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Leonardo Sasso

LA matematica
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4
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Limiti e continuità
Calcolo differenziale e integrale
Statistica
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LA matematica a colori 4
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Indice

TEMA A Limiti e continuità


Risorse in GeoGebra Unità 1 Introduzione all’analisi
1 Che cos’è l’analisi matematica? 2
Figure animate
2 L’insieme R: richiami e complementi 6
Videolezioni base 3 Funzioni reali di variabile reale: dominio e studio del segno 10
Esercizi 34, 35, 121, 127 4 Funzioni reali di variabile reale: prime proprietà 16
Esercizi interattivi Sintesi 25
ESERCIZI 26
Prova di autoverifica 48

Risorse in GeoGebra Unità 2 Limiti di funzioni reali di variabile reale


1 Introduzione al concetto di limite 49
Videolezioni base
Esercizi 46, 57, 158, 303 2 Dalla definizione generale alle definizioni particolari 53

Esercizi interattivi 3 Teoremi di esistenza e unicità sui limiti 59


4 Le funzioni continue e l’algebra dei limiti 62
5 Forme di indecisione di funzioni algebriche 69
6 Forme di indecisione di funzioni trascendenti 72
7 Infiniti e loro confronto 77
Matematica nella storia Nascita e sviluppo del concetto di limite 79
Sintesi 80
ESERCIZI 82
Prova di autoverifica 112

Risorse in GeoGebra Unità 3 Limiti di successioni


1 Richiami sulle successioni 113
Videolezione base
Esercizio 106 2 Limiti di successioni 117

Esercizi interattivi 3 Principio di induzione 120


Sintesi 124
ESERCIZI 125
Prova di autoverifica 137

Videolezioni base Unità 4 Continuità


Esercizi 115, 227, 236
1 Funzioni continue 138
Esercizi interattivi 2 Punti singolari e loro classificazione 139

Matematica in laboratorio 3 Proprietà delle funzioni continue in un intervallo chiuso e limitato 142
4 Asintoti e grafico probabile di una funzione 143
Sintesi 151
ESERCIZI 152
Prova di autoverifica 176
Verso le competenze 177
Verso le prove INVALSI 182
Prova di competenza 186

IV
Indice

TEMA B Calcolo differenziale


Unità 5 La derivata Approfondimenti
Dimostrazioni dei teoremi 5.10,
1 Il concetto di derivata 188
5.11, 5.12
2 Derivate delle funzioni elementari 193 Applicazioni economiche
3 Algebra delle derivate 197 del concetto di derivata
4 Derivata della funzione composta 199 Risorse in GeoGebra
Colleghiamo i concetti Il calcolo delle derivate 201
5 Classificazione e studio dei punti di non derivabilità 202 Figure animate
6 Applicazioni del concetto di derivata 205
Videolezioni base
Approfondimento Il differenziale 209 Esercizi 43, 147
Matematica nella storia Nascita e sviluppo del concetto di derivata 210
Esercizi interattivi
Sintesi 211
ESERCIZI 212
Prova di autoverifica 238

Unità 6 Teoremi sulle funzioni derivabili Approfondimenti


Studio dei punti di estremo
1 I teoremi di Fermat, di Rolle e di Lagrange 239
relativo e di flesso con il metodo
2 Funzioni crescenti e decrescenti e criteri per l’analisi delle derivate successive
dei punti stazionari 246
Risorse in GeoGebra
3 Problemi di ottimizzazione 251
4 Funzioni concave e convesse, punti di flesso 254 Figure animate
5 Il teorema di de l’Hôpital 258
Videolezioni base
Sintesi 261 Esercizi 27, 54, 76, 231, 301
ESERCIZI 263
Esercizi interattivi
Prova di autoverifica 293
Matematica in laboratorio

Unità 7 Lo studio di funzione


1 Schema per lo studio del grafico di una funzione. Videolezioni base
Funzioni algebriche razionali 294 Esercizio 102

2 Funzioni irrazionali e funzioni trascendenti 300 Esercizi interattivi


Sintesi 307
ESERCIZI 308
Prova di autoverifica 326

Unità 8 Applicazioni dell’analisi Esercizi interattivi


a funzioni economiche
1 Funzione domanda e funzione offerta 327
2 Elasticità 333
3 Funzione costo, funzione ricavo
e funzione profitto 337
4 Problemi di massimo e minimo su costi,
ricavi e profitti 343
Sintesi 346
ESERCIZI 347
Prova di autoverifica 369
Verso le competenze 370
Verso le prove Invalsi 375
Prova di competenza 378
V
Indice

TEMA C Calcolo integrale


Risorse in GeoGebra Unità 9 L’integrale indefinito
1 Primitive e integrale indefinito 380
Videolezioni base
Esercizi 43, 274 2 Integrali immediati e integrazione per scomposizione 382

Esercizi interattivi 3 Integrazione di funzioni composte 385


4 Integrazione di funzioni razionali frazionarie 387
In un altro modo Funzioni razionali integrate senza scomposizione in fratti semplici 389
Approfondimento Integrazione per sostituzione e per parti 390
Sintesi 393
ESERCIZI 394
Prova di autoverifica 416

Approfondimenti Unità 10 L’integrale definito


Calcolo dei volumi 1 Dalle aree al concetto di integrale definito 417
Applicazioni economiche del Colleghiamo i concetti Il problema del calcolo dell’area 417
concetto di integrale definito
2 Le proprietà dell’integrale definito e il suo calcolo 420
Risorse in GeoGebra
3 Applicazioni geometriche degli integrali definiti 424
Figure animate 4 Altre applicazioni del concetto di integrale definito 428
5 Integrali impropri 435
Videolezione base Matematica nella storia Nascita e sviluppo del concetto di integrale 439
Esercizio 187
Sintesi 440
Esercizi interattivi ESERCIZI 441
Prova di autoverifica 463
Matematica in laboratorio
Verso le competenze 464
Verso le prove Invalsi 469
Prova di competenza 472

TEMA D Dati e previsioni


Risorse in GeoGebra Unità 11 Statistica bivariata, correlazione
e regressione
Esercizi interattivi
1 Tabelle a doppia entrata 474
2 Dipendenza e indipendenza statistica 477
3 Correlazione e regressione 481
Sintesi 490
ESERCIZI 491
Prova di autoverifica 506

Approfondimenti Unità 12 Calcolo combinatorio


1 Introduzione al calcolo combinatorio 507
Videolezioni
Esercizio 21 2 Disposizioni e permutazioni 510
3 Combinazioni 514
Esercizi interattivi Colleghiamo i concetti Formule e problemi di calcolo combinatorio 519
Sintesi 520
ESERCIZI 521
Prova di autoverifica 537
VI
Indice

Unità 13 Probabilità Approfondimenti


1 Introduzione al calcolo delle probabilità 538
2 Valutazione della probabilità secondo la definizione classica 541 Videolezioni
Esercizio 79
3 I primi teoremi sul calcolo delle probabilità 545
4 Le varie definizioni di probabilità e l’approccio assiomatico 547 Esercizi interattivi
Matematica nella storia La nascita e gli sviluppi del calcolo delle probabilità 550
Sintesi 552 Matematica in laboratorio

ESERCIZI 553
Prova di autoverifica 576

Unità 14 Distribuzioni di probabilità Approfondimenti


Esercizi in più:
1 Variabili aleatorie e distribuzioni discrete 577
applicazioni economiche
2 Distribuzione binomiale 580 delle distribuzioni di probabilità
3 Variabili aleatorie e distribuzioni continue 583
Risorse in GeoGebra
4 Distribuzioni uniforme, esponenziale e normale 586
Sintesi 594 Videolezione base
Esercizio 11
ESERCIZI 595
Prova di autoverifica 616 Esercizi interattivi
Verso le competenze 617
Matematica in laboratorio
Verso le prove Invalsi 620
Prova di competenza 622

Verso l’Università 623


Risposte alle prove proposte nel volume 627
Indice analitico 631

Altre risorse digitali presenti nell’eBook


Glossario multimediale
Simboli e Formulario
Idee e metodi della matematica: Il concetto di modello in matematica
Idee e metodi della matematica: Cardinalità degli insiemi infiniti
Contenuti digitali integrativi: set videolezioni aggiuntive (acquistabili su deagostiniscuola.it)

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– agli studenti strumenti di tutoraggio; e un apprendimento personalizzato.
– ai docenti risorse per l’aggiornamento, la verifica
e la valutazione automatica.

VII
Elenco delle videolezioni

Videolezioni base presenti nell’eBook


Argomento Testo Pagina/esercizio

Unità 1 Introduzione all’analisi


Estremo inferiore ed estremo superiore, A ¼ ð 1, 2Š [ ½2, þ1Þ p. 29 - esercizi 34, 35
massimi e minimi A ¼ ½ 2, 3Š [ f 7g [ ½5, þ 1Þ
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
Ricerca del dominio di una funzione Dominio di y ¼ x 2 þ 5x 6 þ 8 x 3 p. 33 - esercizi 121, 127
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
x 3 þ 4x

3jxj 6

Unità 2 Limiti di funzioni reali di variabile reale


Verifica di limiti: caso di limite finito per x lim ð3x þ 1Þ ¼ 2 p. 87 - esercizio 46
x! 1
che tende a un valore finito
Verifica di limiti: caso di limite infinito per x lim ln x ¼ 1 p. 88 - esercizio 57
x!0þ
che tende a un valore finito
Continuità e algebra dei limiti sin x cos x p. 92 - esercizio 158
lim
x! tan x þ cos 2x
Forme indeterminate di funzioni razionali Calcola i seguenti limiti, che si presentano nella forma p. 96 - esercizio 303
3
0 x 8
indeterminata . lim
0 x!2 ðx 2Þ3

Unità 3 Limiti di successioni


Il criterio del confronto sin n þ cos n p. 129 - esercizio 106
lim
n!þ1 n

Unità 4 Continuità
Teorema di Weierstrass 1 p. 159 - esercizio 115
f ðxÞ ¼ pffiffi [2, 4]
2 x
Grafico probabile di funzioni algebriche x3 þ 1 p. 166 - esercizio 227

þ 2x 3 x2
pffiffi
Grafico probabile di funzioni irrazionali xþ1 p. 168 - esercizio 236
y ¼ pffiffi
x 1

Unità 5 La derivata
Calcolo della funzione derivata in base alla f ðxÞ ¼ ln x p. 213 - esercizio 43
definizione
Calcolo delle derivate: derivata di un 1 x p. 219 - esercizio 147
f ðxÞ ¼ ðe þ ln xÞ
prodotto x

Unità 6 Teoremi sulle funzioni derivabili


Il teorema di Fermat f ðxÞ ¼ x 2 e 2x
p. 264 - esercizio 27
Il teorema di Rolle f ðxÞ ¼ e2x 3e x þ 2 [0, ln2] p. 265 - esercizio 54
Il teorema di Lagrange f ðxÞ ¼ ln x ½1, eŠ p. 265 - esercizio 76

VIII
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo Pagina/esercizio


Problemi di massimo e di minimo di Sia PQRS un rettangolo in cui il lato PQ misura 4 e il p. 275 - esercizio 231
geometria nel piano lato QR misura 2. Verifica che, tra i triangoli isosceli
ABC circoscritti al rettangolo la cui base AB contiene
PQ, quello di area minima ha l’altezza relativa ad AB
congruente alla metà di AB.
Studio della concavità e dei punti di flesso y ¼ ln2 x p. 282 - esercizio 301

Unità 7 Lo studio di funzione


pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
Studio di funzioni irrazionali 9 x2 p. 317 - esercizio 102

x

Unità 9 L’integrale indefinito


Calcolo di integrali immediati p. 397 - esercizio 43

2
ð
xþ ðx 2 þ 3Þ dx
x
Integrazione di funzioni razionali xþ3 p. 406 - esercizio 274
ð
frazionarie: il denominatore è di secondo dx
2x 2 x 1
grado e ha discriminante positivo

Unità 10 L’integrale definito


Esercizi sul calcolo delle aree Dopo aver tracciato il grafico della funzione p. 451 - esercizio 187
y ¼ x 4 2x 2 þ 1, calcola l’area della regione finita di
piano limitata da tale grafico e dall’asse x.

Unità 12 Calcolo combinatorio


Problemi su disposizioni e permutazioni Quanti numeri di cinque cifre, tutte pari e diverse da p. 522 - esercizio 21
zero, si possono scrivere?

Unità 13 Probabilità
Utilizzo delle regole del calcolo Considera un mazzo da 52 carte. p. 562 - esercizio 79
combinatorio a. Se si estrae a caso una carta dal mazzo, qual è la
probabilità di estrarre una carta che non sia né una
figura, né una carta di cuori?
b. Se si estraggono a caso e simultaneamente due
carte dal mazzo, qual è la probabilità che tra le due
carte estratte non ci sia né una figura né una carta di
cuori?

Unità 14 Distribuzioni di probabilità


Distribuzioni di probabilità e calcolo di Un’urna contiene 6 palline bianche ed n palline nere, p. 596 - esercizio 11
media, varianza e deviazione standard con n  1. Un gioco consiste nell’estrarre una pallina
dall’urna, osservarne il colore, quindi estrarre una
seconda pallina dall’urna, senza reimmissione della
prima. In ciascuna delle due estrazioni, il giocatore
vince 2 euro se estrae una pallina bianca, mentre ne
perde 3 se estrae una pallina nera.
Sia X la variabile aleatoria che esprime la somma
complessiva vinta o persa dal giocatore dopo le due
estrazioni.
a. Determina la distribuzione di probabilità di X.
b. Verifica che il valore medio di X è espresso dalla
formula:
6ð4 nÞ
EðXÞ ¼
nþ6
c. Determina per quali valori di n il gioco è favorevole
al giocatore.

IX
Elenco delle videolezioni

Set Videolezioni aggiuntive acquistabili separatamente


su deascuola.it (digitando il codice ISBN che trovi sul retro del volume)
Argomento Testo esercizio

Unità 1 Introduzione all’analisi


1 Dominio e segno di una funzione Determina il dominio, gli eventuali punti di intersezione con gli assi,
l’insieme di positività, le regioni del piano in cui si trova il grafico della
sffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
ðx 3 9xÞ

funzione y ¼
ðx 2 8x 9Þ

2 Funzioni reali di variabile reale: dominio e studio Quale delle seguenti funzioni è definita per ogni x 2 R?
del segno 1 pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi p
3
ffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
a. y ¼ 2 ; b. y ¼ x 2 1; c. y ¼ lnðx 2 1Þ; d. y ¼ x 2 1
x 1
Quale delle seguenti funzioni non è definita per ogni x 2 R?
a. y ¼ e sin x ; b. y ¼ sin e x ; c. y ¼ arccosðsin xÞ; d. y ¼ sinðarcsin xÞ
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
3 Ricerca del dominio di una funzione Dominio di y ¼ ln3 x 3 ln x
rffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
4 Dominio, intersezioni con gli assi e segno della x 4
funzione Determina dominio, intersezione con gli assi e segno di: y ¼
x 2
1 x

5 Estremo inferiore/superiore, massimo/minimo di
y¼ þ2
una funzione 2
6 Funzioni pari, dispari e periodiche cos x
y ¼ ex þ e x; y ¼
x
7 Funzioni inverse x 1

xþ2
8 Funzioni composte Determina l’espressione analitica di f  g e di g  f :
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
f ðxÞ ¼ x 2 þ 1 gðxÞ ¼ sin x; f ðxÞ ¼ x 1 gðxÞ ¼ log2 x
9 Esercizi riassuntivi su funzioni composte e inverse 2x 1
Date le funzioni f ðxÞ ¼ e gðxÞ ¼ sin x, determina ðf  gÞðxÞ e
xþ2
stabilisci per quali valori di x risulta ðf  gÞðxÞ  0.

Unità 2 Limiti di funzioni reali di variabile reale


10 Approccio grafico al concetto di limite jxj
Traccia il grafico della funzione f ðxÞ ¼ 2 e utilizzalo per dedurre
x
quanto valgono i seguenti limiti:
lim f ðxÞ lim f ðxÞ
x!0 x!0þ

11 Limite infinito di f ðxÞ per x che tende all’infinito Verifica il seguente limite applicando opportunamente la definizione:
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
lim ð1 þ x 2 Þ ¼ þ1
x! 1

12 Limite infinito di f ðxÞ per x che tende all’infinito Verifica il seguente limite applicando opportunamente la definizione:
p5
ffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
lim 2 3x 3 ¼ 1
x!1

13 Forme indeterminate di funzioni razionali þ1


Calcola i seguenti limiti, che si presentano nella forma indeterminata :
þ1
ð2x þ 1Þ2
lim
x!þ1 ð4x 1Þ2
14 Teoremi generali sui limiti Verifica il seguente limite applicando i teoremi del confronto e i limiti
noti:
sin x
lim ¼0
x!1 x
15 Teoremi generali sui limiti Verifica il seguente limite applicando i teoremi del confronto e i limiti
noti:
lim ½xð3 þ sin xފ ¼ þ1
x!þ1

X
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo esercizio


16 Problemi che conducono al calcolo del limite di Considera la parabola con asse parallelo all’asse y, passante per
una funzione algebrica Að 1, 0Þ, Bð1, 0Þ e Cð2, 6Þ. a. Scrivi l’equazione della parabola.


b. Considera un punto P di ascissa x sull’arco AC di parabola e calcola il
limite del rapporto tra l’area del triangolo APB e l’area del triangolo APC,
al tendere di P ad A.
 
17 Esercizi riassuntivi sul calcolo di limiti di funzioni sin 3x xþ2
trascendenti Calcola il seguente limite: lim
x!0 x
18 Problemi che portano al calcolo del limite di una Data una semicirconferenza di diametro AB, centro O e raggio r , sia t
funzione trascendente la semiretta tangente alla semicirconferenza in A, che giace, rispetto alla
retta AB, dalla stessa parte della semicirconferenza. Considera un punto
C sulla semiretta t e poni ACbO ¼ x. Indica con D il punto di intersezione
del segmento OC con la semicirconferenza e con E la proiezione di D
CD
su AB. Calcola il limite cui tende il rapporto quando il punto C tende
DE
ad A.
19 Esercizi di riepilogo e2x 2ex 1
Calcola il seguente limite: lim
x!þ1 3 þ e2xþ1

Unità 3 Limiti di successioni


20 Progressioni aritmetiche e geometriche 1 ð2n 1Þ
an ¼ 3n þ 1; an ¼ 3
5
21 Definizione di limite di una successione e teoremi lim ðn2 1Þ
generali n!þ1

Unità 4 Continuità

22 Esercizi sulla continuità con i parametri ax þ 4 x2
f ðxÞ ¼
ax 2 4 x>2


23 Teorema degli zeri 1
f ðxÞ ¼ x þ log2 x ,1
2
24 La ricerca degli asintoti 1 1
f ðxÞ ¼ pffiffiffi [1, 2]; f ðxÞ ¼ pffiffiffi [2, 4]
2 x 2 x
25 Continuità della funzione inversa e della funzione Calcola il seguente limite: lim cos ex
x! 1
composta
26 Limiti delle funzioni razionali fratte per x ! þ1 arctan ex
Calcola il seguente limite: lim
x!þ1 1 þ e x
   pffiffiffi p ffiffiffi 
0 xþ 3x
27 Limiti delle funzioni irrazionali Calcola il seguente limite: limþ
0 x!0 x
28 Limiti delle funzioni irrazionali ðþ1 1Þ pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
Calcola il seguente limite: lim x2 þ 1 x2 4
x!1

1 ðx 2Þ
29 Limiti delle funzioni irrazionali Calcola il seguente limite: lim pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
1 x!þ1 xþ3
30 Grafico probabile di funzioni trascendenti ex
esponenziali e logaritmiche Traccia il grafico della seguente funzione: y ¼
ex 1
 x
31 Limiti notevoli delle funzioni esponenziali e x 3
logaritmiche Calcola il seguente limite: lim
x!1 xþ4

32 Altre forme di indecisione esponenziale   1
1 ln 3x
Calcola il seguente limite: lim
x!þ1 2x

33 Esercizi con parametri ax 2 þ 1


Considera la funzione f ðxÞ ¼ . Determina a, b, c in modo
x 2 þ bx þ c
che ammetta come asintoto orizzontale la retta y ¼ 2 e come unico
asintoto verticale la retta x ¼ 2.

XI
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo esercizio


34 Limiti notevoli delle funzioni goniometriche ð1 cos xÞ
Calcola il seguente limite: lim
x!0 x
35 Esercizi di riepilogo sul calcolo dei limiti 1 ðcos xÞ3
Calcola il seguente limite: lim
x!0 ðx sin x cos xÞ
36 Problemi di geometria analitica È data la parabola di equazione y ¼ x 2 e il punto P su di essa in modo
che sia xP > 0. Detta H la proiezione ortogonale di P sull’asse delle
PO
ascisse e O l’origine degli assi, calcola il limite del rapporto quando il
PH
PO
punto P tende a O spostandosi sulla parabola, calcola cioè lim .
P!Q PH

Unità 5 La derivata
37 Calcolo della derivata in un punto in base alla f ðxÞ ¼ x 3 x0 ¼ 1
definizione
38 Applicazioni delle derivate Determina l’equazione della retta tangente al grafico della funzione

y ¼ cos x nel suo punto di ascissa x ¼
3
39 Esercizi riassuntivi sull’algebra delle derivate 2 pffiffiffi 4 pffiffiffi
f ðxÞ ¼ x x ln x x x; f ðxÞ ¼ e x ðx 2 þ 2x þ 1Þ
3 9
40 Esercizi riassuntivi sul calcolo delle derivate Determina per quali valori di k la derivata della funzione
f ðxÞ ¼ ke kx e 3kx nel punto x ¼ 0 risulta positiva.
41 Applicazioni geometriche del concetto di Determina i punti appartenenti al grafico della funzione
derivata y ¼ x 3 3x 2 þ 2x 1 in cui la retta tangente è parallela alla retta di
equazione 11x y 2 ¼ 0
42 Applicazioni geometriche del concetto di Determina l’equazione della retta tangente sia a y ¼ ln x sia a y ¼ ln x 2
derivata
43 Esercizi riassuntivi sull’applicazione geometrica Individua il punto in cui la retta tangente al grafico della funzione
delle derivate
 
4x
y ¼ ln 2 è perpendicolare alla retta di equazione y ¼ 3x þ 2
x þ2
44 Esercizi riassuntivi sull’applicazione geometrica Determina l’equazione della retta parallela alla bisettrice del primo e
delle derivate terzo quadrante, tangente al grafico della funzione y ¼ 2 ln x þ 1
45 Applicazione del concetto di derivata alle scienze La legge del moto di un corpo che si muove su una traiettoria rettilinea è
s ¼ t 3 6t 2 þ 12t 4, dove t è misurato in secondi ed s in metri.
a. Trova la velocità e l’accelerazione all’istante t.
b. In quali istanti la velocità è di 3 m/s?
c. In quale istante l’accelerazione è nulla?
46 Esercizi di riepilogo Considera la funzione f ðxÞ ¼ ax 3 þ bx 2 þ cx þ d.
a. Determina i coefficienti a, b, c e d in modo che sia: f ð0Þ ¼ 0, f ð1Þ ¼ 1,
f 0 ð0Þ ¼ 2, f 00 ð1Þ ¼ 6.
b. Scrivi le equazioni delle rette tangenti al grafico della funzione
passanti per Pð1, 2Þ e indica con A e B i punti di contatto delle tangenti
con la curva di equazione y ¼ f ðxÞ.
c. Determina l’area del triangolo APB.
d. Scrivi l’equazione della circonferenza tangente al grafico di f nel suo
punto di ascissa 1 e passante per l’origine.
47 Esercizi per il recupero: derivata di un quoziente ð1 2 cos xÞ
Calcola la derivata della seguente funzione: y ¼
sin x
48 Esercizi in preparazione all’esame di stato Si trovi l’equazione della retta tangente alla curva di equazioni
parametriche x ¼ et þ 2 e y ¼ e t þ 3 nel suo punto di coordinate ð3, 4Þ

Unità 6 Teoremi sulle funzioni derivabili


49 Applicazioni dei teoremi di Rolle e di Lagrange Supponi che f sia una funzione derivabile in R, tale che f ð0Þ ¼ 5 e
f 0 ðxÞ  4 per ogni x 2 R. Applicando il teorema di Lagrange
nell’intervallo [0, 6], dimostra che f ð6Þ  29. Dimostra quindi che, più
in generale, risulta f ðxÞ  5 þ 4x per ogni x 2 R

XII
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo esercizio


50 Calcolo di monotonia, massimi e minimi x2 4

ðx þ 1Þ2
x2
51 Calcolo di monotonia, massimi e minimi y ¼ e xþ2
52 Esercizi con parametri su massimi, minimi, x 2 þ ax þ b
funzioni crescenti e decrescenti Considera la funzione y ¼ . Determina a e b in modo che
x
presenti un punto di estremo relativo per x ¼ 2 e che il suo asintoto
obliquo passi per il punto di coordinate (3, 8).
53 Problemi di massimo e di minimo di geometria Data la parabola di equazione y ¼ 4x x 2 , considera il segmento
analitica parabolico limitato dalla parabola e dall’asse x. Fra i rettangoli inscritti
nel segmento parabolico, con un lato sull’asse x, determina: a. quello di
perimetro massimo; b. quello di area massima.
54 Problemi di massimo e di minimo di geometria Data la parabola di equazione y ¼ x 2 2x, determina il punto P della
analitica parabola la cui distanza dal punto Q(2, 1) è minima.
55 Problemi di massimo e di minimo di geometria Sia P un punto appartenente alla parabola di equazione y ¼ 4 x 2 . Da P
analitica traccia la retta tangente alla parabola e indica con A e B i suoi punti
d’intersezione con gli assi cartesiani. Determina P in modo che l’area del
triangolo AOB, essendo O l’origine degli assi, sia minima.
pffiffiffi
56 Problemi di massimo e di minimo di Sia ABC il triangolo tale che AB ¼ 2 7, BC ¼ 6, AC ¼ 2. a. Determina
trigonometria l’ampiezza dell’angolo ACB. b. Determina il punto P sul lato BC tale che il
rapporto AP=PC sia minimo.
57 Esercizi con parametri su punti di flesso, funzioni Determina i valori di a e b in modo che la funzione y ¼ a þ bx 2 þ e x
concave e convesse abbia un punto di flesso di ascissa x ¼ 0 e la tangente nel punto di flesso
intersechi l’asse y nel punto di coordinate (0, 4).
pffiffiffi 
58 Teorema di De L’Hôpital 1 x
lim
x!1 ln x

Unità 7 Lo studio di funzione


59 Applicazioni ai problemi geometrici Considera un quadrato ABCD di lato unitario. Sul prolungamento della
semiretta AC, dalla parte di C, considera un punto P la cui distanza dalla
2 2
PB þ PD
retta CD è x. Determina l’equazione della funzione y ¼ 2
e
PC
tracciane il grafico indipendentemente dalle limitazioni geometriche,
mettendo in evidenza il tratto relativo al problema.
60 Studio di funzioni goniometriche 1 2
y¼ sin x cos x
2
61 Applicazioni ai problemi Considera le due funzioni f ðxÞ ¼ e2x e gðxÞ ¼ 2e x 1.
Tracciane il grafico e determina le coordinate del loro punto di
intersezione A.
Verifica che le due funzioni f e g sono tangenti in A (cioè hanno in A la
stessa retta tangente).
Siano P e Q i due punti, appartenenti rispettivamente al grafico di f e al
grafico di g, di ascissa x. Esprimi y ¼ PQ in funzione di x e traccia il
grafico della funzione ottenuta.
62 Problemi di massimo e di minimo sui quadrilateri Di tutti i rettangoli inscritti in un medesimo cerchio di raggio R, qual è
quello di perimetro massimo? E quello di area massima?
63 Funzioni razionali fratte x 1

x2 2x þ 2

Unità 9 L’integrale indefinito


64 Calcolo di integrali immediati di funzioni sin 2x
ð ð ð
3

composte ð1 þ cos xÞðx þ sin xÞ2 dx; 21þx x 2 dx; dx


sin2 x þ 1
65 Calcolo di integrali immediati di funzioni sin 2x
ð ð ð
3

composte ð1 þ cos xÞðx þ sin xÞ2 dx; 21þx x 2 dx; dx


sin2 x þ 1

XIII
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo esercizio


ð pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
66 Calcolo di integrali per sostituzione 4
x x 1 dx

67 Integrazione per parti


ð
x ln x dx

68 Integrazione per parti


ð
x cos x dx

69 Integrazione di funzioni razionali frazionarie: ðx 3 4x 2 þ 4x 1Þ


ð
il numeratore ha grado maggiore del dx
ðx 2 4x þ 4Þ
denominatore
70 Integrazione di funzioni razionali frazionarie: 1
ð
il denominatore è di secondo grado e ha dx
ðx 2 þ 8x þ 16Þ
discriminante nullo
71 Integrazione di funzioni razionali frazionarie: ðx þ 1Þ
ð
il denominatore è di secondo grado e ha dx
ðx 2 2x þ 3Þ
discriminante negativo
72 Integrazione di funzioni razionali frazionarie: ðx þ 1Þ
ð
il denominatore non è di secondo grado dx
ðx 3 3x 2 þ 2xÞ
73 Integrali di funzioni goniometriche e irrazionali

1
ð
riconducibili con particolari sostituzioni a dx
sin x
integrali di funzioni razionali

Unità 10 L’integrale definito


ð5
74 Calcolo di integrali definiti per sostituzione x
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi dx
0 ðx þ 4Þ
75 Esercizi sul calcolo del volume Considera la regione finita di piano limitata dal grafico della funzione
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
y ¼ ð4 xÞ e dagli assi cartesiani. Determina il volume del solido
generato da tale regione in una rotazione completa intorno all’asse
delle x.
76 Esercizi per il recupero Trova l’area della regione di piano limitata dall’asse delle x e dell’arco
di parabola y ¼ x 2 þ x þ 2 che sta al di sopra dell’asse delle x.

Unità 12 Calcolo combinatorio


77 Permutazioni semplici Tra tutti i numeri di 10 cifre tutte diverse tra loro, quanti sono i multipli
di 10?
78 Disposizioni Quindici squadre di calcio devono disputare fra loro tutte le possibili
partite. Quante partite si faranno se per ogni coppia di squadre si deve
fare una partita per ogni campo?
79 Disposizioni con ripetizione Per aprire una cassaforte bisogna comporre una parola d’ordine di 5
lettere (anche senza significato) scelte fra le 21 dell’alfabeto. Quante
diverse parole d’ordine possono essere composte?
80 Combinazioni Quanti ambi, terne e quaterne possiamo formare con i 90 numeri del
gioco del lotto?
81 Combinazioni con ripetizione In quanti modi possiamo piantare 12 gerani dello stesso tipo e dello
stesso colore in 4 fioriere?

Unità 13 Probabilità
82 Utilizzo delle regole del calcolo combinatorio Sette amici, quattro ragazzi e tre ragazze, si recano al cinema
e si siedono a caso, tutti vicini, sulle poltrone di una stessa fila.
Calcola la probabilità:
a. che i ragazzi siano tutti vicini tra loro;
b. che le ragazze siano tutte vicine tra loro;
c. che i ragazzi siano tutti vicini tra loro e le ragazze tutte vicine tra loro.

XIV
Elenco delle videolezioni

Argomento Testo esercizio


83 Probabilità totale - Probabilità contraria Un’urna contiene 30 palline numerate da 1 a 30; ne viene estratta una.
Considera l’evento ‘‘il numero estratto è pari o multiplo di 5’’. Qual è
l’evento contrario? Qual è la probabilità di entrambi?
84 Probabilità condizionata Si lanciano due dadi. Calcola la probabilità che su almeno una faccia sia
uscito 3, sapendo che la somma dei punti delle due facce uscite è 7.
85 Probabilità condizionata Calcola la probabilità che, lanciando due monete, si abbiano due teste,
sapendo che almeno una è testa.
86 Dipendenza stocastica e probabilità composta Da un mazzo da 40 carte se ne estraggono contemporaneamente
quattro. Calcola la probabilità che tre carte siano di quadri.

Unità 14 Distribuzioni di probabilità


87 Distribuzione binomiale: problemi Un’urna contiene 9 palline, di cui 6 bianche e 3 rosse. Si eseguono
successivamente quattro estrazioni dall’urna, con reimmissione. Sia X la
variabile aleatoria che conta il numero di palline bianche estratte
complessivamente nelle quattro estrazioni. a. Individua la distribuzione
di probabilità di X, precisandone i parametri. b. Calcola la probabilità di
estrarre esattamente 2 palline bianche. c. Calcola la probabilità di
estrarre esattamente 3 palline bianche.
88 Distribuzione di Poisson: problemi In un filo di rame sottile è presente in media un’impurità ogni 3 cm.
Calcola la probabilità che in 15 cm di filo: a. non siano presenti impurità.
b. sia presente esattamente una impurità. c. siano presenti almeno due
impurità.
89 Distribuzione esponenziale La durata della vita, espressa in anni, dei camion di una società di
autotrasporti si può modellare con una variabile aleatoria esponenziale di
parametro lambda. La durata di vita media di un camion è 12 anni. [...]
90 Distribuzione binomiale Si lanciano due dadi contemporaneamente per 15 volte. Studia la
variabile casuale ‘‘numero di volte in cui la somma delle due facce
dà 12’’. [...]
91 Distribuzione binomiale I transistor prodotti da una certa fabbrica sono difettosi con probabilità
1
. Un negoziante ne ordina 300. Qual è il numero medio di transistor
15
difettosi che può aspettarsi e qual è lo scarto quadratico medio?

XV
Prima di cominciare...

Qualche consiglio
per «studiare matematica» e per utilizzare questo libro
Questo testo ha diversi scopi:
 continuare lo sviluppo delle competenze matematiche che hai acquisito nei corsi precedenti;
 farti scoprire alcune applicazioni della matematica nel mondo in cui viviamo;
 contribuire a farti acquisire quegli strumenti scientifici sempre più essenziali per partecipare alla vita sociale con con-
sapevolezza e capacità critica.

Per raggiungere questi scopi, ti diamo qualche consiglio su come studiare matematica.
Lo studio della matematica, come hai già avuto modo di constatare, richiede impegno e partecipazione.
1 Non puoi imparare molto limitandoti ad assistere alle lezioni: devi partecipare, porti domande e confron-
tarti, anche da solo, con problemi ed esercizi.
È importante che studi matematica con regolarità: potrai cosı̀ assimilare più agevolmente i concetti e il tuo inse-
2 gnante potrà più facilmente aiutarti a superare le difficoltà.
Dovresti leggere le lezioni di questo libro e cercare di capire ciò che hai letto. A questo proposito ti diamo
3 alcuni suggerimenti:
 leggi lentamente, prestando attenzione a ogni parola e ai simboli;
 rileggi le parti che non ti risultano chiare;
 prova a rifare da solo gli esempi che compaiono svolti nel testo.
Risolvi gli esercizi che trovi al termine di ciascuna Unità, suddivisi in
4 paragrafi, con l’aiuto degli esercizi svolti e guidati.
Alla fine di ogni tema trovi una serie di esercizi sulle competenze
5 da acquisire sugli argomenti trattati nel tema stesso; cerca di risolve-
re anche gli esercizi di verso le prove INVALSI, strutturate secondo
la nuova tipologia di test d’esame.
Sfrutta i materiali multimediali relativi al libro disponibili nell’ebook:
6 potrai trovare figure dinamiche in GeoGebra per visualizzare meglio i
concetti fondamentali presentati nella teoria, animazioni di figure del
testo (figure animate), esercizi interattivi autocorrettivi, file di supporto alle
attività della rubrica Matematica in laboratorio (anch’essa nell’ebook), vi-
deolezioni sulla risoluzione degli esercizi, un glossario multimediale in
italiano e in inglese, ulteriori complementi e approfondimenti.
Quando risolvi un problema, non limitarti a scrivere la tua solu-
7 zione: sforzati di illustrare ciò che stai facendo e di giustificare i vari
passaggi, con spiegazioni sintetiche ma esaurienti.
Se non riesci a rispondere a una domanda o a risolvere un esercizio immediatamente, non preoccuparti! Rileggi la
8 lezione e gli esempi. Se puoi, abbandona momentaneamente la questione e affrontala in un secondo tempo.
Quando qualcosa non ti è chiaro, poni domande e parlane con altri.
Cerca di studiare con spirito critico: la matematica non è solo calcolo, ma soprattutto una forma di pensiero.
9 Nell’epoca di innovazioni tecnologiche in cui viviamo, questo secondo aspetto è sempre più essenziale: i
calcoli si possono spesso demandare alle macchine, mentre è essenziale saper ragionare in modo corretto,
risolvere e porsi problemi, unire fantasia e razionalità.

A tutti auguro buon lavoro

L’Autore

XVI
TEMA A LIMITI E CONTINUITÀ
In questo primo Tema iniziamo
lo studio di una nuova parte del-
la matematica: il calcolo infinite-
simale, o analisi matematica.
Essa ha delle caratteristiche che
la differenziano in modo sostan-
ziale dalla matematica che hai
studiato finora: possiamo dire
che è «meno statica» e «più di-
namica». Infatti, mentre negli
anni scorsi ci siamo occupati di
problemi «statici» (quali per
esempio contare, misurare, stu-
diare proprietà di figure geome-
triche), ora, con lo studio del
calcolo infinitesimale, introdurre-
mo gli strumenti adatti ad affron-
tare problemi legati al movimen-
to e al cambiamento.
Problemi di questo tipo si incon-
trano in tutte le scienze, per cui
sono vasti e numerosi i campi in
cui il calcolo infinitesimale ha Unità 1 Unità 3
trovato applicazioni: lo studio Introduzione all’analisi Limiti di successioni
del moto dei pianeti, della dina-
mica dei fluidi, dell’espansione Unità 2 Unità 4
dei gas, del diffondersi di epide- Limiti di funzioni reali di variabile Continuità
reale
mie, della fluttuazione dei mer-
cati e cosı̀ via.
Alla base di tutti gli argomenti di
cui si occupa l’analisi c’è un
concetto cardine, quello di limi-
te, che sarà l’oggetto principale
PREREQUISITI COMPETENZE
delle prossime Unità.
Gli insiemi numerici Utilizzare i primi strumenti
dell’analisi per affrontare
Equazioni e disequazioni
situazioni problematiche,
elaborando opportune soluzioni
Introduzione all’analisi
Tema A
1
1. Che cos’è l’analisi matematica?
Questo volume è dedicato inizialmente allo studio dell’analisi matematica (detta an-
STRUMENTI DIGITALI che calcolo infinitesimale). Cerchiamo di capire di che cosa si tratta, partendo dai
RISORSE problemi che storicamente hanno portato alla nascita di questo importantissimo ra-
IN GEOGEBRA mo della matematica.

FIGURE ANIMATE
I problemi matematici del XVII secolo
L’analisi matematica nasce nel XVII secolo in concomitanza con lo studio di proble-
VIDEOLEZIONI
mi scientifici di grande rilevanza, che fecero sorgere la necessità di introdurre nuove
tecniche nell’ambito del calcolo. I problemi che più stimolarono le ricerche furono so-
ESERCIZI INTERATTIVI
stanzialmente di tre tipi:
GLOSSARIO  la ricerca di soluzioni ottimali;
MULTIMEDIALE  la ricerca della retta tangente a una curva;
 il calcolo di aree di superfici a contorni curvilinei.
Molti di questi problemi erano già noti ai grandi matematici Greci, in formulazioni
diverse ma sostanzialmente equivalenti; essi però non riuscirono a superarli, sia per
un certo timore ad avvicinarsi al concetto di «infinito» (di cui avevano svelato alcuni
paradossi), sia perché non disponevano ancora dei simboli e delle scritture adeguate,
fornite dal linguaggio dell’algebra.

Di seguito vediamo più in dettaglio quali furono i più importanti problemi di ciascu-
no dei tre gruppi elencati che i matematici del Seicento si trovarono ad affrontare, e
le geniali intuizioni che essi ebbero per cercare di risolverli.

Il problema della ricerca di soluzioni ottimali


Durante il nostro corso di Matematica abbiamo incontrato varie volte problemi di
ottimizzazione, cioè problemi in cui si chiede di trovare il valore di una grandezza
che rende minima o massima una certa quantità. Per esempio, abbiamo risolto alcuni
problemi di questo tipo in geometria analitica studiando la parabola e, successiva-
mente, in trigonometria.
Ai matematici del XVII secolo si erano presentati vari problemi di ottimizzazione. Per
esempio, un problema classico che li aveva a lungo interessati consisteva nel trovare
l’angolo di lancio di una palla di cannone, rispetto al suolo, in corrispondenza del
quale si ottiene la gittata massima. Galileo (1564-1642) riuscı̀ a risolvere il proble-
ma, dimostrando che la gittata massima (nel vuoto) si ottiene in corrispondenza di
un angolo di lancio di 45 (fig. 1.1).

Figura 1.1 Ottimizzazione


della gittata balistica 45° gittata massima
in funzione
dell’angolo di lancio.
2
Unità 1 Introduzione all’analisi

Altri problemi di ottimizzazione nascevano dallo studio dell’ottica. Già nel 1626 Wil-
lebrord Snell (1580-1626) scoprı̀ la famosa legge di rifrazione:

sin ı̂ v1
¼
sin r̂ v2

nella quale ı̂ è l’angolo che un raggio luminoso incidente sulla superficie di separazio-
ne fra due mezzi forma con la retta perpendicolare a tale superficie, r̂ è l’angolo di ri-
frazione con cui il raggio prosegue nel secondo mezzo e v1 e v2 sono rispettivamente
le velocità di propagazione della luce nei due mezzi.
La legge scoperta da Snell era però stata dedotta solo sperimentalmente, senza essere in-
serita in un contesto teorico più generale. Il primo a cercare di trovarne una giustifica-
zione fu Cartesio (1596-1650), ma la sua spiegazione, espressa in un linguaggio piut-
tosto oscuro, fece sorgere varie perplessità. Successivamente Pierre de Fermat (1601-
1665) mise in luce le lacune nelle argomentazioni di Cartesio e riuscı̀ a derivare la leg-
ge di rifrazione dal proprio principio di minimo cammino ottico: «in un mezzo non
omogeneo, un raggio luminoso che passa da un punto a un altro segue un cammino
per cui il tempo impiegato è minimo rispetto a tutti i cammini che congiungono i
due punti» (fig. 1.2).
Per dimostrare la sua legge del cammino minimo Fermat si trovò dunque di fronte a
un problema di ottimizzazione. Per risolvere questo problema, e altri analoghi, Fer-
mat ideò nuovi metodi di calcolo, su cui ora non possiamo soffermarci, ma che ef-
fettivamente precorrono alcune idee fondamentali dell’analisi matematica.

raggio riflesso
P
retta tangente
mezzo 1 retta normale
ˆi
raggio rifratto
O v1
v2 raggio incidente
lente
r̂ mezzo 2

Figura 1.2 Il segmento PQ ha lunghezza minore Figura 1.3 Un raggio luminoso che incide su una lente
della poligonale POQ ma la luce impiega più tempo viene in parte riflesso e in parte rifratto. Gli angoli
a percorrere il segmento che la poligonale. di incidenza e di rifrazione sono quelli che esso forma
con la normale alla superficie curva.

Il problema della ricerca della retta tangente


Il problema di determinare la retta tangente a una curva in un punto dato si era pre-
sentato ai matematici del Seicento in svariati ambiti. Anzitutto in ambito puramente
geometrico, in relazione al rinnovato interesse nei confronti della geometria che era
stato stimolato dalla nascita della geometria analitica, a opera di Cartesio e Fermat.
Anche alcuni problemi di ottica, però, portavano in modo naturale alla questione del-
la retta tangente. Per studiare il passaggio della luce attraverso una lente era infatti ne-
cessario conoscere l’angolo con cui il raggio colpiva la superficie della lente, per poter
applicare la legge di rifrazione. L’angolo che interessava era quello formato dal raggio
luminoso e dalla normale alla superficie curva della lente nel punto di incidenza
(fig. 1.3); poiché la normale a una curva in un punto è definita come perpendicolare
alla retta tangente alla curva passante per quel punto, il problema si riconduceva in
ultima analisi alla ricerca della retta tangente.
Un altro problema che riconduceva alla tangente, anche se in modo meno esplicito,
era infine quello di dare un senso al concetto di velocità istantanea. Non c’erano pro-
blemi a definire la velocità media di un corpo in un intervallo di tempo ½t0 , t1 Š come
3
Tema A Limiti e continuità

rapporto tra lo spazio percorso in quell’intervallo, s, e la variazione di tempo corri-


spondente, t ¼ t1 t0 :

s
vmedia ¼
t

Tuttavia, nel momento in cui si volesse definire, seguendo questa via, la velocità
istantanea, sarebbe s ¼ t ¼ 0, quindi ci troveremmo di fronte a un rapporto del ti-
0
po , che non ha significato! La chiave per risolvere il problema fu quella di osserva-
0 s
re che il rapporto non è altro che il coefficiente angolare della retta passante per i
t
due punti P0 ðt0 , sðt0 ÞÞ e P1 ðt1 , sðt1 ÞÞ (fig. 1.4), secante la traiettoria. Emerse allora l’idea
di definire la velocità istantanea in t0 come il coefficiente angolare della retta tangente
in P0 , rappresentando tale retta la posizione «limite» cui tendono le rette secanti
quando l’intervallo t diventa sempre più piccolo (fig. 1.5).
Come vedremo, sarà proprio sulla base di questa intuizione che il problema della retta
tangente verrà definitivamente risolto, sia per quanto riguarda una definizione del tut-
to generale di retta tangente, sia per quanto riguarda il calcolo della sua equazione.

s s … la retta
retta secante secante
P1 P1 tende alla
s(t1) tangente

∆s = s(t1) – s(t0)

P0
s(t0)
P0

∆t = t1 – t0

O t0 t1 t O t0 t1 t

Al tendere di t1 a t0 …
Figura 1.4 Figura 1.5

Il problema della misura


I problemi di misura hanno interessato i matematici fin dall’antichità; notevoli risul-
tati erano già stati ottenuti dai Greci, in particolare da Archimede (287 a.C. - 212
a.C.), che era riuscito a determinare la lunghezza di una circonferenza, l’area di un
segmento parabolico e il volume di una sfera. Archimede si era avvalso del cosiddetto
metodo di esaustione; per esempio, per dimostrare la formula che fornisce l’area del
segmento parabolico aveva ragionato cosı̀: aveva dimostrato che l’area del segmento
4
parabolico non poteva essere né minore né maggiore dei dell’area del triangolo di
3
area massima inscritto nel segmento parabolico e aveva concluso quindi, per esclusio-
ne, che le aree dovevano essere uguali.
Questo metodo, seppur rigoroso dal punto di vista logico, richiedeva però di conosce-
re preventivamente il risultato: come aveva fatto Archimede a intuire che l’area del
4
segmento parabolico fosse dell’area del triangolo di area massima in esso inscritto?
3
Nel Rinascimento si diffuse la convinzione che Archimede possedesse un metodo «se-
greto» che gli consentiva di scoprire i risultati che successivamente dimostrava. Un
gruppo di matematici, tra cui Keplero (1571-1630), Bonaventura Cavalieri (1598-
1647) ed Evangelista Torricelli (1608-1647), si mise cosı̀ alla ricerca di un metodo
«pratico» che consentisse di calcolare aree e volumi, evitando le sottigliezze logiche
del metodo di esaustione; le loro ricerche culminarono nell’elaborazione del cosiddet-
to metodo degli indivisibili.
4
Unità 1 Introduzione all’analisi

L’area del cerchio, per esempio, venne trovata da Keplero immaginando di dividere
un cerchio in triangoli isosceli infinitamente «sottili» aventi il vertice nel suo centro
e gli estremi delle basi sulla circonferenza. Indichiamo con b1 , b2 , :::, bn le misure delle
basi (vedi la fig. 1.6, in cui n ¼ 16). Se immaginiamo che le misure b1 , b2 , ..., bn siano
infinitamente piccole, allora possiamo assumere che l’altezza h di ciascuno dei trian-
golini sia assimilabile al raggio r del cerchio. L’area del cerchio, cioè la somma delle
aree dei triangoli, sarà allora:

1 1 1 b1 b2
b1 r þ b2 r þ ::: þ bn r b16 b3
2 2 2
b15 b4
ossia:
b14 b5
1 O
r ðb1 þ ::: þ bn Þ
2
b13 b6

b12 r b7
h
b8
b11 b10 b9
Figura 1.6

Poiché la somma delle basi (immaginandole infinitamente piccole e perciò identifica-


bili con un archetto di circonferenza) è la lunghezza C della circonferenza, si avrà:

1
Area ¼ rC
2

Il metodo degli indivisibili per il calcolo delle aree e dei volumi era basato su un modo
di ragionare simile a quello appena descritto per il calcolo dell’area del cerchio. Le
aree venivano calcolate immaginando di dividere le figure piane in «fili» (cioè consi-
derandole come costituite da un numero indefinito di segmenti paralleli ) e i volumi
in «fogli» (cioè considerandoli come costituiti da un numero indefinito di figure pia-
ne parallele). Questi metodi vennero descritti da un allievo di Galileo, Bonaventura
Cavalieri, in un libro intitolato appunto Geometria degli indivisibili, stampato nel
1635. Il metodo degli indivisibili, pur non essendo fondato su una teoria rigorosa, fu
decisivo per la nascita del moderno calcolo infinitesimale ed esercitò una forte in-
fluenza sui matematici che successivamente ne delinearono i contorni in modo più
netto. Isaac Newton (1642-1727) riprese da Cavalieri alcune nozioni e i nomi di
«fluenti» e «flussioni» (che nel linguaggio moderno vengono chiamate «derivate»);
Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716), per definire un particolare oggetto del cal-
colo infinitesimale che studieremo più avanti, l’integrale, utilizzò una «esse» allunga-
ta, simile a quella utilizzata da Cavalieri per indicare la somma degli indivisibili.

Verso l’analisi matematica


Le idee sviluppate dai matematici del Seicento, grazie al contributo di più scuole Per la precisione
scientifiche (inglese, tedesca, francese, italiana), permisero il delinearsi dei concetti
In realtà l’analisi
fondamentali dell’analisi e culminarono con le opere di Newton e di Leibniz. I risul- matematica non si occupa
tati ottenuti, pur non ancora fondati su una teoria coerente e rigorosa, erano di tale solo delle funzioni da R a R,
portata e sintonia con l’esperienza fisica da far intuire che si era di fronte a idee di ma anche di altri oggetti
matematici che ancora non
straordinaria profondità. La fondazione rigorosa dell’analisi passò successivamente conosci, quali serie,
attraverso una revisione critica dei concetti di numero reale e di funzione e sfociò alla fi- funzioni definite su insiemi
ne del XVIII secolo nella formulazione del concetto di limite. Possiamo infatti definire più generali di R ecc. Noi
però ci limiteremo a
l’analisi matematica come quella parte della matematica che studia le proprietà del- studiare la parte dell’analisi
le funzioni reali di variabile reale sulla base del concetto di limite. Anche noi iniziere- che si occupa delle funzioni
mo lo studio dell’analisi proprio a partire dal concetto di limite; prima però è bene ri- da R a R.
prendere e approfondire gli altri due concetti fondamentali che, come abbiamo detto,
sono alla base del calcolo infinitesimale: il concetto di numero reale e di funzione reale
Esercizi p. 26
di variabile reale.
5
Tema A Limiti e continuità

2. L’insieme R: richiami e complementi


L’insieme R
Nei tuoi studi precedenti hai già visto come sono definiti i numeri reali e quali sono
le principali proprietà delle operazioni in R. Ricordiamo brevemente i punti salienti
dell’argomento.

1. La necessità di ampliare l’insieme Q e di introdurre l’insieme R viene dall’esigenza


di poter eseguire l’operazione di estrazione di radice. Per esempio, nell’insieme Q
non è possibile risolvere l’equazione:

x2 ¼ 2

perché non esiste, in Q, la radice quadrata di 2. In R, invece, l’equazione ammette


pffiffiffi
le due soluzioni  2.

2. Per definire l’insieme R abbiamo anzitutto introdotto i numeri irrazionali (per


pffiffiffi pffiffiffi
esempio: 3, 2 e Þ:

NUMERO IRRAZIONALE
Ogni numero relativo la cui rappresentazione decimale è illimitata e non perio-
dica si dice irrazionale.

Ricorda Abbiamo quindi potuto definire l’insieme dei numeri reali:


Più formalmente, la
proprietà di completezza INSIEME R
può essere espressa come L’insieme formato dall’unione dell’insieme dei numeri razionali e dell’insieme
segue: per ogni coppia
dei numeri irrazionali viene chiamato insieme dei numeri reali e viene indicato
di classi contigue di numeri
reali esiste l’elemento con la lettera R.
separatore.
3. L’insieme R dei numeri reali possiede un’importante proprietà che lo distingue da
Q: la completezza. I numeri razionali lasciano infatti sulla retta dei «posti vuoti»:
per esempio, se disegniamo un quadrato di lato 1 e riportiamo, con il compasso, la
diagonale sulla retta otteniamo un punto che non corrisponde ad alcun numero
2
1 razionale (fig. 1.7). L’insieme dei numeri reali è invece completo: a ogni punto del-
la retta corrisponde un solo numero reale e, viceversa, a ogni numero reale corri-
0 1 x sponde un solo punto della retta.
2
Figura 1.7
Massimo e minimo, estremo inferiore ed estremo superiore
Prima di introdurre alcune nuove definizioni, legate alla struttura d’ordine di R, ricor-
diamo tramite la seguente tabella le notazioni utilizzate per indicare alcuni particolari
sottoinsiemi di R, gli intervalli limitati, che utilizzeremo di frequente nei prossimi
esempi.

Intervalli limitati

Tipo di intervallo Notazione Notazione Rappresentazione grafica


con le parentesi algebrica

Intervallo chiuso ½a, bŠ axb a b

Intervallo aperto ða, bÞ a<x<b a b

Intervallo chiuso a sinistra ½a, bÞ ax<b a b


e aperto a destra

Intervallo chiuso a destra ða, bŠ a<xb a b


e aperto a sinistra

6
Unità 1 Introduzione all’analisi

Consideriamo ora un insieme A non vuoto di numeri reali. Può accadere che esista in Modi di dire
R un numero M maggiore o uguale a tutti gli elementi di A: in tal caso il numero M si Nella notazione usata in
dice maggiorante dell’insieme A e l’insieme A si dice superiormente limitato. tabella, il numero a è
l’estremo sinistro
ESEMPI dell’intervallo, il numero b
è l’estremo destro e il
a. L’insieme A ¼ ½0, 2Þ è superiormente limitato: un suo maggiorante è 2, ma ne numero b a è l’ampiezza
5 pffiffiffi dell’intervallo. Inoltre,
esistono infiniti altri: 3, 4, , 5, :::; 2 è il maggiorante «più piccolo». in virtù dell’identificazione
2 tra numeri reali e punti
b. L’insieme A ¼ x 2 R : x2  1 è costituito dai valori di x reali tali che

sulla retta, per indicare un
x  1 _ x  1; questo insieme non è superiormente limitato. elemento di un intervallo si
parla indifferentemente di
numero o di punto.
In modo analogo diremo che un numero reale m è un minorante dell’insieme A se è
minore o uguale a tutti gli elementi dell’insieme; in tal caso l’insieme A si dice inferior-
Modi di dire
mente limitato.
Un insieme non
Un insieme sia superiormente sia inferiormente limitato si dice limitato. superiormente
(inferiormente) limitato
ESEMPI si dice anche
superiormente (inferior-
a. L’insieme A ¼ fx 2 R : x  1g è inferiormente limitato: un minorante è 1, ma ne mente) illimitato.
1
esistono infiniti altri: 1, 0, , :::; 1 è il minorante «più grande». L’insieme A
2
non è invece superiormente limitato.
b. L’insieme A ¼ ð 1, 2Š [ ð4, 5Š ammette, per esempio, 2 come minorante e 6
come maggiorante, quindi è sia inferiormente sia superiormente limitato. Per-
tanto A è un insieme limitato.
c. L’insieme Q dei numeri razionali non ammette né minoranti né maggioranti in
R, quindi non è limitato né inferiormente né superiormente.

Se esiste un elemento appartenente all’insieme A che è anche un suo maggiorante, al-


lora questo elemento si dice massimo dell’insieme. Analogamente si può definire il
minimo, come precisato di seguito.

MASSIMO E MINIMO DI UN INSIEME


Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
a. Un numero reale M si dice massimo di A (e si scrive M ¼ max AÞ quando sono
verificate entrambe le seguenti condizioni:
 M appartiene ad A;
 M è un maggiorante di A.
b. In maniera analoga, un numero reale m si dice minimo di A (e si scrive
m ¼ min AÞ quando appartiene ad A ed è un minorante di A.

ESEMPI Ricerca del minimo e del massimo

Insieme Minimo Massimo

Intervallo [0, 1] 0 1

Intervallo (0, 1] Non esiste 1


0 non è minimo perché
non appartiene all’insieme

Intervallo [0, 1) 0 Non esiste


1 non è massimo perché
non appartiene all’insieme

Intervallo (0, 1) Non esiste Non esiste

R Non esiste Non esiste

7
Tema A Limiti e continuità

Come abbiamo visto negli esempi precedenti, ci sono insiemi per cui non esistono il
massimo e il minimo, per esempio l’intervallo (0, 1); il numero 1 non può dirsi il
massimo di questo insieme perché non vi appartiene, tuttavia siamo portati ad attri-
buirgli l’idea intuitiva di «elemento più grande», nel senso che:
 è un maggiorante dell’insieme;
3 11
 è il più piccolo tra i maggioranti (per esempio altri maggioranti sono 3, 2, , ma
2 10
non ci sono maggioranti più piccoli di 1).

Per esprimere queste caratteristiche si dice che 1 è l’estremo superiore dell’insieme


(0, 1). Analogamente, si può dire che 0 è l’estremo inferiore di tale insieme, come
precisato dalle seguenti definizioni.

Per saperne di più ESTREMO SUPERIORE ED ESTREMO INFERIORE DI UN INSIEME


Si potrebbe dimostrare Sia A un sottoinsieme non vuoto di R.
che l’estremo inferiore
e l’estremo superiore
a. Si chiama estremo superiore di A (e si scrive sup AÞ, se esiste, il minimo del-
di un insieme, se esistono, l’insieme dei maggioranti di A.
sono unici.
b. Si chiama estremo inferiore di A (e si scrive inf AÞ, se esiste, il massimo del-
l’insieme dei minoranti di A.

Rifletti ESEMPI Ricerca dell’estremo inferiore e dell’estremo superiore


Come puoi renderti conto
dagli esempi qui a fianco, Insieme Estremo inferiore Estremo superiore
se un insieme ammette
massimo, quest’ultimo A ¼ ð0, 1Š 0 (che non è minimo di A) 1 (che è anche massimo di A)
coincide con l’estremo Infatti l’insieme dei minoranti Infatti l’insieme dei maggioranti di
superiore dell’insieme, di A è l’insieme fx 2 R : x  0g A è l’insieme fx 2 R : x  1g
mentre se un insieme e il suo massimo è 0 e il suo minimo è 1
ammette estremo superiore
non è detto che abbia A ¼ ½0, 1Þ 0 (che è anche minimo di A) 1 (che non è massimo di A)
massimo. Analogamente
per l’estremo inferiore. A ¼ ð0, 1Þ 0 (che non è minimo di A) 1 (che non è massimo di A)

A ¼ fx 2 R : x < 2g Non esiste in R 2 (che non è massimo di A)


A non è inferiormente limitato

A ¼ fx 2 R : x  3g 3 (che è anche minimo di A) Non esiste in R


A non è superiormente limitato

I simboli di più infinito e meno infinito


È possibile «estendere» l’insieme dei numeri reali con due nuovi elementi, che per-
mettono di attribuire estremo inferiore e superiore anche a insiemi inferiormente o
superiormente illimitati. Per convenzione definiamo:
 þ1 (più infinito) l’estremo superiore di ogni insieme superiormente illimitato;
 1 (meno infinito) l’estremo inferiore di ogni insieme inferiormente illimitato.

Intuitivamente, si può pensare al simbolo þ1 come a un elemento «più grande» di


tutti i numeri reali, rappresentato da un punto «all’estrema destra» della retta reale;
analogamente, si può pensare a 1 come a un elemento «più piccolo» di tutti i nu-
meri reali, rappresentato da un punto «all’estrema sinistra» della retta reale.
Una rappresentazione geometrica di 1 e þ1 si può ottenere proiettando i punti
della semicirconferenza tracciata in fig. 1.8 a pagina seguente dal suo centro C
sulla retta reale. In questo modo, a ogni punto della semicirconferenza corrispon-
de un punto della retta e viceversa (per esempio considera i punti P e P 0 , Q e Q 0 ),
con la sola eccezione dei due punti A e B, estremi della semicirconferenza, cui
non corrisponde sulla retta alcun punto: diremo che 1 è il corrispondente di A
e þ1 il corrispondente di B.
8
Unità 1 Introduzione all’analisi

A C B
–∞ +∞

Q
P
P' Q'
O x
Figura 1.8

L’insieme dei numeri reali R con l’aggiunta dei due elementi þ1 e 1 viene indicato Attenzione!
con R*:
Come vedremo nella
R* ¼ R [ f1g prossima Unità, una delle
operazioni fondamentali
e si chiama sistema ampliato dei numeri reali. dell’analisi, quella di limite,
risulta particolarmente
I simboli þ1 e 1, come ricorderai, vengono utilizzati per rappresentare gli interval- significativa se ambientata
li illimitati, a destra e a sinistra, che hanno come immagine geometrica una semiretta in R* anziché in R.
(inclusa o esclusa l’origine della semiretta stessa). Riassumiamo tali rappresentazioni
nella seguente tabella.

Intervalli illimitati

Tipo di intervallo Notazione Notazione Rappresentazione grafica


con le parentesi algebrica

Chiuso, illimitato a destra ½a, þ1Þ xa a

Aperto, illimitato a destra ða, þ1Þ x>a a

Aperto, illimitato a sinistra ð 1, aÞ x<a a

Chiuso, illimitato a sinistra ð 1, aŠ xa a

Spesso, in analisi, sarà utile scrivere sottoinsiemi di R sotto forma di intervalli o di


unione di intervalli.

ESEMPI

a. L’insieme R può essere indicato come l’intervallo ð 1, þ1Þ.


b. L’insieme R f0g si può scrivere come ð 1, 0Þ [ ð0, þ1Þ.
c. L’insieme R f 1, 1g si può scrivere come ð 1, 1Þ [ ð 1, 1Þ [ ð1, þ1Þ.
d. L’insieme delle soluzioni della disequazione x2 2x  0 si può scrivere come
ð 1, 0Š [ ½2, þ1Þ.

Gli intorni
Dopo avere introdotto alcuni concetti legati alla struttura d’ordine di R (massimo, mi-
nimo, estremo superiore ed estremo inferiore), rivolgiamo la nostra attenzione ad al-
cune nozioni legate alla struttura metrica di R, cioè al concetto di distanza. Comincia-
mo con la definizione di intorno.

Attenzione!
INTORNO DI UN PUNTO
Si chiama intorno (completo) di un numero reale x0 , di raggio r, con r > 0, l’in- In alcuni testi un intorno di
x0 viene definito, più in
tervallo aperto ðx0 r, x0 þ rÞ.
generale, come qualsiasi
intervallo aperto che
Graficamente, un intorno circolare di x0 è rappresentato sulla retta reale da un seg- contiene x0 , mentre un
mento, privato degli estremi, il cui punto medio è x0 e la cui lunghezza è 2r: intorno del tipo
(x0 r, x0 þ r) viene
r r chiamato intorno circolare
di x0 .
x0 – r x0 x0 + r x

9
Tema A Limiti e continuità

Un intorno circolare di x0 non è altro che l’insieme dei numeri reali x la cui distanza
da x0 è minore di r, ossia l’insieme delle soluzioni della disequazione: jx x0 j < r.
Il concetto di intorno ci servirà quindi per individuare i numeri «vicini» a x0 .
Attenzione! Gli intorni di x0 appena definiti vengono detti intorni completi di x0 . Parleremo in-
Talvolta anche gli intervalli
vece di intorno destro del punto x0 (fig. 1.9) per riferirci a un intervallo del tipo
del tipo ½x0 , x0 þ rÞ e ðx0 , x0 þ rÞ e di intorno sinistro del punto x0 (fig. 1.10) per riferirci a un intervallo
ðx0 r, x0 Š vengono detti, del tipo ðx0 r, x0 Þ.
rispettivamente, intorno
destro e sinistro di x0 . intorno destro di x0 intorno sinistro di x0

x0 – r x0 x0 + r x x0 – r x0 x0 + r x

Figura 1.9 Figura 1.10

D’ora in avanti, quando parleremo genericamente di intorno, intenderemo riferirci


sempre a un intorno completo del punto, mentre specificheremo se intendiamo riferir-
ci a un intorno destro o sinistro.
È utile infine estendere la nozione di intorno di un punto anche al caso in cui il pun-
to sia þ1 o 1.

INTORNO DI MENO INFINITO E DI PIÙ INFINITO


Chiamiamo intorno di meno infinito ogni intervallo del tipo ð 1, MÞ e in-
torno di più infinito ogni intervallo del tipo ðM, þ1Þ, con M > 0.

Per esempio, sono intorni di þ1 gli intervalli ð6, þ1Þ e ð100, þ1Þ; sono intorni di
1 gli intervalli ð 1, 3Þ e ð 1, 15Þ.
Dato un insieme non vuoto A  R e un punto x0 2 A, si dice che:
a. x0 è un punto interno ad A, se esiste un intorno (completo) di x0 contenuto in A;
per esempio, dato l’intervallo ½a, bŠ, tutti i suoi punti sono interni eccetto il punto a
e il punto b;
b. x0 è un punto isolato di A, se esiste un intorno (completo) di x0 che non contiene
alcun punto di A diverso da x0 ; per esempio, dato l’insieme A ¼ f0g [ ½1, þ 1Þ, il
Esercizi p. 28
punto 0 è un punto isolato di A.

3. Funzioni reali di variabile reale: dominio


e studio del segno
Prima di iniziare lo studio dell’analisi, come abbiamo anticipato all’inizio dell’Unità,
dobbiamo ancora rivedere i concetti relativi alle funzioni reali di variabile reale, che
dovresti già conoscere. In questo paragrafo e nel prossimo ripasseremo i punti fonda-
mentali, fornendo alcuni complementi.

Definizione e classificazione
Ricordiamo anzitutto la definizione di funzione.

FUNZIONE
Si chiama funzione f di dominio A e codominio B una relazione che associa a
ogni elemento di A uno e un solo elemento di B (si scrive f : A ! BÞ.

Se A e B sono sottoinsiemi dell’insieme R, la funzione si dice reale di variabile reale.


La legge che definisce una funzione f reale di variabile reale viene solitamente asse-
gnata mediante un’equazione del tipo:

y ¼ f ðxÞ
10
Unità 1 Introduzione all’analisi

dove f ðxÞ è un’espressione nella variabile x, oppure mediante una scrittura del tipo:

f ðxÞ ¼ :::

nella quale al posto dei puntini compare l’espressione analitica che definisce la fun-
zione.
Le funzioni si possono classificare in base al tipo di operazioni che compaiono nell’e-
spressione analitica f ðxÞ.
 Se compare soltanto un numero finito di operazioni di addizione, sottrazione, mol-
tiplicazione, divisione, elevamento a potenza a esponente razionale o estrazione di
radice si dice che la funzione è algebrica, altrimenti si dice che è trascendente.
 Nell’insieme delle funzioni algebriche si distinguono: le funzioni intere (o polino-
miali), nelle quali la variabile indipendente non compare in alcun denominatore,
da quelle frazionarie (o fratte); le funzioni razionali, nelle quali la variabile indi-
pendente non compare sotto alcun segno di radice, da quelle irrazionali:

Funzioni

algebriche trascendenti
Esempi:
intere frazionarie y = ln x
y = ex
y = sin x
razionali irrazionali razionali irrazionali

Esempio: Esempio: Esempio: Esempio:


2– x x
y = x 2 +1 y = x 2 –1 y= y=
x +1 x –2

Dominio
Quando si assegna l’equazione y ¼ f ðxÞ che definisce una funzione reale di variabile
reale (o la sua espressione analitica f ðxÞ ¼ :::) senza specificare il dominio, si sottinten-
de che esso sia quello «naturale», cioè l’insieme costituito dai valori reali di x per cui
tutte le operazioni che compaiono nell’espressione f ðxÞ hanno significato. Per deter-
minare il dominio basta allora tenere presente le indicazioni riassunte nella tabella se-
guente.

Indicazioni per determinare il dominio di una funzione Esempi

1. Le operazioni di addizione, sottrazione e moltiplicazione  y ¼ x4x 2 ha come dominio R.


sono sempre definite, mentre l’operazione di divisione è xþ1
 y¼ 2 è definita purché risulti:
definita purché il divisore sia non nullo. x þ 3x 4
x 2 þ 3x 4 6¼ 0 ) ðx 1Þðx þ 4Þ 6¼ 0 ) x 6¼ 1 ^ x 6¼ 4
Il suo dominio è perciò R f 4, 1g.
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
2. Un radicale di indice pari è definito solo se il radicando è  y ¼ 5x x 2 è definita purché risulti:
positivo o nullo, mentre un radicale di indice dispari è
5x x2  0 ) 0  x  5
sempre definito purché esista il radicando.
Il suo dominio è l’intervallo [0, 5].
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
 y ¼ 3 x 2 þ x è definita per ogni valore reale di x.
Il suo dominio è R.

3. Il logaritmo è definito se l’argomento è positivo e la base  y ¼ lnðx 2 4Þ è definita purché risulti:


è positiva e diversa da 1. 2
x 4>0)x< 2_x >2
Il suo dominio è l’insieme ð 1, 2Þ [ ð2, þ 1Þ.
x
4. L’esponenziale (con base positiva costante) è sempre  y ¼ e xþ1 è definita purché esista l’esponente, cioè per:
definito purché esista l’esponente.
x þ 1 6¼ 0 ) x 6¼ 1
Il suo dominio è R f 1g.

11
Tema A Limiti e continuità

5. Seno e coseno sono definiti purché sia definito il loro  y ¼ sin x 2 e y ¼ cosð5 3xÞ hanno come dominio R.
argomento, mentre la tangente è definita purché il suo  y ¼ tanð2x 1Þ è definita purché:

argomento sia diverso da þ k, con k 2 Z.   1 
2 2x 1 6¼ þ k ) x 6¼ þ þ k
2 4 2 2
 
 1 
Il suo dominio è R þ þk .
4 2 2

6. Arcoseno e arcocoseno sono definiti a condizione che  y ¼ arcsinðx 1Þ è definita purché:


l’argomento sia compreso tra 1 e 1, estremi inclusi,
1x 11)0x2
mentre l’arcotangente è definito purché sia definito il suo
argomento. Il suo dominio è l’intervallo [0, 2]
 y ¼ arctanðsin 2 x þ 1Þ ha come dominio R.

Il segno di una funzione


Dopo aver determinato il dominio di una funzione y ¼ f ðxÞ, la «seconda fase» di uno
studio elementare della funzione consiste nel determinare i suoi eventuali punti di in-
tersezione con gli assi cartesiani e nello studiare il segno della funzione.

 Le ascisse degli eventuali punti di intersezione con l’asse x si ottengono ponendo


y ¼ 0 nell’equazione che definisce la funzione, ossia risolvendo l’equazione
f ðxÞ ¼ 0; essi si dicono zeri della funzione.
 Il punto di intersezione con l’asse y esiste a condizione che la funzione sia definita
per x ¼ 0; l’ordinata del punto di intersezione si calcola semplicemente ponendo
x ¼ 0 nell’equazione che definisce la funzione, ossia calcolando f ð0Þ.
 Lo studio del segno consiste nello stabilire per quali valori di x risulta f ðxÞ < 0 e
per quali risulta f ðxÞ > 0. Si conviene di risolvere la disequazione f ðxÞ > 0, che in-
dividua gli intervalli dove la funzione è positiva, ossia dove il suo grafico è «al di so-
pra» dell’asse x; la funzione sarà negativa ovunque essa non sia positiva o nulla nel-
l’ambito del dominio.

ESEMPIO Studio del segno di una funzione razionale

Determiniamo il dominio, gli eventuali punti di intersezione con gli assi e il segno
della funzione y ¼ x 5 9x 3 e rappresentiamo i risultati ottenuti nel piano carte-
siano.

 Dominio
Si tratta di una funzione polinomiale, quindi è definita in R.

 Punti di intersezione con gli assi


Asse x
Per determinare i punti di intersezione con l’asse x dobbiamo porre y ¼ 0 nell’e-
quazione y ¼ x5 9x3 che definisce la funzione:

y ¼ 0 ) x5 9x3 ¼ 0 ) x3 ðx2 9Þ ¼ 0 ) x3 ðx 3Þðx þ 3Þ ¼ 0 )


)x¼ 3_x¼0_x¼3

Ci sono quindi tre punti di intersezione con l’asse x, di coordinate:

ð 3, 0Þ; ð0, 0Þ; ð3, 0Þ

Asse y
Per determinare i punti di intersezione con l’asse y dobbiamo porre x ¼ 0 nell’e-
quazione y ¼ x5 9x3 che definisce la funzione:

x ¼ 0 ) y ¼ 05 9  03 ¼ 0

Il punto di intersezione del grafico della funzione con l’asse y è quindi l’origine.
12
Unità 1 Introduzione all’analisi

 Studio del segno

y > 0 ) x3 ðx2 9Þ > 0 ) 3<x<0_x>3 Vedi schema qui sotto

–3 0 3
segno di x 3
− − 0 + + x
2 + +
segno di x – 9 0 − − 0

segno di x 3(x 2 – 9) − 0 + 0 − 0 +

 Rappresentazione nel piano cartesiano


Dalle informazioni acquisite deduciamo che il grafico della funzione appartiene al-
la regione di piano cartesiano non trat- y
teggiata in fig. 1.11. Nel grafico, abbia-
mo indicato con un punto pieno gli zeri
della funzione.

–3 O 3 x
Figura 1.11 Per 3 < x < 0 _ x > 3 la funzione è
positiva, quindi il suo grafico è al di sopra dell’asse x;
per x ¼ 3 _ x ¼ 0 _ x ¼ 3 è nulla, quindi interseca
l’asse x; per x < 3 _ 0 < x < 3 la funzione è negativa,
ovvero il suo grafico è al di sotto dell’asse x.

ESEMPIO Studio del segno di una funzione logaritmica

Determiniamo il dominio, gli eventuali punti di intersezione con gli assi e il segno
della funzione y ¼ ln2 x ln x e rappresentiamo i risultati ottenuti nel piano carte-
siano.

 Dominio
La funzione è definita purché gli argomenti dei logaritmi siano positivi, cioè per:

x>0

Quindi il dominio della funzione è l’intervallo ð0, þ1Þ.

 Punti di intersezione con gli assi


Asse x

y ¼ 0 ) ln2 x ln x ¼ 0 ) ln x ðln x 1Þ ¼ 0 )
) ln x ¼ 0 _ ln x ¼ 1 ) x ¼ 1 _ x ¼ e

Ci sono quindi due punti di intersezione con l’asse x, di coordinate:


(1, 0); (e, 0) Ricorda che e ’ 2,7

Asse y
Poiché il valore x ¼ 0 non appartiene al dominio della funzione, il grafico della
funzione non interseca l’asse y in alcun punto.

 Studio del segno


y > 0 ) ln2 x ln x > 0
) ln x ðln x 1Þ > 0
) ln x < 0 _ ln x > 1
)0<x<1_x>e Risolvendo le disequazioni

13
Tema A Limiti e continuità

 Rappresentazione nel piano cartesiano


In base alle informazioni che abbiamo raccol- y
to, possiamo dedurre che il grafico della fun-
zione appartiene alla regione di piano cartesia-
no non tratteggiata in fig. 1.12.

Figura 1.12 Abbiamo escluso il semipiano x < 0 O 1 e x


perché la funzione non è ivi definita; le restanti parti
sono state «escluse» in base alle considerazioni sul
segno: la funzione è positiva per 0 < x < 1 _ x > e e
nulla per x ¼ 1 e x ¼ e, di conseguenza per 1 < x < e è
negativa. I punti di intersezione con l’asse x sono i due
punti indicati con un pallino pieno.

I grafici delle funzioni elementari e le trasformazioni


Riassumiamo nelle seguenti tabelle i grafici delle più importanti funzioni elementari
che abbiamo via via introdotto nel nostro percorso.

Funzioni lineari e quadratiche

Funzione lineare Funzione quadratica

y y m>0 y = ax 2 + bx + c y
m<0
b
x =–
y = mx + q 2a
y = mx + q

angolo ottuso angolo acuto


O x
O x (
V – b ,−
2a 4 a

)
O x

Funzioni radice e funzione valore assoluto

Funzione radice quadrata Funzione radice cubica Funzione valore assoluto

y y y

y=3 x y= x
y= x O
x

O x
O x

Funzioni esponenziali

Base minore di 1 Base maggiore di 1

y y

y = ax y = ax
0<a<1 a >1

1 1
O x O x

14
Unità 1 Introduzione all’analisi

Funzioni logaritmiche

Base minore di 1 Base maggiore di 1

y y

y = logax
0 < a <1
O 1 x
O 1 x y = logax
a >1

Funzioni goniometriche

Seno Coseno Tangente

y y y x=
π x = 3π
2 2
π
y = sin x 3 1 2
–1 π 2π –π π –π π 2π
–π O 2π x O 2π x O x
–1
π y = cos x –1 3
2 π y = tan x
2

π
x =–
2

A partire dai grafici delle funzioni elementari è possibile dedurre i grafici di molte al-
tre funzioni, mediante l’utilizzo delle trasformazioni geometriche. Le principali tec-
niche sono riassunte nella seguente tabella, che prosegue nella prossima pagina.

Per tracciare traccia il grafico Figura


il grafico di ... di y ¼ f ðxÞ e ...

y¼ f ðxÞ simmetrizza il grafico


rispetto all’asse x y y
y = f (x)
P
y ¼ f ð xÞ simmetrizza il grafico
rispetto all’asse y P' P
O
O x x

y = –f (x) y = f (x)
y = –f (x) P'

y ¼ jf ðxÞj simmetrizza rispetto


y y
all’asse x le parti
del grafico di y ¼ f ðxÞ y = |f (x)|
che hanno ordinate
negative O O
x x
y = f (x)

15