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W 643 Attività e perfezione umana: fra Aristotele e la psicologia delle

organizzazioni

Compito 1. La nascita della metafisica dei viventi

Consegna: 5 novembre 2018

“Origins of the Metaphysics of the Living”, Acta Philosophica 22 (2013), pp. 35-56

Leggere il testo di riferimento e rispondere alle seguenti domande in non più di 1.000 parole
(circa 5.000 caratteri).

1. Cosa intendeva spiegare Platone con l’immagine degli uccelli e la gabbia?

2. A quale dei modi di dire l’essere aristotelici si assimila il tentativo platonico?

3. Perché è importante stabilire queste distinzioni?

Osservazioni

La versione italiana (Metsofliving-W642it.pdf) contiene citazioni e altri testi in inglese.


C’è una versione spagnola, leggermente semplificata (“El acto y la perfección de los vivientes:
Aristóteles desde los hallazgos de la Academia”, in Herrero, M., a cura di, Escribir en las almas,
EUNSA, Pamplona 2014, pp. 623-637). Si consiglia usare direttamente la versione inglese.

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W 643 Attività e perfezione umana: fra Aristotele e la psicologia delle
organizzazioni

Compito 2. S. Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae I-II, qq. 6-20: gli atti umani
Consegna: 28 novembre 2014

Rispondere brevemente alle seguenti domande:

1. Cosa s’intende per atto volontario?


2. Può darsi volontarietà senza atti?
3. Può darsi violenza nella volontà?
4. Indicare gli elementi che influiscono sulla volontarietà degli atti
5. Perché le azioni guidate dalla paura sono relativamente volontarie?
6. Come influisce la concupiscenza nella volontarietà?
7. Cosa sono le circostanze?
8. Quante circostanze ci sono? Quali sono?
9. La volontà riguarda il male?
10. La volontà è anche delle cose che riguardano il fine?
11. Quale esempio usa S. Tommaso per distinguere come vuole la volontà il fine e le cose che
riguardano il fine?
12. Come muove l’intelletto la volontà?
13. Da cosa dipende la convenienza di un oggetto?
14. Verso che cosa tende naturalmente la volontà?
15. La volontà è mossa necessariamente dal suo oggetto?
16. È la fruizione un atto della potenza appetitiva?
17. C’è fruizione soltanto del fine ultimo?
18. Può darsi fruizione del fine non ancora raggiunto?
19. L’intenzione è della volontà o dell’intelletto?
20. C’è intenzione soltanto del fine ultimo?
21. 12.4: perché usa S. Tommaso l’esempio della luce e il colore per spiegare l’unità
dell’intenzione del fine e di ciò che riguarda il fine?
22. Perché la scelta è un atto della potenza appetitiva?
23. Perché la sagacia di certi animali (ragni, api, cani) non è paragonabile alla scelta umana?
24. La scelta riguarda soltanto le cose possibili?

Q. 14. Il consiglio o deliberazione che precede la scelta


25. Perché la deliberazione è una ricerca?
26. Di che cose non si occupa il consiglio o deliberazione?
27. Dopo aver capito il fine, fino a che punto arriva il consiglio nei dettagli?
28. A quale facoltà compete il consenso?
29. Il consenso riguarda il fine?
30. Perché nella spiegazione dell’uso, S. Tommaso si avvale dell’esempio del costruttore per
illustrare il ruolo della volontà?

Q. 17. Gli atti comandati dalla volontà


31. Quali sono i due modi in cui la volontà comanda (imperat)?
32. Perché si può comandare l’atto della volontà?
33. Con quale tipo di autorità comanda l’intelletto sugli appetiti?

Q. 18. Bontà e malizia degli atti umani


34. Art. 4.: quali sono gli elementi della bontà o malizia degli atti umani
35. Perché chi ruba per commettere adulterio è più adultero che ladro?
36. Perché la specie che procede dal fine non è contenuta nell’oggetto come nel suo genere?
Q. 19. Bontà e malizia dell’atto interno della volontà
37. Come si riconosce una volontà buona?
38. Perché la bontà della volontà dipende dalla ragione?
39. La ragione erronea è vincolante?
40. Dipende la bontà della volontà dall’intenzione del fine?

Q. 20. Bontà e malizia degli atti esterni


41. Sono sempre uguali la bontà o la malizia degli atti interni ed esterni?
42. Perché l’atto esterno aggiunge bontà o cattiveria all’atto interno?
43. Quando un atto consecutivo influisce sulla bontà o malizia dell’atto esterno?