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CANTIERE “PRODUZIONI” – sessione 1

INCONTRO DEL 4/11/2017

Sintesi dei principali punti emersi >> obiettivi di lavoro

questioni principali emerse

 biologico (certificato e comunque da sistema di garanzia partecipata) e dignità del lavoro come principi
guida nella scelta dei fornitori;
 Camilla sia un luogo in cui si trovino più tipologie di prodotti (per non dover andare a comprare altre
cose in giro) scelti consapevolmente
 includere fornitori e partner che hanno un certo impatto sociale (inclusione etc), sfuso e riduzione
packaging;
 introdurre un sistema per valorizzare, oltre alla filiera biologica del singolo prodotto anche un sistema
di certificazione di altri elementi di valore come l’equita,
 A Camilla vogliamo tutto ma ci arriviamo per gradi (deve essere un alternativa alla gdo): igiene persona,
igiene casa, fresco, poco imballaggio e sfuso.
 Non km zero ma km equo: prossimità di principi, relazioni e pratiche.
 Ci orientiamo su aziende con un determinato impatto sociale.

Obiettivi di lavoro

 Criteri di scelta dei fornitori >>

- scrivere un nostro disciplinare/regolamento per la scelta dei produttori, avendo biologico e sistema di
garanzia partecipata come fari
Documenti collegati:
Qui come funziona il sistema di garanzia partecipata in uso in Campi Aperti per l’accesso a nuovi produttori
e qui la Carta dei Principi per i produttori

- definire i settori produttivi da sostenere

 Assortimento dei prodotti >>

- preparare un questionario per i soci (da ora in avanti a tutti coloro che aderiscono) per capire le nostre
abitudini di consumo per spesa, quantità, varietà e qualità
Documento collegato:
Qui la lista dei prodotti confezionati attualmente acquistabili con il GAS, ogni due mesi

- raccogliere dai fornitori già noti (Campi Aperti e Gas) prodotti e prezzi

Nelle pagine seguenti i report completi dei due gruppi che hanno contribuito

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Cantiere “produzioni”_sessione_01_4.11.2017
Verbali integrali dei lavori di gruppo
** SOTTOGRUPPO 1 **
Hanno partecipato i soci: Germana Fratello, Piero Ruani, Fabio Zanotti (facilitatori), Michele Bulgarelli, Monica
Minelli, Elena Branca, Giovanna Anceschi Lara Cipelletti Grazia Capelli Angela Pretolani, Donatella Vitale,
Valentina Veronesi, Monica Camedda, Eleonora Stanzani, Isa Tosi, Claudio Farina.

Sintesi dei principali punti emersi, a partire dalla domanda proposta “cosa vogliamo trovare nell’emporio”?

Queste le esigenze espresse da tutto il gruppo, in seguito le esigenze di alcuni, non condivise pienamente da
tutti.

1. Si vuole avere un’ampia scelta di prodotti, in modo da non essere costretti ad integrare la propria spesa
anche in altri negozi o mercati.
2. Si vogliono solo prodotti biologici.
3. Si vuole un sistema di garanzia partecipata che andrà elaborato da Camilla per le proprie specifiche
esigenze.
4. In particolare nel sistema di garanzia partecipata si vuole dare rilievo anche a tutto ciò che riguarda i
diritti dei lavoratori nelle realtà produttive che forniranno l’emporio.
5. Si vuole molto prodotto sfuso, per quanto possibile.
6. Per il prodotto confezionato vogliamo comunque una riduzione all’essenziale degli imballaggi.
7. Nella scelta delle realtà produttive si vuole considerare il loro grado di responsabilità sociale, e si vuole
dare particolare spazio a chi opera nel terzo settore.

Tra le esigenze e proposte espresse da alcuni e non pienamente condivise ci sono le seguenti.

- Ampliare la gamma di prodotti anche all’abbigliamento e altro (artigianato…).


- Per quanto riguarda la scelta all’interno di una particolare categoria merceologica (più fornitori dello
stesso prodotto) sono state espresse sensibilità un po' diverse. Per alcuni basterebbe un fornitore,
anche perché questo permetterebbe di dare più sostegno a una particolare realtà produttiva, per altri
invece sarebbe importante poter scegliere e poter includere un numero maggiore di realtà produttive
anche sullo stesso prodotto. In generale in molti si sono espressi per un equilibrio, non scelta unica ma
due-tre fornitori per lo stesso prodotto.
- Per alcuni la vendita di carne e pesce nell’emporio contrasta i principi base di non sfruttamento in
quanto si limita il concetto di assenza di sfruttamento all’essere umano escludendo gli altri animali.
- Per alcuni sarebbe interessante avere più prodotti della stessa categoria merceologica differenziati in
base alla loro maggiore o minore attinenza ai principi dell’emporio, espressi con un sistema di punteggi.
Per altri un sistema del genere sarebbe da evitare per vari motivi.

Un punto che resta da discutere è “quanto siamo disposti a pagare”, in quanto sul costo di acquisto dei
prodotti freschi (da Campiaperti) e dei prodotti confezionati (dai fornitori del gas Alchemilla) bisognerà
prevedere un ricarico che consenta alla cooperativa di coprire i costi fissi di gestione, e uno degli obiettivi
dell’emporio è l’offerta di prodotti a prezzi accessibili. Su questo punto si dovrà quindi lavorare per trovare il
giusto equilibrio.

Infine per ampliare la scelta di fornitori è stato proposto di rivolgerci anche a “Altragricoltura Padova” che ha
un punto vendita molto fornito di prodotti bio e ha una lista di fornitori che potremmo visionare per poi
valutare se siamo interessati ad alcuni di essi e anche alla rete nazionale Genuino-Clandestino, che
comprende realtà produttive di tutto il territorio nazionale.

** SOTTOGRUPPO 2 **

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Hanno partecipato a questo gruppo i soci: Manuela Cappelli, Roberta Mazzetti, Tullio Maccarone (facilitatori),
BARBARA VITALI, LAURA NOVELLI, LUCIANA BANDINI, NURIA SELAMA, ALESSANDRO NANNICINI, DANIELA DEL
PAPA, MARINA ZAULI, DOMENICO ISOLA, LUISA BACCA, FRANCESCO TARANTINO, BARBARA MONTANARI,
ALESSANDRA POLI, FRANCO GHISELLI

Sintesi dei principali punti emersi, a partire dalla domanda proposta “cosa vogliamo trovare nell’emporio”?

Dopo una presentazione delle due realtà che danno origine a Camilla, i mercati di Campi Aperti e il gas
Alchemilla, ci si chiede se le linee di indirizzo fino ad ora percorse siano sufficienti. La risposta è che queste
vanno confermate, condivise e assimilate. Si stabilisce che i criteri base fino ad ora adottati nella selezione dei
prodotti e dei produttori sono le “autostrade” sulle quali scorreranno le scelte future dei soci dell’emporio.
I principi fondamentali saranno il biologico, la garanzia partecipata e il rispetto del lavoro e dell’economia delle
aziende. Dobbiamo conoscere bene le produzioni che distribuisce Camilla, perchè non basta che un prodotto
sia bio: la sua raccolta o produzione non deve alterare gli equilibri ambientali o mettere in crisi il principio della
sovranità alimentare (pensiamo al caso recente della quinoa) .

Nell’emporio vogliamo trovare tutti i prodotti, per andare incontro ai bisogni quotidiani dei soci ed evitare che
altrimenti devono cercare nei supermercati ciò che manca in Camilla. Siamo però consapevoli che occorre
GRADUALITA’ perchè le scelte dei prodotti e i rapporti con i produttori siano patrimonio di tutti.
Per i confezionati si può partire con i prodotti del gas Alchemilla. Quanto serve per l’igiene della casa e della
persone, cosmetici e prodotti di erboristeria devono essere non inquinanti sia nel contenuto che nel processo
produttivo. I soci partecipano alla ricerca di referenze mancanti in lista Alchemilla, come ad esempio assorbenti
o carta igienica. Per ogni elemento la scelta va fatta insieme, da un gruppo di lavoro dedicato.

Alcuni sollecitano la pluralità di prodotti sui banchi, altri ritengono che debbano esserci quelli essenziali: un
esempio quello dei detersivi, dove un solo prodotto può rispondere a molte esigenze. Il consumatore tende a
comperare un detersivo specifico per ogni funzione. Camilla può formare e far crescere il consumatore,
portandolo a migliorare il proprio stile di vita affinchè il suo impatto sull’ambiente sia minore e i costi degli
acquisti si riducano. Camilla aiuta il socio ad acquisire saperi. Stabiliamo che questo è un aspetto del quale
potrebbe occuparsi il gruppo di lavoro “la buona compagnia”

Tutti hanno condiviso l’importanza dello sfuso e della riduzione degli imballaggi. Il fresco è rappresentato da
prodotti di stagione la cui disponibilità viene definita da Campi Aperti attraverso una programmazione delle
semine, accordi e pianificazione a medio e lungo termine tra produttori che possono dare garanzia per il
rifornimento di fresco. Anche qui si parte gradualmente con prodotti che hanno un tempo lungo di
conservazione, eventualmente con cassette e preacquisti da parte dei soci per evitare rimanenze e sprechi e
valutare l’entità della richiesta strada facendo. Si ritiene importante privilegiare le piccole aziende e mantenere
rapporti continuativi con queste per includerle tra i fornitori dell’emporio.

Le produzioni di GC (genuino clandestino) vanno tenute in considerazione e Camilla può assumere l’impegno
di renderne possibile la distribuzione, anche facendo pressione sugli enti che legiferano in merito alla
trasformazione casalinga e in azienda sollecitando il superamento degli ostacoli normativi. Nell’elencare i
prodotti abbiamo dato importanza a quelli adatti ad essere trasformati come le farine, ma anche a quelli finiti
come pasta e pane. Sono emerse esigenze diverse che possono trovare allo stesso modo risposta nell’emporio.

Non abbiamo ritenuto il km zero una condizione indispensabile: più importante è il sostegno che si può dare
ad aziende produttrici che collaborano con Camilla, che vogliono condividere progetti o necessitano di

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supporto. Il km zero non garantisce il prodotto giusto. Mantiene valore la relazione con attività produttive
vicine, ma la distanza non preclude l’inclusione di un produttore. Preferiamo parlare di km giusto o km solidale.
Per questo vediamo bene sui banchi dell’emporio i prodotti del commercio equo, compreso il fresco come le
banane, gli agrumi calabresi o siciliani e le lavorazioni derivate dalle raccolte di pomodori di cooperative del
sud che lottano contro il lavoro nero e il caporalato e favoriscono l’inclusione. I soci possono proporre
l’inserimento di prodotti e produttori, con presentazioni, visite alle aziende e coordinandosi con i referenti che
si occupano della stessa tipologia merceologica.

Questo aiuta anche a tenere conto delle tendenze dei consumi, come in questo periodo avviene con i prodotti
privi di glutine. Se Camilla non avrà una linea gluten free potrà soddisfare le esigenze di consumo in questo
campo con numerosi alimenti naturalmente privi di glutine e poco conosciuti o utilizzati. Un accenno è stato
fatto alla necessità di definire i processi decisionali. Dati i criteri di selezione per le produzioni, occorre un
metodo democratico per fare le scelte tutti insieme.

Tutti i presenti concordano sull’importanza di raccogliere informazioni, attraverso un questionario, sui


consumi dei soci di Camilla
VARIETA’ = quali prodotti consumano
QUANTITA’ = a seconda dei prodotti quali si consumano in maggiore o minore misura
QUALITA’ = preferenze a parità di tipo di prodotto
DOVE = in quali luoghi facciamo la spesa, tutti compresi in ordine di frequentazione
PROPOSTE = sei interessato a seguire un produttore, un prodotto o una categoria di prodotti?

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