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BAROCCO – MUSICA STRUMENTALE

PRINCIPALI ESPONENTI DELL’EPOCA STRUMENTALE


Pur essendo sempre esistiti gli strumenti, partendo dalla preistoria, non si era mai scritto per
loro, hanno sempre avuto un ruolo minoritario rispetto alla musica vocale, e soltanto nel
periodo tardo Rinascimento, i compositori iniziano gradualmente a porsi la domanda su come
scrivere musica solo per gli strumenti.

Come ben sappiamo, la prima trasformazione del madrigale, fu l’aggiunta degli strumenti, con
Monteverdi, tra il 6*-7* libro de madrigali, quindi da qui si comincia ad avere un organico
vocale – strumentale. La finalità però, è sempre la stessa, e cioè di rendere il senso della
poesia.

Dal madrigale, si passerà poi all’Aria, destinata ad avere una carriera infinita, fino ad arrivare
ai giorni nostri.

Per quanto riguarda la musica strumentale, tutto nasce dagli ambienti di corte, in cui erano
presenti anche dilettanti, ma che sapevano suonare o il liuto, o la viola da gamba, o il cembalo,
e quindi, c’era anche la possibilità di suonare.
Il primo luogo dove nasce tutto ciò, era a Venezia nella chiesa di S.Marco.
La scuola Veneziana di tale chiesa, era un tripudio di strumenti rispetto alla schiesa di Roma.
Spesso, gli strumenti, potevano anche suonare da soli, quindi le voci non erano indispensabili.
Essendo la Basilica, un luogo sacro, stiamo parlando quindi di musica sacra.

Tra gli strumenti Veneziani, abbiamo il gruppo dei:


-cornetti;
-tromboni;
-archi: potevano anche sostituire il coro vocale.
Spesso, l’organo, è l’unico strumento che si trova in Chiesa, ed è l’unico strumento che può
sostituire le voci, questo perché non ci troviamo in quell’epoca dove si può spendere come si
faceva prima, perché non ci sono più molte sovvenzioni. A Venezia, di organi, ce ne erano ben
due.
L’organo però, oltre ad essere l’unico strumento ecclesiastico, rappresenterà in seguito,
l’elemento che funge da PRELUDIO ai brani corali, che sono ancora basati sui modi
ecclesiastici (gregoriani). Quindi li introduce, per dare il tono d’attacco al coro che deve
eseguire successivamente il brano. Essendo la musica corale, ancora basata sui modi
ecclesiastici, il compito dell’organo, è quello di suonare, per un tempo breve, una serie di note
(arpeggi, scale) che però deve rimanere aderente a quel tono, non distraendo l’orecchio.

Il primo Barocco, è caratterizzato da tante novità, una di queste, fu l’Archicembalo, uno


strumento a tastiera, progettato e costituito da Nicola Vicentino intorno al 1555, si tratta di
un clavicembalo, la cui tastiera è dotata di 33 tasti per ottava, o due tastiere accordate
diversamente, in modo da riprodurre tutti i possibili suoni secondo i tre generi della musica
greca antica: diatonico, cromatico, enarmonico.
Quindi questa novità, ce la dice lunga su quel periodo nel quale si voleva a tutti i costi scoprire
cose nuove, come ce lo fa capire anche il grosso utilizzo di cromatismo.
Via via con il tempo, tra cromatismo e modi ecclesiastici, uscirà fuori il TONO.
La musica strumentale, prende spunto da:
1) FORME VOCALI:
mottetto: da esso, prende vita la forma strumentale del ricercare (antenato della Fuga)
chancon polifonica: da essa, invece, prende vita la canzona da sonare (Sonata).

2) MUSICA PER DANZA


Aveva origini medievali, ma erano comunque tradizioni orali.
La m.x.d. nasce in Italia, essa era legata all’improvvisazione, si basava quindi sul variare una
stessa melodia (a volte anche già conosciuta), e proporla in due modi diversi, lenta, in tempo
binario, per permettere ai danzatori di fare danze camminate, e veloce, in tempo ternario,
quindi una danza saltata. Le danze camminate e saltate, rappresentano le antenate della
SUITE del tardo barocco (fatta di almeno 4 danze) (è un insieme di brani, per uno strumento
solista), in cui le differenze stanno nel tempo appunto, ma ciò che le accomuna ai brani della
suite, sarà la tonalità.
Nel caso della musica x danza, ci troviamo di fronte a due tipi di danze, come abbiamo detto
fino ad ora, mentre di solito, per quanto riguarda le suite, la coppia di danze sono: salterello-
passa e mezzo (danze rurali) e pavana-gagliarda o ciaccona-passacaglia (tipi di danze, spesse
poste in chiusura).

Naturalmente, col tempo, l’abitudine di suonare questa musica per farla danzare, andò
perdendosi, anzi già nel tardo Rinascimento/inizio Barocco, già non si utilizzava più il termine
di musica per danza, ma si usava dire DANZE STILIZZATE.

In Italia tra gli autori di danze per tastiera, di quest’epoca iniziale di Barocco, in area
Ferrarese, emerge quasi unicamente Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
compositore, organista e clavicembalista.
Egli ha due linguaggi diversi, con la musica vocale si adegua al linguaggio del tempo, e cioè, si
mantiene molto simile a quella di Caccini, mentre nella scrittura strumentale si sbizzarrisce
con l’inventiva.
Tra le sue composizioni, ricordiamo un balletto con delle variazioni e una toccata. Nel caso del
balletto “Corrente-Passacaglia” abbiamo il tema + la corrente + la passacaglia che è la seconda
variazione.

3) RAPSODIA
Una forma musicale non più legata al mondo liturgico, ma bensì, fine a se stessa: una toccata
(toccare: suonare), legata al momento del suonare. In questa toccata, si capisce la
contemporaneità del suonare una forma, ma al tempo stesso la tecnica. Es. “toccata ottava di
durezze(dissonanze) e ligature(ritardo)” questi due elementi, sono un concentrato di sondare
un terreno nuovo (come staccarsi dai modi gregoriani).
La rapsodia, è una forma liberamente inventata, che serve per la Chiesa come intonazione al
coro per il brano successivo.
Questi tipi di forme, sono esperimenti per chi suona la tastiera, sia per la bellezza di suonare
trilli, arpeggi, scale ecc, e sia per restare su quel tono. Sarà la tonalità a dare vita a tutte le
forme strumentali dell’epoca classica.

*IMPORTANTE*
La cosa che distingue il primo Barocco, è che tutte le forme sono brevissime (in tutte e 3 le
forme troviamo questa brevità), a causa della mancanza della struttura a cui riferirsi.
Infatti, la musica vocale, partiva da un testo, che poi doveva essere musicalizzato, mentre la
musica strumentale, all’inizio, si deve aggrappare a qualcosa di già esistente. Però, nella
Basilica di S. Marco a Venezia, in cui la musica vocale era ben salda, gli strumenti,
cercheranno anche di distanziarsi dalle voci.
Ovviamente, col passare degli anni, però, la durata dei brani aumenterà, fino ad arrivare ai
concerti.

SCUOLA NAPOLETANA
In tale scuola, si usava scrivere la musica per organo.
Per molto tempo, almeno fra Rinascimento e Barocco, si usava ancora pensare le forme
polifoniche anche se destinate allo strumento, come forme vocali, quindi si scriveva come
fosse un mottetto. L’organizza leggeva le quattro voci del canto.
Il passaggio tra questo tipo di musica, e quello attuale, non fu né immediato, né uguale
d’appertutto, è un passaggio graduale che avviene azitutto nella musica strumentale.
SECONDA META’ DEL 600
-CORELLI-
Corelli fu l’autore della letteratura violinistica.
Pur essendo di nascita, in un paese vicino Ravenna, ha lavorato per quasi tutta la vita a Roma,
e qui, ha avuto la possibilità di lavorare presso mecenati, che lo hanno protetto e gli hanno
favorito la carriera. A Roma infatti, il mecenatismo non è ancora scomparso, c’erano ancora
famiglie benestanti, moltedelle quali imparentate con esponenti della Chiesa (cardinali amanti
della musica, che hanno avuto la possibilità di avere presso di se, esponenti della musica).
Corelli, ha avuto la fortuna di incontrare due importanti mecenati:
-la Regina Cristina di Svezia, la quale viveva a Roma; -e il Cardinale Ottoboni.
Fare scuola, per Corelli significa avere studenti presso di se, che hanno seguito il suo esempio
ma che si sono spostati all’estero, impiantando la sua scuola violistica in tantissimi altri luoghi,
sia in Italia che all’estero. Quindi, se ci saranno altre scuole violistiche in Italia, Francia,
Germania, ed Inghilterra, lo si deve a Corelli.

Corelli è l’anticipatore del linguaggio tonale, quando nella seconda metà del 600, ancora la
tonalità era sconosciuta, quindi un brano di C. si può già definie in quale tonalità è.
Egli non si è mai interessato né alla musica vocale, né a quella sacra, e nemmeno al teatro, ma
solamente alla musica strumentale.

Le sue composizioni, sono molto poche, tutte date alle stampe.


In tutto, sono 6 opere, che raccolgono oiù brani al loro interno, che quasi si susseguono di 5
anni l’uno dall’altro.
-1681: pubblicate a Roma op.1 “12 Sonate a 3 da Chiesa”;
-1685: op.2 “12 Sonate a 3 da Camera”;
-1689: op.3 “ da Chiesa”;
-1694: op.4 “ da Camera”;
-1700: op.5 “6 Sonate da Chiesa”
“ da Camera”
-1714: pubblicate ad Amsterdam op.6 “12 Concerti grossi da Camera o da Chiesa”.
Quindi, le prime 5 opere, contengono sonate, e le iltime, i Concerti.

Perché scrive “Sonate da Chiesa” e “Sonate da Camera”?


In quelle da Chiesa, c’è l’organo come basso continuo, in quelle da Camera, c’è il cembalo,
questo per una questione solo esecutiva, non un fatto sostanziale, quindi, si tratta più di un
accorgimento editoriale, quindi, fatto per vendere di più.
Importante è la differenza tra Sonata e Concerto:
-Sonata a 3: 3 elementi che di norma sono 2 violini, e 1 basso continuo (anche se sono almeno
4 persone, perché il basso continuo, viene suonato almeno da 2 persone);
-Concerto: è qualcosa di più ampio. Ma per Corelli, “concerto grosso” significa 2 gruppi
contrapposti, uno più piccolo (quelli della sonata a 3), con l’Orchestra (archi). L’effetto sarà:
giocare sui piani e sui forti.
La “Sonata” è differente dalla nostra, dove troviamo 3 movimenti (allegro, andante, veloce);
questa sonata barocca, ha un maggior numero di movimenti, tutti piuttosto brevi.
Esempi:
a) ascoltando la Sonata op. 5 - Sonata da Chiesa: sentiamo che comincia con l’adagio,
diviso in 2 parti, poi c’è il vivace, poi l’adagio cantabile, poi vivace, poi Giga (danza).
Questo esempio, è un linguaggio molto chiaro.
b) Invece l’ultima sonata dell’op. 5 – Sonata da Camera: è tra i più antichi esempi
dell’elaborazione di un tema famosissimo (il tema della follia) che verrà elaborato
nell’epoca Barocca da moltissimi compositori (Lully), si tratta di un tema molto
amato, che si prestava al concetto di variazione. In seguito diventa una sonata,
come in questo caso, per violino solo e continuo, che consiste nel tema, e una serie
molto lunga di variazioni.
Anche qui, è un linguaggio molto equilibrato derivato proprio dalla tonalità.
TEATRO FRANCESE
Riassumendo quello che sappiamo dall’anno scorso:
Abbiamo già parlato del teatro Francese, quando abbiamo parlato della nascita del
Melodramma a Firenze, e dei successivi passaggi a Roma e Venezia, e successivamente, di
Napoli.
I rapporti tra Francia ed Italia erano diversi, poiché a quel tempo i governanti (politici) erano
imparentati tra di loro, probabilmente per interessi economici, per questo, c’erano quindi
matrimoni fra italiani e francesi.
La Francia, contrariamente a tutti i piccoli stati italiani, già era uno stato unitario, e ne
abbiamo la prova, proprio all’origine del melodramma (Euridice di Peri, eseguita a palazzo Pitti
nel 1600 a Firenze, per le nozze di Maria de Medici con Enrico IV di Francia: rapporto di
parentela politico tra Firenze e Parigi).
Col tempo, i rapporti tra Francia ed Italia, non saranno solo di parentela tra Parigi e Firenze,
come ho detto prima, ma allargheranno i confini anche a Roma e Venezia.

Come era la Francia, a livello musicale, prima della creazione dell’opera Francese?
500: alla corte parigina, c’era l’usanza di fare spettacoli teatrali, non si trattava ancora di un
vero e proprio melodramma, o di un’opera in musica, ma di spettacoli d’azioni mimiche, con
gran parte destinata al ballo, quindi balli di corte, che raccontavano storie, anche un po’
spezzettate da numeri di DANZA (chiamati in francese “entré”: entrata in scena, di ballerini
che volevano rappresentare una storia attraverso la danza) (non ci dimentichiamo che Luigi
XIV da grande sarà un ballerino bravissimo, che ballerà sempre alle sue rappresentazioni di
corte).
C’era poi, ovviamente, anche la parte musicale, le cosiddette “ARIE DA CORTE”: brani vocali,
in tutto e per tutto simili a quelle che già conosciamo nell’ambito dell’opera italiana, anche se
veniva riservato molto meno spazio ai vertuosismi canori, rispetto all’opera italiana;
c’era infine, un grande bagaglio di teatro in prosa.

COME E’ ARRIVATO IL TEATRO IN FRANCIA?


TRE SONO I PUNTI DI PARTENZA:

a) OPERA FIORENTINA
b) OPERA ROMANA
c) OPERA VENEZIANA

a) La Francia, iniziò ad avere fin dal tempo del matrimonio di Maria de Medici con Enrico IV
di Francia, i primi interscambi provenienti dall’Italia, quindi il primo momento in cui la Francia
conosce l’opera italiana, è proprio all’inizio con Caccini, con i primi partecipanti della Camerata
de Bardi; conosce quindi, il melodramma delle origini, e cioè quello fiorentino.
b)c)FRANCIA--------ROMA + VENEZIA
Poi però, avrà modo di conoscere il melodramma proveniente sia da Roma che da Venezia.
Da Roma: per i continui scambi, e poi per la residenza fissa che prenderanno la famiglia
Barberini a Parigi (non dimentichiamo, che i Barberini erano Romani, e che furono i fondatori
del teatro romano,e che quando vennero esiliati, ed andarono appunto a Parigi, portarono con
se, la loro cultura musicale) il melodramma avrà un punto di collegamento tra Parigi e i
Barberini.
Venezia: i Febi armonici da Venezia, erano una compagnia itinerante (viaggiava), portava i suoi
spettacoli in giro, laddove venivano chiamati a lavorare. Arrivando anche a Parigi, è grazie a
loro che l’opera veneziana giugne a Parigi, e ben presto a Napoli.

L’opera che viene da Roma e Venezia a Parigi, scatena molte polemiche, sia a parole che in
forma scritta, infatti, tale polemiche sugli oppositori dell’opera italiana, vengono pubblicate
su giornali.
Naturalmente, oltre al gusto personale, c’era anche un fattore politico, perché essere a
favore dell’ Italia, significava essere a favore del cardinale Mazzarino, il quale era un uomo
molto potente, nel periodo in cui Luigi XIV era ancora un bambino. Diventato adulto, e morto
Mazzarino, il processo d’italianizzazione della corte, che egli aveva sempre tentato, spesso
riuscendoci, fu archiviato definitivamente. Nella fase iniziale, però, fu proprio lui l’artefice
della venuta di musicisti, cantanti, ecc, in Italia.

Perché l’opera ITALIANA non piaceva a PARIGI?


-CASTRATI: non piaceva ai francesi, perché secondo loro avevano voci false, dunque, tutto
ciò che era finto, per i francesi era incomprensibile.
-LA LINGUA: i testi italiani non erano compresi da coloro che erano di madrelingua
francese;
-LA PREDOMINANZA DELLE MUSICA SUL TESTO: perché l’opera Italiana, da quella
Romana in poi, era già molto ornata, e questo rendeva difficile capire le parole;
-L’ELEMENTO DELLA DANZA E’ IMPRESCINDIBILE per l’opera francese. Ecco quindi che
in breve tempo, arriva un personaggio dall’ Italia, Giovanni Battista Lully, che subito si fa
trasformare il nome francesizzandolo in Lully. Egli, nell’arco della sua vita, dall’adolescenza in
poi, riuscirà sia a compiere un’ascesa vorticosa nel potere, ottenuta attraverso le grazie e le
concessioni dategli dal re, e sia una potente, cioè un documento ufficiale, che faceva si che
passasse dalle sue mani, qualsiasi attività musicale francese.
Ciò comportava sia un controllo assoluto, che un guadagno enorme, pare infatti che egli, fu il
compositore più pagato della storia.
Lully, aveva inoltre, un organico che di meglio al mondo non c’era, un’orchestra denominata “24
archi del Re” cioè un organico formato da 24 elementi, che Lully aveva suddiviso in piccolo e
grande organico, su modello di Corelli.
Lully, nella sua grande ascesa, comincia a comporre anche pezzi di circostanza, per es.
scriverà musiche per far addormentare, o svegliare il re.

Questa è la situazione di quando l’opera italiana arriva in Francia, e quest’ultima ancora non ha
un suo genere operistico.
Lully creerà due generi del teatro francese musicale:
-COMMEDIE BALLET;
-TRAGEDIE LIRIQUE.
Stando a corte, entra in contatto con altri personaggi, infatti, conosce e stringe una solidale
amicizia con Moliére (grande commediografo francese), il quale gli fornisce, almeno una
dozzina di testi teatrali da mettere in musica che diventeranno altrettanto commediè, un
genere assimilabile alla Commedia italiana, ma in musica e cioè la Commedie Ballet, e cioè un
teatro in prova, all’interno del quale si inseriscono balletti e parti cantate.
La più celebre c. b. del duo Moliére + Lully, fu il “Borghese Gentiluomo”, la quale ebbe un
successo immenso; anche a Luigi XIV piacque molto, nonostante l’argomento era estraneo alla
monarchia, perché tale commedia trattava di borghesi.
Per quanto riguarda la struttura, è il modello che è sempre esistito dagli esempi greci e latini,
fino ad arrivare alla commedia del ‘500, del teatro della cosiddetta “commedia dell’arte” e
cioè composta da attori professionisti che rappresentavano storie non di corte, poiché i
personaggi erano maschere.
Nel Borghese Gentiluomo, il protagonista è un borghese che ha grandi ambizioni di nobiltà,
quindi, vorrebbe in tutti i modi, spendere il suo denaro, per riuscire ad imparentarsi con la
nobiltà, così da diventare lui stesso nobile.
Si da un’educazione da nobile, dato che è goffo sia nel muoversi che nel parlare, assume un
maestro di musica, uno di danza, uno di scherma ed uno di filosofia, visto che queste sono
tutte le attività che un gentiluomo deve avere. Ed inoltre avendo un carattere forte, decide
di assumere dei maestri che gli insegnino le buone maniere.
La sua ambizione più grande, è quella di far sposare sua figlia con un nobile.
Tutto ciò, crea nella commedia, delle gag divertentissime, che si vedono soprattutto nella
parte recitata, perché Lully riserva le parti musicali solo in certi momenti, per es. quando c’è
la lezione di musica, in cui si vede la cantante che esegue un’aria.

Il genere per eccellenza, è la Tragedie lirique, e cioè il corrispettivo dell’opera in musica


italiana.
Quindi interamente musicata (musica molto uniforme), con ispirazione alla tragedia greca
(quindi la struttura è costituita da Prologo che ha la funzione di introdurre il dramma; segue
la parodo, che consiste nell'entrata in scena del coro attraverso dei corridoi laterali; l'azione
scenica vera e propria si dispiega quindi attraverso tre o più episodi, intervallati dagli stasimi,
degli intermezzi in cui il coro commenta, illustra o analizza la situazione che si sta sviluppando
sulla scena; la tragedia si conclude con l'esodo) o alla Gerusalemme liberata.
I testi erano tradotti in lingua francese, questo perché a corte c’erano anche tragediografi
di un certo livello, tra cui, Corneille.
Tali testi, sono costituiti da “versi misurati”, quindi le parole si devono incasellare in quel
metro. Questo, facilita le cose al musicista,avendo una struttura metrica già fissata.
In Francia, tutto parte dal testo, e la musica si deve piegare ad esso.
Ma se nella commedie, la parte vocale era poca, nella tragedie, è quella costante, che
caratterizza tutta la struttura, perché la tragedie lirique, è interamente in musica.

Differenze:
Opera Italiana – Opera Francese
OPERA ITALIANA:
Se l’opera italiana delle origini, e cioè quella fiorentina, era stata scritta secondo il recitar
cantando (non c’era differenza fra una sezione e l’altra, tutto scorreva in maniera abbastanza
uniforme), immediatamente dopo, tra Roma e Venezia, già si comincia ad intuire una grande
spaccatura fra il Recitativo da una parte e i pezzi chiusi, dall’altra (arie).
Il recitativo italiano, è estremamente povero musicalmente, ed accompagnato dal solo
cembalo, che con pochi accordi sostiene la voce: quest’ultima fa dei giri molto schematici che
sono quasi sempre formule cadenzali;
Le arie italiane, al contrario, hanno una struttura musicale ben precisa, e conclusione
orchestrale, e soprattutto, una scrittura vocale di grande bravura ed attrattiva.
OPERA FRANCESE:
Invece, tragedie lyrique, che sarà poi un modello di riferimento per secoli, dopo la scomparsa
di Lully, prende le mosse più dell’opera fiorentina, nel senso che la scrittura vocale di Lully, è
abbastanza uniforme, non troviamo quindi, differenze tra arie ed i recitativi.
Le arie, sono prive di ornamenti tipici italiani;
I recitativi, hanno toni spesso solenni, molto declamati, molta passione.
Ai francesi non piacevano i virtuosismi dei cantanti italiani, perché con la loro razionalità,
affermavano che impedivano la comprensione delle parole.
Lully capisce sia i gusti e le aspettative del pubblico francese, ma si sa anche servire di questi
testi che sono già pronti per essere messi in musica secondo questo risultato.

Il Italia quindi, la musica ha il predominio sulla parola, mentre in Francia, il contrario.

I vecchi manuali citano “Les trois querelle” e cioè i 3 momenti di scontro tra Italia e Francia.
-1° momento: quando Lully inventa l’opera, e diventa da subito il punto di riferimento
dell’opera francese, e lo sarà anche quando lui sarà già morto. Per cui, per quelli che, per
davvero o apparentemente si contrapponevano al modello lulliano, venivano visti come pro-
Italia.
Così, per motivi non proprio esatti, Rameau, venne identificato come un anti francese. In
realtà, quest’ultimo, prima ancora di comporre, è stato un teorico della musica, poi cominciò a
comporre opere in tarda età. Fu visto, proprio per la sua attività di trattatista, come un
italiano, anche se quando cominciò a comporre tragedie lirique, seguì il modello di Lully.
E’ quindi una polemica poco reale.
-2° momento + 3° momento lo vedremo in seguito, ma si baserà sempre suelle querele Italia
– Francia.
OPERA NAPOLETANA
Il modello che arriva a Napoli, è quello Veneziano
FEBI ARMONICI
Siamo, grosso modo, nella metà del 600, e a quel tempo, Napoli è governata da un vicerè
spagnolo.
Tale compagnia, viene invitata a corte a rappresentare una delle opere del suo repertorio
“L’Incoronazione di Poppea” di Monteverdi, che a Napoli riscuote immediato successo.
È vero che Napoli non conosceva l’opera, ma aveva già una solida tradizione musicale, perché
anzitutto Napoli, è la patria dei (**)conservatori, che già a quel tempo esistevano, ed erano
addirittura 4, avevano antichissime tradizioni, perché il più antico Conservatorio Napoletano,
risale ad almeno un secolo prima di questo momento.
Tali cons. nascono come orfanotrofi, una a cura del clero, e le altre 3 a cura delle istituzioni
laiche, ma comunque tutte e 4 con lo stesso scopo, e cioè di accogliere gli orfani per evitargli
una vita da delinquenti. Quindi, vivevano all’interno di questi orf. che in pratica erano collegi,
venivano istruiti ed alla fine del loro percorso, si sperava che avesse un mestiere in mano che
gli garantisse una vita tranquilla.
Tra questi mestieri, c’era anche quello del musicista, perché fare musica era un mestiere,
visto che a Napoli c’era forte richiesta musicale, soprattutto nelle Chiese, dove si
richiedevano musicisti e cantori per le messe liturgiche, ed anche nelle case degli
Aristocratici, i salotti musicali, dove si suonava e cantava x intrattenere gli amici.
Questa tradizione, molto solida a Napoli, fece si, che col tmp, qst 4 istituzioni, le quali erano
l’una accanto all’altra visto ke Napoli a quel tempo era molto + piccola, si fecero concorrenza e
si svilupparono sempre di +, migliorando.
Da orfanotrofi, a fine 500, si configurò una scuola esclusivamente musicale.

Il concetto di scuola in musica, lo vedemmo l’aa scorso, xkè Leoninus e Perotinus, ke poi danno
il testimone ai maestri dell’Ars Antiqua, e poi a quella dell’Ars Nova; poi cè un buco in mezzo,
xkè la Francia viene scalzata dai paesi fiamminghi.
Ma il concetto di scuola è proprio qst, far si che da 1 generaz all’altra, si paxino gli
insegnamenti, e la fenerazione successiva, nel riceverli, li fa propri e li accresce.
A Napoli, avviene qst, i maestri insegnano, i migliori allievi diventeranno a loro volta maestri, e
così via.
Si insegnava il canto, gli strumenti, la composizione, che a quel tempo era articolata su
principi ke ora nn esistono quasi +. Si insegnava prevalentemente il partimento, e cioè
realizzare il contrappunto al cembalo, quindi, scrivere polifonia.
I 4 conservatori:
-La pietà dei turchini;
-I poveri di Gesù Cristo;
-Santa Maria di Loreto;
-Sant’Onofrio a Capuana.
Il musicista, studiava tt della musica, qst permise ben presto, una grande notorietà x ki
usciva da questi conservatori.
Quindi, gli studenti, dovevano sia studiare, che produrre, ecco xkè venivano mandati a cantare
in chiese, o in processioni, o in salotti, ed il ricavato, andava tutto nelle casse dei
conservatori.
Per cui, quando l’opera giunge a Napoli, circa nel 1650, ed ha qst grande succexo,
kiaramente, tt i maestri napoletani, subito si interessano e vogliono farla propria.
Se il modello ke arriva a Napoli, è quello Veneziano, allora si tratta di:
-libretto x lo + di grandi intrecci;
-grande n° d xsonaggi;
-compresenza d xsonaggi seri e comici;
-bel canto con grandi virtuosismi;
-presenza dei castrati;
-grande discrepanza tra musica e parole.

Ai napoletani piace molto l’opera veneziana, così i maestri pensano di napoletanizzare i


personaggi comici. Qui nn abbiamo ancora la distinzione tra opera seria e comica, è un
miscuglio tra le due, avrà una distinzione solo quando i 2 generi si separeranno. Questo
miscuglio, serve a rendere lo spettacolo + vario ed interessante.
Con la napoletanizzazione, si rende l’opera napoletana subito di facile presa, non sl a corte, ma
anche nei teatri che ben presto verranno edificati (San Bartolomeo, il + illustre).
Fra i pionieri dell’opera napoletana, abbiamo Francesco Provenzale, (autore della “Colomba
ferita”) ke scrive le prime opere, su qst tipo d modello, e cioè, su stampo veneziano, ma in
napoletano. Ha avuto un percorso di studi, è diventato poi maestro, ed ha avuto, nel
frattempo, esperienze in chiese e salotti, perché farsi apprezzare da ecclesiastici ed
aristocratici, serve come trampolino di lancio. Egli, sarà il 1° ad occuparsi del Teatro San
Bartolomeo, ed avrà contatti coi Febi Armonici.
Questi ultimi, come sappiamo già dall’aa scorso, erano compagnie itineranti ke portavano in
giro spettacoli veneziani. L’opera veneziana, nn piacque a Parigi, per tutte le caratteristiche
che aveva, e che abbiamo citato prima.
Quando il Melodramma arriva a Napoli, proveniente da Venezia, grazie ai Febi, è il vicerè
spagnolo ke vuole ke arrivi tale compagnia.

RIASSUMENDO
1. OPERA NAPOLETANA = a quella Veneziana
2. Arriva a Napoli grazie alla compagnia dei Febi armonici
3. È stata accolta favorevolmente
4. Prende subito piede, e diventa sia opera di corte ke pubblica, perché si costruiscono
subito i teatri.
OPERA SERIA
Alla fine 600 fino all’inizio del 70, il genere comico, è considerato inferiore, mentre l’opera
seria, è considerata + elevata da tt i punti d vista, xkè ha cast migliori, i libretti sono
migliori e poiché s rifà ad un pubblico di aristocratici, nn ke quest’ultimi nn vadano a
divertirsi cn le opere comiche, ma l’op seria è il luogo ufficiale x loro.
Per parlare di opera seria, occorre un nuovo passaggio:
nel mondo letterario, quest’irrazionalità comincia a nn exere gradita.
Per un letterato, infatti, un libretto ke mescola i piani d’azione, tempo e spazio, nn può
piacere. Ecco che siamo, soprattutto in ambiente Romano, ke s sta sviluppando un’ arcadia
letteraria, che prende il nome di ARCADIA. Essa era un’accademia letteraria ke voleva far
rivivere l’antica Grecia mitologica immaginaria, qndi i testi ke venivano fuori, erano ambientati
nel mondo mitizzato con ninfe, pastori, personaggi mitologici, ed i temi trattati, erano
appunto di questo genere. All’arcadia partecipano 2 grandi esponenti, ke avevano molto a ke
fare con la riforma librettistica, e cioè Apostolo Zeno, e Pietro Metastasio.
L’artefice dell’opera seria fu proprio METASTASIO, e si parla di opera seria, dal momento in
cui si ha il contributo di questi 2 letterati, perché, eliminano tt ciò ke c’è di comico, da questi
libretti, e quindi, così facendo, l’op si può definire seria.
Questo nn vuol dire ke la comicità sparisce, ma va altrove, xkè l’esigenza dl comico, rimane.
Opera Artaserse di Metastasio
Una delle opere + importanti di Metastasio.
Musicato da Leonardo Vinci,uno dei primi esponenti della scuola napoletana, scritto da
Metastasio nl 1730.
Come ci suggerisce il titolo, siamo in ambiente Persiano, e la storia, narra di Artaserse, figlio
del re di Persia, ke viene assassinato da un rivale politico Artabano, il quale rivale, vuole
mettere al suo posto, suo figlio Arbace. È una lotta politica.
Nell’opera si narra anche di 2 coppie amorose, con degli intrecci. Alla fine del 1° atto, vi è il
punto maximo dell’intreccio, in cui è presente (*) l’aria di tempesta.
Tutta una serie di trovate, nel testo poetico, ke si traducono in musica attraverso una serie
di elementi, come la velocità, sia nella linea vocale ke strumentale.
In quest’aria, vi è la prima sezione, poi la seconda, e poi vi è l’aria col da capo, cioè si ripete la
prima; ovviamente, con la ripetizione della 1° sezione, vengono caricate ancor di +, le fioriture
presenti (A-B-A’).
Questo, è quindi, il campo d prova, x il cantante ke vuole mostrare la sua bravura.

A quale pubblico è destinata l’opera seria e quella comica?


L’opera seria: pubblico colto, benestante, aristocratico. Destinata a teatri + importanti, con
un cast + bravo.
l’opera comica: pubblico ke si accontenta facilmente, anke cm luoghi, infatti questi ultimi,
sono + arrangiati, ed il cast è meno bravo.
I cantanti dovevano exere bravi a recitare?
-L’opera seria: Scrittura virtuosistica . Non x forza dovevano essere bravi a recitare, dato
ke dovevano litimarsi a cantare; si predilicono i soprani sia uomini ke donne, quindi i
CASTRATI. Non c’era una corrispondenza fra il ruolo vocale ed il personaggio.questa
indistinzione dei xsonaggi, era 1 cosa ke i Francesi non potevano mai comprendere.
Il più grande castrato della storia, è stato CARLO BROSCHI,contemporaneo di Metastaio.
(**)Nei conservatori, invece, arrivavano ragazzini o già castrati, o ke si facevano castrare, e
ovviamente erano fonti di danaro x queste istituzioni.
Come dicevamo sopra, non dimentichiamo che, gli studenti, dovevano sia studiare, che
produrre, ecco xkè venivano mandati a cantare in chiese, o in processioni, o in salotti, ed il
ricavato, andava tutto nelle casse dei conservatori. Ragion x cui, venivano messe a
disposizione dei castrati, stanze ben riscaldate, cibo migliore, ecc, ecc.
Tutto questo, andò nei teatri, come a Napoli, con però delle differenziazioni, infatti:
inizialmente il San Bartolomeo (il principale teatro napoletano, prima della costruz del
S.Carlo) era destinato all’Opera Veneziana, ma quando l’op seria si distingue in seria e comica,
tale teatro, viene destinato all’opera seria.
Quando nel 1681, tale teatro fu distrutto da un incendio, venne ricostruito appena due anni
dopo.
Nel frattempo, arriva a Napoli, Carlo di Borbone, ke decide d edificare il teatro adiacente al
suo palazzo, ke è l’attuale Teatro S. Carlo.
Da quel momento, il S.C. sarà destinato unicamente all’op seria.

Nel 1733 venne rappresentato il primo intermezzo, La serva padrona di Giovan Battista
Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico e nel 1737 con l'apertura del San Carlo
perse la sua "egemonia" nella città: il teatro smise di funzionare e lo stabile fu convertito
in chiesa nello stesso anno.
A causa del terribile sisma dell'80 la chiesa fu chiusa al pubblico; riaperta solo nel dicembre
2014, è attualmente sede del centro di musica da camera CERSIM .

-l’opera comica: grande bravura scenica, così da compensare le carenze canore. I cantanti
che si prediligono sono i Bassi. Non sn cantanti virtuosistici.

Come è fatto il libretto dell’op seria?


-Si ritorna ai canoni Aristotelici-
3 atti: la trama deve exere raccontata in modo chiaro. Essi sn articolati in scene (quasi
sempre si concludono con un’aria, questo perché il cantante, dopo che l’ha eseguita,
prenderà l’applauso, è infatti un motivo anche commerciale) cioè nn la scenografia, ma
le entrate e le uscite dei personaggi. Ogni scena, è fatta di arie e recitativi, ke sn le
forme interne all’opera.
 massimo 6-7 personaggi, rispetto ai 14-15 dell’op Veneziana;
 gerarchia tra i personaggi (protagonisti-antagonisti-cnfidenti);
 fatta di arie intervallate da recitativi:
Piccolo riepilogo:
L’op italiana del 700, e della prima parte dell’800, è caratterizzata da pezzi chiusi. I 2
elementi ke sn alla base dell’op italiana sono: recitativi ed arie.
Recitativo poteva essere: -secco: la voce è accompagnata dal baxo continuo, eseguito
da 1 strum a tastiera (clavicembalo o fortepiano);
-accompagnato:è previsto l’intervento dell’orchestra.

Nelle prime opere del 600, abbiamo il recitar cantando, e l’aria era sl 1 breve
interruzione, costituita da poche strofe.
Nel 17° secolo, l’aria divenne + importante, così nacque:
-l’aria in forma BIPARTITA A-A’ o A-B: dove con A’ si riferisce alla ripetizione di A,
variata con virtuosismi vocali, spesso improvvisati dai cantanti.
Successivamente, la forma dell’aria si definì in aria COL DA CAPO a schema
TRIPARTITO A-B-A’.
-I recitativi, sono solo parole intonate col sostegno del basso continuo. Il recitativo,
serve a spiegarci cosa accade tra i personaggi;
-Le arie sono il punto d forza dell’op seria, esse, hanno 1 testo sempre astratto, sono
come un momento qs d’nterruzione della vicenda, x cui, il personaggio, sia ke stia da
solo o cn altri, è cm se parlasse tra se, d sentimenti. Egli nn s riferisce a fatti concreti,
ma spiega a voce alta, le sensazioni ke prova, dolore, piacere, ecc.
Arie + recitativi: quindi un concentrato di sentimenti, che servivano a mettere in risalto
la bravura dei cantanti.

Per tutte queste sensazioni(dolore,piacere ecc), esiste una tipologia musicale:


 ARIA DA SONNO: con la quale un personaggio, ne addormenta un altro. Caratterizzato da una
melodia cullante, generalm in tempo composto 6/8;
 ARIA PASTORALE: allude ad ambientazioni pastorali, quindi si usa l’oboe;
 ARIA DI GUERRA: nella quale una tromba accompagna il cantante;
 ARIA DI PARAGONE/similitudine: raffronto tra lo stato d’animo, ed 1 elemento della natura, ke d
solito, è il mare. Tra queste c’è:
 (*)ARIA DI TEMPESTA: lo stato d’animo del personaggio, ke nn è calmo x una serie di motivi, viene
paragonato, ad 1 elemento della natura, ke molto spexo è il mare, o cmq elem acquatici, ke saranno in
tempesta. Quindi, allusioni ad una nave ke non riesce ad entrare nel porto, oppure il marinaio ke nn
riesce a governare il timone, ecc.
Esse, rappresentano quasi sempre, il momento clu della vicenda, vengono inserite a volte, anche
nell’oratorio.
Per affrontare questo tipo di arie, oltre alla bravura dei cantanti, vengono utilizzati anke strumenti
ke facciano scale ascendenti e/o discendenti di crome e semicrome;
 ARIA DI PRIGIONIA: ricordiamo Handel in Lascia ch’io pianga;
 ARIA DI FURORE: Mozart in Flauto magico.

La bravura del poeta, sta nel concentrare nel minor numero di parole, questi sentimenti con il massimo effetto.
OPERA COMICA
Come abbiamo detto sopra, nell’opera seria, dalla fine del 600 x almeno la prima metà del
700, l’op comica era considerata inferiore, mentre quella seria, + elevata.
Anzitutto, il termine op. comica, è un termine generico, perché di comico non c’è nulla. Si
intende commedia, a tratti comica,ma ambietata in luogo borghese, ecco ke in qst xiodo la
borghesia si vuole rispecchiare nell’op/riconoscersi sulla scena. Ecco ke pian piano, vengono
fuori delle trame librettistike ke cercano d arrivare a qst scopo.

Ma partiamo da quando l’op comica è considerata ancora di serie B.


Essa, Raccoglie diversi sottogeneri, NASCE SOTTOFORMA DI:
a) INTERMEZZO: nasce quasi contemporaneamente all’op seria, xkè ha lo scopo di
occupare gli spazi d’intervallo ke s creano tra 1° e 2° atto, e fra 2° e 3° dell’op seria, e
crea 1 mini spettacolino diviso in 2 parti, ke viene rappresentato in qst 2 intervalli.
Aveva qndi lo scopo d variegare lo spettacolo dell’op seria, ma nn aveva nnt a ke fr cn
exa.
Ha un cast molto piccolo: 2 personaggi + 1 muto, e qst è 1 delle caratteristike ke gli
xmette d girare molto, una delle prerogative delle compagnie itineranti.
Un intermezzo importante, è la SERVA PADRONA, caratterizzato da 2 xsonaggi, + 1
ke fa il mimo. È l’intermetto + celebre di tutti, perché è stato rappresentato anche
successivamente negli anni.
Data quindi l’esiguità del cast, e la trama è molto facile, il tt è ridotto in un arco di
tempo molto breve, la storia è molto semplice:
l’uomo anziano(Uberto), ke si fa imbambolare dalla bellezza femminile, e dall’altra
parte, la giovane fanciulla bella(Serpina), ke seduce il padrone, fino a sposarlo.
Ovviamente, per fare ciò, nell’arco delle 2 parti, succederanno una serie di avvenimenti,
raccontatici dalle arie, dai duetti e dai recitativi.
Inizialmente, infatti, vedremo quest’ambiente d casa borghese, perché è la casa del
ricco signore, ke aspetta con impazienza, l’arrivo della sua serva, la ql gli dovrebbe
portare la colazione, ma ella tarda ad arrivare, e quindi, lui sbuffa.
Ecco che partono una serie di battibecchi tra Umberto e Serpina.
Essa presenta vivacità e dinamicità, caratteristike ke nell’op seria sono assenti.
Per quanto riguarda il libretto, troviamo lo stile Larmoyen (lacrimevole).
Poi troviamo Uberto con 1 recitativo obbligato: dilemma interiore. Parla a se stesso
alternando momenti in cui si lascerebbe sedurre, e momenti in cui torna in se, capendo
che non può farlo.
Vocalità molto semplice.
L’abitudine di unire allo spettacolo di op seria, un intermezzo, prende piede, e quindi
accontenta il pubblico aristocratico ke frequenta l’op seria.
b) COMMEDIA DIALETTALE: interamente in napoletano, ed ecco xkè ebbe succexo sl a Napoli,
proprio xkè era in dialetto;
c) FARSA: atto unico.
SECONDA METà DEL 700
OPERA SERIA perde la sua importanza
OPERA COMICA cresce
Dalla seconda metà del 700, (1789 Rivoluzione Francese) si voleva l’uguaglianza delle classi,
cambiare i diritti della società, nn sl francese, ma europea.
I tempi stanno cambiando, in tt Europa, anche nell’ambito teatrale, xkè riflette i groxi
cambiamenti della società europea, e cioè, la graduale perdita di potere della classe
aristocratica, qndi anke delle varie monarchie axolute, ke c’erano in Europa, in favore di 1
crescita della classe borghese.

Metastasio comincia ad essere criticato, xkè è un po’ fuori moda. Non corrisponde + ai gusti
ed alle aspettative sia del pubblico che della critica soprattutto.
E Metastasio si era rifatto ad un pubblico principalmente delle grandi case regnanti (in primo
luogo l’Impero Asburgico), e + ci si inoltra verso la fine dl secolo, + quel messaggio
Metastasiano nn aveva + senso.
Ed ecco che gradualmente l’opera seria va perdendo la sua importanza,
mentre quella comica cresce gradualmente.

1° TENTATIVO + CELEBRE DI RIFORMARE OP SERIA


RIFORMA DI GLUCK E CALZABIGI
Anche nel mondo letterario, lo ritengono ormai superato(Metastasio), ed in modo particolare,
sarà un letterato italiano che però avrà ampia fortuna tra Vienna(ancora capitale del
melodramma) e Parigi, Ranieri di Calzabigi, che con Gluck, farà una celebre riforma dell’op
seria. R d C era un librettista italiano, Gluck era un compositore, i due, si incontrano a Vienna,
dove appunto, escogitano il punto d’incontro x modificare l’op seria italiana, ke a loro avviso,
era ormai tramontata, la volevano semplificare
Il grande artefice della riforma, è Calzabigi, poi Gluck si adegua.
Si vuole riformare il libretto:
-si cerca di eliminare i recitativi secchi, sostituendoli con quelli accompagnati, x avere
continuità dell’accompagnamento strumentale, in tutta l’opera, e quindi dell’orchestra, la ql
deve collaborare. Tutto questo, con l’aggiunta di pezzi d’insieme, duetti, terzetti. Quello ke
d’altronde farà anche Jommelli;
-eliminazione dell’ aria col da capo: xkè consisteva in 1 ripetizione della quartina, ecco qndi,
ke nn aveva senso ripetere frasi già dette;
-eliminazione degli abbellimenti, perché essi, non fanno capire bene le parole. Ci deve exere
un rapporto strettissimo tra testo e parole;
-uniformarla sullo stampo della tragedie lirique;
la Tragedie lirique, e cioè il corrispettivo dell’opera in musica italiana.
-interamente musicata: la musica è molto uniforme, e cioè, nn si trovano differenze tra arie e
recitativi,
-con ispirazione alla tragedia greca (quindi la struttura è costituita da Prologo che ha la
funzione di introdurre il dramma; segue la parodo, che consiste nell'entrata in scena
del coro attraverso dei corridoi laterali; l'azione scenica vera e propria si dispiega quindi
attraverso tre o più episodi, intervallati dagli stasimi, degli intermezzi in cui il coro
commenta, illustra o analizza la situazione che si sta sviluppando sulla scena; la tragedia si
conclude con l'esodo) o alla Gerusalemme liberata.
-testi, sono costituiti da “versi misurati”, quindi le parole si devono incasellare in quel metro.
Questo, facilita le cose al musicista,avendo una struttura metrica già fissata.
Ma se nella commedie, la parte vocale era poca, nella tragedie, è quella costante, che
caratterizza tutta la struttura, perché la tragedie lirique, è interamente in musica.
Le arie, sono prive di ornamenti tipici italiani;
Ai francesi non piacevano i virtuosismi dei cantanti italiani, perché con la loro razionalità,
affermavano che impedivano la comprensione delle parole.
-ritornare al tema mitologico: xkè i miti rappresentavano qualcosa d + universale, d + adatto
all’opera;
-importanza del coro;
-semplicità sui personaggi, che sono sl 3, oltre al coro(Orfeo, Euridice ed il Dio Amore);

Il risultato di questa collaborazione (Gluck-Calzabigi), confluirà in 3 opere, che scrissero


insieme:
1. Orfeo ed Euridice;
2. Alceste;
3. Paride ed Elena.
1. L’Orfeo ed Euridice, fu la prima opera riformata dai due, Gluck la compose a vienna.
Orfeo, è un castrato, quindi mezzo sopranista, un tale GAETANO GUADAGNI, che fu
il primo interprete del ruolo di Orfeo, a Vienna, ke però aveva avuto un’esperienza
molto approfondita con un autore shakespeariano, ke gli insegnò la gestualità, cioè
coniugare la bravura vocale, al ruolo dell’attore. Guadagni, eccelleva nell’uno e nell’altro
aspetto.
Questo era molto importante nell’Orfeo ed Euridice di Gluck, xkè in + punti dell’opera,
il personaggio di Orfeo, rikiedeva proprio la veste attoriale: ci sono lunghi momenti, in
cui, lui essendo in scena, non canta, e quindi, egli deve esprimere la situazione ke sta
vivendo.
Dopo 20 anni, Gluck propose quest’opera a Parigi, la dovette riformare d’accapo, xkè la
tradusse in francese, ma dovette trasporre anke la parte x il tenore, poiché i francesi
non amavano i castrati. Quindi esistono 2 versioni di quest’opera, una x Vienna ed una x
Parigi;
Nella preparazione di quest’opera, Gluck anteporrà una celebre prefazione, firmata da
lui, ma frutto dell’impegno di Calzabigi, in cui espone i vari momenti in cui loro hanno
smontato e riformulato l’opera italiana;
2. Alceste
Trama: Admeto, re di Fera in Tessaglia, sta morendo. La moglie Alceste, i loro due figli
- Eumelo ed Aspasia - e tutto il popolo sono angosciati. Alceste, nella foresta, prega gli
dei dell'Oltretomba che lo lascino vivere.
Apollo le risponde che il re morirà quello stesso giorno, a meno che qualcuno non decida
di sacrificarsi al suo posto.
Alceste si offre ed Apollo accetta lo scambio.
Admeto è subito risanato, senza sapere il motivo della sua miracolosa guarigione.
Il re cerca invano la sua sposa, ma nessuno gli sa dire dove essa sia. Non trovando
risposta, alfine Admeto intuisce che Alceste si è sacrificata per lui e, disperato, la
vuole seguire nell'Ade. Interviene allora Ercole, suo vecchio amico e sodale, che
promette di salvare la regina. Ercole segue Alceste nella discesa nell'Ade e impedisce
che Thanatos, il dio della morte, la ghermisca. Apollo, toccato dall'eroismo di Ercole,
concede ad Alceste di tornare a riunirsi con Admeto.

3. Paride ed Elena
Trama: Paride giunge nel Peloponneso per ottenere, come promesso dalla dea Venere, i
favori amorosi della bella Elena, regina di Sparta. Da notare che nel dramma Elena è
promessa sposa di Menelao e non già moglie: questo accorgimento venne adottato
prudentemente dagli autori per non incorrere in incidenti diplomatici con
l'imperatrice Maria Teresa che non avrebbe tollerato un'offesa al pubblico pudore
tramite l'esaltazione di una storia adulterina. Accompagna il racconto, quasi da
narratore esterno, il dio Amore, sotto lo pseudonimo di Erasto, che fa da intermediario
e accende la scintilla tra i due giovani.
In sostanza il dramma narra del corteggiamento di Paride verso Elena, il primo rifiuto
di questa e il successivo abbandono alla passione, grazie all'azione di Amore, e
l'intervento finale di Pallade – la dea Atena – che preannuncia la guerra e l'incendio
di Troia.

Tutte e 3 le opere, si rifanno a temi mitologici greci.


Nella prefazione, loro scrivono “una bella semplicità”, questo ci fa capire quanto, negli
ambienti europei, si tendesse a mandare via i temi barocchi.
ALTRI TENTATIVI DI RIFORMARE OP SERIA
1. Jommelli: lavora ancora nei libretti Metastasiani, cercava di renderlo + organico.
Puntava di + ai recitativi accompagnati e non su quelli secchi, un po’ come diceva anke
Gluck, il ql, li eliminò. Jommelli orchestra l’opera, visto ke l’orchestra rende l’effetto
della musica teatrale di un certo spessore (si iniziano ad introdurre + strumenti).
Inoltre egli cerca di rendere i pezzi kiusi nn sl arie solistiche, ma anke pezzi d’insieme.
Questi ultimi, non solo variano la trama dell’opera, perché 2 o 3 xsonaggi, insieme,
dialogano tra di loro, ci fanno capire meglio ciò ke si sta dicendo sulla scena, rendendo
il fatto, + dinamico, oltre ad essere + vari i pezzi, di x se; e l’inserimento sempre +
frequente d pezzi s’insieme, nell’op seria, sarà poi, sempre + vistoso, man mano ke si
andrà avanti.

Ecco quindi, i tratti distintivi dell’op seria del 2° 700, un rapporto maggiore
dell’orchestrazione: orchestra ke entra sempre + nl dialogo cn l’opera in se.

RIASSUMENDO LA RIFORMA DELL’OP SERIA italiana 2° metà del 700:


 Ritorno ai Temi mitologici;
 Importanza del coro;
 Collegamento strettissimo tra testo e musica (la comprensibilità delle parole deve
essere assoluta);
 Via a tutti gli ornamenti;
 No ai recitativi secchi (tt è dato quasi ad un declamato);
 Abolizione dell’ aria col da capo;
 Orchestra deve essere sempre presente;
 Uniformarla sullo stampo della tragedie lirique.

Cosa c’era da riformare nell’opera seria?(vai all’opera comica)

OPERA COMICA cs ha in + all’op seria? LE FORME


-l’op seria era caratterizzata, da arie e recitativi;
-mentre l’op comica puntava di + su pezzi d’insieme i quali sono + dinamici, dove i cantanti sono
meno bravi, e tali pezzi permettevano meno esposizione al pubblico dei cantanti.
Le trame dell’op comica: il borghese sposa 1 aristocratico.

Un altro letterato che comincerà a scrivere libretti x op comica in lingua italiana che
circolavano già da tempo in Europa, soprattutto tra Inghilterra e Francia, è CARLO
GOLDONI, egli permette la circolazione europea, xkè l’italiano era la lingua ufficiale delle
classi colte in tt Europa, quindi molti libretti verranno scritti in italiano.
Goldoni era un grande commediografo Veneziano, che scrive x teatri in prosa, ma che fornisce
anche molti libretti per musica.
Ci troviamo nell’epoca in cui, andavano molto le storie legate a personaggi femminili, la
fanciulla maltrattata o cmq povera, ke alla fine viene premiata sposando un nobile, come:
 La Cenerentola: una favola, che racconta, attraverso meccanismi favolistici, quali la
bacchetta magica, la fatina, ecc, di una fanciulla maltrattata,
Il libretto per musica, e la trama teatrale di prosa, nn ricorrono a qsti espedienti,
infatti in teatro non si vede la fatina con la bacchetta magica che fa le magie, ma si
inventa un meccanismo ke in qlk modo spieghi questa felice risoluzione. Esso, consiste
nel riconoscimento della protagonista, che in un primo momento si credeva povera,
appartenente alla plebe, ma per un segno sulla pelle, una voglia, essa viene viene
riconosciuta come appartenente alla nobiltà, e solo grazie a questo, può sposare un
nobile.
Questo lieto fine, si raggiunge sempre.

Questo è la sorte di tt le protagoniste femminili d qst genere d opera, nn totalmente comica,


ma è d quel genere intermedio, ke spexo prende la denominazione di SEMISERIO, a metà fra
il serio ed il comico.
COMICO: non necessariamente deve far ridere. È + assimilabile al concetto di commedia, cioè
azione di ambientazione borghese;
SEMISERIO: accostare personaggi di varie estrazioni sociali. Accanto ai principi, duchi,
marchesi, ke spesso sono messi un po’ male economicamente, ci sn parentele con borghesi, i
quali gli permettono di farli rialzare.
Ecco quindi, il contrario di quello ke è accaduto precedentemente: l’aristocratico è alla
ricerca della fortuna, che trova nella xsona borghese; dall’altra parte, il borghese, nello
sposare un aristocratico, sale nella scala sociale.
 Tra le trame + fortunate(trama ke ritroviamo in qs tt le opere del 2° 700), abbiamo la
vicenda di Pamela, tratto dal romanzo inglese di Richardson la Pamela, dalla quale
deriverà in seguito, il suo libretto x “La Cecchina” (la buona figliuola), musicata poi da
Piccinni.
In quest’opera, ritroviamo sia personaggi appartenenti alla borghesia ke gli
aristocratici, e l’intreccio consiste in una coppia amorosa formata dal marchese della
Conchiglia e 1 semplice giardiniera di nome Cecchina, una fanciulla sfortunata, orfana,
ed è costretta a servire.
I due si innamorano, un amore ostacolato poiché i parenti di lui nn vedono d buon occhio
il legame con Cecchina, e dall’altra parte, le altre serve dl marchese, sn 1 po’ invidiose
della felicità di Cecchina.
Nel finale, si scopre che Cecchina era stata abbandonata da piccola, e che era figlia di
nobili.
Dunque, la vicenda dell’op comica va in questa direzione, e naturalmente, sia x
l’aspetto librettistico, ke ormai è dello stesso livello/merito dell’op seria, sia x l’aspetto
musicale.

I musicisti, dal loro canto, cercano di seguire qsti cambiamenti sia nell’uno ke nell’altro
settore.

Piccinni, x la scrittura vocale, identifica gli aristocratici con la vecchia tipologia dell’op seria,
e cioè con ruoli di grande virtuosismo, mentre, la scr voc dei borghesi, è + lineare, + legata.

 Uno dei capolavori dell’op comica è:


IL MATRIMONIO SEGRETO DI CIMAROSA commedia fatta di personaggi aristocratici e
borghesi; del tratto larmoyant della protagonista.
Siamo in casa di un ricco borghese, un negoziante, il Sign. Geronimo, il quale ha 2 figlie, Elisetta e
Carolina.
La sua + grande ambizione, è quella d far sposare le figlie con nobili.
Geronimo, accetta il suggerimento che gli da Paolino, e cioè il giovane che lavora con lui, il quale conosce
un nobile, il Conte Robinson, che era disposto a sposare una borghese, x incamerare un po’ di dote(lucro).
Oltre questi personaggi, troviamo anche Fidalma, la sorella di Geronimo, ricca vedova.
Abbiamo quindi, da un lato personaggi che chiameremo comici, mentre dall’altro i + seri come Carolina,
Paolino, ed Elisabetta.
Carolina, è già sposata con Paolino.
Il momento del maximo intreccio, è quando tt capiscono ke il Conte è + attratto da Carolina che da
Elisetta, quindi, propone a Geronimo, uno scambio,rinunciando quindi alla dote, x prendere in sposa
Carolina.
Questo, fa scoppiare il finimondo:
-Carolina, non può far altro ke trovare scuse, x liberarsi dl Conte, apparendo ai suoi occhi, una persona nn
adatta;
-Elisetta, si offende, ed avrà atteggiamenti di ripicca.
Poi ci sarà 1 altro intreccio:
-la zia Fidalma, espone pubblicamente, davanti a Carolina e Paolino, che lei pure è innamorata di
quest’ultimo. Ovviamente né Carolina, né Paolino, possono rivelare di essere già sposati, così i 2 decidono
d fuggire in piena notte, e d rifugiarsi da 1 parente di Paolino, per poi rivelare le cose a suo tempo.
La scena notturna, vedrà 1 scambio tra le stanze di Carolina e Paolino;
Elisetta origlia, crede ke sia il Conte, e vuole far scoppiare uno scandalo, ma non riesce la cosa, perché
dalla stanza di Carolina, Elisetta vede uscire Paolino, quindi alla fine, i 2 giovani rivelano di essere
sposati. Quindi ecco l’epilogo felice, anche con l’accettazione del Conte di sposare Elisetta.
I giovani vincono, i vecchi perdono.

L’opera inizia con 1 duetto tra i 2 protagonisti Paolino e Carolina, che cercano in qlk modo d rincuorarsi
l’un l’altro, ma Paolino ci fa capire che ha già un progetto x risolvere la loro situazione, xkè porterà a
casa un suo conoscente nobile intenzionato a sposare Elisetta (come ho detto sopra), qst calmerà 1 po’ gli
animi di Geronimo e potranno finalmente rivelare il loro matr segr.
Altro elemento di comicità: rivalità tra le sorelle.
Il duetto dei 2 bassi comici, è parte fondamentale.
NASCITA DELLA TONALITA’ – FORME VOCALI E STRUMENTALI
Musica tastieristica

Tonialità:
Durante l’epoca barocca, avviene un’evoluzione, che è, contemporaneamente, una graduale
conquista x la tonalità ( si paxa dal linguaggio modale, tipico della musica occidentale fino al
rinascimento, ad una progressiva e lenta conquista della tonalità).
Nella musica profana: questi cambiamenti sono + veloci;
nella musica sacra: sn + lenti, xkè la kiesa nn gradisce le novità, controlla tt ciò ke è d sua
competenza.
Forme vocali/strumentali:
La graduale conquista della tonalità, va di pari paxo con l’evoluzione delle forme vocali e
strumentali.
Le primissime forme strumentali, sono nate in maniera molto approssimativa. Erano forme
molto brevi e piccole, e potevano partire o imitando modelli vocali o dalle forme x la danza, o
dalle forme rapsodiche.
Quando un compositore scrive musica vocale, ha 1 testo dal quale partire, ma senza testo,
all’inizio è molto difficile scrivere.
La linea guida, ke verrà fuori x comporre musica strumentale, sarà proprio la tonalità, xkè
exa, avrà (a fine barocco), una struttura ben solida, percio’ il compositore ha già 1 strada da
seguire: Tonica+dominante+d+t.
Tanto è vero, ke le forme del tardo barocco, seguono questo schema, e sono spesso, percio’,
bipartite, cioè divise in 2 parti: una ke parte dalla tonica per arrivare alla dominante, e
viceversa.
Musica tastieristica:
Domenico Scarlatti è il rappresentante della musica tastieristica, del tardo barocco, e le sue
sonate sono tutte bipartire secondo questo schema. La stessa cosa si può dire x altre forme
strumentali, cioè x gli archi (Vivaldi:scrisse le 4 stagioni: 4 concerti x violino ed orchestra,
suddivisi ciascuno in 3 movimenti), e queste forme, sviluppate in forma solistica, ke all’interno
di concerto sono quasi tutte improntate su questo sistema, ke da al compositore 1 punto di
riferimento.

Tutte queste forme hanno come fonte principale gli strumenti, ke nn sn + quelli rinascimentali,
ma i principali sn:
-a tastiera: clavicembalo, fortepiano;
-ad arco: violino.
Nel Barocco, in tt i casi c s crea 1 xcorso suddiviso in + momenti, ciò resterà in tt le forme,
infatti:
-la sonata(puoi trovare altre informazioni riguardo l’argomento sonata/concerto, nel capitolo
intitolato col nome (SECONDA META’ DEL 600 -CORELLI-)) naturalmente, nel periodo
barocco, è ancora suddivisa in 3 movimenti, poi si assesterà nella struttura a 4 mov, nell’epoca
classica;
-il concerto, è suddiviso in 3 mov, e tale resterà. Questi mov, si alternano, come vuole la legge
della variazione, in veloci e lenti, struttura ke rikiama a quella della sinfonia.
Naturalmente, qsti sn gli strumenti principali x il ql si compone musica strum, i fiati,
appariranno + tardi.
L’editoria musicale:
nasce in Italia, con Ottaviano Petrucci,però, la stampa di Petrucci, era legata alle forme della
frottola, siamo nel tardo 400-inizio 500-> forma di aria Veronese, ke c fa capire ke era
dovuta ad 1 rikiesta delle corti, xkè solo i rikki si potevano xmettere 1 stampa così costosa.
Con l’andare del tmp, qndo le corti entrano in crisi, la stampa nn regge +, e si tirona al
manoscritto.
Un suo riappartire, si avrà + avanti, cn nuovi editori, ma con metodologie + economike.
Come mai, L’italia, patria della musica strumentale, dp il Barocco, nn lo sarà +?
X mancanza di domanda.
Quei compositori, dopo la generazione di Vivaldi, ke vorranno continuare la carriera in ambito
strumentale, dovranno andare fuori (come la generazione degli allievi di Corelli).
In altri paesi, infatti, già si sviluppava la mus strum :
-Germania: come paese luterano, fece della musica, 1 punto di forza, infatti si faceva musica
in casa, nei salotti, ecc.;
-Francia: dai tempi di Luigi 14°, il ql istituì una serie di concerti di natura spirituale, Concerti
spirituali, che includevano anke la mus strum.
In Italia invece mancano spazi x la mus strum, e l’opera fa solo da collante sociale, essa arriva
solo nel tardo 800.
BACH – HANDEL
Insieme x vari motivi:
-hanno la stexa data di nascita 1685;
-entrambi tedeski, della Germania luterana, protestante, la dv il protestantesimo è 1
prerogativa molto importante x entrambi;
-abilissimi esecutori alle tastiere, sia cembalisti ke organisti.
Due vite diverse:
Bach: proveniva da una famiglia modesta, e molti esponenti di essa, erano stati musicisti
professionisti. Visse tt la sua esistenza in Germania, spostandosi sl in cittadine abbastanza
vicine fra loro, x vari incariki ke ha avuto, durante la sua vita.
Non trattò mai l’opera;
Handel: al contrario, provenendo da 1 famiglia + agiata, ebbe un’esperienza europea, facendosi
conoscere nei luoghi + importanti all’epoca. Arrivò anke in Italia, patria del Melodramma,
conobbe compositori italiani, ebbe a ke fare cn iterpreti italiani, scrisse anke generi italiani,
come l’opera. Arricò in Francia, nei paesi tedeschi, e poi in Inghilterra, dove divenne cittadino
inglese, e dv adirittura, inglesizzò il suo cognome. In Inghilterra, visse gli ultimi aa della sua
vita.
Religione/chiesa luterana:
sin dagli inizi, Lutero stexo, volle dare un’impronta a qsta nuova fede religiosa, dando alla
musica un ruolo di grande rilievo.
Per lui, la musica aveva 1 ruolo fondamentale all’interno della liturgia, e cioè, quello di
avvicinare i fedeli alla liturgia stessa. Ecco xciò, ke fece traduzioni in tedesco d tt le parole
della liturgia, ma musicalmente, un ritorno alla semplicità ke xmettexe a tt i fedeli, di
partecipare attivamente alle situazioni in Kiesa.

Nella Chiesa cattolica:


al contrario, si distingue l’esecutore dall’ascoltore, ricordiamo la polifonia dei fiamminghi,
arrivata alle vette estreme cn Palestrina, nn avrebbe mai xmesso 1 partecipaz attiva dei
fedeli in kiesa.
Corali:
Lutero, così, ricorse ai cosiddetti CORALI, termine italiano col ql noi chiamiamo quelli ke i
tedeski kiamano semplicemente “kirchelieder” – canto di chiesa – che Lutero prese da musike
popolari ke già circolavano, e ke tt già conoscevano; altre, le prese dal repertorio gregoriano,
quindi prendeva brani gregoriani e cambiava le parole in tedesco; altre ancora, ne compose lui
stesso, visto ke era 1 musicista.
Erano musike molto semplici di stile sillabico, con netta corrispondenza sillaba-nota, senza
picchi di acuti, gradi congiunti o intervalli semplici.
Bach:
al tempo di B., esistevano altre forme, oltre al corale, che venivano utilizzate durante la
liturgia e nn solo, infatti spesso la musica organistica sostituirà quella vocale, in kiesa, e
quetse forme erano: toccate, preludi, ecc, che introducevano la musica strumentale.
Quindi il corale, o viene cantata così x cm era nata, o diventa 1 linea melodica da elaborare sia
x + voci ke x strumenti.
Al tempo di B. la musica + adotatta x la liturgia, è la cosiddetta CANTATA SACRA luterana,
diversa da quella profana. Mette in musica i testi sacri, in lingua tedesca, ed è articolata in 1
successione di arie, recitativi, corali, duetti. Venivano insieriti duetti o corali, in base se c’era
1 cantante o 2, o se c’era il coro, e qst, ovviamente, dipende dalle finanze della singola chiesa,
ke organizzava la liturgia.
La vita di Bach:
Bach ebbe la sventura di lavorare in cittadine tedeske, cn la mansione o di organista, nella
cittadina vicina alla sua città natale Heisnach, o d maestro di cappella, le quali nn sempre gli
permisero di ricevere l’dei budjet ricchi da consentirgli grandi organici (coro, cantanti, ecc).
L’ultimo incarico della sua vita, il peggiore, a Lipsia, fu quello si insegnare, oltre a ciò ke già
insegnava, doveva anche insegnare materie scolastike cn 1 paga irrisoria, lo scrixe lui stexo in
varie lettere.
L’unico periodo in cui lui era proprio contento, fu quando ebbe l’incarico, presso la corte di 1
re Cattolico, di comporre unicamente musica profana solo per la corte, fatta eccezione x qlk
piccola cmposizione sacra cattolica, e nn luterana.
È questo il periodo in cui Bach, scrisse tt la sua musica strumentale:
-sonate; -dui; - trii, “I 6 CONCERTI BRANDEBURGHESE”.
-Questi “6 concerti x + strumenti”, sn 6 concerti grossi ma rivisitati secondo Bach.
-Essi, hanno sempre strumenti diversi: violini, flauti, ecc.
-3 movimenti: veloce-lento-veloce. Il tmp lento, porta 1 organico rimpicciolito con spexo solo i
3 soli.
Proprio in qst periodo, nacque la dinamica dei suoni.

Il catalogo delle opere di Bach (BWV) ordina le sue composiz x generi e nn x ordine
cronologico.
Il n° + grande delle sue composiz sn le cantate, xkè x qs tt la sua vita, egli ha ftt qst.
Come compose Bach:
copiando la musica altrui, così facendo, egli aveva la capacità d apprendere. Copiò opere nn
sl dei suoi contemporanei, ma anche di epoche remote, tipo dei fiamminghi: da essi, egli,
ereditò la tecnica della PARODIA, e cioè, utilizzare un brano polifonico x creare una mexa.
Bach si serve d qsta tecnica, anke qndo, x es., ha fretta di portare musiche pronte.
Bach, x candidarsi alla corte del re cattolico, scrixe l’unica Messa cattolica in si minore.
Altre composizioni in latino:
-inni; -Antifone (il Magnificat).
Composizioni in tedesco:
-Le passioni: tipica forma dl tardo Barocco, ke si trova anke in Italia, ma è tipica dl
luteranesimo.
La passione è un testo da cantare, x solisti, coro, orchestra, ecc., che tratta dell’argomento
della paxione di Cristo. Siccome i vangeli sn 4, esistono 4 diversi testi della Passione, ke il
luteranesimo ovviam conosceva.
Non tutte le passioni composte da Bach ci sono xvenute.
Tra quelle + famose, abbiamo “La Passione secondo Matteo”. Grazie ad essa, si ha la rinascita
della diffusione della conoscenza della musica di Bach, nella musica romantica. Questa
passione, fu diretta da Mendellssohn, il ql, ebbe il merito della riscoperta della musica di
Bach, e propose appunto l’esecuzione d tale passione, la quale ebbe un tale succexo ke fece
creare la voglia di riscoprire Bach, il ql, nl frattempo era stato dimenticato.
La rivalutazione di Bach, ebbe succexo fino ai gg nostri, chiaramente, qst fenomeno è legato
all’epoca di Mend., alla nascita della musicologia e cioè all’interesse degli studiosi nei confronti
della musica del passato.
Nella passione secondo Matteo:
-ai bambini è destinato il corale (le note ferme), proprio come era il Cantus Firmus dei
fiamminghi.
-I solisti interpretano Gesu’ e Maddalena.
-C’è il narratore ke spiega ke sta succedendo.
-Il testo parla dl peccato dell’umanità, ke ha portato Cristo sulla croce.

Come scrive Bach?


Usa 1 scrittura strumentale, cioè nn scrive x le voci, pensando alle voci, ma pensa a qlsiasi
strumento, e qst fu motivo d proteste, x il cantante ke doveva eseguire un tipo di scrittura nn
vocale, exendo anke molto difficile e scomoda, xkè appunto nn rispettava la vocalità.
Quindi si tratta di un tipo di scrittura astratta.
Scrive con questo modello di scrittura, 2 grandissime composizioni ke sn:
-l’arte della fuga; -l’offerta musicale. Si tratta di composiz di tipo contrappuntistico, nn
pensando a ql strumento le eseguirà, le scrive, quindi, appunto, in maniera astratta (alla
maniera dei fiamminghi).
Da 1 tema di partenza (in 1 caso, il tema gli venne dato dal re, in 1 altro, Bach ne elaborò uno
da sviluppare), a queste 2 opere, vanno aggiunte le Variazioni Golberg (altro es., d cm da 1
tema d partenza, lui sviluppi 1 serie di variaz infinite).

FEDE RELIGIOSA X HANDEL E BACH


X Bach, era molto importante la fede religiosa, e qst’ultima, lo accompagna x tt la vita, anke x
qnt riguarda la sua attività cmpositiva, x tt le sue composizioni, si prefissò un compito, e cioè
di scrivere bene la sua musica x Glorificare Dio.
Anche x Handel la f.r. era importante, infatti, rifiutò + volte degli ingaggi a Corte, da parte di
cattolici (come in Italia), x nn dover rinunciare alla fede protestante.
I GENERI CHE TRATTANO HANDEL E BACH
Bach: l’unico genere ke nn trattò fu l’opera italiana;
Handel: l’opera fu una delle sue prerogative. Egli fu il + grande esponente dell’opera seria
italiana, e ne scrisse 1 gran numero, ma è anke 1 grandissimo esponente di tt le altre forme
dei tempi, vocali e strumentali.
Fra queste, c’è la cantata profana,abbiamo già parlato di exa in precedenza, nella ql troviamo
in 1 spazio breve, o 2 arie + 2 recitativi, o 2 arie ed 1 recit, prevedeva anke 1 cantante cn
baxo continuo, e qndi cn 1 paio di strumenti. Ma le arie d qsta cantata, nn sl riaxumevano in 1
piccoliximo spazio, 1 microstoria, ma giustificavano il cambio d tonalità fra le 2 arie.

Handel ebbe una lunga permanenza in Italia, ed è grazie a questo che è il + grande esponente
dell’op seria italiana, poiché è stato a contatto cn colleghi compositori, interpreti ke poi hanno
eseguito le sue opere. Questa è l’epoca d’oro dell’op seria Metastasiana, siamo nella prima
metà del 700, ed è l’epoca in cui, debuttano sia Metastasio con i suoi libretti ke poi verranno
musicati da Handel, e da altri, ma è anke l’epoca in cui nacque Farinelli (vai all’opera seria, x
saperne di più su Metastasio ed i castrati), il + grande castrato della storia, ed al ql Handel
scrixe diverse parti di opere. Ma egli nn fu l’unico interprete dell’op seria, ma ce ne erano
molti, infatti tra di loro c’erano rivalità, le ql, fecero si, ke alle volte, l’uno nn potexe cantare
in presenza dell’altro, oppure, se 1 teatro ingaggiava l’uno, nn poteva ingaggiare l’altro. Handel,
scrive x Farinelli, tratta dal Rinaldo, la celebre aria Lascia ch’io pianga. Questo tipo d
scrittura vocale, era quella alla moda, x cui, si scriveva x le voci dei cantanti.
DOPO LA MORTE DI Bach e Handel - 1750
Termina l’epoca Barocca
“Metà 700”

Alla morte dei due grandi, conclude l’epoca barocca, e quindi siamo a metà 700, precisamente
nel 1750.
Dopo la fine di quest’epoca, c sn alcune esagerazioni, ke trasformeranno il Barocco, e ke
porteranno all’epoca classica, e cioè:
1. il Rococò: esageraz dl Barocco, andare all’estremo. Trova + spazio nelle arti visive, ecco
xkè, in musica, prevale lo stile galante;
2. lo Stile galante(sentimentale):
Prima di arrivare al classicismo, c’è l’epoca ke vede protagonisti i figli di Bach: 1° figlio Carl
Philipp Emanuel, Johan Christian e Wilhelm Friedmann.
Nell’epoca di mezzo, ke va dalla morte di Bach padre, e il periodo dei suoi figli, il Barocco da
spazio all’esigenza di rinnovare il suo linguaggio.
Quindi, da un lato, c’è lo stile sentimentale (2), già riscontrato nell’opera, e cioè quello stile
ke esalta i buoni sentimenti, ke si trova anke nella musica strumentale. In qst caso, significava
evidenziare l’aspetto delle melodie. Come x es., fece il 1° figlio di Bach, nel passaggio dal
clavicembalo al fortepiano, ke adoperava il padre.

La letteratura tastieristica comincia a liberarsi:


-dalle difficoltà contrappuntistiche ke adopera il padre Bach, e quindi Carl, semplificò tutto,
portando alla soluzione che la mano destra eseguiva le melodie, e la mano sinistra fungeva da
accompagnamento. Questo accompagnamento, era paragonato al Basso Albertino, uno schema
arpeggiato. Questa è 1 scrittura ke andava incontro alle tecnike dei dilettanti, tutto ciò,
infatti, accade proprio x una loro larga richiesta di questo tipo di scrittura.
CLASSICISMO 1770-1820
FORME DEL CLASSICISMO
HAYDN – MOZART – BEETHOVEEN

Dp qsta generazione, arriva l’ep claxica viennese. Il claxicismo nasce a Vienna, ed è l’epoca di 3 grandi
mujsicisti ql: Haydn, Mozart e Beethoveen.
Col termine classico, in musica, si allude alla mitologia, ma nl caso d qsti 3 musicisti, no, xkè nella loro
epoca, di greco nn c’era nulla.

Le principali forme strumentali del classicismo sn:


1. SINFONIA:
2. SONATA:
3. QUARTETTO X ARCHI:
4. CONCERTO SOLISTA:

1. SINFONIA: nacque x accompagnare l’opera o l’oratorio, ma successivamente, nelle mani dei 3


grandi, diventerà 1 brano ke si esegue da solo, nelle sale da concerto, xkè nei paesi tedeski, già
c’erano luoghi ed occasioni x eseguirla, mentre in Italia nn c’è questo tipo di richiesta x esecuzioni di
stampo sinfonico.
La sua musica era molto rikiesta in tt Europa.
Già esisteva nell’op di Scarlatti.
Diventa pezzo a se, cn lo stile galante tra il 1750 ed il 1770.
La struttura della sinfonia:
-inizialmente in 3 movimenti (quando lavorava presso la corte degli Esterhuzy);
-successivam in 4 mov (a Londra):
 I mov: esposizione – sviluppo – ripresa ALLEGRO;
 II mov: ANDANTE;
 III mov: minuetto cn relativo trio A-B-A;
 IV mov: mov veloce RONDO’ O SONATA.

2. SONATA: era nata x il violino con Corelli, ma poi destinata agli strumenti a tastiera, dal clavicembalo
al fortepiano, ed infine al pianoforte. In qst caso, assume 1 struttura formale detta forma sonata ke
s trova nl I° movim d qst 4 forme, è quindi Bitematica – Tripartita: cn 2 temi cntrapposti uno alla
tonica ed 1 alla dominante.
Tripartita, vuol dire divisa in 3 parti : esposizione – sviluppo – ripresa, in qlk modo, ricorda l’aria cl
da capo.

Di questi movimenti prima descritti:


Il I°: Allegro e struttura formale detta Forma sonata, ke è una forma standard, ben riconoscibile, e
consiste in quella divisione in 3 parti, prima desritta:
Nell’esposizione: si espongono i 2 temi;
nello sviluppo: si sviluppano i temi basandosi sulla possibilità di modulare anke ai toni lontani;
nella ripresa: riprende i toni sul tono d’impianto.
Gli altri movimenti, sn in genere 1 tempo lento (Adagio – Andante)
3. QUARTETTO PER ARCHI: Paragonato al mottetto del Rinascimento,e cioè quello dei fiamminghi, e
quindi diventa un po’ quello ke era stato il madrigale, e cioè 4 xsone, strumentisti, ke in qlk modo
dialogono tra loro.
Il q x arki, è la riduzione della sinfonia.

4. CONCERTO SOLISTA: considera + solistico il pianoforte, ke il violino, in quanto principalmente, i 3


grandi d cui stiamo parlando, sono pianisti. Quindi quando s pensa al concerto solista, si pensa al
pianoforte ed all’orchestra.

Differenza tra le forme strumentali:


- Sinfonia: prima a 3 mov e poi a 4;
- Sonata: cm la sinf;
- Quartetto d’archi: 4 mov. ;
- Concerto: 3 mov.

Haydn:
ne compose oltre 100 di sinfonie.
Egli ha vissuto tt la sua vita in Ungheria, comincia a lavorare presso la corte degli Esterhuzy
(pronuncia:Esteraszi), nobili austriaci, i qli, in Ungheria avevano una piccola orchestra formata da: -strum
ad arco; - baxo continuo (ke gradualmente scomparirà); - 1 coppia di oboi; - 1 coppia di corni.
Quindi comincia a lavorare presso questa corte, ma succexivamente, a Parigi e Londra, egli sperimenta la
libera professione, dove trova una grande orchestra invece (orchestra completa), e scrive sinfonie
londinesi.
E’ stato il padre della sinfonia, e del quartetto x arki, è l’unico ke ne ha scritto così tnt, anke xkè ha vissuto
per molti anni. Scrixe sia in italiano ke in tedesco opere x la corte, ma nn era il suo genere prediletto.
In tedesco, ha scritto il Singspiel e cioè recita cantata, quindi una rappresentaz teatrale, solitamente
favolistica divertente, in gran parte recitata, ma c’erano anke arie, duetti e pezzi strumentali. Lotta tra il bn
ed il male.
L’ultima fase di Haydn a Londra, gli fece scoprire gli oratori di Handel ke lo colpirono, tnt ke scriverà negli
ultimi aa della sua vita, alcuni oratori d qst genere. Ricordiamo ke gli oratori inglesi venivano anke
manipolati. 1 degli oratori + importanti scritti da H alla fine degli anni 9’ dl 700, s’intitola La creazione. In
questo brano, H, quasi anticipa il periodo dl romanticismo.

Mozart:
ha avuto 1 vita molto breve, xò ha composto moltissima musica sacra-profana-vocale-strumentale.
La vita di Mozart musicista, comincia verso i 2-3 anni, dv c sn le testimonianze delle sue primixime
cmposizioni (il padre lo portava in giro x le corti, x farlo conoscere come “enfant prodige”, insieme alla
sorella)
Il padre si è impegnato x trovargli il cosiddetto posto fisso, ma Mozart voleva essere libero, riskiando anke
la povertà, inftt alla fine muore povero.
Deve, per problemi economici, lavorare inizialmente al servizio dell’arcivescovo di Salisburgo, dove nasce
Mozart, di religione cattolica e qndi riceveva rikieste d
musica sacra, Messe e Vespri (consistono in salmi ed antifone).
La musica strumentale, anch’essa è da considerare in base alle rikieste/occasioni:
le circa 40 sinfonie;
la musica da camera, era collocabile a quella sfera d fr musica insieme, arrivava anche a 9 o 12 elementi,
ma non era orchestra,poiché erano strum nn corrispondenti all’orchestra, erano strane compagini ke
appartenevano alle cosiddette serenate o cassazioni.

Esperienza Massonica di Mozart


Erano composizioni spesso legate alla massoneria, Mozart ci apparteneva, e puntava molto alla fratellanza
universale.
Questi ideali massonici, rientrano molto nei Singspiel di Mozart, xkè la trama stesso dell’opera, ci fa capire
gli argomenti su cui puntano queste associazioni (il bene sul male, il VERO bene distinto dal male).
L’eroe deve superare una serie di prove x superare il male, riconoscerlo in favore del bene. La musica
strumentale massonica, ha alcuni elementi riconoscibili, come la marcia, o alcuni accordi ricorrenti.

Mozart aveva l’ambizione di fuggire da Salisburgo e lavorare a Vienna, xkè la sua città natale, x lui, è
sempre stata molto provinciale e soffocante, ed anche xkè a Vienna c’erano i + grandi
compositori/interpreti/editori, ed inoltre, voleva lavorare in ambito teatrale. Per questo, x andare a
Vienna, rinuncia all’incarico trovatogli dal padre.
a) Comincia col cimentarsi all’opera italiana: affascinato dalla riforma dell’op seria di Gluck, ma nn
vuole anche egli modificarla, ma lui prende l’op seria ed aggiunge dl suo.
b) Poi comincia a comporre Singspiel, genere teatrale tedesco, operine cn trame molto semplici.
Sua ultima opera tedesca – Singspiel Mozartiano: “Il Flauto Magico”.
c) In seguito, incontra il famoso librettista italiano, Lorenzo Da Ponte, il ql fornisce a Mozart 3 libretti
da mettere in musica, ke sn:
-Le nozze di Figato; commedia comica italiana
-Don Giovanni; commedia comica italiana
-Così fan tutte.
Queste 3 opere, sono definite la trilogia Dapontiana.

Quindi se Haydn è stato costretto a scrivere opere teatrali, ma nn è stato eccelso, al contrario
Mozart, aveva un genio teatrale, xkè x scrivere un buon componimento x il teatro d’opera, nn sl
scrive buona musica ed un 1 buon libretto, ma ha soprattutto 1 buona idea teatrale.
Nella sua breve vita, ha scritto tutti i generi teatrali ke esistevano a quel tempo:
-il + importante di tutti, sappiamo che era l’opera italiana. Sappiamo ke l’Italia era stata una delle
tappe fondamentali già nei suoi viaggi da bambino, accompagnato dal padre, visita Milano, poi
Bologna, dove conoscerà Padre Martini, il quale gli fornisce nozioni sul contrappunto, e poi a
Napoli, dove conoscerà i GOTA.

Beethoveen:
è il padre dell’orchestra.
Egli vive nell’epoca in cui sn cambiate molte cose in Europa, a cominciare dalla rivoluzione francese ke ha
cambiato il quadro polito e sociale d’Europa, quindi abbiamo la perdita di potere da parte degli
aristocratici, e la crescita della classe borghese.
B. da subito è un libero profexionista, xkè sa entrare in relazione cn le xsone di potere, soprattutto
Viennesi, quindi scrive dietro sua ispirazione, e nn su richiesta.

Tutta l’attività musicale di B. è legata al suo desiderio specifico, e mai a commissioni specifiche anche se
molto spesso le sue composizioni sono dedicate, e le dediche ci fanno capire come B. sperava di ottenere 1
contraccambio economico, ma anche di rispetto e credibilità.
Ciò che lo contraddistingue dagli altri due, è quella di avere una profonda coscienza, non solo di essere 1
libero professionista, cm abbiamo già detto, ma anche dl fatto che le sue composizioni devono essere
compatibili e dv rendere conto anche all’ambiente che lo circonda. Egli ha la cultura dell’uomo moderno,
legge moltissimo, ha 1 suo credo sociale/politico/religioso, ha 1 credo di stampo massonico, ha un gran
rispetto e amore verso la natura, ke in molti casi, lo ha aiutato nella vita e nell’attività compositiva.
È un uomo critico di se stesso: riconosce il suo sviluppo compositivo, tant’è ke nei suoi numerosi scritti
(dato ke poi, con l’avanzare dell’età, diventerà sordo) ricaviamo info umane e musicali, in altri scritti,
ricaviamo anke 1 lettera scritta ai fratelli, ma è come se si rivolgesse all’umanità intera, accusando quasi
l’umanità di essere ingrata nei suoi confronti, di non riconoscere le sue doti interiori, naturalmente, questo
era molto dovuto alla sordità.
B. scrisse anche lettere a donne, perché spesso si innamorava di donne sbagliate, però ovviamente non
poteva indirizzarle, quindi le scriveva per se stesso.
Fece anche dediche a donne e uomini, come Napoleone Bonaparte(leggi sotto).
Negli autografi Beethoveniani, ci sono cancellature, strappi e rimandi a + non posso, che riflettono il suo
modo d’essere.

B. da un lato appartiene al classicismo, perché è attaccato alla forma, anche se la rinnoverà tantissimo,
dall’altro lato appartiene al romanticismo, se x romanticismo s’intende 1 serie di soluzioni musicali fatte di
certi tipi di modulazioni o di accordi, ma anche all’uso di certe tonalità, infatti alcune di esse danno certi
tipi di affetti.
Quello che sicuramente B. anticipa sul Romanticismo, è quella nuova idea su queste forme classiche, ke
però lui rinnova.
Per quanto riguarda le sue 8 sinfonie:
-la 1° e la 2° appartengono al periodo giovanile, legate all’esperienza Haydniana;
-dalla 3° all’8° abbiamo la fase, da lui definita “Eroica” che è contenuta nella 3° sinfonia e ke poi venne
cancellata (dedica fatta a Napoleone Bonaparte, il quale, B., lo vedeva come il salvatore dell’umanità,
qndo era ancora 1 rivoluzionario, ma quando poi si incoronò imperatore dei francesi, il parere di B.,
cambiò). Questa è la fase in cui lui si rende conto d 1 sua identità d uomo e musicista, e l’eroismo è 1 modo
x farle corrispondere a certi accordi/modulazioni. Quindi dalla 3° sinfonia in poi, vi è un progredire del
linguaggio sinfonico;
-La 6° sinf Pastorale, rispecchia il suo amore x la natura;
-La 7°- 8° è un inno alla vitalità;
-la 9° rappresenta un caso a se, xkè il 4° movimento presenta 1 parte vocale, un baritono che declama
questi versi, cosa ke scandalizzò molto. Si tratta di un recitativo di archi gravi su un testo all’inizio inventato
da B. ke precede l’inno alla gioia di Friedrich Schiller, grande poeta del suo tempo. L’inno alla gioia, era
perfettamente compatibile col suo credo, non solo religioso, ma un Dio natura, nel Dio umanità.
In sostanza, quest’inno alla gioia, è 1 elogio alla fratellanza universale, quindi, al legame che tutti gli essere
umani hanno l’uno con l’altro, dovuto al fatto che tutti gli uomini sono stati creati da un unico Dio a sua
immagine e somiglianza.
C’è quindi, nella natura stessa dell’essere umano, in tutte le epoche, ed in tt le religioni del mondo, 1
elemento comune che non può non legare 1 essere umano con l’altro, e questo, permetteva a B. di avere 1
sollievo enorme.
La scrittura vocale di B., è antivocale, è troppo strumentale, nn s adatta alle voci.

In ambito teatrale, B. si cimenta 1 sl volta con il FIDELIO, ke pur essendo in tedesco, nn era 1 vero e
proprio Singspiel, ma appartiere all’ OPERA A SAUVETAGE, e cioè opera a salvataggio, nella quale, gli eroi
protagonisti, vivono vicende complicate, e sl alla fine, arriva 1 elemento ke salva tutti.
Il Fidelio parla dell’amore coniugale, Fidelio è una donna che in realtà si chiama Eleonora, ma si traveste x
salvare il marito imprigionato ingiustamente.
Anche qui si allude all’atto di eroismo, nonostante si tratti di una donna, ci sono molti elementi in comune
con la favola, ma favola non è.
Le sonate Bethooveniane del primo periodo, sono ancora legate al modello 700esco, nella forma e nel
linguaggio; quelle finali, rispecchiano anche i progressi costruttivi dello strumento, che permettono una
sonorità aumentata.
I concerti: 5 x pianofrte e x altri strumenti.

Un uomo così riflessivo come B., ebbe modo di scrivere 3 fasi ben nettamente distinti della sua creatività:
-1782 al 1802 risalgono:
le prime 20 sonate x pianoforte;
i quartetti per archi op. 18 (quelli dedicati ad Haydn);
3 trii x piano, viola e violoncello;
8 sonate x violino e piano, ecce cc.

-PERIODO EROICO:
dalla 3° all’8° sinfonia;
l’opera Fidelio;
7 sonate x piano da op. 53 all’op. 90;
i quartetti x archi op 59;
le sonate, ecce cc.

-PERIODO DELLA MATURITA’:


equivale alla 9° sinfonia.

DIFFERENZE TRA I 3 MUSICISTI:


Haydn ha prestato servizio x la corte degli Esterhuzy, e poi ha esercitato la libera profex a Londra.
Mozart presta servizio x l’arcivescovo di Salisburgo
Beethoveen sin da subito, grz anke a conoscenze, riesce a fr la libera profexione.

Haydn costretto a scrivere opere teatrali, ma nn ha eccelso.


Mozart il suo sogno era qll d lavorare in ambito teatrale, ed era un genio, eccelse infatti. Ha scritto pera
italiana.

Haydn oltre 100 sinfonie.


Mozart 50.
Beethoveen 9.

I 3 grandi musicisti, con queste 4 forme, diventeranno 1 modello.


RIASSUMENTO I 3 CLASSICI
Essendo vissuti in epoche vicine, l’epoca classica, occupa 1 periodo cronologico ke va dal 1770-1820, e
quest’epoca ha segnato molto la musica occidentale, perché in questo breve tempo, gravitando attorno
alla città di Vienna, ha gettato profonde basi delle forme classiche, che sono da attribuire principalmente
alle forme strumentali (concerto, sonata, sinfonia, quartetto x archi), ma che si rispecchiano anche in
forme vocali. Tutte queste forme, si basano sulla tonalità.