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CASA SULLA CASCATA

Frank Lloyd Wright


Bear Run, Pennsylvania, 1935-1939

Tra il 1935 e il 1939 Wright realizza la Casa sulla Cascata a Bear Run, in
Pennsylvania, normalmente considerata uno dei massimi capolavori dell’ar-
chitettura del XX secolo. Edgar Kaufmann jr., allievo di Wright, aveva convin-
to il padre ad affidare al maestro l’incarico di costruire una residenza per le
vacanze su un terreno boscoso di proprietà della famiglia, attraversato da un
torrente che in un certo punto forma una piccola cascata. L’intenzione di Wri-
ght è quella di fondere l’edificio nell’insieme degli elementi naturali - l’acqua,
le pietre, gli alberi - come se ne facesse integralmente parte.
Da un nucleo centrale costituito da rocce emergenti, nelle quali è ricavato il
camino che domina il soggiorno, escono a sbalzo le terrazze; il sistema struttu-
rale dell’edificio è costituito dalle rocce che servono di appoggio per le travi,
da elementi in ferro, da travi e pilastri in cemento armato e da muri in pietra
locale; le diverse parti sono in reciproco equilibrio e garantiscono la stabilità
dell’insieme, nonostante gli aggetti delle terrazze siano di misura considere-
vole, tanto da avere suscitato le perplessità di alcuni ingegneri durante la co-
struzione.
«Wright concepì l’edificio come una serie di vassoi orizzontali con bordi di
irrigidimento; questi vassoi sono semplicemente distanziati, l’uno rispetto al-
l’altro, da brevi massi di pietra. Dove si incontrano pietra e cemento, è que-
st’ultimo che è continuo. Attorno al camino Wright proiettò i suoi spazi: verso
sud il soggiorno, a sbalzo sulla cascata; verso est l’ingresso; verso ovest la
cucina; verso nord una stretta striscia per le scale e il pranzo; tutto ciò organiz-
zato per mezzo di quattro pilastri bassi e massicci, che definiscono la campata
centrale del soggiorno ... Sotto il livello principale c’è un piccolo ambiente per
il riscaldamento e per il magazzino con il bagno di servizio ... Sopra, a nord, le
stanze da letto con i bagni si raggruppavano in serie sempre più strette che
vanno da est ad ovest, raccolte insieme appunto per controbilanciare l’aggetto
del soggiorno verso sud» (Edgar Kaufmann jr.).
Nella composizione dell’edificio prevale, come di consueto, la linea orizzontale,
ma l’immagine complessiva non può prescindere dalla vegetazione e dagli altri
elementi naturali, che Wright tratta alla stregua di «materiali» architettonici.
Valutando a posteriori, possiamo notare qualche analogia tra la composizione
per piani e linee orizzontali della casa sulla cascata e la scomposizione neopla-
stica; del resto, si è già visto come gli architetti del movimento olandese De
Stijl abbiano dovuto molto al lavoro svolto da Wright fino al 1910, e si può
dunque dire che a metà degli anni ’30, ad oltre un decennio di distanza dal-
l’esperienza delle avanguardie europee, Wright abbia voluto «commentare» i
risultati di quella ricerca riaffermando il primato del proprio pensiero.

(Giovanni Denti)

1
Bibliografia

Bruno Zevi, Edgar Kaufmann jr., La casa sulla cascata di F. Ll. Wright, Etas,
Milano, 1962.
Paul Rudolph, Frank Lloyd Wright: Kaufmann House Fallingwater, Bear Run,
Pennsylvania, 1936, «GA», n. 2, 1970.
Donald Hoffmann, Frank Lloyd Wright’s Fallingwater: the House and its Hi-
story, Dover Publications, New York, 1978.

Pianta del livello principale

2
Assonometria (DEAU)