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Ludvig van Beethoven-La Sonata a Kreutzer

Analisi del primo movimento

Nel 1803, all’inizio di una nuova fase creativa, Beethovencompose due movimenti per violino e pianoforte,
uno in forma-sonata e l’altro organizzato come un tema e variazioni, che mise insieme ad un finale
preesistente, dando così origine ad una Sonata nella tonalità di LA.

Questa Sonata, chiamata “ Kreutzer” , fu dedicata in un primo momento, al violinista che, insieme a
Beethoven ne dette la prima esecuzione il 24 maggio 1803: George Augustus Bridgetower.

Il maggior fascino della sonata risiede nei ritrovati tecnici che essa offre al violinista, mai sperimentati prima
d’allora nella letteratura sonatistica, nonché per il suo contenuto musicale, soprattutto condensatosi nel
primo movimento.

La lenta introduzione al primo movimento viene estrapolata e studiata per la sua ammirevole
organizzazione armonica. In essa l’usuale progressione dal minore al maggiore ( dal buio alla luce) è
capovolta.

D. Tovey non ha dubbi sull’importanza della “ Kreutzer” e definisce questa introduzione “ una pietra miliare
nella storia della musica”. Per un movimento di sonata è senza precedenti la scelta di cominciare in
maggiore e continuare in minore. Il procedimento opposto è molto più comune. Succede nel “Quartetto
delle dissonanze “ di Mozart, nelle ultime due sinfonie londinesi di Haydn, nella Quarta sinfonia di
Beethoven.

Beethoven prese lezione di violino e viola in gioventù e dal 1789 era sufficientemente competente, tanto
da ricoprire il posto di violista nelle orchestre dell’Elettorato e del teatro di Bonn.

A Vienna entrò in contatto con i migliori violinisti dell’epoca e seguì le tendenze delle scuole violinistiche.

Tra questi c’erano Rodolphe Kreutzer, Augustus Bridgetower, Louis Spohr: poteva chiedere loro consiglio e
dissipare i suoi dubbi.

Sicuramente troviamo influenze delle sonate più mature di Mozart sullo stesso Beethoven.

Kreutzer era molto ferrato dal punto di vista tecnico, ma era un po’ una copia del suo maestro Viotti.

La sonata fu pubblicata a Bonn nel 1805 e Kreutzer non la eseguì mai. E’ la sola sonata per violino a
cominciare con una lenta introduzione e con l’assolo di 4 battute del violino.

Il semitono che compare a batt. 13 ha un ruolo decisivo in tutti i temi. Il drammatico Presto comincia con il
primo tema aperto dal semitono con un accordo di re min. che è accordo perno per entrare
definitivamente nella tonalità d’impianto, la min., la prima importante cadenza è però al relativo maggiore,
Do magg. Una seconda idea motivica appare a batt. 45. Le note più basse di questa vengono poi usate
nell’accompagnamento del primo tema del secondo gruppo.

Quest’idea viene tenuta in dialogo col piano fino a batt. 61 , quando comincia la transizione.

Il secondo gruppo tematico si apre con un tema molto lirico in Mi magg. e viene ripetuto in mi min. Una
seconda idea appartenente al secondo gruppo compare in Sol magg. alla batt. 117, ma il rientro in mi min. è
repentino. A batt. 144 troviamo il tema della codetta, sempre introdotto da un semitono, ed è in mi min.
Lo sviluppo comincia a batt. 194 con il tema della codetta suonata dal pianoforte e ripetuta dal violino
dopo otto battute. E’ presente sempre il semitono in dialogo tra mano sinistra e mano destra del pianoforte
e poi tra entrambi gli strumenti.

Il tema della codetta è ripreso ancora a batt. 258, mentre da batt. 270 vi è lo sviluppo della seconda idea
tematica del primo gruppo, riproposta in maniera incessante in alternanza tra i due strumenti. Un lungo
pedale sul MI ( dominante di LA) viene presentato da batt. 300 a batt. 313, ma a questo punto assisteremo
ad una falsa ripresa, a batt. 326 col levare, in re min., che, attraverso l’ossessiva ripetizione del semitono,
porterà alla vera ripresa, nella tonalità d’impianto, a batt. 344, con riproposizione del primo tema del primo
gruppo tematico e anche della seconda idea tematica ( del primo gruppo). A batt. 412 si ripresenta il
secondo gruppo tematico con prima idea in La magg, poi riproposta in la min. e seconda idea ( batt.438) in
Do magg. per far rientro subito in la min. ( batt. 442). Il violino si spinge sempre più in alto nel registro. La
nota più acuta toccata nell’esposizione era stata il la, mentre a batt. 456 viene toccato il sib e in seguito, a
batt. 495 il do, il suono più acuto dell’intero movimento. Viene riproposto anche il tema della codetta a
batt. 465, ma la tonalità d’impianto non si è ancora stabilizzata, poiché un nuovo momento di tensione
sfocia in una modulazione a SIb Magg. ( batt.517). Qui si apre una fase che all’interno della forma-sonata si
chiama secondo sviluppo. La tonalità di SIb magg. rappresenta una delle tonalità della regione della
sottodominante, nonché, in la min. la tonalità cosiddetta “ napoletana”. Il violino stesso insiste sul suono
Sib per ben 8 misure e mezzo, ma a batt. 533 si fa rientro nella tonalità d’impianto. Il processo di sviluppo
non è però ancora cessato, un incessante cromatismo dei due strumenti ( batt. 537- 545) si conclude con
un’ennesima eclatante cadenza alla tonica ( batt. 547- 549), poi subito ripetuta. Siamo sul registro acuto del
violino, con sonorità sf., ma un improvviso ripiegamento del violino e un fp( batt.559), avvia uno strano
episodio di sorprendente staticità, sull’armonia ferma di la min. per 16 battute. L’Adagio, sul levare di
batt.575 riapre ancora una volta la tonalità di SIb magg., per fare mestamente ritorno, subito dopo in la
min. La coda vera e propria ritorna al Tempo I ( batt.583) e riprende la vena appassionata che aveva
caratterizzato l’intero movimento, con un alternarsi dei due strumenti sulle armonie di dominante e tonica.