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Il Signore Silente

Potrei chiederti o Silenzioso Signore dove è finito il mio Amore, dove sono andati i miei sogni e
quelli a venire, dove li hai nascosti? Forse nel sonno, dove la mente è sepolta nel gran vuoto della
vita? Questa assurda cosa ci consuma di ora in ora ed il risvegliarsi è come risalire dall’abisso di un
oceano d’inquietudine che ci lascia sospesi nel mare dell’incertezza ad aspettare chissà cosa. Forse
l’inizio di qualcosa che è già finito prima di cominciare. Amore e sogni li aspetto da tutta una vita
con l’ansia di un bambino innamorato, sempre allo stesso modo, senza rimpianti e con grande
speranza. Per lunghi periodi rimasi in silenzio, muto, assorto nei miei più intimi pensieri e come
spugna assorbivo ciò che vedevo intorno a me, ma lasciavo parlare il mio cuore dopo averlo fissato
nel punto in cui nulla è impossibile per lui; quindi mi volsi all’interno e scorsi con gli occhi di fuoco
la LUCE che in me dimora. Non vidi più terra intorno a me, ne avevo piedi per camminare, ne
ancora ali per librarmi, per dirigermi. Tutto ciò che era visibile stava crescendo oltre me stesso,
estendendosi nel regno dell’invisibile, per ricevere la vera consacrazione, la vera chiarezza. Mi
sentivo un viaggiatore della LUCE, fiorito dal suo stesso seme e sospinto nello spazio dell’eterna
Aurora. Vi guardai dentro e non considerai ciò che è esiguo come troppo piccolo, ne ciò che è
grande come troppo grande, perché ora so che non c’è alcun limite alle dimensioni. Mi stavo
spogliando dalle tante pelli sovrapposte della mediocrità, stavo raggiungendo la mia vera dignità
d’essere Uomo, perché le grandi deformità dell’essere umano sono proprio quelle che non si
vedono, ma crescono dentro il tuo cuore e la tua mente come la gramigna cresce nei campi.
AMORE e SOGNI, i miei incubi costanti, li cercai agli estremi limiti della mia Coscienza, della mia
Consapevolezza, ma ciò era molto grande per me, troppo profondo. Li cercai allo stesso comune
modo di tutti i mortali, con i loro stessi mezzi, con gli stessi parametri umani. Desolato, afflitto,
avevo quasi rinunciato, ero avvilito! Improvvisamente m’accorsi come per caso, che essi stavano li
d’innanzi a me, lo erano sempre stati; fatti semplicemente di tanti silenzi e di tanta LUCE. LUCE che
usciva attraverso gli occhi di chi stava davanti, dal suo profondo dell’animo. L’Amore è un Sogno
strano che dà la vita e poi muore, che ogni volta sembra eterno e ogni volta finisce e come tutti i
sogni si dissolve per sempre alle prime luci dell’alba. Dove comincia, qual è il suo senso, perché
esiste, dove va? Non lo sappiamo! O fanciulla dei miei sogni e delle mie fantasie, porta lontano il
mio Amore lassù nel Cielo, nel tuo Universo interiore, in quella terra di Giganti e di Nani, tra i sogni
mai sognati, tra le parole mai dette, tra i pensieri inespressi, perché la vita è pura Fiamma e noi
viviamo con un invisibile Sole divampante dentro di noi. Svegliati O Dormiente della Terra delle
ombre, Destati, Espanditi…