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Parrocchia S.

Giuseppe di Priaruggia – Genova

ADORAZIONE EUCARISTICA GIOVEDI’ SANTO 2018


Guida
Iniziamo quest’Adorazione Eucaristica, consapevoli di essere davanti a Gesù realmente presente
e ancora una volta siamo qui per fare esperienza dell’amare e dell’essere amati come espressione
del nostro essere qui ed ora.
L’adorazione non deve perdere mai il suo legame interno e profondo con la celebrazione
eucaristica.
Desideriamo continuare la liturgia comunitaria nella liturgia del nostro cuore.
Adorare significa mandare un bacio all’adorato. Adorazione quindi è slancio e intimità.
Adorare significa comunicare al Padre i miei aneliti, il mio bisogno di essere ascoltato.
Privilegeremo i momenti di silenzio.
Useremo come traccia la Preghiera sacerdotale di Gesù (Giov.17), alla fine dei discorsi d’addio
nell’ultima Cena del Giovedì Santo. Abbiamo diviso la preghiera nelle tre parti:
a. Gesù prega per se stesso (Gv 17, 1-5);
b. Gesù prega per i discepoli (Gv 17, 6-19);
c. Gesù prega per la Chiesa (Giov 17, 20-26).
“Io lo guardo e Lui mi guarda. Questo mi basta” (Curato d’Ars). Entriamo nell’adorazione con
niente, senza parole e senza preoccuparci di cosa dire: l’importante è LO STARE.
CANTO INIZIALE:

Do Mi- Fa Do La- Sol Mi-


ed infiammare col Tuo amore
Pane del cielo sei Tu Gesù
Sol Fa Do
La- Re- Fa Do tutta l’umanità. Rit.
via d’amore Tu ci fai come Te.
Sì, il cielo è qui su questa terra: Tu sei
Fa Re- Sol rimasto con noi, ma ci porti con Te
No, non è rimasta fredda la terra: nella tua casa, dove vivremo insieme a
Mi- Fa Do Te tutta l’eternità. Rit.
Tu sei rimasto con noi
Fa Do No, la morte non può farci paura: Tu
per nutrirci di Te, sei rimasto con noi. E chi vive di Te
La- Sol vive per sempre. Sei Dio con noi, sei
Pane di vita, Dio per noi, Dio in mezzo a noi. Rit
.
Guida: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.

Guida. Abbiamo celebrato la Messa “nella Cena del Signore”, durante la quale Gesù ci ha
consegnato il comandamento “nuovo” dell’Amore e si è offerto a noi nelle fragili specie del
pane e del vino, che ora adoriamo nell’Eucaristia. Vogliamo ora impegnarci a non avere gli occhi
“appesantiti dal sonno”, come quelli di Pietro, Giacomo e Giovanni, per restare desti in
un’atmosfera tutta contemplativa: i nostri sensi non riusciranno mai a comprendere in pienezza
il mirabile Mistero d’Amore che ci sta dinanzi! Ringraziamo il Signore per essersi donato a noi
in maniera totale e definitiva: riconosciamoLo vivo e presente in mezzo a noi, adesso, qui … e
adoriamoLo!

CANTO:
RE- LA4 RE- LA4 RE- DO FA DO RE- LA4
Restate qui e vegliate con me, vegliate e pregate, vegliate e pregate.
Lettore:
Reciteremo a cori alterni (voci femminili e a seguire voci maschili) il SALMO 95 che è
un invito all’adorazione:
Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a Lui per rendergli grazie, a L ui acclamiamo con canti di gioia.
Perché grande Dio è il Signore, grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È Lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi
la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi
tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere.

Guida: Preghiamo: Signore Gesù, siamo qui raccolti davanti a Te. Tu sei il Figlio di Dio fatto
uomo, da noi crocifisso e dal Padre risuscitato. Tu, il Vivente, realmente presente in mezzo a
noi. Tu, la via, la verità e la vita: Tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l’unico fondamento della nostra salvezza e l’unico nome da invocare per avere speranza. Tu,
l’immagine del Padre e il donatore dello Spirito.
Signore Gesù, noi crediamo in Te, ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore e
proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.

SILENZIO
CANTO:
DO SOL LA- RE- SOL DO SOL LA- RE- SOL DO
Oh, oh, oh, adoramus Te Domine. Oh, oh, oh, adoramus Te Domine.

Guida: Accostiamoci ora al discorso di Gesù, leggendo la prima parte.


Lettore: Gesù prega per se stesso
(Gv 17, 1-5)
Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo
perché il Figlio glorifichi Te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita
eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio,
e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre,
glorificami davanti a Te con quella gloria che io avevo presso di Te prima che il mondo fosse.
Guida:
MEDITAZIONE: Gesù alza gli occhi al cielo, cioè a Dio, e che cosa chiede al Padre
nell’imminenza della sua passione? Quello che già ha detto, quando al giungere dell’ora si sentì
turbato: “L’anima mia è turbata e che cosa chiederò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per
quest’ora che sono venuto. Padre, glorifica il tuo nome!” (12,27s). La passione diventa
generatrice di gloria perché dà al Figlio il potere di portare a termine il suo progetto di salvezza e
di vita eterna per coloro che “gli hai dato”, cioè per i suoi discepoli e anche per ogni essere
umano. Tutti coloro che crederanno saranno i suoi discepoli e saranno per Gesù il “dono del
Padre”. Basta che riconoscano il Padre come l’unico Dio e il Figlio come colui che Dio ha
mandato. Gesù non dimentica mai i suoi discepoli; per lui sono il “Dono del Padre”. E per loro
chiede la vita eterna. Viviamo la nostra vita costantemente rivolti ai beni eterni con la certezza
che un giorno saremo chiamati a condividere la Gloria di Gesù!

SILENZIO

CANTO:
RE LA SI- SOL MI7 LA RE LA SI- MI- LA7 RE
Ubi caritas et a - mor, ubi caritas, Deus ibi est.

Preghiera a cori alterni:


Signore Gesù, Tu hai amato «fino alla fine». Il sacramento da Te istituito nell’ultima cena è il
segno più perfetto e ineffabile del tuo amore per l’umanità.
Nell’Eucarestia il tuo amore infinito continua a incarnarsi per noi, a dimorare fra noi, cibo
per la vita eterna. La sconfinata carità che erompe dal tuo cuore santo, doveva manifestarsi,
desiderava comunicarsi a tutto il genere umano.
Con l’Eucaristia, «memoriale della Pasqua», hai voluto far conoscere a tutti, in ogni tempo e in
ogni luogo, il tuo immenso amore. Tu sei l’agnello sui nostri altari, per manifestare la tua
presenza e il tuo amore, fino al sorgere del giorno senza tramonto.
Una presenza che è amore: amore grande, amore generoso, amore unico. Signore Gesù,
scuotici nel profondo, risveglia il nostro spirito così che ti amiamo tutti i giorni, con tutto il
nostro cuore. Amen.
(Beato Paolo VI)

SILENZIO

CANTO:
RE- LA RE- DO FA DO RE- LA RE-
Misericordias Domini in aeternum can-ta-bo.

Guida: Ritorniamo ora al discorso di Gesù, leggendo la seconda parte.


Lettore: Gesù prega per i suoi discepoli
(Gv 17, 6-19)
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me,
ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono
da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno
veramente che sono uscito da Te e hanno creduto che Tu mi hai mandato. Io prego per loro;
non prego per il mondo, ma per coloro che Tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie
sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece
sono nel mondo e io vengo a Te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato,
perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello
che mi hai dato e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della
perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a Te e dico questo mentre sono nel
mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il
mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego
che Tu li tolga dal mondo, ma che Tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come
io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come Tu hai mandato me
nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano
anch’essi consacrati nella verità.
SILENZIO

Guida:
MEDITAZIONE: Dopo aver pregato per sé, Gesù vuole ora pregare per quei pochi discepoli che
sono lì accanto a lui e li presenta al Padre per motivare la sua preghiera. Li definisce come un
dono del Padre: “erano tuoi e li hai dati a me”. Prima appartenevano al mondo, ma il Padre li ha
separati dal mondo. Questo è avvenuto quando il Figlio che, fa ciò che fa il Padre, li ha scelti dal
mondo. Gesù li guarda e racconta al Padre come lo hanno accolto e come hanno riconosciuto
che Egli è uscito dal Padre che lo ha mandato. Dopo aver donato ai discepoli la parola del
Padre, Gesù dice: per questo il mondo li ha odiati perché non sono del mondo. Non chiede
però che li tolga dal mondo ma che li “difenda dal Maligno”. Il pericolo in cui si trovano è
grande perché grande è la debolezza umana e tanto suggestiva la tentazione. Essere difesi dal
Maligno significa “essere custoditi”, difesi da ogni forma di male che ha sempre la sua origine
nel Maligno; e contestualmente chiede la forza di superare il male per continuare nel bene. “Essi
non sono del mondo, come io non sono del mondo”. Forse questa ripetizione sottolinea quanto
siano assimilati a Gesù quelli che Dio ha separati dal mondo. Sono davvero “figli nel Figlio” e
come il Figlio totalmente donati a compiere nel mondo l’opera che il Padre ha affidato al Figlio.
Sentiamoci sempre in compagnia di Gesù e affrontiamo le tentazioni della nostra vita con la
certezza di essere sempre difesi dal male.

SILENZIO

CANTO:
LA- RE- MI LA- FA MI
Dona la pace, Signore, a chi confida in te.
LA- RE- MI7 LA- RE- MI7 LA-
Dona, dona la pace, Signore. Dona la pace.
Preghiera a cori alterni: Cantico cristologico (Fil 2, 5-11)
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: Egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di
servo, diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla mo rte e a
una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di
Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami:
Gesù Cristo è Signore, a gloria di Dio Padre.
SILENZIO
CANTO:
DO FA SOL LA- DO SOL
Laudate, omnes gentes, laudate Dominum.
DO FA SOL LA- RE- SOL DO
Laudate, omnes gentes, laudate Dominum.

Guida: Concludiamo ora il discorso di Gesù, leggendo la terza parte.


Lettore: Gesù prega per la Chiesa
(Gv 17, 20-26)
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola:
perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in Te, siano anch’essi in noi,
perché il mondo creda che Tu mi hai mandato. E la gloria che Tu hai dato a me, io l’ho data a
loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e Tu in me, perché
siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che Tu mi hai mandato e che li hai amati come hai
amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché
contemplino la mia gloria, quella che Tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione
del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto e questi hanno
conosciuto che Tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò
conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Guida:
MEDITAZIONE: Ora Gesù guarda nel futuro, contempla la messe che raccolgono i suoi discepoli,
cioè le molte persone che accolgono il Vangelo perciò prega per loro e chiede solo la loro unità.
Prega per quelli che crederanno mediante la loro parola: “Che siano uno come tu, Padre, sei in
me e io in te”. Ognuno di noi leggendo queste parole non può che gioire pensando che Gesù
quella sera ha pregato per lui. Però deve anche riflettere su ciò che Gesù ha detto: “Che tutti
siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano
anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato,
poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto e questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto
conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere ancora, perché l’amore con il quale mi hai amato
sia in essi e io in loro.” Questa conclusione è molto bella, impossibile formularne una più bella.
Giovanni, colui che durante l’ultima cena aveva appoggiato il suo capo sul cuore di Gesù, è
penetrato a fondo nel cuore di Gesù e ci dice che ci vuole tutti in paradiso, dal momento che
crediamo che Gesù è stato inviato da Dio. Ricordiamo di sentire sempre in noi l’amore con cui
ama Gesù, specialmente nei momenti difficili della nostra vita.

SILENZIO

CANTO:
LA7 RE SOL RE
È giunta l’ora, Padre, per me,
SI- SOL MI7 LA7
ai miei amici ho detto che
RE SI- RE
questa è la vita, conoscere Te
SOL LA RE SOL RE
e il Figlio Tuo, Cristo Gesù.

Erano tuoi, li hai dati a me ed ora sanno che torno a Te; hanno creduto, conservali
Tu nel tuo amore, nell’unità.
Tu mi hai mandato ai figli tuoi, la tua Parola è verità e il loro cuore sia pieno di gioia,
la gioia vera viene da Te.
Io sono in loro e Tu in me, ché sian perfetti nell’unità e il mondo creda che Tu mi hai
mandato, li hai amati come ami me.
Lettore: preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, o Signore!
•Preghiamo per la pace, che è dono del cielo: il Signore nella sua misericordia ci conceda la pace.
• Preghiamo per la fede: il Signore ci conceda di conservare la fede, perché ci renda saldi in lui,
sino alla fine.

• Preghiamo per l’unità dei cuori e delle menti: il Signore conservi le nostri menti nell’unità.
• Preghiamo per la pazienza: il Signore ci conceda la pazienza in tutte le prove.

• Preghiamo per il nostro Papa e i nostri Vescovi: il Signore li conservi a lungo nella fede e
possano spezzare con rettitudine il pane della verità.
• Preghiamo per i sacerdoti: il Signore non spenga lo spirito del sacerdozio, dia loro lo zelo e la
pietà sino alla fine.

• Preghiamo per i fedeli del mondo intero: il Signore conceda loro di conservare intatta la fede.
• Preghiamo per tutto il mondo: il Signore vegli su ciascuno e dia a ciascuno ciò di cui ha
bisogno.
CANTO:
DO SOL
Padre se uniti a Te ci sentiamo
LA- MI-
dalle Tue stesse parole;
FA DO SOL
se tra noi la Tua presenza avvertiamo.
E se Chiesa ci hai chiamato
riempi di vita questa preghiera
che ci hai insegnato:
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno
LA- MI- FA
sia fatta la tua volonta’
SOL DO LA
qui in mezzo a noi.
RE LA SI- FA#-
Dacci oggi il nostro pane
SOL RE LA
e insegnaci a perdonare
RE LA SI- FA#-
e non indurci in tentazione
SOL LA SOL RE
ma liberaci dal male.
ORAZIONE FINALE
Guida: Preghiamo. O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio hai redento tutti gli
uomini, custodisci in noi l’opera della tua misericordia, perché nell’assidua celebrazione del
Mistero pasquale riceviamo i frutti della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.

CANTO FINALE:
SOL RE MI- DO
Ti seguirò, ti seguirò, o Signore,
SOL RE SI MI- DO SOL
e nella tua strada camminerò.
Ti seguirò nella via dell’amore
E donerò al mondo la vita.
Ti seguirò nella via del dolore
E la tua croce ci salverà.
Ti seguirò nella via della gioia
E la tua luce ci guiderà