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Karman

Alexandra David-Néel

La dottrina del karman, che non è altro il desiderio di essere favorevole. Ad ogni
che quella della Causalità, è comune a età e in ogni civiltà, l'uomo comune ha
tutte le filosofie indiane. pensato al destino e questo tipo di
Prima dell'epoca del Buddha, essa aveva transazione con la divinità forma la parte
già suscitato delle lunghe e sottili effettiva di tutte le religioni.
controversie tra i bramini e ognuno dei Era così, in India, prima del tempo del
sistemi filosofici nati in India ha elaborato Buddha. Tuttavia, tra i pensatori, dei
delle teorie speciali sul tema del karman, dubbi sorgevano; i fatti di cui si era
sulla sua natura e sulla sua attività. testimoni, si chiedevano, erano veramente
Sembra ci fosse un tempo in cui la i risultati di una volontà arbitraria che
dottrina del karman faceva parte di un sorgeva senza causa? Ciò pareva
insegnamento esoterico; probabilmente si inammissibile.
trovava, allora, in contraddizione con le La volontà, manifestazione del desiderio,
credenze popolari che attribuivano alla doveva essere provocata da qualche cosa,
volontà degli dei gli avvenimenti quindi se essa aveva una causa, tale causa
importanti che si producevano nel mondo, doveva essa stessa averne una... Una
come, anche, i fatti che più o meno porta si aprì, così, sull'infinito.
interessavano ogni individuo in In un passaggio, spesso citato, dal
particolare. Bramino dei Cento Sentieri, troviamo la
Si era nati sordi, ciechi, esili o ben conferma del carattere esoterico della
robusti e senza difetti fisici perché, si dottrina del karman presso gli antichi
credeva, un dio si era divertito a fare un bramini. Come avviene diverse volte nelle
siffatto essere. Di conseguenza, prosperità discussioni tra gli orientali, la risposta
o miseria, successo o insuccesso, data alla domanda posta nel dialogo che ci
avvenimenti felici o infelici, tutte le fasi è riferito sembra non applicarsi a quella,
diverse della vita individuale dipendevano, ma, come vedremo più tardi, essa mette
secondo questa stessa credenza, dalla da parte, forse volontariamente, le nozioni
volontà divina. sulle quali la domanda è basata, perché
Tale volontà non rivelava le ragioni che la queste, secondo colui che risponde, sono
generavano, essa rimaneva misteriosa, scorrette e le sostituisce con un'altra
inspiegabile; tuttavia, non era assoluta, opinione.
né invincibile. Il dio poteva lasciarsi Artabhàga chiede al saggio di grande
commuovere dalle suppliche, più spesso fama Yàjnavalkya: «Quando l'uomo
poteva essere vinto dagli elogi, da segni di muore, la sua voce se ne va nel fuoco, il
rispetto, da offerte; in più, il culto, i riti e il suo soffio nel vento, il suo occhio al sole,
clero indispensabile alla loro celebrazione. il pensiero alla luna, l'orecchio alle zone
In breve, credevano le persone buone, del cielo, il corpo alla terra, il suo io
esistevano dei mezzi per far cambiare all'etere, il pelo alle piante, la chioma agli
parere al dio che voleva loro del male e alberi; il suo sangue e il suo seme si
risvegliare, nell'animo del dio indifferente, depositano nelle acque. Ma dove rimane,
allora, l'uomo stesso?».
A questa domanda molto diretta, spirito, circondati da circostanze favorevoli
Yàjnavalkya risponde: «Artabhàga, per uno sviluppo felice, è quello che noi
questa conoscenza rimanga fra noi. Non stessi abbiamo prodotto nelle vite
una parola, su questo argomento, tra il precedenti, le cause che ci hanno fatto
popolo». E Yàjnavalkya «prese Artabhàga nascere in questa condizione. Al
per le mani, tutti e due si ritirarono in contrario, la crudeltà, l'avarizia, la
disparte e conversarono insieme. E lussuria, l'intemperanza e altri vizi, nutriti
parlarono delle opere (karman); dalle durante le vite precedenti, determi-
opere pure l'uomo diventa puro; dalle neranno una nascita in condizioni
opere malvagie egli diventa malvagio». sfavorevoli.
Di questa conoscenza segreta, possesso In un'opera che gode di grande
di un'elite di pensatori e che questi popolarità tra i buddisti hinayànisti, Le
ritenevano di proclamare apertamente, il domande di re Milinda,1 leggiamo ciò che
buddismo faceva la base del suo segue:
insegnamento proclamando: Ye dharmà Il re chiede a Nàgasèna: «Perché gli uomini non
hetu prabhavà, tutte le cose provengono sono tutti uguali? Perché alcuni hanno una vita
da una causa. Questa formula in breve e altri una lunga; perché alcuni sono
brutti, altri belli, perché alcuni sono potenti, altri
apparenza molto semplice dà luogo,
ricchi, altri poveri; perché alcuni nascono in una
quando si studia, a numerose condizione sociale misera e altri tra le alte classi
complicazioni. della società; perché alcuni sono stupidi altri
Ma, prima di descrivere, sommariamente, intelligenti?».
qualcuno degli aspetti del karman, diciamo Nagasena rispose: «Perché tutte le piante non
sono uguali? Perché alcune hanno un sapore
che il buddismo popolare considera questo
aspro e altre sono salate, o agre, o acide, o
più che altro sotto forma di retribuzione astringenti, o dolci al gusto?»
morale. Il desiderio istintivo di giustizia, «Mi sembra», disse il re, «che queste differenze
che anima la maggior parte degli uomini, provengano dalla differenza di qualità dei semi».
ha fatto loro immaginare, come cause «Così è, o re, per le differenze che voi avete
notato tra gli uomini e di cui mi chiedete la
dell'infelicità che li affligge o che affligge gli
ragione. Ciascun essere ha il suo karman, è
altri, degli atti malvagi che sono stati com- l'erede del suo karman. Tutti hanno il loro
messi sia in questa vita sia in una vita karman per antenato, per famiglia e per Signore
precedente, da colui che attualmente supremo. È il karman che li classifica secondo
soffre. tutte le specie di categorie».
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Secondo questa concezione ingenua, le
buone azioni devono, al contrario, 1
Il re qui chiamato Milinda è un personaggio
attirare fortemente la felicità, sia in storico, uno dei re greci che regnarono sulla
Battriana, a est dell'India, dopo le conquiste di
questa vita sia in una vita futura, su colui
Alessandro il Grande, verso il II secolo prima di
che le ha compiute. Cristo. Il suo nome era Menandrosa o
Questa concezione di una giustizia Menandrou.
automatica e impersonale sembra, alla _______________________________________
maggioranza dei buddisti, infinitamente
E allora:
superiore a quella che attribuisce alla
Le mie opere (karman) sono i miei beni, le mie
volontà arbitraria di una deità l'infelicità o
opere sono la mia eredità, le mie opere sono la
la felicità di esseri considerati come suoi matrice che mi ha generato. Le mie opere sono
giochi. la razza alla quale appartengo, le mie opere sono
In effetti, secondo questa teoria, nessuno il mio rifugio (Anguttara Nikàya).
ci rimette. Se nasciamo sani di corpo e di
Ritorneremo su queste dichiarazioni ed invidioso ha scagliato su di lui con
esamineremo le spiegazioni che sono l'intenzione di ucciderlo?
state date. Nàgasèna non può ovviamente vedere,
in questi fatti, l'azione del karman -
Essendo nato nelle condizioni giustizia retributiva - e, poiché sembra
determinate dalle opere passate, spetta che concepisca il karman solo sotto
all'uomo superare le difficoltà causate questa forma, egli allora nega che il kar-
dagli errori e preparare, per la sua vita man sia una legge generale.
presente, e per quelle che seguiranno, «Non è affatto esatto», risponde
circostanze migliori. Allo stesso modo, Nàgasèna, «che tutta la sofferenza
anche, è importante che colui che provenga dal karman. La bile, gli umori,
assapora una felicità dovuta al la loro combinazione, le variazioni della
comportamento virtuoso che ha avuto in temperatura, l'azione di agenti esteriori
passato, si sforzi di non commettere degli ecc. possono produrre la sofferenza.
atti malvagi che lo condurrebbero verso Dunque, coloro che affermano che il
sofferenze vicine o lontane. karman è l'unica causa delle sofferenze
Su questo tema, ingenue persone pie degli esseri sbagliano».
hanno discusso all'infinito e hanno perfino Il re, che, nel corso di questi dialoghi, si
elaborato dei codici che classificano e mostra spesso più fine del suo
dipingono la natura esatta delle sanzioni interlocutore, non è affatto soddisfatto da
che porta con sé ogni genere di atto questa risposta.
virtuoso o cattivo. Nàgasèna ha aggirato la domanda, e
Questa tendenza ad assimilare il karman non ha risposto. Tutte queste
alla giustizia retributiva e a vederlo particolarità: bile, temperatura, agenti
all'opera, come tale, in tutti gli eventi esteriori hanno una causa; la loro
dell'esistenza ha sollevato delle proteste. presenza, nell'organismo dell'individuo,
È assurdo, pensavano numerosi buddisti, o nell'ambiente in cui questi si trova, non
stabilire una relazione diretta tra la deve essere attribuita al karman?...
nevralgia o il disturbo intestinale di cui un Nàgasèna non fa che indietreggiare
uomo soffre e un'azione malvagia che egli ancora di un passo: «La bile può essere
ha commesso. provocata dal freddo, dal caldo, dagli
Nell'opera già citata, Milinda interroga alimenti non appropriati». In questi casi,
Nàgasèna sul tema di diversi incidenti e la sofferenza sarà il risultato del caldo,
malattie di cui il Buddha ha sofferto. del freddo o della alimentazione malsana.
È lì, data la credenza professata da «Il numero degli eventi che si producono
Nàgasèna, che va affrontata la questione dall'effetto del karman è minimo in
dal suo lato più difficile. In effetti, egli rapporto a quelli che altre cause
crede che, non solo il Buddha non può più generano».
commettere il male dopo che ha raggiunto Passiamo all'incidente di cui il Buddha è
l'illuminazione perfetta, ma, ancora, che stato vittima. Nàgasèna continua
tutte le conseguenze degli atti malvagi ricordando che Dévadatta voleva uccidere
che ha potuto commettere nel passato il suo glorioso cugino di cui invidiava la
sono cancellate. celebrità. Il masso che ha fatto rotolare
Come è possibile, allora, che egli sia lungo la pendenza della montagna
malato, che possa essere stato ferito da doveva, secondo le sue previsioni,
una scheggia di roccia che suo cugino
schiacciare il Buddha, seduto più in basso, automatici di questo stesso karman (le
ma la roccia, ruotando, ne urtò altre due, loro opere passate), avendoli posti in
e ciò fece deviare il suo corso. Il colpo prossimità di medici o di persone
staccò una scheggia di pietra che fu generose e capaci di accudirli, hanno fatto
proiettata verso il Buddha e gli ferì il sì che essi possano approfittare del loro
piede. aiuto. Se, secondo questa teoria, i loro
Il dolore provato dal Maestro, come mali dovevano non essere alleggeriti, la
conseguenza di questa ferita, doveva forza del loro karman li avrebbe
essere un effetto sia del proprio karman, veramente condotti lontano da ogni
sia di cause estranee ad esso e alle sue possibile soccorso.
opere. Al di là di questi due tipi di cause, Questa logica non persuade affatto le
Nàgasèna non ne riconobbe altre. E persone caparbiamente legate alle loro
siccome, secondo lui, la causa crudeli convinzioni. La cosa più strana è
dell'incidente doloroso non poteva essere che si incontrano degli individui che
attribuita al karman del Buddha, egli applicano questa fede barbara alla loro
dichiarò che era "esteriore". stessa persona. Senza poter indovinare i
Questa conclusione è debole e non crimini che hanno potuto commettere
corrisponde allo spirito col quale il re ha nelle vite passate, senza che sia loro
posto la domanda. Forse dobbiamo lontanamente possibile di essere certi
vedere in questo dialogo, il desiderio di che ne hanno commessi, queste vittime
reagire contro l'idea di colui che, di una dottrina irragionevole si impuntano
prendendo ad esempio i malati, gli a credersi colpevoli dal momento che la
infortunati, le vittime di qualsiasi sofferenza fisica o morale li raggiunge, e
sciagura, faceva vedere dei colpevoli che si compiacciono dei loro tormenti,
espiavano gli errori passati. vedendovi l'espiazione di errori che essi
Questa concezione non è scomparsa in ignorano.
India. Ci sono ancora ortodossi indù che Il modo in cui il buddismo esamina la
vi sono rimasti attaccati. La cosa più persona non si inquadra con le nozioni di
grave è che essi dichiarano che costruire giustizia retributiva strettamente
ospedali, fare la carità agli indigenti e individuale così come siamo abituati in
curare in qualunque modo coloro che Occidente.
soffrono è andare contro la legge del Ma gli uomini, in tutti i paesi, sono
karman che produce le loro sofferenze. spesso e volentieri incoerenti. I più
Alcuni arrivano perfino a dichiarare che accaniti difensori dell'idea della
questa beneficenza nuoce a coloro a cui responsabilità personale devono pertanto
dà sollievo, perché alleggerendo i loro ammettere le leggi dell'eredità che
mali o liberandoli, si ritardano gli effetti «puniscono gli errori dei padri sui bambi-
della loro espiazione. ni, fino alla terza o quarta generazione».
Si può obiettare a questi tetri settari - e All'opposto, benché professino che la
i buddisti non mancano di farlo - che se si persona è un aggregato di elementi
ammette che il malato, l'indigente, instabili, che nessuna anima o ego
l'uomo abbattuto da un infortunio permanente si trasmetta da una vita alla
qualunque debba subire il castigo seguente, si reincarni in un nuovo corpo,
automatico degli antichi errori, bisogna un gran numero di buddisti continua a
anche ammettere che i risultati essere ossessionato dal desiderio di
giustizia retributiva individuale.
Torniamo a Milinda. I suoi dialoghi con essere punito perché il fuoco che ha
Nàgasèna condensano la dottrina più distrutto il paese proveniva dalla fiamma
ortodossa hinayànista e semi-popolare sul della lampada.
tema del karman. Milinda chiese a Egli fa, ancora, nella discussione diversi
Nàgasèna: «Chi è colui che rinasce, paragoni dello stesso genere. Citerò due
Nàgasèna?» tra questi.
«Nome e Forma (la personalità) Immaginate, o re, che un uomo paghi una dote
rinasce».2 ai genitori di una bambina con l'intenzione di
____________________________________________________ prenderla, più tardi, per moglie e, dopo, che egli
se ne vada. In sua assenza, la bambina è
2
E più conforme al significato del termine mettere cresciuta. Allora, un altro uomo versa la dote ai
il verbo al singolare poiché la coppia forma un'unità genitori e sposa la ragazza. Tuttavia, il primo
inseparabile. Ricordiamoci che il Nome rappresenta ritorna e dice: «Perché hai sposato la mia
le manifestazioni che sostituiscono l'animo: donna?». Ma il nuovo marito risponde: «Non è la
sensazioni, percezioni, costruzioni mentali, tua donna che ho preso...»
coscienza; mentre la Forma è la parte fisica della
persona. Il primo acquirente aveva scelto una
_________________________________________________
bambinetta, il secondo ha sposato una
«Lo stesso Nome e Forma che rinasce?» ragazza in età di essere sposata. In tutti
«No, ma da quel Nome e Forma sono in modi, fisicamente e mentalmente,
compiuti degli atti, buoni o malvagi e, per quest'ultima era differente da quella per
l'effetto di questi, un altro Nome e Forma cui il viaggiatore aveva versato la dote.
nasce». Tuttavia era sempre lei.
«Se era così, il nuovo essere non Immaginate che qualcuno compri un vaso di latte
sarebbe liberato dal suo karman a un guardiano di gregge e se ne vada lasciando il
malvagio?». vaso alle sue cure, dicendo: «Verrò domani». E il
giorno seguente il latte si caglia. Quando il
Nàgasèna ribatté: «Sì, se non era il
compratore ritorna, gli si offre del latte cagliato.
prodotto di una rinascita, ma siccome è Egli lo rifiuta dicendo: «Non è affatto del latte
tale, non è liberato dal suo karman cagliato che avevo comprato; datemi il mio vaso di
malvagio». latte». Ma il guardiano di gregge replica: «Senza
Poi Nàgasèna cercò di provare che il che io c'entri per nulla, il vostro latte è diventato
cagliato».
nuovo essere, benché differente dal
secondo, ne è la conseguenza, il Notiamo, di sfuggita, che in questi due
prolungamento. ultimi paragoni, Nàgasèna sembra tendere
Un uomo che pranza al piano superiore verso le dottrine che considerano i
della casa lascia la sua lampada cambiamenti sopravvenuti alla ragazza o
fiammeggiare troppo alta e questa dà al latte come rappresentanti l'evoluzione
fuoco alla paglia del tetto. Tutta la casa naturale e continua di una cosa che
prende fuoco e il fuoco passa di casa in conserva sempre una sorta di identità
casa, tutto il paese è incendiato. naturale. Il latte cagliato, il burro, il
Si cattura quest'uomo e gli si dice: «Voi formaggio non sono che degli aspetti
avete incendiato il paese». Ma egli differenti del latte, come la bambina e la
replica: «Non ho incendiato il paese. La ragazza sono gli aspetti seguenti di una
fiamma della lampada che mi illuminava, stessa donna.
mentre mangiavo, era una cosa, il fuoco Questa visione deve essere combattuta
che ha incendiato il paese un'altra». da quei buddisti che professano che gli
Nàgasèna, d'accordo con Milinda, elementi non si trasformano ma
conclude che l'uomo è colpevole e deve spariscono. Ho sentito affermare che
queste due opinioni non sono inconciliabili. «Che vantaggio possiamo ricavare
E’, mi si dice, la successione in serie nell'andare a visitare questo buono a
(santàna) che causa l'illusione nulla?». Da dove proveniva la cattiva
dell'evoluzione di una cosa unica. La disposizione d'animo che gli ispirava tali
natura degli elementi che sorgono e parole? Ecco cosa ne dice Nàgaséna:
spariscono istantaneamente determina la
natura di quelli che li seguono. L'atteggiamento di Gotipàla era dovuto alla sua
nascita e al suo ambiente familiare. Egli
Quale che possa essere il loro valore,
apparteneva a una famiglia di non-credenti. Sua
tutte queste teorie, e i paragoni con i quali madre, suo padre, le sue sorelle, i suoi fratelli, i
vengono illustrate, non vanno veramente suoi genitori e parenti, i suoi servitori erano degli
al fondo della questione. Esse possono adoratori di Brahmà, dei fedeli di Brahmà.
mostrare la successione delle cause e degli Convinti che i bramini fossero gli uomini più
nobili e più onorevoli, essi disprezzavano coloro
effetti, ma non spiegano affatto ciò che le
che avevano adottato una vita religiosa senza
persone desiderano conoscere, il appartenere alla loro casta. È sotto l'influenza di
meccanismo di una retribuzione equa che ciò che egli aveva sentito ripetere attorno a lui
dia ai nostri atti una sanzione morale dai che, quando il vasaio Ghatikàra l'invitò a rendere
frutti che noi coglieremo in esistenze visita al Maestro, rispose: «Che vantaggio ne
possiamo ricavare nell'andare a visitare quel
future. Allo stesso modo, esse non
buono a nulla?».
provano affatto che le circostanze felici o
penose della nostra vita attuale L'effetto dell'educazione supera qui,
rappresentino il risultato della nostra secondo Nàgaséna, le buone tendenze
attività personale nel passato. che pure il futuro Buddha portava dentro
Quest'ultima idea non si trova affatto nel di sé, come frutto delle buone azioni che
buddismo. Quando la riscontriamo, egli aveva compiuto nelle vite precedenti.
bisogna attribuirla all'incomprensione di Combinazioni ancor più complicate
coloro che l'esprimono, più che alla appaiono in ciò che segue.
dottrina buddistica. Non può esserci posto
per delle retribuzioni, assolutamente Come anche la migliore bevanda diventa aspra
quando è mischiata col veleno, anche l'acqua più
individuali, in una filosofia che nega la
fredda diventa calda a contatto con il fuoco,
permanenza e la realtà della persona.
anche il braciere più ardente perde il suo calore
La retribuzione non può esistere che a contatto con l'acqua e si trasforma in scintille
sotto forma collettiva nel karman fredde e nerastre, così successe a Gotipàla.
generale, come anche l'atto che la Malgrado la fede e la conoscenza che erano
stati suoi (nelle vite passate), quando rinacque
scatena è stato compiuto con la
in una famìglia di non-credenti, egli diventò
cooperazione del karman generale. come cieco.
Nàgaséna non ignorava, del resto,
l'intreccio di correnti del karman. Tuttavia, anche sotto un accecamento di
Una delle domande poste da Milinda si rifa questo genere, le buone disposizioni
a una di queste numerose leggende relative acquisite nel corso delle vite passate
alle esistenze anteriori del Buddha (le sussistono e non aspettano che l'occasione
jàtakas). A quei tempi, si dice, il futuro per manifestarsi. È così che Gotipàla,
Buddha era un giovane bramino chiamato recatosi vicino a Kasyapa e avendolo
Gotipàla. Sotto questa personalità, egli sentito predicare, colse immediatamente
offese il buddha Kasyapa, uno dei suoi la verità di ciò che egli insegnava, divenne
predecessori. Invitato ad andare ad suo discepolo e acquisì delle facoltà
ascoltare la sua predica, egli rispose:
superiori di chiaroveggenza e di slancio vitale è dichiarato impossibile da
concentrazione di pensiero. conoscere.
Se crediamo alle teorie esposte nel Bardo «Impossibile da conoscere è l'inizio degli
Thòstol, una celebre opera tibetana, il esseri sviluppati dall'ignoranza che, a
fatto che Gotipàla era nato in una famiglia causa del loro desiderio di esistenza, sono
ostile alla dottrina buddistica denotava, condotti a delle nascite sempre rinnovate
pertanto, che delle tendenze all'incredulità e che perseguono, così, la ronda delle
lo avevano condotto lì spinto dalla forza rinascite» (Samyutta Nikàyd). Il
delle affinità. La causa del suo Samyutta Nikaya, testo hinayànista,
comportamento non era, dunque, considera soltanto gli esseri animati, ma
unicamente l'incredulità della sua famiglia. secondo delle concezioni più estese, la sete
Un'incredulità anteriore si combinava con di esistenza, lo slancio vitale è presente in
essa per portare questo risultato tutto ciò che esiste ed è la causa
dell'esistenza di una pietra così come di un
Lasciamo, ora, il karman considerato uomo o di un dio. Immersi in questo
come legge della retribuzione morale turbine di cause ed effetti, gli esseri
diretta, per considerare altri aspetti. contribuiscono a perpetuarlo con le loro
Se il buddismo dichiara che tutte le cose opere e con l'esistenza stessa che non è
- oggetto, avvenimento, fenomeno, che una serie di attività.
qualunque fatto - provengono da una Ricordiamo ciò che è stato detto
causa, afferma anche il carattere precedentemente: esistenza = attività.
complesso delle cause alle quali è dovuto E l'attività, necessariamente, produce
il risultato che sorge e, in più, dichiara che degli effetti.
queste cause sono interdipendenti. Si può, dopo, distinguere il karman degli
Dato che tali cose esistono, tali altre oggetti detti inanimati che, in quanto
nascono. È la formula della "catena delle karman collegato all'oggetto, si sviluppa
origini interdipendenti" (pratityasamùtpàda) meccanicamente: apparizione, crescita,
che ritroviamo qui come fondamenta della disintegrazione, scomparsa. Tuttavia,
dottrina del karman. In realtà, le "origini questo karman, proprio per la natura
interdipendenti" non sono che una faccia del particolare dell'oggetto, rimane sempre in
karman. dipendenza da altri karman. La durata
In modo generale, si distinguono, nel normalmente assegnata a una pietra dalla
buddismo, tre tipi di karman o di intreccio sua costituzione naturale e dall'ambiente
dell'opera con il suo risultato. in cui essa si trova posta può essere
In primo luogo, esiste il karman generale, accresciuta e diminuita, se il piede di un
quello che perpetua il girotondo passante la fa rotolare nel fiume, se è
dell'esistenza (samskàra). L'illusione- trasportata in un luogo in cui le condizioni
ignoranza, il desiderio nelle sue due climatiche sono differenti, se entra nella
manifestazioni: attrazione e repulsione, la costruzione di un muro, o meglio ancora,
sete dell'esistenza che il professor se è messa in contatto abituale con il
Stcherbatsky chiama in modo espressivo fuoco di un focolare.
"slancio vitale", tali sono le cause alle quali La terza specie di karman, il karman
questo girotondo è dovuto. Ancora una morale e intellettuale, è proprio degli
volta ci ricongiungiamo, qui, alla dottrina esseri animati e si aggiunge al karman
delle "origini interdipendenti". L'inizio generale e al karman della materia
assoluto dell'illusione, del desiderio, dello considerata inanimata.
Abbiamo visto che il buddismo popolare o di sofferenza; esse preparano, in questo
concentra la sua attenzione su questo karman generale, causa del girotondo di
terzo tipo di karman e non sembra rinascite, dei gruppi di energie che
distinguere ben chiaramente che le altre tendono a opere buone e dei gruppi di
due forme di karman esercitano energie che tendono a opere cattive e
un'influenza costante sulle azioni morali o questi gruppi sono ciò che chiamiamo
intellettuali dell'individuo e le tengono degli esseri, ciò che ci sembrano degli
sotto la loro dipendenza, così come anche individui.
queste azioni modificano il karman Yàjnavalkya, figura leggendaria,
generale e quello della materia. prototipo del Saggio, in India, senza dare,
Gli atti volontari, compiuti da un sicuramente, alle sue parole una portata
individuo, producono degli effetti capaci che possa collegarlo alle teorie
di operare delle trasformazioni buddistiche della negazione dell'"io",
nell'ambiente in cui egli vive, tanto che la dichiarava pertanto che l'atto
volontà, che è nata in lui, di compiere trasformava colui che lo compiva.
questi atti particolari è, in parte, un Senza dare più importanza del dovuto a
effetto del suo ambiente (karman questa dichiarazione di un personaggio
generale, che contiene gli atti compiuti quasi mitico che riflette le vedute di
nel passato e i loro frutti) e, in parte, un filosofie appartenenti a una epoca poco
effetto della costituzione fisica del suo determinata, possiamo, tuttavia, pensare
essere (karman della materia). che, molto anticamente, esisteva, in
Ciò che è da notare in questa teoria è India, una dottrina esoterica del karman
che l'atto volontario - e, secondo alcuni, molto differente da quella presente
qualsiasi atto, anche involontario - nell'induismo e nel buddismo popolari.
produce un cambiamento nella L'idea di ricompensa e di castigo, anche
composizione degli elementi che automatico, senza che intervenga la
costituiscono l'individuo che lo compie. volontà di un Giudizio divino, è esclusa e
Possiamo ricordarci qui la risposta, in sostituita da quella della trasformazione
apparenza incoerente, che Yàjnavalkya dà della sostanza mentale e anche fisica.
ad Artabhàga che gli domanda: «Dove
rimane l'uomo quando muore; o dove Ho già segnalato, in due libri precedenti,
va?». che queste teorie sono esistite in Tibet, e
Yàjnavalkya, condotto in disparte colui che lo scopo dell'allenamento mistico è,
che aveva posto la domanda perché precisamente, di portare a questa
nessuno ascoltasse la sua risposta, parlò trasmutazione.
con lui del karman e dichiarò: «Dalle opere Da questo punto di vista, la legge del
pure, l'uomo diventa puro; dalle opere karman prende un aspetto morale
malvagie diventa malvagio». elevato. Colui che compie delle opere
Dove è l'uomo? L'uomo non è che un buone non è affatto pagato da una
fascio di attività e queste attività ricompensa che soddisfa le sue
generano altri gruppi di attività che sono aspirazioni più o meno sensuali:
degli esseri. Le opere pure producono ricchezza, celebrità, potere, salute,
nuove opere pure; opere cattive bellezza fisica ecc. Il frutto delle sue
producono nuove opere cattive. opere pure, generose, altruiste è il suo
Rispettivamente, esse immagazzinano, proprio miglioramento. Perché se egli
nel karman generale, dei germi di felicità agisce con bontà, diventa migliore di
quanto era prima, le sue tendenze e del volere occupa un posto così
generali si fortificano, si manifestano con importante nei metodi di allenamento
più autorità, divengono abituali. spirituale dei buddisti.
Allo stesso modo, anche in colui che Alcuni considerano che l'atto involontario
persegue il sapere, il gusto della ricerca si produca automaticamente, come
crescerà, l'intelligenza si svilupperà. risultato di un atto volontario, essendo
L'uomo benevolo e generoso, l'uomo spoglio di risultati karmici per il suo
probo, l'uomo dal comportamento puro autore. Altri respingono questa opinione.
godranno dello stato d'animo che il loro Secondo questi, l'atto involontario e i
comportamento produrrà, saranno felici di suoi risultati sono produttori di karman,
divenire più inclini al bene e, moralmente, come quelli dell'atto volontario che li ha
più potenti per compierlo più spesso e generati.
con più efficacia. Al contrario, gli atti Non c'è nessuna manifestazione di
crudeli, malvagi, stupidi, quelli che sono attività che non sia seguita da effetti.
ispirati dalla sensualità, l'indifferenza ecc. In tutti i casi, il fatto di ordine materiale o
determinano, in colui che li commette, un mentale, staccato automaticamente
affievolimento graduale della bontà, dall'atto volontario, si classificherà in un
dell'intelligenza, dell'energia ecc. karman generale ed eserciterà, così,
Ne consegue una tendenza a compiere un'azione indiretta su colui che l'ha
sempre più di frequente degli atti compiuto.
malvagi. La volontà che induce a compiere un atto
Se l'uomo che si è abbandonato su non ha, del resto, nel buddismo, nessun
questo pendio non reagisce, potrà carattere iniziale. Si pone, come effetto,
diventare un demone, cioè, secondo la divenendo causa a sua volta, in una serie
concezione tibetana, non un abitante di di attività. Questa volontà ha degli
un luogo speciale, chiamato inferno, ma antecedenti (delle cause), che
un essere particolarmente malvagio e appartengono al karman generale o che
malefico che può esistere, come uomo, considerano degli atti che sono stati
nel nostro mondo o, sotto qualunque compiuti da colui nel quale la volontà
altra forma, in qualsiasi mondo, salvo nel nasce. Quasi sempre essa procede da
mondo degli dei dove il male non questi due fattori ai quali bisogna
penetra. aggiungere le tendenze dovute alla
Più sono potenti la concentrazione del composizione fisica e psichica
pensiero e la forza di volontà con le quali dell'individuo.
l'atto è, innanzitutto, desiderato, deciso, Quanto alla composizione del suo
poi, infine, compiuto, più sono profondi ed essere, l'individuo la deve - lo abbiamo
estesi i cambiamenti che sopravvengono appena detto - a degli atti che egli ha
nella composizione dell'essere che ha compiuto, essa stessa è stata influenzata
agito. D'altra parte, più la concentrazione dalle associazioni con altri individui.
del pensiero e la volontà sono forti, più gli Questo si rapporta più specialmente ai
effetti dell'atto sono importanti e duraturi genitori.
nella serie di conseguenze che essi Generalmente, i buddisti credono che si
trascinano. nasca (o piuttosto rinasca) da genitori il
carattere dei quali presenta delle
È questa una delle ragioni per le quali lo somiglianze con quello che si aveva, sia in
sviluppo della concentrazione del pensiero una vita immediatamente precedente, sia
in una o in diverse vite precedenti più vicino, a volte a un uomo di cui ignoriamo
lontane. Secondo questa teoria, è la l'esistenza e che li riceverà all'altro capo
somiglianza di tendenze che produce del mondo, tramite l'intermediazione di
l'attrazione e il fatto dell'eredità è, così, un racconto che gli si farà, o di un libro
spiegato in senso inverso. che gli si leggerà, o meglio ancora,
Insomma, l'individuo che, in nessun dicono i tibetani, per effetto delle "onde
caso, può essere isolato e indipendente, che i nostri atti e i nostri pensieri" creano
è un risultato del karman generale: del nell'etere.
karman cosmico formato dalla totalità Anche noi, che lo vogliamo o no, che ne
degli atti (karman) che sono stati siamo coscienti o no, riceviamo, ad ogni
compiuti in un passato senza limite momento, in noi le "scintille" partite da
percettibile, e di quelli che si compiono altri focolai viventi.
allo stesso momento. Non è un atto materiale o mentale che un
Il karman in senso stretto, considerato individuo possa rivendicare come se fosse
come costituito dagli atti volontari interamente opera sua, allo stesso modo
compiuti dall'individuo nella sua vita che non esiste nessun individuo che non
attuale o in quelle che l'hanno preceduta, sia, mentalmente e fisicamente, costruito
è intimamente mescolato al karman con la sostanza altrui.
generale e non ha nessuna esistenza E qual è il combustibile che alimenta i
propria al di fuori di questo. focolai e le cui scintille alimentano uno
Un paragone immaginario, fatto da un stato di combustione?
lama, descriveva l'interdipendenza dei Ritorneremo, ancora una volta, alla
karman individuali paragonandoli a una dottrina fondamentale delle "origini
moltitudine di focolai fiammeggianti. interdipendenti".
Ognuna di queste scintille zampillanti vola Il combustibile è l'ignoranza-illusione
attraverso lo spazio e ricade in altri senza inizio conosciuto, che genera il
focolai, contribuendo a ravvivarvi il fuoco. desiderio in seno al focolaio, e la scintilla
Alcuni di questi focolai emettono nume- è l'atto (karman) che perpetua il fuoco
rose scintille, scintille potenti, altri non dei focolai.
producono che scintille pallide, in numero Affrontando una questione, benché non
assai ridotto. Alcune scintille viaggiano sia forse il momento di trattarla,
lontano, vanno a rianimare dei fuochi domandiamo: perché l'inizio
deboli o a causare un incendio terribile dell'ignoranza, in realtà, l'inizio del
incorporandosi a dei focolai già ardenti, girotondo dell'esistenza, è dichiarato
mentre altri cadono in focolai vicini a sconosciuto e impossibile da conoscere?
quello da cui sono partiti. Tra questi Il buddismo risponde: le idee che po-
estremi, ogni specie di combinazione può tremmo concepire riguardo un tale inizio
essere immaginata, esse non sarebbero il frutto di ragionamenti
raggiungeranno mai la complessità di influenzati dall'ignoranza. Tutte le nostre
quelle che esistono veramente. idee, anche quelle che si chiamano
Allo stesso modo lo sono le nostre astratte, hanno la loro radice nelle
parole, le nostre azioni, i nostri pensieri, percezioni delle sensazioni dovute
gli insegnamenti che diffondiamo, gli all'attività dei sensi (l'animo conta, presso
esempi che diamo. Questi sono delle i buddisti, per sesto senso). Il potere dei
scintille che si staccano da noi e vanno a sensi come mezzo di conoscenza è
mescolarsi ad altri, a volte a un nostro
limitato; non si estende al di là del Questa ultima dichiarazione si riferisce al
dominio della relatività e, di conseguenza, pensiero mahàyànista che considera tutte
i sensi non possono fornire che dei dati di le dottrine dal punto di vista della
una esattezza del tutto relativa. I fatti che relatività. Eccellente è la teoria della
essi colgono non sono esatti che per causalità, dichiarano i mahàyànisti;
l'uomo immerso nel "girotondo delle niente è più utile di essa nel fare
esistenze" costituito dall'ignoranza, dal distinguere agli uomini le cause
desiderio e dall'azione. Tutte le produttrici di sofferenza e neh'indurli a
speculazioni alle quali gli uomini si sono combatterle, niente è più vero, per
dedicati riguardo una causa iniziale del l'uomo, dell'insegnamento che gli spiega
mondo di cui fanno parte sono state la successione rigorosa delle cause e degli
soltanto che dei prodotti del loro animo, effetti, allo stesso tempo che ne indica
nutriti da ciò che esiste nel mondo. Esse si l'interdipendenza e gli innumerevoli
sono esercitate, come in un assoluto intrecci, ma questa conoscenza,
isolamento, nel cerchio del nostro mondo supremamente vantaggiosa all'uomo,
particolare le cui frontiere insormontabili deve, tuttavia, essere considerata, da lui,
sono costituite dalla limitazione dei nostri relativa. La verità assoluta non può
mezzi di percezione fisici e intellettuali. essere incorporata in nessuna teoria. È al
di là della nostra facoltà di percezione, al
Nel Lankavatara Sùtra, un'opera di là della nostra facoltà di espressione.
mahàyànista, è riferito un dialogo
immaginario tra il Buddha e un
Come ho indicato nel capitolo che
bodhisattva chiamato Mahàmati. Nel corso
trattava delle "dodici origini
di questo dialogo, Mahàmati interroga il
interdipendenti", i tibetani hanno due
Buddha:
parole per indicare "causa" e,
Vi prego, Venerabile, vogliate spiegarmi ciò che generalmente, le accoppiano; la prima è
causa ogni cosa (come le cose sono causate, cioè
rgyu, che indica una causa principale, la
vengono a esistere).
seconda è rkyén, che indica una causa
Il Buddha risponde: secondaria. La dottrina lamaista afferma
Mahàmati, esistono due fattori-cause per le quali
la molteplicità delle cause all'opera nella
ogni cosa viene a esistere: la causa interna e la produzione di ogni effetto.
causa esterna. L'esempio seguente è frequente nel
I fattori esterni, sono (per esempio) una sfera
Tibet. Dal seme di un albicocco non
d'argilla, un bastone, una ruota, una corda,
l'acqua, un operaio e il suo lavoro.
nascerà mai un abete. Il seme è il rgyu,
La combinazione di tutte queste cose produce un causa principale. Tuttavia, lo sviluppo
vaso. degli effetti, il cui risultato normale è
Allo stesso modo per un vaso che è fatto di l'apparizione di un albicocco, dipende dal
argilla o un pezzo di stoffa fatto di fili o una treccia
karman esterno, cioè delle cause
fatta di erba o il germoglio che sorge dal grano o
il burro prodotto dal latte barattato da un uomo
secondarie, rkyén. Tra questi ultimi, la
che fa il baratto, così per tutte le cose che, natura del suolo nel quale il seme sarà
essendo governate da cause esterne, sorgono le sotterrato, la quantità di pioggia che
une dopo le altre in una successione continua. cadrà quell'anno (karman generale) e
Quanto ai fattori interni che causano la loro
bagnerà il seme o il giovane germoglio,
apparizione, questi sono: l'ignoranza, il desiderio
e l'azione che producono l'idea di causa.
l'esposizione all'ombra o al sole in cui
questi si troveranno, le cure che un
giardiniere potrà, in seguito, dare a un Il mio braccio non è abbastanza lungo
giovane albero ecc. faranno sì che per permettermelo. Tuttavia, posso usare
l'albicocco diverrà robusto o debole. alcuni mezzi, salire su una scale o meglio
Il seme proveniente da un albero allungare artificialmente il braccio tenendo
vigoroso, avendo tutti gli elementi un bastone in mano».
richiesti per produrre un altro albero Esistono dei mezzi per modificare una
ugualmente vigoroso, potrà produrne uno sequenza determinata di effetti
che resterà gracile o perfino che morirà combinando questa sequenza con un'altra
all'inizio della sua crescita, se vi sono serie di effetti. Così il fatalismo è escluso
cause secondarie contrarie allo sviluppo da questa dottrina del karman.
degli elementi che costituivano il seme e Effettivamente, ogni effetto proviene da
il germoglio che ne è nato. Per le stesse cause e ogni atto fisico o mentale è una
ragioni, un seme mediocre può generare causa che, infallibilmente, sarà seguita da
un albero che diverrà vigoroso se è effetti; ma, nell'istante in cui la causa
contornato da circostanze favorevoli. sorge e in cui appare quella che
D'altra parte, il karman esterno generale consideriamo come suo effetto diretto,
può essere d'ostacolo alla successione molteplici associazioni, con altre correnti
normale degli effetti della causa di cause e di effetti, hanno luogo, senza
principale. Il seme sano, atto a dare un che noi ne siamo coscienti e il risultato
albero, può seccarsi in una terra troppo esatto di questo amalgama può
calda, senza umidità; il giovane difficilmente essere previsto, poiché,
germoglio può essere schiacciato sotto il sebbene vi sia determinismo, le
piede di un passante o brucato da una combinazioni che questo amalgama può
capra e, così, l'albero, che una causa portare con sé sono infinite.
principale destinava a nascere e a L'uomo è dipendente dal karman
crescere, non esisterà mai. generale dell'umanità ed è inoltre
Questo paragone è applicabile agli essere dipendente dal karman cosmico.
animati, è applicabile a tutto ciò che Se un uomo si trova preso al centro di
rientra nel campo del mentale come in una guerra, di una epidemia di peste, se
quello della materia; sempre, una causa un cataclisma si produce nel luogo in cui
principale si scontra con l'attività di altri vive, il complesso delle sue azioni, e,
fattori in cui gli uni si armonizzano con forse, il suo carattere saranno modificati
essa e concorrono ai suoi fini mentre gli da queste circostanze. Un buddista dirà
altri vi si oppongono. che degli atti anteriori l'hanno condotto a
nascere nel luogo in cui queste calamità
La credenza nel libero arbitrio può essere stavano per prodursi, o meglio venivano
conciliata con la dottrina del karman? Se si trasportate, allorché il luogo della sua
intende il libero arbitrio come il potere di nascita rimaneva privo di problemi.
agire assolutamente come si vuole e di Si può ammettere, ma fatto sta che il
volere assolutamente come si vuole, karman proprio dell'individuo (se poteva
bisogna rispondere con un no categorico. esistere un karman particolare) è
Ma, solo le persone che evitano di riflettere intimamente legato al karman generale.
credono ancora a questo tipo di libero Guardiamo ciò che i buddisti
arbitrio. contemporanei scrivono sull'argomento.
Un cinese mi diceva ridendo: «Non sono Ecco un estratto di un'opera del professor
certamente libero di toccare il soffitto.
Narasu di Madras: successione di karman (un concatenamento di
atti e di effetti che proseguono all'infinito).
Secondo la concezione bramanica, un'anima
Tutte le creature sono quelle che sono per
emigra da un uomo a uno dei piani di esistenza
effetto dei samskàra ('costruzioni mentali',
chiamato i "sei regni" (uomini, animali, geni,
'attività') e quando esse muoiono, la loro vita
titani, dei, abitanti degli inferi) assolutamente
forma nuovi esseri. Ciò che chiamiano una
come un uomo si trasporta da una casa ad
persona non è che l'incarnazione vivente di attività
un'altra, secondo i suoi bisogni. È vero che nelle
passate di ordine fisico o psichico. È la forma
sùtra buddistiche si trovano dei passaggi che si
attuale dell'attività passata che si esprime negli
riferiscono alla trasmigrazione da una parte
esseri e si manifesta da questi. Questa è la legge
all'altra dei "mondi", ma ciò non significa che un
del karman, come è intesa dal buddismo.
essere qualunque passi da un mondo all'altro.
Nessuna altra interpretazione di questa dottrina
Per il vero buddista, il paradiso e gli inferi non
può accordarsi con l'insegnamento del Buddha
sono affatto dei luoghi reali, ma delle creazioni
che considera la momentaneità e la non-realtà di
immaginarie di menti ignoranti.
tutte le cose (non-realtà perché esse non
In senso buddistico, la trasmigrazione è
esistono che in dipendenza di altre cose).
semplicemente una manifestazione di causa ed
Nello sviluppo personale di ogni individuo, ogni
effetto. Solamente in virtù di cause e di condizioni
pensiero, ogni sentimento, ogni volizione è
si producono i fenomeni mentali accompagnati
decisiva per qualcosa, ciò non è affatto difficile da
dalle forme corporali. Da ciò risulta una
capire, ma che vi sia una retribuzione dopo la
successione di vite, la natura e il carattere di
morte, quando non si ammette Yatman ('ego')
queste essendo determinate dalla qualità del
che trasmigra, ciò non può avere significato al di
fenomeno mentale. È per spiegare la
fuori della relazione dell'individuo con l'umanità
trasmigrazione del karman e illustrarlo con
come un tutto.
un'immagine dall'uso volgare, che il Buddha
Considerato fisiologicamente, un uomo si
impiega l'espressione dei "sei mondi", quando
reincarna nei suoi bambini e nei suoi discendenti e
intende, in realtà, degli stati mentali figurati dagli
loro trasmette il suo karman fisico. Considerata
esseri e i luoghi descritti nei "sei mondi".
dal punto di vista etico, la vita psichica di un
individuo non può essere separata da quella del L'opinione del professor Narasu riguardo
gruppo al quale appartiene. Il dovere, la gli inferi è perfettamente ortodossa,
responsabilità non hanno nessun significato al di
soprattutto presso i mahàyànisti, di cui lui
fuori della società. Come può allora un uomo
avere un karman distinto da quello degli altri fa parte.
esseri umani? Le gioie e le sofferenze di un Percorrendo le scritture buddistiche
individuo non sono sempre il risultato del suo
riscontriamo delle dichiarazioni molto
karman personale (degli atti che egli stesso ha
compiuto). Il Milindapanha (Le domande di re nette su questo argomento:
Milinda) ci dice che è per un'estensione erronea
della verità che l'ignorante dichiara che «ogni L'inferno non è stato creato da nessuno. Il fuoco
dolore è il frutto del karman (individuale)». di un animo che si abbandona alla collera produce
Tuttavia, nessun buddista contesta che tutte le il fuoco dell'inferno e consuma il suo possessore.
cose sono sottomesse alla legge della causalità. Quando un uomo fa del male, egli accende il fuoco
Dunque solamente considerando tutta l'umanità dell'inferno e si brucia col suo stesso fuoco
come collegata insieme, così come le parti di un (Mulamuli.)
tutto universale, possiamo cogliere il pieno Un aneddoto di cui Bodhidharma3 è
significato della dottrina del karman. Non sono gli
l'eroe vuole che questi abbia discusso la
omicidi e i ladri che sono i soli responsabili verso
la società, ma la società è ugualmente questione dell'esistenza dell'inferno con un
responsabile di generare tali personaggi. principe cinese che la negava, mentre
La dottrina buddistica del karman differisce Bodhidharma si ostinava ad affermarla.
totalmente della teoria bramanica della Prolungandosi la discussione, il principe si
trasmigrazione. Il bramanesimo afferma esserci
infervorò, si adirò sentendosi contraddire,
trasmigrazione di una anima reale, un atman,
mentre il buddismo parla di una semplice senza nessun rispetto, dal suo
interlocutore; la collera si impossessò di conseguenza, chiamate adhipatiphala (frutti
lui: non potendo più contenere il suo combinati o aggregati).
Ogni uomo riceve un'anima e un corpo
furore, egli ingiuriò il Bodhidharma, che
corrispondenti alle cause in opera, le cause
vedendolo così agitato dalla rabbia, gli interiori delle azioni che sono favorite dalle
disse con calma, una volta ancora: condizioni esteriori.
«L'inferno esiste e voi ci siete». Il periodo che si estende tra la vita e la morte,
durante il quale il corpo persiste, costituisce la vita
_________________________________ dell'uomo, allo stesso modo di quello che va dalla
3
Bodhidharma, un bramino del sud dell'India, si recò formazione alla distruzione, durante il quale le
in Cina verso l'anno 500 per predicarvi il buddismo. E montagne, i fiumi, i continenti ecc. conservano la
considerato come il fondatore della setta di stessa forma. L'alternanza della nascita e della
"Meditazione", ts'an in cinese, zen in giapponese, morte, negli esseri animati, come la formazione e
sempre molto fiorente tra l'elite giapponese. L'aneddoto la distruzione delle montagne, dei fiumi e dei
qui riportato è riferito, in termini un po' differenti, anche continenti è senza fine. Come il cerchio che non ha
a proposito di molti altri maestri spirituali. fine, anche questa concatenazione non ha
né inizio né fine.
_______________________________________ Sebbene non esistano né esseri, né cose reali,
tuttavia gli effetti appaiono e spariscono là dove si
Leggiamo ancora, in un'opera incontrano le azioni e le condizioni necessarie, così
che l'eco segue il suono e tutte le cose grossolane
mahàyànista intitolata Vajraman-
o sottili, grandi o piccole, vengono e se ne vanno a
dadhàrani, in cui si presume che il ogni istante, senza nessuna forma stabile. Uomini
Buddha si intrattenga con Manjusri: e cose sono dei semplici termini che indicano il
periodo di durata durante il quale una stessa forma
Gli inferi, o Manjusrì, sono un prodotto persiste. La nostra vita presente è la riflessione di
dell'immaginazione. Le persone stupide e azioni passate. Gli uomini considerano questa
ignoranti sono deluse dall'errore e dall'illusione. riflessione come il loro reale "io". Essi immaginano
come degli oggetti che gli appartengono, i loro
Un giapponese, M. Kuroda, scrive a occhi, il loro naso, le orecchie, la lingua, il loro
corpo come i loro giardini, la loro legna, i loro
proposito del karman:
poderi, le abitazioni, i loro servitori e le loro serve,
ma in realtà, tutte queste cose non sono che dei
Non esistono né creatore né creati e gli uomini risultati prodotti all'infinito da innumerevoli azioni
non sono affatto degli esseri reali (non posseggono (Kuroda, Outlines ofMahàyàna).
l'ego permanente). Sono le azioni, le cause che, in
condizioni favorevoli, li fanno nascere. Gli uomini Al fine di evitare ogni incomprensione di
non sono niente più che la combinazione ciò che l'autore dice riguardo la durata
temporanea di cinque skandha o elementi delle cose e dell'essere umano in
costitutivi: 1) forma; 2) percezioni; 3) sensazioni;
particolare, bisogna ricordarsi che, per il
4) formazioni mentali, volizioni; 5) coscienza-
conoscenza). L'inizio della combinazione è la loro buddismo, questa durata apparente è fatta
nascita, la sua dissoluzione è la loro morte. Durante da una successione di fenomeni
la durata dello stato di combinazione, delle azioni momentanei che non appaiono che per
buone e cattive sono compiute: da questo è sparire, ognuno di essi portandosi dietro,
seminato, perfino, il seme di future gioie e di futuri
dal momento della sua scomparsa, quello
dolori e, così, si perseguono, senza fine, le
alternanze di nascite e morte. che sussegue.
Gli uomini non sono degli esseri reali che, da soli, «Qual è la durata della vita umana?»,
errano tra la nascita e la morte e non esiste nessuna chiese il Buddha a uno dei suoi discepoli.
autorità che li fa agire così, sono le loro stesse azioni «Il tempo di un respiro», rispose, e il
che producono questo risultato. È dall'azione
Buddha l'approvò: «Bene, figliolo, tu sei
combinata di esseri animati che nascono le
montagne, i fiumi, le terre ecc. Tutte queste cose
già avanti nel cammino» (Sùtra in
causate dalle azioni combinate sono, in quarantadue articoli).
Altri diranno: «La vita dura il tempo di un È così in tutti i paesi, e i fedeli di tutte le
pensiero; quando il pensiero sparisce, la religioni ricorrono, con premura, ai mezzi
vita dell'essere è terminata e ciò che gli che queste religioni hanno inventato per
sussegue è un essere differente benché esentarli dai castighi con cui li
risultante da colui che l'ha preceduto». minacciano.
E: «Ciò che chiamiamo anima, o Il buddismo popolare non ha fatto
pensiero, o conoscenza, si produce e eccezione. Incapaci di mantenersi
sparisce in un cambiamento perpetuo». all'altezza della filosofìa del Saggio a cui
Queste teorie sono già state menzionate essi si richiamano, i suoi adepti
precedentemente. conoscono, come quelli delle altre
religioni, gli atti rituali che si presumono
L'uomo deve, inevitabilmente, subire gli prevenire le conseguenze temute dei loro
effetti delle azioni che ha commesso? errori e di evitarli.
Abbiamo già visto che delle cause In un grado più elevato di comprensione,
ausiliarie possono modificare questi effetti i buddisti si sforzano di controbilanciare le
o, perfino, impedire loro di prodursi, ma conseguenze delle azioni cattive
qui si tratta di altre cose, si tratta di un opponendo loro delle azioni di natura
atto di volontà. opposta.
Colui che ha commesso un atto Per esempio, gli effetti nefasti
particolare o che ha deciso di dell'avarizia o della mancanza di
commetterne uno, può, se vuole, trovare il generosità saranno controbilanciati dalla
mezzo di fermarne o attenuarne le carità che farà distribuire quantità di
conseguenze? elemosine. Gli atti ispirati dalla malvagità,
I buddisti sono lontani dall'essere tutti dall'orgoglio, dalla collera ecc. saranno
d'accordo su questo punto. controbilanciati dagli atti di amorevolezza,
«Né in aria, né in mezzo all'oceano, né umiltà, di indulgenza, di pazienza ecc.
nelle profondità delle montagne, né in Così si rassicurano coloro che le scritture
nessuna parte del mondo esiste luogo dove buddistiche chiamano dei "bambini" o
si possa sfuggire alle conseguenze dei degli "sciocchi" (bàia). Questi ignorano
propri atti» (Dhammapada). che la dottrina buddistica considera l'atto
Questa rigidità non è gradita a tutti. materiale con un valore assai minore
Pochi uomini hanno abbastanza energia e rispetto all'atto mentale. Lungi dal
dignità per assumere sempre la piena raggiungere, con le loro buone opere, lo
responsabilità dei loro atti e per scopo che si propongono, essi
affrontarne, senza compromessi, tutte le accentueranno i lati malvagi del loro
conseguenze. carattere, se questi sono dettati dal
Una volta commesso l'atto, sotto desiderio, interamente egoista, di fuggire
l'impulso del desiderio - voglia, amore od alle sanzioni che la loro viltà gli fa temere.
odio - il suo autore, se crede ad una Affinché queste buone opere possano
giustizia retributiva, indietreggia spesso ostacolare i risultati di precedenti antiche
davanti alle sue sanzioni. Ciò che occupa azioni malvagie, bisogna che si proceda
allora il suo animo non è tanto il rimorso da un cambiamento di opinione che porti
del suo comportamento, a causa del male l'individuo a rinunciare al suo
che esso ha causato ad altri, quanto il comportamento anteriore per adottarne
seguito dei risultati penosi che esso ha un altro, completamente contrario,
potuto avere per lui. perché giudicato migliore.
Perché la "trasmutazione", di cui ho già Isolati, tra i buddisti, sono coloro che
parlato, abbia luogo, bisogna che il restano ancora ai gradi inferiori della
cambiamento di comportamento derivi da comprensione della dottrina e credono a
un cambiamento mentale e che il nuovo una retribuzione individuale delle opere e
orientamento che si dà agli atti si così cercano di tenere una sorta di libro di
mantenga in modo continuo. conti delle loro azioni preoccupandosi di
Bisogna, soprattutto, che questo accumulare i meriti e di compensare i
cambiamento non prenda il carattere di demeriti. La mia esperienza, guadagnata
una contrattazione; le buone azioni con un gran numero di anni di soggiorno
devono essere compiute per amore di nei differenti paesi buddisti, mi spinge a
esse, anche se queste non attenueranno dichiarare che questi bravi ragionieri,
gli effetti dolorosi, per il loro autore, delle questi commercianti avidi di ricevere, in
azioni malvagie che egli ha commesso questa vita o in un'altra, la remunerazione
precedentemente. esatta delle loro opere formano la
È un sentimento apparentato alla maggioranza dei fedeli. Non è, del resto,
contrizione perfetta come è definita dalla lo stesso in tutte le religioni?
Chiesa cattolica, ma i buddisti negano Comunque sia, il buddista più illuminato e
l'esistenza di un Dio supremo personale, più coinvolto dal vero spirito della dottrina
non può essere questione, per loro, di buddistica non tenta, puerilmente, di
pentirsi di averlo offeso. Il buddista, se si disfare ciò che è fatto; non si ostina a
pente, si pente di aver causato della volere che ciò che è stato non sia stato e,
sofferenza ad altri, o meglio, si pente di d'altra parte, non aspira a nessuna
essersi abbassato a commettere degli atti ricompensa personale. O, piuttosto, trova
che, dal nuovo punto di vista con cui li la sua ricompensa nella soddisfazione che
considera, gli sembrano vili e stupidi. egli prova quando ha reso felice un
Ma un vero buddista si pente? Si può essere qualunque.
rispondere: no. La comprensione «Non cerco nessuna ricompensa, neanche
approfondita della dottrina del karman e la di rinascere nei soggiorni celesti, ma cerco
percezione dell'istantaneità degli elementi il bene degli uomini, cerco di riportare
ai quali sono dovuti tutti i fenomeni - coloro che sono smarriti, di illuminare
comprese le manifestazioni della nostra coloro che vivono nelle tenebre dell'errore,
attività - gli fanno giudicare inutile questo di bandire dal mondo ogni pena e
tipo di ritorno verso il passato. sofferenza» (Fo-sho-hing-tsan-king).
L'atto, nel compierlo, fa immediatamente
nascere una serie di effetti di cui ognuno Abbiamo visto, in un capitolo precedente,
diventa causa, a sua volta, e produce una che è raccomandato al buddista di
nuova serie di effetti. Ci sono degli atti, esaminare i risultati dei propri atti il più
come la palla che sfugge dal fucile: il possibile e di rinunciare a commettere di
tiratore non può riprenderla né può nuovo quelli che giudica cattivi.
interromperne la corsa. La coscienza della Se li dichiara cattivi, deve essere perché
sua impotenza, su questo terreno, incita il ne ha distinto i risultati nefasti e non
buddista a non lanciare affatto alla perché questi atti violino un codice di
leggera, per il mondo, delle serie di cause moralità la cui redazione è attribuita a un
e di effetti che, dal momento che il suo dio, a un saggio illustre, o che derivi
atto si compie, sfuggiranno per sempre al semplicemente la sua autorità dal
suo controllo. consenso generale degli uomini. Ciò è
stato spiegato in una sezione che tratta sarebbero una modifica, una alterazione
della moralità. degli elementi che formano la parte
Non vi è dunque nessuno spazio, nel mentale della personalità. Gli adepti di
buddismo, per le contrizioni sentimentali queste teorie credono di essere capaci di
e i pentimenti drammatici. Questi sono provare, al massimo, tutte le gioie e tutti
giudicati non solo inutili, ma negativi, i dolori fisici conservando l'animo
perché procedono dall'idea falsa che la perfettamente indenne dalla loro
maggior parte degli uomini si fanno della influenza e senza spostarsi dalla
loro importanza nell'universo e posizione di spettatore interessato, a
soddisfano la loro vanità col credere che volte ironico o sprezzante, ma sempre
il Cielo e la terra si commuovano sulle distaccato.
loro minuscole malefatte.
Tra quei buddisti - specialmente in Tibet Secondo la concezione corrente in
- che hanno incorporato alle dottrine Occidente, l'assenza di intenzione e di
mahàyàniste degli elementi di origine conoscenza della portata di un atto
tantrica, si incontrano dei curiosi metodi costituisce una attenuazione della colpa del
il cui scopo è di opporsi a quelli delle peccatore. Peccare con ignoranza sembra
sanzioni automatiche, del karman, che meno grave che peccare coscientemente
potrebbero provocare una degradazione e, di conseguenza, deve comportare un
mentale e creare delle affinità, di ordine castigo minore. Il Tibet, e l'India prima,
inferiore, capaci di condurre in quello che hanno considerato le cose in modo
è simbolicamente chiamato il mondo completamente differente.
delle tenebre e del dolore. Questi metodi, Milinda chiese a Nàgasèna: «Chi è che ha un
almeno nell'applicazione più semplice, demerito più grande: colui che pecca
coscientemente o colui che pecca
non mirano che a degli atti che non
inavvertitamente?»
riguardano direttamente che i loro «Colui che pecca inavvertitamente».
autori. La lussuria, la pigrizia, «In questo caso, o Reverendo, dovremmo
l'ingordigia, l'intemperanza ecc. rientrano punire doppiamente quello della nostra famiglia o
in questa categoria e le azioni che esse della nostra Corte che avrà fatto del male senza
cattiva intenzione».
provocano sono chiamate "atti corporali".
«Che pensate voi, o re, se un uomo afferra
Colui, si dice, che a sangue freddo
intenzionalmente una massa di metallo ardente e
decide di commettere un atto corporale se un altro la prende inavvertitamente, quale dei
valutato come cattivo deve, con calma e due sarà più fortemente bruciato?»
perspicacia, premunirsi contro i risultati «Colui che non sapeva ciò che faceva».
indesiderabili - non corporali - che «E lo stesso per l'uomo che ignora ciò che fa»
(Le domande di re Milinda).
questo atto comporta. Egli ci arriverà
operando una sorta di sdoppiamento
Conviene capire, qui, il termine
della sua personalità, evitando effe te
"demerito" nella sua accezione buddistica,
sensazioni fisiche, che egli ricerca,
cioè come risultato funesto prodotto dalla
esercitino un'influenza sul suo» spirito e
legge del karman. Ecco perché l'esempio
trascinino, dalla sua parte, un'adesione,
dato dal re non si applica alla domanda.
una partecipazione che costituirebbero
Certamente, il re avrà ragione di mostrarsi
un "atto mentale" sovrapponendosi
indulgente verso colui che disobbedirà,
all'"atto corporale". È questo atto
inavvertitamente, ai suoi ordini diretti o
mentale che bisogna evitare di produrre
alla legge che ha emesso per tutti i suoi
al fine di sfuggirne le conseguenze che
sudditi, ma non si tratta di niente di problema della libertà della volontà.
simile. Vediamo ancora come un buddista, il
Colui che si dispone a toccare una barra professor Narasu, si esprime
di metallo ardente può prendere delle sull'argomento.
precauzioni capaci di attenuare o di La volizione è uno stato di coscienza risultante
neutralizzare l'effetto naturale del dalla coordinazione, più o meno complessa, di un
contatto con la carne. Egli si coprirà le certo numero di stati psichici e fisiologici che si
trovano riuniti, manifestandosi per mezzo di una
mani di uno spesso tessuto imbevuto
azione o una astensione. Il fattore principale, in
d'acqua o userà un artificio qualunque. Lo questa coordinazione, è il carattere, prodotto
sbadato, al contrario, applicherà estremamente complesso, formato
direttamente le mani sul ferro rosso e dall'ereditarietà, dalle condizioni psicologiche
sentirà un dolore crudele. prenatali e posdatali, dall'educazione e
dall'esperienza.
Così, alcune azioni cattive in principio
Solo una parte di questa attività psicologica ci è
possono essere rese meno nocive con conosciuta sotto forma di liberazione. Gli atti e i
l'utilizzo di mezzi che sono suscettibili di movimenti che seguono la liberazione risultano
attenuarne i risultati nefasti o di impedire direttamente dalle tendenze, dai sentimenti, dalle
che si producano. immagini e dalle idee che sono state coordinate
sotto forma di una scelta. La scelta non è dunque la
Ovviamente, l'uomo che guarda alle
causa, ma un effetto.
leggi morali come all'espressione della [...] Se la volontà fosse libera, sarebbe impossibile
volontà di un Dio e vede, in ogni cambiare il nostro carattere con l'educazione. Ma
infrazione a queste leggi, un'offesa l'esperienza ci insegna che il carattere dell'uomo è
personale fatta a questo Dio deve composto da diverse qualità ed è modificabile da
una certa serie di sforzi. E proprio perché la volontà
considerare una scappatoia spaventosa e
dell'uomo obbedisce a dei motivi, ed è dipendente
demoniaca l'arte di peccare abilmente da cause, egli può trasformarla-cambiando
assicurandosi il tipo di castigo che i suoi ambiente, genere di attività, e regolando, con una
atti richiedono. Ma la legge del karman riflessione giudiziosa, i motivi della sua volontà."
non deriva da nessun legislatore divino, Appoggiandosi su delle teorie analoghe a
essa è un processo automatico: servirsi di quella dell'autore che abbiamo appena
questa per opporre cause a cause, effetti citato, un casista della setta Zogtschen
a effetti non costituisce un'offesa a disse: «Questa volontà di deviare il corso
nessuno. degli effetti di opere compiute proviene da
Aggiungiamo che questa "scienza" cause e si può credere che la natura di
particolare non può affatto esentare colui queste è tale che essa costituisce già
che la pratica, dalle conseguenze dirette e un'opposizione ai risultati che si desidera
completamente personali dei suoi atti. contrastare».
Quanto alla parte dei risultati che questi Così, secondo questa opinione, la volontà
atti hanno proiettato nel karman di contrastare la legge del karman e i
generale, egli ne subirà sempre le mezzi impiegati per pervenirvi non sono
conseguenze. che le manifestazioni tangibili di forze che
Ma come sorge dunque nell'uomo la già tendevano automaticamente a
volontà di "imbrogliare" con il karman? prendere posto nel processo degli effetti
Essa non si produrrà senza cause, ed ecco peculiari dell'atto compiuto e a modificare
questa risoluzione di contrastare il l'aspetto e la portata di questi effetti.
cammino del karman è, essa stessa, un I tibetani, si sa, hanno elaborato un tipo
prodotto del karman. particolare di buddismo costituito dalle
Questa constatazione ci riporta al
dottrine mahàyàniste, viste attraverso la Il numero delle opere considerate come
loro mentalità di "gialli", con l'aggiunta di dei térma si calcola attualmente in un
un fondo di teorie e di scienze psicologiche centinaio. Oltre a quelli la cui autenticità,
e magiche, eredità di antenati sconosciuti. sebbene contestabile, è ufficialmente
È quello che gli orientalisti chiamano il riconosciuta in Tibet, ne esistono molti
"lamaismo", un mosaico stranamente altri la cui paternità non è sempre
esteso che nasconde delle profondità attribuita a Padmasambhava. Gli autori di
inesplorate. alcuni di questi si dicono essere dei lama
Tra le dottrine innestate sul buddismo, celebri, altri passano per essere stati
non citerò che quella che si riferisce composti da divinità del pantheon
direttamente al mio argomento presente. lamaista o, ancora, da dei o da eroi
Si tratta della possibilità di liberarsi appartenenti alla religione dei bònpos.
totalmente o parzialmente, dopo la morte, È così che al nord e all'est del Tibet,
di conseguenze spiacevoli delle azioni degli individui, considerati come
passate e di ottenere sia la liberazione dal chiaroveggenti, ricercano le térma
cerchio delle rinascite sia una rinascita nascoste dal grande eroe nazionale
felice, nonostante il karman. Guésar de Ling. Alcuni térma consistono
solamente in qualche riga, altri sono dei
I maestri spirituali del Tibet insegnano ai libri relativamente voluminosi. Tra i più
loro discepoli i mezzi che vi conducono. rari, quelli di cui non si parla che a bassa
D'altra parte, esistono delle opere che voce, con mistero, sono delle istruzioni
riferiscono, più o meno sommariamente, incise nelle pietre che sono state trovate o
le teorie che esistono sull'argomento. scoperte in modo "miracoloso".
Tra queste vi è il Bardo Thòstol. Tra le térma che non sono affatto
Dell'origine di questo trattato non divenute celebri, alcune presentano un
sappiamo che ciò che apprendiamo da vero interesse dal punto di vista degli
una tradizione fortemente impregnata di studi filosofici o dei metodi di impulso
elementi fantastici e, perciò stesso, psichico. Queste ultime sono spesso
sospetta. Ci è stato detto che l'autore del scritte in un linguaggio convenzionale e
Bardo Thòstol è Padmasambhava, il mago simbolico, compreso solo dagli iniziati e
che soggiornò in Tibet nell'VIII secolo e vi che, forse, costituisce l'ultima traccia di
predicò un mahàyànismo mescolato di una lingua particolare, vicina ad un
dottrine tantriche. insegnamento esoterico prebuddistico.
Padmasambhava è considerato l'autore La maggioranza delle térma non offre
di un numero notevole di opere che tuttavia che dei luoghi comuni ripetuti in
avrebbe in seguito nascosto, giudicando tutto il Tibet, o meglio ancora esse si
i tibetani dell'epoca non ancora capaci di compongono di frasi, senza un gran nesso,
capirle. Nel corso dei secoli, questi térma redatte in un sanscrito snaturato, quasi, se
(da ter, scritto gtér = tesoro) furono non completamente, inintelligibile e
scoperti da alcuni veggenti o da altri copiosamente mescolato a esclamazioni
individui che possedevano delle facoltà rituali del tipo dei mantra di una sillaba.
soprannaturali. In alcuni casi, la nascita di L'opinione prevalente in Tibet, tra il
questi era stata predetta da popolo e il basso clero, è che restano
Padmasambhava e alcuni di essi passano ancora molti térma da scoprire.
per essere stati la reincarnazione di Nell'elite dei lama regna uno scetticismo
Padmasambhava stesso. discreto riguardo l'origine dei térma.
Si citano degli esempi di lama che, avidi loro teorie. Essi si vantano anche,
di celebrità, hanno nascosto dei volentieri, di possedere delle conoscenze
manoscritti di loro composizione per in fisiologia e in psicologia, che risalgono
"scoprirli" più tardi e meritare il titolo di a un'alta antichità e superano, di molto, in
tértón (scopritore di térma) molto più estensione e in profondità, quelle dei
importante, tra le masse, di quello buddisti.
d'autore. Non passa quasi un anno che Lascio a coloro che mi hanno fatto queste
queste misteriose opere non siano estratte affermazioni le loro responsabilità, ma esse
da caverne o da altri luoghi appartati. non possono essere interamente prive di
Raccontare come io fui presente a una fondamento.
scoperta del genere sarebbe fuori luogo
I buddisti hinayànisti e mahàyànisti
nel presente libro, lo farò altrove.
danno una grande importanza all'ultimo
Il mio antico compagno di strada e di
pensiero del morente. È questo che dà,
studi, il letterato tibetano Dawasandup
secondo loro, il tono, la direzione
con il quale ho cavalcato tanto attraverso
generale alla nuova vita che egli
l'Himalaya, andando da un monastero
ricomincerà rinascendo. Gli effetti del
all'altro, ha tradotto in inglese una delle
karman non si faranno meno sentire, ma
versioni del Bardo thóstol. Questa
seguiranno il risultato di quest'ultimo
traduzione è stata edita da un erudito
pensiero e saranno modificati dagli effetti
orientalista americano, W. Y. Evans-
di questo. Presso i tibetani, l'influenza di
Wentz, che vi ha aggiunto una sapiente
quest'ultimo pensiero è riconosciuta,
introduzione e numerose note che for-
soprattutto tra la massa dei fedeli;
mano un eccellente commento.
inoltre, questi sono maggiormente
Il Bardo Thóstol e tutte le opere di questo
esortati a formulare dei pensieri di
tipo sono considerate, dai tibetani colti,
distacco dal mondo che vogliono
l'espressione esoterica di teorie esoteriche
lasciare, piuttosto che dei pensieri
che riguardano la morte, i fenomeni che
virtuosi, tranne l'augurio sincero di felicità
l'accompagnano e quelli che le succedono,
degli esseri. Quanto agli individui più
tra il momento in cui l'uomo spira e quello
illuminati, e cioè coloro che hanno
in cui rinasce. Bardo significa 'tra due', tra
ricevuto qualche insegnamento da un
la morte e la rinascita.
maestro spirituale, è specialmente
L'arte di morire abilmente - e,
raccomandato loro di superare lo
aggiungerei, vantaggiosamente - è
svenimento che si produce,
considerata, in Tibet, di grande
generalmente, al momento della morte e
importanza; buddisti e bònpos l'insegnano
di percepire, chiaramente, il fenomeno
sotto una forma o sotto un'altra, ma
del passaggio della "coscienza" fuori da
sempre sotto due aspetti: l'esoterico
questa vita.
divulgato nei libri - térma o altri - e
Delle raccomandazioni a questo riguardo
l'esoterico che è descritto oralmente; a
sono mormorate all'orecchio di tutti i
volte ai discepoli è dato il permesso di
moribondi che hanno, al loro capezzale,
annotare, per iscritto, qualche punto
sia un lama, sia un laico anche poco
dell'insegnamento che può servir loro
versato neh'"arte di morire", ma si
come promemoria. I bonpos pretendono
presume che coloro che non si sono affatto
che è da loro che Padmasambhava e gli al-
preparati da vivi sono incapaci di avere la
tri autori buddisti che hanno trattato
forza necessaria per evitare la perdita di
questo tema, hanno preso in prestito le
coscienza al momento della morte. questa attività, composta da momenti
Perché è necessario morire cosciente- separati, prende il nome di anima.
mente? Proprio per opporsi all'operazione Ebbene, ciò che entra nello stato
automatica del karman come cercano di intermedio (bardo) è, secondo i lamaisti,
fare, nel corso della vita, coloro che una delle parti che formano lo spirito: la
hanno acquisito "l'abilità nei mezzi" coscienza-conoscenza contenendo in sé la
(upàya), basata sulla conoscenza del somma delle impressioni che si sono
meccanismo del karman. Oltre agli immagazzinate nel "cosciente" e nel
eremiti contemplativi e ai lama esperti "subcosciente" dell'individuo durante la
degli insegnamenti dei maestri spirituali, sua vita passata.
pochissimi muoiono in piena coscienza. Secondo i tibetani e alcuni dei loro vicini
Secondo una credenza estesa, non solo dell'India e del Nepal, la "coscienza"
in Tibet, ma anche in Nepal e in India, tra dell'uomo comune, morto nel corso di uno
i buddisti e i seguaci di altre dottrine, svenimento, senza rendersi conto di ciò
l'uomo che muore durante uno svenimen- che gli succedeva, si trova fortemente
to, torna, non esattamente in un altro disorientata nella sua nuova condizione.
mondo, ma in un'altra condizione: quella Ignora il cambiamento che si è operato
che i tibetani chiamano "stato intermedio" nel suo stato; essa si confonde e si spa-
(bardo). venta mentre si sforza, senza riuscirvi, di
Chi è che riprende conoscenza dopo la rioccupare, in questo mondo, il posto che
morte e chi è soggetto a subire i risultati era stato suo nel corpo vivo al quale era
delle opere compiute dal defunto? attaccata. In questo stato di agitazione,
Presso i non buddisti, la risposta è gli manca il potere di dirigersi, di resistere
semplice; colui che continua la sua alla pressione del karman che la trascina.
esistenza nell'aldilà è il jiva, lo spirito, Altri stanno per venirle in aiuto.
entità immortale simile quasi a quel che Già, durante l'agonia, il lama, o il laico
noi chiamiamo "anima". competente che assisteva il morente, gli
Il loro attaccamento all'idea di una ha ben raccomandato di lasciare sfuggire
retribuzione, interamente individuale, la sua "coscienza" dalla punta del cranio,
delle opere ha condotto la maggioranza poiché ogni altra soluzione conduce a una
dei buddisti a delle concezioni che si cattiva rinascita. Ma anche qui, il
avvicinano alla credenza nella moribondo, senza un allenamento
trasmigrazione dell'anima; tuttavia, per speciale, è incapace di aiutarsi da solo e il
essi, l'anima non è un'entità semplice, è rito del "trasferimento" interviene.
un aggregato di facoltà mentali, come è In lingua tibetana, questo rito è de-
stato spiegato nel capitolo precedente. nominato phowa (pronunciare powa; da
L'anima non è considerata come pho, 'far cambiare posto', 'trasferire'). La
possedente queste facoltà e come parte essenziale del phowa consiste nella
esistente al di fuori di esse; non è dotata emissione, su un tono acutissimo/molto
del potere di percepire, di volere ecc., ma particolare, della sillaba hìk, seguita dalla
quando esistono delle percezioni, delle sillaba phat. Queste due sillabe sono
sensazioni, delle operazioni mentali considerate dei mantra, cioè delle parole
costruttive come le volizioni ecc. (in le cui vibrazioni - se sono state
termini tecnici: vere e false costruzioni) e correttamente emesse - hanno il potere di
la coscienza-conoscenza, l'insieme di produrre alcuni effetti sullo spirito e sulla
materia.
In principio, lo hik, ripetuto diverse volte, Il celebre professore dell'università di
fa gradualmente salire la "coscienza" fino Nàlanda, Naropa (x secolo), ne era, si
alla sommità del cranio e il phat lo fa dice, esperto.
zampillare. Succede che dei mistici Riguardo all'ascensione della "coscienza"
tibetani pratichino questo rito a se stessi fino alla sommità del cranio, si tratta d'una
per suicidarsi, come alcuni yogi indù si imitazione delle teorie tantriche che
asfissiano, volontariamente, praticando la riguardano l'energia vitale simbolizzata da
ritenzione del respiro nel corso del sonno kundalini, il serpente di fuoco, che dorme
ipnotico. Tuttavia, secondo la gente del vicino alle parti genitali e che gli yogi
Tibet, il ruolo del phowa non si limita svegliano e fanno salire fino al cervello,
all'estrazione della "coscienza" fuori dal attraverso diversi punti del corpo (le
corpo del morente, o del morto in cui si tchakra = strade) e lungo la colonna
attarda, ma trasferisce anche quella in un vertebrale.
luogo felice, generalmente al Paradiso Questa ascensione è considerata come
occidentale della Grande Beatitudine una realtà fìsica o come simbolica, a se-
(Noub Déwatchén, in sanscrito: conda del grado di iniziazione tantrica al
Sukhavati) di cui sognano, anche, le quale si fa riferimento.
masse buddiste della Cina e del Giappone. Tra i buddisti che ammettono l'esistenza
In realtà, l'uso del phowa per dirigere la dello stato intermedio, c'è chi scarta l'idea
"coscienza" dei morti deve inscriversi a di un trasferimento della "coscienza"
margine della scienza magica del operata dall'intervento di altre persone.
"trasferimento" o della "resurrezione". Tuttavia, la maggior parte di essi crede
Questa consiste nel separare la parte che la "coscienza" abbia la possibilità di
mentale della personalità - la sua e quella dirigersi, attraverso il bardo, verso una
altrui - e nel trasferire questa, rinascita di sua scelta. In principio, essa
temporaneamente o definitivamente, in un può dunque raggiungere l'uno o l'altro dei
corpo umano o animale, sia che questo soggiorni degli dei, o unirsi a un corpo
corpo sia stato abbandonato, al momento umano scegliendo, come i genitori, dei
della morte, dallo spirito che vi era unito, geni il cui carattere e condizione sono
sia che il mago se ne sia liberato a viva adatti ad assicurare il benessere materiale
forza. In questo ultimo caso, il mago può e morale di colui che essi generano.
trasferire lo spirito senza domicilio in un Meglio ancora, alcuni credono alla
corpo morto da poco, se si trova alla sua possibilità di pervenire, dopo la morte, a
portata, o meglio strappare di nuovo un un momento di illuminazione improvvisa
altro spirito dal suo alloggio, per della "coscienza" priva di carni, a liberarsi
proteggere il primo; può lasciare lo spirito dal girotondo delle nascite e delle morti
disincarnato, una condizione detta molto ripetute: cioè di liberarsi, definitivamente,
penosa per quest'ultimo. di tutti gli effetti del karman.
Le storie di "trasferimento" sono Queste diverse possibilità sono,
numerose in Tibet, ma riguardo ai metodi naturalmente, fondate sulla credenza nella
che permettono di praticarlo, essi non persistenza della coscienza dopo la
sono insegnati che a pochi discepoli, dopo morte. Questa "coscienza" è allora
un lungo periodo di prova e sotto il sigillo considerata come un'entità, ricettacolo
di giuramenti terribili. L'India e la Cina dove sono immagazzinati tutti gli istanti di
hanno così creduto alla possibilità del coscienza che si sono succeduti durante la
trasferimento. vita del defunto. Allo stesso tempo, si
suppone che goda della facoltà di esseri che appariranno in queste visioni è
percepire, di ragionare sulle sue considerato come l'effetto di una
percezioni e di avvertire delle impressioni. conoscenza ancora inferiore. Il segreto che
Considerata in questa maniera, la fa ottenere la suprema Liberazione nel
"coscienza" offre dunque dei punti di bardo è la conoscenza dell'irrealtà naturale
somiglianza con il "doppio", sebbene i delle scene che vi si vedono, degli esseri
tibetani la considerino come distinta da che vi si incontrano, delle gioie che vi si
esso. Essa è vicina all'animo o al jiva indù, gustano, dei mali che vi si sopportano.
con questa differenza notevole che essa Bisogna che la "coscienza" sappia che,
non è immortale, la sua esistenza finendo come abbiamo appena detto, questo
con la rinascita che è l'inizio della miraggio è un'oggettivazione dei suoi
costruzione di una nuova coscienza pensieri, che esiste in lei e in nessun altro
dipendente dagli organi di percezione, di luogo al di fuori di essa.
sensazione ecc., che gli forniranno degli
alimenti. Bisogna, pertanto, ricordarsi Questa ultima teoria è completamente
che, secondo questa teoria, le condizioni conforme alla dottrina della scuola
della rinascita, la forma fisica e la parte buddistica. Quella, a cui la concezione del
mentale del nuovo individuo sono bardo è estranea, dichiara che la
condizionati dalla coscienza precedente. liberazione dal girotondo delle "esistenze"
Privata, dopo la morte, delle percezioni consiste nel capire, in questa vita, che il
che i sensi gli trasmettevano e che samsàra con i suoi diversi mondi, i suoi
l'alimentavano, la "coscienza" disincarnata dei, i suoi demoni, i suoi paradisi, i suoi
rumina, se posso utilizzare questa inferni e tutti gli esseri che vi soffrono,
espressione, triviale ma esatta, le nozioni gioiscono, amano, odiano, lottano,
che si sono accumulate in essa quando nascono e muoiono non è che un prodotto
era vivo quell'aggregato fisico e mentale della nostra immaginazione, una vasta
(chiamato: una persona) di cui faceva mistificazione dovuta all'ignoranza, una
parte. Le visioni che contempla, che la allucinazione prodotta dalla sete
confondono, la stupiscono, la ravvisano o dell'esistenza individuale.
la terrificano non sono che la proiezione di Un'opinione abbastanza estesa tra i
immagini soggettive che illustrano le lama istruiti è che le stesse possibilità di
credenze, le passioni e, in generale, tutto liberazione post mortem si offrono a tutti,
il contenuto dello spirito del defunto. qualunque siano state le religioni o le
Discernere, in questo caos di immagini, dottrine filosofiche che essi hanno
quelle che emanano correnti di energia professato da vivi.
produttrici di condizioni felici e quelle che Un lama appartenente al monastero di
sono dovute ad alcune delle proprie Ditza, situato vicino alla frontiera cinese,
affinità che la portano verso degli ambienti che aveva avuto l'occasione di incontrare
che gli saranno graditi è un'arte che poche dei missionari cristiani e di familiarizzare
"coscienze" possiedono. Anche in questa con la loro dottrina, mi disse un giorno
occasione, il morto riceve l'aiuto di un che il giudizio, il cielo e l'inferno li
vivente che gli spiega la natura delle aspettavano nel bardo. Secondo lui, i
visioni che si presume appariranno e gli cristiani, come i lamaisti, riempirebbero lo
indica il comportamento che deve tenere "stato intermedio" di visioni in rapporto
al loro riguardo. alle loro credenze; essi vi vedrebbero Dio
Tuttavia, scegliere tra le strade e tra gli il Padre, Gesù, gli angeli, i santi e i
demoni ai quali essi avrebbero, forse, essi lo credono, ma dichiarano che questa
specialmente pensato nell'ora della loro operazione è raramente possibile perché
morte. Essi soffrirebbero o si la sua riuscita dipende dal carattere del
rallegrerebbero seguendo la natura delle defunto e dal più o meno alto grado di
loro visioni, che essi considererebbero dei conoscenza che egli ha acquisito da vivo.
fatti reali, fino al momento in cui uno Le indicazioni del lama mostrano alla
svenimento simile a quello durante il qua- "coscienza" il cammino che essa deve
le essi erano morti segnerebbe l'istante seguire per raggiungere tale paradiso, o
della loro rinascita, a seconda, in questo per procurarsi un nuovo corpo tramite
mondo o in un altro. l'interposizione di parenti virtuosi ricchi o
Interrogai un altro lama del monastero intelligenti, e sono intese dalla coscienza
di Labrang, in Amdo, e gli chiesi come solo se essa è stata predisposta dalle
sarebbe, secondo lui, la condizione, nel opere compiute dal defunto. Allo stesso
bardo di un uomo che non avesse avuto modo, anche le istruzioni che le sono
nessuna credenza, religiosa o altro, prodigate, che riguardano il miraggio, da
riguardo l'ai di là della morte e fosse lei generato, che la stupefanno, possono
convinto che quello equivaleva a un essere comprese da lei solo quando,
nulla. anteriormente alla morte, si è già fami-
Naturalmente il lama non pensava che liarizzata con queste concezioni. In fin dei
questa mancanza di fede costituisse un conti, la legge delle azioni compiute
crimine punibile in un altro mondo, ma continua a regnare.
dubitava che esistessero delle persone Ci dicono ancora, i lamaisti, che gli
che non avevano mai concepito nessuna uomini che, da lunga data, si sono allenati
idea riguardante ciò che viene dopo la a osservare e ad analizzare i fenomeni che
morte. Come io ribadivo che erano esistiti si producono in essi e hanno, in questo
dei materialisti in India (i tcharvaka) e modo, acquisito l'abitudine di restare
che il numero di quelli era considerevole perfettamente coscienti, pervengono a
in Occidente, mi chiese: lottare vittoriosamente contro lo
Perfino quando erano bambini, questi svenimento che tende a prodursi al
uomini non hanno mai sentito niente momento della morte e a evitarlo. Essi
riguardo all'aldilà della morte?». Dovetti entrano, così, in piena conoscenza nello
convenire che la maggior parte dei "stato intermedio", e la fantasmagoria che
materialisti aveva ricevuto qualche istru- comporta non si produce in essi.
zione al riguardo. «Allora», concluse il In larga misura, questi esperti nell'"arte
lama, «le descrizioni di un altro mondo di morire" hanno il potere di proiettare la
che essi hanno inteso, alle quali hanno loro coscienza in qualsiasi mondo e di
creduto e che poi hanno scartato, rinascere in qualsiasi condizione a loro
trovandole assurde, possono ripresentarsi scelta. Ma questo potere, essi lo
a questi e popolare il loro bardo di visioni possedevano già allo stato latente, prima
che le riproducono». di spirare; era il frutto del loro
allenamento psichico, dunque un risultato
Che cosa consegue da queste diverse delle loro opere (karman). Inoltre, quali
teorie? I lamaisti credono veramente che che siano il mondo e la condizione nei
si possa impedire l'azione del karman quali rinascono, essi non saranno affatto
durante il tempo che si svolge tra la morte al riparo dei danni degli effetti delle loro
e la rinascita? Esotericamente, almeno, azioni; questi si produrranno sotto una
forma in rapporto con questo mondo e
queste condizioni. La legge del karman
non ci regola dall'esterno; è in sé che
ognuno porta le cause degli effetti che
subisce.

Nessun insegnamento in extremis o post


mortem è dato all'iniziato lamaista, egli
non ha bisogno di consigli; nessun rito è
celebrato per suo beneficio, non ha
bisogno di aiuto; e quando le sue spoglie
sono portate al cimitero, nessun lama
tiene in mano l'estremità della sciarpa che
è attaccata a lui: egli non ha bisogno di
essere guidato. Come mi diceva un
eremita dell'Himalaya: «Egli conosce il
cammino».
Sebbene le teorie che riguardano il bardo
ci abbiano portato in pieno buddismo
eterodosso e perfino si può dire,
completamente fuori dal buddismo,
quest'ultimo quadro dell'uomo che
"conosce la sua via" ricorda l'esortazione
indirizzata dal Buddha ai suoi discepoli:
«Siate sempre vostra luce e vostro
rifugio».
L'ultima parola del tantrismo tibetano è
anche: «Nessuno può guidarti come te
stesso».