avrà così saccheggiato e
mescolato.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Se al contrario è la PIGRIZIA, che va a mescolarsi al suo appetito,


l’eccesso stesso delle sue conoscenze disparate, mal digerite da una natura
mentale pigra, gliele farà improvvisamente, un giorno, vomitare ed egli ritor-
nerà al materialismo, che a questo punto considera riposante.
La gola corrisponde all’ACQUA ed è il contrario della TEMPERANZA.
LUSSURIA 
La lussuria gli farà introdurre una certa sensualità in tutti i domini
iniziatici dove il nostro occultista sarà condotto ad operare.
A priori sarà ostile alle dottrine troppo spirituali o troppo ascetiche e
sosterrà la necessità di adattarle, in modo molto liberale alle esperienze della
natura umana inferiore.
Si farà inoltre difensore delle dottrine e delle religioni in cui la sessualità
giuoca un ruolo (Tantrismo, Gnosticismo licenzioso, Magia sessuale,
ecc.). Per lui una organizzazione iniziatica mista sarà sempre molto superiore ad
una organizzazione esclusivamente maschile o femminile!
Ma soprattutto, questo difetto si eserciterà nel dominio della
faciloneria. Infatti trasmetterà inconsideratamente le iniziazioni e gli
insegnamenti di cui è depositario a postulanti non qualificati o estranei a
questa corrente. Egli cederà facilmente i segreti iniziatici agli individui di sesso
opposto in cambio di favori!
Infine, come per le fornicazioni e gli adulteri spirituali rimproverati ad
Israele dai Profeti o dal Cristo, egli si farà seguace di dottrine, di
iniziazioni, di cerimonie, sovente diametralmente opposte.
Non esiterà, per interesse o piacere, o anche perché incitato dalla sua
semplice curiosità, a volgersi verso correnti inferiori, allorquando percepirà che
le Forze Superiori non gli serviranno a nulla in tali domini.
La Lussuria corrisponde all’ARIA e si oppone alla GIUSTIZIA.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

LLAA-
LA PIGRIZIA Y
La pigrizia porterà l’aspirante sviato verso una sorta di quietismo che
gli farà considerare la perfezione nel banale amore di Dio,
l’inazione dell’Anima, e l’assenza di ogni opera esteriore, e non oltre.
Resterà dunque indifferente riguardo ai mali degli Esseri che lo cir-
condano oppure, se li percepisce, egli non farà nulla per alleviarli,
stimando che le disgrazie di cui soffrono sono il giusto risultato dei loro
errori passati. Infine, arriverà a disinteressarsi di se stesso, abbandonandosi alla
Provvidenza per ottenere l’accesso alla Perfezione Morale, e considererà
l’IGNORANZA come una via altrettanto sicura quanto quella della
CONOSCENZA. La Pigrizia corrisponde al FUOCO (capovolto) e si oppone
alla FORZA.
L’INVIDIA 
L’invidia porterà lo pseudo iniziato a fargli desiderare non solamente i primi posti e gli
pseudo-onori, ma per di più non esiterà a ritardare, anzi ad impedire, l’altrui avanzamento,
se è presente in questi altri una superiorità che possa eclissare la sua. Manterrà la
prerogativa sulle dottrine, gli inse-gnamenti, libri e documenti suscettibili di nuocere al
suo interesse. Non si darà pace per possedere tutto ciò che gli altri possiedono,
considerando come una offesa che vi possa essere qualcosa che egli non possieda, anche se
è già in anticipo ben deciso a non servirsene o anzi intellettualmente vi si oppone.
L’Invidia corrisponde al principio SALE e si oppone alla CARITÀ.
L’IRA 
Manifestandosi in lui l’Ira, l’aspirante perderà il controllo di se
stesso. Il suo autoritarismo e la sua attività strabocchevole non gli per-
metteranno di ammettere che questo o quello dei suoi simili possa essere
meno favorito di lui.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

I suoi giudizi saranno troppo affrettati quanto definitivi e la sua


impazienza lo porterà a strapazzare i deboli, gli ignoranti. E se ha la
disgrazia di divenire proclive all’Odio (la forma più tenebrosa ancora
dell’Invidia) le sue pseudo-conoscenze potranno fare di lui un mago nero.
L’Ira corrisponde al principio MERCURIO e si oppone alla SAPIENZA.
L’ORGOGLIO 
L’orgoglio è stato giustamente chiamato il padre di tutti i vizi ed a
ragione. Presso il nostro occultista novizio, l’Orgoglio lo condurrà ad imma-
ginarsi moralmente superiore ad ogni profano, in quanto si sente intellettual-
mente più ricco. Si immaginerà volentieri in possesso di segreti e di insegna-
menti che sono stati rivelati a lui solo; si immaginerà predestinato ad una sicura
preminenza, giustificata dai suoi meriti.
Si figurerà soprattutto e sovente essere stato questo o quel personaggio
celebre o importante in certe pseudo-vite anteriori. Da tutto questo clima egli
acquisterà un solido ed altero disprezzo per ciò che chiama Umanità, ed egli sarà
nell’impossibilità di percepire, sovente dissimulate nella banalità di esistenze
modeste, accanto a lui, Anime di elite mille volte superiori alla sua.
In breve nel Passato, nel Presente, nell’Avvenire egli è colui al quale
tutto è dovuto e che può per conseguenza tutto esigere.
L’Orgoglio corrisponde al principio ZOLFO e si oppone alla FEDE.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

I sette vizi sono in un senso la controfaccia dei sette peccati capitali e


ne sono sotto un certo aspetto i frutti. Essi sono:
L’IMPRUDENZA frutto dell’AVARIZIA
L’INGIUSTIZIA frutto della LUSSURIA
L’INTEMPERANZA frutto della GOLA
La VILTÀ frutto della PIGRIZIA
L’ODIO frutto dell’INVIDIA LA
PRESUNZIONE frutto dell’IRA
L’IGNORANZA frutto dell’ORGOGLIO

Tratto da “ALCHIMIA spirituale”


R. Ambelaine
Roma H. 8.6.86

DEI VIZI E DELLE VIRTÙ CON IL LORO EQUILIBRIO


VIRTÙ EQUILIBRIO VIZI
MODESTIA BELLEZZA LUSSURIA
CALMA FORZA IRA
FEDE SAPIENZA ORGOGLIO
VOLONTÀ LAVORO PIGRIZIA
TEMPERANZA ESPERIENZA GOLA
GENEROSITÀ PRUDENZA AVARIZIA
CARITÀ FRATELLANZA INVIDIA

Trovando la via di mezzo fra pregi e difetti si ha un quadro preciso


delle fondamentali caratteristiche dell’iniziato. La Bellezza, la Forza, la

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Sapienza, il Lavoro, l’Esperienza, la Prudenza, la Fratellanza (come amore


inteso nel senso più puro della parola) rappresentano il punto centrale della
“Squadra” ribaltata più volte fino alla completa conoscenza di se stessi. I
pregi e i difetti non possono essere del tutto eliminati, ma devono in egual
misu-ra, dentro di noi, essere equilibrati.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ISTRUZIONI MASSONICHE

1° - Dobbiamo abituarci a far lavorare le analogie dentro e soprattutto


fuori del tempio.
2° - Costante osservazione delle qualità binarie sul mondo che ci cir-
conda. Internamente, sugli aspetti emozionali, morali ecc.
3° - Costante osservazione sul proprio piano fisico.
4° - Costante osservazione sul proprio piano animico.
5° - Costante osservazione sul proprio piano spirituale.
6° - Riassunto (se possibile) giornaliero davanti al famoso grande
specchio (+) - oppure - (+).
7° - Esame dei fratelli ogni sera, o prima di coricarsi, comparando
le loro qualità binarie con le proprie.
8° - Prima di addormentarsi (con la respirazione ritmica) pensare
al sole che sorge su una montagna.
9° - Al mattino appena alzati (sempre con respirazione ritmica)
pen-sare al sole che tramonta.
10° - Cercare di concatenare il ribaltamento della squadra con l’esperienza
giornaliera, per il momento solo orizzontalmente, senza preoccuparsi della
verticalità.
11° - Verificare l’elemento Terra solamente sul piano fisico ossia: controllo,
realizzazione, vincere la pigrizia fisica e soprattutto la pigrizia mentale.
12° - Eliminare lo stato emotivo di “commozione”.
Realizzare il “distacco emotivo” di partecipazione alla Catena.

I simboli Massonici, i quali prima devono essere formati con l’insegnamento e


con la meditazione e poi devono sempre essere mantenuti e

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ravvivati, perché non finiscano con il perdere di valore perciò il simbolo


Massonico, come tutti i simboli, deve:
1° - essere formato (sul piano fisico),
2° - essere sviluppato(sul piano animico),
3° - essere mantenuto (sul piano spirituale).
In sostanza avremo:
- sapere scientifico,
- sapere filosofico,
- sapere teologico.

GABINETTO DI RIFLESSIONE

. .
1 - Il M. . delle C. . accende un candelino dal Testimone in Loggia lo
consegna al Grande Esperto Terribile il quale entra nel Gabinetto di
Riflessione e accende la candela posta sul tavolino; poi spegne il candelino
con il pollice e l’indice della mano sinistra umettati di saliva.
. .
2 - Il M. . delle C. . consegna al Grande Esperto Terribile una ciotola di
terracotta con carboncino acceso sul quale bruciano le resine preparate dal
. .
M. .V. . (Incenso con una piccola quantità di Storace) che pone sul pavimento.
. . .
3 - Il G. .E. .T. . predispone sul tavolino il foglio per il Testamento
del Recipiendario.
A proposito delle tre domande, dato che devono fornire il pensiero
filosofico del Recipiendario, sarebbe opportuno che fossero:
1) Che cosa l’uomo deve a Dio?
2) Che cosa l’uomo deve a se stesso?
3) Che cosa l’uomo deve agli altri?

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Così come erano poste nel passato. Ma ancora più utilmente


sarebbero queste:
1) Da dove veniamo?
2) Chi siamo?
3) Dove andiamo?
Nelle quali possiamo ritrovare il ternario: Passato - Presente - Futuro.
. . .
4 - Il G. .E. .T. . come prescritto dal rituale introduce il Recipiendario
nel Gabinetto di Riflessione, perché stenda il suo Testamento, cioè si appre-
sti a morire nella vita di relazione e si prepari a nascere alla vita iniziatica.
L’ingresso, la sosta e l’uscita del Recipiendario dal Gabinetto di
Riflessione corrispondono al primo viaggio dell’iniziando attraverso gli
elementi perché proprio nel primo viaggio riconosca l’elemento Terra.
Pertanto il Gabinetto di Riflessione rappresenta il “suicidio metafisi-
co del profano”.
. . .
5 - Il G. .E. .T. . “spoglia” dei metalli il Recipiendario, successivamen-
te “raccoglie” il suo Testamento e infine lo preparerà come prescritto dal
rituale per introdurlo nel Tempio.

Ulteriori Considerazioni
Si riporta dal Boucher “Il simbolismo Massonico” pag. 30.
«Rapportato all’ermetismo, il Gabinetto di Riflessione rappresenta la
prima fase della Grande Opera, ossia la PUTREFAZIONE realizzata non
solamente nell’uovo filosofico creato artificialmente dall’uomo, ma dalla
“Natura Operante”, nel guscio della crisalide addormentata, la “Lyse*» da
dove uscirà la farfalla meravigliosa.

* da Lusis = Cambiamento di stato.


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Corso di studio seconda metà anni ‘80

CATENA D’UNIONE

1 - Esistono vari tipi di Catena di Unione.


2 - Una di queste è chiamata “Catena Operativa”. Essa manifesta il
. .
tipo di energia che si realizza e che il M. .d.C. . “avverte” e “fissa” nel Quadro
. .
di Loggia e che il M. .V. . deve “equilibrare” tra i fratelli mantenendola
costantemente “espansa e distribuita”.
3 - Nella Catena di Unione Operativa concorrono polarità alternate
di tipo positivo (+) e negativo (-).
. . . .
Il M. .V. . con l’ausilio del M. .d.C. . dispone i fratelli in questa
alternan-za (pila) e in cerchio attorno al Quadrato di Loggia, senza guanti.
Tale disposi-zione, che presuppone una valutazione delle polarità e delle
qualità elementali dei singoli fratelli, può variare in funzione della qualità di
. .
energia elementale che, di volta in volta, il M. .V. . ritiene opportuno
trasmettere e far circolare.
4 - Il cerchio può essere composto da un numero di fratelli pari o
dispari, indifferentemente, poiché l’alternanza della polarità esiste sempre,
dato che, per assunto l’uomo è positivo nella parte anteriore e negativo nella
parte posteriore e, ancora, ha la mano destra positiva e la sinistra negativa.
5 - Così come la Rettangolazione rituale del Tempio può essere effet-
tuata da sette fratelli officianti, anche la catena di unione operativa, in parti-
colari situazioni, può essere costruita da un numero ristretto di “operatori”.
6 - La Catena di Unione ha una sua specifica funzione proiettiva. Essa
non si forma mai all’inizio dei lavori, bensì dopo che sia stato compiuto il
. .
lavoro di Loggia e quando il M. .V. . lo creda opportuno.
7 - La Catena di Unione Operativa determina una fenomenologia
specifica che viene avvertita dai fratelli.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

8 - In particolare, siccome nella Catena d’Unione Operativa “proiet-


tiva” ci si propone l’espansione nell’Universo dell’Energia accumulata,
l’energia circola sempre nel senso anti-orario (Tellurico) ed è centrifuga.
9 - La Catena d’Unione Operativa è foriera di risultati anche e neces-
sariamente nel mondo di relazione.

10 - La Catena d’Unione Operativa è difficile da realizzare sul


piano energetico. Tuttavia, quando essa non produce i risultati prefissati
nel costituirla, rimane, in un certo senso, quella che viene definita “Catena
d’Unione Fraterna”.
11 - La Catena d’Unione Fraterna è semplicemente un fatto di desi-
derio, cardiaco, commozionale, perchè si affermino e si stabiliscano nel
mondo gli ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
12 - La Catena d’Unione Fraterna è effettuata senza l’implicazione
qualitativa di tutto ciò che è indispensabile per dar luogo alle manifestazioni
della Catena d’Unione Operativa.
Ciò non vuol significare che non sia importante questo secondo
aspetto della Catena d’Unione, ma indubbiamente non è quello precipuo dei
lavori muratori quali sono rigorosamente e “magicamente” intesi.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

.
13 - La disposizione dei FF. . in Catena d’Unione Operativa perviene a
costituire un campo energetico A (positivo) dal centro alla circonferenza del cer-
.
chio ove sono i FF. . e un campo energetico B (negativo) al di fuori del cerchio.

L’alternanza delle polarità si evidenzia poi, come sopra detto, dall’as-


sunto che le mani sono:
la DESTRA positiva (+)
la SINISTRA negativa (-)

14 - La formazione della Catena d’Unione Operativa quale magica-


mente intesa, può avvenire come segue:
. .
15 - Il M. .V. . si pone al centro del cerchio, cioè si pone
fisicamente al Nord del Quadro di Loggia;
. .
16 - Gli Operatori, chiamati dal M. .V. . a costituire la Catena, si

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

dispongono lungo la circonferenza del cerchio e secondo la sequenza deter-


. .
minata di volta in volta dallo stesso M. .V. .
. . . .
Questa sequenza è stabilita dal M. .V. ., coadiuvato dal M. .d.C. . in
funzione:
a) delle qualità elementali e delle polarità alternate degli operatori,
b) del risultato del lavoro che l’Officina, attraverso il Consiglio delle
Luci, si era proposta di realizzare.
(Gli Operatori possono essere disposti anche secondo alternanze com-
posite, come ad esempio: - - - e
così via);
. .
17 - Il M. .V. . al centro e gli Operatori alla circonferenza si trovano
situati sul grande quadrato di rappresentato dall’area qualificata attraver-
so la marcia di entrata nel Tempio .

. . ’”, si
18 - Il M. .V. ., mantenendo la sua “collocazione interiore di
inserisce nella Catena d’Unione Operativa in funzione di interruttore e

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

adduttore del circuito impulsando la circolazione energetica per la sua “pro-


iezione”.
19 - La Catena d’Unione Operativa “raccoglie e condensa” la somma
. .
energetica qualitativa e quantitativa degli Operatori e consente al M. .V. . di
impulsarla perchè circoli e si proietti.
20 - Nelle Catene Magiche, il Mago può anche restare al centro del
Cerchio Magico: nel qual caso tiene nella mano destra e nella sinistra gli stru-
menti rispettivamente confacenti all’esplicazione della sua mansione e al rag-
giungimento del suo scopo.
. .
21 - In Massoneria, invece, il M. .V. . deve sempre inserirsi anche fisi-
camente nella Catena d’Unione reggendo nella mano destra il maglietto
appoggiato al plesso cardiaco; così pure fanno il 1° e il 2° Sorvegliante, men-
tre gli altri Dignitari e Ufficiali di Loggia abbandonano invece i loro stru-
menti e oggetti rituali prima di unirsi in Catena d’Unione.

IL RITMO DEL PROCESSO CREATIVO

Il ritmo dell’attività creatrice, fondato sulla legge di polarità , viene


espresso ora con lettere, ora con numeri.
Anche le parole ci appaiono come veri e propri simboli e sono pur esse
formazioni a base di ritmi e vibrazioni; oggi sono ridotte a suoni, aventi per
mera convenzione i significati che noi ad essi attribuiamo, ma per gli antichi,
nelle loro sacre lingue, avevano conservato le virtù del Verbo Creatore.
Ora si può comprendere che il suono, con le sue infinite variazioni
di timbro, di tonalità, di lettere, eccetera, si presti bene ad indicare tutta la
complessa azione formatrice dell’energia Creatrice, ma, come si è detto, i

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

suoni stessi sono retti da ritmi e il ritmo puro lo possono esprimere soltanto
i numeri.
È un ritmo trinitario quello che genera l’Universo; abbiamo aggiun-
to or ora che è il dualismo, ossia la legge di polarità (binario) che condizio-
na l’esistenza, dovremo soggiungere che fondamento della realtà è un ritmo
quaternario. La contraddizione non è che apparente; un ritmo non è nulla di
statico; è anzi, la virtù dinamica sulla quale si basa un processo; e il processo
creativo o di emanazione, nel suo svolgimento, si appoggia a un ritmo che
per l’appunto si fonda successivamente sui numeri 2 3 4.
Principio di qualsiasi manifestazione si è detto essere uno sdoppia-
mento dell’unità, sdoppiamento che si esplica come polarità positivo negati-
vo, femminile maschile.
Ma se il 2 è imperfetto nei confronti dell’1, da cui è emanato, ciò è
perché non contiene che parte di ciascuna delle virtù di quest’ultima; l’al-tra
parte si polarizza contro il 2, ed è il 3. Siamo dunque al ternario; in alto c’è
l’1, perfetto, in basso il 2 e il 3 fra loro in tragica tensione, che insieme
valgono l’1.
Ma l’opposizione fra il 2 e il 3 non è eterna. Il contrasto fra il 2 e il 3
si supera e il superamento è una nuova unità: il 4. Il ternario adesso non è
più quello di prima; adesso stanno in alto il 2 e il 3, in basso la loro sintesi, il
4.
Il 4 sia ora per noi esclusivamente la riconquistata unità dopo la scis-
sione del 2 e del 3 dall’1, una riconquistata unità, però, che a sua volta è
destinata a separarsi ed a fondersi in una nuova dualità (5).
Questo costante alternarsi di unità e di dualità, questo costante supe-
ramento della dualità in una unità, chiamata a sua volta ad essere spezzata
dalla polarità che è insita in essa, viene mirabilmente rilevata nella dottrina

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

cabalistica delle Sephiroth. Ciascuna Sephira è un attributo divino, una ema-


nazione divina proveniente dalla Sephira precedente e degrada verso il
mondo naturale; tutte recano alla Terra le due opposte virtù divine, la
Misericordia ossia la Grazia e la Giustizia ossia la Legge. Il ritmo ternario
viene rilevato per ciascuno dei tre mondi superiori; non così per quello natu-
rale (il Regno) dove ancora domina la confusione e dove è compito dell’uo-
mo mettere ordine. Il numero è l’unione della seconda e della terza Sephira
(emanazione) che produsse Hesed, la Misericordia o l’Amore chiamata anche
Gedulah, ossia la Grandezza, la Magnificenza. Il numero 2 è la Sapienza
(Maschile attivo, riflessa da Keter (1)); è nel simbolismo cabalistico il Padre
Attivo cui sta unita la Madre, il numero 3 (Binah). Da questa unione proce-
de la terza Sephira o emanazione, il triangolo che consiste delle due rette del
2 (della Sapienza = Hochmah) impotenti a contenere fino a che non siano
congiunte dalla terza linea, Binah = la Madre Intelligente.
Su Esed però si riverbera subito il dualismo superiore del Padre e della
Madre e da essa (Sephira) emana Geburah, la Giustizia, il Rigore. Il nuovo
dualismo si ricompone nella sesta Sephira, Tiphereth (6). La forza divina,
pro-cedendo da Tiphereth nel mondo dell’anima, torna a scindersi (7 -
8) a ricomporsi in Yesod (9), Fondamento su cui riposa, decima ed
ultima Sephira, il Regno, il Mondo Naturale Manifestato (Malkuth) (10 =
1).
Nel Mondo Archetipale (Atziluth), ancora contenuto nel puro divi-
no, la dualità procede dall’unità; nei mondi successivi di emanazione è la
dualità che si ricompone nell’unità, in un costante tentativo di chiudere il
ciclo creativo.
È evidentemente assurdo parlare in fatto di Creazione di alto, di
basso, di centro e di lati; dal momento però che il processo creativo viene

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

simbolicamente raffigurato in un grafico, che ha un lato destro e uno sinistro


e che per un nostro istintivo sentimento guardiamo in alto, al cielo, ogni
qualvolta intendiamo accennare a Dio o a Sfere Divine e guardiamo in giù
quando vogliamo parlare di questo basso mondo, dobbiamo pure avvalerci
per lo meno simbolicamente di questi termini nel parlare del processo crea-
tivo quale è espresso dall’Albero Sephirotico.
Ora uno sguardo al grafico dell’Albero Sephirotico ci conduce a due
constatazioni:
A) La prima è che nell’Universo o nell’esistenza, raffigurati dall’inte-
ro albero, le polarità sono due, una fra l’alto e il basso, cioè
fra Dio Emanante e Creato, fra Kether e Malkuth, e una laterale fra destra e
sinistra.
B) L’altra constatazione è che le Sephiroth di destra, poste sotto l’influs-
so principale della Divina Sapienza, sono le apportatrici di Grazia, mentre
quelle di sinistra, poste sotto l’influsso prevalente della Divina Intelligenza, sono
apportatrici di Giustizia, intendendosi con ciò indicare la natura maschile,
superiore della Grazia, nei confronti della Giustizia (femminile).
L’esame dell’Albero Sephirotico deve però suscitare in noi altre consi-derazioni.
In esso noi vediamo la polarità che regge la vita e la realtà la sizigia, quello che abbiamo
molto impropriamente chiamato dualismo laterale, manifestarsi per la prima volta
fra la seconda e la terza Sephira; ma la Sapienza, Hochmah, cioè il 2 (-), viene
chiamata il Gran Padre (+ maschile) e l’Intelligenza, Binah, cioè il 3 (-), la Gran Madre
(- femminile).
N.B. Non pochi autori indicano il numero 1 come il Padre, e il
numero 2 come la Madre, collocando i poli del primo dualismo fra i primi
due numeri e lo journet formula l’esempio tipico di un certo genere di ter-
nari: 1 = Padre, 2 = Madre, 3 = Prole; e dobbiamo rammentarci che a

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Pitagora è stata attribuita l’affermazione che l’unità è il principio inalterabi-


le di tutte le cose, la diade ossia il 2, è la materia mutevole e la triade, il 3,
l’esistenza, in cui immutevole e mutevole sono congiunti. Questi rilievi sulla
diversità sul concepire verità che, vantandosi di essere frutti della saggezza,
dovrebbero a tutti apparire uguali, ci conferma nella necessità di interpreta-
re il senso dei numeri sempre in funzione della realtà o del processo cui
volta per volta si riferiscono. Così facendo, si vedranno facilmente sparire le
divergenze che sembravano ingiustificabili. Per esempio la dottrina delle
Sephiroth è una delle arti essenziali della Cabala, ma la Cabala oltre e al di
sopra dei mondi spirituale, astrale e naturale (mondi di Briah, Yesirah e di
Asiah) pone un mondo archetipale, di Atziluth, ancora racchiuso nella sfera
divina, anteriore, si potrebbe dire, alla costruzione dei Creato (Sephira 4+”).
Questo mondo archetipale è evidentemente Monistico; in esso, Dio non può
apparire ancora scisso, la prima fonte non può essere già duplice e la scissio-
ne si determina nell’opposizione fra i due grandi attributi divini, la Sapienza
e l’Intelligenza, che corrispondono al 2 e al 3.
Passati però che si sia nel primo dei mondi di Costruzione, nel
mondo spirituale, di Briah, già aleggia su esso la dualità determinatasi alla
sfera archetipale (Atziluth) e la prima Sephira che si incontra Hesed, la
Grazia (questo nella numerazione completa), già contiene in se l’opposizio-
ne alla Giustizia (quinta Sephira nel novero generale, ma seconda nel mondo
dello spirito). Quando perciò come avviene in moltissimi casi si prescinde
dal mondo archetipale divino e si tiene conto esclusivamente della
manifestazio-ne divina in atto, sparisce ogni discrepanza con la dottrina
cabalistica.
Il 3 è la conciliazione, la sintesi, l’equilibrio fra gli opposti poli; sotto
la pressione dell’influenza dualistica, che è in essa, emana il 4 (+”), Padre

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Imperfetto, ma in opposizione al quale dal 4 stesso viene emanata una nuova


Madre, il 5. Nuova dualità, dunque: nuova polarità, finchè dal 5, fecondato
dal 4, non nascerà il superamento degli opposti, il 6. Così dal 6 verrà il 7
(+”’), e, attraverso il 7, l’8; e il 7 e l’8 procureranno il 9 e via di seguito.
Ogni numero che segua immediatamente un ternario può essere con-
siderato come l’insieme del ternario stesso, trasformato per così dire, in unità
di un’altra ottava o meglio come polarità arricchita dai precedenti ternari.
+II +III +IV
1...2...3...4...5...6...7...8...9...10 (10=1)

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

SCHEMA DELLA MAGIA

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

IL CUBO
Lo svolgimento

APPLICAZIONI ANALOGICHE
I tre elementi archetipi I tre elementi energetici

I quattro elementi oltre il bianco e il nero

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

I Segni Zodiacali e i Pianeti in loro domicilio notturno e diurno

ESONIMI CHE FORMANO UN CUBO

4 2 3 2 2 3
1 4 1 3 4 1
6 6 6
5 5 5

2 2 3 2 3
1 1 1
4 6 3 6 4 6
5 4 5 5

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

2 2 2 3
1 3 1 1
4 6 4 6 4 5
5 5 6
3

2 2 3
1 3 4 1
4 6 5 6
5

N.B. Assumendo come valida la numerazione dei lati del cubo espres-
sa precedentemente la numerazione in questi undici Esonomi è così riportata.

Il 12° ed ultino esonimo, che non sia una conseguenza di una rota-
zione o di un ribaltamento, è il seguente:

1 3 4
6
5
2

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ALCUNE CONSIDERAZIONI

Data una qualsiasi numerazione alle facce di un Cubo, nel dispiega-


mento degli esonimi l’osservatore sarà libero soltanto di indicare il primo
lato, il seguito sarà rigida conseguenzialità. Il rapporto numerico nei lati di
un cubo sono nella numerazione data:
1 - 5
2 - 6
3 - 4
Naturalmente il Cubo ben rappresenta la legge ternaria per cui una
più precisa numerazione sarebbe:
1 - 4
2 - 5
3 - 6
Il cui rapporto oltre che rientrare in una analogia qualitativa è fissato nel 3.

La conseguenzialità della determinazione numerica degli esonimi di


un Cubo rientra nella logica delle permutazioni; avremmo cioè:

1 - 5 1 - 5 1 - 5 1 - 5 1 - 5
2 - 6 2 - 6 2 - 6 2 - 6 2 - 6
3 - 4 3 - 4 3 - 4 3 - 4 3 - 4

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Lo spiegamento degli esonimi di un dato Cubo con le sue permuta-


zioni rappresentano il Cubo stesso nei suoi possibili 4 movimenti.

Le sei piramidi, di cui ogni vertice è “Il Punto Geodetico”


- La proiezione del Punto Geodetico è limitata alla nostra condizione
quaternaria.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ALCHIMIA

NON VI È CHE UNA SOLA OPERA


NON VI SONO CHE DUE LAVORI
TRE REGIMI
QUATTRO OPERAZIONI
SETTE GRADI IN CIASCUNO DEI REGIMI
DODICI CASE CELESTI NELLE QUALI SI
COMPIONO LE QUATTRO OPERAZIONI

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

LE DODICI FASI DELLA GRANDE OPERA


CALCINAZIONE (Base delle sei fasi)
2° COAGULAZIONE - CONGELAZIONE
PUTREFAZIONE - NERO
3° FISSAZIONE
4° DISSOLUZIONE
5°  DIGESTIONE
6°  DISTILLAZIONE - CONGIUNZIONE
MISTERI MINORI
7°  SUBLIMAZIONE
8°  SEPARAZIONE (Base delle sei fasi) (ROSSO)
9°  INCENERAZIONE - CREMAZIONE
10°  FERMENTAZIONE
11°  MOLTIPLICAZIONE
12°  PROIEZIONE
MISTERI MAGGIORI

VERITÀ
Baratro
Soglia della verità Solitudine
Sapere indeflettibile
GNOSI Fin qui portano
le diverse
CONTEMPLAZIONE scuole
MEDITAZIONE
CONCENTRAZIONE
SAPERE SAPUTO
PROFANO

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

QUATERNARIO - FISICO O MATERIALE



Il fuoco di Ariete è un “Fuoco Primo”. Positivo, segno attivo,
cardinale, governato da Marte. Esprime l’attività razionale.
Le caratteristiche principali sono:
• energia, azione, comando, coraggio, entusiasmo, iniziativa,
movimento, generosità, sincerità;
• violenza, impulsività , imprudenza, giudizio affrettato, mente
mutevole, mancanza di perseveranza.
’ L’acqua di Cancro è un’“Acqua Prima”. Negativo, segno
passivo, cardinale, governato dalla Luna. Esprime l’attività
emozionale.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, emozione, sensibilità, sentimentalità, ricettività;
• suscettibilità, timidezza, impazienza, immaginazione.
’ L’aria di Gemelli è un’“Aria Prima”. Positivo, segno attivo,
mutevole, governato da Mercurio. Esprime l’attività mentale.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, adattabilità , intelligenza, ingegnosità , agilità
mentale;
• dualità, dispersione delle energie, nervosismo, agitazione,
astuzia, imitazione, superficialità mentale, instabilità.
’ La terra di Toro è una “Terra Prima”. Negativo, segno passivo,
fisso, governato da Venere. Esprime l’attività creativa.
Le caratteristiche principali sono:
• volontà , resistenza, forza, elaborazione, consuetudine, calma,
pazienza;

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

• lentezza, ingordigia, ostinatezza, permalosità, pregiudizi,


gelosia.

QUATERNARIO - ANIMICO O PSICO SPIRITUALE


’’ Il fuoco di Leone è un “Fuoco Secondo”. Positivo, segno attivo,
fisso, governato dal Sole. Esprime l’attività realizzativa.
Le caratteristiche principali sono:
• entusiasmo, dominio, esteriorizzazione, volontà, vitalità,
ambizione, autorità, organizzazione, fierezza e mobilità,
franchezza, sincerità, fedeltà, fiducia e magnanimità;
• vanità e collera improvvisa.
’’ L’acqua di Scorpione è un’“Acqua Seconda”. Negativo, segno
passivo, fisso, governato da Marte. Esprime l’attività di rigenerazione
sul piano emozionale.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, volontà, emozione, rigenerazione, curiosità,
misticismo, abilità, capacità di giudicare giustamente, fierezza;
• passione invidia, gelosia, arroganza, critica distruttiva, estremismo.
’’ L’aria di Bilancia è un’“Aria Seconda”. Positivo, segno attivo, cardinale,
governato da Venere. Esprime l’attività di elevazione verso la spiritualità.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, movimento, intelletto, equilibrio, equità,
giudizio, arte, percezione;
• leggerezza, incostanza, vanità, suscettibilità.
’’ La terra di Vergine è una “Terra Seconda”. Negativo, segno passivo,
mutevole, governato da Mercurio. Esprime l’attività di analisi interiore.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Le caratteristiche principali sono


• interiorizzazione, adattabilità, materialità, calcolo, critica e
analisi, logica e discernimento;
• critica, egoismo, timidezza, puntiglio, esagerazione nei dettagli.

QUATERNARIO - SPIRITUALE O DIVINO


’’’ Il fuoco di Sagittario è un “Fuoco Terzo”. Positivo, segno attivo, mutevole,
governato da Giove. Esprime l’attività di conoscenza superiore.
Le caratteristiche principali sono:
• esteriorizzazione, adattabilità, vitalità, entusiasmo, alta scienza, legge,
religione, filosofia, saggezza, intuizione, profezia, indipendenza;
• inquietudine, tendenza ribelle, imprudenza, rischio.
’’’ L’acqua di Pesci è un’“Acqua Terza”. Negativo, segno passivo,
mutevole, governato da Giove. Esprime l’attività di superamento
della natura emozionale inferiore attraverso la purificazione.
Le caratteristiche principali sono:
• interiorizzazione, adattamento, ispirazione, misticismo,
sacrificio, ipersensibilità, sensistica e ricettività;
• indecisione, impressionabilità, inganno, dissimulazione.
’’’ L’aria di Acquario è un’“Aria Terza”. Positivo, segno attivo, fisso,
governato da Saturno. Esprime l’attività di ricerca dell’ideale universale.
Le caratteristiche principali sono:
• isteriorizzazione, volontà, intelletto, fraternità, libertà,
progresso, sentimenti sociali, amicizia, fedeltà, sincerità,
razionalità, altruismo, indipendenza.
• sdegno per le convenzioni, tendenze ribelli, eccentricità.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

’’’ La terra di Capricorno è una “Terra Terza”. Negativo, segno passivo,


cardinale, governato da Saturno. Esprime l’attività di realizzazione
degli ideali spirituali.
Le caratteristiche principali sono
• interiorizzazione, movimento, materialità, ambizione, responsabilità,
metodo, dovere, integrità, assorbimento, perseveranza, diplomazia.
• scoraggiamenti, pessimismo, rancore, freddezza, isolamento.

TAVOLA RIASSUNTIVA
ELEMENTO
COLORE ROSSO BLU GIALLO VERDE
I^ GRADO
+ - + -
Cardinale Cardinale Mutevole Fisso
Marte in Luna in Mercurio in Venere in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. diurno. diurno. notturno.
RAZIONALITÀ EMOZIONE INTELLETTO CREAZIONE

II^ GRADO + - + -
Fisso Fisso Cardinale Mutevole
Sole in Marte in Venere in Mercurio in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. notturno. diurno. notturno.
PENSIERO TRASMUTAZIONE ELEVAZIONE ANALISI
INTELLETTUALE INTERIORE

III^ GRADO + - + -
Mutevole Mutevole Fisso Cardinale
Giove in Giove in Saturno in Saturno in
domicilio domicilio domicilio domicilio
diurno. notturno. diurno. notturno.
CONOSCENZA SUPERAMENTO FORMULAZIONE REALIZZAZIONE
SUPERIORE DELLA NATURA DEGLI IDEALI DEGLI IDEALI
EMOZIONALE UNIVERSALI UNIVERSALI

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

MAGIA = ASTROLOGIA
LA VIA INIZIATICA E LA VIA SACERDOTALE
Allo scopo di ricordare che la Via Iniziatica è una Via Solare, Secca,
Attiva, Positiva, Razionale e Scientifica, mentre la Via Sacerdotale è una Via
Lunare, Umida, Ricettiva, Devozionale, Fideistica, conviene riassumere alcu-
ni loro caratteri essenziali raffrontandoli:
VIA INIZIATICA  VIA SACERDOTALE
Tradizionale Tradizionale
Sapienziale Sapienziale
Razionale Rivelativa
es.: MOSÈ es.: ARONNE

Poteri acquisiti Poteri conferiti

Uomo che ha sperimentato, vissuto e Stato di immanenza per una elezione


tentato di comunicare a un altro uomo, naturale da parte di un Ente.
ad altri uomini, il segreto del “perché”
c’è l’Universo, la Natura, l’Uomo.

Fatto scientifico, razionale, ripetibile, Fatto devozionale, fideistico dogma-


attraverso adeguato cammino e supe- tico, per l’affermazione dell’essere.
ramento di stadi o stati di coscienza,
per l’affermazione dell’essere.

Cambiamento di stato e Reintegra- Morte e Resurrezione.


zione

Triplicità delle energie archetipe cono- Concetto trinitario della Divinità


scibili nel Quaternario affinché rispetto alla quale si è soltanto crea-
l’Uomo da creatura divenga Creatore. ture.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

DELLA REALIZZAZIONE INIZIATICA


Per ottenere la realizzazione iniziatica occorre divenire quel fenome-
no che si studia, perchè quel fenomeno si vive, occorre diventare cioè quel
tipo di energia (qualità energetica) caratteristica della costituzione della real-
tà fenomenica quaternaria.
Ogni atto voluto da noi è atto magico quando e perché, comporta la
volontà di attuare un disegno e l’operazione conseguente.
Entrare nel Mondo delle Cause con purezza, nello stato di , dopo aver
realizzato i tre silenzi (di , , )consentirà il compimento di quegli atti
magici con quel distacco che assume il significato di volontà di reintegrazione.
Quel segreto iniziatico che si riceve attraverso una trasmissione non
scritta e l’insegnamento tradizionale per la ricerca e la scoperta di se stessi, è
il sapore che conduce alla GNOSI percorrendo una via illuminativa nella
piena consapevolezza dei propri atti.
Chi non sa non può ricevere, non può trasmettere. Il “segreto” quan-
do diviene verità non può venire rivelato ma deve essere una continua sco-
perta, una conquista:
- La ricostruzione dell’essere.
- Il ritrovamento dell’Uomo prima della sua nascita, dopo la sua morte.
- La comprensione del “perché” si vive ora nella condizione quaternaria.
- La conoscenza della legge Universale.
Una conquista personale sorretta dall’insegnamento esoterico proprio
della via iniziatica, questa sì trasmissibile con purezza, disinteresse, umiltà,
lontananza da implicazioni di , , .
La trasmissione del segreto iniziatico è quindi un atto magico, è la
polvere di proiezione alchemica che trasmuta in “Oro” tutto quanto tocca.

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L’Uomo è quell’essere caduto dalla sua essenza Ternaria che si trasmu-


ta per guidare il “Quaternario” e ricondurre questo, divenuto Oro, divenuto
Sole, divenuto Fuoco alla “Causa Prima” da dove è conseguito (germogliato).

LA MAGIA (prima parte)


La Magia è il mezzo di disporre delle energie esistenti nell’ordine universale.
Deve affrontare, perché già create, le condizioni generali in cui que-
ste energie “si muovono”.
Le forze che agiscono nell’Universo intero, sotto molteplici forme di
energia e sotto diverse maniere, sono regolate da leggi.
La conoscenza delle leggi che regolano ogni qualunque forma di ener-
gia è assolutamente indispensabile per trasformare tutta la forza in operazione.
La Magia ha le sue leggi, le sue osservazioni, le sue regole pratiche.
Poiché la Magia ha per scopo quello di utilizzare delle forme di energia e
finalmente di disporne, è necessario dunque che essa implichi la conoscenza
delle leggi che le condizionano.
Ciò suppone che, come nelle scienze applicate, si hanno in Magia:
- adepti, che hanno ricercato, studiato e messo a punto le leggi;
- adepti, che le hanno insegnate e criticate, vagliate e approfon-
dite, e infine, corrette;
- adepti, che, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti e
tenendo conto delle correzioni proposte, hanno pensato di applicarle e
hanno inventato, anzitutto, dei metodi oltre che delle maniere di applicazio-
ne (per esempio cerimoniali, rituali, liturgie, ecc.);
- adepti che, seguendo i metodi di applicazione, sono passati alla pratica e,
finalmente, hanno potuto codificare un certo numero di regole.

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La Magia si divide in due parti: A) TEORICA - B) PRATICA


A) La parte TEORICA prende necessariamente l’aspetto di metafisi-
ca (scienza che tratta dei principi primi universali delle cause prime delle
cose, considerando l’ordine di queste nelle loro regioni più astratte e univer-
sali. Al di là della fisica. Magia Heteratetica, scienza dell’Assoluto; in filoso-
fia significa trascendentale).
Questa non può essere scientificamente accettata dall’Iniziato se non
corrisponde a delle certezze che escono dalla realtà dei fatti; mancando que-
ste, perde tutto il suo carattere razionale e offre allora un aspetto fideista: c’è
chi crede e chi non crede. Ora, nelle scienze, non si tratta di credere, ma di
sapere (primo postulato magico).
B) La parte PRATICA presenta, almeno essenzialmente, un carattere
sperimentale, lasciando all’esperienza la sua più ampia accettazione.
Tuttavia, dato che la Magia pratica è vastissima, tanto quanto può essere la
concezione umana dell’Universale, deve di conseguenza frazionarsi.
Tale come appare globalmente nella sua pate detta pratica (per como-
dità di linguaggio), questo sistema lascia intravedere una filosofia Deista.
Non è possibile concepirla diversamente: l’impiego della ragione lo rende
razionalista, ma niente autorizza ad affermare che, nella sua parte teorica
(cioè metafisica), non vada più in là: nessuna documentazione, almeno in
linguaggio chiaro ed esplicito, esiste a riguardo.
Se la parte detta teorica è insegnata solo iniziaticamente e non potreb-
be esserlo altrimenti, perché esige per essere capita una particolare elasticità
delle facoltà intellettuali, è naturale che l’essenziale chiave metafisica sel
“SISTEMA”, sia appannaggio di pochi, e sempre ha tenuto un carattere
segreto che conserva tuttora. Ma, razionalista, la parte detta pratica deve

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necessariamente assumere una posizione determinista.


Dunque, quando si abbordano le condizioni generali delle operazio-
ni magiche, è necessario vedervi l’espressione di un determinismo generale
retto da leggi scientifiche (o dove il carattere dell’operazione è tale) e che pre-
siede al funzionamento di ogni cosa nell’Universo.

***

L’operazione magica consiste nell’utilizzare una forma di energia


cosmica con lo scopo di ottenere un risultato su un punto preciso.
Essa implica dunque un operatore ✡ (se maschio). Tuttavia questo
operatore può anche non essere una persona fisica (per meglio dire un essere
umano), bensì una collettività costituita da un insieme di esseri (umani).
✡ (eggregori, catene, ordini occulti, ecc., collettività fluidica).
In questi due casi, l’operazione ha un carattere voluto e comporta un
meccanismo che porta il nome di CERIMONIALE.
L’operatore può personificarsi:
✡ ✡ ✡

REGOLA
Nessuna operazione si può effettuare senza che un’intelligenza intervenga.
Ma d’altra parte, almeno nel Mondo della Formazione (Ietzirah) e
negli altri mondi superiori a questo (Briah o Mondo della Creazione,
Atziluth o mondo della Emanazione), i fluidi invisibili hanno ricevuto cia-
scuno personificazione (in ragione della Intelligenza che spiegano nella appli-
cazione delle leggi).

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La parola Intelligenza si applica tanto ad un essere umano o a una col-


lettività umana, quanto a una personificazione di energie o ad una collettivi-
tà fluidica. In questo senso, per il ✡, vi saranno sempre “Operazioni Magiche”
anche quando l’operatore è la Natura, poichè questa può attuare come una
Collettività fluidica.

LA MAGIA (seconda parte)


Bisogna definire la Magia secondo i suoi procedimenti. I diversi gri-
mori, clavicole, i testi antichi, nonostante le bizzarrie dei termini e le stra-
nezze dei soggetti racchiudono tra le linee una vera scienza. Diversi autori
del XVII-XVIII-XIX secolo hanno scritto diversi trattati sulla Magia prima
che la Fisica e la Chimica avessero avuto la loro evoluzione scientifica e
quando la psicologia o meglio lo “Psichismo” dava i suoi primi e timidi vagi-
ti. Per questi motivi ne sono nate diverse confusioni.
La Magia è un scienza puramente fisica, essa si applica e spiega un
certo numero di fenomeni del “Mondo Intermediario”, ma ciò nonostante
fisici. Karl du Prel la chiamava “la scienza naturale sconosciuta” e gli autori
antichi sovente “Magia naturale”.

IL FINE CHE PERSEGUE IL MAGO


Bisogna innanzi tutto distinguerlo dallo stregone il quale è un empi-
reo che continuando a servirsi di tradizioni confuse o superstiziose “opera”
senza razionalità, prendendo alla lettera e con la più completa ignoranza ciò
che è scritto nei grimori o datogli da altri operatori simili a lui.
Il Mago è invece uno sperimentatore, fondando le sue operazioni su
basi razionali e quindi scientifiche.

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Vi sono dunque due Magie:


- ALTA MAGIA
- BASSA MAGIA (la quale non è altro che una deformazione grosso-
lana di quella).
È dunque soltanto l’A. Magia che possiamo studiare sotto il nome
ordinario di MAGIA.
Essa ha per oggetto di captare le forze naturali di ordine fluidico e di
utilizzarle praticamente. Essa è di conseguenza la scienza dei fluidi e dei feno-
meni del mondo intermediario. L’esistenza di questi fluidi e la realtà del
Mondo Intermediario ci permette di comprendere la Magia.
I principi sui quali riposa questa scienza, sono i seguenti (secondo le
espressioni degli stessi grimori):
1° - Esistenza nell’Universo degli agenti della Divinità chiamati
Angeli o Demoni o più semplicemente Geni o Spiriti, che sono delle intelli-
genze “immateriali” (vedi Agrippa).
2° - Questi Geni hanno delle facoltà speciali; essi sono capaci di agire
sulla Natura in certe condizioni e secondo la loro facoltà.
3° - Essi sono distinti e caratterizzati ciascuno da un nome, un
numero, un segno ideografico.
4° - Questi caratteri servono per invocarli al fine di impiegarli per una
qualsiasi missione, avendo cura di tenor conto dei fenomeni naturali che a
loro corrispondono.
5° - Questi Geni in effetti, sono intimamente legati ad un
determinismo: essi sono Angeli delle ore, dei mesi e dei giorni ed essi
non possono manifestarsi che al momento che a loro è propizio (con-
geniale).

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6° - Per di più essi hanno delle affinità nettamente marcate per certe
sostanze materiali, per certi organismi viventi per certe emanazioni chiamate
“profumi”.
7° - L’uomo (il ✡ ) è suscettibile di essere in correlazione con uno di
essi (o più: egregori, ecc.) consacrandogli, secondo riti speciali un oggetto
designato con il nome di PENTACOLO; che è stabilito secondo le affinità
corrispondenti e che porti i caratteri convenuti.

È fuor di dubbio, che questi principi generali della Magia, sono


sprovvisti della ragione la più elementare, entrando nel dominio della fede.
Molti “ricercatori” che, si sono occupati di operazioni magiche sup-
ponevano che la sola fede fosse la leva per ottenerne i risultati.
È chiaro che la fede essendo un fenomeno psicologico interviene in
larga misura nella Magia psichica, ma questo non è che un caso particolare
della Magia generale.
Invece reputo che ogni operazione magica riposi su di una teoria
puramente fisica e che gli elementi ne sono presi nella realtà concreta.
Noi sappiamo oggi che tutti gli agenti della natura sono in mutua
dipendenza, anche se noi consideriamo la luce, il calore e le diverse radiazio-
ni come dei modi vibratori diversi, ma analoghi. I nostri sensi non sono che
degli organi adatti a percepire le vibrazioni secondo la loro velocità di propa-
gazione, le loro lunghezze d’onda e la loro frequenza.
Schematicamente, dunque, un senso è costituito da una placca
vibrante che assume il ruolo di ricettore. Questa placca non è sensibile che
ad una velocità vibratoria determinata, ossia se le onde si succedono con una
rapidità conveniente. Bisogna, comunque, che l’intervallo compreso tra due

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onde sia tale che possa imprimere alla placca vibrante delle ondulazioni dello
stesso ordine, ma a condizione che queste onde siano abbastanza numerose
in un tempo dato, perché occasionino un fenomeno abituale.Un fluido
imponderabile, di natura elettrica è simile a quello della luce e si trova abba-
stanza docile per essere percepito sotto la forma di suono. Chiamiamo que-
sto fluido un Angelo ossia “messaggero”, e noi diremo che questo Angelo si
manifesta al nostro udito e che è capace anche di manifestarsi alla nostra
vista; siamo dunque indotti a pensare che il suono è realmente generato dalla
luce e i due sono generati dal la elettricità. Questo ci permette di compren-
dere i principi della Magia.
I diversi Angeli sono dei fluidi imponderabili (senza peso) prodotti
dalla smaterializzazione della materia o, se si vuole, dalla sua evoluzione.
Essi appartengono a questo Mondo Intermediario dove nulla è più mate-
ria, ma molto o nulla non è ancora etere. Se a loro è stata attribuita un intel-
ligenza è che in certi casi, essi ne producono le stesse manifestazioni, (elettri-
cità = intelligenza, sperma, ecc).
Saremo portati a dire (nel senso mitologico) che è qualche cosa di
immateriale che è abbastanza intelligente per servire la nostra volontà o, più
semplicemente, una intelligenza immateriale capace di obbedirci.
(Tutto dipende dal sottinteso, così che, non bisogna mai prendere in
toto i termini usati dagli autori antichi, ma meglio, analizzare i significati dei
loro termini).
I Maghi attribuiscono a ciascun Angelo delle speciali facoltà.
Questo deriva dalle diverse classificazioni. Si distinguono anzi tutto:
a) GENI SUPERIORI
b) GENI INFERIORI

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I primi agiscono sull’universo intero e sono considerati come super-


terrestri, i secondi sono, al contrario, più particolarmente terrestri.
Tra i Geni inferiori quattro categorie sono principalmente da ritenersi:
1° - Geni della Terra o Gnomi
2° - Geni dell’Acqua o Ondine
3° - Geni dell’Aria o Silfidi
4° - Geni del Fuoco o Salamandre
Essi vivono ciascuno nel loro elemento e di esso ne sono l’anima.
In altre parole essi, sono la causa dei fenomeni dove la sede è un elemento
terrestre. Si tratta, in effetti della fisica terrestre e quindi di fenomeni ordi-
nari che cadono abitualmente sotto i nostri sensi.
In A. Magia essi sono poco considerati, mentre una certa stregoneria
pretende di asservirli.
L’A. Magia si riferisce ai Geni superiori. Il loro numero è variabile, ma
dipende dalla teoria di partenza. In effetti noi troviamo:
a) Geni che governano le ore in numero di 7
b) Geni che governano i decani in numero di 36
c) Geni che governano i mezzi decani in numero di 72 (o 144 se si
comprendono anche i loro contrari).
Si nota di già la stretta relazione di rapporto che esiste tra la Magia
e l’Astrologia con la teoria meccanica del cerchio. È un rapporto molto inti-
mo e permette di farci una idea dei processi magici.
Due generi di teorie sembrano dominare la Magia:
1° - UNA PARTICOLARMENTE FISICA che tiene conto
della rotazione della Terra su sé stessa e le ore che ne conseguono, sia
la rivoluzione della Terra intorno al sole e il passaggio successivo nei

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segni dello Zodiaco-eclittica o nei decani, per avere una più grande
precisione.
2° - L’ALTRA PIÙ METAFISICA si basa sul movimento universale
in sé,e considera la successione degli archi di cerchio più piccoli corrispon-
denti ai semi-decani o 5 gradi.
Questa ultima è in effetti più metafisica della precedente perché essa
si riallaccia alla Cabala.
In altri termini la prima teoria sembra essere una applicazione prati-
ca dell’Astrologia, mentre la seconda si presenta piuttosto come derivante
direttamente dalla meccanica del cerchio. Ma è evidente che ambedue arri-
vano a confondersi, dato che la prima, per sintesi, conduce alla seconda e che
la seconda, per analisi, conduce alla prima.
L’A. Magia riposa sul principio che esistono nella Natura delle forze
nascoste che noi chiamiamo fluidi. Essi sono una manifestazione di uno stato
energetico della materia, che l’attuale scienza conosce ancora in parte: essa
comincia là dove la fisica si ferma; è dunque iperfisica.
Questi fluidi sono di tre nature:
1° - Magnetiche (e puramente terrestri)
2° - Vitale (e principalmente umana)
3° - Essenziale (e generalmente cosmica)

Inutile per ora, soffermarci sui fluidi Magnetici, di cui una delle sue
forme è l’elettricità.
I FLUIDI VITALI sono quelli ai quali bisogna attribuire i fatti o
fenomeni dello Psichismo ossia le manifestazioni misteriose iperfisiche
dell’Essere (estasi compresa).

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L’uomo è penetrato di una forza VITALE (di-vita) superiore alle forze


conosciute, superiore, per la sua attività, la sua intelligenza; essa è in armoni-
co (e armonioso + -) scambio con la nostra forza vitale che essa trattiene
intervenendo alla costituzione del nostro corpo vitale fluidico, anima umana,
Spirtus Vitae di Paracelso. Per il suo contatto intimo con lo spirito e la mate-
ria, per le predominanze psichiche o fisiche che ne risultano, essa forma il
temperamento vitale, la personalità di ciascuno.
Nell’insieme delle forze (fluidi) che ci circondano ne esistono di infe-
riori, allo stato libero, avide di adattazione, altre più o meno adattate, altre
più o meno “intelligenti”, fino alle intelligenze superiori, che formano esseri
a parte.
PER I FLUIDI ESSENZIALI (Cosmici) essi sono di ordine più elevato. Solo
la Magia ha osato occuparsene. Essi cooperano alla direzione generale
dell’Universo. Bisogna fare molta attenzione ai nomi dati dall’antichità a
questi fluidi, per mantenere segreta la loro scoperta, riservata ad un ristretto
numero di iniziati.
L’A. Magia, intravvede delle forze poco conosciute, ma naturali, che
possono utilizzarsi sotto quattro forme:
A) 1 L’uomo agendo su sé stesso
2 L’uomo agendo sul mondo esterno
B) 3 I fluidi agendo nella e sulla Terra
4 I fluidi agendo fuori dalla Terra (ma nel sistema solare)
Le due prime forme si rapportano ai fluidi che l’uomo può disporre
e le altre due ai fluidi sparsi nella Natura. Secondo gli antichi si classifica:
MAGIA MICROCOSMICA (A 1 e 2)
MAGIA MACROCOSMICA (B 3 e 4)

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Ognuna di queste quattro forme può attuarsi in due modalità:


a) In maniera personale
b) In maniera cerimoniale
Il modo è personale quando il fenomeno si effettua senza il soccorso
di nessun rito esterno; ed è cerimoniale nel caso contrario. E quindi, per que-
sta ultima maniera, l’A. Magia confina nel dominio della Religione. E la
Religione, a sua volta, nelle sue manifestazioni esteriori, non potrebbe se non
essere l’A. Magia cerimoniale.
Le operazioni magiche non sono date alla faciloneria e al capriccio
dell’uomo. Esse esigono certe condizioni cosmiche traducentesi per una par-
ticolare determinazione dell’individuo che opera, del soggetto sul quale è
agente, del luogo e del momento dove i fenomeni si manifestano. Senza que-
ste condizioni il risultato sarà assolutamente nullo. Non si è Mago come si
vorrebbe, né in qualunque momento.
LA MAGIA NON PUÒ IN ALCUN MODO, ANCHE INFIMO,
TURBARE LA MAESTÀ DELL’ORDINE UNIVERSALE (Secondo
postulato magico).

La Magia non si serve che delle forze del Mondo della Formazione (Ietzirah)
dove il suo regno o campo di manifestazione si trova nel “sistema solare” e ne
considera solo i “plasma siderali” che le rappresentano e le rendono manifeste.
Ma a ragione delle considerazioni del determinismo siderale, la Magia
dovendone tener conto per utilizzare le forze del Mondo della Formazione,
prende un carattere determini sta materialista, così come ogni sistema scien-
tifico, deve essere. Non vi sono dunque contrasti tra la sostanza e la materia.
Per la Magia la sostanza (dove anche l’anima umana ne sarebbe composta)

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non ha una essenza così diversa dalle energie intra-atomiche, le quali dando
luogo alla materia permettono che se ne possa avere un “parallelismo” e qual-
che assimilazione. Tutto questo conduce alla teoria delle corrispondenze deri-
vate dalla teoria generale secondo la quale dei minerali e dei vegetali corri-
spondono a degli stati non soltanto fisici, nell’essere umano, ma ancora psi-
chici e psicologici, ossia intellettuali che, filosoficamente parlando, risultano
non più dal corpo, ma “dall'anima”. Essa è la parte della teoria che si riferi-
sce al Mondo dell’Azione (Asiah).

N.B. a queste dottrine, dove il pensiero scientifico o metafisico è già di


per sé stesso difficile distinguere senza una spiegazione per chiarirlo, occasionano
inevitabilmente una serie di idee degenerate e derivate che, con il tempo e la con-
fusione inevitabile dell’incrociarsi di diverse tradizioni, non possono mancare di
costituire un patrimonio di fatasticherie; è il patrimonio che sfrutta la stregone-
ria e la B. Magia. Non potremo seriamente trattare delle dottrine concernenti la
B. Magia, poiché ci vedremo di fronte a un gran disordine nelle idee.

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PROFUMI
I profumi usati in Magia devono esser soprattutto naturali:
possono essere di tre specie:
a) Di provenienza minerale
b) Di provenienza Vegetale
c) Di provenienza animale
Due classi di profumi devono essere studiati più praticamente:
1) Profumi di origine vegetale
2) Profumi di origine animale
Le sostanze odoranti vegetali si dividono in sette gruppi:
a) Fiori
b) Frutti
c) Foglie
d) Legno
e) Cortecce
f ) Radici o rizomi
g) Balsami o resine
Le sostanze animali odoranti provengono da secrezioni (ECCETTO
IL SANGUE CHE FORMA IN MAGIA UNA COSA A PARTE):
a) Secrezioni biliari
b) Secrezioni ghiandolari genitali (muschio)
c) Secrezioni ghiandolari addominali (castoro)
d) Secrezioni ghiandolari di piccoli mammiferi (civetta)

PROFUMI AURICI O DELL’AURA


Noi sappiamo che esiste una visione che prolunga la visione abituale e per-

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mette di sentire e “vedere” l’aura delle cose e delle persone. Donde il termi-
ne di veggenza per designare queste facoltà particolari che doppiano o tripli-
cano (secondo le ottave maggiori o minori) ciascuno dei nostri sensi comuni
(tatto, vista, udito, olfatto e gusto).
Per ciò che riguarda l’odorato, ogni essere vivente, e l’essere umano in
particolare, possiede un’aura visibile, luminosa e colorata, differente in qua-
lità e densità.
Ciascun essere vivente, e l’essere umano in particolare, possiede un
ambiente sensualizzato di odori, differente anche lui in qualità e intensità.
Il Piano Astrale, i Riti Religiosi, il Misticismo, come la Sensualità,
possiedono i loro profumi particolari e si trovano influenzati dai profumi e
dagli odori, così come dai suoni e dai colori. Per le cose, gli ambienti e gli
esseri, l’andirivieni di espansione e di assorbimento, di impressione e di
espressione, di inspirazione e di respirazione in una parola tutti i ritmi,
creano l’atmosfera aurica. Vi sono dunque dei profumi aurici raggianti o
centripeti e dei profumi aurici assorbenti o cen-trifughi e dei profumi magici
che influenzano e penetrano le aure e le sensibilità.

***

Certi odori, come certi gesti, come certe forme, hanno dei poteri
nascosti (o segreti), che si rendono sensibili e manifesti all’esperienza e
all’esperimento. Il Mago deve quindi conoscere i profumi, gli odori e i vapo-
ri rituali. La maggior parte delle Religioni li impiegano più o meno secondo
le “possibilità” sensuali della loro liturgia.
Ciò che alcuni occultisti chiamano “Il Piano Astrale” rimane sempre in
corrispondenza con il piano comune o fisico e questa sua cor-

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rispondenza è sensibile, per noi uomini, precisamente per i nostri doni


particolari di “veggenza” o “odorato”.
Il mago, avendo sviluppati centri sensibili, può superare il piano fisi-
co e “interpretare” il giusto valore delle vibrazioni e delle auree. Calcolare le
ottave maggiori o minori e stabilire le “toniche” armoniche e cromatiche.
L’influenza di un profumo magico crea nell’essere umano uno stato di
sincronismo o uno stato di repulsione. In altre parole il nostro fisico, come
la nostra psiche, si armonizza o si difende, con o contro un ambiente più
o meno caricato volontariamente di odori e di profumi.
L’occultista conosce perfettamente l’importanza dei profumi, per
formare non solamente uno stato di ricettività o di attività sensuale, ma
altresì per provocare uno stato d’animo.
Dopo queste considerazioni preliminari, consideriamo che lo scopo
di questo paragrafo è quello di attirare l’attenzione sulla potenza psichica e
sul valore magico delle percezioni olfattive il cui valore è considerevole, anche
se agli occultisti scolastici è parzialmente rivelato.
La qualità psichica di un odore o di un profumo dipende, lo abbiamo
accennato, per una parte dall’interpretazione o dal valore soggettivo che il sog-
getto ricevente può accordargli, sia coscientemente che incoscientemente.
E non è men vero che un certo valore oggettivo quasi costante può
stabilirsi tra un odore, un profumo e la sua influenza.
Dal punto di vista psicologico un profumo, più ancora un colore, può
essere un MOBILE EVOCATORE. Si arriva così a portare, a elevare una
impressione estetica o sensuale, ossia allo “choc emozionale”.
Un odore, un profumo, o meglio una associazione di odori o di profumi,
può toccare i centri immaginativi e così la sua influenza può essere considerevo-

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le non solamente sulla sensibilità ma anche sulla mentalità. Poiché dello stesso
modo che l’espressione e l’impressione umana possono essere oggettive e sogget-
tive, l’una e l’altra simultaneamente o separate, un RITUALE, possiede necessa-
riamente un aspetto oggettivo, exoterico e un aspetto soggettivo, esoterico o
segreto. Si insiste su questi diversi dettagli che hanno tutti un particolare interes-
se, POICHÉ NON VI È MAGIA COLLETTIVA SENZA RITUALE.
Per quanto concerne la magia individuale (o personale), le necessità di
creare “lo stato emozionale propizio” per l’azione magica, sia di espansività, sia
di ricettività, obbligano al rituale cosciente o incosciente. Il mago deve essere
TOTALMENTE COSCIENTE del suo rituale, segreto o tradizionale.

ANALOGIE ASTROLOGICHE
L’odore ha un potenziale magico e sensuale realissimo.
Quindi nei casi di stato di recettività magica, mentale, psichica, spi-
rituale o passiva, l’influenza magica può quindi agire direttamente (per l’ope-
ratore o gli operatori) o indirettamente (per gli assistenti o astanti).

TRINOCRAZIA ZODIACALE

 
FUOCO
BRUCIATO SPEZIE RESINE

 
TERRA
TERRA HUMUS TERRA ARATA E CONCIMATA FUNGHI FORESTA

 
ARIA
ETILICO ECCITANTE (VAPORI) SOPORIFERO

 
ACQUA
FIORE FRUTTI FERMENTATO

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I suoni, i colori e i profumi hanno un’intima corrispondenza quindi:


- l’odore o profumo si trasforma in colore;
- un colore in suono (o nota mantrica);
- un colore (o nota mantrica) in profumo o odore.
L’✡ deve giungere come pratica e ricettività a sentire in lui questa
funzione sensoriale o sensitiva. I maestri conoscono bene questa metamorfo-
si importantissima dell’operazione.

ANALOGIE ZODIACALI
Il fuoco e l’acqua sono ugualmente due opposizioni che devono entra-
re in lotta per finalmente sincronizzarsi nel simbolismo dell’Esagramma.
ACQUA - MOVIMENTO ATTIVO VERSO IL BASSO (Angelo)
FUOCO- MOVIMENTO ATTIVO VERSO L’ALTO (Leone)
TERRA - MOVIMENTO DI STABILITÀ (Toro)
ARIA -MOVIMENTO DI SVILUPPO (Aquila)

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Analogie di attrazione e repulsione secondo i profumi. Concomitanze


con lo stato psichico del soggetto o operatore.

CLASSIFICAZIONE ELEMENTARE
Ciascuno dei quattro elementi, con la quinta essenza, corrisponde
a ciascuno dei nostri cinque sensi, ossia che ciascuna delle cinque forme
di movimento ci rivelano le qualità degli oggetti per mezzo di una vibrazione
di uno dei nostri centri nervosi sensoriali.
TERRA: corrisponde al tatto-volume
ACQUA: corrisponde al gusto-sapori
FUOCO: corrisponde alla vista-forma
ARIA: corrisponde all’odorato-odori
ETERE o 5° ESSENZA: corrisponde all’udito-spirito

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

SETTENARIO DELLE PIANTE E PROFUMI MAGICI

N° Gerarchia Simbolismo Fitologia Piante Essenze Dominio


Fitologica Fitologico Astrologica Magiche Magiche Planetario
7 Alberi Quercia Frutto Sanguinaria Eliotropo 
6 Arbusti Agrifoglio Fusto Acanto Erica 
5 Felce Betulla Rami Giusquiano Menta 
4 Erbe Mirto Fiori Verbena Verbena 
3 Muschi Olivo Foglie 5 Foglie Ginepro 
2 Alghe Noce Seme Ninfea Ireos
1 Funghi Pino Radici Salice Papavero 

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

SIMBOLI

1 IL TEMPO
2 LA MATERIA
3 IL FIRMAMENTO
4 LE ACQUE
5 LE DUE POLARITÀ
6 MASCHILE
7 FEMMINILE
8 L’ANIMA
9 EVOLUZIONE
10 INVOLUZIONE
11 ASPIRAZIONE
12 ISPIRAZIONE
13 ELEVAZIONE
14 IGNORANZA
15 INVOCAZIONE
16 EVOCAZIONE
17 TRASFORMAZIONE
18 MANIFESTAZIONE MATERIALE
19 MATERIALIZZAZIONE OBIETTIVAZIONE
20 STATO DI COMANDO O DI PROIEZIONE
21 STATO DI STIMOLO
22 STATO DI PARALLELISMO

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Prevalenza del corpo: saturniano, lunare, mercuriale sugli altri due corpi.

찥 찥




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Corso di studio seconda metà anni ‘80

L’ALTARE

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

CALCOLO DELLA 1° ORA DEL GIORNO MAGICO


Per conoscere quale sia la Prima Ora di Sole di un dato giorno si ope-
rerà nella maniera seguente:
1° bisogna conoscere l’ora del tramonto del giorno precedente
2° a questa ora si sommerà il numero 13
3° alla somma si sottrarrà 24
4° Il risultato sarà l’ora magica cercata (prima ora di sole).

Non bisogna confondere il sorgere del Sole con la prima ora di Sole,
secondo la successione dei nostri pianeti, perché, in genere, le Operazioni
Magiche seguono la Tradizione del Lunario Caldeo.
Quindi mentre per il Calendario Civile a base astronomica si
contano 24 ore, da un minuto secondo immediatamente dopo la mezzanotte
fino alla mez-zanotte del giorno successivo, il calendario Caldeo conta le 24
ore della giornata, sommando le ore, così dette, di giorno (luce) più le ore di
notte (buio).
In altre parole, per il Calendario Caldeo le ore di giorno vanno dalla
prima ora di Sole fino al Tramonto, e dal Tramonto fino alla prima ora del
giorno successivo si ha la durata della notte.
CALCOLO DEL PRIMO GIORNO DI LUNA
Il Primo giorno di Luna avviene all’ora in cui avviene la FASE DEL
NOVILUNIO, fino alla fine della giornata astronomica.
Per esempio: facendo l’ipotesi che la fase del Novilunio avvenga alle
ore 23,59 e 59” del 31 dicembre, il primo giorno di Luna è il 31 Dicembre
per la durata di un secondo, mentre il secondo giorno sarà il primo Gennaio
fino alla mezzanotte che va dal 1 al 2 Gennaio.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

CRONOLOGIA OCCULTA
Il calcolo del tempo è stato sempre eseguito sulla base di alcuni feno-
meni astronomici.
ANNO ZODIACALE
Ossia 25.920 anni terrestri.
Il calcolo viene eseguito sulla processione degli Equinozi ossia movi-
mento retrogrado del punto Vernale o punto Gamma o zero di Ariete che
corrisponde ad un grado zodiacale ogni 72 anni.
ERA STORICA
Ogni 2.160 anni terrestri (1/12 parte dell’anno Zodiacale) inizia il
computo di una era storica. La nostra era è iniziata il 216 d.C.
CICLO PLANETARIO
Ogni era storica si compone di 60 cicli planetari di 36 anni. Ogni ciclo è
governato da uno dei pianeti principali (esclusi cioè Urano-Plutone e
Nettuno).
Si considera sotto l’influenza di (Saturno)
(saturno) il primo anno del-
l’era cristiana.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

SOLE = Re - Potere
VENERE = Ricchezza - Plutocrazia
MERCURIO = Intellettuali
LUNA = Piccola borghesia
SATURNO = Operai - Proletariato
GIOVE = Chiesa
MARTE = L’esercito - Forza

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

REGGENTI ANNUALI DAL 1765 AL 2016


 SATURNO 
Saturno  1765 1772 1779 1786 1793 1800
Giove  6 3 1780 7 4
Marte  7 4 1 8 5
Sole  8 5 2 9 6
Venere  9 6 3 1790 7
Mercurio  1770 7 4 1 8
Luna 1771 1778 1785 1792 1799

 VENERE 
Venere  1801 1808 1815 1822 1829 1836
Mercurio  2 9 6 3 1830
Luna 3 1810 7 5 1
Saturno  4 1 8 5 2
Giove  5 2 9 6 3
Marte  6 3 1820 7 4
Sole  1807 1814 1821 1828 1835

 GIOVE 
Giove  1837 1844 1851 1858 1865 1872
Marte  8 5 2 9 6
Sole  9 6 3 1860 7
Venere  1840 7 4 1 8
Mercurio  1 8 5 2 9
Luna 2 9 6 3 1870
Saturno  1843 1850 1857 1864 1871

 MERCURIO 
Mercurio  1873 1880 1887 1894 1901 1908
Luna 4 1 8 5 2
Saturno  5 2 9 6 3
Giove  6 3 1890 7 4
Marte  7 4 1 8 5
Sole  8 5 2 9 6
Venere  1879 1886 1893 1900 1907

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

 MARTE 
Marte  1909 1916 1923 1930 1937 1944
Sole  1910 7 4 1 8
Venere  1 8 5 2 9
Mercurio  2 9 6 3 1940
Luna 3 1920 7 4 1
Saturno  4 1 8 5 2
Giove  1915 1922 1929 1936 1943

LUNA
Luna 1945 1952 1959 1966 1973 1980
Saturno  6 3 1960 7 4
Giove  7 4 1 8 5
Marte  8 5 2 9 6
Sole  9 6 3 1970 7
Venere  1950 7 4 1 8
Mercurio  1951 1958 1965 1972 1979

 SOLE 
Sole  1981 1988 1995 2002 2009 2016
Venere  2 9 6 3 2010
Mercurio  3 1990 7 4 1
Luna 4 1 8 5 2
Saturno  5 2 9 6 3
Giove  6 3 2000 7 4
Marte  1987 1994 2001 2008 2015

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

ERE STORICHE

ERA DEL PERIODI CIVILTÀ


 nei  498 a 2658
 nel
a.C. 1662 a 498
 nel a.C. 3822 a 1662 a.C.
 nei a.C. 5982 a 3822 a.C.

CICLI PLANETARI
CICLO DEL PERIODI

 dal 1 253 505 757 1009 1261 1513 1765


al 36 288 540 792 1044 1296 1548 1800

 dal 37 289 541 793 1045 1297 1549 1801


al 72 324 576 828 1080 1332 1584 1836

 dal 73 325 577 829 1081 1333 1585 1837


al 108 360 612 864 1116 1368 1620 1872

 dal 109 361 613 865 1117 1369 1621 1873


al 144 1396 648 900 1152 1404 1656 1908

 dal 145 397 649 901 1153 1405 1657 1909


al 180 432 684 936 1188 1440 1692 1944

dal 181 433 685 937 1189 1441 1693 1945


al 216 468 720 972 1124 1476 1728 1980

 dal 217 469 721 973 1125 1477 1729 1981


al 252 504 756 1008 1260 1512 1764 2016

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

LE STAGIONI E I MESI

CORRISPONDENZA SIM-      
QUALITATIVA BOLO

LE STAGIONI
PRIMAVERA      
ESTATE      
AUTUNNO      
INVERNO      

I MESI
APRILE
     
MAGGIO      
GIUGNO      
LUGLIO      
AGOSTO       
SETTEMBRE       
OTTOBRE       
NOVEMBRE       
DICEMBRE       
GENNAIO       
FEBBRAIO       
MARZO       

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

CORRISPONDENZE ASTROLOGICHE E NOTE MUSICALI

DO =

DO/RE =
RE =
RE/MIb =
MI = 
FA = 
b
FA/SOL = 
SOL = 
b
SOL/LA = 
LA = 
LA/SIb = 
SI = 

QUADRATI MAGICI E NOTE MUSICALI


DO = Quadrato del Sole 6 
RE = Quadrato di Saturno 3 
MI = Quadrato di Mercurio 8 
FA = Quadrato di Luna 9
SOL = Quadrato di Marte 5 
LA = Quadrato di Venere 7 
SI = Quadrato di Giove 4 

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

GRANDI TRIGONI ARMONICI



    
DO MI SOL SI SOL SI/b
 
 
FA LA DO SI/b SOL/b MI/b
  

SOL SI RE MI DO LA
   
LA/b MI RE/b SOL/b RE SI
    
LA FA RE SI SOL MI
   
RE/b LA SOL/b MI/b SI LA/b

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

UOVO COSMICO

1- ( esaltazione ) Unione del  e della = ( )


2 - Zigote* nel quale è depositato il “nucleo AUREO” o ermetica-
mente il “BAMBINO” che deve crescere in di e nella di
3 - “VENTRE COSMICO”
1 
4- =  = 2 4= =

3
5- =
=  +  esaltazione in
portatore dei quattro ele-
menti che vanno messi nell’utero di  affinché lo spermatozoo si unisca
all’ovulo per formare lo zigote.

H. Roma 1972

* Zigote = Cellula fecondata, contemporaneamente maschile e femminile.


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Corso di studio seconda metà anni ‘80

IL SIGNIFICATO DEL SENSO DEL


GIRO ORARIO E ANTIORARIO

Un aspetto che distingue i riti circumambulatori ebraici dai riti ana-


loghi di altre culture, per lo meno quelle indo europee, è il senso in cui si fa
il giro, che quasi sempre, per gli ebrei è anti-orario.
L’attribuzione di diversi significati al senso del giro nelle varie cultu-
re può essere collegata all’opposizione dei simboli e dei valori che vengono
dati alla destra e alla sinistra. La destra rappresenta la forza, il bene, la luce,
la buona sorte, il positivo e al contrario la sinistra, la debolezza, il male, le
tenebre, l’augurio sfavorevole, il negativo. L’opposizione dei significati si tra-
duce in una serie di comportamenti e riti che sopravvivono oggi anche in
contesti non strettamente religiosi. In particolare l’opposizione spiega una
differente valutazione della direzione dei movimenti, il movimento diretto a
destra è considerato positivamente, e al contrario quello a sinistra; tali con-
cetti trovano applicazione tra l’altro nella osservazione di oggetti in movi-
mento, e nella definizione del senso della circumambulazione rituale.
Nella cultura ebraica è possibile riscontrare la stessa contrapposizione
di significati tra la destra e la sinistra, senza differenze sostanziali da altri con-
testi. Questa è confermata da numerosi dati a livello biblico, filologico,
talmudico e rituale. Si pensi tra l’altro nell’ambito rituale alle regole sullo
“mezuzah”, sul lavaggio delle mani e ai riti di matrimonio e divorzio, ecc.
Coerente con questa posizione è l’attribuzione di significato positivo
al giro a “destra”. Il Talmud chiaramente stabilisce che «tutte le svolte che fai
devono essere sempre a destra (Kol pirnot she attak pover lo jaju’ell’derekh
jemjn)». Quindi anche la circumambulazione deve essere fatta a “destra”, in

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

analogia di quanto avviene nelle altre culture che stabiliscono la parallela


opposizione di valori. Tuttavia a questo punto l’ebraismo presenta un com-
ponente differente: mentre in generale si intende che il giro a destra sia un
giro orario, presso gli ebrei il giro orario è un giro antiorario.
La documentazione più antica a questo proposito si trova nella
Mishnah quando descrive il percorso dei sacerdoti nell’altare del tempio di
Gerusalemme. Questi accedevano al piano rilevato (Savev) dell’altare attra-
verso una rampa (Kevesh) tenendo la destra; arrivati al Savev voltavano a
destra, e senza voltare mai le spalle alla parte centrale dell’altare facevano un
giro completo e tornavano alla rampa per scendere (vedi figura 1). Questo
giro evidentemente antiorario è, per il Talmud, un giro a destra e rappresen-
ta il modello, cui si rifà tutta la ritualistica successiva quando stabilisce il
senso della circumambulazione rituale. È quindi da chiarire il motivo di que-
sta differente impostazione.
La soluzione del problema sta nell’elemento di riferimento all’azione.
Questo può essere un oggetto in movimento visto da un osservatore oppure
un soggetto in movimento rispetto ad un punto fisso (vedi figura 2). Questa
seconda possibilità è quella della tradizione ebraica; il senso del movimento
è quello di chi si muove guardando il centro della circonferenza. Il sacerdote
che sale sull’altare non può voltare le spalle al centro di esso, perché sarebbe
mancanza di rispetto e deve sempre volgere a destra: la destra che si conside-
ra è quella sua personale, del soggetto in moto. Il giro a destra necessariamen-
te deve essere antiorario.
L’altra possibilità, che è quella prevalente nelle culture indo-
europee, prevede un osservatore fermo, che diviene elemento di
riferimento. L’esempio più tipico è quello dell’osservatore che segue il giro
del sole, che

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

con il suo moto apparente da est a sud e poi ad ovest gira verso la destra di
chi lo guarda. Per questo il giro a destra è necessariamente orario. Tale
approccio, proprio con riferimento al modello solare, porta a considerare
il giro orario come positivo appunto perché imitatore e adeguato ad un
ordine universale. Ammettendo più in generale che l’attribuzione di
significati posi-tivi alla destra derivi dall’osservazione del moto apparente
solare fatto da una persona che è rivolta con la faccia ad oriente (che
quindi considera la sua destra = sud) come il luogo della luce, e la sinistra
(= nord) come il luogo delle tenebre, intendere a destra come orario
sarebbe un aspetto particolare di una visione organica del problema. Presso
gli Ebrei, dove ancora la destra ha un valore positivo, ed è filologicamente
documentata, la corrispondenza destra = sud, sinistra = nord, non si arriva
invece alla conclusione organica di considerare il giro orario (come quello
apparente del sole) come positivo.
Degno di nota è il fatto che a proposito del senso del giro la Bibbia
non fornisce nessuna indicazione precisa, tanto che a giustificazione della
prassi sacerdotale si porta solo un verso del libro delle Cronache (2 Cr. 4:4),
dove si descrive come erano disposti i dodici tori di metallo che reggevano la
conca del Tempio di Gerusalemme (Salomone); l’ordine della descrizione è
la seguente: nord, ovest, sud, est. Per spiegare la differente posizione ebraica,
che interrompe l’organicità del riferimento al moto solare, si potrebbe avan-
zare l’ipotesi di una diversa scelta culturale, per cui i modelli di altri contesti
vengono rifiutati, e si pone una alternativa in cui l’uomo che si muove
rispet-to ad una realtà osservata diventa l’elemento decisivo. Tale ipotesi è
difficil-mente dimostrabile, ma sarebbe piuttosto coerente con le scelte
culturali ebraiche, di sostituzione e ristrutturazione dei significati di
comportamenti di altre culture.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

La circumambulazione in senso anti-orario è presente nell’Islam, nel


“tawaf ” intorno alla ka’bah, che a sua volta rappresenta la prosecuzione di riti
arabi pre-islamici. Questo potrebbe dimostrare la diffusione in ambito semi-
tico di circumambulazioni come quelle ebraiche, in senso antiorario. Tuttavia
il problema interpretativo non è affatto semplice; nello stesso Islam sono
pre-senti circumambulazioni in senso orario, come quella attorno alla
Qubbat as-Sakhrah (Cupola della Roccia) proprio a Gerusalemme (!) nella
stessa area in cui sorgeva il Tempio.

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

MASSONERIA

DELLE CONDIZIONI NECESSARIE PER L’OPERATIVITÀ

T E M P I O
Sala dei passi perduti
Vestibolo
Accademia
Sala di ricreazione
Cortile
Gabinetto di
riflessione

1 - Quando si lascia il CORTILE o SALA DI RICREAZIONE per


entrare nel VESTIBOLO o SALA DEI PASSI PERDUTI, ci si accinge a
lasciare l’elemento TERRA per acquisire la qualità volitiva propria dell’ener-
gia equilibrante, cioè ARIA.
2 - Nel Vestibolo o Sala dei Passi Perduti si lasciano i METALLI, cioè
ci si libera totalmente dell’Elemento terra con l’ausilio dell’intelligenza ( );
si assume intenzionalmente un abito “interiore” atto al superamento della
condizione di ARIA anche attraverso la “vestizione” apposita.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

3 - Quando si lascia il VESTIBOLO o SALA DEI PASSI PERDUTI


per entrare nel TEMPIO, occorre conseguire le qualità di ACQUA e di
FUOCO necessarie per il compimento dei lavori muratori.

IL CAMINO INIZIATICO E LA QUADRUPLICE DIVISIONE


DEL TEMPIO
1 - Un profano “libero e di buoni costumi” per addivenire alla condi-
zione di
RECIPENDARIO
deve essere avvicinato da uno o più Fratelli Esperti che lo “Saggiano”.
L’interrogante proietta volitivamente i quattro elementi “a lui noti” in
quanto Maestro Libero Muratore, domandando, scavando e mettendo a
nudo le qualità energetiche del “maestro di vita” che vuole adire la Via
Iniziatica Muratoria.
2 - Nel caso che i Fratelli Esperti avvertano la presenza dei requisiti di
idoneità necessari e la loggia deliberi per l’ammissione del Recipendario, que-
sti addiviene alla condizione di
CANDIDATO
(da “candidus”, cioè candido, bianco, “puro e senza macchia”) ed è
fatto accedere al Cortile o Sala di Ricreazione.
Nella Sala di Ricreazione, analogicamente correlata
all’elemento Terra, si trova il Gabinetto di Riflessione, cioè la “Caverna”
della Tradizione Iniziatica, in cui il Candidato deve “morire” per rinascere al
canto del “gallo”. Diventa così un “nuovo nato”, un “ricreato”, un
NEOFITO
che viene poi ricevuto nel Tempio e iniziato a Fratello Libero Muratore.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

3 - Poiché l’iniziazione è solo virtuale il neo-iniziato deve ancora


acquisire completamente lo stato di coscienza proprio dell’elemento, Terra e,
successivamente, quelli di Aria, Acqua, Fuoco, che possiamo definire come propri del
Maestro Libero Muratore, dell’Adepto, del Mago.
4 - Il vero e profondo lavoro che il Massone deve compiere su di se non ha
praticamente mai fine.
E la focalizzazione sull’elemento Fuoco, che è condizione indispensa-
bile per entrare nel Tempio, cioè nel “Tempio Interiore”, è una costante aspi-
razione, una meta da raggiungere.
Come accade, per esempio, nell’acquisizione dei tre punti della
Maestria, cui segue la “proiezione” del “Punto Geodetico” per costruirsi
come Pietra Cubica a Punta.
5 - Pertanto nell’ambito del lavoro interiore per l’acquisizione e la
padronanza dell’elemento Terra, possiamo far rientrare sia il Silenzio fisico
vero e proprio, inteso come “abbandono dei metalli e imprigionamento dei
vizi”, sia il Silenzio Animico e quello Spirituale che virtualmente sono riguardanti
come pertinenti al lavoro del Compagno e del Maestro.
6 - Solo a quel punto, infatti, il Massone sarà realmente pronto ad
adire la Sala dei Passi Perduti, legata all’elemento Aria, dove dovrà “perdere i
passi”, cioè dovrà fare la ricognizione di tutti i motivi, di tutte le scelte che lo
avevano indotto ad entrare nell’Ordine e dimenticarsene.
Successivamente egli dovrà divenire
MAESTRO LIBERO MURATORE
cioè adatto allo scopo di ricevere e di dare in tutta umiltà, creandosi una
base intellettuale e conoscitiva solidissima che gli consente di apprendere,
digerire ed eventualmente integrare e correggere tutto il “sapere saputo”.

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Con questa espressione si vuole indicare tutto quanto l’uomo ha indagato,


acquisito tramite l’intelligenza, svelato e fatto proprio.
7 - Possiamo quindi definire la Sala dei Passi Perduti come l’Accademia,
il Peripatos, in cui accanto a uno o più Istruttori si persegue l’apprendimento del
Mondo degli effetti e dove, tra l’altro, vi si tengono riunioni informali.
Ma non va dimenticato che essa corrisponde anche al Vestibolo, il
luogo in cui ci si obbliga con i “vestimenti” adeguati al lavoro muratorio
spogliandosi dell’abito mentale, delle dottrine scientifiche e delle costru-
zioni intellettuali.
8 - È solo a questo punto, al quale si giunge attraverso la Meditazione,
che il Maestro Libero Muratore è predisposto al superamento della mente (la
“grande illusione”), al dominio dell’elemento Aria e al suo abbandono, per
entrare nel tempio “povero di spirito”, cioè privo dell’Equilibrante per con-
templare nel Tempio interiore l’Acqua e il Fuoco.
9 - Questo stato di coscienza, in cui si deve realizzare il Silenzio
sonoro e la contemplazione, porta alla Gnosi, la quale consente di com-
prendere appieno i riflessi della Legge Binaria nella Manifestazione
Quaternaria, raffigurata nella Colonna Bej.
La Gnosi è il limite del lavoro Muratorio.
10 - È qui che il Maestro Libero Muratore diviene
ADEPTO
(cioè colui che ha superato), in quanto ha la consapevolezza del Mondo
delle cause ed è pronto a trasmutare l’Acqua in “Acqua che brucia” ed il
Fuoco in “Fuoco che gela”.
11 - Realizzato ciò e acquisito il Sapere Indeflettibile, l’Adepto
diviene quindi

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

MAGO
(cioè colui che, conoscendo le Cause, sa intervenire sul Mondo degli
effetti) ed è abilitato ad accostarsi alla parte più intima del TEMPIO:
l’Ara, il Santuario.
12 - A questo punto, soltanto il padroneggiamento dell’elemento
Fuoco sorreggerà negli ulteriori passi verso la soglia della verità che l’uo-
mo può compiere sempre con un corpo, nella condizione quaternaria e,
quindi, nel tempo e nello spazio per poi scegliere e compiere la propria
mansione, lavorando al bene e al progresso dell’Umanità. Divenendo di
questa finalmente
FRATELLO

OPERATIVITÀ IN GRADO DI APPRENDISTA


Preparazione
1° - Posizione del faraone
2° - Rilassamento fisico muscolare
3° - Respirazione calma e ritmica
4° - Calmare la vita sensitiva e sensoriale
5° - Calmare la vita emotiva
Operatività
a - Formazione del silenzio
1° - Calmare la vita mentale
2° - Passare dalla attività mentale allo stato di quiete mentale
b - Formazione della quiete interiore
1° - Concentrazione su un simbolo (oggetto o idea attraverso il
quale si evidenzi con immediatezza la legge binaria sul piano di Apprendista).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

2° - Stato di quiete fisica


3° - Unione mentale con il simbolo.
Note sull’operatività in grado di Apprendista
1° - Passaggio dell’attività mentale o negatività di allo stato di
quiete mentale o negatività di ’ ( in ).
La negatività di si esprime, zodiacalmente, nei segni di , 
e di  ( ’, ’’, ’’’,) e, planetariamente,negli aspetti notturni di  e
rispettivamente di  e di .
Tali caratteristiche vanno acquetate e sublimate mediante l’impulsio-
ne delle loro opposte polarità (aspetti diurni di , , , ossia , , ,
sempre però relativamente all’elemento , e quindi ottenendo uno stato di
positività di (+ ).
Il risultato dell’operazione è l’acquisizione dello stato di quiete men-
tale, una condizione di negatività, cioè, di ’ ( in ).
La mente non è più turbata o mossa da nessun impulso; è come la
ferma superficie di un lago non increspato dalla minima brezza, è uno spec-
chio pronto a riflettere fedelmente le immagini che lo colpiscono.

2° - Passaggio dalla quiete mentale alla quiete interiore, o negatività


di ’’ ( di  ;  negativo o notturno).
Concentrazione su di un simbolo (oggetto o idea) attraverso il quale
meglio si evidenzi con immediatezza la legge binaria sul piano di apprendi-
sta. Il risultato dell’operazione è l’acquisizione:
a) dello stato di quiete fisica (negatività di ’ o di globalmente).
b) dello stato di unione semplice con il simbolo (positività di
unione mentale con il simbolo).

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

Secondo la legge Binaria si ha la seguenza:


+ pianeti in domicilio diurno
- pianeti in domicilio notturno
+ pianeti in domicilio diurno
- pianeti in domicilio notturno
Secondo la legge quaternaria, invece:
+ pianeti in domicilio diurno
- pianeti in domicilio notturno
∞  pianeti in domicilio diurno e in domicilio diurno (H)
+ pianeti in domicilio notturno------------------------------------
Si tratta quindi di compiere un’analisi del mondo oggettivo che ci circonda e
di riconoscere la legge binaria alla quale sottostà, da questa analisi risalire
alla sintesi del quaternario quale concretizzazione della manifestazione
demiurgica (intesa quale semplice constatazione, presa d’atto, e pertanto
con il conseguente acquietamento del mentale, dianzi impegnato nel lavoro
di analisi).

Schema delle tappe operative


Dalla attività mentale passare a: +

7
1° - Stato di quiete mentale - ’ VIA PURGATIVA
’’ o INCIPIENS
2° - Stato di quiete interiore - primo stadio della
Automaticamente si otterrà: formazione del
3° - Stato di quiete fisica - silenzio

7
4° - Unione semplice con il simbolo + VIA
ILLUMINATIVA
Automaticamente si avrà: o
5° - Stato di quiete sensoriale + PROGREDIENS

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I COLORI

I colori primari racchiudono occultamente i loro colori complementari.


ROSSO
Legge primaria
Colore primario
Energia primaria, attiva, positiva, penetrante, generante creatrice.
Lettera madre Shin
Prima lettera del Tetragramma: Iod
Segno fuoco:
Luminare; Sole 
Numero: 1 (positivo)
Maschile

BLEU
Colore primario - legge secondaria
Energia secondaria, passiva, negativa, ricevente, fecondante

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Elemento: acqua
Lettera madre: Mem
Seconda lettera del Tetragramma: He
Segno acqua:
Numero: 2 (negativo)
Femminile
Luminare:

GIALLO
Legge Ternaria - Colore primario
Energia ternaria equilibrante
Elemento aria
Lettera madre: Aleph
Terza lettera del Tetragramma:
Segno aria:
Pianeta Mercurio: 
Numero 3 (equilibrante)
Androgino

VERDE
Colore secondario o completare del colore rosso
Energia quaternaria
Cristallizzazione della materia
Creazione visibile (secondo il nostro essere umano) dell’universo, del
tempo e dello spazio.
Elemento terra

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Lettera doppia tau:


Quarta lettera del Tetragramma He:
Segno terra:
Pianeta Saturno: 
Numero 4 (fuoco primo)
Fuoco secondo (fisico)
Natura Naturata

ARANCIO
Colore secondario o complementare del colore bleu
Acqua seconda (fisica)
Numero 5 (negativo primo)

VIOLA
Colore secondario o complementare del colore giallo.
Aria seconda (fisica)
Numero 6 (equilibrante primo)

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SUONI VOCALI
Secondo la Cabala le 22 lettere sono formate dalla voce e impres-
se nell’aria.
Queste lettere sono espresse in modo udibile in cinque modi:
a) nella gola (per i suoni gutturali)
b) dal palato
c) attraverso i denti (suoni dentali)
d) dalle labbra (suoni labiali)
e ) gutturali
Da Fabre d'Olivet
“Lingua Ebraica Restituita”

a) Labiali: - -
b) Dentali: -
c) Linguali: -
d) Nasali: -
e) Gutturali: - - -
f ) Fischianti: - -
g) Sibilanti: -

Quanto alle vocali madri - esse si sostituiscono successiva-


mente le une alle altre da a ; esse tendono tutte a divenire conso-
nanti e ad estinguersi nel suono profondo di .

Per evocare certi poteri e forze occorre l’impiego dei suoni vocali.
Il pensiero, che rassomiglia all’anima, ha tre gradi:

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1° Il Soffio
2° La Voce
3° La parola stessa
Sul piano materiale è formato ugualmente da tre elementi:
= AESCH
= MAIM
= RUACH (air-aria)

che danno la radice e AMR = parlare, dire, nominare, cele-


brare, pensare, parlare interiormente, ordinare; parola, ordine, promessa,
affare:
= Parola
= AUM: questa modificazione inesistente in ebraico signifi-
ca in Caldaico: IL FONDO DELLE COSE

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EQUILIBRIO DELLA BILANCIA  


Quando due forze sono di potenza uguale (+ -) il movimento cessa ed
è rimpiazzato da uno stato di riposo (∞).
Questo “riposo” può avere per risultato una specie di omologazione
delle qualità delle due forze opposte.
Così se la luce e l’oscurità sono eguagliate si dice che noi otteniamo
questo equilibrio che è L’OMBRA o la qualità di questi due contrari (luce-
tenebre).
L’antico simbolo di questo equilibrio della Bilancia è un “cerchio con
un punto nel mezzo  : ciò significa che i contrari (+ -) sono così
unificati come il “simbolo del cerchio” e il punto al centro allude alla
concentrazione delle loro forze integrate.

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DIVISIONE GENIALE DELLO ZODIACO


Ogni segno zodiacale comprende sei semi-decani. Sostituendo questa
nuova divisione della circonferenza in 72 archi a quella troppo generale di 12
archi, noi spingeremo sei volte più lontano la decomposizione dei principi
meccanici reperibili sul cerchio. Diremo dunque che il semi-decano è l’ana-
lisi razionale del segno (30 gradi).
Questo metodo ci permette di selezionare i diversi elementi delle
sotto-correnti di ogni segno in modo da arrivare a considerare delle forze
così semplici che possibili, sempre mantenendoci in un processo di
ragionamen-to analogo a quello che ci ha portato alla meccanica zodiacale.
Noi potremo, allora, discernere in ogni fenomeno energetico:
a) l’aumento o la diminuzione della forza
b) la sua qualità positiva (+) o negativa (-)
c) la sua direzione, diretta o retrograda.
Queste sono tre nozioni doppie che corrispondono evidentemente ai
termini di qualità, di potenzialità e di intensità dove esse ne sono in definiti-
va che l’analisi.
Riportate sul cerchio per costruzione geometrica e seguendo rigo-
rosamente il processo poligonale adottato per lo Zodiaco-tipo, esse
determineranno esattamente il valore dinamico degli archi di 5 gradi o
semi-decani.
Esse daranno, in ogni caso, per ciascuno di questi archi l’espressione
di una forza costante in grandezza, in potenza e in direzione. Ecco qui un
primo principio della magia elucidata, per lo meno teoricamente.
Sappiamo, dunque, che secondo la meccanica del cerchio, esistono 72
forze “captabili”, o 72 Angeli o Geni o intelligenze superiori che governano

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Corso di studio seconda metà anni ‘80

e presiedono i 72 raggi del cielo e le 72 parti del cerchio, che contengono lo


spazio di 5 gradi o di 5 giorni (quinari).
Chiameremo corrispondenze naturali dei segni dei decani e dei Geni
la divisione del cerchio in poligoni di 12, 36 e 72 parti.
La tradizione magica ci dice che questi Geni “governano” nella
Natura e in ogni essere le parti che a loro sono rispettivamente in corrispon-
denza. Gli si riconoscono, dunque, la facoltà di agire sotto certe condizioni.
Ma bisogna distinguere due tipi di azione: l’Ordinaria e la
Straordinaria.
L’azione ordinaria di una forza cosmica sarà quella che si esercita (o si
manifesta) in virtù del determinismo generale; così come la sua azione stra-
ordinaria sarà quella che l’intervento umano farà scaturire in un momento
voluto. Per esempio: una forza cosmica presiede alla circolazione del sangue:
essa ne è, magicamente parlando, il Genio. La sua azione ordinaria sarà di far
circolare il sangue più o meno velocemente in un essere secondo le circostan-
ze determinate, e la sua azione straordinaria sarà prodotta da un agente fisi-
co qualunque che rallenterà o aumenterà questa circolazione. Noi non dob-
biamo considerare solo il fatto meccanico della circolazione sul quale le pro-
prietà dell’agente (Genio) agiscono meccanicamente. La Magia vede al con-
trario un fatto energetico: la sua forza, causa della circolazione, sulla quale un
agente (Genio) agisce dinamicamen