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ALEJO CARPENTIER

1. LA VITA

Alejo Carpentier è uno dei maggiori scrittori, giornalisti e critici cubani, e contribuì a
dare un impulso alla letteratura latinoamericana del XX secolo.

Nacque a Losanna, in Svizzera il 26 Dicembre del 1904 da padre francese e madre di


origine russa. La famiglia si trasferì ben presto a La Habana, in quanto il padre era
incuriosito dalla cultura ispanica e attratto da un Paese “giovane”, estraneo alla
decadenza politica e culturale europea.

Fin dall’adolescenza, intraprese studi letterari e musicali, sotto la guida dei genitori.
In seguito, si recò a Parigi dove prese lezioni di teoria musicale e divenne un buon
pianista. Nel 1917, tornò a La Habana per terminare i suoi studi.

Durante gli anni ’20 cominciò ad interessarsi di politica, schierandosi contro la


dittatura di Gerardo Machado e contro il capitalismo nordamericano.

Nel 1921, cominciò la carriera giornalistica alla quale si dedicherà tutta la vita.
Pubblicò i suoi primi lavori letterari, pubblicati nella sezione “Obras famosas” del
giornale “La Discusión”. In seguito divenne caporedattore della rivista “Hispania”.

Tra il 1924 e il 1928, occupò il ruolo di redattore per la rivista “Carteles” e durante
questi anni, ebbe la possibilità di partecipare a un congresso di giornalisti in Messico,
dove conobbe Diego Rivera che diventò suo grande amico. Questo periodo fu
importante per la formazione della sua personalità artistica e per la conoscenza
approfondita dell’architettura de La Habana, città protagonista di molti suoi saggi e
romanzi.

Nel 1927, aderì al Manifesto Minorista. Accusato di diffondere idee comuniste, fu


incarcerato. In prigione, scrisse la prima versione di Ecué-Yamba-Ó!. Nel 1928, prese
parte a un congresso di giornalisti a La Habana e conobbe Robert Desnos, un poeta
francese che lo aiutò a scappare da Cuba per recarsi in Francia.

A Parigi, si avvicinò al movimento surrealista, e cominciò ad utilizzare nuove


tecniche letterarie. In questa città collaborò con riviste e circoli musicali locali. Anche
se le sue opere più famose furono scritte in spagnolo, Carpentier utilizzò il francese
per alcuni dei suoi racconti.

Nel 1933, terminò il suo primo romanzo (Ecué-Yamba-Ó!) e si recò per poco tempo a
Madrid. Dopo la caduta del regime di Machado, intraprese un viaggio a Cuba nel
1936. Tornato a Parigi, fino al 1939 lavorò per una radio francese come curatore dei
suoni e della sincronizzazione musicale.

Dopo gli anni in Francia, sentì la necessità di esplorare il mondo americano e così si
recò ad Haiti nel 1943. Giunse in questo luogo con la moglie Lilia Esteban e con il
direttore teatrale Louis Jouvet. La scoperta del mondo americano fu alla base della
stesura del romanzo El reino de este mundo pubblicato nel 1949. Si recò poi in
Messico nel 1944 dove portò avanti importanti studi musicali che si conclusero con la
pubblicazione di La música en Cuba nel 1945.

Negli anni ’50, decise di ritirarsi a Caracas dove scrisse alcune delle sue opere più
importanti:

Los pasos perdidos (1953);

El acoso (1956);

El siglo de las luces (1958).

Gli anni trascorsi in Venezuela gli permisero di conoscere la natura e i popoli


originari del continente americano, occupandosi di pubblicità, giornalismo e
conferenze. Nel 1959, allo scoppio della rivoluzione, Carpentier tornò di nuovo a La
Habana fino al 1968, anno in cui diventò consigliere per gli affari culturali
nell’Ambasciata cubana a Parigi. Nel 1975, ottenne il titolo di Dottore Honoris Causa
in lingua e letteratura ispanica.

Le ultime opere che scrisse furono La Consagración de la primavera del 1978, e El


arpa y la sombra del 1979. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Parigi, dove morì
il 24 aprile del 1980.

2. STILE E TEMI

Alejo Carpentier ha dato voce al continente americano, affermandone la peculiare


identità.

Nelle sue opere si riscontrano numerose dimensioni immaginarie come sogni, miti,
magie, e religioni. Tutti questi elementi danno vita a una realtà mistica e onirica.
Lo scrittore mantenne dei contatti molto forti con il surrealismo francese e cercò
sempre di superarlo, aprendo le strade al “maravilloso”, ossia a una realtà particolare
tipica del continente americano.

Altro tema piamente presente nei suoi romanzi è quello della cultura afro-cubana,
aspetto essenziale nella rappresentazione dell’uomo latinoamericano. Infatti, il Grupo
Minorista voleva esplorare le radici dell’autoctono cubano che si contrapponeva
all’uomo bianco, simbolo di quattro forze oppressive in America Latina: il carcere, la
chiesa, la schiavitù e l’imperialismo straniero. In Écue-Yamba-Ó, l’interesse
antropologico e etnografico per le radici africane dell’isola è molto forte.

Tutto ciò può ben legarsi con la tematica del “mestizaje cultural” che Carpentier
concepisce come suprema manifestazione di intelligenza. Infatti, afferma che il mito
delle razze pure era stato da sempre un limite imposto al mondo. A tal proposito, in
una delle sue numerose interviste afferma che:
“Yo creo en la fecundidad intelectual de los mestizajes, de los intercambios de sangre y tradiciones,
de rutas, de modos de conferir la existencia, de costumbres”

Altro elemento ricorrente è quello del viaggio. In tutte le sue opere, sono presenti
personaggi che si spostano da un luogo all’altro e ciò potrebbe derivare dai continu
spostamenti da lui compiuti durante la sua vita. Ricordiamo che l’opera El reino de
este mundo scaturisce da un viaggio che Carpentier intraprese ad Haiti e, allo stesso
modo ne Los pasos perdidos, il protagonista si addentra nella selva del continente
latinoamericano.

Lo stile di Carpentier è caratterizzato da una forma barocca. Utilizzando una prosa


molto elaborata, egli arricchisce i suoi testi di metafore, descrizioni dettagliate ed
anacronismi.

3. REAL MARAVILLOSO

Alejo Carpentier è l’esponente massimo del “Real Maravilloso”. Questo concetto


apparve per la prima volta nell’introduzione all’opera El reino de este mundo:
Después de sentir el nada mentido sortilegio de las tierras de Haití, de haber hallado advertencias
mágicas en los caminos rojos de la Meseta Central, de haber oído los tambores del Petro y del
Rada, me vi llevado a acercar la maravillosa realidad recién vivida a la agotante pretensión de
suscitar lo maravilloso que caracterizó ciertas literaturas europeas de estos últimos años. (pág. 1)

Pero, a fuerza de querer suscitar lo maravilloso a todo trance, los taumaturgos se hacen
burócratas. (pág. 2)
Pero es que muchos se olvidan, con disfrazarse de magos a poco costo, que lo maravilloso
comienza a serlo de manera inequívoca cuando surge de una inesperada alteración de la realidad
(el milagro), de una revelación privilegiada de la realidad, de uma iluminación inhabitual o
singularmente favorecedora de las inadvertidas riquezas de la realidad, de una ampliación de las
escalas y categorías de la realidad, percibidas con particular intensidad en virtud de una
exaltación del espíritu que lo conduce a un modo de ´estado límite´.Para empezar, la sensación de
lo maravilloso presupone una fe. (pág. 4)

Esto se me hizo particularmente evidente durante mi permanencia en Haití, al hallarme en


contacto cotidiano con algo que podríamos llamar lo real maravilloso. (pág. 5-6)

¿Pero qué es la historia de América toda sino una crónica de lo real-maravilloso? (pág. 9)

Durante il viaggio che Carpentier effettuò a Parigi, entrò in contatto con il movimento
surrealista, nato con il fine di dare un nuovo slancio alla letteratura. Tornato in
America latina, cominciò ad applicarlo alla realtà circostante, scoprendo però che
questa stupiva per il fatto di essere insolita ma vera. La meraviglia non era dunque da
ricercarsi negli sterili trucchi dei surrealisti, che si allontanavano dal mondo e lo
falsificavano, ma doveva emergere naturalmente dalla fede nel mistero del reale,
dalla capacità di stupirsi di fronte alla magia del quotidiano, abbandonando per un
momento il filtro della ragione.

Dalle cronache della Conquista, fino a Rousseau, era stata trasmessa l’immagine di
un’America meravigliosa, locus amoenus che fa da sfondo al buon selvaggio, spesso
come una condanna. Carpentier rovescia tale proiezione a vantaggio della cultura
americana, trasformandola nel “patrimonio de la América entera”.

Il real maravilloso, infatti, è un’alterazione esasperata del reale, che causa


sbalordimento per l’inusuale e ammirazione per l’essere straordinario. Questi sono i
tratti distintivi dell’America che secondo l’autore stupisce perché è ancora tutta da
scoprire.

Carpentier comincia a parlare di tutto ciò dopo aver assistito a un rito vudù nell’isola
di Haiti.

Questo genere emerge in maniera evidente nei due romanzi di seguito analizzati:

1. Ne El reino de este mundo, Paolina Bonaparte appena sbarca sull’isola di Haiti


prova stupore e meraviglia per paesaggi mai visti prima. Rimane affascinata
dalle piantagioni di canna da zucchero e dalle montagne evanescenti della
Plaine du Nord;

2. Ne Los pasos perdidos, il protagonista si inoltra sempre di più nella “maleza” e


di notte tutti i suoi timori vengono a galla. Il giorno dopo, la luce del sole fa
svanire tutte le sue paure e inizia a descrivere la grandiosità e la bellezza della
selva (descrizione dei suoni, colori, vegetazione, animali).
Lo que más me asombraba era el inacabable mimetismo de la naturalezza virgen. Aquí todo
parecía otra cosa, creándose un mundo de aparencias que ocultaba la realidad...

4. LE OPERE

La produzione letteraria di Carpentier è molto ampia e include romanzi, racconti e


saggi. Tra le sue opere più importanti ricordiamo:

 ¡Écue-Yamba-O! (1933): racconta la vita di Menegildo Cue, riflettendo sulle


condizioni sociali dei lavoratori neri negli azucareros e anticipa il real
maravilloso, alternando il mito e la magia con la realtà;

 El reino de este mundo (1949): espressione massima del real maravilloso,


ambientata ad Haiti e scritta dopo il viaggio di Carpentier in quest’ isola;

 Los pasos perdidos (1953): narra le vicende di un uomo poco soddisfatto della
sua vita che intraprende un viaggio nella selva, per cercare strumenti musicali
indigeni, e scopre il senso della vita e la bellezza della natura amazzonica;

 El acoso (1958): narra le vicende di un giovane studente di architettura, el


acosado, che in fuga dai suoi persecutori, si rifugia in una sala di concerti dove sta
per essere eseguita la terza sinfonia di Beethoven, L’Eroica. Durante il concerto, il
protagonista ricorderà le peripezie della sua vita negli ultimi anni. Alla fine verrà
ucciso, in quanto oppositore al regime dittatoriale.

 El Siglo de las Luces (1962): descrive gli effetti della rivoluzione francese nel
bacino dei Caraibi. Il protagonista, Victor Huges, arriva nell’isola portando con sé
gli ideali di giustizia e libertà;

 El Camino de Santiago (1967): la vicenda si svolge a La Habana e nella


regione di Pinar del Río durante il secolo XVI. Carpentier afferma in una delle sue
conferenze che trasse ispirazione da una scrittrice anglosassone, Irene Wright, che
aveva raccontato la storia di un musicista che suonava il tamburo ogni qual volta
avvistava una nave. Probabilmente si riferisce all’arrivo dei conquistadores in
America Latina.

 Concierto barroco (1974): Narra la storia di un messicano che si reca a


Venezia dove entra in contatto con Vivaldi. Il messicano racconta la storia di
Moctezuma al noto compositore, il quale decide di intitolare un’intera opera a
questo personaggio;

 El arpa y la sombra (1979): il romanzo tratta il tema della scoperta


dell’America. Carpentier vuole sfatare l’immagine mitica di Cristoforo Colombo,
mettendo in luce il vero motivo che lo portò oltreoceano: la ricerca per l’oro e
l’interesse economico.

Tra i vari saggi, ricordiamo:


 La música en Cuba (1946)
 Literatura y conciencia en América Latina (1969)
 América Latina en su música (1975)
 Afirmación literaria americanista (1979)
 Conferencias (1987)

5. EL REINO DE ESTE MUNDO

El reino de este mundo può essere considerato un romanzo storico in quanto affronta
il tema delle rivolte degli schiavi nella colonia francese e in esso sono presenti alcuni
personaggi realmente esistiti e importanti come Paolina Bonaparte. L’autore mescola
la veridicità dei fatti accaduti con altri completamente inventati, come il personaggio
di Ti Noel. Utilizza questa tecnica per dare un’impronta letteraria all’opera.
Oltre all’aspetto storico, nel romanzo trova ampio spazio il real maravilloso,
sottolineato dalla figura mitica di Mackandal. Quest’ ultimo, era stato il leader della
prima sollevazione haitiana contro i padroni. Era schiavo in una delle più grandi
haciendas e un giorno si bruciò un braccio nel trapiche di un ingenio. Per questo
motivo, decise di scappare verso le montagne e fomentare una ribellione. Nel 1750,
venne catturato dai gendarmi e portato a Ciudad del Cabo dove venne ucciso. I fedeli
del vudù haitiano ancora oggi sperano nel suo ritorno.
Carpentier decise di scrivere questo romanzo in seguito ad una visita che fece con sua
moglie a nord di Haiti.

PERSONAGGI ALL’INTERNO DELL’OPERA

Mackandal: Personaggio storico e tipico del real maravilloso. È presente dal capitolo
II fino alla fine della prima parte. È colui che conosce tutta la realtà africana e che si
ribella al padrone. Muore bruciato, difendendo i suoi ideali. I suoi seguaci non
credono che sia morto e continuano a venerarlo.
Ti Noel: Protagonista dell’opera è uno schiavo negro che segue gli ideali di
Mackandal. Il suo padrone, Monsieur Lenormand de Mézy, si reca a Cuba dopo che
gli era stata bruciata la casa nella rivolta degli schiavi. Al gioco, perde Ti Noel, che
venduto ad un altro padrone, riesce a tornare ad Haiti. Qui vivrà nelle rovine della
vecchia casa e parteciperà al rovesciamento del regime di Henry Christophe.
Ricordando le antiche pratiche di Mackandal alla fine del libro, Ti Noel cerca di
trasformarsi in uccello, in cavallo e in formica, ma si sente inferiore al suo “maestro”.

Monsieur Lenormand de Mézy: Si tratta di un monarchico che rappresenta a pieno


la figura del colonizzatore bianco. Si sposa due volte, scappa a Santiago de Cuba
dopo che era stata distrutta la sua casa e muore lì.

Bouckman: seguace di Mackandal, porta avanti la seconda rivolta degli schiavi neri e
muore decapitato.

Henri Christophe: appare nella terza parte del romanzo come un tiranno nero che si
era fatto costruire la residenza di Sans-Souci. Si parla quindi di dittatura di neri su
altri neri. Il popolo comincia ad andare contro al nuovo sovrano e Henri Christophe,
rendendosene conto, decide di porre fine alla vita nel regno di questo mondo. Si
uccide nella fortezza de La Ferriere la quale diventerà poi un mausoleo.

Paolina Bonaparte e il generale Leclerc: I due personaggi arrivano ad Haiti nella


seconda parte del romanzo. Si narra di come Paolina rimane affascinata di fronte ai
paesaggi ed è ansiosa di conoscere il nuovo mondo. Tra i due personaggi si inserisce
anche il nero Solimán, che fa entrare Paolina in contatto con le credenze autoctone.
Nel momento in cui il generale muore, la moglie quasi demente ritorna in Europa.

La Republica de los Agrimensores: Appaiono alla fine del romanzo e assumono il


controllo politico dell’isola. Il monarca cerca di espellerli senza ottenere alcun
risultato. Parlano la stessa lingua dei francesi e non liberano il popolo secondo i
principi del vudù, ovvero, seguendo le teorie secondo le quali la felicità debba
ottenersi nel regno di questo mondo.

Il romanzo può essere diviso in quattro parti:

1. La prima si riferisce agli avvenimenti sull’isola nel 1760, con la rivolta di


Mackandal;

2. La seconda corrisponde al periodo della Rivoluzione Francese fino al 1802,


con l’arrivo di Paolina Bonaparte e del generale Leclerc;
3. La terza riflette sugli avvenimenti accaduti durante il regno del tiranno
Henri Christophe ed il successivo suicidio;

4. L’ultima parte concerne gli episodi accaduti negli anni ’20 del 1800.

Tutta l’opera quindi segue un percorso ciclico, che va dalla schiavitù, alla liberazione
fino ad arrivare ad una nuova schiavitù, vista in maniera completamente differente.

TRAMA

Il libro si apre con l’apparizione di Ti Noel, schiavo nero pagato ad alto prezzo dal
suo padrone Lenormand de Mézy. I due si recano da un barbiere, e mentre Ti Noel
attende, pensa ai racconti di Mackandal sul lontano regno africano, a lui totalmente
sconosciuto.
Un giorno, Mackandal perde una mano nello svolgere un lavoro pesante e decide di
scappare. Ti Noel, saputa la notizia, ne rimane addolorato, nella consapevolezza che
la perdita di Mackandal porta con sé la scomparsa dei racconti sulle leggende vudù.
Una vecchia signora, dopo la stagione delle piogge, confessa allo schiavo nero dove
si trova l’amico e così i due si rincontrano.
Nella Plaine du Nord, comincia a propagarsi un veleno che causa la morte di molte
persone, tra cui Madame Lenormand de Mézy. Il veleno era stato portato da
Mackandal per uccidere tutti i bianchi e creare così un impero di neri liberi a Santo
Domingo. Dopo poco tempo, i soldati cominciano a rastrellare tutte le contrade alla
ricerca del colpevole, senza successo. Mackandal era riuscito infatti a trasformarsi in
ruminante, pesce e uccello, in quanto i suoi poteri erano illimitati. L’attesa dura per
ben 4 anni, al termine dei quali si chiude il ciclo delle metamorfosi. Nel frattempo,
Monsieur Lenormand de Mézy si era risposato con una donna ricca e zoppa. In un
lunedì di gennaio, mentre gli schiavi si trovavano nella Plaine du Nord, arriva
Mackandal pronto per essere ucciso. Il suo corpo vola così nell’aria: Mackandal
aveva mantenuto la promessa ed era rimasto nel regno di questo mondo.
In un giorno di pioggia, i rappresentanti degli schiavi della Plaine du Nord si
incontrano in un bosco e il giamaicano Bouckman pronuncia un discorso pieno di
collera. Bisognava dare la libertà ai neri e così pochi giorni dopo inizia la rivolta.
Monsieur Lenormand de Mézy si nasconde perciò in un pozzo, dal quale uscirà solo
successivamente, scoprendo che la sua residenza era stata distrutta per intero. La sua
gente era stata uccisa, compresa sua moglie. Un messaggero annuncia che la rivolta
degli schiavi era stata fermata e Bouckman ucciso. Il padrone impedisce l’uccisione
di Ti Noel, schiavo che aveva pagato molto caro.
I due si recano a questo punto a Santiago de Cuba, dove Lenormand de Mézy
comincia a vendere i suoi uomini per permettersi una vita agiata.
Nel frattempo, si assiste all’arrivo sull’isola di Paolina Bonaparte e di suo marito, il
generale Leclerc. Quest’ultimo, dopo poco tempo, muore a causa della propagazione
del veleno e Paolina, vicina alla demenza, comincia ad accostarsi alle credenze
autoctone, grazie ai racconti di Solimán. In seguito, torna in Europa.
Ti Noel viene venduto ad un altro padrone dopo la morte di Lenormand de Mézy e
riesce a tornare ad Haiti. Arrivato nella hacienda, vede un grande palazzo e una
chiesa. È sorpreso nel vedere davanti a sé tutti neri. Scopre così di trovarsi a Sans-
Souci, la residenza di Henri Christophe. Si assiste in questo caso ad una nuova
dittatura, ma questa volta di neri su neri. Durante la celebrazione di una messa il re
Henri si lamenta delle cattive intenzioni del popolo, poi, tornato nella sua residenza,
si veste con i suoi migliori abiti si spara per dar fine al regno di questo mondo.
La famiglia del re deceduto si reca a Roma accompagnata da Solimán mentre Ti Noel
rimane a Sans-Souci, dove una mattina appaiono gli Agrimensori (i mulatti).
Ricordando Mackandal, Ti Noel vuole trasformarsi in animale per convivere con i
nuovi invasori dei suoi territori.
Riflette sul fatto che la grandezza dell’uomo sta nel migliorare se stesso e si
raggiunge nel regno di questo mondo.
A questo punto, dichiara guerra ai conquistatori e nello stesso istante arriva un grande
vento che distrugge tutte le terre circostanti.

6. LOS PASOS PERDIDOS (1953)

Il romanzo è la massima espressione del real maravilloso. È suddiviso in 6 parti,


divise a loro volta in 39 capitoli. L’idea di questo romanzo nacque in seguito alla
permanenza dell’autore in Venezuela.

Sinopsis: il protagonista (senza nome), un musicologo cubano stanco della sua vita
priva di stimoli e fatta ormai soltanto di una routine noiosa, fugge da New York alla
ricerca di alcuni strumenti musicali indigeni nell’America del Sud capaci di
riprodurre l’autentico suono degli animali. Questo incarico gli viene affidato da un
vecchio amico che era stato suo professore, il quale gli dice che si tratta di un
progetto sostenuto dall’Università e pertanto retribuito. Ruth, moglie del
protagonista, è una famosa artista sempre in viaggio per motivi di lavoro. La loro
relazione è ormai giunta al culmine, per questo il protagonista si rivolge alla sua
amante Mouche, un’astrologa stravagante e irresponsabile. Lei accetta e propone di
falsificare gli strumenti musicali primitivi per consegnarli come prova dell’avvenuta
ricerca. Insieme partono alla volta del Sud America e arrivano in una città non
specificata totalmente bloccata e devastata dalla guerra civile. Per questo saranno
costretti a rimanere chiusi in hotel per la maggior parte del loro soggiorno. Il viaggio
continua poi attraverso il Venezuela, nell’area dell’alto Orinoco. Durante il tragitto, il
protagonista conosce Rosario, una nativa che pian piano lo farà innamorare di sé e
che sta compiendo il viaggio per far visita al padre malato e consegnargli un santino
per farlo guarire miracolosamente. Continua il viaggio verso l’interno della selva ma
si fermano per far salire il frate Pedro de Henestrosa. Durante la sosta, il protagonista
conosce Yannes un minatore che aveva scambiato Mouche per una prostituta. In
seguito arrivano a Puerto Anunciación. Qui il protagonista conosce El Adelantado.
Fray Pedro dice a tutti che il padre di Rosario è morto e vengono celebrati i funerali
secondo i riti cattolici. In seguito a un feroce litigio tra Mouche e Rosario,
quest’ultima rimane ferita e nel curarla il dottor Montsalvaje scopre che è malata di
malaria. Nonostante le cure Mouche è costretta a ritornare in città. Rosario e il
protagonista continuano la traversata sul fiume, addentrandosi sempre più nella selva.
A questo punto scoprono che El Adelantado aveva fondato una città, Santa Mónica
del los Venados. Arrivati lì Rosario e il protagonista vivono in una capanna, molto
felici. Il villaggio trova una sua organizzazione: si costruisce la chiesa, si avviano
delle coltivazioni e si stabiliscono delle regole di governo. El Adelantado viene
aiutato dal figlio Marcos. In tale contesto il protagonista abbandona lo stile di vita a
cui era abituato e si sente libero e felice. Inizia a comporre un’opera che chiama “El
Tren”. Nel villaggio un giorno arriva un aereo con delle persone inviate per
“salvarlo” dagli indigeni. Decide di tornare a New York per recuperare tutte le cose di
cui ha bisogno nella selva e parlare con sua moglie della sua decisione di ritornare a
vivere nel villaggio. Rosario si arrabbia per questo ed egli, come garanzia del suo
ritorno, le lascia la composizione che aveva iniziato. Tornato in città, scopre che Ruth
ha abbandonato la carriera per stargli vicino. Lui le confessa che vuole continuare a
vivere con Rosario. Riparte alla volta della selva ma è costretto a fermarsi a Puerto
Anunciación in quanto il fiume aveva straripato e non consentiva la navigazione.
Rivede il suo vecchio amico Yannes e viene a sapere che Rosario ha sposato Marcos
e aspetta un bambino. Il protagonista, persa ogni speranza di essere felice con Rosario
nella selva, decide di non tornare più al villaggio.

I personaggi

Il protagonista: è un uomo oppresso e angosciato dalla quotidianità della sua vita. Il


viaggio che egli percorre rappresenta il viaggio di un artista verso le radici dell’io e
della sua creazione, una riscoperta di sé stesso. Vuole fuggire dalla desolante civiltà
del XX secolo per rifugiarsi nell’autenticità del mondo primitivo.

Ruth: moglie del protagonista, è il prototipo di donna conformista e convenzionale


priva di passionalità.

Mouche: amante del protagonista, vuota e superficiale. Rappresenta l’eccesso di


artificiosità e di finzione.

Rosario: è l’esempio della mistica americana. Grazie a lei, il protagonista si


abbandona a una nuova dimensione dell’essere. Straordinaria amante, riesce a far
innamorare di sé il protagonista catturandolo in un mondo congelato in un eterno
presente.

El Curador: vecchio professore del protagonista. Gli propone l’incarico di scoprire


le origini della musica.

Pedro de Henestrosa: frate che funge da guida morale nel viaggio attraverso la
selva.

Yannes “el griego”: il minatore che scambia Mouche per una prostituta e chiede di
avere una relazione sessuale con lei. Questo causerà una lite con il protagonista, ma
poi i due si riappacificano e diventano buoni amici. Viaggia con il libro dell’Odissea
che poi regala a Rosario e al protagonista.

El Adelantado: Viene presentato da Yannes, è un altro minatore chiamato così perché


quando lavorava nella miniera era il primo a oltrepassare il fiume. Egli conosce molti
segreti legati alla selva.

Marcos: figlio di El Adelantado che lo aiuta nell’organizzazione del villaggio. Sarà


alla fine lo sposo di Rosario.

Doctor Montsalvaje: esperto di erbe, è il medico che accompagnerà i vari


personaggi all’interno della selva. Si prenderà cura di Mouche dopo averle
diagnosticato la malaria.

Narratore- spazio-tempo
Il narratore racconta la vicenda in prima persona secondo il modello di un diario.
Infatti all’inizio di ogni capitolo troviamo la data e il giorno della settimana in cui
l’evento accade.

La vicenda inizia a New York, metropoli multiculturale, e prosegue nella selva. Il


protagonista parte per il Venezuela, arrivando prima a una città di cui non viene
menzionato il nome e in seguito a Puerto Anunciación. Si trasferisce poi con la sua
amante a Santa Mónica de los Venados dove il protagonista decide di tornare per
risolvere alcune questioni a New York. Quindi si può parlare di uno spazio circolare,
di ritorno al punto di partenza. Alla fine c’è un ritorno alla selva ma il protagonista,
saputo che non potrà più vivere con la donna che ama, ritorna definitivamente al
mondo civilizzato.

La vicenda si svolge da giugno a dicembre.