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CINQUECENTO

Un secolo di trasformazioni
di Pietro Fogale

Il Cinquecento, un secolo di trasformazioni

Nel 1975 gli ultimi soldati portoghesi lasciavano l’Angola dopo due decenni di sanguinosa 3
guerra civile, aveva così termine il più lungo dominio coloniale di un paese europeo in Africa,
un dominio iniziato alla fine del XV secolo quando dal Portogallo e dalla Spagna iniziarono i
viaggi di esplorazione verso occidente. Con l’obiettivo di trovare una via che portasse in 3. Tentazioni di Sant’Antonio,
Hieronymus Bosh XVI sec.
Oriente, in India, i portoghesi circumnavigarono l’Africa e crearono un impero commerciale (particolare).
che si estendeva da Lisbona a Macao, e gli spagnoli scoprirono l’America.
Il mondo fino allora conosciuto dagli europei cambiava e cambiava velocemente, si allargava 4. Planisfero detto Del Canti-
all’esterno e si modificava all’interno. no, 1502.
I grandi viaggi di scoperta non sarebbero stati possibili senza la volontà organizzativa delle
nuove entità statali che si erano appena formate, nuovi poteri che rompevano i modelli orga-
nizzativi medioevali, si svincolavano dalla tutela della Chiesa, rendevano possibile una rinno-
vata mobilità sociale, e davano avvio al primo sviluppo capitalistico.
Questi processi, che qui esemplifichiamo nelle loro linee essenziali, non sono avvenuti senza
resistenze da parte di quanti si tro-
varono non più tutelati dalle nuo-
ve entità amministrative. Resisten-
ze che sfociarono in aperte ribel-
lioni contro il nuovo ordine: la ri-
volta delle Comunidades spagnola e
la rivolta dell’uomo comune in
Germania.
Il XVI secolo, se confrontato con
altri periodi, occupa nei libri di
storia uno spazio centrale. La
storiografia lo indica, nella sua
periodizzazione della storia, come
momento di svolta con cui dare
inizio alla storia moderna. A sot-
tolineare questa sua diversità, par- 4
lando di storia italiana, si è usato
spesso il nome di Rinascimento, che serviva proprio a marcare gli elementi di novità rispetto
al Medioevo.
Il XVI secolo non ha perso nulla della sua carica innovativa, della sua forza dirompente, ma la
storiografia ha cominciato a riconoscere l’origine dei mutamenti della storia europea già nei
secoli precedenti e ha iniziato, fin dagli anni ’60 del secolo appena passato, soprattutto nel
mondo anglosassone a indicare questa nuova scansione della storia introducendo il concetto
di early modern history o Fruehe Neuzeitgeschichte.
Scansione temporale che ha cominciato a farsi strada anche nella storiografia italiana, pur senza
dare vita ad una nuova denominazione. Storia moderna si chiama nelle università l’insegnamento
che si occupa di questo periodo, “Storia moderna e contemporanea” è il titolo dato nel 2000 ad una
serie di volumi pubblicati da Einaudi sulla storia europea, che l’autore del primo volume, Adria-
no Prosperi, fa iniziare con la Peste Nera (1348) , riconoscendo in quell’ evento, una fine e un
nuovo inizio. “Quella fine non ci fu: ma per un secolo e più, le ondate successive di epidemie e di carestie colpirono
ancora una società europea sconvolta da agitazioni sociali, rivolte contadine, guerre feudali”
Mi piace pensare che l’interpretazione della storia procede per approssimazioni successive,
dove a ciò è stato fatto prima in parte si sostituiscono, ma in parte si aggiungono, nuove
acquisizioni, nuove visioni prospettiche.
4 CINQUECENTO
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5. Prima pagina del codice


Mendoza (1541), Messico.

6. Il re di Texcoco. Codice
Ixtilxochitl.

7. La geografia della Riforma.

Nel Cinque e nel Settecento, la trasformazione fu al tempo stesso della vita religiosa-spirituale, eonomico-
sociale e politica. Lo storico bada in primo luogo agli avvenimenti politici, scriveva nel 1950 Gerhard
Ritter nel saggio “Die Neugestaltung Europas im 16. Jahrhundert”.
Molta strada è stata fatta da allora, la storia, come affermava Braudel, si è fatta ad N dimensio-
ni, storia economica, sociale, della mentalità, etnostoria, storia della vita quotidiana, l’approc-
cio storico si è moltiplicato e la molteplicità degli approcci, delle voci che costituiscono il coro
ci aiutano a comprendere la complessità e la ricchezza del passato.
Se le date simbolo che abbiamo imparato ad associare al cambiamento:, 1492 e 1517 ad esem-
pio, hanno perso la loro funzione di “momenti di passaggio” ciò non toglie che rappresentino
pur sempre eventi che hanno cambiato la nostra vita, e di conseguenza il nostro modo di
vedere il mondo, eventi che si manifestano con tutta la loro forza nel corso del XVI secolo.
In campo religioso però, accanto alla Riforma di Lutero, non possiamo dimenticare che i
movimenti di riforma della Chiesa hanno una lunga tradizione, a partire al XIII secolo quando
cominciano ad operare gli ordini mendicanti, per proseguire nel XV secolo con la Devotio
Moderna. Ma la Riforma fu un evento rivoluzionario o una tappa verso la libertà confessionale?
Nel campo delle scoperte geografiche, Colombo è “uno” dei vari esploratori che, già a partire
dal XV secolo, cominciarono ad avventurarsi nell’Oceano con i portoghesi che per primi
dettero vita ad un progetto organico di esplorazione arrivando a circumnavigarono l’Africa
nel 1487, e senza dimenticare Marco Polo che trascorse ventiquattro anni della sua vita in
Oriente.
Lo stato, inteso nel senso di stato assoluto, venne consolidandosi nel corso del Cinquecento,
ma è un processo che inizia già nel XIII secolo dove si trovano le origini dello Stato francese
e di quello inglese; del 1471 sono le nozze di Ferdiando d’Aragona con Isabella di Castiglia,
che trasformò buona parte del territorio della penisola iberica in uno Stato unitario. Il pro-
cesso di modernizzazione dello Stato, è strutturalmente legato alla comparsa del diritto roma-
no, per cui le leggi non vengono più approvate con la formula “alla presenza e con il consenso dei
baroni” bensì con la formula “il re ha così deciso e proclamato”, la riscoperta del diritto romano,
avvenuta nel XIII secolo, offriva al principe uno strumentario che gli consentiva al tempo
stesso di giustificare e imporre il potere da lui rivendicato.
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CINQUECENTO 5
8. Il viaggiatore ai confini del
mondo, XVI sec.

9. Veduta del mercato di


‘s-Hertogenbosch, anonimo
1530 ca.

10. Elenco dei tributi della


provincia di Thochtepec
(codice Mendoza)

Non dobbiamo poi dimenticare che con Ferdinando II lo Stato assoluto era già una realtà
nella Sicilia del XIII secolo.
In economia il Cinquecento è l’epoca in cui si trovano, i primi, esili, segnali di sviluppo di
un’economia mondiale, ma è anche il secolo del mercantilismo, “una teoria economica che mirava
a spiegare il perché della crescita e il ruolo che in essa avevano il denaro, il commercio, la produzione e le
colonie.” “ Il mercantilismo consisté in teoria e in pratica nell’edificazione economica dello Stato medesimo
[…]”.
Il Cinquecento scrivono Koenisberger Mosse e Boiler, è un periodo cruciale per lo sviluppo della
supremazia europea, non perché riuscì ad imporsi con la forza, ma poiché pose le basi di un atteggiamento verso
la vita che, alla fine si dimostrò promotore di quei mutamenti politici, economici e sociali essenziali al passaggio
dell’Europa nell’epoca moderna.

9.
Per saperne di più
HINRICHS E., Alle origini dell’età moderna, Roma Bari 1998, 19801.
HUPPERT G., Storia sociale dell’Europa nella prima età moderna, Bologna 1990, 19861.
KOENISBERGER H. G., MOSSE G. L., BOWLER G. Q., L’Europa del Cinquecento, Roma Bari 1999.
PLACANICA A., L’età moderna. Alle radici del presente: persistenze e mutamenti, Milano 2001.
PROSPERI A., Dalla Peste nera alla guerra dei Trent’anni, Torino 2000.
REINHARD W., Il pensiero politico moderno, Bologna 2000, 19961.
SHENNAN J. H., Le origini dello stato moderno in Europa, Bologna 1991, 19741.
SCHULZE H., Aquile e leoni. Stato e nazioni in Europa, Roma-Bari 1995.

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