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coloro che determinano la vera e propria nascita della metrica sono i trovatori; nascono valori

che non sono più quelli dei Cristiani, il desiderio sessuale non è per la moglie, ma è libero dal
concepimento, nascono varie lingue che anche se popolari, saranno destinate a diventare colte.
Le lingue popolari, quando sono su attestazioni scritte, già sono considerate lingue colte; nasce
un nuovo mondo e rinasce il senso del corpo. Poco tempo dopo: Il 1200 è l'anno delle eresie,
perché la chiesa viene accusata di Simonia – compravendita di cariche ecclesiastiche- e
Concubinato – condizione per cui un uomo vive e mantiene una donna pur non essendone il
marito, in questo caso si parla di Papi, vescovi ed altre cariche molto importanti-, e soprattutto
viene accusata di essere estremamente ricca e quindi corrotta, ed è proprio rispetto a questo
che arde di eresie, perché le persone con i veri valori, con dei principi saldi, iniziano a mettere in
discussione la chiesa, il fronte della cultura si apre . San Francesco che si accorge di tutta questa
situazione, svolge un enorme operazione santa, si definisce ioculator Domini (giullare di Dio),
significa che prende tutte le tecniche giullaresche, quelle della cultura laica e profana, quella che
aveva incubato durante l'alto medioevo, nella zona del peccato, dell'illecito; quella esplosa dal
1000 al 1200, prende quel bagaglio di: tecniche, temi, valori; e lo immette all'interno di una
rinnovata fede cristiana. Per lui il corpo è importantissimo, non a caso il suo primo atto non
appena divenne santo, fu quello di spogliarsi nudo. Il figlio del nobile del paese, si spoglia nella
piazza di Assisi, davanti la chiesa. Nella sua vita partecipò ad una battaglia, di preciso la battaglia
tra Perugia e Assisi, l'esercito di Assisi venne sconfitto a Collestrada, e lui venne fatto
prigioniero a Perugia per circa un anno; questo gli diede il senso del corpo, portatore del dolore,
siccome i prigionieri venivano spogliati. Proprio questo da il senso della sua scelta di vita, ma
anche di morte, termina la sua vita con il corpo; nel suo testamento chiede di essere sepolto
nudo nella terra, non chiede nemmeno un lenzuolo tra se e la terra, nel desiderio di tornare
terra nella terra, comincia con il corpo e finisce con il corpo, sapendo che questo corpo lo deve
abbandonare. Il corpo è deperibile, perché il corpo è materia, ma la materia viene illuminata
dallo spirito, il bello ed il brutto non te lo da la materia, te lo da lo spirito che riesce ad
illuminare quella materia. San Francesco che si spogliava nella piazza era bellissimo, ma era
bellissimo, perché fisicamente bellissimo? La questione non era questa, la materia è si
importantissima, perché senza la materia, lo spirito non può cercare se stesso; Dio ci ha creato
con il corpo, perché l'anima deve fare esperienza in questo corpo, il corpo deve essere bello,
aspirare al bello, ma di bellezza dell'anima. L'idea del corpo arriva attraverso San Francesco,
nella chiesa e nella cultura.

Non esiste teatro, il teatro come luogo deputato lo si recupera solo nel Rinascimento, per tutto
il primo periodo, il corpo è oggetto di Ostracismo ( Severa condanna da parte dell'opinione
pubblica; messa al bando da una comunità o da un ambiente ), abbiamo visto il:

• De Spectaculis di Tertulliano;

• De Civitate Dei di Sant'Agostino;

Dopo L'anno 1000, Ugo di San Vittore, dice qualcosa di completamente differente.

Cambia il teatro dopo l'anno 1000, tutto cambia, il teatro cambia, non abbiamo ancora luoghi
deputati, ma abbiamo di nuovo il senso del corpo, che è legato ad una rivoluzione economica
sociale, ad una ridefinizione della mappa dei valori ed alla nascita della cultura Laica. Abbiamo
detto che la nascita della cultura Laica, da una parte viene interessata dai i Trovatori e dall'altra
parte tocca il suo punto vitale San Francesco.
Nella latinità, la messa per i maschi era fino ai 16 anni, finché non vestivano la toga virile, poiché
a quel punto diventavano Vir (uomo, virilità), dotato di vis roboris (forza, energia, vigore);

Era una messa con gli schiavi, gli schiavi non erano persone giuridiche, erano cose, infatti
venivano venduti. Gli schiavi non avevano processi, non pagavano tasse. Quindi in questa fase
storica, il ragazzo al di sotto dei 16 anni, ha gli stessi diritti di uno schiavo.

• Il Teatro nell'alto MEDIOEVO


ovvero prima dell'anno mille, ne sappiamo veramente poco, perché tutte le testimonianze
pervenute, sono scritte; e le stesse mancano, mancano gli elementi fondamentali.

Tra le cose che ci sono pervenute, sappiamo che i Giullari, sono gli eredi degli attori di strada
latini, coloro che fanno le pantomime (una rappresentazione scenica muta, prevede due attori
in scena: uno che recita ed un altro che mima con i gesti il testo recitato dal primo). Abbiamo
quindi due momenti separati che rimangono nel medioevo:

• La CANTATIO, la parte recitata che viene metricamente recitata, per aiutare la


memorizzazione dell'attore, è per questo che viene cantata che in questi casi può anche
significare cantilenare.

• La SALTATIO, la parte che viene mimata.

Questa differenza fondamentale, rimane nell'arco di tutto il MEDIOEVO, la ritroveremo


sicuramente all'inizio: Nell'alto medioevo, ma anche nel basso medioevo, la troviamo nei
Monologhi e nei contrasti(Dialoghi Giullareschi).

Quindi questi attori mantengono la tradizione della Pantomima, nasce dalle origini, quindi 3°/4°
a.C. secolo a Roma, si evolve nell'arco dello sviluppo della storia romana, avrà una fortuna
enorme fra la pletora(sovrabbondanza) di spettacoli offerti nel 2°/1° secolo, resiste alla caduta
dell'impero romano, e quindi si proietta in questa zona di silenzio, di tradizione orale, nell'alto
Medioevo.

Questi giullari recano indosso le stigmate dell'esclusione sociale, della separatezza e della
condanna sociale; Vestono il Bigarratus (abito a toppe variopinte), l'abito del buffone di corte.
Spesso portano una maschera che copre il volto, ma che non ha aperture, quindi la loro voce è
deformata, se non hanno maschera, si dipingono la faccia. Philippe De Vitry disse “Homo pictus
est non homo” l'uomo truccato non è un uomo, inteso come essere umano. In tutti i casi si da
un'importanza fondamentale al corpo, però che si usa consapevolmente. altri oggetti che
facevano parte del teatro, ad esempio, erano i sonagli, essi venivano portati in effetti da:
Lebrosi, appestati e attori, tutti gli emarginati.

Maschera, è un termine che non esiste in latino, è un termine che deriva dal Longobardico, dal
Barbarico; Maschera veniva da Masca, era la persona malevola, era lo spirito dell'anima in pena;
il morto che non era stato sotterrato, quindi uno spirito non in pace, che disturba il prossimo,
colui che doveva essere dominato. Quello che gli attori mettevano in scena, erano gli istinti
impuri, che dovevano essere dominati ed anche censurati, erano tutte le parti orribili dell'essere
umano, quelli con cui non ci vogliamo confrontare. Questi attori, venivano chiamati giullari.
Il giullare, figura emblematica del teatro medievale, è a tutti gli effetti un attore professionista,
si guadagna cioè da vivere divertendo il popolo nelle piazze od allietando i banchetti, le nozze, i
festini e le veglie. Prima che prevalesse il termine generico "Giullare" (da latino Joculator), tali
attori venivano chiamati con appellativi specifici che designavano ogni "performer" secondo i
loro campi d'azione. C'erano:

• saltatores(saltimbanchi) erano i mimi, i quali compivano anche gesti molto tipizzati,


molto convenzionali,

• i balatrones (ballerini) danzavano, danze scomposte, molto veloci,

• i Timelici (ballerini) venivano da Timele, l'altare di Dioniso, a metà del 4° secolo a.C.
Quando il culto di Dioniso venne introdotto ad ATENE, ci fu l'importazione della statua
lignea direttamente da EULETERE, in un tempietto costruito su terreno sacro, chiamato
Temenos, Vicino al tempio si utilizzava uno spiazzo circolare, durante la festa in onore
del dio, per la danza rituale ditirambica che era eseguita in circolo da uomini mascherati
da caproni, mentre la folla guardava dalle pendici della collina. Gli officianti danzavano
intorno a un altare (timele, thymèle). Ed è proprio da questo che deriva quello che noi
oggi chiamiamo Teatro, Il teatro si sviluppò nell'Attica in età arcaica proprio come forma
di rappresentazione drammatica in stretta connessione al culto di Dioniso. Lo spazio
teatrale era un elemento architettonico indispensabile di ogni santuario di Dioniso di
una certa importanza. La parola theatron venne coniata per la prima volta dagli Ateniesi
per indicare il teatro nel santuario di Dioniso Eleutereo. L'ampliamento con gradinate e
palcoscenico (scena) si verificò solo nel V secolo a.C. Il tipo di Danza era una Danza
corale, la EMMELEIA, si svolgeva in circolo ed era una danza di devozione, era riservata
alle donne, composte.

• I nugatores (coloro che raccontano Nugae -termine che stava ad indicare le poesie,
adoperato da Catullo per i suoi carmi,in effetti il termine sta a dire che sono cosucce di
poco conto- sono quelli che giocando ci dicono cose essenziali, i buffoni),

• i grollatores ( i trampolieri, un altro modo di contrastare il corpo.)

• i bufones (comici),

• i divini (gli indovini),

ed ancora trampolisti, vomitatori di amene scurrilità, acrobati.

Alcuni di loro agivano sulla pubblica piazza, alcuni nelle corti dei grandi signori; cantavano ai
pellegrini le vite degli eroi e dei santi, oppure si potevano trovare nelle taverne ad incitare
l'"audience". La Chiesa li condannava perché rei di possedere le capacità di trasformare il loro
corpo e la loro espressione, andando così contro natura e quindi contro la volontà
di Dio creatore (soprattutto dopo la formazione dell'associazione di giullari fatta
a Parigi nel 1332 al quale presero parte anche le giullaresse), perché girovaghi e conoscitori del
mondo e per questo ragionevolmente irridenti nei confronti delle regole monastiche. Le cose
però cambiarono quando gli spettacoli dei mimi e dei giullari vennero messi per iscritto e la
Chiesa iniziò a conservarli e contemporaneamente tramutò le feste pagane, legate ai giullari, in
feste proprie dette paraliturgiche. Inizialmente l'immagine del buffone è uniformata a quella del
giullare, ma esiste una differenza, anche se minima, tra i due. Nel tempo si creò una distinzione
netta tra buffone e giullare, quest'ultimo creatore di versi al contrario del primo che si limitava
all'interpretazione (anche di musiche) altrui. Ricollegandosi necessariamente ad alcune fonti
storiche della Spagna medievale, segnatamente in Castiglia tra il XIII e il XIV secolo, vi è un
aneddoto significativo. Sappiamo che i giullari percorrevano preferibilmente le strade che
conducono alle tre città sante: Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela; sebbene la mèta
fosse una di quelle città, lo scopo del giullare era quello di poetare, divulgare notizie, suonare e
cantare versi a quanti più pellegrini possibile, affinché questi, ritornando nei rispettivi paesi,
potessero a loro volta divulgare le parole dei giullari. Percorrendo il “Camino de Santiago”,
Giraldo Riquier, giullare spagnolo, giunse in Castiglia alla corte del Re e, spavaldo, fece al
sovrano una richiesta precisa: essere riconosciuto come giullare - distinto dai buffoni - ed
ottenere una “patente”. Quando il Re volle sapere il motivo di questa curiosa richiesta, Riquier
rispose che i buffoni erano soltanto esecutori di opere altrui, mentre egli era un trovatore, cioè
un artista colto che trovava e creava da sé musiche e versi originali. Il Re accolse la richiesta e
Gerardo Riquier ottenne la sua “patente”, creando una divisione di significato tra giullari e
buffoni.

Poi Abbiamo il cosidetto DRAMMA LITURGICO. (non significa nulla). La parola drama deriva dal
greco drao, che significa “azione”. È un’azione in cui entrano in gioco molti personaggi, a cui
appartieni anche tu. Nel “dramma” tu non sei solo uno spettatore. La configurazione di una
normale sala di teatro, dove c’è la platea per il pubblico e il palco dove si svolge l’azione
drammatica è quella tradizionale (dal teatro greco all’arena romana). Il dramma prevede
l’azione che non è solo un’azione fisica, ma è un’azione etica o, meglio, è un’azione che riguarda
il sapere dell’esistenza, il partecipare alla vita! Il dramma è la rappresentazione, è il rendere
presente il teatro della vita.

Come diceva Paolo Toschi, noto studioso di folklore, e storico, autore de “Dal dramma liturgico
alla rappresentazione sacra”; Per dramma liturgico, noi indichiamo per comodità, qualunque
rappresentazione abbia, una valenza o un significato religioso che si trova all'interno del
rito(messa), oppure intorno al latere(accanto) della liturgia, quindi viene fatto prima. Bisogna
fare una sequenza quando si parla di dramma liturgico:

• Quem Quaeritis,

• Visitatio Sepulchri,

• Planctus Mariae Virginis,

• Passio.

LETTERALMENTE:

• Chi cercate?

• Visita al sepolcro,

• Lamentazione(Planctus, dal dodicesimo secolo egli identifica i lamenti della vergine


Maria per l'appunto(Planctus Mariae Virginis) e i complaintes d'amour (lamenti
d'amour).
• Passione intesa come Passione di Cristo (uno dei soggetti più frequenti).

Per capire questa scaletta dobbiamo capire la differenza fondamentale che riguarda tutto il
mondo cristiano, e l'arte medievale...

1. SALUTATIO

2. NARRATIO

La SALUTATIO, è la contemplazione di una verità astratta nella sua assolutezza, ad esempio:

il sacrificio di Cristo,

il Cristo come salvatore dell'umanità,

il Cristo Pantocratore, che è una raffigurazione di Gesù tipica dell'arte bizantina e in genere
Paleocristiana e anche medievale. Egli è ritratto in atteggiamento maestoso e severo seduto su
un trono, nell'atto di benedire con le tre dita della mano destra, secondo l'uso poi rimasto nella
chiesa ortodossa. Considerato come principio creatore del Cosmo, generato e non creato da Dio
Padre. Il desiderio umano di ordine aveva trovato il suo esaudirsi in Gesù, il Logos incarnato, la
ragione e la struttura del Cosmo,

E' una verità astratta, è una verità eterna, svincolata dal tempo. Il sacrificio di Cristo descritto
prima della storia, prima del peccato originale (momento in cui Dio caccia Adamo ed Eva fuori
dal paradiso), è eterno perché è al di sopra della storia, nel non-tempo.

Per spiegare correttamente la Narratio, occorre pensare alla figura della vergine, la donna:

il principio femminile che genera la vita, è prima dei secoli che una donna avrebbe partorito il
DIO, poi esiste il tempo, prima-durante-dopo: lo sviluppo della storia; questa salvezza di Dio è
determinata dal fatto che Dio diventa uomo, patisce sul Golgota, muore e risorge, ciò è immesso
nella linea del tempo, in un periodo storico ben preciso, ovviamente in questo caso ci troviamo
difronte alla NARRATIO. Questa differenza fondamentale tra Salutatio e Narratio, vige come
architrave (struttura sostenuta da due elementi verticali che regge il peso di un'altra
sovrastruttura, quindi ciò che tiene in equilibrio qualcosa) in tutta l'arte medievale e genera il
DRAMMA LITURGICO, che appunto diventa la NARRATIO che si sviluppa a margine della
SALUTATIO. La prima Narratio è il QUEM QUAERITIS.

Come detto prima il Quem quaeritis, come Narratio, costituisce uno dei nuclei da cui si originava
il dramma musicale, era il Tropo dell'introito della messa di pasqua, un dialogo fra l'angelo e le
pie donne, affidato inizialmente a due interpreti, per poi aggiungerne altri successivamente e
infine si unì al dialogo, l'azione mimica della visita al sepolcro. La musica, spesso in forma
strofica e di struttura melodica molto semplice, deriva dal Gregoriano, ma presenta affinità
anche con le melodie dei trovieri; gli strumenti raddoppiavano le voci ed eseguivano semplici
preludi ed interludi.

Il primo Quem Quaeritis di cui abbiamo data è del 970, quindi siamo proprio alle soglie
dell'anno 1000; tutta l'arte medievale è un'arte anonima, perché non si cercava l'originalità, ma
bensì si cercava di trasmettere la verità di Dio, invece per questo solo ed unico caso, abbiamo il
nome del musicista: TUTILONE [Tutilóne] (lat. Tutilo) di San Gallo. - Benedettino, cantore e
musico (m. forse 909). Creò il primo dramma liturgico nella forma del tropo pasquale,
aggiungendo al testo biblico un seguito di parole sue proprie e accompagnandole con melodie. Il
racconto è dovuto dal vescovo di Winchester, in quel periodo(anno 1000) tra Francia ed
Inghilterra c'erano molte unioni, perché c'erano interi territori Francesi (come la Normandia),
che erano Inglesi, molto più tardi, nel 1200, questi territori Francesi verranno liberati dal
dominio Inglese, da Giovanna D'Arco; essendo lo stesso periodo storico, non a caso divenne la
Patrona della Francia, anche se venne santificata in realtà dopo 700 anni (1900), Femmina,
combattente, vergine e strega, infatti morì al rogo come le streghe.

L'arcivescovo ripete una cerimonia che accade nella cattedrale di LIMOGES, stiamo parlando in
realtà di una cosa molto semplice: un Tropo, messo all'interno della messa della Pasqua, veniva
messo tra l'alleluja e le antifone. Era diviso in due parti:

• L'interrogatio

• la Responsio

L'interrogatio era (l'angelo): “Quem quaeritis in sepulchro, o Christicolae?” (Chi cercate


nel sepolcro oh seguace di Cristo?);

Responsio (le tre Marie) “ Jesum Nazarenum crucifixum, o caelicolae.” (Gesù di Nazareth
crocifisso, abitante del cielo);

L'Angelo: “Non est hic; surrexit, sicut praedixerat. Ite, nuntiate quia surrexit de sepulchro”
(non è qui, è risorto proprio come aveva predetto, andate, annunciate che è risorto dal
sepolcro).

In questo caso il Tropo ospita un piccolo dialogo tratto dalle sacre scritture. Da una parte c'era il
diacono e dall'altra i Pueri Cantores (coro di voci bianche). Il tutto si svolse nell'abbazia di San
Marzano di Limoges (luogo fondamentale, fu un prestigioso centro di attività Musicale e
Poetica). Il pubblico era costituito dai Monaci, dato la loro conoscenza delle sacre scritture si
intuisce che questa cosa viene illustrata per informare i Fedeli; Il Dramma Liturgico servirà anche
a questo, ma lo vedremo al momento dei Planctus, della Passio, ciò che avviene prima ha un
valore di memoria, di ricordo a chi quell'episodio lo conosce benissimo. Si canta all'interno del
rito della liturgia del mattino di Pasqua. Loro recitano, i monaci sono a conoscenza dei ruoli che
stanno interpretando (angeli e Marie), ma non smettono nemmeno per un attimo di essere:
Diacono e Pueri Cantores, non prestano il loro corpo, sono un'ideogramma; e qui giungiamo alla
Lettura figurale, un esempio di lettura figurale, lo abbiamo con DANTE, ovvero, Beatrice è la
bambina di cui si innamora a 9 anni, e muore quando aveva 18 anni, quindi è un personaggio
storico, vissuto e morto. E' la Beatrice della Vita Nova ed è l'anima che è andata in Paradiso,
quindi dopo la Vita Nova, queste due categorie, appartengono a Beatrice comunque, a
prescindere dalla Divina Commedia, contemporaneamente Beatrice è entrambe le cose. Quella
che è vissuta e quella che è morta, che ha un'anima, ma insieme è anche la guida di Virgilio;
nell'immagine di Beatrice, fatto simbolo, quindi non corporeo, coesistono più cose:

Beatrice in vita;

Beatrice anima;

Beatrice guida;
Beatrice TEOLOGIA;

Non smette mai di essere una di queste 4 cose, è sempre tutto insieme.

Questo è ciò che succede al Diacono ed ai Pueri Cantores, non smettono mai di essere ciò che
sono, ma allo stesso tempo interpretano dei personaggi (Angeli e Marie). “ RICHIESTO
ALL'ESAME”
Ciò fa sempre parte del Dramma, ma è un tipo diverso, poiché si ha l'idea del dramma quando si
presta il corpo ad un personaggio, in questo non c'è ancora, perché nel MEDIOEVO non c'è,
tutto parte dalla nostra mente, dalle nostre concezioni. Non avevano l'idea del corpo, ma del
simbolo. E' San Francesco che porta alla rivoluzione del Corpo.

Esiste una Visitatio 1a, intorno all'anno 1000, ed una Visitatio 2a intorno all'anno 1200,
ovviamente essendo un genere, una forma; proprio come lo STABAT MATER, non esistono solo
due, ma svariati, però a noi ne sono rimasti due...

1. Molto più semplice, che replica ciò che abbiamo visto nel QUEM QUAERITIS, la
differenza sostanziale sta nel fatto che ci siamo spostati dallo spazio dal del rito,
l'introito della messa di pasqua (il mattutino), ci siamo spostati alla Liturgia.

2. Sono passati due secoli, che l'hanno resa più complessa, per vari fattori: sia perchè
aumenta la NARRATIO, quindi ci sono più dialoghi, sia perché mostra una sorta di
SCENOGRAFIA VERBALE ( stavano fermi nei loro posti, per la sua articolazione, i
movimenti: delle Marie che corrono per annunciare la resurrezione di Cristo, degli
apostoli come San Giovanni che accoglie come primo apostolo la notizia; tutto questo è
movimento scenico, ma non avviene all'interno della chiesa, perché tutti continuano a
vestire i Paramenti sacri (dal latino che significa preparare), e allora come accade?
Attreverso il Coro che fa una sorta di Didascalia, racconta dei Movimenti, non solo. Sono
delle figure allegoriche, si muovono in uno spazio in cui comincia a fiorire un aneddoto,
succede che il quotidiano, la storia che veniva prima accennata solo nella struttura
essenziale, diventa ora aneddoto (es lasciano per terra gli unguenti e scappano via, è un
aneddoto, non ha alcuna importanza), il fatto che lo diciamo, che accanto alla parola
Evangelica, fiorisce l'aneddoto, significa che si da importanza al tempo umano, che si da
importanza alla Dimensione Mondana.

Ancora più forte sarà il Planctus Mariae Virginis. Il pianto della Maria Vergine, consiste nella
scena della Madonna disperata ai piedi di Cristo crocifisso in mezzo ai ladroni, è il punto
culminante della Passione, il dialogo tra Maria e Cristo, è poi quello che determinerà il punto di
germinazione dello STABAT MATER di cui vediamo il Testo Scritto da Jacopone da Todi, il testo
ha attraversato i secoli per la sua straordinaria Umanità, la prima parte della preghiera inizia con
la frase “STABAT MATER DOLOROSA(la madre addolorata stava), IUXTA CRUCEM
LACRIMOSA(in lacrime presso la croce)”. Nel Planctus avviene un principio di individuazione, si
supera l'allegoria ed il simbolo e si crea l'individuazione, ed è sempre un principio psicologico, e
tanto e vero che ci troviamo difronte ad una notazione molto particolare, I due monaci che
facevano uno la Vergine e l'altro Cristo, non cantavano direttamente davanti, ma erano nascosti
dietro le tendine dei confessionali, perché nasconderli? Per far si che queste voci partissero da
lì? (i cori stavano in alto e dietro, perché la voce degli angeli è la voce che viene dal Cielo, idea
molto adottata nel MEDIOEVO) In modo che coloro che recitano e cantano quel canto, non
possono essere visti dalla gente, in questo caso non si agisce come MEMORIA, come detto
prima, ma come CATECHESI, si spiega ai fedeli il dolore della madre, non possono essere visti e
non vedono, e possono cantare senza timore accento Profano, poiché la gente se vedesse
potrebbe forse turbarsi; Probabilmente cantano con delle tecniche di canto, nulla a che vedere
con il Gregoriano, ma soprattutto perché non si canta il sacrificio della genitrice di Dio, si canta il
DOLORE DI UNA MAMMA, argomento profano, riguarda gli attaccamenti. Questo elemento ci
conduce direttamente alla PASSIO, soprattutto alla passione Cassinese, 1200, il processo è
compiuto; la Passione Cassinese scritta tutta in Latino se la fanno tutta diversamente, perché la
traducono, salvo l'ultima strofa, è scritta in volgare, in dialetto, perché ha una forza emotiva già
nel lessico, capace di dare un impatto sentimentale fortissimo. La Passione Cassinese viene
recitata davanti a tutti i fedeli ed alla fine esplode in questo dolore incontenibile di questa
madre, un dolore umano attraverso una lingua meravigliosa, una strofa monorima, in cui tutti ci
possiamo identificare, ma comunque il processo di individuazione psicologica resta quello della
madre ferita nel ventre, infatti dice : Perciò lamentandosi la beata Vergine che il figlio rivolge la
parola al ladrone e non a lei che piange, con grande clamore davanti a tutti i soldati, la beata
vergine chiama il figlio a grande voce; Tutto ciò è in latino ed è cantato come una didascalia...

La particolarità del testo è che esso si chiude con il pianto della Madonna sotto la croce, del
quale sono riportati tre versi. La Vergine, stando ai piedi della croce con Giovanni e le altre pie
donne, ingenti clamore chiama l’attenzione del Figlio, intento a parlare al buon ladrone, «quasi
ostendens ei ventrem in quo Christus portavit» e proferendo questi versi:

(E)o te portai nillu meu ventre.

Quanto te beio (m)oro presente.

Nillu teu regnu agime a mm(en)te.

Ti ho portato nel mio Ventre.

Quando ti vedo muoio all'istante.

Nel tuo Regno ricordati di me.

L’importanza di questi versi, oltre che per il fatto di essere in volgare piuttosto che in latino
(primo esempio attestato di uso del volgare in un dramma liturgico), risiede nel fatto che essi
non erano semplicemente declamati, ma erano cantati: infatti sopra di essi sono chiaramente
visibili dei “neumi”, che erano le note musicali dell’epoca. Questo ci porta a segnalare un’altra
singolarità di questo testo, e cioè che esso contiene il più antico esempio di versi lirici musicati in
volgare italiano. Nell' idea del sacrificio di Dio, entra la nuova idea della Catastrofe della Madre
e del corpo (te portai nillu meu ventre).
Storia Del Teatro 29 Novembre
Dalla spettacolarità del teatro del 500, emerge il dramma in musica.

Con le devozioni accade qualcosa di molto importante, perchè usciamo dalla chiesa e andiamo
nel sagrato, nel sagrato abbiamo la piazza, e quindi gli spazi della rappresentazione si dilatano
attraverso questa scena multipla.

Transitiamo da un'idea di teatro ben differente, anche se molto lontana ancora dalla nostra;

La chiesa, intesa come spazio architettonico, diventò ben presto un ambiente troppo stretto per
lo svolgimento delle rappresentazioni sacre, sia dal punto di vista volumetrico sia dal punto di
vista riguardante la libertà espressiva.

Si iniziarono presto (cioè fin dalla fine del Trecento) a costruire dei "palcoscenici" nei sagrati
all'esterno delle chiese e la conseguenza fu proprio la nascita di rappresentazioni teatrali con
tematiche profane (dal greco pro fanòs che significa proprio prima/fuori dal tempio).

il teatro del dramma liturgico all'interno della chiesa, è ripresentazione, è memoria ed ha un


valore allegorico.

Il teatro nella piazza, il teatro della devozione, quindi della sacra rappresentazione, è invece,
rappresentazione nel senso di attualizzazione(lo presento come se stesse accadendo in questo
momento), anche se ancora lontano dalle nostre idee, perchè non abbiamo il senso delle unità
Aristoteliche, appunto perchè esiste la pluralità dei luoghi, la continuità dei tempi, quindi sono
necessarie le mansiones (ripartizioni della scena, Le mansiones, dette dagli storici "luoghi
deputati", rappresentavano luoghi diversi dell'azione ed erano compresenti, per cui si è
parlato di "scena multipla simultanea") proprio per consentire questo passaggio lineare da una
parte all'altra.
Abbiamo una concezione del teatro del tutto nuova rispetto a quella del passato, abbiamo la
"carne"(inteso come corpo), perchè gli attori impersonano, da questo ci possiamo collegare al
discorso delle confraternite religiose, formate da attori fedeli non professionisti, che si
occupavano di impersonare i ruoli.

Ad estenzione di questa storia delle devozioni, possiamo inserire la SACRA RAPPRESENTAZIONE,


siamo sul genere sacro?

La sacra rappresentazione fiorisce tra la fine del 300', ed esplode tra il 400' e 500', dopo il
concilio di TRENTO, questo genere teatrale subisce una fortissima censura, quasi una
persecuzione. Tutto ciò è pervenuto tramite delle testimonianze residuali, che si trovano in spazi
appartati, ovvero nelle campagne, ciò che sopravvive delle sacre rappresentazioni, o sopravvive
all'interno di codici, perchè è stato trascritto, oppure, sopravvive come tradizione orale e
popolare, ma nelle zone appartate nelle campagne.

Pagano: tutto ciò che non è religioso o cattolico, viene chiamato pagano, i pagani sono i non
cattolici. L'etimologia della parola pagano dal latino pagus cioè villaggio. I pagani erano, dunque,
nell'antichità coloro che abitavano i villaggi. I villaggi erano più difficili da raggiungere per la loro
lontananza, dalle reti di commercio, e dalle reti di controllo; quindi tutto ciò che era resistenza
dell'antico.

Troviamo due tipi di confraternite:

· Confraternite Religiose;

· Confraternità Laiche, che si appoggiano comunque alle chiese.

La Sacra rappresentazione(che avveniva in tutta Italia e non solo a Firenze) ha degli elementi che
sono tipici della Drammaturgia medievale, come ad esempio: il fatto di coprire archi temporali
molto ampi, un sempio calzante è la leggenda di Sancto tomascio, addirittura citarla nella vita
del santo da quando è concepito, ancora nella pancia della mamma(caratteristica del teatro
medievale, quella di ricoprire archi temporali vastissimi), abbiamo una rappresentazione che
ricopre l'intera vita del santo e include addirittura i nove mesi di gestazione. Questo non ha a
che fare con un'idea moderna del teatro, moderno, è ciò che si rifà ad una rinascita, ad una
riconquista, ad una rivalutazione del teatro classico, quindi, quando da i modelli delle commedie
greche e latine, traggo la mia tragedia o commedia italiana(TEATRO REGOLARE).

Il teatro Regolare ha un lungo periodo di incubazione nel 400' e poi esplode nel 500', il teatro
regolare quindi, nasce tra UMANESIMO e RINASCIMENTO. Come sappiamo è dato dal fatto che
nell' Umanesimo abbiamo la rivalutazione della classicità(del mito classico), se abbiamo questo
criterio, anche se contestabile, queste rappresentazioni sono di tipo medievale, perchè coprono
un arco di tempo ampissimo, hanno tanti luoghi differenti(infatti c'era l'usanza di avere
scenografie verbali, ovvero, di un personaggio che raccontava i luoghi e li spiegava), ma
soprattutto non ho l'unità di azione: esempio Leggenda si Sancto Tomascio, che indulge su tutti i
particolari( i nove mesi dell'attesa della madre, le abitudini di Sancto Tomascio da bambino, su
quello che leggeva addirittura da bambino), è una sacra rappresentazione che indulge sull'
aneddoto. All'interno di un enorme contenitore(intendendo la vita di Sancto Tomascio),
ovviamente, abbiamo la possibilità di inserire moltissime azioni. Cosa che non accade, ad
esempio con la vita di Giulio Cesare, quando si parla di lui infatti si scelgono pochi e significativi
accadimenti, Un unico segmento significativo, nella parabola umana di un protagonista, una sola
azione. Nel momento in cui con Sancto Tomascio, scrivo tutta la vita, l'intera vita di Sancto
tomascio diventa un contenitore, da cui poter ricavare ogni tipo di azione, spazio e unità, questa
non è drammaturgia moderna(moderna, ovvero nel senso del teatro regolare, il modello
classico).

Queste rappresentazioni ovviamente non potevano racchiudere accadimenti così lunghi con uno
spettacolo della durata di qualche ora, infatti per ricoprire questi lunghi archi temporali a cui si
rifacevano, le rappresentazioni andavano avanti per giorni(una specie di Fiction).

Abbiamo una sottile, ma fondamentale differenza tra la storia del teatro e la drammaturgia;
quando parliamo di drammaturgia, parliamo del modo in cui si struttura il racconto dei fatti sulla
scena: come scegliamo i fatti da cantare, la quantità dei fatti, e come li rappresento.
Drammaturgia inteso come concetto, impianto, la drammaturgia è lo scheletro(inteso come
struttura). D'altro canto, la storia del teatro, da questo scheletro decide come formare tutto il
resto(esempio della DRAMMATURGIA, come un palazzo, con tutti gli appartamenti, la STORIA
DEL TEATRO si occupa di arredare ogni singola stanza di questi appartamenti).

Drammaturgia, rappresentazione che dura più giorni, che ha una pluralità di azioni, di luoghi, ed
ha un tempo estremamente lungo. Quindi la Drammaturgia vuole riprodurre la vita quotidiana,
invece nel teatro classico: attraverso alcuni elementi, carpisco l'essenza di un personaggio. Il
Romanzo, ha questa peculiarità di ripercorrere ogni istante della vita del protagonista. Nella
sacra Rappresentazione, abbiamo il quotidiano, questo appartiene alla concezione
drammaturgica che è ancora medievale. Tuttavia non possiamo dire per certi che la sacra
rapprensentazione è una forma medievale, perchè ci sono da considerare due cose:

· I meccanismi di produzione, Umanesimo parte dalla seconda metà 300',


preumanesimo fiorentino, Per Umanesimo si intende quel movimento culturale, ispirato
da Francesco Petrarca e in parte da Giovanni Boccaccio, volto alla riscoperta dei classici
latini e greci nella loro storicità e non più nella loro interpretazione allegorica, inserendo
quindi anche usanze e credenze dell’antichità nella loro quotidianità tramite i quali
poter avviare una "rinascita" della cultura europea dopo i "secoli bui" del Medioevo.
Uno dei principi fondamentali dell'Umanesimo era quello dell' Edonè [Edonismo (dal
greco antico ἡδονή edoné, "piacere") è, in senso generale, il termine con il quale si
indica qualsiasi genere di filosofia o scuola di pensiero che identifichi il bene morale col
piacere, riconoscendo in esso il fine ultimo dell'essere umano], quindi l'umanesimo
recupera il principio del piacere. Piacere inteso come forma più alta, il piacere
intelletuale, secondo solo al piacere spirituale. L' Umanesimo nella sua più alta forma, è
l'Umanesimo NeoPlatonico di Marsilio Ficino(L'Accademia neoplatonica fu un'istituzione
culturale fondata a Firenze nel 1462 da Marsilio Ficino che si occupò della traduzione
dell'opera di Platone, per incarico di Cosimo de' Medici, nella Villa le Fontanelle, e
successivamente espansa nella più nota Villa medicea di Careggi. La sua idea in breve
era quella di poter arrivare alla "verità assoluta" attraverso la contemplazione della
bellezza, bellezza che si rileva attraverso il medium della luce(collega al fatto dei secoli
bui). Edonè è il piacere in tutte le sue articolazioni, ma questo principio a cosa porta? Ci
porta a comprendere la cosiddetta autosufficienza umana, esempio L'uomo Vitruviano
di Leonardo Da Vinci, l'uomo al centro dell' universo. tutto questo, cosa comporta? Da
questo legame, questa sorta di vocazione alle relazioni spirituali, si deve ricondurre tutto
alla sfera umana. Uno dei caratteri principali dell' umanesimo, è quello di ricondurre la
religione alla sfera dell'umano, nella accezione più alta, mentre nell'accezione più bassa,
il tutto può anche tradursi in condotte disdicevoli, Esempio: Il concubinato (Il
concubinato descriveva la situazione familiare in cui una donna, non legata da vincolo di
coniugio, conviveva ed era economicamente mantenuta da un amante uomo coniugato
con un'altra donna), uno dei grandi peccati della chiesa, su cui si scattenò la riforma di
Martin Lutero. Uno degli sviluppi della riforma protestante, fu quello della Catechesi,
ovvero, la chiesa insegna ai Sacerdoti, cosa dire e come dirlo. Nella prima metà del 500',
abbiamo il Rinascimento, mentre nella seconda metà del 500' abbiamo il Manierismo, il
Manierismo è visto come l'irriggidimento del Rinascimento, secondo un principo di
autorità. Questo passaggio ideologico e culturale, ovviamente modifica le strutture
drammaturgiche, modificando queste strutture, si modifica la scelta delle storie, quella
delle fabule, il modo di raccontarle; Questo crea un' incertezza sullo stile Manierista o
Barocco, usato per alcune opere. Il Barocco è l'implementazione(realizzazione completa,
punto di arrivo) del Manierismo. Con il Barocco si perde la centralità del punto di vista,
non ho più un punto preciso da cui guardare, la realtà è quindi quello che appare, e ciò
che appare cambia a seconda del modo in cui lo vedi. Dopo la Pubblicazione di Giordano
Bruno di "De l'infinito, universo e mondi" l'autore dimostra con vari argomenti l'infinità
dell'universo, tema principale dell'opera, non c'è più un centro, non c'è più un unico
punto di vista. Riguardando l'Orfeo, ad esempio "Possente Spirto", siamo nel vero e
proprio Manierismo, perchè abbiamo tutta una serie di raffinatissimi strumenti retorici,
ma all'interno di una situazione che è ancora di proporzione classica: uso di terzine, la
scelta di 5 atti, il fatto che fossero simmetrici e speculari; quindi abbiamo ancora i
principi della proporzione, un punto di vista centrale. Ciò che si evince da opere come ad
esempio il Sant'Alessio di Stefano Landi e Giulio Rospigliosi, è che il principio primo della
Controriforma è combattere l'edonè, ovvero il senso del piacere che poi è il senso
dell'Umanesimo-Rinascimento. Ad «Poca voglia di far bene,/ viver lieto, andar a spasso,/
fresco e grasso mi mantiene»: ottima morale, specie se in un dramma di argomento
sacro, rappresentato alla corte del papa. Sono versi cantati da due paggi, Marzio e
Curzio, che possiamo considerare i primi personaggi comici introdotti in un’opera. Le
tentazioni del Demonio sono il vero e proprio principio dell'edonè. La sfera religiosa
nella Sacra Rappresentazione, viene ripresa nella dimensione umana, intesa come laica
e quindi mondana, ad occuparsi di organizzare e finanziare queste sacre
rappresentazioni, abbiamo le cosiddette confraternite, che possono essere anche e
soprattutto associazioni laiche, nel '400 diventano degli strumenti e delle presenze di
potere politico. Lorenzo De' Medici tra le altre cose, è uno dei più fini scrittori del '400,
egli scrive una Sacra rappresentazione, la Sacra sappresentazione dei santissimi
Giovanni e Paolo, i patroni della città di Firenze; Lorenzo De' Medici non si occupa di
scrivere solo il testo di questa rappresentazione, fa parte della più potente confraternità
Fiorentina, che si occupa di finanziare e di acquisire lo spettacolo; questo spettacolo che
dura addirittura 3 giorni, avrà un grandissimo eco nella città di Firenze, e creerà un
notevole consenso politico intorno alle figure dei patrocinanti, ciò dimostra che queste
Sacre rappresentazioni, rappresentavano un compromesso politico-religioso, ovvero,
dove finisce la devozione religiosa, e dove comincia il calcolo politico. In questo caso, la
fede è uno strumento per ricevere consenso. La festa del santo patrono non è solo una
festa religiosa, è una festa anche civile, politica, di riconoscimento di appartenenza alla
cittadinanza, tra i tanti argomenti, sceglie l'argomento che maggiormente impatta sul
piano della politica, e in più queste rappresentazioni sono molto costose. Non abbiamo
ancora gli atti(vengono istituiti nel '500), abbiamo una ripartizione in parti:

· Prima parte lunga-intermezzo, seconda parte lunga-intermezzo (durata di un


giorno)

· Terza parte Lunga-intermezzo, quarta parte lunga-intermezzo (2o giorno)

Gli attori che recitano in queste Sacre rappresentazioni, sono i cittadini, attori non
professionisti, non abili a recitare; sono i membri della confraternita e i cittadini fiorentini. Si
crea un cortocircuito, tra la scena e la platea, lo spettatore riconosce l'attore sia come un
personaggio della scena, ma anche come una persona che rappresenta la città stessa,
attraverso la storia non evangelica, ma religiosa, implicitamente ho la rappresentazione
anche della cittadinzanza. Se per le parti gli attori non sono dei professionisti, questo cambia
con gli intermezzi, gli attori sono dei veri e propri professionisti, abbiamo giullari, i mimi.
Con le Sacre Rappresentazioni, si da il via alla storia degli intermezzi.

· Gli intermezzi.

Sono l'espressione dell'Umanesimo, con argomenti svariati. Non hanno intreccio, sono dei
veri e propri quadri, quindi rappresentazioni di una singola situazione, quindi soprattutto
nella fase iniziale, hanno la funzione di un quadro vivente. Hanno caretteristiche Varissime
ad esempio, possiamo trovare un intermezzo comico-realista(una scena da osteria, molto
gettonato), oppure di carattere allegorico: ad esempio la rappresentazione della Primavera.
La primavera di Botticelli, è la trasposizione iconografica, allegorica di un tema
gettonatissimo in tutti gli spettacoli. Un Valore Mitologico, anche se sembrerebbe fuori
tema la mitologia, siamo in un periodo in cui sfera religiosa e sfera mondana slittano l'una
dentro l'altra. Se dobbiamo individuare due elementi genetici dell'opera in musica, di sicuro
dobbiamo guardare alla favola pastorale e l'intermezzo. L'intermezzo diventa sempre più
importantissimo, ha pluralità di facce, può essere una danza. L'impiego di attori
professionisti è ovviamento il motivo è l'alto tasso tecnico di recitazione, negli intermezzi: si
canta, suona e si recita. La recitazione potrebbe anche non rappresentare un grosso
problema, come per il mimo e per la danza, ma quando si tratta di cantare o ballare da
professionisti, ci vogliono i professionisti. L'intermezzo nasce come somma di una pluralità
di codici differenti:

· Codice Figurale: la scenografia, importantissima;

· Codice Gestuale

· Codice Musicale

· Codice Drammaturgico

La prima sommatoria, il primo spettacolo che utilizza tutti i codici di espressione, è proprio
l'intermezzo. Proprio per questo, richiede attori professionisti, e gemina all'interno della
Sacra rappresentazione. La sacra rappresentazione dunque, è un "contentone", qui
veramente viene inserita una eterogeneità di elementi e di spunti drammaturgici
completamente diversi, gli uni dagli altri. Man Mano che si va avanti, la figura dell'attore
viene sdoganata, vengono rappresentati personaggi di esclusione sociale(giullari, appestati);
per sopperire a questo declino della figura dell'attore, già nel 400', la figura dell'attore viene
reintegrata in una parziale sorta di normalità, una prova di questo ci è data dal Cortegiano di
Baldassarre Castiglione(Il Cortegiano è un trattato scritto da Baldassarre Castiglione tra il
1513 e il 1524, sottoposto a correzioni e pubblicato definitivamente nel 1528, poco prima
della sua morte. Baldassare trasse l'ispirazione per il Cortigiano dalla sua esperienza come
cortigiano della duchessa vergine Elisabetta Gonzaga alla corte di Urbino. Il libro si presenta
come un dialogo in quattro libri e descrive usi e costumi ideali del perfetto cortigiano. Il
terzo parla delle regole per diventare una signora perfetta, mentre i rimanenti si occupano
di come si diventa un vero cortigiano. Il libro fu un successo immediato e fu uno dei libri più
venduti nel sedicesimo secolo. Durante la sua visita in Italia Francesco I di Francia lo lesse e
ne fu così impressionato da farlo tradurre in francese. Ne fece fare varie copie, che distribuì
tra i suoi cortigiani. Pensava che il libro dipingesse il suo modello ideale di corte reale, lo
stesso cui cercò di arrivare per la sua. Al giorno d'oggi il Cortegiano rimane un ritratto della
vita di corte rinascimentale. Per questo aspetto è una delle opere più importanti del
Rinascimento.).

Nel Cortegiano, Baldassarre Castiglione, dice che il cortigiano deve possedere la


"sprezzatura"(Tutti gli aspetti della vita del cortigiano devono essere regolati dal “buon
giudicio”, e cioè un confronto continuo dei propri ideali con una realtà in perenne
mutazione. Accanto a questo la “grazia” rappresenta la qualità ideale per imporre la propria
immagine, ma questa richiede un impegno di dissimulazione tale da far apparire spontaneo
e naturale ogni comportamento artificioso. La qualità più importante per un cortigiano è
infatti quella che il Castiglione definisce “sprezzatura”, ovvero la disinvoltura con cui egli
deve nascondere l'arte che rende ogni suo atto spontaneo e naturale nel "teatro" della
corte.). Deve imparare a fare tutto, ma deve farlo bene, dando l'impressione, ma solo
l'impressione, che gli esca naturale. Quello che è il prodotto di artificio, deve essere in realtà
espresso, e manifestato, con il massimo grado della naturalezza. L'arte del conversare tra i
cortigiani, siccome all'interno della corte vi erano spesso: rivalità, congiure, molta
aggressività; in particolare questa aggressivitù bisognava tenerla tacita, bisognava far finta di
nulla e conversare del più e del meno(l'arte della conversazione), una pratica raffinatissima,
frutto di ore di ricerca e di studio, che non si devono sentire, perchè il tutto deve sembrare
naturale. Il cortigiano deve conoscere la musica, tanto da capirla, tanto da eseguirla su
spartiti facili (Madrigale, Sonata da camera), quindi non elevati tecnicismi; Deve saper
recitare "cose oneste". Parliamo di cose oneste, perchè lui dice che bisogna recitare
mantenendo il decoro del corpo e della voce, e mai ecceddere nella espressività del corpo
stesso come accadde ad esedmpio nella danza della moresca (La moresca è un'antica danza
di origine araba di carattere grottesco in ritmo binario o ternario. Le sue origini sono incerte:
secondo alcuni storici sarebbe stata introdotta in Europa a seguito di contaminazioni
spagnole e si diffuse soprattutto nel periodo compreso tra il XV ed il XVI secolo. In
Inghilterra si sovrappose ad altri balli preesistenti di tradizione popolare variando il suo
nome in Morris Dance. Secondo altri l'origine di questa danza sarebbe legata alle crociate in
quanto simulerebbe la lotta tra cristiani e mori. Infine altri studiosi ritengono che avrebbe
origini molto più antiche e sarebbe legata a rituali contadini arcaici, come propiziazione del
buon raccolto rappresentata dalla lotta contro gli spiriti maligni.). E' una danza che avendo
un ritmo accellerato, porta ad una gestualità marcata e di conseguenza ad una
deformazione del corpo; tutto questo deve essere evitato. Quindi da una parte, l'attore
viene sdoganato, l'affinità della recitazione fa parte del bagaglio del cortigiano; dall'altra
parte non viene sdoganato completamente, ci rimane un'idea fondamentale: un certo tipo
di teatro, ovvero, il teatro degli intermezzi viene fatto da attori professionisti, i quali sono:
Musici o Ballerini; questo tipo di teatro vive della coesistenza e della sommatoria di codici
diversi, tutto ciò si articola all'interno della sacra rappresentazione.

Umanesimo e Rinacimento formano l'incrocio ed il crocevia di drammaturgie differenti.

I fenomeni di manipolazione linguistica che sfoceranno alla fine del 500' con la commedia
dell'arte, cominciamo già anteriormente, con i quadri professionali o esotici degli intermezzi.
Quando Abbiamo il concilio di Trento(Il Concilio di Trento o Concilio Tridentino fu il XIX
concilio ecumenico, ovvero una riunione di tutti i vescovi del mondo, per discutere di
argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica. Il concilio di Trento, che in teoria
avrebbe dovuto "conciliare" cattolici e protestanti, durò ben 18 anni, dal 1545 al 1563, sotto
il pontificato di tre papi. Si risolse in una serie di affermazioni tese a ribadire la dottrina
cattolica che Lutero contestava. Con questo concilio venne definita la riforma della Chiesa
cattolica (Controriforma) e la reazione alle dottrine del calvinismo e del luteranesimo
(Riforma protestante). Fu un concilio importante per la storia della Chiesa cattolica, tanto
che l'aggettivo "tridentino" viene usato ancora oggi per definire alcuni aspetti caratteristici
della Chiesa cattolica ereditati da questo concilio e mantenuti per i successivi tre secoli, fino
ai concili Vaticano I e Vaticano II.), La Censura Ecclesiastica, si abbatte soprattutto sulla
Sacra Rappresentazione. Perchè accoglieva una serie di aneddoti che non sono
assolutamente provati, quindi al di fuori della catechesi e del controllo catechistico. Lo
stesso andamento estravagante della Sacra Rappresentazione, che porta ad aggregare degli
elementi che sono laici; i santi in qualche modo diventano degli eroi, delle star, di un film
lungo. La chiesa condanna le Sacre Rappresentazioni e poi queste vengono sostituite nel
corso del 600' dall'Oratorio(Oratorio – storicamente e nella Chiesa cattolica, luogo,
solitamente di piccole dimensioni, destinato al culto in favore di una comunità o di un
gruppo di fedeli.), che invece ci da una lettura del fatto sacro, rigorosissima. La Nacita
dell'Oratorio, causa poi la scomparsa definitiva delle Sacre Rappresentazioni(Da: Milano,
Firenze, Napoli, ecc.), restano nei paesi, dove vengono eseguite tuttora, dove avvengono
all'aperto, in queste rappresentazioni lo spazio tra la finzione e la realtà, è estremamente
labile. Sono rappresentazione perlopiù povere, e sono studiate su due profili:

· Profilo del recupero filologico, attraverso l'uso di manoscritti, uno studio da


biblioteca

· Profilo Etnomusicologico, la ricerca sul campo di residui, le resistenze che


permangono attraverso la tradizione orale.

TEATRO DELLA NAUDI RICERCA!

Storia del teatro 04 Dicembre


La Favola Pastorale è una forma teatrale