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Storia delle esplorazioni e dei viaggi: Introduzione

[1] Storia delle esplorazioni e dei viaggi: che relazioni con altre discipline umanistiche?

La storia delle esplorazioni e dei viaggi esiste perché abbiamo resoconti di viaggi anche
con coinvolgimenti empatici.

• Letteratura: i testi di Codazzi, scopritore dell’idrografia centro-americana, e del


brianzolo Gaetano Osculati che nel 1848 va in Turchia ed Equador non sono capolavori
letterari ma pur sempre rilevanti (cfr. anche [5]). Colombo teneva un doppio diario
di bordo, di cui uno personale dove manifesta la sofferenza intima.
• Antropologia: scienza dell’uomo che si concreta come programma di ricerche sull’uomo
visto come soggetto o individuo. Quella culturale o sociale è diretta all’indagine
e interpretazione di credenze, attività espressive e istituzioni dei popoli
cosiddetti primitivi, ma anche delle manifestazioni storiche delle diverse culture.
• Storia: esplorazioni, scoperte e conseguenze storiche e geopolitiche, narrazione di
eventi storici con la scultura (colonna traiana per la campagna tracica).
• Archeologia: interesse per i reperti archeologici e le civiltà del passato.
• Etnologia ed etnografia: studio dei fenomeni di diffusione e contatto dei sistemi
culturali diretto ad acquisire una conoscenza scientifica dei modi di vita dei
popoli, della struttura e della evoluzione delle società.
• Storia dell’arte: la pittura fiamminga e la scuola di Barbizon per il paesaggio,
gli impressionisti e l’acqua, lo stagno di Monet a Giverny e il potere dell’acqua
presso le fontane (Trevi, Navona).

[2] Come definire il passaggio da esperienza di viaggio al sapere geografico?

C’è un legame tra geografia ed esplorazioni.

• Fascino postmoderno del viaggio presente nel libro di Eric Leed, La mente del
viaggiatore, Bologna, Il Mulino, 1992.
• Ricerca scientifica sui viaggi del passato.
• C’è chi ama distinguere tra viaggiatore e turista: il viaggiatore esce dagli
itinerari normali del pacchetto ed esplora, mentre il turista visita, vuole scoprire
l’autenticità di un luogo. Esplorare implica il fatto che anche se non è una terra
vergine, tu comunque puoi esplorare e quando apri una destinazione turistica o di
viaggio trovi affannosamente qualcosa in cui non c’è stato nessuno. Cernobyl è
diventato meta di viaggio perché nessuno l’ha mai esplorata dopo il fall-out ed è
importante il ritorno e lo narri con i racconti di viaggio.
• Varie convergenze disciplinari.
• Letteratura odeporica: è la letteratura di viaggio. Se il viaggiatore scrive, ecco
il taccuino di campo dell’antropologo perché quando ci si limita al cellulare è già
qualcosa ma non tutto, magari ci si ferma a fare un disegno dal vero e ci sono
ancora oggi. È la lentezza del viaggiatore. Il turista, al contrario, ha meno tempo
del viaggiatore. I turisti post-moderni delegano tutto alla macchina fotografica. È
possibile essere viaggiatori in un giorno con la mentalità del viaggiatore.
• Resoconti di viaggi scientifici: noi abbiamo una serie di viaggiatori botanici che
viaggiano per conto dell’orto botanico di Londra, di Padova, di Luigi XIV per
raccogliere piante da acclimatare. La magnolia è una pianta che ormai riteniamo
nostra ma è stata portata dopo viaggi scientifici e poi ci sono quelle alloctone

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che ci sono tramite casuale trasporto di semi e si sono insediate qui tranquillamente
come l’acacia, pianta invasiva nord-americana.

[3] Che connessioni tra viaggio turistico e immaginario collettivo?

Il viaggiare è fondamentale per la produzione di sapere geografico e per la conoscenza dei


luoghi.

• Viaggio come sfida: uno studio sulle offerte dei tour operator nel mondo mostra un
elogio della grande impresa, come il pacchetto, nel caso di Avventure nel mondo,
che racconta il viaggio come avventura fuori dai regolari ritmi esistenziali.
• Elogio delle grandi imprese.
• Fino ai viaggi turistici (poco utili al sapere geografico): ora le categorie spazio-
tempo sono compresse e in 24 ore possiamo essere nell’emisfero australe mentre ai
tempi più evoluti ci volevano mesi con i velieri.
• Ideologia no limits (Avventure nel mondo): attraversare la Groenlandia in novembre,
fare rafting in un fiume. L’avventura è la sfida che la post-modernità può offrire
all’uomo poco desideroso e non può farlo adesso perché tutto è già esplorato ed è
l’esotismo del quotidiano.

L’immagine turistica è un concetto postmoderno che affonda le radici nei racconti di


viaggio.

• È pre-esistente al viaggio: abbiamo delle aspettative e ci sono iconografie che


muovono l’emozione estetica, come la trasparenza di un lago alpino con colori
smeraldo, blu, viola. Oggi si lavora molto sull’aspetto di percezione che evoca
l’attrattività del luogo.
• Ne condiziona la ricerca di soddisfazione: ci appaga il viaggio quando lo stereotipo
si manifesta veritiero e spesso si viaggia alla ricerca dello stereotipo. Quello
era uno stereotipo nel ‘500 ha fatto impazzire i viaggiatori alla ricerca dell’oro
che non hanno trovato nelle misure delle aspettative.
• Richiamo al “viaggio in poltrona”: noi abbiamo bisogno di viaggi, di rompere la
quotidianità e non c’è quotidiano che non abbia inseriti dei viaggi. Ci sono anche
programmi televisivi.
• Si definisce una esperienza estetica antecedente al viaggio: ci sono parametri
comuni per cui l’isola corallina con la palma è un classico e si viaggia per
verificare il conosciuto.
• Si viaggia per verificare quanto già acquisito.

Entra in gioco il marketing territoriale con le immagini: il marketing sfrutta l’icona per
l’attrattiva turistica.

• Servono a cogliere la personalità dei luoghi: importanza di iconografie


accattivantisi.
• Processi percettivi semplificati.
• Uso di elementi riassuntivi: ci sono poche didascalie, testi stringati con aggettivi
mirati, fantastico, mozzafiato, indescrivibile e dal punto di vista linguistico
troviamo descrizioni semplificate e roboanti, quasi esaltanti l’esperienza.
• Icone: per evocare l’atmosfera della destinazione.
• Importanza di iconografie accattivanti: è un processo retorico che cerca di
dimostrare la bellezza del luogo e bisogna stare molto attenti.

Ci sono immagini presentate per la scelta dei viaggi turistici che fanno leva sul potere
evocativo del viaggio: mari blu del Queensland quando sono marroni, nebulosità dei Caraibi
e delle Maldive, piovosità nelle Isole Cook.

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Le immagini naturali sono un ampio settore dell’immaginario collettivo.

• Conta un vasto repertorio di elementi morfologici.


• Prevalgono specifici valori condivisi:
• Incontaminato: è l’Altrove più richiesto: dove manca la presenza umana o c’è
un’autenticità etnica, linguistica e culturale.
• Si nutre dell’idea di “ritorno alla natura”: Colobo e l’esaltazione dell’uomo
edenico, nella condizione prima del peccato originale, la purezza, secondo un mito
costante dell’età dell’oro.
• Ricerca di mondo lontano dall’intrusione umana.
• Conta anche: vastità, imponenza, solitudine.

[4] L’Altrove come “ignoto”: che relazioni tra “ri-scoperta” ed esotismo del quotidiano?

L’esotismo nel quotidiano prevede il trasformare i luoghi noti come esoterici: non è
importante lo spostamento fisico e lo spazio-tempo ma lo spostamento mentale dato dal fatto
che costruiamo un immaginario geografico grazie ad un condizionamento culturale facendo
della geografia una cultura delle percezioni.

Il mito postmoderno dell’Alterità è un concetto molto importante non solo in geografia ma


anche in antropologia e nelle scienze sociali.

• Uscire dalle strade battute: cercare di non essere turista, organizzare un viaggio
noi con il supporto blando di un tour operator.
• Turismo culturale: è in crescita ma sempre di nicchia.
• Ecoturismo: si avvicina alle modalità del viaggiatore ed è la ricerca di qualcosa
che si allontana dalle condizioni urbanizzate dagli interventi antropici e cerca
ciò che resta di natura selvaggia.
• Sorta di offesa la definizione di “turista”.
• Approccio elitario del “viaggiatore”: ha molto tempo libero e disponibilità
economica. È ciò che fanno i ragazzi dopo il college con il viaggio di formazione
può durare anche di più che è work away e ci sono offerte in tutto il mondo, da
quello lontano ed urbanizzato per esperienze di lavoro.
• Sentirsi altro dal quotidiano: Gaetano Osculati è un viaggiatore brianzolo che dopo
i moti del ’48 non voleva stare nella vita quotidiana e fa un viaggio.
• Voler far parte del “senso del luogo”: far parte dell’autenticità e il primo evento
che ti fa sentire parte di ciò è andare nella Lonely Planet e cercare il glossario
di sopravvivenza.

L’altrove potrebbe essere ignoto in senso personale e individuale nel senso che non si ha
mai visitato un posto.

• Il turista è attratto da ciò che è diverso.


• Si apprezza la distanza dal quotidiano: non di chilometri, ma di abitudini. Chioggia
è altrove, località ricca di esotismo.
• È ancora possibile un turismo di scoperta?
• È meglio dire “ri-scoperta”: i viaggi di viaggiatori oceanici non lo sono, mentre
qui il viaggio è di riscoperta perché tendenzialmente si può approfittare di qualcosa
già noto.
• Ricerca di destinazioni insolite: non lontane, ma non comuni.
• Si arricchiscono i repertori dei luoghi.
• Permane l’attitudine neo-romantica dell’esplorazione: il viaggio in treno Mestre-
Adria sulla vaccamora, modo di dire che si rifà alle locomotive a vapore. O un treno
con pendenza dell’80% che si arrampicava con la cremagliera da Como a Brunate.

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Esempi di esotismo nel quotidiano: dalle Prealpi alla pianura alluvionale, Alpi friulane
e laguna di Caorle.

[5] Quale l’importanza delle relazioni di viaggio?

Le relazioni di viaggio dicono informazioni che altri testi non tramandano, parlando dei
pidocchi, dei furti, delle camerate, del rumore molesto del bordello al di là di una
paratia di stoffa o dei cavalli che scalpitano sotto il soffitto di tavole. Il racconto di
viaggio è affascinante tanto più racconta storie diverse dalla normalità esistenziale.
Alla relazione di viaggio si aggiunge il valore della geografia emozionale e fa parte di
un progetto di telling stories.

È importante l’elemento della vista (geografia descrittiva) e infatti la geografia è stata


descrizione di ciò che si vede.

È piacevole raccontare perché è un’autocelebrazione e si racconta un personale successo e


così le relazioni di viaggio del ‘400/’500/’600 magari raccontando il fatto con falsità.
Richiama il desiderio di gloria.

La segnalazione di scoperte geografiche permette la creazione di una cartografia più


dettagliata.

• Feconda la lettura con approccio interdisciplinare: è una raccolta di mappe e tratti


costieri con una descrizione sommaria.
• Testi di “letteratura minore”: da analizzare anche con lo sguardo dello storico,
del botanico. In storie della letteratura italiana non ci sono brani di viaggi di
Caboto, Colombo, Vespucci e non se ne parla.
• Da chiarire il contesto in cui avviene la scrittura:
a) attitudini sociali;
b) eventi geopolitici;
c) condizioni socio-economiche.

La relazione di viaggio è utile per addentrarci nel senso del luogo e dei territori che
vengono visitati. Ci sono relazioni di viaggio con valore letterario come Marco Polo, Il
Milione, che si studia o si accenna in letteratura. Altri in letteratura latina possono
essere i viaggi di Erodoto, il viaggio di Goethe, che è studiato dai ragazzi tedeschi come
testo letterario.

Occorre valutare la complessità dei testi e distinguere:

• cronaca di viaggio;
• elaborati di scrittori e poeti;
• testi accademici (con approccio scientifico).

Ad es. l’evoluzione dal “periplo” al portolano.

[6] Quali le principali tipologie di viaggio?

1. Viaggi di esplorazione (verso l’ignoto).


2. Viaggio con mete e propositi specifici: sono i viaggi dei mercanti o le crociate.
3. Vagabondare: è un verbo romantico. Un vagabondo è uno senza fissa dimora ed è visto
come il flaneur stile baudelairiano. Guido Piovene descrive i viaggi in Italia fatti
nel ‘55/’56 riscoprendo l’Italia della ricostruzione post-bellica per vedere come i
luoghi stanno cambiando agli inizi del miracolo economico.
4. Viaggi commerciali.
5. Esplorazioni militari (prima della conquista).

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6. Finalità religiose: si veda il cammino di Santiago. Ora c’è la via francigena, dei
Romei e si cercano nuovi percorsi come il cammino di Sant’Antonio in Veneto da
Camposampiero fino in Romagna. E poi la Mecca con i pellegrini islamici che vanno
lì almeno una volta nella vita.
7. Individuazione di itinerari.
8. Dalla crescita demografica alle migrazioni.
9. Viaggio scientifico: diffuso soprattutto nell’Illuminismo e alla base delle Società
Geografiche.

In ogni caso crescita di conoscenza geografica: lo usi come accumulo di sensazioni e


impressioni. È il concetto di esplorazione: si può esplorare il conosciuto e in genere
parliamo di storia delle esplorazioni ed è qualcosa che porta alla luce luoghi sconosciuti
e ignoti.

[7] Grand Tour e Illuminismo: soffermati sulla comparsa della Geografia Umana.

• Andare oltre la corografia descrittiva: coros è “regione”, è una descrizione


regionale molto limitata. I primi illuministi praticavano anche la geografia
statistica e cioè raccoglievano il numero degli abitanti, misuravano la superficie
e venivano fuori gli abitanti per chilometro quadrato. Oppure, i geografi pagati da
Napoleone Bonaparte che ha voluto conquistare l’Europa facevano mappe in cui
descrivevano le fattorie e quanto bestiame c’era per nutrire le truppe che
avanzavano.
• Arricchire i dati: geografia statistica: è geografia politica, di potere, con lo
scopo di dominare. Gli abitanti indicano la forza lavoro e i potenziali soldati e
non è una scienza immune da finalità espansionistiche e ancor peggio con il
colonialismo.
• Primi passi di ciò che si può definire: geografia economica, grazie al contributo
di:
a) naturalisti;
b) agronomi;
c) studiosi di geologia.

Nel sud del Cile o nel deserto di Atacama serve perché certe rocce sono indicatrici della
presenza di rame, di metalli utili, di ferro. La presenza del calcare rosso indica ferro
e quindi bisogna conquistare quel territorio e non è solo l’oro che interessava.

In un atlante, dopo la carta fisica e politica ci sono quelle tematiche (climi, produzioni
industriale): tanti temi sulla stessa base cartografica e nella parte fisica non ci sono
confini e ha i colori codificati da Cristoforo Sorte nel 1530 circa (marrone inteso =
altimetria elevata). Quando si scopre che in Brasile una pianta che produce una resina va
bene per fare prodotti durevoli – è la pianta della gomma – si avviano attività economiche.
Gli esploratori nel ‘700 portano dal Brasile strani semi di caffè e cacao, a Madera i
portoghesi scoprono la canna da zucchero e si comincia a dolcificare.

Il Grand Tour è un atteggiamento elitario che si basa su:

a) approccio estetico;
b) approccio culturale-artistico;
c) approccio scientifico;
d) approccio sociale-antropologico.

La correlazione di viaggio e geografia di von Humboldt riprende e perfezione Kant nella


sua differenza tra geografia fisica e umana.

[8] Perché è importante il Plan secondo l’idea di Geografia di Immanuel Kant?

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Si riprende la definizione di geografia fisica che Kant dà nelle sue Lezioni sulla geografia
fisica (Amburgo-Magonza, 1801): «La geografia fisica considera soltanto le condizioni
naturali della terra e ciò che essa contiene: mari, montagne, continenti, fiumi,
l’atmosfera, l’uomo, gli animali, le piante e i minerali. Tutto questo non con la
completezza e l’esattezza filosofica che spettano alla fisica e alla storia naturale ma
con la ragionevole curiosità che ha per il nuovo il viaggiatore che ricerca per ogni dove
ciò che è degno di nota, peculiare e meraviglioso e compara le osservazioni che accumula
secondo un certo piano (plan)». Kant è il primo a organizzare il sapere geografico e parla
di ciò che stimola la sorpresa.

«Ma la cognizione del mondo richiede più che il semplice viaggiare. Chi vuol trar profitto
dai viaggi deve farsi prima un piano (plan) e possedere cognizioni». Ossia bisogna saper
programmare il viaggio per trarre profitto dall’esperienza. Non è il semplice viaggiare e
dovremmo avere mantenuto un ricordo e non solo perché lo si vede con il supporto di una
foto.

[9] Quali le relazioni tra l’esperienza di viaggio e la geografia delle percezioni?

• Ruolo del contesto culturale di provenienza: ogni viaggiatore è figlio dell’epoca


in cui vive ed esprime un modo di vedere e di percepire l’ambiente, la cultura, la
religione.
• Lineamenti della cultura geografica: è legata alle cosmologie e ad una conoscenza
tecnica come la cartografia, atlanti, mappe, il sapersi orientare, come versare in
una cartografia la raffigurazione simbolica e ridotta in tutto ciò che vogliamo
simboleggiare. L’approccio culturale e pratico si coniugano negli obiettivi del
viaggio e il contesto culturale.
• Presenza di “approcci” culturali e pratici: ad es. scoperta dell’America da problemi
geopolitici in Europa per bypassare le vie carovaniere in India senza confliggere
con gli imperi islamici.