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v.3.

0, aggiornamento al 2002

TESI …dannata legge


di Murphy !!

& IPERTESI manuale di sopravvivenza alla tesi di laurea

Introduzione

Ogni tesi di laurea è un caso disperato a sé.


Questo opuscoletto non ti suggerirà cosa ci devi scrivere perché quello è il TUO problema.
Piuttosto, indipendentemente dal tema che affronterai, qui potrai trovare le più elementari
norme di "pronto soccorso" per fronteggiare il TUO caso disperato riportando le minime
conseguenze psicosomatiche.
Sembrerà un manuale semiserio ma si basa su una saggezza tratta dalle disavventure
vissute da un certo numero di superstiti. Sappi dunque carpire l'insegnamento celato
anche nelle più stupide battute e fanne tesoro, perché la cosa più terribile sarà che nulla è
stato detto a sproposito...

Questi saranno, in ordine cronologico, i motivi del tuo esaurimento nervoso:

QUALE ARGOMENTO? 1
LA LEGGE DI MURPHY 4
CACCIA ALL’UOMO 5
IL NEMICO COMPUTER 6
IL FORMALISMO 8
CORSA CONTRO IL TEMPO 13
IL GRANDE SHOW 15
IL RISVEGLIO 17

Questo manualetto è stato prelevato gratuitamente dal sito “Geologia 2000” [ www.anisn.it/geologia2000 ]
Questo testo e il suo file sorgente “ TIPERT.pdf ” non possono essere utilizzati a scopo di lucro,
cioè non possono essere venduti ne ceduti attraverso attività pubblicitarie di qualsiasi tipo
senza esplicito consenso dell’autore. In ogni caso la diffusione deve rispettare l’integrità del testo
e la citazione chiara e completa di autore e provenienza.
Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Quale argomento?
La scelta di un buon argomento per la tesi sarà il primo problema che ti porrai e,
probabilmente, la prima delusione. Se sei un idealista, ti piace l'indirizzo che hai scelto e
desideri dare il meglio di te stesso per realizzarti finalmente nel campo che ti appassiona...
hai soltanto sbagliato pianeta. Tanto per cominciare tu non potrai scegliere nessun
argomento ma soltanto la materia che preferisci, sperando poi che il relativo docente abbia
un lavoro da offrirti e che questo, in ultima analisi, sia anche interessante.

Per come stanno le cose è già tanto se troverai un insegnante disponibile. Più facile sarà
invece essere inserito in una lista d'attesa con una graduatoria basata sulla data di
inserimento e sul numero di esami mancanti.

In pratica cercare una tesi può non essere molto diverso dal cercare un lavoro. In questo
caso la soluzione migliore dovrebbe essere quella di prenotarsi per la tesi non appena ci si
iscrive al primo anno, ma naturalmente sei entrato nell'ottica soltanto adesso che ti
mancano un paio di esami e addirittura non ci penserai sul serio prima di averli passati.

La tua reale aspettativa presenta quindi il seguente spettro di rassegnazione:

¾ COLPO DI FORTUNA: c'è un argomento (uno qualsiasi) disponibile nella tua materia
preferita
¾ SOLUZIONE DI RIPIEGO: vieni a sapere che c'è una tesi disponibile in una materia tutto
sommato accettabile
¾ LISTA D'ATTESA: può durare anche 4 anni...
¾ TUTTO FA BRODO: epico peregrinare di porta in porta alla ricerca di uno straccio di tesi
disponibile in breve tempo in qualsiasi campo di ricerca. Anche questo può durare un
anno.

La tua prima delusione sarà quindi quella di aver sognato di fare un lavoro interessante e
innovativo nel campo in cui ti sentivi più portato e di trovarti poi, nella più rosea delle
possibilità, a dover risolvere nell'ambito della "tua" materia un oscuro problema che non ti
saresti mai posto ma che interessa molto al tuo relatore.

Per dirla tutta ci sarebbe pure un'alternativa controcorrente che offre più soddisfazione personale,
ma nessuna garanzia di successo. Se hai un'idea singolare, non necessariamente complessa o
rivoluzionaria, purché percorra una strada che non sia mai stata battuta da nessuno, potresti tentare
a tuo rischio e pericolo di proporla a qualche docente particolarmente illuminato (“a trovarne…”)
Se l’idea è allettante, con un po’ di fortuna potrebbe anche essere accettata, perfino al di fuori dei
piani di lavoro previsti per le tesi in corso. Il rischio è però nel fatto che non si tratta più di un lavoro
utile o necessario al tuo docente e sarai l'unico responsabile di un eventuale esito negativo. Nessuno
ti starà col fiato sul collo per ottenere qualche risultato e, tutto sommato, per farti finire il lavoro.
E' chiaro che almeno tu stesso dovresti essere convinto dell'attuabilità del tuo progetto prima di
tentare questa strada, altrimenti è un vero suicidio. Se dunque oltre che idealista sei anche pazzo,
puoi tentare questo salto nel buio, presentandoti però con le idee molto chiare e una breve relazione
scritta da lasciare al docente perché possa rifletterci bene e chiarire ogni possibile dubbio PRIMA di
darti una risposta definitiva.

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

LA SOLUZIONE VINCENTE

Siamo partiti con grandi ideali e abbiamo dovuto ridimensionarli subito. A questo punto…
vogliamo davvero essere franchi? Allora sappi che tutte le belle parole dette fin ora non
valgono assolutamente nulla!

In realtà, se vuoi lavorare serenamente e raggiungere un risultato certo, non dovrai affatto
scegliere un argomento o una materia, bensì un personaggio. La cosa davvero importante
infatti è che la persona alla quale, di fatto, stai affidando il tuo futuro, sia un uomo
responsabile, qualcuno con cui si possa avere un piacevole rapporto di collaborazione e
che sia disponibile a seguirti almeno per quel minimo che è indispensabile. E' necessario
inoltre che il relatore sia univocamente rintracciabile presso l'istituto. E' quindi preferibile
evitare gli esterni e tutte quelle illustri persone che vantano troppi titoli.

(Rileggi quest’ultimo capoverso, perché sono parole d’oro!)

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

La legge di Murphy
Hai appena iniziato la tua ricerca che quasi certamente è un lavoro sperimentale, cioè
qualcosa che in qualche modo... HA BISOGNO DI FUNZIONARE.
Ciò significa che qualsiasi cosa tu debba verificare o realizzare, questa non soltanto dovrà
essere realistica ma dovrà anche riuscire a realizzarsi.

Se non avevi mai sentito parlare della famigerata legge di Murphy ti conviene iniziare
subito a familiarizzare con le regole statistiche che governano l'insuccesso, perché tra
breve sarà questa legge, con la sua sovrumana potenza, a determinare il corso degli
eventi.

Ecco dunque la grande legge universale e le particolari modalità con cui solitamente viene
riscontrata nelle tesi di laurea. Questi pochi princìpi fondamentali sono perfettamente in
grado di descrivere in che modo tutto ciò che ti aspettavi di ottenere... non accadrà.
Non dimenticare mai di prenderli in seria considerazione e di organizzati sempre in tempo
per affrontare il peggio.

LEGGE DI MURPHY:
“SE C'È QUALCOSA CHE HA ALMENO UNA SOLA POSSIBILITÀ DI ANDAR MALE, LO FARÀ DI CERTO.”

MODALITA’ DISTRUTTIVE:

1) CRITERIO DI PRIORITA': se c'è più di un evento in grado di compromettere il progetto,


la probabilità con cui ciascuno di essi potrà verificarsi è direttamente proporzionale al
massimo danno che sarà in grado di produrre.

2) CRITERIO DI INCIDENZA: gli eventi negativi casuali non hanno una distribuzione
statistica uniforme ma tendono a raggrupparsi in fitte sequenze producendo il massimo
danno possibile. Dopo una sequenza distruttiva non si ripeteranno più fenomeni
negativi per lunghi periodi, fino a quando il sistema di analisi non sarà tornato
sufficientemente efficiente da poter ricevere danni significativi.

3) CRITERIO DI OCCULTAMENTO: l'evento negativo più rilevante tenderà ad agire in


perfetta sincronia con uno qualsiasi degli altri eventi negativi, producendo effetti il più
possibile inspiegabili.

Ora che ne sei edotto, puoi proseguire per la tua strada perfettamente consapevole
nell'affrontare l'imponderabile. Ma prima di iniziare il tuo lavoro sappi ancora una cosa: su
tutti i libri che hai studiato avevi visto che gli esperimenti scientifici potevano anche non
avere un esito positivo perché infondo ciò che contava davvero era la prova sperimentale
in sé, affermativa o negativa che fosse. Questo è vero soltanto nel mondo della fisica. Da
noi a geologia invece si tende a dare importanza soltanto ai risultati positivi e
immediatamente applicabili. Siamo più zappatori che filosofi.

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Caccia all’uomo
In questa fase hai già qualcosa da fare e avrai già sperimentato la legge di Murphy. Avrai
quindi bisogno di consultarti spesso con il relatore per trovare delle soluzioni che siano
accettabili anche da lui, altrimenti rischi di lavorare invano o, peggio, di esaurire le risorse
disponibili.1

E' qui che ti accorgerai che quel professore che sembrava uguale a tutti gli altri, una volta
che si è trasformato nel tuo relatore sembrerà aver assunto il ruolo di Harrison Ford nel
film "Il fuggitivo". Non sarà colpevole di nulla e non c'è ragione per cui dovrebbe sfuggirti e
pure non riuscirai più a rintracciarlo in nessun modo.

La sua porta sarà sempre chiusa, i colleghi lo avranno visto fino a un istante prima, il suo
numero di cellulare (se avrai avuto la fortuna di averlo) sarà certamente cambiato e alla
posta elettronica non risponderà mai. Per trovarlo sarai costretto a piantonare per giornate
intere la porta dell'ufficio, ad appostarti nel parcheggio, a mobilitare gli amici in una rete di
pali e spie ad ogni piano dell'edificio e perfino reclutare talpe presso altri laboratori e uffici.
Tutto questo nel caso più standard, perché è proprio in questa fase che possono avvenire
i cambiamenti più radicali nella vita del tuo prof: potrebbe sposarsi, cambiare casa,
trasferirsi in un'altra università o addirittura (e questo non è raro nelle facoltà scientifiche)
partire per svolgere ricerche in un altro continente. A Geologia è avvenuto addirittura che il
relatore partisse per l'Antartide! A quel punto non ti resta che aspettare l'inverno australe,
pregando perché il nostro eroe si mantenga in salute...

In conclusione, anche riguardo i rapporti con il relatore dovrai prepararti al peggio e tenere
sempre presente queste tre leggi empiriche:

IL RELATORE:
Il relatore è quell'uomo che non appena ti assegna la tesi non ha più tempo, parte per
ricerche, si trasferisce altrove, si ammala gravemente, muore.

IL RAPPORTO TESISTA-RELATORE:
• Il relatore non ha tempo da perdere. Tu si.
• Il relatore non si spiega male: sei tu che non capisci.
• Il relatore non può non aver capito: sei tu che ti spieghi male.

I TEMPI TECNICI:
Il tempo necessario alla realizzazione della tesi di laurea sarà speso nel seguente modo:
ƒ 50%: attesa di conferire con il relatore;
ƒ 01%: occasioni di consultarti con il relatore;
ƒ 24%: ritardi dovuti a malintesi, ripensamenti, amnesie ed inspiegabili depistaggi del
relatore;
ƒ 25%: lavoro da svolgere ad un regime pari al 400% del tuo normale rendimento fisico e
intellettuale.2
1
Quando si lavora su campioni o usando materiali di consumo o comunque investendo denaro.
2
E’ questo il periodo in cui la legge di Murphy si manifesta in tutta la sua grandezza.
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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Il nemico computer
Ad un certo punto della tua odissea dovrai iniziare a scrivere. Prima lo farai e meglio sarà,
perché i tempi potranno essere molto più lungi di quanto immaginavi e c'è il rischio di
dimenticare o sottovalutare elementi essenziali raccolti durante il lavoro.

Il blocco psicologico davanti alla pagina vuota è abbastanza tipico ma facilmente


risolvibile. Introduzione, riassunto o conclusioni sarà bene farli soltanto alla fine, quando il
quadro della situazione sarà completo. Quello che ci vuole ora è un piano schematico ma
dettagliato che sarà il primo abbozzo di un indice e quindi iniziare ad appuntare i tratti
salienti di quelle voci che sono state già affrontate nel corso del lavoro. Con questa
risoluzione avrai già scavalcato più di un problema.

Ora però ci sarà il primo contatto con il computer e quindi con applicazioni come Word,
Excel, Corel Draw, Grapher e "chi più ne ha, più ne metta". Per qualcuno sarà davvero il
primo drammatico contatto, per altri si tratterà di far lavorare sul serio quella "cosa" che si
presumeva di saper usare.

Qui non abbiamo certo il tempo né l'autorità per poter fare un corso di informatica ma
quello che deve essere molto chiaro soprattutto ai neofiti è che si può e SI DEVE fare in
modo di semplificare ed automatizzare qualsiasi operazione che sulla carta avrebbe
richiesto una certa perdita di tempo. CI SONO A DISPOSIZIONE TUTTI I MEZZI PER
POTERLO FARE e non è nemmeno difficile. Usare un computer NON vuol dire essere dei
programmatori.

Il punto di vista deve essere questo: il computer non è un tiranno da assecondare ma una
macchina che lavora al posto nostro; diciamo pure uno schiavo. Non dobbiamo essere noi
a lavorare per lui ma il più possibile deve lavorare lui... e zitto!

Per quanto banale possa essere, ecco dunque una breve lista di funzioni che su Word
BISOGNA usare, altrimenti tanto vale usare la vecchia macchina da scrivere...
Conviene a tutti dargli una rapida occhiata e qualora una di queste funzioni non si
conoscesse la si deve cercare o bisogna chiedere aiuto a qualcuno3.

♦ TAGLIA/INCOLLA: per spostare frasi o blocchi di testo da una posizione a un'altra.

♦ TROVA E SOSTITUISCI: per sostituire sistematicamente una parola con un'altra ogni
volta che compare in tutto il testo. Si può fare tutto in una volta o decidendo di caso in
caso. E' particolarmente utile per fare correzioni concettuali (es: ho già scritto 50 volte
la parola "isoipsa" ma ora credo più opportuno sostituirla con "quota").

♦ INSERISCI SIMBOLO: inserisce caratteri speciali ( α β → ∑ ∞... ) non presenti sulla


tastiera. Siamo seri… non lasciamo spazi vuoti da riempire a mano!

♦ INSERISCI NOTA: con l'opzione "numerazione automatica" inserisce una nota a fondo
pagina (es. bibliografia) numerandola automaticamente in base alle altre già presenti.

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Non a me… ho già fatto abbastanza, no?
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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

♦ CONTROLLO ORTOGRAFIA: corregge automaticamente gli errori di ortografia.


Naturalmente non capisce il senso del discorso ma confronta le parole con il suo
vocabolario e se qualcuna non la riconosce ne suggerisce la correzione. Può
facilmente identificare come errore i termini tecnici e in questo caso si può scegliere se
farglieli imparare (aggiungerli al vocabolario) o proseguire oltre. ATTENZIONE: mai
lasciargli la possibilità di correggere autonomamente altrimenti vedrai modificare tutti i
termini tecnici con delle banalità (es. stato tensionale → stato pensionale).

♦ INSERISCI SOMMARIO: crea un indice che si può aggiornare automaticamente alle


variazioni di titolazione o di numerazione. E' molto utile ma perché possa riconoscere
autonomamente i titoli da indicizzare e numerare occorre che questi (titoli di capitoli,
paragrafi, capoversi...) al momento della loro digitazione (all'interno del testo) vengano
scritti nel modo "Titolo #" secondo il rispettivo ordine gerarchico “#”. Il relativo "font"
può essere a sua volta variato a piacimento attraverso la funzione “FORMATO>Stile”
oppure modificato direttamente durante l’uso. E' più facile farlo che spiegarlo.

Per ottenere un indice automatico


i titoli di capitoli e paragrafi
(le voci del sommario)
vanno digitati nella modalità
“Titolo #” che deve essere
selezionata al posto di
“Testo normale”

Un altro discorso importante è quello delle immagini. Le fotocopie a colori hanno costi
proibitivi e quindi l’uso di immagini a colori è da limitare ad un paio di pagine dove si
concentreranno tutte le foto oppure alla stampa “fai da te”. Le cartucce a colori possono
essere molto costose ma offrono un rapporto quantità/prezzo comunque più alto.
Le immagini, specie se scannerizzate, appesantiscono notevolmente il documento. Nella
gestione delle immagini digitali si fanno spesso delle grossolane sciocchezze. A tal
proposito riflettiamo almeno sul fatto che è perfettamente inutile scannerizzare a
risoluzioni maggiori di quella massima compatibile con la stampante (specie nella stampa
a colori). Inoltre i formati compressi JPG e GIF occupano uno spazio enormemente minore
delle normali bitmap (BMP). Naturalmente questa compattezza ha un prezzo, così può
capitare che un’immagine JPG si mostri tutta impastata o che una GIF presenti colori
alterati. Il motivo di ciò è nella natura stessa dei formati digitali: il JPG ha una notevole
compressione ottenuta attraverso artifici che “sintetizzano” la descrizione dell’immagine
mentre il GIF non implica trucchi da prestigiatore ma non può codificare più di 256 colori.
La soluzione è che per immagini con molte sfumature di colore e senza caratteri alfabetici
(fotografie in generale) è consigliabile il formato JPG con i suoi 16 milioni di colori.
Per immagini che non richiedono un’infinità di sfumature ma piuttosto un’assoluta
precisione del tratteggio delle linee e nei piccoli dettagli che dipingono ad esempio dei
caratteri alfabetici (per tutti i grafici in generale) è senza dubbio preferibile il formato GIF.

Per concludere, ecco un altro consiglio banale ma importante: la rilettura definitiva di tutto
il testo va fatta assolutamente sulla carta stampata perché, a parte lo stress di leggere su
uno schermo, per qualche oscuro motivo molte sciocchezze risaltano chiaramente soltanto
quando si leggono sulla carta. Credeteci.
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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Il formalismo
"Ma di quanto li faccio i margini?"
"Quante righe ci metto per pagina?"
"Che tipo di carattere devo usare?"
"Sulla prima pagina… che ci scrivo?"

Queste domande te le porrai tu, le farai agli altri e gli altri le faranno a te. Ognuno dirà
cose diverse. Lo stesso relatore potrebbe cadere dalle nuvole, contraddire il correlatore e
poi contraddire sé stesso.

Diciamoci la verità: non esiste un vero standard ma una ragionevole misura. E' piuttosto
stupido stare a sottilizzare sui millimetri e su una riga in più o in meno (problemi di questo
tipo vi faranno capire di che pasta è fatto il vostro relatore). Quello che conta è che il
margine sinistro (o quello "interno", se si stampa fronte/retro) deve essere più largo
dell'altro per consentire la rilegatura. Le righe, si sa, avranno un'interlinea non comune, ma
sarebbe un po' vergognoso farla troppo larga, come pure lasciare margini superiori e
inferiori troppo alti. Qui suggeriremo un formato "dignitoso" che in caso di necessità
(quando il problema è una tesi troppo corta) può essere lievemente sovradimensionato ma
senza esagerare troppo, altrimenti il risultato è senz'altro controproducente.

Non vergognamoci mai di dire che quello che conta non è il peso ma il contenuto. Anche
se, come vedremo in seguito, l'occhio dovrà avere necessariamente la sua parte, la prima
cosa che ci deve preoccupare è piuttosto quello che abbiamo saputo fare, quello che
abbiamo scritto e come lo abbiamo scritto. Tutto il resto è stupido formalismo.

Per questo stesso motivo sarebbe un po' ridicolo scrivere su una sola facciata.
Naturalmente quando si scriveva a macchina poteva essere un'esigenza, ma oggi è solo
formalismo. Poiché la consuetudine non è mai morta, se il testo rischia di apparire scarso
(ma ripetiamo che non dovrebbe essere questo l'importante) è certamente conveniente la
facciata singola, ma se si superano le 200 pagine (e questo non è necessariamente
positivo) allora potrebbe anche risultare preferibile la stampa fronte/retro. Naturalmente
questo va discusso con il relatore. Infatti bisognerà anche tener presente che la doppia
faccia è certamente più gradevole da leggere e rende il formato più compatto. Al contrario
abbiamo riscontrato che un volume troppo pesante e poco riempito, oltre a risultare più
antipatico da sfogliare e maneggiare, potrebbe essere perfino sgradito dal prof. che dovrà
trovargli una collocazione tra i suoi scaffali.

E veniamo finalmente alle misure. Questo formato corrisponde a 24 righe per pagina:
• Margine superiore: 2,5 cm
• Margine inferiore: 2,5 cm
• Margine sinistro (o interno): 4 cm
• Margine destro (o esterno): 2,5 cm
• Rilegatura: 0 cm (oppure 1,5 cm impostando il margine sinistro a 2,5 cm)
• Carattere: "Times New Roman" o "Arial", grandezza 12
• Interlinea: “Doppia”
• Stampa: <100 pp.: singola faccia
100-200 pp.: opzionale
>200 pp.: fronte/retro
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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Esempio di impostazione
dei margini su MS Word.

Questa finestra è
richiamata dal menu:
FILE>Imposta Pagina…

Attenzione:
una ridotta spaziatura dell’area
“piè di pagina” spesso può causare
la scomparsa del numero di pagina.

L’opzione “Pagine affiancate”


predispone la formattazione
alla stampa fronte/retro

Esempio di impostazione
dell’interlinea su MS Word.

L’allineamento “Giustificato”
(impostazione opzionale)
pareggia l’allineamento del
testo lungo entrambi i margini.

L’interlinea è impostata
Sulla misura “Doppia”

Questa finestra è
richiamata dal menu
FORMATO>Paragrafo…

Ripetiamo ancora che questo non è "lo standard" ma una ragionevole misura. La cosa più
importante da dire però, al di là di tutte queste inutili sottigliezze, è che sarebbe opportuno
IMPOSTARE SUBITO IL FORMATO, prima di iniziare a scrivere per la prima volta.
Questo risolverà diversi ulteriori problemi.
Per quanto riguarda la prima e la seconda pagina (la seconda dispari, ovvero la terza
facciata) ecco dei modelli di impaginazione:

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”


FACOLTÀ DI SCIENZE MM.FF.NN
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE

TESI DI LAUREA

SE MIO NONNO
AVESSE LE RUOTE
SAREBBE UNA CARRIOLA

RELATORE: MAGO MANDRAKE


CORRELATORE: GRILLO PARLANTE

CANDIDATO:
PINCO PALLINO
MATR: 000.007

ANNO ACCADEMICO 1999-2000


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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”


FACOLTÀ DI SCIENZE MM.FF.NN
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE

Prima Tesina (Cartografia)


"Prospezioni geologiche mediante la lettura dei tarocchi "
Relatore: M. Merlino

Seconda Tesina (Mineralogia)


"Tecniche diffrattometriche al tempo dei Sumeri ”
Relatore: P. Archimede

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Inoltre, se si è lavorato in laboratori esterni o comunque con la collaborazione di altre


persone, ditte od enti, sarebbe opportuna una pagina finale di ringraziamenti.

Ultimo, ma più importante di tutti, è il problema della bibliografia. Qui si concentra il


massimo del formalismo e la massima delicatezza. Basta niente per compromettere
davvero tutto il lavoro.

Quello che avresti dovuto fare durante la stesura della tesi (e quasi certamente non l'hai
fatto) era di APPUNTARE SUBITO E ACCURATAMENTE le note bibliografiche di ogni
citazione o riferimento ad altri testi. Dopo non ricorderai più le fonti (nella giungla di
fotocopie che avrai coltivato) non avrai più alcuni testi (quelli consultati in biblioteca) e
comunque dovrai rileggere pagine e pagine prima di ritrovare quella giusta.
Deve essere segnalata la fonte di ogni concetto usato in relazione alle tue argomentazioni
e di ogni riferimento ad altri lavori.

Nel fare ciò il formalismo raggiunge i massimi livelli ed esige una precisione se possibile
superiore a quella usata nella sperimentazione. Questo ti fa capire anche che tutto il
lavoro che hai fatto tu è spazzatura rispetto ai sacri testi che hai citato...

Ma veniamo al sodo. Quello che si deve scrivere nelle note a fondo pagina è nell'ordine:
Autore, Opera, Pagina. Questo serve, per chi ha già il volume, a trovare subito il tuo
riferimento.

Nel fare ciò potrai usare le seguenti abbreviazioni formali:

¾ Op. cit. "Opera citata", per non ripetere il nome di un'opera già citata nelle stesse
note (esempi 6&8).
¾ Ibid. "Ibidem", ovvero "Come sopra", per non ripetere né l'autore né l'opera
quando sono citati già nella riga immediatamente sopra (esempi 4&5).
¾ “Tizio” et alt. "Tizio ed altri", quando ci sarebbero troppi autori da nominare.

Ogni opera citata almeno una volta dovrà poi essere inserita nella lista della bibliografia al
termine della tesi con una precisione ancora maggiore perché servirà al lettore (se mai
qualcuno studierà quello che hai scritto) per reperire il testo a cui fai riferimento.
Ordinando i cognomi in ordine alfabetico, vanno citati nell'ordine: Autore, anno, Opera (se
è un articolo titolo, rivista, numero, anno), editore.

Vediamolo meglio in questa simulazione4,5,6,7,8 corrispondente alla seguente bibliografia:

BIBLIOGRAFIA:
C. D’amico, F. Innocenti, F.P. Sassi (1987) “Magmatismo e metamorfismo “, Ed. UTET.
Annibale Mottana (1988) “Fondamenti di mineralogia geologica “, Ed. Zanichelli.
Franco Ricci Lucchi (1980) “Sedimentologia ” vol.III, Ed. CLUEB Bologna.
C’erano 3 E’ cambiata
autori… solo la pagina Opera già citata in
precedenza (nota 6)
4
C. D’amico et alt., “Magmatismo e metamorfismo”, pag. 180
5
Ibid. pag. 97
6
A. Mottana, “Fondamenti di mineralogia geologica”, pag. 135
7
F. Ricci Lucchi, “Sedimentologia” vol. III, pag. 146
8
A. Mottana, op. cit., pag. 404
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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Corsa contro il tempo


Un bel giorno sentirai dentro di te che è giunta l'ora di mettere la parola fine a quel
romanzo di fantascienza che stai scrivendo.

Potrebbe sembrarti un'intuizione o uno slancio interiore ma forse, pensandoci bene,


potrebbe essere che saltando anche la prossima sessione, per pochi giorni di differenza, ti
troveresti costretto ad iscriverti all'anno successivo... pagando un'altra milionata per nulla!

Ma… un momento, che voleva significare quel "saltando un'altra sessione"?


Te lo dico subito, prima che accadrà e senza bisogno di consultare una palla di vetro: non
riuscirai a terminare tutto entro la prima data che ti era stata indicata ipoteticamente per la
tua laurea. E' inutile ora chiedersi perché... i motivi possibili sono infiniti.

Poiché questa condizione TENDERA' A VERIFICARSI, il primo consiglio è di fissarti (a


titolo personale) una data di "termine tecnico" che preceda almeno di un mese quella del
termine legale9, affinché tutti i contrattempi burocratici, relatogenici e "Murphyci" trovino il
tempo di sfogarsi innocuamente.

In ogni caso il periodo compreso tra la correzione del relatore e la data della laurea sarà
inevitabilmente una corsa contro il tempo.

Ecco qua un riepilogo delle tappe della corsa:

™ Fine della tesi (stampa della bozza)


™ Correzione del relatore e del correlatore
™ Ultima stesura della tesi (stampa corretta)
™ Rilegatura "semplice" di una copia cartacea per la segreteria didattica e
masterizzazione su CD-ROM (o floppy disk) di una copia software per la segreteria
studenti.10
™ Firma del relatore sulle copie legali per le segreterie (cioè anche sul dischetto)
™ Consegna delle copie firmate alle rispettive segreterie entro il termine legale, cioè entro
20 giorni dalla prima data della sessione di laurea.5
™ Rilegatura "elegante" della tesi e almeno della tesina sperimentale in tante copie quanti
sono i relatori e correlatori11 + una per te da sfoggiare alla commissione il giorno della
laurea.
™ Consegna delle copie ai rispettivi professori
™ Impaginazione e stampa di tavole illustrative composte con immagini e grafici tratti
dalla tesi
™ Stampa delle tavole su "lucido" (presso copisteria)
™ Preparazione della relazione verbale con l'ausilio didattico dei lucidi

Ora capisci perché dovevi iniziare con un mese di anticipo...


Ogni tappa implicherà le proprie impreviste perdite di tempo.

9
Un mese prima della consegna ovvero circa due mesi prima della data di laurea
10
Procedura legale attualmente in uso nel corso di laurea in Scienze Geologiche alla Sapienza di Roma
11
Altrimenti una rilegatura elegante solo per i relatori e semplice ai correlatori
13
Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Questo è tutto quello che ci sarebbe da dire ufficialmente e ufficiosamente, ma in via del
tutto confidenziale aggiungiamo ancora un paio di particolari:

RILEGATURA: la rilegatura "elegante", per quanto standardizzata, rappresenta pur


sempre un impatto visivo. Ne esistono di molti tipi, materiali e colori e sta soltanto a te e al
tuo gusto sceglierne uno. Si tratta praticamente di acquistare un vestito per il tuo lavoro, e
poiché anche l'occhio vuole la sua parte, almeno in questo caso varrà la pena di fare delle
considerazioni "strategiche". Nel caso di lavori particolarmente "magri" ricordiamo dunque
il trucco della zia: "Il bianco ingrassa e il nero sfina". Inoltre, ricordando i tacchi di certe
ragazze, si può osservare che gli spessori delle copertine non sono poi tutti uguali...

CONSEGNA: quando consegnerai la copia rilegata al relatore e al correlatore qualche


commento da parte loro sarà inevitabile. E' in quel momento che finalmente potrai intuire
come andrà a finire la tua tesi...

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Il grande show
Lo stress ha raggiunto il massimo livello. Hai alle spalle un lavoro estenuante condotto, tuo
malgrado, nelle condizioni più avverse. Sei reduce da un "tour de force" per riuscire a
consegnare in tempo la tesi. Davanti a te, tra pochi giorni, hai la prospettiva di un
traguardo, ma prima c'è l'ultimo sforzo: la preparazione di una relazione verbale per
presentare il lavoro alla commissione.

Quel giorno dovrai essere lucido, risoluto e convincente. Dovrai dare il massimo di te
stesso e mostrare chiaramente il valore di quel lavoro durato 1-2-3 anni... peccato solo
che per farlo avrai meno di 15 minuti!

Il tempo ufficialmente disponibile12 infatti sarà di 20 minuti dei quali 15 sono dedicati alla
tesi e 5 (!!) alla prima tesina. Questi tempi dovrebbero essere comprensivi anche delle
risposte alle eventuali domande della commissione. In realtà, se l'argomento è
interessante e se ci saranno domande, sarà concesso anche qualche minuto in più. Il tuo
riferimento però dovrà essere sempre 15+5.

Come fare a riassumere tutta la tesi in 15 minuti?


Un proverbio americano che mi fu recitato dal correlatore (di cui però non ricordo la frase
originale) dice che: "Se non sai spiegare una cosa in meno di 15 minuti allora non sai di
cosa parli". Probabilmente è vero, però qui non si tratta solo di spiegare un concetto ma
anche (se il lavoro è originale) di descrivere teorie, metodi e tecniche che ti hanno
consentito di poter affermare con certezza quel concetto. Riassumere il lavoro di anni in
15 minuti è assolutamente impossibile. Presto ti accorgerai che l'unico modo per
condensare la tua tesi è... saltarne dei pezzi!

La soluzione è semplice quanto dolorosa: impugnare l'indice della tesi e selezionare non
tanto gli argomenti più importanti ma quei pochi che sono realmente INDISPENSABILI.
Quindi riassumere solo questi, confezionandoci un discorso lungo 15 minuti e non di più.

Ma se il lavoro è molto lungo e articolato potrebbe ancora non bastare. Ripetendo più volte
l'esposizione (e la ripeterai un centinaio di volte) ti potresti accorgere che non durerà
sempre lo stesso tempo. Spesso si rischierà di sforare ma soprattutto - quel giorno -
qualcuno potrebbe pronunciare la tipica frase: "Bene, ma veniamo ai risultati". A quel
punto avrai perso il filo e l'architettura del discorso.

La mia soluzione personale è stata quella di dividere l'esposizione in tre blocchi:


• Riassunto
• Descrizione
• Conclusioni

Il riassunto deve essere brevissimo, quasi un'introduzione. Non dovrà spiegare nulla ma
soltanto dare un'idea globale prima ancora di iniziare. La descrizione sarà l'esposizione
vera e propria, ovvero i dettagli di quanto è stato introdotto nel riassunto. A questo punto
qualsiasi interruzione prematura vi porterà direttamente alle conclusioni senza però che il
discorso rimanga campato in aria, poiché il riassunto vi aveva già condotto a quelle
conclusioni.
12
Si fa riferimento ancora alle procedure in uso per Scienze Geologiche dell’Università “La Sapienza” di Roma
15
Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

In questo modo ho potuto simulare diversi tipi di "amputazioni" senza mai perdere il filo o
compromettere la trama. In effetti mi è stato molto utile simulare lo show usando, per così
dire, il "metodo Stanislawski": in piedi, ad alta voce, davanti ai lucidi appoggiati (su fondo
bianco) sopra un carrello sinistramente scorrevole e con un timer da cucina regolato su 15
minuti. Quando suonava il campanello, se sforavo li tempo, potevo concludere lì per lì.

Ultima incognita resterà quella delle domande. Se però qualche giorno prima saranno
state pubblicate le liste dei componenti della commissione, conoscendo i personaggi e le
materie che insegnano, la simulazione potrà essere arricchita da domande immaginarie
che mettono in relazione il tuo argomento con quei temi che stanno più a cuore ai tuoi
prof.

Tutto questo si fa presto a dire nella teoria... Dopo, dal vero, sarà tutta un'altra cosa!

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Qualcuno ti avrà detto certamente che è inutile prepararsi bene, tanto poi parlerai davanti
ad una cerchia di persone distratte e assonnate. Questo non è proprio vero. Di fatto sei
come un banditore alla fiera. Non ci sarà il tempo per verificare la qualità del prodotto e
quindi meglio lo presenterai, meglio lo venderai. Anche se avrai scoperto la formula che
trasforma il piombo in oro, quello che dovrai fare sarà decantare la lucentezza del tuo oro.

Piuttosto puoi trovare conforto in questo pensiero, banale ma veritiero: devi renderti conto
che a questo punto i giochi sono fatti. Non si tratta più di un esame: non c'è nessun
rischio. Piuttosto è come se partecipi a un esame al quale ti hanno già promosso in
partenza e devi soltanto sapere quale sarà il voto. Anche il voto poi, raggiunto questo
stadio… probabilmente lo conosci già!

16
Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi

Il risveglio
Complimenti... DOTTORE!
Ora non sei più il banale sig. Pinco Pallino ma il DOTT. Pallino.
Per un paio di giorni sentirai pronunciare questo titolo due volte al minuto. Amici, parenti,
conoscenti, tutti ti chiameranno insistentemente DOTTORE.
Sorriderai soddisfatto stringendo decine e decine di mani prima di riuscire a renderti
conto... di quanto ti sei lasciato prendere in giro!

Infatti, caro DOTTORE, il primo giorno ti sentirai "un laureato", la prima settimana uno che
“si è appena laureato", il primo mese uno che “si è laureato da poco", ma poi, caro
DOTTORE... ben venuto nel mondo dei disoccupati!

Tornerai all'università: è inevitabile.


Ci tornerai ma vestito più elegantemente, magari anche con la cravatta, quasi a volerti
distinguere da quelle persone... tutta quella gente... si insomma, gli studenti!
Personaggi che andavano in giro con jeans bucati e uno straccio di zainetto li rivedi in blu
ministeriale e valigetta ventiquattrore appena scartata (regalo di qualche zia entusiasta…)

In realtà ci tornerai perché quello è il tuo mondo, ci sono ancora i tuoi amici e tu non sai
più chi sei e cosa farai “da grande”.

Da grande?? Ma guardati bene: ormai sei vecchio!


Quasi certamente hai un diploma di maturità scientifica (altra bufala) che ti ha reso un
uomo dotto che conosce il latino, la filosofia e le leggi dell’universo… peccato solo che non
ti aveva qualificato per nessun lavoro “normale” e mentre i tuoi amici sono già da tempo
geometri, ragionieri e periti, tu, uomo di pensiero, non avevi alternativa all’università.
Per terminare l’università ci hai messo il tempo che ci hai messo (non indaghiamo…) ma
hai scelto la materia più bella e più “vera” del corso di scienze MFN. La tua, ancora una
volta, è stata una scelta ideologica. Ed ora eccoti qua: ad obiettivo raggiunto non sei
neppure un geologo (finchè non passi l’Esame di Stato) ma soltanto un dottore, uno dei
tanti, cioè ancora una volta… niente di definito. Guardati intorno: oggi quasi tutti quelli
della tua età sono dottori in qualcosa!

E dunque, dottore di belle speranze… prospettive di lavoro ?


Ecco, adesso sei entrato nell’ultima fase: ti svegli ora e ti accorgi che hai sognato.
L’unica certezza che hai è che ti sei laureato.

Piccola pausa distensiva/riflessiva/depressiva e poi rinnoverai il martirio con una nuova


illusione che si chiama Esame di Stato.

E così saremo ancora tutti lì, sui tavoloni del corridoio, per le scale, nelle aule appena
sgombrate, a studiare ancora le stesse materie con le stesse persone.
Tutto come prima… anzi no, questa volta avremo una risorsa nuova ereditata dal glorioso
passato: diverse centinaia di pagine di brutta da riutilizzare sull'altra facciata per tutti quegli
esercizi che ancora una volta, finché dura, potrai divertirti a sbagliare.

In bocca al lupo… DOTTORE!

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Da “Geologia 2000” - [ www.anisn.it/geologia2000 ] A.Nardi
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Appendice 1
Non abbiamo mai parlato delle tesine perché sono il male minore e perché probabilmente
le cose possono cambiare da un'università all'altra.

Molto brevemente le tesine sono due e solitamente una è sperimentale e l'altra è


compilativa. Per questo motivo la prima è più importante e riceve un punteggio, anche se
bassissimo, mentre l'altra non verrà neanche richiesta in seduta di laurea e sarà valutata
zero13 indipendentemente dal lavoro che avrai svolto. Perché esiste non si sa, ma è
meglio non indagare...

Appendice 2
Andamento delle quotazioni del diploma di laurea:

1960 – Sei un dio


1980 – Sei qualcuno
2000 – Non sei da meno degli altri
2020 – (previsione) “Esisti” anche tu

NOTA IMPORTANTE

Questo manualetto è stato scritto in buona fede per agevolare il lavoro degli studenti laureandi.
L’autore, i collaboratori e gli eventuali distributori non avranno alcuna responsabilità nei confronti
di qualsiasi tipo di errore concettuale o informativo.
L’utente sarà totalmente responsabile dell’uso delle informazioni contenute in questo testo.
Qualsiasi decisione riguardante la stesura e la formattazione della tesi dovrà essere presa dal tesista
in pieno accordo con il proprio relatore.
Disavventure, giudizi e malignità contenuti in questo testo non sono frutto di un’unica esperienza
ma la sintesi di numerosi casi similari che danno modo d’intendere che le relative situazioni
corrispondano ad una consuetudine piuttosto che all’eccezione.
Questo manualetto è riferito genericamente alla facoltà di Scienze M.F.N. con particolare
orientamento sul corso di laurea in Scienze Geologiche.

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Forse i punteggi cambiano a seconda dell’università. Qui ci riferiamo come al solito a Scienze Geologiche della
Sapienza, dove, per la cronaca, la prima tesina vale al massimo 1 punto (!!).
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